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Procedura : 2017/2740(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0495/2017

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B8-0495/2017

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PV 13/09/2017 - 21
CRE 13/09/2017 - 21

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PV 14/09/2017 - 8.14
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P8_TA(2017)0359

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Giovedì 14 settembre 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Il futuro del programma Erasmus+
P8_TA(2017)0359B8-0495/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 14 settembre 2017 sul futuro del programma Erasmus+ (2017/2740(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 165 e 166 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, e in particolare l'articolo 14,

–  visto il regolamento (UE) n. 1288/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce "Erasmus+": il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport e che abroga le decisioni n. 1719/2006/CE, n. 1720/2006/CE e n. 1298/2008/CE(1),

–  vista la sua risoluzione del 2 febbraio 2017 sull'attuazione del regolamento (UE) n. 1288/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce "Erasmus+": il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport e che abroga le decisioni n. 1719/2006/CE, n. 1720/2006/CE e n. 1298/2008/CE(2),

–  vista la sua risoluzione del 12 aprile 2016 sul programma Erasmus + e altri strumenti per promuovere la mobilità in materia di IFP - Un approccio di apprendimento permanente(3),

–  vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2016 sul ruolo del dialogo interculturale, della diversità culturale e dell'istruzione al fine di promuovere i valori fondamentali dell'UE(4),

–  vista l'interrogazione alla Commissione sul futuro del programma Erasmus+ (O-000062/2017 – B8-0326/2017),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che, nell'attuale contesto, il 30° anniversario del programma Erasmus+ dovrebbe rappresentare non soltanto un momento di celebrazione, ma anche un'occasione per riflettere su come rendere più accessibile e inclusivo il programma e migliorare lo sviluppo dei cittadini e delle organizzazioni europee attive nei settori dell'istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport;

B.  considerando che l'istruzione è un diritto umano fondamentale e un bene pubblico che dovrebbe essere accessibile a tutti i richiedenti, soprattutto gli studenti con basso reddito;

1.  sottolinea che Erasmus è uno dei programmi UE di maggior successo e uno strumento essenziale per sostenere le attività nei settori dell'istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, e per avvicinare maggiormente l'Europa ai propri cittadini; riconosce l'impatto estremamente positivo che esso ha avuto sulla vita personale e professionale di oltre 9 000 000 di partecipanti all'interno e all'esterno dell'Europa, anche nei paesi confinanti e candidati, nel corso degli ultimi 30 anni;

2.  sottolinea il ruolo di Erasmus+ che, attraverso la mobilità e la collaborazione strategica, ha contribuito a migliorare la qualità degli istituti di istruzione e formazione nell'UE, rafforzando la competitività del settore europeo dell'istruzione, creando una forte economia della conoscenza europea e conseguendo gli obiettivi di Europa 2020;

3.  ritiene che il programma Erasmus+ e il suo successore dovrebbero focalizzarsi, in particolare, sull'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e la mobilità, contemplando l'istruzione formale, non formale e informale, e che, in tal modo, esso possa sostenere lo sviluppo di conoscenze e competenze fondamentali per la realizzazione personale, sociale e professionale, il che va di paro passo con la promozione dei valori democratici, la coesione sociale, la cittadinanza attiva e l'integrazione dei migranti e dei rifugiati, consentendo un dialogo interculturale più ampio;

4.  sottolinea l'esigenza di un approccio coerente alle politiche in materia di istruzione, formazione, gioventù e sport nell'insieme dei settori di apprendimento, in particolare attraverso opportunità di azione trasversale e sinergie con altri fondi e programmi UE; rileva al riguardo che l'imminente rinnovo del quadro di cooperazione europea nel settore della gioventù costituisce un'occasione ideale per allineare le priorità del successore di Erasmus+ con la nuova strategia dell'UE per la gioventù e altri programmi finanziati dall'UE;

5.  ritiene che Erasmus+ debba essere considerato come uno strumento fondamentale della strategia UE per promuovere gli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello mondiale;

6.  rileva che, considerato l'elevato tasso e l'importanza della mobilità tra istituti e organizzazioni di istruzione sul continente e nel Regno Unito, i negoziati sulla Brexit dovrebbero approdare a un accordo reciprocamente soddisfacente sullo status degli studenti e degli insegnanti UE che partecipano a regimi di mobilità Erasmus+ nel Regno Unito e viceversa;

Disoccupazione giovanile e realizzazione sul piano personale e sociale

7.  ritiene che il programma Erasmus+ abbia subito una significativa evoluzione, consentendo a un numero maggiore di partecipanti di beneficiare del programma e aiutandoli a migliorare la loro conoscenza e a colmare le loro lacune in materia di competenze e conoscenze, in particolare con l'estensione di Erasmus+ ai settori del volontariato, dell'istruzione e formazione informale e non formale e con l'espansione del proprio ambito geografico al di là dell'UE;

