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Testi approvati
Martedì 12 giugno 2018 - StrasburgoEdizione definitiva
Situazione attuale della pesca ricreativa nell'Unione europea
 Obbligo di compensazione, obblighi di segnalazione, tecniche di attenuazione del rischio e repertori di dati sulle negoziazioni ***I
 Regole comuni nel settore dell'aviazione civile e Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea ***I
 Consumo di carburante ed emissioni di CO2 dei veicoli pesanti nuovi ***I
 Modernizzazione dell'istruzione nell'UE
 Verso un settore europeo dell'acquacoltura sostenibile e competitivo

Situazione attuale della pesca ricreativa nell'Unione europea
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Risoluzione del Parlamento europeo del 12 giugno 2018 sulla situazione attuale della pesca ricreativa nell'Unione europea (2017/2120(INI))
P8_TA(2018)0243A8-0191/2018

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 43,

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2017 sulla promozione della coesione e dello sviluppo nelle regioni ultraperiferiche dell'UE: applicazione dell'articolo 349 TFUE(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 e la decisione n. 2004/585/CE del Consiglio(2),

–  visto il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n. 2371/2002, (CE) n. 811/2004, (CE) n. 768/2005, (CE) n. 2115/2005, (CE) n. 2166/2005, (CE) n. 388/2006, (CE) n. 509/2007, (CE) n. 676/2007, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 1300/2008, (CE) n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94 e (CE) n. 1966/2006(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che abroga i regolamenti (CE) n. 2328/2003, (CE) n. 861/2006, (CE) n. 1198/2006 e (CE) n. 791/2007 del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1255/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio(4), in particolare l'articolo 77,

–  visto il regolamento (UE) 2017/1004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che istituisce un quadro dell'Unione per la raccolta, la gestione e l'uso di dati nel settore della pesca e un sostegno alla consulenza scientifica relativa alla politica comune della pesca e che abroga il regolamento (CE) n. 199/2008 del Consiglio(5), in particolare l'articolo 5,

–  visto lo studio di ricerca dal titolo "Marine recreational and semi-subsistence fishing – its value and its impact on fish stocks" (Pesca ricreativa e di semi-sussistenza in mare - valore e impatto sugli stock ittici), pubblicato nel luglio 2017 dal suo Dipartimento tematico Politica strutturale e di coesione,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per la pesca (A8-0191/2018),

A.  considerando che la definizione formulata dal Consiglio internazionale per l'esplorazione del mare (CIEM) nel 2013 descrive la pesca ricreativa come "la cattura o il tentativo di cattura di risorse acquatiche vive principalmente per fini ricreativi e/o il consumo privato, che comprende i metodi di pesca attiva, inclusa la pesca con lenza, arpione, a mano e i metodi di pesca passiva, tra cui reti, trappole, nasse e palangari"; che occorre una definizione chiara di pesca ricreativa e di pesca ricreativa in mare, tenendo conto dell'articolo 55, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1224/2009 che stabilisce il "divieto di commercializzazione delle catture effettuate nell'ambito della pesca ricreativa";

B.  considerando che è fondamentale discernere tra pesca ricreativa e pesca di semi-sussistenza, in quanto esse dovrebbero essere valutate e regolamentate separatamente e si dovrebbe chiarire che la pesca ricreativa non è pesca di semi-sussistenza; che il regolamento relativo alla politica comune della pesca (PCP) non contiene alcun riferimento a quest'ultimo tipo di pesca; che i due tipi di pesca dovrebbero essere valutati e disciplinati separatamente;

C.  considerando che la legislazione dell'UE opera esclusivamente su un sistema di categorie di pesca a due livelli, disciplina la pesca ricreativa e la pesca commerciale, senza pertanto riconoscere la pesca di semi-sussistenza e la pesca semi-commerciale;

D.  considerando che la pesca ricreativa, vista la sua entità, può avere un impatto significativo sugli stock ittici, sebbene la regolamentazione della questione rientri principalmente nella competenza degli Stati membri;

E.  considerando che l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura ha definito la pesca di sussistenza come la pesca di animali acquatici che contribuiscono in modo sostanziale a soddisfare le esigenze nutrizionali dell'individuo;

F.  considerando che in assenza di una distinzione netta, sotto il profilo giuridico, tra pesca ricreativa, di semi-sussistenza e semi-commerciale, talune attività di pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata possono passare inosservate in quanto non conteggiate o correttamente disciplinate;

G.  considerando che non esiste una definizione unica, concordata e chiara di pesca ricreativa a livello di Unione, il che rende molto difficile il controllo, la raccolta di dati e la valutazione dell'impatto della pesca ricreativa sugli stock ittici e sull'ambiente nonché della sua importanza per l'economia;

H.  considerando che, al fine di gestire in maniera adeguata qualsivoglia attività di pesca, comprese le attività di pesca ricreativa, occorre raccogliere dati affidabili e serie temporali per valutarne l'impatto sugli stock ittici o su quelli di altri organismi marini e sull'ambiente; che al momento tali dati sono carenti o incompleti; che, oltre all'impatto diretto sugli stock ittici, anche l'impatto ambientale generale della pesca ricreativa non è stato ancora valutato a sufficienza;

I.  considerando che alcuni studi hanno dimostrato che un'ingente quantità di rifiuti di plastica presenti nei mari, nei laghi e nei fiumi è stata generata da attività ricreative praticate in acqua, come il diportismo, il turismo e la pesca; che i rifiuti generati dagli attrezzi per la pesca ricreativa smarriti possono causare un grave degrado degli habitat e gravi danni all'ambiente;

J.  considerando che il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) fornisce sostegno finanziario per la raccolta di dati, ivi inclusi quelli relativi alla pesca ricreativa;

K.  considerando che gli obiettivi elencati all'articolo 2 del regolamento (UE) n. 1380/2013 si riferiscono alla necessità di conseguire vantaggi a livello socioeconomico e occupazionale e di ricostituire e mantenere gli stock ittici e quelli di altri organismi marini al di sopra di livelli in grado di generare il massimo rendimento sostenibile;

L.  considerando che, secondo un recente studio commissionato dal Parlamento europeo, l'impatto della pesca ricreativa può variare da uno stock ittico all'altro e rappresentare tra il 2 % (sgombro) e il 43 % (pollack) del totale delle catture;

M.  considerando che per conseguire gli obiettivi della PCP è opportuno gestire e bilanciare gli stock ittici e l'attività di pesca; che detti obiettivi non possono essere raggiunti disponendo solo di dati parziali sulle catture e sull'incidenza economica delle attività di pesca, comprese quelle per scopi ricreativi;

N.  considerando che agli Stati membri è imposto l'obbligo di raccogliere dati, comprese le stime sul numero di catture effettuate nell'ambito della pesca ricreativa e il numero di esemplari appartenenti alle specie elencate dal regolamento (UE) 2017/1004 liberati e infine inseriti nei piani pluriennali di gestione; che, a tal riguardo, solo alcuni Stati membri sono provvisti di dati esaustivi sulla pesca ricreativa praticata nel loro territorio;

O.  considerando che la raccolta obbligatoria di dati si applica solo ad alcune specie nonostante un'ampia gamma di esse sia catturata nell'ambito della pesca ricreativa in mare e che, pertanto, sono necessarie analisi e indagini multispecie più specifiche per paese; che la pesca ricreativa dovrebbe essere inclusa nelle stime complessive relative alla mortalità per pesca e alla biomassa;

P.  considerando che la disponibilità dei dati relativi alle attività di pesca ricreativa varia da regione a regione e che il volume di informazioni disponibili a riguardo della pesca ricreativa in mare è maggiore per il Mare del Nord e il Mar Baltico rispetto al Mediterraneo, al Mar Nero o all'Atlantico;

Q.  considerando che il numero stimato di individui che pratica la pesca ricreativa in mare in Europa si attesta tra gli 8,7 e i 9 milioni, ossia l'1,6 % della popolazione dell'Unione europea, e che si stima che essi peschino complessivamente per 77 milioni di giorni ogni anno;

R.  considerando che il regolamento (UE) n. 508/2014 relativo al FEAMP, all'articolo 3, paragrafo 2, punto 6), definisce pescatore "qualsiasi persona che esercita attività di pesca commerciale, quali riconosciute dallo Stato membro"; che occorre pertanto definire diversamente coloro che si dedicano alla pesca ricreativa nei termini di cui al considerando A;

S.  considerando che l'impatto economico stimato della pesca ricreativa europea (senza considerare il valore della pesca turistica) è pari a 10,5 miliardi di EUR, compresi 5,1 miliardi di EUR di spese dirette, 2,3 miliardi di EUR di spese indirette e 3,2 miliardi di EUR di spese indotte; che nella sola UE, tale importo è pari a 8,4 miliardi di EUR (compresi 4,2 miliardi di spese dirette, 1,8 miliardi di EUR di spese indirette e 2,5 miliardi di EUR di spese indotte);

T.  considerando che esiste un legame diretto tra abbondanza/struttura degli stock ittici, accesso alle opportunità di pesca e gli impatti occupazionali, economici e socioeconomici che ne derivano; che è importante valutare l'impatto di tutti i tipi di pesca su uno specifico stock ittico, nonché il suo valore economico, per adottare misure di gestione che contribuiscano a raggiungere gli obiettivi sia ambientali che economici;

U.  considerando che, secondo le stime, la pesca ricreativa sostiene 99 000 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno (FTE) in Europa, compresi 57 000 posti di lavoro diretti, 18 000 indiretti e 24 000 creati dall'indotto, e genera un valore economico medio pari a 49 000 EUR all'anno per FTE; che, secondo le stime, nella sola UE tale cifra è di 84 000 FTE (50 000 posti di lavoro diretti, 15 000 indiretti e 20 000 creati dall'indotto);

V.  considerando che la pesca marittima turistica ricreativa, nonché le altre forme di pesca turistica, hanno dimostrato di essere cruciali per l'economia di molte regioni e paesi e dovrebbero pertanto essere studiate al fine di valutarne meglio il valore, l'impatto e il potenziale di sviluppo;

W.  considerando che tutti i tipi di pesca ricreativa hanno un impatto economico e sociale maggiore a livello locale e regionale rispetto al livello nazionale, in quanto sostengono le comunità locali e costiere attraverso il turismo, la produzione, la vendita al dettaglio, il noleggio dell'attrezzatura e altri servizi legati alla pesca ricreativa;

X.  considerando che, in alcuni casi, le catture effettuate nell'ambito della pesca ricreativa rappresentano una percentuale significativa della mortalità totale per pesca degli stock ittici e dovrebbero pertanto essere tenute in considerazione al momento della definizione delle opportunità di pesca; che, stando a un recente studio commissionato dal Parlamento, il contributo percentuale stimato apportato dalle attività di pesca ricreativa al totale delle catture varia ampiamente, a seconda della specie interessata, dal 2 % per lo sgombro al 43 % per il pollack;

Y.  considerando che è importante valutare singolarmente i vari metodi di pesca ricreativa o i segmenti descritti nella definizione CIEM del 2013;

Z.  considerando che la valutazione dell'impatto della pesca ricreativa sugli stock ittici comprende la conservazione delle catture e i tassi di mortalità dei pesci rilasciati; che il tasso di sopravvivenza dei pesci catturati con lenze e canne (pesca con cattura e rilascio) è, in molti casi, più elevato rispetto ai tassi corrispondenti per i pesci catturati ricorrendo all'impiego di altri attrezzi o ad altre pratiche e dovrebbe essere tenuto in considerazione in questi casi; che per poter confrontare le probabilità di sopravvivenza dei rigetti della pesca commerciale e degli esemplari rilasciati nell'ambito della pesca ricreativa in mare occorrono ulteriori informazioni sugli attrezzi impiegati per quest'ultima;

AA.  considerando che la pesca ricreativa comprende una varietà di attrezzi e tecniche a seconda dei diversi stock e comporta effetti ambientali differenti; che dovrebbe pertanto essere valutata e disciplinata di conseguenza;

AB.  considerando che in ragione della scarsità degli stock settentrionali di spigole e di merluzzo bianco del Baltico occidentale, sono state introdotte limitazioni per la pesca ricreativa a livello di UE, fissando limiti di cattura o impedendo la conservazione delle catture (spigole), per contribuire a ricostituire suddetti stock; che le misure di gestione delle emergenze adottate quando si ritiene che le condizioni di uno stock siano influenzate dalla pesca ricreativa non offrono la visibilità necessaria per il settore;

AC.  considerando che alcuni pescatori ricreativi mirano a catturare specie diadrome quali salmoni, trote e anguille; che la raccolta di dati su dette specie dovrebbe essere svolta per le acque sia dolci che salmastre onde valutare il modo in cui gli stock ittici mutano nel corso del tempo;

AD.  considerando che le aree più accessibili per la maggior parte dei pescatori ricreativi sono le fasce costiere, dove frequentemente vengono catturati, oltre a varie specie di pesci, invertebrati e alghe; che questi svolgono un ruolo chiave nell'equilibrio ecologico di dette aree; che l'impatto delle catture di tali specie dovrà parimenti essere valutato in relazione non solo ai rispettivi stock, ma anche agli ecosistemi di cui fanno parte;

AE.  considerando che i salmoni ritornano nelle acque in cui sono nati e, idealmente, dovrebbero essere pescati solo nei fiumi in cui è possibile procedere a un controllo e a un'applicazione efficienti della disciplina pertinente; che la cattura dei salmoni in mare li rimuove indiscriminatamente sia dalle popolazioni sane sia da quelle vulnerabili;

AF.  considerando che la pesca ricreativa potrebbe costituire una fonte importante di mortalità per pesca, mentre il più elevato impatto ambientale stimato della pesca ricreativa in acqua dolce è associato alla possibilità di introdurre nell'ecosistema specie non indigene; che tale incidenza è minore per la pesca ricreativa in mare;

AG.  considerando che la PCPè stata istituita per gestire la pesca commerciale, senza considerare la pesca ricreativa, le sue peculiarità e l'esigenza di strumenti di gestione e di pianificazione specifici;

AH.  considerando che esistono altri tipi di impatti ambientali dovuti alla pesca ricreativa, oltre alla rimozione dei pesci; che, tuttavia, la mancanza di dati chiari rende difficile separarli da altre fonti antropogeniche;

AI.  considerando che il recesso del Regno Unito dall'Unione europea dovrebbe essere tenuto in considerazione nell'ambito della futura gestione delle attività di pesca ricreativa in mare, viste l'importanza di tale attività nel Regno Unito e la sua rilevanza per gli stock ittici condivisi;

AJ.  considerando che la pesca ricreativa comporta numerosi vantaggi sociali e per la salute pubblica, migliorando la qualità della vita dei partecipanti, incoraggiando l'interazione tra i giovani ed educando riguardo all'ambiente e all'importanza della sua sostenibilità;

1.  sottolinea l'importanza di una raccolta di dati sufficienti sulla pesca ricreativa, e in particolare sulla pesca ricreativa in mare, al fine di valutare adeguatamente i livelli di mortalità alieutica totale per tutti gli stock;

2.  sottolinea che la pesca ricreativa coinvolge un numero sempre maggiore di appassionati nella maggior parte dei paesi europei e che questo tipo di pesca rappresenta un'attività importante, con effetti sociali, economici, occupazionali e ambientali, nonché una notevole incidenza sulle risorse ittiche; pone pertanto in evidenza il fatto che gli Stati membri dovrebbero garantire che dette attività siano svolte in modo sostenibile e in linea con gli obiettivi della PCP;

3.  sottolinea la necessità di tutelare le flotte artigianali e di garantire la loro sopravvivenza e il ricambio generazionale dinanzi all'espansione dell'attività ricreativa legata ai porti turistici e al turismo stagionale;

4.  ritiene necessario raccogliere dati sul numero di coloro che praticano la pesca ricreativa, il volume delle loro catture e il valore aggiunto da essi generato nelle comunità costiere;

5.  invita la Commissione a includere e migliorare le disposizioni vigenti sulla pesca ricreativa nel nuovo regolamento sul controllo;

6.  esorta la Commissione a valutare e, laddove necessario, ampliare la raccolta di dati sulle attività di pesca ricreativa al fine di includere un maggior numero di stock ittici e altri organismi marini, nonché a elaborare uno studio di fattibilità sulla raccolta omogenea di dati relativi al suo impatto socioeconomico e a rendere tale raccolta obbligatoria;

7.  sottolinea la necessità di migliorare la comunicazione e il controllo delle catture connesse alla pesca ricreativa; ricorda che, nell'adottare il bilancio dell'UE per il 2018, il Parlamento ha approvato un progetto pilota volto a introdurre un regime di comunicazione mensile delle catture di spigole; sollecita la Commissione e gli Stati membri a finanziare ulteriori progetti mirati alle specie particolarmente vulnerabili alla pesca ricreativa; ricorda l'importanza della tracciabilità e invita la Commissione a includere e migliorare le disposizioni vigenti sulla pesca ricreativa nel nuovo regolamento sul controllo;

8.  invita la Commissione a effettuare una valutazione d'impatto sulla pesca ricreativa nell'UE; ritiene che la valutazione dei piani di gestione che comprendono disposizioni sulla pesca ricreativa debba essere inserita anche nella relazione finale della Commissione sulla valutazione d'impatto;

9.  invita gli Stati membri ad adottare le misure tecniche del caso per attuare il regolamento sulla raccolta di dati attualmente in vigore e ampliarne l'ambito di applicazione al fine di includere più stock ittici e ulteriori aspetti della pesca ricreativa;

10.  invita la Commissione a garantire che vengano raccolti regolarmente tutti i dati necessari riguardo alla pesca ricreativa, al fine di fornire una valutazione completa degli stock ittici e di altri organismi marini onde conferire maggiore visibilità al settore; avverte che, in assenza di una tale valutazione esaustiva e di azioni adeguate intraprese sulla base di tale valutazione, i piani di gestione della pesca e le misure tecniche potrebbero non conseguire gli obiettivi del regolamento (UE) n. 1380/2013, né creare un equilibrio tra la pesca ricreativa e quella commerciale;

11.  ritiene che, qualora le catture della pesca ricreativa incidano notevolmente sullo stock, sia necessario considerarle parte integrante dell'ecosistema e tenerne conto nell'ambito degli aspetti sociali ed economici dei piani pluriennali di gestione, al fine di determinare le opportunità di pesca e adottare le misure tecniche pertinenti; invita pertanto la Commissione, laddove necessario, a inserire la pesca ricreativa nei piani di gestione pluriennali già adottati o in procinto di esserlo;

12.  sottolinea che la raccolta di dati costituisce un obbligo per gli Stati membri; rileva tuttavia che un'adeguata definizione di pesca ricreativa migliorerebbe la qualità dei dati; invita la Commissione a proporre una definizione uniforme di pesca ricreativa a livello dell'UE, che operi una netta distinzione tra pesca ricreativa e pesca commerciale e di semi-sussistenza, in base al principio secondo cui le catture della pesca ricreativa non dovrebbero mai essere messe in vendita;

13.  ritiene, sulla scorta dei dati e della relazione sulla valutazione d'impatto, e tenendo conto delle competenze degli Stati membri in materia di pesca ricreativa, che la Commissione debba valutare il ruolo di quest'ultima nella futura PCP, di modo che entrambi i tipi di pesca marittima, commerciale e ricreativa, possano essere gestiti in maniera equilibrata, equa e sostenibile al fine di conseguire gli obiettivi auspicati;

14.  esorta la Commissione a sostenere, anche finanziariamente, lo sviluppo della pesca ricreativa nel settore del turismo quale volano per la crescita dell'economia blu nelle piccole comunità, nelle comunità costiere e nelle isole, in particolare nelle regioni ultraperiferiche; ritiene che ciò possa incidere positivamente sugli sforzi tesi a prolungare la durata della stagione turistica oltre i mesi estivi; suggerisce alla Commissione di inserire la pesca ricreativa come tema del progetto per il turismo sostenibile EDEN e di varare progetti nel quadro del fondo COSME per promuovere il turismo connesso alla pesca ricreativa nelle piccole comunità costiere;

15.  sottolinea che la diffusione di attività di pesca ricreativa non potrà comportare, al di fuori del contesto di una normale gestione delle risorse alieutiche basata su dati scientifici sostanziali, una diminuzione delle opportunità di pesca professionale, o una scarsità di risorse da suddividere fra le attività professionali e quelle ricreative, in particolare per quanto riguarda la pesca su piccola scala e artigianale;

16.  riconosce che la pesca ricreativa è praticata da secoli in tutta l'UE e costituisce parte integrante della cultura, delle tradizioni e del retaggio di molte comunità costiere e insulari; osserva che i vari tipi di pesca ricreativa sono tanto diversi quanto le culture della stessa UE e occorre prendere atto di tale aspetto in qualsiasi tentativo di legiferare in quest'ambito;

17.  invita la Commissione ad adottare le misure opportune affinché una futura disciplina della pesca ricreativa sia adeguata e non pregiudichi la pesca professionale;

18.  evidenzia la necessità di istituire norme di base per la gestione della pesca ricreativa; suggerisce di elaborare un catalogo delle attività di pesca ricreativa che includa informazioni riguardanti gli attrezzi e le operazioni di pesca, nonché una descrizione delle zone di pesca così come delle specie bersaglio e delle catture accessorie;

19.  sottolinea l'importanza del FEAMP nel contribuire al potenziamento delle capacità scientifiche e garantire valutazioni complete e affidabili delle risorse marittime in relazione alla pesca ricreativa; ricorda che il FEAMP fornisce finanziamenti per la raccolta dei dati e invita la Commissione ad ampliare il futuro ambito di applicazione di detto fondo affinché assicuri sostegno finanziario per la ricerca e l'analisi dei dati raccolti;

20.  sottolinea la forte e cruciale necessità di condividere i dati e ricorda che il FEAMP sostiene la raccolta di dati, soprattutto per la pesca ricreativa; chiede pertanto agli Stati membri di adottare tutte le misure del caso per raccogliere i dati e sollecita altresì la Commissione a sviluppare ulteriormente una banca dati comune contenente dati esaustivi e affidabili, a disposizione dei ricercatori, al fine di consentire loro di monitorare e valutare lo stato delle risorse ittiche; suggerisce che tali misure possano prevedere il ricorso a finanziamenti a titolo del FEAMP;

21.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) Testi approvati, P8_TA(2017)0316.
(2) GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22.
(3) GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.
(4) GU L 149 del 20.5.2014, pag. 1.
(5) GU L 157 del 20.6.2017, pag. 1.


Obbligo di compensazione, obblighi di segnalazione, tecniche di attenuazione del rischio e repertori di dati sulle negoziazioni ***I
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Testo
Testo consolidato
Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 12 giugno 2018, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 per quanto riguarda l'obbligo di compensazione, la sospensione dell'obbligo di compensazione, gli obblighi di segnalazione, le tecniche di attenuazione del rischio per i contratti derivati OTC non compensati mediante controparte centrale, la registrazione e la vigilanza dei repertori di dati sulle negoziazioni e i requisiti dei repertori di dati sulle negoziazioni (COM(2017)0208 – C8-0147/2017 – 2017/0090(COD))(1)
P8_TA(2018)0244A8-0181/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Emendamento 1

EMENDAMENTI DEL PARLAMENTO EUROPEO(2)
P8_TA(2018)0244A8-0181/2018
alla proposta della Commissione
P8_TA(2018)0244A8-0181/2018
---------------------------------------------------------
P8_TA(2018)0244A8-0181/2018

Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 per quanto riguarda l'obbligo di compensazione, la sospensione dell'obbligo di compensazione, gli obblighi di segnalazione, le tecniche di attenuazione del rischio per i contratti derivati OTC non compensati mediante controparte centrale, la registrazione e la vigilanza dei repertori di dati sulle negoziazioni e i requisiti dei repertori di dati sulle negoziazioni

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere della Banca centrale europea(3),

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(4),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(5),

considerando quanto segue:

(1)  Il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6) è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il 27 luglio 2012 ed è entrato in vigore il 16 agosto 2012. Gli obblighi ivi previsti, in particolare la compensazione centrale dei contratti derivati over-the counter (OTC) standardizzati, i requisiti in materia di margini, gli obblighi di attenuazione del rischio operativo per i contratti derivati OTC che non sono compensati centralmente, gli obblighi di segnalazione dei contratti derivati, i requisiti delle controparti centrali (CCP) e dei repertori di dati sulle negoziazioni, contribuiscono a ridurre il rischio sistemico aumentando la trasparenza del mercato dei derivati OTC e attenuando il rischio di credito di controparte e il rischio operativo inerente a tali derivati.

(2)  La semplificazione di alcuni settori disciplinati dal regolamento (UE) n. 648/2012, e un approccio più proporzionato a detti settori, è in linea con il programma della Commissione di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT), che sottolinea la necessità di ridurre i costi e semplificare, per assicurare che le politiche dell'Unione raggiungano i loro obiettivi nel modo più efficiente, e che mira in particolare a ridurre gli oneri regolamentari e amministrativi, fatto salvo l'obiettivo generale di preservare la stabilità finanziaria e ridurre i rischi sistemici.

(3)  Sistemi di post-negoziazione e mercati delle garanzie reali efficienti e resilienti sono elementi essenziali per un'Unione dei mercati dei capitali ben funzionante e contribuiscono agli sforzi volti a sostenere gli investimenti, la crescita e l'occupazione, in linea con le priorità politiche della Commissione.

(4)  Nel 2015 e nel 2016 la Commissione ha condotto due consultazioni pubbliche sull'applicazione del regolamento (UE) n. 648/2012. Essa ha inoltre ricevuto contributi in merito dall'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (AESFEM), dal Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS) e dal Sistema europeo di banche centrali (SEBC). Dalle consultazioni è emerso che le parti interessate sostenevano gli obiettivi del regolamento (UE) n. 648/2012 e non ritenevano necessaria una sua profonda revisione. Il 23 novembre 2016 la Commissione ha adottato una relazione sul regolamento a norma dell'articolo 85, paragrafo 1, dello stesso. Anche se non tutte le disposizioni del regolamento (UE) n. 648/2012 sono già integralmente applicabili e pertanto non è ancora possibile una valutazione globale, la relazione individua i settori per i quali è necessaria un'azione mirata volta ad assicurare che gli obiettivi del regolamento siano raggiunti in modo più proporzionato, efficiente ed efficace.

(5)  Il regolamento (UE) n. 648/2012 dovrebbe applicarsi a tutte le controparti finanziarie che possono presentare un rischio sistemico importante per il sistema finanziario. La definizione di controparte finanziaria dovrebbe pertanto essere modificata.

(6)  Alcune controparti finanziarie hanno un volume di attività nei mercati dei derivati OTC troppo basso per presentare un rischio sistemico importante per il sistema finanziario e insufficiente perché la compensazione centrale possa essere economicamente sostenibile. Tali controparti, comunemente note come piccole controparti finanziarie, dovrebbero essere esentate dall'obbligo di compensazione, pur rimanendo soggette all'obbligo di scambio di garanzie reali ai fini dell'attenuazione del rischio sistemico. Il superamento della soglia di compensazione per almeno una categoria di derivati OTC da parte di una piccola controparte finanziaria dovrebbe tuttavia far scattare l'obbligo di compensazione per tutte le categorie di derivati OTC, data l'interconnessione delle controparti finanziarie e il possibile rischio sistemico per il sistema finanziario in assenza di compensazione centrale di tali derivati.

(7)  Le controparti non finanziarie sono meno interconnesse delle controparti finanziarie. Inoltre esse trattano spesso una sola categoria di derivati OTC. La loro attività determina pertanto un rischio sistemico per il sistema finanziario inferiore rispetto a quella delle controparti finanziarie. L'ambito di applicazione dell'obbligo di compensazione per le controparti non finanziarie dovrebbe pertanto essere ristretto, di modo che dette controparti siano soggette all'obbligo di compensazione solo per quanto riguarda la categoria o le categorie di attività che superano la soglia di compensazione ▌.

(7 bis)  Dato che le controparti finanziarie e le controparti non finanziarie presentano rischi diversi, è necessario fissare due soglie di compensazione diverse. Al fine di tenere conto di eventuali sviluppi sui mercati finanziari, tali soglie dovrebbero essere aggiornate regolarmente.

(8)  L'obbligo di compensare determinati contratti derivati OTC conclusi prima della decorrenza dell'obbligo di compensazione crea incertezza giuridica e complicazioni operative, a fronte di benefici limitati. In particolare, l'obbligo comporta costi e sforzi aggiuntivi per le controparti di tali contratti e può anche compromettere il buon funzionamento del mercato, senza peraltro determinare un significativo miglioramento per quanto riguarda l'applicazione uniforme e coerente del regolamento (UE) n. 648/2012 o la parità di condizioni di concorrenza per i partecipanti al mercato. L'obbligo dovrebbe pertanto essere abolito.

(9)  Le controparti con un volume limitato di attività sui mercati dei derivati OTC incontrano difficoltà ad accedere alla compensazione centrale, sia in qualità di clienti di un partecipante diretto sia mediante accordi di compensazione indiretta. L'obbligo per i partecipanti diretti di facilitare i servizi di compensazione indiretta a condizioni commerciali ragionevoli non è pertanto efficace. I partecipanti diretti e i clienti dei partecipanti diretti che forniscono servizi di compensazione ad altre controparti direttamente o indirettamente, consentendo ai propri clienti di fornire tali servizi ad altre controparti, dovrebbero pertanto essere esplicitamente tenuti a farlo a condizioni commerciali eque, ragionevoli, non discriminatorie e trasparenti.

(10)  In determinate situazioni dovrebbe essere possibile sospendere l'obbligo di compensazione. In primo luogo, tale sospensione dovrebbe essere possibile quando i criteri in base ai quali una specifica categoria di derivati OTC è stata assoggettata all'obbligo di compensazione non sono più soddisfatti. Tale potrebbe essere il caso se una categoria di derivati OTC non è più idonea per la compensazione centrale obbligatoria o qualora vi sia stato un cambiamento sostanziale di uno di tali criteri in relazione ad una particolare categoria di derivati OTC. La sospensione dell'obbligo di compensazione dovrebbe essere possibile anche quando una CCP cessa di offrire un servizio di compensazione per una specifica categoria di derivati OTC o per un determinato tipo di controparte e altre CCP non sono in grado di subentrare nella prestazione di tali servizi di compensazione con sufficiente rapidità. Infine, la sospensione dell'obbligo di compensazione dovrebbe essere possibile quando ciò sia ritenuto necessario per evitare una grave minaccia alla stabilità finanziaria nell'Unione.

