Indice 
Testi approvati
Mercoledì 16 gennaio 2019 - StrasburgoEdizione definitiva
Chiusura dei conti dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) per l'esercizio finanziario 2016
 Accordo UE-Marocco relativo alla modifica dei protocolli n. 1 e n. 4 dell'accordo euromediterraneo (risoluzione)
 Accordo UE-Marocco relativo alla modifica dei protocolli n. 1 e n. 4 dell'accordo euromediterraneo ***
 Accordo UE-Cina nel quadro del procedimento di risoluzione delle controversie dell’OMC DS492 – Misure aventi incidenza sulle concessioni tariffarie su taluni prodotti a base di carne di pollame ***
 Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) ***I
 Fondo sociale europeo Plus (FSE+) ***I
 Disposizioni specifiche per l'obiettivo di cooperazione territoriale europea (Interreg) ***I
 Suddivisione dei contingenti tariffari inclusi nell'elenco dell'OMC riferito all'Unione, a seguito del recesso del Regno Unito dall'Unione ***I
 Procedura di autorizzazione dei pesticidi nell'Unione
 Istituzione di un programma di finanziamento specifico per la disattivazione degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi *
 Relazione sull'attuazione del pilastro commerciale dell'accordo di associazione con l'America centrale
 Istituzione del programma InvestEU ***I
 Documento di viaggio provvisorio dell'UE *
 Programma di ricerca e formazione della Comunità europea dell'energia atomica (2021-2025) *
 Relazione annuale 2017 della BCE
 Unione bancaria – relazione annuale 2018
 Attuazione dell'accordo commerciale UE-Colombia e Perù
 Situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea nel 2017

Chiusura dei conti dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) per l'esercizio finanziario 2016
PDF 109kWORD 48k
Decisione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2019 sulla chiusura dei conti dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo per l'esercizio 2016 (2018/2938(RSP))
P8_TA(2019)0015B8-0052/2019

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo relativi all'esercizio 2016,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo relativi all'esercizio 2016, corredata della risposta dell'Ufficio(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2016, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 20 febbraio 2018 sul discarico da dare all'Ufficio per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2016 (05941/2018 – C8-0087/2018),

–  viste la sua decisione del 18 aprile 2018(3) che rinvia la decisione di discarico per l'esercizio 2016 e la risposta del direttore esecutivo dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo,

–  vista la sua decisione del 24 ottobre 2018(4) che rifiuta il discarico al direttore esecutivo dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo per l'esercizio 2016,

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE) n. 439/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, che istituisce l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo(6), in particolare l'articolo 36,

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato IV, articolo 5, paragrafo 2, lettera a), secondo comma, del suo regolamento,

1.  approva la chiusura dei conti dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo relativi all'esercizio 2016;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1) GU C 417 del 6.12.2017, pag. 79.
(2) GU C 417 del 6.12.2017, pag. 79.
(3) Testi approvati, P8_TA(2018)0140.
(4) Testi approvati, P8_TA(2018)0406.
(5) GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
(6) GU L 132 del 29.5.2010, pag. 11.
(7) GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.


Accordo UE-Marocco relativo alla modifica dei protocolli n. 1 e n. 4 dell'accordo euromediterraneo (risoluzione)
PDF 140kWORD 56k
Risoluzione non legislativa del Parlamento europeo del 16 gennaio 2019 sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo in forma di scambio di lettere tra l'Unione europea e il Regno del Marocco relativo alla modifica dei protocolli n. 1 e n. 4 dell'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall'altra (10593/2018 – C8-0463/2018 – 2018/0256M(NLE))
P8_TA(2019)0016A8-0478/2018

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (10593/2018),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 207, paragrafo 4, e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a) punto i), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0463/2018),

–  visto l'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall'altra,

–  visto l'accordo tra l'UE e il Marocco in merito a misure di liberalizzazione reciproche per i prodotti agricoli e i prodotti della pesca, denominato anche accordo di liberalizzazione, ed entrato in vigore il 1º settembre 2013,

–  vista la sentenza del Tribunale del 10 dicembre 2015 nella causa T-512/12,

–  vista la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) del 21 dicembre 2016 nella causa C-104/16 P,

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione SWD(2018)0346, dell'11 giugno 2018, che accompagna la proposta di decisione del Consiglio,

–  vista la Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, del 23 maggio 1969, in particolare i suoi articoli 34 e 36,

–  vista la relazione del Segretario generale sulla situazione relativa al Sahara occidentale, davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (S/2018/277),

–  vista la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 2414 (2018) sulla situazione relativa al Sahara occidentale (S/RES/2414 (2018)),

–  vista la Carta delle Nazioni Unite, in particolare l'articolo 73 del capitolo XI relativo ai territori non autonomi,

–  visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare il titolo V, capo 1, articolo 21,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 218, paragrafo 6, lettera a),

–  vista la sua risoluzione legislativa del 16 gennaio 2019(1) sul progetto di decisione del Consiglio,

–  visto l'articolo 99, paragrafo 2, del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il commercio internazionale, i pareri della commissione per gli affari esteri e della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e la posizione sotto forma di emendamenti della commissione per la pesca (A8-0478/2018),

A.  considerando che l'Unione europea e il Regno del Marocco intrattengono relazioni storiche e mantengono una stretta cooperazione sviluppata nell'ambito di un ampio partenariato che comprende aspetti politici, economici e sociali, rafforzato dallo status avanzato e dalla volontà delle parti di svilupparlo ulteriormente;

B.  considerando che l'accordo di liberalizzazione tra l'Unione europea e il Marocco è entrato in vigore il 1º settembre 2013; che il Fronte Polisario ha sottoposto l'accordo alla Corte di giustizia dell'Unione europea, il 19 novembre 2012, per violazione del diritto internazionale in quanto tale accordo si applica al territorio del Sahara occidentale;

C.  considerando che il 10 dicembre 2015 il Tribunale ha annullato, in prima istanza, la decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo di liberalizzazione; che il Consiglio ha presentato ricorso all'unanimità contro tale sentenza il 19 febbraio 2016;

D.  considerando che la Corte, nella sua sentenza del 21 dicembre 2016, ha stabilito che l'accordo di liberalizzazione non forniva un fondamento giuridico per l'inclusione del Sahara occidentale e, pertanto, non poteva essere applicato a tale territorio;

E.  considerando che il punto 106 della sentenza afferma che il popolo del Sahara occidentale deve essere considerato come "terzo" dell'accordo – ai sensi del principio dell'effetto relativo dei trattati – il cui consenso è necessario per l'applicazione dell'accordo a tale territorio; che, pertanto, l'applicazione del presente accordo non potrebbe estendersi al territorio del Sahara occidentale in assenza di un ulteriore accordo;

F.  considerando che gli operatori possono ancora esportare dal Sahara occidentale all'Unione europea, ma che dal 21 dicembre 2016 le preferenze tariffarie non si applicano ai prodotti originari di tale territorio;

G.  considerando che le informazioni disponibili sono insufficienti per consentire alle autorità doganali dell'UE di stabilire se i prodotti esportati dal Marocco hanno origine nel Sahara occidentale, impedendo in tal modo il rispetto della sentenza della Corte di giustizia;

H.  considerando che, a seguito della sentenza della Corte, il Consiglio ha dato mandato alla Commissione di modificare i protocolli n. 1 e n. 4 dell'accordo euromediterraneo di associazione al fine di consentire l'inclusione dei prodotti provenienti dal Sahara occidentale; che tale inclusione necessita, per definizione, di una forma di tracciabilità per identificare suddetti prodotti;

I.  considerando che è indispensabile garantire la conformità dell'accordo con la sentenza della CGUE del 21 dicembre 2016 nella causa C-104/16P;

J.  considerando che la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) hanno consultato, a Bruxelles e a Rabat, funzionari eletti e diversi rappresentanti e associazioni della società civile provenienti dal territorio non autonomo del Sahara occidentale;

K.  considerando che il Parlamento ritiene necessario procedere alla valutazione in loco e comprendere i diversi punti di vista della popolazione; che ha rammentato le conclusioni della missione di informazione della commissione per il commercio internazionale (INTA) in tale territorio, svoltasi il 2 e il 3 settembre 2018;

L.  considerando che la modifica dell'accordo di liberalizzazione avviene in un contesto politico e geopolitico più ampio;

M.  considerando che in seguito alla fine della colonizzazione spagnola del Sahara occidentale, tale zona ha subito oltre quarant'anni di conflitto;

N.  considerando che il Sahara occidentale è ritenuto come un territorio non decolonizzato dalle Nazioni Unite;

O.  considerando che la risoluzione 2440 (2018) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha prorogato il mandato della MINURSO di altri sei mesi;

P.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri non riconoscono la sovranità del Marocco sul territorio del Sahara occidentale; che le Nazioni Unite e l'Unione africana riconoscono il Fronte Polisario come rappresentante del popolo del Sahara occidentale;

Q.  considerando che il Sahara occidentale figura nell'elenco dei territori non autonomi ai fini dell'articolo 73 della Carta delle Nazioni Unite;

1.  ricorda che il Marocco è un partner privilegiato dell'UE nel vicinato meridionale, con cui l'UE ha costruito un partenariato solido, strategico e duraturo che comprende aspetti sociali, economici e politici, ma anche sicurezza e migrazione; evidenzia che al Marocco è stato riconosciuto lo status avanzato nell'ambito della politica europea di vicinato (PEV);

2.  sottolinea che è importante che il presente accordo fornisca garanzie in materia di rispetto del diritto internazionale, compresi i diritti umani, e rispetti la pertinente sentenza della CGUE;

3.  ricorda l'obbligo, ai sensi dell'articolo 21 TUE, per l'Unione europea e i suoi Stati membri, di rispettare i principi della Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale; sottolinea a tale proposito che l'articolo 1, paragrafo 2, della Carta delle Nazioni Unite prevede il rispetto del principio di autodeterminazione dei popoli;

4.  ricorda che, ai sensi dell'articolo 21 TUE, l'azione dell'Unione sulla scena internazionale si fonda sui principi della democrazia, dello Stato di diritto, dell'universalità e indivisibilità dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e sul rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale;

5.  sottolinea che tale accordo non comporta alcuna forma di riconoscimento della sovranità del Marocco sul Sahara occidentale, attualmente inserito nell'elenco delle Nazioni Unite come territorio non autonomo, in gran parte amministrato dal Regno del Marocco, e insiste sul fatto che la posizione dell'UE resta quella di sostenere gli sforzi delle Nazioni Unite volti ad assicurare una soluzione giusta, duratura e reciprocamente accettabile al conflitto nel Sahara occidentale, che sfoci nell'autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale, conformemente al diritto internazionale, alla Carta delle Nazioni Unite e alle pertinenti risoluzioni dell'ONU; ribadisce pertanto il suo pieno sostegno all'inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale, Horst Köhler, per i suoi sforzi volti a riportare le parti al tavolo negoziale delle Nazioni Unite al fine di giungere alla soluzione del conflitto; invita le parti a riprendere i negoziati senza precondizioni e in buona fede; sottolinea che la ratifica dell'accordo di liberalizzazione modificato tra l'UE e il Marocco non deve in alcun modo pregiudicare l'esito del processo di pace sul Sahara occidentale;

6.  si augura che la riunione a Ginevra delle parti coinvolte nel conflitto, tenutasi all'inizio di dicembre, su iniziativa delle Nazioni Unite e con la partecipazione dell'Algeria e della Mauritania, contribuisca alla ripresa del processo di pace;

7.  riconosce le due condizioni stabilite nella sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, vale a dire menzionare esplicitamente il Sahara occidentale nel testo dell'accordo e ottenere il consenso del popolo, nonché il terzo criterio aggiunto dal Consiglio, cioè la necessità di garantire che tale accordo porti benefici alla popolazione locale;

8.  sottolinea che, come indicato nella relazione della Commissione, sono state prese tutte le misure ragionevoli e praticabili per accertare, attraverso consultazioni inclusive, il consenso della popolazione interessata;

9.  sottolinea che, durante l'intero processo di consultazione, la Commissione e il SEAE hanno mantenuto contatti regolari con la squadra dell'inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale;

10.  prende atto degli interessi legittimi della popolazione in tale territorio e ritiene che sia necessaria una soluzione al conflitto in corso che sia accettata e rispettata al fine di conseguire lo sviluppo economico del territorio; esprime, allo stesso tempo, la convinzione che il popolo saharawi abbia il diritto allo sviluppo mentre attende una soluzione politica;

11.  osserva che, durante i colloqui organizzati con vari attori locali, nonché con i rappresentanti della società civile, alcuni esprimono il loro sostegno all'accordo difendendo il loro diritto allo sviluppo economico, mentre altri ritengono che la risoluzione del conflitto politico dovrebbe precedere la concessione delle preferenze commerciali; rileva che durante le consultazioni inclusive condotte dalla Commissione e dal SEAE con una serie di organizzazioni del Sahara occidentale e di altre organizzazioni e organismi, la maggior parte dei soggetti partecipanti ha espresso sostegno per i vantaggi socioeconomici che le preferenze tariffarie proposte comporterebbero;

12.  ricorda che, nella sua sentenza, la CGUE non ha specificato in che modo il popolo dovrebbe esprimere il proprio consenso e ritiene pertanto che sussistano incertezze per quanto riguarda tale criterio;

13.  riconosce che l'accordo può portare alla promozione dello sviluppo sociale e sostenibile che fornisce un contributo essenziale all'attuale sviluppo economico, sociale e ambientale e alla possibile creazione di opportunità occupazionali a livello locale, sia scarsamente che altamente qualificate; osserva che, secondo le stime, circa 59 000 posti di lavoro dipendono dalle esportazioni, il che corrisponde a circa il 10 % della popolazione che vive nel territorio;

14.  ritiene che le preferenze tariffarie dell'UE abbiano avuto un impatto positivo sui settori dell'agricoltura e dei prodotti della pesca e sui loro livelli di esportazione nel territorio non autonomo del Sahara occidentale; invita, tuttavia, alla cautela nel verificare che esse producano valore aggiunto locale, che ciò comporti reinvestimenti sul posto e si forniscano opportunità di lavoro dignitose alla popolazione locale;

15.  è convinto che, indipendentemente dai risultati del processo di pace, la popolazione locale trarrà beneficio dallo sviluppo economico e dagli effetti di ricaduta generati in termini di investimenti nelle infrastrutture, nel lavoro, nella sanità e nell'istruzione;

16.  riconosce gli investimenti esistenti in diversi settori e gli sforzi compiuti per sviluppare le tecnologie verdi, come le energie rinnovabili e l'impianto di dissalazione dell'acqua marina, ma insiste sul fatto che sono necessari sforzi aggiuntivi per garantire una maggiore inclusione in tutti i settori dell'economia locale;

17.  riconosce le iniziative commerciali dei saharawi, in particolare quelle dei giovani, tra cui molte donne, e sottolinea la loro necessità di maggiori opportunità di esportazione e di certezza giuridica al fine di consentire ulteriori investimenti in settori a forte domanda di occupazione, come l'agricoltura, la pesca e le infrastrutture;

18.  riconosce il potenziale strategico del Sahara occidentale come polo di investimento per il resto del continente africano;

19.  mette in guardia dagli effetti negativi della mancata applicazione delle preferenze tariffarie sui prodotti provenienti dal territorio non autonomo del Sahara occidentale e dal significato che ciò avrebbe per le giovani generazioni che investono o che sono disposte a investire nel territorio e la loro capacità di svilupparlo; sottolinea il rischio che le attività siano trasferite in regioni in cui beneficerebbero delle preferenze; osserva che, secondo la Commissione, la mancata applicazione delle preferenze tariffarie potrebbe peggiorare la situazione economica e sociale della popolazione locale nei territori interessati;

20.  è convinto che la presenza dell'UE attraverso, tra l'altro, il presente accordo sia preferibile al suo ritiro per ciò che riguarda l'impegno nei confronti dei diritti umani e delle libertà individuali e il loro monitoraggio e chiede una valutazione e un dialogo rigorosi con il Marocco su tali questioni;

21.  ricorda che altre parti del mondo, che presentano un approccio meno ambizioso in materia di sviluppo sostenibile, norme sociali e del lavoro elevate e diritti umani, si fanno avanti per cogliere nuove opportunità commerciali e acquisiranno maggior influenza in caso di ritiro dell'UE;

22.  sottolinea che l'impegno costante dell'UE nel territorio avrà un effetto leva positivo per ciò che riguarda lo sviluppo sostenibile in tale area;

23.  sottolinea che la certezza giuridica è essenziale per attrarre investimenti sostenibili e a lungo termine sul territorio e quindi per il dinamismo e la diversificazione dell'economia locale;

24.  ricorda che, a seguito della sentenza della CGUE, gli Stati membri non possono applicare, dal punto di vista giuridico, preferenze commerciali ai prodotti provenienti dal territorio non autonomo del Sahara occidentale e che si deve porre un termine all'incertezza giuridica che colpisce gli operatori economici;

25.  è consapevole ed esprime profonda preoccupazione per il fatto che finora sia stato estremamente difficile identificare i prodotti esportati dal territorio non autonomo del Sahara occidentale;

26.  sottolinea che un criterio fondamentale per il Parlamento, prima di dare la sua approvazione all'accordo, è garantire la predisposizione di un meccanismo che consenta alle autorità doganali degli Stati membri di avere accesso a informazioni affidabili in merito ai prodotti provenienti dal Sahara occidentale e importati nell'UE, nel pieno rispetto della legislazione doganale dell'UE; evidenzia che un tale meccanismo renderà disponibili dati statistici dettagliati e disaggregati forniti tempestivamente e relativi a tali esportazioni; si rammarica del fatto che la Commissione e il Marocco hanno impiegato molto tempo per trovare un accordo in merito a tale meccanismo e invita la Commissione a impiegare tutte le misure correttive disponibili, qualora l'attuazione dell'accordo non fosse soddisfacente; esorta la Commissione a presentare al Parlamento una valutazione annuale della conformità di tale meccanismo alla legislazione dell'UE in materia doganale;

27.  sottolinea che in assenza di tale accordo, compreso il meccanismo che consente l'identificazione dei prodotti, sarà impossibile sapere se e quanti prodotti provenienti dal territorio non autonomo del Sahara occidentale arrivano sul mercato europeo;

28.  sottolinea che è necessario applicare la disposizione concordata fra l'UE e il Marocco in merito allo scambio annuale reciproco di informazioni e statistiche sui prodotti oggetto dello scambio di lettere, al fine di valutare l'ambito di applicazione dell'accordo e il suo impatto sullo sviluppo e sulle popolazioni locali;

29.  invita la Commissione e il SEAE a seguire da vicino l'attuazione e il risultato dell'accordo e a riferirne con regolarità i risultati al Parlamento;

30.  invita la Commissione a esaminare in che modo le preferenze commerciali possano essere effettivamente concesse in futuro a tutte le persone che vivono nel Sahara occidentale;

31.  sottolinea che l'Unione e il Marocco hanno negoziato, come previsto dall'accordo iniziale del 2012, un accordo ambizioso e globale sulla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli, dei prodotti agricoli trasformati, del pesce e dei prodotti della pesca, che prevede la tutela, da parte del Marocco, dell'intero elenco delle indicazioni geografiche dell'Unione; sottolinea inoltre che la procedura di conclusione di tale accordo, iniziata nel 2015, è stata sospesa in seguito alla sentenza della Corte del 21 dicembre 2016; invita l'UE e il Marocco a riavviare tale procedura immediatamente e a riprendere rapidamente i negoziati relativi all'accordo di libero scambio globale e approfondito;

32.  evidenzia che il settore orticolo europeo è particolarmente sensibile a determinate esportazioni di prodotti ortofrutticoli del Marocco verso l'Unione, che beneficiano delle preferenze previste dall'accordo dell'8 marzo 2012 relativo a misure di liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli, dei prodotti agricoli trasformati, del pesce e dei prodotti della pesca;

33.  sottolinea che l'accesso al mercato interno dell'UE, da parte di tutti i paesi terzi, dovrebbe essere subordinato al rispetto delle norme sanitarie, fitosanitarie, di tracciabilità e ambientali dell'Unione;

34.  invita la Commissione a promuovere l'equivalenza delle misure e dei controlli tra il Marocco e l'Unione europea per quanto concerne le norme sanitarie, fitosanitarie, di tracciabilità e ambientali nonché di etichettatura del luogo di provenienza, in modo da garantire una concorrenza leale tra i due mercati;

35.  ricorda che la presente versione aggiornata dell'accordo non altera i contingenti tariffari e il regime preferenziale di importazione stabilito in precedenza, e solamente fornisce ai produttori europei chiarimenti in merito alla copertura geografica dell'accordo;

36.  desidera richiamare l'attenzione sul fatto che una parte della produzione di ortofrutticoli esportati nell'Unione nell'ambito dell'accordo in questione (in particolare i pomodori e i meloni) proviene dal territorio del Sahara occidentale e sottolinea che esistono progetti ambiziosi per sviluppare ulteriormente tale produzione e le sue esportazioni;

37.  prende tuttavia atto del chiarimento apportato da questo nuovo accordo e si augura che esso sia in grado di fornire, d'ora in poi, un quadro stabile e chiaro tra le parti dell'accordo e per gli operatori economici interessati, su entrambe le sponde del Mediterraneo;

38.  osserva che il monitoraggio dei prodotti agricoli sensibili e la rigorosa applicazione dei contingenti sono condizioni indispensabili per il funzionamento equilibrato dell'accordo; rammenta l'esistenza, all'articolo 7 del protocollo n. 1 dell'accordo del 2012, di una clausola di salvaguardia che consente di adottare misure appropriate nei casi in cui le importazioni di quantitativi aumentati di prodotti agricoli sensibili, oggetto dell'accordo, provochino gravi turbative del mercato e/o un grave pregiudizio al ramo di produzione interessato; auspica che le importazioni nell'Unione, che beneficiano delle preferenze, di prodotti agricoli sensibili provenienti dal Marocco e dal Sahara occidentale, saranno oggetto di un'adeguata e ampia sorveglianza da parte della Commissione, che deve tenersi pronta ad attivare immediatamente tale clausola in caso di necessità accertata;

39.  prende atto del fatto che i pescherecci dell'UE che operano nelle acque in questione sono giuridicamente obbligati a essere dotati di un sistema di controllo dei pescherecci (VMS) e che è obbligatorio trasmettere la posizione del peschereccio alle autorità marocchine, rendendo così pienamente possibile localizzare i pescherecci e registrare i luoghi in cui essi svolgono le attività di pesca;

40.  invita l'Unione europea a intensificare gli sforzi per promuovere la cooperazione regionale tra i paesi del Maghreb, che non può che avere enormi effetti positivi per la regione, e non solo per essa;

41.  richiama l'attenzione sulla necessità strategica per l'UE di impegnarsi più strettamente con i paesi della regione del Maghreb e di sviluppare i suoi legami con essi; ritiene, in tale contesto, che l'estensione dell'accordo di associazione sia una componente logica di tale strategia;

42.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al Servizio europeo per l'azione esterna.

(1) Testi approvati, P8_TA(2019)0017.


Accordo UE-Marocco relativo alla modifica dei protocolli n. 1 e n. 4 dell'accordo euromediterraneo ***
PDF 106kWORD 48k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 16 gennaio 2019 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo in forma di scambio di lettere tra l'Unione europea e il Regno del Marocco relativo alla modifica dei protocolli n. 1 e n. 4 dell'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall'altra (10593/2018 – C8-0463/2018 – 2018/0256(NLE))
P8_TA(2019)0017A8-0471/2018

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (10593/2018),

–  visto il progetto di accordo in forma di scambio di lettere tra l’Unione europea e il Regno del Marocco relativo alla modifica dei protocolli n. 1 e n. 4 dell’accordo euromediterraneo che istituisce un’associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall’altra (10597/2018),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 207, paragrafo 4, e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a) punto i), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0463/2018),

–  vista la sua risoluzione non legislativa del 16 gennaio 2019(1) sulla proposta di decisione,

–  visti l'articolo 99, paragrafi 1 e 4, e l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  visti la raccomandazione della commissione per il commercio internazionale e i pareri della commissione per gli affari esteri e della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0471/2018),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Marocco.

(1) Testi approvati, P8_TA(2019)0016.


Accordo UE-Cina nel quadro del procedimento di risoluzione delle controversie dell’OMC DS492 – Misure aventi incidenza sulle concessioni tariffarie su taluni prodotti a base di carne di pollame ***
PDF 105kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 16 gennaio 2019 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo in forma di scambio di lettere tra l'Unione e la Repubblica popolare cinese nel quadro del procedimento DS492 Unione europea – Misure aventi incidenza sulle concessioni tariffarie su taluni prodotti a base di carne di pollame (10882/2018 – C8-0496/2018 – 2018/0281(NLE))
P8_TA(2019)0018A8-0472/2018

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (10882/2018),

–  visto il progetto di accordo in forma di scambio di lettere tra l'Unione europea e la Cina in relazione alla controversia DS492 Unione europea – Misure aventi incidenza sulle concessioni tariffarie su taluni prodotti a base di carne di pollame (10883/2018),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 207, paragrafo 4, primo comma e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), punto v), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0496/2018),

–  visti l'articolo 99, paragrafi 1 e 4, nonché l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per il commercio internazionale (A8-0472/2018),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e della Repubblica popolare cinese.


Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) ***I
PDF 274kWORD 86k
Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 16 gennaio 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) (COM(2018)0380 – C8-0231/2018 – 2018/0202(COD))
P8_TA(2019)0019A8-0445/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0380),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 175, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0231/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 12 dicembre 2018 (1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 5 dicembre 2018 (2),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, i pareri della commissione per il commercio internazionale, della commissione per i bilanci, della commissione per il controllo dei bilanci e della commissione per lo sviluppo regionale, nonché la posizione sotto forma di emendamenti della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0445/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 16 gennaio 2019 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2019/... del Parlamento europeo e del Consiglio sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per la transizione (FET) [Em. 1. Tale emendamento si applica a tutto il testo]

P8_TC1-COD(2018)0202


IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 175, terzo comma,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(3),

visto il parere del Comitato delle regioni(4),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(5),

considerando quanto segue:

(1)  I principi orizzontali enunciati all'articolo 3 del trattato sull'Unione europea (TUE) e all'articolo agli articoli 9 e 10 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), tra cui i principi di sussidiarietà e di proporzionalità enunciati all'articolo 5 del TUE dovrebbero essere rispettati nell'attuazione dei fondi, tenendo conto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. A norma dell'articolo 8 TFUE, gli Stati membri e la Commissione devono mirare a eliminare le disuguaglianze, promuovere la parità tra uomini e donne e integrare la prospettiva di genere nonché a combattere le discriminazioni fondate sul sesso, l'origine razziale o etnica, la religione o le convinzioni personali, una disabilità, l'età o l'orientamento sessuale. Le finalità dei fondi dovrebbero essere perseguite nell'ambito dello sviluppo sostenibile e della promozione, da parte dell'Unione, dell'obiettivo di preservare, tutelare e migliorare la qualità dell'ambiente, a norma dell'articolo 11 e dell'articolo 191, paragrafo 1, del TFUE, tenendo conto del principio "chi inquina paga". [Em. 2]

(2)  Il pilastro europeo dei diritti sociali(6) è stato proclamato congiuntamente dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017 in risposta alle sfide sociali che investono l'Europa. Tenendo conto delle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, l'Unione deve essere messa in condizione di raccogliere le sfide presenti e future della globalizzazione e della digitalizzazione rendendo la crescita più inclusiva e migliorando le politiche occupazionali e sociali. I venti principi fondamentali del pilastro si articolano in tre categorie: pari opportunità e accesso al mercato del lavoro; condizioni di lavoro eque; protezione sociale e inclusione. Il pilastro europeo dei diritti sociali fungerà da quadro di orientamento generale per il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per la transizione (FEG FET), consentendo all'Unione di metterne in pratica i principi pertinenti negli importanti eventi di ristrutturazione.

(3)  Il 20 giugno 2017 il Consiglio ha approvato la risposta dell'Unione(7) all'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile(8) – il futuro sostenibile dell'Europa. Il Consiglio ha sottolineato l'importanza di conseguire lo sviluppo sostenibile in tutte e tre le dimensioni (economica, sociale e ambientale) in modo equilibrato e integrato. È essenziale che lo sviluppo sostenibile sia integrato nel quadro strategico europeo e che l'Unione sia ambiziosa nelle politiche che persegue per affrontare le sfide globali. Il Consiglio ha accolto con favore la comunicazione della Commissione dal titolo "Il futuro sostenibile dell'Europa: prossime tappe" del 22 novembre 2016 come un primo passo per l'integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e l'applicazione dello sviluppo sostenibile quale principio guida di tutte le politiche dell'Unione, anche attraverso i suoi strumenti finanziari.

(4)  Nel febbraio 2018 la Commissione ha adottato una comunicazione intitolata "Un quadro finanziario pluriennale nuovo e moderno per un'Unione europea in grado di realizzare efficientemente le sue priorità post-2020"(9). Tale comunicazione sottolinea che il bilancio dell'Unione sosterrà l'economia sociale di mercato europea, che è unica nel suo genere. Sarà perciò fondamentale migliorare le opportunità occupazionali e far fronte alle sfide in materia di competenze, in special modo quelle relative alla digitalizzazione, all'automazione e alla transizione verso un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse, nel pieno rispetto dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015 approvato in occasione della 21a conferenza delle parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. La flessibilità di bilancio sarà un altro dei principi fondamentali del prossimo quadro finanziario pluriennale. Verranno mantenuti i meccanismi di flessibilità per consentire all'Unione di far fronte in modo più tempestivo a circostanze impreviste e far sì che le risorse di bilancio siano utilizzate dove ce n'è urgente bisogno. [Em. 3]

(5)  Nel suo Libro bianco sul futuro dell'Europa(10) la Commissione ha espresso timori in merito ai movimenti isolazionisti, che seminano dubbi riguardo ai benefici del commercio aperto e all'economia sociale di mercato dell'Unione in generale.

(6)  Nel suo documento di riflessione sulla gestione della globalizzazione(11) la Commissione individua nell'effetto combinato della globalizzazione legata al commercio e dell'evoluzione tecnologica i principali motori dell'aumento della domanda di manodopera qualificata e della riduzione dei posti di lavoro che richiedono qualifiche inferiori. Nonostante gli enormi vantaggi complessivi di un commercio più aperto e di un'ulteriore integrazione delle economie mondiali, questi Pur riconoscendo i vantaggi legati a un commercio più aperto, sono necessari strumenti più adeguati per affrontare i relativi effetti collaterali negativi devono essere affrontati. Poiché gli attuali vantaggi della globalizzazione non sono equamente distribuiti fra le diverse popolazioni e regioni, causando un impatto rilevante su coloro che ne subiscono le ripercussioni, esiste il pericolo che un'evoluzione ancora più rapida dei progressi i cambiamenti tecnologici alimenti e ambientali alimentino ulteriormente tali effetti. Di conseguenza, in linea con i principi di solidarietà e di sostenibilità sarà necessario garantire che i vantaggi della globalizzazione siano ripartiti in modo più equo. Gli eventuali effetti negativi cumulativi della globalizzazione e delle transizioni tecnologica e ambientale dovrebbero essere maggiormente anticipati dai pertinenti fondi strutturali dell'Unione, come il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), al fine di adeguare meglio il mondo delle imprese e dei lavoratori conciliando l'apertura la crescita economica e lo sviluppo tecnologico con la una protezione sociale adeguata e un sostegno attivo all'accesso all'occupazione e alle opportunità di lavoro autonomo. [Em. 4]

(7)  Nel suo documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE(12) la Commissione sottolinea l'esigenza di ridurre le divergenze economiche e sociali tra gli Stati membri e all'interno dei medesimi. Investire nello sviluppo sostenibile, nell'uguaglianza, nell'inclusione sociale, nell'istruzione, nella formazione e nella sanità rappresenta pertanto una priorità essenziale. [Em. 5]

(8)  È probabile che i cambiamenti climatici, la globalizzazione e l'evoluzione tecnologica determinino un ulteriore aumento dell'interconnessione e dell'interdipendenza delle economie mondiali. La riallocazione della forza lavoro è, inevitabilmente, parte integrante di tali mutamenti economici. Offrire assistenza ai lavoratori espulsi e a quelli minacciati di espulsione dal lavoro è di vitale importanza affinché i vantaggi dei mutamenti in atto possano essere ripartiti in modo equo. I principali strumenti dell'Unione per assistere i lavoratori in tali circostanze sono il FSE+, concepito per offrire un'assistenza di carattere preventivo, e il FET, concepito per aiutare i lavoratori a reagire in caso di importanti e inattesi eventi di ristrutturazione. Il quadro UE per la qualità nell'anticipazione dei cambiamenti e delle ristrutturazioni(13) è lo strumento strategico unionale che delinea le migliori prassi per anticipare le ristrutturazioni aziendali e per affrontarle. Esso offre un quadro d'insieme sul modo di affrontare con strumenti programmatici adeguati le sfide poste dal processo di aggiustamento economico e dalle ristrutturazioni e il relativo impatto occupazionale e sociale. Esso invita inoltre gli Stati membri a utilizzare i finanziamenti nazionali e dell'Unione in modo da garantire che l'impatto sociale delle ristrutturazioni (e in special modo gli effetti negativi sull'occupazione) possa essere attenuato più efficacemente. I principali strumenti dell'Unione per assistere i lavoratori in tali circostanze sono il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), concepito per offrire un'assistenza di carattere preventivo, e il FEG, concepito per aiutare i lavoratori a reagire in caso di importanti e inattesi eventi di ristrutturazione. [Em. 6]

(9)  Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito dal regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio(14) per la durata del quadro finanziario pluriennale che andava dal 1º gennaio 2007 al 31 dicembre 2013. È stato creato per permettere all'Unione di testimoniare la propria solidarietà nei confronti dei lavoratori che avevano perso il lavoro a seguito di trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale dovute alla globalizzazione.

(10)  L'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 1927/2006 è stato ampliato nel 2009 dal regolamento (CE) n. 546/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio(15) nel quadro del piano europeo di ripresa economica, al fine di includere i lavoratori che avevano perso il lavoro come conseguenza diretta della crisi finanziaria ed economica mondiale.

(11)  Per la durata del quadro finanziario pluriennale che va dal 1º gennaio 2014 al 31 dicembre 2020, il regolamento (UE) n. 1309/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(16) ha esteso la portata del FEG ai casi di espulsione dal lavoro dovuti non solo al grave deterioramento della situazione economica derivante dal persistere della crisi finanziaria ed economica mondiale oggetto del regolamento (CE) n. 546/2009, ma anche a qualsiasi nuova crisi finanziaria ed economica mondiale.

(11 bis)  Il programma FET dovrebbe essere visibile e richiedere maggiori e migliori dati per consentire un'adeguata valutazione scientifica del FET ed evitare vincoli amministrativi nell'attuazione del programma per l'assistenza all'adeguamento commerciale. [Em. 7]

(12)  La Commissione ha svolto una valutazione intermedia del FEG per stabilire come e in quale misura esso realizzi i suoi obiettivi. Il FEG si è rivelato efficace, raggiungendo un tasso di reinserimento dei lavoratori più elevato di quello del periodo di programmazione precedente. La valutazione ha inoltre riscontrato che il FEG ha generato valore aggiunto europeo. Ciò è particolarmente vero in termini di effetti di volume, vale a dire che l'assistenza del FEG non solo aumenta il numero e la varietà dei servizi offerti, ma anche il loro livello di intensità. Inoltre, gli interventi del FEG hanno un'elevata visibilità e dimostrano direttamente al grande pubblico il valore aggiunto unionale dell'intervento. Sono state tuttavia individuate varie sfide. Da un lato, la procedura di mobilitazione è stata considerata troppo lunga. Inoltre, molti Stati membri hanno riferito di avere incontrato problemi nell'elaborare l'analisi approfondita delle circostanze in cui si è svolto l'evento che ha provocato gli esuberi. Il motivo principale che impedisce di presentare domanda agli Stati membri che pure avrebbero i requisiti per un potenziale caso di intervento del FEG è dato da problemi di capacità finanziaria e istituzionale. In alcuni casi può trattarsi semplicemente di una mancanza di manodopera: al momento gli Stati membri possono richiedere assistenza tecnica solo se attuano un caso di intervento del FEG. Poiché gli esuberi possono verificarsi in maniera inattesa, sarebbe importante che gli Stati membri fossero pronti a reagire immediatamente e in grado di presentare una domanda senza indugio. Inoltre, in alcuni Stati membri sembrano necessari interventi più approfonditi di rafforzamento delle capacità istituzionali al fine di assicurare un'attuazione efficiente ed efficace dei casi di intervento del FEG. La soglia dei 500 posti di lavoro persi è stata criticata perché ritenuta troppo elevata, soprattutto nelle regioni scarsamente popolate(17).

(13)  La Commissione sottolinea il ruolo del FEG FET in quanto strumento flessibile per sostenere i lavoratori che perdono il lavoro in eventi di ristrutturazione su vasta scala e per aiutarli a trovare il più rapidamente possibile una nuova occupazione. È opportuno che l'Unione continui a fornire un sostegno specifico una tantum volto ad agevolare il reinserimento professionale in un'attività lavorativa di qualità e sostenibile dei lavoratori espulsi dal lavoro in aree, settori, territori o mercati del lavoro sconvolti da un grave deterioramento della situazione economica. Considerate l'interazione e l'influenza reciproca tra il commercio aperto, i mutamenti tecnologici, la digitalizzazione e l'automazione e altri fattori quali il recesso del Regno Unito dall'Unione europea o il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio, il che rende sempre più difficile individuare una causa specifica delle espulsioni dal lavoro, in futuro la mobilitazione del FEG FET si baserà dovrebbe basare esclusivamente sulla rilevanza dell'impatto provocato dall'evento di ristrutturazione considerato. Data la sua finalità di offrire un sostegno in situazioni di emergenza e in circostanze impreviste, a integrazione dell'assistenza di carattere più preventivo fornita dal FSE+, il FEG deve FET dovrebbe rimanere uno strumento speciale e flessibile, al di fuori dei massimali di bilancio del quadro finanziario pluriennale, come sottolineato nella comunicazione della Commissione "Un bilancio moderno al servizio di un'Unione che protegge, che dà forza, che difende - Quadro finanziario pluriennale 2021-2027" e nel relativo allegato(18). [Emm. 8 e 97]

(13 bis)  Nella sua risoluzione del 30 maggio 2018 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e le risorse proprie, il Parlamento europeo ha ribadito la propria ferma posizione riguardo al livello di finanziamento necessario per le politiche chiave dell'Unione nell'ambito del QFP 2021-2027, affinché queste possano rispondere alla loro funzione e conseguire i loro obiettivi. Ha insistito, in particolare, sull'invito a raddoppiare i finanziamenti specifici del QFP destinati alle PMI e ad affrontare il problema della disoccupazione giovanile, ha accolto con favore diverse proposte intese a migliorare le attuali disposizioni, segnatamente l'aumento delle dotazioni degli strumenti speciali, e ha dichiarato che intende negoziare ulteriori miglioramenti ove necessario. [Em. 9]

(14)  Come già ricordato, al fine di preservare la dimensione europea del FEG FET, una domanda di sostegno dovrebbe essere presentata se un importante evento di ristrutturazione ha un impatto rilevante sull'economia locale o regionale. Tale impatto deve essere definito sulla base di un numero minimo di casi di espulsione dal lavoro in un periodo di riferimento specifico. Tenendo conto delle risultanze della valutazione intermedia, la soglia sarà fissata a 250 200 posti di lavoro persi nell'arco di un periodo dei rispettivi periodi di riferimento di quattro mesi (o di sei mesi in determinati settori). Tenuto conto del fatto che ondate di licenziamenti nella stessa regione, anche se in settori diversi, hanno un impatto altrettanto rilevante sul mercato del lavoro locale, saranno possibili anche domande a livello regionale. Nel caso di mercati del lavoro di dimensioni ridotte, come i piccoli Stati membri o le regioni isolate, comprese le regioni ultraperiferiche ai sensi dell'articolo 349 del TFUE, oppure in circostanze eccezionali, dovrebbe essere possibile presentare le domande potrebbero essere presentate anche in presenza di un numero inferiore di casi di espulsione dal lavoro. [Em. 10]

(14 bis)  Il FET dovrebbe essere inteso a dimostrare solidarietà ai lavoratori licenziati da qualsiasi tipo di impresa, indipendentemente dalle dimensioni, rispettando al contempo il principio di sussidiarietà e tenendo conto della necessità di un impatto significativo dell'evento di ristrutturazione come soglia per la presentazione di una domanda di sostegno del FET. [Em. 11]

(14 ter)  Il FET dovrebbe rimanere uno strumento speciale dell'Unione per reagire a situazioni che provocano importanti eventi di ristrutturazione nel mercato del lavoro europeo. È tuttavia opportuno che l'Unione continui a compiere sforzi per trovare modi più sostenibili di affrontare le sfide e i cambiamenti strutturali che incidono sui mercati del lavoro e conducono a tali eventi negli Stati membri. [Em. 12]

(15)  Al fine di esprimere la solidarietà dell'Unione nei riguardi dei lavoratori espulsi dal lavoro e dei lavoratori autonomi la cui attività sia cessata, è opportuno che il tasso di cofinanziamento relativo al costo e all'attuazione del pacchetto di servizi personalizzati sia pari a quello del FSE+ nel rispettivo Stato membro interessato.

(16)  La parte del bilancio dell'Unione destinata al FEG FET dovrebbe essere eseguita dalla Commissione in regime di gestione concorrente con gli Stati membri ai sensi del regolamento (UE, Euratom) [numero del nuovo regolamento finanziario] del Parlamento europeo e del Consiglio(19) ("il regolamento finanziario"). Pertanto, nel dare attuazione al FEG FET in regime di gestione concorrente, la Commissione e gli Stati membri sono tenuti a rispettare i principi enunciati nel regolamento finanziario, quali quelli di sana gestione finanziaria, trasparenza e non discriminazione.

(17)  L'Osservatorio europeo del cambiamento, che ha sede presso la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofund) di Dublino, assiste la Commissione e gli Stati membri con analisi qualitative e quantitative ai fini della valutazione delle tendenze in fatto di, ad esempio per quanto riguarda la globalizzazione, i cambiamenti tecnologici e ambientali, le ristrutturazioni e l'utilizzo del FEG FET. Tali analisi dovrebbero includere sufficienti dati disaggregati, in particolare da una prospettiva di genere, al fine di contrastare in modo più efficace le disuguaglianze di genere. [Em. 13]

(17 bis)  L'Osservatorio sulla ristrutturazione in Europa (ERM) di Eurofound monitora in tempo reale la segnalazione di eventi di ristrutturazione su vasta scala in tutta l'Unione, sulla base di una rete di corrispondenti nazionali. L'ERM è molto importante per il FET e dovrebbe prestare assistenza al Fondo, in particolare contribuendo a identificare in una fase precoce i potenziali casi in cui intervenire. [Em. 14]

(18)  I lavoratori espulsi dal lavoro e i lavoratori autonomi la cui attività sia cessata dovrebbero avere pari accesso al FEG FET, indipendentemente dal tipo di contratto o di rapporto di lavoro. È pertanto opportuno considerare i lavoratori espulsi dal lavoro, indipendentemente dal tipo e dalla durata del loro rapporto di lavoro, nonché i lavoratori autonomi la cui attività sia cessata come possibili beneficiari del FEG FET ai fini del presente regolamento. [Em. 15]

(19)  I contributi finanziari del FEG FET dovrebbero essere orientati in primo luogo verso misure attive per il mercato del lavoro volte e servizi personalizzati volti a reinserire rapidamente i beneficiari in un'attività lavorativa di qualità e sostenibile in un settore orientato al futuro, nel loro settore di attività iniziale o in uno diverso, ma dovrebbero anche mirare a promuovere il lavoro autonomo e la creazione di imprese, anche attraverso la creazione di cooperative. Le misure dovrebbero rispecchiare le potenziali esigenze previste del mercato del lavoro locale o regionale. Tuttavia, ove pertinente, dovrebbe essere sostenuta anche la mobilità dei lavoratori espulsi dal lavoro al fine di aiutarli a trovare una nuova occupazione altrove. Verrà riservata Si dovrebbe riservare un'attenzione particolare alla diffusione delle competenze richieste nell'era digitale e, se del caso, al superamento degli stereotipi di genere nell'occupazione. L'inclusione di indennità pecuniarie in un pacchetto coordinato di servizi personalizzati dovrebbe essere limitata. I contributi finanziari dovrebbero integrare e non sostituire le misure che rientrano nella sfera di responsabilità degli Stati membri e/o delle imprese in virtù del diritto nazionale o di contratti collettivi. Le imprese potrebbero dovrebbero essere incoraggiate a partecipare al cofinanziamento nazionale per le misure sostenute dal FEG FET. [Em. 16]

(19 bis)  Nell'attuare e nel definire il pacchetto coordinato di servizi personalizzati, inteso a facilitare il reinserimento professionale dei beneficiari interessati, gli Stati membri dovrebbero sfruttare e perseguire meglio gli obiettivi dell'agenda digitale e della strategia per il mercato unico digitale, al fine di affrontare il grave divario di genere nei settori delle TIC e della scienza, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica (STEM), promuovendo la riconversione e la riqualificazione delle donne nei settori delle TIC e delle STEM. Nell'attuare e nel definire il pacchetto coordinato di servizi personalizzati, gli Stati membri dovrebbero inoltre evitare di perpetuare il dominio di un genere nelle industrie e nei settori dove ciò avviene tradizionalmente. Il rafforzamento della rappresentanza del genere meno rappresentato in diversi settori, come la finanza, le TIC e le STEM, contribuirebbe a ridurre il divario retributivo e pensionistico di genere. [Em. 17]

(20)  Nel definire il pacchetto coordinato di misure attive per il mercato del lavoro, è opportuno che gli Stati membri favoriscano le misure in grado di contribuire in modo rilevante all'occupabilità dei beneficiari. Gli Stati membri dovrebbero sforzarsi di ottenere il reinserimento in un'attività lavorativa di qualità e sostenibile per il maggior numero possibile di tutti i beneficiari coinvolti nelle misure in questione quanto prima, e comunque entro il periodo di sei sette mesi previsto per la trasmissione della relazione finale sull'attuazione del contributo finanziario. Il pacchetto coordinato di servizi personalizzati dovrebbe tener conto dei motivi all'origine degli esuberi, se del caso, e anticipare le prospettive future del mercato del lavoro e le competenze richieste. Il pacchetto coordinato dovrebbe essere compatibile con il passaggio a un'economia rispettosa del clima ed efficiente sotto il profilo delle risorse. [Em. 18]

(21)  Nel definire il pacchetto coordinato di misure attive per il mercato del lavoro gli Stati membri dovrebbero prestare particolare attenzione ai beneficiari svantaggiati, ad esempio le persone con disabilità, le persone con familiari a carico, i disoccupati giovani e anziani, le persone scarsamente qualificate, le persone provenienti da un contesto migratorio nonché le persone a rischio di povertà, in quanto gruppi che incontrano particolari problemi di reinserimento nel mercato del lavoro. Nondimeno, nell'ambito dell'attuazione del FEG FET occorre rispettare e promuovere i principi di parità di genere e non discriminazione in quanto valori fondamentali dell'Unione altresì sanciti dal pilastro europeo dei diritti sociali. [Em. 19]

(21 bis)  Nel periodo compreso tra marzo 2007 e marzo 2017 la Commissione ha ricevuto 148 domande di cofinanziamento a titolo del FEG da 21 Stati membri, per un totale pari a quasi 600 milioni di EUR, a sostegno di 138 888 lavoratori espulsi dal lavoro e 2 944 persone non occupate né inserite in un percorso di istruzione o formazione (NEET). [Em. 20]

(22)  Al fine di sostenere in modo efficace e rapido i beneficiari, gli Stati membri dovrebbero impegnarsi al massimo onde presentare urgentemente domande complete per il contributo finanziario del FEG FET e le istituzioni dell'Unione dovrebbero impegnarsi al massimo per valutarle in tempi rapidi. Qualora la Commissione avesse bisogno di ulteriori informazioni per valutare una domanda, dovrebbero essere previsti limiti di tempo per la trasmissione di ulteriori informazioni. [Em. 21]

(22 bis)  Per facilitare l'attuazione del presente regolamento e la realizzazione dei suoi obiettivi, è opportuno dare maggiore risalto al FET e alle sue possibilità, in particolare al livello delle autorità competenti degli Stati membri. [Em. 22]

(22 ter)  La Commissione dovrebbe agevolare l'accesso delle autorità nazionali e regionali attraverso un helpdesk dedicato, che fornisca informazioni generali e chiarimenti sulle procedure e sulle modalità di presentazione delle domande. L'helpdesk dovrebbe mettere a disposizione formulari standard a fini statistici e di successiva analisi. [Em. 23]

(23)  Nell'interesse dei beneficiari e degli organismi responsabili dell'attuazione delle misure, lo Stato membro richiedente dovrebbe tenere informati tutti gli attori interessati dalla procedura di domanda in merito ai relativi sviluppi e coinvolgerli costantemente nel processo di attuazione. [Em. 24]

(24)  Conformemente al principio della sana gestione finanziaria, i contributi finanziari del FEG FET non dovrebbero possono sostituire ma dovrebbero invece, ove possibile, integrare le misure di sostegno disponibili per i beneficiari nell'ambito dei fondi dell'Unione o di altre politiche o programmi unionali. Il contributo finanziario del FET non può neppure sostituire misure nazionali o misure che, in virtù del diritto nazionale o di contratti collettivi, rientrano nella sfera di responsabilità delle imprese che licenziano, e dovrebbe invece creare un reale valore aggiunto europeo. [Em. 25]

(25)  Alla luce del principio di uguaglianza, gli Stati membri dovrebbero garantire un accesso effettivo alle informazioni sul FET in tutto il loro territorio, comprese le zone rurali. La Commissione dovrebbe, in particolare, promuovere la diffusione delle buone pratiche esistenti, rendere noti i criteri di ammissibilità al FET e le relative procedure per la presentazione delle domande e far conoscere maggiormente il FET tra i cittadini dell'Unione, in particolare i lavoratori. È opportuno inserire disposizioni particolari riguardo alle attività di informazione e di comunicazione relative ai casi di intervento del FEG FET e ai risultati ottenuti. [Em. 26]

(26)  Per facilitare l'applicazione del presente regolamento è opportuno che le spese siano ammissibili a decorrere dalla data in cui uno Stato membro inizia a fornire i servizi personalizzati o dalla data in cui uno Stato membro sostiene spese amministrative per l'attuazione del FEG FET.

(27)  Per rispondere alle esigenze che si manifestano soprattutto nel corso dei primi mesi di ogni anno, quando le possibilità di storno da altre linee di bilancio sono particolarmente ridotte, occorre rendere disponibile, nell'ambito della procedura di bilancio annuale, un importo adeguato di stanziamenti di pagamento per la linea di bilancio relativa al FEG FET.

(27 bis)  Per rispondere alle esigenze che si manifestano soprattutto nel corso dei primi mesi di ogni anno, quando le possibilità di storno da altre linee di bilancio sono particolarmente ridotte, occorre rendere disponibile, nell'ambito della procedura di bilancio annuale, un importo adeguato di stanziamenti di pagamento per la linea di bilancio relativa al FET. [Em. 27]

(28)  [Il quadro finanziario pluriennale e l'accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, del [data futura], sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(20) (l'"accordo interistituzionale") determinano il quadro di bilancio del FEG FET].

(29)  Nell'interesse dei beneficiari, l'assistenza dovrebbe essere messa a disposizione nel modo più rapido ed efficiente possibile. Gli Stati membri e le istituzioni dell'Unione che partecipano ai processi decisionali del FEG FET dovrebbero impegnarsi al massimo per ridurre i tempi di trattamento e semplificare le procedure onde garantire l'agevole e rapida adozione delle decisioni relative alla mobilitazione del FEG FET. Pertanto l'autorità di bilancio deciderà in futuro in merito alle richieste di storno presentate dalla Commissione senza che ci sia più bisogno di una proposta della Commissione per la mobilitazione del FEG. [votazione distinta]

(30)  In caso di chiusura di un'impresa, i lavoratori espulsi dal lavoro possono essere aiutati a rilevarne in tutto o in parte le attività e lo Stato membro in cui l'impresa è situata può anticipare i fondi che si rendano necessari con urgenza a tale scopo. [Em. 29]

(31)  Per consentire al Parlamento europeo di esercitare il proprio controllo politico e alla Commissione di effettuare una sorveglianza continua dei risultati ottenuti grazie all'assistenza del FEG FET, gli Stati membri dovrebbero presentare una relazione finale sull'attuazione del FEG FET, che dovrebbe rispondere a precisi requisiti di monitoraggio e contenere un follow-up sui beneficiari e una valutazione d'impatto sull'uguaglianza di genere. [Em. 30]

(32)  Gli Stati membri dovrebbero rimanere responsabili dell'attuazione del contributo finanziario nonché della gestione e del controllo delle azioni sostenute da finanziamenti dell'Unione, conformemente alle pertinenti disposizioni del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio ("il regolamento finanziario")(21) o a quelle del regolamento che gli subentrerà. È opportuno che gli Stati membri rendano conto dell'uso fatto del contributo finanziario ricevuto dal FEG FET. Vista la brevità del periodo di attuazione degli interventi del FEG FET, è opportuno che la particolare natura degli interventi del FEG FET trovi riscontro negli obblighi in materia di rendicontazione.

(32 bis)  Gli Stati membri dovrebbero realizzare attività di comunicazione efficaci per promuovere i contributi finanziari del FET, mettere in evidenza che i finanziamenti provengono dall'Unione e migliorare la visibilità delle attività finanziate dall'Unione nell'ambito del FET. [Em. 31]

(33)  Gli Stati membri dovrebbero inoltre prevenire, individuare e correggere ogni irregolarità commessa dai beneficiari, comprese le frodi. Inoltre, in conformità al regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013(22) e ai regolamenti (CE, Euratom) n. 2988/95(23) e (Euratom, CE) n. 2185/96(24), l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) può svolgere indagini amministrative, compresi controlli e verifiche sul posto, al fine di accertare l'esistenza di frodi, corruzione o ogni altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell'Unione. A norma del regolamento (UE) 2017/1939(25) la Procura europea può indagare e perseguire le frodi e altri reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione secondo quanto disposto dalla direttiva (UE) 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale(26). Gli Stati membri dovrebbero adottare le misure necessarie affinché ogni persona o entità che riceve fondi dell'Unione cooperi pienamente alla tutela degli interessi finanziari dell'Unione, conceda i diritti necessari e l'accesso alla Commissione, all'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), alla Procura europea (EPPO) e alla Corte dei conti europea e garantisca che i terzi coinvolti nell'esecuzione dei fondi dell'Unione concedano diritti equivalenti. Gli Stati membri dovrebbero comunicare alla Commissione le irregolarità riscontrate, comprese le frodi, e il seguito a esse dato, nonché il seguito dato alle indagini dell'OLAF.

(34)  In conformità al regolamento finanziario, al regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, ai regolamenti (Euratom, CE) n. 2988/95, (Euratom, CE) n. 2185/96 e (UE) 2017/1939 del Consiglio, è opportuno che gli interessi finanziari dell'Unione siano tutelati attraverso misure proporzionate, tra cui la prevenzione, l'individuazione, la rettifica e l'indagine delle irregolarità e frodi, il recupero dei fondi perduti, indebitamente versati o non correttamente utilizzati e, se del caso, sanzioni amministrative. In particolare, in conformità al regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 e al regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) può svolgere indagini, compresi controlli e verifiche sul posto, al fine di accertare l'esistenza di frodi, corruzione o ogni altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell'Unione. A norma del regolamento (UE) 2017/1939 la Procura europea (EPPO) può indagare e perseguire le frodi e altre attività illecite lesive degli interessi finanziari dell'Unione secondo quanto disposto dalla direttiva (UE) 2017/1371. In conformità al regolamento finanziario, è opportuno che ogni persona o entità che riceve fondi dell'Unione cooperi pienamente alla tutela degli interessi finanziari dell'Unione, conceda i diritti necessari e l'accesso alla Commissione, all'OLAF, all'EPPO e alla Corte dei conti europea e garantisca che i terzi coinvolti nell'esecuzione dei fondi dell'Unione concedano diritti equivalenti.

(35)  Al presente regolamento si applicano le regole finanziarie orizzontali adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio in base all'articolo 322 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Tali regole sono stabilite nel regolamento finanziario e determinano in particolare la procedura di formazione ed esecuzione del bilancio attraverso sovvenzioni, appalti, premi, attuazione indiretta e organizzano il controllo della responsabilità degli agenti finanziari. Le regole adottate in base all'articolo 322 del TFUE riguardano anche la protezione del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate per quanto riguarda lo Stato di diritto negli Stati membri, in quanto il rispetto dello Stato di diritto è precondizione essenziale per una gestione finanziaria sana e un uso efficace dei fondi dell'Unione.

(36)  A norma dei paragrafi 22 e 23 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016(27), vi è l'esigenza di valutare il presente programma sulla base di informazioni raccolte secondo prescrizioni specifiche in materia di sorveglianza, evitando al contempo l'eccesso di regolamentazione e gli oneri amministrativi, in particolare a carico degli Stati membri. Se del caso, tali prescrizioni possono includere indicatori misurabili che fungano da base per valutare gli effetti del programma sul campo.

(37)  Nel riflettere l'importanza della lotta ai cambiamenti climatici in linea con gli impegni dell'Unione ad attuare l'accordo di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, il presente Fondo contribuirà a integrare l'azione per il clima nelle politiche dell'Unione e a conseguire un obiettivo complessivo del 25% della spesa del bilancio dell'Unione a sostegno di obiettivi in materia di clima durante il periodo del QFP2021-2027 e un obiettivo annuale del 30 % quanto prima e comunque al più tardi entro il 2027. Durante la preparazione e l'attuazione del Fondo saranno individuate azioni pertinenti che saranno riesaminate nel contesto della sua valutazione. [Em. 32]

(38)  Poiché gli obiettivi del presente regolamento non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della loro portata e dei loro effetti, possono essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(39)  Poiché la trasformazione digitale dell'economia richiede un certo livello di competenze digitali della forza lavoro, la diffusione delle competenze richieste nell'era digitale dovrebbe essere un elemento orizzontale obbligatorio di ogni pacchetto coordinato di servizi personalizzati offerto e dovrebbe integrare l'obiettivo di accrescere la partecipazione delle donne alle professioni STEM, [Em. 33]

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento istituisce il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per la transizione (FEG FET).

Esso stabilisce gli obiettivi del FEG FET, le forme di finanziamento dell'Unione e le regole e i criteri di erogazione dei finanziamenti, comprese le domande di contributi finanziari del FEG FET presentate dagli Stati membri per misure a favore dei beneficiari di cui all'articolo 7. [Em. 34]

Articolo 2

Missione

Il FEG contribuisce a una migliore distribuzione dei vantaggi della globalizzazione e del progresso tecnologico L'obiettivo del FET è di accompagnare le trasformazioni socioeconomiche derivanti dalla globalizzazione nonché dai cambiamenti tecnologici e ambientali aiutando i lavoratori espulsi dal lavoro ad adattarsi ai mutamenti strutturali attraverso la promozione di attività lavorative alternative e sostenibili. Il FET è un fondo di emergenza che opera in modo reattivo e contribuisce a una transizione equa. Esso Il FET contribuisce pertanto ad attuare i principi definiti nell'ambito del pilastro europeo dei diritti sociali e ad accrescere la coesione economica e sociale tra le regioni e gli Stati membri. [Em. 35]

Articolo 3

Obiettivi

1.  L'obiettivo generale del programma è dimostrare solidarietà e offrire sostegno ai finanziario per le misure di reinserimento a favore dei lavoratori espulsi dal lavoro, indipendentemente dal tipo e dalla durata del loro rapporto di lavoro, e ai lavoratori autonomi la cui attività sia cessata nell'ambito di importanti e inattesi eventi di ristrutturazione di cui all'articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3. [Em. 36]

2.  L'obiettivo specifico del FEG FET è offrire assistenza e sostegno ai lavoratori ai fini del loro reinserimento nel mercato del lavoro in caso di importanti e inattesi eventi di ristrutturazione, in particolare quelli provocati dalle sfide poste dalla globalizzazione, quali trasformazioni dei flussi commerciali mondiali, controversie commerciali, crisi economiche o finanziarie, il recesso del Regno Unito dall'Unione europea, il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio, oppure quelli dovuti alla digitalizzazione, o all'automazione e al cambiamento tecnologico. Viene dato particolare rilievo alle misure atte ad aiutare i gruppi più svantaggiati e alla promozione dell'uguaglianza di genere. [Emm. 37 e 98]

Articolo 4

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni:

a)  "lavoratore espulso dal lavoro": un lavoratore, indipendentemente dal tipo e dalla durata del suo rapporto di lavoro, il cui impiego si conclude prematuramente per collocamento in esubero o il cui contratto di lavoro non è rinnovato per motivi economici; [Em. 38]

b)  "lavoratore autonomo": una persona che ha impiegato meno di 10 lavoratori;

c)  "beneficiario": una persona che partecipa a misure cofinanziate dal FEG FET;

d)  "irregolarità": qualsiasi violazione del diritto applicabile, derivante da un'azione o un'omissione di un operatore economico coinvolto nell'attuazione del FEG FET, che ha o può avere come conseguenza un pregiudizio al bilancio dell'Unione imputando a quest'ultimo una spesa indebita.

Articolo 5

Criteri di intervento

1.  Gli Stati membri possono presentare domanda di contributi finanziari del FEG FET per misure a favore dei lavoratori espulsi dal lavoro e dei lavoratori autonomi in conformità alle disposizioni del presente articolo.

2.  È fornito un contributo finanziario del FEG FET nell'ambito di importanti eventi di ristrutturazione che determinino:

a)  la cessazione dell'attività di oltre 250 almeno 200 lavoratori espulsi dal lavoro o lavoratori autonomi, nell'arco di un periodo di riferimento di quattro sei mesi, in un'impresa di uno Stato membro, compresi i casi in cui la cessazione riguardi imprese di fornitori o di produttori a valle dell'impresa in questione; [Em. 39]

b)  la cessazione dell'attività di oltre 250 almeno 200 lavoratori espulsi dal lavoro o lavoratori autonomi, nell'arco di un periodo di riferimento di sei nove mesi, in particolare in PMI tutte operanti nello stesso settore economico definito a livello delle divisioni della NACE revisione 2 e situate in una regione o in due regioni contigue di livello NUTS 2 oppure in più di due regioni contigue di livello NUTS 2, a condizione che il numero complessivo dei lavoratori interessati, ivi compresi i lavoratori autonomi, sia superiore a 250 almeno pari a 200 in due delle regioni combinate; [Em. 40]

c)  la cessazione dell'attività di oltre 250 almeno 200 lavoratori espulsi dal lavoro o lavoratori autonomi, nell'arco di un periodo di riferimento di quattro nove mesi, in particolare in PMI operanti nello stesso settore economico o in settori economici diversi definiti a livello delle divisioni della NACE revisione 2 e situate nella stessa regione di livello NUTS 2. [Em. 41]

3.  Nei mercati del lavoro di dimensioni ridotte o in circostanze eccezionali debitamente giustificate dallo Stato membro richiedente, in particolare per quanto concerne tra cui le domande che coinvolgono le PMI, una domanda di contributo finanziario a titolo del presente articolo può essere considerata ricevibile anche se i criteri fissati al paragrafo 1, lettere a), b) o c), non sono interamente soddisfatti, laddove i licenziamenti abbiano un grave impatto sull' sui livelli di occupazione e sull'economia locale o regionale o nazionale. Lo Stato membro richiedente precisa quali dei criteri di intervento stabiliti al paragrafo 1, lettere a), b) o c), non sono interamente soddisfatti. L'importo cumulato dei contributi in circostanze eccezionali non può superare il 15% del massimale annuo del FEG FET. [Em. 42]

4.  Il FEG FET non può essere mobilitato se i lavoratori sono licenziati in seguito a tagli di bilancio operati da uno Stato membro che colpiscono settori dipendenti principalmente da finanziamenti pubblici. [Em. 43]

Articolo 6

Calcolo dei casi di espulsione dal lavoro e di cessazione dell'attività

1.  Lo Stato membro richiedente precisa il metodo seguito per calcolare, ai fini dell'articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3, il numero di lavoratori espulsi dal lavoro e di lavoratori autonomi come definiti all'articolo 4. [Em. 44]

2.  Lo Stato membro richiedente calcola il numero di cui al paragrafo 1 in riferimento a una delle seguenti date:

a)  la data in cui il datore di lavoro, conformemente all'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 98/59/CE del Consiglio(28), notifica per iscritto all'autorità pubblica competente il piano di collocamento in esubero collettivo;

b)  la data in cui il datore di lavoro notifica il preavviso di licenziamento o di risoluzione del contratto di lavoro del lavoratore;

c)  la data della risoluzione di fatto del contratto di lavoro o della sua scadenza;

d)  la fine dell'incarico presso l'impresa utilizzatrice; oppure

e)  per i lavoratori autonomi, la data di cessazione delle attività, determinata conformemente alle disposizioni legislative o amministrative nazionali.

Nei casi di cui alla lettera a), lo Stato membro richiedente fornisce alla Commissione ulteriori informazioni sul numero effettivo di lavoratori collocati in esubero conformemente all'articolo 5, paragrafo 1, del presente regolamento prima del completamento della valutazione da parte della Commissione.

Articolo 7

Beneficiari ammissibili

Lo Stato membro richiedente può offrire un pacchetto coordinato di servizi personalizzati conformemente all'articolo 8, cofinanziati dal FEG FET, ai beneficiari ammissibili, che possono comprendere:

a)  i lavoratori espulsi dal lavoro e i lavoratori autonomi, calcolati conformemente all'articolo 6, la cui attività sia cessata durante i periodi di riferimento previsti all'articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3; [Em. 45]

b)  i lavoratori espulsi dal lavoro e i lavoratori autonomi, calcolati conformemente all'articolo 6, la cui attività sia cessata al di fuori del periodo di riferimento previsto all'articolo 5, vale a dire 6 mesi prima dell'inizio del periodo di riferimento o tra la fine del periodo di riferimento e l'ultimo giorno che precede la data del completamento della valutazione da parte della Commissione.

I lavoratori e i lavoratori autonomi di cui al primo comma, lettera b), sono considerati ammissibili purché possa essere stabilito un chiaro nesso causale con l'evento che ha provocato gli esuberi durante il periodo di riferimento.

In deroga all'articolo 5, gli Stati membri richiedenti possono fornire servizi personalizzati cofinanziati dal FET per un numero di NEET (giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo) di età inferiore ai 25 anni o, qualora gli Stati membri lo decidano, di età inferiore ai 30 anni, alla data di presentazione della domanda, uguale al numero dei beneficiari interessati, dando la priorità alle persone collocate in esubero o la cui attività sia cessata, a condizione che almeno una parte degli esuberi si verifichi in regioni di livello NUTS 2. [Em. 46]

Articolo 8

Misure ammissibili

1.  Può essere concesso un contributo finanziario del FEG FET per misure attive per il mercato del lavoro che si iscrivono in un pacchetto coordinato di servizi personalizzati, cui partecipano le organizzazioni sindacali e/o i rappresentanti dei lavoratori, volti a facilitare la reintegrazione nel lavoro dipendente o autonomo, sostenibile e di qualità, dei beneficiari interessati, in particolare i più svantaggiati tra i lavoratori espulsi dal lavoro. [Em. 47]

La diffusione delle competenze richieste nell'era industriale digitale e in un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse è un elemento orizzontale obbligatorio di ogni pacchetto personalizzato di formazione e/o di servizi personalizzati offerto. Il livello di formazione è adattato alle qualifiche, alle competenze e alle esigenze specifiche del beneficiario. [Em. 48]

Il pacchetto coordinato di servizi personalizzati può comprendere in particolare:

a)  la formazione e la riqualificazione su misura, anche per quanto riguarda le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e le altre competenze richieste nell'era digitale, la certificazione dell'esperienza acquisita, l'assistenza personalizzata nella ricerca di un lavoro, l'orientamento professionale, servizi di consulenza, il tutoraggio, l'assistenza al ricollocamento, la promozione dell'imprenditorialità, l'aiuto al lavoro autonomo, alla creazione di imprese e al loro rilevamento da parte dei dipendenti nonché le attività di cooperazione; [Em. 49]

b)  misure speciali di durata limitata quali le indennità per la ricerca di un lavoro, gli incentivi all'assunzione destinati ai datori di lavoro, le indennità di mobilità, le prestazioni per figli a carico, le indennità di formazione o di soggiorno, comprese le indennità di assistenza e gli incentivi all'assunzione destinati ai datori di lavoro, inclusi gli incentivi finalizzati a offrire modalità di lavoro flessibili ai lavoratori espulsi dal lavoro. [Em. 50]

I costi delle misure di cui alla lettera b) non possono superare superano il 35% dei costi totali per il pacchetto coordinato di servizi personalizzati elencati nel presente paragrafo. [Em. 51]

Gli investimenti per il lavoro autonomo, per la creazione di imprese, incluse le cooperative, o per il loro rilevamento da parte dei dipendenti non possono superare i 20 000  superano25 000 EUR per lavoratore espulso dal lavoro. [Em. 52]

Il pacchetto coordinato di servizi personalizzati tiene conto delle prospettive future del mercato del lavoro e delle competenze richieste. Il pacchetto coordinato è compatibile con il passaggio a un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse e sostenibile, si concentra sulla diffusione delle competenze richieste nell'era industriale digitale e tiene conto della domanda sul mercato del lavoro locale nonché della possibilità di reinserire i lavoratori nel settore occupazionale della loro precedente occupazione, qualora un importante evento di ristrutturazione abbia creato un fabbisogno di competenze nuove o supplementari e le competenze esistenti possano essere utilizzate nel modo più efficiente. [Em. 53]

2.  Le seguenti misure non sono ammissibili a un contributo finanziario del FEG FET:

a)  le misure speciali di durata limitata di cui al paragrafo 1, lettera b), che non sono condizionali alla partecipazione attiva dei beneficiari interessati ad attività di ricerca di lavoro o di formazione;

b)  le misure che rientrano nella sfera di responsabilità delle imprese in virtù del diritto nazionale o di contratti collettivi;

b bis)  le misure volte a incentivare in particolare i lavoratori svantaggiati, quelli a rischio più elevato di povertà o i lavoratori in età più avanzata a rimanere o a ritornare nel mercato del lavoro; [Em. 54]

b ter)  le misure che rientrano nella sfera di responsabilità degli Stati membri in virtù del diritto nazionale o di contratti collettivi. [Em. 55]

Le misure sostenute dal FEG FET non sostituiscono in alcun caso le misure passive di protezione sociale. [Em. 56]

3.  Il pacchetto coordinato di servizi è elaborato in consultazione con i beneficiari interessati, i loro rappresentanti o e/o le parti sociali. [Em. 57]

4.  Su iniziativa dello Stato membro richiedente può essere concesso un contributo finanziario del FEG FET per le attività di preparazione, gestione, informazione e pubblicità, controllo e rendicontazione.

Articolo 9

Domande

1.  Lo Stato membro richiedente presenta una domanda alla Commissione entro 12 settimane dalla data in cui sono soddisfatti i criteri stabiliti all'articolo 5, paragrafo 2 o paragrafo 3.

