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Diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi

Martedì 9 giugno, il Parlamento europeo ha votato due risoluzioni sul tema della protezione dei diritti di proprietà intellettuale.
In particolare, è stata approvata la risoluzione presentata dall'eurodeputata Alessia Mosca (S&D-IT), sulla strategia per la tutela e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi, con 521 voti a favore, 164 contrati e 17 astensioni.
Nella proposta, la relatrice ha posto l'accento sugli effetti recati dai prodotti contraffatti a danno dei consumatori e, più in generale, a svantaggio dell'economia, della produzione di qualità e della ricerca.

Obiettivo principale è, quindi, quello di creare "una strategia di valorizzazione e tutela dei diritti di proprietà intellettuale che sappia al tempo stesso essere attenta al possibile impatto sull'accessibilità di alcuni prodotti sensibili come i medicinali e che non restringa i diritti individuali".

Secondo l'eurodeputata Mosca, un'analisi sui cambiamenti legati ai diritti di proprietà intellettuale negli ultimi dieci anni è fondamentale per sviluppare una risoluzione concreta e comprendere i problemi attuali, "a causa dell'impressionante velocità con cui le innovazioni tecnologiche si sono diffuse, anche nei paesi emergenti"

Si stima, infatti, che il "39% dell'attività economica totale dell'Unione europea e il 26% dell'occupazione, cioè 56 milioni di posti di lavoro, sia generato da aziende che investono e si avvalgono di diritti di proprietà intellettuale."

Dai giocattoli ai medicinali, dai prodotti cosmetici a quelli alimentari, "è indispensabile che tutti i cittadini, anche nei gesti quotidiani più piccoli, siano consapevoli e responsabili, perché venga eliminata ogni forma di contraffazione di beni fisici e di pirateria di beni digitali."

Alcune delle misure proposte sono dunque le seguenti:

  • necessità di differenziare tra contraffazione fisica di marchi e brevetti e le violazioni dei diritti d'autore;
  • richiesta di una più stretta collaborazione fra regolatori e dogane;
  • l'instaurazione di un dialogo costruttivo che coinvolga i vari soggetti interessati;
  • il rafforzamento dell'osservatorio europeo sulla violazione dei diritti di proprietà intellettuale con totale indipendenza di gestione;
  • necessità di sottolineare che le indicazioni geografiche sono tanto importanti quanto le altre tipologie di proprietà intellettuale, nella misura in cui assicurano la tracciabilità dei prodotti a beneficio dei consumatori e salvaguardano le competenze dei produttori;
  • maggiore presenza di help-desk sui diritti di proprietà intellettuale nei paesi in via di sviluppo.

Dalla comunicazione, conclude la relatrice italiana, è fondamentale che l'Unione Europea passi a un coerente assetto normativo "che garantirebbe non solo più efficacia, ma anche maggiore forza negoziale, sia nei rapporti bilaterali che nelle discussioni multilaterali ".

Relazione sulla strategia per la tutela e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi (2014/2206(INI))