(11)  La segnalazione delle operazioni storiche si è rivelata difficile a causa dell'indisponibilità di taluni dati che non erano soggetti ad obbligo di segnalazione prima dell'entrata in vigore del regolamento (UE) n. 648/2012. Ne conseguono un elevato tasso di dati mancanti e la scarsa qualità dei dati segnalati, a fronte dei notevoli oneri derivanti dalla segnalazione di tali operazioni. Vi è quindi una forte probabilità che i dati storici resteranno inutilizzati. Inoltre, al momento in cui scatterà il termine per la segnalazione delle operazioni storiche, un certo numero di tali operazioni saranno già scadute e, con esse, le corrispondenti esposizioni e rischi. Per porre rimedio a questa situazione, l'obbligo di segnalare le operazioni storiche dovrebbe essere abolito.

(12)  Le operazioni infragruppo che coinvolgono controparti non finanziarie rappresentano una parte relativamente esigua di tutte le operazioni in derivati OTC e sono utilizzate prevalentemente per la copertura interna all'ambito di gruppi. Tali operazioni non contribuiscono pertanto in maniera significativa al rischio sistemico e all'interconnessione e tuttavia l'obbligo di segnalarle provoca notevoli costi e oneri per le controparti non finanziarie. Tutte le operazioni tra affiliate del gruppo in cui almeno una delle controparti sia una controparte non finanziaria dovrebbero pertanto essere esentate dall'obbligo di segnalazione, indipendentemente dal luogo di stabilimento della controparte non finanziaria.

(13)  L'obbligo di segnalare i contratti derivati negoziati in borsa impone alle controparti un onere significativo a causa dell'elevato volume di tali contratti conclusi quotidianamente. La consultazione pubblica della Commissione sul vaglio di adeguatezza della comunicazione di informazioni a fini di vigilanza, pubblicata il 1° dicembre 2017, è finalizzata a raccogliere prove sui costi connessi con l'osservanza degli obblighi di comunicazione a fini di vigilanza esistenti a livello dell'Unione, nonché sulla compatibilità, sulla coerenza, sull’efficacia, sull’efficienza e sul valore aggiunto dell’Unione di tali obblighi. Questa consultazione offre alle autorità l'opportunità di valutare in modo olistico la segnalazione delle operazioni sui contratti derivati negoziati in borsa, oltre a tutti i regimi di segnalazione normativa attuali e futuri, consente alle autorità di tenere conto del nuovo contesto di segnalazione a seguito dell'attuazione del regolamento (UE) n. 600/2014(7) e prevede la possibilità di presentare proposte volte a ridurre efficacemente l'onere gravante sui partecipanti al mercato che sono tenuti a segnalare le operazioni sui contratti derivati negoziati in borsa. La Commissione dovrebbe tenere conto di tali risultati al fine di proporre modifiche future agli obblighi di segnalazione di cui all'articolo 9, paragrafo 1, in relazione alla segnalazione delle operazioni sui contratti derivati negoziati in borsa.

(14)  Al fine di ridurre l'onere di segnalazione per le piccole controparti non finanziarie non soggette all'obbligo di compensazione, soltanto la controparte finanziaria dovrebbe avere la responsabilità, inclusa la responsabilità giuridica, di segnalare, sia per conto proprio che per conto della controparte non finanziaria non soggetta all'obbligo di compensazione, un unico insieme di dati relativi ai contratti derivati OTC stipulati con una controparte non finanziaria non soggetta all'obbligo di compensazione e di garantire l'esattezza dei dati segnalati. Per garantire che la controparte finanziaria disponga dei dati necessari per adempiere al proprio obbligo di segnalazione, la controparte non finanziaria dovrebbe fornire i dati relativi alle operazioni su contratti derivati OTC di cui non è ragionevole attendersi che la controparte finanziaria sia in possesso. Tuttavia, le controparti non finanziarie dovrebbero poter scegliere di segnalare i loro contratti derivati OTC. In tal caso, la controparte non finanziaria dovrebbe informare di conseguenza la controparte finanziaria e avere la responsabilità, inclusa la responsabilità giuridica, di segnalare i dati e di garantirne l'esattezza.

(15)  È altresì opportuno determinare la responsabilità per la segnalazione degli altri contratti derivati. Si dovrebbe pertanto precisare che la società di gestione di un organismo d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) ha la responsabilità, inclusa la responsabilità giuridica, di segnalare per conto dell'OICVM i contratti derivati OTC stipulati dall'OICVM e di garantire l'esattezza dei dati segnalati. Analogamente, il gestore di un fondo d'investimento alternativo (FIA) ha la responsabilità, inclusa la responsabilità giuridica, di segnalare per conto del FIA i contratti derivati OTC stipulati dal FIA e di garantire l'esattezza dei dati segnalati.

(16)  Al fine di evitare incoerenze in tutta l'Unione nell'applicazione delle tecniche di attenuazione del rischio, le autorità di vigilanza dovrebbero approvare procedure di gestione del rischio che richiedono lo scambio tempestivo di adeguate garanzie tra le controparti, e la relativa opportuna segregazione, o qualsiasi modifica significativa di tali procedure, prima della loro applicazione.

(16 bis)  Per evitare divergenze normative a livello internazionale e tenuto conto della particolare natura delle negoziazioni dei contratti derivati in questione, lo scambio obbligatorio dei margini di variazione sui contratti in cambi a termine regolati fisicamente e sui contratti derivati swap su tassi di cambio regolati fisicamente dovrebbe applicarsi soltanto alle operazioni tra le controparti più sistemiche, come gli enti creditizi e le imprese di investimento.

(16 ter)  I servizi di riduzione dei rischi post-negoziazione, come la compressione del portafoglio, possono portare a una riduzione del rischio sistemico. Riducendo i rischi legati ai portafogli di strumenti derivati esistenti, senza modificare la posizione complessiva del portafoglio sul mercato, essi possono ridurre le esposizioni di controparte e i rischi di controparte associati ad un accumulo di posizioni lorde in essere. La "compressione del portafoglio" è definita all'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 600/2014 ed esclusa dall'ambito dell'obbligo di negoziazione dell'Unione di cui all'articolo 28 del regolamento (UE) n. 600/2014. Al fine di allineare il presente regolamento con il regolamento (UE) n. 600/2014 ove necessario, tenendo conto delle differenze di questi due regolamenti e del potenziale di elusione dell'obbligo di compensazione, la Commissione, in cooperazione con l’AESFEM e il CERS, dovrebbe valutare quali servizi di riduzione dei rischi post-negoziazione potrebbero essere esonerati dall'obbligo di compensazione.

(17)  Al fine di aumentare la trasparenza e la prevedibilità dei margini iniziali e impedire alle CCP di modificare i loro modelli del margine iniziale in senso che potrebbe apparire pro-ciclico, le CCP dovrebbero offrire ai loro partecipanti diretti gli strumenti per simulare i loro requisiti in materia di margine iniziale e un quadro dettagliato dei modelli del margine iniziale da loro utilizzati. Ciò è coerente con le norme internazionali pubblicate dal Comitato per i pagamenti e le infrastrutture di mercato e dal Board dell'Organizzazione internazionale delle commissioni sui valori mobiliari (IOSCO), in particolare con il quadro di riferimento per l'informativa al pubblico pubblicato nel dicembre 2012(8), e le norme in materia di informativa quantitativa per le CCP pubblicate nel 2015(9), rilevanti per promuovere una comprensione accurata dei rischi e dei costi connessi con la partecipazione a una CCP per i partecipanti diretti e per accrescere la trasparenza delle CCP nei confronti dei partecipanti al mercato.

(18)  Permangono incertezze in merito alla misura in cui le attività detenute in conti segregati omnibus o individuali siano protette in caso di insolvenza. Non è pertanto chiaro in quali casi vi sia certezza del diritto sul fatto che le CCP possano trasferire le posizioni dei clienti in caso di inadempimento di un partecipante diretto o possano versare i proventi di una liquidazione direttamente ai clienti. Per incentivare la compensazione e per migliorare l'accesso ad essa, dovrebbero essere chiarite le norme relative alla protezione di tali attività e posizioni in caso di insolvenza.

(19)  Le sanzioni amministrative pecuniarie che l'AESFEM può imporre ai repertori di dati sulle negoziazioni soggetti alla sua diretta vigilanza dovrebbero essere effettive, proporzionate e sufficientemente dissuasive per garantire l'efficacia dei poteri di vigilanza dell'Autorità ed accrescere la trasparenza delle posizioni ed esposizioni in derivati OTC. In considerazione del fatturato attuale dei repertori di dati sulle negoziazioni, gli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie inizialmente previsti dal regolamento (UE) n. 648/2012 si sono rivelati insufficientemente dissuasivi, il che potrebbe limitare l'efficacia dei poteri di vigilanza sui repertori di dati sulle negoziazioni che il regolamento attribuisce all'Autorità. È pertanto opportuno elevare il limite massimo degli importi di base delle sanzioni amministrative pecuniarie.

(20)  Le autorità dei paesi terzi dovrebbero avere accesso ai dati segnalati ai repertori di dati sulle negoziazioni dell'Unione laddove il paese terzo soddisfi determinate condizioni concernenti il trattamento di tali dati e riconosca alle autorità dell'Unione un diritto giuridicamente vincolante ed eseguibile ad avere accesso diretto ai dati segnalati ai repertori di dati sulle negoziazioni in tale paese terzo.

(21)  Il regolamento (UE) 2015/2365 del Parlamento europeo e del Consiglio(10) prevede una procedura di registrazione semplificata per i repertori di dati sulle negoziazioni che sono già registrati conformemente al regolamento (UE) n. 648/2012 e che desiderano ampliare tale registrazione per fornire i propri servizi in relazione ad operazioni di finanziamento tramite titoli. È opportuno prevedere un'analoga procedura di registrazione semplificata per i repertori di dati sulle negoziazioni che sono già registrati conformemente al regolamento (UE) 2015/2365 e che desiderano ampliare tale registrazione per fornire i propri servizi in relazione ai contratti derivati.

(22)  A causa della scarsa qualità e trasparenza dei dati prodotti dai repertori di dati sulle negoziazioni, i soggetti che hanno ottenuto l'accesso a tali dati hanno difficoltà ad utilizzarli per monitorare i mercati dei derivati, e le autorità di regolamentazione e di vigilanza non riescono a identificare in tempo utile i rischi per la stabilità finanziaria. Per migliorare la qualità e la trasparenza dei dati e allineare gli obblighi di segnalazione a norma del regolamento (UE) n. 648/2012 con quelli del regolamento (UE) 2015/2365 e del regolamento (UE) n. 600/2014, è necessaria un'ulteriore armonizzazione delle norme e degli obblighi di segnalazione, in particolare delle norme relative ai dati, dei metodi e delle modalità di segnalazione, nonché delle procedure che i repertori di dati devono applicare per la convalida dei dati segnalati per quanto attiene alla loro completezza ed esattezza e la riconciliazione dei dati con altri repertori. Inoltre, i repertori di dati sulle negoziazioni dovrebbero concedere alle controparti, su richiesta, l'accesso a tutti i dati segnalati per loro conto per consentire loro di verificare l'esattezza di tali dati.

(22 bis)   Al fine di ridurre l'onere amministrativo e incrementare il riscontro delle operazioni, l'AESFEM dovrebbe introdurre una norma comune dell'Unione per la segnalazione ai repertori di dati. Dal momento che le CCP e altre controparti finanziarie assumono funzioni di segnalazione delegate, un formato unico aumenterebbe l'efficienza a favore di tutti i partecipanti.

(23)  Per quanto riguarda i servizi forniti dai repertori di dati sulle negoziazioni, il regolamento (UE) n. 648/2012 ha creato un contesto concorrenziale. Le controparti dovrebbero pertanto essere in grado di scegliere il repertorio di dati sulle negoziazioni al quale desiderano trasmettere le segnalazioni e dovrebbero essere in grado di passare da un repertorio all'altro, se lo desiderano. Per agevolare tale passaggio e al fine di garantire la costante disponibilità di dati evitando duplicazioni, i repertori di dati sulle negoziazioni dovrebbero stabilire politiche appropriate per garantire il corretto trasferimento dei dati segnalati ad altri repertori, se richiesto da un'impresa soggetta all'obbligo di segnalazione.

(24)  Il regolamento (UE) n. 648/2012 stabilisce che l'obbligo di compensazione non dovrebbe applicarsi agli schemi pensionistici fino a quando le CCP non avranno trovato una soluzione tecnica adeguata per il trasferimento di garanzie reali non in contanti come margini di variazione. Dato che finora non è stata sviluppata alcuna soluzione sostenibile che faciliti la compensazione centrale per gli schemi pensionistici, tale deroga temporanea dovrebbe essere prorogata di altri due anni per quanto riguarda la maggior parte degli schemi pensionistici. La compensazione centrale dovrebbe tuttavia rimanere l'obiettivo ultimo, considerando che gli attuali sviluppi a livello normativo e di mercato consentono ai partecipanti al mercato di sviluppare soluzioni tecniche adeguate entro tale periodo di tempo. Con l'assistenza dell'AESFEM, dell'Autorità bancaria europea (ABE), dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (AEAP) e del CERS, la Commissione dovrebbe monitorare i progressi compiuti dalle CCP, dai partecipanti diretti e dagli schemi pensionistici verso soluzioni sostenibili che facilitino la partecipazione degli schemi pensionistici alla compensazione centrale e dovrebbe preparare una relazione in merito a tali progressi. Tale relazione dovrebbe contemplare anche le soluzioni e i costi correlati per gli schemi pensionistici, tenendo conto degli sviluppi regolamentari e del mercato, ad esempio delle modifiche del tipo di controparte finanziaria soggetto all'obbligo di compensazione. La Commissione dovrebbe essere autorizzata a prorogare la deroga per un altro anno, qualora ritenga che i portatori di interessi si siano accordati su una soluzione e che sia necessario più tempo per attuarla.

(24 bis)  I piccoli schemi pensionistici, oltre a quelli classificati come piccole controparti finanziarie, non presentano gli stessi rischi degli schemi pensionistici più grandi ed è opportuno concedere loro un'esenzione più lunga dall'obbligo di compensazione. Per tali schemi pensionistici la Commissione dovrebbe prorogare l'esenzione da tale obbligo a tre anni. Se, al termine di tale periodo, la Commissione ritiene che i piccoli schemi pensionistici abbiano realizzato i necessari sforzi atti a sviluppare le opportune soluzioni tecniche per partecipare alla compensazione centrale e che restino immutati gli effetti negativi della compensazione centrale di contratti derivati sulle prestazioni pensionistiche dei pensionati, dovrebbe poter prorogare la deroga di altri due anni. Allo scadere dell'esenzione, i piccoli schemi pensionistici dovrebbero essere soggetti al presente regolamento allo stesso modo di tutte le altre entità nell'ambito di applicazione del presente regolamento. Dato il volume ridotto di contratti derivati conclusi dai piccoli schemi pensionistici, essi non dovrebbero superare le soglie che fanno scattare l'obbligo di compensazione. Di conseguenza, anche dopo lo scadere dell'esenzione, la maggior parte dei piccoli schemi pensionistici continuerebbe a non essere soggetta all'obbligo di compensazione.

(24 ter)  L'esenzione per gli schemi pensionistici dovrebbe continuare ad applicarsi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento e, qualora quest'ultimo entri in vigore dopo il 16 agosto 2018, dovrebbe anche applicarsi retroattivamente a tutti i contratti derivati OTC eseguiti dopo tale data. L'applicazione retroattiva di tale disposizione è necessaria onde evitare un vuoto tra la fine dell'applicazione dell'esenzione esistente e la nuova esenzione, dal momento che entrambe perseguono lo stesso obiettivo.

(25)  Alla Commissione dovrebbe essere delegato il potere di adottare atti ai sensi dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea per precisare i criteri in base ai quali le condizioni commerciali relative alla fornitura di servizi di compensazione sono considerate eque, ragionevoli, trasparenti e non discriminatorie, e per prorogare il periodo in cui l'obbligo di compensazione non dovrebbe applicarsi agli schemi pensionistici.

(26)  Al fine di garantire condizioni uniformi per l'attuazione del presente regolamento, in particolare per quanto riguarda la disponibilità delle informazioni contenute nei repertori di dati sulle negoziazioni dell'Unione per le autorità interessate di paesi terzi, dovrebbero essere conferite alla Commissione competenze di esecuzione. Tali competenze dovrebbero essere esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio(11).

(27)  Al fine di garantire un'armonizzazione coerente delle norme in materia di procedure di attenuazione del rischio, registrazione dei repertori di dati sulle negoziazioni e obblighi di segnalazione, è opportuno che la Commissione adotti progetti di norme tecniche di regolamentazione elaborati dall'ABE, dall'AEAP e dall'AESFEM per quanto riguarda le procedure di vigilanza per assicurare la convalida iniziale e continuativa delle procedure di gestione del rischio che richiedono lo scambio tempestivo di adeguate garanzie e la relativa opportuna segregazione, i dettagli della domanda semplificata di estensione della registrazione del repertorio di dati sulle negoziazioni già registrato a norma del regolamento (UE) 2015/2365, i dettagli delle procedure che il repertorio di dati sulle negoziazioni deve applicare al fine di verificare il rispetto degli obblighi di segnalazione da parte della controparte segnalante o del soggetto incaricato della segnalazione e la completezza e l'esattezza delle informazioni segnalate, e i dettagli delle procedure per la riconciliazione dei dati tra i repertori di dati sulle negoziazioni. La Commissione dovrebbe adottare tali progetti di norme tecniche di regolamentazione mediante atti delegati a norma dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio(12), del regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio(13) e del regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio(14).

(28)  La Commissione dovrebbe altresì avere il potere di adottare norme tecniche di attuazione elaborate dall'AESFEM, mediante atti di esecuzione ai sensi dell'articolo 291 del trattato sull'Unione europea e secondo la procedura di cui all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010, per quanto riguarda le norme relative ai dati per le informazioni da segnalare per le varie categorie di derivati, i metodi e le modalità delle segnalazioni.

(29)  Poiché gli obiettivi del presente regolamento, ossia garantire la proporzionalità delle regole che causano oneri amministrativi e costi di conformità eccessivi, senza mettere a rischio la stabilità finanziaria, e aumentare la trasparenza delle posizioni ed esposizioni in derivati OTC, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque, a motivo della portata dell'azione, essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(30)  L'applicazione di talune disposizioni del presente regolamento dovrebbe essere rinviata per introdurre tutte le misure di esecuzione fondamentali e consentire ai partecipanti al mercato di assumere i provvedimenti necessari per conformarvisi.

(31)  Il garante europeo della protezione dei dati è stato consultato in conformità all'articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio(15) e ha espresso un parere il [...].

(32)  È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 648/2012,

(32 bis)  L'obbligo di compensazione stabilito dal regolamento (UE) n. 648/2012 e l'obbligo di negoziazione per i derivati stabilito dal regolamento (UE) n. 600/2014 dovrebbero essere allineati ove necessario e appropriato. La Commissione, pertanto, dovrebbe elaborare una relazione sulle modifiche apportate all'obbligo di compensazione per i derivati nel presente regolamento, in particolare per quanto riguarda l’ambito delle entità interessate dall'obbligo di compensazione e il meccanismo di sospensione, che dovrebbero riguardare anche l'obbligo di negoziazione per i derivati previsto dal regolamento (UE) n. 600/2014.

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (UE) n. 648/2012 è così modificato:

(-1)  All'articolo 1, il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:"

"4. Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente regolamento:

   a) le banche centrali e gli altri enti pubblici incaricati della gestione del debito pubblico o che intervengono nella medesima;
   b) la Banca dei regolamenti internazionali;
   c) le banche multilaterali di sviluppo di cui all'articolo 117, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 575/2013.";

"

(-1 bis)  All'articolo 1, paragrafo 5, la lettera a) è soppressa;

(1)  all'articolo 2, il punto 8) è sostituito dal seguente:"

"8) "controparte finanziaria": un'impresa di investimento autorizzata ai sensi della direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(16), un ente creditizio autorizzato a norma della direttiva 2013/36/UE, un'impresa di assicurazione o di riassicurazione autorizzata a norma della direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(17), un OICVM autorizzato a norma della direttiva 2009/65/CE, a meno che tale OICVM sia connesso a un piano di acquisto di azioni per i dipendenti, un ente pensionistico aziendale o professionale ai sensi dell'articolo 6, lettera a), della direttiva 2003/41/CE, un FIA ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2011/61/UE, stabilito nell'Unione o gestito da un gestore di fondi di investimento alternativi (GEFIA) autorizzato o registrato conformemente alla direttiva 2011/61/UE, a meno che tale FIA sia connesso a un piano di acquisto di azioni per i dipendenti e il cui GEFIA, se del caso, sia stabilito nell'Unione; e un depositario centrale di titoli autorizzato a norma del regolamento (UE) n. 909/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio(18)▌;";

"

(2)  L'articolo 4 è così modificato:

(a)  al paragrafo 1, la lettera a) è così modificata:

i)  i punti da i) a iv) sono sostituiti dai seguenti:"

"i) tra due controparti finanziarie che sono soggette alle condizioni di cui all'articolo 4 bis, paragrafo 1, secondo comma;

   ii) tra una controparte finanziaria che è soggetta alle condizioni di cui all'articolo 4 bis, paragrafo 1, secondo comma, e una controparte non finanziaria che è soggetta alle condizioni di cui all'articolo 10, paragrafo 1, secondo comma;
   iii) tra due controparti non finanziarie che sono soggette alle condizioni di cui all'articolo 10, paragrafo 1, secondo comma;
   iv) tra, da un lato, una controparte finanziaria che è soggetta alle condizioni di cui all'articolo 4 bis, paragrafo 1, secondo comma, o una controparte non finanziaria che è soggetta alle condizioni di cui all'articolo 10, paragrafo 1, secondo comma, e, dall'altro, un soggetto stabilito in un paese terzo che sarebbe soggetto all'obbligo di compensazione se fosse stabilito nell'Unione;";

"

(b)  al paragrafo 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:"

"b) sono stipulati o novati:

   i) a decorrere dalla data in cui l'obbligo di compensazione diventa effettivo, oppure
   ii) a partire dalla data in cui entrambe le controparti soddisfano le condizioni di cui alla lettera a).";

"

(c)  sono inseriti i paragrafi seguenti:"

"3 bis. I partecipanti diretti e i clienti che prestano servizi di compensazione, direttamente o indirettamente, forniscono tali servizi a condizioni commerciali eque, ragionevoli, non discriminatorie e trasparenti. Tali partecipanti diretti e clienti adottano tutte le misure ragionevoli volte a individuare, prevenire, gestire e monitorare i conflitti di interesse in un gruppo di entità affiliate, in particolare tra l'unità di negoziazione e l'unità di compensazione, che possano incidere negativamente su una fornitura equa, ragionevole, non discriminatoria e trasparente dei servizi di compensazione.

I partecipanti diretti o i clienti sono autorizzati a controllare i rischi legati ai servizi di compensazione forniti.

3 ter.  Al fine di garantire l'applicazione coerente del presente articolo, l'AESFEM elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per precisare i criteri in base ai quali le condizioni commerciali per i servizi di compensazione di cui al paragrafo 3 bis sono considerate eque, ragionevoli, non discriminatorie e trasparenti.

L'AESFEM presenta i progetti di norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma alla Commissione entro il ... [sei mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo].

Alla Commissione è conferito il potere di integrare il presente regolamento mediante l'adozione delle norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.";

"

(3)  È aggiunto il seguente articolo 4 bis:"

"Articolo 4 bis

Controparti finanziarie soggette all'obbligo di compensazione

1.  Una controparte finanziaria che assume posizioni in contratti derivati OTC può calcolare, ogni anno, la sua posizione media a fine mese aggregata per i precedenti 12 mesi conformemente al paragrafo 3.

Se la controparte finanziaria non calcola la sua posizione o se il risultato del calcolo è superiore alle soglie di compensazione di cui all'articolo 10, al paragrafo 4, lettera b), la controparte finanziaria:

   a) informa immediatamente l'AESFEM e l'autorità competente interessata;
   (b) è soggetta all'obbligo di compensazione di cui all'articolo 4 per i futuri contratti derivati OTC, a prescindere dalla categoria o dalle categorie di attività per le quali è stata superata la soglia di compensazione; nonché
   c) compensa i contratti di cui alla lettera b) entro quattro mesi dalla data alla quale diviene soggetta all'obbligo di compensazione.

2.  Una controparte finanziaria divenuta soggetta all'obbligo di compensazione a norma del paragrafo 1 che successivamente dimostra all'autorità competente interessata che la sua posizione media a fine mese aggregata per i 12 mesi precedenti non supera più la soglia di compensazione di cui al paragrafo 1 non è più soggetta all'obbligo di compensazione di cui all'articolo 4.

2 bis.  Nel caso in cui una controparte finanziaria precedentemente esente diventi soggetta all'obbligo di compensazione conformemente al paragrafo 1, essa deve compensare i suoi contratti derivati OTC entro quattro mesi dalla data alla quale diviene soggetta all'obbligo di compensazione.

3.  Ai fini del calcolo delle posizioni di cui al paragrafo 1, la controparte finanziaria include tutti i contratti derivati OTC stipulati da essa o da altre entità del suo gruppo.".

"

(4)  All'articolo 5, paragrafo 2, la lettera c) è soppressa.

(4 bis)   All'articolo 6, paragrafo 2, dopo la lettera d) è inserita la lettera seguente:"

"d bis) all'interno di ciascuna categoria di derivati OTC di cui alla lettera d), le informazioni dettagliate sui tipi di contratto per i quali le pertinenti CCP sono state autorizzate a compensare e la data in cui tali CCP sono state autorizzate a compensare questi contratti;";

"

(5)  All'articolo 6, paragrafo 2, la lettera e) è soppressa.

(6)  È aggiunto il seguente articolo 6 ter:"

"Articolo 6 ter

Sospensione dell'obbligo di compensazione in situazioni diverse dalla risoluzione

1.  In circostanze diverse da quelle di cui all'articolo 6 bis, paragrafo 1, l'AESFEM può chiedere alla Commissione di sospendere temporaneamente l'obbligo di compensazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, per una categoria specifica di derivati OTC o per un tipo specifico di controparte se è soddisfatta una delle seguenti condizioni:

   a) la categoria di derivati OTC non è più idonea per la compensazione centrale, sulla base dei criteri di cui all'articolo 5, paragrafo 4, primo comma, e paragrafo 5;
   b) è probabile che una CCP cessi la compensazione di una categoria specifica di derivato OTC e nessun'altra CCP è in grado di compensare tale categoria di derivato OTC senza che vi siano interruzioni;
   c) la sospensione dell'obbligo di compensazione per una specifica categoria di derivato OTC o per un tipo specifico di controparte è necessaria per evitare o per affrontare una grave minaccia alla stabilità finanziaria nell'Unione e la sospensione è proporzionata a tale obiettivo.

L'AESFEM consulta il CERS prima della richiesta di cui al primo comma, lettera c).

Se chiede alla Commissione di sospendere temporaneamente l'obbligo di compensazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, l'AESFEM fornisce le motivazioni e dimostra che almeno una delle condizioni di cui al primo comma è soddisfatta. La Commissione informa senza indugio il Parlamento europeo e il Consiglio in merito alla richiesta dell'AESFEM.

1 bis.  Un'autorità competente designata in conformità dell'articolo 22 può chiedere all'AESFEM di presentare una richiesta di sospensione di cui al paragrafo 1 del presente articolo. Qualora l'autorità competente chieda che l'AESFEM presenti una richiesta di sospensione, essa deve fornire le motivazioni e dimostrare che almeno una delle condizioni di cui al paragrafo 1, primo comma, è soddisfatta.

Entro 48 ore dal ricevimento di una richiesta da parte dell'autorità competente e sulla base delle motivazioni e delle prove fornite da detta autorità, l'AESFEM chiede alla Commissione di sospendere l'obbligo di compensazione per la specifica categoria di derivati OTC o per il tipo specifico di controparte di cui al paragrafo 1 oppure respinge la richiesta dell'autorità competente. L'AESFEM informa l'autorità competente interessata in merito alla sua decisione spiegandone nel dettaglio le ragioni.

2.  La richiesta di cui al paragrafo 1 non è resa pubblica.

3.  Entro 48 ore dalla richiesta di cui al paragrafo 1 e sulla base delle motivazioni e prove fornite dall'AESFEM, la Commissione sospende l'obbligo di compensazione per la specifica categoria di derivati OTC o per il tipo specifico di controparte di cui al paragrafo 1 oppure respinge la richiesta di sospensione. La Commissione informa l'AESFEM in merito alla sua decisione spiegandone nel dettaglio le ragioni. La Commissione trasmette quindi tali informazioni al Parlamento europeo e al Consiglio senza indugio.

4.  La decisione della Commissione di sospendere l'obbligo di compensazione ▌ è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, sul sito web della Commissione e nel registro pubblico di cui all'articolo 6.

5.  La sospensione dell'obbligo di compensazione a norma del presente articolo è valida per un periodo non superiore a un mese a decorrere dalla data di pubblicazione della sospensione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

6.  Qualora i motivi della sospensione continuino ad applicarsi, la Commissione, previa consultazione dell'AESFEM e del CERS, può prorogare la sospensione di cui al paragrafo 5 per uno o più periodi di un mese, a condizione che non vengano cumulativamente superati dodici mesi dal termine del periodo di sospensione iniziale. La proroga della sospensione è pubblicata conformemente all'articolo 4.

Ai fini del primo comma la Commissione comunica all'AESFEM, al Parlamento europeo e al Consiglio la sua intenzione di prorogare la sospensione dell'obbligo di compensazione. L'AESFEM emana un parere sulla proroga della sospensione entro 48 ore dalla suddetta comunicazione.".

"

(7)  L'articolo 9 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. Le controparti finanziarie, le controparti non finanziarie che rispettano le condizioni di cui all'articolo 10, paragrafo 1, secondo comma, e le CCP assicurano che i dati dei contratti derivati che hanno concluso e di qualsiasi modifica o della cessazione del contratto siano segnalati conformemente al paragrafo 1 bis ad un repertorio di dati sulle negoziazioni registrato conformemente all'articolo 55 o riconosciuto conformemente all'articolo 77. Le informazioni sono segnalate al più tardi il giorno lavorativo che segue la conclusione, la modifica o la cessazione del contratto.

