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  Le garanzie procedurali per i minori indagati o imputati in procedimenti penali

 

Caterina Chinnici riferisce martedì 8 marzo in Plenaria sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle "garanzie procedurali per i minori indagati o imputati in procedimenti penali"  (RelazioneA8-0020/2015). Tale proposta si inserisce nella "tabella di marcia per il rafforzamento dei diritti procedurali di indagati o imputati in procedimenti penali" adottata dal Consiglio il 30 novembre 2009.

La Commissione europea stima che ogni anno sono oltre 1 milione i minori sottoposti a procedimenti penali nell'UE, ovvero il 12% delle persone coinvolte in procedimenti penali nello stesso territorio. Oltre al dato numerico, a preoccupare sono le forti differenze esistenti tra gli Stati membri nel trattamento dei minori sottoposti a procedimento penale.

Le ricerche effettuate a livello europeo mostrano che, allo stato attuale, i diritti dei minori nelle varie fasi del procedimento non sono sufficientemente garantiti all’interno dell’Unione, e sono tanti i casi di condanna degli Stati da parte dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.


In effetti, nonostante la moltitudine di documenti internazionali, non esiste una definizione normativa degli elementi fondamentali dell' "equo processo minorile", e la giurisprudenza si muove in un quadro parziale e frammentario.

E' in tale contesto che si inserisce la proposta di direttiva della Commissione, volta a definire un ristretto ma organico catalogo di diritti dei minori indagati o imputati in procedimenti penale (o oggetto di un procedimento di esecuzione del mandato d'arresto europeo), attraverso un corpo strutturato di norme "minime", tra loro reciprocamente connesse e calibrate sulle specifiche esigenze dei minori lungo tutto il corso del procedimento.

La relatrice per la commissione LIBE - Libertà civili, giustizia e affari interni - condivide l’ispirazione e l'impostazione generale, nonché i contenuti principali.
Propone alcuni emendamenti volti quasi esclusivamente a perfezionare, estendere, rafforzare o precisare la disciplina dei vari diritti elencati nella proposta dalla Commissione.

Tra le proposte di "estensione" dei diritti, vi è in particolare quella "generale" relativa al campo di applicazione dell'intera direttiva, che si ritiene di dover estendere ai soggetti che abbiano compiuto i diciotto anni, ma non ancora i ventuno, qualora il reato sia stato commesso prima del compimento dei diciotto anni.