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Procedura : 2018/2869(RSP)
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RC-B8-0481/2018

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P8_TA(2018)0428

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Giovedì 25 ottobre 2018 - Strasburgo Edizione provvisoria
Aumento della violenza neofascista in Europa
P8_TA-PROV(2018)0428RC-B8-0481/2018

Risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2018 sull'aumento della violenza neofascista in Europa (2018/2869(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

–  vista la relazione del 9 maggio 2017 del relatore speciale delle Nazioni Unite sulle forme attuali di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza;

–  vista la risoluzione 71/179 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 19 dicembre 2016 sulla lotta contro la glorificazione del nazismo, il neonazismo e altre pratiche che contribuiscono ad alimentare le forme attuali di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e relativa intolleranza,

–  vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, in particolare l'articolo 14 e il Protocollo n. 12,

–  vista la Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visti gli articoli 2, 3, 6 e 7 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  vista la direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000(1), che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica (direttiva sulla parità di trattamento indipendentemente dalla razza),

–  vista la decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale(2),

–  vista la direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato(3),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee(4),

–  vista l'istituzione, nel giugno 2016, del Gruppo ad alto livello dell'Unione europea sulla lotta contro il razzismo, la xenofobia e altre forme di intolleranza,

–  vista la risoluzione del Consiglio d'Europa del 30 settembre 2014 sulla lotta contro le manifestazioni del neonazismo e dell'estremismo di destra,

–  visto il codice di buone pratiche dell'UE sulla disinformazione,

–  visto il codice di condotta per contrastare l'illecito incitamento all'odio online,

–  visto l'articolo 123, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che, come sancito dall'articolo 2 TUE, l'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze; che tali valori sono comuni a tutti gli Stati membri;

B.  considerando che la mancanza di un'azione seria nei confronti dei gruppi neofascisti e neonazisti ha consentito il verificarsi dell'attuale impennata xenofoba in Europa;

C.  considerando che i gruppi e i partiti politici apertamente neofascisti, neonazisti, razzisti e xenofobi incitano all'odio e alla violenza nella società, ricordandoci di quello che sono stati capaci di fare in passato;

D.  considerando che la diffusione della retorica dell'odio online conduce spesso a un aumento della violenza, tra l'altro da parte di gruppi neofascisti;

E.  considerando che gruppi neofascisti hanno tolto la vita a migliaia di persone di ogni tipo, come rifugiati e immigrati, appartenenti a minoranze etniche e religiose, persone LGBTQI, difensori dei diritti umani, attivisti, politici e membri delle forze di polizia;

F.  considerando che gruppi neofascisti fanno uso e abuso dei nostri strumenti democratici per diffondere odio e violenza;

G.  considerando che, come riferito da Europol, il Commissario europeo per la sicurezza, Sir Julian King, intervenendo nel corso di un evento svoltosi il 22 marzo 2017 a commemorazione degli attentati avvenuti a Bruxelles nel 2016, ha sottolineato la crescente minaccia dell'estremismo violento di destra, affermando di non conoscere nessuno Stato membro dell'UE che non sia colpito in qualche modo dal fenomeno, citando in particolare il massacro del 2011 in Norvegia, l'assassinio della deputata britannica Jo Cox e gli attacchi ai centri di asilo e alle moschee di tutta Europa, per evidenziare quanto, ha avvertito, costituisce una minaccia "meno segnalata" per la sicurezza; che i gruppi neofascisti e neonazisti si manifestano in varie forme; che la maggior parte di questi gruppi esclude dalla società determinati individui o gruppi; che queste organizzazioni usano spesso un linguaggio aggressivo nei confronti dei gruppi minoritari e cercano di giustificarsi invocando il principio della libertà di parola; che il diritto alla libertà di parola non è assoluto;

H.  considerando che l'articolo 30 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo stabilisce chiaramente che nulla in detta dichiarazione "può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati";

I.  considerando che la Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale afferma che gli Stati contraenti condannano ogni propaganda e organizzazione che si ispiri a concetti e a teorie basate sulla superiorità di una razza o di un gruppo di individui di un certo colore o di una certa origine etnica;

