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Procedura : 2017/2194(INI)
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Ciclo del documento : A8-0022/2018

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A8-0022/2018

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PV 01/03/2018 - 5
CRE 01/03/2018 - 5

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PV 01/03/2018 - 8.18
CRE 01/03/2018 - 8.18

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P8_TA(2018)0060

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Giovedì 1 marzo 2018 - Bruxelles Edizione definitiva
Priorità dell'UE in vista della 62a sessione della commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile
P8_TA(2018)0060A8-0022/2018

Raccomandazione del Parlamento europeo del 1° marzo 2018 destinata al Consiglio sulle priorità dell'UE in vista della 62a sessione della commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile (2017/2194(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste la 62a sessione della commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile, la sua tematica prioritaria "Sfide e opportunità per conseguire la parità di genere e l'emancipazione di donne e ragazze delle zone rurali" e la sua tematica di revisione "Partecipazione e accesso delle donne ai media e alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, loro impatto e utilizzo come strumento per il progresso e l'emancipazione delle donne";

–  visti la Quarta conferenza mondiale sulle donne, svoltasi a Pechino nel settembre 1995, la dichiarazione e la piattaforma d'azione per l'emancipazione delle donne adottata a Pechino, nonché i successivi documenti finali delle sessioni speciali delle Nazioni Unite Pechino + 5, + 10, + 15 e + 20 sulle ulteriori azioni e iniziative per attuare la dichiarazione e la piattaforma d'azione di Pechino, adottati rispettivamente il 9 giugno 2000, l'11 marzo 2005, il 2 marzo 2010 e il 9 marzo 2015,

–  visto l'articolo 157, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la sua risoluzione del 9 settembre 2015 sull'emancipazione delle ragazze attraverso l'istruzione nell'UE(1),

–  vista la sua risoluzione dell'8 marzo 2016 sulla situazione delle donne rifugiate e richiedenti asilo nell'Unione europea(2),

–  vista la sua risoluzione del 14 febbraio 2017 sulla promozione della parità di genere nella salute mentale e nella ricerca clinica(3),

–  vista la sua risoluzione del 4 aprile 2017 sulle donne e il loro ruolo nelle zone rurali(4),

–  vista la risoluzione delle Nazioni Unite da titolo "Transforming our World: the 2030 Agenda for Sustainable Development" (Trasformare il nostro mondo. L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile), adottata in occasione del vertice ONU sullo sviluppo sostenibile il 25 settembre 2015 a New York,

–  vista la direttiva 2010/41/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 luglio 2010, sull'applicazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne che esercitano un'attività autonoma e che abroga la direttiva 86/613/CEE del Consiglio(5),

–  vista la Convenzione dell'ONU del 1979 sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW),

–  viste la raccomandazione generale n.34 (2016) del Comitato per l'eliminazione della discriminazione nei confronti delle donne sui diritti della donna delle zone rurali,

–  vista la convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), e la sua risoluzione del 12 settembre 2017(6) sull'adesione dell'UE alla stessa,

–  visto l'accordo di Parigi del 12 dicembre 2015,

–  visto l'articolo 113 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0022/2018),

A.  considerando che l'uguaglianza tra donne e uomini è un principio fondamentale dell'Unione, come riconosciuto dai trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali;

B.  considerando che il quinto obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS5) dell'ONU è quello di conseguire la parità di genere e di emancipare tutte le donne e le ragazze in tutto il mondo e dovrebbe essere pienamente integrato nell'agenda 2030 per realizzare progressi in tutti gli obiettivi e traguardi di sviluppo sostenibile; che gli OSS prevedono un obiettivo inteso a raddoppiare la produttività agricola e i redditi dei piccoli produttori di alimenti, in particolare delle donne;

C.  considerando che l'Unione e i suoi Stati membri devono essere all'avanguardia nell'emancipazione delle donne e delle ragazze e sono tenuti ad adoperarsi per il conseguimento della piena parità di genere nell'Unione e a promuovere detto obiettivo in tutte le relazioni esterne;

D.  considerando che negli ultimi decenni il contesto socioeconomico e le condizioni di vita sono cambiati radicalmente e risultano molto eterogenei tra i vari paesi;

