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Procedura : 2018/2149(INI)
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Ciclo del documento : A8-0332/2018

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A8-0332/2018

Discussioni :

PV 28/11/2018 - 23
CRE 28/11/2018 - 23

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PV 29/11/2018 - 8.14
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P8_TA(2018)0479

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Giovedì 29 novembre 2018 - Bruxelles Edizione provvisoria
Relazione 2018 sul Kosovo
P8_TA-PROV(2018)0479A8-0332/2018

Risoluzione del Parlamento europeo del 29 novembre 2018 sulla relazione 2018 della Commissione sul Kosovo (2018/2149(INI))

Il Parlamento europeo,

–  viste le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003 concernenti la prospettiva di adesione dei paesi dei Balcani occidentali all'Unione europea,

–  visti la dichiarazione di Sofia del vertice UE-Balcani occidentali del 17 maggio 2018 e il programma delle priorità di Sofia ad essa allegato,

–  visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione tra l'UE e il Kosovo, in vigore dal 1° aprile 2016,

–  visto il programma di riforma europeo per il Kosovo, varato a Pristina l'11 novembre 2016,

–  visto l'accordo quadro con il Kosovo sulla partecipazione ai programmi dell'Unione, in vigore dal 1° agosto 2017,

–  vista la comunicazione della Commissione, del 6 febbraio 2018, dal titolo "Una prospettiva di allargamento credibile e un maggior impegno dell'UE per i Balcani occidentali" (COM(2018)0065),

–  visti la comunicazione della Commissione, del 17 aprile 2018, sulla politica di allargamento dell'UE (COM(2018)0450) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che l'accompagna, dal titolo "Kosovo 2018 Report" (relazione 2018 sul Kosovo, SWD(2018)0156),

–  visti il primo accordo sui principi che disciplinano la normalizzazione delle relazioni tra i governi della Serbia e del Kosovo del 19 aprile 2013 e altri accordi di Bruxelles nel quadro del dialogo facilitato dall'UE per la normalizzazione delle relazioni, compreso il protocollo della gestione integrata delle frontiere (IBM), il quadro giuridico sull'Associazione/Comunità dei comuni a maggioranza serba e gli accordi riguardanti il ponte di Mitrovica e l'energia,

–  vista l'integrazione nel sistema giudiziario kosovaro di magistrati, procuratori e personale amministrativo serbi del Kosovo, conformemente all'accordo giudiziale raggiunto nel febbraio 2015,

–  vista la decisione (PESC) 2018/856 del Consiglio, dell'8 giugno 2018, che modifica l'azione comune 2008/124/PESC relativa alla missione dell'Unione europea sullo Stato di diritto in Kosovo (EULEX KOSOVO)(1), che ha altresì prorogato la missione fino al 14 giugno 2020,

–  viste la relazione annuale 2017 sulle missioni e le operazioni di politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) e la relazione 2017 di EULEX sui progressi compiuti nell'ambito del patto ("Compact Progress Report"),

–  viste le relazioni del Segretario generale delle Nazioni Unite sulle attività in corso della missione delle Nazioni Unite per l'amministrazione ad interim nel Kosovo (UNMIK), tra cui l'ultima relazione del 1° maggio 2016, e la relazione sulle operazioni della Forza per il Kosovo (KFOR) del 7 febbraio 2018,

–  viste la valutazione della Commissione, del 17 aprile 2018, sul programma di riforme economiche del Kosovo 2018-2020 (SWD(2018)0133) e le conclusioni comuni del dialogo economico e finanziario tra l'UE, i Balcani occidentali e la Turchia del 25 maggio 2018,

–  viste le relazioni finali della missione di osservazione elettorale dell'Unione europea (EUEOM) sulle elezioni legislative in Kosovo, dell'11 giugno 2017, e sulle elezioni dei sindaci e dei consigli comunali in Kosovo, del 22 ottobre 2017,

–  vista la quarta riunione del comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Kosovo, svoltasi a Strasburgo il 17 e 18 gennaio 2018,

–  viste la proposta della Commissione, del 4 maggio 2016, per un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo (Kosovo) (COM(2016)0277) e la quarta relazione della Commissione, del 4 maggio 2016, sui progressi compiuti dal Kosovo nella realizzazione delle condizioni previste dalla tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti (COM(2016)0276),

