| Parlamento europeo: Note sintetiche |
4.11.3. La cooperazione di polizia e doganaleBASE GIURIDICA
1. Evoluzione generale della cooperazione di polizia a. Primi sforzi La cooperazione formale di polizia tra rappresentanti degli Stati membri è iniziata nel 1976 con la creazione di gruppi di lavoro denominati gruppi Trevi. Essa riguardava essenzialmente il terrorismo, problemi di carattere organizzativo e la formazione dei servizi di polizia. Nel 1989 esistevano quattro gruppi di lavoro (terrorismo, cooperazione di polizia, criminalità organizzata e libera circolazione delle persone), che operavano sotto la guida di un gruppo di alti funzionari incaricato di preparare le decisioni successivamente adottate dal Consiglio dei ministri. Questo sistema ha prefigurato la struttura intergovernativa posta in essere con gli accordi di Schengen e il trattato di Maastricht. b. Gli accordi di Schengen Il dispositivo di Schengen prevede l'insediamento negli Stati firmatari di ufficiali di collegamento incaricati di coordinare gli scambi di informazioni in materia di terrorismo, droga, criminalità organizzata e organizzazioni di immigrazione clandestina. È stato istituito un "diritto di inseguimento" transfrontaliero, che autorizza i funzionari di polizia a seguire una persona sospetta anche nel territorio di un altro Stato, ma questo diritto viene applicato in modo diverso a seconda degli Stati membri. Unità mobili, talvolta composte da agenti di polizia di varie nazionalità, eseguono controlli in tutto il territorio. c. Il trattato di Maastricht Il trattato di Maastricht specifica le questioni di interesse comune in relazione alle quali la cooperazione va incoraggiata: terrorismo, droga e altre forme di criminalità internazionale. Sono previsti inoltre un Ufficio europeo di polizia (EUROPOL) e l'organizzazione di un sistema di scambio di informazioni esteso a tutta l'Unione. d. Il trattato di Amsterdam Il trattato di Amsterdam precisa gli obiettivi degli Stati membri e i settori in cui è necessario realizzare una cooperazione di polizia, doganale e giudiziaria per garantire un elevato livello di sicurezza. Rafforza inoltre il ruolo dell'Europol. Attualmente la cooperazione di polizia a livello europeo comprende una cooperazione amministrativa e operativa tra i servizi di polizia o tramite l'Europol, nonché azioni concertate di lotta contro la criminalità organizzata e di mantenimento dell'ordine pubblico. In materia di sicurezza pubblica il Consiglio ha esaminato, oltre al problema della lotta al terrorismo, anche quello degli hooligan, il che ha permesso di organizzare scambi di informazioni e di esperienze e di definire regole comuni per quanto concerne il divieto d'ingresso negli stadi e l'atteggiamento da assumere nei confronti dei mezzi di comunicazione. 2. L'Ufficio europeo di polizia (EUROPOL) a. Competenze L'Europol è destinato a diventare in futuro il principale strumento di coordinamento tra i servizi nazionali di polizia dell'Unione. L'Ufficio è competente in materia di traffico di stupefacenti e relativo riciclaggio di denaro, traffico di materiali nucleari e di automobili rubate, tratta di esseri umani, criminalità legata alle reti d'immigrazione clandestina e terrorismo. Il trattato di Amsterdam precisa il suo ruolo, che consiste segnatamente nel raccogliere informazioni, agevolare le operazioni investigative, inventariare le competenze specialistiche esistenti e promuovere i contatti tra organi inquirenti e magistrati specializzati. Nel Consiglio è stato raggiunto un accordo di principio destinato ad estendere le competenze dell'Europol in materia di riciclaggio di denaro, parallelamente ai maggiori sforzi compiuti attualmente a livello comunitario per combattere questo fenomeno. b. Attività La convenzione Europol, firmata nel 1995, è entrata in vigore il 1° ottobre 1998. In attesa della sua entrata in vigore, i compiti assegnati all'Europol dal Consiglio nella lotta contro il traffico di droga e la criminalità organizzata venivano svolti dall'unità "Droghe" di Europol, creata nel 1994. Una volta predisposta la struttura Europol, si procederà alla creazione di tre basi di dati, che dovrebbero diventare operative nel 2001. Il loro accesso sarà differenziato a seconda delle informazioni in esse contenute. Le basi in questione consentiranno uno scambio di informazioni più rapido sulle persone sospettate di aver commesso un crimine. E' altresì prevista la creazione di una base DNA europea sotto l'egida dell'Europol. Nel 1997 è stata avviata una cooperazione allo scopo di creare in ogni Stato membro una base di dati DNA operante secondo regole comuni in vista dello scambio dei rispettivi dati. 3. La lotta contro la criminalità organizzata a. Oltre all'Europol, l'Unione europea dispone di diversi