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Martedì 11 dicembre 2018 - StrasburgoEdizione provvisoria
L'istruzione nell'era digitale: sfide, opportunità e insegnamenti da trarre per la definizione delle politiche dell'Unione europea
 Fondo Asilo, migrazione e integrazione: reimpegno degli importi rimanenti ***I
 Istituzione di un programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) ***I
 Protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro ***I
 Trasparenza e sostenibilità dell'analisi del rischio dell'Unione nella filiera alimentare ***I
 Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) ***I
 Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ***I
 Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) ***I
 Integrazione della legislazione dell'UE in materia di omologazione in relazione al recesso del Regno Unito dall'Unione ***I
 Visti umanitari
 Codice dei visti ***I
 Sistema comune d'imposta sul valore aggiunto con riguardo all'applicazione temporanea di un meccanismo generalizzato di inversione contabile alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi al di sopra di una determinata soglia *
 Piena applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen in Bulgaria e Romania
 Mobilità militare
 Nuova agenda europea per la cultura

L'istruzione nell'era digitale: sfide, opportunità e insegnamenti da trarre per la definizione delle politiche dell'Unione europea
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Risoluzione del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018 sull'istruzione nell'era digitale: sfide, opportunità e insegnamenti da trarre per la definizione delle politiche dell'Unione europea (2018/2090(INI))
P8_TA-PROV(2018)0485A8-0400/2018

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 165 e 166 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 14,

–  visto l'articolo 2 del Protocollo della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del Consiglio d'Europa, relativo al diritto all'istruzione,

–  vista la decisione (UE) 2018/646 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 aprile 2018, relativa a un quadro comune per la fornitura di servizi migliori per le competenze e le qualifiche (Europass) e che abroga la decisione n. 2241/2004/CE(1),

–  vista la sua risoluzione del 12 giugno 2018 sulla modernizzazione dell'istruzione nell'UE(2),

–  vista la sua risoluzione del 14 settembre 2017 su una nuova agenda per le competenze per l'Europa(3),

–  vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2016 sulle politiche in materia di competenze per la lotta alla disoccupazione giovanile(4),

–  vista la sua risoluzione del 9 settembre 2015 sull'emancipazione delle ragazze attraverso l'istruzione nell'UE(5);

–  vista la sua risoluzione dell'8 settembre 2015 sulla promozione dello spirito imprenditoriale nei giovani attraverso l'istruzione e la formazione(6),

–  vista la sua risoluzione del 15 aprile 2014 sulle nuove tecnologie e risorse educative aperte(7),

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 22 maggio 2018, relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente(8),

–  viste le conclusioni del Consiglio del martedì 22 maggio 2018 intitolate "Verso la prospettiva di uno spazio europeo dell'istruzione",

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 22 maggio 2017, sul quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente, che abroga la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente(9),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 30 maggio 2016 sullo sviluppo dell'alfabetizzazione mediatica e del pensiero critico per mezzo dell'istruzione e della formazione,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 19 dicembre 2016, sui percorsi di miglioramento del livello delle competenze: nuove opportunità per gli adulti(10),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 27 maggio 2015 sul ruolo dell'educazione della prima infanzia e dell'istruzione primaria nella promozione della creatività, dell'innovazione e della competenza digitale,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 20 maggio 2014 su un'efficace formazione degli insegnanti,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 20 dicembre 2012 sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale(11),

–  vista la risoluzione del Consiglio, del 28 novembre 2011, su un'agenda europea rinnovata per l'apprendimento degli adulti(12),

–  vista la comunicazione della Commissione del 17 gennaio 2018 sul piano d'azione per l'istruzione digitale (COM(2018)0022),

–  vista la comunicazione della Commissione del 30 maggio 2017 dal titolo "Sviluppo scolastico ed eccellenza nell'insegnamento per iniziare la vita nel modo giusto" (COM(2017)0248),

–  vista la comunicazione della Commissione del 2 maggio 2012 dal titolo "Strategia europea per un'Internet migliore per i ragazzi" (COM(2012)0196),

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 giugno 2016 dal titolo "Una nuova agenda per le competenze per l'Europa" (COM(2016)0381),

–  vista la comunicazione della Commissione del 7 dicembre 2016 dal titolo "Migliorare e modernizzare l'istruzione" (COM(2016)0941),

–  visto il parere del Comitato delle regioni, del 30 novembre 2017, sulla modernizzazione dell'istruzione scolastica e superiore(13),

–  vista la relazione del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale del 9 marzo 2018 intitolata "Skill needs anticipation: systems and approaches. Analysis of stakeholder survey on skill needs assessment and anticipation" (Previsione delle esigenze relative alle competenze: sistemi e approcci. Analisi del sondaggio tra le parti interessate sulla valutazione e sulla previsione delle esigenze relative alle competenze),

–  vista la relazione politica 2017 della Commissione dal titolo "DigComp 2.1: il quadro delle competenze digitali per i cittadini con otto livelli di competenza ed esempi di uso",

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione e il parere della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A8–0228/2018),

A.  considerando che, con uno sviluppo tecnologico a ritmo sempre più sostenuto, la società e l'economia digitali sono ormai un dato di fatto consolidato delle nostre vite, il che significa che le competenze digitali sono fondamentali per la piena realizzazione professionale e lo sviluppo personale di tutti i cittadini;

B.  considerando che le competenze digitali figurano tra le competenze chiave per l'apprendimento permanente, quali definite nel quadro di riferimento allegato alla raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2018;

C.  considerando che la capacità innovativa della tecnologia è condizionata, tra l'altro, dal pensiero critico, dal livello di competenze digitali e creative delle persone e dalla qualità e dal livello di connettività a Internet;

D.  considerando che una conoscenza di base delle tecnologie digitali è cruciale per il completamento di compiti amministrativi e quotidiani fondamentali;

E.  considerando che si stima che circa metà degli attuali posti di lavoro a livello mondiale - e il 30 % all'interno dell'Unione europea - scomparirà nei prossimi 25 anni(14), con l'emergere di nuove professioni che richiederanno competenze digitali avanzate;

F.  considerando che le competenze digitali possono andare ben oltre le esigenze del mercato del lavoro, possono migliorare le opportunità di partecipazione attuali e future, agevolare lo scambio culturale e di informazioni e contribuire a una maggiore partecipazione politica;

G.  considerando che è fondamentale rivendicare Internet come bene comune e promuovere una cittadinanza digitale attiva;

H.  considerando che la trasformazione tecnologica nei vari settori significa che gli strumenti digitali sono spesso impiegati persino in professioni tradizionalmente non tecniche e che si stima che 9 posti di lavoro su 10 richiederanno nel futuro prossimo o immediato competenze digitali;

I.  considerando che il 44 % della popolazione dell'UE compresa tra i 16 e i 74 anni manca attualmente delle competenze digitali di base e che il 19 % ne è completamente sprovvisto, con notevoli disparità tra gli Stati membri, una situazione che rischia di creare una nuova frattura sociale;

J.  considerando che l'importanza delle competenze digitali, il divario di competenze, particolarmente significativo tra uomini e donne, tra generazioni e tra gruppi di condizioni sociali diverse, e le disparità in termini di competenze digitali tra gli Stati membri esigono una risposta politica congiunta;

K.  considerando che è fondamentale che gli istituti d'istruzione preparino alunni e studenti a rispondere ai rapidi cambiamenti sociali ed economici determinati dal rapido sviluppo tecnologico e sociale, fornendo loro le competenze adeguate ad affrontare le sfide del mondo digitale;

L.  considerando che l'accesso e l'uso di Internet e delle apparecchiature tecnologiche e digitali ha trasformato il comportamento e le relazioni sociali, in particolare tra le fasce più giovani della società;

M.  considerando che non si è ancora raggiunto l'obiettivo di rendere disponibili in tutte le scuole dell'UE, entro il 2025, connessioni Internet con velocità di download/upload di 1 gigabit di dati al secondo;

N.  considerando che l'eccessivo utilizzo di apparecchiature tecnologiche e digitali, quali computer e tablet, può causare problemi relativi alla salute e al benessere, comprese la privazione di sonno, la sedentarietà e la dipendenza;

O.  considerando che le strategie di apprendimento digitale devono tenere conto anche delle ricerche sugli effetti negativi che un utilizzo precoce delle tecnologie digitali può avere sullo sviluppo del cervello dei bambini piccoli;

P.  considerando che le tecnologie digitali dovrebbero essere parte integrante di un approccio all'istruzione incentrato sul discente e adeguato all'età e possono offrire approcci nuovi e innovativi all'insegnamento e all'apprendimento; che è essenziale mantenere il contatto personale tra studenti e insegnanti e dare priorità al benessere e allo sviluppo sano dei discenti, sia bambini che adulti;

Q.  considerando che le tecnologie dovrebbero essere impiegate meglio per sostenere nuovi metodi pedagogici incentrati sui discenti quali partecipanti attivi, con strumenti di apprendimento basato sull'indagine e spazi lavorativi collaborativi;

R.  considerando che l'educazione di base in igiene informatica, sicurezza informatica, protezione dei dati e alfabetizzazione mediatica deve essere incentrata sull'età e sul grado di sviluppo per aiutare i bambini a diventare discenti critici, cittadini e utenti di Internet attivi e creatori di una società digitale democratica, prendere decisioni informate ed essere consapevoli dei rischi e delle opportunità associati a Internet e sapervi rispondere, quali la disinformazione online, le molestie e le violazioni dei dati personali; che dovrebbero essere introdotti corsi di insegnamento relativi alla sicurezza informatica nei programmi di formazione accademica e professionale;

S.  considerando che l'apprendimento digitale innovativo di qualità può rivelarsi un modo di insegnare interessante e interattivo, in grado di integrare i metodi di insegnamento basati sulla lezione frontale e fornire piattaforme di collaborazione e creazione delle conoscenze;

T.  considerando che stiamo assistendo a uno sfruttamento commerciale dell'istruzione da parte delle grandi imprese digitali, le quali tentano di influenzare le pratiche di insegnamento attraverso l'introduzione di apparecchiature, software e risorse educative o l'offerta di misure di formazione destinate agli insegnanti;

U.  considerando che per realizzare meglio le promesse della tecnologia, gli Stati membri necessitano di strategie efficaci al fine di sviluppare le capacità degli insegnanti e i decisori politici devono fare di più per creare un sostegno a tale agenda;

V.  considerando che le biblioteche pubbliche partecipano allo sforzo comune di aiutare i cittadini a familiarizzarsi con le competenze digitali, fornendo loro servizi aperti per il sostegno digitale in un contesto sociale e collaborativo;

W.  considerando che gli adulti disoccupati o in posti di lavoro che non richiedono competenze digitali tendono a rimanere rapidamente indietro rispetto ai lavoratori in possesso di maggiori capacità digitali, il che diminuisce le loro prospettive occupazionali e aggrava le disparità sociali ed economiche;

X.  considerando che la progressiva digitalizzazione del lavoro avrà come conseguenza la scomparsa di numerose professioni e l'aumento della disoccupazione; che le nuove professioni derivanti dalla digitalizzazione potranno compensare parte dei posti di lavoro perduti;

Y.  considerando che le tecnologie digitali possono agevolare l'accesso alla conoscenza e al sapere e che il loro utilizzo consente a tutte le strutture formative ai diversi livelli di essere facilmente accessibili e inclusive;

Z.  considerando che, senza politiche adeguate e mirate, saranno presumibilmente gli anziani e le persone con disabilità a risentire maggiormente della trasformazione digitale;

AA.  considerando che le donne rappresentano solo il 20 % del personale occupato in aree scientifiche, appena il 27 % dei laureati in ingegneria(15) e solo il 20 % dei laureati in informatica(16); che la percentuale di lavoratori nel settore digitale è di 3,1 volte maggiore rispetto alla percentuale di lavoratrici; che solo il 19 % dei lavoratori nel settore TIC ha come capo una donna, rispetto al 45 % dei lavoratori negli altri settori;

AB.  considerando che la disponibilità di opportunità di apprendimento permanente tende ad essere nettamente maggiore per i lavoratori già altamente qualificati(17);

AC.  considerando che il monitoraggio e la valutazione costanti della padronanza delle competenze digitali sia all'interno delle organizzazioni sia tra i singoli è un requisito essenziale per una definizione efficace delle politiche;

AD.  considerando che la padronanza di competenze di base trasversali, quali l'alfabetizzazione numerica, il pensiero critico e le competenze sociali di comunicazione, è un presupposto fondamentale per l'acquisizione delle capacità e competenze digitali;

1.  sottolinea che l'acquisizione delle competenze digitali richiede un approccio coerente all'apprendimento permanente, ancorato a contesti educativi formali, non formali e informali, con una risposta politica e interventi mirati adatti ai diversi gruppi di età e discenti;

2.  sottolinea il potenziale delle tecnologie digitali per favorire la transizione verso approcci pedagogici maggiormente incentrati sul discente, laddove integrati nel processo di apprendimento in modo pianificato e mirato; ritiene che, ai fini di un'autentica trasformazione dell'istruzione, i discenti debbano essere guidati verso pratiche innovative dal basso verso l'alto di creazione delle conoscenze;

3.  sottolinea che una trasformazione dei sistemi di istruzione e formazione a tutti i livelli è necessaria per sfruttare appieno le opportunità offerte dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e dai media e per sviluppare le capacità e le competenze necessarie per soddisfare le esigenze della società e del mercato del lavoro del futuro; ribadisce che tale trasformazione deve continuare a garantire il diritto alla realizzazione personale, trovare il giusto equilibrio tra le pertinenti competenze digitali e di vita e sostenere la resilienza individuale, il pensiero critico e il potenziale di innovazione;

4.  ritiene che gli istituti d'istruzione non possano trascurare la formazione globale dei propri alunni, favorendo lo sviluppo di uno spirito critico e olistico che permetta loro di affermarsi come cittadini attivi; comprende che il rafforzamento del pensiero critico non si limita alle competenze digitali ma richiede una formazione a 360 gradi;

5.  sottolinea che, pur essendo essenziale rafforzare le competenze digitali di base e avanzate dei discenti, è importante tuttavia continuare a incoraggiare anche le competenze tradizionali e umanistiche;

6.  rammenta che, come riconosciuto dalla Commissione nel piano d'azione per l'istruzione digitale del gennaio 2018, il necessario adattamento degli istituti d'istruzione alle nuove tecnologie e agli approcci pedagogici innovativi non dovrebbe mai essere considerato un fine in sé, quanto uno strumento per migliorare la qualità e l'inclusività dell'istruzione;

7.  sottolinea, pur riconoscendo la necessità di maggiori competenze digitali, che l'impatto delle tecnologie digitali sull'istruzione non è, attualmente, semplice da valutare, ragion per cui è essenziale tener conto della ricerca neurologica in merito agli effetti della tecnologia digitale sullo sviluppo del cervello; invita pertanto a investire in una ricerca imparziale e interdisciplinare sui vari impatti delle tecnologie digitali sull'istruzione, collegando scienze della formazione, pedagogia, psicologia, sociologia, neuroscienze e scienze informatiche al fine di raggiungere una comprensione quanto più approfondita possibile di come le menti di bambini e adulti rispondono all'ambiente digitale, allo scopo di massimizzare i benefici legati all'uso della tecnologia digitale nell'istruzione e di ridurre al minimo i rischi che ne derivano; sottolinea la necessità di promuovere un uso responsabile degli strumenti digitali che protegga lo sviluppo fisiologico, neurosensoriale e comportamentale dei discenti, in particolare durante l'infanzia, e che trovi il giusto equilibrio, nell'uso quotidiano, delle apparecchiature tecnologiche e digitali, sia negli istituti scolastici che nella vita privata;

8.  si rammarica del fatto che, sebbene l'utilizzo di applicazioni mobili e online e di nuove tecnologie quali l'Internet delle cose sia più diffuso che mai, i cittadini, e in particolare i minori, spesso non sono consapevoli dei rischi associati all'uso di Internet e degli strumenti TIC, quali le violazioni dei dati personali, il tracciamento pervasivo degli utenti finali e la criminalità informatica; invita pertanto gli Stati membri a conferire il ruolo adeguato alla protezione dei dati e a un'educazione di base in igiene informatica nei programmi scolastici;

9.  invita gli Stati membri, la Commissione e gli istituti d'istruzione a migliorare la sicurezza dei minori online, nonché ad affrontare le questioni del cyberbullismo, dell'esposizione a contenuti dannosi e molesti e altre minacce alla cibersicurezza, elaborando e mettendo in atto programmi di prevenzione e campagne di sensibilizzazione; incoraggia gli Stati membri a promuovere ulteriormente la campagna #SafeInternet4EU;

10.  sottolinea che, per raggiungere migliori esperienze e risultati a livello di apprendimento, gli strumenti digitali devono essere adeguati alle necessità degli alunni e che in questo modo gli studenti possono diventare cittadini attivi e non solo consumatori passivi della tecnologia;

11.  si rammarica del fatto che, nonostante il potenziale della digitalizzazione in termini di rafforzamento e promozione di metodi di apprendimento differenti e personalizzati, l'impatto delle tecnologie digitali sull'istruzione sia limitato; esprime in particolare la propria preoccupazione per il fatto che gli investimenti a favore delle TIC nelle scuole e nei centri di formazione non abbiano ancora portato alla trasformazione auspicata delle pratiche didattiche; ricorda che le scuole e gli altri ambienti di apprendimento devono sostenere tutti gli studenti e i discenti e rispondere alle loro esigenze specifiche sviluppando misure adeguate ed efficaci per promuovere le competenze digitali, in particolare tra gli studenti con disabilità, le minoranze, le comunità di migranti, i giovani che abbandonano prematuramente la scuola, i disoccupati di lunga durata e gli anziani; ritiene che tale sostegno possa essere agevolato dall'uso delle nuove tecnologie;

12.  osserva il crescente divario di partecipazione tra uomini e donne nel settore digitale in termini di istruzione, percorsi professionali e imprenditorialità; sottolinea che è fondamentale assicurare un approccio equilibrato sotto il profilo di genere nella promozione delle carriere digitali e nel settore delle TIC e che è opportuno incoraggiare un maggior numero di studentesse e donne a intraprendere una carriera nel settore digitale; sottolinea l'importanza di garantire l'alfabetizzazione digitale e la partecipazione delle donne e ragazze all'istruzione e alla formazione in materia di TIC; incoraggia gli Stati membri a introdurre nelle scuole uno studio delle TIC adeguato all'età fin dai primi anni, con particolare attenzione alle misure volte a colmare il divario digitale di genere e a fornire alle ragazze percorsi alternativi per accedere alle discipline STEAM, in quanto il loro accesso è generalmente ostacolato dagli stereotipi di genere associati a dette materie e dalla mancanza di modelli di riferimento femminili; ritiene che una strategia "Donne nel digitale" rafforzata, unitamente al prossimo piano d'azione della Commissione volto a ridurre il divario di genere nel settore della tecnologia potrebbe contribuire a promuovere gli sforzi in questo settore;

13.  sottolinea che la mancanza di attrezzature digitali e di connettività nelle scuole all'interno degli Stati membri va a scapito dell'apprendimento delle competenze digitali da parte degli studenti e della disponibilità di strumenti didattici digitali; invita gli Stati membri a realizzare ingenti investimenti pubblici intesi a fornire a tutte le scuole reti di banda larga ad alta capacità e ad avvalersi degli attuali programmi dell'UE a tal fine, segnatamente il meccanismo per collegare l'Europa, che può sostenere l'infrastruttura fisica delle reti a banda larga ad alta capacità, e il sistema di voucher WiFi4EU; evidenzia che gli sforzi di connettività e i finanziamenti dovrebbero concentrarsi in particolare sulle zone rurali e svantaggiate e sulle regioni ultraperiferiche e di montagna;

14.  sottolinea che gli istituti di istruzione e formazione necessitano dell'assistenza dell'Unione e degli Stati membri, nonché di una stretta cooperazione tra tutte le parti interessate, l'industria, le autorità locali e regionali, le comunità e la società civile, al fine di sviluppare l'istruzione mediatica e nel settore delle TIC, seguendo il proprio approccio pedagogico specifico, e di compiere la difficile transizione verso un ambiente di apprendimento più digitalizzato; sottolinea, a tale proposito, la necessità di un approccio interdisciplinare globale e integrato per la trasformazione digitale nel settore dell'istruzione;

15.  sottolinea che gli insegnanti e i formatori dovrebbero essere al centro della trasformazione digitale e che necessitano pertanto di un'adeguata preparazione iniziale e di una formazione continua che includano moduli sulle pratiche di insegnamento orientate in funzione dell'età e dello sviluppo; insiste sul fatto che tale formazione richiede tempo e non dovrebbe essere un compito in più che si somma alle loro attività quotidiane; mette in risalto il fatto che, ancor più dell'insegnamento di altre competenze di base, quali l'alfabetizzazione e l'apprendimento del calcolo numerico, le competenze digitali richiedono che gli insegnanti aggiornino costantemente le proprie conoscenze e competenze; sostiene pertanto che gli insegnanti necessitano di uno sviluppo professionale permanente adeguato, flessibile e di elevata qualità che risponda alle loro esigenze; valuta positivamente in questo senso l'utilizzo di piattaforme online europee per accrescere le opportunità di sviluppo professionale, nonché favorire lo scambio delle migliori pratiche;

16.  osserva che i responsabili dell'istruzione hanno ora maggiori responsabilità in ragione del crescente utilizzo delle applicazioni digitali nell'attività scolastica; ritiene che anch'essi debbano essere coinvolti nel processo di apprendimento e nell'uso delle tecnologie, in quanto, se non dispongono delle competenze digitali necessarie, sarà più difficile coinvolgere gli studenti nel processo di apprendimento, il che può tradursi in una maggiore esclusione sociale;

17.  sostiene e incoraggia l'attuazione di misure in materia di digitalizzazione dei processi amministrativi nelle scuole, al fine di ridurre ulteriormente gli oneri amministrativi a tutti i livelli;

18.  incoraggia gli Stati membri a promuovere e finanziare iniziative regionali e locali che sostengano pratiche di insegnamento di qualità volte a potenziare l'innovazione;

19.  sottolinea il valore dell'autonomia della scuola ai fini dell'innovazione nel settore dell'istruzione;

20.  invita la Commissione e gli Stati membri a fornire orientamenti adeguati sull'applicazione giuridica delle eccezioni al diritto d'autore nel settore dell'istruzione, nonché un accesso diretto alle licenze per gli istituti pubblici senza scopo di lucro nell'ambito dell'istruzione formale e informale; ritiene che gli insegnanti e gli studenti abbiano bisogno di sicurezza nell'uso di risorse accessibili digitalmente e nell'impartire e apprendere competenze; raccomanda, a questo proposito, che la Commissione fornisca orientamenti agli istituti di istruzione, agli educatori e agli studenti a tal fine;

21.  sottolinea che la carenza di strumenti digitali per gli studenti in mobilità può compromettere la qualità delle esperienze educative in Europa; incoraggia la Commissione a proseguire le sue iniziative pilota della Carta europea dello studente e di "Erasmus without Papers" in vista di una messa a regime nel corso della prossima programmazione pluriennale; invita gli Stati membri a fare un uso responsabile ed efficace del sostegno finanziario dell'Unione e a promuovere opportunità di finanziamento tra il grande pubblico e gli istituti di istruzione, al fine di rendere l'accesso ai contenuti, agli strumenti e alle soluzioni di apprendimento digitali una realtà per tutti;

22.  sottolinea che, in linea con l'approccio fondato sull'apprendimento permanente necessario per le competenze digitali, i governi, in cooperazione con le parti interessate quali imprese e organizzazioni della società civile, e in contesti formali e non formali, dovrebbero garantire una trasformazione digitale sostenibile senza che nessuno rimanga indietro;

23.  sottolinea che l'inclusività e l'innovazione dovrebbero costituire i principi guida per l'istruzione e la formazione nell'era digitale; ritiene che le tecnologie digitali non dovrebbero accentuare le disparità esistenti, bensì essere utilizzate per colmare il divario digitale tra studenti provenienti da diversi contesti socioeconomici e diverse regioni dell'UE; sottolinea che un approccio basato sull'inclusione deve sfruttare appieno il potenziale delle risorse offerte dalle nuove tecnologie, tra cui l'istruzione personalizzata e i partenariati tra istituti di istruzione, e, in questo modo, può consentire l'accesso a un'istruzione e a una formazione di qualità per le persone appartenenti a gruppi svantaggiati e persone con minori opportunità e sostenere l'integrazione dei migranti e dei rifugiati;

24.  evidenzia che la promozione dell'accesso digitale all'istruzione non implica necessariamente una parità di accesso alle opportunità di apprendimento e che, sebbene le tecnologie siano sempre più accessibili, l'acquisizione delle competenze digitali di base continua a rappresentare un ostacolo e il divario digitale persiste; segnala che, dai dati Eurostat, si evince che il divario digitale non si sta colmando e che il 44 % delle persone nell'Unione europea non ha competenze digitali di base(18);

25.  ricorda che le complesse competenze digitali necessarie per un uso efficiente delle TIC dipendono dall'apprendimento di competenze di base e che non tutti si trovano in condizioni di parità, in quanto permangono lacune significative ai livelli di base che interessano in particolare i gruppi svantaggiati e un numero elevato di adulti; ricorda inoltre che le persone più istruite hanno una probabilità tre volte maggiore di usare Internet per acquisire nuove competenze e creare nuove opportunità rispetto a quelle con livelli di istruzione inferiori(19), e che si corre il rischio che la tecnologia diventi uno strumento di sviluppo delle capacità per soggetti privilegiati anziché un'opportunità per tutti;

26.  rileva la necessità di modificare le pratiche istituzionali e pedagogiche delle scuole e di altri ambienti di apprendimento, in particolare dei contesti non formali, al fine di renderli maggiormente equi, offrendo strutture di sostegno sostanzialmente diversificate e approfondite a tutte le persone, soprattutto quelle appartenenti a gruppi a rischio di esclusione, quali i disoccupati, i migranti, le persone meno qualificate, le persone con disabilità e gli anziani;

27.  raccomanda che gli Stati membri sviluppino programmi per l'alfabetizzazione digitale nelle lingue minoritarie e regionali europee e inseriscano la formazione sulle tecnologie del linguaggio e gli strumenti tecnologici in ambito linguistico nei programmi delle scuole, delle università e degli istituti di formazione professionale; sottolinea nuovamente che l'alfabetizzazione rimane un fattore rilevante e un presupposto irrinunciabile per compiere progressi nell'ambito dell'inclusione digitale delle comunità;

28.  sottolinea che gli Stati membri dovrebbero offrire agli istituti d'istruzione il sostegno necessario per migliorare la digitalizzazione delle lingue nell'UE; raccomanda che le scuole nell'Unione utilizzino le tecnologie digitali per aumentare il ricorso agli scambi d'istruzione transfrontalieri, attraverso videoconferenze e classi virtuali; sottolinea che le scuole nell'UE potrebbero trarre vantaggio dall'accesso transfrontaliero ai contenuti digitali;

29.  sottolinea il ruolo chiave svolto dalle biblioteche nel fornire ai cittadini i servizi digitali e nel rendere disponibili servizi per l'apprendimento online in un ambiente sicuro e aperto a tutti; raccomanda pertanto che tali sforzi siano debitamente finanziati dai regimi europei, nazionali, regionali e locali, complementari tra loro, e che le biblioteche possano ottenere un più ampio riconoscimento del loro ruolo cruciale per lo sviluppo dell'alfabetizzazione mediatica;

30.  invita a realizzare una transizione verso maggiori opportunità di apprendimento non formale e di formazione sul posto di lavoro e insiste sulla necessità di sistemi di istruzione e formazione di elevata qualità, inclusivi e dotati di risorse adeguate; ritiene che le opportunità di riqualificazione e perfezionamento delle competenze siano fondamentali, che i moduli relativi alle competenze digitali pertinenti debbano essere integrati nei programmi di formazione sul lavoro e che siano necessarie iniziative di formazione specifiche per i lavoratori delle piccole e medie imprese; sottolinea l'importanza di rafforzare i collegamenti tra istruzione e occupazione, nonché il ruolo dell'orientamento e della consulenza professionale lungo tutto l'arco della vita, al fine di sostenere l'accesso a percorsi professionali e di formazione adeguati, flessibili e di elevata qualità;

31.  sottolinea che i tirocini nel settore digitale possono aiutare gli studenti e i giovani ad acquisire competenze digitali pratiche sul posto di lavoro; accoglie con favore, in tale contesto, il nuovo progetto pilota che introduce i tirocini "Digital Opportunity" nell'ambito di Erasmus+ e Orizzonte 2020; auspica un rinnovato slancio in tale direzione, nell'ambito dei programmi del nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP);

32.  raccomanda che gli Stati membri, in stretta cooperazione con le comunità locali e con gli istituti d'istruzione e formazione, offrano l'accesso a percorsi di perfezionamento delle competenze agli adulti con competenze digitali limitate, fornendo loro l'opportunità di acquisire un livello minimo di competenze digitali;

33.  invita gli Stati membri, in collaborazione con le imprese, le comunità locali e regionali, gli istituti di istruzione e formazione e le parti interessate della società civile, a individuare i divari esistenti in materia di competenze, ampliare l'alfabetizzazione digitale e la conoscenza di Internet, migliorare l'alfabetizzazione mediatica, in particolare tra i minori, e stabilire un elevato livello di connettività e inclusione digitali;

34.  plaude alla partecipazione delle imprese alla fondazione e al finanziamento di scuole;

35.  accoglie con favore la creazione di partenariati strategici tra istituti accademici e di ricerca e partner pubblici e privati in ambito dell'azione chiave 2 del programma Erasmus+, per la realizzazione di centri di eccellenza nel campo delle TIC, oltre che favorire lo sviluppo di start-up tecnologiche;

36.  ricorda che una valutazione e un monitoraggio adeguati delle competenze digitali sono fondamentali per compiere progressi; si compiace della definizione di strumenti a livello di UE destinati alle organizzazioni (ad esempio il quadro delle competenze digitali e il quadro di riferimento sulle competenze chiave per l'apprendimento permanente) e ai singoli cittadini (ad esempio SELFIE); insiste tuttavia sul fatto che, per essere efficaci, i metodi di valutazione delle competenze digitali devono essere dinamici, flessibili, costantemente aggiornati e personalizzati sulla base delle esigenze dei discenti e devono inoltre conseguire una diffusione nettamente maggiore in tutta l'Unione a livello nazionale, regionale e locale;

37.  invita gli Stati membri a cooperare con la Commissione per assicurare che lo strumento di autoriflessione SELFIE sia disponibile nelle lingue regionali e minoritarie degli Stati membri;

38.  si compiace della maggiore attenzione politica rivolta dall'Unione alle competenze e all'istruzione digitali, come risulta in particolare dal piano d'azione per l'istruzione digitale, che si basa su alcune iniziative strategiche di piccola scala che hanno registrato risultati positivi, quali la settimana UE della programmazione, la coalizione per le competenze e le occupazioni digitali e l'invito all'azione a favore delle competenze e dell'istruzione digitali adottato in occasione della conferenza di Sofia; ritiene che l'insegnamento della programmazione dovrebbe iscriversi in un più ampio approccio educativo alle tecnologie dell'informazione e al pensiero critico e computazionale;

39.  rileva, tuttavia, che le iniziative dell'Unione provengono spesso da direzioni generali diverse della Commissione, vanificando un approccio coordinato in termini di strategia per le competenze digitali;

40.  è favorevole ai maggiori finanziamenti per le competenze digitali disponibili nell'ambito della prossima generazione di programmi del QFP; insiste sulla necessità che la Commissione stabilisca sinergie e garantisca il coordinamento tra tali programmi, inclusi Erasmus+, Orizzonte Europa, InvestEU e Europa digitale, al fine di massimizzare l'efficacia dei finanziamenti per lo sviluppo di competenze digitali di elevata qualità e di conseguire risultati duraturi per i discenti di tutte le età e provenienti da qualsiasi contesto; sottolinea inoltre la necessità di accantonare, nell'ambito di detti programmi e dei fondi strutturali e d'investimento europei, i finanziamenti destinati alla digitalizzazione di biblioteche, archivi e musei per aumentarne e migliorarne l'uso nell'istruzione e nella cultura;

41.  sottolinea la necessità che l'Unione sviluppi capacità in settori quali l'intelligenza artificiale, i megadati, l'ingegneria del software, l'informatica quantistica e la progettazione web; si compiace, in tale contesto, della componente sulle competenze digitali del programma Europa digitale;

42.  incoraggia maggiori sinergie tra gli Stati membri e il resto del mondo nel settore dell'apprendimento di Internet e della cittadinanza digitale attiva mediante diversi meccanismi e programmi di azione esterna dell'UE, tra cui Erasmus Mundus;

43.  sottolinea che i dati aperti e gli strumenti e i metodi collaborativi della tecnologia digitale possono consentire l'innovazione nell'istruzione e sviluppare ulteriormente la scienza aperta, contribuendo in tal modo alla prosperità e allo spirito imprenditoriale dell'economia europea; sottolinea inoltre che la raccolta dei dati sulla digitalizzazione negli istituti di istruzione e formazione e sull'utilizzo delle tecnologie digitali nell'apprendimento sono fattori essenziali del processo decisionale; raccomanda pertanto che la Commissione e gli Stati membri raccolgano dati sul grado di connettività degli istituti di istruzione e formazione e sulle modalità di rilascio di qualifiche certificate digitalmente e di convalida delle competenze acquisite digitalmente, un obiettivo del piano d'azione per l'istruzione digitale;

44.  si rammarica che non sia stata definita a livello di UE una strategia globale sulle competenze digitali, pur essendo chiare le implicazioni della trasformazione digitale per il mercato interno dell'UE; ritiene che le disparità tra gli Stati membri dimostrino la necessità di una tale strategia;

45.  insiste sulla necessità di formulare raccomandazioni relative al livello minimo di competenze digitali che gli studenti dovrebbero acquisire nel corso dei loro studi; chiede pertanto l'introduzione in tutti gli Stati membri di un modulo TIC specifico, basato ad esempio sul modulo TIC del programma PISA, e la partecipazione degli insegnanti alla sua concezione e attuazione; sottolinea che il modulo TIC dovrebbe essere concepito in modo da garantire che gli istituti di istruzione degli Stati membri perseguano lo stesso livello di competenza digitale, mediante una valutazione continua piuttosto che un approccio basato su test, e che gli eventuali problemi siano individuati rapidamente; incoraggia gli Stati membri a condividere gli insegnamenti tratti e le migliori pratiche, in particolare in materia di innovazione pedagogica;

46.  ritiene che il piano d'azione per l'istruzione digitale dovrebbe essere considerato come il primo passo verso una vera e propria strategia dell'UE in materia di istruzione e competenze digitali basata su un approccio di apprendimento permanente, che possa fornire un quadro strategico maggiormente coordinato e al contempo essere adattabile alle realtà in cambiamento; invita pertanto la Commissione a valutare in modo critico le 11 azioni previste dal piano d'azione, ivi compresa la loro inclusione sociale, al fine di preparare il riesame intermedio del 2020; ricorda che un riesame adeguato dovrebbe implicare la volontà di concentrarsi unicamente sulle azioni con i migliori risultati, di abbandonare quelle inefficaci e di sviluppare nuove azioni se necessario; sottolinea che il miglioramento delle competenze digitali mediante collaborazioni con istituti d'istruzione non formale e tra la popolazione adulta più difficile da raggiungere rappresenta attualmente un'evidente lacuna del piano d'azione;

47.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 112 del 2.5.2018, pag. 42.
(2) Testi approvati, P8_TA(2018)0247.
(3) GU C 337 del 20.9.2018, pag. 135.
(4) GU C 11 del 12.1.2018, pag. 44.
(5) GU C 316 del 22.9.2017, pag. 182.
(6) GU C 316 del 22.9.2017, pag. 76.
(7) GU C 443 del 22.12.2017, pag. 31.
(8) GU C 189 del 4.6.2018, pag. 1.
(9) GU C 189 del 15.6.2017, pag. 15.
(10) GU C 484 del 24.12.2016, pag. 1.
(11) GU C 398 del 22.12.2012, pag. 1.
(12) GU C 372 del 20.12.2011, pag. 1.
(13) GU C 164 del 8.5.2018, pag. 24.
(14) http://eskills-scale.eu/fileadmin/eskills_scale/all_final_deliverables/scale_digitalisation_report.pdf
(15) Commissione europea, "Education and Training Monitor 2017".
(16) Commissione europea "Women in the digital age", Lussemburgo, 2018.
(17) Commissione europea, relazione comune sull'occupazione 2018.
(18) Eurostat, 2016.
(19) Documento di lavoro dei servizi della Commissione, del 9 ottobre 2008, dal titolo "The use of ICT to support innovation and lifelong learning for all – A report on progress" (L'uso delle TIC a sostegno dell'innovazione e dell'apprendimento permanente per tutti - Una relazione sui progressi compiuti) (SEC(2008)2629).


Fondo Asilo, migrazione e integrazione: reimpegno degli importi rimanenti ***I
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Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio relativamente al reimpegno della quota residua degli importi impegnati per sostenere l'attuazione delle decisioni (UE) 2015/1523 e (UE) 2015/1601 del Consiglio o alla loro assegnazione ad altre azioni previste dai programmi nazionali (COM(2018)0719 – C8-0448/2018 – 2018/0371(COD))
P8_TA-PROV(2018)0486A8-0370/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0719),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, l'articolo 78, paragrafo 2, l'articolo 79, paragrafi 2 e 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0448/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 30 novembre 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8‑0370/2018),

A.  considerando che, per motivi di urgenza, è giustificato procedere alla votazione prima della scadenza del termine di otto settimane di cui all'articolo 6 del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso(1);

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura l'11 dicembre2018 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2018/... del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio relativamente al reimpegno della quota residua degli importi impegnati per sostenere l'attuazione delle decisioni (UE) 2015/1523 e (UE) 2015/1601 del Consiglio o all'assegnazione di tali importi ad altre azioni previste dai programmi nazionali

P8_TC1-COD(2018)0371


IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 78, paragrafo 2, e l'articolo 79, paragrafi 2 e 4,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(2),

considerando quanto segue:

(1)  Scopo del presente regolamento è consentire il reimpegno della quota residua degli importi impegnati per sostenere l'attuazione delle decisioni (UE) 2015/1523(3) e (UE) 2015/1601(4) del Consiglio, quale prevista dal regolamento (UE) n. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio(5), o l'assegnazione di tali importi ad altre azioni previste dai programmi nazionali, in linea con le priorità dell'Unione e con le esigenze degli Stati membri nei settori specifici dell'asilo e della migrazione. Lo scopo è altresì assicurare che tale reimpegno o assegnazione avvenga in modo trasparente.

(2)  La Commissione ha impegnato finanziamenti a favore di programmi nazionali degli Stati membri nel quadro del Fondo Asilo, migrazione e integrazione per sostenere l'attuazione delle decisioni (UE) 2015/1523 e (UE) 2015/1601. La decisione (UE) 2015/1601 è stata modificata dalla decisione (UE) 2016/1754 del Consiglio(6). Tali decisioni hanno attualmente cessato di applicarsi.

(3)  Parte dei finanziamenti assegnati nel 2016 e in alcuni casi nel 2017 conformemente alle decisioni (UE) 2015/1523 e (UE) 2015/1601 sono ancora disponibili all'interno dei programmi nazionali degli Stati membri.

(4)  Gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di utilizzare la quota residua degli importi per continuare ad attuare le ricollocazioni, reimpegnandoli a favore della stessa azione prevista dai programmi nazionali. Gli Stati membri dovrebbero reimpegnare o trasferire almeno il 20 % di tali importi a favore di azioni nei programmi nazionali, per il trasferimento di richiedenti protezione internazionale o di beneficiari di protezione internazionale, per il reinsediamento o altre ammissioni umanitarie ad hoc, nonché per le misure preparatorie per il trasferimento dei richiedenti protezione internazionale dopo il loro arrivo nell'Unione, anche via mare, o per il trasferimento dei beneficiari di protezione internazionale. Tali misure dovrebbero comprendere soltanto le misure di cui all'articolo 5, paragrafo 1, secondo comma, lettere a), b), e) e f), del regolamento (UE) n. 516/2014.

(5)  Ove debitamente giustificato dalla modifica dei programmi nazionali degli Stati membri, gli Stati membri si dovrebbero poter avvalere fino all'80 % di tali importi per affrontare altre sfide nei settori dell'asilo e della migrazione, in linea con il regolamento (UE) n. 516/2014. In tali settori gli Stati membri hanno ancora numerose esigenze. È opportuno che il reimpegno della quota residua degli importi per la stessa azione o il loro trasferimento a favore di altre azioni previste dal programma nazionale venga autorizzato un'unica volta e previa approvazione della Commissione. Gli Stati membri dovrebbero garantire che l'assegnazione dei fondi abbia luogo nel pieno rispetto dei principi enunciati nel regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare per quanto concerne i principi di efficienza e trasparenza.

(6)  È opportuno ampliare la platea delle persone ammissibili al trasferimento e il numero di Stati membri da cui sono effettuati per dare maggior flessibilità agli Stati membri nell'effettuare i trasferimenti, tenendo conto delle esigenze specifiche dei minori non accompagnati, o di altri richiedenti vulnerabili, e della situazione specifica dei familiari dei beneficiari di protezione internazionale. Le disposizioni specifiche relative alle somme forfettarie per il reinsediamento e il trasferimento dei beneficiari di protezione internazionale da uno Stato membro a un altro dovrebbero riflettere tale ampliamento.

(7)  Gli Stati membri e la Commissione dovrebbero disporre di tempo sufficiente per rivedere i programmi nazionali onde conformarsi alle modifiche pertinenti previste dal presente regolamento. È pertanto opportuno applicare una deroga all'articolo 50, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 514/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio(8) che, per la quota residua degli importi impegnati per sostenere l'attuazione delle decisioni (UE) 2015/1523 e (UE) 2015/1601, estenda di sei mesi il termine previsto per il disimpegno, al fine di completare la procedura di modifica dei programmi nazionali di cui all'articolo 14 del regolamento (UE) n. 514/2014.

(8)  È altresì opportuno che gli Stati membri dispongano di tempo sufficiente per poter utilizzare gli importi reimpegnati per la stessa azione o trasferiti ad altre azioni prima che si proceda al disimpegno di tali importi. Pertanto, nel momento in cui il reimpegno o il trasferimento nell'ambito del programma nazionale è approvato dalla Commissione, l'importo interessato dovrebbe essere considerato come impegnato nell'anno della modifica del programma nazionale che ne approva il reimpegno o il trasferimento.

(9)  La Commissione dovrebbe riferire annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'attuazione delle risorse per il trasferimento di richiedenti protezione internazionale o di beneficiari di protezione internazionale, in particolare per quanto concerne i trasferimenti degli importi ad altre azioni nel quadro del programma nazionale ai sensi di quanto previsto nel presente regolamento.

(10)  Il presente regolamento non incide sui finanziamenti disponibili ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (UE) n. 516/2014.

(11)  Gli obiettivi del presente regolamento sono perseguiti senza pregiudicare i negoziati in corso sulla riforma del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(9).

(12)  A norma degli articoli 1 e 2 e dell'articolo 4 bis, paragrafo 1, del protocollo n. 21 sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al trattato sull'Unione europea (TUE) e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), e fatto salvo l'articolo 4 di tale protocollo, il Regno Unito non partecipa all'adozione del presente regolamento, non è da esso vincolato né è soggetto alla sua applicazione.

(13)  A norma dell'articolo 3 e dell'articolo 4 bis, paragrafo 1, del protocollo n. 21 sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al TUE e al TFUE, con lettera del 7 dicembre 2018 l'Irlanda ha notificato che desidera partecipare all'adozione e all'applicazione del presente regolamento.

(14)  A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, allegato al TUE e al TFUE, la Danimarca non partecipa all'adozione del presente regolamento, non è da esso vincolata né è soggetta alla sua applicazione.

(15)  Tenuto conto della necessità di evitare il disimpegno della quota residua degli importi impegnati per sostenere l'attuazione delle decisioni (UE) 2015/1523 e (UE) 2015/1601, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

(16)  Se il regolamento (UE) n. 516/2014 non sarà modificato prima della fine del 2018, i finanziamenti pertinenti cesseranno di essere disponibili e non potranno più essere utilizzati dagli Stati membri nel quadro dei programmi nazionali sostenuti dal Fondo Asilo, migrazione e integrazione. Data l'urgenza della modifica del regolamento (UE) n. 516/2014, si è considerato opportuno prevedere un'eccezione al periodo di otto settimane di cui all'articolo 4 del protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea, allegato al TUE, al TFUE e al trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica.

(17)  È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 516/2014,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (UE) 516/2014 è così modificato:

1)  l'articolo 18 è così modificato:

a)  il titolo è sostituito dal seguente:"

"Risorse per il trasferimento di richiedenti protezione internazionale o di beneficiari di protezione internazionale";

"

b)  al paragrafo 1, i termini "beneficiario di protezione internazionale" sono sostituiti dai termini "richiedente protezione internazionale o beneficiario di protezione internazionale";

c)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"

"3. Gli importi aggiuntivi di cui al paragrafo 1 del presente articolo sono assegnati agli Stati membri la prima volta con decisioni individuali di finanziamento che approvano il rispettivo programma nazionale secondo la procedura di cui all'articolo 14 del regolamento (UE) n. 514/2014 e, in seguito, con decisione di finanziamento da allegare alla decisione di approvazione del programma nazionale. Il reimpegno di tali importi per la stessa azione prevista dal programma nazionale o il trasferimento di tali importi ad altre azioni previste dal programma nazionale è possibile ove debitamente giustificato dalla modifica del pertinente programma nazionale. Un importo può essere reimpegnato o trasferito un'unica volta. La Commissione approva il reimpegno o il trasferimento attraverso la modifica del programma nazionale.

Per quanto riguarda gli importi derivanti dalle misure provvisorie istituite dalle decisioni (UE) 2015/1523* e (UE) 2015/1601 del Consiglio**, al fine di rafforzare la solidarietà e in conformità dell'articolo 80 TFUE, gli Stati membri assegnano almeno il 20 % di tali importi ad azioni previste dai programmi nazionali per il trasferimento di richiedenti protezione internazionale o di beneficiari di protezione internazionale, per il reinsediamento o altre ammissioni umanitarie ad hoc, nonché per quanto concerne le misure preparatorie per il trasferimento dei richiedenti protezione internazionale dopo il loro arrivo nell'Unione, anche via mare, o per il trasferimento di beneficiari di protezione internazionale. Tali misure non comprendono le misure relative al trattenimento. Qualora uno Stato membro reimpegni o trasferisca le risorse al di sotto di tale percentuale minima, non è possibile trasferire la differenza tra l'importo reimpegnato o trasferito e la percentuale minima ad altre azioni previste a norma del programma nazionale.

______________________

* Decisione (UE) 2015/1523 del Consiglio, del 14 settembre 2015, che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia (GU L 239 del 15.9.2015, pag. 146).

** Decisione (UE) 2015/1601 del Consiglio, del 22 settembre 2015, che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia (GU L 248 del 24.9.2015, pag. 80).";

"

d)  sono inseriti i paragrafi seguenti:"

"3 bis. Ai fini dell'articolo 50, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 514/2014, gli importi derivanti dalle misure temporanee istituite dalle decisioni (UE) 2015/1523 e (UE) 2015/1601 che sono reimpegnati per la stessa azione prevista dal programma nazionale o trasferiti ad altre azioni previste dal programma nazionale in conformità del paragrafo 3 del presente articolo sono considerati come impegnati nell'anno della modifica del programma nazionale che ne approva il reimpegno o il trasferimento.

3 ter.  In deroga all'articolo 50, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 514/2014, il termine per il disimpegno degli importi di cui al paragrafo 3 bis del presente articolo è prorogato di sei mesi.

3 quater.  La Commissione riferisce annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'applicazione del presente articolo.";

"

e)  ▌il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:"

"4. Per perseguire con efficacia gli obiettivi di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità tra gli Stati membri di cui all'articolo 80 TFUE e nei limiti delle risorse disponibili, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 26 del presente regolamento per adattare la somma forfettaria di cui al paragrafo 1 del presente articolo, tenendo conto in particolare degli attuali tassi di inflazione, dei pertinenti sviluppi in materia di trasferimento di richiedenti protezione internazionale e di beneficiari di protezione internazionale da uno Stato membro a un altro e in materia di reinsediamento e altre ammissioni umanitarie ad hoc, nonché di fattori che possono ottimizzare l'utilizzo dell'incentivo finanziario apportato dalla somma forfettaria.";

"

2)   nel titolo e nella formulazione introduttiva dell'articolo 25, i termini "beneficiari di protezione internazionale" sono sostituiti dai termini "richiedenti protezione internazionale o dei beneficiari di protezione internazionale".

Articolo 2

Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri conformemente ai trattati.

Fatto a ..., il ...

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1) La presente posizione sostituisce gli emendamenti approvati il 29 novembre 2018 (Testi approvati, P8_TA(2018)0468).
(2) Posizione del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018.
(3)Decisione (EU) 2015/1523 del Consiglio, del 14 settembre 2015, che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia (GU L 239 del 15.9.2015, pag. 146).
(4)Decisione (EU) 2015/1601 del Consiglio, del 22 settembre 2015, che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia (GU L 248 del 24.9.2015, pag. 80).
(5)Regolamento (UE) n. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che istituisce il Fondo Asilo, migrazione e integrazione, che modifica la decisione 2008/381/CE del Consiglio e che abroga le decisioni n. 573/2007/CE e n. 575/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la decisione 2007/435/CE del Consiglio (GU L 150 del 20.5.2014, pag. 168).
(6)Decisione (UE) 2016/1754 del Consiglio, del 29 settembre 2016, che modifica la decisione (UE) 2015/1601 che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia (GU L 268, dell'1.10.2016, pag. 82).
(7) Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).
(8)Regolamento (UE) n. 514/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, recante disposizioni generali sul Fondo asilo, migrazione e integrazione e sullo strumento di sostegno finanziario per la cooperazione di polizia, la prevenzione e la lotta alla criminalità e la gestione delle crisi (GU L 150 del 20.5.2014, pag. 112).
(9) Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (GU L 180 del 29.6.2013, pag. 31).


