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Procedura : 2017/2190(INI)
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Ciclo del documento : A8-0139/2018

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A8-0139/2018

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PV 02/05/2018 - 21
CRE 02/05/2018 - 21

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PV 03/05/2018 - 7.9
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P8_TA(2018)0198

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Giovedì 3 maggio 2018 - Bruxelles Edizione definitiva
Relazione annuale sul controllo delle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti per il 2016
P8_TA(2018)0198A8-0139/2018

Risoluzione del Parlamento europeo del 3 maggio 2018 sulla relazione annuale sul controllo delle attività finanziarie della BEI per il 2016 (2017/2190(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la relazione di attività 2016 della Banca europea per gli investimenti (BEI),

–  viste la relazione finanziaria 2016 e la relazione statistica 2016 della BEI,

–  viste la relazione sulla sostenibilità 2016, la relazione sulla valutazione delle operazioni della BEI all'interno dell'Unione europea nel 2016 in base al metodo dei tre pilastri e la relazione sui risultati delle operazioni della BEI nel 2016 al di fuori dell'Unione,

–  viste le relazioni annuali del Comitato di verifica per l'esercizio 2016,

–  vista la relazione 2016 del gruppo BEI sull'attività antifrode,

–  viste la relazione sull'attuazione della politica di trasparenza della BEI nel 2016 e la relazione 2016 sul governo societario,

–  vista la relazione d'attività 2016 dell'Ufficio del responsabile del controllo di conformità della BEI,

–  visti i piani operativi del gruppo BEI per il 2015-2017 e il 2016-2018,

–  visti gli articoli 3 e 9 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visti gli articoli 15, 126, 174, 175, 208, 209, 271, 308 e 309 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) nonché i protocolli n. 5, sullo statuto della Banca europea per gli investimenti, e n. 28, sulla coesione economica, sociale e territoriale, di tale trattato,

–  visto il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il regolamento della Banca europea per gli investimenti,

–  viste le sue risoluzioni dell'11 marzo 2014 sulla BEI – relazione annuale 2012(1), del 30 aprile 2015 sulla BEI – relazione annuale 2013(2), del 28 aprile 2016 sulla BEI – relazione annuale 2014(3), e del 27 aprile 2017 relativa alla relazione annuale sul controllo delle attività finanziarie della BEI per il 2015(4),

–  viste la decisione n. 1080/2011/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011(5) sul mandato esterno della BEI nel periodo 2007-2013, e la decisione n. 466/2014/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, sulla concessione di una garanzia dell'Unione alla Banca europea per gli investimenti in caso di perdite relative ad operazioni di finanziamento a sostegno di progetti di investimento al di fuori dell'Unione(6),

–  vista la comunicazione della Commissione del 26 novembre 2014 su "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014)0903),

–  visto il regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2015, relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, al polo europeo di consulenza sugli investimenti e al portale dei progetti di investimento europei e che modifica i regolamenti (UE) n. 1291/2013 e (UE) n. 1316/2013 – il Fondo europeo per gli investimenti strategici(7),

–  vista la comunicazione della Commissione del 22 luglio 2015 dal titolo "Lavorare insieme per la crescita e l'occupazione – il ruolo delle banche nazionali di promozione a sostegno del piano di investimenti per l'Europa" (COM(2015)0361),

–  vista la comunicazione della Commissione del 1° giugno 2016 dal titolo "L'Europa ricomincia a investire. Bilancio del piano di investimenti per l'Europa e prossimi passi" (COM(2016)0359),

–  visti la comunicazione della Commissione e i documenti di lavoro che la accompagnano, del 14 settembre 2016, sulla proroga del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e il potenziamento tecnico di tale Fondo e del polo europeo di consulenza sugli investimenti (COM(2016)0597, SWD(2016)0297 e SWD(2016)0298),

–  vista la valutazione da parte della BEI del funzionamento del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), del settembre 2016,

–  visto il parere n. 2/2016 della Corte dei conti europea concernente la proposta di regolamento sulla proroga e il potenziamento del FEIS,

–  vista la relazione speciale n. 19/2016 della Corte dei conti europea dal titolo "L'esecuzione del bilancio UE tramite gli strumenti finanziari: insegnamenti utili del periodo di programmazione 2007-2013",

–  visto l'audit ad hoc dell'applicazione del regolamento (UE) 2015/1017 ("regolamento FEIS") realizzato da Ernst & Young e datato 8 novembre 2016,

–  vista la relazione della Commissione datata 16 giugno 2017 sulla gestione del fondo di garanzia del Fondo europeo per gli investimenti strategici nel 2016 (COM(2017)0326 e SWD(2017)0235),

–  visto l'accordo tripartito del settembre 2016 tra la Commissione europea, la Corte dei conti europea e la Banca europea per gli investimenti,

–  vista la lettera in data 22 luglio 2016 del Mediatore europeo al Presidente della Banca europea per gli investimenti,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per il commercio internazionale (A8-0139/2018),

A.  considerando che la BEI è la Banca dell'Unione europea, quale definita agli articoli 308 e 309 TFUE, ed è la più grande banca multilaterale e il più grande finanziatore pubblico al mondo operante sui mercati internazionali dei capitali;

B.  considerando che a norma del trattato la BEI è tenuta a contribuire all'integrazione dell'Unione europea, alla coesione economica e sociale e allo sviluppo regionale tramite strumenti di investimento ad hoc quali prestiti, titoli azionari, garanzie, strumenti di condivisione del rischio e servizi di consulenza;

C.  considerando che le sfide legate alla sostenibilità sono in aumento, in particolare nel contesto dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che la BEI deve tradurre in risultati concreti;

D.  considerando che la BEI svolge un ruolo fondamentale nell'attuazione di un numero sempre maggiore di strumenti finanziari che fanno leva sui fondi di bilancio dell'UE;

E.  considerando che gli investimenti nell'innovazione e nelle competenze sono fondamentali per sviluppare l'economia della conoscenza in Europa e conseguire gli obiettivi di Europa 2020;

F.  considerando che, a norma dell'articolo 309 TFUE, il compito essenziale della BEI consiste nel contribuire allo sviluppo equilibrato e senza scosse del mercato interno mediante il finanziamento di progetti a favore delle regioni meno sviluppate e di progetti che non possono essere interamente finanziati dai singoli Stati membri;

G.  considerando che l'esistenza di infrastrutture moderne e sostenibili svolge un ruolo essenziale nel contrastare il cambiamento climatico e collegare i mercati nazionali e le economie europee; che tutti gli investimenti predisposti dalla BEI in materia dovrebbero garantire che l'Unione disponga di quelle infrastrutture sostenibili, efficienti, rispettose dell'ambiente e ben integrate di cui ha bisogno per creare una "SMART Europe" e promuovere una crescita a lungo termine veramente sostenibile e inclusiva;

H.  considerando che la BEI è una banca di riferimento intesa a promuovere la crescita delle start-up e delle imprese innovative;

I.  considerando che i prestiti BEI a favore dell'azione per il clima dovrebbero sostenere la transizione verso un'economia senza emissioni di CO2, rispettosa dell'ambiente e resiliente ai cambiamenti climatici, in particolare attraverso progetti volti a promuovere l'uso efficiente delle risorse naturali, le energie rinnovabili e l'efficienza energetica;

J.  considerando che il piano di investimenti per l'Europa si articola su tre pilastri: mobilitare fondi da destinare agli investimenti; garantire che gli investimenti arrivino all'economia reale; migliorare il contesto degli investimenti nell'Unione;

K.  considerando che gli investimenti della BEI non dovrebbero essere solo operazioni finanziabili, ma dovrebbero soddisfare anche criteri di sostenibilità e norme di governance, conformemente al disposto del trattato, in base al quale la BEI opera nell'interesse dell'Unione senza perseguire scopi di lucro;

L.  considerando che la politica di trasparenza sviluppata in seno alla BEI è messa alla prova dalla sua duplice natura di organismo pubblico – in quanto banca dell'Unione europea – e di banca commerciale che gestisce e detiene informazioni sui propri clienti;

M.  considerando che la BEI dovrebbe mantenere il suo rating tripla A, che è un punto di forza essenziale del suo modello commerciale di raccolta fondi ed erogazione di prestiti a tassi interessanti nonché di gestione di portafogli di attività solidi;

N.  considerando che la BEI, data la sua natura, deve a volte operare con imprese private che perseguono scopi di lucro, ma che il suo compito primario è essere al servizio degli interessi dei cittadini dell'Unione europea, prima che di quelli di qualsiasi azienda, impresa o società privata;