8.  riconosce che gli studenti mobili a livello di istruzione superiore hanno il doppio delle probabilità di trovar lavoro un anno dopo la laurea rispetto ai colleghi non mobili e che circa il 90 %(5) di tutti i discenti in materia di istruzione e formazione professionale (IFP) che seguono programmi di mobilità affermano che la loro impiegabilità è aumentata a seguito di tale esperienza; rileva però con rammarico che i giovani sono i più a rischio di disoccupazione; riconosce quindi l'esigenza che Erasmus+ presti un forte sostegno alle azioni improntate verso il conseguimento di migliori opportunità occupazionali;

9.  sottolinea che il volontariato incoraggia lo sviluppo della partecipazione civica e della cittadinanza attiva, contribuendo inoltre a rafforzare nel contempo le opportunità dei partecipanti di trovare un posto di lavoro; sottolinea quindi che il finanziamento a titolo del programma Erasmus+ dovrebbe far parte di una più ampia strategia politica volta a creare in Europa un ambiente favorevole al volontariato, non duplicando ma rafforzando le iniziative di successo esistenti; rammenta, tuttavia, che le attività di volontariato non retribuite non possono in alcun caso sostituire potenziali posti di lavoro di qualità;

10.  fa presente che Erasmus+ dovrebbe concentrarsi su innovazione e sviluppo e porre un maggiore accento sul rafforzamento delle conoscenze e competenze fondamentali, come la fiducia in se stessi, la creatività, l'imprenditorialità, l'adattabilità, il pensiero critico, le capacità di comunicazione, il lavoro in gruppo e la capacità di vivere e lavorare in un ambiente multiculturale; evidenzia che tali competenze possono essere sviluppate più pienamente attraverso una combinazione bilanciata di apprendimento formale, non formale e informale, e che l'acquisizione di competenze fondamentali è essenziale sin dai primi anni e dovrebbe essere rafforzata ulteriormente attraverso maggiori investimenti in azioni miranti alla mobilità nel corso delle prime fasi dell'istruzione e della formazione;

11.  rileva che Erasmus+ dovrebbe favorire legami più solidi tra gli istituti di istruzione e formazione e la comunità imprenditoriale, al fine di incrementare le conoscenze e l'impiegabilità dei suoi partecipanti e la competitività dell'economia europea;

12.  sottolinea il ruolo dell'IFP Erasmus+ nell'aiutare i partecipanti a sviluppare conoscenze e acquisire l'esperienza richiesta sul mercato del lavoro, contribuendo in tal modo ad una impiegabilità e integrazione sociale maggiori; sollecita miglioramenti dell'informazione e formazione professionale di Erasmus+, al fine di renderle più moderne, accessibili, semplificate e adatte all'epoca digitale;

13.  riconosce l'elevato potenziale di espansione della mobilità dei discenti IFP a collocamenti a breve termine e di lunga durata (Erasmus Pro), onde rafforzare il contributo dell'UE alla lotta contro la disoccupazione giovanile; esorta la Commissione e gli Stati membri a rafforzare le occasioni di mobilità dei discenti IFP e la dimensione professionale dell'apprendistato del programma, al fine di riconoscere il valore inerente degli apprendistati e per fare in modo che le riforme nazionali favoriscano ulteriormente lo sviluppo della formazione e delle qualifiche professionali e ne promuovano il riconoscimento; ribadisce nel contempo che un tirocinio costituisce un'opportunità formativa che non sostituisce però un'occupazione retribuita;

Inclusione sociale e accessibilità

14.  deplora che meno del 5 % dei giovani europei beneficino del programma a causa di fattori socioeconomici, limitati finanziamenti, crescenti disuguaglianze tra e all'interno degli Stati membri nonché della complessità dell'iter di presentazione delle domande e della gestione amministrativa; chiede alla Commissione e agli Stati membri di rendere il programma più aperto e accessibile, conseguendo maggiori risultati per i beneficiari finali e massimizzando il sostegno, soprattutto per le persone di estrazione svantaggiata e quelle con particolari esigenze;

15.  esorta la Commissione e gli Stati membri a rendere Erasmus+ ancora più inclusivo al fine di raggiungere più giovani attraverso diversi strumenti, soprattutto digitali, e organizzazioni, compresi gli istituti di istruzione formale e non formale a tutti i livelli, le organizzazioni giovanili, le organizzazioni artistiche e sportive di base, le organizzazioni di volontariato e altri portatori di interesse della società civile, integrando la strategia in materia di inclusione e diversità nel programma e puntando a coloro che hanno speciali esigenze e minori opportunità;

