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Procedura : 2017/2119(INI)
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Ciclo del documento : A8-0163/2018

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A8-0163/2018

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PV 28/05/2018 - 24
CRE 28/05/2018 - 24

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PV 29/05/2018 - 7.7
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P8_TA(2018)0210

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Martedì 29 maggio 2018 - Strasburgo Edizione definitiva
Ottimizzazione della catena del valore del settore della pesca nell'UE
P8_TA(2018)0210A8-0163/2018

Risoluzione del Parlamento europeo del 29 maggio 2018 sull'ottimizzazione della catena del valore del settore della pesca nell'UE (2017/2119(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 42 e l'articolo 43, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), a norma dei quali è stabilita un'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca,

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2017 sulla promozione della coesione e dello sviluppo nelle regioni ultraperiferiche dell'UE: applicazione dell'articolo 349 TFUE(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca, in particolare l'articolo 35 sugli obiettivi dell'organizzazione comune dei mercati,

–  visto il regolamento (UE) n. 1379/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura,

–  visto il regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, in particolare gli articoli 11, 13, da 41 a 44, 48, 63, 66, 68 e da 70 a 73,

–  vista la strategia a medio termine (2017-2020) della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM), che mira alla sostenibilità delle attività di pesca del Mediterraneo e del Mar Nero,

–  vista la sua risoluzione del 13 giugno 2017 sullo stato degli stock ittici e la situazione socio-economica del settore della pesca nel Mediterraneo(2),

–  vista la nuova strategia della Commissione europea, pubblicata il 24 ottobre 2017, relativa a "Un partenariato strategico rinnovato e rafforzato con le regioni ultraperiferiche dell'UE" (COM(2017)0623),

–  vista la sua risoluzione del 12 maggio 2016 sulla tracciabilità dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura nella ristorazione e nella vendita al dettaglio(3),

–   vista la sua risoluzione del 27 aprile 2017 sulla gestione delle flotte di pesca nelle regioni ultraperiferiche(4),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per la pesca (A8-0163/2018),

A.  considerando che il settore della pesca dell'Unione si trova ad affrontare sfide sempre più difficili e complesse; che lo stato delle risorse e l'aumento delle spese, in particolare le variazioni del prezzo del carburante, possono influenzare il reddito dei pescatori; che, in tal senso, la riduzione dei contingenti di pesca pone le comunità locali di fronte a situazioni complicate, a causa della diminuzione dell'attività di cattura; che all'aumento dei costi di trasporto, che deriva da un duplice impatto dell'aumento dei prezzi del carburante, si aggiunge la concorrenza delle importazioni di prodotti provenienti da paesi terzi; che, sebbene questi e altri problemi siano riconosciuti, rimangono in larga misura da risolvere molte delle cause dell'aggravamento della situazione socioeconomica del settore, tra le quali l'inadeguata formazione del prezzo di prima vendita del pesce;

B.   considerando che il settore della pesca ha un'importanza strategica per l'approvvigionamento pubblico di prodotti della pesca e per l'equilibrio della bilancia alimentare di diversi Stati membri e dell'UE, e contribuisce significativamente al benessere socioeconomico delle comunità costiere, allo sviluppo locale, all'occupazione, alla preservazione e creazione di attività economiche a monte e a valle e alla salvaguardia delle tradizioni culturali locali;

C.   considerando che la pesca su piccola scala, artigianale e costiera interessa l'83 % dei pescherecci attivi dell'UE e rappresenta il 47 % dell'occupazione totale nel settore della pesca dell'UE; che il regolamento (UE) n. 1380/2013 stabilisce che "gli Stati membri dovrebbero adoperarsi per concedere un accesso preferenziale ai pescatori che svolgono attività di pesca su piccola scala, artigianale o costiera" e che tale presupposto non è al momento rispettato;

D.   considerando che la conformità alla normativa dell'Unione è obbligatoria per la maggior parte dei distributori dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, come i supermercati; che, tuttavia, l'impatto di tale conformità sulle condizioni di lavoro e sui redditi dei pescatori è eterogeneo, con possibili conseguenze inique per i piccoli pescherecci;

