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Cultura e patrimonio: un Forum di discussione a Viterbo

Il 4 novembre 2016, esperti, studenti e stakeholder si sono confrontati e hanno offerto spunti di riflessione verso una Strategia per la salvaguardia del patrimonio culturale europeo, nel contesto dell'evento "Cultura Svelata" organizzato dall'Ufficio d'Informazione del Parlamento europeo in Italia.

Università della Tuscia - Il chiostroChiostro dell'Università degli Studi della Tuscia, Viterbo
Viterbo, Università degli Studi della Tuscia - Il chiostro
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L'evento, svoltosi a Viterbo nella sede dell'Università degli Studi della Tuscia, è stato organizzato in due sessioni.

Nella prima si sono svolte, con l'ausilio di facilitatori e il contributo di esperti di settore, le riunioni dei tre tavoli tematici: Valorizzazione del Patrimonio culturale come driver per il turismo e la crescita; Innovazione e digitalizzazione nel settore culturale: opportunità da cogliere in particolare per PMI e Start-up; Giovani e cultura: quali opportunità?

Nella successiva sessione plenaria, svoltasi in Aula Magna, hanno portato i loro saluti ai partecipanti il Capo dell'Ufficio d'Informazione in Italia del PE, Gian Paolo Meneghini, il Rettore dell'Università della Tuscia, Alessandro Ruggieri, il Sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, il Consigliere della Regione Lazio, Enrico Panunzi, e Francesco Chiucchiurlotto, componente del Direttivo Anci Lazio.

Le domande più rappresentative emerse dai tavoli di lavoro sono state al centro della discussione con i rappresentanti delle istitutioni, moderata dal giornalista di Rai Parlamento, Sergio Carrara. Hnano preso parte al panel: il Vicepresidente del PE, Antonio Tajani, il Direttore esecutivo dell'Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT), Giovanni Bastianelli, il Presidente dell'Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) Massimo Tedeschi, gli esperti e il pubblico in sala. La Presidente della commissione Cultura e istruzione del PE, Silvia Costa, ha inviato un messaggio scritto.

 

I contributi degli esperti e dei partecipanti ai tavoli

Pubblichiamo di seguito gli interventi inviatici degli esperti e dagli stakeholder che hanno contribuito ai tavoli di lavoro.
I contenuti e le opinioni espresse sono degli autori.

Tavolo 1 - Valorizzazione del Patrimonio culturale come driver per il turismo e la crescita

Claudia Salvi, coordinatrice Europe Direct Roma - FormezPA

Investire nelle ciclovie per stimolare la crescita del turismo culturale nelle località poco visitate dai flussi turistici tradizionali

Le destinazioni culturali italiane, per poter essere competitive, dovrebbero diversificare quanto più possibile l’offerta, in modo da rispondere alle rinnovate motivazioni/bisogni dei turisti e contestualmente cercare di mantenere e accrescere le proprie risorse in modo da preservarle nel tempo, in un’ottica di sostenibilità economica, sociale e culturale.

Di qui l’esigenza di investire in  “nuovi turismi” che comprendono, oltre all’offerta legata ai beni archeologici e storico-artistici, tematismi quali:
- il turismo enogastronomico
- il turismo della memoria
- il turismo religioso
- il turismo del paesaggio culturale
- il turismo “naturalistico”, che nella sua accezione più ampia, comprende anche: il turismo “verde”, l’ecoturismo, il cicloturismo, il turismo rurale, l’agriturismo.

Arduino Fratarcangeli - Forum Terzo Settore Lazio

Economia dalla Cultura

Siamo parte di un territorio, di una comunità, intesi come un sistema materiale ed immateriale di valori, identità, usi, costumi, tipicità, simboli, segni, vincoli, storia. Siamo eredi e costruttori di tutto ciò che si tesaurizza meravigliosamente in ciò che chiamiamo Cultura. Territorio e Comunità sono un organismo  vivente, dinamico, interattivo. Un nous finalizzante di cui avere cura.

Per trasformare la Cultura ed il patrimonio che sa creare, in un volano di sviluppo economico, diventa indispensabile adottare un modo ordinato di ragionamento, un approccio progettuale integrato e partecipativo. Il piano di lavoro che propongo si declina nella correlazione tra Cultura e le tre grandi macro aree simboliche della vita dell’umanità: società, ambiente ed economia.  

Tavolo 2 - Innovazione e digitalizzazione nel settore culturale: opportunità da cogliere in particolare per PMI e Start-up

Donatella Gavrilovich - Dipartimento di Studi letterari, filosofici e di Storia dell’Arte - Università degli Studi di Roma Tor Vergata

In Italia gli studiosi hanno cominciato a interessarsi seriamente al problema della conservazione e valorizzazione dei beni relativi alle Arti dello Spettacolo, solo dopo la Conferenza Generale dell’UNESCO per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale (Parigi, 2003).

Allo spettacolo teatrale non è riconosciuta la dignità di ‘opera d’arte totale’ e per questo motivo le sue parti costituenti (ad es. schizzi di scena, figurini, costumi, spartiti, foto, modellini ecc.), una volta conclusasi la rappresentazione, sono smembrate e disseminate presso fondazioni, musei, collezioni, enti pubblici e privati di diverse città o nazioni.

Nel 2014 ho progettato un nuovo modello di catalogazione digitale online, il “Performance Knowledge base” (PKb), con il fine di ricostruire la perduta unità dello spettacolo attraverso i documenti e i materiali digitalizzati e di soddisfare le esigenze di una larga fascia di utenti (ad es. ricercatore, costumista, regista, danzatore, attore, amatore ecc.).

Tavolo 3 - Giovani e cultura: quali opportunità?

Maria Rita Minelli – BIC Lazio

La Regione Lazio, attraverso la sua società BIC Lazio, ad oggi si è dotata di un FabLab distribuito con sedi in tutte le province del Lazio. Partendo nel 2015 con il progetto “STAART UP – Creazione di FabLab* regionali per imprese operanti nel campo culturale, creativo e delle arti figurative” promosso dall’Assessorato alla Cultura e Politiche giovanili della Regione Lazio e finanziato dal POR-FESR 2007-2013 sono stati realizzati i Laboratori di Fabbricazione Digitale di Roma, Bracciano e Viterbo. Successivamente è stato realizzato il FabLab di Latina con fondi regionali a valere sulla legge regionale 35/90 e la il FabLab di Rieti (inaugurato in ott 2016) attraverso fondi regionali, a valere sul Progetto “Spazi attrezzati, potenziamento e sviluppo FabLab Lazio” del Piano “Lazio Creativo”. Attualmente è in fase di progettazione esecutiva l’ultimo dei FabLab della Regione Lazio per la provincia di Frosinone.