Indice 
Testi approvati
Mercoledì 4 ottobre 2017 - StrasburgoEdizione definitiva
Accordo che istituisce la Fondazione internazionale UE-ALC ***
 Disposizioni dell'acquis di Schengen concernenti il sistema d'informazione visti in Bulgaria e in Romania *
 Scambio automatizzato di dati di immatricolazione dei veicoli nella Repubblica ceca *
 Scambio automatizzato di dati dattiloscopici in Portogallo *
 Scambio automatizzato di dati dattiloscopici in Grecia *
 Disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri ***I
 Registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri ***I
 Sistema di ispezioni per l'esercizio in condizioni di sicurezza di traghetti ro-ro e di unità veloci da passeggeri adibiti a servizi di linea ***I
 Obiezione a un atto di esecuzione: criteri scientifici per la determinazione delle proprietà di interferente endocrino
 Soia geneticamente modificata FG72 × A5547-127
 Soia geneticamente modificata DAS-44406-6
 Eliminazione del matrimonio infantile
 Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2017 (COP23) a Bonn (Germania)

Accordo che istituisce la Fondazione internazionale UE-ALC ***
PDF 232kWORD 46k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo che istituisce la Fondazione internazionale UE-ALC (11342/2016 – C8-0458/2016 – 2016/0217(NLE))
P8_TA(2017)0368A8-0279/2017

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (11342/2016),

–  visto il progetto di accordo che istituisce la fondazione internazionale UE-ALC (11356/2016),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma degli articoli 209, paragrafo 2, e 212, paragrafo 1, e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), punto i), e paragrafo 8, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) (C8-0458/2016),

–  visti l'articolo 99, paragrafi 1 e 4, e l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per gli affari esteri (A8-0279/2017),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e dei paesi della Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici (CELAC).


Disposizioni dell'acquis di Schengen concernenti il sistema d'informazione visti in Bulgaria e in Romania *
PDF 233kWORD 46k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione del Consiglio relativa all'attuazione di talune disposizioni dell'acquis di Schengen concernenti il sistema d'informazione visti nella Repubblica di Bulgaria e in Romania (10161/2017 – C8-0224/2017 – 2017/0808(CNS))
P8_TA(2017)0369A8-0286/2017

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (10161/2017),

–  visto l'articolo 4, paragrafo 2, dell'Atto di adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0224/2017),

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0286/2017),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.


Scambio automatizzato di dati di immatricolazione dei veicoli nella Repubblica ceca *
PDF 230kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio relativa all'avvio nella Repubblica ceca dello scambio automatizzato di dati di immatricolazione dei veicoli (09893/2017 – C8-0197/2017 – 2017/0806(CNS))
P8_TA(2017)0370A8-0288/2017

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (09893/2017),

–  visti l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, quale modificato dal trattato di Amsterdam, e l'articolo 9 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0197/2017),

–  vista la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera(1), in particolare l'articolo 33,

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0288/2017),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1)GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1.


Scambio automatizzato di dati dattiloscopici in Portogallo *
PDF 229kWORD 48k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio relativa all'avvio in Portogallo dello scambio automatizzato di dati dattiloscopici (09898/2017 – C8-0213/2017 – 2017/0807(CNS))
P8_TA(2017)0371A8-0289/2017

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (09898/2017),

–  visti l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, come modificato dal trattato di Amsterdam, e l'articolo 9 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0213/2017),

–  vista la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera(1), in particolare l'articolo 33,

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0289/2017),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1)GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1.


Scambio automatizzato di dati dattiloscopici in Grecia *
PDF 230kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio relativa all'avvio in Grecia dello scambio automatizzato di dati dattiloscopici (10476/2017 – C8-0230/2017 – 2017/0809(CNS))
P8_TA(2017)0372A8-0287/2017

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (10476/2017),

–  visti l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, quale modificato dal trattato di Amsterdam, e l'articolo 9 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0230/2017),

–  vista la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera(1), in particolare l'articolo 33,

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0287/2017),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento, al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1.


Disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri ***I
PDF 237kWORD 56k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2009/45/CE del Consiglio relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri (COM(2016)0369 – C8-0208/2016 – 2016/0170(COD))
P8_TA(2017)0373A8-0167/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0369),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 100, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0208/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 19 ottobre 2016(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 21 giugno 2017, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i trasporti e il turismo e il parere della commissione giuridica (A8-0167/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 4 ottobre 2017 in vista dell'adozione della direttiva (UE) 2017/... del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2009/45/CE, relativa alle disposizioni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, la direttiva (UE) 2017/2108.)

(1) GU C 34 del 2.2.2017, pag. 167.


Registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri ***I
PDF 239kWORD 49k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 98/41/CE del Consiglio relativa alla registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri della Comunità e che abroga la direttiva 2010/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo o in partenza da porti degli Stati membri (COM(2016)0370 – C8-0209/2016 – 2016/0171(COD))
P8_TA(2017)0374A8-0168/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0370),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 100, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0209/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 19 ottobre 2016(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 21 giugno 2017, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i trasporti e il turismo e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0168/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 4 ottobre 2017 in vista dell'adozione della direttiva (UE) 2017/... del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 98/41/CE del Consiglio, relativa alla registrazione delle persone a bordo delle navi da passeggeri che effettuano viaggi da e verso i porti degli Stati membri della Comunità, e la direttiva 2010/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa alle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e/o in partenza da porti degli Stati membri

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, la direttiva (UE) 2017/2109.)

(1) GU C 34 del 2.2.2017, pag. 172.


Sistema di ispezioni per l'esercizio in condizioni di sicurezza di traghetti ro-ro e di unità veloci da passeggeri adibiti a servizi di linea ***I
PDF 239kWORD 62k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a un sistema di ispezioni per l'esercizio in condizioni di sicurezza di traghetti ro-ro e di unità veloci da passeggeri adibiti a servizi di linea e che modifica la direttiva 2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al controllo da parte dello Stato di approdo e abroga la direttiva 1999/35/CE del Consiglio (COM(2016)0371 – C8-0210/2016 – 2016/0172(COD))
P8_TA(2017)0375A8-0165/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0371),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 100, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0210/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 19 ottobre 2016(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 21 giugno 2017, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0165/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 4 ottobre 2017 in vista dell'adozione della direttiva (UE) 2017/... del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a un sistema di ispezioni per l'esercizio in condizioni di sicurezza di navi ro-ro da passeggeri e di unità veloci da passeggeri adibite a servizi di linea e che modifica la direttiva 2009/16/CE e abroga la direttiva 1999/35/CE del Consiglio

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, la direttiva (UE) 2017/2110.)

(1) GU C 34 del 2.2.2017, pag. 176.


Obiezione a un atto di esecuzione: criteri scientifici per la determinazione delle proprietà di interferente endocrino
PDF 259kWORD 52k
Risoluzione del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sul progetto di regolamento della Commissione che modifica l'allegato II del regolamento (CE) n. 1107/2009 stabilendo criteri scientifici per la determinazione delle proprietà di interferente endocrino (D048947/06 – 2017/2801(RPS))
P8_TA(2017)0376B8-0542/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di regolamento della Commissione che modifica l'allegato II del regolamento (CE) n. 1107/2009 stabilendo criteri scientifici per la determinazione delle proprietà di interferente endocrino (D048947/06) ("progetto di regolamento"),

–  visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE(1), in particolare l'articolo 4, paragrafo 1, l'articolo 78, paragrafo 1, lettera a), e l'allegato II, punto 3.6.5., secondo comma, e punto 3.8.2.,

–  vista la sentenza del Tribunale della Corte di giustizia dell'Unione europea, del 16 dicembre 2015(2), e in particolare i paragrafi 71 e 72,

–  vista la sua risoluzione dell'8 giugno 2016 sulle sostanze che alterano il sistema endocrino: situazione in seguito alla sentenza del Tribunale dell'Unione europea del 16 dicembre 2015(3),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 15 giugno 2016, relativa agli interferenti endocrini e ai progetti di atti della Commissione che definiscono i criteri scientifici per la loro determinazione nel contesto della normativa dell'UE sui prodotti fitosanitari e sui biocidi (COM(2016)0350),

–  vista la relazione di sintesi del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi, riunitosi a Bruxelles il 28 febbraio 2017,

–  vista la sua risoluzione del 14 marzo 2013 sulla protezione della salute pubblica dagli interferenti endocrini(4),

–  visto l'articolo 5 bis, paragrafo 3, lettera b), della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione(5),

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  visto l'articolo 106, paragrafi 2 e 3, e paragrafo 4, lettera c), del suo regolamento,

A.  considerando che, in conformità dell'allegato II, punto 3.8.2., del regolamento (CE) n. 1107/2009, una sostanza attiva è approvata soltanto se è considerata priva di proprietà che alterano il sistema endocrino che possono produrre effetti nocivi in organismi non bersaglio, a meno che l'esposizione di questi ultimi a tale sostanza attiva in un prodotto fitosanitario, nelle condizioni realistiche d'uso proposte, sia trascurabile (criterio di esclusione per l'ambiente);

B.  considerando che, in linea con l'allegato II, punto 3.6.5., secondo comma, del regolamento (CE) n. 1107/2009, entro il 4 dicembre 2013, la Commissione presenta, al comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali un progetto delle misure concernenti i criteri scientifici specifici per la determinazione delle proprietà d'interferente endocrino;

C.  considerando che, il 4 luglio 2017, il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali ha espresso parere positivo sul progetto di regolamento, nonostante il voto contrario di tre Stati membri e l'astensione di quattro;

D.  considerando che l'ultimo paragrafo del progetto di regolamento stabilisce che "se il meccanismo d'azione fitosanitario previsto della sostanza attiva oggetto di valutazione consiste nel controllo di organismi bersaglio diversi dai vertebrati attraverso i loro sistemi endocrini, gli effetti sugli organismi appartenenti allo stesso phylum tassonomico dell'organismo bersaglio non vengono considerati per l'identificazione della sostanza come avente proprietà di interferente endocrino per gli organismi non bersaglio";

E.  considerando che, nella sentenza della causa T-521/14, il Tribunale afferma chiaramente che "la spécification des critères scientifiques pour la détermination des propriétés perturbant le système endocrinien ne peut se faire que de manière objective, au regard de données scientifiques relatives audit système, indépendamment de toute autre considération, en particulier économique"(6) (paragrafo 71);

F.  considerando che il fatto di escludere che una sostanza avente un meccanismo d'azione endocrino voluto sia identificata come interferente endocrino per organismi non bersaglio non è un approccio scientifico;

G.  considerando pertanto che il progetto di regolamento non può essere considerato come basato su dati scientifici oggettivi relativi al sistema endocrino, come richiesto dal Tribunale; che la Commissione oltrepassa pertanto le sue competenze esecutive;

H.  considerando che la reale intenzione dell'ultimo paragrafo sopracitato è chiaramente indicata nella relazione di sintesi del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi riunitosi a Bruxelles il 28 febbraio 2017, in cui si afferma che "inoltre, la logica che sottende la disposizione sulle sostanze attive con un meccanismo d'azione endocrino voluto (di seguito denominate regolatori di crescita) è stata spiegata. [...] La disposizione sui regolatori di crescita consente di non applicare il criterio di esclusione alle sostanze con un meccanismo d'azione endocrino voluto [...]";

I.  considerando che tale ultimo paragrafo istituisce in effetti una deroga al criterio di esclusione previsto all'allegato II, punto 3.8.2., del regolamento (CE) n. 1107/2009;

J.  considerando che traspare chiaramente, dai considerando da 6 a 10 e dall'articolo 1, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1107/2009, che il legislatore, nell'affrontare la complessa questione di definire delle norme per l'approvazione delle sostanze attive, ha dovuto conseguire un delicato equilibrio tra obiettivi diversi e potenzialmente in contrasto tra loro, vale a dire la produzione agricola e il mercato interno, da un lato, e la tutela della salute e dell'ambiente, dall'altro;

K.  considerando che, nella sentenza di cui sopra, il Tribunale ha stabilito che: "Dans ce contexte, il importe de relever que, en adoptant le règlement n° 528/2012, le législateur a procédé à une mise en balance de l’objectif d’amélioration du marché intérieur et de celui de la préservation de la santé humaine, de la santé animale et de l’environnement, que la Commission se doit de respecter et ne saurait remettre en cause [...]. Or, dans le cadre de la mise en œuvre des pouvoirs qui lui sont délégués par le législateur, la Commission ne saurait remettre en cause cet équilibre, ce que cette institution a d’ailleurs en substance admis lors de l’audience."(7) (paragrafo 72);

L.  considerando che ciò è stato ribadito dal Parlamento nella sua risoluzione dell'8 giugno 2016, in cui si sottolinea che "in base alla sentenza emessa dal Tribunale, la determinazione di criteri scientifici può essere effettuata solo in maniera obiettiva sulla base di dati scientifici relativi al sistema endocrino, indipendentemente da ogni altra considerazione, in particolare di natura economica, e che la Commissione non ha la facoltà di modificare l'equilibrio normativo stabilito in un atto di base attraverso l'applicazione dei poteri che le sono delegati a norma dell'articolo 290 TFUE";

M.  considerando che le stesse limitazioni in materia di competenze si applicano alla Commissione nel contesto di un atto di esecuzione nel quadro della procedura di regolamentazione con controllo;

