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Procedura : 2018/2965(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0230/2019

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B8-0230/2019

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PV 28/03/2019 - 8.10

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P8_TA(2019)0328

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Giovedì 28 marzo 2019 - Strasburgo Edizione provvisoria
Situazione dello Stato di diritto e la lotta contro la corruzione nell'Unione, in particolare a Malta e in Slovacchia
P8_TA-PROV(2019)0328B8-0230/2019

Risoluzione del Parlamento europeo del 28 marzo 2019 sulla situazione dello Stato di diritto e della lotta contro la corruzione nell'UE, in particolare a Malta e in Slovacchia (2018/2965(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 2, 4, 5, 6, 9 e 10 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visto l'articolo 20 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visti gli articoli 6, 7, 8, 10, 11, 12 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visto il parere sulle questioni relative alla nomina dei giudici della corte costituzionale della Repubblica slovacca, adottato dalla Commissione di Venezia in occasione della sua 110a sessione plenaria (Venezia, 10-11 marzo 2017),

–  visto il parere in materia di disposizioni costituzionali e separazione dei poteri e indipendenza della magistratura e degli organismi di contrasto a Malta, adottato dalla Commissione di Venezia in occasione della sua 117a sessione plenaria (Venezia, 14-15 dicembre 2018),

–  vista la relazione del 23 gennaio 2019 della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Regimi di cittadinanza e di residenza per gli investitori nell'Unione europea (COM(2019)0012),

–  viste la sua risoluzione del 16 gennaio 2014 sulla cittadinanza dell'UE in vendita(1) e la dichiarazione stampa comune del 24 gennaio 2014, rilasciata dalla Commissione e dalle autorità maltesi sul programma per singoli investitori di Malta (IIP),

–  viste la sua risoluzione del 25 ottobre 2016 recante raccomandazioni alla Commissione sull'istituzione di un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali(2) e la sua risoluzione del 14 novembre 2018 sulla necessità di un meccanismo globale dell'UE per la protezione della democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali(3),

–  vista la sua risoluzione del 15 novembre 2017 sullo Stato di diritto a Malta(4),

–  viste la sua risoluzione del 1° marzo 2018 sulla decisione della Commissione di attivare l'articolo 7, paragrafo 1, TUE relativamente alla situazione in Polonia(5), nonché le sue precedenti risoluzioni del 13 aprile 2016 sulla situazione in Polonia(6), del 14 settembre 2016 sui recenti sviluppi in Polonia e il loro impatto sui diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea(7) e del 15 novembre 2017 sulla situazione dello Stato di diritto e della democrazia in Polonia(8),

–  vista la sua risoluzione del 19 aprile 2018 sulla protezione dei giornalisti investigativi in Europa: il caso dei giornalisti slovacchi Ján Kuciak e Martina Kušnírová(9),

–  vista la sua risoluzione del 3 maggio 2018 sul pluralismo e la libertà dei media nell'Unione europea(10),

–  viste la sua risoluzione del 12 settembre 2018 su una proposta recante l'invito al Consiglio a constatare, a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, l'esistenza di un evidente rischio di violazione grave da parte dell'Ungheria dei valori su cui si fonda l'Unione(11), nonché le sue precedenti risoluzioni del 10 giugno 2015(12), del 16 dicembre 2015(13) e del 17 maggio 2017(14) sulla situazione in Ungheria,

–  vista la sua risoluzione del 13 novembre 2018 sullo Stato di diritto in Romania(15),

–  vista la relazione del 22 maggio 2018 sulla visita della delegazione ad hoc della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e della commissione per il controllo dei bilanci in Slovacchia, svoltasi dal 7 all'8 marzo 2018,

–  vista la relazione del 30 gennaio 2019 sulla missione conoscitiva della commissione per il controllo dei bilanci in Slovacchia, svoltasi dal 17 al 19 dicembre 2018,

–  vista la relazione dell'11 gennaio 2018 sulla visita a Malta della delegazione ad hoc della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e della commissione d'inchiesta incaricata di esaminare le denunce di infrazione e di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto dell'Unione in relazione al riciclaggio di denaro, all'elusione fiscale e all'evasione fiscale (commissione PANA), svoltasi dal 30 novembre al 1° dicembre 2018,

–  vista la relazione del 16 novembre 2018 sulla visita in Slovacchia della delegazione ad hoc della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, svoltasi dal 17 al 20 settembre 2018,

–  visti le audizioni e gli scambi di opinione tenuti dal gruppo di lavoro con il mandato generale di monitorare la situazione per quanto riguarda lo Stato di diritto e la lotta alla corruzione nell'UE e di affrontare situazioni specifiche, in particolare Malta e la Slovacchia (gruppo di monitoraggio dello stato di diritto), istituito il 4 giugno 2018 dalla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, segnatamente con l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e il suo comitato di esperti per la valutazione delle misure antiriciclaggio e il finanziamento del terrorismo (MONEYVAL), il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO), istituzioni e autorità nazionali, rappresentanti della Commissione europea, agenzie dell'UE come Europol e vari portatori di interessi, fra i quali rappresentanti della società civile e informatori di Malta e Slovacchia,

–  vista la lettera del primo ministro di Malta in data 13 marzo 2019,

–  vista l'interrogazione alla Commissione sulla situazione dello Stato di diritto e della lotta contro la corruzione nell'UE, in particolare a Malta e in Slovacchia (O-000015/2019 – B8-0017/2019),

–  vista la proposta di risoluzione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

–  visti l'articolo 128, paragrafo 5, e l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il gruppo di monitoraggio dello Stato di diritto è stato istituito il 4 giugno 2018 con il mandato generale di monitorare la situazione per quanto riguarda lo Stato di diritto e la lotta contro la corruzione all'interno dell'UE e di affrontare situazioni specifiche, in particolare Malta e Slovacchia;

B.  considerando che lo Stato di diritto e il rispetto della democrazia, dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché dei valori e dei principi sanciti dai trattati dell'UE e dagli strumenti internazionali in materia di diritti umani sono obblighi che incombono all'Unione e ai suoi Stati membri che devono quindi essere ottemperati;

C.  considerando che l'articolo 6, paragrafo 3, TUE ribadisce che i diritti fondamentali, garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, costituiscono principi generali del diritto dell'Unione;

D.  considerando che l'UE opera in base all'assunto della fiducia reciproca nel fatto che gli Stati membri agiscono nel rispetto della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali sanciti dalla CEDU, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dal patto internazionale relativo ai diritti civili e politici;

