| Parlamento europeo: Note sintetiche |
6.3.10. GiapponeBASE GIURIDICA Articolo 133 (113) del trattato CE. OBIETTIVI L'obiettivo generale della politica dell'Unione nei confronti del Giappone mira a rafforzare il terzo lato del triangolo UE-USA-Giappone e, così facendo, ad allontanarsi da una politica dominata da questioni commerciali per andare nella direzione di una relazione vantaggiosa per entrambe le parti ed estesa alla cooperazione in un ampio ventaglio di settori. REALIZZAZIONI 1. Dati generali Le relazioni tra l'Europa e il Giappone, praticamente inesistenti fino all'inizio degli anni '70, si sono notevolmente sviluppate dal 1973 (riunioni semestrali) e dal 1974 (insediamento a Tokio di una delegazione della Comunità europea). Fino al 1978, esse hanno tuttavia avuto un carattere quasi esclusivamente economico, ed anche attualmente il tema principale delle relazioni bilaterali è costituito dal deficit della Comunità nei suoi scambi commerciali con il Giappone. Ciò nonostante, lo status del Giappone di grande potenza industriale, la sua importante posizione economica e politica in Asia nonché le sue relazioni privilegiate con gli Stati Uniti ne hanno fatto un partner importante sulla scena economica mondiale e ne hanno rafforzato i legami con la Comunità. Nel corso dello scorso anno, l'Unione europea ha mostrato grande preoccupazione per la crisi finanziaria che ha colpito il Giappone e per le conseguenze che ciò potrebbe avere sulla regione e sull'economia globale nel suo complesso. Negli ultimi anni le relazioni sono state caratterizzate da tre importanti sviluppi.
L'attuale struttura del dialogo politico tra l'Unione e il Giappone è scaturita dalla dichiarazione comune del 1991 e prevede: consultazioni annuali tra il Presidente del Consiglio europeo, il Presidente della Commissione e il Primo ministro giapponese; una riunione annuale tra la Commissione e il governo giapponese a livello ministeriale; due riunioni annuali tra i Ministri degli esteri e la Troica dell'UE con la partecipazione del Commissario in carica per le relazioni estere e il Ministro degli esteri giapponese e due riunioni annuali tra la Troica dei direttori politici dell'UE e il direttore politico giapponese. Nuovi sviluppi verificatisi in Giappone hanno richiesto una revisione delle relazioni UE-Giappone valutate nell'ambito della comunicazione della Commissione nel 1992. Nel marzo 1995 la Commissione ha presentato una nuova comunicazione al Consiglio (Europa e Giappone: "Le prossime mosse", COM/95/73) che chiarisce la posizione adottata nell'ambito della nuova strategia UE nei confronti dell'Asia (COM/94/34), e che valuta gli sviluppi e i cambiamenti intercorsi dichiarandosi favorevole ad un incremento del peso delle relazioni politiche UE-Giappone in considerazione del fatto che tanto l'UE che il Giappone sono sempre più tesi a conciliare la loro importanza economica con un più attivo ruolo politico. Una dichiarazione rilasciata in occasione del 15 Vertice UE-Giappone del 30 settembre 1996 prende atto dei progressi realizzati nell'ambito del dialogo politico e plaude in particolare all'intensificazione di tale dialogo a livello di gruppi di lavoro in relazione a diverse questioni regionali. La decisione giapponese di assumere maggiori responsabilità a livello globale, tra l'altro attraverso la partecipazione a determinate operazioni di pace dell'ONU, offre ulteriori opportunità per sviluppare la cooperazione politica UE-Giappone, ad esempio nel quadro del processo di pace in Medio Oriente, ai fini della ricostruzione dell'ex Iugoslavia e in relazione a questioni quali la sicurezza globale e il controllo delle armi. Il vertice UE-Giappone, tenutosi all'Aia il 25 giugno 1997, ha approfondito la dimensione politica delle relazioni dell'Europa con il Giappone. Soggetti come la Russia, la