–  vista la ratifica dell'accordo relativo alla demarcazione della frontiera tra il Kosovo e il Montenegro da parte dei parlamenti del Montenegro e del Kosovo,

–  visti la risoluzione 1244 (1999) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia (CIG) del 22 luglio 2010 sulla conformità al diritto internazionale della dichiarazione unilaterale d'indipendenza del Kosovo e la risoluzione 64/298 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 9 settembre 2010, in cui si prende atto del contenuto del parere della CIG e si plaude alla disponibilità dell'UE a favorire il dialogo tra Serbia e Kosovo,

–  visto l'esito dell'indagine del 2017 sui rom emarginati nei Balcani occidentali, effettuata dalla Commissione europea, dalla Banca mondiale e dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo,

–  visto il documento di lavoro congiunto della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 21 settembre 2015, dal titolo "Gender Equality and Women's Empowerment: Transforming the Lives of Girls and Women through EU External Relations 2016-2020" (Parità di genere ed emancipazione femminile: trasformare la vita delle donne e delle ragazze attraverso le relazioni esterne dell'UE 2016-2020) (SWD(2015)0182),

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul Kosovo,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A8-0332/2018),

A.  considerando la necessità di sforzi costanti e significativi, sostenuti da un dialogo costruttivo tra le forze politiche e con i paesi vicini, per prepararsi alle sfide dell'adesione all'UE;

B.  considerando che ogni paese candidato o potenziale candidato è giudicato individualmente in base ai propri meriti e che sono la velocità e la qualità delle riforme a determinare il calendario per l'adesione;

C.  considerando che 114 paesi, tra cui 23 dei 28 Stati membri dell'UE, hanno riconosciuto l'indipendenza del Kosovo;

D.  considerando che l'UE ha più volte dimostrato la sua disponibilità a coadiuvare lo sviluppo economico e politico del Kosovo attraverso una chiara prospettiva europea, mentre il Kosovo ha dato prova di ambizione nel suo cammino verso l'integrazione europea;

E.  considerando che, a causa della persistente polarizzazione tra i partiti politici, il Kosovo ha compiuto progressi limitati nella realizzazione delle riforme connesse all'UE, che sono essenziali per progredire ulteriormente nel processo di adesione all'Unione;

F.  considerando che la fiorente economia informale del Kosovo ostacola lo sviluppo di un'economia sostenibile per l'intero paese;

G.  considerando che le sezioni specializzate per il Kosovo e la procura specializzata all'Aia sono pienamente operative sotto il profilo giudiziario dal 5 luglio 2017;

H.  considerando che l'8 giugno 2018 il Consiglio ha deciso di riorientare e prorogare il mandato della missione dell'UE sullo Stato di diritto in Kosovo, ponendo fine alla parte giudiziaria esecutiva del mandato della missione; che il nuovo termine del mandato è stato fissato al 14 giugno 2020;

I.  considerando che il Kosovo resta l'unico paese dei Balcani occidentali i cui i cittadini necessitano di un visto per entrare nello spazio Schengen;

1.  accoglie con favore gli importanti atti legislativi adottati nel quadro del programma di riforma europeo e ne chiede la piena attuazione; ritiene che si debba creare un consenso trasversale tra i partiti per adottare riforme fondamentali connesse all'UE; attende con interesse l'adozione di un nuovo programma di riforma europeo nel 2019;

2.  sottolinea, tuttavia, la lentezza con cui vengono attuate riforme fondamentali, dovuta alla mancanza di un consenso trasversale tra i partiti e a una persistente polarizzazione politica; osserva che ciò ha inciso negativamente sulle possibilità dell'Assemblea e del governo di realizzare riforme durature e sostenibili; condanna il comportamento ostruzionistico di alcuni parlamentari; invita tutti i partiti politici a instaurare un dialogo politico inclusivo; sottolinea la necessità di migliorare l'effettivo controllo esercitato dall'Assemblea sull'esecutivo nonché la trasparenza e la qualità del processo legislativo, anche garantendo una partecipazione attiva e costruttiva e limitando il ricorso alle procedure d'urgenza nell'adozione delle leggi; incoraggia il consenso sulle riforme relative all'adesione all'UE;