N.  considerando che, secondo la comunicazione della Commissione del 15 giugno 2016, "la questione che la Commissione affronta con la presente iniziativa è stabilire criteri che consentano di determinare che cosa sia o non sia un interferente endocrino ai fini dei prodotti fitosanitari e dei biocidi: non si tratta cioè di decidere come disciplinare queste sostanze. Dal punto di vista normativo le conseguenze sono già state stabilite dal legislatore nei regolamenti sui prodotti fitosanitari (2009) e sui biocidi (2012).";

O.  considerando che il criterio di esclusione di cui all'allegato II, punto 3.8.2., del regolamento (CE) n. 1107/2009 costituisce un elemento essenziale del regolamento;

P.  considerando che, in linea con la giurisprudenza consolidata, l'adozione di elementi normativi che sono essenziali per una data materia è riservata al legislatore dell'Unione e non può essere delegata alla Commissione;

Q.  considerando che la Commissione ha oltrepassato le sue competenze esecutive modificando un elemento normativo essenziale del regolamento (CE) n. 1107/2009, in contrasto con il riconoscimento dei limiti delle sue competenze nella sentenza della Corte nella causa T-521-14, in contrasto con le dichiarazioni contenute nella sua comunicazione del 15 giugno 2016 e in contrasto con lo Stato di diritto, principio fondamentale dell'Unione;

R.  considerando che, anche se gli sviluppi in ambito scientifico e tecnico dovessero fornire validi motivi per l'introduzione di una deroga in relazione alle condizioni di approvazione delle sostanze con un meccanismo di azione endocrino voluto, tale deroga potrebbe essere introdotta solo mediante una procedura legislativa intesa a modificare il regolamento (CE) n. 1107/2009 in conformità dell'articolo 194 TFUE;

1.  si oppone all'adozione del progetto di regolamento della Commissione;

2.  ritiene che il progetto di regolamento della Commissione oltrepassi le competenze di esecuzione previste nel regolamento (CE) n. 1107/2009;

3.  chiede alla Commissione di ritirare il progetto di regolamento e di presentare senza indugio un nuovo progetto al comitato;

4.  chiede alla Commissione di modificare il progetto di regolamento sopprimendo l'ultimo paragrafo;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.
(2) Sentenza della Corte di giustizia del 16 dicembre 2015, Svezia/Commissione, T-521/14, ECLI:EU:T:2015:976.
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0270.
(4)4 GU C 36 del 29.1.2016, pag. 85.
(5) GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
(6) Poiché la sentenza nella causa T-521/14 è disponibile solo in versione francese e svedese, la versione italiana del testo è fornita dai servizi di traduzione del Parlamento europeo: "la determinazione di criteri scientifici per l'identificazione delle proprietà di interferenza endocrina può essere effettuata solo in maniera obiettiva, sulla base di dati scientifici relativi al sistema endocrino, indipendentemente da ogni altra considerazione, in particolare di natura economica".
(7) Poiché la sentenza nella causa T-521/14 è disponibile solo in versione francese e svedese, la versione italiana del testo è fornita dai servizi di traduzione del Parlamento europeo: "In tale contesto, occorre rilevare che, adottando il regolamento (UE) n. 528/2012, il legislatore ha soppesato l'obiettivo di miglioramento del mercato interno con quello della tutela della salute umana, della salute animale e dell'ambiente, che la Commissione ha il dovere di rispettare e non può rimettere in questione [...]. Nel quadro dell'esercizio dei poteri che le sono delegati dal legislatore, la Commissione non può mettere in questione tale equilibrio, fatto che essa ha inoltre sostanzialmente riconosciuto nel corso dell'udienza."


Soia geneticamente modificata FG72 × A5547-127
PDF 280kWORD 56k
Risoluzione del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 × A5547-127, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (D051972 – 2017/2879(RSP))
P8_TA(2017)0377B8-0540/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 × A5547-127, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (D051972),

–  visto il regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati(1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 3, l'articolo 9, paragrafo 2, l'articolo 19, paragrafo 3, e l'articolo 21, paragrafo 2,

–  visto il fatto che, in occasione del voto del 17 luglio 2017, il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, non ha espresso parere,

–  visti gli articoli 11 e 13 del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione(2),

–  visto il parere adottato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) il 1° marzo 2017 e pubblicato il 6 aprile 2017(3),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 182/2011 che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (COM(2017)0085, COD(2017)0035),

–  viste le sue precedenti risoluzioni che sollevano obiezioni all'autorizzazione di organismi geneticamente modificati(4),

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  visto l'articolo 106, paragrafi 2 e 3, del suo regolamento,

A.  considerando che il 10 dicembre 2013 Bayer Crop Science LP e M.S. Technologies LLC hanno presentato una domanda di immissione in commercio di alimenti, ingredienti alimentari e mangimi contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 × A5547-127 all'autorità nazionale competente dei Paesi Bassi, a norma degli articoli 5 e 17 del regolamento (CE) n. 1829/2003; che la domanda riguardava altresì l'immissione in commercio di soia geneticamente modificata FG72 × A5547-127 in prodotti, diversi dagli alimenti e dai mangimi, contenenti o costituiti da tale soia e destinati agli stessi usi di tutti gli altri tipi di soia, ad eccezione della coltivazione;

B.  considerando che il 1° marzo 2017 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha espresso parere favorevole in conformità degli articoli 6 e 18 del regolamento (CE) n. 1829/2003, e che tale parere è stato pubblicato il 6 aprile 2017(5);

C.  considerando che il regolamento (CE) n. 1829/2003 stabilisce che alimenti o mangimi geneticamente modificati non devono avere effetti nocivi sulla salute umana, la salute degli animali o l'ambiente e che la Commissione deve tenere conto di ogni disposizione pertinente del diritto dell'Unione e di altri fattori legittimi pertinenti alla questione in esame al momento di elaborare la sua decisione;

D.  considerando che la soia FG72 × A5547-127 è stata sviluppata per conferire tolleranza agli erbicidi a base di isoxaflutolo (5-ciclopropilisossazol-4-il 2-mesil-4-trifluorometilfenil chetone), glifosato (N-(fosfonometil)glicina) e glufosinato (l-fosfinotricina) ammonio; che la tolleranza a tali erbicidi viene conseguita per espressione rispettivamente delle proteine HPPD W336 (4-idrossifenilpiruvato diossigenasi), 2mEPSPS (5-enolpiruvil-shikimato-3-fosfato sintasi) e PAT (fosfinotricina acetiltransferasi);

E.  considerando che durante il periodo di consultazione di tre mesi gli Stati membri hanno presentato varie osservazioni critiche(6); che alcune delle osservazioni più critiche hanno sottolineato che in assenza di un test di tossicità subcronica a 90 giorni non è possibile trarre alcuna conclusione sui rischi correlati all'utilizzo di questo OGM negli alimenti e nei mangimi, che le informazioni fornite sulla composizione, sulla valutazione fenotipica e sulla tossicologia sono insufficienti, che in base a tali informazioni sono state tratte conclusioni premature sull'equivalenza tra l'OGM e la soia convenzionale come pure sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi e che tale soia OGM non è stata testata con il necessario rigore scientifico per accertarne la sicurezza;

F.  considerando che, secondo uno studio indipendente, la valutazione del rischio condotta dall'EFSA non è accettabile nella sua forma attuale in quanto non riconosce le lacune in termini di informazioni e le incertezze e non effettua una valutazione della tossicità o dell'impatto sul sistema immunitario e sull'apparato riproduttivo(7);

G.  considerando che l'attuale autorizzazione per il glifosato scade il 31 dicembre 2017; che le questioni legate alla cancerogenicità del glifosato rimangono aperte; che nel novembre 2015 l'EFSA ha concluso che è improbabile che il glifosato sia cancerogeno e nel marzo 2017 l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha stabilito che la classificazione non era giustificata; che, al contrario, nel 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell'OMS ha classificato il glifosato come "probabilmente cancerogeno per l'uomo";

H.  considerando che il glufosinato è classificato come tossico per la riproduzione e rientra quindi nei criteri di esclusione stabiliti nel regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari(8); che l'approvazione del glufosinato scade il 31 luglio 2018(9);

I.  considerando che l'isoxaflutolo potrebbe essere cancerogeno per l'uomo(10), è tossico per alcuni organismi acquatici e piante non bersaglio e, insieme ai suoi prodotti di degradazione e ai suoi metaboliti, contamina facilmente le acque; che, alla luce di tali preoccupazioni, il suo utilizzo è soggetto a restrizioni(11);

J.  considerando che l'applicazione degli erbicidi complementari rientra tra le normali pratiche agricole della coltivazione di piante resistenti agli erbicidi e ci si può pertanto attendere che nel raccolto saranno sempre presenti residui di irrorazione, che sono costituenti inevitabili; che è stato mostrato che le colture geneticamente modificate resistenti agli erbicidi determinano un utilizzo maggiore di erbicidi complementari rispetto alle loro alternative convenzionali(12);

K.  considerando che i residui di irrorazione degli erbicidi complementari non sono stati valutati dall'ESFA; che non si può pertanto concludere che la soia geneticamente modificata irrorata con isoxaflutolo, glifosato e glufosinato possa essere utilizzata in modo sicuro negli alimenti e nei mangimi;

L.  considerando che lo sviluppo di colture geneticamente modificate resistenti a diversi erbicidi selettivi è dovuto principalmente alla rapida evoluzione della resistenza delle piante infestanti al glifosato in paesi che hanno fatto massiccio ricorso a colture geneticamente modificate; che oltre venti diverse varietà di piante infestanti resistenti al glifosato sono documentate nelle pubblicazioni scientifiche(13); che dal 2009 sono state individuate piante infestanti resistenti al glufosinato;

M.  considerando che il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, ha votato il 17 luglio 2017 senza esprimere parere; che 15 Stati membri hanno votato a sfavore, solo 10 Stati membri, che rappresentano appena il 38,43 % della popolazione dell'Unione, hanno votato a favore e tre si sono astenuti;

N.  considerando che il 14 settembre 2017 il comitato di appello ha votato senza esprimere parere; che 15 Stati membri hanno votato a sfavore, solo 11 Stati membri, che rappresentano il 38,69 % della popolazione dell'Unione, hanno votato a favore e due si sono astenuti;

O.  considerando che in numerose occasioni la Commissione ha deplorato il fatto che, dall'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1829/2003, le decisioni di autorizzazione sono state da essa adottate senza il sostegno del parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e che il rinvio del fascicolo alla Commissione per la decisione finale, decisamente un'eccezione per la procedura nel suo insieme, è diventato la norma per quanto attiene alle decisioni in tema di autorizzazioni di alimenti e mangimi geneticamente modificati; che questa prassi è stata deplorata anche dal Presidente della Commissione Juncker in quanto non democratica(14);

P.  considerando che il 28 ottobre 2015 il Parlamento ha respinto in prima lettura la proposta legislativa del 22 aprile 2015 che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003(15) e ha chiesto alla Commissione di ritirarla e di presentarne una nuova;

Q.  considerando che, come indicato al considerando 14 del regolamento (UE) n. 182/2011, la Commissione dovrebbe, nella misura del possibile, agire in modo da evitare di contrastare qualsiasi posizione predominante che possa emergere nel comitato di appello avverso l'adeguatezza di un atto di esecuzione, specialmente in settori sensibili quali la salute dei consumatori, la sicurezza alimentare e l'ambiente;

1.  ritiene che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione ecceda le competenze di esecuzione previste dal regolamento (CE) n. 1829/2003;

2.  ritiene che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione non sia conforme al diritto dell'Unione, in quanto non è compatibile con l'obiettivo del regolamento (CE) n. 1829/2003, che consiste, in conformità dei principi generali sanciti dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio(16), nel fornire la base per garantire un elevato livello di tutela della vita e della salute umana, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori in relazione agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, garantendo nel contempo l'efficace funzionamento del mercato interno;

3.  chiede alla Commissione di ritirare il progetto di decisione di esecuzione;

4.  invita la Commissione a sospendere qualsiasi decisione di esecuzione riguardante le domande di autorizzazione di organismi geneticamente modificati finché la procedura di autorizzazione non sarà stata rivista in modo da affrontare le carenze dell'attuale procedura, che si è rivelata inadeguata;

5.  invita la Commissione a non autorizzare alcuna pianta geneticamente modificata resistente agli erbicidi (HT GMP) senza una valutazione completa dei residui di irrorazione degli erbicidi complementari e dei loro formulati commerciali applicati nei paesi di coltivazione;

6.  invita la Commissione a non autorizzare alcuna pianta geneticamente modificata resa resistente a una combinazione di erbicidi, come nel caso della soia FG72 × A5547-127, senza una valutazione completa degli effetti cumulativi specifici dei residui di irrorazione della combinazione degli erbicidi complementari e dei loro formulati commerciali applicati nei paesi di coltivazione;

7.  invita la Commissione a richiedere prove molto più dettagliate dei rischi per la salute legati a eventi combinati quali la soia FG72 × A5547-127;

8.  invita la Commissione a elaborare strategie per la valutazione del rischio per la salute e la tossicologia, nonché per il monitoraggio successivo all'immissione in commercio, che siano mirate all'intera catena alimentare e dei mangimi;

9.  invita la Commissione a integrare pienamente la valutazione del rischio dell'applicazione degli erbicidi complementari e dei loro residui nella valutazione del rischio delle piante geneticamente modificate resistenti agli erbicidi, a prescindere dal fatto che la pianta geneticamente modificata sia destinata alla coltivazione nell'Unione o all'importazione per alimenti e mangimi;

