Indice 
Testi approvati
Giovedì 14 settembre 2017 - StrasburgoEdizione definitiva
Requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi ***I
 Cambogia, in particolare il caso di Kem Sokha
 Gabon, repressione dell'opposizione
 Laos, in particolare i casi di Somphone Phimmasone, Lod Thammavong e Soukane Chaithad
 Myanmar, compresa la situazione dei rohingya
 Accordo tra l'Unione europea e il Cile sul commercio di prodotti biologici ***
 Protocollo dell'accordo di associazione UE-Cile (adesione della Croazia) ***
 Modernizzazione del pilastro commerciale dell'accordo di associazione UE-Cile
 Proroga del programma statistico europeo fino al 2020 ***I
 Fondi europei per il venture capital e fondi europei per l'imprenditoria sociale ***I
 Piano pluriennale per gli stock demersali nel Mare del Nord e per le attività di pesca che sfruttano tali stock ***I
 Trasparenza, responsabilità e integrità nelle istituzioni dell'UE
 Il futuro del programma Erasmus+
 Una nuova agenda per le competenze per l'Europa

Requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi ***I
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 14 settembre 2017, alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative ai requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi (COM(2015)0615 – C8-0387/2015 – 2015/0278(COD))(1)
P8_TA(2017)0347A8-0188/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di direttiva
Visto 1 bis (nuovo)
–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 26,
Emendamento 2
Proposta di direttiva
Considerando 1
(1)  La presente direttiva intende contribuire al corretto funzionamento del mercato interno mediante il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri e l'eliminazione degli ostacoli alla libera circolazione di determinati prodotti e servizi accessibili. Ciò aumenterà la disponibilità di prodotti e servizi accessibili sul mercato interno.
(1)  La presente direttiva intende contribuire al corretto funzionamento del mercato interno mediante il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri e l'eliminazione degli ostacoli alla libera circolazione di determinati prodotti e servizi accessibili. Ciò aumenterà la disponibilità e migliorerà l'accessibilità e l'aspetto pratico delle informazioni relative a prodotti e servizi accessibili nel mercato interno.
Emendamento 3
Proposta di direttiva
Considerando 2
(2)  La domanda di prodotti e servizi accessibili è elevata, e con l'invecchiamento della popolazione dell'Unione europea il numero di cittadini con disabilità e/o limitazioni funzionali aumenterà considerevolmente. Un ambiente in cui i prodotti e i servizi sono più accessibili rende possibile una società più inclusiva e facilita la vita indipendente.
(2)  La domanda di prodotti e servizi accessibili è elevata, e con l'invecchiamento della popolazione dell'Unione il numero di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità ai sensi dell'articolo 1 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità ("la Convenzione"), aumenterà considerevolmente. Un ambiente in cui i prodotti e i servizi sono più accessibili rende possibile una società più inclusiva e costituisce una condizione indispensabile per la vita indipendente.
Emendamento 4
Proposta di direttiva
Considerando 2 bis (nuovo)
(2 bis)  L'accessibilità universale, la progettazione per tutti e la prospettiva di genere dovrebbero essere garantite nei prodotti, strumenti, dispositivi e servizi di modo che possano essere correntemente utilizzati dalle persone con disabilità.
Emendamento 5
Proposta di direttiva
Considerando 3
(3)  Le disparità esistenti tra le disposizioni legislative e le misure amministrative adottate dagli Stati membri in relazione all'accessibilità dei prodotti e dei servizi per le persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, creano ostacoli alla libera circolazione di tali prodotti e servizi e falsano la concorrenza effettiva nel mercato interno. Gli operatori economici, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), risentono in modo particolare di tali ostacoli.
(3)  Le disparità esistenti tra le disposizioni legislative e le misure amministrative adottate dagli Stati membri in relazione all'accessibilità di alcuni prodotti e servizi per le persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, creano ostacoli alla loro libera circolazione e falsano la concorrenza effettiva nel mercato interno. Per altri prodotti, si presume che le disparità aumenteranno con l'entrata in vigore della Convenzione. Gli operatori economici, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), risentono in modo particolare di tali ostacoli.
Emendamento 6
Proposta di direttiva
Considerando 5
(5)  I consumatori di prodotti accessibili e i destinatari di servizi accessibili devono far fronte a prezzi elevati a causa della scarsa concorrenza tra i fornitori. La frammentazione tra le normative nazionali riduce i vantaggi che la condivisione di esperienze con omologhi nazionali e internazionali potrebbe apportare agli sforzi volti a rispondere agli sviluppi sociali e tecnologici.
(5)  I consumatori di prodotti accessibili, e in particolare delle tecnologie assistive, e i destinatari di servizi accessibili devono far fronte a prezzi elevati a causa della scarsa concorrenza tra i fornitori. La frammentazione tra le normative nazionali riduce i vantaggi che la condivisione di esperienze con omologhi nazionali e internazionali potrebbe apportare agli sforzi volti a rispondere agli sviluppi sociali e tecnologici.
Emendamento 7
Proposta di direttiva
Considerando 6
(6)  Il ravvicinamento delle misure nazionali a livello dell'Unione è pertanto necessario per il corretto funzionamento del mercato interno allo scopo di porre fine alla frammentazione del mercato dei prodotti e dei servizi accessibili, creare economie di scala, agevolare la mobilità e il commercio transfrontalieri e aiutare gli operatori economici a concentrare le risorse sull'innovazione anziché impiegarle per rispettare prescrizioni giuridiche frammentarie nell'Unione.
(6)  Il ravvicinamento delle misure nazionali a livello dell'Unione è pertanto necessario per il corretto funzionamento del mercato interno allo scopo di porre fine alla frammentazione del mercato dei prodotti e dei servizi accessibili, creare economie di scala, agevolare il commercio transfrontaliero, la libera circolazione dei prodotti e dei servizi, nonché la libera circolazione delle persone, ivi incluse le persone con disabilità, e aiutare gli operatori economici a concentrare le risorse sull'innovazione anziché impiegarle per coprire le spese derivanti da una legislazione frammentaria.
Emendamento 8
Proposta di direttiva
Considerando 8 bis (nuovo)
(8 bis)  L'articolo 10 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) prevede che l'Unione combatta le discriminazioni fondate sulla disabilità nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni. L'articolo 19 TFUE conferisce all’Unione il potere di adottare atti giuridici per combattere tali discriminazioni.
Emendamento 9
Proposta di direttiva
Considerando 9
(9)  La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti in particolare dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. La presente direttiva mira, in particolare, a garantire il pieno rispetto dei diritti delle persone con disabilità di beneficiare di misure intese a garantirne l'autonomia, l'inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità, e intende promuovere l'applicazione dell'articolo 26 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
(9)  La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti in particolare dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. La presente direttiva mira, in particolare, a garantire il pieno rispetto dei diritti delle persone con disabilità e degli anziani di beneficiare di misure intese a garantirne l'autonomia, l'inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità, e intende promuovere l'applicazione degli articoli 21, 25 e 26 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Emendamento 250
Proposta di direttiva
Considerando 9 bis (nuovo)
(9 bis)   Una migliore accessibilità dei prodotti e dei servizi contribuirà a migliorare la vita non solo delle persone con disabilità, ma anche di persone con altre limitazioni funzionali, permanenti o temporanee, come le persone anziane, le donne in gravidanza e le persone che viaggiano con bagaglio. Pertanto, è essenziale che la presente direttiva contempli le persone con disabilità nonché le persone con limitazioni funzionali temporanee o permanenti, al fine di garantire vantaggi reali e una vita indipendente per una parte più ampia della società.
Emendamento 11
Proposta di direttiva
Considerando 9 ter (nuovo)
(9 ter)  Nell'Unione la disabilità è più diffusa tra le donne che tra gli uomini. Le donne con disabilità sono esposte a molteplici forme di discriminazione e sono notevolmente ostacolate nel pieno esercizio dei loro diritti e delle loro libertà fondamentali, ad esempio a causa di violenze di carattere fisico, emotivo, sessuale, economico e istituzionale e di discriminazioni nell'accesso all'istruzione e al lavoro, che possono portare all'isolamento sociale e a traumi psicologici. Le donne sono anche condizionate dalla disabilità in maniera sproporzionata in quanto responsabili dell'assistenza dei loro familiari con disabilità e sono oggetto di discriminazione per associazione con maggiore frequenza rispetto agli uomini. In considerazione di quanto precede occorre adoperarsi per garantire che la parità di trattamento e le misure e politiche positive a favore delle donne con disabilità e delle madri di bambini con disabilità siano un diritto umano fondamentale e un obbligo etico.
Emendamento 12
Proposta di direttiva
Considerando 10
(10)  L'obiettivo generale della strategia per il mercato unico digitale è fornire è rendere disponibili i benefici economici e sociali sostenibili che vengono da un mercato unico digitale connesso. I consumatori dell'Unione non beneficiano ancora pienamente, in termini di prezzi e possibilità di scelta, dei vantaggi che il mercato unico può offrire, in quanto le operazioni transfrontaliere online sono ancora molto limitate. La frammentazione limita anche la domanda di operazioni transfrontaliere di commercio elettronico. Occorre inoltre un intervento concordato per garantire che i disabili possano accedere integralmente anche ai nuovi contenuti elettronici. È pertanto necessario armonizzare i requisiti di accessibilità in tutto il mercato unico digitale e garantire che tutti i cittadini dell'Unione possano trarne beneficio, a prescindere dalle loro abilità.
(10)  L'obiettivo generale della strategia per il mercato unico digitale è fornire i benefici economici e sociali sostenibili che vengono da un mercato unico digitale connesso, agevolando il commercio e sostenendo l'occupazione nell'Unione. I consumatori dell'Unione non beneficiano ancora pienamente, in termini di prezzi e possibilità di scelta, dei vantaggi che il mercato unico può offrire, in quanto le operazioni transfrontaliere online sono ancora molto limitate. La frammentazione limita anche la domanda di operazioni transfrontaliere di commercio elettronico. Occorre inoltre un intervento concordato per garantire che i disabili possano accedere integralmente anche ai nuovi contenuti elettronici. È pertanto necessario armonizzare i requisiti di accessibilità in tutto il mercato unico digitale e garantire che tutti i cittadini dell'Unione possano trarne beneficio, a prescindere dalle loro abilità.
Emendamento 13
Proposta di direttiva
Considerando 12 bis (nuovo)
(12 bis)   L'articolo 4 della Convenzione invita gli Stati parte a intraprendere o promuovere la ricerca e lo sviluppo, nonché a incoraggiare la disponibilità e l'uso di nuove tecnologie, tra cui tecnologie dell'informazione e della comunicazione, ausili alla mobilità, dispositivi e tecnologie di sostegno, adatte alle persone con disabilità. La Convenzione invita altresì a dare priorità alle tecnologie dai costi più accessibili.
Emendamento 232
Proposta di direttiva
Considerando 12 ter (nuovo)
(12 ter)  Nel settore del trasporto ferroviario, la direttiva (UE) 2016/797 del Parlamento europeo e del Consiglio1bis e il regolamento (UE) n. 1300/20141ter della Commissione (STI PRM) fanno esplicito riferimento e danno attuazione ai requisiti di accessibilità sanciti dall'articolo 9 della Convenzione. Di conseguenza, l'accessibilità delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta nel settore del trasporto ferroviario è regolamentata in tali strumenti. Al fine di garantire la coerenza tra la direttiva (UE) 2016/797 e il regolamento (UE) n. 1300/2014 della Commissione, da una parte, e la presente direttiva, dall'altra, qualunque futura revisione delle STI PRM dovrebbe prendere in considerazione anche i requisiti di accessibilità derivanti dall'atto europeo sull'accessibilità.
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1bis Direttiva (UE) 2016/797 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2016, relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario dell'Unione europea (GU L 138 del 26.5.2016, pag. 44).
1ter Regolamento (UE) n. 1300/2014 della Commissione, del 18 novembre 2014, relativo alle specifiche tecniche di interoperabilità per l'accessibilità del sistema ferroviario dell'Unione per le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta (GU L 356 del 12.12.2014, pag. 110).
Emendamento 233
Proposta di direttiva
Considerando 13
(13)  L'entrata in vigore della Convenzione nell'ordinamento giuridico degli Stati membri comporta la necessità di adottare disposizioni nazionali supplementari sull'accessibilità dei prodotti e dei servizi che, in assenza di interventi da parte dell'Unione, porterebbero a un ulteriore aumento delle disparità fra disposizioni nazionali.
(13)  L'entrata in vigore della Convenzione nell'ordinamento giuridico degli Stati membri comporta la necessità di adottare disposizioni nazionali supplementari sull'accessibilità dei prodotti e dei servizi nonché sull'ambiente costruito in relazione alla fornitura di beni e servizi che, in assenza di interventi da parte dell'Unione, porterebbero a un ulteriore aumento delle disparità fra disposizioni nazionali.
Emendamento 14
Proposta di direttiva
Considerando 13 bis (nuovo)
(13 bis)   Oltre ai requisiti sanciti dalla presente direttiva, è opportuno promuovere il rispetto e l'applicazione della legislazione dell'Unione relativa ai diritti dei passeggeri che utilizzano servizi di trasporto aereo, ferroviario, su autobus e per vie navigabili, con particolare riferimento agli aspetti intermodali, così da promuovere un'accessibilità senza barriere che comprenda aspetti quali l'infrastruttura e i veicoli di trasporto.
Emendamento 15
Proposta di direttiva
Considerando 13 ter (nuovo)
(13 ter)  La Commissione dovrebbe incoraggiare le autorità urbane a integrare l'accessibilità senza barriere nei servizi di trasporto urbano nei loro piani di mobilità urbana sostenibile e a pubblicare regolarmente un elenco delle migliori pratiche in materia di accessibilità senza barriere ai trasporti pubblici urbani e alla mobilità.
Emendamento 16
Proposta di direttiva
Considerando 15
(15)  La strategia europea sulla disabilità 2010-2020: un rinnovato impegno per un'Europa senza barriere33 in linea con la Convenzione, individua l'accessibilità come uno degli otto ambiti d'azione e mira a garantire l'accessibilità dei prodotti e dei servizi.
(15)  La comunicazione della Commissione del 15 novembre 2010 intitolata "Strategia europea sulla disabilità 2010-2020: un rinnovato impegno per un'Europa senza barriere", in linea con la Convenzione, individua l'accessibilità – condizione indispensabile per la partecipazione alla società – come uno degli otto ambiti d'azione e mira a garantire l'accessibilità dei prodotti e dei servizi.
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33 COM(2010)0636.
Emendamento 17
Proposta di direttiva
Considerando 16
(16)  I prodotti e i servizi che rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva sono il risultato di una valutazione eseguita durante la preparazione della valutazione d'impatto che ha individuato quei prodotti e servizi destinati alle persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità e gli anziani, per i quali gli Stati membri hanno adottato o presumibilmente adotteranno requisiti di accessibilità nazionali divergenti.
(16)  I prodotti e i servizi che rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva sono il risultato di una valutazione eseguita durante la preparazione della valutazione d'impatto che ha individuato quei prodotti e servizi destinati alle persone con disabilità, per le quali gli Stati membri hanno adottato o presumibilmente adotteranno requisiti di accessibilità nazionali divergenti.
Emendamento 227
Proposta di direttiva
Considerando 16 bis (nuovo)
(16 bis)  La direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis stabilisce una serie di obblighi per i fornitori di servizi di media audiovisivi. È pertanto più opportuno includere i requisiti di accessibilità in tale direttiva.
Tuttavia, per quanto riguarda i siti web e i servizi basati su dispositivi mobili, la direttiva 2010/13/UE copre unicamente i contenuti di media audiovisivi. È pertanto opportuno includere nell'ambito di applicazione della presente direttiva l'architettura dei siti web e dei servizi basati su dispositivi mobili e tutti i contenuti che non rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2010/13/UE.
La presente direttiva dovrebbe coprire i requisiti di accessibilità per le apparecchiature di servizi di telefonia e i siti web. Dovrebbe altresì coprire i requisiti di accessibilità per i servizi di telefonia a meno che non siano oggetto di un altro atto dell'Unione che contempli almeno il medesimo livello di protezione previsto dalla presente direttiva. In quest'ultimo caso, l'atto giuridico dell'Unione in questione dovrebbe prevalere sulla presente direttiva.

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1 bis Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1).
Emendamento 19
Proposta di direttiva
Considerando 17
(17)  Ciascun prodotto e servizio deve essere conforme ai requisiti di accessibilità individuati all'articolo 3 ed elencati all'allegato I al fine di risultare accessibile alle persone con disabilità e agli anziani. Gli obblighi di accessibilità relativi al commercio elettronico si applicano anche alla vendita online di servizi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettere da a) a e) della presente direttiva.
(17)  Ciascun prodotto e servizio che rientra nel campo di applicazione della presente direttiva ed è immesso sul mercato dopo la sua entrata in vigore dovrebbe essere conforme ai requisiti di accessibilità definiti all'articolo 3 ed elencati all'allegato I al fine di risultare accessibile alle persone con disabilità. Gli obblighi di accessibilità relativi al commercio elettronico si applicano anche alla vendita online di servizi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettere da a) a e) della presente direttiva.
Emendamento 20
Proposta di direttiva
Considerando 17 bis (nuovo)
(17 bis)  Anche se un servizio, o parte di esso, è subappaltato a terzi, non dovrebbe essere compromessa l'accessibilità a tale servizio e i fornitori di servizi dovrebbero rispettare gli obblighi della presente direttiva. I fornitori di servizi dovrebbero inoltre assicurare una formazione appropriata e continua del personale per garantire che esso disponga di una preparazione adeguata sull'utilizzo dei prodotti e dei servizi accessibili. Tale formazione dovrebbe riguardare questioni quali la trasmissione di informazioni, la consulenza e la pubblicità.
Emendamento 21
Proposta di direttiva
Considerando 18
(18)  È necessario introdurre i requisiti di accessibilità nel modo meno oneroso possibile per gli operatori economici e gli Stati membri, in particolare includendo nel campo di applicazione solo i prodotti e i servizi che sono stati attentamente selezionati.
(18)  È necessario, da un lato, introdurre i requisiti di accessibilità nel modo più efficace e meno oneroso possibile per gli operatori economici e gli Stati membri, in particolare includendo nel campo di applicazione solo i prodotti e i servizi che sono stati attentamente selezionati e immessi sul mercato dopo l'entrata in vigore della presente direttiva. Dall'altro, è necessario permettere agli operatori economici di attuare efficacemente i requisiti di accessibilità stabiliti dalla presente direttiva, tenendo conto, in particolare, del ciclo di vita dei terminali self-service, delle macchine per l'emissione di biglietti e dei terminali per il check-in. Si dovrebbe tenere conto anche della posizione specifica delle PMI nel mercato interno europeo. Inoltre, le microimprese, date le loro dimensioni, le loro risorse e la loro natura, non dovrebbero essere tenute a rispettare i requisiti di accessibilità sanciti dalla presente direttiva né essere obbligate a ricorrere alla procedura di cui all'articolo 12 per essere esonerate dagli obblighi della presente direttiva.
Emendamento 22
Proposta di direttiva
Considerando 20 bis (nuovo)
(20 bis)  Per garantire un miglior funzionamento del mercato interno, le autorità nazionali dovrebbero ricorrere ai requisiti di accessibilità sanciti dalla presente direttiva nell'applicare le disposizioni relative all'accessibilità negli atti legislativi dell'Unione menzionati nella stessa. Tuttavia, la presente direttiva non dovrebbe modificare la natura obbligatoria o volontaria delle disposizioni contenute in tali atti dell'Unione. La presente direttiva dovrebbe pertanto garantire che, quando sono applicati in conformità degli altri atti, i requisiti di accessibilità siano gli stessi in tutta l'Unione.
Emendamento 23
Proposta di direttiva
Considerando 21
(21)  La proposta della Commissione di una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio34 comprende requisiti di accessibilità per una serie specifica di siti web degli enti pubblici. Essa propone inoltre di stabilire la base di una metodologia di monitoraggio e di rendicontazione sulla conformità dei siti web interessati ai requisiti elencati nella direttiva medesima. Sia i requisiti di accessibilità che la metodologia di monitoraggio e di rendicontazione contenuti in tale direttiva vanno applicati ai siti web degli enti pubblici. Al fine di garantire, in particolare, che le autorità competenti applichino gli stessi requisiti di accessibilità indipendentemente dal tipo di sito web regolamentato, i requisiti di accessibilità di cui alla presente direttiva andrebbero allineati a quelli della proposta di direttiva relativa all'accessibilità dei siti web del settore pubblico. Le attività di commercio elettronico dei siti web degli enti pubblici non incluse in tale direttiva rientrano nel campo di applicazione della presente proposta, al fine di garantire che la vendita online di prodotti e servizi sia accessibile alle persone con disabilità e agli anziani, a prescindere dal fatto che la vendita sia pubblica o privata.
(21)   La direttiva (UE) 2016/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio34 comprende requisiti di accessibilità per i siti web e le applicazioni mobili degli enti pubblici. Tuttavia, tale direttiva comprende un elenco specifico di eccezioni, in quanto rendere totalmente accessibili determinati contenuti dei siti web e delle applicazioni mobili e taluni tipi di siti web e applicazioni mobili rappresenta un onere sproporzionato. Essa stabilisce inoltre la base di una metodologia di monitoraggio e di rendicontazione sulla conformità delle applicazioni mobili e dei siti web interessati ai requisiti di cui alla direttiva medesima. Sia i requisiti di accessibilità che la metodologia di monitoraggio e di rendicontazione contenuti in tale direttiva vanno applicati ai siti web e alle applicazioni mobili degli enti pubblici. Al fine di garantire, in particolare, che le autorità competenti applichino gli stessi requisiti di accessibilità indipendentemente dal tipo di applicazione mobile o sito web regolamentato, i requisiti di accessibilità di cui alla presente direttiva andrebbero allineati a quelli della direttiva (UE) 2016/2102. Le attività di commercio elettronico dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici non incluse in tale direttiva rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva, al fine di garantire che la vendita online di prodotti e servizi sia accessibile alle persone con disabilità e agli anziani, a prescindere dal fatto che la vendita sia pubblica o privata.
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34 Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'accessibilità dei siti web degli enti pubblici, COM(2012) 721 final.
34 Direttiva (UE) 2016/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2016, relativa all'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici (GU L 327 del 2.12.2016, pag. 1).
Emendamento 24
Proposta di direttiva
Considerando 22 bis (nuovo)
(22 bis)  Determinati elementi dei requisiti di accessibilità stabiliti dalla presente direttiva, in particolare quelli di cui all'allegato I relativi alla fornitura di informazioni, sono già oggetto di atti legislativi in vigore nell'Unione nel settore dei trasporti. Tali atti comprendono il regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis, il regolamento (UE) n. 1300/2014 della Commissioneter e il regolamento (UE) n. 454/20111 quater della Commissione per quanto riguarda il trasporto ferroviario, il regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio1 quinquies per quanto riguarda il trasporto effettuato con autobus e il regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio1 sexies per quanto riguarda il trasporto marittimo. Al fine di garantire la coerenza normativa e la prevedibilità per gli operatori economici contemplati da tali atti, i requisiti pertinenti della presente direttiva dovrebbero considerarsi soddisfatti se le parti pertinenti di tali atti sono state rispettate. Tuttavia, qualora i requisiti di accessibilità non siano contemplati da tali atti, ad esempio l'obbligo di rendere accessibili i siti web delle compagnie aeree, dovrebbe applicarsi la presente direttiva.
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1 bis Regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario (GU L 315 del 3.12.2007, pag. 14).
1 ter Regolamento (UE) n. 1300/2014 della Commissione, del 18 novembre 2014, relativo alle specifiche tecniche di interoperabilità per l'accessibilità del sistema ferroviario dell'Unione per le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta (GU L 356 del 12.12.2014, pag. 110).
1 quater Regolamento (UE) n. 454/2011 della Commissione, del 5 maggio 2011, relativo alle specifiche tecniche di interoperabilità per il sottosistema «applicazioni telematiche per i passeggeri» del sistema ferroviario transeuropeo (GU L 123 del 12.5.2011, pag. 11).
1 quinquies Regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 1).
1 sexies Regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 1).
Emendamento 25
Proposta di direttiva
Considerando 22 ter (nuovo)
(22 ter)  La presente direttiva mira a integrare la vigente legislazione settoriale dell'Unione, coprendo aspetti non ancora disciplinati da tale legislazione.
Emendamento 26
Proposta di direttiva
Considerando 22 quater (nuovo)
(22 quater)  La definizione del campo di applicazione della presente direttiva per quanto riguarda i servizi di trasporto aereo, su strada, ferroviario e per vie navigabili di passeggeri dovrebbe basarsi sulla legislazione settoriale vigente in materia di diritti dei passeggeri. Qualora la presente direttiva non si applichi a determinati tipi di servizi di trasporto, gli Stati membri dovrebbero poter incoraggiare i fornitori di servizi ad applicare i requisiti di accessibilità pertinenti previsti dalla presente direttiva.
Emendamenti 223 e 228
Proposta di direttiva
Considerando 23
(23)  In alcune situazioni, requisiti comuni di accessibilità dell'ambiente costruito agevolerebbero la libera circolazione dei servizi connessi e delle persone con disabilità. La presente direttiva consente perciò agli Stati membri di includere l'ambiente costruito utilizzato per fornire i servizi nel campo di applicazione della presente direttiva, in modo da garantire la conformità ai requisiti di accessibilità di cui all'allegato X.
(23)  In alcune situazioni, l'accessibilità dell'ambiente costruito costituisce una condizione necessaria per l'effettiva fruizione da parte delle persone con disabilità dei servizi connessi. La presente direttiva dovrebbe pertanto obbligare gli Stati membri a includere l'ambiente costruito utilizzato per fornire i servizi nel campo di applicazione della presente direttiva, in modo da garantire la conformità ai requisiti di accessibilità di cui all'allegato X. Detti requisiti di accessibilità dovrebbero essere applicati in caso di costruzione di nuove infrastrutture o di ristrutturazioni importanti.
Emendamento 28
Proposta di direttiva
Considerando 23 bis (nuovo)
(23 bis)   Non occorre che la presente direttiva modifichi gli atti legislativi vigenti che prevedono un carattere volontario dei requisiti di accessibilità, le disposizioni non dovrebbero essere modificate dalla presente direttiva.
Emendamento 29
Proposta di direttiva
Considerando 24
(24)  È necessario stabilire che, per gli atti legislativi dell'Unione che istituiscono obblighi in materia di accessibilità senza indicare specifiche o requisiti, l'accessibilità sia definita con riferimento ai requisiti di accessibilità della presente direttiva. Tale è il caso, ad esempio, della direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio35, della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio36 e della direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio37, che stabiliscono che le specifiche tecniche e i requisiti tecnici o funzionali delle concessioni, dei lavori o dei servizi che rientrano nel loro campo d'applicazione tengano conto dei criteri di accessibilità per le persone con disabilità o per gli utenti in base al principio della "progettazione per tutti".
(24)  È necessario stabilire che, per gli atti legislativi dell'Unione che istituiscono obblighi in materia di accessibilità senza indicare specifiche o requisiti, l'accessibilità sia definita con riferimento ai requisiti di accessibilità della presente direttiva. Tale atti comprendono la direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio35, la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio36 e la direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio37, che stabiliscono che le specifiche tecniche e i requisiti tecnici o funzionali delle concessioni, dei lavori o dei servizi che rientrano nel loro campo d'applicazione tengano conto dei criteri di accessibilità per le persone con disabilità o per gli utenti in base al principio della "progettazione per tutti".
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35 Direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 1).
35 Direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 1).
36 Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65).
36 Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65).
37 Direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 243).
37 Direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 243).
Emendamento 30
Proposta di direttiva
Considerando 24 bis (nuovo)
(24 bis)  L'obbligo di garantire l'accessibilità delle infrastrutture di trasporto della rete transeuropea dei trasporti è stabilito nel regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis. I requisiti di accessibilità di cui alla presente direttiva dovrebbero applicarsi anche ad alcuni elementi dell'infrastruttura di trasporto disciplinati da detto regolamento, nella misura in cui i prodotti e i servizi contemplati dalla presente direttiva siano interessati e le infrastrutture e l'ambiente costruito connessi a tali servizi siano destinati a essere utilizzati dai passeggeri.
__________________
1 bis Regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti e che abroga la decisione n. 661/2010/UE (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 1).
Emendamento 31
Proposta di direttiva
Considerando 24 ter (nuovo)
(24 ter)  Non è tuttavia opportuno che la presente direttiva modifichi la natura obbligatoria o volontaria delle disposizioni di altri atti legislativi dell'Unione, quali l'articolo 67 della direttiva 2014/24/UE sui criteri di aggiudicazione degli appalti, a cui possono ricorrere le amministrazioni aggiudicatrici per determinare quale sia l'offerta economicamente più vantaggiosa. Se ritenuti connessi all'oggetto dell'appalto in questione, è possibile che siano inclusi potenziali aspetti sociali. La presente direttiva dovrebbe pertanto garantire che, quando sono applicati in conformità degli altri atti legislativi dell'UE, i requisiti di accessibilità siano gli stessi in tutta l'Unione.
Emendamento 32
Proposta di direttiva
Considerando 25
(25)  L'accessibilità dovrebbe essere conseguita mediante la soppressione e la prevenzione delle barriere, preferibilmente attraverso il principio della progettazione universale o della "progettazione per tutti". L'accessibilità non dovrebbe escludere l'applicazione di soluzioni appropriate se richiesto dalla legislazione nazionale o dell'Unione.
(25)  L'accessibilità dovrebbe essere conseguita mediante la soppressione e la prevenzione delle barriere, preferibilmente attraverso il principio della progettazione universale o della "progettazione per tutti". Secondo la Convenzione, con tale approccio si intende la progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate. In linea con la Convenzione, la progettazione universale non esclude i dispositivi assistivi per particolari gruppi di persone con disabilità, qualora ve ne sia l'esigenza. L'accessibilità non dovrebbe escludere l'applicazione di soluzioni appropriate se richiesto dalla legislazione nazionale o dell'Unione.
Emendamento 33
Proposta di direttiva
Considerando 25 bis (nuovo)
(25 bis)  Il fatto che un prodotto o servizio rientri nell'ambito di applicazione della presente direttiva non significa automaticamente che tale prodotto o servizio rientra nel campo di applicazione della direttiva 93/42/CEE1 bis del Consiglio.
__________________
1 bis Direttiva 93/42/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, concernente i dispositivi medici (GU L 169 del 12.7.1993, pag. 1).
Emendamento 34
Proposta di direttiva
Considerando 25 ter (nuovo)
(25 ter)  Nell'individuare e classificare i bisogni delle persone con disabilità che il prodotto o servizio è destinato a soddisfare, è auspicabile che il principio della progettazione universale sia interpretato in base all'osservazione generale n. 2(2014) del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità sull'articolo 9 della Convenzione.
Emendamento 35
Proposta di direttiva
Considerando 27
(27)  La presente direttiva dovrebbe basarsi sulla decisione n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio38 in quanto riguarda prodotti già oggetto di altri atti dell'Unione, assicurando così la coerenza della legislazione dell'Unione.
(27)  La presente direttiva dovrebbe basarsi sulla decisione n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio38 in quanto riguarda prodotti già oggetto di altri atti dell'Unione, assicurando così la coerenza della legislazione dell'Unione. Tuttavia, le disposizioni in materia di sicurezza di tale decisione, come quelle relative ai richiami, non dovrebbero essere incluse nella presente direttiva, poiché un prodotto non accessibile non è un prodotto pericoloso.
__________________
__________________
38 Decisione n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, relativa a un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti , e che abroga la decisione del Consiglio 93/465/CEE (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 82).
38 Decisione n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, relativa a un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti, e che abroga la decisione del Consiglio 93/465/CEE (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 82).
Emendamento 36
Proposta di direttiva
Considerando 28
(28)  Tutti gli operatori economici che intervengono nella catena di fornitura e distribuzione dovrebbero garantire che siano messi a disposizione sul mercato solo prodotti conformi ai requisiti di accessibilità di cui alla presente direttiva. È necessario ripartire in modo chiaro e proporzionato gli obblighi corrispondenti al ruolo di ciascun operatore nel processo di fornitura e distribuzione.
(28)  Tutti gli operatori economici che rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva e che intervengono nella catena di fornitura e distribuzione dovrebbero garantire che siano messi a disposizione sul mercato solo prodotti conformi ai requisiti di accessibilità di cui alla presente direttiva. È necessario ripartire in modo chiaro e proporzionato gli obblighi corrispondenti al ruolo di ciascun operatore nel processo di fornitura e distribuzione.
Emendamento 37
Proposta di direttiva
Considerando 29
(29)  Gli operatori economici dovrebbero essere responsabili della conformità dei prodotti e dei servizi in funzione del ruolo che rivestono nella catena di fornitura, in modo da garantire un elevato livello di protezione dell'accessibilità e una concorrenza leale sul mercato dell'Unione.
(29)  Gli operatori economici dovrebbero essere responsabili della conformità dei prodotti e dei servizi in funzione del ruolo che rivestono nella catena di fornitura, in modo da migliorare l'accessibilità e garantire una concorrenza leale sul mercato dell'Unione.
Emendamento 38
Proposta di direttiva
Considerando 30
(30)  Il fabbricante, che possiede conoscenze dettagliate del processo di progettazione e di produzione, è nella posizione migliore per eseguire la procedura completa di valutazione della conformità. Gli obblighi di valutazione della conformità dovrebbero incombere al fabbricante.
(30)  Il fabbricante, che possiede conoscenze dettagliate del processo di progettazione e di produzione, è nella posizione migliore per eseguire la valutazione completa della conformità. Tuttavia, la responsabilità di tale valutazione non dovrebbe incombere esclusivamente al fabbricante. Un'autorità rafforzata di vigilanza del mercato potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nella procedura di valutazione.
Emendamento 39
Proposta di direttiva
Considerando 32
(32)  Gli importatori dovrebbero garantire che i prodotti originari di paesi terzi che entrano nel mercato dell'Unione siano conformi ai requisiti di accessibilità della presente direttiva, e in particolare che i fabbricanti abbiano effettuato adeguate procedure di valutazione della conformità di tali prodotti.
(32)  Gli importatori dovrebbero garantire che i prodotti originari di paesi terzi che entrano nel mercato dell'Unione siano conformi ai requisiti di accessibilità della presente direttiva, fornendo tutte le informazioni necessarie all'autorità di vigilanza del mercato competente ai fini dello svolgimento delle adeguate procedure di valutazione della conformità di tali prodotti.
Emendamento 40
Proposta di direttiva
Considerando 36
(36)  Per motivi di proporzionalità, i requisiti di accessibilità dovrebbero applicarsi soltanto se e in quanto non impongano un onere sproporzionato agli operatori economici interessati o non richiedano un cambiamento dei prodotti e servizi che comporterebbe una loro modifica sostanziale conformemente ai criteri specificati.
(36)  Per motivi di proporzionalità, i requisiti di accessibilità non dovrebbero imporre un onere sproporzionato agli operatori economici interessati o non richiedano un cambiamento dei prodotti e servizi che comporterebbe una loro modifica sostanziale conformemente ai criteri specificati. Occorrono tuttavia meccanismi di controllo per verificare la legittimità della deroga all'applicabilità dei requisiti di accessibilità.
Emendamento 41
Proposta di direttiva
Considerando 36 bis (nuovo)
(36 bis)   Nel valutare se la conformità ai requisiti di accessibilità imponga un onere sproporzionato agli operatori economici, si dovrebbe tener conto delle dimensioni, delle risorse e della natura di tali operatori economici, nonché della stima dei costi e dei benefici della conformità rispetto al beneficio previsto per le persone con disabilità. Tale analisi costi-benefici dovrebbe tener conto tra l'altro della frequenza e della durata d'uso del prodotto o servizio specifico, inclusi il numero stimato di persone con disabilità che utilizzano il prodotto o servizio specifico, la durata di vita dell'infrastruttura e dei prodotti utilizzati nella prestazione di un servizio, nonché l'esistenza di alternative offerte gratuitamente anche dai prestatori di servizi di trasporto di passeggeri. Nel valutare se la conformità ai requisiti di accessibilità imponga un onere sproporzionato, è opportuno tenere conto soltanto dei motivi legittimi. La mancanza di priorità, di tempo o di conoscenze non dovrebbe costituire un motivo legittimo.
Emendamento 42
Proposta di direttiva
Considerando 39
(39)  Per facilitare la valutazione della conformità ai requisiti applicabili è necessario introdurre una presunzione di conformità per i prodotti e i servizi conformi alle norme armonizzate volontarie adottate ai sensi del regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio39 al fine di formulare specifiche tecniche dettagliate di tali requisiti. La Commissione ha già formulato alle organizzazioni europee di normazione una serie di richieste di normazione in materia di accessibilità che sarebbero rilevanti per la preparazione delle norme armonizzate.
(39)  Per facilitare la valutazione della conformità ai requisiti di accessibilità applicabili è necessario introdurre una presunzione di conformità per i prodotti e i servizi conformi alle norme armonizzate volontarie adottate ai sensi del regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio39 al fine di formulare specifiche tecniche dettagliate di tali requisiti. La Commissione ha già formulato alle organizzazioni europee di normazione una serie di richieste di normazione in materia di accessibilità che sarebbero rilevanti per la preparazione delle norme armonizzate.
__________________
__________________
39 Regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sulla normazione europea, che modifica le direttive 89/686/CEE e 93/15/CEE del Consiglio nonché le direttive 94/9/CE, 94/25/CE, 95/16/CE, 97/23/CE, 98/34/CE, 2004/22/CE, 2007/23/CE, 2009/23/CE e 2009/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la decisione 87/95/CEE del Consiglio e la decisione n. 1673/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 316 del 14.11.2012, pag. 12).
39 Regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sulla normazione europea, che modifica le direttive 89/686/CEE e 93/15/CEE del Consiglio nonché le direttive 94/9/CE, 94/25/CE, 95/16/CE, 97/23/CE, 98/34/CE, 2004/22/CE, 2007/23/CE, 2009/23/CE e 2009/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la decisione 87/95/CEE del Consiglio e la decisione n. 1673/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 316 del 14.11.2012, pag. 12).
Emendamento 43
Proposta di direttiva
Considerando 39 bis (nuovo)
(39 bis)  Il regolamento (UE) n. 1025/2012 prevede una procedura relativa alle obiezioni formali alle norme armonizzate che non sono ritenute conformi ai requisiti della presente direttiva.
Emendamento 44
Proposta di direttiva
Considerando 40
(40)  In mancanza di norme armonizzate e ove necessario ai fini dell'armonizzazione del mercato, la Commissione dovrebbe essere in grado di adottare atti di esecuzione che stabiliscano specifiche tecniche comuni per i requisiti di accessibilità di cui alla presente direttiva.
(40)  Le norme europee dovrebbero essere orientate al mercato, tenere conto dell'interesse pubblico nonché degli obiettivi strategici chiaramente formulati nella richiesta rivolta dalla Commissione a una o più organizzazioni europee di normazione di elaborare norme armonizzate, e dovrebbero basarsi su un consenso. Il ricorso a specifiche tecniche dovrebbe pertanto costituire una soluzione di ultima istanza. La Commissione dovrebbe poter adottare specifiche tecniche, ad esempio, quando il processo di normazione è bloccato a causa della mancanza di consenso tra le parti interessate e tale situazione crea ritardi ingiustificati nella definizione di un requisito, come l'interoperabilità, che sarebbe impossibile applicare senza l'adozione di una norma appropriata. La Commissione dovrebbe lasciare tempo sufficiente tra l'adozione di una richiesta a una o più organizzazioni europee di normazione di elaborare norme armonizzate e l'adozione di una specifica tecnica relativa allo stesso requisito di accessibilità. La Commissione non dovrebbe poter adottare una specifica tecnica senza avere precedentemente tentato di garantire la copertura dei requisiti di accessibilità da parte del sistema europeo di normazione. La Commissione non dovrebbe ricorrere alla procedura di adozione di specifiche tecniche per eludere il sistema europeo di normazione.
Emendamento 45
Proposta di direttiva
Considerando 40 bis (nuovo)
(40 bis)  Nell'ottica di istituire norme armonizzate e specifiche tecniche che rispettino nel modo più efficace possibile i requisiti di accessibilità per i prodotti e i servizi di cui alla presente direttiva, la Commissione dovrebbe, ove possibile, coinvolgere nel processo decisionale le organizzazioni europee di coordinamento che rappresentano le persone con disabilità e tutte le altre parti interessate.
Emendamento 46
Proposta di direttiva
Considerando 42 bis (nuovo)
(42 bis)  Nell'effettuare la sorveglianza del mercato dei prodotti, le autorità di vigilanza del mercato dovrebbero riesaminare la valutazione in collaborazione con le persone con disabilità e le organizzazioni che rappresentano tali persone e i loro interessi.
Emendamento 47
Proposta di direttiva
Considerando 44
(44)  La marcatura CE, che indica la conformità di un prodotto ai requisiti di accessibilità di cui alla presente direttiva, è la conseguenza visibile di un processo complessivo che comprende la valutazione della conformità in senso lato. La presente direttiva dovrebbe seguire i principi generali che disciplinano la marcatura CE del regolamento (CE) n. 765/2008, del Parlamento europeo e del Consiglio40, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti.
(44)  La presente direttiva dovrebbe seguire i principi generali del regolamento (CE) n. 765/2008, del Parlamento europeo e del Consiglio40, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti. Oltre alla dichiarazione di conformità, il fabbricante dovrebbe informare i consumatori, in modo efficace sotto il profilo dei costi, sull'accessibilità dei prodotti apponendo una nota sull'imballaggio.
__________________
__________________
40 Regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n. 339/93 (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30).
40 Regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n. 339/93 (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30).
Emendamento 48
Proposta di direttiva
Considerando 45
(45)  In conformità al regolamento (CE) n. 765/2008, apponendo la marcatura CE sul prodotto il fabbricante dichiara la conformità del prodotto a tutti i requisiti di accessibilità applicabili e se ne assume la piena responsabilità.
(45)  La non conformità di un prodotto ai requisiti di accessibilità previsti di cui all'articolo 3 non dovrebbe costituire di per sé un rischio grave ai sensi dell'articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008.
Emendamento 49
Proposta di direttiva
Considerando 48
(48)  Gli Stati membri sono tenuti a garantire che le autorità di vigilanza del mercato verifichino la conformità degli operatori economici ai criteri di cui all'articolo 12, paragrafo 3, in conformità al capo V.
(48)  Gli Stati membri sono tenuti a garantire che le autorità di vigilanza del mercato verifichino la conformità degli operatori economici ai criteri di cui all'articolo 12, paragrafo 3, in conformità al capo V e che esse consultino periodicamente le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità.
Emendamento 50
Proposta di direttiva
Considerando 48 bis (nuovo)
(48 bis)  L'istituzione di banche dati nazionali contenenti tutte le informazioni pertinenti sul livello di accessibilità dei prodotti e dei servizi di cui alla presente direttiva consentirebbe una migliore inclusione delle persone con disabilità e delle relative organizzazioni nella vigilanza del mercato.
Emendamento 51
Proposta di direttiva
Considerando 49
(49)  Gli Stati membri sono tenuti a garantire che le autorità competenti di cui all'articolo 22 comunichino alla Commissione l'uso delle eccezioni di cui all'articolo 22, paragrafo 1, e includano la valutazione di cui al paragrafo 2 in conformità al capo VI.
(49)   Gli Stati membri dovrebbero garantire che le autorità competenti comunichino alla Commissione l'uso delle eccezioni di cui all'articolo 22. La valutazione iniziale effettuata dalle autorità competenti interessate dovrebbe essere trasmessa alla Commissione su sua richiesta. Nel valutare se la conformità ai requisiti di accessibilità imponga un onere sproporzionato alle autorità competenti, occorre tener conto delle dimensioni, delle risorse e della natura di tali autorità competenti, nonché della stima dei costi e dei benefici della conformità in rapporto al beneficio previsto per le persone con disabilità. Tale analisi costi-benefici dovrebbe tener conto tra l'altro della frequenza e della durata d'uso del prodotto o servizio specifico, inclusi il numero stimato di persone con disabilità che utilizzano il prodotto o servizio specifico, la durata di vita dell'infrastruttura e dei prodotti utilizzati nella prestazione di un servizio, nonché la portata delle alternative offerte gratuitamente anche dai prestatori di servizi di trasporto passeggeri. Nel valutare se la conformità ai requisiti di accessibilità imponga un onere sproporzionato, è opportuno tener conto soltanto dei motivi legittimi. La mancanza di priorità, di tempo o di conoscenze non dovrebbe essere considerata un motivo legittimo.
Emendamento 52
Proposta di direttiva
Considerando 50
(50)  È opportuno istituire una procedura di salvaguardia, da applicare solo in caso di disaccordo tra Stati membri sulle misure prese da uno Stato membro, in base alla quale le parti interessate siano informate delle misure di cui è prevista l'adozione in relazione a prodotti non conformi ai requisiti di accessibilità di cui alla presente direttiva. Tale procedura dovrebbe consentire alle autorità di vigilanza del mercato, in cooperazione con gli operatori economici interessati, di intervenire in una fase più precoce per quanto riguarda tali prodotti.
(50)  È opportuno istituire una procedura di salvaguardia, da applicare solo in caso di disaccordo tra Stati membri sulle misure prese da uno Stato membro, in base alla quale le parti interessate siano informate delle misure di cui è prevista l'adozione in relazione a prodotti non conformi ai requisiti di accessibilità di cui alla presente direttiva. Tale procedura dovrebbe consentire alle autorità di vigilanza del mercato, in cooperazione con le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità e con gli operatori economici interessati, di intervenire in una fase più precoce per quanto riguarda tali prodotti.
Emendamento 53
Proposta di direttiva
Considerando 51 bis (nuovo)
(51 bis)  Al fine di garantire la corretta applicazione del principio di proporzionalità in relazione agli obblighi concernenti l'identificazione degli operatori economici e i criteri da utilizzare nella valutare se la conformità a un obbligo di cui alla presente direttiva imporrebbe un onere sproporzionato, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 TFUE riguardo alla definizione del periodo durante il quale gli operatori economici devono essere in grado di identificare gli operatori economici che hanno fornito loro un prodotto o ai quali essi hanno fornito un prodotto, nonché di precisare i criteri specifici da tenere in considerazione per tutti i prodotti e si servizi coperti dalla presente direttiva nel valutare se l'onere deve essere considerato sproporzionato, senza modificare tali criteri. Tale periodo dovrebbe essere specificato in proporzione al ciclo di vita del prodotto. È di particolare importanza che, durante i lavori preparatori, la Commissione tenga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, e che tali consultazioni avvengano in conformità dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 20161bis. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.
__________________
1 bis GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.
Emendamento 54
Proposta di direttiva
Considerando 51 ter (nuovo)
(51 ter)  Gli Stati membri dovrebbero garantire che esistano mezzi idonei ed efficaci per assicurare il rispetto delle disposizioni della presente direttiva e stabilire pertanto adeguati meccanismi di controllo, quali il controllo a posteriori da parte delle autorità di vigilanza del mercato, al fine di verificare la legittimità della deroga all'applicazione dei requisiti di accessibilità. In sede di esame dei ricorsi riguardanti l'accessibilità, gli Stati membri dovrebbero rispettare il principio generale di buona amministrazione, e in particolare l'obbligo dei funzionari di garantire che sia adottata una decisione su ciascun ricorso entro un termine ragionevole.
Emendamento 55
Proposta di direttiva
Considerando 52 bis (nuovo)
(52 bis)  Gli Stati membri dovrebbero garantire la disponibilità di mezzi di ricorso efficaci e rapidi contro le decisioni prese dalle amministrazioni aggiudicatrici e dagli enti aggiudicatori relativamente al fatto che un determinato appalto rientri nel campo di applicazione delle direttive 2014/24/UE e 2014/25/UE. Visto il quadro normativo esistente in materia di ricorsi nei settori contemplati dalle direttive 2014/24/UE e 2014/25/UE, tali settori dovrebbero essere esclusi dalle disposizioni della presente direttiva relative all'applicazione e alle sanzioni. Tale esclusione lascia impregiudicati gli obblighi degli Stati membri derivanti dai trattati di adottare tutte le misure atte a garantire l'applicazione e l'efficacia del diritto dell'Unione.
Emendamento 56
Proposta di direttiva
Considerando 53 bis (nuovo)
(53 bis)  I requisiti di accessibilità di cui alla presente direttiva dovrebbero applicarsi ai prodotti immessi sul mercato dell'Unione dopo la data di applicazione delle misure nazionali di recepimento della presente direttiva, compresi i prodotti usati e di seconda mano importati da un paese terzo e immessi sul mercato dell'Unione dopo tale data.
Emendamento 57
Proposta di direttiva
Considerando 53 ter (nuovo)
(53 ter)  Tuttavia, gli appalti pubblici di forniture, lavori o servizi soggetti alla direttiva 2014/24/UE o alla direttiva 2014/25/UE, e che sono stati aggiudicati precedentemente alla data di applicazione della presente direttiva, dovrebbero continuare a essere realizzati in ottemperanza ai requisiti di accessibilità, se presenti, specificati nei relativi contratti di appalto.
Emendamento 58
Proposta di direttiva
Considerando 53 quater (nuovo)
(53 quater)  Al fine di accordare ai fornitori di servizi un tempo sufficiente per adeguarsi ai requisiti stabiliti dalla presente direttiva, è necessario prevedere un periodo transitorio durante il quale i prodotti utilizzati per la fornitura di servizi non sono tenuti a rispettare i requisiti di accessibilità di cui alla presente direttiva. In considerazione del costo e del lungo ciclo di vita degli sportelli automatici, delle macchine per l'emissione di biglietti e dei terminali per il check-in, è opportuno stabilire che, quando tali macchine sono utilizzate nel quadro della fornitura di servizi, esse possono continuare ad essere utilizzate fino al termine della loro vita economica utile.
Emendamento 59
Proposta di direttiva
Considerando 54 bis (nuovo)
(54 bis)  L'utilizzo di applicazioni che forniscono informazioni basate sui servizi di dati territoriali contribuisce alla circolazione indipendente e sicura delle persone con disabilità. I dati territoriali utilizzati da tali applicazioni dovrebbero consentire di fornire informazioni adattate alle specifiche esigenze delle delle persone con disabilità.
Emendamento 60
Proposta di direttiva
Articolo -1 (nuovo)
Articolo -1
Oggetto
La presente direttiva ha lo scopo di eliminare e prevenire gli ostacoli derivanti da requisiti di accessibilità divergenti per la libera circolazione dei prodotti e dei servizi oggetto della presente direttiva negli Stati membri. Essa è altresì intesa a contribuire al corretto funzionamento del mercato interno mediante il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri per quanto riguarda i requisiti di accessibilità per determinati prodotti e servizi.
Emendamento 61
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  I capi I, da II a V, e VII si applicano ai seguenti prodotti:
1.  I capi I, da II a V, e VII si applicano ai seguenti prodotti immessi sul mercato dopo … [the date of application of this Directive]:
Emendamento 62
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera a
a)  hardware e sistemi operativi informatici generici;
a)  hardware generici e relativi sistemi operativi informatici incorporati destinati a essere utilizzati dai consumatori;
Emendamento 63
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera b – punto iii bis (nuovo)
iii bis)  terminali di pagamento;
Emendamento 64
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera c
c)  apparecchiature terminali con capacità informatiche avanzate per consumatori relative a servizi telefonici;
c)  apparecchiature terminali per consumatori relative a servizi telefonici;
Emendamento 65
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera d
d)  apparecchiature terminali con capacità informatiche avanzate per consumatori relative a servizi di media audiovisivi.
d)  apparecchiature terminali per consumatori relative a servizi di media audiovisivi;
Emendamento 66
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera d bis (nuova)
d bis)  lettori di libri elettronici (e-book).
Emendamento 67
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 2 – parte introduttiva
2.  I capi I, da II a V, e VII si applicano ai seguenti servizi:
2.  Fatto salvo l'articolo 27, i capi I, da II a V, e VII si applicano ai seguenti servizi forniti dopo … [the date of application of this Directive]:
Emendamento 68
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera -a (nuova)
-a)  sistemi operativi che non sono installati sull'hardware e sono forniti come proprietà intangibile ai consumatori;
Emendamento 69
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera a
a)  servizi telefonici e relative apparecchiature terminali con capacità informatiche avanzate per consumatori;
a)  servizi telefonici e relative apparecchiature terminali per consumatori;
Emendamento 70
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera b
b)  servizi di media audiovisivi e relative apparecchiature con capacità informatiche avanzate per consumatori;
b)  siti web e servizi basati su dispositivi mobili dei servizi di media audiovisivi;
Emendamenti 235, 236, 237, 238, 239 e 253
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera c
c)  servizi di trasporto passeggeri aerei, su strada, ferroviari e per vie navigabili;
c)  servizi di trasporto passeggeri aerei, su strada, ferroviari e per vie navigabili e servizi di mobilità e relativa connessione intermodale, compreso il trasporto pubblico urbano, come metropolitana, treno, tram, filobus e autobus, per quanto riguarda:
i)  i terminali self-service nel territorio dell'Unione, tra cui macchine per l'emissione di biglietti, terminali di pagamento e terminali per il check-in;
ii)   siti web, servizi per dispositivi mobili, sistemi di biglietteria intelligente (smart ticketing) e informazioni in tempo reale;
iii)   veicoli, la relativa infrastruttura e l'ambiente costruito, compreso l'accesso senza gradini a tutte le stazioni pubbliche;
iv)   le flotte di taxi e di auto a noleggio che dispongono di una quota adeguata di veicoli adattati.
Emendamento 71
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera d
d)  servizi bancari;
d)  servizi bancari per i consumatori;
Emendamento 72
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera e
e)  libri elettronici (e-book);
e)  libri elettronici (e-book) e apparecchiature connesse, utilizzate dal fornitore per la fornitura di tali servizi, e accesso ad esse;
Emendamento 240
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera f bis (nuova)
f bis)   servizi turistici, compresa la fornitura di alloggio e ristorazione.
Emendamento 73
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 3 – lettera a
a)  appalti pubblici e concessioni soggetti alla direttiva 2014/23/UE42, alla direttiva 2014/24/UE e alla direttiva 2014/25/UE;
a)  appalti pubblici e concessioni soggetti alla direttiva 2014/23/UE, alla direttiva 2014/24/UE e alla direttiva 2014/25/UE, progettati o costruiti dopo … [the date of application of this Directive];
__________________
42 Direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 1).
Emendamento 74
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 3 – lettera b
b)  preparazione e attuazione di programmi nell'ambito del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca43 e del regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio44;
b)  preparazione e attuazione di programmi nell'ambito del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio43 e del regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio44, adottati o attuati dopo ... [data di applicazione della presente direttiva];
__________________
__________________
43 Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
43 Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
44 Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio.
Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 470).
Emendamento 75
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 3 – lettera c
c)  procedure di gara per i servizi pubblici di trasporto passeggeri su strada e per ferrovia di cui al regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio45;
c)  contratti di servizio pubblico che, dopo … [data di applicazione della presente direttiva], sono aggiudicati tramite procedure di gara concorrenziali o tramite aggiudicazione diretta per i servizi pubblici di trasporto passeggeri su strada e per ferrovia di cui al regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio45.
__________________
__________________
45 Regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai servizi pubblici di trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia e che abroga i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 1191/69 e (CEE) n. 1107/70 (GU L 315 del 3.12.2007, pag. 1).
45 Regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai servizi pubblici di trasporto di passeggeri su strada e per ferrovia e che abroga i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 1191/69 e (CEE) n. 1107/70 (GU L 315 del 3.12.2007, pag. 1).
Emendamento 76
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 3 – lettera d
d)  infrastrutture di trasporto di cui al regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio46.
d)  infrastrutture di trasporto di cui al regolamento (UE) n. 1315/2013, progettate o costruite dopo... [data di applicazione della presente direttiva].
__________________
46 Regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 1).
Emendamento 79
Proposta di direttiva
Articolo 1 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  La presente direttiva non si applica ai seguenti contenuti di siti web e applicazioni basate su dispositivi mobili:
a)  formati di file per ufficio pubblicati prima ... [the date of application of this Directive];
b)  carte e servizi di cartografia online, a condizione che per le carte per la navigazione le informazioni essenziali siano fornite in modalità digitale accessibile;
c)  contenuti di terzi che non sono né finanziati né sviluppati dall'operatore economico o dall'autorità competente interessata né sottoposti al suo controllo;
d)  contenuti di siti web e applicazioni basate su dispositivi mobili considerati archivi nel senso che contengono soltanto contenuti che non sono stati aggiornati o rielaborati dopo ... [data di applicazione della presente direttiva].
Emendamento 80
Proposta di direttiva
Articolo 1 bis (nuovo)
Articolo 1 bis
Esclusione delle microimprese
La presente direttiva non si applica alle microimprese che fabbricano, importano o distribuiscono i prodotti e i servizi che rientrano nel suo campo di applicazione.
Emendamento 81
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1 – punto 1
(1)  "prodotti e servizi accessibili": i prodotti e i servizi che sono percepibili, utilizzabili e comprensibili per le persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri;
(1)  "prodotti e servizi accessibili": i prodotti e i servizi che possono essere percepiti, utilizzati e compresi da parte delle persone con disabilità e sono sufficientemente solidi da poter essere utilizzati da queste persone;
Emendamento 82
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1 – punto 2
(2)  "progettazione universale", chiamata anche "progettazione per tutti" ("design for all"): la progettazione di prodotti, ambienti, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate. La "progettazione universale" non esclude dispositivi assistivi per particolari gruppi di persone con limitazioni funzionali, incluse le persone con disabilità, qualora ve ne sia l'esigenza;
soppresso
Emendamento 83
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1 – punto 5 bis (nuovo)
5 bis)  "servizio": un servizio quale definito all'articolo 4, punto 1, della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis;
____________________
1 bis Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).
Emendamento 84
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1 – punto 5 ter (nuovo)
5 ter)  "prestatore di servizi": una persona fisica o giuridica che offre o fornisce un servizio destinato al mercato dell'Unione;
Emendamento 85
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1 – punto 16 bis (nuovo)
16 bis)  "PMI": una piccola o media impresa quale definita nella raccomandazione 2003/361/CE della Commissione1 bis;
____________________
1 bis Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).
Emendamento 86
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1 – punto 19
(19)  "richiamo": qualsiasi provvedimento volto a ottenere la restituzione di un prodotto che è già stato messo a disposizione dell'utilizzatore finale;
soppresso
Emendamento 87
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1 – punto 20 bis (nuovo)
20 bis)  "servizi bancari per i consumatori": i servizi che consentono ai consumatori di aprire e utilizzare conti di pagamento con funzioni di base nell'Unione ai sensi della direttiva 2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis;
____________________
1 bis Direttiva 2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, sulla comparabilità delle spese relative al conto di pagamento, sul trasferimento del conto di pagamento e sull'accesso al conto di pagamento con caratteristiche di base (GU L 257 del 28.8.2014, pag. 214).
Emendamento 88
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1 – punto 21
(21)  "commercio elettronico": la vendita online di prodotti e servizi.
(21)  "commercio elettronico": la vendita online di prodotti e servizi dalle imprese ai consumatori che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis.
____________________
1 bisDirettiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno ("Direttiva sul commercio elettronico") (GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1).
Emendamento 89
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1 – punto 21 bis (nuovo)
21 bis)  "servizi di trasporto aereo di passeggeri": i servizi forniti dai vettori aerei, dagli operatori turistici e dai gestori aeroportuali quali definiti all'articolo 2, lettere da b) a f), del regolamento (CE) n. 1107/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis;
____________________
1 bis Regolamento (CE) n. 1107/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, relativo ai diritti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo (GU L 204 del 26.7.2006, pag. 1);
Emendamento 90
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1 – punto 21 ter (nuovo)
21 ter)  "servizi di trasporto di passeggeri su autobus": i servizi di cui all'articolo 2, paragrafi 1 e 2, del regolamento (UE) n. 181/2011;
Emendamento 91
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1 – punto 21 quater (nuovo)
21 quater)  "servizi di trasporto ferroviario di passeggeri": tutti i servizi di trasporto ferroviario di passeggeri di cui all'articolo 2, paragrafi 1 e 2, del regolamento (CE) n. 1371/2007;
Emendamento 92
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1 – punto 21 quinquies (nuovo)
21 quinquies)  "servizi di trasporto passeggeri per vie navigabili": i servizi di trasporto di passeggeri cui all'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1177/2010.
Emendamento 337
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 1 – punto 21 sexies (nuovo)
21 sexies)  "tecnologia assistiva": qualsiasi elemento, parte di apparecchiatura o sistema di prodotti utilizzato per accrescere, mantenere o migliorare le capacità funzionali delle persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità;
Emendamento 93
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 3
3.  I seguenti terminali self-service: gli sportelli automatici, le macchine per l'emissione di biglietti e i terminali per il check-in devono essere conformi ai requisiti di cui alla sezione II dell'allegato I.
3.  I seguenti terminali self-service: gli sportelli automatici, le macchine per l'emissione di biglietti, i terminali per il check-in e i terminali di pagamento devono essere conformi ai requisiti di cui alla sezione II dell'allegato I.
Emendamento 94
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 4
4.  I servizi telefonici, compresi i servizi di emergenza e le relative apparecchiature terminali con capacità informatiche avanzate per consumatori, devono essere conformi ai requisiti di cui alla sezione III dell'allegato I.
4.  I servizi telefonici, compresi i servizi di emergenza e le relative apparecchiature terminali devono essere conformi ai requisiti di cui alla sezione III dell'allegato I.
Emendamento 95
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 5
5.  I servizi di media audiovisivi e le relative apparecchiature con capacità informatiche avanzate per consumatori devono essere conformi ai requisiti di cui alla sezione IV dell'allegato I.
5.  I siti web e i servizi basati su dispositivi mobili dei servizi di media audiovisivi e le relative apparecchiature devono essere conformi ai requisiti di cui alla sezione IV dell'allegato I.
Emendamento 244
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 6
6.  I servizi di trasporto passeggeri aerei, su strada, ferroviari e per vie navigabili, i siti web, i servizi per dispositivi mobili, la bigliettazione intelligente, i terminali d'informazione in tempo reale nonché i terminali self-service, le macchine per l'emissione di biglietti e i terminali per il check-in utilizzati per la prestazione di servizi di trasporto passeggeri devono essere conformi ai relativi requisiti di cui alla sezione V dell'allegato I.
6.  I servizi di trasporto passeggeri aerei, su strada, per vie navigabili e intermodali, compresi i servizi relativi al trasporto urbano, alla mobilità e all'ambiente costruito, i siti web, i servizi per dispositivi mobili, la bigliettazione intelligente, i terminali d'informazione in tempo reale nonché i terminali self-service come le macchine di pagamento, le macchine per il check-in utilizzati per la prestazione di servizi di trasporto passeggeri, servizi relativi al turismo, tra cui servizi di alloggio e servizi di ristorazione, sono conformi ai relativi requisiti di cui alla sezione V dell'allegato I, unicamente qualora questi requisiti non siano già previsti dalla seguente legislazione settoriale: in relazione al trasporto ferroviario, il regolamento (CE) n. 1371/2007, il regolamento (UE) n. 1300/2014 e il regolamento (UE) n. 454/2011, in relazione al trasporto effettuato con autobus, il regolamento (UE) n. 181/2011, in relazione al trasporto marittimo e per vie navigabili interne, il regolamento (UE) n. 1177/2010 e in relazione al trasporto aereo il regolamento (CE) n. 1107/2006.
Emendamento 97
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 7
7.  I servizi bancari, i siti web, i servizi bancari per dispositivi mobili e i terminali self-service, compresi gli sportelli automatici utilizzati per la prestazione di servizi bancari, devono essere conformi ai requisiti di cui alla sezione VI dell'allegato I.
7.  I servizi bancari per i consumatori, i siti web, i servizi bancari per dispositivi mobili e i terminali self-service, compresi i terminali di pagamento e gli sportelli automatici utilizzati per la prestazione di tali servizi bancari, devono essere conformi ai requisiti di cui alla sezione VI dell'allegato I.
Emendamento 98
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 8
8.  I libri elettronici (e-book) devono essere conformi ai requisiti di cui alla sezione VII dell'allegato I.
8.  I libri elettronici (e-book) e le apparecchiature connesse devono essere conformi ai requisiti di cui alla sezione VII dell'allegato I.
Emendamento 224
Proposta di direttiva
Articolo 3 – paragrafo 10
10.  Gli Stati membri possono decidere, alla luce delle circostanze nazionali, che l'ambiente costruito utilizzato dai clienti dei servizi di trasporto passeggeri, inclusi l'ambiente gestito da fornitori di servizi e da operatori di infrastrutture e quello utilizzato dai clienti di servizi bancari nonché i negozi e centri di servizi ai clienti gestiti da operatori telefonici, si conformino ai requisiti di accessibilità di cui alla sezione X dell'allegato I, al fine di ottimizzarne l'utilizzo da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità.
10.  Gli Stati membri garantiscono che l'ambiente costruito utilizzato dai clienti dei servizi di trasporto passeggeri, inclusi l'ambiente gestito da fornitori di servizi e da operatori di infrastrutture e quello utilizzato dai clienti di servizi bancari per i consumatori nonché i negozi e centri di servizi ai clienti gestiti da operatori telefonici, si conformino, per quanto riguarda la costruzione di nuove infrastrutture o le ristrutturazioni sostanziali di infrastrutture esistenti, ai requisiti di accessibilità di cui alla sezione X dell'allegato I, al fine di ottimizzarne l'utilizzo da parte di persone con disabilità. Ciò lascia impregiudicati gli atti giuridici dell'Unione e la legislazione nazionale per la protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale.
Emendamento 100
Proposta di direttiva
Articolo 4 – comma 1
Gli Stati membri non ostacolano la messa a disposizione sul mercato nel loro territorio di prodotti e servizi conformi alla presente direttiva per motivi relativi ai requisiti di accessibilità.
Gli Stati membri non ostacolano la messa a disposizione sul mercato nel loro territorio di prodotti conformi alla presente direttiva per motivi relativi ai requisiti di accessibilità. Gli Stati membri non ostacolano la prestazione di servizi conformi alla presente direttiva per motivi relativi ai requisiti di accessibilità.
Emendamento 101
Proposta di direttiva
Articolo 5 – paragrafo 1
1.  All'atto dell'immissione dei loro prodotti sul mercato, i fabbricanti garantiscono che essi siano stati progettati e fabbricati conformemente ai requisiti di accessibilità applicabili di cui all'articolo 3.
1.  All'atto dell'immissione dei loro prodotti sul mercato, i fabbricanti garantiscono che essi siano stati progettati e fabbricati conformemente ai requisiti di accessibilità applicabili di cui all'articolo 3, a meno che tali requisiti non siano realizzabili poiché l'adattamento del prodotto interessato richiederebbe una modifica sostanziale della natura stessa del prodotto o imporrebbe un onere sproporzionato per il fabbricante interessato come previsto dall'articolo 12.
Emendamento 102
Proposta di direttiva
Articolo 5 – paragrafo 2 – comma 2
Qualora la conformità di un prodotto ai requisiti di accessibilità applicabili sia stata dimostrata con tale procedura, i fabbricanti redigono una dichiarazione UE di conformità e appongono la marcatura CE.
Qualora la conformità di un prodotto ai requisiti di accessibilità applicabili di cui all'articolo 3 sia stata dimostrata con tale procedura di valutazione della conformità, i fabbricanti redigono una dichiarazione UE di conformità che indichi chiaramente che il prodotto è accessibile.
Emendamento 103
Proposta di direttiva
Articolo 5 – paragrafo 4
4.  I fabbricanti tengono un registro dei reclami, dei prodotti non conformi e dei richiami di prodotti e informano i distributori di tale monitoraggio.
4.  I fabbricanti tengono un registro dei reclami e dei prodotti non conformi.
Emendamento 104
Proposta di direttiva
Articolo 5 – paragrafo 7
7.  I fabbricanti garantiscono che il prodotto sia accompagnato da istruzioni e informazioni sulla sicurezza in una lingua che può essere facilmente compresa dai consumatori e dagli utenti finali, secondo quanto determinato dallo Stato membro interessato.
7.  I fabbricanti garantiscono che il prodotto sia accompagnato da istruzioni in una lingua che può essere facilmente compresa dai consumatori e dagli utenti finali, secondo quanto determinato dallo Stato membro interessato.
Emendamento 105
Proposta di direttiva
Articolo 5 – paragrafo 8
8.  I fabbricanti che ritengono o hanno motivo di credere che un prodotto che hanno immesso sul mercato non sia conforme alla presente direttiva adottano immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme tale prodotto o, se del caso, per ritirarlo o richiamarlo. Inoltre, qualora il prodotto presenti un rischio connesso all'accessibilità, i fabbricanti ne informano immediatamente le autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui hanno messo a disposizione il prodotto, indicando in particolare i dettagli relativi alla non conformità e a qualsiasi misura correttiva presa.
8.  I fabbricanti che ritengono o hanno motivo di credere che un prodotto che hanno immesso sul mercato non sia conforme alla presente direttiva adottano immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme tale prodotto o, se del caso, per ritirarlo. Inoltre, qualora il prodotto non sia conforme alla presente direttiva, i fabbricanti ne informano immediatamente le autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui hanno messo a disposizione il prodotto, indicando in particolare i dettagli relativi alla non conformità e a qualsiasi misura correttiva presa.
Emendamento 106
Proposta di direttiva
Articolo 5 – paragrafo 9
9.  I fabbricanti, a seguito di una richiesta motivata di un'autorità nazionale competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità del prodotto in una lingua che può essere facilmente compresa da tale autorità. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi presentati dai prodotti che hanno immesso sul mercato e garantire la conformità ai requisiti di cui all'articolo 3.
9.  I fabbricanti, a seguito di una richiesta di un'autorità nazionale competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità del prodotto in una lingua che può essere facilmente compresa da tale autorità. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per garantire la conformità alla presente direttiva.
Emendamento 107
Proposta di direttiva
Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera a
a)  fornire a un'autorità nazionale competente che ne faccia richiesta motivata tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità del prodotto;
a)  fornire a un'autorità nazionale competente che ne faccia richiesta tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità del prodotto;
Emendamento 108
Proposta di direttiva
Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera b
b)  cooperare con le autorità nazionali competenti, su loro richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi presentati dai prodotti che rientrano nel loro mandato.
b)  cooperare con le autorità nazionali competenti, su loro richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per garantire la conformità dei prodotti che rientrano nel loro mandato alla presente direttiva.
Emendamento 109
Proposta di direttiva
Articolo 7 – paragrafo 2
2.  Prima di immettere un prodotto sul mercato, gli importatori assicurano che il fabbricante abbia eseguito la procedura di valutazione della conformità stabilita all'allegato II. Essi assicurano che il fabbricante abbia redatto la documentazione tecnica prescritta dall'allegato II, che il prodotto rechi il marchio CE e sia accompagnato dai documenti prescritti e che il fabbricante abbia rispettato le prescrizioni di cui all'articolo 5, paragrafi 5 e 6.
2.  Prima di immettere un prodotto sul mercato, gli importatori assicurano che il fabbricante abbia eseguito la procedura di valutazione della conformità stabilita all'allegato II. Essi assicurano che il fabbricante abbia redatto la documentazione tecnica prescritta da tale allegato, che il prodotto sia accompagnato dai documenti prescritti e che il fabbricante abbia rispettato le prescrizioni di cui all'articolo 5, paragrafi 5 e 6.
Emendamento 110
Proposta di direttiva
Articolo 7 – paragrafo 3
3.  L'importatore, se ritiene o ha motivo di credere che un prodotto non sia conforme ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3, non immette il prodotto sul mercato finché non sia stato reso conforme. Inoltre quando un prodotto presenta un rischio, l'importatore ne informa il fabbricante e le autorità di vigilanza del mercato.
3.  L'importatore, se ritiene o ha motivo di credere che un prodotto non sia conforme ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3, non immette il prodotto sul mercato finché non sia stato reso conforme. Inoltre quando un prodotto non è conforme alla presente direttiva, il distributore ne informa il fabbricante e le autorità di vigilanza del mercato.
Emendamento 111
Proposta di direttiva
Articolo 7 – paragrafo 5
5.  Gli importatori garantiscono che il prodotto sia accompagnato da istruzioni e informazioni in una lingua che può essere facilmente compresa dai consumatori e dagli altri utenti finali, secondo quanto determinato dallo Stato membro interessato.
5.  I fabbricanti garantiscono che il prodotto sia accompagnato da istruzioni in una lingua che può essere facilmente compresa dai consumatori e dagli utenti finali, secondo quanto determinato dallo Stato membro interessato.
Emendamento 112
Proposta di direttiva
Articolo 7 – paragrafo 7
7.  Gli importatori tengono un registro dei reclami, dei prodotti non conformi e dei richiami di prodotti e informano i distributori di tale monitoraggio.
7.  I fabbricanti tengono un registro dei reclami e dei prodotti non conformi.
Emendamento 113
Proposta di direttiva
Articolo 7 – paragrafo 8
8.  Gli importatori che ritengono o hanno motivo di credere che un prodotto che hanno immesso sul mercato non sia conforme ai requisiti di cui all'articolo 3 adottano immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme tale prodotto o, se del caso, per ritirarlo o richiamarlo. Inoltre, quando il prodotto presenta un rischio, gli importatori ne informano immediatamente le autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui hanno messo a disposizione il prodotto, fornendo in particolare i dettagli relativi alla non conformità e a qualsiasi misura correttiva adottata.
8.  Gli importatori che ritengono o hanno motivo di credere che un prodotto che hanno immesso sul mercato non sia conforme alla presente direttiva adottano immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme tale prodotto o, se del caso, per ritirarlo o richiamarlo. Inoltre, quando il prodotto non è conforme alla presente direttiva, gli importatori ne informano immediatamente le autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui hanno messo a disposizione il prodotto, fornendo in particolare i dettagli relativi alla non conformità e a qualsiasi misura correttiva adottata.
Emendamento 114
Proposta di direttiva
Articolo 7 – paragrafo 9
9.  Gli importatori, a seguito di una richiesta motivata di un'autorità nazionale competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità di un prodotto in una lingua che può essere facilmente compresa da tale autorità. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi presentati dai prodotti che hanno immesso sul mercato.
9.  Gli importatori, a seguito di una richiesta di un'autorità nazionale competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità di un prodotto in una lingua che può essere facilmente compresa da tale autorità. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per garantire la conformità dei prodotti che hanno messo a disposizione sul mercato ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3.
Emendamento 115
Proposta di direttiva
Articolo 8 – paragrafo 2
2.  Prima di mettere un prodotto a disposizione sul mercato, i distributori verificano che esso rechi la marcatura CE, che sia accompagnato dai documenti prescritti e da istruzioni e informazioni in una lingua che può essere facilmente compresa dai consumatori e dagli altri utenti finali nello Stato membro in cui il prodotto deve essere messo a disposizione sul mercato e che il fabbricante e l'importatore si siano conformati ai requisiti di cui all'articolo 5, paragrafi 5 e 6, e all'articolo 7, paragrafo 4.
2.  Prima di mettere un prodotto a disposizione sul mercato, i distributori verificano che esso sia conforme alla presente direttiva, che sia accompagnato dai documenti prescritti e da istruzioni e informazioni in una lingua che può essere facilmente compresa dai consumatori e dagli altri utenti finali nello Stato membro in cui il prodotto deve essere messo a disposizione sul mercato e che il fabbricante e l'importatore si siano conformati ai requisiti di cui all'articolo 5, paragrafi 5 e 6, e all'articolo 7, paragrafo 4.
Emendamento 116
Proposta di direttiva
Articolo 8 – paragrafo 3
3.  Il distributore, se ritiene o ha motivo di credere che un prodotto non sia conforme ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3, non immette il prodotto sul mercato finché non sia stato reso conforme. Inoltre quando un prodotto presenta un rischio, il distributore ne informa il fabbricante e le autorità di vigilanza del mercato.
3.  Il distributore, se ritiene o ha motivo di credere che un prodotto non sia conforme ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3, non immette il prodotto sul mercato finché non sia stato reso conforme. Inoltre quando un prodotto non è conforme alla presente direttiva, il distributore ne informa il fabbricante e le autorità di vigilanza del mercato.
Emendamento 117
Proposta di direttiva
Articolo 8 – paragrafo 5
5.  I distributori che ritengono o hanno motivo di credere che un prodotto che hanno reso disponibile sul mercato non sia conforme alla presente direttiva si assicurano che siano adottate le misure correttive necessarie per rendere conforme tale prodotto o, se del caso, per ritirarlo o richiamarlo. Inoltre, quando il prodotto presenta un rischio, i distributori ne informano immediatamente le autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui hanno messo a disposizione il prodotto, fornendo in particolare i dettagli relativi alla non conformità e a qualsiasi misura correttiva adottata.
5.  I distributori che ritengono o hanno motivo di credere che un prodotto che hanno reso disponibile sul mercato non sia conforme alla presente direttiva si assicurano che siano adottate le misure correttive necessarie per rendere conforme tale prodotto o, se del caso, per ritirarlo. Inoltre, quando il prodotto non sia conforme alla presente direttiva, i distributori ne informano immediatamente le autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui hanno messo a disposizione il prodotto, fornendo in particolare i dettagli relativi alla non conformità e a qualsiasi misura correttiva adottata.
Emendamento 118
Proposta di direttiva
Articolo 8 – paragrafo 6
6.  I distributori, a seguito della richiesta motivata di un'autorità nazionale competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità di un prodotto. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi presentati dai prodotti che hanno messo a disposizione sul mercato.
6.  I distributori, a seguito della richiesta di un'autorità nazionale competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità di un prodotto. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per garantire la conformità dei prodotti che hanno messo a disposizione sul mercato ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3.
Emendamento 119
Proposta di direttiva
Articolo 10 – paragrafo 2
2.  Gli operatori economici sono in grado di presentare le informazioni di cui al paragrafo 1 per un periodo di dieci anni dal momento in cui sia stato loro fornito il prodotto e per un periodo di dieci anni dal momento in cui essi abbiano fornito il prodotto.
2.  Gli operatori economici sono in grado di presentare le informazioni di cui al paragrafo 1 per un certo periodo, pari almeno a cinque anni, dal momento in cui sia stato loro fornito il prodotto o in cui essi abbiano fornito il prodotto.
Emendamento 120
Proposta di direttiva
Articolo 10 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 23 bis al fine di integrare la presente direttiva per specificare il periodo di cui al paragrafo 2. Tale periodo è proporzionale al ciclo di vita del prodotto.
Emendamento 121
Proposta di direttiva
Articolo 11 – paragrafo 2
2.  I fornitori di servizi preparano le informazioni necessarie in conformità all'allegato III spiegando come i servizi soddisfino i requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3. Le informazioni sono messe a disposizione del pubblico in forma scritta e orale, anche in modo da essere accessibili a persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità. I fornitori di servizi conservano le informazioni finché il servizio è operativo.
2.  I fornitori di servizi preparano le informazioni necessarie in conformità all'allegato III spiegando come i loro servizi soddisfino i requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3. Le informazioni sono messe a disposizione del pubblico in modo da essere accessibili a persone con disabilità. I fornitori di servizi conservano le informazioni finché il servizio è operativo.
Emendamento 122
Proposta di direttiva
Articolo 11 – paragrafo 4
4.  I fornitori di servizi, a seguito di una richiesta motivata di un'autorità competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni necessarie per dimostrare la conformità del servizio ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per rendere il servizio conforme a tali requisiti.
4.  I fornitori di servizi, a seguito di una richiesta di un'autorità competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni necessarie per dimostrare la conformità del servizio ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per rendere il servizio conforme a tali requisiti.
Emendamento 339
Proposta di direttiva
Articolo 12 – paragrafo 3 – lettera b
b)  stima dei costi e dei benefici per gli operatori economici in rapporto al beneficio previsto per le persone con disabilità, tenendo conto della frequenza e della durata d'uso del prodotto o servizio specifico.
b)  stima dei costi e dei benefici aggiuntivi per gli operatori economici in rapporto al beneficio previsto per le persone con limitazioni funzionali, incluse le persone con disabilità, tenendo conto della frequenza e della durata d'uso del prodotto o servizio specifico.
Emendamento 123
Proposta di direttiva
Articolo 12 – paragrafo 4
4.  L'onere non è considerato sproporzionato laddove sia compensato da finanziamenti provenienti da fonti, pubbliche o private, diverse dalle risorse dell'operatore.
4.  L'onere non è considerato sproporzionato laddove sia compensato da finanziamenti provenienti da fonti, pubbliche o private, diverse dalle risorse dell'operatore rese disponibili al fine di migliorare l'accessibilità.
Emendamento 124
Proposta di direttiva
Articolo 12 – paragrafo 5
5.  Il compito di valutare se la conformità ai requisiti di accessibilità riguardanti prodotti o servizi imponga una modifica sostanziale o un onere sproporzionato spetta all'operatore economico.
5.  Il compito di valutare in prima battuta se la conformità ai requisiti di accessibilità riguardanti prodotti o servizi imponga una modifica sostanziale o un onere sproporzionato spetta all'operatore economico.
Emendamento 230
Proposta di direttiva
Articolo 12 – paragrafo 5 bis (nuovo)
5 bis.  La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 23 bis al fine di integrare il paragrafo 3 del presente articolo precisando ulteriormente i criteri di cui si deve tenere conto per tutti i prodotti e i servizi contemplati dalla presente direttiva al fine di valutare se l'onere debba essere considerato sproporzionato, senza modificare tali criteri.
Al momento di precisare ulteriormente tali criteri, la Commissione deve prendere in considerazione i potenziali vantaggi non solo per le persone con disabilità, ma anche per quelle con limitazioni funzionali.
La Commissione adotta il primo di tali atti delegati per tutti i prodotti e servizi che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva entro ... [un anno dalla data di entrata in vigore della presente direttiva].