Promuovere attività finanziariamente sostenibili per un solido impatto a lungo termine degli investimenti della BEI

1.  prende atto dell'importo dei finanziamenti totali del gruppo BEI nel 2016, pari a 83,8 miliardi di EUR, con la mobilitazione, nello stesso anno, di investimenti totali per 280 milioni di EUR;

2.  prende atto della serie di relazioni annuali della BEI per il 2016, nelle quali essa presenta le varie attività d'investimento e il loro atteso impatto; rinnova la richiesta che la BEI presenti una relazione annuale di attività più completa, dettagliata e armonizzata e migliori in modo significativo la presentazione delle informazioni, includendovi una ripartizione dettagliata e attendibile degli investimenti approvati, firmati ed erogati per l'anno in questione e l'indicazione delle fonti di finanziamento impegnate (risorse proprie, FEIS, programmi UE gestiti a livello centrale, ecc.), nonché informazioni relative ai beneficiari (Stati membri, settore pubblico o privato, intermediari o beneficiari diretti) e ai settori sostenuti, così come i risultati delle valutazioni ex post;

3.  invita la BEI a proseguire gli sforzi in tale direzione fornendo ai decisori politici informazioni complete ed esaustive sugli effetti economici, sociali e ambientali conseguiti concretamente, sul valore aggiunto delle sue operazioni negli Stati membri e al di fuori dell'UE e sui risultati ottenuti, sotto forma di relazioni elaborate, rispettivamente, in base al metodo di valutazione dei tre pilastri (3PA) e al quadro di misurazione dei risultati (REM); sottolinea l'importanza di realizzare, per ciascun progetto, una valutazione indipendente ex ante ed ex post; invita la BEI a presentare esempi dettagliati di valore aggiunto transnazionale nelle sue relazioni sull'impatto degli investimenti, nonché a fornire gli indicatori chiave relativamente ai successi settoriali e intersettoriali; invita la BEI a trasmettere i risultati di tali valutazioni ex post al Parlamento europeo;

4.  ricorda che le attività che beneficiano del sostegno della BEI devono essere conformi a quello che è il compito fondamentale della Banca in conformità del TFUE, ai principi alla base degli obiettivi politici dell'Unione quali enunciati nella strategia Europa 2020 e all'accordo COP21; sottolinea pertanto che la missione della BEI è rivitalizzare l'economia europea al fine di promuovere la creazione di posti di lavoro di qualità e sostenere una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile nell'Unione nonché quella maggiore coesione necessaria per invertire la tendenza all'aumento delle disuguaglianze, sia all'interno degli Stati membri che tra Stati membri; auspica, a tal fine, una collaborazione sempre più stretta tra BEI, Commissione e Stati membri, onde migliorare la programmazione e la definizione degli obiettivi, con conseguente riorganizzazione delle priorità di finanziamento;

5.  sottolinea che, dati il loro impatto e la loro rilevanza per le economie sia locali che nazionali, gli investimenti nelle PMI, nelle start-up, nella ricerca, nell'innovazione, nell'economia digitale e nell'efficienza energetica sono il fattore più importante per trainare la ripresa economica nell'Unione e promuovere la creazione di posti di lavoro di qualità;

6.  richiama l'attenzione sulla ripetuta necessità che la BEI contribuisca a ridurre la persistente carenza di investimenti sulla base di solidi criteri economici; sottolinea che la valutazione dei progetti finanziati dovrebbe tenere conto anche delle esternalità sociali, economiche e ambientali (sia positive che negative), in particolare per quanto riguarda gli effetti sulle comunità locali, per stabilire se tali progetti forniscano un reale valore aggiunto ai cittadini dell'Unione;

7.  ritiene che l'approvazione dei progetti di investimento dovrebbe essere basata su un'analisi solida e indipendente che valuti la sostenibilità finanziaria e i rischi associati ai progetti, al fine di evitare il rischio di socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti quando si utilizzano risorse pubbliche; sottolinea che la concessione di sovvenzioni pubbliche dovrebbe essere prevista solo per l'esecuzione di missioni di interesse generale e là dove il mercato non è in grado di produrre i risultati richiesti dalle politiche pubbliche;

8.  ibadisce la sua preoccupazione in merito alla definizione di una strategia equilibrata, corredata di una distribuzione geografica dinamica, equa e trasparente dei progetti e degli investimenti tra gli Stati membri, tenendo conto della particolare attenzione che va riservata ai paesi e alle regioni in ritardo di sviluppo; osserva che il 70 % dei prestiti totali erogati dalla BEI nel 2016 (46,8 miliardi di EUR) si concentra in un piccolo numero di paesi che presentano i mercati finanziari più sviluppati, il che dimostra che non tutti gli Stati membri e non tutte le regioni sono in grado di recuperare i ritardi e beneficiare allo stesso modo delle possibilità di investimento;

9.  esprime il suo sostegno ai quattro obiettivi di politica pubblica della BEI e ai due obiettivi orizzontali che interessano trasversalmente tali obiettivi – ossia la coesione economica e sociale e l'azione per il clima – e coprono molteplici ambiti, dalla lotta agli squilibri regionali agli aiuti alle regioni più deboli al fine di accrescere la loro attrattività e sviluppare un ambiente favorevole a una crescita sostenibile e inclusiva; invita, tuttavia, nuovamente la BEI a tornare a fare della coesione economica, sociale e territoriale uno degli obiettivi principali della politica pubblica;

10.  invita la BEI a tenere conto, nel caso dei progetti infrastrutturali su vasta scala, di tutti i rischi suscettibili di avere un impatto sull'ambiente e a finanziare in via prioritaria quei progetti che hanno dimostrato di avere un reale valore aggiunto per l'ambiente, l'economia o la popolazione locale; sottolinea l'importanza di un rigoroso monitoraggio dei possibili rischi di corruzione e di frode e chiede alla BEI di congelare qualsiasi prestito a progetti se così richiesto nel quadro di un'indagine ufficiale dell'OLAF o delle autorità nazionali;

11.  si rammarica del fatto che molti Stati membri non abbiano la capacità di applicare strumenti finanziari, attuare partenariati pubblico-privato e realizzare sinergie tra i diversi tipi di finanziamento, il che si ripercuote negativamente sulla progressione generale degli investimenti;

12.  sottolinea la necessità di ottimizzare l'uso dei fondi e delle sovvenzioni dell'Unione, a complemento dell'approccio della BEI consistente nel fornire assistenza tecnica e consulenza finanziaria agli Stati membri in modo facilmente accessibile, combinando l'attività di prestito (prestiti per progetti, prestiti gestiti da intermediari, microfinanza, capitale di rischio, investimento azionario e fondi d'investimento), finanziamenti misti (finanziamenti diretti sostenuti da ulteriori fonti di investimento, ad esempio garanzie, obbligazioni per il finanziamento di progetti) e consulenza (finanziaria e tecnica); invita pertanto la BEI, in collaborazione con la Commissione, a fornire maggiore assistenza tecnica, nel campo dei servizi di consulenza e di analisi, della gestione di progetto e dello sviluppo di capacità, agli Stati membri che ricevono una quota modesta dei finanziamenti BEI; ricorda che gli strumenti finanziari come le obbligazioni per il finanziamento di progetti dovrebbero essere oggetto di una seria valutazione in relazione al loro impatto finanziario, sociale e ambientale, per evitare che l'intero onere del rischio sia trasferito sui cittadini;

13.  riconosce che possono esistere differenze tra la valutazione bancaria della fattibilità dei progetti e la valutazione settoriale tradizionale utilizzata per i fondi strutturali; ritiene, inoltre, che l'efficacia degli interventi dovrebbe essere valutata sulla base del potenziale e della sostenibilità degli strumenti finanziari, tenendo conto anche dei risultati quantificabili che potrebbero essere ottenuti;

14.  invita la BEI a prestare attenzione all'efficacia dei costi nella gestione delle sue attività operative, monitorando attentamente i costi e gli oneri amministrativi e riferendo in proposito, dato l'elevato numero di mandati che essa gestisce; ritiene essenziale che le attività siano portate avanti con costi proporzionati; invita la BEI a includere nella sua relazione informazioni esaustive sulla struttura delle commissioni e dei costi di gestione (diretti, indiretti e cumulativi) in funzione della natura dei mandati gestiti, della dimensione dei progetti e degli strumenti finanziari utilizzati (ad esempio prestiti, garanzie o capitale);