3.  si compiace del fatto che il settore della pubblica amministrazione ha registrato alcuni progressi, ma sottolinea la necessità di ulteriori riforme; chiede, in particolare, la depoliticizzazione e ristrutturazione dell'amministrazione statale;

4.  accoglie con favore la ratifica, attesa da tempo, dell'accordo dell'agosto 2015 relativo alla demarcazione della frontiera con il Montenegro, avvenuta nel marzo 2018, che rappresenta un passo avanti nello spirito delle buone relazioni di vicinato; sottolinea l'importanza di tale passo verso la liberalizzazione dei visti;

5.  invita le autorità kosovare ad affrontare in modo globale le lacune elettorali precedentemente individuate, compresa la mancanza di trasparenza e di responsabilità nel finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali, nonché le presunte diffuse intimidazioni degli elettori, in particolare in molte comunità serbe del Kosovo, attuando tempestivamente, e con largo anticipo rispetto al prossimo turno elettorale, misure legislative e amministrative per dar seguito alle rimanenti raccomandazioni formulate dalle missioni di osservazione dell'UE e del Parlamento europeo e dalla commissione di Venezia, al fine di garantire la piena conformità alle norme internazionali; accoglie con favore i progressi compiuti nell'ambito dell'amministrazione elettorale sotto il profilo della parità di genere e invita il Kosovo a intensificare ulteriormente gli sforzi per aumentare la partecipazione politica delle donne e rafforzare il quadro giuridico generale;

6.  esprime preoccupazione per il sistema giudiziario sottofinanziato del Kosovo, la corruzione diffusa, gli elementi di appropriazione dello Stato, l'influenza politica indebita e il mancato rispetto del diritto a un processo equo e procedure giuste, anche nei casi di estradizione; sottolinea l'importanza dei processi di riforma nello Stato di diritto, con particolare attenzione all'indipendenza e all'efficienza, nonché la necessità di rafforzare ulteriormente la protezione dei testimoni;

7.  sottolinea che un sistema giudiziario rappresentativo e un'attuazione uniforme della legislazione del Kosovo sono presupposti essenziali per affrontare un esercizio della giustizia incoerente, lento e inefficiente; accoglie con favore l'integrazione nel sistema giudiziario kosovaro di magistrati, procuratori e personale amministrativo serbi del Kosovo, conformemente all'accordo giudiziale raggiunto nel 2015 tra Serbia e Kosovo; ritiene che il sistema giudiziario sia ancora vulnerabile a indebite influenze politiche e che siano necessari ulteriori sforzi per rafforzare la capacità e garantire la responsabilità disciplinare dei giudici e dei pubblici ministeri, anche attraverso un riesame funzionale approfondito del sistema giudiziario che coinvolga tutti i giudici, pubblici ministeri, alti funzionari di polizia e inquirenti; plaude all'istituzione, nel novembre 2017, della commissione governativa sul riconoscimento e la verifica dello status di vittime di violenze sessuali durante il conflitto in Kosovo;

8.  osserva che la corruzione e la criminalità organizzata, compresi il traffico di stupefacenti, la tratta di esseri umani e la criminalità informatica, continuano a essere fonte di preoccupazione e richiedono sforzi concertati; accoglie con favore i primi progressi compiuti nel rafforzare i risultati conseguiti in materia di indagini e di perseguimento della corruzione ad alto livello e dei casi di criminalità organizzata; si aspetta un impegno decisivo e costante nell'ambito degli obblighi del processo di adesione all'UE; plaude ai continui sforzi profusi dal mediatore per rafforzare la sua capacità di riesame dei casi;

