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Ciclo del documento : A8-0243/2017

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A8-0243/2017

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PV 02/10/2017 - 18
CRE 02/10/2017 - 18

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CRE 03/10/2017 - 4.7
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Martedì 3 ottobre 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Relazioni politiche dell'UE con l'ASEAN
P8_TA(2017)0367A8-0243/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 3 ottobre 2017 sulle relazioni politiche dell'UE con l'ASEAN (2017/2026(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista l'istituzione dell'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN) l'8 agosto 1967,

–  visto il quadro giuridico principale per le relazioni UE-ASEAN, segnatamente l'accordo di cooperazione CEE-ASEAN firmato nel marzo 1980(1),

–  vista la Carta dell'ASEAN, firmata nel novembre 2007, che attribuisce personalità giuridica e definisce un quadro giuridico e istituzionale per l'ASEAN, compresa la creazione del comitato dei rappresentanti permanenti (CPR), per sostenerne e coordinarne l'attività,

–  visto il forum regionale dell'ASEAN (ARF), istituito nel 1993 per promuovere il dialogo e la consultazione su questioni politiche e di sicurezza e contribuire al rafforzamento della fiducia e alla diplomazia preventiva nella regione Asia-Pacifico,

–  visti i vari quadri dell'ASEAN per il rafforzamento della fiducia a livello regionale: l'ARF, la riunione dei ministri della Difesa dell'ASEAN (ADDM-Plus), il vertice dell'Asia orientale (EAS), l'ASEAN + 3 (ASEAN più Cina, Giappone e Corea del Sud) e l'ASEAN + 6 (ASEAN più Cina, Giappone, Corea del Sud, India, Australia e Nuova Zelanda),

–  visti gli accordi commerciali in vigore tra l'ASEAN e il Giappone, la Cina, la Corea del Sud, l'India, l'Australia e la Nuova Zelanda,

–  visti i negoziati in corso e/o la conclusione di sette accordi di partenariato e di cooperazione tra l'Unione europea e taluni Stati membri dell'ASEAN, ovvero Sultanato del Brunei Darussalam, Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam,

–  visti i negoziati per gli accordi di libero scambio (ALS) in corso con l'Indonesia e le Filippine, i negoziati per gli ALS con la Malaysia e la Thailandia, attualmente sospesi, la prevista conclusione di ALS con Singapore e il Vietnam nei prossimi mesi e i negoziati per un accordo sugli investimenti con il Myanmar/Birmania,

–  vista la riunione tra il commissario per il commercio Cecilia Malmström e i ministri delle Finanze dei paesi ASEAN tenutasi a Manila il 10 marzo 2017,

–  vista la 9ª riunione del partenariato parlamentare Asia-Europa (ASEP9) tenutasi a Ulan-Bator, in Mongolia, il 21 e 22 aprile 2016,

–  visti la dichiarazione di Norimberga sul partenariato rafforzato UE-ASEAN del marzo 2007 e il suo piano d'azione del novembre 2007,

–  visto il piano d'azione di Bandar Seri Begawan per dare ulteriore solidità al partenariato rafforzato ASEAN-UE (2013-2017), adottato nel Sultanato del Brunei Darussalam il 27 aprile 2012,

–  vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo e al Consiglio, del 18 maggio 2015, dal titolo "UE e ASEAN: un partenariato con obiettivi strategici" (JOIN(2015)0022),

–  viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri", del 22 giugno 2015, sulle relazioni UE-ASEAN,

–  vista la dichiarazione di Bangkok sulla promozione di un partenariato globale ASEAN-UE per obiettivi strategici comuni del 14 ottobre 2016,

–  vista l'adesione dell'Unione europea al trattato di amicizia e cooperazione nel sud-est asiatico (TAC) avvenuta a Phnom Penh il 12 luglio 2012(2),

–  visto l'undicesimo vertice dell'incontro Asia-Europa (ASEM11) tenutosi a Ulan-Bator, in Mongolia, il 15 e 16 luglio 2016,

–  vista la Fondazione Asia-Europa (ASEF), istituita nel febbraio 1997 per offrire una sede di dialogo non governativo,

–  visto il programma per il supporto all'integrazione regionale ASEAN-UE (APRIS), il programma per il supporto all'integrazione regionale ASEAN (ARISE) e lo strumento di dialogo regionale UE-ASEAN (READI) a sostegno dell'armonizzazione delle politiche e delle normative riguardo ai settori non di natura commerciale,

–  visto il progetto della comunità economica ASEAN concordato nel 2007,

–  visti il 14° vertice dell'ASEAN tenutosi nel 2009 e la definizione di una tabella di marcia per l'istituzione del mercato unico ASEAN (comunità economica ASEAN (AEC)), della comunità politica e di sicurezza ASEAN (APSC) e della comunità socioculturale ASEAN (ASCC),