strumenti di lotta contro la criminalità organizzata. Nel giugno 1997 il Consiglio europeo ha approvato un piano d'azione. Per facilitare l'attuazione di tale piano è stato varato il programma Falcone (1998-2002), destinato ai responsabili dei servizi nazionali di lotta contro la criminalità organizzata: polizia, dogana, giustizia, fiscalità, sorveglianza degli istituti finanziari e degli appalti pubblici. Nel marzo 2000 il Consiglio ha adottato una strategia dell'Unione europea per l'inizio del nuovo millennio in materia di prevenzione e di controllo della criminalità organizzata. In tale strategia sono definiti alcuni orientamenti politici, segnatamente per quanto riguarda l'utilizzo di dati attendibili, la protezione del settore pubblico e del settore privato che opera secondo la legge, il rafforzamento della prevenzione, il miglioramento della legislazione, il potenziamento delle indagini nonché di Europol, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, una cooperazione rafforzata tra le autorità incaricate dell'applicazione della legge e le autorità giudiziarie a livello nazionale e di Unione europea. La strategia sottolinea altresì la necessità di rafforzare la cooperazione con i paesi candidati all'adesione nonché a livello internazionale. Per ciascuno di questi orientamenti politici sono formulate alcune raccomandazioni. Inoltre, il Consiglio ha adottato, nel maggio 2000, una decisione relativa alla lotta contro la pornografia infantile su Internet al fine di rafforzare i mezzi di azione in materia di produzione, trattamento, diffusione e possesso di materiale di questo tipo. b. Altri programmi di cooperazione sono stati avviati sulla base delle disposizioni del trattato di Maastricht. Il programma "Oisin" (1997-2000) incentiva la cooperazione tra le autorità incaricate dell'applicazione della legge (di polizia e doganali) degli Stati membri. Dotato di un bilancio complessivo di 8 milioni di euro per quattro anni, il programma finanzierà, nel 1999, 51 progetti concernenti la lotta contro il traffico di droga e il terrorismo, il ricorso alla tecnologia per combattere il crimine, nonché la lotta contro la violenza e la criminalità urbane. Il programma STOP (1996-2000) si propone invece di combattere la tratta degli esseri umani e lo sfruttamento sessuale dei bambini. Il programma Daphne, lanciato nel 1997 per combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne, è stato prorogato per il periodo 2000-2003. Un primo programma "Octopus" è stato finanziato dal 1996 al 1998 dalla Commissione europea e dal Consiglio d'Europa a favore dei paesi dell'Europa centrale ed orientale e di alcuni paesi dell'ex Unione Sovietica. Un secondo programma ("Octopus II") (1999-2000) intende invece agevolare l'adozione in tali paesi di misure costituzionali e legislative sul modello delle disposizioni in vigore nell'UE, fornendo formazione e assistenza a tutte le persone incaricate della lotta alla corruzione e al crimine organizzato. c. Il trattato di Amsterdam pone l'accento sulla prevenzione e la lotta contro la criminalità organizzata, ma il nuovo titolo VI "Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale" del trattato sull'Unione europea mantiene alcune procedure intergovernative nell'ambito delle quali le decisioni vengono adottate all'unanimità. 4. La cooperazione doganale Nel 1967 gli Stati membri hanno firmato la convenzione di Napoli sulla cooperazione e la mutua assistenza tra le amministrazioni doganali finalizzata alla lotta contro le frodi. L'adozione di altre misure ha consentito in seguito di organizzare concretamente la cooperazione tra tali amministrazioni. Ad esempio, nel 1995 è stata firmata la convenzione sul Sistema d'informazione doganale (SID), che ha permesso di costituire una base di dati contenente, tra l'altro, informazioni sul traffico di droga, le armi da fuoco e il materiale militare. Un programma d'azione "Dogana 2000" finanzia dal 1996 la lotta contro le frodi doganali. In seguito alla soppressione delle frontiere interne e del conseguente sviluppo dei controlli mobili, i servizi doganali sono soggetti a profonde modifiche che tendono ad avvicinare sempre più il loro ruolo a quello dei servizi di polizia. Con un nuovo articolo 135 del trattato CE, il trattato di Amsterdam rafforza la cooperazione tra le amministrazioni doganali nazionali, nonché tra queste ultime e la Commissione europea. RUOLO DEL PARLAMENTO EUROPEO Il Parlamento europeo ha sottolineato la mancanza di una chiara strategia in merito al ruolo operativo dell'EUROPOL e alla sua regolamentazione interna. Esso ha invitato il Consiglio ad astenersi dal conferire poteri operativi all'Europol se quest'ultimo non è soggetto ad un adeguato controllo giurisdizionale e parlamentare. 12/10/2000 |