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Mercoledì 13 marzo 2019 - Strasburgo 
Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: esenzione della Banca d'Inghilterra dagli obblighi di trasparenza pre- e post-negoziazione di cui al regolamento (UE) n. 600/2014
 Decisione di non sollevare obiezioni al regolamento che modifica il regolamento (UE) 2015/2365 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco degli enti esonerati
 Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco degli enti esonerati
 Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: esenzione della Banca d'Inghilterra e dell'Ufficio per la gestione del debito del Regno Unito dall'ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 596/2014
 Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: possibilità di adeguare il numero medio giornaliero di operazioni relativo a un'azione quando la sede di negoziazione con il maggior volume di scambi dell'azione è situata al di fuori dell'Unione
 Mancato raggiungimento della maggioranza in commissione su una proposta di atto giuridico vincolante (interpretazione dell'articolo 171, paragrafo 1, primo comma, lettera b), del regolamento)
 Autorizzazione generale di esportazione dell'Unione per l'esportazione di determinati prodotti a duplice uso dall'Unione verso il Regno Unito ***I
 Continuazione dei programmi di cooperazione territoriale PEACE IV (Irlanda-Regno Unito) e Regno Unito-Irlanda (Irlanda-Irlanda del Nord-Scozia) nel contesto del recesso del Regno Unito dall'Unione europea ***I
 Proseguimento delle attività di mobilità in corso ai fini dell'apprendimento a titolo del programma Erasmus+ nel quadro del recesso del Regno Unito dall'Unione europea ***I
 Sicurezza aerea in relazione al recesso del Regno Unito dall'Unione ***I
 Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo UE-Afghanistan ***
 Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo UE-Afghanistan
 Partecipazione della Norvegia, dell'Islanda, della Svizzera e del Liechtenstein ad eu-LISA ***
 Portata e mandato dei rappresentanti speciali dell'UE
 Requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi ***I
 Sistema di informazione visti ***I
 Istituzione del Fondo Asilo e migrazione ***I
 Istituzione, nell'ambito del Fondo per la gestione integrata delle frontiere, dello Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e i visti ***I
 Istituzione del Fondo Sicurezza interna ***I
 Definizione, presentazione ed etichettatura delle bevande spiritose e protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose ***I
 Proposta di modifica del Protocollo n. 3 sullo Statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea ***I
 Istituzione di misure di emergenza nel settore del coordinamento della sicurezza sociale in seguito al recesso del Regno Unito dall'Unione europea ***I
 Norme comuni che garantiscono i collegamenti di base per il trasporto di merci su strada in relazione al recesso del Regno Unito dall'Unione ***I
 Norme comuni per garantire una connettività di base del trasporto aereo in relazione al recesso del Regno Unito dall'Unione ***I
 Norme relative al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca a seguito del recesso del Regno Unito dall'Unione ***I
 Autorizzazioni di pesca per i pescherecci dell'Unione nelle acque del Regno Unito e operazioni di pesca dei pescherecci del Regno Unito nelle acque dell'Unione ***I
 Determinati aspetti della sicurezza e della connettività delle ferrovie in relazione al recesso del Regno Unito dall'Unione ***I
 Un'Europa che protegge: aria pulita per tutti
 Seguito dato dal SEAE a due anni dalla relazione del PE sulla comunicazione strategica dell'UE per contrastare la propaganda nei suoi confronti da parte di terzi
 Accordo di associazione fra l'UE e Monaco, Andorra e San Marino
 Centro europeo di competenza industriale, tecnologica e di ricerca sulla cibersicurezza e rete dei centri nazionali di coordinamento ***I
 Modifica del regolamento (CE) n. 391/2009 in relazione al recesso del Regno Unito dall'Unione ***I
 Modifica del regolamento (UE) n. 1316/2013 in relazione al recesso del Regno Unito dall'Unione ***I
 Impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi ***I
 Proroga dell'uso transitorio di mezzi diversi dai procedimenti informatici previsti dal codice doganale dell'Unione ***I
 Lotta contro le frodi e le falsificazioni di mezzi di pagamento diversi dai contanti ***I
 Obiezione a un atto di esecuzione: livelli massimi di residui di diverse sostanze, tra cui il clothianidin
 Mais geneticamente modificato 4114 (DP-ØØ4114-3)
 Mais geneticamente modificato MON 87411 (MON-87411-9)
 Mais geneticamente modificato Bt11 × MIR162 × 1507 × GA21 e sottocombinazioni Bt11 × MIR162 × 1507, MIR162 × 1507 × GA21 e MIR162 × 1507
 Obiezione a un atto di esecuzione: sostanze attive, compreso il thiacloprid
 Relazione 2018 concernente la Turchia
 Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2019
 Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: aspetti occupazionali e sociali nell'analisi annuale della crescita 2019

Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: esenzione della Banca d'Inghilterra dagli obblighi di trasparenza pre- e post-negoziazione di cui al regolamento (UE) n. 600/2014
PDF 117kWORD 48k
Decisione del Parlamento europeo di non sollevare obiezioni al regolamento delegato della Commissione del 30 gennaio 2019 che modifica il regolamento delegato (UE) 2017/1799 della Commissione per quanto riguarda l'esenzione della Banca d'Inghilterra dai requisiti di trasparenza pre- e post-negoziazione di cui al regolamento (UE) n. 600/2014 (C(2019)00793 – 2019/2546(DEA))
P8_TA-PROV(2019)0159B8-0143/2019

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento delegato della Commissione (C(2019)00793),

–  vista la lettera in data 30 gennaio 2019 della Commissione con cui quest'ultima chiede al Parlamento di dichiarare che non solleverà obiezioni al regolamento delegato,

–  vista la lettera in data 21 febbraio 2019 della commissione per i problemi economici e monetari al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione,

–  visto l'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, sui mercati degli strumenti finanziari e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012(1), in particolare gli articoli 1, paragrafo 9, e 50, paragrafo 5,

–  vista la raccomandazione di decisione della commissione per i problemi economici e monetari,

–  visto l'articolo 105, paragrafo 6, del suo regolamento,

A.  considerando che l'atto delegato modificativo contiene modifiche importanti intese a garantire che la Banca d'Inghilterra continui a beneficiare dell'attuale esenzione in conformità dell'articolo 1, paragrafo 9, del regolamento (UE) n. 600/2014, dopo che il Regno Unito avrà acquisito lo status di paese terzo;

B.  considerando che il Parlamento riconosce l'importanza di una rapida adozione di tale atto, al fine di garantire che l'Unione europea sia pronta a far fronte all'eventualità di un recesso del Regno Unito dall'Unione senza un accordo;

1.  dichiara di non sollevare obiezioni al regolamento delegato;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 173 del 12.6.2014, pag. 84.


Decisione di non sollevare obiezioni al regolamento che modifica il regolamento (UE) 2015/2365 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco degli enti esonerati
PDF 115kWORD 47k
Decisione del Parlamento europeo di non sollevare obiezioni al regolamento delegato della Commissione del 30 gennaio 2019 che modifica il regolamento (UE) 2015/2365 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco degli enti esonerati (C(2019)00794 – 2019/2547(DEA))
P8_TA-PROV(2019)0160B8-0144/2019

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento delegato della Commissione (C(2019)00794),

–  vista la lettera in data 30 gennaio 2019 della Commissione con cui quest'ultima chiede al Parlamento di dichiarare che non solleverà obiezioni al regolamento delegato,

–  vista la lettera in data 21 febbraio 2019 della commissione per i problemi economici e monetari al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione,

–  visto l'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) 2015/2365 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015 sulla trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli e del riutilizzo, in particolare gli articoli 2, paragrafo 4, e 30, paragrafo 5(1),

–  vista la raccomandazione di decisione della commissione per i problemi economici e monetari,

–  visto l'articolo 105, paragrafo 6, del suo regolamento,

A.  considerando che l'atto delegato contiene modifiche importanti intese a garantire che la banca centrale del Regno Unito e gli enti pubblici incaricati della gestione del debito pubblico o che intervengono nella medesima saranno esonerati dall'obbligo di segnalazione di cui all'articolo 4 e dagli obblighi di trasparenza di cui all'articolo 15 del regolamento (UE) 2015/2365;

B.  considerando che il Parlamento riconosce l'importanza di una rapida adozione di tale atto, al fine di garantire che l'Unione europea sia pronta a far fronte all'eventualità di un recesso del Regno Unito dall'Unione senza un accordo;

1.  dichiara di non sollevare obiezioni al regolamento delegato;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 337 del 23.12.2015, pag. 1.


Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco degli enti esonerati
PDF 116kWORD 47k
Decisione del Parlamento europeo di non sollevare obiezioni al regolamento delegato della Commissione del 30 gennaio 2019 che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l'elenco degli enti esonerati (C(2019)00791 – 2019/2549(DEA))
P8_TA-PROV(2019)0161B8-0145/2019

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento delegato della Commissione (C(2019)00791),

–  vista la lettera in data 30 gennaio 2019 della Commissione con cui quest'ultima chiede al Parlamento di dichiarare che non solleverà obiezioni al regolamento delegato,

–  vista la lettera in data 21 febbraio 2019 della commissione per i problemi economici e monetari al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione,

–  visto l'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni(1), in particolare gli articoli 1, paragrafo 6, e 82, paragrafo 6;

–  vista la raccomandazione di decisione della commissione per i problemi economici e monetari,

–  visto l'articolo 105, paragrafo 6, del suo regolamento,

A.  considerando che l'atto delegato modificativo contiene modifiche importanti intese a garantire che la banca centrale del Regno Unito e gli enti pubblici incaricati della gestione del debito pubblico o che intervengono nella medesima saranno esonerati dagli obblighi di compensazione e di segnalazione e dall'obbligo di applicare le tecniche di attenuazione del rischio per le operazioni non compensate stabiliti dal regolamento (UE) n. 648/2012;

B.  considerando che il Parlamento riconosce l'importanza di una rapida adozione di tale atto, al fine di garantire che l'Unione europea sia pronta a far fronte all'eventualità di un recesso del Regno Unito dall'Unione senza un accordo;

1.  dichiara di non sollevare obiezioni al regolamento delegato;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1.


Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: esenzione della Banca d'Inghilterra e dell'Ufficio per la gestione del debito del Regno Unito dall'ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 596/2014
PDF 116kWORD 48k
Decisione del Parlamento europeo di non sollevare obiezioni al regolamento delegato della Commissione del 30 gennaio 2019 che modifica il regolamento delegato (UE) 2016/522 per quanto riguarda l'esenzione della Banca d'Inghilterra e dell'Ufficio per la gestione del debito del Regno Unito dall'ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 596/2014 (C(2019)00792 – 2019/2550(DEA))
P8_TA-PROV(2019)0162B8-0146/2019

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento delegato della Commissione (C(2019)00792),

–  vista la lettera in data 30 gennaio 2019 della Commissione con cui quest'ultima chiede al Parlamento di dichiarare che non solleverà obiezioni al regolamento delegato,

–  vista la lettera in data 21 febbraio 2019 della commissione per i problemi economici e monetari al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione,

–  visto l'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e le direttive 2003/124/CE, 2003/125/CE e 2004/72/CE(1) della Commissione, in particolare gli articoli 6, paragrafo 5, e 35, paragrafo 5,

–  vista la raccomandazione di decisione della commissione per i problemi economici e monetari,

–  visto l'articolo 105, paragrafo 6, del suo regolamento,

A.  considerando che l'atto delegato modificativo contiene modifiche importanti intese a garantire che la Banca d'Inghilterra e l'Ufficio per la gestione del debito del Regno Unito continuino a beneficiare dell'attuale esenzione in conformità dell'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 596/2014, dopo che il Regno Unito avrà acquisito lo status di paese terzo;

B.  considerando che il Parlamento riconosce l'importanza di una rapida adozione di tale atto, al fine di garantire che l'Unione europea sia pronta a far fronte all'eventualità di un recesso del Regno Unito dall'Unione senza un accordo;

1.  dichiara di non sollevare obiezioni al regolamento delegato;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 173 del 12.6.2014, pag. 1.


Decisione di non sollevare obiezioni a un atto delegato: possibilità di adeguare il numero medio giornaliero di operazioni relativo a un'azione quando la sede di negoziazione con il maggior volume di scambi dell'azione è situata al di fuori dell'Unione
PDF 118kWORD 48k
Decisione del Parlamento europeo di non sollevare obiezioni al regolamento delegato della Commissione del 13 febbraio 2019 che modifica il regolamento delegato (UE) 2017/588 per quanto riguarda la possibilità di adeguare il numero medio giornaliero di operazioni relativo a un'azione quando la sede di negoziazione con il maggior volume di scambi dell'azione è situata al di fuori dell'Unione (C(2019)00904 – 2019/2579(DEA))
P8_TA-PROV(2019)0163B8-0149/2019

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento delegato della Commissione (C(2019)00904),

–  vista la lettera in data 21 febbraio 2019 della Commissione con cui quest'ultima chiede al Parlamento di dichiarare che non solleverà obiezioni al regolamento delegato,

–  vista la lettera in data 4 marzo 2019 della commissione per i problemi economici e monetari al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione,

–  visto l'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE(1), in particolare l'articolo 49, paragrafo 3,

–  visti l'articolo 10, paragrafo 1, e l'articolo 13 del regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/77/CE della Commissione(2),

–  visto il progetto di norme tecniche di regolamentazione sulla "modifica del regolamento delegato (UE) 2017/588 della Commissione (RTS 11)" presentato dall'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati l'8 novembre 2018 a norma dell'articolo 49, paragrafo 3, della direttiva 2014/65/UE,

–  vista la raccomandazione di decisione della commissione per i problemi economici e monetari,

–  visto l'articolo 105, paragrafo 6, del suo regolamento,

A.  considerando che l'atto delegato contiene importanti modifiche volte a preservare la competitività delle sedi di negoziazione dell'UE che offrono servizi di negoziazione di azioni ammesse alla negoziazione o negoziate contemporaneamente nell'Unione e in un paese terzo, quando la sede di negoziazione con il maggior volume di scambi di tali azioni è situata al di fuori dell'Unione;

B.  considerando che il Parlamento riconosce l'importanza di una rapida adozione di tale atto al fine di garantire che l'Unione europea sia pronta a far fronte all'eventualità di un recesso del Regno Unito dall'Unione senza un accordo;

C.  considerando che il Parlamento ritiene che le norme tecniche di regolamentazione adottate non siano "identiche" ai progetti di norme tecniche di regolamentazione presentati dall'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, in ragione delle modifiche introdotte dalla Commissione nel presente progetto, e ritiene di disporre di tre mesi per opporsi alle norme tecniche di regolamentazione (periodo di controllo); che il Parlamento esorta la Commissione a indicare un periodo di controllo di un mese solo nei casi in cui essa abbia adottato i progetti delle autorità europee di vigilanza senza modifiche, ossia qualora il progetto e le norme tecniche di regolamentazione adottate siano "identici";

1.  dichiara di non sollevare obiezioni al regolamento delegato;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU L 173 del 12.6.2014, pag. 349.
(2) GU L 331 del 15.12.2010, pag. 84.


Mancato raggiungimento della maggioranza in commissione su una proposta di atto giuridico vincolante (interpretazione dell'articolo 171, paragrafo 1, primo comma, lettera b), del regolamento)
PDF 112kWORD 41k
Decisione del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 relativa al mancato raggiungimento della maggioranza in commissione su una proposta di atto giuridico vincolante (interpretazione dell'articolo 171, paragrafo 1, primo comma, lettera b), del regolamento) (2019/2011(REG))
P8_TA-PROV(2019)0164

Il Parlamento europeo,

–  vista la lettera del 7 marzo 2019 del presidente della commissione per gli affari costituzionali,

–  visto l'articolo 226 del suo regolamento,

1.  decide di pubblicare la seguente interpretazione dell'articolo 171, paragrafo 1, primo comma, lettera b), del regolamento:""Se la proposta di un atto giuridico vincolante, modificata o meno, non ottiene la maggioranza dei voti espressi in commissione, la commissione propone all'aula di respingere l'atto."."

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, per conoscenza, al Consiglio e alla Commissione.


Autorizzazione generale di esportazione dell'Unione per l'esportazione di determinati prodotti a duplice uso dall'Unione verso il Regno Unito ***I
PDF 131kWORD 51k
Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio mediante il rilascio di un'autorizzazione generale di esportazione dell'Unione per l'esportazione di determinati prodotti a duplice uso dall'Unione verso il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (COM(2018)0891 – C8-0513/2018 – 2018/0435(COD))
P8_TA-PROV(2019)0165A8-0071/2019

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0891),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 207, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8‑0513/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 6 marzo 2019, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e il parere della commissione per gli affari esteri (A8-0071/2019),

1.  adotta la sua posizione in prima lettura facendo propria la proposta della Commissione;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il Suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 13 marzo 2019 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2019/... del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio mediante il rilascio di un'autorizzazione generale di esportazione dell'Unione per l'esportazione di determinati prodotti a duplice uso dall'Unione verso il Regno Unito

P8_TC1-COD(2018)0435


IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 207, paragrafo 2,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(1),

considerando quanto segue:

(1)  Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato l'intenzione di recedere dall'Unione a norma dell'articolo 50 del trattato sull'Unione europea (TUE). I trattati cesseranno di essere applicabili al Regno Unito a decorrere dalla data di entrata in vigore di un accordo di recesso o, in mancanza di tale accordo, due anni dopo la notifica, vale a dire il 30 marzo 2019, salvo che il Consiglio europeo, d'intesa con il Regno Unito, decida all'unanimità di prorogare tale termine.

(2)  Il regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio(2) istituisce un sistema comune di controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso, necessario per promuovere la sicurezza dell'Unione e internazionale e offrire parità di condizioni agli esportatori dell'Unione.

(3)  Il regolamento (CE) n. 428/2009 prevede "autorizzazioni generali di esportazione dell'Unione" che agevolano i controlli sulle esportazioni a basso rischio di prodotti a duplice uso verso determinati paesi terzi. Attualmente l'autorizzazione generale di esportazione dell'Unione EU001, di cui all'allegato II bis del regolamento (CE) n. 428/2009, è prevista per Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Svizzera, compreso il Liechtenstein, e Stati Uniti d'America.

(4)  Il Regno Unito è parte dei pertinenti trattati internazionali e membro di regimi internazionali di non proliferazione, continua a rispettarne pienamente gli obblighi e gli impegni. Il Regno Unito applica controlli adeguati e proporzionati che tengono efficacemente conto delle considerazioni sui previsti usi finali e sul rischio di sviamento di destinazione, in linea con le disposizioni e gli obiettivi del regolamento (CE) n. 428/2009.

(5)  Considerando che il Regno Unito è un'importante destinazione per i prodotti a duplice uso fabbricati nell'Unione, è opportuno aggiungere tale paese all'elenco delle destinazioni per le quali è prevista l'autorizzazione generale di esportazione dell'Unione EU001, al fine di garantire l'applicazione uniforme e coerente dei controlli in tutta l'Unione, promuovere condizioni di parità per gli esportatori dell'Unione ed evitare oneri amministrativi superflui, proteggendo nel contempo la sicurezza dell'Unione e internazionale.

(6)  Data l'urgenza posta dalle circostanze del recesso del Regno Unito dall'Unione, è necessario prevedere l'applicazione tempestiva del presente regolamento per quanto riguarda l'iscrizione del Regno Unito tra le destinazioni per le quali è prevista l'autorizzazione generale di esportazione dell'Unione EU001. Il presente regolamento dovrebbe pertanto entrare in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

(7)  Il Regno Unito dovrebbe essere aggiunto all'elenco delle destinazioni per le quali è prevista l'autorizzazione generale di esportazione dell'Unione EU001 esclusivamente qualora, alla data in cui i trattati cesseranno di essere applicabili al Regno Unito a norma dell'articolo 50, paragrafo 3, TUE, non sia entrato in vigore alcun accordo di recesso concluso in conformità dell'articolo 50, paragrafo 2, TUE,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

L'allegato II bis del regolamento (CE) n. 428/2009 è così modificato:

a)  il titolo "Esportazioni verso Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Svizzera, compreso il Liechtenstein, e Stati Uniti d'America" è sostituito dal seguente:"

"Esportazioni verso Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Svizzera, compreso il Liechtenstein, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e Stati Uniti d'America";

"

b)  nella parte 2, dopo il trattino "Svizzera, compreso il Liechtenstein", è inserito il trattino seguente:"

"– Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord".

"

Articolo 2

Entrata in vigore e applicazione

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal giorno successivo a quello in cui i trattati cessano di essere applicabili al Regno Unito a norma dell'articolo 50, paragrafo 3, TUE.

Il presente regolamento non si applica qualora, entro la data di cui al presente articolo, secondo comma, sia entrato in vigore un accordo di recesso concluso con il Regno Unito in conformità dell'articolo 50, paragrafo 2, TUE.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ...,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1) Posizione del Parlamento europeo del 13 marzo 2019.
(2)Regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio, del 5 maggio 2009, che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso (GU L 134 del 29.5.2009, pag. 1).


Continuazione dei programmi di cooperazione territoriale PEACE IV (Irlanda-Regno Unito) e Regno Unito-Irlanda (Irlanda-Irlanda del Nord-Scozia) nel contesto del recesso del Regno Unito dall'Unione europea ***I
PDF 138kWORD 54k
Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio inteso a consentire la continuazione dei programmi di cooperazione territoriale PEACE IV (Irlanda-Regno Unito) e Regno Unito-Irlanda (Irlanda-Irlanda del Nord-Scozia) nel contesto del recesso del Regno Unito dall'Unione europea (COM(2018)0892 – C8-0512/2018 – 2018/0432(COD))
P8_TA-PROV(2019)0166A8-0021/2019

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0892),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 178 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0512/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 20 febbraio 2019(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per lo sviluppo regionale (A8-0021/2019),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il Suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 13 marzo 2019 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2019/... del Parlamento europeo e del Consiglio inteso a consentire la continuazione dei programmi di cooperazione territoriale PEACE IV (Irlanda-Regno Unito) e Regno Unito-Irlanda (Irlanda-Irlanda del Nord-Scozia) nel contesto del recesso del Regno Unito dall'Unione

P8_TC1-COD(2018)0432


IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 178,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(2),

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(3),

considerando quanto segue:

(1)  Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato l'intenzione di recedere dall'Unione a norma dell'articolo 50 del trattato sull'Unione europea (TUE). I trattati cesseranno di essere applicabili al Regno Unito a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo di recesso o, in mancanza di tale accordo, due anni dopo la notifica, vale a dire dal 30 marzo 2019, salvo che il Consiglio europeo, d'intesa con il Regno Unito, decida all'unanimità di prorogare tale termine.

(2)  Il recesso avverrà nel periodo di programmazione 2014-2020, durante il quale il Regno Unito partecipa a quindici programmi di cooperazione nell'ambito dell'obiettivo di cooperazione territoriale europea. Due di tali programmi, ossia PEACE IV (Irlanda-Regno Unito) e Regno Unito-Irlanda (Irlanda-Irlanda del Nord-Scozia) (denominati congiuntamente "programmi di cooperazione") interessano l'Irlanda del Nord e sostengono la pace, la riconciliazione e la cooperazione Nord-Sud nell'ambito dell'accordo di pace con l'Irlanda del Nord ("accordo del Venerdì santo") che l'Unione intende proseguire anche qualora il Regno Unito receda dall'Unione senza che un accordo di recesso sia entrato in vigore alla data in cui i trattati cessano di essere applicabili nei confronti del Regno Unito a norma dell'articolo 50, paragrafo 3, TUE. Il presente regolamento dovrebbe pertanto essere limitato a tali programmi di cooperazione.

(3)  I programmi di cooperazione sono disciplinati in particolare dai regolamenti (UE) n. 1299/2013(4), (UE) n. 1303/2013(5) e (UE, Euratom) 2018/1046(6) del Parlamento europeo e del Consiglio. Il presente regolamento dovrebbe stabilire disposizioni intese a consentire che, dopo il recesso del Regno Unito dall'Unione, i programmi di cooperazione continuino conformemente ai suddetti regolamenti.

(4)  Per quanto riguarda i programmi di cooperazione, l'autorità di gestione ha sede presso l'organismo speciale programmi UE ("SEUPB") istituito in virtù dell'accordo tra il governo dell'Irlanda e il governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord che istituisce organi di attuazione, firmato l'8 marzo 1999. Poiché interessano l'Irlanda del Nord, i programmi di cooperazione dovrebbero continuare con le necessarie disposizioni complementari.

(5)  Ai fini della continuazione dei programmi di cooperazione è opportuno precisare che, fatto salvo l'articolo 20, paragrafi 2 e 3, del regolamento (UE) n. 1299/2013, essi possono riguardare le regioni partecipanti del Regno Unito, che dovrebbero essere equivalenti a regioni di livello NUTS 3.

(6)  Ai fini della continuazione dei programmi di cooperazione con finanziamenti a titolo del bilancio generale dell'Unione, dovrebbe essere concluso un accordo amministrativo tra la Commissione e le autorità del Regno Unito, con effetto dalla data in cui i trattati cessano di essere applicabili nei confronti del Regno Unito, per consentire la realizzazione dei controlli necessari e gli audit dei programmi di cooperazione. Qualora tali controlli e audit non possano essere realizzati, la Commissione dovrebbe avere la possibilità di interrompere i termini di pagamento, sospendere i pagamenti e applicare rettifiche finanziarie conformemente agli articoli 83, 142, 144 e 145 del regolamento (UE) n. 1303/2013.

(7)  A norma dell'articolo 76 del regolamento (UE) n. 1303/2013, le decisioni di attuazione della Commissione che approvano il programma PEACE IV (Irlanda-Regno Unito) del 30 novembre 2015, e il programma Interreg V-A del 12 febbraio 2015, devono continuare a costituire una decisione di finanziamento ai sensi del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 e, di conseguenza, un impegno giuridico ai sensi del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046. Il Regno Unito mantiene la responsabilità per gli obblighi finanziari assunti in qualità di Stato membro in relazione a tali impegni giuridici dell'Unione.

(8)  A decorrere dalla data in cui i trattati cessano di essere applicabili al RegnoUnito, il Regno Unito cesserà di fare parte della parte dell'Unione nell'area di programma ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1299/2013. È opportuno quindi adattare le disposizioni di tale regolamento sull'ammissibilità delle operazioni a seconda dell'ubicazione.

(9)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, vale a dire consentire, a seguito del recesso del Regno Unito, la continuazione dei programmi di cooperazione, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della sua portata e dei suoi effetti, può essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,

(10)  Al fine di consentire la tempestiva applicazione delle misure di cui al presente regolamento, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Il presente regolamento dovrebbe applicarsi solamente qualora un accordo di recesso concluso con il Regno Unito conformemente all'articolo 50, paragrafo 2, TUE non sia entrato in vigore alla data in cui i trattati cessano di essere applicabili nei confronti del Regno Unito a norma dell'articolo 50, paragrafo 3 TUE,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto e ambito di applicazione

1.  Il presente regolamento stabilisce disposizioni intese ad affrontare le conseguenze del recesso del Regno Unito dall'Unione qualora un accordo di recesso concluso con il Regno Unito conformemente all'articolo 50, paragrafo 2, TUE non sia entrato in vigore alla data in cui i trattati cessano di essere applicabili nei confronti del Regno Unito a norma dell'articolo 50, paragrafo 3, TUE, per quanto riguarda la continuazione dei due programmi di cooperazione seguenti, disciplinati dal regolamento (UE) n. 1299/2013 e ai quali partecipa il Regno Unito (denominati congiuntamente "programmi di cooperazione"):

1)  PEACE IV (Irlanda-Regno Unito);

2)  Regno Unito-Irlanda (Irlanda-Irlanda del Nord-Scozia).

2.  Il regolamento (UE) n. 1299/2013 continua ad applicarsi ai programmi di cooperazione fatto salvo il presente regolamento.

Articolo 2

Copertura geografica

Fatto salvo l'articolo 20, paragrafi 2 e 3, del regolamento (UE) n. 1299/2013, i programmi di cooperazione possono riguardare le regioni partecipanti del Regno Unito, che sono equivalenti a regioni di livello NUTS 3.

Articolo 3

Autorità di programma

In deroga all'articolo 21, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1299/2013,

–  l'organismo speciale programmi UE ("SEUPB") che ospita l'autorità di gestione e l'autorità di certificazione dei programmi di cooperazione continua ad esercitare le sue funzioni;

–  il ministero delle Finanze dell'Irlanda del Nord (Department of Finance of Northern Ireland) resta l'autorità di audit dei programmi di cooperazione.

Articolo 4

Competenze della Commissione in materia di controlli

L'applicazione delle norme in materia di controlli e audit dei programmi di cooperazione è concordata tra la Commissione e le autorità del Regno Unito. I controlli e gli audit coprono l'intera durata dei programmi di cooperazione.

Se i necessari controlli e audit dei programmi di cooperazione non possono essere eseguiti in tutte le regioni interessate, si considera che ciò sia una carenza grave del sistema di gestione e di controllo ai fini delle misure di cui agli articoli 83, 142, 144 e 145 del regolamento (UE) n. 1303/2013.

Articolo 5

Ammissibilità delle operazioni a seconda dell'ubicazione

Il massimale di cui all'articolo 20, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) n. 1299/2013 non si applica ai programmi di cooperazione.

Articolo 6

Entrata in vigore e applicazione

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal giorno successivo a quello in cui i trattati cessano di essere applicabili nei confronti del Regno Unito a norma dell'articolo 50, paragrafo 3, TUE.

Tuttavia il presente regolamento non si applica qualora un accordo di recesso concluso con il Regno Unito conformemente all'articolo 50, paragrafo 2, TUE sia entrato in vigore entro la data di cui al secondo comma del presente articolo.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ...,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1) Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
(2)Parere del 20 febbraio 2019 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
(3) Posizione del Parlamento europeo del 13 marzo 2019.
(4)Regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 259).
(5)Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
(6)Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).


Proseguimento delle attività di mobilità in corso ai fini dell'apprendimento a titolo del programma Erasmus+ nel quadro del recesso del Regno Unito dall'Unione europea ***I
PDF 154kWORD 55k
Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni per il proseguimento delle attività di mobilità in corso ai fini dell'apprendimento a titolo del programma Erasmus+ nel quadro del recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord ("Regno Unito") dall'Unione europea (COM(2019)0065 – C8-0040/2019 – 2019/0030(COD))
P8_TA-PROV(2019)0167A8-0082/2019

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2019)0065),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, l'articolo 165, paragrafo 4, e l'articolo 166, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0040/2019),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 20 febbraio 2019(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visto l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 20 febbraio 2019, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0082/2019),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 13 marzo 2019 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2019/... del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni per il proseguimento delle attività di mobilità in corso ai fini dell'apprendimento a titolo del programma Erasmus+ istituito dal regolamento (UE) n. 1288/2013, nel quadro del recesso del Regno Unito dall'Unione

P8_TC1-COD(2019)0030


IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 165, paragrafo 4, e l'articolo 166, paragrafo 4,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(2),

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(3),

considerando quanto segue:

(1)  Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato l'intenzione di recedere dall'Unione a norma dell'articolo 50 del trattato sull'Unione europea (TUE). I trattati cesseranno di applicarsi al Regno Unito a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo di recesso o, in mancanza di tale accordo, due anni dopo la notifica, vale a dire dal 30 marzo 2019, salvo che il Consiglio europeo, d'intesa con il Regno Unito, decida all'unanimità di prorogare tale termine.

(2)  Il recesso si verifica durante il periodo di programmazione 2014-2020 del programma Erasmus+, cui partecipa il Regno Unito.

(3)  Il programma Erasmus+ è istituito e disciplinato dal regolamento (UE) n. 1288/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(4). Il presente regolamento dovrebbe stabilire le norme necessarie a consentire il proseguimento degli impegni giuridici già assunti in conformità del regolamento (UE) 1288/2013, per quanto riguarda le attività di mobilità in corso ai fini dell'apprendimento cui partecipa il Regno Unito successivamente al suo recesso dall'Unione.

(4)  A decorrere dalla data in cui i trattati cessano di applicarsi al Regno Unito, il Regno Unito cesserà di essere un paese del programma ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1288/2013. Per evitare che gli attuali partecipanti al programma Erasmus+ debbano interrompere le loro attività di mobilità in corso ai fini dell'apprendimento, è opportuno adeguare le norme sull'ammissibilità di tali attività in corso nel quadro del programma Erasmus+.

(5)  Per proseguire il finanziamento a titolo del bilancio dell'Unione delle attività di mobilità in corso ai fini dell'apprendimento, la Commissione e il Regno Unito dovrebbero concordare di autorizzare l'esercizio di controlli e revisioni contabili di tali attività. Se non possono essere effettuati i controlli e le revisioni contabili necessari, ciò dovrebbe essere considerato come una carenza grave del sistema di gestione e di controllo.

(6)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, vale a dire il proseguimento delle attività di mobilità ai fini dell'apprendimento che interessano il Regno Unito e che hanno avuto inizio al più tardi alla data in cui i trattati cessano di applicarsi al Regno Unito, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della sua portata e degli suoi effetti, può essere conseguito meglio a livello di Unione, quest’ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 TUE. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo

(7)  Poiché, in mancanza di un accordo di recesso o di una proroga del periodo di due anni successivo alla notifica del Regno Unito, i trattati cesseranno di applicarsi al Regno Unito a decorrere dal 30 marzo 2019, data la necessità di garantire, prima della data del recesso del Regno Unito dall'Unione, il proseguimento delle attività di mobilità ai fini dell'apprendimento nell'ambito del programma Erasmus+, si è ritenuto opportuno prevedere una deroga al periodo di otto settimane di cui all'articolo 4 del protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea, allegato al TUE, al trattato sul funzionamento dell'Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica.

(8)  Il presente regolamento dovrebbe entrare in vigore con urgenza il giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e dovrebbe applicarsi a decorrere dal giorno successivo a quello in cui i trattati cessano di essere applicabili al Regno Unito, a meno che entro tale data non sia entrato in vigore un accordo di recesso concluso con il Regno Unito,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto e ambito di applicazione

Il presente regolamento stabilisce disposizioni per il proseguimento delle attività di mobilità ai fini dell'apprendimento di cui agli articoli 7 e 13 del regolamento (UE) n. 1288/2013, che hanno luogo nel Regno Unito o che coinvolgono enti o partecipanti del Regno Unito e che hanno avuto inizio al più tardi alla data in cui i trattati cessano di applicarsi al Regno Unito.

Articolo 2

Ammissibilità

1.  Le attività di mobilità ai fini dell'apprendimento di cui all'articolo 1 continuano ad essere ammissibili al finanziamento.

2.  Ai fini dell'applicazione di eventuali disposizioni del regolamento (UE) n. 1288/2013 e degli atti di esecuzione di tale regolamento che sono necessari per dare attuazione al paragrafo 1, il Regno Unito è trattato alla stregua di uno Stato membro, fatte salvoil presente regolamento.

Tuttavia, i rappresentanti del Regno Unito non partecipano al comitato di cui all'articolo 36 del regolamento (UE) n. 1288/2013.

Articolo 3

Controlli e revisioni contabili

L'applicazione delle norme in materia di controlli e revisioni contabili delle attività di mobilità ai fini dell'apprendimento di cui all'articolo 1 è concordata tra la Commissione e le autorità del Regno Unito. I controlli e le revisioni contabili coprono l'intera durata delle attività di mobilità ai fini dell'apprendimento e del relativo follow-up.

L´impossibilità di effettuare i controlli e le revisioni contabili necessari del programma Erasmus+ nel Regno Unito costituisce una grave mancanza nell'adempimento degli obblighi principali relativi all'attuazione degli impegni giuridici esistenti tra la Commissione e l'agenzia nazionale del Regno Unito.

Articolo 4

Entrata in vigore e applicazione

Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal giorno successivo a quello in cui i trattati cessano di essere applicabili al Regno Unito, a norma dell'articolo 50, paragrafo 3, TUE.

Tuttavia, il presente regolamento non si applica se, entro la data di cui al secondo comma del presente articolo, è entrato in vigore un accordo di recesso concluso con il Regno Unito a norma dell'articolo 50, paragrafo 2, TUE.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ...,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1) Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
(2)Parere del 20 febbraio 2019 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
(3) Posizione del Parlamento europeo del 13 marzo 2019.
(4)Regolamento (UE) n. 1288/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce "Erasmus+": il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport e che abroga le decisioni n. 1719/2006/CE, n. 1720/2006/CE e n. 1298/2008/CE (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 50).


Sicurezza aerea in relazione al recesso del Regno Unito dall'Unione ***I
PDF 169kWORD 58k
Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a determinati aspetti della sicurezza aerea in relazione al recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall'Unione (COM(2018)0894 – C8-0514/2018 – 2018/0434(COD))
P8_TA-PROV(2019)0168A8-0061/2019

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0894),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 100, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0514/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 20 febbraio 2019(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visto l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 22 febbraio 2019, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i trasporti e il turismo (A8-0061/2019),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 13 marzo 2019 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2019/... del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a determinati aspetti della sicurezza aerea in relazione al recesso del Regno Unito dall'Unione

P8_TC1-COD(2018)0434


(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 100, paragrafo 2,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(2),

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(3),

considerando quanto segue:

(1)  Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato l'intenzione di recedere dall'Unione a norma dell'articolo 50 del trattato sull'Unione europea. I trattati cesseranno di applicarsi al Regno Unito a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo di recesso o, in mancanza di tale accordo, due anni dopo la notifica, vale a dire il 30 marzo 2019, salvo che il Consiglio europeo, d'intesa con il Regno Unito, decida all'unanimità di prorogare tale termine.

(2)  L'obiettivo principale del regolamento (UE) 2018/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio(4) è stabilire e mantenere un livello elevato e uniforme di sicurezza aerea nell'Unione. A tal fine è stato istituito un sistema di certificati per varie attività aeronautiche, allo scopo di conseguire i livelli di sicurezza prescritti e consentire le necessarie verifiche e il riconoscimento reciproco dei certificati rilasciati.

(3)  Nel settore della sicurezza aerea, l'impatto del recesso del Regno Unito dall'Unione europea sui certificati e sulle approvazioni può essere sanato da molti portatori di interessi tramite varie misure. Tali misure includono il trasferimento a un'autorità per l'aviazione civile di uno dei restanti 27 Stati membri o la richiesta, prima della data del recesso, di un certificato rilasciato dall'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea ("Agenzia"), con decorrenza solo da tale data e quindi subordinato alla condizione che il Regno Unito sia diventato un paese terzo.

(4)  Tuttavia, diversamente da altri ambiti del diritto dell'Unione, vi sono alcuni casi specifici in cui non è possibile ottenere un certificato da un altro Stato membro o dall'Agenzia, perché a decorrre dalla data del recesso il Regno Unito riprenderà, per la sua giurisdizione, il ruolo di "Stato di progettazione" nel quadro della Convenzione sull'aviazione civile internazionale. Il Regno Unito, a sua volta, può solamente rilasciare certificati in questo nuovo ruolo dopo averlo assunto, vale a dire da quando il diritto dell'Unione avrà cessato di applicarsi al Regno Unito in seguito al suo recesso dall'Unione.

(5)  È pertanto necessario istituire un meccanismo temporaneo per prorogare la validità di determinati certificati di sicurezza aerea, al fine di concedere agli operatori coinvolti e all'Agenzia il tempo sufficiente per rilasciare i certificati necessari a norma dell'articolo 68 del regolamento (UE) 2018/1139, per tenere conto dello status di paese terzo del Regno Unito.

(6)  La durata di tale proroga della validità dei certificati dovrebbe limitarsi a quanto strettamente necessario per far fronte all'uscita del Regno Unito dal sistema di sicurezza aerea dell'Unione.

(7)  Al fine di concedere un periodo di tempo supplementare, se necessario, affinché siano rilasciati agli operatori coinvolti i certificati di cui all'articolo 68 del regolamento (UE) 2018/1139, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo a una proroga ulteriore del periodo di validità dei certificati di cui all'allegato, sezione I, del presente regolamento. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"del 13 aprile 2016 (5). In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.

(8)  Inoltre, diversamente dalla maggior parte degli altri ambiti del diritto dell'Unione in materia di merci, l'invalidità dei certificati non incide sull'immissione sul mercato ma sull'uso effettivo di prodotti, parti e pertinenze del settore aeronautico nell'Unione, come ad esempio l'installazione di parti e pertinenze su un aeromobile dell'Unione che opera nell'Unione. Tale uso di prodotti aeronautici nell'Unione non dovrebbe subire le conseguenze del recesso del Regno Unito.

(9)  Nel sistema di sicurezza aerea dell'Unione l'addestramento dei piloti e dei meccanici è regolamentato rigidamente e i moduli di formazione sono armonizzati. Le persone che partecipano a un modulo di addestramento in uno Stato membro non sempre possonospostarsi, nel corso di tale formazione, in un altro Stato membro. Nelle misure di emergenza dell'Unione si dovrebbe tenere conto di tale situazione particolare.

(10)  Le disposizioni di cui al presente regolamento dovrebbero entrare in vigore con urgenza e applicarsi, in linea di principio, a decorrere dal giorno successivo a quello in cui i trattati cessano di applicarsi al Regno Unito, a meno che entro tale data sia entrato in vigore un accordo di recesso concluso con il Regno Unito. Per consentire che le necessarie procedure amministrative siano svolte il prima possibile, alcune disposizioni dovrebbero tuttavia applicarsi a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto e ambito di applicazione

1.  Il presente regolamento stabilisce disposizioni specifiche, in considerazione del recesso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord ("Regno Unito") dall'Unione europea, per determinati certificati di sicurezza aerea rilasciati a norma del regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio(6) o del regolamento (UE) 2018/1139 a persone fisiche e giuridiche aventi la loro sede principale delle attività nel Regno Unito e per determinate situazioni concernenti l'addestramento nel settore dell'aviazione.

2.  Il presente regolamento si applica ai certificati elencati nell'allegato del presente regolamento che sono validi il giorno precedente la data di applicazione del presente regolamento e che sono stati rilasciati da:

a)  l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea ("Agenzia"), a persone fisiche o giuridiche aventi la loro sede principale delle attività nel Regno Unito, come indicato nell'allegato, sezione 1; o

b)  persone fisiche o giuridiche certificate dalle autorità competenti del Regno Unito, come indicato nell'allegato, sezione 2.

3.  Oltre che ai certificati di cui al paragrafo 2, il presente regolamento si applica ai moduli di formazione ▌ di cui all'articolo 5.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si applicano le corrispondenti definizioni del regolamento (UE) 2018/1139 e degli atti delegati e di esecuzione adottati ai sensi di tale regolamento e a ai sensi del regolamento (CE) n. 216/2008.

Articolo 3

Certificati di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera a)

I certificati di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera a), rimangono validi per un periodo di nove mesi dalla data di applicazione del presente regolamento.

Qualora fosse necessario ulteriore periodo di tempo per il rilascio dei certificati di cui all'articolo 68 del regolamento (UE) 2018/1139 agli operatori interessati, la Commissione può prorogare il periodo di validità di cui al primo paragrafo del presente articolo mediante atti delegati.

Prima dell'adozione dell'atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"del 13 aprile 2016.

Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

Articolo 4

Certificati di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera b)

I certificati di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera b), concernenti l'utilizzo di prodotti, parti e pertinenze, restano validi ▌.

Articolo 5

Riporto di moduli di formazione ▌

In deroga ai regolamenti (UE) n. 1178/2011(7) e (UE) n. 1321/2014 della Commissione(8), le autorità competenti degli Stati membri o l'Agenzia, a seconda dei casi, tengono conto degli esami sostenuti nelle organizzazioni di addestramento soggette alla sorveglianza dell'autorità competente del Regno Unito, ma che non hanno ancora dato luogo al rilascio della licenza, prima della data di applicazione di cui all'articolo 10, paragrafo 2, secondo comma, del presente regolamento, come se fossero stati sostenuti presso un'organizzazione di addestramento soggetta alla sorveglianza dell'autorità competente di uno Stato membro.

Articolo 6

Norme e obblighi riguardanti i certificati disciplinati dagli articoli 3 o 4

1.  I certificati disciplinati dagli articoli 3 o 4 del presente regolamento sono soggetti alle norme ad essi applicabili in conformità del regolamento (UE) 2018/1139 e agli atti di esecuzione e delegati adottati in virtù di esso o del regolamento (CE) n. 216/2008. L'Agenzia dispone dei poteri stabiliti nel regolamento (UE) 2018/1139 e negli atti di esecuzione e delegati adottati ai sensi di tale rigolamento e ai sensi del regolamento (CE) n. 216/2008 in relazione ai soggetti aventi la loro sede principale delle attività in un paese terzo.

2.  Su richiesta dell'Agenzia, i titolari di certificati di cui all'articolo 3 e gli emittenti dei certificati di cui all'articolo 4 trasmettono copia di tutte le relazioni di audit, le risultanze e i piani di azione correttivi pertinenti ai certificati che sono stati elaborati nel corso dei tre anni precedenti la richiesta. Se tali documenti non sono forniti entro i termini stabiliti dall'Agenzia nella sua richiesta, l'Agenzia può revocare il beneficio acquisito a norma dell'articolo 3 o dell'articolo 4, a seconda del caso.

3.  I titolari di certificati di cui all'articolo 3 e gli emittenti dei certificati di cui all'articolo 4 del presente regolamento informano senza ritardo l'Agenzia di eventuali azioni intraprese dalle autorità del Regno Unito che possano porsi in conflitto con i loro obblighi derivanti dal presente regolamento o dal regolamento (UE) 2018/1139.

Articolo 7

Autorità competente

Ai fini del presente regolamento e ai fini della sorveglianza dei titolari e degli emittenti dei certificati di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del presente regolamento, l'Agenzia agisce in qualità di autorità competente per i soggetti di paesi terzi di cui al regolamento (UE) 2018/1139 e agli atti di esecuzione e delegati adottati ai sensi di tale regolamento o ai sensi del regolamento (CE) n. 216/2008.

Articolo 8

Applicazione del regolamento (UE) n. 319/2014 della Commissione

Il regolamento (UE) n. 319/2014 della Commissione(9) si applica alle persone fisiche e giuridiche che sono in possesso o emettono i certificati di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del presente regolamento alle stesse condizioni previste per i titolari dei corrispondenti certificati rilasciati a persone fisiche o giuridiche di paesi terzi.

Articolo 9

Mezzi accettabili di conformità e materiale esplicativo

L'Agenzia può pubblicare metodi accettabili di conformità e materiale esplicativo per l'applicazione del presente regolamento in conformità dell'articolo 76, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2018/1139.

Articolo 10

Entrata in vigore e applicazione

1.  Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

2.  Esso si applica a decorrere dal giorno successivo a quello in cui i trattati cessano di applicarsi al Regno Unito a norma dell'articolo 50, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea. L'articolo 5 si applica, tuttavia, a decorrere dalla data dell'entrata in vigore del presente regolamento.

3.  Il presente regolamento non si applica se entro la data di cui al paragrafo 2, primo comma, è entrato in vigore un accordo di recesso concluso con il Regno Unito a norma dell'articolo 50, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ...,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

ALLEGATO

Elenco dei certificati di cui all'articolo 1

Sezione 1: certificati rilasciati dall'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea ("Agenzia") a persone fisiche o giuridiche aventi la loro sede principale delle attività nel Regno Unito e per aeromobili, di cui al:

1.1.  regolamento (UE) n. 748/2012 della Commissione(10), allegato I, parte 21, sezione A, capitolo B (certificati di omologazione e certificati di omologazione ristretti)

1.2.  regolamento (UE) n. 748/2012, allegato I, parte 21, sezione A, capitolo D (modifiche ai certificati di omologazione e certificati di omologazione ristretti)

1.3.  regolamento (UE) n. 748/2012, allegato I, parte 21, sezione A, capitolo E (certificati supplementari di omologazione)

1.4.  regolamento (UE) n. 748/2012, allegato I, parte 21,sezione A, capitolo M ( riparazioni)

1.5.  regolamento (UE) n. 748/2012, allegato I, parte 21, sezione A, capitolo O (autorizzazioni ETSO)

1.6.  regolamento (UE) n. 748/2012, allegato I, parte 21, sezione A, capitolo J (approvazione DOA)

Sezione 2: certificati relativi a prodotti, parti e pertinenze rilasciati da persone fisiche o giuridiche certificate dalle autorità competenti del Regno Unito di cui al:

2.1.  regolamento (UE) n. 748/2012, allegato I, sezione A, capitolo G, punto 21.A.163(c) (certificati di riammissione in servizio di prodotti, parti e pertinenze)

2.2.  regolamento (UE) n. 1321/2014, allegato II, parte-145, punto 145.A.75(e) (certificati di riammissione in servizio al termine degli interventi di manutenzione)

2.3.  regolamento (UE) n. 1321/2014, allegato II, parte-145, punto 145.A.75(f) (certificati di revisione dell'aeronavigabilità per aeromobili ELA 1)

2.4.  regolamento (UE) n. 1321/2014, allegato I, parte M, sezione A, capitolo F, punto M.A.615(d) (certificati di riammissione in servizio al termine della manutenzione)

2.5.  regolamento (UE) n. 1321/2014, allegato I, parte M, sezione A, capitolo F, punto M.A.615(e) (certificati di revisione dell'aeronavigabilità per aeromobili ELA 1)

2.6.  regolamento (UE) n. 1321/2014, allegato I, parte M, sezione A, capitolo G, punto M.A.711(a)(4) o (b)(1) (certificati di revisione dell'aeronavigabilità e loro estensioni)

2.7.  regolamento (UE) n. 1321/2014, allegato I, parte M, sezione A, capitolo H, punto M.A.801(b)(2) e (3) e (c) (certificati di riammissione in servizio per quanto riguarda l'esecuzione della manutenzione).

(1) Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
(2)Parere del 20 febbraio 2019 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
(3) Posizione del Parlamento europeo del 13 marzo 2019.
(4)Regolamento (UE) 2018/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2018, recante norme comuni nel settore dell'aviazione civile, che istituisce un'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea e che modifica i regolamenti (CE) n. 2111/2005, (CE) n. 1008/2008, (UE) n. 996/2010, (UE) n. 376/2014 e le direttive 2014/30/UE e 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, e abroga i regolamenti (CE) n. 552/2004 e (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (CEE) n. 3922/91 del Consiglio (GU L 212 del 22.8.2018, pag. 1).
(5) GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.
(6)Regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008, recante regole comuni nel settore dell'aviazione civile e che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza aerea, e che abroga la direttiva 91/670/CEE del Consiglio, il regolamento (CE) n. 1592/2002 e la direttiva 2004/36/CE. GU L 79 del 19.3.2008, pag. 1.
(7)Regolamento (UE) n. 1178/2011 della Commissione, del 3 novembre 2011, che stabilisce i requisiti tecnici e le procedure amministrative relativamente agli equipaggi dell'aviazione civile ai sensi del regolamento (CE) n. 216/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 311 del 25.11.2011, pag. 1).
(8)Regolamento (UE) n. 1321/2014 della Commissione, del 26 novembre 2014, sul mantenimento dell'aeronavigabilità di aeromobili e di prodotti aeronautici, parti e pertinenze, nonché sull'approvazione delle organizzazioni e del personale autorizzato a tali mansioni (GU L 362 del 17.12.2014, pag. 1).
(9)Regolamento (UE) n. 319/2014 della Commissione, del 27 marzo 2014, relativo ai diritti e agli onorari riscossi dall'Agenzia europea per la sicurezza aerea, e che abroga il regolamento (CE) n. 593/2007 (GU L 95 del 28.3.2014, pag. 58).
(10) Regolamento (UE) n. 748/2012 della Commissione, del 3 agosto 2012, che stabilisce le regole di attuazione per la certificazione di aeronavigabilità e ambientale di aeromobili e relativi prodotti, parti e pertinenze, nonché per la certificazione delle imprese di progettazione e di produzione Testo rilevante ai fini del SEE (GU L 224 del 21.8.2012, pag. 1).


Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo UE-Afghanistan ***
PDF 114kWORD 47k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra (15093/2016 – C8-0107/2018 – 2015/0302(NLE))
P8_TA-PROV(2019)0169A8-0026/2019

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (15093/2016),

–  visto il progetto di accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra (05385/2015),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma degli articoli 207, 209, dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), e dell'articolo 218, paragrafo 8, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0107/2018),

–  vista la sua risoluzione non legislativa del 13 marzo 2019(1) sul progetto di decisione,

–  visti l'articolo 99, paragrafi 1 e 4, nonché l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per gli affari esteri e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0026/2019),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e alla Repubblica islamica di Afghanistan.

(1) Testi approvati, P8_TA(2019)0000.


Accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo UE-Afghanistan
PDF 193kWORD 67k
Risoluzione non legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 recante una proposta di risoluzione non legislativa sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra (15093/2016 – C8-0107/2018 – 2015/0302M(NLE))
P8_TA-PROV(2019)0170A8-0058/2019

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (15093/2016),

–  visto l'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica islamica di Afghanistan, dall'altra(1), firmato il 18 febbraio 2017 dal vicepresidente della Commissione/Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/HR) Federica Mogherini,

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio il 6 febbraio 2018 a norma dell'articolo 37 del trattato sull'Unione europea (TUE) e degli articoli 207, 209, 218, paragrafo 6, lettera a), secondo comma, e paragrafo 8, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) (C8-0107/2018),

–  vista la sua risoluzione legislativa del 13 marzo 2019 sulla proposta di decisione del Consiglio(2),

–  vista l'applicazione provvisoria delle parti dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo (CAPD) di competenza esclusiva dell'UE dal 1° dicembre 2017,

–  vista la sua risoluzione del 13 giugno 2013 sui negoziati in vista di un accordo di cooperazione UE-Afghanistan sul partenariato e lo sviluppo(3),

–  viste le sue precedenti relazioni e risoluzioni sull'Afghanistan, in particolare le sue risoluzioni del 16 dicembre 2010 su una nuova strategia per l'Afghanistan(4), del 15 dicembre 2011 sul controllo di bilancio dell'assistenza finanziaria dell'UE all'Afghanistan(5), del 12 marzo 2014 sul ruolo regionale e le relazioni politiche del Pakistan con l'UE(6), dell'8 ottobre 2015 sulla pena di morte(7), del 26 novembre 2015 sull'Afghanistan, in particolare le uccisioni avvenute nella provincia di Zabul(8), del 28 aprile 2016 sugli attacchi contro ospedali e scuole quali violazioni del diritto internazionale umanitario(9), del 5 aprile 2017 su come far fronte ai movimenti di rifugiati e migranti: ruolo dell'azione esterna dell'UE(10), del 13 settembre 2017 sulle relazioni politiche dell'UE con l'India(11), del 14 dicembre 2017 sulla situazione in Afghanistan(12),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 19 novembre 2018 e del 16 ottobre 2017 sull'Afghanistan,

–  vista la comunicazione congiunta del VP/HR e della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 24 luglio 2017, dal titolo "Elementi per una strategia dell'UE sull'Afghanistan" (JOIN(2017)0031),

–  visto il programma indicativo pluriennale 2014-2020 per l'Afghanistan, nell'ambito dello strumento di cooperazione allo sviluppo dell'Unione,

–  vista la tabella di marcia dell'UE per paese per il dialogo con la società civile in Afghanistan per il periodo 2018-2020,

—  vista la chiusura della Missione di polizia dell'Unione europea in Afghanistan (EUPOL Afghanistan) nel 2016,

–  vista la relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite, del 10 settembre 2018, sulla situazione in Afghanistan e le sue implicazioni per la pace e la sicurezza internazionale,

—  visto il documento dal titolo "Azione congiunta UE-Afghanistan per il futuro in materia di questioni migratorie", del 2 ottobre 2016,

—  visti le risoluzioni 2210 (2015) e 2344 (2017) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e il mandato della Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA),

–  vista la relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani degli sfollati interni, del 12 aprile 2017, sulla sua missione in Afghanistan,

–  vista la richiesta del procuratore della Corte penale internazionale, Fatou Bensouda, del 3 novembre 2017 di avviare un'indagine sui crimini di guerra e sui crimini contro l'umanità presumibilmente commessi in Afghanistan dal 1 maggio 2003,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo,

–  vista la Conferenza ministeriale sull'Afghanistan di Ginevra del 27-28 novembre 2018,

—  visti i risultati della Conferenza internazionale di Bruxelles sull'Afghanistan del 5 ottobre 2016, copresieduta dall'Unione europea, e gli impegni reciproci assunti in occasione delle conferenze internazionali sull’Afghanistan svoltesi a Bonn il 5 dicembre 2011, a Tokyo l'8 luglio 2012 e a Londra il 4 dicembre 2014,

–  vista la conferenza di Tashkent sull'Afghanistan del 26-27 marzo 2018,

—  visto il processo "Heart of Asia" avviato a Istanbul il 2 novembre 2011,

—  vista la dichiarazione di Kabul del 22 dicembre 2002 sulle relazioni di buon vicinato,

–  vista la forza internazionale di assistenza alla sicurezza (FIAS) (2003-2014), guidata dalla NATO sotto l’egida delle Nazioni Unite, e le conclusioni del vertice della NATO tenutosi a Bruxelles il 24-25 maggio 2017, concernente la prosecuzione della missione "Resolute support" di formazione, consulenza e assistenza (dal 2014 ad oggi),

–  visto il piano di risposta umanitaria 2018-2021 per l'Afghanistan,

–  visto il quadro per l'autosufficienza attraverso la responsabilità reciproca adottato in occasione della conferenza di Bruxelles sull'Afghanistan il 4-5 ottobre 2016,

–  visto l'articolo 99, paragrafo 2, del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari esteri, il parere della commissione per lo sviluppo e la posizione sotto forma di emendamenti della commissione per il commercio internazionale (A8-0058/2019),

A.  considerando che il 10 novembre 2011 il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza la Commissione a negoziare un CAPD tra l'Unione europea e la Repubblica islamica di Afghanistan(13); che il CAPD è stato applicato in via provvisoria e parziale dal 1° dicembre 2017, prima dell’approvazione da parte del Parlamento europeo;

B.  considerando che il 13 gennaio 2016 il VP-HR e la Commissione hanno presentato al Consiglio le proposte congiunte di decisioni del Consiglio relative alla firma e alla conclusione dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo quale accordo tra l'Unione europea e l'Afghanistan (riguardante "la sola UE");

C.  considerando che, pur concordando sulla sostanza dell'accordo di cooperazione sul partenariato e sullo sviluppo, gli Stati membri hanno espresso la propria preferenza per un accordo "misto" con applicazione provvisoria, e hanno pertanto invitato la Commissione e il VP-HR a rivedere le proposte per tener conto dell'applicazione mista e provvisoria;

D.  considerando che il CAPD è stato firmato il 18 febbraio 2017;

E.  considerando che il CAPD costituirà la base delle relazioni tra l'UE e l'Afghanistan per il prossimo decennio e potrà essere automaticamente prorogato per periodi di cinque anni;

F.  considerando che il Parlamento ha ricevuto informazioni parziali ma non complete durante l'intero processo negoziale; che il Parlamento ha ricevuto le direttive di negoziato del Consiglio per il Servizio europeo per l’azione esterna solo il 16 marzo 2018 anziché nel novembre 2011 quando il Parlamento è stato informato in merito alla decisione di avviare i negoziati;

G.  considerando che questo quadro giuridico si basa sull'attuale strategia dell'UE sull'Afghanistan nonché sull'ampia assistenza finanziaria esterna dell'Unione;

H.  considerando che il CAPD costituirà la prima relazione contrattuale tra l'UE e l'Afghanistan, confermando l'impegno dell'UE a favore dello sviluppo futuro dell'Afghanistan nel corso del "decennio di trasformazione" (2014-2024) e rafforzando i legami storici, politici ed economici tra le due parti;

I.  considerando che il CAPD rispecchia i principi e le condizioni su cui poggerà il futuro partenariato UE-Afghanistan (titoli I e II), ivi comprese le clausole sugli elementi essenziali in materia di diritti umani e non proliferazione delle armi di distruzione di massa (ADM); che il CAPD prevede la possibilità di cooperare in un'ampia gamma di settori, ivi compresi lo sviluppo (titolo III), il commercio e gli investimenti (titolo IV), la giustizia e lo Stato di diritto (titolo V), tra cui la lotta contro la criminalità organizzata, il riciclaggio di denaro e il narcotraffico, la cooperazione in materia di migrazione, e un potenziale accordo di riammissione futuro, nonché la cooperazione settoriale (titolo VI);

J.  considerando che il CAPD permetterà inoltre all'UE e all'Afghanistan di affrontare congiuntamente le sfide mondiali, come la sicurezza nucleare, la non proliferazione e i cambiamenti climatici;

K.  considerando che l'Afghanistan ha raggiunto un momento cruciale: se non si intraprenderanno ulteriori sforzi, tutti gli sforzi, i progressi e i sacrifici effettuati finora nello sviluppo dell'Afghanistan rischiano di andare persi;

L.  considerando che l'emergere della minaccia terroristica dal gruppo collegato al Daesh conosciuto come Stato islamico-provincia di Khorasan (IS-KP) ha contribuito in maniera significativa all'ulteriore peggioramento della situazione della sicurezza; considerando che, nel maggio 2018, il governo afghano aveva il controllo del 56 % dei distretti dell'Afghanistan e del 58 % del territorio, contenente il 65 % della popolazione, con il 32 % dei distretti conteso e il 12 % soggetto al controllo di insorti(14),(15);

M.  considerando che, dal 2002, l’Unione europea e i suoi Stati membri, collettivamente, sono stati il principale donatore internazionale all’Afghanistan e ai suoi cittadini, fornendo oltre 3,66 miliardi di EUR in aiuti umanitari e allo sviluppo; che, secondo il programma indicativo pluriennale 2014-2020 per l'Afghanistan, è assegnato un nuovo finanziamento per lo sviluppo pari a 1,4 miliardi di EUR per il periodo 2014-2020; considerando che il PIL dell'Afghanistan è attualmente pari a 20 miliardi di USD e che il suo tasso di crescita è diminuito dal 2014; che l'economia afghana affronta tuttora una serie di sfide, tra cui corruzione, scarsa riscossione delle entrate, infrastrutture carenti e debole creazione di posti di lavoro;

N.  considerando che dal 2001 molti Stati membri dell’UE, partner della NATO e paesi alleati hanno contribuito alla stabilizzazione e allo sviluppo dell'Afghanistan con risorse civili e militari, riportando pesanti vittime e perdite; considerando che un Afghanistan stabile e indipendente in grado di provvedere a se stesso e negare l'asilo a gruppi terroristici rientra tuttora tra gli interessi essenziali di sicurezza della NATO, dell'UE e dei suoi Stati membri; considerando che gli Stati membri dell'UE dispongono tuttora di oltre 3 000 unità di personale militare in Afghanistan che partecipano alla missione "Resolute support" della NATO;

O.  considerando che ci sono 2,5 milioni di rifugiati registrati e tra i 2 e i 3 milioni di afghani privi di documenti in Iran e Pakistan; considerando che in Afghanistan ci sono oltre 2 milioni di sfollati interni, di cui più di 300 000 erano sfollati nel 2018; considerando che molte di queste persone soffrono di insicurezza alimentare, di alloggi inadeguati, di accesso insufficiente alle strutture igienico-sanitarie e di mancanza di protezione, e che molti sono bambini classificati come particolarmente vulnerabili al rischio di lavoro minorile, abuso sessuale o potenziale reclutamento di gruppi criminali; considerando che dall'inizio del 2018 oltre 450 000 afghani sono rientrati in Afghanistan o sono stati espulsi dall'Iran; che il governo del Pakistan ha annunciato che 1,7 milioni di rifugiati afghani registrati nel paese dovranno rimpatriare in modo forzato verso l'Afghanistan;

P.  considerando che, secondo le Nazioni Unite, la corruzione in Afghanistan compromette la legittimità dello Stato e pone una seria minaccia alla buona governance e allo sviluppo sostenibile impedendo l'emergere di un'economia reale;

Q.  considerando che l'Afghanistan rappresenta un paese a basso reddito, in situazione post-conflitto e senza sbocco sul mare e pone particolari sfide per la comunità internazionale e le sue istituzioni;

R.  considerando che, secondo l'indice di adattamento globale, l'Afghanistan rappresenta uno dei paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici a livello mondiale;

S.  considerando che sono in aumento nuove minacce e crisi internazionali, determinando una perdita di attenzione, sostegno e interesse da parte del pubblico per la situazione in Afghanistan;

T.  considerando che si stima che l'87 % delle donne afghane sia vittima di violenza di genere; che nell'indice di disuguaglianza di genere delle Nazioni Unite per il 2017 l'Afghanistan si colloca al 154°posto su 160 paesi;

U.  considerando che nel 2017 la coltivazione di oppio in Afghanistan ha raggiunto un livello record, con un aumento del 63 % rispetto al 2016; che il traffico illecito di oppiacei alimenta ulteriormente l'instabilità e le insurrezioni e aumenta il finanziamento a gruppi terroristici in Afghanistan;

V.  considerando che per la prima volta il bilancio afghano del 2018 rispetta le norme internazionali in materia di proiezioni e contabilità;

W.  considerando che la missione di polizia dell'Unione europea in Afghanistan si è conclusa nel 2016 dopo nove anni di progressi;

Aspetti politico-strategici

1.  mantiene il proprio impegno a sostenere il governo afghano nei suoi sforzi per costruire un futuro sicuro e stabile per il popolo dell'Afghanistan avviando riforme fondamentali al fine di migliorare la governance e lo Stato di diritto, combattere il terrorismo e l'estremismo, raggiungere una pace e uno sviluppo sostenibili, costruire istituzioni legittime e democratiche, promuovere la resilienza in vista delle sfide nazionali e regionali per la sicurezza, garantire il rispetto per i diritti umani, compresi i diritti delle donne, dei minori, delle minoranze etniche e religiose, combattere la corruzione, contrastare gli stupefacenti, migliorare la sostenibilità fiscale e promuovere una crescita economica e uno sviluppo sociale e rurale inclusivi e sostenibili, offrendo ai giovani, che rappresentano i due terzi della popolazione, un futuro migliore; sottolinea che è necessaria una risoluzione pacifica del conflitto in Afghanistan e che tutti gli sforzi dovrebbero essere destinati a tale obiettivo più urgente;

2.  sottolinea che lo sviluppo a lungo termine dell’Afghanistan dipenderà dalla responsabilità, dalla buona governance, dalla fornitura sostenibile di sicurezza umana, compresa la riduzione della povertà e la creazione di opportunità di lavoro, dall’accesso ai servizi sociali e sanitari, dall’istruzione e dalla tutela delle libertà fondamentali e dei diritti umani, compresi i diritti delle donne e delle minoranze; sottolinea la necessità di gestire gli affari in modo tale da garantire una crescita economica inclusiva e condizioni favorevoli per investimenti esteri sostenibili a beneficio della popolazione dell'Afghanistan, nel pieno rispetto delle norme sociali, ambientali e del lavoro;

3.  è preoccupato per la fragilità e l'instabilità del governo centrale e la mancanza di controllo che esercita in gran parte del paese, esacerbando l’impatto del conflitto sulla popolazione civile; invita l'UE e la comunità internazionale ad agevolare la mediazione in casi quali le questioni post-elettorali irrisolte;

4.  invita l'UE a prestare assistenza negli sforzi contro la tendenza a lungo termine delle tensioni interetniche che contribuisce alla disintegrazione del potere centrale e a sostenere il ricco tessuto multietnico della società afghana;

