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Procedura : 2019/2511(RSP)
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Testi presentati :

RC-B8-0056/2019

Discussioni :

PV 17/01/2019 - 8.1
CRE 17/01/2019 - 8.1

Votazioni :

PV 16/01/2019 - 21.9
PV 17/01/2019 - 10.1
CRE 17/01/2019 - 10.1

Testi approvati :

P8_TA(2019)0033

Testi approvati
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Giovedì 17 gennaio 2019 - Strasburgo Edizione provvisoria
Azerbaigian, in particolare il caso di Mehman Huseynov
P8_TA-PROV(2019)0033RC-B8-0056/2019

Risoluzione del Parlamento europeo del 17 gennaio 2019 sull'Azerbaigian, in particolare il caso di Mehman Huseynov (2019/2511(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Azerbaigian, in particolare quelle del 15 giugno 2017 sul caso del giornalista azero Afgan Mukhtarli(1), del 10 settembre 2015 sull'Azerbaigian(2) e del 18 settembre 2014 sulla persecuzione dei difensori dei diritti umani in Azerbaigian(3),

–  vista la sua raccomandazione del 4 luglio 2018 al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) sui negoziati relativi all'accordo globale tra l'UE e l'Azerbaigian(4),

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla politica europea di vicinato, in particolare la sua raccomandazione del 15 novembre 2017 al Consiglio, alla Commissione e al SEAE sul partenariato orientale nella fase preparatoria del vertice di novembre 2017(5),

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2017 sulla corruzione e i diritti umani nei paesi terzi(6),

–  vista la 15a riunione della commissione di cooperazione parlamentare (CCP) UE-Azerbaigian, tenutasi a Baku dal 7 all'8 maggio 2018,

–  visti l'accordo di partenariato e di cooperazione UE-Azerbaigian del 1996 e l'adozione, il 14 novembre 2016, da parte del Consiglio di un mandato che autorizza la Commissione e il VP/AR a negoziare un accordo globale con l'Azerbaigian nonché l'avvio dei negoziati su suddetto accordo il 7 febbraio 2017,

–  vista la dichiarazione rilasciata il 7 marzo 2017 dal VP/AR sulla condanna pronunciata in Azerbaigian nei confronti di Mehman Huseynov,

–  visti gli orientamenti dell'UE in materia di diritti umani per la libertà di espressione online e offline,

–  vista l'ultima relazione presentata al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani dal Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria sulla sua missione in Azerbaigian(7),

–  visti l'articolo 135, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che Mehman Huseynov, blogger impegnato nella lotta alla corruzione e direttore dell'Istituto per la libertà e la sicurezza dei giornalisti (IRFS), sta scontando una pena detentiva di due anni dopo essere stato condannato, il 3 marzo 2017, per aver denunciato pubblicamente i maltrattamenti e le torture subiti dalla polizia e per aver criticato i funzionari governativi e avere reso pubblici i loro patrimoni ingiustificati;

B.  considerando che Mehman Huseynov, il cui rilascio è previsto nel mese di marzo 2019, è passibile di una pena detentiva aggiuntiva da cinque a sette anni, con l'accusa di "violenza non dannosa per la vita o la salute di dipendenti dell'autorità esecutiva o penale o di inquirenti", a norma dell'articolo 317, paragrafo 2;

C.  considerando che Mehman Huseynov è accusato di aver aggredito una guardia carceraria per evitare di sottoporsi a un controllo di routine il 26 dicembre 2018; che, a seguito della presunta aggressione, è stato costretto all'isolamento e gli è stato negato il diritto a vedere il proprio avvocato; che il 28 dicembre Mehman Huseynov ha iniziato uno sciopero della fame in segno di protesta contro detti tentativi di estendere la sua condanna e contro le nuove eventuali accuse; che il 30 dicembre lo stato di salute del blogger si è aggravato e lo stesso ha perso conoscenza; che, su insistenza dei suoi parenti, ha interrotto lo sciopero della fame e della sete e ha iniziato a ingerire liquidi; che l'11 gennaio 2019 la delegazione dell'UE in Azerbaigian è stata in grado di incontrarlo e ha confermato che egli sta ricevendo assistenza medica;

D.  considerando che questo non è un caso isolato in quanto si registrano altri casi in cui le autorità formulano nuove accuse nei confronti di prigionieri politici le cui pene detentive giungono al termine; che, stando ai numeri forniti dal Forum della società civile del partenariato orientale, si tratta del quinto caso del genere negli ultimi mesi;

