Indice 
Testi approvati
Martedì 24 ottobre 2017 - StrasburgoEdizione definitiva
Accordo euromediterraneo UE-Marocco nel settore del trasporto aereo ***
 Autorizzazione concessa alla Francia ad applicare un'aliquota ridotta di determinate imposte indirette sul rum «tradizionale» prodotto in Guadalupa, nella Guyana francese, in Martinica e nella Riunione *
 Impresa comune Bioindustrie: contributi finanziari *
 Imposizione di misure di controllo al furanilfentanil *
 Controllo della spesa e monitoraggio dell'efficacia in termini di costi dei programmi di garanzia per i giovani dell'UE
 Reati e sanzioni applicabili in materia di traffico illecito di stupefacenti ***II
 Prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE ***I
 Scambio di informazioni, sistema di allarme rapido e procedura di valutazione dei rischi sulle nuove sostanze psicoattive ***I
 Politica comune della pesca: attuazione dell'obbligo di sbarco ***I
 Rinnovo dell'approvazione della sostanza attiva glifosato (obiezione a norma dell'articolo 106 del regolamento)
 Mais geneticamente modificato 1507
 Soia geneticamente modificata 305423 × 40-3-2
 Colza geneticamente modificata MON 88302 × Ms8 × Rf3
 Progetto di bilancio rettificativo n. 5/2017: finanziamento a favore del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile e incremento della riserva per aiuti d'urgenza
 Mobilizzazione dello strumento di flessibilità per provvedere al finanziamento del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile
 Documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE
 Misure legittime per proteggere gli informatori che agiscono nell'interesse pubblico
 Politiche volte a garantire il reddito minimo come strumento per combattere la povertà

Accordo euromediterraneo UE-Marocco nel settore del trasporto aereo ***
PDF 234kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo euromediterraneo nel settore del trasporto aereo fra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e il Regno del Marocco, dall'altro lato (15653/2016 – C8-0094/2017 – 2006/0048(NLE))
P8_TA(2017)0386A8-0303/2017

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (15653/2016),

–  visto l'accordo euromediterraneo nel settore del trasporto aereo fra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e il Regno del Marocco, dall'altro lato(1),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 100, paragrafo 2, e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0094/2017),

–  visti l'articolo 99, paragrafi 1 e 4, e l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0303/2017),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Regno del Marocco.

(1) GU L 386 del 29.12.2006, pag. 57.


Autorizzazione concessa alla Francia ad applicare un'aliquota ridotta di determinate imposte indirette sul rum «tradizionale» prodotto in Guadalupa, nella Guyana francese, in Martinica e nella Riunione *
PDF 235kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sulla proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione n. 189/2014/UE che autorizza la Francia ad applicare un'aliquota ridotta di determinate imposte indirette sul rum "tradizionale" prodotto in Guadalupa, nella Guyana francese, in Martinica e nella Riunione e che abroga la decisione 2007/659/CE (COM(2017)0297 – C8-0212/2017 – 2017/0127(CNS))
P8_TA(2017)0387A8-0304/2017

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2017)0297),

–  visto l'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0212/2017),

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per lo sviluppo regionale (A8-0304/2017),

1.  approva la proposta della Commissione;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.


Impresa comune Bioindustrie: contributi finanziari *
PDF 336kWORD 51k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 560/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune Bioindustrie (COM(2017)0068 – C8-0118/2017 – 2017/0024(NLE))
P8_TA(2017)0388A8-0293/2017

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2017)0068),

–  visti gli articoli 187 e 188, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0118/2017),

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per il controllo dei bilanci e della commissione per lo sviluppo regionale (A8-0293/2017),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Considerando 1
(1)  Il regolamento (UE) n. 560/2014 del Consiglio37 ha istituito l'impresa comune Bioindustrie ("Impresa comune Bioindustrie").
(1)  Il regolamento (UE) n. 560/2014 del Consiglio37 ha istituito l'impresa comune Bioindustrie ("Impresa comune Bioindustrie") con l'obiettivo di contribuire all'attuazione del programma quadro per la ricerca e l'innovazione per il periodo 2014-2020 ("Orizzonte 2020") tramite un aumento degli investimenti nello sviluppo di un settore bioindustriale sostenibile nell’Unione.
_________________
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37 Regolamento (UE) n. 560/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune Bioindustrie (GU L 169 del 7.6.2014, pag. 130).
37 Regolamento (UE) n. 560/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune Bioindustrie (GU L 169 del 7.6.2014, pag. 130).
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 2
(2)  L'articolo 12, paragrafo 4, dello statuto dell'impresa comune Bioindustrie, di cui all'allegato del regolamento (UE) n. 560/2014 ("lo statuto"), stabilisce che il contributo finanziario dei membri dell'IC Bioindustrie diversi dall'Unione a copertura dei costi operativi è pari ad almeno 182 500 000 EUR per il periodo di cui all'articolo 1 del regolamento (UE) n. 560/2014, vale a dire dalla creazione dell'impresa comune Bioindustrie fino al 31 dicembre 2024.
(2)  L'articolo 12, paragrafo 4, dello statuto dell'impresa comune Bioindustrie, di cui all'allegato del regolamento (UE) n. 560/2014 ("lo statuto"), stabilisce che il contributo finanziario dei membri dell'IC Bioindustrie diversi dall'Unione a copertura dei costi operativi è pari ad almeno 182 500 000 EUR per il periodo di dieci anni di cui all'articolo 1 del regolamento (UE) n. 560/2014, vale a dire dalla creazione dell'impresa comune Bioindustrie fino al 31 dicembre 2024.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 2 bis (nuovo)
(2 bis)   Il presente regolamento risponde a una proposta avanzata dal consorzio Bioindustrie e riflette le migliori pratiche di altre imprese comuni. L'attuazione efficace del programma da parte dell'impresa comune Bioindustrie e il miglioramento della regolamentazione complessiva dovrebbero continuare a essere perseguiti mediante una cooperazione e una collaborazione rafforzate e il coinvolgimento di tutte le parti interessate, in particolare le piccole e medie imprese (PMI) all'interno della catena del biovalore.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 3
(3)  Il consorzio Bioindustrie, che è un membro dell'impresa comune Bioindustrie diverso dall'Unione, è sempre disposto a sostenere i costi operativi dell'impresa comune Bioindustrie per l'importo di cui all'articolo 12, paragrafo 4, dello statuto. Il consorzio in questione ha tuttavia proposto un modo alternativo di finanziamento mediante contributi finanziari da parte delle sue entità costitutive a livello di azioni indirette.
(3)  Il consorzio Bioindustrie, che è un membro dell'impresa comune Bioindustrie diverso dall'Unione, resta vincolato, ed è sempre disposto, a sostenere i costi operativi dell'impresa comune Bioindustrie per l'importo di cui all'articolo 12, paragrafo 4, dello statuto. Il consorzio in questione ha tuttavia proposto un modo alternativo di finanziamento mediante contributi finanziari da parte delle sue entità costitutive a livello di azioni indirette.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 3 bis (nuovo)
(3 bis)   La modalità alternativa di finanziamento proposta dal consorzio BIC è alla base del presente regolamento, pur riconoscendo le peculiarità dell'impresa comune Bioindustrie. La Commissione esaminerà il modo in cui questa modalità alternativa di finanziamento potrebbe applicarsi ad altre imprese comuni e, in particolare, all'impresa comune per l'Iniziativa in materia di medicinali innovativi.
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  L'obiettivo dell'iniziativa Bioindustrie di svolgere attività attraverso la collaborazione dei soggetti interessati lungo l'intera catena del biovalore, comprese le PMI, i centri di ricerca e tecnologia e le università, può essere conseguito solo consentendo al consorzio Bioindustrie e alle sue entità costitutive di apportare il contributo finanziario non solo mediante pagamenti all'impresa comune Bioindustrie ma anche sotto forma di contributi finanziari alle azioni indirette finanziate dall'impresa comune Bioindustrie.
(4)  L'obiettivo dell'iniziativa Bioindustrie di svolgere, in linea con le priorità di Orizzonte 2020, attività attraverso la collaborazione dei soggetti interessati lungo l'intera catena del biovalore, comprese le PMI, i centri di ricerca e tecnologia e le università, e rendere l'Unione un'eccellenza nell'ambito delle attività di ricerca, dimostrazione e diffusione sul mercato dei bioprodotti e dei biocarburanti, può essere conseguito solo consentendo al consorzio Bioindustrie e alle sue entità costitutive di apportare il contributo finanziario non solo mediante pagamenti all'impresa comune Bioindustrie. Tale nuova modalità di attuazione è volta a garantire che i contributi finanziari diventino più sostenibili sotto il profilo commerciale per il consorzio Bioindustrie e le sue entità costitutive, il che dovrebbe a sua volta facilitare l'adempimento dei loro obblighi finanziari entro i termini stabiliti.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 4 bis (nuovo)
(4 bis)   Nell'ambito del processo di istituzione dell'impresa comune, la Commissione ha illustrato le incidenze e l'efficacia delle modifiche proposte, nonché gli insegnamenti tratti dalle stesse. La Commissione dovrebbe presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio contenente una valutazione dell'efficacia del presente regolamento, visto che il consorzio BIC è tenuto a versare il suo contributo finanziario entro il 31 dicembre 2024.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 5 bis (nuovo)
(5 bis)   Nei casi futuri la Commissione dovrebbe sempre procedere a una consultazione pubblica al fine di assicurare che ogni modifica proposta sia accettata da tutte le parti interessate e che tali modifiche siano elaborate nel modo più trasparente e aperto possibile. Analogamente, la Commissione dovrebbe condurre valutazioni d'impatto delle misure proposte, a meno che gli orientamenti per legiferare meglio non indichino chiaramente il contrario.

Imposizione di misure di controllo al furanilfentanil *
PDF 234kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione del Consiglio che sottopone a misure di controllo l'N-fenil-N-[1-(2-feniletile) piperidin-4-il]furan-2-carbossammide (furanilfentanil) (11212/2017 – C8-0242/2017 – 2017/0152(NLE))
P8_TA(2017)0389A8-0309/2017

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto del Consiglio (11212/2017),

–  visti l'articolo 39, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, quale modificato dal trattato di Amsterdam, e l'articolo 9 del protocollo n. 36 sulle disposizioni transitorie, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C8-0242/2017),

–  vista la decisione 2005/387/GAI del Consiglio, del 10 maggio 2005, relativa allo scambio di informazioni, alla valutazione dei rischi e al controllo delle nuove sostanze psicoattive(1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 3,

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0309/2017),

1.  approva il progetto del Consiglio;

2.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il testo approvato dal Parlamento;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 127 del 20.5.2005, pag. 32.


Controllo della spesa e monitoraggio dell'efficacia in termini di costi dei programmi di garanzia per i giovani dell'UE
PDF 219kWORD 65k
Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sul controllo della spesa e sul monitoraggio dell'efficacia in termini di costi dei programmi di garanzia per i giovani dell'UE (2016/2242(INI))
P8_TA(2017)0390A8-0296/2017

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 145, 147, 165 e 166 e l'articolo 310, paragrafo 5, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 22 aprile 2013 sull'istituzione di una garanzia per i giovani(1),

–  visti il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio(2), e il regolamento (UE) 2015/779 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, che modifica il regolamento (UE) n. 1304/2013 per quanto riguarda un prefinanziamento iniziale supplementare versato a programmi operativi sostenuti dall'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile(3),

–  viste le relazioni speciali della Corte dei conti europea n. 3/2015, dal titolo "La Garanzia per i giovani nell'UE: i primi passi sono stati compiuti, ma si profilano rischi di attuazione", n. 17/2015, dal titolo "Sostegno della Commissione ai gruppi di intervento per i giovani: fondi FSE riorientati, ma scarsa focalizzazione sui risultati", e n. 5/2017, dal titolo "Disoccupazione giovanile: le politiche dell'UE hanno migliorato la situazione?",

–  vista la comunicazione della Commissione del 4 ottobre 2016, dal titolo "La garanzia per i giovani e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile a tre anni di distanza" (COM(2016)0646 e SWD(2016)0324),

–  visto il Libro bianco della Commissione sul futuro dell'Europa,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0296/2017),

A.  considerando che la disoccupazione giovanile è stata e continua a essere un grave problema in diversi Stati membri, alla luce del fatto che nell'Unione europea, nel 2016, vi erano più di 4 milioni di giovani disoccupati con un'età compresa tra i 15 e i 24 anni; che la situazione nell'Unione presenta un quadro altamente variegato;

B.  considerando che la lotta contro la disoccupazione giovanile rappresenta una priorità politica condivisa da Parlamento, Commissione e Stati membri, e che contribuisce a conseguire l'obiettivo dell'Unione riguardante la crescita e l'occupazione;

C.  considerando che un tasso di disoccupazione giovanile elevato (che nell'UE nel 2016 è risultato pari al 18,8 %) è dannoso sia per la società sia per gli interessati e produce effetti negativi duraturi su occupabilità, stabilità del reddito e progressione della carriera; che la crisi economica ha penalizzato i giovani in maniera sproporzionata e che in alcuni Stati membri più di un giovane su quattro è disoccupato;

D.  considerando che, per far fronte all'elevato tasso di disoccupazione giovanile, sono state sviluppate molteplici politiche attive per l'occupazione, con esiti non uniformi;

E.  considerando che esiste un altro gruppo di giovani, il cui numero e la cui composizione variano ampiamente da uno Stato membro all'altro, che non sono iscritti ad alcun programma di istruzione o formazione professionale e che non lavorano (i cosiddetti "NEET") e che possono essere classificati in due categorie, ossia i NEET disoccupati, disponibili a iniziare a lavorare e che cercano attivamente lavoro, e i NEET inattivi, ossia giovani che non studiano, non ricevono alcuna formazione e non sono proattivi nella ricerca di un lavoro;

F.  considerando che, in media, in tutta l'UE solo il 41,9 % dei giovani NEET ha accesso alla garanzia per i giovani;

G.  considerando che dall'introduzione della strategia europea per l'occupazione nel 1997 la Commissione ha promosso una serie di misure concepite per migliorare le prospettive dei giovani in termini di occupazione e istruzione(4) e che, dopo la crisi, le azioni dell'Unione sono state incentrate in particolare sulla garanzia per i giovani, istituita dal Consiglio nell'aprile 2013, e sull'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, inaugurata alla fine del 2013;

H.  considerando che la garanzia per i giovani e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile si sono già dimostrate le azioni più efficaci e visibili a livello dell'Unione per combattere la disoccupazione giovanile;

I.  considerando che la garanzia per i giovani e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile hanno contribuito in modo significativo a ridurre il tasso di disoccupazione giovanile nell'UE promuovendo l'istruzione e stimolando la domanda di giovani nel mercato del lavoro, nonché sostenendo misure per la creazione di posti di lavoro; che un numero inaccettabile di giovani, pari al 17,2 % nell'UE-28, continua a essere disoccupato;(5)

J.  considerando che la garanzia per i giovani richiede agli Stati membri di garantire che tutti i giovani al di sotto dei 25 anni (o con un'età pari o inferiore a 30 anni in alcuni Stati membri) ricevano un'offerta di occupazione, formazione continua, apprendistato o tirocinio di buona qualità entro quattro mesi dall'inizio del periodo di disoccupazione o dalla conclusione dell'istruzione formale;

K.  considerando che fattori esterni come la situazione economica o il modello produttivo proprio di ogni regione influenzano il raggiungimento degli obiettivi fissati nell'ambito della garanzia per i giovani;

L.  considerando che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile è un'iniziativa tesa ad aiutare i NEET, i giovani disoccupati di lungo periodo nonché i giovani che non sono iscritti al collocamento e che risiedono in zone dove il tasso di disoccupazione giovanile, nel 2012, è risultato superiore al 25 %;

M.  considerando che la dotazione complessiva approvata per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile per il periodo di programmazione 2014-2020 è pari a 6,4 miliardi di euro, di cui 3,2 miliardi da una nuova linea di bilancio specifica dell'UE, da integrarsi con stanziamenti nazionali pari almeno a 3,2 miliardi di euro a titolo del Fondo sociale europeo (FSE) vigente; che tale dotazione sarà integrata da un ulteriore miliardo di euro per la dotazione di bilancio specifica dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile nel periodo 2017-2020, cui si affiancherà un miliardo di euro a titolo del FSE, allo scopo di favorire l'occupazione giovanile nelle regioni maggiormente colpite; che, di questo importo supplementare, 500 milioni di EUR saranno iscritti mediante il progetto di bilancio rettificativo n. 3/2017; che la dotazione finale destinata al programma sarà determinata nel corso delle prossime procedure di bilancio annuali;

N.  considerando che gli investimenti annui necessari per l'attuazione della garanzia per i giovani in Europa sono stimati in 50,4 miliardi di EUR(6), ossia un importo notevolmente inferiore alle perdite economiche causate ogni anno dal disimpegno dei giovani dal mercato del lavoro in Europa, che potrebbero toccare i 153 miliardi di EUR(7);

O.  considerando che, nel 2015, al fine di accelerare l'avvio delle azioni dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, si è deciso di incrementare di 1 miliardo di euro le risorse per il prefinanziamento dell'iniziativa, con un conseguente incremento, per gli Stati membri ammissibili, dall'1-1,5 % iniziale al 30 %;

P.  considerando che la dotazione iniziale dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile è stata interamente anticipata agli anni 2014-2015 e che nel bilancio 2016 non sono stati previsti nuovi stanziamenti a tal fine; che la discontinuità dei finanziamenti destinati all'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile ha messo a rischio il buon esito del programma;

Q.  considerando che il livello di finanziamento attuale, sia a titolo del bilancio dell'Unione che dagli Stati membri, non basta a coprire il fabbisogno;

R.  considerando che la garanzia per i giovani e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile prevedono azioni differenti, poiché la prima è intesa a incoraggiare la riforma strutturale del settore dell'istruzione e fungere da misura a breve termine per combattere la disoccupazione giovanile, mentre la seconda costituisce uno strumento di finanziamento; che la garanzia per i giovani è finanziata attraverso il FSE, i bilanci nazionali e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, mentre quest'ultima può finanziare l'offerta diretta di posti di lavoro, apprendistati, tirocini o formazione continua destinati al gruppo destinatario dell'iniziativa stessa nelle regioni idonee; che, mentre la garanzia per i giovani si applica a tutti i 28 Stati membri, solo 20 di questi sono idonei a ricevere sostegno a titolo dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile; che, infine, l'intervento dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile non ha una durata prestabilita, mentre la garanzia per i giovani impone che venga presentata un'offerta entro quattro mesi;

S.  considerando che, da un punto di vista quantitativo, l'utilizzo della garanzia per i giovani non è uniforme e varia notevolmente da un paese all'altro;

T.  considerando che l'attuazione della garanzia per i giovani ha prodotto finora risultati non uniformi, con situazioni che rendono problematico identificarne o valutarne il contributo;

U.  considerando che esistono differenze sostanziali tra le regioni europee; che, in alcuni casi, territori caratterizzati da alti tassi di disoccupazione non rientreranno fra le regioni ammissibili a beneficiare di finanziamenti UE a livello NUTS;

V.  che l'attuazione dei servizi di integrazione elencati nella garanzia è stata spesso solo parziale e troppo restrittiva sotto il profilo dei partecipanti ammissibili, e dipende dalle capacità esistenti e dall'efficienza dei servizi pubblici per l'impiego (SPI) nonché dalla velocità delle procedure a livello europeo; che gli Stati membri dovrebbero continuare a impegnarsi per rafforzare e riformare i loro SPI;

W.  considerando che è opportuno sottolineare il ruolo che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile può svolgere, in particolare negli Stati membri che sono stati colpiti in misura notevolmente maggiore dalla crisi economica, finanziaria e sociale in atto dal 2007; che va sottolineata la necessità di rafforzare tale programma e di elaborare ulteriori misure complementari a livello sia di UE che nazionale volte a stimolare l'integrazione e la coesione, rafforzando altresì nel contempo la parità di genere e garantendo l'accesso ai programmi di formazione avviati per far fronte alle nuove sfide tecnologiche in materia di lavoro;

X.  considerando che la garanzia per i giovani, in quanto investimento nei giovani, costituisce un esempio di elaborazione del bilancio in funzione dei risultati;

Y.  considerando che il Libro bianco della Commissione sul futuro dell'Europa riconosce che, rispetto alla disoccupazione giovanile, esiste effettivamente "un divario fra le aspettative e la capacità dell'UE di soddisfarle"(8);

Z.  considerando che l'UE dovrebbe promuovere e pubblicizzare meglio le misure di politica sociale presso il gruppo bersaglio, affinché la sua azione acquisti maggiore visibilità agli occhi dei cittadini dell'Unione;

AA.  che l'audit effettuato dalla Corte dei conti europea è stato prematuro, poiché il periodo preso in esame è troppo vicino all'avvio dei programmi di garanzia nazionali e l'analisi è circoscritta soltanto ad alcuni Stati membri; che a tale fine sarebbe stato più utile procedere a una valutazione iniziale dell'attuazione di tali sistemi prima di effettuare l'audit;

Osservazioni generali

1.  osserva che, nei quattro anni di applicazione della garanzia per i giovani, dal 2013 al 2017, il tasso di disoccupazione giovanile nell'UE si è ridotto di oltre 7 punti, passando dal 23,8 % ad aprile 2013 al 16,6 % ad aprile 2017, il che lascia supporre che quasi 2 milioni di giovani non siano più disoccupati; constata che, dal momento dell'applicazione della garanzia per i giovani, oltre 14 milioni di giovani hanno partecipato a uno dei programmi; lamenta che, in molti casi, tale riduzione sia in gran parte dovuta al fatto che molti giovani sono stati costretti a cercare lavoro fuori dall'UE, una perdita che sarà fortemente avvertita nei prossimi decenni; si rammarica, inoltre, che a metà del 2016 4,2 milioni di giovani dell'Unione fossero ancora disoccupati (il 18,8 % della popolazione interessata); esorta gli Stati membri a fare ricorso al sostegno disponibile dell'UE per far fronte a tale questione di lunga data; invita l'UE e gli Stati membri a mettere in atto delle strategie, che vadano incontro alle esigenze e ai bisogni del mercato del lavoro di ogni singolo Stato membro, al fine di creare opportunità di formazione di elevata qualità e un'occupazione duratura;

2.  sottolinea che la garanzia per i giovani svolge un ruolo importante nel sostenere misure volte a fornire ai giovani disoccupati le competenze, le esperienze e le conoscenze necessarie ad avviare un'attività lavorativa duratura e a diventare imprenditori, offrendo allo stesso tempo un'opportunità per contrastare lo squilibrio di competenze;

3.  evidenzia il ruolo fondamentale dell'istruzione e dell'orientamento professionale nel trasmettere ai giovani l'etica del lavoro e le competenze necessarie nel mercato del lavoro; sottolinea, tuttavia, che l'istruzione non dovrebbe soltanto fornire le competenze e le capacità corrispondenti alle esigenze del mercato del lavoro, ma dovrebbe altresì contribuire allo sviluppo e alla crescita personale dei giovani al fine di renderli cittadini proattivi e responsabili; pone l'accento, pertanto, sulla necessità di un'educazione civica nell'intero sistema di istruzione generale, compresa l'istruzione sia formale che non formale;

4.  constata che il tasso di disoccupazione giovanile è inversamente proporzionale all'età e alla formazione e che tale tendenza si è accentuata con la crisi, che ha colpito anche giovani adulti di età superiore ai 25 anni e privi di qualifiche, e che questo gruppo può essere soggetto a una situazione di grave vulnerabilità se non s'investe nella sua formazione;

5.  osserva che, nonostante i progressi compiuti, l'accesso dei giovani disoccupati più vulnerabili agli SPI è ancora insufficiente e gli appartenenti a tale gruppo, unitamente ai giovani con un titolo d'istruzione superiore, sono quelli che meno si registrano come richiedenti lavoro;

6.  è fortemente preoccupato per il fatto che i NEET sono scollegati dal sistema dell'istruzione e dal mercato del lavoro, in molti casi per colpe non loro; riconosce che tale gruppo demografico è il più difficile da raggiungere attraverso i programmi operativi esistenti che attuano i regimi di finanziamento per contrastare la disoccupazione giovanile, troppi dei quali non garantiscono una remunerazione sostenibile adeguata o condizioni di lavoro appropriate; ritiene che nel periodo 2017-2020 l'attenzione debba concentrarsi in particolar modo su tale gruppo demografico, in modo da garantire il conseguimento dei principali obiettivi della garanzia per i giovani;

7.  osserva che le misure sostenute dalla garanzia per i giovani devono anche occuparsi delle sfide strutturali affrontate dai giovani NEET, in modo da garantire un impatto a lungo termine; esprime preoccupazione per il fatto che i programmi di garanzia per i giovani non abbiano ancora raggiunto tutti i giovani che hanno abbandonato la scuola o che sono rimasti disoccupati; incoraggia gli Stati membri a prevedere impegni finanziari mirati nei bilanci nazionali per affrontare queste sfide strutturali; incoraggia le regioni non ammissibili a un cofinanziamento dell'Unione a partecipare alla garanzia;

8.  sottolinea che l'integrazione dei NEET richiede sia una maggiore efficacia delle risorse disponibili sia un incremento delle stesse, come pure un maggiore coinvolgimento e una maggiore mobilitazione degli Stati membri;

9.  chiede la diversificazione dei canali di finanziamento a livello locale, regionale e nazionale, per raggiungere meglio tutti i giovani; osserva inoltre che le autorità locali e regionali sono già particolarmente attive e dovrebbero essere sostenute nella loro azione per i giovani tramite l'integrazione di linee politiche diverse;

10.  sottolinea che dal 2012 la garanzia per i giovani ha contribuito positivamente a far fronte alla disoccupazione giovanile, ma che il tasso di quest'ultima rimane inammissibilmente elevato; si compiace, pertanto, dell'accordo raggiunto dai colegislatori in merito alla proroga dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile fino al 2020; constata, tuttavia, che il problema della disoccupazione potrebbe persistere e che, pertanto, occorrerebbe tenerne conto nel prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) onde garantire la continuità e l'efficacia in termini di costi;

11.  sottolinea che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile non è soltanto finalizzata a potenziare la creazione di posti di lavoro per i giovani, ma anche ad aiutare gli Stati membri a stabilire sistemi adeguati per identificare le necessità dei giovani e il relativo sostegno; sottolinea, pertanto, che l'efficacia della garanzia per i giovani e dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile dovrebbe essere valutata, in futuro, sulla base dei progressi compiuti verso la creazione o il miglioramento dei sistemi degli Stati membri a sostegno dei giovani;

12.  ricorda che la YG beneficia del sostegno finanziario dell'UE attraverso il FSE e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, che integrano i contributi nazionali; sostiene le attività di programmazione avviate nell'ambito del quadro strategico comune dell'Unione attraverso l'apprendimento tra pari, le attività di rete e l'assistenza tecnica;

13.  si compiace dell'anticipo dei fondi per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile negli anni 2014 e 2015 nonché dell'aumento del prefinanziamento iniziale allo scopo di garantire una rapida mobilitazione delle risorse;

14.  si compiace del fatto che le misure dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile aiutino oltre 1,4 milioni di giovani, consentendo agli Stati membri di consolidare operazioni per un importo superiore a 4 miliardi di euro;

15.  ricorda che il successo dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile è legato alla buona governance economica negli Stati membri, perché senza un contesto imprenditoriale favorevole che stimoli le piccole e medie imprese e senza un sistema di istruzione e scientifico adeguato alle esigenze dell'economia non vi potranno essere nuovi posti di lavoro né una soluzione a lungo termine al problema degli elevati livelli di disoccupazione giovanile;

16.  prende atto della relazione speciale della Corte dei conti sull'impatto che l'iniziativa per i giovani e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile hanno avuto sulla disoccupazione giovanile e osserva che, a tre anni dall'adozione della raccomandazione del Consiglio, la garanzia per i giovani non si è ancora rivelata all'altezza delle aspettative; prende atto dell'osservazione della Corte relativa all'impossibilità di raggiungere l'intera popolazione NEET con le sole risorse messe a disposizione dal bilancio UE; osserva che la situazione attuale non corrisponde alle aspettative suscitate dall'introduzione della garanzia per i giovani, ossia garantire che tutti i NEET ricevano, entro quattro mesi, un'offerta di formazione o di lavoro qualitativamente valida;

17.  ricorda che attrarre i NEET nel mondo del lavoro comporta sia sfide che opportunità; raccomanda alla Commissione, agli Stati membri e agli SPI nazionali di profondere maggiori sforzi per includere un numero maggiore di giovani inattivi nei regimi della garanzia per i giovani e per trattenerli nel mercato del lavoro una volta scadute le pertinenti misure di sostegno;

18.  osserva che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile è volta a sostenere i giovani NEET con un'età inferiore ai 25 anni che normalmente non ricevono alcun sostegno all'occupazione o all'istruzione; si rammarica che l'adozione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile influisca sull'assegnazione di impegni a titolo del FSE ad altri programmi e sottolinea che le risorse provenienti dalla dotazione specifica dell'iniziativa dovrebbero essere integrate da fondi del FSE almeno di pari entità;

19.  invita gli Stati membri a garantire che, conformemente all'articolo 95 e al considerando 87 del regolamento recante disposizioni comuni (regolamento (UE) n. 1303/2013) e in linea con il principio di addizionalità, i fondi disponibili nell'ambito dell'iniziativa per l'occupazione giovanile e del FSE non sostituiscano le spese pubbliche degli Stati membri; sottolinea che i programmi come la garanzia per i giovani non devono sostituire gli sforzi degli Stati membri volti a contrastare la disoccupazione giovanile e a promuovere un'integrazione sostenibile nel mercato del lavoro;

20.  sottolinea l'importanza di rafforzare la cooperazione, anche a livello regionale e locale, tra tutte le parti interessate, quali i servizi pubblici e, se del caso, privati per l'impiego, gli istituti di istruzione e di formazione, i datori di lavoro, le organizzazioni giovanili e le ONG che lavorano con i giovani, al fine di raggiungere l'intera popolazione NEET; incoraggia una maggiore integrazione delle parti interessate attraverso un approccio basato sul partenariato nella progettazione, attuazione e valutazione della garanzia per i giovani; sollecita una cooperazione rafforzata tra istituti d'istruzione e imprenditori per affrontare il problema della mancata corrispondenza tra domanda e offerta di competenze; ribadisce che l'approccio di partenariato mira a raggiungere meglio la popolazione destinataria e a garantire la fornitura di offerte di qualità;

21.  ricorda che, secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), una garanzia per i giovani efficace necessita di un finanziamento annuo pari a circa 45 miliardi di EUR per l'UE-28; osserva che tale finanziamento dovrebbe essere considerato un investimento, in considerazione della significativa riduzione dei costi legati alla disoccupazione giovanile che comporterà se sarà efficace;

22.  invita la Commissione a fornire una ripartizione dettagliata dei contributi nazionali all'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile che ogni Stato membro deve effettuare per dare efficace attuazione alla garanzia per i giovani, tenendo conto della stima dell'ILO;

23.  constata il ritardo nell'attuazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile dovuto alla nomina tardiva delle pertinenti autorità di gestione, e ritiene che ciò costituisca una falla nella base giuridica dell'iniziativa che ha minato gli sforzi iniziali tesi a una rapida attuazione mediante finanziamenti anticipati;

24.  reputa necessario promuovere la varietà dei mezzi di finanziamento e facilitarne l'accesso nonché concentrarsi sulla spesa effettiva, attuando al contempo ulteriori riforme programmatiche e dei servizi;

25.  sottolinea la necessità di adattare le misure alle esigenze del contesto locale allo scopo di aumentarne l'impatto, ad esempio attraverso una maggiore partecipazione dei rappresentanti dei datori di lavoro locali, dei fornitori locali di formazione e degli enti locali; invita a diversificare i canali di finanziamento coinvolgendo le istanze nazionali, regionali e locali per meglio raggiungere tutti i NEET;

26.  ricorda che, nell'ambito dell'attuale QFP, il finanziamento dell'iniziativa a favore dell'occupazione dovrebbe avvenire mediante nuovi stanziamenti e non attraverso riassegnazioni degli stanziamenti di bilancio esistenti; si attende un impegno politico ambizioso in relazione al prossimo QFP;

27.  ritiene che un corretto funzionamento della garanzia per i giovani dipenda dall'efficacia degli SPI a livello locale;

28.  chiede con forza che negli SPI degli Stati membri siano sviluppate competenze e capacità specifiche volte ad aiutare le persone che non riescono a trovare un lavoro entro quattro mesi dall'inizio del periodo di disoccupazione o dalla conclusione dell'istruzione formale; incoraggia un maggior coinvolgimento di imprese e associazioni di categoria nella realizzazione del programma;

29.  deplora che la maggior parte dei NEET nell'UE non abbia ancora accesso ad alcun programma della garanzia per i giovani anche perché, in genere, non risulta iscritta agli SPI; chiede al Consiglio di prendere in esame la possibilità di proseguire lo scambio formativo in seno alla rete esistente dei servizi pubblici per l'impiego, nell'ottica di elaborare strategie basate sulle migliori pratiche per raggiungere e sostenere i giovani NEET;

30.  plaude alla relazione speciale n. 5/2017 della Corte dei conti ed esorta la Commissione e gli Stati membri ad attuare pienamente le raccomandazioni della Corte onde migliorare la copertura e l'efficacia dei regimi della garanzia per i giovani;

31.  sottolinea che è opportuno sostenere lo sviluppo di sportelli unici al fine di aumentare l'impatto positivo della garanzia per i giovani, assicurando la disponibilità in un unico luogo di tutti i servizi e dell'orientamento per i giovani;

32.  osserva che la mancanza di visibilità dei programmi di garanzia per i giovani può rendere difficoltoso il coinvolgimento di tutti i giovani; raccomanda di accrescere la possibilità di finanziamento di campagne locali organizzate con tutti i partner locali, comprese le organizzazioni giovanili, e di sostenere lo sviluppo di piattaforme affinché i giovani possano registrarsi al programma; raccomanda che le informazioni relative alla garanzia per i giovani siano accessibili e comprensibili per tutti;

33.  raccomanda agli Stati membri di predisporre offerte che possano ritenersi qualitativamente valide; sottolinea, ad esempio, che dovrebbero essere implementate delle proposte che corrispondano al profilo del partecipante e alla domanda sotto il profilo occupazionale, in modo da permettere un'integrazione sostenibile e possibilmente duratura nello stesso mercato del lavoro;

34.  constata con rammarico che la maggior parte degli Stati membri non ha stabilito una definizione di "offerta di qualità"; esorta gli Stati membri e la Commissione, nel quadro del comitato dell'Unione europea per l'occupazione (EMCO), a ricorrere alle reti esistenti per lavorare all'elaborazione di caratteristiche stabilite di comune accordo che definiscano tale concetto, tenendo in considerazione il quadro europeo di qualità per i tirocini e la dichiarazione congiunta delle parti sociali europee dal titolo "Towards a Shared Vision of Apprenticeships" (Verso una visione comune degli apprendistati) nonché la giurisprudenza della Corte di giustizia sul lavoro precario; esorta inoltre gli Stati membri e la Commissione ad assicurare che tali caratteristiche si basino su un'offerta corrispondente al livello di qualifica e al profilo dei partecipanti e alle necessità del mercato del lavoro, offrendo loro opportunità lavorative che consentano di guadagnare un salario di sussistenza, di godere di protezione sociale e di ottenere prospettive di avanzamento, il che, in ultima istanza, dovrebbe tradursi in un'integrazione sostenibile nel mercato del lavoro in cui vi sia una buona corrispondenza tra offerta e domanda; si compiace della raccomandazione formulata dalla Corte dei conti nella sua relazione speciale n. 5/2017, che invita a prestare maggiore attenzione al miglioramento della qualità delle offerte;

35.  invita la Commissione a proporre, in collaborazione con il comitato per l'occupazione (EMCO), norme concernenti i criteri di qualità delle possibili offerte nell'ambito della garanzia per i giovani; evidenzia la necessità di definire un quadro di qualità con norme di qualità per le suddette offerte;

36.  osserva che, per conseguire l'obiettivo di garantire un'offerta di occupazione di qualità e continua a tutti i giovani di età pari o inferiore a 24 anni, sono necessarie molte più risorse a livello umano, tecnico e finanziario; si compiace che diversi Stati membri abbiano innalzato a 30 anni l'età massima per l'idoneità al sostegno della garanzia per i giovani;

37.  è favorevole a garantire che i giovani beneficiari della garanzia per i giovani continuino a contribuire ai sistemi di tutela lavorativa e previdenziale in vigore nei rispettivi Stati membri e ad avervi accesso, corresponsabilizzando maggiormente, in questo modo, tutti i soggetti coinvolti, in particolare i giovani e i datori di lavoro;

38.  sottolinea che le misure della garanzia per i giovani sono probabilmente più efficienti ed efficaci sotto il profilo dei costi quando i giovani vengono assistiti al momento dell'accesso al mercato del lavoro, in modo tale da fornire loro opportunità occupazionali sostenibili e avanzamento retributivo;

39.  evidenzia che i NEET sono un gruppo variegato ed eterogeneo di persone e che i programmi risultano essere più efficienti ed efficaci sotto il profilo dei costi quando sono elaborati per rispondere a problematiche ben definite; pone l'accento, a tale proposito, sulla necessità di mettere a punto strategie globali con obiettivi chiari, finalizzati a raggiungere tutte le categorie di NEET; sottolinea la necessità di offrire soluzioni su misura, tenendo conto del contesto locale e regionale, garantendo ad esempio un maggior coinvolgimento dei rappresentanti dei datori di lavoro locali, degli erogatori locali di formazione e degli enti locali; invita gli Stati membri a progettare un percorso individuale per ciascun candidato, dando agli SPI la flessibilità necessaria per adeguare i modelli di profilazione;

40.  invita gli Stati membri a predisporre adeguate strategie di sensibilizzazione e a intensificare gli sforzi per individuare la popolazione NEET, in particolare i NEET inattivi che non sono coperti dai sistemi esistenti, allo scopo di registrarli e di monitorare a intervalli specifici (6, 12 e 18 mesi) la situazione dei giovani che abbandonano i programmi di garanzia per i giovani, al fine di promuovere un'integrazione sostenibile nel mercato del lavoro; sottolinea la necessità di fornire soluzioni su misura ai diversi gruppi di giovani, facendo dei giovani non registrati uno dei principali gruppi bersaglio; invita gli Stati membri a garantire che le risorse disponibili del FSE non sostituiscano la spesa pubblica e osserva che una crescita economica adeguata è un presupposto indispensabile per l'effettiva integrazione dei NEET nel mercato del lavoro;

41.  invita gli Stati membri e la Commissione a valutare le carenze e a compiere analisi di mercato prima di porre in essere i sistemi previsti nel quadro della garanzia per i giovani, evitando così corsi di formazione inutili o lo sfruttamento temporaneo e senza alcuno sbocco futuro dei tirocinanti;

42.  invita la Commissione e il Consiglio a prendere in esame iniziative proattive di transizione, come l'orientamento e la consulenza professionali e l'erogazione di informazioni sul mercato del lavoro nonché servizi di sostegno nelle scuole e servizi di orientamento professionale nelle università, così da agevolare l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro fornendo loro abilità utili alla gestione della transizione e della loro carriera;

43.  osserva che la mancanza di visibilità dei programmi della garanzia per i giovani può rendere difficoltoso il coinvolgimento di tutti i giovani; raccomanda di adottare misure intese ad accrescere la possibilità di finanziare campagne locali organizzate con tutti i partner locali pertinenti, comprese le organizzazioni giovanili, e a sostenere lo sviluppo di piattaforme affinché i giovani possano registrarsi al programma; raccomanda che le informazioni relative alla garanzia per i giovani siano accessibili e comprensibili per tutti;

44.  rileva che le discrepanze tra le competenze offerte e quelle richieste dal mercato del lavoro continuano a essere un problema; chiede alla Commissione, nel quadro dell'EMCO, di promuovere lo scambio di migliori pratiche tra gli Stati membri e le parti interessate negli Stati membri per affrontare la questione;

45.  ritiene che i problemi legati alla mancata corrispondenza tra domanda e offerta di competenze potrebbero essere risolti migliorando l'individuazione delle competenze dei singoli soggetti e correggendo le carenze dei sistemi nazionali di formazione; sottolinea che l'aumento della mobilità giovanile potrebbe migliorare il bagaglio di competenze dei giovani e contribuire, unitamente al riconoscimento delle qualifiche, al superamento dell'attuale squilibrio geografico fra domanda e offerta di competenze; incoraggia gli Stati membri a fare maggior uso di EURES in proposito;

46.  sottolinea che le competenze in materia di TIC potrebbero offrire grandi potenzialità per la creazione di posti di lavoro sostenibili e, quindi, invita gli Stati membri a includere nei loro piani di attuazione della garanzia per i giovani misure efficaci per il potenziamento delle competenze digitali e in materia di TIC;

47.  osserva che è necessario un approccio più diversificato e personalizzato nella fornitura di servizi ai diversi gruppi della popolazione giovanile al fine di evitare scremature o scelte di comodo e discriminazioni; chiede misure più incisive, specifiche e più aperte a tutti per raggiungere i giovani alle prese con molteplici ostacoli e quelli più lontani dal mercato del lavoro; sottolinea, a tale proposito, l'importanza di coordinare efficacemente la garanzia per i giovani con le altre politiche, come quelle antidiscriminazione, e di ampliare la gamma di interventi proposti nell'ambito delle offerte della garanzia per i giovani;

48.  ritiene che la disoccupazione giovanile dovrebbe essere affrontata sin dall'inizio come una questione prioritaria nei futuri programmi operativi dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE);

Attuazione e monitoraggio

49.  osserva che l'attuazione della garanzia per i giovani viene attualmente monitorata attraverso il semestre europeo, gli esami dell'EMCO e un apposito quadro di indicatori elaborato dall'EMCO in collaborazione con la Commissione; invita il Consiglio ad aiutare gli Stati membri a migliorare la comunicazione dei dati;

50.  osserva che la mancanza di informazioni sui costi potenziali legati all'attuazione del programma in uno Stato membro può portare a finanziamenti non adeguati ai fini della corretta attuazione del programma stesso e della realizzazione degli obiettivi; invita gli Stati membri a definire una panoramica dei costi di attuazione della garanzia per i giovani, come raccomandato dalla relazione speciale n. 5/2017 della Corte dei conti;

51.  sottolinea che l'assegnazione delle risorse necessarie e la valutazione dei finanziamenti complessivi sono fattori importanti per la riuscita attuazione dei programmi di garanzia per i giovani, tenendo presente che tale valutazione può essere ostacolata dalla difficoltà di distinguere tra i diversi tipi di misure destinate ai giovani a livello nazionale;

52.  invita la Commissione a fornire informazioni più precise riguardo all'efficienza in termini di costi della garanzia per i giovani e al monitoraggio dell'attuazione del programma negli Stati membri, nonché a fornire relazioni annuali complete in proposito;

53.  sottolinea che sono necessari meccanismi efficaci per discutere e superare le difficoltà registrate in sede di attuazione dei programmi della garanzia per i giovani; sottolinea la necessità di un impegno politico e finanziario forte, ma realistico e fattibile, da parte degli Stati membri per dare piena attuazione alla garanzia per i giovani, segnatamente assicurando meccanismi di intervento tempestivo, la qualità dei posti di lavoro, ulteriori offerte di istruzione e formazione, criteri di ammissibilità chiari e lo sviluppo di partenariati con i pertinenti portatori di interesse; sottolinea che ciò dovrebbe avvenire assicurando che si raggiunga effettivamente il gruppo bersaglio, rafforzando se necessario la capacità amministrativa, tenendo conto della situazione locale, favorendo il miglioramento delle competenze e istituendo adeguate strutture di monitoraggio e valutazione durante e dopo l'attuazione delle suddette misure;

54.  chiede un'efficace sorveglianza multilaterale del rispetto della raccomandazione del Consiglio che istituisce una garanzia per i giovani nell'ambito del semestre europeo, così come la formulazione, ove necessario, di raccomandazioni specifiche per paese;

55.  ribadisce il proprio impegno a monitorare attentamente tutte le attività degli Stati membri per tradurre in realtà la garanzia per i giovani, e invita le organizzazioni giovanili a fornire al Parlamento la loro analisi aggiornata delle azioni intraprese dagli Stati membri; esorta gli Stati membri e la Commissione a coinvolgere nell'elaborazione delle politiche i giovani che sono parte interessata; ricorda che il coinvolgimento delle organizzazioni giovanili nella comunicazione, attuazione e valutazione della garanzia per i giovani è fondamentale per il successo di quest'ultima;

56.  osserva l'esistenza di taluni ritardi nell'attuazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile negli Stati membri, principalmente per motivi di natura procedurale e strutturale; si dice preoccupato per il livello di utilizzo, da parte degli Stati membri, dei prefinanziamenti stanziati per l'attuazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile; insiste pertanto affinché le autorità competenti degli Stati membri adottino azioni urgenti per utilizzare pienamente e tempestivamente le risorse disponibili per la lotta alla disoccupazione giovanile; ritiene che gli Stati membri debbano assumere ulteriori impegni finanziari nei bilanci nazionali per affrontare queste sfide strutturali;

57.  si compiace della collaborazione della Commissione con gli Stati membri allo scopo di individuare e diffondere buone pratiche in materia di monitoraggio e comunicazione sulla base dei sistemi in uso presso gli Stati membri; ricorda alla Commissione che la comparabilità dei dati continua a essere fondamentale a tal fine;

58.  raccomanda alla Commissione di continuare a individuare e diffondere le buone prassi in materia di monitoraggio e reporting, in modo che i risultati degli Stati membri possano essere comunicati in maniera coerente e affidabile, nonché valutati armonicamente anche dal punto di vista qualitativo; raccomanda, in particolare, che si disponga regolarmente di dati di qualità che permettano agli Stati membri di realizzare politiche giovanili più concrete ed efficaci, anche attraverso il monitoraggio dei partecipanti in uscita dal sistema di garanzia per i giovani, per ridurre al massimo gli abbandoni e le uscite improduttive;

59.  invita la Commissione a rafforzare le modalità di attuazione da parte degli Stati membri dei programmi approvati a titolo della garanzia per i giovani e a istituire un sistema di monitoraggio trasparente, completo e con dati aperti, che prenda in considerazione l'efficienza in termini di costi nonché riforme strutturali e misure a vantaggio dei singoli;

60.  suggerisce di realizzare un'analisi ex ante in ogni Stato membro fissando obiettivi, traguardi e calendari concreti per i risultati attesi dai regimi della garanzia per i giovani, e suggerisce di evitare la duplicazione dei finanziamenti;

61.  incoraggia la condivisione delle migliori prassi attraverso l'EMCO e il programma di apprendimento reciproco della strategia europea per l'occupazione; rileva, a tale proposito, l'importanza dell'apprendimento reciproco finalizzato all'attivazione dei gruppi più vulnerabili;

62.  è preoccupato del fatto che i dati sui beneficiari, gli esiti e i risultati dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile siano scarsi e spesso incoerenti; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare le misure necessarie per istituire sistemi di monitoraggio meno onerosi dal punto di vista amministrativo e più aggiornati per il finanziamento residuo dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile;

63.  chiede che si presti attenzione ai risultati conseguiti dal programma dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile definendo indicatori concreti in termini di riforme realizzate negli Stati membri, conoscenze e competenze acquisite in seguito al programma e numero di contratti a tempo indeterminato offerti; suggerisce inoltre che l'esperienza dei mentori della professione scelta corrisponda alle competenze richieste dai relativi richiedenti;

64.  invita gli Stati membri ad accrescere l'efficienza dei propri sistemi di monitoraggio e di rendicontazione, allo scopo di rendere più misurabili gli obiettivi della garanzia per i giovani e di facilitare la messa a punto di politiche di attivazione rivolte ai giovani maggiormente basate su dati concreti, e, in particolare, a migliorare la capacità di monitorare i partecipanti che escono dal sistema di garanzia per i giovani, onde ridurre quanto più possibile il numero delle uscite ignote e disporre di informazioni sulla situazione attuale di tutti i partecipanti; invita la Commissione a rivedere i propri orientamenti sulla raccolta dei dati e gli Stati membri a rivedere i propri scenari di riferimento e i propri obiettivi, per minimizzare il rischio di sovrastima dei risultati;

65.  riconosce che, per alcuni Stati membri, la garanzia per i giovani è divenuta un fattore trainante per modificare le politiche e migliorare il coordinamento nei settori dell'occupazione e dell'istruzione; sottolinea l'importanza di fissare obiettivi realistici e misurabili in relazione alla promozione di strategie e quadri come l'iniziativa per i giovani, di identificare le sfide principali e le misure adeguate da adottare per vincerle e di valutare tali sfide tenendo conto del miglioramento dell'occupabilità; osserva che, in alcune circostanze, è stato difficile identificare e valutare il contributo finora fornito dalla garanzia per i giovani e che dati statistici di qualità dovrebbero aiutare gli Stati membri a concepire politiche giovanili più concrete ed efficaci, senza suscitare false aspettative;

66.  riconosce i considerevoli sforzi compiuti da molti Stati membri per attuare la garanzia per i giovani; osserva, tuttavia, che la maggior parte delle riforme non è stata pienamente attuata, in particolare per quanto riguarda la creazione di partenariati con le parti sociali e i giovani nella progettazione, attuazione e valutazione delle misure nel quadro della garanzia per i giovani e il sostegno a coloro che incontrano molteplici ostacoli; conclude che sono necessari considerevoli sforzi e risorse finanziarie nel lungo periodo per conseguire gli obiettivi della garanzia per i giovani;

67.  ritiene che l'eventuale ripetuto ricorso alla garanzia per giovani non debba essere contrario allo spirito dell'attivazione del mercato del lavoro e all'obiettivo del passaggio a un'occupazione permanente; invita il Consiglio ad avvalersi della revisione del QFP per dotare la garanzia per i giovani di risorse adeguate; invita gli Stati membri a garantire che i giovani, inclusi quelli fino ai trent'anni di età, ricevano offerte qualitativamente valide, rispondenti al loro profilo e al loro livello di qualifica così come alle esigenze del mercato del lavoro, onde creare posti di lavoro sostenibili ed evitare il ripetuto ricorso alla garanzia per i giovani;

68.  ritiene necessario, al fine di valutare l'efficacia del programma, tenere conto di tutti gli aspetti, incluso il rapporto costi-benefici del sistema; prende atto delle precedenti stime fornite dall'ILO e da Eurofound e chiede alla Commissione di confermare o aggiornare tali previsioni;

69.  chiede che, in ogni Stato membro partecipante, si valuti l'efficacia della garanzia per i giovani, in modo da evitare lo sfruttamento dei giovani da parte di imprese che utilizzano pseudo-meccanismi di formazione per avvalersi di manodopera finanziata dal settore pubblico; propone, a questo scopo, di monitorare le prospettive occupazionali dei giovani beneficiari del programma, nonché di creare meccanismi che impongano ai datori di lavoro coinvolti, siano essi pubblici o privati, tassi minimi di conversione dei tirocini in contratti di lavoro, come condizione per continuare a usufruire del programma;

70.  rileva che la Commissione dovrebbe portare a termine una valutazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile entro la fine del 2017 e si attende una rapida integrazione dei necessari adeguamenti al fine di garantire un'attuazione efficace; sottolinea l'importanza di una valutazione costante delle prestazioni dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile da parte dei soggetti pertinenti, incluse le organizzazioni giovanili;

71.  sottolinea la necessità di introdurre un sistema di indicatori e misure per valutare e monitorare l'efficacia sia dei sistemi pubblici per l'impiego sia della garanzia per i giovani che, per quanto contemplato sin dall'inizio, ancora mostra molte carenze;

72.  chiede che i partecipanti al programma siano debitamente informati riguardo alle procedure da avviare in caso di abusi dello strumento e che sia garantita loro la tutela necessaria e prevista;

73.  chiede un controllo, una rendicontazione e un monitoraggio efficaci e trasparenti dell'utilizzazione dei fondi stanziati a livello europeo e nazionale, in modo da prevenire abusi e sprechi di risorse;

Miglioramenti da apportare

74.  sottolinea la necessità di assicurare un impegno a lungo termine attraverso una programmazione ambiziosa e finanziamenti stabili a titolo sia del bilancio dell'Unione che dei bilanci nazionali al fine di fornire il pieno accesso a tutti i giovani NEET nell'UE;

75.  ricorda l'importanza della cooperazione tra tutti i livelli di governance (UE, Stati membri ed enti locali) e dell'assistenza tecnica della Commissione per l'efficace attuazione della garanzia per i giovani;

76.  evidenzia la necessità di creare e sviluppare un orientamento professionale di elevata qualità lungo tutto l'arco della vita con il coinvolgimento attivo delle famiglie, al fine di aiutare i giovani a operare scelte migliori in merito alla loro istruzione e carriera professionale;

77.  osserva che, nella sua comunicazione dell'ottobre 2016, la Commissione ha formulato conclusioni sulla necessità di migliorare l'efficacia dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile; ritiene che, per raggiungere tale obiettivo, occorra garantire che i NEET siano integrati nel mercato del lavoro in maniera sostenibile e fissare obiettivi che riflettano la composizione varia dei NEET, con interventi logici e specifici per ciascuno dei sottogruppi destinatari; constata che un utilizzo ulteriore di altri programmi FSE per garantire la sostenibilità dell'integrazione dei NEET potrebbe migliorare l'efficienza;

78.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di gestire le aspettative stabilendo obiettivi e traguardi realistici e raggiungibili, effettuare valutazioni delle divergenze, analizzare il mercato prima di attuare i sistemi, migliorare i sistemi di monitoraggio e comunicazione e migliorare la qualità dei dati per poter misurare efficacemente i risultati;

79.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la disponibilità di finanziamenti sufficienti per assicurare una riuscita integrazione di tutti i giovani lavoratori che sono disoccupati o che non hanno accesso a un'adeguata offerta formativa o educativa; sottolinea che, ai fini di risultati sostenibili, la garanzia per i giovani dovrebbe basarsi sulle evidenze ed esperienze esistenti ed essere portata avanti a lungo termine; pone l'accento sul fatto che ciò richiede un aumento dei fondi pubblici disponibili per politiche attive del mercato del lavoro a livello dell'UE e degli Stati membri;

80.  invita gli Stati membri a valutare correttamente i costi dei loro programmi di garanzia per i giovani, a gestire le aspettative fissando obiettivi e traguardi realistici e raggiungibili, a mobilitare risorse supplementari a titolo dei loro bilanci nazionali e a potenziare il finanziamento dei rispettivi SPI per consentire loro di svolgere i compiti supplementari legati all'attuazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile;

81.  invita gli Stati membri a garantire la fornitura di dati di follow-up, per valutare in termini quantitativi e qualitativi la sostenibilità a lungo termine dei risultati e per agevolare l'elaborazione di politiche giovanili maggiormente basate su elementi concreti; sollecita maggiore trasparenza e coerenza nella raccolta dei dati in tutti gli Stati membri, inclusa la raccolta di dati disaggregati per genere; rileva con preoccupazione che la sostenibilità delle "uscite positive" dell'iniziativa per i giovani si è progressivamente deteriorata(9);

82.  invita la Commissione a eseguire un'analisi dettagliata degli effetti delle misure attuate negli Stati membri, a individuare le soluzioni più efficaci e, su tale base, a formulare raccomandazioni destinate agli Stati membri su come conseguire risultati migliori con un maggiore livello di efficienza;

o
o   o

83.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti.