5.  sottolinea il proprio sostegno a lungo termine a favore di elezioni credibili, libere, regolari e trasparenti, in linea con gli standard internazionali, ed esprime il proprio sostegno a favore dell'osservazione delle elezioni nel paese da parte dell'UE, compresa l'osservazione delle elezioni presidenziali del 2019; sottolinea che a causa delle croniche rivalità politiche il risultato delle elezioni avrà un enorme impatto sulla futura stabilità del governo afghano;

6.  sottolinea il notevole potenziale economico del paese derivante dalla sua posizione geografica e dalle sue risorse umane e naturali;

7.  sottolinea il notevole sostegno finanziario e politico dell'UE a favore dello sviluppo sociale ed economico, degli aiuti umanitari e della connettività regionale dell'Afghanistan; esorta a mettere in atto ulteriori interventi nella programmazione congiunta tra l'UE e i suoi Stati membri;

8.  sottolinea, in tal senso, la necessità di potenziare il coordinamento e il dialogo UE-USA a livello politico sull'Afghanistan e sui temi regionali;

9.  accoglie con favore la comunicazione congiunta adottata in occasione della Conferenza ministeriale di Ginevra sull'Afghanistan, ospitata dalle Nazioni Unite il 27-28 novembre 2018, in considerazione degli impegni assunti in occasione della conferenza di Bruxelles del 2016 sull'Afghanistan;

Ruolo e responsabilità degli attori regionali

10.  ricorda che l'Afghanistan è un paese senza sbocco sul mare situato al crocevia tra Asia e Medio Oriente e riconosce che il sostegno e la cooperazione positiva dei paesi limitrofi e delle potenze regionali, in particolare Cina, Iran, India, Russia e Pakistan, sono essenziali per la stabilizzazione, lo sviluppo e la redditività economica dell'Afghanistan; si rammarica del fatto che un Afghanistan stabile e prospero non sia sempre l’obiettivo finale di questi attori regionali e sottolinea il ruolo cruciale di tali paesi nel processo di stabilizzazione e di pace; chiede ai paesi vicini di astenersi in futuro dal bloccare le esportazioni afgane, come si è verificato in passato;

11.  sottolinea che la mobilità e l'attività sostenuta delle reti terroristiche che operano in Afghanistan e in Pakistan contribuiscono all'instabilità della situazione nell'intera regione;

12.  sottolinea che l'Afghanistan è spesso soggetto a obiettivi conflittuali di potenze regionali; le esorta a sostenere pienamente gli sforzi di pace in Afghanistan; sostiene i forum di cooperazione regionale, ma esprime preoccupazione per la partecipazione parallela al conflitto di taluni vicini dell'Afghanistan per mezzo di intermediari, che mina gli sforzi di pace; invita i paesi vicini ad astenersi dal coinvolgere i delegati nelle loro rivalità in Afghanistan ed esorta le potenze vicine e regionali a cooperare pienamente al fine di conseguire una pace duratura e sostenibile in Afghanistan;

13.  esorta l'UE ad intensificare gli sforzi per instaurare un dialogo e una cooperazione con i partner regionali al fine di combattere il traffico di droga, il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e il traffico di esseri umani;

14.  sottolinea l'importanza fondamentale delle infrastrutture e dello sviluppo regionale dell'Afghanistan per migliorare il commercio e la connettività tra i paesi dell'Asia centrale e dell'Asia meridionale, generando così anche un fattore stabilizzante nella regione;

15.  invita l'Unione europea a inserire nelle sue strategie per l'Asia centrale e meridionale considerazioni in merito alla cooperazione tra l'UE e l'Afghanistan;

Sicurezza e costruzione della pace

16.  resta profondamente preoccupato per il continuo deterioramento della situazione della sicurezza in Afghanistan e per le continue conquiste territoriali dei militanti talebani e di vari gruppi terroristici quali l'IS-KP, che sembra essere fortemente rafforzato dalla presenza di combattenti stranieri; condanna con forza gli attacchi da loro commessi contro civili, forze di sicurezza, istituzioni e società civile in Afghanistan; ribadisce il suo pieno impegno a combattere contro tutte le forme di terrorismo e rende omaggio a tutti i membri delle forze di coalizione e afghane e a tutti i civili che hanno pagato il prezzo più grande per un Afghanistan democratico, inclusivo, prospero sicuro e stabile; osserva che nel 2018 oltre metà degli attacchi contro il governo era attribuita all'IS-KP, il cui obiettivo consiste nel destabilizzare e ostacolare il processo di riconciliazione e di pace; osserva con preoccupazione che le attuali organizzazioni jihadiste, IS-KP, Al Qaeda e le loro varie affiliate, sono riuscite ad adattarsi e attecchire, rappresentando un'importante sfida di sicurezza per l'Afghanistan, la regione e l'Europa;

17.  sottolinea il costante sostegno dell'UE al processo di pace e riconciliazione condotto dall'Afghanistan inclusivo e di cui tale paese si fa carico, ivi compresa l'attuazione dell'accordo di pace concordato con Hezb-e-Islami; è pronto a contribuirvi con tutti gli adeguati strumenti dell'UE non appena vi sarà un processo di pace significativo; invita i talebani a denunciare la violenza, ad aderire al processo di pace e ad accettare la Costituzione afghana; sottolinea il suo sostegno a favore di una pace globale che il governo ha ripetutamente proposto ai talebani; invita la società civile a partecipare pienamente a tali negoziati; riconosce che sarà necessario affrontare la questione di una presenza di sicurezza internazionale combinata a lungo termine per assistere le forze di sicurezza afghane nella stabilizzazione del paese e nell'evitare che questo diventi nuovamente un porto sicuro per gruppi terroristici e una fonte di instabilità regionale; invita tutte le parti del conflitto a rispettare il diritto umanitario internazionale;

18.  accoglie con favore il primo cessate il fuoco dal 2001, Eid al-Fitr, che ha dimostrato un desiderio diffuso di pace tra gli afghani; chiede ai talebani di rispettare gli inviti del presidente afghano a un nuovo cessate il fuoco;

19.  sottolinea che quarant'anni di guerra e conflitto, a partire dall'invasione sovietica dell'Afghanistan nel 1979, hanno prodotto molti dei problemi irrisolti cui il paese deve attualmente far fronte; riconosce, a tale riguardo, il ruolo dei giovani e della diaspora afghana nel processo di costruzione di un futuro sicuro e migliore per il paese; invita l'UE a sostenere la giustizia di transizione per le vittime di violenza;

20.  osserva che, a seguito della conclusione nel dicembre 2016 della missione della politica di sicurezza e di difesa comune EUPOL Afghanistan, che ha fornito formazione e consulenza specializzate alla Polizia nazionale afghana e al ministero dell'Interno, l'Unione ha proseguito la sua cooperazione con la polizia afghana attraverso gli strumenti esterni dell'UE, ad esempio lo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP), che finanzia anche azioni di riconciliazione;

21.  osserva che la missione dell'ISAF ha costituito con successo, partendo da zero, le forze di sicurezza nazionali afghane, composte da 352 000 soldati e agenti di polizia con fanteria, polizia militare, intelligence, bonifica di itinerari, supporto al combattimento, capacità mediche, aviatorie e logistiche, contrastando quindi l'influenza degli insorti all'interno del paese;

22.  osserva che l'ISAF ha creato un ambiente sicuro per il miglioramento della governance e dello sviluppo economico determinando il più elevato guadagno in termini percentuali di qualsiasi paese nell'ambito degli indicatori sanitari di base e di altri indicatori di sviluppo; osserva che il successo dell'ISAF ha altresì determinato l'emergere di mezzi di informazione dinamici e l'esercizio del diritto di voto per milioni di afghani;

23.  incoraggia ulteriormente la missione "Resolute support" della NATO a continuare la sua formazione e supervisione dell'esercito afghano; incoraggia gli Stati membri a offrire una formazione di gestione civile delle crisi ai governi nazionali e locali dell'Afghanistan;

24.  incoraggia la NATO e l'UE a collaborare per raccogliere informazioni sui gruppi ribelli che minacciano l'Afghanistan e coordinare congiuntamente le raccomandazioni politiche rivolte alle forze di sicurezza afghane;

25.  deplora vivamente che i talebani e altri gruppi ribelli sfruttino la presenza dell'UE e della comunità internazionale in Afghanistan e gli sviluppi che hanno realizzato, a fini propagandistici, per promuovere la narrativa secondo cui gli occupanti stranieri stanno ostacolando il paese e lo stile di vita afghani; incoraggia l'UE e il governo afghano a contrastare tale propaganda;

26.  sottolinea il fatto che la lotta al finanziamento del terrorismo e al suo finanziamento è fondamentale per la creazione di un ambiente propizio alla sicurezza in Afghanistan; esorta tutti i partner pertinenti a intensificare i loro sforzi intesi a smantellare tutte le reti di finanziamento al terrorismo, compreso l’abuso delle reti hawala e delle donazioni internazionali a tal fine, nell'intento di combattere la radicalizzazione, l’estremismo e gli strumenti di reclutamento su cui continuano a basarsi le organizzazioni terroristiche afghane;

27.  esorta il governo afghano ad adottare tutte le misure necessarie per garantire che la prevenzione e il contrasto della diffusione delle ideologie estremiste siano tra le sue principali priorità;

28.  sostiene il programma afghano di pace e reintegrazione, che reintegra nella società i membri dei talebani che si arrendono e rinunciano alla violenza; plaude al Regno Unito per aver già contributo con oltre 9 milioni di GBP;

29.  invita il governo dell'Afghanistan ad attuare pienamente la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza e a garantire la partecipazione, la protezione e i diritti delle donne durante tutto il ciclo dei conflitti, dalla prevenzione degli stessi alla ricostruzione postbellica;

30.  incoraggia il governo afghano a elaborare efficaci contromisure chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (CBRN); esorta l'UE a fornire sostegno operativo, tecnico e finanziario per lo sviluppo delle capacità CBRN;

31.  incoraggia il governo afghano a migliorare i propri sistemi di controllo nazionali per contrastare l'ampia circolazione di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) in linea con le norme internazionali vigenti;

Costruzione dello Stato

32.  sottolinea la necessità che il governo dell'Afghanistan e la comunità internazionale intensifichino gli sforzi per eliminare la corruzione nel paese, nonché per rafforzare istituzioni efficienti e inclusive e migliorare la governance locale quali passi essenziali per creare uno Stato stabile e legittimo in grado di prevenire conflitti e insurrezioni; invita il governo afghano a rafforzare la capacità nazionale di recuperare i beni rubati attraverso programmi come l'iniziativa per il recupero dei beni rubati condotta dal Gruppo della Banca mondiale e dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC);

33.  invita il governo dell'Afghanistan ad aumentare l'inclusività politica, a consolidare la responsabilità e a contrastare attivamente la corruzione;

34.  sottolinea che occorre colmare il divario tra i governi nazionale e locali dell’Afghanistan; riconosce che tale problema potrebbe essere potenzialmente attenuato se il governo afghano applicasse lo statuto che impone la presenza dei governatori regionali nei territori che rappresentano;

35.  invita l'UE a garantire che i suoi finanziamenti siano investiti in progetti che aiutano la popolazione afghana e che venga fornito sostegno adeguato ai comuni per l'erogazione dei servizi essenziali e lo sviluppo della governance a livello locale, in modo da garantire alla popolazione condizioni di vita minime, garantire il coordinamento fra le autorità centrali e gli enti locali, al fine di individuare le priorità nelle quali investire, aumentare il sostegno alla società civile, segnatamente ai difensori dei diritti umani, dare la priorità, in particolare, ai finanziamenti per progetti che sostengono gli attori che promuovono la responsabilità, i diritti umani e i principi democratici e che incoraggiano meccanismi di dialogo e di risoluzione delle controversie integrati a livello locale;

36.  chiede all'UE di continuare il suo piano di ritiro progressivo al termine della missione EUPOL, che prevede la garanzia di una transizione sostenibile delle attività verso i partner locali e internazionali dell'EUPOL; esorta tutte le parti a proseguire i loro sforzi per trasformare la polizia nazionale afgana in una forza professionale per la sicurezza e la protezione, rafforzare tutti gli enti di contrasto, con particolare attenzione all'indipendenza del sistema giudiziario e della polizia, al miglioramento dello stato delle carceri afgane nonché al rispetto dei diritti dei detenuti;

37.  deplora che le campagne di lotta al narcotraffico in Afghanistan non abbiano avuto successo e che siano stati compiuti sforzi insufficienti per colpire i laboratori per la produzione di droga dei talebani e le reti internazionali della criminalità organizzata, che sono al centro del traffico di sostanze stupefacenti e forniscono finanziamenti alle operazioni terroristiche e dei talebani; sostiene e sancisce la nuova strategia antinarcotici del governo dell'Afghanistan, sostenuta dall'UNODC; esprime preoccupazione per l'aumento della coltivazione di oppio in Afghanistan(16) e invita il governo del paese ad attuare politiche mirate per invertire tale tendenza; osserva che è fondamentale generare alternative tangibili e sostenibili alla produzione di papavero e metterle a disposizione dei produttori;

38.  sottolinea che le principali fonti di reddito dei talebani sono rappresentate dalle attività minerarie illecite e dalla produzione di oppio; osserva che, secondo le stime attuali, i talebani generano da attività minerarie illecite proventi pari a 200-300 milioni di euro l'anno;

39.  chiede che si aggiunga un adeguato sistema di pesi e contrappesi e una maggiore trasparenza per garantire l'efficacia della pubblica amministrazione, anche in termini di gestione finanziaria, nonché la prevenzione di ogni abuso in materia di aiuti esteri o aiuti allo sviluppo, in linea con la dichiarazione di Parigi sull'efficacia degli aiuti;

40.  si compiace del fatto che l'EU abbia firmato nel 2016 un contratto di potenziamento istituzionale (SBC) con l'Afghanistan, stanziando 200 milioni di EUR su due anni per incrementare le risorse delle istituzioni governative destinate a priorità di sviluppo come lo stimolo della crescita economica, la riduzione della povertà e la lotta alla corruzione; sottolinea che le risorse devono essere utilizzate in modo efficace;

41.  osserva che tale contratto si basa su una verifica complessivamente positiva dei progressi compiuti dall'Afghanistan in settori chiave di riforma; riconosce l'importanza di definire gli obiettivi che l'SBC ha proposto e le condizioni di finanziamento; evidenzia inoltre l'importanza del controllo e del monitoraggio sistematico per prevenire gli abusi; sottolinea l'importanza di concentrarsi sullo sviluppo e la stabilità da parte del governo afghano; invita la Commissione a tenere il Parlamento regolarmente informato sull'attuazione dell'SBC ed evidenzia che tali risultati dovrebbero essere utilizzati per preparare il proseguimento dell'operazione di sostegno al bilancio per il periodo 2018‑2021;

Società civile e diritti umani

42.  si compiace del fatto che il CAPD UE-Afghanistan sottolinei il dialogo sulle questioni relative ai diritti umani, in particolare i diritti delle donne, dei minori e delle minoranze etniche e religiose, al fine di garantire l'accesso alle risorse e sostenere il pieno esercizio dei loro diritti fondamentali, anche attraverso l'assunzione di un maggior numero di donne nelle strutture governative dell'Afghanistan, come pure nei sistemi di sicurezza e giudiziari; invita l'Afghanistan ad adoperarsi per l'eliminazione di tutte le forme di violenza e discriminazione nei confronti delle donne e delle ragazze; sottolinea la necessità di intensificare gli sforzi per l'attuazione delle disposizioni del CAPD sancite ai titoli I e II;

43.  insiste affinché l'UE mantenga una posizione ferma riguardo all'attuazione dei diritti umani e sottolinea che i principi democratici, i diritti umani, segnatamente i diritti delle donne e delle minoranze, e lo Stato di diritto sono elementi essenziali dell'accordo; insiste affinché l'UE adotti misure specifiche qualora il governo afgano violi elementi essenziali dell'accordo;

44.  ricorda che l'UE è particolarmente attenta al miglioramento delle condizioni delle donne, dei bambini, delle persone disabili e delle persone che vivono in condizioni di povertà e che questi gruppi hanno un particolare bisogno di assistenza, anche nei settori della sanità e dell'istruzione;

45.  si compiace della posizione preminente che l'accordo riserva all'uguaglianza di genere e alle politiche correlate nonché della forte viva attenzione allo sviluppo della società civile; invita l'UE a promuovere ulteriormente l'uguaglianza tra donne e uomini e l'emancipazione femminile attraverso i suoi sforzi in materia di sviluppo, tenendo presente che il cambiamento dell'atteggiamento della società nei confronti del ruolo socioeconomico delle donne richiede misure analoghe in materia di sensibilizzazione, istruzione e riforma del quadro normativo;

46.  sottolinea la necessità di tutelare le minoranze etniche e religiose che sono minacciate o sotto attacco; osserva che il gruppo etnico degli Hazara sciiti è più spesso vittima di attacchi rispetto ad altri gruppi e merita pertanto particolare attenzione;

47.  chiede di rafforzare e sostenere le istituzioni nazionali e subnazionali connesse ai diritti umani in Afghanistan, le organizzazioni della società civile e il mondo accademico; esorta le controparti internazionali a incoraggiare una cooperazione e un impegno più stretti con i partner afgani;

48.  sostiene gli sforzi della Corte penale internazionale intesi a garantire che si risponda dei crimini di guerra e dei crimini contro l'umanità presumibilmente commessi dal maggio 2003;

49.  è preoccupato per il numero crescente di attacchi più violenti e deliberati a strutture sanitarie e a operatori sanitari e per gli attacchi contro le infrastrutture civili; esorta tutte le parti a rispettare i loro obblighi previsti dal diritto internazionale in materia di diritti umani e dal diritto umanitario internazionale per prevenire attacchi contro civili e infrastrutture civili;

50.  invita il governo afgano a introdurre una moratoria immediata sul ricorso alla pena di morte quale passo verso la sua abolizione;

Sviluppo e scambi commerciali

51.  riconosce che l'obiettivo finale dell'assistenza dell'UE all'Afghanistan è quello di aiutare il governo e l'economia del paese ad eliminare la povertà e a mettere a punto una situazione di indipendenza e crescita grazie allo sviluppo interno e alla cooperazione regionale, nonché al commercio e ad investimenti esterni sostenibili, al fine di ridurre l'eccessiva dipendenza dagli aiuti esteri, contribuendo allo sviluppo sociale, economico e ambientale dell'Afghanistan;

52.  osserva che l'Afghanistan è uno dei principali beneficiari dell'aiuto allo sviluppo e che le istituzioni dell'UE hanno impegnato 3,6 miliardi di EUR in aiuti a favore di tale paese tra il 2002 e il 2016; deplora che la percentuale di afgani che vivono in condizioni di povertà sia passata dal 38 % (2012) al 55 % (2017) e sottolinea che il paese ha registrato un rallentamento della crescita dal 2014 con il ritiro delle forze di sicurezza internazionali e la conseguente riduzione delle sovvenzioni internazionali, oltre ad un deterioramento della situazione in termini di sicurezza;

53.  sottolinea la necessità di far fronte all'elevato tasso di disoccupazione e di combattere la povertà al fine di adoperarsi a favore del conseguimento della pace e della stabilità nel paese;

54.  sottolinea che sono necessarie maggiori opportunità lavorative al di là di attività nel settore agricolo e di incarichi governativi, al fine di evitare che i giovani siano reclutati dai talebani e da altre reti di ribelli;

55.  accoglie con favore il quadro nazionale di pace e sviluppo dell'Afghanistan del 2016 e il quadro per l'autosufficienza attraverso la responsabilità reciproca adottati dal governo afgano; invita l'UE e gli Stati membri a continuare a sostenere, attraverso il CAPD, le priorità di sviluppo a titolarità afgana, conformemente ai principi di efficacia dello sviluppo;

56.  invita il VP/AR e la Commissione a valutare periodicamente tutte le misure UE in Afghanistan, facendo ricorso a indicatori qualitativi e quantitativi espliciti, in particolare per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo, il buon governo, tra cui il settore della giustizia, il rispetto dei diritti umani e la sicurezza; chiede, in tale contesto, che si effettui altresì una valutazione dell'impatto relativo delle misure UE sulla situazione generale del paese e del livello di coordinamento e cooperazione tra gli attori dell'UE e le altre missioni e misure internazionali, che siano pubblicati i risultati e le raccomandazioni riferendo al Parlamento europeo al riguardo;

57.  deplora lo scarso impatto ottenuto nonostante le cospicue iniezioni di aiuti stranieri; invita la Corte dei conti europea ad elaborare una relazione speciale sull'efficacia dell'assistenza dell'UE all'Afghanistan nell'ultimo decennio;

58.  incoraggia l'Unione europea e altre agenzie internazionali coinvolte nello sviluppo dell'Afghanistan a collaborare con i mezzi di informazione afgani per garantire alla popolazione afgana una comunicazione strategica degli sforzi di sviluppo, delle loro fonti e finalità, nonché del loro impatto;

59.  ricorda l'attuale carenza di esperti civili in Afghanistan; incoraggia l'UE e i suoi Stati membri a impiegare e formare adeguatamente esperti civili nei settori chiave, essenziali per lo sviluppo economico e la lotta al narcotraffico, che assistano e formino la popolazione e i funzionari afgani;

60.  sottolinea la necessità di sostenere il sistema di istruzione dell'Afghanistan per incrementare il numero dei bambini che frequentano corsi scolastici a tutti i livelli;

61.  si compiace del fatto che l'iscrizione scolastica sia decuplicata rispetto al 2001 e che le femmine rappresentino il 39 % degli alunni;

62.  esorta a prestare particolare attenzione ai giovani e chiede di utilizzare appieno programmi come Erasmus+ e Orizzonte 2020 per stabilire legami tra istituti di istruzione, mondo accademico, settori della ricerca e piccole e medie imprese (PMI);

63.  sostiene le azioni dell'UE e degli Stati membri che contribuiscono al Fondo fiduciario per la ricostruzione dell'Afghanistan, cogestito dalla Banca mondiale e dal ministero delle Finanze afgano, che opera per fornire servizi essenziali di base con un'attenzione specifica alla sanità e all'istruzione;

64.  accoglie con favore l'adesione dell'Afghanistan all'OMC nel 2016 e riconosce il valore aggiunto che il commercio e gli investimenti diretti esteri porteranno al futuro dell'Afghanistan; riconosce il ruolo positivo che l'adesione all'OMC potrebbe avere sull'integrazione dell'Afghanistan nell'economia mondiale;

65.  osserva che, a seguito dell'adesione del paese all'OMC nel 2016, che ha rafforzato i legami dell'Afghanistan con l'economia mondiale, l'UE ha concesso a tale paese l'accesso in franchigia doganale e senza limiti quantitativi al mercato dell'Unione, ma riconosce che sono necessarie altre misure concrete, al fine di consentire al settore privato di usufruire di tale regime e, in quanto tale, di aumentare il suo sviluppo interno;

66.  sottolinea che le autorità afgane dovrebbero mettere a punto un modello economico sostenibile basato sul principio della ridistribuzione; invita l'UE a sostenere l'Afghanistan nel suo sviluppo ambientale e nella sua transizione energetica, poiché le disposizioni in materia di energia pulita e sostenibile sono essenziali per accelerare l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

67.  sottolinea che sono necessari ulteriori sforzi per incrementare la capacità delle istituzioni governative di formulare e attuare strategie e politiche commerciali, migliorare la circolazione transfrontaliera delle merci e rafforzare la qualità dei prodotti per soddisfare norme internazionali;

68.  chiede di intensificare le relazioni tra imprese con sede nell'Unione europea e il settore privato afgano; incoraggia l'attuazione di condizioni favorevoli per lo sviluppo delle PMI;

69.  sostiene e accoglie con favore ogni programma di sviluppo lanciato dall'UE, dai singoli Stati membri o da qualsiasi membro della comunità internazionale, che abbia l'obiettivo di assistere i titolari e gli imprenditori di piccole imprese a gestire i costi legali, le regolamentazioni e altri ostacoli alla produzione che altrimenti funzionerebbero come disincentivo per l'ingresso nel mercato e/o la crescita delle imprese all'interno del mercato;

70.  riconosce che le riserve di minerali in Afghanistan offrono un'opportunità economica per consentire al paese di generare reddito e posti di lavoro; osserva che la Cina ha mostrato interesse per tali riserve di minerali, con particolare enfasi sulle terre rare;

Migrazione

71.  riconosce che la migrazione costituisce una sfida costante per l'Afghanistan che pone problemi per i paesi confinanti e gli Stati membri dell'UE; è preoccupato per i numeri senza precedenti di migranti che rientrano principalmente dal Pakistan e dall'Iran e, in misura inferiore, dall'Europa; riconosce che le questioni relative agli sfollati interni e ai rifugiati sono il risultato della minaccia di violenza da parte dei gruppi di ribelli in Afghanistan nonché di fattori economici e ambientali; sottolinea che gli sforzi dell'UE e della comunità internazionale dovrebbero concentrarsi sulla prevenzione delle cause profonde della migrazione di massa; accoglie con favore la strategia afgana di gestione dei rimpatri; esprime tuttavia preoccupazione per l'assenza di politiche di integrazione permanenti da parte delle autorità afgane volte a gestire gli attuali rimpatriati; è convinto che un adeguato reinserimento dei rimpatriati, in particolare dei minori, ai quali deve essere garantito l'accesso all'istruzione primaria e secondaria, sia fondamentale per garantire la stabilità nel paese e che le persone rientrate in patria non siano state oggetto di violenza o di coercizione durante le procedure di rimpatrio;

72.  sottolinea che, secondo l'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (OCHA), 5,5 milioni di persone necessitano di aiuti umanitari in Afghanistan, comprese le persone sfollate a causa di conflitti o siccità, e insiste sul fatto che la siccità ha portato allo sfollamento forzato di oltre 250 000 persone dalle regioni a nord e ovest del paese; osserva che il piano di risposta umanitaria è finanziato solo al 33,5 % ed esorta, pertanto, l'UE e i suoi Stati membri a intensificare gli sforzi per affrontare le principali sfide umanitarie e le esigenze umane e a prestare particolare attenzione alle persone vulnerabili, comprese le persone situate in zone difficili da raggiungere;

73.  deplora che, a dispetto dell'articolo 28, paragrafo 4, del CAPD, secondo il quale le parti dovrebbero concludere un accordo di riammissione, non sia stato raggiunto un accordo formale, bensì un accordo informale denominato "azione congiunta per il futuro"; ritiene importante che ogni accordo in materia di riammissione debba essere formalizzato per garantire la responsabilità democratica; deplora la mancanza di supervisione parlamentare e controllo democratico rispetto alla conclusione dell'azione congiunta per il futuro e sottolinea l'importanza di condurre un dialogo costante con gli attori interessati al fine di trovare una soluzione sostenibile alla dimensione regionale della questione dei profughi afgani;

74.  deplora l'ondata migratoria dall'Afghanistan verso Ovest, in particolare di persone istruite e giovani, dovuta all'assenza di prospettive nel paese; evidenzia l'assistenza dell'UE per il miglioramento della vita degli emigranti afgani sparsi in Pakistan e Iran; invita tali paesi a non espellere queste persone, poiché la loro espulsione potrebbe avere un effetto profondamente negativo sulla stabilità e sull'economia dell'Afghanistan; chiede che il ritorno dei rifugiati alle loro case sia organizzato in maniera sicura, ordinata e volontaria;

75.  plaude all'elaborazione di un importante progetto da parte della Commissione nel 2016 destinato a migliorare la reintegrazione dei migranti che rimpatriano in Afghanistan, Bangladesh e Pakistan, con lo stanziamento, nello specifico, di 72 milioni di euro per l'Afghanistan tra il 2016 e il 2020;

76.  sottolinea che l'assistenza allo sviluppo prestata dall'UE all'Afghanistan non dovrebbe essere vista unicamente nel quadro della migrazione e degli obiettivi di gestione delle frontiere e ritiene che l'aiuto allo sviluppo debba affrontare efficacemente le cause profonde della migrazione;

Cooperazione settoriale

77.  esorta la Commissione a presentare strategie globali per ciascun settore con l'obiettivo di garantire un ampio sviluppo in tutti gli ambiti della cooperazione con l'Afghanistan;

78.  chiede che si effettuino sforzi per mettere a frutto l'esperienza dell'UE in materia di sviluppo delle capacità e di riforma dell'amministrazione e della funzione pubblica; sottolinea l'urgente necessità di migliorare la governance nel settore fiscale; sollecita un sostegno alle organizzazioni della società civile, nel pieno rispetto del loro diverso contesto etnico, religioso, sociale o politico;

79.  sottolinea che l'agricoltura rappresenta il 50 % del reddito della popolazione dell'Afghanistan e un quarto del suo PIL; osserva che l'UE ha impegnata 1,4 miliardi di euro tra il 2014 e il 2020 per progetti di sviluppo nelle zone rurali; rileva inoltre che tali progetti sono fondamentali per garantire che gli agricoltori non muovano verso l'economia sommersa;

80.  osserva che l'80 % della popolazione afgana è occupata nell'agricoltura di sussistenza in un ambiente ostile all'agricoltura con inadeguati metodi di irrigazione; sostiene l'intensificazione degli sforzi per garantire la sicurezza alimentare;

81.  prende atto con preoccupazione dell'attuale siccità in Afghanistan, la peggiore da decenni, che rappresenta una minaccia per persone, bestiame e agricoltura; è inoltre preoccupato per le frequenti calamità naturali quali inondazioni improvvise, terremoti, smottamenti e inverni rigidi;

82.  osserva con preoccupazione che il danno a prodotti agricoli come il frumento può condurre a sfollamento, povertà, fame e, in alcuni casi, passaggi al mercato nero e che tre milioni di persone sono a rischio estremamente elevato di insicurezza alimentare e perdita di mezzi di sussistenza;

83.  riconosce che il rientro di un maggior volume della catena del valore dell'industria alimentare in Afghanistan potrebbe aumentare il reddito delle famiglie, accrescere la sicurezza alimentare, ridurre i costi degli alimenti e fornire maggiori opportunità occupazionali;

84.  incoraggia l'UE a proseguire i suoi sforzi per migliorare l'assistenza sanitaria in Afghanistan e sottolinea l'importanza della vaccinazione per tutti, ma soprattutto per chi è particolarmente vulnerabile alle malattie, come i minori;

85.  si compiace del fatto che l'accesso primario all'assistenza sanitaria sia aumentato dal 9 % ad oltre il 57 %, che l'aspettativa di vita sia aumentata da 44 a 60 anni e che tali miglioramenti siano stati resi possibili dai contributi dell'UE, dei singoli Stati membri e della comunità internazionale; riconosce, alla luce di tali progressi, che occorre sforzarsi maggiormente per continuare ad aumentare l'aspettativa di vita e ridurre il tasso di mortalità delle partorienti nonché dei neonati;

86.  condanna vivamente le pratiche di corruzione nel sistema sanitario afgano, ad esempio l'importazione di prodotti farmaceutici illegali, ed esorta l'UE a continuare a esercitare pressione sul governo afgano affinché si adoperi maggiormente per evitare tali pratiche di corruzione;

87.  ribadisce la necessità di professionisti formati del settore medico all'interno dell'Afghanistan e incoraggia l'UE e i suoi Stati membri a continuare ad attirare tali professionisti per formare medici e paramedici locali;

88.  rileva che la tratta di esseri umani e il traffico di migranti provocano danni in ogni parte, in particolare alla società afgana; sollecita una rapida attuazione degli accordi esistenti, anche in materia di scambio di informazioni, per smantellare le reti criminali transnazionali che traggono vantaggio dall'instabilità e dalla debolezza delle istituzioni;

Attuazione del CAPD

89.  accoglie con favore il CAPD in quanto prima relazione contrattuale tra l'UE e l'Afghanistan;

90.  osserva che il CAPD costituisce la base per sviluppare relazioni in vari ambiti, quali lo Stato di diritto, la sanità, lo sviluppo rurale, l'istruzione, la scienza e la tecnologia, la lotta alla corruzione, il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo, la criminalità organizzata e il traffico di stupefacenti, la migrazione, la sicurezza nucleare, la non proliferazione di armi di distruzione di massa e i cambiamenti climatici;

91.  si compiace dell'istituzione di organismi di cooperazione congiunti a livello esecutivo, ponendo l'accento in particolare sullo svolgimento di dialoghi regolari sulle questioni politiche, compresi i diritti umani, in particolare i diritti delle donne e dei minori, che sono elementi essenziali di questo accordo nonché sulla risposta alle sfide e sulla creazione di opportunità per un partenariato più forte;

92.  esprime preoccupazione in quanto il CAPD manca di disposizioni sul controllo parlamentare congiunto sulla sua attuazione; promuove il ruolo del Parlamento europeo, dei parlamenti degli Stati membri e del parlamento afgano nel monitorare l'attuazione del CAPD;

93.  prende atto della sostituzione del rappresentante speciale dell'UE per l'Afghanistan con un inviato speciale a partire dal settembre 2017, integrato nel quadro della struttura del SEAE;

94.  deplora che il Consiglio abbia adottato una decisione sull'applicazione provvisoria in settori che sono soggetti all'approvazione del Parlamento, in particolare il capitolo sulla cooperazione in materia di commercio e investimenti, che è di esclusiva competenza dell'UE, anziché richiedere la ratifica all'inizio del processo, prima di compiere questo passo; ritiene che tale decisione sia contraria al principio di leale cooperazione sancito dall'articolo 4, paragrafo 3 TUE e pregiudichi i diritti e le responsabilità giuridici del Parlamento;

o
o   o

95.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, all'inviato speciale dell'UE per l'Afghanistan, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché e al governo e al parlamento della Repubblica islamica di Afghanistan.

(1) GU L 67 del 14.3.2017, pag. 3.
(2) Testi approvati, P8_TA-PROV(2019)0169.
(3) GU C 65 del 19.2.2016, pag. 133.
(4) GU C 169 E del 15.6.2012, pag. 108.
(5) GU C 168 E del 14.6.2013, pag. 55.
(6) GU C 378 del 9.11.2017, pag. 73.
(7) GU C 349 del 17.10.2017, pag. 41.
(8) GU C 366 del 27.10.2017, pag. 129.
(9) GU C 66 del 21.2.2018, pag. 17.
(10) GU C 298 del 23.8.2018, pag. 39.
(11) GU C 337 del 20.9.2018, pag. 48.
(12) GU C 369 dell'11.10.2018, pag. 85.
(13) Decisioni del Consiglio del 10 novembre 2011 (16146/11 e 16147/11).
(14) Relazione informativa sul paese d'origine dell'EASO, Situazione della sicurezza in Afghanistan – Aggiornamento, maggio 2018, https://coi.easo.europa.eu/administration/easo/PLib/Afghanistan-security_situation_2018.pdf
(15) Rappresentante speciale degli Stati Uniti per la ricostruzione dell'Afghanistan (SIGAR), relazione trimestrale destinata al Congresso degli Stati Uniti, 30 ottobre 2018, https://www.sigar.mil/pdf/quarterlyreports/2018-10-30qr.pdf
(16) https://www.unodc.org/unodc/en/frontpage/2018/May/last-years-record-opium-production-in-afghanistan-threatens-sustainable-development--latest-survey-reveals.html


Partecipazione della Norvegia, dell'Islanda, della Svizzera e del Liechtenstein ad eu-LISA ***
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Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo tra l'Unione europea, da una parte, e il Regno di Norvegia, la Repubblica d'Islanda, la Confederazione svizzera e il Principato del Liechtenstein, dall'altra, sulla partecipazione di tali Stati all'Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (15832/2018 – C8-0035/2019 – 2018/0316(NLE))
P8_TA-PROV(2019)0171A8-0081/2019

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (15832/2018),

–  visto il progetto di accordo tra l'Unione europea e il Regno di Norvegia, la Repubblica d'Islanda, la Confederazione svizzera e il Principato del Liechtenstein (12367/2018),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 74, dell'articolo 77, paragrafo 2, lettere a) e b), dell'articolo 78, paragrafo 2, lettera e), dell'articolo 79, paragrafo 2, lettera c), dell'articolo 82, paragrafo 1, lettera d), dell'articolo 85, paragrafo 2, lettera a) e dell'articolo 88, paragrafo 2 nonché dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), punto v), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0035/2018),

–  visti l'articolo 99, paragrafi 1 e 4, e l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  vista la raccomandazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0081/2019),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione dell'accordo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e del Regno di Norvegia, della Repubblica d'Islanda, della Confederazione svizzera e del Principato del Liechtenstein.


Portata e mandato dei rappresentanti speciali dell'UE
PDF 153kWORD 55k
Risoluzione del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sulla raccomandazione del Parlamento europeo al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza concernente la portata e il mandato dei rappresentanti speciali dell'Unione europea (2018/2116(INI))
P8_TA-PROV(2019)0172A8-0171/2019

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 2, 3, 6, 21, 33 e 36 del trattato sull'Unione europea,

–  vista la decisione del Consiglio del 26 luglio 2010 che fissa l'organizzazione e il funzionamento del servizio europeo per l'azione esterna(1),

–  vista la dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) sulla responsabilità politica(2),

–  viste le relazioni annuali dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune,

–  viste le relazioni annuali dell'UE sui diritti umani e la democrazia nel mondo,

–  visto l'Accordo interistituzionale del 20 novembre 2002 tra il Parlamento europeo e il Consiglio relativo all'accesso da parte del Parlamento europeo alle informazioni sensibili del Consiglio nel settore della politica di sicurezza e di difesa,

–  viste le istruzioni per la nomina, il mandato e il finanziamento dei rappresentanti speciali dell'UE, del 9 luglio 2007, nonché la nota del Consiglio (7510/14) dell'11 marzo 2014,

–  vista la sua risoluzione, dell'8 luglio 2010, sulla proposta di decisione del Consiglio che fissa l'organizzazione e il funzionamento del servizio europeo per l'azione esterna(3),

–  viste la strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea presentata dal VP/AR il 28 giugno 2016 e le successive relazioni sulla sua attuazione,

–  visti gli orientamenti dell'UE per la promozione e la tutela dell'esercizio di tutti i diritti umani da parte di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI), adottati dal Consiglio nel 2013,

–  visti l'Atto finale di Helsinki del 1975 dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e tutti i suoi principi, in quanto documento fondamentale per l'assetto della sicurezza europea e regionale più in generale,

–  viste le sue risoluzioni sulle relazioni annuali dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune,

–  viste le sue risoluzioni sulle relazioni annuali dell'UE sui diritti umani e la democrazia nel mondo,

–  vista la sua raccomandazione del 15 novembre 2017 al Consiglio, alla Commissione e al Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) sul partenariato orientale nella fase preparatoria del vertice di novembre 2017(4),

–  vista la sua risoluzione del 4 luglio 2017 sulla lotta alle violazioni dei diritti umani nel contesto di crimini di guerra e crimini contro l'umanità, incluso il genocidio(5),

–  viste le sue risoluzioni sull'Ucraina, nelle quali chiede la nomina di un rappresentante speciale dell'UE per la Crimea e la regione del Donbass,

–  vista la sua raccomandazione al Consiglio, del 13 giugno 2012, sul rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani(6),

–  visti gli articoli 110 e 113 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A8-0171/2019),

A.  considerando che l'UE ambisce a rivestire un ruolo di maggior rilievo a livello globale, non solo sotto il profilo economico ma anche sotto quello politico, e che, con le sue azioni e politiche, si adopera per contribuire al mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, nonché di un ordine mondiale basato su regole;

B.  considerando che i rappresentanti speciali dell'UE (RSUE) sono nominati dal Consiglio su proposta del VP/AR, con il mandato di promuovere obiettivi concreti di natura politica o di sicurezza concernenti un tema o un'area geografica specifici; che si sono dimostrati uno strumento prezioso e flessibile per la diplomazia dell'UE, poiché possono personificare e rappresentare l'Unione in luoghi e situazioni cruciali, con il sostegno di tutti gli Stati membri; che la flessibilità dei mandati dei RSUE rende tali rappresentanti strumenti operativi che possono essere utilizzati rapidamente quando affiorano timori relativi a determinati paesi o tematiche;

C.  considerando che, grazie alla loro frequente presenza sul campo, i RSUE si trovano in una posizione privilegiata per avviare un dialogo con la società civile e gli attori locali, nonché per svolgere attività di ricerca sul campo; che tale esperienza diretta consente loro di contribuire in modo costruttivo all'elaborazione di strategie e politiche;

D.  considerando che vi sono attualmente cinque RSUE regionali (per il Corno d'Africa, il Sahel, l'Asia centrale, il processo di pace in Medio Oriente e per il Caucaso meridionale e la crisi in Georgia), due rappresentanti per paesi specifici (Kosovo e Bosnia-Erzegovina) e uno tematico, responsabile dei diritti umani;

E.  considerando che, attualmente, soltanto due rappresentanti speciali dell'UE sono donne;

F.  considerando che, nel caso dei RSUE nominati con mandati per specifici paesi, la doppia funzione in virtù della quale un rappresentante speciale è al contempo il capo della delegazione dell'UE nel paese in questione ha contribuito alla coerenza e all'efficienza della presenza dell'Unione nel mondo; che la nomina di ulteriori rappresentanti speciali dell'UE con mandati specifici per paese dev'essere coerente con le strategie in materia di azione esterna dell'Unione, alla luce del rafforzamento delle delegazioni dell'UE in virtù del trattato di Lisbona, attraverso il quale hanno acquisito la responsabilità del coordinamento di tutte le azioni dell'Unione sul campo, comprese le politiche PESC;

G.  considerando l'esistenza di altri conflitti e aree altamente prioritari, anche nell'immediato vicinato dell'UE, che richiedono un'attenzione particolare nonché maggiore impegno e visibilità dell'UE, come nel caso dell'aggressione russa in Ucraina e dell'occupazione illegale della Crimea;

H.  considerando che i RSUE hanno dimostrato la propria utilità, soprattutto nella conduzione di dialoghi politici ad alto livello e grazie alla loro capacità di raggiungere partner di alto livello in contesti politici estremamente delicati;

I.  considerando che i rappresentanti speciali dell'UE sono finanziati a titolo del bilancio della PESC, come stabilito dal Parlamento in codecisione, e sono responsabili dell'attuazione del bilancio nei confronti della Commissione;

J.  considerando che il VP/AR si è impegnato a rispondere positivamente alle richieste del Parlamento europeo di ascoltare i neodesignati RSUE prima che assumano le proprie funzioni e ad agevolare la presentazione di resoconti periodici al Parlamento da parte dei rappresentanti speciali dell'UE;

K.  considerando che i RSUE sono selezionati fra candidati che hanno precedentemente rivestito cariche diplomatiche o politiche di alto livello nel proprio paese o in seno a organizzazioni internazionali; che i rappresentanti speciali dell'UE godono di un notevole grado di flessibilità e discrezionalità in merito alle modalità di esecuzione del proprio mandato, aspetto che può contribuire al conseguimento degli obiettivi stabiliti, all'attuazione di strategie e all'apporto di valore aggiunto per l'UE;

L.  considerando che il ruolo fondamentale dei RSUE è contribuire all'unità, alla coerenza, alla coesione e all'efficacia dell'azione esterna e della rappresentanza dell'UE; che i RSUE dimostrano l'interesse dell'UE per un paese, una regione o un'area tematica particolari, ne rafforzano la visibilità e contribuiscono all'attuazione di determinate strategie o politiche dell'UE riguardanti il paese, la regione o l'area tematica oggetto del mandato;

1.  raccomanda al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza:

In merito al mandato

In merito agli strumenti

In merito al profilo personale

In merito agli ambiti affrontati

In merito all'interazione e alla cooperazione

   a) di presentare una riflessione strategica sull'uso, il ruolo, i mandati e il contributo dei rappresentanti speciali dell'UE alla luce dell'attuazione della strategia globale dell'UE;
   b) di garantire che i RSUE vengano nominati solamente qualora l'utilizzo di tale strumento determini un chiaro valore aggiunto, ovvero qualora i loro compiti non possano essere svolti in modo efficiente mediante le strutture esistenti in seno al SEAE, comprese le delegazioni dell'UE, o in seno alla Commissione;
   c) di garantire che i rappresentanti speciali siano uno strumento principalmente finalizzato a potenziare gli sforzi dell'Unione in materia di prevenzione e risoluzione dei conflitti e di attuazione delle strategie dell'UE, segnatamente attraverso la mediazione e la facilitazione del dialogo, e a promuovere gli obiettivi delle politiche dell'Unione in specifici settori tematici nell'ambito delle relazioni esterne e rispettando il diritto internazionale;
   d) di evitare il moltiplicarsi dei RSUE e la frammentazione dei rispettivi mandati, elementi che comporterebbero la sovrapposizione con altre istituzioni dell'UE e l'incremento dei costi di coordinamento;
   e) di garantire che i mandati e le azioni dei rappresentanti speciali dell'UE a favore della sicurezza regionale e della prevenzione, mediazione e risoluzione dei conflitti siano guidati dai principi del diritto internazionale, così come enunciati nell'Atto finale di Helsinki del 1975 e in altre norme fondamentali del diritto internazionale, e dalla composizione pacifica delle controversie, in quanto elemento chiave dell'assetto della sicurezza europea, come sottolineato nella strategia globale dell'UE; di rispettare tutte le regole e le politiche adottate dall'UE nei confronti delle regioni o dei conflitti che rientrano nell'ambito dei mandati dei RSUE;
   f) di valutare tutti i possibili mezzi per rafforzare il ruolo dei rappresentanti speciali dell'UE in quanto strumento efficace della politica esterna dell'Unione, capace di sviluppare e far progredire le iniziative di politica estera dell'UE e di promuovere le sinergie, in particolare assicurando che i RSUE possano spostarsi liberamente all'interno delle regioni oggetto dei rispettivi mandati, comprese le zone di conflitto, ai fini dell'efficace espletamento delle loro mansioni;
   g) di garantire maggiore trasparenza e visibilità all'operato dei RSUE, anche attraverso relazioni pubbliche sulle visite ai paesi, sui programmi di lavoro e sulle priorità, nonché tramite la creazione di pagine web specifiche per consentire al pubblico di controllarne l'attività;
   h) di consolidare le risorse che rappresentano il valore aggiunto dei RSUE, nello specifico la legittimità basata sul sostegno del VP/AR e degli Stati membri, le responsabilità regionali/tematiche/relative a un paese specifico, il peso politico, la flessibilità e l'incremento della visibilità e della presenza dell'UE nei paesi partner, rafforzando così l'immagine dell'UE come attore internazionale efficace;
   i) di prevedere un'adeguata durata del mandato, tale da creare una prospettiva che permetta l'assunzione di personale qualificato di grado elevato e che consenta di attuare il mandato nonché di rafforzare la fiducia reciproca con i partner, istituendo reti e influenzando i procedimenti; di garantire riesami periodici in linea con gli sviluppi della regione, del paese o dell'ambito interessati e consentire un prolungamento del mandato qualora le circostanze lo richiedano;
   j) di contribuire all'attuazione di una strategia o di una politica dell'UE riguardante l'area oggetto del mandato e all'elaborazione o al riesame di strategie o politiche;
   k) di assicurare che la prevenzione e la risoluzione dei conflitti, la mediazione e la facilitazione del dialogo, nonché le libertà fondamentali, i diritti umani, la democrazia, lo Stato di diritto e la parità di genere siano considerate priorità orizzontali e, pertanto, elementi fondamentali dell'oggetto dei mandati dei RSUE e di garantire resoconti adeguati in merito alle azioni intraprese in tali ambiti;
   l) di richiedere procedure di valutazione e monitoraggio che includano i risultati conseguiti, gli ostacoli incontrati, un'indicazione delle principali sfide, i contributi all'elaborazione delle politiche e una valutazione del coordinamento delle attività dei RSUE con altri attori dell'UE, al fine di favorire gli scambi delle migliori prassi tra i RSUE nonché di valutare i risultati e considerare il rinnovo e il riesame dei mandati;
   m) di garantire la coerenza del mandato per l'Asia centrale con la strategia dell'UE per l'Asia centrale del 2007, riesaminata nel 2015 al fine di potenziare l'efficacia e la visibilità dell'Unione nella regione;
   n) di introdurre un ampio "periodo di incompatibilità" per i RSUE, con l'obiettivo di garantire l'applicazione del più elevato livello possibile di norme etiche nei casi di conflitto di interessi;
   o) di garantire che la commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo partecipi all'elaborazione dei mandati, nuovi e ampliati, dei RSUE;
   p) di mantenere la flessibilità e l'autonomia di cui godono attualmente i rappresentanti speciali dell'UE in qualità di strumento distintivo della PESC con una fonte di finanziamento distinta e una relazione privilegiata con il Consiglio; di rafforzare al tempo stesso, tuttavia, il coordinamento e la comunicazione con le pertinenti direzioni gestionali del SEAE (regionale, tematica, PSDC e risposta alle crisi) e con le pertinenti direzioni generali della Commissione; di garantire un processo di nomina e conferma rapido e trasparente;
   q) di affrontare le carenze nel mantenimento della memoria istituzionale e della continuità fra i RSUE uscenti ed entranti mediante il potenziamento del supporto logistico e amministrativo da parte del SEAE, compresa l'archiviazione, e principalmente attraverso il distacco di consulenti politici dal SEAE e da altre istituzioni dell'UE, se del caso, affinché si uniscano alle squadre dei rappresentanti speciali;
   r) di nominare rappresentanti speciali dell'UE candidati con vaste competenze diplomatiche e politiche e un profilo adeguato, garantendo in particolare che abbiano l'influenza politica necessaria a instaurare legami e fiducia reciproca con gli interlocutori di alto livello; di servirsi, a tale riguardo, del bacino di risorse esistente che comprende persone con esperienza politica e diplomatica in tutta l'UE; di rispettare un equilibrio di genere e geografico; di garantire che la decisione di nominare un determinato candidato sia operata in modo trasparente e avvenga solo dopo la conferma dell'ammissibilità di quest'ultimo, in particolare per quanto concerne qualsiasi possibile conflitto di interessi, e che i candidati soddisfino i requisiti in materia di condotta etica;
   s) di garantire che la nomina di un RSUE possa essere confermata solo in seguito a una valutazione positiva da parte della commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo;
   t) di facilitare maggiormente l'accesso alle informazioni e alle motivazioni riguardanti i candidati selezionati;
   u) di orientare i mandati dei rappresentanti speciali dell'UE verso il rafforzamento della sicurezza regionale e la prevenzione e risoluzione dei conflitti, segnatamente attraverso la facilitazione del dialogo e la mediazione, ambiti in cui l'impegno dell'UE può determinare un valore aggiunto; di garantire che, nel caso di un approccio tematico, la nomina di un RSUE non duplichi o comprometta il ruolo della Commissione e del SEAE;
   v) di incoraggiare i rappresentanti speciali dell'UE, tenendo conto del loro ruolo come strumento diplomatico specifico dell'azione esterna dell'Unione e riconoscendo l'importanza della stabilità del vicinato europeo, a sviluppare relazioni sempre più solide con i paesi colpiti da conflitti di lunga durata, dedicando particolare attenzione alla marcata necessità che i RSUE contribuiscano alla risoluzione pacifica dei conflitti nei paesi del vicinato dell'Unione;
   w) di accogliere con favore la nomina del nuovo rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani e riconoscere il lavoro svolto dal precedente RSUE, il quale ha egregiamente portato a termine il compito di potenziare l'efficacia e la visibilità delle politiche dell'UE in materia di diritti umani; constata che le responsabilità che incombono al RSUE sono state ampliate al fine di includere la promozione del rispetto del diritto umanitario internazionale e la promozione del sostegno alla giustizia penale internazionale;
   x) di rafforzare la capacità e il ruolo del RSUE per i diritti umani, tenendo conto del fatto che tale ruolo ha un mandato di portata mondiale che, di conseguenza, richiede e implica un dialogo politico con i paesi terzi, i partner pertinenti, le imprese, la società civile e le organizzazioni internazionali e regionali, nonché azioni nei consessi internazionali pertinenti;
   y) di eliminare gradualmente i mandati degli attuali RSUE per paesi specifici e, in attesa della ripartizione complessiva delle responsabilità nella prossima Commissione e in seno al SEAE, di considerare la nomina di RSUE regionali, tenendo in considerazione l'importanza di non aumentare notevolmente il numero di RSUE al fine di non inficiare la natura speciale del loro incarico; di valutare la nomina di RSUE tematici per il coordinamento internazionale della lotta ai cambiamenti climatici, per il diritto umanitario internazionale e la giustizia internazionale e per il disarmo e la non proliferazione, facendo subentrare un RSUE, in quest'ultimo caso, all'attuale inviato speciale dell'UE per tale ambito;
   z) di nominare un nuovo RSUE per l'Ucraina che dedichi particolare attenzione alla Crimea e al Donbass e che sia responsabile del monitoraggio della situazione dei diritti umani nei territori occupati, dell'attuazione degli accordi di Minsk, dell'allentamento della tensione nel Mar d'Azov e della difesa dei diritti degli sfollati interni, conformemente a quanto precedentemente chiesto dal Parlamento europeo nelle sue risoluzioni;
   aa) di rafforzare l'interazione e il coordinamento dei rappresentanti speciali dell'UE con le diverse istituzioni dell'Unione, la società civile e gli Stati membri, al fine di garantire la massima sinergia e un impegno coerente di tutti gli attori; di potenziare la partecipazione dei RSUE al sistema di allerta rapida di prevenzione dei conflitti dell'UE; di garantire che non vi siano sovrapposizioni con altre cariche diplomatiche di alto livello quali gli inviati speciali dell'UE; di assicurare la cooperazione con altri partner e inviati che condividono gli stessi principi, compresi quelli designati dalle Nazioni Unite, dalla NATO e dagli Stati Uniti;
   ab) di rafforzare il controllo del Parlamento sulle attività dei RSUE, considerando che il Parlamento europeo è colegislatore per la parte civile del bilancio della PESC, il quale è amministrato dal servizio degli strumenti di politica estera (FPI), e di aumentare il loro livello di rendicontabilità e la trasparenza del loro operato, ricordando che tale obiettivo può essere conseguito mediante la condivisione periodica di informazioni sull'attuazione del mandato, il lavoro, i risultati dei RSUE e le sfide cui devono far fronte, attraverso incontri regolari con cadenza perlomeno annuale e contestuali scambi di opinioni tra i RSUE e i pertinenti organi del PE, in particolare la sua commissione per gli affari esteri e le sue sottocommissioni per i diritti dell'uomo e per la sicurezza e la difesa, nonché mediante la sistematica condivisione con il Parlamento delle relazioni e delle strategie per paese inviate dai RSUE al comitato politico e di sicurezza in seno al Consiglio e al SEAE; di insistere, in tal senso, affinché i suddetti documenti siano inclusi nell'accordo interistituzionale relativo al settore della PESC;
   ac) di promuovere l'interazione e facilitare il dialogo con la società civile e i cittadini, nelle regioni d'interesse dei RSUE, come componente dei processi di diplomazia preventiva e mediazione, nonché nell'interesse della visibilità dell'UE; di garantire in particolare che i RSUE si impegnino in modo proattivo nei confronti degli attori della società civile, dei difensori dei diritti umani o di coloro che esprimono voci di dissenso, i quali potrebbero essere minacciati o presi di mira dalle autorità locali;

2.  raccomanda al prossimo Parlamento europeo di richiedere al nuovo VP/AR l'impegno a elaborare, entro i primi sei mesi del suo mandato, una riflessione strategica sul ricorso ai rappresentanti speciali dell'UE, nel contesto dell'attuazione della strategia globale e in linea con i principi e le raccomandazioni di cui sopra;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché ai rappresentanti speciali dell'UE.

(1) GU L 201 del 3.8.2010, pag. 30.
(2) GU C 210 del 3.8.2010, pag. 1.
(3) GU C 351 E del 2.12.2011, pag. 454.
(4) GU C 356 del 4.10.2018, pag. 130.
(5) GU C 334 del 19.9.2018, pag. 69.
(6) GU C 332 E del 15.11.2013, pag. 114.


Requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi ***I
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Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative ai requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi (COM(2015)0615 – C8-0387/2015 – 2015/0278(COD))
P8_TA-PROV(2019)0173A8-0188/2017

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2015)0615),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0387/2015),

–  visto il parere della commissione giuridica sulla base giuridica proposta,

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 25 maggio 2016(1),

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 19 dicembre 2018, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti gli articoli 59 e 39 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per la cultura e l'istruzione, della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere e della commissione per le petizioni (A8-0188/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso(2);

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 13 marzo 2019 in vista dell'adozione della direttiva (UE) 2019/… del Parlamento europeo e del Consiglio sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi

P8_TC1-COD(2015)0278


(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(3),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(4),

considerando quanto segue:

(1)  La presente direttiva ha lo scopo di contribuire al corretto funzionamento del mercato interno mediante il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di requisiti di accessibilità per determinati prodotti e servizi, in particolare eliminando e prevenendo gli ostacoli alla libera circolazione di determinati prodotti e servizi accessibili derivanti dall'eterogeneità dei requisiti di accessibilità negli Stati membri. Ciò aumenterebbe la disponibilità di prodotti e servizi accessibili nel mercato interno e migliorerebbe l'accessibilità delle pertinenti informazioni.

(2)  La domanda di prodotti e servizi accessibili è elevata e il numero di persone con disabilità dovrebbe, secondo le previsioni, aumentare in modo significativo ▌. Un ambiente in cui i prodotti e i servizi sono più accessibili rende possibile una società più inclusiva e facilita la vita indipendente delle persone con disabilità. In tale contesto, si dovrebbe tenere conto del fatto che nell'Unione la disabilità è più diffusa tra le donne che tra gli uomini.

(3)  La presente direttiva definisce le persone con disabilità in modo conforme alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD), adottata il 13 dicembre 2006, di cui l'Unione è parte dal 21 gennaio 2011 e che tutti gli Stati membri hanno ratificato. L'UNCRPD annovera tra le persone con disabilità "quanti hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di eguaglianza con gli altri". La presente direttiva promuove la piena ed effettiva parità di partecipazione migliorando l'accesso ai prodotti e servizi generici che grazie alla loro progettazione iniziale o al loro successivo adattamento rispondono alle esigenze specifiche delle persone con disabilità.

(4)  Beneficerebbero della presente direttiva anche altre persone con limitazioni funzionali, come le persone anziane, le donne in gravidanza e le persone che viaggiano con bagaglio. Il concetto di "persone con limitazioni funzionali" di cui alla presente direttiva comprende le persone con minorazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali, con minorazioni connesse con l'età, o altre condizioni connesse alle prestazioni del corpo umano, permanenti o temporanee, che in interazione con varie barriere determinano un accesso limitato ai prodotti e servizi causando una situazione che richiede l'adeguamento di tali prodotti e servizi alle loro esigenze specifiche.

(5)  Le disparità esistenti tra le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri riguardanti l'accessibilità dei prodotti e dei servizi per le persone con ▌disabilità, creano ostacoli alla libera circolazione ▌di prodotti e servizi e falsano la concorrenza effettiva nel mercato interno. Per taluni prodotti e servizi, tali disparità rischiano di aumentare nell'Unione dopo l'entrata in vigore dell' UNCRPD. Gli operatori economici, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), risentono in modo particolare di tali ostacoli.

(6)  Le differenze in materia di requisiti nazionali di accessibilità scoraggiano i singoli professionisti, le PMI e le microimprese in particolare dall'avviare iniziative imprenditoriali al di fuori del proprio mercato nazionale. Attualmente, i requisiti di accessibilità nazionali, o anche regionali o locali, predisposti dagli Stati membri differiscono per quanto riguarda sia la copertura sia il livello di dettaglio. Tali differenze incidono negativamente sulla competitività e sulla crescita a causa dei costi aggiuntivi sostenuti per lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti e servizi accessibili per ciascun mercato nazionale.

(7)  I consumatori di prodotti e servizi accessibili e di tecnologie assistive devono far fronte a prezzi elevati a causa della scarsa concorrenza tra i fornitori. La frammentazione tra le normative nazionali riduce i vantaggi derivanti dalla condivisione di esperienze con omologhi nazionali e internazionali potrebbe apportare in relazione agli sviluppi sociali e tecnologici.

(8)  Il ravvicinamento delle misure nazionali a livello dell'Unione è pertanto necessario per il corretto funzionamento del mercato interno allo scopo di porre fine alla frammentazione del mercato dei prodotti e dei servizi accessibili, creare economie di scala, agevolare la mobilità e il commercio transfrontalieri e aiutare gli operatori economici a concentrare le risorse sull'innovazione anziché impiegarle per ▌coprire le spese derivanti da una legislazione frammentaria ▌all'interno dell'Unione.

(9)  I vantaggi dell'armonizzazione dei requisiti di accessibilità per il mercato interno sono stati dimostrati dall'applicazione della direttiva 2014/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(5) relativa agli ascensorie del regolamento (CE) n. 661/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio(6) riguardante il settore dei trasporti.

(10)  Nella dichiarazione n. 22 sui portatori di handicap allegata al trattato di Amsterdam, la Conferenza dei rappresentanti degli Stati membri ha convenuto che, nell'elaborazione di misure a norma dell'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), le istituzioni dell'Unione debbano tenere conto delle esigenze dei portatori di handicap.

(11)  L'obiettivo generale della Commissione del 6 maggio 2015 "Una strategia per il mercato unico digitale per l'Europa" è fornire i benefici economici e sociali sostenibili provenienti da un mercato unico digitale connesso, agevolando quindi il commercio e promuovendo l'occupazione nell'Unione. I consumatori dell'Unione non beneficiano ancora pienamente, in termini di prezzi e possibilità di scelta, dei vantaggi che il mercato unico può offrire, in quanto le operazioni transfrontaliere online sono ancora molto limitate. Anche la frammentazione limita la domanda di operazioni transfrontaliere di commercio elettronico. Occorre inoltre un intervento concordato per garantire che le persone con disabilità possano ▌ accedere integralmente ai ▌contenuti elettronici, ai servizi di comunicazione elettronica e ai servizi di media audiovisivi. È pertanto necessario armonizzare i requisiti di accessibilità in tutto il mercato unico digitale e garantire che tutti i cittadini dell'Unione possano trarne beneficio, a prescindere dalle loro abilità.

(12)  Da quando l'Unione è divenuta parte della UNCRPD, le disposizioni di tale convenzione sono divenute parte integrante dell'ordinamento giuridico dell'Unione e vincolano le istituzioni dell'Unione e gli Stati membri.

(13)  La UNCRPD dispone che le parti adottino misure adeguate a garantire alle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, l'accesso all'ambiente fisico, ai trasporti, all'informazione e alle comunicazioni, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o forniti al pubblico, sia nelle aree urbane che in quelle rurali. Il comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità ha riscontrato la necessità di creare un quadro legislativo con parametri concreti, applicabili e temporalmente definiti per monitorare la graduale attuazione dell'accessibilità.

(14)  L'UNCRPD invita le parti a intraprendere o promuovere la ricerca e lo sviluppo, nonché a incoraggiare la messa a disposizione e l'uso di nuove tecnologie, tra cui tecnologie dell'informazione e della comunicazione, ausili alla mobilità, dispositivi e tecnologie di sostegno, adatte alle persone con disabilità. L'UNCRPD invita altresì a dare priorità alle tecnologie dai costi più accessibili.

(15)  L'entrata in vigore dell'UNCRPD nell'ordinamento giuridico degli Stati membri comporta la necessità di adottare disposizioni nazionali supplementari sull'accessibilità dei prodotti e dei servizi. In assenza di interventi da parte dell'Unione, tali disposizioni porterebbero a un ulteriore aumento delle disparità fra le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri.

(16)  È pertanto necessario agevolare l'attuazione dell'UNCRPD nell'Unione prevedendo regole comuni dell'Unione. La presente direttiva contribuisce altresì agli sforzi degli Stati membri volti a rispettare, in modo armonizzato, i rispettivi impegni nazionali e obblighi in materia di accessibilità derivanti dall'UNCRPD.

(17)  La comunicazione della Commissione del 15 novembre 2010 "Strategia europea sulla disabilità 2010-2020: un rinnovato impegno per un'Europa senza barriere ", in linea con l'UNCRPD e, individua l'accessibilità come uno degli otto ambiti d'azione, la definisce una condizione indispensabile per la partecipazione alla società e mira a garantire l'accessibilità dei prodotti e dei servizi.

(18)  La determinazione dei prodotti e dei servizi che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva è basata su un'analisi eseguita durante la preparazione della valutazione d'impatto che ha individuato ▌i prodotti e servizi pertinenti destinati alle persone con ▌disabilità per i quali gli Stati membri hanno adottato o presumibilmente adotteranno requisiti di accessibilità nazionali divergenti che perturbano il funzionamento del mercato interno.

(19)  Al fine di garantire l'accessibilità dei servizi che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva, anche i prodotti utilizzati per la prestazione di tali servizi con cui il consumatore interagisce dovrebbero rispettare i requisiti di accessibilità applicabilidella presente direttiva.

(20)  Anche se un servizio, o parte di esso, è subappaltato a terzi, non dovrebbe essere compromessa l'accessibilità a tale servizio e i fornitori di servizi dovrebbero rispettare gli obblighi della presente direttiva. I fornitori di servizi dovrebbero inoltre assicurare una formazione appropriata e continua del personale per garantire che esso disponga di una preparazione adeguata sull'utilizzo dei prodotti e dei servizi accessibili. Tale formazione dovrebbe riguardare questioni quali la trasmissione di informazioni, la consulenza e la pubblicità.

(21)  Si dovrebbero introdurre requisiti di accessibilità nel modo meno oneroso possibile▌ per gli operatori economici e gli Stati membri ▌.

(22)  È ▌ necessario specificare i requisiti di accessibilità per l'immissione sul mercato di prodotti e servizi che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva al fine di garantire la loro libera circolazione nel mercato interno.

(23)  La presente direttiva dovrebbe rendere obbligatori i requisiti funzionali di accessibilità e questi dovrebbero essere stabiliti in termini di obiettivi generali. Tali requisiti dovrebbero essere sufficientemente precisi da creare obblighi giuridicamente vincolanti e sufficientemente dettagliati da consentire di valutare la conformità al fine di garantire il buon funzionamento del mercato interno per i prodotti e i servizi contemplati dalla presente direttiva, nonché lasciare un determinato margine di flessibilità per consentire l'innovazione.

(24)  La presente direttiva contiene una serie di criteri funzionali di prestazione relativi alle modalità di funzionamento di prodotti e servizi. Tali criteri non sono intesi come un'alternativa generale ai requisiti di accessibilità stabiliti dalla presente direttiva, ma dovrebbero essere utilizzati soltanto in circostanze molto specifiche. I suddetti criteri dovrebbero essere applicati a funzioni o caratteristiche specifiche di tali prodotti o servizi, per renderli accessibili, quando i requisiti di accessibilità della presente direttiva non trattano una o più di tali funzioni o caratteristiche specifiche. In aggiunta, nel caso che un requisito di accessibilità contenga requisiti tecnici specifici, e nel prodotto o nel servizio sia fornita una soluzione tecnica alternativa a detti requisiti tecnici, tale soluzione tecnica alternativa dovrebbe essere comunque conforme ai pertinenti requisiti di accessibilità, e dovrebbe produrre un'accessibilità equivalente o maggiore, applicando i pertinenti criteri funzionali di prestazione.

