Indice 
Testi approvati
Martedì 4 aprile 2017 - StrasburgoEdizione definitiva
Caratteristiche dei pescherecci ***I
 Omologazione e vigilanza del mercato dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli ***I
 Olio di palma e disboscamento delle foreste pluviali
 Le donne e il loro ruolo nelle zone rurali
 Inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico

Caratteristiche dei pescherecci ***I
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Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 aprile 2017 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che definisce le caratteristiche dei pescherecci (rifusione) (COM(2016)0273 – C8-0187/2016 – 2016/0145(COD))
P8_TA(2017)0096A8-0376/2016

(Procedura legislativa ordinaria – rifusione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0273),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 43, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0187/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 19 ottobre 2016(1),

–  visto l'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi(2),

–  vista la lettera in data 17 ottobre 2016 della commissione giuridica alla commissione per la pesca a norma dell'articolo 104, paragrafo 3, del suo regolamento,

–  viste le sue precedenti risoluzioni, in particolare la risoluzione del 22 novembre 2012 sulla pesca costiera su piccola scala, la pesca artigianale e la riforma della politica comune della pesca(3),

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 15 febbraio 2017, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti gli articoli 104 e 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per la pesca (A8-0376/2016),

A.  considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta della Commissione non contiene modificazioni sostanziali se non quelle espressamente indicate come tali e che, per quanto concerne la codificazione delle disposizioni immutate degli atti precedenti e di tali modificazioni, la proposta si limita ad una mera codificazione degli atti esistenti, senza modificazioni sostanziali;

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso, tenendo conto delle raccomandazioni del gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 4 aprile 2017 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2017/... del Parlamento europeo e del Consiglio che definisce le caratteristiche dei pescherecci (rifusione)

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2017/1130.)

(1) GU C 34 del 2.2.2017, pag. 140.
(2) GU C 77 del 28.3.2002, pag. 1.
(3) GU C 419 del 16.12.2015, pag. 167.