–  visti il 28° e il 29° vertice dell'ASEAN, tenutisi a Vientiane, nel Laos, il 6 e 7 settembre 2016 e il 30° vertice dell'ASEAN tenutosi a Manila, nelle Filippine, dal 26 al 29 aprile 2017,

–  vista la 24ª riunione del comitato misto di cooperazione UE-ASEAN (CMC), tenutasi a Giacarta, Indonesia, il 2 marzo 2017,

–  visti l'ASEAN Community Vision 2025, adottata in occasione del 27°vertice dell'ASEAN tenutosi a Kuala Lumpur, Malaysia, dal 18 al 22 novembre 2015, e l'annuncio dell'istituzione, il 31 dicembre 2015, della comunità economica ASEAN, finalizzata a creare un mercato interno per oltre 600 milioni di persone,

–  visto l'11° vertice dell'Asia orientale (EAS) tenutosi a Vientiane, Laos, l'8 settembre 2016, in occasione del quale si sono riuniti i leader di 18 paesi – gli Stati membri dell'ASEAN, Cina, Giappone e Corea del Sud (ASEAN+3), India, Australia e Nuova Zelanda (ASEAN+6), Russia e Stati Uniti,

–  visti la prima dichiarazione dell'ASEAN sui diritti umani, del 18 novembre 2012, e l'istituzione della commissione intergovernativa dell'ASEAN sui diritti umani (AICHR) nel 2009,

–  vista l'Associazione dei parlamentari per i diritti umani dell'ASEAN (APHR), fondata nel 2013 con l'obiettivo di promuovere la democrazia e i diritti umani in tutti gli Stati membri dell'ASEAN,

–  visto l'Istituto dell'ASEAN per la pace e la riconciliazione (AIPR),

–  viste la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, la Convenzione sui diritti del fanciullo e la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, che sono state ratificate da tutti gli Stati membri dell'ASEAN,

–  visti i principi guida su imprese e diritti umani: attuare il quadro delle Nazioni Unite "Proteggere, rispettare e rimediare", adottati dal Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani il 16 giugno 2011,

–  vista la convenzione dell'ASEAN contro la tratta di persone, in particolare donne e minori, firmata da tutti gli Stati membri dell'ASEAN nel novembre 2015,

–  viste le revisioni periodiche universali (UPR) del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani, cui hanno partecipato tutti gli Stati membri dell'ASEAN,

–  viste le sue recenti risoluzioni sull'ASEAN, in particolare quella del 15 gennaio 2014 sul futuro delle relazioni UE-ASEAN(3),

–  viste le sue recenti risoluzioni sugli Stati membri dell'ASEAN, in particolare quelle del 9 giugno 2016 sul Vietnam(4), del 17 dicembre 2015 sull'accordo quadro globale di partenariato e cooperazione UE-Vietnam (risoluzione)(5), del 17 dicembre 2015 sull'accordo quadro globale di partenariato e cooperazione UE-Vietnam (approvazione)(6), dell'8 giugno 2016 sull'accordo quadro di partenariato e cooperazione UE-Filippine (approvazione)(7) e dell'8 giugno 2016 sull'accordo quadro di partenariato e cooperazione UE-Filippine (risoluzione)(8),

–  viste le sue recenti risoluzioni d'urgenza sui diritti umani concernenti gli Stati membri dell'ASEAN, in particolare quelle del 14 settembre 2017 sul Myanmar/Birmania, in particolare la situazione dei rohingya(9), del 21 maggio 2015 sulla difficile situazione dei profughi rohingya, con particolare riferimento alle fosse comuni rinvenute in Thailandia(10), del 15 dicembre 2016 sulla situazione della minoranza rohingya in Myanmar/Birmania(11), del 7 luglio 2016 sul Myanmar/Birmania, in particolare la situazione dei rohingya(12), del 14 settembre 2017 sulla Cambogia, in particolare sul caso di Kem Sokha(13), del 9 giugno 2016 sulla Cambogia(14), del 26 novembre 2015 sulla situazione politica in Cambogia(15), del 9 luglio 2015 sui progetti di legge sulle ONG e i sindacati in Cambogia(16), del 6 ottobre 2016 sulla Thailandia, segnatamente il caso di Andy Hall(17), dell'8 ottobre 2015 sulla situazione in Thailandia(18), del 17 dicembre 2015 sulla Malaysia(19), del 19 gennaio 2017 sull'Indonesia(20), del 15 giugno 2017 sulla situazione dei diritti umani in Indonesia(21), del 15 settembre 2016(22) e del 16 marzo 2017(23) sulle Filippine e del 14 settembre 2017 sul Laos, in particolare sui casi di Somphone Phimmasone, Lod Thammavong e Soukane Chaithad(24),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A8-0243/2017),