E.  considerando che è necessario tenere conto delle differenze sensibili in termini di flotte, segmenti di flotta, specie bersaglio, attrezzi da pesca, produttività, preferenze di consumo e pesce consumato pro capite nei diversi Stati membri dell'UE, come pure delle caratteristiche specifiche dell'attività di pesca derivanti dalla relativa struttura sociale, dalle forme di commercializzazione e dagli squilibri strutturali e naturali tra le diverse zone di pesca;

F.  considerando che per inserirsi nei nuovi segmenti di mercato i pescatori artigianali necessitano di forme di aiuto e sostegno finanziario;

G.  considerando che i redditi e i salari degli operatori della pesca sono caratterizzati dall'insicurezza, derivante dalle modalità di commercializzazione nel settore, dalle modalità di formazione dei prezzi di prima vendita e dalle caratteristiche di discontinuità dell'attività, che comportano, tra l'altro, la necessità di mantenere un finanziamento pubblico, a livello nazionale e dell'UE, adeguato al settore;

H.  considerando che, se si analizzano i punti fondamentali della filiera dei prodotti della pesca, è possibile far sì che i pescatori e i produttori locali trattengano una quota maggiore del valore con l'apertura di nuovi mercati locali e il coinvolgimento delle parti interessate locali, e ciò può avere ripercussioni positive sulle comunità locali, creando un'attività economica dinamica, redditizia e sostenibile;

I.  considerando che l'articolo 349 TFUE riconosce la situazione economica e sociale delle regioni ultraperiferiche, che è aggravata da fattori strutturali (distanza, insularità, piccola superficie, rilievi e clima difficili, dipendenza da un numero limitato di prodotti, ecc.) la cui persistenza e interazione pregiudicano gravemente il loro sviluppo e la catena del valore del settore della pesca;

J.  considerando che i produttori primari, pur svolgendo un ruolo fondamentale all'interno della catena del valore, non sempre beneficiano del valore aggiunto che viene generato nelle fasi successive di tale catena;

K.  considerando che la politica comune della pesca (PCP) è stata concepita per rafforzare la sostenibilità e la competitività del settore della pesca e dell'acquacoltura dell'UE;

L.  considerando che un modo per garantire che i prodotti della pesca provenienti dalle regioni ultraperiferiche restino competitivi una volta giunti sui principali mercati di destinazione è far sì che il prezzo del pesce non subisca rincari a causa dei costi di trasporto;

M.   considerando che l'UE è il principale attore mondiale per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura;

N.   considerando che numerosi fattori influenzano i flussi commerciali dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, come ad esempio le preferenze dei consumatori nelle varie aree geografiche;

O.  considerando che l'organizzazione comune dei mercati (OCM) nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura ha fissato l'obiettivo di aumentare la trasparenza e la stabilità dei mercati, in particolare per quanto riguarda le conoscenze economiche e la comprensione dei mercati dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura dell'Unione lungo tutta la catena di approvvigionamento;

P.   considerando che il regolamento (UE) n. 1379/2013 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura stabilisce, all'articolo 38, l'obbligo di indicare la zona di cattura o di produzione e, nel caso di prodotti della pesca catturati in mare, la denominazione scritta della sottozona o divisione compresa nelle zone di pesca della FAO;

Q.   considerando che la trasparenza è un modo per garantire il diritto dei consumatori a conoscere, con la massima precisione, le caratteristiche dei prodotti che acquistano; che a tal fine occorre migliorare l'etichettatura rendendo obbligatorio l'inserimento di informazioni precise sulla provenienza del pesce, sia per la vendita allo stato fresco che per i prodotti trasformati;

R.  considerando che l'attuale dinamica di vendita non consente che le oscillazioni dei costi dei fattori di produzione, compresi i combustibili, si ripercuotano sui prezzi del pesce e che i prezzi medi di prima vendita non hanno seguito l'evoluzione dei prezzi per il consumatore finale;