2.  Entro 10 giorni lavorativi dalla data di presentazione della domanda o, se del caso, dalla data in cui la Commissione dispone della traduzione della stessa, se posteriore, la Commissione notifica la ricezione della domanda e comunica allo Stato membro quali eventuali ulteriori informazioni siano richieste per la valutazione della domanda. [Em. 58]

3.  Su richiesta dello Stato membro, la Commissione fornisce assistenza tecnica nelle prime fasi della procedura. In caso di richiesta di ulteriori informazioni da parte della Commissione, lo Stato membro risponde entro 10 giorni lavorativi dalla data della richiesta. La Commissione proroga detto termine di 10 giorni lavorativi su richiesta debitamente motivata dello Stato membro interessato. [Em. 59]

4.  Sulla base delle informazioni fornite dallo Stato membro, la Commissione conclude la valutazione della conformità della domanda alle condizioni per la concessione del contributo finanziario entro 60 40 giorni lavorativi dal ricevimento della domanda completa o, se del caso, della traduzione della stessa. In via eccezionale, in caso di impossibilità per la Commissione di rispettare attenervisi, detto termine, essa ne fornisce può essere prorogato di altri 20 giorni lavorativi, a condizione che la Commissione fornisca preventivamente una spiegazione per iscritto, indicando le motivazioni del ritardo, e che la trasmetta allo Stato membro interessato. [Em. 60]

5.  La domanda contiene le seguenti informazioni:

a)  una valutazione del numero di lavoratori collocati in esubero ai sensi dell'articolo 6, compreso il metodo di calcolo;

b)  qualora l'impresa che ha proceduto al licenziamento abbia proseguito le attività anche successivamente a tale provvedimento, la conferma che detta impresa ha adempiuto agli a tutti gli obblighi di legge in materia di esuberi e che ha provveduto ai suoi lavoratori in conformità a tali obblighi; [Em. 61]

b bis)  una chiara indicazione delle iniziative già adottate dagli Stati membri per assistere i lavoratori espulsi dal lavoro, nonché della natura complementare dei fondi richiesti a titolo del FET a causa della mancanza di risorse a disposizione delle autorità nazionali o regionali; [Em. 62]

b ter)   una panoramica dei fondi dell'Unione di cui l'impresa che ha proceduto al licenziamento ha già beneficiato nei cinque anni precedenti agli esuberi collettivi; [Em. 63]

c)  una breve descrizione delle circostanze che hanno portato ai casi di espulsione dal lavoro;

d)  l'identificazione, se del caso, delle imprese, dei fornitori o dei produttori a valle e dei settori in cui si sono verificati i licenziamenti, nonché delle categorie di beneficiari interessati, disaggregati per genere, fascia di età e livello di istruzione;

e)  gli effetti previsti degli esuberi sull'economia e sull'occupazione a livello locale, regionale, nazionale o, se del caso, transfrontaliero; [Em. 64]

f)  una descrizione dettagliata del pacchetto coordinato di servizi personalizzati e delle relative spese, comprese in particolare le eventuali misure a sostegno di iniziative per l'occupazione dei beneficiari svantaggiati, scarsamente qualificati, giovani e meno giovani e provenienti da regioni svantaggiate; [Em. 65]

g)  una spiegazione della considerazione data alle raccomandazioni formulate nel quadro UE per la qualità nell'anticipazione dei cambiamenti e delle ristrutturazioni e in merito alla complementarità del pacchetto coordinato di servizi personalizzati rispetto alle azioni finanziate da altri fondi nazionali o dell'Unione, comprese informazioni sulle misure che, per le imprese interessate che hanno proceduto ai licenziamenti, rivestono un carattere obbligatorio in virtù del diritto nazionale o di contratti collettivi;

h)  una stima dei costi per ciascuna delle componenti del pacchetto coordinato di servizi personalizzati a sostegno dei beneficiari interessati e per qualunque attività di preparazione, gestione, informazione e pubblicità, controllo e rendicontazione;

i)  ai fini della valutazione, gli obiettivi indicativi definiti dallo Stato membro per il caso specifico in merito al tasso di ricollocamento dei beneficiari a 6 mesi dal termine del periodo di attuazione;

j)  le date di avvio, effettive o previste, dei servizi personalizzati rivolti ai beneficiari interessati e delle attività per l'attuazione del FEG FET di cui all'articolo 8;

k)  le procedure seguite per la consultazione dei beneficiari interessati, dei loro rappresentanti o delle parti sociali nonché delle autorità locali e regionali o eventualmente di altri portatori di interessi;

l)  una dichiarazione che attesti la conformità del sostegno del FEG FET richiesto alle norme procedurali e sostanziali dell'Unione in materia di aiuti di Stato, nonché una dichiarazione che spieghi i motivi per cui il pacchetto coordinato di servizi personalizzati non si sostituisce alle misure che rientrano nella sfera di responsabilità delle imprese in virtù del diritto nazionale o di contratti collettivi;

m)  le fonti nazionali di prefinanziamento o cofinanziamento e, se del caso, altri tipi di cofinanziamento;

m bis)   una dichiarazione attestante che le azioni proposte saranno complementari a quelle finanziate tramite i fondi strutturali e che si eviterà ogni forma di doppio finanziamento. [Em. 66]

Articolo 10

Complementarità, conformità e coordinamento

1.  Il contributo finanziario del FEG FET non sostituisce le misure che rientrano nella sfera di responsabilità delle imprese in virtù del diritto nazionale o di contratti collettivi.

2.  Il sostegno ai beneficiari interessati integra le misure adottate dagli Stati membri a livello nazionale, regionale, locale e, se del caso, transfrontaliero, comprese quelle cofinanziate da fondi e programmi dell'Unione, in linea con le raccomandazioni formulate nel quadro UE per la qualità nell'anticipazione dei cambiamenti e delle ristrutturazioni. [Em. 67]

3.  Il contributo finanziario del FEG FET è limitato al minimo necessario per mostrare solidarietà ai beneficiari interessati e garantire loro un sostegno temporaneo una tantum ai beneficiari interessati. Le misure sostenute dal FEG FET sono conformi al diritto dell'Unione e al diritto nazionale, comprese le norme sugli aiuti di Stato. [Em. 68]

4.  Conformemente alle loro rispettive responsabilità, la Commissione e lo Stato membro richiedente garantiscono il coordinamento dell'assistenza fornita dai fondi e programmi dell'Unione. [Em. 69]

5.  Lo Stato membro richiedente garantisce che le misure specifiche che ricevono un contributo finanziario del FEG FET non ricevano assistenza da altri strumenti finanziari dell'Unione.

Articolo 11

Uguaglianza tra uomini e donne e non discriminazione

La Commissione e gli Stati membri garantiscono che tanto l'uguaglianza tra uomini e donne quanto l'integrazione della prospettiva di genere rappresentino un elemento costitutivo delle varie di tutte le opportune tappe di attuazione del contributo finanziario del FEG FET, promosso in ognuna di esse. [Em. 70]

La Commissione e gli Stati membri adottano tutte le opportune misure per prevenire qualunque discriminazione basata sul genere, l'identità di genere, l'origine razziale o etnica, la religione o le convinzioni personali, una disabilità, l'età o l'orientamento sessuale nelle varie tappe dell'attuazione del contributo finanziario e nell'accesso al FEG FET.

Articolo 12

Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione

1.  Su iniziativa della Commissione, una percentuale non superiore allo 0,5% del massimale annuo del FEG FET può essere utilizzata per finanziare l'assistenza tecnica e amministrativa necessaria per l'attuazione del FEG FET, segnatamente le attività di preparazione, sorveglianza, raccolta dati, audit, controllo e valutazione, compresi i sistemi informatici istituzionali, le attività di comunicazione e quelle che aumentano la visibilità del FEG FET nonché le altre misure di assistenza tecnica e amministrativa. Sono rafforzate le sinergie con i sistemi consolidati di monitoraggio dei cambiamenti strutturali, come l'osservatorio della ristrutturazione in Europa (ERM). Tali misure possono estendersi su periodi di programmazione successivi e precedenti. [Em. 71]

2.  Entro i limiti del massimale fissato al paragrafo 1, la Commissione presenta una richiesta di storno di stanziamenti per l'assistenza tecnica verso le pertinenti linee di bilancio conformemente all'articolo 31 del regolamento finanziario.

3.  La Commissione attua l'assistenza tecnica di propria iniziativa in regime di gestione diretta in conformità all'articolo [62, paragrafo 1, lettera a),] del regolamento finanziario, o di gestione indiretta, in conformità al [paragrafo 1, lettera c)] del medesimo articolo.

Qualora attui l'assistenza tecnica in regime di gestione indiretta, la Commissione provvede a garantire la trasparenza della procedura di selezione del soggetto terzo responsabile dell'esecuzione dei compiti che le incombono; la Commissione provvede altresì a informare tutti i portatori di interessi nell'ambito del FET, incluso il Parlamento europeo, in merito al subappaltatore selezionato a tal fine. [Em. 72]

4.  L'assistenza tecnica della Commissione comprende la trasmissione di informazioni e di orientamenti agli Stati membri per l'utilizzo, la sorveglianza e la valutazione del FEG FET, inclusa la creazione di un help desk. La Commissione fornisce inoltre alle parti sociali europee e nazionali informazioni e orientamenti chiari sul ricorso al FEG FET. Può rientrare tra le misure di orientamento anche la creazione di task force in caso di forte deterioramento della situazione economica in uno Stato membro. [Em. 73]

Articolo 13

Informazione, comunicazione e pubblicità

1.  Gli Stati membri rendono nota l'origine unionale dei fondi e ne garantiscono la visibilità diffondendo informazioni coerenti, efficaci e specifiche a pubblici diversi, con informazioni mirate ai beneficiari, alle autorità locali e regionali, alle parti sociali, ai media e al grande pubblico. Gli Stati membri garantiscono che il valore aggiunto unionale dei finanziamenti sia messo in evidenza e assistono la Commissione negli sforzi di raccolta dati da essa esplicati al fine di migliorare la trasparenza di bilancio. [Em. 74]

Gli Stati membri usano l'emblema dell'Unione in conformità [all'allegato VIII del regolamento sulle disposizioni comuni] insieme a una semplice dichiarazione sui finanziamenti ("finanziato/cofinanziato dall'Unione europea").

2.  La Commissione gestisce e aggiorna regolarmente una presenza online, accessibile in tutte le lingue ufficiali delle istituzioni dell'Unione, per fornire informazioni aggiornate sul FEG FET, orientamenti per la presentazione delle domande e informazioni sulle domande e sulle azioni ammissibili, un elenco dei contatti negli Stati membri periodicamente aggiornato e accettate e respinte nonché sul ruolo del Parlamento europeo e del Consiglio nell'ambito della procedura di bilancio. [Em. 75]

3.  La Commissione favorisce la diffusione delle buone pratiche esistenti in materia di comunicazione e realizza attività di informazione e comunicazione, sulla base della sua esperienza, sui casi di intervento del FEG FET e sui risultati ottenuti in base alla sua esperienza, allo scopo di migliorare l'efficacia la visibilità del FEGFET, far conoscere i suoi criteri di ammissibilità e le procedure per la presentazione delle domande, migliorare la sua efficacia e di assicurare che i cittadini e i lavoratori dell'Unione siano al corrente della sua esistenza, compresi i cittadini e i lavoratori nelle zone rurali con difficoltà di accesso alle informazioni. [Em. 76]

Gli Stati membri assicurano che tutto il materiale per la comunicazione e la visibilità sia messo a disposizione delle istituzioni, degli organismi o delle agenzie dell'Unione su richiesta e che sia concessa all'Unione una licenza gratuita, non esclusiva e irrevocabile di utilizzare tale materiale e tutti i diritti preesistenti a esso collegati. La licenza conferisce all'Unione i seguenti diritti:

–  l'uso interno, ossia il diritto di riprodurre, copiare e mettere il materiale per la comunicazione e la visibilità a disposizione delle istituzioni e agenzie dell'Unione e dei suoi Stati membri, nonché del relativo personale;

–  la riproduzione del materiale per la comunicazione e la visibilità con qualsiasi mezzo e in qualsiasi forma, in tutto o in parte;

–  la comunicazione al pubblico, con qualsiasi mezzo, del materiale per la comunicazione e la visibilità;

–  la distribuzione al pubblico, sotto qualsiasi forma, del materiale per la comunicazione e la visibilità (o copie di esso);

–  lo stoccaggio e l'archiviazione del materiale per la comunicazione e la visibilità;

–  la concessione in sublicenza a terzi dei diritti sul materiale per la comunicazione e la visibilità.

Possono essere concessi all'Unione ulteriori diritti.

4.  Le risorse destinate alle azioni di comunicazione previste dal presente regolamento contribuiscono a coprire anche la comunicazione istituzionale delle priorità politiche dell'Unione, nella misura in cui abbiano un rapporto con gli obiettivi generali di cui all'articolo 3.

Articolo 14

Determinazione del contributo finanziario

1.  Sulla base della valutazione svolta a norma dell'articolo 9 e tenuto conto in particolare del numero di beneficiari interessati, delle misure proposte e dei costi previsti, la Commissione stima e propone il più rapidamente possibile, entro il termine fissato all'articolo 9, paragrafo 4, l'importo del contributo finanziario del FEG FET che è eventualmente possibile concedere nei limiti delle risorse disponibili. [Em. 77]

2.  Il tasso di cofinanziamento del FEG FET per le misure proposte è allineato al tasso di cofinanziamento più elevato previsto dal FSE+ nello Stato membro in questione.

3.  Se, sulla base della valutazione svolta a norma dell'articolo 9, la Commissione giunge alla conclusione che sono soddisfatte le condizioni per la concessione di un contributo finanziario in forza del presente regolamento, essa avvia immediatamente la procedura di cui all'articolo 16 e ne informa lo Stato membro richiedente. [Em. 78]

4.  Se, sulla base della valutazione svolta a norma dell'articolo 9, la Commissione giunge alla conclusione che non sono soddisfatte le condizioni per la concessione di un contributo finanziario in forza del presente regolamento, essa ne informa immediatamente lo Stato membro richiedente, nonché gli altri portatori di interessi, tra cui il Parlamento europeo. [Em. 79]

Articolo 15

Periodo di ammissibilità

1.  Sono ammissibili a un contributo finanziario del FEG FET le spese sostenute a decorrere dalle date, riportate nella domanda a norma dell'articolo 9, paragrafo 5, lettera j), in cui lo Stato membro interessato inizia o dovrebbe iniziare a fornire i servizi personalizzati ai beneficiari interessati o a sostenere le spese amministrative per l'attuazione del FEG FET, a norma dell'articolo 8, paragrafi 1 e 4.

2.  Lo Stato membro realizza le misure ammissibili di cui all'articolo 8 il prima possibile e comunque. Tali misure sono in ogni caso avviate entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della decisione sul contributo finanziario e realizzate entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della decisione di concessione del contributo finanziario. [Em. 80]

3.  Il periodo di attuazione decorre dalle date, riportate nella domanda a norma dell'articolo 9, paragrafo 5, lettera j), in cui lo Stato membro inizia a fornire i servizi personalizzati ai beneficiari interessati e avvia le attività per l'attuazione del FEG FET di cui all'articolo 8 e si conclude 24 mesi dopo la data di entrata in vigore della decisione di concessione del contributo finanziario.

4.  Nel caso in cui un beneficiario acceda a un corso di istruzione o formazione di durata uguale o superiore a due anni, le spese sostenute per tale corso sono ammissibili a un cofinanziamento del FEG FET fino allo scadere del termine per la presentazione della relazione finale di cui all'articolo 20, paragrafo 1, purché dette spese siano state sostenute prima di tale data.

5.  Le spese di cui all'articolo 8, paragrafo 4, sono ammissibili fino allo scadere del termine per la presentazione della relazione finale di cui all'articolo 20, paragrafo 1.

Articolo 16

Procedura ed esecuzione del bilancio

1.  Se ha concluso che sono soddisfatte le condizioni per concedere un contributo finanziario del FEG FET, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una richiesta proposta di mobilitazione del Fondo. La decisione di mobilitare il FET è adottata congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio entro un mese dalla data in cui la proposta è stata loro presentata. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata e il Parlamento europeo delibera alla maggioranza dei suoi membri e dei tre quinti dei voti espressi.

Contemporaneamente alla presentazione della sua proposta di decisione di mobilitazione del FET, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di storno verso le pertinenti linee di bilancio. In caso di disaccordo, è avviata una procedura di trilogo.

Gli storni relativi al FEG sono effettuati conformemente all'articolo 31 del regolamento finanziario. [Em. 81]

2.  La richiesta di storno deve essere accompagnata da una sintesi dell'esame di ammissibilità della domanda. [Em. 82]

3.  La Commissione adotta una decisione di concessione di un contributo finanziario mediante un atto di esecuzione, che entra in vigore alla data alla quale la Commissione riceve notifica dell'approvazione dello storno di bilancio da parte del il Parlamento europeo e del il Consiglio. Tale adottano la decisione costituisce una decisione di finanziamento ai sensi dell'articolo 110 del regolamento finanziario di mobilitare il FET. [Em. 83]

3 bis.  La proposta di decisione di mobilitazione del FET conforme al paragrafo 1 comprende quanto segue:

a)  la valutazione realizzata conformemente all'articolo 9, paragrafo 4, accompagnata da una sintesi delle informazioni sulle quali si basa;

b)  elementi comprovanti il rispetto dei criteri stabiliti agli articoli 5 e 10; e

c)  le ragioni che giustificano gli importi proposti. [Em. 84]

Articolo 16 bis

Casi eccezionali

In casi eccezionali, se le residue risorse finanziarie del Fondo disponibili per l'esercizio in cui si verifica l'importante evento di ristrutturazione non sono sufficienti a coprire l'importo dell'intervento ritenuto necessario dall'autorità di bilancio, la Commissione può proporre di finanziare la differenza attingendo dal Fondo per l'esercizio successivo. Il massimale annuo di bilancio del Fondo è in ogni caso rispettato sia nell'esercizio in cui si verifica l'importante evento di ristrutturazione, sia nell'esercizio successivo. [Em. 85]

Articolo 17

Pagamento e utilizzo del contributo finanziario

1.  In seguito all'entrata in vigore della decisione di concessione di un contributo finanziario a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, la Commissione versa, in linea di principio entro 15 giorni lavorativi, il contributo finanziario allo Stato membro interessato in un unico pagamento di prefinanziamento pari al 100%. Il prefinanziamento è oggetto di liquidazione contabile quando lo Stato membro presenta lo stato delle spese certificato a norma dell'articolo 20, paragrafo 1. L'importo non speso è rimborsato alla Commissione.

2.  Il contributo finanziario di cui al paragrafo 1 è attuato nell'ambito della gestione concorrente, conformemente all'articolo 63 del regolamento finanziario.

3.  Le condizioni dettagliate di finanziamento a livello tecnico sono definite dalla Commissione nella decisione di concessione del contributo finanziario di cui all'articolo 16, paragrafo 3.

4.  Al momento dell'esecuzione delle misure comprese nel pacchetto coordinato di servizi personalizzati, lo Stato membro interessato può presentare alla Commissione una proposta di modifica del pacchetto aggiungendo altre misure ammissibili di cui all'articolo 8, paragrafo 1, lettere a) e b), a condizione che tali modifiche siano debitamente giustificate e che il totale non superi il contributo finanziario di cui all'articolo 16, paragrafo 3. La Commissione valuta le modifiche proposte e, in caso di accordo, modifica di conseguenza la decisione di concessione del contributo finanziario.

5.  Lo Stato membro interessato ha la flessibilità di riassegnare importi tra le diverse voci di bilancio contenute nella decisione di concessione del contributo finanziario di cui all'articolo 16, paragrafo 3. Se una riassegnazione comporta un aumento di oltre il 20% dell'importo relativo a una o più delle voci in questione, lo Stato membro ne dà comunicazione anticipata alla Commissione.

Articolo 18

Uso dell'euro

Nelle domande, nelle decisioni di concessione di contributi finanziari e nelle relazioni previsti dal presente regolamento, e in qualunque altro documento afferente, tutti gli importi sono espressi in euro.

Articolo 19

Indicatori

1.  Gli indicatori da utilizzare per rendere conto dei progressi del programma nel conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 3 figurano nell'allegato.

2.  Il sistema di rendicontazione sulla performance garantisce una raccolta efficiente, efficace e tempestiva dei dati per la sorveglianza dell'attuazione e dei risultati del programma. A tale scopo sono imposti agli Stati membri obblighi di rendicontazione proporzionati.

3.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 25 per modificare gli indicatori dell'allegato se ciò è ritenuto necessario per garantire una valutazione efficace dell'uso del Fondo.

Articolo 19 bis

Modello per l'indagine presso i beneficiari

L'indagine da condurre presso i beneficiari di cui all'articolo 20, paragrafo 1, lettera d), si basa sul modello stabilito dalla Commissione attraverso un atto di esecuzione. La Commissione adotta tale atto di esecuzione secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 26, paragrafo 2, al fine di assicurare condizioni uniformi per l'attuazione del presente articolo. [Em. 86]

Articolo 20

Relazione finale e chiusura

1.  Entro la fine del settimo mese dallo scadere del periodo di cui all'articolo 15, paragrafo 3, lo Stato membro interessato presenta alla Commissione una relazione finale sull'attuazione del contributo finanziario comprendente informazioni:

a)  sul tipo di misure e sui principali risultati ottenuti, con una spiegazione delle sfide, degli insegnamenti tratti, delle sinergie e della complementarità con altri fondi dell'Unione, in particolare il FSE+, e con l'indicazione, ove possibile, della complementarità delle misure con quelle finanziate da altri programmi nazionali o dell'Unione in linea con il quadro UE per la qualità nell'anticipazione dei cambiamenti e delle ristrutturazioni; [Em. 87]

b)  sui nomi degli organismi responsabili dell'esecuzione del pacchetto di misure nello Stato membro;

c)  sugli indicatori di cui all'articolo 19;

d)  sui risultati di un'indagine condotta presso i beneficiari entro sei mesi dopo la dalla fine del periodo di attuazione, che renda conto dell'evoluzione percepita dell'occupabilità dei beneficiari o, per coloro che hanno già trovato un impiego, fornisca maggiori informazioni sulla qualità e sulla tipologia dell'impiego trovato, quali i cambiamenti dell'orario di lavoro, il livello di responsabilità o il mutamento del livello delle retribuzioni rispetto all'impiego precedente nonché il settore in cui la persona ha trovato lavoro, con una disaggregazione di tali informazioni per genere, fascia di età e livello di istruzione; [Em. 88]

e)  sul fatto che l'impresa che ha proceduto ai licenziamenti, salvo che si tratti di start-up, microimpresa o PMI, abbia beneficiato di aiuti di Stato o di precedenti finanziamenti a valere sul Fondo di coesione o sui fondi strutturali dell'Unione nei cinque anni precedenti; [Em. 89]

f)  su una dichiarazione giustificativa delle spese.

2.  Entro la fine del diciannovesimo mese dallo scadere del periodo di cui all'articolo 15, paragrafo 3, lo Stato membro interessato presenta l'insieme di dati semplice, completo e debitamente verificato che contiene informazioni sull'indicatore di risultato a lungo termine previsto al punto 3 dell'allegato. [Em. 90]

3.  Entro sei mesi dalla ricezione da parte della Commissione di tutte le informazioni richieste conformemente al paragrafo 1, la Commissione procede alla chiusura del contributo finanziario del FEG FET determinandone l'importo finale ed eventualmente il saldo dovuto dallo Stato membro interessato in conformità all'articolo 24. Tale chiusura è condizionata alla trasmissione dell'indicatore di risultato a lungo termine di cui al paragrafo 2

Articolo 21

Relazione biennale

1.  Entro il 1º agosto 2021 e ogni due anni da tale data, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione quantitativa e qualitativa completa sulle attività svolte nell'ambito del presente regolamento e del regolamento (UE) n. 1309/2013 nel corso dei due anni precedenti. Tale relazione verte principalmente sui risultati ottenuti dal FEG FET e contiene in particolare informazioni sulle domande presentate, la rapidità con cui sono state trattate e le potenziali lacune nelle norme esistenti, le decisioni adottate, le misure finanziate, compresi i dati statistici sugli indicatori di cui all'allegato, e la complementarità di tali misure con le misure finanziate da altri fondi dell'Unione, in particolare il FSE+, e informazioni sulla chiusura dei contributi finanziari concessi; essa comprende inoltre informazioni sulle domande che sono state respinte o ridotte per mancanza di stanziamenti sufficienti o in quanto non ammissibili. [Em. 91]

2.  La relazione è trasmessa per informazione agli Stati membri, alla Corte dei conti, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alle parti sociali. [Em. 92]

Articolo 22

Valutazione

1.  Ogni quattro anni la Commissione esegue, di propria iniziativa e in stretta collaborazione con gli Stati membri, una valutazione dei contributi finanziari del FEG FET, nonché una successiva valutazione d'impatto relativa alla sua applicazione a livello nazionale, regionale e locale.

Ai fini della valutazione di cui al primo comma, gli Stati membri raccolgono tutti i dati disponibili sui casi FET e sui lavoratori assistiti. [Em. 93]

2.  I risultati delle valutazioni di cui al paragrafo 1 sono trasmessi per informazione al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Corte dei conti, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alle parti sociali. Le raccomandazioni contenute nelle valutazioni sono prese in considerazione per l'elaborazione di nuovi programmi nel settore dell'occupazione e degli affari sociali o per lo sviluppo dei programmi esistenti.

3.  Le valutazioni di cui al paragrafo 1 comprendono i dati statistici pertinenti sui contributi finanziari, disaggregati per settore e Stato membro. [Em. 94]

4.  Per garantire una valutazione efficace dei progressi compiuti dal FEG FET nel conseguire i propri obiettivi, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 25 per modificare l'allegato allo scopo di rivedere o integrare gli indicatori, se necessario, e per integrare il presente regolamento con disposizioni sull'istituzione di un quadro di sorveglianza e valutazione.

Articolo 23

Gestione e controllo finanziario

1.  Fatta salva la responsabilità della Commissione in materia di esecuzione del bilancio generale dell'Unione, gli Stati membri sono responsabili della gestione delle misure che beneficiano del sostegno del FEG FET nonché del controllo finanziario di tali misure. A tal fine essi provvedono tra l'altro a:

a)  verificare che i meccanismi di gestione e di controllo siano posti in essere e applicati in modo tale da garantire un utilizzo efficace e corretto dei fondi dell'Unione, conformemente al principio della sana gestione finanziaria;

b)  garantire che la trasmissione dei dati di sorveglianza sia un requisito obbligatorio nei contratti con gli organismi responsabili dell'esecuzione del pacchetto coordinato di servizi personalizzati;

c)  verificare la corretta esecuzione delle misure finanziate;

d)  garantire che le spese finanziate si basino su documenti giustificativi verificabili e siano legittime e regolari;

e)  prevenire, individuare e correggere le irregolarità, comprese le frodi, e recuperare le somme indebitamente versate, eventualmente aumentate degli interessi di mora. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le irregolarità, comprese le frodi.

2.  Ai fini dell'articolo [63, paragrafo 3?,] del regolamento finanziario, gli Stati membri individuano gli organismi responsabili della gestione e del controllo delle misure sostenute dal FEG FET. Al momento della presentazione della relazione finale di cui all'articolo 20, paragrafo 1, del presente regolamento, tali organismi comunicano alla Commissione le informazioni di cui [all'articolo 63, paragrafi 5, 6 e 7?,] del regolamento finanziario relative all'attuazione del contributo finanziario.

Qualora le autorità designate a norma del regolamento (UE) n. 1309/2013 abbiano fornito sufficienti garanzie in ordine alla legittimità, regolarità e corretta contabilizzazione dei pagamenti, lo Stato membro interessato può notificare alla Commissione che tali autorità sono confermate nell'ambito del presente regolamento. In tal caso lo Stato membro interessato indica le autorità confermate e le relative funzioni.

3.  Qualora sia accertata un'irregolarità, gli Stati membri apportano le necessarie rettifiche finanziarie. Tali rettifiche consistono nell'annullare in tutto o in parte il contributo finanziario. Gli Stati membri recuperano le somme indebitamente versate in seguito all'individuazione di un'irregolarità e le rimborsano alla Commissione; se la somma non è rimborsata dallo Stato membro interessato entro il termine stabilito, si applicano interessi di mora.

4.  Nell'esercizio della sua responsabilità in materia di esecuzione del bilancio generale dell'Unione, la Commissione adotta ogni misura necessaria per verificare che le azioni finanziate siano realizzate nel rispetto del principio della sana gestione finanziaria. Spetta allo Stato membro richiedente garantire l'esistenza e il corretto funzionamento dei sistemi di gestione e controllo. La Commissione verifica l'esistenza di tali sistemi.

A tale scopo, fatte salve le competenze della Corte dei conti o i controlli effettuati dallo Stato membro conformemente alle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nazionali, possono essere effettuati da funzionari o agenti della Commissione controlli in loco, anche a campione, sulle misure finanziate dal FEG FET, con un preavviso minimo di un giorno lavorativo. La Commissione ne informa lo Stato membro richiedente in modo da ottenere tutta l'assistenza necessaria. Possono partecipare a tali controlli anche funzionari o agenti dello Stato membro interessato.

5.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 25 per integrare il paragrafo 1, lettera e), stabilendo i criteri per la definizione dei casi di irregolarità da segnalare e i dati da fornire.

6.  La Commissione adotta un atto di esecuzione che stabilisce il formato da usare per la segnalazione delle irregolarità secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 26, paragrafo 2, al fine di assicurare condizioni uniformi per l'attuazione del presente articolo.

7.  Gli Stati membri garantiscono che tutti i documenti giustificativi riguardanti le spese sostenute siano mantenuti a disposizione della Commissione e della Corte dei conti per un periodo di tre anni dalla chiusura del contributo finanziario ricevuto dal FEG FET.

Articolo 24

Recupero del contributo finanziario

1.  Nei casi in cui il costo effettivo del pacchetto coordinato di servizi personalizzati sia inferiore all'importo del contributo finanziario di cui all'articolo 16, la Commissione recupera l'importo corrispondente dopo avere dato allo Stato membro interessato la possibilità di presentare le proprie osservazioni.

2.  Se, dopo avere svolto le necessarie verifiche, la Commissione giunge alla conclusione che lo Stato membro è venuto meno agli obblighi enunciati nella decisione di concessione del contributo finanziario o non si è conformato agli obblighi a esso incombenti in virtù dell'articolo 23, paragrafo 1, essa dà allo Stato membro interessato la possibilità di presentare le proprie osservazioni. Laddove non sia stato raggiunto un accordo, la Commissione adotta mediante atto di esecuzione una decisione di procedere alle necessarie rettifiche finanziarie, annullando in tutto o in parte il contributo del FEG FET alla misura in questione. Tale decisione è adottata entro 12 mesi dalla ricezione delle osservazioni dello Stato membro. Lo Stato membro interessato recupera le somme indebitamente versate in seguito a irregolarità; se la somma non è rimborsata dallo Stato membro richiedente entro il termine stabilito si applicano interessi di mora.

Articolo 25

Esercizio della delega

1.  Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 19, paragrafo 3, e all'articolo 23, paragrafo 5, è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.

3.  La delega di potere di cui all'articolo 19, paragrafo 3, e all'articolo 23, paragrafo 5, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4.  Prima di adottare un atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.

5.  Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

6.  L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 3, e dell'articolo 23, paragrafo 5, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Articolo 26

Procedura di comitato

1.  La Commissione è assistita da un comitato. Esso è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio(29).

2.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 4 del regolamento (UE) n. 182/2011.

Articolo 27

Disposizione transitoria

Il regolamento (UE) n. 1309/2013 continua ad applicarsi alle domande presentate fino al 31 dicembre 2020. Esso si applica fino alla chiusura dei casi rispettivi.

Articolo 28

Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica alle domande presentate a decorrere dal 1º gennaio 2021.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ...,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

ALLEGATO

Indicatori comuni di output e di risultato per le domande per il FEG FET

Tutti i dati personali(30) devono essere disaggregati per genere (femminile, maschile, non binario).

1)  Indicatori comuni di output per i beneficiari:

–  disoccupati*;

–  inattivi*;

–  lavoratori dipendenti*;

–  lavoratori autonomi*;

–  persone di età inferiore a 30 anni*;

–  persone di età superiore a 54 anni*;

–  titolari di un diploma di istruzione secondaria inferiore o più basso (ISCED 0-2)*;

–  titolari di un diploma di istruzione secondaria superiore (ISCED 3) o di istruzione post secondaria (ISCED 4)*;

–  titolari di un diploma di istruzione terziaria (ISCED 5-8)*;

–  persone con un'esperienza professionale inferiore a 2 anni;

–  persone con un'esperienza professionale compresa tra 2 e 10 anni;

–  persone con un'esperienza professionale superiore a 10 anni. [Em. 95]

Il numero totale dei beneficiari deve essere calcolato automaticamente sulla base degli indicatori comuni di output relativi alla posizione lavorativa(31).

Questi dati sui beneficiari che partecipano a misure cofinanziate dal FEG FET devono essere comunicati nella relazione finale a norma dell'articolo 20, paragrafo 1.

2)  Indicatori comuni di risultato per i beneficiari:

–  percentuale di beneficiari del FEG FET aventi un lavoro dipendente (disaggregati per tipo di contratto di lavoro: a tempo pieno/a tempo parziale, con contratto a tempo determinato/a tempo indeterminato) e di lavoratori autonomi, sei mesi dopo la fine del periodo di attuazione*;

–  percentuale di beneficiari del FEG FET che ottengono una qualifica sei mesi dopo la fine del periodo di attuazione*;

–  percentuale di beneficiari del FEG FET in un percorso di istruzione o di formazione sei mesi dopo la fine del periodo di attuazione*.

Questi dati devono essere comunicati nella relazione finale a norma dell'articolo 20, paragrafo 1, ed essere rilevati mediante dati forniti dalle autorità competenti dello Stato membro e attraverso indagini condotte presso i beneficiari (come disposto all'articolo 20, paragrafo 1, lettera d)). I dati devono interessare il numero totale dei beneficiari calcolato automaticamente e comunicato nell'ambito degli indicatori comuni di output 1). Anche le percentuali si riferiscono pertanto al totale così calcolato.

3)  Indicatore comune di risultato a lungo termine per i beneficiari:

–  percentuale di beneficiari del FEG FET con un impiego, ivi comprese le attività lavorative autonome, 18 mesi dopo la fine del periodo di attuazione indicato nella decisione di finanziamento*.

Questi dati devono essere messi a disposizione entro la fine del diciannovesimo mese dallo scadere del periodo di attuazione. I dati dovrebbero interessare il numero totale dei beneficiari calcolato automaticamente e comunicato nell'ambito degli indicatori comuni di output 1). Anche le percentuali si riferiscono pertanto al totale così calcolato. In alternativa, per i casi di maggiore entità (con oltre 1 000 beneficiari) i dati possono essere rilevati sulla base di un campione rappresentativo del numero totale dei beneficiari comunicato tra gli indicatori di output 1).

(1) Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
(2) Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
(3)GU C …
(4)GU C ...
(5) Posizione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2019.
(6)https://ec.europa.eu/commission/priorities/deeper-and-fairer-economic-and-monetary-union/european-pillar-social-rights_it.
(7)http://eu-un.europa.eu/eu-response-2030-agenda-sustainable-development-sustainable-european-future/.
(8)https://sustainabledevelopment.un.org/post2015/transformingourworld.
(9) https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/communication-new-modern-multiannual-financial-framework_en.pdf
(10)https://ec.europa.eu/commission/white-paper-future-europe-reflections-and-scenarios-eu27_it.
(11)https://ec.europa.eu/commission/publications/reflection-paper-harnessing-globalisation_it.
(12)https://ec.europa.eu/commission/publications/reflection-paper-future-eu-finances_it.
(13)Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Quadro UE per la qualità nell'anticipazione dei cambiamenti e delle ristrutturazioni (COM(2013)0882 del 13.12.2013).
(14)Regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1).
(15)Regolamento (CE) n. 546/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1927/2006 che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (GU L 167 del 29.6.2009, pag. 26).
(16)Regolamento (UE) n. 1309/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (2014-2020) e che abroga il regolamento (CE) n. 1927/2006 (OJ L 347, 20.12.2013, p. 855).
(17)COM(2018)0297, accompagnata da SWD(2018)0192.
(18)SWD(2018)0171 e relativo allegato COM(2018)0321.
(19)GU L [...] del [...], pag. [...].
(20)Riferimento da aggiornare.
(21)Riferimento da aggiornare.
(22)Regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248 del 18.9.2013, pag. 1).
(23)Regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità (GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1).
(24)Regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell'11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2).
(25)Regolamento (UE) 2017/1939 del Consiglio, del 12 ottobre 2017, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea ("EPPO") (GU L 283 del 31.10.2017, pag. 1).
(26)Direttiva (UE) 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2017, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale (GU L 198 del 28.7.2017, pag. 29).
(27) GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.
(28)Riferimento da controllare/aggiornare: Direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi (GU L 225 del 12.8.1998, pag. 16).
(29) Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell’esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).
(30)Le autorità di gestione sono tenute a predisporre un sistema che registra e memorizza in formato elettronico i dati sui singoli partecipanti. Le modalità di trattamento dei dati adottate dagli Stati membri devono essere conformi alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1), in particolare gli articoli 4, 6 e 9. I dati comunicati per gli indicatori contrassegnati dal simbolo "*" sono dati personali ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679. Il loro trattamento è necessario per adempiere un obbligo legale al quale è soggetto il titolare del trattamento (articolo 6, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) 2016/679).
(31)Disoccupato, inattivo, lavoratore dipendente, lavoratore autonomo.