Emendamento 126
Proposta di direttiva
Articolo 12 – paragrafo 6
6.  Qualora gli operatori economici si siano avvalsi dell'eccezione di cui ai paragrafi da 1 a 5 per un prodotto o servizio specifico, essi lo notificano all'autorità di vigilanza competente del mercato dello Stato membro nel cui mercato il prodotto è immesso o messo a disposizione. Tale notifica include la valutazione di cui al paragrafo 3. Le microimprese sono esentate dall'obbligo di notifica, ma devono essere in grado di fornire la documentazione pertinente su richiesta di un'autorità di vigilanza del mercato competente.
6.  Qualora gli operatori economici si siano avvalsi dell'eccezione di cui ai paragrafi da 1 a 5 per un prodotto o servizio specifico, essi lo notificano all'autorità di vigilanza competente del mercato dello Stato membro nel cui mercato il prodotto è immesso o messo a disposizione. La valutazione di cui al paragrafo 3 è presentata all'autorità di vigilanza del mercato su sua richiesta. Le microimprese sono esentate dall'obbligo di notifica, ma devono essere in grado di fornire la documentazione pertinente su richiesta di un'autorità di vigilanza del mercato competente.
Emendamento 127
Proposta di direttiva
Articolo 12 – paragrafo 6 bis (nuovo)
6 bis.  La Commissione adotta atti di esecuzione che stabiliscono un modello di notifica ai fini del paragrafo 6. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 24, paragrafo 1 bis. La Commissione adotta il primo di tali atti di esecuzione entro ... [two years after the date of entry into force of this Directive].
Emendamento 128
Proposta di direttiva
Articolo 12 – paragrafo 6 ter (nuovo)
6 ter.  È istituito un dialogo strutturato tra le parti interessate, comprese le persone con disabilità e le organizzazioni che le rappresentano, e le autorità di vigilanza del mercato per garantire che siano stabiliti principi adeguati per la valutazione delle eccezioni onde assicurarne la coerenza.
Emendamento 129
Proposta di direttiva
Articolo 12 – paragrafo 6 quater (nuovo)
6 quater.  Gli Stati membri sono incoraggiati a fornire incentivi e orientamenti alle microimprese per facilitare l'attuazione della presente direttiva. Le procedure e gli orientamenti sono definiti in consultazione con le parti interessate, comprese le persone con disabilità e le organizzazioni che le rappresentano.
Emendamento 130
Proposta di direttiva
Capo IV – titolo
Norme armonizzate, specifiche tecniche comuni e conformità dei prodotti e dei servizi
Norme armonizzate, specifiche tecniche e conformità dei prodotti e dei servizi
Emendamento 131
Proposta di direttiva
Articolo 13 – comma 1
I prodotti e i servizi conformi alle norme armonizzate o a parti di esse i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea sono considerati conformi ai requisiti di accessibilità di tali norme o parti di esse di cui all'articolo 3.
1.   I prodotti e i servizi che soddisfano le norme armonizzate o parti di esse i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea sono considerati conformi ai requisiti di accessibilità, di cui all'articolo 3, contemplati da tali norme o parti di esse.
Emendamento 132
Proposta di direttiva
Articolo 13 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  La Commissione chiede, conformemente all'articolo 10 del regolamento (UE) n. 1025/2012, a una o più organizzazioni europee di normazione di elaborare norme armonizzate per ciascuno dei requisiti di accessibilità dei prodotti di cui all'articolo 3. La Commissione adotta tali richieste entro ... [two years after the date of entry into force of this Directive].
Emendamento 133
Proposta di direttiva
Articolo 13 – paragrafo 1 ter (nuovo)
1 ter.  La Commissione può adottare atti di esecuzione che stabiliscano specifiche tecniche conformi ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3. Tuttavia la Commissione procede in tal senso soltanto quando sono riunite le seguenti condizioni:
a)  in assenza di riferimenti a norme armonizzate pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea a norma del regolamento (UE) n. 1025/2012;
b)  la Commissione ha adottato una richiesta a norma del paragrafo 2; e
c)  la Commissione nota indebiti ritardi nella procedura di normazione.
Prima di adottare gli atti di esecuzione di cui al prima comma, la Commissione consulta le parti interessate, comprese le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 24, paragrafo 2, della presente direttiva.
Emendamento 134
Proposta di direttiva
Articolo 13 – paragrafo 1 quater (nuovo)
1 quater.  In assenza di riferimenti alle norme armonizzate di cui al paragrafo 1 pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, i prodotti e i servizi conformi alle specifiche tecniche di cui al paragrafo 1ter o a parti di esse sono considerati conformi ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3 contemplati da tali specifiche tecniche o parti di esse.
Emendamento 135
Proposta di direttiva
Articolo 14
Articolo 14
soppresso
Specifiche tecniche comuni
1.  In assenza di riferimenti a norme armonizzate pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea a norma del regolamento (UE) n. 1025/2012 e laddove per l'armonizzazione del mercato fosse necessario un maggiore livello di dettaglio dei requisiti di accessibilità di determinati prodotti e servizi, la Commissione può adottare atti di esecuzione che stabiliscano specifiche tecniche comuni ("STC") per i requisiti di accessibilità di cui all'allegato I della presente direttiva. Tali atti di esecuzione sono adottati in base alla procedura di esame di cui all'articolo 24, paragrafo 2, della presente direttiva.
2.  I prodotti e i servizi conformi alle STC di cui al paragrafo 1 o a parti di esse sono considerati conformi ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3 contemplati da tali STC o parti di esse.
Emendamento 136
Proposta di direttiva
Articolo 15 – paragrafo 2
2.  La dichiarazione UE di conformità ha la struttura tipo di cui all'allegato III della decisione n. 768/2008/CE. Essa contiene gli elementi specificati all'allegato II della presente direttiva ed è regolarmente aggiornata. I requisiti concernenti la documentazione tecnica evitano l'imposizione di un onere sproporzionato per le micro, piccole e medie imprese. La dichiarazione è tradotta nella lingua o nelle lingue richieste dallo Stato membro sul cui mercato il prodotto è immesso o messo a disposizione.
2.  La dichiarazione UE di conformità ha la struttura tipo di cui all'allegato III della decisione n. 768/2008/CE. Essa contiene gli elementi specificati all'allegato II della presente direttiva ed è regolarmente aggiornata. I requisiti concernenti la documentazione tecnica evitano l'imposizione di un onere sproporzionato per le piccole e medie imprese. La dichiarazione è tradotta nella lingua o nelle lingue richieste dallo Stato membro sul cui mercato il prodotto è immesso o messo a disposizione.
Emendamento 137
Proposta di direttiva
Articolo 15 – paragrafo 3
3.  Se al prodotto si applicano più atti dell'Unione che prescrivono una dichiarazione UE di conformità, viene compilata un'unica dichiarazione UE di conformità in rapporto a tali atti dell'Unione. La dichiarazione contiene gli estremi degli atti interessati, compresi i riferimenti della loro pubblicazione.
3.  Se al prodotto si applicano più atti dell'Unione che prescrivono una dichiarazione UE di conformità, viene compilata la dichiarazione UE di conformità in rapporto a tali atti dell'Unione. La dichiarazione contiene gli estremi degli atti interessati, compresi i riferimenti della loro pubblicazione.
Emendamento 138
Proposta di direttiva
Articolo 15 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.  Oltre alla dichiarazione UE di conformità, il fabbricante include una nota sull'imballaggio per informare i consumatori in modo efficace sotto il profilo dei costi, semplice e preciso che il prodotto è dotato di caratteristiche di accessibilità.
Emendamento 139
Proposta di direttiva
Articolo 16
Articolo 16
soppresso
Principi generali della marcatura CE dei prodotti
La marcatura CE è soggetta ai principi generali di cui all'articolo 30 del regolamento (CE) n. 765/2008.
Emendamento 140
Proposta di direttiva
Articolo -17 (nuovo)
Articolo -17
Banca dati nazionale
Ogni Stato membro istituisce una banca dati accessibile al pubblico in cui sono registrati i prodotti non accessibili. I consumatori possono consultare e registrare le informazioni sui prodotti non accessibili. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per informare i consumatori o altre parti interessate della possibilità di presentare reclami. È previsto un sistema interattivo tra le banche dati nazionali, se possibile sotto la responsabilità della Commissione o delle pertinenti organizzazioni rappresentative, in modo che le informazioni sui prodotti non accessibili possano essere diffuse in tutta l'Unione.
Emendamento 141
Proposta di direttiva
Articolo 18 – paragrafo 2 – comma 2
Gli Stati membri garantiscono che il pubblico sia informato dell'esistenza, della sfera di competenza e dell'identità delle autorità di cui al primo comma. Su richiesta, tali autorità mettono a disposizione le informazioni in formati accessibili.
Gli Stati membri garantiscono che il pubblico sia informato dell'esistenza, della sfera di competenza e dell'identità delle autorità di cui al primo comma. Su richiesta di membri del pubblico interessato, tali autorità mettono a disposizione le informazioni sul proprio operato e sulle decisioni che hanno adottato in formati accessibili.
Emendamento 142
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 1 – comma 1
Le autorità di vigilanza del mercato di uno degli Stati membri, qualora abbiano preso provvedimenti ai sensi dell'articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008 oppure abbiano sufficienti ragioni per ritenere che un prodotto contemplato dalla presente direttiva comporti un rischio connesso ad aspetti legati all'accessibilità di cui alla presente direttiva, effettuano una valutazione del prodotto interessato in rapporto a tutti i requisiti stabiliti dalla presente direttiva. Gli operatori economici interessati cooperano pienamente con le autorità di vigilanza del mercato.
Le autorità di vigilanza del mercato di uno degli Stati membri, qualora abbiano preso provvedimenti ai sensi dell'articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008 oppure abbiano sufficienti ragioni per ritenere che un prodotto contemplato dalla presente direttiva non sia conforme alla stessa, effettuano una valutazione del prodotto interessato in rapporto a tutti i requisiti pertinenti stabiliti dalla presente direttiva. Gli operatori economici interessati cooperano pienamente con le autorità di vigilanza del mercato.
Emendamento 143
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 1 – comma 2
Se, attraverso la valutazione, le autorità di vigilanza del mercato concludono che il prodotto non rispetta le prescrizioni di cui alla presente direttiva, esse chiedono senza indugio all'operatore economico interessato di adottare tutte le misure correttive del caso al fine di rendere il prodotto conforme ai suddetti requisiti oppure di ritirarlo o di richiamarlo dal mercato entro un termine ragionevole e proporzionato alla natura del rischio, a seconda dei casi.
Se, attraverso la valutazione, le autorità di vigilanza del mercato concludono che il prodotto non rispetta le prescrizioni di cui alla presente direttiva, esse chiedono senza indugio all'operatore economico interessato di adottare tutte le misure correttive del caso al fine di rendere il prodotto in questione conforme ai suddetti requisiti. Qualora l'operatore economico interessato non adotti le misure correttive del caso, le autorità di vigilanza del mercato chiedono all'operatore economico di ritirare il prodotto dal mercato entro un termine ragionevole.
Emendamento 144
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 4
4.  Qualora l'operatore economico interessato non prenda le misure correttive adeguate entro il periodo di cui al paragrafo 1, secondo comma, le autorità di vigilanza del mercato adottano tutte le opportune misure provvisorie per vietare o limitare la messa a disposizione del prodotto sul loro mercato nazionale, per ritirarlo da tale mercato o per richiamarlo. Esse informano senza indugio la Commissione e gli altri Stati membri di tali misure.
4.  Qualora l'operatore economico interessato non prenda le misure correttive adeguate entro il periodo di cui al paragrafo 1, secondo comma, le autorità di vigilanza del mercato adottano tutte le opportune misure provvisorie per vietare o limitare la messa a disposizione del prodotto sul loro mercato nazionale o per ritirarlo da tale mercato. Esse informano senza indugio la Commissione e gli altri Stati membri di tali misure.
Emendamento 145
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 5 – parte introduttiva
5.  Le informazioni di cui al paragrafo 4 includono tutti gli elementi disponibili, in particolare i dati necessari all'identificazione del prodotto non conforme, la sua origine, la natura della presunta non conformità e i rischi connessi, la natura e la durata delle misure nazionali adottate, nonché gli argomenti espressi dall'operatore economico interessato. In particolare, le autorità di vigilanza del mercato indicano se la non conformità sia dovuta:
5.  Le informazioni di cui al paragrafo 4 includono tutti gli elementi disponibili, in particolare i dati necessari all'identificazione del prodotto non conforme, la sua origine, la natura della presunta non conformità, la natura e la durata delle misure nazionali adottate, nonché gli argomenti espressi dall'operatore economico interessato. In particolare, le autorità di vigilanza del mercato indicano se la non conformità sia dovuta:
Emendamento 146
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 5 – lettera a
a)  alla mancata rispondenza del prodotto ai requisiti connessi a quelli di cui all'articolo 3 della presente direttiva, o
a)  alla mancata rispondenza del prodotto ai pertinenti requisiti di cui all'articolo 3, o
Emendamento 147
Proposta di direttiva
Articolo 19 – paragrafo 8
8.  Gli Stati membri garantiscono che siano adottate senza indugio le opportune misure restrittive in relazione al prodotto in questione, ad esempio il ritiro del prodotto dal loro mercato.
8.  Gli Stati membri garantiscono che siano adottate senza indugio misure restrittive opportune e proporzionate in relazione al prodotto in questione, ad esempio il ritiro del prodotto dal loro mercato.
Emendamento 148
Proposta di direttiva
Articolo 20 – paragrafo 1 – comma 1
Qualora, in esito alla procedura di cui all'articolo 19, paragrafi 3 e 4, vengano sollevate obiezioni contro una misura adottata da uno Stato membro o qualora la Commissione ritenga che una misura nazionale sia contraria alla legislazione dell'Unione, la Commissione si consulta senza indugio con gli Stati membri e con l'operatore o gli operatori economici interessati e valuta la misura nazionale. In base ai risultati di tale valutazione, la Commissione decide se la misura nazionale sia o no giustificata.
Qualora, in esito alla procedura di cui all'articolo 19, paragrafi 3 e 4, vengano sollevate obiezioni contro una misura adottata da uno Stato membro o qualora la Commissione abbia elementi di prova ragionevoli che suggeriscano che una misura nazionale è contraria alla legislazione dell'Unione, la Commissione si consulta senza indugio con gli Stati membri e con l'operatore o gli operatori economici interessati e valuta la misura nazionale. In base ai risultati di tale valutazione, la Commissione decide se la misura nazionale sia o no giustificata.
Emendamento 149
Proposta di direttiva
Articolo 20 bis (nuovo)
Articolo 20 bis
Gruppo di lavoro
1.  La Commissione istituisce un gruppo di lavoro.
Il gruppo di lavoro è composto da rappresentanti delle autorità nazionali di vigilanza del mercato e delle parti interessate, comprese le persone con disabilità e le organizzazioni che le rappresentano.
2.  Il gruppo di lavoro svolge i compiti seguenti:
a)  agevolare lo scambio d'informazioni e migliori pratiche tra le autorità di vigilanza del mercato;
b)  garantire la coerenza nell'applicazione dei requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3;
c)  esprimere un parere sulle eccezioni ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 3 nei casi considerati necessari, dopo aver ricevuto la richiesta della Commissione.
Emendamento 151
Proposta di direttiva
Articolo 21 – lettera c
c)  nello stabilire requisiti di accessibilità relativi ai criteri sociali e di qualità stabiliti dalle autorità competenti per le procedure di gara per i servizi pubblici di trasporto passeggeri su strada e per ferrovia a norma del regolamento (CE) n. 1370/2007;
soppresso
Emendamenti 247 e 281
Proposta di direttiva
Articolo 21 – comma 1 – lettera d bis (nuova)
d bis)   ove del caso, a tutta la pertinente legislazione dell'Unione o alle disposizioni della legislazione dell'Unione riguardanti l'accessibilità per le persone con disabilità;
Emendamento 282
Proposta di direttiva
Articolo 21 – comma 1 – lettera d ter (nuova)
d ter)   quando l'Unione cofinanzia progetti infrastrutturali accessibili e privi di barriere nel settore dei trasporti e delle telecomunicazioni, nel quadro del Meccanismo per collegare l'Europa, dei fondi strutturali o del FEIS, è opportuno dare priorità ai progetti che sostengono o includono elementi di accessibilità.
Emendamento 152
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 1
1.  I requisiti di accessibilità di cui all'articolo 21 si applicano nella misura in cui non impongano un onere sproporzionato per le autorità competenti ai fini di tale articolo.
1.  I requisiti di accessibilità di cui all'articolo 21 si applicano nella misura in cui non impongano un onere sproporzionato per le autorità competenti o per gli operatori da esse ingaggiati ai fini di tale articolo.
Emendamenti 226 e 257
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 2 – lettera b
b)  stima dei costi e dei benefici per le autorità competenti interessate in rapporto al beneficio previsto per le persone con disabilità, tenendo conto della frequenza e della durata d'uso del prodotto o servizio specifico.
b)  stima dei costi e dei benefici per le autorità competenti interessate in rapporto al beneficio previsto per le persone con limitazioni funzionali e le persone con disabilità, tenendo conto della frequenza e della durata d'uso del prodotto o servizio specifico.
Emendamento 153
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 3
3.  La valutazione se la conformità ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 21 imponga un onere sproporzionato viene effettuata dalle autorità competenti interessate.
3.  La valutazione in prima battuta volta a stabilire se la conformità ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 21 imponga un onere sproporzionato viene effettuata dalle autorità competenti interessate.
Emendamento 231
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 23 bis al fine di integrare il paragrafo 2 del presente articolo precisando ulteriormente i criteri di cui si deve tenere conto per tutti i prodotti e i servizi contemplati dalla presente direttiva al fine di valutare se l'onere debba essere considerato sproporzionato, senza modificare tali criteri.
Al momento di precisare ulteriormente tali criteri, la Commissione deve prendere in considerazione i potenziali vantaggi non solo per le persone con disabilità, ma anche per quelle con limitazioni funzionali.
La Commissione adotta il primo di tali atti delegati per tutti i prodotti e servizi che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva entro ... [un anno dalla data di entrata in vigore della presente direttiva].