Cina, l'ASEM e la Penisola Coreana dovrebbero svolgere un ruolo centrale nel dialogo. Durante il settimo vertice UE-Giappone (Tokyo, gennaio 1998), è stato raggiunto un accordo per operare insieme all'interno dell'OMC e per cercare di integrare la Cina nella Comunità internazionale. La cooperazione si è estesa a nuovi settori, come il divieto delle mine antiuomo, gli affari sociali, l'occupazione, l'istruzione, l'energia e l'ambiente. La riunione ministeriale UE-Giappone, tenutasi a Tokyo nell'ottobre 1998, si è incentrata sui problemi economici che i paesi asiatici hanno affrontato lo scorso anno. La Commissione europea ha accolto positivamente i progressi effettuati, in particolare le riforme del sistema bancario, ma ha chiesto anche l'adozione di misure nuove e più efficienti. 3. Scambi commerciali L'Unione ha compiuto e continua a compiere sforzi per ottenere un migliore accesso al mercato giapponese. Talune azioni settoriali lanciate dalla Commissione negli ultimi anni hanno riscosso un buon successo, ad esempio per i vini e i superalcolici, i veicoli a motore, le attrezzature mediche, i prodotti cosmetici, la cui esportazione è nettamente aumentata dal 1987. Il 1997 ha costituito un punto di svolta per gli scambi commerciali UE-Giappone. Le esportazioni e le importazioni sono diminuite dopo tre anni di aumento. Nel corso dell'anno, il 5% delle esportazioni totali dell'Unione europea era destinato al Giappone (36 miliardi di ecu), mentre le importazioni di prodotti giapponesi hanno rappresentato l'8,9% del totale delle importazioni comunitarie (59,3 miliardi di ecu). Nel 1997, la bilancia degli scambi commerciali con il Giappone ha registrato un calo dopo tre anni di miglioramento, raggiungendo -23,2 miliardi di ecu. Per quanto riguarda le esportazioni UE i prodotti che hanno registrato le migliori performance sono i veicoli stradali a motore, i mobili, i macchinari per ufficio, i prodotti chimici, la carne e i prodotti tessili. Per quanto riguarda le importazioni UE dal Giappone si sono avuti significativi aumenti solo per quanto concerne componenti elettroniche e parti di automobili. Vi è stato un calo delle importazioni dei veicoli stradali a motore, delle apparecchiature audio e dei motocicli. La crisi asiatica ha avuto ripercussioni evidenti sugli scambi commerciali con il Giappone. Le cifre relative alla prima metà del 1998 mostrano che le esportazioni sono diminuite del 13% e le importazioni sono aumentate di circa il 14%. Di conseguenza, il deficit commerciale ha raggiunto 17,3 miliardi di ecu. L'Unione è preoccupata della mancanza di un aumento significativo delle esportazioni UE verso il Giappone in taluni settori nei quali, nondimeno, l'UE sembrerebbe essere competitiva a livello internazionale. Ad esempio di tale fatto si possono citare le esportazioni dell'UE di macchine d'ufficio e attrezzature di telecomunicazione. I prodotti alimentari costituiscono un altro settore nel quale le esportazioni dell'Unione verso il Giappone dovrebbero essere più importanti. La maggior parte di tali questioni viene affrontata non solo nel quadro dell'OMC anche a livello bilaterale. Nel 1991, la Comunità e il Giappone hanno raggiunto un accordo sull'accesso al mercato giapponese per i pellami e le calzature in cuoio. Altri accordi sono stati conclusi recentemente sulle esportazioni verso l'Unione europea di chips (dicembre 1997) e di veicoli a motore (ottobre 1998). Nell'aprile 1998, è stato lanciato il programma "Gateway to Japan" per aiutare le imprese europee a entrare sul mercato giapponese e ridurre il deficit del commercio estero europeo. 