Fondo sociale europeo Plus (FSE+) ***I
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 16 gennaio 2019, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo Plus (FSE+) (COM(2018)0382 – C8-0232/2018 – 2018/0206(COD))(1)
P8_TA(2019)0020A8-0461/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Considerando -1 (nuovo)
(-1)  A norma dell'articolo 3 TUE, nell'instaurare un mercato interno l'Unione si adopera per un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, mirante alla piena occupazione e al progresso sociale, promuove la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore, nonché combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni. In conformità dell'articolo 9 TFUE, nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni l'Unione tiene conto delle esigenze connesse, tra l'altro, con la promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un'adeguata protezione sociale, la lotta contro l'esclusione sociale e un elevato livello di istruzione, formazione e tutela della salute umana.
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 1
(1)  Il 17 novembre 2017 il pilastro europeo dei diritti sociali è stato proclamato congiuntamente dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione quale risposta alle sfide sociali che investono l'Europa. I venti principi fondamentali del pilastro si articolano in tre categorie: pari opportunità e accesso al mercato del lavoro; condizioni di lavoro eque; protezione sociale e inclusione. I venti principi del pilastro europeo dei diritti sociali dovrebbero orientare le azioni nell'ambito del Fondo sociale europeo Plus (FSE+). Per contribuire all'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, il FSE+ dovrebbe sostenere gli investimenti in persone e sistemi nei settori di intervento dell'occupazione, dell'istruzione e dell'inclusione sociale supportando in tal modo la coesione economica, sociale e territoriale conformemente all'articolo 174 del TFUE.
(1)  Il 17 novembre 2017 il pilastro europeo dei diritti sociali è stato proclamato congiuntamente dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione quale risposta alle sfide sociali che investono l'Europa. I venti principi fondamentali del pilastro si articolano in tre categorie: pari opportunità e accesso al mercato del lavoro; condizioni di lavoro eque; protezione sociale e inclusione. I venti principi del pilastro europeo dei diritti sociali dovrebbero orientare le azioni nell'ambito del Fondo sociale europeo Plus (FSE+). Per contribuire all'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, il FSE+ dovrebbe sostenere gli investimenti in persone e sistemi nei settori di intervento dell'occupazione, dei servizi pubblici, della salute, dell'istruzione e dell'inclusione sociale supportando in tal modo la coesione economica, sociale e territoriale conformemente agli articoli 174 e 175 TFUE. Tutte le azioni nell'ambito del FSE+ dovrebbero rispettare la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (la Carta) e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nonché tener conto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, di cui l'Unione europea e tutti i suoi Stati membri sono parti.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 2
(2)  A livello di Unione, il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche costituisce il quadro per individuare le priorità di riforma nazionali e monitorarne l'attuazione. Gli Stati membri elaborano le proprie strategie di investimento pluriennali nazionali a sostegno di tali priorità di riforma. Tali strategie dovrebbero essere presentate insieme ai programmi nazionali di riforma annuali in modo da poter definire e coordinare i progetti di investimento prioritari da sostenere con i finanziamenti nazionali e/o dell'Unione. Tali strategie dovrebbero inoltre servire a impiegare i finanziamenti dell'Unione in modo coerente e a massimizzare il valore aggiunto del sostegno finanziario che viene ricevuto in particolare dai programmi finanziati dall'Unione a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo di coesione, del Fondo sociale europeo Plus, del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, della Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti e da InvestEU, ove pertinente.
(2)  A livello di Unione, il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche costituisce il quadro per individuare le priorità di riforma nazionali e monitorarne l'attuazione. Gli Stati membri elaborano le proprie strategie di investimento pluriennali nazionali a sostegno di tali priorità di riforma. Dette strategie dovrebbero essere elaborate in partenariato dalle autorità nazionali, regionali e locali, comprendere una prospettiva di genere ed essere presentate insieme ai programmi nazionali di riforma annuali, in modo da poter definire e coordinare i progetti di investimento prioritari da sostenere con i finanziamenti nazionali e/o dell'Unione. Tali strategie dovrebbero inoltre servire a impiegare i finanziamenti dell'Unione in modo coerente e a massimizzare il valore aggiunto del sostegno finanziario che viene ricevuto in particolare tramite i programmi finanziati dall'Unione a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo di coesione, del Fondo sociale europeo Plus, del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, della Funzione europea di stabilizzazione degli investimenti e di InvestEU, ove pertinente.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 3
(3)  Il Consiglio di [...] ha adottato orientamenti riveduti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione per allineare il testo ai principi del pilastro europeo dei diritti sociali, al fine di migliorare la competitività dell'Europa e renderla un luogo più propizio agli investimenti, creare posti di lavoro e rafforzare la coesione sociale. Per garantire che il FSE+ si allinei appieno con gli obiettivi di tali orientamenti, in particolare per quanto riguarda l'occupazione, l'istruzione, la formazione e la lotta all'esclusione sociale, alla povertà e alla discriminazione, il FSE+ dovrebbe sostenere gli Stati membri tenendo conto dei pertinenti orientamenti integrati e delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate conformemente all'articolo 121, paragrafo 2, del TFUE e all'articolo 148, paragrafo 4, del TFUE nonché, ove appropriato, a livello nazionale, dei programmi nazionali di riforma che si basano su strategie nazionali. Il FSE+ dovrebbe inoltre contribuire ai pertinenti aspetti dell'attuazione di iniziative e attività chiave dell'Unione, in particolare la "Nuova agenda per le competenze per l'Europa", lo spazio europeo dell'istruzione, le raccomandazioni pertinenti del Consiglio e altre iniziative, come la garanzia per i giovani, i percorsi di miglioramento del livello delle competenze e l'integrazione dei disoccupati di lungo periodo.
(3)  Gli orientamenti per le politiche degli Stati membri in materia di occupazione, adottati dal Consiglio in conformità dell'articolo 148, paragrafo 2, TFUE - vale a dire rilanciare la domanda di manodopera, potenziare l'offerta di manodopera, garantire l'accesso ad occupazione, abilità e competenze, migliorare il funzionamento dei mercati del lavoro e l'efficacia del dialogo sociale e promuovere pari opportunità per tutti, favorire l'inclusione sociale e combattere la povertà, incluso il miglioramento dei servizi pubblici nel settore sanitario e in altri settori - fanno parte, unitamente agli indirizzi di massima per le politiche economiche, adottati in conformità dell'articolo 121, paragrafo 2, TFUE degli orientamenti integrati alla base della strategia Europa 2020. Il Consiglio di [...] ha adottato orientamenti riveduti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione per allinearle ai principi del pilastro europeo dei diritti sociali, al fine di incentivare la creazione di posti di lavoro e di promuovere la coesione sociale, migliorando quindi la competitività dell'Europa e rendendo l'Unione un luogo più propizio agli investimenti. Per garantire che il FSE+ si allinei appieno con gli obiettivi degli orientamenti per le politiche in materia di occupazione, gli Stati membri dovrebbero programmare il sostegno a titolo del FSE+ ad essi relativo tenendo conto di detti orientamenti e delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate conformemente all'articolo 148, paragrafo 4, TFUE e dell'articolo 121, paragrafo 2, TFUE, nonché, a livello nazionale, degli aspetti occupazionali e sociali dei programmi nazionali di riforma che si basano su strategie nazionali. Il FSE+ dovrebbe inoltre contribuire ai pertinenti aspetti dell'attuazione di iniziative e attività chiave dell'Unione, in particolare la "Nuova agenda per le competenze per l'Europa", lo spazio europeo dell'istruzione, la garanzia per i giovani nonché altre raccomandazioni pertinenti del Consiglio e altre iniziative, come la raccomandazione "Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale", i percorsi di miglioramento del livello delle competenze, l'integrazione dei disoccupati di lungo periodo, un quadro di qualità per i tirocini e gli apprendistati e il piano d'azione sull'integrazione dei cittadini di paesi terzi.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  Il 20 giugno 2017 il Consiglio ha approvato la risposta dell'Unione all'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile – Il futuro sostenibile dell'Europa. Il Consiglio ha sottolineato l'importanza di conseguire lo sviluppo sostenibile in tutte e tre le dimensioni (economica, sociale e ambientale) in modo equilibrato e integrato. È essenziale che lo sviluppo sostenibile sia integrato in tutti i settori di intervento dell'Unione, interni ed esterni, e che l'Unione sia ambiziosa nelle politiche che persegue per affrontare le sfide globali. Il Consiglio ha accolto con favore la comunicazione della Commissione dal titolo "Il futuro sostenibile dell'Europa: prossime tappe" del 22 novembre 2016 come un primo passo per l'integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e l'applicazione dello sviluppo sostenibile quale principio guida di tutte le politiche dell'Unione, anche attraverso i suoi strumenti finanziari.
(4)  Il 20 giugno 2017 il Consiglio ha approvato la risposta dell'Unione all'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile – Il futuro sostenibile dell'Europa. Il Consiglio ha sottolineato l'importanza di conseguire lo sviluppo sostenibile in tutte e tre le dimensioni (economica, sociale e ambientale) in modo equilibrato e integrato. È essenziale che lo sviluppo sostenibile sia integrato in tutti i settori di intervento dell'Unione, interni ed esterni, e che l'Unione sia ambiziosa nelle politiche che persegue per affrontare le sfide globali. Il Consiglio ha accolto con favore la comunicazione della Commissione dal titolo "Il futuro sostenibile dell'Europa: prossime tappe", del 22 novembre 2016, come un primo passo per l'integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e l'applicazione dello sviluppo sostenibile quale principio guida di tutte le politiche dell'Unione, anche attraverso i suoi strumenti finanziari. Il FSE+ dovrebbe contribuire ad attuare gli obiettivi di sviluppo sostenibile, segnatamente eliminando le forme estreme di povertà (obiettivo 1); promuovendo un'istruzione inclusiva e di qualità (obiettivo 4), promuovendo la parità di genere (obiettivo 5); promuovendo una crescita economica sostenuta, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti (obiettivo 8) e riducendo le disuguaglianze (obiettivo 10).
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 4 bis (nuovo)
(4 bis)  L'Unione e gli Stati membri, tenuto conto della Carta sociale europea firmata a Torino il 18 ottobre 1961, dovrebbero porsi come obiettivi la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro al fine di consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l'emarginazione, conformemente all'articolo 151 TFUE.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 4 ter (nuovo)
(4 ter)  In seno alla società europea permangono numerose sfide sociali. Più di 100 milioni di persone sono a rischio di povertà o di esclusione sociale, il tasso di disoccupazione giovanile è ancora il doppio del tasso di disoccupazione generale ed è necessaria una migliore integrazione dei cittadini di paesi terzi. Tali sfide non solo mettono a repentaglio il benessere dei cittadini direttamente interessati, ma esercitano anche una pressione economica e sociale sulla società europea nel suo complesso.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 5
(5)  L'Unione si trova ad affrontare sfide strutturali che hanno come origine la globalizzazione dell'economia, la gestione dei flussi migratori e la maggiore minaccia per la sicurezza, la transizione all'energia pulita, i cambiamenti tecnologici, il sempre maggiore invecchiamento della forza lavoro e le crescenti carenze di competenze e di manodopera in alcuni settori e regioni, di cui risentono soprattutto le PMI. Tenendo conto delle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, l'Unione dovrebbe prepararsi per le sfide presenti e future investendo in competenze pertinenti, rendendo la crescita più inclusiva e migliorando le politiche occupazionali e sociali, anche in considerazione della mobilità professionale.
(5)  L'Unione si trova ad affrontare sfide strutturali che hanno come origine la globalizzazione dell'economia, le disuguaglianze sociali, la gestione dei flussi migratori e le relative problematiche in materia di integrazione, la transizione equa all'energia pulita, i cambiamenti tecnologici, il calo demografico, la disoccupazione in generale e la disoccupazione giovanile, l'invecchiamento della società e della forza lavoro e le crescenti carenze di competenze e di manodopera in alcuni settori e regioni, di cui risentono soprattutto le PMI. Tenendo conto delle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, l'Unione dovrebbe prepararsi per le sfide presenti e future investendo in competenze pertinenti, nell'istruzione, nella formazione e nell'apprendimento permanente, rendendo la crescita più inclusiva e migliorando le competenze e conoscenze e le politiche occupazionali e sociali, anche in considerazione della mobilità professionale dei cittadini dell'Unione, nonché affrontando le crescenti disuguaglianze sanitarie tra gli Stati membri così come all'interno dei medesimi.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 6
(6)  Il regolamento (UE) n. [...] stabilisce il quadro d'azione per il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), il Fondo di coesione, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), il Fondo Asilo e migrazione (AMIF), il Fondo sicurezza interna (ISF) e lo Strumento per la gestione delle frontiere e i visti (IMC) come parte del Fondo per la gestione integrata delle frontiere (BMVI) e fissa, in particolare, gli obiettivi tematici e le regole di programmazione, di sorveglianza e di valutazione, di gestione e di controllo dei fondi dell'Unione attuati in regime di gestione concorrente. È pertanto necessario precisare gli obiettivi generali del FSE+ e stabilire disposizioni specifiche per quanto riguarda i tipi di attività che possono essere finanziate dal FSE+.
(6)  Il regolamento (UE) n. [...] stabilisce il quadro d'azione per il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), il Fondo di coesione, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), il Fondo Asilo e migrazione (AMIF), il Fondo sicurezza interna (ISF) e lo Strumento per la gestione delle frontiere e i visti (IMC) come parte del Fondo per la gestione integrata delle frontiere (BMVI) e fissa, in particolare, gli obiettivi tematici e le regole di programmazione, di sorveglianza e di valutazione, di gestione e di controllo dei fondi dell'Unione attuati in regime di gestione concorrente. È pertanto necessario precisare gli obiettivi generali del FSE+ e il suo coordinamento con gli altri fondi e stabilire disposizioni specifiche per quanto riguarda i tipi di attività che possono essere finanziate dal FSE+.
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 7
(7)  Il regolamento (UE, Euratom) [il nuovo RF] (il "regolamento finanziario") stabilisce le regole applicabili all'esecuzione del bilancio dell'Unione, in particolare alle sovvenzioni, ai premi, agli appalti, alla gestione indiretta, all'assistenza finanziaria, agli strumenti finanziari e alle garanzie di bilancio. Al fine di garantire la coerenza nell'attuazione dei programmi di finanziamento dell'Unione, il regolamento finanziario si applica alle azioni da attuare in gestione diretta o indiretta nell'ambito del FSE+.
(7)  Il regolamento (UE, Euratom) [il nuovo RF] (il "regolamento finanziario") stabilisce le regole applicabili all'esecuzione del bilancio dell'Unione, in particolare alle sovvenzioni, ai premi, agli appalti, alla gestione indiretta, all'assistenza finanziaria, agli strumenti finanziari e alle garanzie di bilancio, nonché alle sinergie tra strumenti finanziari. Al fine di garantire la coerenza nell'attuazione dei programmi di finanziamento dell'Unione, il regolamento finanziario si applica alle azioni da attuare in gestione diretta o indiretta nell'ambito del FSE+. Il presente regolamento dovrebbe specificare gli obiettivi operativi e stabilire le disposizioni specifiche riguardanti le azioni ammissibili che possono essere finanziate dal FSE+ in gestione diretta e indiretta.
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Considerando 8
(8)  I tipi di finanziamento e i metodi di attuazione ai sensi del presente regolamento dovrebbero essere scelti in base alla rispettiva capacità di conseguire gli obiettivi specifici delle azioni e di produrre risultati, tenuto conto, in particolare, dei costi dei controlli, degli oneri amministrativi e del previsto rischio di inottemperanza. Per le sovvenzioni è opportuno prendere in considerazione l'impiego di somme forfettarie, tassi fissi e costi unitari, come pure di finanziamenti non collegati ai costi, come previsto all'articolo 125, paragrafo 1, del regolamento finanziario. Per attuare misure intese a favorire l'integrazione socioeconomica di cittadini di paesi terzi, e in conformità all'articolo 88 del regolamento sulle disposizioni comuni, la Commissione può rimborsare gli Stati membri utilizzando le opzioni semplificate in materia di costi, incluso l'uso di somme forfettarie.
(8)  I tipi di finanziamento e i metodi di attuazione ai sensi del presente regolamento dovrebbero essere scelti in base alla rispettiva capacità di conseguire gli obiettivi specifici delle azioni e di produrre risultati, tenuto conto, in particolare, dei costi dei controlli, degli oneri amministrativi e del previsto rischio di inottemperanza. Per le sovvenzioni è opportuno prendere in considerazione l'impiego di somme forfettarie, tassi fissi e costi unitari, come pure di finanziamenti non collegati ai costi, come previsto all'articolo 125, paragrafo 1, del regolamento finanziario. Per attuare misure intese a favorire l'inclusione socioeconomica di cittadini di paesi terzi, e in conformità all'articolo 88 del regolamento sulle disposizioni comuni, la Commissione può rimborsare gli Stati membri utilizzando le opzioni semplificate in materia di costi, incluso l'uso di somme forfettarie.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 9
(9)  Al fine di razionalizzare e semplificare il panorama dei finanziamenti e di creare ulteriori opportunità di sinergie attraverso metodi di finanziamento integrato, le azioni che sono state sostenute dal Fondo di aiuti europei agli indigenti ("FEAD"), dal programma dell'Unione europea per l'occupazione e l'innovazione sociale e dal programma d'azione dell'Unione per la salute dovrebbero essere integrate in un unico FSE+. Il FSE+ dovrebbe pertanto articolarsi in tre componenti: la componente del FSE+ in regime di gestione concorrente, la componente Occupazione e innovazione sociale e la componente Salute. Ciò dovrebbe contribuire a ridurre l'onere amministrativo connesso alla gestione di vari tipi di fondi, in particolare per gli Stati membri, mantenendo nel contempo norme più semplici per le operazioni più semplici, come la distribuzione di prodotti alimentari e/o dell'assistenza materiale di base.
(9)  Al fine di razionalizzare e semplificare il panorama dei finanziamenti e di creare ulteriori opportunità di sinergie attraverso metodi di finanziamento integrato, le azioni che sono state sostenute dal Fondo di aiuti europei agli indigenti ("FEAD"), dal programma dell'Unione europea per l'occupazione e l'innovazione sociale e dal programma d'azione dell'Unione per la salute dovrebbero essere integrate in un unico FSE+. Il FSE+ dovrebbe pertanto articolarsi in tre componenti: la componente del FSE+ in regime di gestione concorrente, la componente Occupazione e innovazione sociale e la componente Salute in regime di gestione diretta e indiretta. Ciò dovrebbe contribuire a ridurre l'onere amministrativo connesso alla gestione di vari tipi di fondi, in particolare per gli Stati membri e i beneficiari, mantenendo nel contempo norme più semplici per le operazioni più semplici, come la distribuzione di prodotti alimentari e/o dell'assistenza materiale di base.
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Considerando 10
(10)  Alla luce di questo ampliamento dell'ambito di applicazione del FSE+, è opportuno prevedere che obiettivi quali aumentare l'efficacia dei mercati del lavoro, promuovere l'accesso all'occupazione di qualità, migliorare l'accesso all'istruzione e alla formazione e accrescerne la qualità, promuovere l'inclusione sociale e la salute e ridurre la povertà non siano attuati solo in regime di gestione concorrente, ma anche in regime di gestione diretta e indiretta nell'ambito delle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute, per le azioni che sono necessarie a livello di Unione.
(10)  L'Unione dovrebbe contribuire alle politiche occupazionali degli Stati membri incoraggiando la cooperazione e integrando le loro azioni. Alla luce di questo ampliamento dell'ambito di applicazione del FSE+, è opportuno prevedere che obiettivi quali aumentare l'efficacia di mercati del lavoro inclusivi, aperti ed equi per tutti i generi, promuovere l'accesso all'occupazione di qualità, migliorare l'accesso all'istruzione e alla formazione e accrescerne la qualità, favorire il reinserimento nei sistemi di istruzione e promuovere l'apprendimento permanente, nonché promuovere l'inclusione sociale e la salute ed eliminare la povertà, continueranno a essere attuati principalmente in regime di gestione concorrente, con integrazioni, se del caso, in regime di gestione diretta e indiretta nell'ambito delle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute, per le azioni che sono necessarie a livello di Unione.
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 11
(11)  Integrando il programma d'azione dell'Unione per la salute nel FSE+ si creeranno sinergie tra l'elaborazione e la sperimentazione di iniziative e di politiche volte a migliorare l'efficienza, la resilienza e la sostenibilità dei sistemi sanitari sviluppati dalla componente Salute del programma FSE+ e la loro attuazione negli Stati membri mediante gli strumenti forniti dalle altre componenti del regolamento FSE+.
(11)  Integrando il programma d'azione dell'Unione per la salute nel FSE+ si creeranno sinergie tra l'elaborazione e la sperimentazione di iniziative e di politiche volte a migliorare l'efficienza, l'accessibilità, la resilienza e la sostenibilità dei sistemi sanitari sviluppati dalla componente Salute del programma FSE+ e la loro attuazione negli Stati membri, a livello nazionale, regionale e locale, mediante gli strumenti forniti dalle altre componenti del regolamento FSE+.
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 12
(12)  Il presente regolamento stabilisce una dotazione finanziaria per il FSE+. Una parte di tale dotazione finanziaria dovrebbe essere utilizzata per le azioni da realizzare in gestione diretta e indiretta nel quadro delle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute.
(12)  Il presente regolamento stabilisce una dotazione finanziaria per il FSE+. È opportuno che esso specifichi le risorse per le attività da realizzare in gestione concorrente e le risorse per le azioni da realizzare in gestione diretta e indiretta.
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Considerando 13
(13)  Il FSE+ dovrebbe puntare a promuovere l'occupazione tramite interventi attivi che consentano la (re)integrazione nel mercato del lavoro, in particolare dei giovani, i disoccupati di lungo periodo e le persone inattive, nonché tramite la promozione del lavoro autonomo e dell'economia sociale. Il FSE+ dovrebbe puntare a migliorare il funzionamento dei mercati del lavoro sostenendo la modernizzazione delle istituzioni del mercato del lavoro come i servizi pubblici per l'impiego, al fine di migliorare la loro capacità di fornire maggiore consulenza e orientamento mirati durante le fasi di ricerca di un lavoro e di transizione verso l'occupazione, e migliorare la mobilità dei lavoratori. Il FSE+ dovrebbe promuovere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro attraverso misure volte a garantire, tra l'altro, un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata e l'accesso all'assistenza all'infanzia. Il FSE+ dovrebbe altresì puntare ad assicurare un ambiente di lavoro sano e adeguato, per poter contrastare i rischi per la salute correlati all'evoluzione delle forme di lavoro e soddisfare le esigenze di una forza lavoro in costante invecchiamento.
(13)  Il FSE+, in stretta collaborazione con gli Stati membri, dovrebbe puntare a promuovere l'occupazione tramite interventi attivi che consentano l'integrazione e la reintegrazione nel mercato del lavoro, in particolare dei giovani, dei disoccupati di lungo periodo, dei prestatori di assistenza, delle categorie economicamente inattive e svantaggiate, nonché tramite la promozione del lavoro autonomo, dell'imprenditorialità e dell'economia sociale. Il FSE+ dovrebbe puntare a migliorare le politiche a favore dell'occupazione e il funzionamento dei mercati del lavoro sostenendo la modernizzazione delle istituzioni del mercato del lavoro come i servizi pubblici per l'impiego, al fine di migliorare la loro capacità di fornire maggiore consulenza e orientamento mirati e personalizzati, ove opportuno, durante le fasi di ricerca di un lavoro e di transizione verso l'occupazione, con un'attenzione particolare per le categorie svantaggiate, e di favorire la mobilità dei lavoratori, nonché di far sì che tali servizi siano forniti in modo non discriminatorio. Il FSE+ dovrebbe promuovere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro attraverso misure volte a garantire, tra l'altro, un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata e un agevole accesso a servizi di qualità, abbordabili o gratuiti, in materia di assistenza all'infanzia e agli anziani, così come ad altri servizi di assistenza o sostegno di qualità. Il FSE+ dovrebbe altresì puntare ad assicurare un ambiente di lavoro sicuro, sano e adeguato, per poter contrastare i rischi per la salute correlati al lavoro e all'evoluzione delle forme di lavoro e soddisfare le esigenze di una forza lavoro in costante invecchiamento. Il FSE+ dovrebbe, inoltre, sostenere misure volte ad agevolare la transizione dei giovani dall'istruzione al lavoro.
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 13 bis (nuovo)
(13 bis)  Al fine di sostenere e sfruttare il potenziale di creazione di posti di lavoro esistente nell'economia sociale, il FSE+ dovrebbe contribuire a migliorare l'integrazione delle imprese dell'economia sociale nei piani nazionali per l'occupazione e l'innovazione sociale, nonché nei programmi nazionali di riforma. La definizione di impresa dell'economia sociale dovrebbe essere allineata alle definizioni contenute nelle leggi in materia di economia sociale degli Stati membri, nonché nelle conclusioni del Consiglio del 5 dicembre 2015 sulla promozione dell'economia sociale quale fattore essenziale dello sviluppo economico e sociale in Europa.
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 14
(14)  Il FSE+ dovrebbe fornire sostegno per migliorare la qualità, l'efficacia e la rilevanza per il mercato del lavoro dei sistemi di istruzione e di formazione al fine di facilitare l'acquisizione delle competenze chiave, soprattutto nel settore del digitale, di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, l'occupazione, l'inclusione sociale e la cittadinanza attiva. Il FSE+ dovrebbe contribuire alla progressione nell'istruzione e nella formazione e al passaggio al mondo del lavoro, sostenere l'apprendimento e l'occupabilità lungo tutto l'arco della vita e contribuire alla competitività e all'innovazione economica e sociale supportando iniziative scalabili e sostenibili in questi settori. Ciò potrebbe essere realizzato ad esempio attraverso l'apprendimento basato sul lavoro e l'apprendistato, l'orientamento permanente, l'anticipazione delle competenze in collaborazione con l'industria, l'aggiornamento del materiale didattico, la previsione e il monitoraggio dei percorsi di carriera dei laureati, la formazione degli educatori, la convalida dei risultati dell'apprendimento e il riconoscimento delle qualifiche.
(14)  Dal momento che il FSE+ è il principale strumento dell'Unione dedicato all'occupazione, alle competenze e all'inclusione sociale, è fondamentale che esso possa contribuire in tutta l'Unione alla coesione sociale, economica e territoriale. A tal fine, il FSE+ dovrebbe fornire sostegno per migliorare la qualità, la natura non discriminatoria, l'accessibilità, l'inclusività, l'efficacia e la rilevanza per il mercato del lavoro dei sistemi di istruzione e di formazione al fine di facilitare l'acquisizione delle competenze chiave, soprattutto nel settore linguistico, imprenditoriale e del digitale, incluse competenze in materia di protezione dei dati e governance delle informazioni, di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, l'occupazione, l'inclusione sociale e la cittadinanza attiva. È opportuno prestare particolare attenzione a rendere autonomi i disoccupati di lungo periodo e le persone provenienti da contesti sociali svantaggiati. Il FSE+ dovrebbe contribuire alla progressione nell'istruzione e nella formazione, al passaggio al mondo del lavoro e alla reintegrazione nel mondo del lavoro, sostenere l'apprendimento e l'occupabilità di tutti lungo tutto l'arco della vita e contribuire all'inclusione, alla competitività, alla riduzione della segregazione orizzontale e verticale e all'innovazione economica e sociale supportando iniziative scalabili e sostenibili in questi settori. Ciò potrebbe essere realizzato ad esempio attraverso investimenti nell'istruzione professionale, nell'apprendimento basato sul lavoro e nell'apprendistato, con un'attenzione particolare per il collaudato modello della formazione duale, che combina insegnamento ed esperienza lavorativa, per l'orientamento permanente, l'anticipazione delle competenze in collaborazione con le parti sociali, l'aggiornamento del materiale didattico, la previsione e il monitoraggio dei percorsi di carriera dei laureati, la formazione degli educatori, il sostegno all'apprendimento informale e non formale, la convalida dei risultati dell'apprendimento e il riconoscimento delle qualifiche. Il FSE+ dovrebbe altresì promuovere l'accesso delle minoranze all'insegnamento, mirando a una migliore integrazione delle comunità emarginate come i rom, le minoranze e i migranti.
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 14 bis (nuovo)
(14 bis)  Il FSE+ dovrebbe fornire sostegno alle misure incluse nei piani nazionali degli Stati membri miranti all'eliminazione della povertà energetica e alla promozione dell'efficienza energetica degli edifici per quanto riguarda le famiglie vulnerabili, incluse quelle in condizioni di povertà energetica, e, ove opportuno, negli alloggi popolari, in linea con la comunicazione della Commissione dal titolo "La Piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale: un quadro europeo per la coesione sociale e territoriale", nonché in conformità del regolamento (XX/XX) del Parlamento europeo e del Consiglio sulla governance dell'Unione dell'energia e della direttiva (XX/XX) del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica.
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Considerando 14 ter (nuovo)
(14 ter)  In futuro l'assegnazione di finanziamenti a titolo del FSE+ agli Stati membri dovrebbe essere subordinata alla dimostrazione di un'effettiva partecipazione a progetti volti a introdurre o rafforzare la formazione duale nell'ambito della garanzia per i giovani.
Emendamento 21
Proposta di regolamento
Considerando 15
(15)  Il sostegno erogato mediante il FSE+ dovrebbe essere impiegato per promuovere la parità di accesso per tutti, in particolare per i gruppi svantaggiati, a un'istruzione e a una formazione inclusive e non segregate, dall'educazione e dall'assistenza prescolare, attraverso l'istruzione e la formazione generale e professionale, fino al livello terziario e all'istruzione e all'apprendimento in età adulta, promuovendo in tal modo la permeabilità tra i settori dell'istruzione e della formazione, prevenendo l'abbandono scolastico precoce, migliorando l'alfabetizzazione sanitaria, rafforzando i legami con l'apprendimento non formale e informale e facilitando la mobilità a fini di apprendimento per tutti. In questo contesto dovrebbero essere sostenute le sinergie con il programma Erasmus, in particolare per agevolare la partecipazione di discenti svantaggiati alla mobilità a fini di apprendimento.
(15)  Il sostegno erogato mediante il FSE+ dovrebbe essere impiegato per promuovere la parità di accesso per tutti, in particolare per i gruppi svantaggiati, a un'istruzione e a una formazione inclusive e non segregate, dall'educazione e dall'assistenza prescolare, prestando particolare attenzione ai bambini provenienti da contesti sociali svantaggiati, come i bambini affidati a istituti e i bambini senza fissa dimora, passando per l'istruzione e la formazione generale e professionale, fino al livello terziario e al reinserimento nel sistema di istruzione, nonché all'istruzione e all'apprendimento in età adulta, evitando in tal modo che la povertà si trasmetta da una generazione all'altra, promuovendo la permeabilità tra i settori dell'istruzione e della formazione, riducendo e prevenendo l'abbandono scolastico precoce e l'esclusione sociale, migliorando l'alfabetizzazione sanitaria, rafforzando i legami con l'apprendimento non formale e informale e facilitando la mobilità a fini di apprendimento per tutti. Tali forme di apprendimento informale non dovrebbero sostituirsi all'accesso all'istruzione regolare, in particolare nel caso dell'istruzione prescolare e primaria. In questo contesto dovrebbero essere realizzate sinergie con il programma Erasmus, per raggiungere e preparare in modo adeguato e attivo a esperienze di mobilità all'estero i discenti svantaggiati e rafforzare la loro partecipazione alla mobilità transfrontaliera a fini di apprendimento.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Considerando 15 bis (nuovo)
(15 bis)   Il sostegno a titolo della priorità di investimento "sviluppo locale di tipo partecipativo" contribuisce agli obiettivi definiti nel presente regolamento. Le strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo supportate dal FSE+ dovrebbero essere inclusive nei confronti delle persone svantaggiate presenti sul territorio, sia in termini di governance dei gruppi di azione locali sia in termini di contenuto delle strategie. Il FSE dovrebbe poter sostenere strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo nelle zone urbane e rurali, nonché gli investimenti territoriali integrati (ITI).
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Considerando 15 ter (nuovo)
(15 ter)  Il valore aggiunto della politica di coesione dell'Unione consiste in particolare in un approccio territoriale di tipo locale, nella governance multilivello, nella pianificazione pluriennale e in obiettivi condivisi e misurabili, nonché in un approccio di sviluppo integrato e nella convergenza verso norme europee in materia di capacità amministrative.
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Considerando 15 quater (nuovo)
(15 quater)  La Commissione e gli Stati membri dovrebbero garantire che la parità di genere e l'integrazione della prospettiva di genere siano un principio vincolante in tutte le fasi della programmazione, dalla definizione delle priorità dei programmi operativi all'attuazione, alla sorveglianza e alla valutazione, e che le azioni fondamentali per l'integrazione della dimensione di genere ricevano sostegno.
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Considerando 15 quinquies (nuovo)
(15 quinquies)   Il FSE+ dovrebbe sostenere programmi d'istruzione che offrano agli adulti con un basso grado di competenze la possibilità di acquisire un livello minimo di competenze alfabetiche, matematiche e digitali, in linea con la raccomandazione del Consiglio del 19 dicembre 2016 sui percorsi di miglioramento del livello delle competenze: nuove opportunità per gli adulti1 bis.
__________________
1 bis GU C 484 del 24.12.2016, pag. 1.
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Considerando 16
(16)  Il FSE+ dovrebbe promuovere le opportunità di perfezionamento e di riqualificazione flessibili per tutti, in particolare per quanto riguarda le competenze digitali e le tecnologie abilitanti fondamentali, al fine di fornire alle persone competenze adeguate per la digitalizzazione, il cambiamento tecnologico, l'innovazione e il cambiamento sociale ed economico, facilitando il riorientamento e la mobilità professionale e supportando in particolare gli adulti con competenze limitate e/o scarsamente qualificati, in linea con l'agenda per le competenze per l'Europa.
(16)  Il FSE+ dovrebbe promuovere le opportunità di perfezionamento e di riqualificazione flessibili per tutti, tenendo conto delle difficoltà dei vari gruppi sociali svantaggiati, in particolare per quanto riguarda le competenze imprenditoriali e digitali e le tecnologie abilitanti fondamentali, al fine di fornire alle persone e alle comunità locali abilità, competenze e conoscenze adeguate per la digitalizzazione, il cambiamento tecnologico, l'innovazione e il cambiamento sociale ed economico, ad esempio i cambiamenti indotti dalla transizione a un'economia a basse emissioni di carbonio, facilitando il passaggio dall'istruzione all'occupazione e la mobilità professionale e supportando in particolare le persone con competenze limitate, le persone con disabilità e/o gli adulti scarsamente qualificati, in linea con l'agenda per le competenze per l'Europa e in coordinamento e complementarità con il programma Europa digitale.
Emendamento 27
Proposta di regolamento
Considerando 17
(17)  Le sinergie con il programma Orizzonte Europa dovrebbero garantire che il FSE+ possa riprendere e applicare su larga scala i programmi innovativi sostenuti da Orizzonte Europa, così da fornire alle persone le capacità e le competenze necessarie per il lavoro del futuro.
(17)  Le sinergie con il programma Orizzonte Europa dovrebbero garantire che il FSE+ possa riprendere e applicare su larga scala i programmi innovativi sostenuti da Orizzonte Europa, così da fornire alle persone le capacità e le competenze necessarie per il loro sviluppo personale e professionale e per il lavoro del futuro e far fronte alle sfide sociali attuali e future. La Commissione dovrebbe garantire sinergie tra la componente Salute e il programma Orizzonte Europa al fine di rafforzare i risultati conseguiti nel settore della protezione della salute e della prevenzione delle malattie.
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Considerando 17 bis (nuovo)
(17 bis)   Le sinergie con il programma "Diritti e valori" dovrebbero garantire che il FSE+ possa integrare e ampliare le azioni volte a impedire e combattere discriminazione, razzismo, xenofobia, antisemitismo, islamofobia e altre forme di intolleranza, nonché dedicare azioni specifiche alla prevenzione dell'odio, della segregazione e della stigmatizzazione, compresi il bullismo, le molestie e i trattamenti intolleranti.
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Considerando 17 ter (nuovo)
(17 ter)   Le sinergie create grazie alla cooperazione territoriale europea a livello regionale e transfrontaliero si sono tradotte anche in progetti di cooperazione concernenti il miglioramento dell'occupazione, l'inclusione delle fasce più vulnerabili della popolazione, le sfide demografiche, la salute e l'istruzione, non solo nell'Unione, ma anche con i paesi in fase di preadesione e i paesi vicini, dove la cooperazione con l'Unione offre un valore aggiunto. Il FSE+ dovrebbe migliorare il finanziamento di questo tipo di progetti e assicurare il trasferimento di conoscenze tra i progetti medesimi e il processo legislativo, al fine di migliorare il quadro normativo europeo e di promuovere la condivisione delle buone pratiche tra i territori dell'Unione.
Emendamento 30
Proposta di regolamento
Considerando 18
(18)  Il FSE+ dovrebbe sostenere gli sforzi degli Stati membri volti a combattere la povertà così da spezzare il circolo vizioso dello svantaggio attraverso le generazioni e promuovere l'inclusione sociale, garantendo pari opportunità per tutti, contrastando la discriminazione e affrontando le disuguaglianze sanitarie. Per questo è necessario mobilitare una serie di politiche rivolte alle persone più svantaggiate indipendentemente dalla loro età, inclusi i bambini, le comunità emarginate come i rom, e i lavoratori poveri. Il FSE+ dovrebbe promuovere l'inclusione attiva delle persone ai margini del mercato del lavoro per garantirne l'integrazione socio-economica. Il FSE+ dovrebbe inoltre essere utilizzato per migliorare la tempestività e la parità di accesso a servizi abbordabili, sostenibili e di qualità, quali i servizi sanitari e l'assistenza di lunga durata, in particolare i servizi di assistenza alle famiglie e di tipo partecipativo. Il FSE+ dovrebbe contribuire alla modernizzazione dei sistemi di protezione sociale, in particolare al fine di promuoverne l'accessibilità.
(18)  Il FSE+ dovrebbe sostenere gli sforzi degli Stati membri a tutti i livelli di governo, compreso il livello regionale e locale, volti a eliminare la povertà, inclusa la povertà energetica, come previsto nella normativa recentemente adottata sulla governance dell'Unione dell'energia [inserire il numero del regolamento una volta pubblicato], così da spezzare il circolo vizioso dello svantaggio attraverso le generazioni e promuovere l'inclusione sociale, garantendo pari opportunità per tutti, riducendo le barriere, combattendo la discriminazione e affrontando le disuguaglianze sociali e sanitarie. Per questo è necessario anche, ma non solo, mobilitare una serie di politiche e strategie proattive e reattive rivolte alle persone più svantaggiate indipendentemente dalla loro età, inclusi i bambini, le comunità emarginate come i rom, le persone con disabilità, le persone senza fissa dimora, i cittadini di paesi terzi, inclusi i migranti, e i lavoratori poveri. Il FSE+ dovrebbe promuovere l'inclusione attiva delle persone ai margini del mercato del lavoro per garantirne l'integrazione socio-economica, anche mediante il sostegno mirato all'economia sociale. Gli Stati membri dovrebbero promuovere le azioni FSE+ che integrano le misure nazionali, in linea con la raccomandazione della Commissione del 3 ottobre 2008 relativa all'inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro1 bis, comprese misure di adeguato sostegno al reddito. Il FSE+ dovrebbe inoltre essere utilizzato per migliorare la tempestività e la parità di accesso a servizi gratuiti o abbordabili, sostenibili e di qualità, quali i servizi sanitari incentrati sulla persona, l'assistenza connessa e l'assistenza di lunga durata, in particolare i servizi di assistenza alle famiglie e di tipo partecipativo e i servizi per l'accesso ad alloggi sociali dignitosi e ad abitazioni a prezzi accessibili. Vi rientrano i servizi di promozione della salute e di prevenzione delle malattie nell'ambito dei servizi sanitari primari. Il FSE+ dovrebbe contribuire alla modernizzazione dei sistemi di protezione sociale, in particolare al fine di promuoverne l'accessibilità, l'inclusività e l'efficacia nel rispondere alle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro. Il FSE dovrebbe inoltre affrontare la povertà rurale derivante dagli svantaggi specifici delle zone rurali, quali una situazione demografica sfavorevole, un debole mercato del lavoro, un accesso limitato ai servizi di istruzione e formazione o all'assistenza sanitaria e ai servizi sociali.
______________
1 bis Raccomandazione della Commissione del 3 ottobre 2008 relativa all'inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro (GU L 307 del 18.11.2008, pag. 11).
Emendamento 31
Proposta di regolamento
Considerando 19
(19)  Il FSE+ dovrebbe contribuire alla riduzione della povertà sostenendo i programmi nazionali volti ad alleviare la deprivazione alimentare e materiale e a promuovere l'integrazione sociale delle persone a rischio di povertà o di esclusione sociale e delle persone indigenti. Prevedendo che a livello dell'UE almeno il 4 % delle risorse della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente vada a sostegno degli indigenti, gli Stati membri dovrebbero assegnare almeno il 2 % delle proprie risorse nazionali della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente alla gestione delle forme di povertà estrema con il maggiore impatto in termini di esclusione sociale, come la mancanza di una fissa dimora, la povertà infantile e la deprivazione alimentare. A causa della natura delle operazioni e della tipologia di destinatari finali è necessario che si applichino norme più semplici al sostegno destinato alle misure di contrasto alla deprivazione materiale degli indigenti.
(19)  Il FSE+ dovrebbe contribuire all'eradicazione della povertà sostenendo i programmi nazionali volti ad alleviare la deprivazione alimentare e materiale e a promuovere l'integrazione sociale delle persone in situazione o a rischio di povertà o di esclusione sociale e delle persone indigenti. Gli Stati membri dovrebbero assegnare almeno il 3 % delle proprie risorse nazionali della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente al contrasto delle forme di povertà estrema con il maggiore impatto in termini di esclusione sociale, come la mancanza di una fissa dimora, la povertà infantile e in età avanzata e la deprivazione alimentare. A causa della natura delle operazioni e della tipologia di destinatari finali è necessario che si applichino norme quanto più semplici possibile al sostegno destinato alle misure di contrasto alla deprivazione materiale degli indigenti.
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Considerando 19 bis (nuovo)
(19 bis)   Il FSE+ dovrebbe puntare ad affrontare il problema della povertà tra le donne anziane in tutta l'Unione, tenendo conto che il divario pensionistico di genere, pari al 40 %, costituisce un rischio acuto di peggioramento dei livelli di povertà tra le donne anziane, in particolare le donne sole, dando seguito in tal modo agli impegni assunti nel 2015 nelle conclusioni del Consiglio "Pari opportunità retributive per donne e uomini: colmare il divario pensionistico di genere"1 bis. La povertà tra le donne anziane è altresì aggravata dall'aumento dei costi sostenuti direttamente dai pazienti anziani per l'assistenza sanitaria e i farmaci, in particolare dalle donne, che rispetto agli uomini trascorrono una parte maggiore della propria vita in cattive condizioni di salute, soprattutto per effetto della loro maggiore speranza di vita.
_________________
1a http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-9302-2015-INIT/en/pdf.
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Considerando 19 ter (nuovo)
(19 ter)  Per eliminare la povertà e garantire una migliore inclusione sociale, il FSE+ dovrebbe promuovere la partecipazione attiva delle ONG specializzate e delle organizzazioni di persone che vivono in condizioni di povertà alla messa a punto e all'attuazione dei programmi specifici.
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Considerando 20
(20)  Alla luce della persistente necessità di intensificare gli sforzi per la gestione dei flussi migratori nell'Unione nel suo complesso, e al fine di garantire un sostegno coerente, forte e costante agli sforzi di condivisione della solidarietà e della responsabilità, il FSE+ dovrebbe offrire un supporto alla promozione dell'integrazione socioeconomica di cittadini di paesi terzi a complemento delle azioni finanziate nel quadro del Fondo Asilo e migrazione.
(20)  Alla luce della persistente necessità di intensificare gli sforzi per la gestione dei flussi migratori nell'Unione nel suo complesso, e al fine di garantire un sostegno coerente, forte e costante agli sforzi di solidarietà e di equa condivisione della responsabilità, il FSE+ dovrebbe offrire un supporto alla promozione dell'integrazione socioeconomica di cittadini di paesi terzi, ivi compresi i migranti, il che può includere iniziative a livello locale, a complemento delle azioni finanziate nel quadro del Fondo Asilo e migrazione, del Fondo europeo di sviluppo regionale e dei fondi che possono avere un effetto positivo sull'inclusione dei cittadini di paesi terzi.
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Considerando 20 bis (nuovo)
(20 bis)   Le autorità degli Stati membri responsabili della pianificazione e dell'attuazione del FSE+ dovrebbero coordinarsi con le autorità designate dagli Stati membri per la gestione degli interventi del Fondo Asilo e migrazione, al fine di promuovere nel miglior modo possibile l'integrazione dei cittadini di paesi terzi a tutti i livelli, attraverso strategie realizzate principalmente dalle autorità locali e regionali e da organizzazioni non governative e ricorrendo alle misure più adatte alla situazione specifica dei cittadini di paesi terzi. Le misure di integrazione dovrebbero incentrarsi sui cittadini di paesi terzi che soggiornano legalmente in uno Stato membro o, se del caso, che sono in procinto di ottenere il permesso di soggiorno in uno Stato membro, ivi compresi i beneficiari di protezione internazionale.
Emendamento 36
Proposta di regolamento
Considerando 21
(21)  Il FSE+ dovrebbe sostenere le riforme dei sistemi e delle politiche in materia di occupazione, inclusione sociale, servizi sanitari e assistenza di lunga durata e istruzione e formazione. Al fine di rafforzare l'allineamento con il semestre europeo, gli Stati membri dovrebbero destinare un importo adeguato delle proprie risorse della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente all'attuazione di pertinenti raccomandazioni specifiche per paese relative a quelle sfide strutturali che è opportuno affrontare tramite gli investimenti pluriennali che rientrano nell'ambito di applicazione del FSE+. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero garantire la coerenza, il coordinamento e la complementarità tra la componente in regime di gestione concorrente e la componente Salute del FSE+, da un lato, e il programma di sostegno alle riforme, dall'altro, compresi lo strumento per la realizzazione delle riforme e lo strumento di assistenza tecnica. In particolare la Commissione e lo Stato membro dovrebbero assicurare, in tutte le fasi del processo, un coordinamento efficace, per salvaguardare la coesione, la coerenza, la complementarità e la sinergia tra le fonti di finanziamento, compresa l'assistenza tecnica.
(21)  Il FSE+ dovrebbe sostenere le riforme dei sistemi e delle politiche in materia di occupazione, inclusione sociale, eradicazione della povertà, servizi sanitari e assistenza di lunga durata e istruzione e formazione. Al fine di rafforzare l'allineamento con il semestre europeo, gli Stati membri dovrebbero destinare un importo adeguato delle proprie risorse della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente all'attuazione di pertinenti raccomandazioni specifiche per paese relative a quelle sfide strutturali che è opportuno affrontare tramite gli investimenti pluriennali che rientrano nell'ambito di applicazione del FSE+. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero coinvolgere le autorità locali e regionali per garantire la coerenza, il coordinamento e la complementarità tra la componente in regime di gestione concorrente e la componente Salute del FSE+, da un lato, e il programma di sostegno alle riforme, dall'altro, compresi lo strumento per la realizzazione delle riforme e lo strumento di assistenza tecnica. In particolare la Commissione e lo Stato membro dovrebbero assicurare, in tutte le fasi del processo, un coordinamento efficace, per salvaguardare la coesione, la coerenza, la complementarità e la sinergia tra le fonti di finanziamento, compresa l'assistenza tecnica, tenendo conto dei principi e dei diritti enunciati nel pilastro europeo dei diritti sociali, del quadro di valutazione della situazione sociale nel contesto del semestre europeo, dell'agenda dell'OIL per il lavoro dignitoso e delle specificità regionali, contribuendo in tal modo agli obiettivi dell'Unione a norma dell'articolo 174 TFUE in materia di rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale.
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Considerando 21 bis (nuovo)
(21 bis)  In considerazione del diverso livello di sviluppo delle regioni e delle varie realtà sociali all'interno dell'Unione, il grado di flessibilità del FSE+ dovrebbe essere tale da permettere di tener conto delle specificità regionali e territoriali.
Emendamento 38
Proposta di regolamento
Considerando 22
(22)  Per garantire che la dimensione sociale dell'Europa, come indicato nel pilastro europeo dei diritti sociali, sia debitamente sostenuta e che un importo minimo di risorse sia destinato alle persone più bisognose, gli Stati membri dovrebbero destinare almeno il 25 % delle proprie risorse nazionali FSE+ della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente alla promozione dell'inclusione sociale.
(22)  Per garantire che la dimensione sociale dell'Europa, come indicato nel pilastro europeo dei diritti sociali, sia debitamente sostenuta e che un importo minimo di risorse sia destinato alle persone più bisognose, gli Stati membri dovrebbero destinare almeno il 27 % delle proprie risorse nazionali FSE+ della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente alla promozione dell'inclusione sociale e all'eliminazione della povertà. Tale percentuale dovrebbe essere complementare alle risorse nazionali destinate a contrastare la povertà estrema.
Emendamento 39
Proposta di regolamento
Considerando 22 bis (nuovo)
(22 bis)  Tutti gli Stati membri hanno ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (UNCRC), che costituisce lo standard nella promozione e nella tutela dei diritti del minore. La promozione dei diritti dell'infanzia costituisce un obiettivo esplicito delle politiche dell'Unione (articolo 3 del trattato di Lisbona) e la Carta impone che l'interesse superiore del minore sia considerato preminente in tutte le azioni dell'Unione. L'Unione e gli Stati membri dovrebbero utilizzare in maniera adeguata il FSE+ per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio per i minori che vivono in condizioni di povertà e di esclusione sociale, quali definite nella raccomandazione della Commissione del 2013 dal titolo "Investire nell'infanzia". Il FSE+ dovrebbe sostenere azioni intese a promuovere interventi efficaci che contribuiscano alla realizzazione dei diritti dei minori.
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Considerando 22 ter (nuovo)
(22 ter)  Alla luce del persistere di un livello elevato di povertà e di esclusione sociale infantili nell'UE (26,4 % nel 2017) e del pilastro europeo dei diritti sociali, secondo cui i minori hanno il diritto di essere protetti dalla povertà e i minori provenienti da contesti svantaggiati hanno diritto a misure specifiche tese a migliorare le pari opportunità, gli Stati membri dovrebbero assegnare almeno il 5 % delle risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente al sistema di garanzia europea per l'infanzia per contribuire a garantire ai minori parità di accesso all'assistenza sanitaria, all'istruzione e all'assistenza all'infanzia gratuite, ad alloggi dignitosi e a un'alimentazione adeguata, al fine di eliminare la povertà infantile e l'esclusione sociale. Investire precocemente nell'infanzia apporta vantaggi significativi per i minori e la società nel complesso ed è fondamentale per spezzare sin dalla prima infanzia il circolo vizioso dello svantaggio. Il sostegno ai minori affinché acquisiscano competenze e capacità consente loro di sviluppare appieno le loro potenzialità, garantisce loro i migliori risultati in termini di istruzione e salute e li aiuta a divenire membri attivi della società e ad aumentare le loro opportunità nel mercato del lavoro in età giovanile.
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Considerando 23
(23)  In considerazione del persistere di livelli elevati di disoccupazione e inattività giovanile in alcuni Stati membri e regioni, che interessano in particolare i giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione, è necessario che tali Stati membri continuino ad investire risorse sufficienti della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente in azioni per promuovere l'occupazione giovanile, anche attraverso l'attuazione dei programmi della garanzia per i giovani. Sulla scia delle azioni sostenute dall'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile nel periodo di programmazione 2014-2020 e destinate a singole persone, gli Stati membri dovrebbero promuovere maggiormente i percorsi che consentono di reintegrarsi nel lavoro e nell'istruzione e le misure di sensibilizzazione per i giovani, dando priorità, ove opportuno, ai giovani disoccupati di lungo periodo, inattivi e svantaggiati, anche attraverso l'animazione socioeducativa. Gli Stati membri dovrebbero inoltre investire in misure volte ad agevolare la transizione dalla scuola al lavoro, come pure riformare e adeguare i servizi per l'impiego, per poter fornire un sostegno su misura ai giovani. Gli Stati membri in questione dovrebbero pertanto assegnare almeno il 10 % delle proprie risorse nazionali della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente al sostegno dell'occupabilità dei giovani.
(23)  In considerazione del persistere di livelli elevati di disoccupazione e inattività giovanile in alcuni Stati membri e regioni, che interessano in particolare i giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione (NEET), livelli che sono ancora più elevati nel caso dei giovani provenienti da contesti sociali svantaggiati, è necessario che gli Stati membri continuino ad investire risorse adeguate della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente in azioni per promuovere l'occupazione giovanile, in particolare attraverso l'attuazione dei programmi della garanzia per i giovani. Sulla scia delle azioni sostenute dall'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile nel periodo di programmazione 2014-2020 e destinate a singole persone, gli Stati membri dovrebbero promuovere maggiormente i percorsi che consentono di reintegrarsi nel lavoro e nell'istruzione di qualità ed efficaci misure di sensibilizzazione per i giovani, dando priorità, ove opportuno, ai giovani disoccupati di lungo periodo, inattivi e svantaggiati, ai giovani più difficili da raggiungere e a quelli in situazioni vulnerabili, anche attraverso l'animazione socioeducativa. Gli Stati membri dovrebbero inoltre investire in misure volte ad agevolare la transizione dalla scuola al lavoro, come pure riformare e adeguare i servizi per l'impiego, per poter fornire un sostegno su misura ai giovani e prestare i loro servizi in modo assolutamente non discriminatorio. Gli Stati membri dovrebbero assegnare almeno il 3 % delle proprie risorse nazionali della componente del FSE+ al sostegno di politiche nel settore dell'occupabilità dei giovani, della formazione permanente, del lavoro di qualità, degli apprendistati e dei tirocini. Gli Stati membri con un livello di NEET superiore alla media dell'Unione o superiore al 15 % dovrebbero assegnare almeno il 15 % delle proprie risorse nazionali FSE+ per sostenere politiche in tale ambito, agendo al livello territoriale appropriato.
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Considerando 23 bis (nuovo)
(23 bis)  All'interno delle regioni le disparità stanno aumentando, anche nelle regioni più prospere, che contengono sacche di povertà.
Emendamento 43
Proposta di regolamento
Considerando 23 ter (nuovo)
(23 ter)   Data l'estensione dell'ambito di applicazione dell'FSE+, i compiti supplementari dovrebbero andare di pari passo con una maggiore dotazione di bilancio al fine di conseguire gli obiettivi del programma. Sono necessari ulteriori finanziamenti per combattere la disoccupazione, in particolare la disoccupazione giovanile, e la povertà e per sostenere lo sviluppo e la formazione professionali, in particolare sul posto di lavoro digitale, in linea con i principi stabiliti nel pilastro europeo dei diritti sociali.
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Considerando 23 quater (nuovo)
(23 quater)  È opportuno potenziare EURES a lungo termine, in particolare sviluppando in modo significativo la piattaforma online e prevedendo la partecipazione attiva degli Stati membri. Gli Stati membri dovrebbero utilizzare in modo più efficiente il modello esistente e pubblicare nel sistema EURES informazioni dettagliate su tutti i posti vacanti.
Emendamento 45
Proposta di regolamento
Considerando 24
(24)  È opportuno che gli Stati membri garantiscano il coordinamento e la complementarità tra le azioni sostenute da questi finanziamenti.
(24)  È opportuno che gli Stati membri e la Commissione garantiscano il coordinamento e la complementarità e sfruttino le sinergie tra le azioni sostenute dal FSE+ e dagli altri programmi e strumenti dell'Unione quali il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, il programma Erasmus, il Fondo Asilo e migrazione, il programma Orizzonte Europa, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, il programma Europa digitale, InvestEU, il programma Europa creativa o il Corpo europeo di solidarietà.
Emendamento 46
Proposta di regolamento
Considerando 25
(25)  In conformità all'articolo 349 del TFUE e dell'articolo 2 del protocollo n. 6 dell'atto di adesione del 1994, le regioni ultraperiferiche e le regioni nordiche scarsamente popolate hanno diritto a misure specifiche nell'ambito delle politiche comuni e dei programmi dell'UE. A causa di vincoli permanenti, tali regioni necessitano di un sostegno specifico.
(25)  In conformità agli articoli 349 e 174 TFUE e all'articolo 2 del protocollo n. 6 dell'atto di adesione del 1994, le regioni ultraperiferiche, le regioni nordiche scarsamente popolate e le isole hanno diritto a misure specifiche nell'ambito delle politiche comuni e dei programmi dell'UE. Essendo soggette a gravi e permanenti svantaggi naturali, tali regioni necessitano di un sostegno specifico.
Emendamento 47
Proposta di regolamento
Considerando 25 bis (nuovo)
(25 bis)  Conformemente all'articolo 174 TFUE, gli Stati membri e la Commissione dovrebbero garantire che il FSE+ contribuisca alla definizione e all'attuazione di politiche specifiche per tener conto dei vincoli e delle difficoltà delle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, quali le regioni spopolate o quelle con bassa densità demografica.
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Considerando 26
(26)  L'attuazione efficiente ed efficace delle azioni sostenute dal FSE+ dipende dalla qualità della governance e del partenariato tra tutti gli attori ai livelli territoriali pertinenti e gli attori socioeconomici, in particolare le parti sociali e la società civile. È pertanto fondamentale che gli Stati membri incoraggino la partecipazione delle parti sociali e della società civile all'attuazione del FSE+ in regime di gestione concorrente.
(26)  L'attuazione efficiente ed efficace delle azioni sostenute dal FSE+ dipende dalla qualità della governance e del partenariato tra le istituzioni dell'Unione e le autorità nazionali, regionali e locali e gli attori socioeconomici, in particolare le parti sociali e la società civile. È pertanto fondamentale che gli Stati membri, in collaborazione con le autorità regionali e locali, garantiscano la partecipazione significativa delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile, degli enti per la parità, delle istituzioni nazionali per i diritti umani e di altre organizzazioni pertinenti o rappresentative alla programmazione e alla realizzazione del FSE+, dalla definizione delle priorità dei programmi operativi all'attuazione, alla sorveglianza e alla valutazione dei risultati e dell'impatto, conformemente al codice europeo di condotta sul partenariato nell'ambito dei fondi strutturali e d'investimento europei, istituito dal regolamento delegato (UE) n. 240/2014 della Commissione1 bis. Inoltre, al fine di garantire la non discriminazione e le pari opportunità, è auspicabile che in ogni fase siano coinvolti altresì gli enti per la parità e le istituzioni nazionali per i diritti umani.
____________
1 bis Regolamento delegato (UE) n. 240/2014 della Commissione, del 7 gennaio 2014, recante un codice europeo di condotta sul partenariato nell'ambito dei fondi strutturali e d'investimento europei (GU L 74 del 14.3.2014, pag. 1).
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Considerando 26 bis (nuovo)
(26 bis)  La buona governance e il partenariato tra le autorità di gestione e le parti richiedono l'utilizzo efficace ed efficiente del rafforzamento delle capacità per i portatori di interessi, cui gli Stati membri dovrebbero destinare una quota adeguata di risorse del FSE+. Dal momento che gli investimenti nella capacità istituzionale e nell'efficienza dell'amministrazione pubblica e dei servizi pubblici a livello nazionale, regionale e locale nell'ottica delle riforme, di una migliore regolamentazione e di una buona governance non sono più inclusi come obiettivo operativo del FSE+ in regime di gestione concorrente, ma figurano ormai nel programma di sostegno alle riforme strutturali, è necessario che la Commissione e gli Stati membri garantiscano un efficace coordinamento tra i due strumenti.
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Considerando 27
(27)  Al fine di adeguare ulteriormente le politiche ai cambiamenti sociali ed incoraggiare e sostenere le soluzioni innovative, è essenziale sostenere l'innovazione sociale. In particolare, la sperimentazione e la valutazione di soluzioni innovative prima di una loro applicazione su larga scala contribuiscono a migliorare l'efficienza delle politiche e giustificano quindi il sostegno specifico da parte del FSE+.
(27)  Al fine di adeguare ulteriormente le politiche ai cambiamenti sociali ed incoraggiare e sostenere le soluzioni innovative, anche a livello locale, è essenziale sostenere l'innovazione sociale e l'economia sociale. In particolare, la sperimentazione e la valutazione di soluzioni innovative prima di una loro applicazione su larga scala contribuiscono a migliorare l'efficienza delle politiche e giustificano quindi il sostegno specifico da parte del FSE+.
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Considerando 27 bis (nuovo)
(27 bis)  Per sfruttare appieno il potenziale della cooperazione intersettoriale e migliorare le sinergie e la coerenza con altri ambiti strategici onde conseguire i suoi obiettivi generali, il FSE+ dovrebbe sostenere azioni innovative che si avvalgano dello sport, dell'attività fisica e della cultura per incentivare l'inclusione sociale, combattere la disoccupazione giovanile, in particolare dei gruppi svantaggiati, migliorare l'inclusione sociale dei gruppi emarginati e promuovere la salute e la prevenzione delle malattie.
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Considerando 28
(28)  Gli Stati membri e la Commissione dovrebbero garantire che il FSE+ contribuisca alla promozione della parità tra uomini e donne, conformemente all'articolo 8 del TFUE, per promuovere la parità di trattamento e di opportunità tra uomini e donne in tutti i settori, anche per quanto riguarda la partecipazione al mercato del lavoro, i termini e le condizioni di lavoro e l'avanzamento di carriera. Essi dovrebbero altresì garantire che il FSE+ promuova le pari opportunità per tutti senza discriminazioni, in conformità all'articolo 10 del TFUE, e che promuova l'inclusione nella società delle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, contribuendo all'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Questi principi dovrebbero rientrare in tutte le dimensioni e in tutte le fasi di preparazione, sorveglianza, attuazione e valutazione dei programmi, in modo tempestivo e coerente, garantendo altresì che siano realizzate azioni specifiche volte a promuovere la parità di genere e le pari opportunità. Il FSE+ dovrebbe inoltre promuovere il passaggio dall'assistenza in residenze/istituti all'assistenza nell'ambito della famiglia e in comunità, in particolare per quanti sono oggetto di discriminazioni multiple. Il FSE+ non dovrebbe sostenere azioni che contribuiscono alla segregazione o all'esclusione sociale. Il regolamento (UE) n. [futuro regolamento sulle disposizioni comuni] prevede che le regole concernenti l'ammissibilità delle spese siano stabilite a livello nazionale, con alcune eccezioni per le quali è necessario stabilire regole specifiche relative alla componente del FSE+ in regime di gestione concorrente.
(28)  Gli Stati membri e la Commissione dovrebbero garantire che il FSE+ contribuisca alla promozione della parità tra uomini e donne, conformemente all'articolo 8 del TFUE, per promuovere la parità di trattamento e di opportunità tra uomini e donne in tutti i settori, anche per quanto riguarda la partecipazione al mercato del lavoro, i termini e le condizioni di lavoro e l'avanzamento di carriera. Si dovrebbe tener conto degli aspetti di genere in tutti i programmi attuati, nel corso dell'intero processo di preparazione, attuazione, monitoraggio e valutazione. Inoltre, il FSE+ dovrebbe in particolare rispettare l'articolo 21 della Carta che stabilisce il divieto di qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l'età e l'orientamento sessuale. Dovrebbe essere proibita altresì qualsiasi discriminazione fondata sulle caratteristiche sessuali o sull'identità di genere e sulla nazionalità. Gli Stati membri e la Commissione dovrebbero altresì garantire che il FSE+ promuova l'inclusione nella società delle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, contribuendo all'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, anche per quanto riguarda l'istruzione, il lavoro, l'occupazione e l'accessibilità universale. Questi principi dovrebbero rientrare in tutte le dimensioni e in tutte le fasi di preparazione, sorveglianza, attuazione e valutazione dei programmi, in modo tempestivo e coerente, garantendo altresì che siano realizzate azioni specifiche volte a promuovere la parità di genere e le pari opportunità. Il FSE+ dovrebbe inoltre promuovere il passaggio dall'assistenza in istituti all'assistenza nell'ambito della famiglia e in comunità, in particolare per quanti sono oggetto di discriminazioni multiple e intersettoriali. Il FSE+ non dovrebbe sostenere azioni che contribuiscono alla segregazione o all'esclusione sociale. Il regolamento (UE) n. [futuro regolamento sulle disposizioni comuni] prevede che le regole concernenti l'ammissibilità delle spese siano conformi con la Carta e siano stabilite a livello nazionale, con alcune eccezioni per le quali è necessario stabilire regole specifiche relative alla componente del FSE+ in regime di gestione concorrente.
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Considerando 28 bis (nuovo)
(28 bis)  È opportuno prendere in considerazione l'utilizzo di indicatori regionali al fine di tenere meglio conto delle disparità subregionali.
Emendamento 54
Proposta di regolamento
Considerando 28 ter (nuovo)
(28 ter)   Il FSE+ dovrebbe sostenere lo studio delle lingue, onde promuovere la comprensione reciproca e costruire una società inclusiva, anche mediante una più vasta adozione da parte degli Stati membri del kit di supporto linguistico per i rifugiati, sviluppato dal Consiglio d'Europa.
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Considerando 29
(29)  Al fine di ridurre gli oneri amministrativi relativi alla raccolta dei dati, gli Stati membri dovrebbero, ove tali informazioni siano disponibili in registri, consentire alle autorità di gestione di recuperarli dai registri.
(29)  Al fine di ridurre gli oneri amministrativi relativi alla raccolta dei dati, possibilmente disaggregati per genere, gli Stati membri dovrebbero, ove tali informazioni siano disponibili in registri, consentire alle autorità di gestione di recuperarli dai registri nel rispetto della protezione dei dati personali a norma del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis. È consigliabile incentivare la prosecuzione della trasmissione elettronica dei dati, in quanto contribuisce a ridurre gli oneri amministrativi.
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1 bis Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
Emendamento 56
Proposta di regolamento
Considerando 31
(31)  La sperimentazione sociale consiste nel testare i progetti su scala ridotta in modo da disporre di dati oggettivi sulla fattibilità delle innovazioni sociali. Dovrebbe essere possibile applicare le idee fattibili su scala più ampia o in altri contesti con il sostegno finanziario del FSE+ e di altre fonti.
(31)  La sperimentazione sociale consiste nel testare i progetti su scala ridotta in modo da disporre di dati oggettivi sulla fattibilità delle innovazioni sociali. Dovrebbe essere possibile testare a livello locale idee – e tale pratica dovrebbe essere incoraggiata – e applicare quelle fattibili su scala più ampia, se del caso, o trasferirle ad altri contesti in altre regioni o altri Stati membri con il sostegno finanziario del FSE+ o in combinazione con altre fonti.
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Considerando 32
(32)  Il regolamento relativo al FSE+ stabilisce disposizioni intese a garantire la libera circolazione dei lavoratori su base non discriminatoria, grazie a una stretta cooperazione tra i servizi centrali per l'impiego degli Stati membri e con la Commissione. La rete dei servizi europei per l'impiego dovrebbe promuovere un migliore funzionamento dei mercati del lavoro, facilitando la mobilità transfrontaliera dei lavoratori e accrescendo la trasparenza delle informazioni sul mercato del lavoro. L'ambito di applicazione del FSE+ include anche lo sviluppo e il sostegno dei programmi mirati di mobilità per rispondere all'offerta di lavoro là dove sono state individuate carenze del mercato del lavoro.
(32)  Il regolamento relativo al FSE+ stabilisce disposizioni intese a garantire la libera circolazione dei lavoratori su base non discriminatoria, grazie a una stretta cooperazione tra i servizi pubblici per l'impiego degli Stati membri, con la Commissione e con le parti sociali. La rete dei servizi europei per l'impiego dovrebbe promuovere, con il coinvolgimento delle parti sociali, un migliore funzionamento dei mercati del lavoro, facilitando la mobilità transfrontaliera dei lavoratori e accrescendo la trasparenza delle informazioni sul mercato del lavoro. L'ambito di applicazione del FSE+ include anche lo sviluppo e il sostegno dei programmi mirati di mobilità per rispondere all'offerta di lavoro là dove sono state individuate carenze del mercato del lavoro. Il FSE+ copre i partenariati transfrontalieri tra i servizi pubblici per l'impiego regionali e le parti sociali nonché le loro attività a favore della mobilità, come pure la trasparenza e l'integrazione dei mercati del lavoro transfrontalieri mediante informazioni, consulenza e servizi di collocamento. In molte regioni di frontiera svolgono un ruolo importante nello sviluppo di un autentico mercato del lavoro europeo.
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Considerando 33
(33)  La mancanza di accesso ai finanziamenti per le microimprese, l'economia sociale e le imprese sociali è uno dei principali ostacoli alla creazione di imprese, in particolare per le persone più lontane dal mercato del lavoro. Il regolamento relativo al FSE+ stabilisce disposizioni per l'istituzione di un ecosistema di mercato volto ad aumentare l'offerta di finanziamenti e l'accesso agli stessi a favore delle imprese sociali per far fronte alla domanda di chi più ne ha bisogno, in particolare i disoccupati, le donne e le persone vulnerabili che intendono creare o sviluppare una microimpresa. Tale obiettivo sarà perseguito anche mediante gli strumenti finanziari e la garanzia di bilancio nel quadro della componente di intervento Investimenti sociali e competenze del Fondo InvestEU.
(33)  La mancanza di accesso ai finanziamenti per le microimprese, l'economia sociale e le imprese dell'economia sociale è uno dei principali ostacoli alla creazione di imprese, in particolare per le persone più lontane dal mercato del lavoro. Il regolamento relativo al FSE+ stabilisce disposizioni per l'istituzione di un ecosistema di mercato volto ad aumentare l'offerta di finanziamenti e l'accesso agli stessi, nonché i servizi di supporto a favore delle imprese dell'economia sociale, anche nei settori culturali e creativi, per far fronte alla domanda di chi più ne ha bisogno, in particolare i disoccupati, le donne e i gruppi svantaggiati che intendono creare o sviluppare una microimpresa. Tale obiettivo sarà perseguito anche mediante gli strumenti finanziari e la garanzia di bilancio nel quadro della componente di intervento Investimenti sociali e competenze del Fondo InvestEU.
Emendamento 59
Proposta di regolamento
Considerando 33 bis (nuovo)
(33 bis)  È opportuno che la Commissione introduca a livello di Unione una "etichetta dell'economia sociale europea" da assegnare alle imprese sociali e solidali, basata su chiari criteri concepiti per mettere in risalto le caratteristiche specifiche di tali imprese e il loro impatto sociale, accrescerne la visibilità, incoraggiare gli investimenti, facilitare l'accesso ai finanziamenti e al mercato unico per i soggetti che intendano espandersi a livello nazionale o in altri Stati membri, rispettando al contempo le diverse forme e i diversi quadri giuridici del settore e degli Stati membri.
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Considerando 34
(34)  Gli operatori del mercato degli investimenti sociali, compresi gli attori filantropici, possono svolgere un ruolo chiave nel conseguimento di vari obiettivi del FSE+, in quanto offrono finanziamenti e approcci complementari e innovativi alla lotta contro l'esclusione sociale e la povertà, riducendo la disoccupazione e contribuendo agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Gli attori filantropici quali le fondazioni e i donatori dovrebbero pertanto essere coinvolti, come opportuno, nelle azioni del FSE+, in particolare quelle volte a sviluppare l'ecosistema di mercato degli investimenti sociali.
(34)  Gli operatori del mercato degli investimenti sociali, compresi gli attori filantropici, possono svolgere un ruolo chiave nel conseguimento di vari obiettivi del FSE+, in quanto offrono finanziamenti e approcci complementari e innovativi alla lotta contro l'esclusione sociale e la povertà, riducendo la disoccupazione e contribuendo agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Gli attori filantropici quali le fondazioni e i donatori dovrebbero pertanto essere coinvolti, come opportuno e a condizione che essi non abbiano un programma politico o sociale in conflitto con gli ideali dell'Unione, nelle azioni del FSE+, in particolare quelle volte a sviluppare l'ecosistema di mercato degli investimenti sociali.
Emendamento 61
Proposta di regolamento
Considerando 34 bis (nuovo)
(34 bis)  La cooperazione transnazionale apporta un notevole valore aggiunto e dovrebbe pertanto essere sostenuta da tutti gli Stati membri salvo in casi debitamente giustificati, tenendo conto del principio di proporzionalità. È inoltre necessario rafforzare il ruolo della Commissione nel facilitare gli scambi di esperienze e coordinare l'attuazione delle relative iniziative.
Emendamento 62
Proposta di regolamento
Considerando 35 bis (nuovo)
(35 bis)   La Commissione dovrebbe accrescere la partecipazione degli Stati membri e delle organizzazioni sottorappresentate, riducendo il più possibile gli ostacoli alla partecipazione, tra cui l'onere amministrativo di chiedere e ricevere finanziamenti.
Emendamento 63
Proposta di regolamento
Considerando 35 ter (nuovo)
(35 ter)   Uno dei principali obiettivi dell'Unione consiste nel rafforzare i sistemi sanitari attraverso il sostegno alla trasformazione digitale della sanità e dell'assistenza ai pazienti, sviluppando un sistema di informazione sanitaria sostenibile, nonché il sostegno ai processi nazionali di riforma per rendere i sistemi sanitari più efficaci, accessibili e resilienti.
Emendamento 64
Proposta di regolamento
Considerando 36
(36)  Il mantenimento delle persone in buona salute e attive più a lungo e un loro maggiore coinvolgimento affinché svolgano un ruolo attivo nella gestione della propria salute avranno effetti positivi sulla salute, sulle disuguaglianze sanitarie, sulla qualità della vita, sulla produttività, sulla competitività e sull'inclusività e ridurranno nel contempo le pressioni sui bilanci nazionali. La Commissione si è impegnata ad aiutare gli Stati membri a raggiungere i loro obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare il n. 3 "Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età"17.
(36)  Occorre un impegno costante per rispettare le prescrizioni di cui all'articolo 168 TFUE. Il mantenimento di tutte le persone in buona salute e attive in maniera non discriminatoria e un loro maggiore coinvolgimento affinché svolgano un ruolo attivo nella gestione della propria salute avranno effetti positivi sulla salute, sulle disuguaglianze sanitarie, sulla qualità della vita, sulla produttività, sulla competitività e sull'inclusività e ridurranno nel contempo le pressioni sui bilanci nazionali. Il sostegno all'innovazione, compresa l'innovazione sociale che ha un impatto sulla salute, e il suo riconoscimento contribuiscono ad affrontare la sfida della sostenibilità del settore sanitario nel contesto della risposta alle sfide del cambiamento demografico. Inoltre, l'azione intesa a ridurre le disuguaglianze nella sanità è importante ai fini del conseguimento di una "crescita inclusiva". La Commissione si è impegnata ad aiutare gli Stati membri a raggiungere i loro obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare il n. 3 "Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età"17.
