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Momenti più importanti della legislatura 1994 - 1999

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Turchia: apertura nella fermezza

 

pf1501.jpg (18286 bytes)Si può riassumere, così, la posizione del PE nel corso di questa legislatura in materia di relazioni UE/Turchia.

Il PE è particolarmente consapevole del ruolo della Turchia: la sua posizione geostrategica in una regione in continua trasformazione, il suo statuto di paese associato all'Unione e ad essa legato attraverso l'unione doganale, il mancato rispetto, più volte denunciato, dei diritti dell'uomo e il destino dei curdi di origine turca, il volume degli scambi commerciali, la presenza nell'Unione europea di numerosi immigrati turchi, i problemi territoriali con la Grecia nel Mar Egeo, il suo coinvolgimento nel problema cipriota e i problemi legati alle frontiere con l'Iraq e la Siria fanno sì che le relazioni UE/Turchia siano molto complesse.

In questo contesto il PE riconosce la possibilità di questo paese di diventare, un giorno, uno Stato membro dell'UE, una ragione in più, questa, per essere particolarmente esigenti sul rispetto delle condizioni che qualsiasi Stato candidato all'adesione deve soddisfare.

Il 13 dicembre 1995, con 343 voti a favore, 149 contrari e 36 astensioni,dopo un dibattito protrattosi per lunghi mesi all'interno della commissione per gli affari esteri, il PE ha espresso il suo parere conforme all'unione doganale UE/Turchia, aprendo così la strada alla sua attuazione.

A questo voto si è aggiunto un messaggio molto chiaro indirizzato alla Turchia sulla necessità di rispettare i diritti dell'uomo. Fra l'altro, il PE ha espresso il suo parere conforme tenendo conto del fatto che, appena prima del voto, il governo turco si era assunto "l'impegno di proseguire sulla via delle riforme democratiche". L'Assemblea ha però manifestato l'intenzione di assicurarsi di una reale attuazione di tali riforme. Questo spiega l'invito indirizzato alla Commissione europea di preparare una relazione annuale sulla situazione dei diritti dell'uomo, che tratti anche il destino dei curdi di origine turca, dal momento che il PE ritiene che solo una soluzione pacifica potrà contribuire alla risoluzione del problema.

Questa verifica si applica anche in materia di bilancio. Il PE vuole essere certo che i progetti finanziati favoriscano la promozione della democrazia, dei diritti dell'uomo e della società civile; a questo proposito è stato creato un gruppo di lavoro interistituzionale con la Commissione europea avente il compito di esaminare alcuni progetti nell'ambito del programma MEDA (partenariato euromediterraneo). Per questo stesso motivo il PE non ha ancora sbloccato gli stanziamenti inizialmente previsti (150 milioni di euro per gli anni 1999-2000-2001) a favore della cooperazione tecnica e finanziaria che avrebbero dovuto essere utilizzati per l'attuazione dell'unione doganale.

Per ulteriori informazioni, rivolgersi a Jacques NANCY (tel. 0032-2-284 2485 , E-mail jnancy@europarl.eu.int)

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