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Procedura : 2018/2144(INI)
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Ciclo del documento : A8-0339/2018

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A8-0339/2018

Discussioni :

PV 28/11/2018 - 27
CRE 28/11/2018 - 27

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PV 29/11/2018 - 8.17
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P8_TA(2018)0482

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Giovedì 29 novembre 2018 - Bruxelles Edizione provvisoria
Relazione 2018 sul Montenegro
P8_TA-PROV(2018)0482A8-0339/2018

Risoluzione del Parlamento europeo del 29 novembre 2018 sulla relazione 2018 della Commissione sul Montenegro (2018/2144(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'accordo di stabilizzazione e di associazione UE-Montenegro, in vigore dal 1° maggio 2010,

–  visti la dichiarazione del vertice UE-Balcani occidentali del 17 maggio 2018 e il relativo "programma delle priorità di Sofia",

–  vista la nona riunione del consiglio di stabilizzazione e di associazione UE-Montenegro tenutasi il 25 giugno 2018,

–  vista l'adesione del Montenegro alla NATO il 5 giugno 2017,

–  vista la ratifica, da parte dei parlamenti del Montenegro e del Kosovo, dell'accordo relativo alla demarcazione dei confini tra il Montenegro e il Kosovo,

–  vista la comunicazione della Commissione del 6 febbraio 2018 dal titolo "Una prospettiva di allargamento credibile e un maggior impegno dell'UE per i Balcani occidentali" (COM(2018)0065),

–  vista la comunicazione della Commissione del 17 aprile 2018 dal titolo "Comunicazione 2018 sulla politica di allargamento dell'UE" (COM(2018)0450), accompagnata dal documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Montenegro 2018 Report" (SWD(2018)0150),

–  viste la valutazione della Commissione del 17 aprile 2018 sul programma di riforme economiche 2018-2020 del Montenegro (SWD(2018)0131) e le conclusioni comuni del Consiglio in occasione del dialogo economico e finanziario tra l'UE e i Balcani occidentali del 25 maggio 2018,

–  viste le relazioni della missione di osservazione elettorale dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'OSCE (OSCE ODIHR) e la dichiarazione della delegazione di osservazione elettorale del Parlamento europeo sulle elezioni presidenziali del 15 aprile 2018,

–  viste le dichiarazioni e le raccomandazioni adottate in occasione della quindicesima riunione della commissione parlamentare di stabilizzazione e di associazione (SAPC) UE-Montenegro, tenutasi a Podgorica il 16-17 luglio 2018,

–  visto l'esito dell'indagine del 2017 sui rom emarginati nei Balcani occidentali, effettuata dalla Commissione europea, dalla Banca mondiale e dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo,

–  visto il processo di Berlino avviato il 28 agosto 2014,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul Montenegro,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A8-0339/2018),

A.  considerando che ciascun paese dell'allargamento è valutato individualmente in base ai propri meriti e che sono la velocità e la qualità delle riforme a determinare il calendario per l'adesione;

B.  considerando che il Montenegro è attualmente il paese più avanzato nel processo negoziale, avendo aperto 31 dei 35 capitoli dell'acquis communautaire dell'Unione e avendo provvisoriamente chiuso i negoziati su tre capitoli;

C.  considerando che per compiere ulteriori progressi nel processo di adesione all'Unione sarà essenziale un dialogo costruttivo tra le forze politiche interne e con i paesi limitrofi;

D.  considerando che il Montenegro è rimasto fedele all'impegno di creare un'economia di mercato funzionante e ha continuato a registrare risultati nell'attuazione degli obblighi previsti dall'accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA);

E.  considerando che il Montenegro beneficia dell'assistenza preadesione nel quadro dello strumento di assistenza preadesione (IPA II);

F.  considerando che il Montenegro deve rafforzare ulteriormente, tra l'altro, la capacità parlamentare, legislativa e di vigilanza, la trasparenza istituzionale, il rispetto dello Stato di diritto e dell'indipendenza della magistratura, la gestione interna dei casi di crimini di guerra, l'integrità del processo elettorale, la libertà dei media e la lotta alla corruzione, alla criminalità organizzata e all'economia informale;

