Parlamento europeo: Procedura legislativa ordinaria  

Modalità di funzionamento

Lista dei passi necessari:

#1Proposta della Commissione

La Commissione europea presenta una proposta legislativa al Parlamento europeo

Soggetti con diritto d'iniziativa
  • Banca europea per gli investimenti      
  • Banca centrale europea      
  • Parlamento europeo      
  • Iniziativa dei cittadini      
  • Un quarto degli Stati membri      
In dettaglio
  • Scadenza: 

    Non vi sono limiti di tempo per la presentazione delle proposte della Commissione

     
  • Votazione: 

    Il Collegio dei Commissari adotta le proposte della Commissione con procedura scritta (senza discussione) o orale (con discussione). In caso di votazione, la Commissione statuisce a maggioranza semplice.

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    Il documento presentato dalla Commissione è : una proposta di regolamento (di direttiva o di decisione) del Parlamento europeo e del Consiglio su [argomento].

    Il riferimento del documento si presenta come segue: COM(anno in 4 cifre)numero in 4 cifre.

     
  • Statistiche: 

    Nel corso della 7a legislatura (2009-2014), la Commissione ha presentato 584 proposte nel quadro della procedura di codecisione/procedura ordinaria, rispetto alle 508 della 6a legislatura (2009-2014) e 432 durante la 5° legislatura (1999-2004).
    Durante la 7a legislatura, le proposte nel quadro della procedura di codecisione/procedura ordinaria rappresentavano l’89% delle 658 proposte legislative della Commissione, mentre erano il 49% nella 6° legislatura (per un totale di 1041 proposte), il 42% nella 5a legislatura (per un totale di 1028 proposte) e il 21% nella 4a legislatura (1994-1999).

     
    

#2 Prima lettura del Parlamento

Nel corso della prima lettura, il Parlamento europeo esamina la proposta della Commissione. Può approvarla o modificarla.

In dettaglio
  • Scadenza: 

    Non vi sono limiti di tempo per la prima lettura del Parlamento

     
  • Votazione: 

    Le votazioni in commissione e in seduta plenaria avvengono alla maggioranza semplice dei voti espressi

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    Il Parlamento adotta una posizione del Parlamento europeo in prima lettura.

     
  • Statistiche: 

    Nel corso della 7a legislatura (2009-2014), il 14% dei fascicoli di codecisione/ procedura ordinaria sono stati deferiti alla commissione per l'ambiente, l’11% alla commissione per gli affari economici, il 10% alla commissione per il commercio e il 10% alla commissione per le libertà civili.
    Nella 6a legislatura (2009-2014) il 20% dei fascicoli di codecisione sono stati deferiti alla commissione per l’ambiente, il 18,3% alla commissione giuridica e l’11,4% alla commissione per i trasporti.

     
    

#3 Prima lettura del Consiglio

Durante la prima lettura, il Consiglio può decidere di accogliere la posizione del Parlamento, nel qual caso l'atto legislativo è adottato, o può modificare la posizione del Parlamento e rinviare la proposta al Parlamento per una seconda lettura.

In dettaglio
  • Scadenza: 

    Non esistono limiti di tempo per la prima lettura del Consiglio

     
  • Votazione: 

    Il Consiglio statuisce a maggioranza qualificata, a meno che la sua posizione si discosti da quella della Commissione, nel qual caso è richiesta l'unanimità.

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    Scopra la posizione assunta dal suo governo sulla legislazione proposta e invii i suoi commenti e le sue considerazioni alle autorità nazionali competenti.

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    Se il Consiglio adotta la posizione del Parlamento senza modifiche, l'atto legislativo è adottato e pubblicato sotto forma di direttiva (o regolamento o decisione) del Parlamento europeo e del Consiglio.

    Se il Consiglio propone delle modifiche alla posizione del Parlamento in prima lettura, il documento risultante è una posizione del Consiglio in prima lettura

     
  • Statistiche: 

    Nel corso della 7a legislatura, l’85% dei fascicoli sono stati approvati in prima lettura (415 su 488 conclusi), rispetto al 72% della 6a legislatura (2004-2009) e al 29% della 5a legislatura (1999-2004).

    Il tempo medio di un fascicolo concluso in prima lettura dalla proposta della Commissione fino alla sua adozione è stato di 17 mesi nella 7a legislatura, 16 mesi nella 6a legislatura e 11 mesi nella 5a legislatura.

     
Risultato:
  1. La proposta legislativa è approvata   La grande maggioranza delle proposte sono adottate a questo livello.   
  2. La proposta legislativa passa alla fase successiva  
    

#4 Seconda lettura del Parlamento

Il Parlamento esamina la posizione del Consiglio e la approva, nel qual caso l'atto è approvato, oppure la respinge, nel qual caso l'atto decade e l'intera procedura termina, oppure propone emendamenti e rinvia la proposta al Consiglio per una seconda lettura.

In dettaglio
  • Scadenza: 

    Il Parlamento dispone di 3 mesi per concludere la seconda lettura con un'eventuale proroga di 1 mese.

     
  • Votazione: 

    La commissione parlamentare competente per il merito decide alla maggioranza semplice dei voti espressi.

    L'assemblea plenaria decide alla maggioranza semplice dei voti espressi se approva la posizione del Consiglio in prima lettura senza emendamenti. Eventuali emendamenti o la reiezione della posizione del Consiglio devono essere approvati alla maggioranza assoluta dei deputati al Parlamento europeo.

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    La possibilità di introdurre modifiche al progetto di testo è minima. Gli emendamenti devono limitarsi a reintrodurre precedenti emendamenti del Parlamento, riflettendo un compromesso fra il Parlamento e il Consiglio, o a una nuova situazione giuridica. Tuttavia, il cittadino può sempre contattare il proprio deputato e chiedergli di votare a favore o contro determinati emendamenti o la relazione

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    Se il Parlamento approva la posizione del Consiglio in prima lettura, adotta una risoluzione legislativa del Parlamento europeo sulla posizione del Consiglio in prima lettura. L'atto legislativo è adottato e pubblicato come direttiva (o regolamento o decisione) del Parlamento europeo e del Consiglio.

    Se il Parlamento europeo decide di modificare la posizione del Consiglio, adotta la posizione del Parlamento europeo in seconda lettura

     
  • Statistiche: 

    Nel corso della 6a legislatura, 42 dei 447 fascicoli di codecisione (il 9%) sono stati adottati nelle cosiddette seconde letture rapide, in cui il Parlamento adotta una posizione in prima lettura del Consiglio prenegoziata (fra Parlamento, Consiglio e Commissione) senza apportarvi modifiche, nel qual caso l'atto è adottato. La durata media della procedura nel caso delle seconde letture rapide è stata di 27 mesi.

    Nel corso della 6a legislatura (2004-2009) 10% dei fascicoli sono stati adottati nell'ambito di un accordo rapido in seconda lettura, con una durata media di 25 mesi. Nella 5a legislatura, il 25% sono stati adottati nell'ambito di un accordo rapido in seconda lettura, con una durata media di 23 mesi.

     
Risultato:
  1. La proposta legislativa è approvata   
  2. La proposta legislativa non è approvata   
  3. La proposta legislativa passa alla fase successiva  
    

#5 Seconda lettura del Consiglio

Il Consiglio esamina la posizione del Parlamento in seconda lettura e approva tutti gli emendamenti del Parlamento, il che significa che l'atto è adottato, oppure non approva tutti gli emendamenti, il che comporta la convocazione del Comitato di conciliazione.

In dettaglio
  • Scadenza: 

    Il Consiglio dispone di 3 mesi per concludere la sua seconda lettura, con un'eventuale proroga di 1 mese.

     
  • Votazione: 

    Il Consiglio statuisce alla maggioranza qualificata sugli emendamenti del Parlamento sui quali la Commissione ha espresso un parere favorevole, e all'unanimità sugli emendamenti sui quali la Commissione ha espresso un parere negativo.

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    Il Consiglio può solo reagire agli emendamenti del Parlamento. Il cittadino può far conoscere al proprio governo la sua posizione sui vari emendamenti.

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    Se il Consiglio approva la posizione del Parlamento in seconda lettura, l'atto legislativo è adottato e pubblicato come direttiva (o regolamento o decisione) del Parlamento europeo e del Consiglio.

    Se il Consiglio non approva la posizione del Parlamento in seconda lettura, non vi è alcun documento ufficiale.

     
  • Statistiche: 

    Nel corso della 7a legislatura, il 5% di tutti i fascicoli di codecisione sono stati approvati in seconda lettura (senza contare le seconde letture rapide), rispetto al 13% nella 6a legislatura e al 24% della 5a legislatura.

    La durata della procedura in seconda lettura nella 7a legislatura (senza contare le seconde letture rapide) è stata di 32 mesi. La stessa durata anche per i fascicoli adottati in seconda lettura nella 6a legislatura, rispetto invece ai 24 mesi della 5a legislatura.

     
Risultato:
  1. La proposta legislativa è approvata   
  2. La proposta legislativa passa alla fase successiva  
    

#6 Conciliazione

Il Comitato di conciliazione, composto da un egual numero di deputati al Parlamento europeo e di rappresentanti del Consiglio, tenta di raggiungere un accordo su un testo comune. In caso di insuccesso, l'atto legislativo decade e la procedura si conclude. Se viene concordato un testo comune, quest'ultimo è trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio per una terza lettura.

In dettaglio
  • Scadenza: 

    Il Comitato di conciliazione deve riunirsi entro 6 settimane (eventualmente prorogabili a 8). Dispone di 6 settimane (oppure di 8, in caso di comune accordo) per convenire un testo comune.

     
  • Votazione: 

    La delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione approva il testo comune alla maggioranza assoluta (almeno 15 voti su 28, attualmente), mentre i rappresentanti del Consiglio votano generalmente a maggioranza qualificata (benché esistano delle eccezioni che richiedono l'unanimità).

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    Non praticamente possibile presentare emendamenti, ma il cittadino può segnalare ai deputati che partecipano al Comitato di conciliazione e al rispettivo governo i punti che, a suo avviso, non dovrebbero essere ripresi nel testo legislativo finale.

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    Qualora si prevenga ad un accordo, il Comitato presenta un "progetto comune" oppure (per esteso) un "progetto comune approvato dal Comitato di conciliazione".

     
  • Statistiche: 

    Nel corso della 7a legislatura, il 2% dei fascicoli (9 fascicoli) sono stati esaminati in conciliazione, rispetto al 5% della 6a legislatura (24 fascicoli) e rispetto al 20% della 5a legislatura. Nel corso degli ultimi anni, vi sono state una o due conciliazioni all'anno.
    Il Comitato di conciliazione non ha approvato alcun progetto comune su:
    Servizio di telefonia vocale nel 1994
    Commissione per la Sicurezza nel 1998
    Direttiva sul tempo di lavoro, nel 2009
    Regolamento sui nuovi prodotti alimentari, nel 2011

     
Risultato:
  1. La proposta legislativa non è approvata   
  2. La proposta legislativa passa alla fase successiva  
    

#7a Terza lettura del Parlamento

Il Parlamento europeo esamina il testo comune e lo pone in votazione in seduta plenaria. Non può modificare la formulazione del progetto comune. Se lo respinge o non si pronuncia al riguardo, l'atto non è adottato e la procedura si conclude. Se il testo è approvato dal Paramento e dal Consiglio, l'atto è adottato.

In dettaglio
  • Scadenza: 

    Il Parlamento e il Consiglio devono statuire entro un termine di 6 settimane (o di 8, in caso di comune accordo) a partire dalla data in cui è stato approvato il progetto comune.

     
  • Votazione: 

    Il Parlamento approva la posizione comune alla maggioranza semplice dei suffragi espressi. Il Consiglio approva il progetto comune a maggioranza qualificata.

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    Il progetto comune non può essere modificato. Il cittadino può solo invitare il suo deputato e/o il suo governo ad approvare o a respingere il progetto comune.

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    Il Parlamento europeo adotta una risoluzione legislativa sul progetto comune approvato dal Comitato di conciliazione , in cui approva o respinge il progetto comune.

    Il Consiglio non produce alcun documento ufficiale.

    Se il progetto comune è approvato, l'atto legislativo è adottato e pubblicato come direttiva (o regolamento o decisione) del Parlamento europeo e del Consiglio.

