Il Parlamento europeo: organizzazione e funzionamento  

L'organizzazione e il funzionamento del Parlamento europeo sono disciplinati dal suo regolamento interno. Le attività del Parlamento sono guidate dagli organi politici, dalle commissioni, dalle delegazioni e dai gruppi politici.

Base giuridica  

  • Articolo 14 del trattato sull'Unione europea (TUE) e articoli 223, 224, 226, 229, 231 e 232 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE);
  • regolamento del Parlamento europeo.

Appartenenza e composizione  

Il primo comma dell'articolo 14, paragrafo 2, del TUE stabilisce i criteri per la composizione del Parlamento europeo, ossia che il numero totale dei deputati non deve superare 750, più il Presidente, che la rappresentanza deve essere proporzionalmente regressiva, con una soglia minima di 6 deputati per Stato membro, e che a nessun Stato membro devono essere assegnati più di 96 seggi. I seggi sono assegnati in modo tale da riflettere gli sviluppi demografici negli Stati membri. Il principio della proporzionalità regressiva, come previsto dall'articolo 14, paragrafo 2, primo comma del TUE, significa che il numero totale dei seggi è ripartito in base alla dimensione della popolazione degli Stati membri, ma gli Stati membri più popolosi accettano di essere sottorappresentati al fine di favorire una maggiore rappresentanza dei paesi meno popolati.

Il ritiro del Regno Unito dall'UE, previsto il 29 marzo 2019, ha richiesto un ripensamento su come i suoi 73 seggi dovrebbero essere ridistribuiti. A seguito di una proposta del Parlamento[1], il 28 giugno 2018, il Consiglio europeo ha adottato una decisione sulla composizione dell'Assemblea dopo le elezioni del 2019[2]. Il numero totale dei seggi è stato ridotto da 751 a 705 e alcuni Stati membri hanno visto aumentare la propria quota. Il numero di deputati al Parlamento europeo da eleggere in ciascuno Stato membro è il seguente: Germania — 96; Francia — 79; Italia — 76; Spagna — 59; Polonia — 52; Romania — 33; Paesi Bassi — 29; Belgio, Grecia, Ungheria, Portogallo, Svezia e Repubblica ceca — 21; Austria — 19; Bulgaria — 17; Finlandia, Danimarca e Slovacchia — 14; Irlanda — 13; Croazia — 12; Lituania — 11; Lettonia e Slovenia — 8; Estonia — 7; Cipro, Lussemburgo e Malta — 6. Tuttavia, nel caso in cui all'inizio della legislatura 2019-2024 (ossia a giugno del 2019) il Regno Unito sia ancora uno Stato membro dell'UE, la quantità di deputati al Parlamento europeo per Stato membro sarà quella prevista dall'articolo 3 della decisione 2013/312/UE del Consiglio europeo[3], fino al momento in cui il suo recesso diviene giuridicamente efficace.

È stata discussa la possibilità di riservare alcuni dei 73 seggi per i deputati che rappresentano i collegi elettorali paneuropei, scelti da liste transnazionali, ma nella sua risoluzione del 7 febbraio 2018[4] il Parlamento ha respinto tale proposta.

Dopo ogni elezione, il Parlamento si riunisce di pieno diritto il primo martedì successivo alla scadenza del termine di un mese (Atto del 20 settembre 1976[5]). A norma dell'articolo 229, paragrafo 1, del TFUE, il Parlamento si riunisce di pieno diritto anche il secondo martedì di marzo di ogni anno.

Organizzazione  

A. Il Presidente

Il Presidente del Parlamento (articolo 22 del regolamento) è eletto per un mandato rinnovabile di due anni e mezzo (articolo 19 del regolamento) tra i deputati del Parlamento. Il Presidente rappresenta l'istituzione all'esterno e nelle sue relazioni con le altre istituzioni dell'UE. Sovrintende alle discussioni in plenaria e garantisce il rispetto del regolamento del Parlamento. In apertura di ogni riunione del Consiglio europeo, il Presidente esprime il punto di vista del Parlamento europeo e le sue preoccupazioni in merito ai punti iscritti all'ordine del giorno e ad altre tematiche. Con la sua firma, il Presidente rende esecutivo il bilancio dell'Unione europea dopo che quest'ultimo è stato approvato dal Parlamento. I Presidenti del Parlamento e del Consiglio firmano tutti gli atti legislativi adottati nel quadro della procedura legislativa ordinaria. Il Presidente può essere sostituito da uno dei 14 vicepresidenti (articolo 23 del regolamento).

B. La plenaria

La plenaria è il Parlamento europeo in senso stretto e le sedute plenarie sono presiedute dal Presidente. Il Parlamento si riunisce a Strasburgo ogni mese (tranne che in agosto) per una «tornata» che dura quattro giorni da lunedì a giovedì. Le tornate aggiuntive si tengono a Bruxelles. La tornata è ripartita in singoli giorni di seduta (articolo 145, paragrafo 3, del regolamento). In Aula i seggi sono attribuiti ai deputati in base alla loro appartenenza politica, da sinistra a destra, previo accordo con i presidenti dei gruppi. Il Presidente apre le sedute, talvolta con un tributo o un discorso su un tema di attualità. Il Presidente è coadiuvato nei suoi compiti dai 14 vicepresidenti, che possono assumere la presidenza. La Commissione europea e il Consiglio dell'Unione europea partecipano alle sedute al fine di facilitare la cooperazione tra le istituzioni nel processo decisionale. Qualora il Parlamento lo richieda, i rappresentanti delle due istituzioni possono anche essere chiamati a rendere dichiarazioni o fare un resoconto delle proprie attività.

