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Procedura : 2018/0179(COD)
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Ciclo del documento : A8-0363/2018

Testi presentati :

A8-0363/2018

Discussioni :

PV 18/04/2019 - 5
CRE 18/04/2019 - 5

Votazioni :

PV 18/04/2019 - 10.15

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P8_TA(2019)0435

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Giovedì 18 aprile 2019 - Strasburgo Edizione provvisoria
Informativa in materia di investimenti sostenibili e rischi per la sostenibilità ***I
P8_TA-PROV(2019)0435A8-0363/2018
Risoluzione
 Testo consolidato

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 18 aprile 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'informativa in materia di investimenti sostenibili e rischi per la sostenibilità recante modifica della direttiva (UE) 2016/2341 (COM(2018)0354 – C8-0208/2018 – 2018/0179(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0354),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0208/2018),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 17 ottobre 2018(1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 5 dicembre 2018(2),

–  visti l'accordo provvisorio approvato dalla commissione competente a norma dell'articolo 69 septies, paragrafo 4, del regolamento, e l'impegno assunto dal rappresentante del Consiglio, con lettera del 27 marzo 2019, di approvare la posizione del Parlamento europeo, in conformità dell'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A8-0363/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

(1) GU C 62 del 15.2.2019, pag. 97.
(2) GU C 86 del 7.3.2019, pag. 24.


Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 18 aprile 2019 in vista dell'adozione del regolamento (UE) 2019/... del Parlamento europeo e del Consiglio ▌ relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari(1)
P8_TC1-COD(2018)0179

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere della Banca centrale europea(2),

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(3),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(4),

considerando quanto segue:

(-1)  Il 25 settembre 2015 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato un nuovo quadro mondiale per lo sviluppo sostenibile: l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile(5), incentrata sugli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). La comunicazione della Commissione del 2016 sulle prossime tappe per un futuro europeo sostenibile(6) collega gli SDG al quadro strategico dell'Unione per garantire che tutte le azioni e iniziative strategiche dell'UE, al suo interno e a livello mondiale, tengano conto fin dall'inizio degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Le conclusioni del Consiglio europeo del 20 giugno 2017(7) hanno confermato l'impegno dell'Unione e degli Stati membri ad attuare l'Agenda 2030 in modo completo, coerente, globale, integrato ed efficace e in stretta cooperazione con i partner e le altre parti interessate.

(1)  La transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, più sostenibile, efficiente in termini di risorse e circolare, in linea con gli SDG, è fondamentale per assicurare la competitività a lungo termine dell'economia dell'Unione. L'accordo di Parigi sul clima (COP21), ratificato dall'Unione il 5 ottobre 2016(8) ed entrato in vigore il 4 novembre 2016, si propone di rafforzare la risposta ai cambiamenti climatici, tra l'altro rendendo i flussi finanziari compatibili con un percorso che conduca a uno sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente dal punto di vista climatico.

Al fine di conseguire gli obiettivi a lungo termine in materia di lotta al riscaldamento globale previsti dall'accordo di Parigi sul clima e ridurre in maniera significativa i rischi e l'impatto dei cambiamenti climatici, l'obiettivo globale dovrebbe essere mantenere l'aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2ºC rispetto ai livelli preindustriali e proseguire gli sforzi volti a limitare l'aumento della temperatura a 1,5ºC rispetto ai livelli preindustriali.

(2)  La direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(9), la direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(10), la direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(11), la direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(12), la direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(13), la direttiva (UE) 2016/97 del Parlamento europeo e del Consiglio(14), la direttiva (UE) 2016/2341 del Parlamento europeo e del Consiglio(15), il regolamento (UE) n. 345/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(16), il regolamento (UE) n. 346/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(17) e il regolamento (UE) XYZ del Parlamento europeo e del Consiglio

[GU – inserire il riferimento al regolamento sul prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP)] hanno l'obiettivo comune di agevolare l'accesso alle attività degli organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM), degli enti creditizi, dei gestori di fondi di investimento alternativi (GEFIA) che gestiscono e/o commercializzano fondi di investimento alternativi, compresi i fondi di investimento europei a lungo termine a norma del regolamento (UE) 2015/760 del Parlamento europeo e del Consiglio(18), delle imprese di assicurazione, delle imprese di investimento, degli intermediari assicurativi, degli enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP), dei gestori di fondi per il venture capital qualificati (gestori di EuVECA), ▌ dei gestori di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale (gestori di EuSEF) e dei fornitori di prodotti pensionistici individuali paneuropei, nonché l'esercizio di tali attività. Tali direttive e regolamenti assicurano una protezione più uniforme degli investitori finali e facilitano l'accesso di questi ultimi a un'ampia gamma di prodotti e servizi finanziari (prodotti finanziari), prevedendo nel contempo norme che consentono loro di prendere decisioni di investimento consapevoli.

Anche se tali obiettivi sono stati ampiamente realizzati, l'informativa destinata agli investitori finali sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità, sulla considerazione degli effetti negativi per la sostenibilità e degli obiettivi di investimento sostenibile ovvero sulle caratteristiche ambientali o sociali, o una combinazione di dette caratteristiche, nel processo decisionale relativo agli investimenti da parte delle società di gestione degli OICVM, dei GEFIA, delle imprese di assicurazione che mettono a disposizione degli investitori al dettaglio e professionali prodotti di investimento assicurativi (IBIP), degli enti creditizi che forniscono servizi di gestione del portafoglio, delle imprese di investimento che forniscono servizi di gestione del portafoglio, degli EPAP, degli enti pensionistici, dei gestori di EuVECA, dei gestori di EuSEF e dei fornitori di PEPP (partecipanti ai mercati finanziari) nonché l'informativa destinata agli investitori finali sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità e sulla considerazione degli effetti negativi per la sostenibilità nei processi di consulenza da parte degli intermediari assicurativi e delle imprese di assicurazione che forniscono agli investitori al dettaglio e professionali consulenza in materia di assicurazioni riguardo agli IBIP, degli enti creditizi che forniscono consulenza in materia di investimenti, dei GEFIA che forniscono consulenza in materia di investimenti, delle società di gestione degli OICVM che forniscono consulenza in materia di investimenti e delle imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti ad eccezione degli intermediari assicurativi e delle imprese di investimento che sono imprese a tutti gli effetti, a prescindere dalla loro forma giuridica, comprese le persone fisiche o i lavoratori autonomi che occupano meno di tre persone (consulenti finanziari), non sono sufficientemente sviluppate perché non ancora soggette a obblighi armonizzati. È opportuno che l'esenzione dal presente regolamento per i consulenti finanziari che occupano meno di tre persone non pregiudichi l'applicazione della direttiva 2014/65/UE e della direttiva (UE) 2016/97, in particolare le norme sulla consulenza in materia di investimenti e di assicurazioni. Ciò significa che i consulenti in parola non sono tenuti a fornire informazioni a norma del presente regolamento, ma devono considerare e includere i rischi per la sostenibilità nei loro processi di consulenza.

I soggetti contemplati dal presente regolamento, a seconda della natura delle loro attività, dovrebbero conformarsi alle norme concernenti i partecipanti ai mercati finanziari qualora siano ideatori di prodotti finanziari, oppure alle norme concernenti i consulenti finanziari qualora forniscano consulenza in materia di investimenti o di assicurazioni. Pertanto, laddove svolgano simultaneamente attività di partecipanti ai mercati finanziari e di consulenti finanziari, tali soggetti dovrebbero essere considerati partecipanti ai mercati finanziari se agiscono in qualità di ideatori di prodotti finanziari, ivi compresa la fornitura di servizi di gestione del portafoglio, e consulenti finanziari se forniscono consulenza in materia di investimenti o di assicurazioni, ai fini dell'informativa relativa alla rispettiva attività in forza del presente regolamento.

Poiché l'Unione si trova ad affrontare in misura sempre maggiore le conseguenze catastrofiche e imprevedibili dei cambiamenti climatici, dell'esaurimento delle risorse e di altre questioni legate alla sostenibilità, sono necessari interventi urgenti per mobilitare capitali non solo mediante politiche pubbliche, ma anche attraverso il settore dei servizi finanziari. Per adattarsi a questa nuova realtà, i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari dovrebbero essere tenuti a comunicare informazioni specifiche circa il loro approccio all'integrazione dei rischi per la sostenibilità e alla considerazione degli effetti negativi per la sostenibilità.