1.  si compiace dell'impegno costante del Montenegro nel processo di integrazione dell'Unione e dei suoi continui progressi positivi in generale, sulla base di un ampio sostegno pubblico a favore di tale decisione strategica;

2.  sottolinea che l'attuazione e l'applicazione delle riforme restano un indicatore chiave di un'integrazione riuscita; invita il Montenegro a migliorare la pianificazione, il coordinamento e il monitoraggio dell'attuazione delle nuove norme e politiche e chiede la tempestiva attuazione di parametri di riferimento provvisori per i capitoli 23 e 24;

3.  accoglie positivamente la valutazione espressa dalla Commissione nella sua comunicazione del 6 febbraio 2018 sulla strategia per i Balcani occidentali secondo la quale, grazie a una forte volontà politica, alla realizzazione di riforme reali e costanti e a soluzioni definitive alle controversie con i paesi limitrofi, esiste la possibilità che il Montenegro sia pronto per l'adesione entro il 2025;

4.  invita la Commissione e il Consiglio a garantire, nel prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP), adeguate disponibilità al fine di tenere conto della possibile adesione del Montenegro all'Unione europea, come sottolineato nella strategia per i Balcani occidentali;

Democratizzazione

5.  ricorda a tutti i partiti politici che un impegno politico costruttivo dipende da un parlamento pienamente funzionante in cui tutti i politici assumono la propria responsabilità nei confronti degli elettori occupando i loro seggi in parlamento; si compiace del fatto che la maggior parte dei partiti di opposizione sia tornata in parlamento dopo un lungo boicottaggio parlamentare; esorta tutti gli altri partiti politici a tornare in parlamento e a compiere maggiori sforzi concertati per realizzare un effettivo dialogo politico al fine di garantire che il parlamento disponga degli strumenti necessari per svolgere pienamente il proprio ruolo legislativo e di supervisione, ripristinando così un processo democratico funzionante;

6.  chiede l'attuazione della normativa sulla partecipazione pubblica e politica delle donne e delle minoranze, in particolare i rom(1), anche consentendo una partecipazione significativa delle donne appartenenti a minoranze ai processi decisionali e l'assunzione di incarichi nella pubblica amministrazione e in altre istituzioni pubbliche;

7.  invita la leadership politica del Montenegro a concentrare gli sforzi sulle sfide ancora aperte per quanto attiene ai problemi legati allo Stato di diritto, alla libertà dei mezzi di informazione, alla corruzione, al riciclaggio di denaro, alla criminalità organizzata e alla violenza ad essa associata e ad affrontare tali questioni in via prioritaria;

8.  osserva che le libertà fondamentali sono state rispettate durante le elezioni presidenziali dell'aprile 2018; invita il governo a collaborare con i partiti di opposizione e con la società civile per affrontare in modo esauriente le carenze individuate dall'OSCE ODIHR e dare piena attuazione alle raccomandazioni prioritarie della missione di osservazione elettorale adottando la legislazione nazionale pendente, e a rafforzare la trasparenza e la professionalizzazione dell'amministrazione elettorale al fine di migliorare la fiducia del pubblico nel processo elettorale; chiede che le elezioni locali si svolgano simultaneamente in tutto il paese e che siano migliorate la qualità e la trasparenza delle elezioni; esorta a rafforzare le disposizioni in materia di trasparenza del finanziamento dei partiti politici;

9.  chiede indagini approfondite su tutte le presunte irregolarità elettorali; esorta nuovamente a dare il dovuto seguito allo "scandalo delle registrazioni audio" del 2012; invita l'agenzia anticorruzione (ACA) a intensificare il monitoraggio degli eventuali abusi di risorse pubbliche da parte dei partiti politici;

10.  esprime preoccupazione per la decisione del parlamento montenegrino di destituire Vanja Ćalović Marković dal consiglio dell'agenzia anticorruzione; esorta a gestire questo caso in piena trasparenza;

Stato di diritto

11.  osserva il ruolo centrale svolto dall'autorità di audit, dall'ACA, dalla commissione di controllo degli appalti pubblici, dall'agenzia per la concorrenza e dall'autorità operante nel settore degli aiuti di Stato nel far fronte alla criminalità organizzata e alla corruzione; accoglie con favore le continue riforme volte a migliorare la capacità e l'indipendenza di tali istituzioni, ma rileva la necessità di migliorare l'efficienza, registrare risultati migliori, incoraggiare la prevenzione della corruzione, anche attraverso idonee sanzioni, e rimuovere gli ostacoli residui al raggiungimento della loro piena indipendenza;