(25)  La presente direttiva dovrebbe applicarsi ai sistemi hardware informatici generici per consumatori. Affinché detti sistemi funzionino in maniera accessibile, anche i loro sistemi operativi dovrebbero essere accessibili. Tali sistemi hardware informatici sono caratterizzati dalla multifunzionalità e dalla capacità di eseguire, con il software adeguato, le operazioni informatiche più comuni richieste dai consumatori e sono destinati ad essere utilizzati dai consumatori. I personal computer, compresi i computer da tavolo (desktop), i notebook, gli smartphone e i tablet, sono esempi di tali sistemi hardware informatici. I computer specializzati incorporati in prodotti elettronici di consumo non costituiscono sistemi hardware informatici generici per consumatori. La presente direttiva non dovrebbe applicarsi, su base individuale, ai singoli componenti con funzioni specifiche in quanto tali, come ad esempio una scheda madre o un chip di memoria, che sono usati o potrebbero essere usati in un tale sistema.

(26)  La presente direttiva dovrebbe inoltre includere i terminali di pagamento, inclusi entrambe i loro hardware e software, e taluni terminali self-service interattivi comprendenti, inclusi entrambe i loro hardware e software, destinati a essere utilizzati per la fornitura di servizi contemplati dalla presente direttiva: ad esempio, gli sportelli automatici; le macchine per l'emissione di biglietti che garantiscono l'accesso a servizi, quali i distributori di titoli di trasporto e le macchine per l'emissione di biglietti per la gestione delle file negli uffici bancari; i terminali per il check-in; e i terminali self-service interattivi per la fornitura di informazioni, compresi gli schermi informativi interattivi.

(27)  Tuttavia, alcuni terminali self-service interattivi per la fornitura di informazioni installati come parti integranti di veicoli, aeromobili, navi o materiale rotabile dovrebbero essere esclusi dall'ambito di applicazione della presente direttiva, in quanto fanno parte di tali veicoli, aeromobili, navi o materiale rotabile che non sono contemplati dalla presente direttiva.

(28)  La presente direttiva dovrebbe inoltre applicarsi ai servizi di comunicazione elettronica, comprese le comunicazioni di emergenza, di cui alla direttiva (UE) 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio(7). Attualmente, le misure adottate dagli Stati membri per garantire l'accesso delle persone con disabilità divergono e non sono armonizzate in tutto il mercato interno. Garantire l'applicazione degli stessi requisiti di accessibilità in tutta l'Unione consentirà di realizzare economie di scala agli operatori economici attivi in più di uno Stato membro e agevolerà l'accesso efficace delle persone con disabilità sia nel loro Stato membro che quando viaggiano tra Stati membri. Affinché i servizi di comunicazione elettronica, comprese le comunicazioni di emergenza, siano accessibili, i fornitori dovrebbero fornire, in aggiunta alla comunicazione vocale, il testo in tempo reale e i servizi di conversazione globale qualora offrano un video, garantendo la sincronizzazione di tutti questi strumenti di comunicazione. Oltre ai requisiti della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero, conformemente alla direttiva (UE) 2018/1972, poter individuare un fornitore di servizi di ritrasmissione utilizzabile dalle persone con disabilità.

(29)  La presente direttiva armonizza i requisiti di accessibilità per i servizi di comunicazione elettronica e i relativi prodotti e integra la direttiva (UE) 2018/1972, che stabilisce requisiti in materia di accesso e scelta equivalenti per gli utenti finali con disabilità. La direttiva (UE) 2018/1972 stabilisce anche, nell'ambito degli obblighi di servizio universale, requisiti in materia di accessibilità economica dei servizi di accesso a Internet e di comunicazione vocale, nonché di accessibilità economica e disponibilità delle relative apparecchiature terminali, attrezzature specifiche e servizi per i consumatori con disabilità.

(30)  La presente direttiva dovrebbe altresì contemplare le apparecchiature terminali con capacità informatiche interattive per consumatori, prevedibilmente destinate ad essere utilizzate principalmente per accedere ai servizi di comunicazione elettronica. Ai fini della presente direttiva si dovrebbe ritenere che tali apparecchiature comprendano le apparecchiature utilizzate per l'accesso ai suddetti servizi di comunicazione elettronica come ad esempio un router o un modem.

(31)  Ai fini della presente direttiva, accesso a servizi di media audiovisivi dovrebbe significare che i servizi che forniscono accesso ai contenuti audiovisivi devono essere accessibili, come pure i meccanismi che consentono agli utenti con disabilità di utilizzare le loro tecnologie assistive. I servizi che forniscono accesso a servizi di media audiovisivi potrebbero comprendere siti web, applicazioni online, applicazioni basate su set-top box e scaricabili, servizi per dispositivi mobili, comprese le applicazioni mobili, e relativi lettori multimediali, nonché servizi di televisione connessa. L'accessibilità dei servizi di media audiovisivi è disciplinata dalla direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(8), con l'eccezione dell'accessibilità alle guide elettroniche ai programmi (electronic programme guides - EPG) che sono comprese nella definizione di servizi che forniscono accesso a servizi di media audiovisivi a cui si applica la presente direttiva.

(32)  Nell'ambito dei servizi di trasporto passeggeri aerei, su autobus, ferroviari e per vie navigabili, la presente direttiva dovrebbe tra l'altro disciplinare la fornitura di informazioni relative ai servizi di trasporto comprese le informazioni di viaggio in tempo real,e tramite siti web, servizi per dispositivi mobili, schermi informativi interattivi e terminali self-service interattivi di cui i passeggeri con disabilità hanno bisogno per viaggiare. Ciò potrebbe includere le informazioni sui prodotti e servizi di trasporto passeggeri offerti dal fornitore di servizi, le informazioni prima del viaggio, le informazioni durante il viaggio e le informazioni fornite quando un servizio subisce una cancellazione o un ritardo alla partenza. Altri elementi d'informazione potrebbero comprendere, ad esempio, informazioni su prezzi e promozioni.

(33)  La presente direttiva dovrebbe disciplinare anche i siti web, i servizi per dispositivi mobili, comprese le applicazioni mobili sviluppate o messe a disposizione da operatori di servizi di trasporto passeggeri rientranti nell'ambito di applicazione della presente direttiva o a loro nome, i servizi di biglietteria elettronica, i biglietti elettronici e i terminali self-service interattivi.

(34)  La definizione dell'ambito di applicazione della presente direttiva per quanto riguarda i servizi di trasporto passeggeri aerei, con autobus, ferroviari e per vie navigabili dovrebbe basarsi sulla legislazione settoriale in vigore in materia di diritti dei passeggeri. Qualora la presente direttiva non si applichi a determinati tipi di servizi di trasporto, gli Stati membri dovrebbero incoraggiare i fornitori di servizi ad applicare i requisiti di accessibilità pertinenti della presente direttiva.

(35)  La direttiva (UE) 2016/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio(9) prevede già l'obbligo, per gli enti pubblici che forniscono servizi di trasporto, compresi i servizi di trasporto urbani e extraurbani e dei servizi di trasporto regionale, di rendere accessibili i loro siti web. La presente direttiva prevede esenzioni per le microimprese che forniscono servizi, compresi i servizi di trasporto urbani e extraurbani e dei servizi di trasporto regionale. Inoltre, presente direttiva prevede obblighi finalizzati ad assicurare che i siti web di commercio elettronico siano accessibili. Poiché la presente direttiva reca obblighi per la grande maggioranza dei fornitori di servizi di trasporto privati a rendere accessibili i loro siti web, per quanto riguarda la vendita online dei biglietti, non è necessario introdurre nella presente direttiva ulteriori requisiti per i siti web dei fornitori di servizi di trasporto urbani e extraurbani e dei fornitori di servizi di trasporto regionali.

(36)  Alcuni elementi dei requisiti di accessibilità, in particolare in relazione alla fornitura di informazioni di cui alla presente direttiva, sono già disciplinati dal diritto dell'Unione in vigore nel settore del trasporto passeggeri. Si tratta di elementi del regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio(10), del regolamento (CE) n. 1107/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio(11), del regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio(12), del regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio(13), e del regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio(14). Si tratta inoltre degli atti pertinenti adottati sulla base della direttiva 2008/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(15). Per ragioni di coerenza normativa, i requisiti di accessibilità fissati dai tali regolamenti e atti dovrebbero continuare ad applicarsi come prima. Tuttavia, i requisiti supplementari della presente direttiva dovrebbero integrare i requisiti esistenti, migliorando il funzionamento del mercato interno nel settore dei trasporti e recando beneficio alle persone con disabilità.

(37)  Alcuni elementi dei servizi di trasporto non dovrebbero rientrare nell'ambito di applicazione della presente direttiva se prestati al di fuori del territorio degli Stati membri, anche se il servizio è destinato al mercato dell'Unione. Per quanto riguarda tali elementi, un operatore di servizi di trasporto passeggeri dovrebbe essere tenuto a garantire la conformità ai requisiti previsti presente direttiva soltanto per la parte del servizio fornita all'interno del territorio dell'Unione. Tuttavia, per quanto riguarda il trasporto aereo, i vettori aerei dell'Unione dovrebbero essere tenuti ad assicurare che i requisiti applicabili di cui alla presente direttiva siano soddisfatti anche nel caso di voli in partenza da un aeroporto situato in un paese terzo e diretti verso un aeroporto situato nel territorio di uno Stato membro. Inoltre, tutti i vettori aerei, compresi quelli che non sono titolari di una licenza rilasciata nell'Unione, dovrebbero essere tenuti ad assicurare che i requisiti applicabili previsti dalla presente direttiva siano soddisfatti nel caso di voli in partenza dal territorio dell'Unione e diretti verso il territorio di un paese terzo.

(38)  Le autorità urbane dovrebbero essere incoraggiate a integrare l'accessibilità senza barriere nei servizi di trasporto urbano nei loro piani di mobilità urbana sostenibile e a pubblicare regolarmente un elenco delle migliori pratiche in materia di accessibilità senza barriere ai trasporti pubblici urbani e alla mobilità.

(39)  Il diritto dell'Unione in materia di servizi bancari e finanziari mira a proteggere e a informare i consumatori di tali servizi in tutta l'Unione ma non include requisiti di accessibilità. Al fine di consentire alle persone con disabilità di utilizzare tali servizi in tutta l'Unione, anche quando sono forniti mediante siti web e servizi per dispositivi mobili, incluse le applicazioni mobili, di prendere decisioni in piena cognizione di causa e sentirsi sicuri di essere protetti adeguatamente su una base di uguaglianza con gli altri consumatori, nonché al fine di garantire condizioni di parità per i fornitori di servizi, la presente direttiva dovrebbe stabilire requisiti di accessibilità comuni per alcuni servizi bancari e finanziari forniti ai consumatori.

(40)  I requisiti di accessibilità adeguati dovrebbero inoltre applicarsi ai metodi di identificazione, alla firma elettronica e ai servizi di pagamento poiché essi sono necessari per concludere transazioni nell'ambito dei servizi bancari per consumatori.

(41)  I file di libri elettronici sono basati su una codificazione elettronica che consente la circolazione e la consultazione di opere dell'ingegno prevalentemente di tipo grafico e testuale. Il grado di precisione di tale codificazione determina l'accessibilità dei file di libri elettronici, in particolare per quanto riguarda la qualificazione dei diversi elementi costitutivi delle opere e la descrizione standardizzata della loro struttura. L'interoperabilità in termini di accessibilità dovrebbe ottimizzare la compatibilità di tali file con i programmi utenti e le tecnologie assistive attuali e future. Le caratteristiche specifiche di volumi speciali come i fumetti, i libri per bambini e i libri d'arte dovrebbero essere prese in considerazione alla luce di a tutti i requisiti di accessibilità applicabili. L'esistenza di requisiti di accessibilità divergenti negli Stati membri renderebbe difficile per gli editori e gli altri operatori economici beneficiare dei vantaggi del mercato interno, potrebbe creare problemi d'interoperabilità con i lettori di libri elettronici (e-reader) e limiterebbe l'accesso per i consumatori con disabilità. Nel contesto dei libri elettronici, il concetto di fornitore di servizi potrebbe includere gli editori e gli altri operatori economici coinvolti nella distribuzione. È riconosciuto che le persone con disabilità continuano a incontrare ostacoli nell'accesso ai contenuti protetti da diritti d'autore e diritti connessi e che talune misure sono già state adottate per affrontare tale situazione ad esempio mediante l'adozione della direttiva (UE) 2017/1564 del Parlamento europeo e del Consiglio(16) e il regolamento (UE) 2017/1563 del Parlamento europeo e del Consiglio(17), e che in futuro potrebbero essere adottate a tale riguardo ulteriori misure dell'Unione.

(42)  La presente direttiva definisce i servizi di commercio elettronico come servizi forniti a distanza, tramite siti web e applicazioni mobili, per via elettronica e su richiesta individuale di un consumatore, al fine di concludere un contratto di consumo. Ai fini di tale definizione per "a distanza" si intende che il servizio è fornito senza la presenza simultanea delle parti; per "per via elettronica" si intende un servizio inviato all'origine e ricevuto a destinazione mediante mezzi elettronici di trattamento (compresa la compressione digitale) e di memorizzazione di dati, e che è trasmesso, inoltrato e ricevuto in tutti i suoi elementi via cavo, via radio, a mezzo di fibre ottiche o con altri mezzi elettromagnetici; per "su richiesta individuale di un consumatore" si intende che il servizio è fornito su richiesta individuale. Data la crescente importanza dei servizi di commercio elettronico e il loro carattere altamente tecnologico, è importante disporre di requisiti di accessibilità armonizzati.

(43)  Gli obblighi di accessibilità relativi a servizi di commercio elettronico della presente direttiva dovrebbero applicarsi alla vendita online di qualsiasi prodotto o servizio, e dovrebbero pertanto applicarsi anche alla vendita di prodotti o servizi contemplati in quanto tali dalla presente direttiva.

(44)  Le misure relative all'accessibilità della raccolta delle comunicazioni di emergenza dovrebbero essere adottate senza pregiudicare né incidere in alcun modo sull'organizzazione dei servizi di emergenza, che resta di esclusiva competenza degli Stati membri.

(45)  Conformemente alla direttiva (UE) 2018/1972, gli Stati membri devono provvedere affinché gli utenti finali con disabilità abbiano accesso ai servizi di emergenza mediante le comunicazioni di emergenza e in modo equivalente a quelli utilizzati dagli altri utenti finali in conformità del diritto dell'Unione che armonizza i requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi. La Commissione e le autorità nazionali di regolamentazione o le altre autorità competenti devono adottare misure adeguate per assicurare che gli utenti finali con disabilità, mentre viaggiano in altri Stati membri, possano accedere ai servizi di emergenza su un piano di parità con gli altri utenti finali ove possibile senza alcuna preregistrazione. Tali misure mirano a garantire l'interoperabilità tra gli Stati membri devono basarsi quanto più possibile sulle norme o specifiche europee stabilite conformemente alle disposizioni dell'articolo 39 della direttiva (UE) 2018/1972. Tali misure non impediscono agli Stati membri di adottare ulteriori requisiti al fine di perseguire gli obiettivi di cui a tale direttiva. In alternativa al rispetto dei requisiti di accessibilità stabiliti dalla presente direttiva per quanto riguarda la raccolta delle comunicazioni di emergenza per gli utenti con disabilità, gli Stati membri dovrebbero poter individuare un fornitore terzo di servizi di ritrasmissione utilizzabile dalle persone con disabilità per comunicare con il centro di raccolta delle chiamate di emergenza, fino a che tali centri siano in grado di utilizzare i servizi di comunicazione elettronica tramite protocolli internet per garantire l'accessibilità della raccolta delle comunicazioni di emergenza. In ogni caso, gli obblighi della presente direttiva non dovrebbero essere intesi nel senso di limitare o ridurre alcun obbligo a beneficio degli utenti finali con disabilità, compreso l'accesso equivalente ai servizi di comunicazione elettronica e ai servizi di emergenza così come gli obblighi di accessibilità di cui alla direttiva (UE) 2018/1972.

(46)  La direttiva (UE) 2016/2102 definisce i requisiti di accessibilità per i siti web e le applicazioni mobili degli enti pubblici, nonché altri aspetti correlati, in particolare i requisiti riguardanti la conformità dei siti web e delle applicazioni mobili interessati. Tuttavia, detta direttiva prevede un elenco specifico di eccezioni. Eccezioni analoghe riguardano la presente direttiva. Alcune attività che hanno luogo attraverso i siti web e le applicazioni mobili degli enti del settore pubblico, come i servizi di trasporto passeggeri o i servizi di commercio elettronico, che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva, dovrebbero inoltre essere conformi ai requisiti di accessibilità applicabili della presente direttiva al fine di garantire che la vendita online di prodotti e servizi sia accessibile alle persone con disabilità, a prescindere dal fatto che il venditore sia un operatore economico pubblico o privato. I requisiti di accessibilità della presente direttiva dovrebbero essere allineati ai requisiti della direttiva (UE) 2016/2102, nonostante le differenze, ad esempio, nel monitoraggio, nelle relazioni e nell'attuazione.

(47)  I quattro principi dell'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili, quali utilizzati nella direttiva (UE) 2016/2102, sono: percepibilità, nel senso che le informazioni e i componenti dell'interfaccia utente devono essere presentabili agli utenti in modalità percepibili; utilizzabilità, nel senso che i componenti e la navigazione dell'interfaccia utente devono essere utilizzabili; comprensibilità, nel senso che le informazioni e il funzionamento dell'interfaccia utente devono essere comprensibili; e solidità, nel senso che i contenuti devono essere abbastanza solidi da poter essere interpretati con sicurezza da una vasta gamma di programmi utente, comprese le tecnologie assistive. Detti principi sono altresì rilevanti per la presente direttiva.

(48)  Gli Stati membri dovrebbero adottare tutte le misure adeguate a garantire che, laddove i prodotti e i servizi disciplinati dalla presente direttiva siano conformi ai requisiti di accessibilità applicabili, la loro libera circolazione nell'Unione non sia impedita per motivi relativi ai requisiti di accessibilità.

(49)  In alcune situazioni, requisiti comuni di accessibilità dell'ambiente costruito agevolerebbero la libera circolazione dei servizi connessi e delle persone con disabilità. La presente direttiva dovrebbe consentire pertanto agli Stati membri di includere l'ambiente costruito utilizzato per fornire i servizi nell'ambito di applicazione della presente direttiva, in modo da garantire la conformità ai requisiti di accessibilità di cui all'allegato III.

(50)  L'accessibilità dovrebbe essere conseguita mediante la soppressione e la prevenzione sistematiche delle barriere, preferibilmente attraverso il principio della progettazione universale o della "progettazione per tutti", che contribuisce a garantire alle persone con disabilità un accesso su base di uguaglianza con gli altri. Secondo l'UNCRPD, con tale approccio si intende la progettazione di prodotti, ambienti, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate. In linea con l'UNCRPD, la "progettazione universale" non esclude i dispositivi assistivi per particolari gruppi di persone con disabilità, qualora ve ne sia l'esigenza". Inoltre, l'accessibilità non dovrebbe escludere l'applicazione di soluzioni appropriate se richiesto dal diritto nazionale o dell'Unione. I concetti di accessibilità e di progettazione universale dovrebbero essere interpretati in linea con l'osservazione generale n. 2(2014) - articolo 9: Accessibilità, quale redatta dal Comitato sui diritti delle persone con disabilità.

(51)  I prodotti e i servizi rientranti nell'ambito di applicazione della presente direttiva non rientrano automaticamente nell'ambito di applicazione della direttiva 93/42/CEE del Consiglio(18). Tuttavia, alcune tecnologie assistive che sono dispositivi medici potrebbero rientrare nell'ambito di applicazione di tale direttiva.

(52)  Le PMI e le microimprese forniscono lavoro alla maggioranza degli occupati nell'Unione. Esse sono di fondamentale importanza per la crescita futura, ma molto spesso si trovano di fronte a difficoltà e ostacoli nello sviluppo dei loro prodotti o servizi, in particolare nel contesto transfrontaliero. È quindi necessario facilitare il lavoro delle PMI e delle microimprese armonizzando le disposizioni nazionali in materia di accessibilità e mantenendo nel contempo le garanzie necessarie.

(53)  Affinché possano beneficiare della presente direttiva, le microimprese e le PMI devono realmente soddisfare i requisiti della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione(19), e della giurisprudenza pertinente, volti a prevenire l'elusione delle sue norme.

(54)  Al fine di garantire la coerenza della legislazione dell'Unione, la presente direttiva dovrebbe basarsi sulla decisione n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(20) in quanto riguarda prodotti già oggetto di altri atti dell'Unione, pur riconoscendo le caratteristiche specifiche dei requisiti di accessibilità della presente direttiva.

(55)  Tutti gli operatori economici che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva e che intervengono nella catena di fornitura e distribuzione dovrebbero garantire che siano messi a disposizione sul mercato solo prodotti conformi ▌alla presente direttiva. Lo stesso dovrebbe applicarsi agli operatori economici che forniscono servizi. È necessario ripartire in modo chiaro e proporzionato gli obblighi corrispondenti al ruolo di ciascun operatore economico nel processo di fornitura e distribuzione.

(56)  Gli operatori economici dovrebbero essere responsabili della conformità dei prodotti e dei servizi in relazione al ruolo che rivestono nella catena di fornitura, in modo da garantire un elevato livello di protezione dell'accessibilità e una concorrenza leale sul mercato dell'Unione.

(57)  Gli obblighi della presente direttiva dovrebbero applicarsi indistintamente agli operatori economici del settore pubblico e del settore privato.

(58)  Il fabbricante, che possiede conoscenze dettagliate del processo di progettazione e di produzione, è nella posizione migliore per eseguire la valutazione completa della conformità. Se la responsabilità della conformità dei prodotti incombe al fabbricante, le autorità di vigilanza del mercato dovrebbero svolgere un ruolo essenziale nel verificare se i prodotti messi a disposizione nell'Unione sono fabbricati in conformità del diritto dell'Unione.

(59)  Gli importatori e i distributori dovrebbero essere coinvolti nei compiti di vigilanza del mercato eseguiti dalle autorità nazionali e parteciparvi attivamente, fornendo alle autorità competenti tutte le informazioni necessarie sul prodotto in questione.

(60)  Gli importatori dovrebbero garantire che i prodotti originari di paesi terzi che entrano nel mercato dell'Unione siano conformi ▌ alla presente direttiva, e in particolare che i fabbricanti abbiano effettuato adeguate procedure di valutazione della conformità di tali prodotti.

(61)  All'atto dell'immissione di un prodotto sul mercato, gli importatori dovrebbero indicare sul prodotto il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio d'impresa, e l'indirizzo al quale possono essere contattati.

(62)  I distributori dovrebbero garantire che la manipolazione del prodotto non incida negativamente sulla sua conformità ai requisiti di accessibilità della presente direttiva.

(63)  Qualsiasi operatore economico che immetta sul mercato un prodotto con il proprio nome o marchio d'impresa oppure modifichi un prodotto già immesso sul mercato in modo che possa incidere sulla conformità ai requisiti applicabili, dovrebbe esserne considerato il fabbricante e assumere quindi i relativi obblighi.

(64)  Per motivi di proporzionalità, i requisiti di accessibilità dovrebbero applicarsi soltanto nella misura in cui non impongano un onere sproporzionato agli operatori economici interessati o nella misura in cui non richiedano un cambiamento significativo dei prodotti e servizi che comporterebbe una loro modifica sostanziale alla luce della presente direttiva. Dovrebbero tuttavia essere istituiti meccanismi di controllo per verificare la legittimità delle deroghe all'applicabilità dei requisiti di accessibilità.

(65)  La presente direttiva dovrebbe seguire il principio "pensare anzitutto in piccolo" e tenere conto degli oneri amministrativi che le PMI si trovano ad affrontare. Essa dovrebbe fissare norme poco gravose in termini di valutazione della conformità e stabilire clausole di salvaguardia per gli operatori economici, anziché prevedere eccezioni e deroghe generali per tali imprese. Di conseguenza, al momento di stabilire le regole per la selezione e l'attuazione delle procedure di valutazione della conformità più appropriate, bisognerebbe prendere in considerazione la situazione delle PMI e limitare gli obblighi di valutazione della conformità ai requisiti di accessibilità in modo che non impongano un onere sproporzionato per le PMI. Le autorità di vigilanza del mercato dovrebbero inoltre operare in modo proporzionato rispetto alle dimensioni delle imprese e alla limitata natura seriale o non seriale della produzione in questione, senza creare inutili ostacoli alle piccole e medie imprese e senza compromettere la protezione dell'interesse pubblico.

(66)  In casi eccezionali, in cui l'osservanza dei requisiti di accessibilità della presente direttiva impongano un onere sproporzionato per gli operatori economici, questi ultimi dovrebbero essere tenuti a conformarvisi soltanto nella misura in cui non impongano un onere sproporzionato. In tali casi debitamente giustificati, non sarebbe ragionevolmente possibile per un operatore economico applicare pienamente uno o più dei requisiti di accessibilità della presente direttiva. Tuttavia, l'operatore economico dovrebbe rendere quanto più possibile accessibile un servizio o un prodotto rientrante nell'ambito di applicazione della presente direttiva applicando tali requisiti nella misura in cui non impongano un onere sproporzionato. I requisiti di accessibilità che l'operatore economico non ha ritenuto che impongano un onere sproporzionato dovrebbero applicarsi pienamente. Le eccezioni alla conformità a uno o più requisiti di accessibilità dovute all'onere sproporzionato che gli stessi impongono non dovrebbero andare oltre lo stretto necessario, al fine di limitare detto onere per quanto riguarda il particolare prodotto o servizio interessato in ogni singolo caso. Per misure che imporrebbero un onere sproporzionato si dovrebbero intendere le misure che imporrebbero all'operatore economico un onere aggiuntivo eccessivo sotto il profilo organizzativo o finanziario, pur tenendo conto del probabile beneficio che ne deriverebbe per le persone con disabilità in linea con i criteri stabiliti nella presente direttiva. Sulla base di queste considerazioni dovrebbero essere definiti criteri al fine di consentire sia agli operatori economici che alle autorità pertinenti di confrontare le varie situazioni e di valutare l'eventuale esistenza di un onere sproporzionato in modo sistematico. Nel valutare in quale misura i requisiti di accessibilità non possano essere soddisfatti a causa dell'onere sproporzionato che imporrebbero, si dovrebbe tener conto soltanto di motivi legittimi. La mancanza di carattere prioritario, di tempo o di conoscenze non dovrebbe essere considerata un motivo legittimo.

(67)  La valutazione globale del carattere sproporzionato dell'onere dovrebbe essere effettuata avvalendosi dei criteri di cui all'allegato VI. Essa dovrebbe essere documentata dall'operatore economico tenendo conto dei pertinenti criteri. I fornitori di servizi dovrebbero riesaminare la valutazione del carattere sproporzionato dell'onere almeno ogni cinque anni.

(68)  L'operatore economico dovrebbe informare le autorità pertinenti che sono state invocate le disposizioni della presente direttiva relative alla modifica sostanziale e/o all'onere sproporzionato. Solo su richiesta delle autorità pertinenti l'operatore economico dovrebbe fornire una copia della valutazione in cui spiega perché il suo prodotto o servizio non è pienamente accessibile, adducendo la prova del carattere sproporzionato dell'onere o della modifica sostanziale, o di entrambe.

(69)  Se, sulla base della valutazione prescritta, un fornitore di servizi conclude che l'obbligo di assicurare che, tutti i terminali self-service utilizzati per la prestazione dei servizi contemplati dalla presente direttiva siano conformi ai requisiti di accessibilità della presente direttiva, costituirebbe un onere sproporzionato, il fornitore di servizi dovrebbe comunque applicare tali requisiti nella misura in cui non gli impongono un onere sproporzionato. Di conseguenza, i fornitori di servizi dovrebbero valutare la misura in cui un livello minimo di accessibilità di tutti i terminali self-service o un numero limitato di terminali self-service pienamente accessibili permetterebbe loro di evitare che un onere sproporzionato sia loro imposto, e dovrebbe essere loro richiesto di soddisfare i requisiti di accessibilità della presente direttiva solo in tale misura.

(70)  Le microimprese si distinguono da tutte le altre imprese per il fatto di disporre di risorse umane, fatturato annuo o bilancio annuo limitati. Per le microimprese, pertanto, l'onere di soddisfare i requisiti di accessibilità assorbe in generale una quota maggiore delle loro risorse umane e finanziarie rispetto alle altre imprese ed è più probabile che rappresenti una quota sproporzionata dei costi. Una percentuale significativa dei costi sostenuti dalle microimprese deriva dalla compilazione e dall'archiviazione di documenti e registri per dimostrare la propria conformità ai vari requisiti previsti dal diritto dell'Unione. Mentre tutti gli operatori economici contemplati dalla presente direttiva dovrebbero essere in grado di valutare la proporzionalità del rispetto dei requisiti di accessibilità della presente direttiva e dovrebbero conformarsi ad essi solo nella misura in cui non siano sproporzionati, imporre alle microimprese che forniscono servizi di procedere a una siffatta valutazione costituirebbe, di per sé, un onere sproporzionato. I requisiti e gli obblighi della presente direttiva non dovrebbero pertanto applicarsi alle microimprese che forniscono servizi rientranti nell'ambito di applicazione della presente direttiva.

(71)  Al fine di ridurre l'imposizione di oneri amministrativi sproporzionati, è opportuno che la presente direttiva preveda requisiti e obblighi meno rigorosi per le microimprese che trattano prodotti che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva.

(72)  Se alcune microimprese sono esenti dagli obblighi della presente direttiva, tutte le microimprese dovrebbero essere incoraggiate a fabbricare, importare o distribuire prodotti e a fornire servizi conformi ai requisiti di accessibilità della presente direttiva al fine di rafforzare la loro competitività e potenziale di crescita nel mercato interno. Gli Stati membri dovrebbero pertanto fornire alle microimprese orientamenti e strumenti per facilitare l'applicazione delle misure nazionali di recepimento della presente direttiva.

(73)  Tutti gli operatori economici, all'atto di immettere o di mettere a disposizione sul mercato prodotti o di fornire servizi sul mercato, dovrebbero agire in modo responsabile e in piena conformità alle prescrizioni giuridiche applicabili.

74)  Per facilitare la valutazione della conformità ai requisiti di accessibilità applicabili è necessario introdurre una presunzione di conformità per i prodotti e i servizi conformi alle norme armonizzate volontarie adottate ai sensi del regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(21) al fine di formulare specifiche tecniche dettagliate di tali requisiti. La Commissione ha già formulato alle organizzazioni europee di normazione una serie di richieste di normazione in materia di accessibilità, quali i mandati di normazione M/376, M/473 e M/420, che sarebbero rilevanti per la preparazione delle norme armonizzate.

(75)  Il regolamento (UE) n. 1025/2012 prevede una procedura relativa alle obiezioni formali alle norme armonizzate che non sono ritenute conformi ai requisiti della presente direttiva.

(76)  Le norme europee dovrebbero essere orientate al mercato, tenere conto dell'interesse pubblico nonché degli obiettivi strategici chiaramente formulati nella richiesta rivolta dalla Commissione a una o più organizzazioni europee di normazione di elaborare norme armonizzate, e dovrebbero basarsi su un consenso. In mancanza di norme armonizzate e ove necessario ai fini dell'armonizzazione del mercato interno, la Commissione dovrebbe essere in grado di adottare, in determinati casi, atti di esecuzione che stabiliscano ▌specifiche tecniche comuni per i requisiti di accessibilità della presente direttiva. Il ricorso alle specifiche tecniche dovrebbe essere limitato a tali casi. La Commissione dovrebbe poter adottare specifiche tecniche, ad esempio, quando il processo di normazione è bloccato a causa della mancanza di consenso tra le parti interessate o tale situazione crea ritardi ingiustificati nella definizione di una norma armonizzata, ad esempio perché la qualità richiesta non è raggiunta. La Commissione dovrebbe lasciare tempo sufficiente tra l'adozione di una richiesta a una o più organizzazioni europee di normazione di elaborare norme armonizzate e l'adozione di una specifica tecnica relativa allo stesso requisito di accessibilità. La Commissione non dovrebbe poter adottare una specifica tecnica senza avere precedentemente tentato di garantire la copertura dei requisiti di accessibilità da parte del sistema europeo di normazione, tranne nel caso in cui la Commissione possa dimostrare che le specifiche tecniche rispettano i requisiti di cui all'allegato II del regolamento (UE) n. 1025/2012.

(77)  Nell'ottica di istituire nel modo più efficace possibile norme armonizzate e specifiche tecniche che rispettino i requisiti di accessibilità per i prodotti e i servizi della presente direttiva, la Commissione dovrebbe, ove possibile, coinvolgere nel processo le organizzazioni europee di coordinamento che rappresentano le persone con disabilità e tutte le altre parti interessate.

(78)  Per garantire un accesso efficace alle informazioni a fini di vigilanza del mercato, le informazioni necessarie per dichiarare la conformità a tutti gli atti dell'Unione applicabili dovrebbero essere rese disponibili in un'unica dichiarazione UE di conformità. Al fine di ridurre gli oneri amministrativi a carico degli operatori economici, essi dovrebbero poter includere in tale unica dichiarazione UE di conformità tutte le singole dichiarazioni di conformità pertinenti.

(79)  Per la valutazione della conformità dei prodotti, la presente direttiva dovrebbe utilizzare il controllo interno della produzione del "Modulo A", descritto nell'allegato II della decisione n. 768/2008/CE, in quanto consente agli operatori economici di dimostrare e alle autorità competenti di garantire che i prodotti messi a disposizione sul mercato sono conformi ai requisiti di accessibilità senza imporre un onere indebito.

(80)  Nell'effettuare la sorveglianza del mercato dei prodotti e nel verificare la conformità dei servizi, le autorità dovrebbero altresì verificare se le valutazioni di conformità, compresa se del caso la valutazione di un'alterazione essenziale o dell'onere sproporzionato, siano state correttamente effettuate. Le autorità dovrebbero adempiere ai loro obblighi in cooperazione con le persone con disabilità e con le organizzazioni che le rappresentano e che rappresentano i loro interessi.

(81)  Per i servizi, le informazioni necessarie a valutare ▌ la conformità ai requisiti di accessibilità della presente direttiva dovrebbero essere fornite nelle condizioni generali o in un documento equivalente, fatta salva la direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(22).

(82)  La marcatura CE, che indica la conformità di un prodotto ai requisiti di accessibilità della presente direttiva, è la conseguenza visibile di un processo complessivo che comprende la valutazione della conformità in senso lato. La presente direttiva dovrebbe seguire i principi generali che disciplinano la marcatura CE del regolamento (CE) n. 765/2008, del Parlamento europeo e del Consiglio(23) , che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti. Oltre a rendere la dichiarazione di conformità UE, il fabbricante dovrebbe informare i consumatori, in modo efficace sotto il profilo dei costi, sull'accessibilità dei prodotti.

(83)  In conformità del regolamento (CE) n. 765/2008, apponendo la marcatura CE sul prodotto il fabbricante dichiara la conformità del prodotto a tutti i requisiti di accessibilità applicabili e se ne assume la piena responsabilità.

(84)  In conformità della decisione n. 768/2008/CE, gli Stati membri hanno la responsabilità di garantire, per i prodotti, una vigilanza forte ed efficiente del mercato sul proprio territorio e dovrebbero conferire poteri e risorse sufficienti alle proprie autorità di vigilanza del mercato.

(85)  Gli Stati membri dovrebbero verificare la conformità dei servizi agli obblighi della presente direttiva e dare seguito ai reclami o alle relazioni concernenti casi di non conformità al fine di garantire che siano state adottate misure correttive.

(86)  La Commissione potrebbe, se del caso, adottare, in consultazione con le parti interessate, orientamenti non vincolanti volti a sostenere il coordinamento tra le autorità di vigilanza del mercato e le autorità responsabili del controllo della conformità dei servizi. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero poter avviare iniziative allo scopo di condividere risorse e conoscenze delle autorità.

(87)  Gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a provvedere affinché le autorità di vigilanza del mercato e le autorità responsabili della conformità dei servizi verifichino la conformità degli operatori economici ai criteri di cui all'allegato VI, in conformità dei capi VIII e IX. Gli Stati membri dovrebbero poter designare un organismo specializzato per adempiere agli obblighi delle autorità di vigilanza del mercato o delle autorità responsabili della conformità dei servizi previsti dalla presente direttiva. Gli Stati membri dovrebbero poter decidere che le competenze di tale organismo specializzato debbano essere limitate all'ambito di applicazione della presente direttiva o ad alcune sue parti, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri a norma del regolamento (CE) n. 765/2008.

(88)  È opportuno istituire una procedura di salvaguardia da applicare in caso di disaccordo tra Stati membri sulle misure adottate da uno Stato membro, in base alla quale le parti interessate siano informate delle misure di cui è prevista l'adozione in relazione a prodotti non conformi ai requisiti di accessibilità della presente direttiva. La procedura di salvaguardia dovrebbe consentire alle autorità di vigilanza del mercato, in cooperazione con gli operatori economici interessati, di intervenire in una fase più precoce per quanto riguarda tali prodotti.

(89)  Qualora gli Stati membri e la Commissione concordino sul fatto che una misura adottata da uno Stato membro è giustificata, non dovrebbero essere previsti ulteriori interventi della Commissione, ad eccezione dei casi in cui la non conformità possa essere attribuita a carenze di una norma armonizzata o delle specifiche tecniche.

(90)  Le direttive 2014/24/UE(24) e 2014/25/UE(25) del Parlamento europeo e del Consiglio sugli appalti pubblici, che definiscono le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici e concorsi pubblici di progettazione per talune forniture (prodotti), servizi e lavori, stabiliscono che, per tutti gli appalti destinati all'uso da parte di persone fisiche, che si tratti della popolazione o del personale dell'amministrazione aggiudicatrice o dell'ente aggiudicatore, le specifiche tecniche sono elaborate, salvo in casi debitamente giustificati, in modo da tenere conto dei criteri di accessibilità per le persone con disabilità o di una progettazione per tutti gli utenti. Inoltre, tali direttive prevedono che, qualora i requisiti di accessibilità obbligatori siano adottati con un atto giuridico dell'Unione, le specifiche tecniche debbano essere stabilite mediante riferimento ad esse per quanto riguarda l'accessibilità per le persone con disabilità o la progettazione per tutti gli utenti. La presente direttiva dovrebbe stabilire requisiti di accessibilità obbligatori per i prodotti e i servizi da essa contemplati. Per i prodotti e i servizi che non rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva, i requisiti di accessibilità della stessa non sono vincolanti. Tuttavia, l'utilizzo di tali requisiti di accessibilità per soddisfare i pertinenti obblighi stabiliti in atti dell'Unione diversi dalla presente direttiva faciliterebbe l'attuazione dell'accessibilità e contribuirebbe alla certezza del diritto e al ravvicinamento dei requisiti di accessibilità in tutta l'Unione. Non si dovrebbe impedire alle autorità di stabilire requisiti di accessibilità che vanno oltre quelli di cui all'allegato I della presente direttiva.

(91)  La presente direttiva non dovrebbe modificare la natura obbligatoria o volontaria delle disposizioni in materia di accessibilità in altri atti dell'Unione.

(92)  La presente direttiva dovrebbe applicarsi solo alle procedure di appalto per le quali è stato inviato l'avviso di indizione di gara ovvero, qualora non sia previsto l'avviso di indizione di gara, laddove l'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore abbia avviato la procedura di appalto dopo la data di applicazione della presente direttiva.

(93)  Al fine di garantire la corretta applicazione della presente direttiva, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del TFUE riguardo all'ulteriore precisazione dei requisiti di accessibilità che non possono, per la loro stessa natura, produrre il loro effetto atteso a meno di essere ulteriormente specificati in atti giuridici vincolanti dell'Unione; alla modifica del periodo durante il quale gli operatori economici devono essere in grado di identificare qualsiasi altro operatore economico che ha fornito loro un prodotto o al quale essi hanno fornito un prodotto; e all'ulteriore specificazione dei criteri pertinenti che l'operatore economico deve prendere in considerazione per valutare se la conformità ai requisiti di accessibilità imporrebbe un onere sproporzionato. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016(26). In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.

(94)  Al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione della presente direttiva, dovrebbero essere conferite alla Commissione competenze di esecuzione per quanto riguarda le specifiche tecniche. Tali competenze dovrebbero essere esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio(27).

(95)  Gli Stati membri dovrebbero garantire che esistano mezzi idonei ed efficaci per assicurare il rispetto delle disposizioni della presente direttiva e dovrebbero stabilire pertanto adeguati meccanismi di controllo, come il controllo a posteriori da parte delle autorità di vigilanza del mercato, al fine di verificare la legittimità della deroga all'applicazione dei requisiti di accessibilità. In sede di esame dei ricorsi riguardanti l'accessibilità, gli Stati membri dovrebbero rispettare il principio generale di buona amministrazione, e in particolare l'obbligo dei funzionari di garantire che sia adottata una decisione su ciascun ricorso entro un termine ragionevole.

(96)  Per agevolare l'attuazione uniforme della presente direttiva, la Commissione dovrebbe istituire un gruppo di lavoro composto dalle pertinenti autorità e parti interessate per facilitare lo scambio di informazioni e di migliori prassi e per fornire consulenza. È opportuno incoraggiare la cooperazione tra le autorità e le parti interessate, comprese le persone con disabilità e le organizzazioni che le rappresentano, tra l'altro per migliorare la coerenza nell'applicazione delle disposizioni della presente direttiva riguardanti i requisiti di accessibilità e per controllare l'attuazione delle sue disposizioni sulla modifica sostanziale e l'onere sproporzionato.

(97)  Visto il quadro normativo esistente in materia di ricorsi nei settori contemplati dalle direttive 2014/24/UE e 2014/25/UE, le disposizioni della presente direttiva relative all'applicazione e alle sanzioni non dovrebbero applicarsi alle procedure di appalto soggette agli obblighi imposti dalla presente direttiva. Tale esclusione lascia impregiudicati gli obblighi degli Stati membri derivanti dai trattati di adottare tutte le misure necessarie per garantire l'applicazione e l'efficacia del diritto dell'Unione.

(98)  Le sanzioni dovrebbero essere adeguate rispetto alla natura delle violazioni e alle circostanze, affinché non fungano da alternativa all'adempimento, da parte degli operatori economici, degli obblighi di rendere accessibili i loro prodotti o servizi.

(99)  Gli Stati membri dovrebbero garantire che, conformemente al diritto dell'Unione in vigore, siano disponibili meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie che consentano di risolvere i presunti casi di non conformità alla presente direttiva prima che vengano aditi i tribunali o gli organi amministrativi competenti.

(100)  Conformemente alla dichiarazione politica comune del 28 settembre 2011 degli Stati membri e della Commissione sui documenti esplicativi(28), gli Stati membri si sono impegnati a garantire, in casi giustificati, che la notifica delle loro misure di recepimento sia accompagnata da uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli elementi costitutivi della direttiva e le parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento. Per quanto riguarda la presente direttiva, il legislatore ritiene che la trasmissione di tali documenti sia giustificata.

(101)  Al fine di concedere ai fornitori di servizi un periodo di tempo sufficiente per adeguarsi ai requisiti della presente direttiva, è necessario prevedere un periodo transitorio di cinque anni a decorrere dalla data di applicazione della presente direttiva, durante il quale non occorre che i prodotti utilizzati per la fornitura di un servizio immessi sul mercato prima di tale data siano conformi ai requisiti di accessibilità della presente direttiva, a meno che non siano sostituiti dai fornitori di servizi nel corso del periodo transitorio. Visti il costo e il lungo ciclo di vita dei terminali self-service, è opportuno prevedere che, quando sono utilizzati per la prestazione di servizi, tali terminali possano continuare ad essere utilizzati fino alla fine della loro vita economica, purché non siano sostituiti durante tale periodo, il quale non è superiore a 20 anni.

(102)  I requisiti di accessibilità della presente direttiva dovrebbero applicarsi ai prodotti immessi sul mercato e ai servizi forniti dopo la data di applicazione delle misure nazionali di recepimento della presente direttiva, compresi i prodotti usati e di seconda mano importati da un paese terzo e immessi sul mercato dopo tale data.

(103)  La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti in particolare dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("Carta"). La presente direttiva mira, in particolare, a garantire il pieno rispetto dei diritti delle persone con disabilità di beneficiare di misure intese a garantirne l'autonomia, l'inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità, e intende promuovere l'applicazione degli articoli 21, 25 e 26 della Carta.

(104)  Poiché l'obiettivo della presente direttiva, vale a dire l'eliminazione degli ostacoli alla libera circolazione di determinati prodotti e servizi accessibili al fine di contribuire al corretto funzionamento del mercato interno, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri in quanto richiede l'armonizzazione di disposizioni diverse attualmente esistenti nei rispettivi ordinamenti giuridici, ma può essere conseguito meglio a livello di Unione, ▌ definendo requisiti di accessibilità e disposizioni comuni per il funzionamento del mercato interno, l'Unione può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1

Oggetto

La presente direttiva ha lo scopo di contribuire al corretto funzionamento del mercato interno mediante il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di requisiti di accessibilità per determinati prodotti e servizi, in particolare eliminando e prevenendo gli ostacoli alla libera circolazione dei prodotti e servizi disciplinati dalla presente direttiva derivanti dall'eterogeneità dei requisiti di accessibilità negli Stati membri.

Articolo 2

Ambito di applicazione

1.  La presente direttiva si applica ai prodotti seguenti immessi sul mercato dopo … [sei anni dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva]:

a)  sistemi hardware e sistemi operativi informatici generici per consumatori per tali sistemi hardware;

b)  i terminali self-service seguenti:

i)  terminali di pagamento;

ii)  i terminali self-service seguenti destinati alla fornitura dei servizi disciplinati dalla presente direttiva:

–  sportelli automatici;

–  macchine per l'emissione di biglietti;

–  terminali per il check-in;

–  terminali self-service interattivi destinati alla fornitura di informazioni, a eccezione dei terminali installati come parti integranti di veicoli, aeromobili, navi o materiale rotabile;

c)  apparecchiature terminali con capacità informatiche interattive per consumatori utilizzate per i servizi di comunicazione elettronica;

d)  apparecchiature terminali con capacità informatiche interattive per consumatori utilizzate per accedere a servizi di media audiovisivi; e

e)  lettori di libri elettronici (e-reader).

2.  Fatto salvo l'articolo 32, la presente direttiva si applica ai servizi seguenti forniti ai consumatori dopo … [sei anni dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva]:

a)  servizi di comunicazione elettronica, a eccezione di servizi di trasmissione utilizzati per la fornitura di servizi da macchina a macchina;

b)  servizi che forniscono accesso a servizi di media audiovisivi ▌;

c)  gli elementi seguenti relativi ai servizi di trasporto passeggeri aerei, con autobus, ferroviari e per vie navigabili, ad eccezione dei servizi di trasporto urbani, extraurbani, e regionali, per i quali si applicano solo gli elementi di cui al punto v):

i)  siti web;

ii)  servizi per dispositivi mobili, comprese le applicazioni mobili;

iii)  biglietti elettronici e servizi di biglietteria elettronica;

iv)  fornitura di informazioni relative ai servizi di trasporto, comprese le informazioni di viaggio in tempo reale; per quanto riguarda gli schermi informativi ciò si limita agli schermi interattivi situati nel territorio dell'Unione; e

v)  terminali self-service interattivi situati nel territorio dell'Unione, a eccezione di quelli installati come parti integranti su veicoli, aeromobili, navi e materiale rotabile utilizzati per la fornitura di una qualsiasi parte di tali servizi di trasporto passeggeri;

d)  servizi bancari per consumatori;

e)  libri elettronici (e-book) e software dedicati; e

f)  servizi di commercio elettronico.

3.  La presente direttiva si applica alla raccolta delle comunicazioni di emergenza effettuate verso il numero unico di emergenza europeo "112".

4.  La presente direttiva non si applica ai contenuti di siti web e alle applicazioni mobili seguenti:

a)  media basati sul tempo preregistrati pubblicati prima del … [sei anni dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva;

b)  formati di file per ufficio pubblicati prima del … [sei anni dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva];

c)  carte e servizi di cartografia online, qualora per le carte destinate alla navigazione le informazioni essenziali siano fornite in modalità digitale accessibile;

d)  contenuti di terzi che non sono né finanziati né sviluppati dall'operatore economico interessato né sottoposti al suo controllo;

e)  contenuti di siti web e applicazioni mobili considerati archivi nel senso che contengono soltanto contenuti che non sono stati aggiornati o rielaborati dopo il ... [sei anni dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva].

5.  La presente direttiva fa salva la direttiva (UE) 2017/1564 e il regolamento (UE) n. 2017/1563.

Articolo 3

Definizioni

Ai fini della presente direttiva si applicano le definizioni seguenti:

1)  "persone con disabilità": coloro che hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di eguaglianza con gli altri;

2)  "prodotto": sostanza, preparato o merce fabbricati attraverso un processo di fabbricazione, diversi da alimenti, mangimi, piante e animali vivi, prodotti di origine umana e prodotti di piante ed animali collegati direttamente alla loro futura riproduzione;

3)  "servizio": un servizio quale definito all'articolo 4, punto 1, della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio ▌(29);

4)  "fornitore di servizi": una persona fisica o giuridica che fornisce un servizio sul mercato dell'Unione o si offre di fornire tale servizio ai consumatori nell'Unione;

5)  "servizi di media audiovisivi": i servizi definiti all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2010/13/UE;

6)  "servizi che forniscono accesso a servizi di media audiovisivi": servizi trasmessi da reti di comunicazione elettronica che sono utilizzati per individuare, selezionare, ricevere informazioni sui servizi di media audiovisivi e visualizzare tali servizi e tutte le caratteristiche correlate, quali sottotitoli per non udenti e ipoudenti, audiodescrizione, sottotitoli parlati e interpretazione in lingua dei segni, derivanti dall'attuazione di misure per rendere i servizi accessibili ai sensi dell'articolo 7 della direttiva 2010/13/UE; e includono guide elettroniche ai programmi (electronic programme guides – EPG).

7)  "apparecchiature terminali con capacità informatiche interattive per consumatori utilizzate per accedere a servizi di media audiovisivi": apparecchiature il cui scopo principale è fornire accesso ai servizi di media audiovisivi;

8)  "servizio di comunicazione elettronica": i servizi di comunicazione elettronica quali definiti all'articolo 2, punto 4, della direttiva (UE) 2018/1972;

9)  "servizio di conversazione globale": il servizio di conversazione globale quale definito all'articolo 2, punto 35, della direttiva (UE) 2018/1972;

10)  "centro di raccolta delle chiamate di emergenza" o "PSAP": un centro di raccolta delle chiamate di emergenza o PSAP quale definito all'articolo 2, punto 36, della direttiva (UE) 2018/1972;

11)  "PSAP più idoneo": uno PSAP più idoneo quale definito all'articolo 2, punto 37, della direttiva (UE) 2018/1972;

12)  "comunicazione di emergenza": la comunicazione di emergenza quale definita all'articolo 2, punto 38, della direttiva (UE) 2018/1972;

13)  "servizio di emergenza": il servizio di emergenza quale definito all'articolo 2, punto 39, della direttiva (UE) 2018/1972;

14)  "testo in tempo reale": una forma di conversazione testuale in situazioni punto a punto o in conferenza tra più punti, in cui il testo introdotto è inviato in modo tale che la comunicazione è percepita dall'utente come continua, carattere per carattere;

15)  "messa a disposizione sul mercato": la fornitura sul mercato dell'Unione, nel corso di un'attività commerciale, a titolo oneroso o gratuito, di un prodotto destinato a essere distribuito, consumato o usato;

16)  "immissione sul mercato": la prima messa a disposizione di un prodotto sul mercato dell'Unione;

17)  "fabbricante": una persona fisica o giuridica che fabbrica un prodotto oppure lo fa progettare o fabbricare e lo commercializza apponendovi il proprio nome o marchio d'impresa;

18)  "rappresentante autorizzato": una persona fisica o giuridica stabilita nell'Unione che ha ricevuto da un fabbricante un mandato scritto che la autorizza ad agire per suo conto in relazione a determinati compiti;

19)  "importatore": una persona fisica o giuridica stabilita nell'Unione che immette sul mercato dell'Unione un prodotto originario di un paese terzo;

20)  "distributore": una persona fisica o giuridica nella catena di fornitura, diversa dal fabbricante o dall'importatore, che mette un prodotto a disposizione sul mercato;

21)  "operatore economico": il fabbricante, il rappresentante autorizzato, l'importatore, il distributore o il fornitore di servizi;

22)  "consumatore": una persona fisica che acquista il prodotto in questione o è destinatario del servizio in questione per fini che non rientrano nella sua attività commerciale, industriale, artigianale o professionale;

23)  "microimpresa": un'impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di EUR;

24)  "piccole e medie imprese" o "PMI": la categoria di imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR, ma che non comprende le microimprese;

25)  "norma armonizzata": una norma armonizzata quale definita all'articolo 2, punto 1,

lettera c), del regolamento (UE) n. 1025/2012;

26)  "specifiche tecniche ▌": una specifica tecnica quale definita all'articolo 2, punto 4), del regolamento (UE) n. 1025/2012 che costituisce un mezzo per conformarsi ai requisiti di accessibilità applicabili a un prodotto o servizio;

▌27) "ritiro": qualsiasi provvedimento volto a impedire la messa a disposizione sul mercato di un prodotto nella catena di fornitura;

28)  "servizi bancari per consumatori": la fornitura ai consumatori dei servizi bancari e finanziari seguenti:

a)  i contratti di credito contemplati dalla direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(30) o dalla direttiva 2014/17/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(31);

b)  i servizi definiti ai punti 1, 2, 4 e 5 della sezione A e ai punti 1, 2, 4 e 5 della sezione B dell'allegato I della direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(32);

c)  i servizi di pagamento quali definiti all'articolo 4, punto 3), della direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio(33);

d)  i servizi collegati al conto di pagamento quali definiti all'articolo 2, punto 3), della direttiva 2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(34); e

e)  la moneta elettronica quale definita all'articolo 2, punto 2), della direttiva 2009/110/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(35);

29)  "terminale di pagamento": un dispositivo che il cui scopo principale è consentire di effettuare pagamenti tramite l'uso di strumenti di pagamento quali definiti all'articolo 4, punto 14, della direttiva (UE) 2015/2366 presso un punto vendita fisico ma non in un contesto virtuale;

30)  "servizi di commercio elettronico": i servizi forniti a distanza, tramite siti web e servizi per dispositivi mobili, per via elettronica e su richiesta individuale di un consumatore al fine di concludere un contratto di consumo;

31)  "servizi di trasporto passeggeri aerei": i servizi aerei passeggeri commerciali quali definiti all'articolo 2, lettera l), del regolamento (CE) n. 1107/2006, in partenza, in transito o in arrivo presso un aeroporto, quando l'aeroporto è situato nel territorio di uno Stato membro, inclusi i voli in partenza da un aeroporto situato in un paese terzo diretti verso un aeroporto situato nel territorio di uno Stato membro quando i servizi sono assicurati da vettori aerei dell'Unione;

32)  "servizi di trasporto passeggeri con autobus": i servizi di cui all'articolo 2, paragrafi 1 e 2, del regolamento (UE) n. 181/2011;

33)  "servizi di trasporto passeggeri ferroviari": tutti i servizi di trasporto ferroviario di passeggeri di cui all'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1371/2007, a eccezione dei servizi di cui all'articolo 2, paragrafo 2, dello stesso regolamento;

34)  "servizi di trasporto passeggeri per vie navigabili": i servizi di trasporto passeggeri di cui all'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1177/2010, ad eccezione dei servizi di cui all'articolo 2, paragrafo 2, del medesimo regolamento;

35)  "servizi di trasporto urbani ed extraurbani": i servizi urbani ed extraurbani quali definiti all'articolo 3, punto 6), della direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(36); ma ai fini della presente direttiva, tale definizione comprende solo i modi di trasporto seguenti: ferroviario, con autobus e pullman, metropolitana, tram e filobus;

36)  "servizi di trasporto regionali": i servizi regionali quali definiti all'articolo 3, punto 7), della direttiva 2012/34/UE; ma ai fini della presente direttiva, tale definizione comprende solo i modi di trasporto seguenti: ferroviario, con autobus e pullman, metropolitana, tram e filobus;

37)  "tecnologia assistiva": qualsiasi elemento, parte di apparecchiatura, servizio o sistema di prodotti, compresi i software, utilizzato per accrescere, mantenere, sostituire o migliorare le capacità funzionali delle persone con disabilità oppure per alleviare o compensare minorazioni, limitazioni dell'attività o restrizioni della partecipazione;

38)  "sistema operativo": il software che, tra l'altro, gestisce l'interfaccia con l'hardware periferico, programma le operazioni, assegna la memoria e presenta all'utente un'interfaccia di default quando non vi sono applicazioni in esecuzione, compresa un'interfaccia grafica utente, indipendentemente dal fatto che tale software costituisca una parte integrante dell'hardware informatico generico per consumatori o sia un software a sé stante destinato a essere utilizzato per mezzo di un hardware informatico generico per consumatori; ma tale definizione esclude il boot loader, il basic input-output system o altri firmware necessari nella fase di avvio o al momento dell'installazione del sistema operativo;

39)  "sistema hardware informatico generico per consumatori": la combinazione di hardware che forma un computer completo, caratterizzato dalla multifunzionalità e dalla capacità di eseguire, con il software adeguato, le operazioni informatiche più comuni richieste dai consumatori e destinato ad essere utilizzato dai consumatori; compresi personal computer, in particolare i computer da tavolo (desktop), i notebook, gli smartphone e i tablet;

40)  "capacità informatica interattiva": funzionalità che sostiene l'interazione uomo-dispositivo consentendo il trattamento e la trasmissione di dati, voce o video o una qualsiasi combinazione dei predetti;

41)  "libro elettronico (e-book) e software dedicati": il servizio consistente nella fornitura di file digitali che trasmettono la versione elettronica di un libro così da potervi accedere e navigare e da renderne possibile la lettura e l'utilizzo, nonché il software, ivi inclusi i servizi per dispositivi mobili comprese le applicazioni mobili, destinato a consentire le operazioni di accesso, navigazione, lettura e utilizzo di tali file digitali, ed esclude i software di cui alla definizione (42);

42)  "lettore di libro elettronico (e-reader)": apparecchiatura dedicata, comprendente sia hardware che software, utilizzata ai fini dell'accesso ai file di libri elettronici, della navigazione al loro interno, della loro lettura e del loro utilizzo;

43)  "biglietti elettronici": un sistema in cui un titolo di trasporto, sotto forma di biglietti singoli o multipli, abbonamenti o credito di viaggio, è archiviato in forma elettronica in una tessera di trasporto fisica o in un altro dispositivo anziché essere stampato su un biglietto cartaceo;

44)  "servizi di biglietteria elettronica": un sistema in cui i biglietti di trasporto dei passeggeri sono acquistati, incluso online, utilizzando un dispositivo dotato di capacità informatica interattiva e forniti all'acquirente in forma elettronica, che consentano la loro stampa su carta o di essere visualizzati, al momento del viaggio, utilizzando un dispositivo mobile dotato di capacità informatica interattiva.

CAPO II

REQUISITI DI ACCESSIBILITÀ E LIBERA CIRCOLAZIONE

Articolo 4

Requisiti di accessibilità

1.  Gli Stati membri provvedono affinché, conformemente ai paragrafi 2, 3 e 5 del presente articolo, fatto salvo l'articolo 14, gli operatori economici immettano sul mercato solo i prodotti e forniscano solo i servizi che siano conformi ai requisiti di accessibilità di cui all'allegato I.

2.  Tutti i prodotti elencati devono essere conformi ai requisiti di accessibilità di cui alla sezione I dell'allegato I.

Tutti i prodotti, esclusi i terminali self-service, devono essere conformi ai requisiti di accessibilità di cui alla sezione II dell'allegato I.

3.  Fatto salvo il paragrafo 5 del presente articolo, tutti i servizi, ad eccezione dei servizi di trasporto urbani, extraurbani e regionali, sono conformi ai requisiti di accessibilità di cui alla sezione III dell'allegato I.

Fatto salvo il paragrafo 5 del presente articolo, tutti i servizi devono essere conformi ai requisiti di accessibilità di cui alla sezione IV dell'allegato I.

4.  Gli Stati membri possono decidere, alla luce delle circostanze nazionali, che l'ambiente costruito utilizzato dai clienti dei servizi contemplati dalla presente direttiva si conformi ai requisiti di accessibilità di cui all'allegato III, al fine di ottimizzarne l'utilizzo da parte delle persone con ▌disabilità.

5.  Le microimprese che forniscono servizi sono esentate dall'osservanza dei requisiti di accessibilità di cui al paragrafo 3 del presente articolo e da qualsiasi obbligo relativo al rispetto di detti requisiti.

6.  Gli Stati membri forniscono orientamenti e strumenti alle microimprese per facilitare l'applicazione delle misure nazionali di recepimento della presente direttiva. Gli Stati membri elaborano tali strumenti in consultazione con le parti interessate.

7.  Gli Stati membri possono fornire agli operatori economici degli esempi indicativi, contenuti nell'allegato II, di possibili soluzioni che contribuiscono a soddisfare i requisiti di accessibilità di cui all'allegato I.

8.  Gli Stati membri provvedono affinché la raccolta delle comunicazioni di emergenza effettuate verso il numero unico di emergenza europeo "112", da parte dello PSAP più idoneo sia conforme agli specifici requisiti di accessibilità di cui alla sezione V dell'allegato I, nel modo che più si adatta all'organizzazione nazionale dei sistemi di emergenza.

9.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 26 a integrazione dell'allegato I specificando ulteriormente i requisiti di accessibilità che non possono, per la loro stessa natura, produrre il loro effetto atteso a meno di essere ulteriormente specificati in atti giuridici vincolanti dell'Unione, come i requisiti relativi all'interoperabilità.

Articolo 5

Diritto dell'Unione in vigore nel settore del trasporto passeggeri

I servizi conformi ai requisiti sulla fornitura di informazioni accessibili e sulle informazioni sull'accessibilità di cui ai regolamenti (CE) n. 261/2004, (CE) n. 1107/2006, (CE) n. 1371/2007, (UE) n. 1177/2010 e(UE) n. 181/2011, nonché agli atti pertinenti adottati sulla base della direttiva 2008/57/CE, sono ritenuti conformi ai requisiti corrispondenti della presente direttiva. Qualora la presente direttiva preveda requisiti supplementari rispetto a quelli stabiliti da detti regolamenti e atti, tali requisiti supplementari si applicano integralmente.

Articolo 6

Libera circolazione

Gli Stati membri non ostacolano, per motivi relativi ai requisiti di accessibilità, la messa a disposizione sul mercato nel loro territorio di prodotti o la fornitura nel loro territorio di servizi conformi alla presente direttiva.

CAPO III

OBBLIGHI DEGLI OPERATORI ECONOMICI CHE TRATTANO PRODOTTI

Articolo 7

Obblighi dei fabbricanti

1.  All'atto dell'immissione dei loro prodotti sul mercato, i fabbricanti garantiscono che essi siano stati progettati e fabbricati conformemente ai requisiti di accessibilità applicabili della presente direttiva.

2.  I fabbricanti preparano la documentazione tecnica in conformità dell'allegato IV ed eseguono o fanno eseguire la procedura di valutazione della conformità di cui al medesimo allegato.

Qualora la conformità di un prodotto ai requisiti di accessibilità applicabili sia stata dimostrata con tale procedura, i fabbricanti redigono una dichiarazione UE di conformità e appongono la marcatura CE.

3.  I fabbricanti conservano la documentazione tecnica e la dichiarazione UE di conformità per un periodo di cinque anni dalla data di immissione sul mercato del prodotto.

4.  I fabbricanti garantiscono che siano predisposte le procedure necessarie affinché la produzione in serie continui a essere conforme alla presente direttiva. Si tiene debitamente conto delle modifiche della progettazione o delle caratteristiche del prodotto, nonché delle modifiche delle norme armonizzate o delle ▌specifiche tecniche ▌ in riferimento alle quali è dichiarata la conformità di un prodotto.

5.  I fabbricanti garantiscono che sui loro prodotti sia apposto un numero di tipo, di lotto, di serie oppure qualsiasi altro elemento che ne consenta l'identificazione, oppure, qualora le dimensioni o la natura del prodotto non lo consentano, che le informazioni prescritte siano fornite sull'imballaggio o in un documento di accompagnamento del prodotto.

6.  I fabbricanti indicano il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio d'impresa e l'indirizzo al quale possono essere contattati sul prodotto oppure, ove ciò non sia possibile, sull'imballaggio o in un documento di accompagnamento del prodotto. L'indirizzo deve indicare un unico punto dove il fabbricante può essere contattato. I dati di recapito sono redatti in una lingua facilmente comprensibile per gli utilizzatori finali e le autorità di vigilanza del mercato.

7.  I fabbricanti garantiscono che il prodotto sia accompagnato da istruzioni e informazioni sulla sicurezza in una lingua che può essere facilmente compresa dai consumatori e dagli altri utenti finali, secondo quanto determinato dallo Stato membro interessato. Tali istruzioni e informazioni, nonché l'eventuale etichettatura, sono chiare, comprensibili e intelligibili.

8.  I fabbricanti che ritengono o hanno motivo di credere che un prodotto che hanno immesso sul mercato non sia conforme alla presente direttiva adottano immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme tale prodotto ▌o, ▌se del caso, per ritirarlo. Inoltre, qualora il prodotto non sia conforme ai requisiti di accessibilità della presente direttiva, i fabbricanti ne informano immediatamente le autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui hanno messo a disposizione il prodotto, indicando in particolare i dettagli relativi alla non conformità e a eventuali misure correttive adottate. In tali casi, i fabbricanti tengono un registro dei prodotti che non sono conformi ai requisiti di accessibilità applicabili e dei relativi reclami.

9.  I fabbricanti, a seguito di una richiesta motivata di un'autorità nazionale competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità del prodotto in una lingua che può essere facilmente compresa da tale autorità. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione adottata per eliminare la non conformità ai requisiti di accessibilità applicabili dei prodotti che hanno immesso sul mercato, in particolare rendendoli conformi ai requisiti di accessibilità applicabili ▌.

Articolo 8

Rappresentanti autorizzati

1.  Il fabbricante può nominare, mediante mandato scritto, un rappresentante autorizzato.

Gli obblighi di cui all'articolo 7, paragrafo 1, e l'elaborazione della documentazione tecnica non rientrano nel mandato del rappresentante autorizzato.

2.  Il rappresentante autorizzato esegue i compiti specificati nel mandato ricevuto dal fabbricante. Il mandato consente al rappresentante autorizzato di eseguire almeno i compiti seguenti:

a)  tenere a disposizione delle autorità di vigilanza dei mercati la dichiarazione UE di conformità e la documentazione tecnica per un periodo di cinque anni;

b)  fornire a un'autorità nazionale competente che ne faccia richiesta motivata tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità del prodotto;

c)  cooperare con le autorità nazionali competenti, su loro richiesta, a qualsiasi azione adottata per eliminare la non conformità ai requisiti di accessibilità applicabili dei prodotti che rientrano nel loro mandato.

Articolo 9

Obblighi degli importatori

1.  Gli importatori immettono sul mercato solo prodotti conformi.

2.  Prima di immettere un prodotto sul mercato, gli importatori assicurano che il fabbricante abbia eseguito la procedura di valutazione della conformità stabilita all'allegato IV. Essi assicurano che il fabbricante abbia redatto la documentazione tecnica prescritta dall'allegato II, che il prodotto rechi il marchio CE e sia accompagnato dai documenti prescritti e che il fabbricante abbia rispettato i requisiti di cui all'articolo 7, paragrafi 5 e 6.

