Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Procedura : 2017/2010(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0141/2018

Testi presentati :

A8-0141/2018

Discussioni :

PV 17/04/2018 - 23

Votazioni :

PV 18/04/2018 - 12.15
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2018)0120

Testi approvati
PDF 246kWORD 59k
Mercoledì 18 aprile 2018 - Strasburgo Edizione definitiva
Relazioni annuali 2015 e 2016 in materia di sussidiarietà e proporzionalità
P8_TA(2018)0120A8-0141/2018

Risoluzione del Parlamento europeo del 18 aprile 2018 sulle relazioni annuali 2015 e 2016 in materia di sussidiarietà e proporzionalità (2017/2010(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 5 del trattato sull'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  visti l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 16 dicembre 2003 e la sua versione più recente, l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016(1),

–  viste le modalità pratiche convenute il 22 luglio 2011 fra i servizi competenti del Parlamento europeo e del Consiglio per l'attuazione dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) in caso di accordi in prima lettura,

–  viste la sua risoluzione del 17 maggio 2017 sulla relazione annuale 2014 in materia di sussidiarietà e proporzionalità(2) e la sua risoluzione del 12 aprile 2016 sulle relazioni annuali 2012 e 2013 in materia di sussidiarietà e proporzionalità(3),

–  viste la relazione annuale 2015 della Commissione in materia di sussidiarietà e proporzionalità (COM(2016)0469) e la relazione annuale 2016 della Commissione in materia di sussidiarietà e proporzionalità (COM(2017)0600),

–  viste la relazione annuale 2015 della Commissione sui rapporti tra la Commissione e i parlamenti nazionali (COM(2016)0471) e la relazione annuale 2016 della Commissione sui rapporti tra la Commissione europea e i parlamenti nazionali (COM(2017)0601),

–  viste tutte le precedenti comunicazioni della Commissione in merito alla necessità di una migliore regolamentazione al fine di conseguire migliori risultati a vantaggio dei cittadini dell'Unione europea,

–  vista la decisione del Presidente della Commissione europea, del 14 novembre 2017, relativa alla creazione della task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "Fare meno in modo più efficiente" (C(2017)7810),

–  viste le relazioni semestrali della COSAC sull'evoluzione delle procedure e delle pratiche dell'Unione europea relative al controllo parlamentare, del 19 giugno 2014, 14 novembre 2014, 6 maggio 2015, 4 novembre 2015, 18 maggio 2016, 18 ottobre 2016 e 3 maggio 2017,

–  visto l'accordo di cooperazione firmato il 5 febbraio 2014 tra il Parlamento europeo e il Comitato delle regioni,

–  vista la relazione annuale 2015 del Comitato delle regioni sulla sussidiarietà,

–  visti gli articoli 52 e 132 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione giuridica e il parere della commissione per gli affari costituzionali (A8-0141/2018),

A.  considerando che il 2015 e il 2016 sono stati i primi due anni completi della Commissione Juncker, entrata in carica nel novembre 2014, e che il Presidente Juncker si è impegnato a porre la sussidiarietà al centro del processo democratico europeo e a garantire che i principi di sussidiarietà e proporzionalità siano pienamente rispettati lungo tutto il processo legislativo;

B.  considerando che il nuovo accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016 include l'impegno delle tre istituzioni a rispettare e applicare i principi di sussidiarietà e proporzionalità;

C.  considerando che nel 2015 la Commissione ha ricevuto otto pareri motivati riguardanti tre sue proposte; che nello stesso anno sono complessivamente pervenuti alla Commissione 350 pareri;

D.  considerando che nel 2016 la Commissione ha ricevuto 65 pareri motivati riguardanti 26 sue proposte; che si tratta di un aumento del 713 % rispetto agli otto pareri motivati ricevuti nel 2015 e che, quanto a numero di pareri motivati ricevuti in un anno di calendario dall'introduzione, nel 2009, del meccanismo di controllo della sussidiarietà con il trattato di Lisbona, il 2016 si colloca al terzo posto (dopo il 2012, con 84 pareri ricevuti, e il 2013, con 70); che si è registrato un notevole aumento del numero complessivo di pareri pervenuti alla Commissione nello stesso anno, che sono stati 620;