     
  • Statistiche: 

    Finora tre progetti comuni sono stati respinti dal Parlamento.
    Protezione delle invenzioni biotecnologiche nel 1995
    Offerte pubbliche di acquisto, nel 2001
    Servizi portuali, nel 2003
    Il Consiglio non ha mai respinto un progetto comune.
    La durata media dei fascicoli (dalla proposta della Commissione all’adozione) adottati in conciliazione è stata di 29 mesi nella 7a legislatura, di 43 mesi nella 6a legislatura e 31 mesi nella 5a legislatura.

     
Risultato:
  1. La proposta legislativa è approvata   
  2. La proposta legislativa non è approvata   
    

#7b Terza lettura del Consiglio

Il Consiglio esamina il progetto comune. Non può modificarne la formulazione. Se lo respinge o non si pronuncia al riguardo, l'atto decade e la procedura è conclusa. Se lo approva e se il Parlamento lo approva a sua volta, l'atto è adottato.

In dettaglio
  • Scadenza: 

    Il Parlamento e il Consiglio devono statuire entro un termine di 6 settimane (o di 8, in caso di comune accordo) a partire dalla data in cui è stato approvato il progetto comune.

     
  • Votazione: 

    Il Parlamento approva la posizione comune alla maggioranza semplice dei suffragi espressi. Il Consiglio approva il progetto comune a maggioranza qualificata.

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    Il progetto comune non può essere modificato. Il cittadino può solo invitare il suo deputato e/o il suo governo ad approvare o a respingere il progetto comune.

     
  • Partecipazione dei cittadini: 

    Il Parlamento europeo adotta una risoluzione legislativa sul progetto comune approvato dal Comitato di conciliazione , in cui approva o respinge il progetto comune.

    Il Consiglio non produce alcun documento ufficiale.

    Se il progetto comune è approvato, l'atto legislativo è adottato e pubblicato come direttiva (o regolamento o decisione) del Parlamento europeo e del Consiglio.

     
  • Statistiche: 

    Finora tre progetti comuni sono stati respinti dal Parlamento.
    Protezione delle invenzioni biotecnologiche nel 1995
    Offerte pubbliche di acquisto, nel 2001
    Servizi portuali, nel 2003
    Il Consiglio non ha mai respinto un progetto comune.
    Nel corso della 6a legislatura, l'iter dei fascicoli adottati in conciliazione ha avuto una durata media di 43,9 mesi, rispetto ai 31,9 mesi della 5a legislatura. Nel corso della 6a legislatura, la procedura più breve è stata di 28,8 mesi, la più lunga di 159,4 mesi .

     
Risultato:
  1. La proposta legislativa è approvata   
  2. La proposta legislativa non è approvata   
    

Risultato:

  1. Proposta adottata

    Quando il Parlamento europeo e il Consiglio hanno approvato il testo finale di una proposta legislativa, il testo viene firmato dai Presidenti e dai Segretari generali di ambedue le istituzioni. Una volta firmato, il testo è pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e diventa ufficiale.

    • I regolamenti sono direttamente vincolanti su tutto il territorio dell'Unione europea a partire dalla data indicata nella Gazzetta ufficiale.
    • Le direttive fissano risultati da raggiungere in ciascuno Stato membro ma lasciano ai governi nazionali la facoltà di decidere in che modo adattare le rispettive legislazioni per raggiungere tali obiettivi. Ciascuna direttiva precisa la data entro la quale le legislazioni nazionali devono essere adattate.
    • Le decisioni si applicano in casi specifici, coinvolgendo determinate autorità o persone e sono completamente vincolanti.
     
         
  2. Proposta non adotatta

    Se una proposta legislativa è respinta in una qualsiasi fase della procedura, oppure se il Parlamento e il Consiglio non possono raggiungere un compromesso, la proposta non è adottata e la procedura si conclude. Una nuova procedura può iniziare solamente con una nuova proposta da parte della Commissione.

     
     
                                                                                                 
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Maggiori informazioni:

#1 Proposta della Commissione:
Partecipazione dei cittadini 

  1. Se ritiene che l'UE debba prendere un'iniziativa legislativa, dispone di varie possibilità:
    1. lanciare un'iniziativa dei cittadini – se raccoglie entro un anno un minimo di 1 milione di firme di cittadini del'UE in almeno 7 Stati membri, può chiedere alla Commissione europea di attivarsi in un settore di sua competenza. Per maggiori informazioni sull'iniziativa dei cittadini
    2. attivarsi presso il suo deputato al Parlamento europeo, il quale può
      1. avviare il processo in base al quale il Parlamento chiede alla Commissione di proporre un atto legislativo. Questo è possibile solo nei casi in cui il Parlamento ritenga che sia necessaria una normativa dell'UE per contribuire all'attuazione dei trattati. Se la Commissione rifiuta di presentare una proposta, deve fornire una spiegazione.
      2. invitare una commissione parlamentare a redigere una relazione d'iniziativa che, una volta approvata dal Parlamento, benché non vincolante, può incitare la Commissione a presentare nuove proposte.
      3. presentare un'interrogazione alla Commissione, in base alla quale quest'ultima potrebbe prendere in considerazione una proposta legislativa. Per maggiori informazioni sulle interrogazioni
      4. presentare una dichiarazione scritta che, se firmata da oltre la metà dei deputati al Parlamento europeo, è trasmessa alla Commissione invitandola ad attivarsi. Per maggiori informazioni sulle dichiarazioni scritte
    3. presentare una petizione al Parlamento europeo. Per maggiori informazioni sulle petizioni
  2. A partire dal momento in cui la Commissione inizia il riesame o la preparazione di un atto legislativo, viene generalmente aperta una consultazione pubblica che consente alle parti interessate e agli esperti di esprimere i propri punti di vista. Per maggiori informazioni sulle consultazioni pubbliche
 
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#2 Prima lettura del Parlamento:
Partecipazione dei cittadini 

Quando una proposta è trasmessa al Parlamento, il relatore e i "relatori ombra" (deputati designati da ciascun gruppo politico per seguire una procedura) iniziano generalmente a raccogliere il parere delle parti interessate. Il cittadino può trasmettere il proprio parere ai relatori, a qualsiasi altro deputato della commissione o a qualsiasi deputato al Parlamento europeo.


Allo stadio dell'esame in commissione, qualsiasi deputato al Parlamento può presentare emendamenti, mentre in seduta plenaria gli emendamenti devono essere presentati dalla commissione competente, da un gruppo politico o da almeno 40 deputati.


Le commissioni parlamentari organizzano talvolta delle audizioni pubbliche alle quali il cittadino può eventualmente partecipare.


Le riunioni di commissione e le sedute plenarie sono trasmesse in diretta sul web. È possibile seguirle su EPTV


Il cittadino può indicare al suo deputato al Parlamento europeo quali degli emendamenti presentati ritenga o meno utili.

 
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Testo completo: 

#1 Proposta della Commissione 

Testo completo 
La Commissione europea elabora proposte legislative di propria iniziativa o su richiesta di altre istituzioni o paesi dell'UE, oppure facendo seguito a un'iniziativa dei cittadini, spesso dopo consultazioni pubbliche. La proposta definitiva è trasmessa contemporaneamente al Parlamento europeo, al Consiglio e ai parlamenti nazionali e, in alcuni casi, al Comitato delle regioni e al Comitato economico e sociale.
  1. La procedura ordinaria inizia con la presentazione di una proposta legislativa al Parlamento europeo e al Consiglio.
  2. La procedura legislativa ordinaria si applica attualmente in 85 ambiti di attività predefiniti che coprono la maggioranza dei settori di competenza dell'UE.
  3. Il "diritto d'iniziativa" è detenuto dalla Commissione, la quale è responsabile per la presentazione della maggior parte delle proposte legislative. Tuttavia il Parlamento e il Consiglio possono invitare la Commissione a presentare proposte e, in alcuni casi ben determinati, altre istituzioni possono presentare delle proposte.
  4. Il Parlamento (alla maggioranza dei membri che lo compongono) può chiedere alla Commissione di presentare una proposta nei casi in cui il Parlamento ritenga che sia necessaria una normativa dell'UE per contribuire all'attuazione dei trattati. Se la Commissione rifiuta di presentare una proposta, deve fornire una spiegazione.
  5. Il Consiglio (statuendo a maggioranza semplice) può chiedere alla Commissione di compiere studi che i ministri considerino auspicabili per conseguire gli obiettivi comuni e di presentare, se del caso, idonee proposte.
  6. I trattati consentono l'avvio della procedura legislativa ordinaria nei seguenti casi specifici:
    • su iniziativa di un quarto degli Stati membri (cooperazione giudiziaria in materia penale, cooperazione di polizia)
    • su raccomandazione della Banca centrale europea (taluni articoli dello statuto del Sistema europeo delle banche centrali e della Banca centrale europea)
    • su richiesta della Corte di giustizia dell'Unione europea (creazione di tribunali specializzati affiancati al Tribunale per conoscere in primo grado talune categorie di azioni o procedimenti relativi a settori specifici, talune disposizioni dello statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea)
    • su richiesta della Banca europea per gli investimenti
  7. Una proposta della Commissione può anche far seguito a un'Iniziativa europea dei cittadini.
  8. La proposta della Commissione rappresenta il risultato di un processo di consultazione estensivo che può essere condotto in vari modi (una valutazione d'impatto obbligatoria, relazioni di esperti, consultazione di esperti nazionali, organizzazioni internazionali e/o organizzazioni non governative, consultazione attraverso Libri verdi e bianchi, ecc.).
  9. Un processo di consultazione può anche essere lanciato in seno ai vari servizi della Commissione per fare in modo che tutti gli aspetti della questione siano presi in considerazione (consultazioni interservizi).
  10. La proposta della Commissione viene generalmente adottata dal Collegio dei Commissari nel quadro di una procedura scritta (senza discussione fra i Commissari) o di una procedura orale (il fascicolo è discusso dal Collegio dei Commissari) e viene pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
  11. La Commissione presenta la sua proposta legislativa (di solito per un regolamento, una direttiva o una decisione) al Parlamento europeo e al Consiglio, ma anche a tutti i parlamenti nazionali dell'Unione europea e, se del caso, al Comitato delle regioni e al Comitato economico e sociale.

Ruolo dei parlamenti nazionali

  1. Secondo quanto previsto dal protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali e dal protocollo n. 2 sui principi di sussidiarietà e di proporzionalità contenuti nel trattato sull'Unione europea, ciascun parlamento nazionale può, entro un termine di otto settimane, inviare un parere motivato che espone le ragioni per le quali ritiene che il progetto di atto legislativo non sia conforme al principio di sussidiarietà. Ciascun parlamento nazionale dispone di due voti. In un sistema parlamentare bicamerale, ciascuna delle due camere dispone di un voto.
  2. Qualora almeno un terzo dei parlamenti nazionali ritenga che il progetto in causa non sia conforme al principio di sussidiarietà, il progetto deve essere riesaminato ("cartellino giallo"). Tale soglia è pari a un quarto qualora si tratti di un progetto di proposta legislativa presentato sulla base dell'articolo 76 del TFUE (cooperazione giudiziaria in materia penale e cooperazione di polizia). Al termine del riesame in base al"cartellino giallo", l'istituzione autrice (generalmente la Commissione) può decidere di mantenere il progetto, di modificarlo o di ritirarlo.
  3. Inoltre, secondo la procedura legislativa ordinaria, qualora una maggioranza semplice dei parlamenti nazionali ritenga che il progetto di proposta legislativa non sia conforme al principio di sussidiarietà, il progetto deve essere riesaminato dalla Commissione ("cartellino arancione"). Al termine di tale riesame, la Commissione può decidere di mantenere la proposta, di modificarla o di ritirarla. Se la Commissione decide di mantenere la proposta, deve motivare la sua posizione. Il Parlamento europeo e il Consiglio devono allora verificare, prima di concludere la prima lettura, se la proposta sia compatibile con il principio di sussidiarietà. Se il Parlamento, statuendo alla maggioranza semplice dei deputati che lo compongono, o il Consiglio, alla maggioranza del 55% dei membri che lo compongono, ritengano che la proposta non sia conforme al principio di sussidiarietà, essa decade.

