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Procedura : 2018/2279(INI)
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Ciclo del documento : A8-0160/2019

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A8-0160/2019

Discussioni :

PV 14/03/2019 - 6
CRE 14/03/2019 - 6

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CRE 14/03/2019 - 11.19
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P8_TA(2019)0220

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Giovedì 14 marzo 2019 - Strasburgo Edizione provvisoria
Relazione strategica annuale sull'attuazione e la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile
P8_TA-PROV(2019)0220A8-0160/2019

Risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2019 Relazione strategica annuale sull'attuazione e la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) (2018/2279(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la risoluzione delle Nazioni Unite dal titolo "Transforming our World: The 2030 Agenda for Sustainable Development" (Trasformare il nostro mondo. L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile), adottata in occasione del vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile il 25 settembre 2015 a New York,

–  visti la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), l'accordo di Parigi, adottato in occasione della 21a Conferenza delle parti (COP21) a Parigi il 12 dicembre 2015), e i contributi previsti stabiliti a livello nazionale (INDC) relativi all'UE e ai suoi Stati membri, presentati all'UNFCCC dalla Lettonia e dalla Commissione europea il 6 marzo 2015,

–  vista la terza conferenza internazionale sul finanziamento allo sviluppo, tenutasi dal 13 al 16 luglio 2015 ad Addis Abeba,

–  visto l'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'articolo 7 TFUE, il quale ribadisce che l'UE "assicura la coerenza tra le sue varie politiche e azioni, tenendo conto dell'insieme dei suoi obiettivi",

–  vista la dichiarazione comune del 7 giugno 2017 del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione europea relativa a un nuovo consenso europeo in materia di sviluppo – Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro(1),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 22 novembre 2016 "Il futuro sostenibile dell'Europa: prossime tappe – L'azione europea a favore della sostenibilità" (COM(2016)0739),

–  visto il documento di riflessione della Commissione dal titolo "Verso un'Europa sostenibile entro il 2030", pubblicato il 30 gennaio 2019,

–  vista la piattaforma multilaterale ad alto livello sull'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU e il suo contributo congiunto dell'11 ottobre 2018, in cui raccomanda che l'UE elabori e attui una strategia globale, lungimirante e trasformativa per un'Europa sostenibile 2030, che guidi tutte le politiche e i programmi dell'UE e che comprenda obiettivi intermedi e a lungo termine, e definisca una visione per un'UE sostenibile al di là dell'Agenda 2030,

–  vista la relazione dell'UE sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo 2019, pubblicata il 28 gennaio 2019,

–  visto il programma generale di azione dell'Unione in materia di ambiente fino al 2020 "Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta"(2),

–  vista la sua risoluzione del 19 maggio 2015 sul finanziamento dello sviluppo(3),

–  vista la sua risoluzione del 12 maggio 2016 sul seguito e sul riesame dell'Agenda 2030(4),

–  vista la sua risoluzione del 7 giugno 2016 sulla relazione 2015 dell'UE sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo(5),

–  vista la sua risoluzione del 22 novembre 2016 sul miglioramento dell'efficacia della cooperazione allo sviluppo(6),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2017 sull'azione dell'UE a favore della sostenibilità(7),

–  vista la sua risoluzione del 14 marzo 2018 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2018(8),

–  vista la sua risoluzione del 3 luglio 2018 sulla violazione dei diritti dei popoli indigeni nel mondo, compreso l'accaparramento dei terreni(9),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 20 giugno 2017 sulla risposta dell'UE all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (10502/17),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo Plus (FSE+) presentata dalla Commissione il 30 maggio 2018 (COM(2018)0382),

–  visto il pilastro europeo dei diritti sociali,

–  vista la dichiarazione congiunta del 20 novembre 2018 resa dall'Organizzazione mondiale della sanità e dal Parlamento europeo dal titolo "Uniti per accelerare i progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile relativi alla salute – senza lasciare indietro nessuno",

–  vista la relazione di Eurostat del 2018 sul monitoraggio dei progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile in un contesto UE,

–  vista la strategia Europa 2020,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 19 settembre 2018, dal titolo "Indicatori più appropriati per valutare gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS): il contributo della società civile",

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 18 ottobre 2018 (EUCO13/18), in cui si afferma che l'UE e gli Stati membri sono pienamente impegnati a favore dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e della sua attuazione e in cui il Consiglio europeo si compiace dell'intenzione della Commissione di pubblicare nel 2018 il suo documento di riflessione che dovrebbe preparare il terreno a una strategia globale di attuazione nel 2019,

–  viste le priorità dell'UE nel contesto delle Nazioni Unite e della 73a Assemblea generale delle Nazioni Unite (settembre 2018 – settembre 2019) adottate dal Consiglio il 25 giugno 2018,

–  visto il contributo della piattaforma multilaterale sugli obiettivi di sviluppo sostenibile al documento di riflessione della Commissione dal titolo "Verso un'Europa sostenibile per il 2030", pubblicato il 12 ottobre 2018,

–  visti il patto globale sulla migrazione e il patto globale sui rifugiati del 2018,

–  visto il quadro di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi 2015-2030, adottato il 18 marzo 2015 dagli Stati membri delle Nazioni Unite in occasione della terza conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla riduzione del rischio di catastrofi,

–  visto il comunicato congiunto tra l'Unione europea e le Nazioni Unite, del 27 settembre 2018, su un partenariato rinnovato in materia di sviluppo(10),

–  visto il comunicato congiunto pubblicato a seguito della terza riunione trilaterale tra Unione africana - Unione europea - Nazioni Unite, tenutasi a New York il 23 settembre 2018(11),

–  visto il comunicato stampa congiunto UE - Nazioni Unite del 23 settembre 2018(12),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  viste le deliberazioni congiunte della commissione per lo sviluppo e della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare a norma dell'articolo 55 del regolamento,

–  vista la relazione della commissione per lo sviluppo e della commissione per l'ambiente la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A8-0160/2019),

A.  considerando che l'Agenda 2030 ha il potenziale di essere trasformativa e stabilisce obiettivi universali, ambiziosi, globali, indivisibili e interconnessi che mirano a eradicare la povertà, lottare contro le crescenti disparità e la discriminazione, promuovere la prosperità, la sostenibilità, la responsabilità ambientale, l'inclusione sociale, l'uguaglianza di genere e il rispetto dei diritti umani, garantendo la coesione economica, sociale e territoriale e rafforzando la pace e la sicurezza; che un'azione immediata, a tutti i livelli, unita a una strategia efficace di attuazione a livello europeo, e un meccanismo di monitoraggio e riesame sono essenziali per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile;

B.  considerando che l'Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile rappresentano una visione ambiziosa per un mondo più prospero, inclusivo e resiliente; che l'Agenda 2030 si basa sui valori fondamentali dell'Unione concernenti la democrazia, la partecipazione, il buon governo, la giustizia sociale, la solidarietà, la sostenibilità, il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani, all'interno dell'UE, nei suoi Stati membri e in tutto il mondo; che l'impegno a conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile segue quindi naturalmente i piani dell'Unione volti a creare un futuro migliore, più sano e più sostenibile per l'Europa, il che dovrebbe figurare tra le priorità strategiche dell'UE;

C.  considerando che l'Agenda 2030 e il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile rappresentano una sfida; che i 17 obiettivi e i 169 traguardi richiedono il coordinamento tra l'UE e i suoi Stati membri, il Parlamento europeo, i parlamenti nazionali e le autorità regionali e locali, nonché un approccio di governance multilivello, anche sulla base di un impegno attivo e diffuso da parte del pubblico, della società civile e del settore privato;

D.  considerando che il coinvolgimento delle parti sociali è stato fondamentale per l'Agenda 2030 e per gli obiettivi di sviluppo sostenibile fin dall'inizio, al fine di promuovere l'inclusione delle priorità quali il lavoro dignitoso, la lotta contro le disuguaglianze e la partecipazione della società civile; che la loro partecipazione attiva nel processo di revisione dei progressi compiuti e dell'attuazione dell'Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile è essenziale;