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17 COM(2016)0739.
17 COM(2016)0739.
Emendamento 65
Proposta di regolamento
Considerando 36 bis (nuovo)
(36 bis)  Secondo la definizione dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), "la salute è uno stato di totale benessere fisico, psichico e sociale e non semplicemente l'assenza di malattia o infermità". Al fine di migliorare la salute della popolazione nell'Unione, è essenziale non concentrarsi unicamente sulla salute fisica e sul benessere sociale. Secondo l'OMS, i problemi di salute mentale sono la causa di quasi il 40 % degli anni di vita vissuti con una disabilità. I problemi di salute mentale sono inoltre molto vari, di lunga durata e fonte di discriminazione e contribuiscono in misura significativa a generare disuguaglianze in termini di salute. Inoltre, la crisi economica incide sui fattori che determinano la salute mentale, dal momento che i fattori di protezione sono indeboliti mentre aumentano i fattori di rischio.
Emendamento 66
Proposta di regolamento
Considerando 37
(37)  Dati fattuali e i valori e i principi comuni dei sistemi sanitari dell'Unione europea definiti nelle conclusioni del Consiglio del 2 giugno 2006 dovrebbero ispirare i processi decisionali per la pianificazione e la gestione di sistemi sanitari innovativi, efficienti e resilienti, promuovendo strumenti atti a garantire l'accesso universale all'assistenza sanitaria di qualità e l'attuazione volontaria su più ampia scala delle migliori pratiche.
(37)  Dati fattuali e i valori e i principi comuni dei sistemi sanitari dell'Unione europea definiti nelle conclusioni del Consiglio del 2 giugno 2006 dovrebbero ispirare i processi decisionali per la pianificazione e la gestione di sistemi sanitari innovativi, efficienti e resilienti, promuovendo strumenti atti a garantire l'accesso universale all'assistenza sanitaria di qualità incentrata sulla persona e all'assistenza connessa e l'attuazione volontaria su più ampia scala delle migliori pratiche. Sono compresi i servizi di promozione della salute e di prevenzione delle malattie nell'ambito dei servizi sanitari primari.
Emendamento 67
Proposta di regolamento
Considerando 37 bis (nuovo)
(37 bis)  I precedenti programmi d'azione dell'Unione nel campo della sanità pubblica (2003-2008) e in materia di salute (2008-2013 e 2014-2020), istituiti rispettivamente con le decisioni n. 1786/2002/CE1 bis e n. 1350/2007/EC1 ter del Parlamento europeo e del Consiglio e con il regolamento (UE) n. 282/20141 quater (in appresso i "precedenti programmi nel campo della sanità") sono stati valutati positivamente e hanno comportato una serie di importanti sviluppi e miglioramenti. La componente Salute del FSE+ dovrebbe basarsi sui precedenti programmi nel campo della sanità.
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1 bis Decisione n. 1786/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2002, che adotta un programma d'azione comunitario nel campo della sanità pubblica (2003-2008), (GU L 271 del 9.10.2002, pag. 1).
1 ter Decisione n. 1350/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, che istituisce un secondo programma d'azione comunitaria in materia di salute (2008-2013) (GU L 301 del 20.11.2007, pag. 3).
1 quater Regolamento (UE) n. 282/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, sulla istituzione del terzo programma d'azione dell'Unione in materia di salute (2014-2020) e che abroga la decisione n. 1350/2007/CE (GU L 86 del 21.3.2014, pag. 1).
Emendamento 68
Proposta di regolamento
Considerando 37 ter (nuovo)
(37 ter)   La componente Salute del FSE+ dovrebbe essere uno strumento per promuovere iniziative nei settori in cui è possibile dimostrare un valore aggiunto dell'Unione sulla base di quanto segue: lo scambio delle buone prassi tra gli Stati membri e tra le regioni; il sostegno alle reti per la condivisione delle conoscenze o l'apprendimento reciproco; il sostegno alla qualificazione dei professionisti sanitari; il contrasto alle minacce transfrontaliere per ridurne i rischi e attenuarne le conseguenze; la considerazione di determinate questioni relative al mercato interno qualora l'Unione sia sostanzialmente legittimata a garantire soluzioni di qualità elevata in tutti gli Stati membri; la possibilità di liberare il potenziale d'innovazione in materia di salute; le iniziative che possano portare a un sistema di valutazione comparativa per consentire un processo decisionale informato a livello di Unione; il miglioramento dell'efficienza evitando gli sprechi di risorse dovuti alle duplicazioni e ottimizzando l'impiego delle risorse finanziarie.
Emendamento 69
Proposta di regolamento
Considerando 38
(38)  La componente Salute del FSE+ dovrebbe contribuire alla prevenzione delle malattie per l'intero ciclo di vita dei cittadini dell'Unione nonché alla promozione della salute tramite la gestione di fattori di rischio - come il tabagismo e il fumo passivo, l'abuso di alcol, il consumo di droghe illecite e la riduzione degli effetti nocivi per la salute derivanti dall'uso di stupefacenti, le cattive abitudini alimentari e l'inattività fisica - e incoraggiando ambienti favorevoli a stili di vita sani per integrare l'azione degli Stati membri, conformemente alle pertinenti strategie. La componente Salute del FSE+ dovrebbe diffondere efficaci modelli di prevenzione, tecnologie innovative e nuovi modelli di business e soluzioni per contribuire a sistemi sanitari innovativi, efficienti e sostenibili negli Stati membri e agevolare l'accesso a un'assistenza sanitaria migliore e più sicura per i cittadini europei.
(38)  La componente Salute del FSE+ dovrebbe contribuire alla prevenzione delle malattie e alla diagnosi precoce per l'intero ciclo di vita delle persone che vivono nell'Unione nonché alla promozione della salute tramite la gestione di fattori di rischio - come il tabagismo, il fumo e il fumo passivo, l'abuso di alcol, i fattori di rischio ambientali, il consumo di droghe illecite e la riduzione degli effetti nocivi per la salute derivanti dall'uso di stupefacenti, l'obesità, le cattive abitudini alimentari, anche legate alla povertà, e l'inattività fisica - e incoraggiando ambienti favorevoli a stili di vita sani, una maggiore sensibilizzazione dell'opinione pubblica in merito ai fattori di rischio, interventi nell'ambito della sanità pubblica correttamente progettati per ridurre gli oneri e l'impatto delle infezioni e delle malattie infettive prevenibili, anche attraverso le vaccinazioni, nella sanità generale per l'intero ciclo di vita, per integrare l'azione degli Stati membri, conformemente alle pertinenti strategie. In tale contesto, è opportuno prestare particolare attenzione all'educazione sanitaria dal momento che essa aiuta i singoli e le comunità a migliorare la loro salute, ad accrescere la loro conoscenza e a influenzare i loro atteggiamenti. Le attuali sfide sanitarie possono essere affrontate efficacemente solo attraverso una collaborazione a livello di Unione e un'azione costante dell'Unione in materia di salute. La componente Salute del FSE+ dovrebbe sostenere l'attuazione della pertinente normativa dell'Unione, diffondere efficaci modelli di prevenzione e sensibilizzazione che coinvolgano tutti, tecnologie innovative e nuovi modelli di business e soluzioni per contribuire a sistemi sanitari accessibili, innovativi, efficienti e sostenibili negli Stati membri e agevolare l'accesso a un'assistenza sanitaria migliore e più sicura per le persone che vivono nell'Unione sia nelle zone urbane che in quelle rurali.
Emendamento 70
Proposta di regolamento
Considerando 38 bis (nuovo)
(38 bis)   Al fine di attuare le azioni nell'ambito della componente Salute, la Commissione dovrebbe sostenere la creazione di un Comitato direttivo per la sanità. Inoltre, dovrebbe proporre le modalità e la metodologia per allineare le attività connesse alla salute al processo del Semestre europeo, cui è ora conferito il potere di raccomandare riforme dei sistemi sanitari (e, di fatto, di altri determinanti sociali della salute) a favore di una maggiore accessibilità e sostenibilità delle prestazioni di assistenza sanitaria e protezione sociale negli Stati membri.
Emendamento 71
Proposta di regolamento
Considerando 39
(39)  Le malattie non trasmissibili sono responsabili di oltre l'80 % dei casi di morte prematura nell'Unione, e una prevenzione efficace implica molteplici dimensioni transfrontaliere. Parallelamente, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno sottolineato la necessità di ridurre al minimo le conseguenze sulla salute pubblica di gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, come le malattie trasmissibili e altre minacce di natura biologica, chimica, ambientale e ignota, sostenendo il rafforzamento delle capacità di preparazione e di risposta.
(39)  Le malattie non trasmissibili sono responsabili di oltre l'80 % dei casi di morte prematura nell'Unione, e una prevenzione efficace implica molteplici azioni intersettoriali e dimensioni transfrontaliere. Parallelamente, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno sottolineato la necessità di ridurre al minimo le conseguenze sulla salute pubblica di gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, come le emissioni e l'inquinamento ambientali improvvisi e cumulativi, le malattie trasmissibili e altre minacce di natura biologica, chimica, ambientale e ignota, sostenendo il rafforzamento delle capacità di preparazione e di risposta.
Emendamento 72
Proposta di regolamento
Considerando 39 bis (nuovo)
(39 bis)   Continui investimenti in approcci innovativi di tipo partecipativo per affrontare malattie transfrontaliere quali le epidemie di HIV/AIDS, la tubercolosi e l'epatite virale sono fondamentali poiché la dimensione sociale delle malattie rappresenta un fattore importante che incide sulla capacità di farvi fronte, come epidemie nell'Unione e nei paesi vicini. Una leadership politica più ambiziosa e mezzi tecnici e finanziari adeguati intesi a fornire una risposta regionale sostenibile alla lotta all'HIV/AIDS, alla tubercolosi e all'epatite in Europa contribuiranno a conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile in merito a tali malattie.
Emendamento 73
Proposta di regolamento
Considerando 40
(40)  Ridurre l'incidenza delle infezioni resistenti e delle infezioni associate all'assistenza sanitaria e garantire la disponibilità di antimicrobici efficaci è essenziale per l'efficienza dei sistemi sanitari e per la salute dei cittadini.
(40)  Ridurre l'incidenza delle infezioni resistenti e delle infezioni associate all'assistenza sanitaria e garantire la disponibilità di antimicrobici efficaci, riducendone però, al contempo, l'utilizzo al fine di contribuire ad affrontare il problema della resistenza antimicrobica, è essenziale per l'efficienza dei sistemi sanitari e per la salute dei cittadini.
Emendamento 74
Proposta di regolamento
Considerando 42
(42)  Data la natura specifica di alcuni degli obiettivi rientranti nella componente Salute del FSE+ e nel tipo di azioni nell'ambito di tale componente, le rispettive autorità competenti degli Stati membri sono nella posizione migliore per realizzare le attività correlate. Tali autorità, designate dagli stessi Stati membri, dovrebbero pertanto essere considerate i beneficiari individuati ai fini dell'articolo [195] del [nuovo regolamento finanziario] e le sovvenzioni dovrebbero essere accordate a tali autorità senza previa pubblicazione di un invito a presentare proposte.
(42)  Data la natura specifica di alcuni degli obiettivi rientranti nella componente Salute del FSE+ e nel tipo di azioni nell'ambito di tale componente, le rispettive autorità competenti degli Stati membri sono nella posizione migliore per realizzare le attività correlate con il sostegno attivo della società civile. Tali autorità, designate dagli stessi Stati membri, e, in via sussidiaria, se del caso, le organizzazioni della società civile dovrebbero pertanto essere considerate i beneficiari individuati ai fini dell'articolo [195] del [nuovo regolamento finanziario] e le sovvenzioni dovrebbero essere accordate a tali autorità senza previa pubblicazione di un invito a presentare proposte.
Emendamento 75
Proposta di regolamento
Considerando 42 bis (nuovo)
(42 bis)   Al fine di migliorare le prestazioni del programma monitorando le inefficienze e le inadeguatezze, la Commissione dovrebbe attuare e utilizzare indicatori di sorveglianza programmatici e specifici per azione onde garantire il conseguimento degli obiettivi del programma.
Emendamento 76
Proposta di regolamento
Considerando 42 ter (nuovo)
(42 ter)   Il programma FSE+ dovrebbe affrontare gli ostacoli esistenti alla partecipazione della società civile, ad esempio attraverso la semplificazione delle procedure di domanda, l'attenuazione dei criteri finanziari revocando, in alcuni casi, la percentuale di cofinanziamento, ma anche attraverso il rafforzamento della capacità dei pazienti, delle loro organizzazioni e di altri portatori di interessi mediante la formazione e l'istruzione. Il programma dovrebbe altresì mirare a consentire il funzionamento delle reti della società civile e delle organizzazioni a livello di Unione che contribuiscono al conseguimento dei relativi obiettivi, ivi comprese le organizzazioni a livello di Unione.
Emendamento 77
Proposta di regolamento
Considerando 42 quater (nuovo)
(42 quater)   L'attuazione della componente Salute del FSE+ dovrebbe avvenire in modo tale da rispettare le responsabilità degli Stati membri per la definizione della rispettiva politica sanitaria, come pure per l'organizzazione e la prestazione di servizi sanitari e di assistenza medica. Pur rispettando gli obblighi derivanti dai trattati e il ruolo degli Stati membri quali interlocutori primari nel processo decisionale dell'Unione, le autorità competenti a livello subnazionale dovrebbero impegnarsi a garantire un impatto efficace e duraturo della politica sanitaria dell'Unione attraverso la loro integrazione con le politiche sociali sul campo.
Emendamento 78
Proposta di regolamento
Considerando 44
(44)  La legislazione dell'UE in materia di salute ha un impatto immediato sulla vita dei cittadini, sull'efficienza e sulla resilienza dei sistemi sanitari e sul buon funzionamento del mercato interno. Il quadro normativo per le forniture e le tecnologie mediche (medicinali e sostanze di origine umana) e per la legislazione in materia di tabacco, diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera e gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero è essenziale per la protezione della salute nell'UE. Il regolamento, la sua attuazione e la sua applicazione devono tenere il passo con i progressi nel campo dell'innovazione e della ricerca e con i cambiamenti sociali in questo settore nel conseguire gli obiettivi sanitari. È quindi necessario continuare a sviluppare la base di conoscenze richieste per attuare una legislazione di tipo prettamente scientifico.
(44)  La legislazione dell'UE in materia di salute ha un impatto immediato sulla vita dei cittadini, sull'efficienza e sulla resilienza dei sistemi sanitari e sul buon funzionamento del mercato interno. Il quadro normativo per le forniture e le tecnologie mediche (medicinali e sostanze di origine umana) e per la legislazione in materia di tabacco, diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera e gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero è essenziale per la protezione della salute nell'UE. Inoltre, molti altri atti giuridici dell'Unione incidono in maniera significativa sulla salute, ad esempio quelli relativi ai prodotti alimentari e alla relativa etichettatura, all'inquinamento atmosferico, agli interferenti endocrini e ai pesticidi. In alcuni casi, gli impatti cumulativi dei fattori di rischio ambientali non sono chiaramente compresi, con conseguenti rischi potenziali inaccettabili per la salute dei cittadini.
Emendamento 79
Proposta di regolamento
Considerando 44 bis (nuovo)
(44 bis)   La regolamentazione con incidenze sulla salute, come pure la sua attuazione e la sua applicazione, dovrebbe tenere il passo con i progressi nel campo dell'innovazione e della ricerca e con il cambiamento sociale in questo settore, pur continuando a poggiarsi sul principio di precauzione, sancito nei trattati. È pertanto auspicabile continuare a sviluppare la base di conoscenze richieste per attuare una legislazione di tipo prettamente scientifico e per garantire la possibilità di un controllo indipendente, ripristinando in tal modo la fiducia del pubblico nei processi dell'Unione e perché, per sua stessa natura, la condivisione di tali conoscenze è nell'interesse pubblico, occorre garantire il più elevato livello di trasparenza.
Emendamento 80
Proposta di regolamento
Considerando 44 ter (nuovo)
(44 ter)   Il settore sanitario non può affrontare da solo le sfide sanitarie, poiché la salute è determinata da molteplici fattori esogeni. Pertanto, come affermato nel trattato di Maastricht e nel trattato di Amsterdam, la salute in tutte le politiche è importante per la capacità dell'Unione di affrontare le sfide future. Tuttavia, sensibilizzare altri settori in merito agli impatti sanitari delle loro decisioni e integrare la salute nelle loro politiche rappresenta una delle maggiori sfide cui si confronta attualmente il settore sanitario europeo. Finora si sono registrati importanti progressi nel campo della salute mediante politiche in settori come l'istruzione, il traffico, l'alimentazione, l'agricoltura, il lavoro o la pianificazione. Ad esempio, la salute del cuore ha registrato miglioramenti significativi attraverso cambiamenti in termini di politiche e regolamentazioni concernenti la qualità degli alimenti, l'aumento dell'attività fisica e la riduzione del fumo.
Emendamento 81
Proposta di regolamento
Considerando 46
(46)  Nel riflettere l'importanza della lotta ai cambiamenti climatici in linea con gli impegni dell'Unione ad attuare l'accordo di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, il presente regolamento contribuirà a integrare l'azione per il clima nelle politiche dell'Unione e al conseguimento di un obiettivo totale del 25 % della spesa del bilancio dell'UE a sostegno degli obiettivi in materia di clima. Durante la preparazione e l'attuazione saranno individuate azioni pertinenti che saranno riesaminate nel contesto della valutazione intermedia.
(46)  Nel riflettere l'importanza della lotta ai cambiamenti climatici in linea con gli impegni dell'Unione ad attuare l'accordo di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, il presente regolamento contribuirà a integrare l'azione per il clima nelle politiche dell'Unione e al conseguimento di un obiettivo totale del 25 % della spesa del bilancio dell'UE a sostegno degli obiettivi in materia di clima nel periodo del QFP 2021-2027, e un obiettivo annuale del 30 % non appena possibile e al più tardi entro il 2027. Durante la preparazione e l'attuazione saranno individuate azioni pertinenti che saranno riesaminate nel contesto della valutazione intermedia.
Emendamento 82
Proposta di regolamento
Considerando 47
(47)  A norma dell'articolo [94 della decisione 2013/755/UE19 del Consiglio] le persone fisiche e le persone giuridiche stabilite nei paesi e territori d'oltremare (PTOM) sono ammesse a fruire dei finanziamenti, fatte salve le regole e le finalità delle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute e le eventuali disposizioni applicabili allo Stato membro cui il pertinente PTOM è connesso.
(47)  A norma dell'articolo [94 della decisione 2013/755/UE19 del Consiglio] le persone fisiche e le persone giuridiche stabilite nei paesi e territori d'oltremare (PTOM) sono ammesse a fruire dei finanziamenti, fatte salve le regole e le finalità delle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute e le eventuali disposizioni applicabili allo Stato membro cui il pertinente PTOM è connesso. Il programma dovrà prendere in considerazione le particolari difficoltà che devono affrontare le persone fisiche e giuridiche stabilite in questi territori, onde permettere loro un accesso effettivo alle suddette componenti.
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19 Decisione 2013/755/UE del Consiglio, del 25 novembre 2013, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea ("Decisione sull'associazione d'oltremare") (GU L 344 del 19.12.2013, pag. 1).
19 Decisione 2013/755/UE del Consiglio, del 25 novembre 2013, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea ("Decisione sull'associazione d'oltremare") (GU L 344 del 19.12.2013, pag. 1).
Emendamento 83
Proposta di regolamento
Considerando 48
(48)  I paesi terzi che sono membri dello Spazio economico europeo (SEE) possono partecipare ai programmi dell'Unione nel quadro della cooperazione istituita a norma dell'accordo SEE, che prevede l'attuazione dei programmi in virtù di una decisione nel quadro di tale accordo. È opportuno introdurre una disposizione specifica nel presente regolamento al fine di concedere i diritti necessari e l'accesso all'ordinatore responsabile, all'Ufficio europeo per la lotta antifrode e alla Corte dei conti europea, per esercitare integralmente le rispettive competenze.
(48)  Nel rispetto di tutte le norme e dei regolamenti pertinenti, i paesi terzi che sono membri dello Spazio economico europeo (SEE) possono partecipare ai programmi dell'Unione nel quadro della cooperazione istituita a norma dell'accordo SEE, che prevede l'attuazione dei programmi in virtù di una decisione nel quadro di tale accordo. È opportuno introdurre una disposizione specifica nel presente regolamento al fine di concedere i diritti necessari e l'accesso all'ordinatore responsabile, all'Ufficio europeo per la lotta antifrode e alla Corte dei conti europea, per esercitare integralmente le rispettive competenze.
Emendamento 84
Proposta di regolamento
Considerando 50 bis (nuovo)
(50 bis)   È importante garantire una sana e corretta gestione finanziaria del fondo per assicurarne l'attuazione nel modo più chiaro, efficiente e agevole possibile, garantendo nel contempo la certezza del diritto e la sua accessibilità per tutti i partecipanti. Dato che le attività del FSE+ sono realizzate in gestione concorrente, gli Stati membri non dovrebbero aggiungere regole supplementari o modificare le regole esistenti strada facendo, poiché ciò complicherebbe l'utilizzo dei fondi per i beneficiari e potrebbe comportare un ritardo nel pagamento delle fatture.
Emendamento 85
Proposta di regolamento
Considerando 51
(51)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento – ossia aumentare l'efficacia dei mercati del lavoro e promuovere l'accesso a un'occupazione di qualità, migliorare l'accesso all'istruzione e alla formazione e il loro livello qualitativo, promuovere l'inclusione sociale e la salute e ridurre la povertà – come pure le azioni nell'ambito delle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, ma possono essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(51)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento – ossia aumentare l'efficacia e l'equità dei mercati del lavoro e promuovere l'accesso a un'occupazione di qualità, migliorare l'accesso all'istruzione, alla formazione e all'assistenza e il loro livello qualitativo, promuovere l'inclusione sociale, le pari opportunità e la salute e debellare la povertà – come pure le azioni nell'ambito delle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, ma possono essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
Emendamento 86
Proposta di regolamento
Articolo 1
Articolo 1
Articolo 1
Oggetto
Oggetto
Il presente regolamento istituisce il Fondo sociale europeo Plus (FSE+).
Il presente regolamento istituisce il Fondo sociale europeo Plus (FSE+). Il FSE+ consta di 3 moduli: la componente del FSE+ in regime di gestione concorrente, la componente Occupazione e innovazione sociale e la componente Salute.
Esso stabilisce gli obiettivi del FSE+, il bilancio per il periodo 2021-2027, i metodi di attuazione, le forme di finanziamento dell'Unione e le regole di erogazione dei finanziamenti.
Il presente regolamento stabilisce gli obiettivi del FSE+, il bilancio per il periodo 2021-2027, i metodi di attuazione, le forme di finanziamento dell'Unione e le regole di erogazione dei finanziamenti, che integrano le disposizioni generali applicabili al FSE+ nel quadro del regolamento (UE) n. [regolamento sulle disposizioni comuni].
Emendamento 87
Proposta di regolamento
Articolo 2
Articolo 2
Articolo 2
Definizioni
Definizioni
1.  Ai fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni:
1.  Ai fini del presente regolamento s'intende per:
1)  "misure di accompagnamento": le attività realizzate in aggiunta alla distribuzione di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base con l'obiettivo di contrastare l'esclusione sociale, come reindirizzare a servizi sociali o consulenza sulla gestione del bilancio familiare o fornire tali servizi sociali o consulenza;
1)  "misure di accompagnamento": le attività realizzate in aggiunta alla distribuzione di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base con l'obiettivo di contrastare l'esclusione sociale e debellare la povertà, come reindirizzare a servizi sociali o fornire tali servizi e sostegno psicologico e dare informazioni pertinenti sui servizi pubblici od offrire consulenza sulla gestione del bilancio familiare;
2)  "paese associato": un paese terzo che è parte di un accordo con l'Unione in base al quale è autorizzato a partecipare alle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute del FSE+ conformemente all'articolo 30;:
2)  "paese associato": un paese terzo che è parte di un accordo con l'Unione in base al quale è autorizzato a partecipare alle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute del FSE+ conformemente all'articolo 30;:
3)  "assistenza materiale di base" i beni che soddisfano le esigenze fondamentali di una persona per una vita dignitosa, quali abbigliamento, prodotti per l'igiene e materiale scolastico;
3)  "assistenza materiale di base" i beni che soddisfano le esigenze fondamentali di una persona per una vita dignitosa, quali abbigliamento, prodotti per l'igiene, tra cui prodotti per l'igiene femminile, e materiale scolastico;
4)  "operazione di finanziamento misto": le azioni sostenute dal bilancio dell'Unione, anche nell'ambito dei meccanismi di finanziamento misto di cui all'articolo 2, paragrafo 6, del regolamento finanziario, che combinano forme di aiuto non rimborsabile e/o strumenti finanziari del bilancio dell'Unione con forme di aiuto rimborsabile di istituzioni di finanziamento allo sviluppo o altri istituti di finanziamento pubblici, nonché di istituti di finanziamento commerciali e investitori;
4)  "operazione di finanziamento misto": le azioni sostenute dal bilancio dell'Unione, anche nell'ambito dei meccanismi di finanziamento misto di cui all'articolo 2, paragrafo 6, del regolamento finanziario, che combinano forme di aiuto non rimborsabile e/o strumenti finanziari del bilancio dell'Unione con forme di aiuto rimborsabile di istituzioni di finanziamento allo sviluppo o altri istituti di finanziamento pubblici, nonché di istituti di finanziamento commerciali e investitori;
5)  "indicatori comuni di risultato immediato": gli indicatori comuni di risultato che colgono gli effetti entro quattro settimane dal giorno in cui il partecipante abbandona l'operazione (data di uscita);
5)  "indicatori comuni di risultato immediato": gli indicatori comuni di risultato che colgono gli effetti entro quattro settimane dal giorno in cui il partecipante abbandona l'operazione (data di uscita);
6)  "indicatori comuni di risultato a lungo termine": gli indicatori comuni di risultato che colgono gli effetti sei mesi dopo che il partecipante ha abbandonato l'operazione;
6)  "indicatori comuni di risultato a lungo termine": gli indicatori comuni di risultato che colgono gli effetti sei e dodici mesi dopo che il partecipante ha abbandonato l'operazione;
7)  "costi per l'acquisto di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base": i costi effettivi connessi all'acquisto di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base da parte del beneficiario e non limitati al prezzo dei prodotti alimentari e/o dell'assistenza materiale di base;
7)  "costi per l'acquisto di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base": i costi effettivi connessi all'acquisto di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base da parte del beneficiario e non limitati al prezzo dei prodotti alimentari e/o dell'assistenza materiale di base;
7 bis)  "partenariati transfrontalieri": nella componente Occupazione e innovazione sociale, strutture permanenti di cooperazione tra servizi pubblici per l'impiego, società civile o parti sociali situate in almeno due Stati membri;
8)  "destinatario finale": la persona o le persone indigenti che ricevono il sostegno di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punto xi), del presente regolamento;
8)  "destinatario finale": la persona o le persone indigenti che ricevono il sostegno di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punto xi), del presente regolamento;
9)  "crisi sanitaria": qualsiasi crisi comunemente percepita come una minaccia, con una dimensione sanitaria e che richiede un intervento urgente da parte delle autorità in condizioni di incertezza;
9)  "crisi sanitaria": qualsiasi crisi comunemente percepita come una minaccia, con una dimensione sanitaria e che richiede un intervento urgente da parte delle autorità in condizioni di incertezza;
10)  "soggetto giuridico": la persona fisica o la persona giuridica costituita e riconosciuta come tale a norma del diritto nazionale, del diritto dell'Unione o del diritto internazionale, dotata di personalità giuridica e che può, agendo a proprio nome, esercitare diritti ed essere soggetta a obblighi;
10)  "soggetto giuridico": la persona fisica o la persona giuridica costituita e riconosciuta come tale a norma del diritto nazionale, del diritto dell'Unione o del diritto internazionale, dotata di personalità giuridica e che può, agendo a proprio nome, esercitare diritti ed essere soggetta a obblighi;
11)  "microfinanza": comprende le garanzie, il microcredito, l'equity e il quasi-equity, abbinati a servizi di accompagnamento per lo sviluppo delle imprese, ad esempio sotto forma di consulenza, formazione e mentoring individuali, estesi a persone e a microimprese che hanno difficoltà di accesso al credito per attività professionali e/o generatrici di reddito;
11)  "microfinanza": comprende le garanzie, il microcredito, l'equity e il quasi-equity, abbinati a servizi di accompagnamento per lo sviluppo delle imprese, ad esempio sotto forma di consulenza, formazione e mentoring individuali, estesi a persone e a microimprese che hanno difficoltà di accesso al credito per attività professionali e/o generatrici di reddito;
12)  "microimpresa": un'impresa con meno di 10 dipendenti e con un fatturato annuo o bilancio annuo totale inferiore a 2 000 000 EUR;
12)  "microimpresa": un'impresa con meno di 10 dipendenti e con un fatturato annuo o bilancio annuo totale inferiore a 2 000 000 EUR;
13)  "persone indigenti": le persone fisiche, i singoli, le famiglie e i nuclei familiari o i gruppi composti da tali persone, la cui necessità di assistenza è stata riconosciuta in base ai criteri oggettivi fissati dalle competenti autorità nazionali in consultazione con le parti interessate pertinenti, evitando conflitti di interessi, e approvati da dette autorità nazionali competenti, che possono includere elementi tali da consentire di indirizzare il sostegno verso le persone indigenti in determinate aree geografiche;
13)  "persone indigenti": le persone fisiche, i singoli, le famiglie e i nuclei familiari o i gruppi composti da tali persone, compresi i minori e i senzatetto, la cui necessità di assistenza è stata riconosciuta in base ai criteri oggettivi fissati dalle competenti autorità nazionali in consultazione con le parti interessate pertinenti, evitando conflitti di interessi, e approvati da dette autorità nazionali competenti, che possono includere elementi tali da consentire di indirizzare il sostegno verso le persone indigenti in determinate aree geografiche;
14)  "valore di riferimento": un valore per la determinazione dei valori obiettivo relativi agli indicatori di risultato comuni e specifici per ciascun programma, basato su interventi simili in corso o passati;
14)  "valore di riferimento": un valore per la determinazione dei valori obiettivo relativi agli indicatori di risultato comuni e specifici per ciascun programma, basato su interventi simili in corso o passati;
15)  "impresa sociale": un'impresa, qualunque sia la sua forma giuridica, o una persona fisica che:
15)  "impresa sociale": un'impresa dell'economia sociale, qualunque sia la sua forma giuridica, o una persona fisica che:
a)  conformemente al suo atto costitutivo, al suo statuto o a qualsiasi altro documento giuridico atto a far sorgere una responsabilità in base alle norme dello Stato membro in cui è ubicata, ha come obiettivo sociale primario la realizzazione di un impatto sociale positivo e misurabile anziché finalità lucrative per altri scopi, fornisce beni o servizi che producono un rendimento sociale e/o impiega metodi di produzione di beni o servizi che incorporano obiettivi sociali;
a)  conformemente al suo atto costitutivo, al suo statuto o a qualsiasi altro documento giuridico atto a far sorgere una responsabilità in base alle norme dello Stato membro in cui è ubicata, ha come obiettivo sociale primario la realizzazione di un impatto sociale, anche ambientale, positivo e misurabile anziché finalità lucrative per altri scopi, fornisce beni o servizi sociali che producono un rendimento sociale e/o impiega metodi di produzione di beni o servizi che incorporano obiettivi sociali;
b)  utilizza i profitti in primo luogo per raggiungere il proprio obiettivo sociale primario e ha procedure e regole predefinite riguardanti qualsiasi distribuzione dei profitti che garantiscono che tale distribuzione non pregiudichi l'obiettivo sociale primario;
b)  reinveste la maggior parte dei profitti in primo luogo per raggiungere il proprio obiettivo sociale primario e ha procedure e regole predefinite riguardanti qualsiasi distribuzione dei profitti che garantiscono che tale distribuzione non pregiudichi l'obiettivo sociale primario;
c)  è gestita in modo imprenditoriale, responsabile e trasparente, in particolare rendendo partecipi i lavoratori, i pertinenti portatori di interessi e i clienti coinvolti dalle sue attività;
c)  è gestita in modo imprenditoriale, democratico, partecipativo, responsabile e trasparente, in particolare rendendo partecipi i lavoratori, i pertinenti portatori di interessi e i clienti coinvolti dalle sue attività;
15 bis)  "impresa dell'economia sociale": tipologie diverse di imprese e soggetti giuridici che vengono inglobati nell'economia sociale come le cooperative, le mutue, le associazioni, le fondazioni, le imprese sociali e altre forme di imprese disciplinate dalle leggi dei diversi Stati membri e che si fondano sulla centralità della persona e dell'obiettivo sociale rispetto al capitale, sulla governance democratica, sulla solidarietà e sul reinvestimento della maggior parte degli utili e delle eccedenze;
16)  "innovazioni sociali": le attività che hanno sia finalità sia mezzi sociali, e in particolare quelle che fanno riferimento allo sviluppo e all'attuazione di nuove idee (riguardanti prodotti, servizi e modelli) che rispondono a esigenze sociali e, contemporaneamente, creano nuovi rapporti o collaborazioni sociali, fornendo un beneficio alla società e promuovendo la capacità di agire della stessa;
16)  "innovazioni sociali": le attività, tra cui quelle a carattere collettivo, che hanno sia finalità sia mezzi sociali, e in particolare quelle che fanno riferimento allo sviluppo e all'attuazione di nuove idee (riguardanti prodotti, servizi, prassi e modelli) che rispondono a esigenze sociali e, contemporaneamente, creano nuovi rapporti o collaborazioni sociali, anche tra organizzazioni pubbliche e del terzo settore come le organizzazioni del volontariato e quelle socialmente utili, nonché le imprese dell'economia sociale, fornendo un beneficio alla società e promuovendo la capacità di agire della stessa;
17)  "sperimentazioni sociali": gli interventi programmatici che offrono una risposta innovativa alle esigenze sociali, attuati su piccola scala e in condizioni che garantiscono la possibilità di misurare tale impatto, prima che siano attuati in altri contesti o su scala più ampia in caso di risultati convincenti;
17)  "sperimentazioni sociali": gli interventi programmatici che offrono una risposta innovativa alle esigenze sociali, attuati su piccola scala e in condizioni che garantiscono la possibilità di misurare tale impatto, prima che siano attuati in altri contesti, anche geografici e settoriali, o su scala più ampia in caso di risultati convincenti;
18)  "competenze chiave": le conoscenze, le abilità e le competenze di cui tutti hanno bisogno, in qualsiasi momento della vita, per lo sviluppo e la realizzazione personale, l'occupazione, l'inclusione sociale e la cittadinanza attiva; le competenze chiave sono: l'alfabetizzazione, il multilinguismo, la matematica, le scienze, la tecnologia e l'ingegneria; il digitale, le competenze personali e sociali e imparare a imparare, le competenze civiche, l'imprenditorialità, la consapevolezza e l'espressione culturale.
18)  "competenze chiave": le conoscenze, le abilità e le competenze di cui tutti hanno bisogno, in qualsiasi momento della vita, per lo sviluppo e la realizzazione personale, l'occupazione, l'inclusione sociale e la cittadinanza attiva; le competenze chiave sono: l'alfabetizzazione, il multilinguismo, la matematica, le scienze, la tecnologia, le arti e l'ingegneria, il digitale, i media, le competenze personali e sociali e imparare a imparare, le competenze civiche, l'imprenditorialità, la consapevolezza e l'espressione (inter)culturale e il pensiero critico.
19)  "paese terzo": un paese che non è membro dell'Unione.
19)  "paese terzo": un paese che non è membro dell'Unione;
19 bis)  "gruppi svantaggiati": gruppi mirati con un elevato numero di individui in situazione o a rischio di povertà, discriminazione o esclusione sociale, tra cui, ma non solo, minoranze etniche quali i rom, i cittadini di paesi terzi, compresi i migranti, gli anziani, i minori, i genitori soli, le persone con disabilità o le persone con malattie croniche;
19 ter)  "apprendimento permanente": l'apprendimento in tutte le sue forme (formale, non formale e informale) e in tutte le fasi della vita, tra cui educazione e cura della prima infanzia, istruzione generale, istruzione e formazione professionale, istruzione superiore e istruzione degli adulti, che dà luogo a un miglioramento delle conoscenze, abilità, competenze e possibilità di partecipazione alla società.
2.  Le definizioni di cui all'articolo [2] del [futuro regolamento sulle disposizioni comuni] si applicano anche alla componente del FSE+ in regime di gestione concorrente.
2.  Le definizioni di cui all'articolo [2] del [futuro regolamento sulle disposizioni comuni] si applicano anche alla componente del FSE+ in regime di gestione concorrente.
2 bis.  Le definizioni di cui all'articolo 2 del regolamento (UE) n. 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione1 bis si applicano anche alla componente Occupazione e innovazione sociale e alla componente Salute in regime di gestione diretta e indiretta.
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1 bis Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).
Emendamento 88
Proposta di regolamento
Articolo 3
Articolo 3
Articolo 3
Obiettivi generali e metodi di attuazione
Obiettivi generali e metodi di attuazione
Il FSE+ mira a sostenere gli Stati membri nel conseguire livelli elevati di occupazione, una protezione sociale equa e una forza lavoro qualificata e resiliente, pronta per il mondo del lavoro del futuro, coerentemente con i principi enunciati nel pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017.
Il FSE+ sostiene gli Stati membri, a livello nazionale, regionale e locale, e l'Unione nel realizzare l'obiettivo di una società inclusiva, livelli elevati di occupazione di qualità, creazione di posti di lavoro, istruzione e formazione di qualità e inclusive, pari opportunità, eliminazione della povertà, tra cui quella dei minori, inclusione e integrazione sociale, coesione sociale, protezione sociale e una forza lavoro qualificata e resiliente, pronta per il mondo del lavoro del futuro.
Il FSE + deve essere conforme ai trattati dell'Unione europea e alla Carta, facendo valere i principi enunciati nel pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017, contribuendo in tal modo al conseguimento degli obiettivi dell'Unione per quanto riguarda il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale a norma dell'articolo 174 TFUE e l'impegno dell'Unione e dei suoi Stati membri a conseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e a tener fede agli impegni assunti nell'ambito dell'accordo di Parigi.
Il FSE+ sostiene, integra e dota di valore aggiunto le politiche degli Stati membri al fine di garantire pari opportunità, accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque, protezione sociale e inclusione e un livello elevato di protezione della salute umana.
Il FSE+ sostiene, integra e dota di valore aggiunto le politiche degli Stati membri al fine di garantire pari opportunità, parità di accesso al mercato del lavoro, apprendimento permanente, condizioni di lavoro di elevata qualità, protezione, integrazione e inclusione sociale, eliminazione della povertà, tra cui quella dei minori, investimenti a favore dei minori e dei giovani, non discriminazione, uguaglianza di genere, accesso ai servizi di base e un livello elevato di protezione della salute umana.
È attuato:
È attuato:
a)  in regime di gestione concorrente, per la parte dell'assistenza che corrisponde agli obiettivi specifici di cui all'articolo 4, paragrafo 1, (la "componente del FSE+ in regime di gestione concorrente"), e
a)  in regime di gestione concorrente, per la parte dell'assistenza che corrisponde agli obiettivi specifici di cui all'articolo 4, paragrafo 1, (la "componente del FSE+ in regime di gestione concorrente"), e
b)  in regime di gestione diretta e indiretta per la parte dell'assistenza che corrisponde agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e all'articolo 23 (la "componente Occupazione e innovazione sociale") e per la parte dell'assistenza che corrisponde agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafi 1 e 3, e all'articolo 26 (la "componente Salute").
b)  in regime di gestione diretta e indiretta per la parte dell'assistenza che corrisponde agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, e all'articolo 23 (la "componente Occupazione e innovazione sociale") e per la parte dell'assistenza che corrisponde agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafi 1 e 3, e all'articolo 26 (la "componente Salute").
Emendamento 89
Proposta di regolamento
Articolo 4
Articolo 4
Articolo 4
Obiettivi specifici
Obiettivi specifici
1.  Il FSE+ sostiene i seguenti obiettivi specifici nei settori di intervento dell'occupazione, dell'istruzione, dell'inclusione sociale e della salute, contribuendo pertanto anche all'obiettivo politico di "Un'Europa più sociale - Attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali" di cui all'articolo [4] del [futuro regolamento sulle disposizioni comuni]:
1.  Il FSE+ sostiene i seguenti obiettivi specifici nei settori di intervento dell'occupazione, dell'istruzione, della mobilità, dell'inclusione sociale, dell'eliminazione della povertà e della salute, contribuendo pertanto anche all'obiettivo politico di "Un'Europa più sociale - Attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali" di cui all'articolo [4] del [futuro regolamento sulle disposizioni comuni]:
i)  migliorare l'accesso all'occupazione di tutte le persone in cerca di lavoro, in particolare i giovani e i disoccupati di lungo periodo, e delle persone inattive, promuovendo il lavoro autonomo e l'economia sociale;
i)  migliorare l'accesso di tutte le persone in cerca di lavoro a un'occupazione di qualità e alle misure di attivazione, in particolare a misure specifiche per i giovani, soprattutto attraverso l'attuazione della garanzia per i giovani, i disoccupati di lungo periodo, le persone economicamente inattive e i gruppi svantaggiati, prestando particolare attenzione alle persone più lontane dal mercato del lavoro e promuovendo l'occupazione, il lavoro autonomo, l'imprenditorialità e l'economia sociale;
ii)  modernizzare le istituzioni e i servizi del mercato del lavoro per valutare e anticipare le esigenze in termini di competenze e garantire un'assistenza e un sostegno tempestivi e su misura nel contesto dell'incontro della domanda e dell'offerta, delle transizioni e della mobilità nel mercato del lavoro;
ii)  modernizzare le istituzioni e i servizi del mercato del lavoro per valutare e anticipare le esigenze in termini di competenze e garantire un'assistenza e un sostegno tempestivi e su misura nel contesto dell'incontro della domanda e dell'offerta, delle transizioni e della mobilità nel mercato del lavoro;
iii)  promuovere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata, compreso l'accesso all'assistenza all'infanzia, un ambiente di lavoro sano e adeguato che tiene conto dei rischi per la salute, l'adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti e un invecchiamento attivo e sano;
iii)  promuovere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e l'avanzamento di carriera, promuovere il principio della parità di retribuzione a parità di lavoro svolto, un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata, prestando particolare attenzione ai genitori soli, compreso l'accesso a un'assistenza all'infanzia, un'educazione della prima infanzia e un'assistenza agli anziani di qualità, a prezzi accessibili e inclusive nonché ad altri servizi di assistenza e sostegno, un ambiente di lavoro sano e adeguato che tiene conto dei rischi per la salute e di malattie, il riorientamento professionale, l'adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti e un invecchiamento attivo e sano;
iv)  migliorare la qualità, l'efficacia e la rilevanza per il mercato del lavoro dei sistemi di istruzione e di formazione, per sostenere l'acquisizione delle competenze chiave, comprese le competenze digitali;
iv)  migliorare la qualità, l'inclusività, l'efficacia e la rilevanza per il mercato del lavoro dei sistemi di istruzione e di formazione, per sostenere l'acquisizione delle competenze chiave, comprese le competenze imprenditoriali e digitali, riconoscere l'apprendimento non formale e informale e promuovere l'inclusione digitale e agevolare la transizione dall'istruzione al lavoro, al fine di tenere conto dei requisiti economici e sociali;
v)  promuovere la parità di accesso e di completamento di un'istruzione e una formazione inclusive e di qualità, in particolare per i gruppi svantaggiati, dall'educazione e dall'assistenza prescolare, attraverso l'istruzione e la formazione generale e professionale, fino al livello terziario e all'istruzione e all'apprendimento in età adulta, anche agevolando la mobilità a fini di apprendimento per tutti;
v)  promuovere la parità di accesso e di completamento di un'istruzione e una formazione inclusive, a prezzi accessibili e di qualità, in particolare per i gruppi svantaggiati e i prestatori di assistenza, dall'educazione e dall'assistenza prescolare, attraverso l'istruzione e la formazione generale e professionale, fino al livello terziario e all'istruzione e all'apprendimento in età adulta, contrastare l'abbandono scolastico, promuovere l'introduzione di sistemi di formazione duale, gli apprendistati, la mobilità a fini di apprendimento per tutti e l'accessibilità per le persone con disabilità;
vi)  promuovere l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, in particolare le opportunità di perfezionamento e di riqualificazione flessibili per tutti, tenendo conto delle competenze digitali, anticipando meglio il cambiamento e le nuove competenze richieste sulla base delle esigenze del mercato del lavoro, facilitando il riorientamento professionale e promuovendo la mobilità professionale;
vi)  promuovere l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, in particolare le opportunità di perfezionamento e di riqualificazione flessibili per tutti, tenendo conto delle competenze imprenditoriali e digitali, anticipando meglio il cambiamento e le nuove competenze richieste sulla base delle esigenze del mercato del lavoro, facilitando il riorientamento professionale e promuovendo la mobilità professionale e la piena partecipazione alla società;
vii)  incentivare l'inclusione attiva, per promuovere le pari opportunità e la partecipazione attiva, e migliorare l'occupabilità;
vii)  incentivare l'inclusione attiva, per promuovere le pari opportunità, la non discriminazione e la partecipazione attiva, e migliorare l'occupabilità, in particolare dei gruppi svantaggiati;
viii)  promuovere l'integrazione socioeconomica di cittadini di paesi terzi e delle comunità emarginate come i rom;
viii)  promuovere l'integrazione socioeconomica a lungo termine di cittadini di paesi terzi, compresi i migranti;
viii bis) combattere le discriminazioni nei confronti delle comunità emarginate, come i rom, e promuovere la loro integrazione socioeconomica;
ix)  migliorare l'accesso paritario e tempestivo a servizi di qualità, sostenibili e a prezzi accessibili; modernizzare i sistemi di protezione sociale, anche promuovendo l'accesso alla protezione sociale; migliorare l'accessibilità, l'efficacia e la resilienza dei sistemi sanitari e dei servizi di assistenza di lunga durata;
ix)  migliorare l'accesso paritario e tempestivo a servizi di qualità, sostenibili, accessibili e a prezzi abbordabili, compresi i servizi di accesso agli alloggi e all'assistenza sanitaria incentrata sulla persona e all'assistenza connessa; modernizzare gli istituti di sicurezza sociale, i servizi pubblici per l'impiego, i sistemi di protezione sociale e di inclusione sociale, anche promuovendo l'accesso alla protezione sociale equa, prestando particolare attenzione ai bambini, ai gruppi svantaggi e alle persone indigenti; migliorare l'accessibilità, anche per le persone con disabilità, l'efficacia e la resilienza dei sistemi sanitari e dei servizi di assistenza di lunga durata;
ix bis)  migliorare l'accessibilità per le persone con disabilità al fine di accrescerne l'integrazione nell'occupazione, nell'istruzione e nella formazione;
x)  promuovere l'integrazione sociale delle persone a rischio di povertà o di esclusione sociale, compresi gli indigenti e i bambini;
x)  promuovere l'integrazione sociale delle persone in condizione di povertà e/o di esclusione sociale, o che ne sono a rischio, compresi gli indigenti e i bambini;
xi)  contrastare la deprivazione materiale mediante prodotti alimentari e assistenza materiale di base agli indigenti, con misure di accompagnamento.
xi)  contrastare la deprivazione materiale mediante prodotti alimentari e assistenza materiale di base agli indigenti, con misure di accompagnamento, e puntare ad assicurare l'inclusione sociale di tali persone, ponendo l'accento sui bambini in situazioni vulnerabili.
2.  Mediante le azioni attuate nell'ambito della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente per conseguire gli obiettivi specifici di cui al paragrafo 1, il FSE+ contribuisce anche agli altri obiettivi politici di cui all'articolo [4] del [futuro regolamento sulle disposizioni comuni], in particolare quelli relativi a:
2.  Mediante le azioni attuate nell'ambito della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente per conseguire gli obiettivi specifici di cui al paragrafo 1, il FSE+ mira a contribuire agli altri obiettivi politici di cui all'articolo [4] del [futuro regolamento sulle disposizioni comuni], in particolare quelli relativi a:
1.  un'Europa più intelligente, tramite lo sviluppo di competenze per la specializzazione intelligente, le competenze per le tecnologie abilitanti fondamentali, la transizione industriale, la cooperazione settoriale sulle competenze e sull'imprenditorialità, la formazione dei ricercatori, le attività di creazione di rete e i partenariati tra istituti di istruzione superiore, istituti di istruzione e formazione professionale (IFP), centri di ricerca e di tecnologia e imprese e cluster, il sostegno alle microimprese, alle piccole e medie imprese e all'economia sociale;
1.  un'Europa più intelligente, tramite lo sviluppo di competenze per la specializzazione intelligente, le competenze per le tecnologie abilitanti fondamentali, la transizione industriale, la cooperazione settoriale sulle competenze e sull'imprenditorialità, la formazione dei ricercatori, le attività di creazione di rete e i partenariati tra istituti di istruzione superiore, istituti di istruzione e formazione professionale (IFP), centri di ricerca e di tecnologia, strutture mediche e sanitarie e imprese e cluster, il sostegno alle microimprese, alle piccole e medie imprese e all'economia sociale, tenendo conto delle leggi e dei quadri normativi in materia di economia sociale stabiliti negli Stati membri;
2.  un'Europa più verde, a basse emissioni di carbonio, tramite il miglioramento dei sistemi di istruzione e di formazione necessari per l'adattamento delle competenze e delle qualifiche, il perfezionamento professionale di tutti, compresa la manodopera, la creazione di nuovi posti di lavoro in settori collegati all'ambiente, al clima e all'energia e la bioeconomia.
2.  un'Europa più verde, a basse emissioni di carbonio, tramite il miglioramento dei sistemi di istruzione e di formazione necessari per l'adattamento delle competenze e delle qualifiche, la sensibilizzazione della popolazione in merito allo sviluppo e a stili di vita sostenibili, il perfezionamento professionale di tutti, compresa la manodopera, la creazione di nuovi posti di lavoro in settori collegati all'ambiente, al clima e all'energia, l'economia circolare e la bioeconomia;
2 bis.  un'Unione più vicina ai cittadini grazie all'adozione di misure di riduzione della povertà e di inclusione sociale che tengano conto delle specificità delle regioni urbane, rurali e costiere, al fine di affrontare le disparità socioeconomiche di città e regioni;
2 ter.  nell'ambito della componente Occupazione e innovazione sociale, il FSE+ sostiene lo sviluppo, l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione degli strumenti e delle politiche dell'Unione nonché del pertinente diritto dell'Unione e promuove l'elaborazione di politiche, l'innovazione sociale e il progresso sociale basati su elementi concreti, in collaborazione con le parti sociali, le organizzazioni della società civile e gli organismi pubblici e privati (obiettivo specifico 1); esso promuove la mobilità geografica volontaria dei lavoratori su base equa e accresce le possibilità di impiego (obiettivo specifico 2); esso promuove l'occupazione e l'inclusione sociale migliorando la disponibilità e l'accessibilità della microfinanza per le microimprese e le imprese dell'economia sociale, in particolare per le persone vulnerabili (obiettivo specifico 3);
3.  Nell'ambito della componente Salute, il FSE+ sostiene la promozione della salute e della prevenzione delle malattie, contribuisce all'efficacia, all'accessibilità e alla resilienza dei sistemi sanitari, rende più sicura l'assistenza sanitaria, riduce le disuguaglianze sanitarie, protegge i cittadini dalle minacce sanitarie transfrontaliere e supporta la legislazione dell'UE in materia di salute.
3.  Nell'ambito della componente Salute, il FSE+ contribuisce a un elevato livello di protezione della salute umana e della prevenzione delle malattie, anche attraverso la promozione dell'attività fisica e dell'educazione sanitaria, contribuisce all'efficacia, all'accessibilità e alla resilienza dei sistemi sanitari, rende più sicura l'assistenza sanitaria, riduce le disuguaglianze sanitarie, aumenta l'aspettativa di vita alla nascita, protegge i cittadini dalle minacce sanitarie transfrontaliere, promuove la prevenzione delle malattie e la diagnosi precoce, nonché la promozione della salute per l'intero ciclo di vita, rafforza e supporta la legislazione dell'UE in materia di salute, anche nel settore della salute ambientale, e promuove la salute in tutte le politiche dell'Unione. La politica sanitaria dell'Unione è orientata dagli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) al fine di garantire che l'Unione e gli Stati membri conseguano gli obiettivi dell'OSS 3 "Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età".
Emendamento 90
Proposta di regolamento
Articolo 5
Articolo 5
Articolo 5
Bilancio
Bilancio
1.  La dotazione finanziaria complessiva per il FSE+ nel periodo 2021-2027 è di 101 174 000 000 EUR a prezzi correnti.
1.  La dotazione finanziaria complessiva per il FSE+ nel periodo 2021-2027 è di 106 781 000 000 EUR a prezzi 2018 (120 457 000 000 EUR a prezzi correnti).
2.  La parte della dotazione finanziaria per la componente del FSE+ in regime di gestione concorrente nell'ambito dell'obiettivo Investimenti in favore dell'occupazione e della crescita è di 100 000 000 000 EUR a prezzi correnti, o 88 646 194 590 EUR a prezzi 2018, di cui 200 000 000 EUR a prezzi correnti, o 175 000 000 EUR a prezzi 2018, sono stanziati per la cooperazione transnazionale a sostegno di soluzioni innovative di cui all'articolo 23, lettera i), e 400 000 000 EUR a prezzi correnti, o 376 928 934 EUR a prezzi 2018, per i finanziamenti supplementari alle regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 del TFUE e alle regioni di livello NUTS 2 che soddisfano i criteri di cui all'articolo 2 del protocollo n. 6 dell'atto di adesione del 1994.
2.  La parte della dotazione finanziaria per la componente del FSE+ in regime di gestione concorrente nell'ambito dell'obiettivo Investimenti in favore dell'occupazione e della crescita è di 105 686 000 000 EUR a prezzi 2018 (119 222 000 000 EUR a prezzi correnti), di cui 200 000 000 EUR a prezzi correnti, o 175 000 000 EUR a prezzi 2018, sono stanziati per la cooperazione transnazionale a sostegno di soluzioni innovative di cui all'articolo 23, lettera i), 5 900 000 000 EUR sono stanziati per misure rientranti nella garanzia europea per l'infanzia di cui all'articolo 10 bis, e 400 000 000 EUR a prezzi correnti, o 376 928 934 EUR a prezzi 2018, per i finanziamenti supplementari alle regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 del TFUE e alle regioni di livello NUTS 2 che soddisfano i criteri di cui all'articolo 2 del protocollo n. 6 dell'atto di adesione del 1994.
3.  La dotazione finanziaria per la componente Occupazione e innovazione sociale e per la componente Salute per il periodo 2021-2027 è di 1 174 000 000 EUR a prezzi correnti.
3.  La dotazione finanziaria per la componente Occupazione e innovazione sociale e per la componente Salute per il periodo 2021-2027 è di 1 095 000 000 EUR a prezzi 2018 (1 234 000 000 EUR a prezzi correnti).
4.  La ripartizione indicativa dell'importo di cui al paragrafo 3 è la seguente:
4.  La ripartizione indicativa dell'importo di cui al paragrafo 3 è la seguente:
a)  761 000 000 EUR per l'attuazione della componente Occupazione e innovazione sociale;
a)  675 000 000 EUR a prezzi 2018 (761 000 000 EUR a prezzi correnti) per l'attuazione della componente Occupazione e innovazione sociale;
b)  413 000 000 EUR per l'attuazione della componente Salute.
b)  420 000 000 EUR a prezzi 2018 (473 000 000 EUR a prezzi correnti, o 0,36 % del QFP 2021-2027) per l'attuazione della componente Salute.
5.  Gli importi di cui ai paragrafi 3 e 4 possono inoltre finanziare l'assistenza tecnica e amministrativa necessaria per l'attuazione dei programmi, segnatamente le attività di preparazione, sorveglianza, audit, controllo e valutazione, compresi i sistemi informatici istituzionali.
5.  Gli importi di cui ai paragrafi 3 e 4 possono inoltre finanziare l'assistenza tecnica e amministrativa necessaria per l'attuazione dei programmi, segnatamente le attività di preparazione, sorveglianza, audit, controllo e valutazione, compresi i sistemi informatici istituzionali.
Emendamento 91
Proposta di regolamento
Articolo 6
Articolo 6
Articolo 6
Uguaglianza tra uomini e donne, pari opportunità e non discriminazione
Uguaglianza di genere, pari opportunità e non discriminazione
1.  Tutti i programmi attuati nell'ambito della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente, come pure le operazioni sostenute dalle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute, garantiscono l'uguaglianza tra uomini e donne per l'intera durata della relativa preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione. Essi promuovono inoltre le pari opportunità per tutti, senza discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale per l'intera durata della relativa preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione.
1.  Tutti i programmi attuati nell'ambito del FSE+ garantiscono l'uguaglianza di genere per l'intera durata della relativa preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione. Essi sostengono inoltre azioni specifiche volte a rafforzare la partecipazione delle donne alla vita lavorativa e il loro sviluppo professionale, nonché la conciliazione tra la vita professionale e la vita privata, promuovono le pari opportunità per tutti, senza discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità o le condizioni di salute, l'età o l'orientamento sessuale, compresa l'accessibilità per le persone con disabilità anche in termini di TIC, per l'intera durata della relativa preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione, rafforzando in tal modo l'inclusione sociale e riducendo le disuguaglianze.
2.  Gli Stati membri e la Commissione sostengono altresì azioni mirate specifiche per promuovere i principi di cui al paragrafo 1 nell'ambito di uno qualsiasi degli obiettivi del FSE+, compreso il passaggio dall'assistenza in residenze/istituti all'assistenza nell'ambito della famiglia e in comunità.
2.  Gli Stati membri e la Commissione sostengono altresì azioni mirate specifiche per promuovere i principi di cui al paragrafo 1 nell'ambito di uno qualsiasi degli obiettivi del FSE+, compresi il passaggio dall'assistenza in istituti all'assistenza nell'ambito della famiglia e in comunità e il miglioramento dell'accessibilità universale per le persone con disabilità.
Emendamento 92
Proposta di regolamento
Articolo 7
Articolo 7
Articolo 7
Coerenza e concentrazione tematica
Coerenza e concentrazione tematica
1.  Gli Stati membri concentrano le risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente su interventi volti a far fronte alle sfide individuate nei loro programmi nazionali di riforma, nel semestre europeo e nelle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate in conformità all'articolo 121, paragrafo 2, del TFUE e all'articolo 148, paragrafo 4, del TFUE, e tengono conto dei principi e dei diritti stabiliti nel pilastro europeo dei diritti sociali.
1.  Gli Stati membri concentrano le risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente su interventi volti a far fronte alle sfide individuate nei loro programmi nazionali di riforma, nel semestre europeo e nelle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate in conformità all'articolo 121, paragrafo 2, del TFUE e all'articolo 148, paragrafo 4, del TFUE, e tengono conto dei principi e dei diritti stabiliti nel pilastro europeo dei diritti sociali, del quadro di valutazione della situazione sociale nel contesto del semestre europeo e delle specificità regionali, contribuendo in tal modo agli obiettivi dell'Unione di cui all'articolo 174 TFUE in materia di rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale, che sono pienamente in linea con l'accordo di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
Gli Stati membri, e ove opportuno la Commissione, promuovono le sinergie e garantiscono il coordinamento, la complementarità e la coerenza tra il FSE+ e altri fondi, programmi e strumenti dell'Unione, quali Erasmus, il Fondo Asilo e migrazione e il programma di sostegno alle riforme, compresi lo strumento per la realizzazione delle riforme e lo strumento di assistenza tecnica, sia nella fase di pianificazione che durante l'attuazione. Gli Stati membri, e ove opportuno la Commissione, ottimizzano i meccanismi di coordinamento per evitare la duplicazione degli sforzi e garantire una stretta collaborazione con i responsabili dell'attuazione, al fine di realizzare azioni di sostegno coerenti e razionalizzate.
Gli Stati membri, e ove opportuno la Commissione, promuovono le sinergie e garantiscono il coordinamento, la complementarità e la coerenza tra il FSE+ e altri fondi, programmi e strumenti dell'Unione, quali il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, InvestEU, Europa creativa, lo strumento per i diritti e i valori, Erasmus, il Fondo Asilo e migrazione, il quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei rom post-2020 e il programma di sostegno alle riforme, compresi lo strumento per la realizzazione delle riforme e lo strumento di assistenza tecnica, sia nella fase di pianificazione che durante l'attuazione. Gli Stati membri, e ove opportuno la Commissione, ottimizzano i meccanismi di coordinamento per evitare la duplicazione degli sforzi e garantire una stretta collaborazione con le autorità di gestione responsabili dell'attuazione, al fine di realizzare approcci integrati e azioni di sostegno coerenti e razionalizzate.
2.  Gli Stati membri assegnano un importo adeguato delle proprie risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente alla gestione delle sfide individuate nelle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate in conformità all'articolo 121, paragrafo 2, del TFUE e all'articolo 148, paragrafo 4, del TFUE, e nel semestre europeo, che rientrano nell'ambito del FSE+ come indicato all'articolo 4.
2.  Gli Stati membri assegnano un importo adeguato delle proprie risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente alla gestione delle sfide individuate nelle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate in conformità all'articolo 121, paragrafo 2, del TFUE e all'articolo 148, paragrafo 4, del TFUE, e nel semestre europeo, che rientrano nell'ambito del FSE+ come indicato all'articolo 4.
3.  Gli Stati membri assegnano almeno il 25 % delle proprie risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente agli obiettivi specifici per il settore della politica di inclusione sociale di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punti da vii) a xi), compresa la promozione dell'integrazione socioeconomica di cittadini di paesi terzi.
3.  Gli Stati membri assegnano almeno il 27 % delle proprie risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente agli obiettivi specifici per il settore della politica di inclusione sociale di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punti da vii) a xi), compresa la promozione dell'integrazione socioeconomica di cittadini di paesi terzi.
3 bis.  Nel quadro degli obiettivi specifici per il settore della politica di inclusione sociale di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punti da vii) a x), gli Stati membri assegnano almeno il 5 % delle proprie risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente alle azioni mirate volte all'attuazione della garanzia europea per l'infanzia, nell'ottica di contribuire a garantire ai bambini parità di accesso all'assistenza sanitaria, all'istruzione e all'assistenza all'infanzia gratuite, ad alloggi dignitosi e a un'alimentazione adeguata.
4.  Gli Stati membri assegnano almeno il % delle proprie risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente all'obiettivo specifico volto a contrastare la deprivazione materiale di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punto xi).
4.  Oltre all'assegnazione minima di almeno il 27 % delle risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente agli obiettivi specifici di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punti da vii) a x), gli Stati membri assegnano almeno il 3% delle proprie risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente all'obiettivo specifico volto a promuovere l'inclusione sociale degli indigenti e/o a contrastare la deprivazione materiale di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punti x) e xi).
In casi debitamente giustificati le risorse assegnate all'obiettivo specifico di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punto x), e destinate agli indigenti possono essere prese in considerazione per la verifica del rispetto dell'assegnazione minima di almeno il 2 % di cui al primo comma del presente paragrafo.
5.  Gli Stati membri la cui percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione supera la media dell'UE per il 2019 sulla base di dati Eurostat assegnano almeno il 10 % delle proprie risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente per gli anni dal 2021 al 2025 ad azioni mirate e a riforme strutturali volte a sostenere l'occupazione giovanile e la transizione dalla scuola al lavoro, percorsi che consentano di riprendere l'istruzione o la formazione e i corsi di istruzione della seconda opportunità, in particolare nel contesto dell'attuazione dei programmi della garanzia per i giovani.
5.  Gli Stati membri assegnano almeno il 3% delle proprie risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente ad azioni mirate e a riforme strutturali volte a sostenere l'occupazione giovanile e la transizione dalla scuola al lavoro, percorsi che consentano di riprendere l'istruzione o la formazione e i corsi di istruzione della seconda opportunità, in particolare nel contesto dell'attuazione dei programmi della garanzia per i giovani.
Gli Stati membri la cui percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione (NEET) supera la media dell'Unione per il 2019, oppure dove il tasso di NEET è superiore al 15 % sulla base di dati Eurostat, assegnano almeno il 15 % delle proprie risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente per gli anni dal 2021 al 2025 alle suddette azioni e misure di riforme strutturali, prestando particolare attenzione alle regioni più colpite e tenendo conto delle divergenze tra tali regioni.
Nel programmare le risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente per il 2026 e il 2027 a medio termine in conformità all'articolo [14] del [futuro regolamento sulle disposizioni comuni], gli Stati membri la cui percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione supera la media dell'UE per il 2024 sulla base di dati Eurostat assegnano almeno il 10 % delle proprie risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente per gli anni dal 2026 al 2027 a tali azioni.
Nel programmare le risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente per il 2026 e il 2027 a medio termine in conformità all'articolo [14] del [futuro regolamento sulle disposizioni comuni], gli Stati membri la cui percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione supera la media dell'UE per il 2024, o dove il tasso di NEET supera il 15 % sulla base di dati Eurostat, assegnano almeno il 15 % delle proprie risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente per gli anni dal 2026 al 2027 a tali azioni o misure di riforme strutturali.
Le regioni ultraperiferiche che soddisfano le condizioni di cui al primo e al secondo comma assegnano almeno il 15 % delle risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente nei loro programmi alle azioni mirate di cui al primo comma. Tale assegnazione è presa in considerazione per la verifica del rispetto della percentuale minima a livello nazionale di cui al primo e secondo comma.
Le regioni ultraperiferiche che soddisfano le condizioni di cui al secondo e al terzo comma assegnano almeno il 15 % delle risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente nei loro programmi alle azioni mirate di cui al primo comma. Tale assegnazione è presa in considerazione per la verifica del rispetto della percentuale minima a livello nazionale di cui al primo e secondo comma. Tale assegnazione non sostituisce i fondi necessari per le infrastrutture e lo sviluppo delle regioni ultraperiferiche.
Nell'attuare tali azioni gli Stati membri danno la priorità ai giovani inattivi e disoccupati di lungo periodo e pongono in essere misure di sensibilizzazione mirate.
Nell'attuare tali azioni gli Stati membri danno la priorità ai giovani inattivi e disoccupati di lungo periodo e pongono in essere misure di sensibilizzazione mirate.
6.  I paragrafi da 2 a 5 non si applicano alla dotazione aggiuntiva specifica ricevuta dalle regioni ultraperiferiche e dalle regioni di livello NUTS 2 che soddisfano i criteri di cui all'articolo 2 del protocollo n. 6 dell'atto di adesione del 1994.
6.  I paragrafi da 2 a 5 non si applicano alla dotazione aggiuntiva specifica ricevuta dalle regioni ultraperiferiche e dalle regioni di livello NUTS 2 che soddisfano i criteri di cui all'articolo 2 del protocollo n. 6 dell'atto di adesione del 1994.
7.  I paragrafi da 1 a 5 non si applicano all'assistenza tecnica.
7.  I paragrafi da 1 a 5 non si applicano all'assistenza tecnica.
Emendamento 93
Proposta di regolamento
Articolo 7 bis (nuovo)
Articolo 7 bis
Rispetto dei diritti fondamentali
Nell'attuazione dei fondi, gli Stati membri e la Commissione garantiscono il rispetto dei diritti fondamentali e la conformità alla Carta.
Eventuali costi sostenuti per azioni non in linea con la Carta non sono ammissibili a norma dell'articolo 58, paragrafo 2, del regolamento xx/xx recante disposizioni comuni e del regolamento delegato (UE) n. 240/2014.
Emendamento 94
Proposta di regolamento
Articolo 8
Articolo 8
Articolo 8
Partenariato
Partenariato
1.  Ciascuno Stato membro garantisce un'adeguata partecipazione delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile alla realizzazione di politiche per l'occupazione, l'istruzione e l'inclusione sociale sostenute dalla componente del FSE+ in regime di gestione concorrente.
1.  In conformità dell'articolo 6 del [futuro regolamento sulle disposizioni comuni] e del regolamento delegato (UE) n. 240/2014, ciascuno Stato membro garantisce, in collaborazione con le autorità locali e regionali, una partecipazione significativa delle parti sociali, delle organizzazioni della società civile, degli enti per le pari opportunità, delle istituzioni nazionali per i diritti umani e di altre organizzazioni pertinenti o rappresentative alla programmazione e alla realizzazione di politiche e iniziative per l'occupazione, l'istruzione, la non discriminazione e l'inclusione sociale sostenute dalla componente del FSE+ in regime di gestione concorrente. Tale partecipazione significativa è inclusiva e accessibile alle persone con disabilità.
2.  Gli Stati membri assegnano un'adeguata quantità di risorse del FSE+ in regime di gestione concorrente in ciascun programma per il rafforzamento delle capacità delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile.
2.  Gli Stati membri assegnano almeno il 2 % delle risorse del FSE+ per il rafforzamento delle capacità delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile a livello nazionale e dell'Unione sotto forma di formazioni, misure volte alla creazione di reti e rafforzamento del dialogo sociale e per attività intraprese congiuntamente dalle parti sociali.
Emendamento 95
Proposta di regolamento
Articolo 9
Articolo 9
Articolo 9
Contrasto alla deprivazione materiale
Contrasto alla deprivazione materiale
Le risorse di cui all'articolo 7, paragrafo 4, sono programmate nell'ambito di una priorità dedicata o di un programma.
Le risorse di cui all'articolo 7, paragrafo 4, concernente l'inclusione sociale delle persone indigenti e/o a la deprivazione materiale sono programmate nell'ambito di una priorità dedicata o di un programma. Il tasso di cofinanziamento per tale priorità o programma è fissato, almeno, all'85 %.
Emendamento 96
Proposta di regolamento
Articolo 10
Articolo 10
Articolo 10
Sostegno all'occupazione giovanile
Sostegno all'occupazione giovanile
Il sostegno a norma dell'articolo 7, paragrafo 5, è programmato nell'ambito di una priorità dedicata e sostiene l'obiettivo specifico di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punto i).
Il sostegno a norma dell'articolo 7, paragrafo 5, è programmato nell'ambito di una priorità dedicata o di un programma e sostiene l'obiettivo specifico di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punto i).
Emendamento 97
Proposta di regolamento
Articolo 10 bis (nuovo)
Articolo 10 bis
Sostegno alla garanzia europea per l'infanzia
Il sostegno a norma dell'articolo 7, paragrafo 3 bis, è programmato nell'ambito di una priorità dedicata o di un programma che rispecchia la raccomandazione della Commissione europea del 2013 sugli investimenti nell'infanzia. Tale sostegno è volto a contrastare la povertà infantile e l'esclusione sociale nell'ambito dell'obiettivo specifico di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punti da vii) a x).
Emendamento 98
Proposta di regolamento
Articolo 11
Articolo 11
Articolo 11
Sostegno alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese
Sostegno alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese
Le azioni volte ad affrontare le sfide individuate nelle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese e nel semestre europeo di cui all'articolo 7, paragrafo 2, sono programmate nell'ambito di una o più priorità dedicate.
Le azioni volte ad affrontare le sfide individuate nelle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese e nel semestre europeo di cui all'articolo 7, paragrafo 2, sono programmate nell'ambito di uno qualsiasi degli obiettivi specifici di cui all'articolo 4, paragrafo 1. Gli Stati membri assicurano la complementarità, la coerenza, il coordinamento nonché sinergie con il pilastro europeo dei diritti sociali.
È garantita un'adeguata flessibilità a livello delle autorità di gestione in modo tale da individuare le priorità e i settori degli investimenti a titolo del FSE+ in linea con le specifiche sfide locali o regionali.
Emendamento 99
Proposta di regolamento
Articolo 11 bis (nuovo)
Articolo 11 bis
Sviluppo territoriale integrato
1.  Il FSE+ può sostenere lo sviluppo territoriale integrato nel quadro di programmi attuati nell'ambito dei due obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2018/xxxx [nuovo regolamento sulle disposizioni comuni] in conformità alle disposizioni del titolo III, capo II, di detto regolamento [nuovo regolamento sulle disposizioni comuni].
2.  L'attuazione da parte degli Stati membri dello sviluppo territoriale integrato con il sostegno del FSE+ può avvenire esclusivamente nelle forme indicate all'articolo [22] del regolamento (UE) 2018/xxxx [nuovo regolamento sulle disposizioni comuni].
Emendamento 100
Proposta di regolamento
Articolo 11 ter (nuovo)
Articolo 11 ter
Cooperazione transnazionale
1.  Gli Stati membri possono sostenere le azioni di cooperazione transnazionale nell'ambito di una priorità dedicata.
2.  Le azioni di cooperazione transnazionale possono essere programmate nell'ambito di uno qualsiasi degli obiettivi specifici di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punti da i) a x).
3.  Il tasso massimo di cofinanziamento per tale priorità può essere aumentato fino al 95 % per l'assegnazione di un massimo del 5 % della dotazione nazionale del FSE+ in regime di gestione concorrente a dette priorità.
Emendamento 101
Proposta di regolamento
Articolo 12
Articolo 12
Articolo 12
Ambito di applicazione
Ambito di applicazione
Il presente capo si applica al sostegno del FSE+ di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punti da i) a x), quando attuato in regime di gestione concorrente (il "sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente").
Il presente capo si applica al sostegno del FSE+ di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punti da i) a x), quando attuato in regime di gestione concorrente (il "sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente"). Inoltre, l'articolo 13 si applica anche al sostegno del FSE+ di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punto xi).
Emendamento 102
Proposta di regolamento
Articolo 13
Articolo 13
Articolo 13
Azioni innovative
Azioni sociali innovative
1.  Gli Stati membri sostengono azioni di innovazione sociale e sperimentazioni sociali o consolidano approcci dal basso verso l'alto basati su partenariati che coinvolgono le autorità pubbliche, il settore privato e la società civile, come i gruppi di azione locale che progettano e attuano strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo.
1.  Gli Stati membri sostengono azioni di innovazione sociale e/o sperimentazioni sociali, anche quelle con una componente socio-culturale, ricorrendo ad approcci dal basso verso l'alto basati su partenariati che coinvolgono le autorità pubbliche, le parti sociali, le imprese dell'economia sociale, il settore privato e la società civile.
1 bis.  Gli Stati membri identificano nei loro programmi operativi, o in una fase successiva durante l'attuazione, gli ambiti per l'innovazione sociale e le sperimentazioni sociali che corrispondono alle esigenze specifiche degli Stati membri.
2.  Gli Stati membri possono sostenere l'applicazione su larga scala di approcci innovativi testati su scala ridotta (sperimentazioni sociali) elaborati nell'ambito della componente Occupazione e innovazione sociale e di altri programmi dell'Unione.
2.  Gli Stati membri possono sostenere l'applicazione su larga scala di approcci innovativi testati su scala ridotta (innovazione sociale e sperimentazioni sociali, comprese quelle con una componente socio-culturale) elaborati nell'ambito della componente Occupazione e innovazione sociale e di altri programmi dell'Unione.
3.  Le azioni e gli approcci innovativi possono essere programmati nell'ambito di uno qualsiasi degli obiettivi specifici di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punti da i) a x).
3.  Le azioni e gli approcci innovativi possono essere programmati nell'ambito di uno qualsiasi degli obiettivi specifici di cui all'articolo 4, paragrafo 1.
4.  Ciascuno Stato membro dedica almeno una priorità all'applicazione dei paragrafi 1 o 2 o di entrambi i paragrafi. Il tasso massimo di cofinanziamento per tali priorità può essere aumentato fino al 95 % per l'assegnazione di un massimo del 5 % della dotazione nazionale del FSE+ in regime di gestione concorrente a dette priorità.
4.  Ciascuno Stato membro dedica almeno una priorità all'applicazione dei paragrafi 1 o 2 o di entrambi i paragrafi. Il tasso massimo di cofinanziamento per tali priorità può essere aumentato fino al 95 % per l'assegnazione di un massimo del 5 % della dotazione nazionale del FSE+ in regime di gestione concorrente.