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 268 del 18.10.2003, pag. 1.
(2) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
(3) https://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/4744
(4)––––––––––––––– – Risoluzione del 16 gennaio 2014 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa all'immissione in commercio per la coltivazione, a norma della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, di un granturco (Zea mays L., linea 1507) geneticamente modificato per renderlo resistente a determinati parassiti dell'ordine dei lepidotteri (GU C 482 del 23.12.2016, pag. 110).Risoluzione del 16 dicembre 2015 sulla decisione di esecuzione (UE) 2015/2279 della Commissione, del 4 dicembre 2015, che autorizza l'immissione sul mercato di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato NK603 × T25 (Testi approvati, P8_TA(2015)0456).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87705 × MON 89788 (Testi approvati, P8_TA(2016)0040).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 (Testi approvati, P8_TA(2016)0039).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 (MST-FGØ72-2) (Testi approvati, P8_TA(2016)0038).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × MIR162 × MIR604 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due o tre di tali eventi (Testi approvati, P8_TA(2016)0271).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione per quanto concerne l'immissione in commercio di un garofano geneticamente modificato (Dianthus caryophyllus L., linea shd-27531-4) (Testi approvati, P8_TA(2016)0272).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione per l'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco geneticamente modificato MON 810 (Testi approvati, P8_TA(2016)0388).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti a base di granturco geneticamente modificato MON 810 (Testi approvati, P8_TA(2016)0389).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco Bt11 geneticamente modificato (Testi approvati, P8_TA(2016)0386).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco 1507 geneticamente modificato (Testi approvati, P8_TA(2016)0387).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato 281-24-236 × 3006-210-23 × MON 88913 (Testi approvati, P8_TA(2016)0390).Risoluzione del 5 aprile 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due, tre o quattro degli eventi Bt11, 59122, MIR604, 1507 e GA21, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0123).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato DAS-40278-9 a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0215).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato GHB119 (BCS-GHØØ5-8) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (Testi approvati, P8_TA(2017)0214). Risoluzione del 13 settembre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-68416-4, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0341).
(5) https://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/4744
(6) Allegato G – Osservazioni degli Stati membri e risposte del gruppo di esperti sugli OGM, http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/questionLoader?question=EFSA-Q-2011-00052
(7) http://www.testbiotech.org/en/node/1975
(8) GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.
(9) Regolamento di esecuzione (UE) 2015/404 della Commissione, dell'11 marzo 2015, che modifica il regolamento (UE) n. 540/2011 per quanto riguarda la proroga dei periodi di approvazione delle sostanze attive beflubutamid, captano, dimetoato, dimetomorf, etoprofos, fipronil, folpet, formetanato, glufosinato, metiocarb, metribuzin, fosmet, pirimifosmetile e propamocarb (GU L 67 del 12.3.2015, pag. 6).
(10) https://a816-healthpsi.nyc.gov/ll37/pdf/carcclassJuly2004_1.pdf
(11) Allegato G – Osservazioni degli Stati membri e risposte del gruppo di esperti sugli OGM, pag. 27, http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/questionLoader?question=EFSA-Q-2013-01032
(12) https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00267-015-0589-7
(13) https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-94-007-7796-5_12
(14) Si vedano, ad esempio, il discorso di apertura della sessione plenaria del Parlamento, incluso negli orientamenti politici per la prossima Commissione europea (Strasburgo, 15 luglio 2014), e il discorso sullo stato dell'Unione 2016 (Strasburgo, 14 settembre 2016).
(15) Testi approvati, P8_TA(2015)0379.
(16) GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1.


Soia geneticamente modificata DAS-44406-6
PDF 283kWORD 57k
Risoluzione del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-44406-6, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (D051971 – 2017/2878(RSP))
P8_TA(2017)0378B8-0541/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-44406-6, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (D051971),

–  visto il regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati(1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 3, l'articolo 9, paragrafo 2, l'articolo 19, paragrafo 3, e l'articolo 21, paragrafo 2,

–  visto il fatto che il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, ha votato il lunedì 17 luglio 2017 senza esprimere parere,

–  visti gli articoli 11 e 13 del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione(2),

–  visto il parere adottato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) il 17 febbraio 2017 e pubblicato il 21 marzo 2017(3),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 182/2011 che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (COM(2017)0085, COD(2017)0035),

–  viste le sue precedenti risoluzioni che sollevano obiezioni all'autorizzazione di organismi geneticamente modificati(4),

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  visto l'articolo 106, paragrafi 2 e 3, del suo regolamento,

A.  considerando che il 16 febbraio 2012 Dow Agrosciences LLC e MS Technologies LLC hanno presentato una domanda di immissione sul mercato di alimenti, ingredienti alimentari e mangimi contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-44406-6 all'autorità nazionale competente dei Paesi Bassi, a norma degli articoli 5 e 17 del regolamento (CE) n. 1829/2003; che la domanda riguardava altresì l'immissione in commercio di soia geneticamente modificata DAS-44406-6 in prodotti, diversi dagli alimenti e dai mangimi, contenenti o costituiti da tale soia e destinati agli stessi usi di tutti gli altri tipi di soia, ad eccezione della coltivazione;

B.  considerando che il 17 febbraio 2017 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha espresso parere favorevole in conformità degli articoli 6 e 18 del regolamento (CE) n. 1829/2003, pubblicato il 21 marzo 2017(5);

C.  considerando che il regolamento (CE) n. 1829/2003 stabilisce che alimenti o mangimi geneticamente modificati non devono avere effetti nocivi sulla salute umana, la salute degli animali o l'ambiente e che la Commissione deve tenere conto di ogni disposizione pertinente del diritto dell'Unione e di altri fattori legittimi pertinenti alla questione in esame al momento di elaborare la sua decisione;

D.  considerando che durante il periodo di consultazione di tre mesi gli Stati membri hanno presentato varie osservazioni critiche(6); che alcune delle osservazioni più critiche hanno sottolineato che la domanda attuale e i dati presentati relativamente alla valutazione del rischio non forniscono informazioni sufficienti per escludere in maniera inequivocabile effetti nocivi sull'uomo o sugli animali(7), che le informazioni sulla valutazione fenotipica, la composizione e la tossicologia sono insufficienti(8) e che l'autorità competente ritiene necessario procedere a ulteriori analisi per valutare la concentrazione di glifosato, 2,4-D, glufosinato e i loro prodotti di degradazione nei semi e nel foraggio per alimenti e mangimi al fine di escludere eventuali effetti negativi sulla salute umana e animale(9);

E.  considerando che, secondo uno studio indipendente, la valutazione del rischio condotta dall'EFSA non è accettabile nella sua forma attuale in quanto non riconosce le lacune in termini di informazioni e le incertezze e non effettua una valutazione della tossicità e dell'impatto sul sistema immunitario e sull'apparato riproduttivo; che secondo il medesimo studio il piano di monitoraggio dovrebbe essere respinto poiché non rende disponibile i dati essenziali(10);

F.  considerando che la soia DAS-44406-6 esprime la proteina 5-enolpiruvil-shikimato-3-fosfato sintasi (2mEPSPS), che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glifosato, la proteina arilossialcanoato diossigenasi-12 (AAD-12), che conferisce tolleranza all'acido 2,4-diclorofenossiacetico (2,4-D) e ad altri erbicidi fenossici correlati, e la proteina fosfinotricina acetiltransferasi (PAT), che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glufosinato d'ammonio;

G.  considerando che l'attuale autorizzazione per il glifosato scade al più tardi il 31 dicembre 2017; che i dubbi legati alla cancerogenicità del glifosato continuano a sussistere; che nel novembre 2015 l'EFSA ha concluso che è improbabile che il glifosato sia cancerogeno e nel marzo 2017 l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha stabilito che la classificazione non era giustificata; che, al contrario, nel 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell'OMS ha classificato il glifosato come "probabilmente cancerogeno per l'uomo";

H.  considerando che ricerche indipendenti sollevano preoccupazioni per i rischi dell'ingrediente attivo del 2,4-D riguardanti lo sviluppo dell'embrione, i difetti congeniti e l'interferenza endocrina(11); che, sebbene l'approvazione della sostanza attiva 2,4-D sia stata rinnovata nel 2015, il richiedente non ha ancora fornito informazioni in merito alle potenziali proprietà endocrine(12);

I.  considerando che il glufosinato è classificato come tossico per la riproduzione e rientra quindi nei criteri di esclusione stabiliti nel regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari(13); che l'approvazione del glufosinato scade il 31 luglio 2018(14);

J.  considerando che diversi esperti hanno espresso preoccupazioni circa un prodotto di degradazione del 2,4-D, il 2,4-diclorofenolo, che potrebbe essere presente nella soia DAS-44406-6 importata; che il 2,4-diclorofenolo è un interferente endocrino noto con tossicità per la riproduzione;

K.  considerando che la tossicità del 2,4-diclorofenolo, un metabolita diretto del 2,4-D, potrebbe essere più elevata dell'erbicida stesso; che il 2,4-diclorofenolo è classificato dalla IARC come cancerogeno di categoria 2B e figura nell'elenco di sostanze chimiche elaborato ai fini della revisione nel quadro della strategia dell'Unione sugli interferenti endocrini(15);

L.  considerando che è prevedibile che, essendo altamente solubile in grassi e oli, il 2,4-diclorofenolo si accumuli nell'olio di soia durante la lavorazione della soia; che il principale prodotto a base di soia per uso umano è l'olio di soia, che è incorporato in alcune formule per lattanti(16), oltre che in molti altri prodotti;

M.  considerando che la quantità di 2,4-diclorofenolo presente in un prodotto può essere superiore alla quantità di residuo di 2,4-D; che non esiste un limite massimo di residui (LMR) stabilito dall'Unione per il 2,4-diclorofenolo;

N.  considerando che i residui di irrorazione degli erbicidi complementari non sono stati valutati; che non si può pertanto concludere che l'utilizzo della soia geneticamente modificata irrorata con 2,4-D, glifosato e glufosinato sia sicuro per l'alimentazione umana e animale;

O.  considerando che lo sviluppo di colture geneticamente modificate resistenti a diversi erbicidi selettivi è dovuto principalmente alla rapida evoluzione della resistenza delle piante infestanti al glifosato in paesi che hanno fatto massiccio ricorso a colture geneticamente modificate; che oltre venti diverse varietà di piante infestanti resistenti al glifosato sono documentate nelle pubblicazioni scientifiche(17); che dal 2009 sono state individuate piante infestanti resistenti al glufosinato;

P.  considerando che l'autorizzazione all'importazione di soia DAS-44406-6 nell'Unione comporterà indubbiamente un aumento della sua coltivazione nei paesi terzi e un corrispondente aumento dell'uso del glifosato, del 2,4-D e degli erbicidi a base di glufosinato; che la soia DAS-44406-6 è attualmente coltivata in Argentina, Brasile, Stati Uniti e Canada;

Q.  considerando che l'Unione ha sottoscritto gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), che comprendono l'impegno a ridurre in misura sostanziale il numero di morti e malattie da sostanze chimiche pericolose e da contaminazione e inquinamento dell'aria, delle acque e del suolo entro il 2030 (SDG 3, obiettivo 3.9)(18); che è stato mostrato che le colture geneticamente modificate resistenti agli erbicidi determinano un utilizzo maggiore di tali erbicidi rispetto alle loro alternative convenzionali(19);

R.  considerando che l'Unione è impegnata a favore della coerenza delle politiche per lo sviluppo, che mira a ridurre al minimo le contraddizioni e a creare sinergie tra le diverse politiche dell'Unione, compresi i settori del commercio, dell'ambiente e dell'agricoltura(20), al fine di favorire i paesi in via di sviluppo e di aumentare l'efficacia della cooperazione allo sviluppo(21);

S.  considerando che il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, ha votato il 17 luglio 2017 senza esprimere parere; che 15 Stati membri hanno votato a sfavore, solo 10 Stati membri, che rappresentano appena il 38,43 % della popolazione dell'Unione, hanno votato a favore e tre si sono astenuti;

T.  considerando che il 14 settembre 2017 il comitato di appello ha votato senza esprimere parere; che 14 Stati membri hanno votato a sfavore, solo 12 Stati membri, che rappresentano il 38,78 % della popolazione dell'Unione, hanno votato a favore e due si sono astenuti;

U.  considerando che in numerose occasioni la Commissione ha deplorato il fatto che, dall'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1829/2003, le decisioni di autorizzazione sono state da essa adottate senza il sostegno del parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e che il rinvio del fascicolo alla Commissione per la decisione finale, decisamente un'eccezione per la procedura nel suo insieme, è diventato la norma per quanto attiene alle decisioni in tema di autorizzazioni di alimenti e mangimi geneticamente modificati; che questa prassi è stata deplorata anche dal Presidente della Commissione Juncker in quanto non democratica(22);

V.  considerando che il 28 ottobre 2015 il Parlamento ha respinto in prima lettura la proposta legislativa del 22 aprile 2015 che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003(23) e ha chiesto alla Commissione di ritirarla e di presentarne una nuova;

W.  considerando che, a norma del considerando 14 del regolamento (UE) n. 182/2011, la Commissione dovrebbe, nella misura del possibile, agire in modo da evitare di contrastare qualsiasi posizione predominante che possa emergere nel comitato di appello avverso l'adeguatezza di un atto di esecuzione, specialmente in settori sensibili quali la salute dei consumatori, la sicurezza alimentare e l'ambiente;

1.  ritiene che il progetto di regolamento di esecuzione della Commissione ecceda le competenze di esecuzione previste nel regolamento (CE) n. 1829/2003;