A.  considerando che quest'anno si celebra il cinquantesimo anniversario dell'ASEAN, il sessantesimo anniversario dei trattati di Roma e il quarantesimo anniversario delle relazioni formali UE-ASEAN;

B.  considerando che la regione ASEAN si è rivelata una delle più dinamiche e a più rapida crescita al mondo, in particolare a livello economico, tecnologico e di ricerca, che beneficia di una posizione geopolitica e geoeconomica strategica, dispone di ricche risorse, persegue l'obiettivo di una maggiore integrazione economica e un ambizioso programma di obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), segnatamente in materia di istruzione, e sostiene con convinzione il multilateralismo; che colmare il divario di sviluppo tra i paesi dell'ASEAN sarà essenziale per approfondire ulteriormente l'integrazione e garantire la sicurezza, la stabilità e la tutela dei diritti sociali, economici e politici;

C.  considerando che il processo di integrazione dell'UE e quello dell'ASEAN presentano differenze, poiché nascono da contesti diversi e perseguono ambizioni e missioni differenti; che seguono ciascuno una propria logica ma sono nondimeno comparabili, in quanto entrambe le organizzazioni sono basate su regole e da decenni promuovono la coesistenza pacifica, l'integrazione regionale e la cooperazione e lo sviluppo internazionali, e mirano a costruire la fiducia tra i loro membri; che, pertanto, l'UE è un partner ideale per l'ASEAN;

D.  considerando che le due regioni hanno raggiunto un livello di interazione considerevole e che le relazioni UE-ASEAN sono globali e comprendono una vasta gamma di settori, tra cui il commercio e gli investimenti, lo sviluppo, le questioni economiche e gli affari politici; che l'ASEAN è il terzo partner commerciale dell'UE e l'UE il secondo partner commerciale dell'ASEAN, che tra i due partner si registrano scambi bilaterali annui di merci per un valore di oltre 200 miliardi di EUR, e che l'UE è il primo fornitore di investimenti diretti esteri (IDE) nella regione ASEAN; che per le imprese europee l'ASEAN rappresenta una via d'accesso per raggiungere una più ampia regione; che nel periodo dal 2014 al 2020 l'UE e i suoi Stati membri sono stati i principali fornitori di aiuti allo sviluppo nella regione e che l'UE ha previsto un impegno di spesa di oltre 3 miliardi di EUR per ridurre la povertà e affrontare i divari di sviluppo nei paesi a basso reddito dell'ASEAN;

E.  considerando che in passato l'esperienza dell'UE ha costituito una fonte di ispirazione per altri processi di integrazione regionale;

F.  considerando che l'UE ha sempre sostenuto il lavoro dell'ASEAN e, in particolare, il suo segretariato e che, in riconoscimento dell'importanza dell'ASEAN, ha nominato un apposito capo della delegazione dell'UE presso l'ASEAN, che ha assunto l'incarico nel 2015;

G.  considerando che attualmente i processi di integrazione in entrambe le regioni stanno incontrando delle difficoltà ma al tempo stesso offrono nuove opportunità; che l'UE sta affrontando diverse crisi; che l'ASEAN, nonostante l'obiettivo di promuovere la propria centralità, ha registrato un calo degli scambi intra-ASEAN nel 2016 ed è stata afflitta da diversi problemi, tra cui il divergere degli orientamenti in materia di politica estera e gli effetti di ricaduta determinati da questioni interne legate alle minacce per la democrazia e lo Stato di diritto, alle relazioni interreligiose, alle minoranze etniche, alle disuguaglianze sociali e alle violazioni dei diritti umani, anche con implicazioni transfrontaliere;

H.  considerando che l'UE ha stabilito che porrà i diritti umani al centro delle sue relazioni con i paesi terzi;

I.  considerando che, a dicembre 2014, l'UE ha concesso alle Filippine lo status SPG + , facendone il primo paese ASEAN a beneficiare di queste preferenze commerciali; che in tal modo le Filippine possono esportare verso l'UE il 66 % dei loro prodotti in totale esenzione da dazi;

J.  considerando che il ritiro degli Stati Uniti dal partenariato transpacifico (TPP) può dare nuovo slancio ai negoziati per un partenariato economico globale regionale (RCEP); che una Cina maggiormente risoluta sta avviando iniziative, quali ad esempio il progetto "One Belt, One Road", che lanciano una sfida a tutti i paesi del vicinato e oltre;