Emendamento 103
Proposta di regolamento
Articolo 14
Articolo 14
Articolo 14
Ammissibilità
Ammissibilità
1.  Oltre ai costi di cui all'articolo [58] del [futuro regolamento sulle disposizioni comuni], i seguenti costi non sono ammissibili nell'ambito del sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente:
1.  Oltre ai costi di cui all'articolo [58] del [futuro regolamento sulle disposizioni comuni], i seguenti costi non sono ammissibili nell'ambito del sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente:
a)  l'acquisto di terreni e di beni immobili e la fornitura di infrastrutture, e
a)  l'acquisto di terreni e di beni immobili e l'acquisto di infrastrutture, e
b)  l'acquisto di mobili, attrezzature e veicoli, tranne qualora l'acquisto sia necessario per raggiungere l'obiettivo dell'operazione, o qualora tali voci siano completamente ammortizzate, o qualora l'acquisto di tali articoli sia l'opzione più economica.
b)  l'acquisto di mobili, attrezzature e veicoli, tranne qualora l'acquisto sia assolutamente necessario per raggiungere l'obiettivo dell'operazione, o qualora tali voci siano completamente ammortizzate, o qualora l'acquisto di tali articoli sia l'opzione più economica.
2.  I contributi in natura sotto forma di indennità o di salari versati da un terzo a vantaggio dei partecipanti a un'operazione possono essere ammessi a un contributo a titolo del sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente a condizione che i contributi in natura siano sostenuti conformemente alle regole nazionali, comprese le regole contabili, e non superino i costi sostenuti dai terzi.
2.  I contributi in natura sotto forma di indennità o di salari versati da un terzo a vantaggio dei partecipanti a un'operazione possono essere ammessi a un contributo a titolo del sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente a condizione che i contributi in natura siano sostenuti conformemente alle regole nazionali, comprese le regole contabili, e non superino i costi sostenuti dai terzi.
3.  La dotazione aggiuntiva specifica ricevuta dalle regioni ultraperiferiche e dalle regioni di livello NUTS 2 che soddisfano i criteri di cui all'articolo 2 del protocollo n. 6 dell'atto di adesione del 1994 è utilizzata per sostenere il conseguimento degli obiettivi specifici di cui all'articolo 4, paragrafo 1.
3.  La dotazione aggiuntiva specifica ricevuta dalle regioni ultraperiferiche e dalle regioni di livello NUTS 2 che soddisfano i criteri di cui all'articolo 2 del protocollo n. 6 dell'atto di adesione del 1994 è utilizzata per sostenere il conseguimento degli obiettivi specifici di cui all'articolo 4, paragrafo 1.
4.  I costi diretti per il personale sono ammissibili a un contributo a titolo del sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente, a condizione che il loro livello non sia superiore al 100 % della consueta retribuzione per la professione in questione nello Stato membro, come dimostrato dai dati di Eurostat.
4.  I costi diretti per il personale sono ammissibili a un contributo a titolo del sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente. Se si applica un contratto collettivo, detti costi sono determinati in base al contratto. Qualora non si applichi alcun contratto collettivo, il loro livello non è superiore al 100 % della consueta retribuzione per la professione o la competenza specifica in questione nello Stato membro o nella regione, come dimostrato dai pertinenti documenti giustificativi forniti dalla rispettiva autorità di gestione e/o dai dati di Eurostat.
Emendamento 104
Proposta di regolamento
Articolo 15
Articolo 15
Articolo 15
Indicatori e relazioni
Indicatori e relazioni
1.  I programmi che beneficiano del sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente si avvalgono di indicatori comuni di output e di risultato, come indicato all'allegato I del presente regolamento, per monitorare i progressi compiuti nell'attuazione. I programmi possono utilizzare anche indicatori specifici per programma.
1.  I programmi che beneficiano del sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente si avvalgono di indicatori comuni di output e di risultato, come indicato all'allegato I o all'allegato II bis per le azioni riguardanti l'inclusione sociale degli indigenti di cui all'articolo 4, paragrafo 1, punto x), del presente regolamento, per monitorare i progressi compiuti nell'attuazione. I programmi possono utilizzare anche indicatori specifici per programma e indicatori specifici per azione.
2.  Il valore di base per gli indicatori di output comuni e specifici per programma è fissato a zero. Se pertinente per la natura delle operazioni sostenute, i valori intermedi e i valori obiettivo cumulativi quantificati per tali indicatori sono espressi in numeri assoluti. I valori comunicati per gli indicatori di output sono espressi in numeri assoluti.
2.  Il valore di base per gli indicatori di output comuni e specifici per programma è fissato a zero. Se pertinente per la natura delle operazioni sostenute, i valori intermedi e i valori obiettivo cumulativi quantificati per tali indicatori sono espressi in numeri assoluti. I valori comunicati per gli indicatori di output sono espressi in numeri assoluti.
3.  Per gli indicatori di risultato comuni e specifici per programma per i quali sono stati fissati un valore intermedio cumulativo quantificato per il 2024 e un valore obiettivo per il 2029, il valore di riferimento è fissato utilizzando i dati più recenti disponibili o altre fonti di informazione pertinenti. I valori obiettivo degli indicatori comuni di risultato sono espressi in numeri assoluti o in percentuale. Gli indicatori di risultato specifici per programma e i relativi valori obiettivo possono essere espressi in termini quantitativi o qualitativi. I valori comunicati per gli indicatori comuni di risultato sono espressi in numeri assoluti.
3.  Per gli indicatori di risultato comuni e specifici per programma per i quali sono stati fissati un valore intermedio cumulativo quantificato per il 2024 e un valore obiettivo per il 2029, il valore di riferimento è fissato utilizzando i dati più recenti disponibili o altre fonti di informazione pertinenti. I valori obiettivo degli indicatori comuni di risultato sono espressi in numeri assoluti o in percentuale. Gli indicatori di risultato specifici per programma e i relativi valori obiettivo possono essere espressi in termini quantitativi o qualitativi. I valori comunicati per gli indicatori comuni di risultato sono espressi in numeri assoluti.
4.  I dati concernenti gli indicatori per i partecipanti sono trasmessi solo quando sono disponibili tutti i dati richiesti all'allegato 1, punto 1 a), relativi a tale partecipante.
4.  I dati concernenti gli indicatori per i partecipanti sono trasmessi solo quando sono disponibili tutti i dati richiesti all'allegato 1, punto 1 a), relativi a tale partecipante.
4 bis.  I dati di cui al paragrafo 3 comprendono una valutazione di impatto di genere al fine di monitorare l'attuazione dei programmi del FSE+ in relazione all'uguaglianza di genere, e sono disaggregati per sesso.
5.  Gli Stati membri, quando sono disponibili dati in registri o fonti assimilate, permettono alle autorità di gestione e ad altri organismi incaricati della raccolta di dati necessari per il monitoraggio e la valutazione del sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente di ottenere tali dati dai registri o dalle fonti assimilate, in conformità all'articolo 6, paragrafo 1, lettere c) ed e), del regolamento (UE) 2016/679.
5.  Gli Stati membri, quando sono disponibili dati in registri o fonti assimilate, possono permettere alle autorità di gestione e ad altri organismi incaricati della raccolta di dati necessari per il monitoraggio e la valutazione del sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente di ottenere tali dati dai registri o dalle fonti assimilate, in conformità all'articolo 6, paragrafo 1, lettere c) ed e), del regolamento (UE) 2016/679.
6.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 38 per modificare gli indicatori dell'allegato I, se ciò è ritenuto necessario per garantire una valutazione efficace dei progressi nell'attuazione dei programmi.
6.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 38 per modificare gli indicatori dell'allegato I e dell'allegato II bis, se ciò è ritenuto necessario per garantire una valutazione efficace dei progressi nell'attuazione dei programmi.
Emendamento 105
Proposta di regolamento
Articolo 17
Articolo 17
Articolo 17
Principi
Principi
1.  Il sostegno del FSE+ volto a contrastare la deprivazione materiale può essere impiegato solo per sostenere la distribuzione di prodotti alimentari o beni conformi al diritto dell'Unione in materia di sicurezza dei prodotti di consumo.
1.  Il sostegno del FSE+ volto a contrastare la deprivazione materiale può essere impiegato solo per sostenere la distribuzione di prodotti alimentari o beni conformi al diritto dell'Unione in materia di sicurezza dei prodotti di consumo.
2.  Gli Stati membri e i beneficiari scelgono i prodotti alimentari e/o l'assistenza materiale di base secondo criteri obiettivi correlati alle esigenze delle persone indigenti. I criteri di selezione dei prodotti alimentari, e se del caso dei beni, tengono inoltre conto degli aspetti climatici e ambientali, in particolare in vista della riduzione degli sprechi alimentari. Ove opportuno, la scelta del tipo di prodotti alimentari da distribuire è effettuata tenendo conto del contributo da essi apportato nel garantire una dieta equilibrata alle persone indigenti.
2.  Gli Stati membri e i beneficiari scelgono i prodotti alimentari e/o l'assistenza materiale di base secondo criteri obiettivi correlati alle esigenze delle persone indigenti. I criteri di selezione dei prodotti alimentari, e se del caso dei beni, tengono inoltre conto degli aspetti climatici e ambientali, in particolare in vista della riduzione degli sprechi alimentari e della plastica monouso. Ove opportuno, la scelta del tipo di prodotti alimentari da distribuire è effettuata tenendo conto del contributo da essi apportato nel garantire una dieta equilibrata alle persone indigenti.
I prodotti alimentari e/o l'assistenza materiale di base possono essere forniti direttamente alle persone indigenti o indirettamente attraverso buoni o carte elettronici, a condizione che questi possano essere scambiati unicamente con i prodotti alimentari e/o l'assistenza materiale di base di cui all'articolo 2, punto 3.
I prodotti alimentari e/o l'assistenza materiale di base possono essere forniti direttamente alle persone indigenti o indirettamente attraverso buoni o carte elettronici, a condizione che questi possano essere scambiati unicamente con i prodotti alimentari e/o l'assistenza materiale di base di cui all'articolo 2, punto 3, e non sostituiscano una qualsivoglia prestazione sociale esistente.
I prodotti alimentari forniti alle persone indigenti possono derivare dall'utilizzo, dal trattamento e dalla vendita di prodotti resi disponibili a norma dell'articolo 16, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1308/2013, purché tale opzione sia la più economicamente vantaggiosa e non ritardi indebitamente la consegna dei prodotti alimentari alle persone indigenti.
I prodotti alimentari forniti alle persone indigenti possono derivare dall'utilizzo, dal trattamento e dalla vendita di prodotti resi disponibili a norma dell'articolo 16, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1308/2013, purché tale opzione sia la più economicamente vantaggiosa e non ritardi indebitamente la consegna dei prodotti alimentari alle persone indigenti.
Gli importi derivanti da un'operazione riguardante tali scorte sono utilizzati a favore delle persone indigenti, in aggiunta agli importi già a disposizione del programma.
Gli importi derivanti da un'operazione riguardante tali scorte sono utilizzati a favore delle persone indigenti, in aggiunta agli importi già a disposizione del programma.
3.  La Commissione e gli Stati membri assicurano che gli aiuti forniti nel quadro del supporto del FSE+ volto a contrastare la deprivazione materiale rispettino la dignità e prevengano la stigmatizzazione delle persone indigenti.
3.  La Commissione e gli Stati membri assicurano che gli aiuti forniti nel quadro del supporto del FSE+ volto a contrastare la deprivazione materiale rispettino la dignità e prevengano la stigmatizzazione delle persone indigenti.
4.  La distribuzione dei prodotti alimentari e/o dell'assistenza materiale può essere integrata dal reindirizzamento ai servizi competenti e da altre misure di accompagnamento che mirano all'inclusione sociale delle persone indigenti.
4.  La distribuzione dei prodotti alimentari e/o dell'assistenza materiale è integrata dal reindirizzamento ai servizi competenti e da altre misure di accompagnamento che mirano all'inclusione sociale delle persone indigenti.
Emendamento 106
Proposta di regolamento
Articolo 20
Articolo 20
Articolo 20
Ammissibilità delle spese
Ammissibilità delle spese
1.  I costi ammissibili relativi al sostegno del FSE+ volto a contrastare la deprivazione materiale sono:
1.  I costi ammissibili relativi al sostegno del FSE+ volto a contrastare la deprivazione materiale sono:
a)  i costi per l'acquisto di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base, compresi i costi relativi al trasporto di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base ai beneficiari che distribuiscono ai destinatari finali tali prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base;
a)  i costi per l'acquisto di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base, compresi i costi relativi al trasporto di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base ai beneficiari che distribuiscono ai destinatari finali tali prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base;
b)  se il trasporto dei prodotti alimentari e/o dell'assistenza materiale di base ai beneficiari che li distribuiscono ai destinatari finali non rientra nella lettera a), i costi sostenuti dall'ente acquirente in relazione al trasporto di tali prodotti alimentari o dell'assistenza materiale di base ai depositi e/o ai beneficiari e i costi di magazzinaggio, a una percentuale forfettaria dell'1 % dei costi di cui alla lettera a), o, in casi debitamente giustificati, i costi effettivamente sostenuti e pagati;
b)  se il trasporto dei prodotti alimentari e/o dell'assistenza materiale di base ai beneficiari che li distribuiscono ai destinatari finali non rientra nella lettera a), i costi sostenuti dall'ente acquirente in relazione al trasporto di tali prodotti alimentari o dell'assistenza materiale di base ai depositi e/o ai beneficiari e i costi di magazzinaggio, a una percentuale forfettaria dell'1 % dei costi di cui alla lettera a), o, in casi debitamente giustificati, i costi effettivamente sostenuti e pagati;
c)  i costi amministrativi, di trasporto e di magazzinaggio sostenuti dai beneficiari che intervengono nella distribuzione di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base alle persone indigenti, a una percentuale forfettaria del 5 % dei costi di cui alla lettera a) o del 5 % del valore dei prodotti alimentari smaltiti a norma dell'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1308/2013;
c)  i costi amministrativi, di trasporto e di magazzinaggio sostenuti dai beneficiari che intervengono nella distribuzione di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base alle persone indigenti, a una percentuale forfettaria del 5 % dei costi di cui alla lettera a) o del 5 % del valore dei prodotti alimentari smaltiti a norma dell'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1308/2013;
d)  i costi di raccolta, trasporto, magazzinaggio e distribuzione delle donazioni di prodotti alimentari, nonché delle attività di sensibilizzazione direttamente correlate;
d)  i costi di raccolta, trasporto, magazzinaggio e distribuzione delle donazioni di prodotti alimentari, nonché delle attività di sensibilizzazione direttamente correlate;
e)  i costi delle misure di accompagnamento sostenuti dai beneficiari o per loro conto e dichiarati dai beneficiari che distribuiscono i prodotti alimentari e/o l'assistenza materiale di base alle persone indigenti, a una percentuale forfettaria del 5 % dei costi di cui alla lettera a).
e)  i costi delle misure di accompagnamento sostenuti dai beneficiari o per loro conto e dichiarati dai beneficiari che distribuiscono i prodotti alimentari e/o l'assistenza materiale di base alle persone indigenti, a una percentuale forfettaria del 5,5% dei costi di cui alla lettera a).
2.  Una riduzione dei costi ammissibili di cui al paragrafo 1, lettera a), dovuta all'inosservanza del diritto applicabile da parte dell'organismo responsabile dell'acquisto di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base non determina una riduzione dei costi ammissibili di cui al paragrafo 1, lettere c) ed e).
2.  Una riduzione dei costi ammissibili di cui al paragrafo 1, lettera a), dovuta all'inosservanza del diritto applicabile da parte dell'organismo responsabile dell'acquisto di prodotti alimentari e/o assistenza materiale di base non determina una riduzione dei costi ammissibili di cui al paragrafo 1, lettere c) ed e).
3.  Non sono ammissibili i seguenti costi:
3.  Non sono ammissibili i seguenti costi:
a)  interessi passivi;
a)  interessi passivi;
b)  fornitura di infrastrutture;
b)  acquisto di infrastrutture;
c)  costi di beni di seconda mano.
c)  costi di beni di seconda mano di qualità inferiore.
Emendamento 107
Proposta di regolamento
Articolo 21
Articolo 21
Articolo 21
Indicatori e relazioni
Indicatori e relazioni
1.  Le priorità sostenute dal FSE+ per contrastare la deprivazione materiale si avvalgono di indicatori comuni di output e di risultato, come indicato all'allegato II del presente regolamento, per monitorare i progressi compiuti nell'attuazione. Questi programmi possono utilizzare anche indicatori specifici per programma.
1.  Le priorità sostenute dal FSE+ per contrastare la deprivazione materiale si avvalgono di indicatori comuni di output e di risultato, come indicato all'allegato II del presente regolamento, per monitorare i progressi compiuti nell'attuazione. Questi programmi possono utilizzare anche indicatori specifici per programma.
2.  Sono fissati valori di riferimento per gli indicatori di risultato comuni e specifici per programma.
2.  Sono fissati valori di riferimento per gli indicatori di risultato comuni e specifici per programma. I requisiti di rendicontazione sono mantenuti quanto più semplici possibile.
3.  Entro il 30 giugno 2025 e il 30 giugno 2028 le autorità di gestione trasmettono alla Commissione i risultati di un'indagine strutturata dei destinatari finali svolta durante l'anno precedente. Tale indagine è basata sul modello stabilito dalla Commissione mediante un atto di esecuzione.
3.  Entro il 30 giugno 2025 e il 30 giugno 2028 le autorità di gestione trasmettono alla Commissione i risultati di un'indagine anonima strutturata dei destinatari finali svolta durante l'anno precedente e incentrata anche sulle loro condizioni di vita e sulla natura della loro deprivazione materiale. Tale indagine è basata sul modello stabilito dalla Commissione mediante un atto di esecuzione.
4.  La Commissione adotta un atto di esecuzione che stabilisce il modello da usare per le indagini strutturate dei destinatari finali secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 39, paragrafo 2, al fine di assicurare condizioni uniformi per l'attuazione del presente articolo.
4.  La Commissione adotta un atto di esecuzione che stabilisce il modello da usare per le indagini strutturate dei destinatari finali secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 39, paragrafo 2, al fine di assicurare condizioni uniformi per l'attuazione del presente articolo.
5.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 38 per modificare gli indicatori dell'allegato II, se ciò è ritenuto necessario per garantire una valutazione efficace dei progressi nell'attuazione dei programmi.
5.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 38 per modificare gli indicatori dell'allegato II, se ciò è ritenuto necessario per garantire una valutazione efficace dei progressi nell'attuazione dei programmi.
Emendamento 108
Proposta di regolamento
Articolo 22 – comma 1
L'audit delle operazioni può riguardare tutte le fasi della loro attuazione e tutti i livelli della catena di distribuzione, con la sola eccezione del controllo dei destinatari finali, a meno che una valutazione dei rischi non indichi un rischio specifico di irregolarità o frodi.
L'audit delle operazioni può riguardare tutte le fasi della loro attuazione e tutti i livelli della catena di distribuzione, con la sola eccezione del controllo dei destinatari finali, a meno che una valutazione dei rischi non indichi un rischio specifico di irregolarità o frodi. L'audit delle operazioni include maggiori controlli nelle prime fasi di attuazione, in modo che, in caso di rischio di frode, i fondi possano essere reindirizzati verso altri progetti.
Emendamento 109
Proposta di regolamento
Articolo 23
Articolo 23
Articolo 23
Obiettivi operativi
Obiettivi operativi
Gli obiettivi operativi della componente Occupazione e innovazione sociale sono i seguenti:
Gli obiettivi operativi della componente Occupazione e innovazione sociale sono i seguenti:
a)  sviluppare conoscenze analitiche comparative di elevata qualità, per garantire che le politiche volte al conseguimento degli obiettivi specifici di cui all'articolo 4 si fondino su dati attendibili e rispondano alle esigenze, alle sfide e alle condizioni dei paesi associati;
a)  sviluppare conoscenze analitiche comparative di elevata qualità, per garantire che le politiche volte al conseguimento degli obiettivi specifici di cui all'articolo 4 si fondino su dati attendibili e rispondano alle esigenze, alle sfide e alle condizioni dei paesi associati;
b)  facilitare uno scambio di informazioni efficiente e inclusivo, l'apprendimento reciproco, l'esame tra pari e il dialogo sulle politiche nei settori di cui all'articolo 4 per assistere i paesi associati nell'adozione di opportune misure politiche;
b)  facilitare uno scambio di informazioni efficiente e inclusivo, l'apprendimento reciproco, l'esame tra pari e il dialogo sulle politiche nei settori di cui all'articolo 4 per assistere i paesi associati nell'adozione di opportune misure politiche;
c)  sostenere sperimentazioni sociali nei settori di cui all'articolo 4 e rafforzare la capacità dei portatori di interessi ad attuare, trasferire o applicare su larga scala le innovazioni testate nel campo della politica sociale;
c)  sostenere sperimentazioni sociali nei settori di cui all'articolo 4 e rafforzare la capacità dei portatori di interessi di preparare, concepire e attuare, trasferire o applicare su larga scala le innovazioni testate nel campo della politica sociale, con un'attenzione particolare alla promozione dell'ampliamento della scala dei progetti locali sviluppati da città, autorità locali e regionali, parti sociali, organizzazioni della società civile e attori socio-economici nel settore dell'accoglienza, dell'inclusione sociale e dell'integrazione dei cittadini di paesi terzi.
d)  fornire specifici servizi di sostegno ai datori di lavoro e alle persone in cerca di lavoro in vista dello sviluppo di mercati del lavoro europei integrati, dalla fase di preparazione precedente l'assunzione all'assistenza successiva al collocamento, per coprire i posti di lavoro vacanti in determinati settori, ambiti professionali, paesi, regioni frontaliere o per gruppi particolari (ad esempio le persone vulnerabili);
d)  sviluppare e fornire specifici servizi di sostegno ai datori di lavoro e alle persone in cerca di lavoro in vista dello sviluppo di mercati del lavoro europei integrati, dalla fase di preparazione precedente l'assunzione all'assistenza successiva al collocamento, per coprire i posti di lavoro vacanti in determinati settori, ambiti professionali, paesi, regioni frontaliere o per gruppi particolari (ad esempio le persone in situazioni vulnerabili);
d bis)  sostenere partenariati transfrontalieri tra servizi pubblici per l'impiego, società civile e parti sociali al fine di promuovere un mercato del lavoro transfrontaliero e la mobilità transfrontaliera a condizioni appropriate;
d ter)  sostenere la fornitura di servizi EURES per l'assunzione e il collocamento dei lavoratori in posti di lavoro sostenibili e di qualità mediante l'intermediazione tra l'offerta e la domanda di lavoro, anche attraverso partenariati transfrontalieri;
d quater)  agevolare la mobilità geografica volontaria dei lavoratori a condizioni sociali adeguate e accrescere le possibilità di impiego sviluppando mercati del lavoro nell'Unione di alta qualità e inclusivi, aperti e accessibili a tutti, rispettando al contempo i diritti dei lavoratori in tutta l'Unione;
e)  sostenere lo sviluppo dell'ecosistema di mercato relativo alla fornitura di microfinanza per le microimprese nelle fasi di avvio e di sviluppo, in particolare quelle che occupano persone vulnerabili;
e)  sostenere lo sviluppo dell'ecosistema di mercato relativo alla fornitura di microfinanza, nonché la sua disponibilità e accessibilità per le microimprese, le imprese dell'economia sociale e le persone vulnerabili nelle fasi di avvio e di sviluppo, in particolare quelle che occupano persone in situazioni di vulnerabilità, ivi compresi i gruppi svantaggiati;
f)  sostenere la creazione di reti a livello di Unione e il dialogo con e tra i pertinenti portatori di interessi nei settori di cui all'articolo 4 e contribuire a sviluppare la capacità istituzionale di tali portatori di interessi, compresi i servizi pubblici per l'impiego (SPI), gli istituti di sicurezza sociale, gli istituti di microfinanza e gli enti che forniscono finanziamenti alle imprese sociali e all'economia sociale;
f)  sostenere la creazione di reti a livello di Unione e il dialogo con e tra i pertinenti portatori di interessi nei settori di cui all'articolo 4 e contribuire a sviluppare la capacità istituzionale dei portatori di interessi coinvolti, compresi i servizi pubblici per l'impiego (SPI), gli istituti di sicurezza sociale, la società civile, gli istituti di microfinanza e gli enti che forniscono finanziamenti alle imprese dell'economia sociale e all'economia sociale;
g)  sostenere lo sviluppo di imprese sociali e l'emergere di un mercato degli investimenti sociali, agevolando le interazioni tra pubblico e privato e la partecipazione di fondazioni e attori filantropici in tale mercato;
g)  sostenere lo sviluppo di imprese dell'economia sociale e l'emergere di un mercato degli investimenti sociali, agevolando le interazioni tra pubblico e privato e la partecipazione di fondazioni e attori filantropici in tale mercato;
h)  fornire orientamenti per lo sviluppo delle infrastrutture sociali (compresi alloggi, assistenza all'infanzia, istruzione e formazione, assistenza sanitaria e assistenza di lunga durata), necessarie per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali;
h)  fornire orientamenti per lo sviluppo delle infrastrutture sociali (compresi alloggi, educazione e cura della prima infanzia, assistenza agli anziani, requisiti di accessibilità e transizione da servizi di assistenza istituzionale a servizi di assistenza nell'ambito della famiglia e in comunità, compresi i requisiti di accessibilità per le persone con disabilità, assistenza all'infanzia, istruzione e formazione, assistenza sanitaria e assistenza di lunga durata), necessarie per l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali;
i)  sostenere la cooperazione transnazionale al fine di accelerare e facilitare l'applicazione su larga scala di soluzioni innovative, in particolare per i settori dell'occupazione, delle competenze e dell'inclusione sociale, in tutta Europa;
i)  sostenere la cooperazione transnazionale al fine di accelerare e facilitare l'applicazione su larga scala di soluzioni innovative, in particolare per i settori della lotta alla povertà, dell'occupazione, delle competenze e dell'inclusione sociale, in tutta Europa;
j)  sostenere l'attuazione delle pertinenti norme internazionali sociali e del lavoro nel contesto della gestione della globalizzazione e della dimensione esterna delle politiche dell'Unione nei settori di cui all'articolo 4.
j)  sostenere l'attuazione delle pertinenti norme internazionali sociali e del lavoro nel contesto della gestione della globalizzazione e della dimensione esterna delle politiche dell'Unione nei settori di cui all'articolo 4.
Emendamento 110
Proposta di regolamento
Articolo 23 bis (nuovo)
Articolo 23 bis
Concentrazione tematica e finanziamento
La parte della dotazione finanziaria del FSE+ per la componente Occupazione e innovazione sociale di cui all'articolo 5, paragrafo 4, lettera a), è assegnata per l'intero periodo agli obiettivi specifici illustrati all'articolo 4, paragrafo 2 ter, in funzione delle seguenti percentuali indicative:
a)  55 % all'obiettivo specifico 1;
b)  18 % all'obiettivo specifico 2;
c)  18 % all'obiettivo specifico 3.
Emendamento 111
Proposta di regolamento
Articolo 24
Articolo 24
Articolo 24
Azioni ammissibili
Azioni ammissibili
1.  Solo le azioni intese a perseguire gli obiettivi di cui agli articoli 3 e 4 sono ammissibili al finanziamento.
1.  Solo le azioni intese a perseguire gli obiettivi di cui agli articoli 3 e 4 sono ammissibili al finanziamento.
2.  La componente Occupazione e innovazione sociale può sostenere le seguenti azioni:
2.  La componente Occupazione e innovazione sociale può sostenere le seguenti azioni:
a)  attività di analisi, anche in relazione a paesi terzi, in particolare:
a)  attività di analisi, anche in relazione a paesi terzi, in particolare:
i)  indagini, studi, dati statistici, metodologie, classificazioni, microsimulazioni, indicatori, supporto a osservatori e valutazioni comparative a livello europeo;
i)  indagini, studi, dati statistici, metodologie, classificazioni, microsimulazioni, indicatori, supporto a osservatori e valutazioni comparative a livello europeo;
ii)  sperimentazioni sociali che valutano innovazioni sociali;
ii)  sperimentazioni sociali che valutano innovazioni sociali;
iii)  monitoraggio e valutazione del recepimento e dell'applicazione del diritto dell'Unione;
iii)  monitoraggio e valutazione del recepimento e dell'applicazione del diritto dell'Unione;
b)  attuazione delle politiche, in particolare:
b)  attuazione delle politiche, in particolare:
i)  partenariati transfrontalieri e servizi di sostegno in regioni transfrontaliere;
i)  partenariati transfrontalieri e servizi di sostegno in regioni transfrontaliere;
ii)  un programma mirato di mobilità a livello dell'UE per tutto il territorio dell'Unione inteso a riempire posti vacanti là dove sono state individuate carenze del mercato del lavoro;
ii)  un programma mirato di mobilità a livello dell'UE per tutto il territorio dell'Unione inteso a riempire posti vacanti là dove sono state individuate carenze del mercato del lavoro;
iii)  sostegno alla microfinanza e alle imprese sociali, anche attraverso operazioni di finanziamento misto come la ripartizione asimmetrica dei rischi o la riduzione dei costi delle operazioni; sostegno allo sviluppo di infrastrutture e competenze sociali;
iii)  sostegno alla microfinanza e alle imprese dell'economia sociale, anche attraverso operazioni di finanziamento misto come la ripartizione asimmetrica dei rischi o la riduzione dei costi delle operazioni; sostegno allo sviluppo di infrastrutture e competenze sociali;
iv)  sostegno alla cooperazione e al partenariato transnazionali in vista del trasferimento e dell'applicazione su larga scala delle soluzioni innovative;
iv)  sostegno alla cooperazione e al partenariato transnazionali in vista del trasferimento e dell'applicazione su larga scala delle soluzioni innovative;
c)  sviluppo delle capacità, in particolare:
c)  sviluppo delle capacità, in particolare:
i)  di reti a livello dell'UE correlate ai settori di cui all'articolo 4, paragrafo 1;
i)  di reti a livello dell'UE correlate ai settori di cui all'articolo 4, paragrafo 1;
ii)  dei punti di contatto nazionali che forniscono orientamento, informazioni e assistenza in relazione all'attuazione della componente;
ii)  dei punti di contatto nazionali che forniscono orientamento, informazioni e assistenza in relazione all'attuazione della componente;
iii)  delle amministrazioni, delle istituzioni di sicurezza sociale e dei servizi per l'impiego di paesi partecipanti che si occupano della promozione della mobilità professionale, di istituti di microfinanza e di enti che forniscono finanziamenti alle imprese sociali o ad altri attori operanti nel settore dell'investimento sociale, come pure la creazione di reti;
iii)  delle amministrazioni, delle istituzioni di sicurezza sociale e dei servizi per l'impiego di paesi partecipanti che si occupano della promozione della mobilità professionale, di istituti di microfinanza e di enti che forniscono finanziamenti alle imprese dell'economia sociale o ad altri attori operanti nel settore dell'investimento sociale, come pure la creazione di reti;
iv)  dei portatori di interessi in vista della cooperazione transnazionale;
iv)  delle parti sociali e dei portatori di interessi in vista della cooperazione transnazionale;
d)  attività di comunicazione e divulgazione, in particolare:
d)  attività di comunicazione e divulgazione, in particolare:
i)  apprendimento reciproco tramite lo scambio di buone pratiche, approcci innovativi, risultati di attività di analisi, esami tra pari e analisi comparativa;
i)  apprendimento reciproco tramite lo scambio di buone pratiche, approcci innovativi, risultati di attività di analisi, esami tra pari e analisi comparativa;
ii)  guide, rapporti, materiale informativo e copertura mediatica delle iniziative correlate ai settori di cui all'articolo 4, paragrafo 1;
ii)  guide, rapporti, materiale informativo e copertura mediatica delle iniziative correlate ai settori di cui all'articolo 4, paragrafo 1;
iii)  sistemi di informazione per la diffusione di dati oggettivi correlati ai settori di cui all'articolo 4, paragrafo 1;
iii)  sistemi di informazione per la diffusione di dati oggettivi correlati ai settori di cui all'articolo 4, paragrafo 1;
iv)  eventi, conferenze e seminari della presidenza del Consiglio.
iv)  assistenza tecnica e amministrativa per l'attuazione del programma di lavoro, quali le attività di preparazione, monitoraggio, audit, controllo e valutazione, compresi i sistemi informatici.
Emendamento 112
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera b
b)  i soggetti giuridici costituiti a norma del diritto dell'Unione o le organizzazioni internazionali.
b)  i pertinenti soggetti giuridici costituiti a norma del diritto dell'Unione o le pertinenti organizzazioni internazionali.
Emendamento 113
Proposta di regolamento
Articolo 25 bis (nuovo)
Articolo 25 bis
Governance
1.  La Commissione consulta i portatori di interessi nell'Unione, in particolare le parti sociali e le organizzazioni della società civile, per quanto concerne i programmi di lavoro in materia di occupazione e innovazione sociale, le loro priorità, il loro orientamento strategico e la loro attuazione.
2.  La Commissione stabilisce i rapporti necessari con il comitato per l'occupazione, il comitato per la protezione sociale, il comitato consultivo sulla salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, il gruppo di direttori generali per le relazioni industriali e il comitato consultivo sulla libertà di circolazione dei lavoratori per informarli regolarmente e debitamente dei progressi compiuti nell'attuazione di tali programmi. La Commissione informa anche gli altri comitati che si occupano di politiche, strumenti e azioni aventi attinenza con la componente Occupazione e innovazione sociale.
Emendamento 114
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera -a (nuova)
-a)   promuovere una strategia dell'Unione in materia di sanità pubblica volta a:
i)  sostenere gli Stati membri nei loro sforzi intesi a proteggere e migliorare la sanità pubblica nonché
ii)  portare avanti la missione dell'Unione in materia sanitaria in conformità dell'articolo 168 TFUE, che stabilisce che nella definizione e nell'attuazione di tutte le politiche ed attività dell'Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana.
Emendamento 115
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera a – parte introduttiva
a)  rafforzare la preparazione, la gestione e la risposta in caso di crisi nell'Unione per proteggere i cittadini da minacce sanitarie transfrontaliere
a)  rafforzare la preparazione, la gestione e la risposta in caso di crisi nell'Unione per affrontare le minacce sanitarie transfrontaliere
Emendamento 116
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera a – punto iv bis (nuovo)
iv bis)   realizzare interventi nell'ambito della sanità pubblica correttamente progettati per ridurre gli oneri e l'impatto delle infezioni e delle malattie infettive prevenibili
Emendamento 117
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera a – punto iv ter (nuovo)
iv ter)   sostenere lo sviluppo delle competenze e degli strumenti per un'efficace comunicazione del rischio
Emendamento 118
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera b – punto i
i)  investire nella promozione della salute e nella prevenzione delle malattie
i)  investire nella promozione della salute e nella prevenzione delle malattie, anche mediante programmi di alfabetizzazione ed educazione sanitaria e la promozione dell'attività fisica
Emendamento 119
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera b – punto i bis (nuovo)
i bis)  investire nella diagnosi precoce e nello screening
Emendamento 120
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera b – punto ii
ii)  sostenere la trasformazione digitale della sanità e dell'assistenza
ii)  sostenere la trasformazione digitale della sanità e dell'assistenza che rispondono alle esigenze e alle preoccupazioni dei pazienti e dei cittadini, in particolare stabilendo collegamenti a programmi che sostengono l'alfabetizzazione mediatica e le competenze digitali
Emendamento 121
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera b – punto ii bis (nuovo)
ii bis)   sostenere lo sviluppo di servizi pubblici digitali in ambiti come quello sanitario
Emendamento 122
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera b – punto ii ter (nuovo)
ii ter)   rafforzare la sicurezza e la qualità dell'informazione sanitaria
Emendamento 123
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera b – punto ii
ii)  sostenere lo sviluppo di un sistema sostenibile di informazione sanitaria dell'Unione
ii)  sostenere lo sviluppo di un sistema sostenibile, trasparente e accessibile di informazione sanitaria dell'Unione, garantendo al contempo la protezione dei dati privati
(Nella proposta COM la numerazione dell'articolo 26, lettera b, non è corretta, visto che vi sono due punti numerati ii))
Emendamento 124
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera b – punto iii
iii)  sostenere gli Stati membri tramite trasferimenti di conoscenze utili per i processi nazionali di riforma volti a ottenere sistemi sanitari efficaci, accessibili e resilienti e una migliore promozione della salute e prevenzione delle malattie, in particolare per far fronte alle sfide individuate nell'ambito del semestre europeo
iii)  sostenere gli Stati membri tramite trasferimenti di conoscenze e sostegno all'attuazione utili per i processi nazionali di riforma volti a ottenere sistemi sanitari efficaci, accessibili, resilienti, non discriminatori, inclusivi ed equi, che affrontino le disuguaglianze sociali, e una migliore promozione della salute e prevenzione delle malattie, in particolare per far fronte alle sfide individuate nell'ambito del semestre europeo. Ciò comprende anche il sostegno ai registri nazionali di elevata qualità che possano fornire dati comparabili.
Emendamento 125
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera b – punto iv bis (nuovo)
iv bis)   sostenere la transizione verso servizi sociali, sanitari di prossimità e di assistenza incentrati sulla persona, nonché l'assistenza integrata in comunità, in particolare promuovendo modelli organizzativi basati sul lavoro di squadra interprofessionale e sulla creazione di reti a partecipazione multipla
Emendamento 126
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera b – punto iv ter (nuovo)
iv ter)   garantire il coinvolgimento di tutti i pertinenti portatori di interessi nelle suddette azioni, a livello dell'Unione e/o nazionale, come opportuno
Emendamento 127
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera b – punto iv quater (nuovo)
iv quater)   sviluppare e attuare strumenti e strategie per prevenire e affrontare le disuguaglianze sanitarie, nonché promuovere l'inclusione sociale, la partecipazione attiva dei cittadini e la partecipazione della comunità
Emendamento 128
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera c – punto i
i)  sostenere l'attuazione della legislazione sui prodotti medicinali e sui dispositivi medici
i)  sostenere l'attuazione della legislazione sui prodotti medicinali, sull'accesso a tali prodotti in tutta l'Unione e sui dispositivi medici
Emendamento 129
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera c – punto vi
vi)  sostenere i comitati scientifici della "sicurezza dei consumatori" e dei "rischi sanitari, ambientali ed emergenti" della Commissione
vi)  sostenere lo sviluppo della salute in tutte le politiche e istituire processi mediante i quali sia possibile considerare le conseguenze per la salute e tenerne conto in tutte le politiche
Emendamento 130
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera c bis (nuova)
c bis)   sostenere il monitoraggio, l'attuazione e il rafforzamento di altre normative e politiche dell'Unione con conseguenze per la salute, in modo da contribuire a garantire un livello elevato di protezione della salute umana, comprese, tra l'altro, quelle concernenti:
i)  l'inquinamento atmosferico
ii)  gli interferenti endocrini e altre sostanze chimiche con proprietà nocive
iii)  i residui di antiparassitari negli alimenti, nell'acqua e nell'aria
iv)  i prodotti alimentari e la relativa etichettatura, anche sugli acidi grassi trans, l'etichettatura delle bevande alcoliche, gli additivi e i materiali destinati al contatto con gli alimenti
Emendamento 131
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera d – punto ii
ii)  sostenere lo sviluppo della cooperazione sulla valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA) in preparazione di nuove norme armonizzate
ii)  sostenere lo sviluppo della cooperazione sulla valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA) e il rafforzamento delle capacità al riguardo in preparazione di nuove norme armonizzate
Emendamento 132
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera d – punto iii bis (nuovo)
iii bis)   sostenere l'attuazione di programmi e migliori pratiche sull'educazione in materia di salute sessuale e riproduttiva e campagne per i giovani
Emendamento 133
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera d – punto iii ter (nuovo)
iii ter)   sostenere le organizzazioni della società civile a livello dell'Unione che si occupano degli aspetti della sanità e ad essa attinenti
Emendamento 134
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera d – punto iii quater (nuovo)
iii quater)  sostenere la creazione di un Comitato direttivo per la sanità per l'attuazione delle azioni nell'ambito della componente Salute
Emendamento 135
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 1
1.  Solo le azioni intese a perseguire gli obiettivi di cui agli articoli 3 e 26 sono ammissibili al finanziamento.
1.  Solo le azioni correlate alla salute, intese a perseguire gli obiettivi di cui agli articoli 3, 4 e 26 sono ammissibili al finanziamento.
Emendamento 136
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 2 – lettera a – punto i bis (nuovo)
i bis)   attività intese a monitorare gli impatti sanitari cumulativi dei fattori di rischio ambientali, ivi compresi quelli derivanti dai contaminanti presenti negli alimenti, nell'acqua, nell'aria e in altre fonti;
Emendamento 137
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 2 – lettera a – punto i ter (nuovo)
i ter)   attività intese a monitorare gli impatti sanitari del diritto dell'Unione, per esempio la farmacovigilanza e attività analoghe;
Emendamento 138
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 2 – lettera a – comma 1 bis (nuovo)
i risultati delle attività analitiche, una volta terminate, sono messi a disposizione del pubblico.
Emendamento 139
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 2 – lettera b – punto i
i)  collaborazione e partenariati transfrontalieri, anche in regioni transfrontaliere;
i)  collaborazione e partenariati transfrontalieri, anche in regioni transfrontaliere e in relazione all'inquinamento atmosferico e ad altra contaminazione ambientale transfrontaliera;
Emendamento 140
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 2 – lettera c – punto i
i)  mediante il trasferimento, l'adattamento e la diffusione delle migliori pratiche con un consolidato valore aggiunto dell'Unione tra gli Stati membri;
i)  mediante lo scambio, il trasferimento, l'adattamento e la diffusione delle migliori pratiche con un consolidato valore aggiunto dell'Unione tra gli Stati membri;
Emendamento 141
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 2 – lettera c – punto ii
ii)  di reti a livello dell'UE correlate ai settori di cui all'articolo 26;
ii)  di reti a livello dell'UE correlate ai settori di cui all'articolo 26, in maniera costante e sostenibile, garantendo la presenza di una società civile attiva a livello dell'Unione;
Emendamento 142
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 2 – lettera c – punto iv
iv)  dei punti di contatto nazionali che forniscono orientamento, informazioni e assistenza in relazione all'attuazione del programma;
iv)  dei punti di contatto regionali, subnazionali e nazionali che forniscono orientamento, informazioni e assistenza in relazione all'attuazione del programma;
Emendamento 143
Proposta di regolamento
Articolo 29 – comma 1
La Commissione consulta le autorità sanitarie degli Stati membri in seno al gruppo direttivo per la promozione della salute, la prevenzione e la gestione delle malattie non trasmissibili o in altri pertinenti gruppi di esperti della Commissione o organismi analoghi in merito ai piani di lavoro per la componente Salute e alle priorità, agli orientamenti strategici e all'attuazione di tale componente, nonché in merito all'aspetto riguardante la politica sanitaria di altre politiche e di altri meccanismi di sostegno, aumentandone così il coordinamento generale e il valore aggiunto.
La Commissione consulta le autorità sanitarie degli Stati membri in seno al gruppo direttivo per la promozione della salute, la prevenzione e la gestione delle malattie non trasmissibili o in altri pertinenti gruppi di esperti della Commissione o organismi analoghi quali le organizzazioni professionali del settore sanitario in merito ai piani di lavoro annuali per la componente Salute e alle priorità, agli orientamenti strategici e all'attuazione di tale componente, nonché in merito all'aspetto riguardante la politica sanitaria di altre politiche e di altri meccanismi di sostegno, aumentandone così il coordinamento generale e il valore aggiunto Una forte leadership politica e un'adeguata struttura di governance dedicata alla salute garantiranno la protezione e la promozione della salute in tutti i portafogli della Commissione, ai sensi dell'articolo 168, paragrafo 1, del TFUE.
Emendamento 144
Proposta di regolamento
Articolo 29 bis (nuovo)
Articolo 29 bis
Comitato direttivo per la sanità
1.  La Commissione istituisce un Comitato direttivo per la sanità (in appresso 'il Comitato direttivo') per l'attuazione delle azioni nell'ambito della componente Salute.
2.  Il Comitato direttivo si concentra sulla creazione di sinergie tra la componente Salute e altri programmi in cui viene integrata una dimensione relativa alla salute, attraverso il coordinamento e la cooperazione, promuovendo il coinvolgimento dei pazienti e della società, nonché fornendo consulenza scientifica e formulando raccomandazioni. Queste azioni prevedono interventi in campo sanitario orientati al valore, sostenibilità e migliori soluzioni sanitarie, promuovono l'accesso e riducono le disuguaglianze sanitarie. 
3.  Il Comitato direttivo fornisce una strategia e un orientamento globali per lo sviluppo di piani di lavoro nell'ambito della componente Salute. 
4.  Il Comitato direttivo è costituito da un gruppo di soggetti interessati indipendenti, composto da attori dei settori pertinenti nel campo della sanità pubblica, del benessere e della protezione sociale, con la partecipazione di rappresentanti delle regioni e autorità sanitarie locali, di rappresentanti dei pazienti e di cittadini. 
5.  Il Comitato direttivo è composto da 15-20 persone di alto livello provenienti dalle diverse discipline e attività di cui al paragrafo 4. I membri del Comitato sono nominati dalla Commissione, a seguito di un invito pubblico a presentare candidature o a manifestare interesse, o di entrambi. 
6.  Il presidente del Comitato direttivo è nominato dalla Commissione tra i suoi membri. 
7.  Il Comitato direttivo: 
i)  dà un contributo ai piani di lavoro annuali per la componente Salute, sulla base di una proposta della Commissione;
ii)  elabora un progetto per orientare il coordinamento e la cooperazione tra la componente Salute e altri programmi in cui viene integrata una dimensione relativa alla salute.
Il progetto facilita la garanzia della visibilità e del coordinamento tra tutti i meccanismi finanziari esistenti relativi alla salute e contribuisce a orientare il coordinamento e la cooperazione. 
Emendamento 145
Proposta di regolamento
Articolo 29 ter (nuovo)
Articolo 29 ter
Cooperazione internazionale
Al fine di ottimizzare l'efficacia e l'efficienza delle azioni a livello dell'Unione e su scala internazionale, per l'attuazione della componente Salute, la Commissione sviluppa la cooperazione con i pertinenti organismi internazionali, quali le Nazioni Unite e le relative agenzie specializzate, in particolare l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), nonché il Consiglio d'Europa e l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE).
Emendamento 146
Proposta di regolamento
Articolo 31
Articolo 31
Articolo 31
Forme di finanziamento dell'UE e modalità di attuazione
Forme di finanziamento dell'UE e modalità di attuazione
1.  Le componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute possono concedere finanziamenti in tutte le forme previste dal regolamento finanziario, segnatamente sovvenzioni, premi, appalti e pagamenti volontari alle organizzazioni internazionali delle quali l'Unione è membro o ai cui lavori essa partecipa.
1.  Le componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute possono concedere finanziamenti in tutte le forme previste dal regolamento finanziario, segnatamente sovvenzioni, premi, appalti, contributi e pagamenti volontari alle organizzazioni internazionali delle quali l'Unione è membro o ai cui lavori essa partecipa.
2.  Le sezioni Occupazione e innovazione sociale e Salute sono attuate direttamente, come stabilito dal regolamento finanziario, o indirettamente per il tramite degli organismi di cui all'articolo [61, paragrafo 1, lettera c),] del regolamento finanziario.
2.  Le sezioni Occupazione e innovazione sociale e Salute sono attuate direttamente, come stabilito dal regolamento finanziario, o indirettamente per il tramite degli organismi di cui all'articolo [61, paragrafo 1, lettera c),] del regolamento finanziario.
Nell'aggiudicazione di sovvenzioni il comitato di valutazione di cui all'articolo [150] del regolamento finanziario può essere composto da esperti esterni.
Nell'aggiudicazione di sovvenzioni il comitato di valutazione di cui all'articolo [150] del regolamento finanziario può essere composto da esperti esterni.
3.  Le operazioni di finanziamento misto a titolo della componente Occupazione e innovazione sociale sono attuate in conformità al [regolamento InvestEU] e al titolo X del regolamento finanziario.
3.  Le operazioni di finanziamento misto a titolo della componente Occupazione e innovazione sociale sono attuate in conformità al [regolamento InvestEU] e al titolo X del regolamento finanziario.
4.  Per la componente Salute, possono essere assegnate sovvenzioni dirette senza invito a presentare proposte per finanziare azioni aventi un chiaro valore aggiunto dell'Unione, cofinanziate dalle autorità competenti responsabili in materia di sanità negli Stati membri o nei paesi terzi associati al programma, o da enti del settore pubblico e non governativi, a titolo individuale o riuniti in rete, delegati da dette autorità competenti.
4.  Per la componente Salute, possono essere assegnate sovvenzioni dirette senza invito a presentare proposte per finanziare azioni aventi un chiaro valore aggiunto dell'Unione, cofinanziate dalle autorità competenti responsabili in materia di sanità negli Stati membri o nei paesi terzi associati al programma, o da enti del settore pubblico e non governativi, a titolo individuale o riuniti in rete, delegati da dette autorità competenti.
5.  Per la componente Salute, possono essere assegnate sovvenzioni dirette senza invito a presentare proposte alle reti di riferimento europee approvate come reti dal comitato di Stati membri per le reti di riferimento europee secondo la procedura di approvazione di cui alla decisione di esecuzione n. 2014/287/UE della Commissione, del 10 marzo 2014, che stabilisce criteri per l'istituzione e la valutazione delle reti di riferimento europee e dei loro membri e per agevolare lo scambio di informazioni e competenze in relazione all'istituzione e alla valutazione di tali reti.
5.  Per la componente Salute, possono essere assegnate sovvenzioni dirette senza invito a presentare proposte alle reti di riferimento europee approvate come reti dal comitato di Stati membri per le reti di riferimento europee secondo la procedura di approvazione di cui alla decisione di esecuzione n. 2014/287/UE della Commissione, del 10 marzo 2014, che stabilisce criteri per l'istituzione e la valutazione delle reti di riferimento europee e dei loro membri e per agevolare lo scambio di informazioni e competenze in relazione all'istituzione e alla valutazione di tali reti.
Emendamento 147
Proposta di regolamento
Articolo 32
Articolo 32
Articolo 32
Programma di lavoro e coordinazione
Programma di lavoro e coordinazione
Le componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute sono attuate mediante i programmi di lavoro di cui all'articolo [108] del regolamento finanziario. I programmi di lavoro stabiliscono, se del caso, l'importo globale destinato alle operazioni di finanziamento misto.
La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 38 al fine integrare le componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute, stabilendo programmi di lavoro quali previsti all'articolo [108] del regolamento finanziario. I programmi di lavoro stabiliscono, se del caso, l'importo globale destinato alle operazioni di finanziamento misto.
La Commissione promuove le sinergie e garantisce un coordinamento efficace tra la componente Salute del FSE+ e il programma di sostegno alle riforme, compresi lo strumento per la realizzazione delle riforme e lo strumento di assistenza tecnica.
La Commissione promuove le sinergie e garantisce un coordinamento efficace tra la componente Salute del FSE+ e il programma di sostegno alle riforme, compresi lo strumento per la realizzazione delle riforme e lo strumento di assistenza tecnica.
Emendamento 148
Proposta di regolamento
Articolo 33
Articolo 33
Articolo 33
Sorveglianza e relazioni
Sorveglianza e relazioni
1.  Sono definiti indicatori per monitorare l'attuazione e i progressi delle componenti nel conseguire gli obiettivi specifici di cui all'articolo 4 e gli obiettivi operativi di cui agli articolo 23 e 26.
1.  Sono definiti indicatori per monitorare l'attuazione e i progressi delle componenti nel conseguire gli obiettivi specifici di cui all'articolo 4 e gli obiettivi operativi di cui agli articolo 23 e 26.
2.  Il sistema di rendicontazione sulla performance garantisce una raccolta efficiente, efficace e tempestiva dei dati per la sorveglianza dell'attuazione delle componenti e dei risultati. A tale scopo sono imposti obblighi di rendicontazione proporzionati ai destinatari dei finanziamenti dell'Unione e se del caso agli Stati membri.
2.  Il sistema di rendicontazione sulla performance garantisce una raccolta efficiente, efficace e tempestiva dei dati per la sorveglianza dell'attuazione delle componenti e dei risultati. A tale scopo sono imposti obblighi di rendicontazione proporzionati ai destinatari dei finanziamenti dell'Unione e se del caso agli Stati membri.
3.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 38 per integrare o modificare gli indicatori dell'allegato III, se ciò è ritenuto necessario per garantire una valutazione efficace dei progressi nell'attuazione delle componenti.
3.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 38 per integrare o modificare gli indicatori degli allegati II ter e III, se ciò è ritenuto necessario per garantire una valutazione efficace dei progressi nell'attuazione delle componenti.
3 bis.  Al fine di monitorare regolarmente le componenti e di adattare secondo le necessità le loro priorità di azione e di finanziamento, la Commissione elabora una prima relazione di monitoraggio qualitativa e quantitativa relativa al primo anno, seguita da tre relazioni relative a bienni consecutivi e le trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio. Le relazioni sono trasmesse, per conoscenza, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni. Le relazioni includono i risultati delle componenti e la misura in cui nelle loro attività sono stati applicati i principi della parità tra uomini e donne e dell'integrazione della prospettiva di genere e si è tenuto conto delle considerazioni sul tema della non discriminazione, comprese le questioni relative all'accessibilità. Le relazioni sono messe a disposizione del pubblico al fine di migliorare la trasparenza delle componenti.
Emendamento 149
Proposta di regolamento
Articolo 35
Articolo 35
Articolo 35
Valutazione
Valutazione
1.  Le valutazioni si svolgono con tempestività sufficiente per alimentare il processo decisionale.
1.  Le valutazioni si svolgono con tempestività sufficiente per alimentare il processo decisionale.
2.  La valutazione intermedia delle componenti può essere effettuata non appena siano disponibili informazioni sufficienti sulla loro attuazione e comunque non oltre quattro anni dall'inizio della loro attuazione.
2.  Entro il 31 dicembre 2024, la Commissione procede ad una valutazione intermedia delle componenti al fine di:
a)  misurare, in termini qualitativi e quantitativi, i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi delle componenti;
b)  rispondere al contesto sociale all'interno dell'Unione e alle eventuali modifiche principali introdotte dalla legislazione dell'Unione;
c)  stabilire se le risorse delle componenti siano state utilizzate in modo efficiente e stabilire il loro valore aggiunto per l'Unione.
I risultati di tale valutazione intermedia sono presentati al Parlamento europeo e al Consiglio.
3.  Al termine del periodo di attuazione e comunque non oltre quattro anni dalla fine del periodo di cui all'articolo 5, la Commissione effettua una valutazione finale delle componenti.
3.  Al termine del periodo di attuazione e comunque non oltre quattro anni dalla fine del periodo di cui all'articolo 5, la Commissione effettua una valutazione finale delle componenti.
4.  La Commissione comunica le conclusioni delle valutazioni, corredate delle proprie osservazioni, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.
4.  La Commissione comunica le conclusioni delle valutazioni, corredate delle proprie osservazioni, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.
Emendamento 150
Proposta di regolamento
Articolo 37
Articolo 37
Articolo 37
Informazione, comunicazione e pubblicità
Informazione, comunicazione e pubblicità
1.  I destinatari dei finanziamenti dell'Unione rendono nota l'origine degli stessi e ne garantiscono la visibilità (in particolare quando promuovono azioni e risultati) diffondendo informazioni coerenti, efficaci e destinate a pubblici diversi, tra cui i media e il vasto pubblico.
1.  I destinatari dei finanziamenti dell'Unione rendono nota l'origine degli stessi e ne garantiscono la visibilità (in particolare quando promuovono azioni e risultati) diffondendo informazioni coerenti, efficaci e destinate a pubblici diversi, tra cui i media e il vasto pubblico.
2.  La Commissione conduce azioni di informazione e comunicazione sulle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute, sulle singole azioni e sui risultati. Le risorse finanziarie destinate alle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute contribuiscono anche alla comunicazione istituzionale delle priorità politiche dell'Unione nella misura in cui si riferiscono agli obiettivi di cui agli articoli 4, 23 e 26.
2.  La Commissione conduce azioni di informazione e comunicazione sulle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute, sulle singole azioni e sui risultati. Le risorse finanziarie destinate alle componenti Occupazione e innovazione sociale e Salute contribuiscono anche alla comunicazione delle priorità politiche dell'Unione nella misura in cui si riferiscono agli obiettivi di cui agli articoli 4, 23 e 26.
Emendamento 151
Proposta di regolamento
Articolo 38
Articolo 38
Articolo 38
Esercizio della delega
Esercizio della delega
1.  Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.
1.  Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 15, paragrafo 6, all'articolo 21, paragrafo 5, e all'articolo 33, paragrafo 3, è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 15, paragrafo 6, all'articolo 21, paragrafo 5, all'articolo 32 e all'articolo 33, paragrafo 3, è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
3.  La delega di potere di cui all'articolo 15, paragrafo 6, all'articolo 21, paragrafo 5, e all'articolo 33, paragrafo 3, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
3.  La delega di potere di cui all'articolo 15, paragrafo 6, all'articolo 21, paragrafo 5, all'articolo 32 e all'articolo 33, paragrafo 3, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
4.  Prima di adottare un atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 201628.
4.  Prima di adottare un atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 201628.
5.  Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.
5.  Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.
6.  Un atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 6, dell'articolo 21, paragrafo 5, e dell'articolo 33, paragrafo 3, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
6.  Un atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 6, dell'articolo 21, paragrafo 5, all'articolo 32 e dell'articolo 33, paragrafo 3, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
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28 GU L 123 del 12.5.2016, pag. 13.
28.   GU L 123 del 12.5.2016, pag. 13.
Emendamento 152
Proposta di regolamento
Articolo 40
Articolo 40
Articolo 40
Comitato di cui all'articolo 163 del TFUE
Comitato di cui all'articolo 163 del TFUE
1.  La Commissione è assistita dal comitato istituito dall'articolo 163 del TFUE (il "comitato FSE+").
1.  La Commissione è assistita dal comitato istituito dall'articolo 163 del TFUE (il "comitato FSE+").
2.  Ogni Stato membro nomina un rappresentante del governo, un rappresentante delle organizzazioni dei lavoratori, un rappresentante delle organizzazioni dei datori di lavoro e un supplente per ciascun membro per un periodo massimo di sette anni. In caso di assenza di un membro il supplente ha automaticamente diritto di partecipare ai lavori.
2.  Ogni Stato membro nomina un rappresentante del governo, un rappresentante delle organizzazioni dei lavoratori, un rappresentante delle organizzazioni dei datori di lavoro, un rappresentante della società civile, un rappresentante degli enti per la parità o di altre istituzioni indipendenti per i diritti umani ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera c), del [futuro regolamento sulle disposizioni comuni] e un supplente per ciascun membro per un periodo massimo di sette anni. In caso di assenza di un membro il supplente ha automaticamente diritto di partecipare ai lavori.
3.  Il comitato FSE+ comprende un rappresentante per ciascuna delle organizzazioni che rappresentano le organizzazioni dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di lavoro a livello di Unione.
3.  Il comitato FSE+ comprende un rappresentante per ciascuna delle organizzazioni che rappresentano le organizzazioni dei lavoratori, le organizzazioni dei datori di lavoro e le organizzazioni della società civile a livello di Unione.
3 bis.  Il comitato del FSE+ può invitare i rappresentanti della Banca europea e del Fondo europeo per gli investimenti.
3 ter.  In seno al comitato FSE+ sono garantiti l'equilibrio di genere e un'adeguata rappresentanza delle minoranze e di altri gruppi esclusi.
4.  Il comitato FSE+ è consultato sull'uso pianificato dell'assistenza tecnica in caso di contributo della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente, nonché su altre questioni che hanno un impatto sull'attuazione delle strategie a livello di Unione che interessano il FSE+.
4.  Il comitato FSE+ è consultato sull'uso pianificato dell'assistenza tecnica in caso di contributo della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente, nonché su altre questioni che hanno un impatto sull'attuazione delle strategie a livello di Unione che interessano il FSE+.
5.  Il comitato FSE+ può fornire pareri su:
5.  Il comitato FSE+ può fornire pareri su:
a)  questioni connesse al contributo del FSE+ all'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, comprese le raccomandazioni specifiche per paese e le priorità relative al semestre (programmi nazionali di riforma, ecc.);
a)  questioni connesse al contributo del FSE+ all'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, comprese le raccomandazioni specifiche per paese e le priorità relative al semestre (programmi nazionali di riforma, ecc.);
b)  questioni relative al [futuro regolamento sulle disposizioni comuni] pertinenti per il FSE+;
b)  questioni relative al [futuro regolamento sulle disposizioni comuni] pertinenti per il FSE+;
c)  questioni connesse al FSE+ a esso riferite dalla Commissione diverse da quelle di cui al paragrafo 4.
c)  questioni connesse al FSE+ a esso riferite dalla Commissione diverse da quelle di cui al paragrafo 4.
I pareri del comitato FSE+ sono adottati a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi e sono comunicati al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni per informazione. La Commissione informa il comitato FSE+ del modo in cui ha tenuto conto dei suoi pareri.
I pareri del comitato FSE+ sono adottati a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi e sono comunicati al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni per informazione. La Commissione informa per iscritto il comitato FSE+ del modo in cui ha tenuto conto dei suoi pareri.
6.  Il comitato FSE+ può istituire gruppi di lavoro per ciascuna delle componenti del FSE+.
6.  Il comitato FSE+ può istituire gruppi di lavoro per ciascuna delle componenti del FSE+.
Emendamento 153
Proposta di regolamento
Allegato I
ALLEGATO I1
ALLEGATO I1
Indicatori comuni per il sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente
Indicatori comuni per il sostegno generale della componente del FSE+ in regime di gestione concorrente
Tutti i dati personali devono essere disaggregati per genere (femminile, maschile, "non binario"). Se alcuni risultati non sono possibili, i dati per questi risultati non devono essere rilevati e comunicati.
Tutti i dati personali devono essere disaggregati per genere (femminile, maschile, "non binario"). Se alcuni risultati non sono disponibili, i dati per questi risultati non devono essere rilevati e comunicati. I dati personali sensibili possono essere rilevati in forma anonima.
1)  Indicatori comuni di output relativi alle operazioni rivolte alle persone
1)  Indicatori comuni di output relativi alle operazioni rivolte alle persone
1 a)  Indicatori comuni di output per i partecipanti
1 a)  Indicatori comuni di output per i partecipanti
–  Gli indicatori comuni di output per i partecipanti sono:
–  Gli indicatori comuni di output per i partecipanti sono:
–  disoccupati, compresi i disoccupati di lungo periodo*,
–  disoccupati, compresi i disoccupati di lungo periodo*,
–  disoccupati di lungo periodo*,
–  disoccupati di lungo periodo*,
–  inattivi*,
–  inattivi*,
–  lavoratori, compresi i lavoratori autonomi*,
–  lavoratori, compresi i lavoratori autonomi*,
–  non iscritti a corsi di istruzione o di formazione (NEET),
–  persone di età inferiore a 30 anni*,
–  minori di età inferiore a 18 anni*,
–  giovani di età compresa tra 18 e 29 anni*,
–  persone di età superiore a 54 anni*,
–  persone di età superiore a 54 anni*,
–  titolari di un diploma di istruzione secondaria inferiore o più basso (ISCED 0-2)*,
–  titolari di un diploma di istruzione secondaria inferiore o più basso (ISCED 0-2)*,
–  titolari di un diploma di istruzione secondaria superiore (ISCED 3) o di un diploma di istruzione post secondaria (ISCED 4)*,
–  titolari di un diploma di istruzione secondaria superiore (ISCED 3) o di un diploma di istruzione post secondaria (ISCED 4)*,
–  titolari di un diploma di istruzione terziaria (ISCED da 5 a 8)*.
–  titolari di un diploma di istruzione terziaria (ISCED da 5 a 8)*.
Il numero totale dei partecipanti deve essere calcolato automaticamente sulla base degli indicatori comuni di output relativi alla posizione lavorativa.
Il numero totale dei partecipanti deve essere calcolato automaticamente sulla base degli indicatori comuni di output relativi alla posizione lavorativa.
1 b)  Altri indicatori comuni di output
1 b)  Altri indicatori comuni di output
Se i dati per questi indicatori non sono ricavati da registri di dati, i valori per questi indicatori possono essere determinati sulla base di stime informate ottenute dal beneficiario.
Se i dati per questi indicatori non sono ricavati da registri di dati, i valori per questi indicatori possono essere determinati sulla base di stime informate ottenute dal beneficiario. I partecipanti forniscono i dati sempre su base volontaria.
–  partecipanti con disabilità**,
–  partecipanti con disabilità**,
–  partecipanti di età inferiore a 18 anni*,
–  cittadini di paesi terzi*,
–  cittadini di paesi terzi*,
–  partecipanti di origine straniera*,
–  partecipanti di origine straniera*,
–  minoranze (comprese le comunità emarginate come i rom)**,
–  minoranze (diverse dalla comunità rom)**,
–  partecipanti della comunità rom**,
–  senzatetto o persone colpite da esclusione abitativa*,
–  senzatetto o persone colpite da esclusione abitativa*,
–  partecipanti provenienti da zone rurali*.
–  partecipanti provenienti da zone rurali*,
–  partecipanti di aree geografiche con livelli elevati di povertà ed esclusione sociale*,
–  partecipanti che stanno effettuando la transizione dall'assistenza istituzionale all'assistenza in famiglia o in comunità**.
2)  Gli indicatori comuni di output per gli enti sono:
2)  Gli indicatori comuni di output per gli enti sono:
–  numero di pubbliche amministrazioni o servizi pubblici sostenuti a livello nazionale, regionale o locale,
–  numero di pubbliche amministrazioni o servizi pubblici sostenuti a livello nazionale, regionale o locale,
–  numero di micro, piccole e medie imprese sostenute (comprese le società cooperative e le imprese sociali).
–  numero di micro, piccole e medie imprese sostenute (comprese le società cooperative e le imprese sociali).
3)  Gli indicatori comuni di risultato immediato per i partecipanti sono:
3)  Gli indicatori comuni di risultato immediato per i partecipanti sono:
–  partecipanti che cercano un lavoro alla fine della loro partecipazione all'intervento*,
–  partecipanti che cercano un lavoro alla fine della loro partecipazione all'intervento*,
–  partecipanti in un percorso di istruzione o di formazione alla fine della loro partecipazione all'intervento*,
–  partecipanti in un percorso di istruzione o di formazione alla fine della loro partecipazione all'intervento*,
–  partecipanti che ottengono una qualifica alla fine della loro partecipazione all'intervento*,
–  partecipanti che ottengono una qualifica alla fine della loro partecipazione all'intervento*,
–  partecipanti che ottengono una qualifica alla fine della loro partecipazione all'intervento*,
–  partecipanti che ottengono una qualifica alla fine della loro partecipazione all'intervento*,
(4)  Indicatori comuni di risultato a lungo termine per i partecipanti:
(4)  Indicatori comuni di risultato a lungo termine per i partecipanti:
–  partecipanti che hanno un lavoro, anche autonomo, sei mesi dopo la fine della loro partecipazione all'intervento*,
–  partecipanti che hanno un lavoro, anche autonomo, sei e dodici mesi dopo la fine della loro partecipazione all'intervento*,
–  partecipanti che godono di una migliore situazione sul mercato del lavoro sei mesi dopo la fine della loro partecipazione all'intervento*.
–  partecipanti che godono di una migliore situazione sul mercato del lavoro sei e dodici mesi dopo la fine della loro partecipazione all'intervento*.
Come requisito minimo, questi dati devono essere raccolti sulla base di un campione rappresentativo di partecipanti all'interno di ciascun obiettivo specifico. La validità interna del campione deve essere garantita in un modo tale per cui i dati possano essere generalizzati al livello dell'obiettivo specifico.
Come requisito minimo, questi dati devono essere raccolti sulla base di un campione rappresentativo di partecipanti all'interno di ciascun obiettivo specifico. La validità interna del campione deve essere garantita in un modo tale per cui i dati possano essere generalizzati al livello dell'obiettivo specifico.
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1 I dati comunicati per gli indicatori contrassegnati dal simbolo "*" sono dati personali ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679.
1 I dati comunicati per gli indicatori contrassegnati dal simbolo "*" sono dati personali ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679.
I dati comunicati per gli indicatori contrassegnati dal simbolo "**" sono una categoria particolare di dati ai sensi dell'articolo 9 del regolamento (UE) 2016/679.
I dati comunicati per gli indicatori contrassegnati dal simbolo "**" sono una categoria particolare di dati ai sensi dell'articolo 9 del regolamento (UE) 2016/679.
Emendamento 154
Proposta di regolamento
Allegato II
ALLEGATO II
ALLEGATO II
Indicatori comuni per il sostegno del FSE+ volto a contrastare la deprivazione materiale
Indicatori comuni per il sostegno del FSE+ volto a contrastare la deprivazione materiale
1)  Indicatori di output
1)  Indicatori di output
a)  Valore monetario totale dei prodotti alimentari e dei beni distribuiti
a)  Valore monetario totale dei prodotti alimentari e dei beni distribuiti
i)  valore totale del sostegno alimentare;
i)  valore totale del sostegno alimentare;
ia)  valore monetario totale dei prodotti alimentari per i bambini;
ia)  valore monetario totale dei prodotti alimentari per i bambini;
ib)  valore monetario totale dei prodotti alimentari per i senzatetto;
ib)  valore monetario totale dei prodotti alimentari per i senzatetto;
ic)  valore monetario totale dei prodotti alimentari per altri gruppi destinatari.
ic)  valore monetario totale dei prodotti alimentari per altri gruppi destinatari.
ii)  valore totale dei beni distribuiti
ii)  valore totale dei beni distribuiti
iia)  valore monetario totale dei beni per i bambini;
iia)  valore monetario totale dei beni per i bambini;
iib)  valore monetario totale dei beni per i senzatetto;
iib)  valore monetario totale dei beni per i senzatetto;
iic)  valore monetario totale dei beni per altri gruppi destinatari.
iic)  valore monetario totale dei beni per altri gruppi destinatari.
b)  Quantità totale di sostegno alimentare distribuito (tonnellate).
b)  Quantità totale di sostegno alimentare distribuito (tonnellate).
Di cui2:
Di cui2:
(a)  quota di prodotti alimentari per i quali solo il trasporto, la distribuzione e lo stoccaggio sono stati pagati dal programma (in %)
(a)  quota di prodotti alimentari per i quali solo il trasporto, la distribuzione e lo stoccaggio sono stati pagati dal programma (in %)
(b)  quota di prodotti alimentari cofinanziati dal FSE+ sul volume totale dei prodotti alimentari distribuiti ai beneficiari (in %)
(b)  quota di prodotti alimentari cofinanziati dal FSE+ sul volume totale dei prodotti alimentari distribuiti ai beneficiari (in %)
3)  Indicatori comuni di risultato3
3)  Indicatori comuni di risultato3
Numero di destinatari finali che ricevono sostegno alimentare
Numero di destinatari finali che ricevono sostegno alimentare
–  Numero di bambini di età inferiore a 18 anni
–  Numero di bambini di età inferiore a 18 anni
–  Numero di giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni
–  Numero di giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni
–  Numero di destinatari finali di età superiore a 54 anni
–  Numero di destinatari finali di età superiore a 54 anni
–  Numero di destinatari finali con disabilità
–  Numero di destinatari finali con disabilità
–  Numero di cittadini di paesi terzi
–  Numero di cittadini di paesi terzi
–  Numero di destinatari finali di origine straniera e minoranze (comprese le comunità emarginate come i rom)
–  Numero di destinatari finali di origine straniera e minoranze (diverse dalla comunità rom)
–  partecipanti della comunità rom,
–  Numero di destinatari finali senzatetto o di destinatari finali colpiti da esclusione abitativa.
–  Numero di destinatari finali senzatetto o di destinatari finali colpiti da esclusione abitativa.
Numero di destinatari finali che ricevono sostegno materiale
Numero di destinatari finali che ricevono sostegno materiale
–  Numero di bambini di età inferiore a 18 anni
–  Numero di bambini di età inferiore a 18 anni
–  Numero di giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni
–  Numero di giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni
–  Numero di destinatari finali di età superiore a 54 anni
–  Numero di destinatari finali di età superiore a 54 anni
–  Numero di destinatari finali con disabilità
–  Numero di destinatari finali con disabilità
–  Numero di cittadini di paesi terzi
–  Numero di cittadini di paesi terzi
–  Numero di destinatari finali di origine straniera e minoranze (comprese le comunità emarginate come i rom)
–  Numero di destinatari finali di origine straniera e minoranze (diverse dalla comunità rom)
–  partecipanti della comunità rom
–  Numero di destinatari finali senzatetto o di destinatari finali colpiti da esclusione abitativa.
–  Numero di destinatari finali senzatetto o di destinatari finali colpiti da esclusione abitativa.
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2 I valori per questi indicatori sono determinati sulla base della stima informata ottenuta dai beneficiari
2 I valori per questi indicatori sono determinati sulla base della stima informata ottenuta dai beneficiari
3 Ibid
3 Ibid
Emendamento 155
Proposta di regolamento
Allegato II bis (nuovo)
ALLEGATO II bis
Indicatori comuni per il sostegno del FSE+ volto a promuovere l'inclusione sociale delle persone maggiormente svantaggiate
Indicatori di output
(1)  Numero totale di persone che ricevono aiuti a favore dell'inclusione sociale
Di cui:
a)  Numero di bambini di età inferiore a 15 anni
b)  Numero di persone di età pari o superiore a 65 anni
c)  Numero di donne
d)  numero di destinatari finali di origine straniera e minoranze (diverse dalla comunità rom)
e)  partecipanti della comunità rom
f)  numero di senzatetto
Emendamento 156
Proposta di regolamento
Allegato II ter (nuovo)
ALLEGATO II ter
Indicatori per la componente Occupazione e innovazione sociale
1.  Livello di beneficio dichiarato in termini di miglioramento della comprensione delle politiche e delle normative dell'Unione
(1)  Numero di attività analitiche
(2)  Numero di attività di apprendimento reciproco, sensibilizzazione e diffusione
(3)  Sostegno ai principali operatori
2.  Livello di collaborazione attiva e partenariato tra le istituzioni governative dell'Unione, gli Stati membri e i paesi associati
(1)  Numero di attività analitiche
(2)  Numero di attività di apprendimento reciproco, sensibilizzazione e diffusione
(3)  Sostegno ai principali operatori
3.  Uso dichiarato dell'innovazione delle politiche sociali nell'attuazione delle raccomandazioni sociali specifiche per paese e dei risultati della sperimentazione nell'ambito delle politiche sociali ai fini del processo decisionale
(1)  Numero di attività analitiche
(2)  Numero di attività di apprendimento reciproco, sensibilizzazione e diffusione
(3)  Sostegno ai principali operatori
4.  Numero di visite della piattaforma EURES
5.  Numero dei collocamenti professionali conseguiti o sostenuti nel quadro dell'azione preparatoria "Your First EURES Job" (YfEJ) e dei programmi mirati di mobilità
6.  Numero di contatti personali individuali dei consulenti EURES con persone in cerca di lavoro, persone che stanno cambiando lavoro e datori di lavoro
7.  Numero di imprese create o consolidate che hanno beneficiato del sostegno dell'Unione
8.  Quota di beneficiari che hanno creato o sviluppato ulteriormente un'impresa attraverso il microfinanziamento dell'Unione e che sono disoccupati o appartengono a gruppi di indigenti
Emendamento 157
Proposta di regolamento
Allegato III – punto 2
2.  Numero di valutazioni cliniche congiunte delle tecnologie sanitarie
2.  Numero di beneficiari (professionisti, cittadini, pazienti) interessati dai risultati del programma
Emendamento 158
Proposta di regolamento
Allegato III – punto 3
3.  Numero di migliori pratiche trasferite
3.  Numero di valutazioni cliniche congiunte delle tecnologie sanitarie
Emendamento 159
Proposta di regolamento
Allegato III – punto 4
4.  Grado di utilizzo dei risultati del programma nella politica sanitaria nazionale come misurato da un questionario "prima e dopo"
4.  Numero di migliori pratiche trasferite
Emendamento 160
Proposta di regolamento
Allegato III – punto 4 bis (nuovo)
4 bis.   Grado di utilizzo dei risultati del programma nelle politiche o negli strumenti sanitari nazionali e regionali come misurato da metodi convalidati