S.  considerando che lo studio pubblicato nel 2016 dal Dipartimento tematico Politica strutturale e di coesione, dal titolo "Mercati della pesca artigianale: catena del valore, promozione ed etichettatura" segnala espressamente che l'etichettatura dei prodotti della pesca nell'UE può essere fonte di confusione per il consumatore;

T.  considerando che le organizzazioni di produttori nel settore della pesca e dell'acquacoltura ("organizzazioni di produttori") svolgono un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi e nella corretta gestione della PCP e dell'OCM;

U.   considerando che l'Unione europea si impegna a salvaguardare elevati livelli di qualità dei prodotti della pesca, in particolare nel quadro delle relazioni commerciali con i paesi terzi;

V.   considerando che il settore della trasformazione e della messa in conserva riveste grande importanza;

W.  considerando che i gruppi di azione locale nel settore della pesca sono una componente fondamentale della PCP per definire e attuare strategie multisettoriali e integrate di sviluppo locale partecipativo, che rispondano alle esigenze delle rispettive zone di pesca locali; che sono riconosciuti come valido strumento che contribuisce alla diversificazione delle attività di pesca;

X.  considerando che la catena di approvvigionamento della pesca non esiste in modo isolato e che la creazione di collegamenti intersettoriali è di fondamentale importanza per lo sviluppo di prodotti innovativi che consentano di accedere a nuovi mercati e migliorare la promozione del settore;

Y.  considerando che in alcuni Stati membri dell'UE mancano la coesione e l'associazionismo nel settore della pesca;

Z.   considerando che le attività di pesca delle regioni ultraperiferiche sono soggette a vincoli specifici, riconosciuti dall'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che influiscono anche sulla loro strutturazione;

AA.  considerando che le organizzazioni interprofessionali (come già indicato nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati) hanno la capacità di contribuire a migliorare il coordinamento delle attività di commercializzazione lungo la catena di approvvigionamento e a elaborare misure rilevanti per l'intero settore;

AB.  considerando che, poiché gli stock ittici sono una risorsa condivisa, il loro sfruttamento può in alcuni casi essere realizzato in modo più sostenibile ed efficiente da organizzazioni i cui membri provengono da diversi Stati e da regioni differenti dell'UE e dovrebbe pertanto essere affrontato e studiato su base regionale;

AC.   considerando che il settore della pesca riveste grande importanza per la situazione socioeconomica, l'occupazione e la promozione della coesione economica e sociale delle regioni ultraperiferiche, le cui economie sono caratterizzate da vincoli strutturali permanenti e scarse possibilità di diversificazione economica;

AD.  considerando che l'assenza di professionisti giovani è un freno alla modernizzazione e al miglioramento del settore e rappresenta una grave minaccia per la sopravvivenza di molte comunità costiere;

AE.  considerando che il ruolo delle donne nel settore della pesca ha scarsa visibilità e che, pur occupandosi del lavoro dietro le quinte, come il supporto logistico e le pratiche burocratiche legate all'attività, le donne lavorano anche come pescatrici e comandanti su alcuni pescherecci;

AF.   considerando che l'obbligo di sbarco rappresenta un reale vincolo economico e sociale che riduce la redditività finanziaria e incide sulla catena del valore, e che dovrebbe essere ridotto al minimo;

AG.   considerando che è necessario promuovere una maggiore consapevolezza dei consumatori rispetto all'importanza di un'alimentazione sana e di una produzione sostenibile;

AH.   considerando che tra le cause del peggioramento della situazione socioeconomica occorre considerare anche il deprezzamento del pesce di prima vendita e l'aumento del costo dei carburanti;

1.  chiede alla Commissione, agli Stati membri e alle autorità regionali di creare gruppi di esperti con il compito di analizzare e proporre misure correttive in relazione all'utilizzo delle diverse rubriche del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, in modo da ricercare le cause della mancata esecuzione e della possibile perdita di fondi, nonché di garantire un livello adeguato di controllo e trasparenza e di esigere dagli enti pertinenti una gestione migliore;

