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Procedura : 2017/2283(INI)
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Ciclo del documento : A8-0369/2018

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A8-0369/2018

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PV 11/12/2018 - 18
CRE 11/12/2018 - 18

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P8_TA(2018)0518

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Mercoledì 12 dicembre 2018 - Strasburgo Edizione definitiva
Accordo di associazione UE-Ucraina
P8_TA(2018)0518A8-0369/2018

Risoluzione del Parlamento europeo del 12 dicembre 2018 sull'attuazione dell'accordo di associazione tra l'UE e l'Ucraina (2017/2283(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 8 e il titolo V, in particolare gli articoli 21, 22, 36 e 37, del trattato sull'Unione europea (TUE), nonché la parte quinta del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'accordo di associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Ucraina (AA), dall'altra, nonché la relativa agenda di associazione,

–  visto il documento di lavoro congiunto dei servizi della Commissione europea e del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) del 14 novembre 2017 sulla relazione sull'attuazione dell'associazione in Ucraina [SWD(2017)0376],

–  visto dell'esito della missione della commissione per gli affari esteri in Ucraina, svoltasi dal 4 al 6 aprile 2018,

–  visti gli studi di esperti realizzati per conto della commissione per gli affari esteri, tra cui lo studio dal titolo "The electoral reforms in three association countries of the Eastern Neighbourhood – Ukraine, Georgia and Moldova and their impact on political developments in these countries" (Le riforme elettorali in tre paesi del vicinato orientale impegnati nel processo di associazione – Ucraina, Georgia e Moldova – e il loro impatto sugli sviluppi politici in tali paesi), pubblicato il 26 ottobre 2017, lo studio dal titolo "Institutional Architecture for the Implementation Agreements in Georgia, Moldova and Ukraine" (L'architettura istituzionale per l'attuazione degli accordi di associazione in Georgia, Moldova e Ucraina), pubblicato nel giugno 2018, e lo studio comparativo dal titolo "The Development of an Institutional Framework for the Implementation of the Association Agreements in Georgia, Moldova and Ukraine" (Definizione di un quadro istituzionale per l'attuazione degli accordi di associazione in Georgia, Moldova e Ucraina), pubblicato nel luglio 2018,

–  visti l'articolo 52 del suo regolamento nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione a elaborare relazioni di iniziativa,

–  visti la relazione della commissione per gli affari esteri e il parere della commissione per il commercio internazionale (A8-0369/2018),

–  visto il documento di lavoro congiunto dei servizi della Commissione europea e del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) del 7 novembre 2018 sulla relazione sull'attuazione dell'associazione in Ucraina [SWD(2018)0462],

Contesto generale della riforma – la guerra, le minacce alla sicurezza e le sfide a livello nazionale

A.  considerando che, se da un lato l'Ucraina ha compiuto passi avanti verso l'integrazione europea conseguendo importanti traguardi nel primo periodo elettorale successivo alla rivoluzione della dignità, dall'altro occorre ancora affrontare compiti difficili e il sostegno pubblico alla modernizzazione e alle riforme è ancora carente a causa della frustrazione della popolazione per il peggioramento delle condizioni di vita sociali, la mancanza di prospettive, l'insoddisfazione per la politica di riforma del governo, l'incontrastato potere degli oligarchi e la persistente corruzione endemica negli organi statali; che il consenso dei cittadini ucraini a favore di un avvicinamento del paese all'UE rimane elevato, ma un'ampia percentuale della popolazione non è soddisfatta dello sviluppo generale del paese;

B.  considerando che circa cinque milioni di ucraini lavorano attualmente all'estero, sia come migranti a lungo termine che come lavoratori stagionali e a breve termine, principalmente in Russia e sempre più spesso in Polonia, e che le loro rimesse sono un fattore importante per la stabilità economica;

C.  considerando che, in tale contesto, gli importanti risultati raggiunti nelle relazioni UE-Ucraina, come l'entrata in vigore del regime di esenzione dal visto l'11 giugno 2017 e dell'accordo di associazione il 1° settembre 2017, sono da accogliere con favore;

D.  considerando che l'Ucraina merita un plauso particolare per le riforme attuate nei settori dell'energia, della sanità, delle pensioni, dell'istruzione, della pubblica amministrazione, del decentramento, degli appalti pubblici nonché del suo settore bancario e per aver garantito la stabilizzazione macroeconomica del paese; che tali riforme sono state accompagnate da drastici aumenti dei prezzi, tagli alle prestazioni sociali e da un peggioramento nell'accesso ai sistemi di protezione sociale; che permangono sfide importanti, in particolare in settori quali la lotta alla corruzione, le privatizzazioni e la riforma del sistema giudiziario; considerando che l'accordo di libero scambio globale e approfondito (DCFTA), che è parte dell'AA UE-Ucraina ed è entrato ufficialmente in vigore il 1° gennaio 2016, offre una base solida per lo sviluppo economico e la modernizzazione dell'Ucraina; che negli ultimi quattro anni l'economia dell'Ucraina non solo si è stabilizzata, ma ha anche mostrato alcuni segnali di miglioramento; che l'Ucraina, dalla firma dell'accordo di associazione nel 2014, ha adottato riforme filoeuropee superiori in numero a tutte quelle adottate durante gli anni precedenti di indipendenza del paese;

E.  considerando che il retaggio del passato, segnatamente l'incertezza giuridica e l'elevato numero di leggi parzialmente contraddittorie, la resistenza opposta da interessi oligarchici e particolari, la corruzione, il nepotismo, la debolezza delle istituzioni pubbliche, la mancanza di procedure chiare e di coordinamento delle istituzioni nell'attuazione dell'accordo di associazione ostacolano le riforme istituzionali in Ucraina; che il programma di riforme dell'Ucraina dovrebbe essere incentrato sui temi trasversali del decentramento, della riforma della pubblica amministrazione, della deregolamentazione e della destituzione delle oligarchie;

F.  considerando che il rafforzamento delle capacità amministrative delle istituzioni statali è essenziale ai fini dell'attuazione del DCFTA e per garantire l'efficacia delle riforme;

G.  considerando che gli sforzi di comunicazione riguardo alla natura vitale e dinamica dell'accordo di associazione e alle caratteristiche, ai contenuti e ai vantaggi per i cittadini derivanti dalle relative riforme devono essere migliorati e intensificati onde assicurarsi l'accettazione pubblica e la fiducia dei cittadini per le misure necessarie ai fini del percorso europeo dell'Ucraina;