Tale obbligo di segnalazione si applica ai contratti derivati ▌stipulati il 12 febbraio 2014 o dopo tale data.

In deroga all'articolo 3, l'obbligo di segnalazione non si applica ai contratti derivati OTC all'interno dello stesso gruppo quando almeno una delle controparti è una controparte non finanziaria o sarebbe classificata come controparte non finanziaria se fosse stabilita nell'Unione, purché:

   (a) entrambe le controparti siano integralmente incluse nello stesso consolidamento;
   (b) entrambe le controparti siano soggette ad adeguate procedure centralizzate per la valutazione, la misurazione e il controllo del rischio; nonché
   (c) l'impresa madre non sia una controparte finanziaria.";

"

(b)  sono inseriti i paragrafi seguenti:"

"1 bis. I dati dei contratti derivati di cui al paragrafo 1 sono segnalati secondo le seguenti modalità:

   (b) ▌ i dati dei contratti derivati OTC conclusi tra una controparte finanziaria e una controparte non finanziaria che non soddisfano le condizioni di cui all'articolo 10, paragrafo 1, sono segnalati come segue:
   i) le controparti finanziarie hanno l'esclusiva responsabilità, inclusa la responsabilità giuridica, di segnalare un unico insieme di dati, nonché di garantire l'esattezza dei dati segnalati. Per assicurare che la controparte finanziaria disponga di tutti i dati necessari per adempiere all'obbligo di segnalazione, la controparte non finanziaria fornisce alla controparte finanziaria i dati relativi ai contratti derivati OTC conclusi tra le stesse, di cui si può ragionevolmente supporre che la controparte finanziaria non sia in possesso. La controparte non finanziaria ha la responsabilità di garantire l'esattezza di tali dati;
   ii) in deroga al punto i), le controparti non finanziarie che hanno già investito per predisporre un sistema di segnalazione possono scegliere di segnalare i dati relativi ai contratti derivati OTC che hanno concluso con le controparti finanziarie a un repertorio di dati sulle negoziazioni. In tal caso, le controparti non finanziarie comunicano preventivamente tale decisione alle controparti finanziarie con le quali hanno concluso contratti derivati OTC. La responsabilità, inclusa la responsabilità giuridica, di segnalare i dati e di garantirne l'esattezza spetta, in tale fattispecie, alle controparti non finanziarie;
   (b bis) nel caso di contratti derivati OTC conclusi da una controparte non finanziaria che non è soggetta alle condizioni di cui all'articolo 10, paragrafo 1, secondo comma, con un soggetto stabilito in un paese terzo che sarebbe una controparte finanziaria se fosse stabilita nell'Unione, detta controparte non finanziaria non è tenuta a rispettare l'obbligo di segnalazione di cui all'articolo 9 e non ha la responsabilità giuridica di comunicare i dati relativi a detti contratti derivati OTC né di garantirne l'esattezza se:
   i) il regime giuridico in materia di segnalazione del paese terzo in questione è stato considerato equivalente a norma dell'articolo 13 e la controparte finanziaria del paese terzo ha comunicato tali informazioni conformemente al regime giuridico in materia di segnalazione del suo paese terzo;
   ii) il regime giuridico in materia di segnalazione del paese terzo in questione non è stato dichiarato equivalente a norma dell'articolo 13, la controparte finanziaria del paese terzo sceglie di essere soggetta, come se fosse una controparte finanziaria stabilita nell'Unione, agli obblighi del presente articolo e si registra presso l'AESFEM.

L'AESFEM istituisce a livello di Unione un registro delle controparti finanziarie di paesi terzi che scelgono di essere soggette a tale articolo conformemente al punto ii) e lo mette a disposizione del pubblico sul suo sito web;

   (c) la società di gestione di un OICVM ha la responsabilità di segnalare i dati dei contratti derivati OTC di cui l'OICVM è controparte nonché di garantire l'esattezza dei dati segnalati;
   (d) il gestore di un FIA ha la responsabilità di segnalare i dati dei contratti derivati OTC di cui il FIA è controparte nonché di garantire l'esattezza dei dati segnalati;
   (e) le controparti e le CCP che segnalano i contratti derivati OTC a un repertorio di dati sulle negoziazioni provvedono a che i dati dei contratti derivati siano segnalati accuratamente e senza duplicazioni.

Le controparti e le CCP soggette all'obbligo di segnalazione di cui al paragrafo 1 possono delegare tale obbligo.

1 ter.  L'AESFEM elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare i dati che una controparte finanziaria di un paese terzo deve fornire per la sua registrazione presso l'AESFEM di cui al paragrafo 1 bis, primo comma, lettera b bis), punto ii).

L'AESFEM presenta detti progetti di norme tecniche di regolamentazione alla Commissione entro il ... [sei mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo].

Alla Commissione è conferito il potere di integrare il presente regolamento mediante l'adozione delle norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma, conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.";

"

(c)  il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:"

"6. Al fine di garantire condizioni uniformi di applicazione dei paragrafi 1 e 3, l'AESFEM, in stretta collaborazione con il SEBC, elabora progetti di norme tecniche di attuazione che specifichino:

   (a) le norme e i formati relativi ai dati per le informazioni da segnalare, che comprendono almeno:
   i) l'identificativo internazionale delle persone giuridiche (LEI);
   ii) il codice internazionale di identificazione dei titoli (ISIN);
   iii) l'identificativo unico dell'operazione (UTI);
   (b) i metodi e le modalità di segnalazione;
   (c) la frequenza delle segnalazioni;
   (d) la data entro la quale i contratti derivati devono essere segnalati, con indicazione dell'eventuale applicazione graduale per i contratti stipulati prima dell'applicazione dell'obbligo di segnalazione.

Nell'elaborazione di tali progetti di norme tecniche l'AESFEM tiene conto degli sviluppi internazionali e delle norme concordate a livello di Unione o mondiale, e della loro coerenza con gli obblighi di segnalazione di cui all'articolo 4 del regolamento (UE) 2015/2365* e all'articolo 26 del regolamento (UE) n. 600/2014.

L'AESFEM presenta detti progetti di norme tecniche di attuazione alla Commissione entro il [UP: inserire la data corrispondente a 12 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento modificativo].

Alla Commissione è conferito il potere di adottare le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma conformemente all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

__________________________________________________________________

* Regolamento (UE) 2015/2365 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, sulla trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli e del riutilizzo e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (GU L 337 del 23.12.2015, pag. 1).".

"

(8)  All'articolo 10, i paragrafi da 1 a 4 sono sostituiti dai seguenti:"

"1. La controparte non finanziaria che assume posizioni in contratti derivati OTC può calcolare, ogni anno, la sua posizione media a fine mese aggregata per i precedenti 12 mesi ▌ conformemente al paragrafo 3.

Se la controparte non finanziaria non calcola la sua posizione o se il risultato del calcolo di cui al primo comma è superiore alle soglie di compensazione di cui al paragrafo 4, lettera b), la controparte non finanziaria:

   (a) informa immediatamente l'AESFEM e l'autorità designata a norma del paragrafo 5;
   (b) se non ha calcolato la sua posizione, è soggetta all'obbligo di compensazione di cui all'articolo 4 per i futuri contratti derivati OTC relativi a tutte le categorie di attività e ai requisiti stabiliti all'articolo 11, paragrafo 3;
   (b bis) se il risultato del calcolo di cui al primo comma è superiore alle soglie di compensazione di cui al paragrafo 4, lettera b), è soggetta all'obbligo di compensazione di cui all'articolo 4 per i futuri contratti derivati OTC relativi alla categoria o alle categorie di attività per le quali è stata superata la soglia di compensazione ed è esente dai requisiti di cui all'articolo 11, paragrafo 3, nell'altra o nelle altre categorie di attività per le quali non è stata superata la soglia di compensazione;
   (c) compensa i contratti di cui alla lettera b) entro quattro mesi dalla data alla quale diviene soggetta all'obbligo di compensazione.

2.  La controparte non finanziaria divenuta soggetta all'obbligo di compensazione ai sensi del paragrafo 1, secondo comma, che successivamente dimostra all'autorità designata a norma del paragrafo 5 che la sua posizione media a fine mese aggregata per i precedenti 12 mesi ▌ non supera più la soglia di compensazione di cui al paragrafo 1 non è più soggetta all'obbligo di compensazione di cui all'articolo 4.

3.  In sede di calcolo delle posizioni di cui al paragrafo 1, la controparte non finanziaria include tutti i contratti derivati OTC stipulati da essa stessa o da altri soggetti non finanziari del gruppo cui la controparte non finanziaria appartiene per i quali non sia oggettivamente misurabile la capacità di ridurre i rischi direttamente legati all'attività commerciale o di finanziamento di tesoreria della controparte non finanziaria o del gruppo.

4.  Al fine di garantire l'applicazione coerente del presente articolo, l'AESFEM, previa consultazione del CERS e delle altre autorità interessate, elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione che specifichino:

   (a) i criteri in base ai quali stabilire per quali contratti derivati OTC sia oggettivamente misurabile la capacità di attenuare i rischi direttamente legati all’attività commerciale o di finanziamento di tesoreria di cui al paragrafo 3; e
   (b) i valori delle soglie di compensazione determinate tenendo conto dell'importanza sistemica della somma delle posizioni nette e delle esposizioni, per controparte e per categoria di derivati OTC.

L'AESFEM può fissare soglie di compensazione diverse per le controparti finanziarie e non finanziarie tenendo conto dell'interconnessione delle controparti finanziarie e del loro rischio sistemico più elevato.

Dopo aver svolto una consultazione pubblica aperta, l'AESFEM presenta tali progetti di norme tecniche di regolamentazione alla Commissione entro il 30 settembre 2012 e li aggiorna regolarmente.

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

L'AESFEM, previa consultazione del CERS e delle altre autorità interessate, riesamina regolarmente le soglie di cui alla lettera b) e, se del caso, in particolare per assicurare una maggiore partecipazione alla compensazione centrale, propone le norme tecniche di regolamentazione necessarie per la loro modifica.

"

(8 bis)  All'articolo 11, è inserito il paragrafo seguente:"

"1 bis. I requisiti di cui al paragrafo 1 del presente articolo non si applicano alle operazioni infragruppo di cui all'articolo 3 se una delle controparti è una controparte non finanziaria non soggetta all'obbligo di compensazione in conformità dell'articolo 10, paragrafo 1, secondo comma.".

"

(8 ter)  All'articolo 11, il paragrafo 3 è così modificato:"

"3. Le controparti finanziarie dispongono di procedure di gestione dei rischi che prevedono uno scambio di garanzie effettuato in modo tempestivo, accurato e con adeguata segregazione relativamente ai contratti derivati OTC stipulati a decorrere dal 16 agosto 2012. Le controparti non finanziarie di cui all'articolo 10 non possono applicare procedure di gestione dei rischi che prevedano uno scambio di garanzie effettuato in modo tempestivo, accurato e con adeguata segregazione relativamente ai contratti derivati OTC relativi alla categoria o alle categorie di attività per le quali non è stata superata la soglia di compensazione.".

"

(9)  All'articolo 11, il paragrafo 15 è così modificato:

(a)  la lettera a) è sostituita dalla seguente:"

"a) le procedure di gestione del rischio, fra cui le disposizioni relative al livello e alla tipologia di garanzie e alla segregazione di cui al paragrafo 3, nonché le relative procedure di vigilanza per garantire la convalida iniziale e continuativa di tali procedure di gestione del rischio;";

"

(b)  la prima frase del secondo comma è sostituita dalla seguente:"

"Le AEV presentano tali progetti di norme tecniche di regolamentazione comuni alla Commissione entro il [12 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento modificativo].".

"

(10)  All'articolo 38 sono aggiunti i seguenti paragrafi 6 e 7:"

"6. Le CCP offrono ai loro partecipanti diretti uno strumento di simulazione che consente loro di determinare l'importo, su base lorda, dell'ulteriore margine iniziale che la CCP può richiedere al momento della compensazione di una nuova operazione. Tale strumento è accessibile solo in condizioni di sicurezza, e i risultati della simulazione non sono vincolanti.

7.  Le CCP forniscono ai loro partecipanti diretti le informazioni sui modelli del margine iniziale da loro utilizzati. Le informazioni soddisfano tutte le seguenti condizioni:

   a) spiegano chiaramente la concezione del modello del margine iniziale e il suo funzionamento;
   b) descrivono chiaramente le ipotesi e i limiti principali del modello del margine iniziale e le circostanze in cui queste ipotesi non sono più valide;
   c) sono documentate.".

"

(11)  All'articolo 39 è aggiunto il seguente paragrafo 11:"

"11. Il diritto fallimentare nazionale degli Stati membri non impedisce alle CCP di agire in conformità dell'articolo 48, paragrafi da 5 a 7, per quanto riguarda le attività e posizioni registrate nei conti di cui ai paragrafi da 2 a 5 del presente articolo.".

"

(12)  L'articolo 56 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. Ai fini dell'articolo 55, paragrafo 1, i repertori di dati sulle negoziazioni presentano all'AESFEM, in alternativa:

   (a) una domanda di registrazione;
   (b) una domanda di estensione della registrazione qualora il repertorio sia già registrato a norma del capo III del regolamento (UE) 2015/2365.";

"

(b)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. Per assicurare l'applicazione uniforme del presente articolo, l'AESFEM elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione che specifichino:

   (a) i dettagli della domanda di registrazione di cui al paragrafo 1, lettera a);
   (b) i dettagli della domanda semplificata di estensione della registrazione di cui al paragrafo 1, lettera b).

L'AESFEM presenta detti progetti di norme tecniche di regolamentazione alla Commissione entro il [UP: inserire la data corrispondente a 12 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento modificativo].

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.";

"

(c)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:"

"4. Al fine di garantire condizioni uniformi di applicazione del paragrafo 1, l'AESFEM elabora progetti di norme tecniche di attuazione che specifichino:

   (a) il formato della domanda di registrazione di cui al paragrafo 1, lettera a);
   (b) il formato della domanda di estensione della registrazione di cui al paragrafo 1, lettera b).

Per quanto concerne il primo comma, lettera b), l'AESFEM elabora un formato semplificato.

L'AESFEM presenta detti progetti di norme tecniche di attuazione alla Commissione entro il [UP: inserire la data corrispondente a 9 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento].

Alla Commissione è conferito il potere di adottare le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma conformemente all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.".

"

(12 bis)   All'articolo 62, il paragrafo 5 è soppresso.

(12 ter)   All'articolo 63, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. Per adempiere alle funzioni attribuitele ai sensi del presente regolamento, l'AESFEM ha facoltà di svolgere tutte le necessarie ispezioni presso i locali aziendali o le proprietà delle persone giuridiche di cui all'articolo 61, paragrafo 1. Se necessario ai fini della loro correttezza ed efficacia, l'AESFEM può svolgere le ispezioni in loco senza preavviso.".

"

(12 quater)  All'articolo 63, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. I funzionari e le altre persone autorizzate dall'AESFEM a svolgere ispezioni in loco possono accedere a tutti i locali aziendali o alle proprietà delle persone giuridiche soggette all'indagine avviata a seguito di una decisione adottata dall'AESFEM e possono esercitare tutti i poteri di cui all'articolo 62, paragrafo 1. Essi hanno altresì facoltà di apporre sigilli su tutti i locali, libri contabili e registri per la durata dell'ispezione e nella misura necessaria al suo espletamento.".

"

(12 quinquies)  All'articolo 63, il paragrafo 8 è soppresso.

(12 sexies)  All'articolo 64, il paragrafo 4 è così modificato:"

"4. Quando trasmette all'AESFEM il fascicolo contenente i risultati dei lavori, il funzionario incaricato delle indagini informa le persone oggetto delle indagini stesse. Esse hanno diritto d’accesso al fascicolo, fermo restando il legittimo interesse di altre persone alla tutela dei propri segreti aziendali. Il diritto di accesso al fascicolo non si estende alle informazioni riservate o ai documenti preparatori interni dell'AESFEM.".

"

(12 septies)   All'articolo 64, il paragrafo 8 è sostituito dal seguente:"

"8. L'AESFEM si rivolge alle autorità competenti per le indagini e l'eventuale procedimento penale ai fini del promovimento dell'azione penale se, nello svolgimento delle proprie funzioni a norma del presente regolamento, constata gravi indizi della possibile esistenza di fatti che ritiene possano costituire reato ai sensi del diritto applicabile. Inoltre l'AESFEM si astiene dall'imporre sanzioni amministrative pecuniarie o sanzioni per la reiterazione dell'inadempimento se è a conoscenza del fatto che una precedente sentenza di assoluzione o condanna, a fronte di fatti identici o sostanzialmente analoghi, è passata in giudicato in esito a un procedimento penale di diritto interno.".

"

(12 octies)   All'articolo 65, paragrafo 1, il secondo comma è soppresso.

(13)  All'articolo 65, il paragrafo 2 è così modificato:

(a)  alla lettera a), l'importo "EUR 20 000" è sostituito da "EUR 200 000";

(b)  alla lettera b), l'importo "EUR 10 000" è sostituito da "EUR 100 000";

(c)  è aggiunta la seguente lettera c):"

"c) per le violazioni di cui all'allegato I, sezione IV, l'importo delle sanzioni amministrative pecuniarie si colloca tra EUR 5 000 e EUR 10 000;".

"

(13 bis)   All'articolo 67, paragrafo 1, è aggiunto il comma seguente:"

"Il primo comma non si applica qualora sia necessario intraprendere un'azione urgente al fine di impedire danni ingenti e imminenti al sistema finanziario o danni ingenti e imminenti all'integrità, alla trasparenza, all'efficienza e al regolare funzionamento dei mercati finanziari, comprese la stabilità o l'esattezza dei dati segnalati a un repertorio di dati sulle negoziazioni. In tal caso l'AESFEM può adottare una decisione provvisoria e, il prima possibile dopo averla adottata, dà alle persone interessate la possibilità di essere sentite.".

"

(14)  All'articolo 72, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. L'importo delle commissioni a carico di un repertorio di dati sulle negoziazioni copre tutti i ragionevoli costi amministrativi sostenuti dall'AESFEM per le sue operazioni di registrazione e vigilanza ed è proporzionato al fatturato del repertorio in questione e al tipo di registrazione e di vigilanza esercitata.".

"

(15)  È inserito il seguente articolo 76 bis:"

"Articolo 76 bis

Reciproco accesso diretto ai dati

1.  Ove necessario ai fini dell'esercizio dei loro compiti, le autorità interessate dei paesi terzi in cui sono stabiliti uno o più repertori di dati sulle negoziazioni hanno accesso diretto alle informazioni dei repertori di dati sulle negoziazioni stabiliti nell'Unione, a condizione che la Commissione abbia adottato a tal fine un atto di esecuzione conformemente al paragrafo 2.

2.  Su presentazione di una richiesta da parte delle autorità di cui al paragrafo 1, la Commissione può adottare atti di esecuzione, in conformità della procedura d'esame di cui all'articolo 86, paragrafo 2, al fine di stabilire se il quadro giuridico del paese terzo dell'autorità richiedente soddisfi tutte le seguenti condizioni:

   a) i repertori di dati sulle negoziazioni stabiliti nel paese terzo siano debitamente autorizzati;
   b) i repertori di dati sulle negoziazioni del paese terzo siano sottoposti a vigilanza continuativa e a misure effettive miranti a far rispettare i loro obblighi;
   c) siano previste garanzie di segretezza professionale almeno equivalenti a quelle stabilite dal presente regolamento, ivi compresa la protezione dei segreti aziendali che le autorità condividono con terzi;
   d) i repertori di dati sulle negoziazioni autorizzati in tale paese terzo siano soggetti all'obbligo giuridicamente vincolante ed eseguibile di concedere ai soggetti di cui all'articolo 81, paragrafo 3, accesso diretto e immediato ai dati.".

"

(16)  All'articolo 78 sono aggiunti i seguenti paragrafi 9 e 10:"

"9) I repertori di dati sulle negoziazioni stabiliscono le seguenti procedure e politiche:

   a) procedure efficaci di riconciliazione dei dati tra i repertori;
   b) procedure atte a garantire la completezza e l'esattezza dei dati segnalati;
   c) politiche per il corretto trasferimento dei dati ad altri repertori se richiesto dalle controparti o dalle CCP di cui all'articolo 9 o se altrimenti necessario.

10)  Per assicurare l'applicazione uniforme del presente articolo, l'AESFEM elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione che specifichino:

   a) le procedure per la riconciliazione dei dati tra i repertori di dati sulle negoziazioni;
   b) le procedure che devono essere applicate dal repertorio di dati sulle negoziazioni al fine di verificare il rispetto dell'obbligo di segnalazione da parte della controparte segnalante o del soggetto incaricato della segnalazione e di verificare la completezza e l'esattezza delle informazioni segnalate a norma dell'articolo 9.

L'AESFEM presenta detti progetti di norme tecniche di regolamentazione alla Commissione entro il ... [12 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo].

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.".

"

(17)  L'articolo 81 è così modificato:

(a)  al paragrafo 3 è aggiunta la seguente lettera q):"

"q) le autorità interessate di un paese terzo nei confronti del quale è stato adottato un atto di esecuzione ai sensi dell'articolo 76 bis;";

"

(b)  è inserito il seguente paragrafo 3 bis:"

"3 bis. I repertori di dati sulle negoziazioni forniscono alle controparti e alle CCP di cui all'articolo 9, paragrafo 1 bis, secondo comma, le informazioni segnalate per loro conto.";

"

(c)  il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:"

"5. Al fine di garantire l'applicazione uniforme del presente articolo, previa consultazione dei membri del SEBC, l'AESFEM elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione che specifichino:

   a) le informazioni che devono essere pubblicate o rese disponibili conformemente ai paragrafi 1 e 3;
   b) la frequenza di pubblicazione delle informazioni di cui al paragrafo 1;
   c) gli standard operativi richiesti per aggregare e comparare i dati tra i repertori e per permettere ai soggetti di cui al paragrafo 3 di avere accesso a tali informazioni;
   d) i termini e le condizioni nonché le modalità in base ai quali i repertori di dati sulle negoziazioni concedono accesso ai soggetti di cui al paragrafo 3 e la documentazione richiesta a tal fine.

L'AESFEM presenta detti progetti di norme tecniche di regolamentazione alla Commissione entro il [UP: inserire la data corrispondente a 12 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento modificativo].

Nell'elaborare tali progetti di norme tecniche, l'AESFEM provvede a che le informazioni pubblicate di cui al paragrafo 1 non rivelino l'identità delle parti di alcun contratto.

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.".

"

(18)  All'articolo 82, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 1, paragrafo 6, all'articolo 4, paragrafo 3, all'articolo 64, paragrafo 7, all'articolo 70, all'articolo 72, paragrafo 3, all'articolo 76 bis e all'articolo 85, paragrafo 2, è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato.".

"

(19)  L'articolo 85 è così modificato:

(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"

"1. Entro il ... [tre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento modificativo] la Commissione valuta l'applicazione del presente regolamento ed elabora una relazione generale. La Commissione presenta la relazione, accompagnata se del caso da adeguate proposte, al Parlamento europeo e al Consiglio.";

"

(a bis)  è inserito il paragrafo seguente :"

"1 bis. Entro il ... [tre anni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo] l'AESFEM presenta una relazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione per analizzare l'impatto, sui partecipanti al mercato, dei cambiamenti introdotti dal regolamento (UE) 2018/... [il presente regolamento modificativo] al regime di segnalazione. La relazione valuta, in particolare, l'adozione e l'attuazione delle rispettive disposizioni che consentono di delegare la segnalazione alle controparti finanziarie e impongono la segnalazione dei contratti da parte delle CCP, e indaga per accertare se queste nuove disposizioni hanno avuto l'effetto ricercato di ridurre l'onere di segnalazione per le piccole controparti. Essa valuta altresì in che modo le nuove disposizioni abbiano inficiato la concorrenza tra i repertori di dati sulle negoziazioni e se e in che misura si siano tradotte in un contesto meno competitivo e in una minore libertà di scelta per i partecipanti diretti e i loro clienti.";

"

(b)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"

"2. Entro il [un anno dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo], e successivamente ogni anno fino al ... [due anni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo], la Commissione elabora una relazione in cui valuta se siano state sviluppate soluzioni tecniche praticabili per il trasferimento da parte degli schemi pensionistici di garanzie in contanti e non in contanti, come margini di variazione, nonché la necessità di eventuali misure volte a facilitare tali soluzioni tecniche.

Entro il [sei mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo], e successivamente ogni anno fino al ... [due anni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo], l'AESFEM presenta alla Commissione una relazione, in collaborazione con l'AEAP, l'ABE e il CERS, nella quale valuta i seguenti elementi:

   a) se le CCP, i partecipanti diretti e gli schemi pensionistici abbiano profuso sforzi adeguati e sviluppato soluzioni tecniche praticabili per facilitare la partecipazione degli schemi pensionistici alla compensazione centrale tramite la costituzione di garanzie in contante e non in contante come margini di variazione, comprese le implicazioni di tali soluzioni sulla liquidità del mercato e sulla pro-ciclicità e le loro potenziali implicazioni giuridiche o di altro genere;
   b) il volume e la natura dell'attività degli schemi pensionistici nei mercati dei derivati OTC compensati e non compensati, per categoria di attività, e ogni rischio sistemico che ne deriva per il sistema finanziario;
   c) le conseguenze sulle strategie di investimento per gli schemi pensionistici che adempiono all'obbligo di compensazione, compreso qualsiasi cambiamento nell'allocazione delle attività in contante e non in contante;
   d) le implicazioni delle soglie di compensazione di cui all'articolo 10, paragrafo 4, per gli schemi pensionistici;
   e) l'impatto di altri requisiti di legge sul differenziale di costo tra le operazioni in derivati OTC compensati e non compensati, compresi i requisiti in materia di margini per i derivati non compensati e il calcolo del coefficiente di leva finanziaria eseguito a norma del regolamento (UE) n. 575/2013;
   f) se siano necessarie ulteriori misure per facilitare una soluzione di compensazione per gli schemi pensionistici.

La Commissione adotta un atto delegato conformemente all'articolo 82 per prorogare il periodo di tre anni di cui all'articolo 89, paragrafo 1, una volta, per un periodo di due anni, qualora giunga alla conclusione che non sono state sviluppate soluzioni tecniche praticabili e che l'effetto negativo della compensazione centrale dei contratti derivati sulle prestazioni pensionistiche dei futuri pensionati permane invariato.";

"

(c)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. Entro il ... [due anni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo] la Commissione ▌:

   a) trasmette una proposta di soluzione vincolante diversa dalle esenzioni permanenti o da altre esenzioni temporanee per gli schemi pensionistici dall'obbligo di compensazione, qualora ritenga che i portatori di interessi non abbiano trovato una soluzione; oppure
   b) adotta un atto delegato conformemente all'articolo 82 per prorogare il periodo di due anni di cui all'articolo 89, paragrafo 1, una volta, di un anno, solo qualora ritenga che i portatori di interessi si siano accordati su una soluzione e che sia necessario più tempo per attuarla; oppure
   c) lascia decadere l'esenzione, incoraggiando nel contempo i portatori di interessi ad attuare la loro soluzione anticipatamente, qualora ritenga che una soluzione sia stata trovata.;

"

(c bis)  sono inseriti i paragrafi seguenti:"

"3 bis. Entro il ... [tre anni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo] la Commissione adotta un atto delegato conformemente all'articolo 82 per prorogare il periodo di tre anni di cui all'articolo 89, paragrafo 1 bis, una volta, per un periodo di due anni, solo qualora ritenga che i piccoli schemi pensionistici di cui all'articolo 89, paragrafo 1 bis, abbiano realizzato i necessari sforzi atti a sviluppare le opportune soluzioni tecniche e che restino immutati gli effetti negativi della compensazione centrale di contratti derivati sulle prestazioni pensionistiche dei pensionati;

3 ter.   Entro il … [12 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo] l'AESFEM presenta alla Commissione una relazione che valuta se l'elenco degli strumenti finanziari considerati altamente liquidi e con un rischio di mercato e di credito minimi, in conformità dell'articolo 47, possa essere ampliato e se tale elenco possa includere uno o più fondi comuni monetari autorizzati in conformità del regolamento (UE) 2017/1131.";

"

(e)  sono aggiunti i paragrafi seguenti:"

"6. Entro il ... [sei mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo] la Commissione, previa consultazione dell'AESFEM, presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'allineamento dell'obbligo di negoziazione per i derivati ai sensi del regolamento (UE) n. 600/2014 ai cambiamenti introdotti nel quadro del regolamento (UE) 2018/... [il presente regolamento modificativo] agli obblighi di compensazione per i derivati, in particolare per quanto concerne la portata delle entità assoggettate all'obbligo di compensazione, come anche il meccanismo di sospensione. Qualora detto allineamento sia ritenuto necessario e adeguato, la relazione è corredata di una proposta legislativa che introduce i cambiamenti necessari.

7.  Entro il ... [18 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo] l'AESFEM presenta alla Commissione, in collaborazione con l'EIOPA e l'ABE, una relazione che valuta se il principio delle condizioni commerciali eque, ragionevoli, non discriminatorie e trasparenti di cui all'articolo 4, paragrafo 3 bis, sia riuscito a facilitare l'accesso alla compensazione.

Entro il ... [due anni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo] la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio che valuta se il principio delle condizioni commerciali eque, ragionevoli, non discriminatorie e trasparenti sia riuscito a facilitare l'accesso alla compensazione e propone, se del caso, di migliorarlo. La relazione tiene conto dei riscontri della relazione di cui al primo comma e, se del caso, è corredata di una proposta legislativa.

8.  Entro il ... [12 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo] la Commissione elabora una relazione che valuta se le negoziazioni risultanti direttamente dai servizi di riduzione dei rischi post-negoziazione, compresa la compressione del portafoglio, debbano essere esentate dall'obbligo di compensazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1. Nella relazione la Commissione tiene conto, in particolare, della misura in cui tali negoziazioni attenuano i rischi, soprattutto il rischio di credito di controparte e il rischio operativo, nonché del potenziale di elusione dell'obbligo di compensazione e del potenziale di disincentivazione della compensazione centrale. La Commissione presenta tale relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, corredandola di proposte legislative appropriate.