E.  considerando che né la sovranità nazionale né la sussidiarietà possono giustificare il rifiuto sistematico da parte di uno Stato membro di rispettare i valori fondamentali dell'Unione europea e i trattati ai quali ha liberamente aderito;

F.  considerando che il gruppo di monitoraggio dello Stato di diritto ha tenuto una serie di incontri con diverse parti interessate, concentrandosi in particolare sulla situazione a Malta e in Slovacchia; che ha inoltre avuto uno scambio di opinioni sulla sicurezza dei giornalisti in Bulgaria in seguito all'assassinio di Viktoria Marinova; che, nel corso di tale incontro, è stata esaminata anche la custodia cautelare dei giornalisti Attila Biro e Dimitar Stoyanov, che stavano indagando sulle accuse di frode a danno di finanziamenti UE in Romania e Bulgaria;

G.  considerando che gli omicidi di Daphne Caruana Galizia a Malta e di Ján Kuciak e della fidanzata Martina Kušnírová in Slovacchia nonché l'assassinio di Viktoria Marinova in Bulgaria hanno sconvolto l'opinione pubblica europea e hanno avuto un effetto inibitorio sui giornalisti dell'UE;

H.  considerando che le indagini su questi omicidi hanno finora portato all'identificazione di diversi sospetti, senza tuttavia giungere a conclusioni su chi potrebbe aver orchestrato gli omicidi, pur essendo questo l'elemento più importante da chiarire; che a Malta sono state incriminate tre persone e restano aperte le indagini di polizia e magistratura sull'omicidio;

I.  considerando che il gruppo di monitoraggio dello Stato di diritto non è stato in grado di verificare il punto delle indagini in tutti i loro aspetti, in quanto le autorità hanno invocato la legittima necessità di garantire la riservatezza per salvaguardare i progressi in questi casi di omicidio;

J.  considerando che il gruppo di monitoraggio dello Stato di diritto ha potuto esaminare numerosi ambiti che destano preoccupazione per quanto riguarda lo Stato di diritto a Malta e in Slovacchia, in particolare gli ambiti contemplati dalle attività di Daphne Caruana Galizia e Ján Kuciak;

K.  considerando che il gruppo di monitoraggio dello Stato di diritto è stato regolarmente informato, anche dai familiari di Daphne Caruana Galizia, in merito alla richiesta di un'indagine pubblica, completa e indipendente sul suo assassinio, in particolare sulle circostanze che lo hanno reso possibile, sulla risposta delle autorità pubbliche e sulle possibili misure che potrebbero essere attuate per evitare il ripetersi di un simile delitto;

L.  considerando che il livello di cooperazione con l'Europol in tali indagini varia a seconda delle indagini condotte;

M.  considerando che, in particolare nel caso di Malta, il precedente direttore dell'Europol aveva segnalato un livello di cooperazione non ottimale tra le autorità maltesi e l'Europol, situazione che il suo successore ha poi ritenuto aver conseguito un soddisfacente miglioramento; che i rappresentanti dell'Europol hanno dichiarato ai membri del gruppo di monitoraggio dello Stato di diritto che l'indagine non è finita con l'arresto dei tre sospetti responsabili; che sono stati nominati esperti dell'Europol per svolgere compiti specifici nell'ambito dell'indagine della magistratura;

N.  considerando che, per quanto riguarda la confisca del cellulare della giornalista Pavla Holcová in Slovacchia, permane scarsa chiarezza sul modo in cui era stato ottenuto e sull'accesso di Europol ai dati da esso estratti, anche se Europol ha dichiarato che avrebbe sostenuto l'analisi del cellulare;

O.  considerando che la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata nell'Unione europea, anche a Malta e in Slovacchia, suscita serie preoccupazioni e che ciò minaccia di pregiudicare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche, con la possibile conseguenza di una pericolosa interconnessione tra gruppi criminali e autorità pubbliche;

P.  considerando che un grande consorzio europeo di giornalisti investigativi ha effettuato ricerche e ampie pubblicazioni in merito alle indagini pubblicate da Daphne Caruana Galizia;

Q.  considerando, in particolare, che la lotta contro il riciclaggio di denaro nell'UE è inadeguata, tra l'altro a causa delle lacune esistenti nell'attuazione della legislazione antiriciclaggio dell'UE, come evidenziato dai recenti casi di insufficiente applicazione della normativa antiriciclaggio che coinvolgono grandi istituti bancari in diversi Stati membri;

R.  considerando che l'Autorità bancaria europea (ABE) ha concluso nella sua raccomandazione del luglio 2018 indirizzata all'Unità di analisi dell'intelligence finanziaria (FIAU) di Malta che esistono "carenze generali e sistematiche nella lotta contro il riciclaggio di denaro" a Malta, in particolare per quanto riguarda il caso Pilatus Bank, pur riconoscendo che il piano d'azione della FIAU rappresentava "un passo nella giusta direzione"; che la Commissione ha successivamente constatato che "la FIAU maltese ha violato i suoi obblighi" ai sensi della legislazione UE contro il riciclaggio di denaro e non ha dato piena attuazione alla raccomandazione dell'ABE; che, di conseguenza, la Commissione ha adottato il suo parere al riguardo nel novembre 2018;

S.  considerando che Malta ospita un grande settore bancario che comprende alcuni istituti bancari particolari che non rispettano tutte le norme e i requisiti regolamentari, come dimostrano il caso della Pilatus Bank e il ritiro della sua licenza da parte della Banca centrale europea (BCE);

T.  considerando che la relazione d'inchiesta "Egrant" non è disponibile al pubblico; che le conclusioni disponibili non confermano le asserzioni che legano la proprietà di Egrant Inc. al primo ministro maltese e alla moglie; che solo il primo ministro, il ministro della giustizia, il capo di gabinetto del primo ministro e l'addetto alle comunicazioni del primo ministro hanno accesso alla relazione completa e integrale dell'inchiesta;

U.  considerando che successivamente non è stata avviata alcuna indagine per scoprire la titolarità effettiva dell'Egrant, che deve ancora essere chiarita;

V.  considerando che le rivelazioni riguardanti il titolare effettivo della società "17 Black" - che ora sarebbe l'amministratore delegato del gruppo Tumas, cui il governo maltese ha aggiudicato un appalto per la costruzione della centrale Electrogas a Malta - evidenziano ulteriormente la necessità di una maggiore trasparenza per quanto riguarda gli interessi finanziari e i legami con membri del governo, come il capo di gabinetto del Primo ministro, l'attuale ministro del turismo e l'ex ministro dell'energia;