(3)  In mancanza di norme dell'Unione armonizzate in materia di informativa sulla sostenibilità destinata agli investitori finali, in tutta probabilità continueranno a essere adottate misure divergenti a livello nazionale e potrebbero persistere approcci differenti nei diversi settori dei servizi finanziari. Tali misure e approcci divergenti continuerebbero a causare significative distorsioni della concorrenza, dando origine a importanti differenze delle norme in materia di informativa. Inoltre, lo sviluppo parallelo di prassi basate sul mercato che si fondano su priorità di natura commerciale in grado di produrre risultati divergenti sta generando un'ulteriore frammentazione del mercato e potrebbe aggravare ulteriormente le inefficienze nel funzionamento del mercato interno in futuro. La divergenza degli standard di informativa e delle prassi basate sul mercato rende estremamente difficile comparare prodotti ▌ finanziari differenti, creando condizioni non eque tra tali prodotti ▌ e tra i canali di distribuzione, oltre a innalzare ulteriori barriere al mercato interno. Tali divergenze possono inoltre creare confusione per gli investitori finali e distorcerne le decisioni di investimento. ▌ Nell'assicurare il rispetto dell'accordo di Parigi sul clima, vi è il rischio che gli Stati membri adottino misure nazionali divergenti che potrebbero creare ostacoli al buon funzionamento del mercato interno e danneggiare i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari Inoltre, la mancanza di norme armonizzate in materia di trasparenza rende difficoltoso per gli investitori finali comparare con efficacia prodotti ▌ finanziari differenti nei vari Stati membri dal punto di vista dei rischi ambientali, sociali e di governance, nonché degli obiettivi di investimento sostenibile. Pertanto è necessario rimuovere gli ostacoli esistenti al funzionamento del mercato interno e rafforzare la comparabilità dei prodotti finanziari al fine di prevenire l'insorgenza di nuovi ostacoli.

(3 bis)  Il presente regolamento mira a ridurre l'asimmetria delle informazioni nelle relazioni principale-agente riguardo all'integrazione dei rischi per la sostenibilità, alla considerazione degli effetti negativi per la sostenibilità e alla promozione delle caratteristiche ambientali o sociali e degli investimenti sostenibili mediante informative precontrattuali e in atto destinate agli investitori finali, che agiscono in qualità di principali, da parte dei partecipanti ai mercati finanziari o dei consulenti finanziari, che agiscono in qualità di agenti per conto dei principali.

(3 ter)  Il presente regolamento stabilisce obblighi di informativa che integrano le norme sancite nella direttiva 2009/65/CE, nella direttiva 2009/138/CE, nella direttiva 2011/61/UE, nella direttiva 2014/65/UE, nella direttiva (UE) 2016/97, nella direttiva (UE) 2016/2341, nel regolamento (UE) n. 345/2013, nel regolamento (UE) n. 346/2013, nel regolamento (UE) 2015/760 e nel regolamento (UE) XYZ del Parlamento europeo e del Consiglio

[GU – inserire il riferimento al regolamento sul prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP)], come pure nel diritto nazionale che disciplina i prodotti pensionistici personali e individuali. Per assicurare una corretta ed efficace vigilanza del rispetto degli obblighi di cui al presente regolamento, gli Stati membri dovrebbero affidarsi alle autorità competenti già designate ai sensi delle norme suesposte. Laddove tali norme non siano direttamente adeguate dal presente regolamento, è opportuno che gli Stati membri designino le autorità competenti a tale riguardo.

(3 quater)  Il presente regolamento mantiene i requisiti che impongono ai partecipanti ai mercati finanziari e ai consulenti finanziari di agire nel migliore interesse degli investitori finali, ad esempio, ma non solo, esercitando un'adeguata diligenza dovuta prima di effettuare l'investimento, come sancito nella direttiva 2009/65/CE, nella direttiva 2009/138/CE, nella direttiva 2011/61/UE, nella direttiva 2013/36/UE, nella direttiva 2014/65/UE, nella direttiva (UE) 2016/97, nella direttiva (UE) 2016/2341, nel regolamento (UE) n. 345/2013 e nel regolamento (UE) n. 346/2013, come pure nel diritto nazionale che disciplina i prodotti pensionistici personali e individuali. Al fine di svolgere i loro compiti conformemente alle suddette norme, i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari dovrebbero integrare nelle loro procedure, comprese quelle di dovuta diligenza, non solo tutti i pertinenti rischi finanziari, ma anche tutti i pertinenti rischi per la sostenibilità che possono comportare un significativo impatto negativo sul rendimento finanziario di un investimento e fornire opportune consulenze in merito, nonché valutare tali rischi su base continuativa. Pertanto, ai sensi del presente regolamento, i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari dovrebbero specificare nelle loro politiche in che modo integrano tali rischi e pubblicare dette politiche.

(3 quinquies)  Ecco perché il presente regolamento impone ai partecipanti ai mercati finanziari e ai consulenti finanziari che forniscono consulenza in materia di investimenti o di assicurazioni riguardo agli IBIP rispettivamente, indipendentemente dalla progettazione dei prodotti finanziari e dal mercato-obiettivo, di pubblicare politiche scritte sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità e assicurare la trasparenza dell'integrazione dei rischi per la sostenibilità.

(3 sexies)  Per "rischio per la sostenibilità" si dovrebbe intendere un evento o una condizione incerta di tipo ambientale, sociale o di governance che, se si verifica, potrebbe provocare un significativo impatto negativo sul valore degli investimenti, come specificato nella legislazione settoriale, in particolare nella direttiva 2009/65/CE, nella direttiva 2009/138/CE, nella direttiva 2011/61/UE, nella direttiva 2013/36/UE, nella direttiva 2014/65/UE, nella direttiva (UE) 2016/97, nella direttiva (UE) 2016/2341, ovvero negli atti delegati e nelle norme tecniche di regolamentazione adottati conformemente alle suddette direttive.

(3 septies)  Il presente regolamento non pregiudica le norme sull'integrazione dei rischi ai sensi della direttiva 2009/65/CE, della direttiva 2009/138/CE, della direttiva 2011/61/UE, della direttiva 2013/36/UE, della direttiva 2014/65/UE, della direttiva (UE) 2016/97, della direttiva (UE) 2016/2341, del regolamento (UE) n. 345/2013 e del regolamento (UE) n. 346/2013 come pure del diritto nazionale che disciplina i prodotti pensionistici personali e individuali, tra cui, ma non solo, i criteri di proporzionalità pertinenti applicabili quali le dimensioni, l'organizzazione interna e la natura, la portata e la complessità delle attività in questione. Il presente regolamento mira a conseguire una maggiore trasparenza su come i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari integrano i rischi per la sostenibilità nelle loro consulenze in materia di decisioni di investimento, investimenti o assicurazioni. Se la valutazione dei rischi per la sostenibilità porta a concludere che non sussistono rischi per la sostenibilità giudicati rilevanti per il prodotto finanziario, è opportuno spiegarne le ragioni. Se la valutazione porta a concludere che tali rischi sono rilevanti, è opportuno comunicare, in termini qualitativi o quantitativi, la misura in cui i rischi per la sostenibilità possono incidere sulla performance del prodotto finanziario. Le valutazioni dei rischi per la sostenibilità così come la relativa informativa precontrattuale fornite dai partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero contribuire all'informativa precontrattuale dei consulenti finanziari. I consulenti finanziari dovrebbero comunicare in che modo tengono conto dei rischi per la sostenibilità nella procedura di selezione dell'offerta finanziaria che è presentata agli investitori finali, a prescindere dalle preferenze di questi ultimi in materia di sostenibilità, prima di fornire la consulenza. Quanto detto non dovrebbe pregiudicare l'applicazione della direttiva 2014/65/UE e della direttiva (UE) 2016/97, in particolare gli obblighi dei partecipanti ai mercati finanziari e dei consulenti finanziari in materia di governance dei prodotti, valutazione in termini di idoneità e adeguatezza o verifica delle richieste e delle esigenze.

(4)  Per assicurare un'applicazione coerente e uniforme del presente regolamento, nonché l'applicazione chiara e uniforme degli obblighi di informativa che esso stabilisce da parte dei partecipanti ai mercati finanziari, è necessario stabilire una definizione armonizzata di "investimenti sostenibili", che comprenda investimenti in attività economiche che contribuiscono a obiettivi ambientali o sociali, così come una combinazione degli stessi, a condizione che le imprese che beneficiano di tali investimenti rispettino prassi di buona governance e sia assicurato il principio di precauzione teso a non arrecare danni significativi, ovvero far sì che non sia pregiudicato in maniera significativa né l'obiettivo ambientale né quello sociale.