9.  chiede l'istituzione di un quadro giuridico migliorato e una maggiore efficienza e capacità della procura, al fine di consentire un approccio globale alle indagini e alle azioni penali, che dovrebbe essere concretizzato mediante il congelamento, la confisca e il recupero dei beni, nonché mediante condanne definitive nei casi di corruzione ad alto livello, criminalità organizzata e finanziaria, riciclaggio e finanziamento del terrorismo; chiede salvaguardie che garantiscano l'indipendenza dall'applicazione della legge e dell'azione penale, nonché misure preventive anti-corruzione in vari settori; ritiene che occorrano ulteriori misure per garantire una migliore cooperazione e un miglior coordinamento tra le istituzioni di contrasto e per massimizzare l'indipendenza e responsabilità della magistratura; invita il Kosovo a rispettare le procedure e le norme internazionali in materia di estradizione di cittadini stranieri ponendo in essere le misure necessarie per evitare casi come quello dei sei cittadini turchi deportati dal Kosovo in Turchia a fine marzo 2018; plaude, a questo proposito, alla decisione dell'Assemblea kosovara di istituire una commissione d'inchiesta per fare luce sul caso;

10.  chiede un'autentica e costruttiva cooperazione giudiziaria e di polizia tra le autorità del Kosovo e quelle serbe; ritiene che l'adesione del Kosovo a Interpol e una maggiore cooperazione con Europol migliorerebbero ulteriormente l'efficacia delle misure contro la criminalità transnazionale; incoraggia, al contempo, un'ulteriore cooperazione nella lotta al terrorismo;

11.  ritiene indispensabile attuare in modo tempestivo e completo le raccomandazioni del mediatore, del revisore generale dei conti, dell'agenzia anticorruzione e della commissione di regolamentazione degli appalti pubblici del Kosovo; sottolinea la necessità di porre rimedio alle carenze del sistema degli appalti pubblici e di migliorare la cooperazione interistituzionale e lo scambio di informazioni; raccomanda vivamente il rafforzamento delle capacità di monitoraggio, di valutazione e di audit, nonché l'adozione e l'attuazione di una strategia antifrode per protegge gli interessi finanziari del Kosovo e dell'UE;

12.  accoglie con favore la conferma da parte della Commissione, il 18 luglio 2018, del rispetto dei parametri di riferimento per la liberalizzazione dei visti; ritiene essenziale concedere al Kosovo la liberalizzazione dei visti senza indebito ritardo; è del parere che la liberalizzazione dei visti migliorerà la stabilità e avvicinerà il Kosovo all'UE, agevolando i viaggi e le attività imprenditoriali e contribuendo nel contempo a contrastare la tratta di esseri umani e la corruzione; chiede al Consiglio di adottare rapidamente il suo mandato per procedere all'adozione di un regime di esenzione dal visto;

13.  osserva che, al di là dei progressi realizzati per soddisfare i requisiti di liberalizzazione dei visti, occorre continuare a compiere sforzi sostenuti nella lotta contro la criminalità organizzata, il traffico di stupefacenti, la tratta di esseri umani e la corruzione, nonché sforzi concreti per gestire i flussi migratori irregolari e ridurre il numero di domande di asilo infondate;

14.  prende atto con soddisfazione della netta riduzione del numero di richieste di asilo e di riammissioni di cittadini del Kosovo, nonché del numero di domande di accordi di riammissione; prende altresì atto con soddisfazione della nuova strategia di reintegrazione e ne chiede la piena attuazione;

15.  elogia l'impegno profuso dal Kosovo nel contrastare il flusso di combattenti stranieri in uscita, rappresentati quasi esclusivamente da jihadisti, e nell'affrontare le minacce terroristiche; chiede un'attiva cooperazione regionale per contrastare possibili attività terroristiche e i flussi finanziari destinati al finanziamento del terrorismo; esorta il Kosovo a combattere la radicalizzazione online e le influenze estremiste esterne; sottolinea l'importanza della prevenzione del terrorismo e di azioni giudiziarie nei confronti dei presunti combattenti, come pure della riabilitazione, dell'istruzione e del reinserimento sociale di detti combattenti e delle loro famiglie; sottolinea la necessità di prevenire la radicalizzazione dei detenuti, in particolare dei giovani vulnerabili, e di lavorare attivamente alla loro deradicalizzazione;

16.  condanna fermamente l'uccisione del politico serbo del Kosovo Oliver Ivanović; ritiene che il suo assassinio sia un grave attacco contro le voci costruttive e moderate della comunità serba del Kosovo; sottolinea l'urgente necessità di una reale cooperazione tra gli inquirenti serbi e kosovari e del sostegno internazionale, affinché gli autori e i mandanti di tale uccisione siano consegnati alla giustizia senza ulteriori indugi;