(1) GU C 120 del 26.4.2013, pag. 1.
(2) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 470.
(3) GU L 126 del 21.5.2015, pag. 1.
(4) Altre misure includono l'iniziativa "Gioventù in movimento", avviata nel settembre 2010, l'iniziativa "Opportunità per i giovani", avviata nel dicembre 2011, e i gruppi di intervento per i giovani, inaugurati nel gennaio 2012.
(5) Situazione a marzo 2017: http://ec.europa.eu/eurostat/documents/2995521/8002525/3-02052017-AP-EN.pdf/94b69232-83a9-4011-8c85-1d4311215619
(6) Inclusione sociale dei giovani (Eurofound 2015).
(7) NEET – Giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano: caratteristiche, costi e risposte politiche in Europa (Eurofound, 2012).
(8) Libro bianco sul futuro dell'Europa, pag. 13.
(9) Cfr. paragrafo 164 della relazione speciale della Corte dei conti n. 5/2017.


Reati e sanzioni applicabili in materia di traffico illecito di stupefacenti ***II
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Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione quadro 2004/757/GAI del Consiglio al fine di includere nuove sostanze psicoattive nella definizione di "stupefacenti" e che abroga la decisione 2005/387/GAI (10537/1/2017 – C8-0325/2017 – 2013/0304(COD))
P8_TA(2017)0391A8-0317/2017

(Procedura legislativa ordinaria: seconda lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la posizione del Consiglio in prima lettura (10537/1/2017 – C8-0325/2017),

–  visti i pareri motivati inviati dalla Camera dei comuni del Regno Unito e dalla Camera dei Lord del Regno Unito, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 21 gennaio 2014(1),

–  vista la sua posizione in prima lettura(2) sulla proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2013)0618),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento,

–  visto l'articolo 67 bis del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione per la seconda lettura della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0317/2017),

1.  approva la posizione del Consiglio in prima lettura;

2.  constata che l'atto è adottato in conformità della posizione del Consiglio;

3.  incarica il suo Presidente di firmare l'atto congiuntamente al Presidente del Consiglio, a norma dell'articolo 297, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

4.  incarica il suo Segretario generale di firmare l'atto, previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, e di procedere, d'intesa con il Segretario generale del Consiglio, a pubblicarlo nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

(1) GU C 177 dell'11.6.2014, pag. 52.
(2) Testi approvati del 17 aprile 2014, P7_TA(2014)0454.


Prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE ***I
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 24 ottobre 2017, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme relative alla messa a disposizione sul mercato di prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE e che modifica i regolamenti (CE) n. 1069/2009 e (CE) n. 1107/2009 (COM(2016)0157 – C8-0123/2016 – 2016/0084(COD))(1)
P8_TA(2017)0392A8-0270/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Titolo
Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che stabilisce norme relative alla messa a disposizione sul mercato di prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE e che modifica i regolamenti (CE) n. 1069/2009 e (CE) n. 1107/2009
Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che stabilisce norme relative alla messa a disposizione sul mercato di prodotti fitonutrienti recanti la marcatura CE e che modifica i regolamenti (CE) n. 1069/2009 e (CE) n. 1107/2009
(La modifica da "prodotti fertilizzanti" a "prodotti fitonutrienti" si applica all'intero testo. In caso di accordo da parte dei colegislatori, le modifiche corrispondenti si applicheranno a tutto il testo, comprese quelle parti riprese negli emendamenti in appresso).
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 1
(1)  Le condizioni per la messa a disposizione di concimi sul mercato interno sono state parzialmente armonizzate mediante il regolamento (CE) n. 2003/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio15, che riguarda quasi esclusivamente i concimi prodotti a partire da materiali inorganici derivanti dall'attività estrattiva od ottenuti per via chimica. Vi è inoltre l'esigenza di utilizzare materiali riciclati od organici per la concimazione. È opportuno fissare condizioni armonizzate per la messa a disposizione sull'intero mercato interno di concimi ottenuti da tali materiali riciclati od organici allo scopo di offrire un consistente incentivo al loro ulteriore impiego. La portata dell'armonizzazione dovrebbe pertanto essere estesa al fine di includere i materiali riciclati e organici.
(1)  Le condizioni per la messa a disposizione di concimi sul mercato interno sono state parzialmente armonizzate mediante il regolamento (CE) n. 2003/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio15, che riguarda quasi esclusivamente i concimi prodotti a partire da materiali minerali derivanti dall'attività estrattiva od ottenuti per via chimica. Vi è inoltre l'esigenza di utilizzare materiali riciclati od organici per la concimazione. È opportuno fissare condizioni armonizzate per la messa a disposizione sull'intero mercato interno di concimi ottenuti da tali materiali riciclati od organici allo scopo di offrire un consistente incentivo al loro ulteriore impiego. La promozione di un maggiore utilizzo di nutrienti riciclati contribuirebbe ulteriormente allo sviluppo dell'economia circolare e consentirebbe un utilizzo dei nutrienti più efficiente sotto il profilo delle risorse, riducendo nel contempo la dipendenza dell'Unione dai nutrienti provenienti da paesi terzi. La portata dell'armonizzazione dovrebbe pertanto essere estesa al fine di includere i materiali riciclati e organici.
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15 Regolamento (CE) n. 2003/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, relativo ai concimi (GU L 304 del 21.11.2003, pag. 1).
15 Regolamento (CE) n. 2003/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, relativo ai concimi (GU L 304 del 21.11.2003, pag. 1).
(La modifica riguarda anche un emendamento tecnico orizzontale in cui il termine "inorganici" è modificato in "minerali". In caso di accordo da parte dei colegislatori, le modifiche corrispondenti si applicheranno a tutto il testo, comprese quelle parti riprese negli emendamenti in appresso).
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 2 bis (nuovo)
(2 bis)  Le sostanze nutritive del cibo che consumiamo hanno origine nel suolo; un terreno sano e ricco di nutrienti produce raccolti e alimenti sani e nutrienti. Gli agricoltori devono avere a disposizione una vasta gamma di concimi organici e sintetici per migliorare il terreno. Una terra priva o povera di sostanze nutritive causa una carenza di nutrienti nelle piante, provocando un arresto nel loro sviluppo o una deficienza del loro valore nutrizionale per il consumo umano.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 5 bis (nuovo)
(5 bis)   Al fine di garantire l'impiego efficiente di letame e compost prodotti presso le aziende agricole, gli agricoltori dovrebbero utilizzare prodotti che rispondono al principio dell'"agricoltura responsabile", favorendo canali di distribuzione locali e buone pratiche agronomiche e ambientali, in conformità con la legislazione dell'Unione sull'ambiente, come ad esempio la direttiva sui nitrati o la direttiva quadro sulle acque. Dovrebbe essere incentivato l'uso preferenziale di concimi prodotti in loco e in aziende agricole limitrofe.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 6 bis (nuovo)
(6 bis)  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE potrebbe avere più di una delle funzioni descritte nelle categorie funzionali del prodotto del presente regolamento. Qualora sia dichiarata una sola di dette funzioni, dovrebbe essere sufficiente che il prodotto rispetti le prescrizioni della categoria funzionale del prodotto che descrive la funzione dichiarata. Per contro, ove sia dichiarata più di una di dette funzioni, il prodotto fertilizzante in questione recante la marcatura CE dovrebbe essere considerato come una combinazione di due o più prodotti fertilizzanti costituenti, per ognuno dei quali si dovrebbe esigere il rispetto delle prescrizioni relative alla sua funzione. Dovrebbe pertanto esistere una categoria funzionale del prodotto specifica per tale combinazione.
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 6 ter (nuovo)
(6 ter)  Un fabbricante che utilizzi uno o più prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE già oggetto di una valutazione di conformità, effettuata da parte dello stesso o di altro fabbricante, potrebbe voler affidarsi a tale valutazione di conformità. Al fine di ridurre al minimo l'onere amministrativo, anche il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE risultante dovrebbe essere considerato come una combinazione di due o più prodotti fertilizzanti costituenti, e le prescrizioni di conformità supplementari relative alla combinazione dovrebbero essere limitate agli aspetti giustificati dalla miscelazione.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 8
(8)  I contaminanti presenti nei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, quali il cadmio, presentano un rischio potenziale per la salute delle persone e degli animali e per l'ambiente in quanto si accumulano nell'ambiente e penetrano nella catena alimentare. Il loro contenuto nei suddetti prodotti andrebbe pertanto limitato. Inoltre le impurità presenti nei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE derivati dai rifiuti organici, in particolare i polimeri ma anche i metalli e il vetro, dovrebbero essere evitate o limitate nella misura in cui ciò risulti tecnicamente fattibile, tramite l'individuazione di tali impurità nei rifiuti organici raccolti separatamente prima della trasformazione.
(8)  I contaminanti, quali il cadmio, presenti nei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, se questi ultimi non sono impiegati correttamente presentano un rischio potenziale per la salute delle persone e degli animali e per l'ambiente in quanto si accumulano nell'ambiente e penetrano nella catena alimentare. Il loro contenuto nei suddetti prodotti andrebbe pertanto limitato. Inoltre le impurità presenti nei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE derivati dai rifiuti organici, in particolare i polimeri ma anche i metalli e il vetro, dovrebbero essere evitate o limitate nella misura in cui ciò risulti tecnicamente fattibile, tramite l'individuazione di tali impurità nei rifiuti organici raccolti separatamente prima della trasformazione.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 8 bis (nuovo)
(8 bis)  Agli Stati membri che prevedono già valori limite nazionali più rigorosi per il cadmio nei concimi è consentito mantenere tali valori limite durante un periodo transitorio, fino a quando il resto dell'Unione non raggiunga un equivalente livello di ambizione.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 8 ter (nuovo)
(8 ter)   Al fine di facilitare la conformità dei prodotti fertilizzanti fosfatici alle prescrizioni del presente regolamento e stimolare l'innovazione, è necessario prevedere sufficienti incentivi agli investimenti nelle tecnologie pertinenti, in particolare le tecnologie di scadmiatura, e per la gestione dei rifiuti pericolosi ad alto tenore di cadmio, mediante le risorse finanziarie disponibili nel quadro di Orizzonte 2020, dei programmi LIFE, della piattaforma di sostegno finanziario all'economia circolare, attraverso la Banca europea per gli investimenti (BEI) e altri strumenti finanziari, se del caso. La Commissione dovrebbe riferire annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio sugli incentivi e sui finanziamenti forniti dall'Unione per la scadmiatura.
Emendamento 395
Proposta di regolamento
Considerando 8 quater (nuovo)
(8 quater)  A partire da … [data di applicazione del presente regolamento], la Commissione dovrebbe istituire un meccanismo volto a facilitare ulteriormente l'accesso ai finanziamenti nella ricerca e nell'innovazione per le tecnologie che consentono lo smaltimento del cadmio e il loro utilizzo nel processo di produzione nell'Unione di tutti i tipi di concimi fosfatici, nonché per eventuali soluzioni che prevedano la scadmiatura, siano economicamente sostenibili su scala industriale e consentano il trattamento dei rifiuti prodotti.
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 9
(9)  I prodotti che ottemperino a tutte le prescrizioni di cui al presente regolamento dovrebbero essere autorizzati a circolare liberamente nel mercato interno. Qualora uno o più materiali costituenti presenti in un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE rientrino nell'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio18 ma raggiungano un punto della catena di fabbricazione oltre il quale non rappresentano più un rischio significativo per la salute pubblica o degli animali (il "punto finale nella catena di fabbricazione"), continuare a sottoporre il prodotto alle disposizioni di tale regolamento costituirebbe un onere amministrativo superfluo. Tali prodotti fertilizzanti andrebbero pertanto esclusi dalle prescrizioni di detto regolamento. È opportuno pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1069/2009.
(9)  I prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE che ottemperino a tutte le prescrizioni di cui al presente regolamento dovrebbero essere autorizzati a circolare liberamente nel mercato interno. Qualora uno o più materiali costituenti siano prodotti derivati conformemente all'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio18 ma abbiano raggiunto un punto della catena di fabbricazione oltre il quale non rappresentano più un rischio per la salute pubblica o degli animali (il "punto finale nella catena di fabbricazione"), continuare a sottoporre il prodotto alle disposizioni di tale regolamento costituirebbe un onere amministrativo superfluo. Tali prodotti fertilizzanti andrebbero pertanto esclusi dalle prescrizioni di detto regolamento. È opportuno pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1069/2009.
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18 Regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2002 (regolamento sui sottoprodotti di origine animale) (GU L 300 del 14.11.2009, pag. 1).
18 Regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2002 (regolamento sui sottoprodotti di origine animale) (GU L 300 del 14.11.2009, pag. 1).
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Considerando 10
(10)  Per ogni pertinente materiale costituente che contenga sottoprodotti di origine animale in conformità delle procedure di cui al regolamento (CE) n. 1069/2009 dovrebbe essere determinato il punto finale nella catena di fabbricazione. Qualora un processo di fabbricazione di prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE e disciplinati in forza del presente regolamento inizi prima che sia stato raggiunto tale punto finale, le prescrizioni relative al processo di cui al regolamento (CE) n. 1069/2009 e al presente regolamento dovrebbero applicarsi cumulativamente. Nel caso in cui entrambi i regolamenti disciplinino il medesimo parametro, si applicherebbe la prescrizione più rigorosa.
(10)  Per ogni categoria di materiali costituenti che include prodotti derivati ai sensi del regolamento (CE) n. 1069/2009, per ogni pertinente materiale costituente che contenga sottoprodotti di origine animale in conformità delle procedure di cui allo stesso regolamento dovrebbe essere determinato il punto finale nella catena di fabbricazione. Al fine di trarre vantaggio dagli sviluppi tecnici, creare più opportunità per i produttori e le imprese e sbloccare il potenziale per usare maggiormente le sostanze nutritive da sottoprodotti di origine animale come il letame, l'impostazione dei metodi di trasformazione e delle norme di recupero per i sottoprodotti di origine animale per i quali è stato determinato un punto finale nella catena di fabbricazione dovrebbe avere inizio subito dopo l'entrata in vigore del presente regolamento. Quando si tratti di prodotti fertilizzanti contenenti o costituiti da deiezioni animali trattate, dovrebbero essere definiti criteri per il letame sino alla fine del suo trattamento. Al fine di ampliare le categorie o di aggiungere materiali componenti per includere ulteriori sottoprodotti di origine animale, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Qualora tale punto finale sia raggiunto prima che il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE sia immesso sul mercato, ma dopo l'inizio del processo di fabbricazione disciplinato in forza del presente regolamento, le prescrizioni relative al processo di cui al regolamento (CE) n. 1069/2009 e al presente regolamento dovrebbero applicarsi cumulativamente. Nel caso in cui entrambi i regolamenti disciplinino il medesimo parametro, si applicherebbe la prescrizione più rigorosa.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 10 bis (nuovo)
(10 bis)   Per i sottoprodotti di origine animale già ampiamente utilizzati negli Stati membri per la produzione di concimi, il punto finale dovrebbe essere determinato senza indebito ritardo, e al più tardi un anno dopo l'entrata in vigore del presente regolamento.
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Considerando 12
(12)  Qualora uno o più materiali costituenti presenti in un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE rientrino nell'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 1069/2009 e non abbiano raggiunto il punto finale nella catena di fabbricazione, sarebbe fuorviante dotare il prodotto della marcatura CE a norma del presente regolamento poiché la messa a disposizione di un siffatto prodotto sul mercato è soggetta alle prescrizioni di cui al regolamento (CE) n. 1069/2009. È pertanto opportuno escludere tali prodotti dall'ambito di applicazione del presente regolamento.
(12)  La messa a disposizione sul mercato di un sottoprodotto di origine animale o di un prodotto derivato per il quale non sia stato definito alcun punto finale nella catena di fabbricazione, o per il quale il punto finale definito non sia stato raggiunto al momento dell'immissione sul mercato, è soggetta alle prescrizioni di cui al regolamento (CE) n. 1069/2009. Sarebbe pertanto fuorviante prevedere la marcatura CE del prodotto a norma del presente regolamento. È pertanto opportuno escludere qualsiasi prodotto contenente tale sottoprodotto di origine animale o prodotto derivato, o che ne è costituito, dall'ambito di applicazione del presente regolamento.
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 13
(13)  Per taluni rifiuti recuperati ai sensi della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio20 si è constatata una domanda del mercato affinché essi possano essere utilizzati come prodotti fertilizzanti. Inoltre per i rifiuti impiegati come materia prima nell'operazione di recupero, per i processi e le tecniche di trattamento nonché per i prodotti fertilizzanti risultanti dall'operazione di recupero sono necessarie alcune prescrizioni al fine di garantire che l'impiego di tali prodotti non comporti ripercussioni generali nocive all'ambiente o alla salute umana. Per i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, tali prescrizioni dovrebbero essere stabilite nel presente regolamento. Pertanto, a decorrere dal momento in cui tutte le prescrizioni del presente regolamento saranno ottemperate, tali prodotti dovrebbero cessare di essere considerati rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE.
(13)  Per taluni rifiuti recuperati quali la struvite, il biochar e i prodotti a base di cenere ai sensi della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio20 si è constatata una domanda del mercato affinché essi possano essere utilizzati come prodotti fertilizzanti. Inoltre per i rifiuti impiegati come materia prima nell'operazione di recupero, per i processi e le tecniche di trattamento nonché per i prodotti fertilizzanti risultanti dall'operazione di recupero sono necessarie alcune prescrizioni al fine di garantire che l'impiego di tali prodotti non comporti ripercussioni generali nocive all'ambiente o alla salute umana. Per i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, tali prescrizioni dovrebbero essere stabilite nel presente regolamento. Pertanto, a decorrere dal momento in cui tutte le prescrizioni del presente regolamento saranno ottemperate, tali prodotti dovrebbero cessare di essere considerati rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE e, di conseguenza, i prodotti contenenti tali rifiuti recuperati o che sono costituiti da questi ultimi dovrebbero poter accedere al mercato interno. Per garantire la chiarezza giuridica, trarre vantaggio dagli sviluppi tecnici e stimolare ulteriormente l'incentivo tra i produttori a usare maggiormente i flussi di rifiuti di valore, le analisi scientifiche e l'elaborazione di requisiti in materia di recupero a livello dell'Unione per tali prodotti dovrebbero iniziare subito dopo l'entrata in vigore del presente regolamento. Di conseguenza, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo alla definizione, senza inutili ritardi, di categorie più ampie o aggiuntive di materiali costituenti idonei all'uso nella fabbricazione di prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE.
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20 Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3).
20 Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3).
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 13 bis (nuovo)
(13 bis)  Taluni sottoprodotti, coprodotti o prodotti riciclati industriali derivanti da processi industriali specifici sono attualmente utilizzati dai fabbricanti come costituenti di prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE. Per i costituenti dei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, le prescrizioni relative alle categorie di materiali costituenti dovrebbero essere stabilite nel presente regolamento. Se del caso, a decorrere dal momento in cui tutte le prescrizioni del presente regolamento saranno ottemperate, tali prodotti non dovrebbero più essere considerati rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE.
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Considerando 14
(14)  Talune sostanze e miscele, comunemente denominate additivi agronomici, migliorano le modalità di rilascio dei nutrienti presenti in un concime. Le sostanze e le miscele messe a disposizione sul mercato con l'intenzione di aggiungerle ai prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE allo scopo di cui sopra dovrebbero soddisfare determinati criteri di efficacia sotto la responsabilità del fabbricante di tali sostanze o miscele e dovrebbero pertanto, in quanto tali, essere considerate prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE a norma del presente regolamento. I prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE e contenenti tali sostanze o miscele dovrebbero inoltre essere soggetti a determinati criteri di efficacia e sicurezza. Di conseguenza tali sostanze e miscele dovrebbero essere disciplinate anche in qualità di materiali costituenti per prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE.
(14)  Talune sostanze e miscele, denominate additivi agronomici, migliorano le modalità di rilascio dei nutrienti presenti in un concime. Le sostanze e le miscele messe a disposizione sul mercato con l'intenzione di aggiungerle ai prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE allo scopo di cui sopra dovrebbero soddisfare determinati criteri in materia di efficacia, sicurezza e protezione dell'ambiente sotto la responsabilità del fabbricante di tali sostanze o miscele e dovrebbero pertanto, in quanto tali, essere considerate prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE a norma del presente regolamento. I prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE e contenenti tali sostanze o miscele dovrebbero inoltre essere soggetti a determinati criteri in materia di efficacia, sicurezza e protezione dell'ambiente. Di conseguenza tali sostanze e miscele dovrebbero essere disciplinate anche in qualità di materiali costituenti per prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE.
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 14 bis (nuovo)
(14 bis)   I prodotti costituiti da sostanze e miscele oltre che da elementi fertilizzanti sono destinati a essere aggiunti al suolo e a essere rilasciati nell'ambiente, pertanto i criteri di conformità dovrebbero essere applicati a tutti i materiali contenuti nel prodotto, in particolare nei casi in cui questi ultimi siano di piccole dimensioni o si disgreghino in piccoli frammenti tali da essere dispersi nel suolo e nei sistemi di distribuzione idrica e trasportati nell'ambiente in generale. Per tale motivo, i criteri di biodegradabilità e le prove di conformità dovrebbero essere definiti in condizioni in vivo realistiche tenendo conto dei tassi differenziali di decomposizione in condizioni anaerobiche, in habitat acquatici o subacquei, in condizioni di saturazione acquosa del terreno o di suolo gelato.
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 15
(15)  Talune sostanze, miscele e microrganismi, comunemente denominati prodotti biostimolanti delle piante, non sono di per sé dei nutrienti ma stimolano comunque i processi nutrizionali delle piante. Laddove tali prodotti siano intesi unicamente a migliorare l'efficienza dell'uso dei nutrienti delle piante, la tolleranza allo stress abiotico o le caratteristiche qualitative delle colture, essi sono per loro natura più simili ai prodotti fertilizzanti che non alla maggior parte delle categorie di prodotti fitosanitari. Tali prodotti dovrebbero pertanto essere autorizzati a recare la marcatura CE in forza del presente regolamento ed essere esclusi dall'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio21. È opportuno pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1107/2009.
(15)  Talune sostanze, miscele e microrganismi, denominati prodotti biostimolanti delle piante, non rappresentano di per sé un apporto di nutrienti ma stimolano comunque i processi nutrizionali naturali delle piante. Laddove tali prodotti siano intesi unicamente a migliorare l'efficienza dell'uso dei nutrienti delle piante, la tolleranza allo stress abiotico, o le caratteristiche qualitative delle colture, la degradazione dei composti organici del suolo o l'aumento della disponibilità di nutrienti confinati nella rizosfera, essi sono per loro natura più simili ai prodotti fertilizzanti che non alla maggior parte delle categorie di prodotti fitosanitari. Pertanto, agiscono in aggiunta ai concimi, con lo scopo di ottimizzarne l'efficienza e di ridurne il tenore di apporto di nutrienti. Tali prodotti dovrebbero pertanto essere autorizzati a recare la marcatura CE in forza del presente regolamento ed essere esclusi dall'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio21. È opportuno pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1107/2009.
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21 Regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE (GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1).
21 Regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE (GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1).
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 15 bis (nuovo)
(15 bis)  Per i microrganismi, le categorie di materiali costituenti dovrebbero essere estese o aggiunte al fine di garantire e migliorare il potenziale innovativo per quanto riguarda lo sviluppo e la scoperta di nuovi prodotti biostimolanti microbici delle piante. Al fine di stimolare l'innovazione e creare certezza del diritto per i produttori per quanto riguarda i requisiti che devono essere soddisfatti per l'impiego di microrganismi quali materiali componenti per i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, occorre identificare chiaramente metodi armonizzati per la valutazione della sicurezza dei microrganismi. I lavori preparatori per la definizione di questi metodi di valutazione della sicurezza dovrebbero avere inizio subito dopo l'entrata in vigore del presente regolamento. È opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 TFUE riguardo alla definizione, senza inutili ritardi, dei requisiti che i produttori sono tenuti a rispettare per dimostrare la sicurezza dei microrganismi ai fini del loro utilizzo nei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE.
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Considerando 16
(16)  I prodotti aventi una o più funzioni, una delle quali rientri nell'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 1107/2009, dovrebbero rimanere sottoposti al controllo concepito per tali prodotti e previsto da tale regolamento. Laddove tali prodotti abbiano anche la funzione di prodotto fertilizzante, sarebbe fuorviante prevederne la marcatura CE a norma del presente regolamento in quanto la messa a disposizione di un prodotto fitosanitario sul mercato è subordinata a un'autorizzazione del prodotto valida nello Stato membro in questione. È pertanto opportuno escludere tali prodotti dall'ambito di applicazione del presente regolamento.
(16)  I prodotti aventi una o più funzioni, una delle quali rientri nell'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 1107/2009, sono prodotti fitosanitari rientranti nell'ambito di applicazione di detto regolamento. Tali prodotti dovrebbero rimanere sottoposti al controllo concepito per tali prodotti e previsto da tale regolamento. Laddove tali prodotti abbiano anche la funzione o l'azione di prodotto fertilizzante, sarebbe fuorviante prevederne la marcatura CE a norma del presente regolamento, in quanto la messa a disposizione di un prodotto fitosanitario sul mercato è subordinata a un'autorizzazione del prodotto valida nello Stato membro in questione. È pertanto opportuno escludere tali prodotti dall'ambito di applicazione del presente regolamento.
Emendamento 21
Proposta di regolamento
Considerando 17
(17)  Il presente regolamento non dovrebbe impedire l'applicazione della vigente legislazione dell'Unione che disciplina aspetti relativi alla protezione della salute, della sicurezza e dell'ambiente non contemplati dal presente regolamento. Il presente regolamento dovrebbe quindi applicarsi fatti salvi la direttiva 86/278/CEE22 del Consiglio, la direttiva 89/391/CEE23 del Consiglio, il regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio24, il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio25, il regolamento (CE) n. 1881/2006 della Commissione26, la direttiva 2000/29/CE del Consiglio27, il regolamento (UE) n. 98/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio28 e il regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio29.
(17)  A prescindere dal tipo di prodotto fitonutriente recante la marcatura CE, il presente regolamento non dovrebbe impedire l'applicazione della vigente legislazione dell'Unione che disciplina aspetti relativi alla protezione della salute, della sicurezza e dell'ambiente non contemplati dal presente regolamento. Il presente regolamento dovrebbe quindi applicarsi fatti salvi la direttiva 86/278/CEE22 del Consiglio, la direttiva 89/391/CEE23 del Consiglio, il regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio24, il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio25, il regolamento (CE) n. 1881/2006 della Commissione26, la direttiva 2000/29/CE del Consiglio27, il regolamento (UE) n. 98/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio28, il regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio29, la direttiva del Consiglio 91/676/CEE29bis e la direttiva 2000/60/CE29ter.
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22 Direttiva 86/278/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1986, concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura (GU L 181 del 4.7.1986, pag. 6).
22 Direttiva 86/278/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1986, concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura (GU L 181 del 4.7.1986, pag. 6).
23 Direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1).
23 Direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1).
24 Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) (GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1).
24 Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) (GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1).
25 Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele (GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1).
25 Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele (GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1).
26 Regolamento (CE) n. 1881/2006 della Commissione, del 19 dicembre 2006, che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari (GU L 364 del 20.12.2006, pag. 5).
26 Regolamento (CE) n. 1881/2006 della Commissione, del 19 dicembre 2006, che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari (GU L 364 del 20.12.2006, pag. 5).
27 Direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell'8 maggio 2000, concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità (GU L 169 del 10.7.2000, pag. 1).
27 Direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell'8 maggio 2000, concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità (GU L 169 del 10.7.2000, pag. 1).
28 Regolamento (UE) n. 98/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2013, relativo all'immissione sul mercato e all'uso di precursori di esplosivi (GU L 39 del 9.2.2013, pag. 1).
28 Regolamento (UE) n. 98/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2013, relativo all'immissione sul mercato e all'uso di precursori di esplosivi (GU L 39 del 9.2.2013, pag. 1).
29 Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive (GU L 317 del 4.11.2014, pag. 35).
29 Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive (GU L 317 del 4.11.2014, pag. 35).
29bis Direttiva 91/676/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole (GU L 375 del 31.12.1991, pag. 1).
22 ter Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1).
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Considerando 17 bis (nuovo)
(17 bis)   La tracciabilità dei prodotti suscettibili di contaminazione organica da determinate fonti potenzialmente problematiche (o considerate tali) dovrebbe essere garantita fino alla fonte del materiale organico. Ciò è necessario al fine di garantire la fiducia dei consumatori e limitare i danni nel caso in cui si verifichi una contaminazione locale. In tal modo è possibile identificare le aziende che utilizzano prodotti fertilizzanti contenenti materie prime organiche provenienti da tali fonti. Ciò dovrebbe essere obbligatorio per i prodotti contenenti materiale proveniente da rifiuti o sottoprodotti che non sono stati sottoposti a procedure mirate alla distruzione di contaminanti organici, agenti patogeni e materiale genetico. L'obiettivo non è solamente quello di limitare i rischi sanitari e ambientali, ma anche di ridurre le perplessità dell'opinione pubblica e le preoccupazioni degli agricoltori in merito agli agenti patogeni, ai contaminanti organici e al materiale genetico. Per tutelare i proprietari fondiari da contaminazioni per le quali non sono responsabili, gli Stati membri sono tenuti a stabilire adeguati regimi di responsabilità.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Considerando 17 ter (nuovo)
(17 ter)   I sottoprodotti di produzione animale non trattati non dovrebbero essere disciplinati dal presente regolamento.
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Considerando 19 bis (nuovo)
(19 bis)   Conformemente al modello di economia circolare, determinati sottoprodotti o coprodotti industriali derivanti da processi industriali specifici sono già utilizzati dai fabbricanti come componenti di prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE. Le prescrizioni relative a tali categorie di materiali costituenti dovrebbero essere stabilite nell'allegato II.
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Considerando 20
(20)  Una miscela fisica di diversi prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, ciascuno dei quali sia stato oggetto di una valutazione positiva della conformità alle prescrizioni applicabili a tale materiale, può con ogni probabilità essere ritenuta idonea per l'uso come prodotto fertilizzante recante la marcatura CE ed essere soggetta solo a determinate prescrizioni supplementari giustificate dalla miscelazione. Al fine di evitare oneri amministrativi superflui, tali miscele fisiche dovrebbero fare parte di una categoria separata, per la quale è opportuno limitare la valutazione della conformità alle prescrizioni supplementari giustificate dalla miscelazione.
(20)  Una combinazione di prodotti appartenenti a diverse categorie funzionali del prodotto, ciascuno dei quali sia stato oggetto di una valutazione positiva della conformità alle prescrizioni applicabili a tale materiale, può con ogni probabilità essere ritenuta idonea per l'uso come prodotto fertilizzante recante la marcatura CE ed essere soggetta solo a determinate prescrizioni supplementari giustificate dalla mescolazione. Pertanto, al fine di evitare oneri amministrativi superflui, tali combinazioni dovrebbero fare parte di una categoria separata, per la quale è opportuno limitare la valutazione della conformità alle prescrizioni supplementari giustificate dalla mescolazione.
(La modifica riguarda anche un emendamento tecnico orizzontale in cui il termine "miscela" (al singolare o al plurale) è modificato in "combinazione" (al singolare o al plurale). In caso di accordo da parte dei colegislatori, le modifiche corrispondenti si applicheranno a tutto il testo, comprese quelle parti riprese negli emendamenti in appresso).
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Considerando 25
(25)  All'atto dell'immissione sul mercato di un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE, l'importatore dovrebbe indicare sull'imballaggio del prodotto fertilizzante il proprio nome, la propria denominazione commerciale registrata o il proprio marchio registrato e l'indirizzo postale al quale può essere contattato, al fine di consentire la vigilanza del mercato.
(25)  All'atto dell'immissione sul mercato di un prodotto recante la marcatura CE, l'importatore dovrebbe indicare sull'imballaggio del prodotto il proprio nome, la propria denominazione commerciale registrata o il proprio marchio registrato e l'indirizzo postale al quale può essere contattato, nonché il fabbricante di un paese terzo, al fine di consentire la vigilanza del mercato.
Emendamento 27
Proposta di regolamento
Considerando 31
(31)  Laddove non siano state adottate norme armonizzate, o queste non riguardino con sufficiente precisione tutti gli elementi delle prescrizioni di qualità e sicurezza di cui al presente regolamento, possono rendersi necessarie condizioni uniformi per l'attuazione di tali prescrizioni. È dunque opportuno conferire alla Commissione il potere di adottare atti di esecuzione che stabiliscano tali condizioni in specifiche comuni. Per ragioni di certezza del diritto, è opportuno chiarire che i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE devono rispettare tali specifiche, anche se essi sono considerati conformi alle norme armonizzate.
(31)  Laddove non siano state adottate norme armonizzate, o queste non riguardino con sufficiente precisione tutti gli elementi delle prescrizioni di qualità e sicurezza di cui al presente regolamento, e laddove vi siano indebiti ritardi nel processo di adozione o aggiornamento delle norme al fine di tener conto di tali prescrizioni, possono rendersi necessarie misure provvisorie per stabilire condizioni uniformi per l'attuazione di tali prescrizioni. È dunque opportuno conferire alla Commissione il potere di adottare atti di esecuzione che stabiliscano tali condizioni in specifiche comuni. Per ragioni di certezza del diritto, è opportuno chiarire che i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE devono rispettare tali specifiche, anche se essi sono considerati conformi alle norme armonizzate.
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Considerando 47
(47)  I prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE dovrebbero essere immessi sul mercato solo se sono sufficientemente efficaci e non presentano rischi inaccettabili per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente, se sono adeguatamente immagazzinati e usati ai fini cui sono destinati e in condizioni d'uso ragionevolmente prevedibili, vale a dire quando tale uso possa derivare da un comportamento umano lecito e facilmente prevedibile. È pertanto opportuno stabilire prescrizioni di sicurezza e qualità nonché adeguati meccanismi di controllo. Dall'uso previsto dei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE non dovrebbero inoltre risultare alimenti o mangimi a rischio.
(47)  I prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE dovrebbero essere immessi sul mercato solo se sono sufficientemente efficaci e non presentano un rischio per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente, se sono adeguatamente immagazzinati e usati ai fini cui sono destinati e in condizioni d'uso ragionevolmente prevedibili, vale a dire quando tale uso possa derivare da un comportamento umano lecito e facilmente prevedibile. È pertanto opportuno stabilire prescrizioni di sicurezza e qualità nonché adeguati meccanismi di controllo. Dall'uso previsto dei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE non dovrebbero inoltre risultare alimenti o mangimi a rischio.
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Considerando 49
(49)  È opportuno integrare il sistema attuale con una procedura che consenta di informare le parti interessate dei provvedimenti di cui è prevista l'adozione in relazione ai prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE che presentano un rischio inaccettabile per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente. Tale procedura dovrebbe inoltre consentire alle autorità di vigilanza del mercato, in cooperazione con gli operatori economici pertinenti, di intervenire in una fase precoce per quanto riguarda i suddetti prodotti fertilizzanti.
(49)  È opportuno integrare il sistema attuale con una procedura che consenta di informare tutte le parti interessate, inclusi i portatori di interessi in materia di salute e protezione dei consumatori, dei provvedimenti di cui è prevista l'adozione in relazione ai prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE che presentano un rischio per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente. Tale procedura dovrebbe inoltre consentire alle autorità di vigilanza del mercato, in cooperazione con gli operatori economici pertinenti, di intervenire in una fase precoce per quanto riguarda i suddetti prodotti fertilizzanti.
Emendamento 30
Proposta di regolamento
Considerando 55
(55)  Si compiono progressi tecnici promettenti nei settori del riciclaggio dei rifiuti, come il riciclaggio del fosforo dai fanghi di depurazione, e della fabbricazione di prodotti fertilizzanti a partire da sottoprodotti di origine animale, come il biochar. I prodotti contenenti tali materiali o che ne sono costituiti dovrebbero poter accedere al mercato interno senza inutili ritardi una volta che siano stati scientificamente analizzati i processi di fabbricazione e che siano state stabilite a livello dell'Unione le prescrizioni relative al processo. A tal fine, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo alla definizione di categorie più ampie o aggiuntive di prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE o di materiali costituenti che possono essere autorizzati nella fabbricazione di tali prodotti. Per i sottoprodotti di origine animale è opportuno ampliare o aggiungere categorie di materiali costituenti soltanto nella misura in cui sia stato stabilito un punto finale nella catena di fabbricazione in conformità delle procedure di cui al regolamento (CE) n. 1069/2009, poiché i sottoprodotti di origine animale per i quali non sia stato determinato tale punto finale sono in ogni caso esclusi dall'ambito di applicazione del presente regolamento.
(55)  Si compiono progressi tecnici promettenti nei settori del riciclaggio dei rifiuti, come il riciclaggio del fosforo dai fanghi di depurazione, quali struvite, della fabbricazione di prodotti fertilizzanti a partire da sottoprodotti di origine animale, come il biochar, e il recupero di fosforo dopo l'incenerimento, quali prodotti a base di cenere. I prodotti contenenti tali materiali o che ne sono costituiti dovrebbero poter accedere al mercato interno senza inutili ritardi una volta che siano stati scientificamente analizzati i processi di fabbricazione e che siano state stabilite a livello dell'Unione le prescrizioni relative al processo. A tal fine, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo all'autorizzazione di tali materiali nella fabbricazione. Per i prodotti derivati da sottoprodotti di origine animale è opportuno ampliare o aggiungere categorie di materiali costituenti soltanto nella misura in cui sia stato stabilito un punto finale nella catena di fabbricazione in conformità delle procedure di cui al regolamento (CE) n. 1069/2009.
Emendamento 31
Proposta di regolamento
Considerando 55 bis (nuovo)
(55 bis)  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere polimeri diversi da polimeri nutrienti, ma ciò dovrebbe limitarsi ai casi in cui la finalità del polimero è quella di controllare il rilascio dei nutrienti o di aumentare la capacità di ritenzione idrica del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE. Dovrebbe essere possibile permettere l'accesso al mercato interno di prodotti innovativi contenenti tali polimeri. Al fine di ridurre al minimo i rischi per la salute umana, per la sicurezza o per l'ambiente che potrebbero essere presentati da polimeri diversi da polimeri nutrienti, dovrebbero essere stabiliti i criteri per la loro biodegradazione, affinché essi possano subire una decomposizione fisica e biologica. A tal fine, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo alla definizione di criteri per la conversione del carbonio polimerico in biossido di carbonio (CO2) e di un metodo di prova per la biodegradazione.
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Considerando 56
(56)  Dovrebbe inoltre essere possibile reagire immediatamente a nuove conclusioni riguardanti le condizioni in cui i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE sono sufficientemente efficaci e a nuove valutazioni dei rischi concernenti la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente. Al fine di modificare le prescrizioni applicabili alle diverse categorie di prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato.
(56)  Dovrebbe inoltre essere possibile reagire immediatamente a nuove conclusioni riguardanti le condizioni in cui i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE sono sufficientemente efficaci e a nuove valutazioni dei rischi concernenti la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente, che tengano conto delle valutazioni effettuate dalle autorità degli Stati membri o in cooperazione con le stesse. Al fine di modificare le prescrizioni applicabili alle diverse categorie di prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato.
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Considerando 57
(57)  Nell'esercizio di tali poteri, è di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.
(57)  Nell'adottare atti delegati conformemente al presente regolamento è di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contestualmente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Considerando 59 bis (nuovo)
(59 bis)  In ragione dell'elevato livello di dipendenza dalle importazioni di fosforite nell'Unione, tale roccia è stata classificata dalla Commissione come materia prima critica. È pertanto necessario monitorare l'impatto del presente regolamento sull'accesso alle fonti di approvvigionamento di materie prime in generale, sulla disponibilità di fosforite in particolare e, in entrambi i casi, sui prezzi. Qualora i risultati di tale valutazione evidenzino impatti negativi, la Commissione dovrebbe adottare qualsiasi misura ritenuta opportuna allo scopo di ovviare a tali perturbazioni degli scambi commerciali.
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera a
(a)  sottoprodotti di origine animale sottoposti alle prescrizioni del regolamento (CE) n. 1069/2009,
(a)  sottoprodotti di origine animale o prodotti derivati messi a disposizione sul mercato conformemente alle prescrizioni del regolamento (CE) n. 1069/2009,
Emendamento 36
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera b bis (nuova)
(b bis)   la direttiva 91/676/CEE;
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera b ter (nuova)
(b ter)  la direttiva 2000/60/CE;
Emendamento 38
Proposta di regolamento
Articolo 2 – punto 1
(1)  "prodotto fertilizzante": una sostanza, una miscela, un microrganismo o qualsiasi altro materiale, applicato o che si intende somministrare, da solo o in associazione ad un altro materiale, alle piante o alla loro rizosfera allo scopo di fornire nutrienti alle piante o di migliorarne l'efficienza nutrizionale;
(1)  "prodotto fitonutriente": una sostanza, una miscela, un microrganismo o qualsiasi altro materiale applicato o che si intende somministrare, da solo o in associazione ad un altro materiale, ai funghi o alla loro micosfera o alle piante in qualunque stadio di crescita, comprese le sementi, e/o rizosfera allo scopo di fornire nutrienti alle piante o ai funghi o di migliorarne le condizioni di crescita fisica o biologica o il vigore generale, la produttività e la qualità, anche potenziando la capacità della pianta di assorbire nutrienti (ad eccezione dei prodotti fitosanitari di cui al regolamento (CE) n. 1107/2009);
Emendamento 39
Proposta di regolamento
Articolo 2 – punto 3
(3)  "sostanza": una sostanza ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1907/2006;
(3)  "sostanza": un elemento chimico e i suoi composti, allo stato naturale od ottenuti per mezzo di un procedimento di fabbricazione, compresi gli additivi necessari a mantenerne la stabilità e le impurità derivanti dal procedimento utilizzato, ma esclusi i solventi che possono essere separati senza compromettere la stabilità della sostanza o modificarne la composizione;
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Articolo 2 – punto 13
(13)  "specifica tecnica": un documento che prescrive i requisiti tecnici che un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve soddisfare;
(13)  "specifica tecnica": un documento che prescrive i requisiti tecnici che un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE o il relativo processo di produzione deve soddisfare;
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Articolo 3
Gli Stati membri non ostacolano la messa a disposizione sul mercato di prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE e conformi al presente regolamento.
Gli Stati membri non ostacolano, per quanto concerne gli aspetti e i rischi oggetto del presente regolamento, la messa a disposizione sul mercato di prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE e conformi al presente regolamento.
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 bis (nuovo)
Il presente regolamento non impedisce agli Stati membri di mantenere o adottare disposizioni che siano conformi ai trattati, per quanto concerne l'uso di prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE al fine di proteggere la salute delle persone e l'ambiente, purché tali disposizioni non richiedano la modifica dei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE conformi al presente regolamento e purché non influenzino le condizioni della loro messa a disposizione sul mercato.
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.   La Commissione, in concomitanza con la pubblicazione del presente regolamento nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, pubblica un documento di orientamento che fornisce chiare informazioni ai fabbricanti e alle autorità di vigilanza del mercato riguardo all'aspetto che dovrebbe avere l'etichetta e fornisce esempi in proposito. Il documento di orientamento precisa altresì il tipo di informazioni pertinenti di cui all'allegato III, parte 1, paragrafo 2, lettera d).
Emendamento 45
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 3
3.  I fabbricanti conservano la documentazione tecnica e la dichiarazione UE di conformità per un periodo di dieci anni a decorrere dall'immissione sul mercato del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE contemplato dai suddetti documenti.
3.  I fabbricanti conservano la documentazione tecnica e la dichiarazione UE di conformità per un periodo di cinque anni a decorrere dall'immissione sul mercato del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE contemplato dai suddetti documenti.
(Emendamento orizzontale sul termine di conservazione di tutta la documentazione tecnica. In caso di accordo da parte dei colegislatori, le modifiche corrispondenti si applicheranno a tutto il testo, comprese quelle parti riprese negli emendamenti in appresso).
Emendamento 46
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 4 – comma 1
I fabbricanti si assicurano che siano predisposte le procedure necessarie affinché i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE che sono fabbricati nell'ambito di una produzione in serie rimangano conformi al presente regolamento. Si tiene debitamente conto delle modifiche del metodo di produzione o delle caratteristiche dei prodotti fertilizzanti in questione, nonché delle modifiche delle norme armonizzate, delle specifiche comuni di cui all'articolo 13 o delle altre specifiche tecniche con riferimento alle quali è dichiarata la conformità di un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE.
I fabbricanti si assicurano che siano predisposte le procedure necessarie affinché i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE che sono fabbricati nell'ambito di una produzione in serie rimangano conformi al presente regolamento. Si tiene debitamente conto delle modifiche delle caratteristiche dei prodotti fertilizzanti in questione, nonché delle modifiche delle norme armonizzate, delle specifiche comuni di cui all'articolo 13 o delle altre specifiche tecniche con riferimento alle quali è dichiarata la conformità di un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE.
Emendamento 47
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 4 – comma 2
Laddove ritenuto necessario in considerazione delle prestazioni o dei rischi presentati da un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE, i fabbricanti eseguono una prova a campione su tali prodotti fertilizzanti messi a disposizione sul mercato, esaminano i reclami, i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE non conformi e i loro richiami, tengono, se del caso, un registro degli stessi e informano i distributori di tale monitoraggio.
Laddove ritenuto necessario in considerazione delle prestazioni o dei rischi presentati da un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE, i fabbricanti eseguono una prova a campione su tali prodotti fertilizzanti messi a disposizione sul mercato, esaminano i reclami, i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE non conformi e i loro richiami, tengono, se del caso, un registro degli stessi e informano i distributori e le autorità di vigilanza del mercato di tale monitoraggio, al fine di proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori e l'ambiente.
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 6
6.  I fabbricanti indicano il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e l'indirizzo postale al quale possono essere contattati sull'imballaggio del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE oppure, se quest'ultimo è fornito senza imballaggio, in un documento di accompagnamento del prodotto fertilizzante. L'indirizzo postale indica un unico recapito presso il quale il fabbricante può essere contattato. I dati di recapito sono redatti in una lingua facilmente comprensibile per gli utilizzatori finali e le autorità di vigilanza del mercato.
6.  I fabbricanti indicano il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e l'indirizzo postale al quale possono essere contattati sull'imballaggio del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE oppure, se quest'ultimo è fornito senza imballaggio, in un documento di accompagnamento del prodotto fertilizzante. L'indirizzo postale indica un unico recapito presso il quale il fabbricante può essere contattato. Tali informazioni sono redatte in una lingua facilmente comprensibile per gli utilizzatori finali e le autorità di vigilanza del mercato, secondo quanto stabilito dallo Stato membro interessato, e sono chiare, comprensibili e intelligibili.
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 7
7.  I fabbricanti garantiscono che i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE sono stati etichettati conformemente all'allegato III oppure, se il prodotto fertilizzante è fornito senza imballaggio, che le diciture recate dall'etichettatura sono fornite in un documento di accompagnamento del prodotto fertilizzante e sono accessibili a fini d'ispezione al momento dell'immissione del prodotto sul mercato. La dicitura recata dall'etichettatura è redatta in una lingua facilmente comprensibile per gli utilizzatori finali, secondo quanto stabilito dallo Stato membro interessato, ed è chiara, comprensibile e intelligibile.
7.  I fabbricanti garantiscono che il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE è stato etichettato conformemente all'allegato III oppure, se l'imballaggio è troppo piccolo perché l'etichetta possa contenere tutte le informazioni, o il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE è fornito senza imballaggio, che le informazioni prescritte siano fornite in un documento di accompagnamento del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE. Le informazioni prescritte a norma dell'allegato III sono redatte in una lingua facilmente comprensibile per gli utilizzatori finali, secondo quanto stabilito dallo Stato membro interessato, ed è chiara, comprensibile e intelligibile.
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 10 – parte introduttiva
10.  Il fabbricante presenta all'autorità competente dello Stato membro di destinazione una relazione della prova di resistenza alla detonazione prescritta nell'allegato IV per i seguenti prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE:
10.  Il fabbricante presenta all'autorità competente dello Stato membro di destinazione una relazione della prova di resistenza alla detonazione prescritta nell'allegato IV e garantisce che i seguenti prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE possano superare tale prova:
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 10 – lettera b
(b)  miscele fisiche di prodotti fertilizzanti, secondo quanto specificato nella categoria funzionale del prodotto 7 dell'allegato I, contenenti un concime di cui alla lettera a).
(b)  combinazioni di prodotti appartenenti a diverse categorie funzionali del prodotto, secondo quanto specificato nella categoria funzionale del prodotto 7 dell'allegato I, contenenti un concime di cui alla lettera a).
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 10 – comma 2
La relazione è presentata almeno cinque giorni prima dell'immissione di tali prodotti sul mercato.
La relazione è presentata almeno cinque giorni lavorativi prima dell'immissione di tali prodotti sul mercato. L'elenco delle autorità competenti degli Stati membri è fornito dalla Commissione sul proprio sito web.
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 1
1.  Gli importatori immettono sul mercato solo prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE conformi.
1.  Possono essere importanti nell'Unione e immessi sul mercato dell'Unione solo prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE conformi.
Emendamento 54
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 2
2.  Prima dell'immissione sul mercato dei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, gli importatori si accertano che il fabbricante abbia eseguito la procedura di valutazione della conformità appropriata di cui all'articolo 14. Essi si assicurano che il fabbricante abbia redatto la documentazione tecnica, che il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE sia accompagnato dalla dichiarazione UE di conformità e dai documenti prescritti e che il fabbricante abbia soddisfatto le prescrizioni di cui all'articolo 6, paragrafi 5 e 6. L'importatore che ritenga o abbia motivo di ritenere che un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE non sia conforme alle prescrizioni applicabili, di cui agli allegati I, II o III, non immette il prodotto fertilizzante sul mercato fino a quando non sia stato reso conforme. Inoltre, qualora il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE presenti un rischio inaccettabile per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente, l'importatore ne informa il fabbricante e le autorità di vigilanza del mercato.
2.  Prima dell'immissione sul mercato dei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, gli importatori si accertano che il fabbricante abbia eseguito la procedura di valutazione della conformità appropriata di cui all'articolo 14. Essi si assicurano che il fabbricante abbia redatto la documentazione tecnica, che il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE sia accompagnato dalla dichiarazione UE di conformità e dai documenti prescritti e che il fabbricante abbia soddisfatto le prescrizioni di cui all'articolo 6, paragrafi 5 e 6. L'importatore che ritenga o abbia motivo di ritenere che un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE non sia conforme alle prescrizioni applicabili, di cui al presente regolamento, non immette il prodotto fertilizzante sul mercato fino a quando non sia stato reso conforme. Inoltre, qualora il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE presenti un rischio inaccettabile per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente, l'importatore ne informa il fabbricante e le autorità di vigilanza del mercato.
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 3
3.  Gli importatori indicano il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e l'indirizzo postale al quale possono essere contattati sull'imballaggio del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE oppure, se quest'ultimo è fornito senza imballaggio, in un documento di accompagnamento del prodotto fertilizzante. I dati di recapito sono redatti in una lingua facilmente comprensibile per gli utilizzatori finali e le autorità di vigilanza del mercato.
3.  Gli importatori indicano il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio registrato e l'indirizzo postale al quale possono essere contattati, così come i fabbricanti di paesi terzi, sull'imballaggio del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE oppure, se quest'ultimo è fornito senza imballaggio, in un documento di accompagnamento del prodotto fertilizzante. I dati di recapito sono redatti in una lingua facilmente comprensibile per gli utilizzatori finali e le autorità di vigilanza del mercato.
Emendamento 56
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 4
4.  Gli importatori si accertano che il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE sia etichettato conformemente all'allegato III in una lingua facilmente comprensibile per gli utilizzatori finali, secondo quanto stabilito dallo Stato membro interessato.
4.  Gli importatori si accertano che il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE sia etichettato conformemente all'allegato III oppure, se l'imballaggio è troppo piccolo perché l'etichetta possa contenere tutte le informazioni o il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE è fornito senza imballaggio, che le informazioni prescritte siano fornite in un documento di accompagnamento del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE. Le informazioni prescritte a norma dell'allegato III sono redatte in una lingua facilmente comprensibile per gli utilizzatori finali, secondo quanto stabilito dallo Stato membro interessato.
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 6
6.  Laddove ritenuto necessario in considerazione delle prestazioni o dei rischi presentati da un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE, gli importatori eseguono una prova a campione su tali prodotti fertilizzanti messi a disposizione sul mercato, esaminano i reclami, i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE non conformi e i loro richiami, tengono, se del caso, un registro degli stessi e informano i distributori di tale monitoraggio.
6.  Laddove ritenuto necessario in considerazione delle prestazioni o dei rischi presentati da un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE, gli importatori eseguono una prova a campione su tali prodotti fertilizzanti messi a disposizione sul mercato, esaminano i reclami, i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE non conformi e i loro richiami, tengono un registro degli stessi e informano i distributori di tale monitoraggio, al fine di proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori e l'ambiente.
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 8
8.  Gli importatori tengono una copia della dichiarazione UE di conformità a disposizione delle autorità di vigilanza del mercato per un periodo di dieci anni a decorrere dall'immissione sul mercato del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE e si assicurano che la documentazione tecnica possa essere resa disponibile a tali autorità, su richiesta.
8.  Gli importatori tengono una copia della dichiarazione UE di conformità a disposizione delle autorità di vigilanza del mercato per un periodo di cinque anni a decorrere dall'immissione sul mercato del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE e si assicurano che la documentazione tecnica possa essere resa disponibile a tali autorità, su richiesta. Su richiesta, gli importatori mettono una copia della dichiarazione UE di conformità a disposizione di altri operatori economici interessati.
Emendamento 59
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 2 – comma 1
Prima di mettere un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE a disposizione sul mercato, i distributori verificano che esso sia accompagnato dalla dichiarazione UE di conformità e dai documenti prescritti, che sia etichettato conformemente all'allegato III in una lingua facilmente comprensibile per gli utilizzatori finali nello Stato membro sul cui mercato il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve essere messo a disposizione e che il fabbricante e l'importatore abbiano rispettato le prescrizioni di cui, rispettivamente, all'articolo 6, paragrafi 5, e 6, e all'articolo 8, paragrafo 3.
Prima di mettere sul mercato un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE a disposizione sul mercato, i distributori verificano che esso sia accompagnato dai documenti prescritti, che sia etichettato conformemente all'allegato III in una lingua facilmente comprensibile per gli utilizzatori finali nello Stato membro sul cui mercato il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve essere messo a disposizione e che il fabbricante e l'importatore abbiano rispettato le prescrizioni di cui, rispettivamente, all'articolo 6, paragrafi 5, e 6, e all'articolo 8, paragrafo 3. Qualora l'imballaggio sia troppo piccolo perché l'etichetta possa contenere tutte le informazioni, o il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE sia fornito senza imballaggio, i distributori verificano che le informazioni prescritte siano fornite in un documento di accompagnamento del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE.
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 2 – comma 2
Il distributore che ritenga o abbia motivo di ritenere che un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE non sia conforme alle prescrizioni applicabili, di cui agli allegati I, II o III, non mette il prodotto fertilizzante a disposizione sul mercato fino a quando non sia stato reso conforme. Inoltre, qualora il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE presenti un rischio inaccettabile per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente, il distributore ne informa il fabbricante o l'importatore, nonché le autorità di vigilanza del mercato.
Il distributore che ritenga o abbia motivo di ritenere che un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE non sia conforme alle prescrizioni applicabili di cui al presente regolamento, non immette il prodotto fertilizzante sul mercato fino a quando non sia stato reso conforme. Inoltre, qualora il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE presenti un rischio inaccettabile per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente, il distributore ne informa il fabbricante o l'importatore, nonché le autorità di vigilanza del mercato.
Emendamento 61
Proposta di regolamento
Articolo 12
Fatte salve le specifiche comuni di cui all'articolo 13, i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE conformi alle norme armonizzate o a parti di esse i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea sono considerati conformi alle prescrizioni di cui agli allegati I, II e III contemplate da tali norme o parti di esse.
I prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE conformi alle norme armonizzate o a parti di esse, o che sono stati sottoposti a prova conformemente a dette norme o parti, i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, sono considerati conformi alle relative prescrizioni di cui agli allegati I, II e III contemplate da tali norme o parti di esse.
Emendamento 62
Proposta di regolamento
Articolo 13
La Commissione può adottare atti di esecuzione che stabiliscono specifiche comuni, il cui rispetto garantisce la conformità alle prescrizioni di cui agli allegati I, II e III contemplate da tali specifiche o parti di esse. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 41, paragrafo 3.
Qualora una prescrizione di cui agli allegati I, II o III non sia contemplata dalle norme armonizzate o da parti di esse i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, e qualora, a seguito di una richiesta rivolta a una o più organizzazioni di normazione europea di redigere norme armonizzate per la prescrizione in questione, la Commissione rilevi indebiti ritardi nell'adozione di tale norma, la Commissione può adottare atti di esecuzione che stabiliscano specifiche comuni per la prescrizione in questione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 41, paragrafo 3.
Emendamento 63
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 1
1.  La marcatura CE è apposta in modo visibile, leggibile e indelebile sui documenti di accompagnamento e, se il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE è fornito confezionato, sull'imballaggio.
1.  La marcatura CE è apposta in modo visibile, leggibile e indelebile sull'imballaggio del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE oppure, se il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE è fornito senza imballaggio, sui documenti di accompagnamento del prodotto stesso.
Emendamento 64
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 3 – comma 1
La marcatura CE è seguita dal numero di identificazione dell'organismo notificato che interviene nella valutazione della conformità di cui all'allegato IV, modulo D1.
La marcatura CE è seguita dal numero di identificazione dell'organismo notificato, ove richiesto dall'allegato IV.
Emendamento 65
Proposta di regolamento
Articolo 18
Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE che è stato sottoposto a un'operazione di recupero e soddisfa le prescrizioni del presente regolamento è considerato conforme alle condizioni di cui all'articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2008/98/CE; si considera pertanto che abbia cessato di essere un rifiuto.
Qualora un materiale precedentemente qualificabile come rifiuto sia stato sottoposto a un'operazione di recupero e un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE e conforme al presente regolamento contenga o sia costituito da tale materiale, quest'ultimo è ritenuto conforme alle condizioni di cui all'articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 2008/98/CE e si considera pertanto che abbia cessato di essere un rifiuto dal momento in cui è redatta la dichiarazione di conformità dell'UE.
Emendamento 66
Proposta di regolamento
Articolo 30 – paragrafo 2
2.  Lo Stato membro di notifica fornisce alla Commissione, su richiesta, tutte le informazioni relative alla base della notifica o del mantenimento della competenza dell'organismo notificato in questione.
2.  Le autorità di notifica forniscono alla Commissione, su richiesta, tutte le informazioni relative alla base della notifica o del mantenimento della competenza dell'organismo notificato in questione.
Emendamento 67
Proposta di regolamento
Articolo 31 – paragrafo 3
3.  Qualora riscontri che le prescrizioni di cui agli allegati I, II o III o alle norme armonizzate corrispondenti, alle specifiche comuni di cui all'articolo 13 o ad altre specifiche tecniche non siano stati rispettati da un fabbricante, un organismo notificato chiede a tale fabbricante di prendere le misure correttive appropriate e non rilascia un certificato.
3.  Qualora riscontri che le prescrizioni di cui agli allegati I, II o III o alle norme armonizzate corrispondenti o alle specifiche comuni di cui all'articolo 13 non siano stati rispettati da un fabbricante, un organismo notificato chiede a tale fabbricante di prendere le misure correttive appropriate e non rilascia un certificato di conformità o un'approvazione.
Emendamento 68
Proposta di regolamento
Articolo 31 – paragrafo 4
4.  Un organismo notificato che, nel corso del controllo della conformità successivo al rilascio di un certificato, riscontri che un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE non è più conforme chiede al fabbricante di adottare le misure correttive appropriate e, all'occorrenza, sospende o revoca il certificato.
4.  Un organismo notificato che, nel corso del controllo della conformità successivo al rilascio di un certificato o di un'approvazione, riscontri che un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE non è più conforme chiede al fabbricante di adottare le misure correttive appropriate e, all'occorrenza, sospende o revoca il certificato o l'approvazione.
Emendamento 69
Proposta di regolamento
Articolo 31 – paragrafo 5
5.  In mancanza di misure correttive o se queste non producono l'effetto desiderato, l'organismo notificato limita, sospende o revoca i certificati, a seconda dei casi.
5.  In mancanza di misure correttive o se queste non producono l'effetto desiderato, per cui il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE continua a essere non conforme ai requisiti del presente regolamento, l'organismo notificato limita, sospende o revoca i certificati o le approvazioni, a seconda dei casi.
Emendamento 70
Proposta di regolamento
Articolo 33 – lettera a
(a)  di qualunque rifiuto, limitazione, sospensione o revoca di un certificato;
(a)  di qualunque rifiuto, limitazione, sospensione o revoca di un certificato o di un'approvazione;
Emendamento 71
Proposta di regolamento
Articolo 37 – titolo
Procedura per i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE che presentano rischi a livello nazionale
Procedura a livello nazionale per i prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE che presentano rischi
Emendamento 72
Proposta di regolamento
Articolo 37 – paragrafo 1 – comma 1
Qualora abbiano motivi sufficienti per ritenere che un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE presenti un rischio inaccettabile per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente, le autorità di vigilanza del mercato di uno Stato membro effettuano una valutazione del prodotto interessato che investa le prescrizioni di cui al presente regolamento. A tal fine gli operatori economici interessati cooperano ove necessario con le autorità di vigilanza del mercato.
Qualora abbiano motivi sufficienti per ritenere che un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE presenti un rischio per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente o per altri aspetti di tutela di interessi pubblici di cui al presente regolamento, le autorità di vigilanza del mercato di uno Stato membro effettuano una valutazione del prodotto interessato che investa tutte le prescrizioni di cui al presente regolamento. A tal fine gli operatori economici interessati cooperano ove necessario con le autorità di vigilanza del mercato.
(La modifica riguarda anche un emendamento orizzontale in cui il termine "rischio inaccettabile" (al singolare o al plurale) è modificato in "rischio" (al singolare). In caso di accordo da parte dei colegislatori, le modifiche corrispondenti si applicheranno a tutto il testo, comprese quelle parti riprese negli emendamenti in appresso).
Emendamento 73
Proposta di regolamento
Articolo 37 – paragrafo 1 – comma 2
Se, nel corso della valutazione, constatano che il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE non rispetta le prescrizioni di cui al presente regolamento, le autorità di vigilanza del mercato chiedono tempestivamente all'operatore economico di adottare, entro un periodo di tempo ragionevole, tutte le misure correttive del caso al fine di rendere il prodotto fertilizzante conforme alle suddette prescrizioni oppure di ritirarlo dal mercato, di richiamarlo o di rimuovere la marcatura CE.
Se, nel corso della valutazione, constatano che il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE non rispetta le prescrizioni di cui al presente regolamento, le autorità di vigilanza del mercato chiedono tempestivamente all'operatore economico di adottare tutte le misure correttive del caso al fine di rendere il prodotto conforme alle suddette prescrizioni oppure di ritirarlo dal mercato o di richiamarlo entro un periodo di tempo ragionevole e proporzionato alla natura del rischio da esse stabilito, e di rimuovere la marcatura CE.
Emendamento 74
Proposta di regolamento
Articolo 37 – paragrafo 4 – comma 1
Qualora l'operatore economico interessato non prenda le misure correttive adeguate entro il termine di cui al paragrafo 1, secondo comma, le autorità di vigilanza del mercato adottano tutte le opportune misure provvisorie per vietare o limitare la messa a disposizione sul proprio mercato nazionale del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE, per ritirarlo da tale mercato o per richiamarlo.
Qualora l'operatore economico interessato non prenda le misure correttive adeguate entro il termine di cui al paragrafo 1, secondo comma, le autorità di vigilanza del mercato adottano tutte le opportune misure provvisorie per vietare o limitare la messa a disposizione sul proprio mercato nazionale del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE, per ritirarlo da tale mercato o per richiamarlo. Gli obblighi delle autorità di vigilanza del mercato a tale riguardo lasciano impregiudicata la possibilità degli Stati membri di disciplinare i prodotti fertilizzanti che non recano la marcatura CE al momento della loro messa a disposizione sul mercato.
Emendamento 75
Proposta di regolamento
Articolo 37 – paragrafo 5 – lettera b
(b)  alle carenze nelle norme armonizzate di cui all'articolo 12, che conferiscono la presunzione di conformità.
(b)  alle carenze nelle norme armonizzate di cui all'articolo 12;
Emendamento 76
Proposta di regolamento
Articolo 37 – paragrafo 5 – lettera b bis (nuova)
(b bis)   alle carenze nelle specifiche comuni di cui all'articolo 13.
Emendamento 77
Proposta di regolamento
Articolo 38 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Se la misura nazionale è ritenuta giustificata e la non conformità del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE è attribuita a carenze nelle specifiche comuni di cui all'articolo 37, paragrafo 5, lettera b bis), la Commissione adotta senza indugio atti di esecuzione che modificano o abrogano la specifica comune di cui trattasi. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 41, paragrafo 3.
Emendamento 78
Proposta di regolamento
Articolo 39 – paragrafo 1
1.  Se uno Stato membro, dopo aver effettuato una valutazione ai sensi dell'articolo 37, paragrafo 1, ritiene che un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE, pur conforme al presente regolamento, presenti un rischio inaccettabile per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente, chiede all'operatore economico interessato di prendere, entro un periodo di tempo ragionevole, tutte le misure del caso per garantire che tale prodotto fertilizzante, all'atto della sua immissione sul mercato, non presenti più tale rischio o che sia ritirato dal mercato o richiamato.
1.  Se uno Stato membro, dopo aver effettuato una valutazione ai sensi dell'articolo 37, paragrafo 1, ritiene che un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE, pur conforme al presente regolamento, presenti un rischio per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente o per altri aspetti della protezione del pubblico interesse di cui al presente regolamento, chiede senza indugio all'operatore economico interessato di prendere, entro un periodo di tempo ragionevole prescritto dall'autorità di vigilanza del mercato e proporzionato alla natura del rischio, tutte le misure del caso per garantire che tale prodotto fertilizzante, al momento della sua messa a disposizione sul mercato, non presenti più tale rischio o che sia ritirato dal mercato o richiamato.
Emendamento 79
Proposta di regolamento
Articolo 40 – paragrafo 1 – lettera c
(c)  la dichiarazione UE di conformità non accompagna il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE;
(c)  la dichiarazione UE di conformità non è stata elaborata;
Emendamento 80
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 1
1.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 43 al fine di modificare gli allegati da I a IV per adeguarli al progresso tecnico e agevolare l'accesso al mercato interno e la libera circolazione dei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE
1.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 43 al fine di modificare gli allegati da I a IV per adeguarli al progresso tecnico, tenendo conto dei prodotti e dei materiali già autorizzati negli Stati membri, in particolare nell’ambito della fabbricazione di prodotti fertilizzanti a partire da sottoprodotti di origine animale e del recupero dei rifiuti, e per agevolare l'accesso al mercato interno e la libera circolazione dei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE:
(a)  che potrebbero essere oggetto di scambi significativi per il mercato interno, e
(a)  che sono potenzialmente oggetto di scambi significativi per il mercato interno, e
(b)  per i quali esistono prove scientifiche che dimostrano che essi non presentano un rischio inaccettabile per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente, e che sono sufficientemente efficaci.
(b)  per i quali esistono prove scientifiche che dimostrano che essi non presentano un rischio per la salute delle persone, degli animali o delle piante, la sicurezza o l'ambiente, e che sono sufficientemente efficaci.
Emendamento 81
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  Senza indebito ritardo dopo … [data di entrata in vigore del presente regolamento], la Commissione adotta atti delegati, a norma del paragrafo 1, intesi a modificare le categorie dei materiali costituenti di cui all'allegato II, al fine di includervi, in particolare, sottoprodotti di origine animale per i quali è stato determinato il punto finale, la struvite, il biochar e i prodotti a base di cenere, nonché al fine di stabilire i requisiti per l'inclusione dei prodotti in oggetto in tali categorie. Quando adotta tali atti delegati, la Commissione tiene specificamente conto dei progressi tecnologici nel recupero dei nutrienti.
Emendamento 345
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 1 ter (nuovo)
1 ter.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati in conformità dell'articolo 43 per prorogare la data di entrata in vigore del limite di 20mg/kg di cui all'allegato I, parte II, PFC1(B), punto 3, lettera a), punto 2 e all'allegato I, parte II, PFC1(C)I, punto 2, lettera a), punto 2 qualora, sulla base di un'approfondita valutazione di impatto, disponga di prove per ritenere che l'introduzione di un limite più rigoroso metterebbe gravemente a rischio la fornitura di prodotti fertilizzanti all'Unione.
Emendamento 82
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 2 – parte introduttiva
2.  Qualora modifichi l'allegato II al fine di aggiungere nuovi microrganismi alla categoria di materiali costituenti tali organismi a norma del paragrafo 1, la Commissione si avvale dei seguenti dati:
2.  Qualora modifichi l'allegato II al fine di aggiungere nuovi ceppi di microrganismi alla categoria di materiali costituenti tali organismi, la Commissione, dopo aver verificato che tutti i ceppi in questione del microrganismo aggiuntivo rispettino i requisiti di cui al paragrafo 1, lettera b), del presente articolo, si avvale dei seguenti dati:
Emendamento 83
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 2 – lettera a
(a)  nome del microrganismo;
(a)  nome del microrganismo a livello di ceppo;
Emendamento 84
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 2 – lettera c
(c)  dati storici sulla produzione e l'uso sicuri del microrganismo;
(c)  letteratura scientifica riguardante la produzione e l'uso sicuri del microrganismo;
Emendamento 85
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 2 – lettera d
(d)  relazione tassonomica con specie di microrganismi che soddisfano le prescrizioni per la presunzione qualificata di sicurezza, secondo quanto stabilito dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare;
(d)  relazione tassonomica con specie di microrganismi che soddisfano le prescrizioni per la presunzione qualificata di sicurezza, secondo quanto stabilito dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare, o riferimento alla conformità dichiarata rispetto alle pertinenti norme armonizzate in materia di sicurezza dei microrganismi utilizzati che sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, o alla conformità rispetto ai requisiti per la valutazione della sicurezza dei microrganismi adottati dalla Commissione, qualora le predette norme armonizzate non esistano;
Emendamento 86
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)
Al fine di tener conto del rapido progresso tecnologico in tale settore, entro ... [un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento] la Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 43 al fine di definire i criteri per la valutazione di microrganismi che possono essere utilizzati nei prodotti fitonutrienti, senza che essi siano registrati nominalmente in un elenco positivo.
Emendamento 87
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 3 – comma 1 bis (nuovo)
Entro ... [sei mesi dopo la data di pubblicazione del presente regolamento], la Commissione adotta atti delelgati conformemente all’articolo 43 al fine di modificare l'allegato II al fine di inserire nella catena di fabbricazione i punti finali che sono stati determinati a norma dell'articolo 5, paragrafo 2, secondo comma, del regolamento (CE) n. 1069/2009, per quanto riguarda i sottoprodotti di origine animale di cui alla CMC 11 dell'allegato II.
Emendamento 88
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.   Quando adotta atti delegati di cui al paragrafo 1, la Commissione modifica la categoria di materiali costituenti che stabilisce il requisito per i polimeri diversi dai polimeri nutrienti nelll'allegato II, al fine di tener conto dei più recenti dati scientifici e degli sviluppi tecnologici, ed entro... [tre anni dopo la data di applicazione del presente regolamento] definisce i criteri concernenti la conversione del carbonio polimerico in biossido di carbonio (CO2) e un relativo metodo di prova di biodegradazione.
Emendamento 89
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 3 ter (nuovo)
3 ter.  Quando adotta atti delegati di cui al paragrafo 1, la Commissione modifica la categoria di materiali costituenti che stabilisce i criteri per altri sottoprodotti dell'industria nell'allegato II, al fine di tener conto delle attuali pratiche di fabbricazione dei prodotti, degli sviluppi tecnologici e dei più recenti dati scientifici, ed entro... [un anno dopo la data di applicazione del presente regolamento] definisce i criteri per l'inclusione dei sottoprodotti industriali nella categoria di materiali costituenti.
Emendamento 91
Proposta di regolamento
Articolo 43 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Prima dell'adozione dell'atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.
Emendamento 92
Proposta di regolamento
Articolo 44
Gli Stati membri adottano norme in materia di sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e prendono tutte le misure necessarie per garantirne l'esecuzione. Le sanzioni previste sono effettive, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano senza indugio tali norme e misure alla Commissione, nonché eventuali successive modifiche delle stesse.
Gli Stati membri adottano norme in materia di sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e prendono tutte le misure necessarie per garantirne l'esecuzione. Le sanzioni previste sono effettive, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano senza indugio tali norme e misure alla Commissione, nonché eventuali successive modifiche delle stesse. Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie per garantire l'applicazione delle loro norme in materia di sanzioni.
Emendamento 93
Proposta di regolamento
Articolo 45 – punto 1 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 1069/2009
Articolo 5 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)
(1 bis)  al paragrafo 2, dopo il primo comma, è aggiunto il comma seguente:
"Per i prodotti derivati di cui all'articolo 32 già ampiamente utilizzati negli Stati membri per la produzione di concimi, la Commissione determina tale punto finale entro ... [sei mesi dopo l'entrata in vigore del regolamento sui concimi]."
Emendamento 94
Proposta di regolamento
Articolo 46 – punto 2
Regolamento (CE) n. 1107/2009
Articolo 3 – punto 34 – parte introduttiva
"34. "Biostimolante delle piante" qualunque prodotto che stimola i processi nutrizionali delle piante indipendentemente dal suo tenore di nutrienti, con l'unica finalità di migliorare una o più delle seguenti caratteristiche della pianta:
“34. "Biostimolante delle piante" qualunque prodotto che contiene qualsiasi sostanza o microrganismo destinato a stimolare i processi nutrizionali delle piante indipendentemente dal suo tenore di nutrienti, o qualsiasi combinazione di tali sostanze e/o microrganismi, con l'unica finalità di migliorare una o più delle seguenti caratteristiche della pianta o della rizosfera della pianta:
Emendamento 95
Proposta di regolamento
Articolo 46 – punto 2
Regolamento (CE) n. 1107/2009
Articolo 3 – punto 34 – lettera c
(c)  caratteristiche qualitative delle colture.
(c)  qualità delle colture.
Emendamento 96
Proposta di regolamento
Articolo 46 – punto 2
Regolamento (CE) n. 1107/2009
Articolo 3 – punto 34 – lettera c bis (nuova)
(c bis)   disponibilità di nutrienti confinati nel suolo o nella rizosfera;
Emendamento 97
Proposta di regolamento
Articolo 46 – punto 2
Regolamento (CE) n. 1107/2009
Articolo 3 – punto 34 – lettera c ter (nuova)
(c ter)   degradazione dei composti organici nel suolo;
Emendamento 98
Proposta di regolamento
Articolo 46 – punto 2
Regolamento (CE) n. 1107/2009
Articolo 3 – punto 34 – lettera c quater (nuova)
(c quater)  umificazione;
Emendamento 99
Proposta di regolamento
Articolo 48 – titolo
Disposizioni transitorie
Disposizioni transitorie, rendicontazione e riesame
Emendamento 100
Proposta di regolamento
Articolo 48
Gli Stati membri non ostacolano la messa a disposizione sul mercato dei prodotti che sono commercializzati come concimi classificati "concimi CE" a norma del regolamento (CE) n. 2003/2003 prima del [Ufficio delle pubblicazioni, inserire la data di applicazione del presente regolamento]. Le disposizioni del capo 5 si applicano mutatis mutandis ai suddetti prodotti.
Gli Stati membri non ostacolano la messa a disposizione sul mercato dei prodotti che sono commercializzati come concimi classificati "concimi CE" a norma del regolamento (CE) n. 2003/2003 prima del ... [dodici mesi dopo la data di applicazione del presente regolamento]. Le disposizioni del capo 5 si applicano mutatis mutandis ai suddetti prodotti.
Emendamento 101
Proposta di regolamento
Articolo 48 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  Gli Stati membri che hanno già introdotto un limite inferiore per il tenore di cadmio (Cd) nei concimi organo-minerali e inorganici, di cui all'allegato I, parte II, PFC 1 (B)(3)(a) e PFC 1 (C)(I)(2)(a), possono mantenere tale limite più rigoroso finché il limite del presente regolamento non sia uguale o inferiore. Gli Stati membri notificano alla Commissione tali misure nazionali esistenti entro... [sei mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento].
Emendamento 102
Proposta di regolamento
Articolo 48 – paragrafo 1 ter (nuovo)
1 ter.  Entro ... [42 mesi dalla data di applicazione del presente regolamento], la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione in cui valuta l'applicazione del presente regolamento e il suo impatto complessivo per quanto concerne il raggiungimento dei relativi obiettivi, ivi compreso l'impatto sulle PMI. La relazione comprende nello specifico i seguenti elementi:
(a)  una valutazione del funzionamento del mercato interno per quanto riguarda i prodotti fertilizzanti, compresa una valutazione della conformità e dell'efficacia della vigilanza del mercato, un'analisi degli effetti dell'armonizzazione parziale sulla produzione, sui modelli d'uso e sui flussi commerciali dei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE e quelli immessi sul mercato in base alle norme nazionali;
(b)  una valutazione dell'applicazione delle limitazioni ai livelli di contaminanti, come riportato nell'allegato I del presente regolamento, eventuali nuovi dati scientifici pertinenti riguardo alla tossicità e alla cancerogenicità dei contaminanti, ove disponibili, inclusi i rischi derivanti dalla contaminazione da uranio nei prodotti fertilizzanti;
(c)  una valutazione degli sviluppi nelle tecnologie di scadmiatura e del loro impatto, della loro portata e dei loro costi lungo la catena del valore, come pure dello smaltimento del cadmio; nonché
(d)  una valutazione dell'impatto commerciale sull'approvvigionamento di materie prime, ivi compresa la disponibilità di fosforite.
La relazione tiene debitamente conto del progresso tecnologico e dell'innovazione nonché dei processi di normazione relativi alla produzione e all'uso di prodotti fertilizzanti. Entro ... [cinque anni dopo la data di applicazione del presente regolamento] essa è corredata, ove necessario, di una proposta legislativa.
Entro... [12 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento], la Commissione presenta una valutazione dei dati scientifici per fissare i criteri ambientali e agronomici finalizzati a stabilire i criteri per il letame sino alla fine del suo trattamento, in modo da definire le prestazioni dei prodotti contenenti o costituiti da deiezioni animali trattate.
Emendamento 103
Proposta di regolamento
Articolo 48 – paragrafo 1 quater (nuovo)
1 quater.  Entro ... [cinque anni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento], la Commissione procede a un riesame della procedura di valutazione della conformità dei microrganismi.
Emendamento 104
Proposta di regolamento
Articolo 49 – comma 2
Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 2018.
Esso si applica a decorrere dal ... [due anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento], fatta eccezione per gli articoli da 19 a 35, che si applicano a decorrere dal ... [un anno dalla data di entrata in vigore del presente regolamento], e per gli articoli 13, 41, 42, 43 e 45, che si applicano a decorrere dal ... [data di entrata in vigore del presente regolamento].
Emendamento 105
Proposta di regolamento
Allegato I – parte I – punto 1 – lettera C bis (nuova)
C bis. Concime a basso tenore di carbonio
Emendamento 106
Proposta di regolamento
Allegato I – parte I – punto 5 – lettera A – punto I bis (nuovo)
I bis. Inibitore della denitrificazione
Emendamento 107
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – punto 4
4.  Se il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE contiene una sostanza per la quale sono stati stabiliti limiti massimi di residui per i prodotti alimentari e i mangimi conformemente
soppresso
(a)  al regolamento (CEE) n. 315/93 del Consiglio1,
(b)  al regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio2,
(c)  al regolamento (CE) n. 470/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio3, oppure
(d)  alla direttiva 2002/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio4,
l'impiego di prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE quale specificato nelle istruzioni per l'uso non deve comportare il superamento di tali limiti nei prodotti alimentari o nei mangimi.
__________________
1 Regolamento (CEE) n. 315/93 del Consiglio, dell'8 febbraio 1993, che stabilisce procedure comunitarie relative ai contaminanti nei prodotti alimentari (GU L 37 del 13.2.1993, pag. 1).
2 Regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 febbraio 2005, concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale e che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio (GU L 70 del 16.3.2005, pag. 1).
3 Regolamento (CE) n. 470/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che stabilisce procedure comunitarie per la determinazione di limiti di residui di sostanze farmacologicamente attive negli alimenti di origine animale, abroga il regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio e modifica la direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 152 del 16.6.2009, pag. 11).
4 Direttiva 2002/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 maggio 2002, relativa alle sostanze indesiderabili nell'alimentazione degli animali (GU L 140 del 30.5.2002, pag. 10).
Emendamento 108
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – punto 4 bis (nuovo)
4bis.  Gli ingredienti presentati ai fini dell'approvazione o della conferma dell'approvazione ai sensi del regolamento (CE) n. 1107/2009 che non siano compresi nel regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 non sono impiegati nei prodotti fertilizzanti se la loro mancata inclusione è motivata dall'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1107/2009.
Emendamento 109
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(A) – punto 1
1.  Un concime organico deve contenere
1.  Un concime organico deve contenere
—  carbonio (C) e
—  carbonio organico (Corg) e
—  nutrienti
—  nutrienti
di origine esclusivamente biologica, ad esclusione del materiale fossile o incorporato in formazioni geologiche.
di origine esclusivamente biologica, come ad esempio la torba, con l'inclusione della leonardite, della lignite e delle sostanze da esse ottenute, ma ad esclusione di altri materiali fossili o incorporati in formazioni geologiche.
Emendamento 110
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(A) – punto 2 – trattino 1
—  cadmio (Cd) 1,5 mg/kg di materia secca,
—  cadmio (Cd) 1,0 mg/kg di materia secca,
Emendamento 112
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(A) – punto 2 – trattino 6
—  biureto (C2H5N3O2) 12 g/kg di materia secca 12 g/kg di materia secca.
—  biureto (C2H5N3O2) al di sotto del limite di rilevazione.
Emendamento 113
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(A) – punto 3

