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Procedura : 2018/2119(INI)
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Ciclo del documento : A8-0159/2019

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A8-0159/2019

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PV 13/03/2019 - 17
CRE 13/03/2019 - 17

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PV 13/03/2019 - 19.13

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P8_TA(2019)0201

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Mercoledì 13 marzo 2019 - Strasburgo Edizione provvisoria
Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2019
P8_TA-PROV(2019)0201A8-0159/2019

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2019 (2018/2119(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e, in particolare, l'articolo 121, paragrafo 2, gli articoli 126 e 136 e il protocollo n. 12,

–  visto il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  visto il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria,

–  visto il regolamento (UE) n. 1175/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche(1),

–  vista la direttiva 2011/85/UE del Consiglio, dell'8 novembre 2011, relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1174/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulle misure esecutive per la correzione degli squilibri macroeconomici eccessivi nella zona euro(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1177/2011 del Consiglio, dell'8 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1467/97 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 1173/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, relativo all'effettiva esecuzione della sorveglianza di bilancio nella zona euro(6),

–  visto il regolamento (UE) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro(7),

–  visto il regolamento (UE) n. 472/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri nella zona euro che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria(8),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 21 novembre 2018 intitolata "Analisi annuale della crescita 2019: per un'Europa più forte di fronte all'incertezza globale" (COM(2018)0770), e la "Relazione 2019 sul meccanismo di allerta" (COM(2018)0758),

–  vista la relazione annuale del Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche del 10 ottobre 2018,

–  viste le previsioni economiche europee elaborate dalla Commissione (autunno 2018 e inverno 2019),

–  visto il regolamento (UE) 2017/825 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che istituisce il programma di sostegno alle riforme strutturali per il periodo 2017-2020 e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 1305/2013(9),

–  vista la relazione sull'invecchiamento del 2018, pubblicata dalla Commissione il 25 maggio 2018,

–  vista la raccomandazione di raccomandazione del Consiglio del 21 novembre 2018 sulla politica economica della zona euro (COM(2018)0759),

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sul miglioramento del funzionamento dell'Unione europea sfruttando le potenzialità del trattato di Lisbona(10),

–  visti la relazione dei cinque presidenti del 22 giugno 2015, dal titolo "Completare l'Unione economica e monetaria dell'Europa", il Libro bianco della Commissione, del 1° marzo 2017, sul futuro dell'Europa e il documento di riflessione della Commissione, del 31 maggio 2017, sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria,

–  vista la relazione dell'Eurogruppo, destinata ai leader, sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria (UEM), del 4 dicembre 2018,

–  vista la dichiarazione del Vertice euro del 14 dicembre 2018,

–  viste la risoluzione del Comitato europeo delle regioni del 10 ottobre 2018 sulle politiche economiche per la zona euro e l'analisi annuale della crescita 2019(11),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari, i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per lo sviluppo regionale, nonché la posizione sotto forma di emendamenti della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0159/2019),

A.  considerando che l'economia europea è ormai entrata nel settimo anno di crescita ininterrotta; che i tassi di crescita del PIL della zona euro e dell'UE sono stati adeguati al ribasso con una crescita rispettivamente pari all'1,3 % e all'1,5 % nel 2019 e all'1,6 % e all'1,8 % (UE-27) nel 2020; che il tasso di crescita dovrebbe ridursi ulteriormente, anche a causa delle crescenti preoccupazioni circa le prospettive di crescita globale; che persistono divergenze tra gli Stati membri sotto il profilo economico e dell'occupazione;

B.  considerando che il tasso di disoccupazione nella zona euro e nell'UE nel dicembre 2018 era pari, rispettivamente, al 7,9 % e al 6,6 %; che in molti Stati membri detto tasso rimane al di sopra dei livelli precedenti la crisi, in particolare nel caso della disoccupazione di lunga durata, mentre la disoccupazione giovanile rimane elevata in diversi Stati membri;