J.  considerando che la promozione del fascismo è bandita in diversi Stati membri in conformità delle rispettive legislazioni nazionali;

K.  considerando che la relazione TESAT 2018 di Europol indica che il numero di persone arrestate per reati di estremismo di destra è quasi raddoppiato nel 2017;

L.  considerando che il 22 luglio 2011 sono state uccise 77 persone e altre 151 sono rimaste ferite negli attentati avvenuti in Norvegia;

M.  considerando che il 16 giugno 2016 Jo Cox, deputata al Parlamento britannico, è stata brutalmente assassinata a Birstall, Regno Unito;

N.  considerando che, secondo la relazione TESAT 2018 di Europol, nel 2017 nel Regno Unito si sono registrati cinque attacchi terroristici sventati, falliti o realizzati attribuiti a individui di estrema destra(5);

O.  considerando che il 21 settembre 2018, Eleonora Forenza, deputata al Parlamento europeo, e il suo assistente Antonio Perillo sono stati aggrediti dopo una dimostrazione antifascista tenutasi a Bari, Italia;

P.  considerando che i servizi segreti francesi hanno espresso preoccupazione per il numero crescente di membri delle forze armate e delle forze dell'ordine che si uniscono a gruppi violenti di estrema destra(6);

Q.  considerando che la commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI), istituita dal Consiglio d'Europa, in una relazione pubblicata il 15 maggio 2018(7) ha manifestato allarme per l'aumento dell'estremismo di destra e del neofascismo in Croazia;

R.  considerando che in Polonia, durante una manifestazione nel novembre 2017, in una piazza pubblica della città meridionale di Katowice, membri del movimento polacco di estrema destra ONR (Campo nazional-radicale) hanno appeso a delle forche fittizie le immagini di sei deputati al Parlamento europeo, difensori della tolleranza, dello Stato di diritto e di altri valori europei; che è ancora in corso un'indagine, ma che finora non è stata avanzata alcuna accusa contro nessuno dei sospetti, nonostante l'evento sia stato riportato da numerosi media, anche mediante riprese video;

S.  considerando che nel novembre 2017, in occasione della Festa dell'indipendenza della Polonia, organizzazioni di estrema destra hanno indetto una grande manifestazione a Varsavia, che ha riunito oltre 60 000 persone; che i manifestanti brandivano striscioni xenofobi con slogan come "Europa bianca di nazioni fraterne", tra cui alcuni raffiguranti la "falanga", un simbolo fascista degli anni Trenta dello scorso secolo;

T.  considerando che in Grecia è ancora in corso il processo al partito neonazista Alba dorata, che, tra i reati imputatigli, incluso il tentato omicidio, è accusato di essere un'organizzazione criminale e dell'assassinio di Pavlos Fyssas;

U.  considerando che il 21 settembre 2018 l'attivista LGBTQI Zak Kostopoulos è stato brutalmente assassinato nel centro di Atene; che uno degli imputati avrebbe legami con forze di estrema destra; che è necessaria un'indagine completa affinché i responsabili dei suoi maltrattamenti e della sua morte possano essere assicurati alla giustizia;

V.  considerando che un cittadino italiano è stato condannato a 12 anni di carcere per avere sparato a sei migranti africani, ferendoli, in un attacco a sfondo razziale nella città di Macerata, nell'Italia centrale;

W.  considerando che sette membri di una ronda paramilitare di estrema destra, arrestati a Chemnitz a metà settembre 2018 per disturbi all'ordine pubblico, sono stati recentemente citati in giudizio perché sospettati di aver costituito un'organizzazione terroristica che si fa chiamare "Revolution Chemnitz"; che, secondo i procuratori federali, gli investigatori hanno aggravato i capi d'imputazione da "attività criminose" a "reati di stampo terroristico" dopo aver analizzato le comunicazioni interne del gruppo;

X.  considerando che il 7 dicembre 2017, in Francia, cinque membri del movimento Génération Identitaire sono stati condannati per incitamento all'odio razziale e religioso; che persone legate a gruppi di estrema destra, tra cui Action Française, stavano pianificando un attacco terroristico contro alcuni politici e alcune moschee francesi durante le elezioni presidenziali del 2017; che il 24 giugno 2018 dieci membri del gruppo di estrema destra Action des Forces Opérationnelles (AFO) sono stati arrestati per aver pianificato una serie di attacchi contro membri della comunità musulmana; che il 14 settembre 2018 due ex skinhead sono stati giudicati colpevoli dell'assassinio di Clément Méric, un giovane studente e attivista antifascista ucciso nel giugno 2013;