Emendamento 155
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 4
4.  Qualora un'autorità competente si sia avvalsa dell'eccezione di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 per un prodotto o servizio specifico, essa ne dà comunicazione alla Commissione. La notifica include la valutazione di cui al paragrafo 2.
4.  Qualora un'autorità competente si sia avvalsa dell'eccezione di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 per un prodotto o servizio specifico, essa ne dà comunicazione alla Commissione. La valutazione di cui al paragrafo 2 è presentata alla Commissione su sua richiesta.
Emendamento 156
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.  Se la Commissione ha motivo di dubitare della decisione dell'autorità competente interessata, può chiedere al gruppo di lavoro di cui all'articolo 20 di esaminare la valutazione di cui al paragrafo 2 del presente articolo e di esprimere un parere.
Emendamento 157
Proposta di direttiva
Articolo 22 – paragrafo 4 ter (nuovo)
4 ter.  La Commissione adotta atti di esecuzione che stabiliscono un modello di notifica ai fini del paragrafo 4. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 24, paragrafo 1 bis. La Commissione adotta il primo di tali atti di esecuzione entro ... [two years after the date of entry into force of this Directive].
Emendamento 158
Proposta di direttiva
Capo VII – titolo
COMPETENZE DI ESECUZIONE E DISPOSIZIONI FINALI
ATTI DELEGATI, COMPETENZE DI ESECUZIONE E DISPOSIZIONI FINALI
Emendamento 159
Proposta di direttiva
Articolo 23 bis (nuovo)
Articolo 23 bis
Esercizio della delega
1.  Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 10, paragrafo 2 bis, all'articolo 12, paragrafo 5 bis, e all'articolo 22, paragrafo 3 bis, è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere da ... [date of entry into force of this Directive].
3.  La delega di potere di cui all'articolo 10, paragrafo 2 bis, all'articolo 12, paragrafo 5 bis, e all'articolo 22, paragrafo 3 bis, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
4.  Prima dell'adozione dell'atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.
5.  Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.
6.  L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 2 bis, dell'articolo 12, paragrafo 5 bis, e dell'articolo 22, paragrafo 3 bis, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Emendamento 160
Proposta di direttiva
Articolo 24 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 4 del regolamento (UE) n. 182/2011.
Emendamento 161
Proposta di direttiva
Articolo 25 – paragrafo 2
2.  I mezzi di cui al paragrafo 1 comprendono:
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 162
Proposta di direttiva
Articolo 25 – paragrafo 2 – lettera a
a)  disposizioni in base alle quali un consumatore può, a norma della legislazione nazionale, adire i tribunali o gli organi amministrativi competenti per garantire che le disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva siano rispettate;
a)  la possibilità, per il consumatore che risenta direttamente della non conformità di un prodotto o di un servizio, di adire i tribunali o gli organi amministrativi competenti per garantire che le disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva siano rispettate;
Emendamento 163
Proposta di direttiva
Articolo 25 – paragrafo 2 – lettera b
b)  disposizioni in base alle quali gli organismi pubblici o le associazioni, le organizzazioni o altri soggetti giuridici privati che abbiano un legittimo interesse a garantire che le disposizioni della presente direttiva siano rispettate possono, a norma della legislazione nazionale, adire i i tribunali o gli organi amministrativi competenti per conto dei consumatori per garantire che le disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva siano rispettate.
b)  la possibilità, per gli organismi pubblici o le associazioni, le organizzazioni o altri soggetti giuridici privati che abbiano un legittimo interesse a garantire che le disposizioni della presente direttiva siano rispettate, di adire a norma della legislazione nazionale i tribunali o gli organi amministrativi competenti per conto dei consumatori per garantire che le disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva siano rispettate. L'interesse legittimo può essere il fatto di rappresentare consumatori che risentano direttamente della non conformità di un prodotto o di un servizio;
Emendamento 164
Proposta di direttiva
Articolo 25 – paragrafo 2 – lettera b bis (nuova)
b bis)  la possibilità, per il consumatore che risenta direttamente della non conformità di un prodotto o di un servizio, di avvalersi di un meccanismo di reclamo; tale meccanismo potrebbe essere gestito da un organo esistente, come il difensore civico nazionale.
Emendamento 165
Proposta di direttiva
Articolo 25 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Gli Stati membri assicurano che siano disponibili meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie che consentano di risolvere i presunti casi di non conformità alla presente direttiva denunciati per mezzo del meccanismo di reclamo di cui al paragrafo 1, lettera b bis), prima che vengano aditi i tribunali o gli organi amministrativi competenti a norma del paragrafo 2, lettere a) e b).
Emendamento 166
Proposta di direttiva
Articolo 25 – paragrafo 2 ter (nuovo)
2 ter.  Il presente articolo non si applica ai contratti disciplinati dalle direttive 2014/24/UE e 2014/25/UE.
Emendamento 288
Proposta di direttiva
Articolo 26 – paragrafo 2
2.  Le sanzioni previste sono efficaci, proporzionate e dissuasive.
2.  Le sanzioni previste sono efficaci, proporzionate e dissuasive, ma non fungono da alternativa all'adempimento, da parte degli operatori economici, dell'obbligo di rendere accessibili i loro prodotti o servizi. Le sanzioni sono inoltre accompagnate da efficaci misure correttive in caso di inosservanza da parte dell'operatore economico.
Emendamento 168
Proposta di direttiva
Articolo 26 – paragrafo 4
4.  Le sanzioni tengono conto dell'entità della non conformità, compreso il numero di unità di prodotti o servizi non conformi interessati, nonché del numero di persone colpite.
4.  Le sanzioni tengono conto dell'entità della non conformità, compresi la sua gravità e il numero di unità di prodotti o servizi non conformi interessati, nonché del numero di persone colpite.
Emendamento 169
Proposta di direttiva
Articolo 27 – paragrafo 2
2.  Essi applicano tali disposizioni a partire da [… insert date - six years after the entry into force of this Directive].
2.  Essi applicano tali disposizioni a partire da [… insert date - five years after the entry into force of this Directive].
Emendamento 170
Proposta di direttiva
Articolo 27 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Fatto salvo il paragrafo 2 ter, gli Stati membri prevedono un periodo transitorio di cinque anni a decorrere da … [six years after the date of entry into force of this Directive] durante il quale i fornitori di servizi possono continuare a prestare i loro servizi utilizzando prodotti che avevano utilizzato in modo legittimo prima di tale data per fornire servizi simili.
Emendamento 171
Proposta di direttiva
Articolo 27 – paragrafo 2 ter (nuovo)
2 ter.  Gli Stati membri possono stabilire che i terminali self-service utilizzati in modo legittimo dai fornitori di servizi per la prestazione di servizi prima di .... [sei anni dalla data di entrata in vigore della presente direttiva] possono continuare ad essere utilizzati per la fornitura di servizi simili fino al termine della loro vita economica utile.
Emendamento 172
Proposta di direttiva
Articolo 27 – paragrafo 5
5.  Gli Stati membri che si avvalgono della possibilità di cui all'articolo 3, paragrafo 10, comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni di diritto interno che essi adottano a tal fine e riferiscono alla Commissione in merito ai progressi compiuti nella loro attuazione.
5.  Se del caso, gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni di diritto interno che essi adottano ai fini dell'articolo 3, paragrafo 10, e riferiscono alla Commissione in merito ai progressi compiuti nella loro attuazione.
Emendamento 173
Proposta di direttiva
Articolo 28 – comma 1
Entro […insert date - five years after the application of this Directive], e successivamente ogni cinque anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni una relazione sull'applicazione della presente direttiva.
-1.   Entro ... [three years after the application of this Directive], e successivamente ogni cinque anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni una relazione sull'applicazione della presente direttiva.
Emendamento 174
Proposta di direttiva
Articolo 28 – paragrafo 1
1.  Alla luce degli sviluppi sociali, economici e tecnologici, la relazione esamina, tra l'altro, l'evoluzione dell'accessibilità dei prodotti e servizi e l'impatto sugli operatori economici e sulle persone con disabilità, individuando, ove possibile, gli ambiti in cui è possibile ridurre gli oneri, al fine di valutare la necessità di riesaminare la presente direttiva.
1.  Tali relazioni, redatte sulla base delle notifiche ricevute a norma dell'articolo 12, paragrafo 6, e dell'articolo 22, paragrafo 4 valutano se la presente direttiva abbia raggiunto gli obiettivi in essa stabiliti, in particolare per quanto riguarda il miglioramento della libera circolazione di prodotti e servizi accessibili. Inoltre, alla luce degli sviluppi sociali, economici e tecnologici, le relazioni esaminano l'evoluzione dell'accessibilità dei prodotti e servizi, la necessità di includere nuovi prodotti e servizi nel campo di applicazione della direttiva oppure la necessità di escluderli da esso, nonché l'impatto della direttiva sugli operatori economici e sulle persone con disabilità, individuando, ove possibile, gli ambiti in cui è possibile ridurre gli oneri, al fine di valutare la necessità di riesaminare la presente direttiva.
Emendamento 175
Proposta di direttiva
Articolo 28 – paragrafo 2
2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione, in tempo utile, tutte le informazioni necessarie per consentire alla Commissione di redigere tale relazione.
2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione, in tempo utile, tutte le informazioni necessarie per consentire alla Commissione di redigere tali relazioni.
Emendamento 176
Proposta di direttiva
Articolo 28 – paragrafo 3
3.  La relazione della Commissione tiene conto delle posizioni delle parti economiche e delle organizzazioni non governative interessate, incluse le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità e le persone anziane.
3.  La relazione della Commissione tiene conto delle posizioni delle parti economiche e delle organizzazioni non governative interessate, incluse le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità.
Emendamento 177
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione I – Parte A (nuova)
A.  Sistemi operativi
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso ragionevolmente prevedibile da parte di persone con disabilità, deve essere realizzata rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla parte C e deve includere:
(a)  informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità; e
(b)  informazioni elettroniche, compresi i siti web necessari per la prestazione del servizio.
Emendamento 178
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione I – Parte B (nuova)
B.  Hardware generici e relativi sistemi operativi incorporati
Emendamento 180
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione I – punto 2
[.....]
soppresso
Emendamento 181
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione I – Parte C (nuova)
C.  Requisiti funzionali di prestazione
Al fine di renderne accessibili la progettazione e l'interfaccia utente, i prodotti e servizi sono progettati, se del caso, come segue:
(a)  Utilizzo non visivo
Qualora offra modalità di funzionamento visive, il prodotto offre almeno una modalità di funzionamento che non richiede la visione.
(b)  Utilizzo con una visione limitata
Qualora offra modalità di funzionamento visive, il prodotto offre almeno una modalità di funzionamento che consente agli utenti di utilizzare il prodotto con una visione limitata; per esempio fornendo la possibilità di regolare il contrasto e la luminosità, un ingrandimento flessibile senza perdita di contenuti o funzionalità, modalità flessibili per separare e controllare gli elementi visivi del contenuto informativo (foreground) da quelli dello sfondo e un controllo flessibile del campo visivo richiesto.
(c)  Utilizzo senza percezione di colore
Qualora offra modalità di funzionamento visive, il prodotto offre almeno una modalità di funzionamento che non richiede la percezione del colore da parte dell'utente.
(d)  Utilizzo non uditivo
Qualora offra modalità di funzionamento uditive, il prodotto offre, come minimo, una modalità di funzionamento che non richiede l'udito.
(e)  Utilizzo con ascolto limitato
Qualora offra modalità di funzionamento uditive, il prodotto offre almeno una modalità di funzionamento con caratteristiche audio migliorate; per esempio per il controllo del volume da parte dell'utente e modalità flessibili per distinguere il contenuto informativo (foreground) rispetto al suono di fondo nei casi in cui voce e suono di fondo siano disponibili come tracce audio separate.
(f)  Utilizzo senza capacità vocale
Qualora richieda un intervento vocale da parte dell'utente, il prodotto offre almeno una modalità di funzionamento che non richiede un intervento vocale da parte dell'utente. Un intervento vocale include suoni orali quali parole, fischi o clic.
(g)  Utilizzo con manipolazione o sforzo limitati
Qualora richieda interventi manuali, il prodotto offre almeno una modalità di funzionamento che consente agli utenti di utilizzare il prodotto tramite modalità alternative di funzionamento che non richiedono il controllo della motricità fine, la manipolazione o la forza della mano o il funzionamento di più di un controllo allo stesso tempo.
(h)  Utilizzo con portata limitata
Qualora i prodotti siano isolati o installati, i loro elementi funzionali sono a portata di tutti gli utenti.
(i)  Riduzione al minimo del rischio di stimoli luminosi suscettibili di scatenare crisi epilettiche
Qualora offra modalità di funzionamento visive, il prodotto evita modalità di funzionamento che possano scatenare crisi epilettiche.
(j)  Utilizzo con capacità cognitive limitate
Il prodotto offre almeno una modalità di funzionamento che semplifica e facilita l'utilizzo del prodotto.
(k)  Riservatezza
Qualora includa funzionalità che garantiscono l'accessibilità, il prodotto offre almeno una modalità di funzionamento che tutela la riservatezza al momento dell'utilizzo di dette funzionalità.
Emendamento 182
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione I – Parte D (nuova)
D.  Servizi di assistenza
Se disponibili, i servizi di assistenza forniscono informazioni sull'accessibilità dei prodotti e la loro compatibilità con le tecnologie assistive, in modi di comunicazione accessibili per le persone con disabilità.
Emendamenti 183 e 291
Proposta di direttiva
Allegato I – sezione II – titolo
Sezione II - Terminali self-service: sportelli automatici, macchine per l'emissione di biglietti e terminali per il check-in
Sezione II - Terminali self-service: sportelli automatici, macchine per l'emissione di biglietti, terminali per il check-in e terminali di pagamento
Emendamenti 184, 291, 299 e 342
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione II – punto 1
1.  Progettazione e produzione
1.  Progettazione e produzione
La progettazione e la produzione di prodotti al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità e le persone con disturbi legati all'età, devono essere realizzate rendendo accessibili gli elementi seguenti:
La progettazione e la produzione di prodotti, al fine di ottimizzarne l'uso ragionevolmente prevedibile da parte di persone con disabilità, devono essere realizzate rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla sezione I, parte C. A tale proposito, non è necessario che una caratteristica di accessibilità dei prodotti sia attivata affinché un utente che ha bisogno di tale caratteristica possa attivarla.
La progettazione e la produzione di prodotti devono essere rese accessibili, tra l'altro mediante:
(a)  le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni, avvertenze), che
(a)  le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni e avvertenze);
(i)  devono essere disponibili attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere comprensibili;
(iii)  devono essere percepibili;
(iv)  devono essere disponibili in caratteri di dimensioni adeguate nelle condizioni d'uso ragionevolmente prevedibili;
(b)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output) conformemente al punto 2;
(b)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output);
(c)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali, conformemente al punto 2;
(c)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità, ad esempio consentendo l'utilizzo di cuffie personali, qualora il tempo di risposta sia limitato, allertando l'utente attraverso più di un canale sensoriale e dando la possibilità di prolungare il tempo consentito nonché disponendo di un adeguato contrasto nonché di tasti e comandi riconoscibili a livello tattile;
(d)  l'interfaccia del prodotto con i dispositivi assistivi.
(d)  se del caso, la compatibilità con dispositivi e tecnologie assistivi disponibili a livello di Unione, incluse le tecnologie uditive, quali ausili uditivi, telecoil, impianti cocleari e dispositivi per l'ascolto assistito.
Emendamento 185
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione II – punto 2
[....]
soppresso
Emendamento 186
Proposta di direttiva
Allegato I – sezione III – titolo
Servizi telefonici, compresi i servizi di emergenza e le relative apparecchiature terminali con capacità informatiche avanzate per consumatori
Servizi telefonici, compresi i servizi di emergenza e le relative apparecchiature terminali
Emendamenti 187, 292 e 300
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione III – Parte A – punto 1
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, deve essere realizzata:
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso ragionevolmente prevedibile da parte di persone con disabilità, deve essere realizzata rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla sezione I, parte C, e include:
(a)  garantendo l'accessibilità dei prodotti utilizzati per la prestazione del servizio, in conformità alle norme di cui al punto B "Relative apparecchiature terminali con capacità informatiche avanzate usate dai consumatori";
(a)  i prodotti utilizzati dai fornitori di servizi per la prestazione del servizio interessato, in conformità alle norme di cui alla presente sezione, parte B;
(b)  fornendo informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità come segue:
(b)  informazioni in merito al funzionamento del servizio interessato nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità;
(i)  il contenuto delle informazioni deve essere disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere fornite alternative al contenuto non testuale;
(iii)   le informazioni elettroniche, comprese le relative applicazioni online necessarie per la prestazione del servizio, devono essere fornite conformemente alla lettera c);
(b bis)   informazioni elettroniche, comprese le relative applicazioni online necessarie per la prestazione del servizio interessato;
(c)  rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
(c)  rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
(c bis)  applicazioni basate su dispositivi mobili;
(d)  fornendo informazioni accessibili al fine di agevolare la complementarità con i servizi assistivi;
(d)  informazioni al fine di agevolare la complementarità con i servizi assistivi;
(e)  includendo funzioni, prassi, politiche e procedure, nonché modifiche al funzionamento del servizio, mirate a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali.
(e)  funzioni, prassi, politiche e procedure, nonché modifiche al funzionamento del servizio, mirate a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità ed a garantire l'interoperabilità; ciò deve essere conseguito supportando le comunicazioni audio, video e testuali in tempo reale, singolarmente o in combinazione (conversazione totale) tra due utenti, o tra un utente e un servizio di emergenza.
Emendamento 344
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione III – parte A – punto 1 bis (nuovo)
1 bis.   Servizi di assistenza
Se disponibili, i servizi di assistenza (punti di contatto, centri di assistenza telefonica, assistenza tecnica, servizi relè e servizi di formazione) forniscono informazioni sull'accessibilità del servizio e sulla sua compatibilità con le tecnologie assistive, secondo modalità di comunicazione accessibili per gli utenti con limitazioni funzionali, incluse le persone con disabilità.
Emendamenti 188 e 292
Proposta di direttiva
Allegato I – sezione III – Parte B – titolo
B.  Relative apparecchiature terminali con capacità informatiche avanzate usate dai consumatori
B.  Relative apparecchiature terminali usate dai consumatori
Emendamenti 189, 292 e 301
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione III – Parte A – punto 1
1.  Progettazione e produzione
1.  Progettazione e produzione
La progettazione e la produzione di prodotti al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità e le persone con disturbi legati all'età, devono essere realizzate rendendo accessibili gli elementi seguenti:
La progettazione e la produzione di prodotti al fine di ottimizzarne l'uso ragionevolmente prevedibile da parte di persone con disabilità devono essere realizzate rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla sezione I, parte C, e includono:
(a)  le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni, avvertenze), che
(a)   le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni e avvertenze);
(i)  devono essere disponibili attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere comprensibili;
(iii)  devono essere percepibili;
(iv)  devono essere disponibili in caratteri di dimensioni adeguate nelle condizioni d'uso ragionevolmente prevedibili;
(b)  l'imballaggio del prodotto, comprese le informazioni ivi riportate (apertura e chiusura, uso, smaltimento);
(b)  l'imballaggio del prodotto, comprese le informazioni ivi riportate (apertura e chiusura, uso, smaltimento);
(c)  le istruzioni per l'uso, l'installazione e la manutenzione, lo stoccaggio e lo smaltimento del prodotto, che devono essere conformi a quanto segue:
(c)  le istruzioni per l'uso, l'installazione e la manutenzione, lo stoccaggio e lo smaltimento del prodotto;
(i)  il contenuto delle istruzioni deve essere disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  le istruzioni devono fornire alternative al contenuto non testuale;
(d)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output) conformemente al punto 2;
(d)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output);
(e)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali, conformemente al punto 2;
(e)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità e a garantire l'interoperabilità; ciò deve essere conseguito supportando un audio ad alta fedeltà, una risoluzione video che consenta la comunicazione mediante la lingua dei segni, la comunicazione testuale in tempo reale singolarmente o in combinazione con la comunicazione audio e video oppure garantendo una connessione senza fili efficace a tecnologie uditive;
(f)  l'interfaccia del prodotto con i dispositivi assistivi.
(f)  l'interfaccia del prodotto con i dispositivi assistivi.
Emendamento 190
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione III – Parte B – punto 2
[....]
soppresso
Emendamento 346/rev
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione III – Parte B – punto 2 bis (nuovo)
2 bis.   Servizi di assistenza
Se disponibili, i servizi di assistenza (punti di contatto, centri di assistenza telefonica, assistenza tecnica, servizi relay e servizi di formazione) devono fornire informazioni sull'accessibilità del prodotto e sulla sua compatibilità con le tecnologie assistive, secondo modalità di comunicazione accessibili per gli utenti con limitazioni funzionali, incluse le persone con disabilità.
Emendamento 191
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione IV – titolo
Servizi di media audiovisivi e relative apparecchiature con capacità informatiche avanzate per consumatori
Siti web e applicazioni online di servizi media audiovisivi e relative apparecchiature per consumatori
Emendamento 192
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione IV – Parte B – titolo
A.  Servizi
A.  Siti web e applicazioni online
Emendamento 193
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione IV – Parte A – punto 1
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, deve essere realizzata:
1.   La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso ragionevolmente prevedibile da parte di persone con disabilità, deve essere realizzata rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla sezione I, parte C, e include:
(a)   garantendo l'accessibilità dei prodotti utilizzati per la prestazione del servizio, in conformità alle norme di cui al punto B "Relative apparecchiature terminali con capacità informatiche avanzate usate dai consumatori";
(a)  siti web resi accessibili in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
(b)   fornendo informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità come segue:
(b)   applicazioni basate su dispositivi mobili.
(i)  il contenuto delle informazioni deve essere disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere fornite alternative al contenuto non testuale;
(iii)  le informazioni elettroniche, comprese le relative applicazioni online necessarie per la prestazione del servizio, devono essere fornite conformemente alla lettera c);
(c)  rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
(d)  fornendo informazioni accessibili al fine di agevolare la complementarità con i servizi assistivi;
(e)  includendo funzioni, prassi, politiche e procedure, nonché modifiche al funzionamento del servizio, mirate a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali.
Emendamento 194
Proposta di direttiva
Allegato I – sezione IV – Parte B – titolo
B.  Relative apparecchiature con capacità informatiche avanzate per consumatori
B.  Relative apparecchiature per consumatori
Emendamenti 195 e 293
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione IV – Parte B – punto 1
1.  Progettazione e produzione
1.  Progettazione e produzione
La progettazione e la produzione di prodotti al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità e le persone con disturbi legati all'età, devono essere realizzate rendendo accessibili gli elementi seguenti:
La progettazione e la produzione di prodotti al fine di ottimizzarne l'uso ragionevolmente prevedibile da parte di persone con disabilità deve essere realizzata rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla sezione I, parte C, e include:
(a)  le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni, avvertenze), che
(a)  le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni e avvertenze);
(i)  devono essere disponibili attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere comprensibili;
(iii)  devono essere percepibili;
(iv)  devono essere disponibili in caratteri di dimensioni adeguate nelle condizioni d'uso ragionevolmente prevedibili;
(b)  l'imballaggio del prodotto, comprese le informazioni ivi riportate (apertura e chiusura, uso, smaltimento);
(b)  l'imballaggio del prodotto, comprese le informazioni ivi riportate (apertura e chiusura, uso, smaltimento);
(c)  le istruzioni per l'uso, l'installazione e la manutenzione, lo stoccaggio e lo smaltimento del prodotto, che devono essere conformi a quanto segue:
(c)  le istruzioni per l'uso, l'installazione e la manutenzione, lo stoccaggio e lo smaltimento del prodotto;
(i)  il contenuto delle istruzioni deve essere disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  le istruzioni devono fornire alternative al contenuto non testuale;
(d)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output) conformemente al punto 2;
(d)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output);
(e)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali, conformemente al punto 2;
(e)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità; per esempio supportando la possibilità di selezionare, personalizzare e visualizzare i servizi di accesso quali i sottotitoli per non udenti e ipoudenti, descrizione audio, sottotitoli parlati e lingua dei segni internazionale, fornendo strumenti di connessione senza fili efficace a tecnologie uditive o fornendo agli utenti dispositivi di controllo per attivare i servizi di accesso allo stesso livello dei controlli dei media primari;
(f)  l'interfaccia del prodotto con i dispositivi assistivi.
(f)  l'interfaccia del prodotto con i dispositivi assistivi.
Emendamento 196
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione IV – Parte B – punto 2
[....]
soppresso
Emendamenti 197 e 308
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione V – titolo
Servizi di trasporto passeggeri aerei, su strada, ferroviari e su vie navigabili; siti web utilizzati per la fornitura di servizi di trasporto passeggeri; servizi per dispositivi mobili, bigliettazione intelligente (smart ticketing) e informazioni in tempo reale; terminali self-service, macchine per l'emissione di biglietti e terminali per il check-in utilizzati per la prestazione di servizi di trasporto passeggeri;
Servizi di trasporto passeggeri aerei, su autobus e pullman, ferroviari e su vie navigabili; siti web utilizzati per la fornitura di servizi di trasporto passeggeri; servizi per dispositivi mobili, bigliettazione intelligente (smart ticketing) e informazioni in tempo reale; terminali self-service, macchine per l'emissione di biglietti e terminali per il check-in utilizzati per la prestazione di servizi di trasporto passeggeri, di mobilità e turistici.
Emendamenti 198, 294/rev, 303, 311, 315 e 316
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione IV – Parte A – punto 1
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, deve essere realizzata:
1.   La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso ragionevolmente prevedibile da parte di persone con disabilità deve essere realizzata rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla sezione I, parte C, e include:
(a)  fornendo informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità come segue:
(a)  informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità;
(i)  il contenuto delle informazioni deve essere disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere fornite alternative al contenuto non testuale;
(a bis)  occorre indicare e spiegare in che modo utilizzare le caratteristiche di accessibilità del servizio, inclusa l'accessibilità dei veicoli e delle infrastrutture circostanti nonché dell'ambiente costruito, come pure fornire informazioni sull'assistenza, in conformità del regolamento (CE) n. 1107/2006, del regolamento (UE) n. 1177/2010, del regolamento (CE) n. 1371/2007 e del regolamento (UE) n. 181/2011;
(iii)   le informazioni elettroniche, comprese le relative applicazioni online necessarie per la prestazione del servizio, devono essere fornite conformemente alla lettera b);
(a ter)   informazioni elettroniche, comprese le relative applicazioni online necessarie per la prestazione del servizio interessato, devono essere fornite conformemente alla lettera b);
(b)  rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale;
(b)  rendendo accessibili i siti web, incluse le applicazioni online necessarie per la prestazione di servizi di trasporto passeggeri, turistici, di alloggio e di ristorazione, in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti; ciò include l'adattabilità della presentazione dei contenuti e dell'interazione con gli stessi, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile, con modalità valide che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale;
(b bis)  rendendo accessibili i servizi basati su dispositivi mobili, incluse le applicazioni mobili necessarie per la prestazione del servizio, in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità solide che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale;
(c)  includendo funzioni, prassi, politiche e procedure, nonché modifiche al funzionamento del servizio, mirate a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali.
(c)  includendo funzioni, prassi, politiche, procedure e modifiche al funzionamento del servizio, mirate a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità, in particolare rendendo accessibili i servizi basati su dispositivi mobili, incluse le applicazioni mobili necessarie per la prestazione del servizio, in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile, e con modalità solide che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
Ciò concerne servizi quali i sistemi di biglietteria intelligente (prenotazione elettronica, prenotazione di biglietti ecc.), l'informazione dei passeggeri in tempo reale (orari, informazioni su perturbazioni del traffico, servizi di collegamento, connessioni con altri mezzi di trasporto, ecc.) e le informazioni sui servizi addizionali (ad esempio, personale delle stazioni, ascensori guasti o servizi temporaneamente indisponibili).
(c bis)  servizi per dispositivi mobili, sistemi di biglietteria intelligente (smart ticketing) e informazioni in tempo reale.
Emendamento 199
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione IV – Parte B
B.  Siti web utilizzati per la prestazione di servizi di trasporto passeggeri
soppresso
(a)  rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
Emendamento 200
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione V – Parte C
C.   Servizi per dispositivi mobili, bigliettazione intelligente (smart ticketing) e informazioni in tempo reale;
soppresso
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, deve essere realizzata:
(a)  fornendo informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità come segue:
(i)  il contenuto delle informazioni deve essere disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere fornite alternative al contenuto non testuale;
(iii)  le informazioni elettroniche, comprese le relative applicazioni online necessarie per la prestazione del servizio, devono essere fornite conformemente alla lettera b);
(b)  rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
Emendamento 201
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione V – Parte D – titolo
D.  Terminali self-service, macchine per l'emissione di biglietti e terminali per il check-in utilizzati per la prestazione di servizi di trasporto passeggeri
D.  Terminali self-service, compresi i terminali di pagamento, macchine per l'emissione di biglietti e terminali per il check-in utilizzati per la prestazione di servizi di trasporto passeggeri
Emendamenti 202 e 327
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione V – Parte D – punto 1
1.  Progettazione e produzione
1.  Progettazione e produzione
La progettazione e la produzione di prodotti al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità e le persone con disturbi legati all'età, devono essere realizzate rendendo accessibili gli elementi seguenti:
La progettazione e la produzione di prodotti al fine di ottimizzarne l'uso ragionevolmente prevedibile da parte di persone con disabilità devono essere realizzate rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla sezione I, parte C, e includono:
(a)  le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni, avvertenze), che
(a)  le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni e avvertenze);
(i)  devono essere disponibili attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere comprensibili;
(iii)  devono essere percepibili;
(iv)  devono essere disponibili in caratteri di dimensioni adeguate nelle condizioni d'uso ragionevolmente prevedibili;
(b)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output) conformemente al punto 2;
(b)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output);
(c)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali, conformemente al punto 2;
(c)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità;
(d)  l'interfaccia del prodotto con i dispositivi assistivi.
(d)  la compatibilità del prodotto con dispositivi e tecnologie assistivi, incluse le tecnologie uditive, quali ausili uditivi, telecoil, impianti cocleari e dispositivi per l'ascolto assistito. Il prodotto consente inoltre l'utilizzo di cuffie personali.
Emendamento 352
Proposta di direttiva
Allegato I – sezione V – Parte D – punto 1 bis (nuovo)
1 bis.  Servizi di assistenza
Se disponibili, i servizi di assistenza (punti di contatto, centri di assistenza telefonica, assistenza tecnica, servizi relè e servizi di formazione) forniscono informazioni sull'accessibilità del prodotto e sulla sua compatibilità con le tecnologie assistive, secondo modalità di comunicazione accessibili per gli utenti con limitazioni funzionali, incluse le persone con disabilità.

Emendamento 203
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione V – Parte D – punto 2
[....]
soppresso
Emendamento 204
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione VI – titolo
Servizi bancari; siti web utilizzati per la prestazione di servizi bancari; servizi bancari per dispositivi mobili; terminali self-service, compresi gli sportelli automatici utilizzati per la prestazione di servizi bancari
Servizi bancari per i consumatori; siti web utilizzati per la prestazione di servizi bancari; servizi bancari per dispositivi mobili; terminali self-service, compresi i terminali di pagamento e gli sportelli automatici utilizzati per la prestazione di servizi bancari
Emendamenti 205, 295 e 304
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione VI – Parte A – punto 1
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, deve essere realizzata:
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso ragionevolmente prevedibile da parte di persone con disabilità deve essere realizzata rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla sezione I, parte C, e include:
(a)  garantendo l'accessibilità dei prodotti utilizzati per la prestazione del servizio, in conformità alle norme di cui al punto D;
(a)  i prodotti utilizzati dai fornitori di servizi per la prestazione del servizio interessato, in conformità alle norme di cui alla presente sezione, parte D;
(b)  fornendo informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità come segue:
(b)  informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità. Le informazioni devono essere comprensibili, senza oltrepassare un livello di complessità superiore al livello B2 (intermedio alto) del quadro comune europeo di riferimento per le lingue del Consiglio d'Europa;
(i)  il contenuto delle informazioni deve essere disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere fornite alternative al contenuto non testuale;
(iii)  le informazioni elettroniche, comprese le relative applicazioni online necessarie per la prestazione del servizio, devono essere fornite conformemente alla lettera c);
(b bis)   le informazioni elettroniche, compresi i relativi siti web e le relative applicazioni online necessari per la prestazione del servizio interessato, ivi incluse le informazioni relative all'identificazione elettronica, alla sicurezza e ai metodi di pagamento;
(c)  rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
(d)  includendo funzioni, prassi, politiche e procedure, nonché modifiche al funzionamento del servizio, mirate a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali.
(d)  funzioni, prassi, politiche, procedure e modifiche al funzionamento del servizio, mirate a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità;
(d bis)  servizi bancari per dispositivi mobili.
Emendamento 206
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione VI – Parte B
B.  Siti web utilizzati per la prestazione di servizi bancari
soppresso
La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, deve essere realizzata:
(a)  rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
Emendamento 207
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione VI – Parte C
C.   Servizi bancari per dispositivi mobili
soppresso
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, deve essere realizzata:
(a)  fornendo informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità come segue:
(i)  il contenuto delle informazioni deve essere disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere fornite alternative al contenuto non testuale;
(iii)  le informazioni elettroniche, comprese le relative applicazioni online necessarie per la prestazione del servizio, devono essere fornite conformemente alla lettera b);
(b)  rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
Emendamento 208
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione VI – Parte D – titolo
D.  Terminali self-service, compresi gli sportelli automatici utilizzati per la prestazione di servizi bancari
D.  Terminali self-service, compresi i terminali di pagamento e gli sportelli automatici utilizzati per la prestazione di servizi bancari per i consumatori
Emendamento 209
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione VI – Parte D – punto 1
1.  Progettazione e produzione
1.  Progettazione e produzione
La progettazione e la produzione di prodotti al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità e le persone con disturbi legati all'età, devono essere realizzate rendendo accessibili gli elementi seguenti:
La progettazione e la produzione di prodotti al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con disabilità devono essere realizzate rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla sezione I, parte C, e includono:
(a)  le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni, avvertenze), che
(a)  le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni e avvertenze);
(i)  devono essere disponibili attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere comprensibili;
(iii)  devono essere percepibili;
(iv)  devono essere disponibili in caratteri di dimensioni adeguate nelle condizioni d'uso ragionevolmente prevedibili;
(b)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output) conformemente al punto 2;
(b)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output);
(c)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali, conformemente al punto 2;
(c)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità;
(d)  l'interfaccia del prodotto con i dispositivi assistivi.
(d)  l'interfaccia del prodotto con i dispositivi assistivi.
Emendamento 356
Proposta di direttiva
Allegato I – sezione VI – Parte D – punto 1 bis (nuovo)
1 bis.  Servizi di assistenza
Se disponibili, i servizi di assistenza (punti di contatto, centri di assistenza telefonica, assistenza tecnica, servizi relè e servizi di formazione) forniscono informazioni sull'accessibilità del prodotto e sulla sua compatibilità con le tecnologie assistive, secondo modalità di comunicazione accessibili per gli utenti con limitazioni funzionali, incluse le persone con disabilità.

Emendamento 210
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione VI – Parte D – punto 2
[....]
soppresso
Emendamento 211
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione VII – titolo
Libri elettronici (e-book)
E-book ed apparecchiature collegate
Emendamento 305
Proposta di direttiva
Allegato I – sezione VII – Parte A – punto 1
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, deve essere realizzata:
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso ragionevolmente prevedibile da parte di persone con disabilità deve essere realizzata rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla presente direttiva e deve includere:
(a)  garantendo l'accessibilità dei prodotti utilizzati per la prestazione del servizio, in conformità alle norme di cui al punto B "Prodotti";
(a)  i prodotti utilizzati dai fornitori di servizi per la prestazione del servizio interessato, in conformità alle norme di cui alla presente sezione, parte B;
b)  fornendo informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità come segue:
(b)  informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità e fornendo informazioni accessibili (metadati) sulle caratteristiche di accessibilità dei prodotti e dei servizi;
(i)  il contenuto delle informazioni deve essere disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere fornite alternative al contenuto non testuale;
(iii)  le informazioni elettroniche, comprese le relative applicazioni online necessarie per la prestazione del servizio, devono essere fornite conformemente alla lettera c);
(b bis)   le informazioni elettroniche, comprese le relative applicazioni online nonché i dispositivi e-book necessari per la prestazione del servizio interessato;
(c)  rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale;
(c)  rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale;
(d)  fornendo informazioni accessibili al fine di agevolare la complementarità con i servizi assistivi;
(d)  fornendo informazioni accessibili al fine di agevolare la complementarità con i servizi assistivi;
(e)  includendo funzioni, prassi, politiche e procedure, nonché modifiche al funzionamento del servizio, mirate a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali.
(e)  includendo funzioni, prassi, politiche, procedure, e modifiche al funzionamento del servizio, mirate a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità; ciò deve essere conseguito garantendo la navigazione in tutto il documento, ad esempio mediante formati dinamici, la possibilità di sincronizzare i contenuti testo e audio, la tecnologia da testo a voce, consentendo una resa alternativa del contenuto e la sua interoperabilità con una varietà di tecnologie assistive, in modo tale da essere percepibile, comprensibile e utilizzabile, e di massimizzare la compatibilità con i programmi utente.
Emendamento 358
Proposta di direttiva
Allegato I – sezione VII – Parte B – punto 1
1.  Progettazione e produzione
La progettazione e la produzione di prodotti al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità e le persone con disturbi legati all'età, devono essere realizzate rendendo accessibili gli elementi seguenti:
1.  Progettazione e produzione
La progettazione e la produzione di prodotti al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, devono essere realizzate nel rispetto dei seguenti requisiti di accessibilità:
(a)  le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni, avvertenze), che
(a)   le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni, avvertenze), che sono fornite in molteplici formati accessibili e che:
(i)  devono essere disponibili attraverso più di un canale sensoriale;
(i)  sono disponibili attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere comprensibili;
(ii)  sono comprensibili;
(iii)  devono essere percepibili;
(iii)  sono percepibili;
(iv)  devono essere disponibili in caratteri di dimensioni adeguate nelle condizioni d'uso ragionevolmente prevedibili;
(iv)  sono disponibili in caratteri di dimensioni adeguate, con un sufficiente contrasto tra i caratteri e il loro sfondo, in modo tale da ottimizzarne la leggibilità nelle condizioni d'uso ragionevolmente prevedibili;
(b)  l'imballaggio del prodotto, comprese le informazioni ivi riportate (apertura e chiusura, uso, smaltimento);
(b)  l'imballaggio del prodotto, comprese le informazioni ivi riportate (apertura e chiusura, uso, smaltimento) e un'indicazione della marca, del nome e del tipo di prodotto, che:
(i)  sono conformi ai requisiti di cui alla lettera a);
(ii)  informano i consumatori in modo semplice e preciso del fatto che il prodotto è dotato di caratteristiche di accessibilità ed è compatibile con la tecnologia assistiva;
(c)  le istruzioni per l'uso, l'installazione e la manutenzione, lo stoccaggio e lo smaltimento del prodotto, che devono essere conformi a quanto segue:
(c)  le istruzioni per l'uso, l'installazione e la manutenzione, lo stoccaggio e lo smaltimento del prodotto, fornite separatamente o integrate nel prodotto, che devono essere conformi a quanto segue:
(i)  il contenuto delle istruzioni deve essere disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(i)  sono messe a disposizione in un formato web accessibile e sotto forma di documento elettronico dal formato non-web, che siano percepibili e utilizzabili; e
(ii)  le istruzioni devono fornire alternative al contenuto non testuale;
(ii)  il fabbricante elenca e spiega come utilizzare le caratteristiche di accessibilità del prodotto e la sua compatibilità con le tecnologie assistive;
(d)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output) conformemente al punto 2;
(d)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output) conformemente al punto 2;
(e)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali, conformemente al punto 2;
(e)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali, conformemente al punto 2;
(f)  l'interfaccia del prodotto con i dispositivi assistivi.
(f)   se del caso, la compatibilità con dispositivi e tecnologie assistivi.
Emendamento 214
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione VII – Parte B – punto 2
[...]
soppresso
Emendamenti 215, 296, 306 e 359
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione VIII – Parte A – punto 1
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, deve essere realizzata:
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso ragionevolmente prevedibile da parte di persone con disabilità deve essere realizzata rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla sezione I, parte C, e include:
(a)  fornendo informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità come segue:
(a)  informazioni in merito al funzionamento del servizio interessato nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità;
(i)  il contenuto delle informazioni deve essere disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere fornite alternative al contenuto non testuale;
(iii)  le informazioni elettroniche, comprese le relative applicazioni online necessarie per la prestazione del servizio, devono essere fornite conformemente alla lettera b);
(a bis)  le informazioni elettroniche, comprese le relative applicazioni online e le informazioni relative all'identificazione elettronica, alla sicurezza e ai metodi di pagamento, necessarie per la prestazione del servizio interessato, devono essere fornite conformemente alla lettera b);
(b)  rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
(b)  rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
(b bis)  servizi di commercio elettronico basati su dispositivi mobili.
Emendamento 360
Proposta di direttiva
Allegato I – sezione VIII – Parte A – punto 1 bis (nuovo)
1 bis.  Servizi di assistenza: se disponibili, i servizi di assistenza (punti di contatto, centri di assistenza telefonica, assistenza tecnica, servizi relè e servizi di formazione) forniscono informazioni sull'accessibilità del servizio e sulla sua compatibilità con le tecnologie assistive, secondo modalità di comunicazione accessibili per gli utenti con limitazioni funzionali, incluse le persone con disabilità.
Emendamento 335
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione VIII bis (nuova)
SEZIONE VIII bis
Servizi di alloggio
Servizi
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, è realizzata:
(a)  fornendo informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità come segue:
(i)  il contenuto delle informazioni deve essere disponibile in un formato web accessibile, rendendole percepibili, utilizzabili, comprensibili e solide conformemente alla lettera b);
(ii)  le informazioni elencano e spiegano come utilizzare le caratteristiche di accessibilità del servizio e la sua compatibilità con una gamma di tecnologie assistive;
(b)  rendendo accessibili i siti web e le applicazioni online necessarie per la prestazione del servizio in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità solide che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
(c)  rendendo accessibili i servizi basati su dispositivi mobili, incluse le applicazioni mobili necessarie per la prestazione dei servizi di commercio elettronico, in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità solide che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
(d)  rendendo i metodi di identificazione elettronica, sicurezza e pagamento necessari per la prestazione del servizio comprensibili, percepibili, utilizzabili e solidi senza pregiudicare la sicurezza e la privacy dell'utente;
(e)  rendendo l'ambiente costruito accessibile alle persone con disabilità in conformità dei requisiti di cui alla sezione X, tra cui:
(i)  tutti gli spazi comuni (reception, ingresso, spazi ricreativi, sale conferenza, ecc.);
(ii)  i locali, conformemente ai requisiti di cui alla sezione X; il numero minimo di locali accessibili per struttura è:
–  1 locale accessibile per strutture con meno di 20 locali in totale;
–  2 locali accessibili per strutture con più di 20 ma meno di 50 locali in totale;
–  1 locale accessibile supplementare per ogni 50 locali supplementari.
2.  Servizi di assistenza
Se disponibili, i servizi di assistenza (punti di contatto, centri di assistenza telefonica, assistenza tecnica, servizi relè e servizi di formazione) forniscono informazioni sull'accessibilità del servizio e sulla sua compatibilità con le tecnologie e i servizi assistivi, secondo modalità di comunicazione accessibili per gli utenti con limitazioni funzionali, incluse le persone con disabilità.

Emendamento 216
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione IX – Parte A – punto 1
1.  Progettazione e produzione
1.  Progettazione e produzione
La progettazione e la produzione di prodotti al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità e le persone con disturbi legati all'età, devono essere realizzate rendendo accessibili gli elementi seguenti:
La progettazione e la produzione di prodotti al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con disabilità o con disturbi legati all'età devono essere realizzate rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla sezione I, parte C, e includono:
(a)  le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni, avvertenze), che:
(a)  le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni, avvertenze);
(i)  devono essere disponibili attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere comprensibili;
(iii)  devono essere percepibili;
(iv)  devono essere disponibili in caratteri di dimensioni adeguate nelle condizioni d'uso ragionevolmente prevedibili;
(b)  l'imballaggio del prodotto, comprese le informazioni ivi riportate (apertura e chiusura, uso, smaltimento);
(b)  l'imballaggio del prodotto, comprese le informazioni ivi riportate (apertura e chiusura, uso, smaltimento);
(c)  le istruzioni per l'uso, l'installazione e la manutenzione, lo stoccaggio e lo smaltimento del prodotto, che devono essere conformi a quanto segue:
(c)  le istruzioni per l'uso, l'installazione e la manutenzione, lo stoccaggio e lo smaltimento del prodotto;
(i)  il contenuto delle istruzioni deve essere disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  le istruzioni devono fornire alternative al contenuto non testuale;
(d)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output) conformemente al punto 2;
(d)  l'interfaccia utente del prodotto (gestione, comandi e feedback, input e output);
(e)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali, conformemente al punto 2;
(e)  la funzionalità del prodotto, mettendo a disposizione funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità;
(f)  l'interfaccia del prodotto con i dispositivi assistivi.
(f)  l'interfaccia del prodotto con i dispositivi assistivi.
Emendamenti 217 e 297/rev
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione IX – Parte A – punto 2
[...]
soppresso
Emendamento 218
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione IX – Parte B – punto 1
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, deve essere realizzata:
1.  La prestazione dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso ragionevolmente prevedibile da parte di persone con disabilità deve essere realizzata rispettando i requisiti funzionali di prestazione di cui alla sezione I, parte C, e include:
(a)  rendendo accessibile l'ambiente costruito in cui è prestato il servizio, comprese le infrastrutture di trasporto, conformemente alla parte C, fatta salva la legislazione nazionale e dell'Unione per la protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico;
(a)  l'ambiente costruito in cui è prestato il servizio, comprese le infrastrutture di trasporto, conformemente alla parte C, fatta salva la legislazione nazionale e dell'Unione per la protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico;
(b)  rendendo accessibili le strutture, compresi i veicoli, i mezzi e le attrezzature necessari per la prestazione del servizio come segue:
(b)  le strutture, compresi i veicoli, i mezzi e le attrezzature necessari per la prestazione del servizio come segue:
(i)  rendendo conforme lo spazio costruito ai requisiti di cui alla parte C per quanto riguarda l'imbarco, lo sbarco, la circolazione e l'utilizzo;
(i)  lo spazio costruito deve essere conforme ai requisiti di cui alla parte C per quanto riguarda l'imbarco, lo sbarco, la circolazione e l'utilizzo;
(ii)  rendendo disponibili le informazioni in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(iii)  fornendo alternative al contenuto non testuale;
(c)  garantendo l'accessibilità dei prodotti utilizzati per la prestazione del servizio, in conformità alle norme di cui alla parte A;
(c)  i prodotti utilizzati per la prestazione del servizio, in conformità alle norme di cui alla parte A;
(d)  fornendo informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità come segue:
(d)  informazioni in merito al funzionamento del servizio nonché alle relative strutture e caratteristiche di accessibilità;
(i)  il contenuto delle informazioni deve essere disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;
(ii)  devono essere fornite alternative al contenuto non testuale;
(iii)  le informazioni elettroniche, comprese le relative domande online necessarie per la prestazione del servizio, devono essere fornite conformemente alla lettera e);
(e)   rendendo accessibili i siti web in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
(e)  rendendo accessibili i siti web e i dispositivi mobili in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, anche per quanto riguarda l'adattabilità della presentazione del contenuto e dell'interazione con lo stesso, fornendo ove necessario un'alternativa elettronica accessibile; e con modalità che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale.
(f)  fornendo informazioni accessibili al fine di agevolare la complementarità con i servizi assistivi;
(f)  informazioni al fine di agevolare la complementarità con i servizi assistivi;
(g)  includendo funzioni, prassi, politiche e procedure, nonché modifiche al funzionamento del servizio, mirate a rispondere alle esigenze delle persone con limitazioni funzionali.
(g)  funzioni, prassi, politiche e procedure, nonché modifiche al funzionamento del servizio, mirate a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità.
Emendamento 219
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione IX – Parte C – punto 1 – parte introduttiva
1.  L'accessibilità alle persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, dell'ambiente costruito per un uso prevedibile in modo indipendente, deve comprendere i seguenti aspetti delle zone destinate all'accesso del pubblico:
1.  L'accessibilità alle persone con disabilità dell'ambiente costruito per un uso prevedibile in modo indipendente, deve comprendere i seguenti aspetti delle zone destinate all'accesso del pubblico:
Emendamento 220
Proposta di direttiva
Allegato I – Sezione X – punto 1 - parte introduttiva
L'accessibilità alle persone con limitazioni funzionali, comprese le persone con disabilità, dell'ambiente costruito in cui è fornito il servizio di cui all'articolo 3, paragrafo 10, per il suo uso prevedibile in modo indipendente, deve comprendere i seguenti aspetti delle zone destinate all'accesso del pubblico:
L'accessibilità alle persone con disabilità dell'ambiente costruito in cui è fornito il servizio di cui all'articolo 3, paragrafo 10, per il suo uso prevedibile in modo indipendente, deve comprendere i seguenti aspetti delle zone destinate all'accesso del pubblico:
Emendamento 221
Proposta di direttiva
Allegato II – paragrafo 4 – punto 4.1
4.1.  Il fabbricante appone la marcatura CE di cui alla presente direttiva a ogni singolo prodotto che soddisfa i requisiti applicabili della presente direttiva.
soppresso

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A8-0188/2017).


Cambogia, in particolare il caso di Kem Sokha
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Risoluzione del Parlamento europeo del 14 settembre 2017 sulla Cambogia, in particolare sul caso di Kem Sokha (2017/2829(RSP))
P8_TA(2017)0348RC-B8-0506/2017

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Cambogia,

–  viste le dichiarazioni locali dell'Unione europea del 5 settembre 2017, sulla chiusura del quotidiano Cambodia Daily, del 30 giugno 2017, sulla liberazione di cinque difensori dei diritti umani, e del 22 febbraio 2017, sulla situazione politica in Cambogia, nonché le dichiarazioni del portavoce della delegazione della Commissione del 3 settembre 2017 e del 25 agosto 2017, sulla limitazione dello spazio politico in Cambogia,

–  viste le relazione del 5 settembre 2016 e la dichiarazione del 18 agosto 2017 del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Cambogia,

–  viste le osservazioni conclusive della commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani, del 27 aprile 2015, sulla seconda relazione periodica della Cambogia,

–  vista la relazione del marzo 2017 dei parlamentari dell'ASEAN per i diritti umani,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 10 dicembre 1948,

–  visto il Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966,

–  visti gli orientamenti dell'UE del 2008 sui difensori dei diritti umani,

–  visto l'accordo di cooperazione concluso nel 1997 tra la Comunità europea e il Regno di Cambogia,

–  vista la Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro concernente la libertà sindacale e la protezione del diritto sindacale,

–  vista la risoluzione adottata l'8 marzo 1999 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite sul diritto e la responsabilità degli individui, dei gruppi e degli organi della società di promuovere e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali universalmente riconosciuti,

–  visti gli accordi di pace di Parigi del 1991, il cui articolo 15 sancisce l'impegno, anche da parte delle parti firmatarie internazionali, a garantire il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Cambogia,

–  vista la costituzione cambogiana, in particolare l'articolo 41, che sancisce i diritti e le libertà di espressione e di associazione, l'articolo 35, concernente il diritto alla partecipazione politica, e l'articolo 80, riguardante l'immunità parlamentare,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che in Cambogia sono in aumento gli arresti di membri dell'opposizione politica, attivisti per i diritti umani e rappresentanti della società civile;

B.  considerando che il leader dell'opposizione cambogiana, Kem Sokha, è stato arrestato il 3 settembre 2017 nel quadro di un'operazione che sembra essere avvenuta senza nessun rispetto per le garanzie del giusto processo, ivi compreso il rispetto della sua immunità parlamentare;

C.  considerando che Sokha è accusato di "collusione con soggetti stranieri" ai sensi dell'articolo 443 del codice penale cambogiano, reato considerato un atto di tradimento dal tribunale municipale di Phnom Penh; che in caso di condanna rischia fino a trent'anni di carcere;

D.  considerando che, stando alle informazioni, Kem Sokha è stato arrestato senza un mandato e non ha potuto contattare un avvocato; che le accuse mossegli si basano sul video di un discorso pronunciato nel 2013 e da allora è pubblicamente disponibile; che le organizzazioni per la difesa dei diritti umani hanno espresso preoccupazione per le dichiarazioni del governo cambogiano, che compromettono il diritto di Kem Sokha a un equo processo e la presunzione d'innocenza;

E.  considerando che l'ex comandante dell'esercito dei Khmer rossi ed attuale Primo ministro, Hun Sen, è al potere da più di trent'anni; che Sam Rainsy, ex presidente del principale partito di opposizione, il Partito per la salvezza nazionale della Cambogia (CNRP), vive tuttora in un esilio autoimposto, indotto da precedenti procedimenti giudiziari a suo carico basati su accuse infondate di matrice politica;

F.  considerando che nelle elezioni amministrative svoltesi il 4 giugno 2017 il CNRP ha notevolmente guadagnato terreno rispetto al 2012, malgrado le gravi lacune del processo elettorale, segnatamente l'intimidazione dei media indipendenti e dei cittadini critici, l'assenza di un accesso equo alla radio e alla televisione per l'opposizione, il controllo esercitato dal partito al governo sugli organi elettorali, le minacce di morte ricevute dai candidati dell'opposizione e la mancanza di un meccanismo indipendente per la composizione delle controversie; che le elezioni generali sono previste nel luglio 2018;

G.  considerando che due altri deputati dell'opposizione si trovano in carcere e che almeno altri otto sono accusati di reati; che undici membri e sostenitori del partito d'opposizione stanno scontando pene detentive che vanno dai 7 ai 20 anni in quanto accusati in modo infondato di aver guidato un'insurrezione in relazione a una manifestazione del luglio 2014 o di avervi partecipato;

H.  considerando che le modifiche della legge sui partiti politici approvate dal parlamento cambogiano nel 2017 consentono di sciogliere un partito se i suoi dirigenti hanno subito condanne penali; che il ministero dell'Interno dispone di ampi poteri e può sospendere i partiti politici sulla base di criteri vagamente definiti; che l'11 settembre 2017 il Primo ministro cambogiano, Hun Se, ha minacciato lo scioglimento del CNRP se il partito continuerà a sostenere il proprio leader, Kem Sokha, che è detenuto;

I.  considerando che è stato spiccato mandato d'arresto nei confronti del leader della sezione giovanile del CNRP;

J.  considerando che l'arresto di Kem Sokha si inserisce in un contesto caratterizzato da un numero sempre maggiore di limitazioni a danno delle ONG, delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani e della società civile, tra cui accertamenti fiscali e amministrativi, intimidazioni e minacce di violenza; che la legge del 2015 sulle associazioni e le organizzazioni non governative (LANGO) è stata pesantemente criticata dalla comunità internazionale poiché conferisce estese competenze arbitrarie per la repressione delle ONG;

K.  considerando che un numero significativo di stazioni radio che trasmettevano programmi di altre prestigiose emittenti è stato chiuso nelle ultime settimane; che tali stazioni sono state chiuse dal governo per violazioni quali la trasmissione di programmi esterni senza averne richiesto l'autorizzazione; che tale chiusura limita gravemente l'accesso alle trasmissioni dei media indipendenti, soprattutto al di fuori di Phnom Penh; che tali mezzi di informazione indipendenti trattavano argomenti politicamente sensibili quali la corruzione, il disboscamento illegale e le violazioni dei diritti umani;

L.  considerando che nell'aprile 2016 cinque difensori dei diritti umani appartenenti all'associazione cambogiana per i diritti umani e lo sviluppo (ADHOC) sono stati arrestati e trattenuti per oltre 400 giorni con l'accusa di corruzione in relazione alla causa contro Kem Sokha, e sono attualmente in attesa di processo; che l'attivista per i diritti fondiari Tep Vanny è stato ripetutamente preso di mira e sottoposto a vessazioni dalle autorità e sta attualmente scontando una pena detentiva sulla base di accuse di matrice politica;

M.  considerando che il 4 settembre 2017 il quotidiano Cambodia Daily, un giornale indipendente fondato nel 1993, è stato costretto alla chiusura dopo aver ricevuto la notifica di un debito d'imposta pari a 6,3 milioni di dollari;

N.  considerando che il 23 agosto 2017 il governo cambogiano ha annunciato l'espulsione ai sensi della LANGO dell'Istituto democratico nazionale (NDI), un ente non governativo e con base negli Stati Uniti, e ha ordinato al suo personale internazionale di lasciare il paese entro sette giorni;

O.  considerando che il governo cambogiano ha recentemente ha avviato un'indagine nei confronti di Situation Room, un consorzio di ONG che insieme hanno svolto attività di monitoraggio elettorale, perché avrebbe violato la nuova legge sui gruppi non governativi e sarebbe servita da base per una possibile "rivoluzione colorata" mirante a far cadere il governo;

1.  esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione degli oppositori politici e degli attivisti per i diritti umani in Cambogia e condanna tutti gli atti di violenza, le accuse di matrice politica, la detenzione arbitraria, gli interrogatori, le sentenze e le condanne ai loro danni;

2.  condanna fermamente l'arresto del presidente del CNRP Kem Sokha con diverse accuse che sembrano essere di matrice politica; chiede il rilascio immediato e senza condizioni di Kem Sokha, il ritiro di tutte le accuse nei suoi confronti e che sia posta fine alle minacce di arresto nei confronti di altri legislatori dell'opposizione;

3.  deplora le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal primo ministro e da alti funzionari in merito alla presunta colpevolezza di Kem Sokha, che violano il diritto alla presunzione di innocenza e a un equo processo conferitogli dalla legge cambogiana e internazionale in materia di diritti umani; fa appello al primo ministro affinché tuteli l'immunità parlamentare dei deputati;

4.  esorta le autorità cambogiane a revocare il mandato di arresto e tutte le accuse contro il leader dell'opposizione e legislatore Sam Rainsy, nonché a rilasciare altri esponenti dell'opposizione e difensori dei diritti umani che sono stati condannati, accusati e imprigionati e a ritirare le accuse nei loro confronti, con particolare riferimento al membro dell'Assemblea nazionale Um Sam An, al senatore Hong Sok Hour e all'attivista per i diritti fondiari Tep Vanny;

5.  esorta il governo della Cambogia a garantire la libertà di espressione e la libertà dei mezzi di comunicazione nel paese, mentre eventuali questioni fiscali o di altro genere dovrebbero essere risolte mediante un processo giusto e appropriato; esorta il governo a ripristinare le stazioni radio che sono state chiuse; esprime preoccupazione per la chiusura dell'Istituto democratico nazionale senza un giusto processo;

6.  esorta il governo cambogiano ad assicurare il rispetto delle garanzie processuali in tutte le misure adottate, compreso il diritto di ricorso, e a rispettare il diritto alla libertà di associazione e di espressione;

7.  invita il governo della Cambogia a operare a favore del rafforzamento della democrazia e dello Stato di diritto e a rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali, il che comprende il pieno rispetto delle disposizioni costituzionali concernenti il pluralismo e la libertà di associazione ed espressione;

8.  ricorda al governo cambogiano che è tenuto a rispettare i propri obblighi e impegni in relazione ai principi democratici e ai diritti umani fondamentali, che costituiscono un elemento essenziale dell'accordo di cooperazione;

9.  esprime serie preoccupazioni per l'accaparramento dei terreni in corso e per il recente avvio da parte del governo cambogiano di un sistema di indennizzo limitato e parziale; invita il governo cambogiano a riprendere il dialogo con i partner, comprese l'Unione europea e la società civile, al fine di istituire un sistema di indennizzo globale e inclusivo;

10.  sottolinea che un processo democratico credibile che porti alle elezioni dell'Assemblea nazionale nel luglio 2018 richiede un ambiente in cui i partiti politici, la società civile e i mezzi di comunicazione possano svolgere i loro ruoli legittimi senza paura e senza essere sottoposti a minacce o restrizioni arbitrarie;

11.  esorta il governo cambogiano ad attuare le raccomandazioni dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e a confrontarsi in modo significativo con l'imminente relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Cambogia;

12.  sottolinea l'importanza delle missioni di osservazione elettorale dell'UE e internazionali come pure il loro contributo a elezioni eque e libere; invita la commissione elettorale nazionale della Cambogia e le autorità governative competenti a garantire che tutti gli aventi diritto di voto, compresi i lavoratori migranti e i detenuti, abbiano accesso alle opportunità di registrazione e dispongano di tempo per usufruirne;

13.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Servizio europeo per l'azione esterna, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo e all'Assemblea nazionale della Cambogia.