Per assistere la Commissione nell'elaborazione della relazione di cui al primo comma, entro il ... [sei mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo] l'AESFEM presenta alla Commissione, in collaborazione con il CERS, una relazione che valuta se le negoziazioni risultanti direttamente dai servizi di riduzione dei rischi post-negoziazione, compresa la compressione del portafoglio, debbano essere esentate dall'obbligo di compensazione. La relazione analizza la compressione del portafoglio e altri servizi disponibili di riduzione dei rischi post-negoziazione che non partecipano alla formazione dei prezzi, che riducono i rischi non di mercato in portafogli di strumenti derivati senza modificare il rischio di mercato dei portafogli, ad esempio le operazioni di riequilibrio. La relazione illustra altresì le finalità e il funzionamento di tali servizi di riduzione dei rischi post-negoziazione, la misura in cui essi attenuano i rischi, soprattutto il rischio di credito di controparte e il rischio operativo, e valuta la necessità di compensare tali negoziazioni o di esentarle dalla compensazione, per poter gestire il rischio sistemico. Essa valuta inoltre in che misura l'eventuale esenzione dall'obbligo di compensazione per tali servizi scoraggi la compensazione centrale e possa portare le controparti a eludere l'obbligo di compensazione.

9.  Sulla base, fra l'altro, degli esiti della consultazione pubblica della Commissione relativa al controllo di adeguatezza delle segnalazioni a fini di vigilanza, pubblicati il 1° dicembre 2017, e della relazione presentata dall'AESFEM a norma del secondo comma, la Commissione, entro [12 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo], riesamina l'applicazione dell'articolo 9, paragrafo 1 bis, e riferisce in merito alla stessa. La Commissione presenta tale relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, corredandola delle proposte legislative appropriate. Nel riesaminare l'applicazione dell'articolo 9, paragrafo 1 bis, la Commissione valuta se l'obbligo di segnalazione delle operazioni di cui all'articolo 26 del regolamento (UE) n. 600/2014 si traduca in una duplicazione inutile delle segnalazioni delle operazioni per i derivati non OTC e se l'obbligo di segnalare le operazioni non OTC a norma dell'articolo 9, paragrafo 1 bis, possa essere ridimensionato, senza che ciò si traduca in una perdita indebita di informazioni, così da semplificare le catene di segnalazione per i derivati non OTC per tutte le controparti, in particolare le controparti non finanziarie non soggette all'obbligo di compensazione di cui all'articolo 10, paragrafo 1, secondo comma.

Entro il ... [sei mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento modificativo] l'AESFEM presenta alla Commissione, in collaborazione con il CERS, una relazione che valuta i seguenti elementi:

   (a) la coerenza tra gli obblighi di segnalazione per i derivati non OTC di cui al regolamento (UE) n. 600/2014 e all'articolo 9 del presente regolamento, per quanto riguarda sia i dati del contratto derivato segnalato sia l'accesso ai dati da parte dei soggetti competenti;
   (b) la possibilità di allineare gli obblighi di segnalazione per i derivati non OTC di cui al regolamento (UE) n. 600/2014 e all'articolo 9 del presente regolamento, per quanto riguarda sia i dati del contratto derivato segnalato sia l'accesso ai dati da parte dei soggetti competenti; e
   (c) la fattibilità di una semplificazione delle catene di segnalazione per tutte le controparti, compresi tutti i clienti indiretti, tenendo conto della necessità di una segnalazione tempestiva e degli atti e delle misure adottati a norma dell'articolo 4, paragrafo 4, del presente regolamento e dell'articolo 30, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 600/2014.".

"

(20)  All'articolo 89, paragrafo 1, il primo comma è sostituito dal seguente:"

"1. Fino al ... [due anni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo] l'obbligo di compensazione previsto dall'articolo 4 non si applica ai contratti derivati OTC di cui può essere oggettivamente quantificata la riduzione dei rischi di investimento direttamente riconducibile alla solvibilità finanziaria degli schemi pensionistici e a soggetti stabiliti per fornire un risarcimento ai membri degli schemi pensionistici in caso di inadempimento di uno schema pensionistico.

Gli schemi pensionistici, le CCP e i partecipanti diretti si adoperano al meglio per contribuire allo sviluppo di soluzioni tecniche che facilitino la compensazione di detti contratti derivati OTC da parte degli schemi pensionistici.

La Commissione istituisce un gruppo di esperti formato da rappresentanti degli schemi pensionistici, delle CCP, dei partecipanti diretti e di altre parti interessate a tali soluzioni tecniche, per monitorarne gli sforzi e valutare i progressi compiuti nello sviluppo di soluzioni tecniche che facilitino la compensazione di detti contratti derivati OTC da parte degli schemi pensionistici. Il gruppo di esperti si riunisce almeno ogni sei mesi. Nell'elaborare le relazioni di cui all'articolo 85, paragrafo 2, primo comma, la Commissione tiene conto degli sforzi compiuti dagli schemi pensionistici, dalle CCP e dai partecipanti diretti.".

"

(20 bis)  All'articolo 89 è inserito il paragrafo seguente:"

"1 bis. In deroga al paragrafo 1, fino al ... [tre anni dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo] l'obbligo di compensazione previsto all'articolo 4 non si applica ai contratti derivati OTC di cui può essere oggettivamente quantificata la riduzione dei rischi di investimento direttamente riconducibile alla solvibilità finanziaria degli schemi pensionistici che appartengono alla categoria dei piccoli schemi pensionistici, e a soggetti stabiliti per fornire un risarcimento ai membri di quegli schemi pensionistici in caso di inadempimento di un siffatto schema pensionistico.

La Commissione adotta un atto delegato conformemente all'articolo 82 per integrare il presente regolamento stabilendo quali schemi pensionistici possano essere considerati piccoli schemi pensionistici in conformità del primo comma, tenendo conto del fatto che la categoria dei piccoli schemi pensionistici non rappresenta più del 5 % dei contratti derivati OTC stipulati da schemi pensionistici.".

"

(21)  L'allegato I è modificato conformemente all'allegato del presente regolamento.

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento si applica dal ... [cinque mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo].

In deroga al secondo comma del presente articolo, l'articolo 1, ▌ paragrafo 7, lettera d), paragrafo 8, paragrafo 10 e paragrafo 11, si applica a decorrere dal [ sei mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo] e l'articolo 1, paragrafo 2, lettera c), paragrafo 7, lettera e), paragrafo 9, paragrafo 12, lettere b) e c), e paragrafo 16, si applica a decorrere dal [18 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo].

Qualora il presente regolamento entri in vigore dopo il 16 agosto 2018, l'articolo 89, paragrafo 1, si applica retroattivamente a tutti i contratti derivati OTC eseguiti dagli schemi pensionistici dopo il 16 agosto 2018 e prima della data di entrata in vigore del presente regolamento.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a …, il

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

ALLEGATO

L'allegato I è così modificato:

(1)   alla sezione I sono aggiunte le seguenti lettere i), j) e k):

"i) i repertori di dati sulle negoziazioni violano l’articolo 78, paragrafo 9, lettera a), allorché non stabiliscono procedure adeguate per la riconciliazione dei dati tra i repertori;

j)  i repertori di dati sulle negoziazioni violano l’articolo 78, paragrafo 9, lettera b), allorché non stabiliscono procedure adeguate per assicurare la completezza e l'esattezza dei dati segnalati;

k)  i repertori di dati sulle negoziazioni violano l'articolo 78, paragrafo 9, lettera c), allorché non stabiliscono politiche adeguate per l'ordinato trasferimento dei dati ad altri repertori di dati sulle negoziazioni se richiesto dalle controparti e dalle CCP di cui all’articolo 9 o se altrimenti necessario.";

(2)   alla sezione IV è aggiunta la seguente lettera d:

"d) i repertori di dati sulle negoziazioni violano l’articolo 55, paragrafo 4, allorché non informano l'AESFEM a tempo debito di ogni modifica importante delle condizioni richieste per la loro registrazione.".

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A8-0181/2018).
(2)* Emendamenti: il testo nuovo o modificato è evidenziato in corsivo grassetto e le soppressioni sono segnalate con il simbolo ▌.
(3) GU C […] del […], pag. […].
(4) GU C […] del […], pag. […].
(5) Posizione del Parlamento europeo del ... (GU ...) e decisione del Consiglio del ...
(6) Regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni (GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1).
(7) Regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, sui mercati degli strumenti finanziari e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 84).
(8) http://www.bis.org/cpmi/publ/d106.pdf
(9) http://www.bis.org/cpmi/publ/d125.pdf
(10) Regolamento (UE) 2015/2365 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, sulla trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli e del riutilizzo e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (GU L 337 del 23.12.2015, pag. 1).
(11) Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).
(12) Regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/78/CE della Commissione (GU L 331 del 15.12.2010, pag. 12).
(13) Regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/79/CE della Commissione (GU L 331 del 15.12.2010, pag. 48).
(14) Regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/77/CE della Commissione (GU L 331 del 15.12.2010, pag. 84).
(15) Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).
(16) Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 349).
(17) Direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (solvibilità II) (GU L 335 del 17.12.2009, pag. 1).
(18) Regolamento (UE) n. 909/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, relativo al miglioramento del regolamento titoli nell'Unione europea e ai depositari centrali di titoli e recante modifica delle direttive 98/26/CE e 2014/65/UE e del regolamento (UE) n. 236/2012 (GU L 257 del 28.8.2014, pag. 1).


Regole comuni nel settore dell'aviazione civile e Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea ***I
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Risoluzione
Testo
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 12 giugno 2018 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante regole comuni nel settore dell'aviazione civile, che istituisce un'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea e che abroga il regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2015)0613 – C8-0389/2015 – 2015/0277(COD))
P8_TA(2018)0245A8-0364/2016

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2015)0613),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 100, paragrafo 2 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0389/2015),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti i pareri motivati inviati dal Senato italiano e dal Parlamento maltese, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 14 dicembre 2016(1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 12 ottobre 2016(2),

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 22 dicembre2017, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0364/2016),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 12 giugno 2018 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2018/… del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme comuni nel settore dell'aviazione civile, che istituisce un'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea e che modifica i regolamenti (CE) n. 2111/2005, (CE) n. 1008/2008, (UE) n. 996/2010, (UE) n. 376/2014 e le direttive 2014/30/UE e 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, e abroga i regolamenti (CE) n. 552/2004 e (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CEE) n. 3922/91 del Consiglio

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2018/1139)

(1) GU C 75 del 10.3.2017, pag. 111.
(2) GU C 88 del 21.3.2017, pag. 69.


Consumo di carburante ed emissioni di CO2 dei veicoli pesanti nuovi ***I
PDF 125kWORD 53k
Risoluzione
Testo
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 12 giugno 2018 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il monitoraggio e la comunicazione dei dati relativi al consumo di carburante e alle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti nuovi (COM(2017)0279 – C8-0168/2017 – 2017/0111(COD))
P8_TA(2018)0246A8-0010/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(20170279),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 192, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0168/2017),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 18 ottobre 2017(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 20 aprile 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e il parere della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0010/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  prende atto delle dichiarazioni della Commissione allegate alla presente risoluzione;

3.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

4.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 12 giugno 2018 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2018/... del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il monitoraggio e la comunicazione delle emissioni di CO2 e del consumo di carburante dei veicoli pesanti nuovi

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2018/956)

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE LEGISLATIVA

DICHIARAZIONI DELLA COMMISSIONE

Proposta di norme per le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti

Come annunciato l'8 novembre 2017 nella comunicazione «Mobilità a basse emissioni: manteniamo gli impegni – Un'Unione europea che protegge il pianeta, dà forza ai suoi consumatori e difende la sua industria e i suoi lavoratori» (COM(2017)0675), la Commissione intende presentare il terzo pacchetto per la mobilità nella prima metà di maggio 2018, inclusa una proposta che fissa le norme di emissione di biossido di carbonio degli autocarri.

Calendario dello sviluppo di VECTO/regolamento sulla certificazione

La Commissione persegue lo sviluppo tecnico dello strumento per il calcolo del consumo di energia dei veicoli (VECTO) al fine di includervi nuove tecnologie note a partire dal 2020 e altri tipi di veicoli, vale a dire gli autocarri ancora non previsti e gli autobus a partire dal 2020 nonché i rimorchi a partire dal 2021.

Ulteriori informazioni sullo sviluppo dello strumento VECTO e sulla modifica del regolamento (UE) 2017/2400 saranno pubblicate sui pertinenti siti internet della Commissione per informare regolarmente i portatori di interessi e gli operatori economici.

Elaborazione di una prova di verifica su strada nell'ambito del regolamento sulla certificazione

La Commissione riconosce l'importanza di disporre di dati solidi e rappresentativi sulle emissioni di CO2 e sul consumo di carburante dei veicoli pesanti.

Il regolamento (UE) 2017/2400 è pertanto destinato a essere integrato da una procedura per verificare e garantire la conformità del funzionamento di VECTO, nonché delle proprietà correlate alle emissioni di CO2 e al consumo di carburante di componenti, entità tecniche indipendenti e sistemi pertinenti. Tale procedura di verifica, che dovrebbe includere la prova su strada dei veicoli pesanti in produzione, dovrebbe essere votata nel Comitato tecnico sui veicoli a motore entro la fine del 2018.

La procedura di verifica dovrebbe inoltre costituire la base di una futura prova per verificare l'efficienza in servizio dei veicoli da parte dei produttori e delle autorità di omologazione, o da terzi indipendenti.

(1) GU C 81 del 2.3.2018, pag. 95.


Modernizzazione dell'istruzione nell'UE
PDF 204kWORD 79k
Risoluzione del Parlamento europeo del 12 giugno 2018 sulla modernizzazione dell'istruzione nell'UE (2017/2224(INI))
P8_TA(2018)0247A8-0173/2018

Il Parlamento europeo,

–  vista la comunicazione della Commissione, del 20 settembre 2011, dal titolo "Sostenere la crescita e l'occupazione – Un progetto per la modernizzazione dei sistemi d'istruzione superiore in Europa" (COM(2011)0567),

–  visto il diritto all'istruzione sancito all'articolo 14 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 20 maggio 2014 su un'efficace formazione degli insegnanti(1),

–  visto l'articolo 2 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 20 maggio 2014 sulla garanzia della qualità a sostegno dell'istruzione e della formazione(2),

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 20 dicembre 2012, sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale(3),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 18 e 19 maggio 2015 sul ruolo dell'educazione della prima infanzia e dell'istruzione primaria nella promozione della creatività, dell'innovazione e della competenza digitale(4),

–  viste la comunicazione della Commissione del 10 giugno 2016 dal titolo "Una nuova agenda per le competenze per l'Europa – Lavorare insieme per promuovere il capitale umano, l'occupabilità e la competitività" (COM(2016)0381) e la risoluzione del Parlamento del 14 settembre 2017 su una nuova agenda per le competenze per l'Europa(5),

–  visto l'articolo 2 del Protocollo della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del Consiglio d'Europa, relativo al diritto all'istruzione,

–  vista la risoluzione del Consiglio d'Europa n. 1904 (2012), sul diritto alla libertà di scelta educativa,

–  vista la relazione congiunta 2015 del Consiglio e della Commissione sull'attuazione del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione (ET 2020) – "Nuove priorità per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione"(6),

–  visto il regolamento (UE) n. 1288/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce "Erasmus+": il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport e che abroga le decisioni n. 1719/2006/CE, n. 1720/2006/CE e n. 1298/2008/CE(7),

–  vista la dichiarazione di Parigi del 17 marzo 2015 sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l'istruzione,

–  vista la sua risoluzione del 28 aprile 2015 sul seguito dell'attuazione del Processo di Bologna(8),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 10 giugno 2016 su "Una nuova agenda per le competenze per l'Europa. Lavorare insieme per promuovere il capitale umano, l'occupabilità e la competitività" (SWD(2016)0195),

–  vista la sua risoluzione del 2 febbraio 2017 sull'attuazione del regolamento (UE) n. 1288/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce "Erasmus+": il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport e che abroga le decisioni n. 1719/2006/CE, n. 1720/2006/CE e n. 1298/2008/CE(9),

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 19 dicembre 2016, sui percorsi di miglioramento del livello delle competenze: nuove opportunità per gli adulti(10),

–  vista la comunicazione della Commissione del 7 dicembre 2016 dal titolo "Migliorare e modernizzare l'istruzione" (COM(2016)0941),

–  vista la comunicazione della Commissione del 30 maggio 2017 dal titolo "Sviluppo scolastico ed eccellenza nell'insegnamento per iniziare la vita nel modo giusto" (COM(2017)0248),

–  vista la comunicazione della Commissione del 30 maggio 2017 relativa ad una nuova agenda per l'istruzione superiore (COM(2017)0247),

–  vista la proposta di raccomandazione del Consiglio relativa al monitoraggio dei percorsi di carriera dei laureati e diplomati, presentata dalla Commissione il 30 maggio 2017 (COM(2017)0249),

–  vista la proposta di raccomandazione del Consiglio, del 5 ottobre 2017, relativa a un quadro europeo per apprendistati efficaci e di qualità, presentata dalla Commissione (COM(2017)0563 – (SWD(2017)0322),

–  visto il parere del Comitato delle regioni, del 30 novembre 2017, sulla modernizzazione dell'istruzione scolastica e superiore,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 19 ottobre 2017, sulla nuova strategia dell'UE in materia di istruzione,

–  vista la proposta di raccomandazione del Consiglio sulla promozione di valori comuni, di un'istruzione inclusiva e della dimensione europea dell'insegnamento, presentata dalla Commissione il 17 gennaio 2018 (COM(2018)0023),

–  vista la proposta, presentata dalla Commissione il 17 gennaio 2018 (COM(2018)0024), di una raccomandazione del Consiglio relativa alle competenze chiave per l'apprendimento permanente,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 20 dicembre 2012 sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale(11),

–  vista la comunicazione della Commissione del 17 gennaio 2018 sul piano d'azione per l'istruzione digitale (COM(2018)0022),

–  vista la relazione conclusiva del vertice sociale per l'occupazione e la crescita eque, tenutosi a Göteborg (Svezia) il 17 novembre 2017(12),

–  viste le conclusioni del Consiglio sull'educazione e la cura della prima infanzia: consentire a tutti i bambini di affacciarsi al mondo di domani nelle condizioni migliori, adottate alla 3090a riunione del Consiglio "Istruzione, gioventù, cultura e sport", tenutasi il 19 e 20 maggio 2011(13),

–  vista la sua risoluzione del 14 marzo 1984 sulla libertà di istruzione nella Comunità europea(14)

–  viste le conclusioni del Consiglio dell'11 maggio 2010 sull'internazionalizzazione dell'istruzione superiore(15),

–  viste la comunicazione congiunta della Commissione e dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Parlamento europeo e al Consiglio, dell'8 giugno 2016, dal titolo "Verso una strategia dell'Unione europea per le relazioni culturali internazionali" (JOIN(2016)0029) e la risoluzione del Parlamento in materia del 5 luglio 2017(16),

–  visto l'articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

–  vista la Carta del Consiglio d'Europa sull'educazione alla cittadinanza democratica e ai diritti umani, adottata nel quadro della raccomandazione CM/Rec(2010)7,

–  visto l'articolo 10 della convenzione del 1979 sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna,

–  visto l'obiettivo strategico B della dichiarazione e della piattaforma d'azione di Pechino (1995),

–  visti gli articoli 28 e 29 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo,

–  visti l'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata nel settembre 2015 ed entrata in vigore il 1o gennaio 2016, e in particolare i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile 4 e 5,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0173/2018),

A.  considerando che, a norma dell'articolo 6, lettera e), TFUE la competenza in materia di istruzione e formazione spetta agli Stati membri ma l'Unione europea svolge un vitale ruolo di sostegno nella definizione di sfide e obiettivi nonché nella promozione e nello scambio delle migliori prassi;

B.  considerando che il diritto all'istruzione è un diritto umano fondamentale e che l'istruzione, in tutte le sue forme e a tutti i livelli, deve presentare le seguenti caratteristiche essenziali e correlate: a) disponibilità, b) accessibilità, c) accettabilità e d) adattabilità;

C.  considerando che la principale priorità del pilastro europeo dei diritti sociali consiste nel fornire un'istruzione, una formazione e un apprendimento permanente inclusivi e di qualità;

D.  considerando che il conseguimento delle pari opportunità è un'importante funzione dell'istruzione e che occorre quindi garantire un accesso non discriminatorio all'istruzione; che a tal fine è necessario compiere maggiori sforzi per assicurare che tutti, e specialmente i più vulnerabili, le persone con disabilità ed esigenze speciali nonché i gruppi svantaggiati, abbiano le stesse opportunità di accedere all'istruzione e alla formazione e di portarle a compimento, nonché di acquisire competenze a tutti i livelli;

E.  considerando che i sistemi europei di istruzione costituiscono un immenso patrimonio di diversità culturale, sociale e linguistica e che, al contempo, gli Stati membri condividono sfide e obiettivi simili in materia di istruzione, tra cui garantire a tutti la parità di accesso all'istruzione, che possono essere affrontati a livello europeo;

F.  considerando che la capacità dei sistemi di istruzione di rispondere alle esigenze sociali, economiche e personali dipende dalla loro qualità, accessibilità, diversità, efficienza ed equità, nonché dalla disponibilità di risorse umane, finanziarie e materiali adeguate;

G.  considerando che è importante ricordare che l'istruzione, ivi compresa la formazione degli insegnanti, ha risentito della crisi economica e finanziaria e che i finanziamenti pubblici rivestono un ruolo fondamentale nei sistemi di istruzione dell'UE; che è pertanto essenziale portare avanti e incrementare il sostegno finanziario pubblico destinato all'istruzione, ivi comprese la formazione degli insegnanti e le loro condizioni di lavoro, e alla ricerca, al fine di garantire un'istruzione pubblica gratuita, inclusiva e accessibile;

H.  considerando che l'istruzione e la formazione dovrebbero contribuire allo sviluppo e alla crescita personali dei giovani per farli diventare cittadini proattivi e responsabili, pronti a vivere e lavorare in un mondo tecnologicamente avanzato e globalizzato, e fornire loro le competenze fondamentali per l'apprendimento permanente, definito come combinazione di conoscenze, competenze e attitudini necessarie alla realizzazione e allo sviluppo personali, alla cittadinanza attiva e all'occupazione;

I.  considerando che la qualità dell'insegnamento è un fattore determinate dei risultati di alunni e studenti e che pertanto una delle priorità della cooperazione a livello dell'UE nel settore dell'istruzione e della formazione consiste nell'offrire un forte sostegno all'eccellenza dell'insegnamento e degli educatori;

J.  considerando che il diritto all'istruzione comprende la libertà di creare istituti di insegnamento sulla base del rispetto dei principi democratici e del diritto dei genitori di provvedere all'educazione e all'istruzione dei loro figli secondo le loro convinzioni religiose, filosofiche e pedagogiche;

K.  considerando che l'applicazione del metodo aperto di coordinamento all'istruzione consente agli Stati membri di creare e attuare una strategia comune in materia di istruzione e formazione, che include altresì la piattaforma online ET 2020 (Istruzione e formazione 2020); che i parametri di riferimento di tale strategia sono analizzati e valutati ogni anno nella relazione di monitoraggio del settore dell'istruzione e della formazione ("Education and Training Monitor") in relazione agli Stati membri e all'intera UE;

L.  considerando che nell'ultima relazione di monitoraggio del settore dell'istruzione e della formazione, pubblicata nel 2017, la Commissione riconosce che il numero di persone che abbandonano prematuramente l'istruzione e la formazione, pur diminuendo progressivamente, è tuttora molto elevato in tutta l'UE;

M.  considerando che, stando ai risultati dell'ultimo test PISA, il 20,6 % degli alunni europei incontra difficoltà nell'acquisizione delle competenze di base negli ambiti della lettura, della matematica e delle scienze, e un numero significativo di cittadini europei ha scarse competenze di alfabetizzazione; che ciò è motivo di profonda preoccupazione per quanto concerne l'ulteriore apprendimento, lo sviluppo personale e l'adeguata partecipazione alla vita pubblica e al mercato del lavoro;

N.  considerando che è fondamentale garantire a tutti i bambini l'accesso a servizi di qualità per l'educazione e la cura della prima infanzia, affinché possano intraprendere in modo positivo il percorso di vita e di istruzione;

O.  considerando che nei servizi di educazione e cura della prima infanzia la qualità del personale è un fattore determinante;

P.  considerando che la promozione della mobilità degli studenti e del personale è una parte importante dei sistemi europei di istruzione superiore, contribuisce allo sviluppo dei giovani e può stimolare il progresso economico e sociale; che è necessario un miglioramento qualitativo e un incremento del sostegno finanziario al fine di ampliare la mobilità degli studenti e del personale nel quadro di Erasmus +;

Q.  considerando che le innovazioni metodologiche e digitali sono potenziali strumenti per ampliare l'accesso ai contenuti e alle conoscenze, ma che non possono sostituire il contatto interpersonale e lo scambio tra gli studenti e tra studente e insegnante e non dovrebbero diventare la priorità dei sistemi di istruzione;

R.  considerando che l'uguaglianza di genere è un principio fondamentale dell'Unione europea, sancito dai trattati, e dovrebbe trovare riscontro in tutte le politiche dell'UE, comprese quelle in materia di istruzione e cultura;

S.  considerando che l'istruzione è un potente strumento per superare le diseguaglianze e le discriminazioni di genere, ma che spesso può anche perpetuare o aggravare le discriminazioni esistenti; che le disparità di genere nel settore dell'istruzione sono un ostacolo sia per lo sviluppo personale sia per l'occupazione, e si ripercuotono su numerosi ambiti socioculturali;

T.  considerando che, sebbene le donne rappresentino i tre quinti (57,6 %) di tutti i laureati e diplomati dell'insegnamento superiore, nel 2015 il divario occupazionale di genere era pari a 11,6 punti percentuali(17);

La conoscenza quale risorsa economica chiave e fonte di benessere per i cittadini

1.  afferma che un'istruzione universale di qualità è una componente essenziale dello sviluppo personale, culturale, sociale e professionale in una società basata sulla conoscenza;

2.  ritiene che la salvaguardia dei valori comuni europei e il conseguimento degli obiettivi economici e sociali dell'UE nonché della competitività e della crescita sostenibile siano connessi a un'educazione di qualità, che promuova i valori democratici, i diritti umani, la coesione sociale, l'integrazione e i successi individuali;

3.  sottolinea il ruolo cruciale dell'istruzione nel dare forma al futuro dell'Europa da un punto di vista sia economico che sociale, provvedendo nel contempo alle esigenze dei suoi cittadini e costruendo una comunità di cittadini che, nella loro diversità, sono uniti dai valori fondamentali comuni;

4.  sottolinea che i sistemi di istruzione e formazione di qualità promuovono la cittadinanza attiva e i valori comuni e, in tal modo, contribuiscono a realizzare una società aperta, inclusiva, pluralistica, democratica e tollerante;

5.  evidenzia il ruolo dell'istruzione nell'aiutare i discenti a sviluppare valori etici e civici e a divenire membri della società attivi, responsabili e mentalmente aperti, in grado di esercitare e difendere i loro diritti democratici e le loro responsabilità nella società, di apprezzare la diversità, di svolgere un ruolo attivo nella vita democratica e di assumersi responsabilità per se stessi e la loro comunità; sottolinea, in tal contesto, l'importanza dell'educazione alla cittadinanza, civica, etica e ambientale;

6.  sottolinea che affinché i giovani possano affrontare le sfide, diventare cittadini europei attivi e conseguire successi nella vita e nel mercato del lavoro, dando forma nel contempo al mondo del futuro, occorre un'istruzione di qualità e inclusiva che li doti delle necessarie conoscenze, competenze, abilità mediatiche e di pensiero critico e autonomo, nonché attitudini democratiche;

7.  sottolinea che garantire la parità di accesso a un'istruzione inclusiva di qualità è la chiave per realizzare una coesione sociale continua, combattendo la povertà, l'esclusione sociale delle persone provenienti da contesti svantaggiati e vulnerabili nonché gli stereotipi di genere, ed è quindi ancora il più grande aiuto alla mobilità sociale;

8.  osserva che un'istruzione di qualità può promuovere le attività di ricerca e innovazione che sono importanti per la società e le arrecano benefici;

9.  riconosce l'importanza dell'istruzione per sviluppare competenze culturali e incoraggiare lo sviluppo culturale; incoraggia maggiori sinergie tra i settori dell'istruzione e della cultura, da conseguire sostenendo un ruolo attivo della cultura e dell'arte nel contesto dell'istruzione formale, informale e non formale;

10.  prende atto del ruolo svolto dall'istruzione ai fini dello sviluppo di attitudini orientate all'apprendimento permanente, che aiutano ad adattarsi alle mutevoli esigenze del mondo moderno;

11.  ricorda che le scuole e gli istituti di istruzione svolgono un ruolo fondamentale nel generare e alimentare un atteggiamento positivo nei confronti dell'apprendimento, anche lungo tutto l'arco della vita;

Cambiamenti nell'istruzione e sfide connesse

12.  ritiene che per il processo di riforma dell'istruzione sia essenziale un approccio globale alla politica dell'istruzione, che goda di un forte sostegno politico e pubblico, e che per conseguire tali obiettivi sia fondamentale coinvolgere sia la società nel suo complesso sia tutti i soggetti pertinenti e interessati, tra cui i genitori;

13.  ritiene fondamentale garantire una governance efficace e finanziamenti adeguati per tutti i contesti d'istruzione, così come risorse didattiche e metodi di insegnamento di qualità e moderni, insegnanti motivati e competenti nonché l'apprendimento permanente, affinché si possano conseguire l'equità, la diversità e l'eccellenza nell'istruzione;

14.  evidenzia le potenzialità delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e dell'innovazione, in quanto strumenti per offrire nuove opportunità di istruzione, rispondere più efficacemente alle necessità individuali dei discenti (tra cui i bisogni educativi speciali) e aumentare la flessibilità, la personalizzazione e la responsabilità nell'apprendimento e nell'insegnamento, nonché per promuovere forme interattive di cooperazione e comunicazione;

