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Procedura : 2017/2170(DEC)
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Ciclo del documento : A8-0087/2018

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A8-0087/2018

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PV 18/04/2018 - 10
CRE 18/04/2018 - 10

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PV 18/04/2018 - 12.42

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P8_TA(2018)0147

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Mercoledì 18 aprile 2018 - Strasburgo Edizione definitiva
Discarico 2016: Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE)
P8_TA(2018)0147A8-0087/2018
Decisione
 Decisione
 Risoluzione

1. Decisione del Parlamento europeo del 18 aprile 2018 sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere per l'esercizio 2016 (2017/2170(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere relativi all'esercizio 2016,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere relativi all'esercizio 2016, corredata della risposta dell'Istituto(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2016, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 20 febbraio 2018 sul discarico da dare all'Istituto per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2016 (05941/2018 – C8‑0080/2018),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 1922/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Istituto europeo per l'uguaglianza di genere(4), in particolare l'articolo 15,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(5), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0087/2018),

1.  concede il discarico alla direttrice dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere per l'esecuzione del bilancio dell'Istituto per l'esercizio 2016;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante alla direttrice dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU C 417 del 6.12.2017, pag. 120.
(2) GU C 417 del 6.12.2017, pag. 120.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 403 del 30.12.2006, pag. 9.
(5) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.


2. Decisione del Parlamento europeo del 18 aprile 2018 sulla chiusura dei conti dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere per l'esercizio 2016 (2017/2170(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere relativi all'esercizio 2016,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere relativi all'esercizio 2016, corredata della risposta dell'Istituto(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2016, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 20 febbraio 2018 sul discarico da dare all'Istituto per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2016 (05941/2018 – C8‑0080/2018),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (CE) n. 1922/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Istituto europeo per l'uguaglianza di genere(4), in particolare l'articolo 15,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(5), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0087/2018),

1.  approva la chiusura dei conti dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere relativi all'esercizio 2016;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione alla direttrice dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU C 417 del 6.12.2017, pag. 120.
(2) GU C 417 del 6.12.2017, pag. 120.
(3) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(4) GU L 403 del 30.12.2006, pag. 9.
(5) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.


3. Risoluzione del Parlamento europeo del 18 aprile 2018 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere per l'esercizio 2016 (2017/2170(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere per l'esercizio 2016,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0087/2018),

A.  considerando che, nel contesto della procedura di discarico, l'autorità di discarico sottolinea la particolare importanza di rafforzare ulteriormente la legittimazione democratica delle istituzioni dell'Unione migliorando la trasparenza e la responsabilità e attuando il concetto della programmazione di bilancio basata sulla performance nonché la buona gestione delle risorse umane;

B.  considerando che, stando allo stato delle entrate e delle spese dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere ("l'Istituto")(1), il bilancio definitivo di quest'ultimo per l'esercizio 2016 ammontava a 7 628 000 EUR, il che rappresenta una flessione del 3,15 % rispetto al 2015; che la dotazione dell'Istituto proviene principalmente dal bilancio dell'Unione;

C.  considerando che la Corte dei conti ("la Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere per l'esercizio 2016 ("la relazione della Corte”), ha dichiarato di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Istituto e alla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti;

D.  considerando che l'uguaglianza di genere è uno dei valori su cui si fonda l'Unione europea, la quale si impegna a promuovere l'integrazione della dimensione di genere in tutte le sue azioni, come sancito dall'articolo 8 TFUE;

E.  considerando che il bilancio di genere è parte della strategia di integrazione della dimensione di genere;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.  osserva che gli sforzi in materia di controllo del bilancio intrapresi durante l'esercizio 2016 si sono tradotti in un elevato tasso di esecuzione del bilancio (98,42 %), il che significa che gli impegni sono stati contratti in maniera tempestiva, con una leggera riduzione, pari allo 0,13 %, rispetto al 2015; rileva inoltre che, nel 2016, il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato del 72,83 % e ha dunque registrato un aumento del 5,19 % rispetto all'esercizio precedente;

Impegni e riporti

2.  osserva che, in base alla relazione della Corte, per il titolo III (spese operative) i riporti di stanziamenti impegnati sono rimasti elevati, con 1,7 milioni di EUR (51 %) contro i 2,2 milioni di EUR (60 %) del 2015, e sono da ascriversi principalmente a studi che si sono estesi oltre la fine dell'esercizio; osserva che l'Istituto potrebbe prendere in considerazione l'introduzione di stanziamenti di bilancio differenziati al fine di tener meglio conto della natura pluriennale delle attività e degli inevitabili ritardi che si accumulano tra la firma dei contratti, le forniture e i pagamenti; prende atto del fatto che l'Istituto procederà a un'analisi di fattibilità per decidere in futuro se introdurre o meno stanziamenti differenziati;