Omologazione e vigilanza del mercato dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli ***I
PDF 1047kWORD 140k
Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 4 aprile 2017, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli (COM(2016)0031 – C8-0015/2016 – 2016/0014(COD))(1)
P8_TA(2017)0097A8-0048/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Considerando 1
(1)  Il mercato interno è costituito da uno spazio senza frontiere interne in cui deve essere garantita la libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali. Le norme del mercato interno dovrebbero essere trasparenti, semplici e coerenti, in modo da offrire chiarezza e certezza del diritto a beneficio delle imprese e dei consumatori.
(1)  Il mercato interno è costituito da uno spazio senza frontiere interne in cui deve essere garantita la libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali. Le norme del mercato interno dovrebbero essere trasparenti, semplici, coerenti ed efficaci, in modo da offrire chiarezza e certezza del diritto a beneficio delle imprese e dei consumatori.
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  Tale valutazione concludeva tuttavia che è necessario introdurre disposizioni di vigilanza del mercato ad integrazione delle prescrizioni relative all'omologazione, chiarire le procedure di richiamo e di salvaguardia e le condizioni per il rilascio delle estensioni delle omologazioni dei tipi di veicoli esistenti, migliorare l'applicazione del quadro di omologazione tramite l'armonizzazione e il miglioramento delle procedure di omologazione e di controllo della conformità della produzione applicate dalle autorità e dai servizi tecnici degli Stati membri, chiarire i ruoli e le responsabilità degli operatori economici nella catena di fornitura e delle autorità e delle parti coinvolte nell'applicazione del quadro, nonché migliorare l'idoneità dei regimi di omologazione alternativi (omologazioni nazionali di piccole serie e omologazioni individuali) e della procedura di omologazione in più fasi al fine di garantire una flessibilità adeguata per i mercati di nicchia e le PMI, senza tuttavia alterare le condizioni di parità.
(4)  Tale valutazione concludeva tuttavia che è necessario introdurre disposizioni di vigilanza del mercato ad integrazione delle prescrizioni relative all'omologazione, chiarire le procedure di richiamo e di salvaguardia e le condizioni per il rilascio delle estensioni delle omologazioni dei tipi di veicoli esistenti, migliorare l'applicazione del quadro di omologazione tramite l'armonizzazione e il miglioramento delle procedure di omologazione e di controllo della conformità della produzione applicate dalle autorità e dai servizi tecnici degli Stati membri, delimitare chiaramente i ruoli e le responsabilità degli operatori economici nella catena di fornitura e delle autorità e delle parti coinvolte nell'applicazione del quadro, così da evitare la sovrapposizione di tali ruoli e responsabilità, garantire l'indipendenza dei suddetti operatori economici, delle autorità e delle parti coinvolte ed evitare i conflitti di interessi, nonché migliorare l'idoneità dei regimi di omologazione alternativi (omologazioni nazionali di piccole serie e omologazioni individuali) e della procedura di omologazione in più fasi al fine di garantire una flessibilità adeguata per i mercati di nicchia e le PMI, senza tuttavia alterare le condizioni di parità.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 5
(5)  Inoltre, i recenti problemi incontrati nell'attuazione del quadro di omologazione hanno fatto emergere carenze specifiche e dimostrano la necessità di una revisione sostanziale per garantire un quadro normativo solido, trasparente, prevedibile e sostenibile che garantisca un livello elevato di sicurezza e di protezione della salute e dell'ambiente.
(5)  Inoltre, i recenti problemi incontrati nell'attuazione del quadro di omologazione hanno fatto emergere carenze specifiche e dimostrano la necessità di un ulteriore rafforzamento di tale quadro normativo per garantire che sia solido, trasparente, prevedibile e sostenibile e che garantisca un livello elevato di sicurezza e di protezione della salute e dell'ambiente.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 5 bis (nuovo)
(5 bis)   Dato che la difesa dei consumatori è una priorità dell'Unione, i costruttori dei veicoli che circolano nell'Unione dovrebbero essere tenuti a sottoporre tali veicoli a prove prima della loro immissione sul mercato e nel corso del loro ciclo di vita. Gli Stati membri e la Commissione dovrebbero essere i garanti di tale vigilanza doppia, in cui l'uno può intervenire quando l'altro non lo fa.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 5 ter (nuovo)
(5 ter)   L'Unione dovrebbe adoperarsi al massimo per evitare che i costruttori di veicoli commettano frodi allo scopo di manipolare le prove sulle emissioni inquinanti o sui consumi di carburante per generare risultati falsi o eludere ogni altra norma. Tali manipolazioni dovrebbero cessare in maniera definitiva.
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 5 quater (nuovo)
(5 quater)   Il presente regolamento mira a correggere la lentezza delle operazioni di richiamo dei veicoli nell'Unione. La procedura attuale non garantisce una tutela effettiva dei cittadini europei, contrariamente alla procedura americana, che ha permesso invece di agire rapidamente. In tale prospettiva, è essenziale permettere alla Commissione di imporre agli operatori economici di adottare tutte le misure restrittive necessarie, compreso il richiamo dei veicoli, affinché i veicoli, i sistemi, i componenti o altre entità tecniche non a norma siano resi conformi al presente regolamento.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 5 quinquies (nuovo)
(5 quinquies)   In caso di rilevamento di un'irregolarità nei veicoli in circolazione che contravviene alle norme di autorizzazione iniziali e/o che pone in pericolo la sicurezza dei consumatori o supera i limiti delle emissioni inquinanti, l'interesse dei consumatori europei è di poter contare su misure correttive rapide, adeguate e coordinate, compreso, se necessario, il richiamo dei veicoli, nonché applicabili a livello dell'intera Unione. Gli Stati membri dovrebbero fornire tutte le informazioni in loro possesso alla Commissione per consentirle di intervenire in modo rapido e adeguato per difendere l'integrità del mercato unico.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 6
(6)  Il presente regolamento stabilisce le norme e i principi armonizzati per l'omologazione dei tipi di veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche destinati a tali veicoli, e per l'omologazione individuale, al fine di garantire il funzionamento corretto del mercato interno a beneficio delle imprese e dei consumatori e di offrire un livello elevato di sicurezza e di protezione della salute e dell'ambiente.
(6)  Il presente regolamento stabilisce le norme e i principi armonizzati per l'omologazione dei tipi di veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche destinati a tali veicoli, e per l'omologazione individuale, al fine di garantire l'applicazione coerente di norme di alta qualità per verificare la conformità della produzione, consentendo al mercato interno di funzionare correttamente a beneficio delle imprese e nel pieno rispetto dei diritti dei consumatori, offrendo nel contempo un livello elevato di sicurezza e di protezione della salute e dell'ambiente.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 7
(7)  Il presente regolamento stabilisce le prescrizioni tecniche e amministrative sostanziali per l'omologazione dei veicoli a motore delle categorie M ed N e dei loro rimorchi (categoria O), nonché dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche destinati a tali veicoli, al fine di garantire un adeguato livello di sicurezza e di prestazioni ambientali. Tali categorie comprendono rispettivamente i veicoli a motore per il trasporto di passeggeri, i veicoli a motore per il trasporto di merci e i loro rimorchi.
(7)  Il presente regolamento stabilisce le prescrizioni tecniche e amministrative sostanziali per l'omologazione dei veicoli a motore delle categorie M ed N e dei loro rimorchi (categoria O), nonché dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche destinati a tali veicoli, al fine di garantire un elevato livello di sicurezza e di prestazioni ambientali. Tali categorie comprendono rispettivamente i veicoli a motore per il trasporto di passeggeri, i veicoli a motore per il trasporto di merci e i loro rimorchi.
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 7 bis (nuovo)
(7 bis)   Il presente regolamento dovrebbe garantire procedure di omologazione e vigilanza del mercato affidabili, armonizzate e trasparenti negli Stati membri.
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Considerando 7 ter (nuovo)
(7 ter)   Il presente regolamento dovrebbe garantire che le autorità nazionali di omologazione interpretino, applichino e facciano rispettare i suoi requisiti nell'intera Unione. Alla Commissione dovrebbe essere conferito il potere di controllare l'operato delle autorità nazionali mediante audit periodici, la ripetizione delle prove su un campione casuale di omologazioni rilasciate e il monitoraggio generale dell'applicazione armonizzata del presente regolamento.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 8 bis (nuovo)
(8 bis)   Ai fini della conformità al presente regolamento, dovrebbero essere prese in considerazione le disposizioni della direttiva 2014/45/UE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis.
__________________
1 bis Direttiva 2014/45/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 aprile 2014, relativa ai controlli tecnici periodici dei veicoli a motore e dei loro rimorchi e recante abrogazione della direttiva 2009/40/CE (GU L 127 del 29.4.2014, pag. 51).
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Considerando 9
(9)  Si dovrebbe garantire un'efficace attuazione delle prescrizioni in materia di omologazione rafforzando le disposizioni sulla conformità della produzione, tra l'altro, prevedendo audit periodici obbligatori dei metodi di controllo della conformità e della conformità costante dei prodotti interessati e rafforzando le prescrizioni relative alla competenza, agli obblighi e alle prestazioni dei servizi tecnici che eseguono le prove di omologazione globale di un tipo di veicolo, sotto la responsabilità delle autorità di omologazione. Il funzionamento corretto dei servizi tecnici è fondamentale per garantire un livello elevato di sicurezza e di tutela dell'ambiente e affinché i cittadini abbiano fiducia nel sistema. I criteri di designazione dei servizi tecnici di cui alla direttiva 2007/46/CE dovrebbero essere specificati in modo più dettagliato per garantire coerenza nella loro applicazione. I metodi di valutazione dei servizi tecnici negli Stati membri tendono a divergere progressivamente alla luce dell'accresciuta complessità del loro lavoro. È pertanto necessario prevedere obblighi procedurali che assicurino uno scambio di informazioni e il monitoraggio delle prassi degli Stati membri per la valutazione, la designazione, la notifica e la sorveglianza dei servizi tecnici. Tali obblighi procedurali dovrebbero eliminare le eventuali discrepanze esistenti nei metodi usati e nell'interpretazione dei criteri per la designazione dei servizi tecnici.
(9)  Si dovrebbe garantire un'efficace attuazione delle prescrizioni in materia di omologazione rafforzando le disposizioni sulla conformità della produzione fornendo un migliore accesso alle informazioni, stabilendo rigorosamente le tecniche di ottimizzazione durante le prove di laboratorio, prestando particolare attenzione al rischio di impianti di manipolazione illegali, il cui uso è vietato dal regolamento (CE) n. 715/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio1bis, prevedendo audit periodici obbligatori dei metodi di controllo della conformità e della conformità costante dei prodotti interessati e rafforzando e armonizzando le prescrizioni relative alla competenza, agli obblighi e alle prestazioni dei servizi tecnici che eseguono le prove di omologazione globale di un tipo di veicolo, sotto la responsabilità delle autorità di omologazione. Il funzionamento corretto dei servizi tecnici è fondamentale per garantire un livello elevato di sicurezza e di tutela dell'ambiente e affinché i cittadini abbiano fiducia nel sistema. I criteri di designazione dei servizi tecnici di cui alla direttiva 2007/46/CE dovrebbero essere specificati in modo più dettagliato per garantire coerenza nella loro applicazione in tutti gli Stati membri. I metodi di valutazione dei servizi tecnici negli Stati membri tendono a divergere progressivamente alla luce dell'accresciuta complessità del loro lavoro. È pertanto necessario prevedere obblighi procedurali che assicurino uno scambio di informazioni e il monitoraggio delle prassi degli Stati membri per la valutazione, la designazione, la notifica e la sorveglianza dei servizi tecnici. Tali obblighi procedurali dovrebbero eliminare le eventuali discrepanze esistenti nei metodi usati e nell'interpretazione dei criteri per la designazione dei servizi tecnici. Onde garantire controlli adeguati e condizioni di parità in tutta l'Unione, è opportuno che la valutazione di un servizio tecnico richiedente includa la valutazione in loco e l'osservazione diretta delle effettive prove di omologazione compiute.
___________________
1 bis Regolamento (CE) n. 715/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2007, relativo all'omologazione dei veicoli a motore riguardo alle emissioni dai veicoli passeggeri e commerciali leggeri (Euro 5 ed Euro 6) e all'ottenimento di informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo (GU L 171 del 29.6.2007, pag. 1).
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 10
(10)  L'esigenza delle autorità designanti di controllare e monitorare i servizi tecnici è aumentata dal momento che il progresso tecnico ha accresciuto il rischio che essi non dispongano delle competenze necessarie per sottoporre a prova i nuovi dispositivi o le nuove tecnologie che emergono nel loro ambito di attività. Poiché il progresso tecnico riduce la durata dei cicli dei prodotti e gli intervalli delle valutazioni di controllo in loco e del monitoraggio variano tra autorità designatrici, si dovrebbero stabilire requisiti minimi riguardo agli intervalli di sorveglianza e di controllo dei servizi tecnici.
(10)  L'esigenza di certificare, controllare e monitorare i servizi tecnici è aumentata dal momento che il progresso tecnico ha accresciuto il rischio che essi non dispongano delle competenze necessarie per sottoporre a prova i nuovi dispositivi o le nuove tecnologie che emergono nel loro ambito di attività. Le ampie divergenze interpretative esistenti nell'attuale attuazione della direttiva 2007/46/CE e nell'applicazione delle sue disposizioni nel corso della procedura di omologazione fanno sì che vi siano notevoli differenze tra i servizi tecnici. La certificazione, il controllo e il monitoraggio dovrebbero pertanto essere armonizzati e incrementati per garantire condizioni di parità all'interno del mercato unico europeo. Poiché il progresso tecnico riduce la durata dei cicli dei prodotti e gli intervalli delle valutazioni di controllo in loco e del monitoraggio variano tra autorità designatrici, si dovrebbero stabilire requisiti minimi riguardo agli intervalli di sorveglianza e di controllo dei servizi tecnici.
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 12
(12)  Al fine di aumentare la trasparenza e la fiducia reciproca e di allineare e sviluppare ulteriormente i criteri di valutazione, designazione e notifica dei servizi tecnici, nonché le procedure di estensione e di rinnovo, gli Stati membri dovrebbero cooperare tra loro e con la Commissione. A tal fine, essi dovrebbero consultarsi reciprocamente e con la Commissione su questioni di rilevanza generale per l'attuazione del presente regolamento e fornire alla Commissione e agli altri Stati membri informazioni in merito alla rispettiva check-list tipo dei criteri di valutazione.
(12)  Al fine di aumentare la trasparenza e la fiducia reciproca e di allineare e sviluppare ulteriormente i criteri di valutazione, designazione e notifica dei servizi tecnici, nonché le procedure di estensione e di rinnovo, gli Stati membri dovrebbero istituire meccanismi di cooperazione tra loro e con la Commissione. A tal fine, essi dovrebbero consultarsi reciprocamente e con la Commissione su questioni di rilevanza generale per l'attuazione del presente regolamento e fornire alla Commissione e agli altri Stati membri informazioni in merito alla rispettiva check-list tipo dei criteri di valutazione. Il presente regolamento istituisce una banca dati online che, insieme al sistema d'informazione del mercato interno (IMI) istituito dal regolamento (UE) n. 1024/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis, potrebbe rappresentare un utile strumento elettronico per facilitare e rafforzare la cooperazione amministrativa, gestendo lo scambio di informazioni sulla base di procedure semplici e unificate. A tale scopo, la Commissione dovrebbe prendere in considerazione l'opportunità di ricorrere alle banche dati online esistenti, come ETAES o Eucaris.
__________________
1 bis Regolamento (UE) n. 1024/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno e che abroga la decisione 2008/49/CE della Commissione (regolamento IMI) (GU L 316 del 14.11.2012, pag. 1).
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Considerando 12 bis (nuovo)
(12 bis)   Gli attuali problemi riguardanti l'omologazione hanno messo in luce gravi carenze nei sistemi nazionali esistenti di vigilanza del mercato e di controllo delle omologazioni. Pertanto, al fine di rispondere immediatamente alle carenze così riscontrate, è necessario conferire alla Commissione il potere di assumere gli opportuni compiti di vigilanza.
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 13
(13)  In caso di designazione di un servizio tecnico basata sull'accreditamento, ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio12, gli organismi di accreditamento e le autorità designatrici dovrebbero scambiarsi informazioni pertinenti per la valutazione della competenza dei servizi tecnici.
(13)  In caso di designazione di un servizio tecnico basata sull'accreditamento, ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio12, gli organismi di accreditamento e le autorità designatrici dovrebbero garantire la competenza e l'indipendenza dei servizi tecnici.
__________________
__________________
12 Regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n. 339/93 (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30).
12 Regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n. 339/93 (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30).
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 14
(14)   Gli Stati membri dovrebbero riscuotere diritti per la designazione e il monitoraggio dei servizi tecnici per garantire la sostenibilità del monitoraggio di tali servizi tecnici da parte degli Stati membri e stabilire condizioni di parità per i servizi tecnici. Al fine di garantire la trasparenza, gli Stati membri dovrebbero informare la Commissione e gli altri Stati membri prima di adottare il livello e la struttura dei canoni.
abrogato
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 14 bis (nuovo)
(14 bis)   Gli Stati membri dovrebbero garantire che gli operatori economici non paghino direttamente al servizio tecnico le tariffe per i costi delle attività di omologazione e vigilanza del mercato. La presente disposizione non dovrebbe limitare la possibilità degli operatori economici di scegliere il servizio tecnico cui desiderano ricorrere per le menzionate attività.
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Considerando 17
(17)   L'indipendenza dei servizi tecnici nei confronti dei costruttori dovrebbe essere assicurata, anche evitando i pagamenti diretti o indiretti da parte dei costruttori per le ispezioni ai fini dell'omologazione e per le prove eseguite. Gli Stati membri dovrebbero pertanto stabilire una struttura tariffaria per l'omologazione che dovrebbe coprire i costi di esecuzione di tutte le prove e le ispezioni di omologazione effettuate dai servizi tecnici designati dall'autorità di omologazione, nonché i costi amministrativi per il rilascio dell'omologazione e i costi di esecuzione delle prove e delle ispezioni ex-post di verifica della conformità.
abrogato
Emendamento 21
Proposta di regolamento
Considerando 17 bis (nuovo)
(17 bis)   Per consentire alle forze di mercato di agire, i servizi tecnici dovrebbero applicare le norme relative alle procedure di omologazione nella più completa trasparenza e in modo uniforme, senza creare inutili oneri per gli operatori economici. Al fine di garantire un elevato livello di competenza tecnica e un equo trattamento di tutti gli operatori economici, dovrebbe essere garantita un'applicazione tecnica uniforme delle norme relative alle procedure di omologazione. In seno al forum istituito dal presente regolamento, le autorità di omologazione dovrebbero scambiarsi informazioni sul funzionamento dei diversi servizi tecnici da loro stesse certificati.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Considerando 18
(18)  È necessario un solido meccanismo di applicazione delle regole in materia di conformità al fine di garantire il soddisfacimento delle prescrizioni del presente regolamento. Garantire la conformità ai requisiti di omologazione e di conformità della produzione della normativa che disciplina il settore automobilistico dovrebbe rimanere la principale responsabilità delle autorità di omologazione, in quanto si tratta di un obbligo strettamente legato al rilascio dell'omologazione e richiede un'approfondita conoscenza del suo contenuto. È quindi importante che la performance delle autorità di omologazione sia regolarmente verificata mediante revisioni tra pari, al fine di garantire che nel far rispettare le prescrizioni di omologazione tutte le autorità di omologazione applichino un livello uniforme di qualità e rigore. Inoltre, è importante prevedere la verifica della correttezza dell'omologazione stessa.
(18)  È necessario un solido meccanismo di applicazione delle regole in materia di conformità al fine di garantire il soddisfacimento delle prescrizioni del presente regolamento. Garantire la conformità ai requisiti di omologazione e di conformità della produzione della normativa che disciplina il settore automobilistico dovrebbe rimanere la principale responsabilità delle autorità di omologazione, in quanto si tratta di un obbligo strettamente legato al rilascio dell'omologazione e richiede un'approfondita conoscenza del suo contenuto. È quindi importante che la performance delle autorità di omologazione sia soggetta a controlli di vigilanza periodici a livello di Unione, compresi audit indipendenti, al fine di garantire che nel far rispettare le prescrizioni di omologazione tutte le autorità di omologazione applichino un livello uniforme di qualità e rigore. Inoltre, è importante prevedere la verifica da parte di un soggetto terzo e indipendente a livello di UE della correttezza dell'omologazione stessa.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Considerando 19 bis (nuovo)
(19 bis)   Le autorità di omologazione e le autorità di vigilanza del mercato non dovrebbero essere collegate nell'esercizio delle loro funzioni al fine di evitare potenziali conflitti d'interesse. A tal proposito, tali autorità dovrebbero essere organizzate come entità distinte conformemente alla struttura dell'amministrazione nazionale e non dovrebbero avere personale o impianti in comune conformemente alla struttura e alle competenze delle autorità nazionali.
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Considerando 19 ter (nuovo)
(19 ter)   Il forum sull'applicazione dovrebbe costituire una piattaforma di scambio delle informazioni e di analisi indipendente per facilitare migliorie al funzionamento e all'attuazione del presente regolamento. Nel corso dello scambio la Commissione potrebbe avere motivo di ritenere che una o più autorità di omologazione non ottemperino ai requisiti del presente regolamento. In tali casi la Commissione dovrebbe essere in grado di adottare tutti i provvedimenti necessari per garantire la conformità, tra cui la pubblicazione di orientamenti, raccomandazioni o altri strumenti e il ricorso ad altre procedure, nel dovuto rispetto della proporzionalità. In caso di grave violazione, la Commissione dovrebbe essere in grado di imporre il ritiro o la sospensione della capacità dell'autorità di accettare nuove domande di omologazione per salvaguardare un livello elevato di protezione dei consumatori e dell'ambiente.
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Considerando 21
(21)  È necessario inserire norme sulla vigilanza del mercato nel presente regolamento allo scopo di rafforzare i diritti e gli obblighi delle autorità nazionali competenti, garantire un coordinamento efficace delle loro attività di vigilanza del mercato e chiarire le procedure applicabili.
(21)  È fondamentale inserire norme sulla vigilanza del mercato nel presente regolamento allo scopo di rafforzare i diritti e gli obblighi delle autorità nazionali competenti, garantire un coordinamento efficace delle loro attività di vigilanza del mercato e chiarire le procedure applicabili.
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Considerando 21 bis (nuovo)
(21 bis)   È necessario che le autorità di vigilanza del mercato e le autorità di omologazione possano esercitare adeguatamente le funzioni previste dal presente regolamento. A tal fine gli Stati membri dovrebbero, in particolare, dotarle delle risorse necessarie a tale fine.
Emendamento 27
Proposta di regolamento
Considerando 22
(22)  Al fine di aumentare la trasparenza del processo di omologazione e di agevolare lo scambio di informazioni e la verifica indipendente da parte delle autorità di vigilanza del mercato, delle autorità di omologazione e della Commissione, la documentazione relativa all'omologazione dovrebbe essere fornita in formato elettronico e resa disponibile al pubblico, con riserva di deroghe dovute alla tutela degli interessi commerciali e alla protezione dei dati personali.
(22)  Al fine di aumentare la trasparenza del processo di omologazione e di agevolare lo scambio di informazioni e la verifica indipendente da parte delle autorità di vigilanza del mercato, delle autorità di omologazione, della Commissione e di terzi, la divulgazione delle informazioni sul veicolo e sulle prove si rende necessaria per effettuare tali controlli. Le informazioni pertinenti a fini di riparazione e manutenzione dovrebbero essere fornite in formato elettronico e rese disponibili al pubblico, con riserva di deroghe dovute alla tutela degli interessi commerciali e alla protezione dei dati personali. Le informazioni da divulgare a tali scopi non dovrebbero essere tali da pregiudicare la riservatezza delle informazioni proprietarie e della proprietà intellettuale.
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Considerando 23 bis (nuovo)
(23 bis)   I terzi che provvedono loro stessi a eseguire le prove e a verificare la conformità dei veicoli ai requisiti del presente regolamento dovrebbero soddisfare i principi di trasparenza e apertura, anche per quanto riguarda la proprietà e le strutture e i modelli di finanziamento. I terzi in questione dovrebbero anche rispettare gli stessi requisiti imposti ai servizi tecnici designati in termini di standard scientifici e metodologici applicati nello svolgimento delle prove eseguite.
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Considerando 24
(24)  Tali obblighi più specifici per le autorità nazionali contenuti nel presente regolamento dovrebbero includere prove e ispezioni ex post di verifica della conformità di un numero sufficiente di veicoli immessi sul mercato. La scelta dei veicoli da sottoporre a tale verifica ex post della conformità dovrebbe essere basata su un'adeguata valutazione del rischio, che tenga conto della gravità dell'eventuale non conformità e della probabilità che si verifichi.
(24)  Tali obblighi più specifici per le autorità nazionali contenuti nel presente regolamento dovrebbero includere prove e ispezioni ex post di verifica della conformità di un numero sufficiente di veicoli immessi sul mercato. La scelta dei veicoli da sottoporre a tale verifica ex post della conformità dovrebbe essere basata su un'adeguata valutazione del rischio, che tenga conto della gravità dell'eventuale non conformità e della probabilità che si verifichi. Dovrebbe inoltre essere basata su criteri chiari e dettagliati e dovrebbe includere, tra l'altro, controlli percentuali casuali su tutti i modelli attuali, sui veicoli su cui è installato un nuovo motore o una nuova tecnologia, sui veicoli con consumo di carburante elevato o assai ridotto e sui veicoli con un volume di vendite molto elevato. Inoltre tale scelta dovrebbe tenere conto dei precedenti in materia di conformità, dei consigli dei consumatori, dei risultati delle prove di telerilevamento e dei timori espressi da organismi di ricerca indipendenti.
Emendamento 30
Proposta di regolamento
Considerando 24 bis (nuovo)
(24 bis)   È fondamentale che la Commissione possa verificare la conformità alle omologazioni e alla legislazione applicabile ai veicoli, ai sistemi, ai componenti e alle entità tecniche e assicurare la regolarità delle omologazioni organizzando, effettuando o facendo effettuare prove e ispezioni di veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche già immessi sul mercato.
Emendamento 31
Proposta di regolamento
Considerando 25 bis (nuovo)
(25 bis)   I terzi che provvedono loro stessi a eseguire le prove e a verificare la conformità dei veicoli ai requisiti del presente regolamento dovrebbero soddisfare i principi di trasparenza e apertura, anche per quanto riguarda la proprietà e le strutture e i modelli di finanziamento. I terzi in questione dovrebbero anche seguire un approccio simile a quello dei servizi tecnici designati rispettando le stesse norme nello svolgimento e nell'interpretazione delle prove.
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Considerando 25 ter (nuovo)
(25 ter)   La vigilanza del mercato dovrebbe inoltre tenere conto di un'impostazione basata sui rischi, con particolare riguardo, tra l'altro, ai dati ottenuti dalle unità remote di monitoraggio a margine della strada, ai reclami, alle relazioni dei controlli tecnici periodici, al ciclo di vita previsto nonché ai veicoli, ai sistemi, ai componenti e alle entità tecniche precedentemente identificati come problematici.
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Considerando 25 quater (nuovo)
(25 quater)   Per verificare le emissioni dei veicoli, le autorità di vigilanza del mercato dovrebbero, tra l'altro, avvalersi delle tecnologie di telerilevamento per identificare quali aspetti (ad es. livelli elevati di inquinamento atmosferico o acustico) di quali modelli di veicoli debbano essere oggetto di ulteriori indagini. Nel fare ciò le autorità dovrebbero cooperare e coordinare le loro attività con le autorità responsabili dei controlli tecnici periodici a norma della direttiva 2014/45/UE relativa ai controlli tecnici periodici dei veicoli a motore.
Emendamento 347
Proposta di regolamento
Considerando 25 quinquies (nuovo)
(25 quinquies)   Al fine di sostenere gli Stati membri nell'individuazione di impianti di manipolazione, il 26 gennaio 2017 la Commissione ha pubblicato un documento orientativo sulla valutazione delle strategie ausiliarie di controllo delle emissioni e sulla presenza di impianti di manipolazione. In linea con le disposizioni di tale documento di orientativo, le attività di controllo della Commissione, delle autorità di omologazione e dei servizi tecnici ai fini dell'individuazione degli impianti di manipolazione devono rimanere di carattere imprevedibile, includendo anche variazioni rispetto alle condizioni e ai parametri di prova prescritti, ai fini di un'individuazione efficace degli impianti di manipolazione.
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Considerando 26
(26)  Per garantire un livello elevato di sicurezza funzionale del veicolo, di protezione degli occupanti del veicolo e degli altri utenti della strada e di tutela dell'ambiente, è opportuno continuare ad armonizzare le prescrizioni tecniche e le norme ambientali applicabili ai veicoli, ai sistemi, ai componenti e alle entità tecniche e ad adeguarle ai progressi tecnici e scientifici.
(26)  Per garantire un livello elevato di sicurezza funzionale del veicolo, di protezione degli occupanti del veicolo e degli altri utenti della strada e di tutela dell'ambiente e della salute pubblica, è opportuno continuare ad armonizzare le prescrizioni tecniche e le norme ambientali applicabili ai veicoli, ai sistemi, ai componenti e alle entità tecniche e ad adeguarle ai progressi tecnici e scientifici.
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Considerando 26 bis (nuovo)
(26 bis)   Per garantire un elevato livello di sicurezza funzionale del veicolo, di protezione degli occupanti del veicolo e degli altri utenti della strada e di tutela ambientale, nonché un loro continuo miglioramento, è opportuno agevolare l'introduzione di nuove tecnologie basate sui progressi tecnici e scientifici. Tali obiettivi dovrebbero essere conseguiti limitando le prove e la documentazione richieste per il rilascio dell'omologazione UE a dette tecnologie.
Emendamento 36
Proposta di regolamento
Considerando 27
(27)  Il fatto che alcuni sistemi, componenti, entità tecniche o parti e accessori possano essere montati su un veicolo successivamente alla sua immissione sul mercato, alla sua immatricolazione o alla sua entrata in circolazione non dovrebbe pregiudicare gli obiettivi del presente regolamento. Occorre quindi adottare misure adeguate per garantire che i sistemi, i componenti, le entità tecniche o le parti e gli accessori che possono essere montati sui veicoli e che potrebbero pregiudicare in modo significativo il funzionamento di sistemi essenziali per la sicurezza funzionale o la protezione ambientale, siano oggetto di controlli da parte di un'autorità di omologazione prima di essere immessi sul mercato, immatricolati o di entrare in circolazione.
(27)  Il fatto che alcuni sistemi, componenti, entità tecniche o parti e accessori possano essere montati su un veicolo successivamente alla sua immissione sul mercato, alla sua immatricolazione o alla sua entrata in circolazione non dovrebbe pregiudicare gli obiettivi del presente regolamento. Occorre quindi adottare misure adeguate per garantire che i sistemi, i componenti, le entità tecniche o le parti e gli accessori che possono essere montati sui veicoli e che potrebbero pregiudicare il funzionamento di sistemi essenziali per la sicurezza funzionale o la protezione ambientale, siano oggetto di controlli da parte di un'autorità di omologazione prima di essere immessi sul mercato, immatricolati o di entrare in circolazione.
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Considerando 29
(29)  La conformità della produzione è uno dei fondamenti del sistema di omologazione UE, pertanto le disposizioni adottate dal costruttore per garantire tale conformità dovrebbero essere approvate dall'autorità competente o da un servizio tecnico designato, in possesso delle qualifiche necessarie a tal fine, ed essere oggetto di regolari verifiche tramite audit periodici indipendenti. Inoltre, le autorità di omologazione dovrebbero garantire la verifica della conformità costante dei prodotti in questione.
(29)  La conformità della produzione è uno dei fondamenti del sistema di omologazione UE, pertanto le disposizioni adottate dal costruttore per garantire tale conformità dovrebbero essere approvate dall'autorità competente o da un servizio tecnico designato, in possesso delle qualifiche necessarie a tal fine, ed essere oggetto di regolari verifiche. Inoltre, le autorità di omologazione dovrebbero garantire la verifica della conformità costante dei prodotti in questione.
Emendamento 38
Proposta di regolamento
Considerando 30
(30)  Affinché un'omologazione resti valida, il costruttore deve informare l'autorità che ha omologato il tipo di veicolo delle eventuali modifiche delle caratteristiche del tipo o delle prescrizioni in materia di sicurezza e di prestazioni ambientali ad esso applicabili. È quindi importante che la validità delle schede di omologazione rilasciate sia limitata nel tempo e che tali schede possano essere rinnovate solo dopo che l'autorità di omologazione ha verificato e accertato che il tipo di veicolo continua a soddisfare tutte le prescrizioni applicabili. Inoltre, si dovrebbero chiarire le condizioni per l'estensione delle omologazioni al fine di garantire a livello dell'Unione un'applicazione uniforme delle procedure e delle prescrizioni in materia di omologazione.
(30)  Affinché un'omologazione resti valida, il costruttore deve informare l'autorità che ha omologato il tipo di veicolo delle eventuali modifiche delle caratteristiche del tipo o delle prescrizioni in materia di sicurezza e di prestazioni ambientali ad esso applicabili. È quindi importante che la validità delle schede di omologazione rilasciate sia limitata nel tempo e che tali schede possano essere rinnovate solo dopo che l'autorità di omologazione ha verificato e accertato che il tipo di veicolo continua a soddisfare tutte le prescrizioni applicabili. Inoltre, si dovrebbero chiarire le condizioni per l'estensione delle omologazioni al fine di garantire a livello dell'Unione un'applicazione uniforme delle procedure e delle prescrizioni in materia di omologazione. Tuttavia, a causa della natura di alcuni sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti, ad esempio gli specchietti retrovisori, i tergicristalli e gli pneumatici, tali requisiti sono più statici. In altri casi, ad esempio i sistemi che sono connessi alla gestione delle emissioni, potrebbe essere necessario limitare il periodo di validità, come nel caso dei veicoli. Pertanto, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di istituire un elenco dei sistemi, componenti e entità tecniche indipendenti interessati da un periodo di validità limitato.
Emendamento 39
Proposta di regolamento
Considerando 31
(31)  La valutazione dei presunti gravi rischi per la sicurezza e dei gravi danni alla sanità pubblica e all'ambiente dovrebbe essere svolta a livello nazionale, ma occorre garantire un coordinamento a livello di Unione in caso di presunto rischio o danno che trascenda il territorio di uno Stato membro, al fine di condividere le risorse e di garantire la coerenza delle azioni correttive da adottare per attenuare il rischio e il danno individuati.
(31)  La valutazione dei presunti gravi rischi per la sicurezza e dei gravi danni alla sanità pubblica e all'ambiente dovrebbe essere svolta a livello nazionale, ma occorre garantire un coordinamento a livello di Unione in caso di presunto rischio o danno che trascenda il territorio di uno Stato membro, al fine di condividere le risorse e di garantire la coerenza delle azioni correttive da adottare per attenuare il rischio e il danno individuati. Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta agli accessori, ai sistemi e alle entità tecniche sostitutivi che influiscono sull'impatto ambientale del sistema di scarico ed essi sono soggetti ai requisiti di autorizzazione, laddove opportuno.
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Considerando 33
(33)  È opportuno garantire un'adeguata flessibilità, tramite regimi di omologazione alternativi, ai costruttori che producono veicoli in piccole serie. Essi dovrebbero poter beneficiare dei vantaggi del mercato interno dell'Unione, a condizione che i loro veicoli siano conformi alle prescrizioni in materia di omologazione UE dei veicoli prodotti in piccole serie. In un ristretto numero di casi è opportuno consentire l'omologazione nazionale di piccole serie. Per evitare abusi, qualsiasi procedura semplificata per i veicoli prodotti in piccole serie dovrebbe applicarsi solo nei casi in cui la produzione è molto limitata. È quindi necessario definire in modo preciso il concetto di veicoli prodotti in piccole serie, in termini di numero di veicoli prodotti, di prescrizioni da soddisfare e di condizioni per l'immissione sul mercato di tali veicoli. È altrettanto importante specificare un regime di omologazione individuale alternativo, in particolare per garantire una flessibilità sufficiente per l'omologazione dei veicoli costruiti in più fasi.
(33)  È opportuno garantire un'adeguata flessibilità, tramite regimi di omologazione alternativi, ai costruttori che producono veicoli in piccole serie. Essi dovrebbero poter beneficiare dei vantaggi del mercato interno dell'Unione, a condizione che i loro veicoli siano conformi alle prescrizioni in materia di omologazione UE dei veicoli prodotti in piccole serie. In un ristretto numero di casi è opportuno consentire l'omologazione nazionale di piccole serie. Per evitare abusi, qualsiasi procedura semplificata per i veicoli prodotti in piccole serie dovrebbe applicarsi solo nei casi in cui la produzione è molto limitata, in conformità al presente regolamento. È quindi necessario definire in modo preciso il concetto di veicoli prodotti in piccole serie, in termini di numero di veicoli prodotti, di prescrizioni da soddisfare e di condizioni per l'immissione sul mercato di tali veicoli. È altrettanto importante specificare un regime di omologazione individuale alternativo, in particolare per garantire una flessibilità sufficiente per l'omologazione dei veicoli costruiti in più fasi.
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Considerando 35 bis (nuovo)
(35 bis)   Al fine di garantire una concorrenza effettiva sul mercato per i servizi relativi alle informazioni per la riparazione e la manutenzione del veicolo e al fine di precisare che le informazioni in questione coprono anche i dati che devono essere forniti agli operatori indipendenti diversi dalle officine (per garantire che il mercato delle riparazioni e della manutenzione indipendenti nel complesso possa competere con i concessionari autorizzati, indipendentemente dal fatto che il costruttore del veicolo fornisca direttamente tali informazioni ai suoi meccanici e concessionari autorizzati), è necessario stabilire i dettagli delle informazioni da fornire per l'ottenimento di informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo.
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Considerando 36 bis (nuovo)
(36 bis)   Poiché attualmente non esiste un procedimento strutturato comune per lo scambio di dati relativi ai componenti del veicolo tra i costruttori e gli operatori indipendenti, è opportuno elaborare i principi relativi a tale scambio di dati. Il Comitato europeo di normazione (CEN) dovrebbe sviluppare formalmente un futuro procedimento strutturato comune sul formato standardizzato dei dati scambiati, senza che sia predeterminato nel mandato conferito al CEN quanto dettagliata sarà la norma. In particolare, il lavoro del CEN dovrebbe riflettere allo stesso modo gli interessi e le necessità del costruttore e quelli degli operatori indipendenti e dovrebbe anche esaminare soluzioni quali formati di dati aperti descritti da metadati ben definiti per consentire l'adattamento delle infrastrutture informatiche esistenti.
Emendamento 43
Proposta di regolamento
Considerando 37 bis (nuovo)
(37 bis)   Al fine di garantire una concorrenza effettiva sul mercato per i servizi d'informazione relativi alla riparazione e alla manutenzione del veicolo, è opportuno sottolineare che le informazioni in questione coprono anche le informazioni che devono essere fornite agli operatori indipendenti diversi dalle officine, e in un formato che consenta l'ulteriore elaborazione elettronica, per garantire che il mercato delle riparazioni e della manutenzione indipendenti nel complesso possa competere con i concessionari autorizzati, indipendentemente dal fatto che il costruttore del veicolo fornisca direttamente tali informazioni ai meccanici e concessionari autorizzati.
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Considerando 37 ter (nuovo)
(37 ter)   Fatto salvo l'obbligo dei costruttori di veicoli di fornire le informazioni per la riparazione e la manutenzione attraverso il loro sito web, i dati del veicolo dovrebbero continuare ad essere direttamente accessibili agli operatori indipendenti.
Emendamento 45
Proposta di regolamento
Considerando 40
(40)  Gli Stati membri dovrebbero stabilire regole sulle sanzioni da irrogare in caso di violazione del presente regolamento e assicurarne l'applicazione. Tali sanzioni dovrebbero essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri comunicheranno annualmente alla Commissione le sanzioni irrogate per monitorare la coerenza dell'attuazione delle presenti disposizioni.
(40)  Gli Stati membri dovrebbero stabilire regole sulle sanzioni da irrogare in caso di violazione del presente regolamento e assicurarne l'applicazione. Tali sanzioni dovrebbero essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri comunicheranno regolarmente alla Commissione, mediante la banca dati online, le sanzioni irrogate per monitorare la coerenza dell'attuazione delle presenti disposizioni.
Emendamento 46
Proposta di regolamento
Considerando 40 bis (nuovo)
(40 bis)   La falsificazione dei risultati delle prove dovrebbe essere considerata avvenuta quando tali risultati non possono essere verificati empiricamente dall'autorità pertinente una volta riprodotti o presi in considerazione tutti i parametri di prova.
Emendamento 47
Proposta di regolamento
Considerando 40 ter (nuovo)
(40 ter)   Le sanzioni amministrative irrogate dalla Commissione potrebbero essere utilizzate per le misure di vigilanza del mercato e per le misure a sostegno delle persone danneggiate dalle violazioni del presente regolamento o per altre attività analoghe a beneficio dei consumatori coinvolti e, se del caso, della protezione ambientale.
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Considerando 40 quater (nuovo)
(40 quater)   In caso di non conformità il consumatore può subire un danno personale o danni alla sua proprietà. In tali eventualità il consumatore dovrebbe avere la facoltà di chiedere un risarcimento dei danni a norma della pertinente legislazione che disciplina i prodotti difettosi o i beni non conformi, tra cui la direttiva 85/374/CEE del Consiglio1 bis, la direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1 ter e la direttiva 2006/114/CE del Parlamento e del Consiglio1 quater, a seconda dei casi. Inoltre il consumatore può fare affidamento su mezzi di ricorso previsti dal diritto contrattuale, a seconda dei casi, a norma del diritto del loro Stato membro.
_____________
1 bis Direttiva 85/374/CEE del Consiglio del 25 luglio 1985 relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi (GU L 210 del 7.8.1985, pag. 29).
1 ter Direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, su taluni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo (GU L 171 del 7.7.1999, pag. 12).
1 quater Direttiva 2006/114/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente la pubblicità ingannevole e comparativa (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 21).
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Considerando 45 bis (nuovo)
(45 bis)   Al fine di garantire una concorrenza effettiva sul mercato per i servizi d'informazione relativi alla riparazione e alla manutenzione del veicolo, è opportuno precisare che le informazioni in questione coprono anche le informazioni che devono essere fornite agli operatori indipendenti diversi dalle officine, e in un formato che consenta l'ulteriore elaborazione elettronica, per garantire che il mercato delle riparazioni e della manutenzione indipendenti nel complesso possa competere con i concessionari autorizzati, indipendentemente dal fatto che il costruttore del veicolo fornisca direttamente tali informazioni ai meccanici e concessionari autorizzati.
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 3 – parte introduttiva
3.  Per i seguenti veicoli e macchine, il costruttore può chiedere l'omologazione del tipo o l'omologazione individuale a norma del presente regolamento, a condizione che tali veicoli soddisfino le prescrizioni sostanziali del presente regolamento:
3.  Per i seguenti veicoli e macchine, il costruttore può chiedere l'omologazione del tipo o l'omologazione individuale a norma del presente regolamento, a condizione che tali veicoli soddisfino le prescrizioni del presente regolamento:
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 3 – lettera b
b)  veicoli progettati e costruiti per essere utilizzati dalle forze armate, dalla protezione civile, dai servizi antincendio e dai servizi responsabili del mantenimento dell'ordine pubblico;
b)  veicoli progettati e costruiti per essere utilizzati dalle forze armate, dalla protezione civile, dai servizi antincendio, dai servizi di gestione delle catastrofi e dai servizi responsabili del mantenimento dell'ordine pubblico;
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Articolo 3 – parte introduttiva
Ai fini del presente regolamento si intende per:
Ai fini del presente regolamento e degli atti normativi dell'Unione elencati nell'allegato IV, salvo disposizioni contrarie, si intende per:
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 2
2)  "vigilanza del mercato", le attività svolte e le misure adottate dalle autorità di vigilanza del mercato per garantire che veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche nonché parti e accessori messi a disposizione sul mercato siano conformi alle prescrizioni fissate nella pertinente normativa dell'Unione e non presentino rischi per la salute, la sicurezza o qualsiasi altro aspetto di tutela del pubblico interesse;
2)  "vigilanza del mercato", le attività svolte e le misure adottate dalle autorità di vigilanza del mercato per garantire che veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche nonché parti e accessori messi a disposizione sul mercato siano conformi alle prescrizioni fissate nella pertinente normativa dell'Unione e non presentino rischi per la salute, la sicurezza, l'ambiente o qualsiasi altro aspetto di tutela del pubblico interesse, tra cui i diritti dei consumatori;
Emendamento 54
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 7 bis (nuovo)
7 bis)   "parti o accessori originali", parti o accessori costruiti conformemente alle specifiche e alle norme di produzione fornite dal costruttore del veicolo per la produzione di parti di accessori per l'assemblaggio del veicolo in questione; essi includono le parti o gli accessori costruiti nella stessa linea di produzione di tali parti di accessori. Salvo prova contraria, si presume che le parti costituiscano parti originali se il costruttore delle stesse certifica che esse hanno qualità equivalenti ai componenti utilizzati per l'assemblaggio del veicolo in questione e sono state costruite conformemente alle specifiche e alle norme di produzione del costruttore del veicolo;
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 9
9)  "costruttore", una persona fisica o giuridica che è responsabile di tutti gli aspetti dell'omologazione di un tipo di veicolo, di sistema, di componente o di entità tecnica o dell'omologazione individuale o della procedura di autorizzazione di parti e accessori, della garanzia di conformità della produzione e delle questioni di vigilanza del mercato concernenti i veicoli, i sistemi, i componenti, le entità tecniche, le parti e gli accessori prodotti, indipendentemente dal fatto che tale persona sia o non sia direttamente coinvolta in tutte le fasi di progettazione e costruzione del veicolo, del sistema, del componente o dell'entità tecnica in questione;
9)  "costruttore", una persona fisica o giuridica che è responsabile del rispetto delle disposizioni amministrative e dei requisiti tecnici applicabili ai fini dell'ottenimento dell'omologazione di un tipo di veicolo, di sistema, di componente o di entità tecnica o dell'omologazione individuale o della procedura di autorizzazione di parti e accessori, e della garanzia di conformità della produzione nonché dell'agevolazione dell'ottemperanza alle disposizioni in materia di vigilanza del mercato concernenti i veicoli, i sistemi, i componenti, le entità tecniche, le parti e gli accessori prodotti, indipendentemente dal fatto che tale persona sia o non sia direttamente coinvolta in tutte le fasi di progettazione e costruzione del veicolo, del sistema, del componente o dell'entità tecnica in questione;
Emendamento 56
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 16
16)  "immatricolazione", l'autorizzazione amministrativa permanente o temporanea all'entrata in circolazione di un veicolo nel traffico stradale, compresa l'identificazione del veicolo e il rilascio di un numero di serie;
16)  "immatricolazione", l'autorizzazione amministrativa all'entrata in circolazione di un veicolo nel traffico stradale, che comporta l'identificazione del veicolo e il rilascio al medesimo di un numero di serie, noto come numero di immatricolazione, a titolo permanente o temporaneo, compreso per un breve periodo;
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 35
35)  "tipo di veicolo", una determinata categoria di veicoli identici almeno per quanto riguarda i criteri essenziali specificati nell'allegato II, parte B, e che può comprendere varianti e versioni, come indicato nel medesimo allegato;
35)  "tipo di veicolo", un determinato gruppo di veicoli identici almeno per quanto riguarda i criteri essenziali specificati nell'allegato II, parte B, e che può comprendere varianti e versioni, come indicato nel medesimo allegato;
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 37
37)  "veicolo base", qualsiasi veicolo usato nella fase iniziale di un'omologazione in più fasi;
37)  "veicolo base", qualsiasi veicolo usato nella fase iniziale di un'omologazione in più fasi, a prescindere dal fatto che si tratti di un veicolo a motore;
Emendamento 59
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 42
42)  "omologazione individuale", la procedura con cui un'autorità di omologazione certifica che un determinato veicolo, unico o meno, è conforme alle disposizioni amministrative e alle prescrizioni tecniche pertinenti per l'omologazione individuale UE e per l'omologazione individuale nazionale;
42)  "omologazione individuale", la procedura con cui un'autorità di omologazione certifica che un determinato veicolo, unico o meno, è conforme alle disposizioni amministrative e alle prescrizioni tecniche pertinenti per l'omologazione individuale UE o per l'omologazione individuale nazionale;
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 46
46)  "informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo", tutte le informazioni richieste per la diagnosi, la manutenzione, l'ispezione, il controllo periodico, la riparazione, la riprogrammazione o la reinizializzazione del veicolo, nonché per il montaggio sul veicolo di parti e accessori, che sono fornite dal costruttore ai propri concessionari e riparatori autorizzati, compresi tutte le modifiche e i supplementi successivi di tali informazioni;
46)  "informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo", tutte le informazioni richieste per la diagnosi, la manutenzione, l'ispezione, il controllo tecnico, la riparazione, la riprogrammazione o la reinizializzazione del veicolo, nonché per il montaggio sul veicolo di parti e accessori, che sono utilizzate o fornite dal costruttore, inclusi i suoi partner, concessionari e riparatori autorizzati e la sua rete, per offrire prodotti o servizi finalizzati alla riparazione e alla manutenzione del veicolo, compresi tutte le modifiche e i supplementi successivi di tali informazioni;
Emendamento 61
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 55
55)  "valutazione in loco", una verifica da parte dell'autorità di omologazione nella sede del servizio tecnico o di uno dei suoi subappaltatori o una delle sue affiliate;
55)  "valutazione in loco", una verifica nella sede del servizio tecnico o di uno dei suoi subappaltatori o una delle sue affiliate;
Emendamento 62
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 56 bis (nuovo)
56 bis)   "impianto di manipolazione", ogni elemento funzionale di progetto che, con il suo funzionamento, impedisce ai sistemi omologati di controllo e monitoraggio del veicolo di essere efficaci ed efficienti e impedisce il rispetto delle prescrizioni di omologazione nell'intero spettro delle condizioni reali di guida.
Emendamento 63
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 2 – comma 2
Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 88 per modificare l'allegato II relativo alla classificazione delle sottocategorie di veicoli, dei tipi di veicoli e dei tipi di carrozzeria, al fine di adeguarlo al progresso tecnico.
Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 88 per modificare l'allegato II relativo ai tipi di veicoli e ai tipi di carrozzeria, al fine di adeguarlo al progresso tecnico.
Emendamento 64
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)
Gli Stati membri assicurano che le autorità di omologazione e le autorità di vigilanza del mercato si attengano a una rigorosa separazione dei ruoli e delle responsabilità e operino indipendentemente le une dalle altre.
Emendamento 65
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.   Qualora in uno Stato membro più di un'autorità di omologazione sia responsabile dell'omologazione dei veicoli, compresa l'omologazione individuale dei veicoli, tale Stato membro designa un'unica autorità di omologazione responsabile dello scambio di informazioni con le autorità di omologazione degli altri Stati membri e dell'adempimento degli obblighi di cui al capitolo XV del presente regolamento.
Emendamento 66
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 4
4.  Gli Stati membri organizzano ed effettuano la vigilanza del mercato e il controllo dei veicoli, dei sistemi, dei componenti o delle entità tecniche che entrano nel mercato, conformemente al capo III del regolamento (CE) n. 765/2008.
4.  Gli Stati membri organizzano ed effettuano la vigilanza del mercato e il controllo dei veicoli, dei sistemi, dei componenti o delle entità tecniche che entrano nel mercato, conformemente al capo III del regolamento (CE) n. 765/2008, escluso l'articolo 18, paragrafo 5.
Emendamento 67
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 5
5.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che le autorità di vigilanza del mercato, qualora lo ritengano necessario e giustificato, possano avere il diritto di accedere ai locali degli operatori economici e di raccogliere i campioni di veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche necessari ai fini delle prove di conformità.
5.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che le autorità di vigilanza del mercato, qualora lo ritengano necessario e giustificato, possano avere il diritto di accedere ai locali degli operatori economici sul loro territorio e di prelevare i campioni di veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche necessari ai fini delle prove di conformità.
Emendamento 68
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 6
6.  Gli Stati membri esaminano e valutano periodicamente il funzionamento delle loro attività di omologazione. Tali esami e valutazioni hanno una periodicità almeno quadriennale e i relativi risultati sono comunicati agli altri Stati membri e alla Commissione. Lo Stato membro interessato mette una sintesi dei risultati a disposizione del pubblico, in particolare il numero di omologazioni rilasciate e l'identità dei costruttori cui sono state rilasciate.
6.  Gli Stati membri esaminano e valutano periodicamente il funzionamento delle loro attività di omologazione, compresa la conformità delle omologazioni rilasciate al presente regolamento. Tali esami e valutazioni hanno una periodicità almeno triennale e i relativi risultati sono comunicati agli altri Stati membri, al Parlamento europeo e alla Commissione. I risultati sono discussi dal forum istituito a norma dell'articolo 10. Lo Stato membro interessato mette un resoconto integrale dei risultati a disposizione del pubblico, il quale include in particolare il numero di omologazioni rilasciate o respinte, l'oggetto della scheda di omologazione e l'identità dei costruttori cui sono state rilasciate e dei servizi tecnici responsabili del controllo delle prove di omologazione.
Emendamento 69
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 7
7.  Gli Stati membri esaminano e valutano periodicamente il funzionamento delle loro attività di vigilanza. Tali esami e valutazioni hanno una periodicità almeno quadriennale e i relativi risultati sono comunicati agli altri Stati membri e alla Commissione. Lo Stato membro interessato rende pubblica una sintesi dei risultati.