Istituzione di un programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) ***I
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati l'11 dicembre 2018, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) e che abroga il regolamento (UE) n. 1293/2013 (COM(2018)0385 – C8-0249/2018 – 2018/0209(COD))(1)
P8_TA-PROV(2018)0487A8-0397/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Considerando 2
(2)  Il programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE), stabilito con regolamento (UE) n. 1293/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio6 per il periodo 2014-2020, è l'ultimo di una serie di programmi mediante i quali da 25 anni l'Unione sostiene l'attuazione delle priorità legislative e strategiche in questi settori. La recente valutazione intermedia7 ha indicato che il programma è sulla buona strada per risultare efficace, efficiente e pertinente. Il programma LIFE 2014-2020 dovrebbe pertanto essere mantenuto, modificandone alcune parti in base a quanto emerso dalla valutazione intermedia e da quelle successive. Si dovrebbe perciò istituire un omonimo programma ("il programma") a partire dal 2021.
(2)  Il programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE), stabilito con regolamento (UE) n. 1293/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio6 per il periodo 2014-2020, è l'ultimo di una serie di programmi mediante i quali da 25 anni l'Unione sostiene l'attuazione delle priorità legislative e strategiche in questi settori. La recente valutazione intermedia7 ha indicato che il programma ha già un ottimo rapporto costi-benefici e che è sulla buona strada per risultare efficace in termini generali, efficiente e pertinente. Il programma LIFE 2014-2020 dovrebbe pertanto essere mantenuto, modificandone alcune parti in base a quanto emerso dalla valutazione intermedia e da quelle successive. Si dovrebbe perciò istituire un omonimo programma ("il programma") a partire dal 2021.
_________________
_________________
6 Regolamento (UE) n. 1293/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, sull'istituzione di un programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) e che abroga il regolamento (CE) n. 614/2007 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 185).
6 Regolamento (UE) n. 1293/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, sull'istituzione di un programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) e che abroga il regolamento (CE) n. 614/2007 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 185).
7 Relazione sulla valutazione intermedia del programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) (SWD(2017)0355).
7 Relazione sulla valutazione intermedia del programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) (SWD(2017)0355).
Emendamento 102
Proposta di regolamento
Considerando 3
(3)  Perseguendo la realizzazione degli obiettivi e dei traguardi dell'Unione stabiliti dalla legislazione, dalle politiche, dai piani e dagli impegni internazionali in materia di ambiente, clima e da quelli correlati in materia di energia pulita, il programma dovrebbe contribuire al passaggio a un'economia pulita, circolare, efficiente in termini di energia, a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, alla tutela e al miglioramento della qualità dell'ambiente e all'interruzione e all'inversione del processo di perdita della biodiversità, mediante interventi diretti o sostenendo l'integrazione dei suddetti obiettivi in altre politiche.
(3)  Perseguendo la realizzazione degli obiettivi e dei traguardi dell'Unione stabiliti dalla legislazione, dalle politiche, dai piani e dagli impegni internazionali in materia di ambiente, clima e da quelli correlati in materia di energia pulita, il programma dovrebbe contribuire, nel quadro di una transizione equa, al passaggio a un'economia pulita, circolare, efficiente in termini di energia, a zero emissioni nette e resiliente ai cambiamenti climatici, alla tutela e al miglioramento dell'ambiente e della salute, all'interruzione e all'inversione del processo di perdita della biodiversità, anche attraverso il sostegno alla rete Natura 2000, una gestione efficiente degli ecosistemi e il contrasto del loro degrado, mediante interventi diretti o sostenendo l'integrazione dei suddetti obiettivi in altre politiche. Una transizione equa dovrebbe essere conseguita in consultazione e attraverso il dialogo con le parti sociali e le regioni e le comunità interessate. Queste dovrebbero essere incluse quanto più possibile anche nello sviluppo e nell'attuazione dei progetti.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  L'Unione è determinata a fornire una risposta globale agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che evidenziano il nesso intrinseco tra la gestione delle risorse naturali per garantirne la disponibilità a lungo termine, i servizi ecosistemici, la salute umana e una crescita economica sostenibile e inclusiva. In questo spirito, il programma dovrebbe fornire un contributo sostanziale sia allo sviluppo economico che alla coesione sociale.
(4)  L'Unione è determinata a fornire una risposta globale agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che evidenziano il nesso intrinseco tra la gestione delle risorse naturali per garantirne la disponibilità a lungo termine, i servizi ecosistemici, il loro rapporto con la salute umana e una crescita economica sostenibile e socialmente inclusiva. In questo spirito, il programma dovrebbe essere ispirato ai principi di solidarietà e condivisione delle responsabilità, fornendo nel contempo un contributo sostanziale sia allo sviluppo economico che alla coesione sociale.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 4 bis (nuovo)
(4 bis)  Al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile, le esigenze connesse alla tutela dell'ambiente e del clima dovrebbero essere integrate nella definizione e nell'attuazione di tutte le politiche e azioni dell'Unione. Dovrebbero pertanto essere promosse le sinergie e la complementarità con altri programmi di finanziamento dell'Unione, anche agevolando il finanziamento di azioni volte a completare progetti strategici integrati e progetti strategici di tutela della natura e a promuovere l'accettazione e la riproduzione delle soluzioni sviluppate nel quadro del programma. È necessario un coordinamento per evitare il doppio finanziamento. È opportuno che la Commissione e gli Stati membri adottino misure volte a evitare sovrapposizioni e oneri amministrativi per i beneficiari dei progetti a causa degli obblighi di notifica nel quadro dei diversi strumenti finanziari.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 5
(5)  Il programma dovrebbe concorrere allo sviluppo sostenibile e al conseguimento degli obiettivi e dei traguardi stabiliti dalla legislazione, dalle strategie, dai piani e dagli impegni internazionali dell'Unione in materia di ambiente, clima e da quelli pertinenti in materia di energia pulita, in particolare l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile8, la convenzione sulla diversità biologica9 e l'accordo di Parigi adottato nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici10 ("accordo di Parigi sui cambiamenti climatici").
(5)  Il programma dovrebbe concorrere allo sviluppo sostenibile e al conseguimento degli obiettivi e dei traguardi stabiliti dalla legislazione, dalle strategie, dai piani e dagli impegni internazionali dell'Unione in materia di ambiente, clima e da quelli pertinenti in materia di energia pulita, in particolare l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile8, la convenzione sulla diversità biologica9, l'accordo di Parigi adottato nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici10 ("accordo di Parigi sui cambiamenti climatici"), la convenzione dell'UNECE sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale ("convenzione di Aarhus"), la convenzione dell'UNECE sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza, la convenzione di Basilea delle Nazioni Unite sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento, la convenzione di Rotterdam delle Nazioni Unite sulla procedura di previo assenso informato per taluni prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio internazionale e la convenzione di Stoccolma delle Nazioni Unite sugli inquinanti organici persistenti.
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8 Agenda 2030, risoluzione adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015.
8 Agenda 2030, risoluzione adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015.
9 Decisione 93/626/CEE del Consiglio, del 25 ottobre 1993, relativa alla conclusione della convenzione sulla diversità biologica (GU L 309 del 13.12.1993, pag. 1).
9 Decisione 93/626/CEE del Consiglio, del 25 ottobre 1993, relativa alla conclusione della convenzione sulla diversità biologica (GU L 309 del 13.12.1993, pag. 1).
10 GU L 282 del 19.10.2016, pag. 4.
10 GU L 282 del 19.10.2016, pag. 4.
Emendamenti 6 e 101
Proposta di regolamento
Considerando 6
(6)  Per realizzare gli obiettivi di portata più generale, è particolarmente importante attuare il pacchetto sull'economia circolare11, il quadro 2030 per il clima e l'energia12, 13, 14, la legislazione dell'Unione a tutela della natura15, nonché le relative politiche16, 17, 18, 19, 20.
(6)  Per realizzare gli obiettivi di portata più generale, è particolarmente importante attuare il pacchetto sull'economia circolare11, il quadro 2030 per il clima e l'energia12, 13, 14, l'acquis dell'Unione a tutela della natura14bis, 14ter, 15, nonché le relative politiche16, 17, 18, 19, 20, 20bis.
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11 COM(2015) 614 final del 2 dicembre 2015.
11 COM(2015) 614 final del 2 dicembre 2015.
12 Quadro 2030 per il clima e l'energia, COM(2014) 15 del 22 gennaio 2014.
12 Quadro 2030 per il clima e l'energia, COM(2014) 15 del 22 gennaio 2014.
13 Strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici, COM(2013) 216 final del 16 aprile 2013.
13 Strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici, COM(2013) 216 final del 16 aprile 2013.
14 Energia pulita per tutti gli europei, COM(2016) 860 del 30 novembre 2016.
14 Energia pulita per tutti gli europei, COM(2016) 860 del 30 novembre 2016.
14 bis Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7).
14 ter Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7).
15 Un piano d'azione per la natura, i cittadini e l'economia, COM(2017) 198 del 27 aprile 2017.
15 Un piano d'azione per la natura, i cittadini e l'economia, COM(2017) 198 del 27 aprile 2017.
16 Programma "Aria pulita" per l'Europa, COM(2013) 918 del 18 dicembre 2013.
16 Programma "Aria pulita" per l'Europa, COM(2013) 918 del 18 dicembre 2013.
17 Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1).
17 Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1).
18 Strategia tematica per la protezione del suolo, COM(2006) 231 definitivo.
18 Strategia tematica per la protezione del suolo, COM(2006) 231 definitivo.
19 Strategia europea per una mobilità a basse emissioni, COM(2016) 501 final del 20 luglio 2016.
19 Strategia europea per una mobilità a basse emissioni, COM(2016) 501 final del 20 luglio 2016.
20 Piano d'azione sull'infrastruttura per i combustibili alternativi, a norma dell'articolo 10, paragrafo 6, della direttiva 2014/94/UE, dell'8.11.2017.
20 Piano d'azione sull'infrastruttura per i combustibili alternativi, a norma dell'articolo 10, paragrafo 6, della direttiva 2014/94/UE, dell'8.11.2017.
20bis Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE (GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1).
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 6 bis (nuovo)
(6 bis)  L'Unione annette grande importanza alla sostenibilità a lungo termine dei risultati dei progetti LIFE, e quindi alla capacità di salvaguardare e mantenere tali risultati una volta attuati i progetti, anche attraverso il proseguimento, la riproduzione e/o il trasferimento dei progetti. Ciò implica la previsione di obblighi specifici per i richiedenti, nonché la necessità di garanzie a livello di Unione per assicurarsi che altri progetti finanziati dall'Unione non compromettano i risultati dei progetti LIFE attuati.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 7
(7)  Per onorare gli impegni assunti nel quadro dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, l'Unione deve trasformarsi in una società efficiente in termini di energia, a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici. Perché avvenga tale trasformazione occorre agire, in particolare nei settori più responsabili degli attuali livelli di produzione di CO2 e d'inquinamento, in modo da contribuire ad attuare il quadro 2030 per il clima e l'energia e i piani nazionali integrati per l'energia e il clima e a preparare la strategia dell'Unione a orizzonte 2050 e oltre. Il programma dovrebbe anche includere misure che concorrono ad attuare la politica dell'Unione di adattamento al cambiamento del clima per ridurre la vulnerabilità agli effetti negativi di questo fenomeno.
(7)  Per onorare gli impegni assunti nel quadro dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, l'Unione deve trasformarsi in una società sostenibile, circolare, rinnovabile, efficiente in termini di energia, a zero emissioni nette e resiliente ai cambiamenti climatici. Perché avvenga tale trasformazione occorre agire, in particolare nei settori più responsabili degli attuali livelli di produzione di gas a effetto serra e d'inquinamento, in modo da contribuire ad attuare il quadro 2030 per il clima e l'energia e i piani nazionali integrati per l'energia e il clima così come la strategia dell'Unione a orizzonte 2050 e oltre, in linea con l'obiettivo di decarbonizzazione contemplato dall'accordo di Parigi. Il programma dovrebbe anche includere misure che concorrono ad attuare la politica dell'Unione di adattamento al cambiamento del clima per ridurre la vulnerabilità agli effetti negativi di questo fenomeno.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 8
(8)  La transizione all'energia pulita è un contributo fondamentale alla mitigazione dei cambiamenti climatici che apporta benefici collaterali per l'ambiente. Le azioni intese a creare capacità a sostegno alla transizione all'energia pulita, finanziate fino al 2020 nel quadro di Orizzonte 2020, dovrebbero essere integrate nel programma perché non sono intese a finanziare l'eccellenza e generare innovazione, ma a favorire l'utilizzo di tecnologie già disponibili che contribuiranno alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Includere nel programma le suddette attività di creazione di capacità offre la possibilità di sviluppare sinergie tra i sottoprogrammi e aumentare la coerenza complessiva dei finanziamenti dell'Unione. È pertanto auspicabile che si raccolgano e si divulghino i dati sull'utilizzo nei progetti LIFE delle soluzioni esistenti di ricerca e innovazione, anche risultanti dal programma Orizzonte Europa e dai programmi che lo hanno preceduto.
(8)  La transizione verso l'energia rinnovabile, efficiente sul piano energetico e a zero emissioni nette è un contributo fondamentale alla mitigazione dei cambiamenti climatici che apporta benefici collaterali per l'ambiente. Le azioni intese a creare capacità a sostegno della transizione verso l'energia pulita, finanziate fino al 2020 nel quadro di Orizzonte 2020, dovrebbero essere integrate nel programma perché non sono intese a finanziare l'eccellenza e generare innovazione, ma a favorire l'utilizzo di tecnologie già disponibili per le energie rinnovabili e l'efficienza energetica che contribuiranno alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Il programma dovrebbe coinvolgere tutti i portatori d'interesse e tutti i settori coinvolti nella transizione verso l'energia pulita, ad esempio edilizia, industria, trasporti e agricoltura. Includere nel programma le suddette attività di creazione di capacità offre la possibilità di sviluppare sinergie tra i sottoprogrammi e aumentare la coerenza complessiva dei finanziamenti dell'Unione. È pertanto auspicabile che si raccolgano e si divulghino i dati sull'utilizzo nei progetti LIFE delle soluzioni esistenti di ricerca e innovazione, anche risultanti dal programma Orizzonte Europa e dai programmi che lo hanno preceduto.
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 9
(9)  Dalle valutazioni dell'impatto del pacchetto legislativo "Energia pulita" si stima che per realizzare gli obiettivi che l'Unione si è posta per il 2030 in questo campo sono necessari investimenti extra pari a 177 miliardi di EUR annui nel periodo 2021-2030. Mancano soprattutto investimenti nella decarbonizzazione degli edifici (efficienza energetica e fonti rinnovabili di energia su piccola scala), settore in cui è necessario dirigere i capitali in progetti diffusamente distribuiti. Uno degli obiettivi del sottoprogramma Transizione all'energia pulita consiste nel creare capacità di sviluppo e aggregazione di progetti, il che consentirebbe anche di assorbire i finanziamenti erogati dai Fondi strutturali e d'investimento europei e stimolare gli investimenti nell'energia pulita usando anche gli strumenti finanziari offerti nel quadro di InvestEU.
(9)  Dalle valutazioni dell'impatto del pacchetto legislativo "Energia pulita" si stima che per realizzare gli obiettivi che l'Unione si è posta per il 2030 in questo campo sono necessari investimenti extra pari a 177 miliardi di EUR annui nel periodo 2021-2030. Mancano soprattutto investimenti nella decarbonizzazione degli edifici (efficienza energetica e fonti rinnovabili di energia su piccola scala), settore in cui è necessario dirigere i capitali verso progetti diffusamente distribuiti. Uno degli obiettivi del sottoprogramma Transizione verso l'energia pulita consiste nel creare capacità di sviluppo e aggregazione di progetti, il che consentirebbe anche di assorbire i finanziamenti erogati dai Fondi strutturali e d'investimento europei e stimolare gli investimenti nell'energia rinnovabile e nell'efficienza energetica, usando anche gli strumenti finanziari offerti nel quadro di InvestEU.
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Considerando 9 bis (nuovo)
(9 bis)   Il programma LIFE è l'unico programma specificamente dedicato all'ambiente e all'azione per il clima e pertanto svolge un ruolo cruciale nel sostenere l'attuazione della legislazione dell'Unione in tali ambiti.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 11
(11)  Un'azione che ha beneficiato di un contributo del programma può anche essere finanziata da qualsiasi altro programma dell'Unione, purché i contributi non riguardino gli stessi costi. Le azioni che beneficiano cumulativamente di finanziamenti di vari programmi dell'Unione dovrebbero essere sottoposte ad un solo audit che ne verifica la conformità a tutti i programmi interessati e alle rispettive regole.
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Considerando 12
(12)  L'ultimo riesame dell'attuazione delle politiche ambientali dell'Unione21 indica che è necessario compiere progressi decisi per accelerare l'attuazione dell'acquis e l'integrazione degli obiettivi ambientali e climatici nelle altre politiche. Il programma dovrebbe perciò fungere da catalizzatore dei progressi necessari sviluppando, sperimentando e riproducendo nuovi approcci; sostenendo l'elaborazione, la sorveglianza e il riesame della normativa, rafforzando la partecipazione dei portatori di interessi, mobilitando investimenti provenienti da tutti i programmi d'investimento dell'Unione o da altre fonti di finanziamento e sostenendo le azioni intese a sormontare i vari ostacoli che si frappongono alla piena attuazione dei principali piani imposti dalla legislazione ambientale.
(12)  L'ultimo riesame dell'attuazione delle politiche ambientali dell'Unione21 indica che è necessario compiere progressi decisi per accelerare l'attuazione dell'acquis e l'integrazione e la presa in considerazione degli obiettivi ambientali e climatici nelle altre politiche. Il programma dovrebbe perciò fungere da catalizzatore per affrontare le sfide sistemiche orizzontali nonché le cause di fondo delle carenze attuative individuate in tale riesame e per realizzare i progressi necessari rafforzando le capacità, sviluppando, sperimentando e riproducendo nuovi approcci; sostenendo l'elaborazione, la sorveglianza e il riesame della normativa; migliorando la governance in materia di ambiente, cambiamenti climatici e questioni connesse collegate alla transizione verso l'energia pulita, anche rafforzando la partecipazione pubblica multilivello e la partecipazione dei portatori di interessi, lo sviluppo di capacità, la comunicazione e la consapevolezza; mobilitando investimenti provenienti da tutti i programmi d'investimento dell'Unione o da altre fonti di finanziamento e sostenendo le azioni intese a sormontare i vari ostacoli che si frappongono alla piena attuazione dei principali piani imposti dalla legislazione ambientale.
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21 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, 'Riesame dell'attuazione delle politiche ambientali dell'UE: sfide comuni e indicazioni su come unire gli sforzi per conseguire risultati migliori" (COM(2017)0063 del 3 febbraio 2017).
21 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, "Riesame dell'attuazione delle politiche ambientali dell'UE: sfide comuni e indicazioni su come unire gli sforzi per conseguire risultati migliori" (COM(2017)0063 del 3 febbraio 2017).
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 13
(13)  Per interrompere e invertire il processo di perdita della biodiversità, ivi compreso negli ecosistemi marini, occorre sostenere l'elaborazione, l'attuazione, la garanzia del rispetto e la valutazione della legislazione e delle politiche dell'Unione pertinenti, tra cui la strategia dell'Unione sulla biodiversità fino al 202022, la direttiva 92/43/CEE del Consiglio23, la direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio24, e il regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio25, in particolare raccogliendo gli elementi fattuali necessari ad elaborare e attuare le politiche e mettendo a punto, sperimentando, dimostrando e applicando le migliori prassi e soluzioni su piccola scala o adattate ai contesti locali, regionali o nazionali, ivi compresi approcci integrati all'attuazione dei quadri di azione prioritaria preparati in base alla direttiva 92/43/CEE. L'Unione dovrebbe verificare la spesa relativa alla biodiversità per rispettare gli obblighi di comunicazione che le incombono a norma della convenzione sulla diversità biologica. Dovrebbero essere rispettati anche gli obblighi di verifica a norma di altra pertinente legislazione dell'Unione.
(13)  Per interrompere e invertire il processo di perdita della biodiversità e il degrado degli ecosistemi, ivi compreso negli ecosistemi marini e negli altri ecosistemi acquatici, occorre sostenere l'elaborazione, l'attuazione, la garanzia del rispetto e la valutazione della legislazione e delle politiche dell'Unione pertinenti, tra cui la strategia dell'Unione sulla biodiversità fino al 202022, la direttiva 92/43/CEE del Consiglio23, la direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio24 e il regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio25, in particolare raccogliendo gli elementi fattuali necessari ad elaborare e attuare le politiche e mettendo a punto, sperimentando, dimostrando e applicando le migliori prassi e soluzioni, come una gestione efficace, su piccola scala o adattata ai contesti locali, regionali o nazionali, ivi compresi approcci integrati all'attuazione dei quadri di azione prioritaria preparati in base alla direttiva 92/43/CEE. L'Unione e gli Stati membri dovrebbero verificare la spesa relativa alla biodiversità per rispettare gli obblighi di comunicazione che incombono loro a norma della convenzione sulla diversità biologica. Dovrebbero essere rispettati anche gli obblighi di verifica a norma di altra pertinente legislazione dell'Unione.
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22 COM(2011)0244.
22 COM(2011)0244.
23 Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7).
23 Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7).
24 Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7).
24 Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7).
25 Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive (GU L 317 del 4.11.2014, pag. 35).
25 Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive (GU L 317 del 4.11.2014, pag. 35).
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 14
(14)  Le ultime valutazioni e analisi, tra cui il riesame intermedio della strategia dell'Unione sulla biodiversità fino al 2020 e il vaglio dell'adeguatezza della legislazione a tutela della natura, hanno indicato nella carenza di congrui finanziamenti una delle maggiori cause dell'attuazione insufficiente della legislazione e della strategia in questione. I principali strumenti di finanziamento dell'Unione, tra cui il [Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca], possono contribuire in modo significativo a sopperire al fabbisogno di finanziamenti. Il programma può rendere questa integrazione ancor più efficiente grazie ai progetti strategici di tutela della natura destinati a favorire l'attuazione della legislazione e delle politiche dell'Unione a tutela della natura e della biodiversità, comprese le azioni previste nei quadri di azione prioritaria elaborati a norma della direttiva 92/43/CEE. I progetti strategici di tutela della natura dovrebbero sostenere programmi di azione nazionali volti a integrare i pertinenti obiettivi in materia di natura e biodiversità in altre politiche e altri programmi di finanziamento, in modo da assicurare che siano mobilitati finanziamenti congrui per l'attuazione di tali politiche. Gli Stati membri potrebbero decidere, nell'ambito dei rispettivi piani strategici della politica agricola comune, di usare una certa quota della dotazione del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale per potenziare il finanziamento di azioni che fanno da complemento ai progetti strategici di tutela della natura di cui al presente regolamento.
(14)  Le ultime valutazioni e analisi, tra cui il riesame intermedio della strategia dell'Unione sulla biodiversità fino al 2020 e il vaglio dell'adeguatezza della legislazione a tutela della natura, hanno indicato nella carenza di congrui finanziamenti una delle maggiori cause dell'attuazione insufficiente della legislazione e della strategia in questione. I principali strumenti di finanziamento dell'Unione, tra cui il [Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca], possono contribuire in modo significativo a sopperire al fabbisogno di finanziamenti, fermo restando che tali finanziamenti devono fungere da complemento. Il programma può rendere questa integrazione ancor più efficiente grazie ai progetti strategici di tutela della natura destinati a favorire l'attuazione della legislazione e delle politiche dell'Unione a tutela della natura e della biodiversità, comprese le azioni previste nei quadri di azione prioritaria elaborati a norma della direttiva 92/43/CEE. I progetti strategici di tutela della natura dovrebbero sostenere programmi di azione volti a favorire l'integrazione dei pertinenti obiettivi in materia di natura e biodiversità in altre politiche e altri programmi di finanziamento, in modo da assicurare che siano mobilitati finanziamenti congrui per l'attuazione di tali politiche. Gli Stati membri potrebbero decidere, nell'ambito dei rispettivi piani strategici della politica agricola comune, di usare una certa quota della dotazione del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale per potenziare il finanziamento di azioni che fanno da complemento ai progetti strategici di tutela della natura di cui al presente regolamento.
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Considerando 15
(15)  L'iniziativa volontaria per la biodiversità e i servizi ecosistemici nei territori d'oltremare europei (BEST - Biodiversity and Ecosystem Services in Territories of European Overseas) promuove nelle regioni ultraperiferiche e nei paesi e territori d'oltremare la conservazione della biodiversità, ivi compresa la biodiversità marina, e l'uso sostenibile dei servizi ecosistemici, tra cui approcci ecosistemici all'adattamento e alla mitigazione dei cambiamenti climatici. L'iniziativa BEST è servita a veicolare l'importanza ecologica di tali regioni, paesi e territori per conservare la biodiversità del pianeta. Nelle dichiarazioni ministeriali del 2017 e 2018, i paesi e territori d'oltremare hanno espresso il loro apprezzamento per questo regime di sovvenzioni di piccola entità a favore della biodiversità. È opportuno che il programma continui a finanziare il regime di sovvenzioni di piccola entità nelle regioni ultraperiferiche e nei paesi e territori d'oltremare.
(15)  L'iniziativa volontaria per la biodiversità e i servizi ecosistemici nei territori d'oltremare europei (BEST - Biodiversity and Ecosystem Services in Territories of European Overseas) promuove nelle regioni ultraperiferiche e nei paesi e territori d'oltremare la conservazione della biodiversità, ivi compresa la biodiversità marina, e l'uso sostenibile dei servizi ecosistemici, tra cui approcci ecosistemici all'adattamento e alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Grazie all'azione preparatoria BEST adottata nel 2011 e ai programmi BEST 2.0 e BEST RUP a essa successivi, l'iniziativa BEST è servita a veicolare l'importanza ecologica di tali regioni, paesi e territori e il loro ruolo chiave ai fini della conservazione della biodiversità del pianeta. La Commissione stima in 8 milioni di EUR l'anno le esigenze in termini di sostegno finanziario per progetti sul campo in tali territori. Nelle dichiarazioni ministeriali del 2017 e 2018, i paesi e territori d'oltremare hanno espresso il loro apprezzamento per questo regime di sovvenzioni di piccola entità a favore della biodiversità. È dunque opportuno che il programma continui a finanziare il regime di sovvenzioni di piccola entità a favore della biodiversità nelle regioni ultraperiferiche e nei paesi e territori d'oltremare, inclusi il rafforzamento delle capacità e la capitalizzazione delle azioni finanziate.
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 16
(16)  Per promuovere l'economia circolare serve un cambio di mentalità nel modo di progettare, produrre, consumare e smaltire i materiali e i prodotti, inclusa la plastica. Il programma dovrebbe contribuire alla transizione a un modello di economia circolare finanziando vari soggetti (imprese, autorità pubbliche e consumatori), in particolare tramite l'applicazione, lo sviluppo e la riproduzione delle migliori tecniche, prassi e soluzioni adattate ai contesti locali, regionali o nazionali, anche per mezzo di approcci integrati all'attuazione dei piani di gestione e prevenzione dei rifiuti. Il sostegno all'attuazione della strategia sulla plastica può tradursi in particolare nella ricerca di soluzioni al problema dei rifiuti marini.
(16)  Per promuovere l'economia circolare e l'efficienza delle risorse serve un cambio di mentalità nel modo di progettare, produrre, consumare e smaltire i materiali e i prodotti, inclusa la plastica. Il programma dovrebbe contribuire alla transizione verso un modello di economia circolare finanziando vari soggetti (imprese, autorità pubbliche, società civile e consumatori), in particolare tramite l'applicazione, lo sviluppo e la riproduzione delle migliori tecniche, prassi e soluzioni adattate ai contesti locali, regionali o nazionali, anche per mezzo di approcci integrati all'applicazione della gerarchia dei rifiuti e all'attuazione dei piani di gestione e prevenzione dei rifiuti. Il sostegno all'attuazione della strategia sulla plastica può tradursi in particolare nella ricerca di soluzioni al problema dei rifiuti marini.
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 16 bis (nuovo)
(16 bis)  Un elevato livello di protezione ambientale è di importanza fondamentale per la salute e il benessere dei cittadini dell'Unione. Il programma dovrebbe sostenere l'obiettivo dell'Unione di produrre e utilizzare le sostanze chimiche secondo modalità che minimizzano gli effetti negativi significativi sulla salute umana e sull'ambiente e di elaborare una strategia dell'Unione per un ambiente non tossico. Il programma dovrebbe altresì sostenere attività intese a facilitare l'attuazione della direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio16 bis, al fine di conseguire livelli di rumore che non comportino effetti negativi significativi né rischi significativi per la salute umana.
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16 bis Direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2002, relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale - Dichiarazione della Commissione in sede di comitato di conciliazione sulla direttiva relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale (GU L 189 del 18.7.2002, pag. 12).
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 17
(17)  L'obiettivo a lungo termine dell'Unione sulla qualità dell'aria consiste nel raggiungere livelli di qualità che non comportino effetti negativi significativi né rischi significativi per la salute umana. L'opinione pubblica è attenta alle questioni legate all'inquinamento atmosferico e i cittadini si aspettano che le autorità intervengano. La direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento europeo e del Consiglio26 evidenzia il ruolo che possono svolgere i finanziamenti dell'Unione nella realizzazione degli obiettivi per la qualità dell'aria. Il programma dovrebbe pertanto sostenere i progetti, compresi i progetti strategici integrati, che sono potenzialmente in grado di mobilitare fondi pubblici e privati, illustrare le buone prassi e stimolare l'attuazione dei piani per la qualità dell'aria e della relativa legislazione a livello locale, regionale, multiregionale, nazionale e transnazionale.
(17)  L'obiettivo a lungo termine dell'Unione sulla qualità dell'aria consiste nel raggiungere livelli di qualità che non comportino effetti negativi significativi né rischi significativi per la salute umana e l'ambiente, rafforzando nel contempo le sinergie tra miglioramenti della qualità dell'aria e riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. L'opinione pubblica è attenta alle questioni legate all'inquinamento atmosferico e i cittadini si aspettano che le autorità intervengano, soprattutto nelle zone in cui la popolazione e gli ecosistemi sono esposti a livelli elevati di inquinanti atmosferici. La direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento europeo e del Consiglio26 evidenzia il ruolo che possono svolgere i finanziamenti dell'Unione nella realizzazione degli obiettivi per la qualità dell'aria. Il programma dovrebbe pertanto sostenere i progetti, compresi i progetti strategici integrati, che sono potenzialmente in grado di mobilitare fondi pubblici e privati, illustrare le buone prassi e stimolare l'attuazione dei piani per la qualità dell'aria e della relativa legislazione a livello locale, regionale, multiregionale, nazionale e transnazionale.
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26 Direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici che modifica la direttiva 2003/35/CE ed abroga la direttiva 2001/81/CE (GU L 344 del 17.12.2016, pag. 1).
26 Direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici che modifica la direttiva 2003/35/CE ed abroga la direttiva 2001/81/CE (GU L 344 del 17.12.2016, pag. 1).
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Considerando 19
(19)  La protezione e il ripristino dell'ambiente marino è uno dei grandi obiettivi della politica ambientale dell'Unione. Il programma dovrebbe sostenere: la gestione, la conservazione, il ripristino e il monitoraggio della biodiversità e degli ecosistemi marini, in particolare nei siti Natura 2000, e la protezione delle specie conformemente ai quadri d'azione prioritaria istituiti in applicazione della direttiva 92/43/CEE; il raggiungimento di un buono stato ecologico, in linea con la direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio28; la difesa di mari puliti e sani; l'attuazione della strategia europea per la plastica in un'economia circolare, in particolare per far fronte al problema degli attrezzi da pesca persi in mare e dei rifiuti marini; la partecipazione dell'Unione alla governance internazionale degli oceani, indispensabile per realizzare gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e per garantire la salute degli oceani a beneficio delle generazioni future. I progetti strategici integrati e i progetti strategici di tutela della natura del programma dovrebbero includere azioni atte a proteggere l'ambiente marino.
(19)  La protezione e il ripristino dell'ambiente acquatico è uno dei grandi obiettivi della politica ambientale dell'Unione. Il programma dovrebbe sostenere: la gestione, la conservazione, il ripristino e il monitoraggio della biodiversità e degli ecosistemi acquatici, in particolare nei siti Natura 2000, e la protezione delle specie conformemente ai quadri d'azione prioritaria istituiti in applicazione della direttiva 92/43/CEE; il raggiungimento di un buono stato ecologico, in linea con la direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio28; la difesa di mari puliti e sani; l'attuazione della strategia europea per la plastica in un'economia circolare, in particolare per far fronte al problema degli attrezzi da pesca persi in mare e dei rifiuti marini; la partecipazione dell'Unione alla governance internazionale degli oceani, indispensabile per realizzare gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e per garantire la salute degli oceani a beneficio delle generazioni future. I progetti strategici integrati e i progetti strategici di tutela della natura del programma dovrebbero includere azioni atte a proteggere l'ambiente acquatico.
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28 Direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino) (GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19).
28 Direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino) (GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19).
Emendamento 21
Proposta di regolamento
Considerando 19 bis (nuovo)
(19 bis)  L'attuale stato di conservazione dei siti Natura 2000 nelle zone agricole è molto carente, il che indica che tali aree necessitano tuttora di protezione. Gli attuali pagamenti a titolo della PAC per le aree Natura 2000 costituiscono lo strumento più efficace per salvaguardare la biodiversità nei terreni agricoli1 bis. Tuttavia, tali pagamenti sono insufficienti e non hanno un valore elevato rispetto al capitale naturale. Per incentivare la tutela ambientale di tali aree, è pertanto opportuno aumentare i pagamenti a titolo della PAC per i siti Natura 2000.
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1 bis G. Pe'er, S. Lakner, R. Müller, G. Passoni, V. Bontzorlos, D. Clough, F. Moreira, C. Azam, J. Berger, P. Bezak, A. Bonn, B. Hansjürgens, L. Hartmann, J.Kleemann, A. Lomba, A. Sahrbacher, S. Schindler, C. Schleyer, J. Schmidt, S. Schüler, C. Sirami, M. von Meyer-Höfer, e Y. Zinngrebe (2017). Is the CAP Fit for purpose? An evidence based fitness-check assessment. Lipsia, Centro tedesco per la ricerca integrativa sulla biodiversità (iDiv) Halle-Jena-Lipsia.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Considerando 20
(20)  Per migliorare la governance dell'ambiente, dei cambiamenti climatici e degli aspetti correlati della transizione all'energia pulita occorre coinvolgere la società civile, e per far ciò occorre accrescere la consapevolezza del pubblico, l'impegno dei consumatori e la partecipazione dei portatori di interessi, comprese le organizzazioni non governative, alle consultazioni e all'attuazione delle politiche.
(20)  Per migliorare la governance dell'ambiente, dei cambiamenti climatici e degli aspetti correlati della transizione verso l'energia pulita occorre coinvolgere la società civile, e per far ciò occorre accrescere la consapevolezza del pubblico, anche attraverso una strategia di comunicazione che tenga conto dei nuovi media e dei social network, l'impegno dei consumatori e la partecipazione pubblica multilivello nonché dei portatori di interessi, comprese le organizzazioni non governative, alle consultazioni e all'attuazione delle politiche. È dunque opportuno che il programma sostenga una vasta gamma di ONG e di reti di organizzazioni senza scopo di lucro che perseguono finalità rispondenti all'interesse generale dell'Unione e che operano principalmente nel settore dell'ambiente o della lotta contro i cambiamenti climatici, attraverso la concessione di sovvenzioni di funzionamento, secondo modalità competitive e trasparenti, per aiutare tali ONG, reti e soggetti a contribuire efficacemente alle politiche dell'Unione, nonché per sviluppare e rafforzare le loro capacità affinché divengano partner più efficienti.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Considerando 21
(21)  Se il miglioramento della governance a tutti i livelli deve essere un obiettivo trasversale di tutti i sottoprogrammi del programma, quest'ultimo dovrebbe sostenere lo sviluppo e l'attuazione della legislazione orizzontale sulla governance ambientale, tra cui la legislazione che attua la convenzione della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) sull'accesso del pubblico alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l'accesso alla giustizia in materia ambientale29.
(21)  Se il miglioramento della governance a tutti i livelli deve essere un obiettivo trasversale di tutti i sottoprogrammi del programma, quest'ultimo dovrebbe sostenere lo sviluppo, l'attuazione e l'applicazione dell'acquis in materia di ambiente e di clima, nonché l'effettiva conformità a tale acquis, in particolare la legislazione orizzontale sulla governance ambientale, tra cui la legislazione che attua la convenzione della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) sull'accesso del pubblico alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l'accesso alla giustizia in materia ambientale29, 29 bis, anche per quanto riguarda il comitato di controllo dell'osservanza della convenzione di Aarhus.
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29 GU L 124 del 17.5.2005, pag. 4.
29 GU L 124 del 17.5.2005, pag. 4.
29 bis Regolamento (CE) n. 1367/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 settembre 2006, sull'applicazione alle istituzioni e agli organi comunitari delle disposizioni della convenzione di Aarhus sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (GU L 264 del 25.9.2006, pag. 13).
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Considerando 22
(22)  Il programma dovrebbe preparare gli operatori del mercato e sostenerli nel passaggio a un'economia pulita, circolare, efficiente in termini di energia, a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, sperimentando nuove opportunità commerciali, migliorando le competenze professionali, facilitando l'accesso dei consumatori a prodotti e servizi sostenibili, coinvolgendo e responsabilizzando chi ha potere d'influenza e sperimentando nuovi metodi per adattare i processi esistenti e il tessuto imprenditoriale. Per favorire la penetrazione nel mercato da parte di soluzioni sostenibili, è opportuno promuovere l'accettazione del pubblico in generale e l'impegno dei consumatori.
(22)  Il programma dovrebbe preparare gli operatori del mercato e sostenerli nel passaggio a un'economia pulita, circolare, efficiente in termini di energia, a zero emissioni nette e resiliente ai cambiamenti climatici, sperimentando nuove opportunità commerciali, migliorando le competenze professionali, facilitando l'accesso dei consumatori a prodotti e servizi sostenibili, coinvolgendo e responsabilizzando chi ha potere d'influenza e sperimentando nuovi metodi per adattare i processi esistenti e il tessuto imprenditoriale. Per favorire la penetrazione nel mercato da parte di soluzioni sostenibili, è opportuno promuovere l'accettazione del pubblico in generale e l'impegno dei consumatori.
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Considerando 22 bis (nuovo)
(22 bis)  Il programma è inteso a sostenere la dimostrazione di tecniche, strategie e migliori prassi che possono essere riprodotte e utilizzate su più vasta scala. Soluzioni innovative contribuirebbero al miglioramento delle prestazioni ambientali e della sostenibilità, in particolare ai fini della messa a punto di pratiche agricole sostenibili nei settori che hanno un impatto sul clima, l'acqua, il suolo, la biodiversità e i rifiuti. A questo proposito è opportuno sottolineare le sinergie con altri programmi e politiche, come il partenariato europeo per l'innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura e il sistema di ecogestione e audit dell'Unione.
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Considerando 23
(23)  A livello di Unione, i grandi investimenti in azioni a favore dell'ambiente e del clima sono prevalentemente finanziati dai programmi di finanziamento più consistenti dell'Unione (integrazione). Facendo leva sulla loro funzione catalizzatrice, i progetti strategici integrati e i progetti strategici di tutela della natura che saranno elaborati nell'ambito del programma dovrebbero cogliere le opportunità di finanziamento offerte dai suddetti programmi e da altre fonti, quali i fondi nazionali, e creare sinergie.
(23)  A livello di Unione, i grandi investimenti in azioni a favore dell'ambiente e del clima sono prevalentemente finanziati dai programmi di finanziamento più consistenti dell'Unione. È pertanto indispensabile intensificare gli sforzi di integrazione per garantire la sostenibilità, la biodiversità e l'assenza di un impatto sul clima da parte degli altri programmi di finanziamento dell'Unione, nonché l'inserimento di clausole di sostenibilità in tutti gli strumenti dell'Unione. La Commissione dovrebbe avere il potere di adottare una metodologia comune e di prendere misure efficaci per garantire che i progetti LIFE non risentano negativamente di altri programmi e politiche dell'Unione. Facendo leva sulla loro funzione catalizzatrice, i progetti strategici integrati e i progetti strategici di tutela della natura che saranno elaborati nell'ambito del programma dovrebbero cogliere le opportunità di finanziamento offerte dai suddetti programmi e da altre fonti, quali i fondi nazionali, e creare sinergie.
Emendamento 27
Proposta di regolamento
Considerando 23 bis (nuovo)
(23 bis)  Il successo dei progetti strategici di tutela della natura e dei progetti strategici integrati dipende da una stretta cooperazione tra le autorità nazionali, regionali e locali e gli attori non statali toccati dagli obiettivi del programma. È pertanto opportuno applicare i principi di trasparenza e divulgazione per quanto riguarda le decisioni relative allo sviluppo, all'attuazione, alla valutazione e al monitoraggio dei progetti, in particolare in caso di integrazione o quando sono coinvolte più fonti di finanziamento.
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Considerando 24
(24)  Tenuto conto dell'importanza di affrontare i cambiamenti climatici in linea con l'impegno assunto dall'Unione di attuare l'accordo di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, il programma contribuirà a integrare le azioni per il clima e a far sì che gli obiettivi climatici assorbano nel complesso il 25% della spesa iscritta a bilancio dell'Unione. Le azioni intraprese nell'ambito del programma dovrebbero far sì che il 61% della dotazione finanziaria totale del programma sia dedicato agli obiettivi climatici. Le azioni saranno individuate durante il processo di preparazione e attuazione, e saranno riesaminate nell'ambito dei processi di valutazione e riesame.
(24)  Tenuto conto dell'importanza di affrontare i cambiamenti climatici in modo coordinato e ambizioso, in linea con l'impegno assunto dall'Unione di attuare l'accordo di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, il programma contribuirà a integrare le azioni per il clima e a far sì che gli obiettivi climatici assorbano nel complesso almeno il 25% della spesa iscritta a bilancio dell'Unione nel periodo del QFP 2021-2027 e il 30 % all'anno quanto prima e comunque al più tardi entro il 2027. Le azioni intraprese nell'ambito del programma dovrebbero far sì che il [61%] della dotazione finanziaria totale del programma sia dedicato agli obiettivi climatici. Le azioni saranno individuate durante il processo di preparazione e attuazione, e saranno riesaminate nell'ambito dei processi di valutazione e riesame.
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Considerando 25
(25)  In sede di attuazione del programma è opportuno tenere in considerazione la strategia per le regioni ultraperiferiche, in virtù dell'articolo 349 del TFUE e delle esigenze specifiche e vulnerabilità di queste regioni. Si dovrebbe tenere conto anche delle politiche dell'Unione diverse da quelle in materia di ambiente, clima e da quelle pertinenti in materia di transizione all'energia pulita.
(25)  In sede di attuazione del programma è opportuno tenere in considerazione la strategia per le regioni ultraperiferiche, in virtù dell'articolo 349 del TFUE e delle esigenze specifiche e vulnerabilità di queste regioni. I finanziamenti dell'Unione e degli Stati membri dovrebbero essere opportunamente rafforzati a tale riguardo. Si dovrebbe tenere conto anche delle politiche dell'Unione diverse da quelle in materia di ambiente, clima e da quelle pertinenti in materia di transizione all'energia pulita.
Emendamento 30
Proposta di regolamento
Considerando 26
(26)  La Commissione, a supporto dell'attuazione del programma, dovrebbe collaborare con i punti di contatto nazionali, organizzare seminari e laboratori, pubblicare gli elenchi dei progetti finanziati nell'ambito del programma o intraprendere altre attività al fine di divulgare i risultati dei progetti e facilitare gli scambi di esperienze, conoscenze e migliori pratiche nonché la riproduzione dei risultati dei progetti in tutta l'Unione. Tali attività dovrebbero essere destinate in special modo agli Stati membri che sottoutilizzano i fondi e facilitare la comunicazione e la cooperazione tra i beneficiari dei progetti, completati o in corso, i proponenti o le parti interessate nell'ambito dello stesso settore.
(26)  La Commissione, a supporto dell'attuazione del programma, dovrebbe collaborare con i punti di contatto nazionali, regionali e locali, anche nell'istituzione di una rete di consulenza a livello locale per agevolare lo sviluppo di progetti con un valore aggiunto e un impatto politico elevati e per garantire la fornitura di informazioni sul finanziamento complementare, sulla trasferibilità dei progetti nonché sulla sostenibilità a lungo termine, organizzare seminari e laboratori, pubblicare gli elenchi dei progetti finanziati nell'ambito del programma o intraprendere altre attività, come le campagne mediatiche, al fine di meglio divulgare i risultati dei progetti e facilitare gli scambi di esperienze, conoscenze e migliori pratiche nonché la riproduzione dei risultati dei progetti in tutta l'Unione, promuovendo in tal modo la cooperazione e la comunicazione. Tali attività dovrebbero essere destinate in special modo agli Stati membri che sottoutilizzano i fondi e facilitare la comunicazione e la cooperazione tra i beneficiari dei progetti, completati o in corso, i proponenti o le parti interessate nell'ambito dello stesso settore. È essenziale che la comunicazione e la cooperazione coinvolgano anche le autorità regionali e locali e i portatori di interessi.
Emendamento 31
Proposta di regolamento
Considerando 28 bis (nuovo)
(28 bis)  I tassi di cofinanziamento minimo e massimo dovrebbero essere fissati ai livelli necessari per mantenere l'efficace livello di sostegno previsto dal programma, tenendo conto della flessibilità e dell'adattabilità necessarie per fare fronte alla gamma di azioni e di entità esistenti.
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Considerando 31
(31)  Le tipologie di finanziamento e i metodi di esecuzione dovrebbero essere scelti in base alle rispettive capacità di conseguire gli obiettivi specifici delle azioni e di ottenere risultati, tenuto conto, in particolare, dei costi dei controlli, degli oneri amministrativi e del rischio previsto di inottemperanza. Nel caso delle sovvenzioni, dovrebbe essere preso in considerazione anche il ricorso a somme forfettarie, tassi fissi e costi unitari.
(31)  Le tipologie di finanziamento e i metodi di esecuzione dovrebbero essere scelti in base alle rispettive capacità di conseguire gli obiettivi specifici delle azioni e di ottenere risultati, tenuto conto, in particolare, dei costi dei controlli, degli oneri amministrativi e del rischio previsto di inottemperanza. Nel caso delle sovvenzioni, dovrebbe essere preso in considerazione anche il ricorso a somme forfettarie, tassi fissi e costi unitari. La Commissione dovrebbe garantire un'attuazione comprensibile e dovrebbe promuovere una reale semplificazione per i promotori dei progetti.
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Considerando 36 bis (nuovo)
(36 bis)  Al fine di garantire che il sostegno a titolo del programma e la sua attuazione siano coerenti con le politiche e le priorità dell'Unione e complementari rispetto agli altri strumenti finanziari dell'Unione, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea per integrare il presente regolamento adottando programmi di lavoro pluriennali. È di particolare importanza che, durante i lavori preparatori, la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione degli atti delegati.
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Considerando 38
(38)  Poiché gli obiettivi del presente regolamento, vale a dire contribuire allo sviluppo sostenibile e alla realizzazione degli obiettivi e dei traguardi stabiliti dalla legislazione, dalle strategie, dai piani e dagli impegni internazionali dell'Unione in materia di ambiente, clima e pertinenti all'energia pulita, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo delle dimensioni e degli effetti del presente regolamento, possono essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(38)  Poiché gli obiettivi del presente regolamento, vale a dire contribuire a un elevato livello di tutela ambientale e a un'azione ambiziosa per il clima con una buona governance e un approccio multipartecipativo e alla realizzazione degli obiettivi e dei traguardi stabiliti dalla legislazione, dalle strategie, dai piani e dagli impegni internazionali dell'Unione in materia di ambiente, biodiversità, clima, economia circolare e pertinenti all'energia rinnovabile e all'efficienza energetica, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo delle dimensioni e degli effetti del presente regolamento, possono essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Articolo 1 – comma 1
Il presente regolamento istituisce il programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) (in prosieguo "il programma").
Il presente regolamento istituisce un programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) (in prosieguo "il programma") per il periodo dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2027.
Emendamento 36
Proposta di regolamento
Articolo 1 – comma 2
Esso stabilisce gli obiettivi del programma, il bilancio per il periodo 2021-2027, le forme di finanziamento dell'Unione e le regole di erogazione dei finanziamenti.
Esso stabilisce gli obiettivi del programma, il bilancio per tale periodo, le forme di finanziamento dell'Unione e le regole di erogazione dei finanziamenti.
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Articolo 2 – punto 1
(1)  "progetti strategici di tutela della natura", i progetti che sostengono il conseguimento degli obiettivi dell'Unione in materia di natura e di biodiversità attuando negli Stati membri programmi di azione coerenti per integrare tali obiettivi e priorità nelle altre politiche e negli strumenti di finanziamento, anche attraverso l'attuazione coordinata dei quadri di azione prioritaria istituiti in applicazione della direttiva 92/43/CEE;
(1)  "progetti strategici di tutela della natura", i progetti che sostengono il conseguimento degli obiettivi dell'Unione in materia di natura e di biodiversità attuando programmi di azione coerenti, in particolare integrando tali obiettivi e priorità nelle altre politiche e negli strumenti di finanziamento, anche attraverso l'attuazione coordinata dei quadri di azione prioritaria istituiti in applicazione della direttiva 92/43/CEE;
Emendamento 103
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 1
1.  L'obiettivo generale del programma consiste nel contribuire al passaggio a un'economia pulita, circolare, efficiente in termini di energia, a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, anche mediante la transizione all'energia pulita, contribuire alla tutela e al miglioramento della qualità dell'ambiente e all'interruzione e all'inversione del processo di perdita della biodiversità, in modo da favorire lo sviluppo sostenibile.
1.  L'obiettivo generale del programma consiste nel contribuire, nel quadro di una transizione equa, al passaggio a un'economia pulita, circolare, efficiente in termini di energia, a zero emissioni nette e resiliente ai cambiamenti climatici, nel tutelare e migliorare la qualità dell'ambiente e nell'interrompere e invertire il processo di perdita della biodiversità e il degrado degli ecosistemi, in modo da favorire lo sviluppo sostenibile.
Emendamento 39
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 2 – lettera a
(a)  sviluppare, dimostrare e promuovere tecniche e approcci innovativi per raggiungere gli obiettivi della legislazione e delle politiche dell'Unione in materia di ambiente e azione per il clima, anche la transizione all'energia pulita, e contribuire all'applicazione delle migliori prassi di tutela della natura e della biodiversità;
(a)  sviluppare, dimostrare e promuovere tecniche e approcci innovativi per raggiungere gli obiettivi della legislazione e delle politiche dell'Unione in materia di ambiente e azione per il clima, anche la transizione all'energia pulita e rinnovabile e una maggiore efficienza energetica, e contribuire alla gestione efficace basata sulla conoscenza e all'applicazione delle migliori prassi di tutela della natura e della biodiversità, anche attraverso il sostegno della rete Natura 2000;
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 2 – lettera b
(b)  sostenere lo sviluppo, l'attuazione, la sorveglianza e il controllo del rispetto della legislazione e delle politiche dell'Unione pertinenti, anche migliorando la governance e rafforzando le capacità degli attori pubblici e privati e la partecipazione della società civile;
(b)  sostenere lo sviluppo, l'attuazione, la sorveglianza, l'effettiva conformità e il controllo del rispetto della legislazione e delle politiche dell'Unione pertinenti, in particolare sostenendo l'attuazione dei programmi generali di azione dell'Unione in materia di ambiente, adottati a norma dell'articolo 192, paragrafo 3, TFUE, e migliorando la governance ambientale e in materia di clima a tutti i livelli, anche rafforzando le capacità degli attori pubblici e privati e la partecipazione della società civile;
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 1
1.  La dotazione finanziaria per l'attuazione del programma nel periodo 2021-2027 è di 5 450 000 000 EUR a prezzi correnti.
1.  La dotazione finanziaria per l'attuazione del programma nel periodo 2021-2027 è di 6 442 000 000 EUR a prezzi 2018 (7 272 000 000 EUR a prezzi correnti).
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 2
2.  La ripartizione indicativa dell'importo di cui al paragrafo 1 è la seguente:
2.  La ripartizione indicativa dell'importo di cui al paragrafo 1 è la seguente:
(a)  3 500 000 000 EUR per il settore Ambiente, di cui
(a)  4 715 000 000 EUR a prezzi 2018 (5 322 000 000 EUR a prezzi correnti, che rappresenta il 73,2% della dotazione finanziaria totale del programma) per il settore Ambiente, di cui
(1)  2 150 000 000 EUR per il sottoprogramma Natura e biodiversità e
(1)  2 829 000 000 EUR a prezzi 2018 (3 261 420 000 EUR a prezzi correnti, che rappresenta il 44,9 % della dotazione finanziaria totale del programma) per il sottoprogramma Natura e biodiversità e
(2)  1 350 000 000 EUR per il sottoprogramma Economia circolare e qualità della vita;
(2)  1 886 000 000 EUR a prezzi 2018 (2 060 580 000 a prezzi correnti, che rappresenta il 28,3 % della dotazione finanziaria totale del programma) per il sottoprogramma Economia circolare e qualità della vita;
(b)  1 950 000 000 EUR per il settore Azione per il clima, di cui
(b)  1 950 000 000 EUR per il settore Azione per il clima, di cui
(1)  950 000 000 EUR per il sottoprogramma Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e
(1)  950 000 000 EUR per il sottoprogramma Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e
(2)  1 000 000 000 EUR per il sottoprogramma Transizione all'energia pulita.
(2)  1 000 000 000 EUR per il sottoprogramma Transizione all'energia pulita.
Emendamento 43
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Il programma è aperto ai seguenti paesi terzi:
1.  Fatto salvo il pieno rispetto di tutte le sue norme e disposizioni, il programma è aperto ai seguenti paesi terzi:
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Articolo 6 bis (nuovo)
Articolo 6 bis
Cooperazione internazionale
Nel corso dell'attuazione del programma è possibile la cooperazione con le organizzazioni internazionali pertinenti e con i relativi organi e istituzioni, al fine di conseguire gli obiettivi generali di cui all'articolo 3.
Emendamento 45
Proposta di regolamento
Articolo 7
Il programma è attuato in modo da assicurarne la coerenza con il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo, il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, Orizzonte Europa, il meccanismo per collegare l'Europa e InvestEU al fine di creare sinergie, in particolare nel contesto dei progetti strategici di tutela della natura e dei progetti strategici integrati, e sostenere l'utilizzo e la riproduzione delle soluzioni sviluppate nel quadro del programma.
La Commissione assicura l'attuazione coerente del programma e la Commissione e gli Stati membri ne assicurano la coerenza e il coordinamento con il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo, il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, Orizzonte Europa, il meccanismo per collegare l'Europa, il Fondo per l'innovazione nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissione e InvestEU al fine di creare sinergie, in particolare nel contesto dei progetti strategici di tutela della natura e dei progetti strategici integrati, e sostenere l'utilizzo e la riproduzione delle soluzioni sviluppate nel quadro del programma. La Commissione e gli Stati membri garantiscono la complementarietà a tutti i livelli. La Commissione identifica azioni specifiche e mobilita le risorse pertinenti nel quadro degli altri programmi dell'Unione, oltre a facilitare l'attuazione coordinata e coerente delle azioni complementari finanziate da altre fonti.
Emendamento 104
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  Il programma è attuato nel quadro della transizione equa, in cui le comunità e i territori interessati sono inclusi nello sviluppo e nell'attuazione dei progetti, in particolare attraverso la consultazione e il dialogo.
Emendamento 46
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 3
3.  I progetti a titolo del sottoprogramma Natura e biodiversità riguardanti la gestione, il ripristino e il monitoraggio dei siti Natura 2000 conformemente alle direttive 92/43/CEE e 2009/147/CE ricevono sostegno in conformità dei quadri d'azione prioritaria istituiti in applicazione della direttiva 92/43/CEE.
3.  I progetti a titolo del sottoprogramma Natura e biodiversità riguardanti la gestione, il ripristino e il monitoraggio dei siti Natura 2000 conformemente alle direttive 92/43/CEE e 2009/147/CE tengono conto delle priorità definite nei piani, nelle strategie e nelle politiche nazionali e regionali, anche nei quadri d'azione prioritaria istituiti in applicazione della direttiva 92/43/CEE.
Emendamento 47
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 4
4.  Le sovvenzioni possono finanziare attività al di fuori dell'Unione, a condizione che il progetto persegua gli obiettivi ambientali e climatici dell'Unione e le attività al di fuori dell'Unione siano necessarie ad assicurare l'efficacia degli interventi effettuati nei territori degli Stati membri.
4.  Le sovvenzioni possono finanziare attività al di fuori di uno Stato membro o di un paese o territorio d'oltremare collegato a tale Stato membro, a condizione che il progetto persegua gli obiettivi ambientali e climatici dell'Unione e le attività al di fuori dell'Unione siano necessarie ad assicurare l'efficacia degli interventi effettuati nei territori degli Stati membri o in un paese o territorio d'oltremare, o a sostenere gli accordi internazionali di cui l'Unione è parte.
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 2 – lettera a – punto 3
(3)  un altro paese terzo elencato nel programma di lavoro, alle condizioni specificate ai paragrafi da 4 a 6;
(3)  un altro paese terzo elencato nei programmi di lavoro pluriennali, alle condizioni specificate ai paragrafi da 4 a 6;
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Articolo 11 – paragrafo 6 bis (nuovo)
6 bis.   Per garantire un uso efficace dei fondi del programma e un'efficiente partecipazione dei soggetti giuridici di cui al paragrafo 4, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 21 per completare il presente articolo definendo a quali condizioni la partecipazione di tali soggetti alla politica ambientale e climatica condotta dall'Unione è considerata adeguata ai fini della loro ammissibilità al programma.
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Articolo 12 bis (nuovo)
Articolo 12 bis
Procedure di presentazione e di selezione dei progetti
1.  Il programma introduce le seguenti procedure di presentazione e di selezione dei progetti:
(a)  un approccio semplificato in due fasi, che prevede la presentazione e la valutazione di una nota riepilogativa e successivamente di una proposta completa per i candidati le cui proposte sono state preselezionate;
(b)  un approccio standard in una sola fase, basato unicamente sulla presentazione e la valutazione di una proposta completa. La scelta dell'approccio standard al posto di quello semplificato deve essere giustificata nel programma di lavoro, tenuto conto dei vincoli organizzativi e operativi di ciascun sottoprogramma e, se del caso, di ciascun invito a presentare proposte.
2.  Ai fini del paragrafo 1, con "nota riepilogativa" si intende una nota di un massimo di dieci pagine che comprenda una descrizione del contenuto del progetto, il o i partner potenziali, i vincoli che potrebbero sopravvenire e il piano di emergenza per farvi fronte, nonché la strategia scelta per garantire la sostenibilità dei risultati del progetto oltre il suo ciclo di vita, formulari amministrativi relativi ai beneficiari che partecipano al progetto e il bilancio dettagliato del progetto.
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Articolo 13
Articolo 13
Articolo 13
Criteri di attribuzione
Criteri di attribuzione
I criteri di attribuzione sono stabiliti negli inviti a presentare proposte tenendo conto di quanto segue:
I criteri di attribuzione sono definiti nei programmi di lavoro pluriennali, stabiliti in conformità dell'articolo 17, e negli inviti a presentare proposte tenendo conto di quanto segue:
(a)  i progetti finanziati dal programma non pregiudicano gli obiettivi del programma in materia di ambiente, clima o quelli pertinenti in materia di energia pulita e, ove possibile, promuovono il ricorso agli appalti pubblici verdi;
(a)  i progetti finanziati dal programma non pregiudicano gli obiettivi del programma in materia di ambiente, clima o quelli pertinenti in materia di energia pulita e, ove possibile, promuovono il ricorso agli appalti pubblici verdi;
(a bis)  i progetti garantiscono un approccio efficace sotto il profilo dei costi e sono tecnicamente e finanziariamente coerenti;
(a ter)  è data priorità ai progetti aventi il massimo contributo potenziale per il raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 3;
(b)  è data priorità ai progetti che apportano benefici collaterali e promuovono sinergie tra i sottoprogrammi di cui all'articolo 4;
(b)  è data priorità ai progetti che apportano benefici collaterali e promuovono sinergie tra i sottoprogrammi di cui all'articolo 4;
(c)  è data priorità ai progetti potenzialmente più riproducibili e utilizzabili dal settore pubblico o privato o più in grado di mobilitare i massimi investimenti o risorse finanziarie (potenzialità di stimolo);
(c)  è assegnato un bonus ai progetti potenzialmente più riproducibili e utilizzabili dal settore pubblico o privato o più in grado di mobilitare i massimi investimenti o risorse finanziarie (potenzialità di stimolo);
(d)  è assicurata la riproducibilità dei risultati del progetto di azione standard;
(d)  è assicurata la riproducibilità dei risultati del progetto di azione standard;
(e)  è assegnato un bonus ai progetti che sono basati sui risultati di altri progetti finanziati dal programma, dai programmi precedenti o da altri fondi dell'Unione o che espandono tali risultati;
(e)  è assegnato un bonus ai progetti che sono basati sui risultati di altri progetti finanziati dal programma, dai programmi precedenti o da altri fondi dell'Unione o che espandono tali risultati;
(f)  se del caso, è prestata particolare attenzione ai progetti in zone geografiche con esigenze specifiche o vulnerabilità, quali zone con particolari problemi ambientali o vincoli naturali, zone transfrontaliere o regioni ultraperiferiche.
(f)  se del caso, è prestata particolare attenzione all'equilibrio biogeografico dei progetti e ai progetti in zone geografiche con esigenze specifiche o vulnerabilità, quali zone con particolari problemi ambientali o vincoli naturali, zone transfrontaliere, in zone di elevato valore naturalistico o regioni ultraperiferiche.
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Articolo 15 – paragrafo 1
1.  Un'azione che ha beneficiato di un contributo nel quadro di un altro programma dell'Unione può anche essere finanziata dal programma purché i contributi non riguardino gli stessi costi. Le regole di ciascun programma dell'Unione si applicano al rispettivo contributo da esso apportato all'azione. Il finanziamento cumulativo non supera l'importo totale dei costi ammissibili dell'azione e il sostegno nell'ambito dei vari programmi dell'Unione può essere calcolato su base proporzionale in conformità dei documenti che stabiliscono le condizioni del sostegno.
1.  Un'azione che ha beneficiato di un contributo nel quadro di un altro programma dell'Unione può anche essere finanziata dal programma purché i contributi non riguardino gli stessi costi. Per essere ammissibili ai contributi a titolo del programma, le azioni che sono state finanziate da altri programmi dell'Unione devono non aver pregiudicato gli obiettivi ambientali o climatici di cui all'articolo 3. Le regole di ciascun programma dell'Unione si applicano al rispettivo contributo da esso apportato all'azione. Il finanziamento cumulativo non supera l'importo totale dei costi ammissibili dell'azione e il sostegno nell'ambito dei vari programmi dell'Unione può essere calcolato su base proporzionale in conformità dei documenti che stabiliscono le condizioni del sostegno.
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Articolo 15 – paragrafo 2
2.  Le azioni che hanno ricevuto un marchio di eccellenza o che sono conformi alle seguenti condizioni cumulative:
2.  Le azioni che hanno ricevuto un marchio di eccellenza o che sono conformi alle seguenti condizioni cumulative:
(a)  sono state valutate in un invito a presentare proposte nell'ambito del programma,
(a)  sono state valutate in un invito a presentare proposte nell'ambito del programma,
(b)  rispettano i requisiti minimi di qualità di detto invito a presentare proposte,
(b)  rispettano i requisiti minimi di qualità di detto invito a presentare proposte,
(c)  non possono essere finanziate nell'ambito di detto invito a presentare proposte a causa di vincoli di bilancio,
(c)  non possono essere finanziate nell'ambito di detto invito a presentare proposte a causa di vincoli di bilancio,
possono ricevere sostegno a carico del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo di coesione, del Fondo sociale europeo plus o del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, in conformità dell'articolo [67], paragrafo 5, del regolamento (UE) XX [regolamento sulle disposizioni comuni] o dell'articolo [8] del regolamento (UE) XX [finanziamento, gestione e monitoraggio della politica agricola comune], a condizione che tali azioni siano coerenti con gli obiettivi del programma interessato. Si applicano le regole del Fondo che fornisce il sostegno.
possono ricevere sostegno a carico del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo di coesione, del Fondo sociale europeo plus o del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, in conformità dell'articolo [67], paragrafo 5, del regolamento (UE) XX [regolamento sulle disposizioni comuni] o dell'articolo [8] del regolamento (UE) XX [finanziamento, gestione e monitoraggio della politica agricola comune], a condizione che tali azioni siano coerenti con gli obiettivi e i criteri di ammissibilità del programma interessato. Si applicano le regole del Fondo che fornisce il sostegno.
Emendamento 54
Proposta di regolamento
Articolo 16 – comma 1
Le operazioni di finanziamento misto nel quadro del presente programma sono eseguite in conformità al [regolamento InvestEU] e al titolo X del regolamento finanziario.
Le operazioni di finanziamento misto nel quadro del presente programma sono eseguite in conformità al [regolamento InvestEU] e al titolo X del regolamento finanziario, tenendo in debito conto i requisiti in materia di sostenibilità e trasparenza.
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Articolo 17 – titolo
Programma di lavoro
Programmi di lavoro pluriennali
Emendamento 56
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 1
1.  Il programma è attuato mediante almeno due programmi di lavoro pluriennali di cui all'articolo 110 del regolamento finanziario. Il programma di lavoro stabilisce, se del caso, l'importo globale destinato alle operazioni di finanziamento misto.
1.  Il programma è attuato mediante almeno due programmi di lavoro pluriennali di cui all'articolo 110 del regolamento finanziario. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 21 al fine di integrare il presente regolamento adottando tali programmi di lavoro pluriennali.
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.   La Commissione garantisce un'adeguata consultazione dei colegislatori e dei portatori di interessi pertinenti, comprese le organizzazioni della società civile, nell'elaborazione dei programmi di lavoro pluriennali.
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 2 – lettera a bis (nuova)
(a bis)  i livelli minimi e massimi per i tassi di cofinanziamento, differenziati tra i sottoprogrammi di cui all'articolo 4 e per le azioni ammissibili di cui all'articolo 10, per i quali i tassi di cofinanziamento massimi totali nel primo programma di lavoro pluriennale per le azioni di cui all'articolo 10, paragrafo 2, lettere a), b) e d) sono pari a un massimo del [60 %] dei costi ammissibili e del [75 %] in caso di progetti finanziati nell'ambito del sottoprogramma Natura e biodiversità riguardanti habitat prioritari o specie prioritarie ai fini dell'attuazione della direttiva 92/43/CEE o specie di uccelli per le quali il finanziamento è considerato prioritario dal comitato per l'adeguamento al progresso scientifico e tecnico istituito a norma dell'articolo 16 della direttiva 2009/147/CE, allorché necessario per conseguire l'obiettivo prefisso in materia di conservazione;
Emendamento 59
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 2 – lettera a ter (nuova)
(a ter)  l'importo massimo totale riservato alle operazioni di finanziamento misto;
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 2 – lettera d bis (nuova)
(d bis)  i calendari indicativi per gli inviti a presentare proposte per il periodo coperto dal programma di lavoro pluriennale;
Emendamento 61
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 2 – lettera d ter (nuova)
(d ter)  la metodologia tecnica per la procedura di presentazione e selezione dei progetti e i criteri di selezione e di aggiudicazione per le sovvenzioni di cui all'articolo 13;
Emendamento 62
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  Il primo programma di lavoro pluriennale ha una durata di quattro anni e il secondo ha una durata di tre anni.
Emendamento 63
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 2 ter (nuovo)
2 ter.  La Commissione provvede affinché i fondi inutilizzati in un determinato invito a presentare proposte siano ripartiti tra i diversi tipi di azioni di cui all'articolo 10, paragrafo 2.
Emendamento 64
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 2 quater (nuovo)
2 quater.  La Commissione garantisce la consultazione dei portatori di interessi nell'elaborazione dei programmi di lavoro pluriennali.
Emendamento 65
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 1
1.  Le valutazioni si svolgono con tempestività per alimentare il processo decisionale.
1.  Le valutazioni si svolgono con tempestività per alimentare il processo decisionale, tenendo in debita considerazione la coerenza, le sinergie, il valore aggiunto dell'Unione e la sostenibilità a lungo termine, utilizzando le priorità del pertinente programma di azione in materia di ambiente.
Emendamento 66
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 2
2.  La valutazione intermedia del programma va effettuata non appena siano disponibili informazioni sufficienti sulla sua attuazione e comunque non oltre quattro anni dall'inizio della sua attuazione.
2.  La valutazione intermedia del programma va effettuata non appena siano disponibili informazioni sufficienti sulla sua attuazione e comunque non oltre tre anni dall'inizio della sua attuazione, utilizzando gli indicatori di realizzazione e di risultato fissati in conformità dell'allegato II. La valutazione è accompagnata, se del caso, da una proposta di modifica del presente regolamento.
La valutazione riguarda almeno i seguenti aspetti:
(a)  gli aspetti qualitativi e quantitativi dell'attuazione del programma;
(b)  l'uso efficiente delle risorse;
(c)  il grado in cui gli obiettivi di tutte le misure sono stati conseguiti, specificando laddove possibile i risultati e gli impatti;
(d)  la capacità, effettiva o prevista, dei progetti di mobilitare altri fondi dell'Unione, tenendo conto, in particolare, dei vantaggi di una maggiore coerenza con altri strumenti di finanziamento dell'Unione;
(e)  la misura in cui sono state realizzate sinergie tra gli obiettivi e la complementarità con altri programmi pertinenti dell'Unione;
(f)  il valore aggiunto dell'Unione e l'impatto a lungo termine del programma, in vista di una decisione riguardo al rinnovo, alla modifica o alla sospensione delle misure;
(g)  il livello di coinvolgimento dei portatori di interessi;
(h)  un'analisi quantitativa e qualitativa del contributo del programma allo stato di conservazione degli habitat e delle specie di cui alle direttive 92/43/CEE e 2009/147/CE.
Emendamento 67
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 3
3.  Al termine dell'attuazione del programma e comunque non oltre quattro anni dalla fine del periodo di cui all'articolo 1, secondo comma, la Commissione effettua una valutazione finale del programma.
3.  Al termine dell'attuazione del programma e comunque non oltre quattro anni dalla fine del periodo di cui all'articolo 1, secondo comma, la Commissione effettua una valutazione finale del programma, integrata da una relazione di valutazione ex post esterna ed indipendente sull'attuazione e i risultati del programma, integrata da una relazione di valutazione ex post esterna ed indipendente sull'attuazione e sui risultati del programma.
Emendamento 68
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 4
4.  La Commissione comunica le conclusioni delle valutazioni, corredate delle proprie osservazioni, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.
4.  La Commissione trasmette le conclusioni delle valutazioni, corredate delle proprie osservazioni, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni e la Commissione rende disponibili al pubblico i risultati delle valutazioni.
Emendamento 69
Proposta di regolamento
Articolo 20 – paragrafo 1
1.  I destinatari dei finanziamenti dell'Unione rendono nota l'origine degli stessi e ne garantiscono la visibilità (in particolare quando promuovono i progetti e i risultati) diffondendo informazioni coerenti, efficaci e proporzionate destinate a pubblici diversi, tra cui i media e il vasto pubblico.
1.  I destinatari dei finanziamenti dell'Unione rendono nota l'origine degli stessi e ne garantiscono la visibilità (in particolare quando promuovono i progetti e i risultati) diffondendo informazioni coerenti, efficaci e proporzionate destinate a pubblici diversi, tra cui i media e il vasto pubblico. A tal fine, i destinatari si avvalgono per tutte le attività di comunicazione del logo del programma illustrato nell'allegato II bis; tale logo figura su pannelli visibili al pubblico localizzati in punti strategici. Tutti i beni durevoli acquisiti nel quadro del programma recano il logo del programma, tranne nei casi specificati dalla Commissione.
Emendamento 70
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 4
4.  I rientri di capitale da strumenti finanziari costituiti nel quadro del regolamento (UE) n. 1293/2013 possono essere investiti negli strumenti finanziari costituiti a titolo di [Fondo InvestEU].
4.  I rientri di capitale da strumenti finanziari costituiti nel quadro del regolamento (UE) n. 1293/2013 possono essere riassegnati tra le azioni a titolo del presente programma.
Emendamento 71
Proposta di regolamento
Allegato II – punto 2 – punto 2.1 – trattino 3 bis (nuovo)
—  sostanze chimiche,
Emendamento 72
Proposta di regolamento
Allegato II – punto 2 – punto 2.1 – trattino 5 bis (nuovo)
—  rumore,
Emendamento 73
Proposta di regolamento
Allegato II – punto 2 – punto 2.1 – trattino 5 ter (nuovo)
—  Uso delle risorse ed efficienza;
Emendamento 74
Proposta di regolamento
Allegato II – punto 2 – punto 2.2. bis (nuovo)
2.2. bis.  Sensibilizzazione dell'opinione pubblica
Emendamento 75
Proposta di regolamento
Allegato II bis (nuovo)
ALLEGATO II bis
Logo del programma
20181211-P8_TA-PROV(2018)0487_IT-p0000002.png

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A8-0397/2018).


Protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro ***I
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Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro (COM(2017)0011 – C8-0010/2017 – 2017/0004(COD))
P8_TA-PROV(2018)0488A8-0142/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2017)0011),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 153, paragrafo 2 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0010/2017),

–  visto il parere della commissione giuridica sulla base giuridica proposta,

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 31 maggio 2017(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 24 ottobre 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti gli articoli 59 e 39 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A8-0142/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura l'11 dicembre 2018 in vista dell'adozione della direttiva (UE) 2018/... del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro

P8_TC1-COD(2017)0004


(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 153, paragrafo 2, lettera b), in combinato disposto con l'articolo 153, paragrafo 1, lettera a) ▌,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(2),

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(3),

considerando quanto segue:

(1)  La direttiva 2004/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(4) ha come scopo la protezione dei lavoratori contro i rischi per la loro salute e la loro sicurezza derivanti dall'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni sul luogo di lavoro. Tale direttiva, mediante un quadro di principi generali che consentano agli Stati membri di assicurare l'applicazione uniforme dei requisiti minimi, prevede un livello coerente di protezione contro i rischi derivanti da agenti cancerogeni e mutageni. Valori limite di esposizione professionale vincolanti, stabiliti sulla base delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici, la fattibilità economica, una valutazione approfondita dell'impatto socioeconomico e la disponibilità di protocolli e tecniche di misurazione dell'esposizione sul luogo di lavoro, sono elementi importanti del regime generale di protezione dei lavoratori istituito dalla direttiva. In tale contesto è essenziale tenere conto del principio di precauzione, ove vi siano incertezze. Le prescrizioni minime di cui alla suddetta direttiva mirano a proteggere i lavoratori a livello di Unione. Gli Stati membri hanno facoltà di stabilire valori limite di esposizione professionale vincolanti o altre misure di protezione più rigorosi.

(2)   I valori limite di esposizione professionale rientrano nelle misure di gestione del rischio di cui alla direttiva 2004/37/CE. Il rispetto di detti valori limite non pregiudica gli altri obblighi dei datori di lavoro ai sensi di tale direttiva, in particolare la riduzione dell'utilizzazione di agenti cancerogeni e mutageni sul luogo di lavoro, la prevenzione o la limitazione dell'esposizione dei lavoratori ad agenti cancerogeni e mutageni e le misure che dovrebbero essere attuate a tal fine. Tali misure dovrebbero includere, sempre che ciò sia tecnicamente possibile, la sostituzione dell'agente cancerogeno o mutageno con una sostanza, una miscela o un procedimento che non sia o sia meno nocivo per la salute del lavoratore, il ricorso a un sistema chiuso o altre misure volte a ridurre l'esposizione dei lavoratori al livello più basso possibile, promuovendo in tal modo l'innovazione.

(3)   Per la maggior parte degli agenti cancerogeni e mutageni non è scientificamente possibile individuare livelli al di sotto dei quali l'esposizione non produrrebbe effetti nocivi. Nonostante la fissazione di valori limite sul luogo di lavoro relativamente agli agenti cancerogeni o mutageni a norma della presente direttiva non elimini i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti dall'esposizione durante il lavoro (rischio residuo), essa contribuisce comunque a una riduzione significativa dei rischi derivanti da tale esposizione nell'ambito di un approccio graduale e orientato alla definizione di obiettivi ai sensi della direttiva 2004/37/CE. Per gli altri agenti cancerogeni e mutageni è scientificamente possibile individuare livelli al di sotto dei quali l'esposizione non dovrebbe produrre effetti nocivi.

(4)   I livelli massimi di esposizione dei lavoratori ad alcuni agenti cancerogeni o mutageni sono stabiliti da valori limite che, a norma della direttiva 2004/37/CE, non devono essere superati. È opportuno rivedere detti valori limite e fissarne altri per agenti cancerogeni e mutageni aggiuntivi.

(5)   I valori limite fissati dalla presente direttiva dovrebbero essere rivisti quando necessario alla luce delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici e le migliori prassi, le tecniche e i protocolli basati su dati concreti per la misurazione del livello di esposizione sul luogo di lavoro. Se possibile, tali informazioni dovrebbero includere dati sui rischi residui per la salute dei lavoratori e pareri del comitato scientifico per i limiti dell'esposizione professionale agli agenti chimici (SCOEL)) e del comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro (CCSS). Le informazioni relative al rischio residuo, rese disponibili al pubblico a livello di Unione, sono preziose per i lavori futuri tesi a limitare i rischi derivanti da un'esposizione professionale ad agenti cancerogeni e mutageni, anche per le prossime revisioni dei valori limite fissati nella presente direttiva.

(6)   Entro il primo trimestre del 2019 la Commissione, tenendo conto degli ultimi sviluppi nelle conoscenze scientifiche, dovrebbe valutare la possibilità di modificare l'ambito di applicazione della direttiva 2004/37/CE per includervi le sostanze tossiche per la riproduzione. Su tale base la Commissione dovrebbe presentare, se del caso, una proposta legislativa, previa consultazione delle parti sociali.

(7)   Per taluni agenti cancerogeni privi di soglia non è possibile calcolare un valore limite di esposizione basato sulla salute, tuttavia è ancora possibile fissare un valore limite per tali agenti cancerogeni sulla base delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici.

(8)  Al fine di garantire il livello più alto di protezione possibile contro alcuni agenti cancerogeni e mutageni, è necessario tenere presenti altre vie di assorbimento, anche attraverso la pelle ▌.

(9)  Lo SCOEL assiste la Commissione, in particolare, nel valutare i più recenti dati scientifici disponibili e nel proporre i valori limite di esposizione professionale per la protezione dei lavoratori contro i rischi chimici, che devono essere fissati a livello dell'Unione a norma della direttiva 98/24/CE del Consiglio(5) e della direttiva 2004/37/CE. Il CCSS è un organo tripartito che assiste la Commissione nella preparazione, nell'esecuzione e nella valutazione delle attività nei settori della sicurezza e della salute professionali. In particolare, il CCSS adotta pareri tripartiti su iniziative volte a fissare i valori limite di esposizione professionale a livello dell'Unione sulla base delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici nonché i dati sugli aspetti sociali e sulla fattibilità economica di tali iniziative. Sono state esaminate anche altre fonti di informazioni scientifiche, sufficientemente solide e di dominio pubblico, in particolare il Centro internazionale di ricerca sul cancro (IARC), l'Organizzazione mondiale della sanità e agenzie nazionali.

(10)   Il lavoro dello SCOEL e la trasparenza di tali attività sono parte integrante di un processo politico responsabile. Per riorganizzare l'attività dello SCOEL è auspicabile garantire che siano stanziate risorse specifiche e che non vadano perse competenze specifiche in materia di epidemiologia, tossicologia e medicina e igiene del lavoro.

(11)   Le modifiche degli allegati I e III della direttiva 2004/37/CE di cui alla presente direttiva costituiscono un passo ulteriore in un processo a più lungo termine per l'aggiornamento della direttiva 2004/37/CE. Come passo successivo in tale processo, la Commissione ha presentato una proposta intesa a stabilire valori limite e osservazioni relative alla pelle per cinque agenti cancerogeni aggiuntivi. Inoltre, nella comunicazione del 10 gennaio 2017 dal titolo "Lavoro più sicuro e più sano per tutti – Aggiornamento della normativa e delle politiche dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro", la Commissione ha affermato che dovrebbero essere previste successive modifiche della direttiva 2004/37/CE. La Commissione dovrebbe proseguire costantemente i lavori sugli aggiornamenti degli allegati I e III della direttiva 2004/37/CE, in linea con l'articolo 16 di tale direttiva e con la prassi consolidata e, se necessario, modificare tali allegati alla luce delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici acquisiti progressivamente, come per esempio i dati sui rischi residui. Tali lavori dovrebbero concretizzarsi, se del caso, in proposte di future revisioni dei valori limite di cui alla direttiva 2004/37/CE e alla presente direttiva, nonché in proposte relative a sostanze, miscele e procedimenti supplementari di cui all'allegato I e a valori limite supplementari di cui all'allegato III.

(12)   È importante proteggere i lavoratori esposti ad agenti cancerogeni o mutageni derivanti dalla preparazione, somministrazione o smaltimento di medicinali pericolosi, compresi i farmaci citostatici o citotossici, e da lavori comportanti l'esposizione a sostanze cancerogene o mutagene in settori quali pulizie, trasporti, lavanderia e smaltimento di medicinali pericolosi o materiali contaminati dagli stessi, nonché nell'ambito dell'assistenza personale a pazienti sottoposti a terapie con medicinali pericolosi. Come primo passo, la Commissione ha pubblicato, in una guida dedicata alla prevenzione e alle buone pratiche, orientamenti volti a ridurre i rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro nel settore sanitario, compreso il rischio legato all'esposizione ai farmaci citostatici o citotossici. Tali orientamenti non pregiudicano ulteriori eventuali proposte o iniziative legislative di altro tipo.

(13)  Conformemente alle raccomandazioni dello SCOEL e del CCSS, ove disponibili, ▌i valori limite di esposizione per via inalatoria sono stabiliti in funzione di un periodo di riferimento di otto ore, media ponderata nel tempo (valori limite di esposizione di lunga durata) e, per alcuni agenti cancerogeni o mutageni, di periodi di riferimento più brevi, in genere di quindici minuti, media ponderata nel tempo (valori limite di esposizione di breve durata) al fine di limitare, per quanto possibile, gli effetti derivanti da un'esposizione di breve durata. Anche le osservazioni relative alla pelle sono stabilite in linea con le raccomandazioni dello SCOEL e del CCSS. Dovrebbero essere prese in esame anche ulteriori fonti di informazioni scientifiche, sufficientemente solide e di dominio pubblico.

(14)   Il principio di prevenzione sul luogo di lavoro dovrebbe altresì essere promosso in relazione alle ripercussioni degli agenti cancerogeni e mutageni sulle generazioni future, quali gli effetti negativi sulla capacità riproduttiva degli uomini e delle donne e sullo sviluppo fetale. A tal fine gli Stati membri dovrebbero condividere le migliori pratiche in questo settore.

(15)  Vi sono sufficienti elementi di prova della cancerogenicità degli oli minerali precedentemente usati nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare le parti mobili all'interno del motore. Tali oli motore minerali usati sono generati da un procedimento di lavorazione e pertanto non sono soggetti a classificazione a norma del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio(6). Lo SCOEL ha individuato la possibilità che tali oli siano assorbiti in misura significativa attraverso la pelle, ha concluso che l'esposizione professionale avviene per via cutanea e ha vivamente raccomandato l'introduzione di osservazioni relative alla pelle. Il CCSS ha convenuto che gli oli motore minerali usati dovrebbero essere aggiunti alle sostanze, miscele e procedimenti cancerogeni di cui all'allegato I della direttiva 2004/37/CE nonché sulla possibilità di un significativo assorbimento attraverso la pelle. Una serie di migliori pratiche può essere utilizzata per limitare la penetrazione cutanea, fra cui il ricorso a dispositivi di protezione individuale, quali i guanti, e la rimozione e la pulizia degli indumenti contaminati. Il pieno rispetto di tali pratiche nonché di nuove migliori pratiche emergenti potrebbe contribuire a ridurre tale esposizione. È opportuno pertanto includere i lavori comportanti esposizione agli oli minerali precedentemente usati nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare le parti mobili all'interno del motore nell'allegato I della direttiva 2004/37/CE e assegnare a essa osservazioni relative alla pelle nell'allegato III ▌ della medesima direttiva, che indichino la possibilità di un rilevante assorbimento attraverso la pelle.

(16)  Vi sono sufficienti elementi di prova della cancerogenicità delle emissioni di gas di scarico dei motori diesel derivanti dalla combustione di gasolio nei motori ad accensione spontanea. Le emissioni di gas di scarico dei motori diesel sono generate da un procedimento di lavorazione e pertanto non sono soggette a classificazione conformemente al regolamento (CE) n. 1272/2008. Il CCSS ha convenuto che le emissioni di gas di scarico dei motori diesel tradizionali dovrebbero essere aggiunte alle sostanze, miscele e procedimenti cancerogeni di cui all'allegato I della direttiva 2004/37/CE e ha richiesto ulteriori indagini sugli aspetti scientifici e tecnici dei nuovi tipi di motori. Lo IARC ha classificato i gas di scarico dei motori diesel come cancerogeni per l'uomo (categoria IARC 1) e ha precisato che, se è vero che l'entità di particolato e sostanze chimiche è ridotta nei nuovi tipi di motori diesel, non è però ancora chiaro in che modo le modifiche quantitative e qualitative possano incidere sulla salute. Lo IARC ha precisato inoltre che il carbonio elementare, che costituisce una quota significativa di tali emissioni, è comunemente utilizzato come marcatore di esposizione. Tenuto conto di quanto sopra e del numero di lavoratori esposti, è opportuno inserire nell'allegato I della direttiva 2004/37/CE i lavori comportanti l'esposizione a emissioni di gas di scarico dei motori diesel nonché definire, nell'allegato III della suddetta direttiva, un valore limite per le emissioni di gas di scarico dei motori diesel calcolato in base al carbonio elementare. Le voci degli allegati I e III della direttiva 2004/37/CE dovrebbero riguardare le emissioni di gas di scarico di tutti i tipi di motori diesel.

(17)   Per quanto riguarda le emissioni di gas di scarico dei motori diesel, potrebbe essere difficile, in taluni settori, raggiungere in tempi rapidi un valore limite di 0,05 mg/m3 misurato sotto forma di carbonio elementare. In aggiunta al periodo di recepimento, dovrebbe pertanto essere introdotto un periodo transitorio di due anni prima che si applichi il valore limite. Tuttavia, per i settori delle attività minerarie sotterranee e della costruzione di gallerie, in aggiunta al periodo di recepimento, dovrebbe essere introdotto un periodo transitorio di cinque anni prima che si applichi il valore limite.

(18)  Alcune miscele di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), in particolare quelle contenenti benzo[a]pirene, rispondono ai criteri di classificazione come sostanze cancerogene (categoria 1A o 1B) a norma del regolamento (CE) n. 1272/2008 e sono pertanto agenti cancerogeni secondo la definizione della direttiva 2004/37/CE. L'esposizione a tali miscele può verificarsi, tra l'altro, durante lavori che comportano processi di combustione, come da gas di scarico dei motori a combustione e da processi di combustione ad alta temperatura. In relazione a tali miscele lo SCOEL ha individuato la possibilità di un assorbimento significativo attraverso la pelle e il CCSS ha riconosciuto l'importanza di introdurre un valore limite di esposizione professionale per le miscele di IPA e ha raccomandato di valutare gli aspetti scientifici allo scopo di proporre un valore limite di esposizione professionale in futuro. È opportuno pertanto assegnare a essa osservazioni relative alla pelle nell'allegato III ▌ della direttiva 2004/37/CE, che indichino la possibilità di un rilevante assorbimento attraverso la pelle. È altresì opportuno procedere a ulteriori indagini per valutare se sia necessario stabilire un valore limite per le miscele di IPA al fine di proteggere più efficacemente i lavoratori contro dette miscele.