Testo della Commissione

3.  Il genere Salmonella spp. deve essere assente in un campione di 25 g di prodotto fertilizzante recante la marcatura CE.

Emendamento

3.  La concentrazione dei patogeni presenti nel concime organico non deve superare i rispettivi limiti definiti nella tabella in appresso:

Microrganismi da sottoporre a prova

Piani di campionamento

Limite

 

n

c

m

M

Salmonella spp.

5

0

0

Assente in 25g o 25ml

Escherichia coli o Enterococcaceae

5

5

0

1000 in 1g o 1ml

dove n = numero di campioni da sottoporre a prova,

c = numero di campioni in cui il numero di batteri espresso in UFC può essere compreso tra m e M,

m = valore soglia per quanto riguarda il numero di batteri espresso in UFC considerato soddisfacente,

M = valore massimo per quanto riguarda il numero di batteri espresso in UFC.

I parassiti Ascaris spp. e Toxocara spp., in qualsiasi fase di sviluppo, non devono essere presenti in 100g o 100ml del concime organico.

Emendamento 114
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(A) (I) – punto 1 bis (nuovo)
1 bis.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere almeno uno dei seguenti nutrienti dichiarati: azoto (N), anidride fosforica (P2O5) o ossido di potassio (K2O).
Emendamento 115
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(A) (I) – punto 2 bis (nuovo)
2 bis.  Se il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE contiene due o più nutrienti, esso deve contenere i nutrienti primari dichiarati nei quantitativi minimi sotto indicati: □
il 2,5 % in massa di azoto (N) totale, o il 2 % in massa di anidride fosforica totale (P2O5), oppure il 2 % in massa di ossido di potassio totale (K2O), e
il 6,5 % in massa della somma totale dei nutrienti.
Emendamento 116
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(A) (II) – punto 1 bis (nuovo)
1 bis.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere almeno uno dei seguenti nutrienti dichiarati: azoto (N), anidride fosforica (P2O5) o ossido di potassio (K2O).
Emendamento 117
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(A) (II) – punto 2 – parte introduttiva
2.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere almeno uno dei seguenti nutrienti dichiarati nei quantitativi minimi indicati:
2.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere almeno uno dei seguenti nutrienti primari dichiarati nei quantitativi minimi indicati:
Emendamento 118
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(A) (II) – punto 2 – trattino 1
—  il 2% in massa di azoto (N) totale,
—  l'1% in massa di azoto (N) totale, e/o
Emendamento 119
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1 (A) (II) – punto 2 – trattino 2
–  l'1% in massa di anidride fosforica (P2O5) totale, o
–  il 2 % in massa di anidride fosforica (P2O5) totale, o
Emendamento 120
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(A) (II) – punto 2 – trattino 3
–  il 2% in massa di ossido di potassio (K2O) totale.
–  l'1% in massa di ossido di potassio (K2O) totale nonché
Emendamento 121
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1 (A) (II) – punto 2 – trattino 3 bis (nuovo)
–  il 6,5 % in massa della somma totale dei nutrienti.
Emendamento 122
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1 (A) (II) – punto 2 bis (nuovo)
2 bis.  Se il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE contiene due o più nutrienti, esso deve contenere i nutrienti primari dichiarati nei quantitativi minimi sotto indicati: □
il 2 % in massa di azoto (N) totale, o l'1 % in massa di anidride fosforica totale (P2O5), oppure il 2 % in massa di ossido di potassio totale (K2O), e
il 5 % in massa della somma totale dei nutrienti primari.
Emendamento 123
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(B) – punto 1
1.  Un concime organo-minerale deve essere composto da:
1.  Un concime organo-minerale deve essere composto da:
–  uno o più concimi inorganici, come specificato nella PFC 1(C), e
–  uno o più concimi minerali, come specificato nella PFC 1(C), e
–  una sostanza contenente carbonio (C) organico e
–  una o più sostanze contenenti carbonio organico (Corg) e
–  nutrienti di origine esclusivamente biologica, ad esclusione del materiale fossile o incorporato in formazioni geologiche.
–  nutrienti di origine esclusivamente biologica, come ad esempio la torba, con l'inclusione della leonardite, della lignite e delle sostanze da esse ottenute, ma ad esclusione di altri materiali fossili o incorporati in formazioni geologiche.
Emendamento 343
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC1(B) – punto 3 – lettera a – punto 2 – trattini 2 e 3
–  a decorrere dal [Publications office, please insert the date occurring three years after the date of application of this Regulation]: 40 mg/kg di anidride fosforica (P2O5) e
–  a decorrere dal [Publications office, please insert the date occurring six years after the date of application of this Regulation]: 40 mg/kg di anidride fosforica (P2O5) e
–  a decorrere dal [Publications office, please insert the date occurring twelve years after the date of application of this Regulation]: 20 mg/kg di anidride fosforica (P2O5),
–  a decorrere dal [Publications office, please insert the date occurring sixteen years after the date of application of this Regulation]: 20 mg/kg di anidride fosforica (P2O5),
Emendamento 126
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(B) – punto 4

Testo della Commissione

4.  Il genere Salmonella spp. deve essere assente in un campione di 25 g di prodotto fertilizzante recante la marcatura CE.

Emendamento

4.  La concentrazione dei patogeni presenti nel concime organo-minerale non deve superare i rispettivi limiti definiti nella tabella in appresso:

Microrganismi da sottoporre a prova

Piani di campionamento

Limite

 

n

c

m

M

Salmonella spp.

5

0

0

Assente in 25g o 25ml

Escherichia coli o Enterococcaceae

5

5

0

1000 in 1g o 1ml

dove n = numero di campioni da sottoporre a prova,

c = numero di campioni in cui il numero di batteri espresso in UFC può essere compreso tra m e M,

m = valore soglia per quanto riguarda il numero di batteri espresso in UFC considerato soddisfacente,

M = valore massimo per quanto riguarda il numero di batteri espresso in UFC.

I parassiti Ascaris spp. e Toxocara spp., in qualsiasi fase di sviluppo, non devono essere presenti in 100g o 100ml del concime organo-minerale.

Emendamento 127
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(B) (I) – punto 2 – trattino 2
—  il 2% in massa di anidride fosforica (P2O5) totale, o
—  l'1 % in massa di anidride fosforica (P2O5) solubile in citrato ammonico neutro e acqua, o
Emendamento 128
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(B) (I) – punto 2 bis (nuovo)
2 bis.  Se il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE contiene due o più nutrienti, esso deve contenere i nutrienti primari dichiarati nei quantitativi minimi sotto indicati:
il 2,5 % in massa di azoto totale (N), di cui l'1 % in massa del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve essere azoto (N) organico, oppure il 2 % in massa di anidride fosforica totale (P2O5), oppure il 2 % in massa di ossido di potassio totale (K2O), e
il 6,5 % in massa della somma totale dei nutrienti primari.
Emendamento 129
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(B) (I) – punto 4
4.  Ciascuna unità di prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere il tenore dichiarato di materia organica e di nutrienti.
4.  Ciascuna unità di prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere il tenore dichiarato di carbonio organico e di tutti i nutrienti. Per unità si intende uno degli elementi che compongono il prodotto, quali granuli, pellet, ecc.
Emendamento 130
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(B) (II) – punto 2 bis (nuovo)
2 bis.  Se il prodotto contiene più di un nutriente, esso deve contenere le seguenti quantità minime:
–  l'1 % in massa di azoto (N) totale, o
–  l'1 % in massa di anidride fosforica (P2O5) totale, o
–  l'1% in massa di ossido di potassio (K2O) totale,
e la somma dei nutrienti deve ammontare a un minimo del 4 %.
Emendamento 131
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(B) (II) – punto 3
3.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere almeno il 3% in massa di carbonio (C) organico.
3.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere almeno l'1% in massa di carbonio (C) organico.
Emendamento 132
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) – punto 1
1.   Un concime inorganico è un concime diverso dai concimi organici od organo-minerali.
1.   Un concime minerale deve essere un concime contenente nutrienti in forma minerale o lavorati in forma minerale di origine animale o vegetale. Il carbonio organico (Corg) nel prodotto fertilizzante recante la marcatura CE non deve superare l'1 % in massa. Ciò esclude il carbonio derivante da rivestimenti conformi alle prescrizioni di cui alla CMC 9 e 10 e gli additivi agronomici conformi ai requisiti di cui alla PFC 5 e alla CMC 8.
Emendamento 133
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) – punto 1 bis (nuovo)
1 bis.  I fertilizzanti fosforosi devono soddisfare almeno uno dei seguenti livelli minimi di solubilità per essere disponibili per le piante, altrimenti non possono essere dichiarati fertilizzanti fosforosi:
–  idrosolubilità: livello minimo del 40 % del P totale, o
–  solubilità in citrato ammonico neutro: livello minimo del 75 % del P totale, o
–  solubilità in acido formico (solo per fosfato naturale tenero): livello minimo del 55 % del P totale.
Emendamento 134
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) – punto 1 ter (nuovo)
1 ter.  Il tenore totale di azoto dichiarabile è dato dalla somma di azoto ammoniacale, azoto nitrico, azoto ureico, azoto da metilen-urea, azoto da isobutilidendiurea e azoto da crotonilidendiurea. Il tenore di fosforo dichiarabile è dato dalla forma P fosfatica. Dopo un esame scientifico possono essere aggiunte nuove forme in conformità con l'articolo 42, paragrafo 1.
Emendamento 135
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I) – punto 1
1.  Un concime inorganico a base di macroelementi è destinato a fornire alle piante uno o più dei seguenti macroelementi: azoto (N), fosforo (P), potassio (K), magnesio (Mg), calcio (Ca), zolfo (S) o sodio (Na).
1.  Un concime minerale a base di macroelementi è destinato a fornire alle piante uno o più dei seguenti macroelementi:
(a)  primari: azoto (N), fosforo (P) e potassio (K);
(b)  secondari: magnesio (Mg), calcio (Ca), zolfo (S) o sodio (Na).
Emendamento 344
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC1(C)(I) – punto 2 – lettera a – punto 2 – trattini 2 e 3
–  a decorrere dal [Publications office, please insert the date occurring three years after the date of application of this Regulation]: 40 mg/kg di anidride fosforica (P2O5) e
–  a decorrere da [sei anni dalla data di applicazione del presente regolamento]: 40 mg/kg di anidride fosforica (P2O5) e
–  a decorrere dal [Publications office, please insert the date occurring twelve years after the date of application of this Regulation]: 20 mg/kg di anidride fosforica (P2O5),
–  a decorrere da [sedici anni dalla data di applicazione del presente regolamento]: 20 mg/kg di anidride fosforica (P2O5),
Emendamento 139
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(i) – punto 1
1.  Un concime inorganico solido semplice a base di macroelementi deve avere un tenore dichiarato di un solo nutriente.
1.  Un concime minerale solido semplice a base di macroelementi deve avere un tenore dichiarato di:
(a)   un solo nutriente primario (azoto (N), fosforo (P) e potassio (K)), o
Emendamento 140
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(i) – lettera b (nuova)
(b)   un solo nutriente secondario (magnesio (Mg), calcio (Ca), zolfo (S) o sodio (Na)).
Emendamento 141
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(i) – punto 1 bis (nuovo)
1 bis.   Un concime minerale solido semplice a base di macroelementi con un tenore dichiarato di un solo nutriente primario può contenere uno o più nutrienti secondari.
Emendamento 142
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(i) – punto 2 – parte introduttiva
2.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere uno dei seguenti nutrienti dichiarati nel quantitativo minimo indicato:
2.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere i nutrienti primari e/o secondari dichiarati nel quantitativo minimo indicato:
Emendamento 143
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(i) – punto 2 – trattino 2
–  il 12% in massa di anidride fosforica (P2O5) totale,
–  il 12 % in massa di anidride fosforica (P2O5) solubile in citrato ammonico neutro e acqua,
Emendamento 144
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(i) – punto 2 – trattino 7
–  l’1% in massa di ossido di sodio (Na2O) totale.
–  il 3% in massa di ossido di sodio (Na2O) totale.
Emendamento 145
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(ii) – punto 1
1.  Un concime inorganico solido composto a base di macroelementi deve avere un tenore dichiarato di più nutrienti.
1.  Un concime minerale solido composto a base di macroelementi deve avere un tenore dichiarato di più nutrienti primari e/o secondari.
Emendamento 146
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(ii) – punto 2 – parte introduttiva
2.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere due o più dei seguenti nutrienti dichiarati nei quantitativi minimi indicati:
2.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere due o più dei nutrienti primari e/o secondari dichiarati nei quantitativi minimi indicati:
Emendamento 147
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(ii) – punto 2 – trattino 2
–  il 3% in massa di anidride fosforica (P2O5) totale,
–  il 5% in massa di anidride fosforica (P2O5) totale solubile in citrato ammonico neutro e acqua;
Emendamento 148
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(ii) – punto 2 – trattino 3
–  il 3% in massa di ossido di potassio (K2O) totale,
–  il 5% in massa di ossido di potassio (K2O) totale,
Emendamento 149
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(ii) – punto 2 – trattino 4
–  l’1,5% in massa di ossido di magnesio (MgO) totale,
–  il 2% in massa di ossido di magnesio (MgO) totale,
Emendamento 150
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(ii) – punto 2 – trattino 5
–  l’1,5% in massa di ossido di calcio (CaO) totale,
–  il 2% in massa di ossido di calcio (CaO) totale,
Emendamento 151
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(ii) – punto 2 – trattino 6
–  l’1,5% in massa di anidride solforica (SO3) totale, o
–  il 5% in massa di anidride solforica (SO3) totale, o
Emendamento 152
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(ii) – punto 2 – trattino 7
–  l’1% in massa di ossido di sodio (Na2O) totale.
–  il 3% in massa di ossido di sodio (Na2O) totale.
Emendamento 153
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(a)(ii)(A) – punto 5 – trattino 1
—  dopo cinque cicli termici, come descritto nell'allegato IV, modulo A1, rubrica 4.2,
—  dopo cinque cicli termici, come descritto nell'allegato IV, modulo A1, rubrica 4.2, per la prova prima dell'immissione sul mercato,
Emendamento 154
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(i) – punto 1
1.  Un concime inorganico liquido semplice a base di macroelementi deve avere un tenore dichiarato di un solo nutriente.
1.  Un concime minerale liquido semplice a base di macroelementi deve avere un tenore dichiarato di:
(a)   un solo nutriente primario.
Emendamento 155
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(i) – punto 1 – lettera b (nuova)
(b)   un solo nutriente secondario.
Emendamento 156
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b(i) – punto 1 bis (nuovo)
1 bis.   Un concime minerale liquido semplice a base di macroelementi con un tenore dichiarato di un solo nutriente primario può contenere uno o più nutrienti secondari.
Emendamento 157
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(i) – punto 2 – parte introduttiva
2.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere uno dei seguenti nutrienti dichiarati nel quantitativo minimo indicato:
2.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere nutrienti primari e/o secondari dichiarati nel quantitativo minimo indicato:
Emendamento 158
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(i) – punto 2 – trattino 2
–  il 5 % in massa di anidride fosforica (P2O5) totale,
–  il 5 % in massa di anidride fosforica (P2O5) totale solubile in citrato ammonico neutro e acqua,
Emendamento 159
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(i) – punto 2 – trattino 6
–  il 5 % in massa di anidride solforica (SO3) totale, o
–  il 5 % in massa di anidride solforica (SO3) totale,
Emendamento 160
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(i) – punto 2 – trattino 7
–  l'1 % in massa di ossido di sodio (Na2O) totale.
–  tra lo 0,5 % e il 5 % in massa di ossido di sodio (Na2O) totale.
Emendamento 161
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(ii) – punto 1
1.  Un concime inorganico liquido composto a base di macroelementi deve avere un tenore dichiarato di più nutrienti.
1.  Un concime minerale liquido composto a base di macroelementi deve avere un tenore dichiarato di più nutrienti primari e/ secondari.
Emendamento 162
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(ii) – punto 2 – parte introduttiva
2.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere due o più dei seguenti nutrienti dichiarati nei quantitativi minimi indicati:
2.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere due o più dei nutrienti primari e/o secondari dichiarati nei quantitativi minimi indicati:
Emendamento 163
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(ii) – punto 2 – trattino 1
—  l'1,5 % in massa di azoto (N) totale,
—  il 3 % in massa di azoto (N) totale, o
Emendamento 164
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(ii) – punto 2 – trattino 2
–  l'l ,5 % in massa di anidride fosforica (P2O5) totale,
–  l'l ,5 % in massa di anidride fosforica (P2O5) totale solubile in citrato ammonico neutro e acqua,
Emendamento 165
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(ii) – punto 2 – trattino 3
–  l'1,5 % in massa di ossido di potassio (K2O) totale,
–  il 3 % in massa di ossido di potassio (K2O) totale, o
Emendamento 166
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(ii) – punto 2 – trattino 4
–  lo 0,75 % in massa di ossido di magnesio (MgO) totale,
–  l'1,5 % in massa di ossido di magnesio (MgO) totale, o
Emendamento 167
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(ii) – punto 2 – trattino 5
–  lo 0,75 % in massa di ossido di calcio (CaO) totale,
–  l'1,5 % in massa di ossido di calcio (CaO) totale, o
Emendamento 168
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (I)(b)(ii) – punto 2 – trattino 6
–  lo 0,75 % in massa di anidride solforica (SO3) totale, o
–  l'1,% in massa di anidride solforica (SO3) totale, o
Emendamento 169
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) (II) – punto 1
1.  Un concime inorganico a base di microelementi è un concime inorganico diverso dai concimi a base di macroelementi e destinato a fornire uno o più dei seguenti nutrienti: boro (B), cobalto (Co), rame (Cu), ferro (Fe), manganese (Mn), molibdeno (Mo) o zinco (Zn).
1.  Un concime inorganico a base di microelementi è un concime inorganico diverso dai concimi a base di macroelementi e destinato a fornire uno o più dei seguenti nutrienti: boro (B), cobalto (Co), rame (Cu), ferro (Fe), manganese (Mn), molibdeno (Mo), selenio (Se), silicio (Si) o zinco (Zn).
Emendamento 170
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 1(C) bis (nuovo)
PFC1(C) bis: CONCIME A BASSO TENORE DI CARBONIO
1.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE è definito a basso tenore di carbonio se contiene più dell'1 % di carbonio organico (Corg) e fino al 15 % di carbonio organico (Corg).
2.  Il carbonio presente nel calciocianamide, nell'urea e nei rispettivi prodotti di condensazione e associazione non è incluso nel carbonio organico ai fini di tale definizione.
3.  Le specifiche dei concimi solidi o liquidi, semplici o composti, a base di macronutrienti o micronutrienti della categoria PFC1 (C) si applicano ai fini della presente categoria.
4.  I prodotti immessi sul mercato come appartenenti alla categoria PFC1 (C) bis rispettano il livello di contaminanti previsto nell'allegato I per i concimi organici od organo-minerali, in ogni caso, laddove la categoria PFC1 (C) non prevede valori limite per tali contaminanti.
Emendamento 171
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 2 – punto 1
1.  Un correttivo calcico e/o magnesiaco è un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE destinato a correggere l'acidità del suolo e contenente ossidi, idrossidi, carbonati o silicati dei nutrienti calcio (Ca) o magnesio (Mg).
1.  Un correttivo calcico e/o magnesiaco è un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE destinato a correggere l'acidità del suolo e contenente ossidi, idrossidi, carbonati e/o silicati dei nutrienti calcio (Ca) o magnesio (Mg).
Emendamento 398
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 2 – punto 3
3.  Devono essere rispettati i seguenti parametri, determinati sulla materia secca:
3.  Devono essere rispettati i seguenti parametri, determinati sulla materia secca:
–  valore neutralizzante minimo: 15 (equivalente CaO) o 9 (equivalente HO-), e
–  valore neutralizzante minimo: 15 (equivalente CaO) o 9 (equivalente HO-), e
–  reattività minima: il 10% o il 50% dopo sei mesi (prova d'incubazione).
–  reattività minima: il 10% o il 50% dopo sei mesi (prova d'incubazione), e
–  dimensione minima dei granuli: 70 % < 1 mm, eccetto per la calce viva, i correttivi calcici in forma granulare e il gesso (= il 70 % dei granuli deve passare attraverso un setaccio da 1 mm).
Emendamento 175
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 3 - punto 1
Un ammendante è un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE destinato ad essere aggiunto al suolo al fine di mantenerne o migliorarne le proprietà fisiche o chimiche, la struttura o l'attività biologica o ancora di proteggerne la struttura.
Un ammendante è un materiale, anche pacciamante, aggiunto al suolo in loco principalmente per mantenerne o migliorarne le proprietà fisiche e che può migliorarne le proprietà o l'attività chimica e/o biologica.
Emendamento 176
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 3 – punto 1 bis (nuovo)
1 bis.  Il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE deve contenere almeno il 15 % di materia di origine biologica.
Emendamento 177
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 3(A) – punto 1
1.  Un ammendante organico è composto esclusivamente di materiale di origine biologica, ad esclusione del materiale fossile o incorporato in formazioni geologiche.
1.  Un ammendante organico è composto esclusivamente di materiale di origine biologica, incluse la torba, la leonardite, la lignite e le sostanze umiche da esse ottenute, ma ad esclusione di altri materiali fossili o incorporati in formazioni geologiche.
Emendamento 179
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 3(A) – punto 2 – trattino 2
—  cromo esavalente (Cr VI) 2 mg/kg di materia secca,
—  cromo esavalente (Cr VI) 1 mg/kg di materia secca,
Emendamento 181
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 3(A) – punto 3 – lettera a