7.  Gli Stati membri esaminano e valutano periodicamente il funzionamento delle loro attività di vigilanza. Tali esami e valutazioni hanno una periodicità almeno triennale e i relativi risultati sono comunicati agli altri Stati membri, al Parlamento europeo e alla Commissione. I risultati sono discussi dal forum istituito a norma dell'articolo 10. Lo Stato membro interessato rende pubblica una sintesi dei risultati, la quale include in particolare il numero di veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche soggetti a prova o a valutazione di altro tipo. La sintesi comprende un elenco degli eventuali veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche che non risultano conformi alle prescrizioni del presente regolamento, l'identità dei relativi costruttori e una breve descrizione della natura della non conformità.
Emendamento 70
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 7 bis (nuovo)
7 bis.   Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 88 che integrano il presente regolamento stabilendo criteri comuni per la designazione, la revisione e la valutazione delle autorità di omologazione e delle autorità di vigilanza del mercato a livello nazionale.
Emendamento 71
Proposta di regolamento
Articolo 7 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.   Le autorità di omologazione attuano e fanno applicare i requisiti del presente regolamento in modo uniforme e coerente per garantire condizioni di parità ed evitare che siano applicate norme divergenti nell'Unione. Tali autorità cooperano pienamente con il forum e con la Commissione nelle attività di audit e di controllo per quanto riguarda l'applicazione del presente regolamento e forniscono su richiesta tutte le informazioni necessarie.
Emendamento 72
Proposta di regolamento
Articolo 7 – paragrafo 2
2.  Le autorità di omologazione eseguono i loro compiti in modo indipendente e imparziale. Esse rispettano la riservatezza ove necessario per proteggere i segreti commerciali, fatto salvo l'obbligo di informazione di cui all'articolo 9, paragrafo 3, al fine di tutelare gli interessi degli utenti nell'Unione.
2.  Le autorità di omologazione eseguono i loro compiti in modo indipendente e imparziale. Esse rispettano la riservatezza per proteggere i segreti commerciali degli operatori economici, fatto salvo l'obbligo di informazione di cui all'articolo 9, paragrafo 3, al fine di tutelare gli interessi degli utenti nell'Unione, conformemente alla legge applicabile.
Emendamento 73
Proposta di regolamento
Articolo 7– paragrafo 3 – comma 1
Uno Stato membro in cui più di un'autorità di omologazione è responsabile dell'omologazione dei veicoli, compresa l'omologazione individuale dei veicoli, designa un'unica autorità di omologazione responsabile dello scambio di informazioni con le autorità di omologazione degli altri Stati membri e degli obblighi descritti al capitolo XV del presente regolamento.
abrogato
Emendamento 74
Proposta di regolamento
Articolo 7– paragrafo 3 – comma 2
Le autorità di omologazione di uno Stato membro collaborano tra loro scambiandosi le informazioni pertinenti per il loro ruolo e per l'esercizio delle loro funzioni.
Le autorità di omologazione di uno Stato membro attuano procedure per garantire un coordinamento efficace ed efficiente e uno scambio, anch'esso efficace ed efficiente, di informazioni pertinenti per il loro ruolo e per l'esercizio delle loro funzioni.
Emendamento 75
Proposta di regolamento
Articolo 7 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.   Qualora un'autorità di omologazione rilevi che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica non sia conforme al presente regolamento, lo comunica immediatamente alla Commissione e agli altri Stati membri. La Commissione informa senza indugio i membri del forum sull'applicazione non appena riceve detta comunicazione.
Emendamento 76
Proposta di regolamento
Articolo 7 – paragrafo 5
5.   La Commissione può adottare atti di esecuzione al fine di stabilire i criteri comuni per la designazione, la revisione e la valutazione delle autorità di omologazione a livello nazionale. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
abrogato
Emendamento 77
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 1
1.  Le autorità di vigilanza del mercato effettuano controlli regolari per verificare la conformità dei veicoli, dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche ai requisiti di cui al presente regolamento nonché alla correttezza delle omologazioni. Detti controlli sono effettuati su scala adeguata, tramite controlli documentali e prove reali di guida nonché prove di laboratorio sulla base di campioni statisticamente rilevanti. Nello svolgimento di tale attività, le autorità di vigilanza del mercato tengono conto di principi consolidati di valutazione del rischio, dei reclami e di altre informazioni.
1.  Le autorità di vigilanza del mercato effettuano prove e ispezioni regolari secondo i programmi nazionali annuali approvati conformemente ai paragrafi 2 e 3 per verificare che i veicoli, i sistemi, i componenti e le entità tecniche siano conformi all'omologazione e alla legislazione applicabile. Dette prove e ispezioni sono effettuate anche tramite prove di laboratorio e prove sulle emissioni reali di guida, sulla base di campioni statisticamente rilevanti, e sono accompagnate da controlli documentali. Gli Stati membri eseguono prove o ispezioni su base annuale su un numero di tipi pari almeno al 20% del numero di tipi immessi sul mercato nel loro territorio nell'anno precedente. Nello svolgimento di tale attività, le autorità di vigilanza del mercato tengono conto di principi consolidati di valutazione del rischio, di reclami comprovati e di altre informazioni pertinenti, compresi i risultati delle prove pubblicati da terzi riconosciuti, le nuove tecnologie sul mercato e le relazioni dei controlli tecnici periodici e del telerilevamento stradale.
Emendamento 78
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.   Per svolgere i compiti tecnici, come le prove o le ispezioni, le autorità di vigilanza del mercato possono affidarsi a organizzazioni indipendenti che eseguono le prove. La responsabilità dei risultati rimane in capo all'autorità di vigilanza del mercato. Qualora ai fini del presente articolo siano utilizzati servizi tecnici, le autorità di vigilanza del mercato assicurano il ricorso a un servizio tecnico diverso da quello che ha eseguito la prova relativa all'omologazione originaria.
Emendamento 79
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 1 ter (nuovo)
1 ter.   Le autorità di vigilanza del mercato elaborano un programma nazionale di vigilanza del mercato e lo presentano alla Commissione per approvazione su base annuale o pluriennale. Gli Stati membri possono presentare insieme programmi o azioni congiunti.
I programmi nazionali di vigilanza del mercato includono almeno le informazioni seguenti:
a)   l'ambito e la portata delle attività di vigilanza del mercato programmate;
b)   le modalità dettagliate con cui saranno eseguite le attività di vigilanza del mercato, comprese informazioni sull'uso dei controlli documentali, fisici e di laboratorio, le modalità con cui rispecchiano i principi della valutazione del rischio e con cui trattano i reclami comprovati, i volumi elevati di modelli specifici di veicoli utilizzati nel loro territorio e delle loro parti, la prima applicazione di un nuovo motore o di una nuova tecnologia, le relazioni dei controlli tecnici periodici e altre informazioni pertinenti, comprese quelle ottenute dagli operatori economici o dai risultati delle prove pubblicati da terzi riconosciuti;
c)   una sintesi delle azioni messe in atto nel programma precedente, compresi i pertinenti dati statistici sulla portata delle attività effettuate, delle azioni di follow-up e dei relativi risultati. In caso di un programma pluriennale, una sintesi delle azioni è elaborata e presentata ogni anno alla Commissione e al forum sull'applicazione; e
d)   i dettagli dei meccanismi di finanziamento notificati a norma dell'articolo 30, paragrafo 4, e delle risorse umane dedicate alla vigilanza del mercato nonché la loro adeguatezza rispetto alle attività di vigilanza del mercato programmate.
Emendamento 80
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 2
2.  Le autorità di vigilanza del mercato chiedono agli operatori economici di mettere a disposizione la documentazione e le informazioni che ritengono necessarie ai fini dello svolgimento delle loro attività.
2.  Le autorità di vigilanza del mercato chiedono agli operatori economici di mettere a disposizione la documentazione e le informazioni che ritengono necessarie ai fini dello svolgimento delle loro attività. Ciò comprende l'accesso a software, algoritmi e centraline del motore nonché eventuali altre specifiche tecniche ritenute necessarie dalle autorità di vigilanza del mercato.
Emendamento 81
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 3
3.  Per i veicoli, i sistemi, i componenti e le entità tecniche omologati, le autorità di vigilanza del mercato tengono debitamente conto dei certificati di conformità presentati dagli operatori economici.
3.  Per i veicoli, i sistemi, i componenti e le entità tecniche omologati, le autorità di vigilanza del mercato tengono debitamente conto dei certificati di conformità, dei marchi di omologazione o delle schede di omologazione presentati dagli operatori economici.
Emendamento 82
Proposta di regolamento
Articolo 8– paragrafo 4 – comma 1
Le autorità di vigilanza del mercato adottano provvedimenti adeguati per avvisare gli utenti nel loro territorio, entro un termine adeguato, dei pericoli rilevati in relazione ad un veicolo, un sistema, un componente e un'entità tecnica, al fine di prevenire o ridurre il rischio di infortunio o di altri danni.
Le autorità di vigilanza del mercato adottano provvedimenti adeguati per avvisare gli utenti nel loro territorio, entro un termine adeguato, della non conformità rilevata in relazione ad un veicolo, un sistema, un componente e un'entità tecnica, al fine di prevenire o ridurre il rischio di infortunio o di altri danni. Le informazioni sono pubblicate sul sito web dell'autorità di vigilanza del mercato in un linguaggio chiaro e comprensibile.
Emendamento 83
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 5
5.  Qualora le autorità di vigilanza del mercato di uno Stato membro decidano di ritirare dal mercato un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica in conformità all'articolo 49, paragrafo 5, informano l'operatore economico interessato e ove applicabile l'autorità di omologazione pertinente.
5.  Qualora le autorità di vigilanza del mercato di uno Stato membro decidano di ritirare dal mercato un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica in conformità all'articolo 49, paragrafo 5, informano l'operatore economico interessato e l'autorità di omologazione pertinente.
Emendamento 84
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 5 bis (nuovo)
5 bis.   Qualora l'autorità di vigilanza del mercato rilevi che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica non sia conforme al presente regolamento, lo comunica immediatamente alla Commissione e agli altri Stati membri. La Commissione informa senza indugio i membri del forum sull'applicazione non appena riceve detta comunicazione.
Emendamento 85
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 6
6.  Le autorità di vigilanza del mercato eseguono i loro compiti in modo indipendente e imparziale. Esse rispettano la riservatezza ove necessario per proteggere i segreti commerciali, fatto salvo l'obbligo di informazione di cui all'articolo 9, paragrafo 3, nella misura necessaria a tutelare gli interessi degli utenti nell'Unione europea.
6.  Le autorità di vigilanza del mercato eseguono i loro compiti in modo indipendente e imparziale. Esse rispettano la riservatezza per proteggere i segreti commerciali degli operatori economici, fatto salvo l'obbligo di informazione di cui all'articolo 9, paragrafo 3, nella misura necessaria a tutelare gli interessi degli utenti nell'Unione europea.
Emendamento 86
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 7
7.   Gli Stati membri esaminano e valutano periodicamente il funzionamento delle loro attività di vigilanza. Tali esami e valutazioni hanno una periodicità almeno quadriennale e i relativi risultati sono comunicati agli altri Stati membri e alla Commissione. Lo Stato membro interessato rende pubblica una sintesi dei risultati.
abrogato
Emendamento 87
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 8
8.   Le autorità di vigilanza del mercato dei diversi Stati membri coordinano le loro attività di vigilanza del mercato, cooperano tra di loro e condividono, anche con la Commissione, i risultati di tali attività. Se del caso, le autorità di vigilanza del mercato si accordano sulla suddivisione del lavoro e sulle specializzazioni.
abrogato
Emendamento 88
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 9
9.  Se in uno Stato membro più autorità sono responsabili della vigilanza del mercato e dei controlli alle frontiere esterne, tali autorità cooperano tra loro, scambiandosi le informazioni rilevanti per l'esercizio delle loro funzioni.
9.  Se in uno Stato membro più autorità sono responsabili della vigilanza del mercato e dei controlli alle frontiere esterne, tali autorità attuano procedure che garantiscono un coordinamento efficiente ed efficace nonché uno scambio efficiente ed efficace di informazioni rilevanti per l'esercizio delle loro funzioni.
Emendamento 89
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 10
10.   La Commissione può adottare atti di esecuzione al fine di definire i criteri per stabilire l'entità, la portata e la frequenza con cui devono essere effettuati i controlli di verifica della conformità dei campioni prelevati di cui al paragrafo 1. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
abrogato
Emendamento 90
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 10 bis (nuovo)
10 bis.   Le autorità di vigilanza del mercato rendono pubblico un resoconto dei risultati di tutte le prove di verifica della conformità da esse effettuate e lo trasmettono agli Stati membri e alla Commissione. La Commissione inoltra tale resoconto ai membri del forum sull'applicazione. Il resoconto comprende i dettagli sui veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche sottoposti a valutazione e l'identità dei relativi costruttori, unitamente a una breve descrizione dei risultati, compresa la natura della non conformità, se presente.
Emendamento 91
Proposta di regolamento
Articolo 9– paragrafo 1 – comma 1
La Commissione organizza ed effettua, o richiede l'esecuzione, su scala adeguata, di prove e ispezioni dei veicoli, dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche già messi a disposizione sul mercato, al fine di verificare che tali veicoli, i sistemi, i componenti e le entità tecniche siano conformi alle omologazioni del tipo e alla legislazione applicabile, e di assicurare la correttezza delle omologazioni.
La Commissione organizza ed effettua, o richiede l'esecuzione, su scala adeguata e tenendo debitamente conto dei programmi nazionali convenuti delle attività di vigilanza del mercato approvate a norma dell'articolo 8, di prove e ispezioni dei veicoli, dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche già messi a disposizione sul mercato, al fine di verificare che tali veicoli, i sistemi, i componenti e le entità tecniche siano conformi alle omologazioni del tipo e alla legislazione applicabile.
Le prove e le ispezioni organizzate ed effettuate, o richieste dalla Commissione, riguardano la conformità in servizio dei veicoli, dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche.
Dette prove e ispezioni sono effettuate anche tramite prove di laboratorio e prove sulle emissioni reali di guida, sulla base di campioni statisticamente rilevanti, e sono accompagnate da controlli documentali.
Nello svolgimento di tale attività, la Commissione tiene conto di principi consolidati di valutazione del rischio, di reclami comprovati e di altre informazioni pertinenti, compresi i risultati delle prove pubblicati da terzi riconosciuti, le nuove tecnologie sul mercato e le relazioni dei controlli tecnici periodici e del telerilevamento stradale.
Emendamento 92
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)
Fatto salvo il primo comma, quando, sulla base delle informazioni fornite da altri Stati membri, di una richiesta presentata da un membro del forum sull'applicazione o dei risultati delle prove pubblicati da terzi riconosciuti, la Commissione ritiene che uno Stato membro non stia ottemperando adeguatamente agli obblighi di omologazione o di vigilanza del mercato derivanti dal presente regolamento, può organizzare ed effettuare essa stessa, oppure può commissionare, prove e ispezioni dei veicoli, dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche già messi a disposizione sul mercato.
Emendamento 93
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 1 – comma 1 ter (nuovo)
Per svolgere i compiti tecnici, come le prove o le ispezioni, la Commissione può affidarsi a organismi di controllo indipendenti. La responsabilità dei risultati rimane in capo alla Commissione. Qualora ai fini del presente articolo siano designati i servizi tecnici, la Commissione assicura l'utilizzo di un servizio tecnico diverso da quello che ha eseguito la prova relativa all'omologazione originaria.
Emendamento 94
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 2
2.  I costruttori titolari di omologazioni o gli operatori economici forniscono, su richiesta, alla Commissione un numero statisticamente rilevante di veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche di serie scelti dalla Commissione che siano rappresentativi dei veicoli, dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche disponibili per l'immissione sul mercato in forza di tale omologazione. Tali veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche sono forniti per essere sottoposti a prova dove, quando e per il periodo richiesti dalla Commissione.
2.  I costruttori titolari di omologazioni o gli operatori economici forniscono, su richiesta, alla Commissione un numero statisticamente rilevante di veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche di serie scelti dalla Commissione che siano rappresentativi dei veicoli, dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche disponibili per l'immissione sul mercato in forza di tale omologazione. Tali veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche sono forniti per essere sottoposti a prova dove, quando e per il periodo richiesti, a seconda della situazione, dalla Commissione.
Emendamento 95
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.   Gli Stati membri offrono la necessaria assistenza e forniscono tutta la documentazione e altro supporto tecnico che gli esperti della Commissione richiedano per poter svolgere le prove, i controlli e le ispezioni. Gli Stati membri assicurano agli esperti della Commissione l'accesso a tutti i locali o parti di locali e a tutte le informazioni, compresi i sistemi informatici e il software, attinenti all'esecuzione dei loro compiti.
Emendamento 96
Proposta di regolamento
Articolo 9– paragrafo 3 – comma 1
Al fine di consentire alla Commissione di effettuare le prove di cui ai paragrafi 1 e 2, gli Stati membri mettono a disposizione della Commissione tutti i dati relativi all'omologazione del veicolo, dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche oggetto delle prove di verifica della conformità. Tali dati includono almeno le informazioni riportate nella scheda di omologazione e nei suoi allegati menzionate all'articolo 26, paragrafo 1.
Al fine di consentire alla Commissione di effettuare le prove di cui ai paragrafi 1 e 2, gli Stati membri mettono immediatamente a disposizione della Commissione tutti i dati relativi all'omologazione del veicolo, dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche oggetto delle prove di verifica della conformità. Tali dati includono almeno le informazioni riportate nella scheda di omologazione e nei suoi allegati menzionate all'articolo 26, paragrafo 1.
Emendamento 97
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 4
4.  I costruttori di veicoli rendono pubblici i dati necessari ai fini delle prove di verifica della conformità da parte di terzi. La Commissione adotta atti di esecuzione per definire i dati che devono essere resi pubblici e le condizioni di tale pubblicazione, fatta salva la tutela dei segreti commerciali e la protezione dei dati personali in conformità alla legislazione nazionale e dell'Unione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
4.  I costruttori di veicoli mettono a disposizione gratuitamente e senza indugio i dati necessari ai fini delle prove di verifica della conformità da parte di terzi riconosciuti. Tali dati comprendono tutti i parametri e le impostazioni necessari per riprodurre in maniera precisa le condizioni di prova applicate al momento delle prove relative all'omologazione. I dati forniti sono trattati nel rispetto della tutela legittima delle informazioni commerciali. La Commissione adotta atti di esecuzione per definire i dati che devono essere resi disponibili e le relative condizioni, comprese quelle concernenti le modalità di accesso a tali informazioni tramite la banca dati online di cui all'articolo 10 bis, fatta salva la tutela dei segreti commerciali e la protezione dei dati personali in conformità alla legislazione nazionale e agli atti giuridici dell'Unione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
Emendamento 98
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.   La Commissione organizza ed effettua audit congiunti delle autorità di omologazione e delle autorità di vigilanza del mercato per verificare l'attuazione coerente, da parte di esse, delle prescrizioni del presente regolamento nonché l'esercizio indipendente e rigoroso delle loro funzioni. Dopo aver consultato il forum, la Commissione adotta un piano annuale di audit congiunti, il quale tiene conto dei risultati delle revisioni precedenti nello stabilire la frequenza della valutazione. Nel caso in cui abbia motivo di ritenere che l'autorità di omologazione non rispetti gli obblighi di cui al presente regolamento, la Commissione può chiedere lo svolgimento di audit congiunti su base annua.
Emendamento 99
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 4 ter (nuovo)
4 ter.   Per svolgere tale compito la Commissione si affida ad auditor indipendenti, in qualità di terzi selezionati in seguito a una gara d'appalto. Gli auditor eseguono i loro compiti in modo indipendente e imparziale e rispettano la riservatezza, per proteggere i segreti commerciali in conformità della legislazione applicabile. Gli Stati membri offrono la necessaria assistenza e forniscono tutta la documentazione e il supporto che gli auditor possano richiedere per poter eseguire i loro compiti. Gli Stati membri assicurano che gli auditor abbiano accesso a tutti i locali o parti di locali e alle informazioni, compresi i sistemi informatici e il software, pertinenti per l'esecuzione dei loro compiti. Su richiesta, uno Stato membro può avere il diritto di inviare un osservatore a presenziare a un audit comune organizzato a norma del presente articolo. Gli osservatori non influenzano le decisioni connesse con l'esito dell'audit congiunto.
Emendamento 100
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 4 quater (nuovo)
4 quater.   Le conclusioni dell'audit congiunto sono comunicate a tutti gli Stati membri e alla Commissione e una sintesi è messa a disposizione del pubblico. Esse sono discusse dal forum istituito all'articolo 10.
Emendamento 101
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 4 quinquies (nuovo)
4 quinquies.   Lo Stato membro interessato fornisce informazioni alla Commissione e agli altri Stati membri in merito al modo in cui ha dato seguito alle raccomandazioni emerse dall'audit congiunto di cui al paragrafo 4 quater.
Emendamento 102
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 4 sexies (nuovo)
4 sexies.   La Commissione può richiedere ulteriori informazioni agli Stati membri e alle loro autorità nazionali di omologazione e autorità di vigilanza del mercato, qualora abbia motivo di ritenere, in seguito all'esame in seno al forum, che esistano casi di non conformità con il presente regolamento. Gli Stati membri e le rispettive autorità forniscono tali informazioni senza indugio.
Emendamento 103
Proposta di regolamento
Articolo 9– paragrafo 5 – comma 2
Qualora tali prove e ispezioni mettano in discussione la correttezza dell'omologazione stessa, la Commissione informa l'autorità o le autorità di omologazione interessate nonché il forum per lo scambio di informazioni sull'applicazione.
Qualora tali prove e ispezioni mettano in discussione la correttezza dell'omologazione stessa, la Commissione informa immediatamente l'autorità o le autorità di omologazione interessate nonché gli Stati membri e i membri del forum sull'applicazione.
Emendamento 104
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 5 – comma 2 bis (nuovo)
La Commissione adotta provvedimenti adeguati per avvisare gli utenti all'interno dell'Unione, comprese le pertinenti autorità di omologazione, entro un termine adeguato, delle eventuali non conformità ravvisate in relazione a un veicolo, sistema, componente e entità tecnica, al fine di prevenire o ridurre il rischio di infortunio o di altri danni. Le informazioni sono pubblicate sul sito web della pertinente autorità di vigilanza del mercato in un linguaggio chiaro e comprensibile.
Emendamento 105
Proposta di regolamento
Articolo 9– paragrafo 5 – comma 3
La Commissione pubblica un resoconto dei risultati di tutte le prove di verifica della conformità da essa effettuate.
La Commissione rende pubblico un resoconto dei risultati di tutte le prove di verifica della conformità da essa effettuate e lo trasmette agli Stati membri e ai membri del forum sull'applicazione. Il resoconto comprende i dettagli sui veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche sottoposti a valutazione e l'identità dei relativi costruttori, unitamente a una breve descrizione dei risultati, compresa la natura della non conformità, se presente, e, ove del caso, a raccomandazioni destinate agli Stati membri riguardo al seguito da dare.
Emendamento 106
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 1
1.  La Commissione istituisce e presiede un forum per lo scambio di informazioni sull'applicazione ("il forum").
1.  La Commissione istituisce, presiede e gestisce un forum sull'applicazione ("il forum").
Emendamento 107
Proposta di regolamento
Articolo 10– paragrafo 1 – comma 2
Il forum è composto da membri nominati dagli Stati membri.
Il forum è composto da membri nominati dagli Stati membri, ivi comprese le rispettive autorità di omologazione e di vigilanza del mercato.
Ove del caso e almeno una volta l'anno, il forum invita osservatori alle proprie riunioni. Gli osservatori invitati includono rappresentanti del Parlamento europeo, dei servizi tecnici, delle organizzazioni terze che eseguono prove, dell'industria o di altri operatori economici pertinenti, delle ONG che operano nel settore della sicurezza e dell'ambiente e delle associazioni dei consumatori. Gli osservatori invitati alle riunioni del forum provengono da un ampio campione rappresentativo ed equilibrato di organismi nazionali e dell'Unione che rappresentano le parti interessate.
Emendamento 108
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.   La Commissione pubblica sul suo sito web il calendario delle riunioni, l'ordine del giorno e il processo verbale, compreso l'elenco di presenza.
Emendamento 109
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 2 – comma 1
Il forum coordina una rete di autorità nazionali responsabili dell'omologazione e della vigilanza del mercato.
Il forum coordina una rete di autorità nazionali responsabili dell'omologazione e della vigilanza del mercato, al fine di agevolare l'applicazione del presente regolamento, in particolare relativamente ai requisiti sulla valutazione, la designazione e il monitoraggio degli organismi designati e l'applicazione generale delle prescrizioni di cui al presente regolamento.
Emendamento 110
Proposta di regolamento
Articolo 10– paragrafo 2 – comma 2
Le sue funzioni di consulenza comprendono, tra l'altro, la promozione delle buone pratiche, lo scambio di informazioni sui problemi di applicazione, la cooperazione, lo sviluppo di metodi e strumenti di lavoro, lo sviluppo di una procedura per lo scambio elettronico di informazioni, la valutazione di progetti di applicazione armonizzati, le ammende e le ispezioni congiunte.
Le sue funzioni comprendono:
a)   l'esame dei reclami comprovati, dei dati di fatto o di altre informazioni pertinenti, presentati da terzi riconosciuti relativamente a una possibile non conformità;
b)   la discussione e la valutazione congiunte dei programmi delle autorità nazionali di vigilanza del mercato, dopo che sono stati presentati alla Commissione;
c)   lo scambio di informazioni in merito alle nuove tecnologie disponibili o che saranno disponibili sul mercato;
d)   la valutazione dei risultati degli esami del funzionamento delle autorità di omologazione, sia quelli di cui all'articolo 6, paragrafo 6, sia quelli successivi all'audit comune di cui all'articolo 71, paragrafo 8;
e)   l'esame dei risultati delle valutazioni del funzionamento delle attività di vigilanza del mercato;
f)   la valutazione dei risultati degli esami del funzionamento dei servizi tecnici, sia quelli di cui all'articolo 80, paragrafo 3 bis, sia quelli successivi all'audit comune di cui all'articolo 80, paragrafo 4, e
g)   la valutazione, almeno ogni due anni, dell'efficacia delle attività di esecuzione tra cui, se del caso, la coerenza e l'efficacia di eventuali riparazioni, richiami o sanzioni applicati dagli Stati membri nel caso in cui veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche non conformi siano immessi sul mercato in più di uno Stato membro.
Emendamento 111
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.   Qualora, a seguito dell'esame del forum, abbia motivo di ritenere che esistono casi di non conformità con il presente regolamento, la Commissione può chiedere ulteriori informazioni agli Stati membri e alle rispettive autorità nazionali di omologazione e di vigilanza del mercato. Gli Stati membri e le rispettive autorità forniscono tali informazioni senza indugio.
Emendamento 112
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 2 ter (nuovo)
2 ter.   La Commissione rende pubblico un resoconto annuale delle attività del forum. Tale resoconto comprende una descrizione dettagliata delle questioni portate alla sua attenzione, delle azioni derivanti dalle delibere e delle motivazioni alla base di tali azioni, anche nel caso in cui non sia prevista alcuna azione. Ogni anno la Commissione presenta al Parlamento il resoconto delle attività del forum.
Emendamento 113
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 2 quater (nuovo)
2 quater.   Se la Commissione dimostra, in seguito a un audit congiunto, che l'autorità di omologazione in questione ha violato una delle prescrizioni del presente regolamento, ne informa immediatamente gli Stati membri, il Parlamento e la Commissione. La Commissione può adottare tutte le misure necessarie per affrontare la non conformità. In taluni casi, tenuto debito conto della natura della non conformità, alla Commissione è conferito il potere di sospendere o ritirare all'autorità di omologazione interessata la facoltà di accettare le domande di rilascio delle schede di omologazione UE ai sensi dell'articolo 21.
Emendamento 114
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 2 quater – comma 1 bis (nuovo)
Entro due mesi dalla sospensione o dal ritiro della facoltà di cui al paragrafo 3, la Commissione presenta una relazione sulla non conformità riscontrata agli Stati membri. Ove necessario per garantire la sicurezza dei veicoli, dei sistemi, dei componenti o delle entità tecniche già immessi sul mercato, la Commissione richiede alle autorità di omologazione interessate di sospendere o ritirare, entro un termine ragionevole, i certificati rilasciati indebitamente.
Emendamento 115
Proposta di regolamento
Articolo 10 bis (nuovo)
Articolo 10 bis
Banca dati online
1.   La Commissione istituisce una banca dati online per lo scambio elettronico sicuro di informazioni relative alle procedure di omologazione, alle autorizzazioni rilasciate, alla vigilanza del mercato e ad altre attività pertinenti, tra le autorità nazionali di omologazione, le autorità di vigilanza del mercato, gli Stati membri e la Commissione.
2.   La Commissione è responsabile di coordinare l'accesso e ricevere aggiornamenti periodici di concerto con le autorità competenti, come pure di garantire la sicurezza e la riservatezza dei dati relativi alle registrazioni conservate nella banca dati.
3.   Gli Stati membri immettono nella banca dati le informazioni richieste all'articolo 25. Essi forniscono inoltre i dettagli del numero di identificazione del veicolo relativamente ai veicoli immatricolati e il numero di identificazione del veicolo assegnato a un veicolo a norma della direttiva 1999/37/CE1 bis del Consiglio, e trasmettono alla Commissione aggiornamenti periodici. Le informazioni sono messe a disposizione in un formato consultabile.
4.   La Commissione crea un'interfaccia tra la banca dati e il sistema di allarme rapido dell'UE (RAPEX) e il sistema di informazione e comunicazione per la vigilanza del mercato (ICSMS), per agevolare le attività di vigilanza del mercato e garantire il coordinamento, la coerenza e l'accuratezza delle informazioni fornite ai consumatori e a terzi.
5.   La Commissione crea altresì un'interfaccia accessibile al pubblico, in cui figurano le informazioni contenute nell'allegato IX e i dettagli dell'autorità di omologazione che rilascia la scheda di omologazione a norma dell'articolo 24 e del servizio tecnico che ha effettuato le prove richieste all'articolo 28. La Commissione garantisce che tali informazioni siano presentate in un formato consultabile.
La Commissione provvede inoltre a garantire l'accesso alle informazioni ai fini delle prove di verifica, in conformità degli atti di esecuzione adottati a norma dell'articolo 9, paragrafo 4.
6.   Nell'ambito della banca dati, la Commissione mette a punto uno strumento per caricare i risultati delle prove di terzi e i reclami relativi alle prestazioni di veicoli, sistemi, componenti e altre entità tecniche. Le informazioni immesse tramite tale strumento sono prese in considerazione ai fini delle attività di vigilanza del mercato di cui agli articoli 8 e 9.
7.   Per valutare l'idoneità dell'utilizzo dell'IMI ai fini dello scambio di informazioni sulla base del presente articolo, è avviato un progetto pilota entro … [3 mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento].
__________________
1 bis Direttiva 1999/37/CE del Consiglio, del 29 aprile 1999, relativa ai documenti di immatricolazione dei veicoli (GU L 138 dell'1.6.1999, pag. 57).
Emendamento 116
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 1
1.  Il costruttore garantisce che i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche da lui fabbricati e immessi sul mercato o entrati in circolazione sono stati fabbricati e omologati conformemente alle prescrizioni del presente regolamento.
1.  Il costruttore garantisce che i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche immessi sul mercato o entrati in circolazione sono stati fabbricati e omologati conformemente alle prescrizioni del presente regolamento e che continuano a essere conformi a tali prescrizioni a prescindere dal metodo di prova utilizzato.
Emendamento 117
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)
Il costruttore è responsabile dinanzi all'autorità di omologazione di tutti gli aspetti della procedura di omologazione e della garanzia della conformità della produzione, a prescindere dal metodo di prova utilizzato.
Emendamento 118
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 4
4.  Ai fini dell'omologazione UE, un costruttore stabilito al di fuori dell'Unione designa un rappresentante unico stabilito nell'Unione che lo rappresenti dinanzi all'autorità di omologazione. Tale costruttore nomina anche un rappresentante unico stabilito nell'Unione ai fini della vigilanza del mercato, che può essere lo stesso rappresentante designato ai fini dell'omologazione UE.
4.  Ai fini dell'omologazione UE, un costruttore di veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche stabilito al di fuori dell'Unione designa un rappresentante unico stabilito nell'Unione che lo rappresenti dinanzi all'autorità di omologazione. Tale costruttore nomina anche un rappresentante unico stabilito nell'Unione ai fini della vigilanza del mercato, che può essere lo stesso rappresentante designato ai fini dell'omologazione UE.
Emendamento 119
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.   All'atto della richiesta di omologazione dell'UE, il costruttore garantisce che la progettazione di veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche non include strategie o altri mezzi che alterano inutilmente le prestazioni rilevate durante le procedure di prova applicabili, quando i veicoli, i sistemi, i componenti e le entità tecniche sono fatti operare nelle condizioni che ci si potrebbe ragionevolmente attendere in caso di funzionamento e uso normali.
Il costruttore rende pubblica qualsiasi strategia di gestione del motore che possa essere impiegata attraverso hardware o software. Il costruttore rende pubbliche tutte le informazioni pertinenti relative a tali strategie di gestione, compresi il software utilizzato, i parametri di tali strategie e le motivazioni tecniche che le rendono necessarie.
Emendamento 120
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 5
5.   Il costruttore è responsabile dinanzi all'autorità di omologazione di tutti gli aspetti della procedura di omologazione e della garanzia della conformità della produzione, indipendentemente dal fatto che egli sia direttamente coinvolto in tutte le fasi di costruzione del veicolo, del sistema, del componente o dell'entità tecnica.
abrogato
Emendamento 121
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 6 bis (nuovo)
6 bis.   Il costruttore, per proteggere l'ambiente, la salute e la sicurezza dei consumatori, esamina e tiene un registro dei reclami e delle non conformità dei veicoli, dei sistemi, dei componenti, delle entità tecniche, delle parti o degli accessori che ha immesso sul mercato e tiene i suoi importatori e distributori informati in merito a tali controlli.
Se il numero dei reclami e dei casi di non conformità in merito agli accessori connessi alla sicurezza o alle emissioni è superiore a 30 o all'1%, a seconda di quale sia il valore più basso, del totale dei veicoli, dei sistemi, dei componenti, delle entità tecniche, delle parti o degli accessori di un determinato tipo, variante e/o versione immessi sul mercato, le informazioni dettagliate sono inviate senza indugio alla pertinente autorità di omologazione responsabile del veicolo, del sistema, del componente, dell'entità tecnica, della parte o dell'accessorio, nonché alla Commissione.
Le informazioni contengono una descrizione del problema e i dettagli necessari a individuare il tipo, la variante e la versione interessati del veicolo, del sistema, del componente, dell'entità tecnica, della parte o dell'accessorio. I dati di allarme preventivo sono utilizzati per individuare eventuali tendenze nei reclami dei consumatori ed esaminare la necessità dei richiami avviati dal costruttore e delle attività di vigilanza del mercato da parte degli Stati membri e della Commissione.
Emendamento 122
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 7 bis (nuovo)
7 bis.   Il costruttore garantisce che l'utilizzatore del veicolo, previa comunicazione, accetti di trattare e trasmettere tutti i dati generati durante l'utilizzo del veicolo in conformità del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis. Laddove il trattamento e la trasmissione dei dati non siano obbligatori per il corretto funzionamento del veicolo, il costruttore garantisce che l'utilizzatore del veicolo possa scegliere di interrompere il trasferimento dei dati e che possa farlo agevolmente.
__________________
1 bis Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
Emendamento 123
Proposta di regolamento
Articolo 12 – paragrafo 1 – comma 1
Un costruttore che ritiene che un veicolo, sistema, componente, entità tecnica, parte o accessorio che è stato immesso sul mercato o che è entrato in circolazione non sia conforme al presente regolamento o che l'omologazione sia stata rilasciata sulla base di dati non corretti adotta immediatamente le misure appropriate, necessarie per rendere conforme tale veicolo, sistema, componente, entità tecnica, parte o accessorio, per ritirarlo dal mercato o per richiamarlo, a seconda dei casi.
Qualora un costruttore ritenga che un veicolo, sistema, componente, entità tecnica, parte o accessorio che è stato immesso sul mercato o che è entrato in circolazione non sia conforme al presente regolamento o che l'omologazione sia stata rilasciata sulla base di dati non corretti, esso adotta immediatamente le misure appropriate, necessarie per rendere conforme tale veicolo, sistema, componente, entità tecnica, parte o accessorio, per ritirarlo dal mercato o per richiamarlo, a seconda dei casi.
Emendamento 124
Proposta di regolamento
Articolo 12 – paragrafo 2
2.  Qualora il veicolo, il sistema, il componente, l'entità tecnica, la parte o l'accessorio comporti un rischio grave, il costruttore informa immediatamente le autorità di omologazione e di vigilanza del mercato degli Stati membri in cui il veicolo, il sistema, il componente, l'entità tecnica, la parte o l'accessorio è stato messo a disposizione sul mercato o è entrato in circolazione, indicando nel dettaglio la non conformità e le misure adottate.
2.  Qualora il veicolo, il sistema, il componente, l'entità tecnica, la parte o l'accessorio comporti un rischio grave, il costruttore informa immediatamente le autorità di omologazione e di vigilanza del mercato degli Stati membri in cui il veicolo, il sistema, il componente, l'entità tecnica, la parte o l'accessorio è stato messo a disposizione sul mercato o è entrato in circolazione, indicando nel dettaglio la non conformità, il rischio e le misure adottate.
Emendamento 125
Proposta di regolamento
Articolo 12 – paragrafo 3 – comma 1
Il costruttore conserva il fascicolo di omologazione di cui all'articolo 24, paragrafo 4, per un periodo di dieci anni dopo l'immissione sul mercato nel caso dei veicoli e per un periodo di cinque anni dopo l'immissione sul mercato nel caso dei sistemi, dei componenti o delle entità tecniche.
Il costruttore conserva il fascicolo di omologazione di cui all'articolo 24, paragrafo 4, e tiene a disposizione delle autorità di omologazione una copia dei certificati di conformità di cui all'articolo 34, per un periodo di dieci anni dopo il termine di validità dell'omologazione UE nel caso dei veicoli e per un periodo di cinque anni dopo il termine di validità dell'omologazione UE nel caso dei sistemi, dei componenti o delle entità tecniche.
Emendamento 126
Proposta di regolamento
Articolo 12 – paragrafo 3 – comma 2
Il costruttore del veicolo tiene a disposizione delle autorità di omologazione una copia dei certificati di conformità di cui all'articolo 34.
abrogato
Emendamento 127
Proposta di regolamento
Articolo 12 – paragrafo 4 – comma 1
Il costruttore fornisce a un'autorità nazionale, a seguito di una richiesta motivata di quest'ultima e per il tramite dell'autorità di omologazione, una copia della scheda di omologazione UE o dell'autorizzazione di cui all'articolo 55, paragrafo 1, che dimostra la conformità del veicolo, del sistema, del componente o dell'entità tecnica, in una lingua facilmente comprensibile da tale autorità nazionale.
Il costruttore fornisce a un'autorità nazionale o alla Commissione, a seguito di una richiesta motivata di queste ultime e per il tramite dell'autorità di omologazione, una copia della scheda di omologazione UE o dell'autorizzazione di cui all'articolo 55, paragrafo 1, che dimostra la conformità del veicolo, del sistema, del componente o dell'entità tecnica, della parte o dell'accessorio, in una lingua facilmente comprensibile.
Emendamento 128
Proposta di regolamento
Articolo 12 – paragrafo 4 – comma 2
Il costruttore collabora con l'autorità nazionale, a seguito di una richiesta motivata di quest'ultima, in merito a qualsiasi provvedimento adottato in conformità all'articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008 per eliminare i rischi presentati dal veicolo, dal sistema, dal componente, dall'entità tecnica, dalla parte o dall'accessorio che ha messo a disposizione sul mercato.
Il costruttore collabora con l'autorità nazionale o con la Commissione, a seguito di una richiesta motivata di queste ultime, in merito a qualsiasi provvedimento adottato in conformità all'articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008 per eliminare i rischi presentati dal veicolo, dal sistema, dal componente, dall'entità tecnica, dalla parte o dall'accessorio che ha messo a disposizione sul mercato.
Emendamento 129
Proposta di regolamento
Articolo 13 – titolo
Obblighi dei rappresentanti del costruttore in materia di vigilanza del mercato
Obblighi dei rappresentanti del costruttore
Emendamento 130
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Il rappresentante del costruttore incaricato della vigilanza del mercato esegue i compiti specificati nel mandato ricevuto dal costruttore. Il mandato stipula che il rappresentante svolga almeno i seguenti compiti:
1.  Il rappresentante del costruttore esegue i compiti specificati nel mandato ricevuto dal costruttore. Il mandato stipula che il rappresentante svolga almeno i seguenti compiti:
Emendamento 131
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – lettera a
a)  avere accesso alla documentazione informativa di cui all'articolo 22 e al certificato di conformità di cui all'articolo 34, in una delle lingue ufficiali dell'Unione. Tale documentazione è messa a disposizione delle autorità di omologazione per un periodo di dieci anni dopo l'immissione sul mercato nel caso dei veicoli e per un periodo di cinque anni dopo l'immissione sul mercato nel caso dei sistemi, dei componenti o delle entità tecniche;
a)  avere accesso alla scheda di omologazione e ai relativi allegati e al certificato di conformità in una delle lingue ufficiali dell'Unione. Tale documentazione è messa a disposizione delle autorità di omologazione e delle autorità di vigilanza del mercato per un periodo di dieci anni dopo l'immissione sul mercato nel caso dei veicoli e per un periodo di cinque anni dopo l'immissione sul mercato nel caso dei sistemi, dei componenti o delle entità tecniche;
Emendamento 132
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 1 – lettera b
b)  fornire a un'autorità di omologazione, a seguito di una richiesta motivata, tutte le informazioni e la documentazione necessarie a dimostrare la conformità della produzione di un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica;
b)  fornire a un'autorità di omologazione, a seguito di una richiesta motivata, tutte le informazioni e la documentazione necessarie a dimostrare la conformità della produzione di un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica, compresi le specifiche tecniche in sede di omologazione e l'accesso a software e algoritmi;
Emendamento 133
Proposta di regolamento
Articolo 13 – paragrafo 3 – parte introduttiva
3.  Le specifiche di una modifica precisano almeno i seguenti aspetti:
3.  Le specifiche di una modifica del mandato precisano almeno i seguenti aspetti:
Emendamento 134
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 2 – comma 1
Prima di immettere sul mercato un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica omologati, l'importatore si accerta che l'autorità di omologazione abbia preparato il fascicolo di omologazione di cui all'articolo 24, paragrafo 4, e che il sistema, il componente o l'entità tecnica siano contrassegnati dal marchio di omologazione prescritto e siano conformi all'articolo 11, paragrafo 7.
Prima di immettere sul mercato un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica omologati, l'importatore si accerta che essi dispongano di una valida scheda di omologazione e che il componente o l'entità tecnica siano contrassegnati dal marchio di omologazione prescritto e siano conformi all'articolo 11, paragrafo 7.
Emendamento 135
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 3
3.  L'importatore che ritiene che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica non sia conforme alle prescrizioni del presente regolamento, e in particolare al tipo omologato, non immette sul mercato, non consente l'entrata in circolazione né immatricola il veicolo, il sistema, il componente o l'entità tecnica fino a quando non è stato reso conforme. Qualora ritenga che il veicolo, il sistema, il componente, l'entità tecnica, la parte o l'accessorio presenti un rischio grave, ne informa il costruttore e le autorità di vigilanza del mercato. Per i veicoli, i sistemi, i componenti e le entità tecniche omologati, informa anche l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione.
3.  L'importatore che ritiene che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica non sia conforme alle prescrizioni del presente regolamento, e in particolare ove non corrisponda al tipo omologato, non immette sul mercato, non consente l'entrata in circolazione né immatricola il veicolo, il sistema, il componente o l'entità tecnica fino a quando non è stato reso conforme. Qualora ritenga che il veicolo, il sistema, il componente, l'entità tecnica, la parte o l'accessorio presenti un rischio grave, l'importatore ne informa il costruttore e le autorità di vigilanza del mercato. Per i veicoli, i sistemi, i componenti e le entità tecniche omologati, informa anche l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione.
Emendamento 136
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 6
6.  L'importatore, per proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori, esamina e tiene un registro dei reclami e dei richiami dei veicoli, dei sistemi, dei componenti, delle entità tecniche, delle parti o degli accessori che ha immesso sul mercato e tiene i suoi distributori informati in merito a tali controlli.
6.  L'importatore, per proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori, esamina e tiene un registro dei reclami, delle non conformità e dei richiami dei veicoli, dei sistemi, dei componenti, delle entità tecniche, delle parti o degli accessori che ha immesso sul mercato e tiene i suoi distributori informati in merito a tali reclami e richiami.
Emendamento 137
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 6 bis (nuovo)
6 bis.   L'importatore informa immediatamente il costruttore pertinente in merito ai reclami e alle segnalazioni relative a rischi, presunti incidenti o non conformità legati a veicoli, sistemi, componenti, entità tecniche, parti o accessori che ha immesso sul mercato.
Emendamento 138
Proposta di regolamento
Articolo 15 – paragrafo 1
1.  Laddove un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica che è stato immesso sul mercato dall'importatore non sia conforme al presente regolamento, l'importatore prende immediatamente le misure appropriate necessarie a rendere conforme tale veicolo, sistema, componente o entità tecnica, a ritirarlo dal mercato o a richiamarlo, a seconda dei casi.
1.  Laddove un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica che è stato immesso sul mercato dall'importatore non sia conforme al presente regolamento, l'importatore prende immediatamente le misure appropriate necessarie a rendere conforme, sotto il controllo del costruttore, tale veicolo, sistema, componente o entità tecnica, a ritirarlo dal mercato o a richiamarlo, a seconda dei casi. L'importatore informa altresì il costruttore e l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione.
Emendamento 139
Proposta di regolamento
Articolo 15 – paragrafo 2 – comma 1
Qualora un veicolo, un sistema, un componente, un'entità tecnica, una parte o un accessorio comporti un rischio grave, l'importatore fornisce immediatamente informazioni dettagliate sul rischio grave al costruttore e alle autorità di omologazione e di vigilanza del mercato degli Stati membri in cui il veicolo, il sistema, il componente, l'entità tecnica, la parte o l'accessorio è stato immesso sul mercato.
Qualora un veicolo, un sistema, un componente, un'entità tecnica, una parte o un accessorio immesso sul mercato comporti un rischio grave, l'importatore fornisce immediatamente informazioni dettagliate sul rischio grave al costruttore e alle autorità di omologazione e di vigilanza del mercato degli Stati membri in cui il veicolo, il sistema, il componente, l'entità tecnica, la parte o l'accessorio è stato immesso sul mercato.
Emendamento 140
Proposta di regolamento
Articolo 16 – comma 1
Prima della messa a disposizione sul mercato, dell'immatricolazione o dell'entrata in circolazione di un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica, il distributore verifica che su tale veicolo, sistema, componente o entità tecnica siano apposti la targhetta regolamentare o il marchio di omologazione prescritti, che sia corredato dei documenti prescritti e delle istruzioni e informazioni sulla sicurezza di cui all'articolo 63 nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro interessato e che il costruttore e l'importatore abbiano soddisfatto le prescrizioni di cui all'articolo 11, paragrafo 7, e all'articolo 14, paragrafo 4, rispettivamente.
1.   Prima della messa a disposizione sul mercato, dell'immatricolazione o dell'entrata in circolazione di un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica, il distributore verifica che su tale veicolo, sistema, componente o entità tecnica siano apposti la targhetta regolamentare o il marchio di omologazione prescritti, che sia corredato dei documenti prescritti e delle istruzioni e informazioni sulla sicurezza di cui all'articolo 63 nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro interessato e che il costruttore e l'importatore abbiano soddisfatto le prescrizioni di cui all'articolo 11, paragrafo 7, e all'articolo 14, paragrafo 4, rispettivamente.
2.   Il distributore, per proteggere l'ambiente, la salute e la sicurezza dei consumatori, esamina i reclami e le non conformità dei veicoli, dei sistemi, dei componenti, delle entità tecniche, delle parti o degli accessori che ha immesso sul mercato. Inoltre, tutti i reclami e/o le non conformità relativi agli aspetti ambientali o alla sicurezza del veicolo sono comunicati senza indugio all'importatore o al costruttore.
Emendamento 141
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 1
1.  Qualora il distributore ritenga che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica non sia conforme alle prescrizioni del presente regolamento, non mette a disposizione sul mercato, non immatricola né fa entrare in circolazione il veicolo, il sistema, il componente o l'entità tecnica fino a quando non siano stati resi conformi.
1.  Qualora il distributore ritenga che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica non sia conforme alle prescrizioni del presente regolamento, ne informa il costruttore, l'importatore e l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione e non immette sul mercato, non immatricola né fa entrare in circolazione il veicolo, il sistema, il componente o l'entità tecnica fino a quando non siano stati resi conformi.
Emendamento 142
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 2
2.  Il distributore che ritiene che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica che ha messo a disposizione sul mercato non sia conforme al presente regolamento informa il costruttore o l'importatore per garantire che, a norma dell'articolo 12, paragrafo 1, o dell'articolo 15, paragrafo 1, siano prese le misure appropriate necessarie a rendere conforme tale veicolo, sistema, componente o entità tecnica, a ritirarlo dal mercato o a richiamarlo, a seconda dei casi.
2.  Qualora il distributore ritenga che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica che ha messo a disposizione sul mercato non sia conforme al presente regolamento. il distributore informa il costruttore, l'importatore e l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione per garantire che, a norma dell'articolo 12, paragrafo 1, o dell'articolo 15, paragrafo 1, siano prese le misure appropriate necessarie a rendere conforme tale veicolo, sistema, componente o entità tecnica, a ritirarlo dal mercato o a richiamarlo, a seconda dei casi.
Emendamento 143
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 3
3.  Qualora il veicolo, il sistema, il componente, l'entità tecnica, la parte o l'accessorio comporti un rischio grave, il distributore fornisce immediatamente informazioni dettagliate su tale rischio grave al costruttore, all'importatore e alle autorità di omologazione e di vigilanza del mercato degli Stati membri in cui tale veicolo, sistema, componente, entità tecnica, parte o accessorio è stato messo a disposizione sul mercato. Il distributore li informa altresì delle azioni intraprese e fornisce, in particolare, i dettagli relativi al grave rischio e alle misure correttive adottate dal costruttore.
3.  Qualora il veicolo, il sistema, il componente, l'entità tecnica, la parte o l'accessorio comporti un rischio grave, il distributore fornisce immediatamente informazioni dettagliate su tale rischio grave al costruttore, all'importatore e alle autorità di omologazione e di vigilanza del mercato degli Stati membri in cui tale veicolo, sistema, componente, entità tecnica, parte o accessorio è stato messo a disposizione sul mercato. Il distributore li informa altresì delle azioni intraprese e fornisce i dettagli relativi alle misure correttive adottate dal costruttore.
Emendamento 144
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 4
4.  Il distributore collabora con l'autorità nazionale, a seguito di una richiesta motivata di quest'ultima, in merito a qualsiasi provvedimento adottato in conformità all'articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008 per eliminare i rischi presentati dal veicolo, dal sistema, dal componente, dall'entità tecnica, dalla parte o dall'accessorio che ha messo a disposizione sul mercato.
4.  Il distributore collabora con l'autorità nazionale o con la Commissione, a seguito di una richiesta motivata di queste ultime, in merito a qualsiasi provvedimento adottato in conformità all'articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008 per eliminare i rischi presentati dal veicolo, dal sistema, dal componente, dall'entità tecnica, dalla parte o dall'accessorio che ha messo a disposizione sul mercato.
Emendamento 145
Proposta di regolamento
Articolo 20 – paragrafo 2
2.  Per l'omologazione di un sistema, l'omologazione di un componente e l'omologazione di un'entità tecnica si applica unicamente l'omologazione in un'unica tappa.
2.  Fatte salve le prescrizioni degli atti normativi elencati nell'allegato IV, per l'omologazione di un sistema, l'omologazione di un componente e l'omologazione di un'entità tecnica si applica unicamente l'omologazione in un'unica tappa.
Emendamento 146
Proposta di regolamento
Articolo 20 – paragrafo 4
4.  L'omologazione UE per la fase finale del completamento è rilasciata solo dopo che l'autorità di omologazione ha verificato che il tipo di veicolo omologato nella fase finale soddisfa al momento dell'omologazione tutte le prescrizioni tecniche applicabili. La verifica comprende un controllo documentale di tutte le prescrizioni rientranti in un'omologazione UE di un tipo di veicolo incompleto rilasciata nel corso di una procedura in più fasi, anche nei casi in cui sia rilasciata per una categoria di veicolo diversa.
4.  L'omologazione UE per la fase finale del completamento è rilasciata solo dopo che l'autorità di omologazione ha verificato che il tipo di veicolo omologato nella fase finale soddisfa al momento dell'omologazione tutte le prescrizioni tecniche applicabili, conformemente alle procedure di cui all'allegato XVII. La verifica comprende un controllo documentale di tutte le prescrizioni rientranti in un'omologazione UE di un tipo di veicolo incompleto rilasciata nel corso di una procedura in più fasi, compresi i casi in cui sia rilasciata per una categoria di veicolo diversa. Essa include altresì un controllo della conformità a tali omologazioni delle prestazioni dei sistemi omologati separatamente, dopo essere stati montati su un veicolo completo.
Emendamento 147
Proposta di regolamento
Articolo 20 – paragrafo 5
5.  La scelta dell'omologazione di cui al paragrafo 1 non influisce sulle prescrizioni fondamentali applicabili cui deve essere conforme il tipo di veicolo omologato al momento del rilascio dell'omologazione globale del tipo di veicolo.
5.  La scelta dell'omologazione di cui al paragrafo 1 non influisce su tutte le prescrizioni applicabili cui deve essere conforme il tipo di veicolo omologato al momento del rilascio dell'omologazione globale del tipo di veicolo.
Emendamento 148
Proposta di regolamento
Articolo 20 – paragrafo 6 bis (nuovo)