15.  ritiene che il rating tripla A costituisca una risorsa essenziale per l'attuazione della strategia di investimento della BEI e delle sue priorità di prestito a lungo termine; ricorda, tuttavia, che, per contribuire allo sviluppo economico dell'Unione europea, gli strumenti e gli interventi della BEI, in particolare quelli basati su trasferimenti del rischio, non possono essere privi di rischi;

16.  rileva che il Regno Unito ha sottoscritto il 16,1 % del capitale della BEI, pari a 3,5 miliardi di EUR del capitale versato e a 35,7 miliardi di EUR del capitale richiamabile della Banca; invita la direzione della BEI a identificare gli effetti della Brexit sulla BEI e a informarne rapidamente il Parlamento, al fine di preservare la capacità della BEI di conseguire i suoi obiettivi politici;

17.  invita la BEI, in considerazione del fatto che la sfida più immediata per quest'ultima è rappresentata dalla decisione del Regno Unito di invocare l'articolo 50 e riconoscendo che le modalità esatte del recesso non possono essere anticipate, a fornire al Parlamento una ripartizione dettagliata dei progetti e del loro grado di realizzazione a fine 2017, corredata di una valutazione preliminare dei possibili rischi associati;

Perfezionare il monitoraggio del valore aggiunto e dell'addizionalità nell'ambito della gestione finanziaria della BEI

18.  rileva che nel 2016 il portafoglio di prestiti, garanzie e investimenti della BEI ha mobilitato 280 miliardi di EUR di investimenti totali; osserva che 67,7 miliardi di EUR di investimenti riguardavano finanziamenti approvati nel quadro del FEIS nel 2016, principalmente destinati alle piccole imprese (31 %), al settore dell'energia (22 %) e a ricerca, sviluppo e innovazione (22 %); si rammarica, cionondimeno, che un'ampia quota di investimenti nell'ambito del portafoglio del FEIS sia stata destinata a progetti relativi ai combustibili fossili; ribadisce la necessità di un'analisi e di una valutazione approfondite dell'impatto ambientale di ciascun progetto;

19.  ritiene che sia di importanza fondamentale moltiplicare l'impatto e garantire l'addizionalità; prende atto della modellizzazione e dell'impatto stimato delle attività della BEI, che entro il 2030 dovrebbero contribuire a una crescita addizionale del PIL dell'ordine dell'1,1 % e alla creazione di altri 1,4 milioni di posti di lavoro; ricorda che le PMI costituiscono la spina dorsale dell'economia europea e i motori dell'occupazione e della crescita sostenibile e accoglie con favore il fatto che 385 000 di queste imprese beneficeranno di finanziamenti erogati dal FEI; invita la BEI a riferire periodicamente sugli effetti leva aggiornati; è tuttavia consapevole del fatto che l'effetto leva varia da un settore all'altro e che un progetto con un minor effetto leva non implica necessariamente un basso valore aggiunto;

20.  sottolinea che l'attività della BEI nell'attuale periodo di flebile ripresa deve essere attentamente orientata verso progetti di alta qualità, che garantiscano maggiore addizionalità rispetto ad altri strumenti esistenti dell'Unione e alle principali operazioni della BEI; auspica a tal fine una più stretta collaborazione tra BEI, Commissione e Stati membri, ai fini di una maggiore flessibilità del mercato e del miglioramento delle infrastrutture digitali e di trasporto, la cui carenza è spesso percepita come un ostacolo agli investimenti;

21.  ritiene che per ciascun progetto coperto dovrebbero essere fornite informazioni qualitative pertinenti sulla gestione, sulla base di indicatori di monitoraggio o addizionalità e dell'esposizione al rischio, per consentire una corretta valutazione del valore aggiunto del progetto, del suo ruolo potenziale come motore di efficacia o del contributo apportato all'economia dell'Unione;

22.  invita la BEI a fornire informazioni precise, nel caso dell'effetto moltiplicatore sulle risorse pubbliche esercitato dall'Unione, sulla leva minima e media ottenuta a vantaggio di beneficiari o progetti, indicando l'entità dei finanziamenti privati attratti; chiede che siano chiaramente identificate la parte corrispondente alla mobilitazione di fondi pubblici e al capitale privato; ritiene che vi sia il rischio che l'effetto moltiplicatore sia sopravvalutato e che gli obiettivi e i risultati definiti siano semplici proiezioni, non confermate da statistiche concrete, accurate, chiare e aggiornate;

I risultati conseguiti dal FEIS fino ad oggi

23.  osserva che a fine 2016 il FEIS avrebbe dovuto mobilitare investimenti totali ammissibili per 163,9 miliardi di EUR; rileva tuttavia anche che, secondo il piano operativo del gruppo BEI per il 2018, il volume effettivo degli investimenti mobilitati nel 2016 nell'ambito dello sportello "infrastrutture e innovazione" e dello sportello "PMI" non superava gli 85,5 miliardi di EUR, che insieme ai 37 miliardi di EUR del 2015 danno un totale di 122,5 miliardi di EUR di investimenti mobilitati dal FEIS;

24.  dubita che l'obiettivo, incrementato a 500 miliardi di EUR, possa essere raggiunto nel quadro dell'attuazione del FEIS 2.0 e invita la BEI a dimostrare il valore aggiunto del FEIS quale strumento finanziario atto a stimolare gli investimenti privati;

25.  ricorda che il principio alla base del FEIS, che a differenza degli altri attuali strumenti di finanziamento della BEI è sostenuto dal bilancio dell'Unione, è quello di fornire addizionalità identificando settori realmente addizionali e innovativi, orientati al futuro, e progetti con un profilo di rischio più elevato, nonché nuove controparti nel settore privato;

26.  osserva che la complementarità tra i diversi pilastri del piano di investimenti per l'Europa (IPE) è ancora agli inizi; riconosce che, anche se il gruppo BEI ha un'influenza considerevole sul PECI nell'ambito del pilastro 2, esso esercita un'influenza molto limitata sul resto di tale pilastro (garantire che i finanziamenti per gli investimenti raggiungano l'economia reale) e sul pilastro 3 (migliorare il contesto degli investimenti - riforma normativa);

27.  sottolinea l'importanza dei criteri di addizionalità, che implicano che si sostengano operazioni che sono ammissibili al sostegno del FEIS soltanto se volte a far fronte a fallimenti del mercato chiaramente individuati o a situazioni di investimento subottimali e che non avrebbero potuto essere realizzate nella stessa misura o nello stesso arco di tempo senza il FEIS; chiede che il gruppo BEI si avvalga appieno delle sua capacità di assunzione del rischio per selezionare imprese innovative che abbiano al tempo stesso il potenziale per apportare un reale valore aggiunto, ad esempio sotto forma di posti di lavoro stabili e di qualità;

28.  ricorda che la valutazione dell'addizionalità di tutti i progetti sostenuti dal FEIS deve essere debitamente documentata; deplora che nell'ambito del FEIS 1.0 i quadri di valutazione delle operazioni approvate non siano pubblicati; ricorda che questa mancata pubblicazione crea problemi di responsabilità e trasparenza; sottolinea l'importanza della trasparenza riguardo al quadro di indicatori del FEIS, anche in considerazione della necessità che il comitato per gli investimenti del FEIS sia chiamato a rendere conto del suo operato, e osserva pertanto con soddisfazione che il quadro di indicatori sarà reso pubblico nell'ambito del FEIS 2.0; evidenzia, inoltre, la necessità di una definizione più chiara del principio di addizionalità in relazione alle attività più rischiose rispetto alle operazioni standard della BEI, al fine di garantire maggiore coerenza e trasparenza nella selezione dei progetti;

29.  invita la BEI a fornire informazioni qualitative complete e pertinenti sulla gestione in merito all'attuazione degli obiettivi dichiarati del FEIS, che ne mostrino l'addizionalità e l'impatto effettivi rispetto ai parametri di riferimento;

30.  invita la Banca a fare chiarezza sui progetti FEIS che includono potenzialmente impianti infrastrutturali ad alto impatto ambientale e dubbia addizionalità, come bioraffinerie, acciaierie, impianti di rigassificazione e stoccaggio di gas e autostrade; invita la Banca a tenere seriamente conto, secondo le sue procedure di due diligence, di quanto segnalato da autorità locali, comunità interessate e gruppi della società civile; raccomanda alla BEI, con riferimento al principio di precauzione, di congelare e, se del caso, revocare i finanziamenti in presenza di prove scientifiche o seri rischi di violazioni ambientali e danni per la società o le comunità locali;