E.  considerando che il 19 maggio 2015 la Commissione ha adottato un pacchetto di misure sul tema "Legiferare meglio", corredato di nuovi orientamenti integrati in materia e, in particolare, di indicazioni aggiornate per determinare la sussidiarietà e la proporzionalità nel contesto della valutazione d'impatto delle nuove iniziative;

F.  considerando che nel 2015 la Commissione ha creato il sito web "Ridurre la burocrazia - dite la vostra!"(4) nonché la nuova piattaforma per il controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT), offrendo ai portatori di interesse possibilità addizionali per segnalare alla Commissione eventuali inefficienze delle misure normative vigenti, anche per quanto riguarda la sussidiarietà e/o la proporzionalità;

G.  considerando che nel 2015 il servizio Ricerca del Parlamento europeo ha elaborato 13 analisi iniziali, una valutazione d'impatto di emendamenti parlamentari sostanziali e sei valutazioni d'impatto ex post; che ha inoltre prodotto quattro relazioni sul costo della non-Europa e due valutazioni del valore aggiunto europeo; che nel 2016 il servizio Ricerca del Parlamento europeo ha preparato 36 analisi iniziali, una valutazione d'impatto di emendamenti parlamentari sostanziali e 14 valutazioni d'impatto ex post; che ha inoltre elaborato sette relazioni sul costo della non-Europa e cinque valutazioni del valore aggiunto europeo;

H.  considerando che negli atti legislativi dell'Unione sono conferiti poteri delegati là dove si rendono necessarie la flessibilità e l'efficienza che non possono essere garantite tramite la procedura legislativa ordinaria; che l'adozione di norme fondamentali per la materia affrontata è riservata ai legislatori;

I.  considerando che la sussidiarietà e la proporzionalità sono considerazioni essenziali nell'ambito delle valutazioni d'impatto e delle valutazioni retrospettive, che esaminano se è necessario un intervento a livello dell'Unione, se gli obiettivi perseguiti possono essere raggiunti più efficacemente in altro modo e se tale intervento stia effettivamente dando i risultati attesi in termini di efficienza, efficacia, coerenza, pertinenza e valore aggiunto dell'Unione;

J.  considerando che nel 2014 tre camere nazionali (il Folketing danese, la Tweede Kamer olandese e la House of Lords britannica) hanno pubblicato relazioni contenenti proposte dettagliate su come rafforzare il ruolo dei parlamenti nazionali nel processo decisionale;

1.  ricorda l'importanza delle relazioni annuali in materia di sussidiarietà e proporzionalità elaborate dalla Commissione; osserva che le relazioni annuali 2015 e 2016 della Commissione sono più dettagliate ed esaustive di quelle relative agli anni precedenti;

2.  sottolinea che è importante che l'Unione europea intervenga solo là dove può fornire valore aggiunto al fine di ridurre il "deficit democratico";

3.  sottolinea che la sussidiarietà e la proporzionalità sono principi fondamentali di cui le istituzioni dell'UE dovrebbero tenere conto nell'esercizio delle competenze dell'Unione, al fine di garantire che l'azione dell'Unione apporti valore aggiunto; ricorda che tali principi sono intesi a migliorare il funzionamento dell'Unione assicurando che sia necessario intervenire a livello dell'Unione, che gli obiettivi perseguiti non possano essere conseguiti in maniera adeguata tramite un'azione individuale degli Stati membri, che il contenuto e la forma di tale intervento si limitino a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei trattati e che le misure siano sempre adottate al livello di governo più appropriato; richiama l'attenzione sul fatto che questi principi possono essere utilizzati impropriamente a fini anti-UE e sottolinea che le istituzioni dell'Unione dovrebbero essere vigilanti allo scopo di evitare e neutralizzare tale rischio;

