Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Procedura : 2016/2242(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0296/2017

Testi presentati :

A8-0296/2017

Discussioni :

PV 23/10/2017 - 21
CRE 23/10/2017 - 21

Votazioni :

PV 24/10/2017 - 5.5
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2017)0390

Testi approvati
PDF 219kWORD 65k
Martedì 24 ottobre 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Controllo della spesa e monitoraggio dell'efficacia in termini di costi dei programmi di garanzia per i giovani dell'UE
P8_TA(2017)0390A8-0296/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sul controllo della spesa e sul monitoraggio dell'efficacia in termini di costi dei programmi di garanzia per i giovani dell'UE (2016/2242(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 145, 147, 165 e 166 e l'articolo 310, paragrafo 5, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 22 aprile 2013 sull'istituzione di una garanzia per i giovani(1),

–  visti il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio(2), e il regolamento (UE) 2015/779 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, che modifica il regolamento (UE) n. 1304/2013 per quanto riguarda un prefinanziamento iniziale supplementare versato a programmi operativi sostenuti dall'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile(3),

–  viste le relazioni speciali della Corte dei conti europea n. 3/2015, dal titolo "La Garanzia per i giovani nell'UE: i primi passi sono stati compiuti, ma si profilano rischi di attuazione", n. 17/2015, dal titolo "Sostegno della Commissione ai gruppi di intervento per i giovani: fondi FSE riorientati, ma scarsa focalizzazione sui risultati", e n. 5/2017, dal titolo "Disoccupazione giovanile: le politiche dell'UE hanno migliorato la situazione?",

–  vista la comunicazione della Commissione del 4 ottobre 2016, dal titolo "La garanzia per i giovani e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile a tre anni di distanza" (COM(2016)0646 e SWD(2016)0324),

–  visto il Libro bianco della Commissione sul futuro dell'Europa,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0296/2017),

A.  considerando che la disoccupazione giovanile è stata e continua a essere un grave problema in diversi Stati membri, alla luce del fatto che nell'Unione europea, nel 2016, vi erano più di 4 milioni di giovani disoccupati con un'età compresa tra i 15 e i 24 anni; che la situazione nell'Unione presenta un quadro altamente variegato;

B.  considerando che la lotta contro la disoccupazione giovanile rappresenta una priorità politica condivisa da Parlamento, Commissione e Stati membri, e che contribuisce a conseguire l'obiettivo dell'Unione riguardante la crescita e l'occupazione;

C.  considerando che un tasso di disoccupazione giovanile elevato (che nell'UE nel 2016 è risultato pari al 18,8 %) è dannoso sia per la società sia per gli interessati e produce effetti negativi duraturi su occupabilità, stabilità del reddito e progressione della carriera; che la crisi economica ha penalizzato i giovani in maniera sproporzionata e che in alcuni Stati membri più di un giovane su quattro è disoccupato;

D.  considerando che, per far fronte all'elevato tasso di disoccupazione giovanile, sono state sviluppate molteplici politiche attive per l'occupazione, con esiti non uniformi;

E.  considerando che esiste un altro gruppo di giovani, il cui numero e la cui composizione variano ampiamente da uno Stato membro all'altro, che non sono iscritti ad alcun programma di istruzione o formazione professionale e che non lavorano (i cosiddetti "NEET") e che possono essere classificati in due categorie, ossia i NEET disoccupati, disponibili a iniziare a lavorare e che cercano attivamente lavoro, e i NEET inattivi, ossia giovani che non studiano, non ricevono alcuna formazione e non sono proattivi nella ricerca di un lavoro;

F.  considerando che, in media, in tutta l'UE solo il 41,9 % dei giovani NEET ha accesso alla garanzia per i giovani;

G.  considerando che dall'introduzione della strategia europea per l'occupazione nel 1997 la Commissione ha promosso una serie di misure concepite per migliorare le prospettive dei giovani in termini di occupazione e istruzione(4) e che, dopo la crisi, le azioni dell'Unione sono state incentrate in particolare sulla garanzia per i giovani, istituita dal Consiglio nell'aprile 2013, e sull'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, inaugurata alla fine del 2013;

H.  considerando che la garanzia per i giovani e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile si sono già dimostrate le azioni più efficaci e visibili a livello dell'Unione per combattere la disoccupazione giovanile;

I.  considerando che la garanzia per i giovani e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile hanno contribuito in modo significativo a ridurre il tasso di disoccupazione giovanile nell'UE promuovendo l'istruzione e stimolando la domanda di giovani nel mercato del lavoro, nonché sostenendo misure per la creazione di posti di lavoro; che un numero inaccettabile di giovani, pari al 17,2 % nell'UE-28, continua a essere disoccupato;(5)

J.  considerando che la garanzia per i giovani richiede agli Stati membri di garantire che tutti i giovani al di sotto dei 25 anni (o con un'età pari o inferiore a 30 anni in alcuni Stati membri) ricevano un'offerta di occupazione, formazione continua, apprendistato o tirocinio di buona qualità entro quattro mesi dall'inizio del periodo di disoccupazione o dalla conclusione dell'istruzione formale;

K.  considerando che fattori esterni come la situazione economica o il modello produttivo proprio di ogni regione influenzano il raggiungimento degli obiettivi fissati nell'ambito della garanzia per i giovani;

L.  considerando che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile è un'iniziativa tesa ad aiutare i NEET, i giovani disoccupati di lungo periodo nonché i giovani che non sono iscritti al collocamento e che risiedono in zone dove il tasso di disoccupazione giovanile, nel 2012, è risultato superiore al 25 %;

