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Procedura : 2018/2634(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0274/2018

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B8-0274/2018

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PV 13/06/2018 - 17

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PV 14/06/2018 - 7.12
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P8_TA(2018)0267

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Giovedì 14 giugno 2018 - Strasburgo Edizione definitiva
Negoziati per un nuovo accordo di partenariato UE-ACP
P8_TA(2018)0267B8-0274/2018

Risoluzione del Parlamento europeo del 14 giugno 2018 sui prossimi negoziati per un nuovo accordo di partenariato tra l'Unione europea e gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (2018/2634(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 ("accordo di Cotonou") e le sue revisioni del 2005 e del 2010(1),

–  visti l'accordo di Georgetown del 1975 che istituisce il gruppo ACP, e la sua revisione del 1992(2),

–  vista la sua risoluzione del 4 ottobre 2016 sul futuro delle relazioni ACP-UE dopo il 2020(3),

–  vista la sua risoluzione del 22 novembre 2016 sul miglioramento dell'efficacia della cooperazione allo sviluppo(4),

–  vista la raccomandazione della Commissione del 12 dicembre 2017 per una decisione del Consiglio che autorizza l'avvio di negoziati per la conclusione di un accordo di partenariato tra l'Unione europea e i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (COM(2017)0763),

–  vista la comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 22 novembre 2016, su un partenariato rinnovato con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (JOIN(2016)0052),

–  visto il documento di consultazione congiunto della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 6 ottobre 2015, dal titolo "Verso un nuovo partenariato tra l'Unione europea e i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico dopo il 2020" (JOIN(2015)0033),

–  visti il vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile e il documento conclusivo adottato dall'Assemblea generale dell'ONU il 25 settembre 2015, dal titolo "Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development" ("Trasformare il nostro mondo: l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile"), e i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSM),

–  vista la dichiarazione comune del 7 giugno 2017 del Parlamento, del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio e della Commissione relativa a un nuovo consenso europeo in materia di sviluppo: "Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro",

–  visti i pareri del Comitato economico e sociale europeo del 7 dicembre 2017 su un partenariato rinnovato con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, e del 12 maggio 2016 sul futuro delle relazioni dell'UE con gli Stati membri dell'ACP,

–  visti il 7° e l'8° vertice dei capi di Stato e di governo dei paesi ACP tenutisi rispettivamente a Malabo (13-14 dicembre 2012) e Port Moresby (4 maggio 2016),

–  viste la 103ª e la 105ª riunione del Consiglio dei ministri ACP-UE tenutesi rispettivamente a Dakar (26-27 aprile 2016) e a Bruxelles (3-4 maggio 2017),

–  visto il vertice tra l'Unione Africana e l'UE tenutosi ad Abidjan il 29 e 30 novembre 2017,

–  vista la relazione del gruppo di personalità eminenti dell'ACP del marzo 2016 sul futuro dell'ACP dopo il 2020,

–  vista la sua risoluzione del 6 ottobre 2015 sul ruolo delle autorità locali dei paesi in via di sviluppo nella cooperazione allo sviluppo(5),

–  vista la dichiarazione dell'ottavo vertice dei capi di Stato e di governo del gruppo di Stati ACP tenutosi il 1° giugno 2016,

–  viste la sua risoluzione dell'11 febbraio 2015 sui lavori dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE(6) e le risoluzioni adottate dall'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE,

–  vista la dichiarazione dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE del 21 dicembre 2016 sulla dimensione parlamentare delle relazioni ACP-UE nel quadro post-Cotonou(7),

–  vista la dichiarazione resa dai copresidenti dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE il 9 dicembre 2015 sul futuro delle relazioni ACP-UE(8),

–  visti gli articoli 208 e 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016,

–  viste le interrogazioni al Consiglio e alla Commissione sui prossimi negoziati per un nuovo accordo di partenariato tra l'Unione europea e gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (O-000043/2018 – B8-0025/2018 e O-000044/2018 – B8-0026/2018),