12.  prende atto dei progressi compiuti nel rafforzare la capacità dell'ACA nell'ambito delle indagini sui finanziamenti delle campagne elettorali; sottolinea tuttavia l'esigenza di migliorare la fiducia nei confronti di tale agenzia e rafforzare la sua reputazione, un obiettivo che potrebbe essere realizzato mettendo ulteriormente al riparo il suo lavoro da qualsiasi influenza politica;

13.  si compiace degli sforzi compiuti per migliorare la trasparenza della pubblica amministrazione e la condivisione delle informazioni, ma incoraggia l'istituzione di una pubblica amministrazione più vicina ai cittadini, professionale e depoliticizzata; plaude all'attività più efficace del difensore civico; chiede migliori valutazioni dell'impatto normativo, relazioni complete sugli audit e consultazioni pubbliche inclusive sulle proposte legislative; sottolinea l'importanza della cooperazione con le organizzazioni della società civile (OSC) e di un accesso aperto alle informazioni per combattere efficacemente la corruzione e incoraggia una revisione delle modifiche legislative apportate nel maggio 2017; raccomanda l'ottimizzazione delle risorse e del capitale umano nella pubblica amministrazione;

14.  plaude ai considerevoli progressi compiuti dal Montenegro nell'e-governance e nella partecipazione digitale: il paese, infatti, è salito tra i 25 paesi con i migliori risultati, secondo l'indagine 2016 delle Nazioni Unite sull'e-government; invita il governo del Montenegro a mantenere il ritmo delle riforme in quest'ambito, per migliorare ulteriormente l'efficienza e l'accessibilità della pubblica amministrazione;

15.  accoglie con favore i discreti progressi compiuti per accrescere l'indipendenza, la trasparenza, la responsabilità, la professionalità e l'efficienza delle istituzioni giudiziarie; chiede misure di salvaguardia contro le ingerenze politiche e un'applicazione coerente dei codici deontologici e delle misure disciplinari; si compiace del fatto che siano stati nominati per la prima volta nuovi giudici e pubblici ministeri utilizzando il nuovo sistema di assunzione;

16.  rileva la necessità di portare avanti i procedimenti giudiziari sul presunto tentativo di colpo di Stato dell'ottobre 2016 garantendo una piena cooperazione giudiziaria con i paesi terzi; accoglie con favore la decisione di trasmettere pubblicamente i procedimenti giudiziari ai fini della trasparenza;

17.  accoglie con favore gli emendamenti alla legge sul consiglio giudiziario approvata il 29 giugno 2018, che consente la prosecuzione del normale funzionamento del consiglio giudiziario; osserva che tali emendamenti sono stati approvati conformemente alle raccomandazioni della Commissione di Venezia; sottolinea che tali modifiche relative all'elezione dei membri laici del consiglio rappresentano solo una soluzione temporanea; esorta il gruppo di lavoro ad hoc del parlamento, costituito di recente, a risolvere rapidamente tale questione;

18.  manifesta preoccupazione per i crescenti casi di violenze e assassini connessi alla criminalità organizzata, che hanno un effetto negativo sulla vita quotidiana dei cittadini comuni; si compiace del fatto che le autorità abbiano individuato questo problema ma chiede un'azione preventiva più solida, compreso il ricorso a provvedimenti di confisca dei beni non basati sulla condanna; elogia le indagini, le azioni penali e le condanne pronunciate in casi di corruzione ad alto livello; riconosce tuttavia che questi risultati devono essere ulteriormente rafforzati, in particolare nel campo del riciclaggio di denaro e della tratta di esseri umani;

19.  invita a compiere progressi nella prevenzione dei conflitti di interesse e dell'arricchimento illecito dei funzionari pubblici, anche a livello comunale; invita le autorità a intensificare la confisca dei beni della criminalità, a far avanzare le indagini sulle ricchezze ingiustificate e ad adottare altre misure che portino allo smantellamento delle bande criminali, spezzando i legami tra la criminalità organizzata, gli affari e la politica; denuncia, nel contempo, la pratica di irrogare sanzioni inferiori al minimo previsto per legge, in quanto ha un effetto controproducente sulla prevenzione dei reati di corruzione;

