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Audizione

 

Maroš Šefčovič

Portafoglio: Unione dell'energia - Vicepresidente
 
Giorno 7 , lunedì 20 ottobre 2014 - 19:00 , Strasburgo, S1.4  
 
Domande / Risposte
 
Domande della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

1. Priorità del Commissario


Quali sono le principali priorità che intende perseguire nell'ambito del Suo portafoglio relativo all'Unione dell'energia? Entro quali tempi prevede di realizzare tali priorità? Quali specifiche iniziative legislative e non legislative intende proporre e secondo quale calendario?


Uno dei progetti prioritari della prossima Commissione consisterà nel realizzare un'Unione europea dell'energia con una politica lungimirante in materia di cambiamenti climatici. È fondamentale che i cittadini, le imprese e tutto il nostro continente possano disporre di energia sicura, sostenibile e a prezzi accessibili.


Per fare ciò occorre mettere in campo svariati strumenti legislativi, politici e finanziari in molti settori della nostra economia e in diversi ambiti strategici. Sarà quindi necessario, da un lato, coordinare bene l'azione e ottimizzare il lavoro di squadra all'interno della Commissione, dall'altro operare in stretta collaborazione, fin dall'inizio, con il Parlamento europeo, il Consiglio, gli Stati membri e tutti gli altri portatori d'interesse in modo da creare il più vasto consenso possibile. Dotare l'Europa di una politica energetica migliore sarà un compito molto complesso, per il quale ci servirà un'agenda ambiziosa e integrata.


Gli elementi principali di questa politica sono chiari.


La sicurezza energetica e la solidarietà devono essere i cardini dell'Unione dell'energia. La nostra azione si potrà basare sulla strategia europea di sicurezza energetica presentata dalla Commissione uscente nel maggio 2014, puntando in particolare a diversificare le fonti e le vie d'importazione dell'energia, a utilizzare appieno il mercato interno, a promuovere lo sviluppo di sistemi integrati transfrontalieri e a migliorare l'efficienza energetica. Nell'immediato futuro, la priorità numero uno sarà garantire la sicurezza dell'approvvigionamento per i prossimi tre-dodici mesi, soprattutto nell'inverno imminente, in caso di problemi nelle forniture di gas dalla Russia e dall'Ucraina, predisponendo un piano d'azione a breve termine qualora le forniture fossero effettivamente interrotte, in particolare verso gli Stati membri maggiormente a rischio. Sono qui in gioco la solidarietà e la responsabilità reciproca dell'UE e dei suoi Stati membri, elementi distintivi dell'integrazione europea. Le misure di medio termine dovranno comprendere una revisione del regolamento sulla sicurezza dell'approvvigionamento di gas.


L'Unione dell'energia potrà realmente concretizzarsi solo se ne rafforziamo due tratti costitutivi, ossia la cooperazione e la solidarietà tra gli Stati membri. Assodato che è necessario unire il nostro potere negoziale nei confronti dei paesi terzi, dobbiamo valutare come farlo al meglio: che si tratti dell'acquisizione congiunta di gas, proposta da alcuni, per ridurre le enormi differenze nei prezzi pagati dai singoli Stati membri, oppure di altre opzioni tese a rafforzare la posizione negoziale dell'Europa, occorre valutarle tutte garantendo nel contempo il massimo rispetto della nostra normativa in materia di concorrenza, mercato interno e scambi commerciali. Dovremo inoltre intensificare la diplomazia nelle varie sedi in cui si trattano le questioni dell'energia più in generale, per informare a una maggiore coerenza le relazioni con i principali partner in campo energetico e promuovere una governance regolamentata dell'energia tramite l'AIE, il G7, il G20 e la Comunità dell'energia. In qualità di Vicepresidente per l'Unione dell'energia, mi prefiggo di lavorare in stretta collaborazione con l'Alta rappresentante/Vicepresidente Mogherini e con i colleghi responsabili delle politiche di vicinato e sviluppo.


