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Elezioni europee 2019? Stavolta voto per... Parliamone

L’Ufficio d’Informazione in Italia del Parlamento europeo ha organizzato il 6 settembre un incontro dedicato alla campagna informativa del PE in vista delle elezioni europee di maggio 2019 #stavoltavoto.

Tra i sessanta partecipanti, 15 recruiter di #stavoltavoto insieme a rappresentanti di associazioni giovanili chiave, tra cui Forum Nazionale Giovani, Pulse of Europe, Italia Camp, UN giovani, UNESCO giovani, Giovani federalisti europei, Erasmus Student Network, due Agenzie nazionali Erasmus+ (Agenzia Nazionale Giovani e Indire), rappresentanti del terzo settore, associazioni di volontariato, scouts (Agesci e Scouts d’Europa), Confcommercio giovani e i Giovani Industriali, studenti delle università di Roma La Sapienza e Luiss, Aspen Italia. Presenti la Rappresentanza della Commissione europea in Italia, i tre Europe Direct di Roma, Porta Futuro - Città Metropolitana di Roma Capitale.

Stephen Clark, Direttore degli Uffici d’informazione della DG Comunicazione del PE, ha introdotto e spiegato l’idea alla base della campagna informativa del Parlamento europeo, e il suo funzionamento.

Ospiti speciali i top recruiter italiani, tra i quali Anastasia, che ha convinto ad aderire alla campagna un numero di persone così alto da farla rientrare tra i migliori 10 in UE. Grazie a questo risultato, Anastasia è stata invitata a Strasburgo per assistere al dibattito sullo stato dell’Unione, che si svolgerà il 12 settembre. Dopo la sua partecipazione ad EYE, l’evento per i giovani europei svoltosi nel mese di giungo, Anastasia si è iscritta al sito stavoltavoto.eu e ha iniziato a dedicare tempo ed energia a “fare campagna” per invitare altre persone a votare nelle prossime elezioni europee di maggio 2019.  

Perché impegnarsi?

Anastasia - studentessa del secondo anno all’Università di Trento - pensa che è proprio nei momenti di crisi, come quello che stiamo vivendo, che si deve restare uniti. L’Unione europea “ha un potenziale inimmaginabile, e possiamo raggiungerlo soltanto con il lavoro di tutti”. “Ai miei coetanei - continua - che magari si chiedono perché andare a votare, perché esporsi, io dico che l’Europa, che ne siamo coscienti o meno, ci ha dato tanto, ci dà tanto e può darci tanto, ma può farlo solo se c’è dietro qualcuno che ci crede e che la sostiene, e io penso che siamo noi a dover agire come colonne portanti di quella che è l'Europa di adesso, ma soprattutto di quella che sarà l’Europa del futuro".

“La tematica della partecipazione politica per me è molto importante", dice Martina, una giovane laureata in Scienze Politiche. "Ho preso parte alla campagna, nel mio piccolo, in quanto la crescete disinformazione e la diffidenza rispetto a qualsiasi tema vicino all’UE sono abbastanza scoraggianti. La mobilitazione via social e un’informazione che passa da persona a persona sono un modo per avvicinare molti all’UE e sfatare diversi miti.”

Gianluca ha preso coscienza della necessità dell'Unione europea durante l’esperienza Erasmus. "Il Parlamento europeo si è sempre impegnato nella difesa dei diritti fondamentali delle persone e della democrazia. In questo momento storico delicato (crisi economica, democratica e con la comparsa dei nazionalismi) il Parlamento è di estrema importanza. Ed è anche l'unica istituzione dell'Unione europea eletta direttamente da noi cittadini e che ci rappresenta. Per queste ragioni, in vista delle elezioni europee del 2019, è necessario informare le persone sull'importanza del proprio voto.”