(19)  Il tricloroetilene risponde ai criteri di classificazione come sostanza cancerogena (categoria 1B) a norma del regolamento (CE) n. 1272/2008 ed è pertanto un agente cancerogeno secondo la definizione della direttiva 2004/37/CE. Lo SCOEL ha individuato il tricloroetilene come agente cancerogeno genotossico. In base alle informazioni disponibili, ivi compresi i dati scientifici e tecnici, è possibile stabilire valori limite per il tricloroetilene in funzione di un periodo di riferimento di otto ore (valore limite di lunga durata) e di un periodo di riferimento più breve di quindici minuti come media ponderata nel tempo (valore limite di esposizione di breve durata). In relazione a tale agente cancerogeno lo SCOEL ha individuato la possibilità di un assorbimento significativo attraverso la pelle, mentre il CCSS ha concordato un valore limite pratico basandosi sulle informazioni disponibili, ivi compresi i dati scientifici e tecnici. Per il tricloroetilene è opportuno pertanto definire valori limite per esposizioni di lunga e di breve durata ▌ e assegnare a esso osservazioni relative alla pelle nell'allegato III ▌ della direttiva 2004/37/CE, che indichino la possibilità di un rilevante assorbimento attraverso la pelle. Alla luce dell'evoluzione delle prove scientifiche e del progresso tecnico, i valori limite per detta sostanza dovrebbero essere oggetto di un monitoraggio particolarmente attento.

(20)  La 4,4'-metilendianilina (MDA) risponde ai criteri di classificazione come sostanza cancerogena (categoria 1B) a norma del regolamento (CE) n. 1272/2008 ed è pertanto un agente cancerogeno secondo la definizione della direttiva 2004/37/CE. Lo SCOEL è giunto alla conclusione che, per tale agente cancerogeno privo di soglia, non è possibile calcolare un limite di esposizione basato sulla salute. In base alle informazioni disponibili, ivi compresi i dati scientifici e tecnici, è possibile, tuttavia, stabilire un valore limite per la 4,4'-metilendianilina. In relazione a detto agente cancerogeno lo SCOEL ha individuato la possibilità di un assorbimento significativo attraverso la pelle, e il CCSS ha concordato un valore limite pratico basandosi sulle informazioni disponibili, ivi compresi i dati scientifici e tecnici. Per la 4,4'-metilendianilina è opportuno pertanto definire un valore limite ▌ e assegnare a esso osservazioni relative alla pelle nell'allegato III della direttiva 2004/37/CE, che indichino la possibilità di un rilevante assorbimento attraverso la pelle.

(21)  L'epicloridrina (1-cloro-2,3-epossipropano) risponde ai criteri di classificazione come sostanza cancerogena (categoria 1B) a norma del regolamento (CE) n. 1272/2008 ed è pertanto un agente cancerogeno secondo la definizione della direttiva 2004/37/CE. Lo SCOEL è giunto alla conclusione che, per tale agente cancerogeno privo di soglia, non è possibile calcolare un valore limite di esposizione basato sulla salute e ha raccomandato di evitare l'esposizione durante l'attività lavorativa. In relazione all'epicloridrina lo SCOEL ha individuato la possibilità di un assorbimento significativo attraverso la pelle e il CCSS ha concordato un valore limite pratico basandosi sulle informazioni disponibili, ivi compresi i dati scientifici e tecnici. Per l'epicloridrina è opportuno pertanto definire un valore limite ▌ e assegnare a esso osservazioni relative alla pelle nell'allegato III ▌ della direttiva 2004/37/CE, che indichino la possibilità di un rilevante assorbimento attraverso la pelle.

(22)  L'etilene dibromuro (1,2-dibromoetano, DBE) risponde ai criteri di classificazione come sostanza cancerogena (categoria 1B) a norma del regolamento (CE) n. 1272/2008 ed è pertanto un agente cancerogeno secondo la definizione della direttiva 2004/37/CE. Lo SCOEL è giunto alla conclusione che, per tale agente cancerogeno privo di soglia, non è possibile calcolare un valore limite di esposizione basato sulla salute e ha raccomandato di evitare l'esposizione durante l'attività lavorativa. In relazione all'etilene dibromuro lo SCOEL ha individuato la possibilità di un assorbimento significativo attraverso l'epidermide e il CCSS ha concordato un valore limite pratico basandosi sulle informazioni disponibili, ivi compresi i dati scientifici e tecnici. Per l'etilene dibromuro è opportuno pertanto definire un valore limite ▌ e assegnare a esso osservazioni relative alla pelle nell'allegato III ▌ della direttiva 2004/37/CE, che indichino la possibilità di un rilevante assorbimento attraverso la pelle.

(23)  L'etilene dicloruro (1,2-dicloroetano, DCE) risponde ai criteri di classificazione come sostanza cancerogena (categoria 1B) a norma del regolamento (CE) n. 1272/2008 ed è pertanto un agente cancerogeno secondo la definizione della direttiva 2004/37/CE. Lo SCOEL è giunto alla conclusione che, per tale agente cancerogeno privo di soglia, non è possibile calcolare un valore limite di esposizione basato sulla salute. In base alle informazioni disponibili, ivi compresi i dati scientifici e tecnici, è possibile, tuttavia, stabilire un valore limite per l'etilene dicloruro. In relazione all'etilene dicloruro lo SCOEL ha individuato la possibilità di un assorbimento significativo attraverso la pelle e il CCSS ha concordato un valore limite pratico basandosi sulle informazioni disponibili, ivi compresi i dati scientifici e tecnici, pur sottolineando la mancanza di dati scientifici affidabili e aggiornati, in particolare per quanto riguarda la modalità di azione. Per l'etilene dicloruro è opportuno pertanto definire un valore limite ▌ e assegnare a esso osservazioni relative alla pelle nell'allegato III ▌ della direttiva 2004/37/CE, che indichino la possibilità di un rilevante assorbimento attraverso la pelle.

(24)  L'"accordo sulla protezione della salute dei lavoratori attraverso la manipolazione e l'uso corretti della silice cristallina e dei suoi prodotti", firmato dalle associazioni che formano l'European Network for Silica (NEPSI), e gli altri accordi delle parti sociali, che recano orientamenti e strumenti intesi a sostenere, oltre alle misure normative, l'efficace attuazione degli obblighi a carico dei datori di lavoro di cui alla direttiva 2004/37/CE, costituiscono validi strumenti a complemento delle misure normative. La Commissione dovrebbe incoraggiare le parti sociali, nel rispetto della loro autonomia, a concludere tali accordi. Tuttavia, l'adempimento di detti accordi non dovrebbe costituire una presunzione di adempimento degli obblighi a carico dei datori di lavoro di cui alla direttiva 2004/37/CE. È opportuno che sul sito web dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) sia pubblicato un elenco periodicamente aggiornato di siffatti accordi.

(25)  La Commissione ha consultato il CCSS e ha portato avanti una consultazione in due fasi delle parti sociali europee, conformemente all'articolo 154 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

(26)  La presente direttiva rispetta i diritti e osserva i principi fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare dall'articolo 31, paragrafo 1.

(27)  I valori limite fissati nella presente direttiva saranno oggetto di un riesame alla luce dell'attuazione del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio(7) e dei pareri di due comitati dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ( il comitato per la valutazione dei rischi (RAC) e il comitato per l'analisi socioeconomica (SEAC)), per tenere conto in particolare dell'interazione tra i valori limite stabiliti conformemente alla direttiva 2004/37/CE e le relazioni fra dosi e reazioni, le informazioni sull'effettiva esposizione e, ove disponibili, i DNEL (livelli derivati senza effetto) determinati per le sostanze chimiche pericolose a norma del regolamento di cui sopra, ai fini di un'efficace protezione dei lavoratori.

(28)  Poiché gli obiettivi della presente direttiva, vale a dire il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro e la protezione della salute dei lavoratori contro i rischi specifici derivanti dall'esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, ma, a motivo della sua portata e dei suoi effetti, possono essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(29)  Poiché la presente direttiva riguarda la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro, essa dovrebbe essere recepita entro due anni dalla data della sua entrata in vigore.

(30)  È opportuno pertanto modificare di conseguenza la direttiva 2004/37/CE.

(31)  Conformemente alla dichiarazione politica comune del 28 settembre 2011 degli Stati membri e della Commissione sui documenti esplicativi(8), gli Stati membri si sono impegnati ad accompagnare, in casi giustificati, la notifica delle loro misure di recepimento con uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli elementi costitutivi di una direttiva e le parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento. Per quanto riguarda la presente direttiva, il legislatore ritiene che la trasmissione di tali documenti sia giustificata,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

La direttiva 2004/37/CE è così modificata:

1)  è inserito l’articolo seguente:"

"Articolo 13 bis

Accordi delle parti sociali

Gli accordi delle parti sociali eventualmente conclusi nell'ambito della presente direttiva sono elencati nel sito web dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA). L'elenco è aggiornato periodicamente.";

"

2)  all'allegato I sono aggiunti i punti seguenti:"

"7. Lavori comportanti penetrazione cutanea degli oli minerali precedentemente usati nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare le parti mobili all'interno del motore.

8.   Lavori comportanti esposizione alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel.";

"

3)  l'allegato III è sostituito dal testo che figura nell'allegato della presente direttiva.

Articolo 2

1.  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro un termine di due anni dalla data della sua entrata in vigore. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 3

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 4

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a …,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

ALLEGATO

"ALLEGATO III

Valori limite e altre disposizioni direttamente connesse (Articolo 16)

"A. VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE PROFESSIONALE

NOME AGENTE

N.  CE (1)

N.  CAS (2)

Valori limite

Osservazioni

Misure transitorie

8 ore (3)

Breve durata (4)

mg/m3(5)

ppm(6)

f/ml(7)

mg/m3(5)

ppm(6)

f/ml(7)

 

 

Polveri di legno duro

_

_

2(8)

_

_

_

_

_

_

Valore limite: 3 mg/m3 fino al17 gennaio 2023

Composti di cromo VI definiti cancerogeni ai sensi dell'articolo 2, lettera a), punto i)

(come cromo)

_

_

0,005

_

_

_

_

_

_

Valore limite: 0,010 mg/m3 fino al 17 gennaio 2025

Valore limite: 0,025 mg/m3 per i procedimenti di saldatura o taglio al plasma o analoghi procedimenti di lavorazione che producono fumi fino al 17 gennaio 2025

Fibre ceramiche refrattarie definite cancerogene ai sensi dell'articolo 2, lettera a), punto i)

_

_

_

_

0,3

_

_

_

_

 

Polvere di silice cristallina respirabile

_

_

0,1(9)

_

_

_

_

_

_

 

Benzene

200-753-7

71-43-2

3,25

1

_

_

_

_

Pelle (10)

 

Cloruro di vinile monomero

200-831-0

75-01-4

2,6

1

_

_

_

_

_

 

Ossido di etilene

200-849-9

75-21-8

1,8

1

_

_

_

_

Pelle (10)

 

1,2-Epossipropano

200-879-2

75-56-9

2,4

1

_

_

_

_

_

 

Tricloroetilene

201-167-4

79-01-6

54,7

10

_

164,1

30

_

Pelle (10)

 

Acrilammide

201-173-7

79-06-1

0,1

_

_

_

_

_

Pelle (10)

 

2-Nitropropano

201-209-1

79-46-9

18

5

_

_

_

_

_

 

o-Toluidina

202-429-0

95-53-4

0,5

0,1

_

_

_

_

Pelle (10)

 

4,4'- metilendianilina

202-974-4

101-77-9

0,08

_

_

_

_

_

Pelle (10)

 

Epicloridrina

203-439-8

106-89-8

1,9

_

_

_

_

_

Pelle (10)

 

Etilene dibromuro

203-444-5

106-93-4

0,8

0,1

_

_

_

_

Pelle (10)

 

1,3-Butadiene

203-450-8

106-99-0

2,2

1

_

_

_

_

_

 

Etilene dicloruro

203-458-1

107-06-2

8,2

2

_

_

_

_

Pelle (10)

 

Idrazina

206-114-9

302-01-2

0,013

0,01

_

_

_

_

Pelle (10)

 

Bromoetilene

209-800-6

593-60-2

4,4

1

_

_

_

_

_

 

Emissioni di gas di scarico dei motori diesel

 

 

0,05*

 

 

 

 

 

 

Il valore limite si applica a decorrere da … [quattro anni dalla data di entrata in vigore della presente direttiva di modifica]. Per le attività minerarie sotterranee e la costruzione di gallerie, il valore limite si applica a decorrere da [sette anni dalla data di entrata in vigore della presente direttiva di modifica].

Miscele di idrocarburi policiclici aromatici, in particolare quelle contenenti benzo[a]pirene, definite cancerogene ai sensi della presente direttiva

 

 

 

 

 

 

 

 

Pelle (10)

 

Oli minerali precedentemente usati nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare le parti mobili all'interno del motore

 

 

 

 

 

 

 

 

Pelle (10)

 

_____________

(1)  N. CE (ossia EINECS, ELINCS o NLP): è il numero ufficiale della sostanza all'interno dell'Unione europea, come definito nell'allegato VI, parte 1, punto 1.1.1.2, del regolamento (CE) n. 1272/2008.

(2)  N. CAS: numero di registrazione CAS (Chemical Abstract Service).

(3)  Misurato o calcolato in relazione a un periodo di riferimento di 8 ore.

(4)  Limite per esposizione di breve durata (STEL). Valore limite al di sopra del quale l'esposizione dovrebbe essere evitata e che si riferisce a un periodo di 15 minuti salvo indicazione contraria.

(5)  mg/m3 = milligrammi per metro cubo di aria a 20 °C e 101,3 kPa (corrispondenti alla pressione di 760 mm di mercurio).

(6)  ppm = parti per milione per volume di aria (ml/m3).

(7)  f/ml = fibre per millilitro.

(8)  Frazione inalabile: se le polveri di legno duro sono mischiate con altre polveri di legno, il valore limite si applica a tutte le polveri di legno presenti nella miscela in questione.

(9)  Frazione inalabile.

(10)  Contribuisce in modo significativo all’esposizione totale attraverso la via di assorbimento cutanea.

* Misurate sotto forma di carbonio elementare."

B.  ALTRE DISPOSIZIONI DIRETTAMENTE CONNESSE

p.m"

(1) GU C 288 del 31.8.2017, p. 56.
(2)GU C 288 del 31.8.2017, pag. 56.
(3)Posizione del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018.
(4)Direttiva 2004/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro (sesta direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE del Consiglio) (GU L 158 del 30.4.2004, pag. 50).
(5)Direttiva 98/24/CE del Consiglio, del 7 aprile 1998, sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro (quattordicesima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) (GU L 131 del 5.5.1998, pag. 11).
(6)Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006 (GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1).
(7)Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE (GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1).
(8)GU C 369 del 17.12.2011, pag. 14.