H.  considerando che l'Unione europea mantiene con fermezza il proprio sostegno e impegno costanti a favore dell'indipendenza, della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina all'interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale e l'appoggio all'imposizione di sanzioni coordinate a livello internazionale ai governi e agli agenti che mettono a repentaglio l'integrità territoriale del paese;

I.  considerando che, pur condannando la continua aggressione all'Ucraina orientale da parte della Russia, l'annessione illegale della Repubblica autonoma di Crimea e della città di Sebastopoli, l'occupazione russa di alcune regioni delle oblast di Donetsk e Luhansk, il tutto in violazione del diritto internazionale e degli impegni e obblighi della Russia in quanto membro di organizzazioni internazionali, nonché parte di accordi europei sottoscritti sia dalla Russia che dall'Ucraina, segnatamente la Carta delle Nazioni Unite, l'Atto finale di Helsinki, il memorandum di Budapest nonché il trattato di amicizia, cooperazione e partenariato tra l'Ucraina e la Federazione russa del 1997, è opportuno riconoscere che l'Ucraina si trova ad affrontare sfide radicali in un contesto caratterizzato dalla guerra e da tentativi di destabilizzazione;

J.  considerando che, nel contesto dell'aggressione guidata dalla Russia contro l'Ucraina, l'UE ha introdotto e costantemente prolungato misure restrittive contro la Federazione russa; che è auspicabile che l'UE si impegni maggiormente nella risoluzione del conflitto, ad esempio nominando un inviato speciale dell'Unione per il conflitto nell'Ucraina orientale e in Crimea; che il Parlamento europeo ha ripetutamente chiesto un formato negoziale internazionale per la cessazione dell'occupazione della penisola della Crimea, con la partecipazione dell'UE; che le sanzioni contro la Russia dovrebbero essere attuate e ampliate, rivolgendole in particolare agli individui e alle imprese che traggono profitto da situazioni illecite finché la Federazione russa consenta all'Ucraina di ripristinare pienamente la sovranità e l'integrità territoriale;

K.   considerando che il 25 novembre 2018 la guardia costiera russa ha bloccato in acque internazionali, aprendo il fuoco e sequestrandole, tre navi della Marina ucraina che effettuavano un trasferimento di routine da Odessa a Mariupol; che alcuni marinai ucraini sono stati feriti e 24 sono stati imprigionati e che, a seguito di tale atto della Russia, il 26 novembre 2018 è stato introdotto in 10 regioni dell'Ucraina uno stato limitato di legge marziale per 30 giorni che occorre condannare la costruzione del ponte sullo stretto di Kerch, che collega la penisola di Crimea, annessa illegalmente, alla Russia continentale e che è stata intrapresa senza il consenso dell'Ucraina e in evidente violazione della sua sovranità e integrità territoriale; che le azioni immoderate della Federazione russa nel Mar d'Azov sono da considerarsi deplorevoli in quanto costituiscono una violazione del diritto internazionale marittimo e degli impegni internazionali assunti dalla Russia; che le ispezioni e i blocchi eccessivi disposti nei confronti delle navi commerciali, sia ucraine sia di paesi terzi, tra cui navi battenti bandiera di diversi Stati membri dell'UE, sono da condannare;

L.  considerando che la Verchovna Rada merita un elogio per la saggezza dimostrata nel trovare un buon equilibrio tra una migliore difesa e la garanzia dei principi democratici e dello Stato di diritto, nonché la separazione dei poteri costituzionali, all'adozione della legge sull'imposizione della legge marziale; che la legge marziale è stata imposta solo per le regioni dell'Ucraina che confinano con la Russia, il Mar di Azov, il Mar Nero e la regione moldava della Transnistria in cui sono di stanza le truppe russe; che, in tali regioni, le restrizioni alle libertà fondamentali e ai diritti civili entreranno in vigore solo in caso di attacco delle forze terrestri russe all'Ucraina; che la legge marziale terminerà il 26 dicembre 2018;

Il quadro istituzionale in vigore per l'attuazione delle riforme

1.  sottolinea cinque ambiti chiave cui l'Ucraina deve dedicarsi al fine di rafforzare il processo di attuazione dell'accordo di associazione: il coordinamento, la titolarità, l'identificazione delle priorità, il monitoraggio e la comunicazione; si compiace, in tal senso, della strategia di comunicazione recentemente adottata dal governo e della campagna di comunicazione dal titolo "Procedere insieme" condotta dalla delegazione dell'UE in Ucraina; ricorda la proposta di una politica di "partenariato orientale plus" (EaP+), quale sostenuta dal Parlamento, al fine di aprire la strada a ulteriori prospettive;

2.  sottolinea la sua convinzione secondo cui sarà possibile conseguire sostanziali progressi nell'attuazione dell'accordo di associazione e negli sforzi di riforma solo se proseguirà il cosiddetto processo di "deoligarchizzazione" liberandosi definitivamente del consolidato sistema in cui il potere economico, politico e dei media si concentra nelle mani di pochi che ne traggono beneficio, il che continua a influenzare fortemente il corso delle riforme, impedendone il progresso; deplora che sinora la deoligarchizzazione sia stata utilizzata principalmente come strumento per ristrutturare il mercato e ripristinare l'equilibrio tra i diversi gruppi di oligarchi, che era stato alterato nel 2014; manifesta la propria preoccupazione per i persistenti conflitti di interesse in seno alle autorità di regolamentazione e controllo, che hanno assunto la dimensione di battaglie aperte tra le diverse autorità;

3.  richiama l'attenzione sulla necessità urgente di accrescere il controllo politico, le sinergie e il coordinamento del processo d'integrazione europea al più alto livello politico e di concentrare maggiormente l'attenzione su riforme che apportino vantaggi tangibili ai cittadini;

4.  accoglie con favore la tabella di marcia legislativa concepita per far fronte all'ambiziosa portata dell'accordo di associazione e sottolinea che sia una normativa di qualità sia una volontà e una capacità costanti di garantire una corretta attuazione restano elementi essenziali per migliorare concretamente la vita dei cittadini;

5.  sottolinea che i progressi sul fronte dell'attuazione dipendono dall'impegno dei responsabili politici a favore della riforma, dall'impegno delle élite politiche per l'integrazione europea quale obiettivo prioritario, nonché dalle capacità dei ministeri, delle agenzie esecutive e delle autorità di regolamentazione indipendenti;