M.  considerando che la dotazione complessiva approvata per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile per il periodo di programmazione 2014-2020 è pari a 6,4 miliardi di euro, di cui 3,2 miliardi da una nuova linea di bilancio specifica dell'UE, da integrarsi con stanziamenti nazionali pari almeno a 3,2 miliardi di euro a titolo del Fondo sociale europeo (FSE) vigente; che tale dotazione sarà integrata da un ulteriore miliardo di euro per la dotazione di bilancio specifica dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile nel periodo 2017-2020, cui si affiancherà un miliardo di euro a titolo del FSE, allo scopo di favorire l'occupazione giovanile nelle regioni maggiormente colpite; che, di questo importo supplementare, 500 milioni di EUR saranno iscritti mediante il progetto di bilancio rettificativo n. 3/2017; che la dotazione finale destinata al programma sarà determinata nel corso delle prossime procedure di bilancio annuali;

N.  considerando che gli investimenti annui necessari per l'attuazione della garanzia per i giovani in Europa sono stimati in 50,4 miliardi di EUR(6), ossia un importo notevolmente inferiore alle perdite economiche causate ogni anno dal disimpegno dei giovani dal mercato del lavoro in Europa, che potrebbero toccare i 153 miliardi di EUR(7);

O.  considerando che, nel 2015, al fine di accelerare l'avvio delle azioni dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, si è deciso di incrementare di 1 miliardo di euro le risorse per il prefinanziamento dell'iniziativa, con un conseguente incremento, per gli Stati membri ammissibili, dall'1-1,5 % iniziale al 30 %;

P.  considerando che la dotazione iniziale dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile è stata interamente anticipata agli anni 2014-2015 e che nel bilancio 2016 non sono stati previsti nuovi stanziamenti a tal fine; che la discontinuità dei finanziamenti destinati all'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile ha messo a rischio il buon esito del programma;

Q.  considerando che il livello di finanziamento attuale, sia a titolo del bilancio dell'Unione che dagli Stati membri, non basta a coprire il fabbisogno;

R.  considerando che la garanzia per i giovani e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile prevedono azioni differenti, poiché la prima è intesa a incoraggiare la riforma strutturale del settore dell'istruzione e fungere da misura a breve termine per combattere la disoccupazione giovanile, mentre la seconda costituisce uno strumento di finanziamento; che la garanzia per i giovani è finanziata attraverso il FSE, i bilanci nazionali e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, mentre quest'ultima può finanziare l'offerta diretta di posti di lavoro, apprendistati, tirocini o formazione continua destinati al gruppo destinatario dell'iniziativa stessa nelle regioni idonee; che, mentre la garanzia per i giovani si applica a tutti i 28 Stati membri, solo 20 di questi sono idonei a ricevere sostegno a titolo dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile; che, infine, l'intervento dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile non ha una durata prestabilita, mentre la garanzia per i giovani impone che venga presentata un'offerta entro quattro mesi;

S.  considerando che, da un punto di vista quantitativo, l'utilizzo della garanzia per i giovani non è uniforme e varia notevolmente da un paese all'altro;

T.  considerando che l'attuazione della garanzia per i giovani ha prodotto finora risultati non uniformi, con situazioni che rendono problematico identificarne o valutarne il contributo;

U.  considerando che esistono differenze sostanziali tra le regioni europee; che, in alcuni casi, territori caratterizzati da alti tassi di disoccupazione non rientreranno fra le regioni ammissibili a beneficiare di finanziamenti UE a livello NUTS;

V.  che l'attuazione dei servizi di integrazione elencati nella garanzia è stata spesso solo parziale e troppo restrittiva sotto il profilo dei partecipanti ammissibili, e dipende dalle capacità esistenti e dall'efficienza dei servizi pubblici per l'impiego (SPI) nonché dalla velocità delle procedure a livello europeo; che gli Stati membri dovrebbero continuare a impegnarsi per rafforzare e riformare i loro SPI;

W.  considerando che è opportuno sottolineare il ruolo che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile può svolgere, in particolare negli Stati membri che sono stati colpiti in misura notevolmente maggiore dalla crisi economica, finanziaria e sociale in atto dal 2007; che va sottolineata la necessità di rafforzare tale programma e di elaborare ulteriori misure complementari a livello sia di UE che nazionale volte a stimolare l'integrazione e la coesione, rafforzando altresì nel contempo la parità di genere e garantendo l'accesso ai programmi di formazione avviati per far fronte alle nuove sfide tecnologiche in materia di lavoro;

X.  considerando che la garanzia per i giovani, in quanto investimento nei giovani, costituisce un esempio di elaborazione del bilancio in funzione dei risultati;

Y.  considerando che il Libro bianco della Commissione sul futuro dell'Europa riconosce che, rispetto alla disoccupazione giovanile, esiste effettivamente "un divario fra le aspettative e la capacità dell'UE di soddisfarle"(8);

Z.  considerando che l'UE dovrebbe promuovere e pubblicizzare meglio le misure di politica sociale presso il gruppo bersaglio, affinché la sua azione acquisti maggiore visibilità agli occhi dei cittadini dell'Unione;

AA.  che l'audit effettuato dalla Corte dei conti europea è stato prematuro, poiché il periodo preso in esame è troppo vicino all'avvio dei programmi di garanzia nazionali e l'analisi è circoscritta soltanto ad alcuni Stati membri; che a tale fine sarebbe stato più utile procedere a una valutazione iniziale dell'attuazione di tali sistemi prima di effettuare l'audit;

Osservazioni generali

1.  osserva che, nei quattro anni di applicazione della garanzia per i giovani, dal 2013 al 2017, il tasso di disoccupazione giovanile nell'UE si è ridotto di oltre 7 punti, passando dal 23,8 % ad aprile 2013 al 16,6 % ad aprile 2017, il che lascia supporre che quasi 2 milioni di giovani non siano più disoccupati; constata che, dal momento dell'applicazione della garanzia per i giovani, oltre 14 milioni di giovani hanno partecipato a uno dei programmi; lamenta che, in molti casi, tale riduzione sia in gran parte dovuta al fatto che molti giovani sono stati costretti a cercare lavoro fuori dall'UE, una perdita che sarà fortemente avvertita nei prossimi decenni; si rammarica, inoltre, che a metà del 2016 4,2 milioni di giovani dell'Unione fossero ancora disoccupati (il 18,8 % della popolazione interessata); esorta gli Stati membri a fare ricorso al sostegno disponibile dell'UE per far fronte a tale questione di lunga data; invita l'UE e gli Stati membri a mettere in atto delle strategie, che vadano incontro alle esigenze e ai bisogni del mercato del lavoro di ogni singolo Stato membro, al fine di creare opportunità di formazione di elevata qualità e un'occupazione duratura;

