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Carlo Magno 2018: chi sono i vincitori

Il Premio Carlo Magno della gioventù 2018 è stato assegnato al progetto polacco "Worcation". Secondo premio all’Italia con il progetto "Juvenilia". I rappresentanti dei 28 vincenti nazionali hanno partecipato l'8 maggio alla premiazione ad Aquisgrana.

Premio Carlomagno per la gioventù - Charlemagne Youth Prize @EUyouthPrize - 8 maggio 2018. Congratulazioni ai vincitori: Farah, Mirko, Rozemarijn, Artur amd Tomek.
Premio Carlomagno per la gioventù - Charlemagne Youth Prize @EUyouthPrize - 8 maggio 2018. Congratulazioni ai vincitori: Farah, Mirko, Rozemarijn, Artur amd Tomek.

Il primo premio è stato assegnato al progetto polacco Worcation, che offre ai giovani l’opportunità di uno scambio internazionale con il carattere di un workcamp. I volontari dai diversi paesi vivono e lavorano insieme, e partecipano a gruppi di lavoro su tematiche relative alla seconda guerra mondiale. L'attività si svolge all’interno del campo di prigionia tedesco Stalag VIII A, divenuto oggi un luogo di memoria. Il campo è situato nella città di Görlitz-Zgorzelec, al confine tra Germania e Polonia.

Il progetto italiano Juvenilia, che si è aggiudicato il secondo premio, ha l’intento di diffondere nei giovani l’interesse per l’opera, il balletto, la musica classica e il teatro. La rete è stata fondata nel 1998, e unisce appassionati membri di 22 associazioni giovanili da 8 Paesi europei. Juvenilia organizza scambi culturali in diverse città europee, promuovendo l'incontro con gli artisti e con persone di paesi diversi che condividono gli stessi interessi.

Terzo premio alla giovane rifugiata e blogger somala Farah Abdullahi Abdi, autrice di Never arrive. Farah è arrivata a Malta all'età di 16 anni, senza la sua famiglia, dopo essere dovuta partire dal Kenia a causa del suo orientamento sessuale. Nel racconto, scrive delle ragioni e delle difficoltà del suo viaggio, e di cosa significa essere un rifugiato in Europa. Per Farah si tratta di un viaggio anche emozionale, che ha a che fare con i suoi sogni e le aspirazioni, e con la possibilità di essere ciò che si è, liberi da oppressioni e abusi. La blogger ha attraversato tutto il continente per parlare agli studenti della sua esperienza di vita, offrendo loro un’immagine diversa rispetto a quella diffusa da coloro che sono contrari all’immigrazione.