(4-bis)  Le decisioni e le consulenze in materia di investimenti potrebbero provocare impatti negativi – significativi o potenzialmente significativi – sui fattori di sostenibilità, contribuire a tali impatti o esservi direttamente connesse.

(4 –bis)  Laddove i partecipanti ai mercati finanziari, tenendo debitamente conto delle dimensioni, della natura e dell'ampiezza delle loro attività e della tipologia dei loro prodotti finanziari, prendano in considerazione i principali effetti negativi – significativi o potenzialmente significativi – delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità, essi dovrebbero integrare nelle loro procedure, comprese quelle di dovuta diligenza, le modalità per prendere in considerazione i principali effetti negativi accanto ai pertinenti rischi finanziari e ai pertinenti rischi per la sostenibilità. Le informazioni riguardanti tali modalità potrebbero precisare in che modo i partecipanti ai mercati finanziari adempiono alle loro responsabilità di gestione (stewardship) in materia di sostenibilità o ad altri impegni degli azionisti. I partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero pubblicare sui rispettivi siti web informazioni su tali modalità nonché la descrizione dei principali effetti negativi. A tale proposito, il comitato congiunto dell'ABE, dell'EIOPA e dell'ESMA nonché i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari dovrebbero tenere conto della guida sul dovere di diligenza per la condotta responsabile delle imprese, sviluppata dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici, e dei principi per l'investimento responsabile sostenuti dalle Nazioni Unite.

(4- - bis)  La considerazione dei fattori di sostenibilità nei processi decisionali in materia di investimenti e nei processi di consulenza può produrre vantaggi che non si limitano ai mercati finanziari. Può infatti accrescere la resilienza dell'economia reale e la stabilità del sistema finanziario, così da incidere in ultima istanza sul rischio/rendimento dei prodotti finanziari. Pertanto, è essenziale che i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari forniscano le informazioni necessarie per consentire agli investitori finali di adottare decisioni di investimento informate.

(4 - - - bis)  I partecipanti ai mercati finanziari che prendono in considerazione i principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità dovrebbero comunicare, nelle informazioni precontrattuali relative a ciascun prodotto finanziario, in maniera concisa e in termini qualitativi o quantitativi, in che modo i principali effetti negativi sono presi in considerazioni nonché dichiarare che le informazioni inerenti i principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità sono disponibili nelle relazioni in corso. Per "principali effetti negativi" si dovrebbero intendere gli effetti delle decisioni di investimento e delle consulenze in materia di investimenti che determinano incidenze negative sui fattori di sostenibilità.

(4 bis)  Ad oggi sono stati sviluppati prodotti sostenibili con diversi livelli di ambizione. È pertanto necessario distinguere - ai fini dell'informativa precontrattuale e dell'informativa divulgata mediante relazioni periodiche - da una parte i requisiti relativi ai prodotti finanziari che presentano caratteristiche ambientali o sociali, e dall'altra i requisiti relativi ai prodotti finanziari che hanno come obiettivo quello di produrre effetti positivi per l'ambiente e la società. Di conseguenza, per quanto concerne i prodotti finanziari aventi caratteristiche ambientali o sociali, i partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero comunicare se e in che modo l'indice designato, l'indice di sostenibilità o l'indice convenzionale siano allineati alle suddette caratteristiche e, laddove non sia utilizzato alcun parametro di riferimento, informazioni su come vengono rispettate le caratteristiche di sostenibilità dei prodotti finanziari. Per quanto riguarda i prodotti finanziari che hanno come obiettivo quello di produrre effetti positivi per l'ambiente e la società, i partecipanti ai mercati finanziari dovrebbero comunicare quale parametro di riferimento utilizzano per misurare le prestazioni in termini di sostenibilità nonché, laddove non sia utilizzato alcun parametro di riferimento, spiegare come viene conseguito l'obiettivo pertinente. L'informativa divulgata mediante relazioni periodiche dovrebbe essere condotta ogni anno.

(4)  Il presente regolamento non pregiudica le norme in materia di retribuzione o di valutazione della performance del personale dei partecipanti ai mercati finanziari e dei consulenti finanziari a norma della direttiva 2009/65/CE, della direttiva 2009/138/CE, della direttiva 2011/61/UE, della direttiva 2013/36/UE, della direttiva 2014/65/UE, della direttiva (UE) 2016/97, della direttiva (UE) 2016/2341, del regolamento (UE) n. 345/2013 e del regolamento (UE) n. 346/2013, come pure degli atti di esecuzione e della legislazione nazionale che disciplina i prodotti pensionistici personali e individuali, tra cui, ma non solo, i criteri di proporzionalità pertinenti applicabili quali le dimensioni, l'organizzazione interna e la natura, la portata e la complessità delle attività in questione. È tuttavia opportuno conseguire una maggiore trasparenza, in termini qualitativi o quantitativi, in tema di politiche remunerative dei partecipanti ai mercati finanziari e dei consulenti finanziari per quanto riguarda la loro consulenza in materia di investimenti o di assicurazioni, in modo da promuovere una gestione sana ed efficace del rischio nell'ambito dei rischi per la sostenibilità, laddove la struttura della remunerazione non incoraggi un'eccessiva assunzione di rischi in relazione ai rischi per la sostenibilità e sia legata alla performance corretta per il rischio.

(8)  Per migliorare la trasparenza e informare gli investitori finali, l'accesso alle informazioni sul modo in cui i pertinenti rischi per la sostenibilità – significativi o potenzialmente significativi – sono integrati dai partecipanti ai mercati finanziari nei processi decisionali relativi agli investimenti, compresi gli aspetti organizzativi, di gestione del rischio e di governance, e dai consulenti finanziari nei processi di consulenza dovrebbe essere regolamentato imponendo a tali soggetti di pubblicare ▌ informazioni concise in merito a tali politiche sui rispettivi siti web.

(9)  Gli attuali obblighi di informativa stabiliti nella normativa dell'Unione non prevedono l'obbligo di comunicare tutte le informazioni necessarie per informare correttamente gli investitori finali in merito all'impatto dei loro investimenti correlato alla sostenibilità attraverso prodotti finanziari che mirino a integrare caratteristiche ambientali o sociali oppure prodotti finanziari che perseguano obiettivi di sostenibilità. È quindi opportuno stabilire obblighi di informativa più specifici e standardizzati riguardo a tali investimenti ▌. Ad esempio, l'impatto complessivo dei prodotti finanziari correlato alla sostenibilità dovrebbe essere comunicato periodicamente tramite indicatori pertinenti per misurare l'obiettivo di investimento sostenibile prescelto. Qualora sia stato designato un indice appropriato come parametro di riferimento, tali informazioni dovrebbero essere fornite anche per l'indice designato e per un indice generale di mercato al fine di consentire il raffronto. ▌ Qualora rendano disponibili informazioni sull'impatto sociale positivo ▌ che un determinato fondo ha sull'obiettivo, sull'esito sociale complessivo realizzato e sui metodi correlati impiegati in conformità del regolamento (UE) n. 346/2013, i gestori di EuSEF possono, se del caso, utilizzare tali informazioni ai fini dell'informativa di cui al presente regolamento.

(10)  La direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(19) impone obblighi di trasparenza riguardo agli aspetti sociali, ambientali e di governo societario nelle relazioni di carattere non finanziario. La forma e la presentazione richieste, stabilite da tali direttive, non sono però sempre idonee all'impiego diretto da parte dei partecipanti ai mercati finanziari e dei consulenti finanziari nelle loro interazioni con gli investitori finali. I partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari dovrebbero avere la possibilità di utilizzare le informazioni nelle relazioni sulla gestione e nelle dichiarazioni di carattere non finanziario in conformità della direttiva 2013/34/UE ai fini del presente regolamento, ove appropriato.

Laddove le informazioni fornite ai sensi del presente regolamento non siano soggette a controlli appropriati in conformità del diritto unionale o nazionale, i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari sono incoraggiati a predisporre opportune modalità a tal fine.

(11)  Per assicurare l'affidabilità delle informazioni pubblicate sui siti web dei partecipanti ai mercati finanziari e dei consulenti finanziari, tali informazioni dovrebbero essere aggiornate ed eventuali riesami o modifiche dovrebbero essere spiegati con chiarezza.