15.  evidenzia le opportunità offerte dalla digitalizzazione e dall'istituzione di piattaforme didattiche comuni per l'istruzione moderna, specialmente per quanto riguarda l'apprendimento a distanza, la formazione a distanza e l'apprendimento misto, che dovrebbero consentire una maggiore flessibilità nell'istruzione adattandola maggiormente alle situazioni di vita individuali dei discenti, a vantaggio quindi dell'apprendimento permanente, della qualità dell'istruzione, dell'accessibilità e dello sviluppo di competenze per il futuro; sottolinea la necessità di programmi di studio in materia di TIC e media adeguati all'età e rispettosi dello sviluppo e del benessere infantili e sottolinea l'importanza dell'utilizzo responsabile e del pensiero critico;

16.  osserva che, affinché l'apprendimento e l'insegnamento mediante le tecnologie digitali siano efficaci, sono necessari un accesso paritario, un livello elevato di competenze digitali, risorse didattiche di alta qualità, così come una formazione per adattare la tecnologia a fini pedagogici e la promozione degli atteggiamenti e della motivazione necessari per una significativa partecipazione digitale; ritiene che le competenze connesse all'alfabetizzazione mediatica e digitale dovrebbero essere un aspetto essenziale delle politiche di istruzione e riguardare, tra l'altro, le competenze civiche e il pensiero critico; sottolinea l'importanza di valutare in modo critico le fonti e la loro affidabilità nonché, a tale riguardo, dei progetti riguardanti l'alfabetizzazione mediatica;

17.  riconosce che in un mondo sempre più globalizzato e digitalizzato sono necessari metodi di apprendimento, insegnamento e valutazione innovativi e pertinenti, come pure infrastrutture adeguate che consentano il lavoro di gruppo e l'insegnamento in équipe e che stimolino il pensiero creativo e la capacità di risolvere problemi con altri metodi didattici innovatori; rammenta l'importanza di coinvolgere studenti, insegnanti e personale scolastico nel valutare se e come siano stati raggiunti gli obiettivi di apprendimento;

18.  constata che sono necessari sforzi per adeguare il paradigma dell'istruzione in modo da trovare un equilibrio tra un approccio incentrato sull'insegnante e sul contenuto, orientato in maniera individuale e specifica al discente e alle sue condizioni di vita, e un approccio incentrato sulla comprensione, con la combinazione di metodi didattici adattati ai modelli di apprendimento tradizionali e online, rafforzando così la personalizzazione del processo educativo e incrementando in tal modo i tassi di proseguimento e completamento degli studi;

19.  sottolinea che i sistemi di istruzione dovrebbero promuovere e sviluppare approcci interdisciplinari, cooperativi e creativi e il lavoro di squadra volti a trasmettere ad alunni e studenti conoscenze e abilità, nonché competenze professionali, trasversali, generali, sociali e civiche;

20.  ricorda che l'offerta di un insegnamento e di un apprendimento di qualità costituisce un processo continuo che include il dialogo, il senso di condivisione e la riflessione critica, e dovrebbe essere prioritario nell'ambito dell'ammodernamento dell'istruzione;

21.  evidenzia che è essenziale facilitare un accesso paritario a un'istruzione inclusiva di qualità ai fini dell'indipendenza dei discenti con disabilità e della loro integrazione nella società; invita gli Stati membri a facilitare l'accesso a un'istruzione ordinaria inclusiva e di qualità che tenga conto delle esigenze di tutti gli studenti con ogni tipo di disabilità, il che vuol dire, ad esempio, fornire un'istruzione bilingue inclusiva ai bambini non udenti in considerazione delle loro specifiche esigenze linguistiche; invita le scuole a offrire servizi differenziati sia formali che informali nonché un sostegno aggiuntivo, anche sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie, in modo da provvedere alle necessità individuali di tutti i discenti; invita la Commissione a monitorare le scuole in relazione alla loro politica di non rifiuto e a stabilire indicatori specifici per la disabilità nella strategia Europa 2020;

22.  sottolinea che l'istruzione europea deve porsi come obiettivo fondamentale lo sviluppo del ragionamento, della riflessione e della curiosità scientifica, e deve essere in grado di approfondire gli elementi fondamentali di una cultura umanistica, artistica, scientifica e tecnica; ribadisce che essa deve formare, a partire dalla realtà concreta della vita locale, regionale, nazionale ed europea, per risolvere i problemi nazionali ed europei, nonché sensibilizzare sui problemi della comunità internazionale;

23.  prende atto della realtà delle differenze individuali nelle abilità cognitive e nei tratti della personalità che interagiscono con i fattori sociali e ambientali nell'influenzare gli esiti nell'ambito dell'istruzione; sottolinea, in tale contesto, che l'istruzione è più efficiente, egualitaria ed equa allorché si tiene conto di tali differenze;

24.  riconosce che, in un mondo competitivo, è essenziale identificare e promuovere quanto prima il talento europeo;

25.  sottolinea che il miglioramento dei risultati nell'ambito dell'istruzione è compatibile, in media, con la promozione dell'eccellenza tra gli studenti di talento; rileva, in tale contesto, l'importanza di elaborare opportuni programmi di intervento per rafforzare i tratti psicologici pertinenti ai fini dell'ottimizzazione del potenziale delle persone;

26.  sottolinea la necessità di attribuire importanza all'alfabetizzazione visiva quale nuova competenza per la vita, riconoscendo che nell'epoca attuale le persone comunicano molto di più attraverso le immagini che attraverso i mezzi tradizionali;

27.  prende atto della proposta di creare uno spazio europeo dell'istruzione, avanzata in occasione del vertice sociale per l'occupazione e la crescita eque tenutosi a Göteborg nel 2017; ricorda che tale iniziativa dovrebbe promuovere la cooperazione, il riconoscimento reciproco dei diplomi e delle qualifiche e una maggiore mobilità e crescita;

28.  appoggia le conclusioni del Consiglio del 14 dicembre 2017, che chiedono di promuovere la mobilità e la partecipazione degli studenti alle attività educative e culturali, anche attraverso una "carta europea dello studente", che dovrebbe agevolare il riconoscimento dei crediti universitari maturati in altri Stati membri;

29.  ritiene che Erasmus+ sia il programma faro dell'UE nel settore dell'istruzione e che il suo impatto e la sua popolarità siano stati pienamente dimostrati nel corso degli anni; chiede pertanto un aumento sostanziale dei fondi destinati a questo programma nel quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027, al fine di renderlo più accessibile e inclusivo e di consentirgli di raggiungere un maggior numero di studenti e di insegnanti;

30.  sottolinea che la disoccupazione giovanile è un fenomeno che interessa tutta l'Unione e che si aggirerebbe intorno al doppio del tasso medio di disoccupazione globale; esprime preoccupazione per i tassi allarmanti registrati negli Stati membri mediterranei, con punte in Spagna (44,4 %), Italia (37,8 %) e Grecia (47,3 % per la disoccupazione giovanile e 30,5 % per i giovani che non lavorano, non studiano né seguono una formazione (NEET)), secondo Eurostat;

31.  sottolinea che, nonostante i 2 milioni di posti di lavoro vacanti nell'UE, oltre il 30 % dei giovani qualificati in possesso di un diploma svolgono mansioni che non corrispondono alle loro competenze o aspirazioni, mentre il 40 % dei datori di lavoro europei ha difficoltà a trovare le persone con le competenze richieste(18);

32.  afferma la necessità che i sistemi educativi a tutti i livelli mantengano una prospettiva di genere che tenga conto delle esigenze delle persone che subiscono molteplici forme di discriminazione, comprese le persone con disabilità, le persone che si identificano come LGBTI e le persone appartenenti a comunità emarginate;

Educazione e cura della prima infanzia (ECEC)

33.  sottolinea che la qualità e l'accessibilità dell'ECEC creano le basi per sistemi di istruzione più equi ed efficaci, oltre a garantire lo sviluppo personale individuale, il benessere e l'efficacia dell'apprendimento successivo;

34.  sottolinea i grandi vantaggi che comporta per tutti i bambini, in particolare per quelli appartenenti a gruppi svantaggiati, beneficiare dell'ECEC e sottolinea in tale contesto l'importanza di garantire che ogni bambino possa accedere all'ECEC; osserva con preoccupazione, a questo proposito, che in diversi Stati membri la domanda di posti per beneficiare dell'ECEC supera l'offerta, soprattutto per i bambini più piccoli;

35.  sottolinea l'importanza di monitorare la qualità dell'ECEC in modo da consentire ai bambini di sviluppare le loro capacità cognitive e determinare se sia rispettato l'interesse superiore del bambino;

Istruzione scolastica

36.  vede tutte le scuole come centri autonomi per lo sviluppo del pensiero critico e creativo e per la promozione dei valori democratici e della cittadinanza attiva; ritiene che le scuole debbano concentrarsi sull'acquisizione da parte dei giovani delle competenze necessarie per comprendere e utilizzare le informazioni disponibili, nonché per sviluppare la loro autonomia di apprendimento e le loro competenze linguistiche;

37.  rileva che le esigenze specifiche di tutti gli studenti dovrebbero essere al centro di un efficace funzionamento della scuola, il che richiede la definizione di obiettivi comuni e di un programma chiaro per la loro attuazione, nonché la stretta collaborazione dell'intera comunità scolastica e dei soggetti interessati, ove opportuno;

38.  ritiene che i programmi di studio moderni dovrebbero basarsi sulle competenze, potenziare le capacità personali e la capacità di gestire la propria vita in maniera orientata al futuro e con consapevolezza della propria salute, nonché concentrarsi sulla valutazione formativa e sul benessere fisico ed emotivo; ritiene che ogni studente dovrebbe avere la possibilità di realizzare le proprie potenzialità intellettuali; sottolinea che lo sviluppo e il rafforzamento delle competenze è un processo continuo, che opera attraverso tutti i livelli di istruzione e sul mercato del lavoro, e che le capacità e le competenze dovrebbero essere prese in considerazione sia nel processo di istruzione che nel riconoscimento dei titoli di studio;

39.  sottolinea che la padronanza delle competenze di base di lettura, scrittura e calcolo è fondamentale per l'apprendimento successivo, lo sviluppo personale e l'acquisizione di competenze digitali degli alunni; sottolinea che il quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione (ET 2020) e la nuova agenda della Commissione per le competenze per l'Europa dovrebbero integrare le misure nazionali e sostenere gli Stati membri a tale riguardo; invita gli Stati membri e gli istituti di istruzione a rafforzare le competenze di base attraverso, tra l'altro, l'apprendimento basato sui progetti e sui problemi;

40.  ritiene che gli Stati membri dovrebbero garantire che nessuno ottenga il diploma senza competenze di base, comprese le competenze digitali di base; sottolinea il fatto che la maggior parte dei posti di lavoro richiede attualmente una maggiore alfabetizzazione, capacità di calcolo, alfabetizzazione digitale e altre competenze fondamentali e che i moderni sistemi di istruzione dovrebbero pertanto combinare tutte e otto le competenze chiave delineate nella proposta di raccomandazione del Consiglio, presentata dalla Commissione, relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente, che comprendono anche conoscenze e attitudini; accoglie favorevolmente il fatto che la proposta in questione definisca altresì le competenze digitali quali competenze di base;

41.  ritiene che, nonostante l'impatto delle nuove tecnologie sull'istruzione, la scuola debba rimanere un ambiente di apprendimento fondamentale in cui si sviluppino le potenzialità e in cui ogni individuo possa trovare spazio e tempo per la propria crescita personale e sociale;

42.  richiama l'attenzione sul fatto che è dimostrato che conferire maggiore autonomia alle scuole per quanto concerne i programmi, la valutazione e le finanze si traduce in risultati migliori da parte degli alunni, a condizione che vi siano un'amministrazione scolastica efficiente e un meccanismo efficace di attribuzione delle responsabilità per l'apprendimento degli alunni all'interno della scuola;

43.  mette in risalto gli effetti positivi della diversità culturale e del multilinguismo nelle scuole sullo sviluppo linguistico e cognitivo degli alunni, nonché sulla promozione della consapevolezza interculturale, del rispetto e del pluralismo;

44.  sottolinea la necessità di potenziare l'apprendimento delle lingue con l'obiettivo di parlare due lingue oltre alla propria madrelingua e di promuovere, nell'istruzione secondaria, l'insegnamento di almeno due materie in una lingua diversa dalla lingua madre;

45.  sottolinea che gli scambi nelle scuole secondarie contribuiscono notevolmente a incoraggiare gli alunni ad acquisire le capacità, le competenze, le attitudini e i valori intrinseci di una cittadinanza europea dinamica, come pure a sviluppare un pensiero critico costruttivo;

46.  sottolinea la necessità di rendere le scuole più aperte per consentire il riconoscimento dell'apprendimento non formale e informale e transizioni più agevoli tra i diversi percorsi educativi (ad esempio tecnici e accademici);

47.  sottolinea che i discenti dovrebbero essere incoraggiati a utilizzare tecniche di autovalutazione per misurare i loro progressi nell'apprendimento; incoraggia gli istituti di istruzione a garantire che gli strumenti di feedback forniscano informazioni affidabili servendosi di una combinazione di diversi strumenti, quali questionari destinati agli studenti, gruppi di riflessione e cassette dei suggerimenti;

48.  sottolinea l'importanza di condurre una vita attiva attraverso lo sport; evidenzia, in tale contesto, la necessità di promuovere e attribuire un ruolo più ampio all'attività fisica e all'educazione fisica nei programmi di studio a tutti i livelli, con maggiori possibilità di sviluppare la cooperazione tra gli istituti di insegnamento e le organizzazioni sportive locali; incoraggia inoltre le iniziative educative e le attività extrascolastiche al fine di sostenere la realizzazione dei bisogni e degli interessi individuali degli studenti, creando al tempo stesso collegamenti con le comunità locali;

49.  sottolinea l'importanza della qualità dell'istruzione, della formazione professionale e delle attività socialmente utili, nonché del volontariato, per contribuire a migliorare l'attrattiva della formazione basata sul lavoro;

50.  osserva che nelle industrie legate alle energie rinnovabili si sta creando un numero considerevole di nuovi posti di lavoro e che nei programmi scolastici si dovrebbe pertanto prestare la giusta attenzione ai settori e alle professioni verdi;

51.  sottolinea che le capacità di gestione delle informazioni, il pensiero critico e la capacità di applicare le conoscenze acquisite sono obiettivi chiave dell'istruzione accademica;

52.  riconosce la necessità di rafforzare il triangolo della conoscenza e di migliorare i collegamenti tra ricerca e insegnamento assegnando risorse adeguate ai programmi pertinenti e garantendo che gli studenti che partecipano ai programmi di ricerca dispongano dei mezzi finanziari necessari per svolgere le loro ricerche;

53.  ritiene che i sistemi di istruzione superiore dovrebbero essere più flessibili e aperti e che dovrebbero essere promossi percorsi di formazione duali nelle università e negli istituti di istruzione superiore, in particolare incoraggiando l'apprendistato, consentendo il riconoscimento dell'apprendimento informale e non formale e garantendo transizioni più agevoli tra i diversi livelli di istruzione, compreso quello tra l'istruzione e la formazione professionale (IFP) e l'istruzione superiore, nonché varie forme di attuazione dei programmi; ricorda che tali sistemi dovrebbero basarsi su una migliore comprensione dei risultati dei diplomati e dei laureati;

Istruzione superiore

54.  sottolinea, nel contesto della creazione di uno spazio europeo dell'istruzione, l'importanza di sostenere la cooperazione e di sfruttare il potenziale di tutti gli istituti di istruzione superiore europei e degli studenti al fine di stimolare la creazione di reti, la cooperazione internazionale e la concorrenza;

55.  è del parere che un approccio globale all'internazionalizzazione, che preveda anche una maggiore mobilità di personale e studenti (anche attraverso tirocini e apprendistati) e una dimensione internazionale per i programmi di studio e per l'insegnamento, la ricerca, la cooperazione e attività supplementari, dovrebbe costituire un elemento importante degli istituti europei di istruzione superiore;

56.  reputa necessario rivolgere una maggiore attenzione ai programmi di studio interdisciplinari e incoraggia la promozione, in parallelo, delle discipline della scienza, della tecnologia, dell'ingegneria, dell'arte e della matematica (STEAM) nonché delle scienze umane e sociali; sottolinea la necessità di incoraggiare la partecipazione delle donne e di altri gruppi sottorappresentati nelle discipline STEAM e nelle professioni corrispondenti;

57.  è del parere che nell'ambito dell'istruzione superiore si debba intavolare un dialogo con la società in generale per promuovere la crescita innovativa e la protezione sociale; ritiene che la cooperazione tra gli istituti d'istruzione superiore (IIS) e i soggetti interessati esterni sia auspicabile, in quanto questi ultimi possono contribuire con conoscenze e competenze all'elaborazione e all'attuazione dei programmi d'istruzione superiore; sottolinea, tuttavia, che la responsabilità del processo decisionale deve sempre spettare agli studenti e agli esperti pedagogici;

58.  riconosce il ruolo centrale svolto dagli accademici e dagli studenti nella diffusione delle conoscenze, dei risultati e dei dati empirici al grande pubblico; incoraggia, a tale riguardo, una ricerca economicamente e politicamente indipendente che sia pertinente e vantaggiosa per la società;

59.  sottolinea il ruolo dell'istruzione basata sulla ricerca e della ricerca pedagogica come mezzo per stimolare l'apprendimento attivo, potenziare lo sviluppo delle competenze e migliorare la metodologia di insegnamento;

60.  sottolinea che i discenti dovrebbero essere incoraggiati a utilizzare tecniche di autovalutazione per misurare i loro progressi nell'apprendimento;

L'insegnante come garante di un insegnamento di qualità

61.  ritiene che gli insegnanti e le loro competenze, il loro impegno e la loro efficienza siano alla base dei sistemi di istruzione;

62.  sottolinea la necessità di attrarre verso la professione di insegnante un maggior numero di candidati motivati con una solida formazione accademica o professionale e competenze pedagogiche; chiede procedure di selezione adeguate e misure e iniziative specifiche per migliorare lo status degli insegnanti, la formazione, le opportunità professionali, le condizioni di lavoro – compresa la retribuzione – che devono essere tali da evitare forme instabili di occupazione, i diritti sociali, la sicurezza e la protezione, nonché per fornire agli insegnanti un sostegno che comprenda programmi di tutoraggio, l'apprendimento tra pari e la condivisione delle migliori pratiche; invita la Commissione a promuovere una maggiore parità di genere nella professione di insegnante;

63.  sottolinea l'importanza di riformulare e investire nella formazione degli insegnanti fin dalla fase iniziale e durante tutto il loro sviluppo professionale, al fine di dotarli di conoscenze, capacità e competenze solide e aggiornate, essenziali per un insegnamento di alto livello, che comprenda diversi metodi di insegnamento – quale ad esempio l'istruzione a distanza – resi possibili dalle tecnologie digitali di apprendimento; sottolinea l'importanza dello sviluppo professionale continuo degli insegnanti, compresa l'offerta di programmi di apprendimento permanente e di corsi di aggiornamento, nonché di possibilità di riqualificazione e di miglioramento delle competenze nel corso della carriera, che offrano soluzioni pratiche alle sfide che gli insegnanti incontrano nel loro lavoro in classe, con l'opportunità di partecipare a scambi internazionali di insegnanti, in modo da promuovere una cultura dell'apprendimento istituzionale;

64.  concorda sul fatto che la formazione pedagogica, psicologica e metodologica di alta qualità degli insegnanti e dei docenti dell'insegnamento scolastico e terziario è una condizione essenziale per il successo dell'istruzione delle generazioni future; sottolinea, a questo proposito, l'importanza di condividere le migliori pratiche e di sviluppare le capacità e le competenze attraverso la cooperazione internazionale, programmi di mobilità come Erasmus+ e tirocini retribuiti in altri Stati membri;

65.  pone in evidenza il ruolo chiave dell'insegnante nel fornire un ambiente di apprendimento inclusivo che richiede l'adozione di una serie di metodi e approcci per soddisfare le diverse esigenze, consentendo così a tutti gli alunni di partecipare alla progettazione, alla realizzazione e alla valutazione dei loro risultati di apprendimento; riconosce la funzione essenziale degli insegnanti quali guide e tutori proattivi che insegnano a valutare le informazioni, assumono un ruolo di sostegno di fronte alle sfide e preparano i discenti alla vita;

66.  ritiene che la partecipazione degli insegnanti e dei dirigenti scolastici alla modernizzazione dei sistemi di istruzione sia fondamentale per processi di riforma efficaci e per motivare il personale docente a migliorare ulteriormente la politica scolastica;

67.  è del parere che una politica scolastica trasversale debba garantire un sostegno efficace agli insegnanti al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi educativi, un ambiente scolastico favorevole, un funzionamento e uno sviluppo scolastici efficienti e una governance collaborativa;

68.  riconosce l'importante ruolo degli educatori e della cooperazione tra genitori, insegnanti e autorità scolastiche nell'ambito dell'istruzione formale, non formale o informale a sostegno delle generazioni attuali e future; incoraggia, a questo proposito, una maggiore collaborazione tra tutti i soggetti interessati nel campo dell'apprendimento formale, non formale e informale;

69.  è del parere che una maggiore cooperazione tra insegnanti, ricercatori e accademici sia vantaggiosa per tutte le parti interessate e porti al miglioramento e all'aggiornamento dei contenuti didattici, delle pratiche di apprendimento e della pedagogia, nonché alla promozione dell'innovazione, della creatività e di nuove competenze;

Raccomandazioni

70.  ritiene che lo spazio europeo dell'istruzione debba concentrarsi sul conseguimento di obiettivi comuni, compresa la garanzia di un'istruzione di qualità per tutti, e debba essere istituito su una base di allineamento e di valutazione critica delle politiche esistenti e delle tendenze e dei dati in materia di istruzione, sia all'interno che all'esterno dell'UE, al fine di garantire coerenza e risultati raggiungibili, dando nel contempo nuovo impulso al loro sviluppo e rispettando i principi di conferimento, sussidiarietà, libertà, proporzionalità e autonomia istituzionale e formativa;

71.  ritiene che lo spazio europeo dell'istruzione non debba mettere a repentaglio o sostituire il processo di Bologna, il quale dovrebbe essere invece sviluppato e rafforzato; sottolinea l'importanza dei legami reciproci e della complementarità tra lo spazio europeo dell'istruzione e lo spazio europeo dell'istruzione superiore;

72.  invita gli Stati membri a sostenere la creazione di uno spazio europeo dell'istruzione e a rafforzare la cooperazione nell'elaborazione e nell'attuazione dei suoi obiettivi; invita, a questo proposito, la Commissione a garantire la condivisione di idee e di buone pratiche al fine di conseguire tali obiettivi;

73.  sostiene, quale base per una maggiore cooperazione tra gli istituti di istruzione superiore sia all'interno che all'esterno dell'UE, la creazione di una rete europea di università, basata su un approccio dal basso verso l'alto e sulle iniziative delle università stesse, che dovrebbe contribuire, tra l'altro, a rendere lo spazio europeo dell'istruzione uno spazio più innovativo, vitale e attraente per l'apprendimento e la ricerca;

74.  invita gli Stati membri a riconoscere l'istruzione come investimento nel capitale umano e a fornire maggiori finanziamenti pubblici di carattere trasparente per realizzare iniziative volte a migliorare la qualità, l'inclusione e l'equità nell'insegnamento e nell'apprendimento;

75.  sottolinea che maggiori investimenti nei sistemi di istruzione e formazione, unitamente alla modernizzazione e all'adeguamento di tali sistemi, costituiscono una condizione essenziale per il progresso sociale ed economico; sottolinea pertanto l'importanza di garantire che gli investimenti sociali, in particolare nell'istruzione e nella formazione per tutti, siano considerati prioritari nel prossimo periodo di programmazione del QFP 2020-2026;

76.  incoraggia, per quanto riguarda l'aumento dell'inclusione e la garanzia della libertà di scelta in materia di istruzione, la fornitura di un adeguato sostegno finanziario agli istituti scolastici di ogni ordine e grado, sia pubblici che privati non-profit, a condizione che il progetto educativo offerto si basi sui principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e sia conforme ai sistemi giuridici, alle norme e ai regolamenti vigenti nello Stato membro interessato in materia di qualità dell'istruzione e di utilizzo di tali fondi;

77.  ritiene che sia giunto il momento di effettuare gli investimenti necessari nelle infrastrutture educative delle regioni meno sviluppate, avendo sempre cura di adattare gli investimenti coordinati alle specificità della regione interessata; sottolinea che, in tale contesto, è particolarmente importante consentire un maggiore sostegno da parte della Banca europea per gli investimenti e dei fondi europei per le iniziative regionali volte a sviluppare l'istruzione;

78.  invita la Commissione e gli Stati membri a scambiare esperienze e migliori pratiche sui meccanismi e sui metodi di finanziamento pubblico, compresi i finanziamenti basati sui risultati e i finanziamenti della ricerca competitiva, al fine di conseguire una diversificazione sostenibile e trasparente dei finanziamenti;

79.  chiede una maggiore cooperazione tra gli Stati membri nella modernizzazione dell'istruzione; esorta gli Stati membri a iniziare ad attuare i principi del pilastro europeo dei diritti sociali, che offrono strumenti per ridurre le disuguaglianze in Europa attraverso l'istruzione, la formazione e l'apprendimento permanente;

80.  sottolinea il ruolo del semestre europeo nella promozione delle riforme nazionali, segnatamente nella formulazione di raccomandazioni specifiche per paese in materia di istruzione;

81.  si attende che il piano d'azione per l'istruzione digitale sostenga gli Stati membri e gli istituti di istruzione per un utilizzo delle tecnologie di punta in modo più frequente, più efficace e adeguato all'età e allo sviluppo, e per un apprendimento, un insegnamento e una valutazione che soddisfino gli standard di garanzia della qualità; ritiene che qualsiasi piano per l'istruzione digitale debba istituire e valutare regolarmente la relazione tra gli strumenti formativi digitali e i quadri delle qualifiche sulla base dei risultati dell'apprendimento;

82.  raccomanda agli Stati membri e agli istituti di istruzione di promuovere metodi di apprendimento individualizzati e incentrati sul discente, compresi corsi personalizzati che si basino sull'esperienza accademica e professionale del discente, associandole tra loro, e su metodi e interazioni innovativi tra insegnanti e studenti, in modo da sostenere l'istruzione continua e il conseguimento dei risultati di apprendimento desiderati con la partecipazione attiva degli studenti al proprio processo di apprendimento;

83.  invita gli Stati membri ad adottare un approccio olistico all'istruzione e a offrire ai discenti opportunità di apprendimento specifiche e flessibili che possano fornire loro le competenze di base necessarie per un proficuo ingresso nel mercato del lavoro;

84.  chiede una maggiore integrazione dell'apprendimento attivo, basato sull'indagine, sui progetti e sui problemi, nei programmi di istruzione a tutti i livelli, al fine di promuovere la cooperazione e il lavoro di squadra; raccomanda che i sistemi d'istruzione si adoperino per rafforzare le competenze trasversali, le competenze interculturali e quelle necessarie per la vita;

85.  ribadisce che il diritto all'istruzione deve essere garantito a tutte le persone con disabilità, dalla scuola dell'infanzia fino all'università, e sottolinea l'importanza di disporre di attrezzature didattiche e tecniche adeguate, di misure di valutazione e di personale qualificato per garantire che le persone con disabilità possano effettivamente godere di tale diritto;

86.  sostiene e incoraggia l'attuazione di azioni riguardanti lo sviluppo dell'alfabetizzazione mediatica e del pensiero critico attraverso l'istruzione e la formazione; ricorda l'impegno assunto in questo settore, come delineato nelle conclusioni del Consiglio del 30 maggio 2016; invita, in tale contesto, la Commissione a coordinare gli sviluppi politici a livello dell'UE nel settore dell'alfabetizzazione mediatica al fine di diffondere le conoscenze aggiornate e le migliori pratiche in questo campo; invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare misure specifiche promuovere e sostenere i progetti di alfabetizzazione mediatica e digitale, come il progetto pilota sull'alfabetizzazione mediatica per tutti, e a sviluppare una politica globale in materia di alfabetizzazione mediatica e digitale, con particolare attenzione all'istruzione scolastica;

87.  incoraggia gli Stati membri a garantire opportunità di sviluppo di competenze chiave al fine di mantenere e acquisire capacità prestando particolare attenzione alle competenze di base, alle discipline STEAM, alle competenze linguistiche, alle capacità imprenditoriali, alle competenze digitali, alla creatività, al pensiero critico e al lavoro di squadra; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a facilitare l'uso del quadro delle competenze chiave dell'UE in tutti i contesti educativi e a consentire la sua applicazione all'apprendimento formale, non formale e informale, massimizzandone così le potenzialità come strumento fondamentale per l'apprendimento permanente;

88.  incoraggia gli Stati membri a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'apprendimento permanente e ad integrare una prospettiva di genere nello sviluppo delle politiche e dei programmi pertinenti, con particolare attenzione alle donne con livelli di istruzione inferiori, sia nelle zone urbane che in quelle rurali, al fine di offrire loro opportunità di riqualificazione;

89.  sostiene la definizione di un parametro di riferimento dell'UE più elevato per la partecipazione alle attività di apprendimento permanente; invita, a tale proposito, la Commissione a proporre raccomandazioni sulle migliori pratiche al fine di raggiungere questo ambizioso obiettivo; incoraggia a porre maggiormente l'accento sull'apprendimento permanente a tutti i livelli di istruzione; sottolinea, in tale contesto, il ruolo degli IIS nella realizzazione di una strategia di apprendimento permanente, nell'istruzione delle persone professionalmente attive, nello sviluppo di competenze e nella formazione di una cultura dell'apprendimento per persone di tutte le età e provenienti da contesti diversi;

90.  incoraggia la Commissione a sostenere gli Stati membri nell'elaborazione, nella promozione e nel rafforzamento di programmi di formazione e istruzione che agevolino l'apprendimento degli adulti e la loro inclusione attiva nel sistema di istruzione; ricorda che l'apprendimento e l'istruzione degli adulti dovrebbero prevedere una varietà di percorsi e opportunità di apprendimento flessibili, compreso il sostegno alle persone nella gestione dei loro percorsi di apprendimento permanente, come pure programmi della "seconda opportunità" per chi non ha mai frequentato la scuola, chi l'ha abbandonata prematuramente e chi ha interrotto il proprio ciclo di studi; chiede alla Commissione di rispettare gli impegni assunti, come la garanzia per le competenze prevista dall'agenda dell'UE per le nuove competenze, e di agire per migliorare le opportunità di occupazione degli adulti scarsamente qualificati nell'UE;