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per lo sviluppo,

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che la forza e l'acquis dell'accordo di Cotonou si basano su una serie di caratteristiche uniche, quali la sua natura giuridicamente vincolante, il carattere onnicomprensivo – con i tre pilastri concernenti la cooperazione allo sviluppo, la cooperazione politica ed economica e la cooperazione in ambito commerciale – e l'elevato bilancio a titolo del Fondo europeo di sviluppo (FES);

B.  considerando l'importante ruolo svolto dal partenariato ACP-UE nel progredire verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio, sebbene l'Unione non abbia conseguito l'obiettivo di destinare lo 0,7 % del proprio reddito nazionale lordo (RNL) all'aiuto pubblico allo sviluppo;

C.  considerando che il partenariato ACP-UE ha apportato un notevole contributo all'eliminazione della povertà, all'integrazione degli Stati ACP nell'economia globale e a un ruolo globale più efficace nei negoziati commerciali multilaterali e nei negoziati in materia di cambiamenti climatici;

D.  considerando che il partenariato ACP-UE ha migliorato l'accesso al mercato per gli Stati ACP e gli Stati membri dell'UE e ha promosso una maggiore comprensione reciproca delle posizioni, dei valori e delle norme grazie al dialogo politico tra di loro;

E.  considerando che, benché il partenariato ACP-UE abbia contribuito notevolmente alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio, i progressi verso gli obiettivi di eliminazione della povertà e integrazione degli Stati ACP nell'economia mondiale sono stati ad oggi insufficienti, visto che la metà degli Stati ACP figura ancora tra i paesi meno sviluppati e che complessivamente essi rappresentano meno del 5 % del commercio mondiale e circa il 2 % del PIL globale;

F.  considerando che l'istituzione dell'Unione Africana, della strategia comune Africa-UE, della strategia comune relativa al partenariato Caraibi-UE e della strategia dell'UE-Pacifico è un esempio dell'approccio sempre più regionale dell'UE nell'affrontare questioni che suscitano interesse e preoccupazioni comuni, quali la pace e la sicurezza, il terrorismo e la migrazione;

G.  considerando che la pace, la sicurezza e la stabilità politica sono condizioni essenziali per lo sviluppo sostenibile;

H.  considerando che è necessario che la base comune e i patti regionali tengano conto delle specificità regionali e continentali, in linea con i principi di sussidiarietà e complementarità;

I.  considerando che la parte ACP ha individuato tre pilastri per i negoziati, vale a dire:

   commercio, investimenti e servizi;
   cooperazione allo sviluppo, scienza e tecnologia e ricerca e innovazione;
   dialogo e sostegno politici;

J.  considerando che il dialogo politico sugli elementi essenziali di cui agli articoli 8 e 96 dell'accordo di Cotonou costituisce uno strumento giuridico concreto per difendere i valori comuni del partenariato ACP-UE e promuovere la democrazia, la buona governance e i diritti umani, che sono aspetti fondamentali per uno sviluppo sostenibile;

K.  considerando la chiara esigenza di garantire che nel nuovo accordo si mantenga la condizionalità relativa al rispetto dei diritti umani e si rafforzi il dialogo politico;

L.  considerando che, nonostante il chiaro riconoscimento del ruolo dei parlamenti nazionali, delle autorità locali, della società civile e del settore privato nella revisione del 2010 dell'accordo di Cotonou, la loro partecipazione alle delibere legate alle politiche e alle attività ACP-UE, come nei processi di programmazione, seguito e valutazione, è stata limitata;

M.  considerando che si è ampiamente fatto ricorso al dialogo politico in una fase avanzata delle crisi politiche e non in via preventiva;

N.  considerando che le organizzazioni della società civile devono far fronte a una legislazione sempre più restrittiva e ad altri ostacoli che ne limitano spazi e attività;