E.  considerando che la Commissione non ha ancora definito una strategia globale per l'attuazione dell'Agenda 2030 che includa i settori strategici interni ed esterni dell'UE con scadenze dettagliate fino al 2030, obiettivi e misure concrete come richiesto dal Parlamento, dal Consiglio e dal Consiglio europeo, né ha incluso gli obiettivi di sviluppo sostenibile come quadro generale negli orientamenti riveduti per legiferare meglio pubblicati nel 2017; che sono necessari indicatori e parametri di riferimento comuni per misurare e monitorare sistematicamente l'attuazione di tale strategia e per individuare le carenze, sia ora che in futuro;

F.  considerando che la sostenibilità e la transizione verso un'economia a impatto climatico neutro, circolare e socialmente inclusiva sono fondamentali per garantire la crescita e la competitività a lungo termine dell'UE, che saranno possibili soltanto se i limiti del pianeta sono pienamente rispettati;

G.  considerando che il consenso europeo in materia di sviluppo riconosce che la coerenza delle politiche per lo sviluppo è un elemento fondamentale del contributo dell'UE al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e che lo sviluppo sostenibile richiede un approccio strategico globale e trasversale, essendo in ultima analisi una questione di governance che deve essere perseguita in collaborazione con tutti i portatori di interessi e a tutti i livelli; che l'effettiva attuazione della coerenza delle politiche per lo sviluppo è fondamentale per il conseguimento dell'Agenda 2030;

H.  considerando che il quadro politico e di governance dell'UE comprende già un certo numero di obiettivi politici vincolanti e non vincolanti, parametri di riferimento e indicatori in settori quali il bilancio, gli affari sociali, l'energia e il clima, senza che vi sia una strategia politica globale, coerente e coesa;

I.  considerando che l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile richiede una maggiore sensibilizzazione tra i cittadini;

J.  considerando che le valutazioni ex-ante ed ex-post sono strumenti essenziali per garantire che le politiche dell'UE non abbiano impatti negativi sullo sviluppo sostenibile, in particolare sui paesi in via di sviluppo, e per massimizzare i loro effetti positivi; che le valutazioni dovrebbero essere pubblicate onde garantire la massima trasparenza e responsabilità;

K.  considerando che l'Agenda 2030 è un'agenda universale che andrebbe attuata in ogni paese; che il principio di universalità impone a ogni paese di considerare gli effetti delle proprie azioni sugli altri, onde assicurare la coerenza delle politiche per lo sviluppo che, alla luce della complessità e frammentazione delle politiche dell'UE, rappresenta una grande sfida per l'Unione;

L.  considerando che la Commissione ha l'obbligo, ai sensi del 7° programma d'azione per l'ambiente (PAA), di valutare l'impatto ambientale, in un contesto globale, del consumo di cibo e beni non alimentari nell'Unione;

M.  considerando che il partenariato globale per un'efficace cooperazione allo sviluppo (GPEDC) potrebbe svolgere un ruolo importante per quanto riguarda gli aspetti del monitoraggio e della responsabilità fondati su fatti comprovati in merito ai principi di efficacia per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e per sostenere un'attuazione più completa da parte di tutti gli attori a livello nazionale; che il GPEDC dovrebbe fornire canali di cooperazione chiaramente definiti per determinati attori dello sviluppo oltre ai donatori OCSE, fra cui i donatori emergenti, le organizzazioni della società civile, i filantropi privati, gli istituti finanziari e le imprese del settore privato;

N.  considerando che il finanziamento degli obiettivi di sviluppo sostenibile pone un'enorme sfida che richiede non soltanto un deciso impegno politico da parte dell'UE e dei suoi Stati membri, ma anche un partenariato forte e globale nonché l'impiego di tutte le forme di finanziamento (provenienti da fonti nazionali, internazionali, pubbliche, private e innovative); che i finanziamenti privati sono essenziali ma non dovrebbero sostituire i finanziamenti pubblici;

O.  considerando che il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile non dipende unicamente da risorse adeguate, ma anche da azioni non finanziarie, come riconosciuto nell'Agenda 2030;

P.  considerando che l'efficace mobilitazione di risorse nazionali è un fattore indispensabile per il conseguimento degli obiettivi dell'Agenda 2030; che i paesi in via di sviluppo sono colpiti in modo particolare dall'evasione fiscale e dall'elusione fiscale delle imprese;

Q.  considerando che l'articolo 208 TFUE sancisce che l'obiettivo principale della politica di cooperazione allo sviluppo è la riduzione e, a lungo termine, l'eliminazione della povertà;

R.  considerando che il Forum politico di alto livello sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (HLPF) si riunirà a livello di vertice, nel settembre 2019, sotto l'egida dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, per fare il punto sull'attuazione dell'Agenda 2030 nel suo complesso ed esaminare in modo approfondito i progressi compiuti in merito a tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile e, a livello ministeriale, nel luglio 2019, per esaminare i progressi compiuti in merito agli obiettivi di sviluppo sostenibile n. 4 (istruzione di qualità), n. 8 (lavoro dignitoso e crescita economica), n. 10 (riduzione delle disuguaglianze), n. 13 (azione per il clima), n. 16 (pace, giustizia e istituzioni forti) e n. 17 (partenariati per gli obiettivi), e successivamente ogni anno, al fine di effettuare revisioni dei progressi compiuti rispetto agli obiettivi non rivisti nell'ambito del riesame tematico relativo al 2019;

S.  considerando che il vertice dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo sostenibile offre all'UE e ai suoi Stati membri l'opportunità di evidenziare i progressi compiuti nel portare avanti l'Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile in modo organico;

T.  considerando che durante il processo del seguito dato e di revisione dell'Agenda 2030 presso le Nazioni Unite, l'UE non è stata sempre coesa nelle sue abitudini di voto, in particolare nell'ambito della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti;

U.  considerando che l'HLPF fornisce uno spazio appropriato consentendo all'UE e ai suoi Stati membri di esaminare i progressi compiuti nel portare avanti l'Agenda 2030 mediante revisioni nazionali volontarie (RNV) e di svolgere un ruolo di primo piano quale principale dispensatore di aiuti pubblici allo sviluppo (APS) e forza trainante per la sostenibilità e le politiche ambientali; che le RNV completate servono a valutare i progressi in materia di obiettivi di sviluppo sostenibile e a segnalare le lacune e le sfide presenti;

V.  considerando che l'aiuto pubblico allo sviluppo svolgerà un ruolo cruciale nella realizzazione degli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, in particolare nei paesi a basso reddito e per quanto concerne la lotta alla povertà estrema e alla disuguaglianza, purché rispetti i principi dell'efficacia dello sviluppo, vale a dire la titolarità dei paesi, la trasparenza, la responsabilità, l'attenzione ai risultati e l'inclusività;

W.  considerando che il principio del "non lasciare indietro nessuno" costituisce il fulcro dell'Agenda 2030; considerando che nel 2017 circa il 22,5 % della popolazione dell'UE era ancora a rischio di povertà o di esclusione sociale e che il 6,9 % della sua popolazione versava ancora in stato di grave indigenza(13); che le disuguaglianze hanno molteplici conseguenze sociali, tra cui notevoli differenze nel benessere e nella qualità della vita, anche per quanto riguarda le opportunità professionali e l'assistenza sanitaria;

X.  considerando che la povertà infantile e l'esclusione sociale nell'Unione restano a un livello persistentemente elevato (26,4 % nel 2017); che il pilastro europeo dei diritti sociali dispone che i minori hanno diritto alla protezione dalla povertà e che i bambini provenienti da contesti svantaggiati hanno diritto a misure specifiche per migliorare le pari opportunità; che investire tempestivamente nei bambini comporta vantaggi significativi per i minori e la società nel suo complesso ed è essenziale per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio nei primi anni di vita;