Testo della Commissione

(a)  il genere Salmonella spp. deve essere assente in un campione di 25 g di prodotto fertilizzante recante la marcatura CE;

Emendamento

(a)  La concentrazione dei patogeni presenti nell'ammendante organico non deve superare i rispettivi limiti definiti nella tabella in appresso:

Microrganismi da sottoporre a prova

Piani di campionamento

Limite

 

n

c

m

M

Salmonella spp.

5

0

0

Assente in 25 g o 25 ml

Escherichia coli o Enterococcaceae

5

5

0

1 000 in 1 g o 1 ml

dove n = numero di campioni da sottoporre a prova,

c = numero di campioni in cui il numero di batteri espresso in UFC può essere compreso tra m e M

m = valore soglia per quanto riguarda il numero di batteri espresso in UFC considerato soddisfacente

M = valore massimo per quanto riguarda il numero di batteri espresso in UFC

I parassiti Ascaris spp. e Toxocara spp., in qualsiasi fase di sviluppo, non devono essere presenti in 100 g o 100 ml dell'ammendante organico.

Emendamento 182
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 3(B) – punto 1
1.  Un ammendante inorganico è un ammendante diverso dagli ammendanti organici.
1.  Un ammendante inorganico è un ammendante diverso dagli ammendanti organici e deve essere costituito da teli pacciamanti. Un telo pacciamante biodegradabile è un telo biodegradabile realizzato con polimeri nel rispetto dei requisiti di cui ai punti 2a e 3 della CMC 10 nell'allegato II e destinati a essere posizionati sul suolo in loco per proteggere la sua struttura, eliminare la crescita di piante infestanti, ridurre la perdita di umidità del suolo o impedire l'erosione.
Emendamento 184
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 4 – punto 1
1.  Un substrato di coltivazione è un materiale diverso dal suolo e destinato ad essere utilizzato come substrato per lo sviluppo radicale.
1.  Un substrato di coltivazione è un materiale diverso dal suolo in loco in cui si coltivano piante e funghi.
Emendamento 187
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 4 – punto 3

Testo della Commissione

3.  il genere Salmonella spp. deve essere assente in un campione di 25 g di prodotto fertilizzante recante la marcatura CE;

Emendamento

3.  La concentrazione dei patogeni presenti nel substrato di coltivazione non deve superare i rispettivi limiti definiti nella tabella in appresso:

Microrganismi da sottoporre a prova

Piani di campionamento

Limite

 

n

c

m

M

Salmonella spp.

5

0

0

Assente in 25 g o 25 ml

Escherichia coli o Enterococcaceae

5

5

0

1 000 in 1 g o 1 ml

dove n = numero di campioni da sottoporre a prova,

c = numero di campioni in cui il numero di batteri espresso in UFC può essere compreso tra m e M

m = valore soglia per quanto riguarda il numero di batteri espresso in UFC considerato soddisfacente

M = valore massimo per quanto riguarda il numero di batteri espresso in UFC

I parassiti Ascaris spp. e Toxocara spp., in qualsiasi fase di sviluppo, non devono essere presenti in 100 g o 100 ml del substrato di coltivazione.

Emendamento 188
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 5 – punto 1
Un additivo agronomico è un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE destinato ad essere aggiunto a un prodotto che fornisce nutrienti alle piante, allo scopo di migliorare le modalità di rilascio dei nutrienti del prodotto stesso.
Un additivo agronomico è un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE destinato ad essere aggiunto a un prodotto, che ha un effetto dimostrato sulla trasformazione o disponibilità per la pianta di diverse forme di nutrienti minerali o mineralizzati, o entrambi, o che deve essere aggiunto al suolo allo scopo di migliorare l'assorbimento di nutrienti da parte delle piante o di ridurre la perdita di nutrienti.
Emendamento 193
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 5(A)(I bis) (nuovo)
PFC 5(A)(I bis): Inibitore della denitrificazione
1.  Un inibitore della denitrificazione è un inibitore che riduce la formazione del protossido di azoto (N2O) rallentando o bloccando la conversione di nitrato (NO3-) in diazoto (N2) senza influenzare il processo di nitrificazione come indicato nella categoria PFC 5(A)(I). Esso contribuisce ad aumentare la disponibilità di nitrato per la pianta e a ridurre le emissioni di N2O.
2.  L'efficacia di questo metodo può essere valutata misurando le emissioni di protossido di azoto in campioni gassosi raccolti in un dispositivo di misurazione adeguato nonché misurando la quantità di N2O di tale campione mediante gascromatografo. Tale valutazione registra anche la quantità di acqua contenuta nel suolo.
Emendamento 202
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6 – punto 1 – parte introduttiva
1.  Un biostimolante delle piante è un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE destinato a stimolare i processi nutrizionali delle piante indipendentemente dal tenore di nutrienti del prodotto, con l'unico obiettivo di migliorare una o più delle seguenti caratteristiche delle piante:
1.  Un biostimolante delle piante è un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE destinato a stimolare i processi nutrizionali delle piante indipendentemente dal tenore di nutrienti del prodotto, con l'unico obiettivo di migliorare una o più delle seguenti caratteristiche delle piante e la rizosfera o fillosfera delle piante:
Emendamento 203
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6 – punto 1 – lettera c bis (nuova)
c bis)  disponibilità di nutrienti confinati nel suolo e nella rizosfera,
Emendamento 204
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6 – punto 1 – lettera c ter (nuova)
c ter)  umificazione,
Emendamento 205
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6 – punto 1 – lettera c quater (nuova)
c quater)  degradazione dei composti organici nel terreno,
Emendamento 206
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6 – punto 2 – trattino 1
—  cadmio (Cd) 3 mg/kg di materia secca,
—  cadmio (Cd) 1,5 mg/kg di materia secca,
Emendamento 208
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6(A) – punto 1
1.  Un biostimolante microbico delle piante è costituito esclusivamente da un microrganismo o da un consorzio di microrganismi di cui alla categoria dei materiali costituenti (CMC) 7 dell'allegato II.
1.  Un biostimolante microbico delle piante è costituito da:
a)   un microrganismo o da un consorzio di microrganismi di cui alla categoria dei materiali costituenti (CMC) 7 dell'allegato II;
b)  microrganismi o un consorzio di microrganismi diversi da quelli previsti alla lettera a) del presente punto. Essi possono essere utilizzati quali categorie di materiali costituenti purché rispettino i requisiti di cui alla categoria dei materiali costituenti 7 dell'allegato II.
Emendamento 209
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6(A) – punto 3

Testo della Commissione

3.  Il genere Salmonella spp. deve essere assente in un campione di 25 g o di 25 ml di prodotto fertilizzante recante la marcatura CE.

Emendamento

3.  La concentrazione dei patogeni presenti nel biostimolante microbico delle piante non deve superare i rispettivi limiti definiti nella tabella in appresso:

Microrganismi/loro tossine, metaboliti

Piani di campionamento

Limite

 

n

c

 

Salmonella spp.

5

0

Assente in 25 g o 25 ml

Escherichia coli

5

0

Assente in 1 g o 1 ml

Listeria monocytogenes

5

0

Assente in 25 g o 25 ml

Vibrio spp

5

0

Assente in 25 g o 25 ml

Shigella spp

5

0

Assente in 25 g o 25 ml

Staphylococcus aureus

5

0

Assente in 25 g o 25 ml

Enterococcaceae

5

2

10 UFC/g

Conteggio aerobico in piastra a meno che il biostimolante microbico sia un batterio aerobico

5

2

105 UFC/g o ml

Conteggio dei lieviti e delle muffe a meno che il biostimolante microbico sia un fungo

5

2

1000 UFC/g o ml

dove n = numero di unità di campionamento costituenti il campione; c = numero di unità campionarie i cui valori sono superiori al limite definito.

Emendamento 210
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6(A) – punto 4
4.  Il genere Escherichia coli deve essere assente in un campione di 1 g o di 1 ml di prodotto fertilizzante recante la marcatura CE.
soppresso
Emendamento 211
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6(A) – punto 5
5.  Le Enterococcaceae presenti nel prodotto fertilizzante recante la marcatura CE non devono superare 10 UFC/g di massa fresca.
soppresso
Emendamento 212
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6(A) – punto 6
6.  La specie Listeria monocytogenes deve essere assente in un campione di 25 g o 25 ml di prodotto fertilizzante recante la marcatura CE.
soppresso
Emendamento 213
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6(A) – punto 7
7.  Il genere Vibrio spp. deve essere assente in un campione di 25 g o di 25 ml di prodotto fertilizzante recante la marcatura CE.
soppresso
Emendamento 214
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6(A) – punto 8
8.  Il genere Shigella spp. deve essere assente in un campione di 25 g o di 25 ml di prodotto fertilizzante recante la marcatura CE.
soppresso
Emendamento 215
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6(A) – punto 9
9.  La specie Staphylococcus aureus deve essere assente in un campione di 1 g o 1 ml di prodotto fertilizzante recante la marcatura CE.
soppresso
Emendamento 216
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6(A) – punto 10
10.  Il conteggio aerobico in piastra non deve superare 105 UFC/g o ml nel campione del prodotto recante la marcatura CE, a meno che il biostimolante microbico sia un batterio aerobico.
soppresso
Emendamento 217
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6(A) – punto 12 – comma 2
il biostimolante delle piante deve avere un pH pari o superiore a 4.
soppresso
Emendamento 218
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 6(A) – punto 13
13.  Il termine di deperibilità del biostimolante microbico delle piante deve essere di almeno sei mesi nelle condizioni di conservazione riportate sull'etichetta.
soppresso
Emendamento 219
Proposta di regolamento
Allegato I – parte II – PFC 7 – punto 3 – parte introduttiva
3.  La miscelatura non deve modificare la natura di ciascun prodotto fertilizzante costituente
3.  La miscelatura non deve modificare la funzione di ciascun prodotto fertilizzante costituente
Emendamento 220
Proposta di regolamento
Allegato II – parte I – CMC 11 bis (nuovo)
CMC 11 bis: Altri sottoprodotti dell'industria
Emendamento 221
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 1 – punto 1 – parte introduttiva
1.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere sostanze e miscele diverse8
1.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere sostanze e miscele, ivi inclusi additivi tecnici, diversi8
__________________
__________________
8 L'esclusione di un materiale dalla CMC 1 non implica che esso non possa costituire un materiale costituente ammissibile in virtù di prescrizioni diverse previste per un'altra CMC. Si vedano ad esempio la CMC 11, comprendente i sottoprodotti di origine animale, le CMC 9 e 10, comprendenti i polimeri, nonché la CMC 8 comprendente gli additivi agronomici.
8 L'esclusione di un materiale dalla CMC 1 non implica che esso non possa costituire un materiale costituente ammissibile in virtù di prescrizioni diverse previste per un'altra CMC. Si vedano ad esempio la CMC 11, comprendente i sottoprodotti di origine animale, le CMC 9 e 10, comprendenti i polimeri, nonché la CMC 8 comprendente gli additivi agronomici.
Emendamento 222
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 1– punto 1 – lettera b
(b)  dai sottoprodotti ai sensi della direttiva 2008/98/CE,
b)  dai sottoprodotti ai sensi della direttiva 2008/98/CE, eccetto i sottoprodotti registrati a norma del regolamento (CE) n. 1907/2006, esclusi quelli soggetti alle esenzioni dall'obbligo di registrazione di cui all'allegato V, punto 5, di tale regolamento,
Emendamento 223
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 1– punto 1 – lettera e
(e)  dai polimeri o
e)  dai polimeri ad eccezione di quelli utilizzati nei substrati di coltivazione non a contatto con il suolo o
Emendamento 228
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 2 – punto 1
1.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere piante, parti di piante o estratti di piante che non hanno subito procedimenti di lavorazione diversi dal taglio, dalla macinatura, dalla centrifugazione, dalla pressione, dall'essiccazione, dalla liofilizzazione o dall'estrazione con acqua.
1.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere piante, parti di piante o estratti di piante che non hanno subito procedimenti di lavorazione diversi dal taglio, dalla macinatura, dalla centrifugazione, dalla stacciatura, dalla frantumazione, dalla pressione, dall'essiccazione, dalla liofilizzazione, dalla tamponatura, dall'estrusione, dalla radiazione, dal trattamento di congelamento, dalla sanificazione utilizzando il calore, dall'estrazione con acqua oppure qualsiasi altro preparato/procedimento che non renda la sostanza finale soggetta alla registrazione a norma del regolamento (CE) n. 1907/2006.
Emendamento 229
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 2 – punto 2
2.  Ai fini del paragrafo 1, per piante si intendono anche le alghe ma si escludono le alghe azzurre.
2.  Ai fini del paragrafo 1, per piante si intendono anche le alghe, fatta eccezione per le alghe azzurre che producono cianotossine classificate come pericolose a norma del regolamento (CE) n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele.
Emendamento 230
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 3 – punto 1 - parte introduttiva
1.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere compost ottenuto attraverso compostaggio aerobico solo ed esclusivamente di uno o più dei seguenti materiali in entrata:
1.  Un prodotto fitonutriente recante la marcatura CE può contenere compost, un estratto liquido o non liquido microbico o non microbico derivante da quest'ultimo, ottenuto attraverso il compostaggio aerobico, e la conseguente possibile moltiplicazione naturale di microbi presenti naturalmente solo ed esclusivamente di uno o più dei seguenti materiali in entrata:
Emendamento 231
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 3– punto 1 – lettera b
b)  i sottoprodotti di origine animale delle categorie 2 e 3 a norma del regolamento (CE) n. 1069/2009;
b)  i prodotti derivati dai sottoprodotti di origine animale di cui all'articolo 32 del regolamento (CE) n. 1069/2009 il cui punto finale nella catena di fabbricazione è stato raggiunto a norma dell'articolo 5 di tale regolamento;
Emendamento 232
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 3 – punto 1 – lettera c – parte introduttiva
c)  gli organismi viventi o morti o parti di essi, non lavorati o lavorati esclusivamente con mezzi manuali, meccanici o gravitazionali, per dissoluzione in acqua, per flottazione, per estrazione con acqua, per distillazione a vapore o per riscaldamento all'unico scopo di eliminare l'acqua, o estratti dall'aria con qualsiasi mezzo, ad eccezione
c)  gli organismi viventi o morti o parti di essi, non lavorati o lavorati esclusivamente con mezzi manuali, meccanici o gravitazionali, per dissoluzione in acqua, per flottazione, per estrazione con acqua, ad eccezione
Emendamento 233
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 3 – punto 1 – lettera c – trattino 2
–  dei fanghi di depurazione, dei fanghi industriali o dei fanghi di dragaggio, e
–  dei fanghi di depurazione, dei fanghi industriali (salvo i residui alimentari non consumabili, foraggio e piantagioni legate agli agrocarburanti) o dei fanghi di dragaggio, e
Emendamento 238
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 3– punto 1 – lettera e bis (nuova)
e bis)  i residui non trasformati o trasformati meccanicamente derivanti dalle industrie di produzione alimentare, ad eccezione delle industrie che utilizzano sottoprodotti animali in conformità del regolamento (CE) n. 1069/2009.
Emendamento 239
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 3– punto 1 – lettera e ter (nuova)
e ter)  i materiali conformi alle CMC 2, CMC 3, CMC 4, CMC 5, CMC 6 e CMC 11.
Emendamento 240
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 3 – punto 2 – trattino 1
–  adibito al solo trattamento dei materiali in entrata di cui al paragrafo 1, e
–  in cui le linee di produzione per la lavorazione di materiali in entrata di cui al punto 1 siano chiaramente separate dalle linee di produzione per la lavorazione di materiali in entrata diversi da quelli di cui al punto 1, e
Emendamento 241
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 3 – punto 6 – lettera a – trattino 2
–  criterio: un massimo di 25 mmol O2/kg di materia organica/h; oppure
–  criterio: un massimo di 50 mmol O2/kg di materia organica/h; oppure
Emendamento 242
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 4 – titolo
CMC 4: Digestato di colture energetiche
CMC 4: Digestato di colture energetiche e rifiuti organici di origine vegetale
Emendamento 247
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 4– punto 1 – lettera c
c)  qualsiasi sostanza di cui alle lettere a) e b) già sottoposta a digestione.
c)  qualsiasi sostanza di cui alle lettere a) e b) già sottoposta a digestione e senza alcuna traccia di aflatossine.
Emendamento 248
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 4 – punto 2 – trattino 1
–  adibito al solo trattamento dei materiali in entrata di cui al paragrafo 1, e
–  in cui le linee di produzione per la lavorazione di materiali in entrata di cui al punto 1 siano chiaramente separate dalle linee di produzione per la lavorazione di materiali in entrata diversi da quelli di cui al punto 1, e
Emendamento 249
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 4– punto 3 – lettera b
b)  digestione anaerobica termofila a 55 ºC con un processo di trattamento comprendente una fase di pastorizzazione (70 ºC - 1h);
b)  digestione anaerobica termofila a 55 ºC con un processo di trattamento comprendente una pastorizzazione quale definita nel regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione1 bis, allegato V, capo I, sezione 1, punto 1;
_________________
1 bis Regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione, del 25 febbraio 2011, recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano, e della direttiva 97/78/CE del Consiglio per quanto riguarda taluni campioni e articoli non sottoposti a controlli veterinari alla frontiera (GU L 54 del 26.2.2011, pag. 1).
Emendamento 250
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 4– punto 3 – lettera d
d)  digestione anaerobica mesofila a 37-40 ºC con un processo di trattamento comprendente una fase di pastorizzazione (70 ºC - 1h); oppure
d)  digestione anaerobica mesofila a 37-40 ºC con un processo di trattamento comprendente una pastorizzazione quale definita nel regolamento (UE) n. 142/2011della Commissione, allegato V, capo I, sezione 1, punto 1; oppure
Emendamento 251
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 5 – punto 1 – lettera c – trattino 2
–  dei fanghi di depurazione, dei fanghi industriali o dei fanghi di dragaggio,
–  dei fanghi di depurazione, dei fanghi industriali diversi da quelli di cui alla lettera e bis) o dei fanghi di dragaggio, e
Emendamento 255
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 5 – punto 1 – lettera e – parte introduttiva
e)  qualsiasi materiale di cui alle lettere da a) a d) che
e)  qualsiasi materiale privo di aflatossine di cui alle lettere da a) a d) che
Emendamento 256
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 5– punto 1 – lettera e bis (nuova)
e bis)  i residui non trasformati o trasformati meccanicamente derivanti dalle industrie di produzione alimentare, ad eccezione delle industrie che utilizzano sottoprodotti animali in conformità del regolamento (CE) n. 1069/2009.
Emendamento 257
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 5– punto 1 – lettera e ter (nuova)
e ter)  i materiali conformi alle CMC 2, CMC 3, CMC 4, CMC 5, CMC 6 e CMC 11.
Emendamento 258
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – PFC 5 – punto 2 – trattino 1
–  adibito al solo trattamento dei materiali in entrata di cui al paragrafo 1, e
–  in cui le linee di produzione per la lavorazione di materiali in entrata di cui al punto 1 siano chiaramente separate dalle linee di produzione per la lavorazione di materiali in entrata diversi da quelli di cui al punto 1, e
Emendamento 259
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 5– punto 3 – lettera a
a)  digestione anaerobica termofila a 55 ºC per almeno 24 ore e un tempo di ritenzione idraulica di almeno 20 giorni;
a)  digestione anaerobica termofila a 55 ºC per almeno 24 ore e un tempo di ritenzione idraulica di almeno 20 giorni, seguito da un'analisi per verificare che il processo di digestione sia riuscito a distruggere gli agenti patogeni;
Emendamento 260
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 5– punto 3 – lettera b
b)  digestione anaerobica termofila a 55 ºC con un processo di trattamento comprendente una fase di pastorizzazione (70 ºC - 1h);
b)  digestione anaerobica termofila a 55 ºC con un processo di trattamento comprendente la pastorizzazione quale definita nel regolamento (UE) n. 142/2011della Commissione, allegato V, capo I, sezione 1, punto 1;
Emendamento 261
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 5– punto 3 – lettera d
d)  digestione anaerobica mesofila a 37-40 ºC con un processo di trattamento comprendente una fase di pastorizzazione (70 ºC - 1h); oppure
d)  digestione anaerobica mesofila a 37-40 ºC con un processo di trattamento comprendente la pastorizzazione quale definita nel regolamento (UE) n. 142/2011della Commissione, allegato V, capo I, sezione 1, punto 1; oppure
Emendamento 262
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 6 – punto 1 – lettera c bis (nuova)
c bis)  sansa, cioè, un sottoprodotto viscoso della spremitura delle olive, ottenuto a partire dal trattamento con solvente organico in due (sansa umida) o tre fasi (sansa).
Emendamento 263
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 6 – punto 1 – lettera c ter (nuova)
c ter)   sottoprodotti dell'industria dei mangimi, elencati nel catalogo delle materie prime per mangimi nel regolamento (UE) n. 68/2013;
Emendamento 264
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 6 – punto 1 – lettera c quater (nuova)
c quater)  qualsiasi altro materiale o sostanza autorizzati ad essere incorporati in alimenti o mangimi.
Emendamento 269
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 6 – punto 2 – comma 2 bis (nuovo)
In tutte le sostanze il livello di aflatossine deve essere inferiore a quello di rilevazione.
Emendamento 270
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – PFC 7 – punto 1 – trattino 1
–  non abbiano subito trattamenti diversi dall'essiccazione o dalla liofilizzazione e
soppresso
Emendamento 271
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 8 – punto 1
1.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere una sostanza o una miscela destinata a migliorarne le modalità di rilascio dei nutrienti soltanto se sia stata dimostrata la conformità di tale sostanza o miscela alle prescrizioni del presente regolamento per un prodotto della categoria PFC 5 di cui all'allegato I, secondo la procedura di valutazione della conformità applicabile a tale additivo agronomico.
1.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere una sostanza o una miscela (tra cui additivi tecnici, ad esempio: agenti antiagglomeranti, agenti antischiuma, agenti antipolvere, coloranti e agenti reologici) destinata a migliorarne le modalità di rilascio dei nutrienti soltanto se sia stata dimostrata la conformità di tale sostanza o miscela alle prescrizioni del presente regolamento per un prodotto della categoria PFC 5 di cui all'allegato I, secondo la procedura di valutazione della conformità applicabile a tale additivo agronomico.
Emendamento 272
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 8 – punto 3 bis (nuovo)
3 bis.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere un inibitore conforme della denitrificazione, come indicato nella categoria PFC 5(A)(I bis) dell'allegato I, soltanto se contiene azoto in qualche forma.
Emendamento 273
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 8 – punto 4
4.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere un inibitore conforme dell'ureasi, come indicato nella categoria PFC 5(A)(II) dell'allegato I, soltanto se almeno il 50% del tenore totale di azoto (N) del prodotto fertilizzante è costituito da azoto (N) sotto forma ureica (CH4N2O).
4.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere un inibitore conforme dell'ureasi, come indicato nella categoria PFC 5(A)(II) dell'allegato I, soltanto se almeno il 50 % del tenore totale di azoto (N) del prodotto fertilizzante è costituito da azoto (N) sotto forma ammoniacale (NH4+) oppure da ammonio (NH4+) e urea (CH4N2O).
Emendamento 274
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 9 – punto 3
3.  I polimeri non devono contenere formaldeide.
3.  I polimeri devono contenere un massimo di 600 ppm di formaldeide libera.
Emendamento 275
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 10 – punto 1
1.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere polimeri diversi dai polimeri nutrienti soltanto nei casi in cui il polimero sia finalizzato a
1.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere polimeri diversi dai polimeri nutrienti soltanto nei casi in cui il polimero sia finalizzato a
(a)  controllare la penetrazione di acqua nelle particelle di nutrienti e, di conseguenza, il rilascio dei nutrienti (in tal caso il polimero è comunemente denominato "agente di rivestimento"), o
a)  controllare la penetrazione di acqua nelle particelle di nutrienti e, di conseguenza, il rilascio dei nutrienti (in tal caso il polimero è comunemente denominato "agente di rivestimento"), o
(b)  aumentare la capacità di ritenzione idrica del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE.
b)  aumentare la capacità di ritenzione idrica del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE, o
b bis)  migliorare il terreno come un telo pacciamante biodegradabile, conforme ai requisiti della CMC 10, punti 2 bis e 3, o
b ter)  agglomerare i costituenti del prodotto fertilizzante, senza alcun contatto con il suolo, o
b quater)  migliorare la stabilità dei prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE, o
b quinquies)   migliorare la penetrazione dell'acqua nel suolo.
Emendamento 276
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 10 – punto 2
2.   A decorrere dal [Publications office, please insert the date occurring three years after the date of application of this Regulation], occorre rispettare il seguente criterio: il polimero deve poter subire una decomposizione fisico-biologica tale che il polimero finisce per decomporsi quasi completamente in anidride carbonica (CO2), biomassa e acqua. Almeno il 90% del carbonio organico del polimero deve convertirsi in CO2 in un periodo massimo di 24 mesi, nel corso della prova di biodegradabilità di cui alle successive lettere da a) a c).
2.   A decorrere dal … [five years after the date of application of this Regulation], occorre rispettare il seguente criterio: il polimero deve poter subire una decomposizione fisico-biologica tale che il polimero finisce per decomporsi quasi completamente in anidride carbonica (CO2), biomassa e acqua. Almeno il 90% del carbonio organico del polimero deve convertirsi in CO2 in un periodo massimo di 48 mesi, dopo la fine del periodo di funzionalità del prodotto fertilizzante indicato sull'etichetta e rispetto a uno standard adeguato nella prova di biodegradazione. I criteri di biodegradabilità e la messa a punto di un adeguato metodo di prova di biodegradazione sono valutati alla luce delle ultime prove scientifiche e sono stabiliti negli atti delegati di cui all'articolo 42 del presente regolamento.
(a)  La prova deve essere effettuata a 25 ºC ± 2 ºC.
(b)  La prova deve essere eseguita applicando un metodo per la determinazione della biodegradabilità aerobica completa delle materie plastiche nel suolo consistente nel misurare la richiesta di ossigeno o la quantità di anidride carbonica sviluppata.
(c)  Durante la prova deve essere usata come materiale di riferimento una polvere di cellulosa microcristallina di dimensione identica al materiale di prova.
(d)  Prima della prova, il materiale di prova non deve essere soggetto a condizioni o procedure volte ad accelerare la degradazione del film, come l'esposizione al calore o alla luce.
Emendamento 277
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 10 – punto 2 bis (nuovo)
2 bis.  Il telo pacciamante biodegradabile di cui alla PFC 3 (B) deve essere conforme al seguente criterio:
il polimero deve poter subire una decomposizione fisico-biologica tale da finire per decomporsi in anidride carbonica (CO2), biomassa e acqua e almeno il 90% del carbonio organico che lo compone, in termini assoluti o relativi rispetto al materiale di riferimento, deve convertirsi in CO2 in un periodo massimo di 24 mesi, nel corso di una prova di biodegradabilità condotta nel rispetto delle norme dell'Unione in materia di biodegradazione dei polimeri nel suolo.
Emendamento 278
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 10 – punto 3 bis (nuovo)
3 bis.  Siccome il prodotto è destinato a essere aggiunto al terreno e rilasciato nell'ambiente, tali criteri si applicano a tutti i materiali presenti nel prodotto.
Emendamento 279
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 10 – punto 3 ter (nuovo)
3 ter.   Un prodotto recante la marcatura CE che contenga polimeri diversi dai polimeri nutrienti è esentato dalle prescrizioni di cui ai punti 1, 2 e 3 a condizione che i polimeri siano utilizzati esclusivamente come materiale legante per il prodotto fertilizzante e che non siano in contatto con il suolo.
Emendamento 280
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 11

Testo della Commissione

Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere sottoprodotti di origine animale, ai sensi del regolamento (CE) n. 1069/2009, che hanno raggiunto il punto finale nella catena di fabbricazione secondo quanto determinato a norma di tale regolamento e il cui elenco figura nella seguente tabella, come ivi specificato:

Emendamento

Fatta salva l'adozione, da parte della Commissione, degli atti delegati a norma dell'articolo 42, un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere sottoprodotti di origine animale, ai sensi del regolamento (CE) n. 1069/2009, che hanno raggiunto il punto finale nella catena di fabbricazione secondo quanto determinato a norma di tale regolamento e il cui elenco figura nella seguente tabella, come ivi specificato:

 

Prodotto derivato

Norme di trasformazione per raggiungere il punto finale nella catena di fabbricazione

1

Farina di carne

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

2

Farina di ossa

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

3

Farine di carne e ossa

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

4

Sangue animale

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

5

Proteine idrolizzate della categoria III – a norma del regolamento (CE) n. 1069/2009

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

6

Stallatico trasformato

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

7

Compost (1)

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

8

Biogas residui della digestione (1)

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

9

Farina di penne

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

10

Pelli

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

11

Zoccoli e corna

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

12

Guano di pipistrelli

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

13

Lana e peli

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

14

Penne e piume

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

15

Setole di suino

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

16

Glicerina e altri prodotti di materiali delle categorie 2 e 3 derivati dalla produzione di biodiesel e di carburanti rinnovabili

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

17

Alimenti per animali da compagnia e articoli da masticare per cani che sono stati respinti per motivi commerciali o guasti tecnici

Determinata in conformità dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009

(1)   Derivante da materiali delle categorie 2 e 3 diversi dalle farine di carne e ossa e dalle proteine animali trasformate

Emendamento 281
Proposta di regolamento
Allegato II – parte II – CMC 11 bis (nuovo)
CMC 11 bis: Altri sottoprodotti dell'industria
1.  Un prodotto fertilizzante recante la marcatura CE può contenere altri sottoprodotti dell'industria, quali solfato di ammonio derivato dalla produzione di caprolattame, acido solforico dalla raffinazione di gas naturale e olii, nonché altri materiali ottenuti da processi industriali specifici, che sono esclusi dal CMC 1 e il cui elenco figura nella seguente tabella, come ivi specificato:
2.  A decorrere dal ... [un anno dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento], i criteri per i sottoprodotti industriali utilizzati nel rispetto del regolamento (UE) n. 2003/2003, come costituenti di prodotti fertilizzanti recanti marcatura CE e per la loro inclusione nella categoria di materiali costituenti sono stabiliti alla luce dei dati scientifici più recenti e negli atti delegati di cui all'articolo 42 del presente regolamento.
Emendamento 282
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 1 – punto 2 – lettera e
(e)  una descrizione di tutti i costituenti che rappresentano oltre il 5% del peso del prodotto in ordine decrescente di peso secco, compresa un'indicazione delle corrispondenti categorie di materiali costituenti ("CMC"), come indicato nell'allegato II.
(e)  una descrizione di tutti i costituenti che rappresentano oltre l'1% del peso del prodotto in ordine decrescente di peso secco, compresa un'indicazione delle corrispondenti categorie di materiali costituenti ("CMC"), come indicato nell'allegato II nonché il contenuto in percentuale di sostanza secca.
Emendamento 283
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 1 – punto 2 – lettera e bis (nuova)
e bis)  nel caso di un prodotto contenente materiale proveniente da rifiuti o sottoprodotti organici che non è stato sottoposto a un trattamento per distruggere tutti i materiali organici, l'etichetta deve precisare quali rifiuti e sottoprodotti sono stati utilizzati e indicare un numero di lotto o un numero di serie cronologico di produzione. Tale numero fa riferimento ai dati di tracciabilità detenuti dal produttore che identificano le singole fonti (aziende agricole, impianti industriali, ecc.) di ciascun rifiuto o sottoprodotto organico utilizzato nel lotto o nella serie cronologica. La Commissione, previa consultazione pubblica ed entro … [due anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento], pubblica le specifiche per l'attuazione della presente disposizione, che entreranno in vigore entro … [tre anni dopo la pubblicazione delle specifiche]. Al fine di ridurre al minimo gli oneri amministrativi che gravano sugli operatori e sulle autorità di vigilanza del mercato, le specifiche della Commissione tengono conto sia delle prescrizioni di cui all'articolo 6, paragrafi da 5 a 7, e all'articolo 11, sia dei sistemi di tracciabilità esistenti (ad esempio per i sottoprodotti di origine animale o i sistemi industriali), nonché dei codici di classificazione dei rifiuti dell'Unione.
Emendamento 284
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 1 – punto 2 bis (nuovo)
2 bis.  I fabbricanti mettono a disposizione istruzioni sintetiche per l'uso previsto, comprese la dose e i tempi di applicazione previsti, nonché le piante destinatarie e lo stoccaggio.
Emendamento 285
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 1 – punto 7 bis (nuovo)
7 bis.  Nessun prodotto può avanzare reclamo relativo a un altro PFC senza soddisfare tutti i requisiti di tale ulteriore PFC, né sono ammessi eventuali reclami diretti o impliciti sugli effetti protettivi della pianta.
Emendamento 286
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1 – punto 2 – lettera b
(b)  Il tenore di inibitore della nitrificazione deve essere espresso in percentuale sulla massa di azoto (N) totale presente come azoto ammoniacale (NH4+) e azoto ureico (CH4N2O).
(b)  Il tenore di inibitore della nitrificazione deve essere espresso in percentuale sulla massa di azoto (N) totale presente come azoto ammoniacale (NH4+) oppure azoto ammoniacale (NH4+) e azoto ureico (CH4N2O).
Emendamento 287
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(A) – punto 1 – lettera a
(a)  i nutrienti dichiarati azoto (N), fosforo (P) o potassio (K), in base ai loro simboli chimici nell'ordine N-P-K;
(a)  i nutrienti dichiarati azoto (N), fosforo (P) o potassio (K), in base ai loro simboli chimici nell'ordine N-P-K; Il contenuto di azoto dichiarato è dato dalla somma di azoto (N) ammoniacale, azoto (N) nitrico, azoto (N) ureico, azoto (N) da urea-formaldeide, azoto (N) da isobutilidendiurea, azoto (N) da crotonilidendiurea e azoto (N) da cianamide.
I fertilizzanti fosforosi devono soddisfare i livelli minimi di solubilità seguenti per essere disponibili per le piante, altrimenti non possono essere dichiarati fertilizzanti fosforosi:
–  idrosolubilità: livello minimo del 25 % del P totale,
–  solubilità in citrato ammonico neutro: livello minimo del 30 % del P totale,
–  solubilità in acido formico (solo per fosfato naturale tenero): livello minimo del 35 % del P totale.
Emendamento 288
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(A) – punto 1 – lettera b
(b)   i nutrienti dichiarati magnesio (Mg), calcio (Ca), zolfo (S) o sodio (Na), in base ai loro simboli chimici nell'ordine Mg-Ca-S-Na;
(b)   i nutrienti dichiarati calcio (Ca), magnesio (Mg), sodio (Na) o zolfo (S) in base ai loro simboli chimici nell'ordine Ca- Mg - Na - S;
(La modifica si applica all’intero testo legislativo in esame. In caso di accordo da parte dei colegislatori, le modifiche corrispondenti si applicheranno a tutto il testo, comprese quelle parti riprese negli emendamenti in appresso).
Emendamento 289
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(A) – punto 1 – lettera c
(c)  le cifre indicanti il tenore totale dei nutrienti dichiarati azoto (N), fosforo (P) o potassio (K), seguite da cifre tra parentesi indicanti il tenore totale dei nutrienti dichiarati (Mg), calcio (Ca), zolfo (S) o sodio (Na);
(c)  le cifre indicanti il tenore medio dei nutrienti dichiarati azoto (N), fosforo (P) o potassio (K), seguite da cifre tra parentesi indicanti il tenore totale dei nutrienti dichiarati (Mg), calcio (Ca), zolfo (S) o sodio (Na);
Emendamento 290
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(A) – punto 1 – lettera d – trattino 6
–  carbonio (C) organico; nonché
–  carbonio (C) organico e rapporto C/N;
Emendamento 291
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(A) – punto 1 – lettera d – trattino 7 bis (nuovo)
–  sotto forma di polvere o pellet.
Emendamento 292
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(B) – punto 1 – lettera d – trattino 2
–  anidride fosforica (P2O5) totale;
–  anidride fosforica (P2O5) solubile in citrato ammonico neutro e acqua,
Emendamento 293
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(B) – punto 1 – lettera d – trattino 2 – trattino 3
ove sia presente fosfato naturale tenero, anidride fosforica (P2O5) solubile in acido formico;
–   anidride fosforica (P2O5) unicamente solubile in acidi minerali;
Emendamento 294
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(B) – punto 1 bis (nuovo)
1 bis.   Il contenuto di azoto dichiarato è dato dalla somma di azoto (N) ammoniacale, azoto (N) nitrico, azoto (N) ureico, azoto (N) da metilen-urea, azoto (N) da isobutilidendiurea, azoto (N) da crotonilidendiurea e azoto (N) da cianamide.
Emendamento 295
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(C) (I) – punto 1 – lettera d – trattino 2
–  anidride fosforica (P2O5) totale;
–  anidride fosforica (P2O5) solubile in citrato ammonico neutro e acqua;
Emendamento 296
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(C) (I) – punto 1 – lettera d – trattino 2 – sotto-trattino 3
–  ove sia presente fosfato naturale tenero, anidride fosforica (P2O5) solubile in acido formico;
–  anidride fosforica (P2O5) unicamente solubile in acidi minerali;
Emendamento 297
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(C) (I) – punto 1 – lettera d – trattino 4 – sotto-trattino 1 bis (nuovo)
–  sotto forma di polvere o pellet;
Emendamento 298
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(C)( I) – punto 1 – lettera d bis (nuova)
(d bis)  pH
Emendamento 299
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(C) (I) – punto 1 bis (nuovo)
1 bis.  I prodotti fertilizzanti che contengono rispettivamente meno di 5 ppm di cadmio, arsenico, piombo, cromo VI e mercurio possono recare un "marchio di qualità ecologica" visibile sull'etichetta e sulla confezione. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati in conformità dell'articolo 43 a integrazione del presente regolamento per stabilire le norme tecniche relative a tali marchi.
Emendamento 300
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(C)(I)(a) – punto 3 – lettera c
(c)  polvere, quando almeno il 90% del prodotto può passare attraverso un setaccio a maglie di 10 mm, o
(c)  polvere, quando almeno il 90 % del prodotto può passare attraverso un setaccio a maglie di 1 mm, o
Emendamento 301
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(C) (I)(a) – punto 4 bis (nuovo)
4 bis.   I prodotti fertilizzanti recanti la marcatura CE di cui all'allegato II, CMC 10, punto 1, lettera b ter), in cui i polimeri sono utilizzati esclusivamente come materiale legante presentano la seguente dicitura: "Il prodotto fertilizzante non è destinato a entrare in contatto con il terreno".
Emendamento 302
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(C) (II) – punto 1
1.  I microelementi dichiarati nel prodotto fertilizzante recante la marcatura CE devono essere elencati in base ai rispettivi nomi e simboli chimici, nell'ordine seguente: boro (B), cobalto (Co), rame (Cu), ferro (Fe), manganese (Mn), molibdeno (Mo) e zinco (Zn), seguiti dal nome o dai nomi dei loro controioni.
1.  I microelementi dichiarati nel prodotto fertilizzante recante la marcatura CE devono essere elencati in base ai rispettivi nomi e simboli chimici, nell'ordine seguente: boro (B), cobalto (Co), rame (Cu), ferro (Fe), manganese (Mn), molibdeno (Mo), selenio (Se), silicio (Si) e zinco (Zn), seguiti dal nome o dai nomi dei loro controioni.
Emendamento 303
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 1(C) bis (nuovo)
PFC 1(C bis): Concime a basso tenore di carbonio
1.  Devono essere presenti i seguenti elementi informativi relativi ai macroelementi:
a)  i nutrienti dichiarati azoto (N), fosforo (P) o potassio (K), in base ai loro simboli chimici nell'ordine N-P-K;
b)  i nutrienti dichiarati magnesio (Mg), calcio (Ca), zolfo (S) o sodio (Na), in base ai loro simboli chimici nell'ordine Mg-Ca-S-Na;
c)  le cifre indicanti il tenore totale dei nutrienti dichiarati azoto (N), fosforo (P) o potassio (K), seguite da cifre tra parentesi indicanti il tenore totale dei nutrienti dichiarati (Mg), calcio (Ca), zolfo (S) o sodio (Na);
d)  il tenore dei seguenti nutrienti dichiarati, nell'ordine di seguito indicato e in percentuale sulla massa del concime:
▪  azoto (N) totale
quantitativo minimo di azoto (N) organico, seguito da una descrizione dell'origine della materia organica utilizzata;
azoto (N) sotto forma nitrica;
azoto (N) sotto forma ammoniacale;
azoto (N) sotto forma ureica;
▪  anidride fosforica (P2O5) totale;
anidride fosforica (P2O5) idrosolubile;
anidride fosforica (P2O5) solubile in citrato ammonico neutro;
ove sia presente fosfato naturale tenero, anidride fosforica (P2O5) solubile in acido formico;
▪  ossido di potassio (K2O) totale;
ossido di potassio (K2O) idrosolubile;
▪  ossido di magnesio (MgO), ossido di calcio (CaO), anidride solforica (SO3) e ossido di sodio (Na2O), espressi
–  unicamente come tenore idrosolubile, quando tali nutrienti sono totalmente idrosolubili;
–  come tenore totale e tenore idrosolubile, quando il tenore solubile di tali nutrienti corrisponde ad almeno un quarto del loro tenore totale;
–  come tenore totale negli altri casi.
e)  ove sia presente urea (CH4N2O), informazioni riguardanti le possibili ripercussioni sulla qualità dell'aria del rilascio di ammoniaca derivante dall'uso del concime, nonché un invito agli utilizzatori a prendere opportune misure correttive.
2.  Occorre indicare i seguenti ulteriori elementi in percentuale sulla massa del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE:
–  tenore di carbonio (C) organico e
–  tenore di materia secca.
3.  Ove siano presenti uno o più dei microelementi boro (B), cobalto (Co), rame (Cu), ferro (Fe), manganese (Mn), molibdeno (Mo) e zinco (Zn) nel tenore minimo espresso in percentuale sulla massa, secondo la tabella riportata di seguito, essi
–  devono essere dichiarati, se aggiunti intenzionalmente al prodotto fertilizzante recante la marcatura CE, e
–  possono essere dichiarati negli altri casi:
Microelemento
Percentuale sulla massa

Boro (B)
0,01

Cobalto (Co)
0,002

Rame (Cu)
0,002

Manganese (Mn)
0,01

Molibdeno (Mo)
0,001

Zinco
0,002

Essi vanno dichiarati dopo le informazioni sui macroelementi. Devono essere presenti i seguenti elementi informativi:
a)  indicazione dei nomi e dei simboli chimici dei microelementi dichiarati, elencati nell'ordine seguente: boro (B), cobalto (Co), rame (Cu), ferro (Fe), manganese (Mn), molibdeno (Mo) e zinco (Zn), seguiti dal nome o dai nomi dei loro controioni;
b)  tenore totale del microelemento, espresso come percentuale sulla massa del concime
unicamente come tenore idrosolubile, quando tali nutrienti sono totalmente idrosolubili;
come tenore totale e tenore idrosolubile, quando il tenore solubile di tali nutrienti corrisponde ad almeno un quarto del loro tenore totale; nonché
come tenore totale negli altri casi;
c)  se il microelemento o i microelementi dichiarati sono chelati con uno o più agenti chelanti, il seguente qualificatore dopo il nome e l'identificatore chimico del microelemento:
"chelato con..." nome o abbreviazione dell'agente chelante, e il quantitativo del microelemento chelato come percentuale sulla massa del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE;
d)  se il prodotto fertilizzante recante la marcatura CE contiene uno o più microelementi complessati con uno o più agenti complessanti:
il seguente qualificatore dopo il nome e l'identificatore chimico del microelemento: "complessato con..." seguito dal quantitativo di microelemento complessato come percentuale sulla massa del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE; nonché
il nome o l'abbreviazione dell'agente complessante;
e)  la seguente dichiarazione: "Da utilizzare soltanto in caso di bisogno riconosciuto. Non superare le dosi appropriate."
Emendamento 399
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 2 – trattino 2
—   granulometria, espressa come percentuale di prodotto che passa attraverso un determinato setaccio;
—  granulometria, espressa come la percentuale di prodotto che passa attraverso setacci di 1,0 mm e 3,15 mm;
Emendamento 304
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 3 – punto 1 – trattino 3
–   tenore totale di azoto (N),
soppresso
Emendamento 305
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 3 – punto 1 – trattino 4
–   tenore di anidride fosforica (P2O5) totale;
soppresso
Emendamento 306
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 3 – punto 1 – trattino 5
–   tenore di ossido di potassio (K2O) totale,
soppresso
Emendamento 307
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 6 – lettera e
e)  dose, periodo (fase di sviluppo della pianta) e frequenza di applicazione,
e)  dose, periodo (fase di sviluppo della pianta) posizionamento e frequenza di applicazione (in linea con l'evidenza empirica che giustifica le affermazioni sul biostimolante),
Emendamento 308
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 2 – PFC 6 – lettera f bis (nuova)
f bis)  dichiarazione che non si tratta di un prodotto fitosanitario,
Emendamento 309
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 3 – PFC 1(A)

Tolleranza ammissibile per il tenore dichiarato di nutrienti e altri parametri dichiarati


Tolleranza ammissibile per il tenore dichiarato di nutrienti e altri parametri dichiarati

Carbonio (C) organico
± 20% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,0 punti percentuali in termini assoluti

Carbonio (C) organico
± 15% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,0 punti percentuali in termini assoluti

Tenore di materia secca
± 5,0 punti percentuali in termini assoluti

Tenore di materia secca
± 5,0 punti percentuali in termini assoluti

Azoto (N) totale
± 50% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Azoto (N) totale
± 15% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Azoto (N) organico
± 50% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Azoto (N) organico
± 15% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Anidride fosforica (P2O5) totale
± 50% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Anidride fosforica (P2O5) totale
± 15% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Ossido di potassio (K2O) totale
± 50% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Ossido di potassio (K2O) totale
± 15% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Ossido di magnesio, ossido di calcio, anidride solforica od ossido di sodio totali e idrosolubili
± 25% del tenore dichiarato di tali nutrienti sino ad un massimo di 1,5 punti percentuali in termini assoluti

Ossido di magnesio, ossido di calcio, anidride solforica od ossido di sodio totali e idrosolubili
± 25% del tenore dichiarato di tali nutrienti sino ad un massimo di 1,5 punti percentuali in termini assoluti

Rame (Cu) totale
± 50% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,5 punti percentuali in termini assoluti

Rame (Cu) totale
± 50% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,5 punti percentuali in termini assoluti

Zinco (Zn) totale
± 50% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,0 punti percentuali in termini assoluti

Zinco (Zn) totale
± 50% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,0 punti percentuali in termini assoluti

Quantità
—  5% di deviazione relativa del valore dichiarato

Quantità
—  5% di deviazione relativa del valore dichiarato




Forme dichiarate di azoto, fosforo e potassio
Binari: tolleranza massima, in termini assoluti, di 1,1 azoto (N) e 0,5 azoto (N) organico, 1,1 (P2O5), 1,1 (K2O) e 1,5 per la somma di due nutrienti.