20.  ricorda che il Montenegro deve compiere ulteriori sforzi per garantire la tutela effettiva del diritto di proprietà, conformemente all'acquis dell'Unione e alle norme internazionali in materia di diritti umani; esorta le autorità statali a predisporre processi equi entro un lasso di tempo ragionevole nell'ambito dell'attuazione del quadro giuridico nazionale vigente, anche nel settore del diritto di proprietà e della restituzione dei beni; osserva che un regime solido, non discriminatorio e stabile per i diritti di proprietà è un presupposto per la fiducia dei cittadini, degli investitori esterni e delle imprese;

Gestione delle frontiere e migrazione

21.  rileva che il Montenegro si è sinora mostrato in grado di trattare le domande di asilo, ma sottolinea che devono essere compiuti ulteriori progressi; incoraggia il Montenegro a collaborare più strettamente con l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera al fine di migliorare la gestione delle frontiere in conformità delle regole europee, far fronte alla migrazione irregolare e smantellare le reti dell'immigrazione clandestina; chiede di intensificare gli sforzi e la cooperazione transfrontaliera per prevenire e smantellare le reti di criminalità organizzata legate alla tratta di esseri umani, nonché al contrabbando di stupefacenti e di tabacco; sottolinea le preoccupazioni persistenti riguardo al traffico illecito di tabacco in Montenegro, in particolare quello collegato alle sue zone franche; invita la Commissione a continuare a sostenere il Montenegro nel controllo delle sue zone franche e nell'attività di prevenzione del commercio illegale;

22.  deplora la mancanza di progressi nella lotta alla tratta di esseri umani ed esorta a prestare particolare attenzione alla prevenzione della prostituzione forzata e organizzata e dell'accattonaggio dei minori; sottolinea che sono necessari ulteriori sforzi per l'identificazione delle vittime e per il loro accesso all'assistenza, ai risarcimenti e alle misure di protezione; invita il Montenegro a fornire una protezione efficace alle vittime della tratta e a prestare particolare attenzione alla riabilitazione dei minori vittime della tratta di esseri umani e alle donne e alle bambine rom, in considerazione delle situazioni vulnerabili nelle quali si trovano a causa della povertà e dell'emarginazione;

Media

23.  nutre sempre maggiore preoccupazione per la situazione della libertà di espressione e dei media, nel cui ambito tre successive relazioni della Commissione non hanno registrato alcun progresso; ricorda che il relativo capitolo 23 è stato aperto nel mese di dicembre 2013 e che sono i progressi in questo capitolo e nel capitolo 24 a determinare il ritmo complessivo dei negoziati; condanna con la massima fermezza le intimidazioni, le campagne denigratorie e gli attacchi verbali e fisici nei confronti di giornalisti; osserva che nel 2017 sono stati segnalati sette casi di attacchi contro giornalisti; esorta il governo a garantire che i giornalisti siano tutelati nella pratica; chiede che siano adottate ulteriori misure per garantire l'indipendenza dei media e dei giornalisti e incoraggia la raccolta sistematica di dati sulle minacce nei confronti di giornalisti; rileva che la delegazione dell'UE in Montenegro segue da presso la situazione;

24.  esprime particolare preoccupazione per l'attacco perpetrato l'8 maggio 2018 nei confronti della giornalista del Vijesti Olivera Lakić e chiede un'indagine approfondita su tale caso; reputa inaccettabile che non vi siano stati progressi riguardo alle indagini su vecchi casi di violenza contro giornalisti; esorta le autorità a condannare con fermezza tutti gli attacchi nei confronti di giornalisti e a promuovere misure per proteggere i giornalisti e sradicare l'impunità;