31.  insiste, in un'ottica di responsabilizzazione, sulla realizzazione di investimenti orientati ai risultati, che dovranno essere periodicamente valutati dal comitato per gli investimenti mediante il quadro di indicatori, onde identificare progetti davvero mirati in termini di impatto macroeconomico effettivo o di promozione di una crescita sostenibile e della creazione di posti di lavoro; chiede un quadro globale obiettivo dell'addizionalità e del valore aggiunto di detti progetti, nonché della coerenza degli stessi con le politiche dell'Unione o altre operazioni classiche della BEI;

32.  deplora il fatto che solo il 20 % dei finanziamenti del FEIS abbiano sostenuto progetti volti a contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi, mentre il portafoglio standard della BEI ha raggiunto la soglia del 25 %; invita la BEI a garantire il rispetto, in tutte le circostanze, delle sue norme più rigorose, al fine di proteggere l'ambiente e di ottemperare ai criteri della COP21;

33.  esprime preoccupazione per il fatto che, a fine 2016, gli investimenti FEIS nelle infrastrutture sociali (capitale umano, cultura e salute) sono risultati pari solo al 4 % (meno di 900 milioni di EUR) e che tale settore è quello che riceve il minor sostegno dal FEIS, sia globalmente, sia all'interno di ciascuno dei due sportelli — infrastrutture e innovazione e PMI; sottolinea che è chiaramente e urgentemente necessario aumentare in misura significativa la percentuale e il volume di tali investimenti;

34.  si rammarica che i servizi di supporto esistenti non siano presenti a livello locale in tutti gli Stati membri per far fronte alle carenze in termini di capacità; ritiene che occorra fornire agli attori locali e regionali chiarimenti adeguati e orientamenti strategici, in particolare in merito al posizionamento del FEIS e alla sua possibile combinazione con altri fondi dell'Unione o della BEI; osserva che la cooperazione tra il FEIS e altre fonti di finanziamento dell'UE (COSME, Orizzonte 2020) dovrebbe essere migliorata per offrire maggiori sinergie; sottolinea che il FEIS non dovrebbe essere semplicemente considerato un'ulteriore fonte di finanziamento aggiuntiva e che si dovrebbe prestare la dovuta attenzione onde evitare sovrapposizioni a livello degli obiettivi o dei finanziamenti;

35.  prende atto dell'aumento del volume delle attività speciali della BEI derivante dal primo anno e mezzo di applicazione del FEIS; ritiene che le attività speciali della BEI sostenute dal FEIS debbano fornire addizionalità rispetto agli altri strumenti finanziari della BEI, del FEI o dell'Unione;

36.  sollecita un miglioramento della trasparenza della procedura di selezione delle operazioni e la divulgazione, attraverso il quadro di indicatori, di tutte le informazioni operative concernenti le operazioni sottoscritte, nonché la rendicontazione delle operazioni;

37.  chiede una razionalizzazione delle modalità di governance in modo da definire meglio le responsabilità rispettive della Commissione e della BEI, garantire l'indipendenza e prevenire conflitti di interesse a livello dei vari soggetti che partecipano al processo decisionale, in particolare nel caso dei membri del comitato per gli investimenti del FEIS;

38.  accoglie favorevolmente il rafforzamento dell'obbligo di rendiconto nei confronti del Parlamento europeo nel quadro del FEIS 2.0 (anche attraverso relazioni periodiche e la presenza di un rappresentante del Parlamento in seno al comitato direttivo del FEIS), come pure la maggiore trasparenza del quadro di indicatori del FEIS; si attende pertanto che le valutazioni dei progetti sulla base del quadro di indicatori siano pubblicate, a norma del regolamento FEIS 2.0, al fine di assicurare che i fondi del bilancio dell'Unione siano utilizzati come garanzia unicamente per progetti la cui natura giustifichi tale sostegno pubblico aggiuntivo; si rammarica, tuttavia, che la proposta di estensione del FEIS non sia stata accompagnata né da una valutazione d'impatto, come previsto dagli orientamenti per legiferare meglio, né da una valutazione ex ante a norma degli articoli 30 e 140 del regolamento finanziario per i programmi di spesa e gli strumenti finanziari;

39.  suggerisce che le relazioni annuali indichino in che modo la BEI ha integrato le raccomandazioni formulate dal Parlamento europeo nelle sue risoluzioni, trattandosi di una prassi di rendicontazione che dovrebbe essere formalizzata;

Determinare i fattori di cambiamento e creazione di valore nell'attuazione degli obiettivi di politica pubblica dell'Unione

40.  prende atto della relazione sulle operazioni della BEI all'interno dell'UE nel 2016, in cui sono indicati i finanziamenti forniti in quattro settori fondamentali della politica pubblica, vale a dire innovazione e competenze (19,6 % delle sottoscrizioni della BEI nel 2016, per un importo di 13,1 miliardi di EUR), finanziamento alle PMI e alle imprese a media capitalizzazione (31,7 %, ossia 21,3 miliardi di EUR), infrastrutture (27,1 %, ossia 18,1 miliardi di EUR) e ambiente (21,6 %, ossia 14,5 miliardi di EUR);

41.  si rammarica che la relazione non fornisca informazioni strutturate sulle operazioni della BEI all'interno dell'UE nel 2016 in relazione a una delle politiche trasversali della Banca, ossia la coesione economica e sociale; esprime preoccupazione per il fatto che, per il secondo anno consecutivo, nel 2016 la BEI non abbia raggiunto il livello previsto del 30 % di investimenti per la coesione (26,8 % nel 2016 e 25,2% nel 2015, in seno all'Unione);

42.  evidenzia la necessità di inserire nelle relazioni annuali della BEI un'analisi più dettagliata dei fabbisogni d'investimento per settore di attività nell'Unione, onde consentire l'individuazione di eventuali settori in cui gli investimenti risultano carenti rispetto a quanto necessario per il conseguimento delle priorità dell'Unione; ritiene che la BEI dovrebbe valutare la capacità dei propri strumenti d'investimento di porre rimedio a tali carenze;

43.  è del parere che l'attività di prestito della BEI potrebbe essere essere aumentata attraverso un'assegnazione più efficiente e strategica delle risorse, convogliandole verso progetti di investimento produttivi e sostenibili con un provato valore aggiunto e che garantiscono migliori sinergie con i fondi pubblici, al fine di promuovere gli investimenti pubblici e stimolare la domanda interna; sottolinea che tale aumento dovrebbe essere accompagnato da una corrispondente diversificazione della gamma di prodotti della BEI, incluso un utilizzo più efficiente e trasparente dei partenariati pubblico-privato – pur mantenendo l'equilibrio tra i vantaggi per il pubblico e i privati – e da altre soluzioni innovative, onde rispondere meglio alle esigenze dell'economia reale;

44.  richiama l'attenzione sui numerosi inviti rivolti alla BEI affinché catalizzi e faciliti la diffusione delle migliori pratiche in tutti gli Stati membri, in particolare attraverso le banche nazionali di promozione, le piattaforme di investimento e gli istituti pertinenti, che costituiscono uno strumento importante per una risposta coordinata dell'UE al basso livello di investimenti;

45.  deplora che gli investimenti sociali corrispondano a meno del 6 % del portafoglio annuale della BEI; sottolinea che la coesione sociale è un obiettivo prioritario orizzontale chiave per la BEI e insiste sul fatto che la Banca dovrebbe tener conto della necessità di ridurre le disuguaglianze e le disparità all'interno dell'Unione europea e di investire nel settore sociale e su una scala geografica più ampia;

Sostegno alle PMI e alle imprese a media capitalizzazione

46.  riconosce che la tendenza a sviluppare un maggior numero di strumenti finanziari a sostegno delle PMI, rispetto alle sovvenzioni tradizionali, rappresenta una sfida politica e un cambiamento in termini di monitoraggio delle operazioni, gestione dei fondi e livello o velocità di erogazione dei finanziamenti alle PMI; evidenzia che le PMI e le imprese a media capitalizzazione svolgono un ruolo fondamentale nell'economia europea, generando posti di lavoro e ricchezza e promuovendo l'innovazione; sottolinea che le PMI rappresentano oltre il 90 % delle imprese dell'UE e impiegano i due terzi della popolazione attiva e che, di conseguenza, il sostegno all'accesso ai finanziamenti per le PMI e le imprese a media capitalizzazione deve rimanere una priorità fondamentale per la BEI; ricorda che la BEI dovrebbe essere una delle istituzioni che contribuiscono a ridurre la carenza di finanziamenti cui sono confrontate le PMI;