Y.  considerando che in Spagna 12 membri dell'organizzazione neonazista Hogar Social Madrid sono attualmente sotto inchiesta per incitamento all'odio; che alcuni membri dei gruppi fascisti spagnoli Falange, Alianza Nacional e Democracia Nacional sono stati arrestati e condannati dalla Corte suprema spagnola dopo aver attaccato il Centro culturale Blanquerna di Madrid durante le celebrazioni della Giornata nazionale della Catalogna nel 2013; che nel 2016 l'ONG antirazzista SOS Racismo ha documentato 309 casi di violenza xenofoba; che, dopo aver denunciato questi casi, il presidente dell'organizzazione ha ricevuto minacce di morte e ha condannato la mancanza di meccanismi efficaci per denunciare siffatti crimini;

Z.  considerando che 19 persone sono state accusate dalla Fondazione Francisco Franco, un'organizzazione che glorifica la dittatura e i suoi crimini, e dalla famiglia Franco di diversi reati che potrebbero essere punibili con 13 anni di prigione dopo aver compiuto un'azione pacifica e simbolica che ha comportato lo srotolamento di due grandi striscioni dal maniero di Pazo de Meirás, chiedendo alle autorità pubbliche di intervenire affinché questa proprietà sia devoluta al popolo galiziano;

AA.  considerando che il Congresso dei deputati spagnolo ha adottato una mozione per spostare le spoglie di Francisco Franco dalla sua tomba sita nel monumento ai caduti, noto come Valle dei Caduti, luogo di pellegrinaggio per l'estrema destra; che tutti i simboli o monumenti rimanenti che esaltano la rivolta militare, la guerra civile e la dittatura di Franco dovrebbero essere di fatto rimossi e quelli che non possono essere rimossi dovrebbero essere sottoposti alla contestualizzazione e alla reinterpretazione necessarie, affinché possano contribuire alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica e alla memoria storica;

AB.  considerando che il Movimento neonazista di resistenza nordica (NMR) organizza regolarmente manifestazioni in tutta la Scandinavia, cantando slogan e sventolando le bandiere bianche e verdi dell'organizzazione; che diversi membri dell'NMR sono stati condannati per aver compiuto violenti attacchi contro civili e contro la polizia; che i numerosi incendi dolosi appiccati a centri di accoglienza per i rifugiati hanno indotto il governo svedese a nascondere, nel 2015, l'ubicazione degli edifici destinati a ospitare i rifugiati;

AC.  considerando che il 16 marzo di ogni anno migliaia di persone si riuniscono a Riga per la Giornata della legione lettone per onorare i lettoni che hanno militato nelle Waffen-SS;

AD.  considerando che, dall'inizio del 2018, il C14 e altri gruppi di estrema destra in Ucraina, come la Milizia nazionale affiliata al movimento Azov, il Settore destro, il Karpatska Sich e altri, hanno attaccato a più riprese gruppi Rom nonché manifestazioni antifasciste, riunioni di consigli comunali, un evento ospitato da Amnesty International, mostre d'arte, eventi LGBTQI nonché attivisti per i diritti delle donne e ambientalisti;

1.  condanna e deplora vivamente gli attacchi terroristici, gli assassinii, la violenza psicologica, le aggressioni fisiche violente e le marce delle organizzazioni neofasciste e neonaziste che hanno avuto luogo in vari Stati membri dell'UE;

2.  è profondamente preoccupato per la crescente normalizzazione del fascismo, del razzismo, della xenofobia e di altre forme di intolleranza nell'Unione europea ed è turbato dalle notizie di collusione di leader politici, partiti politici e forze dell'ordine con neofascisti e neonazisti in alcuni Stati membri;

3.  è particolarmente preoccupato per la violenza neofascista che colpisce la società nel suo insieme ed è rivolta a particolari minoranze come neri europei/persone di origine africana, ebrei, musulmani, rom, cittadini di paesi terzi, persone LGBTI e disabili;