6.  sottolinea la necessità di migliorare il processo decisionale interno della Verchovna Rada onde semplificare e gerarchizzare l'adozione dei progetti di legge relativi all'attuazione dell'accordo di associazione; ritiene opportuno, a tale proposito, che il ruolo del comitato per l'integrazione europea sia rafforzato e che detto comitato debba poter bloccare le leggi contrarie agli impegni assunti nel quadro dell'accordo di associazione; sottolinea che tali riforme dovrebbero essere attuate prima della fine dell'attuale legislatura;

7.  esprime preoccupazione per la mancanza di strumenti e risorse a disposizione dell'ufficio del governo per l'integrazione europea e dell'ufficio del governo per l'integrazione europea ed euro-atlantica, compresi lo status formale, il personale e il bilancio necessari a gestire un mandato di tale portata e complessità; sottolinea l'assenza di criteri per la valutazione del grado di conformità degli atti giuridici nazionali al diritto dell'UE;

8.  si compiace degli sforzi profusi dall'Ucraina per istituire un sistema istituzionale e di monitoraggio dell'attuazione dell'accordo di associazione, tra cui il relativo piano d'azione del governo;

9.  sottolinea la necessità urgente di un'ulteriore assistenza tecnica, finanziaria e degli esperti, con particolare riguardo al rafforzamento delle capacità della Verchovna Rada e dei principali ministeri; accoglie con favore la collaborazione tra il Parlamento europeo e la Verchovna Rada a riguardo del rafforzamento delle capacità e il processo di dialogo Jean Monnet;

10.  fa notare il persistere di una "mentalità a compartimenti stagni" in alcuni ministeri, che impedisce di adottare una posizione coerente sulle questioni che riguardano l'integrazione europea; chiede, a tale proposito, maggiore cooperazione all'interno del governo e in seno alla Verchovna Rada sulle questioni relative all'UE;

11.  teme che l'interazione tra il governo e il parlamento non sia stata disciplinata da un meccanismo specifico relativamente all'attuazione del DCFTA;

12.  si compiace dell'adozione di un nuovo piano d'azione per l'attuazione del DCFTA, nonché degli sforzi compiuti per consolidare le posizioni e la cooperazione tra il governo e il parlamento in base alla tabella di marcia per l'attuazione dell'accordo di associazione; sottolinea che l'efficace attuazione delle riforme è direttamente correlata alle fasi preliminari del processo di definizione delle politiche e della legislazione; evidenzia che il previsto processo di ravvicinamento legislativo e normativo in Ucraina deve essere accelerato e migliorato, concentrandosi in particolare sulla qualità delle leggi; constata che il ciclo di elaborazione delle politiche manca dello strumento essenziale della consultazione pubblica, di un processo decisionale basato sulla ricerca e di verifiche della qualità delle leggi; sottolinea che la campagna elettorale non dovrebbe pregiudicare il processo di riforma in corso;

13.  richiama l'attenzione sulle raccomandazioni formulate nella relazione della missione del Parlamento europeo sulle riforme interne e il rafforzamento delle capacità per il ravvicinamento della normativa ucraina all'acquis dell'UE, la maggior parte delle quali deve ancora essere attuata;

14.  esorta l'Ucraina a concentrarsi su tre priorità principali nel suo programma di riforme: i) l'istituzione di un quadro giuridico efficiente per la lotta alla corruzione che includa le istituzioni, la trasparenza finanziaria e gli audit; ii) la riforma per il decentramento; iii) la deoligarchizzazione e la privatizzazione;

15.  sottolinea che l'accordo di associazione non costituisce l'obiettivo finale delle relazioni UE-Ucraina e accoglie con favore le aspirazioni europee dell'Ucraina; sostiene lo sviluppo di nuove forme di cooperazione rafforzata con l'UE, tra cui il graduale ravvicinamento dell'Ucraina all'Unione doganale, all'Unione dell'energia e al mercato unico digitale dell'UE;

16.  sottolinea che l'Ucraina ha una prospettiva europea a norma dell'articolo 49 TUE e può chiedere di diventare membro dell'Unione a condizione che aderisca ai criteri di Copenaghen e ai principi della democrazia, rispetti le libertà fondamentali e i diritti umani e delle minoranze e sostenga lo Stato di diritto;

Il dialogo politico

17.  accoglie con favore e sostiene il dialogo particolarmente intenso tra l'Unione europea e l'Ucraina a più livelli, non ultimo tra il Parlamento europeo e la Verchovna Rada, ad esempio tramite il comitato parlamentare di associazione UE-Ucraina, anche su molti temi controversi;

18.  si compiace dei primi risultati del dialogo Jean Monnet tra il Parlamento europeo e la Verchovna Rada finalizzato all'istituzione di un gruppo di lavoro sulle riforme, l'attuazione del rafforzamento delle capacità istituzionali e l'adozione della prima normativa orientata alle riforme istituzionali;

19.  si compiace dell'istituzione dell'assemblea interparlamentare di Georgia, Moldova e Ucraina e del fatto che la sua prima riunione si sia svolta a Kiev l'8 e 9 giugno 2018; incoraggia altresì detta assemblea a controllare l'attuazione degli accordi di associazione;

20.  accoglie con favore l'attuazione effettiva e sicura del regime di esenzione dal visto con l'Ucraina e i suoi effetti positivi per i contatti tra i popoli dell'Ucraina e dell'UE;

21.  sottolinea l'importanza di compiere ulteriori progressi e di approfondire una cultura del dialogo interparlamentare, in quanto passo essenziale per rendere la Verchovna Rada un legislatore più efficace, trasparente ed efficiente;

Lo Stato di diritto e il buon governo

22.  sottolinea che la lotta contro la corruzione dovrebbe restare una questione prioritaria ed essere perseguita in modo coerente e credibile, non solo al fine di attuare gli accordi di associazione ma anche di portare nuovi investimenti e di imprimere slancio all'economia ucraina, condizione imprescindibile per la creazione di posti di lavoro e per il reddito delle famiglie;

23.  accoglie con favore tutte le misure e gli interventi riusciti per impedire la corruzione e l'arricchimento illecito, ad esempio nell'ambito degli appalti pubblici e del commercio del gas;