3.  L'importatore, se ritiene o ha motivo di credere che un prodotto non sia conforme ai requisiti di accessibilità applicabili della presente direttiva ▌, non immette il prodotto sul mercato finché non sia stato reso conforme. Inoltre, quando un prodotto non è conforme ai requisiti di accessibilità applicabili, l'importatore ne informa il fabbricante e le autorità di vigilanza del mercato.

4.  Gli importatori indicano il loro nome, la loro denominazione commerciale registrata o il loro marchio d'impresa e l'indirizzo al quale possono essere contattati sul prodotto oppure, ove ciò non sia possibile, sull'imballaggio o in un documento di accompagnamento del prodotto. I dati di recapito sono redatti in una lingua facilmente comprensibile per gli utilizzatori finali e le autorità di vigilanza del mercato.

5.  Gli importatori garantiscono che il prodotto sia accompagnato da istruzioni e informazioni sulla sicurezza in una lingua che può essere facilmente compresa dai consumatori e dagli altri utenti finali, secondo quanto determinato dallo Stato membro interessato.

6.  Gli importatori garantiscono che, mentre un prodotto è sotto la loro responsabilità, le condizioni di stoccaggio o di trasporto non ne pregiudichino la conformità ai requisiti di accessibilità applicabili

7.  Gli importatori tengono una copia della dichiarazione UE di conformità a disposizione delle autorità di vigilanza del mercato per un periodo di cinque anni e provvedono affinché, su richiesta, la documentazione tecnica possa essere messa a disposizione di tali autorità.

8.  Gli importatori che ritengono o hanno motivo di credere che un prodotto che hanno immesso sul mercato non sia conforme alla presente direttiva adottano immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme tale prodotto o, se del caso, per ritirarlo ▌. Inoltre, qualora il prodotto non sia conforme ai requisiti di accessibilità applicabili, gli importatori ne informano immediatamente le autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui hanno messo a disposizione il prodotto, indicando in particolare i dettagli relativi alla non conformità e ad eventuali misure correttive adottate. In tali casi, gli importatori tengono un registro dei prodotti che non sono conformi ai requisiti di accessibilità applicabili e dei relativi reclami.

9.  Gli importatori, a seguito di una richiesta motivata di un'autorità nazionale competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità di un prodotto in una lingua che può essere facilmente compresa da tale autorità. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione adottata per eliminare la non conformità ai requisiti di accessibilità applicabili dei prodotti che hanno immesso sul mercato.

Articolo 10

Obblighi dei distributori

1.  Quando mettono un prodotto a disposizione sul mercato, i distributori agiscono con la dovuta attenzione in relazione ai requisiti della presente direttiva.

2.  Prima di mettere un prodotto a disposizione sul mercato, i distributori verificano che esso rechi la marcatura CE, che sia accompagnato dai documenti prescritti e da istruzioni e informazioni sulla sicurezza in una lingua che può essere facilmente compresa dai consumatori e dagli altri utenti finali nello Stato membro in cui il prodotto deve essere messo a disposizione sul mercato e che il fabbricante e l'importatore si siano conformati ai requisiti di cui, rispettivamente, all'articolo 7, paragrafi 5 e 6, e all'articolo 9, paragrafo 4.

3.  Il distributore, se ritiene o ha motivo di credere che un prodotto non sia conforme ai requisiti di accessibilità applicabili della presente direttiva, non immette il prodotto sul mercato finché non sia stato reso conforme. Inoltre, quando un prodotto non è conforme ai requisiti di accessibilità applicabili, il distributore ne informa il fabbricante o l´importatore e le autorità di vigilanza del mercato.

4.  I distributori garantiscono che, mentre un prodotto è sotto la loro responsabilità, le condizioni di stoccaggio o di trasporto non ne pregiudichino la conformità ai requisiti di accessibilità applicabili ▌.

5.  I distributori che ritengono o hanno motivo di credere che un prodotto che hanno reso disponibile sul mercato non sia conforme alla presente direttiva si assicurano che siano adottate le misure correttive necessarie per rendere conforme tale prodotto ▌o, ▌se del caso, per ritirarlo. Inoltre, qualora il prodotto non sia conforme ai requisiti di accessibilità applicabili, i distributori ne informano immediatamente le autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui hanno messo a disposizione il prodotto, indicando in particolare i dettagli relativi alla non conformità e a qualsiasi misura correttiva adottata.

6.  I distributori, a seguito della richiesta motivata di un'autorità nazionale competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità di un prodotto. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione adottata per eliminare la non conformità ai requisiti di accessibilità applicabili dei prodotti che hanno reso disponibili sul mercato.

Articolo 11

Casi in cui gli obblighi dei fabbricanti si applicano agli importatori e ai distributori

Un importatore o un distributore che immette un prodotto sul mercato con il proprio nome o marchio d'impresa oppure modifica un prodotto già immesso sul mercato in modo tale che la conformità ai requisiti della presente direttiva possa esserne condizionata è considerato un fabbricante ai fini della presente direttiva ed è soggetto agli obblighi del fabbricante di cui all'articolo 7.

Articolo 12

Identificazione degli operatori economici che trattano prodotti

1.  Gli operatori economici di cui agli articoli da 7 a 10 indicano alle autorità di vigilanza che ne facciano richiesta:

a)  ogni altro operatore economico che abbia fornito loro un prodotto;

b)  ogni altro operatore economico cui essi abbiano fornito un prodotto.

2.  Gli operatori economici di cui agli articoli da 7 a 10 sono in grado di presentare le informazioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo per un periodo di cinque anni dal momento in cui sia stato loro fornito il prodotto e per un periodo di cinque anni dal momento in cui essi abbiano fornito il prodotto.

3.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 26, di modificare la presente direttiva per modificare il periodo di cui al paragrafo 2 del presente articolo relativamente a prodotti specifici. Tale periodo modificato è superiore a cinque anni ed è proporzionale alla vita economica utile del prodotto in questione.

CAPO IV

OBBLIGHI DEI FORNITORI DI SERVIZI

Articolo 13

Obblighi dei fornitori di servizi

1.  I fornitori di servizi assicurano di progettare e fornire servizi in conformità dei requisiti di accessibilità della presente direttiva.

2.  I fornitori di servizi preparano le informazioni necessarie in conformità dell'allegato V e spiegano come i servizi soddisfino i requisiti di accessibilità applicabili ▌. Le informazioni sono messe a disposizione del pubblico in forma scritta e orale, anche in modo da essere accessibili a ▌persone con disabilità. I fornitori di servizi conservano tali informazioni finché il servizio è operativo.

3.  Fatto salvo l'articolo 32, i fornitori di servizi assicurano che siano predisposte procedure affinché la ▌fornitura di servizi continui a essere conforme ai requisiti di accessibilità applicabili ▌. Le variazioni delle caratteristiche della fornitura del servizio, dei requisiti di accessibilità applicabili e delle norme armonizzate o delle specifiche tecniche in riferimento a cui il servizio è dichiarato conforme ai requisiti di accessibilità ▌sono prese adeguatamente in considerazione dai fornitori di servizi.

4.  In caso di non conformità, i fornitori di servizi adottano le misure correttive necessarie per rendere il servizio conforme ai requisiti di accessibilità applicabili ▌. Inoltre, qualora il servizio non sia conforme ai requisiti di accessibilità applicabili, i fornitori di servizi ne informano immediatamente le autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui il servizio è fornito, indicando in particolare i dettagli relativi alla non conformità e a eventuali misure correttive adottate.

5.  I fornitori di servizi, a seguito di una richiesta motivata di un'autorità competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni necessarie per dimostrare la conformità del servizio ai requisiti di accessibilità applicabili ▌. Essi cooperano con tale autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione adottata per rendere il servizio conforme a tali requisiti

CAPO V

MODIFICA SOSTANZIALE DI PRODOTTI O SERVIZI E ONERE SPROPORZIONATO PER GLI OPERATORI ECONOMICI

Articolo 14

Modifica sostanziale e onere sproporzionato

1.  I requisiti di accessibilità di cui all'articolo 4 si applicano soltanto nella misura in cui la conformità▌:

a)  non richieda una modifica sostanziale di un prodotto o di un servizio tale da comportare la modifica sostanziale della sua natura stessa; e

b)  non comporti l'imposizione di un onere sproporzionato agli operatori economici interessati.

2.  Gli operatori economici valutano se la conformità ai requisiti di accessibilità di cui all'articolo 4 introdurrebbe una modifica fondamentale o, sulla base dei pertinenti criteri di cui all'allegato VI, imporrebbe un onere sproporzionato, come previsto al paragrafo 1 del presente articolo.

3.  Gli operatori economici documentano la valutazione di cui al paragrafo 2. Gli operatori economici conservano tutti i risultati pertinenti per un periodo di cinque anni, calcolati a decorrere, a seconda dei casi, dall'ultima messa a disposizione di un prodotto sul mercato o dall'ultima fornitura di un servizio. Su richiesta delle autorità di vigilanza del mercato o delle autorità responsabili del controllo della conformità dei servizi, a seconda dei casi, gli operatori economici forniscono alle autorità una copia della valutazione di cui al paragrafo 2.

4.  In deroga al paragrafo 3, le microimprese che trattano prodotti sono esenti dal requisito di documentare la loro valutazione. Se tuttavia un'autorità di vigilanza del mercato lo richiede, le microimprese che trattano prodotti e che hanno scelto di invocare il paragrafo 1 forniscono all'autorità gli elementi fattuali relativi alla valutazione di cui al paragrafo 2.

5.  I fornitori di servizi che invocano il paragrafo 1, lettera b), per quanto riguarda ogni categoria o tipo di servizio, rinnovano la loro valutazione sul fatto che l'onere sia o meno sproporzionato:

a)  quando il servizio offerto è modificato; o

b)  su richiesta delle autorità responsabili del controllo della conformità dei servizi; e

c)  in ogni caso, almeno ogni cinque anni.

6.  Qualora gli operatori economici ricevano finanziamenti provenienti da fonti, pubbliche o private, diverse dalle risorse dell'operatore, cioè forniti al fine di migliorare l'accessibilità, non hanno diritto di invocare il paragrafo 1, lettera b).

7.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente

all'articolo 26 a integrazione dell'allegato VI specificando ulteriormente i pertinenti criteri di cui l'operatore economico deve tenere conto per la valutazione di cui al paragrafo 2 del presente articolo. Al momento di specificare ulteriormente tali criteri, la Commissione tiene conto dei potenziali vantaggi non soltanto per le persone con disabilità, ma anche per le persone con limitazioni funzionali.

Se necessario, la Commissione adotta il primo di tali atti delegati entro … [un anno dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva]. Tale atto comincia ad applicarsi non prima di … [sei danni dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva].

8.  Qualora ▌ gli operatori economici invochino il paragrafo 1 per uno specifico prodotto o servizio, essi ne informano le autorità di vigilanza del mercato o le autorità responsabili della conformità dei servizi competenti dello Stato membro ▌ in cui il prodotto specifico è immesso sul mercato o è fornito il servizio specifico.

Il primo comma non si applica alle microimprese.

CAPO VI

NORME ARMONIZZATE E SPECIFICHE TECNICHEDEI PRODOTTI E DEI SERVIZI

Articolo 15

Presunzione di conformità

1.  I prodotti e i servizi conformi alle norme armonizzate o a parti di esse i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea sono considerati conformi ai requisiti di accessibilità della presente direttiva nella misura in cui tali norme o parti di esse contemplino tali requisiti.

2.  La Commissione richiede, conformemente all'articolo 10 del regolamento (UE) n. 1025/2012, a una o più organizzazioni europee di normazione di elaborare norme armonizzate per i requisiti di accessibilità dei prodotti di cui all'allegato I. La Commissione trasmette il primo di tali progetti di richiesta al comitato interessato entro ... [due anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva].

3.  La Commissione può adottare atti di esecuzione che stabiliscano specifiche tecniche conformi ai requisiti di accessibilità della presente direttiva se sono soddisfatte le condizioni seguenti:

a)  in assenza di riferimenti a norme armonizzate pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea a norma del regolamento (UE) n. 1025/2012; e

b)  oppure:

i)  la Commissione ha chiesto a una o più organizzazioni europee di normazione di elaborare una norma armonizzata e vi sono ritardi indebiti nella procedura di normazione o la richiesta non è stata accettata da nessuna organizzazione europea di normazione;

o

ii)  la Commissione può dimostrare che una specifica tecnica rispetta i requisiti di cui all'allegato II del regolamento (UE) n. 1025/2012, a eccezione del requisito che le specifiche tecniche avrebbero dovuto essere sviluppate da un'organizzazione senza scopo di lucro.

Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 27, paragrafo 2 ▌.

4.  I prodotti e i servizi conformi alle specifiche tecniche o a parti di esse sono considerati conformi ai requisiti di accessibilità della presente direttiva nella misura in cui dette specifiche tecniche o parti di esse contemplino tali requisiti.

CAPO VII

CONFORMITÀ DEI PRODOTTI E MARCATURA CE

Articolo 16

Dichiarazione UE di conformità dei prodotti

1.  La dichiarazione UE di conformità attesta che è stata dimostrata la conformità ai requisiti di accessibilità applicabili. Qualora in via eccezionale si sia fatto ricorso all'articolo 14, la dichiarazione UE di conformità attesta quali requisiti di accessibilità sono soggetti a tale eccezione.

2.  La dichiarazione UE di conformità ha la struttura tipo di cui all'allegato III della decisione n. 768/2008/CE. Essa contiene gli elementi specificati all'allegato IV della presente direttiva ed è regolarmente aggiornata. I requisiti concernenti la documentazione tecnica evitano l'imposizione di un onere indebito per le microimprese e le PMI. La dichiarazione è tradotta nella lingua o nelle lingue richieste dallo Stato membro in cui il prodotto è immesso sul mercato o messo a disposizione.

3.  Se al prodotto si applicano più atti dell'Unione che prescrivono una dichiarazione UE di conformità, viene compilata un'unica dichiarazione UE di conformità in rapporto a tali atti dell'Unione. La dichiarazione contiene gli estremi degli atti interessati, compresi i riferimenti della loro pubblicazione.

4.  Con la dichiarazione UE di conformità il fabbricante si assume la responsabilità della conformità del prodotto ai requisiti della presente direttiva.

Articolo 17

Principi generali della marcatura CE dei prodotti

La marcatura CE è soggetta ai principi generali di cui all'articolo 30 del regolamento (CE) n. 765/2008.

Articolo 18

Regole e condizioni per l'apposizione della marcatura CE

1.  La marcatura CE è apposta sul prodotto o sulla sua targhetta segnaletica in modo visibile, leggibile e indelebile. Qualora ciò sia impossibile o difficilmente realizzabile a causa della natura del prodotto, il marchio è apposto sull'imballaggio e sui documenti di accompagnamento.

2.  La marcatura CE è apposta prima che il prodotto sia immesso sul mercato.

3.  Gli Stati membri si avvalgono dei meccanismi esistenti per garantire un'applicazione corretta del regime che disciplina la marcatura CE e promuovono le azioni opportune in caso di uso improprio di tale marcatura.

CAPO VIII

VIGILANZA DEL MERCATO DEI PRODOTTI E PROCEDURA DI SALVAGUARDIA DELL'UNIONE

Articolo 19

Vigilanza del mercato dei prodotti

1.  Ai prodotti si applicano l'articolo 15, paragrafo 3, gli articoli da 16 a 19, l'articolo 21, gli articoli da 23 a 28 e l'articolo 29, paragrafi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 765/2008.

2.  Nell'effettuare la sorveglianza del mercato dei prodotti, le autorità di vigilanza del mercato competenti, qualora l'operatore economico abbia invocato l'articolo 14 della presente direttiva:

a)  verificano se la valutazione di cui all'articolo 14 sia stata effettuata dall'operatore economico;

b)  riesaminano tale valutazione e i relativi risultati, compreso l'uso corretto dei criteri di cui all'allegato VI; e

c)  controllano la conformità ai requisiti di accessibilità applicabili.

3.  Gli Stati membri provvedono affinché le informazioni detenute dalle autorità di vigilanza del mercato in merito alla conformità degli operatori economici ai requisiti di accessibilità applicabili della presente direttiva e in merito alla valutazione ▌ di cui all'articolo 14 siano messe a disposizione dei consumatori su loro richiesta e in un formato accessibile, salvo nel caso in cui tali informazioni non possano essere fornite per i motivi di riservatezza previsti all'articolo 19, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 765/2008.

Articolo 20

Procedura a livello nazionale per i prodotti non conformi ai requisiti di accessibilità applicabili

1.  Qualora le autorità di vigilanza del mercato di uno degli Stati membri ▌ abbiano sufficienti ragioni per ritenere che un prodotto contemplato dalla presente direttiva non sia conforme ai requisiti di accessibilità applicabili, esse effettuano una valutazione del prodotto interessato rispetto a tutti i requisiti di cui alla presente direttiva. Gli operatori economici interessati cooperano pienamente a tal fine con le autorità di vigilanza del mercato.

Se, attraverso la valutazione di cui al primo comma, le autorità di vigilanza del mercato concludono che il prodotto non rispetta i requisiti di cui alla presente direttiva, esse chiedono senza ritardo all'operatore economico interessato di adottare tutte le misure correttive del caso al fine di rendere il prodotto conforme ai suddetti requisiti ▌ entro un termine ragionevole e proporzionato alla natura della non conformità, da esse stabilito.

Le autorità di vigilanza del mercato chiedono all'operatore economico interessato di ritirare il prodotto dal mercato entro un termine supplementare ragionevole solo qualora l'operatore economico interessato non abbia adottato misure correttive adeguate entro il termine di cui al secondo comma del presente paragrafo.

L'articolo 21 del regolamento (CE) n. 765/2008 si applica alle misure di cui al secondo e al terzo comma del presente paragrafo.

2.  Qualora ritengano che la non conformità non sia limitata al territorio nazionale, le autorità di vigilanza del mercato informano la Commissione e gli altri Stati membri dei risultati della valutazione e delle misure che hanno chiesto all'operatore economico di adottare.

3.  L'operatore economico garantisce che siano adottate tutte le opportune misure correttive nei confronti di tutti i prodotti interessati che ha messo a disposizione sul mercato in tutta l'Unione.

4.  Qualora l'operatore economico interessato non adotti le misure correttive adeguate entro il periodo di cui al paragrafo 1, terzo comma, le autorità di vigilanza del mercato adottano tutte le opportune misure provvisorie per vietare o limitare la messa a disposizione del prodotto sul loro mercato nazionale o per ritirarlo da tale mercato ▌.

Esse informano senza ritardo la Commissione e gli altri Stati membri di tali misure.

5.  Le informazioni di cui al secondo comma paragrafo 4 includono tutti gli elementi disponibili, in particolare i dati necessari all'identificazione del prodotto non conforme, la sua origine, la natura della presunta non conformità e i requisiti di accessibilità ai quali il prodotto non è conforme, la natura e la durata delle misure nazionali adottate, nonché gli argomenti espressi dall'operatore economico interessato. In particolare, le autorità di vigilanza del mercato indicano se la non conformità sia dovuta:

a)  alla mancata rispondenza del prodotto ai requisiti di accessibilità applicabili;

b)  alle carenze nelle norme armonizzate o nelle specifiche tecniche di cui all'articolo 15 che conferiscono la presunzione di conformità.

6.  Gli Stati membri che non siano quello che ha avviato la procedura di cui al presente articolo comunicano senza ritardo alla Commissione e agli altri Stati membri tutte le misure adottate, tutte le altre informazioni a loro disposizione sulla non conformità del prodotto interessato e, in caso di disaccordo con la misura nazionale notificata, le loro obiezioni.

7.  Qualora, entro tre mesi dal ricevimento delle informazioni di cui al secondo comma del paragrafo 4, né uno Stato membro né la Commissione sollevino obiezioni contro la misura provvisoria adottata da uno Stato membro, tale misura è ritenuta giustificata.

8.  Gli Stati membri provvedono affinché siano adottate senza ritardo le opportune misure restrittive, quali il ritiro del prodotto dal loro mercato, in relazione al prodotto in questione,.

Articolo 21

Procedura di salvaguardia dell'Unione

1.  Qualora, in esito alla procedura di cui all'articolo 20, paragrafi 3 e 4, vengano sollevate obiezioni contro una misura adottata da uno Stato membro o qualora la Commissione abbia elementi di prova ragionevoli che suggeriscano che una misura nazionale sia contraria al diritto dell'Unione, la Commissione si consulta senza ritardo con gli Stati membri e con l'operatore o gli operatori economici interessati e valuta la misura nazionale. In base ai risultati di tale valutazione, la Commissione decide se la misura nazionale sia o meno giustificata.

La Commissione indirizza la propria decisione a tutti gli Stati membri e la comunica immediatamente ad essi e all'operatore o agli operatori economici interessati.

2.  Se la misura nazionale di cui al paragrafo 1 è ritenuta giustificata, tutti gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che il prodotto non conforme sia ritirato dal loro mercato e ne informano la Commissione. Se la misura nazionale è ritenuta ingiustificata, lo Stato membro interessato la revoca.

3.  Se la misura nazionale di cui al paragrafo 1 del presente articolo è ritenuta giustificata e la non conformità del prodotto è attribuita a carenze nelle norme armonizzate di cui all'articolo 20, paragrafo 5, lettera b), la Commissione applica la procedura di cui all'articolo 11 del regolamento (UE) n. 1025/2012.

4.  Se la misura nazionale di cui al paragrafo 1 del presente articolo è ritenuta giustificata e la non conformità del prodotto è attribuita alle carenze nelle specifiche tecniche di cui all'articolo 20, paragrafo 5, lettera b), la Commissione adotta senza ritardo un atto di esecuzione che modifica o abroga la specifica tecnicadi cui trattasi. L'atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 27, paragrafo 2.

Articolo 22

Non conformità formale

1.  Fatto salvo l'articolo 20, uno Stato membro che giunga a una delle conclusioni riportate di seguito chiede all'operatore economico interessato di porre fine alla non conformità contestata:

a)  la marcatura CE è stata apposta in violazione dell'articolo 30 del regolamento (CE) n. 765/2008 o dell'articolo 18 della presente direttiva;

b)  il marchio CE non è stato apposto;

c)  la dichiarazione UE di conformità non è stata compilata;

d)  la dichiarazione UE di conformità non è stata compilata correttamente;

e)  la documentazione tecnica non è disponibile o è incompleta;

f)  le informazioni di cui all'articolo 7, paragrafo 6, o all'articolo 9, paragrafo 4, sono assenti, false o incomplete;

g)  qualsiasi altro requisito amministrativo di cui all'articolo 7 o all'articolo 9 non è rispettato.

2.  Se la non conformità di cui al paragrafo 1 permane, lo Stato membro interessato adotta tutte le misure opportune per limitare o proibire la messa a disposizione sul mercato del prodotto o garantisce che sia ritirato dal mercato.

CAPO IX

CONFORMITÀ DEI SERVIZI

Articolo 23

Conformità dei servizi

1.  Gli Stati membri istituiscono, attuano e periodicamente aggiornano procedure adeguate al fine di:

a)  verificare la conformità dei servizi ai requisiti della presente direttiva, compresa la valutazione di cui all'articolo 14 alla quale si applica mutatis mutandis l'articolo 19, paragrafo 2;

b)  dare seguito ai reclami o alle relazioni riguardanti problemi di non conformità ai requisiti di accessibilità della presente direttiva;

c)  verificare che l'operatore economico abbia adottato le necessarie misure correttive.

2.  Gli Stati membri designano le autorità responsabili che sono competenti per l'attuazione delle procedure di cui al paragrafo 1 riguardo alla conformità dei servizi.

Gli Stati membri garantiscono che il pubblico sia informato dell'esistenza, dell'ambito di competenza, dell'identità, del lavoro e delle decisioni delle autorità di cui al primo comma. Su richiesta, tali autorità mettono a disposizione tali informazioni in formati accessibili.

CAPO X

REQUISITI DI ACCESSIBILITÀ IN ALTRI ATTI DELL'UNIONE

Articolo 24

Accessibilità nel quadro di altri atti dell'Unione

1.  Per quanto riguarda i prodotti e i servizi di cui all'articolo 2 della presente direttiva, i requisiti di accessibilità di cui all'allegato I costituiscono i requisiti di accessibilità obbligatori ai sensi dell'articolo 42, paragrafo 1, della direttiva 2014/24/UE e dell'articolo 60, paragrafo 1, della direttiva 2014/25/UE.

2.  Un prodotto o servizio le cui caratteristiche, i cui elementi o le cui funzioni sono conformi ai requisiti di accessibilità di cui all'allegato I della presente direttiva conformemente alla sezione VI dello stesso è considerato conforme ai pertinenti obblighi stabiliti in atti dell'Unione diversi dalla presente direttiva, per quanto concerne l'accessibilità, per tali caratteristiche, elementi o funzioni, salvo altrimenti disposto in tali altri atti.

Articolo 25

Norme armonizzate e specifiche tecniche per altri atti dell'Unione

La conformità alle norme armonizzate e alle specifiche tecniche, o a parti di esse, adottate ai sensi dell'articolo 15, crea una presunzione di conformità con l'articolo 24, nella misura in cui tali norme e specifiche tecniche, o parti di esse, soddisfano i requisiti di accessibilità della presente direttiva.

CAPO XI

ATTI DELEGATI, COMPETENZE DI ESECUZIONE E DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 26

Esercizio della delega

1.  Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 4, paragrafo 9, è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dal ... [data di entrata in vigore della presente direttiva].

Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 12, paragrafo 3, e all'articolo 14, paragrafo 7, è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal ... [data di entrata in vigore della presente direttiva]. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.

3.  La delega di potere di cui all'articolo 4, paragrafo 9, all'articolo 12, paragrafo 3, e all'articolo 14, paragrafo 7, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4.  Prima dell'adozione dell'atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale del 13 aprile 2016 "Legiferare meglio".

5.  Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

6.  L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 9, dell'articolo 12, paragrafo 3, e dell'articolo 14, paragrafo 7, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Articolo 27

Procedura di comitato

1.  La Commissione è assistita da un comitato. Tale comitato è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.

2.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011.

Articolo 28

Gruppo di lavoro

La Commissione istituisce un gruppo di lavoro composto da rappresentanti delle autorità di vigilanza del mercato, delle autorità responsabili della conformità dei servizi e delle parti interessate, compresi rappresentanti delle organizzazioni delle persone con disabilità.

Il gruppo di lavoro:

a)  agevola lo scambio di informazioni e migliori pratiche tra le autorità e le parti interessate;

b)  promuove la cooperazione tra le autorità e le parti interessate su questioni relative all'attuazione della presente direttiva al fine di migliorare la coerenza nell'applicazione dei requisiti di accessibilità della presente direttiva e di monitorare con attenzione l'attuazione dell'articolo 14; e

c)  fornisce consulenza, in particolare alla Commissione, segnatamente in merito all'attuazione degli articoli 4 e 14.

Articolo 29

Applicazione

1.  Gli Stati membri garantiscono che esistano mezzi adeguati ed efficaci per assicurare il rispetto delle disposizioni della presente direttiva.

2.  I mezzi di cui al paragrafo 1 comprendono:

a)  disposizioni in base alle quali un consumatore può, a norma della legislazione nazionale, adire i tribunali o gli organi amministrativi competenti per garantire che le disposizioni nazionali di recepimento della presente direttiva siano rispettate;

b)  disposizioni in base alle quali gli organismi pubblici o le associazioni, le organizzazioni o altri soggetti giuridici privati che abbiano un legittimo interesse a garantire che la presente direttiva sia rispettata possono, a norma della legislazione nazionale, adire i tribunali o gli organi amministrativi competenti per conto o a sostegno della persona che si ritiene lesa, con la sua approvazione, in qualsiasi procedimento giudiziario o amministrativo diretto a far rispettare gli obblighi stabiliti dalla presente direttiva.

3.  Il presente articolo non si applica alle procedure di aggiudicazione degli appalti disciplinate dalla direttiva 2014/24/UE o dalla direttiva 2014/25/UE.

Articolo 30

Sanzioni

1.  Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni nazionali adottate conformemente alla presente direttiva e adottano tutte le misure necessarie per garantirne l'attuazione.

2.  Le sanzioni previste sono effettive, proporzionate e dissuasive. Le sanzioni sono inoltre accompagnate da misure correttive efficaci in caso di non conformità dell'operatore economico.

3.  Gli Stati membri notificano senza ritardo tali norme e misure alla Commissione, nonché eventuali successive modifiche delle stesse.

4.  Le sanzioni tengono conto dell'entità della non conformità, compresi la sua gravità e il numero di unità di prodotti o servizi non conformi interessati, nonché del numero di persone colpite.

5.  Il presente articolo non si applica alle procedure di aggiudicazione degli appalti disciplinate dalla direttiva 2014/24/UE o dalla direttiva 2014/25/UE.

Articolo 31

Recepimento

1.  Entro il … [tre anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva], gli Stati membri adottano e pubblicano le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano ▌ immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

2.  Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal …[sei anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva].

3.  In deroga al paragrafo 2 del presente articolo, gli Stati membri possono decidere di applicare le disposizioni relative agli obblighi di cui all'articolo 4, paragrafo 8, al più tardi a decorrere dal … [otto anni dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva].

4.  Le misure adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono stabilite dagli Stati membri.

5.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle misure principali di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.

6.  Gli Stati membri che si avvalgono della possibilità di cui all'articolo 4, paragrafo 4, comunicano alla Commissione il testo delle principali misure di diritto interno che essi adottano a tal fine e riferiscono alla Commissione in merito ai progressi compiuti nella loro attuazione.

Articolo 32

Misure transitorie

1.  Fatto salvo il paragrafo 2 del presente articolo, gli Stati membri prevedono un periodo transitorio che termina il… [undici anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva] durante il quale i fornitori di servizi possono continuare a prestare i loro servizi utilizzando prodotti che utilizzavano in modo legittimo prima di tale data per fornire servizi analoghi.

I contratti di servizi conclusi prima del … [sei anni dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva] possono essere mantenuti invariati fino alla loro scadenza, ma per non più di cinque anni da tale data.

2.  Gli Stati membri possono disporre che i terminali self-service utilizzati in modo legittimo dai fornitori di servizi per la fornitura di servizi prima di … [sei anni dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva] possano continuare a essere utilizzati per la fornitura di servizi analoghi fino alla fine della loro vita economica utile, ma per non più di venti anni dalla loro messa in funzione.

Articolo 33

Relazione e riesame

1.  Entro il ... [undici anni dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva] e successivamente ogni cinque anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni una relazione sull'applicazione della presente direttiva.

2.   Alla luce degli sviluppi sociali, economici e tecnologici, le relazioni esaminano, tra l'altro, l'evoluzione dell'accessibilità dei prodotti e servizi, l'eventuale lock-in tecnologico o gli eventuali ostacoli all'innovazione e l'impatto della presente direttiva sugli operatori economici e sulle persone con disabilità ▌. Le relazioni valutano altresì se l'applicazione dell'articolo 4, paragrafo 4, abbia contribuito al ravvicinamento dei requisiti di accessibilità divergenti relativi all'ambiente costruito dei servizi di trasporto passeggeri, dei servizi bancari per consumatori e dei centri di servizi ai clienti di operatori di servizi di comunicazione elettronica, ove possibile, con l'obiettivo di consentire il loro progressivo allineamento ai requisiti di accessibilità di cui all'allegato III.

La relazione valuta inoltre se l'applicazione della presente direttiva, in particolare le sue disposizioni volontarie, abbia contribuito al ravvicinamento dei requisiti di accessibilità relativi all'ambiente costruito che costituisce lavori rientranti nell'ambito di applicazione della direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(37), della direttiva 2014/24/UE e della direttiva 2014/25/UE.

Le relazioni esaminano inoltre le conseguenze per il funzionamento del mercato interno dell'applicazione dell'articolo 14 della presente direttiva, anche sulla base delle informazioni ricevute conformemente all'articolo 14, paragrafo 8, se disponibili, nonché dell'esenzione delle microimprese. La relazione stabilisce se la presente direttiva ha raggiunto i suoi obiettivi e se sarebbe opportuno includere nuovi prodotti o servizi nel suo ambito di applicazione, o escluderne alcuni prodotti o servizi, e individua, ove possibile, gli ambiti in cui è possibile ridurre gli oneri ▌ in vista di un'eventuale revisione della presente direttiva.

Se necessario, la Commissione propone opportune misure, che potrebbero includere misure legislative.

3.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione, in tempo utile, tutte le informazioni necessarie per consentire alla Commissione di redigere tale relazione.

4.  Le relazioni della Commissione tengono conto dei pareri delle parti economiche e delle organizzazioni non governative interessate, incluse le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità ▌.

Articolo 34

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 35

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a ..., il

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

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ALLEGATO I

REQUISITI DI ACCESSIBILITÀ PER PRODOTTI E SERVIZI

SEZIONE I: REQUISITI GENERALI DI ACCESSIBILITÀ RELATIVI A TUTTI I PRODOTTI DISCIPLINATI DALLA PRESENTE DIRETTIVA AI SENSI DELL'ARTICOLO 2, paragrafo 1

I prodotti devono essere progettati e prodotti in modo da ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con disabilità e devono essere accompagnati, se possibile mediante indicazione al loro interno o su di essi, da informazioni accessibili sul loro funzionamento e sulle loro caratteristiche di accessibilità.

1.  Requisiti relativi alla fornitura di informazioni:

a)  le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso (etichettatura, istruzioni e avvertenze) devono essere:

i)  rese disponibili attraverso più di un canale sensoriale;

ii)  presentate in modo comprensibile;

iii)  presentate agli utenti in modalità percepibili;

iv)  presentate in caratteri di dimensioni e forme idonee, tenendo conto delle condizioni d'uso prevedibili e usando un contrasto sufficiente nonché una spaziatura regolabile tra lettere, righe e paragrafi;

b)  le istruzioni per l'uso del prodotto, qualora non riportate sul prodotto stesso, ma rese disponibili durante l'uso del prodotto o mediante altri mezzi come un sito web, comprese le funzioni di accessibilità del prodotto, le modalità per la loro attivazione e la loro interoperabilità con le soluzioni assistive, devono essere disponibili pubblicamente quando il prodotto è immesso sul mercato e devono:

i)  essere rese disponibili attraverso più di un canale sensoriale;

ii)  essere presentate in modo comprensibile;

iii)  essere presentate agli utenti in modalità percepibili;

iv)  essere presentate in caratteri di dimensioni e forme idonee, tenendo conto delle condizioni d'uso prevedibili e usando un contrasto sufficiente nonché una spaziatura regolabile tra lettere, righe e paragrafi;

v)  essere rese disponibili, con riferimento al contenuto, in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale;

vi)  essere accompagnate da una presentazione alternativa di eventuale contenuto non testuale;

vii)  includere una descrizione dell'interfaccia utente del prodotto (gestione, comando e feedback, input e output), che è fornita conformemente al punto 2; per ognuno dei punti di cui al punto 2 la descrizione deve indicare se il prodotto presenta tali caratteristiche;

viii)  includere una descrizione della funzionalità del prodotto, messa a disposizione con funzioni volte a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità conformemente al punto 2; per ognuno dei punti di cui al punto 2 la descrizione deve indicare se il prodotto presenta tali caratteristiche;

ix)  includere una descrizione di come il software e l'hardware del prodotto si interfacciano con i dispositivi assistivi; la descrizione deve includere un elenco dei dispositivi assistivi che sono stati testati unitamente al prodotto.

2.  Progettazione interfaccia utente e funzionalità:

il prodotto, compresa la sua interfaccia utente, presenta caratteristiche, elementi e funzioni che consentono alle persone con disabilità l'accesso, la percezione, l'utilizzo, la comprensione e il comando del prodotto facendo in modo che:

a)  qualora consenta la comunicazione, compresi la comunicazione interpersonale, l'utilizzo, l'informazione, il comando e l'orientamento, il prodotto utilizzi più di un canale sensoriale, anche offrendo alternative ai canali visivo, uditivo, vocale e tattile;

b)  qualora utilizzi il canale vocale, il prodotto renda disponibili alternative alla parola e all'intervento vocale per la comunicazione, l'utilizzo, il comando e l'orientamento;

c)  qualora utilizzi elementi visivi, il prodotto renda disponibili ingrandimento, luminosità e contrasto flessibili per la comunicazione, l'informazione e l'utilizzo, oltre a garantire l'interoperabilità con programmi e dispositivi assistivi per navigare nell'interfaccia;

d)  qualora utilizzi colori per trasmettere informazioni, indicare un'azione, richiedere una risposta o individuare elementi, il prodotto renda disponibile un'alternativa ai colori;

e)  qualora utilizzi segnali acustici per trasmettere informazioni, indicare un'azione, richiedere una risposta o individuare elementi, il prodotto renda disponibile un'alternativa ai segnali acustici;

f)  qualora utilizzi elementi visivi, il prodotto renda disponibili modalità flessibili per migliorare la chiarezza dell'immagine;

g)  qualora utilizzi l'audio, il prodotto renda disponibili all'utente il controllo del volume e della velocità e migliori caratteristiche audio, comprese la riduzione di segnali acustici provenienti da prodotti nelle vicinanze che fanno interferenza, nonché la chiarezza del suono;

h)  qualora richieda un utilizzo e un comando manuali, il prodotto renda disponibili il comando sequenziale e alternative al controllo della motricità fine, evitando i comandi simultanei per la manipolazione, e utilizzi parti riconoscibili al tatto;

i)  il prodotto non presenti modalità di funzionamento che richiedono una grande estensione e molta forza;

j)  il prodotto non scateni crisi di epilessia fotosensibile;

k)  il prodotto tuteli la riservatezza dell'utente durante l'utilizzo delle caratteristiche di accessibilità;

l)  il prodotto offra un'alternativa all'identificazione e al comando biometrici;

m)  il prodotto garantisca la coerenza della funzionalità e conceda tempo sufficiente e flessibile per l'interazione;

n)  il prodotto renda disponibile software e hardware che si interfaccino con i dispositivi assistivi;

o)  il prodotto sia conforme ai requisiti settoriali seguenti:

i)  i terminali self-service:

—  offrono la tecnologia di sintesi vocale (text-to-speech);

—  consentono l'utilizzo di cuffie auricolari personali;

—  qualora il tempo di risposta sia limitato, allertano l'utente attraverso più di un canale sensoriale;

—  prevedono la possibilità di prolungare il tempo assegnato;

—  dispongono di un adeguato contrasto e di eventuali tasti e comandi riconoscibili a livello tattile;

—  non prevedono l'attivazione di una caratteristica di accessibilità per permetterne l'accensione all'utente che ne ha bisogno;

—  se il prodotto utilizza audio o segnali acustici, deve essere compatibile con dispositivi e tecnologie assistivi disponibili a livello dell'Unione, comprese le tecnologie uditive quali audioprotesi, telecoil, impianti cocleari e dispositivi assistivi per l'udito;

ii)  i lettori di libri elettronici (e-book):

—  offrono la tecnologia di sintesi vocale (text-to-speech);

iii)  le apparecchiature terminali con capacità informatiche interattive per consumatori utilizzate per la fornitura di servizi di comunicazione elettronica:

—  consentono l'elaborazione di testo in tempo reale qualora tali prodotti dispongano della capacità testuale oltre a quella vocale e supportano un audio ad alta fedeltà;

—  consentono, quando dispongono di capacità video in aggiunta a testo e voce o in combinazione con questi ultimi, il ricorso alla conversazione globale, compresi voce sincronizzata, testo in tempo reale e video, con una risoluzione che consenta la comunicazione mediante la lingua dei segni;

—  consentono la connessione senza fili efficace a tecnologie uditive;

—  non interferiscono con i dispositivi assistivi.

iv)  le apparecchiature terminali con capacità informatiche interattive per consumatori utilizzate per accedere a servizi di media audiovisivi:

—  mettono a disposizione delle persone con disabilità gli elementi di accessibilità offerti dal fornitore di servizi di media audiovisivi per l'accesso, la selezione, il comando e la personalizzazione da parte dell'utente e per la trasmissione ai dispositivi assistivi.

3.  Servizi di assistenza:

se disponibili, i servizi di assistenza (sportelli di assistenza, centri di assistenza telefonica, assistenza tecnica, servizi di ritrasmissione e servizi di formazione) forniscono informazioni circa l'accessibilità dei prodotti e la loro compatibilità con le tecnologie assistive, in modi di comunicazione accessibili.

SEZIONE II: REQUISITI DI ACCESSIBILITÀ RELATIVI A TUTTI I PRODOTTI DI CUI ALL'ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1, D ECCEZIONE DEI TERMINALI SELF-SERVICE DI CUI ALL'ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1, LETTERA b)

In aggiunta ai requsiti della sezione I, l'imballaggio e le istruzioni relativi ai prodotti contemplati dalla presente sezione devono essere resi accessibili, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con disabilità, devono essere resi accessibili. Ciò implica che:

a)  le informazioni sull'imballaggio del prodotto, comprese le informazioni ivi riportate (ad es. apertura e chiusura, uso, smaltimento) e, se fornite, quelle relative alle caratteristiche di accessibilità del prodotto siano rese accessibili e, ove possibile, tali informazioni accessibili siano siano riportate sull'imballaggio;

b)  le istruzioni per l'installazione, la manutenzione, lo stoccaggio e lo smaltimento del prodotto, che non sono rese disponibili sul prodotto stesso ma tramite altri mezzi, quali un sito web, siano rese pubblicamente disponibili quando il prodotto è immesso sul mercato e rispettino i requisiti seguenti:

i)  essere disponibili attraverso più di un canale sensoriale;

ii)  essere presentate in modo comprensibile;

iii)  essere presentate agli utenti in modalità percepibili;

iv)  essere presentate in caratteri di dimensioni e forme idonee, tenendo conto delle condizioni d'uso prevedibili e usando un contrasto sufficiente nonché una spaziatura regolabile tra lettere, righe e paragrafi;

v)  avere un contenuto disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi e attraverso più di un canale sensoriale, e

vi)  ove presentino elementi dal contenuto non testuale, essere accompagnate da una presentazione alternativa di tale contenuto.

SEZIONE III: REQUISITI GENERALI DI ACCESSIBILITÀ RELATIVI A TUTTI I SERVIZI DISCIPLINATI DALLA PRESENTE DIRETTIVA AI SENSI DELL'ARTICOLO 2, PARAGRAFO 2

▌La fornitura dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di▌ persone con disabilità, deve essere realizzata:

a)  garantendo l'accessibilità dei prodotti utilizzati per la fornitura del servizio in conformità della sezione I e, se del caso, della sezione II del presente allegato;

b)  fornendo informazioni in merito al funzionamento del servizio e, nel caso in cui siano utilizzati prodotti nella fornitura del servizio, al suo collegamento con tali prodotti nonché informazioni sulle loro caratteristiche di accessibilità e sull'interoperabilità con le strutture e i dispositivi assistivi ▌:

i)  rendendo le informazioni disponibili attraverso più di un canale sensoriale;

ii)  presentando le informazioni in modo comprensibile;

iii)  presentando le informazioni agli utenti in modalità percepibili;

iv)  rendendo il contenuto delle informazioni ▌ disponibile in formati testuali utilizzabili per la produzione di formati assistivi alternativi fruibili in modi diversi dall'utente e attraverso più di un canale sensoriale;

v)  presentando caratteri di dimensioni e forme idonee, tenendo conto delle condizioni d'uso prevedibili e usando un contrasto sufficiente nonché una spaziatura regolabile tra lettere, righe e paragrafi;

vi)  integrando eventuale contenuto non testuale con una presentazione alternativa di tale contenuto; e

vii)  rendendo disponibili le informazioni elettroniche ▌, necessarie per la fornitura del servizio, in modo coerente e adeguato, facendo in modo che siano percepibili, utilizzabili, comprensibili e solide;

c)  rendendo i siti web, comprese le applicazioni online e i servizi per dispositivi mobili correlati - tra cui le applicazioni mobili - accessibili in modo coerente e adeguato, facendo in modo che siano percepibili, utilizzabili, comprensibili e solidi;

d)  se disponibili, tramite servizi di assistenza (sportelli di assistenza, centri di assistenza telefonica, assistenza tecnica, servizi di ritrasmissione e servizi di formazione) che forniscono informazioni circa l'accessibilità dei servizi e la loro compatibilità con le tecnologie assistive, in modi di comunicazione accessibili.

SEZIONE IV: ULTERIORI REQUISITI DI ACCESSIBILITÀ RELATIVI A SERVIZI SPECIFICI

La fornitura dei servizi, al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con disabilità, deve essere realizzata includendo funzioni, prassi, strategie e procedure, nonché modifiche al funzionamento del servizio, mirate a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità e a garantire l'interoperabilità con le tecnologie assistive:

a)  Servizi di comunicazione elettronica, tra cui le comunicazioni di emergenza di cui all'articolo 109, paragrafo 2, della direttiva (UE) 2018/1972:

i)  rendere disponibile un testo in tempo reale oltre alla comunicazione vocale;

ii)  consentire la conversazione globale qualora sia offerto il video in aggiunta alla comunicazione vocale;

iii)  fare in modo che le comunicazioni di emergenza che utilizzano voce e testo (compreso testo in tempo reale) siano sincronizzate e che, qualora sia offerto il video, siano altresì sincronizzate come conversazione globale e trasmesse dal fornitore del servizio di comunicazione elettronica allo PSAP più idoneo.

b)  Servizi che forniscono accesso ai servizi di media audiovisivi:

i)  fornire guide elettroniche ai programmi (electronic programme guides - EPG) che siano percepibili, utilizzabili, comprensibili e solide e offrano informazioni sulla disponibilità di accessibilità;

ii)  fare in modo che gli elementi di accessibilità (servizi di accesso) dei servizi di media audiovisivi, quali i sottotitoli per non udenti e ipoudenti, l'audiodescrizione, i sottotitoli parlati e l'interpretazione in lingua dei segni, siano trasmessi interamente con una qualità adeguata a una visualizzazione precisa e sincronizzati con suono e video, consentendo nel contempo il controllo della loro visualizzazione e del loro utilizzo da parte dell'utente.

c)  Servizi di trasporto passeggeri aerei, con autobus, ferroviari e per vie navigabili ad eccezione dei servizi di trasporto urbani ed extraurbani e dei servizi di trasporto regionali:

i)  garantire la fornitura di informazioni sull'accessibilità dei veicoli, delle infrastrutture circostanti, e sull'ambiente costruito e sull'assistenza per le persone con disabilità.

ii)  garantire la fornitura di informazioni sui sistemi di biglietteria intelligente (prenotazione elettronica, prenotazione di biglietti ecc.), informazioni di viaggio in tempo reale (orari, informazioni su perturbazioni del traffico, servizi di collegamento, connessioni con altri mezzi di trasporto, ecc.) e ulteriori informazioni sui servizi (ad esempio, personale delle stazioni, ascensori guasti o servizi temporaneamente indisponibili).

d)  Servizi di trasporto urbani ed extraurbani e servizi di trasporto regionali:

i)  garantire l'accessibilità dei terminali self-service utilizzati nella fornitura del servizio in conformità della sezione I del presente allegato.

e)  Servizi bancari per consumatori:

i)  fornire metodi di identificazione, firme elettroniche, sicurezza e servizi di pagamento che siano percepibili, utilizzabili, comprensibili e solidi;

ii)  fare in modo che le informazioni siano comprensibili, con un grado di complessità limitato al livello B2 (intermedio avanzato) del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue del Consiglio d'Europa.

f)  Libri elettronici (e-book):

i)  garantire che il libro elettronico, qualora contenga audio in aggiunta al testo, renda disponibili testo e audio sincronizzati;

ii)  garantire che i file digitali del libro elettronico non impediscano alla tecnologia assistiva di funzionare correttamente;

iii)  garantire l'accesso al contenuto, la navigazione all'interno del contenuto e dell'impostazione grafica del file, compresa l'impostazione grafica dinamica, l'offerta di struttura, flessibilità e possibilità di scelta nella presentazione del contenuto.

iv)  consentire riproduzioni alternative del contenuto e la sua interoperabilità con una serie di tecnologie assistive in modo che esso sia percepibile, utilizzabile, comprensibile e solido;

v)  consentirne la scoperta fornendo informazioni mediante metadati sulle loro caratteristiche di accessibilità;

vi)  garantire che le misure relative alla gestione dei diritti digitali (DRM) non blocchino le caratteristiche di accessibilità.

g)  Servizi di commercio elettronico:

i)  fornire le informazioni riguardanti l'accessibilità dei prodotti e dei servizi venduti qualora tali informazioni siano fornite dall'operatore economico responsabile;

ii)  garantire l'accessibilità della funzionalità per l'identificazione, la sicurezza e il pagamento qualora sia fornita come parte del servizio anziché di un prodotto, rendendola percepibile, utilizzabile, comprensibile e solida;

iii)  fornire metodi di identificazione, firme elettroniche e servizi di pagamento che siano percepibili, utilizzabili, comprensibili e solidi.

SEZIONE V: SPECIFICI REQUISITI DI ACCESSIBILITÀ RELATIVI ALLA RACCOLTA DELLE COMUNICAZIONI DI EMERGENZA EFFETTUATE VERSO IL NUMERO UNICO DI EMERGENZA EUROPEO "112" DA PARTE DELLO PSAP PIÙ IDONEO

Al fine di ottimizzarne l'uso prevedibile da parte di persone con disabilità, la raccolta delle comunicazioni di emergenza effettuate verso il numero unico di emergenza europeo "112" da parte dello PSAP più idoneo è realizzata includendo funzioni, prassi, strategie, procedure e modifiche mirate a rispondere alle esigenze delle persone con disabilità.

Le comunicazioni di emergenza effettuate verso il numero unico di emergenza europeo "112" ricevono adeguata risposta, nel modo che più si adatta all'organizzazione nazionale dei sistemi di emergenza, presso lo PSAP più idoneo, utilizzando gli stessi mezzi di comunicazione utilizzati dal richiedente, vale a dire mediante voce sincronizzata e testo (compreso testo in tempo reale), o, qualora sia offerto il video, voce, testo (compreso testo in tempo reale) e video sincronizzati come conversazione globale.

SEZIONE VI: REQUISITI DI ACCESSIBILITÀ RELATIVI A CARATTERISTICHE, ELEMENTI O FUNZIONI DI PRODOTTI E SERVIZI AI SENSI DELL'ARTICOLO 24, PARAGRAFO 2

La presunzione di conformità ai pertinenti obblighi stabiliti in altri atti dell'Unione per quanto riguarda le caratteristiche, gli elementi o le funzioni dei prodotti e dei servizi prevede i requisiti seguenti:

1.  Prodotti:

a)  l'accessibilità delle informazioni riguardanti il funzionamento e le caratteristiche di accessibilità relative ai prodotti è conforme agli elementi corrispondenti di cui alla sezione I, punto 1, del presente allegato, vale a dire le informazioni sull'uso del prodotto riportate sul prodotto stesso e le istruzioni per l'uso del prodotto non riportate sul prodotto stesso ma rese disponibili durante l'uso del prodotto o mediante altri mezzi come un sito web;

b)  l'accessibilità delle caratteristiche, degli elementi e delle funzioni della progettazione dell'interfaccia utente e della funzionalità dei prodotti è conforme ai corrispondenti requisiti di accessibilità di tale progettazione dell'interfaccia utente o della funzionalità, ai sensi della sezione I, punto 2, del presente allegato;

c)  l'accessibilità dell'imballaggio, comprese le informazioni ivi indicate e le istruzioni ai fini dell'installazione, della manutenzione, dello stoccaggio e dello smaltimento del prodotto che non sono riportate sul prodotto stesso ma rese disponibili attraverso altri mezzi come un sito web, ad eccezione dei terminali self-service, è conforme ai corrispondenti requisiti di accessibilità di cui alla sezione II del presente allegato.

2.  Servizi:

l'accessibilità delle caratteristiche, degli elementi e delle funzioni dei servizi è conforme ai corrispondenti requisiti di accessibilità per tali caratteristiche, elementi e funzioni indicati nelle sezioni relative ai servizi del presente allegato.

SEZIONE VII: CRITERI FUNZIONALI DI PRESTAZIONE

Al fine di ottimizzare l'uso prevedibile da parte di persone con disabilità, qualora i requisiti di accessibilità di cui alle sezioni da I a VI del presente allegato non riguardino una o più funzioni della progettazione e della produzione dei prodotti o della fornitura di servizi, tali funzioni o mezzi sono resi accessibili in linea con i relativi criteri funzionali di prestazione.

Se i requisiti di accessibilità includono requisiti tecnici specifici, è possibile applicare i criteri funzionali di prestazione in alternativa a uno o più requisiti tecnici specifici solo ed esclusivamente se l'applicazione dei criteri funzionali di prestazione pertinenti è conforme ai requisiti di accessibilità ed è stabilito che la progettazione e la produzione dei prodotti e la fornitura dei servizi comportano un livello di accessibilità equivalente o superiore con riguardo all'uso prevedibile da parte di persone con disabilità.

a)  Utilizzo non visivo

Qualora offra modalità di funzionamento visive, il prodotto o servizio prevede almeno una modalità di funzionamento che non richieda la vista.

b)  Utilizzo con una visione limitata

Qualora offra modalità di funzionamento visive, il prodotto o servizio prevede almeno una modalità di funzionamento che consenta agli utenti ipovedenti di utilizzare il prodotto.

c)  Utilizzo senza percezione di colore

Qualora offra modalità di funzionamento visive, il prodotto o servizio prevede almeno una modalità di funzionamento che non richieda la percezione del colore da parte dell'utente.

d)  Utilizzo non uditivo

Qualora offra modalità di funzionamento uditive, il prodotto o servizio prevede almeno una modalità di funzionamento che non richieda l'udito.

e)  Utilizzo con ascolto limitato

Qualora offra modalità di funzionamento uditive, il prodotto o servizio prevede almeno una modalità di funzionamento con caratteristiche audio migliorate che consenta all'utente con ridotta capacità uditiva di far funzionare il prodotto.

f)  Utilizzo senza capacità vocale

Qualora richieda un intervento vocale da parte dell'utente, il prodotto o servizio prevede almeno una modalità di funzionamento che non lo richieda. Un intervento vocale include qualsiasi tipo di suono orale quali parole, fischi o clic.

g)  Utilizzo con manipolazione o sforzo limitati

Qualora richieda interventi manuali, il prodotto o servizio prevede almeno una modalità di funzionamento che consenta agli utenti di utilizzare il prodotto tramite modalità alternative di funzionamento che non richiedano il controllo della motricità fine, la manipolazione, la forza della mano o il funzionamento di più di un controllo contemporaneamente.

h)  Utilizzo con ampiezza di movimento limitata

Gli elementi funzionali dei prodotti devono essere alla portata di tutti gli utenti. Qualora offra modalità di funzionamento manuali, il prodotto o servizio prevede almeno una modalità di funzionamento accessibile agli utenti con forza limitata e difficoltà nei movimenti ampi.

i)  Riduzione al minimo del rischio di scatenare crisi di epilessia fotosensibile

Qualora offra modalità di funzionamento visive, il prodotto evita modalità di funzionamento che possano scatenare crisi di epilessia fotosensibile.

j)  Utilizzo con capacità cognitive limitate

Il prodotto o servizio prevede almeno una modalità di funzionamento con funzionalità che ne semplifichino e ne facilitino l'utilizzo.

k)  Riservatezza

Qualora includa funzionalità che garantiscono l'accessibilità, il prodotto o servizio prevede almeno una modalità di funzionamento che tuteli la riservatezza al momento dell'utilizzo di dette funzionalità.

___________________

ALLEGATO II

ESEMPI INDICATIVI NON VINCOLANTI DI POSSIBILI SOLUZIONI CHE CONTRIBUISCONO A SODDISFARE I REQUISITI DI ACCESSIBILITÀ DI CUI ALL'ALLEGATO I

SEZIONE I:

ESEMPI DI REQUISITI GENERALI DI ACCESSIBILITÀ RELATIVI A TUTTI I PRODOTTI DISCIPLINATI DALLA PRESENTE DIRETTIVA AI SENSI DELL'ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1

REQUISITI DI CUI ALLA SEZIONE I

DELL'ALLEGATO I

ESEMPI

1.  Fornitura di informazioni

a)  

i)

Fornire informazioni visive e tattili oppure visive e uditive indicanti il luogo in cui introdurre una carta in un terminale self-service, affinché il terminale possa essere usato da non vedenti e non udenti.

ii)  

Utilizzare le stesse parole in modo coerente o secondo una struttura chiara e logica, affinché possano essere comprese meglio da persone con disabilità intellettuali.

iii)  

Fornire informazioni in formato a rilievo tattile oppure sonoro oltre a un testo di avvertenza, affinché i non vedenti possano comprenderle.

iv)  

Rendere possibile la lettura di un testo da parte di persone con disabilità visive.

b)  

i)  

Fornire file elettronici leggibili da un computer mediante software di lettura dello schermo, affinché i non vedenti possano utilizzare le informazioni.

ii)  

Utilizzare le stesse parole in modo coerente o secondo una struttura chiara e logica, affinché possano essere comprese meglio da persone con disabilità intellettuali.

iii)

Mettere a disposizione sottotitoli qualora siano fornite istruzioni video.

iv)  

Rendere possibile la lettura di un testo da parte di persone con disabilità visive.

v)

Fornire la stampa in Braille, affinché un non vedente possa utilizzare le informazioni.

vi)  

Integrare un diagramma con una descrizione testuale che identifichi gli elementi principali o descriva le azioni principali.

vii)

Nessun esempio

viii)  

Nessun esempio

ix)  

Integrare in uno sportello automatico di banca una presa e un software che consentano l'inserimento di cuffie auricolari tramite le quali ricevere sotto forma di suoni il testo visibile a schermo.

2.  Progettazione dell'interfaccia utente e della funzionalità

a)

Fornire istruzioni sotto forma di voce o testo oppure integrando segnali tattili in un tastierino per consentire ai non vedenti o ipoudenti di interagire con il prodotto.

b)

In un terminale self-service, fornire istruzioni, in aggiunta a quelle vocali, ad esempio sotto forma di testo o immagini per consentire ai non udenti di eseguire l'azione richiesta.

c)

Consentire agli utenti di ingrandire il testo, di zumare su uno specifico pittogramma o di aumentare il contrasto affinché le persone con disabilità visive possano ricevere l'informazione.

d)

Oltre a consentire di scegliere se premere il tasto verde o quello rosso per selezionare un'opzione, indicare sui tasti le opzioni disponibili affinché le persone daltoniche possano operare la scelta.

e)

Quando un computer emette un segnale di errore, fornire un testo scritto o un'immagine indicante l'errore, per consentire ai non udenti di accorgersi dell'errore.

f)

Consentire un maggiore contrasto nelle immagini dinamiche affinché le persone ipovedenti possano vederle.

g)

Consentire all'utente di un telefono di selezionare il volume del suono e di ridurre l'interferenza con le audioprotesi affinché le persone ipoudenti possano utilizzare il telefono.

h)

Ingrandire i tasti degli schermi tattili e distanziarli tra loro, affinché possano essere premuti da persone affette da tremore.

i)

Garantire che i tasti da premere non richiedano molta forza, affinché possano essere usati da persone con disabilità motorie.

j)

Evitare lo sfarfallamento delle immagini, così da non mettere a rischio le persone suscettibili di crisi epilettiche.

k)

Consentire l'utilizzo di cuffie auricolari quando uno sportello automatico di banca fornisce informazioni a voce.

l)

In alternativa al riconoscimento delle impronte digitali, consentire agli utenti che non possono usare le mani di selezionare una password per bloccare o sbloccare un telefono.

m)

Garantire che il software reagisca in modo prevedibile quando si esegue una specifica azione e accordando tempo sufficiente per inserire una password, affinché sia di facile uso per le persone con disabilità intellettuali.

n)

Fornire un collegamento a uno schermo Braille aggiornabile affinché i non vedenti possano utilizzare il computer.

o)

Esempi di requisiti settoriali

i)  

Nessun esempio

ii)

Nessun esempio

iii)  Primo trattino

Rendere un telefono cellulare in grado di elaborare conversazioni in tempo reale, affinché le persone ipoudenti possano scambiare informazioni in modo interattivo.

iii)  quarto trattino

Consentire l'uso contemporaneo di video per mostrare la lingua dei segni e il testo per scrivere un messaggio, affinché due non udenti possano comunicare tra loro oppure con una persona normoudente.

iv)  

Garantire che i sottotitoli siano trasmessi dal set-top box affinché siano utilizzati dai non udenti.

3.  Servizi di sostegno: Nessun esempio

SEZIONE II:

ESEMPI DI REQUISITI DI ACCESSIBILITÀ RELATIVI A TUTTI I PRODOTTI DI Ci ALL'ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1, AD ECCEZIONE DEI TERMINALI SELF-SERVICE DI CUI ALL'ARTICOLO 2, PARGRAFO 1, LETTERA b)

REQUISITI DI CUI ALLA SEZIONE II

DELL'ALLEGATO I

ESEMPI

Imballaggio e istruzioni relativi ai prodotti

a)  

Indicare sull'imballaggio che il telefono è dotato di caratteristiche di accessibilità per le persone con disabilità.

b)

i)  

Fornire file elettronici leggibili da un computer mediante software di lettura dello schermo, affinché i non vedenti possano utilizzare le informazioni.

ii)

Utilizzare le stesse parole in modo coerente o secondo una struttura chiara e logica, affinché possano essere comprese meglio da persone con disabilità intellettuali.

iii)

Fornire informazioni in formato a rilievo tattile oppure sonoro accanto a un testo di avvertenza, affinché i non vedenti possano comprenderlo.

iv)

Rendere possibile la lettura di un testo da parte di persone con disabilità visive.

v)

Fornire la stampa in Braille, affinché un non vedente possa leggere le informazioni.

vi)  

Integrare un diagramma con una descrizione testuale che identifichi gli elementi principali o descriva le azioni principali.

SEZIONE III:

ESEMPI DI REQUISITI GENERALI DI ACCESSIBILITÀ RELATIVI A TUTTI I SERVIZI DISCIPLINATI DALLA PRESENTE DIRETTIVA AI SENSI DELL'ARTICOLO 2, PARAGRAFO 2

REQUISITI DI CUI ALLA SEZIONE III

DELL'ALLEGATO I

ESEMPI

Fornitura di servizi

a)  

Nessun esempio

b)  

i)  

Fornire file elettronici leggibili da un computer mediante software di lettura dello schermo, affinché i non vedenti possano utilizzare le informazioni.

ii)

Utilizzare le stesse parole in modo coerente o secondo una struttura chiara e logica, affinché possano essere comprese meglio da persone con disabilità intellettuali.

iii)

Mettere a disposizione sottotitoli qualora siano fornite istruzioni video.

iv)

Consentire a un non vedente di usare un file stampandolo in Braille.

v)

Rendere possibile la lettura di un testo da parte di persone con disabilità visive.

vi)

Integrare un diagramma con una descrizione testuale che identifichi gli elementi principali o descriva le azioni principali.

vii)

Se un prestatore di servizi offre una chiavetta USB contenente informazioni sul servizio, rendere accessibili tali informazioni.

c)

Fornire una descrizione testuale delle immagini, rendendo tutte le funzionalità disponibili tramite tastiera, lasciando tempo sufficiente per leggere, facendo in modo che il contenuto appaia e operi in modo prevedibile, e garantire la compatibilità con le tecnologie assistive, affinché persone con disabilità diverse possano leggere e interagire con un sito web.

d)

Nessun esempio

SEZIONE IV:

ESEMPI DI ULTERIORI REQUISITI DI ACCESSIBILITÀ PER SERVIZI SPECIFICI

REQUISITI DI CUI ALLA SEZIONE IV

DELL'ALLEGATO I

ESEMPI

Servizi specifici

a)  

i)

Consentire a una persona ipoudente di scrivere e ricevere un testo in modo interattivo e in tempo reale.

ii)

Consentire ai non udenti di usare la lingua dei segni per comunicare tra loro.

iii)

Consentire a chi ha un disturbo del linguaggio o dell'udito e sceglie di ricorrere a una combinazione di testo, voce e video di sapere che la comunicazione è trasmessa tramite rete a un servizio di emergenza.

b)

i)

Consentire a un non vedente di selezionare programmi alla televisione.

ii)

Supportare la possibilità di selezionare, personalizzare e visualizzare i "servizi di accesso" quali sottotitoli per non udenti o ipoudenti, audiodescrizione, sottotitoli parlati e interpretazione in lingua dei segni, fornendo strumenti di connessione senza fili efficace a tecnologie uditive o fornendo agli utenti dispositivi di comando per attivare i "servizi di accesso" ai servizi di media audiovisivi allo stesso livello dei comandi dei media primari.

c)  

i)

Nessun esempio

ii)  

Nessun esempio

d)

Nessun esempio

i)

Rendere i dialoghi di identificazione su schermo leggibili da software di lettura dello schermo affinché possano essere usati dai non vedenti.

ii)

Nessun esempio

f)

i).

Consentire a una persona dislessica di leggere e contemporaneamente ascoltare il testo.

ii)

Consentire la fornitura di testo e audio sincronizzati o una trascrizione in Braille aggiornabile.

iii)

Consentire a un non vedente di accedere al sommario o cambiare capitolo.

iv)

Nessun esempio

v)  

Garantire che il file elettronico contenga informazioni sulle relative caratteristiche di accessibilità, in modo che le persone con disabilità possano esserne informate.

vi)

Garantire che non vi sia blocco, ad esempio che misure tecniche di protezione, informazioni sul regime dei diritti o questioni di interoperabilità non impediscano la lettura ad alta voce del testo ad opera di dispositivi assistivi, in modo tale che gli utenti non vedenti possano leggere il libro.

g)

i)  

Garantire che le informazioni disponibili sulle caratteristiche di accessibilità di un prodotto non siano cancellate.

ii)

Rendere l'interfaccia utente per il servizio di pagamento disponibile a voce, affinché i non vedenti possano effettuare acquisti online in modo indipendente.

iii)

Rendere i dialoghi di identificazione su schermo leggibili da software di lettura dello schermo affinché possano essere usati dai non vedenti.

_______________________

ALLEGATO III

REQUISITI DI ACCESSIBILITÀ AI FINI DELL'ARTICOLO 4, PARAGRAFO 4, PER QUANTO RIGUARDA L'AMBIENTE COSTRUITO IN CUI SIANO PRESTATI I SERVIZI CHE RIENTRANO NELL'AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA PRESENTE DIRETTIVA

Al fine di massimizzare l'uso prevedibile in modo indipendente da parte di persone ▌con disabilità ▌ dell'ambiente costruito in cui è fornito il servizio e che è sotto la responsabilità del fornitore di servizi, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 4, l'accessibilità delle zone destinate all'accesso del pubblico deve comprendere gli aspetti seguenti:

a)  utilizzo delle relative aree e strutture esterne▌;

b)  percorsi di avvicinamento agli edifici▌;

c)  utilizzo degli accessi;

d)  utilizzo dei ▌percorsi di circolazione orizzontale;

e)  utilizzo dei percorsi di circolazione verticale;

f)  utilizzo delle sale da parte del pubblico;

g)  utilizzo delle attrezzature e delle strutture impiegate nella prestazione del servizio;

h)  utilizzo dei servizi igienico-sanitari;

i)  utilizzo delle uscite, delle vie d'evacuazione e dei concetti della pianificazione delle emergenze;

j)  comunicazione e orientamento attraverso più di un canale sensoriale;

k)  utilizzo delle strutture e degli edifici per lo scopo previsto;

l)  protezione dai rischi ambientali interni ed esterni.