2.  sottolinea che la garanzia per i giovani svolge un ruolo importante nel sostenere misure volte a fornire ai giovani disoccupati le competenze, le esperienze e le conoscenze necessarie ad avviare un'attività lavorativa duratura e a diventare imprenditori, offrendo allo stesso tempo un'opportunità per contrastare lo squilibrio di competenze;

3.  evidenzia il ruolo fondamentale dell'istruzione e dell'orientamento professionale nel trasmettere ai giovani l'etica del lavoro e le competenze necessarie nel mercato del lavoro; sottolinea, tuttavia, che l'istruzione non dovrebbe soltanto fornire le competenze e le capacità corrispondenti alle esigenze del mercato del lavoro, ma dovrebbe altresì contribuire allo sviluppo e alla crescita personale dei giovani al fine di renderli cittadini proattivi e responsabili; pone l'accento, pertanto, sulla necessità di un'educazione civica nell'intero sistema di istruzione generale, compresa l'istruzione sia formale che non formale;

4.  constata che il tasso di disoccupazione giovanile è inversamente proporzionale all'età e alla formazione e che tale tendenza si è accentuata con la crisi, che ha colpito anche giovani adulti di età superiore ai 25 anni e privi di qualifiche, e che questo gruppo può essere soggetto a una situazione di grave vulnerabilità se non s'investe nella sua formazione;

5.  osserva che, nonostante i progressi compiuti, l'accesso dei giovani disoccupati più vulnerabili agli SPI è ancora insufficiente e gli appartenenti a tale gruppo, unitamente ai giovani con un titolo d'istruzione superiore, sono quelli che meno si registrano come richiedenti lavoro;

6.  è fortemente preoccupato per il fatto che i NEET sono scollegati dal sistema dell'istruzione e dal mercato del lavoro, in molti casi per colpe non loro; riconosce che tale gruppo demografico è il più difficile da raggiungere attraverso i programmi operativi esistenti che attuano i regimi di finanziamento per contrastare la disoccupazione giovanile, troppi dei quali non garantiscono una remunerazione sostenibile adeguata o condizioni di lavoro appropriate; ritiene che nel periodo 2017-2020 l'attenzione debba concentrarsi in particolar modo su tale gruppo demografico, in modo da garantire il conseguimento dei principali obiettivi della garanzia per i giovani;

7.  osserva che le misure sostenute dalla garanzia per i giovani devono anche occuparsi delle sfide strutturali affrontate dai giovani NEET, in modo da garantire un impatto a lungo termine; esprime preoccupazione per il fatto che i programmi di garanzia per i giovani non abbiano ancora raggiunto tutti i giovani che hanno abbandonato la scuola o che sono rimasti disoccupati; incoraggia gli Stati membri a prevedere impegni finanziari mirati nei bilanci nazionali per affrontare queste sfide strutturali; incoraggia le regioni non ammissibili a un cofinanziamento dell'Unione a partecipare alla garanzia;

8.  sottolinea che l'integrazione dei NEET richiede sia una maggiore efficacia delle risorse disponibili sia un incremento delle stesse, come pure un maggiore coinvolgimento e una maggiore mobilitazione degli Stati membri;

9.  chiede la diversificazione dei canali di finanziamento a livello locale, regionale e nazionale, per raggiungere meglio tutti i giovani; osserva inoltre che le autorità locali e regionali sono già particolarmente attive e dovrebbero essere sostenute nella loro azione per i giovani tramite l'integrazione di linee politiche diverse;

10.  sottolinea che dal 2012 la garanzia per i giovani ha contribuito positivamente a far fronte alla disoccupazione giovanile, ma che il tasso di quest'ultima rimane inammissibilmente elevato; si compiace, pertanto, dell'accordo raggiunto dai colegislatori in merito alla proroga dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile fino al 2020; constata, tuttavia, che il problema della disoccupazione potrebbe persistere e che, pertanto, occorrerebbe tenerne conto nel prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) onde garantire la continuità e l'efficacia in termini di costi;

11.  sottolinea che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile non è soltanto finalizzata a potenziare la creazione di posti di lavoro per i giovani, ma anche ad aiutare gli Stati membri a stabilire sistemi adeguati per identificare le necessità dei giovani e il relativo sostegno; sottolinea, pertanto, che l'efficacia della garanzia per i giovani e dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile dovrebbe essere valutata, in futuro, sulla base dei progressi compiuti verso la creazione o il miglioramento dei sistemi degli Stati membri a sostegno dei giovani;

12.  ricorda che la YG beneficia del sostegno finanziario dell'UE attraverso il FSE e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, che integrano i contributi nazionali; sostiene le attività di programmazione avviate nell'ambito del quadro strategico comune dell'Unione attraverso l'apprendimento tra pari, le attività di rete e l'assistenza tecnica;

13.  si compiace dell'anticipo dei fondi per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile negli anni 2014 e 2015 nonché dell'aumento del prefinanziamento iniziale allo scopo di garantire una rapida mobilitazione delle risorse;

14.  si compiace del fatto che le misure dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile aiutino oltre 1,4 milioni di giovani, consentendo agli Stati membri di consolidare operazioni per un importo superiore a 4 miliardi di euro;

15.  ricorda che il successo dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile è legato alla buona governance economica negli Stati membri, perché senza un contesto imprenditoriale favorevole che stimoli le piccole e medie imprese e senza un sistema di istruzione e scientifico adeguato alle esigenze dell'economia non vi potranno essere nuovi posti di lavoro né una soluzione a lungo termine al problema degli elevati livelli di disoccupazione giovanile;