C.  considerando che il tasso di occupazione nell'UE è in crescita, anche se in modo disomogeneo tra gli Stati membri; che il numero di persone che lavorano ha raggiunto il livello più alto mai registrato nella zona euro, attestandosi a 146 milioni nel terzo trimestre del 2018; che molti, tra i nuovi posti di lavoro creati, sono a tempo parziale;

D.  considerando che la crescita economica rimane vulnerabile e varia tra gli Stati membri in un contesto di continue tensioni geopolitiche, che influiscono sul commercio globale, e di persistenti incertezze legate alle future relazioni dell'Unione con il Regno Unito;

E.  considerando che l'Europa si trova ancora ad affrontare una carenza di investimenti, anche se per anni ha beneficiato di tassi di interesse eccezionalmente bassi e che le condizioni di finanziamento restano favorevoli;

F.  considerando che, secondo Eurostat, si prevede che entro il 2080, nell'UE, l'indice di dipendenza degli anziani aumenterà passando dal 29,3 % del 2016 al 52,3 %, il che corrisponde a meno di due persone in età lavorativa per ogni anziano; che, a tale riguardo, esistono notevoli differenze tra gli Stati membri;

G.  considerando che negli ultimi due decenni la produttività totale dei fattori nella zona euro è rimasta indietro rispetto a quella delle principali economie globali;

H.  considerando che il rapporto tra debito pubblico e PIL della zona euro dovrebbe mantenere la tendenza discendente degli ultimi anni, passando dall'87 % circa nel 2018 all'85 % circa nel 2019; che, tuttavia, in base alle stime della Commissione, dieci Stati membri dovrebbero avere un rapporto tra debito pubblico e PIL superiore al 60 % nel 2019 e che in sette Stati membri il rapporto rimarrà superiore al 90 %; che in alcuni Stati membri le misure per la riduzione del debito sono state attuate lentamente; che cinque Stati membri della zona euro con elevati rapporti tra debito pubblico e PIL hanno previsto di registrare un notevole disavanzo strutturale nel 2019;

I.  considerando che, nel 2019, non sono previsti disavanzi superiori alla soglia del 3 % del PIL per nessuno Stato membro della zona euro e che, nel 2018, il disavanzo nominale aggregato della zona euro dovrebbe aver subito un calo, giungendo allo 0,6 % del PIL, per poi registrare un lieve incremento nel 2019 e attestarsi allo 0,8 %;

J.  considerando che la sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche degli Stati membri è fonte di preoccupazione per l'equità intergenerazionale;

K.  considerando che gli avanzi delle partite correnti hanno raggiunto il culmine nel 2017 e dovrebbero ridursi leggermente per attestarsi intorno al 3,6% del PIL nella zona euro e al 2,3% del PIL nell'UE, rispettivamente nel 2019 e nel 2020, risultando quindi tra i più elevati al mondo;

1.  accoglie con favore l'analisi annuale della crescita 2019, che ribadisce l'importanza di:

   a) aumentare gli investimenti di elevata qualità;
   b) attuare riforme che accrescano la produttività, l'inclusività e la qualità istituzionale; e
   c) garantire stabilità macrofinanziaria e l'equilibrio delle finanze pubbliche;

2.  esorta l'UE e i suoi Stati membri ad agire in maniera risoluta e concertata per conseguire l'obiettivo di una crescita inclusiva e sostenibile, ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti delle generazioni future e ad assicurare l'equità intergenerazionale attraverso la sostenibilità e l'adeguatezza delle finanze pubbliche e dei nostri sistemi di sicurezza sociale, e in tal modo il futuro del nostro stato sociale;

3.  rileva che la relazione sull'invecchiamento 2018 della Commissione indica che, nel caso in cui le politiche rimangano inalterate, si prevede un aumento del costo di bilancio correlato alle pensioni, all'assistenza sanitaria e all'assistenza di lungo periodo nei prossimi decenni, dal momento che la popolazione europea continua a invecchiare in misura significativa;

