Home - ElectionsHome - European ParliamentPrevious Menu Elezioni del Parlamento europeo 1999
Momenti più importanti della legislatura 1994 - 1999

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Una pressione costante in favore dei diritti dell'uomo

 

Se esiste una lotta che il Parlamento Europeo conduce ormai da moltissimo tempo, è quella a favore della difesa e della promozione dei diritti dell'uomo tanto all'interno che all'esterno dell'Unione europea. Vera e propria forza motrice in questo campo, grazie alla sua azione i diritti dell'uomo sono ormai situati al centro della politica estera dell'Unione.

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Dalla "clausola-tipo" alla "clausola sociale"

All'inizio degli anni '80, il Parlamento ha difeso per primo l'idea dell'introduzione di una clausola- tipo sui diritti dell'uomo in tutti gli accordi esterni conclusi con Stati terzi. Inizialmente reticente, il Consiglio ha finito per conformarsi a questa logica. Questa clausola, infine integrata negli accordi, è un elemento essenziale dei trattati conclusi dall'Unione e può essere invocata per sospendere la loro applicazione in caso di gravi violazioni dei diritti dell'uomo. Si tratta di un mezzo di pressione essenziale per la difesa dei diritti civili, politici, economici e sociali in tutto il mondo.

Attenta alla situazione internazionale, l'Assemblea non ha certo lesinato gli sforzi a favore dell'applicazione di sanzioni contro taluni paesi colpevoli di continue violazioni dei diritti dell'uomo. E' in gran parte grazie alle pressioni da essa esercitate che l'Unione applica attualmente diverse misure punitive nei confronti, tra gli altri, della Nigeria, del Sudan, della Serbia e della Guinea equatoriale.

Dal momento che i diritti sociali sono una componente indivisibile dei diritti dell'uomo, il Parlamento si sforza di lottare contro il lavoro forzato. La mondializzazione esige, a suo avviso, nuove norme internazionali sul lavoro. Nasce così l'idea, sin dal 1994, di integrare una "clausola sociale" negli scambi commerciali internazionali, in particolare per quanto riguarda la protezione del lavoro minorile e il riconoscimento dei diritti sindacali. Sulla scorta dell'iniziativa dell'Assemblea, il Consiglio ha deciso di includere nel Sistema della Preferenze Generalizzate (SPG) per il periodo 1995-1998 disposizioni volte a incoraggiare quei paesi che rispettino una serie di norme sociali minime. Si può citare, in questo senso, a titolo di esempio, per illustrare la necessità di una pressione costante, il caso Birmania per il quale il Parlamento ha richiesto nel 1996, e ottenuto un anno più tardi dalla Commissione europea, che venisse dato seguito favorevole alle denunce presentate a nome delle vittime dei lavori forzati dalle varie organizzazioni sindacali. Ciò ha comportato la sospensione del beneficio del SPG a questo Paese. Recentemente il Parlamento si è pronunciato in favore di un'iniziativa europea per la lotta al lavoro minorile. Infatti, occorre un sostegno ai paesi interessati dalle azioni a favore della formazione scolare e professionale dei ragazzi e delle ragazze. Per far questo, il bilancio 1999 prevede degli aiuti finanziari alle ONG che avviano azioni volte a colmare il mancato guadagno delle famiglie che rinunciano al lavoro dei figli.

Agire facendo leva sul bilancio

Il Parlamento auspica altresì che l'Unione adotti misure positive concrete per promuovere la difesa dei diritti dell'uomo. A tal fine è stato creato, su iniziativa del Parlamento, un apposito capitolo per l'Iniziativa europea per la democrazia nel bilancio comunitario. Attraverso questa voce sono stati finanziati programmi di aiuto alle vittime delle violazioni dei diritti dell'uomo, in particolare donne e bambini e programmi di sostegno alla creazione di uno stato di diritto (riforme giudiziarie, formazione dei servizi di sicurezza e di polizia, aiuti alla libertà di stampa, ecc.).
Nel 1995 l'Assemblea ha respinto una proposta del Consiglio volta a dimezzare questo capitolo di spesa e di consenguenza ad interrompere numerosi programmi destinati alle popolazioni delle aree più povere del pianeta.

Il Parlamento ha poi svolto un'importante azione a favore della rimozione delle mine antiuomo per tutelare l'integrità fisica delle persone e lo sviluppo economico. E' in gran parte grazie ad essa che l'Unione ha adottato la posizione comune sul divieto di produzione, sugli aiuti allo sminamento e sugli aiuti alle vittime di questo vero e proprio flagello dell'umanità.

Agire sul campo

Il Parlamento si è anche adoperato per far sì che l'Unione contribuisse efficacemente allo sforzo di ricostruzione nella Bosnia-Erzegovina e sostenesse il processo di consolidamento della pace. Preoccupato per i ritardi registrati nell'esecuzione dei programmi di ricostruzione volti a consentire in particolare il rimpatrio dei profughi, esso ha inviato una delegazione in questo paese ed è interventuo per ottenere una modifica del regolamento del Consiglio sulla ricostruzione volta a migliorare la gestione dei programmi e a renderla più rapida e più flessibile.

Analogamente, nel momento di massima intensità della crisi algerina, il Parlamento ha inviato una delegazione in Algeria per tentare di riannodare il dialogo tra l'Unione e questo paese che era ormai arrivato a un punto morto. Esso lo ha fatto anche per incitare talune delle parti coinvolte in questo dramma a riavviare il dialogo all'interno del paese. Nonostante precise difficoltà oggettive, la delegazione è riuscita non soltanto a discutere con i rappresentanti dell'insieme delle forze politiche presenti nel paese ma anche con un ampio ventaglio delle forze rappresentative della società civile. Questa prima missione in un paese chiuso a qualsiasi contatto con l'estero haconsentito agli europei di osservare la crisi algerina da una prospettiva diversa. Altri risultati importanti sono stati l'apertura del dialogo i tra questo paese, gli Stati membri e il Consiglio stesso, e una migliore informazione dei media internazionali.

Sostenere coloro che lottano

Difendere i diritti dell'uomo significa anche mobilitare l'opinione pubblica internazionale. E' questo il motivo per cui il PE attribuisce ogni anno, dal 1988, il premio Sacharov, ovvero il "premio per la libertà dello spirito", a una persona che si sia distinta lottando contro l'intolleranza, il fanatismo e l'odio e difendendo al tempo stesso la libertà di pensiero e di parola. Il premio è intitolato a Sacharov proprio perché l'accademico sovietico dissidente difese meglio di qualsiasi altro la lotta per la libertà. Con la sua attribuzione a personalità eccezionali, esso ha ampiamente contribuito a allentare la morsa che i governi stringevano su di esse. Due premiati, Nelson Mandela (1988) e Aung San Suu Kyi (1990) hanno in seguito vinto il premio Nobel per la pace. Quest'ultimo , purtroppo, è ancora oggi in residenza sorvegliata. L'attribuzione del premio Sacharov 1996 al dissidente cinese Wei Jingsheng non è estranea alla sua liberazione avvenuta l'anno scorso.

Contribuire a creare una giustizia internazionale

Non esiste protezione dei diritti dell'uomo senza giustizia internazionale. Ecco perché il Parlamento ha fatto pressione sugli Stati membri perché operino a favore della creazione di un tribunale penale internazionale. Nonostante le iniziali reticenze da parte di taluni governi, questa azione ha ampiamente contribuito al finanziamento da parte dell'Unione dei tribunali dell'Aia e di Arusha.

Per maggiori informazioni contattare: Jacques Nancy (tel. 00326262842485 o e-mail jnancy@europarl.eu.int

 

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