E.  considerando che il 4 gennaio 2019 il Tribunale distrettuale di Nizami, a Baku, ha irrogato una sanzione amministrativa per coloro che hanno partecipato alla protesta contro le nuove accuse formulate a carico di Mehman Huseynov, segnatamente Mete Turksoy, Afghan Sadigov, Nurlan Gahramanli, Elimkhan Aghayev, Sakhavat Nabiyev, Ismayil Islamoghlu, Goshgar Ahmadov,Yashar Khaspoladov, Farid Abdinov, Elchin Rahimzade, Orkhan Mammadov, Bakhtiyar Mammadli, Fatima Movlamli, Matanat Mahmurzayeva e Parvin Abishova; che tutti gli imputati sono stati giudicati colpevoli a norma dell'articolo 513, paragrafo 2, (violazione delle norme relative ai raduni, ai picchetti e alle manifestazioni) del Codice dei reati amministrativi;

F.  considerando che la situazione del contesto dei media e della libertà di espressione in Azerbaigian non ha registrato alcun sostanziale progresso; che l'Azerbaigian si colloca al 163° posto su 180 paesi nella classifica 2018 sulla libertà di stampa nel mondo pubblicata da Reporter senza frontiere; che dieci giornalisti stanno attualmente scontando una pena detentiva nel paese;

G.  considerando che diversi siti e portali mediatici indipendenti restano bloccati e inaccessibili all'interno del paese, tra cui Azadliq Radio (Radio Free Europe/Radio Liberty Azerbaijan Service) e il suo servizio internazionale, Radio Free Europe Radio Liberty, il quotidiano Azadliq (non collegato ad Azadliq Radio), Meydan TV e Azerbaijan Saadi; che alla fine del 2017 e all'inizio del 2018 numerosi cittadini azeri sono stati sottoposti a interrogatorio per aver pubblicato su Facebook commenti contenenti critiche, o semplicemente per aver messo "mi piace" a uno status su un social media, o per aver cliccato su "parteciperò" ai raduni politici;

H.  considerando che nel dicembre 2018 il tribunale economico e amministrativo di Baku ha comminato alla giornalista d'inchiesta Khadija Ismayilova un'ammenda pari a oltre 23 000 EUR per un presunto caso di evasione dell'imposta sul reddito riguardante Radio Free Europe, ove lavorava in qualità di redattore senza aver mai ricoperto l'incarico di rappresentante legale; che il suo avvocato, Yalchin Imanov, figura tra i legali che sono stati radiati dall'ordine degli avvocati azero; che il 10 gennaio 2019 la Corte europea dei diritti dell'uomo si è pronunciata sulla denuncia presentata da Khadija Ismayilova contro il governo azero in merito alla diffusione di video riguardanti la sua vita privata, stabilendo che i suoi diritti erano stati violati a norma dell'articolo 8 (rispetto della vita privata e familiare) e dell'articolo 10 (libertà di espressione) della Convenzione europea dei diritti dell'uomo;

I.  considerando che le modifiche introdotte nel codice di procedura civile e amministrativa e nella legge sull'avvocatura nel 2017 vietano agli avvocati che esercitano la professione senza essere membri dell'ordine degli avvocati di comparire in aula e di rappresentare i loro clienti; che questa nuova norma colpisce numerosi avvocati di esponenti dell'opposizione e di attivisti dei diritti umani, i quali sono stati radiati dall'ordine o sono oggetto di misure disciplinari;

J.  considerando che l'Azerbaigian è membro del Consiglio d'Europa e si è pertanto impegnato a rispettare i principi democratici, i diritti umani e lo Stato di diritto; che i due correlatori dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE) per l'Azerbaigian e il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa hanno espresso profonda preoccupazione per le nuove accuse rivolte a Mehman Huseynov; che le medesime preoccupazioni sono state espresse dal Rappresentante per la libertà dei mezzi d'informazione dell'OSCE;

K.  considerando che l'11 luglio 2018 l'UE e l'Azerbaigian hanno messo a punto le loro priorità per il partenariato, fissando le priorità politiche comuni per guidare e rafforzare il partenariato UE-Azerbaigian negli anni a venire;

1.  chiede il rilascio immediato e incondizionato di Mehman Huseynov ed esorta le autorità azere a far cadere tutte le nuove imputazioni a suo carico; esprime preoccupazione per la sua salute, per la quale le autorità devono fornire tutta l'assistenza medica professionale necessaria, consentendo altresì un accesso regolare alla sua famiglia e al consulente legale di sua scelta;