W.  considerando che il capo di gabinetto del Primo ministro e l'attuale ministro del turismo e l'ex ministro dell'energia sono gli unici funzionari governativi di alto livello in carica in uno degli Stati membri dell'UE che siano risultati essere proprietari effettivi di un soggetto giuridico messo in evidenza dai Panama Papers; che quest'ultimo ha testimoniato dinanzi a una delegazione del Parlamento europeo in merito all'utilizzo di questi suoi soggetti, rilasciando dichiarazioni che contraddicono i documenti pubblicati nei Panama Papers;

X.  considerando che la mancanza di sicurezza dei giornalisti e la riduzione dello spazio della società civile a causa delle molestie e delle intimidazioni stanno minando il controllo sul potere esecutivo ed erodendo l'impegno civico dei cittadini;

Y.  considerando che i giornalisti, soprattutto ma non esclusivamente investigativi, si trovano sempre più spesso ad affrontare cosiddette "cause strategiche per scoraggiare la partecipazione pubblica", intentate nei loro confronti ed intese unicamente a frustrarne il lavoro;

Z.  considerando che la famiglia di Daphne Caruana Galizia deve far fronte a campagne di odio e a querele per diffamazione persino dopo la sua morte, anche da parte di membri del governo maltese, e che il vice primo ministro ha dichiarato di non ritenere necessario ritirare tali querele per diffamazione;

AA.  considerando che la famiglia e gli amici di Daphne Caruana Galizia, come pure gli attivisti della società civile, devono anche far fronte al problema che si presenta tuttora presso il suo improvvisato memoriale, dal quale vengono sottratti e distrutti oggetti in suo ricordo;

AB.  considerando che la Commissione di Venezia, nel suo parere su Malta adottato nel corso della sua 117a sessione plenaria del 14-15 dicembre 2018(16), ha sottolineato l'obbligo positivo degli Stati di proteggere i giornalisti come questione direttamente collegata allo Stato di diritto, ribadendo che "è obbligo internazionale del governo [di Malta] garantire che i media e la società civile possano svolgere un ruolo attivo nel chiamare le autorità a rispondere"(17);

AC.  considerando che la Commissione di Venezia ha sottolineato che l'istituzione nel 2016 della commissione per le nomine della magistratura (JAC) ha rappresentato un passo positivo da parte delle autorità maltesi, pur sottolineando inoltre che permangono però diversi motivi di preoccupazione alla luce del principio di indipendenza della magistratura, in particolare per quanto riguarda l'organizzazione dei poteri di azione penale e la struttura della magistratura, e in materia di separazione ed equilibrio globali dei poteri nel paese, chiaramente pendenti verso l'esecutivo, e in particolare il primo ministro, che gode di ampi poteri, anche in varie procedure di nomina, come per i membri della magistratura, e che ciò non è accompagnato da solidi pesi e contrappesi(18);

AD.  considerando che la Commissione di Venezia ha dichiarato che l'attuale ripartizione dei poteri di azione penale tra la polizia e l'avvocato generale a Malta costituisce un "sistema ambiguo" che "è problematico dal punto di vista della separazione dei poteri"; che essa ha altresì osservato che l'avvocato generale, il quale esercita poteri di azione penale, pur essendo al contempo consulente legale del governo e presiedendo la FIAU, riveste una posizione molto potente che è "problematica sotto il profilo del principio democratico dei pesi e contrappesi e della separazione dei poteri"(19);

AE.  considerando che la delegazione della Commissione di Venezia ha osservato che, dopo la relazione del 2013 della commissione per la riforma globale del sistema giudiziario, ora a Malta è ampiamente accettata una futura separazione delle funzioni dell'Avvocato generale(20); che il governo maltese ora ha annunciato l'avvio dell'iter legislativo per realizzare tale separazione;

AF.  considerando che la Commissione di Venezia ha dichiarato che, oltre ai compiti di azione penale dell'Avvocato generale e della polizia, anche i magistrati hanno la possibilità di avviare inchieste e che non sembra esservi coordinamento tra queste ultime e le indagini di polizia(21);

AG.  considerando che la Commissione di Venezia ha sottolineato anche come la Permanent Commission Against Corruption (commissione permanente contro la corruzione - PCAC) risenta di lacune sia riguardo alla sua composizione, dal momento che le nomine dipendono dal Primo ministro, anche se questi deve consultarsi con l'opposizione, che riguardo ai destinatari delle sue relazioni, ossia il ministro della Giustizia, che non ha poteri di indagine, con il risultato che dette relazioni sfociano effettivamente in indagini e azioni penali solo in un numero estremamente limitato di casi(22);

AH.  considerando che la Commissione di Venezia è giunta alla conclusione che la procedura di nomina del capo della polizia dovrebbe essere basata su un concorso pubblico; che l'opinione pubblica dovrebbe percepire il capo della polizia come una figura politicamente neutrale(23);

AI.  considerando che Malta, sotto la supervisione del suo Presidente, ha avviato un processo inteso a esplorare possibili riforme costituzionali al quale partecipano diverse forze politiche e la società civile, e che la maggior parte di tali riforme richiederà una maggioranza di due terzi in Parlamento per essere attuata;

AJ.  considerando che il monitoraggio, da parte del Parlamento europeo, del deterioramento della situazione dello Stato di diritto negli Stati membri è un elemento vitale della democrazia europea e che il formato del gruppo di monitoraggio dello Stato di diritto consente al Parlamento di seguire da vicino la situazione e di mantenere contatti con le autorità degli Stati membri e con la società civile;

AK.  considerando che, malgrado le risoluzioni del Parlamento europeo che hanno raccolto ampio sostegno(24), la Commissione non ha ancora presentato una proposta per un meccanismo globale e indipendente finalizzato a monitorare su base annua la situazione della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali in tutti gli Stati membri;

AL.  considerando che il ricorso, da parte degli Stati membri dell'Unione, a "programmi di soggiorno e cittadinanza per investitori" pone seri rischi per la lotta contro il riciclaggio di denaro, mina la fiducia reciproca e l'integrità dello spazio Schengen, consente l'ammissione di cittadini di paesi terzi solamente sulla base del patrimonio accumulato anziché sulla base di conoscenze o competenze utili o di considerazioni umanitarie, e si traduce concretamente nella vendita della cittadinanza dell'Unione; che la Commissione ha esplicitamente dichiarato di non appoggiare più i programmi maltesi di soggiorno e di cittadinanza per investitori;

