La Corte di giustizia dell'Unione europea

La Corte di giustizia dell'Unione europea è una delle sette istituzioni dell'UE. È costituita da due giurisdizioni: la Corte di giustizia vera e propria e il Tribunale. Essa è competente a stabilire la giurisdizione dell'Unione europea. Detti due organi giurisdizionali garantiscono la corretta interpretazione e applicazione del diritto primario e del diritto derivato dell'Unione all'interno del suo territorio. Essi controllano la legalità degli atti delle istituzioni dell'Unione e statuiscono in merito al rispetto, da parte degli Stati membri, degli obblighi derivanti dal diritto primario e dal diritto derivato. La Corte di giustizia interpreta altresì il diritto dell'Unione, su richiesta dei giudici nazionali.

La Corte di giustizia

A. Base giuridica

B. Composizione e statuto

1. Composizione

a. Numero dei membri (articolo 19 del TUE e articolo 252 del TFUE)

Un giudice per Stato membro. La Corte è assistita da otto avvocati generali, il cui numero può essere aumentato dal Consiglio su richiesta della Corte. I giudici della Corte di giustizia eleggono tra loro un Presidente e un Vicepresidente per un mandato di tre anni rinnovabile.

b. Condizioni da soddisfare (articolo 253 del TFUE e articolo 19 del TUE)

  • I giudici e gli avvocati generali riuniscono le condizioni richieste per l'esercizio, nei rispettivi paesi, delle più alte funzioni giurisdizionali, ovvero sono giureconsulti di notoria competenza.
  • I giudici e gli avvocati generali offrono tutte le garanzie di indipendenza.

c. Procedura di designazione (articolo 253 del TFUE)

I giudici e gli avvocati generali sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri, previa consultazione di un gruppo responsabile della valutazione dell'idoneità dei candidati (articolo 255 del TFUE).

2. Caratteristiche del mandato

a. Durata (articolo 253 del TFUE e statuto)

  • Sei anni. Si procede a un rinnovo parziale ogni tre anni, metà dei giudici e degli avvocati generali sono sostituiti alternatamente.

I giudici e gli avvocati generali uscenti possono essere nuovamente nominati.

b. Privilegi e immunità (statuto)

I giudici e gli avvocati generali godono dell'immunità di giurisdizione. Per quanto concerne gli atti da loro compiuti in veste ufficiale, essi continuano a godere di tale immunità dopo la cessazione delle funzioni. Possono essere rimossi dalle loro funzioni soltanto con decisione unanime della Corte.

c. Obblighi (statuto)

Giudici e avvocati generali:

  • prestano giuramento (di indipendenza, imparzialità e rispetto del segreto delle deliberazioni) prima di assumere le proprie funzioni;
  • non possono rivestire incarichi politici o amministrativi né svolgere alcuna attività professionale;
  • si impegnano a rispettare gli obblighi derivanti dal loro incarico.

C. Organizzazione e funzionamento (articolo 253 del TFUE e statuto)

1. Assetto istituzionale

Lo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea è stabilito con un protocollo separato allegato ai trattati (articolo 281 del TFUE). La Corte designa tra i suoi membri il Presidente e un Vicepresidente, per un mandato di tre anni rinnovabile (articolo 9bis del protocollo n. 3). Il Presidente dirige i lavori della Corte e presiede le udienze e le deliberazioni della seduta plenaria o della grande sezione. Il Vicepresidente assiste il Presidente nell'esercizio delle sue funzioni e prende il suo posto, se necessario. La Corte nomina il proprio cancelliere. Il cancelliere è il segretario generale dell'ente e ne gestisce i servizi posti sotto l'autorità del Presidente della Corte.

2. Funzionamento

La Corte di giustizia stabilisce il proprio regolamento di procedura. Tale regolamento è sottoposto all'approvazione del Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata. La Corte di giustizia si riunisce in seduta plenaria con 28 giudici, in grande sezione con 15 giudici o in sezioni di tre o cinque giudici. L'istituzione è finanziata dal bilancio dell'UE, in cui dispone di una propria sezione (Sezione IV).

