Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Procedura : 2019/2896(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo dei documenti :

Testi presentati :

RC-B9-0187/2019

Discussioni :

Votazioni :

PV 28/11/2019 - 8.6
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P9_TA(2019)0077

Testi approvati
PDF 129kWORD 45k
Giovedì 28 novembre 2019 - Strasburgo Edizione provvisoria
Situazione in Bolivia
P9_TA-PROV(2019)0077RC-B9-0187/2019

Risoluzione del Parlamento europeo del 28 novembre 2019 sulla situazione in Bolivia (2019/2896(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  viste le dichiarazioni della vicepresidente della Commissione / alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) sul processo elettorale in Bolivia, del 22 ottobre 2019, e sulla situazione in Bolivia, del 15 novembre 2019,

–  vista la dichiarazione della missione di osservazione elettorale dell'Organizzazione degli Stati americani (OSA) in Bolivia del 21 ottobre 2019,

–  vista la dichiarazione del gruppo di audit sul processo elettorale in Bolivia, del 10 novembre 2019,

–  vista la dichiarazione dall'Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, del 16 novembre 2019,

–  visto il referendum costituzionale tenutosi in Bolivia il 21 febbraio 2016,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Bolivia,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

–  visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici,

–  viste le ultime dichiarazioni alla stampa sulla Bolivia rilasciate dalla Commissione interamericana dei diritti dell'uomo, in particolare quelle del 23 ottobre 2019, del 12 novembre 2019 e del 19 novembre 2019,

–  vista la Costituzione boliviana,

–  visto l'articolo 132, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che il 20 ottobre 2019 si sono svolte in Bolivia le elezioni presidenziali e legislative, in un contesto estremamente polarizzato, poiché il presidente Evo Morales è una personalità controversa e l'accettazione della sua candidatura è stata altresì controversa;

B.  considerando che, dopo l'esito negativo del referendum indetto nel 2016 per modificare la Costituzione boliviana, Evo Morales si è candidato per un quarto mandato con l'approvazione della Corte costituzionale, una decisione che ha chiaramente evidenziato la mancanza di indipendenza della magistratura in Bolivia;

C.  considerando che, dopo lo spoglio di oltre l'80 % dei voti mediante il sistema di trasmissione rapida e sicura dei risultati preliminari (TREP), il Tribunale supremo elettorale ha interrotto la pubblicazione dei risultati preliminari; che a quel punto i dati indicavano chiaramente che sarebbe stato necessario un secondo turno di votazioni; che 24 ore dopo il Tribunale supremo elettorale "ha presentato dati indicanti un'inspiegabile inversione di tendenza, che hanno drasticamente cambiato il destino della consultazione facendo perdere fiducia nel processo elettorale", come dichiarato dall'OSA; che la Corte costituzionale ha escluso la possibilità di tenere un secondo turno elettorale in quanto era stata raggiunta la necessaria differenza del 10 % tra i due principali candidati;

D.  considerando che il comportamento del Tribunale elettorale supremo ha suscitato disaccordi e sospetti di brogli non solo tra i sostenitori dei candidati di opposizione, ma anche tra gli osservatori nazionali e internazionali, nonché in seno alla maggioranza della comunità internazionale;

E.  considerando che il presidente Morales si è pubblicamente proclamato vincitore delle elezioni, anche prima che tutti i risultati ufficiali fossero stati trasmessi e annunciati al pubblico;

F.  considerando che dalle dichiarazioni dell'OSA, dell'UE e della comunità internazionale emergono profonde preoccupazioni per l'interruzione immotivata dello spoglio dei voti, che fa pensare a una possibile parzialità degli osservatori della commissione elettorale; che gli interlocutori nazionali e internazionali hanno raccomandato di organizzare un secondo turno elettorale al fine di uscire dalla crisi politica;

G.  considerando che l'interruzione imprevista dello spoglio elettorale e la proclamazione della vittoria del presidente Morales hanno suscitato massicce proteste e la mobilitazione dei sostenitori dell'opposizione, nonché di quelli dello stesso presidente Morales; che tali manifestazioni hanno destato estrema preoccupazione nell'intera comunità internazionale e hanno finora causato almeno 32 morti, centinaia di feriti e oltre 600 arresti; che, a causa delle barricate innalzate nelle strade dai sostenitori di Evo Morales, nel paese si è registrata una carenza di generi alimentari e di carburante con gravi conseguenze sulla popolazione civile; che destano preoccupazione le violenze, le denunce riguardanti l'uso non necessario e sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza e la spaccatura della società;

H.  considerando che l'organismo preposto alla gestione delle elezioni ha perso qualsiasi credibilità e che uno dei suoi membri si è dimesso durante lo spoglio dei voti; che l'opposizione non ha riconosciuto i risultati delle elezioni svoltesi in tali circostanze e ha denunciato i presunti brogli elettorali;

I.  considerando che l'UE non ha inviato una missione di osservazione elettorale a pieno titolo, ma è stata rappresentata soltanto da una piccola equipe tecnica composta da tre funzionari di rango inferiore;

J.  considerando che, onde ripristinare la fiducia, il governo e le autorità elettorali hanno accettato un audit tecnico vincolante da parte di un'equipe di professionisti dell'OSA; che tale audit godeva del sostegno del Segretario generale delle Nazioni Unite;

K.  considerando che il 10 novembre 2019 l'audit dell'OSA ha evidenziato gravi irregolarità e manipolazioni durante lo scrutinio, alla luce delle quali l'OSA ha chiesto l'annullamento dell'esito delle elezioni e ha raccomandato l'avvio di un nuovo processo elettorale cui dovrebbero partecipare nuove autorità elettorali onde garantire lo svolgimento di elezioni credibili;