_____________________

ALLEGATO IV

PROCEDURA DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ - PRODOTTI

1.  Controllo interno della produzione

▌Il controllo interno della produzione è la procedura di valutazione della conformità con cui il fabbricante ottempera agli obblighi di cui ai punti 2, 3 e 4 del presente allegato e garantisce e dichiara, sotto la sua esclusiva responsabilità, che il prodotto ▌ interessato soddisfa i pertinenti requisiti della presente direttiva.

2.   Documentazione tecnica

Il fabbricante compila la documentazione tecnica. Tale documentazione tecnica consente di valutare la conformità del prodotto ai pertinenti requisiti di accessibilità di cui all'articolo 4 e, nel caso in cui il fabbricante si sia avvalso dell'articolo 14, di dimostrare che i pertinenti requisiti di accessibilità introdurrebbero una modifica sostanziale o imporrebbero un onere sproporzionato. La documentazione tecnica deve specificare solo i requisiti applicabili e illustrare, se necessario ai fini della valutazione, il progetto, la fabbricazione e il funzionamento del prodotto.

La documentazione tecnica deve contenere, laddove applicabile, almeno gli elementi seguenti:

a)  una descrizione generale del prodotto;

b)  un elenco delle norme armonizzate e di altre specifiche tecniche, i cui riferimenti siano stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, applicate completamente o in parte, e descrizioni delle soluzioni adottate per soddisfare i pertinenti requisiti di accessibilità di cui all'articolo 4 qualora tali norme armonizzate o specifiche tecniche non siano state applicate. In caso di applicazione parziale delle norme armonizzate o delle specifiche tecniche, la documentazione tecnica specifica le parti che sono state applicate.

3.   Fabbricazione

Il fabbricante prende i provvedimenti necessari affinché il processo di fabbricazione e di controllo garantisca la conformità dei prodotti alla documentazione tecnica di cui al punto 2 del presente allegato e ai requisiti di accessibilità della presente direttiva.

4.   Marcatura CE e dichiarazione di conformità UE

4.1.   Il fabbricante appone la marcatura CE di cui alla presente direttiva a ogni singolo prodotto che soddisfa i requisiti applicabili della presente direttiva.

4.2   Il fabbricante compila una dichiarazione scritta di conformità UE per un modello del prodotto. La dichiarazione di conformità UE identifica il prodotto per il quale è stata redatta.

Una copia della dichiarazione di conformità UE è messa a disposizione delle autorità competenti su richiesta.

5.   Rappresentante autorizzato

Gli obblighi del fabbricante di cui al punto 4 possono essere adempiuti dal suo rappresentante autorizzato, per suo conto e sotto la sua responsabilità, purché siano specificati nel mandato.

____________________

ALLEGATO V

INFORMAZIONI SUI SERVIZI CHE SODDISFANO I REQUISITI DI ACCESSIBILITÀ

1.   Il fornitore di servizi include nelle condizioni generali, o in un documento equivalente, informazioni sulla valutazione di come il servizio soddisfi i requisiti di accessibilità di cui all'articolo 4. Tali informazioni precisano i requisiti applicabili e includono, se necessario ai fini della valutazione, il progetto e il funzionamento del servizio. Oltre agli obblighi di informazione per i consumatori di cui alla direttiva 2011/83/UE, le informazioni contengono, laddove applicabile, gli elementi seguenti:

a)  una descrizione generale del servizio in formati accessibili;

b)  descrizioni e spiegazioni necessarie alla comprensione del funzionamento del servizio;

c)  una descrizione del modo in cui il servizio soddisfa i pertinenti requisiti di accessibilità di cui all'allegato I.

2.   Per conformarsi al punto 1 del presente allegato il fornitore di servizi può applicare in tutto o in parte le norme armonizzate e altre specifiche tecniche, i cui riferimenti siano stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

3.   Il fornitore di servizi fornisce le informazioni che dimostrano che il processo di fornitura del servizio e il relativo monitoraggio garantiscono la conformità del servizio al punto 1 del presente allegato e ai requisiti applicabili della presente direttiva.

_________________________

ALLEGATO VI

CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEL CARATTERE SPROPORZIONATO DELL'ONERE

Criteri per l'effettuazione e la documentazione della valutazione:

1.  Rapporto tra i costi netti dell'ottemperanza ai requisiti di accessibilità e i costi totali (spese operative e spese in conto capitale) della fabbricazione, distribuzione o importazione del prodotto o della fornitura del servizio per gli operatori economici.

Elementi da utilizzare per valutare i costi netti della conformità ai requisiti di accessibilità:

a)  criteri relativi alle spese una tantum di organizzazione di cui tenere conto nella valutazione:

i)   spese connesse a risorse umane aggiuntive con competenze in materia di accessibilità;

ii)   spese connesse alla formazione delle risorse umane e all'acquisizione di competenze in materia di accessibilità;

iii)  spese per lo sviluppo di nuovi processi al fine di includere l'accessibilità nello sviluppo del prodotto o nella fornitura del servizio;

iv)   spese connesse allo sviluppo di materiale esplicativo in materia di accessibilità;

v)   spese una tantum per conoscere la legislazione in materia di accessibilità;

b)  criteri connessi alle spese correnti di produzione e sviluppo di cui tenere conto nella valutazione:

i)   spese connesse alla progettazione delle caratteristiche di accessibilità del prodotto o servizio

ii)   spese sostenute durante i processi di fabbricazione

iii)   spese connesse ai test di accessibilità per i prodotti o servizi

iv)   spese connesse alla realizzazione della documentazione.

2.  Stima dei costi e dei benefici per gli operatori economici, ivi compresi i processi di produzione e gli investimenti, rispetto al beneficio previsto per le persone con disabilità, tenendo conto del numero e della frequenza d'uso del prodotto o servizio specifico.

3.  Rapporto tra i costi netti della conformità ai requisiti di accessibilità e fatturato netto dell'operatore economico.

Elementi da utilizzare per valutare i costi netti della conformità ai requisiti di accessibilità:

a)  criteri relativi alle spese una tantum di organizzazione di cui tenere conto nella valutazione:

i)   spese connesse a risorse umane aggiuntive con competenze in materia di accessibilità

ii)   spese connesse alla formazione delle risorse umane e all'acquisizione di competenze in materia di accessibilità

iii)   spese per lo sviluppo di nuovi processi al fine di includere l'accessibilità nello sviluppo del prodotto o nella fornitura del servizio

iv)   spese connesse allo sviluppo di materiale esplicativo in materia di accessibilità

v)   spese una tantum per conoscere la legislazione in materia di accessibilità

b)  criteri connessi alle spese correnti di produzione e sviluppo di cui tenere conto nella valutazione:

i)   spese connesse alla progettazione delle caratteristiche di accessibilità del prodotto o servizio;

ii)   spese sostenute durante i processi di fabbricazione;

iii)   spese connesse ai test di accessibilità per i prodotti o servizi;

iv)   spese connesse alla realizzazione della documentazione.

(1) GU C 303 del 19.8.2016, pag. 103.
(2) La presente posizione sostituisce gli emendamenti approvati il 14 settembre 2017 (Testi approvati, P8_TA(2017)0347).
(3)GU C 303 del 19.8.2016, pag. 103.
(4)Posizione del Parlamento europeo del 13 marzo 2019.
(5)Direttiva 2014/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, per l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori e ai componenti di sicurezza per ascensori (GU L 96 del 29.3.2014, pag. 251).
(6)Regolamento (CE) n. 661/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, sui requisiti dell'omologazione per la sicurezza generale dei veicoli a motore, dei loro rimorchi e sistemi, componenti ed entità tecniche ad essi destinati (GU L 200 del 31.7.2009, pag. 1).
(7)Direttiva (UE) 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, che istituisce il codice europeo delle comunicazioni elettroniche (GU L 321 del 17.12.2018, pag. 36).
(8) Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1).
(9) Direttiva (UE) 2016/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2016, relativa all'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici (GU L 327 del 2.12.2016, pag. 1).
(10) Regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 febbraio 2004, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato e che abroga il regolamento (CEE) n. 295/91 (GU L 46 del 17.2.2004, pag. 1).
(11)Regolamento (CE) n. 1107/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, relativo ai diritti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo (GU L 204 del 26.7.2006, pag. 1).
(12)Regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario (GU L 315 del 3.12.2007, pag. 14).
(13)Regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 1).
(14)Regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 1).
(15)Direttiva 2008/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario comunitario (GU L 191 del 18.7.2008, pag. 1).
(16) Direttiva (UE) 2017/1564 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 settembre 2017, relativa a taluni utilizzi consentiti di determinate opere e di altro materiale protetto da diritto d'autore e da diritti connessi a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa, e che modifica la direttiva 2001/29/CE sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione (GU L 242 del 20.9.2017, pag. 6).
(17) Regolamento (UE) 2017/1563 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 settembre 2017, relativo allo scambio transfrontaliero tra l'Unione e i paesi terzi di copie in formato accessibile di determinate opere e di altro materiale protetto da diritto d'autore e da diritti connessi a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa (GU L 242 del 20.9.2017, pag. 1).
(18)Direttiva 93/42/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, concernente i dispositivi medici (GU L 169 del 12.7.1993, pag. 1).
(19)Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).
(20)Decisione n. 768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, relativa a un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti e che abroga la decisione 93/465/CEE (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 82).
(21)Regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sulla normazione europea, che modifica le direttive 89/686/CEE e 93/15/CEE del Consiglio nonché le direttive 94/9/CE, 94/25/CE, 95/16/CE, 97/23/CE, 98/34/CE, 2004/22/CE, 2007/23/CE, 2009/23/CE e 2009/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la decisione 87/95/CEE del Consiglio e la decisione n. 1673/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 316 del 14.11.2012, pag. 12).
(22)Direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, sui diritti dei consumatori, recante modifica della direttiva 93/13/CEE del Consiglio e della direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 85/577/CEE del Consiglio e la direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 304 del 22.11.2011, pag. 64).
(23)Regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n. 339/93 (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30).
(24)Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65).
(25)Direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 243).
(26)GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.
(27) Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell’esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).
(28) GU C 369 del 17.12.2011, pag. 14.
(29)Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).
(30)Direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE (GU L 133 del 22.5.2008, pag. 66).
(31)Direttiva 2014/17/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 febbraio 2014, in merito ai contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali e recante modifica delle direttive 2008/48/CE e 2013/36/UE e del regolamento (UE) n. 1093/2010 (GU L 60 del 28.2.2014, pag. 34).
(32)Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 349).
(33)Direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE (GU L 337 del 23.12.2015, pag. 35).
(34)Direttiva 2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, sulla comparabilità delle spese relative al conto di pagamento, sul trasferimento del conto di pagamento e sull’accesso al conto di pagamento con caratteristiche di base (GU L 257 del 28.8.2014, pag. 214).
(35)Direttiva 2009/110/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, concernente l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attività degli istituti di moneta elettronica, che modifica le direttive 2005/60/CE e 2006/48/CE e che abroga la direttiva 2000/46/CE (GU L 267 del 10.10.2009, pag. 7).
(36)Direttiva 2012/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico (GU L 343 del 14.12.2012, pag. 32).
(37)Direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull'aggiudicazione dei contratti di concessione (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 1).


Sistema di informazione visti ***I
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Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 767/2008, il regolamento (CE) n. 810/2009, il regolamento (UE) 2017/2226, il regolamento (UE) 2016/399, il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento sull'interoperabilità] e la decisione 2004/512/CE, e che abroga la decisione 2008/633/GAI del Consiglio (COM(2018)0302 – C8-0185/2018 – 2018/0152(COD))
P8_TA-PROV(2019)0174A8-0078/2019

