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21/04/2015

Agire insieme per rinnovare le politiche di migrazione e di asilo ai rifugiati

L'Europa si fa sentire dopo l'ennesima tragedia nel Mar Mediterraneo. Il Presidente del PE Martin Schulz rinnova il suo invito a un'azione comune e a una strategia europee per le politiche di accoglienza e asilo, e per la regolamentazione dell'immigrazione legale. Dal canto suo il Presidente Tusk convoca per giovedì una riunione straordinaria del Consiglio europeo, dopo quella congiunta dei ministri degli esteri e degli interni di lunedì.

"Immigrazione legale vuol dire speranza, e non disperazione nelle mani dei trafficanti di esseri umani. L'UE deve agire immediatamente. Non voglio essere obbligato - come immagino non lo vogliano i rappresentati nazionali ed europei - ad annunciare tra una settimana o 15 giorni un'altra tragedia". Così ha concluso Martin Schulz la sua dichiarazione di lunedì alla stampa, rilasciata a seguito del naufragio del barcone carico di migranti al largo delle coste libiche, nella notte di sabato.

Il Presidente del PE Martin Schulz ha esordito con i numeri: 300 vittime la scorsa settimana - commemorate in apertura della sessione plenaria del PE - e ora 900 nuove morti di fronte alle coste libiche. Gli Stati membri, le istituzioni europee e quelle internazionali devono agire insieme. C'è bisogno di una strategia a favore dell'immigrazione legale, per la protezione temporanea dei rifugiati e l'asilo politico.

Secondo Schulz, l'immigrazione legale dovrebbe essere regolamentata, come nelle altre grandi aree di immigrazione: gli Stati Uniti, i paesi dell'America Latina, il Canada, l'Australia, la Nuova Zelanda. Dove non si è certi di potere venire accolti ma c'è una possibilità, un'opportunità per l'immigrazione legale. Dunque, con un sistema appropriato, si dovrebbero distribuire gli immigrati legali tra i 28 stati membri dell'Unione.

L'UE deve essere capace di accogliere, in modo giusto ed equilibrato, coloro che hanno bisogno della nostra protezione, anche temporanea. Ad esempio, i rifugiati che fuggono dalle guerre civili ma che vogliono rientrare nei loro paesi d'origine per la ricostruzione, come fu per i profughi libanesi negli anni '80 e come si spera possa essere per quelli siriani.

La reazione dei ministri europei degli esteri e degli interni

I ministri degli esteri e degli interni hanno discusso il 20 aprile, in una riunione straordinaria congiunta, dei temi legati alle migrazioni, a seguito dei recenti eventi nel Mediterraneo. L'Alto Rappresentate per gli Affari esteri e la Politica di sucurezza, Federica Mogherini, ha dichiarato: "Oggi, l'UE reagisce in maniera forte alle tragedie che abbiamo visto accadere nei giorni scorsi. Dobbiamo agire velocemente e insieme".

I ministri si sono detti d'accordo per rafforzare la lotta contro il traffico di esseri umani e l'azione dell'Unione nel salvare vite umane dal mare, e incrementare il supporto ai paesi in prima linea condividendo l'insediamento dei rifugiati.

In aggiunta, si dovrà intraprendere un'azione diplomatica che faccia di più per risolvere le cause profonde del fenomeno, inclusi i conflitti, la povertà e la violazione dei diritti umani. Rihards Kozlovskis, ministro dell'interno della Lituania, ha commentato: "Come Presidenza dell'UE siamo impegnati a facilitare la realizzazione di entrambe le misure identificate oggi e l'Agenda europea sulla migrazione".

Dato che molti dei flussi migratori passano attraverso la Libia, i ministri degli esteri hanno fatto il punto sulla situazione del paese e sul possibile supporto europeo alla formazione di un governo di unità nazionale.

Convocato un Consiglio europeo straordinario sulle pressioni migratorie nel Mediterraneo

Dopo i recenti tragici eventi avvenuti nel Mar Mediterraneo, il Presidente Donald Tusk ha convocato un Consiglio europeo straordinario il 23 aprile.

"La situazione nel Mediterraneo è drammatica, non si può continuare così. Non possiamo accettare che centinaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il mare e raggiungere l'Europa. Ecco perché ho deciso di convocare un Consiglio straordinario questo giovedì, e perché mi sono recato sul posto tre settimane fa.

L'obiettivo del summit è discutere, al livello più alto, cosa gli Stati membri e le Istituzioni europee insieme, possono e devono fare per alleviare ora questa situazione.
Non mi aspetto soluzioni immediate o definitive alle ragioni profonde di queste migrazioni, perché non ce ne sono. Se ce ne fossero state, avremmo dovuto applicarle tempo fa. Mi aspetto però che la Commissione e il Servizio di azione esterna dell'UE presentino proposte per agire subito. Come mi aspetto che gli Stati membri contribuiscano immediatamente.

Alcuni degli argomenti che dobbiamo affrontare urgentemente sono questi:
- come fermare i trafficanti di esseri umani, che cinicamente guadagnano denaro mettendo a rischio le vite dei migranti;
- come migliorare i nostri sforzi combinati per salvare chi si trova in stato di bisogno;
- come supportare gli Stati membri più colpiti da questo fenomeno e
- come migliorare la nostra cooperazione con i paesi di origine e transito dei migranti.

Il Consiglio europeo giovedì incrementerà la discussione della riunione dei ministri degli esteri, della giustizia e degli interni di oggi (20/4/2015, ndr). Ho anche convocato una riunione di coordinamento con la Commissione europea, l'Alto Rappresentante e la Presidenza lituana per preparare il summit.

La situazione nel Mediterraneo riguarda non solamente i paesi che si affacciano su di esso ma tutti noi, tutta l'Europa. Ecco perché dobbiamo agire, e farlo insieme, ora."