4.  ricorda che la sussidiarietà è un principio fondamentale delle federazioni nonché un concetto giuridico indeterminato che, di conseguenza, deve essere interpretato politicamente;

5.  è consapevole che il principio di sussidiarietà non può essere utilizzato per interpretare i poteri conferiti all'Unione in virtù dei trattati;

6.  ritiene che qualsiasi riflessione sulla sussidiarietà e sul controllo della stessa debba inserirsi nel quadro delle richieste sempre più frequenti dei cittadini, i quali sollecitano l'Unione ad affrontare le grandi sfide globali, quali ad esempio i flussi finanziari intercontinentali, la sicurezza, la migrazione e i cambiamenti climatici;

7.  si compiace del riferimento alla sussidiarietà nella dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017; è dell'opinione che la sussidiarietà debba avere un ruolo prominente nella riflessione sul futuro dell'Unione;

8.  prende atto dell'iniziativa annunciata dal Presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, nel suo discorso sullo stato dell'Unione 2017 e volta a istituire una task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per "Fare meno in modo più efficiente" presieduta dal vicepresidente della Commissione Frans Timmermans; ricorda che il Parlamento ha ritenuto che la partecipazione alla task force istituita dalla Commissione equivarrebbe a ignorare il ruolo e la posizione istituzionale del Parlamento in quanto come unica istituzione direttamente eletta dell'Unione europea che rappresenta i cittadini a livello dell'Unione ed esercita funzioni di controllo politico sulla Commissione, e che, di conseguenza, ha deciso di declinare l'invito a partecipare alla task force;

9.  prende atto della metodologia adottata dalla Commissione nelle relazioni annuali 2015 e 2016, nelle cui statistiche i pareri motivati presentati dai parlamenti nazionali su un pacchetto di proposte sono classificati come un unico parere motivato, anziché come pareri motivati su ciascuna delle singole proposte;

10.  constata che nel 2016 il numero di pareri motivati presentati dai parlamenti nazionali (65 pareri) è stato il terzo più alto registrato in un anno civile dall'introduzione del meccanismo di controllo della sussidiarietà nel trattato di Lisbona; prende atto del netto incremento (+713 %) rispetto agli otto pareri motivati ricevuti nel 2015; riconosce inoltre che vi è stato un aumento significativo, da 350 a 620, nel numero di pareri ricevuti dalla Commissione nel quadro del dialogo politico; evidenzia che tali tendenze sono emerse nel contesto di una diminuzione dell'attività legislativa, il che dimostra altresì che la partecipazione dei parlamenti nazionali ha conosciuto un'evoluzione rispetto agli anni precedenti; accoglie con favore il marcato interesse espresso dai parlamenti nazionali per il processo decisionale dell'UE;

11.  accoglie con favore il fatto che un numero crescente di camere nazionali abbia formulato pareri motivati (26 su 41 nel 2016, contro 8 nel 2015); prende atto della marcata differenza esistente tra le camere che intervengono nel quadro del dialogo politico e con pareri motivati; sottolinea che i parlamenti nazionali continuano a essere più interessati a incidere sul contenuto della legislazione dell'Unione, anziché a individuare i casi in cui potrebbe porsi un problema di sussidiarietà; osserva che la facoltà dei parlamenti nazionali di monitorare il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità include anche il diritto di chiedere al legislatore europeo di attivarsi a livello europeo, se necessario;

12.  riconosce il lavoro svolto dal comitato per la valutazione d'impatto (IAB) e dal comitato per il controllo normativo (RSB), succedutogli nel luglio 2015; prende atto che l'IAB e l'RSB hanno ritenuto che nel 23 % delle valutazioni d'impatto da loro esaminate nel corso del 2015 fossero necessari miglioramenti in materia di sussidiarietà o proporzionalità o in relazione a entrambi gli aspetti; osserva che nel 2016 la percentuale delle valutazioni d'impatto che l'RSB ha giudicato insoddisfacenti si è attestata al 15 %; si compiace del fatto che tali percentuali siano diminuite rispetto agli anni precedenti; sottolinea che la Commissione ha rivisto tutte le valutazioni d'impatto in questione tenendo conto delle analisi dell'RSB;