47.  osserva che il sostegno della BEI alle PMI ha rappresentato circa il 33,6 % dei suoi finanziamenti nel 2016 attraverso il Fondo europeo per gli investimenti, con cui sono stati mobilitati 36,2 miliardi di EUR di investimenti tramite intermediari finanziari, con l'obiettivo di sostenere 3,8 milioni di posti di lavoro;

48.  prende atto dell'ampliamento della gamma di prodotti InnovFin a seguito dell'istituzione di due nuovi strumenti di finanziamento, incentrati su progetti di dimostrazione nei settori delle energie rinnovabili e delle malattie infettive; accoglie con favore la nuova operazione da 140 milioni di EUR relativa a una piattaforma di prestito tra pari, che mette in contatto gli investitori e le PMI alla ricerca di finanziamenti;

49.  invita la BEI a collaborare più strettamente con i propri intermediari finanziari negli Stati membri per diffondere le informazioni pertinenti presso i beneficiari potenziali, al fine di creare un contesto favorevole all'imprenditoria che consenta alle PMI di accedere più facilmente ai finanziamenti; sottolinea l'importanza del ruolo della BEI nel favorire i partenariati e nel rafforzare gli strumenti di sostegno per il finanziamento delle attività delle microimprese, delle piccole e medie imprese e delle start-up innovative; invita altresì la BEI a cooperare più strettamente con le istituzioni pubbliche regionali, onde ottimizzare le possibilità di finanziamento per le PMI;

50.  sottolinea che la BEI deve continuare a sviluppare la sua cultura del rischio al fine di migliorare la sua efficacia e la complementarità tra i suoi interventi e le varie politiche dell'Unione, in particolare nelle regioni economicamente svantaggiate o nelle quali manchi stabilità, in linea con l'obiettivo ricorrente, perseguito ormai da tempo, di facilitare l'accesso delle PMI ai finanziamenti, ma senza compromettere i principi della sana gestione;

51.  sottolinea la necessità di adattare i programmi di investimento ai progetti su piccola scala, al fine di garantire la partecipazione delle PMI; ritiene che la BEI dovrebbe contribuire a colmare le eventuali carenze di finanziamento per le microimprese ricorrendo maggiormente a strumenti e prodotti finanziari come le soluzioni e le garanzie di microfinanza;

52.  sottolinea che l'accesso ai finanziamenti e l'internazionalizzazione sono ostacoli importanti cui sono confrontate le PMI; sottolinea che le PMI costituiscono la struttura portante dell'economia europea; ritiene che la BEI, pur procedendo nella direzione giusta, debba adoperarsi maggiormente per garantire alle PMI un accesso più semplice e più efficace ai finanziamenti, affinché esse possano integrarsi nelle catene del valore globali; ritiene che la BEI debba sostenere le imprese dell'UE che vogliono fare affari all'estero, anche tramite il meccanismo di finanziamento commerciale;

Innovazione e competenze

53.  sottolinea che gli investimenti nell'innovazione e nelle competenze sono fondamentali per lo sviluppo dell'economia della conoscenza in Europa e il conseguimento degli obiettivi di Europa 2020, compreso quello di destinare il 3 % del PIL a ricerca e sviluppo; auspica in particolare che la BEI, in collaborazione con Commissione e Stati membri, finanzi progetti che nel breve-medio periodo possono garantire di colmare il deficit di manodopera qualificata, che rappresenta un forte ostacolo agli investimenti;

54.  osserva che nel 2016 i prestiti totali a favore di progetti innovativi ammontavano a 13,5 miliardi di EUR, di cui 12,2 miliardi di EUR relativi a prime sottoscrizioni, mentre i costi d'investimento totali dei progetti corrispondenti a nuove operazioni sono stati pari a 50,2 miliardi di EUR;

55.  esorta la BEI a garantire il suo sostegno alle imprese innovative per lo sviluppo e la commercializzazione di nuovi prodotti, processi e servizi, dal momento che tali imprese incontrano difficoltà nell'ottenere un sostegno finanziario da parte delle banche commerciali; pone l'accento sul ruolo della BEI nel contribuire a completare la rete digitale europea (ad esempio la banda larga veloce) e a creare un mercato unico digitale, inclusi servizi digitali; incoraggia la BEI a mettere a punto incentivi volti a promuovere gli investimenti pubblici e privati destinati alla ricerca e allo sviluppo nei settori delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, delle scienze della vita, dell'alimentazione, dell'agricoltura sostenibile, della silvicoltura e delle tecnologie a basse emissioni di carbonio;

56.  accoglie con favore la revisione del programma di prestiti all'economia della conoscenza nel settore dell'istruzione, che ha portato ad estendere i finanziamenti al di là delle iniziative destinate ai giovani, includendovi la formazione professionale e l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita per tutte le fasce di età;

Investimenti nelle infrastrutture

57.  ritiene che per l'Unione dovrebbe essere prioritaria l'attuazione di progetti che presentano un reale valore aggiunto europeo; è convinto che un'economia innovativa ed efficace necessiti di un'infrastruttura e di sistemi di trasporto avanzati, ecocompatibili e di elevata qualità, e che tutto ciò dovrebbe rientrare fra le priorità dell'Unione, con un'attenzione particolare per soluzioni infrastrutturali e di trasporto multimodali e innovative nelle zone scarsamente popolate;

58.  invita la BEI ad accordare maggiore attenzione alla realizzazione di progetti infrastrutturali, soprattutto nelle regioni più deboli, al fine di evitare un rallentamento del processo di convergenza economica; auspica a tal fine una riflessione a livello di Unione europea sul finanziamento pubblico di misure, anche di carattere provvisorio, che consentano un vero e proprio rilancio degli investimenti pubblici in infrastrutture;

59.  evidenzia la necessità di prestare maggiore attenzione, nella politica europea per gli investimenti, alle tematiche orizzontali, in particolare per quanto riguarda i mezzi e i servizi di trasporto sostenibili del futuro, che richiederanno lo sviluppo simultaneo e coerente delle reti di telecomunicazioni e delle energie alternative; sottolinea, pertanto, il ruolo fondamentale della BEI nel fornire i finanziamenti a lungo termine necessari per la realizzazione di questi tipi di progetti in condizioni concorrenziali;

60.  prende atto dell'attività di finanziamento della BEI nel settore delle infrastrutture e dei trasporti, per un totale di 18,1 miliardi di EUR nel 2016, e ricorda l'importanza di fornire ai cittadini dell'UE un reale valore aggiunto sul piano economico, ambientale e sociale, come pure di eseguire dettagliate valutazioni ex ante dei progetti selezionati e valutazioni ex post dei risultati conseguiti;

61.  invita la BEI, con riferimento alle operazioni all'interno dell'Unione europea relative alle infrastrutture, a investire risorse nettamente maggiori per offrire una consulenza globale alle autorità locali e ai comuni più piccoli in una fase più precoce relativamente all'identificazione e valutazione preliminare dei progetti;

62.  esprime preoccupazione per il prestito del valore di 1,5 miliardi di EUR concesso dalla BEI al progetto di gasdotto transadriatico che non rispetta, in misura diversa nei paesi di transito (Albania, Grecia e Italia), le norme ambientali e sociali minime degli Equator Principles; si rammarica che la BERS abbia già stanziato finanziamenti per 500 milioni di EUR e ritiene che il progetto non sia idoneo per un investimento da parte della BEI, né dovrebbe essere preso in considerazione a fini di finanziamento da qualsiasi banca che aspiri a investimenti responsabili sul piano sociale e ambientale;

Ambiente e azione per il clima

63.  prende atto dell'impegno della BEI di destinare almeno il 25 % del portafoglio prestiti a una crescita a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici; osserva che nel 2016 il valore totale delle operazioni legate all'ambiente è risultato pari a 14,4 miliardi di EUR, dei quali 4,9 miliardi di EUR sono stati destinati a operazioni relative ai trasporti sostenibili, 5,0 miliardi di EUR a operazioni relative alla tutela dell'ambiente e all'efficienza nell'impiego delle risorse naturali e 4,6 miliardi di EUR a operazioni nel settore dell'energia rinnovabile e dell'efficienza energetica; constata altresì che le sottoscrizioni per l'obiettivo trasversale "azione a favore del clima" sono ammontate a 17,5 miliardi di EUR;