16.  prende atto della relazione speciale della Corte dei conti sull'impatto che l'iniziativa per i giovani e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile hanno avuto sulla disoccupazione giovanile e osserva che, a tre anni dall'adozione della raccomandazione del Consiglio, la garanzia per i giovani non si è ancora rivelata all'altezza delle aspettative; prende atto dell'osservazione della Corte relativa all'impossibilità di raggiungere l'intera popolazione NEET con le sole risorse messe a disposizione dal bilancio UE; osserva che la situazione attuale non corrisponde alle aspettative suscitate dall'introduzione della garanzia per i giovani, ossia garantire che tutti i NEET ricevano, entro quattro mesi, un'offerta di formazione o di lavoro qualitativamente valida;

17.  ricorda che attrarre i NEET nel mondo del lavoro comporta sia sfide che opportunità; raccomanda alla Commissione, agli Stati membri e agli SPI nazionali di profondere maggiori sforzi per includere un numero maggiore di giovani inattivi nei regimi della garanzia per i giovani e per trattenerli nel mercato del lavoro una volta scadute le pertinenti misure di sostegno;

18.  osserva che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile è volta a sostenere i giovani NEET con un'età inferiore ai 25 anni che normalmente non ricevono alcun sostegno all'occupazione o all'istruzione; si rammarica che l'adozione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile influisca sull'assegnazione di impegni a titolo del FSE ad altri programmi e sottolinea che le risorse provenienti dalla dotazione specifica dell'iniziativa dovrebbero essere integrate da fondi del FSE almeno di pari entità;

19.  invita gli Stati membri a garantire che, conformemente all'articolo 95 e al considerando 87 del regolamento recante disposizioni comuni (regolamento (UE) n. 1303/2013) e in linea con il principio di addizionalità, i fondi disponibili nell'ambito dell'iniziativa per l'occupazione giovanile e del FSE non sostituiscano le spese pubbliche degli Stati membri; sottolinea che i programmi come la garanzia per i giovani non devono sostituire gli sforzi degli Stati membri volti a contrastare la disoccupazione giovanile e a promuovere un'integrazione sostenibile nel mercato del lavoro;

20.  sottolinea l'importanza di rafforzare la cooperazione, anche a livello regionale e locale, tra tutte le parti interessate, quali i servizi pubblici e, se del caso, privati per l'impiego, gli istituti di istruzione e di formazione, i datori di lavoro, le organizzazioni giovanili e le ONG che lavorano con i giovani, al fine di raggiungere l'intera popolazione NEET; incoraggia una maggiore integrazione delle parti interessate attraverso un approccio basato sul partenariato nella progettazione, attuazione e valutazione della garanzia per i giovani; sollecita una cooperazione rafforzata tra istituti d'istruzione e imprenditori per affrontare il problema della mancata corrispondenza tra domanda e offerta di competenze; ribadisce che l'approccio di partenariato mira a raggiungere meglio la popolazione destinataria e a garantire la fornitura di offerte di qualità;

21.  ricorda che, secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), una garanzia per i giovani efficace necessita di un finanziamento annuo pari a circa 45 miliardi di EUR per l'UE-28; osserva che tale finanziamento dovrebbe essere considerato un investimento, in considerazione della significativa riduzione dei costi legati alla disoccupazione giovanile che comporterà se sarà efficace;

22.  invita la Commissione a fornire una ripartizione dettagliata dei contributi nazionali all'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile che ogni Stato membro deve effettuare per dare efficace attuazione alla garanzia per i giovani, tenendo conto della stima dell'ILO;

23.  constata il ritardo nell'attuazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile dovuto alla nomina tardiva delle pertinenti autorità di gestione, e ritiene che ciò costituisca una falla nella base giuridica dell'iniziativa che ha minato gli sforzi iniziali tesi a una rapida attuazione mediante finanziamenti anticipati;

24.  reputa necessario promuovere la varietà dei mezzi di finanziamento e facilitarne l'accesso nonché concentrarsi sulla spesa effettiva, attuando al contempo ulteriori riforme programmatiche e dei servizi;

25.  sottolinea la necessità di adattare le misure alle esigenze del contesto locale allo scopo di aumentarne l'impatto, ad esempio attraverso una maggiore partecipazione dei rappresentanti dei datori di lavoro locali, dei fornitori locali di formazione e degli enti locali; invita a diversificare i canali di finanziamento coinvolgendo le istanze nazionali, regionali e locali per meglio raggiungere tutti i NEET;

26.  ricorda che, nell'ambito dell'attuale QFP, il finanziamento dell'iniziativa a favore dell'occupazione dovrebbe avvenire mediante nuovi stanziamenti e non attraverso riassegnazioni degli stanziamenti di bilancio esistenti; si attende un impegno politico ambizioso in relazione al prossimo QFP;

27.  ritiene che un corretto funzionamento della garanzia per i giovani dipenda dall'efficacia degli SPI a livello locale;

28.  chiede con forza che negli SPI degli Stati membri siano sviluppate competenze e capacità specifiche volte ad aiutare le persone che non riescono a trovare un lavoro entro quattro mesi dall'inizio del periodo di disoccupazione o dalla conclusione dell'istruzione formale; incoraggia un maggior coinvolgimento di imprese e associazioni di categoria nella realizzazione del programma;

29.  deplora che la maggior parte dei NEET nell'UE non abbia ancora accesso ad alcun programma della garanzia per i giovani anche perché, in genere, non risulta iscritta agli SPI; chiede al Consiglio di prendere in esame la possibilità di proseguire lo scambio formativo in seno alla rete esistente dei servizi pubblici per l'impiego, nell'ottica di elaborare strategie basate sulle migliori pratiche per raggiungere e sostenere i giovani NEET;

30.  plaude alla relazione speciale n. 5/2017 della Corte dei conti ed esorta la Commissione e gli Stati membri ad attuare pienamente le raccomandazioni della Corte onde migliorare la copertura e l'efficacia dei regimi della garanzia per i giovani;