13.  constata che l'attuazione dell'agenda "Legiferare meglio" ha indotto la Commissione a sviluppare procedure e strumenti interni più efficaci con l'obiettivo di evitare che si verifichino violazioni del principio di sussidiarietà; sottolinea che le valutazioni d'impatto sono uno strumento essenziale per assicurare il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità e promuovere la rendicontabilità; richiama in particolare l'attenzione sul ruolo dell'RSB e plaude al fatto che la sussidiarietà e la proporzionalità siano state ora integrate nei controlli di qualità svolti dal comitato; evidenzia tuttavia che l'indipendenza dell'RSB potrebbe essere ulteriormente migliorata;

14.  si compiace del fatto che, nel maggio 2015, la Commissione abbia adottato un nuovo pacchetto "Legiferare meglio", inteso a garantire che gli atti legislativi dell'UE servano meglio gli interessi dei cittadini e garantiscano in modo più integrato e globale il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, il che contribuirà, a sua volta, a migliorare il livello di trasparenza del processo decisionale dell'Unione europea; ritiene che il nuovo quadro per legiferare meglio dovrebbe costituire uno strumento che consenta all'Unione europea di agire nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità; sottolinea che, ciononostante, se da un lato tutto questo dovrebbe garantire verifiche tese a valutare la conformità a tali principi per assicurare che l'Unione intervenga solo là dove apporta valore aggiunto, dall'altro lato non dovrebbe dar luogo a indebiti ritardi nell'adozione della legislazione in questione;

15.  accoglie con favore la pubblicazione, il 24 ottobre 2017, della comunicazione della Commissione dal titolo "Completare il programma "Legiferare meglio": soluzioni migliori per conseguire risultati migliori", in cui la Commissione illustra i propri sforzi volti ad accrescere la trasparenza, la legittimità e la responsabilità delle proprie attività sul tema "legiferare meglio", in particolare per quanto riguarda il processo di consultazione e la possibilità per i portatori di interesse di fornire feedback sulle sue proposte;

16.  si compiace del fatto che nel 2015 la Commissione abbia introdotto nuovi meccanismi di consultazione e feedback per le nuove iniziative politiche;

17.  sottolinea l'importanza di illustrare adeguatamente la necessità delle iniziative legislative e il loro impatto su tutti i settori principali (economico, ambientale, sociale), al fine di rispettare i principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

18.  sostiene l'impegno della Commissione a prevedere "in primo luogo la valutazione", prima di prendere in considerazione eventuali modifiche legislative; ritiene a tale proposito che l'Unione europea e le autorità degli Stati membri dovrebbero collaborare strettamente per poter meglio monitorare, misurare e valutare il reale impatto della regolamentazione dell'UE sui cittadini, l'economia, la struttura sociale e l'ambiente;

19.  si compiace del fatto che nel 2016 Parlamento europeo, Consiglio e Commissione abbiano firmato un nuovo accordo interistituzionale "Legiferare meglio"; ricorda che la Commissione si è impegnata a illustrare, nelle sue motivazioni, come le misure da essa proposte siano giustificate con riferimento ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità; accoglie con favore il fatto che, attraverso l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", la Commissione si sia impegnata a mettere a disposizione dei parlamenti nazionali le valutazioni d'impatto delle sue proposte legislative e non legislative; rammenta che tale accordo pone altresì l'accento sulla necessità di migliorare la trasparenza del processo legislativo e che le informazioni fornite ai parlamenti nazionali devono consentire a questi ultimi di esercitare pienamente le prerogative attribuite loro dai trattati;