6 bis.   Per eseguire le prove necessarie, il costruttore mette a disposizione dell'autorità di omologazione tutti i veicoli, i componenti o le entità tecniche richiesti dagli atti normativi pertinenti.
Emendamento 149
Proposta di regolamento
Articolo 21 – paragrafo 2
2.  Per un determinato tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica può essere presentata una sola domanda e in un solo Stato membro.
2.  Per un determinato tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica può essere presentata una sola domanda e in un solo Stato membro. Dopo la presentazione della domanda il costruttore non può interrompere la procedura e presentare un'altra domanda per lo stesso tipo a un'altra autorità di omologazione o ad altri servizi tecnici. In aggiunta, in caso di rifiuto dell'omologazione o di esito negativo della prova in un servizio tecnico, il costruttore non può presentare una domanda per lo stesso tipo a un'altra autorità di omologazione o a un altro servizio tecnico.
Emendamento 150
Proposta di regolamento
Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera a
a)  una scheda informativa, riportata nell'allegato I per l'omologazione in un'unica tappa o mista o nell'allegato III per l'omologazione a tappe;
a)  una scheda informativa, riportata nell'allegato I per l'omologazione globale del tipo di veicolo in un'unica tappa o mista o nell'allegato III per l'omologazione globale del tipo di veicolo a tappe o negli atti normativi pertinenti in caso di omologazione di un sistema, componente o entità tecnica;
Emendamento 151
Proposta di regolamento
Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera d
d)  ogni ulteriore informazione richiesta dall'autorità di omologazione nell'ambito della procedura di domanda.
d)  ogni ulteriore informazione richiesta dall'autorità di omologazione nell'ambito della procedura di omologazione.
Emendamento 152
Proposta di regolamento
Articolo 22 – paragrafo 2
2.  Il fascicolo informativo è fornito in un formato elettronico messo a disposizione dalla Commissione, ma può anche essere fornito su carta.
2.  Il fascicolo informativo è fornito in un formato elettronico.
Emendamento 153
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 1 – comma 1
Una domanda di omologazione a tappe è corredata, oltre che dal fascicolo informativo di cui all'articolo 22, da tutte le schede di omologazione UE, compresi i verbali di prova, richieste a norma degli atti applicabili elencati nell'allegato IV.
Una domanda di omologazione a tappe è corredata, oltre che dal fascicolo informativo di cui all'articolo 22, da tutte le schede di omologazione UE, compresi i verbali di prova e i documenti informativi, richieste a norma degli atti normativi elencati nell'allegato IV.
Emendamento 154
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 1 – comma 2
Nel caso di una domanda di omologazione di un sistema, di un componente o di un'entità tecnica a norma degli atti applicabili elencati nell'allegato IV, l'autorità di omologazione ha accesso al fascicolo informativo fino alla data in cui l'omologazione globale di un tipo di veicolo è rilasciata o rifiutata.
Nel caso di una domanda di omologazione di un sistema, di un componente o di un'entità tecnica a norma degli atti normativi elencati nell'allegato IV, l'autorità di omologazione ha accesso al fascicolo informativo e ai documenti informativi fino alla data in cui l'omologazione globale di un tipo di veicolo è rilasciata o rifiutata.
Emendamento 155
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 2 – comma 1
Una domanda di omologazione mista è corredata, oltre che dal fascicolo informativo di cui all'articolo 22, dalle schede di omologazione UE, compresi i verbali di prova, richieste a norma degli atti applicabili elencati nell'allegato IV.
Una domanda di omologazione mista è corredata, oltre che dal fascicolo informativo di cui all'articolo 22, dalle schede di omologazione UE, compresi i verbali di prova e i documenti informativi, richieste a norma degli atti normativi elencati nell'allegato IV.
Emendamento 156
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 3 – comma 1 – lettera a
a)  nella prima fase, le parti del fascicolo informativo e delle schede di omologazione UE riguardanti lo stadio di completamento del veicolo base;
a)  nella prima fase, le parti del fascicolo informativo, delle schede di omologazione UE e dei verbali di prova riguardanti lo stadio di completamento del veicolo base;
Emendamento 157
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 3 – comma 1 – lettera b
b)  nella seconda fase e nelle fasi successive, le parti del fascicolo informativo e delle schede di omologazione UE relative allo stadio di completamento corrente, unitamente a una copia della scheda di omologazione UE del veicolo rilasciata nel precedente stadio di costruzione e un elenco completo delle modifiche o delle aggiunte che il costruttore ha apportato al veicolo.
b)  nella seconda fase e nelle fasi successive, le parti del fascicolo informativo e delle schede di omologazione UE relative allo stadio di completamento corrente, unitamente a una copia della scheda di omologazione globale UE del veicolo rilasciata nel precedente stadio di costruzione e un elenco completo delle modifiche o delle aggiunte che il costruttore ha apportato al veicolo.
Emendamento 158
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 3 – comma 2
Le informazioni di cui alle lettere a) e b) possono essere comunicate in conformità all'articolo 22, paragrafo 2.
Le informazioni di cui alle lettere a) e b) sono comunicate in conformità all'articolo 22, paragrafo 2.
Emendamento 159
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 4 – comma 1
L'autorità di omologazione e i servizi tecnici hanno accesso al software e agli algoritmi del veicolo.
L'autorità di omologazione e i servizi tecnici hanno accesso al software, all'hardware e agli algoritmi del veicolo, nonché alla documentazione o ad altre informazioni che consentano di comprendere in modo corretto e adeguato i sistemi, compresi il processo di sviluppo dei sistemi e l'idea alla base degli stessi, nonché le funzioni di tali software e hardware che permettono al veicolo di rispettare le prescrizioni del presente regolamento.
Durante il periodo di validità dell'omologazione UE è garantito l'accesso al software, all'hardware e agli algoritmi del veicolo onde consentire la verifica del rispetto delle prescrizioni del presente regolamento nel corso delle ispezioni periodiche. Alla scadenza della scheda di omologazione e in caso di mancato rinnovo della stessa, l'accesso continua a essere garantito su richiesta. Le informazioni da divulgare per questi fini specifici non devono essere tali da minare la riservatezza delle informazioni proprietarie e della proprietà intellettuale. Il costruttore comunica all'autorità di omologazione e al servizio tecnico, in forma standardizzata, la versione del software che regola i sistemi e i componenti legati alla sicurezza nonché le impostazioni o le altre tarature applicate ai sistemi e ai componenti legati alle emissioni, utilizzate al momento della domanda di omologazione. Allo scopo di rilevare successive modifiche illegali del software, il servizio tecnico è autorizzato a contrassegnare il software fissando i parametri corrispondenti.
Emendamento 160
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 2 – lettera d
d)  nel caso di omologazioni globali di un tipo di veicolo secondo la procedura a tappe, la procedura mista e la procedura in più fasi, l'autorità di omologazione verifica, a norma dell'articolo 20, paragrafo 4, che i sistemi, i componenti e le entità tecniche siano oggetto di omologazioni distinte conformemente alle prescrizioni applicabili al momento del rilascio dell'omologazione globale di un tipo di veicolo.
d)  nel caso di omologazioni globali di un tipo di veicolo secondo la procedura a tappe, la procedura mista e la procedura in più fasi, l'autorità di omologazione verifica, a norma dell'articolo 20, paragrafo 4, che i sistemi, i componenti e le entità tecniche siano oggetto di omologazioni distinte valide conformemente alle prescrizioni applicabili al momento del rilascio dell'omologazione globale di un tipo di veicolo.
Emendamento 161
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 4 – comma 2
Il fascicolo di omologazione contiene un indice che indica chiaramente tutte le pagine e il formato di ciascun documento e che riporta in ordine cronologico la gestione dell'omologazione UE.
Il fascicolo di omologazione può essere conservato su supporto elettronico e contiene un indice che indica chiaramente tutte le pagine e il formato di ciascun documento e che riporta in ordine cronologico la gestione dell'omologazione UE.
Emendamento 162
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 5
5.  L'autorità di omologazione rifiuta di rilasciare l'omologazione UE se scopre che un tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica, benché conforme alle prescrizioni applicabili, presenta un rischio serio per la sicurezza o può nuocere gravemente all'ambiente o alla salute pubblica. In tal caso, essa invia immediatamente alle autorità di omologazione degli altri Stati membri e alla Commissione una notifica dettagliata che spieghi i motivi della sua decisione e illustri le prove a sostegno delle sue conclusioni.
5.  L'autorità di omologazione rifiuta di rilasciare l'omologazione UE se scopre che un tipo di veicolo, sistema, componente o entità tecnica, benché conforme alle prescrizioni applicabili, presenta un rischio serio per la sicurezza o può nuocere gravemente all'ambiente o alla salute pubblica. In tal caso, essa invia immediatamente alle autorità di omologazione degli altri Stati membri e alla Commissione una notifica dettagliata che spieghi i motivi della sua decisione e illustri le prove a sostegno delle sue conclusioni.
Emendamento 163
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 6 – comma 1
A norma dell'articolo 20, paragrafi 4 e 5, in caso di procedure di omologazione a tappe, mista o in più fasi, l'autorità di omologazione rifiuta di rilasciare l'omologazione UE se scopre che i sistemi, i componenti o le entità tecniche non sono conformi alle prescrizioni del presente regolamento o degli atti elencati nell'allegato IV.
A norma dell'articolo 20, paragrafi 4 e 5, in caso di procedure di omologazione a tappe, mista o in più fasi, l'autorità di omologazione rifiuta di rilasciare l'omologazione UE se scopre che i sistemi, i componenti o le entità tecniche non sono conformi alle prescrizioni del presente regolamento o degli atti elencati nell'allegato IV.
Emendamento 164
Proposta di regolamento
Articolo 25 – paragrafo 1
1.  Entro un mese dal rilascio o dalla modifica della scheda di omologazione UE, l'autorità di omologazione invia alle autorità di omologazione degli altri Stati membri e alla Commissione una copia della scheda di omologazione UE, compresi gli allegati, compresi i verbali di prova di cui all'articolo 23, per ogni tipo di veicolo, sistema, componente ed entità tecnica che ha omologato. Tale copia è inviata mediante un sistema comune sicuro di trasmissione elettronica o in forma di file elettronico sicuro.
1.  Entro un mese dal rilascio o dalla modifica della scheda di omologazione UE, l'autorità di omologazione presenta alla banca dati online informazioni comprendenti la scheda di omologazione UE, compresi gli allegati, compresi i verbali di prova di cui all'articolo 23, per ogni tipo di veicolo, sistema, componente ed entità tecnica che ha omologato.
Emendamento 165
Proposta di regolamento
Articolo 25 – paragrafo 3
3.   Su richiesta di un'autorità di omologazione di un altro Stato membro o della Commissione, l'autorità di omologazione che ha rilasciato un'omologazione UE le invia, entro un mese dal ricevimento della richiesta, copia della scheda di omologazione UE, compresi gli allegati, tramite un sistema comune sicuro di trasmissione elettronica o in forma di file elettronico sicuro.
abrogato
Emendamento 166
Proposta di regolamento
Articolo 25 – paragrafo 4
4.  Se un'autorità di omologazione rifiuta o revoca un'omologazione UE, ne informa immediatamente le autorità di omologazione degli altri Stati membri e la Commissione, specificando i motivi della sua decisione.
4.  Se un'autorità di omologazione rifiuta o revoca un'omologazione UE, ne informa immediatamente le autorità di omologazione degli altri Stati membri e la Commissione, specificando i motivi della sua decisione. L'autorità di omologazione aggiorna altresì questa informazione sulla banca dati online.
Emendamento 167
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 1 – lettera d
d)  in caso di omologazione globale di un tipo di veicolo, un facsimile compilato del certificato di conformità.
d)  in caso di omologazione globale di un tipo di veicolo, un facsimile compilato del certificato di conformità del tipo di veicolo.
Emendamento 168
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 1
1.  La conformità alle prescrizioni tecniche del presente regolamento e degli atti normativi elencati nell'allegato IV è dimostrata mediante prove adeguate, in conformità ai pertinenti atti normativi elencati nell'allegato IV, eseguite da servizi tecnici designati.
1.  Ai fini delle omologazioni UE, l'autorità di omologazione verifica la conformità alle prescrizioni tecniche del presente regolamento e dei pertinenti atti normativi elencati nell'allegato IV è dimostrata mediante prove adeguate eseguite da servizi tecnici designati.
Il formato dei verbali di prova è conforme alle prescrizioni generali di cui all'allegato V, appendice 3.
Emendamento 169
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 2
2.  Per eseguire le prove necessarie, il costruttore mette a disposizione dell'autorità di omologazione i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche richiesti a norma degli atti pertinenti elencati nell'allegato IV.
2.  Per eseguire le prove necessarie, il costruttore mette a disposizione dei pertinenti servizi tecnici e dell'autorità di omologazione i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche richiesti a norma degli atti pertinenti elencati nell'allegato IV.
Emendamento 170
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.   Le prove necessarie sono eseguite in conformità dei pertinenti atti normativi elencati nell'allegato IV. Qualora le procedure di prova figuranti nei pertinenti atti normativi prevedano una gamma di valori, i servizi tecnici sono in grado di definire i parametri e le condizioni utilizzati per eseguire le prove adeguate di cui al paragrafo 1. Nel caso di omologazione di un veicolo intero, le autorità garantiscono che i veicoli selezionati per le prove rappresentino il caso peggiore per quanto riguarda l'ottemperanza ai rispettivi criteri e che i veicoli selezionati non portino a risultati sistematicamente divergenti dalle prestazioni del veicolo fatto operare nelle condizioni che possono essere ragionevolmente previste in caso di funzionamento e uso normale.
Emendamento 348
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 3 ter (nuovo)
3 ter.   Onde verificare la conformità all'articolo 3, paragrafo 10, e all'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 715/2007, la Commissione, le autorità di omologazione e i servizi tecnici possono discostarsi dalle procedure di prova e dalla gamma di valori standard e modificare le condizioni e i parametri in modo imprevedibile, e possono in particolare anche andare oltre i valori e le procedure prescritte negli atti normativi elencati all'allegato IV.
Emendamento 171
Proposta di regolamento
Articolo 29 – paragrafo 2
2.  L'autorità di omologazione che ha rilasciato un'omologazione globale di un tipo di veicolo verifica un numero statisticamente rilevante di campioni di veicoli e di certificati di conformità per comprovarne la conformità agli articoli 34 e 35 e verifica la correttezza dei dati contenuti in tali certificati.
2.  L'autorità di omologazione che ha rilasciato un'omologazione globale di un tipo di veicolo verifica un numero adeguato e statisticamente rilevante di campioni di veicoli e di certificati di conformità per comprovarne la conformità agli articoli 34 e 35 e verifica la correttezza dei dati contenuti in tali certificati.
Emendamento 172
Proposta di regolamento
Articolo 29 – paragrafo 4
4.  Per verificare che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica sia conforme al tipo omologato, l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE effettua, su campioni prelevati nei locali del costruttore, compresi gli impianti di produzione, i controlli o le prove richiesti per l'omologazione UE.
4.  Per verificare che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica sia conforme al tipo omologato, l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE effettua, su campioni prelevati nei locali del costruttore, compresi gli impianti di produzione, i controlli o le prove richiesti per l'omologazione UE. L'autorità di omologazione effettua il primo di tali controlli entro un anno dalla data di rilascio dei certificati di conformità. L'autorità di omologazione effettua i successivi controlli almeno una volta l'anno, a intervalli casuali che stabilisce essa stessa.
Emendamento 173
Proposta di regolamento
Articolo 29 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.   Nell'effettuare le prove di verifica a norma dei paragrafi 2 e 4, l'autorità di omologazione designa un servizio tecnico diverso da quello impiegato durante le prove dell'omologazione originaria.
Emendamento 174
Proposta di regolamento
Articolo 29 – paragrafo 5
5.  L'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE e che stabilisce che il costruttore non produce più i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche in conformità al tipo omologato, o che i certificati di conformità non soddisfano più gli articoli 34 e 35, anche se la produzione continua, adotta le misure necessarie a garantire che la procedura di conformità della produzione sia seguita correttamente o ritira l'omologazione.
5.  L'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE e che stabilisce che il costruttore non produce più i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche in conformità al tipo omologato, alle prescrizioni del presente regolamento o alle prescrizioni degli atti normativi elencati nell'allegato IV, o che i certificati di conformità non soddisfano più gli articoli 34 e 35, anche se la produzione continua, adotta le misure necessarie a garantire che le disposizioni di conformità della produzione siano seguite correttamente o ritira l'omologazione. L'autorità di omologazione può decidere di adottare tutte le necessarie misure restrittive conformemente agli articoli 53 e 54.
Emendamento 175
Proposta di regolamento
Articolo 30 – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri istituiscono una struttura tariffaria nazionale per coprire i costi delle attività di omologazione e di vigilanza del mercato nonché delle prove di omologazione e delle prove e delle ispezioni di conformità della produzione svolte dai servizi tecnici da essi designati.
1.  Gli Stati membri garantiscono la copertura dei costi delle attività di omologazione e di vigilanza del mercato. Gli Stati membri possono attuare una struttura basata sulle tariffe o possono finanziare tali attività attraverso i loro bilanci nazionali, o applicare una combinazione di entrambi i metodi. Le tariffe non sono riscosse direttamente dai servizi tecnici.
Emendamento 176
Proposta di regolamento
Articolo 30 – paragrafo 2
2.  Tali tariffe nazionali sono pagate dai costruttori che hanno presentato domanda di omologazione nello Stato membro interessato. Le tariffe non sono riscosse direttamente dai servizi tecnici.
2.  In presenza di una struttura basata sulle tariffe, tali tariffe nazionali sono pagate dai costruttori che hanno presentato domanda di omologazione nello Stato membro interessato. Ove una struttura basata sulle tariffe si applichi alla conformità della produzione, tali tariffe nazionali sono applicate dallo Stato membro al costruttore nello Stato membro in cui avviene la produzione.
Emendamento 177
Proposta di regolamento
Articolo 30 – paragrafo 3
3.  La struttura tariffaria nazionale copre altresì i costi delle ispezioni e delle prove di verifica della conformità svolte dalla Commissione in conformità all'articolo 9. Tali contributi costituiscono entrate esterne con destinazione specifica per il bilancio generale dell'Unione europea, a norma dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento finanziario26.
3.  La Commissione garantisce la copertura dei costi delle ispezioni e delle prove richieste dalla Commissione in conformità dell'articolo 9. A tal fine viene utilizzato il bilancio generale dell'Unione europea.
__________________
26 Regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 (GU L 298 del 26.10.2012, pagg. 1-96).
Emendamento 178
Proposta di regolamento
Articolo 30 – paragrafo 4
4.  Gli Stati membri notificano i particolari della loro struttura tariffaria nazionale agli altri Stati membri e alla Commissione. La prima notifica è effettuata il [data di entrata in vigore del presente regolamento + 1 anno]. I successivi aggiornamenti delle strutture tariffarie nazionali sono notificati agli altri Stati membri e alla Commissione su base annua.
4.  Gli Stati membri notificano i particolari del loro meccanismo finanziario o dei loro meccanismi finanziari agli altri Stati membri e alla Commissione. La prima notifica è effettuata il [data di entrata in vigore del presente regolamento + 1 anno]. I successivi aggiornamenti delle strutture tariffarie nazionali sono notificati agli altri Stati membri e alla Commissione su base annua.
Emendamento 179
Proposta di regolamento
Articolo 30 – paragrafo 5
5.   La Commissione può adottare atti di esecuzione al fine di definire l'integrazione di cui al paragrafo 3 da applicare alle tariffe nazionali di cui al paragrafo 1. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
abrogato
Emendamento 180
Proposta di regolamento
Articolo 31 – paragrafo 5
5.  Se l'autorità di omologazione constata che le modifiche delle informazioni contenute nel fascicolo di omologazione sono così sostanziali da non poter essere oggetto di un'estensione dell'omologazione esistente, rifiuta di modificare l'omologazione UE e richiede al costruttore di chiedere una nuova omologazione UE.
5.  Se l'autorità di omologazione constata che le modifiche delle informazioni contenute nel fascicolo di omologazione non possono essere oggetto di un'estensione dell'omologazione esistente, rifiuta di modificare l'omologazione UE e richiede al costruttore di chiedere una nuova omologazione UE.
Emendamento 181
Proposta di regolamento
Articolo 32 – paragrafo 2 – comma 1 – lettera b bis (nuova)
b bis)   i risultati delle prove di verifica da parte della Commissione o delle autorità di vigilanza del mercato mostrano una mancanza di conformità con una delle normative dell'Unione in materia di sicurezza o di ambiente;
Emendamento 182
Proposta di regolamento
Articolo 33 – paragrafo 1
1.  Le omologazioni dei veicoli, dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche sono rilasciate per un periodo limitato di 5 anni, senza possibilità di proroga. La data di scadenza è indicata nella scheda di omologazione. Alla data di scadenza riportata sulla scheda di omologazione, l'omologazione può essere rinnovata su domanda del costruttore e solo dopo che l'autorità di omologazione ha verificato che il tipo di veicolo, sistema, componente ed entità tecnica soddisfa tutte le prescrizioni degli atti normativi pertinenti relative ai veicoli, ai sistemi, ai componenti e alle entità tecniche nuovi di tale tipo.
1.  Le omologazioni dei veicoli delle categorie M1 e N1 e dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche di cui al paragrafo 1 bis, sono rilasciate per un periodo limitato di sette anni, e per i veicoli delle categorie N2, N3, M2, M3 e O per un periodo limitato di 10 anni. La data di scadenza è indicata nella scheda di omologazione.
Alla data di scadenza riportata sulla scheda di omologazione, l'omologazione può essere rinnovata su domanda del costruttore e solo dopo che l'autorità di omologazione ha verificato che il tipo di veicolo, sistema, componente ed entità tecnica soddisfa tutte le prescrizioni degli atti normativi pertinenti relative ai veicoli, ai sistemi, ai componenti e alle entità tecniche nuovi di tale tipo. Ove l'autorità di omologazione stabilisca l'applicazione di tale comma, non è necessario ripetere i controlli di cui all'articolo 28.
Per consentire all'autorità di omologazione di svolgere i propri compiti, il costruttore presenta la domanda non prima di 12 mesi e non più tardi di sei mesi prima della scadenza della scheda di omologazione UE.
Emendamento 183
Proposta di regolamento
Articolo 33 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.   Le omologazioni per sistemi, componenti ed entità tecniche sono in linea di principio rilasciate per un periodo illimitato. Poiché taluni sistemi, componenti ed entità tecniche possono, per loro natura o caratteristiche tecniche, richiedere aggiornamenti più frequenti, le relative omologazioni sono rilasciate per un periodo limitato di sette anni. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 88 a completamento del presente regolamento redigendo un elenco di sistemi, componenti ed entità tecniche che, a causa della natura di tali sistemi, componenti ed entità tecniche, devono essere rilasciati solo per un periodo di tempo limitato.
Emendamento 184
Proposta di regolamento
Articolo 33 – paragrafo 2 – lettera b
b)  se la produzione di veicoli in conformità al tipo di veicolo omologato cessa definitivamente e volontariamente;
b)  se la produzione di veicoli in conformità al tipo di veicolo omologato cessa definitivamente e volontariamente, che in ogni caso si giudica avvenuto ove, nei due anni precedenti, non sia stato prodotto alcun veicolo del tipo interessato;
Emendamento 185
Proposta di regolamento
Articolo 34 – paragrafo 4
(4)  Le persone autorizzate a firmare i certificati di conformità sono dipendenti del costruttore e debitamente autorizzate a impegnare pienamente la responsabilità giuridica del costruttore per quanto riguarda la progettazione e la costruzione del veicolo o la conformità della produzione dello stesso.
(4)  Le persone autorizzate a firmare i certificati di conformità sono dipendenti del costruttore e debitamente autorizzate a impegnare la responsabilità giuridica del costruttore per quanto riguarda la progettazione e la costruzione del veicolo o la conformità della produzione dello stesso.
Emendamento 186
Proposta di regolamento
Articolo 36 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.   Gli operatori economici immettono sul mercato soltanto i veicoli, i componenti o le entità tecniche che recano le marcature previste in conformità del presente regolamento.
Emendamento 187
Proposta di regolamento
Articolo 38 – paragrafo 3
3.  Se i provvedimenti necessari ad adeguare gli atti normativi di cui al paragrafo 1 non sono stati adottati, la Commissione può autorizzare mediante decisione l'estensione dell'omologazione UE provvisoria, su richiesta dello Stato membro che l'ha rilasciata. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
3.  Se i provvedimenti necessari ad adeguare gli atti normativi di cui al paragrafo 1 non sono stati adottati, la Commissione può autorizzare mediante decisione l'estensione della validità dell'omologazione UE provvisoria, su richiesta dello Stato membro che l'ha rilasciata. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
Emendamento 188
Proposta di regolamento
Articolo 40 – paragrafo 2
2.  Gli Stati membri possono decidere di esentare qualsiasi tipo di veicolo di cui al paragrafo 1 da una o più delle prescrizioni sostanziali degli atti normativi elencati nell'allegato IV, a condizione che stabiliscano prescrizioni alternative pertinenti.
2.  Gli Stati membri possono decidere di esentare qualsiasi tipo di veicolo di cui al paragrafo 1 dal rispetto di una o più delle prescrizioni degli atti normativi elencati nell'allegato IV, a condizione che stabiliscano prescrizioni alternative pertinenti.
Emendamento 189
Proposta di regolamento
Articolo 40 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.   Inoltre, viene concessa maggiore flessibilità alle PMI caratterizzate da un'esigua produzione che non sono in grado di soddisfare gli stessi criteri dei grandi costruttori relativamente.
Emendamento 190
Proposta di regolamento
Articolo 41 – paragrafo 3 – comma 2 bis (nuovo)
Qualora non venga sollevata alcuna obiezione entro il termine di tre mesi di cui al primo comma, l'omologazione nazionale si considera accettata.
Emendamento 191
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri rilasciano un'omologazione UE individuale di un veicolo a un veicolo che soddisfa le prescrizioni di cui all'allegato IV, parte I, appendice 2 o, per i veicoli per uso speciale, all'allegato IV, parte III.
1.  Gli Stati membri rilasciano un'omologazione UE individuale di un veicolo a un veicolo che soddisfa le prescrizioni di cui all'allegato IV, parte I, appendice 2 o, per i veicoli per uso speciale, all'allegato IV, parte III. La presente disposizione non si applica ai veicoli incompleti.
Emendamento 192
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 2
2.  La domanda di omologazione UE individuale di un veicolo è presentata dal costruttore o dal proprietario del veicolo o da un suo rappresentante, purché quest'ultimo sia stabilito nell'Unione.
2.  La domanda di omologazione UE individuale di un veicolo è presentata dal proprietario del veicolo, dal costruttore o da un rappresentante del costruttore, purché quest'ultimo sia stabilito nell'Unione.
Emendamento 193
Proposta di regolamento
Articolo 43 – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri possono decidere di esentare un determinato veicolo, sia esso unico o meno, dall'osservanza di una o più disposizioni del presente regolamento o delle prescrizioni sostanziali di cui agli atti normativi elencati nell'allegato IV, a condizione di imporre prescrizioni alternative pertinenti.
1.  Gli Stati membri possono decidere di esentare un determinato veicolo, sia esso unico o meno, dall'osservanza di una o più disposizioni del presente regolamento o delle prescrizioni di cui agli atti normativi elencati nell'allegato IV, a condizione di imporre prescrizioni alternative pertinenti.
Emendamento 194
Proposta di regolamento
Articolo 43 – paragrafo 2
2.  La domanda di omologazione nazionale individuale di un veicolo è presentata dal costruttore o dal proprietario del veicolo o da un suo rappresentante, purché quest'ultimo sia stabilito nell'Unione.
2.  La domanda di omologazione nazionale individuale di un veicolo è presentata dal proprietario del veicolo, dal costruttore o da un rappresentante del costruttore, purché quest'ultimo sia stabilito nell'Unione.
Emendamento 195
Proposta di regolamento
Articolo 43 – paragrafo 6 – comma 1
Il formato della scheda di omologazione nazionale individuale di un veicolo si basa sul modello di scheda di omologazione UE di cui all'allegato VI e reca almeno le informazioni necessarie a presentare la domanda di immatricolazione di cui alla direttiva 1999/37/CE del Consiglio28.
Il formato della scheda di omologazione nazionale individuale di un veicolo si basa sul modello di scheda di omologazione UE di cui all'allegato VI e reca almeno le informazioni contenute nel modello di scheda di omologazione UE individuale di cui all'allegato VI.
__________________
28 Direttiva 1999/37/CE del Consiglio, del 29 aprile 1999, relativa ai documenti di immatricolazione dei veicoli (GU L 138 dell'1.6.1999, pag. 57).
Emendamento 196
Proposta di regolamento
Articolo 44 – paragrafo 3
3.  Uno Stato membro autorizza la messa a disposizione sul mercato, l'immatricolazione e l'entrata in circolazione di un veicolo al quale un altro Stato membro ha rilasciato un'omologazione nazionale individuale conformemente all'articolo 43, a meno che non abbia fondati motivi per ritenere che le prescrizioni alternative pertinenti in base alle quali il veicolo è stato omologato non sono equivalenti alle proprie.
3.  Uno Stato membro autorizza la messa a disposizione sul mercato, l'immatricolazione e l'entrata in circolazione di un veicolo al quale un altro Stato membro ha rilasciato un'omologazione nazionale individuale conformemente all'articolo 43, a meno che non abbia fondati motivi per ritenere che le prescrizioni alternative pertinenti in base alle quali il veicolo è stato omologato non sono equivalenti alle proprie o che il veicolo non è conforme a tali prescrizioni.
Emendamento 197
Proposta di regolamento
Articolo 45 – paragrafo 1
1.  Le procedure di cui agli articoli 43 e 44 possono applicarsi ad un determinato veicolo durante le fasi successive del suo completamento in conformità ad una procedura di omologazione in più fasi.
1.  Le procedure di cui agli articoli 42 e 43 possono applicarsi ad un determinato veicolo durante le fasi successive del suo completamento in conformità ad una procedura di omologazione in più fasi. Per i veicoli omologati secondo un'omologazione in più fasi si applica l'allegato XVII.
Emendamento 198
Proposta di regolamento
Articolo 45 – paragrafo 2
2.  Le procedure di cui agli articoli 43 e 44 non possono sostituire una fase intermedia della normale sequenza di un'omologazione in più fasi e non possono applicarsi per ottenere l'omologazione della prima fase di un veicolo.
2.  Le procedure di cui agli articoli 42 e 43 non sostituiscono una fase intermedia della normale sequenza di un'omologazione in più fasi e non si applicano per ottenere l'omologazione della prima fase di un veicolo.
Emendamento 199
Proposta di regolamento
Articolo 46 – paragrafo 1 – comma 2
I veicoli incompleti possono essere messi a disposizione sul mercato o entrare in circolazione, ma le autorità nazionali responsabili dell'immatricolazione dei veicoli possono rifiutare l'immatricolazione e l'uso su strada di tali veicoli.
I veicoli incompleti possono essere messi a disposizione sul mercato, ma le autorità nazionali responsabili dell'immatricolazione dei veicoli possono rifiutare l'immatricolazione, l'entrata in circolazione e l'uso su strada di tali veicoli.
Emendamento 201
Proposta di regolamento
Articolo 47 – paragrafo 1 – comma 2
Il primo comma si applica soltanto ai veicoli che si trovavano già nel territorio dell'Unione e non erano ancora stati messi a disposizione sul mercato, immatricolati o entrati in circolazione prima della cessazione della validità della loro omologazione UE.
Il primo comma si applica soltanto ai veicoli che si trovavano già nel territorio dell'Unione e non erano ancora stati immatricolati o entrati in circolazione prima della cessazione della validità della loro omologazione UE.
Emendamento 202
Proposta di regolamento
Articolo 47 – paragrafo 3 – comma 1
Un costruttore, che intenda mettere a disposizione sul mercato, immatricolare o far entrare in circolazione veicoli di fine serie in conformità al paragrafo 1, presenta una domanda all'autorità nazionale dello Stato membro che ha rilasciato l'omologazione UE. La domanda specifica i motivi tecnici o economici che impediscono a tali veicoli di conformarsi alle nuove prescrizioni di omologazione e riporta il VIN dei veicoli interessati.
Un costruttore, che intenda mettere a disposizione sul mercato, immatricolare o far entrare in circolazione veicoli di fine serie in conformità al paragrafo 1, presenta una domanda all'autorità di omologazione dello Stato membro che ha rilasciato l'omologazione UE. La domanda specifica i motivi tecnici o economici che impediscono a tali veicoli di conformarsi alle nuove prescrizioni di omologazione e riporta il VIN dei veicoli interessati.
Emendamento 203
Proposta di regolamento
Articolo 47 – paragrafo 3 – comma 2
L'autorità nazionale interessata decide, entro tre mesi dal ricevimento della domanda, se autorizzare l'immissione sul mercato, l'immatricolazione e l'entrata in circolazione di tali veicoli nel territorio dello Stato membro interessato e determina il numero di veicoli per i quali può essere rilasciata l'autorizzazione.
L'autorità nazionale di omologazione interessata decide, entro tre mesi dal ricevimento della domanda, se autorizzare l'immissione sul mercato, l'immatricolazione e l'entrata in circolazione di tali veicoli nel territorio dello Stato membro interessato e determina il numero di veicoli per i quali può essere rilasciata l'autorizzazione.
Emendamento 204
Proposta di regolamento
Articolo 47 – paragrafo 4
4.  Solo i veicoli di fine serie muniti di un certificato di conformità valido, che sia rimasto valido per almeno tre mesi dalla data del rilascio, ma per i quali l'omologazione non è più valida a norma dell'articolo 33, paragrafo 2, lettera a), possono essere messi a disposizione sul mercato, immatricolati o entrare in circolazione nell'Unione.
4.  Solo i veicoli di fine serie muniti di un certificato di conformità valido, che sia rimasto valido per almeno tre mesi dalla data del rilascio, ma per i quali l'omologazione non è più valida a norma dell'articolo 33, paragrafo 2, lettera a), possono essere immatricolati o entrare in circolazione nell'Unione.
Emendamento 205
Proposta di regolamento
Articolo 47 – paragrafo 6
6.  Gli Stati membri tengono un registro dei VIN dei veicoli autorizzati a essere messi a disposizione sul mercato, immatricolati o ad entrare in circolazione a norma del presente articolo.
6.  Gli Stati membri tengono un registro dei VIN dei veicoli immatricolati o entrati in circolazione a norma del presente articolo.
Emendamento 206
Proposta di regolamento
Articolo 49 – titolo
Procedura applicabile ai veicoli, ai sistemi, ai componenti o alle entità tecniche che presentano gravi rischi a livello nazionale
Valutazione nazionale per quanto riguarda veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche sospettate di presentare gravi rischi o di essere non conformi
Emendamento 207
Proposta di regolamento
Articolo 49 – paragrafo 1
1.  Le autorità di vigilanza del mercato di uno degli Stati membri che hanno preso provvedimenti a norma dell'articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008 e dell'articolo 8 del presente regolamento oppure che hanno sufficienti motivi per ritenere che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica oggetto del presente regolamento rappresenti un rischio grave per la salute o la sicurezza delle persone o per altri aspetti della protezione del pubblico interesse di cui al presente regolamento, ne informano immediatamente l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione.
1.  Qualora, sulla base delle attività di vigilanza del mercato o di informazioni fornite da un'autorità di omologazione, da costruttori o reclami, le autorità di vigilanza del mercato di uno Stato membro abbiano ragione di ritenere che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica indipendente oggetto del presente regolamento comporti un grave rischio per la salute o la sicurezza delle persone o per altri aspetti di tutela del pubblico interesse di cui al presente regolamento, o non sia conforme ai requisiti di cui al presente regolamento, tali autorità di vigilanza del mercato effettuano una valutazione in relazione al veicolo, al sistema, al componente o all'entità tecnica indipendente in questione che investa tutti i requisiti di cui al presente regolamento. Gli operatori economici interessati cooperano pienamente con le autorità di vigilanza del mercato.
Emendamento 208
Proposta di regolamento
Articolo 49 – paragrafo 2 – comma 1
L'autorità di omologazione di cui al paragrafo 1 effettua una valutazione in merito al veicolo, al sistema, al componente o all'entità tecnica interessati, che copra tutte le prescrizioni di cui al presente regolamento. Gli operatori economici interessati collaborano pienamente con le autorità di omologazione e di vigilanza del mercato.
abrogato
Emendamento 209
Proposta di regolamento
Articolo 49 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)
L'articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008 si applica alla valutazione del rischio del prodotto.
Emendamento 210
Proposta di regolamento
Articolo 49 – paragrafo 2 – comma 3
L'articolo 21 del regolamento (CE) n. 765/2008 si applica alle misure restrittive di cui al secondo comma.
abrogato
Emendamento 211
Proposta di regolamento
Articolo 49 – paragrafo 3
3.   L'autorità di omologazione interessata informa la Commissione e gli altri Stati membri dei risultati della valutazione di cui al paragrafo 1 e dei provvedimenti imposti all'operatore economico.
abrogato
Emendamento 212
Proposta di regolamento
Articolo 49 bis (nuovo)
Articolo 49 bis
Procedura nazionale applicabile ai veicoli, ai sistemi, ai componenti o alle entità tecniche che presentano gravi rischi o non conformi
1.   Ove, dopo aver effettuato la valutazione a norma dell'articolo 49, le autorità di vigilanza del mercato di uno Stato membro riscontrino che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica presenti un grave rischio per la salute o la sicurezza delle persone o per altri aspetti della tutela degli interessi pubblici di cui al presente regolamento o non sia conforme al presente regolamento, chiedono senza indugio all'operatore economico interessato di adottare tutte le misure correttive adeguate per garantire che il veicolo, il sistema, il componente o l'entità tecnica in questione, al momento dell'immissione sul mercato, dell'immatricolazione o della messa in servizio, non presenti più tale rischio o questa non conformità.
2.   L'operatore economico, in conformità agli obblighi di cui agli articoli da 11 a 19, garantisce l'adozione di tutte le misure correttive del caso in relazione alla totalità dei veicoli, dei sistemi, dei componenti o delle entità tecniche interessati che ha immesso sul mercato, immatricolato o fatto entrare in circolazione nell'Unione.
3.   Qualora l'operatore economico non adotti le misure correttive del caso entro il termine di cui al paragrafo 1, o ove il rischio richieda un'azione rapida, le autorità nazionali adottano tutti gli opportuni provvedimenti restrittivi provvisori atti a proibire o a limitare la messa a disposizione sul mercato, l'immatricolazione o l'entrata in circolazione nei rispettivi mercati nazionali dei veicoli, dei sistemi, dei componenti o delle entità tecniche interessati, oppure a ritirarli dal mercato o a richiamarli.
Alle misure restrittive di cui al presente paragrafo si applicano le disposizioni dell'articolo 21 del regolamento (CE) n. 765/2008.
Emendamento 213
Proposta di regolamento
Articolo 50 – titolo
Notifica e procedure di opposizione delle misure restrittive adottate a livello nazionale
Misure correttive e restrittive a livello di UE
Emendamento 214
Proposta di regolamento
Articolo 50– paragrafo 1 – comma 1
Le autorità nazionali informano senza indugio la Commissione e gli altri Stati membri dei provvedimenti restrittivi adottati a norma dell'articolo 49, paragrafi 1 e 5.
Lo Stato membro che adotta misure correttive e misure restrittive, a norma dell'articolo 50, paragrafi 1, e 3, notifica senza indugio alla Commissione e agli altri Stati membri mediante il sistema elettronico di cui all'articolo 22 del regolamento (CE) n. 765/2008. Tale Stato membro informa inoltre immediatamente l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione in merito alle sue conclusioni.
Emendamento 215
Proposta di regolamento
Articolo 50– paragrafo 1 – comma 2
Le informazioni fornite includono tutti i dettagli disponibili, in particolare i dati necessari all'identificazione del veicolo, del sistema, del componente o dell'entità tecnica non conforme, l'origine degli stessi, la natura della presunta non conformità e del rischio connesso, la natura e la durata delle misure restrittive nazionali adottate nonché le argomentazioni addotte dall'operatore economico interessato.
2.   Le informazioni fornite includono tutti i dettagli disponibili, in particolare i dati necessari all'identificazione del veicolo, del sistema, del componente o dell'entità tecnica in questione, l'origine degli stessi, la natura della non conformità e/o del rischio connesso, la natura e la durata delle misure correttive e restrittive nazionali adottate nonché le argomentazioni addotte dall'operatore economico interessato. Indica altresì se il rischio è dovuto a una delle due cause seguenti:
a)   il mancato rispetto, da parte del veicolo, del sistema, del componente o dell'entità tecnica, delle prescrizioni relative alla salute o alla sicurezza delle persone, alla tutela dell'ambiente o ad altri aspetti della protezione del pubblico interesse di cui al presente regolamento;
b)   carenze nei pertinenti atti normativi elencati nell'allegato IV.
Emendamento 216
Proposta di regolamento
Articolo 50 – paragrafo 2
2.   L'autorità di omologazione, di cui all'articolo 49, paragrafo 1, indica se la non conformità è dovuta a una delle due cause seguenti:
abrogato
a)   il mancato rispetto, da parte del veicolo, del sistema, del componente o dell'entità tecnica, delle prescrizioni relative alla salute o alla sicurezza delle persone, alla tutela dell'ambiente o ad altri aspetti della protezione del pubblico interesse di cui al presente regolamento;
b)   carenze nei pertinenti atti normativi elencati nell'allegato IV.
Emendamento 217
Proposta di regolamento
Articolo 50 – paragrafo 3
3.   Entro un mese dal ricevimento delle informazioni di cui al paragrafo 1, gli Stati membri diversi dallo Stato membro che ha avviato la procedura comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri le eventuali misure restrittive adottate e tutte le informazioni complementari di cui dispongono sulla non conformità del veicolo, del sistema, del componente o dell'entità tecnica in questione e le proprie obiezioni in caso di disaccordo con la misura nazionale notificata.
abrogato
Emendamento 218
Proposta di regolamento
Articolo 50 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.   Se entro un mese dalla notifica di cui al paragrafo 1, un altro Stato membro o la Commissione non sollevano alcuna obiezione nei confronti di una misura correttiva o di una misura restrittiva adottata da uno Stato membro, tale misura è ritenuta giustificata. Gli altri Stati membri provvedono affinché siano adottate senza indugio misure correttive o restrittive equivalenti in relazione al veicolo, al sistema, al componente o all'entità tecnica in questione.
Emendamento 219
Proposta di regolamento
Articolo 50 – paragrafo 4
4.  Se entro un mese dal ricevimento delle informazioni di cui al paragrafo 1, un altro Stato membro o la Commissione sollevano obiezioni nei confronti di una misura restrittiva adottata da uno Stato membro, tale misura è valutata dalla Commissione in conformità all'articolo 51.
4.  Se entro un mese dalla notifica di cui al paragrafo 1, un altro Stato membro o la Commissione sollevano obiezioni nei confronti di una misura correttiva o restrittiva adottata da uno Stato membro, o se la Commissione ritiene che una misura nazionale sia contraria alla legislazione dell'Unione, la Commissione consulta senza indugio lo Stato membro interessato e l'operatore o gli operatori economici interessati.
Emendamento 220
Proposta di regolamento
Articolo 50 – paragrafo 5
5.  Se entro un mese dal ricevimento delle informazioni di cui al paragrafo 1, un altro Stato membro o la Commissione non sollevano alcuna obiezione nei confronti di una misura restrittiva adottata da uno Stato membro, tale misura è ritenuta giustificata. Gli altri Stati membri provvedono affinché siano adottate misure restrittive analoghe in relazione al veicolo, al sistema, al componente o all'entità tecnica in questione.
5.  In base ai risultati di tale consultazione, la Commissione adotta atti di esecuzione su misure correttive o restrittive armonizzate a livello di Unione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
La Commissione rivolge tali atti di esecuzione a tutti gli Stati membri e li comunica immediatamente agli operatori economici interessati. Gli Stati membri applicano tali atti di esecuzione senza indugio. Essi ne informano la Commissione.
Emendamento 221
Proposta di regolamento
Articolo 50 – paragrafo 5 bis (nuovo)
5 bis.   Se la Commissione ritiene che una misura nazionale è ingiustificata, la Commissione adotta atti di esecuzione che impongono allo Stato membro interessato di ritirare o adattare la misura. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
Emendamento 222
Proposta di regolamento
Articolo 50 – paragrafo 5 ter (nuovo)
5 ter.   Se la misura nazionale è ritenuta giustificata e il rischio di non conformità è imputato a carenze degli atti normativi di cui all'allegato IV, la Commissione propone:
a)   se si tratta di atti normativi, le modifiche necessarie dell'atto interessato;
b)   se si tratta di regolamenti UNECE, i progetti di modifica necessari dei regolamenti UNECE in questione secondo le disposizioni dell'allegato III della decisione 97/836/CE del Consiglio.
Emendamento 223
Proposta di regolamento
Articolo 51
Articolo 51
abrogato
Procedura di salvaguardia dell'Unione
1.   Se nel corso della procedura di cui all'articolo 50, paragrafi 3 e 4, sono sollevate obiezioni nei confronti di una misura restrittiva adottata da uno Stato membro o se la Commissione ritiene che una misura nazionale sia contraria alla legislazione dell'Unione, la stessa Commissione, previa consultazione degli Stati membri e dell'operatore o degli operatori economici interessati, procede senza indugio a una valutazione della misura nazionale. In base ai risultati di tale valutazione, la Commissione decide se la misura nazionale sia da considerare giustificata o meno. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
La Commissione rivolge la propria decisione a tutti gli Stati membri e la comunica immediatamente agli operatori economici interessati. Gli Stati membri attuano la decisione della Commissione senza indugio e ne informano la Commissione.
2.   Se la Commissione ritiene che la misura nazionale sia giustificata, tutti gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che il veicolo, il sistema, il componente o l'entità tecnica non conforme sia ritirato dal proprio mercato e ne informano la Commissione. Se la Commissione ritiene che la misura nazionale sia ingiustificata, lo Stato membro in questione revoca o adegua la misura, in conformità alla decisione della Commissione di cui al paragrafo 1.
3.   Se la misura nazionale è ritenuta giustificata ed è imputata a carenze degli atti normativi di cui all'allegato IV, la Commissione propone gli opportuni provvedimenti come segue:
a)   se si tratta di atti normativi, la Commissione propone le modifiche necessarie dell'atto interessato;
b)   se si tratta di regolamenti UNECE, la Commissione propone i progetti di modifica necessari dei regolamenti UNECE in questione secondo le disposizioni dell'allegato III della decisione 97/836/CE del Consiglio.
Emendamento 224
Proposta di regolamento
Articolo 51 bis (nuovo)
Articolo 51 bis
Misure correttive e restrittive a seguito delle attività di vigilanza del mercato della Commissione
1.   Ove, a seguito di controlli a norma dell'articolo 9, la Commissione riscontri che un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica presenti un grave rischio per la salute o la sicurezza delle persone o per altri aspetti della tutela degli interessi pubblici di cui al presente regolamento o non sia conforme al presente regolamento, chiede senza indugio all'operatore economico interessato di adottare tutte le misure correttive adeguate per garantire che il veicolo, il sistema, il componente o l'entità tecnica in questione, al momento dell'immissione sul mercato, dell'immatricolazione o della messa in servizio, non presenti più tale rischio o questa non conformità.
Qualora l'operatore economico non adotti adeguate misure correttive entro il termine di cui al primo comma o ove il rischio richieda un'azione rapida, la Commissione adotta atti di esecuzione che stabiliscono le misure correttive o restrittive dell'Unione che considera necessarie a livello di Unione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
La Commissione rivolge tali atti di esecuzione a tutti gli Stati membri e li comunica immediatamente agli operatori economici interessati. Gli Stati membri applicano gli atti di esecuzione senza indugio. Essi ne informano la Commissione.
2.   Se il rischio o la non conformità è imputabile a carenze degli atti normativi di cui all'allegato IV, la Commissione propone:
a)   se si tratta di atti normativi, le modifiche necessarie dell'atto interessato;
b)   se si tratta di regolamenti UNECE, la Commissione propone i progetti di modifica necessari dei regolamenti UNECE in questione secondo le disposizioni dell'allegato III della decisione 97/836/CE del Consiglio.
Emendamento 225
Proposta di regolamento
Articolo 52
Articolo 52
abrogato
Veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche conformi che costituiscono un grave rischio per la sicurezza o sono gravemente nocivi per la salute e l'ambiente
1.   Se uno Stato membro, a seguito di una valutazione a norma dell'articolo 49, paragrafo 1, rileva che determinati veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche, seppur conformi alle prescrizioni applicabili o correttamente marcati, presentano un grave rischio per la sicurezza o sono potenzialmente in grado di danneggiare seriamente l'ambiente o la sanità pubblica, impone all'operatore economico interessato di adottare tutti gli opportuni provvedimenti correttivi per garantire che il veicolo, il sistema, il componente o l'entità tecnica interessati, all'atto dell'immissione sul mercato, dell'immatricolazione o dell'entrata in circolazione, non presentino più tale rischio, oppure di adottare misure restrittive per ritirare dal mercato il veicolo, il sistema, il componente o l'entità tecnica o per richiamarli entro un termine ragionevole, commisurato alla natura del rischio.
Lo Stato membro può rifiutare l'immatricolazione di tali veicoli finché l'operatore economico non abbia adottato tutti gli opportuni provvedimenti correttivi.
2.   L'operatore economico garantisce che siano prese le misure correttive opportune nei confronti di tutti i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche di cui al paragrafo 1.
3.   Entro un mese dalla richiesta di cui al paragrafo 1, lo Stato membro comunica alla Commissione e agli altri Stati membri tutti le informazioni disponibili, in particolare i dati necessari all'identificazione del veicolo, del sistema, del componente o dell'entità tecnica in questione, l'origine e la catena di fornitura del veicolo, del sistema, del componente o dell'entità tecnica, la natura del rischio presentato e la natura e la durata delle misure restrittive nazionali adottate.
4.   La Commissione consulta senza indugio gli Stati membri e gli operatori economici interessati, in particolare l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione, e valuta le misure nazionali adottate. In base ai risultati della valutazione, la Commissione decide se la misura nazionale di cui al paragrafo 1 sia da considerare giustificata o no e all'occorrenza propone misure opportune. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
5.   La Commissione rivolge la propria decisione a tutti gli Stati membri e la comunica immediatamente agli operatori economici interessati.
Emendamento 226
Proposta di regolamento
Articolo 53
Articolo 53
abrogato
Disposizioni generali relative ai veicoli, ai sistemi, ai componenti o alle entità tecniche non conformi
1.   Qualora veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche accompagnati da un certificato di conformità o recanti un marchio di omologazione non siano conformi al tipo omologato, non siano conformi al presente regolamento o siano stati omologati sulla base di dati inesatti, le autorità di omologazione, le autorità di vigilanza del mercato o la Commissione possono adottare le necessarie misure restrittive in conformità all'articolo 21 del regolamento (CE) n. 765/2008, al fine di vietare o limitare la messa a disposizione sul mercato, l'immatricolazione o l'entrata in circolazione di veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche non conformi oppure di ritirarli da tale mercato o di richiamarli, compresa la revoca dell'omologazione da parte dell'autorità di omologazione che aveva rilasciato l'omologazione UE, fino a quando l'operatore economico interessato non avrà preso tutte le misure correttive idonee a garantire che i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche siano rimessi in conformità.
2.   Ai fini del paragrafo 1, le divergenze rispetto a quanto indicato dal certificato di omologazione UE o dal fascicolo di omologazione sono considerate una non conformità al tipo omologato.
Emendamento 227
Proposta di regolamento
Articolo 54 – titolo
Notifica e procedure di opposizione relative ai veicoli, ai sistemi, ai componenti o alle entità tecniche non conformi
Omologazione UE non conforme
Emendamento 228
Proposta di regolamento
Articolo 54 – paragrafo 1
1.  Qualora un'autorità di omologazione o un'autorità di vigilanza del mercato riscontri che veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche non sono conformi al presente regolamento o che l'omologazione è stata rilasciata sulla base di dati inesatti oppure che i veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche accompagnati da un certificato di conformità o recanti un marchio di omologazione non sono conformi al tipo omologato, può adottare tutte le misure restrittive opportune in conformità all'articolo 53, paragrafo 1.
1.  Qualora un'autorità di omologazione riscontri che un'omologazione che è stata concessa non è conforme al presente regolamento, si rifiuta di riconoscere tale omologazione. Essa informa l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE, agli altri Stati membri, nonché la Commissione.
Emendamento 229
Proposta di regolamento
Articolo 54 – paragrafo 2
2.  L'autorità di omologazione, l'autorità di vigilanza del mercato o la Commissione richiede inoltre all'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE di verificare che i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche in produzione continuino ad essere conformi al tipo omologato o, qualora applicabile, che i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche immessi sul mercato siano rimessi in conformità.
2.  Ove entro un mese dalla notifica, la non conformità dell'omologazione sia confermata dall'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE, tale autorità di omologazione revoca l'omologazione.
Emendamento 230
Proposta di regolamento
Articolo 54 – paragrafo 3
3.   Nel caso di un'omologazione globale di un tipo di veicolo, se la non conformità di un veicolo è dovuta ad un sistema, un componente o un'entità tecnica, la richiesta di cui al paragrafo 2 è inoltre trasmessa all'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE di tale sistema, componente o entità tecnica.
abrogato
Emendamento 231
Proposta di regolamento
Articolo 54 – paragrafo 4
4.   Nel caso di un'omologazione in più fasi, se la non conformità di un veicolo completato è dovuta ad un sistema, un componente o un'entità tecnica facente parte del veicolo incompleto o al veicolo incompleto, la richiesta di cui al paragrafo 2 è trasmessa anche all'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE di tale sistema, componente, entità tecnica o del veicolo incompleto.
abrogato
Emendamento 232
Proposta di regolamento
Articolo 54 – paragrafo 5
5.   Al ricevimento della richiesta di cui ai paragrafi da 1 a 4, l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE effettua una valutazione in merito ai veicoli, ai sistemi, ai componenti o alle entità tecniche interessati, che copra tutte le prescrizioni di cui al presente regolamento. L'autorità di omologazione deve inoltre verificare i dati in base ai quali è stata rilasciata l'omologazione. Gli operatori economici interessati cooperano pienamente con l'autorità di omologazione.
abrogato
Emendamento 233
Proposta di regolamento
Articolo 54 – paragrafo 6
6.   Qualora l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE di un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica accerti una non conformità, tale autorità di omologazione chiede senza indugio all'operatore economico interessato di adottare tutte le misure correttive del caso per ripristinare la conformità del veicolo, del sistema, del componente o dell'entità tecnica e, se del caso, l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE adotta le misure di cui all'articolo 53, paragrafo 1, non appena possibile e al più tardi entro un mese dalla data della richiesta.
abrogato
Emendamento 234
Proposta di regolamento
Articolo 54 – paragrafo 7
7.   Le autorità nazionali che adottano misure restrittive a norma dell'articolo 53, paragrafo 1, informano immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri.
abrogato
Emendamento 235
Proposta di regolamento
Articolo 54 – paragrafo 8 – comma 1
Se entro un mese dalla notifica delle misure restrittive adottate da un'autorità di omologazione o da un'autorità di vigilanza del mercato in conformità all'articolo 53, paragrafo 1, un altro Stato membro solleva un'obiezione relativamente alla misura restrittiva notificata o se la Commissione accerta una non conformità a norma dell'articolo 9, paragrafo 5, la Commissione consulta senza indugio gli Stati membri e l'operatore o gli operatori economici interessati e, in particolare, l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione, e valuta la misura nazionale adottata. Sulla base di tale valutazione, la Commissione può decidere di adottare le necessarie misure restrittive previste all'articolo 53, paragrafo 1, mediante atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