“Il mio impegno per questa campagna informativa a favore delle prossime elezioni europee si inquadra nella sensibilizzazione all'esercizio del diritto di voto”, ci dice Ambrogio. “Difatti, come in qualunque democrazia, il diritto di voto è essenziale all'espressione popolare, qualunque essa sia. Quindi spronare sempre una più larga parte della popolazione ad esercitare il proprio diritto al voto, fino a comprenderla tutta, rappresenta un obiettivo democratico che va perseguito al fine di migliorare l'Europa stessa, attraverso la scelta dei propri rappresentanti e quindi del lavoro da loro svolto all'interno del Parlamento Europeo.”

 

In molti hanno detto di apprezzare lo spirito di #stavoltavoto: una campagna vicina ai cittadini, che li fa diventare protagonisti. Ognuno di noi può essere la cassa di risonanza del messaggio europeo.
Molti ribadiscono l’importanza della partecipazione al voto, in particolare in questo periodo di crisi dei valori europei.

L'azione informativa dovrebbe mettere in risalto i vantaggi della cittadinanza europea, che non tutti riescono a percepire pienamente, e l’importanza dei valori fondanti dell’Unione. Molto si dà infatti per scontato, ma occorrerebbe avere memoria storica per capire quanta fatica è stata necessaria per consolidare gli obiettivi raggiunti.

In molti credono nell’Europa perché ha cambiato la loro vita: alcuni presenti in sala hanno partecipato al programma Erasmus, hanno allargato i loro orizzonti e sperimentato stili di vita diversi. Occorre dunque proseguire nell’azione di formazione e sensibilizzazione delle giovani generazioni.

Nell’azione di comunicazione non vanno dimenticati i settori più svantaggiati della popolazione, le realtà periferiche, quanti vivono ai margini, in una logica di inclusione.

Molti tra i partecipanti hanno condiviso le proprie esperienze e avanzato proposte: con alcuni dei partecipanti c’era già una collaborazione, con molti di loro si è trattato di un primo incontro. L’intenzione è di collaborare in futuro per dare forza all’iniziativa #stavoltavoto.

Tutti gli interventi

Andrea, VP dei Giovani imprenditori di Confcommercio e dei Giovani imprenditori europei, si meraviglia positivamente dell’attività intrapresa dai giovani presenti in sala. A suo avviso la formazione, sia negli studi che sul campo, è un valore aggiunto per i giovani europei.

Paolo crede da sempre nell’Unione europea. Secondo lui le EE19 saranno fondamentali per le future generazioni. L’Europa non può più essere definita solo un sogno, ma è un sogno che si è fatto realtà, come dimostra lo spostamento di molti giovani per studio o per lavoro in tutta l’Unione. È venuto a conoscenza di #stavoltavoto da Facebook.

Secondo Marianna, 26 anni da Napoli, praticante avvocato, in Italia manca la coscienza storica di quello che è stata l’Europa prima dei giorni nostri: anche questo contribuisce all’immagine dell’UE matrigna. I giovani nati come lei nel ’92 hanno conosciuto l’UE com’è ora e la vivono in pieno, però a molti di loro manca la visione storica. Inoltre, i cittadini vogliono sentirsi protagonisti e bisogna dare a ciascuno l’opportunità di esprimersi e agire in prima persona.

Stefania è un'europeista da sempre, e ha creato l’associazione Rifare l’Europa. Secondo lei, ognuno deve fare da cassa di risonanza per il messaggio europeo.

E' cresciuto con ideali europei molto blandi William, 21 anni studente di giurisprudenza. Si è fatto una sua idea ascoltando tutte le opinioni, ma nota che non c’è voglia di dialogo tra le diverse parti, e questo è scoraggiante. Secondo lui, anche se si hanno idee diverse, è importante confrontarsi ed esprimere il proprio disaccordo, muovendo critiche costruttive.

Claudia è la responsabile di Europe Direct Roma Innovazione, e mette a disposizione la struttura per la realizzare seminari informativi - anche via web - e coinvolgere quante più persone è possibile, per la promozione delle EE19.