Ternari: tolleranza massima, in termini assoluti, di 1,1 azoto (N) e 0,5 azoto (N) organico, 1,1 (P2O2), 1,1 (K2O) e 1,9 per la somma di tre nutrienti.





± 10 % del tenore totale dichiarato di ciascun nutriente sino ad un massimo di 2 punti percentuali in termini assoluti.

Emendamento 310
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 3 – PFC 1(B) – tabella 1

Testo della Commissione

Tolleranza ammissibile per il tenore dichiarato di forme di macroelementi inorganici

N

P2O5

K2O

MgO

CaO

SO3

Na2O

± 25 % del tenore dichiarato delle forme di nutrienti presenti, sino ad un massimo di 2 punti percentuali in termini assoluti

± 25 % del tenore dichiarato di tali nutrienti sino ad un massimo di 1,5 punti percentuali in termini assoluti

± 25 % del tenore dichiarato sino ad un massimo di 0,9 punti percentuali in termini assoluti

Emendamento

Tolleranza ammissibile per il tenore dichiarato di forme di macroelementi inorganici

N

P2O5

K2O

MgO

CaO

SO3

Na2O

± 25 % del tenore dichiarato delle forme di nutrienti presenti, sino ad un massimo di 2 punti percentuali in termini assoluti per ogni nutriente separatamente e per la somma dei nutrienti

-50 % e +100 % del tenore dichiarato di tali nutrienti sino ad un massimo di -2 e +4 punti percentuali in termini assoluti

± 25 % del tenore dichiarato sino ad un massimo di 0,9 punti percentuali in termini assoluti

I limiti di tolleranza del P2O5 si riferiscono all'anidride fosforica (P2O5) solubile in citrato ammonico neutro e acqua.

 

 

Emendamento 311
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 3 – PFC 1(B)
Carbonio organico: ± 20% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,0 punti percentuali in termini assoluti
Carbonio organico: ± 15 % di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,0 punti percentuali in termini assoluti
Azoto organico: ± 50 % di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti
Azoto organico: ± 15 % di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti
Rame (Cu) totale ± 50% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,5 punti percentuali in termini assoluti
Rame (Cu) totale ± 15 % di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,5 punti percentuali in termini assoluti
Rame (Cu) totale ± 50% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,0 punti percentuali in termini assoluti
Rame (Cu) totale ± 15 % di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,0 punti percentuali in termini assoluti
Emendamento 312
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 3 – PFC 1(C)(I)

 

Testo della Commissione

 

Tolleranza ammissibile per il tenore dichiarato di forme di macroelementi inorganici

 

N

P2O5

K2O

MgO

CaO

SO3

Na2O

 

± 25 % del tenore dichiarato delle forme di nutrienti presenti, sino ad un massimo di 2 punti percentuali in termini assoluti

± 25 % del tenore dichiarato di tali nutrienti sino ad un massimo di 1,5 punti percentuali in termini assoluti

± 25 % del tenore dichiarato sino ad un massimo di 0,9 punti percentuali in termini assoluti

 

Granulometria: ± 10% di deviazione relativa applicabile alla percentuale dichiarata di materiale che passa attraverso un determinato setaccio

 

Quantità: ± 5% di deviazione relativa del valore dichiarato

 

Emendamento

 

Tolleranza ammissibile per il tenore dichiarato di forme di macroelementi inorganici

 

N

P2O5

K2O

MgO

CaO

SO3

Na2O

 

± 25 % del tenore dichiarato delle forme di nutrienti presenti, sino ad un massimo di 2 punti percentuali in termini assoluti per ogni nutriente separatamente e per la somma dei nutrienti

-50 % e +100 % del tenore dichiarato di tali nutrienti sino ad un massimo di -2 e +4 punti percentuali in termini assoluti

-50 % e +100 % del tenore dichiarato di tali nutrienti sino ad un massimo di ‑2 e +4 punti percentuali in termini assoluti

 

I valori sopra citati relativi ai limiti di tolleranza si applicano anche alle forme di azoto e alle solubilità.

 

Granulometria: ± 20% di deviazione relativa applicabile alla percentuale dichiarata di materiale che passa attraverso un determinato setaccio

 

Quantità: ± 3% di deviazione relativa del valore dichiarato

Emendamento 313
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 3 – PFC 3

Testo della Commissione

Forme del nutriente dichiarato e altri criteri di qualità dichiarati

Limiti di tolleranza ammissibili per il parametro dichiarato

pH

± 0,7 al momento della fabbricazione

 

± 1,0 in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Carbonio (C) organico

± 10% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Azoto (N) totale

± 20% di deviazione relativa sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Anidride fosforica (P2O5) totale

± 20% di deviazione relativa sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Ossido di potassio (K2O) totale

± 20% di deviazione relativa sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Materia secca

± 10% di deviazione relativa del valore dichiarato

Quantità

-5% di deviazione relativa del valore dichiarato al momento della fabbricazione

 

-25% di deviazione relativa del valore dichiarato in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Carbonio (C) organico/azoto (N) organico

± 20% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,0 punti percentuali in termini assoluti

Granulometria

± 10% di deviazione relativa applicabile alla percentuale dichiarata di materiale che passa attraverso un determinato setaccio

Emendamento

Forme del nutriente dichiarato e altri criteri di qualità dichiarati

Limiti di tolleranza ammissibili per il parametro dichiarato

pH

± 0,7 al momento della fabbricazione

 

± 0,9 in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Carbonio (C) organico

± 10% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Azoto (N) totale

± 20% di deviazione relativa sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Anidride fosforica (P2O5) totale

± 20% di deviazione relativa sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Ossido di potassio (K2O) totale

± 20% di deviazione relativa sino ad un massimo di 1,0 punti percentuali in termini assoluti

Materia secca

± 10% di deviazione relativa del valore dichiarato

Quantità

—  5% di deviazione relativa del valore dichiarato al momento della fabbricazione

 

—  15% di deviazione relativa del valore dichiarato in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Carbonio (C) organico/azoto (N) organico

± 20% di deviazione relativa del valore dichiarato sino ad un massimo di 2,0 punti percentuali in termini assoluti

Granulometria

± 10% di deviazione relativa applicabile alla percentuale dichiarata di materiale che passa attraverso un determinato setaccio

Emendamento 314
Proposta di regolamento
Allegato III – parte 3 – PFC 4

Testo della Commissione

Forme del nutriente dichiarato e altri criteri di qualità dichiarati

Limiti di tolleranza ammissibili per il parametro dichiarato

Conducibilità elettrica

± 50% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

± 75% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

pH

± 0,7 al momento della fabbricazione

 

± 1,0 in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Quantità in volume (litri o m3)

—  5% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

—  25% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Determinazione della quantità (volume) dei materiali aventi particelle di dimensioni superiori a 60 mm

—  5% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

—  25% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Determinazione della quantità (volume) dei substrati di coltivazione preformati

—  5% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

—  25% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Azoto (N) idrosolubile

± 50% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

± 75% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Anidride fosforica (P2O5) idrosolubile

± 50% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

± 75% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Ossido di potassio (K2O) idrosolubile

± 50% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

± 75% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Emendamento

Forme del nutriente dichiarato e altri criteri di qualità dichiarati

Limiti di tolleranza ammissibili per il parametro dichiarato

Conducibilità elettrica

± 50% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

± 60% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

pH

± 0,7 al momento della fabbricazione

 

± 0,9 in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Quantità in volume (litri o m3)

—  5% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

—  15% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Determinazione della quantità (volume) dei materiali aventi particelle di dimensioni superiori a 60 mm

—  5% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

—  15% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Determinazione della quantità (volume) dei substrati di coltivazione preformati

—  5% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

—  15% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Azoto (N) idrosolubile

± 50% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

± 60% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Anidride fosforica (P2O5) idrosolubile

± 50% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

± 60% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Ossido di potassio (K2O) idrosolubile

± 50% di deviazione relativa al momento della fabbricazione

 

± 60% di deviazione relativa in qualsiasi momento nella catena di distribuzione

Emendamento 315
Proposta di regolamento
Allegato IV – parte 1 – punto 1 – punto 1 – lettera b
b)  uno o più digestati di colture energetiche, come specificato nella CMC 4,
b)  uno o più digestati di colture energetiche e rifiuti organici di origine vegetale, come specificato nella CMC 4,
Emendamento 316
Proposta di regolamento
Allegato IV – parte 1 – punto 1 – punto 1 – lettera f bis (nuova)
(f bis)  piante non trasformate o lavorate meccanicamente, parti di piante o estratti di piante, come specificato nella CMC 2.
Emendamento 317
Proposta di regolamento
Allegato IV – parte 1 – punto 1 – punto 3 – lettera b bis (nuova)
b bis)  un inibitore della denitrificazione, come specificato nella PFC 5(A)(I bis),
Emendamento 318
Proposta di regolamento
Allegato IV – parte 1 – punto 3 – punto 2 – lettera a bis (nuova)
a bis)  un inibitore della denitrificazione, come specificato nella PFC (A)(I bis),
Emendamento 319
Proposta di regolamento
Allegato IV – parte 2 – modulo A – punto 2.2. – lettera b
(b)  i disegni e gli schemi di progettazione e di fabbricazione,
soppresso
Emendamento 320
Proposta di regolamento
Allegato IV – parte 2 – modulo A – punto 2.2. – lettera c
(c)  le descrizioni e le spiegazioni necessarie alla comprensione di tali disegni e schemi e dell'utilizzo del prodotto fertilizzante recante la marcatura CE,
soppresso
Emendamento 321
Proposta di regolamento
Allegato IV – parte 2 – modulo A1 – punto 4 – comma 1
I cicli e la prova di cui alle successive rubriche da 4.1 a 4.3 devono essere effettuati per conto del fabbricante su un campione rappresentativo del prodotto almeno ogni tre mesi al fine di verificare la conformità:
I cicli e la prova di cui alle successive rubriche da 4.1 a 4.3 devono essere effettuati per conto del fabbricante su un campione rappresentativo del prodotto almeno ogni sei mesi nel caso di funzionamento continuo dello stabilimento oppure ogni anno nel caso di produzione periodica al fine di verificare la conformità:
Emendamento 322
Proposta di regolamento
Allegato IV – parte 2 – modulo A1 – punto 4.3.5. bis (nuovo)
4.3.5.  bis. Il fabbricante conserva le relazioni della prova insieme alla documentazione tecnica.
Emendamento 323
Proposta di regolamento
Allegato IV – parte 2 – modulo B – punto 3.2. – lettera c – trattino 6
–  i verbali di prova e,
–  i verbali di prova, inclusi gli studi sull'efficienza agronomica, e,
Emendamento 324
Proposta di regolamento
Allegato IV – parte 2 – modulo D1 – punto 2 – lettera b
(b)   i disegni e gli schemi di progettazione e di fabbricazione, compresi una descrizione scritta e un diagramma del processo di produzione, ove sia chiaramente individuato ciascun trattamento, recipiente di stoccaggio e settore,
(b)   una descrizione scritta e un diagramma del processo di produzione,

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A8-0270/2017).


Scambio di informazioni, sistema di allarme rapido e procedura di valutazione dei rischi sulle nuove sostanze psicoattive ***I
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Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1920/2006 per quanto riguarda lo scambio di informazioni, il sistema di allarme rapido e la procedura di valutazione dei rischi sulle nuove sostanze psicoattive (COM(2016)0547 – C8-0351/2016 – 2016/0261(COD))
P8_TA(2017)0393A8-0359/2016

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0547),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 168, paragrafo 5 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0351/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 19 ottobre 2016(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 31 maggio 2017, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A8-0359/2016),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 24 ottobre 2017 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2017/... del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1920/2006 per quanto riguarda lo scambio di informazioni, il sistema di allerta precoce e la procedura di valutazione del rischio in relazione alle nuove sostanze psicoattive

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2017/2101.)

(1) GU C 34 del 2.2.2017, pag. 182.


Politica comune della pesca: attuazione dell'obbligo di sbarco ***I
PDF 234kWORD 48k
Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 1380/2013 relativo alla politica comune della pesca (COM(2017)0424 – C8-0239/2017 – 2017/0190(COD))
P8_TA(2017)0394A8-0285/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2017)0424),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 43, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0239/2017),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 18 ottobre 2017,

–  visto l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 20 settembre 2017, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per la pesca (A8-0285/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 24 ottobre 2017 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2017/… del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 1380/2013, relativo alla politica comune della pesca

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2017/2092.)


Rinnovo dell'approvazione della sostanza attiva glifosato (obiezione a norma dell'articolo 106 del regolamento)
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sul progetto di regolamento di esecuzione della Commissione che rinnova l'approvazione della sostanza attiva glifosato a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 (D053565-01 – 2017/2904(RSP))
P8_TA(2017)0395B8-0567/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di regolamento di esecuzione della Commissione che rinnova l'approvazione della sostanza attiva glifosato a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 (D053565-01),

–  visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE(1), in particolare l'articolo 20, paragrafo 1,

–  visti gli articoli 11 e 13 del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione(2),

–  visto l'articolo 7 del regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare(3),

–  vista la conclusione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sulla revisione paritetica della valutazione del rischio dei pesticidi per quanto concerne la sostanza attiva glifosato(4),

–  visto il parere del comitato per la valutazione dei rischi (RAC) dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), che propone la classificazione e l'etichettatura armonizzata del glifosato a livello di UE(5),

–  vista la sua risoluzione del 13 aprile 2016 sul progetto di regolamento di esecuzione della Commissione che rinnova l'approvazione della sostanza attiva glifosato a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011(6),

–  vista l'iniziativa dei cittadini europei "Vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici"(7),

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  visto l'articolo 106, paragrafi 2 e 3, del suo regolamento,

A.  considerando che lo scopo del regolamento (CE) n. 1107/2009 è di "assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e animale e dell'ambiente e di migliorare il funzionamento del mercato interno attraverso l'armonizzazione delle norme relative all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari, stimolando nel contempo la produzione agricola"; che le disposizioni del regolamento (CE) n. 1107/2009 si fondano sul principio di precauzione;

B.  considerando che, tra tutti gli erbicidi, il glifosato è attualmente il diserbante sistemico che registra il volume di produzione più elevato a livello globale; che su scala mondiale il glifosato viene impiegato nel 76 % dei casi nel settore agricolo; che il glifosato è altresì ampiamente utilizzato nella silvicoltura, nel contesto urbano e nel giardinaggio; che il 72 % del volume totale di glifosato impiegato globalmente dal 1974 al 2014 è stato irrorato solo negli ultimi dieci anni;

C.  considerando che, in generale, la popolazione è esposta alla sostanza soprattutto qualora viva in prossimità di zone ove la sostanza viene nebulizzata, qualora ne faccia un uso domestico o tramite l'alimentazione; che l'esposizione al glifosato è in crescita a causa dell'aumento dei volumi complessivi di utilizzo della sostanza; che gli effetti del glifosato e dei suoi coformulanti più comuni sulla salute umana devono essere regolarmente monitorati; che il glifosato e/o i suoi residui sono stati individuati nelle acque, nel suolo, negli alimenti, nelle bevande, nei prodotti non commestibili nonché nell'organismo umano (ad esempio nell'urina);

D.  considerando che, nella relazione dell'Unione europea del 2014 sui residui di antiparassitari nei prodotti alimentari, pubblicata il 26 ottobre 2016, l'EFSA ha osservato che gli Stati membri hanno prelevato un numero limitato di campioni di colza e di soia, benché tali coltivazioni siano probabilmente trattate con glifosato e si possa quindi presumere la presenza di residui; che, secondo l'EFSA, non sono disponibili informazioni sui residui di glifosato nei prodotti di origine animale; che l'EFSA ritiene che i risultati siano poco validi da un punto di vista statistico;

E.  considerando che nel 2015 l'EFSA ha raccomandato agli Stati membri di aumentare il numero di analisi del glifosato e dei relativi residui (ad esempio, trimethyl-sulfonium) nei prodotti per i quali l'uso del glifosato è stato approvato e qualora si presuma la presenza di residui misurabili; che, in particolare, si dovrebbe aumentare il numero di campioni di soia, mais e colza; che gli Stati membri sono altresì incoraggiati a sviluppare nuovi metodi di analisi per il controllo dei metaboliti del glifosato e/o ad applicare quelli esistenti, nonché a condividere i risultati con l'EFSA;

F.  considerando che il glifosato è un erbicida non selettivo che provoca la morte di tutta la vegetazione erbacea; che il glifosato agisce interferendo con la cosiddetta via dello shikimato, una via che è altresì presente in alghe, batteri e funghi; che, secondo quanto dimostrato, le esposizioni sub-letali di Escherichia coli e Salmonella enterica serovar Typhimurium ai formulati commerciali di glifosato producono un cambiamento a livello della risposta agli antibiotici;

G.  considerando che, ai sensi del regolamento (CE) n. 1107/2009, una sostanza attiva può essere approvata soltanto se non è o non deve essere classificata come cancerogena di categoria 1A o 1B ai sensi del regolamento (CE) n. 1272/2008, a meno che l'esposizione degli esseri umani a tale sostanza attiva sia trascurabile ovvero vi sia una grave emergenza fitosanitaria che non può essere contenuta con altri mezzi disponibili;

H.  considerando che nel marzo 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato il glifosato come "probabilmente cancerogeno per l'uomo" (gruppo 2A) in base a "prove limitate" di effetti cancerogeni sull'uomo (derivanti da casi di esposizione reale), "prove sufficienti" di tumori negli animali da laboratorio (da studi sul glifosato "puro"), nonché "prove solide" di dati meccanicistici riguardanti la cancerogenicità (genotossicità e stress ossidativo) del glifosato "puro" e dei formulati contenenti glifosato; considerando che i criteri utilizzati dalla IARC per il gruppo 2A sono paragonabili a quelli della categoria 1B di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008;

I.  considerando che nel novembre 2015 l'EFSA ha completato una valutazione paritetica del glifosato ed è giunta alla conclusione che è improbabile che il glifosato rappresenti una minaccia di cancro per l'uomo e che gli elementi di prova disponibili non ne giustificano la classificazione relativamente al suo potenziale cancerogeno in conformità del regolamento (CE) n. 1272/2008; che nel marzo 2017 il comitato per la valutazione dei rischi (RAC) dell'ECHA ha concluso all'unanimità che non vi sono elementi di prova che permettano di collegare il glifosato al cancro negli esseri umani sulla base delle informazioni disponibili e che il glifosato non dovrebbe essere classificato come sostanza che provoca danni genetici (mutageno) o perturba la riproduzione;

J.  considerando che, in una riunione congiunta sui residui di antiparassitari organizzata dall'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel maggio 2016, il gruppo di esperti della FAO sui residui di antiparassitari nei prodotti alimentari e nell'ambiente e il gruppo di valutazione ristretto dell'OMS sui residui di antiparassitari hanno constatato l'improbabilità che il glifosato, nell'esposizione alimentare prevista, sia genotossico e che l'esposizione alla sostanza attraverso gli alimenti presenti un rischio cancerogeno per l'uomo;

K.  considerando che nell'ambito del contenzioso avviato negli Stati Uniti da ricorrenti che affermano di aver sviluppato il linfoma non-Hodgkin in conseguenza dell'esposizione al glifosato, il tribunale ha reso pubblici documenti interni della Monsanto, l'azienda proprietaria e produttrice del Roundup, un prodotto la cui sostanza attiva è il glifosato; che la corrispondenza pubblicata ha fatto sorgere dubbi in merito alla credibilità di alcuni studi, sia sponsorizzati dalla Monsanto sia presumibilmente indipendenti, che figuravano tra le prove documentali utilizzate dall'EFSA e dall'ECHA ai fini della valutazione della sicurezza del glifosato; che, a tale riguardo, la trasparenza e la disponibilità pubblica degli studi scientifici, come pure dei dati grezzi su cui essi si basano, rivestono la massima importanza;

L.  considerando che, a parte le sue conclusioni sulla cancerogenicità del glifosato, l'ECHA conclude che il glifosato causa gravi danni agli occhi ed è tossico per gli organismi acquatici, con effetti di lunga durata;

M.  considerando che, prima che fosse concessa una proroga tecnica di 18 mesi per il glifosato il 29 giugno 2016, il 13 aprile 2016 il Parlamento aveva approvato una risoluzione in cui invitava la Commissione a rinnovare l'approvazione del glifosato per sette anni, ma sottolineava anche che la Commissione non dovrebbe approvare qualsiasi uso non professionale del glifosato, qualsiasi uso del glifosato in parchi, giardini e parchi giochi pubblici o nelle loro vicinanze, o qualsiasi uso agricolo del glifosato laddove siano sufficienti sistemi di difesa integrata per il necessario controllo delle erbe infestanti; che nella stessa risoluzione invitava altresì la Commissione a mettere a punto programmi di formazione e prevedere una procedura di autorizzazione dei professionisti, allo scopo di fornire migliori informazioni sull'uso del glifosato nonché limitare rigorosamente l'uso di prodotti contenenti la sostanza attiva glifosato nella fase di pre-raccolto, in modo da impedire un uso scorretto di tale sostanza e limitare i rischi potenziali associati alla medesima;

N.  considerando che nella risoluzione del 13 aprile 2016 il Parlamento ha altresì invitato la Commissione e l'EFSA a divulgare immediatamente tutte le prove scientifiche che hanno costituito il fondamento della classificazione positiva del glifosato e della proposta di rinnovo dell'autorizzazione, alla luce dell'interesse pubblico prevalente alla divulgazione; considerando che questo non è ancora avvenuto;

O.  considerando che l'Iniziativa dei cittadini europei (ICE), di cui al considerando 13 del progetto di regolamento di esecuzione, che ha ottenuto oltre un milione di firme di cittadini europei in meno di un anno, non solo fa riferimento in modo specifico al glifosato in uno dei suoi tre obiettivi, ma invita anche esplicitamente a "vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici" nel suo titolo; che tale Iniziativa è stata presentata alla Commissione il 6 ottobre 2017, che è tenuta a rispondere entro l'8 gennaio 2018;

P.  considerando che, a norma dell'articolo 13 del regolamento (CE) n. 1107/2009, le decisioni in merito all'approvazione di una sostanza attiva si devono basare sulla relazione di esame della Commissione, su altri fattori che è legittimo prendere in considerazione con riferimento alla materia trattata e sul principio di precauzione;

Q.  considerando che il progetto di regolamento di esecuzione della Commissione, basato su una valutazione scientifica condotta dall'Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR), dall'EFSA e dall'ECHA, propone di autorizzare il glifosato fino al 15 dicembre 2027, vale a dire per altri 10 anni; che il rinnovo dell'autorizzazione si applicherebbe a partire dal 16 dicembre 2017;

R.  considerando che le disposizioni specifiche di cui all'allegato I del progetto di regolamento di esecuzione che rinnova l'approvazione della sostanza attiva glifosato non sono vincolanti a livello di Unione, ma attribuiscono la responsabilità agli Stati membri;

S.  considerando che, nella sua risoluzione del 15 febbraio 2017 sui pesticidi a basso rischio di origine biologica(8), il Parlamento ha sottolineato la necessità di rivedere il regolamento (CE) n. 1107/2009 al fine di incoraggiare la messa a punto, l'autorizzazione e l'immissione sul mercato dell'UE di pesticidi a basso rischio di origine biologica e ha invitato la Commissione a presentare, entro la fine del 2018, una proposta legislativa specifica recante modifica del regolamento (CE) n. 1107/2009, al di fuori della revisione generale collegata all'iniziativa REFIT, al fine di istituire una procedura accelerata per la valutazione, l'autorizzazione e la registrazione dei pesticidi a basso rischio di origine biologica;

T.  considerando che è stata annunciata la pubblicazione di una comunicazione della Commissione sul futuro della politica agricola comune (PAC) entro la fine del 2017 e delle proposte di bilancio per il maggio 2018;

1.  ritiene che il progetto di regolamento di esecuzione della Commissione non garantisca un elevato livello di protezione della salute umana e animale e dell'ambiente, non applichi il principio di precauzione ed ecceda le competenze di esecuzione previste dal regolamento (CE) n. 1107/2009;

2.  chiede alla Commissione di ritirare il progetto di regolamento di esecuzione e di presentare un nuovo progetto di regolamento di esecuzione in conformità dei requisiti di cui al regolamento (CE) n. 1107/2009, vale a dire tenendo conto non solo del parere dell'EFSA ma anche di altri fattori che è legittimo prendere in considerazione e del principio di precauzione;

3.  invita la Commissione e gli Stati membri a non approvare qualsiasi uso non professionale del glifosato e qualsiasi uso di tale sostanza in parchi, giardini e parchi giochi pubblici o nelle loro vicinanze dopo il 15 dicembre 2017;

4.  invita la Commissione e gli Stati membri a non approvare, in particolare, qualsiasi uso agricolo del glifosato laddove siano sufficienti sistemi di difesa integrata per il necessario controllo delle erbe infestanti dopo il 15 dicembre 2017;

5.  invita la Commissione e gli Stati membri a non approvare l'uso del glifosato ai fini del disseccamento nella fase precedente al raccolto, con effetto a decorrere dal 16 dicembre 2017;

6.  invita la Commissione ad adottare le misure necessarie per eliminare progressivamente la sostanza attiva glifosato nell'Unione europea entro il 15 dicembre 2022, garantendo che nessun uso del glifosato sia approvato dopo tale data, incluso un eventuale periodo di proroga o qualsiasi periodo di cui all'articolo 32 del regolamento (CE) n. 1107/2009;

7.  accoglie con favore la proposta di divieto di utilizzo dell'ammina da sego polietossilata nei prodotti fitosanitari contenenti glifosato; invita la Commissione e gli Stati membri ad accelerare i lavori sull'elenco di coformulanti che non possono essere inclusi nei prodotti fitosanitari;

8.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che la valutazione scientifica dei pesticidi per l'approvazione regolamentare dell'UE si basi unicamente su studi soggetti a revisione paritetica e su studi indipendenti pubblicati, che siano commissionati dalle autorità pubbliche competenti; ritiene che la procedura REFIT prevista dal regolamento (CE) n. 1107/2009 potrebbe essere utilizzata a tale scopo; ritiene inoltre che l'EFSA e l'ECHA dovrebbero essere dotate di risorse sufficienti per rafforzare la loro capacità, permettere loro di commissionare studi scientifici indipendenti e continuare a garantire il rispetto dei più elevati standard scientifici nonché la protezione della salute e della sicurezza dei cittadini dell'UE;

9.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire sufficienti verifiche e controlli dei residui di glifosato negli alimenti e nelle bevande prodotti e importati nell'Unione, al fine di risolvere l'attuale carenza di dati evidenziata dall'EFSA;

10.  invita la Commissione e gli Stati membri a finanziare la ricerca e l'innovazione per trovare soluzioni sostenibili ed efficienti sotto il profilo dei costi per quanto riguarda i prodotti fitosanitari, in modo da garantire un elevato livello di protezione della salute umana e animale e dell'ambiente;

11.  invita la Commissione e gli Stati membri a proporre adeguate misure transitorie per il settore agricolo e a pubblicare un documento orientativo, che delinei tutte le possibili alternative più sicure e a basso rischio per sostenere il settore agricolo durante la fase di eliminazione progressiva della sostanza attiva glifosato nonché tutte le risorse già disponibili per il settore agricolo nel contesto dell'attuale PAC;

12.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.
(2) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
(3) GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1.
(4) http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/4302
(5) https://echa.europa.eu/documents/10162/2d3a87cc-5ca1-31d6-8967-9f124f1ab7ae
(6) Testi approvati, P8_TA(2016)0119.
(7) ECI(2017)000002.
(8) Testi approvati, P8_TA(2017)0042.


Mais geneticamente modificato 1507
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco 1507 geneticamente modificato (DAS-Ø15Ø7-1) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (D052754 – 2017/2905(RSP))
P8_TA(2017)0396B8-0568/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco 1507 geneticamente modificato (DAS-Ø15Ø7-1) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (D052754),

–  visto il regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati(1), in particolare l'articolo 11, paragrafo 3, e l'articolo 23, paragrafo 3,

–  visto il fatto che, in occasione del voto del 14 settembre 2017, il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003 non ha espresso alcun parere,

–  visti gli articoli 11 e 13 del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione(2),

–  visto il parere adottato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) il 19 gennaio 2005 e pubblicato il 3 marzo 2005(3),

–  visto il parere adottato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) il 30 novembre 2016 e pubblicato il 12 gennaio 2017(4),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 182/2011 che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (COM(2017)0085, COD(2017)0035),

–  viste le sue precedenti risoluzioni che sollevano obiezioni all'autorizzazione di organismi geneticamente modificati(5), con particolare riferimento alla sua precedente risoluzione su "Immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco 1507 geneticamente modificato" del 6 ottobre 2016,

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  visto l'articolo 106, paragrafi 2 e 3, del suo regolamento,

A.  considerando che il 27 febbraio 2015 Pioneer Overseas Corporation e Dow AgroSciences Ltd. hanno presentato congiuntamente alla Commissione, a norma degli articoli 11 e 23 del regolamento (CE) n. 1829/2003, una domanda di rinnovo dell'autorizzazione all'immissione in commercio relativa ad alimenti e mangimi contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco 1507 geneticamente modificato; che l'ambito di applicazione del rinnovo compre anche prodotti diversi da alimenti e mangimi contenenti o costituiti a partire da granturco 1507;

B.  considerando che il 30 novembre 2016 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha espresso parere favorevole in conformità degli articoli 6 e 18 del regolamento (CE) n. 1829/2003, e che tale parere è stato pubblicato il 12 gennaio 2017;

C.  considerando che il regolamento (CE) n. 1829/2003 stabilisce che gli alimenti e i mangimi geneticamente modificati non devono avere effetti nocivi sulla salute umana, la salute degli animali o l'ambiente e che, nell'elaborare la sua decisione, la Commissione deve tenere conto della pertinente normativa dell'Unione e di altri fattori legittimi pertinenti alla questione in esame;

D.  considerando che il granturco 1507 geneticamente modificato esprime la proteina Cry1F, che è una proteina Bt (derivata dal Bacillus thuringiensis subsp. Kurstaki) che conferisce resistenza alla piralide del granturco (Ostrinia nubilalis) e ad alcuni altri parassiti dell'ordine dei lepidotteri come la nottua del mais (Sesamia spp.), la lafigma (Spodoptera frugiperda), la nottua dei seminati (Agrotis ipsilon) e la piralide americana (Diatraea grandiosella), nonché la proteina Pat, che conferisce tolleranza all'erbicida glufosinato ammonio;

E.  considerando che le piante geneticamente modificate Bt producono la tossina insetticida in ogni cella durante tutto il loro ciclo di vita, ivi comprese le parti consumate da esseri umani e animali; che gli esperimenti sui mangimi dimostrano che le piante geneticamente modificate Bt possono avere effetti tossici(6); che è stato dimostrato che la tossina Bt nelle piante geneticamente modificate differisce in modo significativo dalla tossina Bt allo stato naturale(7);

F.  considerando che l'autorizzazione per la coltivazione di granturco 1507 nell'Unione è in sospeso; che il Parlamento si è opposto a tale autorizzazione a causa di preoccupazioni concernenti, tra l'altro, una possibile evoluzione della resistenza alla proteina Cry1F nei parassiti bersaglio dell'ordine dei lepidotteri, che potrebbe comportare l'alterazione delle pratiche di lotta antiparassitaria(8);

G.  considerando che durante il trimestre di consultazione gli Stati membri hanno presentato diverse osservazioni critiche sulla valutazione del rischio dell'EFSA concernente l'autorizzazione iniziale; che le osservazioni più critiche riguardano il fatto che la documentazione è insufficiente per eseguire una valutazione del rischio, che il piano di monitoraggio non è conforme all'allegato VII della direttiva 2001/18/CE e che i dati e le valutazioni del rischio forniti dal richiedente non sono adeguati(9);

H.  considerando che durante il trimestre di consultazione gli Stati membri hanno presentato diverse osservazioni critiche sulla valutazione del rischio dell'EFSA in relazione al rinnovo dell'autorizzazione(10); che le osservazioni più critiche riguardano il fatto che il piano di monitoraggio proposto non è considerato adeguato ad affrontare questioni pertinenti di monitoraggio ambientale successivo all'immissione in commercio di granturco 1057 geneticamente modificato, e non può essere considerato sufficientemente elaborato per il monitoraggio della potenziale esposizione ambientale dal granturco 1057 geneticamente modificato; che il monitoraggio effettuato dal notificante non ha prodotto dati affidabili che confermino la conclusione della valutazione del rischio, secondo cui gli effetti sulla salute umana e animale sarebbero trascurabili, e che gli elementi di prova che dimostrano un uso sicuro storicamente comprovato della proteina Pat, come richiesto dal regolamento di esecuzione (UE) n. 503/2013 della Commissione, non sono debitamente documentati dal notificante;

I.  considerando che la persistenza delle proteine Cry rilasciate nell'ambiente a causa dell'uso nei prodotti alimentari del granturco 1507 geneticamente modificato non è stata monitorata, benché le proteine Cry possano persistere nel suolo per mesi conservando la loro attività insetticida, come nel caso della tossina Cry1Ab(11);

J.  considerando che il glufosinato è classificato come tossico per la riproduzione e rientra quindi nei criteri di esclusione stabiliti nel regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari; che l'approvazione del glufosinato scade il 31 luglio 2018;

K.  considerando che l'applicazione degli erbicidi complementari rientra tra le normali pratiche agricole della coltivazione di piante resistenti agli erbicidi e che ci si può pertanto attendere che nel raccolto saranno sempre presenti residui di irrorazione, che sono costituenti inevitabili; che è stato dimostrato che le colture geneticamente modificate resistenti agli erbicidi determinano un utilizzo maggiore di erbicidi complementari rispetto alle loro alternative convenzionali(12);

L.  considerando che i residui di irrorazione del glufosinato non sono stati valutati; che non è pertanto possibile concludere che il granturco 1507 geneticamente modificato possa essere utilizzato in modo sicuro negli alimenti e nei mangimi;

M.  considerando che il granturco 1507 è autorizzato ai fini della coltivazione in Argentina, Brasile, Canada, Colombia, Honduras, Giappone, Panama, Paraguay, Filippine, Sud Africa, Stati Uniti e Uruguay; che, secondo un recente studio scientifico oggetto di valutazione inter pares, gli insetti bersaglio che sviluppano una resistenza alle proteine Cry rappresentano una grave minaccia per la sostenibilità della tecnologia Bt(13); che le piante infestanti resistenti al glufosinato sono osservate sin dal 2009;

N.  considerando che, in occasione del voto del 14 settembre 2017, il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, non ha espresso alcun parere; che 12 Stati membri hanno votato contro; solo 12 Stati membri, che rappresentano appena il 38,75 % della popolazione dell'Unione, hanno votato a favore e tre si sono astenuti;

O.  considerando che in numerose occasioni la Commissione ha deplorato il fatto che, dall'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1829/2003, le decisioni di autorizzazione sono state da essa adottate senza il sostegno del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e che il rinvio del fascicolo alla Commissione per la decisione finale, decisamente un'eccezione per la procedura nel suo insieme, è diventato la norma per quanto attiene alle decisioni in tema di autorizzazioni di alimenti e mangimi geneticamente modificati; che questa prassi è stata deplorata anche dal Presidente della Commissione Juncker in quanto non democratica(14);

P.  considerando che il 28 ottobre 2015 il Parlamento ha respinto in prima lettura la proposta legislativa del 22 aprile 2015 che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003(15) e ha chiesto alla Commissione di ritirarla e di presentarne una nuova;

Q.  considerando che, come indicato al considerando 14 del regolamento (UE) n. 182/2011, la Commissione dovrebbe, nella misura del possibile, agire in modo da evitare di contrastare qualsiasi posizione predominante che possa emergere nel comitato di appello avverso l'adeguatezza di un atto di esecuzione, specialmente in settori sensibili quali la salute dei consumatori, la sicurezza alimentare e l'ambiente;

R.  considerando che la proposta della Commissione che modifica il regolamento (UE) n. 182/2011 non è sufficiente per colmare il deficit democratico del processo di autorizzazione degli OGM;

S.  considerando che la legittimità democratica può essere garantita solo prevedendo, quantomeno, che nel caso in cui il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali non esprima alcun parere, la proposta della Commissione è ritirata; che tale procedura esiste già per altri comitati permanenti;

1.  ritiene che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione ecceda le competenze di esecuzione previste dal regolamento (CE) n. 1829/2003;

2.  ritiene che la decisione di esecuzione della Commissione non sia conforme al diritto dell'Unione e non sia compatibile con l'obiettivo del regolamento (CE) n. 1829/2003, che consiste, in conformità dei principi generali sanciti dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio(16), nel fornire la base per garantire un elevato livello di tutela della vita e della salute umana, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori in relazione agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, garantendo nel contempo l'efficace funzionamento del mercato interno;

3.  chiede alla Commissione di ritirare il progetto di decisione di esecuzione;

4.  invita la Commissione a sospendere qualsiasi decisione di esecuzione riguardante le domande di autorizzazione di organismi geneticamente modificati fintantoché la procedura di autorizzazione non sarà stata rivista in modo da ovviare alle carenze dell'attuale procedura, rivelatasi inadeguata;

5.  invita i legislatori competenti a portare avanti con urgenza i lavori alla proposta della Commissione che modifica il regolamento (UE) n. 182/2011, e a garantire altresì che, qualora il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali non emetta alcun parere in merito alle autorizzazioni degli OGM destinati alla coltivazione o all'alimentazione umana e animale, la Commissione ritiri la proposta;

6.  invita la Commissione a non autorizzare alcuna pianta geneticamente modificata resistente agli erbicidi (HT GMP) senza una valutazione completa dei residui di irrorazione degli erbicidi complementari e dei loro formulati commerciali applicati nei paesi di coltivazione;

7.  invita la Commissione a elaborare strategie in materia di valutazione del rischio per la salute e di tossicologia, nonché per quanto concerne il monitoraggio successivo all'immissione in commercio, che coprano l'intera catena alimentare e dei mangimi;

8.  invita la Commissione a integrare pienamente la valutazione del rischio posto dall'utilizzo degli erbicidi complementari e dai loro residui nella valutazione del rischio delle piante geneticamente modificate resistenti agli erbicidi, a prescindere dal fatto che la pianta geneticamente modificata sia destinata alla coltivazione nell'Unione o all'importazione per la produzione di alimenti e mangimi;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 268 del 18.10.2003, pag. 1.
(2) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
(3) http://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/182
(4) https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/4659
(5)––––––––––––––––– – Risoluzione del 16 gennaio 2014 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa all'immissione in commercio per la coltivazione, a norma della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, di un granturco (Zea mays L., linea 1507) geneticamente modificato per renderlo resistente a determinati parassiti dell'ordine dei lepidotteri (GU C 482 del 23.12.2016, pag. 110).Risoluzione del 16 dicembre 2015 sulla decisione di esecuzione (UE) 2015/2279 della Commissione, del 4 dicembre 2015, che autorizza l'immissione sul mercato di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato NK603 × T25 (Testi approvati, P8_TA(2015)0456).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87705 × MON 89788 (Testi approvati, P8_TA(2016)0040).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 (Testi approvati, P8_TA(2016)0039).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 (Testi approvati, MST-FGØ72-2) (P8_TA(2016)0038).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × MIR162 × MIR604 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due o tre di tali eventi (Testi approvati, P8_TA(2016)0271).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione per quanto concerne l'immissione in commercio di un garofano geneticamente modificato (Dianthus caryophyllus L., linea SHD-27531-4) (Testi approvati, P8_TA(2016)0272).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione per l'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco geneticamente modificato MON 810 (Testi approvati, P8_TA(2016)0388).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti a base di granturco geneticamente modificato MON 810 (Testi approvati, P8_TA(2016)0389).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco Bt11 geneticamente modificato (Testi approvati, P8_TA(2016)0386).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco 1507 geneticamente modificato (Testi approvati, P8_TA(2016)0387).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato 281-24-236 × 3006-210-23 × MON 88913 (Testi approvati, P8_TA(2016)0390).Risoluzione del 5 aprile 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due, tre o quattro degli eventi Bt11, 59122, MIR604, 1507 e GA21, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0123).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato DAS-40278-9, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0215).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato GHB119 (BCS-GHØØ5-8), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (Testi approvati, P8_TA(2017)0214).Risoluzione del 13 settembre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato DAS-68416-4, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0341).Risoluzione del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 × A5547-127, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0377).Risoluzione del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-44406-6, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0378).
(6) Si veda, per esempio, El-Shamei ZS, Gab-Alla AA, Shatta AA, Moussa EA, Rayan AM, Histopathological Changes in Some Organs of Male Rats Fed on Genetically Modified Corn (Ajeeb YG). J Am Sci. 2012; 8(9):1127-1123. https://www.researchgate.net/publication/235256452_Histopathological_Changes_in_Some_Organs_of_Male_Rats_Fed_on_Genetically_Modified_Corn_Ajeeb_YG
(7) Székács A, Darvas B. Comparative aspects of Cry toxin usage in insect control. In: Ishaaya I, Palli SR, Horowitz AR, eds. Advanced Technologies for Managing Insect Pests. Dordrecht, Netherlands: Springer; 2012:195-230. https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-94-007-4497-4_10
(8) Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco 1507 geneticamente modificato (Testi approvati, P8_TA(2016)0387).
(9) http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/questionLoader?question=EFSA-Q-2004-08
(10) Allegato F – Osservazioni degli Stati membri e risposte del gruppo di esperti sugli OGM, http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/questionLoader?question=EFSA-Q-2015-00342
(11) Allegato F – Osservazioni degli Stati membri e risposte del gruppo di esperti sugli OGM, http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/questionLoader?question=EFSA-Q-2015-00342 pag. 7
(12) https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00267-015-0589-7
(13) https://drive.google.com/file/d/0B7H5dHXeodSCc2RjYmwzaUIyZWs/view
(14) Ad esempio, nel discorso di apertura della sessione plenaria del Parlamento, incluso negli orientamenti politici per la prossima Commissione europea (Strasburgo, 15 luglio 2014), e nel discorso sullo stato dell'Unione 2016 (Strasburgo, 14 settembre 2016).
(15) GU C 355 del 20.10.2017, pag. 165.
(16) GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1.