Se entro un mese dalla notifica del rifiuto dell'omologazione da parte di un'autorità di omologazione, l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE solleva un'obiezione, la Commissione consulta senza indugio gli Stati membri in particolare l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione e l'operatore economico interessato.
Emendamento 236
Proposta di regolamento
Articolo 54 – paragrafo 8 bis (nuovo)
8 bis.   Sulla base di tale valutazione, la Commissione adotta atti di esecuzione contenenti la sua decisione intesa a stabilire se il rifiuto dell'omologazione UE adottato ai sensi del paragrafo 1 sia giustificato. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
Emendamento 237
Proposta di regolamento
Articolo 54 – paragrafo 8 ter (nuovo)
8 ter.   Ove, a seguito di controlli della Commissione ai sensi dell'articolo 9, la Commissione ritenga che un'omologazione che è stata rilasciata non sia conforme al presente regolamento, la Commissione consulta senza indugio gli Stati membri e, in particolare, l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione e l'operatore economico interessato. Dopo che hanno avuto luogo tali consultazioni, la Commissione adotta atti di esecuzione contenenti la sua decisione intesa a stabilire se l'omologazione che è stata rilasciata sia compatibile con questo regolamento. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
Emendamento 238
Proposta di regolamento
Articolo 54 – paragrafo 9
9.  Se entro un mese dalla notifica delle misure restrittive adottate a norma dell'articolo 53, paragrafo 1, un altro Stato membro o la Commissione non sollevano alcuna obiezione nei confronti di una misura restrittiva adottata da uno Stato membro, tale misura è ritenuta giustificata. Gli altri Stati membri provvedono affinché siano adottate misure restrittive analoghe in relazione al veicolo, al sistema, al componente o all'entità tecnica in questione.
9.  Per i prodotti coperti da un'omologazione non conforme che sono già disponibili sul mercato, si applicano gli articoli da 49 a 53.
Emendamento 239
Proposta di regolamento
Articolo 55
[...]
abrogato
Emendamento 240
Proposta di regolamento
Articolo 56
[...]
abrogato
Emendamento 241
Proposta di regolamento
Articolo 57
Articolo 57
abrogato
Disposizioni generali sul richiamo di veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche
1.   Un costruttore, cui è stata rilasciata un'omologazione globale di un tipo di veicolo e che è obbligato a richiamare veicoli in conformità all'articolo 12, paragrafo 1, all'articolo 15, paragrafo 1, all'articolo 17, paragrafo 2, all'articolo 49, paragrafi 1 e 6, all'articolo 51, paragrafo 4, all'articolo 52, paragrafo 1 e all'articolo 53, paragrafo 1, del presente regolamento oppure all'articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008, informa immediatamente l'autorità di omologazione che ha rilasciato tale omologazione globale di un tipo di veicolo.
2.   Un costruttore di sistemi, componenti o entità tecniche, cui è stata rilasciata un'omologazione UE e che è obbligato a richiamare sistemi, componenti o entità tecniche in conformità all'articolo 12, paragrafo 1, all'articolo 15, paragrafo 1, all'articolo 17, paragrafo 2, all'articolo 49, paragrafi 1 e 6, all'articolo 51, paragrafo 4, all'articolo 52, paragrafo 1 e all'articolo 53, paragrafo 1, del presente regolamento oppure all'articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008, informa immediatamente l'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione UE.
3.   Il costruttore propone all'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione una serie di rimedi idonei a rendere conformi i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche e, ove opportuno, a neutralizzare il grave rischio di cui all'articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008.
L'autorità di omologazione effettua una valutazione per verificare se i rimedi proposti sono sufficienti e abbastanza tempestivi e comunica immediatamente quelli approvati alle autorità di omologazione degli altri Stati membri e alla Commissione.
Emendamento 242
Proposta di regolamento
Articolo 58
[...]
abrogato
Emendamento 243
Proposta di regolamento
Articolo 59
Articolo 59
abrogato
Diritto degli operatori economici di essere ascoltati, notifica delle decisioni e mezzi di impugnazione previsti
1.   Salvo nei casi in cui sia necessario intervenire immediatamente a causa di gravi rischi per la salute umana, la sicurezza e l'ambiente, all'operatore economico interessato è data la possibilità di presentare le proprie osservazioni all'autorità nazionale entro un periodo appropriato prima dell'adozione di qualsiasi misura da parte delle autorità nazionali degli Stati membri a norma degli articoli da 49 a 58.
Se si adottano misure senza consultare l'operatore economico, a quest'ultimo è data l'opportunità di presentare osservazioni quanto prima e le misure sono tempestivamente riesaminate dall'autorità nazionale.
2.   Ogni misura adottata dalle autorità nazionali reca i motivi esatti sui quali è basata.
Se la misura è destinata a uno specifico operatore economico, la misura viene comunicata quanto prima all'operatore in questione, che viene contestualmente informato dei mezzi di ricorso previsti dalla normativa in vigore nello Stato membro interessato e dei termini entro cui tali mezzi di ricorso vanno presentati.
Se la misura è di portata generale, viene opportunamente pubblicata nella Gazzetta ufficiale nazionale o in un atto equivalente.
3.   Le misure adottate dalle autorità nazionali sono immediatamente ritirate o modificate non appena l'operatore economico dimostri di aver preso misure correttive efficaci.
Emendamento 244
Proposta di regolamento
Articolo 60 – paragrafo 3 – comma 2
Tale atto delegato precisa le date dell'applicazione obbligatoria del regolamento UNECE o delle sue modifiche e comprende, se del caso, disposizioni transitorie.
Tale atto delegato precisa le date dell'applicazione obbligatoria del regolamento UNECE o delle sue modifiche e comprende, se del caso, disposizioni transitorie, in particolare ai fini dell'omologazione, della prima immatricolazione ed entrata in circolazione dei veicoli e della messa a disposizione sul mercato dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche, ove del caso.
Emendamento 245
Proposta di regolamento
Articolo 63 – paragrafo 1
1.  Il costruttore non fornisce informazioni tecniche relative alle specifiche del tipo di veicolo, di sistema, di componente o di entità tecnica di cui al presente regolamento o agli atti delegati o di esecuzione adottati a norma dello stesso diverse dalle specifiche del tipo omologato dall'autorità di omologazione.
1.  Il costruttore non fornisce informazioni tecniche relative alle specifiche del tipo di veicolo, di sistema, di componente o di entità tecnica di cui al presente regolamento, agli atti delegati o di esecuzione adottati a norma dello stesso o agli atti normativi elencati nell'allegato IV, diverse dalle specifiche del tipo omologato dall'autorità di omologazione.
Emendamento 246
Proposta di regolamento
Articolo 65 – paragrafo 1 – comma 1
I costruttori consentono agli operatori indipendenti un accesso senza restrizioni e standardizzato alle informazioni OBD del veicolo, agli strumenti di diagnosi e alle altre attrezzature, compreso il software pertinente, nonché alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo.
I costruttori consentono agli operatori indipendenti un accesso senza restrizioni, standardizzato e non discriminatorio alle informazioni OBD del veicolo, agli strumenti di diagnosi e alle altre attrezzature, compreso i riferimenti completi e i download disponibili del software applicabile, nonché alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo. Le informazioni sono presentate in modo facilmente accessibile sotto forma di insiemi di dati leggibili a macchina e trattabili elettronicamente. Gli operatori indipendenti hanno accesso ai servizi di diagnostica remota utilizzati dai costruttori e dai concessionari e riparatori autorizzati.
Emendamento 247
Proposta di regolamento
Articolo 65 – paragrafo 2 – comma 2
Le informazioni OBD e le informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo sono messe a disposizione sui siti web dei costruttori in un formato standardizzato o, nel caso ciò non sia possibile a causa della loro natura, in un altro formato adeguato. In particolare, l'accesso a tali informazioni non è discriminatorio rispetto alle informazioni fornite o all'accesso garantito ai concessionari e ai riparatori autorizzati.
Le informazioni OBD e le informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo sono messe a disposizione sui siti web dei costruttori in un formato standardizzato o, nel caso ciò non sia possibile a causa della loro natura, in un altro formato adeguato. Gli operatori indipendenti diversi dai riparatori hanno inoltre accesso alle informazioni in un formato leggibile a macchina e trattabile elettronicamente tramite strumenti informatici e software comunemente reperibili, che consenta loro di svolgere i compiti associati alla loro attività nella catena di fornitura post-vendita.
Emendamento 248
Proposta di regolamento
Articolo 65 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.   Ai fini delle informazioni OBD, della diagnostica, della riparazione e manutenzione dei veicoli, il flusso di dati diretto del veicolo è reso disponibile attraverso il connettore normalizzato come specificato al regolamento UN n. 83, allegato XI, appendice 1, paragrafo 6.5.1.4 e al regolamento UN n. 49, allegato 9B.
Emendamento 249
Proposta di regolamento
Articolo 65 – paragrafo 10
10.  Per tenere conto degli sviluppi normativi e tecnici o per prevenire gli abusi, alla Commissione è conferito il potere di adottare, conformemente all'articolo 88, atti delegati che modificano e integrano l'allegato XVIII al fine di aggiornare le prescrizioni riguardanti l'accesso alle informazioni OBD e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo e di adottare e integrare le norme di cui ai paragrafi 2 e 3.
10.  Per tenere conto degli sviluppi normativi e tecnici o per prevenire gli abusi, la Commissione ha il potere di adottare, conformemente all'articolo 88, atti delegati che modificano e integrano l'allegato XVIII al fine di aggiornare le prescrizioni riguardanti l'accesso alle informazioni OBD e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo e di adottare e integrare le norme di cui ai paragrafi 2 e 3. Alla Commissione è inoltre conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 88 per modificare il presente regolamento creando l'allegato XVIIIA per far fronte agli sviluppi tecnologici nel settore dello scambio di dati digitali utilizzando una rete geografica senza fili, in modo da garantire che gli operatori indipendenti continuino a beneficiare dell'accesso diretto ai dati e alle risorse a bordo del veicolo e assicurare in aggiunta la neutralità della concorrenza mediante progetto tecnico.
Emendamento 250
Proposta di regolamento
Articolo 66 – paragrafo 2
2.  Spetta al costruttore finale fornire agli operatori indipendenti le informazioni relative al veicolo completo.
2.  In caso di omologazione in più fasi, spetta al costruttore finale fornire accesso alle informazioni OBD e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo riguardanti la fase o le fasi di costruzione dello stesso e il legame con la fase o le fasi precedenti.
Emendamento 251
Proposta di regolamento
Articolo 67 – paragrafo 1
1.  Il costruttore può chiedere la corresponsione di un importo ragionevole e proporzionato per l'accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione dei veicoli, escluse le informazioni di cui all'articolo 65, paragrafo 8. Tale importo non scoraggia l'accesso a tali informazioni e tiene conto della misura in cui l'operatore indipendente le utilizza.
1.  Il costruttore può chiedere la corresponsione di un importo ragionevole e proporzionato per l'accesso alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione dei veicoli, escluse le informazioni di cui all'articolo 65, paragrafo 9. Tale importo non scoraggia l'accesso a tali informazioni e tiene conto della misura in cui l'operatore indipendente le utilizza.
Emendamento 252
Proposta di regolamento
Articolo 69 – paragrafo 3
3.  Se un operatore indipendente o un'associazione di categoria che rappresenta gli operatori indipendenti presenta reclamo all'autorità di omologazione in merito al mancato rispetto da parte del costruttore degli articoli da 65 a 70, l'autorità di omologazione procede a una verifica per accertare l'ottemperanza da parte del costruttore.
3.  Se un operatore indipendente o un'associazione di categoria che rappresenta gli operatori indipendenti presenta reclamo all'autorità di omologazione in merito al mancato rispetto da parte del costruttore degli articoli da 65 a 70, l'autorità di omologazione procede a una verifica per accertare l'ottemperanza da parte del costruttore. L'autorità di omologazione chiede all'autorità di omologazione che ha rilasciato l'omologazione completa del veicolo di indagare in merito al reclamo e chiede successivamente al costruttore del veicolo di dimostrare che il suo sistema è conforme al regolamento. I risultati di tale indagine sono comunicati entro tre mesi dalla richiesta all'autorità nazionale di omologazione e all'operatore indipendente o all'associazione di categoria interessati.
Emendamento 253
Proposta di regolamento
Articolo 71 – paragrafo 1
1.  L'autorità di omologazione designata dallo Stato membro in conformità all'articolo 7, paragrafo 3, di seguito denominata l'"autorità di omologazione", è responsabile della valutazione, della designazione, della notifica e del monitoraggio dei servizi tecnici, compresi, se del caso, i subappaltatori o le affiliate di tali servizi tecnici.
1.  L'autorità di omologazione designata dallo Stato membro in conformità all'articolo 7, paragrafo 3, o l'organismo di accreditamento in conformità al regolamento (CE) n. 765/2008, (insieme "l'organismo designante"), è responsabile della valutazione, della designazione, della notifica e del monitoraggio dei servizi tecnici nel rispettivo Stato membro, compresi, se del caso, i subappaltatori o le affiliate di tali servizi tecnici.
Emendamento 254
Proposta di regolamento
Articolo 71 – paragrafo 2
2.  L'autorità di omologazione è costituita, organizzata e gestita in modo da salvaguardare la sua obiettività e imparzialità e da evitare conflitti d'interesse con i servizi tecnici.
2.  L'organismo designante è costituito, organizzato e gestito in modo da salvaguardare la sua obiettività e imparzialità e da evitare conflitti d'interesse con i servizi tecnici.
Emendamento 255
Proposta di regolamento
Articolo 71 – paragrafo 3
3.  L'autorità di omologazione è organizzata in modo che la notifica di un servizio tecnico sia presa da persone diverse da quelle che hanno effettuato la valutazione del servizio tecnico.
3.  L'organismo designante è organizzato in modo che la notifica di un servizio tecnico sia presa da persone diverse da quelle che hanno effettuato la valutazione del servizio tecnico.
Emendamento 256
Proposta di regolamento
Articolo 71 – paragrafo 4
4.  L'autorità di omologazione non svolge nessuna delle attività svolte dai servizi tecnici e non fornisce servizi di consulenza su base commerciale o concorrenziale.
4.  L'organismo designante non svolge nessuna delle attività svolte dai servizi tecnici e non fornisce servizi di consulenza su base commerciale o concorrenziale.
Emendamento 257
Proposta di regolamento
Articolo 71 – paragrafo 5
5.  L'autorità di omologazione garantisce la riservatezza delle informazioni ottenute.
5.  L'organismo designante garantisce la riservatezza delle informazioni ottenute.
Emendamento 258
Proposta di regolamento
Articolo 71 – paragrafo 6
6.  L'autorità di omologazione dispone di un numero sufficiente di dipendenti competenti per l'esecuzione adeguata dei compiti previsti dal presente regolamento.
6.  L'organismo designante dispone di un numero sufficiente di dipendenti competenti per l'esecuzione adeguata dei compiti stabiliti dal presente regolamento.
Emendamento 259
Proposta di regolamento
Articolo 71 – paragrafo 8
8.   L'autorità di omologazione è oggetto di una valutazione inter pares condotta da due autorità di omologazione di altri Stati membri ogni due anni.
abrogato
Gli Stati membri elaborano il programma annuale delle valutazioni inter pares, garantendo un'adeguata rotazione tra autorità di omologazione valutatrici e valutate, e lo trasmette alla Commissione.
La valutazione inter pares comprende una visita in loco presso un servizio tecnico di cui l'autorità valutata è responsabile. La Commissione può partecipare alla valutazione e decidere in merito alla sua partecipazione sulla base di un'analisi della valutazione dei rischi.
Emendamento 260
Proposta di regolamento
Articolo 71 – paragrafo 9
9.   Le conclusioni della valutazione inter pares sono comunicate a tutti gli Stati membri e alla Commissione e una sintesi è resa accessibile al pubblico. Esse sono discusse dal forum istituito all'articolo 10 sulla base di una valutazione condotta dalla Commissione e sono formulate raccomandazioni.
abrogato
Emendamento 261
Proposta di regolamento
Articolo 71 – paragrafo 10
10.   Gli Stati membri forniscono informazioni alla Commissione e agli altri Stati membri in merito al modo in cui hanno dato seguito alle raccomandazioni contenute nella relazione sulla valutazione inter pares.
abrogato
Emendamento 262
Proposta di regolamento
Articolo 72 – paragrafo 1 – lettera b
(b)  categoria B: supervisione delle prove previste nel presente regolamento e negli atti elencati nell'allegato IV, quando tali prove sono eseguite presso il costruttore o presso terzi;
b)  categoria B: supervisione delle prove, compresa la preparazione delle prove, previste nel presente regolamento e negli atti elencati nell'allegato IV, quando tali prove sono eseguite presso il costruttore o presso terzi; la preparazione e la supervisione delle prove viene effettuata da un supervisore del servizio tecnico;
Emendamento 263
Proposta di regolamento
Articolo 72 – paragrafo 3
3.  Un servizio tecnico è istituito a norma del diritto nazionale di uno Stato membro e gode di personalità giuridica, tranne nel caso di un servizio tecnico interno accreditato di un costruttore di cui all'articolo 76.
3.  Un servizio tecnico è istituito a norma del diritto nazionale di uno Stato membro e gode di personalità giuridica, tranne nel caso di un servizio tecnico appartenente a un'autorità di omologazione e di un servizio tecnico interno accreditato di un costruttore di cui all'articolo 76.
Emendamento 264
Proposta di regolamento
Articolo 73 – paragrafo 5
5.  Il personale di un servizio tecnico è tenuto al segreto professionale in relazione a tutte le informazioni di cui viene a conoscenza nell'esercizio delle sue funzioni a norma del presente regolamento, tranne nei confronti dell'autorità di omologazione o qualora lo richieda il diritto dell'Unione o nazionale.
5.  Il personale di un servizio tecnico è tenuto al segreto professionale in relazione a tutte le informazioni di cui viene a conoscenza nell'esercizio delle sue funzioni a norma del presente regolamento, tranne nei confronti dell'autorità designante o qualora lo richieda il diritto dell'Unione o nazionale.
Emendamento 265
Proposta di regolamento
Articolo 74 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Un servizio tecnico è in grado di svolgere tutte le attività per le quali chiede di essere designato in conformità all'articolo 72, paragrafo 1. Esso dimostra all'autorità di omologazione di possedere tutte le caratteristiche seguenti:
1.  Un servizio tecnico è in grado di svolgere tutte le attività per le quali chiede di essere designato in conformità all'articolo 72, paragrafo 1. Esso dimostra all'autorità designante o, in caso di accreditamento, all'organismo nazionale di accreditamento, di possedere tutte le caratteristiche seguenti:
Emendamento 266
Proposta di regolamento
Articolo 75 – paragrafo 1
1.  I servizi tecnici possono subappaltare, con il consenso dell'autorità di omologazione designante, alcune delle categorie di attività per le quali sono stati designati a norma dell'articolo 72, paragrafo 1, o far svolgere queste attività da un'affiliata.
1.  I servizi tecnici possono subappaltare, con il consenso dell'autorità designante o, in caso di accreditamento, dell'organismo nazionale di accreditamento, alcune delle categorie di attività per le quali sono stati designati a norma dell'articolo 72, paragrafo 1, o far svolgere queste attività da un'affiliata.
Emendamento 267
Proposta di regolamento
Articolo 75 – paragrafo 2
2.  Qualora subappalti compiti specifici rientranti nelle categorie di attività per le quali è stato designato oppure li faccia svolgere da un'affiliata, un servizio tecnico garantisce che il subappaltatore o l'affiliata soddisfino le prescrizioni di cui agli articoli 73 e 74 e ne informa l'autorità di omologazione.
2.  Qualora subappalti compiti specifici rientranti nelle categorie di attività per le quali è stato designato oppure li faccia svolgere da un'affiliata, un servizio tecnico garantisce che il subappaltatore o l'affiliata soddisfino le prescrizioni di cui agli articoli 73 e 74 e ne informa l'autorità designante o, in caso di accreditamento, l'organismo nazionale di accreditamento.
Emendamento 268
Proposta di regolamento
Articolo 75 – paragrafo 4
4.  I servizi tecnici tengono a disposizione dell'autorità di omologazione i documenti pertinenti riguardanti la verifica delle qualifiche del subappaltatore o dell'affiliata e i compiti da essi svolti.
4.  I servizi tecnici tengono a disposizione dell'autorità designante o, in caso di accreditamento, dell'organismo nazionale di accreditamento, i documenti pertinenti riguardanti la verifica delle qualifiche del subappaltatore o dell'affiliata e i compiti da essi svolti.
Emendamento 269
Proposta di regolamento
Articolo 75 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.   I subappaltatori dei servizi tecnici sono notificati all'autorità di omologazione e i loro nomi sono pubblicati dalla Commissione.
Emendamento 270
Proposta di regolamento
Articolo 76 – paragrafo 2 – lettera c bis (nuova)
c bis)   è sottoposto a verifiche conformemente all'articolo 80, salvo che il "comitato congiunto degli auditor" sostituisce l'autorità di omologazione in tutto il testo eseguendo i relativi compiti; la verifica è atta a dimostrare la conformità alle lettere a), b) e c);
Emendamento 271
Proposta di regolamento
Articolo 76 – paragrafo 3
3.  Non è necessario notificare un servizio tecnico interno alla Commissione ai fini dell'articolo 78, ma il costruttore della cui impresa fa parte o l'organismo di accreditamento nazionale trasmettono informazioni sul relativo accreditamento all'autorità di omologazione, su richiesta di quest'ultima.
3.  Un servizio tecnico interno è notificato alla Commissione a norma dell'articolo 78.
Emendamento 272
Proposta di regolamento
Articolo 77 – paragrafo -1 (nuovo)
—  1. Il servizio tecnico richiedente trasmette all'autorità di omologazione dello Stato membro una richiesta formale in cui chiede di essere designato conformemente alla parte 4 dell'appendice 2 dell'allegato V. Le attività per le quali il servizio tecnico richiedente presenta la richiesta volta ad ottenere la designazione sono specificate nella domanda conformemente all'articolo 72, paragrafo 1.
Emendamento 273
Proposta di regolamento
Articolo 77 – paragrafo 1 – comma 1
Prima di designare un servizio tecnico, l'autorità di omologazione lo valuta secondo una check-list di valutazione che include almeno le prescrizioni elencate nell'allegato V, appendice 2. La valutazione comprende una valutazione in loco dei locali del servizio tecnico che chiede la designazione, e, se del caso, delle affiliate o dei subappaltatori, situati all'interno o all'esterno dell'Unione.
Prima che l'autorità di omologazione designi un servizio tecnico, l'autorità di omologazione o l'organismo di accreditamento di cui all'articolo 71, paragrafo 1, lo valuta secondo una check-list di valutazione armonizzata che include almeno le prescrizioni elencate nell'allegato V, appendice 2. La valutazione comprende una valutazione in loco dei locali del servizio tecnico che chiede la designazione, e, se del caso, delle affiliate o dei subappaltatori, situati all'interno o all'esterno dell'Unione.
Emendamento 274
Proposta di regolamento
Articolo 77 – paragrafo 1 – comma 2
Rappresentanti delle autorità di omologazione di almeno due altri Stati membri, in coordinamento con l'autorità di omologazione dello Stato membro in cui è stabilito il servizio tecnico richiedente e insieme ad un rappresentante della Commissione formano un gruppo di valutazione congiunta e partecipano alla valutazione del servizio tecnico richiedente, compresa la valutazione in loco. L'autorità di omologazione designante dello Stato membro in cui è stabilito il servizio tecnico richiedente dà a tali rappresentanti accesso tempestivo ai documenti necessari per valutare il servizio tecnico richiedente.
1 ter.   Se la valutazione è effettuata dall'autorità di omologazione, un rappresentante della Commissione partecipa a un gruppo di valutazione congiunta con l'autorità designante che effettua la valutazione del servizio tecnico richiedente, inclusa la valutazione in loco. Per svolgere tale compito la Commissione si affida ad auditor indipendenti, in qualità di terzi selezionati in seguito a una gara d'appalto. Gli auditor eseguono i loro compiti in modo indipendente e imparziale e rispettano la riservatezza, per proteggere i segreti commerciali in conformità della legislazione applicabile. Gli Stati membri offrono tutta la necessaria assistenza e forniscono tutta la documentazione e il supporto che gli auditor richiedono per poter eseguire i loro compiti. Gli Stati membri assicurano che gli auditor abbiano accesso a tutti i locali o parti di locali e alle informazioni, compresi i sistemi informatici e il software, pertinenti per l'esecuzione dei loro compiti.
(All'inizio dell'articolo 77 l'ordine dei paragrafi è modificato e i paragrafi sono rinumerati)
Emendamento 275
Proposta di regolamento
Articolo 77 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.   Se la valutazione è svolta da un organismo di accreditamento, il servizio tecnico richiedente presenta all'autorità di omologazione un certificato di accreditamento valido e la corrispondente relazione di valutazione attestante l'adempimento dei requisiti di cui all'appendice 2 dell'allegato V per le attività per le quali il servizio tecnico richiedente chiede di essere designato.
(All'inizio dell'articolo 77 l'ordine dei paragrafi è modificato e i paragrafi sono rinumerati)
Emendamento 276
Proposta di regolamento
Articolo 77 – paragrafo 1 quater (nuovo)
1 quater.   Se il servizio tecnico ha chiesto di essere designato da diverse autorità di omologazione in conformità dell'articolo 78, paragrafo 3, la valutazione è effettuata una sola volta, a condizione che l'ambito della designazione del servizio tecnico sia coperto in tale valutazione.
(All'inizio dell'articolo 77 l'ordine dei paragrafi è modificato e i paragrafi sono rinumerati)
Emendamento 277
Proposta di regolamento
Articolo 77 – paragrafo 5
5.  Gli Stati membri notificano alla Commissione i nomi dei rappresentanti dell'autorità di omologazione a cui rivolgersi per ogni valutazione congiunta.
5.  Gli Stati membri notificano alla Commissione i nomi dei rappresentanti dell'autorità designante a cui rivolgersi per ogni valutazione congiunta.
Emendamento 278
Proposta di regolamento
Articolo 77 – paragrafo 7 – comma 1
L'autorità di omologazione notifica la relazione di valutazione alla Commissione e alle autorità designanti degli altri Stati membri insieme alle prove che documentano la competenza del servizio tecnico e le disposizioni adottate per monitorare regolarmente il servizio tecnico e garantire che continuerà a soddisfare le prescrizioni del presente regolamento.
L'autorità designante notifica la relazione di valutazione alla Commissione e alle autorità designanti degli altri Stati membri insieme alle prove che documentano la competenza del servizio tecnico e le disposizioni adottate per monitorare regolarmente il servizio tecnico e garantire che continuerà a soddisfare le prescrizioni del presente regolamento.
Emendamento 279
Proposta di regolamento
Articolo 77 – paragrafo 7 – comma 2
L'autorità di omologazione notificante presenta inoltre elementi probanti circa la disponibilità di personale competente per il controllo del servizio tecnico, a norma dell'articolo 71, paragrafo 6.
L'autorità designante che notifica la relazione di valutazione presenta inoltre elementi probanti circa la disponibilità di personale competente per il controllo del servizio tecnico, a norma dell'articolo 71, paragrafo 6.
Emendamento 280
Proposta di regolamento
Articolo 77 – paragrafo 8
8.  Le autorità di omologazione degli altri Stati membri e la Commissione possono esaminare la relazione di valutazione e le prove documentali, fare domande o esprimere preoccupazioni e chiedere ulteriori prove documentali entro un mese dalla notifica della relazione di valutazione e delle prove documentali.
8.  Le autorità designanti degli altri Stati membri e la Commissione possono esaminare la relazione di valutazione e le prove documentali, fare domande o esprimere preoccupazioni e chiedere ulteriori prove documentali entro un mese dalla notifica della relazione di valutazione e delle prove documentali.
Emendamento 281
Proposta di regolamento
Articolo 77 – paragrafo 9
9.  L'autorità di omologazione dello Stato membro in cui è stabilito il servizio tecnico richiedente risponde alle domande, alle preoccupazioni e alle richieste di ulteriori prove documentali entro quattro settimane dalla ricezione.
9.  L'autorità designante dello Stato membro in cui è stabilito il servizio tecnico richiedente risponde alle domande, alle preoccupazioni e alle richieste di ulteriori prove documentali entro quattro settimane dalla ricezione.
Emendamento 282
Proposta di regolamento
Articolo 77 – paragrafo 10
10.  Le autorità di omologazione degli altri Stati membri o la Commissione possono, individualmente o congiuntamente, rivolgere raccomandazioni all'autorità di omologazione dello Stato membro in cui è stabilito il servizio tecnico richiedente entro quattro settimane dalla ricezione della risposta di cui al paragrafo 9. Tale autorità di omologazione tiene conto delle raccomandazioni al momento di decidere in merito alla designazione del servizio tecnico. Laddove tale autorità di omologazione decida di non seguire le raccomandazioni rivoltele dagli altri Stati membri o dalla Commissione, ne fornisce le motivazioni entro due settimane dall'adozione della decisione.
10.  Le autorità designanti degli altri Stati membri o la Commissione possono, individualmente o congiuntamente, rivolgere raccomandazioni all'autorità designante dello Stato membro in cui è stabilito il servizio tecnico richiedente entro quattro settimane dalla ricezione della risposta di cui al paragrafo 9. Tale autorità designante tiene conto delle raccomandazioni al momento di decidere in merito alla designazione del servizio tecnico. Laddove tale autorità designante decida di non seguire le raccomandazioni rivoltele dagli altri Stati membri o dalla Commissione, ne fornisce le motivazioni entro due settimane dall'adozione della decisione.
Emendamento 283
Proposta di regolamento
Articolo 78 – paragrafo 2 – comma 1
Entro 28 giorni dalla notifica, uno Stato membro o la Commissione può sollevare obiezioni per iscritto, esponendo le proprie argomentazioni relative al servizio tecnico o al suo controllo da parte dell'autorità di omologazione. Se uno Stato membro o la Commissione solleva obiezioni, l'effetto della notifica è sospeso. In questo caso, la Commissione consulta le parti interessate e decide mediante un atto di esecuzione in merito alla revoca o meno della sospensione della notifica. Tale atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
Entro un mese dalla notifica, uno Stato membro o la Commissione può sollevare obiezioni per iscritto, esponendo le proprie argomentazioni relative al servizio tecnico o al suo controllo da parte dell'autorità designante. Se uno Stato membro o la Commissione solleva obiezioni, l'effetto della notifica è sospeso. In questo caso, la Commissione consulta le parti interessate e adotta atti di esecuzione per decidere in merito alla revoca o meno della sospensione della notifica. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 87, paragrafo 2.
Emendamento 284
Proposta di regolamento
Articolo 78 – paragrafo 3
3.  Lo stesso servizio tecnico può essere designato da più autorità di omologazione e notificato alla Commissione dagli Stati membri di tali autorità di omologazione, indipendentemente dalla categoria o dalle categorie di attività che svolgerà a norma dell'articolo 72, paragrafo 1.
3.  Lo stesso servizio tecnico può essere designato da più autorità designanti e notificato alla Commissione dagli Stati membri di tali autorità designanti, indipendentemente dalla categoria o dalle categorie di attività che svolgerà a norma dell'articolo 72, paragrafo 1.
Emendamento 285
Proposta di regolamento
Articolo 78 – paragrafo 4
4.  Qualora a norma di un atto normativo elencato nell'allegato IV un'autorità di omologazione debba designare un organismo o un ente competente specifico per svolgere un'attività non inclusa nelle categorie di attività di cui all'articolo 72, paragrafo 1, lo Stato membro invia la notifica di cui al paragrafo 1.
4.  Qualora a norma di un atto normativo elencato nell'allegato IV un'autorità designante debba designare un organismo o un ente competente specifico per svolgere un'attività non inclusa nelle categorie di attività di cui all'articolo 72, paragrafo 1, lo Stato membro invia la notifica di cui al paragrafo 1.
Emendamento 286
Proposta di regolamento
Articolo 79 – paragrafo 1 – comma 1
Qualora accerti o sia informata che un servizio tecnico non ottempera più alle prescrizioni del presente regolamento, l'autorità di omologazione limita, sospende o ritira la designazione, a seconda dei casi, in funzione della gravità del mancato rispetto di tali prescrizioni.
Qualora accerti o sia informata che un servizio tecnico non ottempera più alle prescrizioni del presente regolamento, l'autorità designante limita, sospende o ritira la designazione, a seconda dei casi, in funzione della gravità del mancato rispetto di tali prescrizioni.
Emendamento 287
Proposta di regolamento
Articolo 79 – paragrafo 1 – comma 2
L'autorità di omologazione informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri di qualsiasi sospensione, limitazione o ritiro di una notifica.
L'autorità designante informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri di qualsiasi sospensione, limitazione o ritiro di una notifica.
Emendamento 288
Proposta di regolamento
Articolo 79 – paragrafo 3 – comma 1
L'autorità di omologazione informa le altre autorità di omologazione e la Commissione quando la non conformità del servizio tecnico ha un impatto sulle schede di omologazione rilasciate sulla base delle relazioni di ispezione e dei verbali di prova rilasciati dal servizio tecnico oggetto della modifica della notifica.
L'autorità designante informa le altre autorità designanti e la Commissione quando la non conformità del servizio tecnico ha un impatto sulle schede di omologazione rilasciate sulla base delle relazioni di ispezione e dei verbali di prova rilasciati dal servizio tecnico oggetto della modifica della notifica.
Emendamento 289
Proposta di regolamento
Articolo 79 – paragrafo 3 – comma 2
Entro due mesi dalla comunicazione delle modifiche della notifica, l'autorità di omologazione presenta una relazione sulla non conformità e alla Commissione e alle altre autorità di omologazione. Ove necessario per garantire la sicurezza dei veicoli, dei sistemi, dei componenti o delle entità tecniche già immessi sul mercato, l'autorità di omologazione designante richiede alle autorità di omologazione interessate di sospendere o ritirare, entro un termine ragionevole, i certificati rilasciati indebitamente.
Entro due mesi dalla comunicazione delle modifiche della notifica, l'autorità designante presenta una relazione sulla non conformità alla Commissione e alle altre autorità designanti. Ove necessario per garantire la sicurezza dei veicoli, dei sistemi, dei componenti o delle entità tecniche già immessi sul mercato, l'autorità designante richiede alle autorità di omologazione interessate di sospendere o ritirare, entro un termine ragionevole, i certificati rilasciati indebitamente.
Emendamento 290
Proposta di regolamento
Articolo 79 – paragrafo 4 – parte introduttiva
4.  Gli altri certificati rilasciati sulla base di verbali di ispezione e di prova redatti dal servizio tecnico la cui notifica è stata sospesa, limitata o ritirata restano validi nei seguenti casi:
4.  I certificati di omologazione rilasciati sulla base di verbali di ispezione e di prova redatti dal servizio tecnico la cui notifica è stata sospesa, limitata o ritirata restano validi nei seguenti casi:
Emendamento 291
Proposta di regolamento
Articolo 79 – paragrafo 4 – lettera a
a)  in caso di sospensione di una notifica, purché, entro tre mesi dalla sospensione, l'autorità di omologazione che ha rilasciato la scheda di omologazione confermi per iscritto alle autorità di omologazione degli altri Stati membri e alla Commissione che assume le funzioni del servizio tecnico durante il periodo di sospensione;
a)  in caso di sospensione di una designazione, purché, entro tre mesi dalla sospensione, l'autorità di omologazione che ha rilasciato la scheda di omologazione confermi per iscritto alle autorità di omologazione degli altri Stati membri e alla Commissione che assume le funzioni del servizio tecnico durante il periodo di sospensione;
Emendamento 292
Proposta di regolamento
Articolo 79 – paragrafo 4 – lettera b
b)  in caso di limitazione o ritiro di una notifica, per un periodo di tre mesi dalla limitazione o dal ritiro. L'autorità di omologazione che ha rilasciato i certificati può prorogare la validità dei medesimi di ulteriori periodi di tre mesi, per un periodo massimo complessivo di dodici mesi, purché nel corso di tale periodo assuma le funzioni del servizio tecnico la cui notifica è stata limitata o ritirata.
b)  in caso di limitazione o ritiro di una designazione, per un periodo di tre mesi dalla limitazione o dal ritiro. L'autorità di omologazione che ha rilasciato i certificati può prorogare la validità dei medesimi di ulteriori periodi di tre mesi, per un periodo massimo complessivo di dodici mesi, purché nel corso di tale periodo assuma le funzioni del servizio tecnico la cui notifica è stata limitata o ritirata.
Emendamento 293
Proposta di regolamento
Articolo 79 – paragrafo 6
6.  Una designazione come servizio tecnico può essere rinnovata solo dopo che l'autorità di omologazione ha verificato che il servizio tecnico continui a soddisfare le prescrizioni del presente regolamento. Tale valutazione è condotta secondo la procedura di cui all'articolo 77.
6.  Una designazione come servizio tecnico può essere rinnovata solo dopo che l'autorità designante ha verificato che il servizio tecnico continui a soddisfare le prescrizioni del presente regolamento. Tale valutazione è condotta secondo la procedura di cui all'articolo 77.
Emendamento 294
Proposta di regolamento
Articolo 80 – paragrafo 1 – comma 1
L'autorità di omologazione controlla continuamente i servizi tecnici per garantire la conformità alle prescrizioni di cui agli articoli da 72 a 76, agli articoli 84 e 85 e all'allegato V, appendice 2.
L'autorità designante o, in caso di accreditamento, l'organismo nazionale di accreditamento, controlla continuamente i servizi tecnici per garantire la conformità alle prescrizioni di cui agli articoli da 72 a 76, agli articoli 84 e 85 e all'allegato V, appendice 2.
Emendamento 295
Proposta di regolamento
Articolo 80 – paragrafo 1 – comma 2
I servizi tecnici forniscono, su richiesta, tutte le informazioni e i documenti pertinenti necessari per consentire all'autorità di omologazione di verificare il soddisfacimento di tali prescrizioni.
I servizi tecnici forniscono, su richiesta, tutte le informazioni e i documenti pertinenti necessari per consentire all'autorità designante o, in caso di accreditamento, all'organismo nazionale di accreditamento, di verificare il soddisfacimento di tali prescrizioni.
Emendamento 296
Proposta di regolamento
Articolo 80 – paragrafo 1 – comma 3
I servizi tecnici informano senza indugio l'autorità di omologazione in merito a qualsiasi cambiamento, in particolare concernente il loro personale, le infrastrutture, le affiliate o i subappaltatori, che possa influire sulla conformità alle prescrizioni di cui agli articoli da 72 a 76, agli articoli 84 e 85 e all'allegato V, appendice 2, o sulla loro capacità di svolgere le mansioni di valutazione della conformità relative ai veicoli, ai sistemi, ai componenti e alle entità tecniche per cui sono stati designati.
I servizi tecnici informano senza indugio l'autorità designante o, in caso di accreditamento, l'organismo nazionale di accreditamento, in merito a qualsiasi cambiamento, in particolare concernente il loro personale, le infrastrutture, le affiliate o i subappaltatori, che possa influire sulla conformità alle prescrizioni di cui agli articoli da 72 a 76, agli articoli 84 e 85 e all'allegato V, appendice 2, o sulla loro capacità di svolgere le mansioni di valutazione della conformità relative ai veicoli, ai sistemi, ai componenti e alle entità tecniche per cui sono stati designati.
Emendamento 297
Proposta di regolamento
Articolo 80 – paragrafo 3 – comma 1
L'autorità di omologazione dello Stato membro in cui è stabilito il servizio tecnico garantisce che il servizio tecnico adempia il proprio obbligo di cui al paragrafo 2, a meno che non sussista un motivo legittimo per non farlo.
L'autorità designante dello Stato membro in cui è stabilito il servizio tecnico garantisce che il servizio tecnico adempia il proprio obbligo di cui al paragrafo 2, a meno che non sussista un motivo legittimo per non farlo.
(Nella proposta della Commissione la numerazione non è corretta, vi sono due paragrafi 3)
Emendamento 298
Proposta di regolamento
Articolo 80 – paragrafo 3 – comma 4
Il servizio tecnico o l'autorità di omologazione può chiedere che le informazioni trasmesse alle autorità di un altro Stato membro o alla Commissione siano considerate riservate.
Il servizio tecnico o l'autorità di designazione può chiedere che le informazioni trasmesse alle autorità di un altro Stato membro o alla Commissione siano considerate riservate.
(Nella proposta della Commissione la numerazione non è corretta, vi sono due paragrafi 3)
Emendamento 299
Proposta di regolamento
Articolo 80 – paragrafo 3 – comma 1
Almeno ogni 30 mesi l'autorità di omologazione valuta se ciascun servizio tecnico sotto la sua responsabilità continua a soddisfare le prescrizioni di cui agli articoli da 72 a 76, agli articoli 84 e 85 e all'allegato V, appendice 2. Tale valutazione comprende una visita in loco presso ciascun servizio tecnico sotto la sua responsabilità.
Almeno ogni 3 anni l'autorità designante valuta se ciascun servizio tecnico sotto la sua responsabilità continua a soddisfare le prescrizioni di cui agli articoli da 72 a 76, agli articoli 84 e 85 e all'allegato V, appendice 2 e presenta una valutazione allo Stato membro responsabile. Tale valutazione è effettuata da un gruppo di valutazione congiunta designato secondo la procedura descritta all'articolo 77, paragrafi da 1 a 4, e comprende una visita in loco presso ciascun servizio tecnico sotto la sua responsabilità.
(Nella proposta della Commissione la numerazione non è corretta, vi sono due paragrafi 3)
Emendamento 300
Proposta di regolamento
Articolo 80 – paragrafo 3 – comma 2
Entro due mesi dal completamento della valutazione del servizio tecnico, gli Stati membri riferiscono alla Commissione e agli altri Stati membri in merito a tali attività di controllo. Le relazioni contengono una sintesi della valutazione, che è resa accessibile al pubblico.
L'esito della valutazione è comunicato a tutti gli Stati membri e alla Commissione e una sintesi dell'esito è resa accessibile al pubblico. Essi sono discussi dal forum istituito ai sensi dell'articolo 10.
(Nella proposta della Commissione la numerazione non è corretta, vi sono due paragrafi 3)
Emendamento 301
Proposta di regolamento
Articolo 81 – paragrafo 1 – comma 1
La Commissione indaga su tutti i casi in cui vengano portate alla sua attenzione perplessità in merito alla competenza di un servizio tecnico o alla conformità costante di un servizio tecnico alle prescrizioni e alle responsabilità di cui è investito a norma del presente regolamento. Essa può inoltre avviare tali indagini di propria iniziativa.
La Commissione, lavorando di concerto con l'autorità di omologazione dello Stato membro interessato, indaga su tutti i casi in cui vengano portate alla sua attenzione perplessità in merito alla competenza di un servizio tecnico o alla conformità costante di un servizio tecnico alle prescrizioni e alle responsabilità di cui è investito a norma del presente regolamento. Essa può inoltre avviare tali indagini di propria iniziativa.
Emendamento 302
Proposta di regolamento
Articolo 81 – paragrafo 2
2.  Nell'ambito dell'indagine di cui al paragrafo 1, la Commissione consulta l'autorità di omologazione dello Stato membro in cui è stabilito il servizio tecnico. L'autorità di omologazione di tale Stato membro fornisce alla Commissione, su richiesta, tutte le informazioni pertinenti relative alla performance e alla conformità ai requisiti concernenti l'indipendenza e la competenza del servizio tecnico in questione.
2.  Nell'ambito dell'indagine di cui al paragrafo 1, la Commissione coopera con l'autorità di omologazione dello Stato membro in cui è stabilito il servizio tecnico. L'autorità di omologazione di tale Stato membro fornisce alla Commissione, su richiesta, tutte le informazioni pertinenti relative alla performance e alla conformità ai requisiti concernenti l'indipendenza e la competenza del servizio tecnico in questione.
Emendamento 303
Proposta di regolamento
Articolo 82 – paragrafo 4
4.  Lo scambio di informazioni è coordinato dal forum di cui all'articolo 10.
4.  Lo scambio di informazioni è coordinato dal forum istituito ai sensi dell'articolo 10.
Emendamento 304
Proposta di regolamento
Articolo 83 – paragrafo 1
1.  Qualora la designazione di un servizio tecnico si basi sull'accreditamento, ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008, gli Stati membri assicurano che l'organismo di accreditamento nazionale che ha accreditato un determinato servizio tecnico sia tenuto aggiornato dall'autorità di omologazione in merito alle relazioni sugli incidenti e ad altre informazioni che si riferiscono a questioni sotto il controllo del servizio tecnico, quando tali informazioni sono pertinenti per la valutazione delle prestazioni del servizio tecnico.
1.  Qualora la designazione di un servizio tecnico si basi anche sull'accreditamento, ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008, gli Stati membri assicurano che l'organismo di accreditamento nazionale che ha accreditato un determinato servizio tecnico sia tenuto aggiornato dall'autorità di omologazione in merito alle relazioni sugli incidenti e ad altre informazioni che si riferiscono a questioni sotto il controllo del servizio tecnico, quando tali informazioni sono pertinenti per la valutazione delle prestazioni del servizio tecnico.
Emendamento 305
Proposta di regolamento
Articolo 84 – paragrafo 2 – lettera a
a)  consentono alla propria autorità di omologazione di presenziare alle loro attività all'atto della valutazione della conformità;
a)  consentono alla propria autorità di omologazione o al gruppo di valutazione congiunta come descritto all'articolo 77, paragrafo 1, di presenziare alle loro attività all'atto delle prove ai fini dell'omologazione;
Emendamento 306
Proposta di regolamento
Articolo 88 – paragrafo 2
2.  Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 4, paragrafo 2, all'articolo 5, paragrafo 2, all'articolo 10, paragrafo 3, all'articolo 22, paragrafo 3, all'articolo 24, paragrafo 3, all'articolo 25, paragrafo 5, all'articolo 26, paragrafo 2, all'articolo 28, paragrafo 5, all'articolo 29, paragrafo 6, all'articolo 34, paragrafo 2, all'articolo 55, paragrafi 2 e 3, all'articolo 56, paragrafo 2, all'articolo 60, paragrafo 3, all'articolo 65, paragrafo 10, all'articolo 76, paragrafo 4, e all'articolo 90, paragrafo 2, è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
2.  Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 4, paragrafo 2, all'articolo 5, paragrafo 2, all'articolo 6, paragrafo 7 bis, all'articolo 10, paragrafo 3, all'articolo 22, paragrafo 3, all'articolo 24, paragrafo 3, all'articolo 25, paragrafo 5, all'articolo 26, paragrafo 2, all'articolo 28, paragrafo 5, all'articolo 29, paragrafo 6, all'articolo 33, paragrafo 1 bis, all'articolo 34, paragrafo 2, all'articolo 60, paragrafo 3, all'articolo 65, paragrafo 10, all'articolo 76, paragrafo 4, e all'articolo 90, paragrafo 2, è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Emendamento 307
Proposta di regolamento
Articolo 88 – paragrafo 3
3.  La delega di potere di cui all'articolo 4, paragrafo 2, all'articolo 5, paragrafo 2, all'articolo 10, paragrafo 3, all'articolo 22, paragrafo 3, all'articolo 24, paragrafo 3, all'articolo 25, paragrafo 5, all'articolo 26, paragrafo 2, all'articolo 28, paragrafo 5, all'articolo 29, paragrafo 6, all'articolo 34, paragrafo 2, all'articolo 55, paragrafi 2 e 3, all'articolo 56, paragrafo 2, all'articolo 60, paragrafo 3, all'articolo 65, paragrafo 10, all'articolo 76, paragrafo 4, e all'articolo 90, paragrafo 2, può essere revocata in ogni momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della stessa nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
3.  La delega di potere di cui all'articolo 4, paragrafo 2, all'articolo 5, paragrafo 2, all'articolo 6, paragrafo 7 bis, all'articolo 10, paragrafo 3, all'articolo 22, paragrafo 3, all'articolo 24, paragrafo 3, all'articolo 25, paragrafo 5, all'articolo 26, paragrafo 2, all'articolo 28, paragrafo 5, all'articolo 29, paragrafo 6, all'articolo 33, paragrafo 1 bis, all'articolo 34, paragrafo 2, all'articolo 60, paragrafo 3, all'articolo 65, paragrafo 10, all'articolo 76, paragrafo 4, e all'articolo 90, paragrafo 2, può essere revocata in ogni momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della stessa nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
Emendamento 308
Proposta di regolamento
Articolo 88 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.   Prima di adottare un atto delegato, la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro conformemente ai principi definiti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.
Emendamento 309
Proposta di regolamento
Articolo 88 – paragrafo 5
5.  Un atto delegato adottato a norma all'articolo 4, paragrafo 2, all'articolo 5, paragrafo 2, all'articolo 10, paragrafo 3, all'articolo 22, paragrafo 3, all'articolo 24, paragrafo 3, all'articolo 25, paragrafo 5, all'articolo 26, paragrafo 2, all'articolo 28, paragrafo 5, all'articolo 29, paragrafo 6, all'articolo 34, paragrafo 2, all'articolo 55, paragrafi 2 e 3, all'articolo 56, paragrafo 2, all'articolo 60, paragrafo 3, all'articolo 65, paragrafo 10, all'articolo 76, paragrafo 4, e all'articolo 90, paragrafo 2, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro un termine di due mesi a partire dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
5.  Un atto delegato adottato a norma all'articolo 4, paragrafo 2, all'articolo 5, paragrafo 2, all'articolo 6, paragrafo 7 bis, all'articolo 10, paragrafo 3, all'articolo 22, paragrafo 3, all'articolo 24, paragrafo 3, all'articolo 25, paragrafo 5, all'articolo 26, paragrafo 2, all'articolo 28, paragrafo 5, all'articolo 29, paragrafo 6, all'articolo 33, paragrafo 1 bis, all'articolo 34, paragrafo 2, all'articolo 60, paragrafo 3, all'articolo 65, paragrafo 10, all'articolo 76, paragrafo 4, e all'articolo 90, paragrafo 2, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro un termine di due mesi a partire dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Emendamento 353
Proposta di regolamento
Articolo 89 – titolo
Sanzioni
Sanzioni e responsabilità
Emendamento 310
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni applicabili in caso di mancato adempimento da parte degli operatori economici e dei servizi tecnici degli obblighi previsti agli articoli del presente regolamento, in particolare agli articoli da 11 a 19, da 72 a 76, 84 e 85 e adottano tutte le misure necessarie ad assicurare che tali sanzioni siano applicate. Le sanzioni previste sono efficaci, proporzionate e dissuasive.
1.  Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni applicabili in caso di mancato adempimento da parte degli operatori economici e dei servizi tecnici degli obblighi previsti agli articoli del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie ad assicurare che tali sanzioni siano applicate. Le sanzioni previste sono efficaci, proporzionate e dissuasive. In particolare le sanzioni sono proporzionate al numero di veicoli non conformi immatricolati nel mercato dello Stato membro interessato o al numero di sistemi, componenti o entità tecniche non conformi messi a disposizione sul mercato dello Stato membro interessato.
Emendamento 311
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 2 – lettera a
a)  il rilascio di dichiarazioni false durante le procedure di omologazione o le procedure di richiamo;
a)  il rilascio di dichiarazioni false durante le procedure di omologazione o le procedure che conducono all'imposizione di misure correttive o restrittive a norma del capo XI;
Emendamento 312
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 2 – lettera b
b)  la falsificazione dei risultati delle prove di omologazione;
b)  la falsificazione dei risultati delle prove di omologazione o della vigilanza del mercato, compreso il rilascio dell'omologazione sulla base di dati non corretti;
Emendamento 313
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 2 – lettera c bis (nuova)
c bis)   l'inadeguato adempimento, da parte dei servizi tecnici, delle prescrizioni relative alla loro designazione;
Emendamento 354
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 2 – lettera c ter (nuova)
c ter)   qualora si accerti, tramite prove o ispezioni a fini di conformità o mezzi alternativi, che i veicoli, i componenti, i sistemi o le entità tecniche non soddisfano le prescrizioni di omologazione stabilite nel presente regolamento o in uno degli atti normativi elencati nell'allegato IV o che l'omologazione è stata rilasciata sulla base di dati errati.
Emendamento 314
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 3 – lettera b
b)  la messa a disposizione sul mercato di veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche soggetti ad omologazione senza tale omologazione oppure la falsificazione di documenti o marcature a tale scopo.
b)  la messa a disposizione sul mercato di veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche soggetti ad omologazione senza tale omologazione oppure la falsificazione di documenti, certificati di conformità, targhette regolamentari o marchi di omologazione a tale scopo.
Emendamento 315
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 5
5.  Gli Stati membri riferiscono ogni anno alla Commissione in merito alle sanzioni applicate.
5.  Gli Stati membri notificano le sanzioni imposte alla banca dati online di cui all'articolo 25. Le notifiche sono effettuate entro 1 mese dall'imposizione della sanzione.
Emendamento 355
Proposta di regolamento
Articolo 89 – paragrafo 5 bis (nuovo)
5 bis.   Qualora si accerti che i veicoli, i componenti, i sistemi o le entità tecniche non soddisfano le prescrizioni di omologazione stabilite nel presente regolamento o in uno degli atti normativi elencati nell'allegato IV, gli operatori economici sono ritenuti responsabili per eventuali danni causati ai proprietari dei veicoli interessati a causa della non conformità.
Emendamento 316
Proposta di regolamento
Articolo 90 – paragrafo 1 – comma 1
Qualora dalla verifica della conformità da parte della Commissione di cui all'articolo 9, paragrafi 1 e 4 o all'articolo 54, paragrafo 1, emerga che il veicolo, il sistema, il componente o l'entità tecnica non è conforme alle prescrizioni stabilite nel presente regolamento, la Commissione può imporre sanzioni amministrative all'operatore economico interessato per violazione del presente regolamento. Le sanzioni amministrative previste sono efficaci, proporzionate e dissuasive. In particolare le sanzioni sono proporzionate al numero di veicoli non conformi immatricolati nel mercato dell'Unione o al numero di sistemi, componenti o entità tecniche non conformi messi a disposizione sul mercato dell'Unione.
Qualora dalla verifica della conformità da parte della Commissione di cui all'articolo 9, paragrafi 1 e 4 o all'articolo 54, paragrafo 1, o da parte delle autorità di vigilanza del mercato di cui all'articolo 8, paragrafo 1, emerga che il veicolo, il sistema, il componente o l'entità tecnica non è conforme alle prescrizioni stabilite nel presente regolamento, la Commissione può imporre sanzioni amministrative all'operatore economico interessato per violazione del presente regolamento. Le sanzioni amministrative previste sono efficaci, proporzionate e dissuasive. In particolare le sanzioni sono proporzionate al numero di veicoli non conformi immatricolati nel mercato dell'Unione o al numero di sistemi, componenti o entità tecniche non conformi messi a disposizione sul mercato dell'Unione.
Emendamento 317
Proposta di regolamento
Articolo 90 – paragrafo 1 – comma 2
Le sanzioni amministrative irrogate dalla Commissione non si aggiungono alle sanzioni imposte dagli Stati membri a norma dell'articolo 89 per lo stesso inadempimento e non superano i 30 000 EUR per veicolo, sistema, componente o entità tecnica non conforme.
Le sanzioni amministrative irrogate dalla Commissione non si aggiungono alle sanzioni imposte dagli Stati membri a norma dell'articolo 89 per lo stesso inadempimento.
Le sanzioni irrogate dalla Commissione non superano i 30 000 EUR per veicolo, sistema, componente o entità tecnica non conforme.
Emendamento 318
Proposta di regolamento
Articolo 91 – paragrafo 1 – punto 3 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 715/2007
Articolo 5 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)
3 bis)   all'articolo 5, paragrafo 2, dopo la lettera c) sono aggiunti i commi seguenti:
"I costruttori che chiedono l'omologazione UE per un veicolo che utilizza una BES, un'AES o un impianto di manipolazione, quali definiti dal presente regolamento o dal regolamento (UE) 2016/646, forniscono all'autorità di omologazione tutte le informazioni, comprese le giustificazioni tecniche, che possono essere ragionevolmente richieste dall'autorità di omologazione per determinare se la BES o l'AES costituisce un impianto di manipolazione e se è applicabile una deroga al divieto di utilizzo di impianti di manipolazione a norma del presente articolo.
L'autorità di omologazione non rilascia l'omologazione UE fino a quando non ha completato la sua valutazione e non ha stabilito che il tipo di veicolo non è munito di un impianto di manipolazione vietato a norma del presente articolo e del regolamento (CE) n. 692/2008.".
Emendamento 345
Proposta di regolamento
Articolo 91 – paragrafo 1 – punto 6
Regolamento (CE) n. 715/2007
Articolo 11 bis – paragrafo 1 – lettera b bis (nuova)
b bis)   i valori del consumo di carburante e delle emissioni di CO2 determinati in condizioni reali di guida siano messi a disposizione del pubblico.
Emendamento 346
Proposta di regolamento
Articolo 91 – paragrafo 1 – punto 6 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 715/2007
Articolo 14 bis (nuovo)
6 bis)   è inserito il seguente articolo 14 bis:
"Articolo 14 bis
Riesame
La Commissione riesamina i limiti di emissione di cui all'allegato I al fine di migliorare la qualità dell'aria nell'Unione e raggiungere i limiti dell'Unione sulla qualità dell'aria ambiente nonché i livelli raccomandati dall'OMS e, se del caso, presenta proposte per i nuovi limiti di emissione Euro 7, neutri sotto il profilo tecnologico, applicabili entro il 2025 a tutti i veicoli M1 e N1 immessi sul mercato dell'Unione."
Emendamento 319
Proposta di regolamento
Allegato XII – punto 1 – seconda colonna
Unità
Unità
1 000
1500
0
0
1000
1500
0
1500
0
0
0
0
Emendamento 320
Proposta di regolamento
Allegato XII – punto 2 – seconda colonna
Unità
Unità
100
250
250
250
500 fino al 31 ottobre 2016
500 fino al 31 ottobre 2016
250 dal 1° novembre 2016
250 dal 1° novembre 2016
250
250
500
500
250
250
Emendamento 321
Proposta di regolamento
Allegato XIII – parte I – tabella