Y.  considerando che negli ultimi cinque anni, l'UE ha compiuto progressi verso quasi tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile, con sette Stati membri dell'UE-27 tra i primi 10 nella classifica dell'indice globale SDG, e che tutti gli Stati membri dell'UE-27 sono tra i primi 50 (su 156)(14); che alcuni Stati membri occupano già i primi posti nell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile; che l'UE è ancora priva di una strategia di attuazione riguardo agli obiettivi di sviluppo sostenibile;

Z.  considerando che l'elevata e crescente disparità tra i paesi e all'interno di essi può avere costi sociali ed economici significativi; che la disuguaglianza costituisce un'evidente contraddizione rispetto all'obiettivo di sviluppo sostenibile;

AA.  considerando che la strategia per legiferare meglio è stata esplicitamente menzionata in una comunicazione della Commissione come un altro modo per garantire l'ulteriore integrazione dello sviluppo sostenibile nelle politiche dell'UE(15);

AB.  considerando che il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 19 luglio 2018 sulla lotta contro l'HIV/AIDS, l'epatite virale e la tubercolosi nell'Unione europea e nei paesi vicini (SWD(2018)0387) evidenzia le lacune e i limiti dei dati di sorveglianza per l'epatite virale, che rendono difficile valutare la distanza che gli Stati membri dell'UE devono percorrere per raggiungere l'obiettivo di sviluppo sostenibile;

AC.  considerando che il Libro bianco della Commissione del 1o marzo 2017 sul futuro dell'Europa (COM(2017)2025) non includeva lo sviluppo sostenibile o l'Agenda 2030 come visione o narrazione del futuro dell'UE;

AD.  considerando che la relazione dell'UNICEF dal titolo "Progress for Every Child in the SDG Era", pubblicata nel marzo 2018, ha rilevato un'allarmante mancanza di dati in 64 paesi, nonché progressi insufficienti verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile in altri 37 paesi; che oltre mezzo miliardo di bambini vive in paesi in cui non è possibile valutare i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

AE.  considerando che il lavoro dignitoso costituisce la base per una crescita equa e inclusiva e un fattore trainante per lo sviluppo e il progresso sociale; che, oltre alla protezione sociale per coloro che non riescono a trovare un lavoro o non sono in grado di lavorare, essa affronta le disuguaglianze ed esercita un forte impatto sul progresso sociale ed economico;

Leadership europea per i valori universali in un contesto multilaterale per le persone, il pianeta e la prosperità

1.  sottolinea che le complesse sfide globali richiedono una risposta organica e integrata che l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile potrebbe offrire;

2.  sottolinea che l'obiettivo dell'Agenda 2030 è quello di raggiungere un maggiore benessere per tutti, entro i limiti del pianeta, e un mondo equo, senza lasciare nessuno indietro, e che i quattro pilastri essenziali dello sviluppo sostenibile (l'ambito sociale, ambientale, economico e della governance) devono essere affrontati in modo globale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile; sottolinea il fatto che lo sviluppo sostenibile è un obiettivo fondamentale dell'Unione, come previsto dall'articolo 3, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea (TUE), e che dovrebbe svolgere un ruolo centrale nel dibattito e nella narrativa sul futuro dell'Europa; sottolinea inoltre che l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dovrebbe portare a un cambiamento di paradigma e diventare il modello economico generale a lungo termine dell'UE per riuscire a portare a termine l'attuale strategia Europa 2020;

3.  sottolinea che l'attuazione dell'Agenda 2030 è strettamente correlata ai valori e agli interessi europei e costituisce un'innovazione significativa che potrebbe rafforzare l'ordine globale, sulla base del multilateralismo e della cooperazione internazionale;

4.  ribadisce l'esigenza di disaggregare sistematicamente i dati su tutti gli indicatori pertinenti riguardanti tutti gli obiettivi e traguardi, sulla base del genere e di altre caratteristiche;

5.  evidenzia che l'Unione dovrebbe rinnovare il proprio impegno ad assumere un ruolo di leader mondiale nell'attuazione dell'Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile, insieme ai suoi Stati membri e alle relative autorità locali e regionali, in linea con il principio di sussidiarietà e in stretta collaborazione con i suoi partner internazionali; ricorda che l'impegno politico dell'UE dovrebbe rispecchiarsi nel quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027; sottolinea che l'Agenda 2030 deve catalizzare ulteriormente un approccio coordinato tra l'azione interna ed esterna dell'UE e le sue altre politiche e la coerenza nell'ambito degli strumenti di finanziamento dell'Unione per una risposta e un impegno globali a favore di una crescita e di uno sviluppo sostenibili;

6.  insiste sul fatto che l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile richiede un'efficace cooperazione a livello di UE, nazionale, regionale e locale, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità; sottolinea l'importante ruolo dei consigli consultivi per l'ambiente e lo sviluppo sostenibile in tale cooperazione e ritiene che il loro coinvolgimento a tutti i livelli di governance dovrebbe essere rafforzato;

7.  accoglie con favore il fatto che molti Stati membri e paesi partner al di fuori dell'UE abbiano compiuto notevoli sforzi per mettere a punto meccanismi e strategie per attuare gli obiettivi di sviluppo sostenibile e integrarli nelle loro politiche e nei loro quadri di governance; esorta gli Stati membri che non hanno ancora messo a punto tali meccanismi ad agire in tal senso; sottolinea che l'UE, aiutando e incoraggiando i paesi terzi ad adottare azioni simili, contribuisce a creare condizioni di parità; riconosce che sono tuttavia necessari ulteriori progressi a livello di UE;

8.  invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare un approccio orizzontale agli obiettivi di sviluppo sostenibile nelle proprie politiche;

9.  riconosce che nel 2015 tutti i paesi europei, sia quelli UE che non-UE, hanno assunto impegni a favore dell'Agenda 2030; ritiene che, nel contesto del dibattito sul futuro dell'Europa, sia opportuno valutare lo sviluppo di un quadro paneuropeo per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile tra gli Stati membri dell'UE, il SEE, i firmatari degli accordi di associazione dell'UE, i paesi candidati all'UE e, dopo il recesso, il Regno Unito; sottolinea l'importanza di promuovere dibattiti parlamentari a tutti i livelli;

10.  accoglie con favore il documento di riflessione della Commissione "Verso un'Europa sostenibile entro il 2030", che illustra tre scenari su come l'UE può compiere progressi per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile; è favorevole al primo scenario in cui si propone una strategia generale per l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile da parte dell'UE e degli Stati membri; ritiene che, nel contesto del futuro dell'Europa, un'Europa sostenibile sia la via da seguire per garantire il benessere e la prosperità dei suoi cittadini e del pianeta;

11.  deplora che la Commissione non abbia ancora elaborato una strategia organica e integrata di attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

12.  sottolinea l'importanza dell'APS quale strumento fondamentale per eliminare la povertà e ricorda i rispettivi impegni in materia di APS dell'UE e degli Stati membri, compreso l'impegno per l'obiettivo di destinare lo 0,7 % del reddito nazionale lordo (RNL) all'APS, e di assegnare tra lo 0,15 % e lo 0,20 % dell'APS/RNI ai paesi meno sviluppati; invita l'UE e i suoi Stati membri a ripristinare senza indugio l'obiettivo dello 0,7 % di APS/RNL e ad aumentare gradualmente l'APS per raggiungere tale obiettivo entro un calendario preciso; invita gli Stati membri a elaborare piani d'azione annuali verificabili per il conseguimento dei singoli obiettivi dell'APS; sottolinea che, data la responsabilità sia dell'UE che degli Stati membri nel conseguimento dell'obiettivo dello 0,7 % in materia di APS/RNL, gli Stati membri sono responsabili nei confronti dei parlamenti nazionali e del Parlamento europeo;

13.  riconosce che i vantaggi in ambito sanitario devono essere salvaguardati e ulteriormente promossi per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile; sostiene che, sebbene il mondo abbia compiuto notevoli progressi su diversi fronti in materia di salute, rimangono molte sfide, tra cui quella di affrontare le disparità sanitarie tra le popolazioni dei paesi stabili e quelle che vivono in ambienti fragili e vulnerabili, nonché le disparità sanitarie all'interno dei paesi stessi;