E.  considerando che la mancanza di azione governativa contro la disuguaglianza di genere mette in pericolo i risultati presenti e futuri in questo settore; che è fondamentale affrontare i tradizionali rapporti di potere tra i generi, gli stereotipi e le convinzioni per garantire l'emancipazione delle donne e l'eliminazione della povertà;

F.  considerando che la discriminazione di cui sono vittime le donne si riflette anche sulle donne in ambiente rurale; che la maggior parte delle donne al mondo vive in zone rurali e è quindi più esposta a molteplici forme di discriminazione per età, classe, etnia, razza, disabilità e identità di genere;

G.  considerando che la partecipazione delle donne al mercato del lavoro nelle zone rurali comprende un'ampia gamma di impieghi che vanno oltre l'agricoltura convenzionale;

H.  considerando che il lavoro delle donne nelle zone rurali è spesso retribuito in misura inferiore rispetto al lavoro degli uomini a parità di mansione, è spesso formalmente non-riconosciuto, come nel caso dell'assistenza non retribuita, e non si riflette nel numero di donne che sono proprietarie di aziende agricole; che, tuttavia, le donne sono attrici fondamentali per conseguire i cambiamenti economici, ambientali e sociali trasformativi necessari allo sviluppo sostenibile;

I.  considerando che le donne delle zone rurali sono spesso i principali prestatori di assistenza nelle loro famiglie e comunità, affrontano numerose limitazioni per accedere a un'assistenza ai bambini e agli anziani per le loro famiglie, il che si traduce in un onere sproporzionato a carico delle donne e ostacola la loro integrazione nel mercato del lavoro; che la prestazione di servizi di assistenza di qualità è essenziale per le donne e promuove l'equilibrio tra vita lavorativa e vita privata;

J.  considerando che le donne delle zone rurali affrontano numerose limitazioni per accedere a servizi di salute pubblici adeguati a causa della mobilità limitata e della mancanza di accesso ai mezzi di trasporto o a mezzi di contatto con i trasporti (ad esempio, telefono cellulare); considerando la necessità di servizi sanitari completi che affrontino il benessere fisico, mentale ed emotivo delle donne delle zone rurali (ad esempio, per rispondere alla violenza di genere); che l'accesso all'educazione e ai diritti relativi alla salute sessuale e riproduttiva è più limitato nelle zone rurali;

K.  considerando che la permanenza della popolazione nelle zone rurali, prestando particolare attenzione alle aree soggette a vincoli naturali, è fondamentale per la società nel suo complesso, poiché da essa dipende la conservazione dell'ambiente e del paesaggio;

L.  considerando che esiste un legame diretto tra la disuguaglianza di genere e il degrado ambientale;

M.  considerando che i cambiamenti climatici e le loro conseguenze hanno un impatto negativo particolare e sproporzionato sulle donne e sulle ragazze delle zone rurali; che le donne nelle zone rurali sono altresì attrici importanti del cambiamento verso un'agricoltura più sostenibile ed ecocompatibile e possono svolgere un ruolo significativo nella creazione di occupazione ecologica; che è fondamentale fornire alle agricoltrici pari accesso alla terra e ad altre risorse produttive per conseguire la parità di genere, la sicurezza alimentare e politiche climatiche efficaci;

N.  considerando che le giovani donne delle zone rurali continuano a subire disparità e molteplici forme di discriminazione; che è necessario adottare misure per promuovere l'effettiva parità tra uomini e donne in modo che vi siano più opportunità di lavoro, compreso il lavoro autonomo e nel settore della scienza, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica (STEM), che consentano loro di rimanere in ambienti rurali, garantendo pertanto il ricambio generazionale e la sopravvivenza del settore agricolo e delle zone rurali;

O.  considerando che il settore agricolo, in cui le donne svolgono un ruolo importante, è fondamentale per la vitalità delle zone rurali e per promuovere il ricambio generazionale, la coesione sociale e la crescita economica; che l'agricoltura dovrebbe fornire alimenti sicuri, nutrienti e sani; che il settore dell'agricoltura contribuisce inoltre alla diversificazione del paesaggio, alla mitigazione dei cambiamenti climatici e alla conservazione della biodiversità e del patrimonio culturale;