2.  ritiene che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione non sia conforme al diritto dell'Unione e non sia compatibile con l'obiettivo del regolamento (CE) n. 1829/2003, che consiste, in conformità dei principi generali sanciti dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio(24), nel fornire la base per garantire un elevato livello di tutela della vita e della salute umana, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori in relazione agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, garantendo nel contempo l'efficace funzionamento del mercato interno;

3.  chiede alla Commissione di ritirare il progetto di decisione di esecuzione;

4.  invita la Commissione a sospendere qualsiasi decisione di esecuzione riguardante le domande di autorizzazione di organismi geneticamente modificati finché la procedura di autorizzazione non sarà stata rivista in modo da affrontare le carenze dell'attuale procedura, che si è rivelata inadeguata;

5.  invita la Commissione a non autorizzare alcuna pianta geneticamente modificata resistente agli erbicidi senza una valutazione completa dei residui di irrorazione degli erbicidi complementari e dei loro formulati commerciali applicati nei paesi di coltivazione;

6.  invita la Commissione a non autorizzare alcuna pianta geneticamente modificata resa resistente a una combinazione di erbicidi, come nel caso della soia DAS-44406-6, senza una valutazione completa degli effetti cumulativi specifici dei residui di irrorazione della combinazione degli erbicidi complementari e dei loro formulati commerciali applicati nei paesi di coltivazione;

7.  invita la Commissione a elaborare strategie per la valutazione del rischio per la salute e la tossicologia, nonché per il monitoraggio successivo all'immissione in commercio, che siano mirate all'intera catena alimentare e dei mangimi;

8.  invita la Commissione a integrare pienamente la valutazione del rischio dell'applicazione degli erbicidi complementari e dei loro residui nella valutazione del rischio delle piante geneticamente modificate resistenti agli erbicidi, a prescindere dal fatto che la pianta geneticamente modificata sia destinata alla coltivazione nell'Unione o all'importazione per alimenti e mangimi;

9.  invita la Commissione a ottemperare all'obbligo di coerenza delle politiche per lo sviluppo derivante dall'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 268 del 18.10.2003, pag. 1.
(2) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
(3) https://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/4738
(4)––––––––––––––– .– Risoluzione del 16 gennaio 2014 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa all'immissione in commercio per la coltivazione, a norma della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, di un granturco (Zea mays L., linea 1507) geneticamente modificato per renderlo resistente a determinati parassiti dell'ordine dei lepidotteri (GU C 482 del 23.12.2016, pag. 110).Risoluzione del 16 dicembre 2015 sulla decisione di esecuzione (UE) 2015/2279 della Commissione, del 4 dicembre 2015, che autorizza l'immissione sul mercato di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato NK603 × T25 (Testi approvati, P8_TA(2015)0456).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87705 × MON 89788 (Testi approvati, P8_TA(2016)0040).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 (Testi approvati, P8_TA(2016)0039).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 (Testi approvati, MST-FGØ72-2) (P8_TA(2016)0038).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × MIR162 × MIR604 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due o tre di tali eventi (Testi approvati, P8_TA(2016)0271).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione per quanto concerne l'immissione in commercio di un garofano geneticamente modificato (Dianthus caryophyllus L., linea shd-27531-4) (Testi approvati, P8_TA(2016)0272).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione per l'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco geneticamente modificato MON 810 (Testi approvati, P8_TA(2016)0388).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti a base di granturco geneticamente modificato MON 810 (Testi approvati, P8_TA(2016)0389).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco Bt11 geneticamente modificato (Testi approvati, P8_TA(2016)0386).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco 1507 geneticamente modificato (Testi approvati, P8_TA(2016)0387).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato 281-24-236 × 3006-210-23 × MON 88913 (Testi approvati, P8_TA(2016)0390).Risoluzione del 5 aprile 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due, tre o quattro degli eventi Bt11, 59122, MIR604, 1507 e GA21, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (P8_TA(2017)0123).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato DAS-40278-9 a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0215).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato GHB119 (BCS-GHØØ5-8) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (Testi approvati, P8_TA(2017)0214).Risoluzione del 13 settembre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-68416-4, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0341).
(5) https://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/4738
(6) Allegato G – Osservazioni degli Stati membri e risposte del gruppo di esperti sugli OGM, http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/questionLoader?question=EFSA-Q-2012-00368
(7) Allegato G – Osservazioni degli Stati membri e risposte del gruppo di esperti sugli OGM, pag. 1.
(8) Allegato G – Osservazioni degli Stati membri e risposte del gruppo di esperti sugli OGM, pag. 52.
(9) Allegato G – Osservazioni degli Stati membri e risposte del gruppo di esperti sugli OGM, pag. 87.
(10) http://www.testbiotech.org/node/1946
(11) http://www.pan-europe.info/sites/pan-europe.info/files/public/resources/reports/pane-2014-risks-of-herbicide-2-4-d.pdf
(12) Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2033 della Commissione, del 13 novembre 2015, che rinnova l'approvazione della sostanza attiva 2,4-D in conformità del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione (GU L 298 del 14.11.2015, pag. 8).
(13) GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.
(14) Regolamento di esecuzione (UE) 2015/404 della Commissione, dell'11 marzo 2015, che modifica il regolamento (UE) n. 540/2011 per quanto riguarda la proroga dei periodi di approvazione delle sostanze attive beflubutamid, captano, dimetoato, dimetomorf, etoprofos, fipronil, folpet, formetanato, glufosinato, metiocarb, metribuzin, fosmet, pirimifosmetile e propamocarb (GU L 67 del 12.3.2015, pag. 6).
(15) Allegato G – Osservazioni degli Stati membri e risposte del gruppo di esperti sugli OGM, pag. 5. http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/questionLoader?question=EFSA-Q-2012-00368
(16) Osservazioni degli Stati membri e risposte del gruppo di esperti sugli OGM in relazione alla richiesta di autorizzazione della soia geneticamente modificata DAS-68416-4, pag. 31. http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/questionLoader?question=EFSA-Q-2011-00052
(17) https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-94-007-7796-5_12
(18) https://sustainabledevelopment.un.org/sdg3
(19) https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00267-015-0589-7
(20) Comunicazione della Commissione del 12 aprile 2005 dal titolo "Coerenza delle politiche per lo sviluppo – Accelerare i progressi verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio" (COM(2005)0134).
(21) https://ec.europa.eu/europeaid/policies/policy-coherence-development_en
(22) Si vedano, ad esempio, il discorso di apertura della sessione plenaria del Parlamento, incluso negli orientamenti politici per la prossima Commissione europea (Strasburgo, 15 luglio 2014), e il discorso sullo stato dell'Unione 2016 (Strasburgo, 14 settembre 2016).
(23) Testi approvati, P8_TA(2015)0379.
(24) GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1.


Eliminazione del matrimonio infantile
PDF 177kWORD 52k
Risoluzione del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sull'eliminazione del matrimonio infantile (2017/2663(RSP))
P8_TA(2017)0379B8-0535/2017

Il Parlamento europeo,

–  visti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, in particolare l'articolo 16, e tutti gli altri trattati e strumenti delle Nazioni Unite riguardanti i diritti umani,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989,

–  vista la sua risoluzione del 27 novembre 2014 sul 25° anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia(1),

–  visto l'articolo 16 della Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna,

–  visto l'articolo 23 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,

–  visto l'articolo 10, paragrafo 1, del Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali,

–  visto l'articolo 3 del trattato sull'Unione europea,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 9,

–  visto il documento di lavoro congiunto dal titolo "Gender Equality and Women's Empowerment: Transforming the Lives of Girls and Women through EU External Relations 2016-2020" (Parità di genere ed emancipazione femminile: trasformare la vita delle donne e delle ragazze attraverso le relazioni esterne dell'UE 2016-2020)",

–  viste le conclusioni del Consiglio del 26 ottobre 2015 relative al piano d'azione sulla parità di genere 2016-2020,

–  visto il piano d'azione dell'Unione europea per i diritti umani e la democrazia (2015-2019),

–  visti gli orientamenti dell'UE in materia di promozione e tutela dei diritti del bambino (2017) – "Non lasciare indietro nessun bambino",

–  visto il Consenso europeo in materia di sviluppo, che evidenzia l'impegno dell'UE a integrare i diritti umani e la parità di genere, in linea con l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile,

–  visti gli articoli 32, 37 e 59, paragrafo 4, della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (convenzione di Istanbul),

–  vista la relazione del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) del 2012 dal titolo "Marrying Too Young – End Child Marriage" (Troppo giovani per sposarsi – Porre fine al matrimonio infantile),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'UE è impegnata a promuovere i diritti dei minori e che i matrimoni infantili, precoci e forzati costituiscono una violazione di tali diritti; che l'UE è impegnata a tutelare e promuovere globalmente i diritti del bambino nel quadro della sua politica esterna, conformemente alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e ai relativi protocolli opzionali nonché ad altri trattati e norme internazionali pertinenti;

B.  considerando che i matrimoni infantili, precoci e forzati sono considerati una pratica dannosa a norma del diritto internazionale in materia di diritti umani e sono frequentemente associati a gravi forme di violenza sulle donne e le ragazze, compresa la violenza nel contesto familiare;

C.  considerando che i matrimoni infantili, precoci e forzati hanno un effetto devastante sulla realizzazione e l'esercizio globale dei diritti delle donne e delle ragazze, così come sulla loro salute, compresi gravi rischi di complicazioni durante la gravidanza e infezioni da HIV; che tali matrimoni espongono le ragazze ad abusi sessuali, violenza domestica e persino a delitti d'onore;

D.  considerando che il ripristino e l'ampliamento della cosiddetta norma "global gag" destano profonda preoccupazione, dal momento che tale norma riduce i finanziamenti destinati ad organizzazioni come l'UNFPA che offrono alle ragazze vittime di matrimoni infantili servizi relativi alla pianificazione familiare e alla salute sessuale e riproduttiva, al fine di contribuire alla riduzione del rischio di contrazione dell'HIV e di complicazioni durante le gravidanze giovanili;

E.  considerando che i matrimoni infantili, precoci e forzati rappresentano un atto di fondamentale diniego del diritto a disporre autonomamente del proprio corpo e della propria integrità fisica;

F.  considerando che i matrimoni infantili costituiscono una forma di matrimonio forzato dal momento che i bambini, vista la loro età, sono innatamente privi della capacità di acconsentire pienamente, liberamente e consapevolmente al matrimonio o all'età in cui sposarsi;

G.  considerando che nei paesi in via di sviluppo una ragazza su tre si sposa prima di compiere 18 anni, mentre una su nove prima dei 15 anni; che i soggetti più a rischio sono le ragazze, che rappresentano l'82 % dei minori interessati;

H.  considerando che, a causa delle forti pressioni sociali affinché dimostrino la loro fertilità, le spose bambine sono maggiormente esposte a gravidanze precoci e frequenti; che nei paesi a basso e medio reddito le complicazioni durante la gravidanza e il parto sono la principale causa di morte tra le ragazze di età compresa tra 15 e 19 anni;

I.  considerando che esiste una correlazione tra i matrimoni infantili, precoci e forzati e alti tassi di mortalità infantile, un minore ricorso alla pianificazione familiare e gravidanze indesiderate, e che generalmente tali matrimoni segnano la fine del percorso scolastico delle ragazze; che l'abolizione dei matrimoni infantili, precoci e forzati è un elemento ben radicato nell'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 5 e nel traguardo 5.3 dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; che è chiaramente riconosciuto che tali matrimoni rappresentano un ostacolo alla parità di genere e all'emancipazione femminile;

J.  considerando che l'abolizione dei matrimoni infantili, precoci e forzati figura tra le priorità dell'azione esterna dell'UE in materia di promozione dei diritti delle donne, inclusi i diritti umani;

K.  considerando che nei paesi in via di sviluppo oltre il 60 % delle spose bambine non ha ricevuto alcuna istruzione formale e che tale mancanza costituisce una forma di discriminazione di genere; che il matrimonio infantile nega ai bambini in età scolastica il diritto di ricevere gli insegnamenti necessari per il loro sviluppo personale, per prepararsi all'età adulta e per contribuire alla comunità;

L.  considerando che il problema non riguarda soltanto i paesi terzi, ma anche gli Stati membri dell'UE;

M.  considerando che recentemente l'UE ha deciso di sottoscrivere la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (convenzione di Istanbul);

N.  considerando che detta convenzione, oltre a classificare i matrimoni forzati come forma di violenza nei confronti delle donne, chiede che l'atto di forzare un minore a contrarre matrimonio e l'atto di attirare un minore in un altro paese per costringerlo a contrarre matrimonio siano qualificati come reato;

O.  considerando che esiste un numero esiguo di statistiche disponibili a livello nazionale, unionale e internazionale per dimostrare la portata del problema dei matrimoni infantili, precoci e forzati negli Stati membri dell'UE(2);

P.  considerando che con la recente crisi migratoria sono emersi nuovi casi di matrimoni infantili conclusi all'estero, alcuni dei quali riguardavano bambini di età inferiore a 14 anni;

Q.  considerando che i minori, sposandosi, hanno più probabilità di abbandonare gli studi o di vivere in condizioni di povertà;

R.  considerando che in situazioni di conflitto armato e di instabilità l'incidenza dei matrimoni infantili, precoci e forzati è significativamente maggiore;

1.  rammenta il legame tra un approccio basato sui diritti, che contempla tutti i diritti umani, e la parità di genere, e ricorda che l'UE rimane impegnata a promuovere, tutelare e realizzare tutti i diritti umani nonché ad attuare pienamente ed efficacemente la piattaforma di azione di Pechino, la convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW), la convenzione di Istanbul e il piano di azione dell'UE sulla parità di genere e l'emancipazione femminile;

