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Elezioni del Parlamento europeo 1999 Momenti più importanti della legislatura 1994 - 1999 |
| Una pressione costante in favore dei diritti dell'uomo
Se esiste una lotta che il Parlamento Europeo conduce ormai
da moltissimo tempo, è quella a favore della difesa e della promozione dei diritti
dell'uomo tanto all'interno che all'esterno dell'Unione europea. Vera e propria forza
motrice in questo campo, grazie alla sua azione i diritti dell'uomo sono ormai situati al
centro della politica estera dell'Unione.
Dalla "clausola-tipo" alla "clausola
sociale" Attenta alla situazione internazionale, l'Assemblea non ha
certo lesinato gli sforzi a favore dell'applicazione di sanzioni contro taluni paesi
colpevoli di continue violazioni dei diritti dell'uomo. E' in gran parte grazie alle
pressioni da essa esercitate che l'Unione applica attualmente diverse misure punitive nei
confronti, tra gli altri, della Nigeria, del Sudan, della Serbia e della Guinea
equatoriale. Dal momento che i diritti sociali sono una componente
indivisibile dei diritti dell'uomo, il Parlamento si sforza di lottare contro il lavoro
forzato. La mondializzazione esige, a suo avviso, nuove norme internazionali sul lavoro.
Nasce così l'idea, sin dal 1994, di integrare una "clausola sociale" negli
scambi commerciali internazionali, in particolare per quanto riguarda la protezione del
lavoro minorile e il riconoscimento dei diritti sindacali. Sulla scorta dell'iniziativa
dell'Assemblea, il Consiglio ha deciso di includere nel Sistema della Preferenze
Generalizzate (SPG) per il periodo 1995-1998 disposizioni volte a incoraggiare quei paesi
che rispettino una serie di norme sociali minime. Si può citare, in questo senso, a
titolo di esempio, per illustrare la necessità di una pressione costante, il caso
Birmania per il quale il Parlamento ha richiesto nel 1996, e ottenuto un anno più tardi
dalla Commissione europea, che venisse dato seguito favorevole alle denunce presentate a
nome delle vittime dei lavori forzati dalle varie organizzazioni sindacali. Ciò ha
comportato la sospensione del beneficio del SPG a questo Paese. Recentemente il Parlamento
si è pronunciato in favore di un'iniziativa europea per la lotta al lavoro minorile.
Infatti, occorre un sostegno ai paesi interessati dalle azioni a favore della formazione
scolare e professionale dei ragazzi e delle ragazze. Per far questo, il bilancio 1999
prevede degli aiuti finanziari alle ONG che avviano azioni volte a colmare il mancato
guadagno delle famiglie che rinunciano al lavoro dei figli. Agire facendo leva sul bilancio Il Parlamento auspica altresì che l'Unione adotti misure
positive concrete per promuovere la difesa dei diritti dell'uomo. A tal fine è stato
creato, su iniziativa del Parlamento, un apposito capitolo per l'Iniziativa europea per la
democrazia nel bilancio comunitario. Attraverso questa voce sono stati finanziati
programmi di aiuto alle vittime delle violazioni dei diritti dell'uomo, in particolare
donne e bambini e programmi di sostegno alla creazione di uno stato di diritto (riforme
giudiziarie, formazione dei servizi di sicurezza e di polizia, aiuti alla libertà di
stampa, ecc.). Il Parlamento ha poi svolto un'importante azione a favore
della rimozione delle mine antiuomo per tutelare l'integrità fisica delle persone e lo
sviluppo economico. E' in gran parte grazie ad essa che l'Unione ha adottato la posizione
comune sul divieto di produzione, sugli aiuti allo sminamento e sugli aiuti alle vittime
di questo vero e proprio flagello dell'umanità. Agire sul campo Analogamente, nel momento di massima intensità della crisi
algerina, il Parlamento ha inviato una delegazione in Algeria per tentare di riannodare il
dialogo tra l'Unione e questo paese che era ormai arrivato a un punto morto. Esso lo ha
fatto anche per incitare talune delle parti coinvolte in questo dramma a riavviare il
dialogo all'interno del paese. Nonostante precise difficoltà oggettive, la delegazione è
riuscita non soltanto a discutere con i rappresentanti dell'insieme delle forze politiche
presenti nel paese ma anche con un ampio ventaglio delle forze rappresentative della
società civile. Questa prima missione in un paese chiuso a qualsiasi contatto con
l'estero haconsentito agli europei di osservare la crisi algerina da una prospettiva
diversa. Altri risultati importanti sono stati l'apertura del dialogo i tra questo paese,
gli Stati membri e il Consiglio stesso, e una migliore informazione dei media
internazionali. Sostenere coloro che lottano Contribuire a creare una giustizia internazionale Per maggiori informazioni contattare: Jacques Nancy (tel. 00326262842485 o e-mail jnancy@europarl.eu.int
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