4.  sollecita gli Stati membri a prepararsi a tali sviluppi demografici:

   a) attuando riforme strutturali equilibrate da un punto di vista sociale per ridurre tali costi;
   a) rafforzando la crescita della produttività, che è essenziale per garantire una crescita economica forte e sostenibile in futuro; e
   c) creando adeguate riserve di bilancio per far fronte all'aumento dei costi di bilancio;

5.  si compiace del fatto che il tasso di occupazione nell'UE sia in crescita, anche se in modo disomogeneo tra gli Stati membri; osserva che in alcuni Stati membri la disoccupazione di lunga durata e la disoccupazione giovanile rimangono elevate, il che rende necessario proseguire con le riforme e gli investimenti per agevolare l'ingresso dei giovani e dei disoccupati di lungo periodo nel mercato del lavoro;

6.  esorta la Commissione a promuovere ulteriormente l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria (UEM), conformemente alla tabella di marcia concordata;

7.  invita la Commissione ad attribuire nella sua agenda massima priorità al completamento del mercato unico;

Realizzare investimenti di elevata qualità

8.  sottolinea che per assicurare equità tra le generazioni sul lungo termine, gli Stati membri devono aumentare la produttività mediante investimenti produttivi, ad esempio in progetti infrastrutturali sostenibili che migliorano la crescita, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), al fine di stimolare la tanto necessaria crescita economica potenziale;

9.  accoglie con favore il contributo positivo apportato dal piano di investimenti per l'Europa alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro; sottolinea che il Parlamento ha già adottato la sua posizione negoziale sul programma InvestEU e chiede che venga raggiunto quanto prima un accordo politico a livello interistituzionale; prende atto della proposta della Corte dei conti europea di migliorare la distribuzione geografica degli investimenti sostenuti dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS);

10.  rileva che, nonostante i risultati positivi conseguiti dal piano d'investimento per l'Europa, nella zona euro permane un divario negli investimenti; sottolinea che, nell'attuale contesto di segnali di rallentamento dell'economia e di aumento dei rischi e delle sfide esterne, gli investimenti pubblici e privati rivestono un ruolo importante nell'agevolare la crescita e la convergenza a livello europeo;

11.  ricorda che, nell'utilizzare il margine di bilancio, gli Stati membri sono tenuti a operare una distinzione tra investimenti pubblici produttivi di lungo termine e spesa corrente;

12.  sottolinea che l'aumento della crescita della produttività richiede investimenti in competenze, innovazione, automazione, digitalizzazione, ricerca e sviluppo, mobilità e infrastrutture sostenibili, in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020; mette in risalto la necessità di investire nel capitale sia fisico che umano e invita pertanto gli Stati membri a garantire la parità di accesso all'istruzione permanente, al miglioramento delle competenze e alla riconversione professionale;

13.  è dell'avviso che l'attuazione di riforme volte ad eliminare gli oneri burocratici sproporzionati per gli investimenti faciliterebbe l'attività economica e creerebbe condizioni favorevoli alla crescita a lungo termine;

14.  sottolinea che gli investimenti esteri diretti intraeuropei possono portare a un incremento della produttività sia per le imprese che investono sia per le imprese locali delle regioni ospitanti e contribuiscono inoltre a generare convergenza economica in Europa; ritiene che norme chiare e prevedibili, condizioni di parità e costi ridotti di adeguamento alla normativa siano fattori fondamentali per attrarre gli investimenti;

15.  pone l'accento sull'urgenza di un'unione dei mercati di capitali a pieno titolo, visto che una migliore integrazione dei mercati finanziari potrebbe condurre a meccanismi di condivisione del rischio tra privati e di riduzione dei rischi, facilitare l'accesso ai finanziamenti per l'economia reale e incentivare investimenti privati sostenibili;

Concentrare gli sforzi di riforma sulla crescita della produttività, l'inclusività e la qualità istituzionale

16.  ricorda che, a parità di condizioni, l'invecchiamento della forza lavoro può costituire un ostacolo per la crescita della produttività europea nei prossimi decenni; continua a nutrire preoccupazioni per la scarsa competitività e la scarsa crescita della produttività dell'UE ed esorta pertanto gli Stati membri ad attuare riforme strutturali che migliorino la produttività e siano equilibrate da un punto di vista sociale;