16.  ricorda che la mancanza di coordinamento e portabilità dei diritti tra i sistemi sociali dell'UE rappresenta un grave ostacolo alla mobilità delle persone con disabilità, nonostante gli sforzi per rendere più inclusivi i programmi Erasmus+ e altre iniziative di mobilità; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare la collaborazione e quindi a migliorare la mobilità delle persone vulnerabili;

17.  riconosce che uno dei principali ostacoli che si oppongono alla partecipazione di un numero maggiore di studenti alla mobilità nell'istruzione superiore è la mancanza di chiarezza e coerenza nel riconoscimento dei crediti a titolo del sistema europeo di accumulazione e trasferimento dei crediti (ECTS), acquisiti durante il periodo di mobilità; invita gli Stati membri e le autorità competenti, e in particolare gli istituti di istruzione superiore, ad applicare pienamente gli accordi di apprendimento come parte obbligatoria del processo di mobilità e a garantire l'agevole riconoscimento dei crediti ECTS acquisiti durante i periodi di mobilità di istruzione superiore Erasmus+;

18.  ritiene che le giovani generazioni debbano avere migliori opportunità di ideare il futuro del programma, in quanto sono le più adatte per rafforzarne la visione e portarlo al livello successivo, in funzione delle loro attuali e future esigenze e delle sfide che affrontano sul lavoro, durante le attività di volontariato e lo studio;

19.  incoraggia un certo livello di flessibilità all'atto dell'ideazione del nuovo programma, onde garantire che esso sia in grado di rispondere rapidamente alle sfide emergenti e alle priorità strategiche a livello europeo e internazionale; evidenzia che tutte le nuove iniziative dovrebbero integrare quelle esistenti ed essere dotate di un bilancio che sia sufficiente a garantirne l'efficace funzionamento;

Identità europea e cittadinanza attiva

20.  ritiene fermamente che il programma Erasmus+ debba continuare a stimolare la cittadinanza attiva, l'educazione civica e la comprensione interculturale e sviluppare un senso di identità europea; insiste quindi sulla necessità che tutte le attività di istruzione e formazione e di mobilità per l'apprendimento formale e non formale finanziate da Erasmus+ rafforzino altresì la consapevolezza dei giovani in merito al valore aggiunto della cooperazione europea nel settore dell'istruzione e li incoraggi a impegnarsi in problematiche europee;

21.  ritiene che, ove opportuno, l'inserimento della mobilità nell'istruzione nel quadro dei programmi di istruzione superiore e formazione professionale potrebbe andare a vantaggio dello sviluppo personale e della carriera degli studenti nonché della promozione della comprensione interculturale;

22.  invita la Commissione a mettere a punto una carta elettronica europea dello studente che consenta agli studenti di avere accesso ai servizi a livello europeo;

Finanziamento del programma

23.  deplora il fatto che lo scarso tasso di successo dei progetti lanciati a titolo di alcune azioni Erasmus+, il numero limitato delle borse e l'elevata domanda di partecipazione al programma potrebbero pregiudicare il successo di Erasmus+ quale programma faro dell'UE; ritiene fermamente che Erasmus+ dovrebbe in ultima analisi essere orientato verso tutti i giovani e che a queste più elevate ambizioni per il prossimo periodo di programmazione Erasmus+ debba corrispondere un significativo finanziamento aggiuntivo che dovrebbe riflettersi in una maggiore dotazione di bilancio in modo da sbloccare il pieno potenziale del programma; chiede quindi agli Stati membri, alla Commissione e ai rilevanti portatori di interesse di generare un sostegno più forte e più visibile al programma Erasmus in vista degli imminenti negoziati sul quadro finanziario pluriennale (QFP);

24.  sottolinea l'importanza di un'agevole introduzione del nuovo programma Erasmus+, con un bilancio strategicamente pianificato sin dall'inizio; incoraggia l'utilizzo di fondi regionali e sociali per rafforzare il contributo finanziario degli Stati membri alle borse di mobilità Erasmus+; ricorda che la coerente applicazione delle regole del programma a livello di tutte le agenzie nazionali, fra cui il rispetto di standard di qualità condivisi e procedure di valutazione dei progetti e amministrative, è essenziale per garantire la coerente applicazione del programma Erasmus+;

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25.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 50.
(2) Testi approvati, P8_TA(2017)0018.
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0107.
(4) Testi approvati, P8_TA(2016)0005.
(5) Quadro Erasmus+, dati rilevati il 28 marzo 2017; cfr.: http://www.ecvet-secretariat.eu/en/system/files/documents/3727/eu-vet-policy-context.pdf, pag. 29.

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