O.  considerando che la capacità tecniche in molti Stati ACP per la gestione di questioni fiscali costituisce un limite sia per la mobilitazione del reddito nazionale sia per la partecipazione alla cooperazione fiscale internazionale;

P.  considerando che il FES è finanziato attraverso contributi diretti dagli Stati membri dell'UE e non è soggetto alle consuete norme di bilancio dell'UE; che il Parlamento non ha alcun potere sul bilancio del FES, se non concedendo il discarico per gli esborsi già effettuati, né ha alcun diritto formale di controllo sulla programmazione del FES;

Q.  considerando che il rafforzamento della dimensione parlamentare del partenariato ACP-UE e il potenziamento del suo ruolo consultivo dovrebbero costituire elementi chiave del nuovo partenariato;

R.  considerando che la frequenza e la varietà delle riunioni dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE (APP) hanno consentito un dialogo costante tra il Parlamento europeo e i membri ACP, consolidando in tal modo la legittimità dell'Assemblea e rafforzando la diplomazia parlamentare; che l'APP è stata utilizzata come un modello di diplomazia parlamentare in varie assise politiche;

1.  accoglie con favore i principali aspetti e l'architettura complessiva della futura cooperazione tra il gruppo di Stati ACP e l'Unione europea, proposta dalla Commissione nella sua raccomandazione per una decisione del Consiglio che autorizza l'avvio di negoziati su un futuro accordo di partenariato;

2.  insiste sul fatto che l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, gli obiettivi di sviluppo sostenibile e il consenso europeo in materia di sviluppo devono essere al centro del partenariato ACP-UE rinnovato;

3.  plaude al fatto che il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile sia considerato un obiettivo fondamentale, ma si rammarica per la mancanza di misure concrete di attuazione nei patti proposti; evidenzia la necessità di integrare le questioni trasversali come la sostenibilità ambientale, gli obiettivi in materia di cambiamenti climatici, le questioni di genere e la giustizia sociale in tutte le politiche, i piani e gli interventi del futuro accordo;

4.  accoglie con favore il fatto che la proposta della Commissione relativa a un nuovo accordo di partenariato sia aperta a partner esterni;

5.  ricorda che il primo obiettivo di sviluppo sostenibile è l'eliminazione della povertà, che continua a rappresentare un problema fondamentale nella maggior parte degli Stati ACP; sottolinea pertanto che la lotta contro la povertà deve restare un elemento centrale del futuro accordo;

6.  nota che la Commissione ha tenuto conto, in larga misura, della posizione del Parlamento, e che la base comune e i patti regionali saranno ugualmente vincolanti, come richiesto dal Parlamento;

7.  ricorda che il futuro accordo di partenariato includerà i principi di equità, rispetto reciproco e interesse reciproco;

8.  insiste sulla necessità che gli elementi essenziali dell'accordo di Cotonou – rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, principi democratici e Stato di diritto e buona governance – siano mantenuti quale base per la cooperazione nel periodo successivo al 2020 e siano parte integrante dell'accordo di base e dei patti regionali e protocolli; invita la Commissione e il Consiglio a includere esplicitamente, nella parte del mandato riguardante i diritti umani, la libertà da discriminazioni basate su sesso, origine razziale o etnica, religione o credo, disabilità, età, orientamento sessuale o identità di genere, nonché la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, secondo quanto previsto dalla piattaforma d'azione di Pechino del 1995 e dai risultati delle relative conferenze di revisione;

9.  sottolinea l'esigenza di affrontare le questioni dei diritti umani e della governance sulla base degli strumenti giuridici, delle leggi, dei principi e dei meccanismi vigenti a livello internazionale, istituiti dagli organismi di governance a livello ragionale e panafricano, al fine di rafforzare la titolarità;

10.  ricorda che è necessario che il futuro partenariato tra gli Stati ACP e gli Stati membri dell'UE integri l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e contribuisca alla sua attuazione a tutti i livelli;