Trasparenza e sostenibilità dell'analisi del rischio dell'Unione nella filiera alimentare ***I
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati l'11 dicembre 2018, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla trasparenza e alla sostenibilità dell'analisi del rischio dell'Unione nella filiera alimentare, che modifica il regolamento (CE) n. 178/2002 [sulla legislazione alimentare generale], la direttiva 2001/18/CE [sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati], il regolamento (CE) n. 1829/2003 [sugli alimenti e mangimi geneticamente modificati], il regolamento (CE) n. 1831/2003 [sugli additivi per mangimi], il regolamento (CE) n. 2065/2003 [sugli aromatizzanti di affumicatura], il regolamento (CE) n. 1935/2004 [sui materiali a contatto con gli alimenti], il regolamento (CE) n. 1331/2008 [sulla procedura uniforme di autorizzazione per gli additivi, gli enzimi e gli aromi alimentari], il regolamento (CE) n. 1107/2009 [sui prodotti fitosanitari] e il regolamento (UE) 2015/2283 [sui nuovi alimenti] (COM(2018)0179 – C8-0144/2018 – 2018/0088(COD))(1)
P8_TA-PROV(2018)0489A8-0417/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Progetto di risoluzione legislativa   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Visto 1
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli 43 e 114 e l'articolo 168, paragrafo 4, lettera b),
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli 43 e 114, l'articolo 168, paragrafo 4, lettera b), e l'articolo 192, paragrafo 1,
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 2 bis (nuovo)
(2 bis)  Le attività di gestione, valutazione e comunicazione del rischio dovrebbero basarsi su un'applicazione rigorosa, tra l'altro, del principio di precauzione.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  Risulta pertanto necessario provvedere a un processo globale e ininterrotto di comunicazione del rischio durante l'analisi complessiva, con la partecipazione di responsabili della valutazione del rischio e responsabili della gestione del rischio a livello dell'Unione e nazionale. Tale processo dovrebbe essere accompagnato da un dialogo aperto tra tutte le parti interessate per assicurare l'organicità e la coerenza del processo di analisi del rischio.
(4)  Risulta pertanto necessario provvedere a un processo trasparente, indipendente, ininterrotto e inclusivo di comunicazione del rischio durante l'analisi complessiva, con la partecipazione di responsabili della valutazione del rischio e responsabili della gestione del rischio a livello dell'Unione e nazionale. Tale processo dovrebbe riconquistare la fiducia dei cittadini sul fatto che l'intero processo sia sostenuto dall'obiettivo del presente regolamento, ovvero assicurare un elevato livello di vita e di salute umana, nonché la protezione degli interessi dei consumatori. Tale processo dovrebbe essere altresì atto a contribuire a un dialogo partecipativo e aperto tra tutte le parti interessate, segnatamente il pubblico, per assicurare la prevalenza esclusiva dell'interesse pubblico, l'accuratezza, la completezza, la trasparenza, la coerenza e la responsabilità del processo di analisi del rischio.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 4 bis (nuovo)
(4 bis)  Al momento della firma di accordi commerciali, l'Unione deve garantire che la legislazione alimentare dei paesi terzi partner abbia un livello di protezione in materia di sicurezza alimentare almeno equivalente a quello previsto dalla legislazione dell'Unione, in modo da garantire la sicurezza dei consumatori ed evitare la concorrenza sleale con i prodotti europei.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 5
(5)  Si dovrebbe prestare particolare attenzione a spiegare in maniera coerente, adeguata e tempestiva non solo i risultati della valutazione del rischio, ma anche in qual modo questi sono utilizzati per contribuire a formare decisioni in materia di gestione del rischio, unitamente se del caso ad altri fattori validi.
(5)  Si dovrebbe prestare particolare attenzione a spiegare in maniera chiara, precisa, obiettiva e tempestiva non solo i risultati della valutazione del rischio, ma anche in qual modo questi sono utilizzati per contribuire a formare decisioni in materia di gestione del rischio, unitamente se del caso ad altri fattori validi.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 6
(6)  A tal fine risulta necessario stabilire obiettivi e principi generali della comunicazione del rischio, prendendo in considerazione i rispettivi ruoli dei responsabili della valutazione del rischio e della gestione del rischio.
(6)  A tal fine risulta necessario stabilire obiettivi e principi generali della comunicazione del rischio. È opportuno, in tale contesto, prendere in considerazione i rispettivi ruoli dei responsabili della valutazione del rischio e della gestione del rischio, garantendone nel contempo la reciproca indipendenza.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 8
(8)  Il piano generale dovrebbe individuare i fattori principali da tenere presenti nell'esame delle attività di comunicazione del rischio, quali i diversi livelli di rischio, la natura del rischio e il potenziale impatto sulla salute pubblica, quali esseri viventi e oggetti subiscono direttamente o indirettamente tale rischio, i livelli di esposizione al rischio, la capacità di controllare il rischio e altri fattori che influiscono sulla percezione del rischio, tra cui il grado di urgenza, il quadro legislativo vigente e il pertinente contesto di mercato. Il piano generale dovrebbe inoltre individuare gli strumenti e i canali da utilizzare e definire i meccanismi opportuni per garantire una comunicazione coerente del rischio.
(8)  Il piano generale dovrebbe stabilire le disposizioni pratiche per rendere disponibili al pubblico le informazioni necessarie al raggiungimento di un elevato livello di trasparenza nel processo di gestione del rischio. Esso dovrebbe individuare i fattori principali da tenere presenti nell'esame delle attività di comunicazione del rischio, quali i diversi livelli di rischio, la natura del rischio e il potenziale impatto sulla salute pubblica, sulla salute animale e sull'ambiente, quali esseri viventi e oggetti subiscono direttamente o indirettamente tale rischio, i livelli di esposizione al rischio, la capacità di controllare o ridurre al minimo il rischio e altri fattori che influiscono sulla percezione del rischio, tra cui il grado di urgenza, il quadro legislativo vigente e il pertinente contesto di mercato. Il piano generale dovrebbe inoltre individuare gli strumenti e i canali da utilizzare e definire i meccanismi opportuni per garantire una comunicazione coerente del rischio.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 9
(9)  La trasparenza del processo di valutazione del rischio contribuisce ad aumentare la legittimità dell'Autorità agli occhi dei consumatori e del pubblico nel compimento della sua missione, accresce la fiducia nel lavoro da essa svolto e garantisce democraticamente una maggiore responsabilità dell'Autorità nei confronti dei cittadini dell'Unione. È perciò fondamentale mantenere la fiducia del pubblico e delle altre parti interessate nel processo di analisi del rischio, che è alla base della legislazione alimentare dell'Unione e in particolare della valutazione del rischio, come pure nell'organizzazione e nell'indipendenza dell'Autorità e nella trasparenza.
(9)  Una maggiore trasparenza del processo di valutazione del rischio contribuirebbe ad aumentare la legittimità dell'Autorità agli occhi dei consumatori e del pubblico nel compimento della sua missione, accresce la fiducia nel lavoro da essa svolto e garantisce democraticamente una maggiore responsabilità dell'Autorità nei confronti dei cittadini dell'Unione. È perciò fondamentale ricostruire la fiducia del pubblico e delle altre parti interessate nel processo di analisi del rischio, che è alla base della legislazione alimentare dell'Unione e in particolare della valutazione del rischio, come pure nell'organizzazione, nel funzionamento e nell'indipendenza dell'Autorità e nella trasparenza.
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 10
(10)  È opportuno che la composizione del consiglio di amministrazione dell'Autorità sia resa coerente con l'orientamento comune sulle agenzie decentrate, in conformità della dichiarazione congiunta del parlamento europeo, del Consiglio dell'UE e della Commissione europea del 2012 sulle agenzie decentrate22.
soppresso
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22 https://europa.eu/european-union/sites/europaeu/files/docs/body/joint_statement_and_common_approach_2012_it.pdf.
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Considerando 11
(11)  L'esperienza insegna che il consiglio di amministrazione dell'Autorità ha un ruolo che riguarda fondamentalmente gli aspetti finanziari e amministrativi e non influisce sull'indipendenza del lavoro scientifico svolto dall'Autorità. Risulta pertanto opportuno includere rappresentanti di tutti gli Stati membri nel consiglio di amministrazione dell'Autorità e prevedere che tali rappresentanti abbiano esperienza in particolare in tema di valutazione del rischio.
(11)  L'esperienza insegna che il consiglio di amministrazione dell'Autorità ha un ruolo che riguarda fondamentalmente gli aspetti finanziari e amministrativi e non influisce sull'indipendenza del lavoro scientifico svolto dall'Autorità. Risulta pertanto opportuno includere rappresentanti di tutti gli Stati membri, della Commissione, del Parlamento europeo, nonché della società civile e delle associazioni di categoria nel consiglio di amministrazione dell'Autorità e prevedere che tali rappresentanti abbiano esperienza in particolare in tema di valutazione del rischio che siano evitati conflitti di interesse.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 12
(12)  I membri del Consiglio di amministrazione dovrebbero essere selezionati tra i rappresentanti degli Stati membri, del Parlamento europeo e della Commissione in modo da garantire i massimi livelli di competenza e un ampio spettro di esperienza attinente all'attività.
(12)  I membri del Consiglio di amministrazione dovrebbero essere selezionati tra i rappresentanti degli Stati membri, del Parlamento europeo e della Commissione in modo da garantire i massimi livelli di competenza e di impegno a favore della protezione della salute e dell'ambiente, e un ampio spettro di esperienza attinente all'attività.
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Considerando 13
(13)  Il vaglio di adeguatezza della legislazione alimentare generale ha individuato determinate lacune nella capacità a lungo termine dell'Autorità di conservare competenze di elevato livello. È in particolare diminuito il numero di coloro che si candidano per far parte dei gruppi di esperti scientifici. È pertanto necessario che il sistema sia rafforzato e che gli Stati membri assumano un ruolo più attivo per garantire la disponibilità di un bacino sufficientemente ampio di esperti, così da soddisfare le esigenze del sistema di valutazione del rischio dell'Unione in termini di conoscenze scientifiche, indipendenza e competenze multidisciplinari di elevato livello.
(13)  Il vaglio di adeguatezza della legislazione alimentare generale ha individuato determinate lacune nella capacità a lungo termine dell'Autorità di conservare competenze di elevato livello attraverso personale esperto. È inoltre diminuito il numero di coloro che si candidano per far parte dei gruppi di esperti scientifici e la ragione di tale riduzione dovrebbe essere oggetto d'esame. Due terzi degli esperti in seno ai gruppi di esperti scientifici sono originari di sei Stati membri. Poiché attualmente circa il 20 % degli esperti nazionali proviene dalla Gran Bretagna, con il recesso del Regno Unito dall'Unione il problema si aggraverà ulteriormente. Per far fronte più efficacemente a tale fenomeno, è pertanto necessario che il sistema sia rafforzato e promosso, nonché incoraggi i candidati a presentare domanda, e che gli Stati membri sostengano la divulgazione degli inviti a manifestare interesse per la partecipazione ai gruppi di esperti scientifici, al fine di garantire la disponibilità di un bacino sufficientemente ampio di esperti indipendenti, intervenendo con azioni di supporto e facendo ricorso a incentivi e meccanismi di premialità per innalzare il livello e la richiesta di partecipazione
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 14
(14)  Al fine di salvaguardare l'indipendenza della valutazione del rischio dalla gestione del rischio e da altri interessi a livello dell'Unione, è opportuno che la designazione dei membri dei gruppi di esperti scientifici ad opera degli Stati membri, la loro selezione ad opera del direttore esecutivo dell'Autorità e la loro nomina da parte del consiglio di amministrazione dell'Autorità si fondino su criteri rigorosi che garantiscano l'eccellenza e l'indipendenza degli esperti, oltre alla disponibilità di competenze multidisciplinari per ogni gruppo di esperti. È inoltre essenziale a tal fine che il direttore esecutivo, la cui funzione è difendere gli interessi dell'EFSA e in particolare l'indipendenza delle sue competenze, abbia un ruolo nella selezione e nella nomina di tali esperti scientifici. Dovrebbero inoltre essere poste in atto altre misure per garantire agli esperti scientifici i mezzi necessari ad operare in maniera indipendente.
(14)  Al fine di salvaguardare l'indipendenza della valutazione del rischio dalla gestione del rischio e da altri interessi a livello dell'Unione, è opportuno che la designazione dei membri dei gruppi di esperti scientifici, la loro selezione ad opera del direttore esecutivo dell'Autorità e la loro nomina da parte del consiglio di amministrazione dell'Autorità si fondino su criteri rigorosi che garantiscano l'eccellenza e l'indipendenza degli esperti, oltre alla disponibilità di competenze multidisciplinari per ogni gruppo di esperti. È inoltre essenziale a tal fine che il direttore esecutivo, che è il rappresentante legale dell'Autorità e la cui funzione è difendere gli interessi dell'EFSA e monitorare le sue prestazioni e in particolare l'indipendenza delle sue competenze, abbia un ruolo nella selezione e nella nomina di tali esperti scientifici. Dovrebbero inoltre essere poste in atto altre misure, compresa un'adeguata compensazione finanziaria, per garantire agli esperti scientifici i mezzi necessari ad operare in maniera indipendente e a dedicare tempo sufficiente alla propria attività di valutazione del rischio per l'Autorità.
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 15
(15)  È essenziale assicurare che l'Autorità funzioni in modo efficiente e migliorare la sostenibilità delle sue competenze. È pertanto necessario rafforzare il sostegno fornito dall'Autorità e dagli Stati membri al funzionamento dei gruppi di esperti scientifici dell'Autorità. In particolare, l'Autorità dovrebbe organizzare l'attività preparatoria di ausilio ai compiti dei gruppi di esperti scientifici, anche chiedendo al personale dell'Autorità o alle organizzazioni scientifiche nazionali in collegamento con l'Autorità di redigere progetti preliminari dei pareri scientifici, che i gruppi sottoporrebbero a revisione tra pari e adotterebbero.
(15)  È essenziale assicurare che l'Autorità funzioni in modo efficiente e migliorare la sostenibilità delle sue competenze. È pertanto necessario rafforzare il sostegno fornito dall'Autorità e dagli Stati membri al funzionamento dei gruppi di esperti scientifici dell'Autorità. In particolare, l'Autorità dovrebbe organizzare l'attività preparatoria di ausilio ai compiti dei gruppi di esperti scientifici, anche chiedendo al personale dell'Autorità o alle organizzazioni scientifiche nazionali in collegamento con l'Autorità di redigere progetti preliminari dei pareri scientifici, che i gruppi sottoporrebbero a revisione tra pari e adotterebbero. Ciò non dovrebbe pregiudicare l'indipendenza delle valutazioni scientifiche dell'Autorità.
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Considerando 16
(16)  Le procedure di autorizzazione si basano sul principio che spetta al richiedente dimostrare, in base alle conoscenze scientifiche di cui questi dispone, che l'oggetto della procedura di autorizzazione rispetta le prescrizioni dell'Unione in materia di sicurezza. Tale principio parte dalla premessa che si tutela meglio la salute pubblica addossando al richiedente l'onere della prova, vale a dire di dimostrare che l'oggetto di una procedura è sicuro prima dell'immissione sul mercato, invece che obbligando le autorità pubbliche a dimostrarne la pericolosità per poterne vietare la commercializzazione. Non è inoltre opportuno impiegare fondi pubblici per far eseguire costosi studi che alla fine aiuteranno i produttori a immettere un prodotto sul mercato. In base a tale principio e nel rispetto delle disposizioni normative applicabili spetta a coloro che chiedono un'autorizzazione a norma della legislazione alimentare settoriale dell'Unione presentare gli studi pertinenti, test inclusi, allo scopo di dimostrare la sicurezza e in alcuni casi l'efficacia dell'oggetto della richiesta.
(16)  Le procedure di autorizzazione si basano sul principio che spetta al richiedente dimostrare, in base alle conoscenze scientifiche di cui questi dispone, che l'oggetto della procedura di autorizzazione rispetta le prescrizioni dell'Unione in materia di sicurezza. Tale principio parte dalla premessa che la salute pubblica e l'ambiente si tutelano meglio addossando al richiedente l'onere della prova, vale a dire di dimostrare che l'oggetto di una procedura è sicuro prima dell'immissione sul mercato, invece che obbligando le autorità pubbliche a dimostrarne la pericolosità per poterne vietare la commercializzazione. Non è inoltre opportuno impiegare fondi pubblici per far eseguire costosi studi che alla fine aiuteranno i produttori a immettere un prodotto sul mercato. In base a tale principio e nel rispetto delle disposizioni normative applicabili spetta a coloro che chiedono un'autorizzazione a norma della legislazione alimentare settoriale dell'Unione presentare gli studi pertinenti, test inclusi, allo scopo di dimostrare la sicurezza e in alcuni casi l'efficacia dell'oggetto della richiesta.
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 16 bis (nuovo)
(16 bis)  Da un raffronto tra le agenzie dell'Unione emerge che l'Autorità richiede fino a 55 mesi per una procedura di autorizzazione, ovvero cinque volte di più rispetto all'Agenzia europea per i medicinali (EMA). Ciò scoraggia le imprese dall'investire in prodotti innovativi e riduce la competitività dell'Unione nel lungo termine. Inoltre, le lunghe procedure di autorizzazione indeboliscono la fiducia nell'Autorità. È pertanto urgentemente necessario garantire l'efficienza della valutazione del rischio migliorando le risorse umane e finanziarie.
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 17
(17)  Esistono disposizioni che regolano il contenuto delle domande di autorizzazione. È essenziale che una domanda di autorizzazione presentata all'Autorità ai fini della valutazione del rischio sia conforme alle specifiche applicabili per garantire che la valutazione scientifica dell'Autorità sia di qualità eccellente. I richiedenti, in particolare le piccole e medie imprese, non sempre comprendono con chiarezza tali specifiche. Sarebbe quindi opportuno che l'Autorità, su richiesta, fornisse orientamenti al potenziale richiedente in merito alle norme applicabili e al contenuto prescritto della domanda di autorizzazione prima della presentazione, pur non occupandosi della concezione degli studi da presentare, che rimane di responsabilità del richiedente. Al fine di assicurare la trasparenza di tale processo gli orientamenti dell'Autorità dovrebbero essere resi pubblici.
(17)  Esistono disposizioni che regolano il contenuto delle domande di autorizzazione. È essenziale che una domanda di autorizzazione presentata all'Autorità ai fini della valutazione del rischio sia conforme alle specifiche applicabili per garantire che la valutazione scientifica dell'Autorità sia di qualità eccellente. I richiedenti, in particolare le piccole e medie imprese, non sempre comprendono con chiarezza tali specifiche. Sarebbe quindi opportuno che l'Autorità, su richiesta, fornisse orientamenti al potenziale richiedente in merito alle norme applicabili e al contenuto prescritto della domanda di autorizzazione prima della presentazione. Entro ... 36 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento modificativo, la Commissione dovrebbe valutare l'impatto degli orientamenti forniti sul funzionamento dell'Autorità. Dovrebbe in particolare valutarne l'impatto sull'assegnazione delle risorse dell'Autorità e sulla sua indipendenza.
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 18
(18)  L'Autorità dovrebbe essere informata sull'oggetto di tutti gli studi eseguiti da un richiedente in vista di una futura domanda di autorizzazione a norma della legislazione alimentare dell'Unione. A tal fine è necessario ed opportuno che gli operatori economici che commissionano gli studi e i laboratori che li eseguono notifichino tali studi all'Autorità al momento dell'incarico. Le informazioni sugli studi notificati dovrebbero essere rese pubbliche solo dopo la pubblicazione della corrispondente domanda di autorizzazione nel rispetto delle norme applicabili in materia di trasparenza.
(18)  L'Autorità dovrebbe essere informata sull'oggetto di tutti gli studi eseguiti da un richiedente in vista di una futura domanda di autorizzazione o di rinnovo a norma della legislazione alimentare dell'Unione. A tal fine è necessario ed opportuno che gli operatori economici che commissionano gli studi e i laboratori che li eseguono notifichino tali studi all'Autorità al momento dell'incarico nell'Unione o al di fuori di essa. Le informazioni sugli studi notificati dovrebbero essere rese pubbliche solo dopo la pubblicazione della corrispondente domanda di autorizzazione o di rinnovo, nel rispetto delle norme applicabili in materia di trasparenza.
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Considerando 20
(20)  L'opinione pubblica è preoccupata che le valutazioni dell'Autorità in rapporto alle autorizzazioni siano basate principalmente su studi dell'industria. L'Autorità svolge già ricerche nella letteratura scientifica al fine di prendere in considerazione altri dati e studi esistenti sull'oggetto sottoposto a valutazione. Al fine di fornire un livello ulteriore di garanzia, che garantisca all'Autorità l'accesso a tutti i dati e gli studi scientifici pertinenti disponibili sull'oggetto di una procedura di autorizzazione, è opportuno disporre che siano consultati terzi, in modo da accertare se sono disponibili altri dati o studi scientifici pertinenti. Per essere più efficace, la consultazione dovrebbe aver luogo quando gli studi presentati dall'industria nel contesto di una domanda di autorizzazione sono resi pubblici, nel rispetto delle norme di trasparenza del presente regolamento.
(20)  L'opinione pubblica è preoccupata che le valutazioni dell'Autorità in rapporto alle autorizzazioni siano basate principalmente su studi dell'industria. In caso di una nuova domanda di autorizzazione o di una procedura di rinnovo, l'Autorità dovrebbe sempre svolgere ricerche nella letteratura scientifica al fine di prendere in considerazione altri dati e studi esistenti sull'oggetto sottoposto a valutazione e, ove necessario, richiedere ulteriori studi. L'Autorità dovrebbe consentire l'accesso del pubblico a tutta la letteratura scientifica pertinente in materia in suo possesso. Al fine di fornire un livello ulteriore di garanzia, che garantisca all'Autorità l'accesso a tutti i dati e gli studi scientifici pertinenti disponibili sull'oggetto di una procedura di autorizzazione, è opportuno disporre che siano consultati terzi, in modo da accertare se sono disponibili altri dati o studi scientifici pertinenti. Per essere più efficace, la consultazione dovrebbe aver luogo non appena gli studi presentati dall'industria nel contesto di una domanda di autorizzazione sono stati resi pubblici, nel rispetto delle norme di trasparenza del presente regolamento.
Emendamento 158
Proposta di regolamento
Considerando 21
(21)  Gli studi, test inclusi, presentati dagli operatori economici a sostegno di domande di autorizzazione a norma della legislazione alimentare settoriale dell'Unione sono solitamente conformi a principi internazionalmente riconosciuti, che offrono una base qualitativa uniforme, in particolare in termini di riproducibilità dei risultati. Possono però presentarsi in alcuni casi problemi di rispetto delle norme applicabili; per tale motivo sono in vigore sistemi nazionali di verifica della conformità. È opportuno fornire un livello ulteriore di garanzia per rassicurare il pubblico sulla qualità degli studi e stabilire un sistema potenziato di audit, nel quale la Commissione verifichi i controlli svolti dagli Stati membri sul rispetto di tali principi da parte dei laboratori che eseguono gli studi e i test.
(21)  Gli studi, test inclusi, presentati dagli operatori economici a sostegno di domande di autorizzazione a norma della legislazione alimentare settoriale dell'Unione dovrebbero essere basati sulla letteratura scientifica indipendente sottoposta a valutazione inter pares o essere conformi a principi internazionalmente riconosciuti e alle buone pratiche di laboratorio (BPL) , che offrono una base qualitativa uniforme, in particolare in termini di riproducibilità dei risultati. Possono però presentarsi in alcuni casi problemi di rispetto delle norme applicabili; per tale motivo sono in vigore sistemi nazionali di verifica della conformità. È opportuno fornire un livello ulteriore di garanzia per rassicurare il pubblico sulla qualità degli studi e stabilire un sistema potenziato di audit, nel quale la Commissione verifichi i controlli svolti dagli Stati membri o da paesi terzi, in collaborazione con la direzione Audit e analisi in materia di salute e prodotti alimentari della Commissione, sul rispetto di tali principi da parte dei laboratori che eseguono tali studi e test nell'Unione e in paesi terzi.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Considerando 21 bis (nuovo)
(21 bis)  Il processo deve essere sufficientemente flessibile da consentire di prendere rapidamente in considerazione nuovi elementi sugli effetti nocivi gravi per la salute, anche quando non sono specificamente coperti dai requisiti normativi in materia di dati.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Considerando 22
(22)  La sicurezza alimentare è un argomento sensibile di enorme interesse per tutti i cittadini dell'Unione. Fermo restando il principio che l'onere di dimostrare il rispetto delle prescrizioni dell'Unione ricade sull'industria, per far fronte a casi specifici di grande importanza per la società qualora vi sia disaccordo su questioni di sicurezza è importante disporre di un ulteriore strumento di verifica, vale a dire poter commissionare studi supplementari con l'obiettivo di verificare gli elementi di prova utilizzati nella valutazione del rischio. Considerato che il finanziamento sarebbe a carico del bilancio dell'Unione e che il ricorso a questo strumento eccezionale di verifica dovrebbe mantenersi nelle debite proporzioni, dovrebbe spettare alla Commissione la decisione di commissionare tali studi di verifica. Va tenuto presente che in alcuni casi specifici gli studi commissionati possono dover abbracciare un ambito più vasto rispetto agli elementi di prova in esame (ad esempio a misura che diventano disponibili nuove conoscenze scientifiche).
(22)  La sicurezza alimentare è un argomento sensibile di enorme interesse per tutti i cittadini dell'Unione. Fermo restando il principio che l'onere di dimostrare il rispetto delle prescrizioni dell'Unione ricade sull'industria, per far fronte a casi specifici di grande importanza per la società qualora vi sia disaccordo su questioni di sicurezza è importante disporre di un ulteriore strumento di verifica, vale a dire poter commissionare studi supplementari con l'obiettivo di verificare gli elementi di prova utilizzati nella valutazione del rischio. Considerato che il finanziamento sarebbe a carico del bilancio dell'Unione e che il ricorso a questo strumento eccezionale di verifica dovrebbe mantenersi nelle debite proporzioni, dovrebbe spettare alla Commissione, in caso di risultati scientifici discordanti, la decisione di commissionare tali studi di verifica. Va tenuto presente che in alcuni casi specifici gli studi commissionati possono dover abbracciare un ambito più vasto rispetto agli elementi di prova in esame nel processo di valutazione del rischio (ad esempio a misura che diventano disponibili nuove conoscenze scientifiche).
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Considerando 23 bis (nuovo)
(23 bis)   La Convenzione di Aarhus stabilisce una serie di diritti del pubblico in relazione all'ambiente. La Convenzione stabilisce che ogni individuo ha il diritto di ricevere le informazioni ambientali di cui sono in possesso le autorità pubbliche, il diritto di partecipare al processo decisionale in materia di ambiente e il diritto di rivedere le procedure per contestare le decisioni pubbliche che sono state prese senza rispettare i due suddetti diritti o la normativa ambientale in generale.
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Considerando 24
(24)  L'iniziativa dei cittadini europei "Vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici" ha ribadito ancora una volta i timori di scarsa trasparenza a proposito degli studi commissionati dall'industria e presentati nelle domande di autorizzazione23.
(24)  In quanto parte della Convenzione di Aarhus, l'Unione ha riconosciuto che, nel settore dell'ambiente, un migliore accesso alle informazioni e la partecipazione del pubblico al processo decisionale migliorano la qualità e l'attuazione delle decisioni, contribuiscono a sensibilizzare il pubblico ai problemi ambientali, gli danno la possibilità di esprimere le sue preoccupazioni e consentono alle autorità pubbliche di tenere debitamente conto di queste ultime. L'iniziativa dei cittadini europei "Vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici" ha ribadito ancora una volta i timori di scarsa trasparenza a proposito degli studi commissionati dall'industria e presentati nelle domande di autorizzazione23.
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23 Comunicazione della Commissione sull'iniziativa dei cittadini europei "Vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici", C(2017)8414.
23 Comunicazione della Commissione sull'iniziativa dei cittadini europei "Vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici", C(2017)8414.
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Considerando 25 bis (nuovo)
(25 bis)  Prendendo a modello la commissione di ricorso dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche, di cui agli articoli da 89 a 93 del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis, è opportuno istituire una commissione di ricorso dell'EFSA mediante atti delegati.
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1 bis Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE (GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1).
Emendamento 27
Proposta di regolamento
Considerando 27
(27)  Al fine di determinare quale livello di divulgazione costituisca il corretto punto di equilibrio è opportuno confrontare i pertinenti diritti del pubblico alla trasparenza nel processo di valutazione del rischio con i diritti delle imprese richiedenti, tenendo presenti gli obiettivi del regolamento (CE) n. 178/2002.
(27)  Al fine di determinare quale livello di divulgazione proattiva costituisca il corretto punto di equilibrio è opportuno confrontare la necessità di garantire la trasparenza nel processo di valutazione del rischio con i diritti delle imprese richiedenti, tenendo presenti gli obiettivi del regolamento (CE) n. 178/2002 di un livello elevato di tutela della vita e della salute umana, della tutela degli interessi dei consumatori, nonché della tutela della salute e del benessere degli animali, delle piante e dell'ambiente.
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Considerando 27 bis (nuovo)
(27 bis)   Le disposizioni in materia di divulgazione attiva contenute nel presente regolamento non intendono limitare, in alcun modo, la portata dei diritti previsti dal regolamento (CE) n. 1049/2001 e dal regolamento (CE) n. 1367/2006.
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Considerando 30
(30)  È inoltre necessario, a fini di trasparenza del processo di valutazione del rischio, stabilire prescrizioni specifiche riguardanti la protezione dei dati personali nel rispetto del regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio24 e del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio25. Di conseguenza, nessun dato personale dovrebbe essere reso pubblico in forza del presente regolamento, salvo che la divulgazione sia necessaria e proporzionata al fine di garantire la trasparenza, l'indipendenza e l'affidabilità del processo di valutazione del rischio, prevenendo al contempo i conflitti di interessi.
(30)  È inoltre necessario far riferimento, per la protezione e la riservatezza dei dati personali ai fini della trasparenza del processo di valutazione del rischio, al regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio24 e al regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio25. Di conseguenza, nessun dato personale dovrebbe essere reso pubblico in forza del presente regolamento, salvo che la divulgazione sia necessaria e proporzionata al fine di garantire la trasparenza, l'indipendenza e l'affidabilità del processo di valutazione del rischio, prevenendo al contempo i conflitti di interessi. Onde assicurare la trasparenza, l'indipendenza, la sostenibilità e l'affidabilità del processo di valutazione del rischio, e in particolare per evitare conflitti di interessi, si ritiene necessario e proporzionato pubblicare i nomi delle persone che l'Autorità ha nominato perché contribuiscano al suo processo decisionale, anche nel contesto dell'adozione di documenti di orientamento.
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24 Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).
24 Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).
25 Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
25 Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
Emendamento 30
Proposta di regolamento
Considerando 31
(31)  A fini di maggiore trasparenza e per garantire un efficiente trattamento da parte dell'Autorità delle richieste di produzione scientifica ricevute si dovrebbero elaborare formati standard di dati e pacchetti di software. È opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione per quanto riguarda l'adozione di formati standard di dati e pacchetti di software al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione del regolamento (CE) n. 178/2002. È opportuno che tali competenze siano esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio26.
(31)  A fini di maggiore trasparenza e per garantire un efficiente trattamento da parte dell'Autorità delle richieste di produzione scientifica ricevute si dovrebbero elaborare formati standard di dati e pacchetti di software. È opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione per quanto riguarda l'adozione di formati standard di dati e pacchetti di software al fine di garantire condizioni uniformi e armonizzate di esecuzione del regolamento (CE) n. 178/2002. È opportuno che tali competenze siano esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio26.
_________________
_________________
26 Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).
26 Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).
Emendamento 31
Proposta di regolamento
Considerando 33
(33)  Al fine inoltre di valutare l'efficacia e l'efficienza delle diverse disposizioni applicabili all'Autorità è inoltre opportuno disporre che la Commissione effettui una valutazione dell'Autorità in conformità dell'orientamento generale sulle agenzie decentrate. La valutazione dovrebbe in particolare riesaminare le procedure di selezione dei membri del comitato scientifico e dei gruppi di esperti scientifici per valutarne il grado di trasparenza, il rapporto costo-beneficio e la capacità di garantire indipendenza e competenza oltre che di prevenire i conflitti di interessi.
(33)  Al fine inoltre di valutare l'efficacia e l'efficienza delle diverse disposizioni applicabili all'Autorità è inoltre opportuno condurre una valutazione indipendente dell'Autorità. La valutazione dovrebbe in particolare riesaminare le procedure di selezione dei membri del comitato scientifico e dei gruppi di esperti scientifici per valutarne il grado di trasparenza, il rapporto costo-beneficio e la capacità di garantire indipendenza e competenza oltre che di prevenire i conflitti di interessi.
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Considerando 33 bis (nuovo)
(33 bis)  Il settimo programma d'azione europeo per l'ambiente ha accordato priorità allo sviluppo e alla realizzazione di percorsi volti ad affrontare gli effetti combinati delle sostanze chimiche sulla salute umana e sull'ambiente. La valutazione degli "effetti cocktail" richiede un approccio trasversale, una cooperazione rafforzata tra agenzie di controllo a livello europeo e la definizione di procedure adeguate.
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Considerando 35
(35)  Al fine di assicurare la trasparenza del processo di valutazione del rischio è inoltre necessario estendere il campo di applicazione del regolamento (CE) n. 178/2002, attualmente circoscritto alla legislazione alimentare, per includervi le domande di autorizzazione nel contesto del regolamento (CE) n. 1831/2003 per quanto riguarda gli additivi alimentari, del regolamento (CE) n. 1935/2004 per quanto riguarda i materiali a contatto con gli alimenti e del regolamento (CE) n. 1107/2009 per quanto riguarda i prodotti fitosanitari.
(35)  Al fine di assicurare la trasparenza e l'indipendenza del processo di valutazione del rischio è inoltre necessario estendere il campo di applicazione del regolamento (CE) n. 178/2002, attualmente circoscritto alla legislazione alimentare, per includervi le domande di autorizzazione nel contesto del regolamento (CE) n. 1831/2003 per quanto riguarda gli additivi alimentari, del regolamento (CE) n. 1935/2004 per quanto riguarda i materiali a contatto con gli alimenti e del regolamento (CE) n. 1107/2009 per quanto riguarda i prodotti fitosanitari.
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Considerando 36
(36)  Al fine di garantire che siano tenute presenti le particolarità settoriali delle informazioni riservate è necessario confrontare i pertinenti diritti del pubblico alla trasparenza nel processo di valutazione del rischio, tra cui i diritti derivanti dalla convenzione di Aarhus35, con i diritti delle imprese richiedenti, tenendo presenti gli obiettivi specifici della legislazione settoriale dell'Unione unitamente all'esperienza acquisita. È pertanto necessario modificare la direttiva 2001/18/CE, il regolamento (CE) n. 1829/2003, il regolamento (CE) n. 1831/2003, il regolamento (CE) n. 1935/2004 e il regolamento (CE) n. 1107/2009 per inserire ulteriori tipologie di informazioni riservate oltre a quelle stabilite nel regolamento (CE) n. 178/2002.
(36)  Al fine di garantire che siano tenute presenti le particolarità settoriali delle informazioni riservate è necessario confrontare i pertinenti diritti del pubblico alla trasparenza, incluso il diritto a trarre beneficio dall'informazione proattiva connessa al processo di valutazione del rischio, con i diritti delle imprese richiedenti, tenendo presenti gli obiettivi specifici della legislazione settoriale dell'Unione unitamente all'esperienza acquisita. È pertanto necessario modificare la direttiva 2001/18/CE, il regolamento (CE) n. 1829/2003, il regolamento (CE) n. 1831/2003, il regolamento (CE) n. 1935/2004 e il regolamento (CE) n. 1107/2009 per inserire ulteriori tipologie di informazioni riservate oltre a quelle stabilite nel regolamento (CE) n. 178/2002. Le disposizioni in materia di divulgazione attiva contenute nel presente regolamento e la valutazione di una richiesta di riservatezza da parte dell'Autorità non intendono limitare, in alcun modo, la portata dei diritti previsti dal regolamento (CE) n. 1049/2001 e dal regolamento (CE) n. 1367/2006.
_____________________________
35 Regolamento (CE) n. 1367/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 settembre 2006, sull'applicazione alle istituzioni e agli organi comunitari delle disposizioni della convenzione di Aarhus sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (GU L 264 del 25.9.2006, pag. 13).
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Considerando 36 bis (nuovo)
(36 bis)  Il vaglio di adeguatezza della legislazione alimentare generale ha evidenziato inoltre una mancanza di trasparenza nel processo di gestione del rischio. È necessario informare meglio il pubblico sulle opzioni di gestione del rischio in esame, sul livello di protezione dei consumatori, della salute degli animali e dell'ambiente che ciascuna di queste opzioni raggiungerebbe, nonché sui fattori, diversi dai risultati della valutazione del rischio, che sono presi in considerazione dai responsabili della gestione del rischio e sul modo in cui sono ponderati nel processo decisionale.
Emendamento 36
Proposta di regolamento
Considerando 37
(37)  Al fine di rafforzare ulteriormente il collegamento tra responsabili della valutazione del rischio e responsabili della gestione del rischio a livello dell'Unione e nazionale, come anche l'organicità e la coerenza della comunicazione del rischio, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato in vista dell'adozione di un piano generale sulla comunicazione del rischio su questioni riguardanti la filiera agroalimentare. È di particolare importanza che durante l'attività preparatoria la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.
(37)  Al fine di migliorare lo scambio interattivo di informazioni, lungo l'intero processo di analisi del rischio, tra responsabili della valutazione del rischio e responsabili della gestione del rischio a livello dell'Unione e nazionale, come anche con altri soggetti interessati della filiera alimentare, quali operatori economici, associazioni dei consumatori e altre organizzazioni della società civile, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato in vista dell'adozione di un piano generale sulla comunicazione del rischio su questioni riguardanti la filiera agroalimentare. Il piano generale sulla comunicazione del rischio dovrebbe stabilire le disposizioni pratiche per rendere disponibili al pubblico tutte le informazioni necessarie al raggiungimento di un livello elevato di trasparenza nel processo di gestione del rischio. Per questo, è di particolare importanza che durante l'attività preparatoria la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Considerando 37 bis (nuovo)
(37 bis)  Le disposizioni relative alle informazioni che devono essere rese pubbliche non dovrebbe pregiudicare il regolamento (CE) n. 1049/2001, nonché il diritto nazionale o dell'Unione in materia di accesso del pubblico ai documenti ufficiali.
Emendamento 38
Proposta di regolamento
Considerando 38
(38)  Al fine di permettere all'Autorità e agli operatori economici di adeguarsi alle nuove prescrizioni senza ostacolare il buon funzionamento dell'Autorità, è necessario predisporre misure transitorie per l'applicazione del presente regolamento.
(38)  Al fine di permettere all'Autorità, agli Stati membri, alla Commissione e agli operatori economici di adeguarsi alle nuove prescrizioni senza ostacolare il buon funzionamento dell'Autorità, è necessario predisporre misure transitorie per l'applicazione del presente regolamento.
Emendamento 39
Proposta di regolamento
Considerando 39 bis (nuovo)
(39 bis)  Dal momento che le modifiche contenute nella presente proposta conferiscono all'Autorità ampi poteri per quanto riguarda la valutazione del rischio e la valutazione della riservatezza, si rende necessario un consistente aumento della dotazione finanziaria a disposizione dell'Autorità, conformemente all'allegato 3 della proposta della Commissione. La proposta di finanziamento è compatibile con il quadro finanziario pluriennale attuale ma potrebbe comportare l'uso di strumenti speciali, come definito nel regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio. Qualora le discussioni tra il Parlamento europeo e gli Stati membri sul bilancio dell'Unione non consentissero di disporre delle risorse di bilancio necessarie, la Commissione dovrebbe presentare mediante atto delegato una proposta di finanziamento alternativa.
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Considerando 40 bis (nuovo)
(40 bis)  Recenti episodi connessi alla sicurezza degli alimenti hanno dimostrato che, nelle situazioni di emergenza, occorre disporre di misure adeguate per garantire che tutti gli alimenti, a prescindere dal tipo e dall'origine, e tutti i mangimi possano essere soggetti a misure comuni in caso di grave rischio per la salute umana o degli animali o per l'ambiente. Tale impostazione globale delle misure di emergenza per la sicurezza alimentare dovrebbe consentire di intervenire con efficacia e di evitare di trattare in modo artificiosamente diverso un grave rischio relativo agli alimenti o ai mangimi, nonché di introdurre una procedura armonizzata e comune per la gestione del sistema degli allarmi alimentari.
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto -1 (nuovo)
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 6 – paragrafo 2
(-1)  all'articolo 6, il paragrafo 2 è così modificato:
2.  La valutazione del rischio si basa sugli elementi scientifici a disposizione ed è svolta in modo indipendente, obiettivo e trasparente.
"2. La valutazione del rischio si basa su tutti gli elementi scientifici a disposizione ed è svolta in modo indipendente, obiettivo e trasparente.";
(La modifica si applica all'intero testo legislativo in esame; l'approvazione dell'emendamento implica adeguamenti tecnici in tutto il testo).
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto -1 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 7 – paragrafo 1
(-1 bis) all'articolo 7, il paragrafo 1 è così modificato:
1.  Qualora, in circostanze specifiche a seguito di una valutazione delle informazioni disponibili, venga individuata la possibilità di effetti dannosi per la salute ma permanga una situazione d'incertezza sul piano scientifico, possono essere adottate le misure provvisorie di gestione del rischio necessarie per garantire il livello elevato di tutela della salute che la Comunità persegue, in attesa di ulteriori informazioni scientifiche per una valutazione più esauriente del rischio.
"1. Qualora, in circostanze specifiche a seguito di una valutazione delle informazioni disponibili, venga individuata la possibilità di effetti dannosi per la salute ma permanga una situazione d'incertezza sul piano scientifico, sono adottate le misure di gestione del rischio necessarie per garantire il livello elevato di tutela della salute che la Comunità persegue, in attesa di ulteriori informazioni scientifiche per una valutazione più esauriente del rischio.";
Emendamento 43
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 8 bis
Articolo 8 bis
Articolo 8 bis
Obiettivi della comunicazione del rischio
Obiettivi della comunicazione del rischio
La comunicazione del rischio persegue i seguenti obiettivi, tenendo presenti i ruoli rispettivi dei responsabili della valutazione del rischio e dei responsabili della gestione del rischio:
La comunicazione del rischio persegue i seguenti obiettivi, tenendo presenti i ruoli rispettivi dei responsabili della valutazione del rischio e dei responsabili della gestione del rischio:
a)  promuovere la conoscenza e la comprensione delle questioni specifiche in esame durante tutto il processo di analisi del rischio;
a)  promuovere la conoscenza e la comprensione delle questioni specifiche in esame durante tutto il processo di analisi e di gestione del rischio;
b)  promuovere la coerenza e la trasparenza nella formulazione delle raccomandazioni per la gestione del rischio;
b)  promuovere la coerenza, la trasparenza e la chiarezza nella formulazione delle opzioni, raccomandazioni e decisioni per la gestione del rischio;
c)  fornire una solida base per la comprensione delle decisioni di gestione del rischio;
c)  fornire una solida base scientifica per la comprensione delle decisioni di gestione del rischio, incluse le informazioni su:
i)  il modo in cui l'opzione di gestione del rischio scelta riflette il grado di incertezza della valutazione dei rischi, nonché il livello di tutela della salute dei consumatori, della salute degli animali e dell'ambiente che ciascuna di queste opzioni raggiungerebbe;
ii)  come previsto dall'articolo 6, paragrafo 3, i fattori, diversi dai risultati della valutazione del rischio, che sono stati presi in considerazione dai responsabili della gestione del rischio e il modo in cui sono stati ponderati nel processo decisionale;
d)  incoraggiare la comprensione del processo di analisi del rischio tra il pubblico al fine di aumentare la fiducia nei suoi risultati;
d)  incoraggiare la comprensione del processo di analisi del rischio tra il pubblico al fine di aumentare la fiducia nei suoi risultati, tra l'altro fornendo informazioni chiare e univoche relativamente alle funzioni, alle competenze e alle responsabilità dei responsabili della valutazione del rischio e dei responsabili della gestione del rischio;
e)  promuovere l'opportuna partecipazione di tutte le parti interessate; e,
e)  promuovere l'equilibrata partecipazione di tutte le parti interessate, inclusi gli operatori economici della filiera alimentare, i consumatori e altre organizzazioni della società civile;
f)  assicurare l'opportuno scambio di informazioni con le parti interessate in relazione ai rischi riguardanti la filiera agroalimentare.
f)  assicurare lo scambio trasparente ed equo di informazioni con le parti interessate di cui al punto e) in relazione ai rischi riguardanti la filiera agroalimentare;
f bis)  informare i consumatori sulle strategie di prevenzione del rischio; e
f ter)  combattere la diffusione di notizie false e le relative fonti.
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 8 ter
Articolo 8 ter
Articolo 8 ter
Principi generali della comunicazione del rischio
Principi generali della comunicazione del rischio
Tenendo presenti i ruoli rispettivi dei responsabili della valutazione del rischio e dei responsabili della gestione del rischio, la comunicazione del rischio:
Tenendo presenti i ruoli rispettivi dei responsabili della valutazione del rischio e dei responsabili della gestione del rischio, la comunicazione del rischio:
a)  assicura che avvengano scambi interattivi di informazioni accurate, opportune e tempestive sulla base dei principi di trasparenza, apertura e reattività;
a)  assicura che avvengano scambi interattivi di informazioni accurate, complete e tempestive con tutti i portatori di interesse, sulla base dei principi di trasparenza, apertura e reattività;
b)  fornisce informazioni trasparenti in ogni fase del processo di analisi del rischio, dalla formulazione delle richieste di pareri scientifici alla presentazione della valutazione del rischio e all'adozione delle decisioni di gestione del rischio;
b)  fornisce informazioni trasparenti in ogni fase del processo di analisi del rischio, dalla formulazione delle richieste di pareri scientifici alla presentazione della valutazione del rischio e all'adozione delle decisioni di gestione del rischio;
c)  tiene presente la percezione del rischio;
c)  affronta la percezione del rischio;
d)  facilita la comprensione e il dialogo tra tutte le parti interessate; e,
d)  facilita la comprensione e il dialogo tra tutte le parti interessate;
e)  è accessibile, anche a coloro che non partecipano direttamente al processo, nel rispetto della riservatezza e della protezione dei dati personali.
e)  è accessibile, anche a coloro che non partecipano direttamente al processo, nel rispetto della riservatezza e della protezione dei dati personali; e
e bis)  formula approcci per comunicare meglio la differenza tra pericolo e rischio.
Emendamento 45
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 8 quater
Articolo 8 quater
Articolo 8 quater
Piano generale sulla comunicazione del rischio
Piano generale sulla comunicazione del rischio
1.  Alla Commissione, in stretta collaborazione con l'Autorità e gli Stati membri e dopo opportune consultazioni pubbliche, è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 57 bis, per stabilire un piano generale sulla comunicazione del rischio su questioni riguardanti la filiera agroalimentare, tenendo presenti i pertinenti obiettivi e i principi generali esposti negli articoli 8 bis e 8 ter.
1.  Alla Commissione, in stretta collaborazione con l'Autorità e gli Stati membri e dopo opportune consultazioni pubbliche, è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 57 bis, che integrano il presente regolamento per stabilire un piano generale sulla comunicazione del rischio su questioni riguardanti la filiera agroalimentare, tenendo presenti i pertinenti obiettivi e i principi generali esposti negli articoli 8 bis e 8 ter.
2.  Il piano generale sulla comunicazione del rischio promuove un quadro integrato di comunicazione del rischio, cui si attengono sia i responsabili della valutazione del rischio sia i responsabili della gestione del rischio, in maniera coerente e sistematica a livello sia dell'Unione sia nazionale. Tale piano:
2.  Il piano generale sulla comunicazione del rischio promuove un quadro integrato di comunicazione del rischio, cui si attengono sia i responsabili della valutazione del rischio sia i responsabili della gestione del rischio, in maniera coerente e sistematica a livello sia dell'Unione sia nazionale. Tale piano:
a)  individua i fattori principali da tenere presenti nel decidere il tipo e il livello richiesti di attività di comunicazione del rischio;
a)  individua i fattori principali da tenere presenti nel decidere il tipo e il livello richiesti di attività di comunicazione del rischio;
b)  individua gli opportuni strumenti e canali principali da utilizzare a fini di comunicazione del rischio, tenendo presenti le necessità dei pertinenti gruppi di destinatari; e,
b)  individua gli opportuni strumenti e canali principali da utilizzare a fini di comunicazione del rischio, tenendo presente la necessità di garantire la partecipazione equilibrata di tutti portatori di interesse, compresi gli operatori economici della filiera alimentare, le associazioni dei consumatori e altre organizzazioni della società civile;
c)  stabilisce gli opportuni meccanismi per rafforzare la coerenza della comunicazione del rischio tra i responsabili della valutazione del rischio e i responsabili della gestione del rischio e garantisce un dialogo aperto tra tutte le parti interessate.
c)  stabilisce gli opportuni meccanismi per rafforzare la coerenza della comunicazione del rischio tra i responsabili della valutazione del rischio e i responsabili della gestione del rischio, anche riconoscendo e spiegando sistematicamente le divergenze nella valutazione scientifica o nella percezione del livello accettabile di rischio;
c bis)  stabilisce le modalità pratiche e il calendario per rendere accessibili al pubblico le informazioni di cui all'articolo 55 bis, paragrafo 1.
3.  La Commissione adotta il piano generale sulla comunicazione del rischio entro [due anni dalla data di applicazione del presente regolamento] e provvede al suo aggiornamento tenendo conto del progresso tecnico-scientifico e dell'esperienza acquisita.
3.  La Commissione adotta il piano generale sulla comunicazione del rischio entro [due anni dalla data di applicazione del presente regolamento] e provvede al suo aggiornamento tenendo conto del progresso tecnico-scientifico e dell'esperienza acquisita.
Emendamento 46
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 8 quinquies (nuovo)
Articolo 8 quinquies
Trasparenza della comunicazione del rischio
1.  La Commissione, l'Autorità e gli Stati membri svolgono le loro attività nell'ambito della comunicazione del rischio nel contesto della legislazione alimentare con un elevato grado di trasparenza.
2.  La Commissione può formulare gli opportuni orientamenti.
Emendamento 47
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 9
1 bis)  l'articolo 9 è sostituito dal seguente:
Articolo 9
"Articolo 9
Consultazione dei cittadini
Consultazione dei cittadini
I cittadini sono consultati in maniera aperta e trasparente, direttamente o attraverso organi rappresentativi, nel corso dell'elaborazione, della valutazione e della revisione della legislazione alimentare, a meno che l'urgenza della questione non lo permetta.
I cittadini sono consultati in maniera aperta e trasparente, direttamente o attraverso organi rappresentativi, durante l'analisi del rischio nonché nel corso dell'elaborazione, della valutazione e della revisione della legislazione alimentare, a meno che l'urgenza della questione non lo permetta."
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 10
1 ter)  L'articolo 10 è sostituito dal seguente:
Articolo 10
"Articolo 10
Informazione dei cittadini
Informazione dei cittadini
Fatte salve le pertinenti disposizioni comunitarie e degli Stati membri sull'accesso ai documenti, nel caso in cui vi siano ragionevoli motivi per sospettare che un alimento o mangime possa comportare un rischio per la salute umana o animale, in funzione della natura, della gravità e dell'entità del rischio le autorità pubbliche adottano provvedimenti opportuni per informare i cittadini della natura del rischio per la salute, identificando nel modo più esauriente l'alimento o mangime o il tipo di alimento o di mangime, il rischio che può comportare e le misure adottate o in procinto di essere adottate per prevenire, contenere o eliminare tale rischio.
1.   Fatte salve le pertinenti disposizioni comunitarie e degli Stati membri sull'accesso ai documenti, nel caso in cui vi siano ragionevoli motivi per sospettare che un alimento o mangime possa comportare un rischio per la salute umana o animale, le autorità pubbliche adottano provvedimenti opportuni e tempestivi per informare i cittadini della natura del rischio per la salute, identificando nel modo più esauriente i prodotti interessati, il rischio che possono comportare e le misure adottate o in procinto di essere adottate per prevenire, contenere o eliminare tale rischio. Il presente paragrafo si applica anche in caso di sospette inadempienze derivanti da possibili violazioni intenzionali della legislazione dell'Unione applicabile perpetrate attraverso pratiche fraudolente o ingannevoli.
2.  Al fine di garantire l'attuazione uniforme del paragrafo 1, la Commissione adotta atti di esecuzione sulle modalità di applicazione entro ... dodici mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento modificativo."
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1 quater (nuovo)
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 22 – paragrafo 7
1 quater)  all'articolo 22, paragrafo 7, il secondo comma è sostituito dal seguente:
Essa agisce in stretta collaborazione con gli organi competenti che negli Stati membri svolgono funzioni analoghe alle sue.
"Essa agisce in collaborazione con le altre agenzie di valutazione dell'Unione europea."
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1 quinquies (nuovo)
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 23 – comma 1 – lettera b
1 quinquies)  all'articolo 23, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
b)  promuovere e coordinare la definizione di metodi uniformi di valutazione del rischio nei settori di sua competenza;
"b) promuovere e coordinare in un approccio trasversale la definizione di metodi uniformi di valutazione del rischio nei settori di sua competenza, tenendo conto in particolare degli 'effetti cocktail' delle sostanze chimiche che possono avere un impatto sulla salute umana e sull'ambiente;"
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2 – lettera b
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 25 – paragrafo 1 bis
1 bis.  Oltre ai membri titolari e supplenti di cui al paragrafo 1, il consiglio di amministrazione è composto da:
1 bis.  Oltre ai membri titolari e supplenti di cui al paragrafo 1, il consiglio di amministrazione è composto da:
a)  due membri titolari e due supplenti nominati dalla Commissione e che la rappresentano, con diritto di voto;
a)  due membri titolari e due supplenti nominati dalla Commissione e che la rappresentano, con diritto di voto;
b)  un membro nominato dal Parlamento europeo con diritto di voto;
b)  due rappresentanti nominati dal Parlamento europeo con diritto di voto;
c)  quattro membri con diritto di voto in rappresentanza della società civile e degli interessi della filiera alimentare, uno per le organizzazioni dei consumatori, uno per le organizzazioni ambientaliste non governative, uno per le organizzazioni degli agricoltori e uno per le organizzazioni dell'industria. Tali membri sono nominati dal Consiglio in consultazione con il Parlamento europeo in base a un elenco redatto dalla Commissione contenente nominativi in numero superiore a quello dei posti da coprire. L'elenco redatto dalla Commissione viene trasmesso al Parlamento europeo, corredato dei documenti di riferimento pertinenti. Non appena possibile ed entro tre mesi dalla notifica, il Parlamento europeo può sottoporre il proprio parere al Consiglio, che procede quindi alla nomina di tali membri.
c)  sei membri con diritto di voto in rappresentanza della società civile e degli interessi della filiera alimentare, uno per le organizzazioni dei consumatori, uno per le organizzazioni ambientaliste non governative, uno per le organizzazioni non governative per la salute pubblica, uno per le organizzazioni degli agricoltori, uno per le organizzazioni agrochimiche e uno per le organizzazioni dell'industria alimentare. Tali membri sono nominati dal Consiglio in consultazione con il Parlamento europeo in base a un elenco redatto dalla Commissione contenente nominativi in numero superiore a quello dei posti da coprire. L'elenco redatto dalla Commissione viene trasmesso al Parlamento europeo, corredato dei documenti di riferimento pertinenti. Non appena possibile ed entro tre mesi dalla notifica, il Parlamento europeo può sottoporre il proprio parere al Consiglio, che procede quindi alla nomina di tali membri.
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2 – lettera c
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 25 – paragrafo 2
2.  Il mandato dei membri titolari e supplenti è quadriennale. La durata del mandato dei membri di cui al paragrafo 1 bis, lettere a) e b), non è però soggetta a limiti di tempo. Il mandato dei membri di cui al paragrafo 1 bis, lettera c), è rinnovabile una sola volta.
2.  Il mandato dei membri di cui al paragrafo 1 bis, lettera b), è di massimo 2,5 anni. La durata del mandato dei membri di cui al paragrafo 1 bis, lettere a) e c), è di massimo 5 anni. Il mandato dei membri di cui al paragrafo 1 bis, lettera c), è rinnovabile una sola volta.
Emendamento 159
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 3 – lettera -a (nuova)
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 28– paragrafo 4– comma 1 – parte introduttiva
-a)   all'articolo 28, paragrafo 4, la parte introduttiva è sostituita dalla seguente:
"4. I gruppi di esperti scientifici sono composti da scienziati indipendenti che svolgono attivamente ricerca e pubblicano i risultati delle loro ricerche su riviste scientifiche sottoposte a valutazione inter pares.";
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 3 – lettere a e b
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 28 – paragrafi da 5 a 5 octies
5.  I membri del comitato scientifico che non fanno parte di gruppi di esperti scientifici e i membri aggiuntivi di cui al paragrafo 5 ter sono nominati dal consiglio di amministrazione, su proposta del direttore esecutivo, con mandato quinquennale rinnovabile, previo invito a manifestazione d'interesse pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, in pertinenti e importanti pubblicazioni scientifiche e sul sito web dell'Autorità.";
5.  I membri del comitato scientifico che non fanno parte di gruppi di esperti scientifici e i membri di gruppi di esperti scientifici sono nominati dal consiglio di amministrazione con mandato quinquennale rinnovabile, conformemente alla procedura seguente:
5 bis.  I membri dei gruppi di esperti scientifici sono nominati dal consiglio di amministrazione con mandato quinquennale rinnovabile secondo la procedura seguente.
a)  Il direttore esecutivo, consultato il consiglio di amministrazione, inoltra agli Stati membri una richiesta che menziona le specifiche competenze multidisciplinari necessarie in ogni gruppo di esperti scientifici e indica il numero di esperti da designare da parte degli Stati membri. Il direttore esecutivo notifica agli Stati membri la politica di indipendenza dell'Autorità e le norme di esecuzione applicabili ai membri dei gruppi di esperti scientifici. Gli Stati membri pubblicano un invito a manifestare interesse sul quale basare le loro designazioni. Il direttore esecutivo informa il consiglio di amministrazione delle richieste inviate agli Stati membri.
a)  Il direttore esecutivo, consultato il consiglio di amministrazione, pubblica un invito a manifestare interesse nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, nelle principali pubblicazioni scientifiche del settore e sul suo sito web, e informa gli Stati membri. L'invito definisce le specifiche competenze multidisciplinari necessarie in ogni gruppo di esperti scientifici e indica il numero di esperti richiesto.
b)  Gli Stati membri designano gli esperti puntando a raggiungere collettivamente il numero indicato dal direttore esecutivo. Ogni Stato membro designa almeno 12 esperti scientifici. Gli Stati membri possono designare cittadini di altri Stati membri.
b)  Gli Stati membri garantiscono un'ampia divulgazione dell'invito a manifestare interesse in tutta la comunità scientifica. Gli Stati membri possono quindi designare gli esperti per i settori di competenza indicati, a condizione che tali nomine siano effettuate sulla base di un invito nazionale a manifestare interesse.
c)  In base alle designazioni degli Stati membri il direttore esecutivo redige per ogni gruppo di esperti scientifici un elenco di esperti contenente più nominativi del numero di membri da nominare. Il direttore non può redigere detto elenco se può dimostrare che le designazioni pervenute non gli consentono, tenuto conto dei criteri di selezione di cui alla lettera d) del presente paragrafo, di redigere un elenco più numeroso. Il direttore esecutivo presenta l'elenco al consiglio di amministrazione che procede alle nomine.
c)  In base alle domande e alle designazioni pervenute e conformemente alla politica di indipendenza dell'Autorità e alle norme di attuazione applicabili ai membri dei gruppi di esperti scientifici, il direttore esecutivo redige per ogni gruppo di esperti scientifici un elenco di esperti contenente più nominativi del numero di membri da nominare. Il direttore non può redigere detto elenco se può dimostrare che le domande e le designazioni pervenute non gli consentono, tenuto conto dei criteri di selezione di cui alla lettera d) del presente paragrafo, di redigere un elenco più numeroso. Il direttore esecutivo presenta l'elenco al consiglio di amministrazione che procede alle nomine.
d)  Le designazioni effettuate dagli Stati membri, la selezione da parte del direttore esecutivo e le nomine da parte del consiglio di amministrazione si basano sui seguenti criteri:
d)  Le designazioni effettuate dagli Stati membri, la selezione da parte del direttore esecutivo e le nomine da parte del consiglio di amministrazione si basano sui seguenti criteri:
i)  livello elevato di competenze scientifiche;
i)  livello elevato di competenze scientifiche;
ii)  indipendenza e assenza di conflitti di interessi, conformemente all'articolo 37, paragrafo 2, alla politica di indipendenza dell'Autorità e alle regole di esecuzione sull'indipendenza dei membri dei gruppi di esperti scientifici;
ii)  indipendenza e assenza di conflitti di interessi, conformemente all'articolo 37, paragrafo 2, alla politica di indipendenza dell'Autorità e alle regole di esecuzione sull'indipendenza dei membri dei gruppi di esperti scientifici;
iii)  soddisfacimento del fabbisogno di specifiche competenze multidisciplinari del gruppo di esperti scientifici da integrare e corrispondenza al regime linguistico applicabile.
iii)  soddisfacimento del fabbisogno di specifiche competenze multidisciplinari del gruppo di esperti scientifici da integrare e corrispondenza al regime linguistico applicabile.
e)  Il consiglio di amministrazione provvede a che nelle nomine finali si ottenga la distribuzione geografica più ampia possibile.
e)  Il consiglio di amministrazione provvede a che nelle nomine finali si ottenga la distribuzione geografica più ampia possibile.
5 ter.  Quando l'Autorità individua l'assenza di competenze specifiche in un gruppo o più gruppi di esperti scientifici, il direttore esecutivo propone al consiglio di amministrazione nominativi aggiuntivi per la nomina a membri del gruppo o dei gruppi di esperti scientifici secondo la procedura di cui al paragrafo 5.
5 bis.  Quando l'Autorità individua l'assenza di competenze specifiche in un gruppo o più gruppi di esperti scientifici, il direttore esecutivo propone al consiglio di amministrazione nominativi aggiuntivi per la nomina a membri del gruppo o dei gruppi di esperti scientifici secondo la procedura di cui al paragrafo 5.
5 quater.  Sulla base di una proposta del direttore esecutivo, il consiglio di amministrazione adotta regole sull'organizzazione dettagliata e sulla tempistica delle procedure esposte nei paragrafi 5 bis e 5 ter del presente articolo.
5 ter.   Sulla base di una proposta del direttore esecutivo, il consiglio di amministrazione adotta regole sull'organizzazione dettagliata e sulla tempistica delle procedure esposte nei paragrafi 5 bis e 5 ter del presente articolo.
5 quinquies.  Gli Stati membri pongono in essere misure per assicurare che i membri dei gruppi di esperti scientifici agiscano in modo indipendente e non presentino conflitti di interessi come previsto all'articolo 37, paragrafo 2, e dal regolamento interno dell'Autorità. Gli Stati membri provvedono affinché i membri dei gruppi di esperti scientifici dispongano dei mezzi per dedicare il tempo e l'impegno necessari a partecipare al lavoro dell'Autorità. Gli Stati membri provvedono a che i membri dei gruppi di esperti scientifici non ricevano istruzioni a livello nazionale e che il loro contributo scientifico indipendente al sistema di valutazione del rischio dell'Unione sia riconosciuto in quanto compito prioritario per la protezione della sicurezza della filiera alimentare.
5 quater.  I membri dei gruppi di esperti scientifici agiscono in modo indipendente e non presentano conflitti di interessi come previsto all'articolo 37, paragrafo 2, e dal regolamento interno dell'Autorità. Essi dispongono dei mezzi per dedicare il tempo e l'impegno necessari a partecipare al lavoro dell'Autorità, non ricevono istruzioni a livello nazionale e il loro contributo scientifico indipendente al sistema di valutazione del rischio dell'Unione è riconosciuto in quanto compito prioritario per la protezione della sicurezza della filiera alimentare.
5 sexies.  Gli Stati membri provvedono a che gli organismi pubblici presso cui lavorano tali esperti scientifici, e le persone responsabili della definizione delle priorità degli organismi in questione, attuino le misure previste dal paragrafo 5 quinquies.
5 quinquies.   Se del caso, gli Stati membri provvedono a che gli organismi pubblici presso cui lavorano tali esperti scientifici, e le persone responsabili della definizione delle priorità degli organismi in questione, attuino le misure necessarie per garantire che le condizioni previste dal paragrafo 5 quinquies siano soddisfatte.
5 septies.   L'Autorità coadiuva il lavoro dei gruppi di esperti scientifici organizzando il loro lavoro, in particolare l'attività preparatoria che va svolta dal personale dell'Autorità o dalle organizzazioni scientifiche nazionali di cui all'articolo 36, anche organizzando la possibilità di redigere pareri scientifici che sono sottoposti a revisione tra pari dai gruppi di esperti scientifici prima della loro adozione.
5 sexies.   L'Autorità coadiuva il lavoro dei gruppi di esperti scientifici organizzando il loro lavoro, in particolare l'attività preparatoria che va svolta dal personale dell'Autorità o dalle organizzazioni scientifiche nazionali di cui all'articolo 36, anche organizzando la possibilità di redigere pareri scientifici che sono sottoposti a revisione tra pari dai gruppi di esperti scientifici prima della loro adozione.
5 octies.  Ogni gruppo di esperti scientifici comprende al massimo 21 membri.
5 septies.   Ogni gruppo di esperti scientifici comprende al massimo 21 membri.
5 septies bis. L'Autorità offre ai membri dei gruppi di esperti una formazione approfondita sul processo di valutazione del rischio.
Emendamento 54
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 3 – lettera c
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 28 – paragrafo 9 – lettera b
"il numero dei membri di ciascun gruppo di esperti scientifici entro il massimo previsto dal paragrafo 5 octies.
b)  "il numero dei membri di ciascun gruppo di esperti scientifici entro il massimo previsto dal paragrafo 5 septies.
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 3 – lettera c bis (nuova)
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 28 – paragrafo 9 – lettera g bis (nuova)
c bis)  all'articolo 28, paragrafo 9, è aggiunta la lettera seguente:
"g bis) la possibilità per i richiedenti di affrontare, entro un periodo massimo di sei mesi, salvo diverso accordo con l'Autorità, e prima della pubblicazione del progetto di parere dell'Autorità, le aree critiche che destano preoccupazione a causa di nuovi dati."
Emendamento 56
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 3 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 29 – paragrafo 6
3 bis)  alla fine dell'articolo 29, paragrafo 6, è aggiunta la frase seguente:
"Non consentono l'esclusione a priori di alcune prove scientifiche, specialmente quando queste sono state pubblicate dopo un processo di revisione tra pari.";
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 bis
Su richiesta di un potenziale richiedente di un'autorizzazione a norma della legislazione alimentare il personale dell'Autorità fornisce orientamenti sulle disposizioni pertinenti e sul contenuto prescritto della domanda di autorizzazione. Gli orientamenti forniti dal personale dell'Autorità non pregiudicano né impegnano la successiva valutazione delle domande di autorizzazione effettuata dai gruppi di esperti scientifici.
L'Autorità pubblica un documento di orientamento che includa un elenco di domande e risposte e riguardante i requisiti amministrativi e scientifici di una domanda di autorizzazione. Su richiesta di un potenziale richiedente di un'autorizzazione a norma della legislazione alimentare, l'Autorità offre inoltre consulenza per illustrare il contenuto prescritto e le modalità di esecuzione dei vari test e studi volti a dimostrare la qualità, la sicurezza e l'efficacia del prodotto proposto. Gli orientamenti forniti dall'Autorità non pregiudicano né impegnano la successiva valutazione delle domande di autorizzazione effettuata dai gruppi di esperti scientifici. Il personale dell'Autorità che fornisce il parere non partecipa ad alcun lavoro scientifico preparatorio direttamente o indirettamente pertinente alla domanda oggetto del parere.
Entro ... [36 mesi dall'entrata in vigore del regolamento modificativo], la Commissione valuta l'impatto del presente articolo sul funzionamento dell'Autorità. Particolare attenzione è prestata al carico di lavoro supplementare e alla mobilitazione del personale, nonché all'eventuale spostamento dell'assegnazione delle risorse dell'Autorità a scapito delle attività di interesse pubblico.
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 ter – paragrafo 1
1.  Viene stabilito dall'Unione un registro degli studi commissionati dagli operatori economici per ottenere un'autorizzazione a norma della legislazione alimentare dell'Unione. Gli operatori economici notificano tempestivamente all'Autorità l'oggetto di tutti gli studi commissionati a sostegno di una futura domanda di autorizzazione a norma della legislazione alimentare dell'Unione. Il registro è gestito dall'Autorità.
1.  Viene stabilito dall'Unione un registro degli studi commissionati dagli operatori economici per ottenere un'autorizzazione o un rinnovo a norma della legislazione alimentare dell'Unione. Gli operatori economici notificano tempestivamente all'Autorità l'oggetto di tutti gli studi commissionati all'interno o all'esterno dell'UE a sostegno di una futura domanda di autorizzazione o di rinnovo a norma della legislazione alimentare dell'Unione. Il registro è gestito dall'Autorità.
Emendamento 59
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 ter – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  Gli studi commissionati tengono conto della direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici1 bis.
________________
1 bis Direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (GU L 276 del 20.10.2010, pag. 33).
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 ter – paragrafo 2
2.  L'obbligo di notifica di cui al paragrafo 1 si applica anche ai laboratori dell'Unione che effettuano tali studi.
2.  L'obbligo di notifica di cui al paragrafo 1 si applica a qualunque istituzione che effettua tali studi, inclusi i laboratori, gli istituti e le università.
Emendamento 61
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 ter – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  I dati di un test commissionato ma non registrato non possono essere utilizzati in una valutazione del rischio.
Emendamento 62
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 ter – paragrafo 2 ter (nuovo)
2 ter.  L'oggetto non è autorizzato a meno che non siano stati presentati tutti i dati relativi a tutti gli studi registrati.
Emendamento 63
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 ter – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Qualora l'Autorità richieda e riceva dati supplementari da parte di un richiedente, questi dati, come tali, vengono aggiunti anche al registro dell'Unione e messi a disposizione del pubblico.
Emendamento 64
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 ter – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.  La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 57 bis per integrare il presente regolamento istituendo sanzioni da imporre in caso di violazione dell'obbligo di notifica.
Emendamento 65
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 ter – paragrafo 4 ter (nuovo)
4 ter.  Il presente articolo non si applica agli studi commissionati prima di ... [data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo].
Emendamento 66
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 quater – paragrafo 1
1.  Quando la legislazione alimentare dell'Unione prevede che un'autorizzazione possa essere rinnovata, il potenziale richiedente del rinnovo notifica all'Autorità gli studi che intende effettuare a tale scopo. Dopo tale notifica l'Autorità apre una consultazione dei portatori di interessi e del pubblico sugli studi previsti ai fini del rinnovo e fornisce orientamento sul contenuto della prevista domanda di rinnovo tenendo conto dei commenti pervenuti. Gli orientamenti forniti dall'Autorità non pregiudicano né impegnano la successiva valutazione delle domande di rinnovo dell'autorizzazione, effettuata dai gruppi di esperti scientifici.
1.  Quando la legislazione alimentare dell'Unione prevede che un'autorizzazione possa essere rinnovata, il potenziale richiedente del rinnovo notifica all'Autorità gli studi che intende effettuare a tale scopo. Dopo tale notifica l'Autorità apre una consultazione dei portatori di interessi e del pubblico sugli studi previsti ai fini del rinnovo e fornisce orientamento sul contenuto della prevista domanda di rinnovo tenendo conto dei commenti pervenuti, pertinenti alla valutazione del rischio del previsto rinnovo. Gli orientamenti forniti dall'Autorità non pregiudicano né impegnano la successiva valutazione delle domande di rinnovo dell'autorizzazione, effettuata dai gruppi di esperti scientifici.
Emendamento 67
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 quater – paragrafo 2
2.  L'Autorità consulta i portatori di interessi e il pubblico sugli studi a sostegno delle domande di autorizzazione una volta che queste sono state rese pubbliche dall'Autorità a norma dell'articolo 38 e degli articoli da 39 a 39 septies al fine di accertare se sono disponibili altri dati o studi scientifici pertinenti sull'oggetto della domanda di autorizzazione. Tale disposizione non si applica alla presentazione di informazioni supplementari da parte dei richiedenti durante il processo di valutazione del rischio.
2.  L'Autorità consulta entro due mesi i portatori di interessi e il pubblico sugli studi a sostegno delle domande di autorizzazione una volta che queste sono state rese pubbliche dall'Autorità a norma dell'articolo 38 e degli articoli da 39 a 39 septies al fine di accertare se sono disponibili altri dati o studi scientifici pertinenti, basati su pubblicazioni scientifiche oggetto di valutazione inter pares o condotti conformemente agli orientamenti internazionali e alle buone pratiche di laboratorio (BPL), sull'oggetto della domanda di autorizzazione, fatti salvi gli obblighi dell'Autorità di cui all'articolo 33. Tale disposizione non si applica alla presentazione di informazioni supplementari da parte dei richiedenti durante il processo di valutazione del rischio.
Emendamento 68
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 quinquies
Gli esperti della Commissione effettuano controlli, tra cui audit, per accertare che le strutture incaricate di effettuare test siano conformi alle pertinenti norme per lo svolgimento di test e studi presentati all'Autorità nel contesto di una domanda di autorizzazione a norma della legislazione alimentare dell'Unione. Tali controlli sono organizzati in cooperazione con le autorità competenti degli Stati membri.
Gli esperti della direzione Audit e analisi per la salute e la sicurezza alimentare della Commissione effettuano controlli, tra cui audit, per accertare che le strutture incaricate di effettuare test nell'Unione e nei paesi terzi siano conformi alle pertinenti norme per lo svolgimento di test e studi presentati all'Autorità nel contesto di una domanda di autorizzazione a norma della legislazione alimentare dell'Unione. Tali controlli sono organizzati in cooperazione con le autorità competenti degli Stati membri o dei paesi terzi interessati.
Emendamento 161
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 sexies
Fermo restando l'obbligo che i richiedenti di autorizzazioni a norma della legislazione alimentare dell'Unione dimostrino la sicurezza di quanto soggetto a domanda di autorizzazione, la Commissione in circostanze eccezionali può chiedere all'Autorità di commissionare studi scientifici con l'obiettivo di verificare gli elementi di prova utilizzati nel processo di valutazione del rischio. Gli studi commissionati possono abbracciare un ambito più vasto rispetto agli elementi di prova soggetti a verifica.
Fermo restando l'obbligo che i richiedenti di autorizzazioni a norma della legislazione alimentare dell'Unione dimostrino la sicurezza di quanto soggetto a domanda di autorizzazione, in caso di risultati scientifici discordanti la Commissione può chiedere all'Autorità di commissionare studi scientifici con l'obiettivo di verificare gli elementi di prova utilizzati nel processo di valutazione del rischio. Gli studi commissionati possono abbracciare un ambito più vasto rispetto agli elementi di prova soggetti a verifica nel processo di valutazione del rischio. Gli studi di verifica sono finanziati attraverso i contributi versati dai richiedenti in un fondo comune. La Commissione adotta un atto delegato conformemente all'articolo 57 bis per stabilire le modalità applicabili a tale fondo.
Emendamento 70
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 32 sexies – comma 1 bis (nuovo)
Gli studi commissionati tengono conto della direttiva 2010/63/UE.
Emendamento 71
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 33 – paragrafo 1 – lettera d bis (nuova)
4 bis)  All'articolo 33, paragrafo 1, è aggiunta la lettera seguente:
"d bis) effetti combinatori e cumulativi".
Emendamento 72
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera a
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 38 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  L'Autorità svolge le proprie attività con un livello elevato di trasparenza. In particolare, essa rende pubblico tempestivamente quanto segue:
1.  L'Autorità svolge le proprie attività con un livello elevato di trasparenza, in linea con il regolamento (CE) n. 1367/2006 e fatto salvo il regolamento (CE) n. 1049/2001. In particolare, essa rende pubblico tempestivamente quanto segue:
Emendamento 73
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera a
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 38 – paragrafo 1 – lettera a
a)  gli ordini del giorno e i processi verbali del comitato scientifico e dei gruppi di esperti scientifici, oltre che dei loro gruppi di lavoro;
a)  gli ordini del giorno, le liste dei partecipanti e i processi verbali del consiglio di amministrazione, del comitato consultivo, del comitato scientifico e dei gruppi di esperti scientifici, oltre che dei loro gruppi di lavoro;
Emendamento 74
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera a
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 38 – paragrafo 1 – lettera c
c)  i dati scientifici, gli studi e le altre informazioni a sostegno di domande di autorizzazione a norma della legislazione alimentare dell'Unione, tra cui le informazioni supplementari fornite dai richiedenti, nonché altri dati e informazioni scientifiche a corredo di richieste di produzione scientifica, compresi i pareri scientifici, formulate dal Parlamento europeo, dalla Commissione e dagli Stati membri, nel rispetto della protezione delle informazioni riservate e della protezione dei dati personali in conformità degli articoli da 39 a 39 septies.
c)  i dati scientifici, gli studi e le altre informazioni a sostegno di domande di autorizzazione a norma della legislazione alimentare dell'Unione, tra cui le informazioni supplementari fornite dai richiedenti, nonché altri dati e informazioni scientifiche a corredo di richieste di produzione scientifica, compresi i pareri scientifici, formulate dal Parlamento europeo, dalla Commissione e dagli Stati membri, nel rispetto dell'interesse pubblico prevalente alla divulgazione e della protezione delle informazioni riservate e della protezione dei dati personali in conformità degli articoli da 39 a 39 septies.
Emendamento 75
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera a
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 38 – paragrafo 1 – lettera d
d)  le informazioni su cui si basa la sua produzione scientifica, compresi i pareri scientifici, nel rispetto della protezione delle informazioni riservate e della protezione dei dati personali in conformità degli articoli da 39 a 39 septies.
d)  le informazioni su cui si basa la sua produzione scientifica, compresi i pareri scientifici, nel rispetto dell'interesse pubblico prevalente alla divulgazione e della protezione delle informazioni riservate e della protezione dei dati personali in conformità degli articoli da 39 a 39 septies;
Emendamento 76
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera a
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 38 – paragrafo 1 – lettera h bis (nuova)
h bis)  il nome del richiedente e il titolo della domanda;
Emendamento 77
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera a
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 38 – paragrafo 1 – lettera i
i)  gli orientamenti forniti dall'Autorità ai potenziali richiedenti nella fase preliminare alla presentazione della domanda a norma degli articoli 32 bis e 32 quater.
i)  la consulenza generale che l'Autorità fornisce ai potenziali richiedenti nella fase preliminare alla presentazione della domanda a norma degli articoli 32 bis e 32 quater.
Emendamento 78
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera a
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 38 – paragrafo 1 – comma 2
Le voci enumerate al primo comma sono rese pubbliche in una sezione dedicata del sito web dell'Autorità. Tale sezione è consultabile dal pubblico e di facile accesso. Le voci pertinenti sono disponibili in formato elettronico per essere scaricate, stampate e utilizzate in operazioni di ricerca.
Le voci enumerate al primo comma sono rese pubbliche in una sezione dedicata del sito web dell'Autorità. Tale sezione è consultabile dal pubblico e di facile accesso previa assunzione di un impegno esplicito registrato elettronicamente da parte di coloro che vi accedono e prevedendo misure e sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive allo scopo di evitare l'uso commerciale. Le voci pertinenti sono disponibili in formato elettronico leggibile da dispositivo automatico per essere scaricate, stampate con filigrana ai fini della tracciabilità e utilizzate in operazioni di ricerca. Tali misure vertono sull'utilizzo commerciale dei documenti e la loro presentazione. Le suddette misure sono concepite per fornire una protezione efficace dall'uso commerciale degli elementi di cui al primo comma, sia all'interno dell'Unione sia nei paesi terzi.
Emendamento 79
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera b
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 38 – paragrafo 1 bis – comma 1 – parte introduttiva
1 bis.  La divulgazione al pubblico delle informazioni di cui al paragrafo 1, lettera c), non pregiudica:
1 bis.  La divulgazione al pubblico delle informazioni di cui al paragrafo 1, lettere c), d) e i) non pregiudica:
Emendamento 80
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera b
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 38 – paragrafo 1 bis – comma 1 – lettera a
a)  diritti di proprietà intellettuale eventualmente esistenti su documenti o loro contenuti; e,
soppresso
Emendamento 163
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera b
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 38 – paragrafo 1 bis – comma 2
La divulgazione al pubblico delle informazioni di cui al paragrafo 1, lettera c), non vale come autorizzazione né licenza, esplicita o implicita, di utilizzo, riproduzione o sfruttamento in qualsiasi forma dei pertinenti dati e delle pertinenti informazioni ed il loro eventuale utilizzo da parte di terzi non chiama in causa la responsabilità dell'Unione europea.
La divulgazione al pubblico delle informazioni di cui al paragrafo 1, lettera c), non vale come autorizzazione né licenza, esplicita o implicita, di utilizzo commerciale, riproduzione o sfruttamento in qualsiasi forma, per scopi commerciali, dei pertinenti dati e delle pertinenti informazioni. Per evitare dubbi, le informazioni pubblicate possono essere utilizzate ai fini del controllo pubblico e accademico dei risultati, compresa una migliore comprensione dei potenziali effetti negativi sulla salute e sull'ambiente, ed il loro eventuale utilizzo da parte di terzi non chiama in causa la responsabilità dell'Unione.
Emendamento 82
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 – lettera c bis (nuova)
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 38 – paragrafo 3 bis (nuovo)
c bis)   è inserito il seguente paragrafo:
"3 bis. Il presente articolo non pregiudica la direttiva 2003/4/CE, né i regolamenti (CE) n. 1049/2001 e (CE) n. 1367/2006".
Emendamento 83
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 – paragrafo 1
1.  In deroga all'articolo 38, l'Autorità non rende pubbliche le informazioni per le quali è stato richiesto un trattamento riservato alle condizioni stabilite nel presente articolo.
1.  In deroga all'articolo 38, e fatti salvi il regolamento (CE) n. 1049/2001 e la direttiva 2003/4/CE nonché il principio generale secondo cui gli interessi della sanità pubblica prevalgono sempre su quelli privati, l'Autorità non rende pubbliche le informazioni per le quali è stato richiesto e concesso un trattamento riservato in applicazione delle condizioni stabilite nel presente articolo.
Emendamento 84
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 – paragrafo 2 – punto 1
(1)  il metodo e le altre relative specifiche tecniche e industriali utilizzati per produrre l'oggetto della richiesta di produzione scientifica, compreso un parere scientifico;
(1)  il metodo e le altre relative specifiche tecniche e industriali utilizzati per produrre l'oggetto della richiesta di produzione scientifica, compreso un parere scientifico, salvo laddove ciò risulti pertinente al fine di comprendere i potenziali effetti sulla salute e sull'ambiente, e purché il richiedente dimostri, su presentazione di una giustificazione verificabile, che tale metodo non comporta informazioni sulle emissioni nell'ambiente né sugli impatti sulla salute e sull'ambiente;
Emendamento 85
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 – paragrafo 2 – punto 3
(3)  informazioni commerciali che rivelino gli approvvigionamenti, le quote di mercato o la strategia commerciale del richiedente; e
(3)  informazioni commerciali che rivelino gli approvvigionamenti, le idee innovative relative a prodotti/sostanze, le quote di mercato o la strategia commerciale del richiedente;
(La modifica si applica all'intero testo. L'approvazione dell'emendamento implica apportare gli adeguamenti corrispondenti in tutto il testo).
Emendamento 86
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 – paragrafo 2 – punto 4
(4)  la composizione quantitativa dell'oggetto della richiesta di produzione scientifica, compreso un parere scientifico.
(4)  la composizione quantitativa dell'oggetto della richiesta di produzione scientifica, compreso un parere scientifico, salvo laddove ciò risulti pertinente al fine di comprendere i potenziali effetti sulla salute e sull'ambiente.
Emendamento 87
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 – paragrafo 4 – lettera a
a)  qualora sia essenziale agire urgentemente per tutelare la salute pubblica, la salute animale o l'ambiente, come nelle situazioni di emergenza, l'Autorità può divulgare le informazioni di cui ai paragrafi 2 e 3; e,
a)  qualora sia essenziale agire urgentemente per tutelare la salute pubblica, la salute animale o l'ambiente, come nelle situazioni di emergenza, l'Autorità può divulgare le informazioni di cui ai paragrafi 2 e 3; o,
Emendamento 88
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 – paragrafo 4 – lettera b
b)  le informazioni che fanno parte delle conclusioni della produzione scientifica, compresi i pareri scientifici, elaborati dall'Autorità e che si riferiscono a prevedibili effetti sulla salute.
b)  le informazioni che fanno parte delle conclusioni della produzione scientifica, compresi i pareri scientifici, elaborati dall'Autorità e che si riferiscono a prevedibili effetti sulla salute pubblica, sulla salute animale e sull'ambiente.
Emendamento 89
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 – paragrafo 4 – lettera b bis (nuova)
b bis)  qualora vi sia un interesse pubblico prevalente alla divulgazione.
Emendamento 90
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 – paragrafo 4 – lettera b ter (nuova)
b ter)  le informazioni per le quali vi sia un interesse pubblico prevalente alla divulgazione, in conformità dell'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1049/2001 e dell'articolo 6 del regolamento (CE) n. 1367/2006, in particolare qualora le informazioni riguardino le emissioni nell'ambiente.
Emendamento 91
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.  Il presente articolo non pregiudica la direttiva 2003/4/CE e i regolamenti (CE) n. 1049/2001 e (CE) n. 1367/2006.
Emendamento 92
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 bis – paragrafo 2
2.  Quando presenta una richiesta di riservatezza, il richiedente fornisce una versione non riservata e una versione riservata delle informazioni presentate nei formati standard di dati, se disponibili, a norma dell'articolo 39 septies. La versione non riservata non contiene le informazioni che il richiedente ritiene riservate a norma dell'articolo 39, paragrafi 2 e 3. La versione riservata contiene tutte le informazioni presentate, comprese quelle che il richiedente considera riservate. Le informazioni di cui si chiede il trattamento riservato sono chiaramente contrassegnate nella versione riservata. Il richiedente indica con chiarezza i motivi per i quali viene richiesta la riservatezza per le diverse informazioni.
2.  Quando presenta una richiesta di riservatezza, il richiedente fornisce una versione non riservata e una versione riservata delle informazioni presentate nei formati standard di dati, se disponibili, a norma dell'articolo 39 septies. La versione non riservata presenta barrate in nero le informazioni per le quali il richiedente chiede il trattamento riservato a norma dell'articolo 39, paragrafi 2 e 3. La versione riservata contiene tutte le informazioni presentate, comprese quelle che il richiedente considera riservate. Le informazioni di cui si chiede il trattamento riservato sono chiaramente contrassegnate nella versione riservata. Il richiedente indica con chiarezza le giustificazioni e gli elementi di prova verificabili sulla base dei quali viene richiesta la riservatezza per ciascuna delle diverse informazioni.
Emendamento 167
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7
Regolamento (CE) 178/2002
Articolo 39 ter – paragrafo 1 – comma 1 – lettera a
a)  rende pubblica tempestivamente la versione non riservata presentata dal richiedente;
a)  rende pubblica tempestivamente la versione non riservata della domanda presentata dal richiedente, una volta che la domanda sia stata considerata ammissibile;
Emendamento 93
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 ter – paragrafo 1 – comma 1 – lettera c
c)  informa il richiedente per iscritto dell'intenzione di divulgare le informazioni e dei relativi motivi, prima di prendere una decisione formale sulla richiesta di riservatezza. Il richiedente che non condivide la valutazione dell'Autorità può esprimere il proprio parere o ritirare la domanda entro due settimane dalla data in cui gli è stata notificata la posizione dell'Autorità;
c)  informa il richiedente per iscritto dell'intenzione di divulgare le informazioni e dei relativi motivi, prima di prendere una decisione formale sulla richiesta di riservatezza. Il richiedente che si oppone alla valutazione dell'Autorità può 1) esprimere il proprio parere, 2) ritirare la domanda o 3) chiedere il riesame della domanda alla commissione di ricorso dell'Autorità entro quattro settimane dalla data in cui gli è stata notificata la posizione dell'Autorità. Il richiedente può informare per iscritto l'Autorità dell'intenzione di chiedere un riesame del parere alla commissione di ricorso dell'Autorità. In tal caso, entro 60 giorni dal ricevimento del parere, egli trasmette all'Autorità le motivazioni dettagliate della sua richiesta. La commissione di ricorso dell'Autorità procede a un riesame del suo parere entro 60 giorni dalla ricezione della motivazione della richiesta.
Emendamento 94
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 ter – paragrafo 1 – comma 1 – lettera d
d)  adotta una decisione motivata sulla richiesta di riservatezza, tenendo presenti le osservazioni del richiedente, entro dieci settimane dalla data di ricevimento della richiesta di riservatezza per le domande di autorizzazione e senza indebito ritardo per i dati e le informazioni supplementari, la notifica al richiedente e informa la Commissione e gli Stati membri, se del caso, della decisione; e,
d)  adotta una decisione motivata sulla richiesta di riservatezza, tenendo presenti le osservazioni del richiedente, entro otto settimane dalla data di ricevimento della richiesta di riservatezza per le domande di autorizzazione e senza indebito ritardo per i dati e le informazioni supplementari, la notifica al richiedente e informa la Commissione e gli Stati membri, in ogni caso, della decisione; e,
Emendamento 140
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 ter – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e
e)  rende pubblici tutti i dati e le informazioni supplementari per i quali la richiesta di riservatezza non è stata accettata in base alla giustificazione fornita almeno due settimane dopo aver notificato la propria decisione al richiedente a norma della lettera d).
e)  pubblica i dati e le informazioni non riservati relativi alla domanda soltanto dopo che è stata adottata una decisione definitiva in merito alla richiesta di riservatezza a norma del presente articolo e che l'Autorità ha pubblicato il proprio progetto di parere scientifico conformemente all'articolo 38. Se un richiedente ritira la domanda di autorizzazione a norma dell'articolo 39 ter, lettera c), poiché ritiene che le informazioni che l'Autorità intende pubblicare siano eccessive, l'Autorità, la Commissione e gli Stati membri si astengono dal pubblicare informazioni sulla domanda di autorizzazione.
Emendamento 96
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 ter – paragrafo 1 – comma 2
Le decisioni prese dall'Autorità a norma del presente articolo possono essere impugnate presso la Corte di giustizia dell'Unione europea alle condizioni stabilite rispettivamente negli articoli 263 e 278 del trattato.
Le decisioni prese dall'Autorità a norma del presente articolo possono essere impugnate presso la commissione di ricorso dell'Autorità, che è istituita dalla Commissione mediante atti delegati. Tali atti delegati sono adottati conformemente all'articolo 57 bis del presente regolamento. La presentazione di un ricorso a norma del presente paragrafo ha effetto sospensivo. Il richiedente può informare per iscritto l'Autorità dell'intenzione di chiedere un riesame del parere alla commissione di ricorso dell'Autorità. In tal caso, entro 60 giorni dal ricevimento del parere, egli trasmette all'Autorità le motivazioni dettagliate della sua richiesta. La commissione di ricorso dell'Autorità procede a un riesame del suo parere entro 60 giorni dalla ricezione della motivazione della richiesta. Se la commissione di ricorso dell'Autorità adotta una decisione contrastante, il caso può essere deferito alla Corte di giustizia dell'Unione europea alle condizioni stabilite nell'articolo 263 del trattato.
Emendamento 97
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 quinquies – paragrafo 2
2.  La Commissione e gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché le informazioni ad essi pervenute a norma della legislazione alimentare dell'Unione e che sono oggetto di una richiesta di trattamento confidenziale non siano rese pubbliche prima che l'Autorità abbia preso una decisione in merito alla richiesta di riservatezza e la decisione sia divenuta definitiva. La Commissione e gli Stati membri prendono inoltre le misure necessarie affinché non siano rese pubbliche le informazioni per le quali l'Autorità ha acconsentito al trattamento riservato.
2.  La Commissione e gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché le informazioni ad essi pervenute a norma della legislazione alimentare dell'Unione e che sono oggetto di una richiesta di trattamento confidenziale non siano rese pubbliche prima che l'Autorità abbia preso una decisione in merito alla richiesta di riservatezza e la decisione sia divenuta definitiva, salvo qualora l'accesso alle informazioni sia richiesto a norma della direttiva 2003/4/CE o della legislazione nazionale in materia di accesso ai documenti. La Commissione e gli Stati membri prendono inoltre le misure necessarie affinché non siano rese pubbliche le informazioni per le quali l'Autorità ha acconsentito al trattamento riservato, salvo qualora l'accesso alle informazioni sia richiesto a norma della direttiva 2003/4/CE o della legislazione nazionale in materia di accesso ai documenti.
Emendamento 98
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 quinquies – paragrafo 3
3.  Se nel contesto di una procedura di autorizzazione un richiedente ritira o ha ritirato una domanda, l'Autorità, la Commissione e gli Stati membri rispettano la riservatezza delle informazioni commerciali e industriali ricevute nella misura in cui accettate dall'Autorità in conformità degli articoli da 39 a 39 octies. La domanda si considera ritirata nel momento in cui l'organismo competente che aveva ricevuto la domanda originale riceve la richiesta scritta di ritiro. Se la domanda è ritirata prima che l'Autorità abbia deciso sulla pertinente richiesta di riservatezza, l'Autorità, la Commissione e gli Stati membri non rendono pubbliche le informazioni per le quali era stata chiesta la riservatezza.
3.  Se nel contesto di una procedura di autorizzazione un richiedente ritira o ha ritirato una domanda, l'Autorità, la Commissione e gli Stati membri rispettano la riservatezza delle informazioni commerciali e industriali ricevute nella misura in cui accettate dall'Autorità in conformità degli articoli da 39 a 39 septies. La domanda si considera ritirata nel momento in cui l'organismo competente che aveva ricevuto la domanda originale riceve la richiesta scritta di ritiro. Qualora un richiedente decida di ritirare la domanda, l'Autorità non pubblica alcuna informazione, riservata o non riservata.
Emendamento 99
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 sexies – paragrafo 1 – lettera c
c)  i nomi di tutti i partecipanti alle riunioni del comitato scientifico, dei gruppi di esperti scientifici e dei loro gruppi di lavoro.
c)  i nomi di tutti i partecipanti e osservatori alle riunioni del comitato scientifico, dei gruppi di esperti scientifici, dei loro gruppi di lavoro e di qualsiasi altro gruppo ad hoc che si riunisce sull'oggetto.
Emendamento 101
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 septies – paragrafo 1
1.  Ai fini dell'articolo 38, paragrafo 1, lettera c), e per garantire il trattamento efficiente delle richieste di produzione scientifica rivolte all'Autorità, sono adottati formati standard di dati e pacchetti di software per la presentazione, l'utilizzo in operazioni di ricerca, la copia e la stampa dei documenti nel rispetto delle disposizioni normative della legislazione alimentare dell'Unione. Tali progetti di formati standard di dati e pacchetti di software non si fondano su norme proprietarie e assicurano per quanto possibile l'interoperabilità con le modalità esistenti di presentazione dei dati.
1.  Ai fini dell'articolo 38, paragrafo 1, lettera c), e per garantire il trattamento efficiente delle richieste di produzione scientifica rivolte all'Autorità, sono adottati formati standard di dati e pacchetti di software per la presentazione, l'utilizzo in operazioni di ricerca, la copia e la stampa dei documenti nel rispetto delle disposizioni normative della legislazione alimentare dell'Unione e della fattibilità per piccole e medie imprese. Tali progetti di formati standard di dati e pacchetti di software non si fondano su norme proprietarie e assicurano per quanto possibile l'interoperabilità con le modalità esistenti di presentazione dei dati.
Emendamento 102
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 septies – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  I formati standard di dati e i pacchetti di software si applicano soltanto ai dati generati successivamente all'adozione degli atti delegati in conformità al paragrafo 2, lettera b).
Emendamento 103
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 39 octies – comma 1
I sistemi informatici utilizzati dall'Autorità per conservare i propri dati, compresi i dati riservati e personali, sono progettati con un elevato livello di sicurezza adeguato ai rischi di sicurezza in gioco, tenendo conto degli articoli da 39 a 39 septies del presente regolamento. L'accesso è gestito almeno da un sistema che richieda l'autenticazione a due fattori o che garantisca un livello equivalente di sicurezza. Il sistema è tale da garantire che ogni accesso sia completamente verificabile.
I sistemi informatici utilizzati dall'Autorità per conservare i propri dati, compresi i dati riservati e personali, sono progettati in modo da assicurare l'ottenimento dei massimi standard in termini di livello di sicurezza, adeguato ai rischi di sicurezza in gioco, tenendo conto degli articoli da 39 a 39 septies del presente regolamento. L'accesso è gestito almeno da un sistema che richieda l'autenticazione a due fattori o che garantisca un livello equivalente di sicurezza. Il sistema è tale da garantire che ogni accesso sia completamente verificabile.
Emendamento 104
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 9
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 41 – paragrafo 1
Qualora si tratti di informazioni in materia ambientale si applicano anche gli articoli 6 e 7 del regolamento (CE) n. 1367/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio39.
L'Autorità garantisce un ampio accesso ai documenti in suo possesso. Qualora si tratti di informazioni in materia ambientale si applica anche il regolamento (CE) n. 1367/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio39. Gli articoli da 38 a 39 del presente regolamento si applicano fatta salva l'applicazione del regolamento (CE) n. 1049/2001 e del regolamento (CE) n. 1367/2006.
__________________
__________________
39 Regolamento (CE) n. 1367/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 settembre 2006, sull'applicazione alle istituzioni e agli organi comunitari delle disposizioni della convenzione di Aarhus sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (GU L 264 del 25.9.2006, pag. 13).
39 Regolamento (CE) n. 1367/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 settembre 2006, sull'applicazione alle istituzioni e agli organi comunitari delle disposizioni della convenzione di Aarhus sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (GU L 264 del 25.9.2006, pag. 13).
Emendamento 106
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 9 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 51 – paragrafo 1 bis (nuovo)
9 ter)  all'articolo 51 è inserito il paragrafo seguente:
"1 bis. La Commissione adotta un atto delegato, a norma dell'articolo 57 bis, allo scopo di sviluppare un sistema armonizzato di gestione delle reti di allarme alimentare tra la Commissione e gli Stati membri."
Emendamento 107
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 10
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 57 bis – paragrafo 2
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 8 quater è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere da [data di entrata in vigore del presente regolamento].
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui agli articoli 8 quater, 32 ter, paragrafo 4 bis, 39 ter, paragrafo 1, comma 2, e 51, paragrafo 1 bis, è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere da [data di entrata in vigore del presente regolamento].
Emendamento 108
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 11
Regolamento (CE) n. 178/2002
Articolo 61
Articolo 61
Articolo 61
Clausola di revisione
Clausola di revisione
1.  La Commissione provvede alla revisione regolare dell'applicazione del presente regolamento.
1.  La Commissione provvede alla revisione regolare dell'applicazione del presente regolamento.
2.  Entro cinque anni dalla data di cui all'articolo [entrata in vigore del regolamento che modifica la legislazione alimentare generale], e successivamente ogni cinque anni, la Commissione valuta i risultati dell'Autorità in relazione agli obiettivi, al mandato, ai compiti, alle procedure e all'ubicazione di questa, in conformità degli orientamenti della Commissione. La valutazione esamina anche l'eventuale necessità di modificare il mandato dell'Autorità e l'incidenza finanziaria di tale modifica.
2.  Entro cinque anni dalla data di cui all'articolo [entrata in vigore del regolamento che modifica la legislazione alimentare generale], e successivamente ogni cinque anni, l'Autorità, in collaborazione con la Commissione, richiede una valutazione esterna indipendente delle loro prestazioni e dei risultati conseguiti in relazione agli obiettivi, ai mandati, ai compiti, alle procedure e all'ubicazione loro assegnati. La valutazione si basa sul programma di lavoro del consiglio di amministrazione, di concerto con la Commissione. Esamina le prassi di lavoro e l'impatto dell'Autorità e prende in esame l'eventuale necessità di modificare il mandato dell'Autorità, includendo anche l'incidenza finanziaria di tale modifica. La valutazione esamina inoltre l'eventuale esigenza di coordinare e collegare più strettamente le attività dell'Autorità con quelle degli organismi competenti degli Stati membri e delle altre agenzie dell'Unione. La valutazione tiene conto dei pareri dei soggetti interessati, sia a livello dell'Unione che a livello nazionale.
2 bis.  Il consiglio di amministrazione esamina le conclusioni della valutazione e rivolge alla Commissione raccomandazioni che possono riguardare modifiche concernenti l'Autorità.
3.  Se ritiene che l'esistenza dell'Autorità non sia più giustificata in rapporto agli obiettivi, al mandato e ai compiti a questa assegnati, la Commissione può proporre che le pertinenti disposizioni del presente regolamento siano modificate di conseguenza o soppresse.
4.  La Commissione riferisce al Parlamento europeo, al Consiglio e al consiglio di amministrazione sui risultati della valutazione. I risultati della valutazione sono resi pubblici.
4.  Le valutazioni e le raccomandazioni di cui ai paragrafi 2 e 2 bis sono trasmesse alla Commissione, al Consiglio e al Parlamento europeo e al consiglio di amministrazione. I risultati della valutazione e le raccomandazioni sono resi pubblici.
Emendamento 109
Proposta di regolamento
Articolo 2 – punto 2 bis (nuovo)
Direttiva 2001/18/CE
Articolo 24 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis)   all'articolo 24 è aggiunto il paragrafo seguente:
"2 bis. L'obbligo di divulgazione proattiva delle informazioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo, in linea con l'articolo 25 della presente direttiva e con gli articoli 38 e 39 del regolamento (CE) n. 178/2002, non pregiudica il diritto di qualsiasi persona fisica o giuridica di accedere ai documenti, su richiesta, come previsto dal regolamento (CE) n. 1049/2001 e dal regolamento (CE) n. 1367/2006."
Emendamento 110
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 9
Regolamento (CE) n. 1829/2003
Articolo 29 – paragrafo 1
1.  L'Autorità rende pubblici la domanda di autorizzazione, le pertinenti informazioni a sostegno e tutte le informazioni supplementari fornite dal richiedente, come anche i propri pareri scientifici e i pareri delle autorità competenti di cui all'articolo 4 della direttiva 2001/18/CE, in conformità dell'articolo 38, degli articoli da 39 a 39 septies e dell'articolo 40 del regolamento (CE) n. 178/2002 e tenendo conto dell'articolo 30 del presente regolamento.
1.  L'Autorità rende pubblici la domanda di autorizzazione, le pertinenti informazioni a sostegno e tutte le informazioni supplementari fornite dal richiedente, le relazioni di monitoraggio, come anche i propri pareri scientifici e i pareri delle autorità competenti di cui all'articolo 4 della direttiva 2001/18/CE, in conformità dell'articolo 38, degli articoli da 39 a 39 septies e dell'articolo 40 del regolamento (CE) n. 178/2002 e tenendo conto dell'articolo 30 del presente regolamento.
Emendamento 111
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 9
Regolamento (CE) n. 1829/2003
Articolo 29 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.   L'obbligo di divulgazione proattiva delle informazioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo, in linea con l'articolo 30 del presente regolamento e con gli articoli 38 e 39 del regolamento (CE) n. 178/2002, non pregiudica il diritto di qualsiasi persona fisica o giuridica di accedere ai documenti, su richiesta, come previsto dal regolamento (CE) n. 1049/2001 e dal regolamento (CE) n. 1367/2006.
Emendamento 112
Proposta di regolamento
Articolo 4 – punto 1 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 1831/2003
Articolo 17 – paragrafo 2 bis (nuovo)
1 bis)   all'articolo 17 è aggiunto il seguente paragrafo:
"2 bis. L'obbligo di divulgazione proattiva delle informazioni di cui al presente articolo e in linea con gli articoli 38 e 39 del regolamento (CE) n. 178/2002, non pregiudica il diritto di qualsiasi persona fisica o giuridica di accedere ai documenti, su richiesta, come previsto dal regolamento (CE) n. 1049/2001 e dal regolamento (CE) n. 1367/2006."
Emendamento 113
Proposta di regolamento
Articolo 4 – punto 2
Regolamento (CE) n. 1831/2003
Articolo 18 – paragrafo 3
3.  Oltre a quanto disposto dall'articolo 39, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 178/2002 e a norma dell'articolo 39, paragrafo 3, dello stesso regolamento, l'Autorità può acconsentire ad applicare un trattamento riservato alle informazioni seguenti, la cui divulgazione, su presentazione di una giustificazione verificabile, può essere considerata danneggiare significativamente gli interessi in questione:
soppresso
a)  il programma di studio riguardante gli studi volti a dimostrare l'efficacia di un additivo per mangimi in riferimento alle utilizzazioni previste definite all'articolo 6, paragrafo 1, e all'allegato I del presente regolamento; e,
b)  la specifica delle impurezze della sostanza attiva e i pertinenti metodi di analisi elaborati internamente dal richiedente, a eccezione delle impurezze che possono sortire effetti negativi sulla salute animale o umana o sull'ambiente.
Emendamento 114
Proposta di regolamento
Articolo 4 – punto 2
Regolamento (CE) n. 1831/2003
Articolo 18 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.   Nel trattare le richieste di accesso ai documenti in suo possesso, l'Autorità applica i principi del regolamento (CE) n. 1049/2001.
Emendamento 115
Proposta di regolamento
Articolo 4 – punto 2
Regolamento (CE) n. 1831/2003
Articolo 18 – paragrafo 3 ter (nuovo)
3 ter.   Gli Stati membri, la Commissione e l'Autorità mantengono riservate tutte le informazioni ritenute tali a norma del paragrafo 2 del presente articolo, fatte salve le informazioni che è opportuno divulgare al fine di proteggere la salute umana, la salute animale o l'ambiente. Gli Stati membri trattano le domande di accesso ai documenti ricevuti a norma del presente regolamento secondo quanto disposto all'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1049/2001.
Emendamento 116
Proposta di regolamento
Articolo 5 – punto 2
Regolamento (CE) n. 2065/2003
Articolo 14 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  L'obbligo di divulgazione proattiva delle informazioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo, in linea con gli articoli 38 e 39 del regolamento (CE) n. 178/2002, non pregiudica il diritto di qualsiasi persona fisica o giuridica di accedere ai documenti, su richiesta, come previsto dal regolamento (CE) n. 1049/2001 e dal regolamento (CE) n. 1367/2006.
Emendamento 117
Proposta di regolamento
Articolo 6 – punto 2 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 1935/2004
Articolo 19 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis)  all'articolo 19 è aggiunto il seguente paragrafo:
"2 bis. L'obbligo di divulgazione proattiva delle informazioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo, all'articolo 20 del presente regolamento e agli articoli 38 e 39 del regolamento (CE) n. 178/2002 non pregiudica il diritto di qualsiasi persona fisica o giuridica di accedere ai documenti, su richiesta, come previsto dal regolamento (CE) n. 1049/2001 e dal regolamento (CE) n. 1367/2006."
Emendamento 119
Proposta di regolamento
Articolo 6 – punto 3
Regolamento (CE) n. 1935/2004
Articolo 20 – paragrafo 2 – lettera b
b)  il marchio con il quale la sostanza sarà commercializzata come anche il nome commerciale dei preparati, materiali od oggetti in cui essa sarà usata, se del caso; e,
soppresso
Emendamenti 120 e 121
Proposta di regolamento
Articolo 7 – punto 2
Regolamento (CE) n. 1331/2008
Articolo 11 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  L'obbligo di divulgazione proattiva delle informazioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo, all''articolo 12 del presente regolamento e agli articoli 38 e 39 del regolamento (CE) n. 178/2002, non pregiudica il diritto di qualsiasi persona fisica o giuridica di accedere ai documenti, su richiesta, come previsto dal regolamento (CE) n. 1049/2001 e dal regolamento (CE) n. 1367/2006.
Emendamento 122
Proposta di regolamento
Articolo 7 – punto 3
Regolamento (CE) n. 1331/2008
Articolo 12 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Le disposizioni sulla divulgazione attiva di cui agli articoli 11 e 12 del presente regolamento e agli articoli 38 e 39 del regolamento (CE) n. 178/2002 non pregiudicano il diritto di accesso ai documenti, su richiesta, previsto dal regolamento (CE) n. 1049/2001.
Emendamento 170
Proposta di regolamento
Articolo 8 – punto 4
Regolamento (CE) n. 1107/2009
Articolo 16
L'Autorità valuta tempestivamente ogni richiesta di riservatezza e mette a disposizione del pubblico le informazioni fornite dal richiedente a norma dell'articolo 15 insieme a tutte le altre informazioni supplementari presentate dal richiedente, a eccezione delle informazioni per le quali il trattamento riservato è stato richiesto ed è stato concesso dall'Autorità a norma dell'articolo 38, degli articoli da 39 a 39 septies e dell'articolo 40 del regolamento (CE) n. 178/2002, che si applicano mutatis mutandis, e a norma dell'articolo 63 del presente regolamento.;
L'Autorità valuta tempestivamente ogni richiesta di riservatezza e mette a disposizione del pubblico le informazioni fornite dal richiedente a norma dell'articolo 15 insieme a tutte le altre informazioni supplementari presentate dal richiedente, a eccezione delle informazioni per le quali il trattamento riservato è stato richiesto ed è stato concesso dall'Autorità a norma dell'articolo 38, degli articoli da 39 a 39 septies e dell'articolo 40 del regolamento (CE) n. 178/2002, che si applicano mutatis mutandis, e a norma dell'articolo 63 del presente regolamento, salvo che esista un interesse pubblico prevalente alla divulgazione.
Emendamento 123
Proposta di regolamento
Articolo 8 – punto 4 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 1107/2009
Articolo 23 – paragrafo 1 – ultima frase
4 bis)  all'articolo 23, paragrafo 1, l'ultima frase è sostituita dalla seguente:
Ai fini del presente regolamento, è considerata sostanza di base una sostanza attiva che soddisfi i criteri di "prodotto alimentare" quale definito all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 178/2002.
"Ai fini del presente regolamento, è considerata sostanza di base approvata una sostanza attiva che soddisfi i criteri di "prodotto alimentare" quale definito all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 178/2002.";
Emendamento 124
Proposta di regolamento
Articolo 8 – punto 5
Regolamento (CE) n. 1107/2009
Articolo 63 – paragrafo 1
1.  In conformità delle condizioni e delle procedure di cui all'articolo 39 del regolamento (CE) n. 178/2002 e al presente articolo, il richiedente può chiedere che talune informazioni presentate a norma del presente regolamento siano tenute riservate, corredandole di giustificazione verificabile.
1.  In conformità delle condizioni e delle procedure di cui all'articolo 39 del regolamento (CE) n. 178/2002 e al presente articolo, eccezion fatta per le informazioni che sono considerate rilevanti sotto il profilo tossicologico, ecotossicologico o ambientale, il richiedente può chiedere che talune informazioni presentate a norma del presente regolamento siano tenute riservate, corredandole di giustificazione adeguata e verificabile. La giustificazione include elementi di prova verificabili a dimostrazione del fatto che la divulgazione delle informazioni potrebbe compromettere i suoi interessi commerciali o la tutela della vita privata e l'integrità dell'interessato.
Emendamento 126
Proposta di regolamento
Articolo 8 – punto 5 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 1107/2009
Articolo 63 – paragrafo 3
5 bis)   all'articolo 63, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
3.  Il presente articolo fa salva l'applicazione della direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale.
"3. Il presente articolo fa salva l'applicazione della direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale, del regolamento (CE) n. 1049/2001 e del regolamento (CE) n. 1367/2006."
Emendamento 127
Proposta di regolamento
Articolo 9 – punto 1 – lettera a
Regolamento (CE) n. 2015/2283
Articolo 10 – paragrafo 1
1.  La procedura per autorizzare l'immissione sul mercato dell'Unione di un nuovo alimento e per aggiornare l'elenco dell'Unione di cui all'articolo 9 del presente regolamento è avviata su iniziativa della Commissione o a seguito di una domanda presentata alla Commissione da un richiedente, nei formati standard di dati, se esistenti, a norma dell'articolo 39 septies del regolamento (CE) n. 178/2002. La Commissione mette tale domanda a disposizione degli Stati membri senza ritardo.
1.  La procedura per autorizzare l'immissione sul mercato dell'Unione di un nuovo alimento e per aggiornare l'elenco dell'Unione di cui all'articolo 9 del presente regolamento è avviata su iniziativa della Commissione o a seguito di una domanda presentata alla Commissione da un richiedente, nei formati standard di dati, se esistenti, a norma dell'articolo 39 septies del regolamento (CE) n. 178/2002. La Commissione mette tale domanda a disposizione degli Stati membri e ne pubblica una sintesi senza ritardo;
Emendamento 128
Proposta di regolamento
Articolo 9 – punto 4
Regolamento (CE) n. 2015/2283
Articolo 23 – paragrafo 4 bis (nuovo)
4 bis.  Le disposizioni sulla divulgazione attiva di cui all'articolo 23 del presente regolamento e agli articoli 38 e 39 del regolamento (CE) n. 178/2002 non pregiudicano il diritto di accesso ai documenti, su richiesta, previsto dal regolamento (CE) n. 1049/2001.
Emendamento 129
Proposta di regolamento
Articolo 9 – punto 4
Regolamento (CE) n. 2015/2283
Articolo 23 – paragrafo 4 ter (nuovo)
4 ter.  La Commissione può, mediante atti di esecuzione, adottare norme dettagliate relative all'attuazione dei paragrafi da 1 a 4 del presente articolo. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 30, paragrafo 3.
Emendamento 130
Proposta di regolamento
Articolo 9 – punto 4 bis (nuovo)
Regolamento (UE) n. 2015/2283
Articolo 25 – paragrafo 1 bis (nuovo)
4 bis)   all'articolo 25 è aggiunto il paragrafo seguente:
"1 bis. L'obbligo di divulgazione proattiva delle informazioni di cui nel presente regolamento, in linea con gli articoli 38 e 39 del regolamento (CE) n. 178/2002, non pregiudica il diritto di qualsiasi persona fisica o giuridica di accedere ai documenti, su richiesta, come previsto dal regolamento (CE) n. 1049/2001 e dal regolamento (CE) n. 1367/2006."
Emendamento 131
Proposta di regolamento
Articolo 9 bis (nuovo)
Articolo 9 bis
Trasparenza della gestione del rischio
1.  La Commissione e gli Stati membri svolgono le loro attività di gestione del rischio nel contesto degli atti legislativi di cui agli articoli da 1 a 9 con un elevato grado di trasparenza. In particolare, rendono pubblico senza indebiti ritardi quanto segue:
a)  i progetti di misure di gestione del rischio previsti, nella fase iniziale del processo di gestione del rischio,
b)  gli ordini del giorno, i verbali, le relazioni di sintesi dettagliate delle riunioni e i progetti di misure, da adottare, se del caso, sotto forma di atti delegati o di esecuzione, compresi i risultati delle votazioni e le dichiarazioni di voto dei singoli Stati membri in seno ai comitati, a norma del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis, inclusi i comitati di appello, che coadiuvano la Commissione nell'attuazione di [regolamento (CE) n. 178/2002, direttiva 2001/18/CE, regolamento (CE) n. 1829/2003, regolamento (CE) n. 1831/2003, regolamento (CE) n. 2065/2003, regolamento (CE) n. 1935/2004, regolamento (CE) n. 1331/2008, regolamento (CE) n. 1107/2009 e regolamento (UE) 2015/2283], dove le misure di gestione del rischio vengono discusse e sottoposte a votazione; e
c)  gli ordini del giorno e i verbali dettagliati delle riunioni dei gruppi di lavoro degli Stati membri in cui sono discusse le misure di gestione del rischio.
2.  Ai fini del paragrafo 1 del presente articolo, la Commissione acclude a ciascun progetto di misura da adottare, conformemente all'articolo 58 [della legislazione alimentare generale], all'articolo 30 della direttiva 2001/18/CE, all'articolo 35 del regolamento (CE) n. 1829/2003, all'articolo 22 del regolamento (CE) n. 1831/2003, all'articolo 19 del regolamento (CE) n. 2065/2003, all'articolo 23 del regolamento (CE) n. 1935/2004, all'articolo 14 del regolamento (CE) n. 1331/2008, all'articolo 79 del regolamento (CE) n. 1107/2009 e agli articoli 30 e 32 del regolamento (UE) 2015/2283, una motivazione contenente:
a)  i motivi e gli obiettivi della misura;
b)  la giustificazione della misura tenendo in considerazione sia il principio di necessità che il principio di proporzionalità;
c)  l'impatto della misura sulla salute pubblica e animale, sull'ambiente, sulla società e sugli operatori del settore alimentare, come indicato della valutazione d'impatto; e
d)  l'esito di eventuali consultazioni dei cittadini, anche a norma dell'articolo 9 [della legislazione alimentare generale].
_______________
1 bis Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A8-0417/2018).


Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) ***I
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Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) e che abroga il regolamento (CEE) n. 337/75 (COM(2016)0532 – C8-0343/2016 – 2016/0257(COD))
P8_TA-PROV(2018)0490A8-0273/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0532),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, l'articolo 166, paragrafo 4, l'articolo 165, paragrafo 4, e l'articolo 149 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0343/2016),

–  visto il parere della commissione giuridica sulla base giuridica proposta,

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 30 marzo 2017(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 9 novembre 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti gli articoli 59 e 39 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e il parere della commissione per i bilanci (A8-0273/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura l'11 dicembre 2018 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2018/… del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) e che abroga il regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio

P8_TC1-COD(2016)0257


IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 166, paragrafo 4, e l'articolo 165, paragrafo 4 ▌,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(2),

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(3),

considerando quanto segue:

(1)  Il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) è stato istituito dal regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio(4) con lo scopo di fornire il suo contributo alla Commissione per favorire, a livello di Unione, la promozione e lo sviluppo della formazione professionale e della formazione continua.

(2)  Fin dalla sua istituzione nel 1975 il Cedefop ha svolto un ruolo importante nel sostenere lo sviluppo di una politica comune di istruzione e formazione professionale. Al tempo stesso il concetto di formazione professionale e l'importanza attribuitagli sono mutati sotto l'influsso dell'evoluzione dei mercati del lavoro, degli sviluppi tecnologici, in particolare nel settore digitale, e della crescente mobilità della forza lavoro. Questi fattori rendono ancora più complessa la sfida di far meglio corrispondere le competenze e le qualifiche a una domanda in costante evoluzione. Le politiche di formazione professionale si sono evolute di conseguenza e comprendono una varietà di strumenti e iniziative, compresi quelli relativi alle competenze e alle qualifiche e la convalida dell'apprendimento, che superano necessariamente i confini tradizionali dell'istruzione e della formazione professionale. È opportuno pertanto definire chiaramente la natura delle attività del Cedefop in modo da meglio riflettere le sue attività attuali, che vanno oltre l'istruzione e la formazione professionale e comprendono il lavoro sulle competenze e sulle qualifiche, e, per riflettere tali sviluppi, è opportuno adeguare la terminologia utilizzata per descrivere gli obiettivi e i compiti del Cedefop.

(3)  La relazione di valutazione del Cedefop del 2013 ha concluso che fosse opportuno modificare il regolamento (CEE) n. 337/75 per includere il lavoro del Cedefop in materia di competenze tra i suoi compiti e per integrare più chiaramente il suo operato in materia di comunicazione delle politiche e di strumenti e iniziative comuni a livello europeo.

(4)  Il sostegno all'attuazione di una politica di istruzione e formazione professionale dovrà concentrarsi sull'interazione tra il mondo dell'istruzione e della formazione e il mondo del lavoro, al fine di assicurare che le conoscenze, le competenze e le abilità acquisite sostengano l'apprendimento permanente, l'integrazione e l'occupabilità in un contesto di mercati del lavoro in evoluzione e rispondano alle esigenze dei cittadini e della società.

(5)  Il regolamento (CEE) n. 337/75 ha subito varie e sostanziali modifiche. Poiché si rendono necessarie ulteriori modifiche, a fini di chiarezza è opportuno abrogare e sostituire detto regolamento.

(6)  Le norme che disciplinano il Cedefop dovrebbero essere definite, nei limiti del possibile e tenendo conto della sua natura tripartita, in conformità con i principi della dichiarazione congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione europea sulle agenzie decentrate, del 19 luglio 2012.

(7)  Poiché le tre agenzie tripartite, ovvero il Cedefop, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) e l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), affrontano questioni relative al mercato del lavoro, all'ambiente di lavoro, all'istruzione e alla formazione professionale e alle competenze, si rende necessario uno stretto coordinamento tra di esse. È inoltre necessario uno stretto coordinamento con la Fondazione europea per la formazione professionale (ETF). Nel suo lavoro il Cedefop dovrebbe pertanto integrare il lavoro dell'ETF, di Eurofound e dell'EU-OSHA laddove le agenzie abbiano ambiti di interesse simili, favorendo strumenti ben funzionanti, quali i protocolli d'intesa. Il Cedefop dovrebbe sfruttare modi per migliorare l'efficienza e le sinergie e, nelle sue attività, evitare duplicazioni con quelle dell'ETF, di Eurofound, dell'EU-OSHA e della Commissione. Il Cedefop dovrebbe inoltre cercare ▌, ove pertinente, di cooperare in modo efficiente con le capacità di ricerca interne delle istituzioni dell'Unione e degli organismi esterni specializzati.

(8)  La Commissione dovrebbe consultare le principali parti interessate, compresi i membri del consiglio di amministrazione e i membri del Parlamento europeo, nel corso della valutazione del Cedefop.

(9)  La natura tripartita di Eurofound, EU-OSHA e Cedefop è un'importante espressione di un approccio globale basato sul dialogo sociale tra le parti sociali e con le autorità dell'Unione e nazionali, che è fondamentale per trovare soluzioni sociali ed economiche comuni e sostenibili.

(10)  Per semplificare il processo decisionale del Cedefop e contribuire al miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia, dovrebbe essere introdotta una struttura di governance su due livelli. A tal fine gli Stati membri, le organizzazioni nazionali dei datori di lavoro e dei lavoratori e la Commissione dovrebbero essere rappresentati all'interno di un consiglio di amministrazione dotato dei poteri necessari, tra cui il potere di adottare il bilancio e di approvare il documento di programmazione. Nel documento di programmazione, contenente la programmazione pluriennale dei lavori e il programma di lavoro annuale del Cedefop, il consiglio di amministrazione dovrebbe fissare le priorità strategiche delle attività di quest'ultimo. Inoltre, le norme adottate dal consiglio di amministrazione per la prevenzione e la gestione dei conflitti di interessi dovrebbero comprendere misure per l'individuazione precoce dei rischi potenziali.