25.  deplora la continua pressione finanziaria ed editoriale posta sull'emittente radiotelevisiva pubblica del Montenegro (RTCG) e sull'Agenzia per i mezzi di comunicazione elettronici (AEM); esorta a mettere in atto misure di salvaguardia contro le influenze politiche e commerciali indebite e a garantire la piena trasparenza in materia di pubblicità dello Stato nei mezzi di comunicazione; ribadisce l'esigenza che la RTCG e tutti gli altri organi di informazione siano tutelati da influenze politiche indebite; esorta le autorità statali a fornire alle autorità di regolamentazione dei mezzi di comunicazione e all'emittente pubblica fondi sufficienti per garantire l'autonomia finanziaria e l'indipendenza sia della RTCG che dell'AEM, che sono fondamentali per un ambiente mediatico solido durante le campagne elettorali; deplora il cambiamento della composizione del consiglio della RTCG e il licenziamento del direttore generale della RTCG, Andrijana Kadija; ritiene che i licenziamenti prematuri dovrebbero essere consentiti solo in un numero limitato di circostanze;

26.  avverte che una mancanza di autonomia finanziaria per i media ne fomenta la dipendenza politica e la polarizzazione; ritiene che sia necessaria un'assegnazione trasparente e non discriminatoria dei fondi pubblici per la pubblicità e invita le autorità a valutare forme alternative di sovvenzioni indirette per promuovere l'indipendenza dei media;

27.  sottolinea il ruolo svolto dall'AEM e da un'efficace autoregolazione nel garantire i più elevati standard etici nei media montenegrini e nel ridurre il numero di casi di diffamazione; osserva che la situazione precaria dei giornalisti mina la qualità e la professionalità dei media;

Società civile e diritti umani

28.  sottolinea il ruolo cruciale delle OSC nel migliorare il funzionamento delle istituzioni statali e nel contrastare la corruzione e la criminalità organizzata; condanna fermamente le recenti intimidazioni e l'inaccettabile campagna denigratoria nei confronti delle OSC che hanno criticato i lenti progressi complessivi, o la loro assenza, in settori chiave dello Stato di diritto;

29.  invita a prestare maggiore attenzione, in sede di stesura e attuazione della normativa nei settori che interessano lo spazio della società civile, al fine di garantire che la normativa non imponga un onere sproporzionato alle OSC e non abbia un impatto discriminatorio sulle stesse, né diminuisca lo spazio a disposizione della società civile; sottolinea la necessità che siano disponibili risorse pubbliche per le OSC che si occupano dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto, comprese le organizzazioni di controllo e consulenza e le piccole organizzazioni di comuni cittadini; ritiene che le OSC dovrebbero essere libere di ricevere finanziamenti da altri donatori, come i donatori privati o le organizzazioni, gli organismi o le agenzie internazionali;

30.  prende nota della modifiche apportate alla legge sulle organizzazioni non governative volte a migliorare il loro finanziamento pubblico, e raccomanda la rapida adozione del diritto derivato necessario; ribadisce la sua richiesta di consultazioni sistematiche, inclusive, tempestive e autentiche con la società civile e il pubblico in generale su importanti riforme legislative relative all'Unione, compresa la loro attuazione a livello locale, così da rafforzare la democrazia e aumentare la trasparenza del processo decisionale; raccomanda di migliorare il contesto normativo in cui operano le OSC fornendo ulteriori risorse e definendo norme chiare per quanto riguarda i meccanismi governativi di consultazione delle OSC;

31.  si compiace dell'allineamento in corso della legislazione in materia di diritti fondamentali; esorta a rafforzare il quadro istituzionale che consente un'efficace protezione dei diritti, anche in caso di maltrattamenti da parte delle forze dell'ordine, intimidazioni e attacchi fisici; invita ad aggiornare la legge sulla libertà di credo religioso;

32.  accoglie positivamente gli sforzi sinora intrapresi per attuare la Convenzione di Istanbul, ma insiste affinché vengano migliorati i meccanismi di applicazione e di monitoraggio per la protezione dei diritti umani, anche combattendo la violenza contro donne e bambini; chiede a questo proposito un'attuazione effettiva delle politiche per i diritti fondamentali, in particolare in materia di uguaglianza di genere, diritti delle persone con disabilità, diritti dei bambini e diritti della popolazione rom, garantendo stanziamenti di bilancio e risorse sufficienti ad attuare le politiche e a rafforzare le capacità delle istituzioni competenti; invita le autorità a intraprendere le misure necessarie a impedire i matrimoni forzati di minori;