2.  esorta gli Stati membri a rispettare le disposizioni del regolamento (UE) n. 1380/2013 e a concedere un vero accesso preferenziale alle opportunità di pesca alle imbarcazioni dell'UE che svolgono attività di pesca su piccola scala e artigianale;

3.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi al massimo per facilitare la creazione di organizzazioni di produttori, eliminando gli ostacoli burocratici alla procedura stabilita e diminuendo i volumi minimi di produzione richiesti al fine di agevolare l'ingresso dei piccoli produttori; evidenzia altresì la necessità di rafforzare le attività delle organizzazioni di produttori, dotandole di maggiore titolarità e agevolando l'accesso all'assistenza finanziaria, affinché possano svolgere compiti più vari oltre alla gestione quotidiana della pesca, nel rispetto del quadro definito dagli obiettivi della PCP e in particolare per le regioni ultraperiferiche, che devono essere in grado di adeguare localmente il funzionamento delle organizzazioni di produttori e delle organizzazioni interprofessionali nei loro territori caratterizzati da insularità, situazione di enclave, dimensioni ridotte, elevata prevalenza della pesca artigianale e forte vulnerabilità all'importazione;

4.  sottolinea che i programmi operativi devono favorire – con gli idonei sostegni finanziari - la possibilità per le organizzazioni di produttori di praticare la commercializzazione diretta dei loro prodotti, portando a un'evoluzione della catena del valore, in modo da valorizzarne la produzione e aumentare il valore aggiunto dei prodotti della pesca;

5.   chiede alla Commissione e agli Stati membri che gli aiuti per la sicurezza a bordo e l'igiene non entrino in concorrenza tra loro e che sia aumentata la copertura finanziaria per il settore della pesca artigianale;

6.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di facilitare e promuovere l'inclusione, da parte delle organizzazioni di produttori, della catena del valore nei piani di produzione e commercializzazione, al fine di adattare l'offerta alla domanda, di garantire ai pescatori un reddito equo e far sì che i consumatori europei abbiano a disposizione prodotti che rispondono alle loro esigenze, tenendo conto della differenziazione; osserva, in tal senso, che strategie di commercializzazione adattate alle specificità locali, ove prevedano campagne settoriali e/o basate su un prodotto, sono uno strumento essenziale e dovrebbero prevedere la possibilità della vendita diretta, nell'ottica di contribuire a migliorare le conoscenze e la consapevolezza dei consumatori, comprese una marcatura e un'etichettatura che forniscano informazioni comprensibili;

7.  invita la Commissione, gli Stati membri e i governi regionali e locali a potenziare la pesca su piccola scala incoraggiando il consumo locale, attraverso a una commercializzazione diretta e più specializzata e canali commerciali a chilometro zero, garantendo altresì una migliore cooperazione tra il settore pubblico e quello della pesca attraverso la fornitura di prodotti della pesca locale agli istituti pubblici quali le scuole e gli ospedali, nonché attraverso campagne promozionali realizzate anche in cooperazione con iniziative private intese a promuovere i prodotti alimentari locali, come l'iniziativa Slowfish, e a rispettare il carattere stagionale di determinate catture; invita al tempo stesso la Commissione e gli Stati membri a sostenere la cooperazione tra i settori della pesca e del turismo e a elaborare un elenco di buone prassi in relazione alle esperienze che agevolano nuove forme di collaborazione;

8.  sottolinea che una delle basi di tali strategie di commercializzazione è l'indicazione obbligatoria, sull'etichetta, dell'origine dei prodotti della pesca, sia per la vendita allo stato fresco che come prodotti trasformati;

9.   chiede che siano introdotti meccanismi per migliorare il prezzo di prima vendita in modo da favorire i pescatori, aumentare la retribuzione per il loro lavoro e promuovere la distribuzione equa e adeguata del valore aggiunto lungo la catena del valore nel settore, riducendo i margini per gli intermediari, valorizzando i prezzi pagati al produttore ed esercitando un controllo dei prezzi applicati al consumatore finale; ribadisce che, nei casi in cui esistano gravi squilibri nella filiera, gli Stati membri devono poter adottare forme di intervento, come la fissazione di margini massimi per l'intermediazione, per ogni operatore della filiera;