Testo della Commissione

Voce n.

Descrizione della voce

Prescrizioni relative alle prestazioni

Modalità di prova

Disposizioni in materia di marcatura

Disposizioni in materia di imballaggio

1

[…]

 

 

 

 

2

 

 

 

 

 

3

 

 

 

 

 

Emendamento

Voce n.

Descrizione della voce

Prescrizioni relative alle prestazioni

Modalità di prova

Disposizioni in materia di marcatura

Disposizioni in materia di imballaggio

1

Catalizzatori dei gas di scarico e loro substrati

Emissioni di NOx

Norme EURO

Tipo e versione del veicolo

 

2

Turbocompressori

Emissioni di CO2 e NOx

Norme EURO

Tipo e versione del veicolo

 

3

Sistemi di compressione a miscela aria/carburante diversi dai turbocompressori

Emissioni di CO2 e NOx

Norme EURO

Tipo e versione del veicolo

 

4

Filtri antiparticolato per motori diesel

PM

Norme EURO

Tipo e versione del veicolo

 

Emendamento 322
Proposta di regolamento
Allegato XVIII – punto 2 – parte introduttiva
2.  Accesso alle informazioni OBD e sulla riparazione e la manutenzione del veicolo
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 323
Proposta di regolamento
Allegato XVIII – punto 2 – punto 2.8
2.8.  In relazione ai veicoli di categorie che rientrano del campo di applicazione del regolamento n. 595/2009/CE, ai fini del punto 2.6.2, quando un costruttore utilizza strumenti di diagnosi e di prova conformi alle norme ISO 22900 – Modular Vehicle Communication Interface (MVCI) – e ISO 22901 – Open Diagnostic Data Exchange (ODX) nella sua rete affiliata –, gli operatori indipendenti devono poter accedere ai file ODX attraverso il sito Internet del costruttore.
2.8.  Ai fini del punto 2.6.2, quando un costruttore utilizza strumenti di diagnosi e di prova conformi alle norme ISO 22900 – Modular Vehicle Communication Interface (MVCI) – e ISO 22901 – Open Diagnostic Data Exchange (ODX) nella sua rete affiliata –, gli operatori indipendenti devono poter accedere ai file ODX attraverso il sito Internet del costruttore.
Emendamento 324
Proposta di regolamento
Allegato XVIII – punto 2 – punto 2.8 bis (nuovo)
2.8  bis. Ai fini delle informazioni OBD, della diagnostica, della riparazione e manutenzione dei veicoli, il flusso di dati diretto del veicolo è reso disponibile attraverso la porta seriale sul connettore normalizzato per la trasmissione dati specificato al paragrafo 6.5.1.4 dell'appendice 1 dell'allegato 11 al regolamento UNECE n. 83, e alla sezione 4.7.3 dell'allegato 9B al regolamento UNECE n. 49.
Emendamento 325
Proposta di regolamento
Allegato XVIII – punto 6 – punto 6.1 – comma 3
Le informazioni relative a tutte le parti di cui il veicolo - identificato dal numero VIN e da ogni altro criterio aggiuntivo come interasse, potenza del motore, tipo di rifinitura o di opzioni - è dotato dal costruttore e che possono essere sostituite da pezzi di ricambio offerti dal costruttore ai suoi concessionari o meccanici autorizzati o a terzi mediante un riferimento a un numero di ricambi originali, devono essere rese disponibili in una banca dati facilmente accessibile agli operatori indipendenti.
Le informazioni relative a tutte le parti di cui il veicolo - identificato dal numero VIN e da ogni altro criterio aggiuntivo come interasse, potenza del motore, tipo di rifinitura o di opzioni - è dotato dal costruttore e che possono essere sostituite da pezzi di ricambio offerti dal costruttore ai suoi concessionari o meccanici autorizzati o a terzi mediante un riferimento a un numero di ricambi originali, devono essere rese disponibili, sotto forma di insiemi di dati leggibili a macchina e trattabili elettronicamente, in una banca dati accessibile agli operatori indipendenti.
Emendamento 326
Proposta di regolamento
Allegato XVIII – punto 6 – punto 6.3
6.3.  Il Forum sull'accesso alle informazioni relative ai veicoli di cui all'articolo 70 precisa i parametri per soddisfare tali prescrizioni in base allo stato di avanzamento delle conoscenze. A tal fine, l'operatore indipendente deve essere abilitato e autorizzato in base a documenti comprovanti che egli esercita un'attività commerciale legittima e che non è stato condannato per attività criminali connesse.
6.3.  Il Forum sull'accesso alle informazioni relative ai veicoli di cui all'articolo 70 precisa i parametri per soddisfare tali prescrizioni in base allo stato di avanzamento delle conoscenze. A tal fine, l'operatore indipendente deve essere abilitato e autorizzato in base a documenti comprovanti che egli esercita un'attività commerciale legittima e che non è stato condannato per attività criminali pertinenti.
Emendamento 327
Proposta di regolamento
Allegato XVIII – punto 6 – punto 6.4
6.4.  Per quanto riguarda i veicoli rientranti nel campo di applicazione del regolamento (CE) n. 595/2009, la riprogrammazione delle centraline va effettuata in conformità alla norma ISO 22900-2 o SAE J2534 o TMC RP1210B utilizzando hardware non proprietario. Si possono usare anche Ethernet, cavi seriali o interfaccia con il Local Area Network (LAN) e media alternativi come Compact Disk (CD), Digital Versatile Disk (DVD) o dispositivi con memoria a stato solido per sistemi di infotainment (per esempio sistemi di navigazione, telefono), ma a condizione che non sia necessario un software di comunicazione o un hardware proprietario (come driver o plug-in). Per convalidare la compatibilità dell'applicazione specifica del fabbricante e delle interfacce di comunicazione del veicoli (vehicle communication interfaces — VCI) conformi alle norme ISO 22900-2, SAE J2534 o TMC RP1210B, il fabbricante deve offrire una convalida di VCI sviluppata in modo indipendente oppure le informazioni e il prestito di qualsiasi hardware speciale necessari a un fabbricante VCI per effettuare la convalida. Alle spese per tale convalida o informazioni e hardware si applicano le condizioni di cui all'articolo 67, paragrafo 1.
6.4.  La riprogrammazione delle centraline va effettuata in conformità alla norma ISO 22900-2 o SAE J2534 o TMC RP1210 utilizzando hardware non proprietario.
Se la riprogrammazione o la diagnostica è realizzata avvalendosi della norma ISO 13400 DoIP, essa si conforma ai requisiti delle norme citate nel primo comma.
Qualora i costruttori dei veicoli si avvalgano di ulteriori protocolli di comunicazione proprietari, le specifiche di detti protocolli sono messe a disposizione degli operatori indipendenti.
Per convalidare la compatibilità dell'applicazione specifica del fabbricante e delle interfacce di comunicazione del veicoli (vehicle communication interfaces — VCI) conformi alle norme ISO 22900-2, SAE J2534 o TMC RP1210, il fabbricante deve offrire entro sei mesi dal rilascio dell'omologazione, una convalida di VCI sviluppata in modo indipendente e l'ambiente di prova, comprese le informazioni sulle specifiche del protocollo di comunicazione e sul prestito di qualsiasi hardware speciale, necessari a un fabbricante VCI per effettuare la convalida. Alle spese per tale convalida o informazioni e hardware si applicano le condizioni di cui all'articolo 67, paragrafo 1.
La corrispondente conformità deve essere garantita sia incaricando il CEN di sviluppare adeguate norme di conformità o utilizzando quelle già esistenti, quali la norma SAE J2534-3.
Alle spese per tale convalida o informazioni e hardware si applicano le condizioni di cui all'articolo 67, paragrafo 1.
Emendamento 328
Proposta di regolamento
Allegato XVIII – punto 6 – punto 6.8 bis (nuovo)
6.8  bis. Se le informazioni relative all'OBD e le informazioni per la riparazione e la manutenzione del veicolo disponibili nel sito Internet del costruttore non contengono le informazioni pertinenti specifiche necessarie per progettare e fabbricare correttamente sistemi di trasformazione a carburanti alternativi, i costruttori di sistemi di trasformazione a carburanti alternativi sono in grado di ottenere le informazioni prescritte nelle sezioni 1, 3 e 4 del documento informativo di cui all'allegato I sottoponendo una richiesta in tal senso direttamente al costruttore. Il recapito a cui rivolgersi è chiaramente indicato nel sito Internet del costruttore e le informazioni richieste sono fornite entro 30 giorni. L'obbligo di fornire tali informazioni vige solo per i sistemi di trasformazione a carburanti alternativi soggetti al regolamento UNECE n. 115 o i componenti di sistemi di trasformazione a carburanti alternativi che fanno parte di sistemi soggetti al regolamento UNECE n. 115, e solo in risposta a una richiesta che specifichi in modo preciso il modello di veicolo per il quale sono richieste le informazioni in vista dello sviluppo di sistemi o componenti di sistemi di trasformazione a carburanti alternativi soggetti al regolamento UNECE n. 115.
Emendamento 329
Proposta di regolamento
Allegato XVIII – punto 7 bis (nuovo)
7 bis.   I costruttori di veicoli mettono a disposizione, attraverso un servizio web o in un formato scaricabile, un insieme di dati elettronici contenenti tutti i numeri VIN (o un sottoinsieme richiesto) e le caratteristiche di specifica e di configurazione originariamente istallate nel veicolo.
Emendamento 330
Proposta di regolamento
Allegato XVIII – punto 7 ter (nuovo)
7 ter.   Prescrizioni concernenti la sicurezza del sistema elettronico
7 ter.  1. Ogni veicolo dotato di computer per il controllo delle emissioni deve possedere caratteristiche tali da impedirne la modifica, a meno che detta modifica non sia autorizzata dal costruttore. Il costruttore deve autorizzare modifiche se esse sono necessarie per la diagnosi, la manutenzione, l'ispezione, l'adeguamento o la riparazione del veicolo. Tutti i codici di computer riprogrammabili o il parametro operativo sono tali da non consentire la manomissione e garantire un livello di protezione pari almeno a quanto previsto dalle disposizioni della norma ISO 15031-7, datata 15 marzo 2001 (SAE J2186 datata ottobre 1996). Tutti i circuiti di memoria di taratura asportabili devono essere rivestiti di resina, racchiusi in un contenitore sigillato o protetti da un algoritmo elettronico e devono poter essere sostituiti soltanto per mezzo di procedure o attrezzi appositi. Questo tipo di protezione è consentita solo per gli elementi direttamente associati alla regolazione delle emissioni o alla prevenzione del furto del veicolo.
7 ter.  2. I parametri computerizzati di funzionamento del motore devono poter essere modificati soltanto per mezzo di procedure o attrezzi appositi (ad es. componenti di computer saldati o rivestiti di resina, o rivestimento sigillato o saldato).
7 ter.  3. Nel caso di pompe di iniezione meccaniche montate su motori ad accensione spontanea, i costruttori devono adottare tutte le misure adeguate per evitare la manomissione della regolazione della portata massima di carburante nel veicolo in circolazione.
7 ter.  4. Il costruttore può inoltrare all'autorità di omologazione una domanda di esenzione da uno dei requisiti del punto 8 per i veicoli che, verosimilmente, non richiedono tale protezione. I criteri che l'autorità prende in considerazione nel valutare una domanda di esenzione includono (senza peraltro limitarsi ad essi) la disponibilità corrente dei circuiti di memoria per il miglioramento delle prestazioni, la capacità del veicolo di produrre prestazioni elevate e il probabile volume di vendite dello stesso.
7 ter.  5. I costruttori che utilizzano sistemi di codifica computerizzati programmabili (ad esempio Electrical Erasable Programmable Read-Only Memory, EEPROM) ne ostacolano la riprogrammazione non autorizzata. I costruttori adottano strategie sofisticate per impedire la manomissione e funzioni di protezione contro la scrittura che rendano necessario l'accesso elettronico a un computer esterno posto sotto il loro controllo, a cui gli operatori indipendenti possono accedere usando la protezione prevista nella sezione 6.2 e nel punto 6.4. L'autorità di omologazione autorizza i metodi che garantiscono un livello adeguato di protezione contro la manomissione.
Emendamento 331
Proposta di regolamento
Allegato XVIII – Appendice 1 – punto 3.1.1
3.1.1.  qualsiasi sistema aggiuntivo di protocollo dell'informazione, necessario a diagnosi complete oltre agli standard prescritti al punto 4.7.3 dell'allegato 9B del regolamento UNECE n. 49, comprendente informazioni su ogni protocollo hardware o software aggiuntivo, identificazione di parametri, funzioni di trasferimento, prescrizioni "di mantenimento" o condizioni di errore;
3.1.1.  qualsiasi sistema aggiuntivo di protocollo dell'informazione, necessario a diagnosi complete oltre agli standard prescritti al punto 4.7.3 dell'allegato 9B del regolamento UNECE n. 49, e al paragrafo 6.5.1.4 dell'allegato 11 al regolamento UNECE n. 83, comprendente informazioni su ogni protocollo hardware o software aggiuntivo, identificazione di parametri, funzioni di trasferimento, prescrizioni "di mantenimento" o condizioni di errore;
Emendamento 332
Proposta di regolamento
Allegato XVIII – Appendice 2 – punto 3.1.2
3.1.2.  informazioni su come ottenere e interpretare tutti i codici di guasto non conformi alle norme prescritte al punto 4.7.3 dell'allegato 9B del regolamento UNECE n. 49;
3.1.2.  informazioni su come ottenere e interpretare tutti i codici di guasto non conformi alle norme prescritte al punto 4.7.3 dell'allegato 9B del regolamento UNECE n. 49 e al paragrafo 6.5.1.4 dell'allegato 11 al regolamento UNECE n. 83;

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A8-0048/2017).


Olio di palma e disboscamento delle foreste pluviali
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Risoluzione del Parlamento europeo del 4 aprile 2017 sull'olio di palma e il disboscamento delle foreste pluviali (2016/2222(INI))
P8_TA(2017)0098A8-0066/2017

Il Parlamento europeo,

–  visti gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite per il periodo 2015-2030,

–  visto l'accordo di Parigi raggiunto in occasione della 21a sessione della Conferenza delle Parti alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 21),

–  vista la relazione tecnica della Commissione, dal titolo "The impact of EU consumption on deforestation" (L'impatto dei consumi dell'UE sulla deforestazione) (2013-063)(1),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 17 ottobre 2008, relativa ai problemi di deforestazione e degrado forestale da affrontare per combattere i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità (COM(2008)0645),

–  vista la dichiarazione di Amsterdam, del 7 dicembre 2015, dal titolo "Towards Eliminating Deforestation from Agricultural Commodity Chains with European Countries" (Verso l'eliminazione della deforestazione dalle catene di prodotti agricoli con i paesi europei), a favore di una catena di approvvigionamento dell'olio di palma pienamente sostenibile e della fine della deforestazione illegale entro il 2020,

–  vista la promessa di un sostegno governativo al programma finalizzato a rendere il settore dell'olio di palma sostenibile al 100 % entro il 2020, a nome dei cinque Stati membri firmatari della dichiarazione di Amsterdam: Danimarca, Germania, Francia, Regno Unito e Paesi Bassi,

–  viste la strategia europea per una mobilità a basse emissioni di carbonio, del luglio 2016, e la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, presentata dalla Commissione il 30 novembre 2016, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (rifusione) (COM(2016)0767),

–  visto lo studio commissionato e finanziato dalla Commissione europea, del 4 ottobre 2016, dal titolo "The land use change impact of biofuels consumed in the EU: Quantification of area and greenhouse gas impacts" (L'impatto dei biocarburanti consumati nell'UE in termini di cambiamento di destinazione dei terreni: quantificazione della superficie e impatti dei gas serra),

–  vista la relazione dal titolo "Globiom: the basis for biofuel policy post-2020" (Globiom: base della politica sui biocarburanti post 2020),

–  vista la relazione speciale n. 18/2016 della Corte dei conti dal titolo "Il sistema dell'UE per la certificazione dei biocarburanti sostenibili",

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica,

–  vista la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione,

–  visto il protocollo di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione relativo alla convenzione sulla diversità biologica, adottato il 29 ottobre 2010 a Nagoya, Giappone, ed entrato in vigore il 12 ottobre 2014,

–  viste la strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020 e la relativa revisione intermedia(2),

–  vista la sua risoluzione del 2 febbraio 2016 sulla revisione intermedia della strategia dell'UE sulla biodiversità(3),

–  visti il Congresso mondiale sulla conservazione dell'Unione internazionale per la conservazione della natura, tenutosi alle Hawaii nel 2016, e la relativa mozione 066 dal titolo "Mitigating the impacts of oil palm expansion and operations on biodiversity" (Attenuare l'impatto dell'espansione della palma da olio e delle relative attività sulla biodiversità),

–  vista la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e i pareri della commissione per lo sviluppo, della commissione per il commercio internazionale e della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0066/2017),

A.  considerando che l'Unione europea (UE) ha ratificato l'accordo di Parigi e deve svolgere un ruolo fondamentale nel conseguimento degli obiettivi stabiliti in materia di lotta ai cambiamenti climatici, tutela ambientale e sviluppo sostenibile;

B.  considerando che l'UE ha avuto un ruolo chiave nel definire gli OSS, i quali sono strettamente legati alla questione dell'olio di palma (obiettivi 2, 3, 6, 14, 16, 17 e in particolare 12, 13 e 15);

C.  considerando che, nel quadro dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, l'UE si è impegnata a promuovere l'attuazione di una gestione sostenibile di tutti i tipi di foreste, ad arrestare la deforestazione, a ripristinare le foreste degradate, ad aumentare considerevolmente l'imboschimento e il rimboschimento a livello globale entro il 2020; che, nell'ambito dell'Agenda 2030, l'UE si è altresì impegnata a garantire modelli di consumo e di produzione sostenibili, a incoraggiare le aziende ad adottare pratiche sostenibili e a integrare informazioni sulla sostenibilità nel loro ciclo di comunicazione, nonché a promuovere procedure sostenibili in materia di appalti pubblici, conformemente alle politiche nazionali e alle priorità globali ed entro il 2020;

D.  considerando che la deforestazione globale è causata da diversi fattori, tra cui la produzione di materie prime agricole quali la soia, la carne bovina, il granturco e l'olio di palma;

E.  considerando che circa la metà (49 %) di tutta la deforestazione tropicale recente è riconducibile al dissodamento illegale a favore dell'agricoltura commerciale e che tale distruzione è alimentata dalla domanda esterna di materie prime agricole, tra cui l'olio di palma, la carne bovina, la soia e i prodotti del legno; che si stima che la conversione illegale delle foreste tropicali in terreni per l'agricoltura commerciale produca 1,47 gigatonnellate di carbonio all'anno, equivalente al 25 % delle emissioni annuali da combustibili fossili dell'UE(4);

F.  considerando che gli incendi verificatisi nel 2015 in Indonesia e nel Borneo sono i più gravi degli ultimi vent'anni e sono il risultato dei cambiamenti climatici, dei cambiamenti di destinazione dei terreni e della deforestazione a livello globale; che le condizioni di clima estremamente secco nella regione potrebbero diventare più frequenti in futuro, a meno che non si intraprendano azioni concordate per prevenire gli incendi;

G.  considerando che gli incendi boschivi in Indonesia e nel Borneo hanno esposto 69 milioni di persone a un insalubre inquinamento atmosferico e sono la causa di migliaia di morti premature;

H.  considerando che, in Indonesia, gli incendi sono generalmente causati dal dissodamento di terreni per le piantagioni di palma da olio e altri usi agricoli; che il 52 % degli incendi verificatisi nel 2015 in Indonesia sono avvenuti in torbiere ricche di carbone, il che ha reso l'Indonesia uno dei paesi maggiormente responsabili del riscaldamento globale(5);

I.  considerando che l'assenza di mappe accurate delle concessioni per la coltivazione di palma da olio e di registri pubblici dei terreni in molti paesi produttori rende difficile determinare la responsabilità degli incendi boschivi;

J.  considerando che, nel quadro della dichiarazione di New York sulle foreste, l'UE ha convenuto di contribuire al conseguimento dell'obiettivo del settore privato di eliminare la deforestazione dalla produzione di materie prime agricole come l'olio di palma, la soia, la carta e la carne bovina entro il 2020, riconoscendo che molte aziende perseguono obiettivi ancora più ambiziosi;

K.  considerando che nel 2008 l'UE si è impegnata a ridurre la deforestazione di almeno il 50 % entro il 2020 e ad arrestare la perdita di superfici forestali a livello mondiale entro il 2030;

L.  considerando che i preziosi ecosistemi tropicali, che coprono solo il 7 % della superficie terrestre, sono messi sempre più sotto pressione dalla deforestazione; che l'introduzione di piantagioni di palma da olio è all'origine di incendi boschivi su vasta scala, del prosciugamento dei fiumi, dell'erosione del suolo, del drenaggio delle torbiere, dell'inquinamento dei corsi d'acqua e in generale della perdita di biodiversità, provocando di conseguenza la perdita di molti servizi ecosistemici e generando un forte impatto sul clima, la conservazione delle risorse naturali e la salvaguardia dell'ambiente a livello globale per le generazioni presenti e future;

M.  considerando che il consumo di olio di palma e di prodotti trasformati derivati svolge un ruolo importante nell'impatto che i consumi dell'UE hanno sulla deforestazione globale;

N.  considerando che si prevede un aumento della domanda di oli vegetali(6), mentre si stima che la domanda di olio di palma raddoppierà entro il 2050(7); che, a partire dagli anni Settanta, il 90 % della crescita della produzione di olio di palma si è concentrato in Indonesia e Malaysia; che la coltivazione di palma da olio sta conoscendo un forte incremento anche in altri paesi asiatici nonché in Africa e in America latina, dove continuano a essere create nuove piantagioni e ampliate quelle esistenti, il che arrecherà ulteriori danni all'ambiente; che, tuttavia, la sostituzione dell'olio di palma con altri oli vegetali renderebbe necessario destinare maggiori superfici alla coltivazione;

O.  considerando che il massiccio utilizzo dell'olio di palma si deve principalmente ai bassi costi di tale materia prima, resi possibili dall'incremento del numero di piantagioni di palma da olio innestate sulle superfici deforestate; che l'utilizzo dell'olio di palma nell'industria alimentare risponde a un modello massificato e non sostenibile di produzione e di consumo, antitetico all'utilizzo e alla promozione di ingredienti e prodotti biologici, di elevata qualità e a chilometro zero;

P.  considerando che l'olio di palma è sempre più utilizzato come biocarburante e nei prodotti alimentari trasformati (attualmente è contenuto nel 50 % circa dei prodotti confezionati);

Q.  considerando che alcune imprese che commercializzano olio di palma non riescono a dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che l'olio di palma presente nella loro catena di approvvigionamento non è legato alla deforestazione, al drenaggio delle torbiere o all'inquinamento ambientale, né che viene prodotto nel pieno rispetto dei diritti umani fondamentali e di un adeguato livello di protezione sociale;

R.  considerando che, nel quadro del Settimo programma d'azione per l'ambiente, la Commissione è tenuta a valutare in un contesto globale l'impatto ambientale del consumo nell'Unione di prodotti alimentari e non alimentari e, se del caso, a elaborare proposte politiche in risposta ai risultati di tali valutazioni, nonché a considerare lo sviluppo di un piano d'azione dell'Unione in materia di deforestazione e degrado forestale;

S.  considerando che la Commissione prevede di condurre studi sulla deforestazione e l'olio di palma;

T.  considerando che non sono note le emissioni totali di gas serra derivanti dal cambiamento di destinazione dei terreni legato alla palma da olio; che è necessario migliorare le valutazioni scientifiche al riguardo;

U.  considerando che nei paesi produttori non sono disponibili dati certi sulla superficie dei terreni destinati alla coltivazione autorizzata o meno di palma da olio; che tale ostacolo pregiudica all'origine le attività volte a certificare la sostenibilità dell'olio di palma;

V.  considerando che nel 2014 il settore dell'energia è stato responsabile del 60 % delle importazioni di olio di palma nell'UE, di cui il 46 % è stato utilizzato come carburante per i trasporti (il sestuplo rispetto al 2010) e il 15 % per la generazione di energia elettrica e termica;

W.  considerando che si stima che entro il 2020 la quantità di terreni convertiti a livello globale per la coltivazione di palma da olio ai fini della produzione di biodiesel equivarrà a 1 milione di ettari (Mha), di cui 0,57 Mha saranno convertiti a partire da foreste primarie del Sud-Est asiatico(8);

X.  considerando che il cambiamento totale della destinazione dei terreni indotto dal mandato dell'UE sui biocarburanti per il 2020 è di 8,8 Mha, di cui 2,1 Mha di terreni sono convertiti nel Sud-Est asiatico sotto la pressione dell'espansione delle piantagioni di palma da olio, di cui la metà avviene a spese della foresta tropicale e delle torbiere;

Y.  considerando che il disboscamento delle foreste pluviali sta distruggendo gli habitat naturali di oltre metà delle specie animali del pianeta e di oltre due terzi delle specie vegetali esistenti, oltre a minacciare la loro sopravvivenza; che le foreste pluviali ospitano alcune delle specie più rare e spesso endemiche del mondo, che sono incluse nella lista rossa dell'Unione internazionale per la conservazione della natura nella categoria delle specie in pericolo critico, vale a dire specie le cui popolazioni hanno subito una riduzione osservata, stimata, dedotta o sospetta di oltre l'80 % negli ultimi dieci anni o nelle ultime 3 generazioni; che i consumatori dell'UE dovrebbero essere meglio informati sugli sforzi compiuti per proteggere le suddette specie animali e vegetali;

Z.  considerando che numerose inchieste rivelano diffuse violazioni dei diritti umani fondamentali in relazione alla creazione e alla gestione delle piantagioni di palma da olio in molti paesi e che tali violazioni includono espropri forzati, violenza armata, lavoro minorile, servitù da debito o discriminazione nei confronti delle comunità indigene;

AA.  considerando che esistono relazioni(9) molto preoccupanti da cui si apprende che una parte considerevole della produzione mondiale di olio di palma avviene in violazione dei diritti umani fondamentali e in assenza di un adeguato livello di protezione sociale e che i terreni sono spesso motivo di scontri tra le comunità locali e indigene e i titolari di concessioni per la produzione di olio di palma;

Osservazioni generali

1.  ricorda che l'agricoltura sostenibile, la sicurezza alimentare e la gestione sostenibile delle foreste sono obiettivi fondamentali degli OSS;

2.  rammenta che le foreste sono essenziali ai fini dell'adattamento al cambiamento climatico e la sua mitigazione;

3.  prende atto della complessità dei fattori alla base della deforestazione globale, come il dissodamento dei terreni per l'allevamento di bestiame o la coltivazione di sementi, soprattutto per la produzione di mangimi a base di soia per il bestiame dell'Unione o di olio di palma, nonché l'espansione urbana, lo sfruttamento forestale e altre attività agricole intensive;

4.  rileva che il 73 % della deforestazione a livello globale è riconducibile al dissodamento dei terreni per la produzione agricola, e che il 40 % della deforestazione globale è dovuta alla conversione a piantagioni monocolturali di olio di palma su vasta scala(10);

5.  segnala che lo sfruttamento dell'olio di palma non è l'unica causa della deforestazione, ma sono responsabili di tale problema anche l'espansione delle attività di disboscamento illegale e le pressioni demografiche;

6.  osserva che altri oli vegetali prodotti a partire dalla soia, dai semi di colza e da altre colture hanno un impatto ambientale notevolmente superiore e richiedono un uso molto più estensivo dei terreni rispetto all'olio di palma; rileva altresì che altre colture da olio solitamente comportano un uso più intensivo di pesticidi e concimi;

7.  prende atto con preoccupazione che la corsa globale alla terra è fomentata dalla crescente richiesta a livello mondiale di biocarburante e materie prime, nonché dalla speculazione sui terreni e sui prodotti agricoli di base;

8.  ricorda che l'UE è uno dei principali importatori di prodotti derivanti dalla deforestazione, con conseguenze devastanti per la biodiversità;

9.  osserva che poco meno di un quarto (del valore) del totale delle materie prime agricole provenienti dalla deforestazione illegale e scambiate a livello internazionale è destinato all'UE, tra cui, in totale, il 27 % della soia, il 18 % dell'olio di palma, il 15 % della carne bovina e il 31 % del cuoio(11);

10.  sottolinea che, al fine di combattere efficacemente la deforestazione legata al consumo di materie prime agricole, l'azione dell'UE dovrebbe tenere in considerazione non solo la produzione di olio di palma, ma tutti i prodotti agricoli importati;

11.  rammenta che la Malaysia e l'Indonesia, con una quota della produzione mondiale stimata tra l'85 e il 90 %, sono i principali produttori di olio di palma e accoglie con favore l'incremento dei livelli della foresta primaria malese a partire dal 1990, anche se resta preoccupato per gli attuali livelli di deforestazione in Indonesia, con un tasso di perdita complessiva del -0,5 % ogni cinque anni;

12.  ricorda che recentemente l'Indonesia è diventata il terzo maggiore inquinante di CO2 al mondo e che, a causa della continua diminuzione della sua biodiversità, diverse specie selvatiche minacciate rischiano l'estinzione;

13.  rammenta che l'olio di palma rappresenta circa il 40 % del totale degli oli vegetali scambiati a livello globale e che l'UE, con circa 7 milioni di tonnellate all'anno, è il secondo importatore al mondo;

14.  è allarmato per il fatto che circa la metà della superficie delle foreste disboscate illegalmente sia utilizzata per la produzione di olio di palma per il mercato europeo;

15.  osserva che l'olio di palma è usato dall'industria agroalimentare come ingrediente e/o sostituto in ragione della sua produttività e delle sue proprietà chimiche, ad esempio la facilità di conservazione, la temperatura di fusione e il prezzo inferiore rispetto ad altre materie prime;

16.  rileva inoltre che nell'UE il pannello di olio di palmisti è utilizzato come mangime, soprattutto per i bovini da latte e da carne all'ingrasso;

17.  evidenzia a tale proposito che le norme sociali, sanitarie e ambientali sono più rigorose nell'UE;

18.  è pienamente consapevole della complessità della questione dell'olio di palma ed evidenzia l'importanza di elaborare una soluzione globale basata sulla responsabilità collettiva di numerosi attori; raccomanda vivamente l'adozione di tale principio da parte di tutti i soggetti coinvolti nella catena di approvvigionamento, tra cui l'UE e altre organizzazioni internazionali, gli Stati membri, gli istituti finanziari, i governi dei paesi produttori, le popolazioni indigene e le comunità locali, le imprese nazionali e multinazionali attive nella produzione, nella distribuzione e nella trasformazione dell'olio di palma, le associazioni dei consumatori nonché le ONG; ritiene inoltre che tutti gli attori elencati debbano necessariamente partecipare alla risoluzione dei numerosi e gravi problemi legati alla produzione e al consumo non sostenibili di olio di palma attraverso un coordinamento dei loro sforzi;

19.  sottolinea l'importanza della responsabilità globale condivisa nel conseguimento di una produzione di olio di palma sostenibile, evidenziando nel contempo il ruolo fondamentale dell'industria alimentare nell'individuare alternative prodotte in modo sostenibile;

20.  osserva che diversi produttori e commercianti di materie prime, rivenditori e altri intermediari della catena di approvvigionamento, ivi comprese le aziende europee, si sono impegnati a produrre e commercializzare materie prime senza ricorrere alla deforestazione, senza contribuire alla conversione delle torbiere ricche di carbonio, garantendo il rispetto dei diritti umani, la trasparenza, la tracciabilità, la verifica da parte di terzi e pratiche di gestione responsabile;

21.  riconosce che la conservazione della foresta pluviale e della biodiversità globale è di assoluta importanza per il futuro della terra e dell'umanità, ma sottolinea che gli sforzi in materia di conservazione dovrebbero essere affiancati dagli strumenti della politica di sviluppo rurale al fine di prevenire la povertà e dare un impulso all'occupazione nelle piccole comunità agricole delle zone interessate;

22.  ritiene che gli sforzi volti a porre fine alla deforestazione debbano includere lo sviluppo di capacità a livello locale, l'assistenza tecnologica, la condivisione delle migliori pratiche tra le comunità e il sostegno ai piccoli proprietari terrieri per aiutarli a utilizzare i terreni già coltivati nel modo più efficace possibile, senza ricorrere a ulteriori conversioni di zone forestali; sottolinea, in tale contesto, il grande potenziale delle pratiche agroecologiche per massimizzare le funzioni ecosistemiche, attraverso tecniche agroforestali, di semina e di permacultura miste e altamente differenziate, evitando la dipendenza dai fattori produttivi o dalle monocolture;

23.  segnala che la coltivazione di palma da olio può contribuire in modo positivo allo sviluppo economico di un paese ed è in grado di offrire opportunità economicamente valide agli agricoltori, purché sia effettuata in modo responsabile e sostenibile e siano stabilite condizioni rigorose per una coltivazione sostenibile;

24.  prende atto dell'esistenza di diversi tipi di sistemi volontari di certificazione, quali RSPO, ISPO e MSPO, e accoglie con favore il loro ruolo in termini di promozione della coltivazione sostenibile della palma da olio; rileva tuttavia che i criteri di sostenibilità di tali norme sono oggetto di critiche, in particolare per quanto riguarda l'aspetto dell'integrità ecologica e sociale; richiama l'attenzione sul fatto che l'esistenza di sistemi differenti crea confusione per i consumatori e che l'obiettivo finale dovrebbe essere lo sviluppo di un sistema di certificazione unico, che migliori la visibilità dell'olio di palma sostenibile per i consumatori; invita la Commissione a fare in modo che tale sistema di certificazione garantisca che solo l'olio di palma prodotto in modo sostenibile abbia accesso al mercato dell'UE;

25.  osserva che i partner di paesi terzi devono altresì essere resi più consapevoli del loro ruolo nell'affrontare la questione della sostenibilità e della deforestazione, con particolare riguardo alle loro pratiche di approvvigionamento;

Raccomandazioni

26.  invita la Commissione a onorare gli impegni internazionali dell'UE, tra l'altro quelli assunti nel quadro della COP 21, del Forum delle Nazioni unite sulle foreste (UNFF)(12), della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica (UNCBD)(13), della dichiarazione di New York sulle foreste e dell'obiettivo di sviluppo sostenibile relativo all'arresto della deforestazione entro il 2020(14);

27.  prende atto del potenziale di iniziative quali la dichiarazione di New York sulle foreste(15), volta a contribuire al conseguimento degli obiettivi del settore privato di eliminare la deforestazione dovuta alla produzione di beni agricoli quali la palma, la soia, la carta e la carne bovina entro il 2020; osserva che alcune imprese hanno obiettivi più ambiziosi ma che, sebbene il 60 % delle imprese che trattano l'olio di palma si siano impegnate ad adottare tali iniziative, ad oggi solo il 2 % riesce a tracciare l'olio di palma che commercializza fino alla fonte(16);

28.  osserva gli sforzi e i progressi compiuti dal settore dell'industria alimentare per ottenere olio di palma sostenibile certificato; invita tutti i settori industriali che utilizzano olio di palma ad incrementare gli sforzi per ottenere olio di palma sostenibile certificato;

29.  invita la Commissione e tutti gli Stati membri che non hanno ancora agito in tal senso a dimostrare il proprio impegno inteso a conseguire un impegno nazionale a livello UE per ottenere il 100 % di olio di palma sostenibile certificato entro il 2020 firmando e attuando, tra le altre cose, la Dichiarazione di Amsterdam sui progressi verso l'eliminazione della deforestazione dalle catene di approvvigionamento delle materie prime agricole con i paesi europei, e ad adoperarsi verso un impegno settoriale mediante, tra l'altro, la firma e l'attuazione della Dichiarazione di Amsterdam a sostegno di una catena di approvvigionamento dell'olio di palma pienamente sostenibile entro il 2020;

30.  invita le imprese che coltivano palma da olio ad aderire all'accordo di Bangkok su un approccio unificato verso l'attuazione degli impegni contro la deforestazione e a impiegare l'approccio dell'elevato stock di carbonio (HCS), che contribuisce a individuare le aree idonee per le piantagioni di palma da olio, ovvero terreni degradati con basso valore in termini di stoccaggio di carbonio o sotto il profilo naturalistico;

31.  chiede all'UE di mantenere i suoi impegni, di intensificare i negoziati in corso sugli accordi volontari di partenariato FLEGT e di garantire che negli accordi finali sia disciplinato il legname ricavato dallo sviluppo delle piantagioni della palma da olio; sottolinea la necessità di garantire che detti accordi siano in linea con il diritto e gli impegni internazionali riguardanti la tutela ambientale, i diritti umani e lo sviluppo sostenibile e che portino a misure adeguate per la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste, ivi compresa la tutela dei diritti delle comunità locali e delle popolazioni autoctone; osserva che potrebbe essere adottato un approccio simile anche allo scopo di garantire catene di approvvigionamento responsabili dell'olio di palma; suggerisce che le politiche dell'UE per il settore dell'olio di palma siano basate sui principi FLEGT del dialogo multilaterale fra i soggetti interessati e affrontino le questioni radicate relative alla governance nei paesi produttori, nonché le politiche di sostegno alle importazioni nell'UE; constata che tali misure potrebbero condurre a controlli più efficaci nel settore dell'industria della palma nei paesi di destinazione;

32.  rileva che un elemento importante è rappresentato dalla collaborazione con i paesi produttori attraverso lo scambio di informazioni sugli sviluppi e sulle pratiche commerciali sostenibili e praticabili dal punto di vista economico; sostiene i paesi produttori nei loro sforzi di sviluppo di pratiche sostenibili atte a contribuire a migliorare la vita e l'economia di tali paesi;

33.  invita la Commissione a incoraggiare lo scambio delle migliori pratiche in materia di trasparenza e cooperazione tra i governi e le imprese che utilizzano l'olio di palma e, unitamente agli Stati membri, a collaborare con i paesi terzi al fine di sviluppare e attuare leggi nazionali e rispettare i diritti fondiari consuetudinari delle comunità che assicurano la protezione delle foreste, delle persone che dipendono da esse e del loro sostentamento;

34.  invita la Commissione a valutare la necessità di porre in essere meccanismi per affrontare la conversione delle foreste per l'agricoltura commerciale nel quadro dell'accordo volontario di partenariato (VPA) del piano d'azione FLEGT e ad accrescere ulteriormente la partecipazione delle organizzazioni della società civile, delle comunità autoctone e degli agricoltori proprietari terrieri in tale processo;

35.  invita l'UE a realizzare, quale elemento complementare degli accordi volontari di partenariato, una legislazione di follow-up su tali accordi per quanto concerne l'olio di palma, in linea con il regolamento UE sul legname e che comprenda sia le aziende sia gli istituti finanziari; osserva che l'UE ha regolamentato le catene di approvvigionamento di legname, pesce e minerali provenienti da regioni in conflitto, ma non ancora le catene di approvvigionamento relative ai prodotti agricoli che mettono a rischio le foreste; esorta la Commissione e gli Stati membri a intensificare i loro sforzi intesi ad attuare il regolamento sul legname, al fine di valutarne meglio l'efficacia e stabilire se possa essere preso a modello per un nuovo atto legislativo dell'UE concepito per impedire la vendita nell'UE di olio di palma non sostenibile;

36.  chiede alla Commissione di avviare campagne informative, in collaborazione con tutte le pertinenti parti interessate del settore pubblico e privato, e di fornire ai consumatori informazioni esaustive sulle conseguenze positive dal punto di vista ambientale, sociale e politico della produzione sostenibile di olio di palma; invita la Commissione a garantire che ai consumatori siano fornite informazioni sulla natura sostenibile di un prodotto mediante un simbolo immediatamente riconoscibile per tutti i prodotti contenenti olio di palma, e raccomanda vivamente che tale simbolo sia indicato sul prodotto o sull'imballaggio o sia facilmente accessibile attraverso funzionalità tecnologiche;

37.  invita la Commissione a lavorare a stretto contatto con altri consumatori significativi di olio di palma, quali la Cina, l'India e i paesi produttori, per sensibilizzarli e valutare soluzioni comuni al problema della deforestazione tropicale e del degrado forestale;

38.  attende con interesse gli studi della Commissione sulla deforestazione e l'olio di palma, che dovrebbero essere presentati quanto prima possibile dopo il loro completamento;

39.  invita la Commissione a fornire dati esaustivi sull'uso e sul consumo di olio di palma in Europa e sull'importazione dello stesso nell'UE;

40.  invita la Commissione a intensificare le sua attività di ricerca al fine di raccogliere informazioni sull'impatto dei consumi e degli investimenti europei sul processo della deforestazione, sui problemi sociali, sulle specie in pericolo e l'inquinamento ambientale nei paesi terzi, rivolgendo un appello ai partner commerciali al di fuori dell'UE affinché si adoperino presto in tal senso;

41.  chiede alla Commissione di sviluppare tecnologie e di presentare un piano d'azione concreto, ivi comprese campagne di informazione, onde ridurre l'impatto dei consumi e degli investimenti europei sulla deforestazione nei paesi terzi;

42.  riconosce il contributo positivo apportato dai sistemi di certificazione esistenti, ma osserva con rammarico che né RSPO, ISPO, MSPO né tutti gli altri importanti sistemi di certificazione riconosciuti proibiscono effettivamente ai loro aderenti di convertire le foreste pluviali o le torbiere in piantagioni di palma; ritiene pertanto che tali importanti sistemi di certificazione non siano in grado di limitare efficacemente le emissioni di gas serra derivanti dal processo di creazione e gestione delle piantagioni e non riescano di conseguenza a evitare imponenti incendi in boschi e torbiere; chiede alla Commissione di assicurare una verifica e un monitoraggio indipendenti di tali sistemi di certificazione, garantendo che l'olio di palma immesso sul mercato dell'UE soddisfi tutte le necessarie norme e sia sostenibile; osserva che la questione della sostenibilità nel settore dell'olio di palma non può essere affrontata unicamente con misure e politiche volontarie, ma che sono necessarie norme vincolanti e sistemi di certificazione obbligatori anche per le aziende produttrici di olio di palma;

43.  chiede all'UE di introdurre criteri minimi di sostenibilità per l'olio di palma e i prodotti che lo contengono che entrano nel mercato dell'UE, garantendo che l'olio di palma nell'UE:

   non sia causa di degrado degli ecosistemi, come la deforestazione delle foreste primarie e secondarie, la distruzione o il degrado delle torbiere o di altri siti di valore ecologico, direttamente o indirettamente, e non sia causa di perdita di biodiversità, in particolare per tutte specie animali e vegetali in pericolo;
   non sia causa di cambiamenti delle pratiche di gestione fondiaria con impatti ambientali negativi;
   non sia causa di problemi e conflitti economici, sociali e ambientali, tra cui in particolare i problemi del lavoro minorile, del lavoro forzato, dell'accaparramento dei terreni o dell'espulsione di comunità autoctone o locali;
   rispetti pienamente i diritti umani e sociali fondamentali e sia pienamente conforme alle opportune norme sociali e del lavoro concepite per garantire la sicurezza e il benessere dei lavoratori;
   permetta di includere i piccoli coltivatori di olio di palma nel sistema di certificazione e garantisca loro di percepire una quota equa dei profitti;
   sia coltivato in piantagioni gestite con moderne tecniche agroecologiche onde orientare il passaggio a pratiche agricole sostenibili per minimizzare gli effetti ambientali e sociali negativi;

44.  osserva che sono già disponibili norme severe per la produzione responsabile di olio di palma, ivi comprese quelle elaborate dal gruppo per l'innovazione nel settore dell'olio di palma (POIG), ma devono ancora essere ampiamente adottate dalle aziende e dai sistemi di certificazione, ad eccezione del RSPO Next;

45.  osserva l'importanza per tutti gli attori della catena di approvvigionamento di poter distinguere tra olio di palma e relativi residui e sottoprodotti provenienti da fonti sostenibili o non sostenibili; osserva l'importanza della tracciabilità delle materie prime e della trasparenza in tutte le fasi della catena di approvvigionamento;

46.  invita l'UE a istituire un quadro normativo vincolante per garantire che tutte le catene di approvvigionamento degli importatori dei prodotti agricoli di base siano tracciabili fino all'origine della materia prima;

47.  chiede alla Commissione di rafforzare la tracciabilità dell'olio di palma importato nell'UE e di valutare la possibilità, fino a quando non verrà applicato il sistema di certificazione unico, di applicare sistemi di dazi doganali differenziati in modo da rispecchiare più accuratamente i costi reali connessi all'onere ambientale; chiede alla Commissione, inoltre, di valutare l'introduzione e l'applicazione non discriminatoria di barriere tariffarie e non tariffarie basate sull'impronta di carbonio dell'olio di palma; chiede l'applicazione integrale del principio "chi inquina paga" in relazione alla deforestazione;

48.  invita la Commissione a definire chiaramente sanzioni per i casi di inosservanza, mantenendo nel contempo relazioni commerciali con i paesi terzi;

49.  invita la Commissione, a tale proposito, ad avviare una riforma della nomenclatura del sistema armonizzato presso l'Organizzazione mondiale delle dogane che consenta di distinguere l'olio di palma sostenibile certificato e i relativi derivati dai prodotti non sostenibili;

50.  invita la Commissione a includere, senza indugio, impegni vincolanti nei capitoli sullo sviluppo sostenibile degli accordi commerciali e sulla cooperazione allo sviluppo onde impedire la deforestazione, tra cui, in particolare, una garanzia anti-deforestazione negli accordi commerciali con i paesi produttori, al fine di offrire misure rigorose ed esecutive per affrontare le pratiche forestali non sostenibili nei paesi produttori;

51.  invita la Commissione e gli Stati membri a concentrarsi sull'elaborazione di strumenti atti a facilitare una migliore integrazione delle questioni inerenti alla conservazione nella cooperazione allo sviluppo; osserva che tale approccio contribuirà a garantire che le attività di sviluppo non conducano a problemi ambientali indesiderati, ma interagiscano piuttosto in sinergia con le attività di conservazione;

52.  osserva che i regimi deboli di registrazione catastale nei paesi produttori costituiscono un grande ostacolo al controllo dell'espansione delle piantagioni di palma da olio, limitando le opportunità dei piccoli proprietari di accedere al credito necessario al miglioramento dei risultati in termini di sostenibilità delle loro piantagioni; rileva che il rafforzamento della governance e delle istituzioni forestali a livello locale e nazionale è un presupposto per una politica ambientale efficace; invita la Commissione a fornire assistenza tecnica e finanziaria ai paesi produttori al fine di rafforzarne i regimi di registrazione catastale e migliorare la sostenibilità ambientale delle piantagioni di palma da olio; osserva che la mappatura del territorio nei paesi produttori, anche attraverso l'impiego di tecnologie satellitari e geospaziali, è l'unico modo per monitorare le concessioni di palma da olio e per porre in essere strategie mirate di afforestamento, di riforestazione e di creazione di corridoi ecologici; invita la Commissione a sostenere i paesi produttori affinché attuino sistemi di prevenzione degli incendi;

53.  sostiene la recente moratoria del governo indonesiano sulle torbiere, che dovrebbe impedire l'espansione delle piantagioni sulle foreste torbiere; sostiene l'istituzione di un'agenzia per il ripristino delle torbiere, finalizzata a ripristinare due milioni di ettari di torbiere colpite dagli incendi;

54.  invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere, nell'ambito del dialogo con tali paesi, la necessità di congelare la superficie dedicata alla coltura della palma da olio, anche attraverso l'introduzione di una moratoria sulle nuove concessioni, onde salvaguardare le rimanenti foreste pluviali;

55.  è allarmato per il fatto che gli accordi fondiari possano violare il principio del consenso libero, previo e informato delle comunità locali ai sensi della convenzione 169 dell'OIL; invita l'UE e i suoi Stati membri a garantire che gli investitori con sede nell'UE rispettino pienamente le norme internazionali in materia di investimenti responsabili e sostenibili nel settore dell'agricoltura, in particolare gli orientamenti dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO)-OCSE in materia di catene di approvvigionamento agricolo responsabili, gli orientamenti volontari della FAO sulla proprietà fondiaria, i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e gli orientamenti dell'OCSE relativi alle imprese multinazionali; sottolinea la necessità di intraprendere misure intese a garantire l'accesso alle vie di ricorso per le vittime di abusi aziendali;

56.  invita pertanto le autorità competenti nei paesi di origine a rispettare i diritti umani, compresi i diritti fondiari degli abitanti delle zone forestali, e a intensificare l'impegno in campo ambientale, sociale e sanitario, tenendo conto delle direttive volontarie della FAO sui regimi di proprietà applicabili alla terra(17);

57.  esorta l'UE a sostenere le microimprese, le piccole imprese e le imprese rurali locali a conduzione famigliare e a promuovere a livello nazionale e locale la registrazione legale della proprietà o del possesso dei terreni;

58.  sottolinea i bassi tassi di deforestazione delle terre indigene con sistemi tradizionali sicuri di proprietà fondiaria e gestione delle risorse, con un elevato potenziale per un'efficace riduzione delle emissioni dal punto di vista dei costi e assicurando servizi ecosistemici mondiali; chiede di impiegare i fondi internazionali per il clima e lo sviluppo per salvaguardare le terre indigene e delle comunità e per sostenere le popolazioni e le comunità autoctone che investono nella protezione delle loro terre;

59.  ricorda che le donne povere che vivono nelle zone rurali dipendono in particolar modo dalle risorse forestali per la loro sussistenza; sottolinea la necessità di integrare la dimensione di genere nelle politiche forestali e nelle istituzioni nazionali, in modo da promuovere ad esempio la parità di accesso delle donne alla proprietà terriera e ad altre risorse;

60.  ricorda alla Commissione la sua comunicazione intitolata "Problemi di deforestazione e degrado forestale da affrontare per combattere i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità" (COM(2008)0645), che evidenzia un approccio olistico nei confronti della deforestazione tropicale e che tiene conto di tutti i fattori relativi alla deforestazione, ivi compresa la produzione di olio di palma; ricorda alla Commissione gli obiettivi prospettati nei negoziati della COP21 intesi ad arrestare, al più tardi entro il 2030, la perdita di superfici forestali a livello mondiale e a ridurre entro il 2020 la deforestazione tropicale lorda di almeno il 50 % rispetto ai livelli attuali;

61.  invita la Commissione a portare avanti l'elaborazione di un piano d'azione dell'UE sulla deforestazione e sul degrado forestale, che comprenda misure regolamentari concrete intese ad assicurare che né le filiere né le transazioni finanziarie collegate all'UE comportino deforestazione o degrado forestale, in linea con il settimo programma d'azione per l'ambiente e un piano d'azione dell'UE sull'olio di palma; invita la Commissione ad adottare una sola definizione unificata di "senza deforestazione";

62.  esorta gli Stati membri e la Commissione a elaborare una definizione di foresta che comprenda la diversità biologica, sociale e culturale, al fine di prevenire l'accaparramento dei terreni e la distruzione delle foreste tropicali per effetto della vasta monocoltura di olio di palma, poiché tale aspetto metterebbe a repentaglio gli impegni dell'UE in materia di cambiamenti climatici; sottolinea la necessità di dare priorità alle specie autoctone, proteggendo in tal modo gli ecosistemi, gli habitat e le comunità locali;

63.  invita la Commissione a presentare un piano d'azione dell'UE sulla condotta responsabile delle imprese;

64.  insiste affinché le istituzioni di finanziamento allo sviluppo garantiscano che le proprie politiche di salvaguardia sociale e ambientale siano vincolanti e pienamente in linea con il diritto internazionale dei diritti umani; chiede una maggiore trasparenza nel finanziamento di istituti finanziari privati e di organismi finanziari pubblici;

65.  invita gli Stati membri a introdurre requisiti obbligatori che favoriscano l'olio di palma sostenibile in tutte le procedure nazionali di approvvigionamento pubblico;

66.  osserva con preoccupazione che l'agricoltura commerciale resta un fattore significativo della deforestazione globale e che dal 2000 circa la metà dell'intera deforestazione tropicale è dovuta alla conversione illegale delle foreste in terreni per l'agricoltura commerciale, il che può anche comportare un rischio di conflitti; chiede un coordinamento più efficace per quanto concerne le politiche in materia di foreste, agricoltura commerciale, uso del suolo e sviluppo rurale, nell'ottica di conseguire gli OSS e gli impegni relativi ai cambiamenti climatici; sottolinea che la coerenza delle politiche per lo sviluppo (CPS) è necessaria anche in questo ambito, ivi inclusa la politica dell'UE in materia di energie rinnovabili;

