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Elezioni del Parlamento europeo 1999 Momenti più importanti della legislatura 1994 - 1999 |
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Il paese dell'Unione di vostra residenza non riconosce un
diploma acquisito in un altro Stato membro; la parità di trattamento tra uomini e donne
non è rispettata; la direttiva sull'IVA non è applicata... queste sono le difficoltà
concrete che possono incontrare i cittadini europei. Quali sono i mezzi di ricorso a
vostra disposizione? In che modo vi potete difendere? Esercitando il vostro diritto di
petizione. Il diritto di petizione Il diritto di petizione è stato introdotto nel regolamento
del Parlamento europeo nel 1981 ed è stato istituzionalizzato dal trattato di Maastricht
nell'ambito della cittadinanza dell'Unione (art. 8D e 138D). Essa dà diritto a tutti i
cittadini, alle società, a organizzazioni o associazioni che risiedono o che hanno sede
in uno Stato membro dell'UE, di presentare una petizione, tanto a titolo individuale
quanto a titolo collettivo. Si offre così la possibilità ai cittadini di utilizzare un
mezzo di tutela meno formale, più accessibile e soprattutto gratuito. Un altro innegabile
vantaggio è che coloro che presentano le petizioni possono esprimersi nella propria lingua
materna. La petizione, il cui oggetto deve rientrare nei settori di
attività dell'UE - deve cioè riguardare la libera circolazione delle persone, dei beni,
dei servizi e dei capitali, la parità di trattamento tra uomini e donne, la protezione
dell'ambiente, il diritto all'istruzione, alla formazione e alla salute - deve essere
trasmessa al PE, il quale, tramite la commissione per le petizioni, procederà all'esame
della richiesta e deciderà sulla migliore linea da seguire. I vari mezzi d'azione La commissione riceve in media 1.200 petizioni l'anno, di cui
il 60% è dichiarato ricevibile. Ciò significa che il loro oggetto rientra effettivamente
nei settori di attività dell'UE. Una volta che la petizione sia dichiarata ricevibile, la
commissione dispone di vari mezzi d'azione: - esaminare la petizione in modo
autonomo, elaborando una relazione o esprimendo un parere che sarà trasmesso dal
Presidente del PE alla Commissione europea e al Consiglio. Tale procedura si applica
principalmente alle petizioni che sollevano problemi di natura generale (indennizzo delle
vittime di atti di violenza, utilizzo delle lingue nell'Unione, ecc.); Numerosi cittadini dell'Unione hanno potuto così far
rispettare i propri diritti, che sono inscritti nei trattati e nelle direttive
comunitarie. La Francia è stata costretta a modificare i testi sul
riconoscimento dei diplomi "Bac+3", che non tenevano conto della professione
d'insegnante. Un cittadino britannico, titolare di un diploma d'insegnamento acquisito in
Inghilterra, si era visto rifiutare il diritto di esercitare la professione in Francia in
quanto il suo diploma non era ritenuto valido: ha però trasmesso una petizione al
Parlamento europeo per infrazione della direttiva comunitaria sul riconoscimento dei
diplomi "Bac+3". In seguito a una procedura d'infrazione avviata dalla
Commissione europea, le autorità francesi hanno modificato la loro legislazione per
permettere agli insegnanti originari di altri Stati membri di ottenere posti di
insegnamento in Francia, senza essere sottoposti a una nuova formazione, essendo ritenuta
sufficiente quella acquisita nel paese d'origine. Il Belgio e l'Italia sono stati indotti anch'essi a prendere
misure in seguito a una petizione indirizzata al PE concernente il mancato rispetto del
termine per il rimborso dell'IVA nel settore dei trasporti. Poiché il loro termine
superava di gran lunga i sei mesi previsti dall'ottava direttiva sull'IVA, le autorità
italiane e belghe hanno dovuto modificare le proprie pratiche amministrative. Un altro esempio importante è quello della Spagna, che non
rispettava la direttiva sulla protezione degli habitat naturali della flora e della fauna
selvatica. È stato un cittadino spagnolo a denunciare i metodi non selettivi utilizzati
in Cantabria per la cattura dei lupi, metodi che provocavano danni sia alle persone che
alle altre specie di animali. La Commissione europea ha avviato una procedura di
infrazione nei confronti della Spagna. Nel frattempo le autorità spagnole hanno
notificato alla Commissione l'abbandono dei metodi di caccia non selettivi, recependo
quindi la direttiva europea nella legislazione nazionale. Il diritto di petizione concretizza così la prima vocazione
del Parlamento europeo: essere la voce dei cittadini. Per maggiori informazioni: Mariapaola Sabbatucci, tel. 00352-430022853, (email mpsabbatucci@europarl.eu.int).
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