K.  considerando che le tensioni nel Mar cinese meridionale costituiscono una minaccia e un rischio per la sicurezza e la stabilità della regione; che la tendenza più preoccupante è rappresentata dalla militarizzazione del Mar cinese meridionale; che il dialogo ASEAN-Cina su un codice di condotta rimane il principale meccanismo dell'ASEAN per gli scambi con la Cina in merito al Mar cinese meridionale; che le attività cinesi, dai pattugliamenti alle esercitazioni militari e alle attività di costruzione, in violazione dei principi stabiliti nella Dichiarazione sulla condotta delle parti nel Mar cinese meridionale del 2002, rimangono un motivo di preoccupazione;

1.  si congratula con gli Stati membri dell'ASEAN per il 50° anniversario dell'Associazione e appoggia pienamente tutti gli sforzi di integrazione regionale; esprime allo stesso modo il suo apprezzamento per i 40 anni delle relazioni UE-ASEAN e ribadisce la sua raccomandazione di trasformare tali relazioni in un partenariato strategico basato su azioni concrete, risultati tangibili e una cooperazione sostanziale e rafforzata; evidenzia l'interesse dell'UE nel rafforzare la cooperazione con questo operatore chiave in una regione di importanza strategica; sottolinea che il partenariato strategico fornirà all'UE l'opportunità di consolidare il proprio contributo all'attuazione degli obiettivi comuni nell'area indo-pacifica;

2.  pone in evidenza il valore politico di solide relazioni commerciali e di investimento tra l'ASEAN e l'UE ed esorta entrambe le parti a rafforzare ulteriormente le relazioni economiche e politiche; evidenzia che esiste un notevole potenziale di sviluppo per quanto riguarda le relazioni commerciali UE-ASEAN; sottolinea che l'UE è il primo investitore estero nell'ASEAN; mette altresì in risalto le opportunità di cooperazione riguardo all'attuazione degli OSS; chiede il rafforzamento della cooperazione per colmare il divario di sviluppo esistente all'interno dell'ASEAN; ritiene che sia possibile rafforzare la cooperazione e condividere le migliori prassi in numerosi ambiti, come la gestione delle sfide globali, tra cui i cambiamenti climatici, la criminalità organizzata transnazionale e il terrorismo, la gestione delle frontiere, la sicurezza marittima, lo sviluppo del settore finanziario, la trasparenza e le politiche macroeconomiche; pone l'accento sulla ricerca di un elevato livello di cooperazione tra l'UE e l'ASEAN nelle istituzioni multilaterali, come le Nazioni Unite, nonché l'OMC, per il mantenimento, il rafforzamento e l'ulteriore sviluppo dell'architettura commerciale internazionale multilaterale e di rapporti commerciali equi;

3.  elogia il VP/AR e la Commissione per l'adozione di una comunicazione congiunta, approvata dagli Stati membri, che stabilisce una tabella di marcia per l'approfondimento del partenariato in campo politico, economico e della sicurezza, come pure nei settori della connettività, dell'ambiente e delle risorse naturali e in altri campi, tra cui la promozione e la tutela dei diritti umani; sottolinea l'importanza di rafforzare il dialogo politico tra l'UE e l'ASEAN; ricorda che il sostegno attivo dell'UE volto a rafforzare l'integrazione dell'ASEAN contribuisce alla sua resilienza e alla stabilità della regione; sottolinea che l'UE fornisce assistenza tecnica e sviluppo delle capacità per la creazione di un mercato interno;

4.  accoglie con favore la nomina di un capo delegazione dell'UE all'ASEAN e l'avvio di una missione dell'UE presso l'ASEAN nel 2015, nel quadro di uno sviluppo che riconosce l'importanza delle relazioni tra l'UE e l'ASEAN;

5.  osserva che negli anni il Regno Unito ha svolto un ruolo importante e prezioso nella promozione dei legami tra l'UE e l'ASEAN e che pertanto, alla luce della nuova realtà della Brexit, si presenta la necessità e l'opportunità per l'ASEAN nonché per l'UE e i suoi Stati membri di provvedere attivamente al rafforzamento delle relazioni; invita il Regno Unito a continuare a cooperare strettamente con il partenariato UE-ASEAN; chiede un maggiore coinvolgimento dell'UE nei consessi attualmente promossi dall'ASEAN; ritiene che l'UE debba migliorare e intensificare i suoi sforzi diplomatici con l'ASEAN al fine di contribuire a una maggiore stabilità e sicurezza nelle zone di conflitto dove si sono inasprite le tensioni, lavorando a stretto contatto con i partner nella regione e rispettando il diritto internazionale;