Il quadro 2030 per il clima e l'energia sarà un'altra componente fondamentale dell'Unione dell'energia, in quanto non riguarda solo aspetti inerenti alla politica per il clima ma investe anche la sicurezza energetica, la competitività e la crescita. Dobbiamo decarbonizzare l'economia, in linea con l'obiettivo a lungo termine stabilito nella tabella di marcia dell'Unione europea per il 2050, e per far ciò occorre ridurre le emissioni di gas serra, aumentare la percentuale di energia da fonti rinnovabili e diminuire i consumi energetici. Il rafforzamento del sistema per lo scambio delle emissioni dell'UE (ETS), attraverso l'introduzione della riserva stabilizzatrice del mercato, farà sì che questi obiettivi siano raggiunti con il minor costo possibile.


Dobbiamo migliorare l'efficienza energetica. Il Presidente eletto Juncker è stato molto chiaro circa l'importanza che attribuisce a questo aspetto. Dovremo presentare nuove idee in materia di efficienza energetica e non solo per ridurre il consumo di energia nell'ambito della politica per il clima, ma anche per garantire la sicurezza energetica, stimolare l'innovazione e dare un forte impulso all'occupazione, alla crescita e agli investimenti. Il settore abitativo è responsabile del 40% dei consumi energetici finali dell'UE. L'ammodernamento del parco immobiliare obsolescente potrebbe ridurre di molto questi consumi e far risparmiare ingenti costi alle famiglie, purché definiamo le condizioni giuste per agevolarlo, anche mediante un accesso più facile ai servizi finanziari e tecnici. I trasporti sono responsabili del 32% del consumo finale di energia e il loro contributo alle politiche per il clima e l'energia può essere più che utile, sotto forma, ad esempio, di un'infrastruttura per i combustibili alternativi o di sistemi di trasporto e gestione dei trasporti più efficienti, la cui realizzazione offre un enorme potenziale.


Producendo più energia rinnovabile in Europa contribuiremo ad abbassare le emissioni di carbonio e ridurremo la dipendenza dai combustibili fossili importati dai paesi terzi. Intendiamo presentare proposte in materia di energia rinnovabile nell'ambito del pacchetto di misure di esecuzione del quadro 2030 per il clima e l'energia, in cui definiremo anche le condizioni applicabili agli aiuti di Stato post 2020, all'utilizzo dei fondi unionali per realizzare progetti in materia di energia rinnovabile, nonché allo stimolo della ricerca e dello sviluppo. Allo stesso tempo non dobbiamo ignorare le perplessità che sono state espresse in merito alla sostenibilità di alcuni elementi del mix delle energie rinnovabili - biocarburanti per il trasporto e biomassa per la produzione di energia elettrica. A livello mondiale l'Europa si è ritagliata un ruolo di primo piano nel settore delle rinnovabili, settore che grazie a nuove tecnologie e innovazione ha visto la creazione di molti nuovi posti di lavoro. Dobbiamo puntare a fare dell'Unione europea il leader mondiale in questo campo.


Il lavoro già intrapreso e quello in programma sul quadro 2030 per il clima e l'energia confermeranno la leadership dell'UE negli importanti negoziati sui cambiamenti climatici che precedono la conferenza di Parigi dell'anno prossimo, per il cui successo intendiamo impegnarci al massimo.


Tra le priorità dell'Unione dell'energia da realizzare durante il prossimo mandato deve figurare anche il completamento del mercato interno dell'energia, che si tradurrà innanzitutto nella piena attuazione della legislazione vigente. L'aumento della concorrenza dovrebbe contribuire ad abbassare i costi per i cittadini e le imprese, migliorare la competitività e dare impulso all'occupazione e alla crescita. A questo proposito occorre prestare molta attenzione ai bisogni dei clienti vulnerabili e tenere conto di queste istanze di ordine sociale, senza tuttavia impedire al mercato interno dell'energia di espandersi ulteriormente. Occorre adottare un nuovo approccio, che favorisca in particolare una maggiore cooperazione regionale: sarà pertanto necessario sviluppare una rete energetica in grado di gestire e distribuire energia da fonti rinnovabili, ottimizzare l'utilizzo dell'infrastruttura di trasmissione e creare un contesto in cui le famiglie partecipino attivamente alla rete sul versante sia dell'offerta sia della domanda e in cui i prezzi per i consumatori siano orientati da forze di mercato che tengano conto di tutti gli effetti esterni.