Gabon, repressione dell'opposizione
PDF 171kWORD 52k
Risoluzione del Parlamento europeo del 14 settembre 2017 sul Gabon: repressione dell'opposizione (2017/2830(RSP))
P8_TA(2017)0349RC-B8-0512/2017

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul Gabon, in particolare quella del 2 febbraio 2017 sulla crisi dello Stato di diritto nella Repubblica democratica del Congo e in Gabon(1),

–  vista la dichiarazione congiunta rilasciata il 24 settembre 2016 dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) e dal commissario per la cooperazione internazionale e lo sviluppo, Neven Mimica, a seguito dell'annuncio da parte della Corte costituzionale gabonese dei risultati ufficiali delle elezioni presidenziali del 2016,

–  visto il comunicato stampa rilasciato dall'Unione africana il 1º settembre 2016, in cui si condannano le violenze e si chiede una risoluzione pacifica del conflitto postelettorale in Gabon,

–  viste le conclusioni del Consiglio del giugno 2017 su un rinnovato impulso al partenariato Africa-UE,

–  vista la dichiarazione congiunta sul Gabon rilasciata l'11 settembre 2016 dai portavoce del VP/AR Federica Mogherini e del commissario per la cooperazione internazionale e lo sviluppo Neven Mimica,

–  visto l'intervento dell'UE del 9 marzo 2017 in occasione della 34a sessione del Consiglio delle Nazioni Unite dei diritti umani, nel quadro del punto 2 del dialogo interattivo con l'alto commissario,

–  vista la risoluzione 359(LIX) 2016 della Commissione africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, del 4 novembre 2016, sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica gabonese,

–  vista la Costituzione del Gabon,

–  visto l'accordo di partenariato di Cotonou rivisto,

–  vista la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli del giugno 1981,

–  visto il Patto internazionale sui diritti civili e politici del dicembre 1966,

–  vista la relazione finale della missione di osservazione elettorale dell'Unione europea,

–  vista la Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che le elezioni presidenziali tenutesi in Gabon nell'agosto 2016 hanno sollevato accuse di brogli elettorali; che nei giorni successivi alle elezioni il parlamento nazionale è stato raso al suolo da un incendio e che diversi manifestanti sono stati uccisi e centinaia sono stati arrestati; che, benché la situazione della sicurezza si sia ampiamente stabilizzata, permangono forti tensioni sociopolitiche in tutto il paese, aggravate da una situazione economica precaria;

B.  considerando che una delle caratteristiche di una democrazia è il rispetto della Costituzione, sulla quale si fondano lo Stato, le istituzioni e lo Stato di diritto; che lo svolgimento di elezioni pacifiche, credibili e trasparenti in Gabon avrebbe contribuito in misura considerevole ad affrontare la sfida del progresso democratico e dell'alternanza del potere cui deve far fronte la regione dell'Africa centrale; che le elezioni parlamentari in Gabon, inizialmente previste per il dicembre 2016, sono state rimandate con due posticipi all'aprile 2018, oltre il termine costituzionale;

C.  considerando che in Gabon, in particolare negli episodi di violenza post-elettorale dell'agosto 2016, sono avvenuti arresti, uccisioni e sparizioni forzate, come segnalato da diverse organizzazioni internazionali e non governative; che in Gabon si è assistito a un aumento della violenza politica, segnatamente nella capitale, Libreville, dove sarebbero state attaccate diverse case appartenenti a membri dell'opposizione;

D.  considerando che le autorità hanno messo in atto azioni repressive nei confronti dei membri dell'opposizione e della società civile che si oppongono alle forze al potere; che gruppi di difesa dei diritti umani continuano a segnalare un deterioramento della situazione dei diritti umani e della libertà di espressione e di riunione, fra cui l'uso eccessivo della forza nei confronti di manifestanti pacifici, arresti e detenzioni arbitrari e processi di matrice politica;

E.  considerando che, prima e dopo le elezioni del 2016, numerose accuse hanno associato il regime di Ali Bongo a violazioni dei diritti umani quali arresti arbitrari e detenzione di lunga durata in condizioni disumane, tortura, uccisioni extragiudiziali e sparizioni forzate di civili e giornalisti che si sono opposti al suo regime o alla sua rielezione;

F.  considerando che il Gabon è parte della Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate, sta provvedendo ad attuarne le disposizioni nel diritto nazionale e ha dunque l'obbligo di informare le Nazioni Unite sui progressi compiuti dalla ratifica della Convenzione nel 2011 e su quanto accaduto all'indomani delle elezioni del 2016; che il Comitato delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate sta attualmente esaminando la relazione del Gabon e i progressi compiuti con riguardo a tale attuazione;

G.  considerando che, nell'ambito degli sforzi volti a risolvere la crisi innescata dalla sua rielezione, il Presidente Ali Bongo ha avviato un "dialogo nazionale" al quale avrebbero partecipato i rappresentanti di 1 200 gruppi delle società civile e circa 50 partiti politici, stando al primo ministro Emmanuel Issoze Ngondet; che i colloqui sono stati boicottati da Jean Ping e da altri leader di rilievo dell'opposizione;

H.  considerando che il 18 agosto 2017 il candidato presidenziale Jean Ping ha lanciato un appello alla popolazione gabonese in cui incitava alla "disobbedienza civile" e chiedeva la destituzione del presidente;

I.  considerando che nelle ultime settimane decine di manifestanti sono stati arrestati in occasione di dimostrazioni pacifiche non autorizzate a sostegno di Jean Ping, e che diversi di loro sono ancora in stato di detenzione;

J.  considerando che il 2 settembre 2017 al leader dell'opposizione politica, nonché ex candidato presidenziale, Jean Ping e ai leader di venti partiti di opposizione è stato impedito di lasciare il paese senza avere ricevuto alcun preavviso e senza che fosse pubblicato un elenco di persone interessate; che tale misura è stata revocata l'8 settembre 2017;

K.  considerando che il governo ha vietato agli oppositori politici che contestano la vittoria di Ali Bongo di parlare in pubblico o nei media privati;

L.  considerando che sono state intentate cause individuali dinanzi ai tribunali francesi contro varie personalità gabonesi di alto profilo relativamente a gravi violazioni dei diritti umani e a proventi acquisiti illegalmente (biens mal-acquis);

M.  considerando che la magistratura francese ha appena concluso un'indagine su proventi acquisiti illegalmente provenienti dal Gabon e investiti in Francia e ha identificato e confiscato beni per un valore compreso tra 50 e 60 milioni di EUR, in seguito a denunce presentate dalla sezione francese di Transparency International e da un cittadino del Gabon; che l'indagine ha rivelato che anche su un conto bancario usato per acquisire beni in Francia per conto della famiglia Bongo è stato ricevuto un pagamento di 1,3 milioni di EUR;

N.  considerando che la missione di osservazione elettorale dell'UE, invitata dal governo del Gabon a monitorare le elezioni presidenziali, nella sua relazione finale ha segnalato una mancanza di trasparenza nel processo elettorale, in particolare nel consolidamento dei risultati elettorali e nella procedura di ricorso; che la missione di osservazione elettorale ha concluso che tali anomalie mettono in dubbio l'integrità del processo di consolidamento dei risultati e l'esito finale delle elezioni;

1.  ricorda che, nel quadro dell'accordo di Cotonou, il Gabon ha assunto l'impegno di rispettare la democrazia, lo Stato di diritto e i principi in materia di diritti umani, tra cui la libertà di espressione e di riunione, l'accesso ai media, il buon governo e la trasparenza nelle cariche politiche;

2.  rammenta al Gabon i suoi doveri e le sue responsabilità quale Stato parte di tale accordo, tra cui l'obbligo di fornire informazioni chiare e tangibili riguardo alle riforme intraprese dalla ratifica, alle violenze dopo le elezioni e agli interventi portati avanti per stabilire la verità e garantire che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni davanti alla giustizia;

3.  sottolinea il ruolo fondamentale che l'opposizione svolge in una società democratica; condanna con fermezza le pressioni e le intimidazioni esercitate sull'opposizione in Gabon; ritiene inaccettabile che a vari leader dell'opposizione gabonesi, compreso il candidato alle elezioni presidenziali del 2016 Jean Ping, sia stato temporaneamente negato il diritto di lasciare il paese; ricorda che le leggi del Gabon prevedono tale misura eccezionale soltanto per le persone sotto inchiesta penale; ritiene pertanto che tale misura sia arbitraria;

4.  condanna fermamente le continue minacce, gli attacchi e l'uso della forza come pure le gravi restrizioni e intimidazioni subite da membri dell'opposizione, difensori dei diritti umani e giornalisti in Gabon; esorta le autorità a rispettare il diritto di manifestazione pacifica dell'opposizione e a liberare immediatamente tutti coloro che sono tuttora detenuti ingiustamente, a fermare ogni tipo di sopruso, intimidazione e persecuzione ai danni dell'opposizione e ad adottare provvedimenti concreti per garantire la libertà di espressione;

5.  esorta il governo del Gabon a procedere a una completa e rapida riforma della procedura elettorale, tenendo conto delle raccomandazioni formulate dalla missione di osservazione elettorale dell'UE, al fine di migliorarla e renderla pienamente trasparente e credibile; sottolinea che le autorità del Gabon devono garantire la piena e leale collaborazione con tutti i pertinenti soggetti interessati a livello nazionale e internazionale, al fine di garantire che le prossime elezioni parlamentari, che avrebbero già dovuto tenersi, siano pienamente trasparenti e credibili e si svolgano in un contesto libero, democratico, inclusivo e pacifico;

6.  riconosce che tra l'Unione europea e il Gabon è in corso un dialogo politico intensificato, a norma delle disposizioni dell'accordo di Cotonou; esorta tutte le parti interessate a cooperare pienamente e ad adoperarsi per un reale successo di tale iniziativa;

7.  esprime riserve circa l'inclusività e conseguentemente la credibilità e la pertinenza del dialogo nazionale avviato dal governo; osserva che Jean Ping e la Coalizione per la nuova Repubblica da lui guidata hanno rifiutato di partecipare al dialogo;

8.  ritiene che le profonde divisioni politiche e sociali esistenti in Gabon esigano una chiara risposta politica al fine di preservare la stabilità del paese, aumentare la fiducia dei cittadini del Gabon e conferire un'effettiva legittimità alle istituzioni; chiede che sia avviata un'indagine internazionale, guidata dalle Nazioni Unite, sulle elezioni e gli abusi da allora commessi, al fine di stabilire le modalità per creare un dialogo politico che permetta di risolvere la crisi, garantendo nel contempo i diritti democratici del popolo del Gabon;

9.  esorta vivamente in particolare la Francia, per via dei suoi forti legami storici con il Gabon, a esercitare tutta la sua influenza politica ed economica facendo leva sul governo del Gabon e a svolgere un ruolo costruttivo nelle istituzioni dell'UE in tale ambito;

10.  invita la delegazione dell'Unione europea in Gabon a continuare a seguire da vicino gli sviluppi nel paese e ad impiegare tutti i mezzi e gli strumenti appropriati e il dialogo politico intensificato per promuovere gli elementi essenziali dell'accordo di Cotonou e per sostenere i movimenti a favore della democrazia;

11.  chiede al VP/AR, alla Commissione e agli Stati membri di rivedere le loro politiche nei confronti del Gabon e a prendere in considerazione sanzioni mirate per i responsabili dei brogli elettorali e delle conseguenti violenze perpetrate in Gabon;

12.  ribadisce il suo appello al governo del Gabon affinché istituisca un sistema giudiziario e un regime di sanzioni in grado di garantire la proporzionalità degli arresti e delle sentenze alla gravità del crimine commesso;

13.  esorta il governo a fornire risposte concrete alle preoccupazioni della comunità internazionale lanciando un forum consultivo per il dialogo che sia rapido, autenticamente inclusivo, trasparente e imparziale; chiede inoltre all'opposizione di valutare la credibilità di tale processo;

14.  invita tutti gli attori politici a dar prova di responsabilità e di moderazione nonché, in particolare, ad astenersi dall'istigazione alla violenza;

15.  invita tutti i partecipanti al prossimo Vertice UE-Africa ad Abidjan a inserire la situazione in Gabon all'ordine del giorno e a rammentare al Gabon i suoi impegni per i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto;

16.  accoglie con favore l'indagine effettuata in Francia sui proventi acquisiti illegalmente provenienti dal Gabon e auspica che tutte le persone coinvolte nelle attività illegali siano assicurate alla giustizia; chiede la massima trasparenza riguardo al pagamento di 1,3 milioni di EUR versato su un conto bancario francese connesso alla famiglia Bongo;

17.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'Unione africana, al Presidente e al Parlamento del Gabon, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani e all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.

(1) Testi approvati, P8_TA(2017)0017.


Laos, in particolare i casi di Somphone Phimmasone, Lod Thammavong e Soukane Chaithad
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Risoluzione del Parlamento europeo del 14 settembre 2017 sul Laos, in particolare sui casi di Somphone Phimmasone, Lod Thammavong e Soukane Chaithade (2017/2831(RSP))
P8_TA(2017)0350RC-B8-0513/2017

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul Laos,

–  visto l'esito dell'8a riunione della commissione mista Unione europea-Repubblica democratica popolare del Laos ("RDP del Laos"), tenutasi a Vientiane il 17 febbraio 2017,

–  vista la dichiarazione rilasciata il 3 maggio 2017 a Vientiane dalla delegazione dell'Unione europea alla RDP del Laos in occasione della Giornata della mondiale della libertà di stampa,

–  vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani del 1998,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 10 dicembre 1948,

–  visto il Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966,

–  visto l'accordo di cooperazione tra l'UE e la Repubblica democratica popolare del Laos, del 1° dicembre 1997,

–  vista la Carta dell'ASEAN,

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che nel marzo 2017 tre lavoratori laotiani, il sig. Somphone Phimmasone, il sig. Soukane Chaithad e la sig.ra Lod Thammavong, sono stati condannati a pene detentive tra i 12 e i 20 anni e a pene pecuniarie equivalenti a decine di migliaia di euro per aver criticato il governo su media sociali in relazione a casi di presunta corruzione, deforestazione e violazioni dei diritti umani, mentre lavoravano in Thailandia; che i tre sono altresì accusati di aver partecipato a una manifestazione antigovernativa fuori dall'ambasciata del Laos in Thailandia nel dicembre 2015;

B.  considerando che il 25 maggio 2016 la televisione di Stato ha mostrato Phimmasone, Chaithad, e Thammavong in custodia presso il quartier generale della polizia a Vientiane; che il notiziario ha riferito che i tre sono stati arrestati con l'accusa di minaccia alla sicurezza nazionale mediante l'uso di media sociali per rovinare la reputazione del governo;

C.  considerando che il sig. Sombath Somphone, attivista della società civile, è stato fermato dalla polizia a Vientiane nel 2012 e da allora se ne sono perse le tracce; che, nel caso del sig. Sompawn Khantisouk, imprenditore attivo nel campo della conservazione, vittima di sparizione forzata nel 2007, non è ancora stato compiuto nessun progresso per capire dove si trovi; che il sig. Bounthanh Thammavong, cittadino polacco, è stato condannato nel 2015 a quattro anni e mezzo di carcere per aver mosso critiche online nei confronti del governo;

D.  considerando che lo spazio della società civile in Laos è soggetto a gravi restrizioni; che il Laos ha presieduto l'ASEAN nel 2016 ma ha rifiutato di ospitare il tradizionale incontro parallelo con la società civile, obbligando il Forum dei popoli dell'ASEAN a riunirsi invece a Timor Leste;

E.  considerando che il governo del Laos non ha adottato misure significative per migliorare la situazione precaria dei diritti umani, compreso il trattamento delle minoranze, e continua a limitare drasticamente la libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica; che persistono indisturbate l'assenza di norme sull'equo processo, la corruzione giudiziaria e l'impunità radicata per violazioni dei diritti umani;

F.  considerando che le autorità laotiane continuano a vessare e reprimere le minoranze religiose, in particolare i cristiani; che si sono verificati numerosi casi di confisca di beni, attacchi incendiari contro chiese, percosse di cristiani perché festeggiano il Natale e rinunce coatte alla fede cristiana;

G.  considerando che il Laos ha firmato ma non ratificato la convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate;

H.  considerando che vi è una mancanza di pluralismo dei mezzi di informazione in Laos e che quanto viene prodotto dai media è soggetto a un rigido controllo da parte dello Stato; che la legge sui mezzi di comunicazione del 2008 è stata modificata nel novembre 2016 introducendovi ulteriori restrizioni che vietano ai media di criticare le politiche governative e impongono ai giornalisti di presentare i loro scritti a un censore del governo prima della pubblicazione;

I.  considerando che nel 2014 il governo del Laos ha emanato un decreto che proibisce di muovere critiche online al governo e al Partito rivoluzionario del popolo lao;

1.  condanna fermamente le sentenze detentive contro Somphone Phimmasone, Soukane Chaithad e Lod Thammavon e ne chiede l'immediato rilascio;

2.  osserva con preoccupazione che tali sentenze vanno ad aggiungersi a una serie di arresti e sparizioni forzate di attivisti e dimostranti che hanno espresso opinioni critiche su questioni che vanno dalle controversie territoriali alle accuse di corruzione e all'abuso di potere;

3.  rinnova il suo invito al governo del Laos a porre fine alle vessazioni e all'arresto e detenzione arbitrari di difensori dei diritti umani, giornalisti indipendenti e attivisti sociali, e a rispettare il diritto alla libera espressione e di associazione e i diritti delle minoranze; ricorda al Laos gli obblighi internazionali che gli incombono in virtù dei trattati sui diritti umani che ha ratificato;

4.  esorta il governo del Laos a rispettare i suoi impegni internazionali e a proteggere la libertà di espressione e di riunione pacifica e a ratificare la convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate, che il Laos ha firmato nel 2008;

5.  esprime profonda preoccupazione per le diffuse violazioni dei diritti umani, comprese le sparizioni forzate e l'assenza di un giusto processo; invita le autorità laotiane a rispettare i loro obblighi internazionali in materia di diritti umani rendendo immediatamente conto delle sorti di almeno dieci persone scomparse, tra le quali Sombath Somphone e Sompawn Khantisouk, e fornendo dettagli sulle accuse e sugli elementi di prova a carico degli attivisti incarcerati;

6.  chiede indagini trasparenti, complete e imparziali su tutti i casi in sospeso di sparizione forzata, la divulgazione di informazioni sulla sorte delle persone scomparse e il perseguimento dei responsabili;

7.  condanna la persecuzione delle minoranze religiose, in particolare dei cristiani; invita il governo a porre immediatamente fine a tutte le attività dirette contro i cristiani e a consegnare alla giustizia i responsabili di attacchi incendiari e percosse;

8.  invita le autorità laotiane a consentire l'accesso senza restrizioni alle agenzie specializzate dell'ONU e ai rappresentanti delle organizzazioni umanitarie, affinché questi possano visitare i prigionieri politici e tutte le minoranze etniche e religiose nel paese;

9.  invita il governo del Laos a prendere misure volte a promuovere un sistema politico pluripartitico e a garantire il diritto dei singoli di presentarsi alle elezioni senza l'approvazione del Partito rivoluzionario del popolo lao;

10.  appoggia gli sforzi per aumentare i livelli di connettività internet in Laos; esorta il governo del Laos a promuovere un ambiente favorevole alla libertà di espressione e a cessare di controllare e prendere di mira le persone online; esorta il governo a questo proposito ad abrogare gli elementi repressivi della legge del 2015 sulla prevenzione e il contrasto della criminalità informatica;

11.  invita il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a sollevare con urgenza presso il governo del Laos i casi di Somphone Phimmasone, Lod Thammavong e Soukane Chaithad; invita la delegazione dell'UE in Laos a seguire da vicino la situazione dei diritti umani nel paese e, in particolare, a presenziare a qualunque procedimento legale nei confronti di Phimmasone, Thammavong e Chaithad, e a continuare a sollevare presso le autorità del Laos i casi delle persone detenute e scomparse;

12.  invita il SEAE a inserire tali questioni quali punti prioritari all'ordine del giorno delle prossime riunioni della commissione mista Unione europea-Repubblica democratica popolare del Laos e del prossimo vertice Asia-Europa (ASEM), che si terrà a Bruxelles nel 2018;

13.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al parlamento del Laos, al Segretario generale dell'ASEAN e al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani.


Myanmar, compresa la situazione dei rohingya
PDF 171kWORD 51k
Risoluzione del Parlamento europeo del 14 settembre 2017 sul Myanmar/Birmania, in particolare la situazione dei rohingya (2017/2838(RSP))
P8_TA(2017)0351RC-B8-0525/2017

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul Myanmar/Birmania e sulla situazione dei musulmani rohingya, in particolare quelle del 7 luglio 2016(1) e del 15 dicembre 2016(2), nonché le sue risoluzioni del 16 marzo 2017 sulle priorità dell'UE per le sessioni del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite nel 2017(3) e del 13 giugno 2017 sull'apolidia nell'Asia meridionale e nel Sud-Est asiatico(4),

–  viste le conclusioni del Consiglio sulla strategia dell'UE nei confronti del Myanmar/Birmania del 20 giugno 2016,

–  vista la comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio, del 1° giugno 2016, a cura della Commissione e del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), dal titolo "Elementi per una strategia dell'UE nei confronti del Myanmar/Birmania – Un partenariato speciale per la democrazia, la pace e la prosperità" (JOIN(2016)0024),

–  vista la dichiarazione resa il 30 marzo 2016 dal VP/AR Federica Mogherini, sull'insediamento del nuovo governo dell'Unione di Myanmar,

–  viste la dichiarazione rilasciata il 2 dicembre 2016 dal portavoce del VP/AR sulla recente escalation delle violenze in Myanmar/Birmania e la dichiarazione rilasciata il 6 settembre 2017 dal VP/AR sulla situazione nello Stato di Rakhine,

–  visto il comunicato stampa congiunto del 25 novembre 2016 in merito al terzo dialogo UE-Myanmar/Birmania sui diritti umani,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 4 dicembre 2015 sull'apolidia,

–  visti i recenti briefing dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) e del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Myanmar/Birmania, rispettivamente del 29 e 18 novembre 2016, sul deterioramento della situazione dei diritti umani nello Stato di Rakhine settentrionale,

–  viste la relazione dell'OHCHR, del 20 giugno 2016, sulla situazione dei diritti umani dei musulmani rohingya e di altre minoranze in Myanmar/Birmania, nonché la relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Myanmar/Birmania, del 18 marzo 2016,

–  visti la Convenzione delle Nazioni Unite del 1951 sullo status dei rifugiati e il relativo protocollo del 1967,

–  viste la Convenzione relativa allo status degli apolidi del 1954 e la Convenzione sulla riduzione dell'apolidia del 1961,

–  visto il piano d'azione globale 2014-2024 volto a porre fine all'apolidia, del novembre 2014, a cura dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR),

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–  vista la dichiarazione di fine missione resa il 20 gennaio 2017 dal relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Myanmar/Birmania, Yanghee Lee, in cui si conclude che la situazione attuale nel paese è peggiore rispetto a qualsiasi altro momento negli ultimi anni,

–  vista la relazione finale dell'agosto 2017 della commissione consultiva sullo Stato di Rakhine,

–  visti il Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966 e il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966,

–  vista la Carta dell'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN),

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che, secondo l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), nelle ultime due settimane oltre 300 000 rohingya musulmani, in fuga dalle violenze nello Stato di Rakhine, hanno cercato rifugio in Bangladesh;

B.  considerando che lo Stato di Rakhine in Myanmar/Birmania è la patria di circa un milione di rohingya, un gruppo di minoranza a prevalenza musulmana vittima di repressione e di continue gravi violazioni dei diritti umani, tra cui minacce alla vita e alla sicurezza, negazione dei diritti alla salute e all'istruzione, lavoro forzato, violenze sessuali e limitazioni ai diritti politici;

C.  considerando che i rohingya sono ufficialmente apolidi dall'introduzione della legge sulla cittadinanza birmana del 1982, che ha comportato gravi restrizioni alla libertà di circolazione e ha relegato tale popolazione in accampamenti;

D.  considerando che il 25 agosto 2017 un gruppo di ribelli rohingya ha sferrato un attacco contro alcune postazioni di polizia e una base militare nello Stato di Rakhine; che ciò ha provocato una forte controffensiva militare, con gravi violazioni su larga scala dei diritti umani, compresi omicidi, stupri e torture; che alcune organizzazioni per i diritti umani, in particolare Human Rights Watch, avvalendosi di immagini satellitari, hanno segnalato la distruzione su larga scala di abitazioni e di altri edifici in alcune parti dello Stato di Rakhine settentrionale attualmente precluse alle ONG e agli osservatori indipendenti;

E.  considerando che, secondo la vigente Costituzione del Myanmar/Birmania, l'esercito resta autonomo rispetto al controllo civile e conserva un ampio potere sul governo e sulla sicurezza nazionale;

F.  considerando che le persone in fuga dal Myanmar/Birmania, tra cui molte donne e bambini, viaggiano lungo rotte insidiose, rischiando di cadere vittime di colpi di arma da fuoco, affrontando percorsi pericolosi e patendo la fame e la mancanza di assistenza medica; che decine di queste persone sono morte lungo il tragitto; che il personale della guardia costiera bangladese ha ritrovato i corpi di almeno venti persone che si erano date alla fuga;

G.  considerando che il Bangladesh ha presentato una denuncia contro le autorità del Myanmar/Birmania per la posa di mine terrestri lungo la parte del suo confine con il Bangladesh in modo da impedire il ritorno dei musulmani rohingya in fuga dalle violenze;

H.  considerando che i membri del personale internazionale delle Nazioni Unite e delle organizzazioni non governative internazionali non possono accedere alle aree colpite dal conflitto e che le agenzie delle Nazioni Unite non sono in grado di fornire aiuti umanitari, tra cui cibo, acqua e medicinali per i rohingya;

I.  considerando che il 10 settembre 2017 l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Raad Al Hussein, ha annunciato che la situazione in Myanmar/Birmania sembra un classico esempio di pulizia etnica;

J.  considerando che nel marzo 2017 la Cina e la Russia hanno bloccato l'adozione di una dichiarazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione della minoranza rohingya in Myanmar/Birmania;

1.  condanna fermamente tutti gli attacchi nello Stato di Rakhine; esprime profonda preoccupazione per la gravità e la portata crescenti delle violazioni dei diritti umani, tra cui uccisioni, scontri violenti, distruzione di proprietà private e sfollamento di centinaia di migliaia di civili;

2.  esorta con forza l'esercito e le forze di sicurezza a porre immediatamente fine alle uccisioni, ai soprusi e agli stupri di cui sono vittime i rohingya nonché agli incendi delle loro abitazioni;

3.  ricorda che le autorità del Myanmar/Birmania hanno il dovere di proteggere dagli abusi tutti i civili, senza discriminazioni, di indagare sulle gravi violazioni dei diritti umani e di perseguire i responsabili, in conformità delle norme e degli obblighi in materia di diritti umani;

4.  invita le autorità del Myanmar/Birmania ad autorizzare l'ingresso immediato e senza restrizioni di osservatori indipendenti, organizzazioni internazionali per i diritti umani, giornalisti e altri osservatori internazionali nonché delle Nazioni Unite, in particolare la missione conoscitiva istituita nel mese di marzo dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, onde garantire lo svolgimento di indagini indipendenti e imparziali sulle accuse di gravi violazioni dei diritti umani ad opera di tutte le parti;

5.  sollecita con urgenza a consentire l'accesso delle organizzazioni umanitarie a tutte le regioni interessate da conflitti e a tutti gli sfollati, senza discriminazioni, in modo da permettere agli operatori umanitari di prestare assistenza alle persone in pericolo;

6.  invita il governo del Myanmar/Birmania a rimuovere immediatamente tutte le mine terrestri lungo il confine con il Bangladesh;

7.  esorta il governo del Myanmar/Birmania e segnatamente il consigliere di Stato Aung San Suu Kyi a condannare in modo inequivocabile ogni istigazione all'odio razziale o religioso e a combattere le discriminazioni e le ostilità sociali contro la minoranza rohingya; sollecita inoltre il governo del Myanmar/Birmania a difendere il diritto universale alla libertà di religione o di credo; invita il consigliere di Stato ad adoperarsi per garantire l'attuazione delle raccomandazioni contenute nella relazione finale della commissione consultiva sullo Stato di Rakhine, che è stata elaborata su sua richiesta; deplora il drammatico deterioramento della situazione registrato dopo la dichiarazione del 18 maggio 2015 in cui il portavoce del partito di Aung San Suu Kyi ha dichiarato che il governo del Myanmar/Birmania dovrebbe ripristinare la cittadinanza per la minoranza rohingya;

8.  ricorda ad Aung San Suu Kyi, vincitrice del premio Sacharov nel 1990, che la difesa dei diritti umani, la tutela dei diritti delle minoranze e il rispetto del diritto internazionale rientrano tra i criteri per l'attribuzione del premio; richiama l'attenzione sulla necessità di valutare se il premio Sacharov possa essere revocato qualora un vincitore violi tali criteri dopo l'attribuzione del premio;

9.  prende atto degli sforzi profusi dal Bangladesh nel contesto della catastrofe umanitaria per facilitare la protezione di centinaia di migliaia di rifugiati rohingya; incoraggia con forza le autorità del Bangladesh e di altri paesi limitrofi a consentire l'ingresso di tutte le persone in fuga dalle violenze perpetrate nello Stato di Rakhine e a rispettare il principio di non respingimento; invita la Commissione e gli Stati membri a incrementare il sostegno finanziario e materiale a favore di tali rifugiati;

10.  ricorda la sua raccomandazione rivolta ai governi dei paesi che si trovano a far fronte al flusso di rifugiati rohingya affinché cooperino strettamente con l'UNHCR, che ha le competenze tecniche per esaminare lo status di rifugiato e il mandato di proteggere i rifugiati e gli apolidi; invita l'UE e le Nazioni Unite ad assistere i paesi limitrofi del Myanmar/Birmania a tale riguardo;

11.  sollecita inoltre l'ASEAN e i governi regionali a prendere immediatamente provvedimenti per esercitare maggiori pressioni sul governo del Myanmar/Birmania affinché metta fine alle violazioni dei diritti, protegga tutti i civili nello Stato di Rakhine e fornisca assistenza ai rifugiati in fuga;

12.  sostiene gli sforzi volti a intensificare il processo politico basato sull'attuazione delle raccomandazioni di Annan; invita il Consiglio di sicurezza e l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ad adottare misure diplomatiche e politiche efficaci per garantire che il governo del Myanmar/Birmania rispetti i propri obblighi nei confronti della minoranza rohingya in termini di protezione e accesso agli aiuti; chiede a tale riguardo che l'Assemblea generale e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adottino una risoluzione per condannare le violazioni dei diritti, insistere sull'accesso allo Stato di Rakhine ed esigere l'assunzione delle responsabilità per le gravi violazioni del diritto internazionale commesse da tutte le parti; chiede inoltre che, nella sua sessione di settembre 2017, il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite adotti una risoluzione per estendere il mandato della missione conoscitiva;

13.  esorta la Cina come pure altri attori internazionali e regionali ad avvalersi di tutti i canali disponibili per chiedere la fine delle atrocità e il raggiungimento di una soluzione pacifica;

14.  invita il VP/AR e gli Stati membri dell'UE ad aumentare in misura significativa le pressioni esercitate sul governo e sulle forze di sicurezza del Myanmar/Birmania affinché mettano fine alle violazioni dei diritti, collaborino pienamente con gli ispettori delle Nazioni Unite e con le agenzie umanitarie internazionali e garantiscano l'assunzione delle responsabilità per le gravi violazioni del diritto internazionale; chiede a tale proposito al VP/AR e agli Stati membri dell'UE di assumere un ruolo attivo appoggiando un'azione immediata a livello delle Nazioni Unite e chiarendo che l'Unione europea è pronta a prendere in considerazione sanzioni punitive mirate nei confronti di persone ed entità come pure conseguenze nel contesto delle preferenze commerciali accordate al Myanmar/Birmania, qualora le gravi violazioni del diritto internazionale continuino con impunità;

15.  invita il VP/AR a riferire dinanzi al Parlamento in merito alle iniziative intraprese dall'Unione nel contesto delle Nazioni Unite e del Consiglio "Affari esteri" dell'UE;

16.  chiede all'Unione e agli Stati membri di accogliere con favore i resoconti e le dichiarazioni dei rappresentanti rohingya circa la situazione in loco;

17.  sostiene gli sforzi volti ad assicurare la presenza sul terreno di osservatori indipendenti sotto la guida delle Nazioni Unite per alleviare la crisi umanitaria; invita le autorità del Myanmar/Birmania ad autorizzare l'ingresso immediato e senza restrizioni di osservatori indipendenti, in particolare della missione conoscitiva istituita nel marzo 2017 dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite;

18.  sostiene l'istituzione in Myanmar/Birmania di un Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo, con pieno mandato;

19.  chiede all'UE e ai suoi Stati membri di sostenere il piano d'azione globale 2014-2024 dell'UNHCR volto a porre fine all'apolidia;

20.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al governo e al parlamento del Myanmar/Birmania, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell'UE, al Segretario generale dell'ASEAN, alla commissione intergovernativa dell'ASEAN sui diritti umani, al relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Myanmar/Birmania, all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.

(1) Testi approvati, P8_TA(2016)0316.
(2) Testi approvati, P8_TA(2016)0506.
(3) Testi approvati, P8_TA(2017)0089.
(4) Testi approvati, P8_TA(2017)0247.


Accordo tra l'Unione europea e il Cile sul commercio di prodotti biologici ***
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Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 14 settembre 2017 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra l'Unione europea e la Repubblica del Cile sul commercio di prodotti biologici (05530/2017 – C8-0144/2017 – 2016/0383(NLE))
P8_TA(2017)0352A8-0257/2017

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (05530/2017),

–  visto il progetto di accordo tra l'Unione europea e la Repubblica del Cile sul commercio di prodotti biologici (05551/2017),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma degli articoli 207, paragrafo 4, primo comma, dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), punto v), e dell'articolo 218, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0144/2017),

–  visti l'articolo 99, paragrafi 1 e 4, e l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  visti la raccomandazione della commissione per il commercio internazionale e il parere della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0257/2017),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Cile.


Protocollo dell'accordo di associazione UE-Cile (adesione della Croazia) ***
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Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 14 settembre 2017 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea e dei suoi Stati membri, del terzo protocollo aggiuntivo dell'accordo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Cile, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea (06750/2017 – C8-0225/2017 – 2017/0042(NLE))
P8_TA(2017)0353A8-0277/2017

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (06750/2017),

–  visto il terzo protocollo aggiuntivo dell'accordo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Cile, dall'altra, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea (06905/2017),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 217 e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), punto i), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0225/2017),

–  visti l'articolo 99, paragrafi 1 e 4, nonché l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per il commercio internazionale (A8-0277/2017),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione del protocollo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Cile.


Modernizzazione del pilastro commerciale dell'accordo di associazione UE-Cile
PDF 264kWORD 62k
Raccomandazione del Parlamento europeo del 14 settembre 2017 al Consiglio, alla Commissione e al Servizio europeo per l'azione esterna sui negoziati relativi alla modernizzazione del pilastro commerciale dell'accordo di associazione UE-Cile (2017/2057(INI))
P8_TA(2017)0354A8-0267/2017

Il Parlamento europeo,

–  visti l'accordo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Cile, dall'altra, concluso nel 2002, e il suo pilastro commerciale entrato in vigore il 1° febbraio 2003(1) (di seguito l'AA),

–  visto l'esito della sesta riunione del Consiglio di associazione UE-Cile tenutasi nell'aprile 2015(2),

–  vista la dichiarazione finale adottata dal comitato consultivo misto (CCM) il 5 ottobre 2016(3),

–  visti la comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2015 dal titolo "Commercio per tutti – Verso una politica commerciale e di investimento più responsabile" (COM(2015)0497) e i documenti di riflessione della Commissione del maggio 2017 sulla gestione della globalizzazione(4) e dell'aprile 2017 sulla dimensione sociale dell'Europa(5),

–  visti le sentenze e i pareri della Corte di giustizia dell'Unione europea (C-350/12 P, 2/13, 1/09) e la decisione del Mediatore europeo, del 6 gennaio 2015, che ha chiuso l'indagine di propria iniziativa (OI/10/2014/RA) relativa alla gestione delle richieste di informazioni e accesso ai documenti(6), nonché il parere 2/15 della Corte di giustizia del 16 maggio 2017,

–  vista la sua risoluzione del 3 febbraio 2016 contenente le raccomandazioni del Parlamento europeo alla Commissione sui negoziati relativi all'accordo sugli scambi di servizi (TiSA)(7),

–  visti gli emendamenti da esso approvati il 4 luglio 2017(8) in merito alla proposta di direttiva sulla comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito da parte di talune imprese e succursali,

–  viste le sue risoluzioni del 5 luglio 2016 sull'attuazione delle raccomandazioni 2010 del Parlamento sulle norme sociali e ambientali, i diritti umani e la responsabilità delle imprese(9) e del 25 novembre 2010 sulle politiche commerciali internazionali nel quadro degli imperativi dettati dai cambiamenti climatici(10),

–  visto lo studio dell'EPRS sugli effetti delle clausole relative ai diritti umani nell'accordo globale UE-Messico e nell'accordo di associazione UE-Cile(11),

–  visti le linee guida dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) destinate alle imprese multinazionali, i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, la dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e l'agenda dell'OIL per un lavoro dignitoso,

–  vista la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2015 (accordo di Parigi), entrata in vigore il 4 novembre 2016(12) e ratificata anche dal Cile,

–  vista la dichiarazione comune della commissione parlamentare mista UE-Cile del 3 novembre 2016(13),

–  visti l'articolo 21 del trattato sull'Unione europea (TUE) e l'articolo 8, l'articolo 207, paragrafo 3, e l'articolo 217 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto il progetto di direttive di negoziato adottato dalla Commissione il 24 maggio 2017,

–  visto l'articolo sul Cile comparso nell'almanacco dell'IWGA (Gruppo di lavoro Internazionale per gli Affari Indigeni), dal titolo "The Indigenous World 2016" (Il mondo indigeno 2016)(14),

–  visti l'articolo 108, paragrafo 4, e l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il commercio internazionale (A8-0267/2017),

A.  considerando che la strategia "Commercio per tutti" stabilisce che "la Commissione deve perseguire una politica che vada a beneficio di tutta la società e che promuova i principi e i valori europei e universali insieme agli interessi economici fondamentali, oltre a porre maggior enfasi sullo sviluppo sostenibile, sui diritti umani, sulla lotta all'evasione fiscale, sulla protezione dei consumatori e sul commercio responsabile ed equo";

B.   considerando che l'UE e il Cile sono partner stretti che presentano valori comuni e un impegno condiviso per la promozione di una governance efficace del commercio multilaterale e il rispetto dei diritti umani, nonché prosperità e sicurezza condivise nell'ambito di un sistema globale basato sulle norme; che l'Unione è il terzo partner commerciale del Cile; che il Cile, a sua volta, è un attore regionale importante e che negli ultimi decenni è stato una delle economie a più rapida crescita dell'America latina e che gli sforzi per riformare il paese sono tuttora in corso;

C.  considerando che l'AA vigente, ivi compreso il suo pilastro commerciale, è stato concluso nel 2002 e che, dalla sua attuazione nel 2003, è stato notevolmente vantaggioso per entrambe le parti, facendo raddoppiare gli scambi di beni e generando un aumento degli scambi di servizi e degli investimenti(15); che, tuttavia, da allora sia l'UE che il Cile hanno concluso accordi commerciali più moderni e ambiziosi;

D.  considerando che nel 2016 le esportazioni di beni dell'UE verso il Cile erano pari a oltre 8,6 miliardi di EUR, mentre quelle del Cile verso l'UE erano pari a 7,4 miliardi di EUR; che nel 2015 gli scambi di servizi dell'UE con il Cile ammontavano a 3,8 miliardi di EUR, mentre quelli del Cile a 2 miliardi di EUR; che il valore degli stock di investimenti esteri diretti (IED) dell'UE in Cile equivaleva a 42,8 miliardi di EUR(16);

E.  considerando che nell'AA vigente mancano, tra l'altro, capitoli distinti su investimenti, PMI, diritti di proprietà intellettuale (DPI), energia e genere, e che esso non comprende un capitolo su commercio e sviluppo sostenibile (TSDC), inclusi gli obblighi relativi all'applicazione della normativa sul lavoro o ambientale, né la promozione di buone prassi in ambiti quali la responsabilità sociale delle imprese (RSI) e la garanzia della sostenibilità;

F.  considerando che qualsiasi negoziato commerciale dell'UE deve preservare il diritto e la capacità dei governi di regolamentare nel pubblico interesse, con obiettivi quali la protezione e la promozione della sanità pubblica, dei servizi sociali, dell'istruzione pubblica, della sicurezza, dell'ambiente, del benessere degli animali, e della morale pubblica, la protezione sociale e dei consumatori, la protezione dei dati e della vita privata nonché la promozione e la tutela della diversità culturale;

G.  considerando che qualsiasi negoziato commerciale dell'UE deve garantire i più elevati livelli di protezione sociale, lavorativa e ambientale conseguiti dalle parti e può fungere da strumento per la promozione di un programma di giustizia sociale e di sviluppo sostenibile, sia nell'UE sia nel resto del mondo; che l'aggiornamento dell'AA dovrebbe essere considerato un'opportunità per l'UE e gli Stati membri per continuare a promuovere, nei loro accordi commerciali, standard elevati e impegni ambiziosi comuni, con particolare riferimento ai diritti dei lavoratori, alla tutela dell'ambiente, ai diritti dei consumatori e al benessere dei cittadini; considerando che la Commissione ha annunciato una riflessione sulle varie modalità di attuazione di questi impegni, che esaminerà anche un meccanismo basato su sanzioni;

H.  considerando che il CCM UE-Cile, composto da organizzazioni della società civile di entrambe le parti, ha tenuto la sua prima riunione il 4 e 5 ottobre 2016 nell'ottica di monitorare l'attuazione dell'AA vigente, nonché i negoziati per il suo aggiornamento, avvalendosi del contributo della società civile e promuovendo il dialogo e la cooperazione tra l'UE e il Cile al di là dei canali governativi; che il notevole ritardo nell'istituzione del CCM non si dovrà ripetere riguardo all'accordo aggiornato; che, una volta entrato in vigore l'accordo aggiornato, la partecipazione della società civile si dovrà basare su strutture chiare, su un equilibrio tra gli aderenti e su obblighi di comunicazione;

I.  considerando che l'UE e il Cile hanno partecipato a negoziati multilaterali per l'ulteriore liberalizzazione degli scambi di servizi (TiSA);

J.  considerando che il Cile non è parte contraente dell'accordo dell'OMC sugli appalti pubblici, bensì funge da osservatore, e non partecipa ai negoziati multilaterali relativi a un accordo sui beni ambientali (EGA);

K.  considerando che l'articolo 45 dell'AA UE-Cile del 2002 prevede, nel capitolo relativo alla cooperazione, disposizioni che specificano che la cooperazione "contribuisce a rafforzare politiche e programmi volti a migliorare, garantire e ampliare la partecipazione di uomini e donne, su basi di parità, a tutti gli aspetti della vita politica, economica, sociale e culturale";

L.  considerando che il Cile rientra tra i firmatari del partenariato transpacifico (TPP), il cui futuro sembra attualmente incerto, e ha firmato accordi di libero scambio (ALS) con tutti i firmatari del TPP, nonché è ampiamente considerato un partner stabile e affidabile;

M.  considerando che nel 2010 il Cile è stato il primo paese sudamericano a diventare membro dell'OCSE e presenta un solido quadro macroeconomico;

N.  considerando che è importante ottimizzare le opportunità offerte dall'aggiornamento del pilastro commerciale dell'AA nella maniera più inclusiva per le imprese, in particolare le PMI, e i cittadini sia dell'UE che del Cile; che si potrebbe fare di più al riguardo, ad esempio attraverso la divulgazione di informazioni accessibili, il che potrebbe determinare un importante effetto moltiplicatore in termini di vantaggi per le parti dell'AA;

O.  considerando che il Cile ha stipulato trattati bilaterali di investimento (TBI) con 17 Stati membri dell'UE, il cui contenuto non rispecchia gli ultimi sviluppi e le migliori prassi nell'ambito della politica di investimento, e che detti trattati sarebbero sostituiti e cesserebbero di applicarsi nel momento in cui entri in vigore un accordo contenente un capitolo sugli investimenti tra l'Unione e il Cile;

P.  considerando che condizioni esageratamente restrittive previste dalla legislazione cilena, cui i pescherecci dell'UE devono attenersi, ostacolano questi ultimi nell'utilizzo delle strutture portuali del Cile per l'approdo, il trasbordo, il rifornimento di carburante o l'ottenimento di attrezzatura da pesca;

Q.  considerando che l'attuale modello di esportazione del Cile è in netto contrasto con quello europeo, essendo fortemente dominato dalle esportazioni di materie prime come il rame, la frutta e la verdura,