10.   invita la Commissione e gli Stati membri ad agevolare l'iniziativa delle organizzazioni dei pescatori su piccola scala dell'UE mediante lo sviluppo di un apposito logo che garantisca: prodotti ittici freschi, qualità eccellente, norme sanitarie controllate, conformità ai requisiti dei prodotti a chilometro zero (privilegiando i prodotti locali a quelli provenienti da lontano), vicinanza ai consumatori, rispetto delle tradizioni, ecc.;

11.   osserva che, ai fini della trasparenza e della tutela dei diritti dei consumatori, sarà necessario rivedere l'allegato del regolamento (CEE) n. 1536/92 concernente la commercializzazione delle conserve;

12.   invita la Commissione e gli Stati membri a introdurre un'etichettatura del pesce, sia fresco che trasformato, che ne indichi chiaramente il paese di origine;

13.  invita caldamente gli Stati membri a promuovere la coesione e l'associazionismo nel settore della pesca;

14.  esorta la Commissione a includere negli accordi commerciali con i paesi terzi una clausola contenente le norme di qualità dell'UE, in modo da esigere che i prodotti importati soddisfino gli stessi requisiti imposti ai prodotti della pesca dell'UE;

15.  invita la Commissione e gli Stati membri, al fine di garantire condizioni di parità tra i prodotti della pesca e dell'acquacoltura importati e quelli dell'UE, a monitorare attentamente la conformità dei prodotti importati nell'Unione con gli attuali requisiti dell'UE in materia di sicurezza, igiene e qualità, nonché con il regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio(5) sulla pesca INN;

16.  insiste affinché la legislazione dell'UE in materia di etichettatura e informazione ai consumatori sia attuata con maggiore rigore, sia nei mercati al dettaglio che nel settore alberghiero e della ristorazione (Horeca); ritiene che ciò sia importante per tutti i prodotti della pesca, sia importati che originari dell'UE; ritiene che l'attuazione del regolamento (CE) n. 1224/2009 sul controllo debba essere rafforzata a tal fine in tutti gli Stati membri e che i regolamenti dovrebbero essere adattati per comprendere tutte le fasi della catena di approvvigionamento;

17.   esorta la Commissione europea a condurre uno studio sull'impatto delle importazioni sulla pesca locale;

18.  chiede alla Commissione di garantire un utilizzo appropriato della regionalizzazione, con particolare riguardo per le regioni ultraperiferiche, e una differenziazione degli strumenti di sostegno, nonché un adattamento di tali strumenti a diversi tipi di organizzazioni dei produttori e alle loro esigenze specifiche;

19.   sottolinea l'importanza di elaborare politiche che permettano alle comunità locali costiere di presentare offerte integrate sfruttando le sinergie che derivano dai diversi settori produttivi in grado di innescare e generare sviluppo a livello locale; insiste, in tal senso, sul bisogno di combinare i fondi della PCP con quelli di altri programmi europei presenti nell'Fondo sociale europeo o nella PAC; rileva che tale combinazione di risorse e programmi deve sostenere le iniziative delle comunità e degli imprenditori locali finalizzate allo sviluppo rurale, al miglioramento delle condizioni di vita, alla conciliazione e soprattutto alla diversificazione dei redditi;

20.   reputa determinante che siano mantenute, e preferibilmente incrementate, le sovvenzioni concesse alle regioni ultraperiferiche per il trasporto del pesce fino al suo ingresso nel mercato internazionale, per garantire la parità di condizioni concorrenziali rispetto ai prodotti di altra provenienza;