In qualità di Vicepresidente per l'Unione dell'energia intendo fare il possibile per sostenere il Vicepresidente Katainen in una delle prime grandi iniziative del nuovo Collegio, ossia il pacchetto da 300 miliardi di euro annunciato dal Presidente eletto Juncker e destinato a creare posti di lavoro, crescita e investimenti. Le politiche in materia di energia e clima possono apportare un importante contributo a questo pacchetto. La Commissione farà quanto in suo potere per aiutare gli Stati membri a colmare le lacune di fondo dell'infrastruttura energetica, facilitando la tempestiva attuazione dei progetti di comune interesse elencati nella strategia di sicurezza energetica. L'infrastruttura energetica deve essere ampliata e modernizzata per consentire la libera circolazione dell'energia all'interno dell'UE ed eliminare le isole energetiche. Non sarà facile acquisire i finanziamenti necessari dai governi, dall'industria e dai privati. Poiché i fondi dell'UE sono soggetti a limiti rigorosi, è urgente definire meccanismi finanziari innovativi per stimolare e attrarre investimenti pubblici e privati nelle infrastrutture, quali le reti energetiche, e nelle rinnovabili, nonché per incentivare i privati, soprattutto le famiglie, a investire nell'efficienza energetica.


2. Qualità e trasparenza delle proposte legislative


In che modo intende garantire personalmente la buona qualità delle proposte legislative, la piena trasparenza delle attività di lobbying (dirette a Lei e ai Suoi servizi) e la consultazione coerente ed equilibrata di tutte le parti interessate, tenendo altresì conto della necessità di effettuare approfondite valutazioni d'impatto?


L'esperienza acquisita con l'attuale portafoglio, così come le precedenti responsabilità all'interno di un'amministrazione nazionale mi hanno insegnato quanto sia fondamentale la qualità della legislazione dell'UE per chi deve applicarla e attuarla. Sono convinto che la Commissione disponga già di una serie di ottimi strumenti per un'elaborazione delle politiche fondata su dati concreti, tra cui la consultazione pubblica dei portatori di interesse, contatti intensi con il Parlamento europeo, con le altre istituzioni e gli Stati membri, la disponibilità all'ascolto di tutte le opinioni e gli studi preparatori a cura di consulenti esterni. Le valutazioni d'impatto delle proposte della Commissione sono molto più accurate e concorrono in modo significativo a migliorare la qualità della legislazione unionale.


Tutti questi strumenti esistono già e sarà nostro compito continuare a perfezionarli e utilizzarli. Da Vicepresidente mi premerà garantire che i risultati siano attentamente vagliati e che nella preparazione della legislazione tutte le parti siano ascoltate. Se questi sono aspetti importanti del legiferare in qualsiasi settore, lo sono ancor di più per un settore delicato, variegato e complesso come lo sviluppo di un'Unione dell'energia resiliente con una politica lungimirante in materia di cambiamenti climatici. Sono inoltre convinto che, se vogliamo migliorare la qualità della legislazione dell'Unione europea e la sua comunicazione, i servizi e i commissari devono operare all'insegna della cooperazione tra i vari portafogli.


Questo vale naturalmente non solo per la nuova legislazione ma anche per quella già vigente, che andrà valutata per verificarne l'efficacia e individuare la necessità e le opportunità di riorientarne gli obiettivi, ridurre gli oneri normativi o semplificarli. Sarò lieto di lavorare su questo fronte con Frans Timmermans, con il quale ho già avuto il piacere di collaborare durante il mio mandato nella Commissione uscente.