11.  invita i negoziatori dell'UE e degli ACP a includere nella parte riservata alle basi comuni dell'accordo una disposizione chiara che chieda a tutte le parti di dare piena attuazione allo statuto di Roma della Corte penale internazionale;

12.  insiste sulla necessità di assicurare coerenza tra i principi stabiliti nella base comune e le priorità regionali definite nei patti, e sottolinea che l'accordo di base dovrebbe includere un esplicito riferimento ai meccanismi di responsabilità, monitoraggio e revisione in caso di inadempienza; sottolinea che si dovrebbe altresì garantire la responsabilità delle parti nei confronti dei cittadini e della società civile, e che le istituzioni congiunte dovrebbero istituire meccanismi atti a consentire alla società civile e i cittadini di riferire in merito a casi di violazione degli obblighi in materia di diritti umani e altri elementi essenziali;

13.  ribadisce a tutte le parti ai negoziati che il dialogo politico è un aspetto fondamentale dell'accordo di Cotonou e che esso deve restare un pilastro centrale e giuridico nel quadro generale e al livello regionale dell'accordo;

14.  sottolinea che il dialogo politico è parte integrante del partenariato e rappresenta una base preziosa per migliorare la situazione delle popolazioni dei paesi partner; invita pertanto a migliorare il monitoraggio della situazione dei diritti umani in tali paesi e sottolinea che il monitoraggio deve essere inclusivo, trasparente e partecipativo; pone l'accento sull'importanza di assicurare un coinvolgimento significativo della società civile nel dialogo a tutti i livelli;

15.  ricorda che il dialogo politico deve essere equilibrato e basato sul rispetto reciproco;

16.  sottolinea che la cooperazione tra l'UE e gli ACP dovrebbe prevedere un meccanismo di revisione tra pari per monitorare regolarmente i progressi e le lacune nell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, coinvolgendo i parlamenti, le autorità locali e la società civile, nonché una valutazione periodica e relazioni pubbliche sul rispetto dei diritti umani e altri elementi essenziali; ritiene che l'attuazione dell'Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) richieda legittimazione, vicinanza, sussidiarietà e un elevato livello di partecipazione delle autorità locali e degli attori non statali per renderla effettiva; chiede una comunicazione e un dialogo migliori al fine di approfondire le relazioni tra i paesi ACP e quelli dell'UE;

17.  ribadisce che gli accordi di partenariato economico (APE) costituiscono una base per la cooperazione regionale e sono strumenti di sviluppo e integrazione regionale; chiede pertanto la piena integrazione degli APE nel nuovo accordo ACP-UE;

18.  chiede che sia potenziata l'influenza politica del partenariato ACP-UE sulla scena mondiale, affinché i partner possano diventare attori globali più efficaci;

19.  chiede disposizioni chiare nel futuro accordo che disciplinino il ruolo e le responsabilità del settore privato; sottolinea in particolare la necessità che le imprese coinvolte nei partenariati di sviluppo rispettino i principi di responsabilità sociale delle imprese nell'intero ciclo di vita dei progetti, anche in conformità del patto globale delle Nazioni Unite, dei principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e sui diritti umani, delle norme essenziali in materia di lavoro dell'Organizzazione internazionale del lavoro, delle norme ambientali e della convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione; evidenzia la necessità che gli Stati membri tanto dell'UE quanto dell'ACP elaborino piani nazionali per applicare i principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e sui diritti umani e in particolare le disposizioni sul dovere di diligenza;