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0302),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, l'articolo 16, paragrafo 2, l'articolo 77, paragrafo 2, lettere a), b), d) ed e), l'articolo 78, paragrafo 2, lettere d), e) e g), l'articolo 79, paragrafo 2, lettere c) e d), l'articolo 87, paragrafo 2, lettera a), e l'articolo 88, paragrafo 2, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0185/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e il parere della commissione per i bilanci (A8-0078/2019),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Testo della Commissione   Emendamento
Emendamento 1
Proposta di regolamento
Titolo
Proposta di
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
che modifica il regolamento (CE) n. 767/2008, il regolamento (CE) n. 810/2009, il regolamento (UE) 2017/2226, il regolamento (UE) 2016/399, il regolamento (UE) 2018/XX [regolamento sull’interoperabilità] e la decisione 2004/512/CE, e che abroga la decisione 2008/633/GAI del Consiglio
che riforma il sistema di informazione visti mediante modifica del regolamento (CE) n. 767/2008, del regolamento (CE) n. 810/2009, del regolamento (UE) 2017/2226, del regolamento (UE) 2016/399 e del regolamento (UE) 2018/XX [regolamento sull'interoperabilità] e che abroga la decisione 2004/512/CE e la decisione 2008/633/GAI del Consiglio
Emendamento 2
Proposta di regolamento
Considerando 1
(1)  Il sistema di informazione visti (VIS) è stato istituito con decisione 2004/512/CE41 del Consiglio per fungere da soluzione tecnologica allo scambio di dati sui visti tra gli Stati membri. Il regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio42 fissa lo scopo, le funzionalità e le responsabilità del VIS e definisce le condizioni e le procedure per lo scambio di dati tra Stati membri in ordine alle domande di visto per soggiorni di breve durata e alle decisioni adottate al riguardo. Il regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio43 stabilisce norme per la registrazione degli identificatori biometrici nel VIS. La decisione 2008/633/GAI del Consiglio44 stabilisce a quali condizioni le autorità designate degli Stati membri e Europol possono ottenere l’accesso per la consultazione al VIS ai fini della prevenzione, dell’individuazione e dell’investigazione di reati di terrorismo e altri reati gravi.
(1)  Il sistema di informazione visti (VIS) è stato istituito con decisione 2004/512/CE41 del Consiglio per fungere da soluzione tecnologica allo scambio di dati sui visti tra gli Stati membri. Il regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio42 fissa lo scopo, le funzionalità e le responsabilità del VIS e definisce le condizioni e le procedure per lo scambio di dati tra Stati membri in ordine alle domande di visto per soggiorni di breve durata e alle decisioni adottate al riguardo. Il regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio43 stabilisce norme per la registrazione degli identificatori biometrici nel VIS. La decisione 2008/633/GAI del Consiglio44 stabilisce a quali condizioni le autorità designate degli Stati membri e Europol possono ottenere l’accesso per la consultazione al VIS ai fini della prevenzione, dell’individuazione e dell’investigazione di reati di terrorismo e altri reati gravi. Il VIS è entrato in funzione l'11 ottobre 201144 bis ed è stato gradualmente introdotto nei consolati di tutti gli Stati membri nel mondo tra l'ottobre 2011 e il febbraio 2016.
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41 Decisione 2004/512/CE del Consiglio, dell’8 giugno 2004, che istituisce il sistema di informazione visti (VIS) (GU L 213 del 15.6.2004, pag. 5).
41 Decisione 2004/512/CE del Consiglio, dell’8 giugno 2004, che istituisce il sistema di informazione visti (VIS) (GU L 213 del 15.6.2004, pag. 5).
42 Regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, concernente il sistema di informazione visti (VIS) e lo scambio di dati tra Stati membri sui visti per soggiorni di breve durata (regolamento VIS) (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 60).
42 Regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, concernente il sistema di informazione visti (VIS) e lo scambio di dati tra Stati membri sui visti per soggiorni di breve durata (regolamento VIS) (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 60).
43 Regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (codice dei visti) (GU L 243 del 15.9.2009, pag. 1).
43 Regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (codice dei visti) (GU L 243 del 15.9.2009, pag. 1).
44 Decisione 2008/633/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, relativa all’accesso per la consultazione al sistema di informazione visti (VIS) da parte delle autorità designate degli Stati membri e di Europol ai fini della prevenzione, dell’individuazione e dell’investigazione di reati di terrorismo e altri reati gravi (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 129).
44 Decisione 2008/633/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, relativa all’accesso per la consultazione al sistema di informazione visti (VIS) da parte delle autorità designate degli Stati membri e di Europol ai fini della prevenzione, dell’individuazione e dell’investigazione di reati di terrorismo e altri reati gravi (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 129).
44 bis Decisione di esecuzione 2011/636/UE della Commissione, del 21 settembre 2011, che stabilisce la data di inizio delle attività del sistema d'informazione visti (VIS) in una prima regione (GU L 249 del 27.9.2011, pag. 18).
Emendamento 3
Proposta di regolamento
Considerando 3
(3)  La comunicazione della Commissione del 6 aprile 2016 dal titolo "Sistemi d’informazione più solidi e intelligenti per le frontiere e la sicurezza"46 evidenza la necessità che l’UE rafforzi e migliori i suoi sistemi di informazione, l'architettura dei dati e lo scambio di informazioni nel settore della gestione delle frontiere, del contrasto e dell’antiterrorismo, e ne migliori l’interoperabilità. La comunicazione individua altresì la necessità di colmare il vuoto informativo anche in relazione ai cittadini di paesi terzi titolari di visto per soggiorni di lunga durata.
(3)  La comunicazione della Commissione del 6 aprile 2016 dal titolo "Sistemi d’informazione più solidi e intelligenti per le frontiere e la sicurezza"46 evidenza la necessità che l’UE rafforzi e migliori i suoi sistemi di informazione, l'architettura dei dati e lo scambio di informazioni nel settore della gestione delle frontiere, del contrasto e dell’antiterrorismo, e ne migliori l’interoperabilità. La comunicazione individua altresì la necessità di colmare il vuoto informativo anche in relazione ai cittadini di paesi terzi titolari di visto per soggiorni di lunga durata, dato che l'articolo 21 della convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen prevede il diritto di libera circolazione nel territorio degli Stati parti contraenti dell’accordo per un periodo non superiore a 90 giorni su 180, istituendo così il riconoscimento reciproco dei permessi di soggiorno e dei visti per soggiorni di lunga durata rilasciati dagli Stati membri. La Commissione ha condotto due studi: stando alle conclusioni del primo studio di fattibilità46 bis è tecnicamente fattibile sviluppare un registro e la migliore soluzione tecnica sarebbe riutilizzare la struttura del VIS; stando a quelle del secondo studio46 ter basato su un’analisi della necessità e della proporzionalità, sarebbe necessario e proporzionato estendere l’ambito di applicazione del VIS per ricomprendere i documenti di cui sopra.
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46 COM(2016)0205.
46 COM(2016)0205.
46 bis “Integrated Border Management (IBM) – Feasibility Study to include in a repository documents for Long-Stay visas, Residence and Local Border Traffic Permits” (2017).
46 ter “Legal analysis on the necessity and proportionality of extending the scope of the Visa Information System (VIS) to include data on long stay visas and residence documents” (2018).
Emendamento 4
Proposta di regolamento
Considerando 4
(4)  Il 10 giugno 2016 il Consiglio ha approvato una tabella di marcia per rafforzare lo scambio e la gestione di informazioni47. Per colmare l’attuale carenza di informazioni nei documenti rilasciati ai cittadini di paesi terzi, il Consiglio ha invitato la Commissione a prendere in considerazione l’istituzione di un registro centrale dei permessi di soggiorno e dei visti per soggiorni di lunga durata rilasciati dagli Stati membri, al fine di memorizzare le informazioni su tali documenti (comprese le date di scadenza e il loro eventuale ritiro). L’articolo 21 della convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen prevede il diritto di libera circolazione nel territorio degli Stati parti contraenti dell’accordo per un periodo non superiore a 90 giorni su 180, istituendo così il riconoscimento reciproco dei permessi di soggiorno e dei visti per soggiorni di lunga durata rilasciati dagli Stati membri.
soppresso
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47 Tabella di marcia per rafforzare lo scambio e la gestione di informazioni, comprese soluzioni di interoperabilità nel settore "Giustizia e affari interni" (9368/1/16 REV 1).
Emendamento 5
Proposta di regolamento
Considerando 5
(5)  Nelle conclusioni del Consiglio dell’8 giugno 2017 sulla via da seguire per migliorare lo scambio di informazioni e garantire l’interoperabilità dei sistemi d’informazione dell’UE48, il Consiglio ha riconosciuto che al fine di colmare le attuali lacune di informazione per la gestione delle frontiere e il contrasto, come ad esempio in relazione all’attraversamento delle frontiere da parte di titolari di visti per soggiorni di lunga durata e permessi di soggiorno, potrebbero essere necessarie nuove misure. Il Consiglio ha invitato la Commissione a effettuare, in via prioritaria, uno studio di fattibilità per l’istituzione di un registro centrale dell’UE contenente informazioni sui visti per soggiorni di lunga durata e sui permessi di soggiorno. Su questa base la Commissione ha condotto due studi: stando alle conclusioni del primo studio di fattibilità49 è tecnicamente fattibile sviluppare un registro e la migliore soluzione tecnica sarebbe riutilizzare la struttura del VIS; stando a quelle del secondo studio50 basato su un’analisi della necessità e della proporzionalità, sarebbe necessario e proporzionato estendere l’ambito di applicazione del VIS per ricomprendere i documenti di cui sopra.
soppresso
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48 Conclusioni del Consiglio sulla via da seguire per migliorare lo scambio di informazioni e garantire l’interoperabilità dei sistemi d’informazione dell’UE (10151/17);
49 "Integrated Border Management (IBM) – Feasibility Study to include in a repository documents for Long-Stay visas, Residence and Local Border Traffic Permits" (2017).
50 "Legal analysis on the necessity and proportionality of extending the scope of the Visa Information System (VIS) to include data on long stay visas and residence documents" (2018).
Emendamento 6
Proposta di regolamento
Considerando 8
(8)  Quando è stato adottato il regolamento (CE) n. 810/2009, è stato convenuto che sarebbero stati affrontati in una fase successiva il problema della sufficiente affidabilità ai fini dell’identificazione e verifica delle impronte digitali di bambini di età inferiore a 12 anni e, in particolare, il modo in cui le impronte digitali evolvono con l’età, in base ai risultati di una ricerca effettuata sotto la responsabilità della Commissione. Le conclusioni di uno studio53 svolto nel 2013 dal Centro comune di ricerca confermano che, a determinate condizioni, è possibile realizzare con un sufficiente livello di precisione il riconoscimento delle impronte digitali dei minori di età compresa tra 6 e 12 anni. Un secondo studio54 ha confermato tali conclusioni nel dicembre 2017 fornendo un’analisi più profonda degli effetti dell’età sulla qualità delle impronte digitali. Su tali basi la Commissione ha condotto nel 2017 un ulteriore studio sulla necessità e proporzionalità di abbassare a 6 anni l’età per il rilevamento delle impronte digitali dei minori nell’ambito della procedura di rilascio dei visti. Da questo studio55 è emerso che abbassando tale età si contribuirebbe a un migliore conseguimento degli obiettivi del VIS, in particolare per quanto riguarda la facilitazione della lotta contro la frode d’identità e delle verifiche ai valichi di frontiera esterni, e che potrebbero derivarne altri benefici in quanto si rafforzerebbe la prevenzione e lotta contro la violazione dei diritti dei minori, diventando possibile identificare o verificare l’identità di un minore cittadino di paese terzo che si trovi nello spazio Schengen in una situazione di abuso potenziale o effettivo dei suoi diritti (ad es. minori vittime della tratta degli esseri umani, minori scomparsi e minori non accompagnati che presentano domanda di asilo).
(8)  Quando è stato adottato il regolamento (CE) n. 810/2009, è stato convenuto che sarebbero stati affrontati in una fase successiva il problema della sufficiente affidabilità ai fini dell’identificazione e verifica delle impronte digitali di bambini di età inferiore a 12 anni e, in particolare, il modo in cui le impronte digitali evolvono con l’età, in base ai risultati di una ricerca effettuata sotto la responsabilità della Commissione. Le conclusioni di uno studio53 svolto nel 2013 dal Centro comune di ricerca confermano che, a determinate condizioni, è possibile realizzare con un sufficiente livello di precisione il riconoscimento delle impronte digitali dei minori di età compresa tra 6 e 12 anni. Un secondo studio54 ha confermato tali conclusioni nel dicembre 2017 fornendo un’analisi più profonda degli effetti dell’età sulla qualità delle impronte digitali. Su tali basi la Commissione ha condotto nel 2017 un ulteriore studio sulla necessità e proporzionalità di abbassare a 6 anni l’età per il rilevamento delle impronte digitali dei minori nell’ambito della procedura di rilascio dei visti. Da questo studio55 è emerso che abbassando tale età si contribuirebbe a un migliore conseguimento degli obiettivi del VIS, in particolare per quanto riguarda la facilitazione della lotta contro la frode d’identità e delle verifiche ai valichi di frontiera esterni, e che potrebbero derivarne altri benefici in quanto si rafforzerebbe la prevenzione e lotta contro la violazione dei diritti dei minori, diventando possibile identificare o verificare l’identità di un minore cittadino di paese terzo che si trovi nello spazio Schengen in una situazione di abuso potenziale o effettivo dei suoi diritti (ad es. minori vittime della tratta degli esseri umani, minori scomparsi e minori non accompagnati che presentano domanda di asilo). Nel contempo, dato che i minori sono un gruppo particolarmente vulnerabile, la raccolta di categorie speciali di dati, come il rilevamento delle impronte digitali dei minori, dovrebbe essere soggetta a tutele più rigorose e le finalità di utilizzo di tali dati dovrebbero essere limitate agli usi che vanno nel migliore interesse del minore, anche limitando il periodo di conservazione dei dati. Il secondo studio ha inoltre individuato una scarsa qualità e un'esattezza media delle impronte digitali degli ultrasettantenni. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero collaborare nello scambio delle migliori prassi e affrontare tali carenze.
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53 Fingerprint Recognition for Children (2013 - EUR 26193).
53 Fingerprint Recognition for Children (2013 - EUR 26193).
54 "Automatic fingerprint recognition: from children to elderly" (2018 – JRC).
54 "Automatic fingerprint recognition: from children to elderly" (2018 – JRC).
55 ''Feasibility and implications of lowering the fingerprinting age for children and on storing a scanned copy of the visa applicant's travel document in the Visa Information System (VIS)'' (2018).
55 ''Feasibility and implications of lowering the fingerprinting age for children and on storing a scanned copy of the visa applicant's travel document in the Visa Information System (VIS)'' (2018).
Emendamento 7
Proposta di regolamento
Considerando 10
(10)  Il VIS dovrebbe trattare i dati personali forniti dal richiedente un visto per soggiorni di breve durata allo scopo di valutare se il suo ingresso nell'Unione possa rappresentare un rischio per la pubblica sicurezza o per la salute pubblica nell'Unione e anche di valutare il rischio di migrazione irregolare del richiedente. Per quanto riguarda i cittadini di paesi terzi che hanno ottenuto un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno, queste verifiche dovrebbero limitarsi a contribuire ad accertare l’identità del titolare del documento, l’autenticità e la validità del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno, e a valutare se l’ingresso del cittadino di paese terzo nell’Unione possa rappresentare una minaccia alla pubblica sicurezza o alla salute pubblica nell’Unione. Esse non dovrebbero interferire con le decisioni sui visti per soggiorni di lunga durata o sui permessi di soggiorno.
(10)  Il VIS dovrebbe trattare i dati personali forniti dal richiedente un visto per soggiorni di breve durata allo scopo di valutare se il suo ingresso nell'Unione possa rappresentare un rischio per la pubblica sicurezza nell'Unione e anche di valutare il rischio di migrazione irregolare del richiedente. Per quanto riguarda i cittadini di paesi terzi che hanno ottenuto un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno, queste verifiche dovrebbero limitarsi a contribuire ad accertare l’identità del titolare del documento, l’autenticità e la validità del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno, e a valutare se l’ingresso del cittadino di paese terzo nell’Unione possa rappresentare una minaccia alla pubblica sicurezza nell’Unione. Esse non dovrebbero interferire con le decisioni sui visti per soggiorni di lunga durata o sui permessi di soggiorno.
Emendamento 8
Proposta di regolamento
Considerando 11
(11)  Detti rischi non possono essere valutati senza il trattamento dei dati personali relativi all'identità, al documento di viaggio e, se del caso, al garante o, se il richiedente è minore, all'identità della persona responsabile. Ogni dato personale che figura nella domanda dovrebbe essere confrontato con i dati contenuti in una cartella, un fascicolo o una segnalazione registrati in un sistema d'informazione (sistema d'informazione Schengen (SIS), sistema di informazione visti (VIS), dati Europol, banca dati Interpol sui documenti di viaggio rubati o smarriti (SLTD), sistema di ingressi/uscite (EES), Eurodac, sistema ECRIS-TCN per le condanne relative ai reati di terrorismo o altri reati gravi, e/o banca dati Interpol sui documenti di viaggio associati a segnalazioni (TDAWN)), oppure con elenchi di controllo o indicatori di rischio specifici. È opportuno che le categorie di dati personali da usare per il confronto siano limitate alle categorie di dati presenti nei sistemi d’informazione interrogati, negli elenchi di controllo o negli indicatori di rischio specifici.
(11)  Detti rischi non possono essere valutati senza il trattamento dei dati personali relativi all'identità, al documento di viaggio e, se del caso, al garante o, se il richiedente è minore, all'identità della persona responsabile. Ogni dato personale che figura nella domanda dovrebbe essere confrontato con i dati contenuti in una cartella, un fascicolo o una segnalazione registrati in un sistema d'informazione (sistema d'informazione Schengen (SIS), sistema di informazione visti (VIS), dati Europol, banca dati Interpol sui documenti di viaggio rubati o smarriti (SLTD), sistema di ingressi/uscite (EES), Eurodac, oppure con l'elenco di controllo ETIAS o indicatori di rischio specifici. È opportuno che le categorie di dati personali da usare per il confronto siano limitate alle categorie di dati presenti nei sistemi d’informazione interrogati, negli elenchi di controllo o negli indicatori di rischio specifici.
Emendamento 9
Proposta di regolamento
Considerando 12
(12)  L’interoperabilità tra i sistemi di informazione dell’UE è stata istituita con [regolamento (UE) XX sull’interoperabilità] affinché tali sistemi e i relativi dati si integrino reciprocamente per migliorare la gestione delle frontiere esterne, contribuire a prevenire e contrastare la migrazione irregolare e concorrere a assicurare un elevato livello di sicurezza nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia dell’Unione, inclusi il mantenimento della sicurezza pubblica e dell’ordine pubblico e la salvaguardia della sicurezza nel territorio degli Stati membri.
(12)  L’interoperabilità tra i sistemi di informazione dell’UE è stata istituita con [regolamento (UE) XX sull’interoperabilità (frontiere e visti)] per migliorare la gestione delle frontiere esterne, contribuire a prevenire e contrastare la migrazione irregolare e concorrere a assicurare un elevato livello di sicurezza nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia dell’Unione, inclusi il mantenimento della sicurezza pubblica e dell’ordine pubblico e la salvaguardia della sicurezza nel territorio degli Stati membri.
(La modifica si applica all’intero testo legislativo in esame; l’approvazione dell’emendamento implica adeguamenti tecnici in tutto il testo).
Emendamento 10
Proposta di regolamento
Considerando 13
(13)  L’interoperabilità consente ai sistemi di informazione dell’UE di integrarsi reciprocamente al fine di facilitare la corretta identificazione delle persone, contribuire alla lotta contro la frode d’identità, migliorare e uniformare i requisiti in materia di qualità dei dati dei rispettivi sistemi di informazione dell’UE, agevolare l’attuazione tecnica e operativa dei sistemi di informazione dell’UE attuali e futuri da parte degli Stati membri, rafforzare e semplificare le garanzie in materia di sicurezza e protezione dei dati che presiedono ai rispettivi sistemi di informazione dell’UE, razionalizzare l’accesso all’EES, al VIS, all’[ETIAS] e all’Eurodac a fini di contrasto e sostenere le finalità dell’EES, del VIS, dell’[ETIAS], dell’Eurodac, del SIS e del [sistema ECRIS-TCN].
(13)  L’interoperabilità consente ai sistemi di informazione dell’UE di facilitare la corretta identificazione delle persone, contribuire alla lotta contro la frode d’identità, migliorare e uniformare i requisiti in materia di qualità dei dati dei rispettivi sistemi di informazione dell’UE, agevolare l’attuazione tecnica e operativa dei sistemi di informazione dell’UE attuali da parte degli Stati membri, rafforzare, armonizzare e semplificare le garanzie in materia di sicurezza e protezione dei dati che presiedono ai rispettivi sistemi di informazione dell’UE, razionalizzare l’accesso controllato all’EES, al VIS, all’ETIAS e all’Eurodac a fini di contrasto e sostenere le finalità dell’EES, del VIS, dell’ETIAS, dell’Eurodac, del SIS e del sistema ECRIS-TCN.
Emendamento 11
Proposta di regolamento
Considerando 14
(14)  Le componenti dell’interoperabilità dovrebbero includere l’EES, il VIS, l’[ETIAS], l’Eurodac, il SIS, il [sistema ECRIS-TCN] e i dati Europol e rendere possibile la consultazione simultanea di questi sistemi di informazione dell’UE; pertanto è opportuno usare tali componenti per eseguire le verifiche automatizzate e quando si accede al VIS a fini di contrasto. Il portale di ricerca europeo (ESP) andrebbe utilizzato a questo scopo per accedere in modo rapido, continuato, efficace, sistematico e controllato ai sistemi di informazione dell’UE, ai dati Europol e alle banche dati Interpol necessari per svolgere i compiti assegnati, conformemente ai rispettivi diritti di accesso, e per sostenere gli obiettivi del VIS.
(14)  Le componenti dell’interoperabilità dovrebbero includere l’EES, il VIS, l’ETIAS] l’Eurodac, il SIS, il sistema ECRIS-TCN e i dati Europol e rendere possibile la consultazione simultanea di questi sistemi di informazione dell’UE; pertanto è opportuno usare tali componenti per eseguire le verifiche automatizzate e quando si accede al VIS a fini di contrasto. Il portale di ricerca europeo (ESP) andrebbe utilizzato a questo scopo per accedere in modo rapido, continuato, efficace, sistematico e controllato ai sistemi di informazione dell’UE, ai dati Europol e alle banche dati Interpol necessari per svolgere i compiti assegnati, conformemente ai rispettivi diritti di accesso, e per sostenere gli obiettivi del VIS.
Emendamento 12
Proposta di regolamento
Considerando 15
(15)  Il confronto con altre banche dati dovrebbe essere automatizzato. Se da tale confronto emerge una corrispondenza (riscontro positivo) con uno dei dati personali o una combinazione dei dati personali contenuti nelle domande e in una cartella, un fascicolo o una segnalazione presente nei suddetti sistemi di informazione, o con i dati personali dell’elenco di controllo, è opportuno che la domanda sia trattata manualmente da un operatore dell’autorità responsabile. La valutazione svolta dall’autorità responsabile dovrebbe condurre alla decisione di rilasciare o meno il visto per soggiorno di breve durata.
(15)  Il confronto con altre banche dati dovrebbe essere automatizzato. Se da tale confronto emerge una corrispondenza (riscontro positivo) con uno dei dati personali o una combinazione dei dati personali contenuti nelle domande e in una cartella, un fascicolo o una segnalazione presente nei suddetti sistemi di informazione, o con i dati personali dell’elenco di controllo, se il riscontro positivo non può essere confermato automaticamente dal VIS, è opportuno che la domanda sia trattata manualmente da un operatore dell’autorità responsabile. A seconda del tipo di dati per i quali è emerso un riscontro positivo, quest'ultimo dovrebbe essere valutato dai consolati o da un unico punto di contatto nazionale, laddove quest'ultimo sia responsabile per i riscontri positivi generati in particolare da banche dati o sistemi delle autorità di contrasto. La valutazione svolta dall’autorità responsabile dovrebbe condurre alla decisione di rilasciare o meno il visto per soggiorno di breve durata.
Emendamento 13
Proposta di regolamento
Considerando 18
(18)  All'esame di una domanda di visto per soggiorno di breve durata dovrebbero applicarsi indicatori di rischio specifici corrispondenti al rischio già individuato per la sicurezza, di migrazione irregolare o per la salute pubblica. I criteri usati per definire gli indicatori di rischio specifici non dovrebbero in alcun caso essere basati solamente sul sesso o sull’età di una persona. Non dovrebbero in alcun caso essere basati su informazioni che rivelino la razza, il colore della pelle, l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, la religione o le convinzioni filosofiche, l'appartenenza sindacale, l'appartenenza a una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità o l'orientamento sessuale di una persona.
(18)  All'esame di una domanda di visto per soggiorno di breve durata dovrebbero applicarsi indicatori di rischio specifici corrispondenti al rischio già individuato per la sicurezza, di migrazione irregolare o alti rischi epidemici. I criteri usati per definire gli indicatori di rischio specifici non dovrebbero in alcun caso essere basati solamente sul sesso o sull’età di una persona. Non dovrebbero in alcun caso essere basati su informazioni che rivelino la razza, il colore della pelle, l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, la religione o le convinzioni filosofiche, l'appartenenza sindacale, l'appartenenza a una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità o l'orientamento sessuale di una persona.
Emendamento 14
Proposta di regolamento
Considerando 19
(19)  Il continuo emergere di nuove forme di minacce alla sicurezza, di nuovi modelli di migrazione irregolare e di minacce alla salute pubblica richiede risposte efficaci e dev'essere contrastato con mezzi moderni. Poiché tali mezzi comportano il trattamento di importanti quantitativi di dati personali, è opportuno introdurre garanzie adeguate per limitare l’ingerenza nel diritto al rispetto della vita privata e della vita familiare e alla protezione dei dati di carattere personale a quanto necessario in una società democratica.
(19)  Il continuo emergere di nuove forme di rischi alla sicurezza, di nuovi modelli di migrazione irregolare e di alti rischi epidemici richiede risposte efficaci e dev'essere contrastato con mezzi moderni. Poiché tali mezzi comportano il trattamento di importanti quantitativi di dati personali, è opportuno introdurre garanzie adeguate per limitare l’ingerenza nel diritto al rispetto della vita privata e della vita familiare e alla protezione dei dati di carattere personale a quanto necessario e proporzionato in una società democratica.
Emendamento 15
Proposta di regolamento
Considerando 21
(21)  Per onorare i loro obblighi a norma della convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen, i vettori internazionali dovrebbero poter verificare se i cittadini di paesi terzi titolari di visto per soggiorno di breve durata, visto per soggiorno di lunga durata o permesso di soggiorno siano o meno in possesso dei necessari documenti di viaggio validi. Tale verifica dovrebbe essere resa possibile dall’estrazione quotidiana di dati dal VIS in una banca dati distinta a sola lettura, che consenta di estrarre il sottoinsieme minimo necessario di dati per lanciare una ricerca la cui risposta sia “OK/NON OK”.
(21)  Per onorare i loro obblighi a norma della convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen, i vettori internazionali dovrebbero poter verificare se i cittadini di paesi terzi titolari di visto per soggiorno di breve durata, visto per soggiorno di lunga durata o permesso di soggiorno siano o meno in possesso dei necessari documenti di viaggio validi inviando un'interrogazione al VIS. Tale verifica dovrebbe essere resa possibile dall’estrazione quotidiana di dati dal VIS in una banca dati distinta a sola lettura, che consenta di estrarre il sottoinsieme minimo necessario di dati per lanciare una ricerca la cui risposta sia “OK/NON OK”. I vettori non dovrebbero avere accesso al fascicolo di domanda. Le specifiche tecniche per l’accesso al VIS attraverso il portale dei vettori dovrebbero limitare per quanto possibile l’impatto sul traffico di viaggiatori e sui vettori. A tal fine, dovrebbe essere presa in considerazione un’integrazione con l’EES e l'ETIAS.
Emendamento 16
Proposta di regolamento
Considerando 21 bis (nuovo)
(21 bis)  Al fine di limitare l’impatto degli obblighi di cui al presente regolamento sui vettori stradali internazionali che effettuano trasporti di gruppo con autopullman, dovrebbero essere messe a disposizione soluzioni mobili semplici.
Emendamento 17
Proposta di regolamento
Considerando 21 ter (nuovo)
(21 ter)  Entro due anni dall'avvio dell'applicazione del presente regolamento, la Commissione dovrebbe valutare l'adeguatezza, la compatibilità e la coerenza delle disposizioni di cui all'articolo 26 della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica del Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni ai fini delle disposizioni del VIS in materia di trasporto con autopullman. Si dovrebbe tenere conto della recente evoluzione del trasporto con autopullman. È opportuno tenere conto della recente evoluzione del trasporto con autopullman e considerare la necessità di modificare le disposizioni concernenti il trasporto con autopullman di cui all’articolo 26 di tale convenzione o al presente regolamento.
Emendamento 18
Proposta di regolamento
Considerando 23 bis (nuovo)
(23 bis)  I dati biometrici, che nel contesto del presente regolamento comprendono impronte digitali e immagini del volto, sono univoci e pertanto molto più affidabili rispetto ai dati alfanumerici ai fini dell'identificazione di una persona. I dati biometrici, tuttavia, sono dati personali sensibili. Il presente regolamento stabilisce pertanto le basi e le garanzie per il trattamento di tali dati allo scopo di identificare in modo univoco le persone interessate.
Emendamento 19
Proposta di regolamento
Considerando 28
(28)  Il [regolamento 2018/XX sull'interoperabilità] prevede la possibilità per l'autorità di polizia di uno Stato membro appositamente autorizzata da una misura legislativa nazionale di identificare una persona con i dati biometrici acquisiti durante una verifica d'identità. Esistono tuttavia circostanze specifiche in cui può essere necessario identificare una persona nel suo stesso interesse. È quanto accade al ritrovamento di una persona scomparsa, rapita o identificata come vittima della tratta. In questi casi alle autorità di contrasto dovrebbe essere dato accesso ai dati del VIS per un'identificazione rapida e affidabile della persona, senza obbligo di soddisfare tutti i requisiti e le garanzie aggiuntive previste per tale accesso.
(28)  Il [regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)] prevede la possibilità per l'autorità di polizia di uno Stato membro appositamente autorizzata da una misura legislativa nazionale di identificare una persona con i dati biometrici acquisiti durante una verifica d'identità. Esistono tuttavia circostanze specifiche in cui può essere necessario identificare una persona nel suo stesso interesse. È quanto accade al ritrovamento di una persona scomparsa, rapita o identificata come vittima della tratta. Solo in questi casi alle autorità di contrasto dovrebbe essere dato accesso ai dati del VIS per un'identificazione rapida e affidabile della persona, senza obbligo di soddisfare tutti i requisiti e le garanzie aggiuntive previste per tale accesso.
Emendamento 20
Proposta di regolamento
Considerando 29
(29)  Il confronto di dati sulla base di un’impronta digitale latente, ossia di una traccia dattiloscopica che può essere rinvenuta sul luogo del reato, è di fondamentale importanza nell’ambito della cooperazione di polizia. La possibilità di confrontare un'impronta digitale latente con i dati relativi alle impronte digitali conservati nel VIS, nei casi in cui si può ragionevolmente ritenere che l'autore o la vittima di un reato possano essere registrati nel VIS, dovrebbe rappresentare per le autorità di contrasto degli Stati membri uno strumento utilissimo per la prevenzione, l'accertamento o l'indagine di reati di terrorismo o di altri reati gravi, quando per esempio l'unica prova sul luogo del reato consiste nelle impronte digitali latenti.
(29)  Il confronto di dati sulla base di un’impronta digitale latente, ossia di una traccia dattiloscopica che può essere rinvenuta sul luogo del reato, è di fondamentale importanza nell’ambito della cooperazione di polizia. La possibilità di confrontare un'impronta digitale latente con i dati relativi alle impronte digitali conservati nel VIS, nei casi in cui si può ragionevolmente ritenere che l'autore o la vittima di un reato possano essere registrati nel VIS e dopo una precedente interrogazione ai sensi della decisione 2008/615/GAI del Consiglio1 bis, dovrebbe rappresentare per le autorità di contrasto degli Stati membri uno strumento utilissimo per la prevenzione, l'accertamento o l'indagine di reati di terrorismo o di altri reati gravi, quando per esempio l'unica prova sul luogo del reato consiste nelle impronte digitali latenti.
__________________
1 bis Decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera (GU L 210 del 6.8.2008, pag. 1).
Emendamento 21
Proposta di regolamento
Considerando 32
(32)  Onde proteggere i dati personali ed escludere le interrogazioni sistematiche ad opera delle autorità di contrasto, il trattamento dei dati del VIS dovrebbe avvenire solo in casi specifici e quando necessario a fini di prevenzione, accertamento o indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi. Le autorità designate ed Europol dovrebbero chiedere l’accesso al VIS soltanto quando hanno fondati motivi per ritenere che tale accesso fornisca informazioni che contribuiranno in modo sostanziale alla prevenzione, all’accertamento o all’indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi.
(32)  Onde proteggere i dati personali ed escludere le interrogazioni sistematiche ad opera delle autorità di contrasto, il trattamento dei dati del VIS dovrebbe avvenire solo in casi specifici e quando necessario a fini di prevenzione, accertamento o indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi. Le autorità designate ed Europol dovrebbero chiedere l’accesso al VIS soltanto quando hanno fondati motivi per ritenere che tale accesso fornisca informazioni che contribuiranno in modo sostanziale alla prevenzione, all’accertamento o all’indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi e dopo previa ricerca ai sensi della decisione 2008/615/GAI.
Emendamento 22
Proposta di regolamento
Considerando 32 bis (nuovo)
(32 bis)  Come prassi generale, gli utenti finali degli Stati membri eseguono ricerche nelle banche dati nazionali pertinenti prima o parallelamente alle interrogazioni alle banche dati europee.
Emendamento 23
Proposta di regolamento
Considerando 33
(33)  I dati personali dei titolari di documenti di soggiorno di lunga durata registrati nel VIS non dovrebbero essere conservati più di quanto necessario agli scopi del VIS. È opportuno conservare i dati relativi ai cittadini di paesi terzi per un periodo di cinque anni così da poterli considerare ai fini della valutazione delle domande di visto per soggiorno di breve durata e dell’individuazione dei soggiorni fuori termine una volta scaduto il periodo di validità, e in modo da effettuare valutazioni di sicurezza dei cittadini di paesi terzi che hanno ottenuto il soggiorno. I dati sui precedenti usi di un documento potrebbero facilitare il rilascio di futuri visti per soggiorni di breve durata. Un periodo di conservazione più breve non sarebbe sufficiente al raggiungimento degli obiettivi voluti. I dati dovrebbero essere cancellati allo scadere dei cinque anni purché non sussistano motivi per cancellarli prima.
(33)  I dati personali dei titolari di visti di soggiorno di lunga durata registrati nel VIS non dovrebbero essere conservati più di quanto necessario agli scopi del VIS. È opportuno conservare i dati relativi ai cittadini di paesi terzi per un periodo di cinque anni così da poterli considerare ai fini della valutazione delle domande di visto per soggiorno di breve durata e dell’individuazione dei soggiorni fuori termine una volta scaduto il periodo di validità, e in modo da effettuare valutazioni di sicurezza dei cittadini di paesi terzi che hanno ottenuto il soggiorno. I dati sui precedenti usi di un documento potrebbero facilitare il rilascio di futuri visti per soggiorni di breve durata. Un periodo di conservazione più breve non sarebbe sufficiente al raggiungimento degli obiettivi voluti. I dati dovrebbero essere cancellati allo scadere dei cinque anni purché non sussistano motivi per cancellarli prima.
Emendamento 24
Proposta di regolamento
Considerando 35
(35)  Il regolamento (UE) 2016/1624 del Parlamento europeo e del Consiglio autorizza i membri delle squadre della guardia di frontiera e costiera europea, al pari del personale coinvolto nelle attività correlate ai rimpatri, a consultare le banche dati europee se tale consultazione è necessaria a conseguire gli obiettivi operativi specificati nel piano operativo per i controlli di frontiera, la sorveglianza di frontiera e i rimpatri, sotto l’autorità dello Stato membro ospitante. Al fine di agevolare la consultazione e permettere alle squadre un accesso effettivo ai dati inseriti nel VIS, è opportuno conferire l’accesso al VIS all’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera. Tale accesso dovrebbe essere subordinato alle condizioni e limitazioni di accesso applicabili alle autorità competenti degli Stati membri per ciascuna finalità specifica per cui possono essere consultati i dati del VIS.
(35)  Il regolamento (UE) 2016/1624 del Parlamento europeo e del Consiglio autorizza i membri delle squadre della guardia di frontiera e costiera europea, a consultare le banche dati europee se tale consultazione è necessaria a conseguire gli obiettivi operativi specificati nel piano operativo per i controlli di frontiera, la sorveglianza di frontiera e i rimpatri, sotto l’autorità dello Stato membro ospitante. Tale accesso dovrebbe essere subordinato alle condizioni e limitazioni di accesso applicabili alle autorità competenti degli Stati membri per ciascuna finalità specifica per cui possono essere consultati i dati del VIS.
Emendamento 25
Proposta di regolamento
Considerando 37
(37)  Spesso i paesi terzi di rimpatrio non sono subordinati alla decisione di adeguatezza che la Commissione adotta a norma dell’articolo 45 del regolamento (UE) 2016/679 o delle disposizioni nazionali di attuazione dell’articolo 36 della direttiva (UE) 2016/680. A ciò si aggiunga che gli intensi sforzi prodigati dall’Unione per cooperare con i principali paesi di origine dei cittadini di paesi terzi in posizione irregolare colpiti da provvedimento di rimpatrio non sono bastati ad assicurare il rispetto sistematico, da parte di tali paesi terzi, dell’obbligo stabilito dal diritto internazionale di riammettere i loro stessi cittadini. Gli accordi di riammissione conclusi o negoziati dall’Unione o dagli Stati membri, che assoggettano a garanzie adeguate il trasferimento di dati verso un paese terzo a norma dell’articolo 46 del regolamento (UE) 2016/679 o delle disposizioni nazionali di attuazione dell’articolo 37 della direttiva (UE) 2016/680, riguardano un numero limitato di tali paesi terzi e resta incerta la conclusione di nuovi accordi. Date queste premesse, i dati personali potrebbero essere trattati a norma del presente regolamento con le autorità dei paesi terzi ai fini dell’attuazione della politica di rimpatrio dell’Unione, purché ricorrano le condizioni di cui all’articolo 49, paragrafo 1, lettera d), del regolamento (UE) 2016/679 o alle disposizioni nazionali di attuazione dell’articolo 38 o dell’articolo 39 della direttiva (UE) 2016/680.
(37)  I dati personali ottenuti da uno Stato membro a norma del presente regolamento non dovrebbero essere trasferiti o resi disponibili a qualsiasi paese terzo, organizzazione internazionale o ente privato stabiliti all’interno o all’esterno dell’Unione. In deroga a tale norma, tuttavia, dovrebbe essere possibile trasferire tali dati personali a un paese terzo o a un’organizzazione internazionale, qualora tale trasferimento sia soggetto a condizioni rigorose e qualora sia necessario in singoli casi per contribuire all’identificazione di un cittadino di paese terzo in relazione al suo rimpatrio. In mancanza di una decisione di adeguatezza mediante un atto di esecuzione ai sensi del regolamento (UE) 2016/679 o di garanzie adeguate a cui sono soggetti i trasferimenti ai sensi di tale regolamento, dovrebbe essere possibile trasferire eccezionalmente ai fini del rimpatrio i dati del VIS a un paese terzo o a un’organizzazione internazionale, soltanto se necessario per importanti motivi di interesse pubblico ai sensi di tale regolamento.
Emendamento 26
Proposta di regolamento
Considerando 38
(38)  Gli Stati membri dovrebbero mettere a disposizione dell’[Agenzia dell’Unione europea per l’asilo] e di organismi internazionali competenti quali l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’Organizzazione internazionale per la migrazione e il Comitato internazionale della Croce rossa, i dati personali trattati nel VIS in conformità delle norme applicabili in materia di protezione dei dati e se richiesto in singoli casi per lo svolgimento dei compiti a norma del regolamento (UE) .../... [regolamento sul quadro dell’Unione per il reinsediamento]60, per le operazioni di reinsediamento dei rifugiati in relazione ai cittadini di paesi terzi o agli apolidi trasferiti da quegli organismi agli Stati membri nell’attuazione del richiamato regolamento.
soppresso
__________________
60 Regolamento (UE) .../... del Parlamento europeo e del Consiglio [titolo completo] (GU L ... del ..., pag. ...).
Emendamento 27
Proposta di regolamento
Considerando 39
(39)  Alle attività delle istituzioni e degli organismi dell’Unione nell’espletamento dei propri compiti in qualità di responsabili della gestione operativa del VIS si applica il regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio61.
(39)  Alle attività delle istituzioni e degli organismi dell’Unione nell’espletamento dei propri compiti in qualità di responsabili della gestione operativa del VIS si applica il regolamento (UE) n. 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio61.
__________________
__________________
61 Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).
61 Regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2018, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 39).
Emendamento 28
Proposta di regolamento
Considerando 40
(40)  Conformemente all’articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 45/2001, il garante europeo della protezione dei dati è stato consultato e ha espresso un parere il  .
(40)  Conformemente all’articolo 28, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 45/2001, il garante europeo della protezione dei dati è stato consultato e ha espresso un parere il 12 dicembre 2018.
Emendamento 29
Proposta di regolamento
Considerando 43
(43)  Fatta salva la responsabilità degli Stati membri riguardo all’esattezza dei dati inseriti nel VIS, eu-LISA dovrebbe assumere la competenza di migliorare la qualità dei dati introducendo uno strumento di monitoraggio centrale della qualità dei dati, e di riferire agli Stati membri a intervalli regolari.
(43)  Fatta salva la responsabilità degli Stati membri riguardo all’esattezza dei dati inseriti nel VIS, eu-LISA dovrebbe assumere la competenza di migliorare la qualità dei dati introducendo, gestendo e aggiornando costantemente uno strumento di monitoraggio centrale della qualità dei dati, e di riferire agli Stati membri a intervalli regolari.
Emendamento 30
Proposta di regolamento
Considerando 44
(44)  Per consentire di monitorare meglio l’uso del VIS nell’analisi delle tendenze relative alla pressione migratoria e alla gestione delle frontiere, eu-LISA dovrebbe essere in grado di sviluppare la capacità di fornire statistiche agli Stati membri, alla Commissione e all’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, senza compromettere l’integrità dei dati. È opportuno pertanto istituire un archivio statistico centrale. Nessuna delle statistiche prodotte dovrebbe contenere dati personali.
(44)  Per consentire di monitorare meglio l’uso del VIS nell’analisi delle tendenze relative alla pressione migratoria e alla gestione delle frontiere, eu-LISA dovrebbe essere in grado di sviluppare la capacità di fornire statistiche agli Stati membri, alla Commissione e all’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, senza compromettere l’integrità dei dati. Pertanto, eu-LISA dovrebbe conservare determinati dati statistici nell'archivio centrale ai fini delle relazioni e fornire statistiche ai sensi del [regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)]. Nessuna delle statistiche prodotte dovrebbe contenere dati personali.
Emendamento 31
Proposta di regolamento
Considerando 47 bis (nuovo)
(47 bis)  Il presente regolamento fa salvi gli obblighi derivanti dalla Convenzione di Ginevra, del 28 luglio 1951, relativa allo status dei rifugiati, integrata dal Protocollo di New York del 31 gennaio 1967, e l'insieme degli impegni internazionali assunti dall'Unione e dai suoi Stati membri.
Emendamento 32
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto -1 (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Titolo
-1)  il titolo è sostituito dal seguente:
Regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, concernente il sistema di informazione visti (VIS) e lo scambio di dati tra Stati membri sui visti per soggiorni di breve durata (regolamento VIS).
Regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, concernente il sistema di informazione visti (VIS) e lo scambio di informazioni tra Stati membri sui visti per soggiorni di breve durata, sui visti per soggiorni di lunga durata e sui permessi di soggiorno (regolamento VIS)
Emendamento 33
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 2 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Il VIS ha lo scopo di migliorare l'attuazione della politica comune in materia di visti, la cooperazione consolare e la consultazione tra le autorità centrali competenti per i visti, agevolando lo scambio di dati tra Stati membri in ordine alle domande di visto e alle relative decisioni, al fine di:
1.  Il VIS ha lo scopo di migliorare l'attuazione della politica comune in materia di visti per soggiorni di breve durata, la cooperazione consolare e la consultazione tra le autorità centrali competenti per i visti, agevolando lo scambio di dati tra Stati membri in ordine alle domande di visto e alle relative decisioni, al fine di:
Emendamento 34
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera a
a)  agevolare la procedura relativa alla domanda di visto;
a)  agevolare e accelerare la procedura relativa alla domanda di visto;
Emendamento 35
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera f
f)  contribuire all'identificazione delle persone scomparse;
f)  contribuire all'identificazione delle persone scomparse di cui all'articolo 22 sexdecies;
Emendamento 36
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera h
h)  contribuire alla prevenzione, all'accertamento e all'indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi;
h)  contribuire a prevenire le minacce alla sicurezza interna degli Stati membri, vale a dire attraverso la prevenzione, l'accertamento e l'indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi, in circostanze appropriate e rigorosamente definite;
Emendamento 37
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera i
i)  contribuire a prevenire le minacce alla sicurezza interna degli Stati membri;
soppresso
Emendamento 38
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 2 – paragrafo 2 – lettera a
a)  sostenere un elevato livello di sicurezza contribuendo a valutare se il richiedente è considerato una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza interna o la salute pubblica prima del suo arrivo ai valichi di frontiera esterni;
a)  sostenere un elevato livello di sicurezza in tutti gli Stati membri contribuendo a valutare se il richiedente o il titolare di un documento è considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza interna;
Emendamento 39
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 2 – paragrafo 2 – lettera b
b)  rafforzare l’efficacia delle verifiche di frontiera e dei controlli nel territorio;
b)  agevolare le verifiche ai valichi di frontiera esterni e rafforzare l’efficacia delle verifiche di frontiera e dei controlli nel territorio degli Stati membri;
Emendamento 40
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 2 – paragrafo 2 – lettera c
c)  contribuire alla prevenzione, all’accertamento e all’indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi;
c)  contribuire a prevenire le minacce alla sicurezza interna degli Stati membri, vale a dire attraverso la prevenzione, l'accertamento e l'indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi, in circostanze appropriate e rigorosamente definite;
Emendamento 41
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 2 – paragrafo 2 – lettera d bis (nuova)
d bis)  contribuire all'identificazione delle persone scomparse di cui all'articolo 22 sexdecies;
Emendamento 42
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 2 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 2 bis (nuovo)
2 bis)  è inserito l'articolo seguente:
"Articolo 2 bis
Architettura
1.  Il VIS è basato su un'architettura centralizzata e consta dei seguenti elementi:
a)  l'archivio comune di dati di identità di cui [all'articolo 17, paragrafo 2, lettera a), del regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)];
b)  un sistema d'informazione centrale (il "sistema centrale del VIS");
c)  un'interfaccia in ciascuno Stato membro ("interfaccia nazionale" o "NI-VIS"), che assicura il collegamento con la competente autorità centrale nazionale del rispettivo Stato membro, o con un'interfaccia uniforme nazionale (NUI) in ciascuno Stato membro, basata su specifiche tecniche comuni e identica in tutti gli Stati membri, che consenta la connessione tra il sistema centrale del VIS e le infrastrutture nazionali negli Stati membri;
d)  un'infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale del VIS e le interfacce nazionali;
e)  un canale di comunicazione sicuro fra il sistema centrale del VIS e il sistema centrale dell'EES;
f)  un'infrastruttura di comunicazione sicura tra il sistema centrale del VIS e le infrastrutture centrali del portale di ricerca europeo istituito [dall'articolo 6 del regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)], del servizio comune di confronto biometrico istituito [dall'articolo 12 del regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)], dell'archivio comune di dati di identità istituito [dall'articolo 17 del regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)], del rilevatore di identità multiple istituito [dall'articolo 25 del regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)];
g)  un meccanismo di consultazione in merito alle domande e di scambio di informazioni fra le autorità centrali competenti per i visti (“VIS Mail”);
h)  un portale per i vettori;
i)  un servizio web sicuro che permette la comunicazione tra il sistema centrale del VIS, da un lato, e il portale per i vettori e i sistemi internazionali, dall'altro;
j)  un archivio di dati ai fini dell’elaborazione di relazioni e statistiche;
k)  uno strumento che permette ai richiedenti di prestare o revocare il consenso a un ulteriore periodo di conservazione del loro fascicolo di domanda.
Il sistema centrale del VIS, le interfacce uniformi nazionali, il servizio web, il portale per i vettori e l'infrastruttura di comunicazione del VIS condividono e riutilizzano nella massima misura tecnicamente possibile i componenti hardware e software, rispettivamente, del sistema centrale dell'EES, delle interfacce uniformi nazionali dell'EES, del portale per i vettori dell'ETIAS, del servizio web dell'EES e dell'infrastruttura di comunicazione dell'EES.
2.  Il NI-VIS consta:
a)  di un'interfaccia nazionale locale (LNI) per ciascuno Stato membro, che connette fisicamente lo Stato membro con la rete di comunicazione sicura e contiene i dispositivi crittografici dedicati al VIS. L'LNI è situata nello Stato membro;
b)  una LNI di riserva (BLNI) che presenta lo stesso contenuto e la stessa funzione dell'LNI.
3.  L'LNI e la BLNI sono destinate ai soli usi previsti dalla normativa dell'Unione sul VIS.
4.  I servizi centralizzati sono duplicati in due sedi distinte: Strasburgo, Francia, e Sankt Johann im Pongau, Austria, dove si trovano rispettivamente il sistema centrale del VIS principale, unità centrale (CU), e il sistema centrale del VIS di riserva, unità centrale di riserva (BCU). Il collegamento tra il sistema centrale del VIS principale e il sistema centrale del VIS di riserva consente la sincronizzazione continua tra la CU e la BCU. L'infrastruttura di comunicazione sostiene e contribuisce a garantire la disponibilità ininterrotta del VIS. Essa comprende percorsi ridondanti e separati per i collegamenti tra il sistema centrale del VIS e il sistema centrale del VIS di riserva, oltre che percorsi ridondanti e separati per i collegamenti tra ciascuna interfaccia nazionale e il sistema centrale del VIS e il sistema centrale del VIS di riserva. L'infrastruttura di comunicazione fornisce una rete privata virtuale e cifrata dedicata ai dati del VIS e alla comunicazione tra gli Stati membri e tra questi ultimi e l'autorità responsabile della gestione operativa del sistema centrale del VIS.";
Emendamento 43
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 4 – punto 3 bis (nuovo)
(3 bis)  "autorità centrale", l'autorità istituita da uno Stato membro ai fini del regolamento (CE) n. 810/2009;
Emendamento 44
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 15
(15)  "immagine del volto", l'immagine digitalizzata del volto;
(15)  "immagine del volto": l'immagine digitalizzata del volto caratterizzata da sufficiente risoluzione e qualità dell'immagine per essere utilizzata in un raffronto biometrico automatizzato;
Emendamento 45
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 19
(19)  "autorità nazionale di controllo", ai fini del contrasto, l’autorità di controllo istituita a norma dell’articolo 41 della direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio***;
(19)  "autorità di controllo", le autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio** e le autorità di controllo di cui all'articolo 41, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio***;
Emendamento 46
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 19 bis (nuovo)
(19 bis)  "riscontro positivo", la corrispondenza constatata confrontando i dati pertinenti del fascicolo di domanda registrati nel VIS con i dati pertinenti presenti in una cartella, un fascicolo o una segnalazione registrati nel VIS, nel sistema d'informazione Schengen, nell'EES, nell'ETIAS, nell'Eurodac, nei dati Europol o nella banca dati Interpol SLTD;
Emendamento 47
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 20
(20)  "contrasto", la prevenzione, l'accertamento o l'indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi;
(20)  "contrasto", la prevenzione, l'accertamento o l'indagine di reati di terrorismo o altri reati gravi in un quadro definito rigorosamente;
Emendamento 48
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 21
(21)  "reati di terrorismo", i reati che ai sensi del diritto nazionale corrispondono o sono equivalenti a quelli di cui alla direttiva (UE) 2017/541 del Parlamento europeo e del Consiglio****;
(21)  "reati di terrorismo", i reati previsti dal diritto nazionale di cui agli articoli da 3 a 14 della direttiva (UE) 2017/541 del Parlamento europeo e del Consiglio**** o equivalenti a uno di tali reati per gli Stati membri che non sono vincolati da detta direttiva;
Emendamento 49
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 4
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 4 – nota a piè di pagina 2 (nuova)
** Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
Emendamento 50
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera c
c)  i dati relativi alle impronte digitali di cui all'articolo 9, punto 6, e all'articolo 22 quater, punto 2, lettera g);
c)  i dati relativi alle impronte digitali di cui all'articolo 9, punto 6, all'articolo 22 quater, punto 2, lettera g), e all'articolo 22 quinquies, lettera g);
Emendamento 51
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera c bis (nuova)
c bis)  l'immagine scannerizzata della pagina dei dati anagrafici del documento di viaggio di cui all'articolo 9, punto 7;
Emendamento 52
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 5
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 5 – paragrafo 3
3.  Il CIR contiene i dati di cui all’articolo 9, punto 4, lettere da a) a c bis), e punti 5 e 6, all’articolo 22 quater, punto 2, lettere da a) a c bis), f) e g), e all’articolo 22 quinquies, lettere da a) a c bis), f) e g). I restanti dati del VIS sono conservati nel sistema centrale del VIS.”;
3.  Il CIR contiene i dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere da a) a c bis), e punti 5 e 6, all'articolo 22 quater, punto 2, lettere da a) a c bis), f) e g), e all'articolo 22 quinquies, lettere da a) a c), f) e g). I restanti dati del VIS sono conservati nel sistema centrale del VIS.
Emendamento 53
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 5 bis – punto 1
(1)   L’elenco dei documenti di viaggio che consentono di attraversare le frontiere esterne e sui quali può essere apposto un visto, istituito con decisione n. 1105/2011/UE del Parlamento europeo e del Consiglio*, è integrato nel VIS.
1.   L’elenco dei documenti di viaggio che consentono di attraversare le frontiere esterne e sui quali può essere apposto un visto, istituito con decisione n. 1105/2011/UE del Parlamento europeo e del Consiglio*, è integrato nel VIS.
Emendamento 54
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 5 bis – punto 2
(2)   Il VIS prevede la funzionalità per la gestione centralizzata dell’elenco dei documenti di viaggio riconosciuti e della comunicazione del riconoscimento o del non riconoscimento dei documenti di viaggio figuranti nell’elenco, di cui all’articolo 4 della decisione n. 1105/2011/UE.
2.  Il VIS prevede la funzionalità per la gestione centralizzata dell’elenco dei documenti di viaggio riconosciuti e della comunicazione del riconoscimento o del non riconoscimento dei documenti di viaggio figuranti nell’elenco, di cui all’articolo 4 della decisione n. 1105/2011/UE.
Emendamento 55
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 6
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 5 bis – punto 3
(3)   Norme dettagliate sulla gestione della funzionalità di cui al paragrafo 2 sono stabilite con atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 49, paragrafo 2.
3 Norme dettagliate sulla gestione della funzionalità di cui al paragrafo 2 sono stabilite con atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 49, paragrafo 2.
Emendamento 56
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7 – lettera -a (nuova)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 6 – paragrafo 1
-a)  il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
1.  L'accesso al VIS per inserire, modificare o cancellare i dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1, conformemente al presente regolamento è riservato esclusivamente al personale debitamente autorizzato delle autorità competenti per i visti.
"1. Fatto salvo l'articolo 22 bis, l'accesso al VIS per inserire, modificare o cancellare i dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1, conformemente al presente regolamento è riservato esclusivamente al personale debitamente autorizzato delle autorità competenti per i visti. Il numero dei membri del personale debitamente autorizzati è strettamente limitato dalle effettive esigenze di servizio."
Emendamento 57
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7 – lettera a
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 6 – paragrafo 2
"2. L'accesso al VIS per la consultazione dei dati è riservato esclusivamente al personale debitamente autorizzato delle autorità nazionali di ciascuno Stato membro e degli organismi dell'UE competenti per gli scopi definiti agli articoli da 15 a 22, da 22 quater a 22 septies e da 22 octies a 22 undecies, e per gli scopi definiti agli articoli 20 e 21 del [regolamento 2018/XX sull'interoperabilità].
"2. L'accesso al VIS per la consultazione dei dati è riservato esclusivamente al personale debitamente autorizzato delle autorità nazionali di ciascuno Stato membro e degli organismi dell'UE competenti per gli scopi definiti agli articoli da 15 a 22 e da 22 quater a 22 terdecies, e per gli scopi definiti agli articoli 20 e 21 del [regolamento 2018/XX sull'interoperabilità (frontiere e visti)].
Le autorità autorizzate a consultare o ad accedere al VIS al fine di prevenire, accertare e indagare reati di terrorismo o altri reati gravi sono designate conformemente al capo III ter.
Tale accesso è concesso nella misura in cui i dati sono necessari all'assolvimento dei compiti di tale personale, conformemente a detti scopi, e sono proporzionati agli obiettivi perseguiti.";
Tale accesso è concesso nella misura in cui i dati sono necessari all'assolvimento dei compiti di tale personale, conformemente a detti scopi, e sono proporzionati agli obiettivi perseguiti.";
Emendamento 58
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7 – lettera a bis (nuova)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 6 – paragrafo 3
a bis)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
3.  Ogni Stato membro designa le autorità competenti il cui personale debitamente autorizzato ha accesso al VIS ai fini dell'inserimento, della modifica, della cancellazione e della consultazione dei dati. Ogni Stato membro comunica senza indugio alla Commissione l'elenco di tali autorità, ivi comprese quelle di cui all'articolo 41, paragrafo 4, e qualsiasi conseguente modifica. L'elenco precisa gli scopi per cui ciascuna autorità è autorizzata a trattare i dati nel VIS.
3. Ogni Stato membro designa le autorità competenti il cui personale debitamente autorizzato ha accesso al VIS ai fini dell'inserimento, della modifica, della cancellazione e della consultazione dei dati. Ogni Stato membro comunica senza indugio a eu-LISA l'elenco di tali autorità, ivi comprese quelle di cui all'articolo 29, paragrafo 3 bis, e qualsiasi conseguente modifica. L'elenco precisa per cui ciascuna autorità quali dati è autorizzata a trattare e per quali scopi.
Entro tre mesi dall'entrata in funzione del VIS ai sensi dell'articolo 48, paragrafo 1, la Commissione pubblica un elenco consolidato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Qualora l'elenco subisca modifiche, la Commissione pubblica una volta all'anno un elenco consolidato aggiornato.
eu-LISA assicura la pubblicazione annuale dell'elenco e degli elenchi delle autorità designate di cui all'articolo 22 duodecies, paragrafo 2, e dei punti di accesso centrale di cui all'articolo 22 duodecies, paragrafo 4, nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. eu-LISA mantiene sul proprio sito web un elenco sempre aggiornato contenente le modifiche trasmesse dagli Stati membri tra una pubblicazione annuale e l'altra.";
Emendamento 59
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7 – lettera c
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 6 – paragrafo 5
"5. Norme dettagliate sulla gestione della funzionalità per la gestione centralizzata dell'elenco di cui al paragrafo 3 sono stabilite con atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 49, paragrafo 2.";
5.  La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 48 bis riguardo alle norme dettagliate sulla gestione della funzionalità per la gestione centralizzata dell'elenco di cui al paragrafo 3.";
Emendamento 60
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 7 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 7 – paragrafo 2
7 bis)  all'articolo 7, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
2.  Ogni autorità competente assicura che, nell'utilizzare il VIS, essa non discrimina i richiedenti e i titolari di un visto per motivi legati al sesso, alla razza o all'origine etnica, alla religione o alle convinzioni personali, alla disabilità, all'età o all'orientamento sessuale e rispetta pienamente la dignità umana e l'integrità dei richiedenti o dei titolari di un visto.
2. Il trattamento dei dati personali nell'ambito del VIS da parte di ogni autorità competente non dà luogo a discriminazioni nei confronti dei richiedenti e dei titolari di un visto o dei richiedenti e dei titolari di visti per soggiorni di lunga durata e di permessi di soggiorno per motivi legati al sesso, alla razza, al colore della pelle, all'origine etnica o sociale, alle caratteristiche genetiche, alla lingua, alla religione o alle convinzioni personali, alle opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, all'appartenenza a una minoranza nazionale, al patrimonio, alla nascita, alla disabilità, all'età o all'orientamento sessuale. Nel trattamento dei dati si rispettano pienamente la dignità umana e l'integrità nonché i diritti fondamentali e si osservano i principi riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, incluso il diritto al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati personali. È prestata particolare attenzione ai minori, alle persone anziane, alle persone con disabilità e alle persone che necessitano di protezione internazionale. L'interesse superiore del minore è considerato preminente.";
Emendamento 61
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 8
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 7 – paragrafo 3
"3. L'interesse superiore del minore costituisce una considerazione preminente per gli Stati membri in tutte le procedure previste dal presente regolamento. È tenuto conto del benessere del minore, della sua sicurezza e incolumità, in particolare se sussiste il rischio che sia vittima della tratta di esseri umani, e del suo parere, e tale attenzione deve essere commisurata alla sua età e al suo grado di maturità.";
3.  L'interesse superiore del minore prevale su qualsiasi altra considerazione per gli Stati membri in tutte le procedure previste dal presente regolamento, nel pieno rispetto della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo. È tenuto conto del benessere del minore, della sua sicurezza e incolumità, in particolare se sussiste il rischio che sia vittima della tratta di esseri umani, e del suo parere, e tale attenzione deve essere commisurata alla sua età.";
Emendamento 62
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 8 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 7 – paragrafo 3 bis (nuovo)
8 bis)  all'articolo 7 è aggiunto il paragrafo seguente:
"3 bis. Gli Stati membri applicano il presente regolamento in piena conformità con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, segnatamente il diritto alla dignità umana, il diritto alla libertà e alla sicurezza, il rispetto della vita privata e della vita familiare, la protezione dei dati di carattere personale, il diritto di asilo e il principio di non-refoulement (non respingimento), la protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione, la non discriminazione, i diritti del minore e il diritto a un ricorso effettivo.";
Emendamento 63
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 8 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 7 bis (nuovo)
8 ter)  è inserito il seguente articolo:
"Articolo 7 bis
Dati relativi alle impronte digitali dei minori
1.  In deroga all'articolo 22 quater, paragrafo 2, lettera g), nel VIS non vengono inserite le impronte digitali dei minori di età inferiore ai sei anni.
2.  Il rilevamento dei dati biometrici dei minori di età superiore ai sei anni è effettuato, con modalità adatte ai minori e che tengano conto delle loro sensibilità, da funzionari specificamente formati per il rilevamento dei dati biometrici dei minori e nel pieno rispetto dell'interesse superiore del minore e delle tutele previste dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo.
I minori sono accompagnati da un familiare adulto, se presente, al momento del rilevamento dei dati biometrici. I minori non accompagnati sono accompagnati da un tutore o un rappresentante o, se non è stato designato un rappresentante, da una persona formata per tutelare l'interesse superiore del minore e il suo benessere generale, al momento del rilevamento dei dati biometrici. Questa persona non è il responsabile ufficiale per il rilevamento dei dati biometrici, agisce in modo indipendente e non riceve ordini né dal funzionario né dal servizio competente per il rilevamento dei dati biometrici. Non deve essere usata nessuna forma di forza contro i minori per garantire il rispetto dell'obbligo di fornire dati biometrici.
3.  In deroga all'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 810/2009, i consolati non esigono che i minori di età compresa tra i sei e i dodici anni compaiano di persona presso il consolato per il rilevamento degli identificatori biometrici qualora ciò possa costituire un onere e costi eccessivi per le famiglie. In tali casi, gli identificatori biometrici sono rilevati alle frontiere esterne prestando un'attenzione particolare ad evitare la tratta di minori.
4.  In deroga alle disposizioni sull'uso dei dati di cui ai capi II, III, III bis e III ter, è possibile accedere alle impronte digitali dei minori solamente per i seguenti scopi:
a)  verificare l'identità del minore nella procedura di domanda di visto in conformità dell'articolo 15 e alle frontiere esterne in conformità degli articoli 18 e 22 octies, e
b)  in conformità del capo III ter per contribuire alla prevenzione e alla lotta contro le violazioni dei diritti dei minori, in subordine al soddisfacimento di tutte le seguenti condizioni:
i)  l'accesso deve essere necessario ai fini della prevenzione, dell'individuazione o dell'investigazione della tratta di minori;
ii)  l'accesso è necessario in un caso specifico;
iii)  l'identificazione è nell'interesse superiore del minore.";
Emendamento 64
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 9
Regolamento (CE) n. 767/2008
Capo II – titolo
"INSERIMENTO E USO DEI DATI SUI VISTI PER SOGGIORNI DI BREVE DURATA DA PARTE DELLE AUTORITÀ COMPETENTI PER I VISTI"
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 65
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 11 – lettera b
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 – paragrafo 1 – punto 5
"5. immagine del volto del richiedente conformemente all'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 810/2009;";
"5. immagine del volto del richiedente conformemente all'articolo 13 del regolamento (CE) n. 810/2009;";
Emendamento 66
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 11 – lettera b bis (nuova)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 – paragrafo 1 – punto 6
b bis)  il punto 6 è sostituito dal seguente:
6.  impronte digitali del richiedente, conformemente alle pertinenti disposizioni dell'Istruzione consolare comune.
6. impronte digitali del richiedente, conformemente all'articolo 13 del regolamento (CE) n. 810/2009.";
Emendamento 67
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 11 – lettera d
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 – paragrafo 1 bis
"8. L'immagine del volto dei cittadini di paesi terzi di cui al primo comma, punto 5, è caratterizzata da sufficiente risoluzione di immagine e qualità per essere utilizzata nel confronto biometrico automatizzato.
L'immagine del volto dei cittadini di paesi terzi di cui al primo comma, punto 5, è caratterizzata da sufficiente risoluzione di immagine e qualità per essere utilizzata nel confronto biometrico automatizzato. Se non è caratterizzata da qualità sufficiente, l'immagine del volto non è utilizzata per il confronto automatizzato.
Emendamento 68
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 11 – lettera d
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 – paragrafo 1 ter
In deroga al secondo comma, in casi eccezionali, qualora non possano essere rispettate le specifiche in termini di qualità e risoluzione stabilite per l'inserimento nel VIS dell'immagine del volto rilevata sul posto, l'immagine del volto può essere estratta in formato elettronico dal chip degli eMRTD (Machine Readable Travel Document – documenti di viaggio elettronici a lettura ottica). In tali casi l'immagine del volto è inserita nel fascicolo individuale unicamente previa verifica elettronica che l'immagine del volto registrata nel chip dell'e-MRTD corrisponde all'immagine del volto rilevata sul posto del cittadino di paese terzo interessato.";
In deroga al primo comma, in casi eccezionali, qualora non possano essere rispettate le specifiche in termini di qualità e risoluzione stabilite per l'inserimento nel VIS dell'immagine del volto rilevata sul posto, l'immagine del volto può essere estratta in formato elettronico dal chip degli eMRTD (Machine Readable Travel Document – documenti di viaggio elettronici a lettura ottica). In tali casi, l'immagine del volto è inserita nel fascicolo individuale unicamente previa verifica elettronica che l'immagine del volto registrata nel chip dell'e-MRTD corrisponde all'immagine del volto rilevata sul posto del cittadino di paese terzo interessato.";
Emendamento 69
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 bis – paragrafo 2
2.  Quando viene creata una domanda o rilasciato un visto, il VIS verifica se il documento di viaggio relativo alla domanda è riconosciuto ai sensi della decisione n. 1105/2011/UE avviando una ricerca automatica nell'elenco dei documenti di viaggio riconosciuti di cui all'articolo 5 bis, e restituisce i risultati.
2.  Quando viene creata una domanda, il VIS verifica se il documento di viaggio relativo alla domanda è riconosciuto ai sensi della decisione n. 1105/2011/UE avviando una ricerca automatica nell'elenco dei documenti di viaggio riconosciuti di cui all'articolo 5 bis, e restituisce i risultati.
Emendamento 70
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 bis – paragrafo 3
3.  Ai fini delle verifiche di cui all'articolo 21, paragrafo 1, e paragrafo 3, lettere a), c) e d), del regolamento (CE) n. 810/2009, il VIS avvia un'interrogazione utilizzando il portale di ricerca europeo definito all'articolo 6, paragrafo 1 [del regolamento sull'interoperabilità] per confrontare i dati pertinenti di cui all'articolo 9, punto 4, del presente regolamento con i dati presenti in una cartella, un fascicolo o una segnalazione registrati nel VIS, nel sistema d'informazione Schengen (SIS), nel sistema di ingressi/uscite (EES), nel sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), compreso l' elenco di controllo di cui all'articolo 29 del regolamento (UE) 2018/XX che istituisce un sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi], nell'Eurodac, [nel sistema ECRIS-TCN per le condanne relative a reati di terrorismo e altri reati gravi], nei dati Europol, nella banca dati Interpol sui documenti di viaggio rubati o smarriti (SLTD) e nella banca dati Interpol sui documenti di viaggio associati a segnalazioni (TDAWN).
3.  Ai fini delle verifiche di cui all'articolo 21, paragrafo 1, e paragrafo 3, lettere a) e c), del regolamento (CE) n. 810/2009, il VIS avvia un'interrogazione utilizzando il portale di ricerca europeo definito all'articolo 6, paragrafo 1 [del regolamento sull'interoperabilità] per confrontare i dati pertinenti di cui all'articolo 9, punti 4, 5 e 6, del presente regolamento. Il VIS verifica:
a)  se il documento di viaggio usato per la domanda corrisponde a un documento di viaggio segnalato come smarrito, rubato, altrimenti sottratto o invalidato nel SIS;
b)  se il documento di viaggio usato per la domanda corrisponde a un documento di viaggio segnalato come smarrito, rubato o invalidato nella banca dati SLTD;
c)  se il richiedente è oggetto di una segnalazione ai fini del rifiuto d'ingresso e di soggiorno nel SIS;
d)  se il richiedente è oggetto di una segnalazione come persona ricercata per l'arresto a fini di consegna sulla base di un mandato d'arresto europeo o ricercata per l'arresto a fini di estradizione nel SIS;
e)  se il richiedente e il documento di viaggio corrispondono a un'autorizzazione ai viaggi rifiutata, revocata o annullata nel sistema centrale ETIAS e al suo titolare;
f)  se il richiedente e il documento di viaggio sono inclusi nell'elenco di controllo di cui all'articolo 34 del regolamento (UE) 2018/1240 del Parlamento europeo e del Consiglio*;
g)  se i dati relativi al richiedente sono già registrati nel VIS;
h)  se i dati forniti nella domanda relativi al documento di viaggio corrispondono a un'altra domanda di visto associata a dati di identità diversi;
i)  se il richiedente è attualmente segnalato come soggiornante fuori termine, o se lo è stato in passato, nell'EES;
j)  se il richiedente è registrato nell'EES per essere stato oggetto di un rifiuto di ingresso;
k)  se il richiedente è stato oggetto di una decisione di rifiuto, annullamento o revoca di un visto per soggiorno di breve durata registrata nel VIS;
l)  se il richiedente è stato oggetto di una decisione di rifiuto, annullamento o revoca di un visto per soggiorno di lunga durata o di un permesso di soggiorno registrata nel VIS;
m)  se i dati specifici all'identità del richiedente sono registrati nei dati di Europol;
n)  se il richiedente di un visto per soggiorno di breve durata è registrato nell'Eurodac;
o)  nei casi in cui il richiedente sia un minore, se il titolare della responsabilità genitoriale o il tutore legale:
i)  è oggetto di una segnalazione come persona ricercata per l'arresto a fini di consegna sulla base di un mandato d'arresto europeo o ricercata per l'arresto a fini di estradizione nel SIS;
ii)  è oggetto di una segnalazione ai fini del rifiuto d'ingresso e di soggiorno registrata nel SIS;
iii)  è in possesso di un documento di viaggio contenuto nell'elenco di controllo di cui all'articolo 34 del regolamento (UE) 2018/1240.
________________________
* Regolamento (UE) 2018/1240 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 settembre 2018, che istituisce un sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) e modifica i regolamenti (UE) n 1077/2011, (UE) n. 515/2014, (UE) 2016/399, (UE) 2016/1624 e (UE) 2017/2226 (GU L 236 del 19.9.2018, pag. 1).
Emendamento 71
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 bis – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Quando è interrogata la banca dati SLTD, i dati utilizzati a tal fine dall'utente dell'ESP non sono condivisi con i proprietari dei dati Interpol.
Emendamento 72
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 bis – paragrafo 4
4.  Il VIS inserisce nel fascicolo relativo alla domanda un riferimento a eventuali riscontri positivi emersi conformemente al paragrafo 3. Inoltre il VIS individua, se del caso, lo Stato membro o gli Stati membri che hanno inserito o fornito i dati per i quali è emerso il riscontro positivo o Europol, e lo registra nel fascicolo relativo alla domanda.
4.  Il VIS inserisce nel fascicolo relativo alla domanda un riferimento a eventuali riscontri positivi emersi conformemente al paragrafo 3. Inoltre il VIS individua, se del caso, lo Stato membro o gli Stati membri che hanno inserito o fornito i dati per i quali è emerso il riscontro positivo o Europol, e lo registra nel fascicolo relativo alla domanda. Non sono registrate informazioni diverse dal riferimento a un riscontro positivo e all'originatore dei dati.
Emendamento 73
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 bis – paragrafo 5 – lettera d
d)  una segnalazione di persone e oggetti ai fini di un controllo discreto o di un controllo specifico.
d)  una segnalazione di persone e oggetti ai fini di un controllo discreto, di un controllo specifico o di un controllo di indagine.
Emendamento 74
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 bis – paragrafo 5 bis (nuovo)
5 bis.  Eventuali riscontri positivi emersi dalle interrogazioni in conformità dell'articolo 9 bis, paragrafo 3, lettere a), b), c), e), g), h), i), j), k), l) e n), sono esaminati, se necessario dopo una verifica da parte dell'autorità centrale in conformità dell'articolo 9 quater, dal consolato presso il quale è stata presentata la domanda di visto.
Emendamento 75
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 bis – paragrafo 5 ter (nuovo)
5 ter.  Eventuali riscontri positivi emersi dalle interrogazioni in conformità dell'articolo 9 bis, paragrafo 3, lettere d), f), m) e o), sono verificati e, se necessario, esaminati dal punto di contatto unico degli Stati membri che hanno inserito o fornito i dati per i quali sono emersi i riscontri positivi, in conformità dell'articolo 9 quater bis.
Emendamento 76
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 bis – paragrafo 5 quater (nuovo)
5 quater.  Eventuali riscontri positivi rispetto al SIS sono altresì automaticamente comunicati all'ufficio SIRENE dello Stato membro che ha creato la segnalazione per la quale sono emersi i riscontri.
Emendamento 77
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 bis – paragrafo 5 quinquies (nuovo)
5 quinquies.  La comunicazione all'ufficio SIRENE dello Stato membro o del punto di contatto unico che ha inserito la segnalazione contiene i seguenti dati:
a)  cognome, nome o nomi ed eventuali pseudonimi;
b)  luogo e data di nascita;
c)  sesso;
d)  cittadinanza ed eventuali altre cittadinanze;
e)  Stato membro di primo soggiorno previsto e, se disponibile, indirizzo del primo soggiorno previsto;
f)  domicilio del richiedente o, in mancanza, città e paese di residenza;
g)  un riferimento a eventuali riscontri positivi emersi, comprese data e ora del riscontro.
Emendamento 78
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 bis – paragrafo 5 sexies (nuovo)
5 sexies.  Il presente articolo non ostacola la presentazione, per qualsiasi motivo, di una domanda di asilo. Nel caso di una domanda di visto presentata da una vittima di reati violenti, come la violenza domestica o la tratta di esseri umani, commessi dal suo garante, il fascicolo trasmesso al VIS deve essere separato da quello del garante, al fine di proteggere le vittime da ulteriori pericoli.
Emendamento 79
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 ter – paragrafo 1
1.  Per quanto riguarda i cittadini di paesi terzi che sono familiari di un cittadino dell'Unione a cui si applica la direttiva 2004/38/CE o di un cittadino di paese terzo che gode del diritto di libera circolazione equivalente a quello dei cittadini dell'Unione in virtù di un accordo concluso tra l'Unione e i suoi Stati membri, da una parte, e un paese terzo, dall'altra, le verifiche automatizzare di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 3, sono effettuate al fine esclusivo di controllare che non esistono indicazioni concrete né fondati motivi basati su indicazioni concrete per concludere che la presenza della persona nel territorio degli Stati membri comporta un rischio per la sicurezza o un alto rischio epidemico in conformità della direttiva 2004/38/CE.
1.  Per quanto riguarda i cittadini di paesi terzi che sono familiari di un cittadino dell'Unione a cui si applica la direttiva 2004/38/CE o di un cittadino di paese terzo che gode del diritto di libera circolazione equivalente a quello dei cittadini dell'Unione in virtù di un accordo concluso tra l'Unione e i suoi Stati membri, da una parte, e un paese terzo, dall'altra, le verifiche automatizzare di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 3, sono effettuate al fine esclusivo di controllare che non esistono indicazioni concrete né fondati motivi basati su indicazioni concrete per concludere che la presenza della persona nel territorio degli Stati membri comporta un rischio per la sicurezza in conformità della direttiva 2004/38/CE.
Emendamento 80
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 ter – paragrafo 3
3.  Laddove dal trattamento automatizzato della domanda di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 3, emerga un riscontro positivo in relazione a una segnalazione ai fini del rifiuto d'ingresso e di soggiorno di cui all'articolo 24 del regolamento (CE) n. 1987/2006, l'autorità competente per i visti verifica il motivo della decisione a seguito della quale tale segnalazione è stata inserita nel SIS. Se tale motivo è connesso a un rischio di immigrazione irregolare, la segnalazione non è presa in considerazione ai fini della valutazione della domanda. L'autorità competente per i visti procede conformemente all'articolo 25, paragrafo 2, del regolamento SIS II.
3.  Laddove dal trattamento automatizzato della domanda di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 3, emerga un riscontro positivo in relazione a una segnalazione ai fini del rifiuto d'ingresso e di soggiorno di cui all'articolo 24 del regolamento (UE) 2018/1861, l'autorità competente per i visti verifica il motivo della decisione a seguito della quale tale segnalazione è stata inserita nel SIS. Se tale motivo è connesso a un rischio di immigrazione irregolare, la segnalazione non è presa in considerazione ai fini della valutazione della domanda. L'autorità competente per i visti procede conformemente all'articolo 26, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2018/1861.
Emendamento 81
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 quater – titolo
Verifica a cura delle autorità centrali
Verifica a cura delle autorità centrali e del punto di contatto unico nazionale
Emendamento 82
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 quater – paragrafo 1
1.  L'autorità centrale dello Stato membro che tratta la domanda verifica manualmente ogni eventuale riscontro positivo emerso dalle interrogazioni ai sensi dell'articolo 9 bis, paragrafo 3.
1.  Il punto di contatto unico nazionale, in conformità dell'articolo 9 quater bis, verifica manualmente ogni eventuale riscontro positivo di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 5 ter, emerso dalle interrogazioni ai sensi dell'articolo 9 bis, paragrafo 3, che non può essere confermato automaticamente dal VIS. L'autorità centrale dello Stato membro che tratta la domanda viene informata.
Emendamento 83
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 quater – paragrafo 2
2.  Nel verificare manualmente i riscontri positivi, l'autorità centrale ha accesso al fascicolo relativo alla domanda e a tutti i fascicoli collegati, come a tutti i riscontri positivi emersi dal trattamento automatizzato di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 3.
2.  L'autorità centrale verifica manualmente ogni eventuale riscontro positivo di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 5 bis, emerso dalle interrogazioni ai sensi dell'articolo 9 bis, paragrafo 3, che non può essere confermato automaticamente dal VIS. Nel verificare manualmente i riscontri positivi, l'autorità centrale ha accesso al fascicolo relativo alla domanda e a tutti i fascicoli collegati, come a tutti i riscontri positivi emersi dal trattamento automatizzato di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 5 bis.
Emendamento 84
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 quater – paragrafo 5
5.  Qualora i dati corrispondano o persistano dubbi sull'identità del richiedente, l'autorità centrale competente per i visti che tratta la domanda informa l'autorità centrale dell'altro Stato membro o degli altri Stati membri che risultano aver inserito o fornito i dati per i quali è emerso il riscontro positivo a norma dell'articolo 9 bis, paragrafo 3. Qualora si accerti che i dati per i quali è emerso il riscontro positivo sono stati inseriti o forniti da uno o più Stati membri, l'autorità centrale consulta le autorità centrali dell'altro Stato membro o degli altri Stati membri seguendo la procedura di cui all'articolo 16, paragrafo 2.
5.  Qualora i dati corrispondano o persistano dubbi sull'identità del richiedente, in casi giustificati l'autorità centrale competente per i visti che tratta la domanda informa l'autorità centrale dell'altro Stato membro o degli altri Stati membri che risultano aver inserito o fornito i dati per i quali è emerso il riscontro positivo a norma dell'articolo 9 bis, paragrafo 3. Qualora si accerti che i dati per i quali è emerso il riscontro positivo sono stati inseriti o forniti da uno o più Stati membri, l'autorità centrale consulta le autorità centrali dell'altro Stato membro o degli altri Stati membri seguendo la procedura di cui all'articolo 16, paragrafo 2. In caso di dubbi, il dubbio è considerato a vantaggio del richiedente.
Emendamento 85
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 quater – paragrafo 7
7.  In deroga al paragrafo 1, ove dal confronto di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 5, risultino uno o più riscontri positivi, il VIS lo comunica automaticamente all'autorità centrale dello Stato membro che ha avviato l'interrogazione perché adotti adeguate misure di follow-up.
soppresso
Emendamento 86
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 quater – paragrafo 8
8.  Qualora si accerti che i dati per i quali è emerso un riscontro positivo conformemente all'articolo 9 bis, paragrafo 3, sono stati forniti da Europol, l'autorità centrale dello Stato membro competente consulta l'unità nazionale Europol per il follow-up conformemente al regolamento (UE) 2016/794, in particolare il capo IV.
soppresso
Emendamento 87
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 quater bis (nuovo)
Articolo 9 quater bis
Verifica ed esame da parte del punto di contatto unico nazionale
1.  Ciascuno Stato membro designa un'autorità nazionale, pienamente operativa 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, competente per le pertinenti verifiche manuali e l'esame dei riscontri positivi ai fini del presente regolamento ("il punto di contatto unico"). Il punto di contatto unico è composto da funzionari di collegamento dell'ufficio SIRENE, degli uffici centrali nazionali di Interpol, del punto centrale nazionale di Europol, dell'unità nazionale ETIAS e di tutte le autorità di contrasto nazionali competenti. Gli Stati membri assicurano personale sufficiente che consenta al punto di contatto unico di verificare i riscontri positivi comunicati allo stesso in conformità del presente regolamento e tenendo conto dei termini previsti all'articolo 23 del regolamento (CE) n. 810/2009.
2.  Il punto di contatto unico verifica manualmente i riscontri positivi comunicatigli. Si applicano le procedure previste all'articolo 9 quater, paragrafi da 2 a 6.
3.  Laddove, a seguito della verifica di cui al paragrafo 2 del presente articolo, i dati corrispondano e un riscontro positivo sia confermato, il punto di contatto unico contatta, se necessario, le autorità competenti, tra cui Europol, che hanno fornito i dati per i quali è emerso il riscontro. Esso valuta quindi il riscontro. Il punto di contatto unico esprime un parere motivato in vista della decisione sulla domanda da adottare in conformità dell'articolo 23 del regolamento (CE) n. 810/2009. Il parere motivato è incluso nel fascicolo relativo alla domanda.
Emendamento 88
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 12
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 9 quater ter (nuovo)
Articolo 9 quater ter
Manuale
La Commissione adotta un atto delegato conformemente all'articolo 48 bis per stabilire in un manuale i dati da raffrontare nelle interrogazioni di altri sistemi in conformità dell'articolo 9 bis, paragrafo 3, come pure le procedure e le norme necessarie per tali interrogazioni, le verifiche e le valutazioni di cui agli articoli da 9 bis a 9 quater bis. L'atto delegato include la combinazione di categorie di dati per l'interrogazione di ciascun sistema in conformità dell'articolo 9 bis.
Emendamento 89
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 13
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 13 – paragrafo 4
"4. Quando viene aggiornato il fascicolo relativo alla domanda ai sensi dei paragrafi 1 e 2, il VIS invia una comunicazione allo Stato membro che ha rilasciato il visto informandolo della decisione di annullamento o di revoca del visto. Tale comunicazione è generata automaticamente dal sistema centrale e trasmessa tramite il meccanismo di cui all'articolo 16.";
4.  Quando viene aggiornato il fascicolo relativo alla domanda ai sensi dei paragrafi 1 e 2, il VIS invia una comunicazione allo Stato membro che ha rilasciato il visto informandolo della decisione motivata di annullamento o di revoca del visto. Tale comunicazione è generata automaticamente dal sistema centrale e trasmessa tramite il meccanismo di cui all'articolo 16.";
Emendamento 90
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 15
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 16 – paragrafo 2 – comma 3
Ai soli fini della procedura di consultazione è integrato nel VIS l'elenco degli Stati membri che chiedono che le autorità centrali degli altri Stati membri consultino le loro autorità centrali nel corso dell'esame di domande di visto uniforme presentate da cittadini di determinati paesi terzi o da specifiche categorie di tali cittadini, a norma dell'articolo 22 del regolamento (CE) n. 810/2009, e dei cittadini di paesi terzi in questione.
Ai soli fini della procedura di consultazione è integrato nel VIS l'elenco degli Stati membri che chiedono che le autorità centrali degli altri Stati membri consultino le loro autorità centrali nel corso dell'esame di domande di visto uniforme presentate da cittadini di determinati paesi terzi o da specifiche categorie di tali cittadini, a norma dell'articolo 22 del regolamento (CE) n. 810/2009.
Emendamento 91
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 15
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 16 – paragrafo 3 – lettera a
a)  alla trasmissione di informazioni a norma dell'articolo 24, paragrafo 2, sulla modifica dei dati e dell'articolo 25, paragrafo 4, sul rilascio di visti con validità territoriale limitata e dell'articolo 31 sulle notifiche ex post del regolamento (CE) n. 810/2009;
a)  alla trasmissione di informazioni a norma dell'articolo 24, paragrafo 2, sulla modifica dei dati del presente regolamento e dell'articolo 25, paragrafo 4, sul rilascio di visti con validità territoriale limitata del presente regolamento e dell'articolo 31 sulle notifiche ex post del regolamento (CE) n. 810/2009;
Emendamento 92
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 15
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 16 – paragrafo 3 – lettera b
b)  a tutti gli altri messaggi connessi alla cooperazione consolare che implichino la trasmissione di dati personali registrati nel VIS o a questi collegati, alla trasmissione di richieste all'autorità competente per i visti affinché inoltri copie di documenti di viaggio ai sensi dell'articolo 9, punto 7, e altri documenti giustificativi relativi alla domanda, alla trasmissione di copie elettroniche di tali documenti, come pure alle richieste ai sensi dell'articolo 9 quater e dell'articolo 38, paragrafo 3. Le autorità competenti per i visti rispondono alle richieste entro due giorni lavorativi.";
b)  a tutti gli altri messaggi connessi alla cooperazione consolare che implichino la trasmissione di dati personali registrati nel VIS o a questi collegati, alla trasmissione di richieste all'autorità competente per i visti affinché inoltri copie dei documenti giustificativi relativi alla domanda, alla trasmissione di copie elettroniche di tali documenti, come pure alle richieste ai sensi dell'articolo 9 quater e dell'articolo 38, paragrafo 3. Le autorità competenti per i visti rispondono alle richieste entro due giorni lavorativi.";
Emendamento 93
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 18 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 18 bis
18 bis)  l'articolo 18 bis è sostituito dal seguente:
Articolo 18 bis
"Articolo 18 bis
Estrazione di dati VIS per la creazione o l'aggiornamento di una cartella di ingresso/uscita o di una cartella relativa al respingimento di un titolare di visto nell'EES
Estrazione di dati VIS per la creazione o l'aggiornamento di una cartella di ingresso/uscita o di una cartella relativa al respingimento di un titolare di visto nell'EES
Unicamente ai fini della creazione o dell'aggiornamento nell'EES di una cartella di ingresso/uscita o di una cartella relativa al respingimento di un titolare di visto conformemente all'articolo 14, paragrafo 2, e agli articoli 16 e 18 del regolamento (UE) 2017/2226, l'autorità competente a effettuare verifiche alle frontiere presso cui l'EES è operativo è abilitata ad estrarre dal VIS e importare nell'EES i dati conservati nel VIS e indicati all'articolo 16, paragrafo 2, lettere da c) a f) di tale regolamento.
Unicamente ai fini della creazione o dell'aggiornamento nell'EES di una cartella di ingresso/uscita o di una cartella relativa al respingimento di un titolare di visto conformemente all'articolo 14, paragrafo 2, e agli articoli 16 e 18 del regolamento (UE) 2017/2226, l'autorità competente a effettuare verifiche alle frontiere presso cui l'EES è operativo è abilitata ad estrarre dal VIS e importare nell'EES i dati conservati nel VIS e indicati all'articolo 16, paragrafo 1, lettera d), e all'articolo 16, paragrafo 2, lettere da c) a f) di tale regolamento.";
Emendamento 94
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 19
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 20 bis – titolo
Uso dei dati del VIS per l'inserimento nel SIS di segnalazioni di persone scomparse e successivo accesso a tali dati
Uso dei dati del VIS per l'inserimento nel SIS di segnalazioni di persone scomparse o persone vulnerabili a cui deve essere impedito di viaggiare e successivo accesso a tali dati
Emendamento 95
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 19
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 20 bis – paragrafo 1
1.  I dati relativi alle impronte digitali conservati nel VIS possono essere utilizzati ai fini dell'inserimento di una segnalazione di persone scomparse in conformità all'articolo 32, paragrafo 2, del regolamento (UE) ... del Parlamento europeo e del Consiglio* [regolamento (UE) sull'istituzione, l'esercizio e l'uso del sistema d'informazione Schengen (SIS) nel settore della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria in materia penale]. In questi casi lo scambio di dati relativi alle impronte digitali deve avvenire tramite mezzi sicuri presso l'ufficio SIRENE dello Stato membro che detiene i dati.
1.  I dati relativi alle impronte digitali e alle immagini del volto conservati nel VIS possono essere utilizzati ai fini dell'inserimento di una segnalazione di persone scomparse, minori a rischio di sottrazione o persone vulnerabili a cui deve essere impedito di viaggiare, in conformità all'articolo 32 del regolamento (UE) ... del Parlamento europeo e del Consiglio* [regolamento (UE) sull'istituzione, l'esercizio e l'uso del sistema d'informazione Schengen (SIS) nel settore della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria in materia penale]. In questi casi lo scambio di dati relativi alle impronte digitali e alle immagini del volto deve avvenire tramite mezzi sicuri presso l'ufficio SIRENE dello Stato membro che detiene i dati.
Emendamento 96
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 19
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 20 bis – paragrafo 2
2.  Ove emerga un riscontro positivo rispetto a una segnalazione nel SIS di cui al paragrafo 1, le autorità incaricate della protezione dei minori e le autorità giudiziarie nazionali, comprese quelle competenti per l'avvio dell'azione penale e per le indagini giudiziarie prima dell'imputazione e le relative autorità di coordinamento, di cui all'articolo 43 del regolamento (UE) n… [COM(2016)0883 final — SIS LE], possono chiedere, nell'assolvimento delle loro funzioni, di accedere ai dati inseriti nel VIS. Si applicano le condizioni previste dalla legislazione nazionale e dell'Unione.
2.  Ove emerga un riscontro positivo rispetto a una segnalazione nel SIS attraverso l'uso di dati relativi alle impronte digitali e alle immagini del volto registrati nel VIS di cui al paragrafo 1, le autorità incaricate della protezione dei minori e le autorità giudiziarie nazionali, comprese quelle competenti per l’avvio dell’azione penale e per le indagini giudiziarie prima dell’imputazione e le relative autorità di coordinamento, di cui all’articolo 44 del regolamento (UE) n.... [COM(2016)0883 final — SIS (cooperazione di polizia)], possono chiedere a un'autorità con accesso al VIS, nell'assolvimento delle loro funzioni, di accedere ai dati inseriti nel VIS. Si applicano le condizioni previste dalla legislazione nazionale e dell'Unione. Gli Stati membri garantiscono che i dati siano trasmessi con modalità sicure.
Emendamento 97
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 19 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 – paragrafo 1
19 bis)   all'articolo 22, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
1.   Unicamente ai fini dell'esame di una domanda di asilo, le autorità competenti in materia di asilo sono abilitate, a norma dell'articolo 21 del regolamento (CE) n. 343/2003, a eseguire interrogazioni con impronte digitali del richiedente asilo.
1. Unicamente ai fini dell'esame di una domanda di asilo, le autorità competenti in materia di asilo sono abilitate, a norma dell'articolo 21 del regolamento (CE) n. 343/2003, a eseguire interrogazioni con impronte digitali del richiedente asilo. Qualora le impronte digitali di detta persona non possano essere utilizzate ovvero l'interrogazione con le impronte digitali non dia esito, l'interrogazione è eseguita con i dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere a) e/o da b) a c quater); l'interrogazione può essere eseguita in combinazione con i dati di cui all’articolo 9, punto 4, lettera a bis).";
Qualora le impronte digitali di detta persona non possano essere utilizzate ovvero l'interrogazione con le impronte digitali non dia esito, l'interrogazione è eseguita con i dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere a) e/o c); l'interrogazione può essere eseguita in combinazione con i dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettera b).
Emendamento 98
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 20
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 – paragrafo 2 – lettera c
c)  fotografie;
c)  immagini del volto;
Emendamento 99
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 20
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 – paragrafo 2 – lettera e
e)  dati di cui all'articolo 9, punti 4 e 5, dei fascicoli collegati in conformità dell'articolo 8, paragrafo 4.";
e)  dati di cui all'articolo 9, punto 4, dei fascicoli collegati in conformità dell'articolo 8, paragrafo 4.";
Emendamento 100
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 21
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 23 – paragrafo 1 – comma 1
Ciascun fascicolo è conservato nel VIS per un periodo massimo di cinque anni, fatta salva la cancellazione di cui agli articoli 24 e 25 e la registrazione di cui all'articolo 34.
Ciascun fascicolo relativo a una domanda è conservato nel VIS per un periodo massimo di cinque anni, fatta salva la cancellazione di cui agli articoli 24 e 25 e la registrazione di cui all'articolo 34.
Emendamento 101
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 21
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 23 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera b
b)  dalla nuova data di scadenza del visto, del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno qualora sia stato prorogato un visto, un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno;
b)  dalla nuova data di scadenza del visto o del visto per soggiorno di lunga durata qualora sia stato prorogato un visto o un visto per soggiorno di lunga durata;
Emendamento 102
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 21
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 23 – paragrafo 2
2.  Alla scadenza del periodo di cui al paragrafo 1, il VIS cancella automaticamente il fascicolo e i collegamenti fatti verso il medesimo conformemente all'articolo 8, paragrafi 3 e 4, e all'articolo 22 bis, paragrafi 3 e 5.";
2.  Alla scadenza del periodo di cui al paragrafo 1, il VIS cancella automaticamente il fascicolo e i collegamenti fatti verso il medesimo conformemente all'articolo 8, paragrafi 3 e 4, e all'articolo 22 bis, paragrafo 3.";
Emendamento 103
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 21
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 23 – paragrafo 2 bis (nuovo)
2 bis.  In deroga al paragrafo 1:
a)   i fascicoli relativi a una domanda per un permesso di soggiorno sono cancellati dopo un periodo massimo di 10 giorni;
b)   i fascicoli relativi a una domanda riguardante minori di età inferiore ai dodici anni sono cancellati non appena il minore esce dallo spazio Schengen.
Emendamento 104
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 21
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 23 – paragrafo 2 ter (nuovo)
2 ter.  In deroga al paragrafo 1, per facilitare una nuova domanda il relativo fascicolo può essere conservato per un periodo supplementare massimo di tre anni dopo la fine del periodo di validità del visto per soggiorno di lunga durata o di un permesso di soggiorno e solo qualora, a seguito di una richiesta di consenso, il richiedente acconsenta liberamente e in modo esplicito mediante una dichiarazione firmata. Le richieste di consenso sono presentate in modo chiaramente distinguibile dalle altre materie, in forma comprensibile e facilmente accessibile e utilizzando un linguaggio semplice e chiaro conformemente all'articolo 7 del regolamento (UE) 2016/679. Il richiedente può revocare il proprio consenso in qualsiasi momento in conformità dell'articolo 7, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2016/679. Se il richiedente revoca il proprio consenso, il fascicolo relativo alla domanda è automaticamente cancellato dal VIS.
eu-LISA sviluppa uno strumento per consentire ai richiedenti di prestare e revocare il loro consenso.
La Commissione adotta atti delegati in conformità dell'articolo 48 bis per definire ulteriormente lo strumento che i richiedenti devono utilizzare per prestare e revocare il loro consenso.
Emendamento 105
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 22 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 24 – paragrafo 3
22 bis)  all'articolo 24, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
3.  Lo Stato membro competente controlla i dati in questione e, se necessario, li corregge o li cancella immediatamente.
3. Lo Stato membro competente controlla, quanto prima, i dati in questione e, se necessario, li corregge o li cancella immediatamente.";
Emendamento 106
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 23 – lettera a
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 25 – paragrafo 1
"1. Qualora, prima della scadenza del periodo di cui all'articolo 23, paragrafo 1, un richiedente abbia acquisito la cittadinanza di uno Stato membro, i fascicoli relativi alla domanda, i fascicoli e i collegamenti di cui all'articolo 8, paragrafi 3 e 4, e all'articolo 22 bis, paragrafo 3, che lo riguardano sono cancellati dal VIS senza indugio dallo Stato membro che ha creato i fascicoli e i collegamenti in questione.";
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 107
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 23 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 26 – paragrafo 1
23 bis)  all'articolo 26, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
1.  Dopo un periodo transitorio, un organo di gestione (l'«Autorità di gestione»), finanziato dal bilancio generale dell'Unione europea, è responsabile della gestione operativa del VIS centrale e delle interfacce nazionali. In cooperazione con gli Stati membri, l'Autorità di gestione provvede a che in qualsiasi momento siano utilizzate, previa analisi costi/benefici, le migliori tecnologie disponibili per il VIS centrale e le interfacce nazionali.
“1. eu-LISA è responsabile della gestione operativa del VIS e delle sue componenti di cui all'articolo 2 bis. In cooperazione con gli Stati membri, essa provvede a che in qualsiasi momento siano utilizzate, previa analisi costi/benefici, le migliori tecnologie disponibili per tali componenti.";
Emendamento 108
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 23 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 26 – paragrafo 2
23 ter)  all'articolo 26, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
2.  L'Autorità di gestione è responsabile altresì dei seguenti compiti relativi all'infrastruttura di comunicazione tra il VIS centrale e le interfacce nazionali:
“2. La gestione operativa del VIS consiste nell'insieme dei compiti necessari a garantire un funzionamento del VIS 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, in conformità del presente regolamento, e comprende, in particolare, la manutenzione e gli adeguamenti tecnici necessari a garantire che il VIS funzioni a un livello di qualità operativa soddisfacente, in particolare per quanto riguarda i tempi di risposta alle interrogazioni del sistema centrale del VIS da parte di uffici consolari e autorità di frontiera. Tali tempi di risposta sono il più brevi possibile.";
a)  controllo;
b)  sicurezza;
c)  coordinamento delle relazioni tra gli Stati membri e il gestore.
Emendamento 109
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 23 quater (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 26 – paragrafi da 3 a 8
23 ter)  all'articolo 26, i paragrafi da 3 a 8 sono soppressi;
Emendamento 110
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 24
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 26 – paragrafo 8 bis
24)  all'articolo 26 è inserito il paragrafo 8 bis seguente:
soppresso
"8 bis. eu-LISA è autorizzata a utilizzare dati personali reali anonimizzati provenienti dal sistema di produzione del VIS a fini di prova nei seguenti casi:
a)  per stabilire la diagnosi ed effettuare la riparazione in caso di guasti rilevati nel sistema centrale;
b)  per sperimentare nuove tecnologie e tecniche pertinenti intese a migliorare le prestazioni del sistema centrale o la trasmissione dei dati al sistema.
In tal caso le misure di sicurezza, il controllo dell'accesso e le registrazioni effettuate nell'ambiente di prova sono identici a quelli previsti per il sistema di produzione del VIS. I dati personali reali adottati per la sperimentazione sono resi anonimi in modo tale che le persone titolari di tali dati non siano più identificabili.";
Emendamento 111
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 24 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 26 – paragrafi 9 bis e 9 ter (nuovi)
24 bis)  all'articolo 26 sono aggiunti i seguenti paragrafi:
"9 bis. Se collabora con contraenti esterni per un qualsiasi compito relativo al VIS, eu-LISA monitora attentamente le attività del contraente per garantire il rispetto del presente regolamento, in particolare per quanto concerne la sicurezza, la riservatezza e la protezione dei dati.
9 ter.  La gestione operativa del sistema centrale del VIS non può essere affidata a imprese o organizzazioni private.";
Emendamento 112
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 25
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 27 – comma 2
Entrambi i siti possono essere usati simultaneamente per far funzionare in modalità attiva il VIS purché il secondo sito resti in grado di assicurarne il funzionamento in caso di guasto del sistema.";
eu-LISA attua soluzioni tecniche per garantire la disponibilità ininterrotta del VIS attraverso il funzionamento simultaneo del sistema centrale del VIS e del sistema centrale del VIS di riserva, purché il sistema centrale del VIS di riserva resti in grado di assicurare il funzionamento del VIS in caso di guasto del sistema centrale del VIS o attraverso la duplicazione del sistema o delle sue componenti.";
Emendamento 113
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 26 – lettera b bis (nuova)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 29 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)
b bis)  al paragrafo 1 è inserito il seguente comma: A tal fine, gli Stati membri garantiscono che il personale consolare e il personale di qualsiasi prestatore di servizi esterno con cui cooperano secondo quanto indicato all'articolo 43 del regolamento (CE) n. 810/2009 ricevano una formazione periodica sulla qualità dei dati.
Emendamento 114
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 26 – lettera d
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 29 – paragrafo 2 bis – comma 1
"2 bis. L'Autorità di gestione insieme alla Commissione sviluppa e gestisce meccanismi automatizzati di controllo della qualità dei dati e procedure per lo svolgimento dei controlli di qualità sui dati contenuti nel VIS e riferisce periodicamente agli Stati membri. L'Autorità di gestione riferisce periodicamente agli Stati membri e alla Commissione sui controlli della qualità dei dati.
"2 bis. eu-LISA insieme alla Commissione sviluppa, gestisce e aggiorna costantemente meccanismi automatizzati di controllo della qualità dei dati e procedure per lo svolgimento dei controlli di qualità sui dati contenuti nel VIS e riferisce periodicamente agli Stati membri. eu-LISA garantisce livelli adeguati di personale professionalmente formato per attuare le innovazioni tecniche e gli aggiornamenti necessari per il funzionamento dei meccanismi di controllo della qualità dei dati. eu-LISA riferisce periodicamente agli Stati membri e alla Commissione sui controlli della qualità dei dati. La Commissione riferisce periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio in merito ai problemi di qualità dei dati incontrati e al modo in cui essi sono stati affrontati.
Emendamento 115
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 26 – lettera d bis (nuova)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 29 – paragrafo 2 ter (nuovo)
d bis)  è inserito il paragrafo 2 ter seguente:
"2 ter. La Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sulla fattibilità, la disponibilità, la preparazione e l'affidabilità della tecnologia richiesta per utilizzare le immagini del volto al fine di identificare una persona.";
Emendamento 116
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 26 – lettera d ter (nuova)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 29 – paragrafo 3 bis (nuovo)
d ter)  è aggiunto il paragrafo 3 bis seguente:
"3 bis. Per quanto concerne il trattamento dei dati personali nel VIS, ciascuno Stato membro designa un'autorità quale responsabile del trattamento ai sensi dell'articolo 4, punto 7, del regolamento (UE) 2016/679, dotata di responsabilità centrale per il trattamento dei dati da parte di tale Stato membro. Ciascuno Stato membro informa la Commissione della designazione.";
Emendamento 117
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 27
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 29 bis – paragrafo 1 – lettera a
a)  i dati di cui agli articoli 9, 22 quater e 22 quinquies e all'articolo 6, paragrafo 4, possono essere trasmessi al VIS solo previo controllo di qualità eseguito dalle autorità nazionali competenti;
a)  i dati di cui agli articoli 9, 22 quater e 22 quinquies e all'articolo 6, paragrafo 4, possono essere immessi nel VIS solo previo controllo di qualità eseguito dalle autorità nazionali competenti;
Emendamento 118
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 27
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 29 bis – paragrafo 2 – lettera b
b)  il VIS può attivare le procedure automatizzate di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 3, e all'articolo 22 ter, paragrafo 2, solo previo controllo di qualità eseguito dal VIS a norma del presente articolo; se i controlli non rispettano i criteri di qualità prescritti, la o le autorità responsabili ne sono informate automaticamente tramite il VIS;
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 119
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 27
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 29 bis – paragrafo 2 – lettera c
c)  nel creare il fascicolo relativo alla domanda o il fascicolo di un cittadino di paese terzo nel VIS, sono eseguiti controlli di qualità sulle immagini del volto e sui dati dattiloscopici al fine di accertare il rispetto di norme minime di qualità dei dati per consentire il confronto biometrico;
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 120
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 27
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 29 bis – paragrafo 3
3.  Per la conservazione dei dati di cui ai paragrafi 1 e 2 sono stabilite norme di qualità. Tali norme sono specificate con atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 49, paragrafo 2.";
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 121
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 28
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 31 – paragrafi 1 e 2
28)  all'articolo 31, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:
soppresso
"1. Fatto salvo il regolamento (UE) 2016/679, i dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere a), b), c), k) e m), e punti 6 e 7, possono essere trasferiti a un paese terzo o a un'organizzazione internazionale figurante nell'allegato, o messi a loro disposizione, soltanto se necessario in casi specifici al fine di provare l'identità di cittadini di paesi terzi e soltanto ai fini del rimpatrio conformamene alla direttiva 2008/115/CE o del reinsediamento conformemente al regolamento … [regolamento sul quadro per il reinsediamento], a condizione che lo Stato membro che ha inserito i dati nel VIS abbia dato il suo assenso.";
Emendamento 122
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 28 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 31 – paragrafo 2
28 bis)  all'articolo 31, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
2.  In deroga al paragrafo 1, i dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere a), b), c), k) e m), possono, ove necessario, essere trasmessi a un paese terzo o a un'organizzazione internazionale figurante nell'allegato o messi a loro disposizione in casi specifici al fine di provare l'identità di cittadini di paesi terzi, anche ai fini del rimpatrio, purché siano rispettate le seguenti condizioni:
“2. In deroga al paragrafo 1 del presente articolo, i dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere a), a bis), b), c), c bis), k) e m), e punti 6 e 7, possono essere trasmessi dalle autorità di frontiera o dalle autorità competenti per l'immigrazione a un paese terzo o a un'organizzazione internazionale figurante nell'allegato al presente regolamento in casi specifici, se necessario al fine di provare l'identità di cittadini di paesi terzi, unicamente ai fini del rimpatrio, purché siano rispettate le seguenti condizioni:
a)  la Commissione ha adottato una decisione sull'adeguata protezione dei dati personali in tale paese terzo in conformità dell'articolo 25, paragrafo 6, della direttiva 95/46/CE o è in vigore un accordo di riammissione tra la Comunità e tale paese terzo o si applicano le disposizioni dell'articolo 26, paragrafo 1, lettera d), di suddetta direttiva;
a)  la Commissione ha adottato una decisione sull'adeguata protezione dei dati personali in tale paese terzo in conformità dell'articolo 45, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2016/679;
b)  il paese terzo o l'organizzazione internazionale accetta di utilizzare i dati limitatamente ai fini per i quali sono stati trasmessi;
b)  sono state previste garanzie adeguate in conformità dell'articolo 46 del regolamento (UE) 2016/679, attraverso, ad esempio, un accordo di riammissione in vigore tra l'Unione o uno Stato membro e il paese terzo in questione; oppure
c)  i dati sono trasmessi o messi a disposizione conformemente alle disposizioni applicabili della legislazione comunitaria, in particolare gli accordi di riammissione, e della legislazione nazionale dello Stato membro che ha trasmesso o messo a disposizione i dati, comprese le disposizioni normative relative alla sicurezza e alla protezione dei dati;
c)  si applica l'articolo 49, paragrafo 1, lettera d), del regolamento (UE) 2016/679.
d)   gli Stati membri che hanno inserito i dati nel VIS hanno dato il loro assenso.
Emendamento 123
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 28 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 31 – paragrafo 3
28 ter)  all'articolo 31, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
3.  Tali trasmissioni di dati personali a paesi terzi o a organizzazioni internazionali non pregiudicano i diritti dei rifugiati e delle persone richiedenti protezione internazionale, in particolare in materia di non respingimento.