AM.  considerando che la Commissione ha pubblicato una relazione sui programmi di soggiorno e di cittadinanza per investitori che traccia un quadro delle prassi esistenti e individua alcuni rischi che tali programmi comportano per l'Unione, segnatamente per quanto riguarda la sicurezza, il riciclaggio di denaro, l'evasione fiscale e la corruzione;

AN.  considerando che il governo maltese ha concluso un accordo riservato con la società privata Henley & Partners per l'attuazione del programma maltese di "soggiorno e cittadinanza per investitori", il che rende impossibile verificare se le procedure concordate, il volume di vendite e le altre condizioni siano in linea con il diritto maltese, unionale e internazionale e con considerazioni inerenti alla sicurezza;

AO.  considerando che l'applicazione dei requisiti in materia di soggiorno a quanti chiedono di beneficiare del programma maltese di soggiorno e di cittadinanza per investitori non è conforme alle condizioni per tali programmi concordate con la Commissione nel 2014; che la Commissione non ha preso misure concrete per ovviare a questo mancato rispetto dei requisiti in materia di soggiorno;

AP.  considerando che non si è indagato a fondo sulla presunta vendita di visti medici e di visti Schengen in Libia e in Algeria da parte di funzionari maltesi(25);

AQ.  considerando che, durante la visita della delegazione del ROLMG in Slovacchia, alcuni giornalisti hanno affermato di operare in un contesto in cui l'assoluta indipendenza e la sicurezza non possono essere sempre garantite; che nel caso dell'RTVS (la radiotelevisione pubblica slovacca) si sarebbero avvertite interferenze politiche con il lavoro giornalistico, ad esempio in relazione alla pubblicazione di brevi linee guida per le notizie;

AR.  considerando che in Slovacchia è in corso la revisione della legge nazionale sulla stampa e che ciò costituisce un'opportunità per accrescere l'indipendenza dei media e la sicurezza dei giornalisti; che l'attuale proposta legislativa rischia di limitare la libertà dei media;

AS.  considerando che vi sono segnalazioni di casi di corruzione e frode in Slovacchia, anche in relazione ai fondi agricoli dell'Unione e con il coinvolgimento dell'organismo pagatore agricolo, che meritano indagini approfondite e indipendenti, alcuni dei quali sono effettivamente oggetto di indagini dell'OLAF e in relazione ai quali la commissione per il controllo dei bilanci ha effettuato una missione di informazione in Slovacchia nel dicembre 2018; che, fra gli Stati membri dell'Unione europea, la Slovacchia è quello con il più alto tasso di individuazione di irregolarità e frodi(26);

AT.  considerando che i membri del ROLMG nutrono timori quanto all'imparzialità dell'applicazione della legge e all'indipendenza del potere giudiziario in Slovacchia, soprattutto in relazione alla politicizzazione e alla mancanza di trasparenza dei processi di selezione e di nomina, ad esempio per la carica di capo della polizia;

AU.  considerando che il Primo ministro slovacco e altri esponenti governativi di primo piano, così come il vice procuratore generale e il capo della polizia, si sono dimessi dopo l'assassinio di Ján Kuciak;

AV.  considerando che in Slovacchia non è stato completato l'iter legislativo relativo alla riforma delle modalità di selezione dei giudici della Corte costituzionale, e che l'imminente procedura di selezione per la sostituzione dei nove giudici della Corte che andranno in pensione avverrà secondo le modalità vigenti; che tale procedura di selezione è attualmente bloccata in seno al parlamento slovacco;

AW.  considerando che, nel corso della loro missione, i membri della delegazione del ROLMG hanno preso atto dell'impegno a difendere le norme dello Stato di diritto manifestato da vari funzionari delle autorità pubbliche slovacche e vari attori della società civile;

AX.  considerando che l'indice mondiale della libertà di stampa di Reporter senza frontiere relativo al 2018 colloca la Slovacchia al 27° posto, rispetto al 17° posto del 2017, mentre Malta è scesa dal 47° al 65° posto e la Bulgaria occupa la posizione più bassa tra gli Stati membri, con il 111° posto, contro il 109° del 2017;

AY.  considerando che, nel suo indice annuale di percezione della corruzione, Transparency International colloca Malta al 51° posto (in discesa rispetto al 46° del 2017) la Slovacchia al 57° (in discesa dal 54° del 2017) e la Bulgaria al 77° (in discesa dal 71° del 2017); che tutti e tre questi paesi si situano nettamente al di sotto della media UE(27);

OSSERVAZIONI GENERALI

1.  condanna fermamente i continui tentativi di un numero crescente di governi degli Stati membri di indebolire lo Stato di diritto, la separazione dei poteri e l'indipendenza del potere giudiziario; esprime preoccupazione per il fatto che, sebbene la maggior parte degli Stati membri abbia adottato leggi per garantire l'indipendenza e l'imparzialità della magistratura, conformemente agli standard del Consiglio d'Europa, permangono dei problemi quanto al modo in cui tali standard sono applicati;

2.  ricorda che lo Stato di diritto fa parte dei valori di cui all'articolo 2 TUE ed è condizione necessaria per la loro tutela; invita tutti gli attori competenti a livello dell'Unione e a livello nazionale, compresi i governi, i parlamenti e il potere giudiziario, a intensificare gli sforzi tesi a difendere e rafforzare lo Stato di diritto;

3.  prende atto con grande preoccupazione delle crescenti minacce che gravano sui giornalisti e sulla libertà dei media, della crescente denigrazione pubblica e del generale indebolimento della professione, dell'aumento della concentrazione economica nel settore e del diffondersi della disinformazione; ricorda che una democrazia solida, basata sullo Stato di diritto, non può funzionare senza un quarto potere forte e indipendente;

4.  esorta il Consiglio a esaminare tutte le proposte della Commissione e del Parlamento relative a procedure di infrazione e alla procedura ex articolo 7 TUE nonché a darvi seguito, in particolare agendo rapidamente sulla base della proposta motivata della Commissione del 20 dicembre 2017 sulla Polonia, nonché iscrivendo la situazione in Ungheria all'ordine del giorno del Consiglio quale questione prioritaria, informando immediatamente e pienamente il Parlamento in tutte le fasi della procedura e invitando il Parlamento a presentare al Consiglio la sua proposta motivata sull'Ungheria;

INDAGINI E APPLICAZIONE DELLA LEGGE

5.  invita il governo di Malta ad avviare senza indugi un'indagine pubblica, esaustiva e indipendente sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia, in particolare sulle circostanze che lo hanno reso possibile, sulla risposta delle autorità pubbliche e sulle possibili misure da porre in essere per garantire che un omicidio simile non possa ripetersi;