20.  invita i parlamenti nazionali a indicare chiaramente, sin dal principio, che ciò che presentano è un parere motivato a norma del protocollo n. 2 dei trattati e a specificare la proposta o le proposte legislative cui il parere fa riferimento, a indicare chiaramente i motivi per i quali ritengono che la proposta violi il principio di sussidiarietà, a includere una breve sintesi delle loro argomentazioni e a rispettare il termine delle otto settimane dalla data di trasmissione del relativo progetto di atto legislativo; rileva che in tal modo sarà più agevole, per tutte le istituzioni interessate, trattare i pareri motivati in modo tempestivo e adeguato;

21.  ritiene che, dall'adozione del trattato di Lisbona, la partecipazione dei parlamenti nazionali alle procedure legislative dell'Unione sia notevolmente cresciuta, attraverso i contatti con gli altri parlamenti nazionali; incoraggia i parlamenti nazionali a proseguire e a rafforzare ulteriormente i contatti interparlamentari, anche su base bilaterale, quale strumento per potenziare la cooperazione tra Stati membri e a farlo in una prospettiva europea democratica, dove l'Unione può apportare valore aggiunto, e con spirito di solidarietà, sulla base dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali; sottolinea che tali contatti possono agevolare lo scambio delle migliori prassi riguardo all'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

22.  plaude al fatto che il Parlamento svolga sempre più e con maggiore regolarità il ruolo di interlocutore dei parlamenti nazionali e di intermediario tra gli stessi per quanto concerne i meccanismi di sussidiarietà e proporzionalità; ritiene che un rafforzamento del dialogo a livello politico con i parlamenti nazionali potrebbe contribuire a razionalizzare i controlli di sussidiarietà e proporzionalità mediante una migliore disamina dei contenuti delle proposte legislative;

23.  richiama l'attenzione sul fatto che, nel 2016, 14 camere di 11 parlamenti nazionali hanno presentato pareri motivati sulla proposta di direttiva recante modifica della direttiva 96/71/CE, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi (COM(2016)0128), raggiungendo in tal modo la soglia di un terzo dei voti richiesta dall'articolo 7, paragrafo 2, del protocollo n. 2 dei trattati per l'avvio della cosiddetta procedura del "cartellino giallo"; ricorda che le argomentazioni presentate dai parlamenti nazionali sono state ampiamente discusse con la Commissione in seno al Parlamento; rileva che la Commissione ha dialogato con i parlamenti nazionali nel quadro della COSAC; osserva che la Commissione ha presentato una comunicazione in cui ha fornito ampie motivazioni per il mantenimento della proposta(5); ritiene che, malgrado le preoccupazioni espresse da alcuni parlamenti nazionali, con le argomentazioni esposte in detta comunicazione la Commissione abbia rispettato l'obbligo che le incombe di motivare la sua decisione;

24.  prende atto del fatto che, in relazione alla summenzionata proposta della Commissione, sette camere nazionali hanno trasmesso i loro pareri nel quadro del dialogo politico e che in tali pareri la proposta è stata prevalentemente considerata compatibile con il principio di sussidiarietà; rileva che il gruppo di esperti sulla sussidiarietà del Comitato delle regioni ha ritenuto che l'obiettivo della proposta potrebbe essere più efficacemente conseguito a livello dell'Unione;

25.  ricorda che in passato la procedura del "cartellino giallo" è stata avviata in due occasioni (una volta nel 2012 e una volta nel 2013), il che, insieme a questa nuova procedura del "cartellino giallo", dimostra che il sistema funziona e che i parlamenti nazionali, qualora lo desiderino, possono partecipare agevolmente e in modo tempestivo al dibattito sulla sussidiarietà; ritiene, ad ogni modo, che una maggiore consapevolezza del ruolo dei parlamenti nazionali e una migliore cooperazione tra questi ultimi potrebbero rafforzare il controllo ex ante della sussidiarietà;