24.  plaude alla riforma globale del sistema giudiziario attualmente in corso, pur rammaricandosi del fatto che l'attuale sistema giudiziario in Ucraina resti inefficace, corrotto e dipendente dal potere politico; sottolinea l'importanza del processo di valutazione dei giudici conformemente alle norme internazionali più rigorose e dell'istituzione di un processo di selezione trasparente e molto affidabile che rafforzi l'integrità e la professionalità dei giudici e dei pubblici ministeri e accresca la fiducia dei cittadini nei confronti del sistema giudiziario; chiede che venga tempestivamente istituita un'alta Corte anticorruzione indipendente in modo trasparente e affidabile; accoglie con favore l'istituzione della nuova Corte suprema;

25.  si compiace del lavoro già svolto dall'autorità nazionale anticorruzione (NABU), ma rileva la problematica ingerenza del procuratore generale e i tentativi di minare il quadro giuridico anticorruzione; rileva l'impellente necessità di tutelare l'indipendenza della NABU; sottolinea l'importanza di garantire l'indipendenza del procuratore speciale anticorruzione e di fornire al suo ufficio i mezzi necessari e le risorse sufficienti per operare; chiede un'indagine efficace sulle accuse nei confronti del procuratore capo anticorruzione in merito all'interferenza nelle indagini della NABU; invita le autorità ucraine a moltiplicare gli sforzi per indagare, perseguire e combattere efficacemente la corruzione a tutti i livelli e a conseguire una solida serie di risultati in tale ambito; chiede una profonda riforma dell'ufficio della procura per rafforzare la capacità, l'efficienza, l'imparzialità, l'obiettività e l'indipendenza dei procuratori dai loro superiori;

26.  ricorda che il governo si è impegnato a modificare ulteriormente la costituzione in linea con le raccomandazioni della commissione di Venezia e a rispettare i diritti delle minoranze esistenti; sollecita la rapida adozione del nuovo codice elettorale che dovrebbe garantire pari possibilità di rappresentanza e candidabilità a esponenti di tutte le nazionalità che vivono in Ucraina, nonché della legge sul finanziamento ai partiti; accoglie con favore il rinnovo della commissione elettorale centrale ucraina, che è vitale per la credibilità del processo elettorale ucraino e per le cruciali elezioni che si terranno nel 2019; invita il governo a stabilire, in vista delle elezioni, norme che impediscano una distorsione della competizione politica e una manipolazione attraverso la concentrazione del potere politico, economico e dei media nelle mani di pochi;

27.  ribadisce, in via assolutamente prioritaria, il suo invito a revocare gli obblighi di dichiarazione elettronica per gli attivisti delle ONG e a garantire un controllo efficace e trasparente delle dichiarazioni dei funzionari politici e pubblici; condanna fermamente il numero crescente di attacchi fisici contro gli attivisti dei diritti civili e i giornalisti;

28.  rileva con preoccupazione che finora il governo non ha compiuto sforzi sufficienti per disarmare le formazioni del Settore destro e di altri gruppi di estrema destra, che sono ancora armate; invita il governo a porre fine al clima di impunità per gli attacchi violenti operati dalle forze della destra radicale ai danni di minoranze e oppositori, agli atti intimidatori nei confronti dei magistrati e alle ingerenze nelle elezioni, perseguendo tali reati in maniera coerente; si attende che la giustizia e la magistratura operino in modo chiaro e indipendente;

29.  sottolinea che il "manifesto nazionale" recentemente approvato dal partito Svoboda, dal Settore destro e da numerosi altri gruppi della destra radicale si esprime chiaramente contro un'associazione tra l'Ucraina e l'UE e sollecita un "nuovo approccio geopolitico all'Est e all'Ovest"; sottolinea che la posizione poco chiara del governo rispetto a tali sviluppi rischia di gravare sulle relazioni con altri rilevanti paesi vicini appartenenti all'UE e con l'Unione nel suo complesso, nonché di compromettere il margine d'azione politica per il superamento della spaccatura politica del paese e la risoluzione del conflitto nel Donbas;

30.  invita a prestare maggiore attenzione, in sede di stesura e attuazione della normativa, ai settori che interessano lo spazio della società civile, al fine di garantire che la legge non imponga un onere sproporzionato alle organizzazioni della società civile (OSC) e non abbia un impatto discriminatorio sulle stesse, né diminuisca lo spazio a disposizione della società civile; sottolinea la necessità di rendere disponibili risorse pubbliche per le OSC che si occupano dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto, comprese le organizzazioni di controllo e consulenza, le piccole organizzazioni di base e quelle che si occupano delle minoranze o dei gruppi emarginati; ritiene che le organizzazioni della società civile debbano essere libere di ricevere finanziamenti da altri donatori, quali donatori privati, organizzazioni internazionali, enti o agenzie;

31.  chiede che si profondano sforzi risoluti per dare seguito alla riforma per il decentramento e che si acceleri l'accorpamento delle comunità territoriali in vista delle prossime elezioni legislative e locali;

32.  è del parere che i nuovi comuni debbano poter godere della stabilità finanziaria e di uno status giuridico solido, e che anche le città più grandi debbano poter partecipare al processo di accorpamento; ritiene sia importante che la politica anticorruzione dell'Ucraina comprenda anche le istituzioni regionali e locali; si rammarica dell'abolizione del processo di selezione aperto e competitivo, un tempo in vigore, per l'assunzione dei responsabili delle amministrazioni dei rajon e delle oblast' e dei loro vice in quanto funzionari pubblici, nonché del potere conferito al presidente di nominarli e licenziarli, poiché ciò rischia seriamente di minare i successi già ottenuti grazie al decentramento politico e alla riforma per il decentramento in generale;

33.  sottolinea che il governo ucraino, in linea con il capitolo 13 dell'accordo di associazione, si è impegnato ad attuare effettivamente le norme fondamentali in materia di lavoro dell'OIL e ad avvicinarsi alle normative dell'UE a tal riguardo; esorta a rispettare tale impegno e mette in risalto che l'attuazione della convenzione n. 87 dell'OIL (articolo 3, paragrafo 2) è incompatibile con l'obbligo imposto ai datori di lavoro di denunciare al servizio di sicurezza di Stato gli scioperi o altre azioni collettive oppure con la sorveglianza che il servizio di sicurezza di Stato opera sui leader sindacali e i membri attivi dei sindacati; chiede di migliorare il quadro giuridico affinché i lavoratori possano avvalersi di mezzi giudiziari per obbligare il proprio datore di lavoro a retribuirli per il lavoro svolto;