P.  considerando che l'alimentazione svolge un ruolo significativo nello sviluppo e nel benessere delle ragazze; che un'alimentazione inadeguata comporta problemi fisici e mentali quali rallentamento della crescita, sterilità, spossatezza, stanchezza e scarsa concentrazione, riducendo pertanto il potenziale economico delle donne e incidendo sul benessere della famiglia e della comunità in senso più ampio;

Q.  considerando necessaria la partecipazione delle donne che operano nell'agricoltura agli organismi decisionali in ambito pubblico; che la rappresentanza equilibrata è essenziale per raggiungere l'uguaglianza;

R.  considerando che, per quanto riguarda la prevenzione dei rischi professionali, gli uomini e le donne sono esposti a fattori diversi; che spesso, ad esempio, per valutare gli effetti nocivi delle sostanze chimiche si effettuano calcoli basati sulla morfologia maschile – generalmente con maggiore massa muscolare – e si ignorano le raccomandazioni specifiche per le donne in stato di gravidanza o in periodo di allattamento; che, di conseguenza, è necessario prendere in considerazione i vari fattori per adottare misure intese a garantire la salute delle donne nel settore agricolo;

S.  considerando che la discriminazione colpisce altresì le donne nel settore dei media; che i media svolgono un ruolo cruciale per tutta la società e che è quindi auspicabile che le donne, che rappresentano almeno il 50 % della società, siano coinvolte in modo equo nella creazione di contenuti mediatici e nel processo decisionale delle organizzazioni mediatiche;

T.  considerando che il ruolo del settore dei media è fondamentale per promuovere la parità tra uomini e donne in quanto i mezzi di comunicazione non solo riflettono modelli e norme di comportamento ma li creano, influendo in modo significativo sull'opinione pubblica e sulla cultura;

U.  considerando che il messaggio dei media contribuisce a una maggiore sensibilizzazione di tutte le fasce della società circa la complessità della condizione femminile e maschile;

V.  considerando che le donne e i bambini sono interessati in maniera sproporzionata dai conflitti, costituendo la percentuale più elevata dei rifugiati nei campi o che si spostano in cerca di sicurezza;

W.  considerando che in molte società le donne non hanno pari diritti alla terra e alla proprietà mediante strumenti giuridici, il che aggrava la povertà e limita il loro sviluppo economico;

X.  considerando che le donne transessuali affrontano discriminazioni sproporzionate sulla base della loro identità di genere;

Y.  considerando che un maggiore sostegno alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi rappresenta una condizione preliminare per la parità di genere e l'emancipazione delle donne;

Z.  considerando che le norme sociali in merito ai ruoli delle donne e degli uomini pongono le donne in una situazione di maggiore vulnerabilità, in particolare in relazione alla loro salute sessuale e riproduttiva, e alla luce di pratiche dannose quali la mutilazione genitale femminile (MGF) o il matrimonio infantile, precoce e forzato;

1.  rivolge al Consiglio le seguenti raccomandazioni:

Condizioni generali per l'emancipazione delle donne e delle ragazze

L'emancipazione delle donne delle zone rurali

Partecipazione e accesso delle donne ai media e alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e loro impatto e utilizzo come strumento per il progresso e l'emancipazione delle donne