(11 bis)  Sebbene il presente regolamento non contempli i regimi nazionali di sicurezza sociale disciplinati dai regolamenti (CE) n. 883/2004 e (CE) n. 987/2009, in considerazione del fatto che gli Stati membri stanno aprendo in misura sempre maggiore parti della gestione dei regimi pensionistici obbligatori nel quadro dei rispettivi sistemi di sicurezza sociale ai partecipanti ai mercati finanziari o altri soggetti di diritto privato, e che essi sono esposti a rischi per la sostenibilità, oltre a essere suscettibili di prendere in considerazione gli effetti negativi per la sostenibilità, promuovere caratteristiche ambientali o sociali o perseguire investimenti sostenibili come partecipanti ai mercati finanziari e altri prodotti finanziari, al fine di ridurre le asimmetrie delle informazioni in tali relazioni principale-agente, è opportuno autorizzare gli Stati membri ad applicare il presente regolamento.

Il presente regolamento non impedisce agli Stati membri di adottare o mantenere in vigore disposizioni più severe in merito alla pubblicazione, solamente ad opera dei partecipanti ai mercati finanziari e dei consulenti finanziari aventi sede nei loro territori, di informative sulle politiche in materia di adattamento ai cambiamenti climatici e di ulteriori informative destinate agli investitori finali sui rischi per la sostenibilità. Cionondimeno, tali disposizioni non dovrebbero ostacolare l'efficace applicazione del presente regolamento né il conseguimento dei suoi obiettivi e dovrebbero ad ogni modo conformarsi alle norme stabilite dal trattato.

(12)  Conformemente alla direttiva (UE) 2016/2341, gli EPAP dovrebbero garantire che le norme in materia di governance e di gestione del rischio già si applichino alle loro decisioni di investimento e alle valutazioni dei rischi per assicurare la continuità e la regolarità ▌. L'adozione delle decisioni di investimento e la valutazione dei rischi pertinenti, compresi i rischi ambientali, sociali e di governance, dovrebbero garantire la conformità agli interessi degli aderenti e dei beneficiari degli EPAP. L'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali ("EIOPA") dovrebbe emanare orientamenti per specificare come le decisioni di investimento prese dagli EPAP e la valutazione dei rischi da essi effettuata tengano conto dei rischi ambientali, sociali e di governance a norma della direttiva (UE) 2016/2341.

(13)  L'Autorità bancaria europea ("ABE"), l'EIOPA ▌e l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati ("ESMA") (note collettivamente come "AEV"), istituite rispettivamente con il regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio(20), il regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio(21) e il regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio(22), dovrebbero sviluppare, tramite il comitato congiunto, norme tecniche di regolamentazione che specifichino ulteriormente i dettagli del contenuto, delle metodologie e della presentazione ▌delle informazioni circa gli indicatori di sostenibilità in materia di clima e altri effetti negativi connessi all'ambiente nonché problematiche sociali e concernenti il personale, il rispetto dei diritti umani e le questioni relative alla lotta alla corruzione attiva e passiva, come pure della presentazione e del contenuto delle informazioni per quanto riguarda la promozione delle caratteristiche ambientali o sociali e degli obiettivi di investimento sostenibile da comunicare nei documenti precontrattuali, nelle relazioni periodiche annuali e sui siti web dei partecipanti ai mercati finanziari in conformità degli articoli da 10 a 14 del regolamento n. 1093/2010, del regolamento n. 1094/2010 e del regolamento (UE) n. 1095/2010. La Commissione dovrebbe avere la facoltà di adottare tali norme tecniche di regolamentazione.

(14)  La Commissione dovrebbe avere la facoltà di adottare norme tecniche di attuazione sviluppate dalle AEV tramite il comitato congiunto, attraverso atti di esecuzione a norma dell'articolo 291 TFUE e in conformità dell'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1093/2010, dell'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1094/2010 e dell'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010, per stabilire la presentazione standard della promozione delle caratteristiche ambientali o sociali e degli investimenti sostenibili nelle comunicazioni di marketing.

(15)  Poiché le relazioni periodiche riassumono in teoria i risultati commerciali per interi anni di calendario, l'applicazione delle disposizioni del presente regolamento sugli obblighi di trasparenza nelle relazioni periodiche dovrebbe essere posticipata al ... [UP: inserire la data corrispondente al 1° gennaio dell'anno successivo alla data di cui all'articolo 12,

secondo comma].

(16)  Le norme in materia di informativa contenute nel presente regolamento dovrebbero integrare le disposizioni delle direttive 2009/65/CE, 2009/138/CE, 2011/61/UE, 2014/65/UE, (UE) 2016/97 e (UE) 2016/2341 e dei regolamenti (UE) n. 345/2013, (UE) n. 346/2013, (UE) 2015/760 e (UE) XYZ [GU – inserire il riferimento al regolamento sul prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP)], e applicarsi in aggiunta ad esse

(17)  Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti in particolare dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.

(18)  Poiché gli obiettivi del presente regolamento, vale a dire rafforzare la protezione per gli investitori finali e migliorare l'informativa a loro destinata, incluso nel caso di acquisti transfrontalieri per gli investitori finali, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, ma possono essere conseguiti meglio a livello di Unione in ragione della necessità di stabilire obblighi di informativa uniformi a livello dell'Unione, l'Unione può adottare provvedimenti, in conformità al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto

Il presente regolamento stabilisce norme armonizzate sulla trasparenza che devono essere applicate dai partecipanti ai mercati finanziari e dai consulenti finanziari per quanto riguarda l'integrazione dei rischi per la sostenibilità e la considerazione degli effetti negativi per la sostenibilità nei rispettivi processi e nella comunicazione delle informazioni connesse alla stabilità relative ai prodotti finanziari.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni:

a)  "partecipante ai mercati finanziari":

i)  un'impresa di assicurazione che rende disponibile un IBIP ▌;

i bis)   un'impresa di investimento che fornisce servizi di gestione del portafoglio;

i ter)   un EPAP;

i quater)  un ideatore di un prodotto pensionistico;

i quinquies)   un GEFIA;

i sexies)   un fornitore di PEPP;

ii)  un gestore di un fondo per il venture capital qualificato registrato conformemente all'articolo 14 del regolamento (UE) n. 345/2013;

iii)  un gestore di un fondo qualificato per l'imprenditoria sociale registrato conformemente all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 346/2013;

iv)  una società di gestione di OICVM;

v)   un ente creditizio che fornisce servizi di gestione del portafoglio;

b)  "impresa di assicurazione": un'impresa di assicurazione autorizzata conformemente all'articolo 18 della direttiva 2009/138/CE;

c)  "IBIP":

i)  un prodotto di investimento assicurativo quale definito all'articolo 4, punto 2, del regolamento (UE) n. 1286/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio(23); oppure

ii)  un prodotto assicurativo, reso disponibile a un investitore professionale, che presenta una scadenza o un valore di riscatto esposti in tutto o in parte, in modo diretto o indiretto, alle fluttuazioni del mercato;

d)  "GEFIA": un GEFIA come definito all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2011/61/UE;

e)  "impresa di investimento": un'impresa di investimento come definita all'articolo 4, paragrafo 1, punto 1, della direttiva 2014/65/UE;

f)  "gestione del portafoglio": la gestione del portafoglio come definita all'articolo 4, paragrafo 1, punto 8, della direttiva 2014/65/UE;

g)  "EPAP": un ente pensionistico aziendale o professionale autorizzato o registrato conformemente all'articolo 9 della direttiva (UE) 2016/2341, a meno che uno Stato membro non abbia scelto di applicare l'articolo 5 di tale direttiva o che un EPAP non gestisca schemi pensionistici che, nel loro insieme, annoverano meno di 15 membri in totale;

h)  "prodotto pensionistico":

i)  un prodotto pensionistico di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettera g), del regolamento (UE) n. 1286/2014;

ii)  un prodotto pensionistico individuale di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettera g), del regolamento (UE) n. 1286/2014;

h bis)   "prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP)": un prodotto di cui all'articolo 2, punto 2, del [UP: inserire il riferimento al regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP)];

i)  "società di gestione di OICVM": una società di gestione come definita all'articolo 2, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2009/65/CE o una società di investimento autorizzata conformemente alla direttiva 2009/65/CE che non ha designato una società di gestione autorizzata ai sensi di tale direttiva per la sua gestione;

i ter)   "consulente finanziario": un intermediario assicurativo che fornisce consulenza in materia di assicurazioni riguardo agli IBIP, un'impresa di assicurazione che fornisce consulenza in materia di assicurazioni riguardo agli IBIP, un ente creditizio che fornisce consulenza in materia di investimenti, un'impresa di investimento che fornisce consulenza in materia di investimenti, un GEFIA che fornisce consulenza in materia di investimenti conformemente all'articolo 6, paragrafo 4, lettera b), punto i), della direttiva 2011/61/UE e una società di gestione di OICVM che fornisce consulenza in materia di investimenti conformemente all'articolo 6, paragrafo 3, lettera b), punto i), della direttiva 2009/65/CE;