(11)  Per garantire il buon funzionamento del Cedefop, gli Stati membri, le organizzazioni europee dei datori di lavoro e dei lavoratori e la Commissione dovrebbero assicurare che i candidati alla nomina nel consiglio di amministrazione dispongano di conoscenze adeguate in materia di istruzione e formazione professionale, di competenze e di qualifiche, affinché possano prendere decisioni strategiche e supervisionare le attività del Cedefop.

(12)  Il comitato esecutivo dovrebbe essere costituito con il compito di preparare in maniera adeguata le riunioni del consiglio di amministrazione e di supportarne il processo decisionale e di monitoraggio. Nell'assistere il consiglio di amministrazione dovrebbe essere possibile, per il comitato esecutivo, ove necessario per motivi d'urgenza, adottare determinate decisioni provvisorie per conto del consiglio di amministrazione. Il consiglio di amministrazione dovrebbe adottare il regolamento interno del comitato esecutivo.

(13)  Il direttore esecutivo dovrebbe essere responsabile della gestione complessiva del Cedefop, comprese la gestione corrente, nonché la gestione finanziaria e la gestione delle risorse umane, conformemente all'orientamento strategico definito dal consiglio di amministrazione. Il direttore esecutivo dovrebbe esercitare i poteri che gli sono attribuiti. Dovrebbe essere possibile sospendere tali poteri in circostanze eccezionali, quali conflitti di interessi o gravi inadempienze agli obblighi statutari dei funzionari dell'Unione europea ("statuto dei funzionari").

(14)  Il principio dell'uguaglianza è un principio fondamentale del diritto dell'Unione. Esso prevede che la parità tra donne e uomini debba essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. Tutte le parti dovrebbero adoperarsi per conseguire una rappresentanza equilibrata di donne e uomini nel consiglio di amministrazione e nel comitato esecutivo. Tale obiettivo dovrebbe essere perseguito anche dal consiglio di amministrazione per quanto riguarda il presidente e i vicepresidenti nel loro insieme, nonché dai gruppi che rappresentano i governi e le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori nell'ambito del consiglio di amministrazione per quanto riguarda la designazione dei supplenti che partecipano alle riunioni del comitato esecutivo.

(15)  Il Cedefop gestisce un ufficio di collegamento a Bruxelles. Dovrebbe essere prevista la possibilità di mantenere tale ufficio.

(16)  Le disposizioni finanziarie e quelle sulla programmazione e sull'informazione relative al Cedefop dovrebbero essere aggiornate. Il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione(5) prevede che il Cedefop effettui valutazioni ex ante ed ex post per tutti i programmi e le attività che comportano spese significative. Tali valutazioni dovrebbero essere prese in considerazione dal Cedefop nella sua programmazione pluriennale e annuale.

(17)  Per garantire la piena autonomia e indipendenza del Cedefop e consentirgli di realizzare adeguatamente i suoi obiettivi e compiti in conformità del presente regolamento, il Cedefop dovrebbe disporre di un bilancio sufficiente e autonomo alimentato principalmente da un contributo del bilancio generale dell'Unione. La procedura di bilancio dell'Unione dovrebbe applicarsi al Cedefop per quanto riguarda i contributi e le sovvenzioni a carico del bilancio generale dell'Unione. L'audit dei conti del Cedefop dovrebbe essere effettuato dalla Corte dei conti.

(18)  I servizi di traduzione necessari per il funzionamento del Cedefop dovrebbero essere forniti dal Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea (Centro di traduzione). Il Cedefop dovrebbe collaborare con il Centro di traduzione per stabilire indicatori di qualità, tempestività e riservatezza, per individuare chiaramente le esigenze e le priorità del Cedefop e per creare procedure trasparenti e obiettive per il processo di traduzione.

(19)  Le disposizioni relative al personale del Cedefop dovrebbero essere allineate con lo statuto dei funzionari e con il regime applicabile agli altri agenti dell'Unione ("regime applicabile agli altri agenti"), definiti dal regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 del Consiglio(6).

(20)  Il Cedefop dovrebbe adottare le misure necessarie per assicurare la corretta gestione e il corretto trattamento delle informazioni riservate. Se necessario il Cedefop dovrebbe adottare norme di sicurezza equivalenti a quelle fissate nelle decisioni (UE, Euratom) 2015/443(7) e 2015/444 della Commissione(8).

(21)  È necessario prevedere disposizioni transitorie di bilancio e per il consiglio di amministrazione e il personale al fine di assicurare il proseguimento delle attività del Cedefop in attesa dell'attuazione del presente regolamento,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

CAPO I

OBIETTIVI E COMPITI

Articolo 1

Istituzione e obiettivi

1.  È istituito il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) sotto forma di Agenzia dell'Unione ▌.

2.  L'obiettivo del Cedefop è di sostenere la promozione, lo sviluppo e l'attuazione delle politiche dell'Unione in materia di istruzione e formazione professionale, nonché di competenze e di qualifiche, collaborando con la Commissione, gli Stati membri e le parti sociali.

A tal fine il Cedefop promuove e diffonde le conoscenze, fornisce dati concreti e servizi volti all'elaborazione delle politiche, tra cui conclusioni basate sulla ricerca, e agevola la condivisione delle conoscenze tra l'Unione e i soggetti nazionali ▌.

Articolo 2

Compiti

1.  Il Cedefop ha i seguenti compiti per quanto concerne gli ambiti strategici di cui all'articolo 1, paragrafo 2, nel pieno rispetto delle responsabilità degli Stati membri:

a)  analizza le tendenze delle politiche e dei sistemi in materia di istruzione e formazione professionale, di competenze e di qualifiche e fornisce analisi comparative degli stessi nei diversi paesi;

b)  analizza le tendenze del mercato del lavoro in relazione alle competenze e alle qualifiche, all'istruzione e alla formazione professionale;

c)  analizza e contribuisce agli sviluppi relativi alla progettazione e all'attribuzione delle qualifiche, alla loro organizzazione in settori e alla loro funzione nel mercato del lavoro e in relazione all'istruzione e alla formazione professionale, al fine di promuoverne la trasparenza e il riconoscimento;

d)  analizza e contribuisce ai progressi nell´ambito della convalida dell'apprendimento non formale e informale;

e)  svolge o commissiona studi ed effettua ricerche sui pertinenti sviluppi socioeconomici e sulle relative questioni strategiche;

f)  offre spazi di incontro per lo scambio di esperienze e di informazioni tra i governi, le parti sociali e altri portatori di interessi a livello nazionale ▌;

g)  contribuisce, anche attraverso analisi e informazioni basate su dati di fatto, all'attuazione di riforme e politiche a livello nazionale;

h)  diffonde informazioni per contribuire alle politiche e per accrescere la consapevolezza e la comprensione delle potenzialità dell'istruzione e della formazione professionale nella promozione e nel sostegno dell'occupabilità degli individui, della produttività delle imprese e dell'apprendimento permanente;

i)  gestisce e mette a disposizione dei cittadini, delle imprese, dei responsabili politici, delle parti sociali e di altri portatori di interessi strumenti, set di dati e servizi relativi all'istruzione e alla formazione professionale, alle abilità, alle qualifiche e alle occupazioni.

j)  definisce una strategia per le relazioni con paesi terzi e con organizzazioni internazionali, in conformità dell'articolo 29, riguardo a questioni che rientrano tra le competenze del Cedefop.

2.  Laddove siano necessari nuovi studi, e prima di adottare decisioni politiche, le istituzioni dell'Unione tengono conto delle competenze del Cedefop e di tutti gli studi che esso ha effettuato o che è in grado di effettuare nel settore in questione, in conformità del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(9).

3.  Nelle sue attività il Cedefop tiene conto dei legami esistenti tra l'istruzione e la formazione professionale da un lato e gli altri settori dell'istruzione e della formazione dall'altro.

4.  Il Cedefop può concludere accordi di cooperazione con altre agenzie pertinenti dell'Unione al fine di facilitare e promuovere la cooperazione con le stesse.

5.  Nello svolgimento dei suoi compiti il Cedefop mantiene uno stretto dialogo in particolare con gli organismi specializzati che si occupano di politiche in materia di istruzione e formazione professionale nonché di competenze e di qualifiche, siano essi pubblici o privati, nazionali o internazionali, con le autorità pubbliche, con gli istituti d'istruzione, ▌con le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, nonché con gli organismi tripartiti nazionali, laddove esistenti. Fatti salvi i suoi obiettivi e le sue finalità, il Cedefop coopera con altre agenzie dell'Unione ▌, in particolare con l'ETF, Eurofound e l'EU-OSHA, promuovendo le sinergie e la complementarità delle rispettive attività, evitando al contempo la duplicazione degli sforzi.

CAPO II

ORGANIZZAZIONE DEL CEDEFOP

Articolo 3

Struttura amministrativa e di gestione

La struttura amministrativa e di gestione del Cedefop comprende:

a)  un consiglio di amministrazione;

b)  un comitato esecutivo;

c)  un direttore esecutivo.

SEZIONE 1

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Articolo 4

Composizione del consiglio di amministrazione

1.  Il consiglio di amministrazione è composto da:

a)  un membro in rappresentanza del governo per ciascuno Stato membro;

b)  un membro in rappresentanza delle organizzazioni dei datori di lavoro per ciascuno Stato membro;

c)  un membro in rappresentanza delle organizzazioni dei lavoratori per ciascuno Stato membro;

d)  tre membri in rappresentanza della Commissione;

e)   un esperto indipendente nominato dal Parlamento europeo.

Ciascuno dei membri di cui alle lettere da a) a d) ha diritto di voto.

Il Consiglio nomina i membri di cui alle lettere a), b) e c) ▌ tra i candidati designati rispettivamente dagli Stati membri e dalle organizzazioni europee dei datori di lavoro e dei lavoratori.

La Commissione nomina i membri di cui alla lettera d).

La commissione competente del Parlamento europeo nomina l'esperto di cui alla lettera e).

2.  Ciascun membro del consiglio di amministrazione ha un supplente. In assenza del membro titolare, il supplente lo rappresenta. I supplenti sono nominati in conformità del paragrafo 1.

3.  I membri del consiglio di amministrazione e i loro supplenti sono designati e nominati sulla base delle loro conoscenze in materia di istruzione e formazione professionale, di competenze e di qualifiche, tenendo conto delle loro pertinenti competenze gestionali, amministrative e di bilancio e della loro esperienza nell'ambito dei compiti istituzionali del Cedefop, al fine di poter espletare efficacemente un ruolo di vigilanza. Tutte le parti rappresentate nel consiglio di amministrazione si adoperano per limitare l'avvicendamento dei rispettivi rappresentanti per assicurare la continuità dei suoi lavori. Tutte le parti si adoperano per conseguire una rappresentanza equilibrata di donne e uomini nel consiglio di amministrazione.

4.  Al momento dell'assunzione delle funzioni, ciascun membro e supplente firma una dichiarazione scritta nella quale dichiara di non trovarsi in una situazione di conflitto di interessi. Ciascun membro e supplente aggiorna la propria dichiarazione nel caso in cui intervenga un cambiamento di circostanze in relazione a qualsiasi conflitto di interesse. Il Cedefop pubblica sul suo sito web le dichiarazioni e i rispettivi aggiornamenti.

5.  Il mandato dei membri titolari e dei loro supplenti ha una durata di quattro anni. Tale mandato è rinnovabile. Alla scadenza del loro mandato o in caso di dimissioni i membri e i supplenti restano in carica fino all'eventuale rinnovo del loro mandato o alla loro sostituzione.

6.  Nel consiglio di amministrazione sono istituiti tre gruppi: un gruppo composto dai rappresentanti dei governi, un gruppo composto dalle organizzazioni dei datori di lavoro e un gruppo composto dalle organizzazioni dei lavoratori. Ogni gruppo designa un coordinatore allo scopo di promuovere l'efficienza delle deliberazioni all'interno dei gruppi e tra di essi. I coordinatori dei gruppi dei lavoratori e dei datori di lavoro sono i rappresentanti delle rispettive organizzazioni a livello europeo e possono essere designati tra i membri nominati del consiglio di amministrazione. I coordinatori che non sono membri nominati del consiglio di amministrazione ai sensi del paragrafo 1 partecipano alle sue riunioni senza diritto di voto.

Articolo 5

Funzioni del consiglio di amministrazione

1.  Il consiglio di amministrazione:

a)  fornisce gli orientamenti strategici delle attività del Cedefop▌;

b)  adotta ogni anno, a maggioranza dei due terzi dei membri con diritto di voto e in conformità dell'articolo 6, il documento di programmazione del Cedefop, contenente il programma di lavoro pluriennale del Cedefop e il suo programma di lavoro annuale per l'anno successivo;

c)  adotta, a maggioranza dei due terzi dei membri con diritto di voto, il bilancio annuale del Cedefop ed esercita altre funzioni in relazione al bilancio del Cedefop a norma del capo III;

d)  adotta una relazione annuale consolidata con una valutazione delle attività del Cedefop, le trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti entro il 1° luglio di ogni anno e rende pubblica la relazione annuale di attività consolidata;

e)  adotta le regole finanziarie applicabili al Cedefop conformemente all'articolo 16;

f)  adotta una strategia antifrode, proporzionata ai rischi di frode, tenendo conto dei costi e dei benefici delle misure da attuare;

g)  adotta norme di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse in relazione ai suoi membri e agli esperti indipendenti, nonché agli esperti nazionali distaccati e altro personale non assunto dal Cedefop di cui all'articolo 19;

h)  adotta e aggiorna regolarmente i piani di comunicazione e divulgazione in base a un'analisi delle esigenze, riprendendoli nel documento di programmazione del Cedefop;

i)  adotta il proprio regolamento interno;

j)  ▌esercita nei confronti del personale del Cedefop, in conformità del paragrafo 2, i poteri conferiti all'autorità che ha il potere di nomina dallo statuto dei funzionari e i poteri conferiti all'autorità abilitata a concludere i contratti di assunzione dal regime applicabile agli altri agenti ("poteri dell'autorità che ha il potere di nomina");

k)  adotta idonee disposizioni di attuazione per dare effetto allo statuto dei funzionari e al regime applicabile agli altri agenti, conformemente all'articolo 110 dello statuto;

l)  nomina il direttore esecutivo e, se del caso, ne proroga il mandato o lo rimuove dall'incarico, a norma dell'articolo 18;

m)  nomina un contabile soggetto allo statuto dei funzionari e al regime applicabile agli altri agenti, che è pienamente indipendente nell'esercizio delle sue funzioni;

n)  adotta il regolamento interno del comitato esecutivo;

o)  monitora il seguito adeguato alle osservazioni e alle raccomandazioni risultanti dalle relazioni di audit e valutazioni interne ed esterne e dalle indagini dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF);

p)  autorizza la conclusione di accordi di cooperazione con le autorità competenti dei paesi terzi e con le organizzazioni internazionali, conformemente all'articolo 29 ▌.

2.  Il consiglio di amministrazione adotta, in conformità dell'articolo 110 dello statuto dei funzionari, una decisione basata sull'articolo 2, paragrafo 1, del medesimo statuto e sull'articolo 6 del regime applicabile agli altri agenti, con cui delega al direttore esecutivo i poteri dell'autorità che ha il potere di nomina e stabilisce le condizioni di sospensione della delega di tali poteri. Il direttore esecutivo è autorizzato a subdelegare tali poteri.

Qualora circostanze eccezionali lo richiedano, il consiglio di amministrazione può ▌sospendere temporaneamente i poteri dell'autorità che ha il potere di nomina delegati al direttore esecutivo e quelli subdelegati dal direttore esecutivo. In tali casi il consiglio di amministrazione delega tali poteri, per un periodo di tempo limitato, a uno dei rappresentanti della Commissione che ha nominato, o a un membro del personale diverso dal direttore esecutivo.

Articolo 6

Programmazione pluriennale e annuale

1.  In conformità dell'articolo 11, paragrafo 5, lettera c), ogni anno il direttore esecutivo redige un progetto di documento di programmazione contenente una programmazione pluriennale e un programma di lavoro annuale conformemente all'articolo 32 del regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 ▌.

2.  Il direttore esecutivo presenta al consiglio di amministrazione il progetto di documento di programmazione di cui al paragrafo 1. Previa approvazione del consiglio di amministrazione, ▌il progetto di documento di programmazione è trasmesso alla Commissione, al Parlamento europeo e al Consiglio entro il 31 gennaio di ogni anno. Il direttore esecutivo presenta eventuali versioni aggiornate di tale documento secondo la stessa procedura. Il consiglio di amministrazione adotta il documento di programmazione tenendo conto del parere della Commissione.

Il documento di programmazione diventa definitivo dopo l'approvazione definitiva del bilancio generale dell'Unione e, se necessario, è adeguato di conseguenza.

3.  Il programma di lavoro pluriennale presenta la programmazione strategica globale, compresi gli obiettivi, i risultati attesi e gli indicatori di prestazione, evitando sovrapposizioni con la programmazione di altre agenzie. Esso presenta inoltre la programmazione delle risorse, compresi il bilancio pluriennale e il personale. Esso include una strategia per le relazioni con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali in conformità dell'articolo 29, le azioni connesse a tale strategia e una specificazione delle risorse correlate.

4.  Il programma di lavoro annuale è coerente con il programma di lavoro pluriennale di cui al paragrafo 3 e comprende:

a)  gli obiettivi dettagliati e i risultati attesi, compresi gli indicatori di prestazione;

b)   ▌una descrizione delle azioni da finanziare, comprese le misure previste volte ad aumentare l'efficienza;

c)   ▌un'indicazione delle risorse finanziarie e umane assegnate a ciascuna attività, conformemente ai principi di formazione del bilancio per attività e gestione per attività;

d)   possibili azioni per le relazioni con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali conformemente all'articolo 29.

▌Esso indica chiaramente quali azioni sono state aggiunte, modificate o soppresse rispetto all'esercizio finanziario precedente.

5.  Quando al Cedefop è assegnata una nuova attività, il consiglio di amministrazione modifica il programma di lavoro annuale adottato. Il consiglio di amministrazione può delegare al direttore esecutivo il potere di presentare modifiche non sostanziali del programma di lavoro annuale.

Le modifiche sostanziali del programma di lavoro annuale sono adottate secondo la stessa procedura del programma di lavoro annuale iniziale.

6.   La programmazione delle risorse è aggiornata ogni anno. La programmazione strategica è aggiornata ove opportuno, in particolare per adattarla all'esito della valutazione di cui all'articolo 27.

L'assegnazione al Cedefop di una nuova attività finalizzata all'adempimento dei compiti di cui all'articolo 2 è presa in considerazione nella sua programmazione finanziaria e delle risorse, fatte salve le competenze del Parlamento europeo e del Consiglio ("autorità di bilancio").

Articolo 7

Presidente del consiglio di amministrazione

1.  Il consiglio di amministrazione elegge un presidente e tre vicepresidenti scegliendone:

a)   uno tra i membri che rappresentano i governi degli Stati membri;

b)  uno tra i membri che rappresentano le organizzazioni dei datori di lavoro;

c)   uno tra i membri che rappresentano le organizzazioni dei lavoratori; e

d)  uno tra i membri che rappresentano la Commissione.

Il presidente e i vicepresidenti sono eletti a maggioranza di due terzi dei membri del consiglio di amministrazione con diritto di voto.

2.  La durata del mandato del presidente e dei vicepresidenti è di un anno. Tale mandato è rinnovabile ▌. Se però essi cessano di far parte del consiglio di amministrazione in un qualsiasi momento del loro mandato, questo termina automaticamente alla stessa data.

Articolo 8

Riunioni del consiglio di amministrazione

1.  Le riunioni del consiglio di amministrazione sono indette dal presidente.

2.  Il direttore esecutivo partecipa alle deliberazioni del consiglio di amministrazione, senza diritto di voto.

3.  Il consiglio di amministrazione tiene una riunione ordinaria all'anno. Si riunisce inoltre su istanza del presidente, su richiesta della Commissione o su richiesta di almeno un terzo dei suoi membri.

4.  Il consiglio di amministrazione può invitare a partecipare alle sue riunioni, in veste di osservatore, qualsiasi persona il cui parere possa essere rilevante. I rappresentanti dei paesi dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA) che sono parti dell'accordo sullo Spazio economico europeo (accordo SEE) possono assistere alle riunioni del consiglio di amministrazione in qualità di osservatori qualora l'accordo SEE preveda la loro partecipazione alle attività del Cedefop.

5.  Il Cedefop provvede al segretariato del consiglio di amministrazione.

Articolo 9

Regole di voto del consiglio di amministrazione

1.  Fatti salvi l'articolo 5, paragrafo 1, lettere b) e c), l'articolo 7, paragrafo 1, secondo comma, e l'articolo 18, paragrafo 7, il consiglio di amministrazione decide a maggioranza dei membri con diritto di voto.

2.  Ogni membro con diritto di voto dispone di un voto. In assenza di un membro con diritto di voto, il supplente è abilitato a esercitare il suo diritto di voto.

3.  Il presidente partecipa al voto.

4.  Il direttore esecutivo partecipa alle deliberazioni del consiglio di amministrazione, senza diritto di voto.

5.  Il regolamento interno del consiglio di amministrazione stabilisce disposizioni più dettagliate in materia di voto, in particolare le circostanze in cui un membro può agire per conto di un altro.

SEZIONE 2

COMITATO ESECUTIVO

Articolo 10

Comitato esecutivo

1.  Il consiglio di amministrazione è assistito da un comitato esecutivo.

2.  Il comitato esecutivo:

a)  prepara le decisioni che saranno adottate dal consiglio di amministrazione;

b)  monitora, insieme al consiglio di amministrazione, il seguito adeguato da dare alle osservazioni e alle raccomandazioni risultanti dalle relazioni di audit e valutazioni interne ed esterne e dalle indagini ▌dell'OLAF;

c)  fatte salve le responsabilità del direttore esecutivo, quali definite nell'articolo 11, consiglia il direttore esecutivo, se del caso, nell'attuazione delle decisioni del consiglio di amministrazione, al fine di rafforzare il controllo della gestione amministrativa e di bilancio.

3.  Ove necessario, per motivi di urgenza, il comitato esecutivo può prendere determinate decisioni provvisorie per conto del consiglio di amministrazione, ▌tra cui la sospensione della delega dei poteri dell'autorità che ha il potere di nomina, in conformità delle condizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 2, e le questioni di bilancio.

4.  Il comitato esecutivo è composto dal presidente del consiglio di amministrazione, dai tre vicepresidenti, dai coordinatori dei tre gruppi di cui all'articolo 4, paragrafo 6, e da un rappresentante della Commissione. Ciascun gruppo di cui all'articolo 4, paragrafo 6, può designare fino a due membri supplenti per assistere alle riunioni del comitato esecutivo nel caso in cui sia assente un membro titolare del relativo gruppo. Il presidente del consiglio di amministrazione è anche presidente del comitato esecutivo. Il direttore esecutivo partecipa alle riunioni del comitato esecutivo senza diritto di voto.

5.  La durata del mandato dei membri del comitato esecutivo è di due anni. Tale mandato è rinnovabile. La durata del mandato dei membri del comitato esecutivo coincide con la durata del loro mandato come membri del consiglio di amministrazione.

6.  Il comitato esecutivo si riunisce tre volte all'anno. Si riunisce inoltre su istanza del presidente o su richiesta dei suoi membri. A seguito di ciascuna riunione, i coordinatori dei tre gruppi di cui all'articolo 4, paragrafo 6, si adoperano al massimo delle loro possibilità per informare i membri del loro gruppo del contenuto della discussione in modo tempestivo e trasparente.

SEZIONE 3

DIRETTORE ESECUTIVO

Articolo 11

Responsabilità del direttore esecutivo

1.  Il direttore esecutivo è responsabile della gestione del Cedefop secondo la direzione strategica stabilita dal consiglio di amministrazione e risponde al consiglio di amministrazione.

2.  Fatte salve le competenze della Commissione, del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo, il direttore esecutivo esercita le sue funzioni in piena indipendenza e non sollecita né accetta istruzioni da alcun governo o altro organismo.

3.  Su richiesta, il direttore esecutivo riferisce annualmente al Parlamento europeo circa l'esercizio delle sue funzioni. Il Consiglio può invitare il direttore esecutivo a presentare una relazione sull'esercizio delle sue funzioni.

4.  Il direttore esecutivo è il rappresentante legale del Cedefop.

5.  Il direttore esecutivo è responsabile dell'esecuzione dei compiti assegnati al Cedefop dal presente regolamento. In particolare il direttore esecutivo è responsabile per:

a)  la gestione corrente del Cedefop, compreso l'esercizio dei poteri che gli sono attribuiti in relazione alla gestione del personale, conformemente all'articolo 5, paragrafo 2;

b)  l'attuazione delle decisioni adottate dal consiglio di amministrazione;

c)  l'adozione di decisioni in materia di gestione delle risorse umane, in conformità con la decisione di cui all'articolo 5, paragrafo 2;

d)   tenendo conto delle esigenze connesse alle attività del Cedefop e della sana gestione del bilancio, la decisione relativa alle strutture interne del Cedefop, incluse, ove necessario, le funzioni di supplenza che possono riguardare la gestione quotidiana del Cedefop;

e)  la preparazione del documento di programmazione e la sua presentazione al consiglio di amministrazione previa consultazione della Commissione;

f)  l'attuazione del documento di programmazione e il rendiconto di tale attuazione al consiglio di amministrazione;

g)  l'elaborazione della relazione annuale consolidata di attività del Cedefop e la sua presentazione al consiglio di amministrazione per valutazione e adozione;

h)  la creazione di un sistema efficace di sorveglianza che consenta l'esecuzione delle valutazioni periodiche di cui all'articolo 27 e un sistema di rendicontazione che sintetizzi l'esito di tali valutazioni;

i)  l'elaborazione del progetto di regole finanziarie applicabili al Cedefop;

j)  la predisposizione del progetto di stato di previsione delle entrate e delle spese del Cedefop, come parte del documento di programmazione del Cedefop, nonché l'esecuzione del bilancio del Cedefop;

k)  l'elaborazione di un piano d'azione volto a dare seguito alle conclusioni delle relazioni di audit e valutazioni interne ed esterne e alle indagini dell'▌OLAF, e il rendiconto sui progressi compiuti, due volte all'anno alla Commissione e periodicamente al consiglio di amministrazione e al comitato esecutivo;

l)  l'assicurazione dell'equilibrio di genere all'interno del Cedefop;

m)  la tutela degli interessi finanziari dell'Unione mediante l'applicazione di misure preventive contro la frode, la corruzione e qualsiasi altra attività illecita, mediante controlli effettivi e, nel caso in cui siano riscontrate irregolarità, mediante il recupero delle somme indebitamente corrisposte nonché, se del caso, mediante l'applicazione di sanzioni amministrative e finanziarie effettive, proporzionate e dissuasive;

n)  l'elaborazione di una strategia antifrode del Cedefop e la sua presentazione al consiglio di amministrazione per approvazione;

o)  se del caso, la cooperazione con altre agenzie dell'Unione e la conclusione di accordi di cooperazione con esse.

6.  Il direttore esecutivo decide inoltre in merito alla necessità, ai fini dello svolgimento efficace ed efficiente dei compiti del Cedefop, di istituire un ufficio di collegamento a Bruxelles per approfondire la cooperazione del Cedefop con le pertinenti istituzioni dell'Unione. Tale decisione richiede l'accordo preventivo della Commissione, del consiglio di amministrazione e dello Stato membro interessato. La decisione precisa l'ambito delle attività da espletarsi presso detto ufficio di collegamento in modo da evitare costi inutili ed eventuali duplicazioni delle funzioni amministrative del Cedefop.

CAPO III

DISPOSIZIONI FINANZIARIE

Articolo 12

Bilancio

1.  Tutte le entrate e le spese del Cedefop sono oggetto di previsioni per ciascun esercizio finanziario ▌e sono iscritte nel bilancio del Cedefop. L'esercizio finanziario corrisponde con l'anno civile.

2.  Le entrate e le spese iscritte nel bilancio del Cedefop devono risultare in pareggio.

3.  Fatte salve altre risorse, le entrate del Cedefop comprendono:

a)  un contributo dell'Unione iscritto al bilancio generale dell'Unione ▌;

b)  eventuali contributi finanziari volontari degli Stati membri;

c)  i diritti percepiti per pubblicazioni o qualsiasi altro servizio fornito dal Cedefop;

d)  eventuali contributi dei paesi terzi che partecipano ai lavori del Cedefop a norma dell'articolo 29.

4.  Le spese del Cedefop comprendono le retribuzioni del personale, le spese amministrative e di infrastruttura e le spese operative.

Articolo 13

Stesura del bilancio

1.  Ogni anno il direttore esecutivo predispone un progetto di stato di previsione provvisorio delle entrate e delle spese del Cedefop, comprendente la tabella dell'organico, per l'esercizio finanziario successivo e lo trasmette al consiglio di amministrazione.

Il progetto di stato di previsione provvisorio si basa sugli obiettivi e i risultati previsti del documento di programmazione annuale di cui all'articolo 6, paragrafo 1, e tiene conto delle risorse finanziarie necessarie per conseguire tali obiettivi e risultati previsti, conformemente al principio della programmazione di bilancio basata sui risultati.

2.  Sulla base del progetto di stato di previsione provvisorio, il consiglio di amministrazione adotta un progetto di stato di previsione delle entrate e delle spese del Cedefop per l'esercizio finanziario successivo e lo trasmette alla Commissione entro il 31 gennaio di ogni anno.

3.  La Commissione trasmette il progetto di stato di previsione all'autorità di bilancio insieme al progetto di bilancio generale dell'Unione ▌. Il progetto di stato di previsione è altresì messo a disposizione del Cedefop.

4.  Sulla base del progetto di stato di previsione, la Commissione inserisce nel progetto di bilancio generale dell'Unione le previsioni ritenute necessarie per la tabella dell'organico nonché l'importo del contributo da iscrivere al bilancio generale, che sottopone all'autorità di bilancio a norma degli articoli 313 e 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

5.  L'autorità di bilancio autorizza gli stanziamenti a titolo di contributo del bilancio generale dell'Unione destinato al Cedefop.

6.  L'autorità di bilancio adotta la tabella dell'organico del Cedefop.

7.  Il consiglio di amministrazione adotta il bilancio del Cedefop. Esso diventa definitivo dopo l'adozione definitiva del bilancio generale dell'Unione e, se necessario, si procede agli opportuni adeguamenti. Qualsiasi modifica apportata al bilancio del Cedefop, compresa la tabella dell'organico, è adottata secondo la medesima procedura.

8.  Per qualsiasi progetto di natura immobiliare che possa avere incidenze finanziarie significative sul bilancio del Cedefop si ▌applica il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013.

Articolo 14

Esecuzione del bilancio

1.  Il direttore esecutivo è responsabile dell'esecuzione del bilancio del Cedefop.

2.  Il direttore esecutivo trasmette ogni anno all'autorità di bilancio qualsiasi informazione rilevante in relazione ai risultati delle procedure di valutazione.

Articolo 15

Rendicontazione e discarico

1.  ▌Il contabile del Cedefop invia i conti provvisori per l'esercizio finanziario (anno N) al contabile della Commissione e alla Corte dei conti entro il 1° marzo dell'esercizio finanziario successivo (anno N + 1).

2.  ▌Il Cedefop trasmette una relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio dell'esercizio N al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti entro il 31 marzo dell'anno N + 1.

3.   ▌Il contabile della Commissione trasmette i conti provvisori del Cedefop per l'esercizio N, consolidati con i conti della Commissione, alla Corte dei conti entro il 31 marzo dell'anno N + 1.

4.  Al ricevimento delle osservazioni formulate dalla Corte dei conti ▌sui conti provvisori del Cedefop per l'esercizio N, ai sensi dell'articolo 246 del regolamento ▌ (UE, Euratom) n. 2018/1046, il contabile stabilisce i conti definitivi del Cedefop per tale esercizio. Il direttore esecutivo li trasmette per parere al consiglio di amministrazione.

5.  Il consiglio di amministrazione esprime un parere sui conti definitivi del Cedefop per l'esercizio N.

6.  Entro il 1° luglio dell'anno N + 1 il contabile del Cedefop trasmette i conti definitivi per l'esercizio N, accompagnati dal parere del consiglio di amministrazione, al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti.

7.  I conti definitivi per l'esercizio N sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro il 15 novembre dell'anno N + 1.

8.  Il direttore esecutivo invia alla Corte dei conti ▌una risposta alle osservazioni formulate da quest'ultima nella sua relazione annuale entro il 30 settembre dell'anno N + 1. Il direttore esecutivo invia inoltre la risposta al consiglio di amministrazione.

9.  Il direttore esecutivo presenta al Parlamento europeo, su richiesta dello stesso e a norma dall'articolo 109, paragrafo 3, del regolamento delegato (UE) n. 1271/2013, tutte le informazioni necessarie al corretto svolgimento della procedura di discarico per l'esercizio N.

10.  Il Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio che delibera a maggioranza qualificata, concede il discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia, prima del 15 maggio dell'anno N + 2, per l'esecuzione del bilancio dell'esercizio N.

Articolo 16

Regole finanziarie

Le regole finanziarie applicabili al Cedefop sono adottate dal consiglio di amministrazione previa consultazione della Commissione. Esse si discostano dal regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 solo per esigenze specifiche di funzionamento del Cedefop e previo accordo della Commissione.

CAPO IV

PERSONALE

Articolo 17

Disposizioni generali

1.  Al personale del Cedefop si applicano lo statuto dei funzionari, il regime applicabile agli altri agenti e le regole adottate di comune accordo dalle istituzioni dell'Unione per l'applicazione di detto statuto e di detto regime.

2.  Il consiglio di amministrazione adotta idonee disposizioni di attuazione per dare effetto allo statuto dei funzionari e al regime applicabile agli altri agenti, conformemente all'articolo 110 dello statuto.

Articolo 18

Direttore esecutivo

1.  Il direttore esecutivo è un membro del personale ed è assunto come agente temporaneo del Cedefop a norma dell'articolo 2, lettera a), del regime applicabile agli altri agenti.

2.  Il direttore esecutivo è nominato dal consiglio di amministrazione sulla base di un elenco di candidati proposto dalla Commissione, seguendo una procedura di selezione aperta e trasparente.

Il candidato selezionato è invitato a fare una dichiarazione dinanzi al Parlamento europeo e a rispondere alle domande dei deputati. Tale scambio di opinioni non ritarda indebitamente la nomina.

Ai fini della conclusione del contratto con il direttore esecutivo il Cedefop è rappresentato dal presidente del consiglio di amministrazione.

3.  La durata del mandato del direttore esecutivo è di cinque anni. Prima della fine di tale periodo, la Commissione effettua una valutazione che tiene conto dei risultati ottenuti dal direttore esecutivo, nonché dei compiti e delle sfide futuri del Cedefop.

4.  ▌Il consiglio di amministrazione, tenendo conto della valutazione di cui al paragrafo 3, può prorogare il mandato del direttore esecutivo una sola volta per non più di cinque anni.

5.  A un direttore esecutivo il cui mandato sia stato prorogato non è permesso partecipare a un'altra procedura di selezione per lo stesso posto alla fine del periodo complessivo.

6.  Il direttore esecutivo può essere rimosso dal suo incarico solo su decisione del consiglio di amministrazione. Nella sua decisione, il consiglio di amministrazione tiene conto della valutazione della Commissione dei risultati ottenuti dal direttore esecutivo, di cui al paragrafo 3.

7.  Il consiglio di amministrazione adotta le decisioni riguardanti la nomina del direttore esecutivo, la proroga del suo mandato o la sua rimozione dall'incarico a maggioranza di due terzi dei suoi membri con diritto di voto.

Articolo 19

Esperti nazionali distaccati e altro personale

1.  Il Cedefop può fare ricorso a esperti nazionali distaccati o ad altro personale non alle sue dipendenze.

2.  Il consiglio di amministrazione adotta una decisione in cui stabilisce le norme relative al distacco di esperti nazionali presso il Cedefop.

CAPO V

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 20

Status giuridico

1.  Il Cedefop è un´agenzia dell'Unione. Esso ha personalità giuridica.

2.  In ciascuno degli Stati membri il Cedefop ha la più ampia capacità giuridica riconosciuta alle persone giuridiche dalle ▌normative nazionali. Essa può in particolare acquisire o alienare beni mobili e immobili e stare in giudizio.

3.  Il Cedefop ha sede a Salonicco.

4.  Il Cedefop ha la facoltà di istituire un ufficio di collegamento a Bruxelles per approfondire la sua cooperazione con le pertinenti istituzioni dell'Unione, conformemente all'articolo 11, paragrafo 6.

Articolo 21

Privilegi e immunità

Al Cedefop e al suo personale si applica il protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.

Articolo 22

Regime linguistico

1.  Al Cedefop si applicano le disposizioni del regolamento n. 1(10).

2.  I servizi di traduzione necessari al funzionamento del Cedefop sono prestati dal Centro di traduzione.

Articolo 23

Trasparenza e protezione dei dati

1.  Il Cedefop svolge le proprie attività assicurando un livello elevato di trasparenza.

2.  Ai documenti in possesso del Cedefop si applica il regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio(11).

3.  Entro sei mesi dalla data della sua prima riunione il consiglio di amministrazione adotta le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1049/2001.

4.  Il trattamento di dati personali da parte del Cedefop è soggetto al regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio(12). Entro sei mesi dalla data della sua prima riunione il consiglio di amministrazione stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (UE) 2018/1725 da parte del Cedefop, anche in relazione alla nomina del responsabile della protezione dei dati. Tali modalità sono stabilite previa consultazione del garante europeo della protezione dei dati.

Articolo 24

Lotta contro la frode

1.  Per facilitare la lotta contro la frode, la corruzione e altre attività illecite ai sensi del regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(13), entro [sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento] il Cedefop aderisce all'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 tra il Parlamento Europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione delle Comunità europee relativo alle indagini interne svolte ▌dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)(14) e adotta le opportune disposizioni applicabili a tutto il proprio personale, utilizzando il modello riportato nell'allegato di tale accordo.

2.  La Corte dei conti ▌ha il potere di revisione contabile, esercitabile sulla base di documenti e di verifiche sul posto, su tutti i beneficiari di sovvenzioni, contraenti e subcontraenti che hanno ottenuto finanziamenti dell'Unione dal Cedefop.

3.  L'OLAF può svolgere indagini, ivi compresi controlli e verifiche sul posto, al fine di accertare l'esistenza di frodi, corruzione o altre attività illecite lesive degli interessi finanziari dell'Unione in relazione a una convenzione di sovvenzione o a una decisione di sovvenzione o a contratti finanziati dal Cedefop, conformemente alle disposizioni e secondo le procedure di cui al regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 e dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio(15).

4.  Fatti salvi i paragrafi 1, 2 e 3, gli accordi di cooperazione con paesi terzi e organizzazioni internazionali, i contratti, le convenzioni di sovvenzione e le decisioni di sovvenzione del Cedefop contengono disposizioni che autorizzano espressamente la Corte dei conti ▌e l'OLAF a procedere a tali revisioni contabili e indagini conformemente alle loro rispettive competenze.

Articolo 25

Norme di sicurezza per la protezione delle informazioni classificate e delle informazioni sensibili non classificate

Ove necessario il Cedefop adotta le proprie norme di sicurezza equivalenti alle norme di sicurezza della Commissione per la protezione delle informazioni classificate UE (ICUE) e delle informazioni sensibili non classificate di cui alle decisioni (UE, Euratom) 2015/443 e 2015/444. Se del caso, le norme di sicurezza del Cedefop comprendono, tra l'altro, disposizioni per lo scambio, il trattamento e la conservazione di tali informazioni.

Articolo 26

Responsabilità

1.  La responsabilità contrattuale del Cedefop è regolata dalla legge applicabile al contratto in causa.

2.  La Corte di giustizia dell'Unione europea (Corte di giustizia) è competente a giudicare in virtù di una clausola compromissoria contenuta in un contratto stipulato dal Cedefop.

3.  In materia di responsabilità extracontrattuale il Cedefop risarcisce, secondo i principi generali comuni agli ordinamenti degli Stati membri, i danni causati dai suoi servizi o dal suo personale nell'esercizio delle loro funzioni.

4.  La Corte di giustizia ▌ è competente a pronunciarsi in merito alle controversie relative al risarcimento dei danni di cui al paragrafo 3.

5.  La responsabilità individuale del personale nei confronti del Cedefop è regolata dalle disposizioni dello statuto dei funzionari e del regime applicabile agli altri agenti.

Articolo 27

Valutazione

1.   In conformità dell'articolo 29, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) n. 1271/2013, il Cedefop effettua valutazioni ex ante ed ex post di detti programmi e attività che comportano spese significative.

2.  Entro [cinque anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento], e successivamente ogni cinque anni, la Commissione assicura che sia eseguita una valutazione in conformità dei propri orientamenti per valutare i risultati del Cedefop in relazione ai suoi obiettivi, al suo mandato e ai suoi compiti. La Commissione consulta i membri del consiglio di amministrazione e altre parti interessate principali nel corso della sua valutazione. La valutazione affronta in particolare l'eventuale necessità di modificare il mandato del Cedefop e le conseguenze finanziarie di tale modifica.

3.  La Commissione presenta una relazione in merito ai risultati della valutazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al consiglio di amministrazione. I risultati della valutazione sono resi pubblici.

Articolo 28

Indagini amministrative

Le attività del Cedefop sono soggette alle indagini del Mediatore europeo ai sensi dell'articolo 228 TFUE.

Articolo 29

Cooperazione con paesi terzi e organizzazioni internazionali

1.  Se necessario ai fini del conseguimento degli obiettivi stabiliti nel presente regolamento, e fatte salve le rispettive competenze degli Stati membri e delle istituzioni dell'Unione, il Cedefop può collaborare con le autorità competenti dei paesi terzi e con le organizzazioni internazionali.

A tal fine il Cedefop può, fatta salva l'autorizzazione del consiglio di amministrazione e previa approvazione da parte della Commissione, istituire accordi di lavoro con le autorità competenti dei paesi terzi e con le organizzazioni internazionali. Detti accordi non creano obblighi giuridici per l'Unione o gli Stati membri.

2.  Il Cedefop è aperto alla partecipazione di paesi terzi che hanno concluso con l'Unione accordi in tal senso.

Nell'ambito delle pertinenti disposizioni degli accordi di cui al primo comma sono elaborate disposizioni che specificano, in particolare, la natura, la portata e le modalità di partecipazione dei paesi terzi interessati ai lavori del Cedefop, comprese le disposizioni sulla partecipazione alle iniziative da esso intraprese, sui contributi finanziari e sul personale. In materia di personale tali disposizioni rispettano in ogni caso lo statuto dei funzionari.

3.  Il consiglio di amministrazione adotta una strategia per le relazioni con paesi terzi e organizzazioni internazionali riguardo a questioni che rientrano tra le competenze del Cedefop.

Articolo 30

Accordo sulla sede e condizioni operative

1.  Le necessarie disposizioni relative all'insediamento del Cedefop nello Stato membro ospitante e alle strutture che quest'ultimo deve mettere a disposizione, nonché le norme specifiche applicabili in tale Stato membro al direttore esecutivo, ai membri del consiglio di amministrazione, al personale e ai relativi familiari sono fissate in un accordo sulla sede concluso fra il Cedefop e lo Stato membro in cui si trova la sede.

2.  Lo Stato membro ospitante garantisce le condizioni necessarie per il funzionamento del Cedefop, offrendo anche una scolarizzazione multilingue e a orientamento europeo e adeguati collegamenti di trasporto.

CAPO VI

DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Articolo 31

Disposizioni transitorie relative al consiglio di amministrazione

1.  I membri del consiglio di amministrazione, istituito a norma dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 337/75, rimangono in carica e continuano a esercitare le funzioni di tale consiglio di cui all'articolo 5 del presente regolamento fino alla nomina dei membri e dell'esperto indipendente del consiglio di amministrazione a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del presente regolamento.

Articolo 32

Disposizioni transitorie relative al personale

1.   Il direttore del Cedefop, nominato a norma dell'articolo 6 del regolamento (CE) n. 337/75, assume, per il periodo rimanente del suo mandato, le funzioni di direttore esecutivo ai sensi dell'articolo 11 del presente regolamento. Le altre condizioni contrattuali rimangono invariate.

2.  Nel caso di una procedura di selezione e di nomina in corso del direttore esecutivo al momento dell'entrata in vigore del presente regolamento, l'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 337/75 si applica fino al completamento di tale procedura.

3.  Il presente regolamento lascia impregiudicati i diritti e gli obblighi del personale assunto nell'ambito del regolamento (CEE) n. 337/75. I contratti di lavoro possono essere rinnovati a norma del presente regolamento in conformità dello statuto dei funzionari e del regime applicabile agli altri agenti.

L'ufficio di collegamento del Cedefop operativo al momento dell'entrata in vigore del presente regolamento è mantenuto.

Articolo 33

Disposizioni transitorie di bilancio

La procedura di discarico relativa ai bilanci, approvata a norma dell'articolo 11 del regolamento (CEE) n. 337/75, è espletata conformemente all'articolo 12 bis di tale regolamento.

CAPO VII

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 34

Abrogazione

Il regolamento (CE) n. 337/75 è abrogato e i riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento.

Articolo 35

Mantenimento in vigore delle norme interne adottate dal consiglio di direzione

Le norme interne adottate dal consiglio di direzione ai sensi del regolamento (CEE) n. 337/75 rimangono in vigore dopo ... [data di entrata in vigore del presente regolamento], salvo diversa decisione del consiglio di amministrazione in applicazione del presente regolamento.

Articolo 36

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ...,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1) GU C 209 del 30.6.2017, pag. 49.
(2)GU C 209 del 30.6.2017, pag. 49.
(3)Posizione del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018.
(4)Regolamento (CEE) n. 337/75 del Consiglio, del 10 febbraio 1975, relativo all'istituzione di un centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (GU L 39 del 13.2.1975, pag. 1).
(5)Regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42).
(6)GU L 56 del 4.3.1968, pag. 1.
(7)Decisione (UE, Euratom) 2015/443 della Commissione, del 13 marzo 2015, sulla sicurezza nella Commissione (GU L 72 del 17.3.2015, pag. 41).
(8)Decisione (UE, Euratom) 2015/444 della Commissione, del 13 marzo 2015, sulle norme di sicurezza per proteggere le informazioni classificate UE (GU L 72 del 17.3.2015, pag. 53).
(9)Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).
(10)Regolamento n. 1 del Consiglio che stabilisce il regime linguistico della Comunità economica europea (GU 17 del 6.10.1958, pag. 385).
(11)Regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43);
(12)Regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2018, sulla tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell’Unione e sulla libera circolazione di tali dati, e che abroga il regolamento (CE) n. 45/2001 e la decisione n. 1247/2002/CE (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 39).
(13)Regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248 del 18.9.2013, pag. 1).
(14)GU L 136 del 31.5.1999, pag. 15.
(15)Regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell'11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2).


Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ***I
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Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) e che abroga il regolamento (CE) n. 2062/94 del Consiglio (COM(2016)0528 – C8-0344/2016 – 2016/0254(COD))
P8_TA-PROV(2018)0491A8-0274/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0528),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 153, paragrafo 2, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0344/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 30 marzo 2017(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 9 novembre 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e il parere della commissione per i bilanci (A8-0274/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura l'11 dicembre 2018 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2018/... del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) e che abroga il regolamento (CE) n. 2062/94 del Consiglio

P8_TC1-COD(2016)0254


IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 153, paragrafo 2, lettera a),

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(2),

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(3),

considerando quanto segue:

(1)  L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) è stata istituita dal regolamento (CE) n. 2062/94 del Consiglio(4) per contribuire al miglioramento dell'ambiente di lavoro, in un contesto di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, con un'azione intesa a sviluppare e diffondere le conoscenze in tale settore.

(2)  Fin dalla sua istituzione nel 1994 l'EU-OSHA ha svolto un ruolo importante nel promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro in tutta l'Unione. Al tempo stesso, si sono registrati sviluppi in materia di sicurezza e salute sul lavoro e sviluppi tecnologici. Per riflettere tali sviluppi è opportuno pertanto adeguare la terminologia utilizzata per descrivere gli obiettivi e i compiti dell'EU-OSHA.

(3)  Il regolamento (CE) n. 2062/94 ha subito varie e sostanziali modifiche. Poiché si rendono necessarie ulteriori modifiche, a fini di chiarezza è opportuno abrogare e sostituire detto regolamento.

(4)  Le norme che disciplinano l'EU-OSHA dovrebbero essere definite, nei limiti del possibile e tenendo conto della sua natura tripartita, conformemente ai principi della dichiarazione congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione europea sulle agenzie decentrate, del 19 luglio 2012.

(5)  Poiché le tre agenzie tripartite, ovvero l'EU-OSHA, la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) e il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop), affrontano questioni relative al mercato del lavoro, all'ambiente di lavoro, all'istruzione e alla formazione professionale e alle competenze, si rende necessario uno stretto coordinamento tra di esse. Nel suo lavoro l'EU-OSHA dovrebbe pertanto integrare il lavoro di Eurofound e del Cedefop laddove le agenzie abbiano ambiti di interesse simili, favorendo strumenti ben funzionanti, quali i protocolli d'intesa. L'EU-OSHA dovrebbe sfruttare modi per migliorare l'efficienza e le sinergie e, nelle sue attività, evitare duplicazioni con quelle di Eurofound, del Cedefop e della Commissione. L'EU-OSHA dovrebbe inoltre cercare ▌, ove pertinente, di cooperare in modo efficiente con le capacità di ricerca interne delle istituzioni dell'Unione e degli organismi esterni specializzati.

(6)  La Commissione dovrebbe consultare le principali parti interessate, compresi i membri del consiglio di amministrazione e i membri del Parlamento europeo, nel corso della valutazione dell'EU-OSHA.

(7)  La natura tripartita di EU-OSHA, Eurofound e Cedefop è un'importante espressione di un approccio globale basato sul dialogo sociale tra le parti sociali e con le autorità dell'Unione e nazionali, che è fondamentale per trovare soluzioni sociali ed economiche comuni e sostenibili.

(8)  Laddove nel presente regolamento si fa riferimento alla sicurezza e alla salute sul luogo di lavoro, resta inteso che ciò si riferisce alla salute sia fisica che mentale.

(9)  Per semplificare il processo decisionale dell'EU-OSHA e contribuire al miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia, dovrebbe essere introdotta una struttura di governance su due livelli. A tal fine gli Stati membri, le organizzazioni nazionali dei datori di lavoro e dei lavoratori e la Commissione dovrebbero essere rappresentati all'interno di un consiglio di amministrazione dotato dei poteri necessari, tra cui il potere di adottare il bilancio e di approvare il documento di programmazione. Nel documento di programmazione, contenente la programmazione pluriennale e il programma di lavoro annuale dell'EU-OSHA, il consiglio di amministrazione dovrebbe fissare le priorità strategiche delle attività di quest'ultima. Inoltre, le norme adottate dal consiglio di amministrazione per la prevenzione e la gestione dei conflitti di interessi dovrebbero comprendere misure per l'individuazione precoce dei rischi potenziali.

(10)  Per garantire il buon funzionamento dell'EU-OSHA, gli Stati membri, le organizzazioni europee dei datori di lavoro e dei lavoratori e la Commissione dovrebbero assicurare che i candidati alla nomina nel consiglio di amministrazione dispongano di conoscenze adeguate in materia di sicurezza e salute sul lavoro affinché possano prendere decisioni strategiche e supervisionare le attività dell'EU-OSHA.

(11)  Il comitato esecutivo dovrebbe essere costituito con il compito di preparare in maniera adeguata le riunioni del consiglio di amministrazione e di supportarne il processo decisionale e di monitoraggio. Nell'assistere il consiglio di amministrazione dovrebbe essere possibile, per il comitato esecutivo, ove necessario, per motivi d'urgenza, adottare determinate decisioni provvisorie per conto del consiglio di amministrazione. Il consiglio di amministrazione dovrebbe adottare il regolamento interno del comitato esecutivo.

(12)  Il direttore esecutivo dovrebbe essere responsabile della gestione complessiva dell'EU-OSHA, comprese la gestione corrente, nonché la gestione finanziaria e la gestione delle risorse umane, conformemente all'orientamento strategico definito dal consiglio di amministrazione. Il direttore esecutivo dovrebbe esercitare i poteri che gli sono attribuiti. Dovrebbe essere possibile sospendere tali poteri in circostanze eccezionali, quali conflitti di interessi o gravi inadempienze agli obblighi statutari dei funzionari dell'Unione europea ("statuto dei funzionari").

(13)  Il principio dell'uguaglianza è un principio fondamentale del diritto dell'Unione. Esso prevede che la parità tra donne e uomini debba essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. Tutte le parti dovrebbero adoperarsi per conseguire una rappresentanza equilibrata di donne e uomini nel consiglio di amministrazione e nel comitato esecutivo. Tale obiettivo dovrebbe essere perseguito anche dal consiglio di amministrazione per quanto riguarda il presidente e i vicepresidenti nel loro insieme, nonché dai gruppi che rappresentano i governi e le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori nell'ambito del consiglio di amministrazione per quanto riguarda la designazione dei supplenti che partecipano alle riunioni del comitato esecutivo.

(14)  L'EU-OSHA gestisce un ufficio di collegamento a Bruxelles. Dovrebbe essere prevista la possibilità di mantenere tale ufficio.

(15)  Nell'Unione ▌e negli Stati membri esistono già organizzazioni che forniscono lo stesso tipo di informazioni e servizi forniti dall'EU-OSHA. Al fine di trarre il massimo vantaggio a livello dell'Unione ▌dal lavoro già svolto da dette organizzazioni, è opportuno mantenere l'attuale efficiente rete istituita dall'EU-OSHA a norma del regolamento (CE) n. 2062/94, comprendente i punti nevralgici e le reti tripartite degli Stati membri. Allo scopo di garantire un buon coordinamento e valide sinergie è inoltre importante che l'EU-OSHA mantenga legami funzionali molto stretti con il comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro istituito da una decisione del Consiglio del 22 luglio 2003(5).

(16)  Le disposizioni finanziarie e quelle sulla programmazione e sull'informazione relative all'EU-OSHA dovrebbero essere aggiornate. Il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione(6) prevede che l'EU-OSHA effettui valutazioni ex ante ed ex post per tutti i programmi e le attività che comportano spese significative. Tali valutazioni dovrebbero essere prese in considerazione dall'EU-OSHA nella sua programmazione pluriennale e annuale.

(17)  Per garantire la piena autonomia e indipendenza dell'EU-OSHA e consentirle di realizzare adeguatamente i suoi obiettivi e compiti in conformità del presente regolamento, l'EU-OSHA dovrebbe disporre di un bilancio sufficiente e autonomo alimentato principalmente da un contributo del bilancio generale dell'Unione. La procedura di bilancio dell'Unione dovrebbe applicarsi all'EU-OSHA per quanto riguarda i contributi e le sovvenzioni a carico del bilancio generale dell'Unione. L'audit dei conti dell'EU-OSHA dovrebbe essere effettuato dalla Corte dei conti.

(18)  I servizi di traduzione necessari per il funzionamento dell'EU-OSHA dovrebbero essere forniti dal Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea (Centro di traduzione). L'EU-OSHA dovrebbe collaborare con il Centro di traduzione per stabilire indicatori di qualità, tempestività e riservatezza, per individuare chiaramente le esigenze e le priorità dell'EU-OSHA e per creare procedure trasparenti e obiettive per il processo di traduzione.

(19)  Le disposizioni relative al personale dell'EU-OSHA dovrebbero essere allineate con lo statuto dei funzionari e con il regime applicabile agli altri agenti dell'Unione (regime applicabile agli altri agenti), definiti dal regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 del Consiglio(7).

(20)  L'EU-OSHA dovrebbe adottare le misure necessarie per assicurare la corretta gestione e il corretto trattamento delle informazioni riservate. Se necessario l'EU-OSHA dovrebbe adottare norme di sicurezza equivalenti a quelle fissate nelle decisioni (UE, Euratom) 2015/443(8) e 2015/444 della Commissione(9).

(21)  È necessario prevedere disposizioni transitorie di bilancio e per il consiglio di amministrazione, il direttore esecutivo e il personale al fine di assicurare il proseguimento delle attività dell'EU-OSHA in attesa dell'attuazione del presente regolamento,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

CAPO I

OBIETTIVI E COMPITI

Articolo 1

Istituzione e obiettivi

1.  È istituita l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (▌EU-OSHA), sotto forma di Agenzia dell'Unione ▌.

2.  L'obiettivo dell'EU-OSHA è di fornire alle istituzioni e agli organismi dell'Unione ▌, agli Stati membri, alle parti sociali e agli altri soggetti interessati al settore della sicurezza e della salute sul lavoro pertinenti informazioni tecniche, scientifiche ed economiche nonché le competenze tecniche utili in tale settore al fine di migliorare l'ambiente di lavoro, in un contesto di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori.

A tal fine l'EU-OSHA promuove e diffonde le conoscenze, fornisce dati concreti e servizi volti all'elaborazione delle politiche, tra cui conclusioni basate sulla ricerca e agevola la condivisione delle conoscenze tra l'Unione e i soggetti nazionali.

Articolo 2

Compiti

1.  L'EU-OSHA ha i seguenti compiti per quanto concerne gli ambiti strategici di cui all'articolo 1, paragrafo 2, nel pieno rispetto delle responsabilità degli Stati membri:

a)  raccoglie e analizza ▌le informazioni tecniche, scientifiche ed economiche in materia di sicurezza e salute sul lavoro negli Stati membri al fine di:

i)   individuare i rischi e le buone pratiche nonché le priorità e i programmi nazionali esistenti;

ii)   fornire i dati necessari per le priorità e i programmi dell'Unione; e

iii)  diffondere tali informazioni alle istituzioni e agli organismi dell'Unione, agli Stati membri, alle parti sociali e agli altri soggetti interessati al settore della sicurezza e della salute sul lavoro;

b)  raccoglie e analizza le informazioni tecniche, scientifiche ed economiche sulla ricerca relativa alla sicurezza e alla salute sul lavoro nonché sulle altre attività di ricerca che comportano aspetti connessi alla sicurezza e alla salute sul lavoro e diffonde i risultati della ricerca e delle attività di ricerca;

c)  promuove e sostiene la cooperazione e lo scambio in materia di informazioni e di esperienza tra gli Stati membri nel campo della sicurezza e della salute sul lavoro, compresa l'informazione sui programmi di formazione;

d)  organizza conferenze e seminari, nonché scambi di competenze tecniche tra gli Stati membri nel settore della sicurezza e della salute sul lavoro;

e)  fornisce alle istituzioni e agli organismi dell'Unione ▌e agli Stati membri le informazioni obiettive di carattere tecnico, scientifico ▌ed economico disponibili e le competenze tecniche necessarie per la formulazione e l'attuazione di politiche adeguate ed efficaci volte a proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori, tra cui la prevenzione e la previsione di potenziali pericoli, in particolare fornendo alla Commissione ▌le informazioni tecniche, scientifiche ▌ed economiche e le competenze tecniche a essa necessarie per portare a buon fine i suoi compiti di individuare, preparare e valutare misure legislative e altre misure nel settore della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, soprattutto per quanto concerne l'impatto degli atti giuridici, il loro adattamento al progresso tecnico, scientifico o regolamentare nonché la loro attuazione pratica da parte delle imprese, con particolare riferimento alle microimprese e alle piccole e medie imprese (MPMI);

f)  offre spazi di incontro per lo scambio di esperienze e di informazioni tra i governi, le parti sociali e altri portatori di interessi a livello nazionale;

g)  contribuisce, anche attraverso analisi e informazioni basate su dati di fatto, all'attuazione di riforme e politiche a livello nazionale;

h)  raccoglie e mette a disposizione le informazioni relative alle questioni di sicurezza e di salute sul lavoro in provenienza e a destinazione dei paesi terzi e delle organizzazioni internazionali;

i)  fornisce informazioni tecniche, scientifiche ed economiche sui metodi e sugli strumenti destinati a realizzare attività preventive, individua buone pratiche e promuove azioni preventive, con particolare riguardo ai problemi specifici delle MPMI e, per quanto attiene alle buone pratiche, si concentra in particolare su quelle che rappresentano strumenti pratici da utilizzare nell'elaborazione di valutazioni dei rischi per la sicurezza e la salute sul lavoro e nell'individuazione delle misure da adottare per far fronte a tali rischi;

j)  contribuisce allo sviluppo di strategie dell'Unione ▌e programmi di azione relativi alla tutela della sicurezza e della salute sul lavoro, fatte salve le competenze della Commissione;

k)  definisce una strategia per le relazioni con paesi terzi e con organizzazioni internazionali, in conformità dell'articolo 30, riguardo a questioni che rientrano tra le competenze dell'EU-OSHA;

l)  svolge attività di sensibilizzazione e comunicazione e realizza campagne in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

2.  Laddove siano necessari nuovi studi, e prima di adottare decisioni politiche, le istituzioni dell'Unione tengono conto delle competenze dell'EU-OSHA e di tutti gli studi che essa ha effettuato o che è in grado di effettuare nel settore in questione, in conformità del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(10).

3.  L'EU-OSHA assicura che le informazioni diffuse e gli strumenti messi a disposizione risultino comprensibili agli utenti finali. Per conseguire questo obiettivo l'EU-OSHA coopera strettamente con i punti nevralgici nazionali di cui all'articolo 12, paragrafo 1, in conformità dell'articolo 12, paragrafo 2.

4.  L'EU-OSHA può concludere accordi di cooperazione con altre agenzie pertinenti dell'Unione al fine di facilitare e promuovere la cooperazione con le stesse.

5.  Nello svolgimento dei suoi compiti l'EU-OSHA mantiene uno stretto dialogo in particolare con organismi specializzati, sia pubblici che privati, nazionali o internazionali, con le autorità pubbliche, con gli organismi accademici e di ricerca, con le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, nonché con gli organismi tripartiti nazionali, laddove esistenti. Fatti salvi i suoi obiettivi e le sue finalità, l'EU-OSHA coopera con altre agenzie dell'Unione ▌, in particolare con l'Eurofound e il Cedefop, promuovendo le sinergie e la complementarità delle rispettive attività, evitando al contempo la duplicazione degli sforzi.

CAPO II

ORGANIZZAZIONE DELL'EU-OSHA

Articolo 3

Struttura amministrativa e di gestione

La struttura amministrativa e di gestione dell'EU-OSHA comprende:

a)  un consiglio di amministrazione;

b)  un comitato esecutivo;

c)  un direttore esecutivo;

d)  una rete.

SEZIONE 1

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Articolo 4

Composizione del consiglio di amministrazione

1.  Il consiglio di amministrazione è composto di:

a)  un membro in rappresentanza del governo per ciascuno Stato membro;

b)  un membro in rappresentanza delle organizzazioni dei datori di lavoro per ciascuno Stato membro;

c)  un membro in rappresentanza delle organizzazioni dei lavoratori per ciascuno Stato membro;

d)  tre membri in rappresentanza della Commissione;

e)   un esperto indipendente nominato dal Parlamento europeo.

Ciascuno dei membri di cui alle lettere da a) a d) ha diritto di voto.

Il Consiglio nomina i membri di cui alle lettere a), b) e c) tra i membri titolari e i membri supplenti del comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro.

I membri di cui alla lettera a) sono nominati su proposta degli Stati membri. I membri di cui alle lettere b) e c) sono nominati su proposta dei portavoce dei rispettivi gruppi in seno al comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro.

Le proposte di cui al quarto comma sono presentate al Consiglio e trasmesse alla Commissione per conoscenza.

La Commissione nomina i membri di cui alla lettera d).

La commissione competente del Parlamento europeo nomina l'esperto di cui alla lettera e).

2.  Ciascun membro del consiglio di amministrazione ha un supplente. In assenza del membro titolare, il supplente lo rappresenta. I supplenti sono nominati in conformità del paragrafo 1.

3.  I membri del consiglio di amministrazione e i loro supplenti sono designati e nominati sulla base delle loro conoscenze in materia di sicurezza e salute sul lavoro, tenendo conto delle loro pertinenti competenze gestionali, amministrative e di bilancio e della loro esperienza nell'ambito dei compiti istituzionali dell'EU-OSHA, al fine di poter espletare efficacemente un ruolo di vigilanza. Tutte le parti rappresentate nel consiglio di amministrazione si adoperano per limitare l'avvicendamento dei rispettivi rappresentanti per assicurare la continuità dei suoi lavori. Tutte le parti si adoperano per conseguire una rappresentanza equilibrata di donne e uomini nel consiglio di amministrazione.

4.  Al momento dell'assunzione delle funzioni, ciascun membro e supplente firma una dichiarazione scritta nella quale dichiara di non trovarsi in una situazione di conflitto di interessi. Ciascun membro e supplente aggiorna la propria dichiarazione nel caso in cui intervenga un cambiamento di circostanze in relazione a qualsiasi conflitto di interesse. L'EU-OSHA pubblica sul suo sito web le dichiarazioni e i rispettivi aggiornamenti.

5.  Il mandato dei membri titolari e dei loro supplenti ha una durata di quattro anni. Tale mandato è rinnovabile. Alla scadenza del loro mandato o in caso di dimissioni, i membri e i supplenti restano in carica fino all'eventuale rinnovo del loro mandato o alla loro sostituzione.

6.  Nel consiglio di amministrazione sono istituiti tre gruppi: un gruppo composto dai rappresentanti dei governi, un gruppo composto dalle organizzazioni dei datori di lavoro e un gruppo composto dalle organizzazioni dei lavoratori. Ogni gruppo designa un coordinatore allo scopo di promuovere l'efficienza delle deliberazioni all'interno dei gruppi e tra di essi. I coordinatori dei gruppi dei lavoratori e dei datori di lavoro sono i rappresentanti delle rispettive organizzazioni a livello europeo e possono essere designati tra i membri nominati del consiglio di amministrazione. I coordinatori che non sono membri nominati del consiglio di amministrazione ai sensi del paragrafo 1 partecipano alle riunioni senza diritto di voto.

Articolo 5

Funzioni del consiglio di amministrazione

1.  Il consiglio di amministrazione:

a)  fornisce gli orientamenti strategici delle attività dell'EU-OSHA ▌;

b)   adotta ogni anno, a maggioranza dei due terzi dei membri con diritto di voto e in conformità dell'articolo 6, il documento di programmazione dell'EU-OSHA, contenente il programma di lavoro pluriennale dell'EU-OSHA e il suo programma di lavoro annuale per l'anno successivo;

c)  adotta, a maggioranza dei due terzi dei membri con diritto di voto, il bilancio annuale dell'EU-OSHA ed esercita altre funzioni in relazione al bilancio dell'EU-OSHA a norma del capo III;

d)  adotta una relazione annuale consolidata con una valutazione delle attività dell'EU-OSHA, le trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti entro il 1° luglio di ogni anno ▌ e rende pubblica la relazione annuale di attività consolidata è pubblica;

e)  adotta le regole finanziarie applicabili all'EU-OSHA conformemente all'articolo 17;

f)  adotta una strategia antifrode, proporzionata ai rischi di frode, tenendo conto dei costi e dei benefici delle misure da attuare;

g)  adotta norme di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse in relazione ai suoi membri e agli esperti indipendenti, nonché agli esperti nazionali distaccati e altro personale non assunto dall'EU-OSHA di cui all'articolo 20;

h)  adotta e aggiorna regolarmente i piani di comunicazione e divulgazione in base a un'analisi delle esigenze, riprendendoli nel documento di programmazione dell'EU-OSHA;

i)  adotta il proprio regolamento interno;

j)  ▌esercita nei confronti del personale dell'EU-OSHA, in conformità del paragrafo 2, i poteri conferiti all'autorità che ha il potere di nomina dallo statuto dei funzionari e i poteri conferiti all'autorità abilitata a concludere i contratti di assunzione dal regime applicabile agli altri agenti ("poteri dell'autorità che ha il potere di nomina");

k)  adotta idonee disposizioni di attuazione per dare effetto allo statuto dei funzionari e al regime applicabile agli altri agenti, conformemente all'articolo 110 dello statuto;

l)  nomina il direttore esecutivo e, se del caso, ne proroga il mandato o lo rimuove dall'incarico, a norma dell'articolo 19;

m)  nomina un contabile soggetto allo statuto dei funzionari e al regime applicabile agli altri agenti, che è pienamente indipendente nell'esercizio delle sue funzioni;

n)  adotta il regolamento interno del comitato esecutivo;

o)  monitora il seguito adeguato alle osservazioni e alle raccomandazioni risultanti dalle relazioni di audit e valutazioni interne ed esterne e dalle indagini dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF);

p)  autorizza la conclusione di accordi di cooperazione con le autorità competenti dei paesi terzi e con le organizzazioni internazionali, conformemente all'articolo 30 ▌.