1.  raccomanda al Consiglio, alla Commissione e al SEAE:

   a) di garantire che il Parlamento europeo riceva informazioni complete, tempestive e attendibili per tutta la durata dei negoziati affinché possa adempiere al suo compito di decidere se concedere o meno l'approvazione per la conclusione di un AA aggiornato con il Cile, anche per quanto riguarda il pilastro commerciale dell'accordo; di tenere a mente che, mentre gli AA stipulati ai sensi dell'articolo 217 TFUE sono tradizionalmente di natura mista e coprono settori al di là della politica commerciale comune, in seguito al parere della Corte di giustizia sull'accordo di libero scambio (ALS) UE-Singapore, si è resa necessaria una profonda riflessione sul futuro della modernizzazione dell'AA UE-Cile allo scopo di separare e salvaguardare i settori di competenza esclusiva e condivisa in ambito commerciale, e rispettare pienamente la ripartizione delle competenze tra l'Unione e i suoi Stati membri durante l'intero processo negoziale, nonché in prospettiva della firma e della conclusione degli accordi; di concludere pertanto due accordi separati, operando una netta distinzione tra un accordo commerciale e di investimento che tratti solo di questioni di competenza esclusiva dell'UE e un secondo accordo che riguardi elementi oggetto di competenza condivisa con gli Stati membri;
   b) di osservare che sia l'UE che il Cile hanno concluso accordi commerciali più moderni, ambiziosi e globali dall'entrata in vigore del loro AA bilaterale e che in quest'ultimo non sono stati ancora trattati vari ambiti importanti per garantire che contribuisca alla crescita condivisa, alle pari opportunità, alla creazione di posti di lavoro dignitosi e allo sviluppo sostenibile, ivi compreso il rispetto e la promozione delle norme in materia di lavoro e ambiente, del benessere degli animali e della parità di genere a vantaggio dei cittadini di entrambe le parti;
   c) di considerare l'importanza e la necessità di perseguire l'aggiornamento dell'AA UE-Cile al fine di tenere conto dell'evoluzione economica e politica degli ultimi 15 anni, in particolare della sua componente commerciale, in uno spirito di reciprocità, mutuo vantaggio ed equilibrio, e di prendere atto del costante sostegno alla modernizzazione espresso dalla commissione parlamentare mista UE-Cile, nonché del fatto che il CCM abbia accolto con favore le misure adottate in vista di tale aggiornamento;
   d) di ricordare che la globalizzazione e la politica commerciale sono state di recente oggetto di un intenso dibattito in Europa e in altre parti del mondo, a motivo della distribuzione potenzialmente disomogenea dei benefici offerti; di considerare la necessità di prevedere le tendenze e le possibili conseguenze, di garantire una distribuzione più inclusiva dei vantaggi derivanti dal commercio e di offrire una protezione adeguata ai soggetti che non beneficiano dell'accordo e che possono risultare svantaggiati nel processo ulteriore; di mettere quindi a punto un'azione strategica in altri ambiti, principalmente a livello nazionale ma anche a quello unionale, al di là delle disposizioni degli accordi commerciali stessi, che vada dalla politica industriale a quella fiscale e sociale;
   e) di ribadire l'importanza dell'agenda multilaterale e di ricordare che qualsiasi negoziato bilaterale non deve andare a scapito dell'ambizione di conseguire il progresso a livello multilaterale; di considerare che la cooperazione congiunta e le relazioni bilaterali rafforzate tra l'UE e il Cile dovrebbero inoltre favorire maggiore collaborazione e sinergia tra le parti in contesti multilaterali e plurilaterali; di incoraggiare, al riguardo, la piena partecipazione del Cile ai negoziati relativi all'accordo dell'OMC sui beni ambientali (EGA) e all'accordo rivisto dell'OMC sugli appalti pubblici;
   f) di porre i valori condivisi al centro del processo di aggiornamento e di continuare la pratica di inclusione di una clausola in materia di diritti umani, come avviene in tutti gli AA;
   g) di assicurare che un AA aggiornato garantisca, in tutto il testo, e sancisca, in maniera espressa e inequivocabile, il diritto e la capacità delle parti di adottare e applicare le rispettive disposizioni legislative e regolamentari nell'interesse pubblico, al fine di conseguire obiettivi legittimi di politica pubblica quali la protezione e la promozione dei diritti umani, compreso l'accesso alle risorse idriche, alla sanità pubblica, ai servizi sociali e all'istruzione pubblica, la sicurezza, l'ambiente e la morale pubblica, la protezione sociale e dei consumatori, la protezione dei dati e della vita privata nonché la promozione e la tutela della diversità culturale; di garantire che nessuna rivendicazione degli investitori possa mettere a repentaglio questi obiettivi; di sottolineare, a tale proposito, che gli ALS dell'UE non sono intesi a limitare il legittimo interesse dell'Unione, dei suoi Stati membri o delle entità sub-federali di regolamentare nell'interesse pubblico;
   h) di adoperarsi per conseguire, nell'ambito dei negoziati sugli scambi di beni, progressi ambiziosi nel miglioramento dell'accesso al mercato attraverso linee tariffarie e l'eliminazione degli ostacoli inutili, anche per quanto riguarda l'accesso dei pescherecci dell'UE alle strutture portuali, rispettando al contempo la presenza di vari prodotti agricoli, manifatturieri e industriali sensibili cui dovrebbe essere riservato un trattamento adeguato, per esempio mediante contingenti tariffari (CT), periodi di transizione adeguati o l'esplicita esclusione, ove necessario; di inserire una clausola di salvaguardia bilaterale attuabile ed efficace che consenta la sospensione temporanea delle preferenze se, a seguito dell'entrata in vigore dell'AA aggiornato, un aumento delle importazioni provoca o minaccia di provocare gravi danni a settori sensibili;
   i) di inserire nelle loro direttive di negoziato l'obiettivo di semplificare le norme di origine e le procedure doganali al fine di adattarle alla realtà delle catene del valore mondiali sempre più complesse; di assicurare che un AA aggiornato comprenda disposizioni e misure antifrode, nonché impegni a favore della standardizzazione delle norme e delle pratiche doganali, al fine di aumentare la trasparenza, l'efficacia, la certezza giuridica e la cooperazione tra le autorità doganali, modernizzando e semplificando al contempo le procedure, in conformità di quanto sancito nell'accordo dell'OMC sull'agevolazione degli scambi e nella convenzione riveduta di Kyoto;
   j) di considerare, per quanto riguarda gli scambi di servizi, che nell'AA vigente non si realizzano appieno le potenzialità del settore dei servizi e che un AA aggiornato dovrebbe eliminare le barriere inutili ai fini dell'accesso al mercato e del trattamento nazionale; di considerare che gli impegni andrebbero assunti sulla base dell'accordo generale sugli scambi di servizi (GATS) e che le norme dovrebbero essere aggiornate in modo da tenere conto dei nuovi sviluppi; di escludere i servizi audiovisivi dall'ambito di applicazione dell'accordo; di assicurare e prevedere espressamente che l'AA aggiornato non ostacoli la capacità delle parti di definire, regolamentare, fornire e sostenere servizi pubblici nell'interesse generale, non imponga in alcun modo ai governi di privatizzare servizi né impedisca loro di prestare servizi pubblici precedentemente offerti da prestatori privati di servizi né di riportare sotto il controllo pubblico servizi che avevano deciso in precedenza di privatizzare, né impedisca ai governi di ampliare la gamma di servizi forniti al pubblico, escludendo clausole, disposizioni o impegni che possano minare la necessaria flessibilità al fine di riportare i servizi di interesse economico generale attuali e futuri sotto il controllo statale;
   k) di assicurare che un accordo aggiornato definisca le misure necessarie per garantire maggiore trasparenza normativa e riconoscimento reciproco, ivi comprese disposizioni per assicurare l'imparzialità e il rispetto dei più elevati standard di protezione in ordine ai requisiti, alle qualifiche e alle licenze, e di prevedere, al riguardo, meccanismi istituzionali per la consultazione, che coinvolgano varie parti interessate come le PMI e le organizzazioni della società civile;
   l) di assicurare che, sebbene siano assunti impegni tesi ad agevolare l'ingresso e il soggiorno di persone fisiche a fini commerciali, i prestatori di servizi stranieri si conformino alla legislazione sociale e del lavoro dell'UE e degli Stati membri e ai contratti collettivi applicabili ai lavoratori che beneficiano degli impegni relativi alla modalità 4;
   m) di assicurare che un'ambiziosa cooperazione sulle questioni normative e l'armonizzazione delle norme rimangano volontarie, rispettino l'autonomia degli enti normativi, si basino sul rafforzamento dello scambio di informazioni e della cooperazione amministrativa, al fine di individuare gli oneri amministrativi e gli ostacoli inutili, e tutelino il principio di precauzione; di ricordare che la cooperazione normativa deve risultare vantaggiosa per la governance dell'economia globale grazie a una convergenza e a una cooperazione rafforzate in materia di norme internazionali, garantendo i più elevati livelli di protezione dei consumatori, ambientale, sociale e del lavoro;
   n) di fare in modo che l'AA aggiornato preveda, per i servizi finanziari, misure prudenziali basate su quelle contenute nell'accordo economico e commerciale globale (CETA) tra il Canada e l'Unione europea che contemplino uno spazio politico affinché le parti regolamentino i propri settori finanziario e bancario al fine di assicurare la stabilità e l'integrità del sistema finanziario; di includere misure di salvaguardia e deroghe generali in merito ai movimenti di capitali e ai pagamenti, da applicare qualora questi possano dar luogo, o minaccino di dar luogo, a gravi difficoltà per il buon funzionamento dell'unione economica e monetaria o a livello della bilancia dei pagamenti dell'UE;
   o) di includere disposizioni in materia di buona governance fiscale e norme sulla trasparenza che ribadiscano l'impegno delle parti ad attuare norme internazionali nella lotta contro l'evasione e l'elusione fiscali, in particolare le pertinenti raccomandazioni dell'OCSE sull'erosione della base imponibile e il trasferimento di profitti, e che prevedano obblighi in materia di scambi automatici di informazioni e la creazione di registri pubblici sulla titolarità effettiva per le fiduciarie commerciali nonché disposizioni concrete nei capitoli sui servizi finanziari, i movimenti di capitali e lo stabilimento, relative all'esclusione della pianificazione fiscale inosservata da parte delle società;
   p) di ricordare che la corruzione arreca pregiudizio ai diritti umani, all'uguaglianza, alla giustizia sociale, al commercio e alla concorrenza leale, impedendo la crescita economica; di impegnare espressamente le parti nella lotta alla corruzione in tutte le sue forme e nell'attuazione di norme internazionali e convenzioni multilaterali anticorruzione, mediante l'inserimento di una sezione specifica che preveda impegni e misure chiari e rigorosi;
   q) di considerare che disposizioni rigorose sull'apertura degli appalti pubblici, che promuovano il principio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, che comprende criteri sociali, ambientali e innovativi, la semplificazione delle procedure e la trasparenza per gli offerenti, ivi compreso l'accesso effettivo per quelli provenienti da altri paesi, possono anche essere strumenti efficaci per combattere la corruzione e promuovere l'integrità nella pubblica amministrazione, offrendo al contempo ai contribuenti un buon rapporto costi/benefici; di garantire, in un AA aggiornato, un migliore accesso ai mercati degli appalti pubblici, anche a livello decentrato, e procedure trasparenti basate sul trattamento nazionale, sull'imparzialità e sull'equità;
   r) di assicurare che la politica di investimento comprenda la buona governance e l'agevolazione degli investimenti, e di definire e sancire gli obblighi degli investitori migliorando al contempo la loro protezione;
   s) di assicurare che le direttive di negoziato incarichino la Commissione di negoziare un moderno capitolo sugli investimenti, tenendo conto delle migliori prassi a livello internazionale, quale il quadro per la politica d'investimento della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD) a favore dello sviluppo sostenibile e il recente parere della Corte di giustizia sull'accordo di libero scambio tra l'Unione europea e la Repubblica di Singapore;
   t) di compiere progressi verso una necessaria riforma internazionale del sistema di risoluzione delle controversie; di cercare di ottenere da tutte le parti l'impegno di privilegiare il ricorso ai tribunali competenti e sostituire la risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS) con un sistema giudiziario pubblico per gli investimenti (ICS) che disponga di un meccanismo di ricorso e di regole rigorose sui conflitti di interesse e di un codice di condotta applicabile; di tenere in considerazione gli obblighi degli investitori e preservare il diritto di regolamentazione al fine di conseguire gli obiettivi legittimi di politica pubblica come quelli concernenti la sanità e la distribuzione idrica, nonché di protezione del lavoro e dell'ambiente; di puntare a prevenire i contenziosi futili e includere tutte le garanzie procedurali democratiche, quali il diritto a un accesso non discriminatorio alla giustizia (con particolare attenzione alle PMI), l'indipendenza del sistema giudiziario, la trasparenza e la responsabilità, mirando al contempo a costituire un tribunale multilaterale per gli investimenti (MIC);
   u) di assicurare che l'AA aggiornato contenga un capitolo solido e ambizioso su commercio e sviluppo sostenibile (TSDC) che preveda disposizioni vincolanti e applicabili, sottoposte a meccanismi di risoluzione delle controversie idonei ed efficaci, che contemplino, tra i vari metodi di applicazione, un meccanismo basato su sanzioni, e consentano un'adeguata partecipazione delle parti sociali e della società civile; di considerare che il TSDC dovrebbe riguardare, tra l'altro, l'impegno delle parti di adottare e mantenere nelle rispettive disposizioni legislative e regolamentari a livello nazionale i principi sanciti nelle convenzioni fondamentali dell'OIL e di attuare efficacemente gli strumenti aggiornati dell'OIL, in particolare le convenzioni sulla governance, l'agenda per il lavoro dignitoso, la convenzione n. 169 dell'OIL sui diritti dei popoli indigeni, la convenzione concernente la parità di opportunità e di trattamento per lavoratori e lavoratrici, la convenzione sulle lavoratrici e i lavoratori domestici e la convenzione sui lavoratori con responsabilità familiari, le norme di lavoro per i lavoratori migranti e la RSI, compresa l'adozione di orientamenti settoriali dell'OCSE e dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e una procedura in base alla quale le parti sociali e la società civile, riunite in seno al CCM, possano chiedere l'avvio di consultazioni governative;
   v) di assicurare, in riferimento ai progressi conseguiti dal Cile nei negoziati commerciali bilaterali con l'Uruguay e il Canada, che le parti includano un capitolo specifico su commercio e parità di genere ed emancipazione femminile, oltre all'adesione delle parti alle norme internazionali in materia sociale, di diritti umani e del lavoro nonché al loro rispetto, prevedendo misure attive volte a migliorare le possibilità per le donne di trarre vantaggio dalle opportunità offerte dall'AA; di prevedere misure finalizzate, tra l'altro, a migliorare l'equilibrio tra vita lavorativa e vita familiare e l'accesso ai servizi sociali e sanitari; di assicurare, tra l'altro, che le parti si impegnino a raccogliere dati disaggregati che consentano di effettuare un'analisi dettagliata ex ante ed ex post sull'impatto dell'AA aggiornato sulla parità di genere; di conseguire una maggiore partecipazione delle imprese gestite da donne (segnatamente microimprese e PMI) agli appalti pubblici, basandosi sull'esperienza del ministero cileno per la Parità di genere che, nel 2015, ha istituito un programma di sostegno per rafforzare la partecipazione delle donne imprenditrici quali fornitori sul mercato degli appalti pubblici di "Chile Compras"; di sostenere l'internazionalizzazione delle imprese gestite da donne e la partecipazione delle donne alle opportunità offerte dalla modalità 4 dell'OMC; di assicurare l'inclusione di esperti in materia di parità di genere nei gruppi negoziali e discussioni periodiche sull'attuazione di questo capitolo nel CCM, che dovrebbe integrare anche organizzazioni che promuovono la parità di genere;
   w) di includere inoltre un capitolo esaustivo su microimprese e PMI che preveda progressi significativi in termini di agevolazione degli scambi, l'eliminazione degli ostacoli agli scambi e degli oneri amministrativi inutili, nonché misure attive volte a garantire che le opportunità offerte siano sufficientemente attuabili e comunicate a tutti i principali e potenziali attori (vale a dire mediante la creazione di interfacce uniche, siti web dedicati e la pubblicazione di guide settoriali con informazioni sulle procedure e sulle nuove opportunità per il commercio e gli investimenti);
   x) di includere un capitolo sull'energia, che riguardi, tra l'altro, l'energia rinnovabile e le materie prime; di riconoscere l'importanza dell'attuazione degli accordi ambientali multilaterali, segnatamente l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, di inserire disposizioni relative al commercio e impegni volti a garantire la partecipazione a strumenti internazionali, negoziati e politiche commerciali e ambientali reciprocamente vantaggiose che rispondano agli obiettivi dell'economia circolare, ivi compresi impegni sulla crescita verde, e di sostenere e promuovere ulteriormente il commercio e gli investimenti in beni e servizi ambientali, energie rinnovabili e tecnologie rispettose del clima;
   y) di adottare direttive negoziali per rafforzare le disposizioni in tema di benessere degli animali incluse nell'AA vigente attraverso l'istituzione di una cooperazione bilaterale efficace sulla questione e sulla liberalizzazione condizionale, laddove il benessere degli animali sia messo a rischio nella produzione di determinati prodotti;
   z) di adottare direttive di negoziato che definiscano i requisiti per affrontare la questione dell'applicazione della normativa in materia di concorrenza e disposizioni sulle misure sanitarie e fitosanitarie (SPS), in modo da tenere conto dei principi di trasparenza, equità procedurale e non discriminazione nonché delle norme in materia di sovvenzioni;
   aa) di tenere presente che qualsiasi accordo commerciale deve sancire il benessere dei consumatori quale uno degli obiettivi generali, di assicurare che l'AA impegni le parti a garantire un livello elevato di sicurezza e protezione dei consumatori così come il rispetto delle norme internazionali più rigorose, nonché di elaborare prassi di eccellenza coerenti, in particolare per quanto concerne la protezione dei consumatori nei settori dei servizi finanziari, dell'etichettatura dei prodotti e del commercio elettronico;
   ab) di accettare che i negoziati devono produrre disposizioni rigorose e applicabili in materia di riconoscimento e protezione di tutte le forme di diritti di proprietà intellettuale, ivi comprese disposizioni ambiziose sulle indicazioni geografiche (IG), basate su quelle di cui all'AA vigente ma ampliate, assicurando un migliore accesso al mercato, un'applicazione rafforzata e la possibilità di aggiungere nuove indicazioni geografiche (IG); di assicurare l'inclusione nell'AA aggiornato di un capitolo sui DPI che garantisca la necessaria flessibilità e che le disposizioni relative ai DPI non compromettano l'accesso a medicinali essenziali a prezzi accessibili e le cure mediche nel quadro di programmi nazionali di sanità pubblica; di assicurare che questo capitolo vada oltre le disposizioni previste dall'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPS);
   ac) di assicurare che le parti garantiscano il livello più elevato di trasparenza e partecipazione, nel rispetto degli obiettivi dei negoziati, attraverso dialoghi costanti e debitamente informati con tutte le parti interessate, che comprendono sia portatori d'interesse come le imprese e i sindacati, sia la società civile, compresi i rappresentanti delle popolazioni indigene; di coinvolgere sistematicamente, al riguardo, entrambi gli organismi parlamentari competenti, segnatamente la CPM UE-Cile e il CCM, in tutto il ciclo di vita dell'AA, dai negoziati all'attuazione e alla valutazione, e, per quanto riguarda la fase di attuazione, di sostenere la creazione di un organo istituzionale in Cile per la partecipazione della società civile cilena, che ne rifletta il pluralismo, attribuendo particolare attenzione alle sue popolazioni indigene; di assicurare, a tal fine, senza compromettere la strategia negoziale dell'UE, e insieme al Cile, che tutte le informazioni pertinenti siano pubblicate nella maniera più accessibile al pubblico generale, ivi comprese schede informative tradotte in spagnolo come lingua ufficiale comune;
   ad) di tenere conto degli inviti del Parlamento di rendere i negoziati commerciali accessibili al pubblico e di pubblicare le direttive di negoziato per l'aggiornamento dell'AA subito dopo la loro adozione;
   ae) di assicurare che l'AA preveda i meccanismi necessari per garantire che l'accordo sia rispettato nella pratica durante l'attuazione, ivi compreso un meccanismo moderno ed efficace di risoluzione delle controversie Stato-Stato;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio, alla Commissione, al SEAE, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché al governo e al parlamento della Repubblica del Cile.

(1) GU L 352 del 30.12.2002, pag. 3.
(2) Comunicato stampa del Consiglio 197/15, 21.4.2015.
(3) http://www.eesc.europa.eu/?i=portal.en.events-and-activities-eu-chile-jcc-01-declaration
(4) https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/reflection-paper-globalisation_it.pdf
(5) https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/reflection-paper-social-dimension-europe_it.pdf
(6) https://www.ombudsman.europa.eu/it/cases/decision.faces;jsessionid=8BE03A0FCC8506F443DA62DCCDAC775B
(7) Testi approvati, P8_TA(2016)0041.
(8) Testi approvati, P8_TA(2017)0284.
(9) Testi approvati, P8_TA(2016)0298.
(10) GU C 99 E del 3.4.2012, pag. 94.
(11) http://www.europarl.europa.eu/thinktank/it/document.html?reference=EPRS_STU%282017%29558764
(12) http://unfccc.int/files/essential_background/convention/application/pdf/english_paris_agreement.pdf
(13) http://www.europarl.europa.eu/cmsdata/113103/1107500EN.pdf
(14) http://www.iwgia.org/publications/search-pubs?publication_id=740
(15) http://ec.europa.eu/trade/policy/countries-and-regions/countries/chile/
(16) http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2006/september/tradoc_113364.pdf


Proroga del programma statistico europeo fino al 2020 ***I
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Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 14 settembre 2017 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 99/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al programma statistico europeo 2013-2017, prorogandolo al periodo 2018-2020 (COM(2016)0557 – C8-0367/2016 – 2016/0265(COD))
P8_TA(2017)0355A8-0158/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0557),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 338, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0367/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 1 ai trattati sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 ai trattati sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 14 dicembre 2016(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 15 giugno 2017, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A8-0158/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 14 settembre 2017 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2017/... del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 99/2013 relativo al programma statistico europeo 2013-2017, prorogandolo al 2020

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2017/1951.)

(1) GU C 75 del 10.3.2017, pag. 53.


Fondi europei per il venture capital e fondi europei per l'imprenditoria sociale ***I
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Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 14 settembre 2017 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 345/2013 relativo ai fondi europei per il venture capital e il regolamento (UE) n. 346/2013 relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale (COM(2016)0461 – C8-0320/2016 – 2016/0221(COD))
P8_TA(2017)0356A8-0120/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0461),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0320/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere della Banca centrale europea del 12 settembre 2016(1),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 14 dicembre 2016(2),

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 29 giugno 2017, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A8-0120/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 14 settembre 2017 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2017/... del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 345/2013 relativo ai fondi europei per il venture capital e il regolamento (UE) n. 346/2013 relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2017/1991.)

(1) GU C 394 del 26.10.2016, pag. 2.
(2) GU C 75 del 10.3.2017, pag.48.


Piano pluriennale per gli stock demersali nel Mare del Nord e per le attività di pesca che sfruttano tali stock ***I
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 14 settembre 2017, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un piano pluriennale per gli stock demersali nel Mare del Nord e per le attività di pesca che sfruttano tali stock e abroga il regolamento (CE) n. 676/2007 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1342/2008 del Consiglio (COM(2016)0493 – C8-0336/2016 – 2016/0238(COD))(1)
P8_TA(2017)0357A8-0263/2017

(Procedura legislative ordinaria: prima lettura)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  La PCP prevede, tra gli altri, i seguenti obiettivi: garantire che le attività di pesca e di acquacoltura siano sostenibili dal punto di vista ambientale nel lungo termine, applicare l'approccio precauzionale alla gestione delle attività di pesca e applicare un approccio alla gestione della pesca basato sugli ecosistemi.
(4)  La PCP prevede, tra gli altri, i seguenti obiettivi: garantire che le attività di pesca e di acquacoltura siano sostenibili dal punto di vista ambientale nel lungo termine, applicare l'approccio precauzionale alla gestione delle attività di pesca per garantire che gli stock delle specie pescate siano ricostituiti e mantenuti al di sopra dei livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile (MSY) e applicare un approccio alla gestione della pesca basato sugli ecosistemi.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 4 bis (nuovo)
(4 bis)  Per l'uso delle risorse biologiche marine, il regolamento (UE) n. 1380/2013 stabilisce esplicitamente l'obiettivo di ricostituire e mantenere le popolazioni delle specie pescate al di sopra di livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile. Di conseguenza, a norma dell'articolo 2, paragrafo 2, di detto regolamento, il corrispondente tasso di sfruttamento deve essere ottenuto entro il 2015, ove possibile, e progressivamente al più tardi entro il 2020 per tutti gli stock e successivamente mantenuto.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 5
(5)  Per realizzare gli obiettivi della PCP occorre adottare una serie di misure di conservazione, eventualmente combinate tra loro, quali piani pluriennali, misure tecniche e disposizioni riguardanti la fissazione e la ripartizione delle possibilità di pesca.
(5)  Per realizzare gli obiettivi della PCP occorre adottare una serie di misure di conservazione, eventualmente combinate tra loro, quali piani pluriennali, misure tecniche e disposizioni riguardanti la fissazione e la ripartizione delle possibilità di pesca, nel pieno rispetto dei migliori pareri scientifici disponibili.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 6
(6)  Conformemente agli articoli 9 e 10 del regolamento (UE) n. 1380/2013, i piani pluriennali devono essere basati su pareri scientifici, tecnici ed economici e contenere obiettivi generali, obiettivi specifici quantificabili associati a scadenze precise, valori di riferimento per la conservazione e misure di salvaguardia.
(6)  Conformemente agli articoli 9 e 10 del regolamento (UE) n. 1380/2013, i piani pluriennali devono essere basati su pareri scientifici, tecnici ed economici e contenere obiettivi generali, obiettivi specifici quantificabili associati a scadenze precise, valori di riferimento per la conservazione, obiettivi e misure di salvaguardia, obiettivi per misure di conservazione e misure tecniche da adottare per conseguire gli obiettivi stabiliti all'articolo 15 del medesimo regolamento di evitare e ridurre nella maggior misura possibile le catture accidentali.
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 6 bis (nuovo)
(6 bis)   Inoltre, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1380/2013, in un piano pluriennale può essere conferito alla Commissione il potere di istituire riserve di ricostituzione.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 9 bis (nuovo)
(9 bis)   Alcuni stock di interesse comune sono sfruttati anche da paesi terzi, pertanto è molto importante che l'Unione consulti detti paesi terzi per assicurarsi che gli stock in questione siano gestiti in modo sostenibile. In assenza di un accordo formale, l'Unione dovrebbe compiere ogni sforzo in vista della conclusione di pattuizioni comuni per la pesca di tali stock al fine di renderne possibile la gestione sostenibile, assicurando, applicando e promuovendo in tal modo condizioni di parità per gli operatori dell'Unione.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 10
(10)  Il piano dovrebbe essere finalizzato a contribuire al raggiungimento degli obiettivi della PCP, in particolare a conseguire e mantenere l'MSY per gli stock considerati, contribuendo all'attuazione dell'obbligo di sbarco per gli stock demersali soggetti a limiti di cattura e all'applicazione dell'approccio ecosistemico alla gestione della pesca.
(10)  Il piano dovrebbe essere finalizzato a contribuire al raggiungimento degli obiettivi della PCP, in particolare a ricostituire e mantenere gli stock ittici al di sopra dei livelli di biomassa in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile, contribuendo all'attuazione dell'obbligo di sbarco per gli stock demersali soggetti a limiti di cattura nonché all'applicazione e alla realizzazione degli aspetti socioeconomici della PCP e contribuendo all'applicazione dell'approccio ecosistemico alla gestione della pesca minimizzando l'impatto negativo della pesca sull'ecosistema marino.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 10 bis (nuovo)
(10 bis)   Il presente piano dovrebbe inoltre contribuire al conseguimento di un buono stato ecologico, come stabilito nella direttiva 2008/56/CEE, e di uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat, come richiesto, rispettivamente, della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis e della direttiva 92/43/CEE del Consiglio1 ter.
_____________
1 bis Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7).
1 ter Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7).
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 11
(11)  L'articolo 16, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1380/2013 dispone che le possibilità di pesca siano fissate conformemente agli obiettivi specifici stabiliti nei piani pluriennali.
(11)  L'articolo 16, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1380/2013 dispone che le possibilità di pesca siano fissate conformemente agli obiettivi specifici di cui all'articolo 2, paragrafo 2, del medesimo regolamento e conformemente agli obiettivi, ai calendari e ai margini stabiliti nei piani pluriennali.
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Considerando 11 bis (nuovo)
(11 bis)   Ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, gli stock gestiti congiuntamente con paesi terzi, devono essere gestiti nella misura del possibile nel quadro di accordi congiunti conformemente agli obiettivi di cui all'articolo 2, paragrafo 2, di suddetto regolamento. Inoltre, a tali accordi dovrebbero applicarsi gli obiettivi di cui agli articoli 1 e 2 del regolamento (UE) n. 1380/2013 nonché le definizioni di cui all'articolo 4 dello stesso.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 14
(14)  Ove non siano disponibili obiettivi specifici relativi all'MSY si dovrebbe applicare l'approccio precauzionale.
(14)  Ove non siano disponibili obiettivi specifici relativi al rendimento massimo sostenibile, il piano pluriennale dovrebbe stabilire misure sulla base dell'approccio precauzionale in materia di gestione della pesca quale definito all'articolo 4, paragrafo 1, punto 8), del regolamento (UE) n. 1380/2013. Tali misure devono garantire un grado di conservazione degli stock in questione che sia almeno comparabile ai tassi di sfruttamento secondo il rendimento massimo sostenibile, come previsto all'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1380/2013.
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Considerando 14 bis (nuovo)
(14 bis)  La pesca ricreativa può avere un impatto significativo sulle risorse ittiche. Gli Stati membri sono tenuti a raccogliere dati sui quantitativi catturati nell'ambito delle attività di pesca ricreativa, conformemente alle prescrizioni giuridiche in materia di raccolta di dati. Qualora la pesca ricreativa abbia un impatto negativo rilevante sulle risorse, il piano dovrebbe prevedere la possibilità di decidere circa misure di gestione specifiche in linea con il principio di proporzionalità. Le eventuali misure tecniche e di gestione concernenti la pesca ricreativa a livello di Unione dovrebbero essere proporzionate agli obiettivi perseguiti.
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 16
(16)  Per le unità funzionali di scampo per le quali sono disponibili, è opportuno utilizzare i seguenti livelli limite di abbondanza: abbondanza minima (Abundancebuffer), che corrisponde al valore di riferimento Bbuffer definito dal Consiglio consultivo del Mare del Nord nel piano di gestione a lungo termine per lo scampo del Mare del Nord8, e abbondanza limite (Abundancelimit), che corrisponde all'abbondanza MSY Btrigger (equivalente a Blim) quale definita dal CIEM7.
(16)  Per le unità funzionali di scampo per le quali sono disponibili, è opportuno utilizzare come livelli limite di abbondanza i livelli di abbondanza minima (Abundancebuffer) e di abbondanza limite (Abundancelimit) raccomandati dal CIEM:
_________________
42 A Long Term Management Plan for North Sea Nephrops (Piano di gestione a lungo termine per lo scampo del Mare del Nord)
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 17
(17)  È opportuno prevedere adeguate misure di salvaguardia nel caso in cui le dimensioni dello stock scendano al di sotto di tali livelli. Le misure di salvaguardia dovrebbero comprendere la riduzione delle possibilità di pesca e misure specifiche di conservazione quando i pareri scientifici segnalano la necessità di misure correttive. Tali misure dovrebbero essere integrate, se del caso, da ogni altra misura adeguata, quali misure adottate dalla Commissione a norma dell'articolo 12 del regolamento (UE) n. 1380/2013 o misure adottate dagli Stati membri a norma dell'articolo 13 del regolamento (UE) n. 1380/2013.
(17)  È opportuno prevedere adeguate misure di salvaguardia nel caso in cui le dimensioni dello stock scendano al di sotto di tali livelli. Le misure di salvaguardia dovrebbero comprendere la riduzione delle possibilità di pesca e misure specifiche di conservazione quando i migliori pareri scientifici disponibili segnalano la necessità di misure correttive. Tali misure dovrebbero essere integrate, se del caso, da ogni altra misura adeguata, quali misure adottate dalla Commissione a norma dell'articolo 12 del regolamento (UE) n. 1380/2013 o misure adottate dagli Stati membri a norma dell'articolo 13 del regolamento (UE) n. 1380/2013.
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Considerando 19
(19)  È opportuno che il TAC per lo scampo nelle zone CIEM IIa e IV sia fissato a un valore corrispondente alla somma dei limiti di cattura stabiliti per ciascuna unità funzionale e per i rettangoli statistici al di fuori delle unità funzionali all'interno di tale zona TAC. Tuttavia, ciò non osta all'adozione di misure volte a proteggere specifiche unità funzionali.
(19)  Per ogni unità funzionale è opportuno stabilire ogni qualvolta possibile un TAC separato per lo scampo. Occorre eventualmente adottare misure separate volte a proteggere le rispettive unità funzionali.
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 20
(20)  Per garantire la conformità all'obbligo di sbarco istituito dall'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, il piano dovrebbe prevedere misure di gestione supplementari.
(20)  Per garantire la conformità all'obbligo di sbarco istituito dall'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, il piano dovrebbe prevedere altre misure di conservazione, in particolare misure per eliminare gradualmente i rigetti in mare, tenendo conto dei migliori pareri scientifici disponibili, o per ridurre al minimo l'impatto negativo delle attività di pesca sull'ecosistema, da specificare ulteriormente, ove appropriato, conformemente all'articolo 18 del regolamento (UE) n. 1380/2013.
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 25
(25)  È opportuno stabilire, per gli stock demersali, soglie al di sopra delle quali i pescherecci sono tenuti a sbarcare le catture in un porto designato o in un luogo in prossimità della costa, a norma dell'articolo 43 del regolamento (CE) n. 1224/2009. Inoltre, nel designare tali porti o luoghi in prossimità della costa, gli Stati membri dovrebbero applicare i criteri di cui all'articolo 43, paragrafo 5, del suddetto regolamento, in modo da garantire un controllo efficace degli stock disciplinati dal presente regolamento.
(25)  È opportuno stabilire, per gli stock demersali, soglie al di sopra delle quali i pescherecci sono tenuti a sbarcare le catture in un porto designato o in un luogo in prossimità della costa, a norma dell'articolo 43 del regolamento (CE) n. 1224/2009. Inoltre, nel designare tali porti o luoghi in prossimità della costa, gli Stati membri dovrebbero applicare i criteri di cui all'articolo 43, paragrafo 5, del suddetto regolamento, in modo da garantire un controllo efficace dello sbarco delle catture disciplinato dal presente regolamento.
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 26
(26)  A norma dell'articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1380/2013, è opportuno adottare disposizioni per la valutazione periodica, da parte della Commissione, dell'adeguatezza ed efficacia dell'applicazione del presente regolamento. Tale valutazione dovrebbe seguire e basarsi su una valutazione periodica del piano sulla base dei pareri scientifici; il piano dovrebbe essere valutato ogni cinque anni. Questo periodo consente di completare l'attuazione dell'obbligo di sbarco e di adottare e attuare misure regionalizzate e di dimostrarne gli effetti sugli stock e sull'attività di pesca. Si tratta inoltre del periodo minimo richiesto dagli organismi scientifici.
(26)  A norma dell'articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1380/2013, è opportuno adottare disposizioni per la valutazione periodica, da parte della Commissione, dell'adeguatezza ed efficacia dell'applicazione del presente regolamento. Tale valutazione dovrebbe seguire e basarsi su una valutazione periodica del piano sulla base dei migliori pareri scientifici disponibili; il piano dovrebbe essere valutato entro ... [tre anni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento], e successivamente ogni cinque anni. Questo periodo consente di completare l'attuazione dell'obbligo di sbarco e di adottare e attuare misure regionalizzate e di dimostrarne gli effetti sugli stock e sull'attività di pesca. Si tratta inoltre del periodo minimo richiesto dagli organismi scientifici.
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 1
1.  Il presente regolamento istituisce un piano pluriennale (il "piano") per gli stock demersali nelle acque dell'Unione delle zone CIEM IIa, IIIa e IV ("Mare del Nord") e per le attività di pesca che sfruttano tali stock.
1.  Il presente regolamento istituisce un piano pluriennale (il "piano") per gli stock demersali nelle acque dell'Unione delle zone CIEM IIa, IIIa e IV ("Mare del Nord" si riferisce a tali tre zone) e per le attività di pesca, inclusa la pesca ricreativa, che sfruttano tali stock.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.   Qualora, sulla base dei pareri scientifici o di una richiesta degli Stati membri interessati, la Commissione ritenga che l'elenco di cui all'articolo 2 debba essere adeguato, la Commissione può presentare una proposta di modifica di tale elenco.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 2 ter (nuovo)
2 ter.   Il presente regolamento fissa inoltre i dettagli per l'attuazione dell'obbligo di sbarco per tutte le specie di cui all'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013 diverse dagli stock già citati al paragrafo 1 del presente articolo.
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Articolo 2 – comma 1 – punto 1
(1)  "Stock demersali": le specie di pesce tondo, pesce piatto e scampo che vivono sul fondo della colonna d'acqua o in prossimità di questo.
1)  "Stock demersali": le specie di pesce tondo, pesce piatto, pesce cartilagineo, scampo (Nephrops norvegicus) e gambero boreale (Pandalus borealis) che vivono sul fondo della colonna d'acqua o in prossimità di questo.
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Articolo 2 – comma 1 – punto 1 bis (nuovo)
1 bis)  "Migliori pareri scientifici disponibili": i pareri scientifici che sono stati riesaminati dal CIEM e dallo CSTEP e si basano sui più recenti dati disponibili che soddisfano tutti i requisiti di cui al regolamento (UE) n. 1380/2013, in particolare all’ articolo 25.
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Articolo 2 – comma 1 – punto 1 ter (nuovo)
1 ter)   "Intervalli di valori FMSY": intervalli di valori calcolati dal CIEM che intendono garantire che il rendimento a lungo termine non subisca una riduzione superiore al 5 % rispetto al rendimento massimo sostenibile. La norma raccomandata dal CIEM ("advice rule") indica che, quando la biomassa dello stock riproduttivo è inferiore al proprio punto di riferimento minimo (MSY Btrigger), F va ridotto a un valore che non superi il valore limite superiore che corrisponde al valore del punto FMSY moltiplicato per la biomassa dello stock riproduttivo nell'anno TAC diviso per MSY Btrigger.
Emendamento 27
Proposta di regolamento
Articolo 2 – comma 1 – punto 1 quater (nuovo)
1 quater)   "MSY Flower" e "MSY Fupper": rispettivamente il valore minimo e il valore massimo all'interno dell'intervallo FMSY.
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Articolo 2 – comma 1 – punto 2
2)  "Gruppo 1": gli stock demersali di seguito indicati, per i quali il piano stabilisce obiettivi specifici in termini di intervalli FMSY e misure di salvaguardia collegate alla biomassa:
2)  "Gruppo 1": gli stock demersali di seguito indicati, per i quali il piano stabilisce obiettivi specifici in termini di intervalli FMSY e misure di salvaguardia collegate alla biomassa, come elencato agli allegati I e II:
a)  merluzzo bianco (Gadus morhua) nella sottozona IV e nelle divisioni VIId e IIIa ovest (Mare del Nord, Manica orientale, Skagerrak), di seguito denominato "merluzzo bianco del Mare del Nord";
a)  merluzzo bianco (Gadus morhua) nella sottozona IV (Mare del Nord) e nelle divisioni VIId (Manica orientale) e IIIa ovest (Skagerrak), di seguito denominato "merluzzo bianco nella sottozona IV e nelle divisioni VIId e IIIa ovest";
b)  eglefino (Melanogrammus aeglefinus) nella sottozona IV e nelle divisioni VIa e IIIa ovest (Mare del Nord, acque ad ovest della Scozia, Skagerrak), di seguito denominato "eglefino";
b)  eglefino (Melanogrammus aeglefinus) nella sottozona IV (Mare del Nord) e nelle divisioni VIa (acque ad ovest della Scozia) e IIIa ovest (Skagerrak), di seguito denominato "eglefino nella sottozona IV e nelle divisioni VIa e IIIa ovest";
c)  passera di mare (Pleuronectes platessa) nella sottozona IV (Mare del Nord) e nella divisione IIIa (Skagerrak), di seguito denominata "passera del Mare del Nord";
c)  passera di mare (Pleuronectes platessa) nella sottozona IV (Mare del Nord) e nella divisione IIIa (Skagerrak), di seguito denominata "passera di mare nella sottozona IV e nella divisione IIIa";
d)  merluzzo carbonaro (Pollachius virens) nelle sottozone IV e VI e nella divisione IIIa (Mare del Nord, Rockall e acque ad ovest della Scozia, Skagerrak e Kattegat), di seguito denominato "merluzzo carbonaro";
d)  merluzzo carbonaro (Pollachius virens) nelle sottozone IV (Mare del Nord) e VI (acque ad ovest della Scozia e Rockall) e nella divisione IIIa (Skagerrak e Kattegat), di seguito denominato "merluzzo carbonaro nelle sottozone IV e VI e nella divisione IIIa";
e)  sogliola (Solea solea) nella sottozona IV (Mare del Nord), di seguito denominata "sogliola del Mare del Nord";
e)  sogliola (Solea solea) nella sottozona IV (Mare del Nord), di seguito denominata "sogliola nella sottozona IV";
f)  sogliola (Solea solea) nella divisione IIIa e nelle sottodivisioni 22-24 (Skagerrak e Kattegat, Mar Baltico occidentale), di seguito denominata "sogliola del Kattegat";
f)  sogliola (Solea solea) nella divisione IIIa (Skagerrak e Kattegat) e nelle sottodivisioni 22-24 (Mar Baltico occidentale), di seguito denominata "sogliola nella divisione IIIa e nelle sottodivisioni 22-24";
g)  merlano (Merlangius merlangus) nella sottozona IV e nella divisione VIId (Mare del Nord e Manica orientale), di seguito denominato "merlano del Mare del Nord".
g)  merlano (Merlangius merlangus) nella sottozona IV (Mare del Nord) e nella divisione VIId (Manica orientale), di seguito denominato "merlano nella sottozona IV e nella divisione VIId";
g bis)  rana pescatrice (Lophius piscatorius) nella divisione IIIa (Skagerrak e Kattegat) e nelle sottozone IV (Mare del Nord) e VI (acque ad ovest della Scozia e Rockall);
g ter)  gambero boreale (Pandalus borealis) nelle divisioni IVa est e IIIa;
Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 18 del presente regolamento e all'articolo 18 del regolamento (UE) n. 1380/2013 al fine di modificare l'elenco degli stock del gruppo 1, come stabilito al primo paragrafo del presente punto e negli allegati I e II del presente regolamento, nel rispetto dei migliori pareri scientifici disponibili.
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Articolo 2 – comma 1 – punto 3 – parte introduttiva
3)  "Gruppo 2": le unità funzionali (FU) di scampo (Nephrops norvegicus) di seguito indicate, per le quali il piano stabilisce obiettivi specifici in termini di intervalli FMSY e misure di salvaguardia collegate all'abbondanza:
3)  "Gruppo 2": le unità funzionali (FU) di scampo (Nephrops norvegicus) di seguito indicate, per le quali il piano stabilisce obiettivi specifici in termini di intervalli FMSY e misure di salvaguardia collegate all'abbondanza, come definito agli allegati I e II:
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Articolo 2 – comma 1 – punto 8 bis (nuovo)
8 bis)   Si apportano modifiche agli stock interessati soltanto sulla base dei migliori pareri scientifici disponibili.
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Articolo 2 – comma 1 – punto 10
10.  "MSY Btrigger": il valore di riferimento della biomassa dello stock riproduttore, al di sotto del quale devono essere adottate misure di gestione specifiche e appropriate per garantire che i tassi di sfruttamento, unitamente alle variazioni naturali, permettano di ricostituire gli stock portandoli al di sopra dei livelli in grado di produrre a lungo termine l'MSY.
10.  "MSY Btrigger": il valore di riferimento della biomassa dello stock riproduttore, al di sotto del quale devono essere adottate misure di gestione specifiche e appropriate per garantire che i tassi di sfruttamento, unitamente alle variazioni naturali, permettano di ricostituire gli stock portandoli al di sopra dei livelli in grado di produrre a lungo termine il rendimento massimo sostenibile.
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Articolo 2 – comma 1 – punto 10 bis (nuovo)
10 bis)   "Pesca ricreativa": attività di pesca non commerciale che sfruttano le risorse biologiche marine vive per fini ricreativi, turistici o sportivi.
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 1
1.  Il piano contribuisce al conseguimento degli obiettivi della politica comune della pesca enunciati all'articolo 2 del regolamento (UE) n. 1380/2013, in particolare attraverso l'applicazione dell'approccio precauzionale alla gestione della pesca, ed è inteso a garantire che lo sfruttamento delle risorse biologiche marine vive ricostituisca e mantenga le popolazioni delle specie pescate al di sopra di livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile.
1.  Il piano contribuisce al conseguimento degli obiettivi della politica comune della pesca enunciati all'articolo 2 del regolamento (UE) n. 1380/2013, in particolare attraverso l'applicazione dell'approccio precauzionale alla gestione della pesca, definito all'articolo 4, paragrafo 1, punto 8), del regolamento (UE) n. 1380/2013, favorisce un equo tenore di vita per coloro che dipendono dalle attività della pesca, tenendo conto degli aspetti socioeconomici, ed è inteso a garantire che lo sfruttamento delle risorse biologiche marine vive ricostituisca e mantenga le popolazioni delle specie pescate al di sopra di livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile. Il tasso di sfruttamento in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile deve essere gradualmente e progressivamente raggiunto quanto prima, e comunque entro il 2020, e successivamente mantenuto in tutte le circostanze e per tutti gli stock ai quali si applica il presente regolamento. Per gli stock per i quali non sono disponibili pareri e dati scientifici, devono essere soddisfatti gli obiettivi specifici di cui all'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1380/2013, che prevedono la garanzia di conservazione degli stock interessati a un livello almeno comparabile agli obiettivi per il rendimento massimo sostenibile.
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 3
3.  Il piano applica alla gestione della pesca l'approccio basato sugli ecosistemi, al fine di garantire che gli impatti negativi delle attività di pesca sull'ecosistema marino siano ridotti al minimo. Esso è coerente con la normativa ambientale dell'Unione, in particolare con l'obiettivo di conseguire un buono stato ecologico entro il 2020 stabilito all'articolo 1, paragrafo 1, della direttiva 2008/56/CE.
3.  Il piano applica alla gestione della pesca l'approccio basato sugli ecosistemi, al fine di garantire che gli impatti negativi delle attività di pesca sull'ecosistema marino, in particolare sugli habitat vulnerabili e le specie protette, inclusi mammiferi e uccelli marini, siano ridotti al minimo. Il piano è complementare e coerente con l'approccio ecosistemico in materia di gestione della pesca, definito all'articolo 4, paragrafo 1, punto 9), del regolamento (UE) n. 1380/2013 e con la normativa ambientale dell'Unione, in particolare con l'obiettivo di conseguire un buono stato ecologico entro il 2020 stabilito all'articolo 1, paragrafo 1, della direttiva 2008/56/CE, nonché con gli obiettivi e le disposizioni della direttiva 2009/147/CE e della direttiva 92/43/CEE. Inoltre, il piano prevede misure volte a mitigare gli effetti socioeconomici negativi e a consentire agli operatori economici di acquisire maggiore visibilità a lungo termine.
Emendamento 38
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.   Il piano contribuisce a far sì che gli stock sfruttati in gestione congiunta con i paesi terzi, ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013, siano gestiti conformemente agli obiettivi di cui all'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1380/2013, e che le possibilità di pesca non superino in totale gli intervalli di valore enunciati all'allegato I del presente regolamento.
Emendamento 39
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 3 ter (nuovo)
3 ter.   Il piano tiene conto delle relazioni bilaterali dell'Unione con i paesi terzi. I futuri accordi bilaterali con paesi terzi tengono conto del piano.
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 4 – lettera b
b)  contribuire alla realizzazione di altri descrittori pertinenti di cui all'allegato I della direttiva 2008/56/CE in proporzione al ruolo svolto dalle attività di pesca nella loro realizzazione.
b)  la realizzazione di altri descrittori pertinenti di cui all'allegato I della direttiva 2008/56/CE in proporzione al ruolo svolto dalle attività di pesca nella loro realizzazione.
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.   Tutte le misure nel quadro del piano sono adottate in linea con i migliori pareri scientifici disponibili conformemente all'articolo 2, punto 1 bis, del presente regolamento. I migliori pareri scientifici disponibili sono riesaminati dal CIEM o dallo CSTEP al più tardi nel momento in cui la Commissione propone le suddette misure a norma degli articoli 4, 5, 6 e 18 del presente regolamento e dell'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1380/2013.
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 1
1.  I tassi-obiettivo di mortalità per pesca devono essere raggiunti quanto prima, e progressivamente entro il 2020 per gli stock dei gruppi 1 e 2, e devono essere successivamente mantenuti negli intervalli di valori di cui all'allegato I.
1.  I tassi-obiettivo di mortalità per pesca devono essere raggiunti quanto prima, e progressivamente entro il 2020 per gli stock dei gruppi 1 e 2, e devono essere successivamente mantenuti negli intervalli di valori di cui all'allegato I nonché corrispondere agli obiettivi indicati all'articolo 3, paragrafo 1.
Emendamento 43
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 2
2.  A norma dell'articolo 16, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1380/2013, le possibilità di pesca rispettano gli intervalli di tassi-obiettivo di mortalità per pesca definiti all'allegato I, colonna A, del presente regolamento.
2.  A norma dell'articolo 16, paragrafo 4, e dell'articolo 17 del regolamento (UE) n. 1380/2013, le possibilità di pesca sono stabilite in conformità degli obiettivi e degli obiettivi specifici del piano nonché dei migliori pareri scientifici disponibili, e rispettano gli intervalli di tassi-obiettivo di mortalità per pesca definiti all'allegato I, colonna A, del presente regolamento.
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 3
3.  In deroga ai paragrafi 1 e 2, le possibilità di pesca possono essere fissate a livelli corrispondenti a livelli di mortalità per pesca inferiori a quelli definiti all'allegato I, colonna A.
3.  In deroga ai paragrafi 1 e 2, le possibilità di pesca possono essere fissate a livelli corrispondenti a livelli di mortalità per pesca inferiori a quelli definiti all'allegato I.
Emendamenti 83 e 99
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 4
4.  In deroga ai paragrafi 2 e 3, le possibilità di pesca per uno stock possono essere fissate conformemente agli intervalli di mortalità per pesca definiti all'allegato I, colonna B, a condizione che lo stock interessato sia al di sopra del valore minimo di riferimento per la biomassa riproduttiva di cui all'allegato II, colonna A:
soppresso
(a)  se, sulla base di pareri o dati scientifici, ciò sia necessario per raggiungere gli obiettivi di cui all'articolo 3 nel caso della pesca multispecifica;
(b)  se, sulla base di pareri o dati scientifici, ciò sia necessario per evitare danni gravi a uno stock a seguito di dinamiche intraspecie o interspecie tra gli stock, oppure
(c)  per limitare a un massimo del 20% le variazioni delle possibilità di pesca da un anno all'altro.
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.   Le possibilità di pesca sono fissate in ogni caso in modo da garantire che vi sia una probabilità inferiore al 5 % che la biomassa dello stock riproduttore scenda al di sotto del valore limite di riferimento per la biomassa dello stock riproduttore (Blim) definito in particolare all'allegato II, colonna B.
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 4 ter (nuovo)
4 ter.   Qualora, sulla base dei migliori pareri scientifici disponibili, la Commissione ritenga che gli intervalli di mortalità per pesca stabiliti all'allegato I non esprimano più correttamente gli obiettivi del piano, essa può presentare d'urgenza una proposta ai fini della modifica di tali intervalli.
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 1
1.  Le possibilità di pesca per gli stock dei gruppi 3 e 4 sono conformi ai pareri scientifici relativi al rendimento massimo sostenibile.
1.  Le possibilità di pesca per gli stock dei gruppi 3 e 4 sono conformi ai migliori pareri scientifici disponibili relativi al rendimento massimo sostenibile.
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 2
2.  In mancanza di pareri scientifici sul tasso di mortalità per pesca compatibile con il rendimento massimo sostenibile, le possibilità di pesca sono conformi ai pareri scientifici intesi a garantire la sostenibilità degli stock in linea con l'approccio precauzionale.
2.  In mancanza di pareri e dati scientifici sul tasso di mortalità per pesca compatibile con il rendimento massimo sostenibile, le possibilità di pesca e le misure sono stabilite in linea con l'approccio precauzionale in materia di gestione della pesca di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punto 8, del regolamento (UE) n. 1380/2013 e conformemente agli obiettivi specifici di cui all'articolo 3, paragrafo 1, del presente regolamento.
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Articolo 6 – comma 1
Gli stock del gruppo 5 sono gestiti sulla base dell'approccio precauzionale in linea con i pareri scientifici.
Gli stock del gruppo 5 sono gestiti sulla base dell'approccio precauzionale in materia di gestione della pesca ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, punto 8, del regolamento (UE) n. 1380/2013 e in linea con i migliori pareri scientifici disponibili e con gli obiettivi specifici di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 3, del presente regolamento. La mancanza di dati scientifici adeguati non giustifica il rinvio o la mancata adozione di misure di gestione per la conservazione delle risorse biologiche marine.
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 1
1.  Quando i pareri scientifici indicano che per un dato anno la biomassa riproduttiva di uno degli stock del gruppo 1 è inferiore all'MSY Btrigger o che l'abbondanza di una delle unità funzionali del gruppo 2 è inferiore all'Abundance buffer di cui all'allegato II, colonna A, vengono adottate tutte le misure correttive necessarie per garantire che lo stock o l'unità funzionale in questione torni rapidamente al di sopra dei livelli atti a produrre il rendimento massimo sostenibile. In particolare, in deroga all'articolo 4, paragrafo 2, le possibilità di pesca sono fissate a livelli compatibili con una riduzione della mortalità per pesca al di sotto dell'intervallo definito all'allegato I, colonna A, tenendo conto del calo della biomassa o dell'abbondanza.
1.  Quando i migliori pareri scientifici disponibili indicano che per un dato anno la biomassa riproduttiva di uno degli stock del gruppo 1 è inferiore all'MSY Btrigger o che l'abbondanza di una delle unità funzionali del gruppo 2 è inferiore all'Abundance buffer di cui all'allegato II, colonna A, vengono adottate tutte le misure correttive necessarie per garantire che lo stock o l'unità funzionale in questione torni rapidamente al di sopra dei livelli atti a produrre il rendimento massimo sostenibile. In particolare, in deroga all'articolo 4, paragrafo 2, le possibilità di pesca sono fissate a livelli che, in proporzione alla diminuzione della biomassa e in conformità della norma raccomandata dal CIEM, sono compatibili con una riduzione della mortalità per pesca al di sotto dell'intervallo definito all'allegato I, colonna A, tenendo conto del calo della biomassa o dell'abbondanza. Si applica la norma raccomandata dal CIEM di cui all'articolo 2, primo comma, punto 1 ter.
Emendamento 54
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 2
2.  Quando i pareri scientifici indicano che la biomassa riproduttiva di uno degli stock considerati è inferiore al Blim o che l'abbondanza di una delle unità funzionali di scampo è inferiore all'Abundancelimit di cui all'allegato II, colonna B, del presente regolamento, vengono adottate ulteriori misure correttive per garantire che lo stock o l'unità funzionale in questione torni rapidamente al di sopra del livello atto a produrre il rendimento massimo sostenibile. In particolare, tali misure correttive comprendono, in deroga all'articolo 4, paragrafi 2 e 4, la sospensione delle attività di pesca mirate sullo stock in questione e l'adeguata riduzione delle possibilità di pesca.
2.  Quando i migliori pareri scientifici disponibili indicano che la biomassa riproduttiva di uno degli stock considerati è inferiore al Blim o che l'abbondanza di una delle unità funzionali di scampo è inferiore all'Abundancelimit di cui all'allegato II, colonna B, del presente regolamento, vengono adottate ulteriori misure correttive per garantire che lo stock o l'unità funzionale in questione torni rapidamente al di sopra del livello atto a produrre il rendimento massimo sostenibile. In particolare, tali misure correttive comprendono, in deroga all'articolo 4, paragrafi 2 e 4, la sospensione delle attività di pesca mirate sullo stock in questione e l'adeguata riduzione delle possibilità di pesca.
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.   Quando i migliori pareri scientifici disponibili indicano che, per un dato anno, la biomassa riproduttiva di uno degli stock alla quale si applica il presente regolamento è inferiore all'MSY Btrigger, sono adottate tutte le azioni correttive opportune per garantire che lo stock torni rapidamente al livello atto a produrre il rendimento massimo sostenibile, e la mortalità per pesca è ridotta in modo lineare in proporzione al calo della biomassa e in conformità della norma raccomandata dal CIEM. Si applica la norma raccomandata dal CIEM di cui all'articolo 2, primo comma, punto 1 ter.
Emendamento 56
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 2 ter (nuovo)
2 ter.   Quando i migliori pareri scientifici disponibili indicano che la biomassa riproduttiva di uno degli stock ai quali si applica il presente regolamento è inferiore al Blim o a un valore limite pertinente, sono adottate azioni correttive supplementari per garantire che lo stock torni rapidamente al di sopra del livello idoneo a produrre il rendimento massimo sostenibile. In particolare, le azioni correttive possono comprendere un'adeguata riduzione delle possibilità di pesca o la sospensione delle attività di pesca mirate sullo stock in questione.
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 2 quater (nuovo)
2 quater.   Le misure correttive di cui al presente articolo possono includere:
a)  misure di emergenza conformemente agli articoli 12 e 13 del regolamento (UE) n. 1380/2013;
b)  misure di cui agli articoli 11 e 11 bis del presente regolamento.
La scelta tra le misure previste al presente articolo è effettuata in funzione della natura, della gravità, della durata e del ripetersi della situazione in cui la biomassa dello stock riproduttore è inferiore ai livelli di cui al paragrafo 1.
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Articolo 9 – titolo
Misure specifiche di conservazione per i gruppi da 3 a 7
Misure specifiche di conservazione
Emendamento 84
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 1 – parte introduttiva
Quando i pareri scientifici indicano che è necessaria un'azione correttiva per la conservazione di uno degli stock demersali dei gruppi da 3 a 7 o quando la biomassa riproduttiva di uno degli stock del gruppo 1 o l'abbondanza di una delle unità funzionali del gruppo 2 per un determinato anno è inferiore ai valori di riferimento per la conservazione di cui all'allegato II, colonna A, del presente regolamento, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 18 del presente regolamento e dell'articolo 18 del regolamento (UE) n. 1380/2013 per quanto riguarda:
Quando i pareri scientifici indicano che sono necessarie ulteriori azioni per garantire che una delle attività di pesca a cui si applica il presente regolamento sia gestita conformemente all'articolo 3 del presente regolamento, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 18 del presente regolamento e all'articolo 18 del regolamento (UE) n. 1380/2013. Fatto salvo l'articolo 18, paragrafi 1 e 3, la Commissione può adottare atti delegati anche in mancanza di una raccomandazione comune di cui ai suddetti paragrafi. Tali atti delegati comprendono misure concernenti:
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Articolo 9 – comma 1 – lettera a
a)  le caratteristiche degli attrezzi da pesca, in particolare le dimensioni di maglia, le dimensioni dell'amo, la configurazione dell'attrezzo, lo spessore del filo ritorto, le dimensioni dell'attrezzo o l'uso di dispositivi di selettività per garantire o migliorare la selettività;
a)  la definizione delle caratteristiche e delle specifiche relative agli attrezzi da pesca, in particolare le dimensioni di maglia, le dimensioni dell'amo, la configurazione dell'attrezzo, lo spessore del filo ritorto, le dimensioni dell'attrezzo o l'uso di dispositivi di selettività per garantire o migliorare la selettività, segnatamente per ridurre le catture accidentali;
Emendamento 61
Proposta di regolamento
Articolo 9 bis (nuovo)
Articolo 9 bis
Identificazione delle zone di deposito delle uova e delle riserve di ricostituzione degli stock ittici
Entro e non oltre il 2020 gli Stati membri identificano le zone di deposito delle uova e le zone ove sia chiaramente dimostrato che esistono elevate concentrazioni di pesci di taglia inferiore alla taglia minima di riferimento per la conservazione, e formulano raccomandazioni comuni, a norma dell'articolo 12, paragrafo 2, del presente regolamento, per l'istituzione di riserve di ricostituzione degli stock ittici cui si applica il presente regolamento.
Emendamento 62
Proposta di regolamento
Articolo 10 – titolo
Totale ammissibile di catture
Possibilità di pesca
Emendamento 63
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.   In sede di assegnazione delle possibilità di pesca a loro disposizione, gli Stati membri tengono conto di criteri oggettivi e trasparenti in conformità dell'articolo 17 del regolamento (UE) n. 1380/2013.
Emendamento 64
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 1 ter (nuovo)
1 ter.   Nella gestione congiunta degli stock condivisi con paesi terzi, gli Stati membri consentono lo scambio di contingenti, a norma dell'articolo 33, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1380/2013.
Emendamento 65
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 2
2.  Fatto salvo l'articolo 8, il TAC per lo stock di scampo nelle zone CIEM IIa e IV corrisponde alla somma dei limiti di cattura delle unità funzionali e dei rettangoli statistici al di fuori delle unità funzionali.
2.  Per lo stock di scampo nelle zone CIEM IIa e IV sono stabiliti limiti di cattura per le singole unità funzionali e un TAC comune per i rettangoli statistici al di fuori delle unità funzionali.
Emendamento 66
Proposta di regolamento
Articolo 10 bis (nuovo)
Articolo 10 bis
Impatto della pesca ricreativa
1.  Tutti i dati disponibili sulle catture effettuate nell'ambito della pesca ricreativa sono esaminate al fine di valutarne il probabile impatto sugli stock delle specie regolamentate.
2.  Il Consiglio esamina la valutazione di cui al primo paragrafo. Per quanto riguarda gli stock per i quali le catture effettuate nell'ambito della pesca ricreativa sono ritenute significative, al momento della definizione delle possibilità di pesca, il Consiglio tiene conto delle catture effettuate nell'ambito della pesca ricreativa, tra l'altro:
a)  prendendo in considerazione il totale delle stime delle catture effettuate nell'ambito della pesca ricreativa, ottenute dai migliori pareri scientifici disponibili, e i migliori pareri scientifici disponibili sulle opportunità di pesca commerciale in quanto cattura totale corrispondente ai tassi-obiettivo di mortalità per pesca;
b)  imponendo restrizioni sulla pesca ricreativa, tra cui limitazioni delle catture giornaliere e il fermo stagionale; o
c)  altri mezzi ritenuti opportuni.
Emendamento 67
Proposta di regolamento
Articolo 11 – titolo
Disposizioni connesse all'obbligo di sbarco per i gruppi da 1 a 7
Disposizioni connesse all'obbligo di sbarco
Emendamento 68
Proposta di regolamento
Articolo 11 – comma 1 – lettera a
a)  le esenzioni dall'applicazione dell'obbligo di sbarco per le specie per le quali prove scientifiche dimostrano alti tassi di sopravvivenza, tenendo conto delle caratteristiche degli attrezzi, delle pratiche di pesca e dell'ecosistema, al fine di agevolare l'attuazione dell'obbligo di sbarco;
a)  le esenzioni dall'applicazione dell'obbligo di sbarco per le specie per le quali i migliori pareri scientifici disponibili dimostrano alti tassi di sopravvivenza, tenendo conto delle caratteristiche degli attrezzi, delle pratiche di pesca e dell'ecosistema, al fine di agevolare l'attuazione dell'obbligo di sbarco;
Emendamento 69
Proposta di regolamento
Articolo 11 – comma 1 – lettera c
c)  le disposizioni specifiche sulla documentazione delle catture, in particolare al fine di monitorare l'attuazione dell'obbligo di sbarco, e
c)  le disposizioni specifiche sulla documentazione delle catture, in particolare a fini di monitoraggio e controllo onde garantire condizioni di parità assicurando il pieno rispetto dell'obbligo di sbarco, e
Emendamento 70
Proposta di regolamento
Articolo 11 – comma 1 bis (nuovo)
Le misure di cui al primo comma del presente articolo contribuiscono a conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 3 del presente regolamento, in particolare a proteggere il novellame e i pesci in riproduzione.
Emendamento 71
Proposta di regolamento
Articolo 11 bis (nuovo)
Articolo 11 bis
Misure tecniche
1.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 18 del presente regolamento e all'articolo 18 del regolamento (UE) n. 1380/2013 riguardo alle seguenti misure tecniche:
a)  l'indicazione delle caratteristiche degli attrezzi da pesca e delle norme che ne disciplinano l'uso per garantire o migliorare la selettività, per ridurre le catture indesiderate o per ridurre al minimo l'impatto negativo sull'ecosistema;
b)  l'indicazione delle modifiche o dei dispositivi supplementari per gli attrezzi da pesca per garantire o migliorare la selettività, per ridurre le catture indesiderate o per ridurre al minimo l'impatto negativo sull'ecosistema;
c)  le limitazioni o i divieti dell'utilizzo di determinati attrezzi da pesca e delle attività di pesca in zone o periodi specifici per proteggere i pesci in riproduzione, i pesci di taglia inferiore alla taglia minima di riferimento per la conservazione o i pesci di una specie diversa da quella bersaglio, oppure per ridurre al minimo l'impatto negativo sull'ecosistema; e
d)  la fissazione di taglie minime di riferimento per la conservazione degli stock cui si applica il presente regolamento, per garantire la protezione del novellame.
2.  Le misure di cui al paragrafo 1 del presente articolo contribuiscono al conseguimento degli obiettivi enunciati all'articolo 3.
Emendamento 97
Proposta di regolamento
Articolo 12 – paragrafo 2
2.   Ai fini del paragrafo 1 del presente articolo, gli Stati membri aventi un interesse di gestione diretto possono presentare raccomandazioni comuni conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013 per la prima volta entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento e successivamente dodici mesi dopo ciascuna presentazione della valutazione del piano ai sensi dell'articolo 17. Gli Stati membri possono altresì presentare dette raccomandazioni quando lo ritengano necessario, in particolare in caso di cambiamenti improvvisi della situazione di qualunque stock cui si applica il presente regolamento. Le raccomandazioni comuni riguardanti misure relative a un dato anno civile sono presentate entro il 1º luglio dell'anno precedente.
2.  Ai fini del paragrafo 1 del presente articolo, gli Stati membri aventi un interesse di gestione diretto possono presentare raccomandazioni comuni conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1380/2013 per la prima volta entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento e successivamente dodici mesi dopo ciascuna presentazione della valutazione del piano ai sensi dell'articolo 17. Gli Stati membri possono altresì presentare dette raccomandazioni quando lo ritengano necessario, in particolare in caso di cambiamenti improvvisi della situazione di qualunque stock cui si applica il presente regolamento. Le raccomandazioni comuni riguardanti misure relative a un dato anno civile sono presentate entro il 1º luglio dell'anno precedente.
Fatto salvo l'articolo 18, paragrafi 1 e 3, del regolamento (UE) n. 1380/2013, la Commissione può adottare atti delegati anche in mancanza di una raccomandazione comune di cui ai suddetti paragrafi.
Emendamento 74
Proposta di regolamento
Articolo 17 – comma 1
Entro cinque anni dall'entrata in vigore del presente regolamento, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione effettua una valutazione dell'impatto del piano sugli stock a cui si applica il presente regolamento e sulle attività di pesca che sfruttano tali stock. La Commissione trasmette i risultati di tale valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio.
Entro tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione effettua una valutazione dell'impatto del piano sugli stock a cui si applica il presente regolamento e sulle attività di pesca che sfruttano tali stock, valuta in che misura siano stati rispettati gli obiettivi del presente regolamento, compresa la ricostituzione degli stock ittici, portandoli al di sopra dei livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile, e verifica i progressi verso un buono stato ecologico. La Commissione trasmette i risultati di tale valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Se ritenuto necessario, la Commissione può presentare la relazione a una data anteriore.
La Commissione riferisce annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio in merito ai progressi realizzati nel conseguimento degli obiettivi del presente regolamento e alla situazione degli stock ittici con riferimento alle acque e agli stock oggetto del presente regolamento, quanto prima dopo l'adozione del regolamento annuale che stabilisce le possibilità di pesca concesse nelle acque dell'Unione e in determinate acque non dell'Unione. Detta relazione è allegata alla relazione annuale di cui all'articolo 50 del regolamento (UE) n. 1380/2013.
La relazione contiene:
a)  i pareri scientifici esaustivi sulla base dei quali sono state stabilite le possibilità di pesca; e
b)  una giustificazione scientifica della conformità delle possibilità di pesca stabilite con gli obiettivi e le disposizioni del presente regolamento, con particolare riferimento ai tassi-obiettivo di mortalità per pesca.
Emendamento 75
Proposta di regolamento
Articolo 18 bis (nuovo)
Articolo 18 bis
Sostegno erogato dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca
Le misure di arresto temporaneo adottate al fine di realizzare gli obiettivi del piano sono considerate un arresto temporaneo delle attività di pesca ai fini dell'articolo 33, paragrafo 1, lettere a) e c), del regolamento (UE) n. 508/2014.
(Questo articolo dovrebbe essere incluso nel capo X)
Emendamento 85
Proposta di regolamento
Allegato I