14.  riconosce che l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ha ribadito che la salute globale è una priorità politica; sostiene che popolazioni sane sono essenziali per lo sviluppo sostenibile, per eliminare la povertà, promuovere società pacifiche e inclusive e proteggere l'ambiente; ribadisce che la salute è anche un risultato e un indicatore di progresso che riflette il successo ottenuto nel conseguimento di molti obiettivi e dell'Agenda 2030 nel suo complesso;

15.  sottolinea che, nel complesso, l'UE è riuscita a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e a svincolarle dalla crescita economica, offrendo in tal modo un contributo significativo agli sforzi globali, anche tenendo conto delle emissioni associate alle importazioni ed esportazioni dell'UE(16); osserva tuttavia che sono necessari ulteriori sforzi a livello di UE e globale;

Migliorare l'azione strategica e comune dell'UE verso il conseguimento degli obiettivi globali

16.  invita la Commissione a effettuare un'analisi approfondita delle lacune delle politiche esistenti e della loro attuazione, al fine di individuare le aree critiche relative alle sinergie e le incoerenze; invita la Commissione a individuare chiaramente, senza ulteriori indugi, le misure da adottare entro il 2030 in termini di politiche e legislazione, dati statistici e raccolta di dati disaggregati, governance e attuazione, al fine di definire, entro la fine del 2019, una strategia globale per la realizzazione dell'Agenda 2030;

17.  esorta la Commissione a elaborare una strategia ambiziosa, generale e onnicomprensiva per l'attuazione dell'Agenda 2030, che integri appieno gli obiettivi di sviluppo sostenibile nelle politiche e nella governance dell'UE, fornendo un orientamento alle istituzioni dell'UE e agli Stati membri per l'attuazione, il monitoraggio e il riesame dell'Agenda 2030 e definendo tabelle di marcia dettagliate con scadenze e obiettivi concreti; chiede alla Commissione di assicurare che tale strategia affronti le correlazioni tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile;

18.  invita la Commissione a rafforzare la sua collaborazione con le Nazioni Unite e gli Stati membri dell'UE a sostenere la riforma in corso, rendendola idonea all'attuazione dell'Agenda 2030;

19.  ricorda che tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono rilevanti per il rispetto dei diritti dei minori; sottolinea l'importanza dell'attuazione degli orientamenti UE in materia di promozione e tutela dei diritti del minore, nel contesto delle relazioni esterne dell'UE; chiede alla Commissione di monitorare e riferire in merito ai progressi compiuti in materia di diritti dei minori nei programmi esterni dell'UE;

20.  invita la Commissione, quale base fondamentale per la costruzione di un'Europa sostenibile, a guidare lo sviluppo di un modello di produzione e consumo alimentare sostenibile che protegga ed elimini la pressione dei sistemi alimentari sulla salute e sull'ambiente e apporti benefici economici agli agricoltori, alle imprese e ai cittadini;

21.  invita la Commissione a operare, in collaborazione con i principali portatori di interessi a tutti i livelli, per garantire vite sane e promuovere il benessere per tutti e a tutte le età, in particolare al fine di rendere l'assistenza sanitaria più accessibile, a costi contenuti, efficace e sostenibile, affrontando i fattori di rischio delle malattie non trasmissibili in modo più organico, scambiando le migliori pratiche e rafforzando la capacità di prevenire e gestire le minacce sanitarie globali, quali la resistenza antimicrobica;

22.  invita la Commissione ad allineare le politiche programmatiche, finanziarie e operative, gli approcci e le metodologie in cui può migliorare l'efficienza e l'efficacia, con quelli delle Nazioni Unite e dei suoi partner, al fine di migliorare l'efficacia riguardo a una serie di priorità comuni, quali l'uguaglianza di genere, la salute riproduttiva, materna, neonatale, infantile e degli adolescenti, i cambiamenti climatici e l'ambiente, l'eliminazione delle disuguaglianze e della povertà;

23.  sottolinea quanto sia importante assicurare la giustizia e la trasparenza fiscale, contrastare l'evasione e l'elusione fiscale, eliminare i flussi finanziari illeciti e i paradisi fiscali e rafforzare la mobilitazione delle risorse interne al fine di finanziare l'Agenda 2030; ribadisce il suo invito a valutare gli effetti di ricaduta delle politiche fiscali nazionali e dell'UE sui paesi in via di sviluppo, assicurando la coerenza delle politiche per lo sviluppo;

24.  sottolinea l'importanza di eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche e promuovere la parità di genere nell'UE e in tutto il mondo; ricorda il principio alla base dell'Agenda 2030 di "non lasciare nessuno indietro"; invita pertanto la Commissione a prestare particolare attenzione ai più emarginati e vulnerabili della società al fine di garantire la massima inclusività;

25.  invita la Commissione a promuovere catene di valore globali sostenibili, con l'introduzione di sistemi di dovuta diligenza nelle imprese applicati alle loro intere catene di approvvigionamento, il che incoraggerebbe le imprese a investire in modo più responsabile e a stimolare un'attuazione più efficace dei capitoli relativi alla sostenibilità negli accordi di libero scambio, tra cui la lotta alla corruzione, la trasparenza, il contrasto all'elusione fiscale e il comportamento responsabile delle imprese;

26.  ritiene che gli obiettivi di sviluppo sostenibile dovrebbero essere al centro della strategia dell'UE per lo sviluppo sostenibile e la crescita inclusiva; sottolinea la necessità di definire chiaramente indicatori, parametri di riferimento e obiettivi comuni, nonché un'analisi della distanza dai traguardi e dagli obiettivi, delle azioni necessarie per raggiungerli e dei mezzi con cui saranno attuati; sottolinea che la strategia 2030 dell'UE dovrebbe inoltre definire quando e in che modo l'Unione svolgerà valutazioni d'impatto in materia di sostenibilità per colmare le lacune esistenti, riorientare le politiche esistenti e per elaborare nuove proposte legislative o revisioni della legislazione dell'Unione, assicurando al contempo la coerenza e azioni di coordinamento a livello UE e di Stati membri; invita pertanto la Commissione e il Consiglio, in tutte le sue formazioni, ad adoperarsi in tal senso senza indugi;

27.  ritiene che il semestre europeo dovrebbe coinvolgere il Parlamento ed essere allineato con l'Agenda 2030 e che nel processo dovrebbe essere inclusa una verifica della sostenibilità; invita pertanto la Commissione ad adeguare ulteriormente l'attuale processo del semestre europeo; sottolinea che ciò richiederebbe in particolare che il semestre europeo tenga conto in maniera globale di tutte le dimensioni degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

28.  sollecita la Commissione a elaborare una strategia globale a sostegno degli investimenti che migliori la sostenibilità ambientale, nonché a garantire un adeguato legame tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile e il semestre europeo;

29.  sottolinea la necessità di una netta individuazione delle azioni da intraprendere a ciascun livello di governance per l'attuazione degli obiettivi e dei traguardi, seguendo nel contempo il principio di sussidiarietà; chiede la definizione di percorsi di sviluppo sostenibile chiari e coerenti al livello appropriato (nazionale, subnazionale, subnazionale, locale) negli Stati membri che non li hanno ancora stabiliti; sottolinea che la Commissione dovrebbe fornire indicazioni per tale processo, al fine di garantire un approccio coerente; invita ad adottare un approccio multilivello per assicurare una migliore comprensione, un maggiore coinvolgimento e la condivisione delle responsabilità in merito all'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

30.  accoglie con favore la pubblicazione della seconda relazione di controllo Eurostat sullo sviluppo sostenibile nell'UE, che costituisce un passo avanti verso la creazione di un meccanismo completo di monitoraggio a livello UE;