6.  esorta vivamente il governo maltese a condannare pubblicamente e senza ambiguità qualsiasi discorso d'odio o di discredito della memoria della scomparsa Daphne Caruana Galizia; sollecita un'azione risoluta contro i funzionari pubblici che alimentano l'odio;

7.  ritiene estremamente importante trovare una soluzione per il sito del memoriale di Daphne Caruana Galizia a La Valletta, in cooperazione con la società civile e con la famiglia, affinché la si possa ricordare senza ostacoli;

8.  invita le pertinenti autorità maltesi a pubblicare integralmente e senza omissioni la magistrale inchiesta "Egrant";

9.  esorta i governi di Malta e Slovacchia a garantire che le autorità di contrasto indaghino prontamente e pienamente su tutti gli indizi di atti criminosi, anche dove essi siano rivelati da informatori e giornalisti, in particolare sui presunti casi di corruzione, reati finanziari, riciclaggio di denaro, frode, evasione fiscale denunciati da Daphne Caruana Galizia e Ján Kuciak;

10.  invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri ad avviare un'inchiesta pubblica indipendente a livello internazionale sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia e sui presunti casi di corruzione, reati finanziari, riciclaggio di denaro, frode ed evasione fiscale da lei denunciati, che vedono implicati funzionari pubblici di alto livello precedentemente o attualmente in carica a Malta;

11.  si rammarica che non tutti i membri del governo maltese, ad esempio il ministro del Turismo ed ex ministro dell'Energia, fossero disponibili a incontrare la delegazione del ROLMG e che la delegazione non abbia neppure potuto incontrare rappresentanti di Nexia BT, come il socio amministratore della società;

12.  constata con preoccupazione che le autorità maltesi non hanno mai inviato all'ufficio federale di polizia giudiziaria tedesco (Bundeskriminalamt) una richiesta ufficiale di assistenza giudiziaria per ottenere l'accesso ai dati memorizzati sui portatili e sui dischi rigidi di Daphne Caruana Galizia, dopo che la famiglia li aveva consegnati alle autorità tedesche;

13.  accoglie positivamente le accuse mosse dalle autorità slovacche al presunto mandante degli omicidi di Ján Kuciak e Martina Kušnírová, nonché ai presunti autori di tali reati; chiede che le autorità di contrasto continuino le loro indagini, a livello sia nazionale che internazionale, con tutti i mezzi disponibili, anche prolungando oltre l'aprile 2019 l'accordo di costituzione di una squadra investigativa comune, e che garantiscano che tutti gli aspetti del caso, compresi gli eventuali legami politici con i reati, siano oggetto di un'indagine approfondita;

14.  rileva che le indagini sull'omicidio di Ján Kuciak e Martina Kušnírová hanno fatto emergere altre attività criminali, tra cui un presunto complotto per l'assassinio dei pubblici ministeri Peter Šufliarsky e Maroš Žilinka e dell'avvocato Daniel Lipšic; osserva che, per decisione congiunta del procuratore generale e del procuratore speciale, in quest'ultimo caso le indagini sono affidate all'ispettorato di polizia del ministero degli Interni, a causa del possibile coinvolgimento di funzionari di polizia nelle verifiche sugli interessati nelle banche dati della polizia; intende seguire l'evoluzione del dossier;

15.  plaude alla creazione del Centro investigativo Ján Kuciak, del progetto Daphne, cui vari giornalisti hanno dato vita a fine 2018, e del progetto Daphne "Forbidden Stories", lanciato nel marzo 2018 da 18 consorzi di giornalisti investigativi con l'obiettivo di riprendere il lavoro di Daphne partendo da dove l'aveva lasciato; osserva che, sei mesi dopo la sua creazione, il progetto Daphne ha fatto nuove rivelazioni nella sua prima pubblicazione;

16.  invita la Commissione e l'Ufficio europeo per la lotta antifrode a effettuare indagini approfondite su tutti i casi segnalati nel 2018 alle delegazioni ad hoc del Parlamento, segnatamente sulle accuse di corruzione e frode, anche relativamente ai fondi agricoli dell'Unione, e su possibili incentivi inopportuni per l'accaparramento di terreni;

17.  invita il governo maltese ad avviare indagini sulle rivelazioni dei Panama Papers e sui legami tra la società 17 Black, con sede a Dubai, il ministro del Turismo nonché ex ministro dell'Energia e il capo di gabinetto del Primo ministro;

18.  invita i governi maltese e slovacco, e tutti gli Stati membri dell'Unione e le loro autorità di contrasto, a intensificare la lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione al fine di ripristinare la fiducia del pubblico nelle istituzioni;

19.  prende atto dell'adozione, il 22 marzo 2019, dell'addendum alla seconda relazione di conformità del GRECO sulla Slovacchia per quanto riguarda la prevenzione della corruzione nei confronti dei membri del parlamento, dei giudici e dei pubblici ministeri; invita il governo della Slovacchia ad attuare pienamente tutte le raccomandazioni;

20.  prende atto dell'adozione, il 23 marzo 2019, della relazione sul quinto ciclo di valutazione del GRECO su Malta; invita il governo di Malta ad autorizzare la pubblicazione di tale relazione quanto prima e ad attuare pienamente tutte le raccomandazioni;

21.  si dichiara profondamente preoccupato per il possibile ruolo del governo slovacco nel rapimento di un cittadino vietnamita in Germania e chiede l'elaborazione di un'esaustiva relazione d'indagine, in costante cooperazione con le autorità tedesche, anche per quanto riguarda il presunto coinvolgimento dell'ex ministro degli Interni;

22.  è preoccupato per le accuse di corruzione, conflitti di interessi, impunità e "porte girevoli" negli ambienti di potere slovacchi; è stupito dal fatto che un ex alto funzionario di polizia dell'Agenzia nazionale anticrimine (NAKA) e l'ex capo della polizia siano stati nominati, dopo le loro dimissioni, consulenti del ministro degli Interni, anche nella Repubblica ceca; rileva che l'ex capo della polizia ha nel frattempo rassegnato le dimissioni da consulente del ministro degli Interni, dopo le notizie apparse sulla stampa di ricerche su Ján Kuciak effettuate prima del suo omicidio in una banca dati della polizia, a quanto pare su ordine del capo della polizia;

23.  plaude all'impegno dei cittadini slovacchi e maltesi e delle organizzazioni della società civile dei due paesi nella battaglia per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali; esorta i governi slovacco e maltese ad appoggiare pienamente questa partecipazione civica e ad astenersi dal scoraggiarla;