17.  sottolinea l'urgenza di rivedere sia l'adeguatezza che la sostenibilità finanziaria di lungo periodo dei regimi pensionistici pubblici nazionali; pone l'accento sulla necessità di riformare detti regimi negli Stati membri interessati al fine di garantire una sostenibilità di lungo termine;

18.  condivide il parere della Commissione secondo cui una maggiore crescita della produttività e l'inclusività dovrebbero essere un obiettivo fondamentale delle riforme nazionali;

19.  sottolinea l'importanza di aumentare il tasso di partecipazione della forza lavoro, anche al fine di contribuire al mantenimento della sostenibilità dei sistemi di sicurezza sociale, in particolare alla luce del crescente tasso di dipendenza; invita pertanto gli Stati membri ad adottare misure per incentivare l'integrazione dei giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano (NEET) e dei rifugiati nel mercato del lavoro;

20.  osserva che un'imposizione fiscale elevata può rappresentare un ostacolo agli investimenti e all'occupazione; invita a una spostamento del carico fiscale per ridurre gli elevati oneri che gravano sul lavoro in Europa; ritiene altresì che la riduzione degli oneri fiscali per i redditi bassi e medi possa condurre a un aumento della domanda e stimolare la crescita; sottolinea la necessità di migliorare la riscossione delle imposte e di coordinare più efficacemente le pratiche amministrative nel settore fiscale e si compiace degli sforzi profusi dagli Stati membri nell'attuare riforme in tale direzione;

21.  rileva che la digitalizzazione, la globalizzazione, l'intelligenza artificiale, l'automazione e i cambiamenti tecnologici offrono un grande potenziale di crescita, stanno trasformando radicalmente i nostri mercati del lavoro e incidono sulle dinamiche di crescita delle economie europee;

22.  sottolinea che per mobilitare una popolazione in età lavorativa in calo occorreranno lavoratori più versatili e qualificati, unitamente a mercati del lavoro più dinamici, apprendimento e formazione permanenti, miglioramento delle competenze e riconversione professionale della forza lavoro, legami più forti tra i sistemi di istruzione e formazione e le imprese, nonché sistemi di sicurezza sociale accessibili; insiste sulla necessità di tenere debitamente conto di tali principi al fine di sostenere mercati del lavoro inclusivi e ben funzionanti e promuovere l'occupazione di qualità, come indicato dal pilastro europeo dei diritti sociali;

23.  pone l'accento sul fatto che le piccole e medie imprese (PMI), motore importante dell'occupazione, non sono in grado di sfruttare appieno il potenziale del mercato unico europeo a causa di barriere legislative e amministrative; esorta la Commissione a ridurre tali ostacoli e a far fronte alla concorrenza e alla tassazione sleali tra PMI e multinazionali; sottolinea l'importanza di proseguire la lotta contro la frode, l'evasione e l'elusione fiscale;

24.  ricorda l'importanza di un contesto normativo e amministrativo favorevole alle imprese, che tenga debitamente conto della tutela ei consumatori, al fine di agevolare il loro accesso ai finanziamenti e la raccolta di fondi a livello transfrontaliero; accoglie con favore l'attenzione attribuita dall'analisi annuale della crescita alla necessità di migliorare l'efficacia della pubblica amministrazione, che dovrebbe interessare tutti i livelli di governo; esorta gli Stati membri a rimuovere gli ostacoli superflui per gli investimenti privati e pubblici a livello locale e regionale;

25.  sottolinea che per far fronte a potenziali shock futuri è necessario compiere progressi nell'approfondimento dell'UEM; ricorda che l'approfondimento dell'UEM necessiterà di un forte impegno politico, una governance efficace e una responsabilità democratica; rammenta l'importanza di un settore bancario resiliente e di una regolamentazione efficiente e adeguata per salvaguardare la stabilità finanziaria; chiede che l'unione bancaria sia gradualmente completata con un sistema europeo di assicurazione dei depositi credibile e che siano compiuti sforzi costanti per ridurre i crediti deteriorati; prende atto dell'incarico conferito dal Vertice euro all'Eurogruppo di lavorare all'elaborazione di uno strumento di bilancio per la convergenza e la competitività;