31.  sottolinea la necessità che la Commissione metta a punto un quadro integrato, efficace e partecipativo di monitoraggio, responsabilità e revisione per l'attuazione e l'integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e dell'Agenda 2030, che sia coerente con il quadro degli indicatori globali delle Nazioni Unite e che raccolga informazioni e dati disaggregati pertinenti a livello nazionale e subnazionale, pur riconoscendo che Eurostat da solo non è in grado di cogliere appieno tutte le dimensioni dei progressi degli obiettivi di sviluppo sostenibile; sottolinea la necessità di tenere conto degli effetti di ricaduta e della natura interconnessa e indivisibile degli obiettivi e chiede che Eurostat sia incaricato anche di riferire sistematicamente in merito alle prestazioni degli obiettivi di sviluppo sostenibile per ciascuno Stato membro, sulla base di una serie uniforme di indicatori;

32.  sottolinea la necessità di un'ampia gamma di indicatori che non sono di natura puramente economica e che tengono conto della natura trasformativa degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare per quanto riguarda la lotta alla povertà in tutte le sue forme, e che dovrebbero essere misurati mediante dati disaggregati pertinenti per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile; sottolinea la necessità che Eurostat stabilisca una serie di indicatori specifici di progresso per l'applicazione interna degli obiettivi di sviluppo sostenibile nell'UE ai rispettivi livelli di governance;

33.  ricorda il ruolo fondamentale dell'UE nel migliorare la trasparenza, la responsabilità e la sostenibilità delle catene di valore globali; ricorda che l'UE è una potenza economica e legislativa e deve pertanto posizionarsi come leader per quanto riguarda le buone pratiche e la definizione di norme globali; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere i negoziati per un trattato ONU vincolante sulle società transnazionali e i diritti umani;

34.  invita gli Stati membri dell'UE a fornire dati per un monitoraggio efficace dell'epatite virale, in linea con gli indicatori definiti dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e invita la Commissione a monitorare attentamente questo processo, in linea con l'impegno assunto nella sua comunicazione del novembre 2016 "Il futuro sostenibile dell'Europa: prossime tappe";

35.  sottolinea l'importanza di sensibilizzare in merito al potenziale trasformativo dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dei suoi obiettivi; ribadisce la necessità di coinvolgere i cittadini e le organizzazioni della società civile nel corso dei processi di attuazione e monitoraggio; sottolinea l'importante ruolo svolto dal Parlamento europeo e dai parlamenti nazionali;

36.  evidenzia l'importanza della trasparenza e della responsabilità democratica durante il monitoraggio dei progressi dell'UE concernenti l'Agenda 2030 e sottolinea pertanto il ruolo dei colegislatori in tale processo; ritiene che la conclusione di un accordo interistituzionale vincolante ai sensi dell'articolo 295 TFUE fornirebbe un quadro adeguato per la cooperazione in tale ambito;

37.  invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare ulteriormente le informazioni disponibili e la sensibilizzazione dei cittadini circa la necessità di completare l'Agenda 2030;

38.  sottolinea che il QFP deve essere orientato verso l'Agenda 2030 e garantire una maggiore integrazione dello sviluppo sostenibile in tutti i meccanismi di finanziamento e in tutte le linee di bilancio; invita pertanto la Commissione a rafforzare la responsabilità per il conseguimento dei risultati collettivi attraverso il QFP; ribadisce la sua posizione sul futuro QFP, che richiede una revisione intermedia obbligatoria, a seguito di un riesame del funzionamento del QFP e tenendo conto di una valutazione dei progressi compiuti per quanto riguarda gli obiettivi di sviluppo sostenibile; sottolinea la necessità di verificare le dotazioni finanziarie programmate per le politiche esistenti, al fine di garantire la coerenza con lo sviluppo sostenibile;

39.  ritiene necessaria una significativa accelerazione degli investimenti verdi, dell'innovazione e della crescita nell'UE al fine di garantire un'attuazione puntuale e positiva dell'Agenda 2030 e sottolinea l'importanza di utilizzare in modo più ampio gli strumenti finanziari innovativi ed esistenti, quali gli appalti pubblici verdi, e l'urgenza di adottare approcci diversi rispetto all'attuale politica in materia di investimenti, in particolare la graduale eliminazione delle sovvenzioni dannose per l'ambiente;

40.  accoglie con favore l'aumento di capitali istituzionali e privati destinati al finanziamento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e sottolinea l'importanza di un solido quadro finanziario sostenibile, ivi compresi una calibrazione dei requisiti patrimoniali delle banche e un trattamento prudenziale degli attivi ad alto tenore di carbonio, norme prudenziali per le compagnie di assicurazione e un aggiornamento dei doveri degli investitori istituzionali e dei gestori di patrimoni;

Coerenza politica, coordinamento e integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile

41.  sottolinea l'importanza di migliorare il coordinamento e la cooperazione tra gli organi decisionali, le varie organizzazioni e le parti interessate, comprese le autorità locali e le organizzazioni della società civile, e al loro interno, al fine di attuare l'Agenda 2030 e conseguire una maggiore coerenza politica riguardo allo sviluppo sostenibile (PCSD);

42.  accoglie con favore l'adozione della relazione 2019 della Commissione sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo (CPS) e il tentativo di integrare al meglio la CPS nell'approccio UE relativo all'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile; ricorda che la CPS è un principio sancito nell'articolo 208 TFUE oltre ad essere fondamentale per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

43.  riconosce i progressi compiuti dagli strumenti della CPS nell'influenzare l'elaborazione delle politiche dell'UE; invita a compiere ulteriori sforzi per far sì che le politiche che non riguardano lo sviluppo tengano conto degli obiettivi di sviluppo derivanti dai meccanismi della CPS;

44.  sottolinea che la CPS costituisce altresì un elemento fondamentale della PCSD oltre a contribuirvi; raccomanda fermamente di applicare le migliori pratiche e gli insegnamenti tratti dalla CPS ai fini dell'ulteriore sviluppo e operatività in materia di PCSD;

45.  invita la Commissione e gli Stati membri a ribadire il loro impegno nei confronti della CPS come contributo importante al conseguimento di una più ampia PCSD nelle sue azioni per attuare l'Agenda 2030; sottolinea la necessità di migliorare i meccanismi per la coerenza delle politiche all'interno di tutte le istituzioni e dei processi decisionali dell'UE e di garantire che il principio sia adeguatamente rispettato nelle valutazioni ex ante periodiche e attraverso l'introduzione di adeguati meccanismi di rendicontazione e mitigazione;

46.  è del parere che la PCSD significhi che tutte le politiche pertinenti e tutti gli strumenti finanziari e non finanziari a livello UE in futuro debbano essere definiti, attuati e monitorati nell'ottica di conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e che la Commissione dovrebbe, pertanto, sviluppare rapidamente le necessarie capacità politiche a tutti i livelli;

47.  esorta la Commissione ad adottare un piano d'azione sul seguito da dare in linea con le raccomandazioni della valutazione esterna della CPS che invitava ad adottare una serie di norme chiare per l'attuazione del concetto; ribadisce il proprio invito a definire separatamente le responsabilità di ciascuna istituzione dell'UE nell'adempiere agli impegni assunti in relazione alla CPS;

48.  ribadisce il proprio invito a discutere della CPS a livello di Consiglio europeo, al fine di dare slancio all'attuazione dei suoi meccanismi nel perseguimento degli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; ritiene che, come è stato sottolineato nella valutazione esterna della CPS, solo con la volontà politica dell'UE vi sarà un impatto significativo sulla promozione e l'efficacia dell'approccio CPS;

49.  sottolinea la necessità, visto l'impegno giuridico a promuovere la CPS, espresso all'articolo 208 TFUE, che l'UE avvii un dialogo proattivo con i paesi e le regioni in via di sviluppo al fine di discutere e prendere in considerazione le principali iniziative politiche che possono avere ripercussioni su di essi;

50.  sottolinea che l'UE è dotata di alcune delle norme più stringenti al mondo in ambito ambientale e che le sue imprese si trovano in una posizione migliore rispetto ai concorrenti globali, motivo per cui l'UE è anche considerata un baluardo della libertà e della democrazia, con istituzioni stabili fondate sullo Stato di diritto e una società civile dinamica; ritiene che l'UE potrebbe pertanto decidere di promuovere con maggiore vigore i propri standard ambientali, sociali e di governance attuali;