20.  ricorda che la mobilitazione delle risorse nazionali attraverso il regime fiscale rappresenta la fonte più importante di reddito per il finanziamento dello sviluppo sostenibile; si rammarica che le misure atte a contrastare i flussi finanziari illeciti e l'evasione fiscale non occupino un posto di primo piano nel progetto di mandato; invita le parti negoziali a includere nel nuovo accordo disposizioni ambiziose sull'assistenza finanziaria e tecnica a favore dei paesi in via di sviluppo, per aiutarli a far fronte alle nuove norme globali emergenti in materia di lotta all'evasione fiscale, incluso lo scambio automatico di informazioni, le informazioni sulla titolarità effettiva delle società e sulla rendicontazione pubblica per paese per le imprese multinazionali, per porre fine all'erosione della base imponibile e al trasferimento degli utili, sulla base dei modelli del G20 e dell'OCSE; invita altresì le parti ad impegnarsi a sostenere la creazione di un organismo intergovernativo delle Nazioni Unite giuridicamente vincolante in materia di cooperazione fiscale;

21.  si rammarica che il progetto di mandato negoziale non preveda disposizioni volte a garantire una dimensione di sviluppo sostenibile per l'agricoltura, nonostante le enormi sfide che gli agricoltori si trovano ad affrontare nei paesi ACP a causa dei cambiamenti climatici; invita le parti negoziali a includere nel nuovo accordo regimi di aiuti a favore di pratiche agricole sostenibili;

22.  chiede un maggiore coinvolgimento della società civile nel dialogo politico, nella pianificazione e nell'attuazione e un sostegno per la creazione di capacità; sottolinea l'importanza di coinvolgere la società civile nel dialogo politico, in particolare per quanto riguarda i gruppi locali che sono direttamente interessati dalle politiche; sottolinea, a tale riguardo, il pericolo di ridurre lo spazio a disposizione della società civile in alcuni paesi e la necessità di includere i gruppi quali le minoranze, i giovani e le donne, che non sono in grado di organizzare i propri interessi o che, malgrado un interesse democratico legittimo, non sono riconosciuti dai rispettivi governi;

23.  sottolinea che l'impegno della società civile dovrebbe essere costruito intorno al riconoscimento dei diversi ruoli che essa ricopre e che il suo ruolo quale attore a pieno titolo nell'ambito dell'accordo dovrebbe essere rafforzato;

24.  sottolinea che i principi di una cooperazione allo sviluppo efficace devono essere pienamente integrati nel nuovo accordo di partenariato ACP-UE e che le disposizioni per garantire la titolarità nazionale, l'attenzione ai risultati, l'inclusività del processo di sviluppo, la trasparenza e la responsabilità reciproca devono costituire i pilastri portanti dell'accordo e dei protocolli regionali; evidenzia la necessità di assicurare un approccio geograficamente equilibrato per quanto riguarda l'assegnazione degli aiuti, prestando particolare attenzione ai paesi meno sviluppati e agli Stati fragili; ritiene che il fatto di subordinare l'assegnazione degli aiuti alla cooperazione con l'UE su questioni legate alla migrazione non sia compatibile con i principi di efficacia dello sviluppo concordati;

25.  sottolinea che la cooperazione/il partenariato rinnovati tra l'UE e gli ACP dovrebbero garantire un'azione congiunta più efficace nel far fronte alle varie sfide che il mondo si trova oggi ad affrontare, come la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata;

26.  ribadisce che il futuro accordo deve rappresentare un'opportunità per migliorare gli impegni e il rispetto della coerenza delle politiche per lo sviluppo (CPS) e dovrebbe includere meccanismi di monitoraggio sistematico della CPS; ricorda, a tale proposito, il ruolo svolto dalle delegazioni dell'UE nella promozione della CPS e sottolinea la necessità che esse intrattengano dialoghi regolari a livello nazionale;

27.  sottolinea l'importanza di attirare investimenti del settore privato, per agevolare lo sviluppo a lungo termine dei mercati di capitali locali ed esercitare un effetto leva sul limitato bilancio dell'aiuto pubblico allo sviluppo onde massimizzare l'impatto e consentire il finanziamento degli OSS;