3.  sottolinea che i riporti sono spesso motivati, in tutto o in parte, dal carattere pluriennale dei programmi operativi delle agenzie e non sono necessariamente indice di carenze nella programmazione ed esecuzione di bilancio, né sono sempre in contrasto con il principio dell'annualità del bilancio, soprattutto se pianificati in anticipo e comunicati alla Corte;

Appalti

4.  segnala che, in base alla relazione della Corte, nel 2016 l'Istituto ha pubblicato un bando di gara a procedura aperta per un contratto quadro dell'importo massimo di 1,6 milioni di EUR, relativo alla manutenzione e all'aggiornamento degli strumenti e delle risorse di cui dispone attinenti alle statistiche di genere; sottolinea inoltre che il bando di gara era suddiviso in due lotti, ma non indicava l'importo previsto per ciascun lotto, e che, facendo seguito a una domanda di un offerente, l'Istituto ha chiarito sul proprio sito che l'importo massimo previsto per ciascun lotto era 800 000 EUR; rileva che, secondo l'Istituto, si è trattato di un errore amministrativo a causa del quale l'importo specificato non è stato adeguatamente modificato, ma che non ha avuto implicazioni di bilancio; osserva inoltre con rammarico che, in base alla relazione della Corte, la concorrenza sui prezzi indicata nel bando era basata esclusivamente sulle tariffe giornaliere, senza tenere conto del tempo necessario per il completamento delle prestazioni, il che non ha permesso all'Istituto di identificare e scegliere le offerte economicamente più vantaggiose e non ha garantito il miglior rapporto costi-benefici; rileva che l'Istituto afferma di aver modificato i modelli pertinenti delle specifiche tecniche e di voler attenuare il rischio fissando un numero massimo di giorni lavorativi nelle richieste future di servizi specifici;

Politica del personale

5.  rileva che, a fine 2016, il tasso di copertura dei posti figuranti nella tabella dell'organico dell'Istituto era del 96 %; osserva che, in base alla tabella dell'organico, al 31 dicembre 2016 erano coperti 27 dei 28 posti autorizzati nel bilancio dell'Unione, contro i 28 del 2015;

6.  si rammarica, guardando alle cifre relative al totale dei posti occupati al 31 dicembre 2016, delle percentuali in termini di equilibrio di genere, dal momento che le donne rappresentavano il 72 % del personale e gli uomini il 28 %; rileva inoltre uno squilibrio di genere in seno al consiglio di amministrazione, dove il rapporto è 80 % - 20 %; invita l'Istituto a mirare a una composizione più equilibrata del personale sotto il profilo del genere;

7.  osserva che dall'esercizio di screening è emerso che il 76,3 % del personale svolge mansioni operative, il 14,8 % ha compiti di supporto amministrativo e l'8,9 % esplica funzioni neutre;

8.  sottolinea che l'equilibrio tra vita professionale e vita privata dovrebbe essere parte integrante della politica del personale dell'Istituto; evidenzia che la spesa destinata ad attività orientate al benessere ammonta a 36 437 EUR, pari a 2,5 giorni per unità di personale; osserva che, nel 2016, la media delle assenze per malattia per unità di personale è stata di 2,17 giorni, nel caso delle assenze non giustificate da certificato medico, e di 8,23 giorni, nel caso di quelle suffragate da certificato medico;

9.  ricorda che nel giugno 2012 l'Istituto ha adottato una decisione in materia di molestie psicologiche e sessuali; sostiene le sessioni formative organizzate per sensibilizzare maggiormente il personale e suggerisce che l'Istituto organizzi periodicamente attività di formazione e informazione sull'argomento;

10.  osserva che vi è stata una procedura ex articolo 90 riguardante la risoluzione di un contratto;

Prevenzione e gestione dei conflitti d'interesse, trasparenza e democrazia

11.  nota con preoccupazione che nel 2016 sono state registrate presso l'Istituto sei eccezioni con scostamenti a livello finanziario e procedurale, contro le tre dell'esercizio precedente;

12.  rileva con soddisfazione che nel 2016 non sono stati individuati casi di frode;

13.  valuta positivamente la formazione antifrode destinata a tutto il personale svoltasi il 2 marzo 2016 e fornita dal capo dell'amministrazione e dal contabile, dopo essere stati a loro volta adeguatamente formati dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF); osserva che il 28 settembre 2016 tutto il personale ha partecipato a una formazione in materia di deontologia e integrità;

14.  appoggia la nomina di due membri del personale, con decisione n. 117 del direttore datata 22 giugno 2016, incaricati di fungere da persone di contatto per l'Istituto relativamente alla politica in materia di denuncia di irregolarità;