51.  accoglie con favore l'istituzione di un gruppo di lavoro sull'Agenda 2030 nell'ambito del Consiglio "Affari generali"; chiede l'istituzione di meccanismi di coordinamento e cooperazione in materia di sviluppo sostenibile tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione e al loro interno, al fine di garantire la coerenza delle politiche; sottolinea che tali meccanismi dovrebbero essere chiaramente inquadrati e determinati nell'ambito di un accordo interistituzionale per un'Europa sostenibile entro il 2030, in quanto processi politici coerenti tra le tre istituzioni saranno fondamentali per la riuscita attuazione dell'agenda 2030; invita a coinvolgere tutte e tre le istituzioni nei futuri lavori della piattaforma multilaterale sugli obiettivi di sviluppo sostenibile e sottolinea l'importanza di coinvolgere in tale piattaforma tutti i soggetti pertinenti, comprese le organizzazioni della società civile;

52.  ritiene che, in linea con l'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 17 sul partenariato, il ruolo dell'attuale piattaforma multilaterale sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dovrebbe essere rafforzato e inserito in un quadro di consultazione formale e interistituzionale;

53.  sottolinea il ruolo della cooperazione allo sviluppo nel sostenere l'attuazione dell'Agenda 2030 nei paesi in via di sviluppo; plaude all'integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile nel nuovo consenso europeo in materia di sviluppo; ricorda che l'eliminazione della povertà (SDG n.1) deve rimanere l'obiettivo principale della cooperazione allo sviluppo dell'UE; sottolinea che l'SDG n. 1 e l'SDG n. 2 sono intrinsecamente correlati; ribadisce che, nonostante i progressi compiuti, il ritmo e la portata attuali dell'attuazione difficilmente potrà promuovere il cambiamento necessario per conseguire gli obiettivi dell'SDG n. 2; chiede l'intensificazione degli sforzi per dare seguito alle raccomandazioni della revisione tematica dell'SDG n. 2 in sede di HLPF 2017;

54.  ribadisce l'invito a integrare l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile in tutti gli ambiti di intervento; si compiace dell'impegno della Commissione a favore dell'integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile nella sua agenda "Legiferare meglio" e sottolinea il potenziale insito nell'utilizzo strategico degli strumenti per legiferare meglio nelle valutazioni indipendenti della Commissione in merito alla coerenza politica dell'UE per l'Agenda 2030 e alla sua politica di cooperazione allo sviluppo; invita la Commissione a rivedere rapidamente gli orientamenti sull'agenda "Legiferare meglio" e a rafforzare ulteriormente e monitorare le proprie valutazioni ex ante periodiche per garantire la piena coerenza delle politiche nell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, promuovendo nel contempo le sinergie, conseguendo benefici complementari ed evitando i compromessi, sia a livello di Unione che di Stati membri;

55.  chiede il coordinamento tra le commissioni in seno al Parlamento, al fine di monitorare e seguire l'attuazione da parte dell'UE degli impegni assunti nell'ambito dell'Agenda 2030;

56.  invita la Conferenza dei presidenti e la Conferenza dei presidenti di commissione del Parlamento europeo a valutare l'adeguatezza dell'attuale struttura del Parlamento al fine di garantirne la capacità di condurre, in tutti gli ambiti di intervento, un monitoraggio efficace e completo del lavoro svolto per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nel quadro delle politiche interne ed esterne dell'UE;

57.  invita il Parlamento, la Commissione e il Consiglio a lavorare a una dichiarazione comune sulla sostenibilità che vincoli gli obiettivi di sviluppo sostenibile alle priorità interistituzionali pluriennali della prossima legislatura;

58.  sottolinea il ruolo delle regolari e adeguate valutazioni d'impatto ex ante ed ex post per garantire una migliore integrazione dell'Agenda 2030 e il conseguimento di risultati; sottolinea l'importanza di valutare le conseguenze a breve e a lungo termine delle politiche e il loro potenziale contributo allo sviluppo sostenibile; ricorda l'obbligo sancito dal trattato di tenere conto degli obiettivi della cooperazione allo sviluppo in tutte le politiche che possono avere incidenze sui paesi in via di sviluppo;

59.  ricorda l'importanza vitale della mobilitazione delle risorse interne per i paesi in via di sviluppo al fine di conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile; sottolinea che, secondo le stime della relazione della Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD) dal titolo "World Investment Report 2015 - Reforming International Investment Governance"(17), i paesi in via di sviluppo perdono almeno 100 miliardi di dollari l'anno in entrate fiscali societarie a causa dell'elusione fiscale da parte delle grandi imprese; accoglie con favore, a questo proposito, il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 15 ottobre 2015 intitolato "Collect More – Spend Better: Achieving Development in an Inclusive and Sustainable Way" (SWD(2015)0198), che mira ad affrontare la questione; deplora tuttavia che non siano state intraprese azioni concrete per garantire l'attuazione della summenzionata strategia della Commissione; invita la Commissione a proporre un programma faro sulla mobilitazione delle risorse interne al fine di garantire una maggiore riscossione delle entrate fiscali che consenta di finanziare gli obiettivi di sviluppo sostenibile;

60.  insiste sulla necessità di rafforzare gli attori locali quali agenti per lo sviluppo sostenibile e invita a una maggiore partecipazione da parte dei parlamenti nazionali e delle autorità regionali e locali in tutte le fasi dell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, dalla pianificazione e programmazione alla valutazione e monitoraggio; invita altresì la Commissione a rinsaldare il proprio sostegno alle città e alle autorità locali affinché elaborino, attuino e monitorino iniziative e strategie politiche efficaci per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

61.  plaude al crescente coinvolgimento del settore privato nel contribuire al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile; sottolinea l'importanza di creare un ambiente che agevoli nuove iniziative e partenariati tra il settore pubblico e il settore privato e che incoraggi le imprese ad allineare le proprie strategie aziendali agli obiettivi di sviluppo sostenibile;

62.  ricorda che secondo le stime delle Nazioni Unite sono necessari 5-7 miliardi di dollari di investimenti all'anno per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile; insiste pertanto sulla necessità di mobilitare gli investimenti e accoglie con favore il potenziale del piano di investimenti esterni dell'UE a tale riguardo;

Revisioni nazionali volontarie e relazioni dell'UE concernenti l'HLPF 2019 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite

63.  incoraggia gli Stati membri a effettuare revisioni periodiche e inclusive dei progressi compiuti e incoraggia gli Stati membri che non si sono ancora impegnati a completare una RNV ad adoperarsi in tal senso in conformità dell'Agenda 2030 e gli Stati membri che hanno già presentato una RNV a definire un calendario per le future RNV periodiche;

64.  invita la Commissione a effettuare un'analisi periodica delle RNV degli Stati membri al fine di valutare i progressi e le buone pratiche; chiede inoltre che siano analizzate le RNV dei paesi meno sviluppati per individuare le esigenze, colmare le lacune e rafforzare il sostegno e la cooperazione, e invita a cooperare strettamente in seno all'OCSE riguardo allo sviluppo di meccanismi di valutazione inter pares per le strategie e le azioni di successo nell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile nelle politiche interne ed esterne e a promuovere lo scambio di pratiche migliori, monitorando gli effetti di ricaduta esterni e negativi;

65.  esorta la Commissione e gli Stati membri ad ampliare la programmazione comune e l'attuazione comune della cooperazione allo sviluppo, sulla base di dialoghi politici sugli obiettivi di sviluppo sostenibile con i paesi partner, di piani di sviluppo nazionali e RNV, tenendo debitamente conto della titolarità dei paesi e di altri principi di efficacia dello sviluppo;