4.  condanna con fermezza tutti gli attacchi violenti da parte di gruppi neofascisti ai danni di politici e membri di partiti politici denunciati in alcuni Stati membri e in particolare la recente aggressione da parte di squadre fasciste di CasaPound contro Eleonora Forenza, deputata al Parlamento europeo, il suo assistente Antonio Perillo e altri che hanno partecipato a una manifestazione antifascista e antirazzista il 21 settembre 2018 a Bari, Italia;

5.  è seriamente preoccupato per l'impunità con la quale agiscono i gruppi neofascisti e neonazisti in alcuni Stati membri e sottolinea che questo senso di impunità è uno dei motivi che spiegano l'allarmante aumento delle azioni violente da parte di certe organizzazioni di estrema destra;

6.  prende atto della preoccupante tendenza dei gruppi neofascisti e neonazisti a utilizzare i social media e Internet per organizzare e pianificare strategie in tutta l'Unione europea;

7.  deplora il fatto che in alcuni Stati membri le emittenti radiotelevisive pubbliche siano diventate un canale di propaganda al servizio di un solo partito politico, propaganda che spesso esclude l'opposizione e i gruppi minoritari dalla società e incita persino alla violenza;

8.  ricorda che l'ideologia fascista e l'intolleranza sono sempre associate a un attacco alla democrazia stessa;

9.  chiede agli Stati membri di condannare e punire con fermezza i crimini generati dall'odio, la retorica dell'odio e la ricerca di capri espiatori da parte di politici e funzionari pubblici a tutti i livelli e su tutti i tipi di media, in quanto normalizzano direttamente e rafforzano l'odio e la violenza nella società;

10.  invita gli Stati membri ad adottare ulteriori misure per prevenire, condannare e contrastare la retorica dell'odio e i reati generati dall'odio;

11.  invita la Commissione, gli Stati membri e le società di social media a contrastare la diffusione del razzismo, del fascismo e della xenofobia su Internet in collaborazione con le pertinenti organizzazioni della società civile a livello nazionale e internazionale;

12.  invita gli Stati membri a indagare e perseguire i reati generati dall'odio e a condividere le migliori pratiche per individuare e indagare tali reati, compresi quelli motivati specificamente dalle varie forme di xenofobia;

13.  invita gli Stati membri a prevedere e fornire un sostegno adeguato per le vittime di reati di stampo razzista o xenofobo e di reati di odio e la protezione di tutti i testimoni contro i responsabili dei reati;

14.  chiede agli Stati membri di istituire, in seno alle forze di polizia, unità per contrastare i reati generati dall'odio; invita le forze di polizia a garantire che il proprio personale non compia alcun tipo di atto razzista, xenofobo o discriminatorio e che qualsiasi atto del genere sia oggetto di indagini e i loro autori siano tradotti in giustizia;

15.  esorta la Commissione a lanciare un appello alle organizzazioni della società civile affinché monitorino e denuncino la retorica dell'odio e i reati generati dall'odio negli Stati membri;

16.  sostiene, elogia e chiede la protezione dei gruppi nelle comunità locali e delle organizzazioni della società civile che combattono il fascismo, il razzismo, la xenofobia e altre forme di intolleranza;

17.  chiede un consolidamento della legislazione UE in materia di lotta contro la discriminazione, compresi il recepimento e l'attuazione della legislazione vigente e l'adozione di nuove leggi, fra cui la direttiva sulla parità di trattamento;

18.  ricorda che la decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale, il cui termine di attuazione era fissato per novembre 2010, fornisce una base giuridica per l'imposizione di sanzioni alle persone giuridiche che incitano pubblicamente alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo minoritario, come l'esclusione da agevolazioni pubbliche, l'interdizione dall'esercizio di attività commerciali, il collocamento sotto sorveglianza giudiziaria e provvedimenti di liquidazione giudiziaria;

19.  sollecita la Commissione ad aggiornare la sua relazione del 2014 sull'attuazione della succitata decisione quadro del Consiglio e ad avviare procedimenti di infrazione contro gli Stati membri che non si sono conformati alle disposizioni della decisione;