Soia geneticamente modificata 305423 × 40-3-2
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 visto il progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata 305423 × 40-3-2 (DP-3Ø5423-1 × MON‑Ø4Ø32-6), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (D052752 – 2017/2906(RSP))
P8_TA(2017)0397B8-0570/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata 305423 × 40-3-2 (DP-3Ø5423-1 × MON-Ø4Ø32-6), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (D052752),

–  visto il regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati(1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 3, e l'articolo 19, paragrafo 3,

–  visto il fatto che in occasione del voto del 14 settembre 2017 il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003 non ha espresso alcun parere,

–  visti gli articoli 11 e 13 del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione(2),

–  visto il parere adottato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) il 14 luglio 2016 e pubblicato il 18 agosto 2016(3),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 182/2011 che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (COM(2017)0085, COD(2017)0035),

–  viste le sue precedenti risoluzioni che sollevano obiezioni all'autorizzazione di organismi geneticamente modificati(4),

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  visto l'articolo 106, paragrafi 2 e 3, del suo regolamento,

A.  considerando che il 20 settembre 2007 la Pioneer Overseas Corporation ha presentato all'autorità nazionale competente dei Paesi Bassi, in conformità degli articoli 5 e 17 del regolamento (CE) n. 1829/2003, una domanda di immissione sul mercato di alimenti, ingredienti alimentari e mangimi contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata 305423 x 40-3-2; che la domanda riguardava altresì l'immissione in commercio di soia geneticamente modificata 305423 x 40-3-2 in prodotti, diversi dagli alimenti e dai mangimi, contenenti o costituiti da tale soia e destinati agli stessi usi di tutti gli altri tipi di soia, ad eccezione della coltivazione;

B.  considerando che il 14 luglio 2016 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha espresso parere favorevole in conformità degli articoli 6 e 18 del regolamento (CE) n. 1829/2003, e che tale parere è stato pubblicato il 18 agosto 2016;

C.  considerando che il regolamento (CE) n. 1829/2003 stabilisce che gli alimenti e i mangimi geneticamente modificati non devono avere effetti nocivi sulla salute umana, la salute degli animali o l'ambiente e che, nell'elaborare la sua decisione, la Commissione deve tenere conto della pertinente normativa dell'Unione e di altri fattori legittimi pertinenti alla questione in esame;

D.  considerando che una delle piante parentali, la soia 305423, è stata geneticamente modificata al fine di modificare la composizione oleica delle piante e di sviluppare resistenza agli erbicidi inibitori dell'acetolattato sintetasi (ALS), che comprendono gli erbicidi delle famiglie chimiche dell'imidazolinone, della sulfonilurea, della triazolopirimidina, del (tio)benzoato pirimidinile e del sulfonilaminocarbonil-triazolinone; che l'altra pianta parentale, la soia 40-3-2, contiene il gene EPSPS, inteso a renderla resistente agli erbicidi a base di glifosato; che queste varietà di soia geneticamente modificate sono state combinate per creare un cosiddetto evento multiplo resistente a due erbicidi e dalla composizione oleica modificata;

E.  considerando che durante il periodo di consultazione di tre mesi gli Stati membri hanno presentato numerose osservazioni critiche(5); che le osservazioni più critiche riguardano il fatto che non è possibile esprimere un giudizio favorevole, dal punto di vista dell'alimentazione umana e animale, sul profilo di sicurezza dei prodotti derivati da varietà di soia contenenti gli eventi di trasformazione 305423 e 40-3-2, che non è possibile trarre conclusioni in merito all'allergenicità di questa soia oggetto di eventi multipli, che non vi sono dati sufficienti e comparatori adeguati per valutare le possibili interazioni tra le linee parentali e per individuare eventuali effetti indesiderati negli eventi multipli, rispetto alle linee parentali, e che sulla base dei dati forniti non è possibile concludere la valutazione del rischio della soia 305423 × 40-3-2;

F.  considerando che il richiedente ha fornito uno studio tossicologico sulla somministrazione agli animali per 90 giorni che l'EFSA ha respinto a causa della sua qualità insufficiente; che, di conseguenza, la valutazione del rischio non comprende alcuno studio di questo tipo, e che questo aspetto è stato criticato da varie autorità nazionali competenti; che la mancanza di dati è inaccettabile, soprattutto in considerazione del fatto che le linee guida EFSA del 2006 prevedono tale studio(6);

G.  considerando che, alla luce di una serie di lacune a livello dei dati (tra cui la mancata valutazione degli effetti indesiderati della modifica genetica in questione, la mancata valutazione degli effetti tossici e la mancata valutazione dei residui dell'irrorazione con erbicidi complementari), uno studio indipendente è giunto alla conclusione che non è possibile completare la valutazione del rischio e che la domanda dovrebbe pertanto essere respinta(7);

H.  considerando che l'applicazione degli erbicidi complementari rientra tra le normali pratiche agricole della coltivazione di piante resistenti agli erbicidi e che ci si può pertanto attendere che nel raccolto saranno sempre presenti residui di irrorazione, che sono costituenti inevitabili; che è stato dimostrato che le colture geneticamente modificate resistenti agli erbicidi determinano un utilizzo maggiore di erbicidi complementari rispetto alle loro alternative convenzionali(8);

I.  considerando che l'attuale autorizzazione per il glifosato scade al più tardi il 31 dicembre 2017; che le questioni legate alla cancerogenicità del glifosato rimangono aperte; che nel novembre 2015 l'EFSA ha concluso che è improbabile che il glifosato sia cancerogeno e che nel marzo 2017 l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha concluso che nulla ne giustificava la classificazione; che, al contrario, nel 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell'OMS ha classificato il glifosato come "probabilmente cancerogeno per l'uomo";

J.  considerando che, secondo il gruppo scientifico dell'EFSA sui pesticidi, sulla base dei dati sinora forniti è impossibile trarre conclusioni quanto alla sicurezza dei residui dell'irrorazione di colture geneticamente modificate con formulazioni di glifosato(9); che gli additivi e le loro miscele utilizzati nelle formulazioni commerciali per l'irrorazione con glifosato possono evidenziare una tossicità maggiore di quella del semplice principio attivo(10); che vari studi indicano che le formulazioni di glifosato possono agire come interferenti endocrini(11);

K.  considerando che la soia geneticamente modificata d'importazione è ampiamente utilizzata nell'Unione per i mangimi; che uno studio scientifico oggetto di valutazione inter pares ha individuato una possibile correlazione tra la presenza di glifosato nei mangimi somministrati a scrofe gravide e l'aumento dei casi di gravi anomalie congenite nei lattonzoli(12);

L.  considerando che non esiste una valutazione esaustiva del rischio posto dai residui di inibitori ALS irrorati come erbicidi complementari su soia geneticamente modificata; che, al contrario, il gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sui pesticidi ha riscontrato notevoli carenze a livello dei dati per quanto riguarda il tifensulfuron, che è uno dei principi attivi che agiscono come inibitori ALS(13);

M.  considerando che i residui di irrorazione degli erbicidi complementari non sono stati valutati; che non è dunque possibile concludere che la soia geneticamente modificata 305423 × 40-30-2 irrorata con glifosato ed erbicidi inibitori ALS possa essere utilizzata in modo sicuro negli alimenti e nei mangimi;

N.  considerando che l'autorizzazione dell'importazione di soia 305423 × 40-3-2 nell'Unione comporterà indubbiamente un aumento della sua coltivazione nei paesi terzi e un corrispondente aumento dell'uso degli erbicidi complementari;

O.  considerando che la soia 305423 × 40-3-2 è coltivata in Argentina, Canada e Giappone; che l'impatto devastante sulla salute dell'uso del glifosato in Argentina è stato ampliamente documentato;

P.  considerando che l'Unione ha sottoscritto gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, che comprendono l'impegno a ridurre in misura sostanziale entro il 2030 il numero di morti e malattie dovute a sostanze chimiche pericolose e alla contaminazione e all'inquinamento dell'aria, delle acque e del suolo (SDG 3, obiettivo 3.9)(14); che l'Unione è impegnata a garantire la coerenza delle politiche per lo sviluppo, che mira a ridurre al minimo le contraddizioni e a creare sinergie tra le diverse politiche dell'Unione, segnatamente nei settori del commercio, dell'ambiente e dell'agricoltura, a vantaggio dei paesi in via di sviluppo e per aumentare l'efficacia della cooperazione allo sviluppo;

Q.  considerando che lo sviluppo di colture geneticamente modificate resistenti a diversi erbicidi selettivi è dovuto principalmente alla rapida evoluzione della resistenza delle piante infestanti al glifosato in paesi che hanno fatto massiccio ricorso a colture geneticamente modificate; che nelle pubblicazioni scientifiche sono documentate oltre venti diverse varietà di piante infestanti resistenti al glifosato(15);

R.  considerando che in occasione del voto del 14 settembre 2017 il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, non ha espresso parere; che 14 Stati membri hanno votato a sfavore, solo 10 Stati membri, che rappresentano appena il 38,43 % della popolazione dell'Unione, hanno votato a favore e tre si sono astenuti;

S.  considerando che in numerose occasioni la Commissione ha deplorato il fatto che, dall'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1829/2003, le decisioni di autorizzazione sono state da essa adottate senza il sostegno del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e che il rinvio del fascicolo alla Commissione per la decisione finale, decisamente un'eccezione per la procedura nel suo insieme, è diventato la norma per quanto attiene alle decisioni in tema di autorizzazioni di alimenti e mangimi geneticamente modificati; che questa prassi è stata deplorata anche dal Presidente della Commissione Juncker in quanto non democratica(16);

T.  considerando che il 28 ottobre 2015 il Parlamento ha respinto in prima lettura la proposta legislativa del 22 aprile 2015 che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003(17) e ha chiesto alla Commissione di ritirarla e di presentarne una nuova;

U.  considerando che, come indicato al considerando 14 del regolamento (UE) n. 182/2011, la Commissione dovrebbe, nella misura del possibile, agire in modo da evitare di contrastare qualsiasi posizione predominante che possa emergere nel comitato di appello avverso l'adeguatezza di un atto di esecuzione, specialmente in settori sensibili quali la salute dei consumatori, la sicurezza alimentare e l'ambiente;

V.  considerando che la proposta della Commissione che modifica il regolamento (UE) n. 182/2011 non è sufficiente per colmare il deficit democratico del processo di autorizzazione degli OGM;

W.  considerando che la legittimità democratica può essere garantita solo prevedendo, quantomeno, che nel caso in cui il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali non esprima alcun parere la proposta della Commissione è ritirata; che tale procedura esiste già per altri comitati permanenti;

1.  ritiene che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione ecceda le competenze di esecuzione previste dal regolamento (CE) n. 1829/2003;

2.  ritiene che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione non sia conforme al diritto dell'Unione e non sia compatibile con l'obiettivo del regolamento (CE) n. 1829/2003, che consiste, in conformità dei principi generali sanciti dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio(18), nel fornire la base per garantire un elevato livello di tutela della vita e della salute umana, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori in relazione agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, garantendo nel contempo l'efficace funzionamento del mercato interno;

3.  chiede alla Commissione di ritirare il progetto di decisione di esecuzione;

4.  invita la Commissione a sospendere qualsiasi decisione di esecuzione riguardante le domande di autorizzazione di organismi geneticamente modificati fintantoché la procedura di autorizzazione non sarà stata rivista in modo da ovviare alle carenze dell'attuale procedura, rivelatasi inadeguata;

5.  invita i legislatori competenti a portare avanti con urgenza i lavori sulla proposta della Commissione recante modifica del regolamento (UE) n. 182/2011 e a garantire fra l'altro che, qualora il comitato permanente per la catena alimentare e la salute animale non esprima parere in merito alle autorizzazioni degli OGM, sia a fini di coltivazione che per la produzione di alimenti e mangimi, la Commissione ritiri la proposta;

6.  invita la Commissione a non autorizzare alcuna pianta geneticamente modificata resistente agli erbicidi (HT GMP) senza una valutazione completa degli effetti cumulativi specifici dei residui di irrorazione di erbicidi complementari e dei loro formulati commerciali utilizzati nei paesi di coltivazione;

7.  invita la Commissione a richiedere prove molto più dettagliate per determinare i rischi per la salute legati a eventi multipli come la soia 305423 × 40-3-2;

8.  invita la Commissione a elaborare strategie in materia di valutazione del rischio per la salute e di tossicologia, nonché per quanto concerne il monitoraggio successivo all'immissione in commercio, che coprano l'intera catena alimentare e dei mangimi;

9.  invita la Commissione a integrare pienamente la valutazione del rischio posto dall'utilizzo degli erbicidi complementari e dai loro residui nella valutazione del rischio delle piante geneticamente modificate resistenti agli erbicidi, a prescindere dal fatto che la pianta geneticamente modificata sia destinata alla coltivazione nell'Unione o all'importazione per la produzione di alimenti e mangimi;

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 268 del 18.10.2003, pag. 1.
(2) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
(3) https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/4566
(4)––––––––––––––––– .– Risoluzione del 16 gennaio 2014 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa all'immissione in commercio per la coltivazione, a norma della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, di un granturco (Zea mays L., linea 1507) geneticamente modificato per renderlo resistente a determinati parassiti dell'ordine dei lepidotteri (GU C 482 del 23.12.2016, pag. 110).Risoluzione del 16 dicembre 2015 sulla decisione di esecuzione (UE) 2015/2279 della Commissione, del 4 dicembre 2015, che autorizza l'immissione sul mercato di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato NK603 × T25 (Testi approvati, P8_TA(2015)0456).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87705 × MON 89788 (Testi approvati, P8_TA(2016)0040).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 (Testi approvati, P8_TA(2016)0039).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 (MST-FGØ72-2) (Testi approvati, P8_TA(2016)0038).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × MIR162 × MIR604 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due o tre di tali eventi (Testi approvati, P8_TA(2016)0271).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione per quanto concerne l'immissione in commercio di un garofano geneticamente modificato (Dianthus caryophyllus L., linea SHD-27531-4) (Testi approvati, P8_TA(2016)0272).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione per l'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco geneticamente modificato MON 810 (Testi approvati, P8_TA(2016)0388).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti a base di granturco geneticamente modificato MON 810 (Testi approvati, P8_TA(2016)0389).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco Bt11 geneticamente modificato (Testi approvati, P8_TA(2016)0386).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco 1507 geneticamente modificato (Testi approvati, P8_TA(2016)0387).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato 281-24-236 × 3006-210-23 × MON 88913 (Testi approvati, P8_TA(2016)0390).Risoluzione del 5 aprile 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due, tre o quattro degli eventi Bt11, 59122, MIR604, 1507 and GA21, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0123).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato DAS-40278-9, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0215).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato GHB119 (BCS-GHØØ5-8), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (Testi approvati, P8_TA(2017)0214).Risoluzione del 13 settembre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato DAS-68416-4, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0341).Risoluzione del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 × A5547-127, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0377).Risoluzione del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-44406-6, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (Testi approvati, P8_TA(2017)0378).
(5) Allegato G – Osservazioni degli Stati membri e risposte del gruppo di esperti scientifici sugli organismi geneticamente modificati, http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/questionLoader?question=EFSA-Q-2012-00368.
(6) Ibidem.
(7).https://www.testbiotech.org/sites/default/files/TBT%20Background%20Soybean%20305423%20x%2040-3-2.pdf
(8) https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00267-015-0589-7
(9) EFSA conclusion of the peer review of the pesticide risk assessment of the active substance glyphosate (Conclusioni EFSA sulla revisione inter pares della valutazione del rischio come antiparassitario della sostanza attiva glifosato). EFSA journal 2015, 13 (11):4302: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2015.4302/epdf
(10) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3955666
(11) https://www.testbiotech.org/sites/default/files/TBT%20Background%20Soybean%20305423%20x%2040-3-2.pdf
(12) https://www.omicsonline.org/open-access/detection-of-glyphosate-in-malformed-piglets-2161-0525.1000230.php?aid=27562
(13) "The potential endocrine disruption of thifensufron-methyl was identified as an issue that could not be finalised and a critical area of concern" (Il potenziale effetto di perturbazione del sistema endocrino del tifensulfuron metile non ha potuto essere chiarito in via definitiva ed è stato individuato come un aspetto critico". Conclusioni sulla revisione inter pares della sostanza attiva tifensulfuron metile. EFSA journal 13(7):4201, p. 2: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2015.4201/epdf
(14) https://sustainabledevelopment.un.org/sdg3
(15).https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-94-007-7796-5_12
(16) Ad esempio, nel discorso di apertura della tornata del Parlamento, incluso negli orientamenti politici per la prossima Commissione europea (Strasburgo, 15 luglio 2014), e nel discorso sullo stato dell'Unione 2016 (Strasburgo, 14 settembre 2016).
(17) GU C 355 del 20.10.2017, pag. 165.
(18) GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1.


Colza geneticamente modificata MON 88302 × Ms8 × Rf3
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da colza geneticamente modificata MON 88302 × Ms8 × Rf3 (MON-883Ø2-9 × ACSBNØØ5-8 × ACS-BNØØ3-6), MON 88302 × Ms8 (MON-883Ø2-9 × ACSBNØØ5-8) e MON 88302 × Rf3 (MON-883Ø2-9 × ACS-BNØØ3-6), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (D052753 – 2017/2907(RSP))
P8_TA(2017)0398B8-0569/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da colza geneticamente modificata MON 88302 × Ms8 × Rf3 (MON-883Ø2-9 × ACSBNØØ5-8 × ACS-BNØØ3-6), MON 88302 × Ms8 (MON-883Ø2-9 × ACSBNØØ5-8) e MON 88302 × Rf3 (MON-883Ø2-9 × ACS-BNØØ3-6), a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (D052753),

–  visto il regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati(1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 3, e l'articolo 19, paragrafo 3,

–  visto il fatto che il 14 settembre 2017 il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003 ha votato senza esprimere parere,

–  visti gli articoli 11 e 13 del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione(2),

–  visto il parere adottato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) il 1° marzo 2017 e pubblicato il 10 aprile 2017(3),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) n. 182/2011 che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (COM(2017)0085, COD(2017)0035),

–  viste le sue precedenti risoluzioni che sollevano obiezioni all'autorizzazione di organismi geneticamente modificati(4),

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

–  visto l'articolo 106, paragrafi 2 e 3, del suo regolamento,

A.  considerando che il 3 dicembre 2013, Monsanto Europe S.A. e Bayer CropScience N.V. hanno presentato una domanda di immissione in commercio di alimenti, ingredienti alimentari e mangimi contenenti, costituiti od ottenuti a partire da colza geneticamente modificata MON 88302 × Ms8 × Rf3 all'autorità nazionale competente dei Paesi Bassi, a norma degli articoli 5 e 17 del regolamento (CE) n. 1829/2003; che la domanda riguardava altresì l'immissione in commercio di colza geneticamente modificata MON 88302 × Ms8 × Rf3 in prodotti, diversi dagli alimenti e dai mangimi, contenenti o costituiti da tale colza e destinati agli stessi usi di tutti gli altri tipi di colza, ad eccezione della coltivazione; che la domanda riguardava, per tali usi, tutte le sottocombinazioni dei singoli eventi di modifica genetica che costituiscono la colza MON 88302 × Ms8 × Rf3;

B.  considerando che il 1° marzo 2017 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha espresso parere favorevole in conformità degli articoli 6 e 18 del regolamento (CE) n. 1829/2003, e che tale parere è stato pubblicato il 10 aprile 2017;

C.  considerando che il regolamento (CE) n. 1829/2003 stabilisce che alimenti o mangimi geneticamente modificati non devono avere effetti nocivi sulla salute umana, la salute degli animali o l'ambiente e che la Commissione deve tenere conto di ogni disposizione pertinente del diritto dell'Unione e di altri fattori legittimi pertinenti alla questione in esame al momento di elaborare la sua decisione;

D.  considerando che la colza contenente tre eventi combinati è stata ottenuta mediante incroci convenzionali mirati alla combinazione di tre singoli eventi di modifica genetica: il MON 88302, che esprime la proteina 5-enolpiruvil-shikimato-3-fosfato sintasi (CP4 EPSPS) resistente all'erbicida contenente glifosato, l'MS8, che esprime le proteine barnase e fosfinotricina acetiltransferasi (PAT), e l'RF3, che esprime le proteine barstar e PAT, resistenti agli erbicidi contenenti glufosinato di ammonio e per l'ottenimento di eterosi (vigore dell'ibrido);

E.  considerando che durante il trimestre di consultazione gli Stati membri hanno presentato diverse osservazioni critiche; che dalle osservazioni generali più critiche si evince che i dati presentati non corroborano una valutazione globale e attendibile delle potenziali interazioni tra i singoli eventi incorporati nella colza geneticamente modificata MON 88302 × Ms8 × Rf3, che è invece obbligatoria secondo le linee guida dell'EFSA; che, tenuto conto delle batterie di test e della concezione degli studi, non è possibile ricavare alcuna prova decisiva in merito agli effetti a lungo termine (in particolare per quanto riguarda gli alimenti) sulla riproduzione o lo sviluppo; che le informazioni (dati e analisi di dati) fornite sulla valutazione fenotipica, la composizione e la tossicologia sono insufficienti e che occorrono ulteriori studi per dimostrare la sicurezza della colza MON 88302 × MS8 × RF3(5);

F.  considerando che gli specifici settori problematici riguardano l'assenza di uno studio sull'alimentazione di ratti lungo l'arco di 90 giorni, la mancata valutazione dei residui degli erbicidi complementari sui prodotti alimentari e sui mangimi importati, le possibili ricadute negative sulla salute e l'inadeguatezza del piano di monitoraggio ambientale;

G.  considerando che, in ragione dell'assenza di un rapporto della tossicità subcronica sui ratti lungo l'arco di 90 giorni, l'agenzia francese per l'alimentazione, l'ambiente e la salute e la sicurezza sul lavoro ha debitamente respinto la domanda di immissione in commercio della colza MON 88302 × MS8 × RF3(6);

H.  considerando la conclusione di uno studio indipendente secondo cui il parere dell'EFSA dovrebbe essere respinto a causa di gravi difetti e carenze sostanziali e, di conseguenza, l'importazione nell'Unione di semi vitali dell'evento combinato MON 88302 × MS8 × RF3 non dovrebbe essere autorizzata(7);

I.  considerando che l'applicazione degli erbicidi complementari rientra tra le normali pratiche agricole della coltivazione di piante resistenti agli erbicidi e che è pertanto lecito attendersi che nel raccolto saranno sempre presenti residui di irrorazione, che sono costituenti inevitabili; che è stato dimostrato che le colture geneticamente modificate resistenti agli erbicidi determinano un maggiore ricorso agli erbicidi complementari rispetto alle loro alternative convenzionali(8);

J.  considerando che l'attuale autorizzazione per il glifosato scade al più tardi il 31 dicembre 2017; che le questioni legate alla cancerogenicità del glifosato rimangono aperte; che nel novembre 2015 l'EFSA ha constatato l'improbabilità che il glifosato sia cancerogeno e nel marzo 2017 l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha stabilito che la sua classificazione non era giustificata; che, al contrario, nel 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell'OMS ha classificato il glifosato come "probabilmente cancerogeno per l'uomo";

K.  considerando che, secondo il comitato sugli antiparassitari dell'EFSA, non è possibile trarre conclusioni in merito alla sicurezza dei residui da irrorazione di colture geneticamente modificate sulla base dei dati forniti ad oggi(9); che gli additivi e le loro miscele utilizzati nelle formulazioni commerciali per l'irrorazione di glifosato possono presentare una tossicità maggiore rispetto a quella del semplice principio attivo(10); che da una serie di studi si evince che le formulazioni di glifosato possono fungere da interferenti endocrini(11);

L.  considerando che la colza geneticamente modificata importata è ampiamente utilizzata per l'alimentazione degli animali nell'Unione; che uno studio scientifico sottoposto a valutazione inter pares ha riscontrato una possibile correlazione tra il glifosato nei mangimi per scrofe gravide e l'aumento dell'incidenza di gravi anomalie congenite nei suinetti(12);

M.  considerando che il glufosinato è classificato come tossico per la riproduzione e rientra quindi nei cosiddetti criteri di esclusione stabiliti nel regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari(13); che l'approvazione del glufosinato giunge a scadenza il 31 luglio 2018(14);

N.  considerando che l'autorità competente di uno Stato membro ha messo in evidenza l'incongruenza di autorizzare l'importazione di colza geneticamente modificata resistente al glufosinato vista l'improbabilità del rinnovo dell'autorizzazione all'uso del glufosinato nell'Unione, data la sua tossicità per la riproduzione(15);

O.  considerando che i residui di irrorazione degli erbicidi complementari non sono stati valutati; che non è pertanto possibile concludere che la colza geneticamente modificata irrorata con glifosato e glufosinato possa essere utilizzata in modo sicuro negli alimenti e nei mangimi;

P.  considerando inoltre che le autorità competenti di numerosi Stati membri hanno manifestato inquietudine circa la capacità della colza geneticamente modificata di insediarsi come popolazione selvatica nell'Unione, soprattutto ai bordi delle strade su cui possono transitare le importazioni, rilevando altresì l'insufficienza del piano di monitoraggio al riguardo;

Q.  considerando che uno Stato membro ha osservato che "il glifosato è comunemente utilizzato nell'Unione per combattere le erbe infestanti lungo i bordi delle ferrovie e delle strade; in tali circostanze, l'elevata resistenza al glifosato del MON88302 × MS8 × RF3 può comportare un vantaggio selettivo; gli effetti di tale vantaggio selettivo sulla persistenza e l'invasività dovrebbero essere presi in considerazione in sede di valutazione della probabilità che il ceppo costituisca popolazioni permanenti in Europa, soprattutto data la capacità della colza di sopravvivere nella banca di sementi";

R.  considerando che, secondo uno studio austriaco del 2011, diversi studi internazionali considerano lo spargimento involontario di sementi durante le attività di trasporto un fattore decisivo dell'insediamento di popolazioni di colza selvatica negli habitat ai bordi delle strade; è un problema assai noto il fatto che le popolazioni di colza selvatica sono presenti ovunque non solo nei paesi in cui si coltiva la colza ma anche in quelli in cui le sementi sono semplicemente importate e successivamente trasportate verso impianti di trasformazione dell'olio; inoltre, l'importazione di tipi diversi di ceppi di colza resistenti agli erbicidi possono dar vita a popolazioni selvatiche multiresistenti ("accumulo di geni"), il che provoca o acuisce i problemi di gestione degli erbicidi negli habitat ai bordi delle strade(16);

S.  considerando che lo sviluppo di colture geneticamente modificate resistenti a diversi erbicidi selettivi è dovuto principalmente alla rapida evoluzione della resistenza delle piante infestanti al glifosato in paesi che hanno fatto massiccio ricorso a colture geneticamente modificate; che nelle pubblicazioni scientifiche sono documentate oltre venti diverse varietà di piante infestanti resistenti al glifosato(17); che le piante infestanti resistenti al glufosinato sono osservate sin dal 2009;

T.  considerando che il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali, di cui all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, ha votato il 14 settembre 2017 senza esprimere parere; che 14 Stati membri hanno votato a sfavore del progetto di atto di esecuzione, mentre soltanto 10 Stati membri, che rappresentano appena il 36,48 % della popolazione dell'Unione, hanno votato a favore e tre si sono astenuti;

U.  considerando che la Commissione ha deplorato più volte, dall'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1829/2003, il fatto di aver adottato decisioni di autorizzazione senza il sostegno del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali e che il rinvio del fascicolo alla Commissione per la decisione finale, che costituisce decisamente un'eccezione per la procedura nel suo insieme, sia diventato la norma per quanto attiene alle decisioni in tema di autorizzazioni di alimenti e mangimi geneticamente modificati; che questa prassi è stata deplorata anche dal Presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, in quanto non democratica(18);

V.  considerando che il 28 ottobre 2015 il Parlamento europeo ha respinto in prima lettura la proposta legislativa del 22 aprile 2015 che modifica il regolamento (CE) n. 1829/2003(19), invitando la Commissione a ritirarla e a presentarne una nuova;

W.  considerando che, come recita il considerando 14 del regolamento (UE) n. 182/2011, la Commissione dovrà, nella misura del possibile, agire in modo da evitare di contrastare qualsiasi posizione dominante che possa emergere nel comitato di appello avverso l'adeguatezza di un atto di esecuzione, specialmente in settori sensibili quali la salute dei consumatori, la sicurezza alimentare e l'ambiente;

X.  considerando che la proposta della Commissione intesa a modificare il regolamento (UE) n. 182/2011 non è in grado di porre rimedio alla mancanza di democrazia nel processo di autorizzazione degli OGM;

Y.  considerando che può essere assicurata la legittimità democratica soltanto garantendo, come minimo, che, qualora il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali non emetta alcun parere, la proposta della Commissione sia ritirata; che tale procedura è già prevista, per altri comitati permanenti;

1.  ritiene che il progetto di decisione di esecuzione della Commissione ecceda le competenze di esecuzione previste dal regolamento (CE) n. 1829/2003;

2.  ritiene che la decisione di esecuzione della Commissione non sia conforme al diritto dell'Unione in quanto non compatibile con l'obiettivo del regolamento (CE) n. 1829/2003, che consiste, in conformità dei principi generali sanciti dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio(20), nel fornire la base per garantire un elevato livello di tutela della vita e della salute umana, della salute e del benessere degli animali, dell'ambiente e degli interessi dei consumatori in relazione agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, garantendo nel contempo l'efficace funzionamento del mercato interno;

3.  chiede alla Commissione di ritirare il progetto di decisione di esecuzione;

4.  invita la Commissione a sospendere qualsiasi decisione di esecuzione riguardo alle domande di autorizzazione di organismi geneticamente modificati fintantoché la procedura di autorizzazione non sarà stata rivista in modo da ovviare alle carenze dell'attuale procedura rivelatasi inadeguata;

5.  invita i legislatori competenti a portare avanti con urgenza i lavori alla proposta della Commissione che modifica il regolamento (UE) n. 182/2011 e a garantire altresì che, qualora il comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali non emetta alcun parere in merito alle autorizzazioni degli OGM destinati alla coltivazione o all'alimentazione umana e animale, la Commissione ritiri la proposta;

6.  invita la Commissione a non autorizzare alcuna pianta geneticamente modificata resistente a una combinazione di erbicidi, come nel caso della colza MON 88302 × Ms8 × Rf3, senza una valutazione integrale degli effetti cumulativi specifici dei residui da irrorazione della combinazione di erbicidi complementari e dei loro formulati commerciali utilizzati nei paesi di coltivazione;

7.  invita la Commissione a richiedere prove molto più dettagliate per la determinazione dei rischi sanitari legati a eventi combinati quali la colza MON 88302 × Ms8 × Rf3;

8.  invita la Commissione a elaborare strategie per la valutazione del rischio per la salute e la tossicologia, nonché per il monitoraggio successivo all'immissione in commercio, che siano mirate all'intera catena alimentare e dei mangimi;

9.  invita la Commissione a integrare pienamente la valutazione del rischio dell'impiego di erbicidi complementari e dei loro residui nella valutazione del rischio della piante geneticamente modificate resistenti agli erbicidi, a prescindere dal fatto che la pianta geneticamente modificata sia destinata alla coltivazione nell'Unione o all'importazione per alimenti e mangimi;

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 268 del 18.10.2003, pag. 1.
(2) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
(3) https://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/4767
(4)––––––––––––––––– – Risoluzione del 16 gennaio 2014 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa all'immissione in commercio per la coltivazione, a norma della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, di un granturco (Zea mays L., linea 1507) geneticamente modificato per renderlo resistente a determinati parassiti dell'ordine dei lepidotteri (GU C 482 del 23.12.2016, pag. 110).Risoluzione del 16 dicembre 2015 sulla decisione di esecuzione (UE) 2015/2279 della Commissione, del 4 dicembre 2015, che autorizza l'immissione sul mercato di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato NK603 × T25 (P8_TA(2015)0456).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87705 × MON 89788 (P8_TA(2016)0040).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata MON 87708 × MON 89788 (P8_TA(2016)0039).Risoluzione del 3 febbraio 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata FG72 (MST-FGØ72-2) (P8_TA(2016)0038).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × MIR162 × MIR604 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due o tre di tali eventi (P8_TA(2016)0271).Risoluzione dell'8 giugno 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione per quanto concerne l'immissione in commercio di un garofano geneticamente modificato (Dianthus caryophyllus L., linea shd-27531-4) (P8_TA(2016)0272).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che rinnova l'autorizzazione per l'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco geneticamente modificato MON 810 (P8_TA(2016)0388).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti a base di granturco geneticamente modificato MON 810 (P8_TA(2016)0389).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco Bt11 geneticamente modificato (P8_TA(2016)0386).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione relativa all'immissione in commercio per la coltivazione di sementi di granturco 1507 geneticamente modificato (P8_TA(2016)0387).Risoluzione del 6 ottobre 2016 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato 281-24-236 × 3006-210-23 × MON 88913 (P8_TA(2016)0390).Risoluzione del 5 aprile 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti da granturco geneticamente modificato Bt11 × 59122 × MIR604 × 1507 × GA21 e da granturchi geneticamente modificati che combinano due, tre o quattro degli eventi Bt11, 59122, MIR604, 1507 e GA21, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (P8_TA(2017)0123).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato DAS-40278-9 a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (P8_TA(2017)0215).Risoluzione del 17 maggio 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da cotone geneticamente modificato GHB119 (BCS-GHØØ5-8) a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (P8_TA(2017)0214).Risoluzione del 13 settembre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-68416-4, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (P8_TA(2017)0341).Risoluzione del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato FG72, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (P8_TA(2017)0377).Risoluzione del 4 ottobre 2017 sul progetto di decisione di esecuzione della Commissione che autorizza l'immissione in commercio di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata DAS-44406-6, a norma del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati (P8_TA(2017)0378).
(5) Allegato G – Osservazioni degli Stati membri e risposte del gruppo di esperti sugli OGM, http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/questionLoader?question=EFSA-Q-2012-00368.
(6) Ibidem.
(7)https://www.testbiotech.org/sites/default/files/TBT%20comment%20MON80332%20x%20MS8%20x%20RF3_v2.pdf
(8) https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00267-015-0589-7
(9) Conclusioni dell'EFSA sull'esame inter pares della valutazione del rischio della sostanza attiva glifosato come antiparassitario. EFSA journal 2015, 13 (11):4302 http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2015.4302/epdf
(10) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3955666
(11) https://www.testbiotech.org/sites/default/files/TBT%20Background%20Soybean%20305423%20x%2040-3-2.pdf
(12) https://www.omicsonline.org/open-access/detection-of-glyphosate-in-malformed-piglets-2161-0525.1000230.php?aid=27562
(13) GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.
(14) GU L 67 del 12.3.2015, pag. 6.
(15) Allegato G – Osservazioni degli Stati membri e risposte del gruppo di esperti sugli OGM, http://registerofquestions.efsa.europa.eu/roqFrontend/questionLoader?question=EFSA-Q-2012-00368.
(16)https://www.bmgf.gv.at/cms/home/attachments/3/0/9/CH1060/CMS1215778250501/osrimportban_gt73,ms8xrf3_2011_(nicht_zu_versenden_).pdf, pag. 4.
(17) https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-94-007-7796-5_12
(18) Ad esempio, in occasione del discorso di apertura della sessione plenaria del Parlamento, incluso negli orientamenti politici per la prossima Commissione europea (Strasburgo, 15 luglio 2014) e nel discorso sullo stato dell'Unione 2016 (Strasburgo, 14 settembre 2016).
(19) GU C 355 del 20.10.2017, pag. 165.
(20) GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1.


Progetto di bilancio rettificativo n. 5/2017: finanziamento a favore del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile e incremento della riserva per aiuti d'urgenza
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 5/2017 dell'Unione europea per l'esercizio 2017 che assicura il finanziamento a favore del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD) e incrementa la riserva per aiuti d'urgenza a seguito della revisione del regolamento sul quadro finanziario pluriennale (12441/2017 – C8-0351/2017 – 2017/2135(BUD))
P8_TA(2017)0399A8-0301/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(1)del Consiglio, in particolare l'articolo 41,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017, definitivamente adottato il 1° dicembre 2016(2),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (regolamento QFP)(3),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2017/1123 del Consiglio, del 20 giugno 2017, recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(4),

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(5),

–  vista la decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(6),

–  visto il progetto di bilancio rettificativo n. 5/2017 adottato dalla Commissione il 28 luglio 2017 (COM(2017)0485),

–  vista la posizione sul progetto di bilancio rettificativo n. 5/2017 adottata dal Consiglio il 10 ottobre 2017 e trasmessa al Parlamento europeo l'11 ottobre 2017 (12441/2017 – C8-0351/2017),

–  visti gli articoli 88 e 91 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0301/2017),

A.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 5/2017 è inteso ad assicurare il finanziamento a favore del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD) a seguito dell'adozione della relativa base giuridica, e a tener conto nel bilancio generale 2017 dell'esito della revisione intermedia del regolamento QFP per quanto riguarda l'aumento dell'importo annuo della riserva per aiuti d'urgenza da 280 milioni di EUR a 300 milioni di EUR a prezzi 2011;

B.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 5/2017 prevede che l'importo di 275 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno e di pagamento per l'EFSD sia coperto integralmente mediante la mobilizzazione dello strumento di flessibilità, data l'assenza di margine entro il massimale di impegno della rubrica 4 ("Ruolo mondiale dell'Europa");

C.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 5/2017 stabilisce al contempo una riduzione di 275 milioni di EUR degli stanziamenti di pagamento per il Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) alla rubrica 3 ("Sicurezza e cittadinanza"), dovuta a una prevista sottoutilizzazione derivante dalla tardiva adozione delle basi giuridiche e da un ritardo nella programmazione;

D.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 5/2017 prevede anche un aumento di 22,8 milioni di EUR (a prezzi correnti) in stanziamenti di pagamento per la riserva per aiuti d'urgenza, tenendo così conto della revisione intermedia del regolamento QFP;

E.  considerando che il progetto di bilancio rettificativo n. 5/2017 è accompagnato da una proposta di decisione relativa alla mobilizzazione dello strumento di flessibilità per provvedere al finanziamento del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (COM(2017)0480) per un importo di 275 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno e di pagamento alla rubrica 4;

F.  considerando che, nell'ambito della procedura di bilancio per il 2017, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno invitato la Commissione a chiedere gli stanziamenti necessari per il finanziamento dell'EFSD in un bilancio rettificativo non appena la base giuridica sarà stata approvata e si sono impegnati a trattare rapidamente il progetto di bilancio rettificativo per il 2017 presentato dalla Commissione;

1.  prende atto del progetto di bilancio rettificativo n. 5/2017 quale presentato dalla Commissione;

2.  accoglie con favore la tempestiva adozione e l'entrata in vigore del regolamento (UE) 2017/1601(7) sull'EFSD e ne chiede una rapida attuazione, nel pieno rispetto delle norme e delle priorità fissate dal legislatore, con particolare attenzione alle sue disposizioni in materia di responsabilità;

3.  si compiace che la revisione intermedia del Quadro finanziario pluriennale consenta di finanziare l'EFSD mediante un aumento dello strumento di flessibilità, incrementando al contempo il volume della riserva per aiuti d'urgenza;

4.  si rammarica del basso tasso di esecuzione del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) e del Fondo sicurezza interna (ISF) da parte degli Stati membri; ricorda che uno storno di bilancio (DEC 18/2017) già riduce gli stanziamenti di pagamento alla rubrica 3 ("Sicurezza e cittadinanza") di 284 milioni di EUR, trasferendo stanziamenti dell'AMIF e dell'ISF per rafforzare un'altra rubrica; esorta gli Stati membri a rispettare gli impegni politici assunti e a compiere tutto il possibile nell'ambito delle loro competenze per rispecchiare l'importanza di questa priorità dell'Unione;

5.  approva la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 5/2017;

6.  incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio rettificativo n. 5/2017 è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

(1) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(2) GU L 51 del 28.2.2017.
(3) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(4) GU L 163 del 24.6.2017, pag. 1.
(5) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(6) GU L 168 del 7.6.2014, pag. 105.
(7) GU L 249 del 27.9.2017, pag. 1.


Mobilizzazione dello strumento di flessibilità per provvedere al finanziamento del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile
PDF 245kWORD 49k
Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilizzazione dello strumento di flessibilità per provvedere al finanziamento del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (COM(2017)0480 – C8-0235/2017 – 2017/2134(BUD))
P8_TA(2017)0400A8-0298/2017

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2017)0480 – C8‑0235/2017),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(1) (regolamento QFP), in particolare l'articolo 11,

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(2), in particolare il punto 12,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017, adottato in via definitiva il 1° dicembre 2016(3),

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0298/2017),

A.  considerando che dopo la revisione del regolamento QFP, è disponibile a titolo dello strumento di flessibilità un importo annuo di 676 milioni di EUR a prezzi correnti, maggiorato degli importi decaduti del Fondo di solidarietà dell'Unione europea e del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, vale a dire 646 milioni di EUR alla fine del 2016; che un importo pari a 530 milioni di EUR è già mobilizzato attraverso lo strumento di flessibilità nel bilancio 2017, lasciando in tal modo 792 milioni di EUR a disposizione per un'ulteriore mobilizzazione;

B.  considerando che il regolamento (UE) 2017/1601 del Parlamento europeo e del Consiglio(4) è entrato in vigore il 28 settembre 2017;

C.  considerando che dopo aver vagliato tutte le possibilità di riassegnazione degli stanziamenti di impegno alla rubrica 4 (Europa globale), la Commissione ha proposto di mobilizzare lo strumento di flessibilità per l'importo di 275 milioni di EUR oltre il massimale della rubrica 4 al fine di provvedere al finanziamento del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD);

1.  osserva che il massimale 2017 della rubrica 4 non consente di finanziare l'EFSD in maniera adeguata; ribadisce la posizione, che sostiene da tempo, secondo cui le risorse finanziarie per l'azione esterna dell'Unione non sono sufficienti a far fronte alle esigenze di una politica estera proattiva e sostenibile;

2.  approva pertanto la mobilizzazione dello strumento di flessibilità per un importo pari a 275 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno e di pagamento;

3.  ribadisce che la mobilizzazione di tale strumento, a norma dell'articolo 11 del regolamento QFP, dimostra ancora una volta l'assoluta necessità di garantire una maggiore flessibilità del bilancio dell'Unione;

4.  ribadisce la posizione che sostiene da tempo, secondo cui i pagamenti derivanti da impegni precedentemente mobilizzati attraverso lo strumento di flessibilità possono essere iscritti in bilancio soltanto oltre i limiti dei massimali del QFP;

5.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

6.  incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

ALLEGATO: DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativa alla mobilizzazione dello strumento di flessibilità per provvedere al finanziamento del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile

(Il testo dell'allegato non figura poiché esso corrisponde all'atto finale, la decisione (UE) 2018/51.)

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(2) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(3) GU L 51 del 28.2.2017.
(4) Regolamento (UE) 2017/1601 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 settembre 2017, che istituisce il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), la garanzia dell’EFSD e il Fondo di garanzia dell’EFSD (GU L 249 del 27.9.2017, pag. 1).


Documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE
PDF 168kWORD 53k
Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sul documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE (2017/2742(RSP))
P8_TA(2017)0401B8-0565/2017

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 311, 312 e 323 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(1), in particolare l'articolo 2,

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(2),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2016 sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione(3),

–  visto il documento di riflessione della Commissione sul futuro delle finanze dell'UE del 28 giugno 2017,

–  vista la dichiarazione della Commissione del 4 luglio 2017 relativa al documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE,

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sulla capacità di bilancio della zona euro(4),

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per i bilanci,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

1.  esprime la convinzione che non possa svolgersi un dibattito sul futuro finanziamento dell'Unione europea senza tenere conto degli insegnamenti tratti dal precedente quadro finanziario pluriennale (QFP) e in particolare dal QFP 2014-2020; evidenzia le gravi carenze dell'attuale QFP, che è stato sollecitato fino ai suoi limiti per garantire all'Unione le risorse necessarie per affrontare una serie di crisi gravi e di nuove sfide, nonché finanziare le sue nuove priorità politiche; sottolinea la propria convinzione che le scarse risorse dell'attuale QFP si sono rivelate insufficienti per rispondere alle reali esigenze e ambizioni politiche dell'Unione;

2.  accoglie con favore il documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE presentato dalla Commissione; osserva che la Commissione traduce in termini di bilancio i cinque scenari per il futuro modello dell'Unione europea, presentati nel suo Libro bianco sul futuro dell'Europa nel marzo 2017, affrontando, nel contempo, una serie di caratteristiche e principi fondamentali del bilancio dell'UE; condivide la metodologia proposta e si compiace dell'affermazione della Commissione circa la necessità che il prossimo QFP si basi su una visione chiara delle priorità dell'Europa; confida che il documento in questione imposti una struttura chiara per le discussioni e avvii un dibattito politico assolutamente necessario sull'orientamento, lo scopo e l'entità del bilancio dell'Unione, alla luce degli obiettivi fondamentali e delle sfide future per l'Unione; invita gli Stati membri a consultare i cittadini e ad assumere un ruolo attivo e costruttivo nel delineare la loro concezione del futuro del bilancio dell'UE;

3.  deplora, tuttavia, che quattro dei cinque scenari ipotizzati ("Avanti così", "Fare di meno insieme", "Alcuni fanno di più" e "Riprogettazione radicale") implichino un ridimensionamento effettivo delle ambizioni dell'Unione e prevedano la riduzione di due politiche UE di lunga data, nonché pietre angolari del progetto europeo, sancite dai trattati, cioè la politica agricola comune e la politica di coesione; ribadisce la propria posizione di lunga data secondo cui le nuove priorità politiche andrebbero accompagnate da risorse finanziarie supplementari e non essere finanziate a scapito delle attuali politiche dell'Unione; ritiene che il quinto scenario ("Fare molto di più insieme") rappresenti un punto di partenza positivo e costruttivo per il dibattito in corso sul futuro delle finanze dell'UE e, di conseguenza, sul futuro modello dell'Unione europea; esorta la Commissione ad elaborare uno scenario che tenga conto delle raccomandazioni del Parlamento al fine di rispondere adeguatamente alle sfide attuali e future e definire il nuovo elenco di priorità;

4.  ricorda che a norma dell'articolo 311 TFUE l'Unione si dota dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi; ritiene che le carenze dell'attuale QFP, la portata delle nuove priorità e le incidenze del recesso del Regno Unito siano tutti elementi che conducono alla medesima conclusione: la necessità di sforare il massimale di spesa dell'1 % del reddito nazionale lordo (RNL) dell'UE e, di conseguenza, di incrementare in modo sostanziale il bilancio dell'Unione per rispondere alle sfide che l'attendono; si oppone, in tale contesto, a qualsivoglia diminuzione nominale del volume del bilancio dell'UE per il prossimo QFP e ritiene, pertanto, che quest'ultimo debba essere fissato a un livello pari ad almeno l'1,23 % dell'RNL dell'Unione; chiede agli Stati membri di discutere in merito alla questione;

5.  si rammarica del fatto che il bilancio dell'UE sia prevalentemente finanziato dai contributi nazionali basati sull'RNL anziché su vere risorse proprie, come previsto dai trattati dell'UE; ribadisce il proprio impegno a favore di un'autentica riforma del sistema delle risorse proprie dell'Unione, che si basi sui principi guida della semplicità, dell'equità e della trasparenza e in linea con le raccomandazioni del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie; sottolinea che un siffatto sistema dovrebbe comprendere un paniere equilibrato di nuove risorse proprie dell'UE concepite per sostenere gli obiettivi politici dell'Unione, la cui introduzione è necessaria per garantire una maggiore equità e stabilità delle sue finanze; sottolinea, inoltre, che il recesso del Regno Unito dall'Unione rappresenta l'occasione per porre fine a tutte le correzioni; si attende che la Commissione presenti proposte legislative ambiziose a tal fine e insiste sul fatto che i capitoli delle spese e delle entrate del prossimo QFP saranno trattati come un tutt'uno nel corso dei prossimi negoziati;

6.  è convinto che, a meno che il Consiglio non decida di accrescere sensibilmente l'entità dei contributi nazionali al bilancio dell'Unione, l'introduzione di nuove risorse proprie dell'UE resti l'unica soluzione per finanziare adeguatamente il prossimo QFP a un livello che corrisponda alle reali esigenze e ambizioni politiche dell'Unione; si attende pertanto che il Consiglio adotti una posizione politica in merito, tenuto conto che un blocco effettivo della riforma del sistema delle risorse proprie dell'Unione non è più possibile; ricorda a tal proposito che la relazione del gruppo di alto livello sulle risorse proprie è stata adottata all'unanimità da tutti i suoi membri, compresi quelli nominati dal Consiglio;

7.  si compiace dell'intenzione della Commissione di elaborare il futuro bilancio dell'Unione sulla base dei principi del valore aggiunto dell'UE, dell'orientamento ai risultati, della rendicontabilità, di una maggiore flessibilità nell'ambito di un quadro stabile e della semplificazione delle norme, come illustrato nel documento di riflessione;

8.  sottolinea in questo contesto l'importanza di una valutazione approfondita dell'efficienza e dell'efficacia delle politiche, dei programmi e degli strumenti unionali esistenti; attende con interesse, a tal riguardo, i risultati della revisione della spesa attualmente in corso e auspica che siano presi in considerazione nell'elaborazione del QFP per il periodo successivo al 2020; pone l'accento in particolare sulla necessità di garantire, da un lato, il successo dei programmi dell'UE caratterizzati da un numero di adesioni superiore alle disponibilità e, dall'altro, di determinare le ragioni della sottoesecuzione; ritiene che sia fondamentale conseguire sinergie tra il bilancio dell'UE e i bilanci nazionali e fornire i mezzi per monitorare il volume e il rendimento della spesa a livello nazionale e dell'UE;

9.  riconosce che la ricerca di un valore aggiunto europeo è una questione fondamentale da affrontare e conviene sulla necessità che il bilancio dell'Unione funga anche da strumento per realizzare gli obiettivi del trattato e costituire beni pubblici europei; insiste, tuttavia, sulla natura multiforme del concetto di valore aggiunto europeo e sulle sue molteplici interpretazioni, mettendo in guardia contro qualsiasi tentativo di utilizzarne la definizione per rimettere in discussione la pertinenza delle politiche e dei programmi dell'UE sulla base di considerazioni di carattere meramente quantitativo o scarsamente lungimiranti sotto il profilo economico; ritiene che un'azione a livello europeo abbia un chiaro valore aggiunto quando:

   consente di ottenere risultati che gli sforzi nazionali, regionali o locali non potrebbero offrire (effetto di ricaduta),
   favorisce azioni a livello nazionale, regionale o locale per conseguire gli obiettivi del trattato UE che non sarebbero altrimenti raggiunti,
   sostiene azioni che possono essere finanziate solo mediante la condivisione delle risorse a livello di UE in ragione dei loro elevati fabbisogni finanziari, oppure
   contribuisce a stabilire e sostenere la pace e la stabilità nel vicinato dell'UE e al di là di esso;

incoraggia la Commissione a sviluppare ulteriormente il concetto di valore aggiunto europeo, tenendo comunque conto delle specificità territoriali; invita la Commissione a proporre indicatori di rendimento consoni a tale scopo;

10.  ritiene che la struttura del prossimo QFP dovrebbe rendere il bilancio dell'UE più leggibile e comprensibile per i cittadini dell'Unione e consentire una presentazione più chiara di tutti i suoi ambiti di spesa; ricorda, al contempo, la necessità di facilitare sia la continuità della pianificazione che la flessibilità all'interno delle rubriche; ritiene che la struttura generale del QFP debba rispecchiare il dibattito politico sui principali pilastri e orientamenti della spesa dell'UE, tra cui lo sviluppo sostenibile, la crescita e l'innovazione, il cambiamento climatico, la solidarietà, la sicurezza e la difesa; è convinto, pertanto, che sia necessario un adeguamento delle attuali rubriche del QFP;

11.  ritiene che il bilancio dell'UE debba essere trasparente e democratico; ricorda il proprio fermo impegno a favore del concetto di unità del bilancio dell'UE ed esprime dubbi circa la necessità e il valore aggiunto di istituire ulteriori strumenti al di fuori del QFP; ribadisce la propria posizione di lunga data, secondo cui il Fondo europeo di sviluppo, unitamente ad altri strumenti al di fuori del QFP, dovrebbe essere integrato nel bilancio dell'Unione; sottolinea che tale integrazione dovrebbe implicare che le dotazioni finanziarie di tali strumenti siano aggiunte agli attuali massimali del QFP, per non compromettere il finanziamento di altre politiche e programmi dell'UE;

12.  osserva che, per garantire gli stanziamenti supplementari richiesti per far fronte alle crisi o per finanziare nuove priorità politiche nel corso dell'attuale QFP, l'autorità di bilancio ha approvato un ampio ricorso alle disposizioni in materia di flessibilità e agli strumenti speciali previsti dal regolamento sul QFP, una volta esauriti tutti i margini disponibili; sottolinea che, nel corso della revisione intermedia del QFP, sono stati rimossi diversi ostacoli ai meccanismi di flessibilità del QFP, onde permettere una maggiore flessibilità nell'ambito del quadro finanziario in vigore;

13.  sottolinea, in tale contesto, che il prossimo QFP dovrebbe prevedere direttamente un adeguato grado di flessibilità, che consenta all'Unione di far fronte a circostanze impreviste e finanziare le sue priorità politiche in evoluzione; ritiene, pertanto, che le disposizioni in materia di flessibilità del QFP debbano permettere che tutti i margini non assegnati, come pure gli stanziamenti disimpegnati, siano riportati senza restrizioni a esercizi futuri e mobilitati dall'autorità di bilancio per qualsiasi scopo ritenuto necessario, nell'ambito della procedura di bilancio annuale; chiede, inoltre, un sostanziale rafforzamento degli strumenti speciali del QFP, che dovrebbero essere calcolati al di là dei massimali del QFP, per quanto riguarda sia gli impegni che i pagamenti, nonché la creazione di una specifica riserva di crisi, che dovrebbe permettere la mobilitazione immediata di risorse in caso di emergenza;

14.  auspica una semplificazione reale e tangibile delle norme di attuazione per i beneficiari nonché una riduzione degli oneri amministrativi; incoraggia la Commissione, in tale contesto, a identificare ed eliminare le sovrapposizioni tra gli strumenti offerti dal bilancio dell'UE che perseguono obiettivi analoghi e finanziano tipi di azioni simili; è tuttavia del parere che tale semplificazione non dovrebbe comportare la sostituzione delle sovvenzioni con strumenti finanziari né portare a una settorializzazione dei programmi e delle politiche dell'UE, ma dovrebbe garantire un approccio trasversale incentrato sulla complementarità; chiede una più estesa armonizzazione delle norme con l'obiettivo di creare un corpus unico di norme per tutti gli strumenti dell'UE;

15.  riconosce le potenzialità degli strumenti finanziari come modalità complementari di finanziamento rispetto a sussidi e sovvenzioni; avverte tuttavia che non sono adatti a tutti i tipi di azioni e ambiti d'intervento, dal momento che non tutte le politiche sono completamente orientate al mercato; chiede alla Commissione di semplificare le norme che disciplinano l'utilizzo degli strumenti finanziari e a incoraggiare la possibilità di combinare varie risorse dell'UE sulla base di regole armonizzate, generando sinergie ed evitando qualsiasi concorrenza tra diverse forme di finanziamento; esprime preoccupazione per la possibilità di un fondo unico che integri gli strumenti finanziari a livello di Unione e fornisca prestiti, garanzie e strumenti di condivisione del rischio per diversi ambiti d'intervento, come illustrato nel documento di riflessione in tale contesto, e intende esaminare la proposta con attenzione;

16.  ribadisce la sua posizione secondo cui la durata del QFP dovrebbe essere allineata al ciclo politico del Parlamento e della Commissione e dovrebbe garantire una programmazione di lungo periodo; sottolinea, al riguardo, che la durata del QFP dovrebbe tenere pienamente conto dell'esigenza di prevedibilità a lungo termine nell'attuazione dei programmi dei Fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) in gestione concorrente, che non possono funzionare senza la stabilità di un impegno di almeno sette anni; propone, di conseguenza, che il prossimo QFP sia concordato per un periodo di 5+5 anni con una revisione intermedia obbligatoria;

17.  prende atto dell'annuncio del presidente della Commissione, nel suo discorso sullo stato dell'Unione, di una futura proposta relativa a una linea di bilancio specifica per la zona euro; invita la Commissione a presentare informazioni supplementari e più dettagliate al riguardo; ricorda che la risoluzione del Parlamento del 16 febbraio 2017 chiede una capacità di bilancio specifica della zona euro, che dovrebbe rientrare nel bilancio dell'Unione al di sopra degli attuali massimali del QFP ed essere finanziata dalla zona euro e da altri membri partecipanti mediante entrate da concordare, a loro volta, tra gli Stati membri partecipanti e da considerarsi entrate con destinazione specifica e garanzie;

18.  si attende che la Commissione presenti le sue proposte sia sul futuro QFP che sulle risorse proprie entro maggio 2018; dichiara la propria intenzione di presentare, a tempo debito, la propria posizione su tutti i relativi aspetti e si attende che le proprie opinioni siano pienamente integrate nelle prossime proposte della Commissione;

19.  si dichiara pronto a impegnarsi in un dialogo strutturato con la Commissione e il Consiglio, allo scopo di trovare un accordo definitivo sul prossimo QFP entro la fine dell'attuale legislatura; è convinto che una rapida adozione del regolamento sul QFP consentirà di adottare successivamente tutti gli atti legislativi settoriali, in tempo utile affinché i nuovi programmi siano predisposti all'inizio del prossimo periodo di programmazione; sottolinea gli effetti deleteri dei ritardi nell'avvio dei programmi nell'ambito dell'attuale QFP; esorta il Consiglio europeo, a tale riguardo, a ricorrere alla clausola "passerella" di cui all'articolo 312, paragrafo 2, TFUE, che consente il voto a maggioranza qualificata sul QFP in sede di Consiglio;

20.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle altre istituzioni e agli altri organi interessati, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.
(2) GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0309.
(4) Testi approvati, P8_TA(2017)0050.