66.  sottolinea il ruolo dell'HLPF nel seguito da dare e nelle revisioni degli obiettivi di sviluppo sostenibile; sostiene fermamente l'impegno dell'Unione a completare una revisione volontaria in sede di HLPF; invita la Commissione a onorare il ruolo di guida dell'UE nel definire e attuare l'Agenda 2030 e a presentare una relazione comune globale in merito a tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile; sottolinea che le relazioni dell'UE, compresa la prossima relazione di sintesi congiunta sul sostegno dell'UE ai paesi in via di sviluppo, dovrebbe includere un'analisi della situazione e delle carenze e lacune attuali;

67.  invita la Commissione a porsi come modello nel processo dell'HLPF; invita la Commissione a collaborare con i paesi terzi per compiere progressi verso il conseguimento dell'Agenda 2030, anche attraverso la Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite;

68.  invita a organizzare un forum europeo annuale sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, in preparazione all'HLPF, al fine di consentire la partecipazione e il dialogo tra i portatori di interessi esterni e le organizzazioni della società civile, oltre che con i parlamentari, sull'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

69.  accoglie con favore l'incontro dell'HLPF a livello di vertice, sotto l'egida dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, a settembre 2019, e i successivi incontri al vertice volti a stilare un bilancio in merito all'attuazione di tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile nel quadro dell'Agenda 2030 nel suo complesso e si attende che l'Unione svolga un ruolo di primo piano nel vertice; osserva che i progressi compiuti dagli Stati membri variano a seconda, tra l'altro, degli obiettivi di sviluppo sostenibile in questione e degli obiettivi nazionali prioritari; sottolinea che gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono fortemente interconnessi e che occorre perseguire un approccio sistemico integrato e globale rispetto alla loro attuazione;

Attenzione rivolta agli obiettivi di sviluppo sostenibile nel quadro della prossima revisione approfondita in sede di HLPF 2019

70.  accoglie con favore la prossima revisione approfondita degli obiettivi di sviluppo sostenibile n. 4 (istruzione di qualità), n. 8 (lavoro dignitoso e crescita economica), n. 10 (riduzione delle disuguaglianze), n. 13 (azione per il clima), n. 16 (pace, giustizia e istituzioni forti) e n. 17 (partenariati per gli obiettivi) e si attende che l'Unione contribuisca appieno alla revisione approfondita; attende con interesse i futuri riesami approfonditi di tutti gli altri obiettivi di sviluppo sostenibile nei prossimi anni, sottolineando nel contempo l'indivisibilità dell'Agenda 2030 e l'interconnessione degli obiettivi;

71.  ribadisce che l'istruzione di qualità e l'accesso all'istruzione primaria per tutti (SDG n. 4) sono essenziali per il conseguimento dello sviluppo sostenibile, di società autosufficienti e per garantire la responsabilizzazione e l'occupabilità dei giovani; riconosce che l'istruzione di qualità è un aspetto di notevole importanza in molti Stati membri e sottolinea che la formazione tecnica e professionale è essenziale per l'occupabilità dei giovani e per l'accesso a posti di lavoro qualificati; deplora tuttavia che esistano ancora disparità nell'istruzione tra aree urbane e zone rurali e tra i generi, sia all'interno che all'esterno dell'UE; invita pertanto ad aumentare gli investimenti per migliorare la qualità dell'istruzione e le relative infrastrutture, prestando particolare attenzione internamente alle regioni meno sviluppate ed esternamente ai paesi meno sviluppati;

72.  esorta la Commissione e gli Stati membri ad affrontare in modo più sistematico gli obiettivi dell'SDG n. 8 (lavoro dignitoso e crescita economica) nel quadro delle rispettive politiche di cooperazione allo sviluppo e della programmazione (comune); invita a dare ulteriori contributi al conseguimento dell'obiettivo n. 8, anche attraverso il miglioramento delle capacità produttive, la generazione di entrate, l'industrializzazione, modelli sostenibili di consumo e produzione, il commercio, lo sviluppo del settore privato, dei contesti economici, delle infrastrutture e del turismo;

73.  riconosce il ruolo di motori della crescita, dell'occupazione e dell'innovazione locale svolto dalle micro-imprese, dalle piccole e medie imprese e dalle cooperative, compresi i modelli imprenditoriali e gli istituti di ricerca; chiede la promozione di condizioni di parità per gli investimenti sostenibili, l'industrializzazione, l'attività imprenditoriale, compresa la condotta responsabile delle imprese, la finanza e la fiscalità, la scienza, la tecnologia, la ricerca e l'innovazione, al fine di stimolare e accelerare lo sviluppo economico e umano interno e di contribuire a una crescita sostenibile a lungo termine in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e con l'accordo di Parigi; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere la creazione di nuovi modelli commerciali e a sfruttare le nuove tecnologie quali l'intelligenza artificiale;

74.  sottolinea il ruolo fondamentale del settore privato nel compiere progressi nel conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare per quanto concerne gli investimenti responsabili e sostenibili, la promozione di una crescita inclusiva e l'adozione e attuazione di codici di condotta aziendale responsabile; sottolinea, in tale contesto, la necessità di quadri strategici favorevoli agli investimenti, compresi indicatori di performance in materia di sostenibilità e requisiti che consentano l'integrazione dei rischi per la sostenibilità nel processo decisionale concernente gli investimenti e dello Stato di diritto;

75.  riconosce che i poli e gli incubatori UE di ricerca, sviluppo e innovazione sono fattori importanti per la promozione delle strutture dello sviluppo sostenibile; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a promuovere legami più stretti tra la ricerca e le imprese per consentire lo scambio delle migliori pratiche e stimolare l'innovazione; sottolinea che il finanziamento della ricerca e dell'innovazione si deve accompagnare a un approccio strategico agli investimenti, che consenta di immettere sul mercato soluzioni innovative, dato che spesso richiedono ingenti capitali e investimenti ad alto rischio;

76.  invita il Consiglio a tenere conto degli obiettivi di sviluppo sostenibile nell'elaborare la propria posizione sul futuro FSE+ e sull'assegnazione delle dotazioni finanziarie necessarie; sottolinea che il successo degli obiettivi di sviluppo sostenibile nell'Unione dipende da politiche ambiziose sostenute da risorse adeguate;

77.  deplora che esistano ancora notevoli differenze nei progressi compiuti dagli Stati membri verso il raggiungimento dell'SDG n. 10, in termini di riduzione delle disuguaglianze di reddito e di quelle basate su età, sesso, disabilità, etnia, origine, religione, status economico e altri fattori che possono migliorare la coesione sociale, e che le disparità persistono e aumentano all'interno dei paesi tra questi ultimi, all'interno e all'esterno dell'UE; chiede di dare slancio ai progressi verso la riduzione delle disparità crescenti e di promuovere la parità di opportunità per tutti, fornendo assistenza diretta ai gruppi vulnerabili e ai bisognosi, al fine di generare una crescita più inclusiva e sostenibile e lo sviluppo umano; invita la Commissione a includere, tra l'altro, criteri più rigorosi in materia di disuguaglianza economica nella sua revisione dell'SDG n. 10;

78.  riconosce che l'UE e gli Stati membri hanno firmato e ratificato l'accordo di Parigi e che la maggioranza degli Stati membri menziona l'accordo di Parigi quale pilastro fondamentale delle proprie politiche di cooperazione internazionale accanto all'Agenda 2030, mentre altri hanno dato la priorità alla lotta ai cambiamenti climatici e ai suoi effetti (SDG n. 13); invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare strategie di comunicazione e attività volte a rafforzare il sostegno pubblico e politico all'azione per il clima e a sensibilizzare in merito ai benefici complementari della lotta ai cambiamenti climatici, quali una qualità dell'aria e una salute pubblica migliori, la conservazione delle risorse naturali, la crescita economica e un tasso di occupazione più elevato, una maggiore sicurezza energetica e la riduzione dei costi per l'importazione di energia;