64.  sottolinea l'importanza degli obiettivi fissati dalla COP 21 in materia di trasporti al fine di contrastare i cambiamenti climatici; esprime preoccupazione per il fatto che i trasporti rappresentano quasi un quarto delle emissioni di gas a effetto serra in Europa nonché la principale causa di inquinamento atmosferico nei centri urbani, e che le emissioni in tale settore restano superiori ai livelli del 1990; rileva che, nel periodo 2014-2016, la BEI ha finanziato negli Stati membri progetti relativi alle energie fossili per un totale di 5,3 miliardi di EUR, segnatamente due progetti petroliferi, un progetto concernente il carbone e 27 progetti relativi al gas, in aggiunta ai 976 milioni di EUR tramite la garanzia esterna destinati a sei progetti in paesi terzi, di cui uno relativo al carbone e cinque al gas fossile; sottolinea che i finanziamenti dovrebbero favorire il passaggio dal trasporto su strada a modi di trasporto più sostenibili;

65.  sottolinea che è importante che i progetti che dovrebbero essere finanziati o cofinanziati dalla BEI siano compatibili con gli obiettivi nazionali in materia di clima legati all'attuazione della COP 21;

66.  invita la BEI a promuovere il finanziamento di progetti in linea con la sua strategia per il clima e con l'accordo di Parigi, eliminando gradualmente il suo sostegno ai combustibili fossili, per divenire uno strumento chiave dell'UE nello sforzo congiunto globale volto a far fronte ai cambiamenti climatici e a contribuire allo sviluppo sostenibile e al conseguimento di un sistema energetico più competitivo, sicuro e sostenibile, in linea con la strategia energetica per il 2030; invita, a tal fine, la BEI ad astenersi dal finanziare progetti che comportano tecnologie altamente inquinanti e obsolete, in particolare nell'ambito della sua attività di facilitazione degli investimenti nel settore dell'energia; invita altresì la BEI ad aumentare i prestiti concessi a progetti di infrastrutture pubbliche volti a mitigare le conseguenze dei cambiamenti climatici (ad esempio, le inondazioni) e a progetti in materia di energie rinnovabili su piccola scala;

67.  invita la BEI a rafforzare ulteriormente il suo sostegno al settore delle energie rinnovabili, in particolare ai progetti su piccola scala e decentrati;

Rispondere alle sfide mondiali

68.  ricorda che il 10 % delle attività di prestito complessive della BEI è dedicato ad operazioni effettuate al di fuori dell'Unione e rileva che l'importo complessivo stanziato dalla BEI a favore dei promotori di progetti all'esterno dell'Unione europea sia aumentato rispetto al 2015; sottolinea, pertanto, quanto sia importante che la BEI presenti relazioni annuali sulle sue operazioni al di fuori dell'Unione per quanto concerne la conformità ai principi generali che guidano l'azione esterna dell'Unione, e che la Banca svolga il ruolo che le compete nel quadro del rinnovato impegno dell'Unione relativamente alla coerenza delle politiche per lo sviluppo e coerentemente con le altre politiche dell'UE, l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e l'Accordo di Parigi, sostenendo l'istruzione e la creazione di posti di lavoro dignitosi, assicurando il pieno rispetto dei diritti umani, dei diritti del lavoro e dei diritti ambientali, nonché promuovendo la parità di genere; sottolinea che la BEI dovrebbe tenere adeguatamente conto della strategia commerciale dell'Unione, compresi gli accordi commerciali attuali e futuri, nel sostenere le imprese dell'UE all'estero;

69.  invita la BEI a elaborare una metodologia, in collaborazione con il SEAE e la DG DEVCO della Commissione, per misurare quale sia l'impatto delle sue operazioni di prestito al di fuori dell'UE sulla cooperazione allo sviluppo dell'Unione nel suo complesso, soprattutto in relazione all'Agenda 2030 e alle conseguenze sui diritti umani;

70.  prende atto delle iniziative della BEI volte a rafforzare la resilienza economica dei paesi di origine della migrazione, e in particolare dei suoi sforzi tesi a generare un potente effetto moltiplicatore per quanto riguarda la politica esterna dell'Unione in Africa;

71.  ritiene che la BEI debba rafforzare la sua capacità di assunzione e garanzia dei rischi, soprattutto per quanto concerne i progetti finalizzati allo sviluppo e al rafforzamento del settore privato e i progetti che rientrano nell'iniziativa per la resilienza economica;

72.  ribadisce la necessità che la Corte dei conti rafforzi le proprie valutazioni delle operazioni della BEI sostenute dal bilancio dell'Unione ed eserciti un maggiore controllo sulle operazioni nell'ambito del mandato per i prestiti esterni della BEI;

73.  sottolinea che le operazioni esterne della BEI dovrebbero fungere da sostegno nei settori di intervento di grande importanza per l'Unione europea;

74.  prende atto del fatto che la BEI sta aumentando la capacità della dotazione di finanza d'impatto per i paesi ACP e la sta trasformandolo in un fondo di rotazione, dotato di 300 milioni di EUR per intervenire direttamente sulle problematiche della migrazione sostenendo iniziative del settore privato; rileva che la BEI metterà altresì a disposizione 500 milioni di EUR nel quadro del Fondo investimenti ACP per progetti del settore pubblico incentrati sulla migrazione; sottolinea che è importante non utilizzare i fondi della BEI per fini di sicurezza o controllo delle frontiere; ritiene piuttosto che l'accento andrebbe posto sullo sviluppo sostenibile dei paesi terzi; ribadisce l'importanza di effettuare approfonditi controlli di dovuta diligenza in materia di diritti umani per quanto riguarda i progetti attuati; invita la BEI a tenere conto, in sede di attuazione dei suoi progetti, di eventuali violazioni dei diritti umani e a porre conseguentemente fine a eventuali prestiti; raccomanda che la BEI rispetti le pertinenti convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti umani entro la fine del 2018 per integrare la dovuta diligenza in materia di diritti umani a tutti i livelli del ciclo progettuale; chiede l'elaborazione di orientamenti pratici per la valutazione degli aspetti relativi a tutti i diritti umani fondamentali e i gruppi interessati, da utilizzare nel corso della valutazione ex-ante e del monitoraggio continuo progetto per progetto; richiede una valutazione da parte della Commissione che sottolinei i rischi di violazioni dei diritti umani nell'ambito della garanzia dell'UE;

75.  richiama l'attenzione sull'efficacia del Fondo investimenti istituito nel 2003 nel quadro degli accordi di Cotonou e chiede che uno strumento di questo tipo sia mantenuto anche dopo la rinegoziazione degli accordi tra l'Unione europea e i suoi partner ACP nel 2020;

76.  invita la BEI, per quanto riguarda il suo nuovo mandato per i prestiti esterni, a garantire che la nuova priorità in materia di migrazione, aggiuntasi a quelle già esistenti, relative a clima, PMI e infrastruttura socioeconomica, garantisca un effettivo valore aggiunto e addizionalità; sottolinea pertanto la necessità di attuare in modo adeguato la nuova iniziativa sulla resilienza economica, sostenendo progetti diversi da quelli precedentemente finanziati;

77.  valuta positivamente il ruolo della BEI nello sviluppo del settore privato locale e il suo sostegno al microfinanziamento e riconosce che le sue attività offrono nuove opportunità economiche e commerciali; sottolinea la necessità di un opportuno ed efficiente adeguamento delle attività della BEI alle attuali sfide internazionali; invita ad ampliare il mandato per i prestiti esterni della BEI, al fine di accrescerne il ruolo nel conseguimento dello sviluppo sostenibile e di fornire una risposta strategica alle cause profonde della migrazione, nonché per far sì che svolga un ruolo più attivo nella nuova strategia per il settore privato; invita la BEI, al riguardo, a partecipare maggiormente ai progetti relativi alle infrastrutture, ai trasporti e alla digitalizzazione necessari per promuovere le rotte commerciali locali e regionali e a favorire l'internazionalizzazione delle PMI, contribuendo così attivamente all'attuazione dell'accordo OMC sull'agevolazione degli scambi; ribadisce che la BEI deve allineare le sue attività agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite;

