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  Revisione intermedia della strategia dell'UE sulla biodiversità

 

Lunedì 18 gennaio 2016 Mark Demesmaeker (ECR, BE) presenterà al Parlamento europeo riunito in seduta plenaria a Strasburgo, a nome della commissione Ambiente (ENVI), la relazione sulla revisione intermedia della strategia dell'UE riguardo la biodiversità.

Per quanto sia ritenuto un elemento fondamentale per la salute, il benessere e la prosperità economica, tuttavia nella relazione si evidenzia come la biodiversità sia gravemente minacciata in Europa e in tutto il mondo: le specie si estinguono a un ritmo elevatissimo e ciò è dovuto alle attività umane.

A conferma di come la perdita di biodiversità sia dannosa e comporti perdite per la natura, l'umanità e l'economia, la relazione cita il "Global risks perception survey 2014", ovvero il Forum economico mondiale, che ha collocato la perdita di biodiversità e il collasso degli ecosistemi tra i dieci rischi globali più gravi. Per fronteggiare questo pericolo, nel 2011, l'Unione europea ha quindi elaborato una nuova strategia.

I capi di stato e di governo hanno definito come obiettivo principale quello di arrestare la perdita di biodiversità nell'UE entro il 2020 attraverso una strategia elaborata in sei obiettivi:


1) l'attuazione completa delle direttive Habitat e Uccelli (le direttive sulla tutela della natura);
2) la conservazione e il ripristino degli ecosistemi e dei loro servizi;
3) l'incremento del contributo dell'agricoltura e della silvicoltura al mantenimento e al rafforzamento della biodiversità;
4) la garanzia di un uso sostenibile delle risorse alieutiche;
5) la lotta contro le specie esotiche invasive;
6) un maggiore contributo dell'Unione alla prevenzione della perdita di biodiversità a livello mondiale.

Tra le misure aggiuntive, nella relazione si evidenzia la necessità di non restringere il concetto di natura alle sole aree protette, e l'esigenza di un piano mirato per rendere più verdi le città contribuendo a riduzioni importanti della temperatura nei centri abitati.

Nella relazione si sostiene inoltre che investire nella natura e nella biodiversità sia fondamentale dal punto di vista socioeconomico: si menziona il dato secondo il quale l'assenza di azioni mirate causa una perdita annuale di servizi eco-sistemici pari al 7% del PIL globale.

Nella relazione si chiede dunque l'adozione di prassi di eccellenza per stimolare un cambiamento attraverso una migliore attuazione e applicazione della legislatura vigente, ritendo dunque inutile cambiarla quando il problema risiederebbe semmai in una sua incompleta e insufficiente applicazione.

La relazione termina con un monito che ricorda a tutti come la biodiversità sia essenziale per la natura stessa, per la salute, il benessere e la prosperità dei nostri figli e delle generazioni future.