In qualità di Vicepresidente responsabile delle relazioni interistituzionali e dell'amministrazione mi sono occupato anche dell'iniziativa della Commissione a favore della trasparenza, elemento che in questo contesto reputo di estrema importanza. Mi impegno pertanto ad attuare pienamente le disposizioni ad ampia portata dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione per quanto riguarda la trasparenza e lo scambio di informazioni tra le due istituzioni. È mia intenzione inoltre continuare a sostenere i significativi sforzi della Commissione, ai quali ho contribuito durante il mio attuale mandato, per rendere più trasparente la sua attività per il pubblico e ampliare il più possibile la consultazione nella fase di elaborazione delle politiche. Nel 2010-11 ho negoziato con il Parlamento europeo l'accordo interistituzionale sul registro per la trasparenza del Parlamento europeo e della Commissione e nel 2013-14 la sua revisione, e appoggio pienamente l'invito del Presidente eletto Juncker, espresso nei suoi orientamenti politici, a migliorare la trasparenza nei contatti con i portatori d'interessi e i lobbisti, in particolare la sua intenzione di proporre un registro obbligatorio per le tre istituzioni. Mi impegno a rendere pubblici tutti i contatti e le riunioni con le organizzazioni professionali o i lavoratori autonomi che riguardino qualsiasi questione inerente all'elaborazione e all'attuazione delle politiche dell'Unione europea e intendo garantire che i miei collaboratori rispettino le norme etiche applicabili ai rapporti tra il personale della Commissione e i lobbisti e tutti gli altri portatori di interesse.


3. Coordinamento e cooperazione


In qualità di Vicepresidente responsabile per l'Unione dell'energia, in che modo intende gestire il coordinamento con i Commissari nella Sua équipe e con gli altri Vicepresidenti i cui ambiti di competenza hanno un impatto sul Suo settore o sono da esso influenzati? In che modo intende garantire una maggiore cooperazione con le commissioni parlamentari competenti?


L'Unione dell'energia coinvolge molti settori politici: energia, azione per il clima, trasporti e mercato interno; industria, imprenditoria e PMI; ambiente, affari marittimi e pesca; politica regionale; agricoltura e sviluppo rurale; ricerca, scienza e innovazione. Dovremo mobilitare trasversalmente un'ampia gamma di strumenti legislativi, politici e finanziari in molti settori essenziali della nostra economia; sarà necessario coordinarci con diversi Commissari e Vicepresidenti e lavorare in gruppo, invece che su binari paralleli, evitando o superando, laddove necessario, modi di ragionare a compartimenti stagni. Offrirò il mio pieno sostegno al Vicepresidente Katainen e alla sua squadra nel preparare il pacchetto per l'occupazione, la crescita e gli investimenti che sarà presentato entro i primi tre mesi del prossimo Collegio. A questo proposito gli investimenti nel settore dell'energia, che si tratti di reti, energie rinnovabili o efficienza energetica, costituiranno un importante contributo.


Un coordinamento e una cooperazione efficaci creeranno sinergie, consentendoci di compiere progressi su molti aspetti: l'applicazione delle tecnologie dell'informazione intelligenti alle reti di transito e di distribuzione; la partecipazione attiva dei consumatori al mercato; la valorizzazione del potenziale delle tecnologie innovative mediante la ricerca; una politica fiscale intelligente che penalizzi finanziariamente chi inquina; la gestione delle ricadute della scelta tra la produzione di alimenti e quella di carburanti/energia ("food vs. fuel") nel settore agricolo e il ruolo di quest'ultimo nella mitigazione dei cambiamenti climatici, mantenendo una produzione alimentare adeguata alla popolazione mondiale in crescita; norme atte a garantire condizioni eque di concorrenza; una politica di coesione che sostenga gli obiettivi in materia di clima e energia e dialoghi con il resto del mondo sugli aspetti energetici e climatici di portata globale.


È pertanto piuttosto evidente che, per assolvere efficacemente al mio mandato, sarà necessario il lavoro di squadra attivo di diversi membri del Collegio e dei loro servizi, senza il quale sarà arduo realizzare questo importante progetto strategico: sono convinto che la mia esperienza e le buone relazioni di lavoro con tutti i componenti dell'attuale Commissione mi aiuteranno a trovare il modo giusto per conseguire questo obiettivo.