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A8-0461/2018).


Disposizioni specifiche per l'obiettivo di cooperazione territoriale europea (Interreg) ***I
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Emendamenti del Parlamento europeo, approvati il 16 gennaio 2019, alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni specifiche per l'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (Interreg) sostenuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dagli strumenti di finanziamento esterno (COM(2018)0374 – C8-0229/2018 – 2018/0199(COD))(1)
P8_TA(2019)0021A8-0470/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Considerando 1
(1)  A norma dell'articolo 176 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea ("TFUE"), il Fondo europeo di sviluppo regionale ("FESR") è destinato a contribuire alla correzione dei principali squilibri regionali esistenti nell'Unione. A norma di tale articolo e dell'articolo 174, secondo e terzo comma, del TFUE, il FESR contribuisce a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo delle regioni meno favorite, nell'ambito delle quali un'attenzione particolare è rivolta ad alcune categorie di regioni, nel cui elenco figurano esplicitamente le regioni transfrontaliere.
(1)  A norma dell'articolo 176 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea ("TFUE"), il Fondo europeo di sviluppo regionale ("FESR") è destinato a contribuire alla correzione dei principali squilibri regionali esistenti nell'Unione. A norma di tale articolo e dell'articolo 174, secondo e terzo comma, TFUE, il FESR contribuisce a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni e il ritardo delle regioni meno favorite, delle aree rurali, di quelle interessate da transizione industriale, delle aree con una bassa densità demografica, delle isole e delle regioni di montagna.
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 2
(2)  Il regolamento (UE) [nuovo CPR] del Parlamento europeo e del Consiglio21 stabilisce disposizioni comuni sul FESR e su taluni altri fondi, mentre il regolamento (UE) [nuovo FESR] del Parlamento europeo e del Consiglio22 stabilisce disposizioni relative agli specifici obiettivi e all'ambito di applicazione del sostegno del FESR. È ora necessario adottare disposizioni specifiche riguardo all'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (Interreg), nell'ambito del quale uno o più Stati membri cooperano a livello transfrontaliero, relativamente all'efficacia della programmazione, comprese disposizioni sull'assistenza tecnica, la sorveglianza, la valutazione, la comunicazione, l'ammissibilità, la gestione e il controllo e la gestione finanziaria.
(2)  Il regolamento (UE) [nuovo CPR] del Parlamento europeo e del Consiglio21 stabilisce disposizioni comuni sul FESR e su taluni altri fondi, mentre il regolamento (UE) [nuovo FESR] del Parlamento europeo e del Consiglio22 stabilisce disposizioni relative agli specifici obiettivi e all'ambito di applicazione del sostegno del FESR. È ora necessario adottare disposizioni specifiche riguardo all'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (Interreg), nell'ambito del quale uno o più Stati membri e le loro regioni cooperano a livello transfrontaliero, relativamente all'efficacia della programmazione, comprese disposizioni sull'assistenza tecnica, la sorveglianza, la valutazione, la comunicazione, l'ammissibilità, la gestione e il controllo e la gestione finanziaria.
_________________
_________________
21 [Reference]
21 [Reference]
22 [Reference]
22 [Reference]
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 3
(3)  Al fine di sostenere lo sviluppo armonioso del territorio dell'Unione a diversi livelli, nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (Interreg), il FESR dovrebbe fornire sostegno alla cooperazione transfrontaliera, alla cooperazione transnazionale, alla cooperazione marittima, alla cooperazione delle regioni ultraperiferiche e alla cooperazione interregionale.
(3)  Al fine di sostenere uno sviluppo cooperativo ed armonioso del territorio dell'Unione a diversi livelli e di ridurre le disparità tuttora esistenti, nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (Interreg), il FESR dovrebbe fornire sostegno alla cooperazione transfrontaliera, alla cooperazione transnazionale, alla cooperazione marittima, alla cooperazione delle regioni ultraperiferiche e alla cooperazione interregionale. Nel processo, è opportuno tenere conto dei principi di governance e partenariato multilivello e rafforzare gli approcci basati sul territorio.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 3 bis (nuovo)
(3 bis)  Le diverse componenti di Interreg dovrebbero contribuire al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) definiti nell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile adottata nel settembre 2015.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  La componente della cooperazione transfrontaliera dovrebbe mirare a rispondere alle sfide comuni individuate congiuntamente nelle regioni frontaliere e a sfruttare il potenziale di crescita ancora poco utilizzato in aree frontaliere, come evidenziato dalla comunicazione della Commissione "Rafforzare la crescita e la coesione nelle regioni frontaliere dell'UE"23 ("Comunicazione sulle regioni frontaliere"). Di conseguenza, la componente transfrontaliera dovrebbe essere limitata alla cooperazione sulle frontiere terrestri, mentre la cooperazione transfrontaliera alle frontiere marittime dovrebbe essere integrata nella componente transnazionale.
(4)  La componente della cooperazione transfrontaliera dovrebbe mirare a rispondere alle sfide comuni individuate congiuntamente nelle regioni frontaliere e a sfruttare il potenziale di crescita ancora poco utilizzato in aree frontaliere, come evidenziato dalla comunicazione della Commissione "Rafforzare la crescita e la coesione nelle regioni frontaliere dell'UE"23 ("Comunicazione sulle regioni frontaliere"). Pertanto, la componente transfrontaliera dovrebbe includere la cooperazione sulle frontiere terrestri o marittime, senza che ciò pregiudichi la nuova componente di cooperazione delle regioni ultraperiferiche.
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23 Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo "Rafforzare la crescita e la coesione nelle regioni frontaliere dell'UE", COM(2017)0534, del 20.9.2017.
23 Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo "Rafforzare la crescita e la coesione nelle regioni frontaliere dell'UE", COM(2017)0534, del 20.9.2017.
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 5
(5)  La componente "cooperazione transfrontaliera" dovrebbe anche includere la cooperazione tra uno o più Stati membri e uno o più paesi o altri territori al di fuori dell'Unione. Trattare la cooperazione transfrontaliera interna ed esterna nell'ambito del presente regolamento dovrebbe comportare una notevole semplificazione e razionalizzazione delle disposizioni applicabili tanto per le autorità responsabili dei programmi negli Stati membri quanto per le autorità partner e i beneficiari al di fuori dell'Unione rispetto al periodo di programmazione 2014-2020.
(5)  La componente "cooperazione transfrontaliera" dovrebbe anche includere la cooperazione tra uno o più Stati membri ovvero tra le loro regioni e uno o più paesi o loro regioni o altri territori al di fuori dell'Unione. Trattare la cooperazione transfrontaliera interna ed esterna nell'ambito del presente regolamento dovrebbe comportare una notevole semplificazione e razionalizzazione delle disposizioni applicabili tanto per le autorità responsabili dei programmi negli Stati membri quanto per le autorità partner e i beneficiari al di fuori dell'Unione rispetto al periodo di programmazione 2014-2020.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 6
(6)  La componente cooperazione transnazionale e cooperazione marittima dovrebbe puntare a rafforzare la cooperazione tramite azioni che producano uno sviluppo territoriale integrato in relazione alle priorità della politica di coesione dell'Unione e dovrebbe comprendere altresì la cooperazione transfrontaliera marittima. Durante il periodo di programmazione 2014-2020, la cooperazione transnazionale dovrebbe coprire più ampi territori sulla terraferma dell'Unione, mentre la cooperazione marittima dovrebbe coprire i territori attorno ai bacini marittimi ed integrare la cooperazione transfrontaliera alle frontiere marittime. Dovrebbe essere previsto un massimo di flessibilità per continuare ad attuare la precedente cooperazione transfrontaliera marittima entro un più ampio quadro di cooperazione marittima, in particolare definendo il territorio interessato, gli obiettivi specifici per tale cooperazione, i requisiti per un partenariato di progetto e la creazione di sottoprogrammi e di specifici comitati direttivi.
(6)  La componente cooperazione transnazionale e cooperazione marittima dovrebbe puntare a rafforzare la cooperazione tramite azioni che producano uno sviluppo territoriale integrato in relazione alle priorità della politica di coesione dell'Unione, nel pieno rispetto della sussidiarietà. La cooperazione transnazionale dovrebbe coprire più ampi territori transnazionali e, ove opportuno, i territori attorno ai bacini marittimi che in termini geografici si estendono oltre quelli contemplati dai programmi transfrontalieri.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 7
(7)  Sulla base dell'esperienza maturata nella cooperazione transfrontaliera e transnazionale durante il periodo di programmazione 2014-2020 nelle regioni ultraperiferiche, dove la combinazione delle due componenti in un singolo programma per area di cooperazione non ha portato ad una sufficiente semplificazione per le autorità responsabili dei programmi e per i beneficiari, dovrebbe essere istituita una specifica componente per le regioni ultraperiferiche per consentire alle regioni ultraperiferiche di cooperare con i loro paesi e territori limitrofi nel modo più efficace e semplice.
(7)  Sulla base dell'esperienza maturata nella cooperazione transfrontaliera e transnazionale durante il periodo di programmazione 2014-2020 nelle regioni ultraperiferiche, dove la combinazione delle due componenti in un singolo programma per area di cooperazione non ha portato ad una sufficiente semplificazione per le autorità responsabili dei programmi e per i beneficiari, dovrebbe essere istituita una specifica componente supplementare per le regioni ultraperiferiche per consentire alle regioni ultraperiferiche di cooperare con i paesi terzi, i paesi e i territori d'oltremare (PTOM) o le organizzazioni di integrazione e cooperazione regionali nel modo più efficace e semplice, tenuto conto delle loro specificità.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 8
(8)  Sulla base dell'esperienza maturata con i programmi di cooperazione interregionale nel quadro dell'Interreg e in considerazione della mancanza di questo tipo di cooperazione nel quadro dei programmi finanziati ai sensi dell'obiettivo "Investimenti a favore dell'occupazione e della crescita" durante il periodo di programmazione 2014-2020, la componente "cooperazione interregionale" dovrebbe concentrarsi più specificamente sul rafforzamento dell'efficacia della politica di coesione. Tale componente dovrebbe quindi essere limitata a due programmi, uno volto a consentire tutti i tipi di esperienza, approccio innovativo e di sviluppo di capacità per i programmi a titolo di entrambi gli obiettivi e a promuovere i gruppi europei di cooperazione territoriale ("GECT"), istituiti o che saranno istituiti conformemente al regolamento (CE) n. 1082/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio24, e uno volto a migliorare l'analisi delle tendenze di sviluppo. In tutta l'Unione la cooperazione basata su progetti specifici dovrebbe essere integrata nella nuova componente relativa agli investimenti interregionali in materia di innovazione e strettamente collegata all'attuazione della Comunicazione della Commissione "Rafforzare l'innovazione nelle regioni d'Europa: Strategie per una crescita resiliente, inclusiva e sostenibile"25, in particolare per sostenere piattaforme tematiche di specializzazione intelligente in settori quali l'energia, la modernizzazione industriale o agroalimentari. Infine, lo sviluppo territoriale integrato che rivolge l'attenzione alle zone urbane funzionali o alle zone urbane dovrebbe essere concentrato entro i programmi compresi nel quadro dell'obiettivo "Investimenti a favore dell'occupazione e della crescita" e in uno strumento di accompagnamento: l'"Iniziativa urbana europea". I due programmi compresi nella componente "cooperazione interregionale" dovrebbero coprire l'intera Europa ed essere anche aperti alla partecipazione di paesi terzi.
(8)  Sulla base dell'esperienza positiva maturata con i programmi di cooperazione interregionale nel quadro dell'Interreg da un lato e in considerazione della mancanza di questo tipo di cooperazione nel quadro dei programmi finanziati ai sensi dell'obiettivo "Investimenti a favore dell'occupazione e della crescita" durante il periodo di programmazione 2014-2020 dall'altro, la cooperazione interregionale, attraverso lo scambio di esperienze, lo sviluppo di capacità per programmi nell'ambito di entrambi gli obiettivi (Cooperazione territoriale europea e Investimenti a favore dell'occupazione e della crescita) tra città e regioni costituisce una componente importante per l'individuazione di soluzioni comuni nell'ambito della politica di coesione e per la creazione di parterariati duraturi. I programmi esistenti e, in particolare, la promozione della cooperazione basata su progetti, compresa la promozione di gruppi europei di cooperazione territoriale (“GECT”), nonché strategie macro-regionali dovrebbero pertanto proseguire.
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24 Regolamento (CE) n. 1082/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) (GU L 210 del 31.7.2006, pag. 19).
25 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni "Rafforzare l'innovazione nelle regioni d'Europa: Strategie per una crescita resiliente, inclusiva e sostenibile", COM(2017)0376 final, del 18.7.2017.
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 8 bis (nuovo)
(8 bis)   La nuova iniziativa sugli investimenti interregionali in materia di innovazione dovrebbe essere basata sulla specializzazione intelligente ed utilizzata per sostenere piattaforme tematiche di specializzazione intelligente in settori quali l'energia, la modernizzazione industriale, l’economia circolare, l’innovazione sociale, l’ambiente o i prodotti agroalimentari e aiutare chi è coinvolto in strategie di specializzazione intelligente a formare cluster, in modo da conferire all'innovazione una dimensione maggiore e portare prodotti, processi ed ecosistemi innovativi sul mercato europeo. I dati suggeriscono che, nel processo di dimostrazione di nuove tecnologie (ad esempio le tecnologie abilitanti fondamentali) si registra in fase di sperimentazione e convalida un persistente fallimento sistemico, in particolare quando l'innovazione è il risultato dell'integrazione di specializzazioni regionali complementari che creano catene del valore innovative. Tale fallimento è particolarmente rilevante nella fase tra la sperimentazione pilota e la piena diffusione sul mercato. In alcuni settori tecnologici e industriali strategici, le PMI non possono attualmente fare affidamento su infrastrutture di dimostrazione paneuropee eccellenti, aperte e connesse. I programmi compresi nell’iniziativa "cooperazione interregionale" dovrebbero coprire l'intera Unione europea Europa ed anche essere aperti alla partecipazione dei PTOM, di paesi terzi, di loro regioni e di organizzazioni di integrazione e cooperazione regionali, comprese le regioni limitrofe ultraperiferiche. Dovrebbero essere incoraggiate le sinergie tra gli investimenti interregionali in materia di innovazione e altri pertinenti programmi dell'UE, come quelli nel quadro dei fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020, Digital Market Europe e il programma per il mercato unico, in quanto amplificheranno l'impatto degli investimenti e forniranno un valore migliore ai cittadini.
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Considerando 9
(9)  È opportuno stabilire criteri oggettivi per la designazione delle regioni e delle aree ammissibili. A tal fine, l'individuazione delle regioni e delle aree ammissibili a livello dell'Unione dovrebbe basarsi sul sistema comune di classificazione delle regioni introdotto dal regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio26.
(9)  È opportuno stabilire criteri oggettivi comuni per la designazione delle regioni e delle aree ammissibili. A tal fine, l'individuazione delle regioni e delle aree ammissibili a livello dell'Unione dovrebbe basarsi sul sistema comune di classificazione delle regioni introdotto dal regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio26.
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26 Regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, relativo all'istituzione di una classificazione comune delle unità territoriali per la statistica (NUTS) (GU L 154 del 21.6.2003, pag. 1).
26 Regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, relativo all'istituzione di una classificazione comune delle unità territoriali per la statistica (NUTS) (GU L 154 del 21.6.2003, pag. 1).
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 10
(10)  È necessario continuare a sostenere, o, se del caso, stabilire, una cooperazione in tutte le sue dimensioni con i paesi terzi confinanti dell'Unione, in quanto tale cooperazione rappresenta un importante strumento di politica di sviluppo regionale e dovrebbe andare a beneficio delle regioni degli Stati membri che confinano con paesi terzi. A tal fine, il FESR e gli strumenti di finanziamento esterno dell'Unione, IPA27, NDICI28 e Programma PTOM29, dovrebbero sostenere i programmi a titolo della cooperazione transfrontaliera, della cooperazione transnazionale e cooperazione marittima, della cooperazione delle regioni ultraperiferiche e della cooperazione interregionale. Il sostegno del FESR e degli strumenti di finanziamento esterno dell'Unione dovrebbe essere basato sulla reciprocità e sulla proporzionalità. Comunque, per l'IPA III CBC e l'NDICI CBC, il sostegno del FESR dovrebbe essere integrato da importi almeno equivalenti nel quadro dell'IPA III CBC e dell'NDICI CBC, nei limiti di un importo massimo stabilito nei rispettivi atti giuridici, vale a dire fino al 3 % della dotazione finanziaria nell'ambito dell'IPA III e fino al 4 % della dotazione finanziaria nell'ambito del programma geografico di vicinato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera a) dell'NDCI.
(10)  È necessario continuare a sostenere, o, se del caso, stabilire, una cooperazione in tutte le sue dimensioni con i paesi terzi confinanti dell'Unione, in quanto tale cooperazione rappresenta un importante strumento di politica di sviluppo regionale e dovrebbe andare a beneficio delle regioni degli Stati membri che confinano con paesi terzi. A tal fine, il FESR e gli strumenti di finanziamento esterno dell'Unione, IPA27, NDICI28 e Programma PTOM29, dovrebbero sostenere i programmi a titolo della cooperazione transfrontaliera, della cooperazione transnazionale, della cooperazione delle regioni ultraperiferiche e della cooperazione interregionale. Il sostegno del FESR e degli strumenti di finanziamento esterno dell'Unione dovrebbe essere basato sulla reciprocità e sulla proporzionalità. Comunque, per l'IPA III CBC e l'NDICI CBC, il sostegno del FESR dovrebbe essere integrato da importi almeno equivalenti nel quadro dell'IPA III CBC e dell'NDICI CBC, nei limiti di un importo massimo stabilito nei rispettivi atti giuridici.
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27 Regolamento (UE) XXX che istituisce lo Strumento di assistenza preadesione (GU L xx, p. y).
27 Regolamento (UE) XXX che istituisce lo Strumento di assistenza preadesione (GU L xx, p. y).
28 Regolamento (UE) XXX che istituisce lo Strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale (GU L xx, p. y).
28 Regolamento (UE) XXX che istituisce lo Strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale (GU L xx, p. y).
29 Decisione (UE) XXX del Consiglio relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea, comprese le relazioni tra l'Unione europea, da una parte, e la Groenlandia e il Regno di Danimarca, dall'altra (GU L xx, pag. y).
29 Decisione (UE) XXX del Consiglio relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea, comprese le relazioni tra l'Unione europea, da una parte, e la Groenlandia e il Regno di Danimarca, dall'altra (GU L xx, pag. y).
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Considerando 10 bis (nuovo)
(10 bis)   È opportuno prestare un'attenzione particolare alle regioni che diventano le nuove frontiere esterne dell'Unione, al fine di garantire un'adeguata continuità dei programmi di cooperazione in atto.
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 11
(11)  L'assistenza dell'IPA III dovrebbe essere diretta principalmente ad aiutare i beneficiari dell'IPA a rafforzare le istituzioni democratiche e lo Stato di diritto, riformare il sistema giudiziario e la pubblica amministrazione, rispettare i diritti fondamentali e promuovere la parità di genere, la tolleranza, l'inclusione sociale e la non discriminazione. L'assistenza dell'IPA dovrebbe continuare a sostenere gli sforzi dei beneficiari dell'IPA per avanzare nella cooperazione regionale, macroregionale e transfrontaliera nonché nello sviluppo territoriale, anche mediante l'attuazione delle strategie macroregionali dell'Unione. Inoltre, l'assistenza IPA dovrebbe interessare la sicurezza, la migrazione e la gestione delle frontiere, la garanzia dell'accesso alla protezione internazionale, la condivisione delle informazioni pertinenti, il potenziamento del controllo alle frontiere e il proseguimento degli sforzi comuni nella lotta alla migrazione irregolare e al traffico di migranti.
(11)  L'assistenza dell'IPA III dovrebbe essere diretta principalmente ad aiutare i beneficiari dell'IPA a rafforzare le istituzioni democratiche e lo Stato di diritto, riformare il sistema giudiziario e la pubblica amministrazione, rispettare i diritti fondamentali e promuovere la parità di genere, la tolleranza, l'inclusione sociale e la non discriminazione, nonché lo sviluppo regionale e locale. L'assistenza dell'IPA dovrebbe continuare a sostenere gli sforzi dei beneficiari dell'IPA per avanzare nella cooperazione regionale, macroregionale e transfrontaliera nonché nello sviluppo territoriale, anche mediante l'attuazione delle strategie macroregionali dell'Unione. Inoltre, l'assistenza IPA dovrebbe interessare la sicurezza, la migrazione e la gestione delle frontiere, la garanzia dell'accesso alla protezione internazionale, la condivisione delle informazioni pertinenti, il potenziamento del controllo alle frontiere e il proseguimento degli sforzi comuni nella lotta alla migrazione irregolare e al traffico di migranti.
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 12 bis (nuovo)
(12 bis)  Lo sviluppo di sinergie con l'azione esterna e i programmi di sviluppo dell'Unione dovrebbe inoltre contribuire a garantire il massimo impatto, rispettando nel contempo il principio di coerenza delle politiche per lo sviluppo di cui all'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Garantire la coerenza in tutte le politiche dell'Unione è essenziale per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Considerando 14
(14)  In considerazione della specifica situazione delle regioni ultraperiferiche dell'Unione, è necessario adottare misure relative alle condizioni alle quali tali regioni possono avere accesso ai fondi strutturali. Di conseguenza, talune disposizioni del presente regolamento dovrebbe essere adattate alle specificità delle regioni ultraperiferiche al fine di semplificare e promuovere la loro cooperazione con i vicini, sempre tenendo conto della Comunicazione della Commissione "Un partenariato strategico rinnovato e rafforzato con le regioni ultraperiferiche dell'UE"31.
(14)  In considerazione della specifica situazione delle regioni ultraperiferiche dell'Unione, è necessario adottare misure volte al miglioramento delle condizioni alle quali tali regioni possono avere accesso ai fondi strutturali. Di conseguenza, talune disposizioni del presente regolamento dovrebbe essere adattate alle specificità delle regioni ultraperiferiche al fine di semplificare e promuovere la loro cooperazione con i paesi terzi e i PTOM, sempre tenendo conto della Comunicazione della Commissione "Un partenariato strategico rinnovato e rafforzato con le regioni ultraperiferiche dell'UE"31.
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31 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea per gli investimenti "Un partenariato strategico rinnovato e rafforzato con le regioni ultraperiferiche dell'UE", COM(2017)0623 del 24.10.2017.
31 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea per gli investimenti "Un partenariato strategico rinnovato e rafforzato con le regioni ultraperiferiche dell'UE", COM(2017)0623 del 24.10.2017.
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 14 bis (nuovo)
(14 bis)  Il presente regolamento sancisce la possibilità per i PTOM di partecipare ai programmi Interreg. È opportuno tener conto delle specificità e delle difficoltà dei PTOM per facilitarne l'accesso e la partecipazione effettivi.
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 15
(15)  È necessario stabilire le risorse stanziate per ciascuna delle diverse componenti dell'Interreg, anche per quanto concerne la quota di ciascuno Stato membro rispetto agli importi globali destinati alla cooperazione transfrontaliera, alla cooperazione transnazionale e cooperazione marittima, alla cooperazione delle regioni ultraperiferiche e alla cooperazione interregionale, e il potenziale a disposizione degli Stati membri in relazione alla flessibilità fra tali componenti. Rispetto al periodo di programmazione 2014-2020, la quota di cooperazione transfrontaliera dovrebbe essere ridotta, mentre la quota per la cooperazione transnazionale e cooperazione marittima dovrebbe essere aumentata in considerazione dell'integrazione della cooperazione marittima, e dovrebbe essere creata una nuova componente di cooperazione delle regioni ultraperiferiche.
(15)  È necessario stabilire le risorse stanziate per ciascuna delle diverse componenti dell'Interreg, anche per quanto concerne la quota di ciascuno Stato membro rispetto agli importi globali destinati alla cooperazione transfrontaliera, alla cooperazione transnazionale, alla cooperazione delle regioni ultraperiferiche e alla cooperazione interregionale, e il potenziale a disposizione degli Stati membri in relazione alla flessibilità fra tali componenti. Data la globalizzazione, la cooperazione volta ad aumentare gli investimenti in più posti di lavoro e crescita e investimenti congiunti con altre regioni dovrebbe, tuttavia, essere determinata anche dalle caratteristiche e dalle ambizioni comuni delle regioni e non necessariamente dai confini, quindi dovrebbero essere resi disponibili fondi supplementari sufficienti per la nuova iniziativa sugli investimenti interregionali in materia di innovazione per rispondere alla condizione del mercato globale.
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 18
(18)  Nel contesto delle circostanze uniche e specifiche dell'isola d'Irlanda, e nell'intento di fornire sostegno alla cooperazione Nord-Sud dell'accordo del Venerdì santo, un nuovo programma transfrontaliero "PEACE PLUS" dovrebbe portare avanti l'opera dei precedenti programmi tra le zone di frontiera dell'Irlanda e dell'Irlanda del Nord. Tenuto conto della sua importanza pratica, è necessario garantire che, quando il programma opera a sostegno della pace e della riconciliazione, il FESR contribuisce anche a promuovere la stabilità sociale, economica e regionale nelle regioni interessate, in particolare mediante azioni volte a favorire la coesione tra comunità. Date le sue specificità, il programma dovrebbe essere gestito in modo integrato con il contributo del Regno Unito integrato nel programma come entrate con destinazione specifica esterne. Inoltre, alcune regole sulla selezione delle operazioni contenute nel presente regolamento non dovrebbero applicarsi a tale programma relativamente alle operazioni a favore della pace e della riconciliazione.
(18)  Nel contesto delle circostanze uniche e specifiche dell'isola d'Irlanda, e nell'intento di fornire sostegno alla cooperazione Nord-Sud dell'accordo del Venerdì santo, un nuovo programma transfrontaliero "PEACE PLUS" deve continuare e portare avanti l'opera dei precedenti programmi tra le zone di frontiera dell'Irlanda e dell'Irlanda del Nord. Tenuto conto della sua importanza pratica, è necessario garantire che, quando il programma opera a sostegno della pace e della riconciliazione, il FESR contribuisce anche a promuovere la stabilità e la cooperazione sociali, economiche e regionali nelle regioni interessate, in particolare mediante azioni volte a favorire la coesione tra comunità. Date le sue specificità, il programma dovrebbe essere gestito in modo integrato con il contributo del Regno Unito integrato nel programma come entrate con destinazione specifica esterne. Inoltre, alcune regole sulla selezione delle operazioni contenute nel presente regolamento non dovrebbero applicarsi a tale programma relativamente alle operazioni a favore della pace e della riconciliazione.
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Considerando 20
(20)  La maggior parte del sostegno dell'Unione dovrebbe concentrarsi su un numero limitato di obiettivi strategici, al fine di massimizzare l'impatto dell'Interreg.
(20)  La maggior parte del sostegno dell'Unione dovrebbe concentrarsi su un numero limitato di obiettivi strategici, al fine di massimizzare l'impatto dell'Interreg. Dovrebbero essere rafforzate le sinergie e le complementarità tra le componenti di Interreg.
Emendamento 21
Proposta di regolamento
Considerando 21
(21)  Le disposizioni relative alla preparazione, all'approvazione e alla modifica dei programmi Interreg, come anche allo sviluppo territoriale, alla selezione delle operazioni, alla sorveglianza e alla valutazione, alle autorità dei programmi, alle operazioni di audit e alla trasparenza e comunicazione, dovrebbero essere adattate alle specificità dei programmi Interreg rispetto alle disposizioni contenute nel regolamento (UE) [nuovo CPR].
(21)  Le disposizioni relative alla preparazione, all'approvazione e alla modifica dei programmi Interreg, come anche allo sviluppo territoriale, alla selezione delle operazioni, alla sorveglianza e alla valutazione, alle autorità dei programmi, alle operazioni di audit e alla trasparenza e comunicazione, dovrebbero essere adattate alle specificità dei programmi Interreg rispetto alle disposizioni contenute nel regolamento (UE) [nuovo CPR]. Tali disposizioni specifiche dovrebbero rimanere semplici e chiare per evitare una regolamentazione eccessiva e oneri amministrativi supplementari per gli Stati membri e i beneficiari.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Considerando 22
(22)  Dovrebbero esser mantenute le disposizioni stabilite durante il periodo di programmazione 2014-2020 relativamente ai criteri secondo cui le operazioni possono essere considerate comuni e di cooperazione, al partenariato nell'ambito di un'operazione Interreg e agli obblighi del partner capofila. Tuttavia i partner Interreg dovrebbero cooperare in tutte e quattro le dimensioni (sviluppo, attuazione, dotazione di organico e finanziamento) e, nel quadro della cooperazione delle regioni ultraperiferiche, in tre delle quattro, poiché dovrebbe essere più semplice combinare il sostegno del FESR e degli strumenti di finanziamento esterno dell’Unione a livello sia dei programmi sia delle operazioni.
(22)  Dovrebbero esser mantenute le disposizioni stabilite durante il periodo di programmazione 2014-2020 relativamente ai criteri secondo cui le operazioni possono essere considerate comuni e di cooperazione, al partenariato nell'ambito di un'operazione Interreg e agli obblighi del partner capofila. I partner Interreg dovrebbero cooperare allo sviluppo e all’attuazione nonché alla dotazione di organico o al finanziamento o a entrambi, e, nel quadro della cooperazione delle regioni ultraperiferiche, in tre delle quattro dimensioni, poiché dovrebbe essere più semplice combinare il sostegno del FESR e degli strumenti di finanziamento esterno dell’Unione a livello sia dei programmi sia delle operazioni.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Considerando 22 bis (nuovo)
(22 bis)  Uno strumento importante ed efficace nel quadro dei programmi di cooperazione transfrontaliera sono i progetti interpersonali (people-to-people, P2P) e su piccola scala, che contribuiscono ad eliminare gli ostacoli connessi alle frontiere e transfrontalieri, a promuovere localmente i contatti tra le popolazioni, avvicinando in tal modo tra loro le regioni frontaliere e i loro cittadini. I progetti P2P e su piccola scala sono attuati in molti settori, tra cui cultura, sport, turismo, istruzione e formazione professionale, economia, scienza, tutela dell'ambiente ed ecologia, sanità, trasporti e piccoli progetti infrastrutturali, cooperazione amministrativa, comunicazione. Come evidenziato anche nel parere del Comitato delle regioni "Progetti people-to-people e su piccola scala nei programmi di cooperazione transfrontaliera", tali progetti hanno un grande valore aggiunto europeo e contribuiscono fortemente alla realizzazione dell'obiettivo globale dei programmi di cooperazione transfrontaliera.
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32 Parere del Comitato europeo delle regioni "Progetti people-to-people e su piccola scala nei programmi di cooperazione transfrontaliera" del 12 luglio 2017 (GU C 342 del 12.10.2017, pag. 38).
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Considerando 23
(23)  È necessario chiarire le norme che disciplinano i fondi per piccoli progetti, che sono stati attuati sin da quando esiste l'Interreg, ma che non sono mai stati oggetto si specifiche disposizioni. Come evidenziato anche nel Parere del Comitato europeo delle regioni "Progetti people-to-people e su piccola scala nei programmi di cooperazione transfrontaliera"32, questi fondi per piccoli progetti hanno un ruolo importante nell'instaurazione di un clima di fiducia tra cittadini e istituzioni, offrono un grande valore aggiunto europeo e contribuiscono fortemente alla realizzazione dell'obiettivo globale dei programmi di cooperazione transfrontaliera, mediante il superamento degli ostacoli alle frontiere e l'integrazione delle zone di frontiera e dei loro cittadini. Affinché la gestione del finanziamento dei piccoli progetti sia semplificata per i destinatari finali, che spesso non sono abituati a presentare domande per i fondi dell'Unione, sotto una certa soglia dovrebbe essere obbligatorio l'uso di opzioni semplificate in materia di costi.
(23)  Dall'introduzione di Interreg, i progetti people-to-people e su piccola scala sono principalmente sostenuti attraverso i fondi per piccoli progetti o strumenti analoghi, per i quali non sono state mai adottate disposizioni specifiche ed è pertanto necessario chiarire le norme che disciplinano i fondi per piccoli progetti. Al fine di preservare il valore aggiunto e i vantaggi dei progetti people-to-people e su piccola scala, anche per quanto riguarda lo sviluppo locale e regionale, e per semplificare la gestione del finanziamento dei piccoli progetti per i destinatari finali, che spesso non sono abituati a presentare domande per i fondi dell'Unione, sotto una certa soglia dovrebbe essere obbligatorio l'uso di opzioni semplificate in materia di costi.
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32 Parere del Comitato europeo delle regioni "Progetti people-to-people e su piccola scala nei programmi di cooperazione transfrontaliera" del 12 luglio 2017 (GU C 342 del 12.10.2017, pag. 38).
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Considerando 24
(24)  Considerati il coinvolgimento di più di uno Stato membro e i maggiori costi amministrativi che ne derivano, in particolare rispetto ai controlli e alla traduzione, il massimale per le spese legate all'assistenza tecnica dovrebbe essere maggiore di quello a titolo dell'obiettivo "Investimenti a favore dell'occupazione e della crescita". Al fine di compensare tali maggiori costi amministrativi, è opportuno incoraggiare gli Stati membri a ridurre gli oneri amministrativi per quanto attiene all'attuazione dei progetti comuni. Inoltre, i programmi Interreg che ricevono un sostegno limitato a titolo del sostegno dell'Unione o i programmi di cooperazione transfrontaliera esterna dovrebbero ricevere un dato importo minimo per l'assistenza tecnica onde assicurare un finanziamento sufficiente allo svolgimento effettivo delle attività di assistenza tecnica.
(24)  Considerati il coinvolgimento di più di uno Stato membro e i maggiori costi amministrativi che ne derivano, anche per i punti di contatto regionali (o “antenne”), che sono importanti punti di contatto per coloro che propongono e attuano progetti, e dunque agiscono da collegamento diretto con i segretariati congiunti o le rispettive autorità, ma in particolare rispetto ai controlli e alla traduzione, il massimale per le spese legate all'assistenza tecnica dovrebbe essere maggiore di quello a titolo dell'obiettivo "Investimenti a favore dell'occupazione e della crescita". Al fine di compensare tali maggiori costi amministrativi, è opportuno incoraggiare gli Stati membri a ridurre gli oneri amministrativi per quanto attiene all'attuazione dei progetti comuni. Inoltre, i programmi Interreg che ricevono un sostegno limitato a titolo del sostegno dell'Unione o i programmi di cooperazione transfrontaliera esterna dovrebbero ricevere un dato importo minimo per l'assistenza tecnica onde assicurare un finanziamento sufficiente allo svolgimento effettivo delle attività di assistenza tecnica.
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Considerando 25 bis (nuovo)
(25 bis)  Nel quadro della riduzione degli oneri amministrativi, la Commissione, gli Stati membri e le regioni dovrebbero collaborare strettamente per trarre vantaggio dal miglioramento delle appropriate modalità di gestione e controllo di un programma Interreg, di cui agli articoli 77 del regolamento (UE) .../... [nuovo CPR].
Emendamento 27
Proposta di regolamento
Considerando 27
(27)  È opportuno che gli Stati membri siano incoraggiati ad assegnare le funzioni dell'autorità di gestione a un GECT ovvero a rendere tale gruppo, come altre entità giuridiche transfrontaliere, responsabile della gestione di un sottoprogramma, di un investimento territoriale integrato o di uno o più fondi per piccoli progetti, o a farlo agire come partner unico.
(27)  È opportuno che gli Stati membri, se del caso, deleghino le funzioni dell'autorità di gestione a un GECT nuovo o, se del caso, esistente ovvero rendano tale gruppo, come altre entità giuridiche transfrontaliere, responsabile della gestione di un sottoprogramma o di un investimento territoriale integrato, o lo facciano agire come partner unico. Gli Stati membri dovrebbero consentire alle autorità regionali e locali e ad altri enti pubblici di Stati membri differenti di istituire tali gruppi di cooperazione dotati di personalità giuridica e dovrebbero coinvolgere le autorità locali e regionali nel loro funzionamento.
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Considerando 28
(28)  Al fine di continuare la catena di pagamento stabilita per il periodo di programmazione 2014-2020, cioè dalla Commissione al partner capofila passando dall'autorità di certificazione, tale catena di pagamento dovrebbe essere mantenuta nel quadro della funzione contabile. Il sostegno dell'Unione dovrebbe essere versato al partner capofila, tranne se ciò comportasse doppie commissioni per la conversione in euro e poi di nuovo in un'altra valuta o viceversa tra il partner capofila e gli altri partner.
(28)  Al fine di continuare la catena di pagamento stabilita per il periodo di programmazione 2014-2020, cioè dalla Commissione al partner capofila passando dall'autorità di certificazione, tale catena di pagamento dovrebbe essere mantenuta nel quadro della funzione contabile. Il sostegno dell'Unione dovrebbe essere versato al partner capofila, tranne se ciò comportasse doppie commissioni per la conversione in euro e poi di nuovo in un'altra valuta o viceversa tra il partner capofila e gli altri partner. Salvo altrimenti specificato, il partner capofila dovrebbe garantire che gli altri partner ricevano in toto l'importo complessivo del contributo del fondo dell'Unione interessato nei tempi concordati tra tutti i partner e seguendo la stessa procedura applicata rispetto al partner capofila.
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Considerando 29
(29)  Ai sensi dell'articolo [63, paragrafo 9,] del regolamento (UE, Euratom) [FR-Omnibus], le norme specifiche di settore devono tenere conto delle esigenze dei programmi di cooperazione territoriale europea (Interreg), in particolare relativamente alla funzione di audit. Le disposizioni relative al parere di audit annuale, alla relazione di controllo annuale e alle operazioni di audit dovrebbero quindi essere semplificate e adattate ai programmi che coinvolgono più di uno Stato membro.
(29)  Ai sensi dell'articolo [63, paragrafo 9,] del regolamento (UE, Euratom) [FR-Omnibus], le norme specifiche di settore devono tenere conto delle esigenze dei programmi di cooperazione territoriale europea (Interreg), in particolare relativamente alla funzione di audit. Le disposizioni sul parere di audit annuale, alla relazione di controllo annuale e alle operazioni di audit dovrebbero quindi essere semplificate e adattate ai programmi che coinvolgono più di uno Stato membro.
Emendamento 30
Proposta di regolamento
Considerando 30
(30)  Per quanto riguarda il recupero in caso di irregolarità, dovrebbe essere stabilita una chiara catena di responsabilità finanziaria, che vada dal partner unico o altri partner, attraverso il partner capofila e l'autorità di gestione fino alla Commissione. Occorre stabilire disposizioni per la responsabilità degli Stati membri, paesi terzi, paesi partner o paesi e territori d'oltremare (PTOM) nel caso in cui non vada a buon fine il recupero dal partner unico o altro partner o partner capofila, il che significa che lo Stato membro rimborsa l'autorità di gestione. Di conseguenza, nell'ambito dei programmi Interreg non sono previsti importi irrecuperabili a livello dei beneficiari. È tuttavia necessario chiarire le regole nel caso in cui uno Stato membro, paese terzo, paese partner o PTOM non rimborsasse l'autorità di gestione. Occorre anche chiarire gli obblighi del partner capofila per il recupero. In particolare, all'autorità di gestione non dovrebbe essere consentito di obbligare il partner capofila a lanciare una procedura giudiziaria in un paese diverso.
(30)  Per quanto riguarda il recupero in caso di irregolarità, dovrebbe essere stabilita una chiara catena di responsabilità finanziaria, che vada dal partner unico o altri partner, attraverso il partner capofila e l'autorità di gestione fino alla Commissione. Occorre stabilire disposizioni per la responsabilità degli Stati membri, paesi terzi, paesi partner o paesi e territori d'oltremare (PTOM) nel caso in cui non vada a buon fine il recupero dal partner unico o altro partner o partner capofila, il che significa che lo Stato membro rimborsa l'autorità di gestione. Di conseguenza, nell'ambito dei programmi Interreg non sono previsti importi irrecuperabili a livello dei beneficiari. È tuttavia necessario chiarire le regole nel caso in cui uno Stato membro, paese terzo, paese partner o PTOM non rimborsasse l'autorità di gestione. Occorre anche chiarire gli obblighi del partner capofila per il recupero. Inoltre, il comitato di sorveglianza dovrebbe istituire e approvare le procedure relative ai recuperi. Tuttavia, all'autorità di gestione non dovrebbe essere consentito di obbligare il partner capofila a lanciare una procedura giudiziaria in un paese diverso.
Emendamento 31
Proposta di regolamento
Considerando 30 bis (nuovo)
(30 bis)   È opportuno incoraggiare la disciplina finanziaria. Nel contempo, le disposizioni per il disimpegno degli impegni di bilancio dovrebbero tenere conto della complessità dei programmi Interreg e della loro attuazione.
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Considerando 32
(32)  Benché i programmi Interreg cui partecipano paesi terzi, paesi partner o PTOM debbano essere attuati in regime di gestione concorrente, la cooperazione delle regioni ultraperiferiche può essere attuata in regime di gestione indiretta. Occorre stabilire regole specifiche per l'attuazione di tali programmi integralmente o parzialmente in regime di gestione indiretta.
(32)  Benché i programmi Interreg cui partecipano paesi terzi, paesi partner o PTOM debbano essere attuati in regime di gestione concorrente, la cooperazione delle regioni ultraperiferiche può essere attuata in regime di gestione indiretta. Occorre stabilire regole specifiche sulle modalità di attuazione di tali programmi integralmente o parzialmente in regime di gestione indiretta.
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Considerando 35
(35)  È opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione al fine di garantire condizioni uniformi di adozione o modifica dei programmi Interreg. Tuttavia, ove applicabile, i programmi di cooperazione transfrontaliera esterna dovrebbero rispettare le procedure di comitato stabilite nel quadro dei regolamenti (UE) [IPA III]e [NDICI] relativamente alla prima decisione di approvazione di tali programmi.
(35)  È opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione al fine di garantire condizioni uniformi di adozione o modifica dei programmi Interreg. Tuttavia, ove applicabile, i programmi di cooperazione transfrontaliera esterna dovrebbero rispettare le procedure di comitato stabilite nel quadro dei regolamenti (UE) [IPA III]e [NDICI] relativamente alla prima decisione di approvazione di tali programmi.
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Considerando 36 bis (nuovo)
(36 bis)  La promozione della cooperazione territoriale europea (CTE) è una priorità importante della politica di coesione dell'Unione. Il sostegno alle PMI per i costi sostenuti nell'ambito dei progetti CTE è già esente per categoria ai sensi del regolamento (UE) n. 651/20141a della Commissione (regolamento generale di esenzione per categoria (RGEC)). Anche gli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2014-20202bis e la sezione sugli aiuti a finalità regionale del regolamento generale di esenzione per categoria contengono disposizioni specifiche per gli aiuti a finalità regionale agli investimenti da parte di imprese di tutte le dimensioni. Alla luce dell'esperienza acquisita, gli aiuti ai progetti di cooperazione territoriale europea dovrebbero avere solo effetti limitati sulla concorrenza e sugli scambi tra Stati membri e quindi la Commissione dovrebbe essere in grado di dichiarare che tali aiuti sono compatibili con il mercato interno e che i finanziamenti forniti a sostegno dei progetti CTE può essere esentato per categoria.
_____________________
1bis Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato (GU L 187 del 26.6.2014, pag. 1).
2bis Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2014-2020 (GU C 209 del 23.7.2013, pag. 1).
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Articolo 1 – paragrafo 1
1.  Il presente regolamento stabilisce le regole per l'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (Interreg) al fine di promuovere la cooperazione tra Stati membri all'interno dell'Unione e tra Stati membri e, rispettivamente, paesi terzi limitrofi, paesi partner, altri territori o paesi e territori d'oltremare ("PTOM").
1.  Il presente regolamento stabilisce le regole per l'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (Interreg) al fine di promuovere la cooperazione tra Stati membri e le loro regioni all'interno dell'Unione e tra Stati membri e, rispettivamente, loro regioni e paesi terzi, paesi partner, altri territori o paesi e territori d'oltremare ("PTOM") o organizzazioni di integrazione e cooperazione regionali, o gruppi di paesi terzi facenti parte di un'organizzazione regionale.
Emendamento 36
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 1 – punto 4
(4)  "entità giuridica transfrontaliera": entità giuridica costituita a norma delle leggi di uno dei paesi partecipanti ad un programma Interreg e creata dalle autorità territoriali o da altri organismi di almeno due paesi partecipanti.
(4)  "entità giuridica transfrontaliera": entità giuridica, compresa una euroregione, costituita a norma delle leggi di uno dei paesi partecipanti ad un programma Interreg e creata dalle autorità territoriali o da altri organismi di almeno due paesi partecipanti.
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Articolo 2 – paragrafo 1 – punto 4 bis (nuovo)
(4 bis)  “organizzazioni di integrazione e cooperazione regionali”: raggruppamento di Stati membri o regioni siti nella stessa zona geografica intenzionati a cooperare strettamente su tematiche di interesse comune.
Emendamento 38
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 – punto 1 – parte introduttiva
(1)  la cooperazione transfrontaliera fra regioni limitrofe per promuovere lo sviluppo regionale integrato (componente 1):
(1)  la cooperazione transfrontaliera fra regioni limitrofe per promuovere lo sviluppo regionale integrato e armonioso (componente 1):
Emendamento 39
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 - punto 1 – lettera a
a)  cooperazione transfrontaliera interna tra regioni frontaliere terrestri limitrofe di due o più Stati membri o tra regioni frontaliere terrestri limitrofe di almeno uno Stato membro e uno o più paesi terzi tra quelli elencati all'articolo 4, paragrafo 3; o
a)  cooperazione transfrontaliera interna tra regioni frontaliere terrestri o marittime limitrofe di due o più Stati membri o tra regioni frontaliere terrestri o marittime limitrofe di almeno uno Stato membro e uno o più paesi terzi tra quelli elencati all'articolo 4, paragrafo 3; o
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 - punto 1 – lettera b – parte introduttiva
b)  cooperazione transfrontaliera esterna tra regioni frontaliere terrestri limitrofe di almeno uno Stato membro e di uno o più dei seguenti:
b)  cooperazione transfrontaliera esterna tra regioni frontaliere terrestri o marittime limitrofe di almeno uno Stato membro e di uno o più dei seguenti:
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 – punto 2
(2)  la cooperazione transnazionale e cooperazione marittima su più ampi territori transnazionali o territori attorno a bacini marittimi, che coinvolge partner dei programmi negli Stati membri, nei paesi terzi e paesi partner e in Groenlandia di livello nazionale, regionale e locale, per raggiungere un più elevato grado di integrazione territoriale ("componente 2"; se riferita alla sola cooperazione transnazionale: "componente 2A"; se riferita alla sola cooperazione marittima: "componente 2B");
(2)  la cooperazione transnazionale su più ampi territori transnazionali o territori attorno a bacini marittimi, che coinvolge partner dei programmi negli Stati membri, nei paesi terzi e paesi partner e PTOM di livello nazionale, regionale e locale, per raggiungere un più elevato grado di integrazione territoriale ("componente 2");
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 – punto 3
(3)  la cooperazione delle regioni ultraperiferiche tra loro e con i paesi terzi o partner loro vicini o con i PTOM o con più di questi soggetti, per facilitarne l'integrazione regionale nel loro vicinato ("componente 3");
(3)  la cooperazione delle regioni ultraperiferiche tra loro e con i paesi terzi o partner loro vicini o con i PTOM o le organizzazioni di integrazione e cooperazione regionali o con più di questi soggetti, per facilitarne l'integrazione regionale e lo sviluppo armonioso nel loro vicinato ("componente 3");
Emendamento 43
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 – punto 4 – lettera a – punto i bis (nuovo)
i bis)  l'attuazione dei progetti di sviluppo comuni tra le regioni;
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 – punto 4 – lettera a – punto i ter (nuovo)
i ter)  lo sviluppo di capacità tra partner di tutta l'Unione, in relazione a:
Emendamento 45
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 – punto 4 – lettera a – punto ii bis (nuovo)
ii bis)  all'individuazione e alla diffusione delle migliori pratiche e al loro trasferimento principalmente ai programmi operativi nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti a favore dell'occupazione e della crescita";
Emendamento 46
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 – punto 4 – lettera a – punto ii ter (nuovo)
ii ter)  allo scambio di esperienze in merito all'individuazione, al trasferimento e alla diffusione delle migliori pratiche sullo sviluppo urbano sostenibile, inclusi i collegamenti tra aree urbane e rurali;
Emendamento 47
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 – punto 4 – lettera a – punto iii bis (nuovo)
iii bis)  l'istituzione, il funzionamento e l'uso del meccanismo transfrontaliero europeo di cui al regolamento (UE) .../.... [sul nuovo meccanismo transfrontaliero europeo];
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Articolo 3 – comma 1 – punto 5
(5)  gli investimenti interregionali in materia di innovazione, mediante la commercializzazione e l'espansione dei progetti interregionali nel settore dell'innovazione che potrebbero incentivare lo sviluppo delle catene di valore europee ("componente 5").
soppresso
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 1
1.  Per quanto concerne la cooperazione transfrontaliera, le regioni dell'Unione ammesse al sostegno del FESR sono le regioni del livello NUTS 3 situate lungo le frontiere terrestri interne ed esterne con paesi terzi o paesi partner.
1.  Per quanto concerne la cooperazione transfrontaliera, le regioni dell'Unione ammesse al sostegno del FESR sono le regioni del livello NUTS 3 situate lungo le frontiere terrestri o marittime interne ed esterne con paesi terzi o paesi partner, fatti salvi potenziali adeguamenti volti a garantire la coerenza e la continuità degli ambiti del programma di cooperazione stabiliti per il periodo di programmazione 2014-2020.
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 2
2.  Sono ammesse al sostegno nel quadro della cooperazione transfrontaliera anche le regioni sulle frontiere marittime collegate sul mare da un collegamento permanente.
soppresso
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 3
3.  I programmi Interreg di cooperazione transfrontaliera interna possono interessare regioni della Norvegia, della Svizzera e del Regno Unito, che sono equivalenti a regioni di livello NUTS 3, e il Liechtenstein, Andorra e Monaco.
3.  I programmi Interreg di cooperazione transfrontaliera interna possono interessare regioni della Norvegia, della Svizzera e del Regno Unito, che sono equivalenti a regioni di livello NUTS 3, e il Liechtenstein, Andorra, Monaco e San Marino.
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 4
4.  Per quanto riguarda la cooperazione transfrontaliera esterna, le regioni ammesse al sostegno dell'IPA III o dell'NDICI sono le regioni del livello NUTS 3 dei rispettivi paesi partner o, in assenza di classificazione NUTS, aree equivalenti lungo tutte le frontiere terrestri tra gli Stati membri e i paesi partner ammissibili nel quadro dell'IPA III o dell'NDICI.
4.  Per quanto riguarda la cooperazione transfrontaliera esterna, le regioni ammesse al sostegno dell'IPA III o dell'NDICI sono le regioni del livello NUTS 3 dei rispettivi paesi partner o, in assenza di classificazione NUTS, aree equivalenti lungo tutte le frontiere terrestri e marittime tra gli Stati membri e i paesi partner ammissibili nel quadro dell'IPA III o dell'NDICI.
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Articolo 5 – titolo
5 Copertura geografica per la cooperazione transnazionale e cooperazione marittima
Copertura geografica per la cooperazione transnazionale
Emendamento 54
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 1
1.  Per quanto concerne la cooperazione transnazionale e cooperazione marittima, le regioni dell'Unione ammesse al sostegno del FESR sono le regioni del livello NUTS 2 che coprono zone funzionali contigue, tenendo conto, ove applicabile, delle strategie macroregionali o delle strategie per i bacini marittimi.
1.  Per quanto concerne la cooperazione transnazionale, le regioni dell'Unione ammesse al sostegno del FESR sono le regioni del livello NUTS 2 che coprono zone funzionali contigue, fatti salvi potenziali adeguamenti volti a garantire la coerenza e la continuità di tale cooperazione in ambiti coerenti più ampi basati sul periodo di programmazione 2014-2020 e tenendo conto, ove applicabile, delle strategie macroregionali o delle strategie per i bacini marittimi.
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 2 – comma 1 – parte introduttiva
I programmi Interreg nel settore della cooperazione transnazionale e cooperazione marittima possono interessare:
I programmi Interreg nel settore della cooperazione transnazionale possono interessare:
Emendamento 56
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 2 – comma 1 – lettera b
b)  la Groenlandia;
b)  i PTOM che beneficiano del sostegno del Programma PTOM.
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Articolo 5 – paragrafo 3
3.  Le regioni, i paesi terzio o i paesi partner elencati al paragrafo 2 sono regioni di livello NUTS 2 o, in assenza di classificazione NUTS, aree equivalenti.
3.  Le regioni, i paesi terzi, i paesi partner o i PTOM elencati al paragrafo 2 sono regioni di livello NUTS 2 o, in assenza di classificazione NUTS, aree equivalenti.
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Articolo 6 – paragrafo 2
2.  I programmi Interreg delle regioni ultraperiferiche possono interessare i paesi partner vicini sostenuti dall'NDICI o i PTOM sostenuti dal Programma PTOM o entrambi.
2.  I programmi Interreg delle regioni ultraperiferiche possono interessare i paesi partner sostenuti dall'NDICI, i PTOM sostenuti dal Programma PTOM o le organizzazioni di cooperazione regionale, o tutti e tre i soggetti.
Emendamento 59
Proposta di regolamento
Articolo 7 – titolo
Copertura geografica per la cooperazione interregionale e investimenti interregionali in materia di innovazione
Copertura geografica per la cooperazione interregionale
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Articolo 7 – paragrafo 1
1.  Per qualunque programma Interreg della componente 4 o per gli investimenti interregionali in materia di innovazione della componente 5, è ammesso al sostegno del FESR l'intero territorio dell'Unione.
1.  Per qualunque programma Interreg della componente 4, è ammesso al sostegno del FESR l'intero territorio dell'Unione, comprese le regioni ultraperiferiche.
Emendamento 61
Proposta di regolamento
Articolo 7 – paragrafo 2
2.  I programmi Interreg della componente 4 possono interessare interamente o parzialmente i paesi terzi, i paesi partner, gli altri territori o i PTOM di cui agli articoli 4, 5 e 6, siano essi sostenuti o meno dagli strumenti di finanziamento esterno dell'Unione.
2.  I programmi Interreg della componente 4 possono interessare interamente o parzialmente i paesi terzi, i paesi partner, gli altri territori o i PTOM di cui agli articoli 4, 5 e 6, siano essi sostenuti o meno dagli strumenti di finanziamento esterno dell'Unione. I paesi terzi possono aderire a tali programmi a condizione che contribuiscano al finanziamento sotto forma di entrate con destinazione esterna.
Emendamento 62
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 2
2.  L'atto di esecuzione di cui al paragrafo 1 deve anche contenere un elenco che specifichi le regioni di livello NUTS 3 dell'Unione prese in considerazione per la dotazione del FESR a favore della cooperazione transfrontaliera su tutti i confini interni e sui confini esterni che sono oggetto degli strumenti finanziari esterni dell'Unione e un elenco che specifichi le regioni di livello NUTS 3 prese in considerazione per una dotazione nel quadro della componente 2B di cui all'articolo 9, paragrafo 3, lettera a).
2.  L'atto di esecuzione di cui al paragrafo 1 deve anche contenere un elenco che specifichi le regioni di livello NUTS 3 dell'Unione prese in considerazione per la dotazione del FESR a favore della cooperazione transfrontaliera su tutti i confini interni e sui confini esterni che sono oggetto degli strumenti finanziari esterni dell'Unione.
Emendamento 63
Proposta di regolamento
Articolo 8 – paragrafo 3
3.  L'elenco di cui al paragrafo 1 cita anche le regioni dei paesi o territori terzi o partner al di fuori dell'Unione che non ricevono sostegno dal FESR o da uno strumento di finanziamento esterno dell'Unione.
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 64
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 1
1.  Le risorse del FESR a favore dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (Interreg) ammontano a 8 430 000 000 EUR delle risorse totali disponibili per gli impegni di bilancio del FESR, del FSE+ e del Fondo di coesione per il periodo di programmazione 2021-2027, come stabilito all'articolo [102, paragrafo 1,] del regolamento (UE) [nuovo CPR].
1.  Le risorse dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (Interreg) ammontano a 11 165 910 000 EUR (prezzi del 2018) delle risorse totali disponibili, a prezzi del 2018, per gli impegni di bilancio del FESR, del FSE+ e del Fondo di coesione per il periodo di programmazione 2021-2027, come stabilito all'articolo [103, paragrafo 1,] del regolamento (UE) [nuovo CPR].
Emendamento 65
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 2 – parte introduttiva
2.  Le risorse di cui al paragrafo 1 sono assegnate come segue:
2.  EUR 10 195 910 000 (91,31 %) delle risorse di cui al paragrafo 1 sono assegnati come segue:
Emendamento 66
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 2 – lettera a
a)  52,7% (vale a dire, un totale di 4 440 000 000 EUR) per la cooperazione transfrontaliera (componente 1);
a)  7 500 000 000 EUR (67,16%) per la cooperazione transfrontaliera (componente 1);
Emendamento 67
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 2 – lettera b
b)  31,4% (vale a dire, un totale di 2 649 900 000 EUR) per la cooperazione transnazionale e cooperazione marittima (componente 2);
b)  1 973 600 880 EUR (17,68 %) per la cooperazione transnazionale (componente 2);
Emendamento 68
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 2 – lettera c
c)  3.2 3,2% (vale a dire, un totale di 270 100 000 EUR) per la cooperazione delle regioni ultraperiferiche (componente 3);
c)  357 309 120 EUR (3,2%) per la cooperazione delle regioni ultraperiferiche (componente 3);
Emendamento 69
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 2 – lettera d
d)  1.2 2,2 % (vale a dire, un totale di 100 000 000 EUR) per la cooperazione interregionale (componente 4);
d)  365 000 000 EUR (3,27%) per la cooperazione interregionale (componente 4);
Emendamento 70
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 2 – lettera e
e)  11,5 % (vale a dire, un totale di 970 000 000 EUR) per gli investimenti interregionali in materia di innovazione (componente 5);
soppresso
Emendamento 71
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 3 – comma 2 – lettera a
a)  le regioni di livello NUTS 3 per la componente 1 e quelle regioni di livello NUTS 3 per la componente 2B elencate nell'atto di esecuzione ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2;
a)  le regioni di livello NUTS 3 per la componente 1 elencate nell'atto di esecuzione ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2;
Emendamento 72
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 3 – comma 2 – lettera b
b)  le regioni di livello NUTS 2 per le componenti 2A e 3.
b)  le regioni di livello NUTS 2 per la componente 2.
Emendamento 73
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 3 – comma 2 – lettera b bis (nuova)
b bis)  le regioni di livello NUTS 2 e 3 per la componente 3.
Emendamento 74
Proposta di regolamento
Articolo 9 – paragrafo 5 bis (nuovo)
5 bis.  970 000 000 EUR (8,69%) delle risorse di cui al paragrafo 1 sono assegnati alla nuova iniziativa sugli investimenti interregionali in materia di innovazione di cui all'articolo 15 bis (nuovo).
Ove, entro il 31 dicembre 2026, la Commissione non abbia impegnato tutte le risorse disponibili di cui al paragrafo 1 sui progetti selezionati nell'ambito di tale iniziativa, i saldi rimanenti non impegnati saranno riassegnati proporzionalmente tra le componenti 1-4.
Emendamento 75
Proposta di regolamento
Articolo 10 – paragrafo 3 – comma 1
Il sostegno del FESR è concesso a singoli programmi Interreg transfrontalieri esterni a condizione che importi equivalenti siano forniti dall'IPA III CBC e dall'NDICI CBC nel quadro del pertinente documento di programmazione strategica. Tale equivalenza è soggetta all'importo massimo stabilito nell'atto legislativo dell'IPA III o dell'NDICI.
Il sostegno del FESR è concesso a singoli programmi Interreg transfrontalieri esterni a condizione che importi almeno equivalenti siano forniti dall'IPA III CBC e dall'NDICI CBC nel quadro del pertinente documento di programmazione strategica. Tale contributo è soggetto all'importo massimo stabilito nell'atto legislativo dell'IPA III o dell'NDICI.
Emendamento 76
Proposta di regolamento
Articolo 12 – paragrafo 3 – comma 1 – lettera b
b)  il programma Interreg non può essere attuato secondo quanto previsto a causa di problemi nelle relazioni fra i paesi partecipanti.
b)  in casi debitamente motivati, il programma Interreg non può essere attuato secondo quanto previsto a causa di problemi nelle relazioni fra i paesi partecipanti.
Emendamento 77
Proposta di regolamento
Articolo 12 – paragrafo 4 – comma 1
Per quanto attiene ai programmi Interreg della componente 2 già approvati dalla Commissione, la partecipazione di un paese partner o della Groenlandia è sospesa nel caso in cui si verifichi una delle situazioni di cui al paragrafo 3, primo comma, lettere a) e b).
Per quanto attiene ai programmi Interreg della componente 2 già approvati dalla Commissione, la partecipazione di un paese partner o di un PTOM è sospesa nel caso in cui si verifichi una delle situazioni di cui al paragrafo 3, primo comma, lettere a) e b).
Emendamento 78
Proposta di regolamento
Articolo 12 – paragrafo 4 – comma 2 – lettera a
a)  che il programma Interreg sia integralmente sospeso, in particolare nel caso in cui sia impossibile raggiungere risultati positivi rispetto alle principali sfide di sviluppo comuni senza la partecipazione di quel paese partner o della Groenlandia;
a)  che il programma Interreg sia integralmente sospeso, in particolare nel caso in cui sia impossibile raggiungere risultati positivi rispetto alle principali sfide di sviluppo comuni senza la partecipazione di quel paese partner o PTOM;
Emendamento 79
Proposta di regolamento
Articolo 12 – paragrafo 4 – comma 2 – lettera c
c)  che il programma Interreg prosegua senza la partecipazione di quel paese partner o della Groenlandia.
c)  che il programma Interreg prosegua senza la partecipazione di quel paese partner o di un PTOM.
Emendamento 80
Proposta di regolamento
Articolo 12 – paragrafo 6
6.  Se un paese terzo o paese partner che contribuisce ad un programma Interreg con risorse nazionali che non costituiscono il cofinanziamento nazionale del sostegno del FESR o di uno strumento di finanziamento esterno dell'Unione riduce il proprio contributo durante l'attuazione del programma Interreg, globalmente o relativamente alle operazioni comuni già selezionate e per le quali è stato rilasciato il documento previsto all'articolo 22, paragrafo 6, lo Stato membro o gli Stati membri partecipanti fanno richiesta per una delle opzioni di cui al secondo comma del paragrafo 4.
6.  Se un paese terzo, un paese partner o un PTOM che contribuisce ad un programma Interreg con risorse nazionali che non costituiscono il cofinanziamento nazionale del sostegno del FESR o di uno strumento di finanziamento esterno dell'Unione riduce il proprio contributo durante l'attuazione del programma Interreg, globalmente o relativamente alle operazioni comuni già selezionate e per le quali è stato rilasciato il documento previsto all'articolo 22, paragrafo 6, lo Stato membro o gli Stati membri partecipanti fanno richiesta per una delle opzioni di cui al secondo comma del paragrafo 4 di questo articolo.
Emendamento 81
Proposta di regolamento
Articolo 13 – comma 1
Il tasso di cofinanziamento a livello di ciascun programma Interreg non è più elevato del 70%, tranne nel caso in cui, in relazione ai programmi Interreg transfrontalieri esterni o della componente 3, sia stabilita una percentuale più elevata rispettivamente nel regolamento (UE) [IPA III], nel regolamento (UE) [NDICI] o nella decisione (UE) del Consiglio [OCTP] o in qualsiasi atto adottato in applicazione degli stessi.
Il tasso di cofinanziamento a livello di ciascun programma Interreg non è più elevato del 80%, tranne nel caso in cui, in relazione ai programmi Interreg transfrontalieri esterni o della componente 3, sia stabilita una percentuale più elevata rispettivamente nel regolamento (UE) [IPA III], nel regolamento (UE) [NDICI] o nella decisione (UE) del Consiglio [OCTP] o in qualsiasi atto adottato in applicazione degli stessi.
Emendamento 82
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 3 – parte introduttiva
3.  Oltre agli obiettivi specifici per il FESR stabiliti all'articolo [2] del regolamento (UE) [nuovo FESR], il FESR e, ove applicabile, gli strumenti di finanziamento esterno dell’Unione possono anche contribuire agli obiettivi specifici dell'obiettivo strategico 4 nei modi seguenti:
3.  Oltre agli obiettivi specifici per il FESR stabiliti all'articolo [2] del regolamento (UE) [nuovo FESR], il FESR e, ove applicabile, gli strumenti di finanziamento esterno dell’Unione contribuiscono anche agli obiettivi specifici dell'obiettivo strategico 4 nei modi seguenti:
Emendamento 83
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 4 – lettera a – parte introduttiva
a)  nel quadro dei programmi Interreg delle componenti 1 e 2B:
a)  nel quadro dei programmi Interreg delle componenti 1 e 2:
Emendamento 84
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 4 – lettera a – punto ii
ii)  il potenziamento di una amministrazione pubblica efficiente mediante la promozione della cooperazione giuridica e amministrativa e della cooperazione fra cittadini e istituzioni, in particolare con l'intento di eliminare gli ostacoli di tipo giuridico e di altro tipo nelle regioni frontaliere;
ii)  il potenziamento di una amministrazione pubblica efficiente mediante la promozione della cooperazione giuridica e amministrativa e della cooperazione fra cittadini, compresi progetti people to people, attori della società civile e istituzioni, in particolare con l'intento di eliminare gli ostacoli di tipo giuridico e di altro tipo nelle regioni frontaliere;
Emendamento 85
Proposta di regolamento
Articolo 14 – paragrafo 5
5.  Nel quadro dei programmi Interreg transfrontalieri esterni e delle componenti 2 e 3, il FESR e, ove applicabile, gli strumenti di finanziamento esterno dell’Unione contribuiscono anche all'obiettivo specifico esterno dell'Interreg "Un'Europa più sicura", in particolare mediante azioni nei settori della gestione dei valichi di frontiera, della mobilità e della gestione della migrazione, compresa la protezione dei migranti.
5.  Nel quadro dei programmi Interreg delle componenti 1, 2 e 3, il FESR e, ove applicabile, gli strumenti di finanziamento esterno dell'Unione possono contribuire anche all'obiettivo specifico dell'Interreg "Un'Europa più sicura", in particolare mediante azioni nei settori della gestione dei valichi di frontiera, della mobilità e della gestione della migrazione, compresa la protezione, l’integrazione economica e sociale dei migranti e dei profughi nel quadro della protezione internazionale.
Emendamento 86
Proposta di regolamento
Articolo 15 – paragrafo 2
2.  Un ulteriore 15% delle dotazioni del FESR e, ove applicabile, degli strumenti di finanziamento esterno dell'Unione nel quadro di priorità diverse da quelle relative all'assistenza tecnica a ciascun programma Interreg delle componenti 1, 2 e 3 è assegnato all'obiettivo specifico dell'Interreg "Una migliore gestione dell'Interreg" o all'obiettivo esterno specifico dell'Interreg "Un'Europa più sicura".
2.  Delle dotazioni del FESR e, ove applicabile, degli strumenti di finanziamento esterno dell'Unione nel quadro di priorità diverse da quelle relative all'assistenza tecnica a ciascun programma Interreg delle componenti 1, 2 e 3, fino al 15% è assegnato all'obiettivo specifico dell'Interreg "Una migliore gestione dell'Interreg" e fino al 10% può essere assegnato all'obiettivo esterno specifico dell'Interreg "Un'Europa più sicura".
Emendamento 87
Proposta di regolamento
Articolo 15 – paragrafo 3
3.  Quando un programma Interreg della componente 2A sostiene una strategia macroregionale, le dotazioni totali del FESR e, ove applicabile, degli strumenti di finanziamento esterni dell'Unione nel quadro di priorità diverse da quelle relative all'assistenza tecnica sono programmate a favore degli obiettivi di tale strategia.
3.  Quando un programma Interreg della componente 1 o 2 sostiene una strategia macroregionale o una strategia per i bacini marittimi, almeno l’80% delle dotazioni del FESR e, ove applicabile, parte degli strumenti di finanziamento esterni dell'Unione nel quadro di priorità diverse da quelle relative all'assistenza tecnica contribuiscono agli obiettivi di tale strategia.
Emendamento 88
Proposta di regolamento
Articolo 15 – paragrafo 4
4.  Quando un programma Interreg della componente 2B sostiene una strategia macroregionale o una strategia per i bacini marittimi, almeno il 70% delle dotazioni totali del FESR e, ove applicabile, degli strumenti di finanziamento esterni dell'Unione nel quadro di priorità diverse da quelle relative all'assistenza tecnica sono assegnate agli obiettivi di tale strategia.
soppresso
Emendamento 89
Proposta di regolamento
Articolo 15 bis (nuovo)
Articolo 15 bis
Investimenti interregionali in materia di innovazione
1.  Le risorse di cui all'articolo 9, paragrafo 5 bis (nuovo) sono assegnate a una nuova iniziativa di investimenti interregionali destinati:
a)  alla commercializzazione e all'espansione di progetti d'innovazione comuni in grado di incoraggiare lo sviluppo delle catene di valore europee;
b)  a riunire ricercatori, imprese, società civile e pubbliche amministrazioni coinvolti nelle strategie di specializzazione e innovazione sociale intelligente istituite a livello nazionale o regionale;
c)  a progetti pilota volti a individuare o testare nuove soluzioni di sviluppo a livello regionale e locale, basate su strategie di specializzazione intelligente; o
d)  a scambi di esperienze in materia di innovazione al fine di valorizzare l'esperienza acquisita nel settore dello sviluppo regionale o locale.
2.  Al fine di mantenere il principio di coesione territoriale europea, con una quota di risorse finanziarie abbastanza omogenea, tali investimenti si concentrano sulla creazione di collegamenti tra le regioni meno sviluppate con le regioni capofila, aumentando la capacità degli ecosistemi di innovazione regionali delle regioni meno sviluppate di integrare e sviluppare il valore dell'UE esistente o emergente, nonché la capacità di partecipare a partenariati con altre regioni.
3.  La Commissione attua tali investimenti in regime di gestione diretta o indiretta. Essa è sostenuta da un gruppo di esperti nella definizione di un programma di lavoro a lungo termine e dei relativi inviti.
4.  Per gli investimenti interregionali in materia di innovazione, è ammesso al sostegno del FESR l'intero territorio dell'Unione. I paesi terzi possono aderire a tali investimenti purché contribuiscano al finanziamento sotto forma di entrate con destinazione esterna.
Emendamento 90
Proposta di regolamento
Articolo 16 – paragrafo 1
1.  L'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (Interreg) è attuato mediante programmi Interreg in regime di gestione concorrente ad eccezione della componente 3, che può essere attuata integralmente o parzialmente sotto gestione indiretta, e della componente 5 che è attuata in regime di gestione diretta o indiretta.
1.  L'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" (Interreg) è attuato mediante programmi Interreg in regime di gestione concorrente ad eccezione della componente 3, che può essere attuata integralmente o parzialmente sotto gestione indiretta, previa consultazione dei soggetti interessati.
Emendamento 91
Proposta di regolamento
Articolo 16 – paragrafo 2
2.  Gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi, i paesi partner o i PTOM partecipanti preparano un programma Interreg conformemente al modello riportato in allegato per il periodo 1° gennaio 2021 - 31 dicembre 2027.
2.  Gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi, i paesi partner, i PTOM o le organizzazioni di integrazione e cooperazione regionale partecipanti preparano un programma Interreg conformemente al modello riportato in allegato per il periodo 1° gennaio 2021 - 31 dicembre 2027.
Emendamento 92
Proposta di regolamento
Articolo 16 – paragrafo 3 – comma 1
Gli Stati membri partecipanti preparano un programma Interreg in cooperazione con i partner del programma di cui all'articolo [6] del regolamento (UE) [nuovo CPR].
Gli Stati membri partecipanti preparano un programma Interreg in cooperazione con i partner del programma di cui all'articolo [6] del regolamento (UE) [nuovo CPR]. Nella preparazione dei programmi Interreg che riguardano le strategie macroregionali o le strategie per i bacini marittimi, gli Stati membri e i partner del programma tengono conto delle priorità tematiche delle pertinenti strategie macroregionali e delle strategie per i bacini marittimi consultando i soggetti interessati. Gli Stati membri e i partner del programma istituiscono un meccanismo ex ante per garantire che tutti gli attori a livello macroregionale e dei bacini marittimi, le autorità dei programmi di cooperazione territoriale europea, le regioni e i paesi si riuniscano all'inizio del periodo di programmazione per decidere congiuntamente in merito alle priorità di ciascun programma. Tali priorità sono allineate ai piani di azione delle strategie macroregionali o delle strategie per i bacini marittimi, se del caso.
Emendamento 93
Proposta di regolamento
Articolo 16 – paragrafo 4 – comma 1
Lo stato membro che ospita la futura autorità di gestione presenta un programma Interreg alla Commissione entro [data di entrata in vigore più nove mesi;] a nome di tutti gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi, i paesi partner o i PTOM partecipanti.
Lo stato membro che ospita la futura autorità di gestione presenta uno o più programmi Interreg alla Commissione entro [data di entrata in vigore più dodici mesi;] a nome di tutti gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi, i paesi partner, i PTOM o le organizzazioni di integrazione e cooperazione regionale partecipanti.
Emendamento 94
Proposta di regolamento
Articolo 16 – paragrafo 4 – comma 2
Tuttavia, un programma Interreg relativo al sostegno di uno strumento di finanziamento esterno dell'Unione deve essere presentato dallo Stato membro che ospita la futura autorità di gestione non oltre sei mesi dopo l'adozione da parte della Commissione del pertinente documento di programmazione strategica nel quadro dell'articolo 10, paragrafo 1, o, ove richiesto, nel quadro dell'atto di base rispettivo di uno o più strumenti di finanziamento esterno dell'Unione.
Tuttavia, un programma Interreg relativo al sostegno di uno strumento di finanziamento esterno dell'Unione deve essere presentato dallo Stato membro che ospita la futura autorità di gestione non oltre dodici mesi dopo l'adozione da parte della Commissione del pertinente documento di programmazione strategica nel quadro dell'articolo 10, paragrafo 1, o, ove richiesto, nel quadro dell'atto di base rispettivo di uno o più strumenti di finanziamento esterno dell'Unione.
Emendamento 95
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 3
3.  In casi debitamente giustificati e in accordo con la Commissione, al fine di incrementare l'efficienza nell'attuazione dei programmi e di riuscire ad effettuare operazioni su più ampia scala, gli Stati membri interessati possono decidere di trasferire ai programmi Interreg fino al [x]% dell'importo del FERS assegnato al corrispondente programma nel quadro dell'obiettivo "Investimenti a favore dell'occupazione e della crescita" per la stessa regione. L'importo trasferito costituisce una priorità separata o più priorità separate.
3.  Al fine di incrementare l'efficienza nell'attuazione dei programmi e di riuscire ad effettuare operazioni su più ampia scala, gli Stati membri interessati possono decidere di trasferire ai programmi Interreg fino al 20 % dell'importo del FERS assegnato al corrispondente programma nel quadro dell'obiettivo "Investimenti a favore dell'occupazione e della crescita" per la stessa regione. Ciascuno Stato membro comunica preventivamente alla Commissione l'intenzione di avvalersi di detta possibilità di trasferimento, motivando la sua decisione. L'importo trasferito costituisce una priorità separata o più priorità separate.
Emendamento 96
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 4 – lettera b – parte introduttiva
b)  una sintesi delle principali sfide comuni, tenendo presenti:
b)  una sintesi delle principali sfide comuni, tenendo presenti, in particolare:
Emendamento 97
Proposta di regolamento
Articolo 17 – comma 4 – lettera b – punto ii
ii)  il fabbisogno comune di investimenti e la complementarità con altre forme di sostegno;
ii)  il fabbisogno comune di investimenti e la complementarità con altre forme di sostegno e le potenziali sinergie da realizzare;
Emendamento 98
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 4 – lettera b – punto iii
iii)  gli insegnamenti tratti da esperienze passate;
iii)  gli insegnamenti tratti da esperienze passate e delle modalità con le quali se ne è tenuto conto nel programma;
Emendamento 99
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 4 – lettera c
c)  una motivazione della selezione degli obiettivi strategici e degli obiettivi specifici dell'Interreg, delle corrispondenti priorità, degli obiettivi specifici e delle forme di sostegno, facendo fronte, ove opportuno, al problema dei collegamenti mancanti nelle infrastrutture transfrontaliere;
c)  una motivazione della selezione degli obiettivi strategici e degli obiettivi specifici dell'Interreg, delle corrispondenti priorità, facendo fronte, ove opportuno, al problema dei collegamenti mancanti nelle infrastrutture transfrontaliere;
Emendamento 100
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 4 – lettera e – punto i
i)  le tipologie di azioni correlate, compreso un elenco delle operazioni di importanza strategica programmate, e il relativo previsto contributo a tali obiettivi specifici e, ove opportuno, alle strategie macroregionali e alle strategie per i bacini marittimi;
i)  le tipologie di azioni correlate, compreso un elenco delle operazioni di importanza strategica programmate, e il relativo previsto contributo a tali obiettivi specifici e, ove opportuno, alle strategie macroregionali e alle strategie per i bacini marittimi, rispettivamente l'insieme dei criteri e i corrispondenti criteri trasparenti di selezione per tale operazione;
Emendamento 101
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 4 – lettera e – punto iii
iii)  i principali gruppi di destinatari;
soppresso
Emendamento 102
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 4 – lettera e – punto v
v)  il previsto impiego di strumenti finanziari;
soppresso
Emendamento 103
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 5 – lettera a – punto iii
iii)  per i programmi Interreg della componente 2 sostenuti dal Programma PTOM, suddivisi per strumento di finanziamento ("FESR" e "Programma PTOM Groenlandia");
iii)  per i programmi Interreg della componente 2 sostenuti dal Programma PTOM, suddivisi per strumento di finanziamento ("FESR" e "Programma PTOM");
Emendamento 104
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 5 – lettera b
b)  la tabella di cui al paragrafo 4, lettera g), punto ii), include esclusivamente gli importi per gli anni dal 20121 al 2025.
soppresso
Emendamento 105
Proposta di regolamento
Articolo 17 – paragrafo 7 – lettera b
b)  fissa la procedura di costituzione del segretariato congiunto;
b)  fissa la procedura di costituzione del segretariato congiunto sostenendo, se del caso, le strutture di gestione negli Stati membri o nei paesi terzi;
Emendamento 106
Proposta di regolamento
Articolo 18 – paragrafo 1
1.  La Commissione valuta ciascun programma Interreg e la sua conformità al regolamento (UE) [nuovo CPR], al regolamento (UE) [nuovo FESR] e al presente regolamento nonché, in caso di sostegno da uno strumento di finanziamento esterno dell'Unione e se del caso, la sua coerenza con il documento strategico pluriennale, di cui all'articolo 10, paragrafo 1, o con il pertinente quadro strategico di programmazione nell'ambito dell'atto di base di uno o più di tali strumenti.
1.  la Commissione valuta in piena trasparenza ciascun programma Interreg e la sua conformità al regolamento (UE) [nuovo CPR], al regolamento (UE) [nuovo FESR] e al presente regolamento nonché, in caso di sostegno da uno strumento di finanziamento esterno dell'Unione e se del caso, la sua coerenza con il documento strategico pluriennale, di cui all'articolo 10, paragrafo 1 del presente regolamento, o con il pertinente quadro strategico di programmazione nell'ambito dell'atto di base di uno o più di tali strumenti.
Emendamento 107
Proposta di regolamento
Articolo 18 – paragrafo 3
3.  Gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi o partner o i PTOM partecipanti riesaminano il programma Interreg tenendo conto delle osservazioni espresse dalla Commissione.
3.  Gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi o partner, i PTOM o le organizzazioni di integrazione e cooperazione regionale partecipanti riesaminano il programma Interreg tenendo conto delle osservazioni espresse dalla Commissione.
Emendamento 108
Proposta di regolamento
Articolo 18 – paragrafo 4
4.  Mediante un atto di esecuzione, la Commissione adotta una decisione di approvazione di ciascun programma Interreg entro sei mesi dalla data di presentazione dello stesso programma da parte dello Stato membro che ospita la futura autorità di gestione.
4.  Mediante un atto di esecuzione, la Commissione adotta una decisione di approvazione di ciascun programma Interreg entro tre mesi dalla data di presentazione della versione rivista dello stesso programma da parte dello Stato membro che ospita la futura autorità di gestione.
Emendamento 109
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 1
1.  Lo Stato membro che ospita l'autorità di gestione può presentare una richiesta motivata di modifica di un programma Interreg unitamente al programma modificato, illustrando l'effetto previsto di tale modifica sul conseguimento degli obiettivi.
1.  Lo Stato membro che ospita l'autorità di gestione, previa consultazione degli enti locali e regionali e conformemente all'articolo 6 del regolamento (UE) .../... [nuovo CPR], può presentare una richiesta motivata di modifica di un programma Interreg unitamente al programma modificato, illustrando l'effetto previsto di tale modifica sul conseguimento degli obiettivi.
Emendamento 110
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 2
2.  La Commissione valuta la conformità della modifica con il regolamento (UE) [nuovo CPR], il regolamento (UE) [nuovo FESR] e il presente regolamento e può esprimere osservazioni entro tre mesi dalla presentazione del programma modificato.
2.  La Commissione valuta la conformità della modifica con il regolamento (UE) [nuovo CPR], il regolamento (UE) [nuovo FESR] e il presente regolamento e può esprimere osservazioni entro un mese dalla presentazione del programma modificato.
Emendamento 111
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 3
3.  Gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi, i paesi partner o i PTOM partecipanti riesaminano il programma Interreg modificato tenendo conto delle osservazioni espresse dalla Commissione.
3.  Gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi, i paesi partner, i PTOM o le organizzazioni di integrazione e cooperazione regionale partecipanti riesaminano il programma Interreg modificato tenendo conto delle osservazioni espresse dalla Commissione.
Emendamento 112
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 4
4.  La Commissione approva la modifica di un programma Interreg non oltre sei mesi dopo la sua presentazione da parte dello Stato membro.
4.  La Commissione approva la modifica di un programma Interreg non oltre tre mesi dopo la sua presentazione da parte dello Stato membro.
Emendamento 113
Proposta di regolamento
Articolo 19 – paragrafo 5 – comma 1
Durante il periodo di programmazione, lo Stato membro può trasferire fino al 5% della dotazione iniziale di una priorità e non più del 3% del bilancio del programma ad un'altra priorità dello stesso programma Interreg.
Previa consultazione degli enti locali e regionali e conformemente all'articolo 6 del regolamento (UE) .../... [nuovo CPR], durante il periodo di programmazione, lo Stato membro può trasferire fino al 10 % della dotazione iniziale di una priorità e non più del % del bilancio del programma ad un'altra priorità dello stesso programma Interreg.
Emendamento 114
Proposta di regolamento
Articolo 22 – paragrafo 1 – comma 2
Tale comitato di sorveglianza può istituire un comitato direttivo o, in particolare nel caso di sottoprogrammi, più comitati direttivi che agiscano sotto la sua responsabilità per la selezione delle operazioni.
Tale comitato di sorveglianza può istituire un comitato direttivo o, in particolare nel caso di sottoprogrammi, più comitati direttivi che agiscano sotto la sua responsabilità per la selezione delle operazioni. I comitati direttivi applicano il principio di partenariato stabilito dall'articolo 6 del regolamento (UE) [nuovo CPR] e coinvolgere i partner di tutti gli Stati membri partecipanti.
Emendamento 115
Proposta di regolamento
Articolo 22 – paragrafo 3
3.  Prima della presentazione iniziale dei criteri di selezione al comitato di sorveglianza o, ove applicabile, al comitato direttivo, l'autorità di gestione consulta la Commissione e tiene conto delle sue osservazioni. Ciò vale anche per qualunque successiva modifica a tali criteri.
3.  Prima della presentazione iniziale dei criteri di selezione al comitato di sorveglianza o, ove applicabile, al comitato direttivo, l'autorità di gestione comunica detti criteri alla Commissione. Ciò vale anche per qualunque successiva modifica a tali criteri.
Emendamento 116
Proposta di regolamento
Articolo 22 – paragrafo 4 – parte introduttiva
4.  Nella selezione delle operazioni, il comitato di sorveglianza o, ove applicabile, il comitato direttivo:
4.  Prima della selezione delle operazioni da parte del comitato di sorveglianza o, ove applicabile, del comitato direttivo, l'autorità di gestione:
Emendamento 117
Proposta di regolamento
Articolo 22 – paragrafo 6 – comma 2
Il documento stabilisce anche gli obblighi del partner capofila rispetto ai recuperi ai sensi dell'articolo 50. Tali obblighi sono definiti dal comitato di sorveglianza. Tuttavia, un partner capofila situato in uno Stato membro, paese terzo, paese partner o PTOM diverso rispetto al partner non è obbligato ad effettuare il recupero attraverso una procedura giudiziaria.
Il documento stabilisce anche gli obblighi del partner capofila rispetto ai recuperi ai sensi dell'articolo 50. Le procedure relative ai recuperi sono definite e approvate dal comitato di sorveglianza. Tuttavia, un partner capofila situato in uno Stato membro, paese terzo, paese partner o PTOM diverso rispetto al partner non è obbligato ad effettuare il recupero attraverso una procedura giudiziaria.
Emendamento 118
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 1 – comma 1
Le operazioni selezionate nel quadro delle componenti 1, 2 e 3 coinvolgono attori di almeno due paesi partecipanti, dei quali almeno uno è un beneficiario di uno Stato membro.
Le operazioni selezionate nel quadro delle componenti 1, 2 e 3 coinvolgono attori di almeno due paesi o PTOM partecipanti, dei quali almeno uno è un beneficiario di uno Stato membro.
Emendamento 119
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 2
2.  Un'operazione Interreg può essere attuata in un unico paese, purché l'impatto sull'area interessata dal programma e i benefici per la stessa siano specificati nella domanda relativa all'operazione.
2.  Un'operazione Interreg può essere attuata in un unico paese o PTOM, purché l'impatto sull'area interessata dal programma e i benefici per la stessa siano specificati nella domanda relativa all'operazione.
Emendamento 120
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 4 – comma 1
I partner cooperano nello sviluppo, nell'attuazione, nella dotazione di organico sufficiente e nel finanziamento delle operazioni Interreg.
I partner cooperano nello sviluppo e nell'attuazione delle operazioni Interreg, nonché in materia di organico e/o di relativo finanziamento. Occorre sforzarsi di limitare il numero dei partner a non più di dieci per ciascun progetto Interreg.
Emendamento 121
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 4 – comma 2
Per le operazioni Interreg nel quadro di programmi Interreg della componente 3, ai partner di regioni ultraperiferiche e di paesi terzi, paesi partner e PTOM è richiesto di cooperare solo in tre delle quattro dimensioni elencate al primo comma.
Per le operazioni Interreg nel quadro di programmi Interreg della componente 3, ai partner di regioni ultraperiferiche e di paesi terzi, paesi partner e PTOM è richiesto di cooperare solo in due delle quattro dimensioni elencate al primo comma.
Emendamento 122
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 6 – comma 1
Un'entità giuridica transfrontaliera o un GECT può essere il partner unico di un'operazione Interreg nel quadro di programmi Interreg delle componenti 1, 2 e 3, purché tra i suoi membri figurino partner di almeno due paesi partecipanti.
Un'entità giuridica transfrontaliera o un GECT può essere il partner unico di un'operazione Interreg nel quadro di programmi Interreg delle componenti 1, 2 e 3, purché tra i suoi membri figurino partner di almeno due paesi o PTOM partecipanti.
Emendamento 123
Proposta di regolamento
Articolo 23 – paragrafo 7 – comma 2
Tuttavia, un partner unico può essere registrato in uno Stato membro che non partecipa a tale programma, purché siano soddisfatte le condizioni stabilite all'articolo 23.
soppresso
Emendamento 124
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 1 – comma 1
Il contributo del FESR o, ove applicabile, di uno strumento di finanziamento esterno dell'Unione ad un fondo per piccoli progetti nel quadro di un programma Interreg non supera 20 000 000 EUR o il 15% della dotazione complessiva del programma Interreg se tale percentuale è inferiore a detto importo.
Il contributo totale del FESR o, ove applicabile, di uno strumento di finanziamento esterno dell'Unione a uno o più fondi per piccoli progetti nel quadro di un programma Interreg non supera il 20 % della dotazione complessiva del programma Interreg ed è almeno pari al 3 % della dotazione complessiva nel caso di un programma Interreg di cooperazione transfrontaliera.
Emendamento 125
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 2
2.  Il beneficiario di un fondo per piccoli progetti è un'entità giuridica transfrontaliera o un GECT.
2.  Il beneficiario di un fondo per piccoli progetti è un organismo di diritto pubblico o privato, un'entità con o senza personalità giuridica o una persona fisica che è responsabile dell'avvio oppure sia dell'avvio che dell'attuazione delle operazioni.
Emendamento 126
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 5
5.  I costi di personale e i costi indiretti generati a livello del beneficiario per la gestione del fondo per piccoli progetti non supera il 20% del costo totale ammissibile del fondo per piccoli progetti in questione.
5.  I costi del personale e gli altri costi diretti corrispondenti alle categorie di costi di cui agli articoli da 39 a 42, nonché i costi indiretti generati a livello del beneficiario per la gestione di uno o più fondi per piccoli progetti non superano il 20 % del costo totale ammissibile del fondo o dei fondi per piccoli progetti in questione.
Emendamento 127
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 6 – comma 1
Se il contributo pubblico ad un piccolo progetto non supera 100 000 EUR, il contributo del FESR o, ove applicabile, di uno strumento di finanziamento esterno dell'Unione assume la forma di costi unitari o di somme forfettarie o include tassi forfettari, ad eccezione dei progetti il cui sostegno configura un aiuto di Stato.
Se il contributo pubblico ad un piccolo progetto non supera 100 000 EUR, il contributo del FESR o, ove applicabile, di uno strumento di finanziamento esterno dell'Unione assume la forma di costi unitari o di somme forfettarie o include tassi forfettari.
Emendamento 128
Proposta di regolamento
Articolo 24 – paragrafo 6 – comma 1 bis (nuovo)
Qualora i costi totali di ciascuna operazione non superino 100 000 EUR, l'importo del sostegno per uno o più progetti di piccole dimensioni può essere stabilito sulla base di un progetto di bilancio che è stabilito caso per caso e concordato ex ante dall'organismo che seleziona l'operazione.
Emendamento 129
Proposta di regolamento
Articolo 25 – paragrafo 2
2.  Salvo altrimenti specificato nelle modalità definite a norma del paragrafo 1, lettera a), il partner capofila garantisce che gli altri partner ricevano il più rapidamente possibile e in toto l'importo complessivo del contributo del fondo dell'Unione interessato. Nessun importo è dedotto o trattenuto né sono addebitati oneri specifici o di altro genere aventi l'effetto equivalente di ridurre le somme così erogate a favore degli altri partner.
2.  Salvo altrimenti specificato nelle modalità definite a norma del paragrafo 1, lettera a), il partner capofila garantisce che gli altri partner ricevano in toto l'importo complessivo del contributo del fondo dell'Unione interessato, entro i termini concordati da tutti i partner e seguendo la stessa procedura applicata al partner capofila. Nessun importo è dedotto o trattenuto né sono addebitati oneri specifici o di altro genere aventi l'effetto equivalente di ridurre le somme così erogate a favore degli altri partner.
Emendamento 130
Proposta di regolamento
Articolo 25 – paragrafo 3 – comma 1
Qualunque beneficiario in uno Stato membro, paese terzo, paese partner o PTOM che partecipa ad un programma Interreg può essere designato come partner capofila.
Qualunque beneficiario in uno Stato membro che partecipa ad un programma Interreg può essere designato come partner capofila.
Emendamento 131
Proposta di regolamento
Articolo 25 – paragrafo 3 – comma 2
Tuttavia, gli Stati membri, i paesi terzi, i paesi partner o i PTOM che partecipano ad un programma Interreg possono stabilire di comune accordo che un partner che non riceve sostegno dal FESR o da uno strumento di finanziamento esterno dell'Unione possa essere designato come partner capofila.
soppresso
Emendamento 132
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 1
1.  L'assistenza tecnica a ciascun programma Interreg è rimborsata in base a un tasso forfettario applicando le percentuali stabilite al paragrafo 2 alle spese ammissibili incluse in ciascuna domanda di pagamento ai sensi dell'articolo [85, paragrafo 3, lettere a) o c),] del regolamento (UE) [nuovo CPR], a seconda dei casi.
1.  L'assistenza tecnica a ciascun programma Interreg è rimborsata in base a un tasso forfettario applicando le percentuali stabilite al paragrafo 2 per il 2021 e il 2022 alle rate annuali di prefinanziamento conformemente all'articolo 49, paragrafo 2, lettere a) e b) del presente regolamento, e per gli anni successivi alle spese ammissibili incluse in ciascuna domanda di pagamento ai sensi dell'articolo [85, paragrafo 3, lettere a) o c),] del regolamento (UE) [nuovo CPR], a seconda dei casi.
Emendamento 133
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera a
a)  per i programmi Interreg di cooperazione transfrontaliera interna sostenuti dal FESR: 6%;
a)  per i programmi Interreg di cooperazione transfrontaliera interna sostenuti dal FESR: 7%;
Emendamento 134
Proposta di regolamento
Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera c
c)  per i programmi Interreg delle componenti 2, 3 e 4, sia per il FESR sia, ove applicabile, per gli strumenti di finanziamento esterno dell'Unione: 7%.
c)  per i programmi Interreg delle componenti 2, 3 e 4, sia per il FESR sia, ove applicabile, per gli strumenti di finanziamento esterno dell'Unione: 8 %.
Emendamento 135
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi, i paesi partner e i PTOM che partecipano ad un determinato programma, d'intesa con l'autorità di gestione, istituiscono un comitato per sorvegliare l'attuazione del programma Interreg in questione ("comitato di sorveglianza") entro tre mesi dalla data della notifica agli Stati membri della decisione della Commissione che adotta un programma Interreg.
1.  Gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi, i paesi partner, i PTOM o le organizzazioni di integrazione e cooperazione regionale che partecipano ad un determinato programma, d'intesa con l'autorità di gestione, istituiscono un comitato per sorvegliare l'attuazione del programma Interreg in questione ("comitato di sorveglianza") entro tre mesi dalla data della notifica agli Stati membri della decisione della Commissione che adotta un programma Interreg.
Emendamento 136
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 2
2.  Il comitato di sorveglianza è presieduto da un rappresentante dello Stato membro che ospita l'autorità di gestione o dell'autorità di gestione.
soppresso
Se il regolamento interno del comitato di sorveglianza prevede una presidenza a rotazione, il comitato di sorveglianza può essere presieduto da un rappresentante di un paese terzo, paese partner o PTOM e copresieduto da un rappresentante dello Stato membro o dell'autorità di gestione, e viceversa.
Emendamento 137
Proposta di regolamento
Articolo 27 – paragrafo 6
6.  L'autorità di gestione pubblica il regolamento interno del comitato di sorveglianza e tutti i dati e le informazioni condivise con il comitato di sorveglianza sul sito web di cui all'articolo 35, paragrafo 2.
6.  L'autorità di gestione pubblica il regolamento interno del comitato di sorveglianza e la sintesi dei dati e le informazioni nonché le decisioni condivise con il comitato di sorveglianza sul sito web di cui all'articolo 35, paragrafo 2.
Emendamento 138
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 1 – comma 1
La composizione del comitato di sorveglianza di ciascun programma Interreg è approvata dagli Stati membri e, ove applicabile, dai paesi terzi, paesi partner e PTOM che partecipano a tale programma e garantisce una rappresentanza equilibrata delle autorità, organismi intermedi e rappresentanti pertinenti dei partner del programma, di cui all'articolo [6] del regolamento (UE) [nuovo CPR], degli Stati membri, paesi terzi, paesi partner e PTOM.
La composizione del comitato di sorveglianza di ciascun programma Interreg può essere approvata dagli Stati membri e, ove applicabile, dai paesi terzi, paesi partner e PTOM che partecipano a tale programma e mira a una rappresentanza equilibrata delle autorità, organismi intermedi e rappresentanti pertinenti dei partner del programma, di cui all'articolo [6] del regolamento (UE) [nuovo CPR], degli Stati membri, paesi terzi, paesi partner e PTOM.
Emendamento 139
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 1 – comma 2
La composizione del comitato di sorveglianza tiene conto del numero di Stati membri, paesi terzi, paesi partner e PTOM partecipanti al programma Interreg interessato.
soppresso
Emendamento 140
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 1 – comma 3
Il comitato di sorveglianza comprende anche rappresentanti di organismi istituiti congiuntamente nell'intera area del programma o che ne coprono solo una parte, compresi i GECT.
Il comitato di sorveglianza comprende anche rappresentanti di regioni e governi locali nonché altri organismi istituiti congiuntamente nell'intera area del programma o che ne coprono solo una parte, compresi i GECT.
Emendamento 141
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 2
2.  L'autorità di gestione pubblica un elenco dei membri del comitato di sorveglianza sul sito web di cui all'articolo 35, paragrafo 2.
2.  L'autorità di gestione pubblica un elenco delle autorità o degli organismi nominati come membri del comitato di sorveglianza sul sito web di cui all'articolo 35, paragrafo 2.
Emendamento 142
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 3
3.  Rappresentanti della Commissione partecipano ai lavori del comitato di sorveglianza a titolo consultivo.
3.  Rappresentanti della Commissione possono partecipare ai lavori del comitato di sorveglianza a titolo consultivo.
Emendamento 143
Proposta di regolamento
Articolo 28 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  I rappresentanti degli organismi stabiliti nell'intera area del programma o che ne coprono solo una parte, compresi i GECT, possono partecipare ai lavori del comitato di sorveglianza in funzione consultiva.
Emendamento 144
Proposta di regolamento
Articolo 29 – paragrafo 1 – lettera g
g)  i progressi compiuti nel rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche istituzioni e dei beneficiari, se del caso.
g)  i progressi compiuti nel rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche istituzioni e dei beneficiari, se del caso, e propone ulteriori misure di sostegno, se necessario.
Emendamento 145
Proposta di regolamento
Articolo 29 – paragrafo 2 – lettera a
a)  la metodologia e i criteri utilizzati per la selezione delle operazioni, tra cui le eventuali modifiche, previa consultazione della Commissione ai sensi dell'articolo 22, paragrafo 2, fatto salvo l'articolo [27, paragrafo 3, lettere b), c) e d),] del regolamento (UE) [nuovo CPR];
a)  la metodologia e i criteri utilizzati per la selezione delle operazioni, tra cui le eventuali modifiche, previa comunicazione alla Commissione ai sensi dell'articolo 22, paragrafo 2, fatto salvo l'articolo [27, paragrafo 3, lettere b), c) e d),] del regolamento (UE) [nuovo CPR];
Emendamento 146
Proposta di regolamento
Articolo 30 – paragrafo 2 – parte introduttiva
2.  Su richiesta della Commissione, l'autorità di gestione fornisce, entro un mese, alla Commissione le informazioni sugli elementi elencati all'articolo 29, paragrafo 1:
2.  Su richiesta della Commissione, l'autorità di gestione fornisce, entro tre mesi, alla Commissione le informazioni sugli elementi elencati all'articolo 29, paragrafo 1:
Emendamento 147
Proposta di regolamento
Articolo 31 – paragrafo 1 – comma 1
Ciascuna autorità di gestione trasmette elettronicamente alla Commissione i dati cumulativi per il proprio programma Interreg entro il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ogni anno conformemente al modello riportato all'allegato [VII] del regolamento (UE) [nuovo CPR].
Ciascuna autorità di gestione trasmette elettronicamente alla Commissione i dati per il proprio programma Interreg a norma dell'articolo 31, paragrafo 2 del presente regolamento entro il 31 gennaio, il 31 maggio e il 30 settembre di ogni anno nonché una volta l'anno i dati di cui all'articolo 31, paragrafo 2, lettera b) del presente regolamento, conformemente al modello riportato all'allegato [VII] del regolamento (UE) [nuovo CPR].
Emendamento 148
Proposta di regolamento
Articolo 31 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)
La trasmissione dei dati è effettuata utilizzando i sistemi esistenti per la comunicazione dei dati purché tali sistemi si siano dimostrati affidabili durante il precedente periodo di programmazione.
Emendamento 149
Proposta di regolamento
Articolo 31 – paragrafo 2 – lettera b
b)  i valori degli indicatori di output e di risultato per le operazioni Interreg selezionate e i valori conseguiti dalle operazioni Interreg.
b)  i valori degli indicatori di output e di risultato per le operazioni Interreg selezionate e i valori conseguiti dalle operazioni Interreg concluse.
Emendamento 150
Proposta di regolamento
Articolo 33 – paragrafo 1
1.  Gli indicatori comuni di output e gli indicatori comuni di risultato, figuranti nell'allegato [I] del regolamento (UE) [nuovo FESR] e, se necessario, gli indicatori di output e di risultato specifici per ciascun programma sono utilizzati in conformità all'articolo [12, paragrafo 1,] del regolamento (UE) [nuovo CPR] e agli articoli 17, paragrafo 3, lettera d), punto ii), e 31, paragrafo 2, lettera b), del presente regolamento.
1.  Gli indicatori comuni di output e gli indicatori comuni di risultato, figuranti nell'allegato [I] del regolamento (UE) [nuovo FESR] che risultano più adatti a misurare i progressi verso gli obiettivi del programma di cooperazione territoriale europea (Interreg) sono utilizzati in conformità all'articolo [12, paragrafo 1,] del regolamento (UE) [nuovo CPR] e agli articoli 17, paragrafo 4, lettera e), punto ii), e 31, paragrafo 2, lettera b), del presente regolamento.
Emendamento 151
Proposta di regolamento
Articolo 33 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  Ove necessario e in casi debitamente giustificati dall'autorità di gestione, sono utilizzati indicatori di output e indicatori di risultato specifici per programma, oltre agli indicatori selezionati in linea col paragrafo 1.
Emendamento 152
Proposta di regolamento
Articolo 34 – paragrafo 1
1.  L'autorità di gestione effettua valutazioni di ciascun programma Interreg. Ciascuna valutazione esamina l'efficacia, l'efficienza, la rilevanza, la coerenza e il valore aggiunto UE del programma al fine di migliorare la qualità della progettazione e dell'attuazione del programma Interreg in esame.
1.  L'autorità di gestione effettua valutazioni di ciascun programma Interreg non più di una volta l'anno. Ciascuna valutazione esamina l'efficacia, l'efficienza, la rilevanza, la coerenza e il valore aggiunto UE del programma al fine di migliorare la qualità della progettazione e dell'attuazione del programma Interreg in esame.
Emendamento 153
Proposta di regolamento
Articolo 34 – paragrafo 4
4.  L'autorità di gestione provvede alle procedure necessarie per la generazione e la raccolta dei dati necessari alle valutazioni.
4.  L'autorità di gestione mira a garantire le procedure necessarie per la generazione e la raccolta dei dati necessari alle valutazioni.
Emendamento 154
Proposta di regolamento
Articolo 35 – paragrafo 3
3.  È di applicazione l'articolo [44, paragrafi da 2 a 7,] del regolamento (UE) [nuovo CPR] sulle responsabilità dell'autorità di gestione.
3.  È di applicazione l'articolo [44, paragrafi da 2 a 6,] del regolamento (UE) [nuovo CPR] sulle responsabilità dell'autorità di gestione.
Emendamento 155
Proposta di regolamento
Articolo 35 – paragrafo 4 – comma 1 – lettera c
c)  esponendo al pubblico targhe o cartelloni non appena inizia l'attuazione materiale di un'operazione Interreg che comporti investimenti materiali o l'acquisto di attrezzature, il cui costo totale superi 100 000 EUR;
c)  esponendo al pubblico targhe o cartelloni non appena inizia l'attuazione materiale di un'operazione Interreg che comporti investimenti materiali o l'acquisto di attrezzature, il cui costo totale superi 50 000 EUR;
Emendamento 156
Proposta di regolamento
Articolo 35 – paragrafo 4 – comma 1 – lettera d
d)  per le operazioni Interreg che non rientrano nell'ambito della lettera c), esponendo al pubblico almeno un poster o un display elettronico di misura non inferiori a un formato A3 che rechi informazioni sull'operazione Interreg e che evidenzi il sostegno ricevuto da un fondo Interreg;
d)  per le operazioni Interreg che non rientrano nell'ambito della lettera c), esponendo al pubblico almeno un poster ed eventualmente un display elettronico di misura non inferiori a un formato A2 che rechi informazioni sull'operazione Interreg e che evidenzi il sostegno ricevuto da un fondo Interreg;
Emendamento 157
Proposta di regolamento
Articolo 35 – paragrafo 4 – comma 1 – lettera e
e)  per operazioni di importanza strategica e per operazioni il cui costo totale supera 10 000 000 EUR, organizzando un evento di comunicazione e coinvolgendo in tempo utile la Commissione e l'autorità di gestione responsabile.
e)  per operazioni di importanza strategica e per operazioni il cui costo totale supera 5 000 000 EUR, organizzando un evento di comunicazione e coinvolgendo in tempo utile la Commissione e l'autorità di gestione responsabile.
Emendamento 158
Proposta di regolamento
Articolo 35 – paragrafo 6
6.  Se il beneficiario non rispetta i propri obblighi di cui all'articolo [42] del regolamento (UE) [nuovo CPR] o ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo, lo Stato membro applica una rettifica finanziaria sopprimendo fino al 5% del sostegno dei fondi all'operazione interessata.
6.  Se il beneficiario non rispetta i propri obblighi di cui all'articolo [42] del regolamento (UE) [nuovo CPR] o ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo, o non rimedia in tempo alla propria omissione, l'autorità di gestione applica una rettifica finanziaria sopprimendo fino al 5 % del sostegno dei fondi all'operazione interessata.
Emendamento 159
Proposta di regolamento
Articolo 38 – paragrafo 3 – lettera c
c)  su base forfettaria in conformità all'articolo [50, paragrafo 1,] del regolamento (UE) [nuovo CPR].
c)  i costi diretti per il personale di un'operazione possono essere calcolati su base forfettaria fino al 20 % dei costi diretti di tale operazione diversi dai costi diretti per il personale, senza che gli Stati membri siano tenuti a effettuare alcun calcolo per determinare la base applicabile.
Emendamento 160
Proposta di regolamento
Articolo 38 – paragrafo 5 – lettera a
a)  dividendo il costo del lavoro lordo mensile per l'orario di lavoro mensile stabilito nell'atto di impiego, espresso in ore; o
a)  dividendo gli ultimi costi documentati del lavoro lordo mensile per l'orario di lavoro mensile della persona interessata, conformemente alla normativa applicabile di cui al contratto di impiego e all'articolo 50, paragrafo 2, lettera b) del regolamento (UE) .../... [nuovo CPR]; o
Emendamento 161
Proposta di regolamento
Articolo 38 – paragrafo 6
6.  I costi del personale relativi a persone che, in forza di un atto di impiego, sono occupate su base oraria sono ammissibili procedendo alla moltiplicazione del numero di ore effettivamente lavorate nell'ambito dell'operazione per la tariffa oraria concordata nell'atto di impiego sulla base di un sistema di registrazione dell'orario di lavoro.
6.  I costi del personale relativi a persone che, in forza di un atto di impiego, sono occupate su base oraria sono ammissibili procedendo alla moltiplicazione del numero di ore effettivamente lavorate nell'ambito dell'operazione per la tariffa oraria concordata nell'atto di impiego sulla base di un sistema di registrazione dell'orario di lavoro. Se non ancora inclusi nella tariffa oraria concordata, i costi salariali di cui all'articolo 38, paragrafo 2, lettera b), possono essere aggiunti a tale tariffa oraria, in linea con la normativa nazionale applicabile.
Emendamento 162
Proposta di regolamento
Articolo 39 – comma 1 – parte introduttiva
Le spese d'ufficio e amministrative si limitano ai seguenti elementi:
Le spese d'ufficio e amministrative si limitano al 15 % dei costi diretti totali di un'operazione e ai seguenti elementi:
Emendamento 163
Proposta di regolamento
Articolo 40 – paragrafo 4
4.  Il pagamento diretto delle spese di cui al presente articolo sostenute da parte di un dipendente del beneficiario richiede la dimostrazione del rimborso effettuato dal beneficiario a favore del dipendente in questione.
4.  Il pagamento diretto delle spese di cui al presente articolo sostenute da parte di un dipendente del beneficiario richiede la dimostrazione del rimborso effettuato dal beneficiario a favore del dipendente in questione. Tale categoria di costi può essere utilizzata per le spese di viaggio del personale dell'operazione e di altri soggetti interessati ai fini dell'attuazione e della promozione di un'operazione e del programma Interreg.
Emendamento 164
Proposta di regolamento
Articolo 40 – paragrafo 5
5.  Le spese di viaggio e soggiorno di un'operazione possono essere calcolate su base forfetaria fino al 15 % dei costi diretti diversi dai costi diretti del personale di detta operazione.
5.  Le spese di viaggio e soggiorno di un'operazione possono essere calcolate su base forfetaria fino al 15 % dei costi diretti del personale di detta operazione.
Emendamento 165
Proposta di regolamento
Articolo 41 – comma 1 – parte introduttiva
I costi per consulenze e servizi esterni si limitano ai servizi e alle consulenze seguenti forniti da un soggetto di diritto pubblico o privato o da una persona fisica diversi dal beneficiario dell'operazione:
I costi per consulenze e servizi esterni comprendono, ma non si limitano, ai servizi e alle consulenze seguenti forniti da un soggetto di diritto pubblico o privato o da una persona fisica diversi dal beneficiario (compresi tutti i partner) dell'operazione:
Emendamento 166
Proposta di regolamento
Articolo 41 – comma 1 – lettera o
o)  spese di viaggio e soggiorno di esperti, oratori, presidenti di riunione e prestatori di servizi esterni;
o)  spese di viaggio e soggiorno di esperti;
Emendamento 167
Proposta di regolamento
Articolo 42 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Le spese relative all'acquisto, alla locazione o al leasing delle attrezzature da parte del beneficiario dell'operazione, diverse da quelle di cui all'articolo 39, si limitano alle seguenti voci:
1.  Le spese relative all'acquisto, alla locazione o al leasing delle attrezzature da parte del beneficiario dell'operazione, diverse da quelle di cui all'articolo 39, comprendono, ma non si limitano, alle seguenti voci:
Emendamento 168
Proposta di regolamento
Articolo 43 – comma 1 – lettera a
a)  acquisto di terreni conformemente all'articolo [58, paragrafo 1, lettera c),] del regolamento (UE) [nuovo CPR];
a)  acquisto di terreni conformemente all'articolo [58, paragrafo 1, lettera b),] del regolamento (UE) [nuovo CPR];
Emendamento 169
Proposta di regolamento
Articolo 44 – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi, i paesi partner e i PTOM che partecipano ad un programma Interreg individuano, ai fini dell'articolo [65] del regolamento (UE) [nuovo CPR], un'autorità di gestione unica ed un'autorità di audit unica.
1.  Gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi, i paesi partner, i PTOM e le organizzazioni di integrazione e cooperazione regionale che partecipano ad un programma Interreg individuano, ai fini dell'articolo [65] del regolamento (UE) [nuovo CPR], un'autorità di gestione unica ed un'autorità di audit unica.
Emendamento 170
Proposta di regolamento
Articolo 44 – paragrafo 2
2.  L'autorità di gestione e l'autorità di audit sono ubicate nello stesso Stato membro.
2.  L'autorità di gestione e l'autorità di audit possono essere ubicate nello stesso Stato membro.
Emendamento 171
Proposta di regolamento
Articolo 44 – paragrafo 5
5.  Relativamente ad un programma Interreg della componente 2B o della componente 1, se quest'ultima riguarda confini estesi con sfide ed esigenze di sviluppo eterogenee, gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi, i paesi partner e i PTOM che partecipano ad un programma Interreg possono definire aree di sottoprogramma.
5.  Relativamente ad un programma Interreg della componente 1, se quest'ultima riguarda confini estesi con sfide ed esigenze di sviluppo eterogenee, gli Stati membri e, ove applicabile, i paesi terzi, i paesi partner e i PTOM che partecipano ad un programma Interreg possono definire aree di sottoprogramma.
Emendamento 172
Proposta di regolamento
Articolo 44 – paragrafo 6
6.  Se nel quadro di un programma Interreg l'autorità di gestione individua un organismo intermedio, conformemente all'articolo [65, paragrafo 3,] del regolamento (UE) [nuovo CPR], tale organismo intermedio svolge i propri compiti in più di uno Stato membro o, ove applicabile, paese terzo, paese partner o PTOM partecipante.
6.  Se nel quadro di un programma Interreg l'autorità di gestione individua uno o più organismi intermedi, conformemente all'articolo [65, paragrafo 3,] del regolamento (UE) [nuovo CPR], l'organismo o gli organismi intermedi svolgono i propri compiti in più di uno Stato membro o nei rispettivi Stati membri o, ove applicabile, in più di un paese terzo, paese partner o PTOM partecipante.
Emendamento 173
Proposta di regolamento
Articolo 45 – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.   In deroga all'articolo 87, paragrafo 2 del regolamento (UE) .../... [nuovo CPR], la Commissione rimborsa come pagamenti intermedi il 100 % degli importi inclusi nella domanda di pagamento, che risulta dall'applicazione del tasso di cofinanziamento del programma alla spesa totale ammissibile o al contributo pubblico, a seconda dei casi.
Emendamento 174
Proposta di regolamento
Articolo 45 – paragrafo 1 ter (nuovo)
1 ter.   Qualora l'autorità di gestione non proceda alla verifica di cui all'articolo 68, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (UE) .../... (nuovo CPR) per l'intera area del programma, ciascuno Stato membro designa l'organismo o la persona responsabile della realizzazione di tale verifica in relazione ai beneficiari sul suo territorio.
Emendamento 175
Proposta di regolamento
Articolo 45 – paragrafo 1 quater (nuovo)
1 quater.   In deroga all'articolo 92 del regolamento (UE) .../... [nuovo CPR], i programmi Interreg non sono soggetti alla liquidazione annuale dei conti. I conti sono liquidati alla fine di un programma, sulla base della relazione finale di performance.
Emendamento 176
Proposta di regolamento
Articolo 48 – paragrafo 7
7.  Se il tasso di errore estrapolato globale, di cui al paragrafo 6, è superiore al 2% delle spese totali dichiarate per i programmi Interreg compresi nella popolazione da cui è stato selezionato il campione comune, la Commissione calcola un tasso di errore residuo globale, tenendo conto delle rettifiche finanziarie applicate dalle pertinenti autorità di programma per le singole irregolarità rilevate dagli audit delle operazioni selezionate ai sensi del paragrafo 1.
7.  Se il tasso di errore estrapolato globale, di cui al paragrafo 6, è superiore al 3,5 % delle spese totali dichiarate per i programmi Interreg compresi nella popolazione da cui è stato selezionato il campione comune, la Commissione calcola un tasso di errore residuo globale, tenendo conto delle rettifiche finanziarie applicate dalle pertinenti autorità di programma per le singole irregolarità rilevate dagli audit delle operazioni selezionate ai sensi del paragrafo 1.
Emendamento 177
Proposta di regolamento
Articolo 48 – paragrafo 8
8.  Se il tasso di errore residuo globale, di cui al paragrafo 7, è superiore al 2% delle spese dichiarate per i programmi Interreg compresi nella popolazione da cui è stato selezionato il campione comune, la Commissione determina se sia necessario chiedere all'autorità di audit dello specifico programma Interreg o di un gruppo di programmi Interreg maggiormente interessati di svolgere attività di audit supplementari al fine di stimare ulteriormente il tasso di errore e valutare le misure correttive richieste per i programmi Interreg interessati dalle irregolarità rilevate.
8.  Se il tasso di errore residuo globale, di cui al paragrafo 7, è superiore al 3,5 % delle spese dichiarate per i programmi Interreg compresi nella popolazione da cui è stato selezionato il campione comune, la Commissione determina se sia necessario chiedere all'autorità di audit dello specifico programma Interreg o di un gruppo di programmi Interreg maggiormente interessati di svolgere attività di audit supplementari al fine di stimare ulteriormente il tasso di errore e valutare le misure correttive richieste per i programmi Interreg interessati dalle irregolarità rilevate.
Emendamento 178
Proposta di regolamento
Articolo 49 – paragrafo 2 – lettera a
a)  2021: 1%;
a)  2021: 3 %;
Emendamento 179
Proposta di regolamento
Articolo 49 – paragrafo 2 – lettera b
b)  2022: 1%;
b)  2022: 2,25%;
Emendamento 180
Proposta di regolamento
Articolo 49 – paragrafo 2 – lettera c
c)  2023: 1%;
c)  2023: 2,25%;
Emendamento 181
Proposta di regolamento
Articolo 49 – paragrafo 2 – lettera d
d)  2024: 1%;
d)  2024: 2,25%;
Emendamento 182
Proposta di regolamento
Articolo 49 – paragrafo 2 – lettera e
e)  2025: 1%;
e)  2025: 2,25%;
Emendamento 183
Proposta di regolamento
Articolo 49 – paragrafo 2 – lettera f
f)  2026: 1%.
f)  2026: 2,25%.
Emendamento 184
Proposta di regolamento
Articolo 49 – paragrafo 3 – comma 1
Quando un programma Interreg transfrontaliero esterno è sostenuto dal FESR e dall'IPA III-CBC o dall'NDICI CBC, il prefinanziamento per tutti i fondi che sostengono tale programma Interreg è effettuato conformemente al regolamento (UE) [IPA III] o [NDICI] o a qualsiasi atto adottato in applicazione degli stessi.
Quando un programma Interreg esterno è sostenuto dal FESR e dall'IPA III-CBC o dall'NDICI CBC, il prefinanziamento per tutti i fondi che sostengono tale programma Interreg è effettuato conformemente al regolamento (UE) [IPA III] o [NDICI] o a qualsiasi atto adottato in applicazione degli stessi.
Emendamento 185
Proposta di regolamento
Articolo 49 – paragrafo 3 – comma 3
Alla Commissione è rimborsata la totalità del prefinanziamento qualora nei 24 mesi successivi alla data di versamento della prima rata del prefinanziamento non sia stata presentata alcuna domanda di pagamento nell'ambito del programma Interreg transfrontaliero. Tale rimborso costituisce un'entrata con destinazione specifica interna e non riduce il sostegno del FESR, IPA III CBC o NDICI CBC al programma.
Alla Commissione è rimborsata la totalità del prefinanziamento qualora nei 36 mesi successivi alla data di versamento della prima rata del prefinanziamento non sia stata presentata alcuna domanda di pagamento nell'ambito del programma Interreg transfrontaliero. Tale rimborso costituisce un'entrata con destinazione specifica interna e non riduce il sostegno del FESR, IPA III CBC o NDICI CBC al programma.
Emendamento 186
Proposta di regolamento
Capo 8 – titolo
Partecipazione di paesi terzi o paesi partner o PTOM a programmi Interreg in regime di gestione concorrente
Partecipazione di paesi terzi o paesi partner, PTOM od organizzazioni di integrazione o cooperazione regionale a programmi Interreg in regime di gestione concorrente
Emendamento 187
Proposta di regolamento
Articolo 51 – comma 1
I capi da I a VII e il capo X si applicano alla partecipazione di paesi terzi, paesi partner e PTOM ai programmi Interreg cui si applicano le disposizioni specifiche di cui al presente capo.
I capi da I a VII e il capo X si applicano alla partecipazione di paesi terzi, paesi partner, PTOM od organizzazioni di integrazione o cooperazione regionale ai programmi Interreg cui si applicano le disposizioni specifiche di cui al presente capo. 3. I paesi terzi, i paesi partner e i PTOM che partecipano ad un programma Interreg creano una succursale dello stesso sul proprio territorio.
Emendamento 188
Proposta di regolamento
Articolo 52 – paragrafo 3
3.  I paesi terzi, i paesi partner e i PTOM che partecipano ad un programma Interreg delegano personale presso il segretariato congiunto di tale programma o creano una succursale dello stesso sul proprio territorio o effettuano entrambe le cose.
3.  I paesi terzi, i paesi partner e i PTOM che partecipano ad un programma Interreg possono delegare personale presso il segretariato congiunto di tale programma o, d'intesa con l'autorità di gestione, creano una succursale del segretariato congiunto sul proprio territorio o effettuano entrambe le cose.
Emendamento 189
Proposta di regolamento
Articolo 52 – paragrafo 4
4.  L'autorità nazionale o un organismo che ha funzione di responsabile della comunicazione per il programma Interreg, come previsto all'articolo 35, paragrafo 1, sostiene l'autorità di gestione e i partner nei rispettivi paesi terzi, paesi partner o PTOM per quanto attiene ai compiti previsti all'articolo 35, paragrafi da 2 a 7.
4.  L'autorità nazionale o un organismo che ha funzione di responsabile della comunicazione per il programma Interreg, come previsto all'articolo 35, paragrafo 1, può sostenere l'autorità di gestione e i partner nei rispettivi paesi terzi, paesi partner o PTOM per quanto attiene ai compiti previsti all'articolo 35, paragrafi da 2 a 7.
Emendamento 190
Proposta di regolamento
Articolo 53 – paragrafo 2
2.  I programmi Interreg delle componenti 2 e 4 che combinano i contributi del FESR e quelli di uno o più strumenti di finanziamento esterno dell'Unione sono attuati in regime di gestione concorrente sia negli Stati membri sia in qualunque paese terzo o paese partner partecipante o, relativamente alla componente 3, in qualunque PTOM partecipante, indipendentemente dal fatto che il PTOM riceva o meno sostegno nel quadro di uno o più strumenti di finanziamento esterno dell'Unione.
2.  I programmi Interreg delle componenti 2 e 4 che combinano i contributi del FESR e quelli di uno o più strumenti di finanziamento esterno dell'Unione sono attuati in regime di gestione concorrente sia negli Stati membri sia in qualunque paese terzo, paese partner o PTOM partecipante o, relativamente alla componente 3, in qualunque PTOM partecipante, indipendentemente dal fatto che il PTOM riceva o meno sostegno nel quadro di uno o più strumenti di finanziamento esterno dell'Unione.
Emendamento 191
Proposta di regolamento
Articolo 53 – paragrafo 3 – comma 1 – lettera a
a)  in regime di gestione concorrente sia negli Stati membri sia in qualunque paese terzo o PTOM partecipante;
a)  in regime di gestione concorrente sia negli Stati membri sia in qualunque paese terzo o PTOM partecipante o gruppo di paesi terzi facenti parti di un'organizzazione regionale;
Emendamento 192
Proposta di regolamento
Articolo 53 – paragrafo 3 – comma 1 – lettera b
b)  in regime di gestione concorrente solo negli Stati membri e in qualunque paese terzo o PTOM partecipante relativamente alle spese del FESR effettuate al di fuori dell'Unione per una o più operazioni, mentre i contributi di uno o più strumenti di finanziamento esterno dell'Unione sono gestiti in regime di gestione indiretta;
b)  in regime di gestione concorrente solo negli Stati membri e in qualunque paese terzo o PTOM partecipante o gruppo di paesi terzi facenti parte di un'organizzazione regionale, relativamente alle spese del FESR effettuate al di fuori dell'Unione per una o più operazioni, mentre i contributi di uno o più strumenti di finanziamento esterno dell'Unione sono gestiti in regime di gestione indiretta;
Emendamento 193
Proposta di regolamento
Articolo 53 – paragrafo 3 – comma 1 – lettera c
c)  in regime di gestione indiretta sia negli Stati membri sia in qualunque paese terzo o PTOM partecipante.
c)  in regime di gestione indiretta sia negli Stati membri sia in qualunque paese terzo o PTOM partecipante o gruppo di paesi terzi facenti parti di un'organizzazione regionale.
Emendamento 194
Proposta di regolamento
Articolo 53 – paragrafo 3 – comma 2
Quando un programma Interreg della componente 3 è attuato integralmente o parzialmente in regime di gestione indiretta, si applica l'articolo 60.
Quando un programma Interreg della componente 3 è attuato integralmente o parzialmente in regime di gestione indiretta, è necessario un accordo preliminare tra gli Stati membri e le regioni interessati e si applica l'articolo 60.
Emendamento 195
Proposta di regolamento
Articolo 53 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.   Se le rispettive autorità di gestione decidono in tal senso, possono essere lanciati inviti congiunti a presentare proposte che mobilitano finanziamenti dei programmi NDICI bilaterali o multinazionali e dei programmi di cooperazione territoriale europea. Il contenuto dell'invito ne specifica l'ambito geografico e il contributo previsto a favore degli obiettivi dei rispettivi programmi. Le autorità di gestione decidono se all’invito sono applicabili l’NDICI o le norme CTE. Esse possono decidere di nominare un'autorità di gestione capofila responsabile dei compiti di gestione e controllo relativi all'invito.
Emendamento 196
Proposta di regolamento
Articolo 55 – paragrafo 3
3.  Quando la selezione di uno o più grandi progetti di infrastrutture figura all'ordine del giorno della riunione di un comitato di sorveglianza o, ove applicabile, di un comitato direttivo, l'autorità di gestione trasmette alla Commissione una descrizione di massima per ciascun progetto entro due mesi prima della data della riunione. La descrizione di massima consta di non più di tre pagine e indica il nome, l'ubicazione, il bilancio, il partner capofila e i partner, oltre che i principali obiettivi e risultati tangibili. Se per uno o più grandi progetti di infrastrutture la descrizione di massima non è trasmessa alla Commissione entro il termine stabilito, la Commissione può chiedere che chi presiede il comitato di sorveglianza o il comitato direttivo elimini il progetto oi progetti interessati dall'ordine del giorno della riunione.
3.  Quando la selezione di uno o più grandi progetti di infrastrutture figura all'ordine del giorno della riunione di un comitato di sorveglianza o, ove applicabile, di un comitato direttivo, l'autorità di gestione trasmette alla Commissione una descrizione di massima per ciascun progetto entro due mesi prima della data della riunione. La descrizione di massima consta di non più di cinque pagine e indica, da un lato, il nome, l'ubicazione, il bilancio, il partner capofila e i partner, oltre che i principali obiettivi e risultati tangibili, e, dall'altro, un piano di attività credibile che dimostri che il proseguimento del progetto o dei progetti sarà garantito, se del caso, anche in assenza di finanziamenti Interreg. Se per uno o più grandi progetti di infrastrutture la descrizione di massima non è trasmessa alla Commissione entro il termine stabilito, la Commissione può chiedere che chi presiede il comitato di sorveglianza o il comitato direttivo elimini il progetto oi progetti interessati dall'ordine del giorno della riunione.
Emendamento 197
Proposta di regolamento
Articolo 60 – paragrafo 1
1.  Quando un programma Interreg della componente 3 è attuato parzialmente o integralmente in regime di gestione indiretta ai sensi rispettivamente della lettera b) o c) dell'articolo 53, paragrafo 3, compiti di esecuzione sono affidati ad uno degli organismi elencati all'articolo [62, paragrafo 1, primo comma, lettera c),] del regolamento (UE, Euratom) [FR-Omnibus], in particolare ad uno di tali organismi situato nello Stato membro partecipante, compresa l'autorità di gestione del programma Interreg interessato.
1.  Quando, previa consultazione dei soggetti interessati, un programma Interreg della componente 3 è attuato parzialmente o integralmente in regime di gestione indiretta ai sensi rispettivamente della lettera b) o c) dell'articolo 53, paragrafo 3 del presente regolamento, compiti di esecuzione sono affidati ad uno degli organismi elencati all'articolo [62, paragrafo 1, primo comma, lettera c),] del regolamento (UE, Euratom) [FR-Omnibus], in particolare ad uno di tali organismi situato nello Stato membro partecipante, compresa l'autorità di gestione del programma Interreg interessato.
Emendamento 198
Proposta di regolamento
Articolo 61
Articolo 61
soppresso
Investimenti interregionali in materia di innovazione
Su iniziativa della Commissione, il FESR può sostenere investimenti interregionali in materia di innovazione, come stabilito all'articolo 3, punto 5, che riuniscono ricercatori, aziende, società civile e amministrazioni pubbliche coinvolti nelle strategie di specializzazione intelligente istituite a livello nazionale o regionale.
Emendamento 199
Proposta di regolamento
Articolo 61 bis (nuovo)
Articolo 61 bis
Esenzione dall'obbligo di notifica ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3 TFUE
La Commissione può dichiarare che gli aiuti a favore di progetti sostenuti dalla cooperazione territoriale europea sono compatibili con il mercato interno e non sono soggetti all'obbligo di notifica di cui all’articolo 108, paragrafo 3 TFUE.