2.  sottolinea che il matrimonio infantile costituisce una violazione dei diritti dei minori nonché una forma di violenza contro donne e ragazze; evidenzia che, in quanto tale, deve essere condannato;

3.  invita l'UE e gli Stati membri a conseguire gli obiettivi dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile al fine di combattere più efficacemente le pratiche dannose e assicurare che i responsabili rispondano dei loro atti; invita l'UE e gli Stati membri a collaborare con UN Women, il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, l'UNFPA e altri partner per richiamare l'attenzione sulla questione dei matrimoni infantili, precoci e forzati, incentrando gli sforzi sull'emancipazione delle donne, in particolare attraverso l'istruzione, l'emancipazione economica e una maggiore partecipazione ai processi decisionali, nonché sulla tutela e la promozione dei diritti umani di tutte le donne e le ragazze, anche nell'ambito della salute sessuale e riproduttiva;

4.  invita l'UE e gli Stati membri a incrementare l'accesso ai servizi sanitari, anche nell'ambito della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti, per le donne e le spose bambine;

5.  invita il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ad avvalersi di tutti gli strumenti disponibili, attraverso lo sviluppo di politiche, programmi e normative, ivi inclusi i dialoghi politici e in materia di diritti umani, la cooperazione bilaterale e multilaterale, la strategia "Commercio per tutti", l'SPG+ e altri strumenti, onde affrontare e ridurre la pratica dei matrimoni infantili, precoci e forzati;

6.  invita l'UE e gli Stati membri ad applicare norme giuridiche unificate per quanto concerne la procedura per far fronte alla questione dei matrimoni infantili, anche in vista della ratifica della Convenzione di Istanbul;

7.  invita l'UE e gli Stati membri a collaborare con le autorità di contrasto e i sistemi giudiziari nei paesi terzi nonché a fornire assistenza a livello tecnico e di formazione onde contribuire all'adozione e all'attuazione di normative che vietino i matrimoni precoci e forzati e prevedano, tra l'altro, un'età minima per contrarre matrimonio;

8.  sottolinea la necessità di predisporre misure speciali di riabilitazione e assistenza per le spose bambine, per consentire loro di reinserirsi nei percorsi di istruzione e formazione e di sottrarsi alle pressioni familiari e sociali connesse al matrimonio precoce;

9.  evidenzia la necessità di stanziamenti di bilancio destinati a programmi di prevenzione dei matrimoni infantili, che mirino a creare un contesto in cui le ragazze possano realizzare appieno il proprio potenziale, in particolare attraverso i programmi formativi, sociali ed economici per le ragazze che non frequentano la scuola, i sistemi di protezione dei minori, i centri di accoglienza per donne e ragazze, la consulenza legale e il supporto psicologico;

10.  accoglie con favore i progetti sviluppati nell'ambito del programma Daphne, incentrati sull'assistenza alle vittime e la prevenzione dei matrimoni infantili, precoci e forzati; ritiene che tali progetti debbano essere rafforzati e dotati di finanziamenti adeguati;

11.  chiede di prestare un'attenzione particolare ai minori provenienti dalle comunità svantaggiate e sottolinea la necessità di concentrarsi sulla sensibilizzazione, l'istruzione e l'emancipazione economica, quali modalità per affrontare il problema;

12.  pone l'accento sulla necessità di elaborare e porre in essere procedure specifiche volte a garantire la tutela dei minori tra i rifugiati e i richiedenti asilo, conformemente alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo; invita i paesi di accoglienza ad assicurare che i minori rifugiati abbiano pieno accesso all'istruzione e a promuoverne per quanto possibile l'integrazione e l'inclusione nei sistemi d'insegnamento nazionali;

13.  chiede di porre in essere procedure speciali all'interno dei centri di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo, in modo da identificare i casi di matrimoni infantili, precoci e forzati e aiutare le vittime;

14.  sottolinea che è necessario monitorare in modo adeguato e armonizzato i casi di matrimoni infantili negli Stati membri dell'UE, nonché raccogliere dati disaggregati per genere onde poter valutare al meglio la portata del problema;

15.  evidenzia la forte discrepanza tra casi ufficialmente registrati e casi di potenziali vittime che chiedono assistenza, il che sta ad indicare che molti casi di matrimoni infantili potrebbero passare inosservati alle autorità; chiede che gli operatori sociali, gli insegnanti e altro personale a contatto con le potenziali vittime ricevano una formazione specifica e manuali su come individuare le vittime e avviare le procedure per fornire loro assistenza;

16.  invita a rafforzare i progetti e le campagne speciali che fanno parte dell'azione esterna dell'UE in materia di matrimoni infantili, precoci e forzati; evidenzia la necessità di prestare un'attenzione particolare alle campagne di sensibilizzazione e a quelle incentrate sull'istruzione e sull'emancipazione delle donne e delle ragazze nei paesi dell'allargamento e nel vicinato europeo;

17.  sottolinea che l'Unione dovrebbe sostenere e incoraggiare i paesi terzi affinché garantiscano la partecipazione attiva della società civile e assicurino ai minori vittime di matrimoni infantili, precoci e forzati e ai loro rappresentanti un accesso indipendente alla giustizia in modo consono all'età;

18.  pone l'accento sulla necessità di finanziare, nell'ambito dell'assistenza umanitaria, i progetti incentrati sulla prevenzione della violenza di genere e sull'istruzione in situazioni di emergenza, al fine di ridurre la pressione sulle vittime di matrimoni infantili, precoci e forzati;

19.  evidenzia che è necessario individuare i fattori di rischio associati ai matrimoni infantili nelle crisi umanitarie, coinvolgendo le adolescenti, nonché integrare il sostegno alle ragazze sposate in ogni risposta umanitaria sin dall'inizio delle crisi;

20.  condanna fermamente la reintroduzione e l'espansione della cosiddetta norma "global gag" e il suo impatto sull'assistenza sanitaria e sui diritti globali delle donne e delle ragazze; ribadisce il suo appello all'UE e agli Stati membri affinché colmino il divario finanziario lasciato dagli Stati Uniti nell'ambito della salute sessuale e riproduttiva e relativi diritti, sfruttando i fondi per lo sviluppo a livello nazionale e dell'UE;

21.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 289 del 9.8.2016, pag. 57.
(2) http://fileserver.wave-network.org/home/ForceEarlyMarriageRoadmap.pdf


Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 2017 (COP23) a Bonn (Germania)
PDF 218kWORD 61k
Risoluzione del Parlamento europeo del 4 ottobre 2017 sulla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma nel 2017 a Bonn (Germania) (COP 23) (2017/2620(RSP))
P8_TA(2017)0380B8-0534/2017

Il Parlamento europeo,

–  visti la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e il relativo protocollo di Kyoto,

–  visti l'accordo di Parigi e la decisione 1/CP.21 nonché la 21a conferenza delle parti (COP 21) dell'UNFCCC e l'11a conferenza delle parti che funge da riunione delle parti del protocollo di Kyoto (CMP 11), tenutesi a Parigi (Francia) dal 30 novembre all'11 dicembre 2015,

–  viste la 18a conferenza delle parti (COP 18) dell'UNFCCC e l'8a conferenza delle parti che funge da riunione delle parti del protocollo di Kyoto (CMP 8), tenutesi a Doha (Qatar) dal 26 novembre all'8 dicembre 2012, come pure l'adozione di un emendamento al protocollo di Kyoto che istituisce un secondo periodo di impegno – dal 1º gennaio 2013 al 31 dicembre 2020 – nell'ambito del protocollo stesso,

–  visti l'apertura alla firma, il 22 aprile 2016, dell'accordo di Parigi presso il quartier generale delle Nazioni Unite a New York, che si è conclusa il 21 aprile 2017, la firma del suddetto accordo da parte di 195 paesi e il deposito da parte di 160 paesi di strumenti per la sua ratifica,

–  viste la 22a conferenza delle parti (COP 22) dell'UNFCCC e la prima conferenza delle parti che funge da riunione delle parti dell'accordo di Parigi (CMA 1), tenutesi a Marrakech (Marocco) dal 15 novembre al 18 novembre 2016,

–  vista la sua risoluzione del 6 ottobre 2016 sull'attuazione dell'accordo di Parigi e la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Marrakech (Marocco) del 2016 (COP 22)(1),

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 luglio 2016 dal titolo "Accelerare la transizione dell'Europa verso un'economia a basse emissioni di carbonio" (COM(2016)0500),

–  vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 dal titolo "Europa 2020: Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 15 febbraio 2016, del 30 settembre 2016 e del 23 giugno 2017,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 19 giugno 2017,

–  visti i contributi previsti stabiliti a livello nazionale (INDC) dell'UE e dei suoi Stati membri, presentati il 6 marzo 2015 all'UNFCCC dalla Lettonia e dalla Commissione a nome dell'Unione europea e dei suoi Stati membri,

–  viste la quinta relazione di valutazione del gruppo di esperti intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) e la relativa relazione di sintesi,

–  viste la relazione di sintesi del programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), del novembre 2016, intitolata "The Emissions Gap Report 2016" (Relazione 2016 sul divario delle emissioni), e la sua relazione intitolata "Adaptation Gap Report 2016" (Relazione 2016 sul divario in termini di adattamento),

–  vista la dichiarazione adottata dai capi di Stato e di governo in occasione del vertice del G7, tenutosi al castello di Elmau (Germania) il 7 e l'8 giugno 2015, intitolata "Guardare avanti, agire insieme", nella quale è stata ribadita l'intenzione di rispettare l'impegno di ridurre le emissioni di gas a effetto serra tra il 40 % e il 70 % entro il 2050 rispetto ai livelli del 2010, con la necessità di garantire che la riduzione vada più nella direzione del 70 % che del 40 %,

–  visto il comunicato emesso dai leader del G7 nel 2017 e, in particolare, il comunicato di Bologna dei ministri dell'Ambiente del G7,

–  vista la decisione annunciata dal Presidente degli Stati Uniti di recedere dall'accordo di Parigi,

–  vista l'enciclica di Papa Francesco Laudato Si',

–  viste le interrogazioni al Consiglio e alla Commissione sulla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma nel 2017 a Bonn (Germania) (COP 23) (O-000068/2017 – B8-0329/2017 e O-000069/2017 – B8-0330/2017),

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che l'accordo di Parigi è entrato in vigore il 4 novembre 2016 e che all'8 settembre 2017 160 delle 197 parti della convenzione avevano depositato presso le Nazioni Unite i loro strumenti di ratifica, accettazione, approvazione o adesione;

B.  considerando che la proposta di riforma del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) del luglio 2015 e il pacchetto sul clima del luglio 2016 (che comprende proposte in materia di condivisione degli sforzi, destinazione dei suoli, cambiamento della destinazione dei suoli e silvicoltura (LULUCF) e una strategia europea per una mobilità a basse emissioni) sono i principali strumenti per realizzare tali impegni e riaffermare la posizione dell'UE quale leader globale nella lotta contro i cambiamenti climatici;

C.  considerando che gli sforzi volti a mitigare il riscaldamento globale non dovrebbero essere considerati un ostacolo al perseguimento della crescita economica, ma dovrebbero, al contrario, essere visti come una leva per creare nuova crescita e nuova occupazione in chiave sostenibile;

D.  considerando che gli effetti più gravi dei cambiamenti climatici saranno avvertiti nei paesi in via di sviluppo, soprattutto in quelli meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo, i quali dispongono di risorse insufficienti per prepararsi e adattarsi ai cambiamenti in atto; che, stando al Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), l'Africa è particolarmente vulnerabile alle sfide poste da questa situazione ed è esposta a stress idrico, eventi atmosferici estremamente violenti e insicurezza alimentare dovuta alla siccità e alla desertificazione;

E.  considerando che i cambiamenti climatici possono aumentare la competizione per risorse quali cibo, acqua e terre da pascolo nonché inasprire le difficoltà economiche e l'instabilità politica, e potrebbero divenire, in un futuro non troppo lontano, la causa principale degli spostamenti di popolazioni sia all'interno che all'esterno dei confini nazionali; che la questione della migrazione climatica dovrebbe pertanto essere posta al centro dell'agenda internazionale;

F.  considerando che il 6 marzo 2015 l'UE ha presentato all'UNFCCC l'INDC dell'UE e dei suoi Stati membri, impegnandosi così a conseguire un obiettivo vincolante di riduzione interna delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990;

G.  considerando che una politica ambiziosa in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici può creare crescita e occupazione; che, tuttavia, alcuni settori specifici ad alta intensità di carbonio e di scambi possono risentire della rilocalizzazione delle emissioni di carbonio se gli altri mercati non condividono un'ambizione analoga; che, pertanto, è necessaria una protezione adeguata contro la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio per proteggere l'occupazione in tali settori specifici;

1.  ricorda che i cambiamenti climatici rappresentano una delle sfide più importanti per l'umanità e che tutti i paesi e gli attori a livello mondiale devono fare del loro meglio per arginare i problemi associati; sottolinea che l'accordo di Parigi costituisce un importante passo avanti in questa direzione ma che resta ancora molto da fare;

Base scientifica per l'azione per il clima

2.  rammenta che, stando alle prove scientifiche presentate nella quinta relazione di valutazione dell'IPCC del 2014, il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile, i cambiamenti climatici sono una realtà attuale e le attività umane costituiscono la causa predominante del riscaldamento osservato sin dalla metà del XX secolo; esprime preoccupazione per gli effetti generalizzati e sostanziali dei cambiamenti climatici, che sono già chiaramente osservabili nei sistemi naturali e umani di tutti i continenti e negli oceani;