L.  considerando che in seguito alla presentazione, il 10 novembre 2019, della relazione di audit dell'OSA, in cui si chiedeva l'annullamento e una nuova indizione delle elezioni, numerosi funzionari statali di alto livello si sono dimessi, tra cui il presidente, il vicepresidente, il presidente del Senato e i rappresentanti del corpo elettorale; che Evo Morales e altri membri del suo governo hanno dovuto dimettersi, lasciare il paese e rinunciare alle loro cariche; che gli alti gradi delle forze armate hanno suggerito che l'ex presidente Evo Morales rassegni le dimissioni; che le forze armate e la polizia non dovrebbero interferire con i processi politici e dovrebbero essere soggette al controllo civile;

M.  considerando che Jeanine Áñez ha firmato un controverso decreto che tutela dall'azione penale i soldati che agiscono nel nome del ripristino dell'ordine pubblico;

N.  che numerose dimissioni hanno spinto la seconda vicepresidente, Jeanine Áñez, ad assumere la presidenza ad interim, al fine di indire rapidamente nuove elezioni presidenziali, essendo queste l'unico modo democratico e costituzionale per risolvere la crisi attuale;

O.  considerando che il 23 novembre 2019 la camera bassa e la camera alta del parlamento boliviano hanno approvato all'unanimità una norma che apre la strada a nuove elezioni presidenziali, poi firmata dalla presidente ad interim Jeanine Áñez; che la legge approvata vieta a chi sia stato in carica come presidente per due mandati consecutivi di ricandidarsi, rendendo quindi ineleggibile Evo Morales;

1.  accoglie con favore l'approvazione da parte di entrambe le camere di una legge che apre la strada alle prossime elezioni presidenziali, ma ritiene che, per ripristinare la stabilità, la Bolivia abbia bisogno di nuove elezioni il prima possibile e, pertanto, sostiene l'obiettivo di nominare un nuovo tribunale elettorale indipendente che garantisca lo svolgimento di elezioni trasparenti; invita le autorità ad interim ad assumersi la responsabilità per la credibilità della procedura organizzando e assicurando il corretto svolgimento di elezioni inclusive, in cui tutti gli attori politici abbiano la possibilità di concorrere nel rispetto del diritto boliviano e dell'ordinamento costituzionale;

2.  denuncia la mancanza di trasparenza e di credibilità delle autorità boliviane nonché il loro tentativo di brogli, compromettendo in tal modo il diritto dei cittadini boliviani di eleggere liberamente e democraticamente il loro presidente; ritiene che il tentativo di brogli elettorali costituisca un grave reato; ricorda che, in virtù della legislazione boliviana, le elezioni devono essere dichiarate nulle e prive di effetto e le persone e le organizzazioni coinvolte in tali illeciti vanno automaticamente escluse dagli organi elettorali;

3.  esprime ferma contrarietà alle violenze e alle distruzioni che hanno fatto seguito alle elezioni del 20 ottobre 2019 ed esprime il proprio cordoglio a tutti i familiari delle vittime e chiede che i responsabili siano assicurati alla giustizia;

4.  esprime pieno sostegno e riconoscimento per il lavoro svolto dagli osservatori elettorali dell'OSA in condizioni estremamente difficili in Bolivia;

5.  accoglie con favore la decisione di ritirare l'esercito dalle aree di protesta e di abrogare una legge che conferisce loro un ampio potere discrezionale nell'uso della forza; invita le forze di sicurezza ad agire in modo proporzionato e dando prova di moderazione nell'assicurare il mantenimento della sicurezza e dell'ordine pubblico; chiede che siano svolte indagini rapide, imparziali, trasparenti e complete riguardo alle violenze e che i responsabili siano assicurati alla giustizia;

6.  invita le nuove autorità ad interim ad adottare le misure necessarie per cambiare la situazione, ripristinare la fiducia e a organizzare il processo elettorale quale loro obiettivo principale; chiede l'apertura di un dialogo allo scopo di organizzare immediatamente nuove elezioni democratiche, inclusive, trasparenti ed eque, con un organo elettorale composto da nuove persone, come via d'uscita dalla crisi in atto, evitando nel contempo ritorsioni politiche; invita il governo provvisorio a non adottare misure destabilizzanti che potrebbero aggravare la situazione;

7.  accoglie con favore il ruolo di mediazione svolto dall'UE e dalla Chiesa cattolica nel contribuire a un accordo tra le parti sullo svolgimento di elezioni libere, inclusive e trasparenti entro il quadro temporale stabilito e conformemente alla costituzione boliviana;

8.  ribadisce che il rispetto dell'indipendenza della magistratura, il pluralismo politico e la libertà di riunione e di espressione di tutti i boliviani, inclusi le nazioni e i popoli indigeni originari contadini, sono diritti fondamentali e rappresentano un pilastro essenziale della democrazia e dello Stato di diritto;

9.  chiede che il nuovo processo elettorale si svolga in presenza di osservatori internazionali credibili e trasparenti, che siano in grado di operare liberamente e condividere le loro osservazioni indipendenti;

10.  si dichiara disposto a sostenere tale processo elettorale e invita il VP/AR a inviare una missione di osservazione elettorale dell'UE a pieno titolo;

11.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, nonché al governo della Bolivia, al parlamento andino e all'Assemblea EuroLat.

Ultimo aggiornamento: 29 novembre 2019Avviso legale