15.  ritiene che sia necessario istituire un organo indipendente addetto alla comunicazione, alla consulenza e alle segnalazioni, dotato di risorse di bilancio sufficienti, al fine di aiutare gli informatori a utilizzare i canali appropriati per rivelare informazioni su possibili irregolarità che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, tutelando nel contempo la loro riservatezza e offrendo il supporto e la consulenza necessari;

Principali risultati

16.  plaude alle tre principali realizzazioni descritte in appresso, segnalate dall'Istituto relativamente al 2016:

   la produzione di documenti che dimostrano come la parità di genere abbia effetti economici positivi per la crescita economica e l'aumento dell'occupazione;
   la messa a punto e l'introduzione di uno strumento online (GEAR) volto a favorire la parità di genere in seno agli istituti di ricerca;
   l'elaborazione di definizioni uniformi, a uso degli Stati membri, delle forme di violenza basata sul genere e la produzione di un glossario e di un thesaurus di termini;

17.  deplora tuttavia che l'Istituto non effettui una valutazione ex ante delle opzioni disponibili per conseguire gli obiettivi;

Audit interno

18.  riconosce che, nel 2016, è stato attuato il 96 % delle raccomandazioni (49 raccomandazioni su 51) del Servizio di audit interno (SAI) (contro il 90 %, ossia 46 raccomandazioni su 51, del 2015), tra cui le raccomandazioni concernenti le procedure di appalto a sostegno dei processi operativi dell'Istituto, il piano strategico di audit interno del SAI per il periodo 2015-2017, l'audit del SAI sulla gestione delle risorse umane dell'Istituto, l'audit del SAI sul bilancio e l'esecuzione del bilancio e la parziale revisione condotta dal SAI relativamente all'attuazione delle norme in materia di controlli interni (ICS);

Controlli interni

19.  osserva che l'Istituto ha adottato una serie di norme in materia di controlli interni, basate sulle buone pratiche identificate in altre agenzie dell'Unione, volte a garantire il raggiungimento degli obiettivi strategici e operativi;

Altre osservazioni

20.  rileva con soddisfazione che, nel 2016, l'Istituto ha collaborato strettamente con le agenzie affini, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound), l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) e l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA); osserva inoltre che l'Istituto ha esaminato sinergie e presentato la sua attività ad altre agenzie quali l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) e l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA); segnala, come esempio di sinergia, la partecipazione dell'Istituto al Forum sui diritti fondamentali organizzato dall'Agenzia per i diritti fondamentali, che ha offerto la possibilità di coinvolgere altri importanti portatori d'interesse;

21.  rileva che, in base alla relazione della Corte, nel gennaio 2016 l'Istituto ha pubblicato la propria valutazione esterna, nella quale si concludeva che le attività dell'Istituto erano in linea con il mandato dello stesso e che l'amministrazione aveva fatto registrare risultati relativamente positivi in termini di governance ed efficienza; osserva inoltre che la valutazione conteneva numerose raccomandazioni volte a migliorare l'attività dell'Istituto, ad esempio stabilendo priorità più chiare, rendendo più mirate le sue realizzazioni, sviluppando sinergie con gli attori esterni coinvolti, nonché potenziando il ruolo del consiglio di amministrazione e chiarendo la funzione del forum di esperti; osserva che l'Istituto ha iniziato ad attuare un piano d'azione volto a dar seguito a tali raccomandazioni; invita l'Istituto a riferire all'autorità di discarico in merito all'attuazione del piano d'azione;

22.  ricorda che l'Istituto è stato fondato per sostenere e rafforzare la promozione dell'uguaglianza di genere nell'Unione, inclusa l'integrazione della dimensione di genere in tutte le pertinenti politiche dell'UE e nelle politiche nazionali che ne derivano, nonché la lotta contro le discriminazioni basate sul sesso e la sensibilizzazione dei cittadini dell'Unione in materia di uguaglianza di genere; accoglie con favore la fissazione di priorità di lavoro in vari ambiti, con risultati di elevata qualità e ad alta visibilità, senza perdere di vista la dimensione dell'integrazione di genere;

23.  si compiace della cooperazione in corso tra l'Istituto e la sua commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere e apprezza il contributo dell'Istituto agli sforzi attualmente intrapresi da detta commissione; chiede un'ulteriore interazione tra le priorità legislative e non legislative della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere e l'attività di ricerca dell'Istituto, tenendo conto anche dell'indice sull'uguaglianza di genere elaborato dall'Istituto stesso;

o
o   o

24.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del 18 aprile 2018(2) sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie.

(1) GU C 113 del 30.3.2016, pag. 126.
(2) Testi approvati, P8_TA(2018)0133.

Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2018Avviso legale