67.  richiama l'attenzione sui problemi connessi ai processi di concentrazione dei terreni e ai cambiamenti della destinazione dei terreni derivanti dalla creazione di monocolture come le piantagioni di olio di palma;

68.  invita la Commissione a sostenere ulteriormente la ricerca sugli effetti che i cambiamenti della destinazione dei terreni, ivi comprese la deforestazione e la produzione di bioenergia, hanno sulle emissioni di gas a effetto serra;

69.  invita la Commissione a dare l'esempio ad altri paesi inserendo nella legislazione dell'UE norme contabili per le emissioni di gas serra dalle zone umide gestite e per i cambiamenti della destinazione dei terreni delle zone umide;

70.  prende atto degli effetti delle grandi monocolture di palma da olio, che aumentano la presenza di organismi nocivi, l'inquinamento idrico dovuto ai prodotti agrochimici e l'erosione del suolo, e influiscono sull'assorbimento del carbonio e sull'ecologia dell'intera regione, ostacolando la migrazione delle specie animali;

71.  osserva che le ricerche più recenti dimostrano che la policoltura agroforestale applicata alle piantagioni di palma da olio può offrire vantaggi combinati in termini di biodiversità, produttività e risultati sociali positivi;

72.  chiede alla Commissione di garantire la coerenza delle sinergie fra la politica agricola comune (PAC) e le altre politiche dell'UE e di rilanciarle, assicurando che siano condotte in maniera compatibile con i programmi finalizzati a contrastare la deforestazione nei paesi in via di sviluppo, tra cui REDD; chiede alla Commissione di garantire che la riforma della PAC non conduca, direttamente o indirettamente, ad una ulteriore deforestazione e che sostenga l'obiettivo di porre fine alla deforestazione globale; chiede alla Commissione e agli Stati membri di garantire che i problemi ambientali relativi alla deforestazione causata dall'olio di palma siano affrontati anche alla luce degli obiettivi stabiliti dalla strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020, che dovrebbero essere una parte integrante dell'azione esterna dell'Unione in questo settore;

73.  chiede alla Commissione di sostenere le organizzazioni incentrate principalmente sulla conservazione in situ, ma anche ex situ, di tutte le specie animali interessate dalla perdita di habitat riconducibile alla deforestazione connessa all'olio di palma;

74.  chiede che a livello dell'UE siano condotte maggiori ricerche sui mangimi sostenibili, onde sviluppare alternative ai prodotti a base di olio di palma per l'agricoltura europea;

75.  osserva che il 70 % dei biocarburanti consumati nell'UE è coltivato/prodotto nell'UE e che dei biocarburanti importati nell'UE il 23 % è olio di palma, proveniente principalmente dall'Indonesia, e un altro 6 % soia(18);

76.  rileva gli effetti indiretti della domanda di biocarburante nell'UE associati alla distruzione delle foreste tropicali;

77.  osserva che, una volta considerato il cambiamento indiretto di destinazione dei terreni (ILUC), i biocarburanti prodotti a partire dalle colture possono, in taluni casi, persino tradursi in un aumento netto delle emissioni di gas a effetto serra, ad esempio per quanto concerne gli incendi di habitat con elevati stock di carbonio, come le foreste tropicali e le torbiere; teme che l'impatto dell'ILUC non sia contemplato nella valutazione dei sistemi volontari effettuata dalla Commissione;

78.  invita le istituzioni dell'UE, nel quadro della riforma della direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili, a inserire nel suo sistema volontario procedure di verifica specifiche relative ai conflitti inerenti alla proprietà fondiaria, al lavoro forzato/minorile, alle condizioni di lavoro inadeguate per gli agricoltori e ai rischi per la salute e la sicurezza; chiede altresì all'UE di tenere in conto l'impatto dell'ILUC e a includere nella riforma della direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili requisiti in materia di responsabilità sociale;

79.  chiede che nella politica dell'UE sui biocarburanti siano inclusi criteri di sostenibilità efficaci, che proteggano le terre con un elevato valore in termini di biodiversità, con un elevato stock di carbonio nonché le torbiere, includendo altresì criteri sociali;

80.  riconosce che l'ultima relazione(19) della Corte dei conti europea, che esamina gli attuali sistemi di certificazione dei biocarburanti, ha riscontrato che tali sistemi non contemplano importanti aspetti di sostenibilità, non tengono ad esempio in considerazione gli effetti indiretti della domanda, non prevedono procedure di verifica e non possono garantire che i biocarburanti certificati non provochino deforestazione o effetti socioeconomici negativi; è consapevole delle preoccupazioni circa la trasparenza nella valutazione dei sistemi di certificazione; invita la Commissione a migliorare la trasparenza dei sistemi di sostenibilità, anche attraverso l'elaborazione di un elenco appropriato degli aspetti che dovrebbero essere controllati, tra cui relazioni annuali e la possibilità di richiedere verifiche eseguite da terzi indipendenti; chiede che la Commissione disponga di maggiori poteri di verifica e controllo dei sistemi, delle relazioni e delle attività;

81.  chiede che le pertinenti raccomandazioni della Corte siano attuate, come concordato dalla Commissione;

82.  osserva con preoccupazione che il 46 % dell'olio di palma totale importato dall'UE è utilizzato per la produzione di biocarburanti e che ciò implica l'uso di circa un milione di ettari di terreni tropicali; invita la Commissione ad adottare misure volte a eliminare gradualmente l'uso degli oli vegetali che contribuiscono alla deforestazione, incluso l'olio di palma, quale componente dei biocarburanti, preferibilmente entro il 2020;

83.  osserva che il semplice divieto o l'eliminazione graduale dell'uso dell'olio di palma può indurre a sostituirlo con oli vegetali tropicali per la produzione di biocarburanti, che verrebbero molto probabilmente coltivati nelle stesse regioni ecologicamente sensibili in cui si coltiva la palma da olio e che rispetto allo stesso olio di palma possono avere un impatto molto più pronunciato sulla biodiversità, sull'utilizzo delle terre e sulle emissioni di gas a effetto serra; raccomanda la ricerca e la promozione di alternative più sostenibili per l'utilizzo dei biocarburanti, quali gli oli europei derivati dalla coltivazione interna dei semi di colza e di girasole;

84.  invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere contemporaneamente l'ulteriore sviluppo di biocarburanti di seconda e terza generazione per ridurre il rischio di cambiamento indiretto di destinazione dei terreni nell'Unione e incentivare la transizione verso i biocarburanti avanzati, conformemente alla direttiva (UE) 2015/1513 e in linea con l'economia circolare, l'uso efficiente delle risorse e le ambizioni di mobilità a basse emissioni di carbonio dell'Unione;

o
o   o

85.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) http://ec.europa.eu/environment/forests/pdf/1.%20Report%20analysis%20of%20impact.pdf
(2) Comunicazione della Commissione dal titolo "La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020" (COM(2011)0244).
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0034.
(4) Fonte: Forest Trends, "Consumer Goods and Deforestation: An Analysis of the Extent and Nature of Illegality in Forest Conversion for Agriculture and Timber Plantations" (http://www.forest-trends.org/documents/files/doc_4718.pdf).
(5) Fonte: Istituto delle risorse mondiali (http://www.wri.org/blog/2015/10/indonesia%E2%80%99s-fire-outbreaks-producing-more-daily-emissions-entire-us-economy).
(6) http://www.fao.org/docrep/016/ap106e/ap106e.pdf (FAO, World Agriculture Towards 2030/2050 - The 2012 Revision).
(7) http://wwf.panda.org/what_we_do/footprint/agriculture/palm_oil/ (WWF).
(8) Fonte: relazione Globiom (https://ec.europa.eu/energy/sites/ener/files/documents/Final%20Report_GLOBIOM_publication.pdf).
(9) Ad esempio, "The Great Palm Oil Scandal", Amnesty International (https://www.amnesty.org/en/documents/asa21/5243/2016/en/) e "The Human Cost of Conflict Palm Oil", Rainforest Action Network (https://d3n8a8pro7vhmx.cloudfront.net/rainforestactionnetwork/pages/15889/attachments/original/1467043668/The_Human_Cost_of_Conflict_Palm_Oil_RAN.pdf?1467043668).
(10) "The impact of EU consumption on deforestation: Comprehensive analysis of the impact of EU consumption on deforestation" (L'impatto dei consumi dell'UE sulla deforestazione: un'analisi approfondita dell'impatto dei consumi dell'UE sulla deforestazione), 2013, Commissione europea, http://ec.europa.eu/environment/forests/pdf/1.%20Report%20analysis%20of%20impact.pdf (pag. 56).
(11) Fonte: FERN, "Stolen Goods: The EU's complicity in illegal tropical deforestation" (http://www.fern.org/sites/fern.org/files/Stolen%20Goods_EN_0.pdf).
(12) Conclusioni del Forum delle Nazioni Unite sulle foreste.
(13) Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, obiettivi di Aichi, https://www.cbd.int/sp/targets/
(14) Obiettivi di sviluppo sostenibile, articolo 15, paragrafo 2, obiettivo volto a fermare la deforestazione, https://sustainabledevelopment.un.org/sdg15
(15) Vertice delle Nazioni Unite sul clima, 2014
(16) http://forestdeclaration.org/wp-content/uploads/2015/09/2016-NYDF-Goal-2-Assessment-Report.pdf
(17) Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) – Direttive volontarie per una governance responsabile dei regimi di proprietà applicabili alla terra, alla pesca e alle foreste nel contesto della sicurezza alimentare nazionale, Roma 2012, http://www.fao.org/docrep/016/i2801e/i2801e.pdf
(18) EUROSTAT – Approvvigionamento, trasformazione e consumi delle energie rinnovabili; dati annuali (nrg_107a), studio Globiom "The land use change impact of biofuels consumed in the EU" (L'impatto dei biocarburanti consumati nell'UE in termini di cambiamento di destinazione dei terreni, 2015, e http://www.fediol.be/
(19) Fonte: Corte dei conti europea: La certificazione dei biocarburanti: vi sono debolezze nel riconoscimento e nella supervisione del sistema (http://www.eca.europa.eu/en/Pages/NewsItem.aspx?nid=7171).


Le donne e il loro ruolo nelle zone rurali
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Risoluzione del Parlamento europeo del 4 aprile 2017 sulle donne e il loro ruolo nelle zone rurali (2016/2204(INI))
P8_TA(2017)0099A8-0058/2017

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 2 e 3 del trattato sull'Unione europea (TUE) e l'articolo 157 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto il protocollo n.1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  visti gli articoli 21 e 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  vista la piattaforma d'azione di Pechino,

–  vista la convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, adottata nel 1979,

–  vista la direttiva 79/7/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1978, relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale(1),

–  vista la direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego(2),

–  vista la direttiva 2010/41/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 luglio 2010, sull'applicazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne che esercitano un'attività autonoma e che abroga la direttiva 86/613/CEE del Consiglio(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio(5),

–  visto l'articolo 7 del regolamento (UE) n. 1305/2013 sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale,

–  vista la sua risoluzione del 12 marzo 2008 sulla situazione delle donne nelle zone rurali dell'Unione europea(6),

–  vista la sua risoluzione del 5 aprile 2011 sul ruolo delle donne nell'agricoltura e nelle zone rurali(7),

–  vista la sua risoluzione dell'8 luglio 2015 sull'iniziativa per favorire l'occupazione verde: sfruttare le potenzialità dell'economia verde di creare posti di lavoro(8),

–  vista la sua risoluzione dell'8 settembre 2015 sulle imprese a conduzione familiare in Europa(9),

–  viste le raccomandazioni del comitato delle Nazioni Unite per la sicurezza alimentare mondiale, del 17 ottobre 2016, sull'allevamento e la sicurezza alimentare mondiale, in particolare quelle relative alla parità di genere e all'emancipazione delle donne,

–  vista la sua risoluzione del 27 ottobre 2016 su come può la PAC migliorare la creazione di occupazione nelle zone rurali(10),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  viste le deliberazioni congiunte della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere a norma dell'articolo 55 del regolamento,

–  vista la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0058/2017),

Multifunzionalità del ruolo delle donne nelle zone rurali

A.  considerando che negli ultimi decenni il contesto socioeconomico e le condizioni di vita sono cambiati radicalmente e risultano molto eterogenei tra i vari Stati membri e all'interno di questi ultimi;

B.  considerando che le donne forniscono importanti contributi all'economia rurale e che le misure di diversificazione e il concetto di multifunzionalità, quale base imprescindibile per le strategie di sviluppo sostenibile, benché non ancora sfruttati pienamente in tutti gli ambiti, hanno offerto alle donne nuove opportunità, grazie all'innovazione e alla creazione di nuovi concetti che permettono di infondere un nuovo dinamismo al settore agricolo;

C.  considerando che molto spesso le donne sono promotrici dello sviluppo di attività supplementari, all'interno o all'esterno dell'azienda agricola, che vanno oltre alla produzione agricola, consentendo di apportare un reale valore aggiunto alle attività nelle zone rurali;

D.  considerando che le donne residenti nelle zone rurali non rappresentano un gruppo omogeneo, poiché la loro situazione, le loro occupazioni, il contributo fornito alla società e, in definitiva, le loro esigenze e i loro interessi variano notevolmente tra gli Stati membri e all'interno degli stessi;

E.  considerando che le donne sono attivamente impegnate nelle attività agricole, nell'imprenditoria e nel turismo e svolgono un ruolo importante nel preservare le tradizioni culturali delle zone rurali, il che può contribuire alla creazione e/o al rafforzamento dell'identità regionale;

F.  considerando che l'uguaglianza tra uomini e donne rappresenta un principio fondamentale dell'Unione europea e dei suoi Stati membri, e che la sua promozione è uno degli obiettivi principali dell'Unione; che l'uguaglianza di genere costituisce un valore fondamentale dell'Unione sancito dai trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali, e che l'Unione si è assunta il compito specifico di inserirla in tutte le sue attività; che l'integrazione della dimensione di genere costituisce uno strumento importante per l'integrazione di tale principio nelle politiche, misure e azioni dell'UE, con l'obiettivo di promuovere la parità tra uomini e donne e combattere le discriminazioni in modo da aumentare la partecipazione attiva delle donne al mercato del lavoro e alle attività economiche e sociali; che tale strumento è applicabile anche ai fondi strutturali e di investimento dell'UE, incluso il FEASR;

G.  considerando che le aziende a conduzione familiare rappresentano il modello operativo prevalente nel settore agricolo dell'UE a 28, con il 76,5 % del lavoro svolto dal titolare o dai membri della famiglia(11), e dovrebbero pertanto essere sostenute e tutelate; che l'agricoltura familiare promuove la solidarietà fra le generazioni e la responsabilità sociale e ambientale, contribuendo così allo sviluppo sostenibile delle zone rurali;

H.  considerando che, in un contesto di crescente urbanizzazione, è essenziale mantenere una popolazione attiva, dinamica e prospera nelle zone rurali, con particolare attenzione alle aree soggette a vincoli naturali, poiché da essa dipende la conservazione dell'ambiente e del paesaggio;

I.  considerando che l'invecchiamento della popolazione, il calo dell'attività agricola e il declino economico nelle zone rurali dell'UE sono alcune delle principali cause dello spopolamento e dell'abbandono delle zone rurali da parte delle donne, il che ha ripercussioni negative non solo sul mercato del lavoro ma anche sull'infrastruttura sociale; che è possibile rimediare a tale situazione solo se le istituzioni e i governi europei adottano tutte le misure possibili per garantire un maggiore riconoscimento del loro lavoro e dei loro diritti e se dotano le zone rurali dei servizi necessari per permettere un equilibrio tra vita professionale e vita privata;

J.  considerando che il turismo rurale, che include la fornitura di beni e servizi nello spazio rurale mediante imprese di tipo familiare e cooperativo, è un settore a basso rischio che crea occupazione, permette di conciliare la vita personale e familiare con l'attività lavorativa e incentiva la popolazione rurale, in particolare le donne, a rimanere in campagna;

K.  considerando che la crisi economica ha colpito l'intera Unione europea e ha avuto un forte impatto su molte zone e regioni rurali; che le conseguenze della crisi sono tuttora visibili e i giovani delle zone rurali si trovano a far fronte a livelli allarmanti di disoccupazione, povertà e spopolamento, che riguardano in particolare le donne; che le donne subiscono direttamente l'impatto della crisi nella gestione delle loro aziende agricole e delle loro famiglie;

L.  considerando che tale situazione rappresenta un'ardua sfida per la politica agricola comune (PAC), che dovrebbe garantire lo sviluppo delle zone rurali valorizzandone il potenziale;

M.  considerando che è necessario mantenere un settore agricolo sostenibile e vivace quale base economica, ambientale e sociale essenziale delle zone rurali che contribuisca allo sviluppo rurale, alla produzione alimentare sostenibile, alla biodiversità e alla creazione di occupazione;

N.  considerando che occorre migliorare lo status dei piccoli agricoltori e delle aziende agricole a conduzione familiare e preservarne le attività agricole e di allevamento promuovendo l'innovazione e garantendo risorse e misure finanziarie adeguate a livello di UE; che tra il 2005 e il 2010 sono scomparse 2,4 milioni di aziende agricole nell'UE, la maggior parte delle quali di piccole dimensioni o a conduzione familiare, con un conseguente aumento della disoccupazione nelle zone rurali;

O.  considerando che la promozione delle misure di diversificazione e lo sviluppo di filiere corte, nonché la promozione delle organizzazione dei produttori, possono contribuire alla resilienza del settore, che deve far fronte alle sfide poste da pratiche commerciali sleali e dalla crescente volatilità dei mercati;

P.  considerando che è importante sostenere e promuovere la partecipazione delle donne nella catena del valore agroalimentare, dal momento che il loro ruolo si concentra principalmente nella produzione e nella trasformazione;

Q.  considerando che l'accesso all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, l'opportunità di convalidare le competenze acquisite in contesti non formali e la possibilità di riqualificarsi e acquisire competenze che possano essere impiegate in un mercato del lavoro che evolve in maniera dinamica sono condizioni essenziali per aumentare l'occupazione femminile nelle aree rurali;

R.  considerando che le cooperative, le mutue, le imprese sociali e altri modelli aziendali alternativi offrono notevoli potenzialità al fine di stimolare una crescita economica sostenibile e inclusiva e di rendere economicamente autonome le donne nelle zone rurali e nel settore agricolo;

S.  considerando che l'inclusione delle donne e delle ragazze nell'istruzione e nell'apprendimento permanente, in particolare nel settore della scienza, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica (STEM), come pure nell'imprenditoria, è necessaria per realizzare l'uguaglianza di genere nei settori della produzione agricola e alimentare, come pure nel turismo e in altri settori nelle zone rurali;

Sfide per le donne nelle zone rurali

T.  considerando che le donne rappresentano poco meno del 50 % del totale della popolazione in età lavorativa nelle zone rurali dell'UE, ma appena il 45 % circa del totale della popolazione economicamente attiva; che molte donne non risultano disoccupate né figurano nelle statistiche relative alla disoccupazione e che non esistono dati chiari sulla presenza delle donne nell'agricoltura, come titolari di aziende agricole o come impiegate;

U.  considerando che nelle zone prevalentemente rurali dell'UE solamente il 61 % delle donne tra i 20 e i 64 anni lavorava nel 2009(12); che in molti Stati membri le donne che risiedono nelle zone rurali hanno un accesso limitato all'occupazione e le loro opportunità di lavorare nel settore agricolo sono relativamente limitate, ma svolgono tuttavia un ruolo importante nello sviluppo rurale e nel tessuto sociale delle zone rurali, garantendo un reddito alle famiglie o migliorando le condizioni di vita;

V.  considerando che nel 2014 le donne coprivano circa il 35 % del tempo lavorativo complessivo nel settore agricolo, svolgendo il 53,8 % del lavoro a tempo parziale e il 30,8 % del lavoro a tempo pieno, contribuendo così in maniera significativa alla produzione agricola; che il lavoro svolto nelle aziende agricole da coniugi e altri componenti femminili del nucleo familiare è spesso indispensabile e costituisce un vero e proprio "lavoro invisibile" a causa della mancanza di uno status professionale che ne consenta il riconoscimento e permetta l'iscrizione delle donne interessate alla previdenza sociale, il che impedirebbe la perdita di diritti come il congedo di malattia e di maternità e garantirebbe la loro indipendenza economica;

W.  considerando che in alcuni Stati membri, come la Francia, esistono diversi statuti giuridici per le coniugi che esercitano un'attività lavorativa regolare nell'azienda agricola (collaboratrice, dipendente o capo dell'azienda), i quali consentono una reale protezione sociale in caso di imprevisti nella vita personale e professionale;

X.  considerando che in media solo il 30 % delle aziende agricole dell'UE è amministrato da donne; che un numero significativo di donne lavorano nel settore agricolo, la maggior parte delle quali sono classificate come coniugi del titolare, e che tale percentuale corrisponde all'80,1 % di tutte le coniugi nel 2007(13);

Y.  considerando che il titolare di un'azienda agricola è l'unica persona figurante nei documenti bancari e ai fini delle sovvenzioni e dei diritti accumulati nonché il rappresentante dell'azienda in seno agli organismi associativi e collettivi; che non essere il titolare dell'azienda significa non aver alcun diritto in quanto tale (diritto ai pagamenti unici, premi per le vacche nutrici, diritti di impianto della vite, reddito, ecc.) e che ciò pone le agricoltrici in una posizione di vulnerabilità e svantaggio;

Z.  considerando che, affinché le donne possano beneficiare di regimi di aiuto nel settore agricolo, è necessario che siano riconosciute come proprietarie o comproprietarie; che l'Unione europea dovrebbe incoraggiare la proprietà o comproprietà di aziende agricole da parte delle donne, in quanto avrebbe effetti positivi sulla loro situazione nel mercato del lavoro, i loro diritti sociali e la loro indipendenza economica, garantendo loro in tal modo una migliore visibilità (e riconoscimento del loro contributo all'economia e al reddito) nelle zone rurali nonché un maggiore accesso ai terreni;

AA.  considerando che è necessario accrescere la visibilità delle donne nelle zone rurali nelle statistiche europee, nazionali e regionali, al fine di riflettere la loro situazione e il ruolo che esse svolgono;

AB.  considerando che un maggiore accesso dei giovani e delle donne ai terreni migliorerebbe il ricambio generazionale nell'agricoltura e favorirebbe la crescita economica e il benessere sociale;

AC.  considerando che l'offerta di servizi pubblici e privati di qualità e a prezzi accessibili, inclusa l'assistenza all'infanzia, agli anziani e ad altre persone a carico, comprese le persone con disabilità, è importante per tutti i residenti delle zone rurali; che tali servizi sono particolarmente importanti per favorire l'equilibrio tra vita professionale e vita privata, specialmente per le donne, che risultano maggiormente coinvolte nell'assistenza ai membri più giovani e più anziani nonché alle persone a carico della famiglia;

AD.  considerando che le donne svolgono un ruolo multifunzionale nelle zone rurali e, pertanto, tali servizi permetterebbero loro di lavorare e di progredire professionalmente, garantendo nel contempo una ripartizione equa delle responsabilità familiari e di assistenza;

AE.  considerando che per migliorare la qualità della vita nelle zone rurali è fondamentale la disponibilità di infrastrutture quali i collegamenti di trasporto, l'accesso a Internet a banda larga e ad alta velocità, compresi i servizi di dati mobili e la fornitura energetica, nonché servizi sociali, sanitari e d'istruzione di qualità;

AF.  considerando che la copertura della banda larga nelle zone rurali continua a essere inferiore rispetto alla copertura nazionale nei 28 Stati membri dell'UE; che nel 2015 il 98,4 % dei nuclei familiari nelle zone rurali aveva accesso ad almeno una tecnologia a banda larga, ma soltanto il 27,8 % aveva accesso a servizi di ultima generazione; che l'infrastruttura digitale, che non è pienamente sviluppata in tutte le zone rurali dell'UE, può contribuire notevolmente all'accesso alle informazioni e alle opportunità di formazione, come pure alla condivisione di informazioni e allo scambio di buone pratiche tra le donne nelle zone rurali e può rappresentare un elemento importante nel sostegno necessario per mantenere la popolazione femminile in tali zone;

AG.  considerando che l'istruzione è uno strumento fondamentale per promuovere il valore dell'uguaglianza, il quale dovrebbe essere promosso in modo trasversale, non solo nelle scuole ma anche nell'ambito della formazione professionale e in particolare quella incentrata sul settore primario;

AH.  considerando che il miglioramento delle condizioni generali nelle zone rurali consentirà alle donne in tali zone di ottenere uno status migliore;

AI.  considerando che l'importante contributo apportato dalle donne allo sviluppo locale e rurale non si riflette adeguatamente nella loro partecipazione ai relativi processi decisionali, poiché nelle zone rurali le donne sono spesso sottorappresentate negli organi decisionali quali le cooperative agricole, i sindacati e le amministrazioni comunali; che l'incremento della rappresentanza femminile all'interno di tali organi è della massima importanza;

AJ.  considerando che nelle zone rurali le donne sono penalizzate anche da un divario retributivo e pensionistico rispetto agli uomini, che è in aumento in alcuni Stati membri; che l'elaborazione di statistiche aggiornate sulla situazione dell'occupazione delle donne nelle zone rurali, nonché sulle loro condizioni di lavoro e di vita, merita pertanto maggiore attenzione;

AK.  considerando che non sono stati finora istituiti sottoprogrammi tematici dedicati alle donne nelle zone rurali e che fino al 2014 si è registrata purtroppo una scarsa partecipazione femminile nel ricorso agli strumenti disponibili nell'ambito dei programmi per lo sviluppo rurale; che su 6,1 milioni di partecipanti a programmi di formazione solamente il 28 % erano donne; che soltanto il 19 % dei beneficiari di investimenti fisici per la modernizzazione delle aziende agricole e il 33 % dei beneficiari di misure di diversificazione erano donne; che, per quanto riguarda i posti di lavoro creati grazie alle misure dell'asse 3 (diversificazione dell'economia nelle zone rurali), solamente il 38 % dei beneficiari erano donne;

1.  evidenzia il ruolo attivo delle donne nelle zone rurali e riconosce il contributo delle donne all'economia in tali zone in qualità di imprenditrici, amministratrici di imprese familiari e promotrici di uno sviluppo sostenibile; è del parere che, da un punto di vista sociale, economico e ambientale, le donne imprenditrici costituiscano un importante pilastro per lo sviluppo sostenibile delle zone rurali e che pertanto l'imprenditoria femminile dovrebbe essere promossa, incoraggiata e sostenuta nell'ambito delle strategie per lo sviluppo rurale e, in particolare, attraverso l'istruzione e la formazione professionale, la promozione della titolarità femminile, le reti di imprenditrici e l'accesso agli investimenti e al credito, la promozione della loro rappresentanza negli organi direttivi, come pure attraverso la creazione delle opportunità necessarie per sostenere le donne giovani, lavoratrici autonome, lavoratrici a tempo parziale e spesso a basso reddito;

2.  invita la Commissione, unitamente agli Stati membri, a sostenere una conciliazione positiva della vita privata e lavorativa e a stimolare nuove opportunità di lavoro e una migliore qualità della vita nelle zone rurali, oltre a incoraggiare donne a mettere in pratica i loro progetti;

3.  accoglie con favore il sostegno alle donne nelle zone rurali grazie a iniziative incentrate sull'apprezzamento da parte della comunità o sulla creazione di reti; sottolinea, in particolare, il ruolo fondamentale delle donne in quanto membri delle piccole aziende agricole o delle aziende agricole a conduzione familiare, che rappresentano la principale cellula socioeconomica delle zone rurali responsabile della produzione alimentare, della conservazione delle abilità e delle conoscenze tradizionali, delle identità regionali e della tutela dell'ambiente; ritiene che alle agricoltrici spetti un ruolo importante nell'assicurare la continuità delle piccole aziende agricole e delle aziende agricole a conduzione familiare proiettate verso il futuro;

4.  ritiene che, in considerazione dei diversi ruoli, occupazioni e situazioni delle donne nelle zone rurali, il miglioramento delle prospettive occupazionali richieda un'assistenza e un sostegno su misura per le loro esigenze e i loro interessi;

5.  invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere, incoraggiare, facilitare e promuovere in via prioritaria l'accesso al mercato del lavoro per le donne nelle zone rurali nell'ambito delle future politiche per lo sviluppo rurale, e a definire degli obiettivi per quanto riguarda l'impiego duraturo e retribuito in tale contesto; invita altresì gli Stati membri a includere nei loro programmi di sviluppo rurale strategie incentrate specificamente sul contributo delle donne al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020;

6.  osserva che la partecipazione delle donne al mercato del lavoro nelle zone rurali comprende un'ampia gamma di impieghi che vanno oltre l'agricoltura convenzionale e sottolinea, a tale proposito, che le donne nelle zone rurali possono essere fattori di cambiamento per passare a un'agricoltura sostenibile ed ecocompatibile, e possono svolgere un ruolo importante nella creazione di posti di lavoro verdi;

7.  invita gli Stati membri a fare un uso più mirato e a favorire la conoscenza dello strumento europeo Progress di microfinanza, ad attuare misure specifiche del FEASR a favore dell'occupazione delle donne, a promuovere e migliorare vari tipi di modalità di lavoro per le donne, prendendo in considerazione le condizioni specifiche nelle zone rurali, a offrire diversi tipi di incentivi a sostegno della sostenibilità e dello sviluppo delle start-up e delle PMI e a introdurre iniziative al fine di creare nuovi posti di lavoro in ambito agricolo e mantenere quelli esistenti nonché di renderli più interessanti per le giovani donne;

8.  incoraggia gli Stati membri a monitorare periodicamente la situazione delle donne nelle zone rurali e a massimizzare l'uso degli strumenti specifici e delle misure esistenti nell'ambito della PAC al fine di incrementare la partecipazione delle donne in qualità di beneficiarie, migliorando in tal modo la loro situazione;

9.  raccomanda alla Commissione di mantenere e migliorare i sottoprogrammi tematici dedicati alle "Donne nelle zone rurali" nelle future riforme della PAC, basando tali programmi, tra l'altro, su progetti di commercializzazione, di vendita diretta e di promozione dei prodotti a livello locale o regionale, dal momento che essi possono contribuire alla creazione di opportunità occupazionali per le donne nelle zone rurali;

10.  segnala che la parità tra donne e uomini rappresenta un obiettivo fondamentale dell'UE e dei suoi Stati membri; invita la Commissione e il Consiglio a provvedere a che l'uguaglianza di genere sia integrata in tutti i programmi e in tutte le azioni e iniziative dell'UE, e chiede l'integrazione della dimensione di genere nell'ambito della PAC e delle politiche di coesione nelle aree rurali; propone nuove azioni mirate per incoraggiare la partecipazione al mercato del lavoro delle donne nelle zone rurali attraverso il FEASR,

11.  auspica che una migliore comprensione della situazione delle donne nelle zone rurali consenta di elaborare sul medio periodo una Carta europea per le agricoltrici che definisca tale concetto e individui forme dirette e indirette di discriminazione contro le donne nelle zone rurali nonché misure di discriminazione positiva al fine di eliminarle;

12.  invita gli Stati membri, alla luce delle condizionalità in materia di uguaglianza tra uomini e donne, in quanto obbligo e obiettivo fondamentale dell'UE e dei suoi Stati membri, e del principio di non discriminazione, a creare maggiori sinergie nell'utilizzo degli strumenti disponibili nell'ambito del FEASR, del programma Leader+, di Orizzonte 2020 e del Fondo sociale europeo per la creazione di migliori condizioni di vita e lavorative nelle zone rurali, a perseguire politiche mirate finalizzate all'inclusione sociale ed economica e all'emancipazione delle donne e delle ragazze, soprattutto quelle appartenenti a gruppi vulnerabili ed emarginati, e ad accrescere la consapevolezza in merito a tutte le possibilità offerte alle donne in tali zone ai sensi della legislazione esistente;

13.  sottolinea che è importante prevedere misure specifiche per promuovere la formazione e l'occupazione nonché la protezione dei diritti dei gruppi di donne più vulnerabili con esigenze specifiche, come le donne disabili, le donne migranti, comprese le migranti stagionali, le rifugiate e le donne appartenenti a minoranze, le donne vittime della violenza di genere, le donne con un basso livello di formazione o senza alcuna formazione, le ragazze madri, ecc.;

14.  sottolinea il ruolo essenziale svolto dalle donne per quanto riguarda la contabilità nelle aziende agricole a conduzione familiare e, in tale contesto, richiama l'attenzione sulla mancanza di sostegno in termini di consulenza qualora un'azienda agricola si trovi in difficoltà finanziarie;

15.  incoraggia gli Stati membri a garantire che la partecipazione delle donne alla gestione delle aziende agricole sia pienamente riconosciuta, promuovendo e agevolando al contempo il loro accesso alla proprietà o comproprietà di aziende agricole;

16.  esorta gli Stati membri a promuovere misure di informazione e assistenza tecnica nonché uno scambio di buone pratiche fra gli Stati membri riguardo all'adozione di uno statuto professionale per i coniugi coadiuvanti nel settore agricolo, che consenta loro di beneficiare di diritti individuali tra cui, in particolare, il congedo di maternità, una previdenza sociale in caso di incidenti sul lavoro, l'accesso alla formazione e i diritti pensionistici;

17.  chiede alle istituzioni europee di provvedere affinché la PAC sia caratterizzata da un'equa ripartizione degli aiuti, garantendo il sostegno alle piccole aziende agricole;

18.  sottolinea l'importanza di sostenere la partecipazione delle donne al processo decisionale nelle zone rurali mediante attività formative volte a incentivare la loro presenza negli ambiti e nei settori in cui sono sottorappresentate, nonché mediante campagne di sensibilizzazione all'importanza della partecipazione attiva delle donne in seno alle cooperative, sia in qualità di socie che in ruoli dirigenziali;

19.  incoraggia gli Stati membri a promuovere l'uguaglianza tra uomini e donne nei diversi organi di gestione e di rappresentanza al fine di promuovere la partecipazione e un potere equi nonché una maggiore rappresentanza delle donne nei gruppi di lavoro e nei comitati di monitoraggio per lo sviluppo rurale come pure in qualunque tipo di organizzazione agricola, associazione ed ente pubblico, in modo che il processo decisionale tenga conto del punto di vista sia delle donne che degli uomini, e a incoraggiare la partecipazione delle donne ai gruppi d'azione locali nonché lo sviluppo di partenariati locali nel quadro del programma Leader;

20.  chiede il sostegno delle organizzazioni di donne e di agricoltori, che svolgono un ruolo importante nell'incoraggiare e favorire nuovi programmi di sviluppo e diversificazione;

21.  invita gli Stati membri a dare piena attuazione agli atti legislativi esistenti in materia di parità di trattamento tra uomini e donne, anche in fatto di sicurezza sociale e di congedo di maternità e parentale; li incoraggia a migliorare la legislazione in materia di parità tra donne e uomini nel mercato del lavoro e a garantire la previdenza sociale tanto agli uomini quanto alle donne che lavorano in zone rurali;

22.  invita la Commissione a monitorare il recepimento degli atti legislativi in vigore per rispondere alle sfide e alle discriminazioni incontrate dalle donne che vivono e lavorano nelle zone rurali;

23.  sottolinea la necessità di adottare misure efficaci ai livelli europeo e nazionale onde ridurre i divari retributivi e pensionistici di genere esistenti; esorta la Commissione, unitamente agli Stati membri e alle rispettive autorità regionali, a considerare la natura multidimensionale del divario pensionistico di genere in sede di elaborazione di misure politiche specifiche nel quadro della strategia dell'UE per lo sviluppo rurale, dal momento che vari fattori, quali il divario in campo occupazionale e retributivo, l'interruzione della carriera, il lavoro a tempo parziale, il lavoro informale dei coniugi coadiuvanti, la concezione dei sistemi pensionistici e il livello inferiore di contributi potrebbero portare a un divario pensionistico maggiore;

24.  incoraggia inoltre gli Stati membri a garantire una pensione decente, compresa una pensione nazionale minima destinata, in particolare, ad aiutare le donne nelle zone rurali al fine di mantenere la loro indipendenza economica una volta raggiunta l'età pensionabile;

25.  sottolinea che le politiche dell'UE riguardanti le condizioni di vita delle donne nelle zone rurali devono altresì tener conto delle condizioni di vita e di lavoro delle donne impiegate come lavoratrici stagionali nelle aziende agricole, con particolare riferimento alla necessità di protezione sociale, assicurazione medica e servizi sanitari; sottolinea la necessità di valorizzare al massimo il lavoro delle donne in questione;

26.  invita gli Stati membri a rafforzare il ruolo delle parti sociali e delle organizzazioni di assistenza sociale che collaborano con le autorità nel controllare il rispetto della legislazione sul lavoro, nel lottare contro il lavoro sommerso e nel verificare il rispetto delle norme di sicurezza e di previdenza sociale, facilitando in tal modo l'integrazione sociale ed economica di tutte le lavoratrici, comprese le lavoratrici migranti, stagionali e rifugiate;

27.  invita la Commissione e le autorità nazionali a creare banche dati e reti di informazioni a livello di Stati membri al fine di registrare la situazione economica e sociale delle donne nelle zone rurali nonché il loro contributo alla società, e svolgere un'opera di sensibilizzazione al riguardo;

28.  invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a rivedere i loro piani statistici in modo da includere meccanismi volti a misurare il contributo complessivo delle donne al reddito rurale e all'economia rurale disaggregando, se possibile, gli indicatori in base al genere, e a ottimizzare l'utilizzo dei dati disponibili relativi alla situazione economica e sociale delle donne nelle zone rurali e al loro coinvolgimento nelle attività in corso allo scopo di meglio calibrare le misure politiche;

29.  chiede il miglioramento del regolare monitoraggio della PAC, della raccolta di dati e degli indicatori di valutazione per individuare il ruolo delle donne in agricoltura e il loro impegno lavorativo "invisibile";

30.  sottolinea che è necessario prestare maggiore attenzione all'elaborazione di statistiche aggiornate sulla proprietà fondiaria da parte delle donne;

31.  invita la Commissione, insieme agli Stati membri e alle autorità locali e regionali, a fornire non solo adeguato materiale informativo sulle possibilità di sostegno espressamente orientate alle donne dedite all'agricoltura e alle donne nelle zone rurali, ma anche il pieno accesso all'istruzione e alla formazione professionale in agricoltura e in tutti i settori collegati, compresi la formazione postuniversitaria e i corsi specialistici per imprenditori e produttori agricoli, fornendo alle donne capacità di sviluppo imprenditoriale, conoscenze e l'accesso a linee di finanziamento e microfinanziamento per l'avvio e il consolidamento di attività imprenditoriali e consentendo loro di partecipare a una vasta gamma di attività produttive nelle zone rurali nonché di migliorare la loro competitività nell'agricoltura e nelle zone rurali, anche nell'ambito del turismo rurale collegato alle attività economiche del territorio;

32.  chiede che sia offerta una consulenza ad ampio spettro per la diversificazione professionale e imprenditoriale e che siano adottate misure per rafforzare l'emancipazione economica delle donne, promuovere le cooperative, le mutue, le imprese sociali e altri modelli aziendali alternativi nonché migliorare la loro mentalità imprenditoriale e le relative competenze;

33.  ricorda, in tale contesto, che la nuova agenda per le competenze della Commissione rappresenta per gli Stati membri un'occasione per individuare meglio e certificare le competenze acquisite al di fuori dell'istruzione formale e della formazione professionale al fine di contrastare l'esclusione sociale e il rischio di povertà;

34.  chiede che sia incoraggiata e agevolata la partecipazione delle donne che dispongono di qualifiche superiori in materia di agricoltura, allevamento e silvicoltura, attraverso programmi di formazione volti a sviluppare attività collegate alla prestazione di servizi di consulenza alle aziende agricole e all'innovazione;

35.  raccomanda di includere progressivamente moduli sulla parità nei programmi di formazione destinati in modo specifico alle attività agricole, come pure nell'elaborazione del materiale didattico, nonché di promuovere campagne pubbliche per la parità nelle zone rurali e di prestare particolare attenzione all'importanza del valore della parità nelle scuole delle zone rurali;

36.  sottolinea l'importanza di fornire consulenza e sostegno alle donne per consentire loro di svolgere attività innovative, agricole e di altro genere, nelle zone rurali;

37.  sottolinea l'importanza di promuovere e sostenere le organizzazioni delle donne che vivono nelle zone rurali, anche incoraggiando l'attività di reti, centri, banche dati e associazioni in quanto sviluppo sociale, economico e culturale fondamentale, dal momento che istituiscono reti e canali di informazione, formazione e creazione di posti di lavoro, cercano di aumentare lo scambio di esperienze e migliori prassi a tutti i livelli e promuovono una maggiore consapevolezza della situazione sociale ed economica delle donne nelle zone rurali; incoraggia le iniziative imprenditoriali, le associazioni, le cooperative e le organizzazioni di donne nell'agricoltura;

38.  invita gli attori regionali a utilizzare i fondi del secondo pilastro per programmi di sensibilizzazione tesi a sottolineare la neutralità di genere di tutte le professioni e a porre fine al persistere di una divisione dei compiti estremamente tradizionale in agricoltura;

39.  invita gli Stati membri ad agevolare un equo accesso alla terra, ad assicurare i diritti fondiari e di successione e ad agevolare l'accesso al credito per le donne, al fine di incoraggiarle a stabilirsi nelle zone rurali e contribuire al settore agricolo; incoraggia inoltre gli Stati membri ad affrontare la questione dell'accaparramento e della concentrazione dei terreni a livello di UE;

40.  plaude ai nuovi modelli di credito agricolo che sono stati resi possibili nel contesto di una stretta cooperazione tra la Commissione e la Banca europea per gli investimenti e raccomanda agli Stati membri di applicarli nel modo più ampio possibile;

41.  invita gli Stati membri e le amministrazioni regionali e locali a fornire strutture e servizi pubblici e privati economicamente accessibili e di qualità per la vita quotidiana nelle zone rurali, in particolare per quanto riguarda la sanità, l'istruzione e l'assistenza; fa presente che ciò richiederebbe la presenza di servizi di custodia dei bambini nell'ambito dell'infrastruttura agricola, servizi sanitari, strutture educative, istituti di assistenza e cura per anziani e altre persone non autonome, servizi di sostituzione in caso di malattia e di maternità nonché servizi culturali;

42.  sottolinea l'importanza di fornire nuove opportunità di impiego retribuito, specialmente per le donne, al fine di preservare le comunità rurali, creando al contempo le condizioni per facilitare un soddisfacente equilibrio tra vita professionale e vita privata;

43.  esorta gli Stati membri e le autorità regionali a fare uso dei fondi strutturali e del fondo di coesione per ampliare e migliorare le infrastrutture di trasporto e per fornire un approvvigionamento energetico sicuro nonché infrastrutture e servizi affidabili per la banda larga ad alta velocità nelle zone rurali; sottolinea l'importanza dello sviluppo digitale nelle zone rurali e dello sviluppo di approcci olistici ("villaggio digitale");

44.  invita la Commissione a riconoscere l'importanza di estendere la sua agenda digitale alle zone rurali, dal momento che lo sviluppo digitale può contribuire in modo significativo alla creazione di nuovi posti di lavoro, a un accesso più semplice al lavoro autonomo, alla promozione della competitività e dello sviluppo del turismo nonché alla creazione di un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata;

45.  esorta le autorità locali e nazionali e altre istituzioni a garantire i diritti umani fondamentali dei lavoratori migranti e stagionali e delle loro famiglie, in particolare delle donne e delle persone particolarmente vulnerabili, e a favorire la loro integrazione nella comunità locale;

46.  richiama l'attenzione sulle disparità nell'accesso alle strutture per l'infanzia nelle zone urbane e rurali nonché sulle disparità regionali nella realizzazione degli obiettivi di Barcellona riguardanti le strutture di custodia per i bambini;

47.  condanna tutte le forme di violenza contro le donne e osserva che l'assistenza alle vittime svolge un ruolo fondamentale; invita pertanto gli Stati membri e le amministrazioni regionali e locali a inviare un forte messaggio di tolleranza zero nei confronti della violenza contro le donne, nonché ad attuare politiche e fornire servizi adeguati alle condizioni esistenti nelle zone rurali onde impedire e contrastare la violenza contro le donne, assicurando quindi che le vittime abbiano accesso all'assistenza;

48.  invita pertanto gli Stati membri e le amministrazioni regionali e locali a garantire che le vittime di violenza contro le donne che vivono nelle zone rurali e remote non siano private della parità di accesso all'assistenza e ribadisce il suo invito all'Unione e ai suoi Stati membri a ratificare quanto prima la Convenzione di Istanbul;

49.  ribadisce il suo invito alla Commissione a presentare una proposta di direttiva dell'UE sulla violenza contro le donne;

50.  evidenzia che le zone rurali all'interno degli Stati membri svolgono un ruolo cruciale in termini economici e di sicurezza alimentare nella nostra società moderna, dove oltre 12 milioni di agricoltori forniscono un quantitativo sufficiente di alimenti sani e sicuri a mezzo miliardo di consumatori di tutta l'Unione europea; sottolinea che è fondamentale preservare la vivacità delle comunità di tali aree incoraggiando le donne e le famiglie a rimanervi;

51.  invita, a tale proposito, la Commissione e gli Stati membri a garantire una PAC solida e dotata di finanziamenti adeguati che sia utile agli agricoltori e ai consumatori europei, promuova lo sviluppo rurale, mitighi gli effetti dei cambiamenti climatici e protegga e rafforzi l'ambiente naturale, garantendo al contempo un approvvigionamento alimentare di elevata qualità e sicuro e creando più posti di lavoro;

52.  osserva che le zone rurali dispongono spesso di un patrimonio naturale e culturale che deve essere tutelato e sviluppato insieme al turismo sostenibile e all'educazione ambientale;

53.  sottolinea l'importanza del concetto di multifunzionalità, che fa riferimento alle altre attività economiche, sociali, culturali e ambientali svolte nelle zone rurali a complemento della produzione agricola che, in particolare, sono fonte di occupazione per le donne; incoraggia pertanto gli Stati membri a favorire le misure di diversificazione di attività quali la vendita diretta di prodotti, i servizi sociali, i servizi di assistenza e l'agroturismo; ritiene che, dato il crescente interesse per questo tipo di turismo, bisognerebbe mettere in rete queste imprese e far circolare le migliori prassi;

54.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 6 del 10.1.1979, pag. 24.
(2) GU L 204 del 26.7.2006, pag. 23.
(3) GU L 180 del 15.7.2010, pag. 1.
(4) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.
(5) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 487.
(6) GU C 66 E del 20.3.2009, pag. 23.
(7) GU C 296 E del 2.10.2012, pag. 13.
(8) Testi approvati, P8_TA(2015)0264.
(9) Testi approvati, P8_TA(2015)0290.
(10) Testi approvati, P8_TA(2016)0427.
(11) Secondo l'indagine Eurostat sulla struttura delle aziende agricole.
(12) Commissione europea (2011), "Agriculture and Rural Development. EU Agricultural Economic Briefs. Rural Areas and the Europe 2020 Strategy – Employment", nota informativa n. 5 – novembre 2011.
(13) Commissione europea (2012), "Agricultural Economic Briefs. Women in EU agriculture and rural areas: hard work, low profile", nota informativa n. 7 – giugno 2012.


Inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico
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Raccomandazione del Parlamento europeo del 4 aprile 2017 al Consiglio e alla Commissione a seguito dell'inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico (2016/2908(RSP))
P8_TA(2017)0100B8-0177/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 226 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la decisione 95/167/CE, Euratom, CECA del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, del 19 aprile 1995, relativa alle modalità per l'esercizio del diritto d'inchiesta del Parlamento europeo(1),

–  vista la sua decisione (UE) 2016/34, del 17 dicembre 2015, sulla costituzione, le attribuzioni, la composizione numerica e la durata del mandato della commissione d'inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico(2),

–  visto il regolamento (CE) n. 715/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2007, relativo all'omologazione dei veicoli a motore riguardo alle emissioni dai veicoli passeggeri e commerciali leggeri (Euro 5 ed Euro 6) e all'ottenimento di informazioni sulla riparazione e la manutenzione del veicolo(3),

–  vista la direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007, che istituisce un quadro per l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli(4),

–  vista la direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa(5),

–  vista la sua risoluzione del 27 ottobre 2015 sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico(6),

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2016 sull'inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico(7) (basata sulla relazione interlocutoria A8-0246/2016),

–  vista la relazione finale della commissione d'inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico (A8-0049/2017),

–  visto il progetto di raccomandazione della commissione d'inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico,

–  visto l'articolo 198, paragrafo 12, del suo regolamento,

A.  considerando che l'articolo 226 TFUE fornisce una base giuridica per la costituzione, da parte del Parlamento europeo, di una commissione temporanea d'inchiesta incaricata di esaminare le denunce di infrazione o di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto dell'Unione, fatte salve le prerogative delle giurisdizioni nazionali o dell'Unione, e considerando che questo costituisce un elemento importante del potere di controllo del Parlamento;

B.  considerando che, sulla base della proposta della Conferenza dei presidenti, il 17 dicembre 2015 il Parlamento ha deciso di costituire una commissione d'inchiesta per esaminare le presunte inadempienze nell'applicazione della legislazione dell'Unione in relazione alla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico, la quale formulerà le raccomandazioni che riterrà necessarie al riguardo;

C.  considerando che la commissione d'inchiesta ha iniziato a operare il 2 marzo 2016 e ha approvato la sua relazione finale il 28 febbraio 2017, nella quale presenta la metodologia e le conclusioni della sua indagine;

D.  considerando che negli ultimi decenni la quota di mercato delle autovetture diesel è aumentata nell'Unione europea a un livello tale per cui esse rappresentano oggi oltre la metà delle nuove automobili vendute in quasi tutti gli Stati membri; che tale crescita sostenuta della quota di mercato dei veicoli diesel è anche il risultato della politica dell'UE in materia di clima, poiché la tecnologia diesel è vantaggiosa rispetto ai motori a benzina in termini di emissioni di CO2; che in fase di combustione i motori diesel, a differenza di quelli a benzina, producono molti più inquinanti diversi dalla CO2, che sono significativamente e direttamente nocivi per la salute pubblica, ad esempio NOx, SOx e particolato; che per tali inquinanti esistono e sono reperibili sul mercato tecnologie di mitigazione;

E.  considerando che la tecnologia esistente permette di rispettare le norme Euro 6 in materia di NOx per i veicoli diesel, anche per quanto riguarda le condizioni reali di guida e senza che ciò abbia un impatto negativo sulle emissioni di CO2;

F.  considerando che le migliori prassi in uso negli Stati Uniti, dove vigono norme sulle emissioni più rigorose che si applicano ai veicoli sia a benzina sia diesel nonché politiche di applicazione della legge più severe, offrono uno standard cui l'UE dovrebbe aspirare;

G.  considerando che la tutela della salute pubblica e dell'ambiente dovrebbe essere una responsabilità e una preoccupazione comune della società, in relazione alla quale tutti i soggetti interessati, incluso il settore automobilistico, hanno un ruolo importante da svolgere;

1.  incarica il suo Presidente di prendere le misure necessarie per rendere pubblica la relazione finale della commissione d'inchiesta conformemente all'articolo 198, paragrafo 11, del suo regolamento e all'articolo 4, paragrafo 2, della decisione 95/167/CE, Euratom, CECA;

2.  invita il Consiglio e la Commissione a provvedere a che le conclusioni dell'inchiesta e le conseguenti raccomandazioni trovino concreta applicazione, conformemente alla decisione 95/167/CE, Euratom, CECA;

3.  invita la Commissione a presentare al Parlamento entro 18 mesi dall'adozione della presente raccomandazione, e successivamente su base regolare, una relazione completa sulle misure adottate dalla Commissione e dagli Stati membri in merito alle conclusioni e alle raccomandazioni della commissione d'inchiesta;

4.  invita il suo Presidente a incaricare la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e la commissione per i trasporti e il turismo a verificare il seguito dato alle conclusioni e alle raccomandazioni della commissione d'inchiesta, in conformità dell'articolo 198, paragrafo 13, del suo regolamento;

5.  invita il suo Presidente a incaricare la commissione per gli affari costituzionali a dar seguito alle raccomandazioni della commissione d'inchiesta per quanto riguarda le limitazioni del diritto d'inchiesta del Parlamento;

Prove di laboratorio ed emissioni reali di guida

6.  invita la Commissione a modificare la propria struttura interna affinché, in virtù del principio di responsabilità collegiale, il portafoglio di un unico commissario (e di una direzione generale) preveda al contempo competenze in materia di legislazione sulla qualità dell'aria e di politiche intese a contrastare le fonti di emissioni inquinanti; chiede di aumentare le risorse umane e tecniche in seno alla Commissione destinate ai veicoli, ai loro sistemi e alle tecnologie di controllo delle emissioni, e che il Centro comune di ricerca (JRC) migliori ulteriormente le competenze tecniche interne;

7.  invita a tal fine la Commissione a modificare la propria struttura interna e la propria suddivisione delle responsabilità affinché tutte le competenze legislative attualmente in capo alla direzione generale del Mercato interno, dell'industria, dell'imprenditoria e delle PMI (DG GROW) nel settore delle emissioni dei veicoli siano trasferite alla direzione generale dell'Ambiente (DG ENV);

8.  invita la Commissione a garantire la presenza di adeguate risorse umane, competenze tecniche e un adeguato livello di autonomia in seno al JRC, comprese misure intese a conservare all'interno dell'organizzazione l'esperienza pertinente maturata nel campo della tecnologia relativa a veicoli ed emissioni e delle prove sui veicoli; osserva che il JRC potrebbe avere ulteriori responsabilità di verifica dei requisiti nel quadro della proposta di un nuovo regolamento sulla vigilanza del mercato e sull'omologazione;

9.  chiede che tutti i risultati delle prove del JRC siano messi a disposizione del pubblico integralmente tramite una banca dati in forma non anonima; chiede altresì che il laboratorio per le emissioni dei veicoli (VELA) del JRC riferisca a un consiglio di vigilanza che includa rappresentanti degli Stati membri e delle organizzazioni per la tutela ambientale e della salute;

10.  invita i colegislatori, nell'ambito della revisione in corso del regolamento (CE) n. 715/2007, a garantire che le misure a norma dell'articolo 5, paragrafo 3, e dell'articolo 14, volte a integrare o modificare determinati elementi non essenziali dell'atto legislativo, siano adottate mediante atti delegati, al fine di assicurare un adeguato controllo da parte del Parlamento e del Consiglio, riducendo allo stesso tempo la possibilità di indebiti ritardi nell'adozione di tali misure; si oppone fermamente alla scelta di adottare tali misure mediante atti di esecuzione;

11.  chiede la rapida adozione del 3° e 4° pacchetto sulle emissioni in condizioni reali di guida (RDE), nell'ottica di completare il quadro normativo per la nuova procedura di omologazione, come pure la rapida attuazione del suddetto quadro; ricorda che, affinché le prove RDE siano efficaci nel ridurre le discrepanze tra le emissioni misurate in laboratorio e su strada, le specifiche delle procedure di prova e di valutazione dovrebbero essere delineate con grande attenzione e dovrebbero contemplare un ampio ventaglio di condizioni di guida, tra cui temperatura, regolazioni di carico, velocità del veicolo, altitudine, tipo di strada e altri parametri che possono essere riscontrati durante la guida in tutta l'Unione;

12.  prende atto del ricorso di annullamento contro il 2° pacchetto RDE avviato da diverse città dell'UE sulla base del fatto che, introducendo nuove soglie più elevate per le emissioni di NOx, il regolamento della Commissione altera un elemento essenziale di un atto di base, violando in tal modo un requisito procedurale fondamentale, nonché le disposizioni della direttiva sulla qualità dell'aria (2008/50/CE) per quanto riguarda i limiti dei livelli massimi di emissione di azoto per i veicoli diesel;

13.  esorta la Commissione a rivedere nel 2017 il fattore di conformità per le prove RDE delle emissioni di NOx, come previsto dal 2º pacchetto RDE; invita la Commissione a riesaminare ulteriormente su base annua il fattore di conformità, in linea con gli sviluppi tecnologici, in modo da ridurlo a 1 al più tardi entro il 2021;

14.  invita la Commissione a rivedere la normativa applicabile dell'Unione al fine di verificare se la commercializzazione di altri sistemi del veicolo, o di altri prodotti, potrebbe dipendere da procedure di prova inadeguate, come nel caso delle emissioni dei veicoli, o in altri settori in cui mancano simili sforzi in materia di vigilanza del mercato, e a presentare adeguate proposte legislative intese a garantire l'attuazione delle norme del mercato interno;

15.  invita la Commissione a presentare proposte intese a introdurre ispezioni ambientali a livello dell'UE al fine di monitorare il rispetto delle norme ambientali per i prodotti, i limiti di emissione relativi alle licenze operative nonché la legislazione ambientale dell'UE in generale;

16.  chiede alla Commissione di proseguire la sua opera di miglioramento delle prestazioni delle misurazioni effettuate con il PEMS, onde migliorarne la precisione e ridurre il margine di errore; ritiene che, per quanto concerne il particolato, la tecnologia PEMS dovrebbe essere in grado di rilevare particelle di dimensioni inferiori a 23 nanometri, che sono le particelle più pericolose per la salute pubblica;

17.  ritiene che le norme orizzontali sulla creazione e il funzionamento dei gruppi di esperti della Commissione, adottate dalla Commissione il 30 maggio 2016, costituiscano un miglioramento rispetto alla normativa precedente, ad esempio per quanto riguarda l'obbligo di fornire un verbale informativo e completo delle riunioni; invita la Commissione a rivedere tali norme al fine di rafforzare le disposizioni sulla composizione equilibrata dei gruppi di esperti; invita la Commissione ad applicare rigorosamente e immediatamente le norme orizzontali (aggiornate) e a elaborare una relazione, destinata al Parlamento e al Consiglio, che ne valuti l'attuazione;

18.  chiede che gli elenchi dei partecipanti e i verbali delle riunioni dei comitati di comitatologia, quali il Comitato tecnico sui veicoli a motore (CTVM), e dei gruppi di esperti della Commissione, come il gruppo di lavoro sui veicoli a motore o il gruppo sulle emissioni reali di guida dei veicoli leggeri (RDE-LDV), siano resi pubblici;

19.  esorta gli Stati membri a garantire maggiore trasparenza nell'accesso, da parte dei rispettivi parlamenti nazionali, ai documenti delle riunioni del CTVM;

20.  invita la Commissione a modificare sostanzialmente le prassi esistenti in materia di archiviazione e conservazione delle informazioni e a garantire che le note, le comunicazioni tra servizi, le bozze e gli scambi informali con la Commissione, gli Stati membri, il Consiglio e i loro rappresentanti siano archiviati automaticamente; deplora le lacune nei registri pubblici derivanti dall'ambito troppo ristretto dei documenti destinati ad essere archiviati, il che richiede un intervento attivo per l'archiviazione;

Impianti di manipolazione

21.  ritiene che, sebbene la procedura RDE riduca al minimo il rischio di utilizzo di impianti di manipolazione, essa non impedirà totalmente il potenziale ricorso a pratiche illegali; raccomanda pertanto, conformemente all'approccio delle autorità statunitensi, di integrare un certo grado di imprevedibilità nelle prove di omologazione e della conformità in servizio, al fine di prevenire lo sfruttamento di eventuali lacune in essere e garantire la conformità durante tutto il ciclo di vita del veicolo; accoglie con favore, a tale proposito, il protocollo di prova per gli impianti di manipolazione inserito nel "Documento orientativo sulla valutazione delle strategie ausiliarie di controllo delle emissioni e sulla presenza di impianti di manipolazione" adottato dalla Commissione il 26 gennaio 2017 e applicabile ai veicoli già presenti sul mercato; si attende che le autorità nazionali degli Stati membri applichino rapidamente il presente protocollo nell'ambito delle loro attività di vigilanza del mercato e conducano le prove sui veicoli indicate con variazioni non prevedibili delle condizioni di prova standard, come ad esempio temperatura ambiente, velocità, carico del veicolo e durata della prova, che possono includere una "prova a sorpresa";

22.  osserva con preoccupazione che le prove ufficiali sulle emissioni di CO2 e sul consumo di carburante dei veicoli continueranno a essere limitate a una prova in condizioni di laboratorio (WLTP), il che significa che l'utilizzo illegale di impianti di manipolazione rimane possibile e può non essere rilevato; esorta la Commissione e gli Stati membri a istituire sistemi di controllo a distanza dei parchi veicoli, utilizzando apparecchiature di telerilevamento posizionate a margine della strada e/o sensori a bordo, per analizzare le prestazioni ambientali dei parchi veicoli in servizio e rilevare eventuali prassi illegali che potrebbero portare a continue discrepanze tra le prestazioni su carta e quelle nel mondo reale;

23.  invita la Commissione ad analizzare ulteriormente i motivi per cui le disposizioni più rigorose in materia di impianti di manipolazione, presenti nella legislazione sui veicoli pesanti, non sono state incluse nella legislazione sui veicoli leggeri;

24.  invita la Commissione a effettuare una revisione interna per verificare l'argomentazione secondo cui i risultati della ricerca e le preoccupazioni del JRC, oggetto di dibattito tra i servizi della Commissione per quanto riguarda eventuali pratiche illegali da parte dei costruttori, non hanno mai raggiunto i livelli elevati della gerarchia; invita la Commissione a riferire le sue conclusioni al Parlamento;

25.  ritiene opportuno istituire un meccanismo di comunicazione chiara all'interno della Commissione, onde assicurare che le eventuali inadempienze riscontrate dal JRC siano segnalate a tutti i livelli pertinenti della gerarchia della Commissione;

26.  invita la Commissione a incaricare il JRC di indagare ulteriormente, assieme alle autorità nazionali e agli istituti di ricerca indipendenti, sul comportamento sospetto in termini di emissioni osservato su diverse automobili nell'agosto 2016;

27.  invita gli Stati membri a imporre ai costruttori di automobili, nell'ambito dell'obbligo introdotto di recente e ad essi applicabile di comunicare le proprie strategie di base e ausiliarie nel campo delle emissioni, di spiegare qualsiasi comportamento irrazionale dei veicoli sotto il profilo delle emissioni riscontrato nelle prove e di dimostrare la necessità di applicare le esenzioni di cui all'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 715/2007; invita gli Stati membri a condividere con la Commissione e il Parlamento i risultati delle loro indagini e i dati delle prove tecniche;

28.  invita la Commissione a controllare rigorosamente l'applicazione, da parte degli Stati membri, delle esenzioni all'uso degli impianti di manipolazione; accoglie con favore, a tale proposito, la metodologia di valutazione tecnica delle strategie ausiliarie di controllo delle emissioni inclusa nel documento orientativo della Commissione del 26 gennaio 2017; invita la Commissione ad avviare procedure di infrazione, ove del caso;

Omologazione e conformità in servizio

29.  chiede, nell'interesse della protezione dei consumatori e dell'ambiente, la rapida adozione della proposta di regolamento relativo all'omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore e dei loro rimorchi (2016/0014(COD))(8), che sostituisce l'attuale direttiva quadro sull'omologazione, e la sua entrata in vigore non oltre il 2020; ritiene che il minimo richiesto per migliorare il sistema dell'UE sia il mantenimento del livello di ambizione della proposta iniziale della Commissione, in particolare per quanto riguarda l'introduzione di una vigilanza UE del sistema; è del parere, inoltre, che un sistema di omologazione e vigilanza del mercato maggiormente esaustivo e coordinato, che preveda una vigilanza dell'UE, audit congiunti e la cooperazione con e tra autorità nazionali, dovrebbe essere l'obiettivo da raggiungere nel corso dei negoziati interistituzionali sul fascicolo;

30.  ritiene che solo con un maggiore controllo a livello di UE sia possibile garantire la corretta applicazione della legislazione unionale in materia di veicoli e l'esecuzione efficiente ed efficace delle attività di vigilanza del mercato nell'Unione; invita la Commissione a garantire la piena e omogenea attuazione del nuovo quadro di omologazione e di vigilanza del mercato, come pure a coordinare il lavoro delle autorità nazionali di omologazione e di vigilanza del mercato e a mediare in caso di controversie;

31.  chiede un notevole rafforzamento della vigilanza del mercato sulla base di regole chiaramente definite e di una più netta ripartizione delle responsabilità nel nuovo quadro di omologazione UE, al fine di istituire un sistema migliore, efficace e funzionale;

32.  ritiene che le attività di vigilanza dell'Unione nell'ambito del nuovo quadro per l'omologazione UE dovrebbero comportare la riesecuzione di prove, su scala adeguata, su veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche già immessi sul mercato, al fine di verificarne la conformità alle omologazioni e alla legislazione applicabile, utilizzando una vasta gamma di prove basate su campioni statisticamente rilevanti, e di avviare misure correttive, tra cui richiami di veicoli, ritiro delle omologazioni e sanzioni amministrative; è convinto che le competenze del JRC siano determinanti per eseguire tale compito;

33.  invita la Commissione e gli Stati membri a valutare la prassi statunitense di eseguire prove a campione fuori dalla linea di produzione e prove in servizio e a trarre le necessarie conclusioni per migliorare le rispettive attività di vigilanza del mercato;

34.  suggerisce che, nel caso di veicoli passeggeri, siano eseguite prove di vigilanza del mercato a campione, anche con protocolli di prova non specificati, su almeno il 20 % dei nuovi modelli immessi sul mercato dell'Unione ogni anno nonché su una quantità rappresentativa di modelli più vecchi, onde verificare che i veicoli su strada siano conformi alla legislazione unionale in materia di sicurezza e ambiente; ritiene che, nella scelta dei veicoli da sottoporre alle prove nell'Unione, si debba dare seguito alle denunce comprovate e si debba tenere conto delle prove di terzi, dei dati del telerilevamento, delle relazioni dei controlli tecnici periodici e di altre informazioni;

35.  sottolinea la necessità che le autorità nazionali competenti garantiscano il rispetto sistematico della conformità della produzione e della conformità in servizio dei veicoli, con un ulteriore coordinamento e un'ulteriore vigilanza a livello di UE; ritiene che le prove di conformità della produzione e di conformità in servizio dovrebbero essere eseguite da un servizio tecnico diverso da quello responsabile dell'omologazione del veicolo in questione e che i servizi tecnici interni dovrebbero essere esclusi dallo svolgimento delle prove delle emissioni ai fini dell'omologazione; esorta gli Stati membri a chiarire una volta per tutte quale sia l'autorità responsabile, nel loro territorio, della vigilanza del mercato, a garantire che tale autorità sia consapevole delle sue responsabilità e a informare di conseguenza la Commissione; ritiene che una cooperazione e uno scambio di informazioni molto più stretti tra le autorità di vigilanza del mercato degli Stati membri e la Commissione, anche in materia di piani nazionali di vigilanza del mercato, miglioreranno la qualità complessiva delle attività di vigilanza del mercato nell'UE e permetteranno alla Commissione di individuare i punti deboli dei sistemi nazionali di vigilanza del mercato;

36.  ritiene che un maggiore coordinamento e un maggiore dibattito tra le autorità di omologazione e la Commissione, sotto forma di forum presieduto dalla Commissione stessa, contribuiranno alla promozione di buone pratiche volte a garantire l'attuazione efficace e armonizzata del regolamento sulla vigilanza del mercato e sull'omologazione;

37.  ritiene che la possibilità di una verifica completa e indipendente dei risultati dell'omologazione, inclusi i dati delle prove di decelerazione, migliorerà l'efficacia del quadro di riferimento, e che i dati pertinenti dovrebbero essere accessibili alle parti interessate;

38.  chiede un finanziamento adeguato e indipendente delle attività di omologazione, di vigilanza del mercato e delle attività dei servizi tecnici, ad esempio mediante l'istituzione di una struttura tariffaria, mediante i bilanci nazionali degli Stati membri o mediante una combinazione di entrambi i metodi; reputa che le autorità di omologazione dovrebbero essere incaricate di verificare le relazioni commerciali ed economiche esistenti tra i costruttori e i fornitori di automobili, da un lato, e i servizi tecnici, dall'altro, al fine di evitare conflitti di interesse;

39.  richiama l'attenzione sul sistema di omologazione degli Stati Uniti, in base al quale i diritti versati dai costruttori per coprire i costi dei programmi di certificazione e di conformità sono trasmessi al dipartimento del Tesoro statunitense, mentre il Congresso degli Stati Uniti assegna a sua volta fondi all'Agenzia per la protezione dell'ambiente (EPA) affinché attui i propri programmi, sistema che potrebbe rappresentare un utile paradigma per migliorare l'indipendenza del sistema dell'UE;

40.  chiede l'approvazione, l'attuazione e l'applicazione efficaci del quarto pacchetto RDE che disciplina l'impiego dei PEMS per i controlli della conformità in servizio e per le prove di terzi; invita la Commissione a prevedere un mandato per il JRC affinché possa eseguire prove di emissione con PEMS come parte dei controlli della conformità in servizio a livello europeo nel contesto del nuovo quadro di omologazione;

41.  chiede ai colegislatori di istituire, nel prossimo regolamento relativo all'omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore, una rete di telerilevamento a livello dell'UE per monitorare le emissioni reali del parco veicoli e individuare i veicoli eccessivamente inquinanti, al fine di rendere mirati i controlli della conformità in servizio e rintracciare le autovetture che potrebbero essere state modificate illegalmente tramite modifiche alle apparecchiature (per esempio, piastre di disattivazione del sistema di ricircolo dei gas di scarico (EGR), eliminazione del filtro antiparticolato per motori diesel (DPF) o dei sistemi di riduzione catalitica selettiva (SCR)) o al software (manomissione illegale della scheda elettronica);

42.  invita la Commissione ad avvalersi dei poteri delegati di cui all'articolo 17 della direttiva 2014/45/UE relativa ai controlli tecnici periodici dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, in modo da aggiornare i metodi di prova dei controlli tecnici periodici dei veicoli al fine di misurare le emissioni di NOx delle automobili;

43.  ritiene che le autorità di omologazione, le autorità di vigilanza del mercato e i servizi tecnici dovrebbero svolgere le loro funzioni; è del parere che essi dovrebbero pertanto migliorare in modo significativo e costante il loro livello di competenza e, a tal fine, chiede un controllo regolare e indipendente delle loro capacità;

44.  invita la Commissione a valutare la possibilità di imporre ai costruttori l'obbligo di notificare a quest'ultima la scelta del servizio tecnico, onde favorire una reale comprensione della situazione;

45.  invita gli Stati membri a imporre ai costruttori di automobili l'obbligo di comunicare e giustificare alle autorità di omologazione le loro strategie in materia di emissioni, come avviene nel caso dei veicoli pesanti;

46.  chiede agli Stati membri di analizzare se le soluzioni "tipo" proposte dal costruttore per riparare i veicoli dotati di sistemi fraudolenti rispettano realmente la legislazione sulle emissioni, nonché di effettuare verifiche a campione sui nuovi veicoli riparati;

Applicazione e sanzioni

47.  chiede un'applicazione più rigorosa ed efficace delle norme sulle emissioni dei veicoli nell'UE; propone di riformare senza indugio la struttura di governance sulle emissioni delle automobili e di uniformarla a quella degli altri settori del trasporto;

48.  ricorda che le norme sulla misurazione delle emissioni sono stabilite al fine di conseguire un miglioramento della qualità dell'aria, che in precedenza non è stato raggiunto in parte a causa del basso livello di applicazione delle leggi e in parte a causa di manipolazioni ad opera di alcuni costruttori di automobili; ritiene che le autorità competenti dovrebbero prendere in considerazione le emissioni prodotte dalle automobili e i dati sulla qualità dell'aria al fine di valutare se l'obiettivo perseguito sia stato raggiunto;

49.  propone di istituire un quadro di cooperazione internazionale permanente sulle emissioni, nell'ottica di consentire alle autorità di scambiare informazioni e condurre azioni di vigilanza congiunta; sostiene che nell'UE azioni simili esistono già per altri prodotti;

50.  esorta la Commissione ad avviare procedure d'infrazione nei confronti degli Stati membri che non hanno predisposto un'efficace vigilanza del mercato né un regime sanzionatorio nazionale per le violazioni del diritto dell'Unione, come richiesto dalla legislazione in vigore;

51.  indica che la Commissione dovrebbe avere il potere di imporre ai costruttori di veicoli sanzioni amministrative efficaci, proporzionate e dissuasive come pure misure di riparazione e correttive laddove sia accertata la non conformità dei loro veicoli; ritiene che le eventuali sanzioni dovrebbero includere la revoca delle omologazioni e l'istituzione di programmi di richiamo a livello dell'UE;

52.  ritiene che le risorse ottenute con le sanzioni inflitte ai costruttori di veicoli, le risorse derivanti dalle procedure di infrazione avviate nei confronti degli Stati membri per il mancato rispetto della normativa dell'UE sulle emissioni e le indennità per le emissioni in eccesso per le nuove autovetture (linea di bilancio 711) dovrebbero essere utilizzate come entrate destinate a progetti o programmi specifici dell'UE in materia di qualità dell'aria e protezione dell'ambiente, e non dovrebbero diminuire i contributi degli Stati membri al bilancio dell'UE basati sul reddito nazionale lordo; chiede che a tal fine nella legislazione dell'Unione siano introdotte le necessarie disposizioni; suggerisce che le risorse ottenute con tali sanzioni potrebbero essere utilizzate in parte dagli Stati membri per risarcire le persone danneggiate dalla violazione e svolgere altre attività analoghe a vantaggio dei consumatori;

53.  invita gli Stati membri a garantire che le norme sulle sanzioni applicabili in caso di violazione da parte dei costruttori delle disposizioni del regolamento (CE) n. 715/2007 siano efficaci, proporzionate e dissuasive e siano notificate prontamente alla Commissione;

54.  invita gli Stati membri ad applicare misure più rigorose in seguito allo scandalo dell'indicazione fraudolenta delle emissioni; invita gli Stati membri e le rispettive autorità di omologazione a esaminare le informazioni sulle strategie di base e ausiliarie per il controllo delle emissioni – che i costruttori di automobili sono tenuti a divulgare – nel caso di automobili Euro 5 ed Euro 6 omologate che mostrano un comportamento irrazionale sotto il profilo delle emissioni durante i programmi di prova, nonché a verificare la loro conformità agli orientamenti interpretativi della Commissione concernenti le disposizioni sugli impianti di manipolazione; chiede agli Stati membri di applicare le sanzioni previste in caso di mancata conformità, compresi programmi di richiamo obbligatorio e la revoca delle omologazioni; invita la Commissione a garantire un approccio coordinato in materia di programmi di richiamo in tutta l'UE;

55.  invita gli Stati membri e la Commissione a chiarire ai proprietari dei veicoli interessati se è obbligatorio ripararli o meno e quali sono le conseguenze giuridiche derivanti dalla riparazione in termini di conformità alla normativa sulle emissioni, obblighi in materia di controllo tecnico dei veicoli e tassazione, nonché le conseguenze di un'eventuale riclassificazione del veicolo, ecc.;

56.  osserva che è difficile raccogliere informazioni sulle sanzioni negli Stati membri a causa della mancanza di dati statistici a livello nazionale; invita la Commissione e gli Stati membri a raccogliere con regolarità dati statistici in proposito;

57.  invita gli Stati membri e la Commissione a rafforzare i meccanismi europei di attuazione, come la rete dell'Unione europea per l'attuazione e il controllo del rispetto del diritto dell'ambiente (IMPEL);

Diritti dei consumatori

58.  ritiene che i consumatori europei colpiti dallo scandalo “dieselgate” dovrebbero ricevere un indennizzo finanziario adeguato da parte delle case automobilistiche coinvolte e che i programmi di richiamo attuati solamente in parte non vadano considerati una forma sufficiente di risarcimento;

59.  chiede alla Commissione, a tale proposito, di presentare una proposta legislativa intesa a istituire un sistema di ricorso collettivo al fine di creare un sistema armonizzato per i consumatori dell'UE, eliminando così l'attuale situazione in cui i consumatori non hanno protezione nella maggior parte degli Stati membri; invita la Commissione a esaminare i sistemi esistenti all'interno e al di fuori dell'UE al fine di individuare le migliori prassi e introdurle nella sua proposta legislativa;

60.  ritiene che se l’omologazione di un veicolo viene ritirata per non conformità, il proprietario di un veicolo interessato debba essere pienamente indennizzato per l'acquisto di questo veicolo;

61.  ritiene che i consumatori dovrebbero avere diritto ad un risarcimento adeguato ove si dimostri che le prestazioni originali del veicolo (ad esempio in termini di consumi, efficienza, durata dei componenti, emissioni, ecc.) subiscano un impatto negativo a seguito di eventuali interventi o modulazioni tecnici necessari, realizzati nell'ambito di un programma di richiamo del costruttore del veicolo;

62.  invita gli Stati membri a garantire che i consumatori dispongano di informazioni dettagliate e comprensibili sulle modifiche apportate durante i programmi di richiamo e i controlli di manutenzione al fine di migliorare la trasparenza a beneficio dei consumatori e la fiducia nel mercato dell'automobile;

63.  deplora che i consumatori europei ricevano un trattamento peggiore rispetto a quello riservato ai consumatori statunitensi; osserva inoltre che i consumatori interessati ricevono informazioni spesso vaghe e incomplete relativamente ai veicoli in questione, agli obblighi di riparazione degli stessi e alle conseguenze che ne derivano;

64.  deplora l'assenza nell'Unione di un sistema armonizzato e uniforme che permetta ai consumatori di intraprendere azioni comuni per far valere i loro diritti e riconosce che oggi in molti Stati membri non esiste alcuna possibilità per i consumatori di partecipare a questo tipo di azioni;

65.  sottolinea che, dopo il richiamo, i veicoli devono conformarsi ai requisiti giuridici previsti dalla normativa dell'UE; rileva inoltre che è opportuno prendere in considerazione altre forme di riparazione oltre ai programmi di richiamo; invita a tal fine la Commissione a valutare le norme UE in vigore in materia di tutela dei consumatori e a formulare proposte, se del caso;

66.  sottolinea l'importanza di fornire ai consumatori informazioni realistiche, precise e valide sul consumo di carburante e sulle emissioni inquinanti delle automobili, al fine di sensibilizzarli e sostenerli nel prendere decisioni consapevoli al momento dell'acquisto; chiede la revisione della direttiva sull'etichettatura delle autovetture (1999/94/CE) per includervi l'esame della possibilità di rendere obbligatorie le informazioni sulle altre emissioni atmosferiche inquinanti quali NOx e particolato oltre alle informazioni sul consumo di carburante e sul CO2;

67.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di adottare tutti i provvedimenti necessari per garantire che i consumatori siano risarciti in modo equo e appropriato, preferibilmente attraverso meccanismi di ricorso collettivo;

Veicoli puliti

68.  invita la Commissione e le autorità competenti degli Stati membri ad aderire pienamente ad una strategia per la mobilità a basse emissioni e ad attuarla;

69.  invita la Commissione e gli Stati membri a valutare l'efficacia delle attuali zone a basse emissioni nelle città, tenendo conto dell'incapacità delle norme Euro per i veicoli leggeri di riflettere le emissioni reali di guida, nonché a esaminare i vantaggi derivanti dall'introduzione di un'indicazione o una norma per i veicoli a bassissimo livello di emissioni (ULEV) che rispettano i valori limite di emissione in condizioni reali di guida;

70.  invita la Commissione e i colegislatori a seguire un approccio più integrato nelle loro politiche intese a migliorare le prestazioni ambientali delle autovetture, in modo da garantire progressi sia sul versante degli obiettivi di decarbonizzazione che per quanto riguarda gli obiettivi in materia di qualità dell'aria, ad esempio promuovendo l'elettrificazione o il passaggio a motorizzazioni alternative del parco auto;

71.  invita a tale fine la Commissione a rivedere la direttiva sull'energia pulita per il trasporto (2014/94/UE) e a presentare una proposta di regolamento sulle norme in fatto di emissioni di CO2 per il parco auto che sarà immesso sul mercato a partire dal 2025, includendovi obblighi in materia di veicoli a emissioni zero (ZEV) e di veicoli a bassissime emissioni (ULEV) che impongano un graduale aumento della percentuale di veicoli a emissioni zero e a bassissime emissioni rispetto al parco auto complessivo, al fine di eliminare progressivamente, entro il 2035, le nuove autovetture che emettono CO2;

72.  invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere politiche in materia di appalti pubblici verdi attraverso l'acquisto di veicoli ZEV e ULEV da parte delle autorità pubbliche, per il proprio parco veicoli o per programmi di car sharing a partecipazione (semi-)pubblica;

73.  invita la Commissione a rivedere i limiti di emissione di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 715/2007, al fine di migliorare la qualità dell'aria nell'Unione e rispettare i limiti UE sulla qualità dell'aria ambiente nonché i livelli raccomandati dall'OMS, così come a presentare, se del caso, entro il 2025, proposte per nuovi limiti di emissione Euro 7 neutri sotto il profilo tecnologico, applicabili a tutti i veicoli M1 e N1 immessi sul mercato dell'Unione;

74.  chiede alla Commissione di prendere in considerazione la revisione della direttiva sulla responsabilità ambientale (2004/35/CE) per includere i danni ambientali causati dall'inquinamento atmosferico di cui sono responsabili le case automobilistiche che violano la legislazione dell'UE sulle emissioni degli autoveicoli; ritiene che, se i costruttori automobilistici fossero finanziariamente responsabili della riparazione dei danni da essi causati all'ambiente, ci si potrebbe attendere un maggior livello di prevenzione e precauzione;

75.  invita la Commissione a collaborare con gli Stati membri per garantire che nessun addetto semplice del settore automobilistico subisca conseguenze negative a causa dello scandalo delle emissioni; a tal fine, gli Stati membri e i costruttori automobilistici dovrebbero coordinare e promuovere programmi di formazione professionale per garantire che i lavoratori semplici, la cui situazione occupazionale abbia risentito negativamente dello scandalo, ricevano tutta la protezione necessaria e opportunità di formazione per garantire che le loro competenze possano essere usate, ad esempio, per modi di trasporto sostenibili;

Poteri e limiti della commissione d'inchiesta

76.  esorta il Consiglio e la Commissione a provvedere alla conclusione tempestiva dei negoziati sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo relativo alle modalità dettagliate per l'esercizio del diritto d'inchiesta del Parlamento europeo e che abroga la decisione 95/167/CE, Euratom, CECA;

77.  ritiene essenziale, ai fini dell'esercizio del controllo democratico sull'esecutivo, che il Parlamento disponga di poteri d'inchiesta corrispondenti a quelli dei parlamenti nazionali dell'UE; reputa che, per esercitare tale funzione di controllo democratico, il Parlamento dovrebbe avere il potere di citare testimoni e di obbligarli a comparire, nonché il potere di esigere la presentazione di documenti; ritiene che, per garantire l'esercizio di tali diritti, sia necessario che gli Stati membri accettino di applicare sanzioni nei confronti di quanti omettono di comparire o di presentare documenti, in linea con le norme nazionali che disciplinano le inchieste parlamentari nazionali; ribadisce il proprio sostegno alla posizione espressa al riguardo nella relazione del 2012;

78.  ritiene che i poteri delle commissioni d'inchiesta del Parlamento dovrebbero essere meglio allineati con quelli dei parlamenti nazionali, in particolare per garantire l'effettiva citazione e partecipazione dei singoli e l'applicazione di sanzioni in caso di rifiuto a cooperare; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere le disposizioni pertinenti di cui all'attuale proposta del Parlamento;

79.  chiede alla Commissione di rivedere con urgenza il codice di condotta dei commissari, in modo da includere le disposizioni sulla responsabilità degli ex commissari nell'ambito di applicazione delle indagini condotte da una commissione d'inchiesta sull'elaborazione delle politiche e della legislazione avvenuta durante il loro mandato;

80.  chiede alla Commissione di utilizzare l'intervallo di tempo che intercorre tra l'approvazione della decisione in plenaria di istituire una commissione d'inchiesta e l'effettivo inizio dei suoi lavori per preparare una prima serie di documenti che riguardino il mandato della suddetta commissione, in modo che le informazioni siano messe a disposizione in tempi più rapidi e il lavoro della commissione sia quindi agevolato fin dall'inizio; ritiene, in tale contesto, che le norme in materia di archiviazione e trasmissione di documenti presso la Commissione dovrebbero essere riesaminate e migliorate per agevolare richieste future;

81.  suggerisce di istituire in seno alla Commissione un unico punto di contatto per le relazioni con le commissioni d'inchiesta del Parlamento, in particolare nel caso in cui siano interessate varie direzioni generali, onde facilitare il flusso di informazioni, da un lato, e l'impiego delle migliori pratiche ottenute finora, dall'altro;

82.  osserva che, con riferimento a varie commissioni d'inchiesta e commissioni speciali del recente passato, in alcuni casi, la Commissione e il Consiglio hanno omesso di fornire i documenti richiesti, mentre in altri lo hanno fatto con grande ritardo; ritiene che occorra introdurre un meccanismo di responsabilità per assicurare la trasmissione immediata e certa al Parlamento dei documenti che la commissione d'inchiesta o la commissione speciale richiede e ai quali ha diritto di accedere;

83.  invita la Commissione a migliorare la sua capacità di gestire, in modo tempestivo e con un livello di qualità accettabile, le richieste di documenti provenienti sia dalle commissioni d'inchiesta che dai giornalisti e dai cittadini, in conformità alle disposizioni rispettivamente applicabili in materia di accesso ai documenti; sollecita la Commissione a rendere disponibili i documenti nel formato originario, astenendosi da modifiche e conversioni del formato che assorbono tempo e rischiano di alterare i contenuti; incarica altresì la Commissione di accertarsi che le informazioni archiviate in un formato leggibile da dispositivo automatico, ad esempio una banca dati, siano anche rese disponibili in un formato leggibile da dispositivo automatico;

84.  osserva che spetta alla commissione d'inchiesta stabilire se le informazioni che rientrano nell'ambito di una richiesta siano rilevanti per i suoi lavori; osserva che tale compito non dovrebbe essere anticipato dal destinatario della richiesta di documenti; incarica la Commissione di tener adeguatamente conto di detta competenza nelle sue linee guida sulle richieste di accesso ai documenti;

85.  esorta gli Stati membri a rispettare i loro obblighi giuridici nei confronti delle commissioni d'inchiesta, come indicato nella decisione 95/167/CE, Euratom, CECA, e, in particolare, all'articolo 3; invita altresì gli Stati membri, alla luce dei notevoli ritardi nei tassi di risposta riscontrati, ad aiutare le commissioni d'inchiesta in modo tale da rispettare il principio di leale cooperazione di cui all'articolo 4, paragrafo 3, TFUE;

86.  invita gli Stati membri che hanno avviato indagini a livello nazionale sulle emissioni inquinanti delle autovetture a comunicare senza indugio alla Commissione e al Parlamento l'intera serie di dati e i risultati delle loro indagini;

87.  ritiene che la prima parte del mandato della commissione dovrebbe essere dedicata alla raccolta e all'analisi delle prove scritte prima dell'inizio delle audizioni pubbliche; è del parere che sia utile prevedere un "periodo di riflessione" tra la fine delle audizioni e la redazione della relazione finale, in modo da completare la raccolta degli elementi di prova, analizzarla correttamente e inserirla integralmente nella relazione;

88.  ritiene che i dodici mesi relativi alla durata delle commissioni d'inchiesta costituiscano un limite temporale arbitrario e siano spesso insufficienti; è convinto che i membri di una commissione d'inchiesta si trovino nella posizione migliore per stabilire se occorra prorogare le indagini e, in caso affermativo, per quanto tempo;

89.  osserva che l'articolo 198 del regolamento del Parlamento dovrebbe definire in modo più chiaro il momento di inizio del mandato di una commissione d'inchiesta; suggerisce di prevedere un'adeguata flessibilità per garantire tempo sufficiente per le indagini; chiede che i lavori della commissione d'inchiesta inizino solo dopo che essa ha ricevuto dalle istituzioni dell'UE i documenti richiesti;

90.  ritiene che non bisognerebbe necessariamente includere una relazione intermedia nei futuri mandati per non pregiudicare le conclusioni finali dell'indagine;

91.  considera che in futuro le commissioni d'inchiesta dovrebbero essere organizzate diversamente, al fine di assicurare una maggiore efficienza ed efficacia nell'organizzazione e nello svolgimento delle attività delle commissioni, in particolare durante le audizioni pubbliche;

92.  sottolinea che le norme amministrative interne del Parlamento sono in linea con la prassi consolidata delle commissioni permanenti e, pertanto, spesso non sono adatte alla natura specifica e temporanea di una commissione d'inchiesta, la quale opera in circostanze più anomale, con una finalità molto specifica e per un periodo di tempo limitato; ritiene, quindi, che la messa a punto di un insieme definito di norme relative al funzionamento efficace delle commissioni d'inchiesta, per quanto riguarda ad esempio lo svolgimento delle audizioni e le missioni, in un modo che garantisca un'equa rappresentanza politica, permetterebbe di accrescere l'efficienza; ritiene che vi sia il rischio che limitazioni finanziarie possano impedire alle commissioni d'inchiesta di ascoltare tutti gli esperti che ritengano necessario ascoltare per svolgere le proprie funzioni; è convinto che i termini per l'autorizzazione interna delle audizioni e missioni dovrebbero essere resi più flessibili;

93.  ritiene che le commissioni d'inchiesta dovrebbero godere di accesso prioritario e risorse dedicate nell'ambito dei pertinenti servizi del Parlamento, al fine di consentire a questi ultimi di rispondere soprattutto alle richieste di studi, briefing ecc., nei tempi consentiti dal regolamento;

94.  rileva che le norme vigenti sull'accesso alle informazioni classificate e alle altre informazioni riservate, messe a disposizione del Parlamento europeo dal Consiglio, dalla Commissione o dagli Stati membri nel quadro di un'inchiesta, non sono perfettamente chiare dal punto di vista giuridico, ma sono generalmente interpretate nel senso che gli assistenti parlamentari accreditati (APA) sono esclusi dalla consultazione e analisi delle "altre informazioni riservate" non classificate in una sala di lettura sicura; osserva che, secondo vari deputati, tale norma esclude una consultazione effettiva e ampia di tali documenti nel tempo limitato a disposizione delle commissioni d'inchiesta, e osserva altresì che la commissione TAX2 (Commissione speciale sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto), durante il cui periodo di attività è stato temporaneamente ed eccezionalmente concesso agli APA l'accesso ai documenti, ha potuto utilizzare tali risorse in modo più completo ed efficace; chiede dunque che, nel quadro di una rinegoziazione dell'accordo interistituzionale, sia introdotta una disposizione formulata in modo chiaro che garantisca agli APA, nel loro ruolo di supporto ai deputati, il diritto di accesso ai documenti sulla base del principio della "necessità di conoscere"; sollecita gli organi pertinenti ad accelerare la rinegoziazione di questo punto per non ostacolare l'efficacia e l'efficienza delle inchieste parlamentari in corso e di quelle future;

o
o   o

95.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione e la relazione finale della commissione d'inchiesta al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 113 del 19.5.1995, pag. 1.
(2) GU L 10 del 15.1.2016, pag.13.
(3) GU L 171 del 29.6.2007, pag. 1.
(4) GU L 263 del 9.10.2007, pag. 1.
(5) GU L 152 dell'11.6.2008, pag. 1.
(6) Testi approvati, P8_TA(2015)0375.
(7) Testi approvati, P8_TA(2016)0322.
(8)Cfr. anche: Testi approvati del 4.4.2017, P8_TA(2017)0097.

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