21.   chiede alla Commissione di esaminare la possibilità di istituire il prima possibile uno strumento finanziario specificamente dedicato al sostegno della pesca nelle regioni ultraperiferiche, sul modello del POSEI per l'agricoltura, che consenta di valorizzare adeguatamente il potenziale delle loro attività di pesca; reputa che sia opportuno valutare la possibilità di riunire in tale strumento specifico, in particolare, le disposizioni dell'articolo 8 (aiuti di Stato), dell'articolo 13, paragrafo 5 (risorse di bilancio in regime di gestione concorrente), dell'articolo 70 (regime di compensazione), dell'articolo 71 (calcolo della compensazione), dell'articolo 72 (piano di compensazione) e dell'articolo 73 (aiuti di Stato per l'attuazione dei piani di compensazione) del regolamento (UE) n. 508/2014 sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca;

22.   osserva che tali piani locali di sviluppo delle comunità costiere dovrebbero sostenere nuove attività e operazioni commerciali che permettano di integrare le materie prime di qualità, i processi specifici di trasformazione e il patrimonio storico-culturale di tali comunità nella catena del valore; osserva altresì che essi dovrebbero favorire meccanismi di commercializzazione, quale l'etichettatura obbligatoria che specifica l'origine dei prodotti, che rendano visibili tali pregi sul mercato e che consentano che la maggior parte dei redditi generati torni alle comunità stesse;

23.   sottolinea, inoltre, l'importanza del mare, delle risorse marine e dei prodotti della pesca nel promuovere la coesione e lo sviluppo delle regioni ultraperiferiche e nell'attuazione dell'articolo 349 TFUE; esorta, in tal senso, la Commissione a rispettare l'articolo 349 TFUE, anche per quanto riguarda la pesca, ripristinando integralmente il programma indipendente POSEI-pesca che è stato soppresso nell'ambito della riforma dell'attuale Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP);

24.  invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità regionali e locali a promuovere l'istituzione di organizzazioni interprofessionali, organizzazioni di produttori e associazioni di organizzazioni di produttori a livello transnazionale (come già previsto nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati), sulla base delle regioni biogeografiche o a livello di UE; evidenzia che si tratta di uno strumento essenziale per responsabilizzare le organizzazioni di produttori e conferire loro un maggiore potere negoziale;

25.   chiede che tale processo sia promosso e sviluppato prestando particolare attenzione alle politiche di genere al fine di garantire che le donne siano adeguatamente rappresentate in tali organizzazioni; osserva che ciò consentirà di rispecchiare l'influenza attuale delle donne sul settore nonché di favorire l'avanzamento del loro ruolo nello stesso;

26.   sottolinea l'importanza di rafforzare la cooperazione tra scienza e pesca per risolvere le complicate dipendenze e debolezze nei processi della catena del valore al fine di migliorare e portare benefici alle parti interessate;

27.  chiede alla Commissione di rafforzare, promuovere e generalizzare l'uso delle informazioni fornite dall'Osservatorio europeo del mercato dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura (EUMOFA), in modo che tutti gli operatori della filiera abbiano a disposizione informazioni trasparenti, affidabili e aggiornate ai fini di un'efficace processo decisionale; chiede alla Commissione, in tal senso, di avere dati aggiornati circa le nuove sfide per gli attori commerciali, come le vendite online o i cambiamenti nelle abitudini di consumo;

28.   sostiene la necessità di un'ambiziosa revisione dell'OCM in materia di prodotti della pesca per incrementarne il contributo alla garanzia dei redditi nel settore, alla stabilità dei mercati, al miglioramento della commercializzazione dei prodotti della pesca e all'aumento del relativo valore aggiunto;

29.   chiede alla Commissione di includere i prodotti della pesca nella prossima proposta normativa contro le pratiche commerciali sleali, problema che interessa i prodotti alimentari in generale;

30.   esorta la Commissione a rivedere il sistema di etichettatura dei prodotti della pesca di cui al regolamento (UE) n. 1379/2013 sulla base delle zone di pesca della FAO, istituite più di settanta anni fa allo scopo di fornire informazioni sulle catture e non per orientare il consumatore, poiché tale sistema è fonte di confusione e non contribuisce a divulgare informazioni chiare, trasparenti e semplici;

