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12 agosto, Martin Schulz in Italia per commemorare la strage di Sant'Anna di Stazzema

Nella giornata del 12 agosto il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz concluderà con un suo intervento la giornata di commemorazione del 68° anniversario della strage di Sant'Anna di Stazzema (Lucca).

Nell'estate del 1944 il piccolo e nascosto paese di Sant'Anna di Stazzema dette accoglienza a un migliaio di rifugiati.
Provenivano in gran parte dalla piana della Versilia, ma anche da località più lontane: Foligno, Piombino, La Spezia, Genova, Napoli, Castellammare di Stabia, Pavia, dall'Isola d'Elba. La popolazione quasi si quadruplicò, fino ad arrivare a circa 1500 unità.

All'alba del 12 agosto, quattro colonne di SS salirono a Sant'Anna, utilizzando come portatori alcuni uomini catturati precedentemente nella piana della Versilia. Verso le sette il paese era ormai circondato.
La salita fu compiuta durante la notte; fu quindi essenziale la guida di italiani, per lo più versiliesi, profondi conoscitori dei luoghi poiché per raggiungere Sant'Anna, dopo almeno due ore di faticosa marcia, si dovevano percorre delle vecchie mulattiere. E fu proprio questa caratteristica che aveva spinto gli sfollati a raggiungere questi luoghi ritenuti praticamente inaccessibili.
Alcuni superstiti dell'eccidio hanno rilasciato precise testimonianze in merito all'operato dei collaborazionisti, fascisti locali. Individui col volto coperto, che parlavano italiano, addirittura in dialetto versiliese.

Gli abitanti non pensavano a una strage, ma piuttosto a una normale operazione di rastrellamento. Molti uomini infatti fuggirono, nascondendosi nei boschi.
Le descrizioni di ciò che accadde sono terribili. Molte persone furono strappate dalle loro case, condotte nella piazza della chiesa e uccise a colpi di mitragliatore. Gli assassini diedero poi fuoco a quei poveri corpi aiutandosi con le panche della chiesa devastata.
Gli abitanti ancora nelle case vi furono bloccati e uccisi, poi le case bruciate, con i vivi e i morti e le bestie nelle stalle.
Coloro che tentavano di fuggire venivano raggiunti con raffiche di mitragliatrice.

La sepoltura delle salme, a cui presero parte una trentina di volontari, avvenne il 14 agosto.
I cadaveri nella piazza della chiesa furono 132, fra cui 32 bambini. Altri 8 cadaveri furono trovati dietro il campanile e pare fossero quelli dei  portatori.

Le vittime furono quasi seicento.

Per più di un mese circa 180 persone sopravvissero, nascoste nelle grotte e nelle vicine miniere, fra gli stenti.
Dopo il mese di settembre, con l'arrivo degli alleati, i superstiti fecero ritorno al paese, nelle poche case rimaste integre.
Solo dalla fine del 1945, con la Liberazione e la fine del conflitto, fu possibile avviare la ricostruzione, ma era forte anche il desiderio di dare degna sepoltura alle vittime.

Nel 1945 il Comune di Stazzema bandì un concorso per onorare, con un Monumento Ossario, i martiri dell'eccidio. Per rendere visibile l'opera dai monti circostanti, dalla valle e perfino dal litorale tirrenico, fu scelto il Col di Cava. Nel 1947 cominciarono i lavori di edificazione del Monumento Ossario, dove vennero traslati i resti delle vittime dalle fosse comuni. Il Monumento venne inaugurato ufficialmente il 12 agosto del 1948, nel IV Anniversario della strage.

 

La cerimonia al Monumento Ossario - Col di Cava

Programma

ore 11.00 Deposizione Corona di alloro da parte delle autorità
ore 11.15 Saluto del Sindaco di Stazzema e Presidente del Comitato Onoranze ai Martiri di Sant'Anna, Michele Silicani
Saluto del Presidente dell'Associazione Martiri di Sant'Anna
Saluto del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi
Intervento conclusivo del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz

Saranno presenti: Regioni, Province e Comuni d'Italia con i propri Gonfaloni; i Comuni Gemellati di Marzabotto, Monzuno, Grizzana Morandi; LVR- Confederazione Generale della Renania; Leonardo Domenici, Eurodeputato; Jens Geier, Eurodeputato; Parlamentari della Versilia; Comunità Senegalese della Toscana; Spi-Cgil.

Per maggiori informazioni clicca qui
 

La ricerca dei colpevoli

Dopo i processi a due militari SS nel 1948 (al gen. Max Simon) e nel 1951 (al mag. Walter Reder) conclusi il primo con sentenza di condanna a morte, commutata in ergastolo e poi in grazia, e il secondo con assoluzione per insufficienza di prove, non si parlerà più della strage di Sant'Anna di Stazzema.  

Nel 1994, a Roma, mentre prendeva avvio innanzi al Tribunale Militare il procedimento penale contro Erich Priebke - il comandante SS condannato per l'eccidio delle Fosse Ardeatine -, nella sede della Procura Generale Militare veniva scoperto un archivio contenente 695 fascicoli per i quali, nel 1960, era stata disposta una "provvisoria archiviazione". Si trattava dei documenti relativi a centinaia di crimini compiuti dai nazifascisti nel periodo 1943-1945 ai danni di vittime civili, affluiti dopo la Liberazione a Palazzo Cesi, sede della Procura.

Nel 1996 i fascicoli riguardanti la strage di Sant'Anna e contenuti in quell'archivio vennero inviati alla Procura Militare di La Spezia il cui Tribunale, il 22 giugno 2005, a ben 61 anni dall'eccidio, ha emesso la sentenza di condanna all'ergastolo per i dieci ex SS imputati. La sentenza è stata confermata dalla Corte d'Appello militare di Roma il 21/11/2006 e ratificata dalla Cassazione l'8 novembre 2007.

La Commissione parlamentare d'inchiesta sulle cause dell'occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti, istituita nel 2003 da Camera e Senato, ha presentato la sua relazione finale nel febbraio del 2006.

Relazione finale della Commissione parlamentare