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Cookie policy del Parlamento Europeo Ufficio in Italia

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A Roma e Milano due incontri con Yamile Saleh

L’Ufficio in Italia del Parlamento europeo ha ospitato, a Roma il 18 e a Milano il 19 giugno 2018, due incontri con Yamile Saleh, madre del premio Sacharov 2017 Lorent Saleh.

In occasione del trentesimo anniversario del Premio Sacharov, il Parlamento europeo ha organizzato due incontri negli uffici di Roma e Milano per discutere delle violazioni dei diritti umani in Venezuela con Yamile Saleh. Suo figlio Lorent, 29 anni, è detenuto da quattro anni nelle carceri venezuelane in seguito all’arresto da parte del Servicio Bolivariano de Inteligencia Nacional (Sebin). Il giovane è un attivista, fondatore della ONG “Operazione Libertà”, e ha promosso proteste e denunce contro gli abusi perpetrati dal regime venezuelano.

Lorent Saleh è stato detenuto per 26 mesi ne “la tumba”, la tomba, l’ex caveau di una banca di Caracas che ospita sette celle di due metri per tre a quindici metri sotto terra. “I detenuti - ha spiegato la Saleh - subiscono torture fisiche ma anche le cosiddette torture bianche, ovvero torture psicologiche e emotive.” Chi si trova in questi prigioni ha circa quaranta minuti a settimana di ora d’aria, se vuole andare al bagno può aspettare anche ore prima di essere autorizzato e vive la gran parte del tempo in piedi.

“Al Parlamento europeo - ha detto Yamile Saleh - chiedo di sostenerci per un Venezuela libero, agli italiani di considerare la libertà come il bene più prezioso. Noi venezuelani, quando riacquisiremo la nostra libertà e democrazia, non ce le faremo più togliere.” Nel 2017, durante la sessione plenaria a Strasburgo, il Parlamento europeo aveva conferito il Premio Sacharov per la libertà di pensiero ai rappresentanti dell’opposizione democratica in Venezuela di cui Lorent Saleh fa parte.

Ai due incontri erano presenti, e hanno portato la loro testimonianza, anche Patricia Betancourt, presidente dell’associazione VenEuropa, Maria Rosaria Lopez, coordinatrice di VenEuropa in Italia, e l’attivista italiana Betty Grossi, detenuta dal 2015 al 2017 in un carcere venezuelano.