33.  esorta il Montenegro a salvaguardare la piena e tempestiva attuazione della normativa in materia di uguaglianza di genere e antidiscriminazione e a monitorarne gli effetti sulle donne di gruppi sociali svantaggiati ed emarginati; invita il Montenegro a salvaguardare il libero accesso alla giustizia da parte di tutte le donne e a fornire assistenza legale gratuita alle donne che sono state vittime di violenze di genere, con particolare attenzione alle donne rom, alle donne con disabilità e alle donne che vivono in zone rurali e isolate; invita il Montenegro a rafforzare il ruolo e la capacità delle autorità competenti affinché esse possano meglio gestire la protezione e il reinserimento delle vittime e lavorare in modo proattivo con gli uomini per prevenire atti di violenza nei confronti delle donne; esorta il Montenegro ad aumentare il numero e la capacità dei rifugi gestiti dallo Stato;

34.  invita le autorità montenegrine a continuare a migliorare il clima di inclusione sociale e tolleranza e ad adottare misure efficaci contro l'incitamento all'odio, l'esclusione sociale e la discriminazione delle minoranze; osserva che il Montenegro non è ancora completamente conforme alla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità; incoraggia le autorità competenti a continuare a rafforzare i loro sforzi per salvaguardare i diritti delle persone LGBTI; continua a essere preoccupato per le difficoltà relative all'accettazione della diversità sessuale nella società montenegrina; esprime preoccupazione per la discriminazione cui sono soggette le donne e le ragazze nella comunità rom e per il fatto che in Montenegro i rom emarginati hanno un accesso limitato alle opportunità in tutti gli aspetti dello sviluppo umano, come dimostrano i risultati di un'indagine del 2017 in proposito; sottolinea l'importanza di rafforzare il settore delle PMI e di fornire sostegno attraverso una migliore legislazione e l'attuazione della politica industriale;

35.  prende atto dei costanti progressi nel miglioramento della situazione delle minoranze; chiede rispetto e maggiori sforzi per proteggere l'identità multinazionale della regione di Boka Kotorska;

36.  esorta il Montenegro a lanciare campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica per combattere la discriminazione e la violenza contro le persone LGBTI e a salvaguardare un'attività investigativa e giudiziaria equa sui reati commessi nei loro confronti;

37.  esorta il Montenegro a lanciare campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica per incoraggiare a segnalare la violenza domestica contro le donne e le ragazze, aumentare il numero di giudici correttamente formati e sensibili alle questioni di genere, garantire una corretta attività investigativa e giudiziaria contro i reati e salvaguardare i servizi di assistenza, consulenza e reinserimento per le vittime;

Economia, politica sociale, occupazione e istruzione

38.  plaude ai progressi realizzati dal Montenegro nel garantire la stabilità macroeconomica e il consolidamento fiscale e chiede la trasparenza del bilancio e un buon contesto occupazionale e imprenditoriale; sottolinea che la corruzione, l'economia informale, le carenze dello Stato di diritto e le farraginose procedure regolamentari continuano a scoraggiare la crescita e gli investimenti; sottolinea che il modello sociale europeo richiede un dialogo con tutte le parti economiche interessate, compresi i sindacati;

39.  esorta a sfruttare appieno il potenziale offerto dagli strumenti digitali nell'ambito del registro catastale, della fatturazione e del rilascio dei permessi edilizi; rileva la necessità di accelerare la diffusione dell'accesso alla banda larga da parte delle imprese e delle famiglie; sottolinea l'esigenza di un quadro di interoperabilità a livello dell'intero governo, per sostenere l'ulteriore digitalizzazione e semplificazione delle procedure amministrative e commerciali; plaude al continuo sviluppo della registrazione elettronica online delle imprese;

40.  plaude alle modifiche normative nel settore dell'istruzione e agli sforzi per aumentare i tassi di partecipazione alle scuole materne, anche da parte dei bambini che provengono da contesti svantaggiati, e sottolinea l'importanza di un approccio globale allo sviluppo della prima infanzia; esorta le autorità a far fronte al tasso elevato di disoccupazione di lunga durata tra i giovani e le donne, anche ricorrendo a valutazioni dell'impatto di genere ove opportuno; prende nota della preparazione di un Libro bianco per promuovere l'occupazione giovanile, in cooperazione con l'Organizzazione internazionale del lavoro; sottolinea la necessità di introdurre misure attive per il mercato del lavoro, in particolare per le donne che hanno subito le ripercussioni negative dell'abolizione delle prestazioni sociali;