3.  prende atto dei bilanci globali del carbonio presentati dall'IPCC nella sua quinta relazione di valutazione e conclude che, mantenendo l'attuale ritmo di emissioni di gas a effetto serra a livello globale, si consumerà il bilancio del carbonio residuo previsto per limitare l'aumento medio della temperatura a livello mondiale entro 1,5 °C nei prossimi quattro anni; sottolinea che tutti i paesi dovrebbero accelerare la transizione verso emissioni di gas a effetto serra pari a zero e verso la resilienza climatica, conformemente all'accordo di Parigi, al fine di evitare le conseguenze più gravi del riscaldamento globale;

4.  ribadisce l'importanza di basare l'azione globale per il clima sui migliori dati scientifici disponibili e valuta positivamente il dialogo di facilitazione del 2018, che precede il termine del 2020 fissato dall'UNFCCC per ripresentare gli NDC per il 2030, e il primo bilancio globale del 2023 quali prime opportunità per attuare concretamente tale principio;

5.  incoraggia il dialogo tra gli esperti dell'IPCC e le parti in sede di preparazione e pubblicazione dei risultati del sesto ciclo di valutazione; accoglie con favore, a tal fine, la decisione di pubblicare una relazione speciale dell'IPCC nel 2018 concernente gli effetti di un riscaldamento globale di 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali e i relativi percorsi di emissione di gas a effetto serra su scala mondiale;

Ratifica dell'accordo di Parigi e attuazione degli impegni

6.  si compiace del ritmo senza precedenti delle ratifiche e della rapida entrata in vigore dell'accordo di Parigi, così come della determinazione globale a garantirne una piena e rapida attuazione, come affermato nella proclamazione di azione di Marrakech; invita tutte le parti a ratificare al più presto l'accordo;

7.  esprime soddisfazione per il fatto che tutte le parti della COP 22 di Marrakech si sono impegnate a continuare ad agire conformemente agli impegni di Parigi, indipendentemente dall'evoluzione delle circostanze politiche;

8.  sottolinea la propria delusione per l'intenzione annunciata dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo di Parigi; deplora tale decisione in quanto rappresenta un passo indietro; osserva che il recesso formale può avere effetto solo dopo le prossime elezioni presidenziali americane del 2020; si compiace delle ferme risposte dei governi di tutto il mondo e del loro continuo e rafforzato sostegno alla piena attuazione dell'accordo di Parigi; osserva con soddisfazione l'impegno assunto da alcuni Stati, città e imprese statunitensi di continuare a sostenere gli impegni assunti dagli Stati Uniti nel quadro dell'accordo di Parigi;

9.  esprime soddisfazione per il fatto che, dopo l'annuncio del Presidente Trump, tutte le parti principali hanno confermato il loro impegno nei confronti dell'accordo di Parigi;

10.  sottolinea che l'Europa deve ora assumere un ruolo di guida nella difesa dell'accordo di Parigi in modo da assicurare il futuro sia del nostro ambiente che delle nostre industrie; si compiace del fatto che l'UE rafforzerà i partenariati esistenti e cercherà nuove alleanze;

11.  osserva i rapidi progressi compiuti finora nel tradurre l'impegno internazionale dell'UE in una legislazione dell'UE volta a istituire un solido quadro politico in materia di clima ed energia per il 2030, e sottolinea la sua intenzione di concludere questo processo legislativo entro la fine del 2017;

12.  insiste sul fatto che, soprattutto dopo l'annuncio del Presidente Trump, è importante adottare disposizioni adeguate contro la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e garantire che le aziende più virtuose ad alta intensità di carbonio e di scambi ottengano le quote necessarie a titolo gratuito; invita la Commissione a esaminare l'efficacia e la legalità di misure supplementari per tutelare le industrie a rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, quali ad esempio l'adeguamento dell'imposta sulle importazioni di carbonio e la tassa sul consumo, soprattutto in relazione ai prodotti provenienti da paesi che non rispettano gli impegni assunti nel quadro dell'accordo di Parigi;

13.  sottolinea che gli impegni assunti nel quadro dell'accordo di Parigi al fine di contenere l'aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi volti a mantenerlo a 1,5 °C, nonché di raggiungere un equilibrio tra le emissioni di origine antropogenica dalle varie fonti e gli assorbimenti tramite pozzi dei gas a effetto serra ("zero emissioni nette"), su una base equa, entro la seconda metà del secolo costituiscono un importante passo avanti nello sforzo collettivo globale per la transizione verso un'economia globale resiliente ai cambiamenti climatici e a impatto climatico zero;

14.  rammenta che contenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 °C non garantisce che si eviteranno importanti conseguenze negative per il clima; riconosce che gli impegni attuali non sono tuttora sufficienti per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi; sottolinea pertanto che le emissioni globali di gas a effetto serra dovrebbero raggiungere quanto prima il loro apice e che tutte le parti, specialmente i paesi del G20, dovrebbero intensificare i loro sforzi e aggiornare i loro NDC entro il 2020, dopo il dialogo di facilitazione del 2018; rammenta che le emissioni globali di carbonio devono essere gradualmente eliminate entro il 2050; ritiene che l'attuazione di politiche e misure volte a rispettare e, in definitiva, superare gli NDC dovrebbe essere una priorità nazionale per tutti i paesi, e che gli NDC dovrebbero essere rivalutati ogni cinque anni in linea con il meccanismo di ambizione delineato nell'accordo di Parigi; riconosce, tuttavia, che il rigore e il livello di ambizione delle strategie nazionali di riduzione delle emissioni non sono subordinati alla presentazione di un NDC aggiornato;

15.  invita tutte le parti a garantire che i loro NDC siano coerenti con gli obiettivi a lungo termine e conformi all'obiettivo relativo alla temperatura stabilito dall'accordo di Parigi; sottolinea che occorre tenere conto del lavoro svolto nel contesto della relazione speciale dell'IPCC sull'impatto di un aumento della temperatura di 1,5 ºC e i relativi percorsi, nonché delle conclusioni del dialogo di facilitazione del 2018; ricorda, a tale proposito, l'impegno del G7 di presentare, ben prima del termine concordato del 2020, strategie di sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra per la metà del secolo; si dichiara disposto a partecipare pienamente allo sviluppo della strategia dell'UE sulla base dell'analisi della Commissione annunciata nella comunicazione del 2 marzo 2016 intitolata "Dopo Parigi" (COM(2016)0110);

16.  sottolinea la particolare responsabilità di tutte le principali economie, che insieme generano i tre quarti delle emissioni mondiali, e ritiene che l'azione per il clima debba continuare a costituire un tema chiave del G7 e del G20, soprattutto in ambiti come l'attuazione degli NDC, le strategie di metà secolo, la riforma delle sovvenzioni ai combustibili fossili, la divulgazione dei dati sul carbonio, l'energia pulita e altri ancora; sottolinea la necessità di portare avanti l'impegno delle principali economie a livello ministeriale in consessi quali la riunione ministeriale sull'energia pulita;

17.  esorta l'UE a impegnarsi a ridurre ulteriormente le emissioni nei suoi NDC per il 2030 a seguito del dialogo di facilitazione del 2018;

18.  evidenzia l'importanza di dimostrare la conformità dell'UE all'accordo di Parigi, tra le altre cose attuando l'accordo mediante la legislazione dell'UE, inclusa la rapida adozione da parte dei colegislatori del regolamento dell'UE sull'azione per il clima e la revisione della direttiva sul sistema ETS nonché il rafforzamento degli obiettivi e degli strumenti programmatici dell'UE in modo tempestivo; ricorda che tutte le parti sono invitate a comunicare al Segretariato dell'UNFCCC entro il 2020 le strategie di sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra a lungo termine per la metà del secolo; esorta pertanto la Commissione, al fine di adempiere all'obbligo previsto dall'accordo, a far preparare alla COP 24 una strategia a "zero emissioni" per l'UE per la metà del secolo, che definisca un percorso efficiente in termini di costi per raggiungere l'obiettivo delle zero emissioni nette approvato con l'accordo di Parigi allo scopo di mantenere l'aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2°C e proseguire gli sforzi per limitare tale aumento a 1,5°C; ritiene che tale processo dovrebbe essere avviato quanto prima, per permettere un dibattito esaustivo in cui il Parlamento dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale, in partenariato con i rappresentanti delle autorità nazionali, come anche degli enti regionali e locali nonché la società civile e il mondo delle imprese; rammenta tuttavia che agire soltanto a livello di UE non sarà soddisfacente e invita pertanto la Commissione e il Consiglio ad adoperarsi maggiormente per incoraggiare gli altri partner a fare altrettanto;

19.  accoglie con favore l'impegno contenuto nell'accordo di Parigi di azzerare le emissioni globali nette nel corso della seconda metà del secolo; riconosce che tale impegno implica che la maggior parte dei settori dell'Unione debba raggiungere tale obiettivo molto prima;

20.  ritiene opportuno proseguire i negoziati sugli elementi chiave dell'accordo di Parigi, compresi un quadro rafforzato per la trasparenza, dettagli del bilancio globale, orientamenti aggiuntivi sugli INDC, una comprensione della differenziazione, delle perdite e dei danni, finanziamenti per il clima e un sostegno in termini di capacità, una governance multilivello inclusiva nonché un meccanismo inteso ad agevolare l'attuazione e a promuovere la conformità; invita la Commissione e gli Stati membri a mantenere gli impegni assunti nel quadro dell'accordo di Parigi, soprattutto per quanto concerne il contributo dell'UE alla mitigazione e all'adattamento e il sostegno nell'ambito dei finanziamenti, del trasferimento di tecnologia e del rafforzamento delle capacità;

21.  evidenzia che il tempismo è essenziale negli sforzi congiunti per contrastare i cambiamenti climatici e onorare l'accordo di Parigi; sottolinea che l'UE ha la capacità e la responsabilità di dare l'esempio e avviare immediatamente i lavori per allineare i propri obiettivi su clima ed energia all'obiettivo internazionale convenuto di contenere l'aumento della temperatura media mondiale al di sotto dei 2 °C, proseguendo nel contempo gli sforzi per limitare tale aumento a 1,5 °C;

22.  ricorda che, se si vuole conseguire l'obiettivo della temperatura media mondiale, è necessaria una rapida decarbonizzazione e il picco delle emissioni di gas a effetto serra nel mondo deve essere raggiunto il prima possibile; rammenta che le emissioni globali dovrebbero essere gradualmente eliminate entro il 2050 o subito dopo, per mantenere il pianeta su una traiettoria delle emissioni efficiente in termini di costi che sia compatibile con gli obiettivi relativi alla temperatura fissati dall'accordo di Parigi; richiama tutte le parti in grado di farlo a perseguire gli obiettivi e le strategie nazionali di decarbonizzazione, dando priorità all'eliminazione graduale delle emissioni provenienti dal carbone, che è la fonte energetica più inquinante, e invita l'UE a collaborare con i propri partner internazionali verso tale obiettivo, fornendo esempi di buone pratiche;

23.  si compiace dell'inclusività del processo dell'UNFCCC; ritiene che, al fine di garantire una partecipazione effettiva, si dovrebbe affrontare la questione degli interessi acquisiti o dei conflitti d'interesse; chiede, a tale proposito, che tutti i partecipanti al processo adottino orientamenti o procedure che rafforzino l'apertura, la trasparenza e l'inclusività senza compromettere le finalità e gli obiettivi dell'UNFCCC e dell'accordo di Parigi;

24.  esorta gli Stati membri a ratificare l'emendamento di Doha al protocollo di Kyoto;

COP 23 di Bonn

25.  si compiace dell'impegno assunto a Marrakech di completare il programma di lavoro al fine di elaborare modalità dettagliate di attuazione dell'accordo di Parigi entro il 2018; ritiene che la COP 23 costituisca una tappa fondamentale di questo lavoro tecnico;

26.  auspica un chiarimento della struttura del dialogo di facilitazione del 2018 durante la COP 23, che rappresenterà un'occasione importante per fare il punto dei progressi compiuti verso l'obiettivo dell'accordo relativo alla mitigazione e per indirizzare la preparazione e la revisione degli NDC delle parti per il 2030 entro il 2020 al fine di raggiungere gli obiettivi dell'accordo; ritiene che l'UE debba svolgere un ruolo proattivo in questo primo dialogo di facilitazione, onde fare il punto del livello di ambizione collettiva e dei progressi nell'adempimento degli impegni assunti; invita la Commissione e gli Stati membri a presentare, con largo anticipo rispetto al dialogo di facilitazione, ulteriori impegni di riduzione delle emissioni di gas serra che vadano al di là degli impegni attuali a norma dell'accordo di Parigi e che contribuiscano adeguatamente a colmare il divario nell'ambito della mitigazione, in linea con le capacità dell'UE;

27.  ricorda che l'aumento delle azioni di mitigazione nel periodo precedente al 2020 è un presupposto assoluto per conseguire gli obiettivi a lungo termine dell'accordo di Parigi e invita l'UE a garantire che l'azione a breve termine continui a figurare nell'agenda della COP 23;

Finanziamenti per il clima e altre misure di attuazione

28.  accoglie con favore la "tabella di marcia per i 100 miliardi di dollari statunitensi", che si prefigge l'obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari USA entro il 2020 da destinare all'azione per il clima nei paesi in via di sviluppo; sottolinea che l'obiettivo di mobilitazione è stato prorogato fino al 2025, come concordato in occasione della COP 21;

