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16/04/2015

Cos'è successo durante la sessione del 15 aprile a Bruxelles

Il PE approva il trasferimento al 2015 dei fondi UE per i programmi nazionali che hanno subito ritardi, esorta Turchia e Armenia a normalizzare le relazioni approfittando del centenario del genocidio del popolo armeno (24 aprile 1915), chiede la fine della discriminazione del popolo Rom e il riconoscimento della Giornata commemorativa del genocidio avvenuto durante la II Guerra mondiale.

© European Union 2015 - European Parliament
© European Union 2015 - European Parliament

Il Parlamento ha approvato mercoledì le modifiche proposte al bilancio dell'Unione europea per il 2014-2017, per finanziare 300 programmi nazionali che hanno subito ritardi nel 2014. Queste modifiche consentiranno di stornare al periodo 2015-2017 21,1 miliardi di euro in stanziamenti d'impegno non utilizzati nel 2014.

In una risoluzione votata mercoledì, il PE ha sottolineato come l'Armenia e la Turchia dovrebbero approfittare del centenario del genocidio armeno per rinnovare le relazioni diplomatiche, aprire i confini e spianare la strada per l'integrazione economica. I deputati evidenziano la necessità per la Turchia di riconoscere il genocidio armeno, in vista di "una genuina riconciliazione". L’Aula ha anche elogiato la dichiarazione di Papa Francesco del 12 aprile in onore del centenario del genocidio.

Il Parlamento ha chiesto, in una risoluzione approvata in plenaria, maggiore impegno per porre fine alla discriminazione, ai reati di odio e all'incitamento all'odio nei confronti dei rom. Chiede poi il riconoscimento del 2 agosto come Giornata della memoria dell'olocausto dei rom, per commemorarne il genocidio durante la Seconda guerra mondiale.

 

Nella foto: In apertura di sessione l'Assemblea rispetta un minuto di silenzio per i migranti annegati nel Mediterraneo e per le vittime dell'attacco degli estremisti somali di al Shabaab, avvenuto il 2 aprile in Kenya, in un campus universitario di Garissa, nell'est del Paese: 148 morti e un'ottantina di feriti il pesante bilancio della strage.

Il Presidente Schulz ha chiesto alla comunità internazionale di agevolare la situazione dei rifugiati a Yarmouk, il campo profughi palestinese alle porte di Damasco, occupato quasi interamente dalle milizie islamiste ispirate all'Is, e ha detto che "Il ripetersi di queste calamità non ci deve indurre all'apatia".