j)  "prodotto finanziario":

i)   un portafoglio gestito conformemente alla lettera f) del presente articolo;

ii)   un FIA;

iii)   un IBIP;

iv)   un prodotto pensionistico;

iv)   uno schema pensionistico ▌;

v)   un OICVM;

vi)   un prodotto pensionistico individuale paneuropeo;

k)  "FIA": un FIA come definito all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2011/61/UE;

l)  "schema pensionistico": uno schema pensionistico come definito all'articolo 6, punto 2, della direttiva (UE) 2016/2341;

m)  "OICVM": un organismo d'investimento collettivo in valori mobiliari autorizzato conformemente all'articolo 5 della direttiva 2009/65/CE;

n)  "consulenza in materia di investimenti": la consulenza in materia di investimenti come definita all'articolo 4, paragrafo 1, punto 4, della direttiva 2014/65/UE;

o)  "investimenti sostenibili": tutti i seguenti investimenti o una combinazione dei seguenti investimenti:

i)  investimenti in attività economiche che contribuiscono a un obiettivo ambientale, ad esempio misurato mediante indicatori chiave di efficienza delle risorse concernenti l'impiego di energia, l'impiego di energie rinnovabili, l'utilizzo di materie prime e di risorse idriche e l'uso del suolo, la produzione di rifiuti, le emissioni di gas a effetto serra nonché l'impatto sulla biodiversità e l'economia circolare;

ii)  gli investimenti in un'attività economica che contribuiscono a un obiettivo sociale, in particolare gli investimenti che contribuiscono alla lotta contro la disuguaglianza, che promuovono la coesione sociale, l'integrazione sociale e le relazioni industriali, e gli investimenti in capitale umano o in comunità economicamente o socialmente svantaggiate;

a condizione che gli investimenti non arrechino un danno significativo a nessuno degli obiettivi suesposti e che le imprese che beneficiano di tali investimenti rispettino prassi di buona governance, ▌in particolare ▌per quanto riguarda strutture di gestione solide, relazioni con il personale, remunerazione del personale competente e rispetto degli obblighi fiscali;

p)  "investitore al dettaglio": un investitore che non è un investitore professionale;

q)  "investitore professionale": un cliente che soddisfa i criteri stabiliti nell'allegato II della direttiva 2014/65/UE;

r)  "intermediario assicurativo": un intermediario assicurativo quale definito all'articolo 2, paragrafo 1, punto 3, della direttiva (UE) 2016/97;

s)  "consulenza in materia di assicurazioni": una consulenza quale definita all'articolo 2, paragrafo 1, punto 15, della direttiva (UE) 2016/97;

t)   "rischio per la sostenibilità": un evento o una condizione di tipo ambientale, sociale o di governance che, se si verifica, potrebbe provocare un significativo impatto negativo effettivo o potenziale sul valore degli investimenti derivante da effetti negativi per la sostenibilità;

u)   "ELTIF": un fondo di investimento europeo a lungo termine autorizzato conformemente all'articolo 6 del regolamento (UE) 2015/760;

v)   "fattori di sostenibilità": le problematiche ambientali e sociali e concernenti il personale, il rispetto dei diritti umani e le questioni relative alla lotta alla corruzione attiva e passiva.

Articolo 3

Trasparenza delle politiche in materia di rischio per la sostenibilità

1.  I partecipanti ai mercati finanziari pubblicano sui loro siti web informazioni circa le rispettive politiche sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità nei loro processi decisionali relativi agli investimenti.

2.  I consulenti finanziari pubblicano sui loro siti web informazioni circa le rispettive politiche sull'integrazione dei rischi per la sostenibilità nelle loro consulenze in materia di investimenti o di assicurazioni.

Articolo 3γ

Trasparenza degli effetti negativi per la sostenibilità a livello di soggetto

1.   I partecipanti ai mercati finanziari pubblicano e aggiornano sui propri siti web le seguenti informazioni:

a)   ove prendano in considerazione i principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità, una dichiarazione concernente le politiche di dovuta diligenza per quanto riguarda tali principali effetti negativi, tenendo debitamente conto delle dimensioni, della natura e dell'ampiezza delle loro attività e della tipologia dei loro prodotti finanziari;

b)   ove non prendano in considerazione gli effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità, una chiara motivazione di tale mancata considerazione e, se del caso, informazioni concernenti se e quando intendono prendere in considerazione tali effetti negativi.

2.   Le informazioni fornite conformemente al paragrafo 1, lettera a), comprendono almeno quanto segue:

a)   informazioni sulle politiche relative all'individuazione e alla prioritizzazione dei principali effetti negativi per la sostenibilità e relativi indicatori;

b)   una descrizione dei principali effetti negativi per la sostenibilità e delle azioni adottate e, se del caso, programmate;

c)   brevi sintesi delle politiche di impegno ai sensi dell'articolo 3 octies della direttiva 2007/36/CE, ove applicabile;

d)   un riferimento all'osservanza del codice di condotta responsabile delle imprese e delle norme riconosciute a livello internazionale in materia di dovuta diligenza e di comunicazione e, se del caso, al grado di conformità agli obiettivi a lungo termine in materia di lotta al riscaldamento globale previsti dall'accordo di Parigi.

3.   In deroga al paragrafo 1, a decorrere dal [UP: inserire data corrispondente a 18 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento], i partecipanti ai mercati finanziari che alla data di chiusura del bilancio hanno superato il criterio del numero medio di 500 dipendenti nel corso dell'esercizio finanziario pubblicano e aggiornano sui propri siti web una dichiarazione relativa alle politiche in materia di dovuta diligenza per quanto riguarda i principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità.

La dichiarazione di cui al primo comma comprende almeno le informazioni di cui al paragrafo 2, lettere da a) a d).

4.   In deroga al paragrafo 1, a decorrere dal [UP: inserire data corrispondente a 18 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento], i partecipanti ai mercati finanziari che sono imprese madri di un grande gruppo ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 7, della direttiva 2013/34/UE che alla data di chiusura del bilancio ha superato, su base consolidata, il criterio del numero medio di 500 dipendenti nel corso dell'esercizio finanziario pubblicano e aggiornano sui propri siti web una dichiarazione relativa alle politiche in materia di dovuta diligenza per quanto riguarda i principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità.

La dichiarazione di cui al primo comma comprende almeno le informazioni di cui al paragrafo 2, lettere da a) a d).

5.   I consulenti finanziari pubblicano e aggiornano sui propri siti web le seguenti informazioni:

a)   informazioni indicanti se, tenendo debitamente conto delle dimensioni, della natura e dell'ampiezza delle loro attività e della tipologia dei prodotti finanziari in merito ai quali forniscono consulenza, nella loro consulenza in materia di investimenti o di assicurazioni prendono in considerazione i principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità;

b)   informazioni sui motivi per cui non prendono in considerazione, nella loro consulenza in materia di investimenti o di assicurazioni, gli effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità e, se del caso, informazioni concernenti se e quando intendono prendere in considerazione tali effetti negativi.

6.   Entro il ... [UP: inserire data corrispondente a 12 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento], per quanto concerne gli indicatori di sostenibilità in materia di clima e altri effetti negativi connessi all'ambiente, l'ABE, l'EIOPA e l'ESMA elaborano, tramite il comitato congiunto, e in seguito aggiornano periodicamente, norme tecniche di regolamentazione conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1093/2010, del regolamento (UE) n. 1094/2010 e del regolamento (UE) n. 1095/2010, concernenti il contenuto, le metodologie e la presentazione delle informazioni di cui ai paragrafi da 1 a 5 del presente articolo.

L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA chiedono, ove pertinente, il contributo dell'Agenzia europea dell'ambiente e del Centro comune di ricerca della Commissione europea.

7.   Entro il ... [UP: inserire data corrispondente a 24 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento], per quanto concerne gli indicatori di sostenibilità in materia di effetti negativi connessi alle problematiche sociali e concernenti il personale, il rispetto dei diritti umani e le questioni relative alla lotta alla corruzione attiva e passiva, l'ABE, l'EIOPA e l'ESMA elaborano, tramite il comitato congiunto, e in seguito aggiornano periodicamente, norme tecniche di regolamentazione conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1093/2010, del regolamento (UE) n. 1094/2010 e del regolamento (UE) n. 1095/2010, concernenti il contenuto, le metodologie e la presentazione delle informazioni di cui ai paragrafi da 1 a 5 del presente articolo.