26.  ricorda che, a norma dell'articolo 7 del protocollo n. 2 dei trattati, le istituzioni europee sono chiamate a tenere conto dei pareri motivati trasmessi dai parlamenti nazionali o da una camera di uno di tali parlamenti; osserva che in passato alcuni parlamenti nazionali hanno espresso delusione per le risposte fornite dalla Commissione nei casi in cui è stata attivata la procedura del "cartellino giallo"; osserva, tuttavia, che la Commissione ha posto in essere procedure volte a garantire che i parlamenti nazionali ricevano tempestivamente, da parte sua, risposte politiche e concrete alle loro preoccupazioni; invita la Commissione a trasmettere sistematicamente al Parlamento europeo le sue risposte ai pareri motivati;

27.  prende atto delle modifiche proposte da alcuni parlamenti nazionali al meccanismo di controllo della sussidiarietà; si compiace della conclusione a cui è giunta la COSAC, secondo la quale un eventuale miglioramento del meccanismo di controllo della sussidiarietà non dovrebbe comportare modifiche dei trattati; rileva che una proroga del termine di otto settimane entro cui i parlamenti nazionali possono trasmettere un parere motivato richiederebbe una modifica dei trattati o dei relativi protocolli; ricorda il contesto della lettera 1º dicembre 2009 sulle modalità pratiche per l'applicazione del meccanismo di controllo della sussidiarietà, inviata dal Presidente e dal Vicepresidente della Commissione ai presidenti dei parlamenti nazionali, in cui la Commissione ha dichiarato che, al fine di tener conto delle pause estive dei parlamenti nazionali, non si terrà conto del mese di agosto nel calcolo del termine di cui al protocollo n. 2; ricorda la proposta avanzata da alcuni parlamenti nazionali, finalizzata a far sì che la Commissione valuti anche la possibilità di escludere la pausa di dicembre dei parlamenti nazionali dal calcolo del termine di otto settimane;

28.  sottolinea che per l'adozione degli atti normativi occorre un'ampia maggioranza in seno al Consiglio, composto dai ministri nazionali di tutti gli Stati membri, che dovrebbero essere chiamati a rispondere davanti ai rispettivi parlamenti nazionali;

29.  prende atto del fatto che esistono già numerosi strumenti che consentono ai parlamenti nazionali e ai cittadini di partecipare alle varie fasi del processo legislativo e che garantiscono il controllo del rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità; esorta pertanto ad avvalersi pienamente degli strumenti esistenti, evitando ove possibile la creazione di strutture amministrative ancora più complesse e lunghe procedure in un momento in cui l'UE sta compiendo ogni sforzo per farsi comprendere dai propri cittadini, sempre con l'obiettivo di rispettare e proteggere i loro diritti e interessi; invita gli Stati membri a organizzare campagne d'informazione e seminari pertinenti allo scopo di informare con precisione i cittadini in merito alle loro possibilità di partecipare a tutte le fasi del processo legislativo;

30.  sottolinea che la legislazione dovrebbe essere esaustiva e chiara per consentire alle parti interessate di comprendere i loro diritti e doveri, dovrebbe includere obblighi adeguati in materia di comunicazione, monitoraggio e valutazione, evitare costi sproporzionati ed essere pratica da attuare;

31.  sottolinea l'importanza di promuovere l'accesso alle valutazioni d'impatto e alle tabelle di marcia preparate dalla Commissione, di partecipare alle consultazioni pubbliche e/o delle parti interessate organizzate dalla Commissione e/o dal Parlamento europeo e di presentare suggerimenti attraverso la piattaforma REFIT "Ridurre la burocrazia - dite la vostra!"; prende atto, a tale riguardo, del buon funzionamento del sito web e del programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT), entrato in vigore nel 2016;