34.  suggerisce di riprendere il lavoro interrotto nel 2017 sulla legge in materia di ispettorati del lavoro, con l'obiettivo di rafforzare considerevolmente le norme riguardanti la tutela dei lavoratori, di esentare gli ispettorati del lavoro dall'obbligo di autorizzazione da parte dell'imprenditore e di dotarli di risorse sufficienti e ampi poteri per far rispettare la legge; sottolinea la necessità di coinvolgere attivamente le parti sociali in tale contesto;

Rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali

35.  rimane fortemente preoccupato per il numero crescente di cittadini ucraini dei territori temporaneamente occupati, detenuti illegalmente, che sono stati arrestati, condannati e incarcerati dalle autorità russe, e chiede alla Federazione russa di rilasciare immediatamente e senza condizioni Oleg Sentsov, vincitore del premio Sakharov 2018, e tutti gli altri cittadini ucraini detenuti illegalmente, inclusi membri di minoranze religiose ed etniche, attori della società civile e difensori dei diritti umani; invita le autorità ucraine e la comunità internazionale a utilizzare tutti i mezzi disponibili per ottenere il loro rilascio;

36.  ricorda che la situazione dei diritti umani nella penisola di Crimea ha subito un notevole peggioramento, che la violazione della libertà di espressione, gli abusi nei confronti dei media e l'imposizione forzata della cittadinanza russa sono diventati atti sistematici e che i diritti umani e le libertà fondamentali non sono garantiti in Crimea;

37.  deplora il mancato svolgimento di indagini efficaci su casi di attacchi brutali perpetrati contro attivisti per i diritti umani e giornalisti, come dimostra l'assassinio di Kateryna Handziuk, attivista anticorruzione, deceduta il 4 novembre 2018 a seguito di un'aggressione con l'acido; invita le autorità a consegnare alla giustizia gli istigatori e gli autori di tali attacchi e a porre fine all'impunità per questi crimini;

38.  chiede maggiori sforzi concertati per attuare la strategia dell'Ucraina in materia di diritti umani, ivi incluse politiche volte a migliorare la situazione della minoranza rom e di altri gruppi minoritari;

39.  deplora il fatto che le indagini sui decessi avvenuti durante le manifestazioni di Maidan e Odessa e sugli omicidi di giornalisti procedano lentamente e non abbiano prodotti risultati tangibili;

40.  accoglie con favore l'adozione della legge sullo status giuridico delle persone scomparse;

41.  manifesta preoccupazione per il numero crescente di procedimenti penali a carico dei giornalisti che hanno messo in luce casi di corruzione nell'apparato statale o che hanno criticato la politica di riforma del governo o la politica riguardante l'Ucraina orientale; ricorda al governo il suo impegno a rispettare pienamente i diritti umani riconosciuti a livello internazionale, come la libertà di espressione e di manifestazione pubblica delle proprie opinioni;

42.  sollecita la ratifica dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale e il completamento di tutti necessari provvedimenti attuativi;

43.  chiede la ratifica della convenzione di Istanbul sulla violenza nei confronti delle donne; prende atto, a tale proposito, dell'adozione della legge sulla prevenzione e la lotta contro la violenza domestica; accoglie con favore la creazione del nuovo incarico di commissario del governo per la politica di genere;

44.  invita le autorità ucraine, pur sottolineando chiaramente la responsabilità principale della Federazione russa e dei suoi delegati, a compiere ulteriori sforzi per alleviare le sofferenze della popolazione colpita dal conflitto, compreso il sostegno agli sfollati interni, ai veterani di guerra e, tramite un agevole accesso alle pensioni e alle prestazioni e ai servizi sociali, a coloro che vivono nei territori attualmente al di fuori del controllo del governo;

45.  sottolinea la necessità di disporre di media indipendenti e pluralisti al fine di garantire la sicurezza di coloro che lavorano in tale settore e dei giornalisti; invita a non limitare le opportunità dei canali di informazione nelle lingue minoritarie, in modo che i cittadini di tutte le etnie possano avere pari accesso alle informazioni;

46.  chiede che la strategia per la protezione e l'integrazione della minoranza nazionale rom nella società ucraina sia rivista, in modo da riconoscere il controllo della sicurezza quale priorità fondamentale, e che sia correttamente attuata a tutti i livelli; sollecita l'istituzione di programmi statali finalizzati alla prevenzione dei reati generati dall'odio e di altre forme di discriminazione nel quadro dell'attuazione della strategia nazionale in materia di diritti umani; condanna la stigmatizzazione profondamente radicata e l'esclusione sociale dei rom derivanti dall'antiziganismo; esprime profonda preoccupazione per i recenti casi di violenza nei confronti dei rom e della comunità LGBTI e chiede indagini immediate ed efficaci da parte delle autorità nonché una condanna esplicita e pubblica di tali azioni e dei loro responsabili da parte del governo;

47.  prende atto dell'intenzione dell'Ucraina di modificare la legge in materia di istruzione alla luce delle raccomandazioni della Commissione di Venezia e chiede che ciò si concretizzi in tempi brevi; chiede che tale legge sia attuata integralmente sulla base di un dialogo effettivo con i rappresentanti delle persone appartenenti a minoranze nazionali, compresa una normativa che proroghi il periodo di transizione fino al 2023 e che disciplini la deroga per le scuole private;

48.  manifesta preoccupazione per la recente sentenza di un tribunale ucraino che autorizza l'accesso ai dati del cellulare di un giornalista investigativo di Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL) e sottolinea l'importanza fondamentale di garantire la libertà dei media e di tutelare le fonti dei giornalisti, in particolare nella lotta alla corruzione;

49.  chiede che sia promossa in maniera coerente e tempestiva la creazione di media di servizio pubblico politicamente ed economicamente autonomi, indipendenti dallo Stato e impegnati a favore della libera formazione delle opinioni quale contrappeso al predominio dei monopoli oligarchici privati;

50.  condanna con fermezza il rapimento e l'estradizione recenti di cittadini turchi in ragione dei loro presunti legami con il movimento Gülen, in violazione del principio dello Stato di diritto e dei diritti umani fondamentali; esorta le autorità ucraine ad assicurarsi che qualsiasi richiesta di estradizione proveniente da paesi terzi sia trattata in modo trasparente, seguendo procedure giudiziarie in linea con i principi e le norme europei, e che tutte le azioni intraprese dagli enti locali rispettino pienamente lo Stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali; sottolinea che le procedure arbitrarie che comportano arresti, detenzione o estradizione violano tali principi; invita le autorità ucraine a tutelare tutti i richiedenti asilo e a prendere in esame le loro richieste nel rispetto delle convenzioni internazionali; esorta l'UE a sostenere e aiutare i paesi del partenariato orientale affinché resistano alla pressione esercitata dalla Turchia;