24.  invita i governi di Malta, Slovacchia e Bulgaria a continuare ad agevolare la cooperazione con Europol, anche coinvolgendo pienamente l'agenzia e dandole pieno accesso, in modo proattivo, ai fascicoli connessi alle indagini;

25.  invita la Commissione a fornire linee guida chiare circa le modalità e il quadro giuridico relativi allo scambio di dati ed elementi di prova tra le autorità di contrasto degli Stati membri e tra di esse e le agenzie dell'Unione, anche nel quadro dell'applicazione dell'ordine europeo d'indagine;

26.  osserva che, attualmente, le risorse finanziarie e umane e il mandato di Europol ed Eurojust non sono sufficienti per permettere a tali agenzie di fornire proattivamente un pieno valore aggiunto dell'Unione nelle indagini su casi come quelli dell'assassinio di Daphne Caruana Galizia e di Ján Kuciak e Martina Kušnírová; chiede che nel prossimo futuro siano destinate ulteriori risorse a Europol ed Eurojust per lo svolgimento di indagini di questo tipo;

27.  sottolinea che le autorità giudiziarie e di contrasto degli Stati membri fanno parte di un sistema di cooperazione dell'Unione; ritiene che le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione dovrebbero pertanto intervenire in modo proattivo per ovviare alle carenze delle autorità nazionali e trova preoccupante che, sistematicamente, le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione si attivino solo dopo le rivelazioni di giornalisti e informatori;

28.  invita la Commissione e il Consiglio a incrementare il bilancio di Europol, in linea con le esigenze operative e strategiche individuate nell'ambito dei negoziati sul prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027, e a rafforzare il mandato di Europol, in modo da consentire a quest'ultimo di partecipare in modo più proattivo alle indagini sui principali gruppi della criminalità organizzata negli Stati membri laddove vi siano seri dubbi circa l'indipendenza e la qualità delle indagini, ad esempio consentendo, in questi casi, di procedere proattivamente all'istituzione di squadre investigative comuni;

29.  si rivolge a Eurojust e alla futura Procura europea (EPPO) affinché instaurino una collaborazione ottimale in relazione alle indagini sugli interessi finanziari dell'UE, segnatamente per quanto concerne gli Stati membri che non hanno aderito all'EPPO; chiede, a tal fine, che gli Stati membri e le istituzioni dell'UE facilitino la rapida creazione dell'EPPO; ritiene che tutti gli Stati membri che non hanno ancora annunciato la propria intenzione di aderire all'EPPO dovrebbero procedere in tal senso;

30.  invita la Commissione a dare seguito alle risoluzioni del Parlamento nelle quali si chiede di procedere alla mappatura delle migliori pratiche nelle tecniche investigative a livello dell'UE al fine di agevolare lo sviluppo di pratiche investigative comuni nell'UE(28);

SFIDE DI NATURA COSTITUZIONALE A MALTA E IN SLOVACCHIA

31.  accoglie con favore le dichiarazioni rilasciate dal governo di Malta in merito all'attuazione delle raccomandazioni contenute nella recente relazione della Commissione di Venezia;

32.  si compiace della creazione di un gruppo all'interno del quale membri del governo e dell'opposizione valutano una possibile riforma costituzionale;

33.  si rallegra del recente annuncio, da parte del governo maltese, dell'avvio degli iter legislativi per attuare varie raccomandazioni della Commissione di Venezia; invita il governo e il parlamento di Malta ad attuare senza eccezioni tutte le raccomandazioni della Commissione di Venezia, anche retroattivamente, se del caso, al fine di garantire che le decisioni, le posizioni e le strutture attuali e passate siano allineate a tali raccomandazioni, in particolare intraprendendo le seguenti azioni:

   rafforzare l'indipendenza, i poteri di controllo e le capacità dei membri della Camera dei rappresentanti maltese, in particolare rendendo più rigorose le norme in materia di incompatibilità e prevedendo un salario adeguato e un sostegno imparziale;
   pubblicare gli avvisi di posti vacanti nel settore giudiziario (paragrafo 44);
   modificare la composizione dello JAC, in modo che almeno metà dei membri siano giudici eletti da loro pari, e conferire allo JAC la competenza di stilare una graduatoria meritocratica dei candidati e di proporre direttamente tali candidati al Presidente ai fini della nomina, anche per quanto riguarda la nomina del presidente della Corte suprema (paragrafo 44);
   conferire alla Commissione per l'amministrazione della giustizia il potere di destituire giudici o magistrati e prevedere la possibilità di presentare ricorso giudiziario contro le misure disciplinari imposte dalla suddetta Commissione (paragrafo 53);
   istituire un posto di Procuratore generale indipendente che sia responsabile di tutte le azioni della pubblica accusa, che assolva gli attuali compiti di azione penale dell'avvocato generale e della polizia e che si occupi delle indagini giudiziarie, come raccomandato dalla Commissione di Venezia (paragrafi da 61 a 73); invita il governo di Malta a sottoporre a controllo giurisdizionale il Procuratore generale neoistituito, in particolare per quanto concerne le decisioni di non luogo a procedere (paragrafi 68 e 73);
   riformare la PCAC, garantendo una procedura di nomina che dipenda in misura minore dal potere esecutivo e in particolare dal primo ministro, e assicurando che le segnalazioni della PCAC si traducano effettivamente in azioni penali; valutare inoltre la possibilità che la PCAC riferisca direttamente al Procuratore generale neoistituito (paragrafo 72);
   avviare una riforma costituzionale al fine di garantire che le sentenze della Corte costituzionale diano luogo all'annullamento delle disposizioni giudicate incostituzionali, senza che il parlamento debba intervenire (paragrafo 79);
   abolire la pratica dei deputati a tempo parziale, aumentare il salario dei deputati, limitare la nomina di deputati in seno a organismi ufficialmente designati, mettere a disposizione dei deputati personale di sostegno sufficiente e conoscenze e consulenze indipendenti, e astenersi dal fare ampio ricorso alla legislazione delegata (paragrafo 94);
   garantire che le autorità diano pienamente risposta alle richieste di informazioni presentate dal difensore civico, che le relazioni di quest'ultimo siano discusse in parlamento, che l'ufficio del difensore civico sia regolamentato a livello costituzionale e che la legge sulla libertà di informazione sia aggiornata (paragrafi 100 e 101);
   rivedere la procedura per la nomina dei segretari permanenti, segnatamente attraverso una selezione meritocratica che sia condotta da una commissione indipendente della funzione pubblica anziché dal primo ministro (paragrafi 119 e 120);
   limitare fortemente la pratica dei "posti o persone di fiducia" e introdurre norme giuridiche chiare e una modifica costituzionale che fungano da base e da quadro per disciplinare tale pratica (paragrafo 129);
   modificare la procedura per la nomina del capo della polizia, in particolare adottando un approccio meritocratico mediante l'indizione di un concorso pubblico (paragrafo 134);