3. I dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere a), b), c), k) e m), e punti 6 e 7, possono essere trasmessi in conformità del paragrafo 2 del presente articolo solamente se sono soddisfatte tutte le condizioni seguenti:
a)   il trasferimento dei dati è effettuato in conformità delle disposizioni pertinenti del diritto dell'Unione, in particolare delle disposizioni in materia di protezione dei dati, compreso il capo V del regolamento (UE) 2016/679, e gli accordi di riammissione, e il diritto nazionale dello Stato membro che trasferisce i dati;
b)   lo Stato membro che ha inserito i dati nel VIS ha dato il suo assenso;
c)   il paese terzo o l'organizzazione internazionale ha concordato di trattare i dati limitatamente ai fini per i quali sono stati trasmessi; e
d)   una decisione di rimpatrio adottata i conformità della direttiva 2008/115/CE è stata emessa nei confronti del cittadino di paese terzo interessato, purché l'esecuzione di tale decisione di rimpatrio non sia sospesa e non sia stato presentato alcun ricorso che possa portare alla sospensione della sua esecuzione.";
Emendamento 124
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 28 quater (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 31 – paragrafi 3 bis e 3 ter (nuovi)
28 quater)  all'articolo 31 sono aggiunti i paragrafi seguenti:
"3 bis. I trasferimenti di dati personali a paesi terzi o a organizzazioni internazionali ai sensi del paragrafo 2 non pregiudicano i diritti dei richiedenti o dei beneficiari di protezione internazionale, in particolare in materia di non respingimento.
3 ter.  I dati personali ottenuti dal VIS da uno Stato membro o da Europol a fini di contrasto non sono trasferiti a paesi terzi, organizzazioni internazionali o soggetti di diritto privato stabiliti all'interno o all'esterno dell'Unione, né sono messi a loro disposizione. Il divieto si applica inoltre nei casi in cui il trattamento ulteriore di tali dati sia effettuato a livello nazionale o tra Stati membri a norma della direttiva (UE) 2016/680.";
Emendamento 125
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 28 sexies (nuovo) – lettera a (nuova)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 32 – paragrafo 2 – lettera e bis (nuova)
28 sexies)  all'articolo 32, il paragrafo 2 è così modificato:
a)   è inserita la lettera seguente:
"e bis) impedire che persone non autorizzate usino sistemi di trattamento automatizzato di dati servendosi di attrezzature per la comunicazione di dati;";
Emendamento 126
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 28 sexies (nuovo) – lettera b (nuova)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 32 – paragrafo 2 – lettera j bis e j ter (nuove)
b)  sono inserite le lettere seguenti:
"j bis)garantire che, in caso di interruzione, i sistemi installati possano essere ripristinati;
j ter)   garantire l'affidabilità, accertandosi che eventuali anomalie nel funzionamento del VIS siano adeguatamente segnalate e che siano adottate le misure tecniche necessarie per assicurare che i dati personali possano essere recuperati in caso di danneggiamento a causa di un malfunzionamento del VIS;";
Emendamento 127
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 28 septies (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 32 bis (nuovo)
28 septies)  è inserito l'articolo seguente:
"Articolo 32 bis
Incidenti di sicurezza
1.   È considerato incidente di sicurezza l'evento che ha o può avere ripercussioni sulla sicurezza del VIS o può causare danni o perdite ai dati VIS, in particolare quando possono essere stati consultati dati illecitamente o quando sono state o possono essere state compromesse la disponibilità, l'integrità e la riservatezza dei dati.
2.   Gli incidenti di sicurezza sono gestiti in modo tale da garantire una risposta rapida, efficace e adeguata.
3.   Fatte salve la notifica e la comunicazione di una violazione dei dati personali a norma dell'articolo 33 del regolamento (UE) 2016/679 o dell'articolo 30 della direttiva (UE) 2016/680, gli Stati membri, Europol e l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera comunicano senza indugio gli incidenti di sicurezza alla Commissione, a eu-LISA, all'autorità di controllo competente e al garante europeo della protezione dei dati. eu-LISA comunica senza indugio qualsiasi incidente di sicurezza relativo al sistema centrale del VIS alla Commissione e al garante europeo della protezione dei dati.
4.   Le informazioni su un incidente di sicurezza che ha o può avere ripercussioni sul funzionamento del VIS in uno Stato membro o, all'interno di eu-LISA, sulla disponibilità, integrità e riservatezza dei dati inseriti o inviati da altri Stati membri, sono fornite senza indugio a tutti gli Stati membri e registrate secondo il piano di gestione degli incidenti stabilito da eu-LISA.
5.   Gli Stati membri ed eu-LISA collaborano qualora si verifichino incidenti di sicurezza.
6.   La Commissione segnala immediatamente al Parlamento europeo e al Consiglio gli incidenti gravi. Tali segnalazioni sono classificate EU RESTRICTED/RESTREINT UE conformemente alle norme vigenti in materia di sicurezza.
7.   Qualora un incidente di sicurezza sia causato da un uso improprio dei dati, gli Stati membri, Europol e l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera garantiscono l'imposizione di sanzioni in conformità dell'articolo 36.";
Emendamento 128
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 28 octies (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 33
28 octies)  l'articolo 33 è sostituito dal seguente:
Articolo 33
"Articolo 33
Responsabilità
Responsabilità
1.  Qualsiasi persona o Stato membro che abbia subito un danno in esito ad un'operazione illegale di trattamento di dati o ad un atto incompatibile con il presente regolamento ha diritto a un indennizzo per il danno subito da parte dello Stato membro responsabile. Tale Stato può essere esonerato, in tutto o in parte, da tale responsabilità se prova che l'evento dannoso non gli è imputabile.
1.  Fatti salvi il diritto al risarcimento e la responsabilità da parte del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento ai sensi del regolamento (UE) 2016/679, della direttiva (UE) 2016/680 e del regolamento (UE) 2018/1726:
a)   qualsiasi persona o Stato membro che abbia subito un danno in esito ad un'operazione illegale di trattamento di dati o a qualsiasi altro atto incompatibile con il presente regolamento compiuti da uno Stato membro ha diritto a un indennizzo per il danno subito da parte di tale Stato membro;
b)   qualsiasi persona o Stato membro che abbia subito un danno materiale o immateriale in esito a qualsiasi atto incompatibile con il presente regolamento compiuto da Europol, dall'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera o da eu-LISA ha diritto al risarcimento da parte dell'agenzia in questione.
Lo Stato membro interessato, Europol, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera o eu-LISA sono esonerati, in tutto o in parte, dalla loro responsabilità ai sensi del primo comma se provano che l'evento dannoso non è loro imputabile.
2.  Uno Stato membro è ritenuto responsabile di ogni eventuale danno arrecato al VIS conseguente all'inosservanza degli obblighi del presente regolamento, fatto salvo il caso e nella misura in cui l'Autorità di gestione o un altro Stato membro abbiano omesso di adottare provvedimenti ragionevolmente idonei a prevenire il danno o ridurne al minimo l'impatto.
2.  Uno Stato membro è ritenuto responsabile di ogni eventuale danno arrecato al sistema centrale del VIS conseguente all'inosservanza degli obblighi del presente regolamento, fatto salvo il caso e nella misura in cui eu-LISA o un altro Stato membro che partecipa al sistema centrale del VIS abbiano omesso di adottare provvedimenti ragionevolmente idonei a prevenire il danno o ridurne al minimo l'impatto.
3.  Le azioni proposte contro uno Stato membro per il risarcimento del danno di cui ai paragrafi 1 e 2 sono disciplinate dalle disposizioni del diritto nazionale dello Stato membro convenuto.
3.  Le azioni proposte contro uno Stato membro per il risarcimento del danno di cui ai paragrafi 1 e 2 sono disciplinate dal diritto nazionale di tale Stato membro. Le azioni proposte contro il responsabile del trattamento, Europol, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera o eu-LISA per il risarcimento del danno di cui ai paragrafi 1 e 2 sono soggette alle condizioni previste dai trattati.";
Emendamento 129
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 29
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 34 – paragrafo 1
1.  Ciascuno Stato membro, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e l'Autorità di gestione conservano le registrazioni di tutte le operazioni di trattamento dei dati nell'ambito del VIS. Tali registrazioni indicano la finalità dell'accesso di cui all'articolo 6, paragrafo 1, all'articolo 20 bis, paragrafo 1, all'articolo 22 duodecies, paragrafo 1, e agli articoli da 15 a 22 e da 22 octies a 22 undecies, la data e l'ora, il tipo di dati trasmessi di cui agli articoli da 9 a 14, il tipo di dati utilizzati ai fini dell'interrogazione di cui all'articolo 15, paragrafo 2, all'articolo 18, all'articolo 19, paragrafo 1, all'articolo 20, paragrafo 1, all'articolo 21, paragrafo 1, all'articolo 22, paragrafo 1, all'articolo 22 octies, all'articolo 22 nonies, all'articolo 22 decies, all'articolo 22 undecies, all'articolo 45 bis e all'articolo 45 quinquies, e il nome dell'autorità che inserisce o estrae i dati. Ciascuno Stato membro conserva altresì le registrazioni del personale debitamente autorizzato ad inserire e ad estrarre i dati.
1.  Ciascuno Stato membro, l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ed eu-LISA conservano le registrazioni di tutte le operazioni di trattamento dei dati nell'ambito del VIS. Tali registrazioni indicano la finalità dell'accesso di cui all'articolo 6, paragrafo 1, all'articolo 20 bis, paragrafo 1, all'articolo 22 duodecies, paragrafo 1, e agli articoli da 15 a 22 e da 22 octies a 22 undecies, la data e l'ora, il tipo di dati trasmessi di cui agli articoli da 9 a 14 e da 22 quater a 22 septies, il tipo di dati utilizzati ai fini dell'interrogazione di cui all'articolo 15, paragrafo 2, all'articolo 18, all'articolo 19, paragrafo 1, all'articolo 20, paragrafo 1, all'articolo 21, paragrafo 1, all'articolo 22, paragrafo 1, all'articolo 22 octies, all'articolo 22 nonies, all'articolo 22 decies, all'articolo 22 undecies, all'articolo 45 bis e all'articolo 45 quinquies, e il nome dell'autorità che inserisce o estrae i dati. Ciascuno Stato membro conserva altresì le registrazioni del personale debitamente autorizzato ad inserire e ad estrarre i dati.
Emendamento 130
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 29
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 34 – paragrafo 2
2.  Per le operazioni di cui all'articolo 45 ter, è conservata una registrazione di tutte le operazioni di trattamento di dati eseguite nel VIS e nell'EES in conformità del presente articolo e dell'articolo 41 del regolamento (UE) 2017/2226 che istituisce un sistema di ingressi/uscite (EES).
2.  Per le operazioni di cui all'articolo 45 ter, è conservata una registrazione di tutte le operazioni di trattamento di dati eseguite nel VIS e nell'EES in conformità di detto articolo e dell'articolo 46 del regolamento (UE) 2017/2226 che istituisce un sistema di ingressi/uscite (EES). Per le operazioni di cui all'articolo 17 bis, è conservato un registro di tutte le operazioni di trattamento di dati eseguite nel VIS e nell'EES in conformità del presente articolo e dell'articolo 46 del regolamento (UE) 2017/2226.
Emendamento 131
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 29 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 35
29 bis)  l'articolo 35 è sostituito dal seguente:
Articolo 35
"Articolo 35
Verifica interna
Verifica interna
Gli Stati membri provvedono affinché ogni autorità con diritto di accesso ai dati VIS adotti le misure necessarie per conformarsi al presente regolamento e cooperi, se necessario, con l'autorità nazionale di controllo.
Gli Stati membri provvedono affinché ogni autorità con diritto di accesso ai dati VIS adotti le misure necessarie per conformarsi al presente regolamento e cooperi con l'autorità nazionale di controllo.";
Emendamento 132
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 29 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 36
29 ter)  l'articolo 36 è sostituito dal seguente:
Articolo 36
"Articolo 36
Sanzioni
Sanzioni
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che ogni abuso di dati inseriti nel VIS sia passibile di sanzioni, anche a carattere amministrativo e/o penale in conformità della legislazione nazionale, che siano efficaci, proporzionate e dissuasive.
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che ogni abuso o trattamento di dati inseriti nel VIS contrario al presente regolamento sia passibile di sanzioni, anche a carattere amministrativo e/o penale in conformità della legislazione nazionale, che siano efficaci, proporzionate e dissuasive.";
Emendamento 133
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 30 – lettera a
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 37 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Lo Stato membro competente informa i richiedenti e le persone di cui all'articolo 9, punto 4, lettera f), in merito a quanto segue:
1.  Fatto salvo il diritto di informazione di cui agli articoli 15 e 16 del regolamento (UE) n. 2018/1725, agli articoli 13 e 14 del regolamento (UE) 2016/679 e all'articolo 13 della direttiva (UE) 2016/680, lo Stato membro competente informa i cittadini di paesi terzi e le persone di cui all'articolo 9, punto 4, lettera f), all'articolo 22 quater, punto 2, lettera e), o all'articolo 22 quinquies, lettera e), in merito a quanto segue:
Emendamento 134
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 30 – lettera a bis (nuova)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 37 – paragrafo 1 – lettera f
a bis)   al paragrafo 1, la lettera f) è sostituita dalla seguente:
f)  l'esistenza del diritto di accesso ai dati che li riguardano e il diritto di chiedere che i dati inesatti che li riguardano siano rettificati o che i dati che li riguardano trattati illecitamente siano cancellati, nonché il diritto di ottenere informazioni sulle procedure da seguire per esercitare tali diritti e gli estremi delle autorità di controllo nazionali di cui all'articolo 41, paragrafo 1, che sono adite in materia di tutela dei dati personali.
"f) l'esistenza del diritto di accesso ai dati che li riguardano e il diritto di chiedere che i dati inesatti che li riguardano siano rettificati o che i dati che li riguardano trattati illecitamente siano cancellati, nonché il diritto di ottenere informazioni sulle procedure da seguire per esercitare tali diritti e gli estremi del garante europeo della protezione dei dati e dell'autorità nazionale di controllo dello Stato membro responsabile della raccolta dei dati di cui all'articolo 41, paragrafo 1, che sono adite in materia di tutela dei dati personali.";
Emendamento 135
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 30 – lettera a ter (nuova)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 37 – paragrafo 1 – lettera f bis (nuova)
a ter)   al paragrafo 1 è aggiunta la lettera seguente:
"f bis)il fatto che il VIS può essere consultato dagli Stati membri e da Europol a fini di contrasto.";
Emendamento 136
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 30 – lettera b
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 37 – paragrafo 2
2.  Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono fornite per iscritto al cittadino di paese terzo all'atto dell'acquisizione dei dati, della fotografia e delle impronte digitali di cui all'articolo 9, punti 4, 5 e 6, all'articolo 22 quater, punto 2, e all'articolo 22 quinquies, lettere da a) a g), e se necessario oralmente, in una lingua e maniera che l'interessato comprende o che ragionevolmente si suppone a lui comprensibile. I minori devono essere informati in modo consono alla loro età mediante opuscoli e/o infografiche e/o dimostrazioni concepite in modo specifico per spiegare la procedura di rilevamento delle impronte digitali.”;
2.  Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono fornite per iscritto in modo chiaro, conciso e preciso al cittadino di paese terzo all'atto dell'acquisizione dei dati, dell'immagine del volto e delle impronte digitali di cui all'articolo 9, punti 4, 5 e 6, all'articolo 22 quater, punto 2, e all'articolo 22 quinquies, lettere da a) a g). I minori devono essere informati in modo consono alla loro età mediante opuscoli e/o infografiche e/o dimostrazioni concepite in modo specifico per spiegare la procedura di rilevamento delle impronte digitali.”;
Emendamento 137
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 31
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 38 – paragrafo 3
(31)  all'articolo 38, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
soppresso
"3. Qualora la richiesta di cui al paragrafo 2 sia presentata ad uno Stato membro diverso da quello competente, le autorità di quest'ultimo sono contattate dalle autorità dello Stato membro al quale la richiesta è stata presentata entro un termine di 14 giorni. Lo Stato membro competente verifica l'esattezza dei dati e la legittimità del loro trattamento nel VIS entro il termine di un mese."
Emendamento 138
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 31 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 38
31 bis)  l'articolo 38 è sostituito dal seguente:
Articolo 38
"Articolo 38
Diritto di accedere, rettificare e cancellare i dati
Diritto di accesso ai dati personali, di rettifica, integrazione e cancellazione degli stessi e di limitazione del loro trattamento
1.  Fatto salvo l'obbligo di fornire ulteriori informazioni conformemente all'articolo 12, lettera a), della direttiva 95/46/CE, chiunque ha il diritto di ottenere che gli siano comunicati i dati che lo riguardano registrati nel VIS con la menzione dello Stato membro che li ha trasmessi al VIS. Tale accesso ai dati può essere accordato soltanto da uno Stato membro. Ciascuno Stato membro registra ogni siffatta richiesta di accesso.
1.  Fatto salvo il diritto d'informazione di cui agli articoli 15 e 16 del regolamento (UE) 2018/1725, i richiedenti o i titolari di visti per soggiorni di lunga durata o di permessi di soggiorno i cui dati sono conservati nel VIS sono informati, nel momento in cui i loro dati sono raccolti, delle procedure per esercitare i diritti di cui agli articoli da 17 a 20 del regolamento (UE) 2018/1725 e agli articoli da 15 a 18 del regolamento (UE) 2016/679 e, allo stesso tempo, dei dati di contatto del garante europeo della protezione dei dati.
2.   Chiunque può richiedere che eventuali dati inesatti che lo riguardano siano corretti e che dati illegittimamente registrati siano cancellati. La rettifica e la cancellazione sono effettuate senza indugio dallo Stato membro competente in conformità delle proprie disposizioni normative, regolamentari e procedurali.
2.   Per esercitare i diritti di cui agli articoli da 17 a 20 del regolamento (UE) 2018/1725 e agli articoli da 15 a 18 del regolamento (UE) 2016/679, le persone di cui al paragrafo 1 hanno il diritto di rivolgersi allo Stato membro che ha inserito i loro dati nel VIS. Lo Stato membro che riceve la richiesta la esamina e risponde quanto prima e, in ogni caso, al più tardi entro 30 giorni. Qualora, in risposta a una richiesta, emerga che i dati conservati nel VIS sono di fatto inesatti o sono stati registrati illecitamente, lo Stato membro competente rettifica o cancella tali dati nel VIS senza indugio e non oltre 30 giorni dalla ricezione della richiesta, in linea con l'articolo 12, paragrafi 3 e 4, del regolamento (UE) 2016/679. Qualora la richiesta sia presentata ad uno Stato membro diverso da quello competente, le autorità di quest'ultimo sono contattate dalle autorità dello Stato membro al quale la richiesta è stata presentata entro un termine di sette giorni. Lo Stato membro competente verifica l'esattezza dei dati e la legittimità del loro trattamento nel VIS entro il termine di un mese. L'interessato è informato dallo Stato membro che ha contattato l'autorità dello Stato membro competente in merito alla trasmissione della sua richiesta, al destinatario e al prosieguo della procedura.
3.   Qualora la richiesta di cui al paragrafo 2 sia presentata ad uno Stato membro diverso da quello competente, le autorità di quest'ultimo sono contattate dalle autorità dello Stato membro al quale la richiesta è stata presentata entro un termine di 14 giorni. Lo Stato membro competente verifica l'esattezza dei dati e la legittimità del loro trattamento nel VIS entro il termine di un mese.
3.   Qualora lo Stato membro competente non concordi con l'affermazione secondo cui i dati conservati nel VIS sono di fatto inesatti o sono stati registrati illecitamente, adotta senza indugio una decisione amministrativa con la quale illustra per iscritto all'interessato la ragione per cui non intende rettificare o cancellare i dati che lo riguardano.
4.   Qualora emerga che i dati registrati nel VIS sono inesatti o sono stati illegittimamente registrati, lo Stato membro competente provvede a correggere o a cancellare i dati conformemente all'articolo 24, paragrafo 3. Lo Stato membro competente conferma per iscritto e senza indugio all'interessato di aver provveduto a correggere o cancellare i dati che lo riguardano.
4.   Tale decisione fornisce inoltre all'interessato informazioni sulla possibilità di impugnare la decisione adottata sulla richiesta di cui al paragrafo 2 e, se del caso, informazioni su come intentare un'azione o presentare un reclamo dinanzi alle autorità competenti o alle autorità giurisdizionali competenti e su qualunque tipo di assistenza disponibile, anche da parte delle autorità nazionali di controllo competenti.
5.  Qualora non riconosca che i dati registrati nel VIS sono inesatti o sono stati registrati illegittimamente, lo Stato membro competente fornisce senza indugio all'interessato una giustificazione scritta della ragione per cui non intende correggere o cancellare i dati che lo riguardano.
5.   Qualsiasi richiesta presentata a norma del paragrafo 2 contiene le informazioni necessarie per identificare l'interessato. Tali informazioni sono utilizzate unicamente per consentire l'esercizio dei diritti di cui al paragrafo 2.
6.  Lo Stato membro competente fornisce inoltre all'interessato informazioni in merito alla procedura da seguire qualora non accetti la giustificazione fornita. Tali informazioni comprendono le informazioni sulle modalità per avviare un'azione o un reclamo presso le autorità competenti o i giudici competenti di tale Stato membro e su qualunque tipo di assistenza, ivi compresa quella delle autorità di controllo nazionali di cui all'articolo 41, paragrafo 1, disponibile in conformità delle disposizioni normative, regolamentari e procedurali di tale Stato membro.
6.  Lo Stato membro competente conserva una registrazione, sotto forma di documento scritto, della presentazione di una richiesta ai sensi del paragrafo 2 e di come è stata trattata. Mette tale documento a disposizione delle autorità nazionali di controllo competenti per la protezione dei dati senza indugio e, in ogni caso, non oltre sette giorni dalla decisione di rettificare o cancellare i dati di cui, rispettivamente, al paragrafo 2, secondo comma, o in seguito alla decisione di cui al paragrafo 3.";
Emendamento 139
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 31 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 39
31 ter)  l'articolo 39 è sostituito dal seguente:
Articolo 39
"Articolo 39
Cooperazione volta a garantire i diritti relativi alla protezione dei dati
Cooperazione volta a garantire i diritti relativi alla protezione dei dati
1.  Gli Stati membri cooperano attivamente per far rispettare i diritti sanciti dall'articolo 38, paragrafi 2, 3 e 4.
1.  Le autorità competenti degli Stati membri cooperano attivamente per far rispettare i diritti sanciti dall'articolo 38.
2.  In ciascuno Stato membro l'autorità di controllo nazionale fornisce, su richiesta, assistenza e consulenza agli interessati nell'esercizio del loro diritto di rettifica o cancellazione dei dati che li riguardano, ai sensi dell'articolo 28, paragrafo 4, della direttiva 95/46/CE.
2.  In ciascuno Stato membro l'autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 fornisce, su richiesta, assistenza e consulenza agli interessati nell'esercizio del loro diritto di rettifica, integrazione o cancellazione dei dati personali che li riguardano ovvero di limitazione del trattamento di tali dati, ai sensi del regolamento (UE) 2016/679.
3.  L'autorità di controllo nazionale dello Stato membro competente che ha trasmesso i dati e le autorità di controllo nazionali degli Stati membri alle quali è stata presentata la richiesta cooperano a tal fine.
L'autorità di controllo dello Stato membro competente che ha trasmesso i dati e l'autorità di controllo dello Stato membro al quale è stata presentata la richiesta cooperano per raggiungere gli obiettivi di cui al primo comma."
Emendamento 140
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 31 quater (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 40
31 quater)  l'articolo 40 è sostituito dal seguente:
Articolo 40
"Articolo 40
Mezzi di ricorso
Mezzi di ricorso
1.  In ciascuno Stato membro chiunque ha il diritto di intentare un'azione o presentare un reclamo alle autorità o ai giudici competenti dello Stato membro che abbia negato il diritto, sancito dall'articolo 38, paragrafi 1 e 2, ad ottenere l'accesso ovvero la rettifica o la cancellazione dei dati che lo riguardino.
1.   Fatti salvi gli articoli 77 e 79 del regolamento (UE) 2016/679, in ciascuno Stato membro chiunque ha il diritto di intentare un'azione o presentare un reclamo alle autorità o ai giudici competenti dello Stato membro che abbia negato il diritto, sancito dall'articolo 38 del presente regolamento, ad ottenere l'accesso ai dati che lo riguardino ovvero il diritto di rettifica, di integrazione o di cancellazione degli stessi. Il diritto di intentare un'azione o presentare un reclamo di tal genere si applica inoltre nei casi in cui le richieste di accesso, rettifica, integrazione o cancellazione non abbiano ricevuto risposta entro i termini sanciti dall'articolo 38, oppure non siano mai state trattate dal responsabile del trattamento.
2.  L'assistenza delle autorità di controllo nazionali di cui all'articolo 39, paragrafo 2, rimane disponibile durante l'intero procedimento.
2.  L'assistenza dell'autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 rimane disponibile durante l'intero procedimento.";
Emendamento 141
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 31 quinquies (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 41
31 quinquies)  l'articolo 41 è sostituito dal seguente:
Articolo 41
"Articolo 41
Vigilanza delle autorità di controllo nazionali
Vigilanza delle autorità di controllo nazionali
1.  L'autorità o le autorità designate in ciascuno Stato membro che dispongono dei poteri di cui all'articolo 28 della direttiva 95/46/CE (l'"autorità di controllo nazionale") controllano autonomamente la legittimità del trattamento dei dati personali di cui all'articolo 5, paragrafo 1, da parte dello Stato membro in questione, nonché il loro trasferimento al sistema VIS e viceversa.
1.  Ciascuno Stato membro assicura che l'autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 controlli autonomamente la legittimità del trattamento dei dati personali ai sensi del presente regolamento da parte dello Stato membro interessato.
2.  L'autorità di controllo nazionale provvede affinché, almeno ogni quattro anni, sia svolto un controllo delle operazioni di trattamento dei dati del sistema nazionale, conformemente alle pertinenti norme di revisione internazionali.
2.   L'autorità o le autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 provvedono affinché, almeno ogni tre anni, sia svolto un controllo delle operazioni di trattamento dei dati da parte delle autorità nazionali competenti, conformemente alle pertinenti norme di revisione internazionali. I risultati dell'audit possono essere presi in considerazione nelle valutazioni effettuate nel quadro del meccanismo istituito dal regolamento (UE) n. 1053/2013 del Consiglio. L'autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 pubblica ogni anno il numero delle richieste di rettifica, integrazione, cancellazione o limitazione del trattamento dei dati, le conseguenti azioni intraprese e il numero delle rettifiche, integrazioni, cancellazioni e limitazioni del trattamento effettuate in seguito alla richiesta degli interessati.
3.  Gli Stati membri provvedono affinché la loro autorità di controllo nazionale disponga delle risorse sufficienti per assolvere i compiti ad essa affidati dal presente regolamento.
3.  Gli Stati membri provvedono affinché la loro autorità di controllo disponga delle risorse sufficienti per assolvere i compiti ad essa affidati dal presente regolamento e abbia accesso alla consulenza di persone in possesso di adeguate conoscenze in materia di dati biometrici.
4.   Per quanto concerne il trattamento dei dati personali in seno al VIS, ciascuno Stato membro designa un'autorità quale responsabile del controllo ai sensi dell'articolo 2, lettera d), della direttiva 95/46/CE, dotata di responsabilità centrale per quanto riguarda il trattamento dei dati da parte di detto Stato membro, e ne dà comunicazione alla Commissione.
5.   Ciascuno Stato membro fornisce alle autorità di controllo nazionali le informazioni da queste richieste, in particolare le informazioni sulle attività svolte conformemente all'articolo 28 e all'articolo 29, paragrafo 1, permette loro di consultare gli elenchi di cui all'articolo 28, paragrafo 4, lettera c), e le registrazioni di cui all'articolo 34 e consente loro l'accesso in qualsiasi momento a tutti i suoi locali.
5.  Gli Stati membri forniscono all'autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 le informazioni da questa richieste, in particolare le informazioni sulle attività svolte conformemente alle loro responsabilità previste dal presente regolamento. Gli Stati membri permettono all'autorità di controllo di cui all'articolo 51, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 di consultare le loro registrazioni e di accedere in qualsiasi momento a tutti i loro locali utilizzati per l'interoperabilità.";
Emendamento 142
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 31 sexies (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 42
31 sexies)  l'articolo 42 è sostituito dal seguente:
Articolo 42
"Articolo 42
Vigilanza del Garante europeo della protezione dei dati
Vigilanza del Garante europeo della protezione dei dati
1.  Il garante europeo della protezione dei dati controlla che le attività di trattamento dei dati personali da parte dell'Autorità di gestione siano effettuate in conformità del presente regolamento. Si applicano, di conseguenza, gli obblighi e le competenze di cui agli articoli 46 e 47 del regolamento (CE) n. 45/2001.
1.  Il Garante europeo della protezione dei dati ha il compito di monitorare le attività di trattamento dei dati personali da parte di eu-LISA, di Europol e dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera previste dal presente regolamento e di assicurare che tali attività siano effettuate in conformità del regolamento (UE) 2018/1725 e del presente regolamento.
2.  Il garante europeo della protezione dei dati provvede affinché almeno ogni quattro anni sia svolto un controllo delle attività di trattamento dei dati personali effettuate dall'Autorità di gestione, conformemente alle pertinenti norme di revisione internazionali. Una relazione su tale controllo è trasmessa al Parlamento europeo, al Consiglio, all'Autorità di gestione, alla Commissione e alle autorità nazionali di controllo. All'Autorità di gestione è data la possibilità di presentare osservazioni prima dell'adozione della relazione.
2.  Il Garante europeo della protezione dei dati provvede affinché almeno ogni tre anni sia svolto un controllo delle attività di trattamento dei dati personali effettuate da eu-LISA conformemente alle pertinenti norme di revisione internazionali. Una relazione su tale controllo è trasmessa al Parlamento europeo, al Consiglio, a eu-LISA, alla Commissione e agli Stati membri. A eu-LISA è data la possibilità di presentare osservazioni prima dell'adozione delle relazioni.
3.   L'Autorità di gestione fornisce al garante europeo della protezione dei dati le informazioni da questo richieste, gli permette di consultare tutti i documenti e le registrazioni di cui all'articolo 34, paragrafo 1, nonché di aver accesso, in qualsiasi momento, a tutti i suoi locali.
3.   eu-LISA fornisce al garante europeo della protezione dei dati le informazioni da questo richieste, gli permette di consultare tutti i documenti e le registrazioni di cui agli articoli 22 novodecies, 34 e 45 ter, nonché di aver accesso, in qualsiasi momento, a tutti i suoi locali.";
Emendamento 143
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 32
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 43 – paragrafi 1 e 2
(32)  all'articolo 43, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:
soppresso
1.  Il garante europeo della protezione dei dati agisce in stretta cooperazione con le autorità nazionali di controllo riguardo a temi specifici che richiedono un contributo nazionale, in particolare se il garante europeo della protezione dei dati o un'autorità nazionale di controllo constata notevoli differenze tra le pratiche degli Stati membri o trasferimenti potenzialmente illeciti nell'uso dei canali di comunicazione delle componenti dell'interoperabilità, o in relazione a questioni sollevate da una o più autorità nazionali di controllo sull'attuazione e interpretazione del presente regolamento.
2.  Nei casi di cui al paragrafo 1 è assicurato il controllo coordinato a norma dell'articolo 62 del regolamento (UE) 2018/XXXX [revisione del regolamento 45/2001].”;
Emendamento 144
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 32 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 43
32 bis)  l'articolo 43 è sostituito dal seguente:
Articolo 43
"Articolo 43
Cooperazione tra le autorità nazionali di controllo e il garante europeo della protezione dei dati
Cooperazione tra le autorità nazionali di controllo e il garante europeo della protezione dei dati
1.  Le autorità nazionali di controllo e il garante europeo della protezione dei dati, ciascuno nei limiti delle proprie competenze, cooperano attivamente nell'ambito delle rispettive responsabilità e assicurano il controllo coordinato del VIS e dei sistemi nazionali.
1.   Le autorità di controllo e il garante europeo della protezione dei dati, ciascuno nei limiti delle proprie competenze, cooperano attivamente nell'ambito delle rispettive responsabilità per assicurare il controllo coordinato delle componenti dell'interoperabilità e delle altre disposizioni del presente regolamento.
2.  Se necessario, ciascuno nei limiti delle proprie competenze, si scambiano informazioni pertinenti, si assistono vicendevolmente nello svolgimento di revisioni e ispezioni, esaminano difficoltà di interpretazione o applicazione del presente regolamento, studiano problemi inerenti all'esercizio di un controllo indipendente o all'esercizio dei diritti delle persone cui i dati si riferiscono, elaborano proposte armonizzate per soluzioni congiunte di eventuali problemi e promuovono la sensibilizzazione del pubblico in materia di diritti di protezione dei dati.
2.   Il garante europeo della protezione dei dati e le autorità di controllo si scambiano informazioni pertinenti, si assistono vicendevolmente nello svolgimento di revisioni e ispezioni, esaminano difficoltà di interpretazione o applicazione del presente regolamento, valutano problemi inerenti all'esercizio di un controllo indipendente o all'esercizio dei diritti delle persone cui i dati si riferiscono, elaborano proposte armonizzate per soluzioni congiunte di eventuali problemi e promuovono la sensibilizzazione del pubblico in materia di diritti di protezione dei dati.
3.  Le autorità nazionali di controllo e il garante europeo della protezione dei dati si riuniscono a tal fine almeno due volte l'anno. I costi di tali riunioni e la gestione delle stesse sono a carico del garante europeo della protezione dei dati. Nella prima riunione è adottato un regolamento interno. Ulteriori metodi di lavoro sono elaborati congiuntamente a seconda delle necessità.
3.   Ai fini del paragrafo 2, le autorità di controllo e il garante europeo della protezione dei dati si riuniscono almeno due volte l'anno nell'ambito del comitato europeo per la protezione dei dati. I costi di tali riunioni e l'organizzazione delle stesse sono a carico del comitato europeo per la protezione dei dati. Nella prima riunione è adottato un regolamento interno. Ulteriori metodi di lavoro sono elaborati congiuntamente a seconda delle necessità.
4.  Ogni due anni è trasmessa al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e all'Autorità di gestione una relazione congiunta sulle attività svolte. La relazione comprende un capitolo su ciascuno Stato membro, redatto dalla relativa autorità di controllo nazionale.
4.   Una relazione congiunta sulle attività svolte è trasmessa ogni due anni dal comitato europeo per la protezione dei dati al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, a Europol, all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e a eu-LISA. Tale relazione comprende un capitolo su ciascuno Stato membro, redatto dall'autorità di controllo dello Stato membro in questione.";
Emendamento 145
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 32 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 44
32 ter)  l'articolo 44 è soppresso;
Articolo 44
Protezione dei dati durante il periodo transitorio
Qualora durante il periodo transitorio deleghi le sue responsabilità a un altro organismo o ad altri organismi, a norma dell'articolo 26, paragrafo 4, del presente regolamento, la Commissione provvede affinché il garante europeo della protezione dei dati abbia la facoltà e la possibilità di svolgere pienamente i suoi compiti, compreso lo svolgimento di controlli in loco, e di esercitare i poteri attribuitigli dall'articolo 47 del regolamento (CE) n. 45/2001.
Emendamento 146
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 32 quater (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 – paragrafo 2 bis (nuovo)
32 quater)  all'articolo 45, è inserito il paragrafo seguente:
"2 bis. Le misure necessarie allo sviluppo del sistema centrale del VIS, dell'interfaccia nazionale in ciascuno Stato membro e dell'infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale del VIS e le interfacce nazionali sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 49, paragrafo 2, per quanto riguarda i seguenti aspetti:
a)   la progettazione dell'architettura fisica del sistema, compresa la relativa rete di comunicazione;
b)   gli aspetti tecnici che influiscono sulla protezione dei dati di carattere personale;
c)   gli aspetti tecnici con importanti implicazioni finanziarie per i bilanci degli Stati membri o con implicazioni tecniche di rilievo per i sistemi nazionali degli Stati membri;
d)   lo sviluppo dei requisiti di sicurezza, compresi gli aspetti biometrici.";
Emendamento 147
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 34
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 bis – paragrafo 1 – comma 1 – parte introduttiva
Il personale debitamente autorizzato delle autorità competenti degli Stati membri, della Commissione, di eu-LISA e dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera istituita con regolamento (UE) 2016/1624 ha accesso alla consultazione dei seguenti dati, unicamente per elaborare relazioni e statistiche e senza che sia possibile l'identificazione individuale:
Il personale debitamente autorizzato delle autorità competenti degli Stati membri, della Commissione, di eu-LISA e dell'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera istituita con regolamento (UE) 2016/1624 ha accesso alla consultazione dei seguenti dati, unicamente per elaborare relazioni e statistiche e senza che sia possibile l'identificazione individuale, grazie all'anonimizzazione totale dei dati:
Emendamento 148
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 34
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 bis – paragrafo 1 – comma 1 – lettera c
c)  sesso, data di nascita e cittadinanza attuale del richiedente;
c)  sesso, anno di nascita e cittadinanza attuale del richiedente;
Emendamento 149
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 34
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 bis – paragrafo 1 – comma 1 – lettera h
h)  motivi addotti per una decisione concernente il documento o la domanda, solo per i visti per soggiorni di breve durata; decisione concernente la domanda (se accoglierla o respingerla e i motivi addotti) per i visti per soggiorni di lunga durata e i permessi di soggiorno;
h)  motivi addotti per una decisione concernente il rifiuto di un visto per soggiorno di breve durata, tra cui il riferimento a eventuali riscontri positivi dai sistemi di informazione dell'Unione consultati, dai dati Europol o Interpol, dall'elenco di controllo di cui all'articolo 29 del regolamento (UE) 2018/1240 o da indicatori di rischio specifici;
Emendamento 150
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 34
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 bis – paragrafo 1 – comma 1 – lettera h bis (nuova)
h bis)  motivi addotti per una decisione concernente il rifiuto di un documento, tra cui il riferimento a eventuali riscontri positivi dai sistemi di informazione dell'Unione consultati, dai dati Europol o Interpol, dall'elenco di controllo di cui all'articolo 34 del regolamento (UE) 2018/1240 o da indicatori di rischio specifici;
Emendamento 151
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 34
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 bis – paragrafo 1 – comma 1 – lettera k
k)  scopo/i principale/i del viaggio, per i visti per soggiorni di breve durata; finalità della domanda, per i visti per soggiorni di lunga durata e i permessi di soggiorno;
k)  scopo/i principale/i del viaggio, per i visti per soggiorni di breve durata;
Emendamento 152
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 34
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 bis – paragrafo 1 – comma 1 – lettera l
l)  dati inseriti riguardo ai documenti ritirati, annullati, revocati o la cui validità è prorogata, a seconda dei casi;
l)  dati inseriti riguardo ai documenti di visto ritirati, annullati, revocati o la cui validità è prorogata, a seconda dei casi;
Emendamento 153
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 34
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 bis – paragrafo 6
6.  Alla fine di ogni anno i dati statistici sono raccolti sotto forma di statistiche trimestrali per l'anno in questione. Le statistiche presentano dati disaggregati per Stato membro.
6.  Alla fine di ogni anno i dati statistici sono raccolti in una relazione annuale relativa all'anno in questione. Le statistiche presentano dati disaggregati per Stato membro. La relazione è pubblicata e trasmessa al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, all'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, al Garante europeo della protezione dei dati e alle autorità nazionali di controllo.
Emendamento 154
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 ter – paragrafo 1
1.  Al fine di adempiere al loro obbligo ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 1, lettera b), della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen, i vettori aerei, marittimi e internazionali stradali che effettuano trasporti di gruppo con autobus interrogano il VIS per verificare se i cittadini di paesi terzi titolari di visto per soggiorno di breve durata, visto per soggiorno di lunga durata o permesso di soggiorno siano in possesso o meno, a seconda dei casi, di un visto per soggiorno di breve durata, un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno valido. Per quanto riguarda i visti per soggiorni di breve durata, i vettori forniscono i dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere a), b) e c), o all'articolo 22 quater, lettere a), b) e c), a seconda dei casi.
1.  Al fine di adempiere al loro obbligo ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 1, lettera b), della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen, i vettori aerei, marittimi e internazionali stradali che effettuano trasporti di gruppo con autobus interrogano il VIS per verificare se i cittadini di paesi terzi titolari di visto per soggiorno di breve durata, visto per soggiorno di lunga durata o permesso di soggiorno siano in possesso o meno, a seconda dei casi, di un visto per soggiorno di breve durata, un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno valido. Nei casi in cui ai passeggeri non sia consentito l'imbarco a causa di un'interrogazione nel VIS, i vettori forniscono ai passeggeri tali informazioni e i mezzi necessari per esercitare i loro diritti di accesso ai dati personali conservati nel VIS nonché di rettifica e cancellazione degli stessi.
Emendamento 155
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 ter – paragrafo 3
3.  L'accesso sicuro al portale per i vettori di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera h), della decisione 2004/512/CE come modificata dal presente regolamento, permette ai vettori di procedere all'interrogazione di cui al paragrafo 1 prima che un passeggero salga a bordo. A tal fine il vettore interroga il VIS usando i dati contenuti nella zona a lettura ottica del documento di viaggio.
3.  L'accesso sicuro al portale per i vettori di cui all'articolo 2 bis, lettera h), con la possibilità di usare soluzioni tecniche mobili, permette ai vettori di procedere all'interrogazione di cui al paragrafo 1 prima che un passeggero salga a bordo. Il vettore fornisce i dati contenuti nella zona a lettura ottica del documento di viaggio e indica lo Stato membro di ingresso. In deroga a quanto sopra, nel caso di un transito aeroportuale, i vettori non sono tenuti a verificare se i cittadini di paesi terzi siano in possesso o meno, a seconda dei casi, di un visto per soggiorno di breve durata, un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno valido.
Emendamento 156
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 ter – paragrafo 4
4.  Il VIS risponde indicando se la persona è in possesso o meno di visto valido, fornendo ai vettori una risposta "OK/NON OK".
4.  Il VIS risponde indicando se la persona è in possesso o meno, a seconda dei casi, di visto per soggiorno di breve durata, visto per soggiorno di lunga durata o permesso di soggiorno validi, fornendo ai vettori una risposta "OK/NON OK". Qualora sia stato rilasciato un visto con validità territoriale limitata a norma dell'articolo 25 del regolamento (CE) n. 810/2009, la risposta fornita dal VIS tiene conto dello Stato membro o degli Stati membri per cui il visto è valido, nonché dello Stato membro di ingresso indicato dal vettore. I vettori possono conservare le informazioni trasmesse e la risposta ricevuta in conformità del diritto applicabile. La risposta "OK/NON OK" non deve essere considerata un provvedimento di autorizzazione d'ingresso o di respingimento ai sensi del regolamento (UE) 2016/399. La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, norme dettagliate concernenti le condizioni per il funzionamento del portale per i vettori nonché la protezione dei dati e le norme di sicurezza applicabili. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 49, paragrafo 2.
Emendamento 157
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 ter – paragrafo 5
5.  È definito un metodo di autenticazione, riservato esclusivamente ai vettori, che consente a membri debitamente autorizzati del personale dei vettori di accedere al portale per i vettori ai fini del paragrafo 2. Il metodo di autenticazione è adottato dalla Commissione con atti di esecuzione secondo la procedura di esame di cui all'articolo 49, paragrafo 2.
5.  È definito un metodo di autenticazione, riservato esclusivamente ai vettori, che consente a membri debitamente autorizzati del personale dei vettori di accedere al portale per i vettori ai fini del paragrafo 2. Nel definire il metodo di autenticazione, si tiene conto della gestione dei rischi relativi alla sicurezza delle informazioni e dei principi della protezione dei dati sin dalla progettazione e per impostazione predefinita. Il metodo di autenticazione è adottato dalla Commissione con atti di esecuzione secondo la procedura di esame di cui all'articolo 49, paragrafo 2.
Emendamento 158
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 ter – paragrafo 5 bis (nuovo)
5 bis.  Il portale per i vettori fa uso di una banca dati distinta a sola lettura aggiornata quotidianamente mediante estrazione a senso unico del sottoinsieme minimo necessario di dati conservati nel VIS. eu-LISA è responsabile della sicurezza del portale per i vettori, della sicurezza dei dati personali in esso contenuti e del processo per l'estrazione dei dati personali nella banca dati distinta a sola lettura.
Emendamento 159
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 ter – paragrafo 5 ter (nuovo)
5 ter.  I vettori di cui al paragrafo 1 del presente articolo sono passibili delle sanzioni previste a norma dell'articolo 26, paragrafo 2, della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 tra i governi degli Stati dell'Unione economica del Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni ("convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen") e dell'articolo 4 della direttiva 2001/51/CE del Consiglio quando trasportano cittadini di paesi terzi che, sebbene soggetti all'obbligo del visto, non sono in possesso di un visto valido.
Emendamento 160
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 ter – paragrafo 5 quater (nuovo)
5 quater.  In caso di respingimento di cittadini di paesi terzi, il vettore che li ha condotti alle frontiere esterne per via aerea, marittima e terrestre è tenuto a prenderli immediatamente a proprio carico. Su richiesta delle autorità di frontiera, i vettori sono tenuti a riportare i cittadini di paesi terzi in uno dei paesi terzi da cui li hanno trasportati, nel paese terzo che ha rilasciato il documento di viaggio con il quale hanno viaggiato, o in qualsiasi altro paese terzo in cui la loro ammissione è garantita.
Emendamento 161
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 ter – paragrafo 5 quinquies (nuovo)
5 quinquies.  In deroga al paragrafo 1, con riferimento ai vettori che effettuano trasporti di gruppo con autopullman, per i primi tre anni successivi all'entrata in funzione del presente regolamento, la verifica di cui al paragrafo 1 è facoltativa e le disposizioni di cui al paragrafo 5 ter non si applicano a tali vettori.
Emendamento 162
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 quater – paragrafo 1
1.  Qualora sia tecnicamente impossibile procedere all'interrogazione di cui all'articolo 45 ter, paragrafo 1, a causa di un guasto di una parte qualsiasi del VIS o per altre ragioni che esulano dal controllo dei vettori, i vettori sono esentati dall'obbligo di verificare il possesso di un visto o di un documento di viaggio valido dal portale per i vettori. Se a rilevare un tale guasto è l'Autorità di gestione, questa ne informa i vettori. Informa altresì i vettori dell'avvenuta riparazione del guasto. Se a rilevare un tale guasto sono i vettori, questi possono informarne l'Autorità di gestione.
1.  Qualora sia tecnicamente impossibile procedere all'interrogazione di cui all'articolo 45 ter, paragrafo 1, a causa di un guasto di una parte qualsiasi del VIS, i vettori sono esentati dall'obbligo di verificare il possesso di un visto o di un documento di viaggio valido dal portale per i vettori. Se a rilevare un tale guasto è eu-LISA, questa ne informa i vettori. Informa altresì i vettori dell'avvenuta riparazione del guasto. Se a rilevare un tale guasto sono i vettori, questi possono informarne eu-LISA.
Emendamento 163
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 quater – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  Le sanzioni di cui all'articolo 45 ter, paragrafo 5 ter, non sono irrogate ai vettori nei casi di cui al paragrafo 1 del presente articolo.
Emendamento 164
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 quater – paragrafo 1 ter (nuovo)
1 ter.  Qualora sia tecnicamente impossibile, per un vettore, procedere all'interrogazione di cui all'articolo 45 ter, paragrafo 1, a causa di un guasto di una parte qualsiasi del VIS per un periodo prolungato, tale vettore ne informa eu-LISA.
Emendamento 165
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 quinquies – paragrafo 1
1.  Per svolgere i compiti e esercitare le competenze di cui all'articolo 40, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/1624 del Parlamento europeo e del Consiglio* e in aggiunta all'accesso di cui al paragrafo 8 del medesimo articolo, i membri delle squadre della guardia di frontiera e costiera europea o di squadre di personale che assolve compiti attinenti al rimpatrio hanno, nell'ambito dei rispettivi mandati, il diritto di accedere ai dati inseriti nel VIS e di consultarli.
1.  Per svolgere i compiti e esercitare le competenze di cui all'articolo 40, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/1624 del Parlamento europeo e del Consiglio*, i membri delle squadre della guardia di frontiera e costiera europea hanno, nell'ambito dei rispettivi mandati, il diritto di accedere ai dati inseriti nel VIS e di consultarli.
Emendamento 166
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 sexies – paragrafo 1
1.  In vista dell'accesso di cui all'articolo 45 quinquies, paragrafo 1, una squadra della guardia di frontiera e costiera europea può presentare al punto di accesso centrale della guardia di frontiera e costiera europea di cui al paragrafo 2 del medesimo articolo, una richiesta per la consultazione di tutti i dati o una serie specifica di dati conservati nel VIS. La richiesta deve rimandare al piano operativo per i controlli di frontiera, la sorveglianza di frontiera e/o i rimpatri dello Stato membro in questione su cui si fonda. Quando riceve una richiesta di accesso, il punto di accesso centrale della guardia di frontiera e costiera europea verifica se siano soddisfatte le condizioni di accesso di cui al paragrafo 2. Se sono soddisfatte tutte le condizioni di accesso, il personale debitamente autorizzato del punto di accesso centrale tratta le richieste. I dati del VIS consultati sono trasmessi alla squadra in modo da non compromettere la sicurezza dei dati.
1.  In vista dell'accesso di cui all'articolo 45 quinquies, paragrafo 1, una squadra della guardia di frontiera e costiera europea può presentare al punto di accesso centrale della guardia di frontiera e costiera europea di cui al paragrafo 2 del medesimo articolo, una richiesta per la consultazione di tutti i dati o una serie specifica di dati conservati nel VIS. La richiesta deve rimandare al piano operativo per i controlli di frontiera e la sorveglianza di frontiera dello Stato membro in questione su cui si fonda. Quando riceve una richiesta di accesso, il punto di accesso centrale della guardia di frontiera e costiera europea verifica se siano soddisfatte le condizioni di accesso di cui al paragrafo 2. Se sono soddisfatte tutte le condizioni di accesso, il personale debitamente autorizzato del punto di accesso centrale tratta le richieste. I dati del VIS consultati sono trasmessi alla squadra in modo da non compromettere la sicurezza dei dati.
Emendamento 167
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 sexies – paragrafo 2 – lettera a
a)  lo Stato membro ospitante autorizza i membri della squadra a consultare il VIS al fine di conseguire gli obiettivi operativi specificati nel piano operativo per i controlli di frontiera, la sorveglianza di frontiera e i rimpatri; e
a)  lo Stato membro ospitante autorizza i membri della squadra a consultare il VIS al fine di conseguire gli obiettivi operativi specificati nel piano operativo per i controlli di frontiera e la sorveglianza di frontiera; e
Emendamento 168
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 sexies – paragrafo 3
3.  In conformità dell'articolo 40, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2016/1624, i membri delle squadre o di squadre di personale che assolve compiti attinenti al rimpatrio possono intervenire esclusivamente in risposta a informazioni ottenute dal VIS sotto il controllo e di norma in presenza di guardie di frontiera o di personale che assolve compiti attinenti al rimpatrio dello Stato membro ospitante in cui operano. Lo Stato membro ospitante può autorizzare i membri delle squadre ad agire per suo conto.
3.  In conformità dell'articolo 40, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2016/1624, i membri delle squadre possono intervenire esclusivamente in risposta a informazioni ottenute dal VIS sotto il controllo e di norma in presenza di guardie di frontiera dello Stato membro ospitante in cui operano. Lo Stato membro ospitante può autorizzare i membri delle squadre ad agire per suo conto.
Emendamento 169
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 sexies – paragrafo 7
7.  L'Autorità di gestione conserva, conformemente all'articolo 34, tutte le registrazioni delle operazioni di trattamento dei dati effettuate nell'ambito del VIS da un membro delle squadre della guardia di frontiera e costiera europea o delle squadre di personale che assolve compiti attinenti al rimpatrio.
7.  L'Autorità di gestione conserva, conformemente all'articolo 34, tutte le registrazioni delle operazioni di trattamento dei dati effettuate nell'ambito del VIS da un membro delle squadre della guardia di frontiera e costiera europea.
Emendamento 170
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 sexies – paragrafo 8
8.  Ogni richiesta di accesso e ogni interrogazione effettuata dall'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera è registrata conformemente all'articolo 34 ed è registrato ogni uso dei dati cui ha avuto accesso la richiamata Agenzia.
8.  Ogni richiesta di accesso e ogni interrogazione effettuata dall'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera è registrata conformemente all'articolo 34 ed è registrato ogni uso dei dati cui hanno avuto accesso le squadre della richiamata Agenzia.
Emendamento 171
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 45 sexies – paragrafo 9
9.  Tranne nei casi in cui è necessario per svolgere i compiti ai fini del regolamento che istituisce un sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), nessuna parte del VIS è collegata a un sistema informatico di raccolta e trattamento di dati gestito da o presso l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, e non è trasferito a tale sistema nessun dato contenuto nel VIS cui ha accesso la richiamata Agenzia. Non può essere scaricata nessuna parte del VIS. La registrazione degli accessi e delle interrogazioni non è considerata scaricamento né duplicazione di dati del VIS.
9.  Nessuna parte del VIS è collegata a un sistema informatico di raccolta e trattamento di dati gestito da o presso l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, e non è trasferito a tale sistema nessun dato contenuto nel VIS cui ha accesso la richiamata Agenzia. Non può essere scaricata nessuna parte del VIS. La registrazione degli accessi e delle interrogazioni non è considerata scaricamento né duplicazione di dati del VIS.
Emendamento 172
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35 bis (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 46
35 bis)  l'articolo 46 è soppresso;
Articolo 46
Integrazione delle funzionalità tecniche della rete di consultazione Schengen
Il meccanismo di consultazione di cui all'articolo 16 sostituisce la rete di consultazione Schengen a decorrere dalla data stabilita secondo la procedura di cui all'articolo 49, paragrafo 3, una volta che tutti gli Stati membri che usano la rete di consultazione Schengen alla data di entrata in vigore del presente regolamento abbiano comunicato le disposizioni tecniche e giuridiche relative all'uso del VIS ai fini della consultazione tra autorità centrali competenti per i visti in merito a domande di visto conformemente all'articolo 17, paragrafo 2, della Convenzione di Schengen.
Emendamento 173
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35 ter (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 47
35 ter)  l'articolo 47 è soppresso;
Articolo 47
Inizio della trasmissione
Ciascuno Stato membro comunica alla Commissione di aver adottato le necessarie disposizioni tecniche e giuridiche per trasmettere i dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1, al VIS centrale attraverso l'interfaccia nazionale.
Emendamento 174
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35 quater (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 48
35 quater)  l'articolo 48 è soppresso;
Articolo 48
Entrata in funzione
1.  La Commissione determina la data a partire dalla quale il VIS entra in funzione una volta che:
a)  siano state prese le misure di cui all'articolo 45, paragrafo 2;
b)  la Commissione abbia dichiarato il positivo completamento di un collaudo generale del VIS, che deve essere effettuato dalla Commissione insieme agli Stati membri;
c)  in seguito alla convalida delle disposizioni tecniche, gli Stati membri abbiano comunicato alla Commissione di aver adottato le necessarie disposizioni tecniche e giuridiche per raccogliere e trasmettere al VIS i dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1, riguardanti tutte le domande nella prima regione determinata conformemente al paragrafo 4, ivi comprese le disposizioni per la raccolta e/o la trasmissione dei dati per conto di un altro Stato membro.
2.  La Commissione informa il Parlamento europeo dell'esito del collaudo effettuato in base al paragrafo 1, lettera b).
3.  In ogni altra regione, la Commissione stabilisce la data a decorrere dalla quale la trasmissione dei dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1, diventa obbligatoria, una volta che gli Stati membri abbiano comunicato alla Commissione di aver adottato le necessarie disposizioni tecniche e giuridiche per raccogliere e trasmettere al VIS i dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1, riguardanti tutte le domande nella regione interessata, ivi comprese le disposizioni per la raccolta e/o la trasmissione dei dati per conto di un altro Stato membro. Prima di tale data, ciascuno Stato membro può iniziare le attività in queste regioni, non appena abbia comunicato alla Commissione di aver adottato le necessarie disposizioni tecniche e giuridiche per raccogliere e trasmettere al VIS almeno i dati di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a) e b).
4.  Le regioni di cui ai paragrafi 1 e 3 sono determinate secondo la procedura di cui all'articolo 49, paragrafo 3. I criteri per determinare tali regioni sono il rischio di immigrazione illegale, le minacce alla sicurezza interna degli Stati membri e la fattibilità della raccolta di dati biometrici da tutte le località di tali regioni.
5.  La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea le date di inizio delle attività in ciascuna regione.
6.  Nessuno Stato membro può consultare i dati trasmessi da altri Stati membri al VIS prima che esso stesso, o un altro Stato membro che lo rappresenta, abbia iniziato a inserire i dati conformemente ai paragrafi 1 e 3.
Emendamento 175
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 35 quinquies (nuovo)
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 48 bis (nuovo)
35 quinquies)  è inserito l'articolo seguente:
"Articolo 48 bis
Esercizio della delega
1.   Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.
2.   Il potere di adottare atti delegati di cui agli articoli 9 quater ter e 23 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere da ... [data di entrata in vigore del presente regolamento]. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
3.   La delega di potere di cui di cui agli articoli 9 quater ter e 23 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
4.   Prima dell'adozione dell'atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.
5.   Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.
6.   L'atto delegato adottato ai sensi degli articoli 9 quater ter e 23 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.";
Emendamento 176
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 38
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 50 – titolo
Monitoraggio e valutazione
Monitoraggio e valutazione dell'impatto sui diritti fondamentali
Emendamento 177
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 38
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 50 – paragrafo 1
1.  L’Autorità di gestione provvede affinché siano istituite le procedure volte a monitorare il funzionamento del VIS rispetto agli obiettivi prefissati in termini di risultati, di rapporto costi/benefici, di sicurezza e di qualità del servizio.
1.  eu-LISA provvede affinché siano istituite le procedure volte a monitorare il funzionamento del VIS rispetto agli obiettivi prefissati in termini di risultati, di rapporto costi/benefici, di sicurezza e di qualità del servizio, nonché a monitorare il rispetto dei diritti fondamentali, tra cui il diritto alla protezione dei dati di carattere personale, il diritto alla non discriminazione, i diritti del minore e il diritto a un ricorso effettivo.
Emendamento 178
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 38
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 50 – paragrafo 2
2.  Ai fini della manutenzione tecnica, l’Autorità di gestione ha accesso alle informazioni necessarie riguardanti le operazioni di trattamento effettuate nel VIS.
2.  Ai fini della manutenzione tecnica, eu-LISA ha accesso alle informazioni necessarie riguardanti le operazioni di trattamento effettuate nel VIS.
Emendamento 179
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 38
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 50 – paragrafo 3
3.  Ogni due anni eu-LISA presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione una relazione sul funzionamento tecnico del VIS, compresa la sua sicurezza.
3.  Ogni due anni eu-LISA presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione una relazione sul funzionamento tecnico del VIS, compresi la sua sicurezza e i suoi costi. La relazione include una panoramica dei progressi compiuti nello sviluppo del progetto e dei relativi costi, una valutazione dell'impatto finanziario e informazioni su eventuali problemi tecnici e rischi suscettibili di incidere sul costo complessivo del sistema.
Emendamento 180
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 38
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 50 – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  In caso di ritardi nel processo di sviluppo, eu-LISA informa il prima possibile il Parlamento europeo e il Consiglio dei motivi dei ritardi, nonché del loro impatto finanziario e sul calendario.
Emendamento 181
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 38
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 50 – paragrafo 4 – comma 1 – lettera a
(a)  lo scopo esatto della consultazione, compreso il tipo di reato di terrorismo o altro reato grave;
(a)  lo scopo esatto della consultazione, compresi il tipo di reato di terrorismo o altro reato grave e gli accessi ai dati sui minori di età inferiore a 12 anni;
Emendamento 182
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 38
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 50 – paragrafo 4 – comma 1 – lettera c bis (nuova)
(c bis)  il numero e il tipo di casi in cui sono state utilizzate le procedure d'urgenza di cui all'articolo 22 quaterdecies, paragrafo 2, compresi i casi in cui il punto di accesso centrale non ha confermato l'urgenza dopo la verifica a posteriori;
Emendamento 183
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 38
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 50 – paragrafo 4 – comma 1 – lettera d bis (nuova)
(d bis)  statistiche sulla tratta di minori, inclusi i casi in cui si è giunti a un’identificazione.
Emendamento 184
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 38
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 50 – paragrafo 4 – comma 2
Le relazioni annuali degli Stati membri e di Europol sono trasmesse alla Commissione entro il 30 giugno dell’anno successivo.
Le relazioni annuali degli Stati membri e di Europol sono trasmesse alla Commissione entro il 30 giugno dell’anno successivo. La Commissione raccoglie le relazioni annuali in una relazione globale da pubblicare entro il 30 dicembre dello stesso anno.
Emendamento 185
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 38
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 50 – paragrafo 5
5.  Ogni quattro anni la Commissione effettua una valutazione globale del VIS. Tale valutazione globale comprende un'analisi dei risultati conseguiti in relazione agli obiettivi prefissati, determina se i principi di base permangono validi, valuta l'applicazione del presente regolamento con riguardo al VIS, la sicurezza del VIS, l'impiego delle disposizioni di cui all'articolo 31 e le eventuali implicazioni per le future attività. La Commissione trasmette la valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio.
5.  Ogni due anni la Commissione effettua una valutazione globale del VIS. Tale valutazione globale comprende un'analisi dei risultati conseguiti in relazione agli obiettivi prefissati e ai costi sostenuti, determina se i principi di base permangono validi, esamina l'impatto sui diritti fondamentali e valuta l'applicazione del presente regolamento con riguardo al VIS, la sicurezza del VIS, l'impiego delle disposizioni di cui all'articolo 31 e le eventuali implicazioni per le future attività. La Commissione trasmette la valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio.
Emendamento 186
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 39
Regolamento (CE) n. 767/2008
Allegato 1 – titolo
(39)  il titolo dell’allegato I è sostituito dal seguente:
soppresso
“Elenco delle organizzazioni internazionali di cui all’articolo 31, paragrafo 1”;
Emendamento 187
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Capo III bis – articolo 22 bis – paragrafo 1 bis (nuovo)
1 bis.  L'autorità competente per la decisione crea il fascicolo individuale prima dell'adozione della decisione.
Emendamento 188
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Capo III bis – articolo 22 bis – paragrafo 3
3.  Qualora il richiedente abbia presentato domanda in gruppo o con un familiare, l’autorità crea un fascicolo individuale per ogni singola persona e collega i fascicoli delle persone che hanno presentato domanda insieme e cui è stato rilasciato un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno.
3.  Qualora il richiedente abbia presentato domanda in gruppo o con un familiare, l’autorità crea un fascicolo individuale per ogni singola persona e collega i fascicoli delle persone che hanno presentato domanda insieme e cui è stato rilasciato un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno. Le domande dei genitori o dei tutori legali non vengono separate da quelle dei figli.
Emendamento 189
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 ter – paragrafo 1
1.  Al solo scopo di valutare se la persona possa rappresentare una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza interna o la salute pubblica degli Stati membri ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera e), del regolamento (UE) 2016/399, il VIS tratta i fascicoli automaticamente, alla ricerca di eventuali riscontri positivi. Il VIS esamina ciascun fascicolo individualmente.
1.  Al solo scopo di valutare se la persona possa rappresentare una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza interna degli Stati membri ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera e), del regolamento (UE) 2016/399, il VIS tratta i fascicoli automaticamente, alla ricerca di eventuali riscontri positivi. Il VIS esamina ciascun fascicolo individualmente.
Emendamento 190
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 ter – paragrafo 2
2.  Ogniqualvolta, al momento del rilascio o del rifiuto di un visto per soggiorno di lunga durata o di un permesso di soggiorno di cui all'articolo 22 quinquies, venga creato un fascicolo individuale il VIS avvia un'interrogazione utilizzando il portale di ricerca europeo definito all'articolo 6, paragrafo 1 [del regolamento sull'interoperabilità] per confrontare i dati pertinenti di cui all'articolo 22 quater, punto 2, lettere a), b), c), f) e g), con i dati pertinenti nel VIS, nel sistema d'informazione Schengen (SIS), nel sistema di ingressi/uscite (EES), nel sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), compreso l'elenco di controllo di cui all'articolo 29 del regolamento (UE) 2018/XX che istituisce un sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi, [nel sistema ECRIS-TCN per le condanne relative a reati di terrorismo e altri reati gravi], nei dati Europol, nella banca dati Interpol sui documenti di viaggio rubati o smarriti (SLTD) e nella banca dati Interpol sui documenti di viaggio associati a segnalazioni (TDAWN).
2.  Ogniqualvolta venga creato un fascicolo individuale a norma dell'articolo 22 quater in relazione a un visto per soggiorno di lunga durata o a un permesso di soggiorno il VIS avvia un'interrogazione utilizzando il portale di ricerca europeo definito all'articolo 6, paragrafo 1, [del regolamento sull'interoperabilità] per confrontare i dati di cui all'articolo 22 quater, punto 2, lettere a), b), c), f) e g). Il VIS verifica:
a)   se il documento di viaggio usato per la domanda corrisponde a un documento di viaggio segnalato come smarrito, rubato, altrimenti sottratto o invalidato nel SIS;
b)   se il documento di viaggio usato per la domanda corrisponde a un documento di viaggio segnalato come smarrito, rubato o invalidato nella banca dati SLTD;
c)   se il richiedente è oggetto di una segnalazione ai fini del rifiuto d'ingresso e di soggiorno registrata nel SIS;
d)   se il richiedente è oggetto di una segnalazione come persona ricercata per l'arresto a fini di consegna sulla base di un mandato d'arresto europeo o ricercata per l'arresto a fini di estradizione nel SIS;
e)   se il richiedente e il documento di viaggio corrispondono a un'autorizzazione ai viaggi rifiutata, revocata o annullata nel sistema centrale ETIAS;
f)   se il richiedente e il documento di viaggio sono inclusi nell'elenco di controllo di cui all'articolo 34 del regolamento (UE) 2018/1240;
g)   se i dati relativi al richiedente sono già registrati nel VIS per la stessa persona;
h)   se i dati forniti nella domanda relativi al documento di viaggio corrispondono a un'altra domanda di visto per soggiorno di lunga durata o di permesso di soggiorno associata a dati di identità diversi;
i)   se il richiedente è attualmente segnalato come soggiornante fuoritermine o se lo è stato in passato nell'EES;
j)   se il richiedente è registrato nell'EES per essere stato oggetto di un rifiuto di ingresso;
k)   se il richiedente è stato oggetto di una decisione di rifiuto, annullamento o revoca di un visto per soggiorno di breve durata registrata nel VIS;
l)   se il richiedente è stato oggetto di una decisione di rifiuto, annullamento o revoca di un visto per soggiorno di lunga durata o di un permesso di soggiorno registrata nel VIS;
m)   se i dati specifici all'identità del richiedente sono registrati nei dati di Europol;
n)   nei casi in cui il richiedente sia un minore, se il titolare della responsabilità genitoriale o il tutore legale:
i)   è oggetto di una segnalazione come persona ricercata per l'arresto a fini di consegna sulla base di un mandato d'arresto europeo o ricercata per l'arresto a fini di estradizione nel SIS;
ii)   è oggetto di una segnalazione ai fini del rifiuto d'ingresso e di soggiorno nel SIS;
iii)   è in possesso di un documento di viaggio incluso nell'elenco di controllo di cui all'articolo 34 del regolamento (UE) 2018/1240.
Il presente paragrafo non ostacola la presentazione, per qualsiasi motivo, di una domanda di asilo. Nel caso di una domanda di visto presentata da una vittima di reati violenti, come la violenza domestica o la tratta di esseri umani, commessi dal suo garante, il fascicolo trasmesso al VIS deve essere separato da quello del garante, al fine di proteggere la vittima da ulteriori pericoli.
Per scongiurare il rischio di falsi riscontri positivi, qualsiasi interrogazione riguardante minori di età inferiore a 14 anni o persone di età superiore a 75 anni eseguita con identificatori biometrici rilevati più di cinque anni prima della corrispondenza e che non conferma l'identità del cittadino di un paese terzo è soggetta a un controllo manuale obbligatorio da parte di esperti in materia di dati biometrici.
Emendamento 191
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 ter – paragrafo 3
3.  Il VIS inserisce nel fascicolo individuale un riferimento a eventuali riscontri positivi emersi conformemente ai paragrafi 2 e 5. Inoltre il VIS individua, se del caso, lo Stato membro o gli Stati membri che hanno inserito o fornito i dati per i quali è emerso il riscontro positivo o Europol, e lo registra nel fascicolo individuale.
3.  Il VIS inserisce nel fascicolo individuale un riferimento a eventuali riscontri positivi emersi conformemente ai paragrafi 2 e 5. Inoltre il VIS individua, se del caso, lo Stato membro o gli Stati membri che hanno inserito o fornito i dati per i quali è emerso il riscontro positivo o Europol, e lo registra nel fascicolo individuale. Non sono registrate informazioni diverse dal riferimento a un riscontro positivo e all'originatore dei dati.
Emendamento 192
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 ter – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  Quando è interrogata la banca dati SLTD, i dati utilizzati a tal fine dall'utente dell'ESP non sono condivisi con i proprietari dei dati Interpol.
Emendamento 193
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 ter – paragrafo 4 – comma 1 – parte introduttiva
4.  Ai fini dell’articolo 2, paragrafo 2, lettera f), relativamente a un visto per soggiorno di lunga durata rilasciato o prorogato, le interrogazioni avviate a norma del paragrafo 2 del presente articolo confrontano i dati pertinenti di cui all’articolo 22 quater, punto 2, con i dati presenti nel SIS per stabilire se il richiedente sia oggetto di una delle seguenti segnalazioni:
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 194
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 ter – paragrafo 4 – comma 1 – lettera d
(d)  una segnalazione di persone e oggetti ai fini di un controllo discreto o di un controllo specifico.
(d)  una segnalazione di persone e oggetti ai fini di un controllo discreto, di un controllo specifico o di un controllo di indagine.
Emendamento 195
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 ter – paragrafo 4 – comma 2
Ove dal confronto di cui al presente paragrafo risultino uno o più riscontri positivi, il VIS lo comunica automaticamente all’autorità centrale dello Stato membro che ha avviato l’interrogazione perché adotti adeguate misure di follow-up.
L'articolo 9 bis, paragrafi 5 bis, 5 ter, 5 quater e 5 quinquies, e gli articoli 9 quater, 9 quater bis e 9 quater ter si applicano mutatis mutandis alle seguenti disposizioni specifiche.
Emendamento 196
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 ter – paragrafo 6
6.  Se a rilasciare o prorogare il visto per soggiorno di lunga durata o il permesso di soggiorno è l’autorità consolare di uno Stato membro, si applica l’articolo 9 bis.
soppresso
Emendamento 197
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 ter – paragrafo 7
7.  Se a rilasciare o prorogare il permesso di soggiorno o a prorogare il visto per soggiorno di lunga durata è un’autorità nel territorio di uno Stato membro, si applica quanto segue:
soppresso
a)  tale autorità verifica se i dati registrati nel fascicolo individuale corrispondono ai dati presenti nel VIS o in uno dei sistemi d’informazione/delle banche dati dell’UE, nei dati Europol o nelle banche dati Interpol consultati ai sensi del paragrafo 2;
b)  se il riscontro positivo ai sensi del paragrafo 2 è connesso ai dati Europol, l’unità nazionale Europol è informata per follow-up;
c)  se i dati non corrispondono e non sono emersi altri riscontri positivi dal trattamento automatizzato ai sensi dei paragrafi 2 e 3, l’autorità cancella il falso riscontro positivo dal fascicolo relativo alla domanda;
d)  se i dati corrispondono o persistono dubbi sull’identità del richiedente, l’autorità prende misure in relazione ai dati per i quali è emerso il riscontro positivo ai sensi del paragrafo 4 attenendosi alle procedure, alle condizioni e ai criteri previsti dalla legislazione nazionale e dell’Unione.
Emendamento 198
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quater – punto 2 – lettera a
a)  cognome; nome o nomi; data di nascita; cittadinanza o cittadinanze attuali; sesso; data, luogo e paese di nascita;
a)  cognome; nome o nomi; anno di nascita; cittadinanza o cittadinanze attuali; sesso; luogo e paese di nascita;
Emendamento 199
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quater – punto 2 – lettera f
f)  immagine del volto del titolare, se possibile rilevata sul posto;
f)  immagine del volto del titolare rilevata sul posto;
Emendamento 200
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quinquies – comma 1 – parte introduttiva
Qualora sia adottata una decisione di rifiuto di un visto per soggiorno di lunga durata o di un permesso di soggiorno perché il richiedente è considerato una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza interna o la salute pubblica, oppure perché ha presentato documenti ottenuti con la frode, falsificati o manomessi, l’autorità che ha adottato tale decisione crea senza indugio un fascicolo individuale che contiene i seguenti dati:
Qualora sia adottata una decisione di rifiuto di un visto per soggiorno di lunga durata o di un permesso di soggiorno perché il richiedente è considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza interna, oppure perché ha presentato documenti ottenuti con la frode, falsificati o manomessi, l'autorità che ha adottato tale decisione crea senza indugio un fascicolo individuale che contiene i seguenti dati:
Emendamento 201
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quinquies – comma 1 – lettera e
e.  cognome, nome e indirizzo della persona fisica sulla cui base è presentata la domanda;
(Non concerne la versione italiana)
Emendamento 202
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quinquies – comma 1 – lettera f
f.  immagine del volto del richiedente, se possibile rilevata sul posto;
f.  immagine del volto del richiedente rilevata sul posto;
Emendamento 203
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quinquies – comma 1 – lettera h
h.  informazioni da cui risulti che il visto per soggiorno di lunga durata o il permesso di soggiorno è stato rifiutato perché il richiedente è considerato una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza interna o la salute pubblica, oppure perché ha presentato documenti ottenuti con la frode, falsificati o manomessi;
h.  informazioni da cui risulti che il visto per soggiorno di lunga durata o il permesso di soggiorno è stato rifiutato perché il richiedente è considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza interna, oppure perché ha presentato documenti ottenuti con la frode, falsificati o manomessi;
Emendamento 204
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 octies – paragrafo 1
1.  Unicamente allo scopo di verificare l’identità del titolare del documento e/o l’autenticità e la validità del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno e allo scopo di verificare se la persona non sia considerata una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza interna o la salute pubblica di uno degli Stati membri in conformità dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera e), del regolamento (UE) 2016/399, le autorità competenti a effettuare verifiche ai valichi di frontiera esterni in conformità di quel regolamento sono abilitate a eseguire interrogazioni con il numero di documento in combinazione con uno o più dati di cui all’articolo 22 quater, punto 2, lettere a), b) e c), del presente regolamento.
1.  Unicamente allo scopo di verificare l'identità del titolare del documento e/o l'autenticità e la validità del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno e allo scopo di verificare se la persona non sia considerata una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza interna di uno degli Stati membri in conformità dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera e), del regolamento (UE) 2016/399, le autorità competenti a effettuare verifiche ai valichi di frontiera esterni in conformità di quel regolamento sono abilitate a eseguire interrogazioni con il numero di documento in combinazione con uno o più dati di cui all'articolo 22 quater, punto 2, lettere a), b) e c), del presente regolamento.
Emendamento 205
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 octies – paragrafo 2 – lettera e
(e)  le fotografie di cui all’articolo 22 quater, punto 2, lettera f).
(e)  le immagini del volto di cui all'articolo 22 quater, punto 2, lettera f).
Emendamento 206
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 nonies – paragrafo 1
1.  Unicamente allo scopo di verificare l'identità del titolare e l'autenticità e la validità del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno o allo scopo di verificare che la persona non sia una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza interna o la salute pubblica di uno degli Stati membri, le autorità competenti a controllare all'interno degli Stati membri se siano soddisfatte le condizioni d'ingresso, di soggiorno o di residenza nel territorio degli Stati membri e, a seconda dei casi, le autorità di polizia sono abilitate a eseguire interrogazioni con il numero di visto per soggiorno di lunga durata o di permesso di soggiorno in combinazione con uno o più dati di cui all'articolo 22 quater, punto 2, lettere a), b) e c).
1.  Unicamente allo scopo di verificare l'identità del titolare e l'autenticità e la validità del visto per soggiorno di lunga durata o del permesso di soggiorno, le autorità competenti a controllare all'interno degli Stati membri se siano soddisfatte le condizioni d'ingresso, di soggiorno o di residenza nel territorio degli Stati membri sono abilitate a eseguire interrogazioni con il numero di visto per soggiorno di lunga durata o di permesso di soggiorno in combinazione con uno o più dati di cui all'articolo 22 quater, punto 2, lettere a), b) e c).
Emendamento 207
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 nonies – paragrafo 2 – lettera e
(e)  le fotografie di cui all’articolo 22 quater, punto 2, lettera f).
(e)  le immagini del volto di cui all'articolo 22 quater, punto 2, lettera f).
Emendamento 208
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 duodecies – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri designano le autorità che sono autorizzate a consultare i dati registrati nel VIS al fine di prevenire, accertare e indagare reati di terrorismo o altri reati gravi.
1.  Gli Stati membri designano le autorità che sono autorizzate a consultare i dati registrati nel VIS al fine di prevenire, accertare e indagare reati di terrorismo o altri reati gravi in circostanze appropriate e rigorosamente definite conformemente all'articolo 22 quindecies. Tali autorità sono autorizzate a consultare i dati dei minori di età inferiore a 12 anni solo per proteggere i minori scomparsi e i minori vittime di reati gravi.
Emendamento 209
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 duodecies – paragrafo 2
2.  Ciascuno Stato membro conserva un elenco delle autorità designate. Ciascuno Stato membro comunica le proprie autorità designate a eu-LISA e alla Commissione e può in qualsiasi momento modificare o sostituire tale comunicazione.
2.  Ciascuno Stato membro conserva un elenco rigorosamente limitato delle autorità designate. Ciascuno Stato membro comunica le proprie autorità designate a eu-LISA e alla Commissione e può in qualsiasi momento modificare o sostituire tale comunicazione.
Emendamento 210
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 terdecies – paragrafo 2 – comma 2
Il punto d’accesso centrale agisce in modo indipendente nello svolgimento dei propri compiti ai sensi del presente regolamento e non riceve istruzioni dall’autorità designata di Europol di cui al paragrafo 1 in merito al risultato della verifica.
Il punto d’accesso centrale agisce in modo pienamente indipendente nello svolgimento dei propri compiti ai sensi del presente regolamento e non riceve istruzioni dall’autorità designata di Europol di cui al paragrafo 1 in merito al risultato della verifica.
Emendamento 211
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quaterdecies – paragrafo 3
3.  Qualora la verifica a posteriori accerti che l’accesso ai dati del VIS non era giustificato, tutte le autorità che hanno avuto accesso a tali dati cancellano le informazioni acquisite dal VIS e ne informano i punti di accesso centrale.
3.  Qualora la verifica a posteriori accerti che l'accesso ai dati del VIS non era giustificato, tutte le autorità che hanno avuto accesso a tali dati cancellano immediatamente le informazioni acquisite dal VIS e ne informano i punti di accesso centrale.
Emendamento 212
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quindecies – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  Le autorità designate possono accedere al VIS a fini di consultazione qualora siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
1.  Fatto salvo l'articolo 22 del regolamento (UE) 2018/XX [sull’interoperabilità], le autorità designate possono accedere al VIS a fini di consultazione qualora siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
Emendamento 213
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quindecies – paragrafo 1 – lettera c bis (nuova)
(c bis)  nel caso di interrogazioni con impronte digitali, una precedente interrogazione è stata avviata nel sistema automatizzato d’identificazione dattiloscopica degli altri Stati membri ai sensi della decisione 2008/615/GAI, qualora i confronti delle impronte digitali siano tecnicamente disponibili e tale interrogazione sia stata effettuata pienamente oppure non sia stata effettuata pienamente entro 24 ore dal suo avvio;
Emendamento 214
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quindecies – paragrafo 1 – lettera d
(d)  qualora sia stato interrogato il CIR conformemente all’articolo 22 del regolamento 2018/XX [sull’interoperabilità], la risposta ricevuta di cui al paragrafo 3 di quell’articolo indica che nel VIS sono conservati dati.
(d)  qualora sia stato interrogato il CIR conformemente all’articolo 22 del regolamento 2018/XX [sull’interoperabilità], la risposta ricevuta di cui all'articolo 22, paragrafo 3, del regolamento 2018/XX [sull’interoperabilità] indica che nel VIS sono conservati dati.
Emendamento 215
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quindecies – paragrafo 3 – parte introduttiva
3.  La consultazione del VIS è limitata all’interrogazione con uno o più dei seguenti dati del fascicolo individuale:
3.  La consultazione del VIS è limitata all'interrogazione con uno o più dei seguenti dati del fascicolo relativo alla domanda o del fascicolo individuale:
Emendamento 216
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quindecies – paragrafo 3 – lettera a
(a)  cognome, nome o nomi, data di nascita, cittadinanza o cittadinanze e/o sesso;
(a)  cognome, nome o nomi, anno di nascita, cittadinanza o cittadinanze e/o sesso;
Emendamento 217
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quindecies – paragrafo 3 bis (nuovo)
3 bis.  La Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sulla fattibilità, la disponibilità, lo stato di preparazione e l'affidabilità della tecnologia richiesta per utilizzare le immagini del volto al fine di identificare una persona.
Emendamento 218
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quindecies – paragrafo 3 ter (nuovo)
3 ter.  L'immagine del volto di cui al paragrafo 3, lettera e), non è il solo criterio di ricerca.
Emendamento 219
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 quindecies – paragrafo 4
4.  La consultazione del VIS, in caso di riscontro positivo, dà accesso ai dati elencati nel precedente paragrafo e a qualsiasi altro dato estratto dal fascicolo individuale, compresi i dati inseriti riguardo ai documenti rilasciati, rifiutati, annullati, revocati o prorogati. L’accesso ai dati di cui all’articolo 9, punto 4, lettera l), conservati nel fascicolo relativo alla domanda è permesso solo se la loro consultazione è stata esplicitamente chiesta in una richiesta motivata e approvata dalla verifica indipendente.
4.  La consultazione del VIS, in caso di riscontro positivo, dà accesso ai dati elencati nel paragrafo 3 del presente articolo e a qualsiasi altro dato estratto dal fascicolo relativo alla domanda o dal fascicolo individuale, compresi i dati inseriti riguardo ai documenti rilasciati, rifiutati, annullati, revocati o prorogati. L'accesso ai dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettera l), conservati nel fascicolo relativo alla domanda è permesso solo se la loro consultazione è stata esplicitamente chiesta in una richiesta motivata e approvata dalla verifica indipendente.
Emendamento 220
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 sexdecies – comma 1
In deroga all'articolo 22 quindecies, paragrafo 1, le autorità designate non sono tenute a soddisfare le condizioni di cui a quel paragrafo per accedere al VIS per l'identificazione di persone scomparse, rapite o identificate come vittime della tratta di esseri umani nei cui confronti esistono fondati motivi per ritenere che la consultazione dei dati del VIS contribuisca alla loro identificazione e/o alle indagini su casi specifici di tratta degli esseri umani. In queste circostanze le autorità designate possono interrogare il VIS con le impronte digitali di tali persone.
In deroga all'articolo 22 quindecies, paragrafo 1, le autorità designate non sono tenute a soddisfare le condizioni di cui a quel paragrafo per accedere al VIS per l'identificazione di persone, in particolare minori, scomparse, rapite o identificate come vittime della tratta di esseri umani nei cui confronti esistono seri motivi per ritenere che la consultazione dei dati del VIS contribuisca alla loro identificazione e alle indagini su casi specifici di tratta degli esseri umani. In queste circostanze le autorità designate possono interrogare il VIS con le impronte digitali di tali persone.
Emendamento 221
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 sexdecies – comma 2
Qualora le impronte digitali di tali persone non possano essere utilizzate ovvero l’interrogazione con le impronte digitali non dia esito, l’interrogazione è eseguita con i dati di cui all’articolo 9, punto 4, lettere a) e b).
Qualora le impronte digitali di tali persone non possano essere utilizzate ovvero l'interrogazione con le impronte digitali non dia esito, l'interrogazione è eseguita con i dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere a) e b), o all'articolo 22 quater, punto 2, lettere a) e b).
Emendamento 222
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 sexdecies – comma 3
La consultazione del VIS, in caso di riscontro positivo, dà accesso a tutti i dati di cui all’articolo 9 e ai dati di cui all’articolo 8, paragrafi 3 e 4.
La consultazione del VIS, in caso di riscontro positivo, dà accesso a tutti i dati di cui agli articoli 9, 22 quater o 22 quinquies e ai dati di cui all'articolo 8, paragrafi 3 e 4, o all'articolo 22 bis, paragrafo 3.
Emendamento 223
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 septdecies – paragrafo 3
3.  L’autorità designata di Europol può presentare una richiesta motivata in formato elettronico per la consultazione di tutti i dati o di una serie specifica di dati conservati nel VIS al punto di accesso centrale di Europol di cui all’articolo 22 duodecies, paragrafo 3. Quando riceve una richiesta di accesso, il punto di accesso centrale di Europol verifica se siano soddisfatte le condizioni di accesso di cui ai paragrafi 1 e 2. Se sono soddisfatte tutte le condizioni di accesso, il personale debitamente autorizzato del punto o dei punti di accesso centrale tratta le richieste. I dati del VIS consultati sono trasmessi alle unità operative di cui all’articolo 22 terdecies, paragrafo 1, in modo da non compromettere la sicurezza dei dati.
3.  L'autorità designata di Europol può presentare una richiesta motivata in formato elettronico per la consultazione di tutti i dati o di una serie specifica di dati conservati nel VIS al punto di accesso centrale di Europol di cui all'articolo 22 terdecies, paragrafo 2. Quando riceve una richiesta di accesso, il punto di accesso centrale di Europol verifica se siano soddisfatte le condizioni di accesso di cui ai paragrafi 1 e 2. Se sono soddisfatte tutte le condizioni di accesso, il personale debitamente autorizzato del punto o dei punti di accesso centrale tratta le richieste. I dati del VIS consultati sono trasmessi alle unità operative di cui all’articolo 22 terdecies, paragrafo 1, in modo da non compromettere la sicurezza dei dati.
Emendamento 224
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 octodecies – paragrafo 1
1.  Gli Stati membri e Europol provvedono affinché tutti i trattamenti di dati derivanti dalle richieste di accesso ai dati del VIS conformemente al capo III ter siano registrati o documentati per verificare l'ammissibilità della richiesta, monitorare la liceità del trattamento dei dati e l'integrità e la sicurezza dei dati, nonché a fini di verifica interna.
1.  Gli Stati membri e Europol provvedono affinché tutti i trattamenti di dati derivanti dalle richieste di accesso ai dati del VIS conformemente al capo III ter siano registrati o documentati per monitorare l'ammissibilità della richiesta, monitorare la liceità del trattamento dei dati e l'integrità e la sicurezza dei dati e il possibile impatto sui diritti fondamentali, nonché a fini di verifica interna.
Le registrazioni o la documentazione sono protette dall'accesso non autorizzato con misure adeguate e sono cancellate due anni dopo la loro creazione, a meno che non siano necessarie per procedure di monitoraggio già avviate.
Emendamento 225
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 octodecies – paragrafo 2 – lettera g
g)  conformemente alle disposizioni nazionali o al regolamento (UE) 2016/794, l’identità utente esclusiva del funzionario che ha effettuato l’interrogazione e del funzionario che ha ordinato l’interrogazione.
g)  conformemente alle disposizioni nazionali o al regolamento (UE) 2016/794 oppure, se del caso, al regolamento (UE) 2018/1725, l'identità utente esclusiva del funzionario che ha effettuato l'interrogazione e del funzionario che ha ordinato l'interrogazione.
Emendamento 226
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 octodecies – paragrafo 3
3.  Le registrazioni e la documentazione sono usate solo ai fini del monitoraggio della liceità del trattamento dei dati e per garantire l'integrità e la sicurezza dei dati. Soltanto le registrazioni che non contengono dati personali possono essere usate ai fini del monitoraggio e della valutazione di cui all’articolo 50. L’autorità di controllo istituita in virtù dell’articolo 41, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/680 che è competente a verificare l’ammissibilità della richiesta e monitorare la liceità del trattamento dei dati e l’integrità e la sicurezza dei dati ha accesso a tali registrazioni, su propria richiesta, per l’adempimento delle proprie funzioni.
3.  Le registrazioni e la documentazione sono usate solo ai fini del monitoraggio della liceità del trattamento dei dati, del monitoraggio dell'impatto sui diritti fondamentali e per garantire l'integrità e la sicurezza dei dati. Soltanto le registrazioni che non contengono dati personali possono essere usate ai fini del monitoraggio e della valutazione di cui all’articolo 50. L’autorità di controllo istituita in virtù dell’articolo 41, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/680 che è competente a monitorare la liceità del trattamento dei dati e l’integrità e la sicurezza dei dati ha accesso a tali registrazioni, su propria richiesta, per l’adempimento delle proprie funzioni.
Emendamento 227
Proposta di regolamento
Articolo 1 – punto 40
Regolamento (CE) n. 767/2008
Articolo 22 novodecies bis (nuovo)
Articolo 22 novodecies bis
Protezione dei dati personali consultati conformemente al capo III ter
1.   Ciascuno Stato membro provvede affinché le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nazionali adottate ai sensi della direttiva (UE) 2016/680 siano altresì applicabili all'accesso al VIS effettuato dalle proprie autorità nazionali a norma del presente capo, anche per quanto riguarda i diritti delle persone i cui dati sono così consultati.
2.   L'autorità di controllo di cui all'articolo 41, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/680 monitora la legittimità dell'accesso ai dati personali effettuato dagli Stati membri a norma del presente capo, nonché la trasmissione di tali dati al VIS e viceversa. Si applica di conseguenza l'articolo 41, paragrafi 3 e 4, del presente regolamento.
3.   Il trattamento dei dati personali da parte di Europol a norma del presente regolamento è effettuato conformemente al regolamento (UE) 2016/794 ed è sottoposto alla vigilanza del Garante europeo della protezione dei dati.
4.   I dati personali consultati nel VIS conformemente al presente capo sono trattati soltanto a fini di prevenzione, accertamento o indagine nel quadro del caso specifico in relazione al quale i dati sono stati richiesti da uno Stato membro o da Europol.
5.   eu-LISA, le autorità designate, i punti di accesso centrale ed Europol conservano i registri delle interrogazioni di cui all'articolo 22 octodecies al fine di consentire all'autorità di controllo istituita ai sensi dell'articolo 41, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/680 e al Garante europeo della protezione dei dati di monitorare la conformità del trattamento dei dati alle norme nazionali e dell'Unione sulla protezione dei dati. Ad eccezione dei dati archiviati a tal fine, i dati personali e i registri delle interrogazioni sono cancellati da tutti gli archivi nazionali e da quelli di Europol dopo 30 giorni, salvo se tali dati e registri sono necessari ai fini della specifica indagine penale in corso per la quale i dati sono stati richiesti da uno Stato membro o da Europol.
Emendamento 228
Proposta di regolamento
Articolo 2 – titolo
Modifiche della decisione 2004/512/CE
Abrogazione della decisione 2004/512/CE
Emendamento 229
Proposta di regolamento
Articolo 2 – comma 1
Decisione 2004/512/CE
Articolo 1 – paragrafo 2
L’articolo 1, paragrafo 2, della decisione 2004/512/CE è sostituito dal seguente:
La decisione 2004/512/CE è abrogata. I riferimenti a detta decisione si intendono fatti al regolamento (CE) n. 767/2008 e si leggono secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato 2.
"2. Il sistema d’informazione visti è basato su un’architettura centralizzata e consta dei seguenti elementi:
a)  l’archivio comune di dati di identità [di cui all’articolo 17, paragrafo 2, lettera a), del regolamento 2018/XX sull’interoperabilità];
b)  un sistema d’informazione centrale, in seguito denominato “sistema centrale d’informazione visti” (VIS);
c)  un’interfaccia in ciascuno Stato membro, in seguito denominata “interfaccia nazionale” (NI-VIS), che assicura il collegamento con la competente autorità centrale nazionale del rispettivo Stato membro, o con un’interfaccia uniforme nazionale (NUI) in ciascuno Stato membro, basata su specifiche tecniche comuni e identica in tutti gli Stati membri, che consenta la connessione tra il sistema centrale e le infrastrutture nazionali negli Stati membri;
d)  un’infrastruttura di comunicazione tra il VIS e le interfacce nazionali;
e)  un canale di comunicazione sicuro fra il VIS e il sistema centrale dell’EES;
f)  un’infrastruttura di comunicazione sicura tra il sistema centrale del VIS e le infrastrutture centrali del portale di ricerca europeo istituito [dall’articolo 6 del regolamento 2018/XX sull’interoperabilità], del servizio comune di confronto biometrico istituito [dall’articolo 12 del regolamento 2018/XX sull’interoperabilità], dell’archivio comune di dati di identità istituito [dall’articolo 17 del regolamento 2018/XX sull’interoperabilità], del rilevatore di identità multiple istituito [dall’articolo 25 del regolamento 2018/XX sull’interoperabilità];
g)  un meccanismo di consultazione in merito alle domande e di scambio di informazioni fra le autorità centrali competenti per i visti (“VIS Mail”);
h)  un portale per i vettori;
i)  un servizio web sicuro che permette la comunicazione tra il VIS, da un lato, e il portale per i vettori e i sistemi internazionali (sistemi/banche dati di Interpol), dall’altro;
j)  un archivio di dati ai fini dell’elaborazione di relazioni e statistiche.
Il sistema centrale, le interfacce uniformi nazionali, il servizio web, il portale per i vettori e l’infrastruttura di comunicazione del VIS condividono e riutilizzano nella massima misura tecnicamente possibile i componenti hardware e software, rispettivamente, del sistema centrale dell’EES, delle interfacce uniformi nazionali dell’EES, del portale per i vettori dell’ETIAS, del servizio web dell’EES e dell’infrastruttura di comunicazione dell’EES.”.
Emendamento 230
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 1
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 10 – paragrafo 3 – lettera c
c)  presenta una fotografia conformemente alle norme stabilite nel regolamento (CE) n. 1683/95 oppure, alla prima domanda e successivamente almeno ogni 59 mesi a partire da quella, conformemente alle norme di cui all’articolo 13 del presente regolamento;
c)  consente il rilevamento sul posto di un'immagine del volto alla prima domanda e successivamente almeno ogni 59 mesi a partire da quella, conformemente alle norme di cui all'articolo 13 del presente regolamento;
Emendamento 231
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 2 – lettera a
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 13 – paragrafo 2 – trattino 1
—  una fotografia rilevata sul posto e in formato elettronico al momento della domanda;
—  un'immagine del volto rilevata sul posto al momento della domanda;
Emendamento 232
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 2 – lettera b
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 13 – paragrafo 3 – comma 1
Se le impronte digitali e una fotografia di qualità sufficiente sono state rilevate sul posto dal richiedente e inserite nel VIS nell’ambito di una domanda presentata meno di 59 mesi prima della data della nuova domanda, tali [dati] possono essere copiati nella domanda successiva.
Se le impronte digitali e una fotografia di qualità sufficiente sono state rilevate sul posto dal richiedente e inserite nel VIS nell'ambito di una domanda presentata meno di 59 mesi prima della data della nuova domanda, esse sono copiate nella domanda successiva.
Emendamento 253
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 2 – lettera c
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 13 – paragrafo 7 – lettera a
a)  bambini di età inferiore a sei anni;";
a)  bambini di età inferiore a 12 anni e persone di età superiore a 70 anni;
Emendamento 233
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 3 – lettera b
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 21 – paragrafo 3 bis – lettera a
(a)  nel SIS e nell’SLTD per verificare se il documento di viaggio usato per la domanda corrisponde a un documento di viaggio segnalato come smarrito, rubato o invalidato e se il documento di viaggio usato per la domanda corrisponde a un documento di viaggio registrato in un file del TDAWN di Interpol;
(a)  nel SIS e nell'SLTD per verificare se il documento di viaggio usato per la domanda corrisponde a un documento di viaggio segnalato come smarrito, rubato o invalidato;
Emendamento 234
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 3 – lettera b
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 21 – paragrafo 3 bis – lettera g
(g)  nel sistema ECRIS-TCN per verificare se il richiedente corrisponde a una persona i cui dati sono registrati in quella banca dati per reati di terrorismo e altri reati gravi;
soppresso
Emendamento 235
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 4
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 21 bis – paragrafo -1
-1.  Gli indicatori di rischio specifici sono un algoritmo che permette la profilazione ai sensi dell'articolo 4, punto 4, del regolamento (UE) 2016/679 attraverso il confronto tra i dati registrati in un fascicolo relativo alla domanda e indicatori di rischio specifici relativi alla sicurezza, alla migrazione illegale o ad alti rischi epidemici. Gli indicatori di rischio specifici sono registrati nel VIS.
Emendamento 236
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 4
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 21 bis – paragrafo 1 – parte introduttiva
1.  La valutazione del rischio per la sicurezza, di immigrazione illegale o dell’alto rischio epidemico è basata su quanto segue:
1.  La Commissione adotta un atto delegato conformemente all'articolo 51 bis al fine di definire ulteriormente i rischi per la sicurezza o di immigrazione illegale o l'alto rischio epidemico in base a quanto segue:
Emendamento 237
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 4
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 21 bis – paragrafo 1 – lettera b
(b)  statistiche generate dal VIS in conformità dell’articolo 45 bis del regolamento VIS indicanti tassi anormali di rifiuto di domande di visto dovuto a un rischio di immigrazione illegale, per la sicurezza o per la salute pubblica associato a uno specifico gruppo di viaggiatori;
(b)  statistiche generate dal VIS in conformità dell'articolo 45 bis del regolamento VIS indicanti tassi anormali di rifiuto di domande di visto dovuto a un rischio di immigrazione illegale o per la sicurezza associato a un richiedente;
Emendamento 238
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 4
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 21 bis – paragrafo 2
2.  La Commissione adotta un atto di esecuzione con cui specifica i rischi di cui al paragrafo 1. Tale atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 52, paragrafo 2.
soppresso
Emendamento 239
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 4
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 21 bis – paragrafo 3 – parte introduttiva
3.  Sulla base dei rischi specifici rilevati in conformità del paragrafo 2, sono stabiliti indicatori di rischio specifici consistenti in una combinazione di uno o più dei seguenti dati:
3.  Sulla base dei rischi specifici rilevati in conformità del presente regolamento e dell'atto delegato di cui al paragrafo 1, sono stabiliti indicatori di rischio specifici consistenti in una combinazione di uno o più dei seguenti dati:
Emendamento 240
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 4
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 21 bis – paragrafo 6
6.  Le autorità competenti per i visti utilizzano gli indicatori di rischio specifici nel valutare se il richiedente presenti un rischio di immigrazione illegale, un rischio per la sicurezza degli Stati membri o un alto rischio epidemico conformemente all’articolo 21, paragrafo 1.
6.  Le autorità competenti per i visti utilizzano gli indicatori di rischio specifici nel valutare se il richiedente presenti un rischio di immigrazione illegale o un rischio per la sicurezza degli Stati membri conformemente all’articolo 21, paragrafo 1.
Emendamento 241
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 4
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 21 bis – paragrafo 7
7.  La Commissione riesamina periodicamente i rischi specifici e gli indicatori di rischio specifici.
7.  La Commissione e l'Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali riesaminano periodicamente i rischi specifici e gli indicatori di rischio specifici.
Emendamento 242
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 4 bis (nuovo)
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 39
4 bis)  l'articolo 39 è sostituito dal seguente:
Articolo 39
Articolo 39
Condotta del personale
Condotta del personale e rispetto dei diritti fondamentali
1.  I consolati degli Stati membri garantiscono che i richiedenti vengano accolti cortesemente.
1.  I consolati degli Stati membri garantiscono che i richiedenti vengano accolti cortesemente. Il personale consolare rispetta pienamente la dignità umana nell’esercizio delle sue funzioni.
2.  Il personale consolare, nell’esercizio delle sue funzioni, rispetta pienamente la dignità umana. Tutti i provvedimenti adottati sono proporzionati agli obiettivi da essi perseguiti.
2.  Il personale consolare rispetta pienamente i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea nell’esercizio delle sue funzioni. Tutti i provvedimenti adottati sono proporzionati agli obiettivi da essi perseguiti.
3.  Nello svolgimento delle sue mansioni il personale consolare non pone in atto discriminazioni nei confronti delle persone per motivi di sesso, razza od origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o tendenze sessuali.
3.  Nello svolgimento delle sue mansioni il personale consolare non pone in atto discriminazioni nei confronti delle persone per motivi quali sesso, razza od origine etnica, colore della pelle, origine sociale, caratteristiche genetiche, lingua, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, appartenenza a una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, religione o convinzioni personali, disabilità, età o tendenze sessuali. L'interesse superiore del minore è considerato preminente.";
Emendamento 243
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 4 ter (nuovo)
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 39 bis (nuovo)
4 ter)  è inserito l’articolo seguente:
"Articolo 39 bis
Diritti fondamentali
In sede di applicazione del presente regolamento, gli Stati membri agiscono nel pieno rispetto del pertinente diritto unionale, compresa la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, del pertinente diritto internazionale, compresa la convenzione relativa allo status dei rifugiati firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, degli obblighi inerenti all'accesso alla protezione internazionale, in particolare il principio di non-refoulement (non respingimento), e dei diritti fondamentali. Conformemente ai principi generali del diritto unionale, le decisioni adottate ai sensi del presente regolamento devono essere adottate su base individuale. L'interesse superiore del minore è considerato preminente.";
Emendamento 244
Proposta di regolamento
Articolo 3 – punto 5 bis (nuovo)
Regolamento (UE) n. 810/2009
Articolo 51 bis (nuovo)
5 bis)  è inserito l’articolo seguente:
"Articolo 51 bis
Esercizio della delega
1.   Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.
2.   Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 21 bis è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere da ... [data di entrata in vigore del presente regolamento]. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
3.   La delega di potere di cui all'articolo 21 bis può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
4.   Prima dell'adozione dell'atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.
5.   Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.
6.   L’atto delegato adottato ai sensi dell’articolo 21 bis entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.";
Emendamento 245
Proposta di regolamento
Articolo 4 – punto 2
Regolamento (UE) n. 2017/2226
Articolo 13 – paragrafo 3
3.  Al fine di adempiere al loro obbligo ai sensi dell’articolo 26, paragrafo 1, lettera b), della Convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen, i vettori utilizzano il servizio web per verificare se un visto per soggiorno di breve durata è ancora valido, se è già stato utilizzato il numero di ingressi autorizzati o se il titolare ha raggiunto la durata massima del soggiorno autorizzato o, a seconda dei casi, se il visto è valido per il territorio del porto di destinazione del viaggio. I vettori forniscono i dati di cui all’articolo 16, paragrafo 1, lettere a), b) e c). Su tale base il servizio web fornisce ai vettori una risposta “OK/non OK”. I vettori possono conservare le informazioni trasmesse e la risposta ricevuta in conformità del diritto applicabile. I vettori istituiscono un sistema di autenticazione per garantire che solo il personale autorizzato possa accedere al servizio web. La risposta “OK/non OK” non può essere considerata un provvedimento di autorizzazione d’ingresso o di respingimento ai sensi del regolamento (UE) 2016/399.
3.  Al fine di adempiere al loro obbligo ai sensi dell’articolo 26, paragrafo 1, lettera b), della Convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen, i vettori utilizzano il servizio web per verificare se un visto per soggiorno di breve durata è ancora valido, se è già stato utilizzato il numero di ingressi autorizzati o se il titolare ha raggiunto la durata massima del soggiorno autorizzato o, a seconda dei casi, se il visto è valido per il territorio del porto di destinazione del viaggio. I vettori forniscono i dati di cui all’articolo 16, paragrafo 1, lettere a), b) e c). Su tale base il servizio web fornisce ai vettori una risposta “OK/non OK”. I vettori possono conservare le informazioni trasmesse e la risposta ricevuta in conformità del diritto applicabile. I vettori istituiscono un sistema di autenticazione per garantire che solo il personale autorizzato possa accedere al servizio web. La risposta “OK/non OK” non può essere considerata un provvedimento di autorizzazione d’ingresso o di respingimento ai sensi del regolamento (UE) 2016/399. Nei casi in cui ai passeggeri non sia consentito l'imbarco a causa di un'interrogazione nel VIS, i vettori forniscono ai passeggeri tali informazioni e i mezzi necessari per esercitare i loro diritti di accesso ai dati personali conservati nel VIS nonché di rettifica e cancellazione degli stessi.
Emendamento 246
Proposta di regolamento
Articolo 4 – punto 2 bis (nuovo)
Regolamento (UE) n. 2017/2226
Articolo 14 – paragrafo 3
2 bis)  all'articolo 14, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
3.  Se necessario per inserire o aggiornare i dati della cartella di ingresso/uscita del titolare di visto, le autorità di frontiera possono estrarre dal VIS e importare nell’EES i dati di cui all’articolo 16, paragrafo 2, lettere da c) a f), del presente regolamento conformemente all’articolo 8 del presente regolamento e all’articolo 18 bis del regolamento (CE) n. 767/2008.
"3. Se necessario per inserire o aggiornare i dati della cartella di ingresso/uscita del titolare di visto, le autorità di frontiera possono estrarre dal VIS e importare nell’EES i dati di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera d), e paragrafo 2, lettere da c) a f), del presente regolamento conformemente all’articolo 8 del presente regolamento e all’articolo 18 bis del regolamento (CE) n. 767/2008.";
Emendamento 247
Proposta di regolamento
Articolo 4 – punto 2 ter (nuovo)
Regolamento (UE) n. 2017/2226
Articolo 15 – paragrafo 1
2 ter)  all'articolo 15, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
1.  Se necessario per creare un fascicolo individuale o per aggiornare l’immagine del volto di cui all’articolo 16, paragrafo 1, lettera d), e all’articolo 17, paragrafo 1, lettera b), l’immagine del volto è rilevata sul posto.
"1. Se necessario per creare un fascicolo individuale o per aggiornare l'immagine del volto di cui all'articolo 17, paragrafo 1, lettera b), l'immagine del volto è rilevata sul posto.";
Emendamento 248
Proposta di regolamento
Articolo 4 – punto 2 quater (nuovo)
Regolamento (UE) n. 2017/2226
Articolo 15 – paragrafo 1 bis (nuovo)
2 quater)  all'articolo 15 è inserito il seguente paragrafo:
"1 bis. L'immagine del volto di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera d), è estratta dal VIS e importata nell'EES.";
Emendamento 249
Proposta di regolamento
Articolo 4 – punto 2 quinquies (nuovo)
Regolamento (UE) n. 2017/2226
Articolo 15 – paragrafo 5
2 quinquies)  all’articolo 15, il paragrafo 5 è soppresso;
5.   Entro un periodo di due anni dall’entrata in funzione dell’EES la Commissione presenta una relazione sulle norme di qualità delle immagini del volto conservate nel VIS e se queste siano tali da consentire il confronto biometrico al fine di utilizzare le immagini del volto nel VIS alle frontiere e all’interno del territorio degli Stati membri per verificare l’identità dei cittadini di paesi terzi soggetti all’obbligo del visto, senza conservare tali immagini del volto nell’EES. La Commissione trasmette tale relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Tale relazione è accompagnata, qualora considerata appropriata dalla Commissione, da proposte legislative, comprese proposte di modifica del presente regolamento, del regolamento (CE) n. 767/2008 o di entrambi, per quanto riguarda l’uso delle immagini del volto di cittadini di paesi terzi conservate nel VIS ai fini di cui al presente paragrafo.
Emendamento 250
Proposta di regolamento
Articolo 7 – punto 2
Regolamento 2018/XX sull'interoperabilità
Articolo 18 – paragrafo 1 – lettera b
b)  i dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere a), b) e c), e punti 5 e 6, all'articolo 22 quater, punto 2, lettere da a) a c bis), f) e g), e all'articolo 22 quinquies, lettere a), b), c), f) e g), del regolamento (CE) n. 767/2008;
b)  i dati di cui all'articolo 9, punto 4, lettere da a) a c quater), e punti 5 e 6, all'articolo 22 quater, punto 2, lettere da a) a c bis), f) e g), e all'articolo 22 quinquies, lettere a), b), c), f) e g), del regolamento (CE) n. 767/2008;
Emendamento 251
Proposta di regolamento
Articolo 9 – comma 1
Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento si applica a decorrere da ... [due anni dopo la data di entrata in vigore] ad eccezione delle disposizioni relative agli atti delegati e di esecuzione di cui all'articolo 1, punti 6, 7, 26, 27, 33 e 35, all'articolo 3, punto 4, e all'articolo 4, punto 1, che si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Entro ... [un anno dall'entrata in vigore del presente regolamento], la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sullo stato di avanzamento della preparazione della piena attuazione del presente regolamento. La relazione contiene anche informazioni particolareggiate sulle spese sostenute e sugli eventuali rischi che possono incidere sui costi complessivi.