Pareri del Comitato delle regioni e del Comitato economico e sociale

  1. Il Comitato economico e sociale (CES) e il Comitato delle regioni (CdR) devono essere consultati dalla Commissione e dal Consiglio su taluni argomenti o quando il Consiglio giudichi opportuna questa consultazione. Ad esempio, il CES deve emettere un parere sulla politica economica e sociale e il Comitato delle regioni deve essere consultato sulle questioni relative all'ambiente, all'istruzione e ai trasporti. Il Consiglio o la Commissione possono fissare un termine per la presentazione dei pareri. Il Parlamento europeo ha a sua volta la possibilità di consultare questi due Comitati. Inoltre i Comitati possono emettere dei pareri di propria iniziativa.
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#2 Prima lettura del Parlamento 

Testo completo 
Il Presidente del Parlamento europeo deferisce la proposta a una commissione parlamentare, la quale designa un relatore che è incaricato di elaborare un progetto di relazione contenente emendamenti al testo proposto. La commissione pone in votazione la relazione e gli emendamenti presentati da altri deputati. Il Parlamento europeo esamina e pone in votazione la proposta legislativa in seduta plenaria sulla base della relazione e degli emendamenti della commissione. Il risultato rappresenta la posizione del Parlamento. Il Parlamento può accettare la proposta senza modifiche oppure apportarvi degli emendamenti. In rari casi il Presidente può chiedere alla Commissione di ritirare la sua proposta. La posizione del Parlamento in prima lettura viene poi trasmessa al Consiglio.
  1. Una volta che una proposta legislativa della Commissione europea arriva al Parlamento europeo, il Presidente, previa consultazione dei servizi tecnici competenti, la rinvia alla commissione competente.
  2. La scelta della commissione dipende dall'argomento oggetto della proposta.
  3. Altre commissioni possono vedersi offrire la possibilità di emettere un parere se la questione riguarda anche loro.
  4. In caso di conflitto di competenza, per esempio la questione rientra quasi allo stesso modo nelle competenze di due o più commissioni, la Conferenza dei presidenti decide sulla procedura, in base ad una raccomandazione della Conferenza dei presidenti di commissione.
  5. I conflitti di competenza possono essere risolti ricorrendo alla procedura delle commissioni associate o grazie a riunioni e a votazioni delle commissioni congiunte.
  6. Una commissione associata esamina una proposta simultaneamente alla commissione competente, secondo un calendario concordato. I relatori delle due commissioni determinano le parti del testo che dipendono dalle competenze esclusive o dalle competenze comuni e decidono con precisione le modalità della loro cooperazione. I relatori si tengono reciprocamente informati e dovrebbero trovare un accordo sul testo che propongono alle rispettive commissioni nonché sulla loro posizione relativamente agli emendamenti. La commissione competente per il merito accoglie senza votazione gli emendamenti di una commissione associata qualora riguardino questioni che rientrano nell'ambito di competenza esclusiva della commissione associata.
  7. In caso di disaccordo tra la commissione competente per il merito e la commissione associata riguardo alla competenza, la Conferenza dei presidenti può pronunciarsi riguardo a chi spetti la competenza o può optare per riunioni di commissione congiunte se la questione rientra in misura uguale tra le competenze delle due commissioni.
  8. Laddove si proceda con le riunioni congiunte delle commissioni, i relatori redigono un progetto unico di relazione che viene quindi esaminato e votato dalle commissioni coinvolte durante le riunioni congiunte.
  9. La commissione competente per il merito verifica innanzitutto la base giuridica della proposta. Essa può sollecitare il parere della commissione giuridica, che può anche decidere di verificare la base giuridica della sua iniziativa.
  10. Qualora la proposta abbia implicazioni finanziarie, la commissione competente deve altresì verificare che sia compatibile con il quadro finanziario pluriennale, per esempio che vi siano sufficienti risorse finanziarie. La commissione competente per le questioni di bilancio può anche effettuare una verifica di propria iniziativa.
  11. La commissione competente, un gruppo politico, o almeno 40 deputati al PE possono opporsi a una proposta qualora ritengano che la proposta o parti della stessa non siano conformi ai diritti sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'UE.
  12. Una volta che una commissione sia stata incaricata della proposta, essa designa un relatore tra i suoi membri. In pratica, i coordinatori che rappresentano i gruppi politici decidono quale gruppo politico si occuperà della relazione. Il gruppo propone un relatore tra i membri della sua commissione o i loro supplenti permanenti.
  13. I relatori possono essere designati in anticipo sulla base del programma legislativo annuale della Commissione, il che permette loro di seguire la proposta durante la fase preparatoria, prima che sia presentata al Parlamento.
  14. Altri gruppi politici possono designare un relatore ombra, che è incaricato di elaborare la posizione del gruppo e di seguire il lavoro del relatore.
  15. Il relatore segue la proposta attraverso le varie fasi della procedura, consigliando la commissione (durante l'esame in commissione) e il Parlamento nel suo insieme (in fase plenaria) per quanto riguarda l'approccio generale.
  16. Il relatore è incaricato di presentare un progetto di relazione alla commissione, compresi i suoi emendamenti alla proposta della Commissione.
  17. La commissione parlamentare si riunisce in generale varie volte per esaminare il progetto di relazione.
  18. In caso di fascicoli controversi o "tecnici", non è insolito che vengano organizzate audizioni di esperti o commissionati studi o valutazioni di impatto.
  19. Durante le discussioni in commissione, la Commissione può difendere la sua proposta e rispondere alle domande dei membri della commissione.
  20. Dato che il Consiglio riceve la proposta della Commissione e avvia i suoi lavori simultaneamente al Parlamento, la commissione parlamentare invita abitualmente la Commissione e il Consiglio a tenerla al corrente dello stato di avanzamento dei lavori in seno al Consiglio e ai suoi gruppi di lavoro.
  21. Le commissioni associate o che emettono pareri presentano i loro pareri alla commissione competente per il merito.
  22. Un deputato può presentare emendamenti entro la scadenza stabilita dalla commissione competente per il merito. Tutti gli emendamenti sono soggetti a votazione in seno alla commissione competente per il merito, che vota a maggioranza semplice.
  23. Prima che la commissione competente per il merito proceda ad una votazione finale su una proposta di atto legislativo, essa chiede alla Commissione di precisare la sua posizione su tutti gli emendamenti adottati in commissione e sollecita un commento dal Consiglio. Se la Commissione non è in grado di pronunciarsi o non è disposta ad accettare tutti gli emendamenti adottati dalla commissione, quest'ultima può rinviare la votazione finale.
  24. Una volta che la relazione sia stata adottata in sede di commissione, è iscritta all'ordine del giorno della seduta plenaria.
  25. Un gruppo politico o almeno 40 deputati possono presentare emendamenti alla relazione e metterli in votazione in seduta plenaria. Come regola generale, il termine per la presentazione di nuovi emendamenti in Aula è fissato al mercoledì della settimana precedente la sessione, a mezzogiorno.
  26. La plenaria discute la proposta legislativa sulla base della relazione elaborata dalla commissione competente, compresi, se del caso, gli emendamenti proposti, un progetto di risoluzione legislativa e, se del caso, una motivazione del relatore.
  27. Durante la discussione in Aula prima della votazione, il Commissario presente annuncia e commenta la posizione della Commissione sugli emendamenti presentati. La posizione della Commissione sugli emendamenti del PE è elaborata dalla Direzione generale incaricata del fascicolo ed approvata dal Collegio dei Commissari. Nella pratica, è elaborata dal gruppo per le relazioni interistituzionali, che comprende membri dei gabinetti della Commissione responsabili per le relazioni interistituzionali e, successivamente, ratificata dal Collegio.
  28. Il Parlamento mette innanzitutto ai voti gli emendamenti alla proposta della Commissione. Poi, vota sulla proposta, modificata o meno, e in seguito sugli emendamenti al progetto di risoluzione legislativa. Infine, il Parlamento vota sul progetto di risoluzione legislativa nel suo insieme. La risoluzione legislativa contiene soltanto una dichiarazione volta a precisare se il Parlamento approva o respinge la proposta o la modifica.
  29. Tutte le votazioni di cui sopra sono a maggioranza semplice, vale a dire la maggioranza dei voti espressi.
  30. Qualora il Parlamento non approvi la risoluzione legislativa, la proposta è rinviata alla commissione competente.
  31. Il Parlamento può:
    • respingere la proposta nel suo complesso
    • approvare la proposta senza emendamenti
    • approvare con riserva di modifiche
  32. Se la proposta della Commissione, come modificata, non ottiene la maggioranza dei voti espressi, o se una mozione di reiezione della proposta, presentata dalla commissione competente, o da almeno 40 deputati, è approvata, il Presidente del Parlamento sospende la votazione sulla risoluzione legislativa (che normalmente ha luogo dopo la votazione finale sulla proposta quale modificata) e chiede alla Commissione di ritirare la sua proposta. Qualora la Commissione acceda a tale richiesta, la procedura legislativa prende fine. Se la Commissione rifiuta, la questione è rinviata alla commissione parlamentare.
  33. Se la proposta della Commissione nel suo complesso è approvata, ma sulla base di emendamenti, la votazione sul progetto di risoluzione legislativa è rinviata fino a quando la Commissione dichiara la sua posizione su ciascuno degli emendamenti. Se la Commissione non è in grado di effettuare tale dichiarazione alla fine della votazione del Parlamento sulla proposta, essa informa il Presidente o la commissione competente sul momento in cui prevede di essere in grado di pronunciarsi e la proposta viene iscritta al progetto di ordine del giorno della prima tornata successiva a tale data.
  34. Se la Commissione indica che non intende approvare tutti gli emendamenti del Parlamento, il relatore o il presidente della commissione competente presenta una proposta formale al Parlamento sulla questione di sapere se la votazione del progetto di risoluzione legislativa possa aver luogo. Prima di presentare tale proposta, essi possono chiedere al Presidente di sospendere l'esame del punto. Se il Parlamento decide di rinviare la votazione, la questione è rinviata alla commissione compente, per riesame. In questa fase sono ricevibili soltanto gli emendamenti presentati dalla commissione competente e volti a raggiungere un compromesso con la Commissione.
  35. Il testo della proposta, nella versione approvata dal Parlamento, e la relativa risoluzione sono trasmessi dal Presidente al Consiglio e alla Commissione come posizione del Parlamento.
  36. Quando il Parlamento ha concluso la sua prima lettura, la Commissione può adottare una "proposta modificata" che incorpora un certo numero di emendamenti del Parlamento.
  37. Il trattato non fissa alcun limite di tempo per la prima lettura del Parlamento.

NB: A partire dal trattato di Amsterdam, è stato possibile concludere una procedura legislativa ordinaria in prima lettura. Negli ultimi anni si è osservata una tendenza sempre più marcata a raggiungere accordi in prima lettura.