6.  si rammarica della reazione tardiva e cauta dell'Unione europea al lodo arbitrale pronunciato ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) in merito alla controversia relativa al Mar cinese meridionale e invita l'UE a promuovere il rispetto e l'osservanza delle disposizioni dell'UNCLOS; ribadisce che l'UE sostiene soluzioni pacifiche negoziate alle controversie internazionali; insiste sulla libertà di navigazione; invita la Cina ad accettare il lodo arbitrale del tribunale; incoraggia le parti a puntare a una composizione pacifica delle controversie sulla base dei principi del diritto internazionale sanciti dall'UNCLOS; sostiene gli sforzi compiuti dagli Stati membri dell'ASEAN per giungere alla rapida elaborazione di un efficace codice di condotta nel Mar cinese meridionale;

7.  deplora azioni quali la rivendicazione di territori su vasta scala e il posizionamento di installazioni militari e arsenali nelle terre rivendicate, che rischiano di condurre a una militarizzazione del conflitto; esprime serie preoccupazioni per la crescente spesa per la difesa nella regione e nel suo vicinato e per la crescente militarizzazione dei conflitti, in particolare nel Mar cinese meridionale e nel Mar cinese orientale; osserva che l'UE dovrebbe continuare a sostenere lo sviluppo di relazioni pacifiche tra la Cina e i paesi vicini nel Mar cinese meridionale attraverso meccanismi multilaterali inclusivi; sostiene tutte le azioni volte a far sì che il Mar cinese meridionale diventi un "mare della pace e della cooperazione"; chiede agli Stati membri di rispettare rigorosamente il Codice di condotta dell'Unione europea per le esportazioni di armi; insiste sull'importanza della non proliferazione delle armi di distruzione di massa, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi nella Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC);

8.  sostiene il partenariato UE-ASEAN in materia di sicurezza e la condivisione di esperienze e migliori prassi su una molteplicità di questioni di sicurezza prevalentemente non convenzionali in vista del rafforzamento delle capacità regionali, prestando particolare attenzione al consolidamento del dialogo e della cooperazione in materia di sicurezza marittima, pirateria, lotta contro la criminalità organizzata e sostegno alla cooperazione tra Europol e Aseanapol, antiterrorismo, sicurezza informatica, sicurezza climatica, misure di rafforzamento della fiducia, diplomazia preventiva e mediazione, gestione delle crisi, attività di preparazione alle calamità e di soccorso nonché assistenza umanitaria; sostiene un maggiore contributo e coinvolgimento dell'UE nell'ARF;

9.  accoglie con favore lo svolgimento del 3° dialogo di alto livello UE-ASEAN sulla cooperazione nell'ambito della sicurezza marittima in Thailandia il 15 e 16 settembre 2016, nell'ambito del quale sono stati individuati e proposti i futuri ambiti di cooperazione concreta tra l'ASEAN e l'UE nel settore della sicurezza marittima e della diplomazia preventiva; attende con interesse la convocazione del 4° dialogo di alto livello UE-ASEAN sulla cooperazione nell'ambito della sicurezza marittima previsto per il 2017 nelle Filippine;

10.  ribadisce il sostegno dell'UE alla centralità dell'ASEAN e al suo importante ruolo nel promuovere il dialogo e la cooperazione per la pace, la sicurezza, la stabilità e la prosperità nella regione Asia-Pacifico e oltre; chiede che siano creati meccanismi di risoluzione delle controversie operativi ed efficienti, come previsto al capitolo 8 della Carta dell'ASEAN e nel relativo protocollo del 2010, incluse misure e regolamentazioni giuridicamente vincolanti; richiama l'attenzione sull'esperienza acquisita in 40 anni nel continente europeo, caratterizzata da una concezione della sicurezza che, accanto alla dimensione politico-militare, interessa anche la dimensione economica, ambientale e umana; è convinto che tale esperienza possa essere sfruttata nel quadro degli sforzi dell'ASEAN finalizzati allo sviluppo pacifico della regione; sottolinea l'interesse dell'UE in un maggior coinvolgimento nella regione nel quadro di tutti i processi promossi dall'ASEAN;

11.  sottolinea la particolare esperienza dell'UE nello sviluppo istituzionale, nel mercato unico, nella convergenza normativa, nella gestione dei conflitti e delle crisi, nella sicurezza marittima, nella mediazione, nell'assistenza umanitaria e nei soccorsi in caso di calamità, nonché i suoi recenti progressi in materia di integrazione nel settore della difesa e la sua positiva esperienza nell'ambito della definizione di norme a livello regionale e di una solida architettura regionale in materia di diritti umani e democrazia, unitamente alla sua volontà di condividere tale esperienza laddove risulti utile; pone in risalto i negoziati relativi a un accordo globale UE-ASEAN sui trasporti aerei (Comprehensive Air Transport Agreement, CATA) e il più ampio programma sulla connettività; osserva che nel periodo 2014-2020 metà degli aiuti finanziari dell'UE destinati all'ASEAN sono dedicati al sostegno della connettività dell'ASEAN;