   a) di riconfermare il suo impegno costante nei confronti della piattaforma d'azione di Pechino;
   b) di fornire supporto alle madri che sono imprenditrici nelle zone rurali mentre affrontano sfide specifiche; di sottolineare che la promozione dell'imprenditorialità tra queste donne potrebbe non solo comportare il buon esito della conciliazione tra la vita privata e quella lavorativa, ma anche stimolare nuove opportunità di lavoro e una migliore qualità della vita nelle zone rurali, oltre a incoraggiare altre donne a mettere in pratica i loro progetti;
   c) di porre fine a tutte le forme di discriminazione contro tutte le donne e le ragazze in ogni luogo e di combattere tutte le forme di violenza che rappresentano gravi violazioni dei loro diritti fondamentali, violazioni che sono a loro volta conseguenza diretta di tale discriminazione;
   d) di esigere da tutti i governi l'elaborazione di programmi finalizzati all'eradicazione della violenza sessuale e di genere e delle pratiche dannose, come il matrimonio infantile, precoce e forzato, la mutilazione genitale femminile e la tratta di esseri umani;
   e) di chiedere agli Stati membri di lottare contro gli stereotipi di genere e di investire nell'accesso delle donne e delle ragazze a forme mirate di istruzione, apprendimento permanente e formazione professionale, segnatamente nelle zone rurali, in particolare nei settori STEM, nonché all'imprenditorialità e all'innovazione, poiché tali settori sono strumenti importanti per l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e di promuovere l'uguaglianza nei settori agricolo e alimentare, nonché nel turismo e in altri settori nelle zone rurali;
   f) di definire politiche volte a sradicare la povertà e a garantire un adeguato tenore di vita per i gruppi più vulnerabili, incluse le donne e le ragazze, in particolare attraverso i sistemi di protezione sociale;
   g) di promuovere misure di informazione e assistenza tecnica nonché lo scambio di buone pratiche fra gli Stati membri riguardo all'adozione di uno statuto professionale per i coniugi coadiuvanti nel settore agricolo, che consenta loro di beneficiare di diritti individuali tra cui, in particolare, il congedo di maternità, una previdenza sociale in caso di incidenti sul lavoro, l'accesso alla formazione e i diritti pensionistici;
   h) di eliminare il divario salariale tra i sessi, il divario di reddito lungo tutto il corso della vita e il divario pensionistico;
   i) di chiedere agli Stati membri, nonché alle autorità regionali e locali, di garantire l'accesso universale a un'assistenza adeguata ai bambini e agli anziani nelle zone rurali;
   j) di chiedere agli Stati membri, nonché alle autorità regionali e locali, di fornire strutture e servizi pubblici e privati accessibili e di qualità elevata per la vita quotidiana, segnatamente nelle zone rurali e in particolare per quanto riguarda la sanità, l'istruzione e l'assistenza; di far presente che ciò richiederebbe la presenza di servizi di custodia dei bambini nell'ambito dell'infrastruttura agricola, servizi sanitari, strutture educative, istituti di assistenza e cura per anziani e altre persone non autonome, servizi di sostituzione in caso di malattia e di maternità nonché servizi culturali;
   k) di assicurare l'inserimento della prospettiva di genere, quale strumento di integrazione del principio di uguaglianza tra donne e uomini e di lotta alla discriminazione, in tutte le politiche e nei programmi attraverso adeguate risorse finanziarie e umane;
   l) di mobilitare le risorse necessarie per raggiungere l'uguaglianza incorporando la prospettiva di genere in tutte le politiche e le azioni, compreso il processo di bilancio, quale strumento di integrazione del principio di uguaglianza tra donne e uomini e di lotta alla discriminazione;
   m) di garantire il pieno coinvolgimento del Parlamento e della sua commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere nel processo decisionale sulla posizione dell'Unione nella 62a sessione della Commissione dell'ONU sulla condizione femminile;
   n) di ricordare che la Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti della donna prevede l'obbligo di eliminare la discriminazione diretta e indiretta nei confronti delle donne attraverso misure giuridiche, politiche e programmatiche in tutte gli ambiti della vita e che l'articolo 14 della Convenzione è l'unico obbligo internazionale che risponda alle esigenze specifiche delle donne nelle zone rurali;