31.  sottolinea che è opportuno sostenere lo sviluppo di sportelli unici al fine di aumentare l'impatto positivo della garanzia per i giovani, assicurando la disponibilità in un unico luogo di tutti i servizi e dell'orientamento per i giovani;

32.  osserva che la mancanza di visibilità dei programmi di garanzia per i giovani può rendere difficoltoso il coinvolgimento di tutti i giovani; raccomanda di accrescere la possibilità di finanziamento di campagne locali organizzate con tutti i partner locali, comprese le organizzazioni giovanili, e di sostenere lo sviluppo di piattaforme affinché i giovani possano registrarsi al programma; raccomanda che le informazioni relative alla garanzia per i giovani siano accessibili e comprensibili per tutti;

33.  raccomanda agli Stati membri di predisporre offerte che possano ritenersi qualitativamente valide; sottolinea, ad esempio, che dovrebbero essere implementate delle proposte che corrispondano al profilo del partecipante e alla domanda sotto il profilo occupazionale, in modo da permettere un'integrazione sostenibile e possibilmente duratura nello stesso mercato del lavoro;

34.  constata con rammarico che la maggior parte degli Stati membri non ha stabilito una definizione di "offerta di qualità"; esorta gli Stati membri e la Commissione, nel quadro del comitato dell'Unione europea per l'occupazione (EMCO), a ricorrere alle reti esistenti per lavorare all'elaborazione di caratteristiche stabilite di comune accordo che definiscano tale concetto, tenendo in considerazione il quadro europeo di qualità per i tirocini e la dichiarazione congiunta delle parti sociali europee dal titolo "Towards a Shared Vision of Apprenticeships" (Verso una visione comune degli apprendistati) nonché la giurisprudenza della Corte di giustizia sul lavoro precario; esorta inoltre gli Stati membri e la Commissione ad assicurare che tali caratteristiche si basino su un'offerta corrispondente al livello di qualifica e al profilo dei partecipanti e alle necessità del mercato del lavoro, offrendo loro opportunità lavorative che consentano di guadagnare un salario di sussistenza, di godere di protezione sociale e di ottenere prospettive di avanzamento, il che, in ultima istanza, dovrebbe tradursi in un'integrazione sostenibile nel mercato del lavoro in cui vi sia una buona corrispondenza tra offerta e domanda; si compiace della raccomandazione formulata dalla Corte dei conti nella sua relazione speciale n. 5/2017, che invita a prestare maggiore attenzione al miglioramento della qualità delle offerte;

35.  invita la Commissione a proporre, in collaborazione con il comitato per l'occupazione (EMCO), norme concernenti i criteri di qualità delle possibili offerte nell'ambito della garanzia per i giovani; evidenzia la necessità di definire un quadro di qualità con norme di qualità per le suddette offerte;

36.  osserva che, per conseguire l'obiettivo di garantire un'offerta di occupazione di qualità e continua a tutti i giovani di età pari o inferiore a 24 anni, sono necessarie molte più risorse a livello umano, tecnico e finanziario; si compiace che diversi Stati membri abbiano innalzato a 30 anni l'età massima per l'idoneità al sostegno della garanzia per i giovani;

37.  è favorevole a garantire che i giovani beneficiari della garanzia per i giovani continuino a contribuire ai sistemi di tutela lavorativa e previdenziale in vigore nei rispettivi Stati membri e ad avervi accesso, corresponsabilizzando maggiormente, in questo modo, tutti i soggetti coinvolti, in particolare i giovani e i datori di lavoro;

38.  sottolinea che le misure della garanzia per i giovani sono probabilmente più efficienti ed efficaci sotto il profilo dei costi quando i giovani vengono assistiti al momento dell'accesso al mercato del lavoro, in modo tale da fornire loro opportunità occupazionali sostenibili e avanzamento retributivo;

39.  evidenzia che i NEET sono un gruppo variegato ed eterogeneo di persone e che i programmi risultano essere più efficienti ed efficaci sotto il profilo dei costi quando sono elaborati per rispondere a problematiche ben definite; pone l'accento, a tale proposito, sulla necessità di mettere a punto strategie globali con obiettivi chiari, finalizzati a raggiungere tutte le categorie di NEET; sottolinea la necessità di offrire soluzioni su misura, tenendo conto del contesto locale e regionale, garantendo ad esempio un maggior coinvolgimento dei rappresentanti dei datori di lavoro locali, degli erogatori locali di formazione e degli enti locali; invita gli Stati membri a progettare un percorso individuale per ciascun candidato, dando agli SPI la flessibilità necessaria per adeguare i modelli di profilazione;

40.  invita gli Stati membri a predisporre adeguate strategie di sensibilizzazione e a intensificare gli sforzi per individuare la popolazione NEET, in particolare i NEET inattivi che non sono coperti dai sistemi esistenti, allo scopo di registrarli e di monitorare a intervalli specifici (6, 12 e 18 mesi) la situazione dei giovani che abbandonano i programmi di garanzia per i giovani, al fine di promuovere un'integrazione sostenibile nel mercato del lavoro; sottolinea la necessità di fornire soluzioni su misura ai diversi gruppi di giovani, facendo dei giovani non registrati uno dei principali gruppi bersaglio; invita gli Stati membri a garantire che le risorse disponibili del FSE non sostituiscano la spesa pubblica e osserva che una crescita economica adeguata è un presupposto indispensabile per l'effettiva integrazione dei NEET nel mercato del lavoro;

41.  invita gli Stati membri e la Commissione a valutare le carenze e a compiere analisi di mercato prima di porre in essere i sistemi previsti nel quadro della garanzia per i giovani, evitando così corsi di formazione inutili o lo sfruttamento temporaneo e senza alcuno sbocco futuro dei tirocinanti;

42.  invita la Commissione e il Consiglio a prendere in esame iniziative proattive di transizione, come l'orientamento e la consulenza professionali e l'erogazione di informazioni sul mercato del lavoro nonché servizi di sostegno nelle scuole e servizi di orientamento professionale nelle università, così da agevolare l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro fornendo loro abilità utili alla gestione della transizione e della loro carriera;