31.  chiede alla Commissione e agli Stati membri e alle autorità regionali e locali di esaminare la mancanza di qualifiche professionali nel settore della pesca, in particolare per quanto riguarda i giovani professionisti, in modo da garantire e orientare i programmi di formazione destinati ai professionisti del settore alle esigenze reali della pesca e contribuire ad ammodernare e migliorare il settore, oltre che a stabilizzare la popolazione nelle località di pesca nonché a creare appropriate opportunità di lavoro nell'acquacoltura, nelle zone rurali e costiere, nelle regioni ultraperiferiche e in quelle che dipendono dalle attività della pesca;

32.   sottolinea l'importanza di creare mercati di origine e prodotti tradizionali di particolare qualità, che siano promossi in occasione di fiere e mercati, nel commercio al dettaglio e nella ristorazione, in modo da potenziare il valore aggiunto dei prodotti della pesca locali e promuovere lo sviluppo locale;

33.   sottolinea l'importanza di elaborare strategie specifiche finalizzate alla formazione in competenze digitali che siano orientate alla gestione e, soprattutto, alla commercializzazione, come strumento fondamentale per migliorare la posizione dei produttori nella catena del valore;

34.   ricorda che tali programmi di formazione dovrebbero integrare sia le professioni tradizionali del settore svolte principalmente dalle donne, sia piani specifici finalizzati all'aumento dell'occupabilità e dell'apprendimento femminili; sottolinea che l'integrazione di tali specializzazioni nella formazione ufficiale dovrebbe inoltre produrre gli effetti giuridici conseguenti e migliorare la situazione di tali professionisti nel mercato del lavoro;

35.   invita la Commissione a elaborare meccanismi rafforzati per promuovere la commercializzazione di prodotti della pesca trasformati con un valore aggiunto superiore, in particolare le conserve, analogamente a quanto avviene per alcuni prodotti agricoli, e programmi volti a garantire la promozione esterna dei prodotti della pesca dell'UE, in particolare tramite la loro diffusione in occasione di esposizioni e fiere internazionali;

36.  esorta gli Stati membri e le autorità regionali a sostenere gli attori economici del settore affinché possano accedere alle conoscenze, alle reti e ai finanziamenti necessari per svolgere attività innovative e progettare nuovi prodotti ("nuovi alimenti"), in particolare per quanto concerne la valutazione delle specie già catturate con scarso valore economico, e a coinvolgere le organizzazioni e le istituzioni di ricerca, quali gli istituti oceanografici, in modo da beneficiare delle loro vaste conoscenze sulle materie prime di base e le relative proprietà biologiche, nutrizionali e organolettiche; evidenzia come ciò rientri negli sforzi volti a evitare gli sprechi, a massimizzare il valore dei prodotti freschi e a favorire le sinergie tra le diverse parti della catena di valore, nonché a rendere più resiliente il settore;

37.   invita gli Stati membri e le autorità regionali e locali a collaborare al fine di sviluppare campagne di informazione rivolte ai consumatori che siano efficaci e orientate a prodotti concreti, in modo da informarli in merito a questioni come l'importanza del consumo di prodotti della pesca locali, mostrarne gli effetti sull'occupazione a livello locale e sulla coesione sociale delle comunità costiere, enfatizzare le qualità nutrizionali del pesce fresco e sensibilizzarli, inoltre, in merito al bisogno di integrare i prodotti della pesca in una dieta salutare, ecc.;

38.  invita la Commissione a proporre una definizione chiara e a porre le basi per un futuro programma europeo di sostegno alla pesca artigianale, che contribuisca a migliorare la sostenibilità ambientale e socioeconomica del settore della pesca nell'UE, permetta l'identificazione, la differenziazione e la valorizzazione dei prodotti della pesca artigianale onde favorirne il consumo e incoraggi le nuove generazioni a lavorare nel settore della pesca in modo che vi sia un ricambio generazionale, garantendo contingenti dignitosi ai pescatori e alle pescatrici artigianali e un maggior controllo delle risorse in modo che si crei una maggiore coesione sociale nelle comunità costiere dell'UE;