91.  invita gli Stati membri a sviluppare progetti intergenerazionali per facilitare la comprensione delle sfide che gli anziani devono affrontare e per offrire loro l'opportunità di condividere le proprie competenze, conoscenze ed esperienze;

92.  incoraggia lo sviluppo di sinergie e collaborazioni tra istruzione formale, non formale e informale; si compiace dei progressi compiuti negli ultimi anni verso l'attuazione della raccomandazione del Consiglio sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale entro il 2018; invita tuttavia gli Stati membri a continuare a impegnarsi anche dopo il 2018 per migliorare ulteriormente l'attuazione di tali raccomandazioni, istituire quadri giuridici pertinenti e creare strategie di convalida globali per consentire la convalida; sottolinea che il riconoscimento dell'apprendimento informale e non formale, anche attraverso corsi online gratuiti, è fondamentale per l'idea di dare accesso all'istruzione alle persone più svantaggiate;

93.  sottolinea il ruolo chiave dei genitori come parte del triangolo dell'istruzione nel sostenere l'apprendimento dei bambini; mette in evidenza i benefici della partecipazione dei genitori all'istruzione dei figli per migliorare il loro rendimento scolastico, il loro benessere e il loro sviluppo scolastico;

94.  invita la Commissione a sostenere le iniziative transfrontaliere nel campo dell'apprendimento aperto online;

95.  sottolinea che la qualità dell'istruzione dovrebbe essere misurata in base alla misura in cui un discente ha acquisito non solo conoscenze e competenze, ma anche la capacità di intraprendere e portare avanti iniziative in materia di apprendimento permanente e progetti creativi;

96.  sostiene la Commissione nella creazione di un quadro di valutazione per sostenere lo sviluppo delle competenze chiave nonché l'istruzione, l'apprendimento e la formazione basati sulle competenze;

97.  invita gli Stati membri a combattere gli stereotipi di genere nell'istruzione al fine di garantire che le donne abbiano le stesse opportunità e la stessa libertà di scelta in termini di carriera che intendono intraprendere; esprime preoccupazione, in tale contesto, per la persistenza di stereotipi nei materiali didattici di alcuni Stati membri e per le aspettative comportamentali diverse degli insegnanti nei confronti delle ragazze e dei ragazzi; sottolinea la necessità di integrare il principio della parità di genere nella formazione iniziale e continua degli insegnanti, nonché nelle pratiche didattiche, al fine di eliminare gli eventuali ostacoli che impediscono agli studenti di realizzare appieno le loro potenzialità, indipendentemente dal genere; invita gli Stati membri, nell'attuare la parità di genere nei programmi dei sistemi d'istruzione regionali, a prestare particolare attenzione alle regioni ultraperiferiche, tenendo conto degli elevati tassi di violenza contro le donne registrati in tali regioni; sottolinea che i sistemi d'istruzione a tutti i livelli devono includere una prospettiva di genere e tener conto delle esigenze delle persone che subiscono discriminazioni;

98.  incoraggia gli Stati membri a promuovere i principi di uguaglianza e non discriminazione negli istituti di istruzione, attraverso l'apprendimento sia formale che informale;

99.  raccomanda alla Commissione e/o agli Stati membri di istituire e promuovere un premio europeo/nazionale incentrato sulla questione dell'uguaglianza di genere negli istituti di istruzione, al fine di incoraggiare le migliori pratiche;

100.  sottolinea che l'istruzione è uno strumento chiave per l'inclusione sociale e per il miglioramento dei livelli di competenza e delle qualifiche dei migranti e dei rifugiati, sia minori che adulti; incoraggia, in tale contesto, lo scambio delle migliori pratiche in materia di integrazione attraverso l'istruzione e la trasmissione di valori comuni, migliorando e facilitando il riconoscimento dei diplomi e delle qualifiche, fornendo borse di studio e istituendo partenariati con le università dei paesi d'origine, nonché facendo tesoro della preziosa esperienza dei "corridoi educativi";

101.  sottolinea che dovrebbero essere compiuti maggiori sforzi per garantire l'accesso all'istruzione e alla formazione a tutti i livelli per gli alunni di minoranze autoctone e sostenere gli istituti di istruzione che offrono servizi nella lingua materna delle minoranze linguistiche o etniche autoctone; invita la Commissione a rafforzare la promozione di programmi incentrati sullo scambio di esperienze e migliori pratiche riguardanti l'istruzione nelle lingue regionali e minoritarie in Europa; incoraggia gli Stati membri ad agevolare lo sviluppo dell'insegnamento nella lingua madre degli alunni e degli studenti;

102.  incoraggia gli Stati membri ad aumentare il livello delle competenze linguistiche utilizzando le buone prassi, ad esempio prevedendo una certificazione ufficiale della conoscenza di una lingua straniera acquisita prima di una determinata età;

103.  invita gli Stati membri e la Commissione a istituire un sistema di borse di studio innovative e flessibili per coltivare il talento e le abilità artistiche e sportive nel campo dell'istruzione e della formazione; sostiene gli Stati membri che si adoperano per introdurre programmi di borse di studio per gli studenti con abilità comprovate negli studi e in ambito sportivo e artistico;

104.  accoglie favorevolmente, a tale riguardo, la comunicazione della Commissione relativa a una nuova agenda per le competenze per l'Europa (COM(2016)0381), che propone soluzioni per gli squilibri tra la domanda e l'offerta nonché le carenze di competenze, oltre a mezzi per la ricerca del giusto sistema di riconoscimento delle competenze; incoraggia gli Stati membri, in tale contesto, a istituire sistemi duali di qualità di istruzione (aventi il massimo valore in termini di crescita personale olistica e in grado di sviluppare le competenze necessarie per l'apprendimento permanente) e di formazione professionale in coordinamento con gli attori locali e regionali, e in linea con le specificità di ciascun sistema d'istruzione; rileva i vantaggi e il crescente interesse suscitato dal sistema di istruzione e formazione professionale ibrido, che combina in egual misura solidi percorsi scolastici e lavorativi;

105.  raccomanda il rafforzamento dell'orientamento scolastico quale strumento essenziale per attraversare in modo flessibile i diversi sistemi educativi arricchendo e aggiornando il proprio patrimonio di conoscenze e competenze;

106.  sostiene e incoraggia l'orientamento scolastico e professionale come imprescindibile compito dell'istruzione per lo sviluppo individuale e sociale delle giovani generazioni;

107.  ritiene che l'imprenditorialità sia un motore per la crescita e la creazione di posti di lavoro nonché un modo per rendere le economie più competitive e innovative, il che contribuisce all'emancipazione delle donne;

108.  evidenzia che l'imprenditoria sociale è un settore in crescita che può rilanciare l'economia e al contempo alleviare le situazioni di privazione ed esclusione sociale e altri problemi a livello sociale; ritiene pertanto che l'educazione all'imprenditorialità dovrebbe comprendere una dimensione sociale e occuparsi di temi quali il commercio equo, le imprese sociali, la responsabilità sociale delle imprese e i modelli di impresa alternativi, come le cooperative, al fine di realizzare un'economia più sociale, inclusiva e sostenibile;

109.  invita gli Stati membri a incentrare i loro sforzi in materia d'istruzione sull'educazione imprenditoriale e finanziaria, sul volontariato e sulla conoscenza delle lingue straniere, nonché a dare priorità a tali competenze nei programmi di istruzione e formazione professionale;

110.  invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere le opportunità di lavoro concrete associate all'istruzione e formazione professionale nonché l'importanza di tale istruzione e formazione professionale nel mercato del lavoro;

111.  invita gli Stati membri a elaborare un orientamento professionale che agevoli l'individuazione delle abilità e delle predisposizioni degli alunni e degli studenti e che rafforzi il processo di insegnamento personalizzato;

112.  sottolinea le particolari circostanze educative di bambini e adolescenti i cui genitori viaggiano per lavoro in Europa e invita la Commissione a condurre uno studio volto a mettere in luce la loro situazione specifica in relazione alle sfide cui si trovano dinanzi in termini di istruzione prescolare e scolastica;

113.  raccomanda alla Commissione, ai sensi dell'articolo 349 TFUE, di rafforzare il sostegno agli Stati membri con regioni ultraperiferiche, in modo da migliorare i loro sistemi d'istruzione a tutti i livelli;

114.  incoraggia gli Stati membri e le autorità regionali a valutare periodicamente e monitorare la pertinenza dei programmi, delle strategie e delle politiche di istruzione, tenendo altresì conto del feedback degli insegnanti e dei discenti, per garantire che i sistemi di istruzione continuino a rispondere alle mutevoli esigenze e all'evoluzione della situazione socioeconomica del paese interessato; raccomanda il rafforzamento dei legami tra la politica dell'istruzione e le altre politiche per promuovere e valutare l'efficacia e i risultati delle riforme nel campo dell'istruzione;

115.  ribadisce l'importanza del monitoraggio delle prestazioni e delle valutazioni d'impatto dei programmi dell'Unione rivolti all'occupazione giovanile; sottolinea l'importanza di investimenti efficaci e sostenibili;

116.  si compiace delle attività della Commissione nell'ambito della modernizzazione dei sistemi di istruzione e, in tale contesto, invita gli Stati membri a essere maggiormente coinvolti e impegnati nell'attuazione dei miglioramenti proposti;

117.  incoraggia gli Stati membri, in collaborazione con la Commissione, a sostenere gli istituti di istruzione nel modernizzare i processi di riforma assegnando punti di contatto specializzati a livello nazionale e/o regionale per fornire informazioni, orientamento e assistenza pertinenti;

118.  ribadisce la necessità di creare un ambiente per l'apprendimento che tenga conto dei diritti e degli aspetti di genere affinché gli studenti conoscano e difendano i diritti umani, compresi i diritti delle donne e dei minori, i valori fondamentali e la partecipazione civica, i diritti e le responsabilità dei cittadini, la democrazia e lo Stato di diritto, essendo sicuri della loro identità, sapendo che le loro voci sono ascoltate e sentendosi apprezzati dalle proprie comunità;

Educazione e cura della prima infanzia (ECEC)

119.  invita gli Stati membri a garantire un accesso libero ed equo a un'ECEC di alta qualità e li incoraggia ad adottare le misure necessarie per garantire il rispetto delle condizioni materiali e finanziarie atte ad assicurare che ogni bambino possa accedere all'educazione della prima infanzia senza discriminazioni, nonché a fornire più asili nido e scuole materne per i bambini;

120.  invita la Commissione a valutare l'istituzione di un quadro comune europeo per l'ECEC, basandosi sui principi proposti nel quadro di qualità; è favorevole alla definizione di un parametro europeo per la qualità dell'ECEC da definire in collaborazione con insegnanti e professionisti del settore e conformemente agli indicatori di qualità nazionali o regionali;

121.  ritiene che gli Stati membri debbano compiere maggiori sforzi per fornire incentivi ai responsabili degli istituti preposti alla cura della prima infanzia per la ricerca di informazioni sulla possibilità di elaborare progetti a livello europeo; sottolinea che, in tal modo, i professionisti potranno seguire le innovazioni pedagogiche e rendere l'istruzione prescolare più significativa;

122.  sottolinea l'importanza di non escludere gli istituti per la prima infanzia dallo spazio europeo dell'istruzione; ritiene che i suddetti istituti debbano parimenti promuovere pratiche di scambio di conoscenze fra gli Stati membri, soprattutto per quanto riguarda la condivisione di informazioni nell'attuazione di progetti innovativi;

123.  raccomanda che la cooperazione tra il personale ECEC e gli insegnanti della scuola dell'infanzia sia rafforzata, al fine di migliorare la qualità dell'istruzione e il collegamento tra i livelli di istruzione, preparare i bambini in età prescolastica alla transizione alla scuola elementare e concentrarsi sullo sviluppo del bambino; sottolinea l'importanza delle relazioni tra gli erogatori dell'ECEC e i genitori e i tutori dei bambini, tra il personale scolastico e i bambini e tra i bambini stessi;

124.  incoraggia gli Stati membri ad aumentare il finanziamento dell'ECEC, nonché le iniziative e gli aiuti economici (quali riduzioni fiscali, sovvenzioni o esenzioni) per genitori e tutori, in particolare quelli che provengono da contesti svantaggiati dal punto di vista socioeconomico, per consentire e incoraggiare l'uso da parte loro dei servizi ECEC;

125.  invita gli Stati membri a investire ulteriormente nel personale per attirare a questa carriera un maggior numero di persone in modo da garantire la disponibilità di personale altamente qualificato per l'ECEC;

126.  invita gli Stati membri a riformare e migliorare i loro sistemi nella direzione dell'obiettivo di Barcellona, secondo cui almeno il 33 % dei bambini sotto i 3 anni dovrebbe partecipare a programmi ECEC;

Istruzione scolastica

127.  raccomanda l'attuazione dell'approccio scolastico globale e integrato volto ad accrescere l'inclusione sociale, l'accessibilità, la governance democratica, la qualità e la diversità dell'istruzione, nonché ad affrontare il problema dell'abbandono scolastico e la questione dei giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione (NEET), pur mirando a porre i risultati di apprendimento, le esigenze dei discenti, il loro benessere e la loro partecipazione alla vita scolastica al centro di tutta l'attività; è favorevole alla promozione e al sostegno delle strutture scolastiche democratiche per studenti;

128.  sottolinea che l'elevato numero di NEET, quasi 6,3 milioni di giovani di età compresa tra 15 e 24 anni, potrebbe essere ridotto impedendo l'abbandono scolastico, nonché rendendo gli istituti scolastici più pratici e collegati al loro ambiente locale, sviluppando legami con le imprese e le autorità locali e con le istituzioni sociali e le ONG; è del parere che l'abbandono scolastico, che è una delle ragioni per cui i giovani diventano in seguito NEET, potrebbe essere contrastato affrontando la povertà e l'esclusione sociale; ritiene che sia altresì importante aiutare gli studenti a trovare ciascuno il proprio metodo di apprendimento, anche attraverso corsi online e l'apprendimento misto; plaude all'attuazione di programmi pertinenti e coinvolgenti e di sistemi di orientamento solidi e ben sviluppati con servizi di consulenza e di orientamento di qualità per tutti gli studenti;

129.  sottolinea la necessità di rafforzare le opportunità e le strutture per la collaborazione all'interno e all'esterno della scuola, come la cooperazione interdisciplinare, l'insegnamento di gruppo, i raggruppamenti di scuole e le interazioni con gli attori coinvolti nella definizione e nell'attuazione dei percorsi di apprendimento, tra cui i genitori; rileva l'importanza degli scambi internazionali e dei partenariati scolastici attraverso programmi come Erasmus+ ed eTwinning;

130.  sottolinea che l'istruzione scolastica dovrebbe essere resa più flessibile per poter rispondere meglio alle effettive condizioni di vita degli studenti, ad esempio tramite un maggiore utilizzo delle offerte online, in modo che, tra l'altro, sia anche possibile migliorare le opportunità di apprendimento misto (blended learning);

131.  ritiene che, prima le persone acquisiscono competenze STEAM, maggiori probabilità avranno di avere successo nei loro percorsi scolastici e professionali; incoraggia pertanto un numero maggiore di iniziative nelle discipline STEAM a livello scolastico e, in parallelo, la promozione delle scienze umane e sociali mediante, tra l'altro, il miglioramento e la differenziazione della cooperazione con istituti di istruzione superiore e di ricerca scientifica;

132.  incoraggia la Commissione a sostenere lo sviluppo tra giovani europei delle competenze linguistiche nei contesti di istruzione formale e non formale attraverso l'elaborazione di sistemi pedagogici innovativi multilingue, la condivisione delle migliori prassi pedagogiche multilingue e il rafforzamento delle competenze linguistiche degli insegnanti;

133.  incoraggia gli Stati membri e la Commissione a sostenere le iniziative esistenti e a elaborare e attuare politiche globali in materia di istruzione inclusiva e strategie intese a rispondere alle esigenze specifiche, a promuovere i diritti dei gruppi più vulnerabili, a creare un ambiente di apprendimento più inclusivo e promuovere l'apertura e l'impegno; invita la Commissione, unitamente all'Agenzia europea per i bisogni educativi speciali e l'istruzione inclusiva, a elaborare metodi innovativi e strumenti educativi per promuovere l'inclusione e rispondere alle esigenze dei singoli alunni;

134.  raccomanda agli Stati membri di integrare la conoscenza dell'UE nei programmi scolastici superiori per consentire agli studenti di apprendere il funzionamento dell'Unione, la sua storia e il valore della cittadinanza europea;

135.  pone in rilievo l'importanza di includere e promuovere nei programmi scolastici e nei contenuti didattici informazioni sulla storia dell'emancipazione delle donne, in particolare del suffragio femminile, anche in occasione di anniversari simbolici (ad esempio in occasione del centenario dell'ottenimento del diritto di voto da parte delle donne in Polonia e Germania, che ricorre nel 2018) al fine di sensibilizzare e promuovere i diritti delle donne nel contesto dell'istruzione;

136.  sottolinea l'importanza dell'educazione sanitaria e relazionale, che deve includere l'insegnamento a bambini e giovani di rapporti basati sulla parità, sul consenso, sul rispetto e sulla reciprocità, oltre all'insegnamento dei diritti delle donne e delle ragazze, compresa la salute riproduttiva e sessuale e i relativi diritti, quale strumento per combattere gli stereotipi, prevenire la violenza di genere e promuovere il benessere;

137.  incoraggia corsi di formazione della Croce Rossa nelle scuole per studenti, insegnanti e personale non docente per contribuire a far conoscere le competenze essenziali di primo intervento e poter agire in caso di emergenza;

138.  invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare un piano pilota per sostenere gli scambi di studenti dell'istruzione secondaria affinché trascorrano almeno la metà di un anno accademico in un altro Stato membro;

139.  invita gli Stati membri a limitare al minimo necessario l'uso di prove standardizzate quali strumenti per valutare il livello di conoscenze e competenze acquisite;

140.  incoraggia gli Stati membri a considerare l'adozione di misure in grado di garantire il riconoscimento dei periodi di studio trascorsi all'estero durante i quali non si consegue un diploma o una qualifica; invita, a tale riguardo, la Commissione a proporre orientamenti per il riconoscimento dei periodi di studio trascorsi all'estero, tenendo conto delle migliori pratiche esistenti degli Stati membri, del principio della conoscenza reciproca tra diversi sistemi di istruzione, dell'approccio basato sulle competenze chiave, nonché delle specificità delle culture e dei sistemi nazionali di istruzione;

141.  invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità regionali ad affrontare il problema del bullismo, del cyberbullismo, delle molestie, della dipendenza e della violenza, attraverso l'elaborazione, a livello scolastico e in cooperazione con i diretti beneficiari e tutte le parti interessate (in particolare insegnanti, associazioni di genitori, ONG specializzate), di programmi di prevenzione e campagne di sensibilizzazione a favore dell'inclusione;

142.  raccomanda agli Stati membri, ai loro istituti di istruzione e alla Commissione di promuovere più attivamente la pratica sportiva tra gli studenti;

Istruzione superiore

143.  chiede di creare uno spazio europeo dell'istruzione avvalendosi del potenziale dei quadri esistenti, ad esempio lo Spazio europeo della ricerca, l'Unione dell'innovazione, lo Spazio europeo dell'istruzione superiore, per favorirne il rafforzamento e il completamento reciproco;

144.  incoraggia gli Stati membri a investire almeno il 2 % del loro PIL nell'istruzione superiore e a conformarsi al parametro UE di investire il 3 % del PIL dell'Unione nella ricerca e nello sviluppo entro il 2020;

145.  invita gli Stati membri e le autorità regionali, nell'utilizzo delle risorse nazionali e regionali nonché nell'assegnazione dei fondi strutturali e di investimento europei, a dare priorità ai programmi di istruzione che favoriscano la cooperazione tra l'istruzione superiore, il mondo del lavoro, l'industria, le comunità di ricerca e la società nel suo insieme;

146.  invita gli Stati membri a promuovere una mobilità di studenti, tirocinanti, apprendisti insegnanti, ricercatori e personale amministrativo più inclusiva e accessibile, poiché essa contribuisce al loro sviluppo personale e professionale nonché alla maggiore qualità dell'apprendimento, dell'insegnamento, della ricerca e dell'amministrazione; è favorevole ad agevolare la mobilità per tutti, mediante, tra le altre misure, un facile riconoscimento di crediti, titoli di studio e qualifiche ottenuti all'estero, un'adeguata assistenza economica e personale, garanzie di diritti sociali e, se del caso, l'integrazione della mobilità educativa nei programmi di istruzione; prende atto, a tale riguardo, delle nuove iniziative della Commissione, tra cui l'eCard per agevolare la mobilità degli studenti a livello transfrontaliero;

147.  ritiene necessario aumentare i finanziamenti dedicati alla mobilità di docenti e ricercatori, prevedendo borse di studio/ricerca accanto ai rimborsi spese, allungare i periodi di permanenza all'estero, semplificare i procedimenti autorizzativi e valorizzare le forme di co-tutela del docente/ricercatore;

148.  invita la Commissione a incoraggiare gli Stati membri a rafforzare la mobilità per l'istruzione destinata agli adulti, già compresa nel programma Erasmus+;

149.  sottolinea l'importanza di garantire il riconoscimento transfrontaliero reciproco e la compatibilità delle qualifiche e dei titoli accademici, rafforzando il sistema di certificazione della qualità a livello di UE e in tutti i paesi che hanno aderito allo spazio europeo dell'istruzione superiore;

150.  sottolinea la necessità di elaborare strategie globali e strumenti adeguati per determinare la qualità di nuove modalità di insegnamento e apprendimento, per esempio l'apprendimento online (e-learning), corsi online aperti e di massa (MOOC) e risorse ad accesso aperto; riconosce, in questo contesto, il ruolo dell'Associazione europea per la garanzia della qualità nell'istruzione superiore (ENQA) e di altre reti europee pertinenti nel contribuire all'introduzione della garanzia della qualità;

151.  invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere la nuova agenda dell'UE per l'istruzione superiore presso gli IIS, gli enti regionali e locali e i datori di lavoro, nell'ottica di rispondere alle esigenze e alle sfide degli IIS e degli studenti, creare legami con gli attori locali e regionali, raggiungere le comunità locali, promuovere lo sviluppo e l'innovazione locali e regionali, creare sistemi di istruzione superiore inclusivi e connessi, rafforzare la collaborazione con il mondo del lavoro e soddisfare le esigenze regionali in termini di competenze; incoraggia inoltre gli IIS a partecipare maggiormente allo sviluppo locale e regionale impegnandosi in progetti comunitari di cooperazione, tra le altre azioni;

152.  chiede di onorare l'impegno della nuova agenda per le competenze che consiste, tra l'altro, nel sostenere gli sforzi degli Stati membri volti a migliorare le informazioni sull'andamento dei laureati nel mercato del lavoro; accoglie con favore, in tale contesto, la proposta di istituzione entro il 2020 di un sistema europeo di monitoraggio dei loro percorsi di carriera; ritiene che le informazioni sui percorsi successivi alla laurea e la raccolta di dati precisi e pertinenti (non solo a livello nazionale ma anche a livello di Unione) siano essenziali al fine di garantire la qualità e sviluppare un'istruzione di qualità;

153.  incoraggia la Commissione ad aumentare i propri sforzi per ridurre il divario in termini di ricerca e innovazione tra gli Stati membri e le regioni proponendo nuove iniziative nell'ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA) nonché per sostenere la combinazione delle attività di ricerca e insegnamento per i beneficiari delle azioni MSCA che si preparano a una carriera accademica;

154.  suggerisce che la coalizione UE STE(A)M debba comprendere un'ampia gamma di discipline per preparare gli studenti a vivere e lavorare in una realtà in dinamico cambiamento;

155.  sostiene l'assegnazione dei crediti agli studenti, nell'ambito del Sistema europeo di trasferimento e accumulo dei crediti (ECTS), per le attività di volontariato comunitarie quale mezzo per contribuire allo sviluppo professionale e personale degli studenti;

156.  sottolinea che i programmi di cooperazione internazionale, la diplomazia culturale e il dialogo politico con paesi terzi nel settore dell'istruzione superiore non solo consentono una più libera diffusione delle conoscenze, ma contribuiscono altresì ad accrescere la qualità e il prestigio internazionale dell'istruzione superiore europea, potenziando nel contempo la ricerca e l'innovazione, promuovendo la mobilità e il dialogo interculturale e incentivando lo sviluppo internazionale conformemente agli obiettivi dell'UE in materia di azione esterna;

157.  è del parere che sistemi di istruzione lungimiranti debbano comprendere l'apprendimento per la sostenibilità e il consolidamento della pace e fare parte di una riflessione più ampia sull'alfabetizzazione professionale nel contesto della crescente digitalizzazione e robotizzazione delle società europee, concentrandosi non solo sulla crescita economica ma anche sullo sviluppo personale, sul miglioramento della salute e sul benessere degli studenti;

158.  invita gli Stati membri a promuovere la cooperazione tra istituti di istruzione e mondo del lavoro per preparare meglio i discenti all'ingresso nel mercato del lavoro, nonché ad adottare misure sulla necessità di affrontare lo squilibrio di competenze e le carenze di competenze; incoraggia, a tale riguardo, l'inclusione di tirocini di elevata qualità e pertinenti, riconosciuti mediante i crediti ECTS, nell'ambito dei programmi di istruzione superiore e formazione professionale, la cooperazione tra gli istituti di istruzione superiore, il mondo del lavoro, il settore della ricerca e gli attori economici locali e regionali nella creazione di sistemi duali di istruzione e formazione professionale, l'orientamento professionale, gli apprendistati, i tirocini, la formazione basata sulla realtà, che dovrebbero far parte dei programmi di formazione professionale e di istruzione superiore; chiede inoltre agli Stati membri di garantire il diritto di tutti i giovani dell'UE a ricevere un'offerta di lavoro, di apprendistato, di ulteriore formazione o di lavoro e formazione associati;

159.  ritiene che per garantire la fornitura di apprendistati o tirocini di qualità sia essenziale l'esistenza di contratti che stabiliscano i ruoli e le responsabilità di tutte le parti e specifichino la durata, gli obiettivi di apprendimento e i compiti corrispondenti a competenze ben definite da sviluppare, lo status occupazionale, un compenso/una remunerazione adeguati anche per gli straordinari, la protezione sociale e i sistemi di sicurezza sociali previsti dalla legge nazionale vigente, dai contratti collettivi o da entrambi;

160.  sottolinea la necessità di offrire contenuti di apprendimento e formazione idonei nonché condizioni di lavoro dignitose per i tirocini e gli apprendistati, al fine di garantire il loro ruolo essenziale nella transizione dall'istruzione alla vita professionale; sottolinea che i tirocini e gli apprendistati non dovrebbero mai essere utilizzati in sostituzione dei posti di lavoro, né si dovrebbe mai ricorrere a tirocinanti e apprendisti come manodopera a basso costo o addirittura gratuita;

161.  suggerisce che le università e i centri di formazione garantiscano una formazione iniziale e continua degli insegnanti preposti all'istruzione professionale, con il contributo di specialisti dei settori di lavoro corrispondenti alle specializzazioni dei corsi professionali;

L'insegnante come garante di un insegnamento di qualità

162.  invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere gli insegnanti nell'inserimento dell'innovazione e della tecnologia nell'ambito dell'insegnamento mediante il miglioramento delle competenze digitali degli insegnanti nonché la garanzia di risorse e sostegno pertinenti, ad esempio mediante una maggiore offerta di corsi di aggiornamento e lo sviluppo di comunità online, risorse didattiche aperte e corsi;

163.  sostiene la creazione dell'accademia dell'insegnamento e dell'apprendimento, come opportunità complementare offerta agli insegnanti per la formazione e lo scambio delle migliori pratiche a livello europeo e quale centro per lo scambio online, la condivisione di esperienze e l'apprendimento reciproco nonché luogo di riunioni periodiche sotto forma di laboratori, seminari e conferenze per promuovere la collaborazione degli insegnanti, migliorare la qualità dell'insegnamento e incentivare lo sviluppo professionale degli insegnanti; invita la Commissione a proporre un progetto per la creazione di tale accademia, basata anche sul know-how dell'accademia europea Schoolnet;

164.  ricorda l'importanza della formazione pedagogica per il corpo docente negli IIS e di considerare le competenze pedagogiche almeno tanto importanti quanto le competenze di ricerca nella procedura di assunzione; mette in risalto il ruolo dell'istruzione basata sulla ricerca e della ricerca pedagogica quali strumenti atti a stimolare un approccio incentrato sullo studente nei confronti dell'apprendimento e dell'insegnamento, incoraggiare l'apprendimento attivo, potenziare lo sviluppo delle competenze e migliorare la metodologia didattica;

165.  invita gli Stati membri a introdurre incentivi per invogliare e motivare i giovani e gli insegnanti qualificati a entrare e lavorare nel sistema d'istruzione;

166.  evidenzia la necessità di riconoscere lo status professionale del personale ECEC;

167.  chiede un sostegno a favore degli insegnanti che tengono corsi multilingue, poiché rappresentano un fattore importante nell'internazionalizzazione dell'istruzione;

168.  evidenzia il ruolo dell'apprendimento interculturale nell'ambito dell'istruzione degli insegnanti onde potenziare le competenze interculturali di questi ultimi, al fine di promuovere la cultura europea e i valori comuni nonché la dimensione europea dell’insegnamento; osserva che le competenze interculturali sono essenziali per lavorare in società sempre più diverse e per promuovere l'internazionalizzazione delle scuole;

169.  ritiene che sia necessario creare sinergie tra la conoscenza degli insegnanti e il potenziale tecnologico degli alunni per ottimizzare i risultati di apprendimento;

170.  è favorevole all'inserimento di tirocini, guidati da tutori formati, nell'intero corso di studi degli insegnanti;

171.  incoraggia gli insegnanti e i dirigenti scolastici a promuovere e assumere un ruolo di guida nell'attuazione dell'innovazione nell'ambiente scolastico e nella promozione del relativo sviluppo;

172.  incoraggia gli IIS a privilegiare, sostenere e ricompensare il miglioramento e l'aggiornamento della conoscenza pedagogica dei ricercatori e dei docenti degli istituti di istruzione superiore, ivi comprese possibilità educative offerte dalla tecnologia moderna quale mezzo per rafforzare i risultati scolastici dello studente e l'efficacia dell'insegnamento;