17.  deplora la riluttanza a trattare i casi di crimini di guerra e sottolinea l'importanza di un chiaro impegno politico per perseguirli; esorta le autorità del Kosovo a dimostrare il loro impegno fermo e costante ad adempiere ai loro obblighi internazionali per quanto riguarda le sezioni specializzate per il Kosovo e la procura specializzata all'Aia; esprime profonda preoccupazione per i tentativi da parte di membri dell'Assemblea del Kosovo di abrogare la legge sulle sezioni specializzate e sulla procura specializzata del Kosovo nel dicembre 2017; deplora profondamente il fatto che tali tentativi abbiano portato alla mancata adozione di raccomandazioni comuni a seguito del rinvio della quarta riunione del comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Kosovo (CPSA) al 17 e 18 gennaio 2018; chiede un approccio costruttivo nei confronti del CPSA UE-Kosovo e il rafforzamento della cooperazione parlamentare al riguardo;

18.  esorta le autorità a rafforzare la cooperazione giudiziaria reciproca tra le procure del Kosovo e della Serbia e a sostenere la creazione di una commissione regionale (RECOM) per l'accertamento dei fatti relativi ai crimini di guerra e ad altre gravi violazioni dei diritti umani commesse nell'ex Jugoslavia tra il 1991 e il 2001;

19.  prende atto dell'importante ruolo svolto dall'EULEX nel rafforzamento dell'indipendenza del sistema giudiziario, doganale e di polizia; riconosce inoltre il ruolo preventivo e di riconciliazione della missione EULEX nel perseguire e giudicare i casi di crimini di guerra, corruzione e criminalità organizzata, e i suoi continui sforzi volti a identificare le persone scomparse e individuare le fosse comuni al fine di risolvere pienamente i casi; raccomanda una valutazione dei punti di forza e di debolezza della missione;

20.  ribadisce il suo invito all'EULEX affinché garantisca maggiore efficacia e rispetti le più alte norme di trasparenza mantenendo un approccio di tolleranza zero nei confronti di corruzione, cattiva amministrazione, illeciti, pressioni e interferenze politiche;

21.  sottolinea la necessità di informare tempestivamente l'Assemblea del Kosovo in merito alle attività dell'EULEX e alle eventuali modifiche del suo status giuridico;

22.  prende nota del nuovo mandato dell'EULEX e della sua scadenza; sottolinea tuttavia che il conseguimento di progressi concreti in Kosovo è più importate di un calendario prestabilito;

23.  chiede che l'applicazione del quadro sui diritti umani sia considerata una priorità assoluta e sia sostenuta da un coordinamento e un finanziamento adeguati e sufficienti, in particolare nei settori della parità di genere, della protezione dei minori e dei lavoratori, dell'esclusione sociale e della discriminazione nei confronti delle persone con disabilità e delle minoranze e comunità etniche e linguistiche, nonché delle persone LGBTI; sottolinea la necessità di rafforzare l'agenzia per l'uguaglianza di genere e il coordinatore nazionale per la protezione dalla violenza domestica nonché di incrementare la prevenzione e l'applicazione della giustizia in relazione ai reati connessi; ribadisce la necessità di adottare il progetto di legge sulla libertà di religione;

24.  esprime profonda preoccupazione per la disuguaglianza di genere e la violenza basata sul genere; esorta il Kosovo a garantire la piena e tempestiva attuazione della normativa in materia di uguaglianza di genere e antidiscriminazione; esprime viva preoccupazione per la mancanza di progressi nell'attuazione della strategia e del piano d'azione contro la violenza domestica e invita le autorità a intraprendere azioni più rigorose ed efficaci per combattere la violenza di genere, anche attraverso il rafforzamento dell'agenzia per l'uguaglianza di genere e del coordinatore nazionale per la protezione dalla violenza domestica; manifesta preoccupazione per la scarsa rappresentanza delle donne nelle posizioni decisionali; chiede alle autorità del Kosovo di affrontare in via prioritaria la questione dell'integrazione di genere, anche nel programma di riforma europeo e con la società civile, comprese le organizzazioni delle donne; incoraggia il Kosovo ad affrontare ulteriormente la questione della giustizia e del sostegno alle donne che hanno subito violenze sessuali durante la guerra; esorta il Kosovo ad attuare le disposizioni contenute nella Convenzione di Istanbul;