Articolo 3 bis

Trasparenza delle politiche remunerative relativamente all'integrazione dei rischi per la sostenibilità

1.   I partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari includono nelle loro politiche remunerative informazioni su come dette politiche siano coerenti con l'integrazione dei rischi per la sostenibilità e pubblicano tali informazioni sui loro siti web.

2.   L'informativa di cui al paragrafo 1 è inclusa nelle politiche remunerative che i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari istituiscono e aggiornano conformemente alla legislazione settoriale, in particolare le direttive 2009/65/CE, 2009/138/CE, 2011/61/UE, 2013/36/UE, 2014/65/UE, (UE) 2016/97 e (UE) 2016/234.

Articolo 4

Trasparenza dell'integrazione dei rischi per la sostenibilità

1.  I partecipanti ai mercati finanziari includono la descrizione di quanto segue nell'informativa precontrattuale:

a)  in che modo i rischi per la sostenibilità sono integrati nelle loro decisioni di investimento, e

b)  il risultato della valutazione dei probabili impatti dei ▌rischi per la sostenibilità sul rendimento dei prodotti finanziari ▌.

Se i rischi per la sostenibilità non sono giudicati rilevanti, la descrizione di cui alle lettere a) e b) include una spiegazione chiara e concisa del perché tali rischi non sono rilevanti.

2.  I consulenti finanziari includono la descrizione di quanto segue nell'informativa precontrattuale:

a)  in che modo i rischi per la sostenibilità sono integrati nella loro consulenza in materia di investimenti o di assicurazioni, e

b)  il risultato della valutazione dei probabili impatti dei ▌rischi per la sostenibilità sul rendimento dei prodotti finanziari ▌.

Se i rischi per la sostenibilità non sono giudicati rilevanti, la descrizione di cui alle lettere a) e b) include una spiegazione chiara e concisa del perché tali rischi non sono rilevanti.

3.  Le informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 sono comunicate nel modo seguente:

a)  per i GEFIA, nelle informazioni agli investitori di cui all'articolo 23, paragrafo 1, della direttiva 2011/61/UE;

b)  per le imprese di assicurazione, nella comunicazione delle informazioni di cui all'articolo 185, paragrafo 2, della direttiva 2009/138/CE o, ove opportuno, conformemente all'articolo 29, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/97;

c)  per gli EPAP, nelle informazioni da fornire di cui all'articolo 41 della direttiva (UE) 2016/2341;

d)  per i gestori di fondi per il venture capital qualificati, nella comunicazione delle informazioni di cui all'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 345/2013;

e)  per i gestori di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale, nella comunicazione delle informazioni di cui all'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 346/2013;

f)  per gli ideatori di prodotti pensionistici, per iscritto in tempo utile prima che un investitore al dettaglio sia vincolato da un contratto relativo a un prodotto pensionistico;

g)  per le società di gestione degli OICVM, nel prospetto di cui all'articolo 69 della direttiva 2009/65/CE;

h)  per le imprese di investimento che forniscono servizi di gestione del portafoglio o consulenza in materia di investimenti, conformemente all'articolo 24, paragrafo 4, della direttiva 2014/65/UE;

h bis)   per gli enti creditizi che forniscono servizi di gestione del portafoglio o consulenza in materia di investimenti, conformemente all'articolo 24, paragrafo 4, della direttiva 2014/65/UE;

i)  per gli intermediari assicurativi e le imprese di assicurazione che forniscono consulenza in materia di assicurazioni riguardo agli IBIP e per gli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni riguardo ai prodotti pensionistici esposti alle fluttuazioni del mercato, conformemente all'articolo 29, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/97;

j)   per i GEFIA che gestiscono ELTIF, nel prospetto di cui all'articolo 23 del regolamento (UE) 2015/760;

k)   per i fornitori di PEPP, nel documento contenente le informazioni chiave sul PEPP di cui all'articolo 26 del regolamento (UE) XYZ [GU: inserire il riferimento al regolamento sul prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP)].

Articolo 4γ

Trasparenza degli effetti negativi per la sostenibilità a livello di prodotto finanziario

1.   Entro il ... [UP: inserire data corrispondente a 36 mesi dopo l'entrata in vigore del presente regolamento], per ciascun prodotto finanziario, qualora un partecipante ai mercati finanziari applichi l'articolo 3γ, paragrafo 1, lettera a) o l'articolo 3γ, paragrafo 3 o 4, l'informativa di cui all'articolo 4, paragrafo 3, lettere da a) a k), include quanto segue:

a)   una spiegazione chiara e motivata che indichi se e, in caso affermativo, in che modo un prodotto finanziario prende in considerazione i principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità;

(b)   una dichiarazione attestante che le informazioni relative ai principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità sono disponibili tra le informazioni da comunicare a norma dell'articolo 7, paragrafo 2, lettere da a) a j).

Se le informazioni di cui all'articolo 7, paragrafo 2, lettere da a) a j), includono quantificazioni dei principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità, tali informazioni possono basarsi sulle disposizioni delle norme tecniche di regolamentazione adottate in conformità dell'articolo 3γ, paragrafi 6 e 7.

2.   Per ciascun prodotto finanziario, qualora un partecipante ai mercati finanziari applichi l'articolo 3γ paragrafo 1, lettera b), l'informativa di cui all'articolo 4, paragrafo 3, lettere da a) a k), include una dichiarazione attestante che il partecipante ai mercati finanziari non prende in considerazione gli effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità e una spiegazione motivata del perché di tale mancata considerazione.

Articolo 4 bis

Trasparenza della promozione delle caratteristiche ambientali o sociali nell'informativa precontrattuale

1.   Se un prodotto finanziario presenta, tra le sue caratteristiche, la promozione di caratteristiche ambientali o sociali, o una combinazione delle stesse, a condizione che le imprese in cui gli investimenti sono effettuati rispettino prassi di buona governance, le informazioni da comunicare a norma dell'articolo 4, paragrafi 1 e 3, includono quanto segue:

a)   informazioni su come tali caratteristiche sono rispettate;

b)   qualora sia stato designato un indice come parametro di riferimento, informazioni che indichino se e in che modo tale indice è coerente con le suddette caratteristiche.

2.   Nelle informazioni da comunicare a norma dell'articolo 4, paragrafi 1 e 3, i partecipanti ai mercati finanziari indicano dove trovare la metodologia utilizzata per il calcolo degli indici di cui al paragrafo 1.

3.   L'Autorità bancaria europea (ABE), l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) e l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) elaborano, tramite il comitato congiunto delle autorità europee di vigilanza ("comitato congiunto"), progetti di norme tecniche di regolamentazione che specificano ulteriormente i dettagli della presentazione e del contenuto delle informazioni da comunicare a norma del presente articolo.

Nell'elaborare i progetti di norme tecniche di regolamentazione l'ABE, l'EIOPA e l'ESMA tengono conto dei vari tipi di prodotti finanziari, delle loro caratteristiche menzionate al paragrafo 1 nonché delle loro differenze, come pure di un'informativa accurata, equa, chiara, non fuorviante, semplice e concisa da conseguire come obiettivo.

L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA trasmettono alla Commissione detti progetti di norme tecniche di regolamentazione entro il ... [UP: inserire la data corrispondente a 12 mesi dopo la data di entrata in vigore].

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma del presente paragrafo conformemente agli articoli da 10 a 14 dei regolamenti (UE) n. 1093/2010, (UE) n. 1094/2010 e (UE) n. 1095/2010.

Articolo 5

Trasparenza degli investimenti sostenibili nelle informazioni precontrattuali

1.  Se un prodotto finanziario ha come obiettivo investimenti sostenibili ▌ed è stato designato un indice come parametro di riferimento, le informazioni da comunicare a norma dell'articolo 4, paragrafi 1 e 3, sono accompagnate:

a)  da informazioni che indicano in che modo l'indice designato è in linea con detto obiettivo;

b)  da una spiegazione ▌che indica perché e in che modo l'indice designato in linea con detto obiettivo differisce da un indice generale di mercato.

2.  Se un prodotto finanziario ha come obiettivo investimenti sostenibili ▌e non è stato designato alcun indice come parametro di riferimento, le informazioni di cui all'articolo 4, paragrafi 1 e 3, includono la spiegazione del modo in cui è raggiunto l'obiettivo.

3.  Se un prodotto finanziario ha come obiettivo la riduzione delle emissioni di carbonio, le informazioni da comunicare a norma dell'articolo 4, paragrafi 1 e 3, includono l'obiettivo di un'esposizione a basse emissioni di carbonio in vista del conseguimento degli obiettivi a lungo termine in materia di lotta al riscaldamento globale previsti dall'accordo di Parigi sul clima.