43.  osserva che la mancanza di visibilità dei programmi della garanzia per i giovani può rendere difficoltoso il coinvolgimento di tutti i giovani; raccomanda di adottare misure intese ad accrescere la possibilità di finanziare campagne locali organizzate con tutti i partner locali pertinenti, comprese le organizzazioni giovanili, e a sostenere lo sviluppo di piattaforme affinché i giovani possano registrarsi al programma; raccomanda che le informazioni relative alla garanzia per i giovani siano accessibili e comprensibili per tutti;

44.  rileva che le discrepanze tra le competenze offerte e quelle richieste dal mercato del lavoro continuano a essere un problema; chiede alla Commissione, nel quadro dell'EMCO, di promuovere lo scambio di migliori pratiche tra gli Stati membri e le parti interessate negli Stati membri per affrontare la questione;

45.  ritiene che i problemi legati alla mancata corrispondenza tra domanda e offerta di competenze potrebbero essere risolti migliorando l'individuazione delle competenze dei singoli soggetti e correggendo le carenze dei sistemi nazionali di formazione; sottolinea che l'aumento della mobilità giovanile potrebbe migliorare il bagaglio di competenze dei giovani e contribuire, unitamente al riconoscimento delle qualifiche, al superamento dell'attuale squilibrio geografico fra domanda e offerta di competenze; incoraggia gli Stati membri a fare maggior uso di EURES in proposito;

46.  sottolinea che le competenze in materia di TIC potrebbero offrire grandi potenzialità per la creazione di posti di lavoro sostenibili e, quindi, invita gli Stati membri a includere nei loro piani di attuazione della garanzia per i giovani misure efficaci per il potenziamento delle competenze digitali e in materia di TIC;

47.  osserva che è necessario un approccio più diversificato e personalizzato nella fornitura di servizi ai diversi gruppi della popolazione giovanile al fine di evitare scremature o scelte di comodo e discriminazioni; chiede misure più incisive, specifiche e più aperte a tutti per raggiungere i giovani alle prese con molteplici ostacoli e quelli più lontani dal mercato del lavoro; sottolinea, a tale proposito, l'importanza di coordinare efficacemente la garanzia per i giovani con le altre politiche, come quelle antidiscriminazione, e di ampliare la gamma di interventi proposti nell'ambito delle offerte della garanzia per i giovani;

48.  ritiene che la disoccupazione giovanile dovrebbe essere affrontata sin dall'inizio come una questione prioritaria nei futuri programmi operativi dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE);

Attuazione e monitoraggio

49.  osserva che l'attuazione della garanzia per i giovani viene attualmente monitorata attraverso il semestre europeo, gli esami dell'EMCO e un apposito quadro di indicatori elaborato dall'EMCO in collaborazione con la Commissione; invita il Consiglio ad aiutare gli Stati membri a migliorare la comunicazione dei dati;

50.  osserva che la mancanza di informazioni sui costi potenziali legati all'attuazione del programma in uno Stato membro può portare a finanziamenti non adeguati ai fini della corretta attuazione del programma stesso e della realizzazione degli obiettivi; invita gli Stati membri a definire una panoramica dei costi di attuazione della garanzia per i giovani, come raccomandato dalla relazione speciale n. 5/2017 della Corte dei conti;

51.  sottolinea che l'assegnazione delle risorse necessarie e la valutazione dei finanziamenti complessivi sono fattori importanti per la riuscita attuazione dei programmi di garanzia per i giovani, tenendo presente che tale valutazione può essere ostacolata dalla difficoltà di distinguere tra i diversi tipi di misure destinate ai giovani a livello nazionale;

52.  invita la Commissione a fornire informazioni più precise riguardo all'efficienza in termini di costi della garanzia per i giovani e al monitoraggio dell'attuazione del programma negli Stati membri, nonché a fornire relazioni annuali complete in proposito;

53.  sottolinea che sono necessari meccanismi efficaci per discutere e superare le difficoltà registrate in sede di attuazione dei programmi della garanzia per i giovani; sottolinea la necessità di un impegno politico e finanziario forte, ma realistico e fattibile, da parte degli Stati membri per dare piena attuazione alla garanzia per i giovani, segnatamente assicurando meccanismi di intervento tempestivo, la qualità dei posti di lavoro, ulteriori offerte di istruzione e formazione, criteri di ammissibilità chiari e lo sviluppo di partenariati con i pertinenti portatori di interesse; sottolinea che ciò dovrebbe avvenire assicurando che si raggiunga effettivamente il gruppo bersaglio, rafforzando se necessario la capacità amministrativa, tenendo conto della situazione locale, favorendo il miglioramento delle competenze e istituendo adeguate strutture di monitoraggio e valutazione durante e dopo l'attuazione delle suddette misure;

54.  chiede un'efficace sorveglianza multilaterale del rispetto della raccomandazione del Consiglio che istituisce una garanzia per i giovani nell'ambito del semestre europeo, così come la formulazione, ove necessario, di raccomandazioni specifiche per paese;

55.  ribadisce il proprio impegno a monitorare attentamente tutte le attività degli Stati membri per tradurre in realtà la garanzia per i giovani, e invita le organizzazioni giovanili a fornire al Parlamento la loro analisi aggiornata delle azioni intraprese dagli Stati membri; esorta gli Stati membri e la Commissione a coinvolgere nell'elaborazione delle politiche i giovani che sono parte interessata; ricorda che il coinvolgimento delle organizzazioni giovanili nella comunicazione, attuazione e valutazione della garanzia per i giovani è fondamentale per il successo di quest'ultima;