78.  osserva che nel 2016 la BEI ha approvato tre nuovi strumenti di microfinanza, uno per i Caraibi, uno per il Pacifico e due per l'Africa, per un totale di 110 milioni di EUR, e uno per il vicinato meridionale, per 75 milioni di EUR; ricorda che attraverso gli strumenti di microfinanza e l'assistenza tecnica la BEI ha erogato 300 milioni di EUR a oltre 1,5 milioni di beneficiari; invita la BEI a includere nella sua prossima relazione gli effetti leva prodotti da tali strumenti unitamente ai fondi assegnati mediante gli strumenti finanziari dell'azione esterna;

79.  prende atto del fatto che, nel 2016, metà delle operazioni di prestito complessive della BEI nell'ambito del mandato per i prestiti esterni è andata a beneficio di intermediari finanziari locali, con l'obiettivo di promuovere il microcredito; invita la BEI a effettuare una valutazione di genere dei prestiti concessi a loro volta dagli intermediari finanziari, poiché i microcrediti sono perlopiù destinati alle imprenditrici;

80.  rileva che la BEI intende creare una controllata all'interno del gruppo BEI che dovrebbe divenire la banca di sviluppo dell'Unione europea; invita la BEI e la Commissione a portare avanti i preparativi nel modo più trasparente e inclusivo, prevedendo anche un processo di consultazione pubblica;

81.  osserva che, grazie ai suoi strumenti di prestito, la BEI può rappresentare una leva importante per la nuova diplomazia economica dell'UE; sottolinea, a tal proposito, che la BEI deve tener conto di considerazioni di diplomazia economica nelle sue operazioni;

82.  appoggia l'intensificazione dei partenariati tra la BEI e le agenzie di sviluppo degli Stati membri nonché i progetti condotti congiuntamente dalla BEI e da altre banche multilaterali di sviluppo (BMS), in particolare quando tali progetti sono finalizzati al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per il 2030;

83.  osserva che negli ultimi anni sono risultate carenti le operazioni di sostegno agli investimenti esteri diretti (IED) in l'Asia; sottolinea che gli investitori dell'UE, e in particolare le PMI, dovrebbe essere maggiormente presenti sui mercati della Cina, dell'India e dei paesi dell'ASEAN e dovrebbero beneficiare di condizioni di parità; invita la BEI a fornire finanziamenti diretti alle imprese dell'UE a sostegno degli investimenti esteri, anche tramite il mandato per i prestiti esterni;

Rafforzare le norme della BEI in materia di governo societario, pratiche commerciali, trasparenza e responsabilità

84.  ritiene che il legame tra l'analisi dell'impatto e delle prestazioni, da un lato, e una maggiore responsabilità e visibilità, dall'altro, dovrebbe essere rafforzato, sulla base di un processo di garanzia vincolante per tutte le parti interessate (intermediari finanziari, promotori e beneficiari finali, con verifiche approfondite dell'integrità e della conoscenza dei clienti ("Know your customer")); invita la BEI a divulgare informazioni sui sottoprogetti ad alto rischio e a condividere con altre banche multilaterali di sviluppo le conclusioni tratte, in particolare quelle derivanti dallo scambio di informazioni sui risultati dei controlli di dovuta diligenza in merito a questioni societarie o fiscali o delle verifiche "Know your customer";

85.  riconosce l'importanza di un'operazione di sensibilizzazione degli attori locali e regionali sulle possibilità di finanziamento e assistenza tecnica disponibili in tutta l'UE; riconosce inoltre che è fondamentale che i vari portatori d'interesse siano adeguatamente a conoscenza della partecipazione della BEI al finanziamento dei progetti per far sì che i cittadini, a livello locale, siano consapevoli del loro diritto di presentare ricorsi e denunce presso l'ufficio responsabile del meccanismo per il trattamento delle denunce e presso il Mediatore europeo; osserva che nel 2016 sono state registrate 89 denunce, di cui 84 considerate ricevibili, contro le 56 ricevute nel 2015;

86.  esprime preoccupazione per la proposta revisione della politica relativa al meccanismo per il trattamento delle denunce della BEI e invita la Banca a garantire, in particolare, che il responsabile di tale meccanismo registri debitamente tutte le denunce e confermi a quanti le hanno presentate il ricevimento della loro denuncia prima che sia adottata una decisione sulla ricevibilità; che il responsabile di tale meccanismo sia indipendente dalle altre parti della struttura di governance della Banca e sia in grado di adottare tutte le decisioni relative all'ammissibilità delle denunce senza dover consultare i servizi del gruppo BEI, anche per quanto concerne le decisioni in merito alla loro ammissibilità in vista di un'indagine/verifica della conformità o di una mediazione, anche senza l'accordo dei servizi della BEI, dell'Ispettore generale o del comitato di gestione; che siano seguiti gli esempi forniti dal Mediatore europeo per definire i casi di cattiva amministrazione, di modo che essi comprendano la mancanza o carenza di amministrazione, che può consistere in irregolarità amministrative, ingiustizia, discriminazione, abuso di potere, mancanza di risposta, rifiuto di fornire informazioni e ritardi ingiustificati; che la procedura sia il più trasparente possibile, che nell'ambito del meccanismo le informazioni su procedure, operazioni e casi siano fornire in modo proattivo e che le procedure di assunzione del responsabile del meccanismo per il trattamento delle denunce e dei suoi collaboratori siano rese più trasparenti;

87.  richiama l'attenzione sui timori espressi durante le consultazioni pubbliche riguardo ad alcune proposte di revisione dell'ufficio responsabile del meccanismo per il trattamento delle denunce della BEI, vale a dire l'esclusione dal meccanismo dei casi connessi agli appalti pubblici nonché delle questioni relative alla legalità della politica della BEI, e la limitazione dell'indipendenza di tale ufficio conseguente alla previsione dell'obbligo di consultare altri servizi prima di valutare se una denuncia sia ricevibile e alla riduzione della capacità dell'ufficio di formulare raccomandazioni; incoraggia vivamente il comitato direttivo a tener conto di tali timori;

88.  sottolinea l'importanza che il Mediatore europeo eserciti un controllo pubblico sulla BEI;

89.  accoglie con favore la pubblicazione dei verbali del consiglio di amministrazione della BEI e raccomanda a quest'ultima di valutare anche la pubblicazione delle informazioni di carattere non confidenziale relative alle riunioni del comitato di gestione; ribadisce la sua richiesta concernente la pubblicazione sistematica, a livello dei progetti, delle relazioni di fine lavori per le attività della BEI al di fuori dell'Europa, come pure delle relazioni elaborate in base al metodo 3PA e al quadro REM per i progetti della BEI; ritiene che la prassi consistente nel pubblicare il quadro di indicatori, come previsto per il FEIS 2.0, dovrebbe essere applicata a tutti i progetti attuati dalla BEI; sottolinea che tale pubblicazione costituirebbe un importante passo avanti verso la trasparenza delle operazioni della BEI;

90.  è profondamente preoccupato dal fatto che il management della Banca non abbia sinora dato risposta alle richieste specifiche di cui ai paragrafi 75 e 76 della risoluzione del Parlamento del 27 aprile 2017 sul controllo delle attività finanziarie della BEI per il 2015; insiste altresì sulla necessità di prevedere norme più severe sui conflitti d'interesse e criteri chiari, rigorosi e trasparenti per evitare qualsiasi forma di corruzione; ribadisce che la BEI deve rivedere il proprio codice di condotta al fine di garantire che i suoi vicepresidenti non siano responsabili di operazioni nei rispettivi Stati membri d'origine, dato che ciò mette a rischio l'indipendenza dell'istituzione; esprime profonda preoccupazione per le carenze individuate negli attuali meccanismi della BEI volti a prevenire possibili conflitti di interesse in seno ai suoi organi direttivi; esorta la BEI, a questo proposito, a tener conto delle raccomandazioni del Mediatore e a rivedere quanto prima il proprio codice di condotta per meglio prevenire i conflitti di interesse in seno ai suoi organi direttivi così come potenziali problemi di "porte girevoli"; invita la BEI ad aderire all'accordo interistituzionale sul Registro per la trasparenza dell'Unione europea, non appena i negoziati tra Commissione, Parlamento e Consiglio saranno stati conclusi;