20.  esorta gli Stati membri ad assicurare la loro conformità alle disposizioni della decisione quadro del Consiglio, a contrastare le organizzazioni che incitano all'odio e alla violenza negli spazi pubblici e online e a vietare di fatto i gruppi neofascisti e neonazisti e qualsiasi altra fondazione o associazione che esalta e glorifica il nazismo e il fascismo, nel rispetto dell'ordinamento giuridico e delle giurisdizioni nazionali;

21.  chiede una piena e tempestiva cooperazione tra le agenzie di contrasto, le agenzie di intelligence, la magistratura e le organizzazioni della società civile nella lotta contro il fascismo, il razzismo, la xenofobia e altre forme di intolleranza;

22.  invita gli Stati membri a seguire le raccomandazioni del Consiglio d'Europa sulla lotta contro le manifestazioni del neonazismo e dell'estremismo di destra;

23.  invita gli Stati membri a predisporre una formazione interna obbligatoria, ispirata ai diritti umani e in un'ottica di servizio, destinata agli agenti delle forze dell'ordine e ai funzionari dell'ordinamento giudiziario a tutti i livelli;

24.  invita gli Stati membri a concentrarsi sulla prevenzione attraverso l'istruzione, la sensibilizzazione e lo scambio di migliori pratiche;

25.  invita gli Stati membri e le federazioni sportive nazionali, e in particolare le società di calcio, a contrastare il flagello del razzismo, del fascismo e della xenofobia negli stadi e nella cultura sportiva, condannando e punendo i responsabili e promuovendo attività educative positive rivolte ai giovani tifosi in collaborazione con le scuole e le organizzazioni della società civile interessate;

26.  incoraggia gli Stati membri a predisporre una formazione per coloro che lavorano nell'emittenza radiotelevisiva pubblica e nei mezzi d'informazione, per sensibilizzarli in merito alle sfide e alle discriminazioni cui sono esposte le vittime dei gruppi neofascisti e neonazisti;

27.  invita gli Stati membri ad attuare programmi nazionali che aiutino gli aderenti a gruppi neofascisti e neonazisti violenti a uscirne; sottolinea che tali programmi dovrebbero andare ben oltre gli interventi individuali e dovrebbero comportare un sostegno a lungo termine per coloro che hanno difficoltà a trovare un impiego, a trasferirsi e a sviluppare nuove e sicure reti sociali;

28.  sottolinea che la conoscenza della storia costituisce uno dei presupposti per prevenire questi crimini in futuro e svolge un importante ruolo di formazione delle giovani generazioni;

29.  invita gli Stati membri a condannare e a contrastare ogni forma di negazione dell'Olocausto, tra cui la banalizzazione e la minimizzazione dei crimini dei nazisti e dei loro collaboratori; evidenzia che la verità sull'Olocausto non deve essere banalizzata dalla narrazione politica e mediatica;

30.  sollecita una cultura comune della memoria che respinga i crimini fascisti del passato; è profondamente preoccupato per il fatto che le giovani generazioni, in Europa e altrove, dimostrano sempre minore interesse per la storia del fascismo e, di conseguenza, corrono il rischio di diventare indifferenti alle nuove minacce;

31.  incoraggia gli Stati membri a promuovere l'istruzione attraverso la cultura tradizionale sulla diversità della nostra società e sulla nostra storia comune, comprese le atrocità della Seconda guerra mondiale, come l'Olocausto, e la sistematica deumanizzazione delle sue vittime in atto da alcuni anni;

32.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio d'Europa, all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e alle Nazioni Unite.

(1) GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22.
(2) GU L 328 del 6.12.2008, pag. 55.
(3) GU L 315 del 14.11.2012, pag. 57.
(4) GU L 317 del 4.11.2014, pag. 1.
(5) https://www.europol.europa.eu/activities-services/main-reports/european-union-terrorism-situation-and-trend-report-2018-tesat-2018
(6) https://www.mediapart.fr/journal/france/090418/forces-de-l-ordre-liees-l-ultra-droite-violente-la-dgsi-s-inquiete?onglet=full
(7) https://rm.coe.int/fifth-report-on-croatia/16808b57be

Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2018Avviso legale