Testo della Commissione

1.  Gruppo 1

Stock

Intervalli di tassi-obiettivo di mortalità per pesca compatibili con il conseguimento del rendimento massimo sostenibile (FMSY)

Colonna A

Colonna B

Merluzzo bianco del Mare del Nord

0,22 – 0,33

0,33 – 0,49

Eglefino

0,25 – 0,37

0,37 – 0,52

Passera del Mare del Nord

0,13 – 0,19

0,19 – 0,27

Merluzzo carbonaro

0,20 – 0,32

0,32 – 0,43

Sogliola del Mare del Nord

0,11 – 0,20

0,20 – 0,37

Sogliola del Kattegat

0,19 – 0,22

0,22 – 0,26

Merlano del Mare del Nord

da fissare

da fissare

2.  Gruppo 2

Unità funzionali di scampo (FU)

Intervalli di tassi-obiettivo di mortalità per pesca compatibili con il conseguimento del rendimento massimo sostenibile (FMSY) (tasso di prelievo)

Colonna A

Colonna B

Divisione IIIa FU 3 e 4

0,056 – 0,079

0,079 – 0,079

Farn Deeps FU 6

0,07 – 0,081

0,081 – 0,081

Fladen Ground FU 7

0,066 – 0,075

0,075 – 0,075

Firth of Forth FU 8

0,106 – 0,163

0,163 – 0,163

Moray Firth FU 9

0,091 – 0,118

0,118 – 0,118

Emendamento

1.  Gruppo 1

I dati indicati nella tabella provengono dal CIEM riguardo alla più recente richiesta specifica, la "Richiesta presentata dall'UE al CIEM di fornire intervalli FMSY per alcuni stock del Mare del Nord e del Mar Baltico"

STOCK

Intervalli di tassi-obiettivo di mortalità per pesca compatibili con il conseguimento del rendimento massimo sostenibile (FMSY)

Merluzzo bianco nella sottozona IV e nelle divisioni VIId e IIIa ovest

FMSY lower - FMSY

 

Eglefino nella sottozona IV e nelle divisioni VIa e IIIa ovest

FMSY lower - FMSY

 

Passera di mare nella sottozona IV e nella divisione IIIa

FMSY lower - FMSY

 

Merluzzo carbonaro nelle sottozone IV e VI e nella divisione IIIa

FMSY lower - FMSY

 

Sogliola nella sottozona IV

FMSY lower - FMSY

 

Sogliola nella divisione IIIa e nelle sottodivisioni 22-24

FMSY lower - FMSY

 

Merlano nella sottozona IV e nella divisione VIId

FMSY lower - FMSY

 

Rana pescatrice nella divisione IIIa e nelle sottozone IV e VI

FMSY lower - FMSY

 

Gambero boreale nelle divisioni IVa est e IIIa

FMSY lower - FMSY

 

2.  Gruppo 2

I dati indicati nella tabella provengono dal CIEM riguardo alla più recente richiesta specifica, la "Richiesta presentata dall'UE al CIEM di fornire intervalli FMSY per alcuni stock del Mare del Nord e del Mar Baltico"

Unità funzionali di scampo (FU)

Intervalli di tassi-obiettivo di mortalità per pesca compatibili con il conseguimento del rendimento massimo sostenibile (FMSY) (tasso di prelievo)

 

Colonna A

 

Divisione IIIa FU 3 e 4

FMSY lower - FMSY

 

Farn Deeps FU 6

FMSY lower - FMSY

 

Fladen Ground FU 7

FMSY lower - FMSY

 

Firth of Forth FU 8

FMSY lower - FMSY

 

Moray Firth FU 9

FMSY lower - FMSY

 

Emendamento 77
Proposta di regolamento
Allegato 2
Allegato II
Allegato II
VALORI DI RIFERIMENTO PER LA CONSERVAZIONE
VALORI DI RIFERIMENTO PER LA CONSERVAZIONE
(di cui all'articolo 7)
(di cui all'articolo 7)
1.  Gruppo 1
1.  Gruppo 1
Stock
Valore di riferimento della biomassa minima dello stock riproduttore (in tonnellate) (MSY Btrigger)
Valore di riferimento della biomassa limite (in tonnellate) (Blim)

Stock
Valore di riferimento della biomassa minima dello stock riproduttore (in tonnellate) (MSY Btrigger)
Valore di riferimento della biomassa limite (in tonnellate) (Blim)




Colonna A
Colonna B

Merluzzo bianco del Mare del Nord
165 000
118 000

Merluzzo bianco nella sottozona IV e nelle divisioni VIId e IIIa ovest
165 000
118 000

Eglefino
88 000
63 000

Eglefino nella sottozona IV e nelle divisioni VIa e IIIa ovest
88 000
63 000

Passera del Mare del Nord
230 000
160 000

Passera di mare nella sottozona IV e nella divisione IIIa
230 000
160 000

Merluzzo carbonaro
200 000
106 000

Merluzzo carbonaro nelle sottozone IV e VI e nella divisione IIIa
150 000
106 000

Sogliola del Mare del Nord
37 000
26 300

Sogliola nella sottozona IV
37 000
26 300

Sogliola del Kattegat
2 600
1 850

Sogliola nella divisione IIIa e nelle sottodivisioni 22-24
2 600
1 850

Merlano del Mare del Nord
da fissare
da fissare

Merlano nella sottozona IV e nella divisione VIId
da fissare
da fissare





Rana pescatrice nella divisione IIIa e nelle sottozone IV e VI
da fissare
da fissare





Gambero boreale nelle divisioni IVa est e IIIa
da fissare
da fissare

2.  Gruppo 2
2.  Gruppo 2
Unità funzionali di scampo (FU)
Valore di riferimento dell'abbondanza minima (in milioni) (Abundancebuffer)
Valore di riferimento dell'abbondanza limite (in milioni) (Abundancelimit)

Unità funzionali di scampo (FU)
Valore di riferimento dell'abbondanza minima (in milioni) (Abundancebuffer)
Valore di riferimento dell'abbondanza limite (in milioni) (Abundancelimit)




Colonna A
Colonna B

Divisione IIIa FU 3 e 4
non specificato
non specificato

Divisione IIIa FU 3 e 4
non specificato
non specificato

Farn Deeps FU 6
999
858

Farn Deeps FU 6
999
858

Fladen Ground FU 7
3 583
2 767

Fladen Ground FU 7
3 583
2 767

Firth of Forth FU 8
362
292

Firth of Forth FU 8
362
292

Moray Firth FU 9
262
262

Moray Firth FU 9
262
262

Emendamento 78
Proposta di regolamento
Allegato II bis (nuovo)
Allegato II bis
Specie vietate
a)   Razza stellata (Amblyraja radiata);
b)   le seguenti specie di pesce sega:
i)   pesce sega dal rostro lungo (Anoxypristis cuspidata);
ii)   pesce sega nano (Pristis clavata);
iii)   pesce sega dai denti piccoli (Pristis pectinata);
iv)   pesce sega comune (Pristis pristis);
v)   pesce sega verde (Pristis zijsron);
c)   squalo elefante (Cetorhinus maximus) e pescecane (Carcharodon carcharias);
d)   complesso di specie (Dipturus cf. flossada e Dipturus cf. intermedia) della razza bavosa (Dipturus batis);
e)   sagrì nano (Etmopterus pusillus) nelle acque dell'Unione della sottozona CIEM IV e della divisione CIEM IIIa;
f)   manta della barriera corallina (Manta alfredi);
g)   manta gigante (Manta birostris);
h)   le seguenti specie di mobule:
i)   diavolo di mare (Mobula mobular);
ii)   Mobula rochebrunei;
iii)   diavolo di mare coda spinosa (Mobula japanica);
iv)   diavolo di mare coda liscia (Mobula thurstoni);
v)   diavolo di mare pigmeo (Mobula eregoodootenkee);
vi)   razza di Munk (Mobula munkiana);
vii)   diavolo di mare cileno (Mobula tarapacana);
viii)   diavolo di mare pinna corta (Mobula kuhlii);
ix)   diavolo di mare minore (Mobula hypostoma);
i)   razza chiodata (Raja clavata) nelle acque dell'Unione della divisione CIEM IIIa;
j)   pesci violino (Rhinobatidae);
k)   squadro (Squatina);
l)   salmone atlantico (Salmo salar) e trota di mare (Salmo trutta) nella pesca praticata con reti trainate nelle acque situate oltre il limite di sei miglia misurato dalle linee di base degli Stati membri nelle sottozone CIEM II e IV (acque dell'Unione);
m)   femmine mature dell'aragosta (Palinuridae spp.) e femmine mature dell'astice (Homarus gammarus), salvo se utilizzate a fini di ripopolamento diretto o trapianto.

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A8-0263/2017).


Trasparenza, responsabilità e integrità nelle istituzioni dell'UE
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Risoluzione del Parlamento europeo del 14 settembre 2017 sulla trasparenza, la responsabilità e l'integrità nelle istituzioni dell'UE (2015/2041(INI))
P8_TA(2017)0358A8-0133/2017

Il Parlamento europeo,

–  vista la decisione del Parlamento europeo del 15 aprile 2014 sulla modifica dell'accordo interistituzionale sul registro per la trasparenza(1),

–  visto il trattato sull’Unione europea (TUE), in particolare gli articoli 9 e 10,

–  visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE),

–  vista la sua risoluzione dell'8 maggio 2008 sull'elaborazione di un quadro per le attività dei rappresentanti di interessi (lobbisti) presso le istituzioni europee(2),

–  vista la decisione della Commissione del 25 novembre 2014 di non incontrare i lobbisti non registrati e di pubblicare le informazioni riguardanti le riunioni con i lobbisti,

–  vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2014 sull'accesso del pubblico ai documenti (articolo 104, paragrafo 7) per gli anni 2011-2013(3),

–  visti i principi di trasparenza e integrità delle attività di lobbismo dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE),

–  vista la sua decisione del 13 dicembre 2016 sulla revisione generale del regolamento del Parlamento(4),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari costituzionali e i pareri della commissione per il commercio internazionale, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione giuridica e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0133/2017),

A.  considerando che l'Unione "rispetta, in tutte le sue attività, il principio dell'uguaglianza dei cittadini, che beneficiano di uguale attenzione da parte delle sue istituzioni" (articolo 9 TUE); che "ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione" e "le decisioni sono prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini" (articolo 10, paragrafo 3 TUE, di cui analoga espressione nel 13° considerando del relativo preambolo e nell'articolo 1, paragrafo 2 e nell'articolo 9 dello stesso TUE); che "le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione operano nel modo più trasparente possibile" (articolo 15, paragrafo 1 TFUE);

B.  considerando che le istituzioni dell'UE hanno già compiuto progressi in materia di maggiore apertura e sono per gran parte degli aspetti già avanti rispetto alle istituzioni politiche nazionali e regionali in termini di trasparenza, responsabilità e integrità;

C.  considerando che il dialogo tra legislatori e società costituisce parte essenziale della democrazia, in quanto rappresentanza di interessi; che l'adeguata rappresentanza di diversi interessi nel processo legislativo rappresenta un'importante fonte di informazione e competenza per i deputati ed è fondamentale per il corretto funzionamento delle società pluralistiche;

D.  considerando che, viste la crescente distanza che separa l'UE e i suoi cittadini e l'esigenza di rafforzare l'interesse dei media nelle questioni dell'UE, le istituzioni dell'UE devono mirare ai massimi standard possibili in materia di trasparenza, responsabilità e integrità; che tali principi sono fattori essenziali e complementari per promuovere la buona governance in seno alle istituzioni UE e garantire una maggiore apertura nel funzionamento dell'UE e del suo processo decisionale e che essi dovrebbero essere i principi guida della cultura all'interno delle istituzioni UE;

E.  considerando che la fiducia dei cittadini nelle istituzioni dell'UE è fondamentale per la democrazia, per la buona governance e per un'efficace definizione delle politiche; che è necessario ridurre le lacune in materia di responsabilità all'interno dell'UE e avanzare verso modalità di controllo più collaborative, che combinino la vigilanza democratica, le attività di controllo e di audit, assicurando comunque anche una maggiore trasparenza;

F.  considerando che una rappresentanza di interessi non trasparente e unilaterale può portare al rischio di corruzione e costituire una minaccia rilevante e una grave sfida per l'integrità dei decisori politici e la fiducia pubblica nelle istituzioni dell'UE; che la corruzione ha conseguenze finanziarie rilevanti e costituisce una seria minaccia per la democrazia, lo Stato di diritto e gli investimenti pubblici;

G.  considerando che un atto giuridico in quanto nuova base di un registro obbligatorio per la trasparenza richiede una definizione giuridica delle attività che rientrano nell'ambito di applicazione del registro, il che contribuirebbe a chiarire le attuali definizioni e interpretazioni ambigue di trasparenza, integrità e responsabilità;

H.  considerando che in taluni Stati membri sono già stati istituiti registri nazionali per la trasparenza;

I.  considerando che, in conformità del requisito di trasparenza sancito all'articolo 15, paragrafo 3 TFUE, in combinato disposto con l'articolo 42 della Carta dei diritti fondamentali e la giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia dell'Unione europea, tutti i cittadini dell'Unione hanno il diritto di accedere ai documenti delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione(5);

Rendere il registro per la trasparenza quanto più obbligatorio possibile

1.  accoglie con favore la decisione del suo Ufficio di presidenza di chiedere che la propria amministrazione sviluppi un modello per tutti i relatori e i relatori per parere, al fine di produrre un'impronta legislativa volontaria che indichi quali siano i rappresentanti di interessi e le organizzazioni che hanno consultato; il modello dovrebbe essere fornito anche sotto forma di strumento informatico;

2.  ricorda la sua revisione del regolamento del 13 dicembre 2016, in base alla quale i deputati dovrebbero adottare la prassi sistematica di incontrare solo i rappresentanti di interessi iscritti nel registro di trasparenza e chiede che siano inclusi gli incontri tra rappresentanti di interessi e Segretari generali, direttori generali e segretari generali dei gruppi politici; invita i deputati e il loro personale a verificare se i rappresentanti di interessi che intendono incontrare siano registrati e, in caso negativo, a chiedere loro di farlo al più presto prima dell'incontro; esorta il Consiglio a introdurre una disposizione analoga che includa le rappresentanze permanenti; ritiene necessario obbligare gli iscritti nel registro di trasparenza a produrre documenti per dimostrare che le informazioni trasmesse sono accurate;

3.  rammenta le definizioni di quanto costituisce una "riunione con i rappresentanti di interessi" contenute nella decisione della Commissione del 25 novembre 2014 sulla pubblicazione delle riunioni; ricorda le disposizioni relative alle informazioni che possono essere trattenute ai sensi del regolamento (CE) n. 1049/2001; ritiene che le disposizioni relative a tali riunioni non debbano essere limitate a quelle "bilaterali", ma dovrebbero includere quelle con le organizzazioni internazionali;

4.  ritiene che i relatori, i relatori ombra e i presidenti di commissione dovrebbero rendere pubblici, mediante un'impronta legislativa, i loro incontri con i rappresentanti di interessi che rientrano nel campo di applicazione del registro per la trasparenza relativamente ai fascicoli di loro responsabilità, e che qualsiasi eccezione dovrebbe proteggere la vita e la libertà degli informatori che agiscono in buona fede;

5.  invita il proprio Ufficio di presidenza a predisporre i mezzi necessari per consentire ai deputati di pubblicare sul loro profilo online del Parlamento i loro incontri con i rappresentanti di interessi, se lo desiderano;

6.  invita la Commissione a estendere a tutto il personale della Commissione interessato (dal livello di capo unità in su) la prassi di incontrare solo organizzazioni o soggetti autonomi che siano iscritti nel registro per la trasparenza;

7.  invita la Commissione a pubblicare le riunioni di tutto il personale della Commissione interessato al processo decisionale dell'UE con le organizzazioni esterne, tenendo comunque in considerazione la necessaria protezione dei dati; per l'altro personale presente a tali riunioni, occorrerebbe pubblicare il riferimento all'unità o al servizio;

8.  sostiene l'invito della Commissione alle istituzioni UE e al loro personale e alle sue agenzie ad astenersi dall'invitare come oratori rappresentanti di interessi non registrati che rientrano nell'ambito di applicazione del registro per la trasparenza, dal concedere loro patrocinio per eventi o dall'ospitare tali eventi nei locali dell'UE e dal consentire loro di partecipare agli organi consultivi della Commissione;

9.  invita la Commissione a rendere tutte le informazioni in materia di rappresentanza di interessi presso le istituzioni dell'UE, dichiarazioni di interessi, palesi conflitti di interessi e gruppi di esperti facilmente accessibili al pubblico tramite uno sportello unico online;

10.  incoraggia la Commissione a mettere a punto misure per conseguire un migliore equilibrio conferendo potere agli interessi sottorappresentati;

11.  ritiene che i deputati al Parlamento europeo i quali siano nominati relatori, relatori ombra o presidenti di commissione abbiano la speciale responsabilità di essere trasparenti in merito ai propri contatti con i rappresentanti di interessi, considerato il loro ruolo nell'ambito della legislazione UE;

12.  ritiene che le entità iscritte nel registro per la trasparenza dovrebbero introdurre tempestivamente nel registro aggiornamenti obbligatori sulle spese per attività che rientrano nell'ambito di applicazione del registro da parte degli iscritti, qualora le spese eccedano la soglia fissata per la categoria in questione;

13.  ritiene che tutte le entità registrate dovrebbero essere tenute a pubblicare nel registro per la trasparenza un elenco di tutti i donatori e delle relative donazioni superiori a 3 000 euro, indicando annualmente sia la natura che il valore delle singole donazioni; che occorrerebbe inoltre segnalare immediatamente singole donazioni di valore superiore a 12 000 EUR;

14.  ribadisce ancora una volta il suo invito ad avvalorare il registro per la trasparenza dell'UE con un atto legislativo, se non è possibile colmare tutte le lacune e ottenere la piena obbligatorietà del registro per tutti i rappresentanti di interessi con un accordo interistituzionale; ritiene che la proposta di questo atto giuridico potrebbe tener conto dei progressi conseguiti grazie alle modifiche dell'accordo interistituzionale e del Codice di condotta del Parlamento; ricorda alla Commissione la sua richiesta, contenuta nella sua decisione del 15 aprile 2014, di presentare entro la fine del 2016, a norma dell'articolo 352 TFUE, una pertinente proposta legislativa concernente un registro obbligatorio per la trasparenza;

15.  ribadisce il suo invito al Consiglio, compresi i suoi organi preparatori, ad aderire quanto prima al registro per la trasparenza; invita tutti gli Stati membri a varare una normativa che promuova la trasparenza della rappresentanza degli interessi; invita gli Stati membri a introdurre norme in base alle quali i rappresentanti di interessi siano tenuti a rendere trasparente l'evenienza in cui i loro contatti con i politici nazionali e la pubblica amministrazione siano finalizzati a influenzare la normativa europea;

Trasparenza, responsabilità e integrità nei rapporti con i rappresentanti di interessi

16.  rammenta la sua decisione del 13 dicembre 2016 di ritirare i privilegi a coloro che non sono disposti a cooperare con le indagini o le audizioni e le riunioni di commissione che abbiano una missione conoscitiva; invita la Commissione a modificare ulteriormente il codice di condotta delle entità registrate per incoraggiarle a non fornire, nella massima buona fede, informazioni insufficienti o fuorvianti durante tali audizioni o riunioni di commissione; ritiene che alle entità registrate nel registro per la trasparenza dovrebbe essere vietato, ai sensi del codice di condotta, impiegare singoli od organizzazioni che dissimulino gli interessi o le parti che servono;

17.  ritiene che società di consulenza specializzate, studi legali e consulenti indipendenti dovrebbero indicare il volume preciso delle attività contemplate dal registro, riconoscendo comunque che la legislazione nazionale di alcuni Stati membri potrebbe impedire ad alcuni soggetti di soddisfare i requisiti del registro per la trasparenza;

18.  insiste sull'opportunità che le entità registrate, compresi gli studi legali e le società di consulenza specializzate, dichiarino nel registro per la trasparenza tutti i clienti per conto dei quali svolgono attività di rappresentanza di interessi che rientrano nell'ambito di applicazione del registro; plaude alle decisioni adottate da vari ordini forensi volte a riconoscere le differenze tra le attività degli avvocati connesse al patrocinio giuridico e altre attività da loro svolte che invece rientrano nel campo di applicazione del registro per la trasparenza; invita inoltre il Consiglio degli ordini forensi dell'Unione europea a incoraggiare i propri iscritti ad adottare misure analoghe, riconoscendo comunque che la legislazione nazionale di alcuni Stati membri potrebbe impedire ad alcuni soggetti di soddisfare i requisiti del registro per la trasparenza;

19.  rileva che in alcuni Stati membri esistono disposizioni di legge relative alle norme che disciplinano l'esercizio delle professioni le quali, in particolare, impediscono oggettivamente agli studi legali di iscriversi nel registro per la trasparenza e di rivelare, nel frattempo, le informazioni sui propri clienti che il registro richiede; ravvisa, tuttavia, anche un notevole rischio che si possa abusare di tali disposizioni di legge per evitare di pubblicare le informazioni richieste ai fini di una corretta iscrizione nel registro; si compiace, a tale proposito, della palese disponibilità delle organizzazioni giuridiche professionali ad operare in uno spirito collaborativo onde garantire che, nell'interesse della professione, tale omissione di informazioni sia limitata esclusivamente a quanto oggettivamente consentito dalla legge; invita la Commissione e il Presidente del Parlamento europeo a garantire che tale disponibilità si traduca in un risultato pratico e a sancirne quanto prima l'esito nell'accordo modificato;

20.  invita l'Ufficio di presidenza, in conformità dell'articolo 15 TFUE e dell'articolo 11 TUE, a richiedere la registrazione prima dell'accesso ai locali del Parlamento per le organizzazioni o i professionisti non registrati che svolgono attività rientranti nel campo di applicazione del registro per la trasparenza; ritiene che dovrebbero esserne esclusi i gruppi di visitatori; sottolinea che il Parlamento, in quanto Camera che rappresenta i cittadini europei, dovrebbe mantenere una politica di apertura verso i cittadini e che non dovrebbero essere creati inutili ostacoli che potrebbero dissuadere i cittadini dal visitarne i locali;

21.  deplora che, secondo la relazione di "Transparency International", nel 2015 più della metà dei contenuti del registro dei lobbisti dell'UE era incorretta, incompleta o senza senso;

22.  chiede all'Ufficio di presidenza e al Segretario generale di facilitare il processo di riattivazione necessario per i titoli di accesso relativi alle attività di lobbismo, istituendo un apposito strumento di riattivazione al fine di evitare tempi di attesa eccessivi per accedere ai locali; chiede l'eliminazione della restrizione per cui possono accedere contemporaneamente ai locali del Parlamento non più di quattro possessori di titolo di accesso;

23.  ricorda la sua decisione del 13 dicembre 2016 relativa ai titoli d'accesso per il seguito e invita il Segretario generale a modificare la regolamentazione che disciplina i titoli e le autorizzazioni per l'accesso ai locali del Parlamento a partire dal 13 dicembre 2013, al fine di obbligare chiunque richieda un titolo di accesso per il seguito a firmare un documento che garantisca il non coinvolgimento in attività che rientrano nel campo di applicazione del registro per la trasparenza;

24.  ritiene necessario introdurre in via d'urgenza un adeguato sistema di monitoraggio per le domande, al fine di garantire che le informazioni fornite dalle entità registrate siano opportune, accurate, aggiornate e complete; chiede al riguardo un sostanziale incremento delle risorse dell'Unità trasparenza all'interno del Parlamento europeo e del segretariato comune del registro per la trasparenza;

25.  ritiene che le dichiarazioni delle entità registrate dovrebbero essere controllate ogni anno dall'Unità per la trasparenza e dal Segretariato comune del registro per la trasparenza, sulla base di campioni casuali in numero sufficiente da fornire dati significativi, accurati, aggiornati e completi;

26.  ritiene, in riferimento all'articolo 4, paragrafo 2, e all'articolo 5, paragrafo 2 TUE, che le istituzioni statali democraticamente elette e controllate a livello nazionale, regionale e locale nonché le loro rappresentanze presso le istituzioni UE e i loro organi interni e associazioni formali e informali e le organizzazioni ombrello di cui siano esclusivamente composte, non dovrebbero rientrare nell'ambito di applicazione del registro per la trasparenza UE, qualora agiscano nell'interesse pubblico, in quanto parte di un sistema multilivello di governance UE;

Difendere l'integrità contro i conflitti di interessi

27.  invita le istituzioni e gli organi dell'UE non ancora dotati di un codice di condotta a elaborare quanto prima un documento di questo tipo; si rammarica che il Consiglio e il Consiglio europeo non abbiano ancora adottato un codice di condotta per i loro membri; esorta il Consiglio a introdurre un codice etico specifico, comprensivo di sanzioni, che affronti i rischi specifici ai delegati nazionali; ribadisce che il Consiglio deve essere responsabile e trasparente al pari delle altre istituzioni; chiede inoltre un codice di condotta per i membri e il personale dei due organi consultivi dell'UE, il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale europeo; invita le agenzie UE ad adottare orientamenti per una politica coerente in materia di prevenzione e gestione dei conflitti d'interessi dei membri del consiglio di amministrazione e dei direttori, degli esperti dei comitati scientifici e dei membri delle commissioni di ricorso, e ad adottare e attuare una politica chiara sui conflitti d'interessi, in conformità con la tabella di marcia sul follow-up all'approccio comune sulle agenzie decentrate dell'UE;

28.  ritiene che tutti i funzionari dell'UE, compresi gli agenti temporanei, gli assistenti parlamentari accreditati, gli agenti contrattuali e gli esperti nazionali, debbano essere incoraggiati a frequentare una formazione sui contatti con i rappresentanti di interessi e i conflitti di interessi;

29.  sottolinea la necessità di rafforzare l'integrità e di migliorare il quadro etico attraverso codici di condotta e principi etici chiari e rafforzati, in modo da consentire lo sviluppo di una comune ed efficace cultura dell'integrità in tutte le istituzioni e agenzie dell'UE;

30.  riconosce che l'effetto "porta girevole" può essere deleterio per le relazioni tra le istituzioni e i rappresentanti di interessi; invita le istituzioni UE a sviluppare un approccio sistematico e proporzionato a tale sfida; ritiene che ogni regolamentazione in materia di "porte girevoli" dovrebbe applicarsi anche al Presidente del Consiglio;

31.  chiede un rafforzamento delle restrizioni sugli ex membri della Commissione, estendendo il "periodo di pausa" a tre anni e rendendolo vincolante per almeno tutte le attività che rientrano nel campo di applicazione del registro per la trasparenza;

32.  ritiene che le decisioni relative ai funzionari d'inquadramento superiore e ai nuovi ruoli degli ex Commissari debbano essere adottate da un'autorità nominata nel modo più indipendente possibile da chi è interessato dalle sue decisioni;

33.  chiede che tutte le istituzioni UE pubblichino ogni anno, in linea con la normativa UE in materia di protezione dei dati, informazioni sui funzionari d'inquadramento superiore che hanno lasciato l'amministrazione dell'UE e sui ruoli ricoperti;

34.  ritiene che, nel quadro dell'iniziativa "Legiferare meglio", occorrerebbe prendere in considerazione l'opportunità di un periodo di pausa di 18 mesi al termine dell'incarico dei membri esterni e ad hoc del comitato per il controllo normativo nonché dei membri del Consiglio di amministrazione della Banca europea per gli investimenti, durante i quali siano tenuti a non esercitare attività di lobbismo presso membri degli organi direttivi della BEI e del personale della banca per la propria attività, il proprio cliente o datore di lavoro;

Integrità e composizione equilibrata dei gruppi di esperti

35.  si compiace dell'intenzione della Commissione di aderire alle raccomandazioni del Mediatore contro i conflitti di interessi nei gruppi di esperti e sostiene esplicitamente la pubblicazione di un CV sufficientemente dettagliato di ciascun esperto nominato a titolo personale nel registro del gruppo di esperti e di una dichiarazione degli interessi di ciascun esperto nominato a titolo personale nel registro del gruppo di esperti;

36.  sostiene l'invito formulato dal Mediatore a rendere obbligatoria l'iscrizione, nel registro per la trasparenza, della nomina ai gruppi di esperti per i membri che non siano funzionari governativi e non ricevano tutto o gran parte del loro reddito da enti statali come le università, posto che le stesse non ricevano finanziamenti da rappresentanti di interessi e portatori di interessi economici e commerciali;

37.  ritiene che una disposizione contenente i criteri generali per la delimitazione degli interessi economici e non economici quale raccomandata dal Mediatore e basata sulle dichiarazioni di interesse degli esperti aiuterebbe la Commissione a scegliere gli esperti che rappresentano gli interessi con un miglior equilibrio;

38.  esorta la Commissione a mettere a disposizione del pubblico sul suo sito internet tutti i verbali delle riunioni dei gruppi di esperti, includendo la diversità di pareri rappresentati;

39.  esorta la Commissione a garantire che le consultazioni esplorino le questioni aperte anziché mirare puramente a confermare la scelta di un orientamento politico;

Integrità delle elezioni europee

40.  ritiene che, nell’ambito della legge elettorale UE, le candidature interne ai partiti debbano avvenire democraticamente, segretamente e con un'adeguata partecipazione dei membri e che chi sia condannato per corruzione a danno degli interessi finanziari dell'UE o all'interno degli Stati membri dovrebbe perdere il diritto di voto passivo per un lasso di tempo commisurato alla gravità del reato; rileva che questa procedura di esclusione è già in vigore in alcuni Stati membri; ritiene che un nuovo strumento, come una direttiva, potrebbe stabilire norme di minima comuni per le varie pratiche e i vari quadri giuridici all'interno dei diversi Stati membri in materia di esclusione a causa di corruzione;

Rafforzare la responsabilità giuridica dei Commissari

41.  esorta la Commissione ad attingere alla buona pratica degli Stati membri con leggi per i ministri, presentando una proposta legislativa che stabilisca gli obblighi di trasparenza e i diritti dei Commissari, conformemente alla procedura di codecisione;

42.  chiede di introdurre nella codecisione la determinazione delle prestazioni, inclusa la retribuzione dei commissari, che fin dall'istituzione delle Comunità europee avviene solo mediante il Consiglio;

43.  sottolinea che in alcuni Stati membri mancano leggi sui ministri, in cui si vieta ai funzionari il possesso intero o parziale di imprese commerciali;

Conflitto di interessi nella gestione concorrente e nei paesi terzi per la gestione dei fondi UE

44.  individua un marcato conflitto di interessi nel fatto che le imprese commerciali di tali funzionari possano richiedere fondi UE oppure riceverli in qualità di subappaltatori e che il titolare e funzionario stesso sia al contempo responsabile dell'ordinario impiego e controllo di tali fondi;

45.  chiede che in futuro la Commissione, in tutte le leggi UE sulle prestazioni, stabilisca che le imprese commerciali all'interno dell'UE e in paesi terzi, di proprietà di funzionari, non possano richiedere né ricevere fondi UE;

Realizzare l'obiettivo del pieno accesso ai documenti e della trasparenza ai fini della responsabilità nel processo legislativo

46.  ricorda le sue richieste alla commissione e al Consiglio nella sua risoluzione del 28 aprile 2016 sull'accesso del pubblico ai documenti per gli anni 2014-2015(6), in cui:

   chiedeva che il campo di applicazione del regolamento (CE) n. 1049/2001 fosse ampliato al fine di includervi tutte le istituzioni europee che al momento non sono coperte, quali il Consiglio europeo, la Banca centrale europea, la Corte di giustizia e tutti gli organi e le agenzie dell'UE;
   chiedeva il pieno rispetto dell'obbligo delle istituzioni, delle agenzie e degli altri organismi di tenere registri completi di documenti, ai sensi degli articoli 11 e 12 del regolamento (CE) n. 1049/2001,
   riteneva che i documenti prodotti nel quadro dei triloghi, ad esempio ordini del giorno, sintesi dei risultati, processi verbali e approcci generali del Consiglio, sono legati alle procedure legislative e non dovrebbero, in linea di principio, essere trattati diversamente dagli altri documenti legislativi e dovrebbero essere direttamente accessibili sul sito web del Parlamento,
   chiedeva un registro interistituzionale comune, comprendente una banca dati dedicata congiunta sullo stato di avanzamento dei fascicoli legislativi, in relazione al quale si sta attualmente lavorando come concordato nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio",
   invitava il Consiglio a pubblicare i verbali delle riunioni dei gruppi di lavoro del Consiglio e altri documenti,
   chiedeva alla Commissione di istituire un registro di tutta la legislazione di secondo livello, in particolare per gli atti delegati, e rilevava che si stava lavorando alla sua creazione come concordato nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio",
   esprimeva la propria convinzione della necessità di introdurre un'autorità di sorveglianza indipendente per i processi di classificazione e declassificazione dei documenti,
   invitava a mettere a disposizione gli ordini del giorno e le note di feedback delle riunioni dei coordinatori delle commissioni del Parlamento, dell'Ufficio di presidenza e della Conferenza dei presidenti, come pure, in linea di principio, tutti i documenti cui si fa riferimento in tali ordini del giorno, pubblicandoli sul sito web del Parlamento;

Trasparenza della rappresentanza esterna e dei negoziati dell'UE

47.  si compiace della recente giurisprudenza della Corte di giustizia europea che rafforza il diritto del Parlamento alle informazioni sugli accordi internazionali e l'impegno delle istituzioni a dare seguito al paragrafo 40 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" negoziando una migliore cooperazione e condivisione delle informazioni; prende atto del fatto che i negoziati hanno avuto inizio alla fine del 2016 e invita, a tale riguardo, il Consiglio, la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna a impegnarsi veramente e ad adoperarsi quanto più possibile per raggiungere al più presto un accordo sul Parlamento europeo sulla cooperazione e la condivisione delle informazioni con il Parlamento durante tutto il ciclo di vita degli accordi internazionali, in quanto ciò contribuirebbe ad aumentare la legittimità e il controllo democratico dell'azione esterna dell'UE;

48.  rileva che, sebbene esista un accordo di cooperazione interistituzionale tra il Parlamento e la Commissione, un accordo equivalente non esiste tra il Parlamento e il Consiglio;

49.  sottolinea i recenti sforzi della Commissione per accrescere la trasparenza dei negoziati commerciali; ritiene, tuttavia, che il Consiglio e la Commissione dovrebbero migliorare ulteriormente i loro metodi di lavoro per cooperare in modo migliore con il Parlamento per quanto riguarda l'accesso ai documenti, alle informazioni e al processo decisionale in merito a tutte le questioni e le trattative relative alla politica commerciale comune (ad esempio le informazioni sui negoziati – tra cui la loro portata, i mandati e l'evoluzione – la natura mista o esclusiva degli accordi commerciali e la loro applicazione provvisoria, le iniziative e le decisioni adottate dagli organi creati dagli accordi commerciali e/o di investimento, le riunioni di esperti e gli atti delegati e di esecuzione); deplora, a tale riguardo, che il Consiglio non abbia messo a disposizione dei deputati al Parlamento europeo e del pubblico i mandati di negoziato per gli accordi attualmente in fase di negoziazione, ma accoglie con favore il fatto che finalmente, dopo un anno di negoziati tra la Commissione e il Parlamento in materia di accesso ai documenti relativi ai negoziati sul partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP), sia stato raggiunto un accordo operativo per concedere l'accesso a tutti i deputati al PE, rendendo i negoziati TTIP i più trasparenti finora; giudica positivamente, a tale riguardo, l’ambizione della Direzione generale per il commercio della Commissione di utilizzare l'attuale iniziativa per la trasparenza del TTIP come modello per tutti i negoziati commerciali, così come enunciato nella strategia commerciale "Commercio per tutti” e di attuarla;

50.  sottolinea che, come evidenziato dalla CGUE, gli imperativi di trasparenza derivano dalla natura democratica della governance in seno all'UE e che, ove le informazioni riservate non siano accessibili al pubblico, come nel caso dei negoziati commerciali, esse devono essere a disposizione dei parlamentari che controllano la politica commerciale per conto dei cittadini; ritiene pertanto che l'accesso alle informazioni riservate sia essenziale per il controllo da parte del Parlamento, che in cambio dovrebbe rispettare il proprio obbligo di gestire tali informazioni in modo appropriato; ritiene che debbano sussistere chiari criteri in base ai quali i documenti possano definirsi "riservati", per evitare ambiguità e decisioni arbitrarie, e che i documenti debbano essere declassificati non appena decada la necessità di riservatezza; invita la Commissione a valutare se un documento negoziale possa essere reso pubblico non appena il documento in questione sia stato finalizzato internamente; rileva che la giurisprudenza della CGUE chiarisce che, qualora un documento proveniente da un'istituzione dell'Unione europea sia coperto da un'eccezione al diritto di accesso del pubblico, l'istituzione deve spiegare chiaramente il motivo per cui l'accesso a tale documento potrebbe arrecare concretamente ed effettivamente pregiudizio all'interesse protetto dall'eccezione, e che tale rischio deve essere ragionevolmente prevedibile e non meramente ipotetico; invita la Commissione ad attuare le raccomandazioni formulate dal Mediatore europeo nel luglio 2014, con particolare riguardo all'accesso ai documenti per tutti i negoziati e sulla pubblicazione degli ordini del giorno e i resoconti delle riunioni tenute con persone e organizzazioni che rientrano nell’ambito del registro per la trasparenza; invita la Commissione a informare il Parlamento e il pubblico circa i progetti di ordine del giorno dei cicli negoziali prima dei negoziati, gli ordini del giorno definitivi e le relazioni dopo i negoziati;

51.  ritiene che l'UE debba assumere un ruolo guida nel rafforzare la trasparenza dei negoziati commerciali, non solo per i processi bilaterali ma anche per i processi plurilaterali e multilaterali, ove possibile, con un livello di trasparenza non inferiore a quello dei negoziati organizzati nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC); sottolinea tuttavia che la Commissione deve anche persuadere i suoi partner negoziali ad aumentare la trasparenza da parte loro, per garantire che si tratti di un processo reciproco in cui la posizione negoziale dell'UE non risulti compromessa e per includere il livello di trasparenza auspicato nei suoi esercizi di definizione dell'ambito di applicazione con potenziali partner negoziali; sottolinea che una maggiore trasparenza è nell'interesse di tutti i partner negoziali dell'UE e delle parti interessate a livello mondiale e può rafforzare il sostegno globale a favore di un commercio fondato su regole;

52.  ricorda come sia importante, per il processo legislativo della politica commerciale comune, poter contare su statistiche dell'Unione in linea con l'articolo 338, paragrafo 2, del TFUE e su analisi d'impatto e valutazioni d'impatto sulla sostenibilità conformi ai più elevati standard di imparzialità e affidabilità, un principio che dovrebbe guidare tutte le rispettive revisioni nel quadro della politica "Legiferare meglio" della Commissione; ritiene che le valutazioni d'impatto settore per settore conferirebbero agli accordi commerciali dell'UE maggiore affidabilità e legittimità;

53.  ribadisce il suo invito alla Commissione nella sua risoluzione del 12 aprile 2016(7) a elaborare un codice di condotta europeo sulla trasparenza, l'integrità e la responsabilità, ideato per guidare le azioni dei rappresentanti dell'UE negli organismi/nelle organizzazioni internazionali; chiede una coerenza politica e un coordinamento migliori tra le istituzioni globali mediante l'introduzione di standard generali di legittimità democratica, trasparenza, responsabilità e integrità; è del parere che l'UE dovrebbe semplificare e codificare la propria rappresentanza negli organismi/nelle organizzazioni multilaterali al fine di aumentare la trasparenza, l'integrità e la responsabilità del coinvolgimento dell'Unione in questi organismi, la sua influenza e la promozione della legislazione che essa ha adottato mediante un processo democratico; chiede inoltre l'adozione di un accordo interistituzionale che miri a formalizzare i dialoghi tra i rappresentanti dell'UE e il Parlamento, da organizzare con il Parlamento europeo con l'obiettivo di stabilire linee guida in merito all'adozione e alla coerenza delle posizioni europee in vista dei principali negoziati internazionali;

Trasparenza e responsabilità nell'ambito della spesa pubblica

54.  ritiene che i dati sul bilancio e sulla spesa all'interno dell'UE dovrebbero essere trasparenti e responsabili tramite pubblicazione, anche a livello di Stati membri con riferimento alla gestione concorrente;

Trasparenza e responsabilità della governance economica nell'area euro

55.  ritiene che le decisioni adottate in sede di Eurogruppo, Comitato economico e finanziario, riunioni "informali" del Consiglio Ecofin e vertici Euro debbano essere istituzionalizzate, ove necessario, e diventare trasparenti e responsabili anche attraverso la pubblicazione dei relativi ordini del giorno e verbali, cercando un equilibrio tra auspicabile trasparenza e necessaria protezione della politica finanziaria, monetaria o economica dell’Unione o di uno Stato membro;

Trasparenza e responsabilità concernenti il bilancio dell'UE

56.  prende nota che, nel 2014, è stato concluso un totale di 40 casi riguardanti funzionari e membri delle istituzioni dell'UE; sottolinea che tale dato è basso e che la frode e la corruzione non sono endemiche all'interno delle istituzioni dell'UE(8);

57.  evidenzia che nel 2014 il più alto numero di casi di frode potenziale, riferiti all'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), riguardano l'uso di fondi strutturali (549 su un totale di 1 417 denunce); sottolinea che l'OLAF ha raccomandato il riassetto finanziario di 476 500 000 EUR di fondi strutturali nel 2014; prende nota che 22 700 000 EUR sono stati recuperati dalle pertinenti autorità a seguito delle raccomandazioni dell'OLAF nel 2014; invita gli Stati membri a dare la priorità all’adeguata assegnazione dei fondi dell'UE e a incrementare gli sforzi per il loro recupero quando non siano adeguatamente assegnati(9);

58.  invita la Commissione a presentare una revisione dei cosiddetti "six-pack" (sesto pacchetto sulla governance economica) e "two-pack" (secondo pacchetto sulla governance economica), al fine di fornire maggiori poteri di controllo al Parlamento sull'approvazione dei principali documenti del semestre europeo e in particolare mezzi efficaci per garantire il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità;

59.  invita l'Eurogruppo a includere il Parlamento nella supervisione dell'attuazione delle condizioni contrattuali concordate con i beneficiari di assistenza finanziaria concessa dal meccanismo europeo di stabilità;

Protezione degli informatori e lotta contro la corruzione

60.  plaude all'indagine del Mediatore europeo in merito all'osservanza, da parte delle istituzioni dell'UE, dell'obbligo di introdurre norme interne in materia di segnalazione di illeciti da parte dei dipendenti; deplora la conclusione cui è pervenuto il Mediatore secondo la quale talune istituzioni UE non hanno ancora idoneamente applicato norme per proteggere gli informatori; evidenzia che attualmente solo il Parlamento, la Commissione, l’ufficio del Mediatore e la Corte dei conti hanno adottato norme di questo tipo; chiede uno studio del Parlamento in vista di un meccanismo che protegga gli assistenti parlamentari accreditati in caso diventino "informatori";

61.  ritiene che un'efficace protezione degli informatori costituisca un'arma fondamentale nella lotta alla corruzione e ribadisce quindi il suo invito del 25 novembre 2015(10) alla Commissione "a proporre, entro il giugno 2016, un quadro legislativo dell’UE per l’efficace protezione degli informatori e simili"(11), tenendo conto della valutazione delle regole a livello nazionale al fine di prevedere norme di minima per la protezione degli informatori;

62.  invita la Commissione ad applicare le misure riguardanti il potere discrezionale e l'esclusione negli appalti pubblici in modo rigoroso, svolgendo in ciascun caso verifiche appropriate riguardo ai precedenti, e ad applicare criteri di esclusione al fine di escludere le imprese in caso di conflitto d'interessi, condizione essenziale per tutelare la credibilità delle istituzioni;

63.  ritiene che gli informatori siano stati piuttosto perseguiti che sostenuti, persino nelle istituzioni dell'UE; invita la Commissione a proporre un emendamento al regolamento che amministra l'ufficio del Mediatore e a incrementare le sue competenze essendo questo un punto centrale per gli informatori che si ritrovano ad essere vittime di maltrattamenti; invita la Commissione a proporre un incremento idoneo nel bilancio dell’Ufficio del Mediatore che gli consenta di espletare questo nuovo compito impegnativo;

64.  chiede che l'UE presenti la propria domanda di adesione al Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) del Consiglio d'Europa quanto prima possibile e che il Parlamento europeo sia costantemente informato sullo stato evolutivo di tale richiesta di adesione; invita la Commissione a includere nella relazione una panoramica dei principali problemi legati alla corruzione negli Stati membri, raccomandazioni politiche per affrontarli e misure che la Commissione dovrà adottare per darvi seguito, tenendo conto in particolare degli effetti dannosi delle attività corruttive sul funzionamento del mercato interno.