79.  chiede che l'agenda 2030 sia attuata nel suo complesso e in modo coordinato e coerente con l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, tra l'altro per quanto concerne l'esigenza di colmare urgentemente il divario tra ciò che è necessario al fine di limitare il riscaldamento globale e di aumentare l'attività e il finanziamento per l'adattamento; ricorda l'impegno dell'UE a destinare il 20 % del suo bilancio 2014-2020 (circa 180 miliardi di EUR) alla lotta contro il cambiamento climatico, ivi incluso nelle sue politiche esterne e di cooperazione allo sviluppo;

80.  deplora il fatto che, nonostante le prove scientifiche chiare ed esaurienti presentate nella relazione speciale dell'IPCC sul riscaldamento globale di 1,5°C, che illustra dettagliatamente gli effetti dannosi di un tale aumento della temperatura e la notevole differenza in termini di gravità di quelli associati a un aumento di 2°C, alcuni firmatari dell'accordo di Parigi non hanno ancora fissato obiettivi più ambiziosi in relazione al clima; accoglie con favore la collaborazione internazionale sullo scambio di emissioni e il collegamento dei mercati del carbonio regionali e di paesi terzi; invita l'Unione a promuovere l'elaborazione di regimi di riduzione delle emissioni basati sul mercato nelle economie emergenti e nei paesi in via di sviluppo; osserva che ciò consentirà di ridurre le emissioni globali, di ottenere risparmi sui costi e una maggiore efficienza operativa e di ridurre il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio creando condizioni di parità;

81.  sottolinea la necessità di mitigare il cambiamento climatico globale e di adattarvisi e pone l'accento sul ruolo fondamentale svolto dai paesi in via di sviluppo per il conseguimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi, dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e del programma d'azione di Addis Abeba, nonché l'urgente necessità di aiutare tali paesi a conseguire i contributi stabiliti a livello nazionale; accoglie con favore, a questo proposito, il fatto che la lotta ai cambiamenti climatici è una priorità nel quadro del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), recentemente istituito, volto a mobilitare gli investimenti del settore pubblico e del settore privato nei paesi partner in Africa e nel vicinato dell'UE;

82.  sottolinea che l'UE dovrebbe proseguire il suo percorso, passando a un'economia a basse emissioni di carbonio, neutrale dal punto di vista climatico, efficiente sotto il profilo delle risorse e ricca di biodiversità, nel pieno rispetto dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dei 17 SDG, al fine di ridurre le tendenze insostenibili che si basano sull'eccessivo sfruttamento delle risorse naturali e la perdita di biodiversità causata da modelli di consumo e produzione non sostenibili; sottolinea l'importanza che l'UE acceleri le sue iniziative volte a promuovere un consumo e una produzione responsabili e sostenibili, svolgendo nel contempo un ruolo di primo piano nella promozione di un'economia circolare;

83.  ribadisce i valori universali di democrazia, buona governance, Stato di diritto e diritti umani, quali requisiti necessari per lo sviluppo sostenibile a norma di quanto stabilito dall'SDG n. 16 (società pacifiche e inclusive); si rammarica tuttavia profondamente del fatto che a livello globale siano ancora diffusi i conflitti armati e la violenza; esprime preoccupazione per i mancati progressi nella promozione dello Stato di diritto e nell'accesso alla giustizia in numerosi paesi; ribadisce l'impegno dell'UE e degli Stati membri, espresso nel consenso europeo in materia di sviluppo, in relazione a un approccio comune rispetto ai conflitti e alle crisi, incentrato sulla vulnerabilità e sulla sicurezza dell'uomo, riconoscendo al contempo il nesso tra sviluppo sostenibile, azione umanitaria, pace e sicurezza e prestando particolare attenzione agli Stati più fragili e interessati da conflitti; sottolinea che l'obiettivo in materia di società pacifiche e inclusive, compreso l'accesso alla giustizia per tutti, dovrebbe essere integrato nell'azione esterna dell'UE che, sostenendo i portatori di interessi locali, può contribuire a costruire la resilienza, promuovere la sicurezza umana, rafforzare lo Stato di diritto e affrontare le complesse sfide dell'insicurezza, della fragilità e della transizione democratica;

84.  sottolinea che la lotta alle disuguaglianze all'interno dei paesi e tra di essi, alla discriminazione, la promozione della pace, la democrazia partecipativa, la buona governance, lo Stato di diritto e i diritti umani devono essere obiettivi trasversali alla politica di sviluppo dell'UE;

85.  plaude agli sforzi dell'UE volti a massimizzare la coerenza e creare sinergie tra le diverse politiche, al fine di rafforzare gli strumenti per attuare e rinvigorire il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile;

86.  sottolinea che l'istruzione, la scienza, la tecnologia, la ricerca e l'innovazione inclusive ed eque sono strumenti particolarmente importanti per l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e riconosce l'esigenza di migliorare la governance in questo settore; si rammarica che finora non sia stato sfruttato appieno il potenziale contributo della comunità scientifica; evidenzia la necessità, per Orizzonte 2020 e i futuri programmi quadro di ricerca, di integrare meglio il concetto di sviluppo sostenibile e le sfide sociali; ricorda la necessità di agevolare i meccanismi per il trasferimento significativo di tecnologia ai paesi in via di sviluppo;

87.  invita la Commissione ad aggiungere dati relativi agli obiettivi di sviluppo sostenibile alle serie di dati di elevato valore, quali definite dalla direttiva sui dati aperti e le informazioni del settore pubblico e a incoraggiare gli Stati membri a pubblicare tutte le relazioni sugli obiettivi di sviluppo sostenibile sotto una licenza libera;

88.  sottolinea l'importanza di utilizzare appieno i programmi e gli strumenti UE esistenti e futuri, quali i programmi Orizzonte e LIFE, che consentono la partecipazione di paesi terzi nei settori energetico, dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile;

89.  chiede un bilancio dell'UE che conferisca allo sviluppo sostenibile lo status di obiettivo primario; ricorda che la lotta alle frodi e all'evasione fiscale è una questione concernente lo sviluppo solidale;

90.  evidenzia che la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile nei settori dell'alimentazione, dell'agricoltura, dell'energia, dei materiali, delle città, della salute e del benessere potrebbe aprire opportunità di mercato per un valore superiore a 10 000 miliardi di EUR(18); sottolinea, tuttavia, che per realizzare l'ambizione dell'UE di un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse, l'UE e i suoi Stati membri devono essere all'avanguardia nel campo della scienza, della tecnologia e delle infrastrutture moderne;

91.  sottolinea che, alla luce della crescente complessità e globalizzazione delle catene di approvvigionamento, è importante promuovere l'attuazione di norme stringenti in materia di sostenibilità anche nei paesi terzi;

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92.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'OCSE nonché alle Nazioni Unite.

(1) GU C 210 del 30.6.2017, pag. 1.
(2) Decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013 (GU L 354 del 28.12.2013, pag. 171).
(3) GU C 353 del 27.9.2016, pag. 2.
(4) GU C 76 del 28.2.2018, pag. 45.
(5) GU C 86 del 6.3.2018, pag. 2.
(6) GU C 224 del 27.6.2018, pag. 36.
(7) GU C 334 del 19.9.2018, pag. 151.
(8) Testi approvati, P8_TA(2018)0077.
(9) Testi approvati, P8_TA(2018)0279.
(10) http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-18-5927_en.htm
(11) http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-18-5882_en.htm
(12) http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-18-5870_en.htm
(13) Dati Eurostat 2017 del 16 ottobre 2018.
(14) Documento di riflessione "Verso un'Europa sostenibile entro il 2030", pag. 7, (https://ec.europa.eu/commission/sites/beta-political/files/rp_sustainable_europe_30-01_en_web.pdf).
(15) Comunicazione della Commissione sul futuro sostenibile dell’Europa: prossime tappe - L'azione europea a favore della sostenibilità (COM(2016)0739).
(16) Analisi approfondita a sostegno della comunicazione della Commissione intitolata "Un pianeta pulito per tutti - Visione strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra" (COM(2018)0773).
(17) http://unctad.org/en/PublicationChapters/wir2015ch0_KeyMessage_en.pdf
(18) Business and Sustainable Development Commission report, Better Business, Better World, gennaio 2017.

Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2019Avviso legale