Misure legittime per proteggere gli informatori che agiscono nell'interesse pubblico
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sulle misure legittime per proteggere gli informatori che agiscono nell'interesse pubblico, quando divulgano informazioni riservate di imprese e organismi pubblici (2016/2224(INI))
P8_TA(2017)0402A8-0295/2017

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 2,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 11,

–  vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), in particolare l'articolo 10,

–  vista la direttiva (UE) 2016/943 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l'acquisizione, l'utilizzo e la divulgazione illeciti,

–  vista la direttiva (UE) 2013/30 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi e che modifica la direttiva 2004/35/CE,

–  visto il regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e le direttive 2003/124/CE, 2003/125/CE e 2004/72/CE della Commissione,

–  vista la direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2006/70/CE della Commissione,

–  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2015 sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto(1),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2016 sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto (TAXE 2)(2),

–  vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2013 sulla criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro: raccomandazioni in merito ad azioni e iniziative da intraprendere(3),

–  vista la risoluzione 1729 (2010) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa sulla protezione degli informatori,

–  vista la risoluzione 2060 (2015) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa su una migliore protezione degli informatori,

–  vista la sua risoluzione del 16 dicembre 2015 recante raccomandazioni alla Commissione su come promuovere la trasparenza, il coordinamento e la convergenza nelle politiche sulle imposte societarie nell'Unione(4),

–  vista la comunicazione della Commissione del 6 giugno 2011 dal titolo "La lotta contro la corruzione nell'UE" (COM(2011)0308),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 5 luglio 2016, su ulteriori misure intese a rafforzare la trasparenza e la lotta contro l'evasione e l'elusione fiscali (COM(2016)0451),

–  visto il piano d'azione anticorruzione del G20, in particolare la relativa guida su una legislazione intesa a proteggere gli informatori,

–  vista la relazione dell'OCSE di marzo 2016 sull'impegno per un'efficace protezione degli informatori,

–  vista la decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine di propria iniziativa OI/1/2014/PMC relativa alle denunce di irregolarità ("whistleblowing"),

–  viste la raccomandazione CM/Rec(2014)7 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 30 aprile 2014 sulla protezione degli informatori, nonché la relativa breve guida per l'attuazione di un quadro nazionale del gennaio 2015,

–  vista la risoluzione 2171 (2017) dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, del 27 giugno 2017, che chiede ai parlamenti nazionali di riconoscere il diritto alla segnalazione,

–  visto il principio 4 della raccomandazione dell'OCSE per migliorare il comportamento etico nel servizio pubblico,

–  vista la convenzione sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali,

–  vista la sua risoluzione del 14 febbraio 2017 sul ruolo degli informatori nella protezione degli interessi finanziari dell'UE(5),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione giuridica e i pareri della commissione per i problemi economici e monetari, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per la cultura e l'istruzione, della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e della commissione per gli affari costituzionali (A8-0295/2017),

A.  considerando che l'Unione europea si pone come obiettivo il rispetto della democrazia e dello Stato di diritto e garantisce, in tal modo, la libertà di espressione ai suoi cittadini; che la denuncia delle irregolarità rappresenta un aspetto fondamentale della libertà di espressione e di quella di informazione, entrambe sancite dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, il cui rispetto e la cui applicazione vengono garantiti dall'UE; che l'UE promuove la tutela dei lavoratori e il miglioramento delle condizioni di lavoro;

B.  considerando che l'Unione europea contribuisce al rafforzamento della cooperazione internazionale nella lotta contro la corruzione, nel pieno rispetto dei principi del diritto internazionale, dei diritti umani e dello Stato di diritto, nonché della sovranità di ogni paese;

C.  considerando che, a norma dell'articolo 67, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), l'Unione europea è competente per quanto riguarda la politica europea comune in materia di asilo;

D.  considerando che la trasparenza e la partecipazione dei cittadini rientrano tra gli sviluppi e le sfide che le democrazie devono affrontare nel ventunesimo secolo;

E.  considerando che fin dai tempi della crisi economica, finanziaria e del debito è stata adottata una serie di misure contro l'elusione e l'evasione fiscali a livello internazionale; che è necessaria una maggiore trasparenza nel settore dei servizi finanziari, al fine di lottare contro le irregolarità, e che alcuni Stati membri hanno già avuto esperienze con i repertori centrali in grado di consentire agli informatori di segnalare violazioni, reali o potenziali, di norme prudenziali nel settore finanziario; che nel 2003 le Nazioni Unite hanno adottato una propria convenzione contro la corruzione(6); che, a seguito di tali rivelazioni, il Parlamento ha istituito due commissioni speciali e una commissione d'inchiesta; che in varie risoluzioni ha affermato la necessità di proteggere gli informatori(7); che le iniziative già adottate per rafforzare lo scambio internazionale di informazioni in materia fiscale sono state molto utili e le numerose fughe di notizie in tale ambito hanno rivelato una grande quantità di informazioni importanti su irregolarità che altrimenti non sarebbero mai emerse;

F.  considerando che gli informatori svolgono un ruolo importante nella segnalazione di attività illecite o irregolari che pregiudicano l'interesse pubblico e il funzionamento delle nostre società e che, per fare ciò, rivelano al loro datore di lavoro, alle autorità pubbliche o direttamente al pubblico, informazioni sulle attività che ledono l'interesse generale;

G.  considerando che, così facendo, gli informatori aiutano gli Stati membri, le istituzioni in prima linea così come gli organismi dell'Unione a prevenire e contrastare, tra le altre cose, eventuali violazioni del principio di integrità e abusi di potere che minacciano o violano la salute e la sicurezza pubbliche, l'integrità finanziaria, l'economia, i diritti umani, l'ambiente o lo Stato di diritto, o che comportano un aumento della disoccupazione, limitano o falsano la concorrenza leale e minano la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e dei processi democratici a livello nazionale ed europeo;

H.  considerando che la corruzione è un problema grave cui è esposta oggigiorno l'Unione europea, in quanto può comportare l'incapacità dei governi di proteggere la popolazione, i lavoratori, lo Stato di diritto e l'economia, e può determinare un degrado delle istituzioni e dei servizi pubblici, della crescita economica e della competitività in vari settori, provocando una perdita di fiducia nella trasparenza e nella legittimità democratica delle istituzioni pubbliche e private e dell'industria; che, secondo le stime, la corruzione costa all'economia dell'Unione 120 miliardi di euro l'anno, ovvero l'1 % del PIL dell'UE;

I.  considerando che, sebbene gli sforzi globali contro la corruzione si siano fino ad ora concentrati prevalentemente sulle irregolarità del settore pubblico, le recenti fughe di notizie hanno messo in evidenza il ruolo svolto da istituzioni finanziarie, consulenti e da altre società private nel facilitare la corruzione;

J.  considerando che diversi casi di informatori che hanno trovato eco nei media hanno dimostrato che la denuncia delle irregolarità permette di far conoscere al pubblico e alle autorità politiche informazioni di interesse pubblico, quali attività illecite o irregolari ovvero altri gravi illeciti nel settore privato e pubblico; che taluni dei predetti atti sono stati pertanto oggetto di misure correttive;

K.  considerando che la salvaguardia della riservatezza contribuisce alla creazione di canali più efficaci per denunciare i casi di frode, corruzione o altre violazioni, e che, a causa della sensibilità delle informazioni, la cattiva gestione della riservatezza può causare una fuga non autorizzata di informazioni e una violazione dell'interesse pubblico dell'Unione e degli Stati membri;

L.  considerando che l'introduzione di registri pubblici sulla titolarità effettiva per le società fiduciarie e di dispositivi giuridici simili, così come altre misure di trasparenza per gli strumenti d'investimento possono contribuire alla prevenzione delle irregolarità di cui si interessano normalmente gli informatori;

M.  considerando che tutelare la riservatezza dell'identità degli informatori e delle informazioni da essi fornite contribuisce alla creazione di canali più efficaci per denunciare i casi di frode, corruzione, irregolarità, i casi di condotta scorretta e altre gravi violazioni, e che, a causa della sensibilità delle informazioni, la cattiva gestione della riservatezza potrebbe causare una fuga indesiderata di notizie e una violazione dell'interesse pubblico nell'Unione; che, nel settore pubblico, la protezione degli informatori può agevolare l'individuazione dell'appropriazione indebita di fondi pubblici, delle frodi o di altre forme di corruzione transfrontaliera connessa agli interessi nazionali o dell'Unione;

N.  considerando deplorevole il fatto che i canali esistenti per la presentazione di denunce formali sulla cattiva condotta delle società multinazionali raramente portano a sanzioni concrete contro le irregolarità;

O.  considerando che l'azione degli informatori si è rivelata utile in numerosi ambiti, sia nel settore pubblico che in quello privato, quali la sanità pubblica, la fiscalità, l'ambiente, la protezione dei consumatori, la lotta contro la corruzione e la discriminazione nonché il rispetto dei diritti sociali;

P.  considerando che i casi devono essere ben circoscritti, alla luce della natura delle funzioni esercitate, della gravità dei fatti e dei rischi individuati;

Q.  considerando che è di fondamentale importanza non oltrepassare il limite tra delazione e segnalazione; che non si tratta di sapere tutto su tutti, bensì di individuare i casi di mancata assistenza a una democrazia in pericolo;

R.  considerando che, in molti casi, gli informatori sono oggetto di misure di ritorsione, di intimidazioni, di tentativi di pressione, intesi a impedire loro o a dissuaderli dal fare una segnalazione o a punirli per averlo fatto; che tale pressione, in particolare, viene spesso esercitata sul luogo di lavoro, dove gli informatori che hanno portato alla luce informazioni nell'interesse pubblico, nell'ambito del loro rapporto di lavoro, possono trovarsi in una posizione più debole rispetto ai datori di lavoro;

S.  considerando che sono spesso emerse preoccupazioni riguardo al fatto che gli autori di segnalazioni di irregolarità, che agiscono nel pubblico interesse, potrebbero essere esposti ad atteggiamenti ostili, vessatori, intimidatori e di esclusione sul luogo di lavoro, ad ostacoli nella futura ricerca di un impiego, alla perdita dei mezzi di sostentamento e spesso anche a gravi minacce per i propri familiari e colleghi; che i timori di ritorsioni possono avere un effetto deterrente sugli autori di segnalazioni di irregolarità, compromettendo in tal modo l'interesse pubblico;

T.  considerando che la protezione degli informatori andrebbe garantita per legge e rafforzata in tutta l'UE, sia nel settore pubblico che quello privato, a condizione che detti informatori agiscano per motivi ragionevoli; che tali meccanismi di protezione dovrebbero essere equilibrati e garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali e giuridici delle persone oggetto della segnalazione; che i predetti meccanismi dovrebbero applicarsi ai giornalisti investigativi, che continuano a essere vulnerabili rispetto alla divulgazione di informazioni sensibili, nonché tutelare gli informatori in nome della riservatezza delle fonti;

U.  considerando che in diversi Stati membri la protezione degli informatori non è adeguatamente garantita, mentre in molti altri sono stati introdotti programmi avanzati volti a proteggerli, ma che spesso mancano di coerenza e, pertanto, offrono un livello di tutela insufficiente; che ne consegue una frammentazione della protezione degli informatori in Europa, che genera difficoltà per questi ultimi nel momento in cui cercano di conoscere i loro diritti e le modalità di segnalazione, nonché un'incertezza giuridica, specialmente nelle situazioni transfrontaliere;

V.  considerando che l'Ufficio del Mediatore europeo ha chiare competenze in relazione all'esame delle denunce dei cittadini dell'UE su casi di cattiva amministrazione nelle istituzioni dell'Unione, ma di per sé non svolge alcun ruolo nella protezione degli informatori;

W.  considerando che molto spesso la denuncia di irregolarità non è limitata alle questioni economiche e finanziarie; che la mancanza di una protezione adeguata potrebbe dissuadere gli informatori dal denunciare le violazioni dei doveri professionali, onde evitare il rischio di ritorsioni e/o di rappresaglie; che l'OCSE ha riferito che nel 2015 l'86% delle imprese disponeva di un meccanismo di denuncia dei casi sospetti di gravi violazioni dei doveri professionali, ma che oltre un terzo di esse era privo di una chiara politica di protezione degli informatori dalle ritorsioni, o non sapeva se tale politica esistesse; che, dopo aver denunciato illeciti, violazioni dei doveri professionali e attività illegali di natura economica e finanziaria, numerosi informatori sono stati sottoposti a procedimenti giudiziari; che le persone che segnalano o divulgano informazioni nell'interesse pubblico sono spesso vittime di ritorsioni, così come lo sono i loro familiari e i loro colleghi, circostanza che può segnare la fine della loro carriera; che la Corte europea dei diritti dell'uomo dispone di una giurisprudenza consolidata in materia di informatori, ma la protezione degli informatori dovrebbe essere garantita dalla legge; che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea garantisce la libertà di espressione e il diritto alla buona amministrazione;

X.  considerando che la protezione degli informatori nell'Unione europea non dovrebbe essere limitata solo ai casi europei, ma dovrebbe essere applicata anche ai casi internazionali;

Y.  considerando che sul luogo di lavoro occorre favorire un ambiente che consenta alle persone di sentirsi sicure di poter esprimere preoccupazioni riguardo ai potenziali casi di illeciti come inadempienze, cattiva condotta, cattiva gestione, frode o attività illecita; che è estremamente importante promuovere la giusta cultura in cui le persone si sentano in grado di segnalare problematiche senza il timore di ritorsioni che potrebbero compromettere la loro attuale e futura situazione occupazionale;

Z.  considerando che in molti paesi, e in particolare nel settore privato, i lavoratori sono soggetti a obblighi di riservatezza relativamente a talune informazioni, con il risultato che gli informatori potrebbero andare incontro a misure disciplinari per aver effettuato segnalazioni al di fuori dei loro rapporti di lavoro;

AA.  considerando che, secondo l'OCSE, oltre un terzo delle organizzazioni dotate di meccanismo di segnalazione non dispongono di una politica scritta sulla protezione degli informatori da ritorsioni o non ne sono a conoscenza;

AB.  considerando che il diritto dell'UE prevede già determinate norme a tutela degli informatori contro determinate forme di ritorsione in vari ambiti, ma che la Commissione non ha ancora proposto misure legislative adeguate per una protezione effettiva e uniforme degli informatori e dei relativi diritti nell'Unione;

AC.  considerando che dal 1º gennaio 2014 tutte le istituzioni dell'Unione hanno l'obbligo di introdurre norme interne per proteggere gli informatori che sono funzionari delle istituzioni dell'UE, conformemente agli articoli 22 bis, 22 ter e 22 quater dello statuto dei funzionari;

AD.  considerando che il Parlamento europeo ha chiesto a più riprese una serie di misure orizzontali a tutela degli informatori nell'Unione;

AE.  considerando che, nella sua risoluzione del 23 ottobre 2013 sulla criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro: raccomandazioni in merito ad azioni e iniziative da intraprendere, in quella del 25 novembre 2015 sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto, in quella del 16 dicembre 2015 recante raccomandazioni alla Commissione su come promuovere la trasparenza, il coordinamento e la convergenza nelle politiche sulle imposte societarie nell'Unione, nonché in quella del 14 febbraio 2017 sul ruolo degli informatori nella protezione degli interessi finanziari dell'UE, il Parlamento europeo invita la Commissione a presentare una proposta legislativa volta a istituire un programma europeo efficace e globale di protezione degli informatori, che tuteli coloro che denunciano presunti casi di frode o di attività illecite lesive dell'interesse pubblico o degli interessi finanziari dell'Unione europea;

AF.  considerando che qualsiasi persona di un paese terzo, riconosciuta quale informatore dall'Unione europea o da un suo Stato membro, deve beneficiare di tutte le misure di protezione applicabili se, nel quadro delle sue funzioni o meno, è venuta a conoscenza e ha divulgato informazioni relative a comportamenti illegali o fatti di spionaggio, commessi da un paese terzo o da un'impresa nazionale o multinazionale, che ledono uno Stato, una nazione o cittadini dell'Unione, mettendo in pericolo a loro insaputa l'integrità di un governo, la sicurezza nazionale o le libertà collettive o individuali;

AG.  considerando che a partire dal 1° luglio 2014 la quasi totalità delle istituzioni e degli organismi europei ha recepito nei rispettivi regolamenti interni, in via obbligatoria, misure volte a tutelare gli informatori, conformemente agli articoli 22 ter e 22 quater dello statuto dei funzionari;

AH.  considerando che esistono ormai principi ben consolidati di organizzazioni internazionali, quali il Consiglio d'Europa e l'OCSE, nonché una giurisprudenza costante della Corte europea dei diritti dell'uomo;

AI.  considerando che l'importanza della protezione degli informatori è stata riconosciuta da tutti gli organismi internazionali per la lotta alla corruzione e che sono state stabilite norme in materia di denunce di irregolarità dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC), dalla raccomandazione del Consiglio d'Europa (CM(Rec(2014)7 e dalla raccomandazione dell'OCSE del 2009 contro la corruzione;

AJ.  considerando che è indispensabile istituire urgentemente un quadro giuridico orizzontale e completo che, definendo diritti e doveri, protegga efficacemente gli informatori negli Stati membri dell'UE e nelle istituzioni, nelle autorità e negli organi dell'Unione;

Ruolo degli informatori e necessità di proteggerli

1.  invita la Commissione, dopo aver proceduto a una valutazione della base giuridica appropriata per consentire all'Unione di adottare misure supplementari, a presentare entro la fine dell'anno una proposta legislativa orizzontale che stabilisca un quadro normativo comune globale in grado di garantire un elevato livello di protezione degli informatori nell'UE a tutti i livelli, nel settore pubblico e in quello privato, nonché presso le istituzioni europee e nazionali, ivi compresi gli organi, gli uffici e le agenzie europee e nazionali, tenendo conto del contesto nazionale e senza limitare la facoltà degli Stati membri di adottare misure supplementari; sottolinea che ad oggi esistono diverse possibilità di basi giuridiche che permettono all'Unione di agire in materia; chiede alla Commissione di valutare tutte queste possibilità per proporre un ampio meccanismo coerente ed efficace; ricorda alla Commissione la dottrina elaborata dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, attraverso una costante giurisprudenza, sul concetto di competenze implicite dell'Unione, che consente il ricorso a diverse basi giuridiche;

2.  evidenzia che è irragionevole e preoccupante il fatto che i cittadini e i giornalisti vengano perseguiti, anziché ricevere protezione giuridica, quando rivelano informazioni in nome dell'interesse generale, comprese informazioni su presunti casi di violazione dei doveri professionali, illeciti, frode e attività illegali, in particolare se si tratta di comportamenti che violano i principi fondamentali dell'Unione europea, come l'elusione e l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro;

3.  propone che gli accordi internazionali in materia di servizi finanziari, fiscalità e concorrenza includano disposizioni relative alla protezione degli informatori;

4.  sottolinea la necessità di assicurare la certezza del diritto relativamente alle disposizioni di in materia di protezione degli informatori, in quanto l'assenza continua di chiarezza e un approccio frammentato scoraggiano i potenziali informatori dall'agire; evidenzia pertanto che la pertinente legislazione dell'Unione dovrebbe definire una chiara procedura per il corretto trattamento delle segnalazioni e l'efficace protezione degli informatori;

5.  ricorda che qualsiasi quadro normativo futuro dovrebbe tenere conto delle regole, dei diritti e dei doveri che disciplinano l'occupazione e influiscono su di essa; sottolinea inoltre che ciò dovrebbe essere fatto in consultazione con le parti sociali e in conformità degli accordi di contrattazione collettiva;

6.  chiede che tale normativa stabilisca che le società che attuano ritorsioni accertate nei confronti degli informatori non possano percepire fondi europei né stipulare contratti con la pubblica amministrazione;

7.  incoraggia gli Stati membri a sviluppare criteri e indicatori sulle politiche riguardanti gli informatori nel settore pubblico e privato;

8.  invita gli Stati membri a tenere conto dell'articolo 33 della Convenzione dell'ONU contro la corruzione, sottolineando il ruolo degli informatori nella prevenzione della corruzione e nella lotta contro di essa;

9.  deplora il fatto che solo alcuni Stati membri abbiano introdotto sistemi sufficientemente avanzati di protezione degli informatori; invita gli Stati membri che non hanno ancora adottato tali sistemi o principi correlati nel loro diritto nazionale a farlo quanto prima;

10.  insiste sulla necessità di riservare una maggiore attenzione all'etica commerciale nei curricula dei corsi di studi in economia e commercio e in discipline affini;

11.  incoraggia gli Stati membri e le istituzioni dell'Unione a promuovere una cultura di riconoscimento dell'importante ruolo svolto dagli informatori nella società, anche attraverso campagne di sensibilizzazione; chiede alla Commissione, in particolare, di presentare un piano globale al riguardo; ritiene necessario promuovere una cultura etica nel servizio pubblico e nei luoghi di lavoro, in modo da porre in evidenza l'importanza di sensibilizzare i dipendenti in merito ai quadri giuridici già esistenti relativi alla denuncia di irregolarità, in cooperazione con le organizzazioni sindacali;

12.  esorta la Commissione a monitorare le disposizioni degli Stati membri in materia di informatori al fine di agevolare lo scambio di buone pratiche, contribuendo a una più efficace protezione degli informatori a livello nazionale;

13.  invita la Commissione a presentare un piano globale volto a scoraggiare i trasferimenti patrimoniali verso paesi terzi, che proteggono l'anonimato delle persone corrotte;

14.  intende per "informatore" qualsiasi persona che segnala o rivela informazioni di interesse generale, anche a livello europeo, concernenti un fatto illegale o illecito, un atto che costituisce una minaccia o un pregiudizio, che minaccia o lede l'interesse generale, di norma, ma non esclusivamente, nel contesto del suo rapporto di lavoro, sia esso nel settore pubblico o privato, nel contesto di una relazione contrattuale o in quello della sua attività sindacale o associativa; sottolinea che il concetto di "informatore" comprende gli individui che si trovano al di fuori del tradizionale rapporto tra datore di lavoro e dipendente, quali i consulenti, gli appaltatori, i tirocinanti, i volontari, gli studenti lavoratori, i lavoratori temporanei e gli ex dipendenti, che possiedono le prove di tali atti ovvero hanno dei motivi ragionevoli per ritenere che le informazioni divulgate siano veritiere;

15.  ritiene che anche gli individui che si trovano al di fuori del tradizionale rapporto tra datore di lavoro e dipendente, quali i consulenti, gli appaltatori, i tirocinanti, i volontari, gli studenti lavoratori, i lavoratori temporanei, gli ex dipendenti e i cittadini, dovrebbero poter accedere ai canali di segnalazione e beneficiare di un'adeguata protezione quando rivelano informazioni relative a un fatto illegale o illecito o un atto che pregiudica l'interesse pubblico;

16.  afferma che è necessaria una soluzione chiara per gli informatori che lavorano nelle imprese registrate nell'Unione ma con sede al di fuori dell'Unione;

17.  ritiene che fra i pregiudizi all'interesse generale figurino, a titolo non esaustivo, i casi di corruzione, i reati, le violazioni degli obblighi giuridici, gli errori giudiziari, gli abusi di potere, i conflitti di interesse, l'utilizzo illecito di fondi pubblici, gli sviamenti di potere, i flussi finanziari illeciti, le minacce per l'ambiente, la salute, la sicurezza pubblica, la sicurezza nazionale e globale e la protezione della vita privata e dei dati personali, l'elusione fiscale, le violazioni dei diritti dei consumatori, la violazione dei diritti dei lavoratori e di altri diritti sociali, la violazione dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto, nonché gli atti volti a nascondere tali violazioni;

18.  ritiene che l'interesse pubblico generale debba prevalere rispetto al valore privato o economico delle informazioni rivelate e che dovrebbe essere possibile divulgare informazioni su minacce gravi per l'interesse generale, anche quando sono protette giuridicamente; ritiene tuttavia che sia opportuno applicare procedure speciali per le informazioni relative al rispetto dell'etica professionale e le informazioni classificate relative alla sicurezza nazionale e alla difesa; reputa che, nei suddetti casi, le informazioni andrebbero comunicate a un'autorità competente;

19.  sottolinea che occorre sempre garantire una protezione efficace degli informatori, anche se la rivelazione non riguarda atti illeciti, laddove vengano rivelate informazioni con l'obiettivo di evitare un possibile pregiudizio all'interesse pubblico generale;

20.  sottolinea la necessità che gli Stati membri rispettino le raccomandazioni del Consiglio d'Europa relative alla protezione degli informatori;

21.  sottolinea che il ruolo degli informatori nel rivelare gravi violazioni dell'interesse generale è andato emergendo in varie occasioni da diversi anni a questa parte e che essi contribuiscono alla democrazia, alla trasparenza della politica e dell'economia nonché all'informazione pubblica; osserva inoltre che, per i predetti motivi, è opportuno riconoscere che tali figure sono necessarie per prevenire atti illeciti; sottolinea che gli informatori si sono dimostrati una fonte essenziale per il giornalismo investigativo nonché per una stampa indipendente; ricorda che la garanzia della segretezza delle fonti è essenziale per la libertà di stampa; chiede agli Stati membri di provvedere affinché il diritto dei giornalisti a non rivelare l'identità di una fonte venga protetto in maniera efficace; ritiene che i giornalisti siano altresì vulnerabili e che dovrebbero quindi beneficiare di una tutela giuridica;

22.  osserva che negli ultimi anni taluni Stati membri hanno adottato misure per rafforzare i diritti degli informatori; deplora tuttavia il fatto che gli informatori continuino a essere oggetto di azioni giudiziarie civili e penali in diversi Stati membri, in particolare nei paesi in cui gli strumenti esistenti per difenderli, supportarli e proteggerli sono assenti, insufficienti o poco efficaci; rileva inoltre che le disparità tra gli Stati membri portano a un'incertezza giuridica, a una ricerca del foro più vantaggioso e a rischi di trattamenti iniqui;

23.  ritiene che l'assenza di un'adeguata protezione degli informatori abbia un impatto negativo sulla tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea;

24.  ritiene che l'attuazione di disposizioni giuridiche esaustive in materia di protezione degli informatori incoraggi una cultura della libertà di parola e che la funzione degli informatori dovrebbe essere promossa come un atto di civismo; esorta pertanto gli Stati membri e le istituzioni dell'Unione a promuovere il ruolo positivo degli informatori, nonché le gravi preoccupazioni riguardo la loro posizione spesso vulnerabile e indifesa, in particolare attraverso campagne di sensibilizzazione e protezione, comunicazione e sforzi in materia di formazione; raccomanda alla Commissione, in particolare, di presentare un piano globale in relazione al problema; chiede, in tale contesto, di lanciare un sito Internet che possa fornire informazioni utili sulla protezione degli informatori e dove poter presentare le denunce; sottolinea che tale sito Internet dovrebbe essere facilmente accessibile al pubblico e mantenere l'anonimato dei dati degli utenti;

25.  chiede l'adozione di misure per cambiare la percezione del pubblico, in modo particolare dei politici, dei datori di lavoro e dei media, rispetto agli informatori, mettendone in evidenza il ruolo positivo quali meccanismi di allerta precoce e di dissuasione per individuare e prevenire abusi e corruzione nonché quali meccanismi di assunzione delle responsabilità in grado di consentire il controllo pubblico dei governi e delle imprese;

26.  incoraggia gli Stati membri a promuovere in maniera attiva una cultura della trasparenza nei luoghi di lavoro, sia nel settore pubblico che in quello privato, che consenta alle organizzazioni o alle imprese di operare nel rispetto di norme etiche rigorose, ispiri fiducia ai lavoratori affinché possano denunciare irregolarità e permetta quindi di prendere provvedimenti per prevenire eventuali minacce o danni ovvero per porvi rimedio;

27.  incoraggia gli Stati membri a valutare periodicamente l'efficacia delle misure attuate, prendendo in considerazione la posizione dell'opinione pubblica sugli atteggiamenti rispetto alla denuncia di irregolarità e agli informatori, le indagini intersettoriali degli alti dirigenti preposti a ricevere e gestire le segnalazioni e gli studi di ricerca indipendenti sulle denunce di irregolarità nei luoghi di lavoro;

28.  esorta gli Stati membri che non hanno ancora adottato una normativa in materia di denuncia delle irregolarità a provvedere in tal senso nel prossimo futuro e invita la Commissione a valutare la possibilità di creare una piattaforma per lo scambio di buone pratiche in materia tra gli Stati membri e con i paesi terzi.

29.  sottolinea l'importanza della ricerca e dello scambio di buone pratiche per favorire una migliore protezione degli informatori a livello europeo;

30.  esorta la Corte dei conti europea e l'Ufficio del Mediatore europeo a pubblicare entro la fine del 2017: 1) relazioni speciali contenenti statistiche e un chiaro resoconto dei precedenti dei casi di denuncia di irregolarità individuati presso istituzioni europee, imprese, associazioni, organizzazioni e altri organismi registrati nell'Unione; 2) il seguito dato dalle istituzioni interessate in relazione ai casi rivelati, sulla base degli attuali orientamenti e regole della Commissione; 3) il risultato di ogni indagine aperta come conseguenza delle informazioni ricevute dagli informatori; 4) le misure previste in ogni caso per la protezione degli informatori;

Meccanismo di segnalazione

31.  osserva che la mancanza di mezzi di protezione e di canali sicuri di denuncia chiaramente definiti così come la possibile assenza di monitoraggio costituiscono un ostacolo per le attività degli informatori e possono impedire loro di divulgare informazioni, mettendo così alcuni di essi a tacere; si preoccupa per le ritorsioni e le pressioni cui sono oggetto gli informatori quando si rivolgono alla persona o al soggetto sbagliati all'interno della loro organizzazione;

32.  ritiene che occorra realizzare un sistema coerente, credibile e affidabile che consenta di effettuare le segnalazioni all'interno o all'esterno dell'organizzazione e alle autorità competenti; reputa che un sistema di questo tipo possa agevolare la valutazione della credibilità e della validità delle informazioni divulgate in siffatto contesto;

33.  invita la Commissione a studiare un sistema che consenta la segnalazione di irregolarità all'interno e all'esterno dell'organizzazione; sottolinea che, a tal fine, è necessario stabilire procedure chiare ed eque, assicurando nel contempo il pieno rispetto dei diritti fondamentali e di quelli giuridici sia dell'informatore che del presunto responsabile dell'irregolarità; ritiene che i datori di lavoro andrebbero incoraggiati a porre in essere procedure di segnalazione interna e che in ciascuna organizzazione vi dovrebbe essere almeno una persona indipendente e imparziale incaricata di raccogliere le segnalazioni; ritiene che occorra coinvolgere i rappresentanti dei lavoratori nell'assegnazione di tale incarico; sottolinea che il destinatario delle segnalazioni dare un seguito adeguato a ogni segnalazione ricevuta e aggiornare in tempi ragionevoli l'informatore circa tale seguito;

34.  ritiene che ogni organizzazione dovrebbe istituire canali di denuncia chiari, che consentano agli informatori di effettuare segnalazioni all'interno della loro organizzazione; sottolinea che ogni lavoratore deve essere informato della procedura di segnalazione applicabile, la quale deve garantire il rispetto della riservatezza e un trattamento tempestivo della segnalazione; evidenzia che l'informatore deve poter continuare a rivolgersi alle autorità pubbliche, alle organizzazioni non governative e ai media, in particolare in mancanza di una risposta favorevole da parte dell'organizzazione, o qualora la segnalazione interna o alle autorità competenti comprometta manifestamente l'efficacia della segnalazione stessa oppure qualora l'informatore sia a rischio ovvero necessiti di divulgare con urgenza le informazioni;

35.  ricorda il diritto del pubblico a essere informato di qualsiasi comportamento che potrebbe pregiudicare l'interesse generale; sottolinea a tale proposito che gli informatori dovrebbero essere sempre messi in condizione di divulgare pubblicamente informazioni relative a un fatto illegale o illecito o a un atto lesivo dell'interesse generale;

36.  ricorda che la sua risoluzione del 14 febbraio 2017 sul ruolo degli informatori nella protezione degli interessi finanziari dell'Unione europea invita altresì le istituzioni dell'Unione, in cooperazione con tutte le autorità nazionali competenti, a introdurre e adottare tutte le misure necessarie a tutelare la riservatezza delle fonti d'informazione, e chiede pertanto la creazione di un sito web controllato dove poter presentare le denunce in maniera del tutto confidenziale;

37.  reputa che la segnalazione all'esterno dell'organizzazione, anche direttamente al grande pubblico senza passare per una fase interna, non costituisca un motivo di annullamento della segnalazione, di azione penale o di rifiuto del diritto alla protezione; ritiene che occorra garantire la protezione indipendentemente dal canale di segnalazione scelto nonché sulla base delle informazioni comunicate e del fatto che l'informatore aveva motivi ragionevoli di credere nella veridicità delle informazioni;

Protezione concessa in caso di segnalazione

38.  è preoccupato per i rischi a cui sono esposti gli informatori sul loro luogo di lavoro, in particolare per i rischi di ritorsioni dirette o indirette da parte del datore di lavoro o di chi lavora o agisce per conto di quest'ultimo; sottolinea che tali ritorsioni si traducono spesso in un'esclusione, un rallentamento o un arresto dell'avanzamento di carriera, se non addirittura in un licenziamento, nonché in molestie psicologiche; evidenzia che tali ritorsioni costituiscono un freno all'azione degli informatori; reputa necessario introdurre misure di protezione contro le ritorsioni; ritiene che le ritorsioni andrebbero penalizzate e sanzionate in maniera efficace; sottolinea che, nel momento in cui una persona viene riconosciuta quale informatore, occorre prendere misure intese a proteggerla, a far cessare tutte le misure di ritorsione adottate nei suoi confronti e a concederle un risarcimento integrale per il pregiudizio arrecato o i danni subiti; ritiene che tali disposizioni debbano figurare nella proposta di direttiva orizzontale della Commissione relativa alla protezione degli informatori;

39.  ritiene che gli informatori dovrebbero avere la possibilità di presentare una domanda di provvedimenti provvisori intesi a evitare azioni di ritorsione, come il licenziamento, fintantoché non si sia concluso un qualsiasi procedimento amministrativo, giudiziario o di altro tipo;

40.  sottolinea che nessun rapporto di lavoro dovrebbe limitare il diritto alla libertà di espressione di un individuo e che nessuno dovrebbe essere discriminato in caso di esercizio di tale diritto;

41.  ricorda che qualsiasi quadro normativo futuro dovrà tenere conto delle regole, dei diritti e dei doveri che disciplinano l'occupazione e influiscono su di essa; sottolinea inoltre che ciò dovrebbe avvenire coinvolgendo le parti sociali e rispettando i contratti collettivi di lavoro;

42.  sottolinea che gli informatori e i loro familiari, nonché chiunque li assista e la cui vita o sicurezza siano in pericolo, devono aver diritto a una tutela effettiva e adeguata della loro integrità fisica, morale e sociale e dei loro mezzi di sussistenza grazie a un grado di riservatezza il più elevato possibile;

43.  sottolinea che tali misure di protezione si applicano altresì quando l'informatore segnala dei comportamenti che coinvolgono degli Stati membri;

44.  osserva che i giornalisti investigativi e la stampa indipendente esercitano una professione spesso solitaria di fronte alle numerose pressioni che possono subire e che è pertanto essenziale proteggerli da ogni tentativo di intimidazione;

45.  suggerisce che le persone che sono state oggetto di ritorsioni per aver segnalato o divulgato informazioni nell'interesse generale, in particolare nel caso ciò abbia comportato la perdita del lavoro, dovrebbero avere la possibilità di presentare una domanda di provvedimenti provvisori in attesa della conclusione di eventuali procedimenti civili;

46.  condanna la pratica delle "azioni bavaglio", che consiste nell'avviare o minacciare di avviare azioni giudiziarie nei confronti di un informatore con l'intento non di ottenere giustizia, bensì di indurlo ad autocensurarsi o di portarlo ad un esaurimento finanziario, morale o psicologico; ritiene che tale sviamento di procedura debba essere soggetto a sanzioni penali e ad altre sanzioni;

47.  ricorda il rischio di azioni penali e civili in cui incorrono gli informatori; sottolinea che questi ultimi rivestono molto spesso il ruolo della parte debole in caso di procedimenti giudiziari; ritiene pertanto che, nel caso di presunte ritorsioni nei confronti dell'informatore, il datore di lavoro debba dimostrare che le misure adottate non hanno nulla a che vedere con la segnalazione dell'informatore; ritiene che occorra garantire la protezione degli informatori in funzione delle informazioni divulgate e non dell'intenzione degli informatori stessi; sottolinea tuttavia che l'informatore deve aver divulgato informazioni ritenute veritiere; reputa che sia necessario garantire la riservatezza durante l'intero procedimento e che l'identità dell'informatore non vada rivelata senza il suo consenso; sottolinea che una violazione della riservatezza dell'identità dell'informatore senza il consenso di quest'ultimo dovrebbe essere oggetto di sanzioni, anche penali;

48.  ritiene che gli informatori non dovrebbero essere soggetti ad azioni penali o civili ovvero a sanzioni amministrative o disciplinari per le segnalazioni da essi effettuate;

49.   ritiene che la possibilità per l'informatore di fare una segnalazione anonima possa permettere la condivisione di informazioni che altrimenti non sarebbero state segnalate; sottolinea, in tale contesto, che è opportuno introdurre strumenti, disciplinati in modo chiaro, per poter effettuare segnalazioni in forma anonima all'organo nazionale o europeo indipendente incaricato di raccogliere le segnalazioni, verificarne la credibilità, dare seguito alla risposta e fornire consulenza agli informatori, anche in ambito digitale, definendo con precisione i casi in cui si applicano gli strumenti di segnalazione anonima; sottolinea che l'identità dell'informatore e qualsiasi altra informazione che ne permetta l'identificazione non possono essere rivelate senza il suo consenso; ritiene che un'eventuale violazione dell'anonimato dovrebbe essere soggetta a sanzioni;

50.  sottolinea che nessuno dovrebbe perdere il diritto alla protezione per il solo motivo di aver commesso un errore di valutazione dei fatti o perché la minaccia percepita per l'interesse generale non si è concretizzata, a condizione che, al momento della segnalazione, abbia avuto motivi ragionevoli di credere nella sua veridicità; ricorda che, in caso di false accuse, i responsabili dovrebbero essere chiamati a rispondere delle loro azioni e non dovrebbero beneficiare della protezione concessa agli informatori; sottolinea che ogni persona lesa, direttamente o indirettamente, per mezzo della segnalazione o comunicazione di informazioni inesatte o fuorvianti, dovrebbe godere del diritto ad un ricorso efficace contro le segnalazioni malevoli o abusive;

51.  ricorda l'importanza di sviluppare strumenti volti a vietare ogni forma di ritorsione, che si tratti di misure passive di licenziamento o di altre misure passive; esorta gli Stati membri ad astenersi dal considerare reato l'operato degli informatori quando rivelano informazioni su attività illegali o illecite o su atti che pregiudicano o minacciano l'interesse pubblico;

52.  ricorda che in ogni caso la normativa UE vigente deve essere applicata in maniera corretta, tanto dalle istituzioni dell'Unione quanto dagli Stati membri, e interpretata nel senso più favorevole possibile alla protezione degli informatori che agiscono nell'interesse pubblico; sottolinea che la protezione degli informatori è stata già riconosciuta quale meccanismo chiave per garantire un'efficace applicazione della legislazione dell'UE; invita pertanto gli Stati membri ad astenersi dal criminalizzare le azioni degli informatori che divulgano informazioni nell'interesse pubblico;

Supporto agli informatori

53.  sottolinea il ruolo svolto dalle autorità pubbliche, dai sindacati e dalle organizzazioni della società civile nel supportare e aiutare gli informatori nei loro rapporti con l'organizzazione;

54.  sottolinea che, oltre ai rischi professionali, gli informatori e le persone che li assistono affrontano rischi personali, psicologici, sociali e finanziari; ritiene che, ove applicabile, sia opportuno prevedere un adeguato sostegno psicologico, garantire assistenza legale specializzata agli informatori che ne fanno richiesta e non dispongono delle risorse necessarie, concedere un aiuto sociale e finanziario a coloro che ne giustificano debitamente l'esigenza e, in via cautelativa, in caso di procedimenti giudiziari o civili nei confronti di un informatore, nel rispetto delle leggi e delle prassi nazionali; aggiunge che occorre prevedere un risarcimento, qualunque sia la natura del danno subito dall'informatore a causa della segnalazione;

55.  fa riferimento, a tale proposito, al fatto che il Mediatore europeo ha dichiarato in Parlamento di essere disposto a valutare la possibilità di creare un organismo di questo genere in seno all'Ufficio del Mediatore, ed esorta la Commissione a valutare se è possibile conferire i predetti compiti al Mediatore europeo, che è già competente per l'esame delle denunce di irregolarità nelle istituzioni dell'UE;

56.  invita gli Stati membri e le istituzioni dell'UE, in cooperazione con tutte le autorità competenti, a introdurre e adottare tutte le misure necessarie per tutelare la riservatezza delle fonti d'informazione, al fine di evitare eventuali azioni discriminatorie o minacce, nonché a creare canali di segnalazione trasparenti, a istituire autorità indipendenti a livello nazionale ed europeo per la protezione degli informatori, nonché a valutare l'opportunità di dotarle di fondi di aiuto specifici; chiede inoltre l'istituzione di un'autorità centrale europea per un'efficace protezione degli informatori e delle persone che li assistono, sulla falsariga di quanto già avviene con il sistema di autorità garanti della protezione dei dati;

57.  invita la Commissione, affinché tali misure siano efficaci, a sviluppare strumenti incentrati sulla protezione contro procedimenti giudiziari ingiustificati, sanzioni economiche e discriminazioni;

58.  invita gli Stati membri a istituire organismi indipendenti, dotati di sufficienti risorse di bilancio, di competenze ed esperti adeguati, incaricati di raccogliere le segnalazioni, di verificarne la credibilità, di dare seguito alla risposta e di fornire consulenza agli informatori, in particolare in mancanza di una risposta favorevole da parte della loro organizzazione, nonché di orientare questi ultimi verso un aiuto finanziario adeguato, in particolare nelle situazioni transfrontaliere o nei casi che coinvolgono direttamente gli Stati membri o le istituzioni dell'Unione; suggerisce che tali organismi pubblichino una relazione annuale sulle segnalazioni ricevute e il relativo trattamento, rispettando la condizione di riservatezza delle eventuali indagini in corso;

59.  sottolinea che è opportuno consentire l'accesso alle informazioni e fornire consulenza riservata a titolo gratuito a coloro che intendono effettuare una segnalazione nell'interesse pubblico oppure divulgare informazioni concernenti un atto illegale o illecito che pregiudica o minaccia l'interesse generale; constata che sarebbe opportuno identificare le strutture in grado di fornire tali informazioni e tali forme di consulenza e rendere pubblicamente disponibili i loro recapiti;

60.  insiste sul fatto che, oltre al beneficio dell'insieme delle misure di protezione previste per gli informatori, è essenziale garantire loro in particolare accoglienza, alloggio e sicurezza in uno Stato membro che non sia firmatario di una convenzione di estradizione con il paese che ha commesso le azioni oggetto della segnalazione; nel caso di accordi di estradizione esistenti tra l'Unione europea e il paese terzo coinvolto, invita la Commissione, in applicazione dell'articolo 67, paragrafo 2, TFUE, relativo alla politica europea in materia di asilo, ad agire nel quadro delle proprie competenze e ad adottare tutte le misure di sicurezza necessarie nei confronti degli informatori particolarmente esposti al rischio di gravi ritorsioni nel paese di cui hanno rivelato pratiche illegali o fraudolente;

61.  invita la Commissione a proporre l'istituzione di un organismo analogo a livello di Unione, dotato di sufficienti risorse di bilancio, di competenze ed esperti adeguati, incaricato di coordinare le azioni degli Stati membri, in particolare nelle situazioni transfrontaliere; ritiene che tale organo europeo dovrebbe inoltre poter raccogliere le segnalazioni, verificarne la credibilità, emanare raccomandazioni vincolanti e orientare gli informatori quando la risposta fornita dallo Stato membro o dagli organismi nazionali è chiaramente inadeguata; suggerisce che tale organismo pubblichi una relazione annuale sulle segnalazioni ricevute e il relativo trattamento, rispettando la condizione di riservatezza delle eventuali indagini in corso; reputa che il mandato del Mediatore europeo potrebbe essere ampliato per svolgere tale funzione;

62.  reputa che, qualora venga riconosciuta la gravità di un'allerta, questa debba condurre a una vera e propria indagine, seguita da adeguate misure; sottolinea che durante le indagini gli informatori dovrebbero poter chiarire la propria denuncia e fornire informazioni o prove supplementari;

63.  incoraggia gli Stati membri a sviluppare dati, criteri e indicatori sulle politiche riguardanti gli informatori nel settore pubblico e privato;

64.  invita le istituzioni europee a dare seguito alla relazione di iniziativa del Mediatore del 24 luglio 2014, in conformità dell'articolo 22 quater del nuovo statuto dei funzionari, invitando tutti gli organi dell'Unione ad adottare meccanismi di allerta etici e quadri giuridici sulla denuncia di irregolarità basati direttamente sulle norme interne dell'Ufficio del Mediatore; ribadisce la propria determinazione a procedere in tal senso;

65.  ritiene inoltre che gli informatori debbano avere il diritto di revisione e commento in merito ai risultati dell'indagine relativa alla loro segnalazione;

66.  invita le istituzioni e gli altri organismi dell'Unione europea a dare il buon esempio applicando, senza indugio, le linee guida del Mediatore europeo; invita la Commissione a dare piena attuazione, sia nel proprio caso che in quello delle agenzie dell'UE, alle linee guida che proteggono gli informatori, conformemente al proprio statuto del personale del 2012; invita la Commissione a cooperare efficacemente e a coordinare gli sforzi con le altre istituzioni, tra cui la Procura europea, per proteggere gli informatori;

67.  ricorda che è necessario un sistema migliore per la comunicazione di irregolarità societarie, che sia più funzionale e integri gli attuali punti di contatto nazionali per quanto riguarda gli orientamenti OCSE per le società multinazionali;

68.  sottolinea che le indagini sulle questioni sollevate dagli informatori dovrebbero essere condotte in maniera indipendente e nel termine più breve possibile, tutelando inoltre i diritti degli individui che potrebbero essere coinvolti in una denuncia; ritiene che sia l'informatore che qualsiasi persona implicata in una denuncia dovrebbero poter fornire ulteriori argomenti e prove durante l'intera indagine e dovrebbero essere tenuti informati della gestione della denuncia;

69.  si compiace del fatto che la Commissione abbia finalmente introdotto un canale che consente agli informatori di comunicare o divulgare informazioni sulla concorrenza e sugli accordi di cartello, ma insiste sulla necessaria semplificazione delle procedure e sul fatto che il numero di tali canali non dovrebbe essere eccessivo;

o
o   o

70.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) Testi approvati di tale data, P8_TA(2015)0408.
(2) Testi approvati di tale data, P8_TA(2016)0310.
(3) GU C 208 del 10.6.2016, pag. 89.
(4) Testi approvati di tale data, P8_TA(2015)0457.
(5) Testi approvati di tale data, P8_TA(2017)0022.
(6) https://www.unodc.org/documents/treaties/UNCAC/Publications/Convention/08-50027_F.pdf
(7) Si veda ad esempio la sua risoluzione del 6 luglio 2016 sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto e la sua risoluzione del 16 dicembre 2015 recante raccomandazioni alla Commissione su come promuovere la trasparenza, il coordinamento e la convergenza nelle politiche sulle imposte societarie nell'Unione.