41.  osserva che le parti sociali dovrebbero essere consultate in modo efficace e sistematico sulle questioni relative all'occupazione e agli affari sociali; sottolinea la necessità di rafforzare ulteriormente le capacità del consiglio sociale; accoglie con favore l'adozione di codici di norme per il settore della salute e sicurezza sul lavoro, ma continua a essere preoccupato per l'elevata percentuale di incidenti mortali sul lavoro e per il basso numero di ispettori del lavoro;

42.  si compiace del rafforzamento della partecipazione del Montenegro al programma Erasmus + ed esprime il proprio sostegno alla proposta della Commissione di raddoppiare il bilancio di Erasmus +; incoraggia un maggiore coordinamento sulle questioni trasversali che riguardano la disoccupazione giovanile, l'inclusione, la cittadinanza attiva, il volontariato e l'istruzione;

Ambiente, energia e trasporti

43.  esprime soddisfazione per il fatto che, ai sensi dell'articolo 1 della sua costituzione, il Montenegro è uno Stato rispettoso dell'ambiente; plaude alla possibile apertura del capitolo 27 dell'acquis nei negoziati con il Montenegro quest'anno; invita le autorità a tutelare meglio le zone più preziose, soprattutto in termini di biodiversità, e a riesaminare i progetti edilizi relativi ad alberghi e centrali idroelettriche;

44.  osserva che lo sviluppo di ulteriori capacità idroelettriche e turistiche, soprattutto nelle zone protette, deve rispettare le norme ambientali dell'Unione; esprime preoccupazione per lo sviluppo insostenibile dell'energia idroelettrica, dato che molti degli 80 progetti di centrali idroelettriche in programma non sono in linea con le convenzioni internazionali o con la legislazione dell'Unione, nonostante i requisiti di cui al capitolo 27; esorta a procedere all'ulteriore sfruttamento delle potenziali fonti rinnovabili e delle misure di efficienza energetica e al miglioramento della gestione delle acque e dei rifiuti; accoglie con favore il riuscito allineamento tra la legge del Montenegro del 2016 sullo scambio transfrontaliero di elettricità e gas naturale e il terzo pacchetto energia; elogia il miglioramento dell'allineamento legislativo del Montenegro in materia di efficienza energetica e di energie rinnovabili, ma esorta le autorità ad allineare integralmente la legislazione nazionale alla direttiva sulle energie rinnovabili e alla direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia;

45.  esorta la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e la Banca europea per gli investimenti (BEI) a rivedere il loro sostegno ai progetti di centrali idroelettriche e a ritirare i finanziamenti di tutti i progetti avviati in zone protette o privi di valutazioni ex ante sull'impatto ambientale affidabili;

46.  sottolinea la necessità di mettere a disposizione del grande pubblico informazioni tempestive e precise sull'impatto della costruzione di un'autostrada sul fiume Tara, nonché di cessare tutte le attività di scarico di rifiuti e alterazione dell'alveo fluviale, in linea con gli impegni assunti dal Montenegro per preservare le aree soggette a speciale tutela a livello nazionale e internazionale;

47.  esprime preoccupazione riguardo al piano urbano speciale per il parco nazionale del lago di Scutari; sottolinea la necessità di abbandonare i progetti idroelettrici su grande scala sul fiume Morača, date le loro notevoli ripercussioni negative sul lago di Scutari e sul fiume Tara, ambedue protetti in virtù della normativa nazionale e internazionale;

48.  plaude agli sviluppi positivi nell'ulteriore allineamento all'acquis della normativa nazionale del Montenegro in materia di ambiente e cambiamenti climatici; esorta il governo montenegrino a tutelare il sito Ulcinj Salina (salina di Dulcigno) a livello sia nazionale che internazionale, in linea con le raccomandazioni fornite nello studio finanziato dall'Unione sulla tutela di tale sito; sottolinea la necessità urgente di garantire l'integrazione del sito Ulcinj Salina nella rete Natura 2000; chiede l'identificazione e la designazione di zone marine protette;