12 milioni di ecu verranno spesi su un periodo di quattro anni per finanziare tale programma. L'Unione europea segue da vicino i colloqui USA-Giappone, onde garantire che eventuali risultati favorevoli si applichino a tutti. Attualmente il Giappone ha dato alcune indicazioni positive nel senso di un aumento degli investimenti pubblici e di una modifica delle disposizioni restrittive in relazione ai grandi magazzini di vendita al dettaglio. La commissione giapponese per l'equità del commercio ha elaborato orientamenti sulle pratiche di distribuzione e di conclusione degli affari, che possono contribuire a migliorare l'accesso al mercato giapponese. La Commissione europea attribuisce grande importanza all'espansione del suo programma di promozione delle esportazioni in stretta cooperazione con l'industria europea, ed è spesso appoggiata dalla JETRO (Organizzazione giapponese per il commercio con l'estero). La sua azione s'indirizza sempre più verso una partecipazione comune europea a fiere ed esposizioni in Giappone. Allo stesso tempo, il programma dell'Unione di formazione di dirigenti si sta sviluppando in modo positivo, con la partecipazione complessiva di oltre 500 giovani dirigenti europei. Nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio, sono stati registrati importanti sviluppi verso collegamenti più stretti. Nel vertice UE-Giappone, tenutosi nel gennaio 1998, si è stabilito di cooperare all'interno dell'OMC. Nell'ottobre 1998 la Commissione ha suggerito di tenere consultazioni regolari UE-Giappone sulle questioni commerciali. Nel dicembre 1998, l'Unione europea e il Giappone hanno deciso di adottare un'impostazione comune in occasione di prossimi colloqui contro la posizione americana che prevede negoziati settore per settore. Si è anche deciso di inserire la conservazione ambientale e la sicurezza dell'occupazione nei prossimi colloqui OMC sull'agricoltura. 4. Cooperazione L'Unione considera la cooperazione industriale, e in particolare gli investimenti, come un elemento di grande importanza per il rafforzamento delle relazioni bilaterali con il Giappone. Gli investimenti giapponesi sono benvenuti nell'Unione, ma le autorità UE ritengono che si dovrebbero meglio integrare nel tessuto delle autonomie locali interessate (ad esempio, tramite subappalti, una maggiore gestione europea e R&S più vantaggiose per entrambe le parti). La Commissione europea è del parere che si potrebbe arrivare a una situazione più sana aumentando gli investimenti europei in Giappone e si sta adoprando in tal senso, ad esempio tramite il canale del Centro di cooperazione industriale CE/Giappone a Tokio [1]. Un dialogo regolare CE-Giappone sulla politica e la cooperazione industriali è stato avviato in occasione delle riunioni ministeriali del 1993. Esso creerà un contesto per seguire l'evoluzione dei programmi di cooperazione industriale. Sempre nel quadro della cooperazione industriale, va menzionato anche un programma pilota comunitario, appoggiato sia dalla Commissione che dal Giappone ed istituito nel 1992, allo scopo di contribuire al miglioramento della situazione delle forniture di componenti per l'industria elettronica di consumo mettendo in contatto utenti e fornitori di componenti nel mercato europeo. Nella riunione ministeriale dell'ottobre 1998 sono stati registrati importanti progressi nei colloqui su un accordo per il riconoscimento reciproco quanto ai testi e alla certificazione dei prodotti industriali. L'accordo proposto consentirebbe che i dispositivi elettrici e altri prodotti certificati dal paese di origine vengano autorizzati automaticamente nei paesi di importazione. Particolare importanza riveste la cooperazione tra il Giappone e l'UE in materia di politica della concorrenza. La dichiarazione congiunta del 1991 indica la politica della concorrenza come uno dei settori in cui la cooperazione può rivelarsi particolarmente fruttuosa. L'UE ha interesse nella questione poiché gran parte dei problemi collegati alla penetrazione dei prodotti europei sul mercato giapponese