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Fermare la persecuzione della minoranza Rohingya

A causa dei recenti sviluppi della situazione in Birmania, con la fuga verso il vicino Bangladesh di oltre 300.000 rohingya musulmani, il PE ha adottato una risoluzione e rimandato a data da destinarsi la visita di una delegazione della commissione Commercio internazionale del PE.

Da anni il Parlamento europeo condanna il trattamento della comunità Rohingya in Birmania, definito dalle Nazioni Unite come "pulizia etnica". Ad agosto 2017, un gruppo di ribelli rohingya ha attaccato un posto di polizia e una base militare nello stato di Rakhine scatenando una violenta repressione da parte dell'esercito. Circa un terzo della popolazione (300.000 persone su un milione) ha cercato dunque rifugio nel vicino Bangladesh.

Durante la plenaria di settembre 2017 gli eurodeputati hanno votato una risoluzione nella quale chiedono alle forze militari e di sicurezza birmane di porre termine a tale situazione, esortano la Birmania a garantire l’accesso agli osservatori indipendenti per investigare sulle gravi violazioni dei diritti umani, e invitano gli Stati membri dell'UE e la Commissione europea a sostenere i rifugiati.

Gli europarlamentari hanno chiesto inoltre al premio Nobel e premio Sacharov Aung San Suu Kyi, consigliera di stato birmana, di condannare chiaramente ogni istigazione all'odio razziale o religioso, e combattere le discriminazioni e le violenze contro la minoranza Rohingya.

Il presidente della sotto-commissione per i diritti dell'uomo del PE, Pier Antonio Panzeri, ha definito "drammatica" la situazione in Myanmar e commentato che "l’atteggiamento nei confronti dei Rohingya conferma la deriva antidemocratica del Paese: si vuole eliminare una minoranza etnica e religiosa".

Continua la lettura del comunicato stampa | Servizio stampa | Parlamento europeo
 

Articolo pubblicato il 25 settembre 2017