49.  sottolinea la partecipazione proattiva e il ruolo costruttivo del Montenegro nella cooperazione regionale e internazionale attraverso il processo di Berlino e l'iniziativa dei sei paesi dei Balcani occidentali; accoglie con favore l'esito del vertice 2018 UE-Balcani occidentali tenutosi a Sofia e l'adozione del pacchetto IPA del 2018, che include finanziamenti per due importanti progetti infrastrutturali, la circonvallazione di Budva sul corridoio adriatico-ionico, e la tratta ferroviaria Vrbnica-Bar sul corridoio Oriente/Mediterraneo orientale; sottolinea l'importanza delle rotte di traffico che forniscono un collegamento diretto tra i paesi dei Balcani e i mercati dell'Unione;

50.  plaude all'intenzione del Montenegro di introdurre il sistema di scambio delle quote di emissione dell'Unione (EU ETS) nei prossimi tre anni e all'adozione del diritto derivato sul risparmio energetico e la riduzione delle emissioni delle nuove autovetture; osserva l'importanza di integrare nella normativa nazionale del Montenegro aspetti dell'EU ETS, del regolamento sulla condivisione degli sforzi e del meccanismo di monitoraggio e comunicazione;

51.  plaude ai continui sforzi per rafforzare la cooperazione regionale, in particolare nel settore della tutela ambientale, come indicato nell'iniziativa adriatica trilaterale;

Cooperazione regionale e relazioni di buon vicinato

52.  plaude ai continui sforzi del Montenegro a favore di una cooperazione regionale costruttiva e di buone relazioni bilaterali di vicinato; sostiene la proposta di ridurre le tariffe di roaming nei Balcani occidentali;

53.  plaude alla ratifica dell'accordo sulla demarcazione della linea di confine tra il Montenegro e il Kosovo; chiede la rapida conclusione di accordi per risolvere le controversie sul confine ancora in essere con altri paesi limitrofi;

54.  plaude alla dichiarazione comune di Montenegro e Albania e alla firma di 12 accordi relativi alla reciproca assistenza in diversi ambiti, che considera un esempio di cooperazione positiva nella regione;

55.  esorta il Montenegro a intensificare il suo impegno per dare la priorità e perseguire proattivamente i crimini di guerra e per chiarire il destino delle persone scomparse; accoglie con favore gli sforzi a favore della reintegrazione degli sfollati nel quadro del programma regionale per gli alloggi; sottolinea come, nonostante l'adozione di quattro documenti concernenti la strategia di indagine sui crimini di guerra, il pubblico ministero non abbia avviato nuove indagini o processi né avanzato nuove accuse; esprime preoccupazione per il fatto che l'Ufficio della procura speciale (SPO) abbia aperto 8 nuovi casi nel 2016, di cui sei si trovano ancora in fase di indagini preliminari; ribadisce il proprio sostegno nei confronti dell'iniziativa per istituire la commissione regionale per l'accertamento dei fatti e la divulgazione della verità sui crimini di guerra e altre gravi violazioni dei diritti umani commessi nell'ex Iugoslavia (RECOM); sottolinea l'importanza di tale processo e del coinvolgimento attivo di tutti i leader politici regionali; plaude al sostegno pubblico espresso per la RECOM da parte del primo ministro;

56.  elogia il Montenegro per un altro anno di completo allineamento a tutte le posizioni e dichiarazioni formulate dall'Unione nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune (PESC) e plaude alla sua partecipazione attiva alle missioni di politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC); apprezza il modo in cui è stata condotta la politica estera del Montenegro; invita il Montenegro ad allinearsi alla posizione comune dell'Unione sull'integrità dello statuto di Roma della Corte penale internazionale e ai suoi principi guida sugli accordi bilaterali di immunità;

57.  chiede maggiore cooperazione tra il Montenegro e l'Unione in materia di criminalità informatica e ciberdifesa;

58.  ricorda l'importanza strategica dell'adesione alla NATO del Montenegro al fine di garantire la stabilità e la pace nei Balcani occidentali;

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59.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo e al parlamento del Montenegro.

(1) La parola "rom" è utilizzata come termine generale che include diversi gruppi correlati, stanziali o meno, come rom, ashkali, egiziani ecc., che potrebbero avere culture e stili di vita diversi tra di loro.

Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2018Avviso legale