C. Organi politici

Gli organi politici del Parlamento comprendono l'Ufficio di presidenza (articolo 24 - il Presidente e 14 Vicepresidenti), la Conferenza dei presidenti (articolo 26 - il Presidente e i presidenti dei gruppi politici), i cinque Questori (articolo 28 — responsabili delle attività amministrative e finanziarie dei deputati), la Conferenza dei presidenti di commissione (articolo 29) e la Conferenza dei presidenti di delegazione (articolo 30). Il mandato del Presidente, dei vicepresidenti e dei questori, nonché dei presidenti di commissione e di delegazione è di due anni e mezzo (articolo 19 del regolamento).

D. Commissioni e delegazioni

I membri siedono in 20 commissioni, 2 sottocommissioni e 39 delegazioni (delegazioni interparlamentari e delegazioni presso le commissioni parlamentari miste, commissioni di cooperazione parlamentare e assemblee parlamentari multilaterali)[6]. Il Parlamento invia inoltre una delegazione presso l'Assemblea parlamentare paritetica istituita nell'ambito dell'accordo stipulato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) e l'Unione europea[7]. Il Parlamento può inoltre istituire commissioni speciali (articolo 197 del regolamento) e commissioni di inchiesta (articolo 226 TFUE e articolo 198 del regolamento).

A norma dell'articolo 204 del regolamento, ogni commissione o delegazione elegge il proprio ufficio di presidenza, costituito da un presidente e quattro vicepresidenti al massimo.

E. Gruppi politici

I deputati non sono suddivisi in delegazioni nazionali, bensì in formazioni transnazionali costituite sulla base delle affinità politiche. A norma del regolamento, un gruppo politico deve essere composto da deputati eletti in almeno un quarto degli Stati membri e deve constare di almeno 25 deputati (articolo 32). I gruppi politici tengono riunioni regolari nel corso della settimana che precede la tornata e a margine della stessa ed organizzano giornate di studio finalizzate a determinare i principi di base della propria attività. Alcuni gruppi politici corrispondono a partiti politici sovranazionali attivi a livello dell'Unione europea.

F. Partiti politici e fondazioni a livello europeo

Il Parlamento europeo sostiene la creazione di un ambiente favorevole allo sviluppo di partiti politici e fondazioni veramente europei, ivi compresa l'adozione di una legislazione quadro. L'articolo 224 del TFUE fornisce una base giuridica per l'adozione, secondo la procedura legislativa ordinaria, dello statuto dei partiti politici a livello europeo e delle norme relative al loro finanziamento. La maggior parte dei partiti e delle fondazioni politiche sono stati istituiti sulla base del regolamento (UE, Euratom) n. 1141/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (modificato dal regolamento 2018/673 del 3 maggio 2018), relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee, che prevede altresì la possibilità di finanziare le fondazioni politiche che sostengono i relativi partiti mediante attività di formazione e ricerca.

I partiti europei attualmente esistenti sono: il Partito popolare europeo (PPE), il Partito socialista europeo (PSE), l'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (ALDE), il Partito verde europeo (PVE), l'Alleanza dei conservatori e riformisti in Europa (ACRE), il Partito della sinistra europea (EL), Europei uniti per la democrazia (EUD), il Partito democratico europeo (PDE), l'Alleanza libera europea (ALE), l'Alleanza europea per la libertà (EAF), l'Alleanza dei movimenti nazionali europei (AEMN), il Movimento politico cristiano europeo (ECPM) e l'Alleanza per la democrazia diretta in Europa (ADDE). I partiti sovranazionali operano in stretta collaborazione con i relativi gruppi politici al Parlamento europeo.

Tra le principali fondazioni politiche europee figurano: il Centro Wilfried Martens per gli studi europei, la Fondazione europea di studi progressisti, il Forum liberale europeo, la Fondazione verde europea, l'Istituto dei democratici europei, Trasformare l'Europa e Una nuova direzione — Fondazione per la riforma europea.

G. Segretariato del Parlamento

Il Segretariato del Parlamento europeo è diretto dal Segretario generale, che è nominato dall'Ufficio di presidenza (articolo 222 del regolamento). La composizione e l'organizzazione del Segretariato sono anch'esse stabilite dall'Ufficio di presidenza; esso attualmente comprende 12 Direzioni generali e il Servizio giuridico. Ha il compito di coordinare l'attività legislativa e di organizzare le sessioni plenarie e le riunioni. Fornisce inoltre assistenza tecnica, giuridica e da parte di esperti agli organi parlamentari e ai membri del Parlamento e li assiste nell'esercizio del loro mandato. Il Segretariato fornisce servizi di interpretariato e traduzione per tutte le riunioni e i documenti ufficiali.

