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Parlamento europeo-Parlamenti nazionali

Roma, 11 marzo

Seminario organizzato dall'Aesi, nell'ambito del ciclo annuale di conferenze realizzate con il patrocinio dell'Ufficio per l'Italia del Parlamento europeo, della Rappresentanza della Commissione, delle Nazioni unite e in collaborazione con il Circolo affari diplomatici del Ministero degli esteri.

Nella cornice della Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto-Camera dei Deputati, i relatori hanno dato l'avvio ai lavori ripercorrendo storicamente, attraverso le principali tappe, le relazioni tra Parlamenti nazionali e Parlamento Europeo. A cominciare dal 1957, quando nel Trattato istitutivo, non vi era menzione alcuna dei Parlamenti nazionali.

Un lungo percorso iniziato con l'Assemblea Parlamentare, oggi Parlamento europeo, che proprio il 19 marzo 2008 festeggia i suoi primi cinquant'anni, allora composta da 148 parlamentari nazionali e con ridottissime competenze, continuato con il Trattato di Maastricht del 1992, che istituisce l'Unione europea, nelle cui Dichiarazioni finali, compaiono i primi cenni ai Parlamenti nazionali. Percorso che si conclude oggi con il Trattato di Lisbona che, inglobando alcune norme dal Trattato costituzionale, ha previsto un protocollo ad hoc sul ruolo delle Assemblee nazionali. Secondo il nuovo Trattato che dovrebbe entrare in vigore nel 2009, queste ultime, non solo vengono informate nella fase ascendente dei procedimenti normativi di tutte le proposte di legge ma vengono chiamate anche a controllare il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Ha concluso il dibattito, in veste di rappresentante delle Istituzioni comunitarie, Pier Virgilio Dastoli, direttore della Rappresentanza della Commissione, il quale, soffermandosi su alcune problematiche politiche-istituzionali relative al nuovo trattato, ha messo in luce la mancanza all'interno di Unione a 27 membri di uno spazio comune di dibattito europeo dove si possano sviluppare più incisivamente le politiche comunitarie e di come non esistano ancora partiti politici europei liberi dalla matrice nazionale. Agli interventi dei relatori ha fatto seguito un dibattito che coinvolto i numerosi studenti presenti in sala.