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#3 Prima lettura del Consiglio 

Testo completo 
I lavori preparatori in seno al Consiglio si svolgono in parallelo alla prima lettura del Parlamento, ma il Consiglio può compiere formalmente la sua prima lettura soltanto sulla base della posizione del Parlamento. Il Consiglio può: (1) accogliere la posizione del Parlamento, nel qual caso l'atto legislativo è adottato; oppure (2) adottare modifiche alla posizione del Parlamento definendo la posizione del Consiglio in prima lettura, che è poi trasmessa al Parlamento per una seconda lettura.
  1. La proposta della Commissione è trasmessa al Consiglio allo stesso tempo che al Parlamento europeo.
  2. I lavori preparatori in seno al Consiglio si sviluppano pertanto parallelamente a quelli del Parlamento europeo, ma il Consiglio può adottare la sua posizione soltanto dopo che il Parlamento si è pronunciato.
  3. Le istituzioni sono incoraggiate a scambiare informazioni sullo stato di avanzamento e sul calendario dei negoziati nel quadro della procedura legislativa ordinaria.
  4. Come con il Parlamento, non vi è alcun limite di tempo per la prima lettura del Consiglio.
  5. Le decisioni del Consiglio sono preparate in seno a gruppi di lavoro composti da rappresentanti degli Stati membri e presieduti dal rappresentante del paese che detiene la presidenza semestrale di turno, assistito dal segretariato del Consiglio. I gruppi di lavoro riferiscono al Comitato di rappresentanti permanenti (COREPER, parte I o II), che prepara ogni decisione del Consiglio adottata a livello ministeriale.
  6. Prima di giungere ad una posizione in prima lettura, il Consiglio può adottare due passi intermedi:
    1. il Consiglio può raggiungere un accordo di principio –generalmente definito "approccio generale" prima che il Parlamento prenda posizione. Ciò è raro e si verifica soprattutto nei casi in cui vi sia una forte volontà di raggiungere un accordo in prima lettura.
    2. Più spesso, il Consiglio raggiunge dapprima un "accordo politico" che definisce le grandi linee della sua proposta di posizione in prima lettura. I dettagli di tale accordo sono poi finalizzati dal gruppo di lavoro, verificati dai giuristi linguisti (esperti giuridici per ogni lingua che controllano la correttezza giuridica e linguistica dei testi) e adottati formalmente come posizione in prima lettura del Consiglio durante una riunione successiva.
    In entrambi i casi, il Consiglio finalizza la sua posizione soltanto dopo aver ricevuto gli emendamenti di prima lettura del Parlamento e la proposta modificata risultante della Commissione.
  7. Una posizione in prima lettura può essere adottata senza discussione quando un accordo è stato raggiunto in fase preparatoria (punto "A" all'ordine del giorno) o con discussione (punto "B") o, in casi eccezionali, con procedura scritta. Nei primi due casi, le deliberazioni sono pubbliche.
  8. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata, salvo che in materia di fiscalità, sicurezza sociale, politica estera, difesa e cooperazione di polizia operativa, che necessitano l'unanimità.
  9. Vi sono quattro possibili scenari per la prima lettura del Consiglio:
    1. se il Parlamento non ha approvato alcun emendamento e il Consiglio non auspica di modificare la proposta della Commissione, esso può approvare l'atto a maggioranza qualificata. L'atto è quindi adottato.
    2. se il Parlamento ha presentato emendamenti, l'adozione dell'atto presuppone che il Consiglio approvi tutti gli emendamenti a maggioranza qualificata se la Commissione li ha inseriti nella sua proposta modificata o all'unanimità se non è così. Se il Consiglio approva tutti gli emendamenti del Parlamento europeo, l’atto è adottato.
    Una volta che l'atto sia stato adottato, viene presentato alla firma dei Presidenti e dei Segretari generali del Parlamento e del Consiglio, e poi pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
    1. Benché il trattato non lo preveda espressamente, è ampiamente accettato che il Consiglio possa, a maggioranza qualificata, respingere l'intera proposta della Commissione.

      La Commissione può decidere in qualsiasi momento durante la prima lettura di ritirare o di modificare la sua proposta.
    2. Se il Consiglio non adotta tutti gli emendamenti del Parlamento o se desidera introdurre le sue modifiche, adotta una posizione in prima lettura.
  10. Il testo della posizione in prima lettura è trasmesso al Parlamento, unitamente ad una motivazione, e le eventuali dichiarazioni del Consiglio e/o della Commissione per essere inserite nel processo verbale del Consiglio. La Commissione informa il Parlamento della sua posizione.
  11. Generalmente, il Parlamento è informato della posizione del Consiglio in prima lettura nella tornata successiva alla sua adozione formale. I termini fissati dal trattato per le fasi successive della procedura iniziano dal momento in cui il Parlamento annuncia in Aula il ricevimento della posizione del Consiglio in prima lettura (il giorno dopo l'annuncio, che di solito avviene il giovedì).
  12. Ove possibile, contatti informali si svolgono nel periodo compreso tra l'accordo politico e la notifica formale della posizione del Consiglio in prima lettura, al fine di facilitare un accordo (iniziale) in seconda lettura (noto anche come "posizione in prima lettura negoziata").

NB: Quando i colegislatori si prefiggono di concludere un accordo in prima lettura, spesso organizzano riunioni informali a cui assistono rappresentanti del Parlamento (il relatore, e se del caso, i relatori ombra), il Consiglio (presidente del gruppo di lavoro e/o Coreper) e la Commissione (servizio incaricato del dossier e Segretario generale della Commissione), i cosiddetti "triloghi".

L'obiettivo è quello di garantire che gli emendamenti adottati dal Parlamento in seduta plenaria siano accettati dal Consiglio. La Commissione svolge di frequente un ruolo di mediazione e si incarica di mettere a punto questi testi di compromesso.

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#4 Seconda lettura del Parlamento europeo 

Testo completo 
Il Parlamento europeo dispone di 3 mesi (eventualmente prorogabili a 4) per esaminare la posizione del Consiglio. La posizione del Consiglio è dapprima deferita alla commissione competente per il merito, la quale elabora una raccomandazione per la seconda lettura del Parlamento. La plenaria vota la raccomandazione che può includere degli emendamenti, per quanto limitati. La seconda lettura può concludersi in 4 modi diversi: (1) il Parlamento approva la posizione del Consiglio e l'atto è adottato; (2) il Parlamento non si pronuncia entro i termini previsti, nel qual caso l'atto è approvato come modificato dal Consiglio in prima lettura; (3) Il Parlamento respinge la posizione del Consiglio in prima lettura, nel qual caso l'atto non è adottato e la procedura è conclusa; (4) il Parlamento propone emendamenti alla posizione del Consiglio in prima lettura e trasmette la sua posizione al Consiglio per una seconda lettu.
  1. Se il Consiglio non concorda con la posizione in prima lettura del Parlamento, adotta una posizione in prima lettura del Consiglio che è trasmessa al Parlamento. Il Parlamento riceve altresì una comunicazione della Commissione che illustra la sua posizione sulla posizione del Consiglio, precisando le ragioni per cui l'approva o la respinge.
  2. La documentazione ricevuta dal Parlamento comprende:
    • la posizione in prima lettura del Consiglio
    • tutte le dichiarazioni iscritte nel processo verbale del Consiglio quando la posizione è stata adottata
    • le ragioni per cui il Consiglio ha adottato la sua posizione
    • posizione della Commissione
  3. Dopo aver ricevuto e verificato la documentazione, il Presidente fa un annuncio in Aula, confermando di aver ricevuto la posizione in prima lettura del Consiglio e la comunicazione afferente della Commissione. Il dossier viene automaticamente trasmesso alla Commissione competente, che è la stessa che in prima lettura. I documenti sono disponibili in tutte le lingue ufficiali.
  4. A differenza della prima lettura, la seconda lettura è soggetta a limiti di tempo rigorosi. Il Parlamento deve pronunciarsi entro 3 mesi (il PE o il Consiglio possono chiedere una proroga fino a 4 mesi). Mentre il Parlamento considera come data di inizio l'annuncio in Aula della posizione del Consiglio in prima lettura, il Consiglio ritiene che il calendario abbia inizio alla data di ricezione della posizione del Consiglio in prima lettura, in linea di massima il lunedì di tornata.
  5. La seconda lettura in commissione è ampiamente simile alla procedura di prima lettura, ma il testo da modificare è la posizione in prima lettura del Consiglio anziché la proposta della Commissione. Soltanto la commissione competente elabora una relazione; non vi sono pareri di altre commissioni.
  6. Il Consiglio può essere invitato a presentare la sua posizione alla prima riunione della commissione competente.
  7. Il relatore (generalmente lo stesso deputato che ha redatto la relazione in prima lettura) elabora un progetto di raccomandazione, ossia una relazione di seconda lettura.
  8. Il progetto di raccomandazione comprende gli emendamenti proposti dal relatore. Soltanto i membri a pieno titolo o permanenti della commissione competente possono presentare emendamenti supplementari.
  9. Sono previste restrizioni per quanto riguarda gli emendamenti in seconda lettura in commissione e in seduta plenaria. Gli emendamenti sono ammissibili soltanto se cercano:
    1. di ristabilire interamente o parzialmente la posizione di prima lettura del Parlamento
    2. di raggiungere un compromesso tra il Parlamento e il Consiglio
    3. di modificare una parte del testo del Consiglio che non era stata inclusa, o di diverso contenuto, nella proposta iniziale della Commissione
    4. di tener presente un fatto o una situazione giuridica nuova verificatasi dopo la prima lettura.
  10. Il presidente della commissione competente statuisce sull'ammissibilità degli emendamenti.
  11. Se le elezioni del PE hanno avuto luogo dopo la prima lettura, il Presidente può decidere che le restrizioni non si applicano.
  12. Prima di procedere alla votazione, la commissione può chiedere al presidente e al relatore di discutere gli emendamenti in commissione alla presenza di un rappresentante del Consiglio e del Commissario competente. Al termine della discussione, il relatore può presentare emendamenti di compromesso.
  13. La commissione si pronuncia sugli emendamenti e la raccomandazione per la seconda lettura a maggioranza semplice.
  14. Dopo la votazione in commissione, la raccomandazione è trasmessa all'Aula.
  15. La raccomandazione propone l'approvazione, la modifica o la reiezione della posizione del Consiglio in prima lettura e include una breve motivazione della decisione proposta.
  16. La posizione del Consiglio e la raccomandazione di seconda lettura della Commissione sono automaticamente iscritte all'ordine del giorno della tornata il mercoledì che precede la scadenza della seconda lettura del Parlamento, ma il fascicolo può essere esaminato in una tornata precedente.
  17. Gli emendamenti possono essere presentati soltanto dalla commissione competente per il merito da un gruppo politico o da almeno 40 deputati.
  18. Le stesse restrizioni si applicano ad emendamenti in plenaria come in sede di esame in commissione. Il Presidente del Parlamento si pronuncia sull'ammissibilità degli emendamenti presentati in plenaria. La decisione del Presidente è inoppugnabile.
  19. Prima di porre in votazione eventuali emendamenti in plenaria, il Presidente può chiedere alla Commissione di indicare se essa è o meno disposta ad accettarli.
  20. In tal caso, il Commissario competente espone la posizione della Commissione sugli emendamenti durante la discussione in plenaria che precede la votazione. Come per la prima lettura, la posizione della Commissione è elaborata dal gruppo per le relazioni interistituzionali e ratificata successivamente dai Commissari.
  21. Anche il Consiglio può essere invitato a formulare osservazioni.
  22. La seconda lettura può avere i seguenti risultati:
    1. reiezione della posizione del Consiglio in prima lettura
    2. il Parlamento non si pronuncia entro i termini stabiliti
    3. approvazione della posizione del Consiglio in prima lettura senza emendamenti (accordo rapido in seconda lettura)
    4. il Parlamento propone emendamenti alla posizione del Consiglio in prima lettura
  23. La commissione competente, un gruppo politico o almeno 40 membri possono proporre la reiezione della posizione del Consiglio. La proposta deve essere adottata dalla maggioranza dei membri che compongono il Parlamento europeo vale a dire la maggioranza assoluta. Qualsiasi proposta è votata prima di procedere alla votazione sugli emendamenti.
  24. La reiezione della posizione del Consiglio in prima lettura conclude la procedura legislativa: questa può essere riavviata soltanto sulla base di una nuova proposta della Commissione.Ad oggi (gennaio 2015), ciò si è verificato soltanto una volta – nel luglio 2005, nel contesto dell'esame della direttiva relativa ai brevetti software (direttiva relativa alla brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo degli elaboratori elettronici). La posizione del Consiglio è stata respinta dalla stragrande maggioranza dei deputati (648 su 14 e 18 astensioni), dando così fine alla proposta. Questo caso ha sollevato la questione di sapere se la Commissione può ritirare una proposta che abbia superato la fase della prima lettura. Mentre la Commissione sostiene che ha diritto di ritirare una proposta in qualsiasi momento, il Consiglio e il Parlamento fanno valere che una volta che il Consiglio abbia adottato la sua posizione in prima lettura, è questo testo e non la proposta della Commissione a costituire la base per il resto della procedura; pertanto, la Commissione non può ritirare il testo, del quale non è più "proprietaria".
  25. Se il Parlamento non si pronuncia entro i termini stabiliti, l'atto è considerato adottato conformemente alla posizione in prima lettura del Consiglio.
  26. Se il Parlamento approva la posizione in prima lettura del Consiglio senza modificarla, la maggioranza semplice dei membri è richiesta.
  27. Una volta adottato, l'atto legislativo è soggetto alla firma dei Presidenti e dei Segretari generali del Parlamento europeo e del Consiglio ed è pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
  28. Infine, il Parlamento può proporre emendamenti alla posizione in prima lettura del Consiglio. Essi devono soddisfare i criteri di seconda lettura e ogni emendamento deve essere approvato alla maggioranza assoluta dei membri che compongono il Parlamento.
  29. Il risultato della votazione è comunicato al Consiglio e alla Commissione.
  30. Il trattato prevede espressamente che la Commissione formuli un parere scritto sugli emendamenti del Parlamento e che ciò determini il tipo di votazione necessaria in seno al Consiglio: se, per esempio, il Consiglio intende adottare un emendamento del Parlamento sul quale la Commissione ha espresso un parere negativo, deve farlo all'unanimità.
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#5 Seconda lettura del Consiglio 