173.  sostiene lo sviluppo di tecniche di insegnamento e norme nel campo dell'istruzione nuove, innovative e ambiziose per rispondere meglio alle esigenze degli studenti e degli IIS, nonché alle sfide di un mondo in rapido cambiamento;

o
o   o

174.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU C 183 del 14.6.2014, pag. 22.
(2) GU C 183 del 14.6.2014, pag. 30.
(3) GU C 398 del 22.12.2012, pag. 1.
(4) GU C 172 del 27.5.2015, pag. 17.
(5) Testi approvati, P8_TA(2017)0360.
(6) GU C 417 del 15.12.2015, pag. 25.
(7) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 50.
(8) GU C 346 del 21.9.2016, pag. 2.
(9) Testi approvati, P8_TA(2017)0018.
(10) GU C 484 del 24.12.2016, pag. 1.
(11) GU C 398 del 22.12.2012, pag. 1.
(12) http://www.socialsummit17.se/wp-content/uploads/2017/11/Concluding-report-Gothenburg-summit.pdf
(13) https://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/educ/122123.pdf
(14) GU C 104 del 16.4.1984, pag. 69.
(15) GU C 135 del 26.5.2010, pag. 12.
(16) Testi approvati, P8_TA(2017)0303.
(17) http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Gender_statistics
(18) http://www.cedefop.europa.eu/en/publications-and-resources/publications/3072, https://www.eurofound.europa.eu/sites/default/files/ef_publication/field_ef_document/ef1502en_0.pdf


Verso un settore europeo dell'acquacoltura sostenibile e competitivo
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Risoluzione del Parlamento europeo del 12 giugno 2018 su Verso un settore europeo dell'acquacoltura sostenibile e competitivo: situazione attuale e sfide future (2017/2118(INI))
P8_TA(2018)0248A8-0186/2018

Il Parlamento europeo,

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Orientamenti strategici per lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura nell'UE" (COM(2013)0229),

–  visto il regolamento (UE) n. 304/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2011, recante modifica del regolamento (CE) n. 708/2007 del Consiglio relativo all'impiego in acquacoltura di specie esotiche e di specie localmente assenti(1),

–  vista la direttiva del Consiglio 98/58/CE, del 20 luglio 1998, riguardante la protezione degli animali negli allevamenti(2),

–  visto il regolamento (CE) n. 710/2009 della Commissione, del 5 agosto 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 889/2008 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio per quanto riguarda l'introduzione di modalità di applicazione relative alla produzione di animali e di alghe marine dell'acquacoltura biologica(3),

–  visto il regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97(4),

–  visto il regolamento (CE) n. 889/2008 del 5 settembre 2008 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la produzione biologica, l'etichettatura e i controlli(5),

–  visto il regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio del 28 giugno 2007 relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CEE) n. 2092/91(6),

–  visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio(7),

–  visto il regolamento (UE) n. 1379/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, recante modifica ai regolamenti (CE) n. 1184/2006 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga il regolamento (CE) n. 104/2000 del Consiglio(8),

–  visto il regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che abroga i regolamenti (CE) n. 2328/2003, (CE) n. 861/2006, (CE) n. 1198/2006 e (CE) n. 791/2007 del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1255/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio(9),

–  visto il regolamento (UE) 2017/1004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che istituisce un quadro dell'Unione per la raccolta, la gestione e l'uso di dati nel settore della pesca e un sostegno alla consulenza scientifica relativa alla politica comune della pesca e che abroga il regolamento (CE) n. 199/2008 del Consiglio,(10)

–  vista la sua risoluzione del 4 dicembre 2008 sull'adozione di un "Piano europeo di gestione della popolazione di cormorani" al fine di ridurre il loro impatto crescente sulle risorse ittiche, la pesca e l'acquacoltura(11),

–  vista la sua risoluzione del 17 giugno 2010 su un nuovo impulso alla strategia per lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura europea(12),

–  vista la sua risoluzione dell'8 luglio 2010 sul regime di importazione nell'UE dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura in vista della riforma della PCP(13),

–  vista la sua posizione definita in prima lettura il 23 novembre 2010 in vista dell'adozione del regolamento (UE) n. .../2011 del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 708/2007 del Consiglio relativo all'impiego in acquacoltura di specie esotiche e di specie localmente assenti(14),

–  vista la sua risoluzione dell'8 settembre 2015 sulla valorizzazione del potenziale della ricerca e dell'innovazione nell'economia blu per creare crescita e posti di lavoro(15),

–  vista la sua risoluzione del 12 maggio 2016 sulla tracciabilità dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura nella ristorazione e nella vendita al dettaglio(16),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione sull'applicazione della direttiva quadro sulle acque e della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino in relazione all'acquacoltura (SWD(2016)0178),

–  visto il documento della Commissione del 2015 dal titolo "Overview Report: Implementation of the rules on finfish aquaculture" (Relazione di sintesi: attuazione delle norme sull'acquacoltura di pesci a pinne) (DG(SANTE) 2015-7406 - MR),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 29 giugno 2017, dal titolo "Piano d'azione europeo "One Health" contro la resistenza antimicrobica" (COM(2017)0339),

–  vista la relazione economica del 2016 sul settore dell'acquacoltura dell'UE, redatta dal comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP),

–  viste la relazione Eurobarometro sulle abitudini dei consumatori per quanto riguarda i prodotti della pesca e dell'acquacoltura (2017) e l'analisi complementare dell'Osservatorio europeo del mercato dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura (EUMOFA),

–  visto il parere scientifico dal titolo "Food from the Oceans" (Cibo dagli oceani), redatto dal gruppo ad alto livello di consulenti scientifici nel novembre 2017,

–  visto il Codice di condotta della FAO per una pesca responsabile,

–  visto il codice sanitario per gli animali acquatici dell'OIE,

–  visti l'articolo 42 e l'articolo 43, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2017 sulla promozione della coesione e dello sviluppo nelle regioni ultraperiferiche dell'UE: applicazione dell'articolo 349 TFUE(17),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per la pesca e il parere della commissione per l'ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare (A8–0186/2018),

A.  considerando che il settore dell'acquacoltura, comprese la piscicoltura marina e di acqua dolce e la coltura di molluschi, crostacei, alghe marine ed echinodermi, è un settore economico innovativo e dall'elevato potenziale tecnologico nonché l'attività dalla crescita più rapida nella produzione alimentare, che richiede investimenti in strutture e ricerca e una pianificazione operativa e finanziaria a lungo termine;

B.  considerando che la piscicoltura e la molluschicoltura rivestono un ruolo economico, lavorativo, sociale e ambientale di rilevante valore, in quanto migliorano la qualità della vita nelle zone costiere e interne dell'Unione e nelle regioni ultraperiferiche e contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale dei cittadini europei; che tra i fattori avversi alla produzione dell'acquacoltura vi sono parametri ambientali, climatici e soprattutto fattori legati alla predazione da parte di altre specie animali; che, come dimostrano diversi studi, questi fenomeni di predazione hanno un impatto significativo sulla produzione;

C.  considerando che la Commissione, nella sua comunicazione intitolata "Orientamenti strategici per lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura nell'UE", evidenzia quattro settori prioritari su cui porre l'accento per una piena realizzazione delle potenzialità dell'acquacoltura dell'UE: procedure amministrative, pianificazione coordinata dello spazio, competitività, in particolare creando collegamenti tra il settore e la scienza, e condizioni di parità per gli operatori;

D.  considerando che nella medesima comunicazione si raccomanda che gli Stati membri elaborino piani strategici nazionali pluriennali per l'acquacoltura che analizzino le lacune fondamentali e le questioni da risolvere, definiscano obiettivi comuni e, se possibile, indicatori per valutare i progressi compiuti verso il loro conseguimento;

E.  considerando che l'obiettivo fondamentale e prioritario dovrebbe essere il mantenimento degli ecosistemi e degli stock locali, evitando lo spostamento e la distruzione delle attività di pesca e allevamento locali;

F.  considerando che, nonostante le buone intenzioni e gli sforzi compiuti, l'acquacoltura nell'UE è in fase di stallo, quando invece in altre regioni del mondo registra una crescita sempre più marcata;

G.  considerando che secondo le stime la produzione dell'acquacoltura nell'Unione soddisfa soltanto il 10 % della domanda interna di pesce e che oltre metà della domanda di prodotti della pesca è soddisfatta dalle importazioni da paesi terzi;

H.  considerando che l'acquacoltura dovrebbe essere vista e trattata come forma di agricoltura, soprattutto nel caso della piscicoltura in stagno;

I.  considerando che l'arretratezza delle regioni ultraperiferiche nello sviluppo dell'acquacoltura è particolarmente significativa;

J.  considerando che il recente parere del gruppo ad alto livello di consulenti scientifici sulla questione sollevata dal commissario Vella, vale a dire "In che modo si può ottenere più cibo e biomassa dagli oceani senza privare le generazioni future dei loro benefici?", contiene le seguenti raccomandazioni: integrare un paradigma di coltura responsabile con riguardo al cibo proveniente dall'oceano nelle agende politiche generali a livello dell'UE e dei sistemi mondiali, e portare a un livello superiore e più strategico lo sviluppo della maricoltura in Europa, mediante un quadro strategico globale e concertato, il che comporta l'elaborazione di orientamenti sull'inclusione di requisiti concernenti la maricoltura nell'attuazione della direttiva dell'UE del 2014 sulla pianificazione dello spazio marittimo, nonché l'estensione della cooperazione tecnologica alla maricoltura nell'ambito degli accordi di partenariato per una pesca sostenibile tra l'UE e i paesi partner meridionali;

K.  considerando che per avviare o ampliare un'impresa di acquacoltura nell'UE occorrono vari permessi e autorizzazioni e che la procedura per ottenere tali documenti ufficiali non è armonizzata a livello dell'Unione e, in generale, è lenta, complessa e priva di certezza giuridica e di prevedibilità economica; che ciò rischia di ostacolare lo sviluppo del settore e potrebbe scoraggiare gli investimenti delle imprese e tradursi in costi eccessivi per il settore, incoraggiando peraltro indirettamente le importazioni dai paesi terzi;

L.  considerando che le procedure più complesse per le operazioni dell'acquacoltura sono quelle relative ai requisiti ambientali (valutazioni d'impatto ambientale, valutazioni ambientali strategiche e procedure di vigilanza) ma che, paradossalmente, la lentezza e la complessità di tali procedure amministrative non garantiscono sempre la tutela ambientale, anzi, di fatto rendono talvolta difficile istituire imprese di acquacoltura di qualità e sostenibili sotto il profilo socioeconomico e ambientale; che vi sono differenze tra l'acquacoltura marina e quella di acqua dolce; che le differenze tra i sottosettori dell'acquacoltura rendono necessarie prassi diverse per quanto riguarda la gestione degli stock, l'alimentazione e la riproduzione; che nella regolamentazione dell'acquacoltura dell'UE, specialmente in riferimento alle norme sulla sostenibilità ambientale, occorre tener conto di queste differenze;

M.  considerando che le lungaggini e le complessità burocratiche, nello specifico quelle relative al rilascio di licenze e alla pianificazione, comportano un'inattività che è inevitabilmente fonte di costi economici e socio-occupazionali per i potenziali investitori nelle zone in cui sono stabilite le imprese di acquacoltura, con una particolare incidenza sulle donne e sull'occupazione giovanile;

N.  considerando che per un'adeguata pianificazione dello spazio occorre tener conto delle diverse esigenze dei vari utenti, nonché della necessità di proteggere la natura, compiendo sforzi per conciliarle; che la mancanza di siti disponibili e di un'adeguata pianificazione dello spazio nonché il conflitto con altre attività economiche si ripercuotono notevolmente sullo sviluppo dell'acquacoltura dell'UE in alcune regioni, dal momento che il settore dell'acquacoltura può avere un peso inferiore rispetto ad altri settori più "forti";

O.  considerando che la pianificazione dello spazio è uno dei presupposti fondamentali per lo sviluppo a lungo termine dell'acquacoltura, in quanto strumento necessario ad assicurare siti adeguati per la pianificazione dell'acquacoltura tenendo conto delle altre attività nella zona interessata;

P.  considerando che la normativa ambientale dell'UE è basata su direttive (direttiva sulla strategia per l'ambiente marino, direttive Uccelli e Habitat e direttiva quadro sulle acque) e che spetta quindi agli Stati membri e agli enti locali e regionali provvedere al recepimento e all'applicazione con un certo margine di discrezione; che, di conseguenza, l'attuazione nell'UE non è uniforme e ciò è fonte di incertezza giuridica per le imprese e le aziende agricole, oltre a causare una mancanza di prevedibilità per gli investitori e a generare condizioni di disparità;

Q.  considerando che il parere scientifico "Food from the ocean" riporta che il solo modo per ottenere in tempi brevi un significativo incremento di cibo e biomassa dall'oceano è raccogliere organismi presenti ai livelli più bassi della catena alimentare, quali macroalghe e molluschi bivalvi;

R.  considerando che i diversi quadri giuridici nazionali o regionali per l'acquacoltura possono tradursi in obblighi giuridici diversi per le imprese, anche laddove queste siano attive nello stesso bacino marittimo il che, a sua volta, rischia di creare distorsioni della concorrenza;

S.  considerando che è opportuno accogliere positivamente gli esempi di proficua cooperazione basata su accordi, volontari e di altro tipo, tra gli ambientalisti e il settore; che, per quanto sia opportuno apprezzare gli esempi positivi rappresentati dal contributo dell'acquacoltura alla salvaguardia di un'elevata qualità delle acque e dei servizi ecosistemici acquatici, è importante anche riconoscere e cercare di ridurre l'impatto negativo che l'acquacoltura può avere sull'ambiente locale e sulla qualità dell'acqua; che è opportuno incoraggiare, pertanto, ulteriori innovazioni e iniziative per garantire un settore sostenibile e redditizio nel lungo termine;

T.  considerando che l'allevamento di molluschi bivalvi e la coltivazione di macroalghe necessitano di un apporto equilibrato di sali nutritivi nell'ambiente;

U.  considerando che, alla luce di quanto sopra, questo tipo di piscicoltura d'acqua dolce viene considerato anche un servizio per la conservazione della natura e della qualità e quantità dell'acqua, e che per tali motivi merita, da parte dei responsabili decisionali dell'UE, un riconoscimento e un sostegno maggiori;

V.  considerando che i prodotti dell'UE devono rispettare una serie di regole e norme rigorose in materia di ambiente, salute degli animali, benessere degli animali e protezione dei consumatori, che riguardano le operazioni produttive, l'alimentazione degli animali, il benessere, il trasporto, la trasformazione e le condizioni sociali del lavoro, con un'incidenza diretta sui costi produttivi; che il risultato è un'offerta di prodotti sostenibili e di eccellente qualità, che possono essere più costosi e, quindi, spesso meno competitivi rispetto a quelli importati, i quali arrivano di frequente sul mercato dell'UE a prezzi ridotti dovuti a pratiche insostenibili dal punto di vista ambientale, sociale e lavorativo e derivano da contesti produttivi in cui le norme in materia di benessere e salute degli animali sono carenti;

W.  considerando che alcune imprese che praticano l'acquacoltura dipendono in larga misura dalle risorse energetiche, il che aumenta ulteriormente il costo della produzione;

X.  considerando che occorrerebbe incrementare il consumo di pesce in quanto alimento contenente proteine, acidi grassi, vitamine, minerali e micronutrienti essenziali che giovano alla salute umana, e che l'eccellente qualità dei prodotti ittici dell'UE dovrebbe costituire un importante vantaggio competitivo per l'acquacoltura europea;

Y.  considerando che il consumo globale di pesce è in costante aumento, parallelamente alla crescita demografica mondiale;

Z.  considerando che, inoltre, non sempre vi è coerenza tra le politiche dell'UE in materia commerciale, sociale e ambientale; che, ad esempio, l'UE accorda a paesi vulnerabili in via di sviluppo lo status di beneficiari del sistema di preferenze generalizzate (SPG e SPG+), allo scopo di ridurre o eliminare i dazi che essi devono versare sulle esportazioni verso l'UE, in modo tale da offrir loro un accesso fondamentale al mercato dell'Unione e contribuire alla loro crescita; che, allo stesso tempo, in alcuni di questi paesi, ad esempio determinati paesi asiatici, i prodotti dell'acquacoltura non rispettano le norme in materia di ambiente, benessere degli animali, salute e lavoro nonché le norme sociali cui sono soggetti gli operatori dell'UE e, in alcuni casi, comportano violazioni dei diritti umani;

AA.  considerando che, anche nel settore dei mangimi per l'acquacoltura, l'UE dipende fortemente dalle importazioni di prodotti della pesca provenienti da paesi terzi, e che sinora non sono stati studiati e promossi sufficientemente mangimi alternativi più sostenibili;

AB.  considerando che il commercio estero di prodotti dell'acquacoltura registra un disavanzo e che tra i prodotti dell'acquacoltura importati da paesi terzi e quelli dell'UE si genera una concorrenza sleale, a scapito della qualità degli alimenti e della salute dei consumatori;

AC.  considerando che l'acquacoltura nei paesi terzi offre opportunità agli investitori dell'Unione europea;

AD.  considerando che per i consumatori europei non è possibile percepire le differenze tra i prodotti dell'acquacoltura europea e quelli dei paesi terzi in termini di qualità, impatto ambientale, comportamento sociale e rispetto del benessere degli animali quando le informazioni che ricevono sui prodotti sono insufficienti o inesatte (soprattutto per quanto riguarda il paese di origine, il decongelamento o l'identificazione delle specie);

AE.  considerando che la normativa dell'UE sulle informazioni da fornire ai consumatori riguardo ai prodotti acquatici è chiara e che il relativo controllo spetta alle autorità degli Stati membri; che, tuttavia, è generalmente noto che di fatto i consumatori non ricevono tali informazioni essenziali, in pescheria come al ristorante; che tale situazione di insufficiente attuazione compromette la competitività dell'acquacoltura dell'UE;

AF.  considerando che la piscicoltura sostenibile si basa sull'allevamento di animali sani e a tale scopo è essenziale sviluppare strumenti veterinari specifici e innovativi, in particolare vaccini e antibiotici, che dovrebbero essere utilizzati in modo responsabile e restrittivo garantendo la salute e il benessere degli animali e dei consumatori, nonché prodotti dell'acquacoltura sicuri e nutrienti, senza pregiudizio per l'ambiente e le specie selvatiche; che le normative dell'UE in materia di salute degli animali devono tener conto anche delle specificità dell'acquacoltura e delle specificità delle diverse specie ittiche nel trattamento delle infezioni e delle malattie, nonché dell'impatto sulla qualità dei prodotti;

AG.  considerando che il piano d'azione europeo "One Health" contro la resistenza antimicrobica ha constatato come l'immunizzazione attraverso la vaccinazione sia un intervento sanitario efficace sotto il profilo dei costi nella lotta alla resistenza antimicrobica(18), il che vale anche per l'acquacoltura;

AH.  considerando che la percezione dell'acquacoltura nella società e tra i consumatori europei varia da uno Stato all'altro ma, in generale, è chiaramente migliorabile;

AI.  considerando che, per quanto vi sia sempre margine di miglioramento attraverso l'adozione di buone prassi, la cattiva percezione di quest'attività non è sempre dovuta a problemi effettivi (concernenti l'ambiente, la qualità o la sicurezza) ma anche ai preconcetti che i consumatori hanno sull'acquacoltura; che tale situazione si deve in buona parte alla convinzione che l'impatto effettivo dell'acquacoltura in determinati paesi terzi (in via di sviluppo) si riscontri anche nell'UE, il che non corrisponde al vero;

AJ.  considerando che l'ampia varietà nelle pratiche di acquacoltura si traduce in differenze significative in termini di qualità dei prodotti, impatto ambientale e condizioni sanitarie, tra le altre cose, lasciando spesso il consumatore incerto rispetto al prodotto ottenuto con tali pratiche;

AK.  considerando che la cattiva reputazione dell'acquacoltura si ripercuote sulla sua gestione da parte delle pubbliche amministrazioni, ad esempio a livello di rilascio delle licenze e pianificazione, ma anche sulle relative condizioni di commercializzazione;

AL.  considerando che è importante osservare le potenzialità dell'acquacoltura di acqua dolce, dell'acquacoltura a terra con acque chiuse, dell'acquacoltura integrata multitrofica e dei sistemi a ricircolo o dell'acquaponica nelle aree urbane ai fini del miglioramento della sicurezza alimentare e dello sviluppo delle zone rurali;

AM.  considerando che anche i crostacei e i molluschi e le piante acquatiche, come le alghe, sono una risorsa importante per l'acquacoltura;

AN.  considerando che la ricerca e l'innovazione hanno un ruolo fondamentale da svolgere affinché si possano realizzare le potenzialità dell'acquacoltura sostenibile; che è possibile incrementare la produzione in modo sostenibile attraverso un'espansione basata sull'innovazione, la rigenerazione e la pulizia delle acque, l'utilizzo delle energie rinnovabili nonché grazie all'efficienza energetica e nell'uso delle risorse, ottenendo al contempo una riduzione dell'impatto ambientale e la prestazione di servizi ambientali;

AO.  considerando che è importante disporre di protocolli standard, a livello dell'UE, di dati scientifici che consentano la supervisione e il miglioramento delle pratiche di gestione e di produzione, nonché del loro impatto sull'ambiente e sulla salute;

AP.  considerando che occorre privilegiare l'allevamento delle specie native o endemiche per ridurre le ripercussioni sull'ambiente e rendere l'acquacoltura più sostenibile;

AQ.  considerando che le difficoltà di accesso al credito e il lasso di tempo significativo che trascorre tra l'investimento e la prima vendita (generalmente tre anni o più) rischiano di scoraggiare gli investitori;

AR.  considerando che il prefinanziamento offerto da banche e istituti finanziari è soggetto a condizioni sempre più rigorose;

AS.  considerando che le procedure previste, che nella maggior parte dei casi non sono sufficientemente chiare agli utenti, e la quantità di documenti da presentare per ottenere finanziamenti a titolo del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) scoraggiano i richiedenti; che i circa 1 280 milioni di EUR disponibili nell'attuale periodo di programmazione 2014-2020 non sono sufficienti per sviluppare il settore dell'acquacoltura europea; che, inoltre, il tasso di assorbimento da parte degli Stati membri è estremamente basso;

AT.  considerando che l'acquacoltura sostenibile deve tener conto dei potenziali effetti sugli stock ittici selvatici e sulla qualità dell'acqua e, a sua volta, ha bisogno di stock ittici sani e di un'eccellente qualità dell'acqua;

AU.  considerando che i dati disponibili indicano un divario crescente, pari a otto milioni di tonnellate secondo le stime, tra il livello di consumo di prodotti ittici nell'UE e il volume delle catture della pesca; che l'acquacoltura sostenibile può, insieme alla pesca sostenibile, contribuire a garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale nel lungo termine, anche per quanto riguarda l'approvvigionamento, nonché a fornire crescita e occupazione ai cittadini dell'Unione e a soddisfare la crescente domanda mondiale di alimenti acquatici, purché si utilizzino fonti sostenibili di mangime per le attività dell'acquacoltura e si prevenga il degrado ambientale; che essa può così contribuire a conseguire l'obiettivo generale di colmare il divario tra il consumo e la produzione di prodotti ittici nell'UE;

AV.  considerando che nell'acquacoltura un chilogrammo di pesci di valore modesto può essere convertito in un chilogrammo di pesci di valore elevato (ad esempio dal capelin al rombo chiodato il valore aumenta da 0,10 EUR a 7 EUR al chilogrammo);

AW.  considerando che i giovani sono meno interessati a lavorare nel settore dell'acquacoltura o a investire nello stesso e a sviluppare tale comparto a causa di una comunicazione carente e dell'assenza di stabilità e prospettive finanziarie, che fanno sì che questo settore non sia attraente per le generazioni più giovani;

AX.  considerando che un'acquacoltura sostenibile gestita dalla comunità, che ne ha la titolarità, può recare vantaggi socioeconomici alle regioni periferiche costiere, oltre a svolgere un ruolo positivo nell'economia blu;

AY.  considerando che il rendimento dell'acquacoltura d'acqua dolce ammonta al 20 % del settore complessivo europeo, e che questo dovrebbe riflettersi nella proporzione del sostegno UE erogato; che l'acquacoltura d'acqua dolce, per la sua diversa natura, ha bisogno di norme specifiche e quindi di un capitolo a parte nella normativa sulla politica comune della pesca dell'UE;

AZ.  considerando che la ricerca e l'innovazione sono essenziali per realizzare un settore dell'acquacoltura più sostenibile e competitivo sul mercato dell'UE;

BA.  considerando che i progetti nel campo dell'acquacoltura d'acqua dolce possono essere realizzati anche con finanziamenti ex-post, il che molte volte richiede agli investitori sforzi sproporzionati, con il risultato che spesso i piscicoltori non osano intraprendere questi progetti; che l'intensità degli aiuti nella maggior parte dei casi è scarsa;

Realizzare le potenzialità dell'acquacoltura dell'UE

1.  riconosce gli effetti positivi che un'acquacoltura sostenibile, sia nel settore marino che in quello d'acqua dolce, può avere sull'occupazione e sull'economia dell'Unione in generale, migliorando la produttività e la qualità di vita delle sue zone costiere e interne; sottolinea la necessità di promuoverne lo sviluppo, la diversificazione e l'innovazione, incoraggiando una maggiore produzione di pesci, crostacei, molluschi, alghe ed echinodermi attraverso l'acquacoltura, potenziando la competitività di tali prodotti (per migliorare la produzione dell'acquacoltura dell'UE in modo che raggiunga almeno l'attuale tasso di crescita mondiale entro cinque anni e per incoraggiare gli investimenti in attrezzature più economiche ed efficienti sotto il profilo energetico) e aumentandone il consumo e il contributo alla sicurezza alimentare e nutrizionale dei cittadini dell'UE; insiste sul fatto che ciò va fatto mantenendo l'adeguato funzionamento degli ecosistemi marini, così da consentire il proseguimento delle attività redditizie di acquacoltura e pesca commerciale e gli altri usi sostenibili dell'ambiente marino;

2.  ritiene che l'UE debba incrementare la sua produzione nel settore dell'acquacoltura, soprattutto al fine di ridurre la pressione sulle zone di pesca naturali; ritiene che i mangimi a base di pesce debbano provenire da fonti sostenibili e non debbano compromettere gli obiettivi di rendimento massimo sostenibile della politica comune della pesca, e che occorra controllare le concentrazioni di nutrienti; sottolinea l'importanza della cooperazione tra ricerca, industria dell'acquacoltura, produttori di mangime e organizzazioni e amministrazioni ambientali; evidenzia che l'acquacoltura dell'UE deve tener conto della qualità, della sostenibilità, della sicurezza alimentare, degli aspetti ambientali e della salute animale e umana, e deve fungere da modello in tal senso; prende atto con favore delle nuove iniziative relative all'acquacoltura a terra, in particolare nelle zone marine sensibili e nelle zone dell'UE con acque chiuse, e ritiene che siano necessarie misure più rigorose per rendere l'acquacoltura un settore più efficiente, economicamente redditizio, socialmente responsabile e rispettoso dell'ambiente, soddisfacendo una percentuale maggiore della domanda europea di pesce e riducendo la dipendenza dell'Europa dalle importazioni;

3.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione intitolata "Orientamenti strategici per lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura nell'UE" e, al suo interno, la definizione dei settori su cui occorre concentrare gli sforzi per realizzare le potenzialità dell'acquacoltura dell'UE, affinché essa possa contribuire, insieme alla pesca sostenibile, a colmare il divario tra il consumo e la produzione di prodotti ittici nell'UE in maniera sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico;

4.  sottolinea che l'acquacoltura di acqua dolce è un'opportunità non ancora sufficientemente esplorata per migliorare la sicurezza alimentare e lo sviluppo delle zone rurali;

5.  sottolinea che la crescita sostenibile deve basarsi su quanto segue: prevedibilità degli investimenti delle imprese e certezza giuridica, che possono essere conseguite grazie a quadri amministrativi più efficienti, maggiore trasparenza della governance, criteri chiari, omogenei e semplificati per il rilascio delle licenze in tutta l'UE, procedure comuni di gestione delle malattie e accesso a cure veterinarie adeguate e non dannose per la salute animale e umana, pianificazione efficace dello spazio, predisposizione di documenti orientativi, scambi di buone prassi, supporto del Consiglio consultivo per l'acquacoltura nonché adeguato sostegno finanziario; evidenzia che tutti questi fattori possono contribuire alla crescita sostenibile;

6.  apprezza le conclusioni e le raccomandazioni formulate nel parere scientifico "Food from the Oceans" del novembre 2017 in relazione allo sviluppo e all'attuazione, nei prossimi anni, di politiche marittime e in materia di pesca e acquacoltura intese a contribuire all'aumento della quantità di alimenti sostenibili provenienti dagli oceani;

7.  invita la Commissione a sostenere l'industria nei suoi sforzi tesi a ridurre la propria dipendenza dagli stock ittici selvatici per la produzione di mangimi per pesci, anche incrementando l'utilizzo di alghe marine e altre alghe;

8.  invita la Commissione a incoraggiare l'ulteriore sviluppo del settore emergente dell'acquacoltura di alghe marine;

9.  riconosce il potenziale contributo dell'acquacoltura alla sicurezza alimentare e nutrizionale per i cittadini dell'UE e la necessità di un'alimentazione sana e sostenibile, come pure di sistemi alimentari che siano intelligenti e sostenibili dal punto di vista climatico e ambientale, rispettosi del benessere degli animali nonché circolari ed efficienti sotto il profilo delle risorse, e che incoraggino l'innovazione e l'emancipazione delle comunità;

10.  ribadisce che lo sviluppo dell'acquacoltura europea deve essere associato alla necessità vitale e fondamentale di una produzione alimentare autosufficiente, sicura, nutriente e sostenibile e deve assumere maggior rilievo nell'agenda globale dell'UE;

11.  invita la Commissione e gli Stati membri a investire in ricerche, studi e progetti pilota per pratiche di acquacoltura innovative, orientate al futuro ed ecologicamente responsabili, compresi i sistemi di acquacoltura integrata multitrofica, l'acquaponica e i sistemi di acquacoltura a ricircolo, che riducono l'impatto delle aziende di acquacoltura sugli habitat, sulle popolazioni degli animali selvatici e sulla qualità dell'acqua, contribuendo così a un approccio basato sugli ecosistemi;