Garantire la stabilità macroeconomica e la solidità delle finanze pubbliche

26.   evidenzia che la stabilità macrofinanziaria e la solidità delle finanze pubbliche continuano a essere il presupposto per una crescita sostenibile;

27.  rileva che una percentuale più elevata di anziani implica una spesa maggiore per l'assistenza sanitaria, l'assistenza agli anziani e le pensioni; constata altresì che, in una società che invecchia, a parità di condizioni, la percentuale delle persone in età lavorativa è in calo rispetto alla percentuale di anziani, il che significa che vi sono meno contribuenti in età lavorativa per ogni anziano; sottolinea che ciò grava pesantemente sulle finanze pubbliche degli Stati membri che non hanno attuato le riforme necessarie, minandone la sostenibilità;

28.  chiede agli Stati membri che presentano elevati livelli di disavanzo e di debito pubblico di profondere continui sforzi per ridurli; riconosce gli sforzi compiuti da taluni Stati membri per risanare le loro finanze pubbliche, ma deplora che alcuni di essi abbiano perso l'occasione di attuare le riforme necessarie; sottolinea che alcuni Stati membri con buoni margini di bilancio hanno provveduto a un ulteriore consolidamento, contribuendo in tal modo a un avanzo delle partite correnti nella zona euro;

29.  si compiace degli sforzi della Commissione volti, da un lato, a incoraggiare gli Stati membri che presentano un disavanzo delle partite correnti o un elevato debito estero a migliorare la propria competitività e, dall'altro, a incentivare gli Stati membri con ampio avanzo delle partite correnti a promuovere la domanda incrementando la crescita delle retribuzioni in linea con la crescita della produttività, e a stimolare quest'ultima promuovendo gli investimenti;

30.  esorta gli Stati membri a creare congrue riserve di bilancio per le generazioni presenti e future; chiede che il Patto di stabilità e crescita (PSC) sia rispettato e attuato in maniera coerente, comprese le sue clausole di flessibilità, al fine di salvaguardare le finanze pubbliche responsabili; ricorda l'importanza dell'applicazione coerente delle norme di bilancio onde garantire la fiducia dei mercati finanziari, fondamentale per attrarre investimenti;

31.  accoglie con favore la proposta del Comitato consultivo europeo di semplificare nettamente le regole di bilancio al fine di migliorare ulteriormente l'attuale quadro fiscale dell'UE; sottolinea che la flessibilità, come stabilito dalle regole del Patto di stabilità e crescita, consente agli Stati membri di determinare un buon equilibrio tra l'obiettivo di garantire una politica fiscale prudente e responsabile e quello di incentivare investimenti produttivi; invita la Commissione a tener conto di tutti i fattori specifici per paese ai fini delle sue analisi di sostenibilità del debito;

Titolarità nazionale

32.  ricorda che il grado di attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese è troppo basso; ritiene che il semestre europeo debba concentrarsi sulla titolarità nazionale; esorta i parlamenti nazionali e regionali a discutere delle relazioni per paese e delle raccomandazioni specifiche per paese e a dialogare con gli attori interessati; evidenzia che un semestre europeo più efficiente e più mirato potrebbe aumentare la titolarità;

o
o   o

33.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 12.
(2) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 41.
(3) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 8.
(4) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 33.
(5) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
(6) GU L 306 del 23.11.2011, pag. 1.
(7) GU L 140 del 27.5.2013, pag. 11.
(8) GU L 140 del 27.5.2013, pag. 1.
(9) GU L 129 del 19.5.2017, pag. 1.
(10) GU C 252 del 18.7.2018, pag. 215.
(11) GU C 461 del 21.12.2018, pag. 1.

Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2019Avviso legale