28.  ribadisce l'importanza di rafforzare la dimensione parlamentare del futuro accordo, garantendo un reale potere consultivo per la futura Assemblea parlamentare paritetica generale e assicurando che essa consenta un dialogo parlamentare aperto, democratico e globale; chiede cha ne sia garantita l'autonomia giuridica e operativa; chiede che l'Assemblea parlamentare paritetica sia strettamente associata all'attuazione dell'accordo e che sia regolarmente consultata su tutte le questioni importanti per il partenariato; ritiene che l'APP dovrebbe essere pienamente coinvolta nei negoziati relativi al futuro partenariato;

29.  chiede che siano intrapresi ulteriori sforzi per migliorare il controllo da parte dell'APP della programmazione dello sviluppo;

30.  è persuaso che siano necessarie riunioni periodiche a livello ACP-UE, almeno su base annua, al fine di garantire la continuità e la stabilità del partenariato e consentire relazioni regolari e revisioni tra pari per quanto riguarda i progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile e il rispetto dei diritti umani e altri elementi essenziali, come richiesto dal Parlamento;

31.  raccomanda pertanto che l'APP sia allineata con la nuova struttura regionale, mantenendo l'attenzione sul lavoro svolto nei consessi regionali e garantendo il forte coinvolgimento dei parlamenti nazionali e regionali; ritiene che il Consiglio ACP-UE e l'APP dovrebbero riunirsi su base regolare, seppure con meno frequenza rispetto ad oggi, in sessione plenaria, alternatamente nell'Unione europea e in uno Stato ACP, senza che la sessione debba dipendere dalla convocazione del Consiglio; invita lo Stato membro dell'UE che detiene la Presidenza di turno del Consiglio dell'UE a partecipare in modo più incisivo alle attività finalizzate a preparare, organizzare e ospitare le sessioni dell'APP;

32.  chiede che le riunioni tra i deputati del Parlamento europeo e gli ambasciatori ACP a livello dei patti regionali si tengano almeno una volta all'anno in ogni regione e siano integrate da un forum multilaterale che coinvolga attori non statali, tra cui la società civile, i giovani e il settore privato;

33.  è persuaso che il parlamento panafricano debba diventare un forte pilastro del futuro patto UE-Africa, in particolare nei confronti e insieme al futuro Consiglio UE-Africa; invita, a tale riguardo, la Commissione e le controparti ACP a pubblicare proposte testuali sulla dimensione parlamentare e il ruolo del Parlamento panafricano in una fase precoce dei negoziati ed a consultare rispettivamente il Parlamento panafricano e il Parlamento europeo in proposito;

34.  ricorda che il Parlamento deve essere immediatamente e pienamente informato in tutte le fasi della procedura negoziale, secondo quanto previsto dall'articolo 218, paragrafo 10, TFUE, e ribadisce la necessità di concordare su disposizioni pratiche migliorate, per la cooperazione e la condivisione di informazioni lungo tutto il ciclo di vita degli accordi internazionali; invita altresì il Consiglio e la Commissione a informare l'APP in modo completo e tempestivo in merito ai negoziati;

35.  invita il Consiglio dell'Unione europea a pubblicare il mandato quale adottato dal Consiglio; invita il gruppo di Stati ACP a fare lo stesso per il loro mandato;

36.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Consiglio ACP, al vicepresidente della Commissione / alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Commissione dell'Unione africana, al Parlamento panafricano e all'Ufficio di presidenza dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.

(1) http://www.europarl.europa.eu/intcoop/acp/03_01/pdf/mn3012634_en.pdf
(2) http://www.wipo.int/edocs/trtdocs/en/acp/trt_acp_3.pdf
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0371.
(4) Testi approvati, P8_TA(2016)0437.
(5) GU C 349 del 17.10.2017, pag. 11.
(6) GU C 310 del 25.8.2016, pag. 19.
(7) GU C 170 del 30.5.2017, pag. 36.
(8) http://www.europarl.europa.eu/intcoop/acp/2015_acp2/pdf/1081264en.pdf

Ultimo aggiornamento: 8 gennaio 2019Avviso legale