34.  osserva che in Slovacchia è in corso una procedura di selezione e nomina di giudici della Corte costituzionale, dal momento che il mandato di nove giudici su 13 giunge a scadenza a febbraio; sottolinea che le norme che disciplinano tale procedura di selezione e nomina, come pure le qualifiche e i requisiti, devono rispettare gli standard più elevati possibili in termini di trasparenza, controllo e rendicontabilità, in linea con le conclusioni formulate dalla Commissione di Venezia al riguardo(29); è preoccupato per il fatto che finora non siano stati compiuti progressi, con riferimento a tale procedura di selezione, in seno al parlamento slovacco;

35.  chiede l'applicazione trasparente, inequivocabile e oggettiva di norme e procedure per la selezione del nuovo capo della polizia slovacca nel 2019, in modo che sia garantita l'indipendenza e la neutralità di tale ufficio; prende atto che la procedura di selezione è attualmente in corso e che i candidati presto parteciperanno alle audizioni dinanzi alla commissione competente del parlamento slovacco; chiede che tali audizioni siano pubbliche;

PROGRAMMI DI SOGGIORNO E CITTADINANZA PER GLI INVESTITORI E VISTI

36.  invita il governo di Malta a porre fine ai suoi programmi di soggiorno e cittadinanza per gli investitori e a commissionare un'indagine indipendente e internazionale sull'impatto di tali vendite sulle capacità maltesi di contrastare il riciclaggio di denaro, su altre fattispecie di criminalità transfrontaliera e sull'integrità dello spazio Schengen;

37.  invita il governo di Malta a pubblicare, con cadenza annuale, un elenco indipendente di tutte le persone che hanno acquistato la cittadinanza maltese e dell'UE, nonché a garantire che gli acquirenti non figurino nello stesso elenco di coloro che hanno acquisito la cittadinanza maltese in altro modo; invita il governo di Malta ad assicurarsi che tutti i nuovi cittadini abbiano effettivamente risieduto per un intero anno a Malta prima dell'acquisto, come concordato con la Commissione prima dell'avvio del programma; invita la Commissione a fare quanto in suo potere per garantire che l'intesa iniziale in materia sia rispettata in futuro;

38.  accoglie con favore il fatto che nel febbraio 2019, in risposta a una richiesta di precisazioni, la Commissione abbia chiaramente affermato di non approvare affatto i programmi maltesi di cittadinanza e residenza per gli investitori;

39.  invita il governo di Malta a divulgare integralmente, e a cessare, il contratto in essere con Henley & Partners, l'azienda privata attualmente responsabile dell'attuazione dei programmi maltesi di cittadinanza e residenza per gli investitori, senza ripercussioni per le finanze pubbliche in caso di cessazione o sospensione;

40.  invita la Commissione a verificare se i contratti stipulati tra le autorità degli Stati membri e le aziende private per la gestione e l'esternalizzazione dei programmi di cittadinanza e residenza per gli investitori sono compatibili con il diritto internazionale e dell'UE e con le considerazioni in materia di sicurezza;

41.  accoglie con favore la pubblicazione della relazione della Commissione sui programmi di cittadinanza e residenza per gli investitori, ma esprime preoccupazione per la carenza di dati ivi contenuti; invita la Commissione a continuare a monitorare la portata e l'impatto dei diversi programmi di cittadinanza e residenza per gli investitori nell'UE, prestando particolare attenzione ai processi di dovuta diligenza, ai profili e alle attività dei beneficiari, alla potenziale incidenza sulla criminalità transfrontaliera e all'integrità dello spazio Schengen; invita gli Stati membri a eliminare progressivamente tutti i programmi di cittadinanza tramite investimenti e residenza esistenti quanto prima; invita la Commissione, nel frattempo, ad affrontare esplicitamente la questione dei programmi di cittadinanza e residenza per gli investitori nell'ambito del meccanismo di valutazione Schengen e a presentare una proposta legislativa che stabilisca chiari limiti per tali programmi;

42.  invita la Commissione, sulla base della relazione pubblicata da quest'ultima sui programmi di cittadinanza e residenza per gli investitori in diversi Stati membri dell'UE, a esaminare in maniera specifica l'impatto di tali programmi del governo maltese sull'integrità dello spazio Schengen;

43.  invita Europol e l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera a condurre una valutazione congiunta delle minacce per quanto riguarda l'impatto dei programmi di cittadinanza e residenza per gli investitori attuati in diversi Stati membri dell'UE sulla lotta contro la criminalità organizzata e sull'integrità dello spazio Schengen;

44.  invita il governo di Malta a condurre indagini approfondite sui presunti casi di vendite di massa di visti medici e di visti Schengen, ivi compreso sul presunto coinvolgimento di ufficiali del governo maltese che ricoprono o hanno ricoperto incarichi di alto livello, come il capo di gabinetto del primo ministro e Neville Gafa;

SICUREZZA DEI GIORNALISTI E INDIPENDENZA DEI MEDIA

45.  invita il governo della Slovacchia a garantire la sicurezza dei giornalisti; deplora la mancanza di trasparenza nella proprietà dei media; esprime dubbi circa l'indipendenza e la qualità dei media pubblici dopo che diversi giornalisti hanno lasciato RTVS; osserva con preoccupazione che l'attuale proposta legislativa concernente la legge sulla stampa rischia di limitare la libertà dei media;

46.  esprime preoccupazione per le dichiarazioni di alcuni politici slovacchi che pongono in dubbio il valore dell'indipendenza del giornalismo e dei media pubblici, come quelle rilasciate pubblicamente dall'ex primo ministro, ad esempio durante una conferenza stampa tenutasi il 2 ottobre 2018;

47.  ribadisce il suo invito ai membri del governo di Malta interessati affinché garantiscano il ritiro immediato delle cause per diffamazione a carico dei familiari di Daphne Caruana Galiza, si astengano dal fare ricorso alle leggi in materia di diffamazione per congelare i conti correnti dei giornalisti critici e provvedano a riformare le leggi sulla diffamazione che vengono usate per ostacolare il lavoro dei giornalisti;