In deroga al paragrafo 2, se non è disponibile un indice di riferimento di transizione climatica dell'UE o un indice di riferimento UE allineato all'accordo di Parigi in conformità del regolamento (UE) 2016/1011, le informazioni di cui all'articolo 4 includono una spiegazione dettagliata del modo in cui è assicurato lo sforzo costante per raggiungere l'obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio in vista del conseguimento degli obiettivi a lungo termine in materia di lotta al riscaldamento globale previsti dall'accordo di Parigi sul clima.

4.  Nelle informazioni da comunicare a norma dell'articolo 4, paragrafi 1 e 3, i partecipanti ai mercati finanziari indicano dove trovare la metodologia utilizzata per il calcolo degli indici di cui al paragrafo 1 e i parametri di riferimento di cui al paragrafo 3, secondo comma.

5.  L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA elaborano, tramite il comitato congiunto delle autorità europee di vigilanza ("comitato congiunto"), progetti di norme tecniche di regolamentazione che specificano ulteriormente i dettagli della presentazione e del contenuto delle informazioni da comunicare a norma del presente articolo.

Nell'elaborare i progetti di norme tecniche di regolamentazione, l'ABE, l'EIOPA e l'ESMA tengono conto dei vari tipi di prodotti finanziari, degli obiettivi di cui ai

paragrafi 1, 2 e 3 nonché delle loro differenze, come pure di un'informativa accurata, equa, chiara, non fuorviante, semplice e concisa da conseguire come obiettivo.

L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA trasmettono alla Commissione detti progetti di norme tecniche di regolamentazione entro il ... [UP: inserire data corrispondente a 12 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento].

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma in conformità degli articoli da 10 a 14 dei regolamenti (UE) n. 1093/2010, ▌(UE) n. 1094/2010 e ▌(UE) n. 1095/2010.

Articolo 6

Trasparenza della promozione delle caratteristiche ambientali o sociali e degli investimenti sostenibili su siti web

1.   Per ciascun prodotto finanziario di cui all'articolo 4 bis, paragrafo 1, e all'articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3, i partecipanti ai mercati finanziari pubblicano e aggiornano sui propri siti web le seguenti informazioni:

a)   la descrizione delle caratteristiche ambientali o sociali o dell'obiettivo di investimento sostenibile;

b)   le informazioni sulle metodologie utilizzate per valutare, misurare e monitorare le caratteristiche ambientali o sociali o l'impatto degli investimenti sostenibili selezionati per il prodotto finanziario, compresi le fonti dei dati, i criteri di vaglio per le attività sottostanti e i pertinenti indicatori di sostenibilità utilizzati per misurare le caratteristiche ambientali o sociali o l'impatto sostenibile complessivo del prodotto finanziario;

c)   le informazioni di cui agli articoli 4 bis e 5;

d)   le informazioni di cui all'articolo 7.

Le informazioni da comunicare a norma del primo comma sono chiare, sintetiche e comprensibili per gli investitori. Sono pubblicate in modo accurato, equo, chiaro, non fuorviante, semplice e conciso, in una sezione ben visibile e facilmente accessibile del sito web.

2.   L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA elaborano, tramite il comitato congiunto, progetti di norme tecniche di regolamentazione che specificano ulteriormente i dettagli del contenuto delle informazioni di cui al paragrafo 1, primo comma, lettere a) e b), e i requisiti della presentazione di cui al paragrafo 1, secondo comma.

Nell'elaborare i progetti di norme tecniche di regolamentazione, l'ABE, l'EIOPA e l'ESMA tengono conto dei vari tipi di prodotti finanziari, delle loro caratteristiche e degli obiettivi menzionati al paragrafo 1 nonché delle loro differenze. L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA aggiornano le norme tecniche di regolamentazione alla luce degli sviluppi normativi e tecnologici.

L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA trasmettono alla Commissione detti progetti di norme tecniche di regolamentazione entro il [UP: inserire data corrispondente a 12 mesi dopo la data di entrata in vigore].

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma in conformità degli articoli da 10 a 14 dei regolamenti (UE) n. 1093/2010, (UE) n. 1094/2010 e (UE) n. 1095/2010.

Articolo 7

Trasparenza della promozione delle caratteristiche ambientali o sociali e degli investimenti sostenibili nelle relazioni periodiche

1.  Se rendono disponibile un prodotto finanziario di cui all'articolo 4 bis, paragrafo 1, e all'articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3, i partecipanti ai mercati finanziari includono nelle relazioni periodiche la descrizione di quanto segue:

a)  per un prodotto finanziario di cui all'articolo 4 bis, paragrafo 1, la misura in cui le caratteristiche ambientali o sociali sono conseguite;

b)  per un prodotto finanziario di cui all'articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3,

i)   l'impatto complessivo del prodotto finanziario in relazione alla sostenibilità mediante indicatori di sostenibilità pertinenti, oppure

ii)  se è stato designato un indice come parametro di riferimento, il raffronto tra l'impatto complessivo del prodotto finanziario con l'indice designato e un indice generale di mercato attraverso indicatori di sostenibilità.

2.  Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono comunicate nel modo seguente:

a)  per i GEFIA nella relazione annuale di cui all'articolo 22 della direttiva 2011/61/UE;

b)  per le imprese di assicurazione, ogni anno per iscritto in conformità dell'articolo 185, paragrafo 6, della direttiva 2009/138/CE;

c)  per gli EPAP, nella relazione annuale di cui all'articolo 29 della direttiva (UE) 2016/2341;

d)  per i gestori di fondi per il venture capital qualificati, nella relazione annuale di cui all'articolo 12 del regolamento (UE) n. 345/2013;

e)  per i gestori di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale, nella relazione annuale di cui all'articolo 13 del regolamento (UE) n. 346/2013;

f)  per gli ideatori di prodotti pensionistici, per iscritto ▌nelle relazioni annuali o nelle relazioni presentate in conformità del diritto nazionale;

g)  per le società di gestione degli OICVM, nelle relazioni annuali di cui all'articolo 69 della direttiva 2009/65/CE;

h)  per le imprese di investimento che forniscono servizi di gestione del portafoglio, nelle relazioni periodiche di cui all'articolo 25, paragrafo 6, della direttiva 2014/65/UE;

i)   per gli enti creditizi che forniscono servizi di gestione del portafoglio, nelle relazioni periodiche di cui all'articolo 25, paragrafo 6, della direttiva 2014/65/UE;

j)   per i fornitori di PEPP, nel prospetto delle prestazioni del PEPP di cui all'articolo 36 del regolamento (UE) XYZ [GU: inserire il riferimento al regolamento sul prodotto pensionistico individuale paneuropeo (PEPP)].

3.  Ai fini del paragrafo 1, i partecipanti ai mercati finanziari possono utilizzare le informazioni contenute nelle relazioni sulla gestione di cui all'articolo 19 della direttiva 2013/34/UE o le informazioni contenute nelle dichiarazioni di carattere non finanziario di cui all'articolo 19 bis della predetta direttiva, se del caso.

4.  L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA elaborano, tramite il comitato congiunto, progetti di norme tecniche di regolamentazione che specificano ulteriormente i dettagli del contenuto e della presentazione delle informazioni di cui al paragrafo 1.

Nell'elaborare i progetti di norme tecniche di regolamentazione, l'ABE, l'EIOPA e l'ESMA tengono conto dei vari tipi di prodotti finanziari, delle loro caratteristiche e obiettivi menzionati al paragrafo 1 nonché delle loro differenze. L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA aggiornano le norme tecniche di regolamentazione alla luce degli sviluppi normativi e tecnologici.

L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA trasmettono alla Commissione detti progetti di norme tecniche di regolamentazione entro il [UP: inserire data corrispondente a 12 mesi dopo la data di entrata in vigore].

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma in conformità degli articoli da 10 a 14 dei regolamenti (UE) n. 1093/2010, ▌(UE) n. 1094/2010 e ▌(UE) n. 1095/2010.

Articolo 8

Riesame delle informazioni comunicate

1.  I partecipanti ai mercati finanziari provvedono affinché le informazioni pubblicate in conformità dell'articolo 3, dell'articolo 3 bis o dell'articolo 6, siano aggiornate. Se un partecipante ai mercati finanziari modifica dette informazioni, sullo stesso sito web è pubblicata una spiegazione chiara della modifica apportata.

2.  Il paragrafo 1 si applica, mutatis mutandis, ai consulenti finanziari per quanto riguarda le informazioni pubblicate in conformità degli articoli 3 e 3 bis.