Testo completo 
il Consiglio dispone di 3 mesi (eventualmente prorogabili a 4) per esaminare la posizione del Parlamento in seconda lettura. È altresì informato in merito alla posizione della Commissione europea sugli emendamenti del Parlamento in seconda lettura. Il Consiglio (1) approva tutti gli emendamenti del Parlamento, nel qual caso l'atto legislativo è adottato, oppure (2) non approva tutti gli emendamenti, nel qual caso il Presidente del Consiglio, di comune accordo con il Presidente del Parlamento, convoca una riunione del Comitato di conciliazione.
  1. Alla ricezione ufficiale degli emendamenti di seconda lettura del Parlamento europeo, in tutte le lingue ufficiali, il conto alla rovescia della seconda lettura del Consiglio ha inizio.
  2. Il Consiglio dispone ora di 3 mesi (o in taluni casi di 4) per pronunciarsi.
  3. Il Consiglio può accettare o respingere gli emendamenti del Parlamento. Prima di pronunciarsi, riceve il parere della Commissione su tali emendamenti.
  4. La procedura è simile alla preparazione della posizione del Consiglio in prima lettura: il gruppo di lavoro competente elabora una posizione che è presentata al Coreper ed adottata dal Consiglio.
  5. Al fine di concludere con successo i negoziati, il Parlamento e il Consiglio avviano i negoziati di seconda lettura quando la proposta è in seno al Parlamento, particolarmente nei casi in cui un accordo di seconda lettura sembri possibile.
  6. Tali contatti informali possono prendere la forma di riunioni bilaterali tra i rappresentanti del Parlamento e della presidenza del Consiglio o, più generalmente, di riunioni tripartite informali estese alla Commissione. A causa del carattere ad hoc di tali contatti, non è prevista su carta alcuna forma "standard" di rappresentanza ma, come regola generale, essi coinvolgono il relatore del Parlamento (eventualmente accompagnato da relatori ombra di altri gruppi politici) e il presidente del gruppo di lavoro competente del Consiglio assistito dalla Segreteria del Consiglio. La Commissione è solitamente rappresentata dai funzionari incaricati del dossier, assistita dal Segretariato generale della Commissione e dal Servizio giuridico.
  7. Lo scopo di questi contatti è quello di raggiungere un accordo su un pacchetto di emendamenti accettabili per il Consiglio e per il Parlamento. Il parere della Commissione è altresì importante perché determina il tipo di votazione necessaria al Consiglio sugli emendamenti del Parlamento.
  8. Se i negoziati sono coronati dal successo, il presidente del Coreper invia una lettera al presidente della commissione competente, informandolo che il Consiglio si impegna ad approvare gli emendamenti del Parlamento se sono conformi al compromesso raggiunto di comune accordo dal Consiglio e dal Parlamento.
  9. Gli emendamenti di compromesso sono allora presentati in sede di commissione o, più frequentemente, dinanzi all'Aula. Essi sono generalmente cofirmati a nome dei loro gruppi dal relatore e dai relatori ombra che sono parti dell'accordo, onde fornire la massima garanzia che la maggioranza richiesta sarà raggiunta. I gruppi politici interessati del Parlamento coordinano i loro voti per favorire l'approvazione degli emendamenti negoziati con il Consiglio.
  10. Il numero di voti necessari in seconda lettura del Consiglio dipende dal parere della Commissione sugli emendamenti del Parlamento. Gli emendamenti sui quali la Commissione emette un parere positivo possono essere approvati a maggioranza qualificata in seno al Consiglio. Gli emendamenti su cui la Commissione emette un parere negativo richiedono l'approvazione all'unanimità da parte del Consiglio.
  11. Se tutti gli emendamenti di seconda lettura del Parlamento sono approvati dal Consiglio, l'atto legislativo è considerato adottato. Il testo legislativo è firmato dai Presidenti e dal Segretari generali del Parlamento europeo e del Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
  12. Se il Consiglio non approva tutti gli emendamenti del parlamento, il presidente del Consiglio, di comune accordo con il Presidente del Parlamento europeo, convoca una riunione del Comitato di conciliazione entro 6 settimane (con un'eventuale proroga di 2 settimane) a partire dalla reiezione del Consiglio.
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#6 Conciliazione 

Testo completo 
Entro un termine di 6 settimane (eventualmente prorogabili a 8) dal rifiuto del Consiglio di adottare la posizione in seconda lettura del Parlamento, i Presidenti del Consiglio e del Parlamento convocano una riunione del Comitato di conciliazione, che è composto da un egual numero di deputati al Parlamento europeo e di rappresentanti del Consiglio. Il Comitato di conciliazione dispone di 6 settimane (eventualmente prorogabili a 8) per statuire su un testo comune basato sulle posizioni in seconda lettura del Parlamento e del Consiglio. Se il Comitato di conciliazione (1) non approva il testo comune, la proposta di atto legislativo decade e la procedura si conclude. Se il Comitato di conciliazione (2) approva il testo comune, quest'ultimo è trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio per una terza lettura.
  1. Se il Consiglio non approva tutti gli emendamenti del Parlamento in seconda lettura, un Comitato di conciliazione è convocato.
  2. Nel quadro del Comitato di conciliazione, i due colegislatori Parlamento europeo e Consiglio negoziano direttamente con l'obiettivo di raggiungere un accordo sotto forma di testo comune.
  3. Il Comitato di conciliazione deve essere convocato entro 6 settimane (o 8, se una proroga è stata concordata) dalla conclusione della seconda lettura del Consiglio e dalla notifica ufficiale al Parlamento che il Consiglio non accetta gli emendamenti in seconda lettura del Parlamento.
  4. Ogni proposta legislativa che preveda la conciliazione è trattata separatamente in un apposito Comitato di conciliazione.
  5. Il Comitato di conciliazione è convocato dal Presidente del Consiglio con l'accordo del Presidente del Parlamento. È considerato convocato quando la sua prima riunione ha luogo.
  6. Dal giorno della prima riunione, dispone di 6 settimane (con un 'estensione massima possibile di 2 settimane su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio o di comune accordo tra le due istituzioni) per negoziare e approvare un testo comune.
  7. Prima che la Commissione avvii ufficialmente i suoi lavori, hanno luogo triloghi preparatori e riunioni tecniche non appena appare chiaramente che il Consiglio non potrà accettare gli emendamenti di seconda lettura del Parlamento. Le riunioni del Comitato di conciliazione possono essere anche interrotte da negoziati di trilogo.
  8. I triloghi e le riunioni tecniche raggruppano piccole equipe di negoziatori del Parlamento, del Consiglio e della Commissione ciascuna delle quali riferisce alla propria delegazione in seno al Comitato di conciliazione.
  9. Nei triloghi, il Parlamento è rappresentato dal presidente della delegazione al Comitato di conciliazione, dal presidente della commissione competente e dal relatore, assistita dai membri della segreteria di conciliazione del Parlamento e, se del caso, da un membro del Servizio giuridico.
  10. Il Consiglio è rappresentato dal rappresentante permanente o dal vice-rappresentante (presidente del Coreper I o II rispettivamente) dello Stato membro che esercita la presidenza, assistito dai membri della Segreteria del Consiglio, compreso il suo Servizio giuridico.
  11. La Commissione è rappresentata dal Direttore generale del dipartimento incaricato del fascicolo, assistito da esperti, dal suo Servizio giuridico e dall'amministrazione.
  12. Ai triloghi tecnici informali partecipano generalmente esperti e funzionari delle tre istituzioni.
  13. I negoziati in sede di trilogo sono condotti sulla base di un "documento di lavoro su quattro colonne" che presenta le posizioni del Parlamento e del Consiglio.
    1. posizione del Consiglio in prima lettura
    2. emendamenti del Parlamento in seconda lettura
    3. posizione del Consiglio sugli emendamenti del Parlamento (accettazione, reiezione, o testo di compromesso possibile)
    4. posizione della delegazione del Parlamento sulla proposta del Consiglio.
  14. Nel corso dei negoziati, le due delegazioni tentano di raggiungere un compromesso sugli emendamenti riguardo ai quali sussistono divergenze. A tal fine, può rivelarsi necessario un lavoro di redazione più preciso da parte di piccoli gruppi di lavoro, a livello politico o tecnico.
  15. I risultati di ogni trilogo sono presentati dai rispettivi negoziatori per essere approvati dalle delegazioni del Parlamento e del Consiglio: se necessario, vengono organizzati ulteriori triloghi o riunioni informali.
  16. Il Comitato di conciliazione propriamente detto è costituito da due delegazioni di pari dimensioni: una del Parlamento europeo e una del Consiglio.
    1. La delegazione del Consiglio è composta da un rappresentante di ciascuno degli Stati membri (ministri, o più generalmente, rappresentanti degli Stati membri al Coreper). La delegazione del Consiglio è presieduta dal ministro che assicura la presidenza del Consiglio incaricato del fascicolo. Tale delegazione delibera a maggioranza qualificata (ad eccezione dei fascicoli per i quali il trattato richiede l'unanimità).
    2. La delegazione del Parlamento è composta da un numero uguale di deputati al PE - 28 - più 28 supplenti (che possono votare soltanto se un membro del loro gruppo politico è assente). Tre vicepresidenti del PE sono membri permanenti del Comitato di conciliazione, e, a turno, copresidenti dello stesso. Gli altri 25 deputati della delegazione sono nominati dai gruppi politici, proporzionalmente alle dimensioni di ogni gruppo in seno al Parlamento. La maggior parte proviene generalmente dalla commissione competente per il fascicolo. Nella maggior parte dei casi, la delegazione tenta di lavorare sulla base di un consenso. In caso di votazione, le decisioni della delegazione sono prese alla maggioranza dei membri che la compongono (ossia attualmente 15 voti). Si possono trovare in appresso maggiori informazioni sulla delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione.
    3. La Commissione, rappresentata in linea di principio dal Commissario responsabile del dossier, partecipa a sua volta ai lavori del Comitato di conciliazione, al fine di conciliare le posizioni del Parlamento e del Consiglio.
  17. Come per i triloghi, il principale strumento di lavoro è il documento comune di lavoro su quattro colonne (Cfr. punto 13) tradotto in tutte le lingue ufficiali. La commissione dispone anche della proposta della Commissione e del suo parere sugli emendamenti del Parlamento in seconda lettura.
  18. Il Comitato di conciliazione è presieduto congiuntamente da un vicepresidente del Parlamento europeo e da un ministro dello Stato membro che esercita la presidenza. Si riunisce alternativamente nei locali del Parlamento europeo e del Consiglio, generalmente a Bruxelles.
  19. La maggior parte delle riunioni del Comitato di conciliazione inizia con un trilogo durante il quale i due colegislatori precisano le loro posizioni, sulla base dei mandati delle rispettive istituzioni. La Commissione funge da "agevolatore".
  20. L'istituzione che ospita la prima riunione del Comitato di conciliazione è incaricata di redigere il progetto comune e la lettera di accompagnamento e, dopo l'adozione definitiva dell'atto legislativo da parte del Parlamento e del Consiglio, di far firmare l'atto dai Presidenti delle due istituzioni e di farlo pubblicare nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
  21. Se le delegazioni del Parlamento e del Consiglio non riescono a raggiungere un accordo in sede di Comitato di conciliazione, l'intera proposta decade. Una nuova procedura può essere basata soltanto su una nuova proposta della Commissione. Ad oggi (gennaio 2015), vi sono stati soltanto quattro casi in cui il Comitato di conciliazione non è riuscito a raggiungere un accordo su un testo comune (“Servizio di telefonia vocale” (1994), “Commissione sicurezza”(1998, ”Direttiva sull'orario di lavoro"(2009) e il "Regolamento sui nuovi prodotti alimentari"(2011)).
    http://www.europarl.europa.eu/oeil/popups/ficheprocedure.do?reference=2004/0209(COD)&l=en
    http://www.europarl.europa.eu/oeil/popups/ficheprocedure.do?lang=en&reference=2008/0002(COD)
  22. Se il Parlamento e il Consiglio raggiungono un compromesso, il Comitato di conciliazione deve approvare un "progetto comune". La delegazione del Consiglio lo approva a maggioranza qualificata (o all'unanimità nei casi previsti dal trattato), mentre la delegazione del Parlamento si pronuncia alla maggioranza semplice dei membri che la compongono.
  23. Non appena sia raggiunto un accordo su un progetto comune in seno al Comitato di conciliazione (o successivamente in uno scambio di lettere tra i copresidenti del comitato), il Segretariato generale dell'istituzione in cui si è tenuta la prima riunione, redige il progetto di testo legislativo, in linea di principio nella lingua utilizzata nel corso dei negoziati. Una versione provvisoria è pubblicata sul sito web del Parlamento quanto prima dopo la fine dei negoziati: http://www.europarl.europa.eu/code/default_en.htm.
  24. Dopo una revisione giuridico-linguistica, il documento viene messo a disposizione in tutte le lingue ufficiali dell'UE.
  25. I copresidenti del Comitato di conciliazione inviano il progetto comune, insieme ad una lettera di accompagnamento, al Presidente del Parlamento e al presidente in carica del Consiglio. Eventuali dichiarazioni delle istituzioni sono allegate alla lettera. La lettera è anche inviata, per conoscenza, al rappresentante della Commissione che ha preso parte al Comitato di conciliazione.
  26. L’accordo raggiunto in seno al Comitato di conciliazione deve essere confermato dall'intero Parlamento e dal Consiglio. Le due istituzioni votano separatamente sul progetto comune nella versione approvata, senza alcuna possibilità di ulteriori modifiche.
Delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione
  1. Nella procedura di conciliazione il Parlamento è rappresentato da una delegazione composta da un numero di deputati equivalente a quello dei membri del Consiglio. La delegazione è nominata separatamente per ogni procedura di conciliazione. Essa è incaricata di rappresentare l'intero Parlamento nei negoziati con il Consiglio.
  2. All'inizio di ogni legislatura, o se si verificano mutamenti importanti nella composizione politica complessiva del Parlamento nel corso della legislatura, la Conferenza dei presidenti determina la composizione politica delle delegazioni al Comitato di conciliazione in funzione dell'importanza numerica relativa dei gruppi politici.
  3. Sulla base della composizione politica del Parlamento in seguito alle elezioni del maggio 2014, le delegazioni del Parlamento europeo al comitato di conciliazione sono composte come illustrato di seguito:
    • PPE: 9 membri
    • S&D: 8 membri
    • ECR: 2 membri
    • ALDE: 2 membri
    • GUE/NGL: 2 membri
    • Verdi/ALE: 2 membri
    • EFDD: 2 membri
  4. I tre vicepresidenti incaricati specificamente della conciliazione fanno parte di ogni delegazione nonché della quota di membri di ciascun gruppo politico. Ogni delegazione è presieduta da uno dei tre vicepresidenti: essi stabiliscono fra loro chi sarà responsabile di ciascuna procedura di conciliazione e, di conseguenza, chi debba presiedere ciascuna delegazione. Il relatore (i relatori) e il presidente della commissione competente sono anche membri di diritto della delegazione, inclusi nella quota del loro gruppo politico.
  5. Gli altri membri della delegazione sono designati da ciascuno dei gruppi politici per una specifica procedura di conciliazione. La maggior parte di loro appartiene alla commissione competente per il merito o alle commissioni competenti per parere. In caso di applicazione della procedura con le commissioni associate, la delegazione del Parlamento deve includere i relatori di tutte le commissioni associate. I gruppi politici devono anche designare un numero uguale di membri supplenti, che possono partecipare attivamente ai lavori della delegazione, ma possono votare soltanto se sostituiscono un membro a pieno titolo.