12.  sottolinea la necessità di impegnarsi a livello multilaterale con le altre giurisdizioni della regione, tra cui i paesi osservatori dell'ASEAN quali Papua Nuova Guinea e Timor Leste, nonché Cina, Giappone e Taiwan;

13.  ritiene che da un punto di vista geopolitico vi siano ottime ragioni per sostenere il rilancio dei negoziati relativi a un accordo di libero scambio regionale UE-ASEAN e accoglie con favore le conclusioni della recente riunione tra il commissario europeo per il commercio, Cecilia Malmström, e i ministri dell'Economia dei paesi dell'ASEAN finalizzata a valutare tale possibilità, come pure le misure adottate nel perseguimento dell'obiettivo finale di un accordo interregionale; incoraggia, da un punto di vista strategico, tutti gli sforzi volti a esaminare le opzioni per concludere accordi di libero scambio con tutti i paesi ASEAN; ricorda che l'ASEAN rappresenta il terzo partner commerciale dell'UE al di fuori dell'Europa e che l'UE è il secondo partner commerciale dell'ASEAN;

14.  sottolinea che le imprese nazionali e straniere che operano nei paesi ASEAN devono applicare i principi di responsabilità sociale delle imprese (RSI); esorta i paesi dell'ASEAN a garantire che i diritti sociali, ambientali e dei lavoratori siano pienamente rispettati; chiede la piena ed effettiva attuazione delle convenzioni dell'OIL e il rispetto delle norme fondamentali in materia di lavoro; invita l'ASEAN e i suoi Stati membri a dare effettiva attuazione ai principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, a promuovere un'adeguata tutela dell'occupazione e condizioni di lavoro dignitose nonché a creare un ambiente che sia maggiormente favorevole allo sviluppo dei sindacati; invita la Commissione e il SEAE a ricorrere a tutti gli strumenti disponibili per rafforzare il rispetto di quanto suddetto; sottolinea, inoltre, la necessità di garantire l'eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato o coatto e di lavoro minorile;

15.  invita le società europee che investono nella regione dell'ASEAN a tener fede alle loro responsabilità sociali d'impresa e a rispettare le norme europee in materia di diritti dei consumatori, dei lavoratori e ambientali, nonché a sostenere i diritti delle popolazioni indigene;

16.  invita la Commissione e gli Stati membri a facilitare un dialogo sociale istituzionalizzato tra il forum dei cittadini Asia-Europa (AEPF) e le corrispondenti strutture della società civile nell'UE;

17.  osserva che l'ASEAN ha dichiarato di adottare un approccio orientato alle persone e incentrato su di esse, e che la legittimità e l'importanza dei processi d'integrazione regionali, sia nell'UE che nell'ASEAN, dipendono dalla capacità di associare a tale processo il numero più elevato possibile di soggetti interessati e di comunicarne i risultati ottenuti; reputa che i contatti tra persone, in particolare per i giovani, siano uno strumento importantissimo di scambio culturale e chiede un significativo allargamento del programma Erasmus+ per l'ASEAN; sottolinea che vi è un ampio margine di manovra nei paesi dell'ASEAN per quanto riguarda la formazione professionale ed evidenzia le prospettive di cooperazione nell'ambito del sistema di formazione duale adottato da alcuni stati membri dell'UE; esorta inoltre a elaborare attività di diplomazia culturale in linea con la comunicazione dell'8 giugno 2016 dal titolo "Verso una strategia dell'Unione europea per le relazioni culturali internazionali" e con la recente relazione del Parlamento in materia; sottolinea l'importante funzione della Fondazione Asia-Europa e ritiene che il sostegno alle sue attività dovrebbe essere ampliato;

18.  sottolinea il concetto secondo cui gli scambi e la cooperazione strutturati a livello regionale e locale (gemellaggi tra città) forniscono uno strumento interessante per rafforzare le esperienze pratiche reciproche e richiama l'attenzione su iniziative concrete quali il Patto dei sindaci e il protocollo d'intesa Under2, che andrebbero attivamente promossi;