51.  esprime preoccupazione per la riduzione dello spazio a disposizione della società civile in Crimea, non da ultimo per la chiusura di alcuni organi di informazione, una misura che ha provocato ripercussioni sproporzionate sulla comunità tatara di Crimea, in particolare sul suo diritto all'informazione e a conservare la propria cultura e la propria identità;

52.  evidenzia che in Ucraina deve essere garantita la libertà di espressione e di stampa ed esprime preoccupazione riguardo ai casi segnalati di accanimento giudiziario e di misure di sorveglianza nei confronti di giornalisti e difensori dei diritti umani;

53.  è preoccupato per l'elevato numero di bambini e adulti contagiati dal morbillo in Ucraina; accoglie con favore le misure di risposta intraprese, ma sottolinea che i bambini e gli adulti vulnerabili nel paese sono ancora molti; ribadisce, a tale proposito, la necessità di uno sforzo a livello europeo per aumentare il numero di bambini e adulti vaccinati;

Cooperazione economica e commerciale

54.  accoglie favorevolmente la stabilizzazione economica dell'Ucraina e i progressi compiuti nell'attuazione del DCFTA; incoraggia la Commissione a sostenere l'Ucraina nell'individuare le aree che potrebbero favorire ulteriormente la diversificazione economica e a darvi priorità nel processo di attuazione del DCFTA;

55.  accoglie con favore l'aumento del volume degli scambi tra l'UE e l'Ucraina e la diversificazione delle esportazioni ucraine verso l'Unione; incoraggia la Commissione a sostenere l'Ucraina nell'individuare le aree che potrebbero favorire ulteriormente la diversificazione economica e a darvi priorità nel processo di attuazione del DCFTA; rileva che nello stesso periodo sono diminuite le esportazioni verso la Russia;

56.  ricorda l'importanza di garantire la corretta attuazione e il rispetto delle disposizioni del DCFTA; invita la Commissione a contattare immediatamente la parte in questione in caso di mancato rispetto di una disposizione e a utilizzare gli strumenti di cui dispone per evitare qualsiasi anomalia;

57.  invita l'Ucraina a nominare con urgenza il suo gruppo di consulenza interno per garantire un monitoraggio adeguato dell'attuazione dell'accordo da parte delle organizzazioni della società civile;

58.  prende atto della crescita economica e dell'introduzione di riforme in Ucraina; constata tuttavia crescenti preoccupazioni da parte di larghe fasce della popolazione riguardo all'aumento dei prezzi al consumo e dei servizi e incoraggia a conferire priorità, nel programma di riforme, ai settori maggiormente legati alla struttura produttiva del paese e alle opportunità di esportazione, al fine di favorire la crescita economica e la creazione di posti di lavoro e di reddito; esprime profonda preoccupazione per la redistribuzione in corso della ricchezza nella mani di strutture o famiglie oligarchiche e per la crescente povertà tra ampie fasce della popolazione; invita pertanto a prestare maggiore attenzione alla situazione sociale del paese;

59.  ritiene che, al fine di consolidare l'economia dell'Ucraina e affrontare sfide sociali urgenti quali la disoccupazione, la sottoccupazione e l'economia sommersa, sarà necessario incrementare significativamente gli investimenti; invita le autorità ucraine di avviare le riforme necessarie ad attirare nuovi investimenti, in particolare investimenti diretti esteri; accoglie con favore, in tale contesto, il contratto di riforma per gli investimenti concordato di recente e invita la Commissione a rafforzare i propri sforzi per ridurre i rischi ai quali sono esposti gli investimenti del settore privato in Ucraina; invita gli Stati membri a far fronte comune con la Commissione in tale ambito e a promuovere l'Ucraina come destinazione degli investimenti nei rispettivi ambienti imprenditoriali;

60.  esorta la Commissione a presentare al Parlamento una valutazione dettagliata dell'accordo di associazione basata sui progressi finora compiuti, dal momento che la valutazione d'impatto del 2007 è stata da tempo superata dagli eventi; ritiene che detta valutazione dovrebbe comprendere nello specifico i seguenti elementi:

   una presentazione approfondita della bilancia commerciale dell'Ucraina ripartita a livello settoriale e regionale;
   lo sviluppo delle piccole e medie imprese (PMI) e una presentazione dello strumento di credito del DCFTA per le PMI, istituito nel 2015 con una dotazione di 200 milioni di EUR per aiutare le PMI nel vicinato orientale;
   una presentazione delle quote di mercato;
   una presentazione della situazione socioeconomica;
   una presentazione della situazione del mercato del lavoro, dell'economia sommersa e del lavoro informale;
   un'analisi aggiornata della situazione macrofinanziaria dell'Ucraina, che comprenda le entrate e le uscite fiscali, l'elusione fiscale e l'evasione fiscale;

61.  ricorda che il regolamento (UE) 2017/1566 del Parlamento europeo e del Consiglio, concernente l'introduzione di misure commerciali autonome temporanee per l'Ucraina che integrano le concessioni commerciali disponibili nel quadro dell'accordo di associazione, contiene un requisito giuridico secondo cui la relazione annuale della Commissione sull'attuazione del DCFTA include una valutazione dettagliata delle misure commerciali autonome, compreso il loro impatto sociale;

62.  ritiene che il ravvicinamento normativo tra l'UE e l'Ucraina, nel contesto del DCFTA, sia uno strumento fondamentale che consentirà al paese di avvicinarsi all'Unione e contribuirà a facilitare gli scambi, a migliorare il clima imprenditoriale e quello concernente gli investimenti, nonché allo sviluppo economico sostenibile dell'Ucraina; è dell'opinione che la dimensione della liberalizzazione degli scambi commerciali dovrebbe essere gestita con attenzione, al fine di ridurre al minimo i costi, ottimizzando al contempo i benefici per le imprese e per la società dell'Ucraina, e incoraggia la Commissione a prendere in considerazione ulteriori preferenze commerciali autonome e altri strumenti; incoraggia il paese a dare priorità all'attuazione dell'agenda delle riforme nei settori che sono più strettamente collegati alla sua struttura produttiva e alle opportunità di esportazione verso l'UE, nell'ottica di ridurre al minimo i costi di transizione e di ottimizzare i potenziali benefici; invita l'Ucraina a nominare con urgenza il suo gruppo di consulenza interno per garantire il monitoraggio dell'attuazione dell'accordo da parte delle organizzazioni della società civile; esprime preoccupazione per la crescente povertà tra la popolazione;