56.  osserva l'esistenza di taluni ritardi nell'attuazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile negli Stati membri, principalmente per motivi di natura procedurale e strutturale; si dice preoccupato per il livello di utilizzo, da parte degli Stati membri, dei prefinanziamenti stanziati per l'attuazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile; insiste pertanto affinché le autorità competenti degli Stati membri adottino azioni urgenti per utilizzare pienamente e tempestivamente le risorse disponibili per la lotta alla disoccupazione giovanile; ritiene che gli Stati membri debbano assumere ulteriori impegni finanziari nei bilanci nazionali per affrontare queste sfide strutturali;

57.  si compiace della collaborazione della Commissione con gli Stati membri allo scopo di individuare e diffondere buone pratiche in materia di monitoraggio e comunicazione sulla base dei sistemi in uso presso gli Stati membri; ricorda alla Commissione che la comparabilità dei dati continua a essere fondamentale a tal fine;

58.  raccomanda alla Commissione di continuare a individuare e diffondere le buone prassi in materia di monitoraggio e reporting, in modo che i risultati degli Stati membri possano essere comunicati in maniera coerente e affidabile, nonché valutati armonicamente anche dal punto di vista qualitativo; raccomanda, in particolare, che si disponga regolarmente di dati di qualità che permettano agli Stati membri di realizzare politiche giovanili più concrete ed efficaci, anche attraverso il monitoraggio dei partecipanti in uscita dal sistema di garanzia per i giovani, per ridurre al massimo gli abbandoni e le uscite improduttive;

59.  invita la Commissione a rafforzare le modalità di attuazione da parte degli Stati membri dei programmi approvati a titolo della garanzia per i giovani e a istituire un sistema di monitoraggio trasparente, completo e con dati aperti, che prenda in considerazione l'efficienza in termini di costi nonché riforme strutturali e misure a vantaggio dei singoli;

60.  suggerisce di realizzare un'analisi ex ante in ogni Stato membro fissando obiettivi, traguardi e calendari concreti per i risultati attesi dai regimi della garanzia per i giovani, e suggerisce di evitare la duplicazione dei finanziamenti;

61.  incoraggia la condivisione delle migliori prassi attraverso l'EMCO e il programma di apprendimento reciproco della strategia europea per l'occupazione; rileva, a tale proposito, l'importanza dell'apprendimento reciproco finalizzato all'attivazione dei gruppi più vulnerabili;

62.  è preoccupato del fatto che i dati sui beneficiari, gli esiti e i risultati dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile siano scarsi e spesso incoerenti; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare le misure necessarie per istituire sistemi di monitoraggio meno onerosi dal punto di vista amministrativo e più aggiornati per il finanziamento residuo dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile;

63.  chiede che si presti attenzione ai risultati conseguiti dal programma dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile definendo indicatori concreti in termini di riforme realizzate negli Stati membri, conoscenze e competenze acquisite in seguito al programma e numero di contratti a tempo indeterminato offerti; suggerisce inoltre che l'esperienza dei mentori della professione scelta corrisponda alle competenze richieste dai relativi richiedenti;

64.  invita gli Stati membri ad accrescere l'efficienza dei propri sistemi di monitoraggio e di rendicontazione, allo scopo di rendere più misurabili gli obiettivi della garanzia per i giovani e di facilitare la messa a punto di politiche di attivazione rivolte ai giovani maggiormente basate su dati concreti, e, in particolare, a migliorare la capacità di monitorare i partecipanti che escono dal sistema di garanzia per i giovani, onde ridurre quanto più possibile il numero delle uscite ignote e disporre di informazioni sulla situazione attuale di tutti i partecipanti; invita la Commissione a rivedere i propri orientamenti sulla raccolta dei dati e gli Stati membri a rivedere i propri scenari di riferimento e i propri obiettivi, per minimizzare il rischio di sovrastima dei risultati;

65.  riconosce che, per alcuni Stati membri, la garanzia per i giovani è divenuta un fattore trainante per modificare le politiche e migliorare il coordinamento nei settori dell'occupazione e dell'istruzione; sottolinea l'importanza di fissare obiettivi realistici e misurabili in relazione alla promozione di strategie e quadri come l'iniziativa per i giovani, di identificare le sfide principali e le misure adeguate da adottare per vincerle e di valutare tali sfide tenendo conto del miglioramento dell'occupabilità; osserva che, in alcune circostanze, è stato difficile identificare e valutare il contributo finora fornito dalla garanzia per i giovani e che dati statistici di qualità dovrebbero aiutare gli Stati membri a concepire politiche giovanili più concrete ed efficaci, senza suscitare false aspettative;

66.  riconosce i considerevoli sforzi compiuti da molti Stati membri per attuare la garanzia per i giovani; osserva, tuttavia, che la maggior parte delle riforme non è stata pienamente attuata, in particolare per quanto riguarda la creazione di partenariati con le parti sociali e i giovani nella progettazione, attuazione e valutazione delle misure nel quadro della garanzia per i giovani e il sostegno a coloro che incontrano molteplici ostacoli; conclude che sono necessari considerevoli sforzi e risorse finanziarie nel lungo periodo per conseguire gli obiettivi della garanzia per i giovani;

67.  ritiene che l'eventuale ripetuto ricorso alla garanzia per giovani non debba essere contrario allo spirito dell'attivazione del mercato del lavoro e all'obiettivo del passaggio a un'occupazione permanente; invita il Consiglio ad avvalersi della revisione del QFP per dotare la garanzia per i giovani di risorse adeguate; invita gli Stati membri a garantire che i giovani, inclusi quelli fino ai trent'anni di età, ricevano offerte qualitativamente valide, rispondenti al loro profilo e al loro livello di qualifica così come alle esigenze del mercato del lavoro, onde creare posti di lavoro sostenibili ed evitare il ripetuto ricorso alla garanzia per i giovani;

68.  ritiene necessario, al fine di valutare l'efficacia del programma, tenere conto di tutti gli aspetti, incluso il rapporto costi-benefici del sistema; prende atto delle precedenti stime fornite dall'ILO e da Eurofound e chiede alla Commissione di confermare o aggiornare tali previsioni;