consistono di fatto in distorsioni della concorrenza o inadeguata applicazione delle regole di concorrenza da parte della Japanese Trade Commission (FTC). Il Giappone ha interesse nella politica della concorrenza dell'UE in conseguenza del nuovo approccio deciso nel processo di integrazione europea. I seminari sulle politiche della concorrenza UE-Giappone svoltisi a Tokio nel novembre 1993 e a Bruxelles nel settembre 1994 sono stati giudicati un enorme passo avanti nel dialogo sulla politica della concorrenza. Anche nel campo della scienza e della tecnologia si sta svolgendo una cooperazione attiva che ha dato taluni risultati positivi (scambi di giovani scienziati, programma scientifico "Frontiere umane", ricerca sulla fusione termonucleare, programma sui sistemi di produzione intelligenti). Alla riunione ministeriale del gennaio 1993 si è deciso di creare un forum per la scienza e la tecnologia. La prima riunione del Foro UE-Giappone sulla scienza e tecnologia ha avuto luogo a Tokio nel giugno 1994 e in tale occasione le parti hanno mostrato particolare interesse per un aumento degli scambi tra insegnanti, operatori nel settore della ricerca e studenti. Si mantengono inoltre regolari contatti nel settore delle telecomunicazioni e della tecnologia dell'informazione. Di recente si è concordato di approfondire la cooperazione nei seguenti settori: ambiente (conservazione della foresta tropicale, effetto serra, fascia d'ozono, piogge acide, inquinamento marino), energia (promozione di tecnologie attinenti all'energia), cultura, questioni sindacali e sociali nonché aiuto allo sviluppo. Nella riunione ministeriale UE-Giappone, tenutasi nell'ottobre 1998, è stato stabilito di avviare la cooperazione nella lotta contro la criminalità organizzata internazionale. Progetti concreti verranno lanciati in materia. RUOLO DEL PARLAMENTO EUROPEO Dal 1978 una delegazione del Parlamento europeo si incontra una volta l'anno con una delegazione del Parlamento giapponese, la Dieta, alternativamente nel territorio dell'Unione europea e in Giappone. Nel novembre 1998 la riunione interparlamentare UE-Giappone si è tenuta a Strasburgo. Il PE ha ripetutamente esaminato le relazioni con il Giappone con specifico riferimento sia ai problemi creati dalle esportazioni giapponesi in Europa, sia agli ostacoli frapposti alle esportazioni europee in Giappone. In un'ampia risoluzione del 22 gennaio 1993 il Parlamento valuta attentamente le attuali relazioni CE-Giappone. Esso esprime il proprio sostegno all'approccio adottato dalla Commissione e dal Consiglio nei confronti del Giappone, rileva il protrarsi di uno squilibrio delle relazioni CE-Giappone non solo nel settore degli scambi commerciali, ma anche in quello degli investimenti. Esso fa riferimento alla riforma strutturale in Giappone considerandola uno dei numerosi mezzi che potranno contribuire a porre rimedio alla situazione e sottolinea inoltre l'attuale predominio giapponese nel settore elettronico, ciò che potrebbe determinare in futuro una predominio anche in altri settori. Occorre inoltre menzionare anche le risoluzioni del 17 e 30 settembre 1993 sulle relazioni commerciali tra l'UE e il Giappone; del 17 novembre 1993, e 18 gennaio 1994 sulla situazione concorrenziale di alcuni settori europei (veicoli a motore e attrezzature elettriche) in Giappone; del 9 febbraio 1994 in cui il Parlamento manifesta la sua approvazione per un Foro delle scienze e della tecnologia in Giappone; del 14 giugno 1995 sulla nuova strategia dell'Unione nei confronti dell'Asia nella quale il Giappone è indicato come il più importante partner della regione per l'Unione europea; il 18 settembre 1997, il Parlamento europeo sulla comunicazione della Commissione: "I prossimi passi". RIFERIMENTI ALLA PROCEDURA [1] Procedura di consultazione: CSA2631 15/02/2000 |