   o) di garantire che le ragazze e le donne ricevano un'istruzione formale e informale, compresa la formazione, accessibile, abbordabile e di qualità elevata, che dovrebbe consentire loro di convalidare le competenze acquisite e acquisire nuove competenze gestionali, di alfabetizzazione finanziaria, economiche, di marketing e imprenditoriali, nonché un'educazione alla cittadinanza, civile e politica e formazione tecnologica e di agricoltura sostenibile; di garantire che le donne abbiano le stesse opportunità e la stessa libertà di scelta in merito alla carriera che intendono intraprendere;
   p) di garantire che le ragazze e le donne delle zone rurali possano avere facile accesso al credito e alle risorse produttive e ricevano sostegno per le loro iniziative imprenditoriali e innovative;
   q) di tutelare il diritto e l'accesso ad una assistenza sanitaria universale di alta qualità che tenga conto delle differenze fisiologiche tra donne e uomini e che sia mirata per le esigenze delle donne e delle ragazze delle zone rurali, in particolare per quanto riguarda la salute e i diritti sessuali e riproduttivi;
   r) di condannare tutte le forme di violenza contro le donne e di garantire che le vittime che vivono nelle zone rurali e remote non siano private della parità di accesso all'assistenza;
   s) di migliorare l'efficacia, la trasparenza e la natura democratica delle istituzioni internazionali, nazionali, regionali e locali che sostengono e rafforzano il ruolo delle donne nelle zone rurali, garantendone la presenza attraverso una partecipazione egalitaria;
   t) di facilitare la transizione delle donne delle zone rurali dall'economia informale a quella formale e di riconoscere che le donne delle zone rurali operano in vari settori e sono spesso agenti di cambiamento verso un'agricoltura sostenibile ed ecocompatibile, la sicurezza alimentare e la creazione di occupazione ecologica;
   u) di pianificare ed attuare politiche agricole resilienti al clima che tengano debito conto delle specifiche minacce che le donne delle zone rurali affrontano a causa di disastri naturali o provocati dall'essere umano;
   v) di garantire la partecipazione delle donne e delle ragazze delle zone rurali al processo decisionale concernente la pianificazione e la risposta a tutte le fasi delle calamità e delle altre crisi, che vanno dall'allerta precoce al soccorso, al recupero, alla riabilitazione e alla ricostruzione e di garantire la loro protezione e la loro sicurezza in caso di calamità e altre crisi;
   w) di adottare tutte le misure necessarie affinché le donne delle zone rurali godano di un ambiente sicuro, pulito e sano;
   x) di fornire infrastrutture e servizi pubblici di elevata qualità e accessibili per le donne e le comunità delle zone rurali e di investire nel loro sviluppo e manutenzione;
   y) di agevolare lo sviluppo digitale dal momento che esso può contribuire in modo significativo alla creazione di nuovi posti di lavoro, semplificando l'accesso al lavoro autonomo, promuovendo la competitività e lo sviluppo del turismo nonché creando un migliore equilibrio tra vita lavorativa e vita familiare;
   z) di sostenere le attività in corso e l'istituzione di gruppi comunitari locali che dovrebbero riunirsi periodicamente per discutere i problemi e le sfide dello sviluppo e intraprendere azioni costruttive;
   aa) di chiedere agli Stati membri, alle parti sociali e alla società civile di sostenere e promuovere la partecipazione delle donne ai processi decisionali e agli organi di gestione delle associazioni e delle organizzazioni professionali, padronali e sindacali nei settori delle politiche rurali, della sanità, dell'istruzione e dell'agricoltura, nonché agli organi di gestione e rappresentanza attraverso una presenza equa;
   ab) di riconoscere e sostenere il ruolo attivo delle donne nelle zone rurali e il loro contributo all'economia in qualità di imprenditrici, capi di imprese familiari e promotrici di uno sviluppo sostenibile;
   ac) di garantire i diritti di proprietà delle donne delle zone rurali, in particolare la titolarità delle aziende agricole e l'eredità delle terre, che rappresenta uno strumento importante per la loro emancipazione economica e per consentire loro di partecipare appieno allo sviluppo delle zone rurali e trarne beneficio;
   ad) di garantire l'accesso delle donne delle zone rurali alle risorse produttive, alle piattaforme elettroniche, ai mercati, alle strutture di marketing e ai servizi finanziari; di promuovere i mercati locali, di prossimità e tradizionali, compresi i mercati alimentari, poiché sono ambiti in cui, solitamente, le donne hanno maggiori probabilità di commercializzare direttamente i propri prodotti, aumentando così l'emancipazione economica;