69.  chiede che, in ogni Stato membro partecipante, si valuti l'efficacia della garanzia per i giovani, in modo da evitare lo sfruttamento dei giovani da parte di imprese che utilizzano pseudo-meccanismi di formazione per avvalersi di manodopera finanziata dal settore pubblico; propone, a questo scopo, di monitorare le prospettive occupazionali dei giovani beneficiari del programma, nonché di creare meccanismi che impongano ai datori di lavoro coinvolti, siano essi pubblici o privati, tassi minimi di conversione dei tirocini in contratti di lavoro, come condizione per continuare a usufruire del programma;

70.  rileva che la Commissione dovrebbe portare a termine una valutazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile entro la fine del 2017 e si attende una rapida integrazione dei necessari adeguamenti al fine di garantire un'attuazione efficace; sottolinea l'importanza di una valutazione costante delle prestazioni dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile da parte dei soggetti pertinenti, incluse le organizzazioni giovanili;

71.  sottolinea la necessità di introdurre un sistema di indicatori e misure per valutare e monitorare l'efficacia sia dei sistemi pubblici per l'impiego sia della garanzia per i giovani che, per quanto contemplato sin dall'inizio, ancora mostra molte carenze;

72.  chiede che i partecipanti al programma siano debitamente informati riguardo alle procedure da avviare in caso di abusi dello strumento e che sia garantita loro la tutela necessaria e prevista;

73.  chiede un controllo, una rendicontazione e un monitoraggio efficaci e trasparenti dell'utilizzazione dei fondi stanziati a livello europeo e nazionale, in modo da prevenire abusi e sprechi di risorse;

Miglioramenti da apportare

74.  sottolinea la necessità di assicurare un impegno a lungo termine attraverso una programmazione ambiziosa e finanziamenti stabili a titolo sia del bilancio dell'Unione che dei bilanci nazionali al fine di fornire il pieno accesso a tutti i giovani NEET nell'UE;

75.  ricorda l'importanza della cooperazione tra tutti i livelli di governance (UE, Stati membri ed enti locali) e dell'assistenza tecnica della Commissione per l'efficace attuazione della garanzia per i giovani;

76.  evidenzia la necessità di creare e sviluppare un orientamento professionale di elevata qualità lungo tutto l'arco della vita con il coinvolgimento attivo delle famiglie, al fine di aiutare i giovani a operare scelte migliori in merito alla loro istruzione e carriera professionale;

77.  osserva che, nella sua comunicazione dell'ottobre 2016, la Commissione ha formulato conclusioni sulla necessità di migliorare l'efficacia dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile; ritiene che, per raggiungere tale obiettivo, occorra garantire che i NEET siano integrati nel mercato del lavoro in maniera sostenibile e fissare obiettivi che riflettano la composizione varia dei NEET, con interventi logici e specifici per ciascuno dei sottogruppi destinatari; constata che un utilizzo ulteriore di altri programmi FSE per garantire la sostenibilità dell'integrazione dei NEET potrebbe migliorare l'efficienza;

78.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di gestire le aspettative stabilendo obiettivi e traguardi realistici e raggiungibili, effettuare valutazioni delle divergenze, analizzare il mercato prima di attuare i sistemi, migliorare i sistemi di monitoraggio e comunicazione e migliorare la qualità dei dati per poter misurare efficacemente i risultati;

79.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la disponibilità di finanziamenti sufficienti per assicurare una riuscita integrazione di tutti i giovani lavoratori che sono disoccupati o che non hanno accesso a un'adeguata offerta formativa o educativa; sottolinea che, ai fini di risultati sostenibili, la garanzia per i giovani dovrebbe basarsi sulle evidenze ed esperienze esistenti ed essere portata avanti a lungo termine; pone l'accento sul fatto che ciò richiede un aumento dei fondi pubblici disponibili per politiche attive del mercato del lavoro a livello dell'UE e degli Stati membri;

80.  invita gli Stati membri a valutare correttamente i costi dei loro programmi di garanzia per i giovani, a gestire le aspettative fissando obiettivi e traguardi realistici e raggiungibili, a mobilitare risorse supplementari a titolo dei loro bilanci nazionali e a potenziare il finanziamento dei rispettivi SPI per consentire loro di svolgere i compiti supplementari legati all'attuazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile;

81.  invita gli Stati membri a garantire la fornitura di dati di follow-up, per valutare in termini quantitativi e qualitativi la sostenibilità a lungo termine dei risultati e per agevolare l'elaborazione di politiche giovanili maggiormente basate su elementi concreti; sollecita maggiore trasparenza e coerenza nella raccolta dei dati in tutti gli Stati membri, inclusa la raccolta di dati disaggregati per genere; rileva con preoccupazione che la sostenibilità delle "uscite positive" dell'iniziativa per i giovani si è progressivamente deteriorata(9);

82.  invita la Commissione a eseguire un'analisi dettagliata degli effetti delle misure attuate negli Stati membri, a individuare le soluzioni più efficaci e, su tale base, a formulare raccomandazioni destinate agli Stati membri su come conseguire risultati migliori con un maggiore livello di efficienza;

o
o   o

83.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti.

(1) GU C 120 del 26.4.2013, pag. 1.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 470.
(3) GU L 126 del 21.5.2015, pag. 1.
(4) Altre misure includono l'iniziativa "Gioventù in movimento", avviata nel settembre 2010, l'iniziativa "Opportunità per i giovani", avviata nel dicembre 2011, e i gruppi di intervento per i giovani, inaugurati nel gennaio 2012.
(5) Situazione a marzo 2017: http://ec.europa.eu/eurostat/documents/2995521/8002525/3-02052017-AP-EN.pdf/94b69232-83a9-4011-8c85-1d4311215619
(6) Inclusione sociale dei giovani (Eurofound 2015).
(7) NEET – Giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano: caratteristiche, costi e risposte politiche in Europa (Eurofound, 2012).
(8) Libro bianco sul futuro dell'Europa, pag. 13.
(9) Cfr. paragrafo 164 della relazione speciale della Corte dei conti n. 5/2017.

Avviso legale