63.  è dell'opinione che il ravvicinamento normativo all'acquis dell'UE costituisca la dimensione chiave del DCFTA, in quanto l'accesso effettivo al mercato dell'Unione e le riforme dipendono in gran parte dalla corretta attuazione e applicazione della legislazione in materia; è consapevole dell'importante sfida che ciò rappresenta per la governance, le istituzioni e la pubblica amministrazione in Ucraina e incoraggia la Commissione a fornire un adeguato sostegno tecnico e finanziario; plaude alle attività del gruppo di sostegno per l'Ucraina e lo invita a trasmettere maggiori informazioni al Parlamento sul tipo di assistenza fornita, in particolare per quanto riguarda il recepimento e l'applicazione dell'acquis;

64.  ritiene che il coinvolgimento delle autorità ucraine fin dalla fase di elaborazione della pertinente legislazione sia utile al fine di rendere il processo più inclusivo e ridurre i costi di transizione per l'Ucraina e invita la Commissione a sfruttare appieno i meccanismi di condivisione delle informazioni ex ante;

65.  accoglie con favore l'adattamento della strategia nazionale per i trasporti e chiede l'adozione delle riforme giuridiche e istituzionali necessarie alla sua effettiva attuazione;

66.  esprime rammarico per la mancanza di progressi nel ravvicinamento alle norme dell'UE sul benessere degli animali e invita l'Ucraina ad adottare con urgenza una strategia per onorare tale impegno;

67.  prende atto dell'elevato tasso di utilizzo delle preferenze e accoglie con favore il continuo aumento delle linee tariffarie in cui esse sono utilizzate;

68.  osserva che la valutazione dell'attuazione del DCFTA pone un forte accento sui flussi commerciali e sugli ostacoli agli scambi; invita la Commissione a monitorare e valutare in modo appropriato l'attuazione del DCFTA, prestando particolare attenzione al recepimento e all'attuazione dell'acquis, nonché all'impatto sulla società ucraina, e ad elaborare relazioni annuali pubbliche ed esaustive, anche in merito al sostegno tecnico e finanziario fornito dall'UE;

69.  si attende che l'Ucraina nomini gli arbitri per il sistema di composizione delle controversie e istituisca organismi e designi rappresentanti nel quadro del capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile;

70.  accoglie con favore l'adozione in prima lettura da parte del parlamento ucraino (Verkhovna Rada), in data 20 marzo 2018, del progetto di legge n. 5495 sulla conservazione delle foreste ucraine e la prevenzione dell'esportazione illegale di legname non lavorato; ritiene che qualsivoglia liberalizzazione del commercio di legname debba essere vincolata all'istituzione di un quadro giuridico sulla prevenzione e il divieto dell'esportazione illegale;

71.  prende atto dell'impegno assunto dall'Ucraina, nel quadro dell'accordo di associazione, nel combattere e prevenire il commercio illegale e invita il paese ad adottare misure volte ad attribuire carattere penale a tale atto illecito;

72.  rileva che, ad oggi, il partenariato orientale si concentra principalmente sul commercio e sugli investimenti bilaterali tra l'UE e gli altri paesi interessati; chiede lo sviluppo di un approccio più unificato per tutti i paesi del partenariato orientale e una maggiore cooperazione con l'Unione economica eurasiatica in termini di agevolazione degli scambi, liberalizzazione dei visti e norme tecniche;

Cooperazione in materia di energia, sicurezza e difesa

73.  si congratula con l'Ucraina per il buon livello di cooperazione nel settore dell'energia, non da ultimo per i progressi compiuti sul fronte dell'efficienza energetica; sottolinea il ruolo fondamentale del miglioramento dell'efficienza energetica e dello sviluppo delle energie rinnovabili, anche come vettori della crescita economica e dell'occupazione; evidenzia la necessità di dare seguito alle riforme, in particolare per completare la riforma del mercato del gas e dell'elettricità, al fine di integrare pienamente tali mercati nel mercato dell'energia dell'UE nonché di porre fine ai monopoli esistenti e prevenirne di nuovi, il che porterà vantaggi economici di lungo termine per l'industria e i consumatori; incoraggia la Commissione a provvedere affinché tutti i progetti di gasdotti siano conformi alle regolamentazioni dell'UE; chiede il rafforzamento della cooperazione energetica nell'ambito del partenariato orientale ai fini dell'attuazione dell'accordo di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici; sottolinea la necessità di un'autorità nazionale di regolamentazione del mercato del gas e dell'energia elettrica che sia estranea a interessi strategici e privati, che si impegni a conseguire un equilibrio socialmente equo tra gli interessi dei fornitori e quelli dei consumatori finali nella determinazione dei prezzi e che garantisca prezzi giustificati;

74.  accoglie con favore l'adozione di un numero cospicuo di leggi in materia di ambiente, in particolare le leggi sulla valutazione ambientale strategica e sulla valutazione d'impatto ambientale, e richiama l'attenzione sulla necessità di attuarle e di avviare importanti campagne di sensibilizzazione pubblica; plaude ai progressi compiuti in materia di politica sul clima con l'adozione e la trasmissione alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) della strategia di sviluppo a basse emissioni di carbonio; incoraggia la rapida adozione della strategia nazionale in materia di ambiente e della nuova normativa sulla gestione dei rifiuti e il clima, conformemente all'acquis dell'UE;

75.  ricorda che la governance ambientale è un elemento fondamentale dei requisiti dell'accordo di associazione; chiede alle autorità di riconsiderare l'accordo e qualsiasi piano futuro relativo al complesso idroelettrico di Dniester per renderli conformi alle convenzioni internazionali e alle norme dell'UE, garantendo la consultazione pubblica di tutte le parti interessate della Moldova e dell'Ucraina, compresa la società civile, e di proteggere l'ecosistema e l'ambiente del fiume Dniester;

76.  esprime profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione ambientale nell'Ucraina orientale e in Crimea a seguito del conflitto, in particolare per i problemi relativi all'approvvigionamento idrico, che potrebbero avere conseguenze catastrofiche per l'intera regione e causare un disastro irreversibile; esorta tutti i portatori di interessi a prevenire tale scenario e ad adoperarsi con tutti i mezzi disponibili per garantire una corretta manutenzione e un idoneo pompaggio dell'acqua, anche per quanto riguarda le miniere;