D. Risultati conseguiti

La Corte di giustizia si è dimostrata un elemento trainante dell'integrazione europea.

1. In generale

La sentenza del 15 luglio 1964 nella causa Costa/ENEL è stata fondamentale per stabilire che il diritto comunitario europeo è da intendersi come un ordinamento giuridico autonomo e prioritario rispetto alle norme giuridiche a livello nazionale. La sentenza del 5 febbraio 1963 nella causa Van Gend & Loos ha sancito il principio dell'applicabilità immediata del diritto comunitario davanti ai tribunali degli Stati membri. Vanno altresì ricordate alcune sentenze significative riguardanti la tutela dei diritti della persona, ad esempio la sentenza del 14 maggio 1974 nella causa Nold, in cui la Corte ha affermato tra l'altro che i diritti fondamentali sono parte integrante dei principi generali del diritto di cui la Corte stessa garantisce l'osservanza (4.1.2).

2. In questioni specifiche

  • Diritto di stabilimento: sentenza dell'8 aprile 1976 nella causa Royer, in cui la Corte ha confermato il diritto di un cittadino di uno Stato membro di risiedere sul territorio di un altro Stato membro a prescindere dal rilascio di un permesso di soggiorno da parte dello Stato ospitante.
  • Libera circolazione delle merci: sentenza del 20 febbraio 1979 nella causa Cassis de Dijon, in cui la Corte ha sancito che un prodotto fabbricato e commercializzato legalmente in uno Stato membro deve essere in linea di principio ammesso sul mercato di qualsiasi altro Stato membro.
  • Competenze esterne della Comunità: sentenza AETR del 31 marzo 1971 nella causa Commissione/Consiglio, che riconosce alla Comunità il diritto di stipulare accordi internazionali nei settori che formano oggetto di regolamentazioni comunitarie.
  • Sentenze recenti prevedono un obbligo di risarcimento del danno per gli Stati membri che non hanno recepito direttive nelle normative nazionali o che non l'hanno fatto a tempo debito.
  • Varie sentenze in materia di previdenza sociale e di tutela della concorrenza.
  • Giurisprudenza sulle infrazioni del diritto comunitario commesse dagli Stati membri, essenziali per il corretto funzionamento del mercato comune.

Va inoltre aggiunto che uno dei principali meriti della Corte è stato quello di stabilire il principio secondo cui i trattati non devono essere interpretati rigidamente, ma vanno considerati alla luce dello stato dell'integrazione e degli obiettivi da essi stessi fissati. Di fatto, tale principio ha consentito di legiferare in settori non contemplati da specifiche disposizioni dei trattati, per esempio quello della lotta all'inquinamento ambientale (in una sentenza del 13 settembre 2005 (causa C-176-03) la Corte ha infatti permesso all'Unione europea di stabilire alcune norme in ambito penale ritenute «necessarie» per conseguire l'obiettivo perseguito in materia di tutela dell'ambiente).

Il Tribunale

A. Base giuridica

Articoli da 254 a 257 del TFUE, articolo 40 del trattato Euratom e Titolo IV del protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea allegato ai trattati.

B. Composizione e statuto (articolo 254 del TFUE)

1. Composizione

a. Numero (articolo 19 del TUE, articolo 254 del TFUE)

L'articolo 254 del TFUE prevede che il numero dei giudici sia stabilito dallo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea. L'articolo 48 del protocollo n. 3 del presente statuto, modificato da ultimo dal regolamento (UE, Euratom) 2016/1192, del 6 luglio 2016, prevede che il Tribunale sia composto di 47 giudici, a decorrere dal 1o settembre 2016, e di due giudici per Stato membro a decorrere dal 1o settembre 2019. I giudici sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri, previa consultazione di un comitato incaricato di fornire un parere sull'adeguatezza dei candidati all'esercizio delle funzioni di giudice. Il mandato è di sei anni ed è rinnovabile. I giudici possono essere chiamati a svolgere le funzioni di avvocato generale, a differenza della Corte di giustizia, il Tribunale non dispone di avvocati generali permanenti.

b. Condizioni da soddisfare

Identiche a quelle del mandato della Corte di giustizia (articolo 19 del TUE).

c. Procedura di nomina

Identica a quella del mandato della Corte di giustizia.