Articolo 9

Comunicazioni di marketing

1.  Fatta salva la normativa settoriale più stringente, in particolare le direttive 2009/65/CE, ▌2014/65/UE, ▌(UE) 2016/97 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1286/2014, i partecipanti ai mercati finanziari e i consulenti finanziari fanno in modo che le loro comunicazioni di marketing non contraddicano le informazioni comunicate a norma del presente regolamento.

2.  L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA possono elaborare, tramite il comitato congiunto, progetti di norme tecniche di attuazione per determinare la presentazione standard delle informazioni sulla promozione delle caratteristiche ambientali o sociali e degli investimenti sostenibili.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare le norme tecniche di attuazione conformemente all'articolo 15 dei regolamenti (UE) n. 1093/2010, ▌(UE) n. 1094/2010 e ▌(UE) n. 1095/2010.

Articolo 9 bis

Autorità competenti

1.   Ciascuno Stato membro assicura che le autorità competenti designate conformemente alla legislazione settoriale, in particolare quelle indicate all'articolo 4, paragrafo 3, lettere da a) a j), nonché nella direttiva 2013/36/UE, controllano altresì il rispetto dei requisiti imposti ai partecipanti ai mercati finanziari e ai consulenti finanziari dal presente regolamento. Le autorità competenti dispongono di tutti i poteri di vigilanza e di indagine necessari per l'esercizio delle loro funzioni a norma del presente regolamento.

2.   Ai fini del presente regolamento, le autorità competenti cooperano tra di loro e si comunicano reciprocamente, senza indebito ritardo, le informazioni rilevanti ai fini dell'esercizio delle rispettive funzioni a norma del presente regolamento e dell'esercizio dei loro poteri.

Articolo 9 ter

Trasparenza da parte degli EPAP e degli intermediari assicurativi

1.   Gli EPAP pubblicano e tengono aggiornate le informazioni di cui all'articolo 3, all'articolo 3 bis, all'articolo 3γ, all'articolo 4γ, all'articolo 4 e all'articolo 6, paragrafo 1, primo comma, lettere da a) a d), conformemente all'articolo 36, paragrafo 2, lettera f) della direttiva (UE) 2016/2341.

2.   Gli intermediari assicurativi comunicano le informazioni di cui all'articolo 3, all'articolo 3 bis, all'articolo 3γ, paragrafo 5, all'articolo 4, e all'articolo 6, paragrafo 1, primo comma, lettere da a) a d), conformemente all'articolo 23 della direttiva (UE) 2016/97.

Articolo 9 quater

Prodotti pensionistici disciplinati dai regolamenti (CE) n. 883/2004 e (CE) n. 987/2009

1.   Gli Stati membri possono decidere di applicare il presente regolamento agli ideatori di prodotti pensionistici che gestiscono sistemi di sicurezza sociale disciplinati dai regolamenti (CE) n. 883/2004 e (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio. In tali casi, gli ideatori di prodotti pensionistici di cui all'articolo 2, lettera a), comprendono gli ideatori di prodotti pensionistici che gestiscono sistemi nazionali di sicurezza sociale e i prodotti pensionistici di cui all'articolo 2, lettera h). I prodotti pensionistici di cui all'articolo 2, lettera h), comprendono in tal caso anche i prodotti pensionistici di cui alla prima frase.

2.   Gli Stati membri notificano alla Commissione, all'ABE, all'EIOPA e all'ESMA le decisioni di cui al paragrafo 1.

Articolo 9 quinquies

Deroghe

1.   Il presente regolamento non si applica agli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni riguardo agli IBIP né alle imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti e che sono imprese a tutti gli effetti, a prescindere dalla loro forma giuridica, comprese le persone fisiche o i lavoratori autonomi, a condizione che occupino meno di tre persone.

2.  Gli Stati membri possono decidere di applicare il presente regolamento agli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni riguardo agli IBIP e alle imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti di cui al paragrafo 1.

3.  Gli Stati membri notificano alla Commissione, all'ABE, all'EIOPA e all'ESMA le decisioni di cui al paragrafo 2.

Articolo 9 sexies

Relazioni

L'ABE, l'EIOPA e l'ESMA fanno il punto sulla portata delle informative volontarie ai sensi dell'articolo 3γ, paragrafo 1, lettera a), e dell'articolo 4γ, paragrafo 1, lettera a). Entro il … [UP: inserire data corrispondente a 18 mesi dalla data di applicazione degli articoli 3γ e 4γ], l'ABE, l'EIOPA e l'ESMA presentano alla Commissione una relazione annuale sulle migliori prassi e formulano raccomandazioni in materia di norme di comunicazione volontaria. La relazione annuale esamina le implicazioni delle pratiche relative al dovere di diligenza sull'informativa in conformità del presente regolamento e fornisce orientamenti al riguardo. Detta relazione è pubblicata e trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio.

Articolo 11

Valutazione

Entro il ... [UP: inserire data corrispondente a 36 mesi dopo la data di entrata in vigore], la Commissione effettua una valutazione dell'applicazione del presente regolamento, e in particolare:

a)   valuta se il riferimento al numero medio di dipendenti di cui all'articolo 3γ, paragrafi 3 e 4, debba essere mantenuto, sostituito o accompagnato da altri criteri ed esamina i benefici e la proporzionalità del relativo onere amministrativo;

b)   valuta se il funzionamento del presente regolamento non sia inibito dalla mancanza di dati o dalla loro qualità non ottimale, anche per quanto riguarda gli indicatori relativi agli effetti negativi sui fattori di sostenibilità da parte delle imprese che beneficiano degli investimenti.

La relazione è corredata, se del caso, di proposte legislative.

Articolo 12

Entrata in vigore e applicazione

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal ... [UP: inserire data corrispondente a 15 mesi dopo la data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea].

Tuttavia, l'articolo 3γ, paragrafi 6 e 7, l'articolo 4 bis, paragrafo 3, l'articolo 5, paragrafo 5, l'articolo 6, paragrafo 2, l'articolo 7, paragrafo 4, e l'articolo 9, paragrafo 2, si applicano a decorrere dal [UP: inserire la data di entrata in vigore] e l'articolo 7, paragrafi 1, 2 e 3, si applica a decorrere dal [UP: inserire la data corrispondente al 1° gennaio dell'anno successivo alla data di cui al secondo comma].

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ..., il

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1)* IL TESTO NON È ANCORA STATO OGGETTO DI REVISIONE GIURIDICO-LINGUISTICA.
(2)GU C del , pag. .
(3)GU C del , pag. .
(4) Posizione del Parlamento europeo del 18 aprile 2019.
(5)Trasformare il nostro mondo: l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (UN 2015).
(6)Doc. COM(2016)0739 final.
(7)CO EUR 17, CONCL. 5.
(8)Decisione (UE) 2016/1841 del Consiglio, del 5 ottobre 2016, relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo di Parigi adottato nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (GU L 282 del 19.10.2016, pag. 1).
(9)Direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) (GU L 302 del 17.11.2009, pag. 32).
(10)Direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (solvibilità II) (GU L 335 del 17.12.2009, pag. 1).
(11)Direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2011, sui gestori di fondi di investimento alternativi (GU L 174 dell'1.7.2011, pag. 1).
(12)Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 338).
(13)Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 349).
(14)Direttiva (UE) 2016/97 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 gennaio 2016, sulla distribuzione assicurativa (GU L 26 del 2.2.2016, pag. 19).
(15)Direttiva (UE) 2016/2341 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP) (GU L 354 del 23.12.2016, pag. 37).
(16)Regolamento (UE) n. 345/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2013, relativo ai fondi europei per il venture capital (GU L 115 del 25.4.2013, pag. 1).
(17)Regolamento (UE) n. 346/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2013, relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale (GU L 115 del 25.4.2013, pag. 18).
(18)Regolamento (UE) 2015/760 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, relativo ai fondi di investimento europei a lungo termine (GU L 123 del 19.5.2015, pag. 98).
(19)Direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d'esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio (GU L 182 del 29.6.2013, pag. 19).
(20)Regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/78/CE della Commissione (GU L 331 del 15.12.2010, pag. 12).
(21)Regolamento (UE) n. 1094/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/79/CE della Commissione (GU L 331 del 15.12.2010, pag. 48).
(22)Regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio,del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/77/CE della Commissione (GU L 331 del 15.12.2010, pag. 84).
(23)Regolamento (UE) n. 1286/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio,del 26 novembre 2014, relativo ai documenti contenenti le informazioni chiave per i prodotti d'investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati (GU L 352 del 9.12.2014, pag. 1).

Ultimo aggiornamento: 29 aprile 2019Avviso legale