Istituzione del Fondo Asilo e migrazione ***I
PDF 415kWORD 130k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo Asilo e migrazione (COM(2018)0471 – C8-0271/2018 – 2018/0248(COD))
P8_TA(2019)0175A8-0106/2019

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Istituzione, nell'ambito del Fondo per la gestione integrata delle frontiere, dello Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e i visti ***I
PDF 364kWORD 118k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce, nell'ambito del Fondo per la gestione integrata delle frontiere, lo Strumento di sostegno finanziario per la gestione delle frontiere e i visti (COM(2018)0473 – C8-0272/2018 – 2018/0249(COD))
P8_TA(2019)0176A8-0089/2019

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Istituzione del Fondo Sicurezza interna ***I
PDF 325kWORD 106k
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo Sicurezza interna (COM(2018)0472 – C8-0267/2018 – 2018/0250(COD))
P8_TA(2019)0177A8-0115/2019

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Definizione, presentazione ed etichettatura delle bevande spiritose e protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose ***I
PDF 428kWORD 136k
Risoluzione
Testo consolidato
Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 13 marzo 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla definizione, alla presentazione e all'etichettatura delle bevande spiritose, all'uso delle denominazioni di bevande spiritose nella presentazione e nell'etichettatura di altri prodotti alimentari nonché alla protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose (COM(2016)0750 – C8-0496/2017 – 2016/0392(COD))
P8_TA-PROV(2019)0178A8-0021/2018

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0750),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e gli articoli 43, paragrafo 2, e 114, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0496/2017),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere motivato presentato, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, dal Senato italiano, ove si afferma che il progetto di atto legislativo non è conforme al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 29 marzo 2017(1),

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettere del 10 dicembre 2018 e del 27 febbraio 2019, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e i pareri della commissione per il commercio internazionale e della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0021/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso(2);

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 13 marzo 2019 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2019/… del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla definizione, alla designazione, alla presentazione e all'etichettatura delle bevande spiritose, all'uso delle denominazioni di bevande spiritose nella presentazione e nell'etichettatura di altri prodotti alimentari, nonché alla protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose e all'uso dell'alcole etilico e di distillati di origine agricola nelle bevande alcoliche, e che abroga il regolamento (CE) n. 110/2008

P8_TC1-COD(2016)0392


IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 43, paragrafo 2, e l'articolo 114, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(3),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(4),

considerando quanto segue:

(1)  Il regolamento (CE) n. 110/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio(5) si è dimostrato uno strumento efficace nel disciplinare il settore delle bevande spiritose. Tuttavia, alla luce dell'esperienza recente e dell'innovazione tecnologica, degli sviluppi di mercato e dell'evoluzione delle aspettative dei consumatori, è necessario aggiornare le norme relative alla definizione, alla designazione, alla presentazione e all'etichettatura delle bevande spiritose e rivedere le modalità di registrazione e protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose.

(2)  Le norme applicabili alle bevande spiritose dovrebbero contribuire al raggiungimento di un livello elevato di protezione dei consumatori, all'eliminazione dell'asimmetria informativa, alla prevenzione delle pratiche ingannevoli e alla realizzazione della trasparenza del mercato e di eque condizioni di concorrenza. Esse dovrebbero salvaguardare la reputazione conquistata dalle bevande spiritose dell'Unione sul mercato dell'Unionee mondiale continuando a tenere conto dei metodi seguiti tradizionalmente per la produzione delle bevande spiritose e della domanda crescente di protezione e informazione dei consumatori. È opportuno tenere conto anche dell'innovazione tecnologica nel settore delle bevande spiritose nella misura in cui serva a migliorare la qualità senza pregiudicare il carattere tradizionale delle bevande spiritose.

(3)  Le bevande spiritose rappresentano uno sbocco importante per il settore agricolo dell'Unione e la loro produzione è strettamente connessa a tale settore. ▌Tale legame determina la qualità, la sicurezza e la reputazione delle bevande spiritose prodotte nell'Unione. Tale stretto legame con il settore agroalimentare dovrebbe essere pertanto evidenziato dal quadro normativo.

(4)  Le norme applicabili alle bevande spiritose rappresentano un caso particolare rispetto alle norme generali stabilite per il settore agroalimentare e dovrebbero tener altresì conto dei metodi di produzione tradizionali utilizzati nei vari Stati membri.

(5)  ▌È opportuno che il presente regolamento stabilisca criteri chiari per la definizione, la designazione, la presentazione e l'etichettatura delle bevande spiritose nonché per la protezione delle indicazioni geografiche, e che non pregiudichi la diversità delle lingue ufficiali e degli alfabeti dell'Unione. Esso dovrebbe inoltre disciplinare l'impiego di alcole etilico e di distillati di origine agricola nella produzione di bevande alcoliche e l'uso delle denominazioni legali delle bevande spiritose nella presentazione e nell'etichettatura dei prodotti alimentari.

(6)  Per rispondere alle aspettative dei consumatori e rispettare i metodi tradizionali, l'alcole etilico e i distillati impiegati per la produzione di bevande spiritose dovrebbero essere esclusivamente di origine agricola.

(7)  Nell'interesse dei consumatori, il presente regolamento dovrebbe applicarsi a tutte le bevande spiritose immesse sul mercato dell'Unione, siano esse prodotte negli Stati membri o in paesi terzi. Al fine di preservare e accrescere la reputazione, sul mercato mondiale, delle bevande spiritose prodotte nell'Unione, il presente regolamento dovrebbe applicarsi anche alle bevande spiritose prodotte nell'Unione a fini di esportazione.

(8)  Le definizioni e i requisiti tecnici delle bevande spiritose così come la categorizzazione delle bevande spiritose dovrebbero continuare a tener conto delle pratiche tradizionali ▌. È inoltre opportuno stabilire norme specifiche per determinate bevande spiritose che non sono incluse nell'elenco delle categorie.

(9)  I regolamenti (CE) n. 1333/2008(6) e (CE) n. 1334/2008(7) del Parlamento europeo e del Consiglio si applicano anche alle bevande spiritose. È tuttavia necessario stabilire norme supplementari in relazione ai coloranti e agli aromi, che dovrebbero applicabili esclusivamente alle bevande spiritose. Occorre altresì stabilire norme supplementari, che dovrebbero applicarsi esclusivamente alla produzione di bevande spiritose, riguardo alla diluizione e dissoluzione di aromi, coloranti e altri ingredienti autorizzati.

(10)  È opportuno stabilire norme relativamente alle denominazioni legali da utilizzare per le bevande spiritose immesse sul mercato dell'Unione, al fine di garantire che tali denominazioni legali siano utilizzate in modo armonizzato in tutta l'Unione e di salvaguardare la trasparenza delle informazioni ai consumatori.

(11)  Date l'importanza e la complessità del settore delle bevande spiritose, è opportuno stabilire misure specifiche in materia di designazione, presentazione ed etichettatura delle bevande spiritose, in particolare per quanto riguarda l'uso delle denominazioni legali, delle indicazioni geografiche, dei termini composti e delle allusioni nella designazione, presentazione ed etichettatura.

(12)  È opportuno che il regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio(8) si applichi alla designazione, alla presentazione e all'etichettatura delle bevande spiritose, salvo disposizione contraria del presente regolamento. A tale riguardo, date l'importanza e la complessità del settore delle bevande spiritose, è opportuno stabilire nel presente regolamento norme specifiche in materia di designazione, presentazione ed etichettatura delle bevande spiritose che vadano oltre quanto previsto dal regolamento (UE) 1169/2011. Tali norme specifiche dovrebbero altresì impedire l'usurpazione del termine "bevanda spiritosa" e delle denominazioni legali delle bevande spiritose per quanto concerne prodotti che non soddisfano le definizioni e i requisiti stabiliti nel presente regolamento.

(13)  Per garantire l'uso uniforme dei termini composti e delle allusioni negli Stati membri e per fornire ai consumatori informazioni adeguate, impedendo dunque che siano indotti in errore, è necessario stabilire disposizioni relative all'uso di tali termini e allusioni nella presentazione delle bevande spiritose e di altri prodotti alimentari. L’obiettivo di dette disposizioni è altresì quello di tutelare la reputazione delle bevande spiritose utilizzate in questo contesto.

(14)  Per fornire ai consumatori informazioni adeguate, è opportuno stabilire disposizioni sulla designazione, sulla presentazione e sull'etichettatura delle bevande spiritose che soddisfano i requisiti per essere considerate ▌ miscelate o assemblate.

(15)  Per quanto sia importante assicurare che, di norma, il periodo di invecchiamento o l'età dichiarati nella designazione, presentazione ed etichettatura delle bevande spiritose si riferiscano soltanto al più giovane dei componenti alcolici, per tener conto dei processi tradizionali di invecchiamento in uso negli Stati membri dovrebbe essere possibile prevedere deroghe da tale regola generale e adeguati meccanismi di controllo, mediante un atto delegato, per i brandy prodotti secondo il sistema tradizionale di invecchiamento dinamico noto come "sistema criaderas y solera" o "sistema solera y criaderas".

(16)  Per ragioni di certezza del diritto e al fine di assicurare che un'adeguata informazione sia fornita consumatori, è opportuno che l'utilizzo dei nomi delle materie prime o di aggettivi come denominazioni legali di talune bevande spiritose non osti all'utilizzo dei nomi di tali materie prime o di tali aggettivi nella presentazione e nell'etichettatura degli alimenti. Per le stesse ragioni, è opportuno che l'uso del termine tedesco "-geist" come denominazione legale di una categoria di bevande spiritose non osti all'utilizzo di tale termine come denominazione di fantasia che completi la denominazione legale di altre bevande spiritose o la denominazione di altre bevande alcoliche, purché tale uso non induca in errore il consumatore.

(17)  Al fine di garantire che un'informazione adeguata sia fornita ai consumatori e di promuovere metodi di produzione di qualità, dovrebbe essere possibile che la denominazione legale di qualsiasi bevanda spiritosa sia completata dal termine "secco" o "dry", che include sia tale termine tradotto nella lingua o nelle lingue dello Stato membro di riferimento o non tradotto come indicato in corsivo nel presente regolamento, se tale bevanda spiritosa non è stata edulcorata. Tuttavia, in linea con il principio secondo cui le informazioni sugli alimenti non devono indurre in errore, in particolare suggerendo che l'alimento possiede caratteristiche speciali nonostante in realtà tutti gli alimenti analoghi possiedono tali caratteristiche, la norma in questione non si dovrebbe applicare alle bevande spiritose che ai sensi del presente regolamento non possono essere edulcorate, neppure per arrotondarne il sapore, in particolare il whisky o whiskey. Tale norma non dovrebbe applicarsi neppure al gin, al gin distillato e al London gin, ai quali dovrebbero continuare ad applicarsi norme specifiche in materia di edulcorazione ed etichettatura. Inoltre dovrebbe essere possibile etichettare come "secchi" o "dry" i liquori contraddistinti in particolare da un gusto aspro, amaro, piccante, acerbo, acido o agrumato, a prescindere dal loro grado di edulcorazione. Dal momento che i liquori devono avere un tenore minimo di zuccheri, non è verosimile che una siffatta etichettatura induca in errore il consumatore. Di conseguenza, nel caso dei liquori, il termine "secco" or "dry" non dovrebbe essere inteso nel senso che la bevanda spiritosa non è stata edulcorata.

(18)  Per tener conto delle aspettative dei consumatori per quanto riguarda le materie prime utilizzate per la produzione della vodka, specialmente negli Stati membri produttori tradizionali di vodka, è opportuno che siano fornite informazioni adeguate sulle materie prime utilizzate, qualora la vodka sia fabbricata a partire da materie prime di origine agricola diverse dai cereali o dalle patate, o da entrambi.

(19)  Per dare attuazione alla legislazione in materia di invecchiamento e di etichettatura, controllarne l'applicazione e combattere le frodi, l´indicazione nei documenti amministrativi elettronici della denominazione legale e del periodo di maturazione di qualsiasi bevanda spiritosa dovrebbe essere resa obbligatoria.

(20)  In alcuni casi, gli operatori del settore alimentare potrebbero ▌voler indicare il luogo di provenienza di una bevanda spiritosa, che non siano indicazioni geografiche e marchi commerciali, per richiamare l'attenzione dei consumatori sulle qualità del loro prodotto. ▌Pertanto è opportuno stabilire disposizioni specifiche sull'indicazione del luogo di provenienza nella designazione, nella presentazione e nell'etichettatura delle bevande spiritose. Inoltre, nel caso delle bevande spiritose non dovrebbe applicarsi l'obbligo di indicare il paese d'origine o il luogo di provenienza di un ingrediente primario, sancito dal regolamento (UE) n. 1169/2011, anche se il paese d'origine o il luogo di provenienza dell'ingrediente primario di una bevanda spiritosa non coincide con il luogo di provenienza indicato nella designazione, presentazione o etichettatura della bevanda spiritosa in questione.

(21)  Per proteggere la reputazione di determinate bevande spiritose, è opportuno prevedere disposizioni che disciplinino la traduzione, trascrizione e traslitterazione delle denominazioni legali a fini di esportazione.

(22)  Per garantire che tale regolamento sia applicato in maniera coerente, è opportuno stabilire metodi di riferimento dell'Unione per l'analisi delle bevande spiritose e dell'alcole etilico utilizzato per la produzione di bevande spiritose.

(23)  È necessario continuare a vietare l'impiego di capsule a base di piombo e di involucri a base di piombo per rivestire i dispositivi di chiusura dei recipienti che contengono bevande spiritose per evitare ogni rischio di contaminazione, in particolare per contatto accidentale con tali capsule o involucri, e qualsiasi rischio di inquinamento ambientale imputabile ai residui che contengono piombo proveniente da tali capsule o involucri.

(24)  Per quanto riguarda la protezione delle indicazioni geografiche, è importante tenere in debita considerazione l'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio ("accordo TRIPS"), in particolare gli articoli 22 e 23, e l'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio ("accordo GATT"), incluso l'articolo V sulla libertà di transito, approvati con decisione 94/800/CE del Consiglio(9). All'interno di tale quadro giuridico, per rafforzare la protezione delle indicazioni geografiche e per contrastare più efficacemente la contraffazione, detta protezione dovrebbe riguardare anche le merci che entrano nel territorio doganale dell'Unione senza essere immesse in libera pratica e che sono soggette a regimi doganali speciali quali quelli relativi al transito, al deposito, all'uso specifico o alla trasformazione.

(25)  Il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(10) non si applica alle bevande spiritose. È quindi opportuno prevedere norme sulla protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose. È opportuno che la Commissione provveda alla registrazione delle indicazioni geografiche ▌.

(26)  Il presente regolamento dovrebbe prevedere procedure in materia di registrazione, modifica ed eventuale cancellazione delle indicazioni geografiche dell'Unione o dei paesi terzi, conformemente all'accordo TRIPS, riconoscendo automaticamente lo status delle indicazioni geografiche ▌ esistenti che sono protette nell'Unione. Ai fini della coerenza delle norme procedurali in materia di indicazioni geografiche in tutti i settori interessati, le procedure relative alle bevande spiritose dovrebbero ispirarsi al modello delle procedure più esaustive e ben collaudate applicabili ai prodotti agricoli e alimentari stabilite nel regolamento (UE) n. 1151/2012, tenendo conto nel contempo delle specificità delle bevande spiritose. Onde semplificare la procedura di registrazione e garantire agli operatori del settore alimentare e ai consumatori la disponibilità in forma elettronica delle informazioni, occorre creare un registro elettronico delle indicazioni geografiche. Le indicazioni geografiche protette in virtù del regolamento (CE) n. 110/2008 dovrebbero essere automaticamente protette in virtù del presente regolamento ed essere elencate nel registro elettronico. È opportuno che la Commissione completi la verifica delle indicazioni geografiche di cui all'allegato III del regolamento (CE) n. 110/2008, conformemente all'articolo 20 di tale regolamento.

(27)  Per motivi di coerenza con le norme applicabili alle indicazioni geografiche dei prodotti alimentari, del vino e dei prodotti vitivinicoli aromatizzati, è opportuno modificare la denominazione della scheda tecnica che stabilisce le norme di produzione della bevanda spiritosa registrata come indicazione da "scheda tecnica" a "disciplinare". Le schede tecniche presentate nel quadro di domande a norma del regolamento (CE) n. 110/2008 dovrebbero essere considerate disciplinari.

(28)  È opportuno chiarire la relazione tra marchi commerciali e indicazioni geografiche delle bevande spiritose in relazione ai criteri di rigetto, dichiarazione di nullità e coesistenza. Tale chiarimento non dovrebbe pregiudicare i diritti acquisiti dai titolari di indicazioni geografiche, a livello nazionale o che sussistono in virtù di accordi internazionali conclusi dagli Stati membri precedentemente all'istituzione del sistema di protezione dell'Unione a norma del regolamento (CEE) n. 1576/89 del Consiglio(11).

(29)  La salvaguardia di un livello qualitativo elevato è essenziale per preservare la reputazione e il valore del settore delle bevande spiritose. È opportuno che la responsabilità di garantire la salvaguardia di detto livello qualitativo attraverso l'osservanza delle disposizioni del presente regolamento incomba alle autorità degli Stati membri. La Commissione dovrebbe essere in grado di monitorare e verificare tale osservanza per accertarsi che l'applicazione del presente regolamento sia uniforme. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero pertanto essere tenuti a scambiarsi le pertinenti informazioni.

(30)  Nell'applicare una politica per la qualità e in particolare per salvaguardare un livello qualitativo elevato e la diversità nel settore delle bevande spiritose, occorre consentire agli Stati membri di adottare norme più severe di quelle stabilite dal presente regolamento sulla produzione, sulla designazione, sulla presentazione e sull'etichettatura delle bevande spiritose prodotte sul loro territorio.

(31)  Per tener conto dell'evoluzione della domanda dei consumatori, del progresso tecnologico, degli sviluppi delle norme internazionali in materia, della necessità di migliorare le condizioni economiche di produzione e commercializzazione, dei tradizionali processi di invecchiamento e ▌della normativa dei paesi terzi importatori, nonché per salvaguardare gli interessi legittimi dei produttori e degli operatori del settore alimentare relativamente alla protezione delle indicazioni geografiche, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea ("trattato") per quanto riguarda: le modifiche delle definizioni e dei requisiti tecnici per le bevande spiritose o le deroghe al riguardo; l'autorizzazione di nuovi prodotti edulcoranti; le deroghe relative all'indicazione del periodo di invecchiamento o dell'età per il brandy e l'istituzione di un registro pubblico degli organismi deputati al controllo del processo di invecchiamento; l'istituzione di un registro elettronico delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose, e le norme dettagliate in merito alla forma e al contenuto di detto registro; le ulteriori condizioni in relazione alle domande di protezione di un'indicazione geografica e alle procedure nazionali preliminari, l'esame da parte della Commissione, la procedura di opposizione e la cancellazione di indicazioni geografiche; le condizioni e i requisiti della procedura relativa alle modifiche dei disciplinari; e le modifiche e le deroghe a talune definizioni e le norme in materia di designazione, presentazione ed etichettatura. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, e che tali consultazioni siano condotte in conformità ai principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016(12). In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.

(32)  Al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione del presente regolamento, dovrebbero essere attribuite alla Commissione competenze di esecuzione riguardo alla pubblicazione del documento unico nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e riguardo alle decisioni sulla registrazione dei nomi quali indicazioni geografiche qualora non siano pervenute notifiche di opposizione né dichiarazioni di opposizione motivata ricevibili, ovvero qualora vi sia una dichiarazione di opposizione motivata ricevibili e sia stato raggiunto un accordo.

(33)  Al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione del presente regolamento, dovrebbero essere attribuite alla Commissione competenze di esecuzione riguardo alle norme sull'uso di nuovi prodotti edulcoranti; alle informazioni che gli Stati membri devono fornire in merito agli organismi deputati al controllo dei processi di invecchiamento; all'indicazione del paese d'origine o del luogo di provenienza nella designazione, presentazione o etichettatura delle bevande spiritose; all'uso del simbolo dell'Unione per le indicazioni geografiche protette; alle norme tecniche dettagliate sui metodi di riferimento dell'Unione per l'analisi dell'alcole etilico, dei distillati di origine agricola e delle bevande spiritose; alla concessione di periodi transitori per l'uso delle indicazioni geografiche e alla loro estensione; al rigetto delle domande se le condizioni per la registrazione non sono soddisfatte già prima della pubblicazione a fini di opposizione; alla registrazione o al rigetto delle indicazioni geografiche pubblicate a fini di opposizione qualora sia stata presentata opposizione e non sia stato raggiunto un accordo; all'approvazione o al rigetto di modifiche dell'Unione a un disciplinare; all'approvazione o al rigetto delle richieste di cancellazione della registrazione di un'indicazione geografica; allo schema del disciplinare del prodotto e alle misure relative alle informazioni da fornire nel disciplinare circa il legame tra zona geografica e prodotto finale; alle procedure, allo schema e alla presentazione delle domande, delle opposizioni, delle domande di modifica e alle comunicazioni riguardanti le modifiche, così come alla procedura di cancellazione relativa alle indicazioni geografiche; ai controlli e alle verifiche che gli Stati membri sono tenuti a realizzare; nonché in relazione allo scambio di informazioni necessario per l'applicazione del presente regolamento. Tali competenze dovrebbero essere esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio(13).

(34)  Per garantire l'attuazione dell'accordo tra l'Unione europea e il Giappone per un partenariato economico(14), è stato necessario prevedere una deroga rispetto alle quantità nominali fissate nell'allegato della direttiva 2007/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(15) per le bevande spiritose, affinché lo shochu prodotto mediante distillazione singola in alambicco e imbottigliato in Giappone potesse essere immesso sul mercato dell'Unione in bottiglie le cui dimensioni corrispondono alla tradizione giapponese. Tale deroga è stata introdotta dal regolamento (UE) 2018/1670 del Parlamento europeo e del Consiglio(16) e dovrebbe continuare ad applicarsi.

(35) Data la natura e la portata delle modifiche da apportare al regolamento (CE) n. 110/2008, è necessario un nuovo quadro giuridico in tale ambito per rafforzare la certezza del diritto, la chiarezza e la trasparenza. Il regolamento (CE) n. 110/2008 dovrebbe pertanto essere abrogato.

▌(36) Al fine di tutelare gli interessi legittimi dei produttori o dei soggetti interessati a beneficiare della pubblicità data ai documenti unici nell'ambito del nuovo quadro giuridico, è opportuno prevedere che i documenti unici riguardanti le indicazioni geografiche registrate conformemente al regolamento (CE) n. 110/2008 possano essere pubblicati su richiesta degli Stati membri interessati.

(37)  Dal momento che le norme sulle indicazioni geografiche rafforzano la protezione degli operatori, esse dovrebbero essere applicabili due settimane dopo l'entrata in vigore del presente regolamento. Tuttavia, è opportuno prevedere modalità adeguate per agevolare una transizione armoniosa dalla disciplina prevista dal regolamento (CE) n. 110/2008 a quella prevista dal presente regolamento ▌.

(38)  Per quanto riguarda le norme non concernenti le indicazioni geografiche, è opportuno prevedere tempo sufficiente per agevolare una transizione armoniosa dalla disciplina prevista dal regolamento (CE) n. 110/2008 a quella prevista dal presente regolamento.

(39)   Successivamente alla data di applicazione del presente regolamento dovrebbe essere consentita la continuazione della commercializzazione delle scorte di bevande spiritose esistenti, fino al loro esaurimento,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

CAPO I

AMBITO DI APPLICAZIONE, DEFINIZIONI ▌ E CATEGORIE DELLE BEVANDE SPIRITOSE

Articolo 1

Oggetto e ambito di applicazione

1.  Il presente regolamento stabilisce disposizioni relative a:

–  la definizione, la designazione, la presentazione e l'etichettatura delle bevande spiritose nonché alla protezione delle loro indicazioni geografiche;

–  l'▌alcole etilico e i distillati di origine agricola utilizzati nella produzione di bevande alcoliche; e

–  l'uso delle denominazioni legali di bevande spiritose nella presentazione e nell'etichettatura di ▌prodotti alimentari che non siano bevande spiritose.

2.  Il presente regolamento si applica a tutti i prodotti di cui al paragrafo 1 che sono immessi sul mercato dell'Unione, siano essi prodotti al suo interno o in paesi terzi, nonché a quelli prodotti nell'Unione a fini di esportazione.

3.  Per quanto riguarda la protezione delle indicazioni geografiche, il capo III del presente regolamento si applica altresì ai prodotti che entrano nel territorio doganale dell'Unione senza esservi immessi in libera pratica.

Articolo 2

Definizione e requisiti delle bevande spiritose

▌Ai fini del presente regolamento una bevanda spiritosa è una bevanda alcolica che soddisfa i requisiti seguenti:

a)  è destinata al consumo umano;

b)  possiede caratteristiche organolettiche particolari;

c)  possiede un titolo alcolometrico volumico minimo di 15 % vol. ▌, salvo nel caso delle bevande spiritose che soddisfa i requisiti deell'allegato I, categoria 39;

d)  è stata prodotta:

i)  direttamente mediante l'uso di uno dei metodi seguenti, utilizzati singolarmente o in combinazione:

−  distillazione di prodotti fermentati ▌, con l’aggiunta o meno di aromi o di alimenti aromatizzanti;

−  macerazione o trattamento simile di materie vegetali in alcole etilico di origine agricola, distillati di origine agricola o bevande spiritose o una loro combinazione ▌;

−  aggiunta, singolarmente o in combinazione, all'alcole etilico di origine agricola, di distillati di origine agricola o di bevande spiritose di uno qualsiasi dei seguenti:

−  aromi utilizzati conformemente al regolamento (CE) n. 1334/2008;

−  coloranti utilizzati conformemente al regolamento (CE) n. 1333/2008,

−  altri ingredienti autorizzati utilizzati conformemente ai regolamenti (CE) n. 1333/2008 e (CE) n. 1334/2008,

−  ▌prodotti edulcoranti,

−  altri prodotti agricoli;

−  prodotti alimentari; oppure

ii)  mediante aggiunta, singolarmente o in combinazione, di uno qualsiasi dei seguenti:

−  altre bevande spiritose,

−  alcole etilico di origine agricola,

−  distillati di origine agricola,

−  altri prodotti alimentari;

e)  non rientra tra le bevande dei codici NC 2203, 2204, 2205, 2206 e 2207;

f)   qualora nella sua produzione sia stata aggiunta acqua, che può essere distillata, demineralizzata, permeata o addolcita:

i)  la qualità dell'acqua è conforme alla direttiva 98/83/CE del Consiglio(17) e alla direttiva 2009/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(18); e

ii)  il titolo alcolometrico della bevanda spiritosa, dopo l'aggiunta dell’acqua, resta conforme al titolo alcolometrico volumico minimo previsto al paragrafo 1, lettera c), del presente articolo, o al titolo alcolometrico previsto per la pertinente categoria di bevande spiritose come stabilito all'allegato I.

Articolo 3

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni seguenti:

1)  "denominazione legale", il nome, nell'accezione di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettera n), del regolamento (UE) n. 1169/2011, con il quale una bevanda spiritosa è immessa sul mercato;

2)  "termine composto", con riferimento alla designazione, presentazione e all'etichettatura di una bevanda alcolica, la combinazione di una denominazione legale prevista in una delle categorie di bevande spiritose stabilite nell'allegato I, o dell'indicazione geografica di una bevanda spiritosa da cui proviene tutto l'alcole del prodotto finale, con uno o più dei seguenti:

a)  il nome di uno o più prodotti alimentari diversi dalla bevanda alcolica e dai prodotti alimentari utilizzati per la produzione di tale bevanda spiritosa, conformemente all'allegato I, o aggettivi derivanti da tali nomi;

b)  il termine "liquore" o "crema";

3)  "allusione", il riferimento diretto o indiretto a una o più denominazioni legali previste nelle categorie di bevande spiritose che figurano nell'allegato I, ▌o a una o più indicazioni geografiche di bevande spiritose, diverso dal riferimento nell'ambito di un termine composto o di un 'elenco di ingredienti di cui all'articolo 13, paragrafi 2, 3 e 4, nella designazione, presentazione o etichettatura di quanto segue:

a)  un prodotto alimentare diverso da una bevanda spiritosa, o

b)  una bevanda spiritosa che soddisfa i requisiti delle categorie da 33 a 40 dell'allegato I;

4)  "indicazione geografica", un'indicazione che permette di identificare una bevanda spiritosa come originaria del territorio di un paese, o di una regione o località di detto territorio, quando una determinata qualità, la reputazione o altre caratteristiche della bevanda spiritosa siano essenzialmente attribuibili alla sua origine geografica;

5)  "disciplinare", il fascicolo allegato alla domanda di protezione di un'indicazione geografica in cui sono illustrati i requisiti che la bevanda spiritosa deve soddisfare e che era definito "scheda tecnica" a norma del regolamento (CE) n. 110/2008;

6)  "gruppo", qualsiasi associazione, a prescindere dalla sua forma giuridica, costituita principalmente da produttori o trasformatori che trattano le bevande spiritose in questione;

7)  "denominazione generica", il nome di una bevanda spiritosa che è divenuto un nome generico e che, pur essendo collegato al luogo o alla regione in cui la bevanda spiritosa era originariamente prodotta o commercializzata, è divenuto la denominazione comune di tale bevanda spiritosa nell'Unione;

8)  "campo visivo", il campo visivo quale definito all'articolo 2, paragrafo 2, lettera k), del regolamento (CE) n. 1169/2011;

9)  "miscelare", l'operazione consistente nel combinare una bevanda spiritosa che appartiene a una delle categorie che figurano nell'allegato I o a un'indicazione geografica con uno o più dei seguenti:

a)  altre bevande spiritose che non appartengono alla stessa categoria di bevande spiritose che figura nell'allegato I;

b)  distillati di origine agricola;

c)  alcole etilico di origine agricola;

10)  "miscela", la bevanda spiritosa che è stata sottoposta a miscelazione;

11)   "assemblare", l'operazione che consiste nel combinare due o più bevande spiritose della stessa categoria, che sono distinguibili tra loro solo per differenze di composizione dovute a uno o più dei seguenti fattori:

a)  metodo di produzione;

b)  apparecchiature di distillazione impiegate;

c)  periodo di maturazione o di invecchiamento;

d)  zona geografica di produzione;

la bevanda spiritosa così ottenuta appartiene alla stessa categoria delle bevande spiritose iniziali prima dell'assemblaggio;

12)  "bevanda assemblata", la bevanda spiritosa che è stata sottoposta ad assemblaggio;

Articolo 4

Definizioni e requisiti tecnici

Ai fini del presente regolamento, si applicano le definizioni e i requisiti tecnici seguenti:

1)  "designazione", i termini utilizzati nell'etichettatura, nella presentazione e sull'imballaggio di una bevanda spiritosa, sui documenti che accompagnano il trasporto di una bevanda spiritosa, sui documenti commerciali, in particolare sulle fatture e sulle bolle di consegna, e nella pubblicità di una bevanda spiritosa;

2)   "presentazione", i termini utilizzati nell'etichettatura e sull'imballaggio così come nella pubblicità e nella promozione delle vendite di un prodotto, in immagini o simili, nonché sui recipienti, compresi la bottiglia o il dispositivo di chiusura;

3)  "etichettatura", le menzioni, le indicazioni, i marchi di fabbrica o di commercio, le immagini o i simboli riferentisi a un prodotto e figuranti su qualsiasi imballaggio, documento, cartello, etichetta, anello o fascetta che accompagni il prodotto o che ad esso si riferisca;

4)  "etichetta", qualunque marchio d'impresao commerciale, segno, immagine o altra rappresentazione grafica scritto, stampato, stampigliato, marchiato, impresso in rilievo o a impronta sull'imballaggio o sul contenitore di un alimento o che accompagna detto imballaggio o contenitore di alimento;

5)  "imballaggio", gli involucri protettivi, i cartoni, le casse, i contenitori e le bottiglie utilizzati per il trasporto o la vendita di bevande spiritose;

6)  "distillazione", il processo di separazione termica che comporta una o più fasi di separazione al fine di ottenere determinate proprietà organolettiche o una maggiore concentrazione alcolica o entrambi, indipendentemente dal fatto che tali fasi abbiano luogo a pressione normale o sotto vuoto, a seconda del dispositivo di distillazione usato; e può trattarsi di distillazione semplice o multipla o di ridistillazione;

7)  "distillato di origine agricola", un liquido alcolico ottenuto mediante distillazione, previa fermentazione alcolica, dei prodotti agricoli elencati nell'allegato I del trattato che non presenta le caratteristiche dell'alcole etilico e che conserva l'aroma e il gusto delle materie prime utilizzate;

8)  "edulcorare", l'operazione consistente nell'utilizzare uno o più prodotti edulcoranti nella produzione delle bevande spiritose;

9)  "prodotto edulcorante",

a)  zucchero di fabbrica, zucchero bianco, zucchero bianco raffinato, destrosio, fruttosio, sciroppo di glucosio, zucchero liquido, zucchero liquido invertito e sciroppo di zucchero invertito, quali definiti nella parte A dell’allegato della direttiva 2001/111/CE(19);

b)  mosto di uve concentrato rettificato, mosto di uve concentrato e mosto di uve fresche;

c)  zucchero bruciato, vale a dire il prodotto ottenuto esclusivamente mediante riscaldamento controllato del saccarosio, senza aggiunta di basi, di acidi minerali o di altri additivi chimici;

d)  miele, quale definito nell’allegato I, punto 1, della direttiva 2001/110/CE del Consiglio(20);

e)  sciroppo di carruba;

f)  qualsiasi altra sostanza glucidica naturale avente effetto analogo a quello dei prodotti di cui alle lettere da a) a e).

10)  "aggiunta di alcole", l'aggiunta di alcole etilico di origine agricola o di distillati di origine agricola o di entrambi a una bevanda spiritosa; non vi rientra l'alcole utilizzato per diluire o sciogliere i coloranti, gli aromi o gli altri ingredienti autorizzati impiegati nella produzione delle bevande spiritose;

11)  "maturazione" o "invecchiamento", lo stoccaggio di una bevanda spiritosa in recipienti adatti, per un certo periodo di tempo, per consentire alla bevanda spiritosa di sviluppare reazioni naturali che le conferiscono caratteristiche specifiche;

12)  "aromatizzare", l'operazione consistente nell'aggiungere aromi o alimenti aromatizzanti nella produzione di una bevanda spiritosa, mediante uno o più dei procedimenti seguenti: aggiunta, infusione, macerazione, fermentazione alcolica o distillazione dell'alcole in presenza di aromi o di alimenti aromatizzanti;

13)  "aromi", gli aromi quali definiti all'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 1334/2008;

14)  "sostanza aromatizzante", una sostanza aromatizzante quale definita all'articolo 3, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1334/2008;

15)  "sostanza aromatizzante naturale", una sostanza aromatizzante naturale quale definita all'articolo 3, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (CE) n. 1334/2008;

16)  "preparazione aromatica", una preparazione aromatica quale definita all'articolo 3, paragrafo 2, lettera d), del regolamento (CE) n. 1334/2008;

17)  "altro aroma", un altro aroma quale definito all'articolo 3, paragrafo 2, lettera h), del regolamento (CE) n. 1334/2008;

18)  "alimenti aromatizzanti", gli alimenti quali definiti all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio(21) e che sono utilizzati nella produzione di bevande spiritose con lo scopo principale di aromatizzarle;

19)  "colorare", l'operazione consistente nell'utilizzare uno o più coloranti nella produzione di una bevanda spiritosa;

20)  "coloranti", i coloranti quali definiti all'allegato I, punto 2, del regolamento (CE) n. 1333/2008;

21)  "caramello", un additivo alimentare corrispondente ai numeri E: E 150a, E 150b, E 150c o E 150d e relativo a prodotti di colore bruno più o meno accentuato destinati alla colorazione, di cui all'allegato II, parte B, del regolamento (CE) n. 1333/2008; non corrisponde al prodotto zuccherato aromatico ottenuto riscaldando lo zucchero e utilizzato per aromatizzare;

22)  "altri ingredienti autorizzati", gli ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti autorizzati a norma del regolamento (CE) n. 1334/2008 e gli additivi alimentari diversi dai coloranti autorizzati a norma del regolamento (CE) n. 1333/2008;

23)  "titolo alcolometrico volumico", il rapporto tra il volume di alcole allo stato puro contenuto nel prodotto, alla temperatura di 20 °C, e il volume totale del prodotto alla stessa temperatura;

24)  "tenore di sostanze volatili", la quantità di sostanze volatili diverse dall'alcole etilico e dal metanolo contenute in una bevanda spiritosa prodotta esclusivamente mediante distillazione.

Articolo 5

Definizione e requisiti dell’alcole etilico di origine agricola

Ai fini del presente regolamento, l'alcole etilico di origine agricola è un liquido che soddisfa i requisiti seguenti:

a)  è ottenuto esclusivamente dai prodotti elencati nell'allegato I del trattato;

b)  è privo di gusti rintracciabili estranei alle materie prime utilizzate nella sua produzione;

c)  ha un titolo alcolometrico volumico minimo pari al 96,0% vol.;

d)  i valori massimi di impurezza non superano i valori seguenti:

i)  acidità totale (espressa in acido acetico): 1,5 grammi per ettolitro di alcole a 100% vol.;

ii)  esteri (espressi in acetato di etile): 1,3 grammi per ettolitro di alcole a 100% vol.;

iii)  aldeidi (espresse in acetaldeide): 0,5 grammi per ettolitro di alcole a 100% vol.;

iv)  alcoli superiori (espressi in 2-metil-1-propanolo): 0,5 grammi per ettolitro di alcole a 100 % vol.;

v)  metanolo: 30 grammi per ettolitro di alcole a 100% vol.;

vi)  estratto secco 1,5 grammi per ettolitro di alcole a 100% vol.;

vii)  basi azotate volatili (espresse in azoto): 0,1 grammi per ettolitro di alcole a 100% vol.;

viii)  furfurolo: non rintracciabile.

Articolo 6

Alcole etilico e ▌distillati utilizzati nelle bevande alcoliche

1.  L'alcole etilico e i distillati utilizzati nella produzione di bevande spiritose sono esclusivamente di origine agricola ai sensi dell'allegato I del trattato.

2.  ▌Per diluire o sciogliere i coloranti, gli aromi o qualsiasi altro ingrediente autorizzato impiegato per la produzione delle bevande alcoliche non è utilizzato alcole diverso da alcole etilico di origine agricola, distillati di origine agricola o bevande spiritose rientranti nelle categorie da 1 a 14 dell'allegato I. L'alcole impiegato per diluire o sciogliere coloranti, aromi o qualsiasi altro ingrediente autorizzato è utilizzato solo nelle quantità strettamente necessarie a tal fine.

3.  Le bevande alcoliche non contengono alcole di origine sintetica, né altro alcole di origine non agricola ai sensi dell'allegato I del trattato.

Articolo 7

Categorie di bevande spiritose

1.  Le bevande spiritose sono classificate in categorie conformemente alle disposizioni generali di cui al presente articolo e alle disposizioni specifiche di cui all'allegato I.

2.  Fatte salve le disposizioni specifiche per ciascuna delle categorie di bevande spiritose da 1 a 14 di cui all'allegato I, ▌le bevande spiritose di tali categorie:

a)  sono prodotte mediante fermentazione alcolica e distillazione esclusivamente di materie prime previste dalla categoria di bevanda spiritosa corispondente di cui all’allegato I;

b)