25.  invita l'Assemblea del Kosovo a tenere in considerazione, all'atto della stesura della legge sulla tutela dei minori, del documento di sintesi firmato congiuntamente dall'UE, dall'UNICEF, dalla coalizione delle ONG per la protezione dell'infanzia in Kosovo (KOMF) e da Save the Children;

26.  osserva con preoccupazione che il Kosovo ha compiuto progressi limitati nell'ambito dei diritti delle persone con disabilità; invita il Kosovo a garantire la non discriminazione e le pari opportunità per le persone con disabilità;

27.  invita le autorità del Kosovo ad affrontare in via prioritaria le questioni inerenti alle minoranze, compresi i loro diritti, culturali e linguistici, e le loro opportunità; deplora che minoranze quali i rom, gli ashkali e gli egiziani continuino a incontrare difficoltà nell'acquisizione di documenti personali, con conseguenti ripercussioni sulla possibilità di accedere alla cittadinanza, all'istruzione, alle cure sanitarie e all'assistenza sociale, e invita le autorità del Kosovo ad affrontare tali problemi; si compiace della volontà delle autorità di riconoscere i diritti delle persone di etnia storica bulgara nelle regioni di Gora e Zhupa; plaude all'adozione della nuova strategia e del piano d'azione 2017-2021 per l'inclusione delle comunità rom e ashkali nella società del Kosovo, e invita il Kosovo a svolgere un ruolo attivo nella cooperazione regionale nell'ambito del progetto di integrazione dei rom 2020, attuato dal Consiglio di cooperazione regionale;

28.  deplora la persistente discriminazione nei confronti delle persone LGBTI e l'aumento dei discorsi di odio online in concomitanza con il Gay Pride di Pristina;

29.  sottolinea la necessità di adottare il nuovo progetto di legge sulla libertà di associazione delle ONG; invita a prestare maggiore attenzione, in sede di stesura e attuazione della normativa nei settori che interessano lo spazio della società civile, al fine di garantire che la normativa non imponga un onere sproporzionato alle organizzazioni della società civile (OSC) e non abbia un impatto discriminatorio sulle stesse, né diminuisca lo spazio a disposizione della società civile; sottolinea la necessità di mettere a disposizione delle OSC finanziamenti pubblici;

30.  insiste sull'esigenza di garantire la libertà editoriale, la sostenibilità finanziaria e l'indipendenza dell'emittente pubblica kosovara e di assicurare la trasparenza riguardo alla proprietà dei mezzi d'informazione privati, conformemente alle raccomandazioni contenute nella relazione annuale della Commissione; esorta ad attuare tutte le leggi pertinenti in materia; invita a migliorare la trasmissione multilingue e la qualità delle informazioni offerte a tutte le comunità del Kosovo; esprime preoccupazione per l'aumento del numero di minacce e attacchi nei confronti di giornalisti e sollecita le autorità del Kosovo a indagare e a perseguire prontamente i responsabili; accoglie con favore l'approvazione del progetto di legge sulla protezione degli informatori da parte del governo del Kosovo;

31.  chiede un impegno costante volto a normalizzare in modo esaustivo le relazioni tra la Serbia e il Kosovo; ritiene che una piena normalizzazione delle relazioni con la Serbia, nel quadro di un accordo giuridicamente vincolante e delle relative disposizioni di attuazione, non sarà possibile senza una completa applicazione degli accordi esistenti da entrambe le parti, e che si tratta di un elemento fondamentale del cammino di entrambi i paesi verso l'integrazione europea;

32.  prende nota del dibattito in corso e delle dichiarazioni pubbliche su possibili adeguamenti del confine tra la Serbia e il Kosovo, compresi gli scambi di territori; evidenzia la natura multietnica sia del Kosovo sia della Serbia e sottolinea che l'obiettivo nella regione non dovrebbe essere quello di avere Stati etnicamente omogenei; sostiene il dialogo facilitato dall'UE quale quadro per il raggiungimento di un accordo di normalizzazione esaustivo tra la Serbia e il Kosovo; ritiene che qualsiasi accordo possa essere accettabile solo se concordato da entrambe le parti, tenendo conto della stabilità globale nella regione e del diritto internazionale;