29.  accoglie con favore l'impegno delle parti dell'accordo di Parigi di rendere tutti i flussi finanziari coerenti con un percorso orientato verso uno sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente ai cambiamenti climatici; ritiene pertanto che l'UE debba trattare urgentemente la questione dei flussi finanziari verso i combustibili fossili e delle infrastrutture ad alta intensità di carbonio;

30.  riconosce l'importanza di affrontare la questione del meccanismo delle perdite e dei danni introdotto nell'accordo di Parigi e sostiene fermamente che tale meccanismo debba essere discusso in occasione della COP 23 di Bonn;

31.  sottolinea l'importanza di mantenere i diritti umani al centro dell'azione per il clima e insiste nel chiedere che la Commissione e gli Stati membri garantiscano il riconoscimento, nei negoziati sulle misure di adattamento, della necessità di rispettare, proteggere e promuovere i diritti umani, comprese, fra l'altro, l'uguaglianza di genere, la partecipazione piena e paritaria delle donne e la promozione attiva di un'equa trasformazione della forza lavoro che crei posti di lavoro dignitosi e un'occupazione di qualità per tutti;

32.  si compiace del costante aumento dei finanziamenti dell'UE a favore del clima, ma sottolinea che sono necessari ulteriori sforzi; sottolinea l'importanza di garantire che le altre parti sviluppate rispettino l'importo dei loro contributi per conseguire l'obiettivo di 100 miliardi di dollari USA; chiede impegni concreti da parte dell'UE e a livello internazionale per trovare altre fonti di finanziamento;

33.  chiede ai governi e agli istituti finanziari pubblici e privati, tra cui banche, fondi pensione e compagnie di assicurazione, di assumersi un impegno ambizioso per allineare le pratiche di prestito e di investimento all'obiettivo di contenere l'aumento della temperatura ben al di sotto dei 2° C, conformemente all'articolo 2, paragrafo 1, lettera c), dell'accordo di Parigi, e per abbandonare gli investimenti a favore dei combustibili fossili, in particolare eliminando gradualmente i crediti all'esportazione per tali investimenti; sollecita garanzie pubbliche specifiche che promuovano gli investimenti e le etichette verdi e che offrano vantaggi fiscali per i fondi d'investimento verdi nonché l'emissione di eco-obbligazioni;

34.  riconosce che le modifiche ai sistemi fiscali nazionali e internazionali, quali il trasferimento dell'onere fiscale dal lavoro al capitale, l'applicazione del principio "chi inquina paga", la cessazione degli investimenti nei combustibili fossili e la fissazione di un prezzo del carbonio adeguato, sono essenziali per creare un contesto economico favorevole alla promozione degli investimenti pubblici e privati che consentiranno di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile nel quadro delle politiche industriali;

35.  incoraggia una maggiore cooperazione tra paesi sviluppati e in via di sviluppo, tra l'altro nell'ambito del partenariato sugli NDC, in modo che i paesi dispongano di un accesso più efficace alle conoscenze tecniche e al sostegno finanziario necessari per attuare politiche volte a rispettare e a superare gli NDC;

36.  invita la Commissione a condurre una valutazione completa delle possibili conseguenze dell'accordo di Parigi sul bilancio dell'Unione e a sviluppare un meccanismo di finanziamento dell'UE dedicato e automatico che offra fondi aggiuntivi e adeguati, onde garantire che l'UE contribuisca equamente all'obiettivo internazionale di finanziamento per il clima di 100 miliardi di dollari USA;

37.  chiede impegni concreti per trovare fonti aggiuntive di finanziamento per il clima, fra cui l'introduzione di un'imposta sulle transazioni finanziarie, l'accantonamento di parte delle quote di emissione del sistema ETS dell'UE nel periodo 2021-2030 e l'assegnazione dei proventi derivanti dalle misure UE e internazionali sulle emissioni dei trasporti aerei e marittimi al finanziamento internazionale per il clima e al Fondo verde per il clima;

Ruolo degli attori non statali

38.  mette in evidenza come una serie sempre più numerosa di attori non statali si stia adoperando per la decarbonizzazione e per una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici; sottolinea pertanto l'importanza di un dialogo strutturato e costruttivo fra governi, comunità imprenditoriale, città, regioni, organizzazioni internazionali, società civile e istituzioni accademiche e di garantire il loro coinvolgimento nella pianificazione e nell'attuazione di misure progressive per il clima, in modo da promuovere un'azione solida e globale volta a creare società resilienti e a basse emissioni di carbonio e compiere progressi verso il conseguimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi;

39.  invita l'UE e gli Stati membri, insieme alle altre parti dell'UNFCCC, a promuovere un processo che coinvolga attivamente gli attori non statali nei negoziati per l'attuazione dell'accordo di Parigi, che ne sostenga gli sforzi volti a contribuire al conseguimento dell'NDC del loro paese malgrado le trasformazioni politiche nazionali e che permetta loro di esplorare nuove forme di partecipazione e di associazione nel quadro dell'UNFCCC;

40.  sottolinea l'importante ruolo svolto dalla piattaforma dei soggetti non statali per l'azione sul clima (Non-State Actors Zone for Climate Action – NAZCA) nel promuovere e monitorare le iniziative degli attori non statali, quali il Patto globale dei sindaci, le iniziative "Mission Innovation", "InsuResilience" ed "Energia sostenibile per tutti" e il partenariato sugli NDC;

41.  plaude agli sforzi compiuti dai "campioni del clima" nell'ambito del partenariato di Marrakech sull'azione per il clima;

42.  invita l'Unione e i suoi Stati membri a collaborare con tutti gli attori della società civile (istituzioni, settore privato, ONG e comunità locali) per sviluppare iniziative di riduzione in settori chiave (energia, tecnologie, città, trasporti) e iniziative di adattamento e resilienza per rispondere alle problematiche dell'adattamento, in particolare per quanto concerne l'accesso all'acqua, la sicurezza alimentare e la prevenzione dei rischi; invita tutti i governi e tutti gli attori della società civile a sostenere e rafforzare tale programma d'azione;

43.  ricorda alle Nazioni Unite e alle parti della UNFCCC che le azioni individuali sono importanti quanto le azioni dei governi e delle istituzioni; sollecita pertanto un maggiore impegno a organizzare campagne e azioni di sensibilizzazione e informazione dell'opinione pubblica in merito ai grandi e piccoli gesti che possono contribuire a contrastare i cambiamenti climatici nei paesi sviluppati e nei paesi in via di sviluppo;

Impegno globale di tutti i settori

44.  accoglie con favore lo sviluppo di sistemi di scambio di quote di emissione a livello mondiale, ivi compresi i 18 sistemi di scambio delle emissioni attualmente operativi in quattro continenti, che rappresentano il 40 % del PIL globale; incoraggia la Commissione a promuovere collegamenti tra l'ETS dell'Unione e gli altri sistemi di scambio di quote di emissione allo scopo di istituire meccanismi internazionali per il mercato del carbonio, così da accrescere il livello di ambizione in campo climatico e da contribuire, nel contempo, a ridurre il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio mediante la creazione di condizioni uniformi; invita la Commissione a istituire misure di protezione per garantire che il collegamento dell'ETS dell'Unione contribuisca in modo permanente alla mitigazione e non comprometta gli obiettivi interni dell'UE in materia di emissioni di gas a effetto serra;

45.  evidenzia che è necessario un maggiore livello di ambizione e di azione per mantenere incentivi sufficienti a ottenere le riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra necessarie a conseguire gli obiettivi dell'UE su clima ed energia per il 2050; sottolinea che i progressi raggiunti nella riduzione delle emissioni di tali gas nei settori dei trasporti e dell'agricoltura, rispetto agli obiettivi per il 2020, sono insufficienti e che occorre incrementare gli sforzi se si vuole che tali settori conseguano i propri obiettivi per contribuire alla riduzione delle emissioni entro il 2030;

46.  sottolinea l'importanza di garantire l'integrità ambientale di qualsiasi approccio di mercato futuro, sia all'interno che al di fuori dell'accordo di Parigi, prendendo in considerazione rischi quali le scappatoie che consentono il doppio conteggio, i problemi relativi alla permanenza e all'addizionalità delle riduzioni delle emissioni, i potenziali effetti negativi per lo sviluppo sostenibile e gli incentivi perversi per ridurre il livello di ambizione degli NDC;

47.  sottolinea che gli obiettivi 20-20-20 per le emissioni di gas a effetto serra, le energie rinnovabili e il risparmio energetico hanno svolto un ruolo chiave nel dare impulso al conseguimento di risultati positivi e nel sostenere l'occupazione di oltre 4,2 milioni di persone in varie eco-industrie, con una crescita che non si è arrestata neppure durante la crisi economica;

48.  prende atto della decisione dell'Assemblea dell'ICAO del 2016 relativa all'istituzione di un sistema di compensazione e riduzione delle emissioni di carbonio del trasporto aereo internazionale (Carbon Offsetting and Reduction Scheme for International Aviation, CORSIA);

49.  esprime tuttavia la sua delusione per il fatto che l'ICAO non abbia concordato le riduzioni delle emissioni con l'introduzione di CORSIA, concentrandosi principalmente invece sulla compensazione; deplora che la qualità delle compensazioni non sia affatto garantita, che l'applicazione del sistema CORSIA sia giuridicamente vincolante soltanto a partire dal 2027 e che i principali membri dell'ICAO non abbiano ancora aderito alla fase volontaria, mentre altri principali produttori di emissioni non si sono ancora impegnati nei confronti di una crescita neutra sotto il profilo delle emissioni di carbonio, il che solleva numerosi dubbi riguardo ai reali effetti sul clima, dato che i risultati sono ben al di sotto delle aspettative che l'UE manteneva quando ha deciso di sospendere i termini per il sistema ETS dell'UE; chiede il rapido completamento di un solido insieme di norme per rendere operativo il sistema CORSIA, per attuarlo tempestivamente a livello nazionale e regionale e per farlo applicare correttamente da tutte le parti interessate; chiede inoltre il potenziamento di tutte le innovazioni tecnologiche connesse alle prestazioni dei motori e alla qualità dei combustibili;

50.  ricorda che, benché i voli intraeuropei continueranno a essere soggetti al sistema ETS dell'UE, un'eventuale modifica della legislazione vigente e della prevista messa in opera di CORSIA può essere presa in considerazione soltanto tenendo conto del livello di ambizione del sistema e delle misure di attuazione ancora da sviluppare;

51.  prende atto della tabella di marcia per lo sviluppo di una strategia globale dell'IMO per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra generate dalle navi, adottata in occasione della 70a sessione del comitato per la protezione dell'ambiente marino dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO); invita l'IMO a elaborare un meccanismo globale in linea con gli obiettivi dell'accordo di Parigi, fissando un obiettivo ambizioso di riduzione delle emissioni ed elaborando un calendario concreto nel quadro della strategia iniziale dell'IMO in materia di gas a effetto serra, che sarà adottata nella primavera del 2018;

52.  accoglie con favore l'emendamento di Kigali relativo alla graduale eliminazione su scala mondiale degli idrofluorocarburi (HFC), che contribuiscono al riscaldamento climatico; ritiene che tale emendamento costituisca una misura concreta nell'attuazione dell'accordo di Parigi, che potrebbe evitare emissioni per oltre 70 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente entro il 2050, vale a dire 11 volte le emissioni annuali degli USA, e incoraggia pertanto tutte le parti del protocollo di Montreal a compiere tutti i passi necessari per la sua rapida ratifica; ricorda che l'Unione europea ha adottato una legislazione ambiziosa volta a ridurre gradualmente del 79 % gli idrofluorocarburi entro il 2030, data l'ampia disponibilità di alternative ecocompatibili il cui potenziale dovrebbe essere pienamente sfruttato;

Resilienza ai cambiamenti climatici tramite l'adattamento

53.  osserva che le priorità della presidenza delle Figi per la COP 23 comprendono settori nei quali le misure di adattamento e di resilienza sono essenziali; ricorda che gli interventi di adattamento sono una necessità ineluttabile per tutti i paesi che intendano minimizzare gli effetti negativi e sfruttare pienamente le opportunità di crescita resiliente ai cambiamenti climatici e di sviluppo sostenibile;

54.  chiede di conseguenza che siano fissati obiettivi di lungo termine in materia di adattamento; ricorda che i paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, hanno contribuito in minima parte ai cambiamenti climatici ma sono i più vulnerabili agli effetti avversi di tali cambiamenti e presentano la minore capacità di adattamento;

55.  sottolinea la necessità di una reale integrazione dell'adattamento ai cambiamenti climatici nelle strategie nazionali di sviluppo, compresa la pianificazione finanziaria, migliorando nel contempo i canali di coordinamento tra i diversi livelli di governo e le parti interessate; ritiene altresì importante la coerenza con le strategie e i piani di riduzione dei rischi di catastrofe;

56.  sottolinea l'importanza di valutare in particolare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle città e le loro peculiari sfide e opportunità in termini di adattamento e mitigazione; ritiene che il rafforzamento della capacità delle città e delle autorità locali di impegnarsi a favore della resilienza delle loro comunità sia essenziale per affrontare la dimensione locale degli effetti dei cambiamenti climatici;

57.  ritiene che le politiche in materia di clima possano beneficiare di un sostegno sufficientemente ampio se accompagnate da misure sociali, compreso un fondo di transizione equo per collegare le sfide attuali della lotta ai cambiamenti climatici con gli sforzi per combattere la disoccupazione e il lavoro precario;