39.   invita la Commissione ad avviare consultazioni pubbliche online specifiche a livello dell'UE per raccogliere dati riguardanti la catena di approvvigionamento, le questioni di trasparenza del mercato, la condivisione del valore, l'etichettatura e le esigenze dei consumatori da un'ampia gamma di parti interessate nel settore della pesca dell'UE;

40.  chiede alla Commissione di analizzare i vantaggi offerti dalle catene del valore globali alla pesca artigianale, affinché quest'ultima possa integrarsi più facilmente nell'economia mondiale, accrescendo il valore aggiunto dei propri prodotti e mantenendo, nel contempo, la propria attività e quella delle comunità locali; sottolinea l'importanza, a tale proposito, della formazione in competenze digitali;

41.   ritiene che la catena del valore dei prodotti della pesca sia complessa, dal momento che inizia con il produttore e passa per svariati intermediari prima di arrivare al dettagliante o al ristoratore; sottolinea che in tale catena del valore, gli intermediari e i trasformatori del pesce svolgono un ruolo importante; osserva che, in media, il margine nella catena del valore è solo al 10 % destinato ai produttori e il restante 90 % va agli intermediari; sottolinea che l'accorciamento della catena del valore, in particolare attraverso la creazione di organizzazioni di produttori che sono operatori chiave tramite i loro piani di produzione e commercializzazione, rappresenta un primo strumento per migliorare il reddito dei pescatori su piccola scala, ma anche per ottenere un prodotto migliore (probabilmente a un prezzo migliore) per il consumatore;

42.   sottolinea l'importanza di investire nei giovani professionisti al fine di coinvolgere e responsabilizzare la prossima generazione di pescatori e chiede di creare opportunità per i giovani pescatori in modo che sviluppino nuove competenze, costruiscano imprese resilienti, siano membri attivi delle rispettive comunità locali e contribuiscano positivamente alla catena del valore nel settore della pesca;

43.  invita gli Stati membri e le autorità regionali a sfruttare le opportunità offerte dal sostegno dei gruppi di azione locale nel settore della pesca per adeguare gli interventi alle esigenze locali in molti settori, quali, tra l'altro, la formazione e la diversificazione delle attività sulla base dell'innovazione, nonché per assistere i pescatori e i membri delle comunità locali nell'accesso ai programmi di sostegno e ai finanziamenti esistenti dell'UE;

44.   invita la Commissione europea a studiare la creazione di una filiera di valorizzazione delle catture non desiderate legate all'obbligo di sbarco, nell'interesse economico e sociale delle parti coinvolte nella catena del valore, in particolare i pescatori, e a sostegno delle iniziative locali;

45.   invita gli Stati membri e le autorità regionali a potenziare la trasmissione di informazioni sui programmi di sostegno esistenti e a intensificare l'assistenza in ambito amministrativo, ad esempio tramite piattaforme informative;

46.   invita la Commissione a promuovere e sostenere le iniziative che favoriscono la selettività per ridurre le catture indesiderate e, in ultima analisi, migliorare la sostenibilità finanziaria delle attività di pesca, attraverso la cattura di specie che soddisfano le aspettative dei consumatori;

47.  invita la Commissione e gli Stati membri a includere la dimensione di genere nelle politiche relative alla pesca, in modo da mettere in evidenza l'importante ruolo svolto dalle donne in questo settore dell'UE e da rafforzare la loro posizione;

48.  invita la Commissione e gli Stati membri ad rafforzare il legame tra il mondo del lavoro e le scuole, ad esempio prevedendo che gli istituti tecnici nautici integrino nel piano formativo materie inerenti la pesca e l'acquacoltura;

49.   invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità regionali a unire le forze per attuare gli interventi proposti dalla presente relazione al fine di migliorare la redditività delle attività di pesca;

50.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni nonché ai governi degli Stati membri e ai consigli consultivi.

(1) Testi approvati, P8_TA(2017)0316.
(2) Testi approvati, P8_TA(2017)0255.
(3) GU C 76 del 28.2.2018, pag. 40.
(4) Testi approvati, P8_TA(2017)0195.
(5) Regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999 (GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1).

Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2019Avviso legale