2.  Il consiglio di amministrazione adotta, in conformità dell'articolo 110 dello statuto dei funzionari, una decisione basata sull'articolo 2, paragrafo 1, del medesimo statuto e sull'articolo 6 del regime applicabile agli altri agenti, con cui delega al direttore esecutivo i poteri dell'autorità che ha il potere di nomina e stabilisce le condizioni di sospensione della delega di tali poteri. Il direttore esecutivo è autorizzato a subdelegare tali poteri.

Qualora circostanze eccezionali lo richiedano, il consiglio di amministrazione può ▌sospendere temporaneamente i poteri dell'autorità che ha il potere di nomina delegati al direttore esecutivo e quelli subdelegati dal direttore esecutivo. In tali casi il consiglio di amministrazione delega tali poteri, per un periodo di tempo limitato, a uno dei rappresentanti della Commissione che ha nominato, o a un membro del personale diverso dal direttore esecutivo.

Articolo 6

Programmazione pluriennale e annuale

1.  In conformità dell'articolo 11, paragrafo 5, lettera c), ogni anno il direttore esecutivo redige un progetto di documento di programmazione contenente una programmazione pluriennale e un programma di lavoro annuale in conformità dell'articolo 32 del regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 ▌.

2.  Il direttore esecutivo presenta al consiglio di amministrazione il progetto di documento di programmazione di cui al paragrafo 1. Previa approvazione del consiglio di amministrazione, ▌il progetto di documento di programmazione è trasmesso alla Commissione, al Parlamento europeo e al Consiglio entro il 31 gennaio di ogni anno. Il direttore esecutivo presenta eventuali versioni aggiornate di tale documento secondo la stessa procedura. Il consiglio di amministrazione adotta il documento di programmazione tenendo conto del parere della Commissione.

Il documento di programmazione diventa definitivo dopo l'approvazione definitiva del bilancio generale dell'Unione e, se necessario, è adeguato di conseguenza.

3.  Il programma di lavoro pluriennale presenta la programmazione strategica globale, compresi gli obiettivi, i risultati attesi e gli indicatori di prestazione, evitando sovrapposizioni con la programmazione di altre agenzie. Esso presenta inoltre la programmazione delle risorse, compresi il bilancio pluriennale e il personale. Esso include una strategia per le relazioni con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali in conformità dell'articolo 30, le azioni connesse a tale strategia e una specificazione delle risorse correlate.

4.  Il programma di lavoro annuale è coerente con il programma di lavoro pluriennale di cui al paragrafo 3 e comprende:

a)   gli obiettivi dettagliati e i risultati attesi, compresi gli indicatori di prestazione;

b)   ▌una descrizione delle azioni da finanziare, comprese le misure previste volte ad aumentare l'efficienza;

c)   un'indicazione delle risorse finanziarie e umane assegnate a ciascuna attività, conformemente ai principi di formazione del bilancio per attività e gestione per attività;

d)  possibili azioni per le relazioni con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali conformemente all'articolo 30.

▌Esso indica chiaramente quali azioni sono state aggiunte, modificate o soppresse rispetto all'esercizio finanziario precedente. ▌

5.  Quando all'EU-OSHA è assegnata una nuova attività, il consiglio di amministrazione modifica il programma di lavoro annuale adottato. Il consiglio di amministrazione può delegare al direttore esecutivo il potere di presentare modifiche non sostanziali del programma di lavoro annuale.

Le modifiche sostanziali del programma di lavoro annuale sono adottate secondo la stessa procedura del programma di lavoro annuale iniziale.

6.  La programmazione delle risorse è aggiornata ogni anno. La programmazione strategica è aggiornata ove opportuno, in particolare per adattarla all'esito della valutazione di cui all'articolo 28.

L'assegnazione all'EU-OSHA di una nuova attività finalizzata all'adempimento dei compiti di cui all'articolo 2 è presa in considerazione nella sua programmazione finanziaria e delle risorse, fatte salve le competenze del Parlamento europeo e del Consiglio ("autorità di bilancio").

Articolo 7

Presidente del consiglio di amministrazione

1.  Il consiglio di amministrazione elegge un presidente e tre vicepresidenti scegliendone:

a)   uno tra i membri che rappresentano i governi degli Stati membri;

b)   uno tra i membri che rappresentano le organizzazioni dei datori di lavoro;

c)   uno tra i membri che rappresentano le organizzazioni dei lavoratori; e

d)  uno tra i membri che rappresentano la Commissione.

Il presidente e i vicepresidenti sono eletti a maggioranza di due terzi dei membri del consiglio di amministrazione con diritto di voto.

2.  La durata del mandato del presidente e dei vicepresidenti è di un anno. Tale mandato è rinnovabile ▌. Se però essi cessano di far parte del consiglio di amministrazione in un qualsiasi momento del loro mandato, questo termina automaticamente alla stessa data.

Articolo 8

Riunioni del consiglio di amministrazione

1.  Le riunioni del consiglio di amministrazione sono indette dal presidente.

2.  Il direttore esecutivo partecipa alle deliberazioni del consiglio di amministrazione, senza diritto di voto.

3.  Il consiglio di amministrazione tiene una riunione ordinaria all'anno. Si riunisce inoltre su istanza del presidente, su richiesta della Commissione o su richiesta di almeno un terzo dei suoi membri.

4.  Il consiglio di amministrazione può invitare a partecipare alle sue riunioni, in veste di osservatore, qualsiasi persona il cui parere possa essere rilevante. I rappresentanti dei paesi dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA) che sono parti dell'accordo sullo Spazio economico europeo (accordo SEE) possono assistere alle riunioni del consiglio di amministrazione in qualità di osservatori qualora l'accordo SEE preveda la loro partecipazione alle attività dell'EU-OSHA.

5.  L'EU-OSHA provvede al segretariato del consiglio di amministrazione.

Articolo 9

Regole di voto del consiglio di amministrazione

1.  Fatti salvi l'articolo 5, paragrafo 1, lettere b) e c), l'articolo 7, paragrafo 1, secondo comma, e l'articolo 19, paragrafo 7, il consiglio di amministrazione decide a maggioranza dei membri con diritto di voto.

Tuttavia, le decisioni attinenti al programma di lavoro annuale e con conseguenze di bilancio per i punti nevralgici nazionali richiedono altresì il consenso della maggioranza dei membri del gruppo che rappresenta i governi.

2.  Ogni membro con diritto di voto dispone di un voto. In assenza di un membro con diritto di voto, il supplente è abilitato a esercitare il suo diritto di voto.

3.  Il presidente partecipa al voto.

4.  Il direttore esecutivo partecipa alle deliberazioni del consiglio di amministrazione, senza diritto di voto.

5.  Il regolamento interno del consiglio di amministrazione stabilisce disposizioni più dettagliate in materia di voto, in particolare le circostanze in cui un membro può agire per conto di un altro.

SEZIONE 2

COMITATO ESECUTIVO

Articolo 10

Comitato esecutivo

1.  Il consiglio di amministrazione è assistito da un comitato esecutivo.

2.  Il comitato esecutivo:

a)  prepara le decisioni che saranno adottate dal consiglio di amministrazione;

b)  monitora, insieme al consiglio di amministrazione, il seguito adeguato da dare alle osservazioni e alle raccomandazioni risultanti dalle relazioni di audit e valutazioni interne ed esterne e dalle indaginidell'OLAF;

c)  fatte salve le responsabilità del direttore esecutivo, quali definite nell'articolo 11, consiglia il direttore esecutivo, se del caso, nell'attuazione delle decisioni del consiglio di amministrazione, al fine di rafforzare il controllo della gestione amministrativa e di bilancio.

3.  Ove necessario, per motivi di urgenza, il comitato esecutivo può prendere determinate decisioni provvisorie per conto del consiglio di amministrazione, ▌tra cui la sospensione della delega dei poteri dell'autorità che ha il potere di nomina, in conformità delle condizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 2, e le questioni di bilancio.

4.  Il comitato esecutivo è composto dal presidente del consiglio di amministrazione, dai tre vicepresidenti, dai coordinatori dei tre gruppi di cui all'articolo 4, paragrafo 6, e da un rappresentante della Commissione. Ciascun gruppo di cui all'articolo 4, paragrafo 6, può designare fino a due membri supplenti per assistere alle riunioni del comitato esecutivo nel caso in cui sia assente un membro titolare del relativo gruppo. Il presidente del consiglio di amministrazione è anche presidente del comitato esecutivo. Il direttore esecutivo partecipa alle riunioni del comitato esecutivo senza diritto di voto.

5.  La durata del mandato dei membri del comitato esecutivo è di due anni. Tale mandato è rinnovabile. La durata del mandato di un membro del comitato esecutivo coincide con la durata del suo mandato come membro del consiglio di amministrazione.

6.  Il comitato esecutivo si riunisce tre volte l'anno. Si riunisce inoltre su istanza del presidente o su richiesta dei suoi membri. A seguito di ciascuna riunione, i coordinatori dei tre gruppi di cui all'articolo 4, paragrafo 6, si adoperano al massimo delle loro possibilità per informare i membri del loro gruppo del contenuto della discussione in modo tempestivo e trasparente.

SEZIONE 3

DIRETTORE ESECUTIVO

Articolo 11

Responsabilità del direttore esecutivo

1.  Il direttore esecutivo è responsabile della gestione dell'EU-OSHA secondo la direzione strategica stabilita dal consiglio di amministrazione e risponde al consiglio di amministrazione.

2.  Fatte salve le competenze della Commissione, del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo, il direttore esecutivo esercita le sue funzioni in piena indipendenza e non sollecita né accetta istruzioni da alcun governo o altro organismo.

3.  Su richiesta, il direttore esecutivo riferisce annualmente al Parlamento europeo circa l'esercizio delle sue funzioni. Il Consiglio può invitare il direttore esecutivo a presentare una relazione sull'esercizio delle sue funzioni.

4.  Il direttore esecutivo è il rappresentante legale dell'EU-OSHA.

5.  Il direttore esecutivo è responsabile dell'esecuzione dei compiti assegnati all'EU-OSHA dal presente regolamento. In particolare il direttore esecutivo è responsabile per:

a)  la gestione corrente dell'EU-OSHA, compreso l'esercizio dei poteri che gli sono attribuiti in relazione alla gestione del personale, conformemente all'articolo 5, paragrafo 2;

b)  l'attuazione delle decisioni adottate dal consiglio di amministrazione;

c)  l'adozione di decisioni in materia di gestione delle risorse umane, in conformità della decisione di cui all'articolo 5, paragrafo 2;

d)   tenendo conto delle esigenze connesse alle attività dell'EU-OSHA e della sana gestione del bilancio, la decisione relativa alle strutture interne dell'EU-OSHA e, ove necessario, alla loro modifica;

e)  la preparazione del documento di programmazione e la sua presentazione al consiglio di amministrazione previa consultazione della Commissione;

f)  l'attuazione del documento di programmazione e il rendiconto di tale attuazione al consiglio di amministrazione;

g)  l'elaborazione della relazione annuale consolidata di attività dell'EU-OSHA e la sua presentazione al consiglio di amministrazione per valutazione e adozione;

h)  la creazione di un sistema efficace di sorveglianza che consenta l'esecuzione delle valutazioni periodiche di cui all'articolo 28 e un sistema di rendicontazione che sintetizzi l'esito di tali valutazioni;

i)  l'elaborazione del progetto di regole finanziarie applicabili all'EU-OSHA;

j)   la predisposizione del progetto di stato di previsione delle entrate e delle spese dell'EU-OSHA, come parte del documento di programmazione dell'EU-OSHA, nonché l'esecuzione del bilancio dell'EU-OSHA;

k)  l'elaborazione di un piano d'azione volto a dare seguito alle conclusioni delle relazioni di audit e valutazioni interne ed esterne e alle indagini dell'OLAF, e il rendiconto sui progressi compiuti, due volte all'anno alla Commissione e periodicamente al consiglio di amministrazione e al comitato esecutivo;

l)  l'assicurazione dell'equilibrio di genere all'interno dell'EU-OSHA;

m)  la tutela degli interessi finanziari dell'Unione mediante l'applicazione di misure preventive contro la frode, la corruzione e qualsiasi altra attività illecita, mediante controlli effettivi e, nel caso in cui siano riscontrate irregolarità, mediante il recupero delle somme indebitamente corrisposte nonché, se del caso, mediante l'applicazione di sanzioni amministrative e finanziarie effettive, proporzionate e dissuasive;

n)  l'elaborazione di una strategia antifrode dell'EU-OSHA e la sua presentazione al consiglio di amministrazione per approvazione;

o)  se del caso, la cooperazione con altre agenzie dell'Unione e la conclusione di accordi di cooperazione con esse.

6.  Il direttore esecutivo decide inoltre in merito alla necessità, ai fini dello svolgimento efficace ed efficiente dei compiti dell'EU-OSHA, di istituire un ufficio di collegamento a Bruxelles per approfondire la cooperazione dell'EU-OSHA con le pertinenti istituzioni dell'Unione. Tale decisione richiede l'accordo preventivo della Commissione, del consiglio di amministrazione e dello Stato membro interessato. La decisione precisa l'ambito delle attività da espletarsi presso detto ufficio di collegamento in modo da evitare costi inutili ed eventuali duplicazioni delle funzioni amministrative dell'EU-OSHA.

SEZIONE 4

RETE

Articolo 12

Rete

1.  L'EU-OSHA crea una rete comprendente:

a)   i principali componenti delle reti nazionali di informazione, ivi comprese le organizzazioni nazionali dei datori di lavoro e dei lavoratori, in conformità del diritto o delle pratiche nazionali;

b)   i punti nevralgici nazionali.

2.  Gli Stati membri informano regolarmente l'EU-OSHA dei principali elementi delle loro reti nazionali di informazione in materia di sicurezza e di salute sul lavoro, compresa ogni istituzione che, a loro avviso, potrebbe contribuire ai lavori dell'EU-OSHA, tenendo conto della necessità di garantire la copertura più completa possibile del loro territorio.

Le autorità nazionali o un'istituzione nazionale designata dallo Stato membro quale punto nevralgico nazionale provvedono al coordinamento e alla trasmissione delle informazioni, a livello nazionale, destinate all'EU-OSHA, nel quadro di un'intesa tra ciascun punto nevralgico e l'EU-OSHA, sulla base del programma di lavoro adottato da quest'ultima.

Le autorità nazionali o l'istituzione nazionale consultano le associazioni nazionali dei datori di lavoro e dei lavoratori e tengono conto del loro punto di vista in conformità del diritto o delle pratiche nazionali.

3.  I temi individuati come di particolare interesse figurano nel programma di lavoro annuale dell'EU-OSHA.

CAPO III

DISPOSIZIONI FINANZIARIE

Articolo 13

Bilancio

1.  Tutte le entrate e le spese dell'EU-OSHA sono oggetto di previsioni per ciascun esercizio finanziario ▌e sono iscritte nel bilancio dell'EU-OSHA. L'esercizio finanziario corrisponde con l'anno civile.

2.  Le entrate e le spese iscritte nel bilancio dell'EU-OSHA devono risultare in pareggio.

3.  Fatte salve altre risorse, le entrate dell'EU-OSHA comprendono:

a)  un contributo dell'Unione iscritto al bilancio generale dell'Unione ▌;

b)  eventuali contributi finanziari volontari degli Stati membri;

c)  i diritti percepiti per pubblicazioni o qualsiasi altro servizio fornito dall'EU-OSHA;

d)  eventuali contributi dei paesi terzi che partecipano ai lavori dell'EU-OSHA a norma dell'articolo 30.

4.  Le spese dell'EU-OSHA comprendono le retribuzioni del personale, le spese amministrative e di infrastruttura e le spese operative.

Articolo 14

Stesura del bilancio

1.  Ogni anno il direttore esecutivo predispone un progetto di stato di previsione provvisorio delle entrate e delle spese dell'EU-OSHA, comprendente la tabella dell'organico, per l'esercizio finanziario successivo e lo trasmette al consiglio di amministrazione.

Il progetto di stato di previsione si basa sugli obiettivi e i risultati previsti del documento di programmazione annuale di cui all'articolo 6, paragrafo 1, e tiene conto delle risorse finanziarie necessarie per conseguire tali obiettivi e risultati previsti, conformemente al principio della programmazione di bilancio basata sui risultati.

2.  Sulla base del progetto di stato di previsione provvisorio, il consiglio di amministrazione adotta un progetto di stato di previsione delle entrate e delle spese dell'EU-OSHA per l'esercizio finanziario successivo e lo trasmette alla Commissione entro il 31 gennaio di ogni anno.

3.  La Commissione trasmette il progetto di stato di previsione all'autorità di bilancio insieme al progetto di bilancio generale dell'Unione ▌. Il progetto di stato di previsione è altresì messo a disposizione dell'EU-OSHA.

4.  Sulla base del progetto di stato di previsione, la Commissione inserisce nel progetto di bilancio generale dell'Unione le previsioni ritenute necessarie per la tabella dell'organico nonché l'importo del contributo da iscrivere al bilancio generale, che sottopone all'autorità di bilancio a norma degli articoli 313 e 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

5.  L'autorità di bilancio autorizza gli stanziamenti a titolo di contributo del bilancio generale dell'Unione destinato all'EU-OSHA.

6.  L'autorità di bilancio adotta la tabella dell'organico per l'EU-OSHA.

7.  Il consiglio di amministrazione adotta il bilancio per l'EU-OSHA. Esso diventa definitivo dopo l'adozione definitiva del bilancio generale dell'Unione e, se necessario, si procede agli opportuni adeguamenti. Qualsiasi modifica apportata al bilancio dell'EU-OSHA, compresa la tabella dell'organico, è adottata secondo la medesima procedura.

8.  Per qualsiasi progetto di natura immobiliare che possa avere incidenze finanziarie significative sul bilancio dell'EU-OSHA si applica il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013.

Articolo 15

Esecuzione del bilancio

1.  Il direttore esecutivo provvede all'esecuzione del bilancio dell'EU-OSHA.

2.  Il direttore esecutivo trasmette ogni anno all'autorità di bilancio qualsiasi informazione rilevante in relazione ai risultati delle procedure di valutazione.

Articolo 16

Rendicontazione e discarico

1.  ▌Il contabile dell'EU-OSHA comunica i conti provvisori per l'esercizio finanziario (anno N) al contabile della Commissione e alla Corte dei conti entro il 1° marzo dell'esercizio finanziario successivo (anno N + 1).

2.  ▌L'EU-OSHA trasmette una relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio dell'esercizio N al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti entro il 31 marzo dell'anno N + 1.

3.   ▌Il contabile della Commissione trasmette i conti provvisori dell'EU-OSHA per l'esercizio N, consolidati con i conti della Commissione, alla Corte dei conti entro il 31 marzo dell'anno N + 1.

4.  Al ricevimento delle osservazioni formulate dalla Corte dei conti in merito ai conti provvisori dell'EU-OSHA per l'esercizio N, ai sensi dell'articolo 246 del regolamento ▌ (UE, Euratom) 2018/1046, il contabile stabilisce i conti definitivi dell'EU-OSHA per tale esercizio. Il direttore esecutivo li trasmette per parere al consiglio di amministrazione.

5.  Il consiglio di amministrazione esprime un parere sui conti definitivi dell'EU-OSHA per l'esercizio N.

6.  Entro il 1° luglio dell'anno N + 1 il contabile dell'EU-OSHA trasmette i conti definitivi per l'esercizio N, accompagnati dal parere del consiglio di amministrazione, al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti.

7.  I conti definitivi per l'esercizio N sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro il 15 novembre dell'anno N+1.

8.  Il direttore esecutivo invia alla Corte dei conti ▌una risposta alle osservazioni formulate da quest'ultima nella sua relazione annuale entro il 30 settembre dell'anno N + 1. Il direttore esecutivo invia inoltre la risposta al consiglio di amministrazione.

9.  Il direttore esecutivo presenta al Parlamento europeo, su richiesta dello stesso e a norma dall'articolo 109, paragrafo 3, del regolamento delegato (UE) n. 1271/2013, tutte le informazioni necessarie al corretto svolgimento della procedura di discarico per l'esercizio N.

10.  Il Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio che delibera a maggioranza qualificata, concede il discarico al direttore esecutivo, entro il 15 maggio dell'anno N+2, per l'esecuzione del bilancio dell'esercizio N.

Articolo 17

Regole finanziarie

Le regole finanziarie applicabili all'EU-OSHA sono adottate dal consiglio di amministrazione previa consultazione della Commissione. Esse si discostano dal regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 solo per esigenze specifiche di funzionamento dell'EU-OSHA e previo accordo della Commissione.

CAPO IV

PERSONALE

Articolo 18

Disposizioni generali

1.  Al personale dell'EU-OSHA si applicano lo statuto dei funzionari, il regime applicabile agli altri agenti e le regole adottate di comune accordo dalle istituzioni dell'Unione per l'applicazione dello statuto e di detto regime.

2.  Il consiglio di amministrazione adotta idonee disposizioni di attuazione per dare effetto allo statuto dei funzionari e al regime applicabile agli altri agenti, conformemente all'articolo 110 dello statuto.

Articolo 19

Direttore esecutivo

1.  Il direttore esecutivo è un membro del personale ed è assunto come agente temporaneo dell'EU-OSHA a norma dell'articolo 2, lettera a), del regime applicabile agli altri agenti.

2.  Il direttore esecutivo è nominato dal consiglio di amministrazione sulla base di un elenco di candidati proposto dalla Commissione, seguendo una procedura di selezione aperta e trasparente.

Il candidato selezionato è invitato a fare una dichiarazione dinanzi al Parlamento europeo e a rispondere alle domande dei deputati. Tale scambio di opinioni non ritarda indebitamente la nomina.

Ai fini della conclusione del contratto con il direttore esecutivo l'EU-OSHA è rappresentata dal presidente del consiglio di amministrazione.

3.  La durata del mandato del direttore esecutivo è di cinque anni. Prima della fine di tale periodo, la Commissione effettua una valutazione che tiene conto dei risultati ottenuti dal direttore esecutivo, nonché dei compiti e delle sfide futuri dell'EU-OSHA.

4.  ▌Il consiglio di amministrazione, tenendo conto della valutazione di cui al paragrafo 3, può prorogare il mandato del direttore esecutivo una sola volta per non più di cinque anni.

5.  A un direttore esecutivo il cui mandato sia stato prorogato non è permesso partecipare a un'altra procedura di selezione per lo stesso posto alla fine del periodo complessivo.

6.  Il direttore esecutivo può essere rimosso dal suo incarico solo su decisione del consiglio di amministrazione. Nella sua decisione, il consiglio di amministrazione tiene conto della valutazione della Commissione dei risultati ottenuti dal direttore esecutivo, di cui al paragrafo 3.

7.  Il consiglio di amministrazione adotta le decisioni riguardanti la nomina del direttore esecutivo, la proroga del suo mandato o la sua rimozione dall'incarico a maggioranza di due terzi dei suoi membri con diritto di voto.

Articolo 20

Esperti nazionali distaccati e altro personale

1.  L'EU-OSHA può fare ricorso a esperti nazionali distaccati o ad altro personale non alle sue dipendenze.

2.  Il consiglio di amministrazione adotta una decisione in cui stabilisce le norme relative al distacco di esperti nazionali presso l'EU-OSHA.

CAPO V

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 21

Status giuridico

1.  L'EU-OSHA è un´agenzia dell'Unione. Essa ha personalità giuridica.

2.  In ciascuno degli Stati membri l'EU-OSHA ha la più ampia capacità giuridica riconosciuta alle persone giuridiche dalle ▌normative nazionali. Essa può in particolare acquisire o alienare beni mobili e immobili e stare in giudizio.

3.  L'EU-OSHA ha sede a Bilbao.

4.  L'EU-OSHA ha la facoltà di istituire un ufficio di collegamento a Bruxelles per approfondire la sua cooperazione con le pertinenti istituzioni dell'Unione, conformemente all'articolo 11, paragrafo 6.

Articolo 22

Privilegi e immunità

All'EU-OSHA e al suo personale si applica il protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.

Articolo 23

Regime linguistico

1.  All'EU-OSHA si applicano le disposizioni del regolamento n. 1(11).

2.  I servizi di traduzione necessari al funzionamento dell'EU-OSHA sono prestati dal Centro di traduzione.

Articolo 24

Trasparenza e protezione dei dati

1.  L'EU-OSHA svolge le proprie attività assicurando un livello elevato di trasparenza.

2.  Ai documenti in possesso dell'EU-OSHA si applica il regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio(12).

3.   Entro sei mesi dalla data della sua prima riunione il consiglio di amministrazione adotta le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1049/2001.

4.   Il trattamento di dati personali da parte dell'EU-OSHA è soggetto al regolamento (UE) n. 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio(13). Entro sei mesi dalla data della sua prima riunione il consiglio di amministrazione stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (UE) 2018/1725 da parte dell'EU-OSHA, anche in relazione alla nomina del responsabile della protezione dei dati. Tali modalità sono stabilite previa consultazione del garante europeo della protezione dei dati.

Articolo 25

Lotta contro la frode

1.  Per facilitare la lotta contro la frode, la corruzione e altre attività illecite ai sensi del regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), entro ... [sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento] l'EU-OSHA aderisce all'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 tra il Parlamento Europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione delle Comunità europee relativo alle indagini interne svolte ▌dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)(15) e adotta le opportune disposizioni applicabili a tutto il proprio personale, utilizzando il modello riportato nell'allegato di tale accordo.

2.  La Corte dei conti ▌ha il potere di revisione contabile, esercitabile sulla base di documenti e di verifiche sul posto, su tutti i beneficiari di sovvenzioni, contraenti e subcontraenti che hanno ottenuto finanziamenti dell'Unione dall'EU-OSHA.

3.  L'OLAF può svolgere indagini, ivi compresi controlli e verifiche sul posto, al fine di accertare l'esistenza di frodi, corruzione o altre attività illecite lesive degli interessi finanziari dell'Unione in relazione a una convenzione di sovvenzione o a una decisione di sovvenzione o a contratti finanziati dall'EU-OSHA, conformemente alle disposizioni e secondo le procedure di cui al regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 e dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio(16).

4.  Fatti salvi i paragrafi 1, 2 e 3, gli accordi di cooperazione con paesi terzi e organizzazioni internazionali, i contratti, le convenzioni di sovvenzione e le decisioni di sovvenzione dell'EU-OSHA contengono disposizioni che autorizzano espressamente la Corte dei conti ▌e l'OLAF a procedere a tali revisioni contabili e indagini conformemente alle loro rispettive competenze.

Articolo 26

Norme di sicurezza per la protezione delle informazioni classificate e delle informazioni sensibili non classificate

Ove necessario l'EU-OSHA adotta le proprie norme di sicurezza equivalenti alle norme di sicurezza della Commissione per la protezione delle informazioni classificate UE (ICUE) e delle informazioni sensibili non classificate di cui alle decisioni (UE, Euratom) 2015/443 e 2015/444. Se del caso, le norme di sicurezza dell'EU-OSHA comprendono, tra l'altro, disposizioni per lo scambio, il trattamento e la conservazione di tali informazioni.

Articolo 27

Responsabilità

1.  La responsabilità contrattuale dell'EU-OSHA è regolata dalla legge applicabile al contratto in causa.

2.  La Corte di giustizia dell'Unione europea (Corte di giustizia) è competente a giudicare in virtù di una clausola compromissoria contenuta in un contratto stipulato dall'EU-OSHA.

3.  In materia di responsabilità extracontrattuale l'EU-OSHA risarcisce, conformemente ai principi generali comuni ai diritti degli Stati membri, i danni cagionati dai suoi servizi o dal suo personale nell'esercizio delle loro funzioni.

4.  La Corte di giustizia ▌è competente a pronunciarsi in merito alle controversie relative al risarcimento dei danni di cui al paragrafo 3.

5.  La responsabilità individuale del personale nei confronti dell'EU-OSHA è regolata dalle disposizioni dello statuto dei funzionari o del regime applicabile agli altri agenti.

Articolo 28

Valutazione

1.   In conformità dell'articolo 29, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) n. 1271/2013, l'EU-OSHA effettua valutazioni ex ante ed ex post di detti programmi e attività che comportano spese significative.

2.  Entro ... [cinque anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento], e successivamente ogni cinque anni, la Commissione assicura che sia eseguita una valutazione in conformità dei propri orientamenti per valutare i risultati dell'EU-OSHA in relazione ai suoi obiettivi, al suo mandato e ai suoi compiti. La Commissione consulta i membri del consiglio di amministrazione e altre parti interessate principali nel corso della sua valutazione. La valutazione affronta in particolare l'eventuale necessità di modificare il mandato dell'EU-OSHA e le conseguenze finanziarie di tale modifica.

3.  La Commissione presenta una relazione in merito ai risultati della valutazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al consiglio di amministrazione. I risultati della valutazione sono resi pubblici.

Articolo 29

Indagini amministrative

Le attività dell'EU-OSHA sono soggette alle indagini del Mediatore europeo ai sensi dell'articolo 228 TFUE.

Articolo 30

Cooperazione con paesi terzi e organizzazioni internazionali

1.  Se necessario ai fini del conseguimento degli obiettivi stabiliti nel presente regolamento, e fatte salve le rispettive competenze degli Stati membri e delle istituzioni dell'Unione, l'EU-OSHA può collaborare con le autorità competenti dei paesi terzi e con le organizzazioni internazionali.

A tal fine l'EU-OSHA può, fatta salva l'autorizzazione del consiglio di amministrazione e previa approvazione da parte della Commissione, istituire accordi di lavoro con le autorità competenti dei paesi terzi e con le organizzazioni internazionali. Detti accordi non creano obblighi giuridici per l'Unione o gli Stati membri.

2.  L'EU-OSHA è aperta alla partecipazione di paesi terzi che hanno concluso con l'Unione accordi in tal senso.

Nell'ambito delle pertinenti disposizioni degli accordi di cui al primo comma sono elaborate disposizioni che specificano, in particolare, la natura, la portata e le modalità di partecipazione dei paesi terzi interessati ai lavori dell'EU-OSHA, comprese le disposizioni sulla partecipazione alle iniziative da essa intraprese, sui contributi finanziari e sul personale. In materia di personale tali disposizioni rispettano in ogni caso lo statuto dei funzionari.

3.  Il consiglio di amministrazione adotta una strategia per le relazioni con paesi terzi e organizzazioni internazionali riguardo a questioni che rientrano tra le competenze dell'EU-OSHA.

Articolo 31

Accordo sulla sede e condizioni operative

1.  Le necessarie disposizioni relative all'insediamento dell'EU-OSHA nello Stato membro ospitante e alle strutture che quest'ultimo deve mettere a disposizione, nonché le norme specifiche applicabili in tale Stato membro al direttore esecutivo, ai membri del consiglio di amministrazione, al personale e ai relativi familiari sono fissate in un accordo sulla sede concluso fra l'EU-OSHA e lo Stato membro in cui si trova la sede.

2.  Lo Stato membro ospitante garantisce le condizioni necessarie per il funzionamento dell'EU-OSHA, offrendo anche una scolarizzazione multilingue e a orientamento europeo e adeguati collegamenti di trasporto.

CAPO VI

DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Articolo 32

Disposizioni transitorie relative al consiglio di amministrazione

I membri del consiglio di amministrazione, istituito a norma dell'articolo 8 del regolamento (CE) n. 2062/94, rimangono in carica e continuano a esercitare le funzioni di tale consiglio di cui all'articolo 5 del presente regolamento fino alla nomina dei membri e dell'esperto indipendente del consiglio di amministrazione a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del presente regolamento.

Articolo 33

Disposizioni transitorie relative al personale

1.  Il direttore dell'EU-OSHA nominato a norma dell'articolo 11 del regolamento (CE) n. 2062/94 assume, per il periodo rimanente del suo mandato, le funzioni di direttore esecutivo ai sensi dell'articolo 11 del presente regolamento. Le altre condizioni contrattuali rimangono invariate.

2.  Nel caso di una procedura di selezione e di nomina in corso del direttore esecutivo al momento dell'entrata in vigore del presente regolamento, l'articolo 11 del regolamento (CE) n. 2062/94 si applica fino al completamento di tale procedura.

3.  Il presente regolamento lascia impregiudicati i diritti e gli obblighi del personale assunto nel quadro del regolamento (CE) n. 2062/94. I contratti di lavoro possono essere rinnovati a norma del presente regolamento in conformità dello statuto dei funzionari e del regime applicabile agli altri agenti.

L'ufficio di collegamento dell'EU-OSHA operativo al momento dell'entrata in vigore del presente regolamento è mantenuto.

Articolo 34

Disposizioni transitorie di bilancio

La procedura di discarico relativa ai bilanci, approvata a norma dell'articolo 13 del regolamento (CE) n. 2062/94, è espletata conformemente all'articolo 14 di tale regolamento.

CAPO VII

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 35

Abrogazione

Il regolamento (CE) n. 2062/94 è abrogato e i riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento.

Articolo 36

Mantenimento in vigore delle norme interne adottate dal consiglio di direzione

Le norme interne adottate dal consiglio di direzione ai sensi del regolamento (CE) n. 2062/94 rimangono in vigore dopo ... [data di entrata in vigore del presente regolamento], salvo diversa decisione del consiglio di amministrazione in applicazione del presente regolamento.

Articolo 37

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ...,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1) GU C 209 del 30.6.2017, pag. 49.
(2)GU C 209 del 30.6.2017, pag. 49.
(3) Posizione del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018.
(4)Regolamento (CE) n. 2062/94 del Consiglio, del 18 luglio 1994, relativo all'istituzione di un'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (GU L 216 del 20.8.1994, pag. 1).
(5)Decisione del Consiglio, del 22 luglio 2003, che istituisce un comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro (GU C 218 del 13.9.2003, pag. 1).
(6)Regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42).
(7)GU L 56 del 4.3.1968, pag. 1
(8)Decisione (UE, Euratom) 2015/443 della Commissione, del 13 marzo 2015, sulla sicurezza nella Commissione (GU L 72 del 17.3.2015, pag. 41).
(9)Decisione (UE, Euratom) 2015/444 della Commissione, del 13 marzo 2015, sulle norme di sicurezza per proteggere le informazioni classificate UE (GU L 72 del 17.3.2015, pag. 53).
(10)Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).
(11)Regolamento n. 1 del Consiglio che stabilisce il regime linguistico della Comunità economica europea (GU 17 del 6.10.1958, pag. 385).
(12)Regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43);
(13)Regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2018, sulla tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell’Unione e sulla libera circolazione di tali dati, e che abroga il regolamento (CE) n. 45/2001 e la decisione n. 1247/2002/CE (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 39).
(14)Regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248 del 18.9.2013, pag. 1).
(15)GU L 136 del 31.5.1999, pag. 15.
(16)Regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell'11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2).


Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) ***I
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Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) e che abroga il regolamento (CEE) n. 1365/75 del Consiglio (COM(2016)0531 – C8-0342/2016 – 2016/0256(COD))
P8_TA-PROV(2018)0492A8-0275/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0531),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 153, paragrafo 2, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0342/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 30 marzo 2017(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 9 novembre 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e il parere della commissione per i bilanci (A8-0275/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura l'11 dicembre 2018 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2018/... del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) e che abroga il regolamento (CEE) n. 1365/75 del Consiglio

P8_TC1-COD(2016)0256


IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 153, paragrafo 2, lettera a),

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(2),

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(3),

considerando quanto segue:

(1)  La Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) è stata istituita dal regolamento (CEE) n. 1365/75 del Consiglio(4) al fine di contribuire alla concezione e alla realizzazione di migliori condizioni di vita e di lavoro con attività intese a sviluppare e diffondere le cognizioni. In tale contesto, Eurofound dovrebbe tener conto anche delle prospettive a medio e lungo termine.

(2)  Fin dalla sua istituzione nel 1975 Eurofound ha svolto un ruolo importante nel promuovere il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro in tutta l'Unione ▌. Al tempo stesso il concetto di condizioni di vita e di condizioni di lavoro e l'importanza loro attribuita sono mutati sotto l'influsso dell'evoluzione della società e dei cambiamenti sostanziali nei mercati del lavoro. Per riflettere tali sviluppi è opportuno pertanto adeguare la terminologia utilizzata per descrivere gli obiettivi e i compiti di Eurofound.

(3)  Il regolamento (CEE) n. 1365/75 ha subito varie e sostanziali modifiche. Poiché si rendono necessarie ulteriori modifiche, a fini di chiarezza, è opportuno abrogare e sostituire detto regolamento ▌.

(4)  Le norme che disciplinano Eurofound dovrebbero essere definite, nei limiti del possibile e tenendo conto della sua natura tripartita, conformemente ai principi della dichiarazione congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio dell'Unione europea e della Commissione europea sulle agenzie decentrate, del 19 luglio 2012.

(5)   Eurofound fornisce alle istituzioni e agli organi dell'Unione, agli Stati membri e alle parti sociali informazioni specializzate e che forniscono un valore aggiunto nel settore di competenza di Eurofound.

(6)  Eurofound dovrebbe continuare a condurre indagini al fine di garantire la continuità delle analisi comparative delle tendenze relative alle condizioni di vita e di lavoro e degli sviluppi del mercato del lavoro nell'Unione.

(7)  È altresì importante che Eurofound lavori in stretta collaborazione con organismi affini a livello internazionale, di unione e nazionale.

(8)  Poiché le tre agenzie tripartite, ovvero Eurofound, l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) e il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop), affrontano questioni relative al mercato del lavoro, all'ambiente di lavoro, all'istruzione e alla formazione professionale e alle competenze, si rende necessario uno stretto coordinamento tra di esse. Nel suo lavoro Eurofound dovrebbe pertanto integrare il lavoro dell'EU-OSHA e del Cedefop laddove le agenzie hanno ambiti di interesse simili, favorendo strumenti ben funzionanti, quali i protocolli d'intesa. Eurofound dovrebbe sfruttare modi per migliorare l'efficienza e le sinergie e, nelle sue attività, evitare duplicazioni con quelle dell'EU-OSHA e del Cedefop e della Commissione. Eurofound dovrebbe inoltre cercare ▌, ove pertinente, di cooperare in modo efficiente con le capacità di ricerca interne delle istituzioni dell'Unione e degli organismi esterni specializzati.

(9)  La Commissione dovrebbe consultare le principali parti interessate, compresi i membri del consiglio di amministrazione e i membri del Parlamento europeo, nel corso della valutazione di Eurofound.

(10)  La natura tripartita di Eurofound, EU-OSHA e Cedefop è un'importante espressione di un approccio globale basato sul dialogo sociale tra le parti sociali e con le autorità dell'Unione e nazionali, che è fondamentale per trovare soluzioni sociali ed economiche comuni e sostenibili.

(11)  Per semplificare il processo decisionale di Eurofound e contribuire al miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia, dovrebbe essere introdotta una struttura di governance su due livelli. A tal fine gli Stati membri, le organizzazioni nazionali dei datori di lavoro e dei lavoratori e la Commissione dovrebbero essere rappresentati all'interno di un consiglio di amministrazione dotato dei poteri necessari, tra cui il potere di adottare il bilancio e di approvare il documento di programmazione. Nel documento di programmazione, contenente il programma di lavoro pluriennale e il programma di lavoro annuale di Eurofound, il consiglio di amministrazione dovrebbe fissare le priorità strategiche delle attività di quest'ultimo. Inoltre, le norme adottate dal consiglio di amministrazione per la prevenzione e la gestione dei conflitti di interessi dovrebbero comprendere misure per l'individuazione precoce dei rischi potenziali.

(12)  Per garantire il buon funzionamento di Eurofound, gli Stati membri, le organizzazioni europee dei datori di lavoro e dei lavoratori e la Commissione dovrebbero assicurare che i candidati alla nomina nel consiglio di amministrazione dispongano di conoscenze adeguate in materia di politiche sociali e legate al lavoro, affinché possano prendere decisioni strategiche e supervisionare le attività di Eurofound.

(13)  Il comitato esecutivo dovrebbe essere costituito con il compito di preparare in maniera adeguata le riunioni del consiglio di amministrazione e di supportarne il processo decisionale e di monitoraggio. Nell'assistere il consiglio di amministrazione, dovrebbe essere possibile per il comitato esecutivo, ove necessario, per motivi d'urgenza, adottare determinate decisioni provvisorie per conto del consiglio di amministrazione. Il consiglio di amministrazione dovrebbe adottare il regolamento interno del comitato esecutivo.

(14)  Il direttore esecutivo dovrebbe essere responsabile della gestione complessiva di Eurofound, comprese la gestione corrente, nonché la gestione finanziaria e la gestione delle risorse umane, conformemente all'orientamento strategico definito dal consiglio di amministrazione. Il direttore esecutivo dovrebbe esercitare i poteri che gli sono attribuiti. Dovrebbe essere possibile sospendere tali poteri in circostanze eccezionali, quali conflitti di interessi o gravi inadempienze agli obblighi statutari dei funzionari dell'Unione europea ("statuto dei funzionari").

(15)  Il principio dell'uguaglianza è un principio fondamentale del diritto dell'Unione. Esso prevede che la parità tra donne e uomini debba essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. Tutte le parti dovrebbero adoperarsi per conseguire una rappresentanza equilibrata di donne e uomini nel consiglio di amministrazione e nel comitato esecutivo. Tale obiettivo dovrebbe essere perseguito anche dal consiglio di amministrazione per quanto riguarda il presidente e i vicepresidenti nel loro insieme, nonché dai gruppi che rappresentano i governi e le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori nell'ambito del consiglio di amministrazione per quanto riguarda la designazione dei supplenti che partecipano alle riunioni del comitato esecutivo.

(16)  Eurofound gestisce un ufficio di collegamento a Bruxelles. Dovrebbe essere prevista la possibilità di mantenere tale ufficio.

(17)  Le disposizioni finanziarie e quelle sulla programmazione e sull'informazione relative a Eurofound dovrebbero essere aggiornate. Il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione(5) prevede che Eurofound effettui valutazioni ex ante ed ex post di detti programmi e attività che comportano spese significative. Tali valutazioni dovrebbero essere prese in considerazione da Eurofound nella sua programmazione pluriennale e annuale.

(18)  Per garantire la piena autonomia e indipendenza di Eurofound e consentirgli di realizzare adeguatamente i suoi obiettivi e compiti in conformità del presente regolamento, Eurofound dovrebbe disporre di un bilancio sufficiente e autonomo alimentato principalmente da un contributo del bilancio generale dell'Unione. La procedura di bilancio dell'Unione dovrebbe applicarsi a Eurofound per quanto riguarda i contributi e le sovvenzioni a carico del bilancio generale dell'Unione. L'audit dei conti di Eurofound dovrebbe essere effettuato dalla Corte dei conti.

(19)  I servizi di traduzione necessari per il funzionamento di Eurofound dovrebbero essere forniti dal Centro di traduzione degli organismi dell'Unione europea (Centro di traduzione). Eurofound dovrebbe collaborare con il Centro di traduzione per stabilire indicatori di qualità, tempestività e riservatezza, per individuare chiaramente le esigenze e le priorità di Eurofound e per creare procedure trasparenti e obiettive per il processo di traduzione.

(20)  Le disposizioni relative al personale di Eurofound ▌dovrebbero essere allineate con lo statuto dei funzionari e con il regime applicabile agli altri agenti dell'Unione ("regime applicabile agli altri agenti"), definiti dal regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 del Consiglio(6).

(21)  Eurofound dovrebbe adottare le misure necessarie per assicurare la corretta gestione e il corretto trattamento delle informazioni riservate. Se necessario Eurofound dovrebbe adottare norme di sicurezza equivalenti a quelle fissate nelle decisioni (UE, Euratom) 2015/443(7) e 2015/444(8) della Commissione.

(22)  È necessario prevedere disposizioni transitorie di bilancio e per il consiglio di amministrazione, il direttore esecutivo e il personale al fine di assicurare il proseguimento delle attività di Eurofound in attesa dell'esecuzione del presente regolamento,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Capo I

OBIETTIVI E COMPITI

Articolo 1

Istituzione e obiettivi

1.  È istituita la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (▌ Eurofound), sotto forma di Agenzia dell'Unione ▌.

2.  L'obiettivo di Eurofound è di sostenere la Commissione, gli altri organi, agenzie e istituzioni dell'Unione, gli Stati membri e le parti sociali nell'elaborazione e attuazione delle politiche volte al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, elaborando politiche per l'occupazione e promuovendo il dialogo sociale.

A tal fine Eurofound promuove e diffonde le conoscenze, fornisce dati concreti e servizi allo scopo dell'elaborazione delle politiche, tra cui conclusioni basate sulla ricerca, e agevola la condivisione delle conoscenze tra l'Unione e i soggetti nazionali.

Articolo 2

Compiti

1.  Eurofound ha i seguenti compiti per quanto concerne gli ambiti strategici di cui all'articolo 1, paragrafo 2, nel pieno rispetto delle responsabilità degli Stati membri:

a)  analizza gli sviluppi e fornisce analisi comparative delle politiche, dei quadri istituzionali e delle pratiche negli Stati membri e, se del caso, in altri paesi;

b)  raccoglie dati, per esempio tramite indagini e analizza le tendenze delle condizioni di vita e di lavoro e l'evoluzione del mercato del lavoro;

c)  analizza gli sviluppi dei sistemi di relazioni industriali e in particolare del dialogo sociale a livello dell'Unione e degli Stati membri;

d)  svolge o commissiona studi ed effettua ricerche sui pertinenti sviluppi socioeconomici e sulle relative questioni strategiche;

e)   realizza, se del caso e su richiesta della Commissione, progetti pilota e azioni preparatorie;

f)  offre spazi di incontro per lo scambio di esperienze e informazioni tra i governi, i portatori di interessi, ▌le parti sociali e altri portatori di interessi a livello nazionale, anche attraverso analisi e informazioni basate su dati di fatto;

g)  gestisce e mette a disposizione dei responsabili politici, delle parti sociali, del mondo accademico e di altri portatori di interessi strumenti e banche dati.

h)  definisce una strategia per le relazioni con paesi terzi e con organizzazioni internazionali, in conformità dell'articolo 30, riguardo a questioni che rientrano tra le competenze di Eurofound.

2.  Laddove siano necessari nuovi studi, e prima di adottare decisioni politiche, le istituzioni dell'Unione tengono conto delle competenze di Eurofound e di tutti gli studi che esso ha effettuato o che è in grado di effettuare nel settore in questione, in conformità del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio(9).

3.  Eurofound può concludere accordi di cooperazione con altre agenzie pertinenti dell'Unione al fine di facilitare e promuovere la cooperazione con le stesse.

4.  Nello svolgimento dei suoi compiti Eurofound mantiene uno stretto dialogo in particolare con organismi specializzati, sia pubblici che privati, nazionali o internazionali, con le autorità pubbliche, con gli organismi accademici e di ricerca, con le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, nonché con gli organismi tripartiti nazionali, laddove esistenti. Fatti salvi i suoi obiettivi e le sue finalità, Eurofound coopera con altre agenzie dell'Unione ▌, in particolare con l'EU-OSHA e il Cedefop, promuovendo le sinergie e la complementarità delle rispettive attività ed evitando la duplicazione degli sforzi.

Capo II

ORGANIZZAZIONE DI EUROFOUND

Articolo 3

Struttura amministrativa e di gestione

La struttura amministrativa e di gestione di Eurofound comprende:

a)  un consiglio di amministrazione;

b)  un ufficio di presidenza;

c)  un direttore esecutivo.

Sezione 1

Consiglio di amministrazione

Articolo 4

Composizione del consiglio di amministrazione

1.  Il consiglio di amministrazione è composto da:

a)  un membro in rappresentanza del governo per ciascuno Stato membro;

b)  un membro in rappresentanza delle organizzazioni dei datori di lavoro per ciascuno Stato membro;

c)  un membro in rappresentanza delle organizzazioni dei lavoratori per ciascuno Stato membro;

d)  tre membri in rappresentanza della Commissione.

e)  un esperto indipendente nominato dal Parlamento europeo.

Ciascuno dei membri di cui alle lettere da a) a d) ha diritto di voto.

Il Consiglio nomina i membri di cui alle lettere a), b) e c) ▌tra i candidati designati rispettivamente dagli Stati membri e dalle organizzazioni europee dei datori di lavoro e dei lavoratori.

La Commissione nomina i membri di cui alla lettera d).

La commissione competente del Parlamento europeo nomina l'esperto di cui alla lettera e).

2.  Ciascun membro del consiglio di amministrazione ha un supplente. In assenza del membro titolare, il supplente lo rappresenta. I supplenti sono nominati in conformità del paragrafo 1.

3.  I membri del consiglio di amministrazione e i loro supplenti sono designati e nominati sulla base delle loro conoscenze in materia di politiche sociali e legate al lavoro, tenendo conto delle loro pertinenti competenze gestionali, amministrative e di bilancio e della loro esperienza nell´ambito dei compiti istituzionali di Eurofound, al fine di poter espletare efficacemente un ruolo di vigilanza. Tutte le parti rappresentate nel consiglio di amministrazione si adoperano per limitare l'avvicendamento dei rispettivi rappresentanti per assicurare la continuità dei suoi lavori. Tutte le parti si adoperano per conseguire una rappresentanza equilibrata di donne e uomini nel consiglio di amministrazione.

4.  Al momento dell'assunzione delle funzioni, ciascun membro e supplente firma una dichiarazione scritta nella quale dichiara di non trovarsi in una situazione di conflitto di interessi. Ciascun membro e supplente aggiorna la propria dichiarazione nel caso in cui intervenga un cambiamento di circostanze in relazione ai conflitti di interesse. Eurofound pubblica sul suo sito web le dichiarazioni e i rispettivi aggiornamenti.

5.  Il mandato dei membri titolari e dei supplenti ha una durata di quattro anni. Tale mandato è rinnovabile. Alla scadenza del loro mandato o in caso di dimissioni i membri e i supplenti restano in carica fino all'eventuale rinnovo del loro mandato o alla loro sostituzione.

6.  Nel consiglio di amministrazione sono istituiti tre gruppi: un gruppo composto dai rappresentanti dei governi, un gruppo composto dalle organizzazioni dei datori di lavoro e un gruppo composto dalle organizzazioni dei lavoratori. Ogni gruppo designa un coordinatore allo scopo di promuovere l'efficienza delle deliberazioni all'interno dei gruppi e tra di essi. I coordinatori dei gruppi dei lavoratori e dei datori di lavoro sono i rappresentanti delle rispettive organizzazioni a livello europeo e possono essere designati tra i membri nominati del consiglio di amministrazione. I coordinatori che non sono membri nominati del consiglio di amministrazione ai sensi del paragrafo 1 partecipano alle ▌riunioni del consiglio di amministrazione senza diritto di voto.

Articolo 5

Funzioni del consiglio di amministrazione

1.  Il consiglio di amministrazione:

a)  fornisce gli orientamenti strategici delle attività di Eurofound; ▌

b)  adotta ogni anno, a maggioranza dei due terzi dei membri con diritto di voto e in conformità dell'articolo 6, il documento di programmazione di Eurofound, contenente il programma di lavoro pluriennale di Eurofound e il suo programma di lavoro annuale per l'anno successivo;

c)  adotta, a maggioranza dei due terzi dei membri con diritto di voto, il bilancio annuale di Eurofound ed esercita altre funzioni in relazione al bilancio di Eurofound a norma del capo III;

d)  adotta una relazione annuale consolidata con una valutazione delle attività di Eurofound e le trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti entro il 1° luglio di ogni anno e rende pubblica la relazione annuale di attività consolidata;

e)  adotta le regole finanziarie applicabili a Eurofound conformemente all'articolo 17;

f)  adotta una strategia antifrode, proporzionata ai rischi di frode, tenendo conto dei costi e dei benefici delle misure da attuare;

g)  adotta norme di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse in relazione ai suoi membri e agli esperti indipendenti, nonché agli esperti nazionali distaccati e altro personale non assunto da Eurofound di cui all'articolo 20;

h)  adotta e aggiorna regolarmente i piani di comunicazione e divulgazione in base a un'analisi delle esigenze, riprendendoli nel documento di programmazione di Eurofound;

i)  adotta il proprio regolamento interno;

j)  ▌esercita nei confronti del personale di Eurofound, in conformità del paragrafo 2, i poteri conferiti all'autorità che ha il potere di nomina dallo statuto dei funzionari e i poteri conferiti all'autorità abilitata a concludere i contratti di assunzione dal regime applicabile agli altri agenti ("poteri dell'autorità che ha il potere di nomina");

k)  adotta idonee disposizioni di attuazione per dare effetto allo statuto dei funzionari e al regime applicabile agli altri agenti, conformemente all'articolo 110 dello statuto;

l)  nomina il direttore esecutivo e, se del caso, ne proroga il mandato o lo rimuove dall'incarico, a norma dell'articolo 19;

m)  nomina un contabile soggetto allo statuto dei funzionari e al regime applicabile agli altri agenti, che è pienamente indipendente nell'esercizio delle sue funzioni;

n)  adotta il regolamento interno del comitato esecutivo;

o)  istituisce e scioglie i comitati consultivi conformemente all'articolo 12 e ne adotta il regolamento interno;

p)  monitora il seguito adeguato alle osservazioni e alle raccomandazioni risultanti dalle relazioni di audit e valutazioni interne ed esterne e dalle indagini dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF);

q)  autorizza la conclusione di accordi di cooperazione con le autorità competenti dei paesi terzi e con le organizzazioni internazionali, conformemente all'articolo 30 ▌.

2.  Il consiglio di amministrazione adotta, in conformità dell'articolo 110 dello statuto dei funzionari, una decisione basata sull'articolo 2, paragrafo 1, del medesimo statuto e sull'articolo 6 del regime applicabile agli altri agenti, con cui delega al direttore esecutivo i poteri dell'autorità che ha il potere di nomina e stabilisce le condizioni di sospensione della delega di tali poteri. Il direttore esecutivo è autorizzato a subdelegare tali poteri.

Qualora circostanze eccezionali lo richiedano, il consiglio di amministrazione può ▌sospendere temporaneamente i poteri dell'autorità che ha il potere di nomina delegati al direttore esecutivo e quelli subdelegati dal direttore esecutivo. In tali casi il consiglio di amministrazione delega tali poteri, per un periodo di tempo limitato, a uno dei rappresentanti della Commissione che ha nominato, o a un membro del personale diverso dal direttore esecutivo.

Articolo 6

Programmazione pluriennale e annuale

1.  In conformità dell'articolo 11, paragrafo 5, lettera f), ogni anno il direttore esecutivo redige un progetto di documento di programmazione contenente una programmazione pluriennale e un programma di lavoro annuale in conformità dell'articolo 32 del regolamento delegato (UE) n. 1271/2013▌.

2.  Il direttore esecutivo presenta al consiglio di amministrazione il progetto di documento di programmazione di cui al paragrafo 1. Previa approvazione del consiglio di amministrazione, ▌il progetto di documento di programmazione è trasmesso alla Commissione, al Parlamento europeo e al Consiglio entro il 31 gennaio di ogni anno. Il direttore esecutivo presenta eventuali versioni aggiornate di tale documento ▌ secondo la stessa procedura. Il consiglio di amministrazione adotta il documento di programmazione tenendo conto del parere della Commissione.

Il documento di programmazione diventa definitivo dopo l'approvazione definitiva del bilancio generale dell'Unione e, se necessario, è adeguato di conseguenza.

3.  Il programma di lavoro pluriennale presenta la programmazione strategica globale, compresi gli obiettivi, i risultati attesi e gli indicatori di prestazione, evitando sovrapposizioni con la programmazione di altre agenzie. Esso presenta inoltre la programmazione delle risorse, compresi il bilancio pluriennale e il personale. Esso include una strategia per le relazioni con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali in conformità dell'articolo 30, le azioni connesse a tale strategia e una specificazione delle risorse correlate.

4.  Il programma di lavoro annuale è coerente con il programma di lavoro pluriennale di cui al paragrafo 3 e comprende:

a)   gli obiettivi dettagliati e i risultati attesi, compresi gli indicatori di prestazione;

b)   ▌una descrizione delle azioni da finanziare, comprese le misure previste volte ad aumentare l'efficienza;

c)  un'indicazione delle risorse finanziarie e umane assegnate a ciascuna attività, conformemente ai principi di formazione del bilancio per attività e gestione per attività;

d)  possibili azioni per le relazioni con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali conformemente all'articolo 30.

Esso indica chiaramente quali azioni sono stati aggiunte, modificate o soppresse rispetto all'esercizio finanziario precedente.

5.  Quando a Eurofound è affidata una nuova attività, il consiglio di amministrazione modifica il programma di lavoro annuale adottato. Il consiglio di amministrazione può delegare al direttore esecutivo il potere di presentare modifiche non sostanziali del programma di lavoro annuale.

Le modifiche sostanziali del programma di lavoro annuale sono adottate secondo la stessa procedura del programma di lavoro annuale iniziale.

6.  La programmazione delle risorse viene aggiornata ogni anno. La programmazione strategica è aggiornata ove opportuno, in particolare per adattarla all'esito della valutazione di cui all'articolo 28.

L'assegnazione a Eurofound di una nuova attività finalizzata all'adempimento dei compiti di cui all'articolo 2 è presa in considerazione nella sua programmazione finanziaria e delle risorse, fatte salve le competenze del Parlamento europeo e del Consiglio ("l'autorità di bilancio").

Articolo 7

Presidente del consiglio di amministrazione

1.  Il consiglio di amministrazione elegge un presidente e tre vicepresidenti scegliendone:

a)   uno tra i membri che rappresentano i governi degli Stati membri;

b)   uno tra i membri che rappresentano le organizzazioni dei datori di lavoro;

c)   uno tra i membri che rappresentano le organizzazioni dei lavoratori; e

d)   uno tra i membri che rappresentano la Commissione.

Il presidente e i vicepresidenti sono eletti a maggioranza di due terzi dei membri del consiglio di amministrazione con diritto di voto.

2.  La durata del mandato del presidente e dei vicepresidenti è di un anno. Tale mandato è rinnovabile ▌. Se però essi cessano di far parte del consiglio di amministrazione in un qualsiasi momento del loro mandato, questo termina automaticamente alla stessa data.

Articolo 8

Riunioni del consiglio di amministrazione

1.  Le riunioni del consiglio di amministrazione sono indette dal presidente.

2.  Il direttore esecutivo partecipa alle deliberazioni del consiglio di amministrazione, senza diritto di voto.

3.  Il consiglio di amministrazione tiene una riunione ordinaria all'anno. Si riunisce inoltre su istanza del presidente, su richiesta della Commissione o su richiesta di almeno un terzo dei suoi membri.

4.  Il consiglio di amministrazione può invitare a partecipare alle sue riunioni, in veste di osservatore, qualsiasi persona il cui parere possa essere rilevante. I rappresentanti dei paesi dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA) che sono parti contraenti dell'accordo sullo Spazio economico europeo (accordo SEE) possono assistere alle riunioni del consiglio di amministrazione in qualità di osservatori qualora l'accordo SEE preveda la loro partecipazione alle attività di Eurofound.

5.  Eurofound provvede al segretariato del consiglio di amministrazione.

Articolo 9

Regole di voto del consiglio di amministrazione

1.  Fatti salvi l'articolo 5, paragrafo 1, lettere b) e c), l'articolo 7, paragrafo 1, secondo comma e l'articolo 19, paragrafo 7, il consiglio di amministrazione decide a maggioranza dei membri con diritto di voto.

2.  Ogni membro con diritto di voto dispone di un voto. In assenza di un membro con diritto di voto, il supplente è abilitato a esercitare il suo diritto di voto.

3.  Il presidente partecipa al voto.

4.  Il direttore esecutivo partecipa alle deliberazioni del consiglio di amministrazione, senza diritto di voto.

5.  Il regolamento interno del consiglio di amministrazione stabilisce disposizioni più dettagliate in materia di voto, in particolare le circostanze in cui un membro può agire per conto di un altro.

Sezione 2

Comitato esecutivo

Articolo 10

Comitato esecutivo

1.  Il consiglio di amministrazione è assistito da un comitato esecutivo.

2.  Il comitato esecutivo:

a)  prepara le decisioni che dovranno essere adottate dal consiglio di amministrazione;

b)  monitora, insieme al consiglio di amministrazione, il seguito adeguato da dare alle osservazioni e alle raccomandazioni risultanti dalle relazioni di audit e valutazioni interne ed esterne e dalle indagini ▌dell'OLAF;

c)  fatte salve le responsabilità del direttore esecutivo, quali definite nell'articolo 11, ▌consiglia il direttore esecutivo, se del caso, nell'attuazione delle decisioni del consiglio di amministrazione, al fine di rafforzare il controllo della gestione amministrativa e di bilancio.

3.  Ove necessario, per motivi di urgenza, il comitato esecutivo può prendere determinate decisioni provvisorie per conto del consiglio di amministrazione, ▌tra cui la sospensione della delega dei poteri dell'autorità che ha il potere di nomina, in conformità delle condizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 2, e le questioni di bilancio.

4.  Il comitato esecutivo è composto dal presidente del consiglio di amministrazione, dai tre vicepresidenti, dai coordinatori dei tre gruppi di cui all'articolo 4, paragrafo 6, e da un rappresentante della Commissione. Ciascun gruppo di cui all'articolo 4, paragrafo 6, può designare fino a due membri supplenti per assistere alle riunioni del comitato esecutivo nel caso in cui sia assente un membro titolare del relativo gruppo. Il presidente del consiglio di amministrazione è anche presidente del comitato esecutivo. Il direttore esecutivo partecipa alle riunioni del comitato esecutivo senza diritto di voto.

5.  La durata del mandato dei membri del comitato esecutivo è di due anni. Tale mandato è rinnovabile. La durata del mandato dei membri del comitato esecutivo coincide con la durata del loro mandato come membri del consiglio di amministrazione.

6.  Il comitato esecutivo si riunisce tre volte all'anno. Si riunisce inoltre su istanza del presidente o su richiesta dei suoi membri. A seguito di ciascuna riunione, i coordinatori dei tre gruppi di cui all'articolo 4, paragrafo 6, si adoperano al massimo delle loro possibilità per informare i membri del loro gruppo del contenuto della discussione in modo tempestivo e trasparente.

Sezione 3

Direttore esecutivo

Articolo 11

Responsabilità del direttore esecutivo

1.  Il direttore esecutivo è responsabile della gestione di Eurofound secondo la direzione strategica stabilita dal consiglio di amministrazione e risponde al consiglio di amministrazione.

2.  Fatte salve le competenze della Commissione, del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo, il direttore esecutivo esercita le sue funzioni in piena indipendenza e non sollecita né accetta istruzioni da alcun governo o altro organismo.

3.  Su richiesta, il direttore esecutivo riferisce annualmente al Parlamento europeo circa l'esercizio delle sue funzioni. Il Consiglio può invitare il direttore esecutivo a presentare una relazione sull'esercizio delle sue funzioni.

4.  Il direttore esecutivo è il rappresentante legale di Eurofound.

5.  Il direttore esecutivo è responsabile dell'esecuzione dei compiti assegnati a Eurofound dal presente regolamento. In particolare ▌il direttore esecutivo è responsabile per:

a)  la gestione corrente di Eurofound, compreso l'esercizio dei poteri che gli sono attribuiti in relazione alla gestione del personale, conformemente all'articolo 5, paragrafo 2;

b)  l'attuazione delle decisioni adottate dal consiglio di amministrazione;

c)  l'adozione di decisioni in materia di gestione delle risorse umane, in conformità della decisione di cui all'articolo 5, paragrafo 2;

d)  tenendo conto delle esigenze connesse alle attività di Eurofound e della sana gestione del bilancio, la decisione relativa alle strutture interne di Eurofound e, ove necessario, alla loro modifica;

e)  la selezione e la nomina del direttore aggiunto, il quale assiste il direttore esecutivo nello svolgimento delle funzioni e delle attività di Eurofound;

f)  la preparazione del documento di programmazione e la sua presentazione al consiglio di amministrazione previa consultazione della Commissione;

g)  l'attuazione del documento di programmazione e il rendiconto di tale attuazione al consiglio di amministrazione;

h)  l'elaborazione della relazione annuale consolidata di attività di Eurofound e la sua presentazione al consiglio di amministrazione per valutazione e adozione;

i)  la creazione di un sistema efficace di sorveglianza che consenta l'esecuzione delle valutazioni periodiche di cui all'articolo 28 e un sistema di rendicontazione che sintetizzi l'esito di tali valutazioni;

j)  l'elaborazione del progetto di regole finanziarie applicabili a Eurofound;

k)  la predisposizione del progetto di stato di previsione delle entrate e delle spese di Eurofound, come parte del documento di programmazione di Eurofound, nonché l'esecuzione del bilancio di Eurofound;

l)  l'elaborazione di un piano d'azione volto a dare seguito alle conclusioni delle relazioni di audit e valutazioni interne ed esterne e alle indagini dell'▌OLAF, e il rendiconto sui progressi compiuti, due volte all'anno alla Commissione e periodicamente al consiglio di amministrazione e al comitato esecutivo;

m)  l'assicurazione dell'equilibrio di genere all'interno di Eurofound;

n)  la tutela degli interessi finanziari dell'Unione mediante l'applicazione di misure preventive contro la frode, la corruzione e qualsiasi altra attività illecita, mediante controlli effettivi e, nel caso in cui siano riscontrate irregolarità, mediante il recupero delle somme indebitamente corrisposte nonché, se del caso, mediante l'applicazione di sanzioni amministrative e finanziarie effettive, proporzionate e dissuasive;

o)  l'elaborazione di una strategia antifrode di Eurofound e la sua presentazione al consiglio di amministrazione per approvazione;

q)  se del caso, la cooperazione con altre agenzie dell'Unione e la conclusione di accordi di cooperazione con esse.

6.  Il direttore esecutivo decide inoltre in merito alla necessità, ai fini dello svolgimento efficace ed efficiente dei compiti di Eurofound, di istituire un ufficio di collegamento a Bruxelles per approfondire la cooperazione di Eurofound con le pertinenti istituzioni dell'Unione. Tale decisione richiede l'accordo preventivo della Commissione, del consiglio di amministrazione e dello Stato membro interessato. La decisione precisa l'ambito delle attività da espletarsi presso detto ufficio di collegamento in modo da evitare costi inutili ed eventuali duplicazioni delle funzioni amministrative di Eurofound.

Sezione 4

Comitati consultivi

Articolo 12

Comitati consultivi

1.  Il consiglio di amministrazione può istituire comitati consultivi in linea con gli ambiti strategici prioritari indicati nei documenti di programmazione.

2.  I comitati consultivi sono organi operativi istituiti al fine di assicurare la qualità della ricerca svolta da Eurofound nonché un ampio coinvolgimento nei progetti e nei loro risultati, attraverso la promozione della partecipazione all'attuazione dei programmi di Eurofound e fornendo consulenza e nuovi contributi.

3.  In stretta collaborazione con il consiglio di amministrazione e con il comitato esecutivo, i comitati consultivi svolgono le seguenti funzioni principali in relazione ai progetti di ricerca:

a)  forniscono consulenza circa la loro elaborazione e attuazione;

b)  monitorano i progressi nella fase di attuazione degli stessi;

c)  valutano i loro risultati;

d)  forniscono consulenza relativa alla divulgazione dei risultati.

4.  ▌I coordinatori dei gruppi di cui all'articolo 4, paragrafo 6, sovrintendono la nomina e la partecipazione dei membri dei comitati consultivi conformemente al regolamento interno del consiglio di amministrazione.

5.  Il consiglio di amministrazione può sciogliere i comitati consultivi istituiti conformemente al paragrafo 1, in linea con le priorità indicate nei documenti di programmazione di Eurofound.

Capo III

Disposizioni finanziarie

Articolo 13

Bilancio

1.  Tutte le entrate e le spese di Eurofound sono oggetto di previsioni per ciascun esercizio finanziario ▌e sono iscritte nel bilancio di Eurofound. L'esercizio finanziario corrisponde con l'anno civile.

2.  Le entrate e le spese iscritte nel bilancio di Eurofound devono risultare in pareggio.

3.  Fatte salve altre risorse, le entrate di Eurofound comprendono:

a)  un contributo dell'Unione iscritto al bilancio generale dell'Unione;

b)  eventuali contributi finanziari volontari degli Stati membri;

c)  i diritti percepiti per pubblicazioni o qualsiasi altro servizio fornito da Eurofound;

d)  eventuali contributi dei paesi terzi che partecipano ai lavori di Eurofound a norma dell'articolo 30.

4.  Le spese di Eurofound comprendono le retribuzioni del personale, le spese amministrative e di infrastruttura e le spese operative.

Articolo 14

Stesura del bilancio

1.  Ogni anno il direttore esecutivo predispone un progetto di stato di previsione provvisorio delle entrate e delle spese di Eurofound, comprendente la tabella dell'organico, per l'esercizio finanziario successivo e lo trasmette al consiglio di amministrazione.

Il progetto di stato di previsione provvisorio si basa sugli obiettivi e i risultati previsti del documento di programmazione annuale di cui all'articolo 6, paragrafo 1, e tiene conto delle risorse finanziarie necessarie per conseguire tali obiettivi e risultati previsti, conformemente al principio della programmazione di bilancio basata sui risultati.