32.  ricorda che è necessario potenziare i formati di cooperazione esistenti e definire opzioni che consentano di migliorare la piattaforma IPEX, allo scopo di rendere i parlamenti nazionali più consapevoli del loro ruolo nell'ambito dei controlli di sussidiarietà e proporzionalità, di assisterli nel trattare in modo più efficiente le informazioni ricevute nel quadro del sistema di allerta rapido e di migliorare la loro cooperazione e il loro coordinamento; esorta i parlamenti nazionali a formulare pareri sulle proposte della Commissione, consultabili in qualsiasi momento accedendo alla banca dati interna CONNECT; ricorda che tutte le informazioni sono disponibili sulla piattaforma REGPEX;

33.  incoraggia i parlamenti nazionali e regionali a sviluppare ulteriormente le loro relazioni con il Comitato delle regioni, che dispone di un gruppo di 12 esperti incaricati di esaminare le proposte legislative alla luce dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

34.  si compiace dell'interesse dimostrato da alcuni parlamenti nazionali a svolgere un ruolo più positivo e proattivo negli affari europei attraverso il ricorso a una procedura del "cartellino verde"; rileva che i parlamenti nazionali hanno opinioni diverse in merito alle modalità di detta procedura; ritiene che un meccanismo informale basato sulla cooperazione interparlamentare possa contribuire a rafforzare il dialogo politico con i parlamenti nazionali;

35.  prende atto, in relazione a quanto sopra, del fatto che, nel 2015, 20 camere parlamentari hanno co-firmato o sostenuto la prima iniziativa di "cartellino verde" sui rifiuti alimentari e che, nel luglio 2016, nove camere parlamentari hanno co-firmato la seconda iniziativa di "cartellino verde" invitando la Commissione a presentare una proposta legislativa per attuare i principi della responsabilità sociale delle imprese a livello europeo; rileva che alcuni dei suggerimenti contenuti nella prima iniziativa di "cartellino verde" sono stati successivamente ripresi nel pacchetto rivisto sull'economia circolare, adottato dalla Commissione nel dicembre 2015; osserva pertanto che i parlamenti nazionali svolgono già un ruolo costruttivo nel quadro istituzionale e che in questo momento non è necessario creare nuove strutture istituzionali e amministrative, che renderebbero l'intero processo inutilmente complicato;

36.  osserva che nel 2016 alcuni parlamenti regionali hanno comunicato direttamente alla Commissione il proprio parere su talune sue proposte; rileva che la Commissione ha tenuto conto di tali pareri, ove appropriato; ricorda che, a norma dell'articolo 6 del protocollo n. 2, spetta a ciascun parlamento nazionale o a ciascuna camera dei parlamenti nazionali consultare all'occorrenza i parlamenti regionali con poteri legislativi;

37.  prende atto della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea in materia di sussidiarietà e proporzionalità emessa nel 2015 e nel 2016; sottolinea che la Corte ha affermato che il rispetto da parte del legislatore dell'Unione dell'obbligo di motivazione in ordine alla sussidiarietà deve essere valutato alla luce non solo del tenore dell'atto impugnato, ma anche del suo contesto e delle circostanze del caso di specie, e che le informazioni fornite dovrebbero essere sufficienti e comprensibili per i parlamenti nazionali, i cittadini e i giudici; sottolinea inoltre che, in relazione alla proporzionalità, la Corte ha confermato che occorre riconoscere al legislatore dell'Unione un ampio potere discrezionale nei settori che richiedono scelte di natura politica, economica e sociale e rispetto ai quali è chiamato a effettuare valutazioni complesse;

38.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.
(2) Testi approvati, P8_TA(2017)0210.
(3) GU C 58 del 15.2.2018, pag. 33.
(4) http://ec.europa.eu/smart-regulation/refit/simplification/consultation/contributions_it.htm
(5) Comunicazione della Commissione, del 20 luglio 2016, sulla proposta di direttiva recante modifica della direttiva relativa al distacco dei lavoratori, per quanto riguarda il principio di sussidiarietà, a norma del protocollo n. 2 (COM(2016)0505).

Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2018Avviso legale