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Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Roma, 17 novembre

Si è tenuta lunedì 17 novembre al Teatro dei Servi di Roma la serata organizzata dall'Ufficio d'informazione per l'Italia del Parlamento europeo per celebrare la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Al termine dello spettacolo «Passi affrettati», una pièce completamente dedicata al tema della violenza contro le donne, tratta da un libro di Dacia Maraini, si è aperto lo spazio per il dibattito.

«In Europa una donna su quattro una volta nella vita è stata vittima di violenza. - ha affermato l'eurodeputata Roberta Angelilli - Vuol dire che il fenomeno non tocca solo zone di emarginazione. In quel 25% ci sono laureate, professioniste ci sono persone consapevoli dei propri diritti, che magari non hanno il coraggio di denunciare».

A moderare il dibattito è stata la direttrice dall'Ufficio d'informazione per l'Italia del Parlamento europeo Clara Albani, che ha ricordato l'impegno delle istituzioni comunitarie a sostegno di questa battaglia.

A moderare il dibattito è stata la direttrice dall'Ufficio d'informazione per l'Italia del Parlamento europeo Clara Albani, che ha ricordato l'impegno delle istituzioni comunitarie a sostegno di questa battaglia.

«Non ci sono paesi più poveri in cui la violenza contro le donne si compie e altri più avanzati in cui non c'è. La violenza avviene ovunque quotidianamente. - ha ricordato la scrittrice Dacia Maraini, autrice del libro da cui è tratta la rappresentazione - Nel 2006 ci sono state 4 mila 500 denunce solo in Italia per maltrattamenti, il 5% delle denunce totali. Le leggi non bastano. «È un problema culturale e va affrontato con le armi della cultura».

Dimensioni confermate da Paolo Pobbiati di Amnesty: «In questa sala quasi ognuno di noi potrebbe raccontare una storia di violenza. - ha affermato - Questa percentuale è lo scandalo di questo secolo. Le storie che abbiamo raccolto e che Dacia Maraini ha raccontato sono paradigmatiche di un fenomeno sottovalutato, che fa fatica a uscire perché il contesto è di discriminazione e incredulità. Non c'è cosa peggiore che la sfiducia nel fatto che qualcuno possa risolvere la situazione».