2.  Sulla base del progetto di stato di previsione provvisorio, il consiglio di amministrazione adotta un progetto di stato di previsione delle entrate e delle spese di Eurofound per l'esercizio finanziario successivo e lo trasmette alla Commissione entro il 31 gennaio di ogni anno.

3.  La Commissione trasmette il progetto di stato di previsione all'autorità di bilancio insieme al progetto di bilancio generale dell'Unione ▌. Il progetto di stato di previsione è altresì messo a disposizione di Eurofound.

4.  Sulla base del progetto di stato di previsione, la Commissione inserisce nel progetto di bilancio generale dell'Unione le previsioni ritenute necessarie per la tabella dell'organico nonché l'importo del contributo da iscrivere al bilancio generale, che sottopone all'autorità di bilancio a norma degli articoli 313 e 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

5.  L'autorità di bilancio autorizza gli stanziamenti a titolo di contributo del bilancio generale dell'Unione destinato a Eurofound.

6.  L'autorità di bilancio adotta la tabella dell'organico di Eurofound.

7.  Il consiglio di amministrazione adotta il bilancio di Eurofound. Esso diventa definitivo dopo l'approvazione definitiva del bilancio generale dell'Unione e se necessario, si procede agi opportuni adeguamenti. Qualsiasi modifica apportata al bilancio di Eurofound, compresa la tabella dell'organico, è adottata secondo la medesima procedura.

8.  Per qualsiasi progetto di natura immobiliare che possa avere incidenze finanziarie significative sul bilancio di Eurofound si ▌applica il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013.

Articolo 15

Esecuzione del bilancio

1.  Il direttore esecutivo è responsabile dell'esecuzione del bilancio di Eurofound.

2.  Il direttore esecutivo trasmette ogni anno all'autorità di bilancio qualsiasi informazione rilevante in relazione ai risultati delle procedure di valutazione.

Articolo 16

Rendicontazione e discarico

1.  ▌Il contabile di Eurofound invia i conti provvisori per l'esercizio finanziario (anno N) al contabile della Commissione e alla Corte dei conti entro il 1° marzo dell'esercizio finanziario successivo (anno N + 1).

2.  ▌Eurofound trasmette una relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio dell'esercizio N al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti entro il 31 marzo dell'anno N + 1.

3.  ▌Il contabile della Commissione trasmette i conti provvisori di Eurofound per l'esercizio N, consolidati con i conti della Commissione, alla Corte dei conti entro il 31 marzo dell'anno N + 1.

4.  Al ricevimento delle osservazioni formulate dalla Corte dei conti in merito ai conti provvisori di Eurofound per l'esercizio N, ai sensi dell'articolo 246 del regolamento ▌ (UE, Euratom) n. 2018/1046, il contabile stabilisce i conti definitivi di Eurofound per tale esercizio. Il direttore esecutivo li trasmette per parere al consiglio di amministrazione.

5.  Il consiglio di amministrazione esprime un parere sui conti definitivi di Eurofound per l'esercizio N.

6.  Entro il 1° luglio dell'anno N + 1 il contabile di Eurofound trasmette i conti definitivi per l'esercizio N, accompagnati dal parere del consiglio di amministrazione, al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti.

7.  I conti definitivi per l'esercizio N sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro il 15 novembre dell'anno N + 1.

8.  Il direttore esecutivo invia alla Corte dei conti ▌una risposta alle osservazioni formulate da quest'ultima nella sua relazione annuale entro il 30 settembre dell'anno N + 1. Il direttore esecutivo invia inoltre la risposta al consiglio di amministrazione.

9.  Il direttore esecutivo presenta al Parlamento europeo, su richiesta dello stesso e a norma dell'articolo 109, paragrafo 3, del regolamento delegato (UE) n. 1271/2013, tutte le informazioni necessarie al corretto svolgimento della procedura di discarico per l'esercizio N.

10.  Il Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio che delibera a maggioranza qualificata, concede il discarico al direttore esecutivo, prima del 15 maggio dell'anno n + 2, per l'esecuzione del bilancio dell'esercizio N.

Articolo 17

Regole finanziarie

Le regole finanziarie applicabili a Eurofound sono adottate dal consiglio di amministrazione previa consultazione della Commissione. Esse si discostano dal regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 solo per esigenze specifiche di funzionamento di Eurofound e previo accordo della Commissione.

CAPO IV

PERSONALE

Articolo 18

Disposizioni generali

1.  Al personale di Eurofound si applicano lo statuto dei funzionari, il regime applicabile agli altri agenti e le regole adottate di comune accordo dalle istituzioni dell'Unione per l'applicazione di detto statuto e di detto regime.

2.  Il consiglio di amministrazione adotta idonee disposizioni di attuazione per dare effetto allo statuto dei funzionari e al regime applicabile agli altri agenti, conformemente all'articolo 110 dello statuto.

Articolo 19

Direttore esecutivo

1.  Il direttore esecutivo è un membro del personale ed è assunto come agente temporaneo di Eurofound a norma dell'articolo 2, lettera a), del regime applicabile agli altri agenti.

2.  Il direttore esecutivo è nominato dal consiglio di amministrazione sulla base di un elenco di candidati proposto dalla Commissione, seguendo una procedura di selezione aperta e trasparente.

Il candidato selezionato è invitato a fare una dichiarazione dinanzi al Parlamento europeo e a rispondere alle domande dei deputati. Tale scambio di opinioni non ritarda indebitamente la nomina.

Ai fini della conclusione del contratto con il direttore esecutivo Eurofound è rappresentato dal presidente del consiglio di amministrazione.

3.  La durata del mandato del direttore esecutivo è di cinque anni. Prima della fine di tale periodo, la Commissione effettua una valutazione che tiene conto dei risultati ottenuti dal direttore esecutivo, nonché dei compiti e delle sfide futuri di Eurofound.

4.  ▌Il consiglio di amministrazione, tenendo conto della valutazione di cui al paragrafo 3, può prorogare il mandato del direttore esecutivo una sola volta per non più di cinque anni.

5.  A un direttore esecutivo il cui mandato sia stato prorogato non è permesso partecipare a un'altra procedura di selezione per lo stesso posto alla fine del periodo complessivo.

6.  Il direttore esecutivo può essere rimosso dal suo incarico solo su decisione del consiglio di amministrazione. Nella sua decisione, il consiglio di amministrazione tiene conto della valutazione della Commissione dei risultati ottenuti dal direttore esecutivo, di cui al paragrafo 3.

7.  Il consiglio di amministrazione adotta le decisioni riguardanti la nomina del direttore esecutivo, la proroga del suo mandato o la sua rimozione dall'incarico a maggioranza di due terzi dei suoi membri con diritto di voto.

Articolo 20

Esperti nazionali distaccati e altro personale

1.  Eurofound può fare ricorso a esperti nazionali distaccati o ad altro personale non alle sue dipendenze.

2.  Il consiglio di amministrazione adotta una decisione in cui stabilisce le norme relative al distacco di esperti nazionali presso Eurofound.

Capo V

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 21

Status giuridico

1.  Eurofound è un'agenzia dell'Unione. Esso ha personalità giuridica.

2.  In ciascuno degli Stati membri Eurofound ha la più ampia capacità giuridica riconosciuta alle persone giuridiche dalle ▌normative nazionali. Esso può in particolare acquisire o alienare beni mobili e immobili e stare in giudizio.

3.  Eurofound ha sede a Dublino.

4.  Eurofound ha la facoltà di istituire un ufficio di collegamento a Bruxelles per approfondire la sua cooperazione con le pertinenti istituzioni dell'Unione, conformemente all'articolo 11, paragrafo 6.

Articolo 22

Privilegi e immunità

A Eurofound e al suo personale si applica il protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.

Articolo 23

Regime linguistico

1.  A Eurofound si applicano le disposizioni del regolamento n. 1(10).

2.  I servizi di traduzione necessari al funzionamento di Eurofound sono prestati dal Centro di traduzione.

Articolo 24

Trasparenza e protezione dei dati

1.  Eurofound svolge le proprie attività assicurando un livello elevato di trasparenza.

2.  Ai documenti in possesso di Eurofound si applica il regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio(11).

3.   Entro sei mesi dalla data della sua prima riunione il consiglio di amministrazione adotta le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1049/2001.

4.  Il trattamento di dati personali da parte di Eurofound OSHA è soggetto al regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio(12). Entro sei mesi dalla data della sua prima riunione il consiglio di amministrazione stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (UE) 2018/1725 da parte di Eurofound, anche in relazione alla nomina del responsabile della protezione dei dati di Eurofound. Tali modalità sono stabilite previa consultazione del garante europeo della protezione dei dati.

Articolo 25

Lotta contro la frode

1.  Per facilitare la lotta contro la frode, la corruzione e altre attività illecite ai sensi del regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(13), entro ... [sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento] Eurofound aderisce all'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 tra il Parlamento Europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione delle Comunità europee relativo alle indagini interne svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)(14) e adotta le opportune disposizioni, applicabili a tutto il proprio personale, utilizzando il modello riportato nell'allegato di tale accordo.

2.  La Corte dei conti ▌ha il potere di revisione contabile, esercitabile sulla base di documenti e verifiche sul posto, su tutti i beneficiari di sovvenzioni, contraenti e subcontraenti che hanno ottenuto finanziamenti dell'Unione da Eurofound.

3.  L'OLAF può svolgere indagini, ivi compresi controlli e verifiche sul posto, al fine di accertare l'esistenza di frodi, corruzione o altre attività illecite lesive degli interessi finanziari dell'Unione in relazione a una convenzione di sovvenzione o a una decisione di sovvenzione o contratti finanziati da Eurofound, conformemente alle disposizioni e secondo le procedure di cui al regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 e dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio(15).

4.  Fatti salvi i paragrafi 1, 2 e 3, gli accordi di cooperazione con paesi terzi e organizzazioni internazionali, i contratti, le convenzioni di sovvenzione e le decisioni di sovvenzione di Eurofound contengono disposizioni che autorizzano espressamente la Corte dei conti ▌e l'OLAF a procedere a tali revisioni contabili e indagini conformemente alle loro rispettive competenze.

Articolo 26

Norme di sicurezza per la protezione delle informazioni classificate e delle informazioni sensibili non classificate

Ove necessario Eurofound adotta le proprie norme di sicurezza equivalenti alle norme di sicurezza della Commissione per la protezione delle informazioni classificate UE (ICUE) e delle informazioni sensibili non classificate di cui alle decisioni (UE, Euratom) 2015/443 e 2015/444 ▌. Se del caso, le norme di sicurezza di Eurofound comprendono, tra l'altro, disposizioni per lo scambio, il trattamento e la conservazione di tali informazioni.

Articolo 27

Responsabilità

1.  La responsabilità contrattuale di Eurofound è regolata dalla legge applicabile al contratto in causa.

2.  La Corte di giustizia dell'Unione europea (Corte di giustizia) è competente a giudicare in virtù di una clausola compromissoria contenuta in un contratto stipulato da Eurofound.

3.  In materia di responsabilità extracontrattuale Eurofound risarcisce, conformemente ai principi generali comuni agli ordinamenti degli Stati membri, i danni cagionati dai suoi servizi o dal suo personale nell'esercizio delle loro funzioni.

4.  La Corte di giustizia ▌ è competente ▌a pronunciarsi in merito alle controversie relative al risarcimento dei danni di cui al paragrafo 3.

5.  La responsabilità individuale del personale nei confronti di Eurofound è regolata dalle disposizioni dello statuto dei funzionari e del regime applicabile agli altri agenti.

Articolo 28

Valutazione

1.   In conformità dell'articolo 29, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) n. 1271/2013, Eurofound effettua valutazioni ex ante ed ex post dei programmi e attività che comportano spese significative.

2.  Entro ... [cinque anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento], e successivamente ogni cinque anni, la Commissione assicura che sia eseguita una valutazione in conformità dei propri orientamenti per valutare i risultati di Eurofound in relazione ai suoi obiettivi, al suo mandato e ai suoi compiti. La Commissione consulta i membri del consiglio di amministrazione e altre parti interessate principali nel corso della sua valutazione. La valutazione affronta in particolare l'eventuale necessità di modificare il mandato di Eurofound e le conseguenze finanziarie di tale modifica.

3.  La Commissione presenta una relazione sui risultati della valutazione al Parlamento europeo, al Consiglio e al consiglio di amministrazione. I risultati della valutazione sono resi pubblici.

Articolo 29

Indagini amministrative

Le attività di Eurofound sono soggette alle indagini del Mediatore europeo ai sensi dell'articolo 228 TFUE.

Articolo 30

Cooperazione con paesi terzi e organizzazioni internazionali

1.  Se necessario ai fini del conseguimento degli obiettivi stabiliti nel presente regolamento, e fatte salve le rispettive competenze degli Stati membri e delle istituzioni dell'Unione, Eurofound può collaborare con le autorità competenti dei paesi terzi e con le organizzazioni internazionali.

A tal fine Eurofound può, fatta salva l'autorizzazione del consiglio di amministrazione e previa approvazione da parte della Commissione, istituire accordi di lavoro con le autorità competenti dei paesi terzi e con le organizzazioni internazionali. Detti accordi non creano obblighi giuridici per l'Unione o gli Stati membri.

2.  Eurofound è aperto alla partecipazione di paesi terzi che hanno concluso con l'Unione accordi in tal senso.

Nell'ambito delle pertinenti disposizioni degli accordi di cui al primo comma sono elaborate disposizioni che specificano, in particolare, la natura, la portata e le modalità di partecipazione dei paesi terzi interessati ai lavori di Eurofound, comprese le disposizioni sulla partecipazione alle iniziative da esso intraprese, sui contributi finanziari e sul personale. In materia di personale tali disposizioni rispettano in ogni caso lo statuto dei funzionari.

3.  Il consiglio di amministrazione adotta una strategia per le relazioni con paesi terzi e organizzazioni internazionali riguardo a questioni che rientrano tra le competenze di Eurofound.

Articolo 31

Accordo sulla sede e condizioni operative

1.  Le necessarie disposizioni relative all'insediamento di Eurofound nello Stato membro ospitante e alle strutture che quest'ultimo deve mettere a disposizione, nonché le norme specifiche applicabili in tale Stato membro al direttore esecutivo, ai membri del consiglio di amministrazione, al personale e ai relativi familiari sono fissate in un accordo sulla sede concluso fra Eurofound e lo Stato membro in cui si trova la sede.

2.  Lo Stato membro ospitante garantisce le condizioni necessarie per il funzionamento di Eurofound, offrendo anche una scolarizzazione multilingue e a orientamento europeo e adeguati collegamenti di trasporto.

Capo VI

Disposizioni transitorie

Articolo 32

Disposizioni transitorie relative al consiglio di amministrazione

I membri del consiglio di amministrazione istituito ai sensi dell'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 1365/75 rimangono in carica e continuano a esercitare le funzioni di tale consiglio di cui all'articolo 5 del presente regolamento fino alla nomina dei membri del consiglio di amministrazione e dell'esperto indipendente a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del presente regolamento.

Articolo 33

Disposizioni transitorie relative al personale

1.  Il direttore di Eurofound nominato a norma dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 1365/75 assume, per il periodo rimanente del suo mandato, le funzioni di direttore esecutivo ai sensi dell'articolo 11 del presente regolamento. Le altre condizioni contrattuali rimangono invariate.

2.  Nel caso di una procedura di selezione e di nomina in corso del direttore esecutivo al momento dell'entrata in vigore del presente regolamento, l'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 1365/75 si applica fino al completamento di tale procedura.

3.  Il presente regolamento lascia impregiudicati i diritti e gli obblighi del personale assunto nell'ambito del regolamento (CEE) n. 1365/75. I contratti di lavoro possono essere rinnovati a norma del presente regolamento in conformità dello statuto dei funzionari e del regime applicabile agli altri agenti.

L'ufficio di collegamento di Eurofound operativo al momento dell'entrata in vigore del presente regolamento è mantenuto.

Articolo 34

Disposizioni transitorie di bilancio

La procedura di discarico relativa ai bilanci, approvata a norma dell'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 1365/75, è espletata conformemente all'articolo 16 del medesimo regolamento.

Capo VII

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 35

Abrogazione

Il regolamento (CEE) n. 1365/75 è abrogato e i riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento.

Articolo 36

Mantenimento in vigore delle norme interne adottate dal consiglio di direzione

Le norme interne adottate dal consiglio di direzione ai sensi del regolamento (CEE) n. 1365/75 rimangono in vigore dopo ... [data di entrata in vigore del presente regolamento], salvo diversa decisione del consiglio di amministrazione in applicazione del presente regolamento.

Articolo 37

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ...,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1) GU C 209 del 30.6.2017, pag. 49.
(2)GU C 209 del 30.6.2017, pag. 49.
(3) Posizione del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018.
(4)Regolamento (CEE) n. 1365/75 del Consiglio, del 26 maggio 1975, concernente l'istituzione di una Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (GU L 139 del 30.5.1975, pag. 1).
(5)Regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42).
(6)GU L 56 del 4.3.1968, pag. 1.
(7)Decisione (UE, Euratom) 2015/443 della Commissione, del 13 marzo 2015, sulla sicurezza nella Commissione (GU L 72 del 17.3.2015, pag. 41).
(8)Decisione (UE, Euratom) 2015/444 della Commissione, del 13 marzo 2015, sulle norme di sicurezza per proteggere le informazioni classificate UE (GU L 72 del 17.3.2015, pag. 53).
(9)Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).
(10)Regolamento n. 1 del Consiglio che stabilisce il regime linguistico della Comunità economica europea (GU 17 del 6.10.1958, pag. 385).
(11)Regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43).
(12) Regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2018, sulla tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell’Unione e sulla libera circolazione di tali dati, e che abroga il regolamento (CE) n. 45/2001 e la decisione n. 1247/2002/CE (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 39).
(13) Regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248 del 18.9.2013, pag. 1).
(14)GU L 136 del 31.5.1999, pag. 15.
(15)Regolamento (CE, Euratom) n. 2185/96 del Consiglio dell'11 novembre 1996 relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2).


Integrazione della legislazione dell'UE in materia di omologazione in relazione al recesso del Regno Unito dall'Unione ***I
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Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che integra la legislazione dell'UE in materia di omologazione in relazione al recesso del Regno Unito dall'Unione (COM(2018)0397 – C8-0250/2018 – 2018/0220(COD))
P8_TA-PROV(2018)0493A8-0359/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0397),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0250/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 19 settembre 2018(1),

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 28 novembre 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A8-0359/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura l'11 dicembre 2018 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2019/... del Parlamento europeo e del Consiglio che integra la legislazione dell'Unione in materia di omologazione in relazione al recesso del Regno Unito dall'Unione

P8_TC1-COD(2018)0220


(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(2),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(3),

considerando quanto segue:

(1)  Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato l'intenzione di recedere dall'Unione a norma dell'articolo 50 del trattato sull'Unione europea (TUE). I trattati cesseranno di applicarsi al Regno Unito a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo di recesso o, in mancanza di tale accordo, due anni dopo tale notifica, vale a dire dal 30 marzo 2019, a meno che il Consiglio europeo all'unanimità, in accordo con il Regno Unito, non decida di prorogare tale termine. ▌

(2)  L'accordo di recesso, quale convenuto tra i negoziatori, contiene misure che consentono l'applicazione delle disposizioni del diritto dell'Unione al e nel Regno Unito oltre la data in cui i trattati cesseranno di applicarsi al e nel Regno Unito. Nel caso in cui tale accordo entri in vigore, la legislazione dell'Unione in materia di omologazione si applicherà al e nel Regno Unito durante il periodo transitorio in conformità di tale accordo e cesserà di applicarsi al termine di tale periodo.

(3)  Un quadro legislativo organico dell'Unione in materia di omologazione è stato istituito dalla direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(4), dal regolamento (UE) n. 167/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(5), dal regolamento (UE) n. 168/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(6) e dal regolamento (UE) 2016/1628 del Parlamento europeo e del Consiglio(7).

(4)  Tali atti lasciano ai costruttori la scelta dell'autorità di omologazione da cui ottenere un'omologazione che consenta loro di immettere sul mercato dell’Unione veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti.

(5)  In assenza di disposizioni speciali, il recesso del Regno Unito dall'Unione fa sì che le omologazioni CE e le omologazioni UE rilasciate in precedenza dall'autorità di omologazione del Regno Unito, in conformità degli atti normativi dell'Unione, non potrebbero più garantire l'accesso al mercato dell'Unione. Tali omologazioni sono state ottenute anche da costruttori stabiliti in Stati membri diversi dal Regno Unito. I veicoli, i sistemi, i componenti e le entità tecniche indipendenti omologati dal Regno Unito, in conformità degli atti normativi dell'Unione, possono essere immessi sul mercato dell'Unione fino alla data in cui la legislazione dell'Unione in materia di omologazione cessi di applicarsi al e nel Regno Unito ed è allora necessario stabilire disposizioni speciali al fine di agevolare l'immissione di tali veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti sul mercato dell'Unione dopo tale data.

(6)  Attualmente la legislazione dell'Unione in materia di omologazione non prevede la possibilità di omologare nuovamente tipi già omologati altrove nell'Unione. Tuttavia, i costruttori dovrebbero poter continuare la produzione di veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti intrapresa sulla base di omologazioni rilasciate in precedenza dall'autorità di omologazione del Regno Unito e poter continuare a immettere tali veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti sul mercato dell'Unione. È pertanto necessario consentire ai costruttori di ottenere nuove omologazioni dalle autorità di omologazione degli Stati membri diversi dal Regno Unito.

(7)  Il presente regolamento dovrebbe inoltre far sì che i costruttori continuino ad avere la massima libertà possibile di scegliere la nuova autorità di omologazione dell'Unione. In particolare, tale scelta del costruttore non dovrebbe essere subordinata all'assenso dell'autorità di omologazione del Regno Unito o all'esistenza di eventuali accordi tra l'autorità di omologazione del Regno Unito e la nuova autorità di omologazione dell'Unione.

(8)  Al fine di garantire la necessaria certezza giuridica per tutte le parti interessate e assicurare condizioni di parità tra i costruttori, è necessario stabilire, in modo trasparente, condizioni uguali applicabili in tutti gli Stati membri.

(9)  Al fine di consentire la continuità della produzione e dell'immissione sul mercato di veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti, i requisiti ai quali i relativi tipi devono essere conformi per essere omologati dall'autorità di omologazione di uno Stato membro diverso dal Regno Unito dovrebbero essere quelli applicabili all'immissione sul mercato di nuovi veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti e non quelli applicabili ai nuovi tipi.

(10)  Analogamente, i requisiti per i nuovi veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti sono applicabili ai costruttori che hanno ottenuto omologazioni rilasciate da Stati membri diversi dal Regno Unito. La previsione degli stessi requisiti per l'omologazione di tipi ai sensi del presente regolamento e per l'immissione sul mercato di nuovi veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti mira pertanto a garantire la parità di trattamento tra i costruttori interessati dal recesso del Regno Unito e quelli che hanno ottenuto omologazioni rilasciate da Stati membri diversi dal Regno Unito.

(11)  Nessuna disposizione del presente regolamento dovrebbe impedire al costruttore di un veicolo di richiedere su base volontaria un'omologazione dell’Unione per un tipo di veicolo già omologato nel Regno Unito sulla base di taluni requisiti applicabili a nuovi tipi di sistemi, componenti o entità tecniche indipendenti quando il tipo di veicolo rimane per il resto identico a quello omologato nel Regno Unito.

(12)  Le omologazioni richieste per veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche indipendenti completamente nuovi non dovrebbero rientrare nell'ambito di applicazione del presente regolamento.

(13)  Dovrebbe essere possibile, per le omologazioni rilasciate ai sensi del presente regolamento, basarsi sulle relazioni di prova già presentate al fine di ottenere l'omologazione nel Regno Unito, nei casi in cui i requisiti su cui tali relazioni si basano non siano cambiati. Per permettere di continuare a utilizzare le relazioni di prova emesse dal servizio tecnico notificato dal Regno Unito, è opportuno che il presente regolamento disponga un'esenzione dal requisito che tale servizio tecnico sia stato designato dall'autorità che rilascia l'omologazione e che ciò sia stato notificato alla Commissione dallo Stato membro. Al fine di coprire anche il periodo in cui la legislazione dell'Unione in materia di omologazione cessi di applicarsi al e nel Regno Unito, è anche opportuno che il presente regolamento disponga un'esenzione dai requisiti specifici relativi alla designazione e alla notifica dei servizi tecnici di paesi terzi.

(14)  Allo stesso tempo le autorità di omologazione dell’Unione, dovendo essere pienamente responsabili delle nuove omologazioni dell’Unione che rilasciano, dovrebbero avere la facoltà di richiedere l'esecuzione di nuove prove riguardo a qualsiasi elemento per il quale le ritengano opportune ai fini dell'omologazione.

(15)  Se non diversamente disposto dal presente regolamento, dovrebbero continuare ad applicarsi le norme generali in materia di omologazione CE e omologazione UE.

(16)  Si dovrebbe tener conto del fatto che il ruolo attribuito alle autorità di omologazione non si esaurisce con la produzione o con l'immissione sul mercato di un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica indipendente, ma si estende per diversi anni dopo l'immissione sul mercato di tali veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti. Ciò vale in particolare per quanto riguarda gli obblighi di conformità in servizio per i veicoli che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 2007/46/CE e per quanto riguarda gli obblighi in materia di informazioni sulla riparazione e la manutenzione e i possibili richiami di veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 2007/46/CE, del regolamento (UE) n. 167/2013, del regolamento (UE) n. 168/2013 o del regolamento (UE) 2016/1628. È quindi necessario che l'autorità che rilascia l'omologazione dell’Unione rilevi tali obblighi anche in relazione a veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti basati sullo stesso tipo e già immessi sul mercato dell'Unione sulla base di un'omologazione del Regno Unito, onde garantire che vi sia un'autorità di omologazione competente.

(17)  Quando i costruttori ricorrono alle procedure di cui al presente regolamento, è possibile che la loro omologazione del Regno Unito cessi di avere validità prima che la legislazione dell'Unione in materia di omologazione cessi di applicarsi al e nel Regno Unito in seguito al rilascio di un'omologazione dell'Unione dello stesso tipo. Poiché i costruttori non dovrebbero essere posti in una posizione di svantaggio per aver fatto ricorso al presente regolamento, lo stock di veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti conformi, prodotti sulla base di una valida omologazione del Regno Unito, dovrebbe poter essere immesso sul mercato, registrato e fatto entrare in circolazione, una volta che i costruttori abbiano ottenuto una nuova omologazione dell'Unione, finché la legislazione dell'Unione in materia di omologazione continui ad applicarsi al e nel Regno Unito, sempre che tali veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti continuino a rispettare i requisiti generali degli atti di cui all'articolo 1. Poiché l'immissione sul mercato, l'immatricolazione e l'entrata in circolazione potrebbero non avvenire contemporaneamente, il momento in cui si esegue la prima di tali fasi dovrebbe essere utilizzato per stabilire i termini stabiliti dal presente regolamento.

(18)  ▌È altresì necessario che l'autorità di omologazione dell'UE si assuma determinati obblighi per quanto riguarda i veicoli, i sistemi, i componenti e le entità tecniche indipendenti che sono stati immessi sul mercato dell'Unione sulla base di omologazioni del Regno Unito che non sono più valide a norma dell'articolo 17 della direttiva 2007/46/CE, dell'articolo 32 del regolamento (UE) n. 167/2013, dell'articolo 37 del regolamento (UE) n. 168/2013 o dell'articolo 30 del regolamento (UE) 2016/1628 oppure per cui non è richiesta alcuna omologazione dell'Unione. Al fine di garantire che vi sia un'autorità di omologazione dell’Unione competente, i costruttori dovrebbero essere tenuti a chiedere all'autorità di omologazione dell’Unione che deve omologare tipi precedentemente omologati nel Regno Unito di rilevare gli obblighi in materia di richiami, informazioni sulla riparazione e la manutenzione e controlli della conformità in servizio in relazione ai loro veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti basati su altri tipi e già immessi sul mercato dell'Unione. Per limitare la portata degli obblighi rilevati dall'autorità di omologazione dell'Unione, tali obblighi dovrebbero riguardare soltanto veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti basati su omologazioni del Regno Unito rilasciate dopo il 1º gennaio 2008.

(19)  È opportuno che rimangano applicabili le decisioni delle autorità nazionali adottate in conformità dell'articolo 27, paragrafo 3, della direttiva 2007/46/CE, dell'articolo 39, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 167/2013 o dell'articolo 44, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 168/2013 mentre la legislazione dell'Unione in materia di omologazione è ancora applicabile al e nel Regno Unito che consentono la messa a disposizione sul mercato, l'immatricolazione, la vendita o l'entrata in circolazione di veicoli di fine serie conformi a un tipo la cui omologazione del Regno Unito ha cessato di avere validità prima del giorno in cui la legislazione dell'Unione in materia di omologazione cessa di applicarsi al e nel Regno Unito.

(20)  È opportuno che continuino ad applicarsi le esenzioni e le disposizioni transitorie applicabili ai motori o ai veicoli e alle macchine mobili non stradali in cui tali motori sono installati di cui all'articolo 10, paragrafo 7, della direttiva 97/68/CE, all'articolo 34, paragrafi 7 e 8, o all'articolo 58, paragrafi da 5 a 11, del regolamento (UE) 2016/1628, e di cui agli atti adottati in base all'articolo 19, paragrafo 6, all'articolo 20, paragrafo 8, all'articolo 28, paragrafo 6, e all'articolo 53, paragrafo 12, del regolamento (UE) n. 167/2013, che consentono l'immissione sul mercato di tali motori, veicoli e macchine mobili non stradali senza l'obbligo di un'omologazione valida.

(21)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, vale a dire l'integrazione della direttiva 2007/46/CE, del regolamento (UE) n. 167/2013, del regolamento (UE) n. 168/2013 e del regolamento (UE) 2016/1628 con disposizioni speciali connesse con il recesso del Regno Unito dall'Unione, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri, ma, a motivo della sua portata e dei suoi effetti, può essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 TUE. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(22)  Al fine di consentire ai costruttori di adottare le misure necessarie a prepararsi in tempo utile al recesso del Regno Unito per quanto concerne la legislazione in materia di omologazione dell’Unione, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento integra la direttiva 2007/46/CE, il regolamento (UE) n. 167/2013, il regolamento (UE) n. 168/2013 e il regolamento (UE) 2016/1628 stabilendo disposizioni speciali per l'omologazione UE e l'immissione sul mercato dei veicoli, dei sistemi, dei componenti e delle entità tecniche indipendenti che siano stati omologati dall'autorità di omologazione del Regno Unito mentre la legislazione dell'Unione in materia di omologazione di cui all'articolo 2, paragrafo 1, del presente regolamento, è ancora applicabile al e nel Regno Unito.

Articolo 2

Ambito di applicazione

1.  Il presente regolamento si applica ai veicoli, ai sistemi, ai componenti e alle entità tecniche indipendenti che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 2007/46/CE, del regolamento (UE) n. 167/2013, del regolamento (UE) n. 168/2013 o del regolamento (UE) 2016/1628 nonché ai relativi tipi che sono stati omologati dall'autorità di omologazione del Regno Unito sulla base di tali atti o di qualsiasi atto normativo dell'Unione di cui all'allegato IV della direttiva 2007/46/CE oppure di qualsiasi altro atto normativo abrogato da tali atti normativi dell'Unione.

2.  I riferimenti alle entità tecniche indipendenti ai sensi del presente regolamento si intendono comprensivi dei riferimenti ai motori ai sensi del regolamento (UE) 2016/1628.

Articolo 3

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si intende per:

1)  "autorità di omologazione dell'Unione": l'autorità di omologazione di uno Stato membro diverso dal Regno Unito;

2)  "omologazione del Regno Unito": un'omologazione CE o un'omologazione UE rilasciata dall'autorità di omologazione del Regno Unito;

3)  "omologazione dell'Unione": un'omologazione UE rilasciata da un'autorità di omologazione dell'Unione ai sensi del presente regolamento.

Articolo 4

Domanda di omologazione dell'Unione

1.  In deroga all'articolo 6, paragrafo 6, e all'articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 2007/46/CE, all'articolo 21, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 167/2013, all'articolo 26, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 168/2013 e all'articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/1628, un costruttore che abbia ottenuto un'omologazione del Regno Unito che non sia divenuta invalida a norma dell'articolo 17 della direttiva 2007/46/CE, dell'articolo 32 del regolamento (UE) n. 167/2013, dell'articolo 37 del regolamento (UE) n. 168/2013 o dell'articolo 30 del regolamento (UE) 2016/1628 può, finché la legislazione dell'Unione in materia di omologazione di cui all'articolo 2, paragrafo 1, del presente regolamento non cessi di applicarsi ▌al e nel Regno Unito, presentare domanda a un'autorità di omologazione dell'Unione per un'omologazione dell'Unione dello stesso tipo.

2.  Per essere omologato, il tipo deve essere conforme ai requisiti per l'immissione sul mercato, l'immatricolazione o l'entrata in circolazione di nuovi veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche indipendenti applicabili al momento a partire dal quale ha effetto l'omologazione dell'Unione.

3.  Presentando domanda di omologazione conformemente al paragrafo 1, il costruttore è tenuto a pagare diritti adeguati, stabiliti dall'autorità di omologazione dell'Unione, per le eventuali spese derivanti dall'esercizio dei poteri e dall'adempimento degli obblighi dell'autorità di omologazione dell'Unione in relazione all'omologazione dell'Unione.

4.  All'atto della domanda di cui al paragrafo 1 del presente articolo, il costruttore, su richiesta dell'autorità di omologazione dell'Unione, presenta la documentazione e le informazioni che l'autorità ritenga necessarie per decidere se rilasciare un'omologazione dell'Unione conformemente all'articolo 5.

La documentazione e le informazioni di cui al primo comma possono includere l'omologazione originaria del Regno Unito, comprese tutte le modifiche, la documentazione informativa e le relazioni di prova. Nel caso dei veicoli, detta richiesta può altresì includere qualsiasi omologazione CE, omologazione UE o omologazione UN e relativi allegati, quale parte dell'omologazione globale del veicolo.

Articolo 5

Condizioni per il rilascio ed effetti dell'omologazione dell'Unione

1.  In deroga all'articolo 8, paragrafo 2, all'articolo 9, paragrafo 1, ▌e all'articolo 10, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2007/46/CE, all'articolo 6, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 167/2013, agli articoli 7, paragrafo 2, e all'articolo 18 del regolamento (UE) n. 168/2013 e all'articolo 6, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2016/1628, l'autorità di omologazione dell'Unione che ha ricevuto una domanda conformemente all'articolo 4 del presente regolamento può rilasciare un'omologazione dell'Unione per un veicolo, un sistema, un componente o un'entità tecnica indipendente se tale tipo soddisfa, al momento a partire dal quale ha effetto l'omologazione dell’Unione, i requisiti applicabili all'immissione sul mercato, all'immatricolazione o all'entrata in circolazione di nuovi veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche indipendenti.

2.  Nella misura in cui non sono applicabili nuovi requisiti e fatto salvo il paragrafo 3 del presente articolo, l'omologazione dell'Unione può essere rilasciata sulla base delle stesse relazioni di prova che erano state precedentemente utilizzate ai fini del rilascio dell'omologazione del Regno Unito conformemente alle disposizioni applicabili, indipendentemente dal fatto che il servizio tecnico che ha emesso la relazione di prova sia stato designato e notificato dallo Stato membro che rilascia l'omologazione dell'Unione a norma della direttiva 2007/46/CE, del regolamento (UE) n. 167/2013, del regolamento (UE) n. 168/2013 o del regolamento (UE) 2016/1628, e anche dopo che la legislazione dell'Unione in materia di omologazione di cui all'articolo 2, paragrafo 1, del presente regolamento cessa di applicarsi al e nel Regno Unito.

3.  Prima di rilasciare un'omologazione dell'Unione, l'autorità di omologazione dell'Unione può chiedere la ripetizione di prove specifiche. In tal caso tali prove sono eseguite da un servizio tecnico che sia stato designato e notificato dallo Stato membro dell'autorità di omologazione dell'Unione conformemente alla direttiva 2007/46/CE, al regolamento (UE) n. 167/2013, al regolamento (UE) n. 168/213 o al regolamento (UE) 2016/1628.

4.  Il tipo omologato conformemente al paragrafo 1 del presente articolo ottiene un certificato di omologazione UE con un numero composto dal numero distintivo dello Stato membro la cui autorità di omologazione ha rilasciato l'omologazione dell'Unione e dal numero dell'atto applicabile di cui all'articolo 2, paragrafo 1. Il certificato indica inoltre il numero dell'ultimo atto modificativo contenente requisiti per l'omologazione conformemente al quale la certificazione dell'Unione viene rilasciata. Per i veicoli, il certificato di omologazione e il certificato di conformità devono contenere, sotto la rubrica "Osservazioni", la dicitura "Precedentemente omologato come" e riportare il numero e la data del certificato di omologazione UE ottenuto in seguito all'omologazione del Regno Unito. Per i sistemi, i componenti o le entità tecniche indipendenti, il certificato di omologazione deve contenere la dicitura "Precedentemente omologati e contrassegnati come" e riportare il marchio di omologazione ottenuto in seguito all'omologazione del Regno Unito.

5.  L'omologazione dell'Unione ha effetto a partire dal giorno del suo rilascio oppure in una data successiva ivi indicata. L'omologazione del Regno Unito cessa di avere validità il giorno che precede quello in cui ha effetto l'omologazione dell'Unione. Ad ogni modo, essa cessa di avere validità al più tardi il giorno in cui la legislazione dell'Unione in materia di omologazione di cui all'articolo 2, paragrafo 1, cessa di applicarsi al e nel Regno Unito.

6.  Un'omologazione dell'Unione è considerata un'omologazione CE o un’omologazione UE ai sensi della direttiva 2007/46/CE o di qualsiasi atto di cui all'allegato IV di tale direttiva, del regolamento (UE) n. 167/2013, del regolamento (UE) n. 168/2013 o del regolamento (UE) 2016/1628. Tutte le disposizioni di tali atti non derogate dal presente regolamento continuano ad applicarsi. L'autorità di omologazione dell'Unione si assume la piena responsabilità per gli obblighi derivanti dall'omologazione dell'Unione.

Inoltre, a partire dal momento in cui ha effetto l'omologazione dell'Unione, l'autorità di omologazione dell'Unione esercita tutti i poteri e adempie tutti gli obblighi dell'autorità di omologazione del Regno Unito riguardo a quanto segue:

a)  veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche indipendenti prodotti sulla base dell'omologazione del Regno Unito già immessi sul mercato, immatricolati o entrati in circolazione nell'Unione;

b)  veicoli, sistemi, componenti o entità tecniche indipendenti prodotti sulla base dell'omologazione del Regno Unito da immettere sul mercato, immatricolare o far entrare in circolazione nell'Unione conformemente al terzo comma.

I veicoli, i sistemi, i componenti e le entità tecniche indipendenti prodotti sulla base di un'omologazione del Regno Unito che abbia cessato di avere validità a seguito del rilascio di un'omologazione dell'Unione possono essere immessi sul mercato, immatricolati e fatti entrare in circolazione nell'Unione fino alla data in cui la legislazione dell'Unione in materia di omologazione di cui all’articolo 2, paragrafo 1, del presente regolamento cessa di applicarsi al e nel Regno Unito o, se l'omologazione dell'Unione cessa di avere validità prima di quella data a norma dell'articolo 17 della direttiva 2007/46/CE, dell'articolo 32 del regolamento (UE) n. 167/2013, dell'articolo 37 del regolamento (UE) n. 168/2013 o dell'articolo 30 del regolamento (UE) 2016/1628, fino alla data in cui l'omologazione dell'Unione cessa di avere validità. Per i veicoli, i costruttori indicano il numero di omologazione dell'Unione in un'aggiunta al certificato di conformità, prima che tali veicoli siano immessi sul mercato, immatricolati o fatti entrare in circolazione nell'Unione.

L'autorità di omologazione dell'Unione non è responsabile di nessun atto od omissione dell'autorità di omologazione del Regno Unito.

Articolo 6

Autorità di omologazione dell'Unione responsabile per i veicoli, i sistemi, i componenti o le unità tecniche indipendenti di tipi non omologati ai sensi del presente regolamento

1.  Nel presentare domanda di omologazione dell’Unione a norma dell'articolo 4, un costruttore chiede inoltre all'autorità di omologazione dell'Unione di rilevare gli obblighi dell'autorità di omologazione del Regno Unito per quanto riguarda gli altri veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti del costruttore che sono stati immessi sul mercato, immatricolati o fatti entrare in circolazione nell'Unione sulla base di omologazioni rilasciate dal Regno Unito che hanno cessato di avere validità a norma dell'articolo 17 della direttiva 2007/46/CE, dell'articolo 32 del regolamento (UE) n. 167/2013, dell'articolo 37 del regolamento (UE) n. 168/2013 o dell'articolo 30 del regolamento (UE) 2016/1628 oppure per cui non è richiesta alcuna omologazione dell'Unione ai sensi del presente regolamento.

Tale richiesta viene fatta per tutti i veicoli, i sistemi, i componenti e le entità tecniche indipendenti basati su omologazioni del Regno Unito rilasciate al costruttore dopo il 1º gennaio 2008, a meno che il costruttore non fornisca all'autorità di omologazione dell'Unione la prova che essa ha in essere un accordo con un'altra autorità di omologazione dell'Unione riguardo a tali veicoli, sistemi, componenti ed entità tecniche indipendenti.

2.  L'autorità di omologazione dell'Unione può rilasciare un'omologazione dell'Unione a norma dell'articolo 5 soltanto dopo aver accettato la richiesta effettuata a norma del paragrafo 1 del presente articolo e dopo che il costruttore abbia accettato di coprire i costi sostenuti dall'autorità di omologazione dell'Unione in conseguenza dell'esercizio dei suoi poteri e dell'adempimento dei suoi obblighi in relazione ai veicoli, ai sistemi, ai componenti e alle entità tecniche indipendenti interessati.

3.  Dopo avere accettato la richiesta di cui al paragrafo 1 del presente articolo e avere rilasciato l'omologazione dell'Unione conformemente all'articolo 5, l'autorità di omologazione dell'Unione esercita tutti i poteri e adempie tutti gli obblighi dell'autorità di omologazione del Regno Unito riguardo a tutti i veicoli, i sistemi, i componenti o le entità tecniche indipendenti prodotti sulla base dell'omologazione del Regno Unito di cui al paragrafo 1 del presente articolo in materia di richiami, informazioni sulla riparazione e la manutenzione e controlli della conformità in servizio. L'autorità di omologazione dell'Unione non è responsabile per gli atti o le omissioni dell'autorità di omologazione del Regno Unito.

4.  L'autorità di omologazione dell'Unione informa le autorità di omologazione degli altri Stati membri e la Commissione in merito ai tipi per i quali essa ha rilevato gli obblighi dell'autorità di omologazione del Regno Unito conformemente al paragrafo 1.

Articolo 7

Disposizioni specifiche

Il presente regolamento non preclude l'immissione sul mercato, la messa a disposizione sul mercato, l'immatricolazione o l'entrata in circolazione di motori o di veicoli e di macchine mobili non stradali equipaggiati di tali motori conformi a un tipo la cui omologazione del Regno Unito abbia cessato di avere validità mentre la legislazione dell'Unione in materia di omologazione di cui all'articolo 2, paragrafo 1, del presente regolamento è ancora applicabile al e nel Regno Unito, conformemente all'articolo 10, paragrafo 7, della direttiva 97/68/CE, all'articolo 34, paragrafi 7 e 8, o all'articolo 58, paragrafi da 5 a 11, del regolamento (UE) 2016/1628 e agli atti adottati sulla base dell'articolo 19, paragrafo 6, dell'articolo 20, paragrafo 8, dell'articolo 28, paragrafo 6, e dell'articolo 53, paragrafo 12, del regolamento n. 167/2013.

Articolo 8

Entrata in vigore e applicazione

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ...,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1) GU C 440 del 6.12.2018, pag. 95.
(2)GU C del , pag.
(3)Posizione del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018.
(4)Direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007, che istituisce un quadro per l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli (GU L 263 del 9.10.2007, pag. 1).
(5)Regolamento (UE) n. 167/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 febbraio 2013, relativo all'omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli agricoli e forestali (GU L 60 del 2.3.2013, pag. 1).
(6)Regolamento (UE) n. 168/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2013, relativo all'omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore a due o tre ruote e dei quadricicli (GU L 60 del 2.3.2013, pag. 52).
(7)Regolamento (UE) 2016/1628 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2016, relativo alle prescrizioni in materia di limiti di emissione di inquinanti gassosi e particolato inquinante e di omologazione per i motori a combustione interna destinati alle macchine mobili non stradali, e che modifica i regolamenti (UE) n. 1024/2012 e (UE) n. 167/2013 e modifica e abroga la direttiva 97/68/CE (GU L 252 del 16.9.2016, pag. 53).


Visti umanitari
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Risoluzione
Allegato
Risoluzione del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti i visti umanitari (2018/2271(INL))
P8_TA-PROV(2018)0494A8-0423/2018

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 4, 18 e 19,

–  visti la Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, e il relativo Protocollo del 1967,

–  visto il regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (codice dei visti)(1),

–  visti il patto mondiale delle Nazioni Unite per una migrazione sicura, ordinata e regolare e il patto mondiale delle Nazioni Unite sui rifugiati, che hanno fatto seguito alla dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti adottata all'unanimità dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 19 settembre 2016,

–  vista la valutazione del valore aggiunto europeo sui visti umanitari preparata dal Servizio Ricerca del Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 46 e 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8‑0423/2018),

A.  considerando che, nonostante numerosi annunci e richieste di percorsi sicuri e legali che consentano l'accesso al territorio europeo per le persone che necessitano di protezione internazionale, non esiste attualmente alcuna armonizzazione a livello di Unione in merito alle procedure d'ingresso protetto né un quadro giuridico dell'Unione per i visti umanitari, vale a dire per i visti rilasciati allo scopo di raggiungere il territorio di uno Stato membro per ottenere protezione internazionale;

B.  considerando che, secondo la sentenza della Corte di giustizia del 7 marzo 2017 nella causa C-638/16(2), X. e X./État belge, gli Stati membri non sono tenuti, in forza del diritto dell'Unione, a concedere visti umanitari alle persone che intendono recarsi nel loro territorio con l'intenzione di chiedere asilo, ma restano liberi di farlo sulla base del rispettivo diritto nazionale; che tale sentenza interpreta il diritto vigente dell'Unione, che può essere modificato;

C.  considerando che diversi Stati membri dispongono attualmente o disponevano in passato di sistemi nazionali per il rilascio di visti umanitari o permessi di soggiorno per motivi umanitari al fine di garantire procedure nazionali di ingresso protetto per le persone in stato di necessità;

D.  considerando che il numero delle persone ammesse sulla base delle procedure nazionali d'ingresso per la protezione umanitaria o mediante il reinsediamento rimane basso rispetto alle necessità globali, con disparità significative tra gli Stati membri; che l'ambito di applicazione delle procedure nazionali d'ingresso per la protezione umanitaria e il reinsediamento è definito in maniera ristretta e, nel caso del reinsediamento, è strettamente connesso ai criteri di vulnerabilità e di registrazione con lo status di rifugiato dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati;

E.  considerando che, di conseguenza, si stima che il 90 % di coloro che hanno ottenuto protezione internazionale abbia raggiunto l'Unione con mezzi irregolari, il che ne ha determinato la stigmatizzazione ancor prima dell'arrivo alle frontiere esterne degli Stati membri;

F.  considerando che le donne che viaggiano sole o con bambini, le donne a capo di un nucleo familiare, le donne in gravidanza e in allattamento, le persone con disabilità, le ragazze adolescenti e le donne anziane sono particolarmente vulnerabili lungo le rotte migratorie verso l'Europa e affrontano rischi notevolmente superiori di subire violenza di genere, tra cui lo stupro, la violenza e il fatto di diventare vittime di trafficanti per essere sfruttate sessualmente ed economicamente; che, inoltre, le donne e le ragazze tendono ad essere più vulnerabili a tutte le forme di sfruttamento, compreso lo sfruttamento lavorativo e sessuale, lungo le rotte migratorie verso l'Unione e sono spesso costrette a ricorrere al sesso di sopravvivenza per poter proseguire il viaggio;

G.  considerando che il costo stimato di queste politiche in termini di vite umane è stato di almeno 30 000 decessi alle frontiere dell'Unione dal 2000; che è urgentemente necessario un quadro giuridico dell'Unione quale mezzo per far fronte all'intollerabile bilancio delle vittime nel Mediterraneo e sulle rotte migratorie verso l'Unione, per combattere realmente il traffico di esseri umani e l'esposizione alla tratta di esseri umani, allo sfruttamento della manodopera e alla violenza, per gestire l'arrivo ordinato, la ricezione dignitosa e l'equo trattamento delle domande di asilo e per ottimizzare l'impiego del bilancio degli Stati membri e dell'Unione relativo alle procedure d'asilo, ai controlli alle frontiere e alle attività di ricerca e salvataggio, nonché per giungere a pratiche coerenti nell'acquis dell'Unione in materia di asilo;

H.  considerando che il Parlamento ha cercato di includere disposizioni in tal senso nei suoi emendamenti al regolamento (CE) n. 810/2009;

I.  considerando che sia il Consiglio che la Commissione hanno respinto tali emendamenti con la motivazione, tra l'altro, che tali disposizioni non dovrebbero essere incluse nel regolamento (CE) n. 810/2009 dal momento che il suo ambito di applicazione copre soltanto i visti per soggiorni di breve durata;

J.  considerando che il Parlamento, di fronte all'inerzia della Commissione, ha quindi deciso di procedere all'elaborazione della presente risoluzione sui visti umanitari;

K.  considerando che è stato svolto un intenso lavoro, anche con l'aiuto di esperti, per elaborare le raccomandazioni allegate alla presente risoluzione;

1.  chiede alla Commissione di presentare, entro il 31 marzo 2019, sulla base dell'articolo 77, paragrafo 2, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), una proposta di regolamento che istituisca un visto umanitario europeo, seguendo le raccomandazioni figuranti in allegato;

2.  ritiene che gli Stati membri debbano avere la possibilità di rilasciare visti umanitari europei alle persone che necessitano di protezione internazionale, al fine di consentire loro di entrare nel territorio dello Stato membro che ha rilasciato il visto al solo scopo di presentare una domanda di protezione internazionale in quello Stato membro;

3.  ritiene che i visti umanitari europei debbano completare e non sostituire le procedure d'ingresso nazionali esistenti per la protezione umanitaria, le procedure di reinsediamento e le domande spontanee conformemente al diritto internazionale dei rifugiati e che la decisione di rilasciare visti umanitari europei debba rimanere di esclusiva competenza degli Stati membri;

4.  ritiene che qualsiasi iniziativa in materia di visti umanitari europei debba lasciare impregiudicate le altre iniziative di politica migratoria, comprese quelle volte ad affrontare le cause profonde della migrazione;

5.  sottolinea l'urgente necessità di percorsi sicuri e legali verso l'Unione, uno dei quali dovrebbe essere costituito dal visto umanitario europeo, il che riveste una notevole importanza anche da una prospettiva di genere, poiché le donne sono particolarmente vulnerabili e pertanto più esposte alla violenza sessuale e di genere lungo le rotte e nei centri di accoglienza; sottolinea che spesso la vulnerabilità economica e altri tipi di dipendenza pongono le donne e le ragazze di paesi terzi in una situazione in cui è ancor più difficile rispetto agli uomini fare richiesta di asilo in condizioni di sicurezza;

6.  ritiene che una parte delle implicazioni finanziarie della proposta richiesta debba essere coperta dal bilancio generale dell'Unione quale espressione concreta del principio di solidarietà e dell'equa ripartizione delle responsabilità, comprese le sue implicazioni finanziarie, tra gli Stati membri, conformemente all'articolo 80 TFUE;

7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e le raccomandazioni allegate alla Commissione e al Consiglio, ai parlamenti nazionali, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, al Servizio europeo per l'azione esterna, all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, all'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera, all'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto e all'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali.

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE

RACCOMANDAZIONI CONCERNENTI IL CONTENUTO DELLA PROPOSTA RICHIESTA

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba:

1.  FORMA E TITOLO DELLO STRUMENTO DA ADOTTARE

–  essere un atto giuridico distinto da adottare sotto forma di regolamento dal titolo "Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un visto umanitario europeo",

2.  BASE GIURIDICA

–  avere come base giuridica l'articolo 77, paragrafo 2, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

3.  MOTIVAZIONE

–  essere giustificato dalle seguenti motivazioni:

–  l'attuale vuoto giuridico nel diritto dell'Unione, che al di là delle procedure di reinsediamento applicabili ai rifugiati vulnerabili non prevede procedure nell'acquis in materia di visti né in quello in materia di frontiere o di asilo per quanto concerne l'ammissione nel territorio degli Stati membri di persone in cerca di protezione, unitamente al fatto che si stima che il 90 % delle persone alle quali viene successivamente riconosciuto lo status di rifugiato e di beneficiario di protezione sussidiaria raggiunge il territorio degli Stati membri in modo irregolare(3), spesso attraverso rotte potenzialmente mortali,

–  il rischio di frammentazione, dal momento che gli Stati membri istituiscono sempre più spesso i propri programmi e procedure di ammissione umanitaria, in contrasto con l'obiettivo generale di cui all'articolo 78, paragrafo 1, TFUE di sviluppare una politica comune in materia di asilo, di protezione sussidiaria e di protezione temporanea, il che comporta anche il rischio che questi diversi regimi compromettano l'applicazione uniforme delle disposizioni comuni sull'ingresso di cittadini di paesi terzi nel territorio degli Stati membri, come previsto dai regolamenti (CE) n. 810/2009(4) e (UE) 2016/399(5) del Parlamento europeo e del Consiglio,

–  i costi elevati, in termini umani, ma anche sociali, economici e di bilancio, associati allo status quo per i cittadini dei paesi terzi interessati (tariffe dei trafficanti, rischio di tratta e di sfruttamento, rischio di persecuzioni, rischio di morte e di maltrattamenti, ecc.) e per gli Stati membri e l'Unione (spesa di bilancio elevata per la ricerca e il salvataggio, compreso il trasporto marittimo privato, per la protezione delle frontiere, la cooperazione con i paesi terzi, le procedure di asilo e l'eventuale rimpatrio in caso di respingimento delle domande di protezione internazionale, nonché per la lotta contro la criminalità organizzata, la tratta e il contrabbando, ecc.),

–  il valore aggiunto dell'azione dell'Unione, in termini di garanzia del rispetto dei valori dell'Unione, compresi i diritti fondamentali, la fiducia reciproca tra gli Stati membri e la fiducia nel sistema da parte dei richiedenti asilo, la certezza del diritto, la prevedibilità e l'applicazione e attuazione uniformi delle norme, il conseguimento di economie di scala e la riduzione dei sopra citati costi dello status quo,

–  ricordare che la direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(6) e il regolamento (UE) n. 640/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(7) si applicano soltanto nel territorio degli Stati membri, mentre al momento per i richiedenti asilo vi sono insufficienti modi legali per raggiungere tale territorio,

–  ricordare che, a seguito della presentazione di una domanda di asilo in uno Stato membro, si applica il sistema europeo comune di asilo dell'Unione,

–  sottolineare che il rifiuto di una domanda di visto umanitario europeo non pregiudica in alcun modo il diritto a presentare domanda di asilo nell'Unione né impedisce al richiedente di presentare domanda per altri sistemi di protezione disponibili,

4.  DISPOSIZIONI GENERALI

–  perseguire l'obiettivo di definire disposizioni sulle procedure e sulle condizioni alle quali uno Stato membro può rilasciare il visto umanitario europeo alle persone che necessitano di protezione internazionale, al fine di consentire loro di entrare nel territorio dello Stato membro che lo ha rilasciato al solo scopo di presentare una domanda di protezione internazionale in quello Stato membro,

–  includere nel suo ambito d'applicazione i cittadini dei paesi terzi che devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri, ai sensi del regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio(8), e la cui esposizione a persecuzioni o il cui rischio di persecuzioni, quali definiti nella direttiva 2011/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(9), sono manifestamente fondati, ma che non sono già oggetto di una procedura di reinsediamento quale definita dai sistemi nazionali di reinsediamento, dalla proposta di regolamento che istituisce un quadro dell'Unione per il reinsediamento e modifica il regolamento (UE) n. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio(10) o dalla direttiva 2001/55/CE del Consiglio(11),

–  escludere dal suo ambito di applicazione i familiari che avrebbero altrimenti il diritto di raggiungere la loro famiglia in uno Stato membro in modo tempestivo conformemente ad altri atti legislativi di cui al diritto dell'Unione o nazionale,

5.  PROCEDURE PER IL RILASCIO DEI VISTI UMANITARI

–  prevedere che tali domande di visto siano presentate direttamente, per via elettronica o per iscritto, presso qualsiasi consolato o ambasciata degli Stati membri,

–  stabilire le modalità pratiche per tali domande di visto, comprese la compilazione del modulo di domanda, la comunicazione di informazioni sull'identità del richiedente, inclusi gli identificatori biometrici, e l'indicazione di motivazioni, per quanto possibile documentate, relative al timore di persecuzione o di un danno grave,

–  prevedere che il richiedente del visto sia invitato a un colloquio (se necessario con l'assistenza di un traduttore), che può anche essere condotto a distanza attraverso mezzi di comunicazione audio e video, che assicurino un livello adeguato di sicurezza, protezione e riservatezza,

–  prevedere che i documenti presentati siano valutati, anche in relazione alla loro autenticità, da un'autorità competente, indipendente e imparziale, con conoscenze e competenze adeguate in materia di protezione internazionale,

–  prevedere che le domande di visto siano valutate sulla base della dichiarazione del richiedente e del colloquio con lo stesso e, ove disponibile, della documentazione di supporto, senza esperire l'intera procedura di determinazione dello status,

–  prevedere che, prima del rilascio del visto, ciascun richiedente sia sottoposto a controlli di sicurezza, attraverso le pertinenti banche dati nazionali e dell'Unione nel pieno rispetto delle disposizioni applicabili sulla protezione dei dati, per assicurare che non presenti rischi per la sicurezza,

–  prevedere che la decisione in merito a tali domande di visto sia presa entro 15 giorni di calendario dalla data di presentazione,

–  prevedere che la decisione relativa alla domanda sia comunicata al richiedente e che sia personalizzata, scritta e motivata,

–  prevedere che al cittadino del paese terzo al quale tale visto è stato rifiutato sia consentito di presentare ricorso, come è attualmente possibile fare in caso di rifiuto di un visto di breve durata o di respingimento alla frontiera,

6.  RILASCIO DI UN VISTO UMANITARIO

–  prevedere che tali visti siano rilasciati mediante un adesivo comune e inseriti nel sistema di informazione visti,

–  prevedere che, una volta rilasciato un visto umanitario, esso consenta al suo titolare di entrare nel territorio dello Stato membro che lo ha rilasciato al solo fine di presentare una domanda di protezione internazionale in quello Stato membro,

7.  GESTIONE AMMINISTRATIVA E ORGANIZZAZIONE

–  prevedere che le domande relative al visto siano valutate da personale adeguatamente formato,

–  prevedere che il personale in questione possa essere distaccato in ambasciate, consolati o negli Stati membri e, in tal caso, le domande siano trasmesse per via elettronica e i colloqui siano condotti a distanza,

–  prevedere che determinati aspetti del processo, che non comportano preselezioni di casi, valutazioni o decisioni di alcun tipo, tra cui la fornitura di informazioni, la gestione degli appuntamenti per i colloqui e la raccolta di identificatori biometrici, possano essere gestiti da fornitori di servizi esterni,

–  prevedere l'adozione di misure appropriate per garantire la protezione e la sicurezza dei dati e la riservatezza delle comunicazioni,

–  prevedere che gli Stati membri cooperino tra loro, con le agenzie dell'Unione, con le organizzazioni internazionali, con le organizzazioni governative e non governative e con altri pertinenti portatori di interessi per garantire un'applicazione armonizzata,

–  prevedere che le informazioni sulle procedure e sulle condizioni dei visti, nonché sulle condizioni e sulle procedure per ottenere la protezione internazionale nel territorio degli Stati membri, siano rese ampiamente disponibili, anche sui siti web delle ambasciate e dei consolati degli Stati membri e tramite il Servizio europeo per l'azione esterna,

8.  DISPOSIZIONI FINALI

–  prevedere un apprezzabile sostegno finanziario da parte del Fondo di gestione integrata delle frontiere da mettere a disposizione degli Stati membri per la sua attuazione,

–  prevedere che gli Stati membri che rilasciano tale visto umanitario abbiano accesso allo stesso contributo del Fondo Asilo, migrazione e integrazione che essi ricevono quando accolgono un rifugiato nell'ambito del quadro europeo per il reinsediamento,

9.  MODIFICA DI ALTRI ATTI GIURIDICI

–  prevedere modifiche:

–  del regolamento (CE) n. 810/2009 al fine di chiarire che le disposizioni del regolamento che istituisce un visto umanitario europeo si applicano alle persone che necessitano di protezione internazionale,

–  del regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio(12) al fine di garantire che le domande di visto umanitario siano inserite nel sistema di informazione visti,

–  del Regolamento (UE) 2016/399 per adeguare le condizioni di ingresso per le persone che hanno ottenuto un visto umanitario europeo,

–  del Fondo di gestione integrata delle frontiere al fine di fornire finanziamenti agli Stati membri per l'attuazione del regolamento che istituisce il visto umanitario europeo,

–  dell'articolo 26 della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica del Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni(13) e della direttiva 2001/51/CE del Consiglio(14) al fine di esentare i vettori che trasportano cittadini di paesi terzi da responsabilità, obblighi e sanzioni se i cittadini in questione dichiarano l'intenzione di presentare domanda di protezione internazionale o umanitaria nel territorio degli Stati membri.

(1) GU L 243 del 15.9.2009, pag. 1.
(2) Sentenza della Corte di giustizia del 7 marzo 2017, X. e X./État belge, C-638/16, ECLI:EU:C:2017:173.
(3) HEIN / DONATO (CIR) 2012: Exploring avenues for protected entry in Europe (Esplorare possibilità di ingresso protetto in Europa), pag. 17.
(4) Regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un Codice comunitario dei visti (codice dei visti) (GU L 243 del 15.9.2009, pag. 1).
(5) Regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, che istituisce un codice unionale relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen) (GU L 77 del 23.3.2016, pag. 1).
(6) Direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale (GU L 180 del 29.6.2013, pag. 60).
(7) Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (GU L 180 del 29.6.2013, pag. 31).
(8) Regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio, del 15 marzo 2001, che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo (GU L 81 del 21.3.2001, pag. 1).
(9) Direttiva 2011/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (GU L 337 del 20.12.2011, pag. 9).
(10) 2016/0225(COD).
(11) Direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell'equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell'accoglienza degli stessi (GU L 212 del 7.8.2001, pag. 12).
(12) Regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, concernente il sistema di informazione visti (VIS) e lo scambio di dati tra Stati membri sui visti per soggiorni di breve durata (regolamento VIS) (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 60).
(13) GU L 239 del 22.9.2000, pag. 19.
(14) Direttiva 2001/51/CE del Consiglio, del 28 giugno 2001, che integra le disposizioni dell'articolo 26 della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (GU L 187 del 10.7.2001, pag. 45).