Funzionamento  

Funzionamento In base al trattato, il Parlamento organizza le sue attività autonomamente e approva il proprio regolamento interno a maggioranza dei deputati che lo compongono (articolo 232 TFUE). Salvo se diversamente stabilito dai trattati, il Parlamento europeo delibera a maggioranza dei suffragi espressi (articolo 231 TFUE). Il Parlamento stabilisce il proprio ordine del giorno per le tornate, che prevede principalmente l'adozione di relazioni preparate dalle commissioni parlamentari, interrogazioni alla Commissione e al Consiglio, dibattiti d'urgenza e dichiarazioni della Presidenza. Le riunioni di commissione e le sedute plenarie sono pubbliche e trasmesse sul web.

Sede e luoghi di lavoro  

Dal 7 luglio 1981 ad oggi, il Parlamento europeo ha approvato diverse risoluzioni che invitano i governi degli Stati membri a rispettare l'obbligo loro imposto dai trattati di fissare una sede unica per le istituzioni. Dato che per lungo tempo essi non sono riusciti in tale obiettivo, il Parlamento ha preso una serie di decisioni circa la propria organizzazione e i propri luoghi di lavoro (Lussemburgo, Strasburgo e Bruxelles). In occasione del Consiglio europeo di Edimburgo dell'11 e 12 dicembre 1992, i governi degli Stati membri sono giunti a un accordo sulle sedi delle istituzioni, in base al quale:

  • il Parlamento europeo ha sede a Strasburgo, dove si tengono le 12 tornate mensili, compresa la sessione durante la quale è adottata la decisione relativa al bilancio annuale dell'UE;
  • le tornate aggiuntive si tengono a Bruxelles;
  • le commissioni parlamentari si riuniscono a Bruxelles;
  • il Segretariato generale e i suoi servizi restano a Lussemburgo.

Tale decisione è stata criticata dal Parlamento. Tuttavia, la Corte di giustizia (sentenza del 1o ottobre 1997 — causa C-345/95) ha confermato che la sede del Parlamento è stata stabilita in conformità di quanto previsto dall'attuale articolo 341 TFUE. Il contenuto della decisione è stato inserito nel trattato di Amsterdam sotto forma di protocollo allegato ai trattati.

Benché il Parlamento abbia deplorato tali decisioni, è stato costretto a redigere il proprio calendario annuale di conseguenza, sulla base di una proposta presentata dalla Conferenza dei presidenti. In generale, nel corso dell'anno il Parlamento tiene 12 tornate di quattro giorni a Strasburgo e sei tornate di due giorni a Bruxelles. Diverse iniziative sono state lanciate dai deputati per evitare di riunirsi a Strasburgo. Ad esempio per il 2012 è stato adottato un calendario che includeva due tornate di due giorni durante la stessa settimana di calendario in ottobre a Strasburgo, riducendo di quattro giorni il tempo totale dedicato alle riunioni a Strasburgo. Tuttavia, in seguito ad un ricorso da parte della Francia, la Corte di giustizia ha statuito che, in conformità delle decisioni adottate, sono necessarie due tornate piene (causa C-237/11).

A norma dell'articolo 229 TFUE, Il Parlamento può riunirsi in tornata straordinaria su richiesta della maggioranza dei deputati che lo compongono, del Consiglio o della Commissione. Il 18 dicembre 2006 il Parlamento ha tenuto per la prima volta una tornata plenaria aggiuntiva a Bruxelles, immediatamente dopo il Consiglio europeo del 14-15 dicembre 2006. Tale prassi di dare un seguito immediato alle riunioni del Consiglio europeo si è da allora consolidata.

Composizione del Parlamento per gruppo e Stato membro  

Una tabella che offre una panoramica dei gruppi politici e della loro composizione è disponibile al seguente link: http://www.europarl.europa.eu/meps/it/crosstable.html.

 

[1]Raccomandazione del Parlamento europeo, dell’11 giugno 2018, sul progetto di decisione del Consiglio europeo che stabilisce la composizione del Parlamento europeo (Testo approvato come risoluzione legislativa il 13 giungo 2018, P8_TA(2018)0249).  
[3]Decisione del Consiglio europeo, del 28 giugno 2013, che stabilisce la composizione del Parlamento europeo (GU L 181, del 29.6.2013, pag. 57). 
[4]Risoluzione del Parlamento europeo del 7 febbraio 2018 sulla composizione del Parlamento europeo (Testi approvati, P8_TA(2018)0029). 
[5]Atto del 20 settembre 1976 relativo all'elezione dei rappresentanti al Parlamento europeo a suffragio universale diretto, GU L 278 dell'8.10.1976. 
[6]Il numero dei deputati per commissione è stabilito al paragrafo 1 della decisione del Parlamento europeo del 2 luglio 2014 sulla composizione numerica delle commissioni (GU C 224 del 21.6.2016, pag. 34). 
[7]Si veda l'accordo di Cotonou quale rivisto a Ouagadougou il 22 giugno 2010, articolo 17. 

Udo Bux