Essendo stato responsabile delle relazioni interistituzionali nel corso degli ultimi anni, ho negoziato l'attuale accordo quadro con il Parlamento europeo a nome della Commissione. Pertanto confermo il mio impegno a instaurare con il Parlamento europeo e le sue commissioni un dialogo politico costruttivo basato su principi di apertura, trasparenza, fiducia reciproca, comunicazione e scambio regolare di informazioni, in modo da consentire al Parlamento di esercitare in maniera efficace il suo compito di controllo democratico. Condivido pienamente l'intenzione del Presidente eletto Juncker di rafforzare la relazione speciale tra la Commissione e il Parlamento europeo e le sue commissioni, nel pieno rispetto dell'accordo quadro.


Ciò vale in particolare per l'instaurazione e il mantenimento di strette relazioni con le due commissioni collegate al portafoglio (ITRE e ENVI), alle quali confermo la mia disponibilità a partecipare a tutte le riunioni di commissione quando mi venga chiesto, a garantire un flusso costante e diretto di informazioni con il presidente delle commissioni parlamentari, a rendermi disponibile per incontri bilaterali e per comunicare direttamente con tutti i membri della commissione, nonché a fornire informazioni rapide e chiare e un seguito ai pareri espressi nel corso di tali riunioni.


4. Controllo e negoziati internazionali


Quali misure intende adottare per facilitare il controllo, da parte delle commissioni parlamentari competenti, delle procedure legislative e non legislative (inclusa l'elaborazione di atti delegati e di esecuzione), così come il monitoraggio (controllo) della loro attuazione? Come intende assicurare che le commissioni parlamentari competenti siano tenute debitamente informate degli eventuali accordi internazionali conclusi nel Suo settore, tenendo conto dell'esperienza acquisita nel quadro dei negoziati TTIP? Come intende garantire una posizione coerente dell'UE nei prossimi vertici internazionali sul clima?


Durante il mandato in corso sono stato responsabile, tra l'altro, dell'attuazione di molti aspetti istituzionali del trattato di Lisbona e mi sono occupato molto spesso di atti delegati e di esecuzione. Sono più che consapevole dei diversi punti di vista e delle controversie tra istituzioni degli ultimi anni. Si tratta di una questione importante per tutte le istituzioni ed è evidente che le soluzioni devono essere conformi al trattato e garantire maggiore partecipazione e trasparenza. In base alla mia esperienza sono convinto che sia necessario ricercare le soluzioni orizzontalmente tra le istituzioni, in quanto riguardano tutti i portafogli e rivestono carattere interistituzionale. Al riguardo il collega Timmermans svolgerà un ruolo importante. Per quanto concerne gli ambiti che rientrano nella mia sfera di competenza, sicuramente mi impegnerò affinché la Commissione rispetti gli impegni assunti in linea con l'intesa comune sugli atti delegati e con l'accordo quadro con il Parlamento che ho negoziato a nome della Commissione. Penso in particolare all'impegno di condurre consultazioni adeguate e trasparenti a livello di esperti nella preparazione degli atti delegati o a quello di garantire che il Parlamento e gli Stati membri ricevano tutte le informazioni pertinenti, il che presuppone naturalmente il pieno rispetto delle disposizioni dell'accordo quadro in relazione alla partecipazione degli esperti del Parlamento alle riunioni dei gruppi di esperti. Per quanto riguarda gli atti di esecuzione, un quadro giuridico chiaro e organico è già in vigore grazie al regolamento (UE) n. 182/2011 e la trasparenza è assicurata dal registro della comitatologia.


In merito all'attuazione della legislazione dell'UE, è doveroso rispettare gli obblighi di comunicazione conformemente alla normativa applicabile e, ove necessario, è opportuno che la Commissione risponda alle richieste di informazioni che esulano da tali obblighi e riferisca ai membri del Parlamento europeo nel contesto delle nostre comunicazioni periodiche. L'applicazione dell'acquis dell'Unione e la garanzia che venga effettivamente applicato sono fondamentali perché le politiche dell'UE abbiano concreta attuazione e diano risultati.