48.  invita la Commissione a presentare proposte atte a prevenire le cosiddette "cause strategiche per scoraggiare la partecipazione pubblica";

RISPOSTE DELL'UE

49.  ribadisce il suo invito alla Commissione affinché avvii un dialogo con il governo maltese nel contesto del quadro per lo Stato di diritto;

50.  prende atto degli sforzi profusi dalla Commissione e dal Consiglio per garantire il pieno rispetto dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali da parte di tutti gli Stati membri; esprime tuttavia preoccupazione per il limitato impatto che il quadro per lo Stato di diritto della Commissione e le procedure avviate a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, TUE, hanno avuto finora; evidenzia che la persistente incapacità di affrontare le gravi e continue violazioni dei valori di cui all'articolo 2 TUE ha incoraggiato altri Stati membri ad agire in modo analogo; si rammarica della decisione della Commissione di rinviare a luglio 2019 la pubblicazione della sua proposta volta a rafforzare il quadro per lo Stato di diritto;

51.  ricorda la necessità di una valutazione imparziale e regolare della situazione dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali in tutti gli Stati membri; sottolinea che tale valutazione deve basarsi su criteri obiettivi; richiama nuovamente l'attenzione sulle sue risoluzioni del 10 ottobre 2016 e del 14 novembre 2018, nelle quali si chiede un meccanismo dell'UE globale, permanente e obiettivo per la protezione della democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali; ritiene che ciò costituirebbe un meccanismo equo, equilibrato, regolare e preventivo per la gestione di possibili violazioni dei valori di cui all'articolo 2 TUE, e sottolinea che la necessità di disporre di tale meccanismo è ora più urgente che mai;

52.  deplora il fatto che la Commissione non abbia ancora presentato una proposta relativa a un meccanismo globale dell'UE per la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, e la invita a procedere in tal senso in tempo utile, in particolare proponendo l'adozione dell'accordo interistituzionale relativo al patto dell'Unione sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali;

53.  accoglie con favore la proposta della Commissione di regolamento sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri, richiama l'attenzione sulla relazione approvata in materia dal Parlamento nel gennaio 2019 ed esorta il Consiglio ad avviare quanto prima negoziati costruttivi;

54.  sottolinea che è importante che il Parlamento invii delegazioni ad hoc negli Stati membri quale strumento efficace per monitorare eventuali violazioni in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali; raccomanda la creazione di una struttura permanente in seno alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni per monitorare tali violazioni negli Stati membri;

55.  invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a combattere risolutamente la corruzione sistemica e a elaborare strumenti efficaci per prevenire, contrastare e sanzionare la corruzione e per combattere le frodi, nonché per monitorare regolarmente l'utilizzo dei fondi pubblici; ribadisce il suo rammarico per il fatto che, negli ultimi anni, la Commissione abbia deciso di non pubblicare la relazione dell'Unione sulla lotta alla corruzione e sottolinea che disporre di schede informative sulla lotta alla corruzione nel quadro del semestre europeo non rappresenta un modo sufficientemente efficace per assicurare che la corruzione sia inserita in modo inequivocabile nel programma; invita pertanto la Commissione a riprendere immediatamente la sua attività annuale di monitoraggio e comunicazione in materia di lotta alla corruzione, prendendo in esame tutti gli Stati membri e le istituzioni dell'UE;

56.  accoglie con favore l'accordo raggiunto dalla BCE e dalle autorità di vigilanza nazionali in merito a un nuovo meccanismo di cooperazione per lo scambio di informazioni; incoraggia tutte le autorità che vi partecipano a fare ampio uso di tale meccanismo in modo da assicurare una cooperazione rapida ed efficace nella lotta al riciclaggio di denaro;

57.  rammenta al suo Presidente che si attende da tempo che sia data attuazione al suo invito a creare un "premio europeo Daphne Caruana Galizia per il giornalismo d'inchiesta", da assegnare annualmente a esempi eccellenti di giornalismo d'inchiesta in Europa;

58.  si compiace della decisione del Parlamento di intitolare il programma di tirocinio per giornalisti d'inchiesta a Ján Kuciak;

o
o   o

59.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri nonché all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.

(1) GU C 482 del 23.12.2016, pag. 117.
(2) GU C 215 del 19.6.2018, pag. 162.
(3) Testi approvati, P8_TA(2018)0456.
(4) Testi approvati, P8_TA(2017)0438.
(5) Testi approvati, P8_TA(2018)0055.
(6) GU C 58 del 15.2.2018, pag. 148.
(7) GU C 204 del 13.6.2018, pag. 95.
(8) Testi approvati, P8_TA(2017)0442
(9) Testi approvati, P8_TA(2018)0183.
(10) Testi approvati, P8_TA(2018)0204.
(11) Testi approvati, P8_TA(2018)0340.
(12) GU C 407 del 4.11.2016, pag. 46.
(13) GU C 399 del 24.11.2017, pag. 127.
(14) Testi approvati, P8_TA(2017)0216
(15) Testi approvati, P8_TA(2018)0446.
(16) Malta - Parere sulle disposizioni costituzionali e la separazione dei poteri, adottato dalla Commissione di Venezia in occasione della sua 117a sessione plenaria (Venezia, 14-15 dicembre 2018).
(17) Parere della Commissione di Venezia, punto 142.
(18) Ibidem, punti 107-112.
(19) Ibidem, punto 54.
(20) Ibidem, punto 59.
(21) Ibidem, punto 71.
(22) Ibidem, punto 72.
(23) Ibidem, punto 132.
(24) Risoluzione del 25 ottobre 2016 recante raccomandazioni alla Commissione sull'istituzione di un meccanismo dell'UE in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali – GU C 215 del 19.6.2018, pag. 162; risoluzione del 14 novembre 2018 sulla necessità di un meccanismo globale dell'UE per la protezione della democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali – Testi approvati, P8_TA(2018)0456.
(25) http://nao.gov.mt//loadfile/77c82f0e-89b3-44b4-85d4-e48ecfd251b0
(26) https://www.eca.europa.eu/Lists/ECADocuments/SR19_01/SR_FRAUD_RISKSIT.pdf
(27) https://www.transparency.org/cpi2018 https://www.transparency.org/news/feature/corruption_perceptions_index_2017
(28) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1539189225045&uri=CELEX%3A52011IP0459 https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52016IP0403
(29) https://www.venice.coe.int/webforms/documents/?pdf=CDL-AD(2017)001-e

Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2019Avviso legale