(1) La questione è stata rinviata alla commissione competente in base all'articolo 59, paragrafo 4, quarto comma, del regolamento del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali (A8-0470/2018).


Suddivisione dei contingenti tariffari inclusi nell'elenco dell'OMC riferito all'Unione, a seguito del recesso del Regno Unito dall'Unione ***I
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Risoluzione
Testo
Allegato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 16 gennaio 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla suddivisione dei contingenti tariffari inclusi nell'elenco dell'OMC riferito all'Unione a seguito del recesso del Regno Unito dall'Unione e recante modifica del regolamento (CE) n. 32/2000 del Consiglio (COM(2018)0312 – C8-0202/2018 – 2018/0158(COD))
P8_TA(2019)0022A8-0361/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0312),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 207, paragrafo 2 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0202/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 7 dicembre 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e il parere della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0361/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  approva la sua dichiarazione allegata alla presente risoluzione che sarà pubblicata nella serie L della Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, unitamente all'atto legislativo finale;

3.  prende atto della dichiarazione della Commissione allegata alla presente risoluzione che sarà pubblicata nella serie L della Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, unitamente all'atto legislativo finale;

4.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 16 gennaio 2019 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2019/... del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla suddivisione dei contingenti tariffari inclusi nell'elenco dell'OMC riferito all'Unione a seguito del recesso del Regno Unito dall'Unione e recante modifica del regolamento (CE) n. 32/2000 del Consiglio

(Dato l'accordo tra il Parlamento e il Consiglio, la posizione del Parlamento corrisponde all'atto legislativo finale, il regolamento (UE) 2019/216.)

ALLEGATO ALLA RISOLUZIONE LEGISLATIVA

Dichiarazione del Parlamento europeo

Il Parlamento europeo attribuisce grande importanza al fatto di essere tenuto pienamente informato durante la preparazione degli atti delegati e, in particolare, al paragrafo 28 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016, il quale stabilisce che, al fine di garantire la parità di accesso a tutte le informazioni, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri.

Dichiarazione della Commissione

La Commissione aderisce pienamente ai principi di una migliore regolamentazione e agli impegni stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. Pertanto si adopererà per presentare una proposta legislativa al Consiglio e al Parlamento europeo appena possibile, al fine di allineare il regolamento (CE) n. 32/2000 del Consiglio al quadro giuridico introdotto dal trattato di Lisbona.


Procedura di autorizzazione dei pesticidi nell'Unione
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Risoluzione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2019 sulla procedura di autorizzazione dei pesticidi nell'Unione (2018/2153(INI))
P8_TA(2019)0023A8-0475/2018

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione, del 6 febbraio 2018, sulla costituzione, le attribuzioni, la composizione numerica e la durata del mandato della commissione speciale sulla procedura di autorizzazione dei pesticidi nell'Unione(1),

–  visto l'articolo 191 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto il 7° programma generale di azione dell'Unione in materia di ambiente fino al 2020(2),

–  vista la Convenzione della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale ("convenzione di Århus"),

–  visto il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che abroga le direttive del Consiglio 79/117/CEE e 91/414/CEE(3) ("il regolamento"),

–  visto il regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 febbraio 2005, concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale e che modifica la direttiva 91/414/CEE del Consiglio(4),

–  visto il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006(5),

–  vista la direttiva 2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, che prevede la partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale e modifica le direttive del Consiglio 85/337/CEE e 96/61/CE relativamente alla partecipazione del pubblico e all'accesso alla giustizia(6),

–  visto il regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione(7),

–  visto il regolamento (UE) n. 546/2011 della Commissione, del 10 giugno 2011, recante disposizioni di attuazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i principi uniformi per la valutazione e l'autorizzazione dei prodotti fitosanitari(8),

–  visto il regolamento (UE) n. 283/2013 della Commissione, del 1° marzo 2013, che stabilisce i requisiti relativi ai dati applicabili alle sostanze attive(9),

–  visto il regolamento (UE) n. 284/2013 della Commissione, del 1° marzo 2013, che stabilisce i requisiti relativi ai dati applicabili ai prodotti fitosanitari(10),

–  visti il regolamento di esecuzione (UE) 2016/1056 della Commissione, del 29 giugno 2016, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 per quanto riguarda la proroga del periodo di approvazione della sostanza attiva glifosato(11) e il regolamento di esecuzione (UE) 2016/1313 della Commissione, del 1° agosto 2016, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 per quanto riguarda le condizioni di approvazione della sostanza attiva glifosato(12),

–  visto il progetto di regolamento di esecuzione (UE) 2017/2324 della Commissione, del 12 dicembre 2017, che rinnova l'approvazione della sostanza attiva glifosato, in conformità al regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari, e che modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 della Commissione(13),

–  viste le sue risoluzioni del 13 aprile 2016(14) e del 24 ottobre 2017(15) sul progetto di regolamento di esecuzione della Commissione che rinnova l'approvazione della sostanza attiva glifosato a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che modifica l'allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011,

–  vista la sua risoluzione del 15 febbraio 2017 sui pesticidi a basso rischio di origine biologica(16),

–  vista la sua risoluzione del 7 giugno 2016 sulla promozione dell'innovazione e dello sviluppo economico nella futura gestione delle aziende agricole europee(17),

–  vista la sua risoluzione del 7 giugno 2016 su soluzioni tecnologiche per un'agricoltura sostenibile nell'UE(18),

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2018 sull'attuazione del regolamento (CE) n. 1107/2009 sui prodotti fitosanitari(19),

–  visti la valutazione dell'attuazione a livello europeo del regolamento (CE) n. 1107/2009, pubblicata dal Servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS) nell'aprile 2018, e i pertinenti allegati,

–  vista la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 23 novembre 2016 nella causa C-442/14 Bayer CropScience SA-NV e Stichting De Bijenstichting / College voor de toelating van gewasbeschermingsmiddelen en biociden(20),

–  vista la decisione del Mediatore europeo del 18 febbraio 2016 relativa al caso 12/2013/MDC sulle pratiche della Commissione concernenti l'autorizzazione e l'immissione sul mercato di prodotti fitosanitari (pesticidi),

–  visto lo studio "IARC Monographs Volume 112: evaluation of five organophosphate insecticides and herbicides" (Monografie IARC Volume 112: Valutazione di 5 insetticidi ed erbicidi organofosfati), pubblicato il 20 marzo 2015,

–  viste le conclusioni dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sulla revisione inter pares della valutazione del rischio della sostanza attiva glifosato come antiparassitario(21), pubblicate il 12 novembre 2015, e le sue conclusioni sulla revisione inter pares della valutazione del rischio delle potenziali proprietà di interferenza endocrina del glifosato come antiparassitario(22), pubblicate il 7 settembre 2017,

–  visto il parere del comitato di valutazione dei rischi (RAC) dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) sulla classificazione del glifosato, del 15 marzo 2017;

–  visto il parere scientifico 5/2018 del meccanismo di consulenza scientifica (SAM) sui processi di autorizzazione dei prodotti fitosanitari a livello di UE, del giugno 2018(23),

–  vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'applicazione del regolamento (CE) n. 1185/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, relativo alle statistiche sui pesticidi (COM(2017)0109),

–  visto il piano di attuazione messo a punto dal gruppo di esperti sulla protezione fitosanitaria sostenibile e approvato dal Consiglio il 28 giugno 2016, volto ad accrescere la disponibilità di prodotti fitosanitari a basso rischio e ad accelerare l'attuazione della difesa integrata negli Stati membri,

–  vista la relazione del relatore speciale sul diritto all'alimentazione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, del 24 gennaio 2017, concernente l'uso dei pesticidi in agricoltura a livello mondiale e il suo impatto sui diritti umani;

–  visto l'articolo 13 TFUE che stabilisce che nella formulazione e nell'attuazione delle politiche dell'Unione, in particolare per quanto riguarda il mercato interno, si tenga pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti,

–  vista la direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici(24),

–  vista l'indagine speciale Eurobarometro n. 442 del marzo 2016 secondo cui l'89 % dei cittadini dell'UE concorda nel ritenere che l'Unione dovrebbe fare di più per promuovere una maggiore consapevolezza dell'importanza del benessere degli animali a livello internazionale e il 90 % dei cittadini dell'Unione concorda nel ritenere che è importante fissare norme elevate di benessere degli animali,

–  visto che il Parlamento riceve numerose petizioni di cittadini preoccupati che esercitano i loro diritti sanciti agli articoli 24 e 227 TFUE e all'articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea per chiedere la fine della sperimentazione sugli animali in Europa e nel mondo e la formulazione di norme internazionali sul benessere animale,

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla trasparenza e alla sostenibilità dell'analisi del rischio dell'Unione nella filiera alimentare, presentata dalla Commissione (COM(2018)0179)(25),

–  vista la valutazione REFIT del regolamento (CE) n. 1107/2009, in corso di esecuzione da parte della Commissione,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione speciale sulla procedura di autorizzazione dei pesticidi da parte dell'Unione (A8-0475/2018),

Considerazioni di ordine generale

A.  considerando che lo scopo del regolamento (CE) n. 1107/2009 ("il regolamento") è di assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e animale e dell'ambiente e di migliorare il funzionamento del mercato interno attraverso l'armonizzazione delle norme relative all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari, stimolando nel contempo la produzione agricola;

B.  considerando che la procedura di autorizzazione dell'UE per i prodotti fitosanitari è una delle più rigorose al mondo; che, alla luce delle preoccupazioni sollevate da diverse parti interessate in merito alla valutazione del glifosato, la commissione speciale sulla procedura di autorizzazione dei pesticidi (PEST) da parte dell'Unione mira a individuare i settori che possono essere ulteriormente migliorati per quanto riguarda la procedura di autorizzazione dell'Unione europea per i prodotti fitosanitari, formulando le raccomandazioni che ritiene necessarie per garantire il raggiungimento di un elevato livello di tutela della salute umana e animale e dell'ambiente;

C.  considerando che il principio di precauzione è un principio globale della politica dell'Unione, sancito dall'articolo 191 TFUE; che il regolamento, ai sensi del suo articolo 1, paragrafo 4, si fonda sul principio di precauzione; che la decisione sulla gestione del rischio di cui al suo articolo 13, paragrafo 2, deve rispettare le condizioni del principio di precauzione di cui all'articolo 7, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 178/2002; che l'articolo 7, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 178/2002 prevede che le misure adottate sulla base del principio di precauzione siano proporzionate;

D.  considerando che diversi portatori d'interesse hanno sollevato preoccupazioni in merito alla valutazione del glifosato, in particolare se sia stata effettuata una valutazione indipendente, oggettiva e trasparente, se i criteri di classificazione del regolamento (CE) n. 1272/2008 siano stati adeguatamente applicati, se i documenti di orientamento pertinenti siano stati opportunamente utilizzati e se i criteri di approvazione e il principio di precauzione siano stati correttamente applicati;

E.  considerando che, a norma dell'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento, un prodotto fitosanitario, in condizioni d'uso conformi alle buone pratiche fitosanitarie e tenuto conto di condizioni realistiche d'impiego non deve avere alcun effetto nocivo, immediato o ritardato, sulla salute umana, compresa quella dei gruppi vulnerabili, e non deve avere alcun effetto inaccettabile sull'ambiente;

F.  considerando che la valutazione dell'attuazione del regolamento ha rivelato che gli obiettivi della protezione della salute umana e animale e dell'ambiente non sono conseguiti pienamente e che potrebbero essere apportati miglioramenti per realizzare tutti gli obiettivi del regolamento;

G.  considerando che è di fondamentale importanza attuare pienamente il regolamento in tutti gli Stati membri;

H.  considerando che il lavoro delle autorità competenti nazionali coinvolte nel processo di approvazione e di autorizzazione presenta spesso ritardi; che si è constatato che le autorità competenti nazionali coinvolte nel processo di approvazione e di autorizzazione presentano, in alcuni casi, carenze di organico e di finanziamenti; che, oltre ai ritardi nel lavoro di valutazione, la mancanza di risorse rischia di incidere sulla qualità delle valutazioni, sia per le sostanze attive che per i prodotti fitosanitari;

I.  considerando che l'indipendenza della valutazione del rischio è alla base della fiducia nella legislazione alimentare dell'UE;

J.  considerando che il processo decisionale è risultato insufficientemente trasparente nel corso dell'intera procedura, dalla mancanza di accesso del pubblico agli studi completi e ai dati grezzi fino alla fase di gestione del rischio;

K.  considerando che il diritto di accesso ai documenti detenuti dalle istituzioni dell'UE, comprese le sue agenzie, è un diritto importante, le cui eccezioni devono essere interpretate in modo restrittivo; pone in rilievo la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, secondo cui la trasparenza e l'accesso ai documenti contribuiscono a conferire alle agenzie dell'UE maggiore legittimità agli occhi dei cittadini e ad accrescere la responsabilità delle agenzie dell'UE verso i cittadini in un sistema democratico(26);

L.  considerando che il regolamento (UE) n. 283/2013 della Commissione che stabilisce i requisiti in materia di dati applicabili alle sostanze attive dovrebbe essere regolarmente aggiornato per tenere conto delle attuali conoscenze scientifiche e tecniche; considerando che la comunicazione della Commissione nell'ambito dell'applicazione del regolamento (UE) n. 283/2013 della Commissione, del 1º marzo 2013, che stabilisce i requisiti relativi ai dati applicabili alle sostanze attive(27) rimane la fonte più completa dei documenti di orientamento e delle linee guida relative ai metodi di prova, sebbene vari documenti elencati potrebbero essere stati sostituiti e dovrebbero essere aggiornati; considerando che le metodologie utilizzate per la valutazione scientifica delle sostanze attive, sotto forma di linee guida utilizzate dall'EFSA e dagli Stati membri, non sempre riflettono lo stato attuale delle conoscenze scientifiche e tecniche, come richiesto dall'articolo 4 del regolamento; che la valutazione del rischio non comprende alcuni test chiave o mancano metodi scientifici recenti (come nel caso dei test ecotossicologici aggiornati per gli organismi del suolo e della valutazione della concentrazione ambientale e dei residui nella polvere, nel vento, nell'aria e nell'acqua);

M.  considerando che le linee guida aggiornate sulle api, utilizzate dall'EFSA nella sua recente revisione di tre neonicotinoidi, non sono state ancora formalmente adottate; che le linee guida sugli organismi del suolo utilizzate dall'EFSA risalgono al 2002;

N.  considerando che gli orientamenti traducono le prescrizioni della legislazione in passi concreti, spiegando cosa deve essere fatto, mentre le linee guida relative ai metodi di prova specificano i protocolli di prova che devono essere seguiti per la creazione di dati, illustrando come devono essere effettuati i test;

O.  considerando che l'uso diffuso e l'uso profilattico inappropriato dei prodotti fitosanitari è preoccupante;

P.  considerando che l'impiego di prodotti fitosanitari a fini di disseccamento (ossia il trattamento della coltura stessa prima del raccolto, in modo da accelerarne la maturazione e facilitarne la raccolta) è inappropriato;

Q.  considerando che l'uso di prodotti fitosanitari in aree utilizzate dal grande pubblico o da gruppi vulnerabili è inappropriato;

R.  considerando che, secondo i dati elaborati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), nel 2016, l'UE ha utilizzato 368 588 tonnellate di pesticidi, pari all'11,8 % del consumo globale;

S.  considerando che, secondo la FAO, l'uso di pesticidi nell'UE è in aumento dal 2009; che la tendenza è tuttavia molto diversa da uno Stato membro all'altro, poiché va da un forte aumento in alcuni di essi a un forte calo in altri; che il volume totale delle sostanze attive dei pesticidi vendute in 16 Stati membri dell'UE è aumentato dell'1,6 % tra il 2011 e il 2016;

T.  considerando che fino al 2018 sono state approvate 493 sostanze attive e di base;

U.  considerando che la relazione della Commissione sull'attuazione del regolamento (CE) n. 1185/2009 evidenzia le carenze delle statistiche sull'uso dei pesticidi e la mancanza di conoscenze sull'uso di specifiche sostanze attive;

V.  considerando che, secondo la relazione dell'Unione europea per il 2016 sui residui di antiparassitari negli alimenti(28), pubblicata dall'EFSA nel 2018, il 96,2 % dei campioni rientrava nei limiti consentiti dalla legislazione dell'UE;

W.  considerando che manca una conoscenza pubblica in merito al pericolo e al rischio e ai rischi accettabili e inaccettabili, nonché al livello di conformità ai valori relativi al livello massimo di residui (LMR) in tutta Europa;

X.  considerando che le decisioni di autorizzazione sulle sostanze attive recentemente sviluppate e sui prodotti fitosanitari sono invariabilmente adottate in un contesto di incertezza per quanto riguarda l'impatto reale; che manca un monitoraggio post-autorizzazione; che mancano dati sui quantitativi esatti di ciascun prodotto fitosanitario applicato, sull'attuazione e sull'efficacia delle misure di mitigazione e sui potenziali effetti nocivi per la salute umana e animale e per l'ambiente;

Y.  considerando che la mancanza di dati riguarda gli effetti reali delle sostanze attive, degli antidoti agronomici, dei sinergizzanti e dei coformulanti e loro metaboliti, nonché delle formulazioni e delle miscele di prodotti; che, pertanto, non si conosce con esattezza l'impatto totale dei pesticidi sulla salute umana e animale e sull'ambiente;

Z.  considerando che il progetto pilota per il monitoraggio ambientale dell'uso dei pesticidi attraverso le api mellifere non è stato ancora attuato, nonostante il suo inserimento nel bilancio dell'Unione per gli esercizi finanziari 2017 e 2018;

AA.  considerando che uno degli obiettivi del 7° programma generale di azione dell'Unione in materia di ambiente fino al 2020 è che le sostanze chimiche siano prodotte e utilizzate in modo da condurre alla riduzione al minimo di significativi effetti negativi sulla salute umana e sull'ambiente, e che permangono incertezze in merito alle ripercussioni complessive per la salute umana e l'ambiente degli effetti combinati di diverse sostanze chimiche;

AB.  considerando che l'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento prescrive che un prodotto fitosanitario "non ha alcun effetto [...] immediato o ritardato, sulla salute umana, [...] prendendo in considerazione gli effetti cumulativi e sinergici noti, quando siano disponibili i metodi scientifici accettati dall'Autorità per valutarli"; che il regolamento (CE) n. 396/2005 stabilisce che gli "effetti cumulativi e sinergici conosciuti" devono essere presi in considerazione "quando sono disponibili metodi per valutare tali effetti";

AC.  considerando che tali metodologie sono ora disponibili e che entro la fine del 2019 l'EFSA dovrebbe completare una valutazione pilota, che prenda in esame gli effetti cumulativi dell'esposizione ai pesticidi contenuti negli alimenti sul sistema nervoso e sul sistema tiroideo umani;

AD.  considerando che, allo stato attuale, non esiste alcun obbligo giuridico di sottoporre a test le sostanze attive per determinarne la neurotossicità per lo sviluppo, con effetti quali l'autismo, il disturbo da deficit d'attenzione e iperattività (ADHD) e la dislessia; che gli studi di tossicità e neurotossicità per lo sviluppo sono necessari e possono dar luogo a studi strutturati appositamente per rispondere a preoccupazioni specifiche; che, in tale contesto, l'EFSA sta attualmente lavorando a un progetto inteso a sviluppare alternative non animali per vagliare gli effetti di neurotossicità per lo sviluppo;

AE.  considerando che si teme che l'attuazione del regolamento, per quanto riguarda l'uso di animali nelle prove di individuazione dei pericoli e di valutazione del rischio non sia in linea con i requisiti relativi ai principi della sostituzione, della riduzione e del perfezionamento, di cui alla direttiva 2010/63/UE sugli esperimenti sugli animali, in quanto i regolamenti (UE) n. 283/2013 e (UE) n. 284/2013 della Commissione, e i relativi orientamenti, non sono stati aggiornati dopo la loro adozione, nonostante la disponibilità di test e tecnologie alternative convalidate;

AF.  considerando che la sperimentazione degli effetti sulla salute umana comporta l'uso di animali e pertanto non prevede necessariamente con precisione le reazioni umane;

AG.  considerando che è necessario accelerare lo sviluppo e la convalida di nuove metodologie non animali che forniscano informazioni sui meccanismi sottostanti di tossicità umana, ivi compresi i percorsi che portano a risultati nocivi per l'uomo;

AH.  considerando che molti prodotti agricoli di paesi terzi presentano un livello inferiore di protezione della salute umana e animale e dell'ambiente per quanto riguarda l'autorizzazione e l'uso di prodotti fitosanitari; e che è necessario garantire che il livello di protezione dell'UE non sia compromesso dalle importazioni di prodotti agricoli da paesi terzi;

AI.  considerando che sul territorio dell'UE circolano e sono utilizzati prodotti fitosanitari importati illegalmente, che rappresentano una potenziale minaccia per la salute pubblica e una concorrenza sleale per i prodotti fitosanitari soggetti a una procedura di approvazione in conformità della legislazione europea vigente;

Domanda di approvazione delle sostanze attive

AJ.  considerando che diverse parti interessate hanno espresso preoccupazioni in termini di trasparenza e conflitti di interesse circa il diritto dei richiedenti di scegliere lo Stato membro relatore (RMS) al momento della prima domanda di approvazione di una sostanza attiva;

AK.  considerando che sono anche state sollevate preoccupazioni in termini di trasparenza e conflitti di interesse da parte di numerosi portatori d'interesse sul fatto che lo Stato membro relatore cui la Commissione affida la responsabilità del rinnovo di una relazione di valutazione può essere lo stesso che ha elaborato il progetto iniziale di relazione di valutazione;

AL.  considerando che, dall'entrata in vigore del regolamento, soltanto 11 dei 28 Stati membri sono stati scelti dai richiedenti come Stati membri relatori per le nuove sostanze attive, il che mostra l'esistenza di differenze significative riguardo alle competenze e al personale;

AM.  considerando che Francia, Paesi Bassi, Germania e Regno Unito hanno trattato circa l'80 % di tutti i fascicoli; che la Brexit avrà un impatto significativo sul carico di lavoro di altri Stati membri;

AN.  considerando che l'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento impone al richiedente di fornire un fascicolo sintetico, che dovrebbe comprendere tra l'altro le sintesi e i risultati dei test e degli studi per ciascun punto dei requisiti relativi ai dati, compresa una valutazione di tutte le informazioni presentate;

AO.  considerando che numerosi portatori d'interesse hanno sollevato preoccupazioni in merito all'approccio basato sulle valutazioni stabilito per legge, e in particolare riguardo a chi debba produrre le prove e gli studi scientifici per la valutazione delle sostanze attive, a chi debba fornire una letteratura scientifica revisionata e a chi debba valutare gli studi;

AP.  considerando che l'articolo 8, paragrafo 5, del regolamento impone al richiedente di aggiungere al fascicolo la letteratura scientifica revisionata riguardante la sostanza attiva e i relativi metaboliti;

AQ.  considerando che, per le nuove sostanze attive, normalmente sono disponibili soltanto dati provenienti da studi regolamentari prodotti dal richiedente;

AR.  considerando che la valutazione del rischio deve basarsi su tutti i pertinenti elementi scientifici a disposizione; che la letteratura scientifica revisionata fornisce importanti informazioni complementari agli studi basati sulle buone pratiche di laboratorio (BPL) fornite dai richiedenti, e può comprendere risultati che allertano i valutatori in merito ad effetti negativi non rilevati con i test standard;

AS.  considerando che i principi delle BPL sono stati sviluppati dall'OCSE per garantire che uno studio si svolga come prescritto da uno specifico metodo di prova, al fine di prevenire pratiche fraudolente; che l'UE ha adottato tali principi mediante la direttiva 2004/10/CE, che impone agli Stati membri di garantire che i laboratori che svolgono studi di sicurezza sui prodotti chimici rispettino i principi delle BPL dell'OCSE e la direttiva 2004/9/CE, la quale stabilisce l'obbligo degli Stati membri di designare le autorità responsabili delle ispezioni sulle BPL nel proprio territorio;

AT.  considerando che, come riferito dalla Commissione nel 2015, tutti gli Stati membri hanno recepito le direttive sulle BPL e hanno istituito programmi nazionali funzionanti di monitoraggio della conformità alle BPL;

AU.  considerando che le linee guida dell'OCSE relative ai metodi di prova garantiscono che la ricerca sia riproducibile, coerente e uniforme e consentono alle autorità di regolamentazione di valutare la qualità e la pertinenza dello studio, di assicurare la validità metodologica di uno studio e di agevolare il reciproco riconoscimento dei dati tra Stati membri;

Progetto di valutazione da parte dello Stato membro relatore

AV.  considerando che, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento, "lo Stato membro relatore esegue una valutazione indipendente, obiettiva e trasparente alla luce delle conoscenze scientifiche e tecniche attuali";

AW.  considerando che è stato accertato che Stati membri diversi, quando agiscono in qualità di Stati membri relatori, utilizzano pratiche diverse per quanto riguarda il riferimento alle sintesi della letteratura scientifica revisionata; che una regola fondamentale per qualsiasi lavoro scientifico è che le dichiarazioni rese da altri dovrebbero essere indicate chiaramente utilizzando le virgolette;

AX.  considerando che il Parlamento riconosce il dibattito sull'esame della letteratura scientifica nella relazione sulla valutazione del rischio riguardante il glifosato, elaborata dall'Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR); che diversi portatori di interessi hanno sollevato preoccupazioni in merito al fatto che importanti elementi di valutazione presenti nel progetto di relazione di valutazione del rischio sul glifosato sono stati ripresi dalla domanda senza essere chiaramente indicati come riferimenti;

Parere dell'EFSA sui progetti di rapporto di valutazione e classificazione dell'ECHA delle sostanze attive

AY.  considerando che la credibilità del sistema di autorizzazione dell'Unione per i prodotti fitosanitari dipende fortemente dalla fiducia del pubblico nei confronti dell'EFSA, che formula i pareri scientifici su cui si fondano le decisioni riguardanti la sicurezza alimentare in Europa; che il calo della fiducia del pubblico nell'EFSA è motivo di preoccupazione;

AZ.  considerando che circa due terzi degli esperti nazionali che lavorano per l'EFSA provengono da soli sei Stati membri;

BA.  considerando che, a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, secondo comma, del regolamento, la valutazione della sostanza attiva deve accertare, in primo luogo, se siano soddisfatti i criteri di approvazione di cui ai punti da 3.6.2 a 3.6.4 e al punto 3.7 dell'allegato II (i "criteri di esclusione"); che uno di tali criteri di esclusione riguarda la classificazione di una sostanza come cancerogena (categoria 1A o 1B) conformemente alle disposizioni del regolamento (CE) n. 1272/2008;

BB.  considerando che l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il glifosato come probabilmente cancerogeno per l'uomo (gruppo 2A) in base alla propria nomenclatura (equivalente alla categoria 1B di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008); che, dopo aver esaminato tutte le informazioni disponibili, ivi compresa la valutazione dell'IARC, le agenzie europee incaricate di fornire valutazioni scientifiche alla base delle decisioni dell'UE sulla gestione del rischio, l'EFSA e l'ECHA, hanno concluso che una classificazione come cancerogeno non era giustificata a norma delle disposizioni del regolamento (CE) n. 1272/2008;

BC.  considerando che, mentre l'IARC ha fondato la sua conclusione su letteratura pubblicata conformemente ai propri principi di lavoro, l'EFSA e l'ECHA hanno anche utilizzato studi non pubblicati presentati dal richiedente conformemente all'articolo 8 del regolamento come base fondamentale della loro valutazione e hanno inoltre avuto accesso ai pertinenti dati grezzi;

BD.  considerando che diverse altre autorità competenti nel resto del mondo, comprese quelle degli Stati Uniti, del Canada, della Nuova Zelanda, dell'Australia e del Giappone, hanno successivamente completato nuove valutazioni del glifosato e hanno concluso che non è cancerogeno; che il glifosato è tuttora in fase di revisione da parte dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente degli Stati Uniti, il cui progetto di valutazione del rischio ecologico indica chiaramente la possibilità di effetti su uccelli, mammiferi e piante terrestri e acquatiche;

BE.  considerando che, come mostrato da un confronto realizzato dall'EFSA nel 2017 tra 54 pesticidi valutati nell'ambito dei sistemi sia dell'UE che dell'IARC, in 14 casi la classificazione dell'UE era più prudente (e quindi più rigorosa) di quella dell'IARC, in 11 casi (glifosato e altre 10 sostanze attive) meno rigorosa e in 29 casi equivalente;

BF.  considerando che sono state sollevate e continuano ad essere sollevate preoccupazioni da diversi portatori di interessi in merito ai pareri dell'EFSA e dell'ECHA, nei quali esse concludevano di essere favorevoli a non classificare il glifosato come cancerogeno;

BG.  considerando che, sfortunatamente, non è stato possibile risolvere tale controversia in sede di commissione speciale;

BH.  considerando che nell'ottobre 2017 la Commissione ha dichiarato ricevibile l'iniziativa dei cittadini europei "Vietare il glifosato e proteggere le persone e l'ambiente dai pesticidi tossici"; che oltre un milione di cittadini ha invitato la Commissione a proporre agli Stati membri l'introduzione di un divieto sull'utilizzo del glifosato, a riformare la procedura di approvazione per i pesticidi e a fissare obiettivi di riduzione obbligatori a livello dell'UE per l'uso di pesticidi;

BI.  considerando che i cosiddetti Monsanto Papers, la recente sentenza della Corte superiore dello Stato della California nella causa Dewayne Johnson / Monsanto (causa n. CGC-16-550128) e il successivo ricorso hanno sollevato preoccupazioni in merito all'indipendenza e ai conflitti di interessi nel processo di valutazione del glifosato;

Approvazione di sostanze attive da parte della Commissione

BJ.  considerando che il regolamento fissa per la Commissione un termine di sei mesi, dalle conclusioni dell'EFSA alla presentazione di un progetto di regolamento;

BK.  considerando che la decisione di rinnovare l'approvazione del glifosato non conteneva misure giuridicamente vincolanti di mitigazione del rischio a livello di Unione; che la Commissione ha deciso di adottare una raccomandazione specifica nelle condizioni di approvazione secondo cui gli Stati membri, nel rilasciare le autorizzazioni per i prodotti fitosanitari contenenti glifosato, dovrebbero prestare particolare attenzione al rischio per i vertebrati terrestri; che in quasi tutti gli usi del glifosato è stato rilevato un elevato rischio a lungo termine per i vertebrati terrestri non bersaglio, compresi mammiferi e uccelli;

BL.  considerando che l'ECHA ha concluso che il glifosato causa gravi danni agli occhi ed è tossico per gli organismi acquatici, con effetti di lunga durata;

BM.  considerando che non è chiaro in quali condizioni la Commissione e gli Stati membri ritengano che un rischio sia inaccettabile per l'ambiente;

BN.  considerando che il fatto che la Commissione, con il sostegno degli Stati membri, approvi sostanze attive che secondo l'EFSA presentano rischi elevati per l'ambiente e la biodiversità desta preoccupazione, dato che, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3, lettera e), del regolamento, un prodotto fitosanitario non deve avere effetti inaccettabili sull'ambiente;

BO.  considerando che, nella sua decisione relativa al caso 12/2013/MDC del 18 febbraio 2016, il Mediatore europeo ha affermato che la presentazione di informazioni di conferma non dovrebbe riferirsi ai requisiti in materia di dati esistenti al momento della presentazione della domanda in relazione alla valutazione dei rischi per la salute e per i quali era disponibile un'adeguata documentazione orientativa;

BP.  considerando che i dati di conferma non sono generalmente soggetti allo stesso esame o alla stessa valutazione scientifica dei dati presentati nella domanda originaria, in quanto non sono sistematicamente sottoposti a una valutazione inter pares dell'EFSA; considerando che, nella sua decisione del 2016, il Mediatore europeo ha invitato la Commissione a valutare se, d'ora in poi, tutte le informazioni di conferma debbano essere sistematicamente oggetto di una valutazione inter pares dell'EFSA e se i documenti orientativi debbano essere modificati di conseguenza;

BQ.  considerando che, sulla base della relazione di follow-up presentata dalla Commissione nel febbraio 2018 riguardo a dieci sostanze attive esaminate nel contesto dell'indagine del Mediatore, la procedura delle informazioni di conferma ha portato al mantenimento sul mercato, per un periodo di tempo prolungato, di due sostanze attive, alossifop-P e malation, che sarebbero state altrimenti soggette a restrizioni;

BR.  che le carenze di dati in caso di pesticidi biologici a basso rischio si verificano principalmente perché i requisiti relativi ai dati sono concepiti per prodotti fitosanitari chimici e sono pertanto inadatti a quelli biologici a basso rischio;

BS.  considerando che, nonostante i rischi individuati dall'EFSA nelle sue conclusioni sulle sostanze attive, la Commissione affida spesso agli Stati membri l'adozione di misure di mitigazione del rischio, nonostante la facoltà conferitale dal regolamento di imporre tali misure a livello dell'UE; che tale approccio è stato condannato dal Mediatore europeo nella sua decisione relativa al caso 12/2013/MDC;

BT.  considerando che è opportuno che gli Stati membri stabiliscano misure di gestione del rischio riguardo alle preoccupazioni specifiche per la loro situazione;

BU.  considerando che vi è una scarsa disponibilità di prodotti fitosanitari a basso rischio; che, su un totale di quasi 500 sostanze disponibili sul mercato dell'UE, soltanto dieci sono approvate come sostanze attive a basso rischio; che la scarsa disponibilità di prodotti fitosanitari a basso rischio rende più difficili l'attuazione e lo sviluppo della difesa integrata; che tale scarsa disponibilità è causata dal lungo processo di valutazione, autorizzazione e registrazione;

BV.  considerando che al giorno d'oggi è possibile avvalersi di tecniche avanzate, come l'agricoltura di precisione e la robotica, ai fini di un puntuale monitoraggio e dell'eliminazione di piante infestanti e insetti nocivi in fase iniziale; che tali tecniche avanzate sono ancora poco sviluppate all'interno dell'UE e necessitano del sostegno dell'Unione europea e degli Stati membri;

Autorizzazione dei prodotti fitosanitari da parte degli Stati membri

BW.  considerando che i prodotti fitosanitari dovrebbero essere sottoposti a una valutazione approfondita in conformità delle attuali conoscenze scientifiche e tecniche prima della loro autorizzazione; che la carenza di personale e/o di finanziamenti può comportare un eccessivo affidamento sulla valutazione effettuata per l'approvazione delle sostanze attive nel contesto delle decisioni relative ai prodotti fitosanitari;

BX.  considerando che la procedura di autorizzazione dei prodotti fitosanitari, e in particolare i requisiti in materia di dati per la valutazione del rischio, dovrebbe tenere conto dell'uso effettivo dei prodotti fitosanitari;

BY.  considerando che, nel rilasciare l'autorizzazione per prodotti fitosanitari, è opportuno attribuire un'attenzione particolare al rischio per i "gruppi vulnerabili"; che il regolamento definisce i gruppi vulnerabili come persone che necessitano di un'attenzione particolare nel quadro della valutazione degli effetti acuti o cronici dei prodotti fitosanitari sulla salute; che tale categoria comprende le donne incinte e in allattamento, i nascituri, i neonati e i bambini, gli anziani, i lavoratori e i residenti fortemente esposti ai pesticidi sul lungo periodo;

BZ.  considerando che l'articolo 25 del regolamento prevede che gli antidoti agronomici e i sinergizzanti siano soggetti alla stessa procedura di approvazione delle sostanze attive, ai fini della loro inclusione in un elenco positivo; che la Commissione non ha ancora approvato alcun antidoto agronomico o sinergizzante;

CA.  considerando che l'articolo 27 del regolamento impone alla Commissione di includere nell'allegato III un elenco negativo di coformulanti inaccettabili; che la Commissione non ha ancora adottato l'elenco negativo dei coformulanti, ma ha dichiarato la sua intenzione di farlo entro la fine del 2018; che questo ritardo è inaccettabile, considerato l'impatto di tali sostanze; che, in mancanza di un tale elenco a livello dell'Unione, alcuni Stati membri hanno elaborato i propri elenchi negativi di coformulanti;

CB.  considerando che l'assenza di tali elenchi dell'UE rende più difficile una valutazione approfondita dei rischi dei prodotti fitosanitari;

CC.  considerando che sono state espresse preoccupazioni per quanto riguarda il sistema zonale, e in particolare i ritardi nella procedura e le frequenti rivalutazioni, totali o parziali, delle domande nel quadro del riconoscimento reciproco, derivanti dalle diversità dei requisiti nazionali relativi ai modelli di valutazione da parte di Stati membri della stessa zona; che la procedura di riconoscimento reciproco da parte degli Stati membri aveva l'obiettivo di semplificare le procedure e di accrescere la fiducia tra gli Stati membri; che l'applicazione della procedura di riconoscimento reciproco è considerata un importante strumento per accrescere la ripartizione del lavoro e garantire il rispetto delle scadenze, assicurando al contempo una protezione ottimale, ed è importante per il funzionamento del mercato interno;

CD.  considerando che la Commissione sta lavorando ad un sistema informatico, il sistema di gestione delle domande per i prodotti fitosanitari (PPPAMS), che sarà accessibile al pubblico e faciliterà il sistema di riconoscimento reciproco;

CE.  considerando che attualmente non è possibile avere una visione d'insieme di tutti i prodotti fitosanitari autorizzati nell'UE, in quanto gli Stati membri non sono tenuti a informare sistematicamente la Commissione in merito alle loro decisioni di autorizzazione;

CF.  considerando che il regolamento (UE) n. 283/2013 della Commissione richiede l'esecuzione di studi sulla tossicità a lungo termine; che il regolamento (UE) n. 284/2013 della Commissione richiede attualmente studi di tossicità sull'esposizione di operatori, astanti, residenti e lavoratori, vari studi di tossicità a lungo termine e cronica per gli animali e sul destino e sul comportamento nel suolo, nell'acqua e nell'aria, ivi comprese via e degradazione nell'aria e propagazione atmosferica, ma non sulla tossicità a lungo termine dei prodotti fitosanitari;

CG.  considerando che gli Stati membri stanno lavorando all'istituzione di una valutazione comparativa dei prodotti fitosanitari con possibili sostituti; che l'obiettivo è di rimpiazzare tali prodotti con prodotti fitosanitari più sicuri e metodi non chimici come quelli definiti nella direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi(29);

CH.  considerando che recenti relazioni hanno sottolineato importanti riduzioni della biodiversità per quanto riguarda gli uccelli e gli insetti, in particolare le api e altri impollinatori; che negli ultimi 27 anni è stata osservata una diminuzione di oltre il 75 % della biomassa di insetti volanti totale nelle aree protette(30); che l'intensificazione agricola (per esempio l'uso di pesticidi, la lavorazione del terreno durante tutto l'anno, l'aumento dell'uso di concimi e la frequenza degli interventi agronomici), che non è stata inclusa in tale analisi, potrebbe costituire una causa plausibile; che l'intensificazione agricola è stata associata a un declino complessivo della biodiversità nelle piante, negli insetti, negli uccelli e in altre specie; che la biodiversità e gli ecosistemi solidi rivestono un'importanza fondamentale, in particolare le api e altri insetti impollinatori, per garantire un settore agricolo sano e sostenibile;

CI.  considerando che il divieto di tutti gli utilizzi esterni di tre neonicotinoidi (imidacloprid, clotianidin e tiametoxam) è positivo; che tali divieti non dovrebbero essere compromessi da indebite deroghe all'articolo 53;

CJ.  considerando che altri prodotti fitosanitari sistemici dovrebbero essere quanto più possibile limitati, anche per il trattamento dei semi, se costituiscono un pericolo per la salute umana e per l'ambiente;

CK.  che l'utilizzo e i casi individuati di autorizzazioni di emergenza rilasciate ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 2, del regolamento sono in aumento nell'UE; che alcuni Stati membri ricorrono all'articolo 53 molto più di altri; che dalla recente valutazione dell'EFSA sulle autorizzazioni d'emergenza di tre neonicotinoidi è emerso che, mentre in alcuni casi tali autorizzazioni erano conformi alle disposizioni legislative, in altri casi non lo erano;

CL.  considerando che ritardi sistematici nei processi di autorizzazione potrebbero anche determinare un maggiore utilizzo delle autorizzazioni di emergenza; che il ricorso alle deroghe all'articolo 53 per gli usi minori al fine di affrontare situazioni speciali diverse dalle effettive emergenze non è né realizzabile né opportuno; che l'EFSA dovrebbe esaminare l'effetto dei sostituti nonché la disponibilità di metodi non chimici;

CM.  considerando che è opportuno prestare particolare attenzione ai prodotti fitosanitari per usi minori, in quanto attualmente vi sono pochi incentivi economici per le imprese a sviluppare questi prodotti;

CN.  considerando che dall'entrata in vigore del regolamento la Commissione si è avvalsa una sola volta della possibilità di chiedere un parere all'EFSA ai sensi dell'articolo 53, paragrafo 2;

Osservazioni di carattere generale

1.  ritiene che, sebbene l'UE disponga di uno dei sistemi più rigorosi al mondo, sia il regolamento in quanto tale che la sua applicazione debbano essere migliorati per conseguire il suo obiettivo;

2.  prende atto della valutazione REFIT del regolamento, in corso di esecuzione da parte della Commissione;

3.  sottolinea l'importanza di garantire una valutazione scientifica indipendente, obiettiva e trasparente delle sostanze attive e dei prodotti fitosanitari;

4.  invita la Commissione e gli Stati membri a destinare risorse sufficienti e competenze adeguate alla valutazione delle sostanze attive e dei prodotti fitosanitari e a garantire una valutazione indipendente, obiettiva e trasparente alla luce delle attuali conoscenze scientifiche e tecniche;

5.  invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare un'applicazione piena e uniforme dei criteri di esclusione basati sul pericolo per le sostanze attive che sono mutagene, cancerogene o tossiche per la riproduzione o che presentano caratteristiche di interferenza endocrina;

6.  invita la Commissione e gli Stati membri, nel loro ruolo di gestori del rischio, ad applicare debitamente il principio di precauzione qualora, a seguito di una valutazione delle informazioni disponibili, venga individuata la possibilità di effetti dannosi per la salute ma permanga una situazione di incertezza sul piano scientifico, adottando misure provvisorie di gestione del rischio necessarie per garantire un livello elevato di tutela della salute umana;

7.  esorta la Commissione a comunicare sistematicamente in che modo sia stato preso in considerazione tale principio e in che modo sia stata adottata la decisione sulla gestione del rischio;