65.  ritiene che le persone condannate per corruzione nell'UE o le imprese guidate o detenute da persone che, nell'interesse della propria impresa si siano rese responsabili di atti di corruzione o di appropriazione indebita di fondi pubblici e siano state condannate con sentenza definitiva per questi motivi, dovrebbero, per almeno tre anni, essere escluse dalla partecipazione a contratti di appalto all'interno dell'Unione europea e dalla possibilità di beneficiare di fondi UE; invita la Commissione a riesaminare il proprio sistema di esclusione; sottolinea che le imprese escluse dalla Commissione dal presentare richiesta per i fondi UE, dovrebbero essere inserite in un elenco pubblico predefinito per migliorare la protezione degli interessi finanziari dell'UE e permettere il controllo da parte di un pubblico più vasto;

66.  prende atto del fatto che, dal momento della sua adesione come membro approvato della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC), il 12 novembre 2008, l'Unione europea non ha partecipato al meccanismo di revisione previsto dalla Convenzione, né ha intrapreso il primo passo verso la compilazione di un'autovalutazione del modo in cui sta attuando i propri obblighi espressi nella Convenzione; invita l'Unione europea ad adempiere agli obblighi che le incombono in virtù della Convenzione compilando un'autovalutazione del modo in cui sta attuando i propri obblighi espressi nella Convenzione e partecipando al meccanismo di valutazione inter pares; invita la Commissione europea a pubblicare quanto prima possibile la sua prossima relazione dell'UE sulla lotta alla corruzione e a includere un capitolo sulle istituzioni dell'UE nelle sue relazioni dell'UE sulla lotta alla corruzione; invita la Commissione a effettuare ulteriori analisi, al livello sia delle istituzioni dell'UE che degli Stati membri, del contesto in cui sono attuate le politiche, al fine di identificare i fattori critici intrinseci, gli ambiti vulnerabili e i fattori di rischio che favoriscono la corruzione;

67.  ricorda la sua posizione del 16 aprile 2014 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale(12) e chiede una tempestiva decisione al riguardo;

Integrità nella regolamentazione dell’UE

68.  invita la Commissione a esplorare salvaguardie sistemiche atte a evitare conflitti d'interesse nell'ambito della regolamentazione dei prodotti dell'industria e nell'applicazione delle politiche; invita la Commissione ad affrontare il problema del conflitto di interesse strutturale che grava attualmente sulla valutazione dei rischi per il pubblico dei prodotti regolamentati, in particolare il fatto che la valutazione di tali prodotti si basi in larga parte o unicamente su studi svolti dai richiedenti o da terze parti da essi pagate, mentre la ricerca indipendente è troppo spesso ignorata o scartata; ribadisce che i produttori dovrebbero continuare a fornire studi e i costi dovrebbero essere ripartiti tra grandi imprese e PMI sulla base della relativa quota di mercato, in modo da garantire equità, ma ricorda al contempo che tutti i valutatori dovrebbero sottostare all'obbligo di tenere pienamente conto, nella propria valutazione, degli studi scientifici indipendenti già oggetto di valutazioni inter pares; invita in particolare la Commissione a rivedere la sua comunicazione del 2002 sui principi generali e i requisiti per la consultazione delle parti interessate; suggerisce, al fine di risolvere le questioni derivanti dalla soppressione selettiva dei risultati di ricerca sfavorevoli, di istituire la previa registrazione degli studi e degli esperimenti scientifici, con specificazione dell'ambito e della data prevista di conclusione, come possibile condizione per il loro inserimento nei processi normativi e politici; sottolinea, a beneficio di una consulenza scientifica comprovata e indipendente ai fini dell'elaborazione delle politiche, l'importanza di disporre di risorse adeguate per lo sviluppo di competenze interne in seno alle agenzie specializzate dell'UE, compresa la possibilità di condurre ricerche e test pubblicabili, aumentando in tal modo l'attrattiva delle funzioni di consulenza normativa nei servizi pubblici senza arrecare danno alle prospettive di carriera accademia dei consulenti scientifici;

Rafforzare la responsabilità parlamentare della Commissione e delle sue agenzie

69.  invita la Commissione a elaborare un regolamento concernente tutte le agenzie UE che preveda di concedere al Parlamento poteri di codecisione per la nomina o il licenziamento dei direttori di tali agenzie e il diritto immediato di esaminarli e di sentirli;

70.  sottolinea la necessità di disporre di esperti indipendenti all'interno delle agenzie UE e di accordare maggiore importanza all'eliminazione dei conflitti d'interesse all'interno dei gruppi di esperti delle agenzie; prende atto del fatto che esperti di numerose agenzie, compresa l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (AESA), non sono attualmente remunerati; chiede che gli esperti delle agenzie di regolamentazione che rappresentano, ad esempio, organizzazioni senza fini di lucro o accademiche, ricevano una remunerazione adeguata; sottolinea l'importanza di risorse adeguate per lo sviluppo di competenze interne nell’ambito delle agenzie specializzate dell'UE;

71.  invita l’EFSA, l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) e l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) a riesaminare urgentemente le loro politiche in materia di indipendenza, allo scopo di garantire in modo esplicito la loro assoluta indipendenza dai settori economici che disciplinano e a evitare conflitti di interesse tra i propri funzionari ed esperti;

72.  sostiene la prassi dei parlamenti nazionali che invitano i membri della Commissione al fine di esaminarli;

73.  rammenta che la capacità di istituire commissioni di inchiesta è una funzione caratteristica intrinseca ai sistemi parlamentari di tutto il mondo e che il trattato di Lisbona, all'articolo 226, terzo comma TFUE, stabilisce un procedura legislativa speciale per adottare un regolamento in materia di diritto d'inchiesta; sottolinea che, conformemente al principio di leale cooperazione, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione devono concordare l'approvazione di un nuovo regolamento;

74.  chiede una decisione rapida del Consiglio e della Commissione relativamente alla proposta di regolamento del Parlamento europeo del 23 maggio 2012 relativo alle modalità per l'esercizio del diritto d'inchiesta del Parlamento(13);

o
o   o

75.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) Testi approvati, P7_TA(2014)0376.
(2) GU C 271 E del 12.11.2009, pag. 48.
(3) Testi approvati, P7_TA(2014)0203.
(4) Testi approvati, P8_TA(2016)0484.
(5) Sentenza della Corte di giustizia del 21 settembre 2010, Regno di Svezia/Association de la presse internationale ASBL (API) e Commissione europea (C-514/07 P), Association de la presse internationale ASBL (API)/Commissione europea (C-528/07 P) e Commissione europea/Association de la presse internationale ASBL (API) (C-532/07 P), Cause riunite C-514/07 P, C-528/07 P e C-532/07 P, ECLI:EU:C:2010:541.
(6) Testi approvati, P8_TA(2016)0202.
(7) Testi approvati, P8_TA(2016)0108.
(8) Quindicesima relazione per il 2014 dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), dal 1° gennaio al 31 dicembre 2014.
(9) Ibid.
(10) Cfr. risoluzione del 25 novembre 2015 sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto (Testi approvati, P8_TA(2015)0408).
(11) Ibid., par. 144.
(12) Testi approvati, P7_TA(2014)0427.
(13) GU C 264 E del 13.9.2013, pag. 41.


Il futuro del programma Erasmus+
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Risoluzione del Parlamento europeo del 14 settembre 2017 sul futuro del programma Erasmus+ (2017/2740(RSP))
P8_TA(2017)0359B8-0495/2017

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 165 e 166 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, e in particolare l'articolo 14,

–  visto il regolamento (UE) n. 1288/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce "Erasmus+": il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport e che abroga le decisioni n. 1719/2006/CE, n. 1720/2006/CE e n. 1298/2008/CE(1),

–  vista la sua risoluzione del 2 febbraio 2017 sull'attuazione del regolamento (UE) n. 1288/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce "Erasmus+": il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport e che abroga le decisioni n. 1719/2006/CE, n. 1720/2006/CE e n. 1298/2008/CE(2),

–  vista la sua risoluzione del 12 aprile 2016 sul programma Erasmus + e altri strumenti per promuovere la mobilità in materia di IFP - Un approccio di apprendimento permanente(3),

–  vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2016 sul ruolo del dialogo interculturale, della diversità culturale e dell'istruzione al fine di promuovere i valori fondamentali dell'UE(4),

–  vista l'interrogazione alla Commissione sul futuro del programma Erasmus+ (O-000062/2017 – B8-0326/2017),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che, nell'attuale contesto, il 30° anniversario del programma Erasmus+ dovrebbe rappresentare non soltanto un momento di celebrazione, ma anche un'occasione per riflettere su come rendere più accessibile e inclusivo il programma e migliorare lo sviluppo dei cittadini e delle organizzazioni europee attive nei settori dell'istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport;

B.  considerando che l'istruzione è un diritto umano fondamentale e un bene pubblico che dovrebbe essere accessibile a tutti i richiedenti, soprattutto gli studenti con basso reddito;

1.  sottolinea che Erasmus è uno dei programmi UE di maggior successo e uno strumento essenziale per sostenere le attività nei settori dell'istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, e per avvicinare maggiormente l'Europa ai propri cittadini; riconosce l'impatto estremamente positivo che esso ha avuto sulla vita personale e professionale di oltre 9 000 000 di partecipanti all'interno e all'esterno dell'Europa, anche nei paesi confinanti e candidati, nel corso degli ultimi 30 anni;

2.  sottolinea il ruolo di Erasmus+ che, attraverso la mobilità e la collaborazione strategica, ha contribuito a migliorare la qualità degli istituti di istruzione e formazione nell'UE, rafforzando la competitività del settore europeo dell'istruzione, creando una forte economia della conoscenza europea e conseguendo gli obiettivi di Europa 2020;

3.  ritiene che il programma Erasmus+ e il suo successore dovrebbero focalizzarsi, in particolare, sull'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e la mobilità, contemplando l'istruzione formale, non formale e informale, e che, in tal modo, esso possa sostenere lo sviluppo di conoscenze e competenze fondamentali per la realizzazione personale, sociale e professionale, il che va di paro passo con la promozione dei valori democratici, la coesione sociale, la cittadinanza attiva e l'integrazione dei migranti e dei rifugiati, consentendo un dialogo interculturale più ampio;

4.  sottolinea l'esigenza di un approccio coerente alle politiche in materia di istruzione, formazione, gioventù e sport nell'insieme dei settori di apprendimento, in particolare attraverso opportunità di azione trasversale e sinergie con altri fondi e programmi UE; rileva al riguardo che l'imminente rinnovo del quadro di cooperazione europea nel settore della gioventù costituisce un'occasione ideale per allineare le priorità del successore di Erasmus+ con la nuova strategia dell'UE per la gioventù e altri programmi finanziati dall'UE;

5.  ritiene che Erasmus+ debba essere considerato come uno strumento fondamentale della strategia UE per promuovere gli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello mondiale;

6.  rileva che, considerato l'elevato tasso e l'importanza della mobilità tra istituti e organizzazioni di istruzione sul continente e nel Regno Unito, i negoziati sulla Brexit dovrebbero approdare a un accordo reciprocamente soddisfacente sullo status degli studenti e degli insegnanti UE che partecipano a regimi di mobilità Erasmus+ nel Regno Unito e viceversa;

Disoccupazione giovanile e realizzazione sul piano personale e sociale

7.  ritiene che il programma Erasmus+ abbia subito una significativa evoluzione, consentendo a un numero maggiore di partecipanti di beneficiare del programma e aiutandoli a migliorare la loro conoscenza e a colmare le loro lacune in materia di competenze e conoscenze, in particolare con l'estensione di Erasmus+ ai settori del volontariato, dell'istruzione e formazione informale e non formale e con l'espansione del proprio ambito geografico al di là dell'UE;

8.  riconosce che gli studenti mobili a livello di istruzione superiore hanno il doppio delle probabilità di trovar lavoro un anno dopo la laurea rispetto ai colleghi non mobili e che circa il 90 %(5) di tutti i discenti in materia di istruzione e formazione professionale (IFP) che seguono programmi di mobilità affermano che la loro impiegabilità è aumentata a seguito di tale esperienza; rileva però con rammarico che i giovani sono i più a rischio di disoccupazione; riconosce quindi l'esigenza che Erasmus+ presti un forte sostegno alle azioni improntate verso il conseguimento di migliori opportunità occupazionali;

9.  sottolinea che il volontariato incoraggia lo sviluppo della partecipazione civica e della cittadinanza attiva, contribuendo inoltre a rafforzare nel contempo le opportunità dei partecipanti di trovare un posto di lavoro; sottolinea quindi che il finanziamento a titolo del programma Erasmus+ dovrebbe far parte di una più ampia strategia politica volta a creare in Europa un ambiente favorevole al volontariato, non duplicando ma rafforzando le iniziative di successo esistenti; rammenta, tuttavia, che le attività di volontariato non retribuite non possono in alcun caso sostituire potenziali posti di lavoro di qualità;

10.  fa presente che Erasmus+ dovrebbe concentrarsi su innovazione e sviluppo e porre un maggiore accento sul rafforzamento delle conoscenze e competenze fondamentali, come la fiducia in se stessi, la creatività, l'imprenditorialità, l'adattabilità, il pensiero critico, le capacità di comunicazione, il lavoro in gruppo e la capacità di vivere e lavorare in un ambiente multiculturale; evidenzia che tali competenze possono essere sviluppate più pienamente attraverso una combinazione bilanciata di apprendimento formale, non formale e informale, e che l'acquisizione di competenze fondamentali è essenziale sin dai primi anni e dovrebbe essere rafforzata ulteriormente attraverso maggiori investimenti in azioni miranti alla mobilità nel corso delle prime fasi dell'istruzione e della formazione;

11.  rileva che Erasmus+ dovrebbe favorire legami più solidi tra gli istituti di istruzione e formazione e la comunità imprenditoriale, al fine di incrementare le conoscenze e l'impiegabilità dei suoi partecipanti e la competitività dell'economia europea;

12.  sottolinea il ruolo dell'IFP Erasmus+ nell'aiutare i partecipanti a sviluppare conoscenze e acquisire l'esperienza richiesta sul mercato del lavoro, contribuendo in tal modo ad una impiegabilità e integrazione sociale maggiori; sollecita miglioramenti dell'informazione e formazione professionale di Erasmus+, al fine di renderle più moderne, accessibili, semplificate e adatte all'epoca digitale;

13.  riconosce l'elevato potenziale di espansione della mobilità dei discenti IFP a collocamenti a breve termine e di lunga durata (Erasmus Pro), onde rafforzare il contributo dell'UE alla lotta contro la disoccupazione giovanile; esorta la Commissione e gli Stati membri a rafforzare le occasioni di mobilità dei discenti IFP e la dimensione professionale dell'apprendistato del programma, al fine di riconoscere il valore inerente degli apprendistati e per fare in modo che le riforme nazionali favoriscano ulteriormente lo sviluppo della formazione e delle qualifiche professionali e ne promuovano il riconoscimento; ribadisce nel contempo che un tirocinio costituisce un'opportunità formativa che non sostituisce però un'occupazione retribuita;

Inclusione sociale e accessibilità

14.  deplora che meno del 5 % dei giovani europei beneficino del programma a causa di fattori socioeconomici, limitati finanziamenti, crescenti disuguaglianze tra e all'interno degli Stati membri nonché della complessità dell'iter di presentazione delle domande e della gestione amministrativa; chiede alla Commissione e agli Stati membri di rendere il programma più aperto e accessibile, conseguendo maggiori risultati per i beneficiari finali e massimizzando il sostegno, soprattutto per le persone di estrazione svantaggiata e quelle con particolari esigenze;

15.  esorta la Commissione e gli Stati membri a rendere Erasmus+ ancora più inclusivo al fine di raggiungere più giovani attraverso diversi strumenti, soprattutto digitali, e organizzazioni, compresi gli istituti di istruzione formale e non formale a tutti i livelli, le organizzazioni giovanili, le organizzazioni artistiche e sportive di base, le organizzazioni di volontariato e altri portatori di interesse della società civile, integrando la strategia in materia di inclusione e diversità nel programma e puntando a coloro che hanno speciali esigenze e minori opportunità;

16.  ricorda che la mancanza di coordinamento e portabilità dei diritti tra i sistemi sociali dell'UE rappresenta un grave ostacolo alla mobilità delle persone con disabilità, nonostante gli sforzi per rendere più inclusivi i programmi Erasmus+ e altre iniziative di mobilità; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare la collaborazione e quindi a migliorare la mobilità delle persone vulnerabili;

17.  riconosce che uno dei principali ostacoli che si oppongono alla partecipazione di un numero maggiore di studenti alla mobilità nell'istruzione superiore è la mancanza di chiarezza e coerenza nel riconoscimento dei crediti a titolo del sistema europeo di accumulazione e trasferimento dei crediti (ECTS), acquisiti durante il periodo di mobilità; invita gli Stati membri e le autorità competenti, e in particolare gli istituti di istruzione superiore, ad applicare pienamente gli accordi di apprendimento come parte obbligatoria del processo di mobilità e a garantire l'agevole riconoscimento dei crediti ECTS acquisiti durante i periodi di mobilità di istruzione superiore Erasmus+;

18.  ritiene che le giovani generazioni debbano avere migliori opportunità di ideare il futuro del programma, in quanto sono le più adatte per rafforzarne la visione e portarlo al livello successivo, in funzione delle loro attuali e future esigenze e delle sfide che affrontano sul lavoro, durante le attività di volontariato e lo studio;

19.  incoraggia un certo livello di flessibilità all'atto dell'ideazione del nuovo programma, onde garantire che esso sia in grado di rispondere rapidamente alle sfide emergenti e alle priorità strategiche a livello europeo e internazionale; evidenzia che tutte le nuove iniziative dovrebbero integrare quelle esistenti ed essere dotate di un bilancio che sia sufficiente a garantirne l'efficace funzionamento;

Identità europea e cittadinanza attiva

20.  ritiene fermamente che il programma Erasmus+ debba continuare a stimolare la cittadinanza attiva, l'educazione civica e la comprensione interculturale e sviluppare un senso di identità europea; insiste quindi sulla necessità che tutte le attività di istruzione e formazione e di mobilità per l'apprendimento formale e non formale finanziate da Erasmus+ rafforzino altresì la consapevolezza dei giovani in merito al valore aggiunto della cooperazione europea nel settore dell'istruzione e li incoraggi a impegnarsi in problematiche europee;

21.  ritiene che, ove opportuno, l'inserimento della mobilità nell'istruzione nel quadro dei programmi di istruzione superiore e formazione professionale potrebbe andare a vantaggio dello sviluppo personale e della carriera degli studenti nonché della promozione della comprensione interculturale;

22.  invita la Commissione a mettere a punto una carta elettronica europea dello studente che consenta agli studenti di avere accesso ai servizi a livello europeo;

Finanziamento del programma

23.  deplora il fatto che lo scarso tasso di successo dei progetti lanciati a titolo di alcune azioni Erasmus+, il numero limitato delle borse e l'elevata domanda di partecipazione al programma potrebbero pregiudicare il successo di Erasmus+ quale programma faro dell'UE; ritiene fermamente che Erasmus+ dovrebbe in ultima analisi essere orientato verso tutti i giovani e che a queste più elevate ambizioni per il prossimo periodo di programmazione Erasmus+ debba corrispondere un significativo finanziamento aggiuntivo che dovrebbe riflettersi in una maggiore dotazione di bilancio in modo da sbloccare il pieno potenziale del programma; chiede quindi agli Stati membri, alla Commissione e ai rilevanti portatori di interesse di generare un sostegno più forte e più visibile al programma Erasmus in vista degli imminenti negoziati sul quadro finanziario pluriennale (QFP);

24.  sottolinea l'importanza di un'agevole introduzione del nuovo programma Erasmus+, con un bilancio strategicamente pianificato sin dall'inizio; incoraggia l'utilizzo di fondi regionali e sociali per rafforzare il contributo finanziario degli Stati membri alle borse di mobilità Erasmus+; ricorda che la coerente applicazione delle regole del programma a livello di tutte le agenzie nazionali, fra cui il rispetto di standard di qualità condivisi e procedure di valutazione dei progetti e amministrative, è essenziale per garantire la coerente applicazione del programma Erasmus+;

o
o   o

25.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 50.
(2) Testi approvati, P8_TA(2017)0018.
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0107.
(4) Testi approvati, P8_TA(2016)0005.
(5) Quadro Erasmus+, dati rilevati il 28 marzo 2017; cfr.: http://www.ecvet-secretariat.eu/en/system/files/documents/3727/eu-vet-policy-context.pdf, pag. 29.


Una nuova agenda per le competenze per l'Europa
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Risoluzione del Parlamento europeo del 14 settembre 2017 su una nuova agenda per le competenze per l'Europa (2017/2002(INI))
P8_TA(2017)0360A8-0276/2017

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 165 e 166 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 14 e 15,

–  vista la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall'UE nel 2010,

–  viste le conclusioni del Consiglio, del 12 maggio 2009, su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione (ET 2020)(1),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2010 sulla promozione dell'accesso dei giovani al mercato del lavoro, rafforzamento dello statuto dei tirocinanti e degli apprendisti(2),

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 19 dicembre 2016, sui percorsi di miglioramento del livello delle competenze: nuove opportunità per gli adulti(3),

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 15 febbraio 2016, sull'inserimento dei disoccupati di lungo periodo nel mercato del lavoro(4),

–  viste le conclusioni del Consiglio, del 20 maggio 2014, su un'efficace formazione degli insegnanti,

–  viste le conclusioni del Consiglio, del 20 maggio 2014, sulla garanzia della qualità a sostegno dell'istruzione e della formazione,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 22 aprile 2013, sull'istituzione di una garanzia per i giovani(5),

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 20 dicembre 2012, sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale(6),

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 28 giugno 2011, sulle politiche di riduzione dell'abbandono scolastico(7),

–  vista la risoluzione del Consiglio, del 28 novembre 2011, su un'agenda europea rinnovata per l'apprendimento degli adulti(8),

–  viste le conclusioni del Consiglio, del 15 giugno 2011, sull'educazione e la cura della prima infanzia: consentire a tutti i bambini di affacciarsi al mondo di domani nelle condizioni migliori,

–  vista la risoluzione del Consiglio, del 15 novembre 2007, sulle nuove competenze per nuovi lavori(9),

–  viste le conclusioni del Consiglio sulla riduzione dell'abbandono scolastico e sulla promozione del successo scolastico(10),

–  viste le conclusioni del Consiglio, del 17 febbraio 2013, su Investire nell'istruzione e nella formazione – una risposta a "Ripensare l'istruzione: investire nelle abilità in vista di migliori risultati socioeconomici" e Analisi annuale della crescita per il 2013(11),

–  vista la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente(12) (EQF-LLL),

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2016 sulla creazione di condizioni del mercato del lavoro favorevoli all'equilibrio tra vita privata e vita professionale(13),

–  vista la comunicazione della Commissione del 19 aprile 2016 intitolata "Digitalizzazione dell'industria europea – Cogliere appieno i vantaggi di un mercato unico digitale", nella parte relativa alle competenze digitali (COM(2016)0180),

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 novembre 2012 intitolata "Ripensare l'istruzione: investire nelle abilità in vista di migliori risultati socioeconomici" (COM(2012)0669),

–  vista la sua risoluzione del 12 aprile 2016 sul programma Erasmus+ e altri strumenti per promuovere la mobilità in materia di IFP – Un approccio di apprendimento permanente(14),

–  vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2016 sulle politiche in materia di competenze per la lotta alla disoccupazione giovanile(15),

–  vista la sua risoluzione dell'8 luglio 2015 sull'iniziativa per favorire l'occupazione verde: sfruttare le potenzialità dell'economia verde di creare posti di lavoro(16),

–  vista la sua risoluzione dell'8 settembre 2015 sulla promozione dello spirito imprenditoriale nei giovani attraverso l'istruzione e la formazione(17),

–  vista la sua risoluzione del 10 settembre 2015 sulla creazione di un mercato del lavoro competitivo nell'Unione europea del XXI secolo: adeguamento delle competenze e delle qualifiche in funzione della domanda e delle prospettive occupazionali, un modo per uscire dalla crisi(18),

–  viste le conclusioni del Consiglio sul Patto europeo per la parità di genere (2011-2020)(19),

–  viste le conclusioni del Consiglio sul ruolo dell'educazione della prima infanzia e dell'istruzione primaria nella promozione della creatività, dell'innovazione e della competenza digitale,

–  visto il progetto di conclusioni del Consiglio del 20 febbraio 2017 dal titolo "Migliorare le competenze delle donne e degli uomini nel mercato del lavoro dell'UE"(20),

–  vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2016 sul ruolo del dialogo interculturale, della diversità culturale e dell'istruzione al fine di promuovere i valori fondamentali dell'UE(21),

–  vista la guida dell'Europa sociale pubblicata dalla Commissione nel marzo 2013 e intitolata "Social Economy and Social Enterprises" (Economia sociale e imprenditoria sociale)(22),

–  vista l'agenda per il lavoro dignitoso a cura dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL),

–  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2015 sul quadro strategico dell'Unione europea in materia di salute e di sicurezza sul luogo di lavoro 2014-2020(23),

–  visto il parere SOC/546 del Comitato economico e sociale europeo del 22 febbraio 2017,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  viste le deliberazioni congiunte della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per la cultura e l'istruzione a norma dell'articolo 55 del regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per la cultura e l'istruzione e il parere della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A8-0276/2017),

A.  considerando che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea sancisce il diritto di accesso alla formazione professionale e all'apprendimento permanente;

B.  considerando che le competenze hanno un'importanza strategica per l'occupabilità, la crescita, l'innovazione e la coesione sociale, che in tutti i settori e le professioni i posti di lavoro sono sempre più complessi e che si registra un'inflazione nella domanda relativa di competenze, anche per i lavori poco qualificati;

C.  considerando che la prosperità e la salvaguardia delle nostre conquiste sociali si fondano unicamente sulle competenze e sulle conoscenze specialistiche delle nostre società;

D.  considerando che le persone scarsamente qualificate sono maggiormente a rischio di disoccupazione e di esclusione sociale;

E.  considerando che i paesi con la percentuale più elevata di adulti che hanno una scarsa padronanza delle competenze di base e digitali presentano livelli inferiori di produttività del lavoro e hanno in ultima analisi prospettive peggiori di crescita e competitività;

F.  considerando che il Parlamento europeo condivide e sostiene gli sforzi della Commissione intesi a investire nel capitale umano in quanto risorsa fondamentale per la competitività dell'UE e che il presupposto necessario per la qualità dell'istruzione è la qualità degli insegnanti;

G.  considerando che molti posti di lavoro poco qualificati richiedono ormai maggiori competenze alfabetiche, matematiche e altre competenze di base e che persino le occupazioni del settore dei servizi con minori qualifiche comprendono sempre più attività non routinarie(24);

H.  considerando che, secondo l'ultimo studio del programma per la valutazione internazionale delle competenze degli adulti (PIAAC) dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), circa 70 milioni di adulti europei non dispongono di competenze di base quali il saper leggere, scrivere e calcolare, il che rappresenta un ostacolo nella ricerca di un lavoro dignitoso e nel raggiungimento di un tenore di vita anch'esso dignitoso;

I.  considerando che, entro il 2025, il 49 % di tutte le offerte di lavoro nell'UE (che si tratti di nuovi posti o della sostituzione di altri lavoratori) richiederà qualifiche di alto livello, il 40 % qualifiche di medio livello, mentre solo l'11 % qualifiche di basso livello o nessuna qualifica(25);

J.  considerando che ampliare l'accesso all'apprendimento permanente può creare nuove possibilità di inclusione attiva e migliorare la partecipazione sociale, specialmente per le persone scarsamente qualificate, disoccupate o con esigenze particolari, per gli anziani e i migranti;

K.  considerando che gli Stati membri devono trovare il modo di tutelare o promuovere gli investimenti a lungo termine in materia di istruzione, ricerca, innovazione, energia e azione per il clima e di investire nella modernizzazione dei sistemi di istruzione e formazione, compreso l'apprendimento permanente;

L.  considerando che l'UE è la piattaforma ideale per condividere le migliori prassi e sostenere l'apprendimento reciproco tra gli Stati membri;

M.  considerando che gli articoli 165 e 166 TFUE attribuiscono agli Stati membri la responsabilità in materia di istruzione, incluse l'istruzione superiore e la formazione professionale;

N.  considerando che la cooperazione europea nel campo dell'istruzione rappresenta un processo volontario e che tale settore si distingue in questo senso dal campo dell'occupazione che presenta una dimensione più marcata a livello unionale;

O.  considerando che capacità e competenze vanno di pari passo e che, pertanto, il legame tra di esse andrebbe ulteriormente rafforzato nella nuova agenda per le competenze;

P.  considerando che lo sviluppo dei settori orientati al futuro svolge un ruolo determinante per quanto concerne il tipo di competenze necessarie;

Q.  considerando che, stando a un'indagine europea sulle competenze e l'occupazione, circa il 45 % dei lavoratori adulti dell'UE ritiene che le proprie competenze possano essere meglio sviluppate o utilizzate sul posto di lavoro;

R.  considerando che, secondo l'OIL, tra il 25 e il 45 % dei lavoratori europei è sotto o sovraqualificato per il lavoro che svolge; che tale situazione è in gran parte dovuta alla rapida evoluzione della struttura delle economie degli Stati membri;

S.  considerando che gli squilibri tra domanda e offerta di competenze sono un fenomeno preoccupante che interessa individui e imprese e provoca deficit e carenze di competenze, oltre ad essere una delle cause della disoccupazione(26); che il 26 % dei lavoratori adulti dell'UE non dispone delle competenze necessarie per il lavoro che svolge;

T.  considerando che oltre il 30 % dei giovani altamente qualificati occupa posti di lavoro che non corrispondono alle loro competenze e aspirazioni, mentre il 40 % dei datori di lavoro europei segnala di non riuscire a trovare persone con le competenze necessarie per crescere e innovare;

U.  considerando che allo stato attuale quasi il 23 % della popolazione di età compresa tra 20 e 64 anni ha un basso livello di istruzione (istruzione prescolastica, primaria o secondaria inferiore); che le persone scarsamente qualificate hanno minori opportunità occupazionali, oltre a correre un rischio maggiore di svolgere occupazioni precarie e ad avere una probabilità due volte maggiore di trovarsi in una situazione di disoccupazione di lungo periodo rispetto a chi è altamente qualificato(27);

V.  considerando che le persone scarsamente qualificate non solo hanno minori opportunità occupazionali, ma sono anche più vulnerabili alla disoccupazione di lungo periodo e incontrano maggiori difficoltà nell'accedere ai servizi e a partecipare pienamente alla società;

W.  considerando che spesso le persone possiedono competenze che non sono individuate, valorizzate od opportunamente riconosciute; che le competenze acquisite al di fuori dei contesti formali, attraverso le esperienze lavorative, il volontariato, l'impegno civico o altre esperienze pertinenti non sono necessariamente attestate da una qualifica o documentate e, di conseguenza, sono sottostimate;

X.  considerando che i settori culturali e creativi contribuiscono al benessere sociale, all'innovazione e all'occupazione, stimolano lo sviluppo economico dell'UE, fornendo un'occupazione a oltre 12 milioni di persone nell'Unione, ossia il 7,5 % della forza lavoro impiegata nel totale dell'economia, e contribuiscono all'economia con il 5,3 % del valore aggiunto lordo dell'UE e un ulteriore 4 % del prodotto interno lordo nominale dell'Unione generato dalle industrie di alta gamma(28);

Y.  considerando che la parità tra donne e uomini è un principio fondamentale dell'UE sancito dai trattati, nonché uno degli obiettivi e delle responsabilità dell'Unione; che l'integrazione del principio della parità tra donne e uomini in tutte le sue azioni, tra cui l'accesso all'istruzione e alla formazione, costituisce una missione specifica dell'Unione;

Z.  considerando che, a livello di UE, i NEET (disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione) sono considerati uno dei gruppi più vulnerabili nel contesto della disoccupazione giovanile; che, in media, la probabilità che le donne diventino NEET è 1,4 volte(29) più elevata rispetto agli uomini, il che evidenzia problemi di discriminazione e di parità di genere sin dalla giovane età;

AA.  considerando che le competenze sociali ed emotive, accanto a quelle cognitive, sono importanti per il benessere e il successo personali;

AB.  considerando che l'accesso alle opportunità di istruzione e di formazione formale, informale e non formale di qualità deve essere un diritto per tutti in ogni fase della vita, in modo da poter acquisire competenze trasversali quali la capacità di calcolo, l'alfabetizzazione digitale e mediatica, il pensiero critico, le competenze sociali, la padronanza delle lingue straniere e le capacità personali pertinenti; che, a tale riguardo, è necessario concedere ai lavoratori del tempo libero per lo sviluppo personale e formativo nell'ambito dell'apprendimento permanente;

AC.  considerando che è essenziale che le competenze siano finalizzate non soltanto ad aumentare l'occupabilità, ma anche a rafforzare la capacità di partecipazione civica e il rispetto dei valori democratici e della tolleranza, fungendo anche da strumento per prevenire tutte le forme di radicalizzazione e intolleranza;

AD.  considerando che in un mondo in rapida evoluzione, più globalizzato e digitalizzato, le competenze trasversali e trasferibili, come le competenze sociali, interculturali e digitali, la capacità di risolvere problemi, l'imprenditorialità e il pensiero creativo, sono fondamentali;

AE.  considerando che la trasformazione digitale è tuttora in corso e che le esigenze sociali e del mercato del lavoro sono in continua evoluzione;

AF.  considerando che la responsabilizzazione digitale e la fiducia in se stessi sono una condizione preliminare essenziale per costruire società forti e contribuire all'unificazione e all'integrazione nell'UE;

AG.  considerando che al giorno d'oggi i nostri sistemi di istruzione e formazione si trovano ad affrontare una trasformazione digitale significativa, che sta influenzando i processi di insegnamento e apprendimento; che un'offerta efficace di competenze digitali è essenziale per garantire che i lavoratori siano pronti ad affrontare i cambiamenti tecnologici attuali e futuri;

AH.  considerando che, nonostante il recente aumento del numero di persone che partecipano ad attività di istruzione o formazione digitale nell'UE, occorre fare ancora molto per adeguare l'economia europea alla nuova era digitale e per colmare il divario tra il numero di persone in cerca di occupazione e il numero di posti vacanti;

AI.  considerando che è necessario integrare le nuove trasformazioni digitali nei sistemi d'istruzione per continuare ad aiutare le persone a sviluppare senso critico, fiducia e autonomia; che, tuttavia, ciò deve avvenire in simbiosi con le materie attualmente insegnate;

AJ.  considerando che un'agenda per le competenze a prova di futuro dovrebbe essere inserita nell'ambito di una più ampia riflessione sull'alfabetizzazione professionale, nel contesto di una crescente digitalizzazione e robotizzazione delle società europee;

AK.  considerando che le competenze trasversali, come quelle civiche e sociali, nonché l'educazione alla cittadinanza dovrebbero essere messe in evidenza insieme alle competenze linguistiche, digitali e imprenditoriali;

AL.  considerando che le competenze imprenditoriali devono essere intese in un contesto più ampio, come possedere spirito di iniziativa in termini di partecipazione ad azioni sociali e possedere una mentalità imprenditoriale, e che occorre quindi metterle maggiormente in evidenza nella nuova agenda in questione come competenze utili per la vita personale e professionale, che nel contempo apportano benefici per le comunità;

AM.  considerando che, al fine di garantire una crescita economica intelligente, sostenibile e inclusiva e posti di lavoro per i giovani, è necessario promuovere le competenze in campo scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico (STEM) nell'UE;

AN.  considerando che, secondo le previsioni, la domanda di professionisti nei settori STEM e affini crescerà di circa l'8 % da qui al 2025, molto di più rispetto alla crescita media del 3 % prevista per tutte le professioni; che anche per l'occupazione negli ambiti connessi alle discipline STEM è previsto un aumento di circa il 6,5 % da ora al 2025(30);

AO.  considerando che l'immagine negativa e la sempre più debole attrattiva dell'istruzione e della formazione professionale, unitamente alla sua scarsa qualità in alcuni Stati membri, scoraggiano gli studenti dall'intraprendere una carriera in campi e settori promettenti che registrano una carenza di manodopera;

AP.  considerando che nell'affrontare la questione delle competenze, e in particolare gli squilibri tra domanda e offerta di competenze e le opportunità di lavoro, occorre tenere conto delle sfide specifiche che le zone rurali devono affrontare;

AQ.  considerando che il settore verde ha consentito una creazione netta di posti di lavoro in Europa durante la recessione e dovrebbe essere ulteriormente promosso nella nuova agenda per le competenze;

AR.  considerando che l'invecchiamento demografico in Europa fa aumentare la domanda di operatori sanitari, assistenza sociale e servizi medici;

AS.  considerando che le famiglie svolgono un ruolo fondamentale nell'aiutare i bambini ad acquisire competenze di base;

Sviluppare competenze per la vita e competenze per il lavoro

1.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione dal titolo "Una nuova agenda per le competenze per l'Europa – Lavorare insieme per promuovere il capitale umano, l'occupabilità e la competitività", adottata nel giugno 2016;

2.  riconosce che l'istruzione e la formazione sono di competenza degli Stati membri e che l'UE può soltanto sostenere, coordinare o integrare le loro azioni;

3.  ritiene che l'UE abbia bisogno di un cambiamento di paradigma per quanto concerne gli obiettivi e il funzionamento del settore dell'istruzione; condivide l'accento posto sull'aggiornamento dei sistemi di istruzione e di formazione europei in linea con il contesto economico, tecnologico e sociale in rapida evoluzione, assicurando l'accesso a un'istruzione di qualità in tutte le fasi della vita;

4.  osserva che, sebbene il fabbisogno di competenze abbia una natura dinamica, il pacchetto sulle competenze si concentra principalmente sulle esigenze immediate del mercato del lavoro; sottolinea, a questo proposito, l'importanza di lavorare in stretta cooperazione con il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop), nell'ottica di prevedere il fabbisogno di competenze e sviluppare uno strumento di previsione di tale fabbisogno a livello paneuropeo nonché di promuovere l'apprendimento permanente, in modo da adattarsi alle nuove situazioni del mercato del lavoro e rafforzare l'adattabilità degli individui, la cittadinanza attiva e l'inclusione sociale;

5.  invita gli Stati membri a concentrarsi non solo sulle competenze per l'occupabilità, l'alfabetizzazione, il calcolo numerico, l'alfabetizzazione digitale e mediatica, ma anche sulle competenze che sono più largamente rilevanti per la società, quali le competenze trasferibili e trasversali (la leadership, le competenze sociali e interculturali, le competenze gestionali, imprenditoriali e finanziarie, il volontariato, la padronanza delle lingue straniere, la negoziazione) nei propri programmi e piani d'istruzione e formazione nonché a dare priorità all'ulteriore sviluppo di tali capacità anche nei programmi di formazione e di istruzione professionale, unitamente alla promozione dell'artigianato europeo;

6.  chiede che tutti abbiano il diritto di godere di un accesso reale alle competenze, in tutte le fasi della vita, al fine di poter acquisire le competenze fondamentali per il XXI secolo;

7.  riconosce il valore dell'internazionalizzazione dell'istruzione e il numero crescente di studenti e membri del personale che partecipano a programmi di mobilità; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza di Erasmus+;

8.  osserva inoltre che diversi studi dimostrano che la mobilità consente di acquisire competenze professionali specifiche e competenze trasversali e trasferibili, quali il pensiero critico e lo spirito imprenditoriale, e fornisce migliori opportunità professionali; riconosce che l'attuale dotazione di bilancio dell'UE a favore della mobilità a fini di apprendimento potrebbe non essere sufficiente per raggiungere l'obiettivo di aumentare la mobilità al 6 % entro il 2020;

9.  invita gli Stati membri ad ampliare ulteriormente le possibilità di mobilità intersettoriale tra le scuole nel loro complesso; sottolinea che la mobilità a fini di apprendimento nell'ambito dell'istruzione e della formazione professionali necessita di maggior sostegno e promozione e che occorre prestare maggiore attenzione alle regioni transfrontaliere nel contesto della mobilità;

10.  osserva che l'istruzione e la formazione dovrebbero contribuire allo sviluppo e alla crescita personali dei giovani per farli diventare cittadini proattivi e responsabili, pronti a vivere e lavorare in un'economia tecnologicamente avanzata e globalizzata, fornendo loro le competenze fondamentali per l'apprendimento permanente, definito come combinazione di conoscenze, competenze e attitudini necessarie alla realizzazione e allo sviluppo personali, alla cittadinanza attiva e all'occupazione;

11.  sottolinea che un'educazione e una cura di qualità per la prima infanzia (ECEC) rappresentano una condizione essenziale per lo sviluppo delle competenze;

12.  pur osservando che la responsabilità dell'educazione e della cura spetta agli Stati membri, invita questi ultimi a migliorare la qualità e ampliare l'accesso all'educazione e cura della prima infanzia e a far fronte alla carenza di infrastrutture che offrano servizi di assistenza all'infanzia di qualità e accessibili a tutti i livelli di reddito, nonché a prendere in esame la possibilità di concedere alle famiglie che vivono in condizioni di povertà ed esclusione sociale un accesso gratuito a tali servizi;

13.  sottolinea che la creatività e l'innovazione stanno diventando fattori trainanti dell'economia dell'UE e dovrebbero essere integrati nelle strategie politiche nazionali ed europee;

14.  valuta positivamente l'obiettivo della nuova agenda per le competenze di fare dell'istruzione e formazione professionale una scelta di elezione per i discenti, che risponda alla domanda del mercato del lavoro e tenga conto dei futuri requisiti in materia di lavoro attraverso la partecipazione dei datori di lavoro alla progettazione e all'erogazione dei corsi;

15.  incoraggia gli Stati membri ad andare oltre alla promozione delle "giuste competenze professionali" e a concentrarsi anche sugli aspetti dell'istruzione che sono maggiormente basati sul lavoro e più pratici e che favoriscono lo spirito imprenditoriale, la capacità di innovare e la creatività, aiutano le persone a pensare in modo critico, a comprendere il concetto di sostenibilità, osservando nel contempo i diritti fondamentali e i valori quali la dignità umana, la libertà, la democrazia, la tolleranza e il rispetto, e a partecipare pienamente al processo democratico e alla vita sociale come cittadini mentalmente aperti;

16.  ritiene tuttavia che sia necessario adottare un approccio globale all'istruzione e allo sviluppo delle competenze, che ponga il discente al centro del processo, nonché garantire sufficienti investimenti nelle politiche in materia di apprendimento permanente; ritiene altresì che l'istruzione e la formazione debbano essere accessibili per tutti, anche sul piano economico, e che occorrano maggiori sforzi per includere i soggetti più vulnerabili;

17.  invita gli Stati membri a provvedere a che la società civile, gli esperti e le famiglie, che hanno un'esperienza pratica sul campo, vengano coinvolti più attivamente nella riflessione sulle competenze necessarie per la vita;

18.  esorta gli Stati membri a concentrarsi altresì sulla necessità di affrontare gli stereotipi di genere, dal momento che le donne rappresentano il 60 % dei nuovi laureati; sottolinea che il loro tasso di occupazione rimane tuttavia inferiore a quello degli uomini e che le donne sono sottorappresentate in molti settori;

19.  incoraggia gli Stati membri ad assicurare una migliore corrispondenza tra domanda e offerta sul mercato del lavoro e, in particolare, a mettere a punto apprendistati di qualità che aiutino le persone a essere flessibili nei loro percorsi formativi e, successivamente, nel mercato del lavoro;

20.  riconosce il valore dei sistemi d'istruzione duale(31), ma rileva che un sistema in uso in uno Stato membro non può essere riprodotto pedissequamente in un altro; caldeggia uno scambio di modelli di migliori pratiche che prevedano il coinvolgimento delle parti sociali;

21.  ricorda, a tale proposito, la necessità di una maggiore cooperazione tra gli Stati membri per trarre insegnamento dalle migliori pratiche che permettono di ridurre i tassi di disoccupazione, come l'apprendistato e la formazione permanente;

22.  sottolinea il ruolo del Cedefop, tra le cui funzioni principali figura quella di riunire i responsabili politici, le parti sociali, i ricercatori e i professionisti per uno scambio di idee e di esperienze, anche attraverso lo sviluppo di piattaforme specifiche per settore;

23.  sottolinea che la cultura, la creatività e l'arte contribuiscono notevolmente allo sviluppo personale, all'occupazione e alla crescita in tutta l'UE, favorendo l'innovazione, stimolando la coesione, rafforzando i rapporti interculturali e la comprensione reciproca e preservando l'identità, la cultura e i valori europei; invita la Commissione e gli Stati membri a potenziare il loro sostegno a favore delle industrie culturali e creative al fine di liberarne ed esplorarne appieno il potenziale;

24.  sottolinea che gli attuali arrivi di migranti, rifugiati e richiedenti asilo nell'UE richiedono un approccio più sostenuto nei confronti dei cittadini di paesi terzi, anche per quanto riguarda la valutazione delle loro capacità, competenze e conoscenze, che è necessario rendere visibili, nonché l'istituzione di un meccanismo per il riconoscimento e la convalida delle competenze;

25.  ricorda che i nuovi arrivati portano con sé nuove competenze e conoscenze e chiede di sviluppare strumenti per fornire informazioni multilingue sulle opportunità esistenti che riguardano l'apprendimento formale e informale, la formazione professionale, i tirocini e il volontariato; reputa importante promuovere il dialogo interculturale per agevolare l'ingresso nel mercato del lavoro per i migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo e per integrarli nella società;

26.  accoglie con favore le proposte della Commissione riguardanti lo strumento di determinazione delle competenze per i cittadini di paesi terzi e spera che questa iniziativa conosca un rapido progresso; raccomanda che nell'ambito dell'approccio alle competenze dei migranti la nuova agenda per le competenze per l'Europa sia coerente con il piano d'azione sull'integrazione dei cittadini di paesi terzi; sottolinea che è necessario adottare un approccio più globale nei confronti del miglioramento del livello delle competenze dei migranti, anche tramite l'imprenditoria sociale, l'educazione civica e l'apprendimento informale, e che l'attenzione non dovrebbe limitarsi alla trasparenza, alla comparabilità e alla determinazione tempestiva delle competenze e delle qualifiche dei migranti;

27.  sostiene la necessità di agire in maniera coordinata per contrastare la fuga di cervelli, individuando misure opportune per l'utilizzo di tali competenze disponibili, in modo da prevenire la perdita di capitale umano nei vari paesi europei;

28.  rammenta che gli attuali investimenti nella capacità d'istruzione determineranno la qualità dei posti di lavoro odierni e futuri, la qualifica dei lavoratori, il benessere sociale e la partecipazione democratica alla società;

29.  invita gli Stati membri ad affrontare la questione dell'invecchiamento della popolazione incoraggiando lo sviluppo di competenze legate alla salute, al benessere e alla prevenzione delle malattie;

Il ruolo dell'istruzione nella lotta contro la disoccupazione, l'esclusione sociale e la povertà

30.  ritiene che la competitività, la crescita economica e la coesione sociale dell'UE dipendano largamente dai sistemi di istruzione e di formazione, i quali impediscono alle persone di rimanere indietro;

31.  ribadisce che l'istruzione e la formazione non sono solo fattori chiave per migliorare l'occupabilità, ma anche per promuovere lo sviluppo personale, l'inclusione e la coesione sociale e la cittadinanza attiva e, pertanto, ritiene che la parità di accesso all'istruzione di qualità unitamente a investimenti adeguati in capacità e competenze siano fondamentali per combattere l'elevato tasso di disoccupazione e l'esclusione sociale, soprattutto tra i gruppi più vulnerabili e svantaggiati (NEET, disoccupati di lunga durata, persone scarsamente qualificate, rifugiati e persone con disabilità); ricorda, a tale riguardo, che è indispensabile effettuare una vera previsione del fabbisogno futuro di competenze;