91.  evidenzia che la lotta contro tutte le forme di pratiche fiscali dannose dovrebbe continuare a essere un'importante priorità della BEI; invita la BEI ad applicare rapidamente la legislazione e le norme pertinenti dell'UE in materia di elusione fiscale, paradisi fiscali e altri aspetti connessi nonché a esigere, a sua volta, dai propri clienti il rispetto di tali regole; esprime preoccupazione per la mancata comunicazione, da parte della BEI, di informazioni sulla titolarità effettiva finale, soprattutto quando il finanziamento si basa su fondi di private equity; esorta la BEI ad adottare misure proattive e ad attuare maggiori misure di dovuta diligenza qualora risulti che determinati progetti della banca presentano legami con giurisdizioni che suscitano preoccupazione a livello fiscale;

92.  insiste sulla necessità che la BEI stili un elenco pubblico dettagliato di criteri per la selezione degli intermediari finanziari, per rafforzare l'impegno dell'Unione nel contrasto degli abusi fiscali e prevenire in modo più efficace i rischi di corruzione e di infiltrazioni della criminalità organizzata e del terrorismo; sottolinea la necessità di migliorare i criteri di valutazione dei progetti onde garantire che i fondi dell'UE non siano investiti mediante enti di paesi terzi che non rispettano le norme fiscali internazionali;

93.  sottolinea che le norme in materia di trasparenza e di buona governance fiscale dovrebbero essere rafforzate, in particolare per quanto concerne le disposizioni sull'elusione fiscale; prende atto dell'adozione, alla fine del 2017, dell'elenco UE delle giurisdizioni fiscali non cooperative; invita la BEI, a tale riguardo, a migliorare la sua politica sulle giurisdizioni non trasparenti e non cooperative nell'ambio del riesame attualmente in corso, elaborando una strategia più ampia in materia di tassazione responsabile; invita la BEI a dimostrare la fattibilità di norme più rigorose in materia di trasparenza fiscale adottando una politica che vada al di là dei requisiti legali minimi, assumendo un ruolo guida nel campo dell'equità fiscale; ribadisce, in particolare, la necessità di subordinare l'erogazione di prestiti diretti e indiretti alla pubblicazione di dati fiscali e contabili paese per paese e alla divulgazione dei dati sulla titolarità effettiva concernenti i soggetti beneficiari e gli intermediari finanziari coinvolti nelle operazioni di finanziamento, senza possibilità di deroga;

94.  prende atto con soddisfazione dell'importanza attribuita dalla BEI alla sua politica di tolleranza zero nei confronti della frode, della corruzione e della collusione; invita la BEI ad adottare tutte le misure del caso, ivi compresa la sospensione dei pagamenti e dell'erogazione dei prestiti, a tutela degli interessi finanziari della BEI e dell'Unione europea, ogniqualvolta le indagini dell'OLAF o indagini penali lo richiedano; chiede inoltre alla BEI di adeguare di conseguenza le proprie norme interne; sottolinea la necessità di divulgare informazioni sul sistema di appalti e subappalti onde evitare qualsiasi rischio di frode e corruzione; sottolinea che il sito web della BEI dovrebbe contenere una sezione dedicata e visibile in cui siano elencati pubblicamente i soggetti interdetti, al fine di assicurare un effetto dissuasivo; pone l'accento sull'importanza che la BEI partecipi a reti di interdizione reciproca con altri prestatori multilaterali; invita la BEI ad armonizzare la sua politica di interdizione con quella di altri prestatori multilaterali, come la Banca mondiale, nei cui elenchi figurano oltre 800 persone fisiche e imprese "interdette", benché il suo volume di finanziamento sia circa la metà di quello della BEI;

95.  auspica che la BEI, in linea con la comunicazione della Commissione del 2016, continui ad attuare e migliorare la strategia esterna per una tassazione effettiva, garantendo il rispetto delle norme internazionali in materia di trasparenza fiscale e incoraggiando la rendicontazione internazionale paese per paese; invita la BEI a garantire un'elevata qualità delle informazioni sui beneficiari finali e a prevenire efficacemente transazioni con intermediari finanziari aventi precedenti negativi in termini di trasparenza, frode, corruzione, criminalità organizzata, riciclaggio di denaro e un bilancio negativo sul piano sociale e ambientale;

96.  si rammarica che lo scandalo "dieselgate" abbia sollevato alcuni interrogativi in merito all'ottenimento di prestiti BEI da parte di Volkswagen attraverso mezzi fraudolenti e ingannevoli; invita la BEI a seguire le raccomandazioni dell'OLAF relative all'adozione di provvedimenti concreti nell'attuazione della sua politica antifrode; sottolinea la segretezza con cui la BEI ha gestito il caso e la sollecita a rendere pubblica la relazione dell'OLAF sul prestito concesso a Volkswagen e a pubblicarne come minimo una valida sintesi;

97.  segnala che le lunghe indagini per corruzione relative allo scandalo del sistema del MOSE si sono concluse il 14 settembre 2017 con una sentenza del tribunale di Venezia che condanna a 4 anni di reclusione e alla confisca di 9 575 000 EUR due personalità di spicco direttamente coinvolte nello scandalo; si rammarica che tra il 2011 e il 2013 la BEI abbia erogato tre prestiti, per un valore di 1,2 miliardi di EUR, per la realizzazione del progetto MOSE, di cui l'ultimo concesso dopo l'apertura di indagini per corruzione da parte delle autorità nazionali; invita la BEI a garantire che la sua politica di tolleranza zero nei confronti delle frodi sia applicata con il massimo rigore possibile e a ritirare ogni finanziamento al progetto MOSE, nonché ai progetti ad esso connessi attraverso il sistema di società e beneficiari coinvolti nella realizzazione di progetti nella regione Veneto, in particolare con riferimento al tronco autostradale A4 noto come Passante di Mestre, su cui sono tuttora in corso indagini per frode fiscale, corruzione e infiltrazione della criminalità organizzata, e alla terza corsia dell'autostrada A4 nel tratto Venezia-Trieste; esorta la BEI a condurre adeguate indagini interne relativamente alla selezione dei beneficiari nonché all'erogazione e gestione dei suoi fondi, e a pubblicarne i risultati;

98.  accoglie con favore il riesame periodico del quadro e delle migliori prassi del settore bancario in seno al gruppo BEI, al fine di individuare carenze di conformità; ritiene che i mandati della BEI e del FEI richiedano un sistema completo e regolare di valutazione del rischio e di controllo a livello del gruppo BEI, il che rende essenziali, ai fini della responsabilità generale della BEI, il perfezionamento dei processi operativi centrali e la condivisione delle informazioni relative alla gestione dei mandati;

99.  accoglie con favore le proposte del Comitato di etica e di conformità della BEI in materia di governo societario e trasparenza, come l'introduzione di aspetti di ordine etico nel suo ambito di competenze, oltre ai meccanismi volti a meglio prevenire i conflitti di interesse in seno agli organi direttivi e i potenziali casi di "porte girevoli", all'introduzione di una procedura di sospensione per i membri del comitato di gestione e alla creazione di un comitato consultivo che potrà formulare pareri prima della nomina ufficiale dei membri del comitato direttivo;

100.  sottolinea l'importanza di rafforzare gli obblighi di integrità successivi alla cessazione del rapporto di lavoro e di predisporre sanzioni concrete per i potenziali casi di "porte girevoli" tra gli alti dirigenti della BEI e il settore privato; ritiene pertanto che il "periodo di incompatibilità" durante il quale gli ex membri del consiglio di amministrazione non possono fare attività di lobbying presso gli organi direttivi o il personale della BEI dovrebbe essere di almeno 12 mesi;

101.  accoglie con favore l'avvio del riesame della politica della BEI in materia di informatori, nonché gli aggiornamenti relativi all'attuazione del quadro in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo fin dalla sua adozione da parte della BEI, nel 2014, in stretta relazione con i requisiti "Know your customer" per i portafogli in corso e le nuove attività commerciali;

Seguito dato alle raccomandazioni del Parlamento

102.  ribadisce l'invito rivolto alla BEI affinché riferisca in merito alla situazione attuale e al grado di realizzazione delle raccomandazioni precedentemente formulate dal Parlamento nelle sue risoluzioni annuali, in particolare per quanto riguarda l'impatto delle sue attività di prestito;

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103.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Banca europea per gli investimenti e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 378 del 9.11.2017, pag. 2.
(2) GU C 346 del 21.9.2016, pag. 77.
(3) GU C 66 del 21.2.2018, pag. 6.
(4) Testi approvati, P8_TA(2017)0138.
(5) GU L 280 del 27.10.2011, pag. 1.
(6) GU L 135 dell'8.5.2014, pag. 1.
(7) GU L 169 dell'1.7.2015, pag. 1.

Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2018Avviso legale