33.  osserva che cinque Stati membri dell'UE non hanno ancora riconosciuto il Kosovo e li invita a farlo; sottolinea che questo riconoscimento contribuirebbe a facilitare la normalizzazione delle relazioni tra il Kosovo e la Serbia;

34.  è del parere che il dialogo tra Belgrado e Pristina debba essere condotto in modo aperto e trasparente e che i responsabili debbano consultare periodicamente l'Assemblea del Kosovo sui suoi sviluppi;

35.  deplora il fatto che molti accordi firmati finora non siano stati attuati o abbiano subito ritardi, ad esempio quelli in materia di energia o sull'associazione dei comuni a maggioranza serba; esorta entrambe le parti ad attuare tutti gli accordi pienamente e in buona fede; invita nuovamente il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a procedere a una valutazione dei progressi compiuti dalle parti nell'adempimento dei rispettivi obblighi, in modo da affrontare tutte le sfide che si pongono all'attuazione; esorta i governi della Serbia e del Kosovo a evitare qualsiasi atto che possa minare la fiducia tra le parti e costituire un rischio per la prosecuzione costruttiva del dialogo;

36.  esprime profonda preoccupazione per il crescente numero di incidenti interetnici; condanna con fermezza tutti gli atti di intimidazione e di violenza; si attende che le autorità del Kosovo prendano immediatamente le distanze da tali atti e chiede che i responsabili siano identificati e consegnati alla giustizia; invita le autorità nazionali e locali a compiere ulteriori sforzi per attuare le leggi adottate al fine di sviluppare ulteriormente una società multietnica; deplora l'affermarsi della retorica nazionalista ed estremista nella regione e chiede che la Commissione sostenga ulteriormente la riconciliazione attraverso progetti culturali;

37.  chiede nuovamente l'apertura immediata e senza restrizioni del ponte di Mitrovica, il che costituirebbe un importante passo verso la riunificazione della città; chiede la piena attuazione dell'accordo sulla libera circolazione; invita le autorità serbe e kosovare a promuovere i contatti interpersonali tra le comunità locali al fine di rafforzare il dialogo, anche a livello non governativo; accoglie con favore, al riguardo, il programma di cooperazione reciproca Peja/Sabac e invita la Commissione a sostenere iniziative analoghe; accoglie con favore lo sviluppo di progetti infrastrutturali che consentano maggiori contatti, come l'autostrada Nis-Merdare-Pristina;

38.  accoglie con favore gli sforzi profusi dal Kosovo per mantenere relazioni di buon vicinato costruttive in tutta la regione e per allinearsi in modo proattivo alla politica estera e di sicurezza comune dell'UE (PESC) e chiede ulteriori progressi in tale settore; ritiene che l'adesione del Kosovo agli organi internazionali conferirebbe diritti e obblighi che implicano l'applicazione di norme e standard internazionali; incoraggia un approccio positivo per quanto riguarda la partecipazione del Kosovo alle organizzazioni internazionali;

39.  sottolinea l'urgente necessità di adottare e attuare misure che garantiscano procedure di privatizzazione trasparenti e competitive e di indagare sulle presunte irregolarità; è preoccupato per il fatto che le rimesse dei migranti rappresentano un motore importante per la domanda interna; esprime preoccupazione per la discriminazione nei confronti delle donne sul mercato del lavoro, specialmente durante il processo di assunzione;

40.  esprime preoccupazione per le pessime procedure di registrazione medica e per la qualità dei medicinali, nonché per la corruzione presente nel settore sanitario in generale; esorta il ministero della Sanità kosovaro ad accelerare le indagini su tali reati e ad affrontare quanto prima i problemi inerenti alla registrazione e alla qualità; chiede una riforma globale del settore sanitario che includa l'attuazione di un'assicurazione sanitaria universale, al fine di garantire l'accesso universale all'assistenza sanitaria; sottolinea la necessità di garantire un adeguato finanziamento del sistema sanitario pubblico;