Organizzazione della delegazione

  1. La delegazione del Parlamento tiene una riunione costitutiva per definire il mandato dell'equipe negoziale di norma, il vicepresidente che presiede la delegazione, il presidente della commissione competente e il relatore (i relatori) in modo che le riunioni di trilogo possano avere inizio.
  2. La Commissione è presente a questa e a tutte le successive riunioni della delegazione del Parlamento. I suoi rappresentanti sono tenuti a presentare e illustrare il parere della Commissione sugli emendamenti di seconda lettura del Parlamento nonché, eventualmente, a fornire informazioni sugli sviluppi in corso in seno al Consiglio di cui siano a conoscenza.
  3. I membri della delegazione seguono lo stato di avanzamento della procedura di conciliazione in permanenza alle riunioni successive.
  4. Le riunioni della delegazione hanno principalmente lo scopo di aggiornare il mandato conferito al gruppo negoziale e di discutere gli eventuali testi di compromesso. Viene dato un accordo su determinati emendamenti o proposte di compromesso, con riserva di un accordo generale. In caso di questioni in sospeso, la delegazione istruisce il gruppo negoziale su come portare avanti i negoziati con il Consiglio. La delegazione del Parlamento esamina anche questioni di tipo procedurale, ad esempio se si debba organizzare un altro trilogo o se si possa convocare il comitato di conciliazione e, in tal caso, quando.
  5. Al termine della procedura, la delegazione approva o respinge formalmente l'accordo raggiunto in sede di conciliazione. La delegazione cerca di agire su base consensuale. Tuttavia, se una votazione è necessaria, l'approvazione richiede l'appoggio di una maggioranza assoluta dei membri (almeno 15 su 28).
  6. La delegazione è assistita da un servizio speciale dell'amministrazione del Parlamento, dal segretariato della conciliazione e della codecisione e da servizi specializzati: ad esempio, il Servizio giuridico, i giuristi linguisti e il servizio stampa.
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#7Terza lettura del Parlamento europeo e del Consiglio 

Testo completo 
Il progetto comune è inviato contemporaneamente al Parlamento e al Consiglio per approvazione. Non esiste un ordine specifico in cui i colegislatori devono decidere. Essi dispongono di 6 settimane (o di 8, in caso di comune accordo) per decidere e non possono modificare il testo. In Parlamento la votazione sul progetto comune è preceduta da un dibattito in seduta plenaria. Se il Parlamento e il Consiglio approvano il progetto comune, la proposta legislativa è adottata. Se una delle due istituzioni o ambedue lo respingono o non si pronunciano entro il termine previsto, l'atto legislativo decade e la procedura è conclusa. Può ricominciare solamente con una nuova proposta presentata dalla Commissione.
  1. Se il Comitato di conciliazione approva il progetto comune, esso deve essere approvato dall'intero Parlamento e dal Consiglio in terza lettura. Le due istituzioni votano separatamente sul progetto comune. Non vi è alcuna possibilità di modificarlo ulteriormente.
  2. In seguito all'esito positivo della procedura di conciliazione, una versione provvisoria di progetto comune è elaborata sulla base del documento di lavoro comune e delle eventuali modifiche apportate in sede di conciliazione. Essa è prima redatta in una lingua e successivamente tradotta nelle altre lingue ufficiali. La versione originale del progetto di testo comune è inviata ai membri della delegazione.
  3. Il progetto comune finalizzato, che è stato sottoposto ad una verifica giuridico - linguistica al Parlamento e al Consiglio, è ufficialmente trasmesso dai copresidenti del Comitato di conciliazione al Presidente del Parlamento e al presidente in carica del Consiglio. Eventuali dichiarazioni delle istituzioni sono allegate alla loro lettera.
  4. La terza lettura è condotta per un periodo di 6 settimane a partire dalla data di questa lettera. Il termine può essere prorogato per un massimo di 2 settimane su iniziativa del Parlamento o del Consiglio e di comune accordo tra le due istituzioni.

Parlamento

  1. Durante il periodo di 6 settimane (eventualmente esteso a 8), i membri della delegazione del Parlamento europeo ricevono il progetto comune definitivo nelle rispettive lingue nonché una relazione che illustra le varie fasi e i risultati della procedura di conciliazione, in particolare il risultato della votazione della delegazione sulla conclusione della procedura di conciliazione. Il progetto comune definitivo, la relazione elaborata dal relatore e dal presidente della delegazione, la lettera di accompagnamento e, se del caso, le dichiarazioni istituzionali sono trasmesse al servizio della seduta del Parlamento. A questo stadio, le varie versioni linguistiche dell'accordo sono pubblicate sul sito web del Parlamento.
  2. La votazione sul progetto comune è preceduta da una discussione in Aula sull'esito dei negoziati e sull'accordo raggiunto (o non raggiunto) con il Consiglio. Il dibattito inizia di norma con dichiarazioni del vicepresidente che presiede la delegazione e del relatore. L'Aula procede quindi alla votazione sul progetto comune. L'approvazione è alla maggioranza semplice dei voti; in caso contrario, il progetto comune è respinto.
  3. Da oggi (inizio 2015), il Parlamento ha respinto progetti comuni in tre occasioni:

Consiglio

  1. Il progetto comune deve essere approvato anche dal Consiglio, che generalmente preferisce votare dopo la terza lettura del Parlamento. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
  2. Nella pratica, l'approvazione da parte del Consiglio del progetto comune non rappresenta un problema, dato che la delegazione del Consiglio in seno al Comitato di conciliazione è composta da un rappresentante per ogni Stato membro. Ad oggi, il Consiglio non ha mai respinto un accordo raggiunto in sede di conciliazione.
  3. Qualora una delle due istituzioni non approvi il progetto comune, l'intera procedura legislativa decade e può essere nuovamente avviata solo sulla base di una nuova proposta della Commissione.
  4. Se il progetto è adottato tanto dal Parlamento quanto dal Consiglio, è sottoposto alla firma dei Presidenti e dei Segretari generali del Parlamento europeo e del Consiglio e successivamente è pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
 
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Trattato 

Trattato SUL Funzionamento Dell'Unione Europea (Versione consolidata) : Articolo 294 (ex articolo 251 del TCE)

  1. Quando nei trattati si fa riferimento alla procedura legislativa ordinaria per l'adozione di un atto, si applica la procedura che segue
  2. La Commissione presenta una proposta al Parlamento europeo e al Consiglio.

Prima lettura

  1. Il Parlamento europeo adotta la sua posizione in prima lettura e la trasmette al Consiglio.
  2. Se il Consiglio approva la posizione del Parlamento europeo, l'atto in questione è adottato nella formulazione che corrisponde alla posizione del Parlamento europeo.
  3. Se il Consiglio non approva la posizione del Parlamento europeo, esso adotta la sua posizione in prima lettura e la trasmette al Parlamento europeo.
  4. Il Consiglio informa esaurientemente il Parlamento europeo dei motivi che l'hanno indotto ad adottare la sua posizione in prima lettura. La Commissione informa esaurientemente il Parlamento europeo della sua posizione.

Seconda lettura

  1. Se, entro un termine di tre mesi da tale comunicazione, il Parlamento europeo:
    1. approva la posizione del Consiglio in prima lettura o non si è pronunciato, l'atto in questione si considera adottato nella formulazione che corrisponde alla posizione del Consiglio;
    2. respinge la posizione del Consiglio in prima lettura a maggioranza dei membri che lo compongono, l'atto proposto si considera non adottato;
    3. propone emendamenti alla posizione del Consiglio in prima lettura a maggioranza dei membri che lo compongono, il testo così emendato è comunicato al Consiglio e alla Commissione che formula un parere su tali emendamenti.
  2. Se, entro un termine di tre mesi dal ricevimento degli emendamenti del Parlamento europeo, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata:
    1. approva tutti gli emendamenti, l'atto in questione si considera adottato;
    2. non approva tutti gli emendamenti, il presidente del Consiglio, d'intesa con il presidente del Parlamento europeo, convoca entro sei settimane il comitato di conciliazione.
  3. Il Consiglio delibera all'unanimità sugli emendamenti rispetto ai quali la Commissione ha dato parere negativo.

Conciliazione

  1. Il comitato di conciliazione, che riunisce i membri del Consiglio o i loro rappresentanti ed altrettanti membri rappresentanti il Parlamento europeo, ha il compito di giungere ad un accordo su un progetto comune a maggioranza qualificata dei membri del Consiglio o dei loro rappresentanti e a maggioranza dei membri rappresentanti il Parlamento europeo entro un termine di sei settimane dalla convocazione, basandosi sulle posizioni del Parlamento europeo e del Consiglio in seconda lettura.
  2. La Commissione partecipa ai lavori del comitato di conciliazione e prende ogni iniziativa necessaria per favorire un ravvicinamento fra la posizione del Parlamento europeo e quella del Consiglio.
  3. Se, entro un termine di sei settimane dalla convocazione, il comitato di conciliazione non approva un progetto comune, l'atto in questione si considera non adottato.