Sarò pronto a informare periodicamente il Parlamento europeo sull'andamento dei negoziati internazionali nei miei ambiti di competenza, naturalmente in stretta collaborazione con i colleghi Commissari competenti per le relazioni internazionali, quando sarò invitato a riferire alle commissioni ITRE o ENVI o in altre opportune occasioni. Già durante l'attuale mandato è stato per me vitale avere un dialogo aperto con le commissioni, sentire le loro posizioni sia sulle questioni internazionali che su altri aspetti e avvalermi dei risultati conseguiti grazie ai contatti internazionali del Parlamento. Va da sé che l'accordo quadro costituisce la base della nostra collaborazione.


Nei negoziati internazionali l'UE è più forte e più efficiente quando è unita e parla con una sola voce, impedendo ai partner internazionali di far leva sulle divisioni tra Stati membri per indebolirla. Ciò è particolarmente vero per le politiche in materia di clima ed energia. Sarà quindi uno dei miei impegni principali garantire che l'UE si presenti all'esterno con posizioni coerenti tra di essa e i suoi Stati membri, nonché tra i settori del clima e dell'energia, per sfruttare le utilissime sinergie che si vengono a creare.


Nel settore dell'energia abbiamo alcuni esempi di accordi internazionali di cui l'UE è parte contraente: penso che dovremmo averne di più in futuro. Sono elementi fondamentali se vogliamo che l'UE parli con una sola voce per garantirci l'approvvigionamento energetico e promuovere una transizione sostenibile dei nostri sistemi energetici, ma anche per esportare le nostre tecnologie e le nostre norme. Va da sé che anche a questo riguardo mi atterrò integralmente alle pertinenti disposizioni del trattato e dell'accordo quadro.


Nei negoziati internazionali sul clima, solo presentandosi unita l'UE è riuscita a far adottare a Durban la decisione fondamentale di concludere un nuovo accordo mondiale applicabile a tutti nel 2015. L'UE e i suoi Stati membri hanno acquisito una grande esperienza nei negoziati relativi agli accordi "misti", compresi quelli sui cambiamenti climatici e altri accordi multilaterali sull'ambiente, e il coordinamento all'interno dell'UE è rodato e trasparente. Prima di adottare e firmare l'accordo del 2015 credo sia indispensabile che ciascuno Stato membro si riconosca pienamente nelle sue finalità: solo in questo modo possiamo assicurarci che tutti gli Stati membri ratifichino questo accordo giuridicamente vincolante (consentendone l'entrata in vigore ben prima del 2020) e traducano effettivamente nella pratica gli impegni sottoscritti.


Una voce europea forte sul clima esige anche un sostegno forte da parte del Parlamento e una stretta cooperazione tra le nostre istituzioni. La ratifica e l'applicazione di un nuovo accordo mondiale vincolante sul clima richiederanno il consenso del Parlamento. Insieme al Commissario per l'Azione per il clima e l'energia, terrò costantemente informato questa assemblea dei progressi dei negoziati. In occasione dei vertici di Lima e Parigi sarò pronto a discutere in quest'Aula i preparativi e l'esito. Intendo inoltre perpetrare la prassi di accogliere una delegazione del Parlamento nei negoziati importanti, sull'andamento dei quali fornirò aggiornamenti giornalieri.


Infine, per quanto riguarda il settore nucleare, ricordo che la Comunità Euratom è parte contraente di tutte le principali convenzioni internazionali concluse sotto gli auspici dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica e ha sottoscritto diversi accordi di cooperazione in campo nucleare con paesi terzi. So che con il Parlamento europeo è stata concordata una prassi alla quale mi atterrò continuando a tenere informate le commissioni parlamentari competenti su tutti gli accordi internazionali negoziati sulla base del trattato Euratom.