2. Caratteristiche del mandato

Identiche a quelle del mandato della Corte di giustizia.

C. Organizzazione e funzionamento

I giudici nominano il loro Presidente per un periodo di tre anni, scegliendolo tra loro, e il loro cancelliere per un mandato di sei anni, nonostante il Tribunale utilizzi i servizi della Corte di giustizia per le sue esigenze amministrative e linguistiche.

Di comune accordo con la Corte di giustizia, il Tribunale definisce il proprio regolamento di procedura. Il Tribunale si riunisce in sezioni, composte di tre o cinque giudici. Il suo regolamento di procedura stabilisce quando il Tribunale si riunisce in seduta plenaria, in grande sezione o a giudice unico. Oltre l'80 % delle cause portate dinanzi al Tribunale sono ascoltate da una sezione di tre giudici. Il Parlamento e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (mediante regolamenti su una proposta della Commissione, previa consultazione della Corte di giustizia, o su richiesta della Corte di giustizia, previa consultazione della Commissione), possono istituire tribunali specializzati affiancati al Tribunale per ascoltare e determinare nel primo grado di giudizio talune categorie di azioni o procedimenti promosse in aree specifiche, ad esempio l'istituzione di un nuovo tribunale specializzato per marchi, modelli e disegni, attualmente all'esame.

L'ex Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea

È stato istituito nel 2004 con la funzione di trattare il contenzioso che oppone le istituzioni dell'Unione e i loro agenti, in assenza di una giurisdizione nazionale competente. Come parte dell'aumento del numero totale dei giudici della Corte di giustizia, il Tribunale della funzione pubblica è stato sciolto il 1° settembre 2016 e integrato nel Tribunale dal regolamento (UE, Euratom) 2016/1192 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, relativo al trasferimento al Tribunale della competenza a decidere, in primo grado, sulle controversie tra l'Unione europea e i suoi agenti. Il 1settembre 2016 le cause pendenti dinanzi al Tribunale della funzione pubblica al 31 agosto 2016, sono state trasferite al Tribunale. Il Tribunale continua a trattarle nello stato in cui si trovavano a tale data, gli atti di procedura adottati dall'ex Tribunale della funzione pubblica rimangono applicabili.

Ruolo del Parlamento europeo

Già dal 1990, con una sentenza pronunciata in seguito a un ricorso presentato dal Parlamento nel quadro della procedura legislativa sull'adozione di misure sanitarie da adottarsi dopo l'incidente nucleare di Chernobyl, la Corte ha riconosciuto al Parlamento europeo il diritto di proporre alla Corte ricorsi di annullamento per salvaguardare le proprie prerogative nell'ambito della procedura legislativa.

Ai sensi dell'articolo 257 del TFUE, il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, possono istituire tribunali specializzati affiancati al Tribunale e incaricati di conoscere in primo grado talune categorie di ricorsi proposti in materie specifiche. Il Parlamento europeo e il Consiglio deliberano mediante regolamenti su proposta della Commissione e previa consultazione della Corte di giustizia o su richiesta della Corte di giustizia e previa consultazione della Commissione.

Conformemente all'articolo 281 del TFUE, lo Statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea è emendato dal Parlamento europeo e dal Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (sotto forma di un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio). Un esempio di questa partecipazione del Parlamento europeo è la recente proposta della Corte del 26 marzo 2018 di modifica del suo statuto: essa riguarda la possibilità di apportare modifiche alla ripartizione delle competenze tra la Corte di giustizia e il Tribunale in materia di pronunce pregiudiziali.

Il Parlamento europeo è una delle istituzioni di cui all'articolo 263 del TFUE, che può proporre un'azione (come parte in causa) innanzi alla Corte.

Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona i candidati alla funzione di giudice e di avvocato generale sono ora sottoposti alla valutazione di un comitato composto di sette personalità, di cui una designata dal Parlamento europeo (articolo 255 del TFUE).

 

Udo Bux