Terza lettura

  1. Se, entro tale termine, il comitato di conciliazione approva un progetto comune, il Parlamento europeo e il Consiglio dispongono ciascuno di un termine di sei settimane a decorrere dall'approvazione per adottare l'atto in questione in base al progetto comune; il Parlamento europeo delibera a maggioranza dei voti espressi e il Consiglio a maggioranza qualificata. In mancanza di una decisione, l'atto in questione si considera non adottato.
  2. I termini di tre mesi e di sei settimane di cui al presente articolo sono prorogati rispettivamente di un mese e di due settimane, al massimo, su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Disposizioni particolari

  1. Quando, nei casi previsti dai trattati, un atto legislativo è soggetto alla procedura legislativa ordinaria su iniziativa di un gruppo di Stati membri, su raccomandazione della Banca centrale europea o su richiesta della Corte di giustizia, il paragrafo 2, il paragrafo 6, seconda frase e il paragrafo 9 non si applicano.

In tali casi, il Parlamento europeo e il Consiglio trasmettono alla Commissione il progetto di atto insieme alle loro posizioni in prima e seconda lettura. Il Parlamento europeo o il Consiglio possono chiedere il parere della Commissione durante tutta la procedura, parere che la Commissione può altresì formulare di sua iniziativa. Se lo reputa necessario, essa può anche partecipare al comitato di conciliazione conformemente al paragrafo 11.


EN C 326/174 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 26.10.2012

 
L'articolo in formato PDF  Ambiti di applicazione della procedura legislativa ordinaria (PDF) Guida alla procedura legislativa ordinaria, Consiglio, 2010  

Glossario 

Audizione 

Una commissione parlamentare può organizzare un'audizione di esperti, qualora lo ritenga utile per il proprio lavoro. Le audizioni generalmente sono pubbliche.

Banca centrale europea 

La Banca centrale europea (BCE) gestisce la moneta unica dell'UE l'euro e cerca di garantire la stabilità dei prezzi nell'UE. È responsabile della definizione e dell'attuazione della politica economica e monetaria dell'UE. È una delle sette istituzioni dell'UE.

Banca europea per gli investimenti 

La Banca europea per gli investimenti (BEI) sostiene progetti negli Stati membri dell'UE e investe nei paesi futuri membri dell'UE e nei paesi associati. Essa prende fondi in prestito sui mercati dei capitali anziché attingerli al bilancio dell'UE e li presta, a condizioni favorevoli, per la realizzazione di progetti conformi agli obiettivi delle politiche dell'UE. È di proprietà dei 28 Stati membri dell'UE.

Cartellino arancione 

Quando la Commissione presenta una nuova proposta legislativa, questa è trasmessa ai parlamenti nazionali. Se la maggioranza di tali organi giudica che il progetto di atto legislativo non sia conforme al principio di sussidiarietà, la Commissione deve riesaminare la proposta. Se essa mantiene la proposta, deve giustificare la propria posizione mediante un parere motivato. Se il Consiglio e il Parlamento votano contro la proposta in prima lettura, essa viene abbandonata.

Cartellino giallo 

Quando la Commissione presenta una nuova proposta legislativa, questa è trasmessa ai parlamenti nazionali. Se un terzo di tali organi giudica che il progetto di legge non sia conforme al principio di sussidiarietà, la Commissione deve riesaminare la proposta e decidere se mantenerla, modificarla o ritirarla nonché giustificare la propria decisione.

Codecisione 

Termine utilizzato in precedenza per quella che oggi è la procedura legislativa ordinaria. Ancora ampiamente usato a livello non ufficiale.

Collegio dei Commissari 

Il collegio è composto da ventisette Commissari europei.

Comitato delle regioni 

Il Comitato delle regioni è un organo consultivo dell'Unione europea, formato da 353 membri che rappresentano le autorità locali e regionali. Esso deve essere consultato nel corso del processo decisionale dell'UE in materia di coesione economica e sociale, reti transeuropee di infrastrutture, sanità, istruzione e cultura, politica dell'occupazione, politica sociale, ambiente, formazione professionale e trasporti.

Comitato di conciliazione 

Il comitato di conciliazione si riunisce durante la fase di conciliazione della procedura legislativa ordinaria. È composto da un numero paritario di rappresentanti degli Stati membri e di deputati al Parlamento europeo (attualmente 28/28). Il comitato è incaricato di elaborare un progetto comune, che è sottoposto al Consiglio e al Parlamento per l'approvazione in terza lettura.

Comitato economico e sociale europeo 

Il Comitato economico e sociale europeo è un organo consultivo dell'UE formato da 353 membri che rappresentano la società civile, i datori di lavoro e i lavoratori. Esso deve essere consultato nel corso del processo decisionale dell'UE in materia di politica economica e sociale.

Commissario 

La Commissione europea è composta da Commissari, a ciascuno dei quali il Presidente della Commissione assegna la responsabilità di uno specifico ambito d'intervento. Attualmente vi sono ventisette Commissari: uno per ciascuno Stato membro.

Commissione associata 

Se una questione che deve essere discussa dal Parlamento rientra a titolo pressoché paritario nell'ambito di competenza di due o più commissioni, o parti della questione rientrano nell'ambito di competenza di due o più commissioni, una commissione è nominata competente per il merito e l'altra o le altre commissioni sono nominate commissioni associate. La commissione competente per il merito e quella o quelle associate lavorano secondo un calendario concordato congiuntamente, e i relatori si tengono reciprocamente informati e cercano di concordare i testi da proporre alle rispettive commissioni nonché le loro posizioni per quanto riguarda gli emendamenti. Essi si dividono i settori di competenza.

Commissione del Parlamento europeo 

Le venti commissioni permanenti del Parlamento europeo elaborano, modificano e adottano le proposte legislative, che vengono poi votate dal PE nella sua integralità durante le sessioni plenarie. La composizione politica delle commissioni riflette quella del Parlamento. Il PE può istituire sottocommissioni, commissioni temporanee speciali e commissioni formali di inchiesta.

Commissione europea 

La Commissione Europea (CE) è l'organo esecutivo dell'UE e rappresenta gli interessi dell'UE nel suo complesso. Essa propone la nuova legislazione dell'UE e ne assicura la corretta applicazione. È una delle sette istituzioni dell'UE.

Conciliazione 

La conciliazione è la terza e ultima fase della procedura legislativa ordinaria. Ha luogo quando il Parlamento e il Consiglio non riescono a raggiungere un accordo su una proposta legislativa durante le prime due letture. Le delegazioni del Consiglio e del Parlamento cercano di trovare un compromesso accettabile per entrambi.

Conferenza dei presidenti 

La Conferenza dei presidenti è competente per l'organizzazione dei lavori del Parlamento e per la programmazione legislativa, decide in merito all'attribuzione delle competenze e alla composizione delle commissioni e delle delegazioni ed è responsabile per le relazioni con le altre istituzioni dell'UE, con i parlamenti nazionali e con i paesi non appartenenti all'UE. Essa è composta dal Presidente del PE e dai presidenti dei gruppi politici.

Conferenza dei presidenti di commissione 

La Conferenza dei presidenti di commissione del Parlamento è composta dai presidenti di tutte le commissioni permanenti e temporanee. Il suo compito consiste nel migliorare la cooperazione tra le commissioni del PE.

Consiglio dell'Unione europea 

Il Consiglio dell'Unione europea, generalmente noto come "il Consiglio" (in precedenza "il Consiglio dei ministri"), rappresenta i governi degli Stati membri dell'UE. Unitamente al Parlamento europeo, il Consiglio adotta la legislazione proposta dalla Commissione europea. È una delle sette istituzioni dell'UE.

Consiglio europeo 

Il Consiglio europeo riunisce i Capi di Stato e di governo degli Stati membri dell'UE. Adotta le decisioni concernenti le priorità politiche generali e le iniziative importanti. Non esercita il potere legislativo. È una delle sette istituzioni dell'UE.

Consultazione pubblica 

Nel quadro della consultazione pubblica la Commissione europea invita le varie parti interessate quali autorità pubbliche, autorità degli Stati membri, imprese, organizzazioni (private), associazioni di categoria, cittadini a esprimere le loro opinioni sulla legislazione futura. La consultazione solitamente assume la forma di un questionario contenente domande aperte e chiuse.

COREPER 

Si tratta di un comitato del Consiglio composto dai rappresentanti permanenti degli Stati membri, incaricato di preparare i lavori del Consiglio. Il COREPER I comprende i vice ambasciatori e il COREPER II è formato dagli ambasciatori.

Corte dei conti europea 

La Corte dei conti europea è incaricata dell'audit delle finanze dell'UE. Il suo ruolo consiste nel migliorare la gestione finanziaria dell'UE e nel presentare relazioni sull'utilizzo dei fondi pubblici. È una delle sette istituzioni dell'UE.

Corte di giustizia dell'Unione europea 

La Corte di giustizia europea (CGE) interpreta il diritto dell'Unione e si assicura che sia applicato uniformemente in tutti gli Stati membri. Essa inoltre risolve le controversie legali tra governi dell'UE, individui, imprese o organizzazioni e istituzioni dell'UE. È una delle sette istituzioni dell'UE.

Decisione 

Una "decisione" è vincolante per coloro ai quali si rivolge (ad esempio uno Stato membro dell'UE o una singola impresa) ed è direttamente applicabile.

Deputato al Parlamento europeo 

I deputati al Parlamento europeo sono eletti direttamente per un periodo di cinque anni. I 751 deputati al PE rappresentano i cittadini dell'UE.

Dichiarazione scritta 

Una dichiarazione scritta è un testo di duecento parole al massimo su una materia che rientra nella sfera di attività dell'Unione europea, presentata da un massimo di cinque deputati. Se sottoscritta dalla maggioranza dei deputati al PE, essa viene trasmessa all'istituzione cui è rivolta. I deputati al Parlamento europeo possono ricorrere a dichiarazioni scritte per lanciare o rilanciare un dibattito su un tema che rientra nell'ambito di competenza dell'UE.

Direttiva 

Una "direttiva" è un atto legislativo che stabilisce un obiettivo che tutti gli Stati membri dell'UE devono conseguire, lasciando tuttavia il metodo alla discrezione di ciascuno Stato membro.

Diritto dell'Unione 

Il diritto dell'UE è suddiviso in legislazione "primaria" e "secondaria". I trattati (legislazione primaria) costituiscono la base di tutte le azioni dell'UE. La legislazione secondaria che comprende regolamenti, direttive e decisioni è fondata sui principi e sugli obiettivi enunciati nei trattati.

Diritto di iniziativa 

Il diritto di iniziativa della Commissione conferisce a tale istituzione il potere di presentare proposte, o perché esplicitamente previsto nei trattati o perché ritenuto necessario dalla Commissione stessa. Inoltre, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno la facoltà di chiedere alla Commissione di presentare proposte.

Gazzetta ufficiale 

La Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (GU) contiene la legislazione, le informazioni, le comunicazioni e l'attività legislativa preliminare dell'UE. È pubblicata ogni giorno lavorativo in tutte le lingue ufficiali dell'UE. Solo gli atti giuridici pubblicati nella GU sono vincolanti.

Gruppo per le relazioni interistituzionali  

Si tratta di un organo della Commissione incaricato di coordinare le relazioni politiche, legislative e amministrative con le altre istituzioni, in particolare il Parlamento europeo e il Consiglio. Esso riunisce i membri di tutti i gabinetti dei Commissari incaricati di monitorare gli affari interistituzionali. 

Gruppo politico 

I deputati al PE sono organizzati non in base alla nazionalità, ma all'appartenenza politica. Attualmente vi sono 8 gruppi politici in seno al Parlamento europeo. Un deputato può aderire a un solo gruppo politico. Alcuni deputati non appartengono a nessun gruppo politico e sono definiti "non iscritti".

Iniziativa dei cittadini 

Il diritto d'iniziativa dei cittadini europei consente a un milione di cittadini di almeno un quarto degli Stati membri dell'UE di invitare la Commissione europea a presentare proposte di nuove leggi nei settori di sua competenza.