8.  accoglie con favore la raccomandazione, formulata dal meccanismo di consulenza scientifica alla Commissione, di promuovere un dibattito più ampio in tutta la società al fine di sviluppare una visione condivisa a livello dell'UE per la produzione alimentare sostenibile, anche per quanto riguarda il ruolo dei prodotti fitosanitari in questo settore; è dell'avviso che tali considerazioni dovrebbero tenere conto, tra gli altri fattori, della qualità, della sicurezza, della disponibilità e dell'accessibilità economica dei prodotti alimentari per i consumatori, del reddito equo per la produzione agricola e della sua sostenibilità a lungo termine, dei cambiamenti climatici, nonché dei rischi e dei benefici a breve e lungo termine per la salute umana e animale e per l'ambiente associati ai diversi scenari di utilizzo dei prodotti fitosanitari, compresi la difesa integrata e uno scenario di utilizzo zero;

9.  ritiene che, all'interno del sistema dell'UE, si debba prestare maggiore attenzione all'uso diffuso e all'uso profilattico inappropriato dei prodotti fitosanitari e ai relativi effetti sulla salute umana e animale e sull'ambiente, nonché allo sviluppo di resistenza nell'organismo bersaglio;

10.  sottolinea l'importanza della piena attuazione della direttiva 2009/128/CE, tenuto conto del suo legame con il sistema di autorizzazione, in particolare delle disposizioni della stessa riguardanti la difesa integrata e una formazione adeguata per gli agricoltori; evidenzia che è possibile fare riferimento ai lavori in corso del Parlamento sul tema per maggiori dettagli;

11.  invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare la coerenza tra la finalità dell'approvazione delle sostanze attive e l'autorizzazione dei prodotti fitosanitari a norma del presente regolamento e la finalità della direttiva 2009/128/CE;

12.  invita la Commissione e gli Stati membri a non approvare più sostanze attive o prodotti fitosanitari per il disseccamento;

13.  invita la Commissione e gli Stati membri a non consentire più l'uso di prodotti fitosanitari in aree utilizzate dal grande pubblico o da gruppi vulnerabili, secondo la definizione di cui all'articolo 12, lettera a), della direttiva 2009/128/CE;

14.  invita la Commissione a introdurre nel regolamento misure specifiche per la protezione effettiva dei gruppi vulnerabili, allo scopo di porre fine, senza indugi o deroghe, all'impiego dei pesticidi su lunghe distanze in prossimità di scuole, strutture per l'infanzia, parchi giochi, ospedali, maternità e ospizi;

15.  invita la Commissione ad adottare le misure necessarie per garantire che le statistiche relative alle vendite di pesticidi siano messe a disposizione del pubblico per sostanza attiva e per Stato membro e che le statistiche sull'utilizzo dei pesticidi siano ulteriormente migliorate in modo da fornire informazioni complete per la valutazione del rischio ambientale nonché la valutazione comparativa a norma del regolamento;

16.  chiede la creazione di un efficace sistema di vigilanza successiva all'immissione sul mercato per monitorare sistematicamente l'impatto reale dell'uso dei prodotti fitosanitari sulla salute umana e animale e sull'ambiente nel suo complesso, anche nel lungo periodo; sottolinea che la vigilanza successiva all'immissione sul mercato per i prodotti fitosanitari dovrebbe garantire una raccolta e comunicazione dei dati efficaci tra tutti i portatori di interessi ed essere trasparente e pubblicamente accessibile; invita l'EFSA e l'ECHA a elaborare orientamenti armonizzati per un'efficace vigilanza successiva all'immissione sul mercato in questo settore;

17.  invita la Commissione ad elaborare una piattaforma o una banca dati informatica standardizzata a livello di UE per sostenere lo scambio di dati sul monitoraggio successivo all'immissione sul mercato e ritiene che i dati sul monitoraggio successivo all'immissione sul mercato e altri dati disponibili sul monitoraggio dovrebbero essere utilizzati nelle decisioni di autorizzazione;

18.  invita la Commissione ad accelerare l'attuazione del progetto pilota per il monitoraggio ambientale dell'uso dei pesticidi attraverso le api mellifere, che consentirà, tra l'altro, di valutare l'attuazione della legislazione dell'UE in termini di applicazione e autorizzazione di pesticidi;

19.  invita la Commissione a svolgere uno studio epidemiologico sull'impatto reale dei prodotti fitosanitari sulla salute umana;

20.  invita la Commissione a elaborare ulteriormente e attuare approcci volti ad affrontare gli effetti della combinazione di sostanze chimiche promuovendo una valutazione integrata e coordinata in tutte le normative pertinenti dell'UE;

21.  accoglie con favore il progetto in corso dell'EFSA di modellizzare gli effetti di neurotossicità per lo sviluppo (DNT), anche se ritiene che ciò sia insufficiente fintantoché non vi sia un obbligo giuridico di valutare gli effetti di DNT delle sostanze attive e di altri componenti dei pesticidi nell'ambito del processo di autorizzazione; invita pertanto la Commissione a valutare le opzioni per garantire che le sostanze attive e gli altri componenti dei prodotti fitosanitari siano valutati per quanto riguarda gli effetti di DNT, tenendo pienamente conto di metodi meccanici affidabili incentrati sugli esseri umani e che non prevedano l'impiego di animali per la valutazione del pericolo di DNT;

22.  ritiene essenziale che nell'Unione la ricerca e l'innovazione continuino a essere sviluppate e, pertanto, invita Orizzonte Europa, altri strumenti finanziari dell'Unione e gli Stati membri a mettere a disposizione finanziamenti sufficienti per promuovere:

   a) una ricerca indipendente sugli effetti dei prodotti fitosanitari per la salute umana e animale, l'ambiente e la produzione agricola;
   b) una ricerca sulle alternative ai prodotti fitosanitari, compresi i metodi non chimici, e sui pesticidi a basso rischio, al fine di presentare agli agricoltori nuove soluzioni per l'agricoltura sostenibile, e una ricerca sulle tecniche agroecologiche e tecniche agricole di precisione al fine di ridurre al minimo i fattori produttivi esterni e ottimizzare il controllo degli organismi nocivi in modo mirato e sostenibile;

23.  invita la Commissione a prendere in considerazione l'importanza di un quadro normativo che incoraggi la l'innovazione e la ricerca al fine di sviluppare prodotti fitosanitari e alternative migliori e più sicuri;

24.  ricorda che l'accesso a una protezione fitosanitaria sicura ed efficiente è essenziale per consentire agli agricoltori di prevenire contaminanti alimentari presenti in natura come micotossine cancerogene, che mettono a rischio la sicurezza dei nostri alimenti;

25.  ricorda che le colture e le condizioni pedoclimatiche degli Stati membri e, in particolare, delle regioni ultraperiferiche dell'UE, sono molto varie e specifiche; chiede di tenere conto di tale diversità nell'ambito del processo di autorizzazione;

26.  invita l'EFSA e la Commissione a migliorare la loro comunicazione dei rischi al fine di informare il pubblico in modo adeguato, comprensibile e facilmente accessibile; ritiene importante migliorare la conoscenza pubblica in merito al pericolo e al rischio e ai pericoli e rischi accettabili e inaccettabili, sensibilizzare circa il livello di conformità ai valori relativi all'LMR in tutta Europa e informare gli utenti delle possibili misure di mitigazione del rischio;

27.  chiede la piena attuazione dei principi della sostituzione, della riduzione e del perfezionamento;

28.  chiede l'applicazione di test e tecnologie che non prevedano l'uso di animali nella sperimentazione di sostanze attive, antidoti agronomici, sinergizzanti, altri coformulanti e formulazioni di prodotti, nonché la valutazione degli effetti cumulativi e degli effetti miscela delle sostanze attive e dei prodotti fitosanitari, laddove tali test e tecnologie siano disponibili;

29.  chiede l'aggiornamento dei regolamenti (UE) n. 283/2013 e (UE) n. 284/2013 non appena siano disponibili tecnologie e test alternativi convalidati;

30.  invita la Commissione a includere sviluppi scientifici e tecnologici per nuove modalità di approccio nella scienza normativa al fine di migliorare la prevedibilità della sperimentazione a norma di legge e sostituire l'utilizzo degli animali;

31.  invita la Commissione a esaminare le possibilità per richiedere la presentazione di dati umani pertinenti, ad esempio quelli generati nelle prove cliniche condotte durante la sperimentazione di prodotti medici, alla banca dati di libero accesso prevista nel bando di gara ECHA/EFSA, affinché possano essere utilizzati dati umani per convalidare le metodologie non animali in fase di sviluppo;

32.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire controlli efficaci dei prodotti agricoli importati da paesi terzi al fine di assicurare un elevato livello di protezione e parità di condizioni per la produzione alimentare europea;

33.  invita gli Stati membri e la Commissione a intraprendere maggiori sforzi per arrestare il commercio di prodotti fitosanitari illegali poiché questi compromettono gli obiettivi della legislazione dell'Unione in questo settore;

Domanda di approvazione delle sostanze attive

34.  invita la Commissione a proporre una modifica del regolamento affinché possa adottare un programma di lavoro relativo alla designazione dello Stato membro relatore (SMR) per le domande di approvazione, sulla base di criteri per una valutazione indipendente, obiettiva e trasparente: competenze, risorse, assenza di conflitto di interessi, pertinenza per il prodotto, capacità tecnica e capacità di ottenere risultati scientificamente solidi e affidabili nei termini prestabiliti, unitamente a un processo globale di valutazione inter pares e a una consultazione dei portatori di interessi, analogamente a quanto avviene per il sistema di riapprovazione delle sostanze attive;

35.  invita la Commissione ad assegnare la valutazione delle domande di rinnovo a uno Stato membro diverso da quello responsabile delle precedenti valutazioni, a condizione che sia possibile garantire il necessario livello di competenza e di risorse;

36.  invita la Commissione a garantire che solo gli Stati membri che possono assicurare l'elevata qualità delle valutazioni e che dispongono di procedure efficaci per valutare i conflitti di interesse diventino SMR;

37.  invita la Commissione, con il sostegno dell'EFSA, a effettuare una valutazione dei laboratori nazionali di riferimento collegati alle autorità competenti dello SMR interessato, al fine di garantire lo stesso livello di competenza per il progetto di rapporto di valutazione (DAR) dello SMR;

38.  invita inoltre gli Stati membri a procedere in maniera responsabile ai loro controlli dei laboratori certificati BPL e chiede alla Commissione di creare, a livello di Unione, un sistema di verifica dei controlli degli Stati membri da essa condotto;

39.  prende atto della proposta della Commissione sulla trasparenza e la sostenibilità della valutazione del rischio a livello di UE nella filiera alimentare e si compiace pertanto dell'opportunità di migliorare la situazione attuale al riguardo;

40.  ritiene importante che i richiedenti siano tenuti a registrare tutti gli studi regolamentari che saranno eseguiti in un registro pubblico e consentire un periodo per le osservazioni durante il quale i portatori di interessi siano in grado di fornire i dati esistenti per assicurare che si tenga conto di tutte le informazioni pertinenti; sottolinea che le disposizioni relative al registro pubblico comprendono anche la registrazione, da parte del laboratorio certificato, delle date di inizio e di conclusione dello studio nonché la pubblicazione dei dati di controllo da inserire in un registro dei controlli storici, compresa la metodologia delle prove che saranno effettuate, nel rispetto della protezione dei dati personali; è del parere che possano essere presentati insieme alla domanda soltanto gli studi regolamentari che sono stati registrati;

41.  sottolinea la necessità di chiedere ai richiedenti di fornire tutti gli studi allo SMR, compresi i dati grezzi, in un formato leggibile meccanicamente;

42.  chiede che sia garantito l'accesso pubblico ai suddetti studi, ivi compresi tutti i dati e le informazioni a sostegno riguardanti le domande di autorizzazione, in un formato leggibile meccanicamente e nella loro integralità, al fine di garantire la trasparenza e consentire in tal modo un controllo indipendente e tempestivo, proteggendo nel contempo i dati personali e garantendo che coloro che hanno richiesto gli studi possano utilizzarli soltanto per scopi non commerciali, in modo da salvaguardare i pertinenti diritti di proprietà intellettuale;

43.  invita la Commissione a valutare se sia opportuno smettere di esigere che il richiedente fornisca la letteratura scientifica revisionata sulla sostanza attiva e le relative formulazioni, assegnando invece questo compito allo SMR, che dovrà essere assistito dall'EFSA;

44.  sottolinea che alla valutazione della letteratura scientifica revisionata, qualora sia disponibile, dovrebbe essere attribuito un peso equivalente agli studi basati sulle BPL; ritiene che entrambi siano validi come contributi alla valutazione e che dovrebbero essere ponderati in base alla qualità relativa degli studi e alla loro pertinenza per la domanda in esame;

45.  invita la Commissione a valutare se sia opportuno smettere di esigere che il richiedente valuti i dati da fornire nell'ambito della domanda, assegnando invece questo compito allo SMR;

46.  chiede un riesame indipendente delle norme attuali in materia di esame della letteratura, in modo da garantire che tutti gli studi pertinenti siano presi in considerazione;

Progetto di valutazione da parte dello SMR

47.  insiste affinché lo SMR applichi rigorosamente l'articolo 9 del regolamento, in modo tale da garantire che le domande siano complete prima di essere considerate ammissibili;

48.  sottolinea che la valutazione dovrebbe comprendere una valutazione approfondita dei dati grezzi, nonché dei dati relativi alle formulazioni finali dei prodotti disponibili in detta fase della valutazione; chiede allo SMR di dimostrare chiaramente, nel progetto di rapporto di valutazione, che tutti gli studi siano stati adeguatamente controllati in relazione alla loro pertinenza, qualità e validità scientifiche e, se del caso, di includere ulteriori studi considerati non pertinenti dal richiedente; rileva che l'esclusione dei dati che segnalano effetti negativi dovrebbe basarsi solo su una motivazione fondata su prove scientifiche, ad esempio la corretta applicazione dei pertinenti documenti di orientamento dell'OCSE;

49.  invita la Commissione a esaminare il modo migliore per garantire la valutazione di sostante attive sulla base degli usi più frequenti, delle formulazioni utilizzate più frequentemente, del loro dosaggio e dei pertinenti scenari di esposizione;

50.  chiede che tutte le valutazioni siano basate su un riesame sistematico di tutte le prove disponibili e sulla totale trasparenza riguardo all'impiego della "forza probante";

51.  raccomanda allo SMR di limitare al minimo la riproduzione di paragrafi e solo in casi giustificati e debitamente segnalati; insiste affinché, nella misura in cui il richiedente si occupi della valutazione, ove si riprendano frammenti dal fascicolo del richiedente, si proceda a una chiara distinzione tra la valutazione dell'autorità e la valutazione del richiedente;

Parere dell'EFSA sui progetti di rapporto di valutazione e classificazione dell'ECHA delle sostanze attive

52.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che, nella valutazione dei rischi, siano inseriti prove fondamentali (ad esempio, prove ecotossicologiche aggiornate per gli organismi del suolo, valutazione della concentrazione ambientale e dei residui nella polvere, nel vento, nell'aria e nell'acqua, nonché test relativi agli effetti tossici a lungo termine, in particolare per i gruppi vulnerabili) e i recenti sviluppi scientifici e tecnologici della metodologia;

53.  invita la Commissione ad aggiornare debitamente la sua panoramica dei documenti di orientamento e delle linee guida relative ai metodi di prova aggiornati;

54.  invita la Commissione ad agevolare e rafforzare il completamento del processo di armonizzazione in merito alle metodologie e ai requisiti relativi ai dati, in particolare nel quadro dei documenti di orientamento sugli studi ecotossicologici e sul destino e comportamento nell'ambiente;

55.  invita la Commissione a fissare livelli massimi di residui per i suoli e le acque superficiali, utilizzando, tra l'altro, i dati raccolti tramite un monitoraggio ambientale successivo all'immissione sul mercato;

56.  chiede una definizione più rapida ed efficace degli LMR per gli alimenti e i mangimi, nonché una maggiore coerenza grazie all'armonizzazione dei periodi di valutazione tra gli LMR e l'approvazione o il rinnovo dell'approvazione;

57.  chiede che i dati raccolti attraverso il monitoraggio ambientale successivo all'immissione sul mercato siano utilizzati per verificare la precisione delle concentrazioni ambientali previste (PEC) nei modelli di destino ambientale;

58.  invita la Commissione a proporre una modifica del regolamento (UE) n. 284/2013 della Commissione al fine di includervi requisiti in materia di dati sulla tossicità a lungo termine del prodotto fitosanitario e ulteriori vie di esposizione, in particolare l'erosione del suolo a causa del vento e dell'acqua, utilizzando modelli aggiornati;

59.  invita l'EFSA ad aggiornare regolarmente i propri documenti di orientamento in linea con gli sviluppi più recenti in tutti i settori interessati, al fine di valutare gli effetti a breve e a lungo termine dei livelli di residui di sostanze attive, formulazioni e miscele presenti nelle acque superficiali, nel suolo, nel vento e nella polvere;

60.  ritiene che i documenti di orientamento dovrebbero fornire orientamenti sufficientemente chiari ai valutatori del rischio, al fine di garantire una valutazione di elevata qualità e assicurare la prevedibilità e la coerenza per i richiedenti;

61.  invita la Commissione e gli Stati membri, in sede di comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (comitato PAFF), ad adottare senza indugio eventuali linee guida in sospeso, compresa la guida aggiornata sulle api utilizzata dall'EFSA nella sua recente revisione di tre neonicotinoidi;

62.  invita l'EFSA ad aggiornare ulteriormente le linee guida sulle api, indipendentemente dall'adozione degli orientamenti in sospeso, al fine di tener conto di altre specie impollinatrici, nonché degli effetti delle miscele e della fattibilità tecnica;

63.  accoglie con favore la valutazione pilota sugli effetti cumulativi e chiede che sia completata come previsto entro la fine del 2018 e che, successivamente, si applichino velocemente le valutazioni del rischio cumulativo nel quadro del processo di autorizzazione; chiede che venga privilegiata e accelerata la ricerca sulle altre vie di esposizione, nonché sui sistemi nervoso e tiroideo;

64.  invita l'EFSA, la Commissione e gli Stati membri ad applicare un fattore di sicurezza supplementare nel calcolo delle dosi di esposizione "sicure", al fine di far fronte alla potenziale tossicità delle miscele nei casi di elevata incertezza residua che non potrebbe essere ridotta mediante prove supplementari sulle miscele;

65.  invita l'EFSA e l'ECHA a migliorare la facilità di consultazione delle informazioni fornite sui loro siti web e a favorire l'estrazione di dati;

66.  invita gli Stati membri a garantire di essere adeguatamente rappresentati all'interno dell'EFSA da esperti nazionali indipendenti; raccomanda che gli Stati membri interagiscano con l'EFSA in maniera costruttiva;

67.  raccomanda che le conoscenze e la capacità scientifiche siano garantite sostenendo, ampliando e rafforzando la rete di esperti delle agenzie dell'UE, degli organismi, degli istituti e dei gruppi di ricerca universitari degli Stati membri che partecipano alle valutazioni dei rischi;

68.  raccomanda, inoltre, la cooperazione nelle reti scientifiche internazionali con esperti internazionali, al fine di sostenere la discussione e il contributo sotto il profilo scientifico per rafforzare la cooperazione internazionale del sistema di valutazione inter pares, che porti a risultati di alta qualità riconosciuti a livello internazionale;

69.  raccomanda all'EFSA di pubblicare i propri pareri in riviste specializzate al fine di intensificare i dibattiti costruttivi e di incentivare e incoraggiare un maggior numero di esperti nazionali e di altri scienziati a partecipare ai suoi lavori;

70.  chiede che all'EFSA e all'ECHA vengano attribuiti fondi sufficienti per svolgere i propri compiti in modo indipendente, obiettivo e trasparente, in modo da garantire un elevato livello di protezione della salute umana e animale e dell'ambiente, nonché in vista del carico di lavoro supplementare previsto per tali agenzie;

71.  sottolinea che la credibilità del sistema di autorizzazione per i prodotti fitosanitari dipende fortemente dalla fiducia del pubblico nei confronti delle agenzie europee; sottolinea che la trasparenza nel processo di valutazione scientifica è importante per mantenere la fiducia del pubblico; plaude inoltre ai continui sforzi profusi dall'EFSA per migliorare il proprio sistema e l'ultimo aggiornamento della sua politica di indipendenza, del giugno 2017, volto a garantire l'indipendenza e la gestione di eventuali conflitti di interesse;

72.  invita l'EFSA a garantire che tutti gli esperti che partecipano alla valutazione elaborino una dichiarazione di interessi pubblicamente disponibile e a escludere la partecipazione degli esperti con conflitti di interessi da tutte le fasi del processo di revisione inter pares;

73.  propone l'istituzione di un comitato di sorveglianza indipendente in seno all'EFSA, incaricato di valutare i potenziali conflitti di interessi;

74.  chiede l'assegnazione di risorse sufficienti per portare a termine il monitoraggio e l'analisi ambientale su scala paesaggistica successivi all'immissione sul mercato, compreso il monitoraggio dei residui di pesticidi nel suolo e nelle polveri, i cui risultati dovrebbero essere condivisi con l'EFSA;

75.  invita l'EFSA ad assicurarsi di disporre delle competenze necessarie per valutare pienamente la disponibilità e l'applicazione di metodi non chimici;

76.  invita il meccanismo di consulenza scientifica della Commissione ad agire su richiesta quale mediatore in controversie scientifiche riguardanti le sostanze attive;

77.  invita il meccanismo di consulenza scientifica ad avviare un riesame sistematico di tutti gli studi disponibili sulla cancerogenicità del glifosato e delle formulazioni a base di glifosato, al fine di valutare se sia giustificato riesaminare l'approvazione di tale sostanza a norma dell'articolo 21 del regolamento;

Approvazione di sostanze attive da parte della Commissione

78.  deplora fortemente i numerosi ritardi a livello di Commissione e di Stati membri prima e dopo le valutazioni inter pares effettuate dall'EFSA, in particolare i ritardi nella valutazione delle sostanze che soddisfano i criteri di esclusione, ed esorta gli SMR e la Commissione a rispettare i termini stabiliti nel regolamento;

79.  sottolinea la necessità di garantire la responsabilità politica dell'adozione degli atti di esecuzione nell'ambito della comitatologia; esprime preoccupazione per la mancanza di trasparenza nel comitato PAFF; invita la Commissione e gli Stati membri ad accrescere la trasparenza generale delle procedure, anche fornendo resoconti dettagliati delle discussioni nell'ambito della comitatologia e delle rispettive posizioni, in particolare spiegando e motivando le decisioni del comitato PAFF e rendendo pubblici i voti degli Stati membri;

80.  invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere una politica di indipendenza e a garantire che i membri del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi non abbiano alcun conflitto di interessi;

81.  invita la Commissione e gli Stati membri ad applicare rigorosamente l'articolo 4 del regolamento e ad adottare criteri chiari e scientificamente fondati per definire gli effetti inaccettabili sull'ambiente, tenendo conto dell'esposizione reale (acuta e cronica) a molteplici prodotti fitosanitari;

82.  invita la Commissione a limitare rigorosamente il ricorso alla procedura delle informazioni di conferma al suo scopo come previsto all'articolo 6, lettera f), del regolamento, ossia qualora, durante il processo di valutazione, si stabiliscano nuovi requisiti o a seguito di nuove conoscenze scientifiche e tecniche; ritiene che la protezione della salute pubblica e dell'ambiente debbano assumere la massima priorità, fornendo al contempo ai richiedenti tempi affidabili per l'autorizzazione; sottolinea che la completezza dei fascicoli è essenziale ai fini dell'approvazione delle sostanze attive; si rammarica che le deroghe concesse in base alla procedura delle informazioni di conferma abbiano consentito di protrarre il mantenimento sul mercato di almeno due sostanze attive che sarebbero state altrimenti soggette a restrizioni;

83.  invita la Commissione a modificare il documento di orientamento pertinente in modo tale che le informazioni di conferma siano sistematicamente sottoposte a una valutazione inter pares completa dell'EFSA, come nel caso dei dati originali relativi alla domanda;

84.  invita la Commissione a inserire nell'approvazione delle sostanze attive misure di mitigazione del rischio giuridicamente vincolanti, al fine di far fronte ai rischi noti posti dai prodotti fitosanitari, sostenendo nel contempo gli Stati membri nell'individuazione di misure di mitigazione del rischio pertinenti alla situazione specifica del paese, tenendo conto delle condizioni agronomiche, climatiche e ambientali dei loro territori;

85.  invita altresì la Commissione a garantire che il monitoraggio successivo all'immissione sul mercato valuti l'efficacia e l'efficienza delle misure di mitigazione attuate;

86.  invita la Commissione a garantire la piena applicazione dell'articolo 25 del regolamento, in modo tale che gli antidoti agronomici e i sinergizzanti possano essere utilizzati solo dopo la loro approvazione; sottolinea che i requisiti in materia di dati per l'approvazione degli antidoti agronomici e dei sinergizzanti devono corrispondere a quelli previsti per le sostanze attive e chiede che sia adottato un atto di esecuzione a norma dell'articolo 25, paragrafo 3, del regolamento;

87.  invita la Commissione ad adottare, entro la fine del 2018, il primo elenco negativo di coformulanti a norma dell'articolo 27 del regolamento, congiuntamente ai criteri e a una procedura per identificarne altri; chiede, a tal fine, l'integrazione dei dati richiesti a norma del regolamento REACH, del regolamento CLP e del regolamento sui biocidi, e dei dati raccolti dagli Stati membri durante la formulazione dei propri elenchi negativi di coformulanti;

88.  esorta la Commissione a presentare, in linea con la sua risoluzione del 15 febbraio 2017 sui pesticidi a basso rischio di origine biologica e con la sua risoluzione del 13 settembre 2018 sull'attuazione del regolamento, una proposta legislativa specifica recante modifica del regolamento, al di fuori della procedura REFIT in corso, al fine di istituire una rigorosa procedura accelerata per la valutazione, l'autorizzazione e la registrazione;

89.  invita la Commissione a migliorare la trasparenza istituendo un sito web che indichi la tempistica e le fasi dell'approvazione di ciascuna sostanza attiva, indicando le decisioni degli SMR, dell'EFSA e dell'ECHA, le decisioni del comitato PAFF, la durata della licenza e altri dettagli pertinenti;

Autorizzazione dei prodotti fitosanitari da parte degli Stati membri

90.  invita la Commissione a effettuare una valutazione approfondita del sistema zonale, al fine di valutare il modo migliore per garantire la corretta valutazione scientifica armonizzata dei prodotti fitosanitari, salvaguardando nel contempo le competenze degli Stati membri per la loro autorizzazione, nonché limitazione o rifiuto della stessa, e a rivedere le limitazioni al rifiuto dell'autorizzazione;

91.  ritiene che la procedura del riconoscimento reciproco sia fondamentale per ripartire il carico di lavoro e facilitare il rispetto delle scadenze; deplora i ritardi nelle valutazioni da parte degli Stati membri che esaminano le domande di autorizzazione e i problemi di attuazione connessi al principio del riconoscimento reciproco; invita la Commissione a collaborare con gli Stati membri per migliorare il funzionamento del sistema zonale; sottolinea che la piena attuazione della legislazione esistente dovrebbe avere l'obiettivo di evitare la duplicazione del lavoro e mettere a disposizione degli agricoltori nuove sostanze senza inutili ritardi;

92.  sollecita gli Stati membri a rispettare le scadenze per la valutazione dei prodotti fitosanitari e le disposizioni relative al riconoscimento reciproco, come previsto dal regolamento;

93.  invita l'EFSA a definire linee guida armonizzate per la valutazione dei prodotti fitosanitari e la Commissione ad adottarle successivamente;

94.  invita gli Stati membri a garantire che tutti i prodotti fitosanitari siano soggetti a valutazioni adeguate, compresi gli scenari di esposizione, sulla base dei dati ottenuti per il prodotto fitosanitario stesso e ritiene che l'estrapolazione dei dati relativi ai prodotti fitosanitari non dovrebbe essere effettuata sulla base dei dati ottenuti sulle sostanze attive, a meno che ciò non sia scientificamente giustificato e confermato come affidabile dal monitoraggio successivo all'immissione sul mercato;

95.  invita la Commissione a presentare al Parlamento europeo, entro due anni, una relazione dettagliata sulle pratiche nazionali di valutazione e gestione del rischio dei prodotti fitosanitari;

96.  invita gli Stati membri a garantire che qualsiasi decisione sull'autorizzazione dei prodotti fitosanitari si basi su una valutazione adeguata del rischio dell'esposizione reale, acuta e cronica, dei residenti delle zone rurali, e che i rispettivi orientamenti dell'EFSA siano modificati di conseguenza;

97.  sottolinea la necessità di imporre ai richiedenti di fornire tutti gli studi allo Stato membro che esamina la domanda di autorizzazione, compresi i dati grezzi, in un formato leggibile meccanicamente;

98.  chiede che sia garantito l'accesso pubblico ai suddetti studi, ivi compresi tutti i dati e le informazioni a sostegno riguardanti le domande di autorizzazione, in un formato leggibile meccanicamente e nella loro integralità, al fine di garantire la trasparenza e consentire in tal modo un controllo indipendente e tempestivo, proteggendo nel contempo i dati personali e garantendo che coloro che hanno richiesto gli studi possano utilizzarli soltanto per scopi non commerciali, in modo da salvaguardare i pertinenti diritti di proprietà intellettuale;

99.  invita la Commissione a valutare se sia opportuno rendere l'EFSA responsabile della valutazione del rischio dei prodotti fitosanitari, sostenendo al contempo che la decisione effettiva sull'autorizzazione dei prodotti fitosanitari dovrebbe essere presa a livello nazionale, per tener conto di situazioni specifiche per paese;

100.  sollecita gli Stati membri ad aumentare l'efficienza attraverso un maggior coordinamento zonale e interzonale, al fine di ripartire meglio il carico di lavoro e di utilizzare in modo ottimale le risorse di ciascuno Stato membro, nonché a concedere deroghe a norma dell'articolo 53 del regolamento soltanto quando i requisiti esistenti sono rigorosamente rispettati;

101.  ritiene che il sistema di riconoscimento reciproco interzonale debba essere migliorato;

102.  invita gli Stati membri ad attuare in maniera più efficace le procedure di autorizzazione a livello nazionale, al fine di limitare le deroghe e le proroghe concesse a norma dell'articolo 53 del regolamento alle effettive situazioni di emergenza; invita gli Stati membri ad applicare rigorosamente l'articolo 53 del regolamento, ad accettare ed esaminare esclusivamente le domande di deroga complete e a trasmettere soltanto le notifiche complete delle deroghe alla Commissione e agli altri Stati membri;

103.  invita la Commissione ad utilizzare pienamente i propri diritti di controllo di cui all'articolo 53, paragrafi 2 e 3, al fine di limitare le deroghe e le proroghe concesse a norma dell'articolo 53 alle situazioni di emergenza giustificate;

104.  invita gli Stati membri a garantire che, prima di concedere un'eventuale autorizzazione d'emergenza a norma dell'articolo 53, venga effettuata una consultazione pubblica dei pertinenti portatori di interessi, senza creare inutili ritardi nel rilascio delle autorizzazioni di emergenza e garantendo che tutti i portatori di interessi siano tempestivamente informati in merito all'eventuale rilascio o rifiuto dell'autorizzazione d'emergenza;

105.  invita tutti gli Stati membri a pubblicare i moduli di domanda compilati che ricevono chiedendo un'autorizzazione d'emergenza a norma dell'articolo 53, a prescindere dal fatto che l'autorizzazione sia concessa o rifiutata;

106.  invita la Commissione a definire metodi per stabilire se e quando determinate deroghe debbano essere applicate, in particolare per quanto riguarda l'"esposizione trascurabile" o la "grave emergenza fitosanitaria";

107.  invita gli Stati membri ad informare gli altri Stati membri, la Commissione e l'opinione pubblica circa l'autorizzazione e il ritiro di prodotti fitosanitari, nonché le misure di mitigazione, al fine di garantire una visione generale a livello di UE dei prodotti fitosanitari esistenti sul mercato e della gestione del rischio ad essi inerente;

108.  invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare lo scambio di dati sui prodotti fitosanitari che potrebbero sostituire prodotti contenenti sostanze candidate alla sostituzione, al fine di agevolare la valutazione comparativa dei prodotti fitosanitari;

109.  osserva che la ricerca sull'utilizzo del rame nelle zone in cui è impiegato nell'ambito della pratica usuale mostra la presenza di effetti sulla microbiologia del suolo; concorda sul fatto che il rame dovrebbe essere considerato un materiale transitorio utilizzato per scopi fitosanitari e che il suo utilizzo dovrebbe essere gradualmente eliminato non appena si rendano disponibili alternative migliori;

110.  invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere lo sviluppo e l'utilizzo di alternative sostenibili ed ecologiche per la protezione fitosanitaria, misure di difesa integrata e pesticidi a basso rischio, come importante misura per ridurre gli effetti negativi della gestione delle specie nocive; riconosce la necessità di intensificare la ricerca e lo sviluppo di questi prodotti; invita pertanto la Commissione a valutare le possibilità di stimolare l'innovazione in questo campo;

111.  invita la Commissione a proporre una modifica del regolamento in modo che l'utilizzo, ma anche l'immissione sul mercato, di prodotti fitosanitari a basso rischio sia più semplice per gli operatori a livello procedurale; ritiene che sia necessario un chiarimento, in particolare, in merito all'immissione sul mercato di sostanze di base;

112.  chiede un accesso trasparente ed equo alle sostanze attive per i responsabili della formulazione di prodotti fitosanitari del settore delle PMI;

113.  invita la Commissione a svolgere un'analisi dell'impatto dei requisiti della legislazione vigente che disciplina l'autorizzazione e il commercio di prodotti fitosanitari e biocidi in termini di risorse umane e capacità economiche messe a disposizione dei produttori delle PMI e ogniqualvolta siano apportate modifiche ai regolamenti esistenti; sottolinea che i risultati di tali analisi devono essere resi disponibili per la consultazione pubblica;

114.  chiede una definizione armonizzata di "uso minore" al fine di promuovere parità di condizioni e raccomanda la creazione di un elenco unico dell'UE delle principali colture;

115.  invita la Commissione, l'EFSA e gli Stati membri a garantire che tutti i pertinenti portatori di interessi, compreso il pubblico, siano inclusi in eventuali attività dei portatori di interessi sui pesticidi, secondo quanto previsto dalla direttiva 2003/35/CE e dalla convenzione di Århus;

116.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che i requisiti del regolamento per l'attribuzione di priorità a metodi non chimici siano adeguatamente attuati;

o
o   o

117.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU C 463 del 21.12.2018, pag. 73.
(2) Come disposto dalla decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013, su un programma generale di azione dell'Unione in materia di ambiente fino al 2020 "Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta" (GU L 354 del 28.12.2013, pag. 171).
(3) GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.
(4) GU L 70 del 16.3.2005, pag. 1.
(5) GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1.
(6) GU L 156 del 25.6.2003, pag. 17.
(7) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
(8) GU L 155 dell'11.6.2011, pag. 127.
(9) GU L 93 del 3.4.2013, pag. 1.
(10) GU L 93 del 3.4.2013, pag. 85.
(11) GU L 173 del 30.6.2016, pag. 52.
(12) GU L 208 del 2.8.2016, pag. 1.
(13) GU L 333 del 15.12.2017, pag. 10.
(14) GU C 58 del 15.2.2018, pag. 102.
(15) GU C 346 del 27.9.2018, pag. 117.
(16) GU C 252 del 18.7.2018, pag. 184.
(17) GU C 86 del 6.3.2018, pag. 62.
(18) GU C 86 del 6.3.2018, pag. 51.
(19) Testi approvati, P8_TA(2018)0356.
(20) Sentenza della Corte di giustizia (Quinta Sezione) del 23 novembre 2016, Bayer CropScience SA-NV e Stichting De Bijenstichting / College voor de toelating van gewasbeschermingsmiddelen en biociden, causa C-442/14, ECLI:EU:C:2016:890.
(21) EFSA journal 2015; 13(11): 4302.
(22) EFSA journal 2017; 15(9): 4979.
(23) https://ec.europa.eu/research/sam/pdf/sam_ppp_report.pdf
(24) GU L 276 del 20.10.2010, pag. 33.
(25) Proposta della Commissione di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla trasparenza e alla sostenibilità dell'analisi del rischio dell'Unione nella filiera alimentare, che modifica il regolamento (CE) n. 178/2002 [sulla legislazione alimentare generale], la direttiva 2001/18/CE [sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati], il regolamento (CE) n. 1829/2003 [sugli alimenti e mangimi geneticamente modificati], il regolamento (CE) n. 1831/2003 [sugli additivi per mangimi], il regolamento (CE) n. 2065/2003 [sugli aromatizzanti di affumicatura], il regolamento (CE) n. 1935/2004 [sui materiali a contatto con gli alimenti], il regolamento (CE) n. 1331/2008 [sulla procedura uniforme di autorizzazione per gli additivi, gli enzimi e gli aromi alimentari], il regolamento (CE) n. 1107/2009 [sui prodotti fitosanitari] e il regolamento (UE) 2015/2283 [sui nuovi alimenti].
(26) Cfr. causa T-235/15, Pari Pharma GmbH / Agenzia europea per i medicinali; cfr. anche causa T-729/15, MSD Animal Health Innovation GmbH e Intervet International BV / Agenzia europea per i medicinali; e causa T-718/15, PTC Therapeutics International / Agenzia europea per i medicinali.
(27) GU C 95 del 3.4.2013, pag. 1.
(28) https://www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/5348
(29) GU L 309 del 24.11.2009, pag. 71.
(30) Cfr. Hallmann, C.A, Sorg, M., Jongejans, E., Siepel, H., Hofland, N., Schwan, H. et al. (2017) "More than 75 percent decline over 27 years in total flying insect biomass in protected areas" (Diminuzione di oltre il 75 % della biomassa di insetti volanti totale nelle aree protette in 27 anni). PLoS ONE 12(10): e0185809. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0185809


Istituzione di un programma di finanziamento specifico per la disattivazione degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi *
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Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 16 gennaio 2019 sulla proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un programma di finanziamento specifico per la disattivazione degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi, e che abroga il regolamento (Euratom) n. 1368/2013 del Consiglio (COM(2018)0467 – C8-0314/2018 – 2018/0252(NLE))
P8_TA(2019)0024A8-0441/2018

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2018)0467),

–  visto l'articolo 203 del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0314/2018),

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A8-0441/2018),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dell'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica;

3.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Considerando 2
(2)  Un programma finanziario di spesa mirato può apportare un valore aggiunto supplementare dell'Unione diventando un punto di riferimento all'interno dell'Unione per la gestione sicura delle questioni tecnologiche nella disattivazione delle centrali nucleari e per la diffusione delle relative conoscenze. Tale assistenza finanziaria dovrebbe essere fornita sulla base di una valutazione ex ante che individui le esigenze specifiche e dimostri il valore aggiunto dell'Unione, con l'obiettivo di sostenere la disattivazione degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi.
(2)  Un programma finanziario di spesa mirato può apportare un valore aggiunto supplementare dell'Unione diventando un punto di riferimento all'interno dell'Unione per la gestione sicura delle questioni tecnologiche nella disattivazione delle centrali nucleari e per la diffusione delle relative conoscenze. Tale assistenza finanziaria dovrebbe essere fornita sulla base di una valutazione ex ante che individui le esigenze specifiche e dimostri il valore aggiunto dell'Unione, con l'obiettivo di sostenere la disattivazione degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi. Tale assistenza finanziaria non dovrebbe tuttavia costituire un precedente di riferimento per il finanziamento della futura disattivazione nucleare a livello dell'Unione. L'iniziativa di avviare e finanziare la disattivazione degli impianti nucleari dovrebbe rimanere principalmente una responsabilità degli Stati membri.
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 15
(15)  Il programma dovrebbe inoltre assicurare la diffusione delle conoscenze sul processo di disattivazione nell'Unione, poiché tali misure assicurano il massimo valore aggiunto dell'Unione e contribuiscono alla sicurezza dei lavoratori e del pubblico in generale.
(15)  Il programma dovrebbe inoltre assicurare la diffusione delle conoscenze e la condivisione delle migliori prassi e delle esperienze acquisite tra gli Stati membri in merito al processo di disattivazione nell'Unione, poiché tali misure assicurano il massimo valore aggiunto dell'Unione e contribuiscono alla sicurezza dei lavoratori e del pubblico in generale, nonché alla protezione dell'ambiente.
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 15 bis (nuovo)
(15 bis)  Il JRC dovrebbe condurre un'iniziativa specifica volta a strutturare la raccolta, lo sviluppo e la condivisione delle conoscenze nel settore della disattivazione a livello dell'Unione, senza escludere la cooperazione internazionale. L'iniziativa dovrebbe tener conto delle sfide multidimensionali, che comprendono la ricerca e l'innovazione, la standardizzazione, la regolamentazione, la formazione e l'istruzione, nonché l'industria.
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 16
(16)  La disattivazione delle installazioni nucleari contemplate dal presente regolamento dovrebbe essere effettuata con il ricorso alle migliori competenze tecniche disponibili e nel rispetto della natura e delle specifiche tecnologiche degli impianti da disattivare, al fine di garantire la sicurezza e la massima efficienza possibile, tenendo così conto delle migliori pratiche internazionali.
(16)  La disattivazione delle installazioni nucleari contemplate dal presente regolamento dovrebbe essere effettuata con il ricorso alle migliori competenze tecniche disponibili, comprese quelle provenienti da paesi terzi, e nel rispetto della natura e delle specifiche tecnologiche degli impianti da disattivare, al fine di garantire la sicurezza e la massima efficienza possibile, tenendo così conto delle migliori pratiche internazionali.
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 20
(20)  Le azioni nell'ambito dei programmi Kozloduy e Bohunice dovrebbero essere eseguite con uno sforzo finanziario comune, rispettivamente, dell'Unione e della Bulgaria e della Slovacchia. Una soglia massima di cofinanziamento dell'Unione dovrebbe essere fissata in linea con la pratica di cofinanziamento prevista dai precedenti programmi.
(20)  Le azioni nell'ambito dei programmi Kozloduy e Bohunice dovrebbero essere eseguite con uno sforzo finanziario comune dell'Unione e della Bulgaria e della Slovacchia. Una soglia minima di cofinanziamento dell'Unione dovrebbe essere fissata in linea con la pratica di cofinanziamento prevista dai precedenti programmi.
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Articolo 1
Il presente regolamento istituisce il programma di finanziamento specifico per la disattivazione degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi (il "programma"), ponendo l'accento sulle esigenze individuate sulla base del periodo attuale. Per il periodo 2021-2027 del quadro finanziario pluriennale esso sosterrà, da un lato, la Bulgaria e la Slovacchia nel processo di disattivare dei loro reattori nucleari di prima generazione, e, dall'altro, l'attuazione del processo di disattivazione e la gestione dei rifiuti radioattivi degli impianti nucleari di proprietà della Commissione presso i siti del Centro comune di ricerca (JRC).
Il presente regolamento istituisce il programma di finanziamento specifico per la disattivazione degli impianti nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi (il "programma"), ponendo l'accento sulle esigenze individuate sulla base del periodo attuale. Per il periodo 2021-2027 del quadro finanziario pluriennale esso sosterrà, da un lato, la Bulgaria e la Slovacchia nel processo di disattivazione sicura dei loro reattori nucleari prematuramente chiusi, e, dall'altro, l'attuazione del processo di disattivazione e la gestione dei rifiuti radioattivi degli impianti nucleari di proprietà della Commissione presso i siti del Centro comune di ricerca (JRC), garantendo la protezione dei lavoratori, con particolare riferimento agli effetti sulla salute, il pubblico e l'ambiente.
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Articolo 1 – comma 2
Il presente regolamento stabilisce gli obiettivi del programma, il bilancio per il periodo 2021-2027, le forme del finanziamento della Comunità europea dell'energia atomica (la "Comunità") e le regole di erogazione dei finanziamenti.
Il presente regolamento stabilisce gli obiettivi del programma, il bilancio generale per il periodo 2021-2027, compresa l'esatta distribuzione dell'importo tra i tre programmi, le forme del finanziamento della Comunità europea dell'energia atomica (la "Comunità") e le regole di erogazione dei finanziamenti.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Articolo 2 – punto 2
(2)  "piano di disattivazione": il documento che contiene informazioni dettagliate sulle attività di disattivazione proposte e che comprende gli elementi seguenti: la strategia di disattivazione scelta; il calendario, il tipo e la sequenza delle attività di disattivazione; la strategia di gestione dei rifiuti applicata, compreso il rilascio incondizionato; lo stadio finale proposto; lo stoccaggio e lo smaltimento dei rifiuti derivanti dalla disattivazione; il periodo interessato dalla disattivazione; le stime dei costi per il completamento della disattivazione; gli obiettivi, i risultati attesi, le tappe principali, le scadenze e i relativi principali indicatori di prestazione, compresi gli indicatori basati sul valore acquisito. Il piano è elaborato dal titolare della licenza di esercizio della centrale nucleare e si riflette nei programmi di lavoro pluriennali del programma.
(2)  "piano di disattivazione": il documento che contiene informazioni dettagliate sulle attività di disattivazione proposte e che comprende gli elementi seguenti: la strategia di disattivazione scelta; il calendario, il tipo e la sequenza delle attività di disattivazione; la strategia di gestione dei rifiuti applicata, compreso il rilascio incondizionato, e il programma di protezione dei lavoratori; lo stadio finale proposto; lo stoccaggio e lo smaltimento dei rifiuti derivanti dalla disattivazione; il periodo interessato dalla disattivazione; le stime dei costi per il completamento della disattivazione; gli obiettivi, i risultati attesi, le tappe principali, le scadenze e i relativi principali indicatori di prestazione, compresi gli indicatori basati sul valore acquisito. Il piano è elaborato dal titolare della licenza di esercizio della centrale nucleare e si riflette nei programmi di lavoro pluriennali del programma.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Articolo 2 – punto 5 bis (nuovo)
(5 bis)   "paese terzo": un paese che non è uno Stato membro dell'Unione;
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 1
Sulla base delle esigenze attuali per il periodo 2021-2027, il programma mira in particolare, da un lato, ad assistere la Bulgaria e la Slovacchia nell'attuazione, rispettivamente, del programma di disattivazione nucleare di Kozloduy e del programma di disattivazione nucleare di Bohunice, ponendo una specifica enfasi sulla gestione delle sfide relative alla sicurezza radiologica e, dall'altro, a sostenere il programma di disattivazione e di gestione dei rifiuti del JRC, assicurando nel contempo un'ampia diffusione presso tutti gli Stati membri dell'UE delle conoscenze in materia di disattivazione nucleare generate in tale contesto.
Sulla base delle esigenze attuali per il periodo 2021-2027, il programma mira in particolare, da un lato, ad assistere la Bulgaria e la Slovacchia nell'attuazione, rispettivamente, del programma di disattivazione nucleare di Kozloduy e del programma di disattivazione nucleare di Bohunice, ponendo una specifica enfasi sulla gestione delle sfide relative alla sicurezza radiologica e, dall'altro, a sostenere il programma di disattivazione e di gestione dei rifiuti del JRC, assicurando nel contempo un'ampia diffusione presso tutti gli Stati membri, e la condivisione tra di essi, delle conoscenze e delle migliori prassi in materia di disattivazione nucleare e gestione dei rifiuti radioattivi generate in tale contesto.
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 2 – lettera c
(c)  instaurare collegamenti e scambi tra i portatori di interessi dell'Unione nel settore della disattivazione di impianti nucleari, al fine di sviluppare possibili sinergie nell'Unione europea.
(c)  instaurare collegamenti e scambi tra i portatori di interessi dell'Unione, in particolare l'industria, nel settore della disattivazione di impianti nucleari e della gestione e dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, al fine di garantire la diffusione delle conoscenze e la condivisione delle esperienze in tutti i settori pertinenti, quali ricerca e innovazione, regolamentazione, formazione, e per sviluppare possibili sinergie nell'Unione europea.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Articolo 4 – paragrafo 2 – parte introduttiva
2.  La ripartizione indicativa dell'importo di cui al paragrafo 1 è la seguente:
2.  La ripartizione dell'importo di cui al paragrafo 1 è la seguente:
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Articolo 7
Il programma può finanziare i costi ammissibili di un'azione entro i limiti dei tassi massimi stabiliti negli allegati I e II. Il tasso massimo di cofinanziamento dell'Unione, applicabile nell'ambito del programma Kozloduy o del programma Bohunice, non supera il 50%. La rimanente quota di cofinanziamento è a carico, rispettivamente, della Bulgaria e della Slovacchia.
Il programma può finanziare i costi ammissibili di un'azione come stabilito negli allegati I e II. Il tasso minimo di cofinanziamento dell'Unione, applicabile nell'ambito del programma Kozloduy o del programma Bohunice, non è inferiore al 50 %. La rimanente quota di cofinanziamento è a carico, rispettivamente, della Bulgaria e della Slovacchia.
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Allegato I – punto 2
2.  I progetti e le attività finanziati nel periodo 2021-2027 sono soggetti a un tasso massimo di cofinanziamento dell'Unione pari al 50 %.
2.  I progetti e le attività finanziati nel periodo 2021-2027 sono soggetti a un tasso minimo di cofinanziamento dell'Unione pari al 50 %.
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Allegato II – punto 2
2.  I progetti e le attività finanziati nel periodo 2021-2027 sono soggetti a un tasso massimo di cofinanziamento dell'Unione pari al 50 %.
2.  I progetti e le attività finanziati nel periodo 2021-2027 sono soggetti a un tasso minimo di cofinanziamento dell'Unione pari al 50 %.

Relazione sull'attuazione del pilastro commerciale dell'accordo di associazione con l'America centrale
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Risoluzione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2019 sull'attuazione del pilastro commerciale dell'accordo di associazione con l'America centrale (2018/2106(INI))
P8_TA(2019)0025A8-0459/2018

Il Parlamento europeo,

–  vista la parte IV dell'accordo che istituisce un'associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra(1),

–  viste la sua risoluzione dell'11 dicembre 2012 sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo che istituisce un'associazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'America centrale, dall'altra(2), nonché la relazione interlocutoria che la accompagna(3),

–  viste le relazioni annuali della Commissione del 18 marzo 2015, del 18 febbraio 2016 e del 5 aprile 2017 sull'attuazione della parte IV dell'accordo di associazione UE-America centrale (COM(2015)0131, COM(2016)0073 e COM(2017)0160, rispettivamente),

–  viste la sua risoluzione del 31 maggio 2018 sulla situazione in Nicaragua(4) e la dichiarazione, a nome dell'UE, del Vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulla situazione in Nicaragua del 2 ottobre 2018,

–  viste le risoluzioni dell'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana sulla governance della globalizzazione e sulla responsabilità sociale delle imprese nell'UE e nei paesi dell'America Latina e dei Caraibi (ALC), adottate entrambe il 20 settembre 2018 a Vienna,

–  vista la relazione della Commissione del 9 novembre 2017 sull'attuazione degli accordi di libero scambio 1° gennaio 2016 – 31 dicembre 2016 (SWD(2017)0364),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 14 febbraio 2018, dal titolo "Capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile (CSS) negli accordi di libero scambio (ALS) dell'UE"(5),

–  viste le sue risoluzioni del 30 maggio 2018 sulla relazione annuale sull'attuazione della politica commerciale comune(6) e del 25 ottobre 2018 sulla gestione corretta della globalizzazione: aspetti commerciali(7),

–  vista la relazione del 14 giugno 2018 sulla quarta riunione del comitato di associazione;

–  vista la relazione, del 13 giugno 2018, al Forum della società civile della quarta riunione della commissione per il commercio e lo sviluppo sostenibile sull'accordo di associazione tra l'Unione europea e l'America centrale(8),

–  vista la sintesi della discussione tenutasi il 16 giugno 2016 in occasione della riunione congiunta dei gruppi consultivi della società civile europea e centroamericana(9),

–  viste le audizioni pubbliche organizzate in seno alla commissione per il commercio internazionale (INTA) in data 20 giugno 2018, 15 marzo 2016 e 27 marzo 2012,

–  vista la sua raccomandazione del 13 dicembre 2017 al Consiglio e alla Commissione a seguito dell'inchiesta in relazione al riciclaggio di denaro, all'elusione fiscale e all'evasione fiscale(10),

–  vista la dichiarazione comune sul commercio e sull'emancipazione economica delle donne in occasione della conferenza ministeriale dell'OMC tenutasi a Buenos Aires nel dicembre 2017,

–  visti l'articolo 52 del suo regolamento, nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione ad elaborare relazioni di iniziativa,

–  vista la relazione della commissione per il commercio internazionale (A8-0459/2018),

A.  considerando che l'accordo di associazione (di seguito "l'accordo") tra l'UE e l'America centrale è stato il primo accordo di associazione interregionale concluso dall'UE; che si basa su tre pilastri complementari, ovvero il dialogo politico, la cooperazione e il commercio; che il pilastro commerciale dell'accordo (parte IV) era piuttosto esteso e ambizioso in fase di negoziato, ma che, a posteriori, manca di disposizioni aggiornate relative, tra l'altro, al genere e al commercio, al commercio digitale ed elettronico, agli appalti, agli investimenti, alla lotta alla corruzione o alle piccole e medie imprese (PMI);

B.  considerando che il pilastro commerciale dell'accordo è stato applicato in via provvisoria per un periodo di cinque anni: dal 1º agosto 2013 con Honduras, Nicaragua e Panama, dal 1º ottobre 2013 con Costa Rica e El Salvador e dal 1º dicembre 2013 con il Guatemala;

C.  considerando che i pilastri del dialogo politico e della cooperazione non sono stati ancora applicati, in quanto non tutti gli Stati membri hanno ratificato l'accordo; che la mancata applicazione dei suddetti due pilastri comporta uno squilibrio tra le questioni legate al commercio e le questioni politiche, ovvero i valori fondamentali dell'UE quali la promozione della democrazia e dei diritti umani;

D.  considerando che l'America centrale costituisce un mercato relativamente ridotto con quasi 43 milioni di abitanti e rappresenta lo 0,25 % del PIL mondiale;

E.  considerando che negli ultimi 15 anni i paesi dell'America centrale sono stati più aperti al commercio rispetto ad altri paesi aventi lo stesso livello di reddito; che tuttavia le importazioni continuano a rappresentare la fonte primaria del commercio con altri paesi;

F.  considerando che il mercato più importante per l'America centrale è la regione stessa e che il mercato comune centroamericano è il secondo partner commerciale più importante per la maggior parte dei paesi della regione, con una quota del 26 % di tutte le esportazioni;

G.  considerando che l'attuazione degli accordi commerciali dell'UE costituisce una priorità fondamentale per il Parlamento, il Consiglio e la Commissione al fine di monitorare, valutare e calibrare la politica commerciale comune (PCC) dell'UE; che la presentazione di relazioni sull'attuazione dell'accordo con l'America centrale rappresenta un contributo utile e tempestivo alla riflessione sulla sua possibile modernizzazione;

H.  considerando che ora vi sono esperienze, dati e informazioni statistiche sufficienti per valutare l'attuazione del pilastro commerciale dell'accordo; che la risoluzione adottata dal Parlamento l'11 dicembre 2012 parallelamente alla sua approvazione dell'accordo ha delineato gli obiettivi del pilastro commerciale e ha incluso suggerimenti sul seguito da dare alla sua attuazione(11), che sono pertinenti per l'analisi in corso;

I.  considerando il parere 2/15 della Corte di giustizia dell'Unione europea del 16 maggio 2017(12) ha affermato che la politica commerciale comune è una politica basata sui valori e che la promozione dello sviluppo sostenibile costituisce parte integrante della stessa;

J.  considerando la preoccupante situazione dei diritti umani in diversi paesi dell'America centrale;

Principali conclusioni e raccomandazioni

1.  è del parere che l'accordo miri a conseguire uno dei suoi obiettivi chiave iniziali poiché intende rafforzare il processo di integrazione regionale tra i paesi dell'America centrale fornendo un sostegno alle istituzioni intraregionali, alla cooperazione e al dialogo, contribuendo al conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 21 del trattato sull'Unione europea, dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e, nell'ambito del principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo di cui all'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), alla complementarità dei loro settori produttivi, facilitando equi scambi transfrontalieri e promuovendo la crescita economica sostenibile a livello regionale; ribadisce che l'accordo contribuisce al consolidamento della più ampia dimensione strategica del partenariato tra l'UE e i paesi dell'America latina e dei Caraibi (ALC); ritiene essenziale garantire la piena entrata in vigore dell'accordo, che è in attesa della ratifica interna da parte di alcuni Stati membri dell'UE(13), nonché l'attuazione efficace e adeguata di tutte le disposizioni del pilastro commerciale ad opera di entrambe le parti;

2.  rammenta l'importanza di intensificare la cooperazione bi-regionale per preservare e rafforzare il sistema degli scambi multilaterali, in quanto pilastro fondamentale per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile e garantire una governance economica basata su regole, che possa assicurare un commercio più equo, inclusivo e sostenibile; ricorda, in particolare, il suo sostegno all'OMC, sottolineando il ruolo che essa svolge nel generare stabilità economica e sostenere la crescita e lo sviluppo; invita le parti a servirsi del dialogo promosso dall'accordo al fine di individuare e sviluppare strategie comuni volte alla necessaria modernizzazione dell'OMC;

3.  sottolinea che l'America centrale è una delle regioni maggiormente interessate dai cambiamenti climatici e dalle calamità naturali ed esorta pertanto a un'attenta indagine sul rapporto tra il cambiamento della destinazione dei suoli, conseguente alla liberalizzazione degli investimenti e dell'accesso alla proprietà, e la diffusione delle monocolture, sulla tutela e l'accesso alle risorse idriche e all'acqua dolce e l'esigenza di mantenere e/o sviluppare i rispettivi servizi pubblici, nonché sulla cooperazione per lo sviluppo di un trasporto pubblico e di sistemi energetici non inquinanti;

4.  evidenzia che l'accordo si fonda su una relazione prevedibile, equa e basata su regole, il che promuove un contesto economico più sicuro tra i partner commerciali fondato sui principi dello sviluppo sostenibile e del rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali e del lavoro, nel rispetto dello Stato di diritto e della buona governance, e sottolinea la necessità di presentare misure anticorruzione efficaci; è del parere che tale prevedibilità favorisca la crescita economica, lo scambio di merci, la fornitura di servizi, la partecipazione ad appalti pubblici, l'attrattiva degli investimenti, la qualità dell'occupazione e il miglioramento delle condizioni di lavoro e del tenore di vita, anche se i flussi commerciali non sempre evolvono in maniera lineare;

5.  invita la Commissione a presentare relazioni annuali aggiornate e complete sull'attuazione dell'accordo, secondo quanto richiesto nei pertinenti regolamenti di esecuzione; è del parere che le informazioni contenute nella relazione sull'attuazione degli ALS non siano sufficienti (SWD(2017)0364); osserva che i dati sulle importazioni provenienti dall'America centrale presentano forti fluttuazioni, in quanto le esportazioni si concentrano sui prodotti di base, i cui prezzi sono fondati sul mercato mondiale, o sulle componenti dei prodotti nelle catene globali del valore; incoraggia vivamente le parti, al fine di valutare adeguatamente l'attuazione dell'accordo, ad adottare misure adeguate per migliorare la raccolta e la fornitura di dati statistici regolari, aggiornati, comparabili e attendibili in merito ai settori pertinenti, compresi gli scambi di beni e servizi, gli investimenti e i cambiamenti climatici, nonché al grado di consolidamento delle attività delle PMI, ed eseguire valutazioni sulla base di dati disaggregati per genere; incoraggia inoltre entrambe le parti a monitorare l'attuazione di norme concordate a livello internazionale per la lotta al riciclaggio, così come all'evasione e all'elusione fiscali; rinnova il proprio invito alla Commissione a creare e aggiornare una metodologia comune per la valutazione dell'attuazione degli accordi commerciali in maniera più coerente;

6.  si compiace del fatto che i flussi commerciali tra le parti si siano generalmente dimostrati resilienti, nonostante un contesto economico internazionale sfavorevole; constata che: le esportazioni dell'UE sono aumentate del 22 %, mentre le importazioni da cinque paesi dell'America centrale sono aumentate del 18,3 %; che la destinazione principale delle esportazioni dell'UE verso l'America centrale è il Costa Rica, seguito da Panama e dal Guatemala; e che il principale esportatore di merci verso l'UE è il Costa Rica, seguito dall'Honduras e dal Guatemala; osserva con preoccupazione il significativo calo del 40,4 %, nel 2015, delle esportazioni dal Costa Rica verso l'UE dovuto al trasferimento nel Sud-Est asiatico di uno dei più importanti produttori di attrezzature informatiche, il che ha comportato una riduzione complessiva delle importazioni dall'America centrale pari al 16,8 %;

7.  si rammarica del fatto che né l'America centrale né l'UE si avvalgono pienamente dei contingenti tariffari loro concessi e pertanto chiede che siano identificati i potenziali settori in cui è opportuno incoraggiare ulteriori scambi; si rammarica che le cifre relative ai tassi di utilizzo delle preferenze siano solo disponibili per il Costa Rica; esprime preoccupazione per il fatto che solo il 16,6 % delle esportazioni ammissibili dell'UE verso il Costa Rica abbiano tratto beneficio dall'accordo di libero scambio, mentre la percentuale relativa alle esportazioni dal Costa Rica all'UE si è attestata sul 92 %(14); rammenta l'importanza cruciale di rendere gli scambi commerciali più inclusivi e di agevolare un'adeguata integrazione delle PMI, e in particolare dei piccoli coltivatori agricoli, nelle catene del valore; chiede alla Commissione, a tale riguardo, di adottare misure attive volte ad aumentare le conoscenze e agevolare lo sfruttamento delle opportunità create dall'accordo tra i produttori europei, in particolare le PMI, nell'ottica di incrementare i tassi di utilizzo delle preferenze e l'uso dei contingenti tariffari esistenti;

8.  osserva che i principali prodotti esportati dall'America centrale all'UE sono ancora fortemente concentrati nel settore primario e nei prodotti con un valore aggiunto relativamente basso, ad esempio tessili, caffè, zucchero, parti di ricambio per auto o gamberi, mentre le esportazioni dall'UE all'America centrale sono costituite principalmente da macchinari e apparecchi, prodotti dell'industria chimica o delle industrie connesse e attrezzature di trasporto; rileva tuttavia che l'accordo sta cominciando a contribuire alla modernizzazione e alla diversificazione delle esportazioni con un maggiore valore aggiunto provenienti dall'America centrale, ad esempio aghi, protesi e dispositivi medici, nonché a un aumento delle esportazioni di prodotti del commercio equo e solidale e di prodotti biologici certificati;

9.  si rammarica che né la terza relazione annuale né la relazione sull'attuazione degli accordi di libero scambio dell'UE per l'anno 2016 includano dati pertinenti per la valutazione dei flussi di investimenti; invita la Commissione a includere tali dati nelle relazioni future;

10.  rileva che gli scambi di servizi complessivi dell'UE con l'America centrale sono diminuiti in modo marginale e sembrano concentrarsi a Panama e in Costa Rica, e invita la Commissione a fornire ulteriori analisi specifiche per paese e per settore;

11.  riconosce i progressi compiuti in materia di norme sanitarie e fitosanitarie, regole di origine e ostacoli tecnici agli scambi e invita le parti a rafforzare il sistema di allarme rapido, ad aumentare la trasparenza e a migliorare lo scambio di informazioni sulle procedure e la legislazione interne; osserva che l'America centrale è preoccupata per il nuovo quadro giuridico dell'UE che potrebbe potenzialmente ostacolare le esportazioni di olio di palma; ribadisce la necessità di informazioni tempestive e di maggiori scambi ex ante allo scopo di consentire alle parti di anticipare i cambiamenti e adattarvisi nonché di soddisfare i requisiti giuridici interni;

12.  sottolinea che è necessario compiere ulteriori progressi, ad esempio sulla questione delle imposte discriminatorie sulle importazioni di bevande alcoliche applicate del Costa Rica; è altresì preoccupato per le questioni in sospeso riguardanti un'efficace protezione delle indicazioni geografiche (IG), ad esempio in Costa Rica (Manchego), Guatemala (Parmigiano) o Honduras (elenco delle denominazioni generiche) e raccomanda che siano compiuti ulteriori sforzi per quanto riguarda la conformità;

13.  si rammarica della mancanza di un capitolo specifico sulle PMI nell'attuale accordo e invita la Commissione, il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), gli Stati membri e l'America centrale a includere tale capitolo in una futura revisione dell'accordo; invita le parti a mettere a disposizione delle PMI il supporto giuridico e amministrativo, nonché tutti gli strumenti giuridici e amministrativi, necessari a tali imprese per effettuare scambi commerciali e investimenti nell'ambito dell'accordo, a promuovere maggiori scambi e a migliorare la partecipazione al fine di cogliere i benefici dell'accordo, anche attraverso misure attive finalizzate a promuovere l'internazionalizzazione delle PMI e l'istituzione di punti di contatto e di un sito web specializzato per le PMI; rinnova il proprio invito ad agire per sensibilizzare le parti interessate, in particolare le PMI, riguardo all'accordo e al sostegno disponibile in entrambe le regioni; invita nuovamente ad agire per promuovere la cooperazione per mezzo di risorse tecniche e finanziarie adeguate nei settori strategici in entrambe le regioni;

14.  sottolinea che l'equa e trasparente apertura dei mercati degli appalti pubblici nell'America centrale è cruciale per garantire condizioni di parità alle imprese; è preoccupato che i mercati degli appalti nell'America centrale potrebbero essere aperti anche a livello di governo centrale e regionale;

15.  ritiene che le misure non tariffarie intra-regionali rappresentino un notevole impedimento agli investimenti nell'America centrale; esorta la Commissione ad assicurare che i paesi dell'America centrale agevolino migliori condizioni di investimento e un migliore contesto imprenditoriale locale per gli investitori europei che migliori l'occupazione e le infrastrutture e risponda alle significative esigenze di sviluppo della regione;

16.  insiste su un'efficace attuazione degli impegni specifici riguardanti le disposizioni relative al commercio e allo sviluppo sostenibile, che sono parte integrante dell'accordo e fondamentali per il conseguimento degli obiettivi fissati; prende atto del fatto che la Commissione, nel 2019, effettuerà una valutazione ex post dell'accordo, compreso il suo capitolo sul commercio e sullo sviluppo sostenibile, con la partecipazione di esperti indipendenti, e che dovrebbe effettuare tale valutazione anche in futuro; rammenta che il capitolo sul commercio e sullo sviluppo sostenibile prevede l'istituzione di gruppi consultivi interni (GCI) o comitati competenti per le questioni relative al lavoro, all'ambiente e allo sviluppo sostenibile; si compiace in particolare del fatto che i meccanismi consultivi della società civile sono ormai istituiti in tutti i paesi dell'America centrale; osserva che sono state sollevate gravi preoccupazioni in merito all'indipendenza di tali gruppi consultivi e alla loro capacità di partecipazione in taluni paesi dell'America centrale; deplora, a tal proposito, che le riunioni del comitato di associazione e dei sottocomitati nonché del Forum di dialogo con la società civile non si siano svolte nel 2017 e insiste che le riunioni si svolgano almeno su base annuale; invita le parti dell'accordo a istituire rapidamente i meccanismi e i mezzi finanziari necessari per rafforzare i gruppi consultivi interni, garantendo alle organizzazioni rappresentative della società civile indipendenti una rappresentanza equilibrata delle parti interessate al fine di partecipare in modo adeguato; invita, inoltre, le parti dell'accordo a mettere in atto meccanismi di dialogo efficaci con i gruppi consultivi, nonché con i membri dei diversi sottocomitati, e a includerli nei processi di valutazione ex post, previsti per il 2019; accoglie con favore le raccomandazioni espresse durante la 3ᵃ riunione congiunta dell'UE e dei gruppi consultivi interni dell'America centrale il 16 giugno 2016 e invita le parti ad attuarle; rammenta che il capitolo sul commercio e sullo sviluppo sostenibile include disposizioni giuridicamente vincolanti volte all'effettiva attuazione delle norme di protezione sociale e di tutela ambientale, nonché in materia di lavoro; si compiace del fatto che l'accordo abbia segnato il percorso verso un dialogo regolare sull'attuazione degli impegni condivisi; osserva che il Parlamento ha incoraggiato la Commissione a rafforzare i meccanismi di monitoraggio, attuazione e applicazione dei capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile; si compiace, pertanto, del piano in 15 punti della Commissione per dare maggiore efficacia ai capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile dell'UE e rammenta la necessità di proseguire il dialogo con i diversi soggetti coinvolti, incluso il Parlamento, in merito a un efficace meccanismo di attuazione degli impegni in materia di lavoro e di tutela ambientale inclusi negli accordi commerciali;

17.  invita le parti a riesaminare l'accordo, al fine di introdurre un meccanismo di risoluzione delle controversie appropriato ed efficace, che tenga in considerazione, tra i vari metodi di esecuzione, l'utilizzo di sanzioni in quanto deterrente, come ultima risorsa, in caso di gravi violazioni, e che consenta l'adeguata partecipazione delle parti sociali e della società civile;

18.  esorta l'UE e tutti i paesi dell'America centrale a ratificare e attuare pienamente gli accordi ambientali multilaterali sulla lotta ai cambiamenti climatici, in particolare la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e l'accordo di Parigi; sottolinea la necessità che, a tale riguardo, l'UE e l'America centrale intensifichino la loro cooperazione;

19.  prende atto delle diverse relazioni per paese elaborate dall'OIL e delle sfide che ancora permangono; invita i paesi dell'America centrale in cui si registra il fenomeno della violenza nei confronti dei sindacalisti e dei popoli indigeni ad eliminare tali atti di violenza e ad adottare misure legislative per attuare in modo efficace le convenzioni fondamentali dell'OIL sulla libertà di associazione, sulla contrattazione collettiva, sulla non discriminazione e sul lavoro minorile; sottolinea l'importanza di rafforzare le ispezioni del lavoro e migliorare il dialogo sociale;

20.  chiede alla Commissione di assicurare che le merci o parti delle merci prodotte nelle zone di trasformazione per l'esportazione non rientrino tra le tariffe preferenziali dell'accordo, in quanto tali zone sono svincolate dal rispetto delle norme internazionali del diritto del lavoro e delle norme nazionali in materia di ambiente; chiede alla Commissione informazioni concrete sulle disposizioni doganali o di altro tipo applicate per distinguere i prodotti provenienti dalle zone di trasformazione per l'esportazione, e dunque non soggetti all'eliminazione del dazio;

21.  rammenta che le soglie stabilite nel quadro del meccanismo di stabilizzazione per le banane, allegato all'accordo e applicabile fino al 2020, non dovrebbero essere superate e che le parti dovrebbero continuare a fornire statistiche, comprese quelle sul commercio equo e solidale e sui prodotti biologici, anche dopo la scadenza di tale meccanismo; osserva che nel settembre 2018 il Nicaragua e il Guatemala hanno superato le loro soglie (rispettivamente 349 % e 102 %) ed esprime preoccupazione poiché ciò potrebbe avere conseguenze per i produttori europei di banane; ricorda l'impegno assunto dalla Commissione di procedere alla valutazione della situazione dei produttori di banane dell'UE entro il 1° gennaio 2019, al più tardi, e che in caso di deterioramento grave del mercato o della situazione dei produttori di banane dell'UE, può essere presa in considerazione una proroga della validità del meccanismo; rammenta che, alla luce del meccanismo di stabilizzazione e della clausola di salvaguardia introdotti nell'accordo, la Commissione dovrebbe rendere disponibili informazioni più complete e con cadenza regolare in merito a tali sviluppi di mercato, sia al Parlamento europeo che ai settori industriali interessati;

22.  evidenzia che i recenti sviluppi di natura politica ed economica che comportano episodi di violenza, impunità, corruzione, un fragile sistema giudiziario e uno Stato di diritto carente in alcuni paesi dell'America centrale possono anche avere implicazioni economiche che incidono negativamente sulla regione nel suo complesso e potrebbero portare alla destabilizzazione della stessa; è particolarmente preoccupato per l'attuale situazione in Nicaragua e la condanna con fermezza; invita la Commissione e il SEAE a continuare a monitorare attentamente la situazione in Nicaragua e, se necessario, valutare le potenziali misure da adottare alla luce dell'accordo di associazione; rammenta che la clausola democratica è un elemento essenziale di tutti gli accordi dell'Unione con i paesi terzi;

23.  rammenta l'obbligo dell'UE, sancito dall'articolo 8 TFUE, nonché l'impegno da parte dell'UE e degli altri firmatari della dichiarazione di Buenos Aires in materia di commercio e genere, di integrare la parità di genere nella politica commerciale; invita le