58.  invita la Commissione a riesaminare la strategia UE di adattamento del 2013 per garantire una maggiore attenzione e un valore aggiunto per le opere di adattamento realizzate a livello di tutta l'UE, rafforzando i legami con l'accordo di Parigi e sostenendo l'ulteriore sviluppo di un'efficace condivisione di buone pratiche, esempi e informazioni in materia di adattamento; sottolinea la necessità di sviluppare sistemi e strumenti per tenere traccia dei progressi compiuti e dell'efficacia dei piani e delle misure di adattamento nazionali;

59.  ricorda che i terreni agricoli, le paludi e le foreste, che rappresentano oltre il 90 % della superficie dell'Unione, saranno duramente colpiti dai cambiamenti climatici; sottolinea che questo settore, noto come "uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura" (LULUCF), rappresenta allo stesso tempo un pozzo di assorbimento e una fonte di emissioni ed è essenziale per la mitigazione e per il rafforzamento della resilienza;

60.  ricorda che l'articolo 2 dell'accordo di Parigi del 4 novembre 2016 stabilisce, tra gli altri, l'obiettivo di rafforzare la capacità di adattamento agli effetti negativi dei cambiamenti climatici, di promuovere uno sviluppo resiliente al clima e a basse emissioni di gas a effetto serra, con modalità che non minaccino la produzione alimentare, e invita la Commissione e gli Stati membri a rendere i flussi finanziari coerenti con tale obiettivo;

61.  richiama l'attenzione sulle gravi conseguenze negative e spesso irreversibili dell'inazione e ricorda che il cambiamento climatico interessa tutte le regioni del mondo, in modi diversi ma tutti estremamente pregiudizievoli, provocando flussi migratori e la perdita di vite umane nonché danni economici, ambientali e sociali; sottolinea che è essenziale prevedere a livello mondiale un sostegno politico e finanziario concertato a favore dell'innovazione nel settore delle energie pulite e rinnovabili per conseguire gli obiettivi climatici dell'Unione e promuovere la crescita;

62.  riconosce le molteplici difficoltà insite nel fornire una definizione universalmente accettabile di "rifugiato climatico", ma chiede di prendere seriamente in considerazione la natura e la portata del fenomeno dello sfollamento e della migrazione causati dalle catastrofi provocate dal riscaldamento globale; constata con preoccupazione che tra, il 2008 e i 2013, circa 166 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni a causa di calamità naturali, aumento del livello del mare, fenomeni atmosferici estremi, desertificazione, carenza idrica e diffusione di malattie tropicali e a trasmissione vettoriale; ricorda in particolare che gli sviluppi connessi al clima in alcune aree dell'Africa e del Medio Oriente potrebbero contribuire all'instabilità politica, a difficoltà economiche e a un inasprimento della crisi dei rifugiati nel Mediterraneo;

63.  osserva che la deforestazione e il degrado forestale sono responsabili del 20 % delle emissioni globali di gas serra ed evidenzia il ruolo delle foreste e della loro gestione sostenibile attiva nel mitigare i cambiamenti climatici e la necessità di rafforzare le capacità di adattamento e la resilienza delle foreste rispetto a tali cambiamenti; sottolinea che sono necessari sforzi di mitigazione concentrati sul settore delle foreste tropicali (REDD+); evidenzia che, senza questi sforzi di mitigazione, l'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura al di sotto dei 2 °C potrebbe risultare impossibile da raggiungere; invita inoltre l'UE ad aumentare gradualmente i finanziamenti internazionali per ridurre la deforestazione nei paesi in via di sviluppo;

Sostegno ai paesi in via di sviluppo

64.  sottolinea l'importanza del ruolo svolto anche dai paesi in via di sviluppo ai fini del raggiungimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi e la necessità di aiutare tali paesi a realizzare i loro piani climatici, sfruttando appieno le sinergie tra le azioni per il clima messe in campo, il programma d'azione di Addis Abeba e l'Agenda 2030, con i pertinenti obiettivi di sviluppo sostenibile;

65.  sottolinea la necessità di promuovere l'accesso universale all'energia sostenibile nei paesi in via di sviluppo, segnatamente in Africa, rafforzando la diffusione delle energie rinnovabili; osserva che l'Africa dispone di enormi risorse naturali che possono garantirle la sicurezza energetica; sottolinea che, con il tempo, se venissero realizzati collegamenti elettrici efficaci, una parte dell'energia europea potrebbe provenire dall'Africa;

66.  evidenzia che l'Unione possiede esperienza, capacità e dimensione globale per essere leader nella creazione di un'infrastruttura più intelligente, più pulita e più resiliente, necessaria a conseguire la transizione globale messa in moto dall'accordo di Parigi; invita l'UE a sostenere gli sforzi dei paesi in via di sviluppo nella transizione verso società a basse emissioni di carbonio che siano più inclusive, sostenibili sul piano sociale e ambientale, fiorenti e maggiormente sicure;

Industria e competitività

67.  accoglie con favore i continui sforzi e i progressi compiuti dall'industria europea nell'adempiere ai suoi obblighi e nello sfruttare appieno le opportunità derivanti dall'accordo di Parigi, il che può risultare in un'azione per il clima efficace ed efficiente sotto il profilo dei costi;

68.  sottolinea che la lotta ai cambiamenti climatici rappresenta una priorità globale e andrebbe perseguita come un autentico sforzo a livello mondiale, garantendo nel contempo la sicurezza energetica e un'economia sostenibile;

69.  sottolinea che un quadro giuridico stabile e prevedibile e chiari segnali programmatici a livello sia di UE sia globale potrebbero agevolare e migliorare gli investimenti per il clima;

70.  sottolinea che un impegno costante, soprattutto da parte dei principali produttori mondiali di emissioni, è di fondamentale importanza per l'azione per il clima e per l'accordo di Parigi; esprime profondo rammarico per l'annuncio da parte dell'amministrazione statunitense sulla sua posizione in merito all'accordo di Parigi; accoglie tuttavia con grande favore il sostegno ininterrotto da parte delle più grandi industrie statunitensi che capiscono chiaramente i rischi dei cambiamenti climatici e le opportunità derivanti dall'azione per il clima;

71.  ritiene che, qualora altre maggiori economie non dovessero assumere impegni comparabili a quelli dell'UE in materia di riduzione delle emissioni di gas serra, sarà necessario mantenere disposizioni in materia di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, in particolare quelle rivolte a settori esposti sia a un'elevata intensità degli scambi sia a un'alta percentuale dei costi di produzione del carbonio, al fine di garantire la competitività globale dell'industria europea;

72.  si compiace che la Cina e altri importanti concorrenti dei settori dell'UE ad alta intensità energetica stiano introducendo meccanismi di scambio delle quote di emissione o altri meccanismi di fissazione del prezzo; ritiene che, fino a quando non saranno raggiunte condizioni paritarie, l'UE dovrebbe mantenere misure adeguate e proporzionate per garantire la competitività dei suoi settori industriali ed evitare, ove necessario, la rilocalizzazione delle emissioni di CO2, senza dimenticare che le politiche in materia di energia, industria e clima vanno di pari passo;

73.  sottolinea l'importanza di aumentare il numero di lavoratori qualificati attivi nel settore e di promuovere la conoscenza e le migliori prassi per stimolare la creazione di posti di lavoro di qualità, sostenendo nel contempo un'equa transizione per la forza lavoro, ove necessario;

Politica energetica

74.  invita l'UE a spingere la comunità internazionale ad adottare senza indugio misure concrete, compreso un calendario, per l'eliminazione progressiva delle sovvenzioni dannose sul piano ambientale, comprese quelle per i combustibili fossili, che causano distorsione della concorrenza, scoraggiano la cooperazione e ostacolano l'innovazione;

75.  sottolinea l'importanza del risparmio energetico, dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili per la riduzione delle emissioni nonché per il risparmio economico, la sicurezza energetica e la prevenzione e mitigazione della povertà energetica al fine di tutelare e aiutare le famiglie vulnerabili e povere; invita alla promozione globale delle misure di efficienza energetica e allo sviluppo delle energie rinnovabili (ad esempio promuovendo l'autoproduzione e il consumo di energia da fonti rinnovabili) nonché alla loro efficace diffusione; ricorda che la priorità dell'efficienza energetica e la leadership mondiale nelle energie rinnovabili sono due degli obiettivi principali dell'Unione dell'energia dell'UE;

76.  sottolinea l'importanza di mettere a punto tecnologie di stoccaggio dell'energia, reti intelligenti e capacità di risposta alla domanda, che contribuiranno a rafforzare l'efficace diffusione delle energie rinnovabili nel settore della produzione di elettricità e in quello del riscaldamento e del raffreddamento domestici;

Ricerca, innovazione e tecnologie digitali

77.  sottolinea che la ricerca e l'innovazione continue e rafforzate in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici, politiche di adattamento, efficienza delle risorse, tecnologie a basse emissioni e uso sostenibile di materie prime secondarie ("economia circolare") sono la chiave per lottare contro i cambiamenti climatici in modo economicamente efficace, nonché per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili; chiede pertanto un impegno globale per favorire e concentrare gli investimenti in questo ambito;

78.  sottolinea che i progressi nelle tecnologie necessarie per la decarbonizzazione richiederanno chiari segnali politici, ivi compresa la riduzione degli ostacoli regolamentari e di mercato incontrati dalle nuove tecnologie e dai nuovi modelli d'impresa, nonché una spesa pubblica mirata;

79.  rammenta che la ricerca, l'innovazione e la competitività rientrano tra i cinque pilastri della strategia dell'UE per l'Unione dell'energia; osserva che l'UE è intenzionata a mantenere la sua posizione di leader globale in questi ambiti e nel contempo a sviluppare una stretta collaborazione scientifica con i partner internazionali; sottolinea l'importanza di creare e mantenere una solida capacità di innovazione sia nei paesi sviluppati che in quelli emergenti ai fini della diffusione di tecnologie energetiche pulite e sostenibili;

80.  ricorda il ruolo fondamentale delle tecnologie digitali per facilitare la transizione energetica, creare nuovi modelli d'impresa sostenibili e migliorare l'efficienza e il risparmio energetici; sottolinea i benefici ambientali che la digitalizzazione dell'industria europea può apportare attraverso l'uso efficace delle risorse e la riduzione dell'intensità dei materiali;

81.  sottolinea l'importanza di fare pieno uso dei programmi e degli strumenti esistenti, come Orizzonte 2020, che ammettono la partecipazione di paesi terzi, in particolare nei settori dell'energia, dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile;

82.  chiede un migliore utilizzo di tecnologie quali i satelliti spaziali per un'accurata raccolta di dati sulle emissioni, sulla temperatura e sui cambiamenti climatici; fa riferimento, in particolare, al contributo del programma Copernicus; chiede inoltre una cooperazione e uno scambio di informazioni trasparenti fra i paesi e la disponibilità dei dati per la comunità scientifica;

Diplomazia climatica

83.  sostiene fermamente la costante attenzione accordata dall'UE alla diplomazia climatica, la quale è essenziale per dare visibilità all'azione per il clima nei paesi partner e presso l'opinione pubblica mondiale; sottolinea la necessità che i cambiamenti climatici continuino a essere una priorità strategica dei dialoghi diplomatici, tenendo conto degli ultimi sviluppi e dell'evoluzione del paesaggio geopolitico; sottolinea che il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e gli Stati membri dispongono di un'enorme capacità in materia di politica estera e devono assumere un ruolo di guida nei consessi sul clima; sottolinea che un'azione per il clima ambiziosa e urgente, unitamente all'attuazione degli impegni della COP 21, deve rimanere una delle priorità dell'UE nei dialoghi bilaterali e biregionali ad alto livello con i paesi partner, in sede di G7, G20 e Nazioni Unite e in altri consessi internazionali;

84.  ribadisce che gli obiettivi della politica sul clima dovrebbero essere posti al centro della politica estera e dell'agenda globale dell'UE; esorta l'UE e gli Stati membri a dar prova di leadership nell'azione globale per il clima impegnandosi continuamente a favore dell'accordo di Parigi e ricercando attivamente la collaborazione di partner strategici, a livello sia nazionale che subnazionale, al fine di creare o rafforzare alleanze per il clima in modo da mantenere lo slancio verso un ambizioso regime di protezione del clima;

85.  esorta l'UE e gli Stati membri ad adoperarsi per conseguire una consapevolezza, un'analisi e una gestione più ampie dei rischi climatici e a sostenere i partner dell'UE in tutto il mondo nei loro sforzi volti a meglio comprendere, integrare, anticipare e gestire le conseguenze dei cambiamenti climatici sulla stabilità interna, la sicurezza internazionale e lo sfollamento di popolazioni;

86.  si impegna a sfruttare il suo ruolo sulla scena mondiale e la sua partecipazione a reti parlamentari internazionali per continuare a cercare di realizzare progressi verso la rapida attuazione dell'accordo di Parigi;

Ruolo del Parlamento europeo

87.  ritiene di dover essere parte integrante della delegazione dell'UE, in quanto l'approvazione del Parlamento è necessaria per la conclusione di accordi internazionali e riveste un ruolo cruciale per l'attuazione nazionale dell'accordo di Parigi in qualità di colegislatore; auspica pertanto di essere autorizzato a partecipare alle riunioni di coordinamento dell'UE a Bonn e di poter avere garanzia di accesso a tutti i documenti preparatori fin dall'avvio della fase negoziale;

o
o   o

88.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e al Segretariato dell'UNFCCC, con richiesta di distribuirla a tutte le parti esterne all'UE.

(1) Testi approvati, P8_TA(2016)0383.

Avviso legale