   ae) di promuovere l'occupazione delle donne nel settore STEM, in particolare in posizioni che contribuiscono all'economia circolare e alla lotta ai cambiamenti climatici;
   af) di sviluppare politiche in materia di occupazione, prestazione di servizi e programmi intesi ad affrontare la situazione precaria di quelle donne rurali che spesso operano nel settore informale e che possono essere confrontate a molteplici forme di discriminazione intersettoriale sulla base del sesso, dell'età, del ceto, della religione, dell'etnia, della disabilità o dell'identità di genere; di fornire un'assistenza e un sostegno su misura per le loro esigenze e i loro interessi;
   ag) di istituire programmi per garantire che le donne e le loro famiglie abbiano accesso a sistemi di protezione sociale universale che incidano sulle loro future situazioni di pensionamento e riducano così il divario pensionistico che ha molte sfaccettature;
   ah) di raccogliere dati disaggregati per genere ed elaborare statistiche sui valori, le situazioni, le condizioni e le necessità delle donne rurali che consentano lo sviluppo di politiche adeguate; di monitorare regolarmente la situazione delle donne nelle zone rurali;
   ai) di chiedere la ratifica e l'attuazione della Convenzione internazionale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, compreso l'articolo 6 intitolato "Donne con disabilità"; di garantire l'accessibilità di prodotti, infrastrutture e servizi;
   aj) di chiedere alla Commissione, agli Stati membri e ai governi regionali e locali di fornire strutture accessibili e di qualità elevata, nonché servizi pubblici e privati per la vita quotidiana nelle zone rurali e di creare le condizioni necessarie per migliorare l'equilibrio tra il lavoro e la vita privata delle donne delle zone rurali, in particolare garantendo strutture di assistenza adeguate per le persone a carico, assistenza medica accessibile e trasporti pubblici;
   ak) di sottolineare l'importanza di includere garanzie nelle politiche dell'UE sulle condizioni di vita e di lavoro delle donne assunte come lavoratrici agricole stagionali, in particolare in relazione alla necessità di concedere loro protezione sociale, assicurazione malattia e assistenza sanitaria; di esortare le autorità regionali, locali e nazionali e altre istituzioni a garantire i diritti umani fondamentali dei lavoratori migranti e stagionali e delle loro famiglie, in particolare delle donne e delle persone vulnerabili, e a favorire la loro integrazione nella comunità locale;
   al) di garantire l'accesso a un'infrastruttura e a servizi Internet a banda larga e ad alta velocità affidabili; di investire e promuovere l'utilizzo di nuove tecnologie nelle zone rurali e nell'agricoltura; di riconoscerne gli importanti benefici sociali, psicologici ed economici; di insistere sullo sviluppo di un approccio olistico (il "villaggio digitale"); di promuovere le pari opportunità relativamente all'accesso a tali tecnologie e alla formazione sul loro uso;
   am) di prestare attenzione alla presenza e al progresso delle donne nel settore dei media e ai contenuti mediatici non stereotipati;
   an) di incoraggiare le organizzazioni mediatiche pubbliche a stabilire le proprie politiche di parità, prevedendo una rappresentanza equilibrata di uomini e donne negli organi decisionali;
   ao) di garantire un efficace contrasto, pur nell'opportuno rispetto della libertà di espressione, alla crescente sessualizzazione dell'immagine delle donne e delle ragazze sui mezzi di comunicazione di massa;
   ap) di incoraggiare le organizzazioni mediatiche a evitare le procedure di una cultura organizzativa che spesso non favorisce l'equilibrio tra lavoro e vita privata;
   aq) di affrontare il divario salariale di genere nel settore dei media mediante misure anti-discriminazione che garantiscano parità di retribuzione tra donne e uomini per uno stesso lavoro;
   ar) di adottare tutte le misure necessarie contro gli atti di violenza commessi nei confronti dei giornalisti d'inchiesta, prestando particolare attenzione alle giornaliste che sono spesso più vulnerabili;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio nonché, per conoscenza, alla Commissione.

(1) GU C 316 del 22.9.2017, pag. 182.
(2) GU C 50 del 9.2.2018, pag. 25.
(3) Testi approvati, P8_TA(2017)0028.
(4) Testi approvati, P8_TA(2017)0099.
(5) GU L 180 del 15.7.2010, pag. 1.
(6) Testi approvati, P8_TA(2017)0329.

Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2018Avviso legale