77.  riconosce gli sforzi profusi dall'Ucraina ai fini della creazione di un'autentica economia di mercato digitale, inclusi i progressi concernenti lo sviluppo di dati aperti, un maggiore accesso ai sistemi di accesso condizionato per la televisione digitale e i servizi di rete virtuale, un aumento del numero di servizi di comunicazione elettronica per i cittadini e registri pubblici quali ProZorro; evidenzia che occorrono maggiori sforzi per garantire che i diritti e le esigenze degli utenti di Internet ucraini siano tutelati e per applicare appieno le disposizioni del mercato unico digitale;

78.  accoglie positivamente l'adozione della legge sui servizi fiduciari elettronici nonché le priorità definite nel quadro del concetto per lo sviluppo dell'economia e della società digitali in Ucraina per il 2018-2020, in quanto passi importanti verso l'integrazione nel mercato unico digitale dell'UE;

79.  ribadisce il ruolo essenziale dell'Ucraina nella rete europea di approvvigionamento energetico; condanna la realizzazione del gasdotto Nord Stream 2, in quanto si tratta di un progetto politico che minaccia la sicurezza energetica europea e gli sforzi volti a diversificare le fonti di approvvigionamento energetico; chiede l'annullamento del progetto;

80.  esprime preoccupazione per i meccanismi di sfruttamento illegale di risorse naturali quali l'ambra, il carbone, la sabbia e il legname, in molti casi protetti e organizzati con l'aiuto delle amministrazioni locali o regionali e delle autorità di contrasto, che danneggiano e mettono in pericolo paesaggi e habitat, come le foreste e i fiumi, e impediscono una gestione sostenibile dal punto di vista ecologico ed economico delle risorse del paese a vantaggio dei suoi cittadini;

81.  deplora il depauperamento delle foreste ucraine, un problema che è legato a sistemi di corruzione che giovano a interessi acquisiti in Ucraina e a imprese dell'UE; chiede una regolamentazione efficace, da attuare e applicare in tempi brevi, al fine di prevenire il disboscamento illegale e la corruzione legata al legname in Ucraina, come pure l'istituzione di una gestione forestale sostenibile al fine di tutelare e preservare le foreste e le risorse dell'Ucraina;

82.  plaude alle azioni intraprese per ammodernare l'esercito ucraino e le forze navali nel Mar Nero e nel Mar d'Azov, in quanto solide garanzie di stabilità e integrità territoriale dell'Ucraina, pur incoraggiando allo stesso tempo una riforma del settore della difesa in quanto necessità urgente;

83.  condanna fermamente il deliberato atto di aggressione compiuto dalla Federazione russa contro l'Ucraina il 25 novembre 2018 nello stretto di Kerch; chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutte le navi e i marinai ucraini, che nel frattempo dovrebbero essere trattati come prigionieri di guerra; invita l'UE e i suoi Stati membri a introdurre sanzioni mirate qualora i militari ucraini non vengano liberati e in caso di un'ulteriore escalation militare; sottolinea che un tale uso della forza militare da parte della Russia è completamente ingiustificato; esprime seria preoccupazione per il fatto che ciò possa costituire un tentativo subdolo della Russia di arrogarsi i diritti di sovranità dell'Ucraina sul Mar d'Azov con l'obiettivo di trasformarlo in un "lago interno" russo e in una zona militare esclusiva, asfissiando di fatto l'economia dell'Ucraina sudorientale; chiede che la Russia garantisca la libertà di navigazione attraverso lo stretto di Kerch e nel Mar d'Azov, quale sancita dal diritto internazionale; esorta l'OSCE e i suoi membri ad estendere il mandato della missione speciale di vigilanza dell'OSCE al Mar d'Azov; invita l'UE e i suoi Stati membri a chiudere l'accesso ai porti dell'UE per le navi russe provenienti dal Mar d'Azov, qualora la Russia non ripristini la libertà di navigazione attraverso lo stretto di Kerch e in detto mare; chiede che vengano attivati tutti i canali diplomatici per attenuare la situazione e accoglie con favore l'offerta di mediazione tra Kiev e Mosca;

84.  ricorda l'importanza di rafforzare la cooperazione con l'Ucraina a diversi livelli, compresi i settori della sicurezza e della difesa; accoglie con favore, a tale proposito, l'interesse dimostrato dall'Ucraina a intensificare la sua partecipazione a progetti di difesa, compresa la cooperazione strutturata permanente (PESCO) in materia di sicurezza e difesa;

85.  incoraggia l'Ucraina e l'UE a continuare a sviluppare la loro cooperazione nei settori della giustizia, della libertà e degli affari interni;

Disposizioni istituzionali

86.  sottolinea l'importanza di informare in maniera proattiva i cittadini ucraini sui vantaggi e gli obiettivi concreti del partenariato orientale;

87.  evidenzia che è importante contrastare le notizie false e la propaganda della Russia, compresa la sua prevista ingerenza nelle elezioni in Ucraina e in tutta l'Unione europea; chiede un rafforzamento della cooperazione tra l'Ucraina e l'UE in merito a tale questione;

88.  chiede che siano migliorati il monitoraggio e il seguito dell'attuazione delle riforme da parte sia dell'Ucraina, sia dell'Unione, sulla base di indicatori coerenti e misurabili; invita nuovamente la Commissione e il SEAE a presentare al Parlamento e al Consiglio relazioni scritte più frequenti e dettagliate sull'attuazione degli accordi;

89.  invita la Commissione a monitorare e a valutare in modo appropriato l'attuazione del DCFTA, prestando particolare attenzione al recepimento e all'attuazione dell'acquis, nonché all'impatto sulla società ucraina, e ad elaborare relazioni annuali pubbliche ed esaustive, anche in merito al sostegno tecnico e finanziario fornito dall'UE;

90.  ritiene e sottolinea che, a patto che l'Ucraina (e altri Stati associati come la Moldova e la Georgia) si impegni ad attuare l'accordo di associazione e a rispettare i principi della democrazia e dello Stato di diritto e le libertà fondamentali, l'UE dovrebbe prevedere meccanismi di sostegno specifici per il paese, anche nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo successivo al 2020, in linea con il modello di "partenariato orientale plus" sostenuto dal Parlamento;

91.  decide di elaborare relazioni annuali sull'attuazione degli accordi di associazione;

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92.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché al Presidente, al governo e al parlamento dell'Ucraina.

Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2019Avviso legale