Politiche volte a garantire il reddito minimo come strumento per combattere la povertà
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Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2017 sulle politiche volte a garantire il reddito minimo come strumento per combattere la povertà (2016/2270(INI))
P8_TA(2017)0403A8-0292/2017

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 5, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea (TUE) e gli articoli 4, 9, 14, 19, 151 e 153 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, riconfermata in occasione della Conferenza mondiale sui diritti dell'uomo del 1993, segnatamente gli articoli 3, 23 e 25,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'UE, segnatamente le disposizioni relative ai diritti sociali e, più in particolare, gli articoli 34, 35 e 36, che definiscono specificamente il diritto all'assistenza sociale e abitativa, un livello elevato di protezione della salute umana e l'accesso ai servizi di interesse economico generale,

–  vista la Carta sociale europea, in particolare gli articoli 1, 4, 6, 12, 14, 17, 19, 30 e 31,

–  viste le convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) nn. 29 e 105 sull'abolizione del lavoro forzato e n. 102 sulla sicurezza sociale e la raccomandazione n. 202 dell'OIL sui sistemi nazionali di protezione sociale di base,

–  visti l'agenda dell'ILO per il lavoro dignitoso e il patto globale per l'occupazione, adottati per consenso mondiale il 19 giugno 2009 alla Conferenza internazionale del lavoro,

–  viste le conclusioni del Consiglio EPSCO, del giugno 2013, dal titolo "Investire nel settore sociale a favore della crescita e dell'occupazione",

–  vista la raccomandazione del Consiglio 92/441/CEE, del 24 giugno 1992, in cui si definiscono i criteri comuni in materia di risorse e prestazioni sufficienti nei sistemi di protezione sociale(1) (raccomandazione sul reddito minimo),

–  vista la raccomandazione del Consiglio 92/442/CEE, del 27 luglio 1992, relativa alla convergenza degli obiettivi e delle politiche della protezione sociale(2),

–  vista la raccomandazione 2013/112/UE della Commissione del 20 febbraio 2013 dal titolo "Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale"(3),

–  visti la comunicazione della Commissione, del 20 febbraio 2013, dal titolo "Investire nel settore sociale a favore della crescita e della coesione, in particolare attuando il Fondo sociale europeo nel periodo 2014-2020" (COM(2013)0083) e il suo documento di accompagnamento SWD(2013)0038,

–  vista la raccomandazione 2008/867/CE della Commissione del 3 ottobre 2008 relativa all'inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro(4),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 3 marzo 2010, dal titolo "Europa 2020: Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–  vista la proposta della Commissione, del 2 marzo 2015, di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (COM(2015)0098),

–  vista la sua risoluzione del 6 maggio 2009 sull'agenda sociale rinnovata(5),

–  vista la sua risoluzione del 20 ottobre 2010 sul ruolo del reddito minimo nella lotta contro la povertà e nella promozione di una società inclusiva in Europa(6),

–  vista la sua risoluzione del 20 novembre 2012 sul Patto per gli investimenti sociali quale risposta alla crisi(7),

–  vista la sua risoluzione del 24 novembre 2015 sulla riduzione delle disuguaglianze, con un'attenzione particolare alla povertà infantile(8),

–  vista la sua risoluzione del 14 aprile 2016 sul raggiungimento dell'obiettivo della lotta alla povertà, tenuto conto delle spese in aumento delle famiglie(9),

–  vista la sua risoluzione del 26 maggio 2016 sulla povertà: una prospettiva di genere(10),

–  vista la sua risoluzione del 15 settembre 2016 sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione(11),

–  vista la sua risoluzione, del 19 gennaio 2017, su un pilastro europeo dei diritti sociali(12),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 15 giugno 2011, dal titolo "La piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale: un quadro europeo per la coesione sociale e territoriale",

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 10 dicembre 2013, sul tema "Reddito minimo europeo e indicatori di povertà",

–  visto lo studio dal titolo "Towards adequate and accessible minimum income schemes in Europe" (Verso regimi di reddito minimo adeguati e accessibili in Europa), pubblicato nel 2015 dalla Rete europea per il reddito minimo (EMIN),

–  vista la relazione di Eurofound del 2015 dal titolo "Accesso alle prestazioni: ridurre il fenomeno del mancato utilizzo dei sussidi",

–  vista la relazione di Eurofound del 2017 dal titolo "Disparità di reddito e modelli occupazionali in Europa prima e dopo la grande recessione",

–  visto lo studio del Dipartimento tematico A del Parlamento europeo sulle politiche di reddito minimo negli Stati membri dell'UE, la cui versione definitiva è stata pubblicata nell'aprile 2017,

–  vista la relazione dal titolo "Minimum Income Schemes in Europe – A study of national policies 2015" (Regimi di reddito minimo in Europa – Uno studio delle politiche nazionali 2015), elaborata per la Commissione europea dalla Rete europea per la politica sociale (ESPN) nel 2016,

–  vista l'interrogazione con richiesta di risposta orale O-000087/2016 – B8-0710/2016 del 15 giugno 2016, presentata dalla commissione per l'occupazione e gli affari sociali,

–  vista l'interrogazione con richiesta di risposta scritta P-001004/2016 del 2 febbraio 2016,

–  vista la sua raccomandazione del 7 luglio 2016 al Consiglio sulla 71ª sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite(13),

–  vista la dichiarazione di Schuman del 9 maggio 1950, che invocava "l'uguagliamento verso l'alto delle condizioni di vita della manodopera";

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e il parere della commissione per i problemi economici e monetari (A8-0292/2017),

A.  considerando che la povertà e l'esclusione sociale, le cui cause e la cui durata non dipendono dalla volontà della persona in dette condizioni, costituiscono violazioni della dignità umana e dei diritti umani fondamentali; che nel 2010 l'UE e gli Stati membri si sono impegnati a ridurre di 20 milioni entro il 2020 il numero di persone a rischio di povertà e di esclusione sociale; che la povertà e l'esclusione sociale non sono solo problemi di responsabilità individuale bensì devono essere affrontati in maniera collettiva;

B.  considerando che l'Europa è una delle regioni più ricche del mondo, ma che i dati recenti sulla povertà di reddito evidenziano un aumento della povertà e della deprivazione materiale grave in Europa nonché crescenti disuguaglianze tra gli Stati membri;

C.  considerando che una prospera economia con un basso tasso di disoccupazione è ancora lo strumento più efficace per combattere la povertà;

D.  considerando che la povertà di reddito è solo una parte del concetto generale di povertà, la quale, pertanto, non si riferisce solo alle risorse materiali, ma anche alle risorse sociali, in particolare l'istruzione, la salute e l'accesso ai servizi;

E.  considerando che la povertà relativa non dà indicazioni sulle esigenze reali, ma solo sulla posizione patrimoniale relativa rispetto agli altri;

F.  considerando che, secondo la metodologia elaborata da Eurostat, la soglia di rischio di povertà è fissata al 60 % della media nazionale del reddito disponibile equivalente (riferito al nucleo familiare, dopo l'erogazione delle prestazioni sociali); che, alla luce delle disparità esistenti tra gli Stati membri e delle diverse politiche sociali nazionali, tale percentuale dovrebbe essere considerata insieme ad altri indicatori, come ad esempio i bilanci di riferimento; che il reddito è un indicatore indiretto del tenore di vita e un bilancio di riferimento riflette la diversità dei modelli di consumo e del costo della vita tra gli Stati membri;

G.  considerando che non vanno confusi i concetti di "differenza di reddito" e "povertà";

H.  considerando che, secondo la Commissione(14), 119 milioni di persone dell'UE – circa il 25 % della popolazione totale – sono a rischio di povertà ed esclusione sociale nonostante le prestazioni sociali; che in alcuni Stati membri a questo dato si accompagnano persistenti, elevati tassi di disoccupazione, soprattutto nel caso dei giovani, per i quali i dati sono ancora più allarmanti; che, sebbene le cifre siano lievemente in calo, vi sono ancora più persone a rischio di povertà rispetto al livello del 2008; che l'UE e gli Stati membri sono lungi dal conseguire l'obiettivo di Europa 2020 in materia di povertà e di esclusione sociale in quanto il livello rimane superiore all'obiettivo;

I.  considerando che i dati disponibili suggeriscono che alcuni gruppi, quali i bambini, le donne, i disoccupati, le famiglie monoparentali o le persone con disabilità, sono particolarmente vulnerabili alla povertà, alle privazioni e all'esclusione sociale;

J.  considerando che le famiglie sono particolarmente colpite dalla povertà;

K.  considerando che la conciliazione tra la vita familiare e quella lavorativa è di fondamentale importanza, in particolare per i genitori soli, al fine di sottrarli alla povertà;

L.  considerando che è opportuno tenere conto della necessità di integrare la prevenzione e la lotta alla povertà e all'esclusione in tutte le politiche pertinenti, con la garanzia di accesso universale ai servizi pubblici, a un'occupazione dignitosa e a un reddito che permetta di vivere dignitosamente;

M.  considerando che, secondo la Commissione, l'elevata disoccupazione, la povertà e la disuguaglianza continuano a essere le principali fonti di preoccupazione in alcuni Stati membri; che le ampie disparità di reddito non sono soltanto dannose per la coesione sociale, ma ostacolano anche la crescita economica sostenibile, come osservato dal commissario Thyssen; che, secondo Eurofound, l'impatto della crisi è stato generalmente più grave tra i soggetti a più basso reddito, incrementando le disparità di reddito all'interno delle società europee(15);

N.  considerando che i senzatetto rappresentano la forma più estrema di povertà e di privazione e sono aumentati negli ultimi anni in quasi tutti gli Stati membri, in generale in quelli più colpiti dalla crisi economica e finanziaria; che, secondo la Federazione europea delle organizzazioni nazionali che si occupano dei senzatetto (FEANTSA), circa 4 milioni di persone in tutta l'UE vivono senza fissa dimora ogni anno, oltre 10,5 milioni di famiglie soffrono in modo grave della mancanza di un alloggio e 22,3 milioni di famiglie fanno fronte a un sovraccarico dei costi di alloggio, il che indica che spendono più del 40 % del reddito disponibile per l'alloggio;

O.  considerando che l'attuale situazione richiede misure volte a promuovere regimi nazionali di reddito minimo, affinché siano assicurate a tutte le persone con reddito insufficiente, nel rispetto dei criteri di ammissibilità specifici, condizioni di vita dignitose, nonché il miglioramento del livello di inclusione sociale e nel mercato del lavoro e la garanzia di pari opportunità nell'esercizio dei diritti fondamentali; che l'istruzione, i trasferimenti sociali redistributivi e le prestazioni sociali, una politica fiscale equa e una valida politica occupazionale sono fattori importanti per ridurre le disparità di reddito, il tasso di disoccupazione e la povertà; che la garanzia di un'occupazione dignitosa proteggerebbe le persone dal rischio di povertà e potrebbe essere considerata un importante strumento indispensabile di integrazione sociale;

P.  considerando che, secondo una panoramica di Eurofound, molte persone nell'UE non ricevono le prestazioni cui hanno diritto, comprese le prestazioni collegate all'esercizio di un'attività lavorativa, ad esempio a causa della complessità dei sistemi previdenziali o delle procedure di domanda oppure della mancanza di consapevolezza in materia di diritti;

Q.  considerando che il concetto di reddito minimo non deve essere confuso con quello di salario minimo, definito dai contratti collettivi o dal legislatore a livello nazionale;

R.  considerando che la determinazione delle retribuzioni è una questione di competenza degli Stati membri;

S.  considerando che l'introduzione e il rafforzamento in tutti gli Stati membri di regimi di reddito minimo adeguato, dotati di adeguate risorse finanziarie, umane e materiali, unitamente a politiche occupazionali attive per persone in grado di lavorare, è una misura importante ed efficace per la lotta contro la povertà e le disuguaglianze, per contribuire a garantire la coesione economica e territoriale, tutelare i diritti fondamentali delle persone, assicurare un equilibrio tra gli obiettivi economici e quelli sociali e sostenere l'integrazione sociale e l'accesso al mercato del lavoro;

T.  considerando che l'offerta e la gestione dei sistemi di sicurezza sociale sono settori di competenza degli Stati membri che l'Unione coordina, ma non armonizza;

U.  considerando che, secondo l'Osservatorio sociale europeo, forme di sostegno al reddito esistono già in 26 Stati membri(16);

V.  considerando che le differenze tra Stati membri in termini di trattamento delle politiche di reddito minimo sono numerose, dal momento che il diritto a una vita dignitosa non è considerato un diritto universale e soggettivo in tutti gli Stati membri; che il mancato utilizzo dei sussidi raggiunge livelli elevati e che manca coordinamento tra sostegno al reddito, politiche attive del mercato del lavoro e servizi sociali; che soltanto in alcuni casi i regimi di reddito minimo riescono a far uscire le persone dalla povertà;

W.  considerando che alcune persone più vulnerabili, quali i senzatetto, riscontrano difficoltà ad accedere ai regimi di reddito minimo;

X.  considerando che la garanzia di un reddito minimo adeguato a coloro che non dispongono di risorse sufficienti per un livello di vita dignitoso, nonché la partecipazione a misure di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro, e la salvaguardia dell'accesso al lavoro e alla motivazione a cercare lavoro sono disposizioni comprese nel pilastro europeo dei diritti sociali(17); che durante la conferenza ad alto livello tenutasi a Bruxelles il 23 gennaio 2017, a conclusione della consultazione pubblica su questo tema, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha ribadito che tali misure dovrebbero essere adottate da tutti gli Stati membri;

Y.  considerando che, secondo Eurostat, nel 2015 il tasso di occupazione dei cittadini dell'UE di età compresa tra i 20 e i 64 anni si attestava al 70,1 % ed era lontano dall'obiettivo della strategia Europa 2020 fissato al 75 %;

Z.  considerando che la proposta della Commissione del 2 Marzo 2015 sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione ribadisce l'importanza del sostegno al reddito per combattere la povertà (orientamento 8);

AA.  considerando che regimi di sostegno al reddito ben concepiti, adeguati e ampiamente disponibili non impediscono né scoraggiano un reinserimento nel mondo del lavoro e contribuiscono a rilanciare la domanda interna;

AB.  considerando che la raccomandazione della Commissione del 3 ottobre 2008 relativa all'inclusione attiva ha giustamente riconosciuto che, oltre a facilitare l'accesso a posti di lavoro di qualità da parte di coloro che sono in grado di lavorare, le politiche di inclusione attiva dovrebbero anche "fornire a coloro che non ne sono in grado risorse sufficienti per vivere dignitosamente, sostenendone la partecipazione sociale";

AC.  considerando che il 5 ottobre 2015 il Consiglio ha adottato conclusioni sull'adeguatezza delle pensioni da cui emerge che è essenziale che i sistemi pensionistici pubblici e gli altri regimi di protezione sociale contengano salvaguardie appropriate per le donne e gli uomini le cui opportunità di occupazione non permettono o non hanno permesso di acquisire sufficienti diritti pensionistici e che tra queste salvaguardie figurano in particolare pensioni minime o altre disposizioni in materia di reddito minimo per gli anziani;

AD.  considerando che nella raccomandazione 92/441/CEE il Consiglio invita gli Stati membri a riconoscere il diritto basilare di ogni persona a disporre di un'assistenza sociale e di risorse sufficienti per vivere in modo dignitoso e che nella raccomandazione 92/442/CEE, del 27 luglio 1992, si esortano gli Stati membri a ispirare a tali principi i propri sistemi di protezione sociale;

AE.  considerando che nelle conclusioni del 17 dicembre 1999 il Consiglio ha approvato la promozione dell'integrazione sociale tra gli obiettivi per la modernizzazione e il miglioramento della protezione sociale;

AF.  considerando che la raccomandazione relativa all'inclusione attiva individua un'adeguata integrazione del reddito quale una delle tre parti di pari importanza della strategia di inclusione attiva e sottolinea che un'adeguata integrazione del reddito deve essere accompagnata dall'accesso a servizi di qualità e da mercati del lavoro che favoriscono l'inserimento; che, allo stesso tempo, la promozione dell'inclusione sociale richiede misure coordinate incentrate sull'individuo e sulle persone a carico, accompagnate da azioni volte a promuovere la stabilità del posto di lavoro;

AG.  considerando che in molti paesi i principali ostacoli allo sviluppo di collegamenti effettivi tra le diverse parti dell'inclusione attiva includono la mancanza di capacità, di competenze e di risorse all'interno dei servizi pubblici per l'impiego e delle istituzioni di assistenza sociale, la mancanza di coordinamento e di cooperazione tra i servizi e la tendenza a dare la priorità a diversi gruppi che necessitano di sostegno e che possono essere più facilmente reinseriti nel mercato del lavoro(18);

AH.  considerando che il pacchetto d'investimenti sociali pubblicato nel 2013 dalla Commissione ha nuovamente ribadito l'importanza di un approccio di inclusione attiva e, in tale contesto, ha sottolineato l'importanza di un adeguato sostegno al reddito minimo; che nel pacchetto è stato indicato che l'adeguatezza degli attuali regimi nazionali di reddito minimo può essere migliorata per garantire che il livello sia sufficientemente elevato per una vita dignitosa ed è stato menzionato il fatto che "nel quadro del semestre europeo, la Commissione sorveglierà la pertinenza dell'aiuto al reddito e ricorrerà a tale scopo ai bilanci di riferimento dal momento in cui saranno stabiliti in collaborazione con gli Stati membri";

AI.  considerando che la raccomandazione n. 202 dell'OIL sui sistemi nazionali di protezione sociale afferma che i paesi membri dovrebbero "al più presto stabilire e mantenere sistemi di protezione sociale di base che dovrebbero comportare garanzie elementari di sicurezza sociale. Le garanzie dovrebbero assicurare almeno, per tutta la vita, e a tutti coloro che sono nel bisogno, l'accesso all'assistenza sanitaria di base e ad una sicurezza di un reddito base, che insieme consentono l'accesso reale ai beni ed ai servizi";

AJ.  considerando che il Consiglio ha riconosciuto la necessità di integrare l'inclusione attiva con un adeguato sostegno al reddito e l'importanza di adottare un approccio integrato lungo tutto il ciclo di vita per combattere la povertà(19);

AK.  considerando che i disoccupati di lungo periodo, che a fine 2015 rappresentavano il 48,1 % del totale dei disoccupati nell'UE, equivalente a 10,9 milioni di persone, riescono a rientrare nel mercato del lavoro con molta più difficoltà;

AL.  considerando che l'educazione dei bambini e il tempo ad essa dedicato sono spesso associati a un massiccio calo del reddito e a svantaggi finanziari persistenti ("family pay gap");

AM.  considerando che l'educazione impartita da madri e padri è un lavoro vero e proprio e va riconosciuto come tale;

AN.  considerando che, a fine 2015, il 5,1 % degli inattivi nell'UE era formato da persone scoraggiate, che avrebbero voluto lavorare ma avevano smesso di cercare un impiego, e che quest'ultime non vengono sistematicamente incluse nelle statistiche sulla disoccupazione;

AO.  considerando che la disoccupazione determina un rapido e costante deterioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e della loro condizione psicologica ed emotiva, compromettendo la prospettiva di aggiornamento delle competenze e, di conseguenza, la possibilità di inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro;

AP.  considerando che alcuni programmi di impiego pubblico potrebbero costituire uno strumento efficace in grado di funzionare con i sistemi di reddito minimo per l'inclusione sociale e professionale di determinate categorie, come i giovani disoccupati, i disoccupati di lungo periodo e altri gruppi vulnerabili; che tali programmi potrebbero essere efficaci in contesti e aree geografiche depresse in cui è necessaria la riqualificazione; che una persona impegnata all'interno di un programma di occupazione sociale pubblico avrà inoltre maggiore facilità a trovare una nuova occupazione; che tali programmi devono garantire una retribuzione dignitosa, includere un percorso personalizzato e condurre verso un'occupazione dignitosa;

AQ.  considerando che le conclusioni del Consiglio sull'analisi annuale della crescita 2017 e sulla relazione comune sull'occupazione adottate dal Consiglio EPSCO il 3 marzo 2017(20) invitano gli Stati membri a garantire che i sistemi di protezione sociale provvedano a un adeguato sostegno al reddito e che le riforme continuino a incentrarsi, tra l'altro, sull'offerta di un adeguato sostegno al reddito nonché di servizi di attivazione e sostegno di qualità;

AR.  considerando che la formazione professionale, in particolare mediante programmi di formazione sul posto di lavoro, consente di acquisire le competenze necessarie per esercitare un'attività professionale e di costruire la propria rete professionale, il che contribuisce all'inclusione sostenibile nel mercato del lavoro e riduce il rischio di povertà;

AS.  considerando che i regimi di reddito minimo rappresentano un'esigua percentuale della spesa pubblica sociale pur garantendo un notevole rendimento degli investimenti e che il costo del mancato investimento ha enormi ripercussioni immediate sui soggetti interessati e genera costi a lungo termine per la società;

AT.  considerando che i regimi di reddito minimo sono positivi per l'intera società in quanto sono indispensabili per garantire società più eque e società più eque garantiscono risultati migliori in termini di numerosi indicatori sociali ed economici;

AU.  considerando che i regimi di reddito minimo sono efficaci pacchetti di incentivi economici, in quanto il denaro viene utilizzato per rispondere alle esigenze impellenti e rientra immediatamente nell'economia reale;

AV.  considerando che il diritto a un tenore di vita sufficiente viene riconosciuto all'articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite e si riferisce alla misura in cui il livello del sussidio assicura agli individui risorse sufficienti per garantire "un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio"; che la copertura si riferisce alla misura in cui tutti coloro che necessitano di sostegno rispettano le condizioni di ammissibilità inerenti a un regime di reddito minimo; che l'utilizzo dei sussidi si riferisce alla misura in cui coloro che sono ammissibili a un sussidio al reddito minimo lo ricevono effettivamente;

AW.  considerando che spesso la mancanza di pagamenti adeguati unita a una copertura limitata e a uno scarso utilizzo dei sussidi, dovuti, tra l'altro, a una cattiva gestione, a un accesso inadeguato alle informazioni, a un'eccessiva burocrazia e a una stigmatizzazione, comporta l'impossibilità di garantire una vita dignitosa agli individui più vulnerabili della società(21);

AX.  considerando che vari Stati membri devono far fronte a gravi disavanzi di bilancio e a un accresciuto livello del debito, e hanno di conseguenza ristretto la loro spesa sociale, il che ha inciso sulla sanità pubblica, l'istruzione, la sicurezza e la protezione sociale e gli alloggi, nonché, in particolare, sull'accesso ai servizi correlati e sulla loro adeguatezza, disponibilità e qualità, con ripercussioni negative soprattutto sulle categorie sociali più svantaggiate di tali Stati membri;

AY.  considerando che i regimi di reddito minimo possono fungere da stabilizzatori macroeconomici automatici in risposta agli shock economici;

AZ.  considerando che l'efficacia dei regimi di reddito minimo in termini di alleviamento della povertà, promozione dell'integrazione nel mercato del lavoro, in particolare dei giovani, e stabilizzatori automatici varia notevolmente tra i diversi Stati membri;

BA.  considerando che le politiche in materia di reddito minimo fungono da stabilizzatori automatici e che la recessione è stata minore nei paesi che dispongono di solidi sistemi di sostegno al reddito familiare disponibile;

BB.  considerando che l'evasione e l'elusione fiscali creano condizioni di concorrenza diseguali all'interno dell'Unione europea, privano gli Stati membri di entrate cospicue che potrebbero altrimenti contribuire all'adeguato finanziamento di solide politiche sociali e di previdenza pubblica e riducono altresì gli introiti pubblici, laddove con tali introiti si potrebbero finanziare il miglioramento delle condizioni per la crescita economica, l'innalzamento dei redditi e le politiche sociali; che tale fenomeno costituisce un grave problema per l'UE;

BC.  considerando che numerosi studi hanno dimostrato che la povertà incide negativamente sulla crescita economica(22);

BD.  considerando che alcuni Stati membri stanno avviando progetti pilota per testare politiche in materia di reddito di base, come è il caso della Finlandia, dove un campione casuale di 2 000 disoccupati riceverà una somma di EUR 560 al mese che non è soggetta a condizioni e che dovrebbe costituire un incentivo adeguato ad accettare lavori temporanei e a tempo parziale;

BE.  considerando che in vari Stati membri si sta discutendo dell'attuazione di programmi in materia di reddito di base;

Regimi di reddito minimo

1.  invita tutti gli Stati membri a introdurre regimi di reddito minimo adeguati, accompagnati da misure di sostegno al reinserimento nel mondo del lavoro per chi può lavorare e programmi d'istruzione e formazione adeguati alla situazione personale e familiare del beneficiario, al fine di sostenere le famiglie con redditi insufficienti e garantire loro un tenore di vita decoroso; sottolinea che il reddito minimo dovrebbe rappresentare l'ultima rete di protezione sociale e consistere in un sostegno finanziario adeguato, oltre che in un accesso garantito a servizi di qualità e politiche attive del lavoro, quale modo efficace per combattere la povertà e assicurare un'esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongono di risorse sufficienti; sottolinea, a tale proposito, che il diritto all'assistenza sociale è un diritto fondamentale e che regimi di reddito minimo adeguati aiutano le persone a vivere dignitosamente, sostengono la loro piena partecipazione alla società e garantiscono la loro autonomia durante tutto l'arco della vita;

2.  ritiene che la promozione di società inclusive e senza povertà debba fondarsi sulla valorizzazione del lavoro e dei diritti del lavoro basati sulla contrattazione collettiva e su servizi pubblici di qualità, nell'ambito della sanità, della sicurezza sociale e dell'istruzione, per porre fine ai cicli di esclusione e promuovere lo sviluppo;

3.  sottolinea l'importanza di finanziamenti pubblici adeguati a favore dei regimi di reddito minimo; invita la Commissione a monitorare specificamente l'utilizzo del 20 % della dotazione complessiva dell'FSE destinato alla lotta contro la povertà e l'esclusione sociale, nonché a esaminare, nella prossima revisione del regolamento recante disposizioni comuni sui Fondi strutturali (regolamento (UE) n. 1303/2013) e, in particolare, nel quadro del Fondo sociale europeo e del programma dell'UE per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI), le possibilità di finanziamento per aiutare ciascuno Stato membro a istituire un regime di reddito minimo, ove inesistente, o a migliorare il funzionamento e l'efficacia dei sistemi esistenti;

4.  riconosce che per gli Stati membri è difficile passare da regimi di reddito minimo inesistenti o di scarsa qualità a regimi di alto livello; chiede pertanto agli Stati membri di adoperarsi per la progressiva realizzazione di regimi di reddito minimo adeguati, affrontando la questione dell'adeguatezza, della copertura e dell'utilizzo di tali sistemi;

5.  sottolinea che l'istituzione di regimi di reddito minimo può sia ridurre le disuguaglianze e l'impatto sociale della crisi sia avere un impatto anticiclico fornendo risorse per migliorare la domanda nel mercato interno;

6.  sottolinea che è fondamentale che tutte le persone bisognose abbiano accesso a regimi di reddito minimo sufficienti per poter soddisfare le loro esigenze di base, compresi i soggetti più esclusi come i senzatetto; ritiene che un reddito minimo adeguato sia indispensabile per permettere alle persone bisognose di vivere decorosamente, e che dovrebbe essere considerato congiuntamente al diritto a servizi pubblici e sociali universali; ritiene che i regimi di reddito minimo debbano garantire che la dipendenza dai servizi sociali non si perpetui e facilitare l'inclusione nella società; ricorda che la raccomandazione relativa all'inclusione attiva riconosce la necessità di una strategia integrata per l'attuazione delle tre parti dell'inclusione sociale (un'adeguata integrazione del reddito, mercati del lavoro che favoriscono l'inserimento e accesso a servizi di qualità);

7.  sottolinea l'importanza della dimensione di stabilizzazione automatica dei sistemi di previdenza sociale per assorbire le onde d'urto generate a livello sociale da effetti esterni quali le recessioni; invita pertanto gli Stati membri, alla luce della raccomandazione n. 202 dell'OIL che definisce i livelli di protezione sociale di base, ad assicurare e ad aumentare gli investimenti nei sistemi di protezione sociale per garantire che siano in grado di affrontare e prevenire la povertà e le diseguaglianze, assicurandone nel contempo la sostenibilità;

8.  sottolinea, in relazione al dibattito sul reddito minimo, la posizione particolare delle famiglie con bambini e dei genitori soli e la misura in cui sono interessati dalla questione;

9.  sottolinea che le persone dovrebbero poter partecipare pienamente alla società e all'economia e che tale diritto dovrebbe essere riconosciuto appieno e reso visibile nel processo decisionale dell'Unione, garantendo sistemi universali di protezione sociale di elevata qualità che comprendano al loro interno regimi di reddito minimo efficaci e adeguati;

10.  ritiene che la protezione sociale, comprese le pensioni e servizi quali l'assistenza sanitaria, l'assistenza all'infanzia e l'assistenza a lungo termine, rimanga essenziale per una crescita equilibrata e inclusiva e che contribuisca inoltre ad allungare la vita lavorativa, a creare occupazione e a ridurre le disuguaglianze; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a promuovere politiche che garantiscano la sufficienza, l'adeguatezza, l'efficienza e la qualità dei sistemi di protezione sociale durante tutto l'arco della vita di una persona, garantendo una vita dignitosa, lottando contro le disuguaglianze e promuovendo l'inclusione con l'obiettivo di eliminare la povertà, soprattutto per coloro che sono esclusi dal mercato del lavoro e per i gruppi più vulnerabili;

11.  sottolinea che un reddito adeguato durante tutto l'arco della vita è fondamentale per aiutare le persone con livelli di reddito insufficienti a raggiungere un tenore di vita dignitoso;

12.  mette in evidenza che regimi di reddito minimo adeguati, in quanto strumenti di inclusione attiva, promuovono la partecipazione e l'inclusione sociale;

13.  ricorda che uno dei principali obiettivi della strategia Europa 2020 è ridurre di almeno 20 milioni il numero delle persone colpite dalla povertà e dall'esclusione sociale, e che sono tuttavia necessari ulteriori sforzi per conseguire tale obiettivo; ritiene che i regimi di reddito minimo possano essere un modo utile per raggiungere tale obiettivo;

14.  sottolinea che il modo migliore per combattere la povertà e l'esclusione sociale è rappresentato da posti di lavoro dignitosi; ricorda, a tale proposito, l'importanza di stimolare la crescita, gli investimenti e la creazione di occupazione;

15.  si rammarica che alcuni Stati membri non sembrino tenere conto della raccomandazione 92/441/CEE del Consiglio, che riconosce "il diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana";

16.  rileva che, benché la maggior parte degli Stati membri disponga di regimi di reddito minimo, vari regimi di questo tipo non forniscono un sostegno al reddito adeguato per tutte le persone che ne hanno bisogno(23); invita la Commissione a provvedere all'introduzione e, se necessario, al miglioramento dei regimi di reddito minimo garantito in modo da contribuire a prevenire la povertà e promuovere l'inclusione sociale;

17.  sottolinea che l'introduzione di un regime di reddito minimo nazionale non dovrebbe ridurre la protezione offerta dai regimi di reddito minimo regionali;

18.  sottolinea l'importanza del semestre europeo nell'incoraggiare gli Stati membri che non dispongono ancora di regimi di reddito minimo a introdurre sistemi di sostegno adeguato al reddito;

19.  rileva che in alcuni Stati membri il diritto al reddito minimo è subordinato alla partecipazione a misure attive del mercato del lavoro; sottolinea, a tale proposito, l'importante ruolo dell'UE quale mezzo attraverso cui gli Stati membri possono scambiare le migliori pratiche;

20.  ribadisce la sua posizione, espressa nella risoluzione del 20 ottobre 2010, sul ruolo del reddito minimo nella lotta contro la povertà e nella promozione di una società inclusiva in Europa;

21.  prende debitamente atto del parere del Comitato economico e sociale europeo relativo a una direttiva quadro su un reddito minimo adeguato nell'Unione europea, che dovrebbe fissare standard e indicatori comuni, fornire i metodi per monitorare la sua attuazione e migliorare il dialogo tra i soggetti interessati, gli Stati membri e le istituzioni dell'UE; invita al riguardo la Commissione e gli Stati membri a valutare le modalità e gli strumenti per garantire un reddito minimo adeguato in tutti gli Stati membri;

22.  accoglie con favore la dichiarazione della Commissione secondo cui il semestre europeo è ora maggiormente incentrato sui risultati occupazionali e sociali, ma ritiene che siano necessari maggiori sforzi per conseguire questo obiettivo e assicurare la coerenza globale, in particolare attraverso la promozione degli investimenti sociali; invita la Commissione a monitorare e valutare regolarmente i progressi compiuti dagli Stati membri, in relazione alle raccomandazioni specifiche per paese, nel garantire servizi accessibili, convenienti e di qualità, nonché nell'attuare regimi di reddito minimo adeguati ed efficaci;

23.  sottolinea l'importanza del semestre europeo nel monitorare l'adeguatezza dei regimi di reddito minimo esistenti e il loro impatto sulla riduzione della povertà, in particolare attraverso le raccomandazioni specifiche per paese, ma mette altresì in evidenza l'importanza della relazione comune sull'occupazione e dell'analisi annuale della crescita;

24.  sottolinea che i regimi di reddito minimo dovrebbero garantire un reddito al di sopra della soglia di povertà, prevenire le situazioni di grave deprivazione materiale e far uscire le famiglie da tali situazioni, e che dovrebbero essere accompagnati dall'erogazione di servizi pubblici quali l'assistenza sanitaria, l'istruzione e l'assistenza all'infanzia;

25.  ritiene che i regimi di reddito minimo dovrebbero essere integrati in un approccio strategico orientato all'inclusione e all'integrazione sociale, che preveda sia politiche generali sia misure mirate in materia di alloggi, assistenza sanitaria, istruzione e formazione, servizi sociali e altri servizi di interesse generale, che aiutino le persone a combattere la povertà, fornendo nel contempo un sostegno personalizzato, nonché assistenza nell'accesso al mercato del lavoro per chi può lavorare; ritiene che il reale obiettivo dei regimi di reddito minimo non sia semplicemente assistere, ma soprattutto accompagnare i beneficiari nel passaggio da situazioni di esclusione sociale a una vita attiva, evitando così una dipendenza a lungo termine;

26.  invita gli Stati membri a migliorare il coordinamento e la pianificazione integrata tra le amministrazioni e i servizi che si occupano delle diverse parti dell'inclusione attiva, sviluppando un unico punto di contatto per i clienti e migliorando la capacità dei servizi e le risorse messe a loro disposizione in modo da aumentare l'accesso a tali servizi e migliorarne la qualità;

27.  ritiene essenziale garantire un reddito adeguato anche per le persone in situazioni vulnerabili per le quali il reinserimento nel mercato del lavoro non è o non è più possibile, come riconosciuto dalla raccomandazione relativa all'inclusione attiva;

28.  chiede che si compiano progressi rilevanti e verificati per quanto riguarda l'adeguatezza dei regimi di reddito minimo, in modo da ridurre la povertà e l'esclusione sociale, in particolare tra i soggetti più vulnerabili della società, e da contribuire a garantire loro il diritto a una vita dignitosa;

29.  osserva con preoccupazione che in molti Stati membri, per esempio, i costi dell'assistenza a lungo termine superano anche il reddito pensionistico medio; sottolinea l'importanza di tenere conto delle esigenze specifiche e del costo della vita delle diverse fasce di età;

30.  sottolinea l'importanza di definire criteri di ammissibilità appropriati in funzione della realtà socioeconomica degli Stati membri, per permettere di beneficiare di un regime di reddito minimo adeguato; ritiene che tali criteri dovrebbero includere il fatto di non beneficiare di un sussidio di disoccupazione o che tale sussidio non sia sufficiente per evitare la povertà e l'esclusione sociale, e dovrebbero inoltre tenere conto del numero di figli e altre persone a carico; sottolinea tuttavia che detti criteri non dovrebbero creare ostacoli amministrativi che impediscano alle persone che si trovano già in una situazione di estrema vulnerabilità di accedere ai regimi di reddito minimo (ad esempio, non si dovrebbe chiedere un indirizzo fisico ai senzatetto);

31.  ribadisce l'importanza di un accesso equo ai regimi di reddito minimo, senza discriminazioni basate sull'etnia, il genere, il livello d'istruzione, la nazionalità, l'orientamento sessuale, la religione, la disabilità, l'età, le idee politiche o l'estrazione socioeconomica;

32.  esprime preoccupazione dinanzi all'elevato tasso di mancato utilizzo dei sussidi tra le persone che hanno diritto a un reddito minimo; ritiene che il mancato utilizzo dei sussidi costituisca uno dei principali ostacoli all'inclusione sociale delle persone interessate; chiede alla Commissione e al comitato per la protezione sociale di esaminare ulteriormente il problema del mancato utilizzo dei sussidi e di formulare raccomandazioni e orientamenti per arginarlo; invita gli Stati membri a combattere il mancato utilizzo dei sussidi anche attraverso la sensibilizzazione dei cittadini in merito all'esistenza di regimi di reddito minimo, l'offerta di opportuni orientamenti sull'accesso a questi ultimi e il miglioramento dell'organizzazione amministrativa;

33.  sottolinea la necessità che gli Stati membri intervengano concretamente per definire una soglia di reddito minimo, in base a indicatori pertinenti, ivi compresi i bilanci di riferimento, al fine di garantire la coesione economica e sociale e ridurre il rischio di povertà in tutti gli Stati membri; ritiene che questo dato dovrebbe essere presentato annualmente in occasione della Giornata mondiale per l'eliminazione della povertà (17 ottobre);

34.  osserva che molti Stati membri utilizzano già gli indicatori di protezione del reddito minimo (Minimum Income Protection Indicator – MIPI); chiede l'utilizzo dei dati MIPI da parte di tutti gli Stati membri, il che consentirà inoltre un migliore confronto tra i sistemi nazionali;

35.  ritiene che il reddito minimo dovrebbe essere considerato temporaneo ed essere sempre accompagnato da politiche attive di inclusione nel mercato del lavoro;

36.  sostiene che i regimi di reddito minimo sono strumenti di transizione per ridurre la povertà e lottare contro tale fenomeno e che occorre considerarli alla stregua di un investimento sociale; constata gli effetti anticiclici dei regimi di reddito minimo;

37.  insiste sulla necessità di tenere conto, nella definizione delle soglie di reddito minimo, del numero di persone a carico, in particolare dei bambini o delle persone con elevata dipendenza, per spezzare il circolo vizioso della povertà, in particolare della povertà infantile; invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare la rapida attuazione della raccomandazione del 2013 dal titolo "Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale"; ritiene inoltre che la Commissione dovrebbe elaborare una relazione annuale sullo stato di avanzamento della lotta contro la povertà infantile e sull'attuazione della raccomandazione, con l'ausilio degli indicatori ivi contenuti;

38.  sottolinea che i bilanci di riferimento possono contribuire a fissare il livello di reddito minimo necessario per soddisfare le esigenze fondamentali delle persone, compresi gli aspetti non monetari, quali l'accesso all'istruzione e all'apprendimento permanente, un alloggio dignitoso, servizi sanitari di qualità, attività sociali e partecipazione civica, tenendo conto nel contempo della composizione del nucleo familiare e dell'età dei suoi componenti, nonché del contesto economico e sociale di ciascuno Stato membro; ricorda che la Commissione, nella sua comunicazione sul pacchetto d'investimenti sociali, esorta gli Stati membri a fissare bilanci di riferimento che contribuiscano a definire un sostegno al reddito efficace e adeguato che tenga conto delle esigenze sociali identificate a livello locale, regionale e nazionale, al fine di migliorare la coesione territoriale; chiede inoltre di utilizzare i bilanci di riferimento quale strumento per valutare l'adeguatezza dei regimi di reddito minimo offerti dagli Stati membri;

39.  ritiene che gli Stati membri, nell'istituire sistemi di reddito minimo adeguati, dovrebbero tenere conto del fatto che la soglia di rischio di povertà è fissata da Eurostat al 60 % del reddito disponibile equivalente mediano nazionale (dopo l'erogazione delle prestazioni sociali), insieme ad altri indicatori, come i bilanci di riferimento; ritiene che i bilanci di riferimento potrebbero essere utilizzati per combattere più efficacemente la povertà e per verificare la solidità del livello di reddito minimo e della soglia summenzionata, nel rispetto del principio di sussidiarietà;

40.  ritiene che la mancanza di dati aggiornati sul reddito e sulle condizioni di vita costituisca un ostacolo all'attuazione e al confronto di un bilancio di riferimento e di un reddito minimo tenendo conto delle specificità nazionali;

41.  invita la Commissione e gli Stati membri a scambiarsi le migliori pratiche in merito ai regimi di reddito minimo;

42.  invita la Commissione e il comitato per la protezione sociale a documentare e diffondere esempi di strategie di successo e a promuovere la revisione tra pari e altri metodi di scambio di buone pratiche in materia di regimi di reddito minimo; raccomanda di incentrare questi sforzi su questioni fondamentali quali la garanzia di una rivalutazione periodica, il miglioramento della copertura e dell'utilizzo dei sussidi, l'esame del problema dei disincentivi e il rafforzamento dei collegamenti tra le diverse parti dell'inclusione attiva;

43.  ritiene che, viste le numerose questioni emerse in relazione ai regimi di reddito minimo, quali l'accessibilità, la copertura, il finanziamento, le condizioni di ammissibilità e la durata, un concetto per i regimi di reddito minimo nazionali potrebbe essere utile per contribuire a creare condizioni di parità tra gli Stati membri; invita al riguardo la Commissione a effettuare una valutazione d'impatto dei regimi di reddito minimo nell'Unione, a chiedere un monitoraggio e un resoconto periodico e a prendere in esame ulteriori misure, tenendo conto delle condizioni economiche sociali di ciascuno Stato membro e delle esigenze dei gruppi più vulnerabili, nonché valutando se i regimi consentono alle famiglie di soddisfare le loro esigenze personali di base e di ridurre la povertà;

44.  esprime preoccupazione per i tagli all'importo e/o alla durata delle indennità di disoccupazione e per l'inasprimento dei criteri di ammissibilità che si sono registrati in molti Stati membri nel corso degli ultimi anni, determinando un aumento del numero delle persone che fanno affidamento ai regimi di reddito minimo e un'ulteriore pressione su tali regimi(24);

45.  sottolinea che le disuguaglianze sono in aumento all'interno di ciascuno Stato membro e all'interno dell'UE;

46.  esprime preoccupazione per il fatto che in molti Stati membri il livello delle prestazioni e la copertura dei regimi di reddito minimo sembrano essersi ridotti negli ultimi anni; ritiene che gli Stati membri dovrebbero aumentare la copertura da parte dei regimi di reddito minimo delle persone che necessitano di sostegno, in linea con le raccomandazioni dell'ESPN(25):

   a) invita gli Stati membri dotati di sistemi molto complessi e frammentati a semplificarli e a sviluppare sistemi più completi;
   b) invita gli Stati membri che attualmente dispongono di bassi livelli di copertura a rivedere le loro condizioni per garantire che siano coperte tutte le persone in stato di bisogno;
   c) invita gli Stati membri i cui regimi di reddito minimo attualmente escludono gruppi significativi in situazione di povertà a modificare i loro regimi per garantire una migliore copertura a queste persone;
   d) invita gli Stati membri che presentano elevati livelli di discrezionalità amministrativa nei loro sistemi di reddito minimo centrali a porsi l'obiettivo di ridurre tale discrezionalità e a garantire l'esistenza di criteri chiari e coerenti per l'adozione delle decisioni, insieme a una procedura di ricorso efficace;

47.  sottolinea l'importanza di fare in modo che i lavoratori, i disoccupati e i gruppi sociali vulnerabili partecipino maggiormente all'apprendimento permanente, nonché la necessità di migliorare il livello delle qualifiche professionali e l'acquisizione di nuove competenze, che costituiscono uno strumento fondamentale per accelerare l'integrazione nel mercato del lavoro, aumentare la produttività e aiutare le persone a trovare un impiego;

48.  sottolinea l'importanza degli sviluppi demografici in relazione alla lotta contro la povertà in Europa;

49.  sottolinea che occorre adottare con urgenza misure concrete per eliminare la povertà e l'esclusione sociale, promuovere reti di sicurezza sociale efficaci e ridurre le disuguaglianze, in modo da contribuire alla coesione economica e territoriale; sottolinea che tali misure devono essere adottate al livello adeguato, con azioni a livello nazionale ed europeo, secondo la ripartizione delle competenze per le politiche pertinenti;

50.  sostiene l'approccio della Commissione in materia di investimenti sociali, secondo cui politiche sociali ben concepite costituiscono un fattore di stimolo della crescita economica e, al tempo stesso, proteggono le persone dalla povertà e fungono da stabilizzatori economici(26);

51.  accoglie con favore le riflessioni e gli studi su come conseguire una più equa distribuzione del reddito e della ricchezza all'interno delle nostre società;

52.  sottolinea che l'impatto della crisi economica rientra fra i fattori essenziali che impediscono lo sviluppo di un approccio agli investimenti sociali da parte degli Stati membri(27);

53.  chiede che, in sede di definizione delle politiche macroeconomiche, si presti d'ora in poi la dovuta attenzione alla necessità di ridurre le disuguaglianze sociali e di garantire a tutte le categorie sociali l'accesso a servizi sociali pubblici finanziati in maniera adeguata, contrastando in questo modo la povertà e l'esclusione sociale;

54.  chiede che si intervenga per ridurre le disuguaglianze sociali mettendo le persone nella condizione di sfruttare al meglio i propri talenti e le proprie capacità; chiede altresì di concentrare il sostegno sociale su coloro che sono sia poveri sia incapaci di produrre un reddito sufficiente unicamente con i propri sforzi;

55.  segnala che le recenti esperienze di riforme basate su esenzioni fiscali mostrano che è preferibile finanziare le politiche in materia di reddito minimo avvalendosi del sostegno di bilancio piuttosto che di incentivi fiscali;

56.  sottolinea che l'istruzione, i trasferimenti sociali e regimi fiscali progressivi, equi e di tipo redistributivo, unitamente a misure pratiche volte a rafforzare la competitività e a contrastare l'evasione e l'elusione fiscali, possono contribuire alla coesione economica, sociale e territoriale;

57.  sottolinea l'esigenza di adattare i regimi di reddito minimo esistenti per meglio rispondere alla sfida posta dalla disoccupazione giovanile;

Programmi di occupazione sociale

58.  prende atto di alcuni programmi di occupazione sociale, che consistono nella possibilità, per chiunque voglia e sia in grado di lavorare, di disporre di un lavoro transitorio nel settore pubblico, in enti privati non-profit o in imprese dell'economia sociale; sottolinea, tuttavia, l'importanza che questi programmi promuovano un lavoro con diritti, basato sulla contrattazione collettiva e sulla legislazione del lavoro;

59.  ritiene che i programmi di pubblico impiego dovrebbero contribuire a migliorare l'occupabilità dei lavoratori e favorirne l'accesso al mercato del lavoro regolare; ricorda che tali programmi dovrebbero includere un percorso personalizzato, garantire stipendi dignitosi e contribuire a un'occupazione dignitosa;

60.  ritiene che la creazione di posti di lavoro dignitosi debba essere una priorità per l'UE, come passo importante verso la riduzione della povertà e dell'esclusione sociale;

61.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la piena partecipazione di tutte le parti interessate, in particolare le parti sociali e le organizzazioni della società civile, alla definizione, all'attuazione e al monitoraggio delle politiche e dei programmi di reddito minimo;

o
o   o

62.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 245 del 26.8.1992, pag. 46.
(2) GU L 245 del 26.8.1992, pag. 49.
(3) GU L 59 del 2.3.2013, pag. 5.
(4) GU L 307 del 18.11.2008, pag. 11.
(5) GU C 212 E del 5.8.2010, pag. 11.
(6) GU C 70 E dell'8.3.2012, pag. 8.
(7) GU C 419 del 16.12.2015, pag. 5.
(8) Testi approvati, P8_TA(2015)0401.
(9) Testi approvati, P8_TA(2016)0136.
(10) Testi approvati, P8_TA(2016)0235.
(11) Testi approvati, P8_TA(2016)0355.
(12) Testi approvati, P8_TA(2017)0010.
(13) Testi approvati, P8_TA(2016)0317.
(14) "Semestre europeo 2017: valutazione dei progressi in materia di riforme strutturali, prevenzione e correzione degli squilibri macroeconomici e risultati degli esami approfonditi a norma del regolamento (UE) n. 1176/2011" (COM(2017)0090).
(15) https://www.eurofound.europa.eu/publications/report/2017/income-inequalities-and-employment-patterns-in-europe-before-and-after-the-great-recession
(16) "Towards a European minimum income" (Verso un reddito minimo europeo), novembre 2013: http://www.eesc.europa.eu/resources/docs/revenu-minimum_-etude-ose_-vfinale_en--2.pdf
(17) Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: Avvio di una consultazione su un pilastro europeo dei diritti sociali, (COM(2016)0127) – Allegato 1.
(18) Rete europea per la politica sociale (ESPN), "Minimum Income Schemes in Europe – A study of national policies 2015" (Regimi di reddito minimo in Europa – Uno studio delle politiche nazionali 2015), gennaio 2016.
(19) Conclusioni del Consiglio sul tema "Lotta alla povertà e all'esclusione sociale: un approccio integrato", 16 giugno 2016.
(20) Documento del Consiglio 6885/17: "Analisi annuale della crescita 2017 e relazione comune sull'occupazione: orientamenti politici per le politiche occupazionali e sociali – Conclusioni del Consiglio" (3 marzo 2017) e documento del Consiglio 6887/17: "Relazione comune sull'occupazione della Commissione e del Consiglio che accompagna la comunicazione della Commissione sull'analisi annuale della crescita 2017" (3 marzo 2017).
(21) ESPN, "Minimum Income Schemes in Europe: A study of national policies 2015" (Regimi di reddito minimo in Europa – Uno studio delle politiche nazionali 2015).
(22) Cfr.: Banca Mondiale, "Poverty Reduction and Growth: The Virtuous and Vicious Circle" (Riduzione della povertà e crescita: il circolo virtuoso e il circolo vizioso), 2006; OCSE, "Trends in Income Inequality and its Impact on Economic Growth" (Tendenze della disparità di reddito e ripercussioni sulla crescita economica), 2014.
(23) ESPN, "Minimum Income Schemes in Europe – A study of national policies – 2015" (Regimi di reddito minimo in Europa – Uno studio delle politiche nazionali – 2015).
(24) ESPN, "Social Investment in Europe: A study of national policies 2015" (Investimenti sociali in Europa – Uno studio delle politiche nazionali 2015), 2015.
(25) ESPN, "Minimum Income Schemes in Europe: A study of national policies 2015" (Regimi di reddito minimo in Europa – Uno studio delle politiche nazionali 2015).
(26) Comunicazione della Commissione dal titolo "Investire nel settore sociale a favore della crescita e della coesione, in particolare attuando il Fondo sociale europeo nel periodo 2014-2020" (COM(2013)0083) del 20 febbraio 2013, e ESPN, "Social Investment in Europe: A study of national policies 2015" (Gli investimenti sociali in Europa: uno studio delle politiche nazionali nel 2015).
(27) ESPN, "Social Investment in Europe: A study of national policies 2015".

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