Codice dei visti ***I
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati l'11 dicembre 2018, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 810/2009 che istituisce un codice comunitario dei visti (codice dei visti) (COM(2018)0252 – C8-0114/2018 – 2018/0061(COD))(1)
P8_TA-PROV(2018)0495A8-0434/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Considerando 1
(1)  La politica comune dell'Unione europea in materia di visti per soggiorni di breve durata forma parte integrante della creazione di uno spazio senza frontiere interne. La politica dei visti dovrebbe rimanere uno strumento essenziale per facilitare il turismo e gli affari, contribuendo nel contempo a far fronte ai rischi per la sicurezza e al rischio di migrazione irregolare nell'Unione.
(1)  La politica comune dell'Unione europea in materia di visti per soggiorni di breve durata forma parte integrante della creazione di uno spazio senza frontiere interne. Una politica dei visti che rispetti i diritti umani e le libertà fondamentali dovrebbe facilitare gli spostamenti dei cittadini di paesi terzi verso l'UE, garantendo la libertà di circolazione delle persone e nel contempo la loro sicurezza nel territorio dell'UE. La politica comune dei visti dovrebbe essere coerente con le altre politiche dell'Unione, incluse quelle in materia di libertà di circolazione, residenza e mobilità.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 2 bis (nuovo)
(2 bis)   In sede di applicazione del presente regolamento, gli Stati membri dovrebbero ottemperare ai rispettivi obblighi previsti dal diritto internazionale, in particolare la Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e altri strumenti internazionali pertinenti.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  La procedura di presentazione della domanda di visto dovrebbe essere il più semplice possibile per i richiedenti. È opportuno stabilire con precisione quale sia lo Stato membro competente per l'esame della domanda di visto, in particolare quando il viaggio previsto concerne numerosi Stati membri. Se possibile, gli Stati membri dovrebbero autorizzare la compilazione e la presentazione per via elettronica dei moduli di domanda. Dovrebbero essere stabilite le scadenze delle varie fasi della procedura, in particolare per consentire ai viaggiatori di programmare il viaggio in anticipo e di evitare i periodi di punta nei consolati.
(4)  La procedura di presentazione della domanda di visto dovrebbe essere il più semplice possibile e avere costi il più possibile ragionevoli per i richiedenti. È opportuno stabilire con precisione quale sia lo Stato membro competente per l'esame della domanda di visto, in particolare quando il viaggio previsto concerne numerosi Stati membri. Gli Stati membri dovrebbero autorizzare la compilazione e la presentazione per via elettronica dei moduli di domanda. Dovrebbero essere stabilite le scadenze delle varie fasi della procedura, in particolare per consentire ai viaggiatori di programmare il viaggio con ragionevole anticipo e di evitare i periodi di punta nei consolati. Nell'ambito dell'ulteriore sviluppo dell'acquis verso una politica dei visti veramente comune, le procedure e le condizioni per il rilascio dei visti dovrebbero essere ulteriormente armonizzate e la loro applicazione uniforme dovrebbe essere rafforzata.
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 4 bis (nuovo)
(4 bis)   I consolati provvedono all'esame delle domande di visto e all'adozione delle decisioni al riguardo. Gli Stati membri dovrebbero garantire la propria presenza o rappresentanza tramite un altro Stato membro nei paesi terzi i cui cittadini sono soggetti all'obbligo di visto e provvedere affinché i consolati abbiano una conoscenza sufficiente della situazione locale per garantire l'integrità della procedura di presentazione della domanda di visto.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 5
(5)   Gli Stati membri non dovrebbero essere tenuti a mantenere la possibilità di presentare la domanda direttamente al consolato nei luoghi in cui un fornitore esterno di servizi è stato incaricato di raccogliere le domande di visto per conto del consolato stesso, fatti salvi gli obblighi imposti agli Stati membri dalla direttiva 2004/38/CE18, in particolare all'articolo 5, paragrafo 2.
soppresso
_________________
18 Direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri (GU L 229 del 29.6.2004, pag. 35)
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 5 bis (nuovo)
(5 bis)  I richiedenti non dovrebbero essere tenuti a esibire un'assicurazione sanitaria di viaggio al momento della presentazione di una domanda di visto per soggiorni di breve durata. Ciò rappresenta un onere sproporzionato per i richiedenti il visto e non è comprovato che i titolari di visti per soggiorni di breve durata presentino un rischio maggiore in termini di spesa sanitaria pubblica negli Stati membri rispetto ai cittadini di paesi terzi esenti dall'obbligo del visto.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 6
(6)  I diritti per i visti dovrebbero garantire che siano disponibili risorse finanziarie sufficienti a coprire le spese per il trattamento delle domande di visto, ivi comprese strutture adeguate e personale sufficiente ad assicurare la qualità e l'integrità dell'esame delle domande di visto. L'importo dei diritti per i visti dovrebbe essere riesaminato ogni due anni sulla base di criteri obiettivi.
(6)  I diritti per i visti dovrebbero garantire che siano disponibili risorse finanziarie sufficienti a coprire le spese per il trattamento delle domande di visto, ivi comprese strutture adeguate e personale sufficiente ad assicurare la qualità, la celerità e l'integrità dell'esame delle domande di visto. L'importo dei diritti per i visti dovrebbe essere riesaminato ogni due anni sulla base di criteri di valutazione obiettivi.
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 6 bis (nuovo)
(6 bis)   Le modalità di accoglienza dei richiedenti dovrebbero rispettare debitamente la dignità umana e i diritti fondamentali, come sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Il trattamento delle domande di visto dovrebbe essere effettuato senza discriminazioni, in modo professionale e rispettoso dei richiedenti.
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Considerando 7
(7)  Affinché i cittadini di paesi terzi soggetti all'obbligo del visto possano presentare la domanda di visto nel loro luogo di residenza anche se non è presente alcuno Stato membro al fine della raccolta delle domande, i fornitori esterni di servizi dovrebbero essere autorizzati a fornire i servizi necessari in cambio di diritti superiori al livello massimo generale.
(7)  Affinché i cittadini di paesi terzi soggetti all'obbligo del visto possano presentare la domanda di visto il più vicino possibile al loro luogo di residenza, i fornitori esterni di servizi dovrebbero essere autorizzati a raccogliere le domande in cambio di diritti superiori al livello massimo generale.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 8
(8)  È opportuno semplificare gli accordi di rappresentanza ed evitare ostacoli alla loro conclusione tra Stati membri. Lo Stato membro rappresentante dovrebbe essere competente per l'intero trattamento della domanda di visto, senza alcuna partecipazione dello Stato membro rappresentato.
(8)  È opportuno semplificare e agevolare gli accordi di rappresentanza ed evitare ostacoli alla loro conclusione tra Stati membri. Lo Stato membro rappresentante dovrebbe essere competente per l'intero trattamento della domanda di visto, senza alcuna partecipazione dello Stato membro rappresentato.
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 11
(11)  Qualora un paese terzo non cooperi alla riammissione dei suoi cittadini fermati in situazione irregolare e non collabori efficacemente al processo di rimpatrio, è opportuno adottare un'applicazione restrittiva e temporanea di alcune disposizioni del regolamento (CE) n. 810/2009 tramite un meccanismo trasparente basato su criteri obiettivi, al fine di rafforzare la cooperazione di tale paese terzo alla riammissione dei migranti irregolari.
(11)  Qualora un paese terzo cooperi in modo soddisfacente o non cooperi alla riammissione dei suoi cittadini fermati in situazione irregolare e collabori positivamente o non collabori efficacemente al processo di rimpatrio, è opportuno adottare un'applicazione restrittiva e temporanea di alcune disposizioni del regolamento (CE) n. 810/2009 tramite un meccanismo trasparente basato su criteri obiettivi, al fine di rafforzare la cooperazione di tale paese terzo alla riammissione dei migranti irregolari o di incoraggiarne la prosecuzione.
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 12
(12)  I richiedenti cui sia stato rifiutato il visto dovrebbero avere il diritto di presentare un ricorso che garantisca, in una determinata fase della procedura, un ricorso giurisdizionale effettivo. Nella notifica del rifiuto dovrebbero essere fornite informazioni più dettagliate sui motivi del rifiuto e sulle procedure di ricorso avverso le decisioni negative.
(12)  I richiedenti cui sia stato rifiutato il visto dovrebbero avere il diritto di presentare un ricorso che garantisca, il più presto possibile, un ricorso giurisdizionale effettivo. Nella notifica del rifiuto dovrebbero essere fornite informazioni dettagliate sui motivi del rifiuto e sulle procedure di ricorso avverso le decisioni negative.
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 13 bis (nuovo)
(13 bis)   Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i diritti e i principi riconosciuti, in particolare, dai trattati internazionali e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Esso mira, in particolare, a garantire il pieno rispetto del diritto alla protezione dei dati personali di cui all'articolo 16 TFUE, del diritto alla vita privata e familiare di cui all'articolo 7, del diritto di asilo di cui all'articolo 18 e dei diritti del minore di cui all'articolo 24 di detta Carta, nonché la protezione dei gruppi vulnerabili.
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 16
(16)  Dovrebbero essere definite norme flessibili per consentire agli Stati membri di ottimizzare la condivisione delle risorse e aumentare la copertura consolare. La cooperazione tra gli Stati membri (“centri di visto Schengen”) potrebbe assumere qualsiasi forma adatta alle circostanze locali al fine di migliorare la copertura geografica consolare, ridurre i costi a carico degli Stati membri, aumentare la visibilità dell'Unione e migliorare il servizio offerto ai richiedenti il visto.
(16)  Dovrebbero essere definite norme flessibili per consentire agli Stati membri di ottimizzare la condivisione delle risorse e aumentare la copertura consolare. La cooperazione tra gli Stati membri (“centri di visto Schengen”) potrebbe assumere qualsiasi forma adatta alle circostanze locali al fine di migliorare la copertura geografica consolare, ridurre i costi a carico degli Stati membri, aumentare la visibilità dell'Unione e migliorare il servizio offerto ai richiedenti il visto. La politica comune dei visti dovrebbe contribuire a generare crescita ed essere coerente con altre politiche dell'Unione, ad esempio quelle in materia di relazioni esterne, scambi commerciali, istruzione, cultura e turismo.
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 17
(17)  I sistemi elettronici per la presentazione della domanda di visto sviluppati dagli Stati membri contribuiscono ad agevolare le procedure per i richiedenti e i consolati. È opportuno sviluppare una soluzione comune che consenta la piena digitalizzazione, sfruttando appieno le recenti evoluzioni giuridiche e tecnologiche.
(17)  I sistemi elettronici per la presentazione della domanda di visto sviluppati dagli Stati membri sono fondamentali per agevolare le procedure per i richiedenti e i consolati. È opportuno sviluppare entro il 2025 una soluzione comune che garantisca la piena digitalizzazione, attraverso una piattaforma online e un visto elettronico UE, sfruttando così appieno le recenti evoluzioni giuridiche e tecnologiche in modo da consentire di presentare domande di visto online per rispondere alle esigenze dei richiedenti e attrarre più visitatori nello spazio Schengen. I sistemi elettronici per la presentazione della domanda di visto dovrebbero essere pienamente accessibili alle persone con disabilità. È opportuno rafforzare garanzie procedurali semplici e snelle e applicarle in modo uniforme.
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Considerando 17 bis (nuovo)
(17 bis)  In sede di applicazione del regolamento (CE) n. 810/2009, gli Stati membri dovrebbero ottemperare ai rispettivi obblighi previsti dal diritto internazionale, in particolare la Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e altri strumenti internazionali pertinenti.
Emendamento 21
Proposta di regolamento
Considerando 27 bis (nuovo)
(27 bis)   È opportuno adottare le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento. È opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea al fine di apportare modifiche tecniche agli allegati del presente regolamento.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Considerando 27 ter (nuovo)
(27 ter)   È opportuno adottare misure adeguate per il monitoraggio e la valutazione del presente regolamento per quanto riguarda l'armonizzazione del trattamento delle domande di visto. Il monitoraggio e la valutazione dovrebbero concentrarsi anche sul controllo del pieno rispetto dei diritti fondamentali da parte degli Stati membri nel trattamento delle domande, nonché dell'applicazione del principio di non discriminazione e della protezione dei dati personali.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 1 – paragrafo 1
1.  Il presente regolamento fissa le condizioni e le procedure per il rilascio del visto per soggiorni previsti sul territorio degli Stati membri non superiori a 90 giorni su un periodo di 180 giorni.
1.  Il presente regolamento fissa le condizioni e le procedure per il rilascio del visto per soggiorni previsti sul territorio degli Stati membri non superiori a 90 giorni su un periodo di 180 giorni e per soggiorni previsti di professionisti dello sport e della cultura fino a un anno la cui durata non sia superiore a 90 giorni su un periodo di 180 giorni in ogni singolo Stato membro.
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 1 – paragrafo 3 bis (nuovo)
(1 bis)  all'articolo 1, è aggiunto il paragrafo seguente:
"3 bis. In sede di applicazione del presente regolamento, gli Stati membri agiscono nel pieno rispetto del pertinente diritto unionale, compresa la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("la Carta"), del pertinente diritto internazionale, compresa la Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati ("la Convenzione di Ginevra"), degli obblighi inerenti all'accesso alla protezione internazionale, in particolare il principio di non respingimento, e dei diritti fondamentali. Conformemente ai principi generali del diritto unionale, le decisioni adottate ai sensi del presente regolamento sono adottate su base individuale.";
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 1 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 1 – paragrafo 3 ter (nuovo)
(1 ter)  all'articolo 1, è aggiunto il paragrafo seguente:
"3 ter. La Commissione europea presenta un sistema elettronico per i visti (E-visa) entro il 2025."
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2 – lettera d
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 2 – punto 12 bis (nuovo)
12 bis)   "professionisti dello sport e della cultura": cittadini di paesi terzi che non sono cittadini dell'Unione ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 1, del trattato e che appartengono alle seguenti categorie: artisti e relativo personale di supporto, sportivi di alto livello e relativo personale di supporto e, se del caso, i familiari di queste categorie che hanno potuto dimostrare chiaramente gli ostacoli amministrativi e logistici legati all'organizzazione in più Stati membri dello spazio Schengen di una tournée o di un torneo di durata superiore a tre mesi.
Emendamento 27
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 3 – lettera a (nuova)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 3 – paragrafo 5
(3)  all'articolo 3, paragrafo 5, le lettere b) e c) sono sostituite dalle seguenti:
(3)  all'articolo 3, paragrafo 5, le lettere b) e c) sono sostituite dalle seguenti:
"b) i cittadini di paesi terzi titolari di un titolo di soggiorno valido rilasciato da uno Stato membro che non partecipa all’adozione del presente regolamento o da uno Stato membro che non applica ancora pienamente le disposizioni dell’acquis di Schengen e i cittadini di paesi terzi titolari di uno dei titoli di soggiorno validi menzionati nell’allegato V, rilasciati da Andorra, dal Canada, dal Giappone, da San Marino o dagli Stati Uniti d’America, che garantisca il ritorno incondizionato del titolare, o titolari di un permesso di soggiorno per i territori caraibici del Regno dei Paesi Bassi (Aruba, Curaçao, Sint Maarten, Bonaire, Sint Eustatius e Saba);
c)  i cittadini di paesi terzi titolari di un visto valido per uno Stato membro che non partecipa all’adozione del presente regolamento, per uno Stato membro che non applica ancora pienamente le disposizioni dell’acquis di Schengen, per un paese aderente all’Accordo sulla creazione dello Spazio economico europeo, per il Canada, il Giappone o gli Stati Uniti d’America, o per i territori caraibici del Regno dei Paesi Bassi (Aruba, Curaçao, Sint Maarten, Bonaire, Sint Eustatius e Saba), quando si recano nel paese di rilascio o in un altro paese terzo, o quando, dopo aver utilizzato tale visto, ritornano dal paese di rilascio;”;
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 5 – paragrafo 1
b)  se il viaggio comprende più di una destinazione o se devono essere effettuate più visite separate nell'arco di due mesi, lo Stato membro il cui territorio costituisce la destinazione principale dei viaggi in termini di durata del soggiorno, calcolata in giorni; oppure
b)  se il viaggio comprende più di una destinazione o se devono essere effettuate più visite separate nell'arco di due mesi, lo Stato membro in cui è situata l'organizzazione o impresa ospitante, se del caso, o lo Stato membro il cui territorio costituisce la destinazione principale dei viaggi in termini di durata del soggiorno, calcolata in giorni, oppure, se la destinazione principale non può essere determinata, lo Stato membro attraverso la cui frontiera esterna il richiedente intende entrare nel territorio degli Stati membri;
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 5 – paragrafo 2 bis (nuovo)
(5 bis)  all'articolo 5 è inserito il seguente paragrafo:
"2 bis. Qualora lo Stato membro competente ai sensi del paragrafo 1, lettera a) o b), non sia né presente né rappresentato nel paese terzo in cui il richiedente presenta la domanda a norma dell'articolo 10, il richiedente è autorizzato a presentare la domanda:
a)  presso il consolato di uno degli Stati membri di destinazione del viaggio previsto;
b)  presso il consolato dello Stato membro di primo ingresso, se la lettera a) non è applicabile;
c)  in tutti gli altri casi presso il consolato di qualsiasi Stato membro presente nel paese in cui il richiedente presenta la domanda.
Se il consolato dello Stato membro che è competente ai sensi del paragrafo 1 o il consolato dello Stato membro di cui al primo comma del presente paragrafo si trovano a una distanza di più di 500 km dal luogo di residenza del richiedente, oppure se un viaggio di andata e ritorno mediante trasporto pubblico dal luogo di residenza del richiedente implica un pernottamento, e se il consolato di un altro Stato membro si trova più vicino al luogo di residenza del richiedente, quest'ultimo è autorizzato a presentare la domanda presso il consolato di tale Stato membro.";
Emendamento 30
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 5 – paragrafo 2 ter (nuovo)
(5 ter)  all'articolo 5 è inserito il seguente paragrafo:
"2 ter. Se lo Stato membro competente ai sensi dei paragrafi 1 o 2 ha concluso, a norma dell'articolo 8, un accordo di rappresentanza con un altro Stato membro ai fini dell'esame delle domande e del rilascio dei visti per conto di tale Stato, il richiedente presenta la propria domanda presso il consolato dello Stato membro rappresentante.";
Emendamento 31
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6 – lettera -a (nuova)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 8 – paragrafo 1
1.  Uno Stato membro può accettare di rappresentare un altro Stato membro che sia competente ai sensi dell'articolo 5 ai fini dell'esame delle domande e del rilascio dei visti per conto di tale Stato. Uno Stato membro può anche rappresentare un altro Stato membro in modo limitato soltanto per la raccolta delle domande e il rilevamento degli identificatori biometrici.
1.  Fatto salvo l'articolo 6, uno Stato membro può accettare di rappresentare un altro Stato membro che sia competente ai sensi dell'articolo 5 ai fini dell'esame delle domande e del rilascio dei visti per conto di tale Stato. Uno Stato membro può anche rappresentare un altro Stato membro in modo limitato soltanto per la raccolta delle domande e il rilevamento degli identificatori biometrici.
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6 – lettera b bis (nuova)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 8 – paragrafo 6
(b bis)   all'articolo 8, il paragrafo 6 è così modificato:
6.  Per evitare che un'infrastruttura di trasporto carente o lunghe distanze in una regione o area geografica specifica richiedano uno sforzo sproporzionato da parte dei richiedenti per avere accesso a un consolato, gli Stati membri che non hanno una proprio consolato in tale regione o area si adoperano per concludere accordi di rappresentanza con Stati membri che hanno consolati in quella regione o area.
"6. Per evitare che un'infrastruttura di trasporto carente o lunghe distanze in una regione o area geografica specifica richiedano uno sforzo sproporzionato da parte dei richiedenti per avere accesso a un consolato, gli Stati membri che non hanno una proprio consolato in tale regione o area si adoperano per concludere accordi di rappresentanza con Stati membri che hanno consolati in quella regione o area al fine di combattere la discriminazione tra cittadini di paesi terzi creata dalla disparità di accesso ai servizi consolari.
Questo tipo di accordo può altresì essere concluso con la rappresentanza di uno Stato membro dell'UE situata in un paese limitrofo al paese terzo interessato se essa è più vicina al domicilio del richiedente.";
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7 – lettera a
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 9 – paragrafo 1
Le domande possono essere presentate non prima di sei mesi o, per i marittimi nell'espletamento delle loro mansioni, non prima di nove mesi prima dell'inizio del viaggio previsto e, di norma, al più tardi 15 giorni di calendario prima dell'inizio del viaggio previsto.
Le domande possono essere presentate non prima di nove mesi prima dell'inizio del viaggio previsto e, di norma, al più tardi 15 giorni di calendario prima dell'inizio del viaggio previsto. In singoli casi urgenti giustificati, anche laddove sia necessario per motivi professionali, per motivi umanitari, per ragioni di interesse nazionale o in virtù di obblighi internazionali, il consolato può derogare al termine di cui sopra.
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7 – lettera a bis (nuova)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 9 – paragrafo 3
(a bis)   all'articolo 9, il paragrafo 3 è così modificato:
In giustificati casi d'urgenza il consolato può autorizzare i richiedenti a presentare domande senza chiedere l'appuntamento, o tale appuntamento è dato immediatamente.
"In giustificati casi d'urgenza il consolato può autorizzare i richiedenti a presentare domande senza chiedere l'appuntamento, o tale appuntamento è dato.
Nel caso di una procedura elettronica, in assenza di una risposta nel mese successivo alla presentazione della domanda, è previsto un mezzo di ricorso che consenta in ogni caso l'esame della domanda.";
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7 – lettera b
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 9 – paragrafo 4 – lettera a bis (nuova)
a bis)  dai rappresentanti legali del richiedente;
Emendamento 36
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 8 – lettera a
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 10 – paragrafo 1
I richiedenti si presentano di persona per la presentazione della domanda ai fini del rilevamento delle impronte digitali, in conformità dell'articolo 13, paragrafi 2 e 3 e paragrafo 7, lettera b).
Fatte salve le disposizioni degli articoli 13, 42, 43 e 45, i richiedenti possono presentare la loro domanda di persona o per via elettronica.
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 9 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 13 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)
(9 bis)  all'articolo 13, paragrafo 2, è aggiunto il seguente comma:
"Fatto salvo il paragrafo 3, il richiedente non può essere invitato da un fornitore esterno di servizi a presentarsi di persona per ciascuna domanda al fine di rilevare ogni volta gli identificatori biometrici. Per consentire ai fornitori esterni di servizi di verificare che gli identificatori biometrici siano stati rilevati, al richiedente è rilasciata una ricevuta dopo il rilevamento degli identificatori biometrici.";
Emendamento 38
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 10 – lettera a
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 14 – paragrafo 4 – comma 1
4.  Gli Stati membri possono chiedere al richiedente di presentare una dichiarazione di garanzia o di alloggio da parte di un privato, o entrambe, compilando un modulo elaborato da ciascuno Stato membro. Tale modulo indica in particolare:
4.  Gli Stati membri possono chiedere al richiedente di presentare una dichiarazione di garanzia o di alloggio da parte di un privato, o entrambe, compilando un modulo elaborato dalla Commissione. Tale modulo indica in particolare:
Emendamento 39
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 10 – lettera a
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 14 – paragrafo 4 – comma 2
Il modulo è redatto nelle lingue ufficiali dello Stato membro e in almeno un'altra lingua ufficiale delle istituzioni dell'Unione. Un facsimile del modulo è inviato alla Commissione.
La Commissione adotta il modulo mediante atti di esecuzione in conformità della procedura d'esame di cui all'articolo 52, paragrafo 2. Il modulo viene utilizzato per informare il garante/la persona che invita in merito al trattamento dei dati personali e alle norme applicabili. Il modulo è redatto nelle lingue ufficiali dello Stato membro e in almeno un'altra lingua ufficiale delle istituzioni dell'Unione.
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 11
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 15
(11)  l'articolo 15 è così modificato:
l'articolo 15 è soppresso;
(a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
Eliminazione dell'assicurazione sanitaria di viaggio
"1. I richiedenti i visti uniformi per un ingresso singolo devono dimostrare di possedere un'adeguata e valida assicurazione sanitaria di viaggio che copra le spese che potrebbero rendersi necessarie per il rimpatrio dovuto a motivi di salute, cure mediche urgenti, ricoveri ospedalieri d'urgenza o morte durante il soggiorno previsto nel territorio degli Stati membri.";
(b)  al paragrafo 2, il primo comma è sostituito dal seguente:
"2. I richiedenti i visti uniformi per ingressi multipli devono dimostrare di possedere un'adeguata e valida assicurazione sanitaria di viaggio che copra il periodo del primo viaggio previsto.";
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 16
(12)  l'articolo 16 è così modificato:
Articolo 16
Articolo 16
Diritti per i visti
Diritti per i visti
1.  I richiedenti pagano diritti pari a 80 EUR.
1.  I richiedenti pagano diritti pari a 80 EUR.
1 bis.  I richiedenti i cui dati sono già inseriti/registrati nel Sistema di informazione visti e i cui identificatori biometrici sono stati raccolti conformemente all'articolo 13 pagano diritti pari a 60 EUR.
2.  Per i minori di età uguale o superiore a sei anni e inferiore a dodici anni i diritti per i visti ammontano a 40 EUR.
2.  Per i minori di età uguale o superiore a dodici anni e inferiore a diciotto anni i diritti per i visti ammontano a 40 EUR.
2 bis.  Per i richiedenti che fanno parte di un gruppo in viaggio per motivi sportivi, culturali o educativi i diritti per i visti ammontano a 60 EUR.
4.  I diritti per i visti non vengono riscossi per i richiedenti appartenenti a una delle categorie seguenti:
4.  I diritti per i visti non vengono riscossi per i richiedenti appartenenti a una delle categorie seguenti:
a)  minori di età inferiore ai sei anni;
a)  minori di età inferiore ai dodici anni;
b)  alunni, studenti, studenti già laureati e insegnanti accompagnatori che intraprendono soggiorni per motivi di studio o formazione pedagogica;
b)  alunni, studenti, studenti già laureati e insegnanti accompagnatori che intraprendono soggiorni per motivi di studio o formazione pedagogica;
c)  ricercatori di paesi terzi che si spostano a fini di ricerca scientifica ai sensi della raccomandazione 2005/761/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 settembre 2005, diretta a facilitare il rilascio, da parte degli Stati membri, di visti uniformi di soggiorno di breve durata per i ricercatori di paesi terzi che si spostano nella Comunità a fini di ricerca scientifica(21);
c)  ricercatori di paesi terzi ai sensi della direttiva 2005/71/CE del Consiglio1, che si spostano a fini di ricerca scientifica o per partecipare a seminari o conferenze scientifiche;
d)  rappresentanti di organizzazioni senza fini di lucro di età non superiore ai venticinque anni che partecipano a seminari, conferenze, manifestazioni sportive, culturali o educative organizzati da organizzazioni senza fini di lucro.
d)  rappresentanti di organizzazioni senza fini di lucro di età non superiore ai venticinque anni che partecipano a seminari, conferenze, manifestazioni sportive, culturali o educative organizzati da organizzazioni senza fini di lucro;
e)  familiari di cittadini dell'Unione di cui all'articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2004/38/CE.
5.  Possono essere esentati dal pagamento di diritti per il visto:
5.  Possono essere esentati dal pagamento di diritti per il visto:
a)  i minori tra i sei e i dodici anni;
a)  i minori tra i dodici e i diciotto anni;
b)  i titolari di passaporti diplomatici e di servizio;
b)  i titolari di passaporti diplomatici e di servizio;
c)  i partecipanti a seminari, conferenze, manifestazioni sportive, culturali o educative organizzati da organizzazioni senza fini di lucro di età non superiore ai venticinque anni.
c)  i partecipanti a seminari, conferenze, manifestazioni sportive, culturali o educative organizzati da organizzazioni senza fini di lucro di età non superiore ai venticinque anni.
d)  i richiedenti un visto con validità territoriale limitata rilasciato per motivi umanitari, motivi di interesse nazionale o in virtù di obblighi internazionali, come anche i beneficiari di un programma di reinsediamento o ricollocazione dell'Unione;
e)  i richiedenti un visto con validità territoriale limitata.
6.  In singoli casi è possibile derogare alla riscossione o ridurre l'importo dei diritti per i visti, quando ciò serve a promuovere gli interessi culturali o sportivi, nonché gli interessi in materia di politica estera, di politica dello sviluppo e di altri settori essenziali d'interesse pubblico o per motivi umanitari.
6.  In singoli casi è possibile derogare alla riscossione o ridurre l'importo dei diritti per i visti, quando ciò serve a promuovere gli interessi culturali o sportivi, gli interessi in materia di politica estera, di politica dello sviluppo e di altri settori essenziali d'interesse pubblico, o per motivi umanitari o in virtù di obblighi internazionali.";
________________________________
1 Direttiva 2005/71/CE del Consiglio, del 12 ottobre 2005, relativa a una procedura specificamente concepita per l'ammissione di cittadini di paesi terzi a fini di ricerca scientifica (GU L 289 del 3.11.2005, pag. 15).
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 13
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 17
(13)  l'articolo 17 è così modificato:
Articolo 17
Diritti per servizi prestati
1.  Il fornitore esterno di servizi di cui all'articolo 43 può chiedere il pagamento di diritti per i servizi. I diritti per servizi prestati sono proporzionali alle spese sostenute dal fornitore esterno di servizi nello svolgere uno o più dei compiti di cui all'articolo 43, paragrafo 6.
1.  Il fornitore esterno di servizi di cui all'articolo 43 può chiedere il pagamento di diritti per i servizi. I diritti per servizi prestati sono proporzionali alle spese sostenute dal fornitore esterno di servizi nello svolgere uno o più dei compiti di cui all'articolo 43, paragrafo 6.
2.  L'importo dei diritti per servizi prestati è precisato nello strumento giuridico di cui all'articolo 43, paragrafo 2.
2.  L'importo dei diritti per servizi prestati è precisato nello strumento giuridico di cui all'articolo 43, paragrafo 2.
3.  Nell'ambito della cooperazione locale Schengen, gli Stati membri garantiscono che l'importo richiesto al richiedente rifletta debitamente i servizi offerti dal fornitore esterno di servizi e sia adattato in funzione delle circostanze locali. Inoltre, essi si adoperano per armonizzare l'importo applicato per i servizi prestati.
4.  Tale importo non supera la metà dell'importo del diritto per il visto di cui all'articolo 16, paragrafo 1, indipendentemente dalle eventuali riduzioni o deroghe ai diritti per i visti di cui all'articolo 16, paragrafi 2, 4, 5 e 6.
4.  Tale importo non supera la metà dell'importo del diritto per il visto di cui all'articolo 16, paragrafo 1, indipendentemente dalle eventuali riduzioni o deroghe ai diritti per i visti di cui all'articolo 16, paragrafi 2, 4, 5 e 6. Esso include tutti i costi relativi alla presentazione della domanda di visto, comprese la trasmissione della domanda e del documento di viaggio dal fornitore esterno di servizi al consolato e la restituzione del documento di viaggio al fornitore di servizi esterno.
5 Lo Stato membro o gli Stati membri interessati mantengono la possibilità per tutti i richiedenti di presentare la loro domanda direttamente ai rispettivi consolati.
5 Lo Stato membro o gli Stati membri interessati mantengono la possibilità per tutti i richiedenti di presentare la loro domanda direttamente ai rispettivi consolati o a un consolato di uno Stato membro con il quale hanno concluso un accordo di rappresentanza a norma dell'articolo 40.
5 bis.  Al momento del pagamento dei diritti per servizi prestati il richiedente ottiene una ricevuta.";
Emendamento 43
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 13 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 19 – paragrafo 3
(13 bis)  all'articolo 19, il paragrafo 3 è così modificato:
Se il consolato competente constata che le condizioni di cui al paragrafo 1 non sono soddisfatte, la domanda è irricevibile e il consolato, senza indugio:
"Se il consolato competente constata che le condizioni di cui al paragrafo 1 non sono soddisfatte, ne informa se del caso il richiedente, segnala le lacune riscontrate e consente al richiedente di correggerle. Se le lacune non vengono corrette, la domanda è irricevibile e il consolato, senza indugio:
–  restituisce il modulo di domanda e tutti i documenti presentati dal richiedente,
–  restituisce il modulo di domanda e tutti i documenti presentati dal richiedente,
–  distrugge i dati biometrici raccolti,
–  distrugge i dati biometrici raccolti,
–  rimborsa i diritti per i visti, e
–  rimborsa i diritti per i visti, e
–  non esamina la domanda.
–  non esamina la domanda.";
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 13 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 19 – paragrafo 4
(13 ter)  all'articolo 19, il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:
4.  A titolo di deroga, una domanda che non soddisfi i requisiti di cui al paragrafo 1 può essere considerata ricevibile per motivi umanitari o di interesse nazionale.
"4. A titolo di deroga, una domanda che non soddisfi i requisiti di cui al paragrafo 1 può essere considerata ricevibile per motivi umanitari, per motivi di interesse nazionale o in virtù di obblighi internazionali.";
Emendamento 45
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 14 – lettera a
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 21 – paragrafo 3 – lettera e
a)  al paragrafo 3, la lettera e) è sostituita dalla seguente:
a)  al paragrafo 3, la lettera e) è soppressa;
Emendamento 46
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 14 – lettera c
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 21 – paragrafo 8
8.  Nel corso dell'esame di una domanda, i consolati possono, in casi giustificati, svolgere un colloquio con il richiedente e richiedere documenti supplementari.
8.  Nel corso dell'esame di una domanda, i consolati possono, in casi giustificati, svolgere un colloquio con il richiedente e richiedere documenti supplementari. Tali colloqui possono essere condotti utilizzando i moderni strumenti digitali e i mezzi di comunicazione a distanza, quali le chiamate audio o video via internet. Durante il procedimento sono garantiti i diritti fondamentali dei richiedenti.
Emendamento 47
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 15 – lettera a bis (nuova)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 22 – paragrafo 4
(a bis)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:
4.  La Commissione informa gli Stati membri di tali notifiche.
"4. La Commissione pubblica tali notifiche.";
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 16 – lettera a
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 23 – paragrafo 1
La decisione sulla domanda è presa entro 10 giorni di calendario dalla data della presentazione di una domanda ricevibile ai sensi dell'articolo 19.
La decisione sulla domanda è presa entro 10 giorni di calendario dalla data della presentazione di una domanda ricevibile ai sensi dell'articolo 19, ovvero entro 5 giorni di calendario per i richiedenti il visto i cui dati sono già registrati nel Sistema di informazione visti e i cui identificatori biometrici sono stati raccolti in conformità dell'articolo 13.
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 16 – lettera a
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 23 – paragrafo 2
2.  Detto termine può essere prorogato fino a un massimo di 45 giorni di calendario in singoli casi, segnatamente quando si rende necessario un ulteriore esame della domanda.
2.  Detto termine può essere prorogato fino a un massimo di 30 giorni di calendario in singoli casi, segnatamente quando si rende necessario un ulteriore esame della domanda.
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 16 – lettera a bis (nuova)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 23 – paragrafo 2 bis (nuovo)
(a bis)  è inserito il seguente paragrafo 2 bis:
"2 bis. La decisione sulla domanda è presa senza indugio in giustificati casi individuali d'urgenza, anche qualora ciò sia necessario per motivi professionali, per motivi umanitari, per ragioni di interesse nazionale o in virtù di obblighi internazionali.";
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 17 – lettera a bis (nuova)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 24 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  Ai richiedenti che, a giudizio dei consolati, soddisfano le condizioni di ingresso e per i quali non sussiste alcuno dei motivi di rifiuto di cui all'articolo 32 è rilasciato un visto in conformità del presente articolo.
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 17 – lettera b
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 24 – paragrafo 2 – lettera a
a)  un anno, purché il richiedente abbia ottenuto e usato legittimamente tre visti nei due anni precedenti;
a)  un anno, purché il richiedente abbia ottenuto e usato legittimamente tre visti nei due anni precedenti; nel caso dei marittimi nell'espletamento delle loro mansioni, il visto è rilasciato con un periodo di validità di un anno, purché il richiedente abbia ottenuto e usato legittimamente due visti nei due anni precedenti;
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 17 – lettera b
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 24 – paragrafo 2 – lettera b
b)  due anni, purché il richiedente abbia ottenuto e usato legittimamente un precedente visto per ingressi multipli della validità di un anno;
b)  due anni, se nei due anni precedenti il richiedente ha ottenuto un visto per ingressi multipli della validità di un anno;
Emendamento 54
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 17 – lettera b
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 24 – paragrafo 2 – lettera c
c)  cinque anni, purché il richiedente abbia ottenuto e usato legittimamente un precedente visto per ingressi multipli della validità di due anni.
c)  cinque anni, se nei tre anni precedenti il richiedente ha ottenuto un precedente visto per ingressi multipli della validità di due anni.
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 17 – lettera c
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 24 – paragrafo 2 quater
2 quater.  Fatto salvo il paragrafo 2, può essere rilasciato un visto per ingressi multipli valido fino a cinque anni ai richiedenti che ne dimostrano la necessità o giustificano l'intenzione di viaggiare frequentemente e/o con regolarità, purché dimostrino la propria integrità e affidabilità, in particolare l'uso legittimo di precedenti visti, la situazione economica nel paese di origine e l'effettiva intenzione di lasciare il territorio degli Stati membri prima della scadenza del visto che hanno richiesto.
2 quater.  Fatto salvo il paragrafo 2, viene rilasciato un visto per ingressi multipli valido fino a cinque anni ai richiedenti che ne dimostrano la necessità o giustificano l'intenzione di viaggiare frequentemente e/o con regolarità, in particolare a motivo della loro situazione professionale o familiare, quali uomini d'affari, funzionari pubblici che intrattengono contatti regolari e ufficiali con gli Stati membri e le istituzioni dell'Unione, rappresentanti di organizzazioni della società civile che viaggiano per partecipare a corsi di formazione pedagogica, seminari e conferenze, familiari di cittadini dell'Unione, familiari di cittadini di paesi terzi che risiedono legalmente negli Stati membri e marittimi, purché dimostrino la propria integrità e affidabilità, in particolare l'uso legittimo di precedenti visti, la situazione economica nel paese di origine e l'effettiva intenzione di lasciare il territorio degli Stati membri prima della scadenza del visto che hanno richiesto.
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 18
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 25 bis
"Articolo 25 bis
"Articolo 25 bis
Cooperazione in materia di riammissione
Cooperazione in materia di riammissione
1.  L'articolo 14, paragrafo 6, l'articolo 16, paragrafo 1 e paragrafo 5, lettera b), l'articolo 23, paragrafo 1, e l'articolo 24, paragrafo 2, non si applicano ai richiedenti o alle categorie di richiedenti che sono cittadini di un paese terzo che si ritiene non cooperi a sufficienza con gli Stati membri nella riammissione dei migranti irregolari, sulla base di dati pertinenti e obiettivi, in conformità del presente articolo. Il presente articolo non pregiudica i poteri conferiti alla Commissione dall'articolo 24, paragrafo 2 quinquies.
1.  In funzione del livello di cooperazione con gli Stati membri, da parte dei paesi terzi, in materia di riammissione dei migranti irregolari, valutato sulla base di dati pertinenti e oggettivi, è possibile adeguare l'applicazione dell'articolo 16, paragrafo 1 bis e paragrafo 5, lettera b), e dell'articolo 24, paragrafo 2, per determinate categorie di richiedenti o per tutti i richiedenti che sono cittadini di detto paese terzo, come specificato al paragrafo 4.
Il presente articolo non pregiudica i poteri conferiti alla Commissione dall'articolo 24, paragrafo 2 quinquies.
2.  La Commissione valuta regolarmente la cooperazione dei paesi terzi in materia di riammissione, tenendo conto, in particolare, dei seguenti indicatori:
2.  La Commissione valuta regolarmente, almeno una volta l'anno, la cooperazione in materia di riammissione dei paesi terzi in questione, tenendo conto, in particolare, dei seguenti indicatori:
(a)  il numero di decisioni di rimpatrio emesse nei confronti di persone provenienti dal paese terzo in questione il cui soggiorno nel territorio degli Stati membri è irregolare;
(a)  il numero di cittadini di paesi terzi oggetto di una decisione amministrativa o giudiziaria conformemente alla direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio;
(b)  il numero di rimpatri effettivi di persone destinatarie di decisioni di rimpatrio in rapporto al numero di decisioni di rimpatrio emesse nei confronti di cittadini del paese terzo in questione, compreso, se del caso, sulla base di accordi di riammissione dell’Unione o bilaterali, il numero di cittadini di paesi terzi che hanno transitato sul suo territorio;
(c)  il numero di richieste di riammissione accettate dal paese terzo in rapporto al numero di richieste di riammissione presentate a tale paese.
(b)  il numero di richieste di riammissione per Stato membro accettate dal paese terzo in rapporto al numero di richieste di riammissione presentate a tale paese;
(c)  il grado di cooperazione pratica in materia di rimpatrio nelle diverse fasi della procedura di rimpatrio, ad esempio:
i)  assistenza tempestiva nelle procedure di identificazione;
ii)  rilascio e accettazione dei documenti di viaggio necessari.
La Commissione comunica i risultati della sua valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio, i quali discutono la questione, in particolare per quanto riguarda il livello di cooperazione con il paese terzo interessato in merito alla riammissione dei migranti irregolari.
Per valutare la cooperazione di un paese in materia di riammissione viene tenuto conto, in particolare, di quanto segue:
a)  partecipazione a progetti pilota in materia di migrazione per lavoro, contribuendo in tal modo a disincentivare la migrazione irregolare;
b)  sforzi comprovati volti a reintegrare i rimpatriati e a garantire la sostenibilità dei rimpatri;
c)  sforzi comprovati volti a combattere la tratta e il traffico di esseri umani e le conseguenti violazioni dei diritti delle persone coinvolte (partecipazione al rafforzamento delle capacità e attività di formazione, anche in materia di prevenzione degli abusi e dello sfruttamento).
La Commissione informa il Parlamento delle conclusioni della valutazione.
3.  Uno Stato membro può notificare alla Commissione di incontrare problemi pratici sostanziali e persistenti nella cooperazione con un paese terzo in materia di riammissione di migranti in situazione irregolare, sulla base degli indicatori elencati al paragrafo 2.
3.  Uno Stato membro può notificare alla Commissione i problemi pratici sostanziali e persistenti osservati e i miglioramenti sostanziali registrati nella cooperazione con un paese terzo in materia di riammissione di migranti in situazione irregolare, sulla base degli indicatori elencati al paragrafo 2.
4.   La Commissione esamina entro un mese le eventuali notifiche di cui al paragrafo 3.
La Commissione esamina entro 15 giorni le eventuali notifiche. La Commissione informa immediatamente il Consiglio e il Parlamento europeo in merito ai risultati di tale esame.
5.  Qualora, in base all'analisi di cui ai paragrafi 2 e 4, la Commissione decida che un paese non coopera a sufficienza e che quindi occorre intervenire, essa può, tenendo conto anche delle relazioni generali dell'Unione con il paese terzo in questione, adottare, in conformità della procedura di esame di cui all'articolo 52, paragrafo 2, un atto di esecuzione:
4.   Qualora, in base all'analisi di cui ai paragrafi 2 e 3, tenendo conto delle relazioni generali dell'Unione con il paese terzo in questione, in particolare per quanto concerne la cooperazione in materia di riammissione, nonché tenendo conto della valutazione e delle deliberazioni di cui al paragrafo 2, la Commissione decida che un paese:
(a)  che sospenda temporaneamente l'applicazione dell'articolo 14, paragrafo 6, dell'articolo 16, paragrafo 5, lettera b), dell'articolo 23, paragrafo 1, o dell'articolo 24, paragrafo 2, o di alcune o tutte dette disposizioni, a tutti i cittadini del paese terzo in questione o ad alcune categorie di tali cittadini, oppure
a)  coopera a sufficienza, essa adotta un atto di esecuzione, conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 52, paragrafo 2 bis, per talune categorie di cittadini o per tutti i cittadini del paese terzo interessato che presentano domanda di visto nel territorio di detto paese terzo:
i)  che riduce i diritti di visto in conformità dell'articolo 16, paragrafo 2 bis, e/o
ii)  che riduce i tempi per l'adozione delle decisioni sulle domande, in conformità dell'articolo 23, paragrafo 1 bis, e/o
iii)  che aumenta il periodo di validità dei visti per ingressi multipli, in conformità dell'articolo 24, paragrafo 2, ultimo comma; e/o
iv)  che agevola la partecipazione a progetti in materia di migrazione per lavoro;
(b)  che applichi i diritti per i visti di cui all'articolo 16, paragrafo 2 bis, a tutti i cittadini del paese terzo in questione o ad alcune categorie di tali cittadini.
b)  non coopera a sufficienza, essa può, tenendo conto anche delle relazioni generali dell'Unione con il paese terzo in questione, adottare, in conformità della procedura di esame di cui all'articolo 52, paragrafo 2 bis, un atto di esecuzione:
i)   che modifica temporaneamente l'applicazione dell'articolo 14, paragrafo 6, o dell'articolo 23, paragrafo 1, o che sospende temporaneamente l'articolo 16, paragrafo 5 ter, l'articolo 23, paragrafo 1, o alcune delle loro disposizioni, o l'articolo 24, paragrafo."
6.  La Commissione valuta continuamente, sulla base degli indicatori di cui al paragrafo 2, se possano essere constatati miglioramenti significativi nella cooperazione del paese terzo in questione in materia di riammissione dei migranti irregolari e, tenendo conto anche delle relazioni generali dell'Unione con tale paese, può decidere di abrogare o modificare l'atto di esecuzione di cui al paragrafo 5.
7.  Entro sei mesi dall'entrata in vigore dell'atto di esecuzione di cui al paragrafo 5, la Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito ai progressi conseguiti nella cooperazione del paese terzo in questione in materia di riammissione."
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 22 – lettera a ter (nuova)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 32 – paragrafo 1 – lettera a – punto vii
a ter)   all'articolo 32, il paragrafo 1, punto vii), è soppresso
vii)  non dimostra di possedere un'adeguata e valida assicurazione sanitaria di viaggio, ove applicabile;
Emendamento 59
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 22 – lettera a bis (nuova)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 32 – paragrafo 2
(a bis)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
2.  La decisione di rifiuto e i motivi su cui si basa sono notificati al richiedente mediante il modulo uniforme di cui all'allegato VI.
"2. La decisione di rifiuto e i motivi su cui si basa sono notificati al richiedente mediante il modulo uniforme di cui all'allegato VI, in una lingua che sia a lui comprensibile, o che si possa ragionevolmente supporre lo sia.";
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 22 – lettera b
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 32 – paragrafo 3
3.  I richiedenti cui sia stato rifiutato il visto dovrebbero avere il diritto di presentare un ricorso che garantisca, in una determinata fase della procedura, un ricorso giurisdizionale effettivo. I ricorsi sono proposti nei confronti dello Stato membro che ha adottato la decisione definitiva in merito alla domanda e disciplinati conformemente alla legislazione nazionale di tale Stato membro. Gli Stati membri forniscono ai richiedenti informazioni dettagliate sulla procedura cui attenersi in caso di ricorso, come precisato nell'allegato V.
3.  I richiedenti cui sia stato rifiutato il visto dovrebbero avere il diritto di presentare un ricorso che garantisca, in una determinata fase della procedura, un ricorso giurisdizionale effettivo. I ricorsi sono proposti nei confronti dello Stato membro che ha adottato la decisione definitiva in merito alla domanda e disciplinati conformemente alla legislazione nazionale di tale Stato membro. Il termine per la presentazione del ricorso è di almeno 30 giorni di calendario. Gli Stati membri forniscono ai richiedenti informazioni dettagliate sulla procedura cui attenersi in caso di ricorso, come precisato nell'allegato VI, in una lingua a loro comprensibile o che si possa ragionevolmente supporre lo sia.
Emendamento 61
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 22 – lettera b
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 32 – paragrafo 3 bis
3 bis.   Il modulo uniforme per notificare e motivare il rifiuto, l'annullamento o la revoca di un visto di cui all'allegato VI è disponibile, come minimo, nelle seguenti lingue:
a)  nelle lingue ufficiali dello Stato membro per il quale è richiesto il visto; e
b)  nelle lingue ufficiali del paese ospitante.
Oltre che nelle lingue di cui alla lettera a), il modulo può essere reso disponibile in un'altra lingua ufficiale delle istituzioni dell'Unione europea.
Una traduzione del modulo di domanda nella lingua ufficiale o nelle lingue ufficiali del paese ospitante è fornita nell'ambito della cooperazione locale Schengen di cui all'articolo 48.
Emendamento 62
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 22 quater (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 34 – paragrafo 7
(22 quater)   all'articolo 34, il paragrafo 7 è così modificato:
7.  Un titolare il cui visto sia stato annullato o revocato ha il diritto di presentare ricorso, a meno che il visto sia stato revocato su sua richiesta conformemente al paragrafo 3. I ricorsi sono proposti nei confronti dello Stato membro che ha adottato la decisione in merito all'annullamento o alla revoca e disciplinati conformemente alla legislazione nazionale di tale Stato membro. Gli Stati membri forniscono ai richiedenti informazioni sulla procedura cui attenersi in caso di ricorso, come precisato nell'allegato VI.
"7. Un titolare il cui visto sia stato annullato o revocato ha il diritto di presentare ricorso, a meno che il visto sia stato revocato su sua richiesta conformemente al paragrafo 3. I ricorsi sono proposti nei confronti dello Stato membro che ha adottato la decisione in merito all'annullamento o alla revoca e disciplinati conformemente alla legislazione nazionale di tale Stato membro. Gli Stati membri forniscono ai richiedenti informazioni sulla procedura cui attenersi in caso di ricorso, come precisato nell'allegato VI. Se il beneficiario del visto annullato è già presente nel territorio di uno Stato membro, non può essere adottata alcuna decisione di rimpatrio fino a quando non sia stato esaurito il termine di ricorso o la decisione finale in merito a tale ricorso non sia stata debitamente notificata al beneficiario.";
Emendamento 63
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 22 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 35 – paragrafo 2
(24 ter)  all'articolo 35, il paragrafo 2 è soppresso;
Emendamento 64
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 24
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 36 bis – paragrafo 3
3.  Lo Stato membro interessato stabilisce strutture adeguate e impiega personale che abbia ricevuto una formazione specifica per il trattamento delle domande di visto e lo svolgimento di tutte le verifiche e le valutazioni dei rischi di cui all'articolo 21.
3.  Lo Stato membro interessato stabilisce strutture adeguate e impiega personale che abbia ricevuto una formazione specifica per il trattamento delle domande di visto e lo svolgimento di tutte le verifiche e le valutazioni dei rischi di cui all'articolo 21. Il personale riceve una formazione sulla gestione digitale dei file.
Emendamento 65
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 24 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 37 – paragrafo 2
(24 ter)   all'articolo 37, il paragrafo 2 è così modificato:
2.  La conservazione e l'uso dei visti adesivi sono soggetti ad adeguate misure di sicurezza per evitare frodi o perdite. Ogni consolato tiene una contabilità della sua scorta di visti adesivi e registra come è stato utilizzato ciascun visto adesivo.
"2. La conservazione e l'uso dei visti adesivi sono soggetti ad adeguate misure di sicurezza per evitare frodi o perdite. Ogni consolato tiene una contabilità della sua scorta di visti adesivi e registra come è stato utilizzato ciascun visto adesivo. Qualsiasi frode o perdita significativa deve essere segnalata alla Commissione.";
Emendamento 66
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 25
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 37 – paragrafo 3 – comma 2
I fascicoli individuali sono conservati per almeno un anno a decorrere dalla data della decisione sulla domanda di cui all'articolo 23, paragrafo 1, o, in caso di ricorso, fino alla conclusione della procedura di ricorso.
I fascicoli individuali sono conservati per almeno due anni a decorrere dalla data della decisione sulla domanda di cui all'articolo 23, paragrafo 1, o, in caso di ricorso, fino alla conclusione della procedura di ricorso.
Emendamento 67
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 26 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 38 – paragrafo 4 bis (nuovo)
(26 bis)  all'articolo 38, è inserito il seguente paragrafo 4 bis:
"4 bis. Gli Stati membri provvedono affinché i consolati dispongano di una procedura di reclamo per i richiedenti il visto. Le informazioni relative a tale procedura sono messe a disposizione dai consolati sul loro sito web e, se del caso, dal fornitore esterno di servizi. Gli Stati membri garantiscono che sia tenuto un registro dei reclami.";
Emendamento 68
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 26 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 39 – paragrafo 1
(26 bis)   all'articolo 39, il paragrafo 1 è così modificato:
1.  I consolati degli Stati membri garantiscono che i richiedenti vengano accolti cortesemente.
"1. I consolati degli Stati membri garantiscono che i richiedenti vengano accolti cortesemente. Le modalità di accoglienza dei richiedenti e di trattamento delle loro domande rispettano debitamente i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Il trattamento delle domande di visto viene effettuato senza discriminazioni, in modo professionale e rispettoso dei richiedenti.";
Emendamento 88
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 26 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 39 – paragrafo 3
(26 ter)  all'articolo 39, il paragrafo 3 è modificato come segue:
"Nello svolgimento delle sue mansioni il personale consolare non pone in atto discriminazioni nei confronti delle persone per motivi di nazionalità, sesso, genere, situazione familiare, origine, religione effettiva o presunta, convinzioni personali, disabilità, età od orientamento sessuale.";
Emendamento 70
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 29 – lettera d
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 43 – paragrafo 9
9.  Gli Stati membri sono responsabili del rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali e garantiscono che il fornitore esterno di servizi sia soggetto alla sorveglianza delle autorità di controllo preposte alla protezione dei dati a norma dell'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679.";
9.  Lo Stato membro interessato o gli Stati membri interessati mantengono la responsabilità del rispetto delle norme, per quanto riguarda segnatamente il rispetto dei diritti fondamentali e in particolare il principio di non discriminazione e protezione dei dati personali, e garantiscono che il fornitore esterno di servizi sia soggetto alla sorveglianza delle autorità di controllo preposte alla protezione dei dati a norma dell'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679.
Emendamento 71
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 33 – lettera b
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 48 – paragrafo 1 bis – lettera c
c)  provvedere a una traduzione comune del modulo di domanda, se del caso;
c)  provvedere a una traduzione comune del modulo di domanda e del modulo uniforme per notificare e giustificare il rifiuto, l'annullamento o la revoca di un visto, se del caso;
Emendamento 72
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 33 – lettera d
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 48 – paragrafo 3 – lettera b – punto vi)
vi)  le tendenze relative ai rifiuti di visto;
vi)  le tendenze relative ai rifiuti di visto e i relativi motivi;
Emendamento 73
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 33 – lettera d
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 48 – paragrafo 3 – lettera d
d)  informazioni sulle compagnie di assicurazione che forniscono un'adeguata assicurazione sanitaria di viaggio, inclusa la verifica del tipo di copertura e del possibile importo in eccesso.
soppresso
Emendamento 74
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 34 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 49
(34 bis)   l'articolo 49 è così modificato:
Articolo 49
"Articolo 49
Regimi relativi ai Giochi olimpici e paraolimpici
Regimi relativi ai Giochi olimpici e paraolimpici e alle altre competizioni sportive internazionali di alto livello
Gli Stati membri che ospitano i Giochi olimpici e paraolimpici applicano le specifiche procedure e condizioni per la facilitazione del rilascio dei visti come indicato all'allegato XI.
Gli Stati membri che ospitano i Giochi olimpici e paraolimpici e altre competizioni sportive internazionali di alto livello applicano le specifiche procedure e condizioni per la facilitazione del rilascio dei visti come indicato all'allegato XI.";
Emendamento 75
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 810/2009
Articolo 50 ter – paragrafo 1
1.  Gli atti delegati adottati ai sensi del presente articolo entrano in vigore immediatamente e si applicano finché non siano sollevate obiezioni conformemente al paragrafo 2. La notifica di un atto delegato al Parlamento europeo e al Consiglio illustra i motivi del ricorso alla procedura d'urgenza.
1.  Gli atti delegati adottati ai sensi del presente articolo entrano in vigore immediatamente e si applicano finché non siano sollevate obiezioni conformemente al paragrafo 2. La notifica di un atto delegato al Parlamento europeo e al Consiglio è trasmessa contestualmente e senza indugio e illustra con precisione i motivi del ricorso alla procedura d'urgenza.
Emendamento 76
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 1
1.  Tre anni dopo [la data di entrata in vigore del presente regolamento], la Commissione presenta una valutazione della sua applicazione. Tale valutazione globale include un esame dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi e dell'attuazione delle disposizioni del presente regolamento.
1.  Due anni dopo [la data di entrata in vigore del presente regolamento], la Commissione presenta una valutazione della sua applicazione. Tale valutazione globale include un esame dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi e dell'attuazione delle disposizioni del presente regolamento.
Emendamento 77
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.   Entro un anno dal [data di entrata in vigore del presente regolamento], la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione di valutazione sull'abolizione dei visti adesivi e sull'introduzione del visto digitale, che permette di rilasciare un visto Schengen mediante semplice registrazione nel VIS e invio di una notifica elettronica al richiedente.
Emendamento 78
Proposta di regolamento
Allegato IV bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 810/2009
Allegato XI
ALLEGATO XI - PROCEDURE E CONDIZIONI SPECIFICHE PER LA FACILITAZIONE DEL RILASCIO DEI VISTI AI MEMBRI DELLA FAMIGLIA OLIMPICA PARTECIPANTI AI GIOCHI OLIMPICI E PARAOLIMPICI
ALLEGATO XI - PROCEDURE E CONDIZIONI SPECIFICHE PER LA FACILITAZIONE DEL RILASCIO DEI VISTI AI MEMBRI DELLA FAMIGLIA OLIMPICA E SPORTIVA PARTECIPANTI AI GIOCHI OLIMPICI E PARAOLIMPICI E A COMPETIZIONI SPORTIVE DI ALTO LIVELLO

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A8-0434/2018).


Sistema comune d'imposta sul valore aggiunto con riguardo all'applicazione temporanea di un meccanismo generalizzato di inversione contabile alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi al di sopra di una determinata soglia *
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Risoluzione legislativa del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018 sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto con riguardo all'applicazione temporanea di un meccanismo generalizzato di inversione contabile alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi al di sopra di una determinata soglia (COM(2016)0811 – C8-0023/2017 – 2016/0406(CNS))
P8_TA-PROV(2018)0496A8-0418/2018

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2016)0811),

–  visto l'articolo 113 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0023/2017),

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A8-0418/2018),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di direttiva
Considerando 4
(4)  Al fine di limitare il rischio di spostamento della frode da uno Stato membro all'altro, tutti gli Stati membri che soddisfano determinati criteri per quanto riguarda il loro livello di frodi, in particolare in relazione alla frode carosello, e che sono in grado di dimostrare che altre misure di controllo non sono sufficienti a contrastare tale frode, dovrebbero essere autorizzati a ricorrere a un meccanismo generalizzato di inversione contabile.
(4)  Al fine di limitare il rischio di spostamento della frode da uno Stato membro all'altro, tutti gli Stati membri che soddisfano determinati criteri per quanto riguarda il loro livello di frodi, in particolare in relazione alla frode carosello, e che sono in grado di dimostrare che altre misure di controllo non sono sufficienti a contrastare tale frode, dovrebbero essere autorizzati a ricorrere a un meccanismo generalizzato di inversione contabile. Essi dovrebbero inoltre essere tenuti a dimostrare che gli introiti stimati della riscossione e del rispetto dell'obbligo tributario, previsti a seguito dell'introduzione del meccanismo generalizzato di inversione contabile, compensano gli oneri aggiuntivi globali stimati per le imprese e le amministrazioni fiscali e che le une e le altre non dovranno sostenere costi maggiori di quelli dovuti a seguito dell'applicazione di altre misure di controllo.
Emendamento 2
Proposta di direttiva
Considerando 5
(5)  Inoltre anche gli Stati membri confinanti esposti a un grave rischio di spostamento della frode nel loro territorio, derivante dal fatto che tale meccanismo è autorizzato in un altro Stato membro, dovrebbero avere la facoltà di ricorrere a un meccanismo generalizzato di inversione contabile qualora altre misure di controllo siano insufficienti per combattere tale rischio di frode.
soppresso
Emendamento 3
Proposta di direttiva
Considerando 6
(6)  Gli Stati membri che decidono di applicare il meccanismo generalizzato di inversione contabile dovrebbero applicarlo a tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi al di sopra di una determinata soglia per fattura. Il meccanismo generalizzato di inversione contabile non dovrebbe essere limitato a un settore specifico.
(6)  Gli Stati membri che decidono di applicare il meccanismo generalizzato di inversione contabile dovrebbero applicarlo a tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi non transfrontaliere al di sopra di una determinata soglia per operazione. Il meccanismo generalizzato di inversione contabile non dovrebbe essere limitato a un settore specifico.
Emendamento 4
Proposta di direttiva
Considerando 7 bis (nuovo)
(7 bis)  Al fine di valutare se l'introduzione del meccanismo generalizzato di inversione contabile in uno Stato membro determini uno spostamento della frode verso altri Stati membri e stimare il livello delle eventuali perturbazioni nel funzionamento del mercato interno, è opportuno prevedere un obbligo specifico di scambio di informazioni tra gli Stati membri che applicano il meccanismo generalizzato di inversione contabile e gli altri Stati membri. Tutti questi scambi di informazioni dovrebbero essere soggetti alle disposizioni applicabili in materia di riservatezza e protezione dei dati personali. Tali disposizioni prevedono deroghe e limitazioni al fine di salvaguardare gli interessi degli Stati membri e dell'Unione nel settore della fiscalità.
Emendamento 5
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 1 – comma 1
In deroga all'articolo 193, fino al 30 giugno 2022 uno Stato membro può stabilire, nell'ambito del meccanismo generalizzato di inversione contabile, che il soggetto debitore dell'IVA sia il soggetto passivo destinatario di una cessione di beni o di una prestazione di servizi al di sopra di una soglia di 10 000 EUR per fattura.
In deroga all'articolo 193, fino al 30 giugno 2022 uno Stato membro può stabilire, nell'ambito del meccanismo generalizzato di inversione contabile, che il soggetto debitore dell'IVA sia il soggetto passivo destinatario di una cessione di beni o di una prestazione di servizi al di sopra di una soglia di 25 000 EUR per fattura.
Emendamento 6
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 1 – comma 2 – lettera a
(a)  presenta un divario dell'IVA, espresso in percentuale del debito totale IVA, di almeno 5 punti percentuali superiore alla media comunitaria del divario dell'IVA;
(a)  presentava nel 2014, sulla base del metodo e dei dati di cui alla relazione finale 2016 sul divario dell'IVA del 23 agosto 2016 pubblicata dalla Commissione, un divario dell'IVA, espresso in percentuale del debito totale IVA, di almeno 15 punti percentuali superiore alla media comunitaria del divario dell'IVA;
Emendamento 7
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 1 – comma 2 – lettera b
(b)  presenta un livello di frodi carosello superiore al 25 % del suo divario dell'IVA complessivo;
(b)  presenta, sulla base della valutazione d'impatto che accompagna la proposta legislativa per il presente articolo, nell'anno coperto dalla relazione di cui alla lettera a), un livello di frodi carosello superiore al 25 % del suo divario dell'IVA complessivo; e
Emendamento 8
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 1 – comma 2 – lettera c
(c)  stabilisce che altre misure di controllo non sono sufficienti a combattere le frodi carosello nel suo territorio.
(c)  stabilisce che altre misure di controllo non sono sufficienti a combattere le frodi carosello nel suo territorio, in particolare precisando le misure di controllo applicate e i motivi specifici della loro inefficacia nonché i motivi per cui la cooperazione amministrativa in materia di IVA è risultata insufficiente; e
Emendamento 9
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 1 – comma 2 – lettera c bis (nuova)
(c bis)  stabilisce che gli introiti stimati della riscossione e del rispetto dell'obbligo tributario, previsti a seguito dell'introduzione del meccanismo generalizzato di inversione contabile, compensano per almeno il 25 % gli oneri aggiuntivi globali stimati per le imprese e le amministrazioni fiscali; e
Emendamento 10
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 1 – comma 2 – lettera c ter (nuova)
(c ter)  stabilisce che le imprese e le amministrazioni fiscali non dovranno sostenere, a seguito dell'introduzione del meccanismo generalizzato di inversione contabile, costi maggiori di quelli dovuti per l'applicazione di altre misure di controllo.
Emendamento 11
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 1 – comma 3
Lo Stato membro allega alla domanda di cui al paragrafo 4 il calcolo del divario dell'IVA effettuato sulla base del metodo e dei dati disponibili nell'ultima relazione sul divario dell'IVA pubblicata dalla Commissione.
Lo Stato membro allega alla domanda di cui al paragrafo 4 il calcolo del divario dell'IVA effettuato sulla base del metodo e dei dati disponibili nell'ultima relazione sul divario dell'IVA pubblicata dalla Commissione, di cui al secondo comma, lettera a).
Emendamento 12
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 2
2.  Fino al 30 giugno 2022 uno Stato membro può stabilire che il soggetto debitore dell'IVA sia il soggetto passivo destinatario di una cessione di beni o di una prestazione di servizi al di sopra di una soglia di 10 000 EUR per fattura se tale Stato membro:
soppresso
(a)  ha una frontiera comune con uno Stato membro autorizzato ad applicare il meccanismo generalizzato di inversione contabile;
(b)  constata che sussiste un grave rischio di spostamento della frode verso il suo territorio a causa dell'autorizzazione concessa a tale Stato membro di applicare il meccanismo generalizzato di inversione contabile;
(c)  accerta che altre misure di controllo non sono sufficienti a combattere le frodi nel suo territorio.
Emendamento 13
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 3
3.  Gli Stati membri che applicano il meccanismo generalizzato di inversione contabile impongono obblighi adeguati ed efficaci di comunicazione elettronica a tutti i soggetti passivi e, in particolare, ai soggetti passivi che forniscono o ricevono i beni o i servizi cui tale meccanismo si applica.
3.  Gli Stati membri che applicano il meccanismo generalizzato di inversione contabile impongono obblighi adeguati ed efficaci di comunicazione elettronica a tutti i soggetti passivi e, in particolare, ai soggetti passivi che forniscono o ricevono i beni o i servizi cui tale meccanismo si applica, al fine di garantire il suo efficace funzionamento e il monitoraggio della sua applicazione.
Emendamento 14
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 4 – comma 1 – lettera a
(a)  una motivazione dettagliata comprovante che le condizioni di cui al paragrafo 1 o 2 sono soddisfatte;
(a)  una motivazione dettagliata comprovante che le condizioni di cui al paragrafo 1 sono soddisfatte; e
Emendamento 15
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 4 – comma 1 – lettera b
(b)  la data di inizio dell'applicazione del meccanismo generalizzato di inversione contabile e la relativa durata;
(b)  la data di inizio dell'applicazione del meccanismo generalizzato di inversione contabile e la relativa durata; e
Emendamento 16
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 4 – comma 1 – lettera c
(c)  le azioni da intraprendere per informare i soggetti passivi dell'introduzione del meccanismo generalizzato di inversione contabile;
(c)  le azioni da intraprendere per informare i soggetti passivi dell'introduzione del meccanismo generalizzato di inversione contabile; e
Emendamento 17
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 4 – comma 1 – lettera d
(d)  una descrizione dettagliata delle misure di accompagnamento di cui al paragrafo 3.
(d)  una descrizione dettagliata delle misure di accompagnamento di cui al paragrafo 2.
Emendamento 18
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 7 – comma 1
Gli Stati membri che applicano il meccanismo generalizzato di inversione contabile presentano alla Commissione una relazione intermedia entro due anni dall'inizio dell'applicazione di tale meccanismo. La relazione fornisce una valutazione dettagliata dell'efficacia del meccanismo.
Gli Stati membri che applicano il meccanismo generalizzato di inversione contabile trasmettono a tutti gli Stati membri, in formato elettronico:
(a)  i nomi delle persone che, nei dodici mesi precedenti la data di applicazione del meccanismo generalizzato di inversione contabile, siano state oggetto di procedimenti penali o amministrativi per frodi IVA;
(b)  i nomi delle persone, compresi, per le persone giuridiche, i nomi dei relativi direttori, che non siano più identificate ai fini dell'IVA nel rispettivo Stato membro a seguito dell'introduzione del meccanismo generalizzato di inversione contabile; e
(c)  i nomi delle persone, compresi, per le persone giuridiche, i nomi dei relativi direttori, che abbiano omesso di presentare una dichiarazione IVA per due periodi di imposta consecutivi dopo l'introduzione del meccanismo generalizzato di inversione contabile.
Le informazioni di cui alle lettere a) e b) sono trasmesse entro tre mesi dall'introduzione del meccanismo generalizzato di inversione contabile e sono successivamente aggiornate ogni tre mesi. Le informazioni di cui alla lettera c) sono trasmesse entro nove mesi dall'introduzione del meccanismo generalizzato di inversione contabile e sono successivamente aggiornate ogni tre mesi.
Gli Stati membri che applicano il meccanismo generalizzato di inversione contabile presentano alla Commissione una relazione intermedia entro un anno dall'inizio dell'applicazione di tale meccanismo. La relazione fornisce una valutazione dettagliata dell'efficacia del meccanismo.
Emendamento 19
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 8 – comma 1
Entro il 30 giugno 2019 gli Stati membri che non applicano il meccanismo generalizzato di inversione contabile presentano alla Commissione una relazione intermedia riguardante l'impatto sul loro territorio dell'applicazione del meccanismo in altri Stati membri, a condizione che a tale data il meccanismo sia stato applicato in uno Stato membro per almeno un anno.
Gli Stati membri che non applicano il meccanismo generalizzato di inversione contabile presentano alla Commissione una relazione intermedia riguardante l'impatto sul loro territorio dell'applicazione del meccanismo in altri Stati membri. Tale relazione è presentata alla Commissione entro tre mesi dalla data in cui il meccanismo è stato applicato in uno Stato membro per un anno.
Emendamento 20
Proposta di direttiva
Articolo 1
Direttiva 2006/112/CE
Articolo 199 quater – paragrafo 10 – lettera a
(a)  evoluzione del divario dell'IVA;
soppresso
Emendamento 21
Proposta di direttiva
Articolo 2 – comma 2
Essa si applica fino al 30 settembre 2022.
Essa si applica fino al 30 giugno 2022.

Piena applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen in Bulgaria e Romania
PDF 135kWORD 53k
Risoluzione del Parlamento europeo dell'11 dicembre 2018 sulla piena applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen in Bulgaria e Romania: abolizione dei controlli alle frontiere interne terrestri, marittime e aeree (2018/2092(INI))
P8_TA-PROV(2018)0497A8-0365/2018

Il Parlamento europeo,

–  visto il protocollo sull'integrazione dell'acquis di Schengen nell'ambito dell'Unione europea (11997D/PRO/02),

–  visto l'articolo 4, paragrafo 2, dell'atto di adesione del 2005,

–  visti i progetti di decisione del Consiglio sulla piena applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen nella Repubblica di Bulgaria e in Romania del 29 settembre 2010 (14142/2010) e dell'8 luglio 2011 (14142/1/2010),

–  visto il progetto di decisione del Consiglio sul quadro per la piena applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen nella Repubblica di Bulgaria e in Romania del 7 dicembre 2011 (14302/3/11),

–  vista la sua risoluzione legislativa dell'8 giugno 2011 sul progetto di decisione del Consiglio sulla piena applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen nella Repubblica di Bulgaria e in Romania(1),

–  viste le conclusioni del Consiglio "Giustizia e affari interni" del 9 e 10 giugno 2011, del 22 e 23 settembre 2011, del 25 e 26 ottobre 2012, del 7 e 9 marzo 2013 e del 5 e 6 dicembre 2013,

–  vista la sua risoluzione del 13 ottobre 2011 sull'adesione della Bulgaria e della Romania a Schengen(2),

–  vista l'ottava relazione biennale della Commissione sul funzionamento dello spazio Schengen, del 15 dicembre 2015 (COM(2015)0675),

–  vista la sua risoluzione del 30 maggio 2018 sulla relazione annuale sul funzionamento dello spazio Schengen(3),

–  vista la decisione (UE) 2017/1908 del Consiglio, del 12 ottobre 2017, relativa all'attuazione di talune disposizioni dell'acquis di Schengen concernenti il sistema d'informazione visti nella Repubblica di Bulgaria e in Romania(4),

–  visto il progetto di decisione del Consiglio del 18 aprile 2018 relativa all'attuazione delle rimanenti disposizioni dell'acquis di Schengen concernenti il sistema d'informazione Schengen nella Repubblica di Bulgaria e in Romania (15820/1/2017),

–  vista la sua risoluzione legislativa del 13 giugno 2018 sul progetto di decisione del Consiglio relativa all'attuazione delle rimanenti disposizioni dell'acquis di Schengen concernenti il sistema d'informazione Schengen nella Repubblica di Bulgaria e in Romania(5),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8‑0365/2018),

A.  considerando che la Bulgaria e la Romania hanno adottato l'acquis di Schengen aderendo all'Unione europea nel 2007; che la Bulgaria nel 2008 ha dichiarato di essere pronta ad avviare le valutazioni condotte dal gruppo di lavoro "Valutazione di Schengen" (SCH-EVAL), composto anche da esperti degli Stati membri di Schengen; che nel 2007 e nel 2008 la Romania ha dichiarato di essere pronta ad avviare le valutazioni del gruppo di lavoro SCH-EVAL;

B.  considerando che il completamento del processo di valutazione Schengen per la Bulgaria e la Romania e lo stato di preparazione dei due paesi in vista dell'attuazione di tutte le disposizioni dell'acquis di Schengen sono stati confermati dal gruppo di esperti SCH-EVAL e dal Consiglio nelle sue conclusioni del 9 e 10 giugno 2011; che nel suo progetto di decisione dell'8 luglio 2011, il Consiglio ha accertato l'avvenuto adempimento delle condizioni necessarie all'applicazione dell'acquis di Schengen in tutti i settori, in particolare la protezione dei dati, le frontiere aeree, le frontiere terrestri, la cooperazione di polizia, il sistema d'informazione Schengen, le frontiere marittime e i visti; che, oltre alla sfida della gestione delle frontiere esterne dell'Unione europea, il completamento del processo di valutazione di Schengen ha comportato per entrambi i paesi la profonda ristrutturazione dei loro sistemi di sorveglianza delle frontiere e la necessità di investire per accrescere le capacità di contrasto; che, in conformità dell'