2.  invita a porre fine alla repressione del dissenso da parte dell'Azerbaigian, chiede la scarcerazione immediata e incondizionata di tutti i prigionieri politici, tra cui giornalisti, difensori dei diritti umani e altri attivisti della società civile, compresi, ma non a titolo esaustivo, Afgan Mukhtarli, Ilkin Rustamzadeh, Rashad Ramazanov, Seymur Hazi, Giyas Ibrahimov, Mehman Huseynov, Bayram Mammadov, Araz Guliyev, Tofig Hasanli, Ilgiz Qahramanov e Afgan Sadygov, e chiede che siano ritirate tutte le accuse a loro carico e siano pienamente ripristinati i loro diritti politici e civili;

3.  si compiace del fatto che negli ultimi anni in Azerbaigian sono stati rilasciati diversi difensori dei diritti umani, giornalisti, esponenti dell'opposizione e attivisti di alto profilo; invita le autorità azere ad assicurare la libera circolazione di coloro che sono soggetti a restrizioni, tra cui Ilgar Mammadov, Intigam Alyiev, Khadija Ismaiylova e altri giornalisti, e a consentire loro di lavorare liberamente; esprime preoccupazione per le nuove accuse penali mosse contro Khadija Ismaiylova e chiede che siano ritirate;

4.  ricorda all'Azerbaigian i suoi obblighi derivanti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e invita le autorità azere a rispettare e applicare pienamente le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo;

5.  esorta il governo dell'Azerbaigian a collaborare pienamente con la Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa, il commissario per i diritti umani e gli esperti delle procedure speciali delle Nazioni Unite e a dare attuazione alle loro raccomandazioni in materia di difensori dei diritti umani, nonché a garantire che i gruppi e gli attivisti indipendenti della società civile possano operare liberamente e senza restrizioni, ad esempio modificando le leggi che limitano fortemente i finanziamenti alla società civile;

6.  invita le autorità azere a garantire pienamente la libertà di stampa e dei media, nella legislazione e nella pratica, sia online che offline, per garantire la libertà di espressione in linea con le norme internazionali;

7.  esorta le autorità azere ad assicurare l'indipendenza de facto dell'ordine degli avvocati dall'esecutivo; insiste affinché gli avvocati che esercitano la professione in forma indipendente siano autorizzati a continuare a esercitarla e a rappresentare i propri clienti nell'ambito della procura notarile e chiede di porre fine alla pratica della radiazione arbitraria dall'ordine a danno di avvocati che rappresentano esponenti dell'opposizione e attivisti per i diritti umani;

8.  esprime preoccupazione per le accuse riguardanti diversi membri dell'APCE e per i presunti tentativi di influenzare i responsabili politici europei con mezzi illeciti, volti a impedire le critiche relative a gravi violazioni dei diritti umani in Azerbaigian;

9.  esprime preoccupazione per la situazione delle persone LGBTI in Azerbaigian e invita il governo azero ad astenersi dall'ostacolare e intimidire i difensori dei diritti umani che promuovono e tutelano i diritti delle persone LGBTI;

10.  evidenzia l'importanza del nuovo accordo tra l'UE e l'Azerbaigian; sottolinea che le riforme democratiche, lo Stato di diritto, la buona governance e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali devono essere elementi centrali del nuovo accordo; sottolinea che, prima di adottare una decisione sull'approvazione di un nuovo accordo, il Parlamento europeo monitorerà la situazione da vicino nel corso dei relativi negoziati;

11.  invita il Consiglio, la Commissione e il VP/AR ad assicurare che il rilascio di Mehman Huseynov e di tutti gli altri prigionieri politici in Azerbaigian continui ad essere una priorità nelle relazioni bilaterali UE-Azerbaigian;

12.  esorta l'UE e le delegazioni degli Stati membri in Azerbaigian a raddoppiare gli sforzi per sostenere e assistere i prigionieri politici, i giornalisti e i blogger, gli attivisti impegnati nella lotta contro la corruzione, i difensori dei diritti umani e i membri della società civile;

13.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, al Servizio europeo per l'azione esterna, alla Commissione, al presidente, al governo e al parlamento della Repubblica dell'Azerbaigian, al Consiglio d'Europa e all'OSCE.

(1) GU C 331 del 18.9.2018, pag. 105.
(2) GU C 316 del 22.9.2017, pag. 207.
(3) GU C 234 del 28.6.2016, pag. 2.
(4) Testi approvati, P8_TA(2018)0294.
(5) GU C 356 del 4.10.2018, pag. 130.
(6) GU C 337 del 20.9.2018, pag. 82.
(7) Relazione A/HRC/36/37/Add.1 del 2.8.2017.

Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2019Avviso legale