Secondo una rappresentante dell’associazione Pulse for Europe, è necessario dare un’anima alla campagna, dando maggiore risalto ai valori dell’Unione europea che non sono percepiti abbastanza. A suo avviso, andrebbero enfatizzati i risultati concreti ottenuti dall'Unione europea nei vari campi di azione delle sue politiche, collegando chiaramente tali risultati agli interventi UE.

Tommaso, del consiglio direttivo dei giovani ONU, si è fatto coinvolgere dall’UE sin dalla sua esperienza in Erasmus. Secondo lui, la campagna dovrebbe cercare il più possibile di raggiungere i contesti marginali e le persone senza mezzi adeguati o svantaggiate. Per lui insomma, se non ci si apre verso l'esterno il rischio è di interagire con chi già conosce gli argomenti ed è sensibile ai temi europei.

Proprio di un contesto difficile ci parla Fabio, insegnante in un istituto scolastico di Ostia, raccontando l’esperienza fatta con i suoi studenti grazie al programma Scuola ambasciatrice del PE. Molti di quei ragazzi hanno alle spalle storie di vita difficili, e il contesto nel quale tanti di loro vivono non è tra i migliori. I ragazzi sono stati coinvolti nell’attività cercando di creare un legame tra le loro esperienze dirette e l’Europa. Dopo un anno di percorso di approfondimento sul PE, sono partiti sul cammino reale della via Francigena. Andranno di certo a votare: lui non sa dire per cosa, ma ci andranno.

Giovanni, dottorando a La Sapienza, ritiene si debba ribaltare la fama dell’Unione europea, calpestata ingiustamente soprattutto dai politici. Nota una pesante emorragia di ideali europei e derive anti-europee anche tra coloro che sono stati europeisti, e invita a fare attenzione a chi ci è vicino in modo da recuperare tutte le situazioni possibili. Secondo lui, in termini calcistici, forse i campionati si vincono in trasferta ma dobbiamo concentrarci a vincere le partite in casa.

Giulia, studentessa e membro dell’Osservatorio europeo della Sapienza, ritiene che le istituzioni europee abbiano un difetto di comunicazione verso l’esterno, e che il canale informativo vada migliorato. In particolare, molti giovani non seguono una formazione europea.

Secondo Dario di Porta Futuro - Città Metropolitana di Roma Capitale, si deve spiegare con chiarezza cosa fa l’UE per i suoi cittadini, comunicando la positività dell’essere europei. Le istituzioni dovrebbero mettere a disposizione luoghi dove incontrarsi e contenuti sui quali discutere.

Davide - ex tirocinante al PE - dice che andrebbe cambiata l’immagine dei tecnocrati sui media tradizionali. A suo avviso, alcune categorie di cittadini percepiscono in modo errato ciò che fa l’Unione europea. È importante condividere le opinioni e uscire dalle cerchie precostituite.

Stefano del CIME auspica che, rispetto al passato, la campagna per le EE19 esca dal contesto nazionale.  

Un esempio di cosa si può fare per informare un numero crescente di giovani lo dà Chiara, studentessa della LUISS facoltà di Scienze politiche, che ci parla dell’attività dell’associazione di cui è membro, e con la quale ha impostato un progetto di simulazione delle attività del PE. In questo modo sarà possibile sensibilizzare i colleghi di ateneo sui temi europei, veicolando la campagna informativa per le Elezioni europee.

Secondo Umberto, professore della Sapienza, in Università si dovrebbe parlare molto di più di Europa e propone di creare una rete di atenei per veicolare le informazioni. L’Europa dovrebbe inoltre affrontare anche temi globali.

Matteo, dei Giovani federalisti europei, ci racconta la campagna #sottosopra, attraverso la quale si parla di Europa nelle periferie. Non è facile infatti fare arrivare l’Europa in alcune realtà: ecco allora che l'Europa viene portata nei luoghi frequentati giornalmente dai cittadini.

Mariano dell'associazione Italia Camp, parla di iniziative con il programma EPAS (Scuola ambasciatrice del Parlamento europeo) che secondo lui sono molto utili perché a volte basta “accendere una scintilla”.