19.  propone di celebrare l'anniversario delle relazioni ASEAN-UE che ricorre quest'anno con un'iniziativa dell'Unione per un programma di scambio rivolto ai giovani leader UE-ASEAN, da realizzarsi nel 2018 sotto la presidenza ASEAN di Singapore; suggerisce, in caso di esito positivo, di istituire un forum annuale per consentire ai giovani leader dell'UE e dell'ASEAN di scambiare idee e instaurare relazioni per sostenere i rapporti UE-ASEAN in futuro; propone inoltre di esaminare, assieme ai partner ASEAN, la possibilità pratica di un finanziamento reciproco degli istituti di ricerca o programmi accademici, il cui scopo sia quello di studiare i processi di integrazione e le esperienze acquisite con essi nelle rispettive regioni partner;

20.  sottolinea la necessità di promuovere la parità di genere e l'emancipazione delle donne nonché di migliorare la vita delle donne e delle ragazze; sottolinea pertanto che l'accesso all'istruzione è essenziale e potrebbe condurre a una trasformazione sociale ed economica;

21.  sottolinea che l'UE dovrebbe altresì intensificare i dialoghi politici e la cooperazione su questioni quali i diritti fondamentali, compresi i diritti delle minoranze etniche e religiose, e sulle questioni di interesse comune tra cui Stato di diritto e sicurezza, tutela della libertà di espressione e della libera circolazione delle informazioni, lotta contro la criminalità transnazionale, corruzione, evasione fiscale, riciclaggio di denaro, tratta di esseri umani e traffico di stupefacenti, antiterrorismo, non proliferazione, disarmo, sicurezza marittima e sicurezza informatica;

22.  accoglie con favore lo svolgimento del primo dialogo politico UE-ASEAN sui diritti umani nell'ottobre 2015 e attende con interesse ulteriori dialoghi di questo tipo; è profondamente preoccupato per l'erosione della democrazia, per le violazioni dei diritti umani e dei diritti delle minoranze e per le continue repressioni e discriminazioni in alcuni paesi della regione, come pure per l'incapacità di fornire uno spazio sufficiente per i rifugiati e gli apolidi o per la società civile, con particolare riferimento agli attivisti per la difesa dell'ambiente, dei diritti fondiari e dei diritti dei lavoratori, ai difensori dei diritti umani e agli operatori dei media; avverte che l'incapacità di affrontare le questioni connesse all'emarginazione delle minoranze potrebbe mettere a rischio la sostenibilità e il successo a lungo termine dell'ASEAN; deplora che l'atteggiamento repressivo nei confronti di chi fa uso di sostanze stupefacenti abbia comportato costi umani elevati e uccisioni extragiudiziali; evidenzia la necessità di responsabilizzare la società civile nei paesi dell'ASEAN garantendo una significativa consultazione delle ONG e dei movimenti di base nel contesto della definizione delle politiche regionali;

23.  è preoccupato per le battute d'arresto per quanto riguarda l'abolizione della pena di morte nella regione e invita tutti i paesi dell'ASEAN a non reintrodurre la pena capitale e a rispettare gli obblighi internazionali; accoglie con favore gli sforzi compiuti nella lotta contro la tratta di essere umani e il lavoro forzato e invita tutti i governi a intensificare la tutela delle vittime nonché la cooperazione transnazionale;

24.  invita l'ASEAN a dotare la sua commissione intergovernativa sui diritti umani (AICHR) di risorse adeguate; auspica che nel piano di lavoro quinquennale dell'AICHR siano inclusi obiettivi e misure specifici e verificabili e che il suo mandato sia rafforzato affinché possa attivamente monitorare, indagare, perseguire e prevenire le violazioni dei diritti umani; incoraggia l'AICHR a valutare e discutere l'istituzione di una Corte dei diritti dell'uomo complementare in ambito ASEAN, sulla falsariga di quelle esistenti in altre regioni del mondo;

25.  esorta l'UE e gli Stati membri a ricercare tutte le opportunità di cooperazione con i paesi ASEAN per il rafforzamento della democrazia; sostiene il lavoro dell'ufficio responsabile dell'iniziativa per i diritti umani nell'ambito dello strumento di dialogo regionale UE-ASEAN, che mira a rendere pubbliche le questioni e le azioni relative ai diritti umani e a sensibilizzare in merito ai diritti umani; esorta tutti gli Stati membri dell'ASEAN a ratificare altre convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti umani e i relativi protocolli facoltativi nonché lo Statuto della Corte penale internazionale (CPI), e a sostenere iniziative per la giustizia di transizione, la riconciliazione e la lotta contro l'impunità in tutta la regione;