Interrogazioni parlamentari 

Le interrogazioni parlamentari sono quesiti rivolti dai deputati al PE alle altre istituzioni e agli altri organi dell'UE. Il destinatario deve fornire una risposta entro un dato termine. Le interrogazioni parlamentari costituiscono uno strumento diretto di controllo parlamentare nei confronti delle altre istituzioni e degli altri organi dell'UE.

Libro bianco 

I Libri bianchi della Commissione sono documenti contenenti proposte relative ad azioni dell'UE in un settore specifico. In alcuni casi essi fanno seguito a un Libro verde pubblicato per avviare un processo di consultazione a livello europeo. Quando un Libro bianco è accolto favorevolmente dal Consiglio, può sfociare in un programma d'azione dell'Unione nel settore in questione.

Libro verde 

I Libri verdi sono pubblicati dalla Commissione europea per stimolare la discussione con le parti interessate a livello europeo. Essi possono sfociare in proposte di azioni dell'UE, che vengono delineate nei Libri bianchi.

Lingua ufficiale 

Le lingue ufficiali dell'UE sono 24: bulgaro, ceco, croato, danese, estone, finlandese, francese, greco, inglese, irlandese, italiano, lettone, lituano, maltese, olandese, polacco, portoghese, romeno, slovacco, sloveno, spagnolo, svedese, tedesco e ungherese. L'intera legislazione dell'UE è pubblicata in tutte le lingue ufficiali.

Maggioranza assoluta (in seno al Parlamento europeo) 

La maggioranza assoluta è la maggioranza di tutti i deputati al Parlamento europeo (compresi quelli assenti o non votanti). Nella sua configurazione attuale con 751 deputati, la soglia per avere la maggioranza assoluta è 376 voti.

Maggioranza qualificata in seno al Consiglio 

Una votazione a maggioranza qualificata in seno al Consiglio richiede almeno il 55% dei membri del Consiglio (gli Stati membri), corrispondente a un minimo di 16 paesi che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell'Unione. Una minoranza di blocco può essere costituita da almeno quattro membri del Consiglio.

Maggioranza semplice (in seno al Parlamento europeo)  

Una proposta adottata a maggioranza semplice è approvata se il numero di voti favorevoli è maggiore del numero di voti contrari.

Parere (di una commissione) 

La commissione parlamentare incaricata di una questione può invitare altre commissioni a esprimere un parere. Il presidente e il relatore della commissione che esprime un parere spesso sono invitati a partecipare alle riunioni della commissione competente. Il parere spesso assume la forma di un rapporto scritto.

Parlamento europeo 

Composto da 751 deputati eletti direttamente nei 28 Stati membri, il Parlamento europeo (PE) rappresenta i cittadini dell'Unione europea. Esso agisce in qualità di colegislatore con il Consiglio nella quasi totalità dei settori del diritto dell'Unione, e chiede conto del loro operato alle altre istituzioni dell'UE. È una delle sette istituzioni dell'UE.

Petizioni al Parlamento europeo 

Qualsiasi cittadino dell'Unione europea o residente nel territorio della stessa nonché qualsiasi società, organizzazione o associazione con sede sociale nell'UE può presentare al Parlamento una petizione su qualunque materia rientri nell'ambito di competenza dell'UE e li riguardi direttamente. Queste petizioni offrono al Parlamento europeo la possibilità di richiamare l'attenzione su eventuali violazioni dei diritti dei cittadini europei da parte di uno Stato membro, di un'autorità locale o di un'altra istituzione.

Plenaria 

Le sedute plenarie del Parlamento si svolgono dodici volte l'anno a Strasburgo, con brevi sessioni plenarie a Bruxelles. La plenaria riunisce tutti i 751 deputati al PE per discutere e votare la legislazione dell'UE e per prendere posizione su questioni politiche.

Presidente del Parlamento europeo 

Il Presidente del Parlamento europeo presiede le sessioni plenarie, la Conferenza dei presidenti e l'Ufficio di presidenza (composto dai vicepresidenti del PE). Egli rappresenta il Parlamento all'interno dell'UE e a livello internazionale.

Presidenza del Consiglio 

La presidenza del Consiglio dell'Unione europea è esercitata a turno dagli Stati membri per periodi semestrali. Esistono dieci formazioni del Consiglio, ciascuna delle quali è presieduta dal ministro competente dello Stato membro che detiene la presidenza a parte la formazione "Affari esteri", che è presieduta permanentemente dall'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza.

Procedura legislativa ordinaria 

Nel quadro della procedura legislativa ordinaria (ex "codecisione"), il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea decidono congiuntamente in merito alle proposte della Commissione concernenti una vasta gamma di settori (ad esempio la governance economica, l'immigrazione, l'energia, i trasporti, l'ambiente e la protezione dei consumatori). La maggior parte della legislazione dell'Unione viene oggi adottata in questo modo.

Progetto comune 

È il testo approvato dal comitato di conciliazione nel corso della procedura di conciliazione. Il progetto comune è sottoposto a una votazione unica in seno al Parlamento e al Consiglio e al suo testo non possono essere presentati emendamenti.

Proporzionalità 

In base al principio di proporzionalità, l'intervento delle istituzioni dell'UE deve essere limitato a quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi dei trattati.

Proposta modificata (proposta della Commissione dopo la prima lettura del PE) 

Tra la prima lettura del Parlamento e la prima lettura del Consiglio, la Commissione può modificare la sua proposta inserendo emendamenti del Parlamento che, a suo avviso, migliorano la proposta iniziale e/o probabilmente facilitano un accordo tra il Parlamento e il Consiglio.

Punto A 

Gli ordini del giorno del Consiglio si dividono in punti A e punti B. I punti A sono quelli su cui è stato raggiunto un accordo e che possono essere adottati senza discussione. Ciò non esclude che un membro del Consiglio o della Commissione esprima un parere quando il punto è posto in votazione.

Punto B 

Gli ordini del giorno del Consiglio si dividono in punti A e punti B. I punti B sono quelli su cui non c'è accordo e su cui ci sarà una discussione. Spesso si tratta di questioni politicamente delicate.

Regolamento 

Un "regolamento" è uno strumento direttamente applicabile di diritto dell'Unione, che ha efficacia giuridica vincolante in tutti gli Stati membri. Non è necessaria alcuna azione da parte dei governi nazionali per dare attuazione ai regolamenti dell'UE.

Relatore 

Un deputato al PE, nominato dalla commissione parlamentare competente per l'esame di una proposta legislativa, che guida tale proposta attraverso la procedura in seno al PE ed elabora una relazione sulla stessa.

Relatore ombra 

Il relatore ombra è un deputato al PE che controlla un fascicolo o una relazione del Parlamento a nome di un gruppo politico diverso da quello del relatore.

Relazione 

Quando una proposta della Commissione è trasmessa a una commissione parlamentare, quest'ultima nomina un relatore incaricato di elaborare una relazione, che di solito consiste in una serie di emendamenti alla proposta (ciascuno accompagnato da una breve motivazione) e in una motivazione generale, e comprende inoltre una scheda finanziaria intesa a valutare l'impatto finanziario della proposta e la sua compatibilità con il bilancio a lungo termine.

Relazione d'iniziativa 

Oltre alle relazioni legislative, le commissioni parlamentari hanno la facoltà di elaborare "relazioni d'iniziativa" su questioni che rientrano nei loro rispettivi ambiti di competenza. Dette relazioni possono costituire uno strumento di sensibilizzazione in merito a un determinato tema.

Riunioni di commissione congiunte 

Se una materia deferita al Parlamento non può essere assegnata a una commissione competente perché rientra chiaramente tra le competenze di diverse commissioni, i rispettivi relatori elaborano un unico progetto di relazione, che è votato congiuntamente dalle commissioni interessate, sotto la presidenza congiunta dei presidenti delle medesime.

Segretario generale del Consiglio 

Il capo del Segretariato generale del Consiglio, il quale assiste il Consiglio e il Consiglio europeo. Assieme al Presidente del Consiglio, firma tutti gli atti adottati congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio.

Segretario generale del Parlamento europeo 

Il più alto funzionario del Parlamento, responsabile dell'amministrazione dell'istituzione. Egli assicura il regolare svolgimento dei lavori parlamentari, sotto la guida del Presidente e dell'Ufficio di presidenza. Assieme al Presidente, verifica e firma tutti gli atti adottati congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio.

Sussidiarietà 

Secondo il principio di sussidiarietà, l'UE può intervenire (fatta eccezione per i settori che rientrano nella sua competenza esclusiva) soltanto qualora l'azione dell'UE sia più efficace dell'azione condotta a livello nazionale, regionale o locale. Controlli sono effettuati costantemente per verificare che le azioni a livello di UE siano giustificate.

Trattati 

Un trattato è un accordo vincolante tra gli Stati membri dell'UE. Esso inoltre stabilisce gli obiettivi dell'Unione, le norme che disciplinano le sue istituzioni, le modalità del processo decisionale e le relazioni tra l'UE e i suoi Stati membri.

Trattato di Amsterdam 

Il trattato di Amsterdam è entrato in vigore il 1° maggio 1999. Il suo scopo era di riformare le istituzioni dell'Unione in preparazione all'arrivo dei futuri Stati membri. Grazie ad esso sono stati modificati, rinumerati e consolidati i trattati CE e CEE ed è stato ampliato il ricorso alla codecisione.

Trattato di Lisbona 

Il trattato di Lisbona è entrato in vigore il 1° dicembre 2009. Esso comprende il trattato sull'Unione europea (TUE) e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Il trattato di Lisbona ha conferito maggiori poteri al Parlamento europeo, ha modificato le procedure di voto in seno al Consiglio, ha introdotto l'iniziativa dei cittadini, ha istituito un Presidente permanente del Consiglio europeo, un nuovo Alto rappresentante per gli affari esteri e un nuovo servizio diplomatico dell'UE, e ha chiarito quali poteri appartengono all'UE, quali agli Stati membri dell'UE e quali sono condivisi. Ha ribattezzato la procedura di codecisione "procedura legislativa ordinaria" e ha aumentato il numero di settori cui si applica tale procedura.

Trattato di Maastricht 

Il trattato di Maastricht, o trattato sull'Unione europea, è entrato in vigore il 1° novembre 1993. Esso ha istituito l'Unione europea (che ha sostituito le Comunità europee) e ha introdotto la codecisione e la cooperazione tra i governi dell'UE in materia di difesa e di giustizia e affari interni. Ha spianato la strada per l'Unione economica e monetaria e ha introdotto elementi di un'unione politica (la cittadinanza, una politica comune in materia di affari esteri e di affari interni).

Trattato di Nizza 

Il trattato di Nizza è entrato in vigore il 1° febbraio 2003. Il suo scopo era di riformare le istituzioni cosicché l'UE potesse funzionare in modo efficiente dopo aver raggiunto il numero di 25 Stati membri. Ha introdotto metodi per modificare la composizione della Commissione e per ridefinire il sistema di voto in seno al Consiglio.

Trattato sul funzionamento dell'Unione europea TFUE 

Il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) ha visto la luce col nome di "trattato di Roma" nel 1958, ma da allora è stato profondamente modificato. Esso definisce i dettagli relativi all'organizzazione e al funzionamento dell'UE. Costituisce uno dei due trattati principali su cui oggi è fondata l'Unione europea.

Trattato sull'Unione europea TUE 

Il trattato di Maastricht, entrato in vigore nel 1993, è stato modificato e rinominato "trattato sull'Unione europea" dal trattato di Lisbona. Esso istituisce l'Unione europea quale entità giuridica e ne stabilisce i valori, gli obiettivi, le istituzioni e le competenze. Costituisce uno dei due trattati principali su cui oggi è fondata l'Unione europea.

Trilogo 

Riunioni informali cui partecipano il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione. Il loro scopo è di raggiungere un accordo (su un pacchetto di emendamenti o sulla formulazione di un atto legislativo) accettabile sia per il Consiglio sia per il Parlamento.

Unanimità (in seno al Consiglio) 

L'unanimità richiede che tutti gli Stati membri riuniti in sede di Consiglio concordino su una proposta prima che possa essere adottata. Dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona soltanto un numero ristretto di politiche giudicate delicate restano soggette al voto all'unanimità.

 
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