12.  chiede alla Commissione di effettuare un'analisi approfondita e di garantire che si dia un seguito adeguato a ciascuna delle raccomandazioni del gruppo ad alto livello di consulenti scientifici;

13.  evidenzia che una politica in materia di acquacoltura europea sostenibile deve tener conto delle caratteristiche e delle diverse esigenze e sfide connesse ai vari tipi di produzione acquicola e prevedere misure mirate, anche alla luce delle differenze geografiche e dei potenziali effetti dei cambiamenti climatici; invita pertanto la Commissione a stabilire norme specifiche adattate appositamente a ciascun sottosettore nel quadro della politica comune della pesca dopo il 2020;

14.  sottolinea le potenzialità dell'acquacoltura di acqua dolce e dell'acquacoltura a terra con acque chiuse, dell'acquacoltura integrata multitrofica, dei sistemi di ricircolo e dell'acquaponica nelle zone urbane; evidenzia che l'acquacoltura d'acqua dolce è un'opportunità non ancora sufficientemente esplorata per migliorare la sicurezza alimentare e lo sviluppo delle zone rurali, ma svolge un importante ruolo sociale in quanto fornisce occupazione rurale nelle zone più povere, svolge un ruolo ambientale nel mantenimento di zone umide preziose e fornisce un'ampia gamma di servizi ecosistemici, che vanno ben oltre il suo valore economico;

15.  pone in rilievo l'importanza di attivare strumenti di coordinamento, gruppi di studio e azioni dell'UE atte a inquadrare i casi in cui la produzione di molluschi è notevolmente compromessa dall'azione predatrice dell'orata (sparus aurata) e a ricercare soluzioni sostenibili e rispettose dell'ambiente;

16.  riconosce il potenziale dell'acquacoltura, nonché della lavorazione e dell'esportazione complementari di prodotti ittici, quale settore autoctono per l'occupazione e la crescita economica, segnatamente per le comunità rurali costiere e insulari;

17.  ribadisce l'importante ruolo della direttiva quadro sulle acque e della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino nel proteggere le zone di produzione di molluschi, come sancito nella direttiva sui molluschi, ora abrogata;

18.  sottolinea che, in un contesto destinato alla produzione di macroalghe o molluschi bivalvi, la riduzione dell'apporto di nutrienti per il raggiungimento del buono stato ecologico dell'ambiente deve tenere in considerazione la capacità di abbattimento naturale degli organismi allevati o coltivati;

Semplificare le procedure amministrative

19.  pone l'accento sul ruolo fondamentale degli enti locali e regionali nello sviluppo dell'acquacoltura europea, ivi incluso nell'attuazione dei piani strategici pluriennali definiti dagli Stati membri;

20.  evidenzia che la crescita sostenibile dell'acquacoltura deve basarsi sulla prevedibilità degli investimenti delle imprese e sulla certezza del diritto e che ciò necessita di:

   a) procedure amministrative semplificate e più celeri e meno burocrazia a livello UE, nazionale e regionale, sfruttando al meglio le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e garantendo nel contempo che l'ambiente marino non subisca un ulteriore deterioramento;
   b) una maggiore trasparenza e una corretta pianificazione;
   c) un miglior coordinamento nell'ambito delle competenze concorrenti dell'UE e degli Stati membri nonché, se del caso, degli enti regionali e locali;
   d) procedure rapide, chiare e trasparenti per il rilascio delle licenze, con termini definiti per la conclusione di un accordo, in modo da non scoraggiare gli investitori;
   e) un attento monitoraggio, da parte della Commissione, dei piani strategici nazionali pluriennali degli Stati membri;
   f) orientamenti della Commissione sui piani strategici nazionali per un'applicazione uniforme della legislazione dell'UE (in particolare in materia ambientale e al fine di tutelare la salute ed evitare di danneggiare gli ecosistemi e le attività di pesca);
   g) un quadro giuridico coordinato tra le varie regioni e gli Stati membri che condividono le stesse acque, così da garantire una concorrenza leale e politiche ambientali efficienti;
   h) una stretta cooperazione tra la Commissione e le autorità competenti (nazionali, ma anche locali e regionali) nell'attuazione della legislazione dell'UE (in particolare in materia di salute e ambiente), sostenendo altresì il coordinamento della legislazione nazionale o regionale laddove necessario;
   i) meccanismi di scambio di informazioni e buone prassi fra gli Stati membri attraverso un metodo aperto di coordinamento delle misure nazionali riguardanti la sicurezza delle attività economiche, l'accesso alle acque e al territorio unionali e la semplificazione delle procedure di rilascio delle licenze;
   j) un adeguato sostegno finanziario pubblico a livello nazionale e dell'UE affinché la produzione, l'innovazione e lo sviluppo nel settore dell'acquacoltura siano sostenibili e responsabili;
   k) una migliore integrazione della prospettiva dell'acquacoltura e della pesca negli accordi commerciali dell'Unione;

21.  suggerisce, per quanto concerne il sistema amministrativo, di creare quanto prima uno sportello unico che assuma ed eserciti tutte le competenze, in modo tale che l'intera documentazione pertinente possa essere presentata a un unico organo amministrativo; ritiene che ciò migliorerebbe il rapporto tra l'utente finale e i diversi livelli della pubblica amministrazione;

22.  suggerisce l'introduzione di un sistema accelerato o semplificato per la concessione delle licenze, in base al quale l'amministrazione competente rilascia una certificazione provvisoria che consente agli operatori che rispettano criteri prestabiliti di avviare l'attività; segnala che tali criteri potrebbero basarsi sulla precedente attività del richiedente, sulla presentazione di un progetto di acquacoltura all'avanguardia in termini di innovazione e/o di sostenibilità, o sulla creazione di zone adibite all'attività acquicola dove siano stati definiti in precedenza gli usi del territorio incompatibili con l'acquacoltura;

Equità nell'interazione con altri settori

23.  sottolinea che un'adeguata pianificazione dello spazio dovrebbe tenere conto di tutti i settori (approccio olistico), degli aspetti inerenti alla sostenibilità e della sicurezza alimentare, senza favorire i settori economici più influenti a scapito dell'acquacoltura; evidenzia che la pianificazione dello spazio non deve necessariamente comportare la segregazione delle attività in determinate aree, ma piuttosto un'equilibrata compatibilità tra tali attività, e che ciò potrebbe generare benefici per tutti;

24.  suggerisce di sostenere un ruolo più attivo e importante e un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni degli acquicoltori e dei gruppi di azione locale nel settore della pesca (FLAG) nel processo decisionale attraverso la regionalizzazione, così da garantire il miglior approccio per ciascuna regione specifica;

25.  evidenzia che è necessario tenere in debita considerazione gli interessi del settore dell'acquacoltura, che deve ricevere un trattamento equo nell'interazione con altri settori, ad esempio nella pianificazione dello spazio;

26.  esorta la Commissione e gli Stati membri a elaborare mappe per la pianificazione dello spazio onde identificare eventuali aree in cui l'acquacoltura possa coesistere con altre attività;

27.  segnala che la pianificazione dello spazio e le condizioni per il rilascio di licenze sono molto probabilmente il motivo per cui altri settori importanti o influenti sono restii a condividere gli spazi;

28.  sottolinea che, al fine di garantire condizioni di parità nell'accesso alle risorse marine, gli studi relativi all'impatto socioeconomico e ambientale richiesti per l'acquacoltura dovrebbero includere anche tutti i settori concorrenti, per esempio il turismo o l'estrazione di materie prime;

29.  esorta gli Stati membri e le autorità nazionali a ottemperare alla legislazione dell'UE relativa alle acque e alla rigenerazione e pulizia delle aree contaminate;

30.  evidenzia che la legislazione dovrebbe essere adottata previa consultazione, su un piano di parità, di tutte le parti interessate;

Adattare la legislazione alle esigenze dell'acquacoltura

31.  sottolinea che la sostenibilità ambientale deve procedere di pari passo con la sostenibilità sociale ed economica (i tre pilastri della sostenibilità) e che occorre prendere in debita considerazione il contribuito attuale e potenziale dell'acquacoltura alla sicurezza alimentare nell'Unione;

32.  accoglie con favore le buone prassi del settore e gli esempi di proficua cooperazione basata su accordi, volontari e di altro tipo, tra gli ambientalisti e il settore, segnatamente nelle aree Natura 2000; plaude ai numerosi contributi dell'acquacoltura alla salvaguardia di un'elevata qualità delle acque; prende atto dei servizi ecosistemici acquatici forniti dal settore e chiede incentivi per il loro potenziamento; evidenzia che, sotto il profilo della sostenibilità e dello sviluppo socioeconomico, non è auspicabile un'eccessiva regolamentazione in materia di acquacoltura;

33.  evidenzia che la legislazione dell'UE dovrebbe essere meglio adattata alle realtà, alle specificità e alle esigenze dell'acquacoltura nel quadro della politica comune della pesca, in modo coerente, tra l'altro, con la legislazione ambientale dell'UE, in linea con l'obiettivo di conseguire un buono stato ecologico di tutte le acque marine entro il 2020 e tenendo conto dell'importanza dell'occupazione femminile e giovanile nel settore;

34.  sottolinea che, laddove l'attuazione della legislazione dell'UE risulti problematica o incoerente, dovrebbero essere emanati orientamenti sulla sua interpretazione e buone pratiche in materia;

35.  ribadisce che il settore dovrebbe essere maggiormente coinvolto nel processo decisionale;

36.  esorta la Commissione a migliorare il limitato contributo della produzione acquicola alla domanda interna di pesce, stimata al 10 %, e a cambiare il fatto che oltre la metà della domanda di pesce dell'Unione è soddisfatta da prodotti importati;

Promuovere la competitività dell'acquacoltura dell'UE dentro e fuori i suoi confini

37.  chiede che i prodotti dell'acquacoltura importati siano subordinati alle stesse norme ambientali, socioprofessionali e in materia di sicurezza alimentare e allo stesso livello di rispetto dei diritti umani ai quali sono soggetti gli operatori dell'UE; deplora le condizioni di concorrenza inique nel settore e sottolinea che le profonde distorsioni della concorrenza rappresentano un serio problema per gli operatori dell'Unione;

38.  sottolinea l'attuale situazione dei piscicoltori di stagno europei, che si trovano ad affrontare perdite considerevoli di tutti i loro stock a causa di predatori quali lontre, aironi e cormorani; evidenzia che tali predatori uccidono anche le uova di lucioperca e carpa, limitando così in modo significativo l'allevamento e la riproduzione di pesci d'acqua dolce; invita pertanto gli Stati membri ad applicare le deroghe esistenti nel caso degli aironi e dei cormorani e invita la Commissione a procedere a una revisione dello stato di conservazione della lontra e a consentire, ove necessario, di eliminare e tenere sotto controllo tali predatori;

39.  chiede che siano intensificati e migliorati i controlli all'origine e alle frontiere per i prodotti importati e, a livello interno, che siano introdotte misure per contrastare le pratiche di acquacoltura illegali o "subdole" che inficiano lo sviluppo interno del settore;

40.  osserva che l'UE dovrebbe esportare le sue norme di sostenibilità e le sue competenze; ritiene che ciò sia particolarmente importante nel caso delle regioni confinanti che producono specie simili a quelle prodotte nell'UE e soprattutto dei paesi terzi che hanno acque in comune con l'Unione europea;

41.  invita la Commissione a garantire che gli accordi commerciali con partner terzi subordinino l'accesso preferenziale al mercato al rispetto di norme in materia di sostenibilità e benessere degli animali equivalenti a quelle applicabili nell'Unione europea;

42.  invita la Commissione a promuovere, nell'ambito della politica dell'UE in materia di cooperazione con i paesi in via di sviluppo, azioni di sostegno e di formazione mirate che contribuiscano a promuovere l'acquacoltura sostenibile e a incrementare la sensibilità dei produttori acquicoli di tali paesi verso una politica di qualità e standard di produzione più elevati, in particolare per quanto riguarda le norme ambientali, igieniche e sociali;

43.  esorta a intraprendere azioni volte a incoraggiare gli investimenti dell'UE nei progetti di acquacoltura in paesi terzi;

44.  invita la Commissione a continuare a garantire il rispetto delle norme che disciplinano le importazioni nell'UE, anche per quanto riguarda le procedure di allevamento, che devono rispettare le norme ambientali, igieniche e sociali nei paesi terzi esportatori, in modo da assicurare condizioni di parità a livello internazionale; ritiene al contempo che i risultati del monitoraggio delle procedure di acquacoltura nei paesi terzi dovrebbero essere decisivi per il rinnovo delle autorizzazioni all'esportazione di prodotti nell'UE;

45.  invita la Commissione a valutare gli effetti della Brexit sul settore dell'acquacoltura;

Migliorare le informazioni fornite ai consumatori

46.  insiste affinché la legislazione dell'UE in materia di etichettatura e informazione ai consumatori sia pienamente attuata, sia nei mercati ittici che nel settore alberghiero e della ristorazione (Horeca); è convinto che ciò sia importante per tutti i prodotti della pesca (non soltanto quelli dell'acquacoltura), sia importati sia di produzione dell'UE; ritiene che, a tal fine, sia opportuno adattare e rafforzare il regolamento sul controllo;

47.  chiede la creazione di un'etichetta specifica per il riconoscimento dei prodotti che provengono dall'acquacoltura sostenibile nell'UE e sottolinea la necessità di garantire un determinato livello di trasparenza ai consumatori anche in relazione ai prodotti dell'acquacoltura importati da paesi terzi, mediante il rafforzamento della tracciabilità;

Garantire il benessere degli animali

48.  ritiene che la strategia in materia di macellazione dovrebbe includere proposte tese a garantire procedure per lo sviluppo di parametri efficaci per l'abbattimento dei pesci in modo umano, conformemente agli orientamenti dell'OIE e dell'EFSA, e ad assicurare che le attrezzature utilizzate per l'abbattimento dei pesci siano in linea con tali parametri, provvedendo affinché siano attuate, verificate, valutate e certificate in tutta l'Unione procedure efficaci per l'abbattimento dei pesci di allevamento in modo umano;

Disponibilità di medicinali veterinari

49.  sottolinea che la legislazione veterinaria dell'UE deve essere meglio adattata alle realtà e alle esigenze dell'acquacoltura, tenendo conto delle diverse specie e delle differenze operative;

50.  evidenzia che è necessario un vero e proprio mercato comune dell'UE per i vaccini e altri medicinali veterinari che salvaguardino la salute animale e umana, segnatamente per le cosiddette specie "minori";

51.  ricorda che i costi relativamente più elevati degli strumenti diagnostici, delle alternative agli antimicrobici e dei vaccini rispetto agli antibiotici di uso corrente purtroppo rappresentano un ostacolo all'aumento della copertura vaccinale e dell'uso dei vaccini auspicato dal piano d'azione(19); accoglie con favore il fatto che, nel quadro del suo piano d'azione, la Commissione abbia annunciato incentivi volti ad accrescere la diffusione degli strumenti diagnostici, delle alternative agli antimicrobici e dei vaccini(20);

52.  sollecita la Commissione a introdurre l'obbligo di fornire informazioni sull'utilizzo di vaccini e antibiotici in acquacoltura in considerazione dei loro possibili rischi per la salute umana e l'ecosistema;

53.  ritiene che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero sviluppare misure e incentivi concreti, inclusa una migliore attuazione o, se necessaria, la modifica della direttiva 2006/88/CE, al fine di promuovere un approccio alla resistenza antimicrobica a livello dell'intera catena, incrementare il ricorso alle alternative agli antimicrobici, agli strumenti diagnostici e ai vaccini nel settore dell'acquacoltura e, di conseguenza, prevenire, combattere e debellare le malattie e la resistenza antibiotica negli animali acquatici in modo efficace in termini di costi, ottimizzando al tempo stesso la sopravvivenza e la crescita degli animali e l'efficienza della produzione nel settore;

54.  richiama l'attenzione sulla necessità di favorire, nell'ambito di programmi europei e nazionali, la ricerca scientifica sulla salute dei molluschi e dei pesci nonché lo sviluppo di nuovi medicinali veterinari per le specie acquatiche;

55.  constata, a tale proposito, che la resistenza agli antibiotici è un serio problema per la medicina umana e veterinaria, e invita la Commissione a limitare l'utilizzo degli antibiotici a situazioni in cui sussista un rischio di epizootia in un determinato stabilimento di acquacoltura e non come semplice misura preventiva, nonché a valutare l'impatto di tali trattamenti sul rischio di trasferimento di resistenza ai consumatori;

Una migliore comunicazione e migliori campagne promozionali

56.  sottolinea che sono necessarie migliori campagne promozionali e una migliore comunicazione, a livello dell'UE, sui benefici dell'acquacoltura e del consumo di pesce;

57.  invita la Commissione a incoraggiare campagne generiche dell'UE incisive e di lunga durata che spieghino i meriti dei prodotti dell'acquacoltura dell'Unione in termini di sostenibilità, ponendo l'accento sulle loro elevate norme ambientali, di qualità e di benessere degli animali rispetto ai prodotti importati da paesi terzi, come nel caso dell'etichetta "Allevato nell'UE";

58.  evidenzia la necessità di incoraggiare e finanziare campagne di promozione a favore di regimi di qualità regionali, di cui al regolamento (UE) n. 1151/2012, come ad esempio le denominazioni di origine protette; invita la Commissione a lanciare, in cooperazione con gli Stati membri, una campagna di informazione rivolta ai consumatori e alle imprese di tutta l'UE sul tema dell'acquacoltura in generale e in particolare sulle differenze tra le norme severe e globali in vigore nel mercato europeo e quelle meno esigenti applicate ai beni importati da paesi terzi, con particolare attenzione ai problemi per la sicurezza alimentare e la salute pubblica legati all'introduzione nell'Unione di determinati microrganismi resistenti e alla resistenza antimicrobica; sottolinea l'importanza della legislazione dell'UE in materia di benessere dei pesci di allevamento durante l'allevamento, il trasporto e la macellazione nel soddisfare le attese dei consumatori e nel promuovere la qualità dei prodotti garantita dalle norme dell'UE rispetto alle importazioni da paesi terzi;

59.  invita la Commissione a destinare un importo adeguato nell'ambito del bilancio dell'UE per le azioni di promozione al fine di promuovere il pesce e altri prodotti ittici e acquicoli; ritiene che sia opportuno avviare, quale misura collettiva, una campagna di marketing globale con un'intensità di aiuti tra l'80 e il 100 %, basata su principi uniformi e da estendere a tutti gli Stati membri, al fine di incrementare il riconoscimento e l'accettazione dei prodotti dell'acquacoltura dell'UE;

60.  esprime il proprio sostegno ai FLAG della rete FARNET nel promuovere le loro attività a livello locale, nazionale ed europeo;

Sostenere la ricerca e l'innovazione

61.  sottolinea che il FEAMP, che destina 1,2 miliardi di EUR allo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura nell'UE, e altre risorse di finanziamento, come Orizzonte 2020, rappresentano un'opportunità di innovazione;

62.  pone in evidenza l'importanza dei FLAG, i quali contribuiscono allo sviluppo della pesca e dell'acquacoltura in determinate aree mediante il rafforzamento delle risorse di pesca locali nonché la promozione dell'innovazione e della diversificazione nel settore della pesca e dell'acquacoltura;

63.  chiede alla Commissione di sostenere la ricerca sull'ostreid herpesvirus e la lotta contro questo patogeno;

64.  manifesta apprensione per l'impatto di alcune specie esotiche invasive sull'acquacoltura europea; sottolinea l'importanza di un'attuazione scientificamente valida, efficace e al contempo proporzionata del regolamento (UE) n. 1143/2014 recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive, in modo da proteggere sia il settore dell'acquacoltura europeo sia gli ecosistemi e le specie autoctone; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere la ricerca e l'innovazione finalizzate a contrastare le specie esotiche invasive più problematiche;

65.  invita vivamente la Commissione e gli Stati membri a sostenere la lotta all'ocinebrellus inornatus;

66.  evidenzia che Orizzonte 2020 e il 9° programma quadro dovrebbero continuare a sostenere le attività di ricerca sull'acquacoltura volte a migliorare la competitività del settore e ad affrontare le questioni sollevate nel quadro della conferenza della Commissione del 2016, dal titolo "FOOD 2030", e nel parere del gruppo ad alto livello di consulenti scientifici, intitolato "Food from the Oceans";

67.  è dell'opinione che la Commissione dovrebbe consultare la piattaforma europea di tecnologia e innovazione nel settore dell'acquacoltura (EATiP) e il consiglio consultivo per l'acquacoltura in merito alle questioni prioritarie da includere nei piani strategici nazionali;

68.  chiede investimenti nella ricerca, in studi e in progetti pilota concernenti le pratiche acquicole basate sull'ecosistema, segnatamente per le regioni ultraperiferiche e per le regioni interessate da svantaggi demografici;

69.  evidenzia che occorre rafforzare la cooperazione tra la comunità scientifica, da un lato, e i produttori acquicoli e gli altri soggetti che operano a monte e a valle della catena, dall'altro;

70.  chiede di introdurre, sulla base delle migliori raccomandazioni scientifiche disponibili, protocolli standard a livello dell'Unione per la raccolta di dati, al fine di monitorare e migliorare sia le pratiche di gestione e produzione dell'acquacoltura, sia il loro impatto sociale, sanitario, economico e ambientale sugli impianti di piscicoltura di acqua salata e di acqua dolce;

71.  invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere tecnologie innovative e rispettose dell'ambiente nel settore dell'acquacoltura, come l'acquaponica, al fine di produrre alimenti in modo sostenibile ed efficiente sotto il profilo delle risorse ed evitare ripercussioni negative sull'ambiente;

72.  chiede che la Commissione incoraggi a valutare le opportunità di sviluppare ulteriormente l'acquacoltura di alghe, un settore che presenta valore ecologico ed economico, tenendo debitamente in considerazione la sostenibilità sociale e ambientale;

Promuovere la formazione e l'occupazione

73.  invita gli Stati membri, con il sostegno della Commissione laddove risulti utile, a garantire un'adeguata formazione professionale nel campo dell'acquacoltura e prende atto della possibilità di riconvertire i pescatori professionisti verso metodi alternativi di gestione degli ambienti acquatici, contribuendo inoltre alla creazione di posti di lavoro per le donne e i giovani nelle zone rurali e costiere, nelle regioni ultraperiferiche, sulle isole e, in generale, nelle regioni che dipendono fortemente dalla pesca e dalle attività acquicole;

Migliorare la sostenibilità del settore dell'acquacoltura nell'UE

74.  sottolinea il ruolo importante delle donne nel settore dell'acquacoltura nonché la necessità di adattare la legislazione a questa realtà e di tenere in debita considerazione le altre attività connesse all'acquacoltura stessa, come ad esempio quelle sviluppate, tra le altre cose, dai tessitori e dai confezionatori di reti da pesca;

75.  osserva che i sistemi innovativi che mirano a un'itticoltura quanto più possibile rispettosa degli ecosistemi utilizzando mangimi naturali non sono ancora sufficientemente presenti sul mercato europeo; esorta pertanto a migliorare le condizioni quadro per tali sistemi;

76.  ritiene che siano necessari investimenti per poter sfruttare il potenziale e garantire la sostenibilità del settore dell'acquacoltura, la protezione dell'ambiente e la fornitura di beni pubblici e invita pertanto ad aumentare i finanziamenti per la ricerca, l'innovazione e i progetti di produzione sostenibili e orientati alla qualità; invita la Commissione e gli Stati membri a semplificare e ridurre ulteriormente l'onere burocratico per il settore dell'acquacoltura, compresi i piscicoltori di stagno;

77.  sottolinea che, favorendo la cooperazione tra la ricerca e l'innovazione nel settore dell'acquacoltura e programmi universitari specifici, si favorirà la nascita di nuove idee e si promuoverà l'interesse in questo settore economico;

Garantire un adeguato livello di finanziamento attraverso il FEAMP e altri fondi strutturali

78.  si compiace che la promozione di un'acquacoltura sostenibile e competitiva figuri tra le priorità del FEAMP; esprime tuttavia preoccupazione per il fatto che, in base alle conclusioni dello studio pubblicato nel 2014 dalla Corte dei conti europea, il Fondo europeo per la pesca (FEP), suo predecessore, non ha sostenuto in maniera efficace lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura; osserva che, secondo lo studio, a livello europeo le misure di sostegno non sono state debitamente concepite e monitorate, e non è stato offerto un quadro di riferimento sufficientemente chiaro per lo sviluppo dell'acquacoltura; rileva inoltre che, a livello nazionale, le misure di sostegno non sono state concepite né attuate nel modo dovuto, e i piani strategici nazionali e i corrispondenti programmi operativi non hanno fornito una base sufficientemente chiara per la promozione dell'acquacoltura, e che il sostegno del FEAMP non ha migliorato significativamente la situazione;

79.  sottolinea che l'istruzione e una comunicazione di qualità attrarranno i giovani verso questo settore, ne garantiranno il futuro e la competitività e apporteranno nuove tecnologie e innovazioni per il suo sviluppo;

80.  invita la Commissione, il Parlamento e il Consiglio, nell'ambito della politica comune della pesca dopo il 2020, ad aumentare al 75 % l'intensità degli aiuti sia per gli investimenti nell'acquacoltura marina che per quelli nell'acquacoltura d'acqua dolce, in modo da incentivare gli investimenti e aiutare i piscicoltori; invita inoltre la Commissione a elaborare, in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, un regime di sostegno dei tassi di interesse a livello dell'UE per gli investimenti nell'acquacoltura e per il finanziamento delle attività correnti;

81.  suggerisce di rafforzare in futuro il sostegno dell'UE a favore dell'attività di ricerca, sviluppo e innovazione legata all'acquacoltura, in particolare per quanto riguarda i settori relativi alla sostenibilità economica e alla competitività internazionale, come ad esempio l'efficienza energetica e delle risorse, lo sviluppo dei fondamenti biologici, la riduzione dell'impatto ambientale, la prestazione di migliori servizi ecologici, ecc.;

82.  osserva che, a causa del ritardo nell'adozione del regolamento FEAMP e nell'approvazione dei programmi operativi degli Stati membri, gli operatori non hanno potuto iniziare a beneficiare realmente dei fondi del FEAMP prima della fine del 2016, nel migliore dei casi, con un ritardo di quasi tre anni;

83.  chiede una semplificazione della procedura e dei documenti che occorre presentare per ottenere un finanziamento a titolo del FEAMP;

84.  chiede che tutte le normative che ostacolano la promozione dell'acquacoltura, anche attraverso altri strumenti di finanziamento dell'UE (ad esempio il FESR), siano riviste in un'ottica di sostegno al settore;

85.  invita la Commissione a profondere ulteriori sforzi e ad assicurare l'assistenza supplementare necessaria per consentire agli utenti del FEAMP di avere accesso ai finanziamenti;

86.  sottolinea che è necessario offrire un maggiore sostegno alle organizzazioni dei produttori e interprofessionali affinché possano divenire pilastri dell'Organizzazione comune dei mercati agricoli;

Una simbiosi armonica con la pesca

87.  evidenzia che non dovrebbe sussistere alcun antagonismo tra le pesca e l'acquacoltura e che entrambi i settori possono essere perfettamente compatibili e complementari, in particolare nelle regioni costiere o insulari che dipendono fortemente da tali attività e nelle quali si pratica la pesca artigianale; chiede pertanto un ulteriore sviluppo degli impianti di acquacoltura offshore;

88.  sottolinea che l'acquacoltura marina è compatibile con la pesca costiera e complementare ad essa nelle regioni ultraperiferiche e chiede alla Commissione di accompagnare lo sviluppo di tecniche di coltura e selezione varietale nelle acque calde delle zone tropicali o subtropicali; chiede alla Commissione di mettere in risalto il ruolo delle donne nel settore della pesca costiera non industriale e di tutte le attività ad essa associate;

89.  invita la Commissione a destinare maggiori finanziamenti ai metodi di produzione acquicola responsabili sotto il profilo ambientale, quali i sistemi chiusi di contenimento nei mari e i sistemi a ricircolo a terra, così da ridurre l'impatto negativo dell'acquacoltura sugli habitat, sugli stock ittici selvatici e sulla qualità dell'acqua;

90.  reitera le proprie considerazioni già esposte nella risoluzione per l'adozione di un piano europeo di gestione dei cormorani, ricordando come la riduzione dei danni causati da cormorani e altri uccelli predatori alle imprese acquicole sia un fattore importante dei costi di produzione e quindi fondamentale per assicurare la sopravvivenza e la concorrenzialità di queste imprese; invita gli Stati membri ad applicare le deroghe esistenti per gli aironi e i cormorani, e invita la Commissione a riesaminare lo stato di conservazione della lontra;

91.  invita la Commissione ad adottare, insieme agli Stati membri, misure che riducano drasticamente con ogni mezzo la popolazione dei cormorani a una dimensione tale che, da un lato, ne garantisca la conservazione e, dall'altro, non costituisca una minaccia per le altre specie e scongiuri danni alle acquacolture interessate;

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92.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 88 del 4.4.2011, pag. 1.
(2) GU L 221 dell'8.8.1998, pag. 23.
(3) GU L 204 del 6.8.2009, pag. 15.
(4) GU L 3 del 5.1.2005, pag. 1.
(5) GU L 250 del 18.9.2008, pag. 1.
(6) GU L 189 del 20.7.2007, pag. 1.
(7) GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22.
(8) GU L 354 del 28.12.2013, pag. 1.
(9) GU L 149 del 20.5.2014, pag. 1.
(10) GU L 157 del 20.6.2017, pag. 1.
(11) GU C 21 E del 28.1.2010, pag. 11.
(12) GU C 236 E del 12.8.2011, pag. 132.
(13) GU C 351 E del 2.12.2011, pag. 119.
(14) GU C 99 E del 3.4.2012, pag. 177.
(15) GU C 316 del 22.9.2017, pag. 64.
(16) GU C 76 del 28.2.2018, pag. 40.
(17) Testi approvati, P8_TA(2017)0316.
(18) Commissione europea (29 giugno 2017), Piano d'azione europeo "One Health" contro la resistenza antimicrobica, pag. 10.
(19) Piano d'azione europeo '"One Health" contro la resistenza antimicrobica, pag. 15.
(20) Ibid., pag. 12.

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