32.  deplora che gli investimenti nell'istruzione siano ancora insufficienti e che i ripetuti tagli alla spesa per l'istruzione colpiscano maggiormente gli studenti e gli adulti provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati;

33.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che tra il 2010 e il 2014 gli investimenti nell'istruzione e nella formazione siano diminuiti del 2,5 % nell'UE nel suo insieme(32); sottolinea la necessità di disporre di sistemi di istruzione pubblica dotati di risorse adeguate affinché l'istruzione possa assolvere al ruolo di lotta contro la disoccupazione, l'esclusione sociale e la povertà;

34.  evidenzia, come segnalato dall'OCSE(33), che una popolazione più istruita contribuisce a rendere le società più democratiche e le economie più sostenibili, oltre ad essere meno dipendente dall'assistenza pubblica e meno vulnerabile alle contrazioni economiche; osserva pertanto che investire nell'istruzione di qualità e nell'innovazione è fondamentale non solo per lottare contro la disoccupazione, la povertà e l'esclusione sociale, ma anche per consentire all'UE di competere con successo nei mercati mondiali; invita la Commissione e gli Stati membri a riportare gli investimenti pubblici nell'istruzione prescolastica, primaria e secondaria per tutti, in particolare per i bambini provenienti da contesti svantaggiati, almeno ai livelli pre-crisi;

35.  osserva che l'accesso alle opportunità di istruzione e di formazione deve essere un diritto per tutti in ogni fase della vita, in modo da poter acquisire competenze trasversali quali il calcolo numerico, l'alfabetizzazione digitale e mediatica, il pensiero critico, le competenze sociali e le capacità personali pertinenti; è del parere che la nuova agenda per le competenze sia un passo nella giusta direzione per incoraggiare un impegno condiviso verso una visione comune sull'importanza cruciale delle politiche in materia di apprendimento permanente;

36.  sottolinea l'importanza della partecipazione di associazioni esterne e ONG per fornire ai bambini altre abilità e competenze sociali, come arte e attività manuali, contribuendo all'integrazione, a una migliore comprensione del loro ambiente, alla solidarietà nell'apprendimento e nella vita e migliorando l'apprendimento di intere classi;

37.  richiama l'attenzione sul fatto che le persone con disabilità hanno esigenze particolari e che pertanto necessitano di un'assistenza adeguata per l'acquisizione di competenze; invita la Commissione e gli Stati membri, in sede di attuazione della nuova agenda per le competenze, ad adottare un approccio inclusivo nell'elaborazione delle politiche in materia di istruzione e formazione, anche mediante personale docente di sostegno e facendo sì che le informazioni sulle competenze e sulle opportunità di formazione e finanziamento siano disponibili e accessibili quanti più gruppi di persone possibile, tenendo conto della grande varietà di disabilità esistenti; ritiene che l'imprenditoria sia un'opzione possibile per molte persone con disabilità nell'ottica di sostenere la loro partecipazione al mercato del lavoro; fa notare, a tale riguardo, l'importanza di migliorare le competenze digitali delle persone con disabilità nonché il ruolo fondamentale ricoperto dalle tecnologie accessibili;

38.  constata che, sebbene venga sempre più riconosciuto il potenziale di un'educazione e una cura di qualità per la prima infanzia nel ridurre l'abbandono scolastico e nel porre solide basi per il futuro apprendimento, la nuova agenda per le competenze manca di una visione lungimirante per quanto riguarda le prime fasi dell'educazione; invita pertanto gli Stati membri a investire in iniziative ECEC di elevata qualità al fine di migliorare la qualità e ampliare l'accesso a queste ultime, nonché ad adottare misure volte a ridurre l'abbandono scolastico;

39.  invita gli Stati membri a sostenere nello specifico il quadro di qualità del 2014 sull'educazione e cura della prima infanzia(34) e insiste sul fatto che occorre rendere disponibili programmi pertinenti per dare una seconda possibilità a tutti i giovani che hanno abbandonato la scuola primaria o secondaria; reputa auspicabile il completamento dell'istruzione secondaria;

40.  sottolinea che l'istruzione non dovrebbe soltanto fornire le competenze e le capacità corrispondenti alle esigenze del mercato del lavoro, ma dovrebbe altresì contribuire allo sviluppo e alla crescita personali dei giovani al fine di renderli cittadini proattivi e responsabili;

41.  invita gli Stati membri a convogliare gli investimenti in un'istruzione inclusiva che risponda alle sfide sociali e assicuri parità di accesso e di opportunità per tutti, compresi i giovani provenienti da ambienti socioeconomici diversi e i gruppi vulnerabili e svantaggiati;

42.  invita gli Stati membri ad ampliare l'offerta di istruzione e formazione di "seconda opportunità" per meglio integrare nel mercato del lavoro i gruppi a rischio;

43.  accoglie con favore le proposte della Commissione in materia di sviluppo delle competenze, volte a ridurre le disparità nell'istruzione e gli svantaggi nell'intero arco della vita di una persona, le quali consentirebbero quindi ai cittadini europei di combattere in modo efficace la disoccupazione e garantire la competitività e l'innovazione in Europa, ma richiama l'attenzione su una serie di ostacoli amministrativi che rallentano i progressi nel conseguire tali obiettivi per quanto riguarda la mobilità dei professionisti, il riconoscimento delle qualifiche e l'insegnamento delle qualifiche professionali;

44.  chiede, a tal fine, agli Stati membri di garantire che il sistema d'informazione del mercato interno (IMI) funzioni correttamente, faciliti migliori scambi di dati e instauri una migliore cooperazione amministrativa senza creare inutili oneri amministrativi, di introdurre procedure più semplici e più rapide per il riconoscimento delle qualifiche professionali e dei requisiti dello sviluppo professionale continuo dei professionisti qualificati che intendono lavorare in un altro Stato membro, nonché di prevenire la discriminazione di ogni genere;

45.  invita la Commissione e gli Stati membri in particolare a facilitare l'accesso allo sviluppo delle competenze per i cittadini vulnerabili, valutando la necessità di istituire strumenti specifici, ad esempio centri informazioni dell'UE a livello locale e indicatori specifici nell'ambito del quadro delle competenze chiave onde tenere conto delle necessità dei gruppi svantaggiati;

Aumentare le opportunità di apprendimento permanente

46.  mette in risalto l'importanza dell'apprendimento permanente per la formazione autonoma dei lavoratori, compreso l'aggiornamento costante rispetto alle condizioni di lavoro in continua evoluzione(35), nonché l'importanza di creare opportunità per tutti, onde promuovere una cultura dell'apprendimento a tutte le età in Europa; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a promuovere e a investire nell'apprendimento permanente, in particolare nei paesi dove il tasso di partecipazione è inferiore alla soglia di riferimento del 15 %;

47.  osserva con preoccupazione la situazione inaccettabile di 70 milioni di europei privi di competenze di base; accoglie con favore, pertanto, la creazione dell'iniziativa "percorsi di miglioramento del livello delle competenze" e insiste sulla necessità che venga attuata e monitorata senza indugio; invita inoltre la Commissione e gli Stati membri a promuovere un approccio continuativo in materia di miglioramento del livello di competenze, riqualificazione professionale e apprendimento permanente, introducendo programmi che siano diversificati per incrementare l'accesso e la motivazione nonché adeguati alle esigenze individuali di ciascuno Stato membro, sia per i disoccupati che per gli occupati;

48.  ritiene che l'iniziativa sui "percorsi di miglioramento del livello delle competenze" dovrebbe prevedere una valutazione personalizzata delle esigenze di apprendimento, un'offerta didattica di qualità e una convalida sistematica delle abilità e delle competenze acquisite, consentendone il facile riconoscimento sul mercato del lavoro; sottolinea la necessità di garantire un accesso generalizzato alla banda larga per consentire l'alfabetizzazione digitale; deplora che il Parlamento europeo non sia stato coinvolto nella definizione dell'iniziativa;

49.  sottolinea che lo sviluppo di competenze settoriali e specifiche deve essere una responsabilità condivisa tra gli erogatori di istruzione, i datori di lavoro e i sindacati e che, pertanto, gli Stati membri dovrebbero garantire uno stretto dialogo con le parti sociali; insiste sul fatto che tutti gli attori pertinenti nel mercato del lavoro dovrebbero essere coinvolti nel processo di formazione così come nella progettazione e nella fornitura di servizi di formazione, al fine di dotare le persone delle competenze necessarie nell'arco di tutta la carriera nonché di consentire alle imprese di essere competitive, promuovendo al tempo stesso lo sviluppo personale, i posti di lavoro di qualità e le prospettive e lo sviluppo professionali;

50.  sottolinea la necessità di sviluppare sistemi d'istruzione e formazione complessi per fornire ai discenti diversi tipi di competenze: competenze di base (alfabetiche e matematiche e digitali); competenze generiche avanzate (capacità di risolvere problemi e di apprendimento); competenze professionali, tecniche, settoriali e specifiche delle varie occupazioni; competenze socio-emotive;

51.  sottolinea che comprendere le esigenze specifiche delle persone scarsamente qualificate e fornire loro una formazione personalizzata rappresenta una fase essenziale nella progettazione di programmi di formazione più efficaci; ricorda che la capacità di rispondere e di adattarsi alle esperienze maturate e all'evolversi delle situazioni è un elemento cruciale per l'efficacia del processo educativo;

52.  insiste sul fatto che l'attività di sensibilizzazione e di orientamento rivolta alle persone in situazioni svantaggiate, comprese le persone con disabilità, i disoccupati di lungo periodo e i gruppi sottorappresentati, che potrebbero non conoscere i vantaggi ottenibili sviluppando le loro competenze oppure le opportunità di riqualificazione o di miglioramento del livello delle competenze, è di fondamentale importanza per il successo di tale iniziativa;

53.  invita la Commissione e gli Stati membri a intraprendere un'azione mirata in materia di riqualificazione e convalida delle competenze dei genitori che ritornano al lavoro dopo un periodo di congedo familiare;

54.  chiede il coinvolgimento attivo di tutti i soggetti interessati nonché un dialogo con gli stessi, non solo a livello nazionale ed europeo, ma anche a livello locale e regionale, per rispondere alle reali situazioni ed esigenze del mercato del lavoro;

55.  ricorda la necessità di includere l'apprendimento permanente nel contesto più ampio dell'alfabetizzazione professionale;

Rafforzamento dei collegamenti tra istruzione e occupazione

56.  ricorda che per colmare il divario di competenze e gli squilibri tra domanda e offerta sul mercato del lavoro e promuovere le opportunità di mobilità sociale, anche per quanto riguarda la formazione professionale e gli apprendistati, è essenziale promuovere una crescita sostenibile, la coesione sociale, la creazione di posti di lavoro, l'innovazione e l'imprenditorialità, in particolare per le PMI e l'artigianato; incoraggia pertanto gli Stati membri a promuovere l'apprendimento professionale, coerentemente con i fabbisogni economici;

57.  sottolinea la necessità di impegnarsi a favore di un approccio più flessibile, individuale e personalizzato(36) riguardo allo sviluppo della carriera e all'istruzione e formazione permanenti durante l'intero percorso lavorativo e di sviluppo personale, e riconosce il ruolo che entrambe le parti interessate pubbliche e private possono svolgere al riguardo, riconoscendo nel contempo che gli orientamenti e le consulenze che rispondono alle esigenze e alle preferenze individuali e si concentrano sulla valutazione e sull'ampliamento delle competenze personali devono essere un elemento centrale delle politiche in materia di istruzione e di competenze sin dalle prime fasi;

58.  invita gli Stati membri, di concerto con le parti sociali, a sviluppare e mettere in atto politiche che prevedano congedi per l'istruzione e la formazione, come pure la formazione sul luogo di lavoro; chiede loro di rendere accessibile l'apprendimento all'interno e all'esterno del luogo di lavoro, compresi i congedi retribuiti per la formazione, a tutti i lavoratori e in particolare a quelli che si trovano in situazioni svantaggiate, specialmente le lavoratrici;

59.  sottolinea che qualsiasi politica in materia di competenze dovrebbe non solo tenere in considerazione le trasformazioni in atto nel mercato del lavoro, ma anche garantire che la strategia sia sufficientemente universale a livello di portata in modo da sviluppare la capacità di apprendimento dei lavoratori e da facilitarne l'adattamento alle sfide future;

60.  sottolinea che lo sviluppo delle competenze deve essere una responsabilità condivisa tra gli operatori del settore dell'istruzione e i datori di lavoro; insiste sul fatto che l'industria/i datori di lavoro dovrebbero essere coinvolti nella fornitura delle competenze necessarie e nella formazione delle persone, al fine di rendere le imprese competitive e, al tempo stesso, rafforzare l'autostima delle persone interessate;

61.  ribadisce che per rafforzare l'occupabilità, l'innovazione e la cittadinanza attiva, inclusa la cittadinanza ecologica, le competenze di base devono andare di pari passo con altre competenze e atteggiamenti chiave: creatività, coscienza ambientale, spirito d'iniziativa, competenze nelle lingue straniere, pensiero critico anche mediante l'alfabetizzazione elettronica e mediatica, e competenze che rispecchino i settori in crescita;

62.  sottolinea l'enorme potenziale, in termini di innovazione e occupazione, costituito dalle fonti di energia rinnovabili e dalla ricerca di una maggiore efficienza delle risorse e dell'energia; invita la Commissione e gli Stati membri, in considerazione delle opportunità di istruzione e occupazione, a tenere conto delle questioni energetiche e ambientali al momento di attuare la nuova agenda per le competenze;

63.  sottolinea la necessità di attuare un sostegno su misura per coloro che si formano sul posto di lavoro, per gli apprendisti e i dipendenti, al fine di garantire l'inclusione di tutti gli individui nel mercato del lavoro;

64.  riconosce l'importanza di promuovere apprendistati e tirocini basati sul lavoro come uno degli strumenti che permettono di facilitare ulteriormente l'integrazione delle persone nel mercato del lavoro, vale a dire creando ponti/scambi di competenze intergenerazionali;

65.  osserva che gli apprendistati, i tirocini e la formazione in competenze specifiche sono considerati le tipologie più efficaci di formazione per evitare che i giovani ricadano nella condizione di NEET; osserva che, com'è stato evidenziato, disporre di un sistema duale d'istruzione e formazione professionale e accademica riduce il gruppo dei NEET poiché consente a un numero maggiore di giovani di rimanere nell'ambito dell'istruzione/formazione e ne migliora l'occupabilità, aiutandoli a procedere più agevolmente verso l'occupazione/la carriera; sottolinea che, secondo quanto rivelano le analisi macroeconomiche, una combinazione tra un sistema duale di istruzione e formazione e politiche attive del mercato del lavoro produce i risultati migliori;

66.  invita gli Stati membri a sostenere la formazione sul posto di lavoro, interaziendale e lo sviluppo di competenze per le PMI;

67.  chiede che siano adottate misure concrete al fine di facilitare la transizione dei giovani dalla scuola al lavoro, garantendo tirocini e apprendistati di qualità e retribuiti, fornendo loro attività di formazione pratiche e in loco, e programmi di scambio transfrontalieri come Erasmus per giovani imprenditori, dando ai giovani la possibilità di mettere in pratica le loro conoscenze e i loro talenti e di disporre di un adeguato insieme di diritti sociali ed economici e dell'accesso a un'adeguata protezione occupazionale e sociale, secondo quanto previsto dalla legislazione e dalla prassi nazionale, come avviene per i lavoratori adulti; invita gli Stati membri a sostenere in particolare le PMI affinché anch'esse possano accogliere tirocinanti e partecipanti a programmi di alternanza scuola-lavoro;

68.  invita gli Stati membri a garantire un quadro di qualità che non consenta di utilizzare tirocini e apprendistati come una fonte di manodopera a basso costo o gratuita; evidenzia che la comprensione delle norme di base in materia di salute e sicurezza e dei diritti in termini di luogo di lavoro è altrettanto importante per sviluppare un'occupazione di qualità e prevenire lo sfruttamento; invita a tal fine gli Stati membri a istituire quadri giuridici nazionali di qualità in materia di tirocini e apprendistati, garantendo in particolare tutele occupazionali e un'adeguata copertura in termini di sicurezza sociale;

69.  invita la Commissione a presentare un quadro di qualità per l'apprendistato e invita gli Stati membri ad appoggiarlo(37);

70.  ritiene che, per anticipare il futuro fabbisogno di competenze, la società civile, in particolare le organizzazioni giovanili e quelle che operano nell'ambito della comunità, le parti sociali e gli operatori del settore dell'istruzione e della formazione nonché i servizi di supporto specializzati debbano essere attivamente coinvolti a tutti i livelli, in particolare nella concezione, attuazione e valutazione dei programmi di formazione professionale, assicurando un'efficace e reale transizione dall'istruzione formale all'apprendimento basato sul lavoro e all'occupazione di qualità;

71.  sottolinea la necessità di garantire che le qualifiche siano significative per i datori di lavoro, coinvolgendo nella loro definizione gli attori del mercato del lavoro;

Ruolo chiave dell'apprendimento non formale e informale

72.  insiste sull'importanza di convalidare l'apprendimento non formale e informale al fine di coinvolgere e responsabilizzare i discenti; riconosce che ciò è particolarmente evidente per coloro che versano in situazioni vulnerabili o di svantaggio, come i lavoratori poco qualificati o i rifugiati che necessitano di un accesso prioritario alle modalità di convalida;

73.  deplora il fatto che i datori di lavoro e gli operatori del settore dell'istruzione formale non riconoscono a sufficienza il valore e la rilevanza delle abilità, delle competenze e delle conoscenze acquisite attraverso l'apprendimento non formale e informale; sottolinea, a tal proposito, la necessità di adoperarsi per rimediare alla scarsa consapevolezza in materia di convalida tra tutti i soggetti interessati;

74.  riconosce che la mancanza di comparabilità e coerenza tra gli approcci di convalida nell'ambito dei paesi dell'UE, soprattutto in merito all'IFP, rappresenta un ulteriore ostacolo; riconosce altresì che l'effettivo accesso, il riconoscimento e il sostegno finanziario continuano a essere un problema reale soprattutto per i gruppi svantaggiati, come i soggetti poco qualificati che hanno bisogno di un accesso prioritario alla convalida;

75.  esorta la Commissione e gli Stati membri a promuovere azioni di sensibilizzazione riguardo alle possibilità di convalida; accoglie con favore, a tale proposito, i progressi compiuti negli ultimi anni nel contesto dell'attuazione della raccomandazione del Consiglio sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale entro il 2018; è del parere, tuttavia, che siano necessari ulteriori sforzi per stabilire i quadri giuridici pertinenti e creare le strategie globali di convalida che ne rendano possibile la realizzazione;

76.  ricorda che molti degli strumenti di trasparenza europei esistenti, come il Quadro europeo delle qualifiche (EQF) e il sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionali (ECVET), sono stati sviluppati separatamente; evidenzia che, per consentire agli individui di misurare meglio i loro progressi e le loro opportunità, e capitalizzare i risultati dell'apprendimento raggiunti in contesti diversi, è necessario coordinare e sostenere meglio tali iniziative attraverso sistemi di garanzia della qualità e integrarle in un quadro di qualifiche nazionali, al fine di consolidare la fiducia dei vari settori e attori, includendo i datori di lavoro;

77.  insiste sulla necessità di ridefinire il ruolo dell'istruzione non formale, che è essenziale per l'emancipazione delle persone, specialmente quelle più vulnerabili e svantaggiate, comprese le persone con esigenze speciali e con disabilità, e le persone meno qualificate e che hanno limitate opportunità di accesso all'istruzione formale; ritiene che gli erogatori di istruzione non formale e le ONG siano ben posizionati per raggiungere i gruppi svantaggiati che non partecipano al sistema d'istruzione formale, e che il loro ruolo andrebbe maggiormente sostenuto per garantire che i più bisognosi beneficino dell'agenda per le competenze;

78.  riconosce l'importanza del volontariato, che rappresenta uno degli strumenti per acquisire conoscenze, esperienze e competenze per il miglioramento dell'occupabilità e per conseguire qualifiche professionali;

79.  sottolinea che l'apprendimento non formale, anche attraverso il volontariato, svolge un ruolo cruciale per stimolare lo sviluppo di conoscenze trasferibili, competenze interculturali e competenze per la vita, come il lavoro di squadra, la creatività e lo spirito d'iniziativa, rafforzando nel contempo l'autostima e la motivazione ad apprendere;

80.  evidenzia altresì l'importanza dei programmi d'istruzione informale, delle attività artistiche e sportive e del dialogo interculturale, nell'ottica di coinvolgere attivamente i cittadini nei processi sociali e democratici rendendoli meno vulnerabili alla propaganda radicalista; sottolinea che i contesti di apprendimento informale e non formale svolgono un ruolo chiave nell'ambito degli sforzi di includere le persone che presentano le maggiori difficoltà nel trovare un lavoro e che sono pertanto vulnerabili; chiede agli Stati membri, a tale proposito, di procedere alla piena e tempestiva attuazione della raccomandazione del Consiglio, del 20 dicembre 2012, riguardante la convalida dell'apprendimento non formale e informale;

81.  sottolinea il valore delle competenze trasversali acquisite attraverso lo sport quale parte integrante dell'apprendimento non formale e informale e sottolinea, inoltre, il legame tra l'occupabilità nell'ambito dello sport, l'istruzione e la formazione;

82.  sottolinea che anche i contesti informali e non formali forniscono opportunità per promuovere attivamente i valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione, e per acquisire conoscenze in materia di cittadinanza, sostenibilità e diritti umani, inclusi i diritti delle donne e dei bambini;

83.  chiede agli Stati membri di introdurre procedure per il riconoscimento dell'istruzione informale e non formale, facendo riferimento alle migliori pratiche degli Stati membri che dispongono già di tali strumenti, onde garantire che i percorsi di miglioramento del livello delle competenze abbiano successo(38); osserva, a tale proposito, l'importanza di una risposta strategica indirizzata ai gruppi più lontani dal mercato del lavoro;

84.  sottolinea che gli ambiti di apprendimento informale e non formale, ampiamente diffusi nel contesto dell'istruzione a livello di comunità e di lavoro con i gruppi sottorappresentati nei contesti tradizionali dell'istruzione accademica e per adulti, svolgono un ruolo essenziale per l'inclusione delle persone emarginate e vulnerabili; afferma, a tal proposito, la necessità di tenere conto della prospettiva e delle esigenze di donne e ragazze, persone con disabilità, LGBTI, migranti e rifugiati e persone appartenenti a minoranze etniche;

85.  sottolinea l'importanza dell'orientamento professionale nel sostenere gli individui scarsamente qualificati; osserva, a tal proposito, l'importanza della capacità e qualità dei servizi pubblici e privati per l'impiego degli Stati membri;

86.  invita la Commissione e gli Stati membri a valutare la possibilità di introdurre strumenti comuni per la valutazione delle competenze nell'ambito del sistema Europass;

87.  invita gli Stati membri a sviluppare ulteriormente i propri sistemi di convalida e a sensibilizzare maggiormente i servizi di convalida disponibili; li incoraggia a creare percorsi più accessibili, interessanti e aperti al fine di promuovere l'istruzione, ad esempio mediante la formazione professionale;

Promuovere le competenze digitali, nel campo scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico (STEM) e imprenditoriale

88.  richiama l'attenzione sul fatto che nella società odierna, garantire le competenze digitali di base è una condizione essenziale per la realizzazione personale e professionale, ma è del parere che siano necessari ulteriori sforzi per dotare le persone di competenze digitali più specifiche affinché siano in grado di utilizzare le tecnologie digitali in modo innovativo e creativo;

89.  evidenzia la necessità di individuare le competenze richieste nell'ambito delle nuove tecnologie e di promuovere l'acquisizione delle competenze digitali richieste dalle società a media capitalizzazione, dalle micro e dalle piccole e medie imprese; richiama in particolare l'attenzione sul fatto che l'acquisizione delle competenze nell'era digitale avviene in un contesto di mutamenti rapidi e potenzialmente destabilizzanti per quanto riguarda i mercati del lavoro; per questa ragione si rende opportuna una formazione permanente che aiuti le persone ad adattarsi al cambiamento;

90.  ritiene che sia necessario attribuire maggiore importanza all'istruzione nelle discipline STEM al fine di migliorare l'apprendimento e l'insegnamento delle conoscenze digitali; sottolinea lo stretto legame tra la creatività e l'innovazione, e chiede pertanto l'inclusione delle discipline artistiche e dell'apprendimento creativo nell'agenda di apprendimento STEM, inoltre ritiene che le ragazze e le giovani donne debbano essere incoraggiate fin dalla più tenera età allo studio delle materie STEM;

91.  insiste sulla necessità di integrare le nuove tecnologie nel processo di insegnamento e di apprendimento e di favorire l'istruzione mediante esperienze pratiche e di vita reale, tenendo conto di programmi di studio in materia di TIC e media adeguati all'età e rispettosi dello sviluppo e del benessere dei minori e che prevede un orientamento precoce nell'uso responsabile della tecnologia promuovendo il pensiero critico al fine di dotare le persone delle giuste abilità, competenze e conoscenze, e al fine di garantire lo sviluppo dell'intera gamma di competenze digitali di cui necessitano gli individui e le imprese in un'economia sempre più digitale; rammenta la necessità di incoraggiare le ragazze e le giovani donne a intraprendere studi nel settore delle TIC;

92.  sottolinea, inoltre, la necessità di un approccio più collaborativo, coordinato e mirato per lo sviluppo e l'attuazione di strategie per le competenze digitali;

93.  incoraggia a tal fine la Commissione ad aumentare i finanziamenti nell'ambito dei programmi quadro europei, nonché del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), onde promuovere società europee inclusive, innovative e riflessive per permettere a tutti i cittadini, in particolare a quelli provenienti da contesti socio-economici precari o da zone isolate, alle persone con disabilità, agli anziani e ai disoccupati, di partecipare pienamente alla società e al mercato del lavoro;

94.  accoglie la proposta della Commissione di sollecitare gli Stati membri a elaborare strategie nazionali globali per le competenze digitali, con particolare attenzione alla riduzione del divario digitale, in particolare per quanto concerne le persone anziane; evidenzia tuttavia che, affinché tali strategie siano efficaci, è necessario garantire opportunità di apprendimento lungo tutto l'arco della vita per il personale del settore dell'istruzione, una forte leadership e innovazione pedagogica a tutti i livelli dell'istruzione e ad hoc per ogni livello, basandosi su una chiara visione di una pedagogia mediatica consona all'età e allo sviluppo, nonché su una formazione e aggiornamenti iniziali e continui per gli insegnanti e uno scambio delle migliori pratiche;

95.  evidenzia che l'alfabetizzazione mediatica consente ai cittadini di acquisire una conoscenza critica dei media, ampliando e sviluppando così le risorse e le opportunità offerte dalla "alfabetizzazione digitale";

96.  invita gli Stati membri a intensificare i loro sforzi per migliorare l'alfabetizzazione mediatica nei programmi scolastici e nelle istituzioni preposte alla formazione culturale, e a sviluppare iniziative a livello nazionale, regionale o locale che coprano tutti i livelli di istruzione e formazione formale, informale e non formale;

97.  ribadisce che l'insieme delle competenze digitali deve includere l'alfabetizzazione digitale e mediatica nonché il pensiero critico e creativo, affinché i discenti non diventino semplici fruitori delle tecnologie ma creatori attivi, innovatori e cittadini responsabili in un mondo digitalizzato;

98.  invita gli Stati membri a mettere a disposizione opportunità di formazione nel campo delle TIC e di sviluppo delle competenze digitali e dell'alfabetizzazione mediatica a tutti i livelli di istruzione; sottolinea, a tale proposito, l'importanza delle risorse educative aperte che garantiscono l'accesso all'istruzione per tutti;

99.  sottolinea la necessità di includere elementi di educazione all'imprenditorialità, compresa l'imprenditoria sociale, in tutti i livelli di istruzione e in diversi ambiti disciplinari, dal momento che promuovere fin dall'inizio lo spirito imprenditoriale tra i giovani rafforzerà l'occupabilità, il sostegno nella lotta contro la disoccupazione giovanile, è incoraggerà la creatività, il pensiero critico e le competenze in materia di leadership, che sono utili per avviare progetti in ambito sociale e contribuire alle comunità locali; sottolinea inoltre in tale contesto l'importanza di imparare dalle esperienze e del concetto di "fallimento positivo";

100.  ritiene che l'educazione all'imprenditorialità debba includere una dimensione sociale, affinché si possa rilanciare l'economia contrastando nel contempo le privazioni, l'esclusione sociale e altri problemi sociali, e contemplare materie quali il commercio equo, l'impresa sociale e i modelli di impresa alternativi come le cooperative, per cercare di realizzare un'economia più sociale, inclusiva e sostenibile;

101.  ricorda che le industrie creative figurano tra i settori in rapida crescita e maggiormente caratterizzati dallo spirito imprenditoriale e che l'educazione creativa consente di sviluppare competenze trasferibili quali il pensiero creativo, la capacità di risolvere problemi, il lavoro di squadra e l'ingegnosità; riconosce che i settori artistici e dei media attirano particolarmente i giovani;

102.  rileva che l'imprenditorialità richiede lo sviluppo di competenze trasversali quali la creatività, la riflessione critica, il lavoro di squadra e lo spirito di iniziativa, che contribuiscono alla crescita personale e professionale dei giovani e ne agevolano la transizione al mercato del lavoro; ritiene pertanto che occorra agevolare e incoraggiare la partecipazione degli imprenditori al processo di istruzione;

103.  sollecita un dialogo attivo, la condivisione dei dati e la collaborazione tra la comunità accademica, altri istituti od operatori dell'istruzione e formazione, le parti sociali e il mondo del lavoro, affinché vengano sviluppati programmi di istruzione che forniscano ai giovani le capacità, le competenze e le conoscenze necessarie;

Modernizzare l'IFP e concentrarsi sul valore dell'apprendimento basato sul lavoro

104.  invita la Commissione, gli Stati membri e le parti sociali a definire e attuare politiche che prevedano congedi a fini di istruzione e formazione, nonché misure di formazione professionale e apprendimento permanente sul lavoro, anche in Stati membri diversi dal proprio; li esorta a rendere l'apprendimento sul lavoro e al di fuori di esso, ivi comprese le opportunità di studio retribuite, accessibile a tutti i lavoratori, segnatamente a quanti presentano condizioni svantaggiate, ponendo inoltre l'accento sulle lavoratrici che operano in settori in cui le donne sono strutturalmente sottorappresentate(39);

105.  ribadisce l'importanza dell'istruzione e della formazione professionali (IFP) quale forma d'istruzione pertinente non soltanto per migliorare l'occupabilità e aprire loro la strada verso il raggiungimento delle qualifiche professionali, ma anche per dare pari opportunità a tutti i cittadini, compresi i gruppi socialmente vulnerabili e svantaggiati;

106.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire investimenti adeguati nell'istruzione e nella formazione professionale al fine di renderla più pertinente per i discenti, i datori di lavoro e la società, secondo un approccio educativo olistico e partecipativo, e di adeguarla alle esigenze del mercato del lavoro, facendo sì che essa diventi parte integrante del sistema di istruzione attraverso un approccio partecipativo, integrato e coordinato, nonché a garantire norme elevate in materia di qualifiche e la garanzia della qualità in tale ambito; sottolinea la necessità di una più stretta collaborazione tra l'istruzione e la formazione professionale e gli istituti d'istruzione superiore al fine di garantire a chi possiede un titolo d'istruzione e formazione professionale di passare agevolmente all'istruzione superiore;

107.  ritiene essenziale agevolare la transizione tra l'istruzione accademica e professionale;

108.  sottolinea la necessità di rafforzare le pratiche di orientamento professionale e alla carriera sia nel sistema d'istruzione che nella formazione per adulti affinché possano acquisire le competenze e le capacità necessarie all'interno del proprio paese, nei settori a valore aggiunto e con un potenziale d'investimento;

109.  accoglie con favore le iniziative intraprese dalla Commissione per promuovere l'IFP; riconosce che il potenziale dell'IFP in termini di mobilità non è stato ancora pienamente sfruttato; ritiene che la destinazione di fondi aggiuntivi alle istituzioni IFP potrebbe contribuire ad aumentare la mobilità IFP e a migliorare la qualità, l'importanza e il carattere inclusivo dell'IFP;

110.  sottolinea la necessità di studiare la possibilità di una mobilità intersettoriale, non solo nella professione di insegnante nel quadro dell'IFP ma anche tra le scuole nel loro complesso;

111.  sostiene che la principale responsabilità per la qualità dell'IFP spetta allo Stato membro e al livello regionale; invita la Commissione a promuovere l'IFP e a facilitare lo scambio delle migliori pratiche;

112.  invita gli Stati membri a rinnovare l'IFP mediante investimenti adeguati e personale qualificato, rafforzando il collegamento con il mercato del lavoro e i datori di lavoro, e diffondendo la consapevolezza che l'IFP rappresenta un valido percorso educativo e professionale;

113.  invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare l'attrattiva e lo status dell'IFP e la mobilità IFP quale scelta importante nel percorso lavorativo personale, assicurando che i giovani e le rispettive famiglie abbiano accesso ad informazioni e orientamenti sulle opportunità di IFP, investimenti adeguati per migliorare la qualità e la pertinenza dell'IFP, che sia accessibile e alla portata di tutti, e che venga realizzato un maggior numero di collegamenti tra l'istruzione accademica e l'IFP, promuovendo altresì l'equilibrio di genere e la non discriminazione nei programmi di IFP;

114.  chiede obiettivi specifici come la realizzazione di un sistema di trasferimento e riconoscimento di crediti pienamente operativo, utilizzando il sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale (ECVET);

115.  invita la Commissione e gli Stati membri, al fine di ridurre il numero di persone che abbandonano la scuola o la formazione e il numero dei NEET, a sviluppare e confrontare le migliori esperienze dei partenariati tra le attività di istruzione e la formazione professionale; raccomanda di adoperarsi in tal senso attraverso la cooperazione tra scuole secondarie e imprese, anche mediante l'apprendistato, al fine di creare seconde opportunità, ottenere una maggiore integrazione tra i sistemi e adattare meglio le competenze alle effettive necessità;

116.  incoraggia gli Stati membri a stabilire sistemi duali di qualità di istruzione e formazione professionale in coordinamento con gli attori economici locali e regionali, sulla base dello scambio di migliori pratiche e in linea con la natura specifica di ciascun sistema educativo, nell'ottica di superare gli squilibri esistenti e futuri in materia di competenze;

117.  invita gli Stati membri a migliorare la raccolta di dati sulla progressione delle carriere dei beneficiari dell'IFP per affrontare meglio le loro prospettive occupazionali, valutare la qualità dell'IFP e permettere agli studenti di compiere scelte professionali informate;

118.  ricorda che è necessario un maggiore sostegno alla mobilità dei discenti e degli insegnanti; invita pertanto gli Stati membri a includere il sostegno alla mobilità nei loro programmi nazionali, affinché un'ampia percentuale di giovani possa beneficiare di un'esperienza all'estero;

Insegnanti e formatori

119.  ritiene che gli insegnanti e i formatori svolgano un ruolo chiave per quanto riguarda i risultati dei discenti; evidenzia pertanto l'esigenza di investire, sostenendolo, nello sviluppo professionale iniziale e continuo degli insegnanti di tutti i settori dell'istruzione e la necessità di garantire un'occupazione di qualità e di istituire servizi di orientamento professionale lungo tutto l'arco della vita, il che deve essere una priorità costante in tutta l'UE;

120.  sottolinea che il miglioramento della condizione e del livello delle competenze di tutti gli insegnanti, formatori, tutori ed educatori costituirebbe un requisito essenziale per la realizzazione della nuova agenda per le competenze e che occorre compiere ulteriori sforzi per attrarre i giovani a lavorare nel sistema educativo e motivare gli insegnanti a rimanere nella professione, anche migliorando le politiche atte a farli restare; osserva che questo richiede la considerazione e la valorizzazione degli insegnanti, condizioni lavorative e salariali interessanti, un migliore accesso all'aggiornamento professionale durante l'orario di lavoro, specialmente in riferimento alla didattica digitale, nonché misure di protezione e prevenzione nei confronti di violenze e molestie negli istituti di formazione; invita gli Stati membri a promuovere una maggiore uguaglianza di genere nella docenza; sottolinea che il miglioramento delle pratiche di insegnamento e di apprendimento innovative facilitando la mobilità e lo scambio delle migliori pratiche potrebbero essere un passo verso tale obiettivo;

121.  ricorda che in alcuni Stati membri la formazione degli insegnanti ha risentito notevolmente della crisi economica e finanziaria; sottolinea l'importanza di investire negli insegnanti, nei formatori e negli educatori e di dotarli di nuove competenze e tecniche d'insegnamento in linea con gli sviluppi tecnologici e sociali;

122.  invita gli Stati membri a investire fortemente nell'apprendimento permanente del personale docente, anche attraverso esperienze pratiche all'estero, e a garantire il loro continuo sviluppo professionale, aiutandoli inoltre a sviluppare nuove competenze quali quelle in materia di TIC, imprenditoria e istruzione inclusiva; evidenzia, a tale proposito, che dovrebbero essere previste giornate di formazione retribuite in modo adeguato per tutto il personale docente;

123.  sottolinea la necessità di sviluppare le competenze degli insegnanti nell'ambito dell'IFP per fornire agli studenti competenze imprenditoriali in stretta collaborazione con le PMI; sottolinea, a tale riguardo, la promozione di pratiche di assunzione flessibili (ad es. insegnanti con esperienza settoriale);

124.  raccomanda agli Stati membri di prevedere incentivi per assumere per la professione d'insegnante candidati dotati di un elevato livello di competenze e per premiare gli insegnanti capaci;

L'attuazione dell'agenda per le nuove competenze: sfide e raccomandazioni

125.  invita la Commissione a lavorare in stretta collaborazione con il Cedefop per meglio stimare e anticipare le future esigenze in fatto di competenze e adattarle meglio all'offerta del mercato del lavoro;

126.  sottolinea la necessità che la nuova agenda per le competenze sia ulteriormente elaborata, attuata e monitorata in cooperazione con tutte le pertinenti parti interessate, comprese le parti sociali, le organizzazioni della società civile e i fornitori d'istruzione non formale, i servizi per l'impiego e le autorità locali; invita la Commissione a incoraggiare la promozione di partenariati più ampi con le citate parti interessate;

127.  invita la Commissione e gli Stati membri a porre un accento particolare, nel corso dell'attuazione dell'iniziativa, sul coordinamento delle varie organizzazioni direttamente o indirettamente coinvolte nello sviluppo delle competenze, quali ministeri, autorità locali, servizi pubblici per l'impiego e altre agenzie, istituti d'istruzione e formazione e organizzazioni non governative;

128.  invita la Commissione e gli Stati membri a continuare a rendere più visibile l'IFP e a rafforzare la sua qualità e la sua attrattiva; invita la Commissione a incoraggiare gli Stati membri a fissare ulteriori obiettivi per incoraggiare l'apprendimento basato sul lavoro nei programmi di IFP;

129.  chiede una maggiore cooperazione fra operatori IFP e operatori del settore dell'istruzione superiore per colmare l'attuale divario e garantire la riuscita transizione dei diplomati IFP verso l'istruzione superiore; raccomanda a questo proposito di imparare dalle migliori pratiche presenti in vari Stati membri che possiedono sistemi efficienti di istruzione duale;

130.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare un approccio coordinato e integrato nei confronti delle politiche sociali, dell'istruzione e dell'occupazione, in modo da permettere l'evoluzione costante e adattativa dell'IFP e da rendere accessibile alle persone provenienti da tale percorso il passaggio ai livelli superiori di studi e d'istruzione;

131.  sottolinea la necessità di migliorare la comprensione e la comparabilità delle differenti qualifiche fra i vari Stati membri; accoglie la proposta di rivedere e sviluppare ulteriormente l'EQF e chiede che si potenzi la cooperazione fra gli Stati membri e tutte le parti interessate; sollecita una maggiore coerenza fra gli strumenti di qualifica dell'UE, ovvero l'EQF, l'ECVET e l'EQAVET;

132.  invita gli Stati membri a continuare a concentrarsi sull'offerta di opportunità ai loro cittadini, di tutte le età, per sviluppare le loro abilità e competenze digitali, promuovendo nel contempo la trasformazione digitale dell'economia e della società e ridefinendo le modalità secondo cui le persone apprendono, lavorano o fanno impresa nonché le implicazioni sociali generali di tali cambiamenti; invita a questo proposito gli Stati membri a prendere atto dell'intenzione della Commissione di concentrarsi sugli aspetti positivi di tale trasformazione attraverso la strategia dell'UE in materia di competenze informatiche; chiede un maggior coinvolgimento della società civile e delle parti sociali nella coalizione per le competenze e le professioni digitali;

133.  concorda sul piano per la cooperazione settoriale sulle competenze previsto dalla Commissione nel quadro del programma pilota per sei settori e ne incoraggia il proseguimento;

134.  invita la Commissione e gli Stati membri a continuare a concentrarsi sulle competenze digitali, in particolare sulla trasformazione digitale dell'economia e sulla ridefinizione delle modalità secondo cui le persone lavorano o fanno impresa, e prende atto dell'intenzione della Commissione di concentrarsi sugli aspetti positivi di tale trasformazione attraverso la strategia dell'UE in materia di competenze informatiche;

135.  chiede agli Stati membri di includere l'educazione all'imprenditorialità(40), ivi inclusa l'imprenditorialità sociale, fin dai primi anni come parte del programma di studi al fine di sviluppare uno spirito imprenditoriale individuale nei loro cittadini in quanto competenza cruciale per sostenere lo sviluppo personale, la cittadinanza attiva, l'inclusione sociale e l'occupabilità;

136.  incoraggia la Commissione a sviluppare quadri di competenza equivalente per altre competenze chiave, come quella inerente all'alfabetizzazione finanziaria, come avviene per le capacità digitali e imprenditoriali;

137.  è del parere che, affinché i "percorsi di miglioramento del livello delle competenze" proposti possano fare la differenza in modo tangibile, sia importante tenere conto dell'esperienza maturata con l'attuazione della garanzia per i giovani; ritiene, in particolare, che essa dovrebbe mirare a garantire un'attuazione più rapida, contemplare un approccio integrato con i servizi sociali di accompagnamento e promuovere una maggiore cooperazione con le parti sociali quali i sindacati, le associazioni dei datori di lavoro e altre parti interessate;

138.  ritiene che dotare le persone di un insieme minimo di competenze sia importante ma non sufficiente in quanto è fondamentale assicurare che ogni individuo venga incoraggiato ad acquisire abilità e competenze avanzate per adattarsi meglio al futuro, soprattutto nel caso di gruppi vulnerabili a rischio di occupazioni precarie;

139.  deplora la mancanza di finanziamenti specifici per l'attuazione delle proposte, che possono rivelarsi un ostacolo significativo verso l'adozione di azioni che fanno una reale differenza a livello nazionale, ma è del parere che gli Stati membri debbano essere incoraggiati ad approfittare interamente delle fonti di finanziamento esistenti e disponibili per sostenere l'attuazione dell'Agenda, in particolare il Fondo sociale europeo; sottolinea che le fonti di finanziamento proposte, ovvero il FSE e il programma Erasmus+, sono già impegnate a livello nazionale; invita pertanto la Commissione a incoraggiare gli Stati membri a investire di più in una spesa efficiente in materia di competenze e di incoraggiarla, dato che si tratta di investimenti importanti nel capitale umano che generano una ricaduta in termini non solo sociali ma anche economici;

140.  invita la Commissione e gli Stati membri a mettere a disposizione finanziamenti al fine di colmare il divario tecnologico e digitale esistente tra gli istituti di istruzione e di formazione che sono ben attrezzati e quelli che non lo sono, e di sostenere il miglioramento delle competenze tecnologiche di docenti e formatori, per restare al passo con il mondo di oggi, sempre più a carattere digitale, nell'ambito delle strategie nazionali per le competenze digitali;

141.  raccomanda vivamente di affrontare il divario digitale e di dare a tutti pari opportunità quanto all'accesso alle tecnologie digitali e all'acquisizione delle competenze, dell'attitudine e delle motivazioni necessarie per la partecipazione digitale;

142.  chiede che la Commissione e gli Stati membri si occupino anche di questioni quali gli scarsi risultati scolastici degli allievi in alcuni campi, i bassi tassi di partecipazione nella formazione per adulti, l'abbandono scolastico precoce, l'inclusione sociale, l'impegno civico, i divari di genere e i tassi di occupabilità dei laureati;

143.  invita gli Stati membri a favorire la cooperazione e a rafforzare le sinergie tra gli operatori del settore dell'istruzione formale, non formale e informale, le regioni e le autorità locali, i datori di lavoro e la società civile, in consultazione con le parti sociali, nell'ottica di raggiungere un gruppo più ampio di persone scarsamente qualificate, al fine di tenere maggiormente conto delle loro esigenze specifiche;

144.  chiede che si renda possibile una maggiore flessibilità nell'apprendimento, in riferimento al luogo, alle modalità e ai metodi di apprendimento, che permetta di attirare una gamma diversificata di discenti e di soddisfarne le necessità, migliorando di conseguenza le opportunità di apprendimento per tutte le persone;

145.  accoglie la proposta di revisione del quadro delle competenze chiave, che offre un valido riferimento e fornisce un'interpretazione comune per lo sviluppo di competenze trasversali e invita a rafforzare il suo impatto a livello nazionale, anche nei programmi di studio e nella formazione degli insegnanti; invita pertanto la Commissione a stabilire un collegamento tra il quadro delle competenze chiave e la raccomandazione del Consiglio del 2012 sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale;

146.  accoglie con favore prevista revisione del quadro europeo delle qualifiche, la quale dovrebbe contribuire a migliorare la leggibilità delle competenze e delle qualifiche esistenti nei vari paesi dell'UE; sottolinea che tale tipo di strumento è fondamentale per lo sviluppo della mobilità professionale, in particolare nelle zone di confine, ed evidenzia la necessità di garantire una maggiore visibilità per le capacità, le competenze e le conoscenze acquisite tramite l'apprendimento non formale e informale;

147.  invita gli Stati membri ad adottare un approccio ampio nell'attuare i percorsi di miglioramento del livello delle competenze, offrendo diverse opportunità che tengano conto delle esigenze concrete a livello locale, regionale e settoriale (ad esempio per quanto concerne le competenze interculturali, civiche, ecologiche, linguistiche, relative alla salute e alla famiglia), e che dovrebbero andare al di là della fornitura di competenze di base;

148.  invita la Commissione a sostenere gli sforzi degli Stati membri tramite attività di apprendimento reciproco e scambio di buone pratiche in termini strategici;

149.  accoglie con favore e incoraggia la revisione del quadro Europass, in particolare il passaggio dall'uso di Europass come meccanismo basato sui documenti a piattaforma basata sui servizi, e lo sforzo di rendere più visibili i diversi tipi di apprendimento e competenze, in particolare quelli acquisiti al di fuori dall'istruzione formale;

150.  ritiene che la revisione dovrebbe garantire che i gruppi svantaggiati, quali le persone con disabilità, quelle poco qualificate, gli anziani o i disoccupati di lungo periodo, possano beneficiare di questi strumenti e considera cruciale garantirne l'accessibilità alle persone con disabilità;

151.  ritiene che le disparità di genere in riferimento allo sviluppo delle competenze dovrebbero essere meglio prese in considerazione nella nuova agenda per le competenze;

152.  accoglie con favore l'iniziativa d'introdurre un sistema di tracciabilità dei laureati per offrire un approccio più pertinente e basato su dati concreti per l'elaborazione di programmi di studio e offerte di lavoro; chiede un sistema simile per la tracciabilità su vasta scala dei diplomati IFP;

153.  chiede un sostegno continuo e crescente al programma di mobilità Erasmus+, che offre e promuove opportunità di apprendimento e formazione inclusivi per i giovani, gli educatori, i volontari, gli apprendisti, i tirocinanti e i giovani lavoratori;

154.  invita la Commissione ad analizzare i sistemi nazionali in materia di qualifiche e propone un loro adeguamento per soddisfare le mutevoli esigenze delle nuove professioni emergenti; sottolinea la necessità che gli Stati membri sostengano la professione di insegnante, facilitando l'accesso alle informazioni sulle tecnologie di punta, e ricorda, a tale scopo, la piattaforma eTwinning elaborata dalla Commissione;

155.  invita la Commissione a proclamare un Anno europeo dell'apprendimento degli adulti, che contribuirà ad aumentare la consapevolezza del valore della formazione degli adulti e dell'"invecchiamento attivo" in tutta Europa, e a prevedere un tempo sufficiente per la sua preparazione a livello UE e nazionale;

156.  invita la Commissione a organizzare con cadenza annuale un "Forum europeo delle competenze" per permettere alle autorità in materia, agli istituti d'istruzione, ai professionisti, agli studenti, ai datori di lavoro e ai lavoratori di scambiare le migliori pratiche per quanto riguarda previsione, sviluppo e convalida delle competenze;

o
o   o

157.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU C 119 del 28.5.2009, pag. 2.
(2) GU C 351 E del 2.12.2011, pag. 29.
(3) GU C 484 del 24.12.2016, pag. 1.
(4) GU C 67 del 20.2.2016, pag. 1.
(5) GU C 120 del 26.4.2013, pag. 1.
(6) GU C 398 del 22.12.2012, pag. 1.
(7) GU C 191 dell'1.7.2011, pag. 1.
(8) GU C 372 del 20.12.2011, pag. 1.
(9) GU C 290 del 4.12.2007, pag. 1.
(10) GU C 417 del 15.12.2015, pag. 36.
(11) GU C 64 del 5.3.2013, pag. 5.
(12) GU C 111 del 6.5.2008, pag. 1.
(13) Testi approvati, P8_TA(2016)0338.
(14) Testi approvati, P8_TA(2016)0107.
(15) Testi approvati, P8_TA(2016)0008.
(16) GU C 265 dell'11.8.2017, pag. 48.
(17) Testi approvati, P8_TA(2015)0292.
(18) Testi approvati, P8_TA(2015)0321.
(19) https://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/lsa/119628.pdf
(20) http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-6268-2017-INIT/it/pdf
(21) Testi approvati, P8_TA(2016)0005.
(22) Direzione generale per l'occupazione, gli affari sociali e l'inclusione (ISBN: 978-92-79-26866-3); http://www.euricse.eu/wp-content/uploads/2015/03/social-economy-guide.pdf
(23) Testi approvati, P8_TA(2015)0411.
(24) Commissione europea (2016), "Analytical underpinning for a New Skills Agenda for Europe"(SWD(2016)0195).
(25) Cedefop, di prossima pubblicazione, CE, 2016.
(26) http://www.cedefop.europa.eu/en/events-and-projects/projects/assisting-eu-countries-skills-matching
(27) Cfr. SWD(2016)0195.
(28) "Boosting the competitiveness of cultural and creative industries for growth and jobs" (Stimolare la competitività delle industrie culturali e creative per la crescita e l'occupazione), 2015.
(29) Uno sguardo sulla società 2016 – Indicatori sociali OCSE.
(30) Cedefop, "Rising STEMs Database", marzo 2014.
(31) Un sistema di istruzione duale combina l'apprendistato in un'azienda con la formazione professionale presso una scuola professionale in un solo corso.
(32) Relazione di monitoraggio del settore dell'istruzione e della formazione per il 2016.
(33) https://www.oecd.org/education/school/50293148.pdf
(34) Eurofound (2015), "Early childhood care: working conditions, training and quality of services – A systematic review" (Assistenza alla prima infanzia: condizioni di lavoro, formazione e qualità dei servizi – Un'analisi sistematica).
(35) Cfr. testi approvati, P8_TA(2016)0338.
(36) Il passaggio ai risultati dell'apprendimento - politiche e prassi in Europa – Cedefop.
(37) Da elaborarsi sulla base del parere del comitato consultivo per la formazione professionale dal titolo "A Shared Vision for Quality and Effective Apprenticeships and Work-based Learning" (Una visione condivisa per gli apprendistati di qualità ed efficaci e l'apprendimento basato sul lavoro), approvato il 2 dicembre 2016.
(38) Raccomandazione del Consiglio del 19 dicembre 2016.
(39) Cfr. testi approvati, P8_TA(2016)0338.
(40) Commissione europea/EACEA/Eurydice, 2016.L'educazione all'imprenditorialità nella scuola in Europa. Relazione Eurydice.

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