41.  invita la Commissione a elaborare una strategia regionale volta a contrastare la persistente disoccupazione giovanile e la fuga di cervelli affrontando il divario tra le competenze offerte dal sistema d'istruzione e quelle richieste dal mercato del lavoro, migliorando la qualità dell'insegnamento e garantendo un adeguato finanziamento delle misure attive del mercato del lavoro e dei programmi di formazione professionale, nonché strutture adeguate per l'infanzia e l'istruzione prescolare; deplora la mancanza di progressi nel miglioramento della qualità dell'istruzione; invita gli attori interessati a coinvolgere persone appartenenti a gruppi minoritari nella definizione e attuazione delle misure a favore dell'occupazione;

42.  esorta il Kosovo a sfruttare appieno il potenziale offerto dai programmi dell'UE; accoglie con favore la firma dell'accordo sulla partecipazione del Kosovo ai programmi Erasmus + ed Europa creativa; invita le autorità del Kosovo e la Commissione a sostenere ulteriormente le PMI, al fine di sviluppare un'economia sostenibile nel paese; sostiene la proposta di ridurre le tariffe di roaming nei Balcani occidentali;

43.  richiama l'attenzione sulla pessima qualità dell'aria a Pristina e in altre città fortemente inquinate; chiede sistemi efficaci di monitoraggio della qualità dell'aria e dell'acqua, il miglioramento delle infrastrutture di trattamento delle acque e dati affidabili e disponibili in tempo reale sull'inquinamento; esprime preoccupazione riguardo alla cattiva gestione dei rifiuti, le discariche insostenibili e le diffuse pratiche di abbandono illegale di rifiuti; esorta le autorità del Kosovo ad adottare obiettivi per la raccolta differenziata e il riciclaggio, a migliorare gli impianti locali di raccolta e riciclaggio e a chiedere conto a chi inquina; invita le Nazioni Unite a fornire rapidamente il sostegno necessario alle vittime di intossicazione da piombo in alcuni campi profughi allestiti in Kosovo, anche attraverso il fondo fiduciario preannunciato;

44.  rileva che la maggior parte delle raccomandazioni relative alla politica energetica contenute nella relazione dello scorso anno non è stata attuata; sottolinea la necessità di abbandonare il ricorso alla lignite utilizzata per la produzione non sostenibile di energia ed evidenzia l'urgenza di smantellare la centrale elettrica Kosovo A e di garantire ulteriori capacità di importazione e di produzione sostenibili; rileva i progressi parziali compiuti sul fronte del terzo pacchetto energia e sottolinea la necessità di assicurare l'indipendenza del regolatore dell'energia del Kosovo; invita a potenziare gli sforzi in materia di efficienza e risparmio energetici, in particolare nel settore edilizio; osserva che, sebbene il progetto di legge sull'efficienza energetica sia stato approvato in prima lettura, l'efficienza energetica è ostacolata dalla mancanza di progressi nell'attuazione dell'accordo sull'energia tra Kosovo e Serbia; invita le autorità a istituire il fondo per l'efficienza energetica;

45.  sottolinea che le centrali idroelettriche previste dovrebbero soddisfare le norme ambientali dell'UE; accoglie con favore, a tale proposito, la decisione del ministro dell'Ambiente di valutare e sospendere le autorizzazioni rilasciate per i progetti idroelettrici;

46.  deplora la mancanza di progressi nello sfruttamento del potenziale delle energie rinnovabili; chiede alle autorità di adottare il piano d'azione per la strategia energetica 2017-2026, per raggiungere l'obiettivo obbligatorio del 25 % di fonti energetiche rinnovabili entro il 2020; esorta la Commissione a intensificare l'assistenza a tale riguardo;

47.  esorta le autorità del Kosovo ad adottare politiche credibili e sostenibili in materia di trasporto pubblico e di mobilità per far fronte alle carenze infrastrutturali di lunga data;

48.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Servizio europeo per l'azione esterna nonché al governo e all'Assemblea del Kosovo.

(1) GU L 146 dell'11.6.2018, pag. 5.

Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2018Avviso legale