26.  è preoccupato per il fatto che un milione di apolidi risiede negli Stati membri dell'ASEAN; osserva che i Rohingya del Myanmar/Birmania costituiscono il più grande gruppo di apolidi al mondo, con oltre un milione di persone rientranti nel quadro del mandato dell'UNHCR sull'apolidia, ma che importanti comunità di apolidi si trovano anche nel Brunei, in Vietnam, nelle Filippine, in Thailandia, in Malaysia e altrove; incoraggia gli Stati membri dell'ASEAN a collaborare tra loro e a condividere validi esempi e sforzi per porre fine all'apolidia in tutta la regione;

27.  riconosce l'importanza del ruolo dell'UE nei progressi finora raggiunti dai paesi ASEAN e invita l'UE a tenere sempre aperto il dialogo al fine di sostenere la regione nel percorso di democratizzazione, sviluppo e integrazione;

28.  è preoccupato del fatto che i cambiamenti climatici avranno un notevole impatto sull'ASEAN; ricorda che la regione ASEAN resta una delle più vulnerabili a tali fenomeni; esorta gli Stati membri dell'ASEAN ad accelerare la transizione verso economie a basso tenore di carbonio e a ridurre rapidamente la deforestazione, ad arginare efficacemente gli incendi forestali e ad adottare tecnologie più ecologiche per i trasporti e gli edifici; accoglie con favore l'iniziativa dell'UE concernente un nuovo dialogo specifico UE-ASEAN sullo sviluppo sostenibile; osserva, al riguardo, il sostegno dell'UE all'attività di sminamento degli ordigni inesplosi in alcuni paesi della regione; sollecita una cooperazione UE-ASEAN in materia di turismo sostenibile, sicurezza alimentare e tutela della biodiversità, in particolare le barriere coralline e le mangrovie, nonché azioni volte ad affrontare efficacemente lo sfruttamento eccessivo della pesca nella regione; sottolinea la necessità di fornire assistenza ai paesi ASEAN al fine di migliorare la protezione e l'uso sostenibile della biodiversità e il ripristino sistematico degli ecosistemi forestali; esorta gli Stati membri dell'ASEAN ad adoperarsi per migliorare la loro capacità di risposta rapida in caso di calamità naturali, nel quadro dell'accordo ASEAN sulla gestione delle catastrofi e la risposta alle emergenze (AADMER);

29.  invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri ad attribuire la dovuta priorità a un intenso calendario di contatti politici, segnatamente a livello ministeriale, e a sfruttare appieno le opportunità collaborando con lo Stato membro dell'ASEAN responsabile del coordinamento delle relazioni di dialogo dell'ASEAN con l'UE e della presidenza dell'ASEAN; ricorda le richieste avanzate in merito a un'assemblea parlamentare UE-ASEAN interregionale ed esorta a ricorrere maggiormente alla diplomazia pubblica parlamentare in diversi ambiti politici; insiste, nel frattempo, sul rafforzamento della cooperazione con l'Assemblea interparlamentare dell'ASEAN (AIPA) mediante scambi strutturati e periodici; invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a sfruttare altresì le opportunità di intensi scambi sulle questioni regionali offerte dal forum di dialogo annuale di Shangri-La;

30.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Servizio europeo per l'azione esterna, all'Assemblea interparlamentare dell'ASEAN, al segretariato dell'ASEAN nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell'ASEAN.

(1) GU C 85 dell'8.4.1980, pag. 83.
(2)GU L 154 del 15.6.2012, pag. 1.
(3)GU C 482 del 23.12.2016, pag. 75.
(4)Testi approvati, P8_TA(2016)0276.
(5)Testi approvati, P8_TA(2015)0468.
(6)Testi approvati, P8_TA(2015)0467.
(7)Testi approvati, P8_TA(2016)0262.
(8)Testi approvati, P8_TA(2016)0263.
(9) Testi approvati, P8_TA(2017)0351.
(10) GU C 353 del 27.9.2016, pag. 52.
(11) Testi approvati, P8_TA(2016)0506.
(12) Testi approvati, P8_TA(2016)0316.
(13) Testi approvati, P8_TA(2017)0348.
(14) Testi approvati, P8_TA(2016)0274.
(15) Testi approvati, P8_TA(2015)0413.
(16) GU C 265 dell'11.8.2017, pag. 144.
(17) Testi approvati, P8_TA(2016)0380.
(18) Testi approvati, P8_TA(2015)0343.
(19) Testi approvati, P8_TA(2015)0465.
(20) Testi approvati, P8_TA(2017)0002.
(21) Testi approvati, P8_TA(2017)0269.
(22) Testi approvati, P8_TA(2016)0349.
(23) Testi approvati, P8_TA(2017)0088.
(24) Testi approvati, P8_TA(2017)0350.

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