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Protocollo di Kyoto, emendamenti di Doha e il lavoro del PE

Gli emendamenti apportanti al Protocollo di Kyoto in occasione della conferenza ONU sui cambiamenti climatici tenutasi a Doha (Qatar) nel dicembre 2012 hanno formalmente istituito il secondo periodo di impegno per la lotta alle emissioni di CO2. L’UE, gli Stati membri, gli Stati Uniti, la Cina e il Brasile hanno accettato di partecipare, insieme a altre 80 nazioni circa, al secondo periodo nel quadro di un pacchetto più ampio di misure concordate a livello internazionale. Tali misure includono:

  • limitare le proprie emissioni entro il 2020 (oltre l’80% delle emissioni globali è coperto da obiettivi o impegni fino al 2020);
  • raggiungere un consenso a livello internazionale per l’adozione di un nuovo accordo globale sul clima applicabile a tutte le parti entro il 2015, per poi applicarlo a partire dal 2020.

In quest'ottica, la Commissione europea ha presentato il 6 novembre 2013, una proposta legislativa che consente all’UE di ratificare ufficialmente gli emendamenti di Doha (2013-2020) al Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici. Secondo tali emendamenti l’UE, gli Stati membri e l’Islanda si sono impegnati a ridurre del 20% le emissioni complessive di gas a effetto serra rispetto al livello del 1990 o degli altri anni di riferimento scelti. L’impegno a diminuire le emissioni è in linea con gli obiettivi del pacchetto legislativo sul clima e l’energia del 2009 e va di pari passo con le misure di riduzione decise a livello di UE e di Stati membri.

Il 12 gennaio 2015, il Consiglio dell'Unione Europea ha avanzato la ‪‎Proposta di decisione concernente la conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'emendamento di Doha del protocollo di Kyoto.

Successivamente, la Commissione ambiente del Parlamento europeo ha approvato il 6 maggio 2015 a larga maggioranza il testo per la ratifica del secondo periodo di impegno del protocollo di Kyoto e, nella scorsa seduta plenaria del Parlamento europeo tenutasi il 10 giugno 2015, gli eurodeputati hanno votato le relazioni di Elisabetta Gardini (PPE, FI) sulla ‪‎conclusione dell'emendamento di Doha del protocollo di Kyoto, e di Giovanni La Via (PPE, NCD) sulla partecipazione dell'‪‎Islanda‬ al Protocollo.

Cosa accadrà in seguito?

I leader mondiali si incontreranno a Lima, in Perù, dall'1 al 12 dicembre 2015 per discutere l'accordo di riduzione delle emissioni del post-Kyoto II per il periodo successivo al 2020, che sarà firmato a Parigi nel 2015. L'obiettivo? Convincere il maggior numero possibile di paesi a partecipare.

Per il Parlamento europeo la lotta contro il cambiamento climatico è e rimarrà una questione essenziale sulla quale focalizzare l'attenzione. Per questo motivo una delegazione del Parlamento parteciperà alle future conferenze sul clima.

Documenti utili

Cambiamento climatico - Dossier PE
 .
Attuazione tecnica protocollo di Kyoto - Procedura 2013/0377(COD)
 .
Raccomandazione - Emendamento di Doha del protocollo di Kyoto - A8-0167/2015
 .
Raccomandazione - Partecipazione dell'Islanda al protocollo di Kyoto - A8-0166/2015